Concordanza di Haller: A
- Poi Dio disse: `Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sul bestiame e su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra'. Gen. 1:26
- E Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Gen. 1:27
- E ad ogni animale della terra e ad ogni uccello dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra ed ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento'. E così fu. Gen. 1:30
- E l'Eterno Iddio fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e il cui frutto era buono da mangiare, e l'albero della vita in mezzo al giardino, e l'albero della conoscenza del bene e del male. Gen. 2:9
- Il nome del terzo fiume è Hiddekel, ed è quello che scorre a oriente dell'Assiria. E il quarto fiume è l'Eufrate. Gen. 2:14
- E l'uomo dette de' nomi a tutto il bestiame, agli uccelli dei cieli e ad ogni animale dei campi; ma per l'uomo non si trovò aiuto che gli fosse convenevole. Gen. 2:20
- ma del frutto dell'albero ch'è in mezzo al giardino Iddio ha detto: Non ne mangiate e non lo toccate, che non abbiate a morire'. Gen. 3:3
- E la donna vide che il frutto dell'albero era buono a mangiarsi, ch'era bello a vedere, e che l'albero era desiderabile per diventare intelligente; prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al suo marito ch'era con lei, ed egli ne mangiò. Gen. 3:6
- Poi l'Eterno Iddio disse: `Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, quanto a conoscenza del bene e del male. Guardiamo ch'egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, e ne mangi, e viva in perpetuo'. Gen. 3:22
- E avvenne, di lì a qualche tempo, che Caino fece un'offerta di frutti della terra all'Eterno; Gen. 4:3
- E l'Eterno disse a Caino: `Perché sei tu irritato? e perché hai il volto abbattuto? Gen. 4:6
- Se fai bene non rialzerai tu il volto? ma, se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desiderî son vòlti a te; ma tu lo devi dominare!'. Gen. 4:7
- E l'Eterno disse a Caino: `Dov'è Abele tuo fratello?' Ed egli rispose: `Non lo so; sono io forse il guardiano di mio fratello?' Gen. 4:9
- E l'Eterno disse: `Che hai tu fatto? la voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. Gen. 4:10
- E Caino conobbe la sua moglie, la quale concepì e partorì Enoc. Poi si mise a edificare una città, a cui diede il nome di Enoc, dal nome del suo figliuolo. Gen. 4:17
- E Adamo conobbe ancora la sua moglie, ed essa partorì un figliuolo, a cui pose nome Seth, `perché' ella disse, `Iddio m'ha dato un altro figliuolo al posto d'Abele, che Caino ha ucciso'. Gen. 4:25
- E anche a Seth nacque un figliuolo, a cui pose nome Enosh. Allora si cominciò a invocare il nome dell'Eterno. Gen. 4:26
- Questo è il libro della posterità d'Adamo. Nel giorno che Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio; Gen. 5:1
- Adamo visse centotrent'anni, generò un figliuolo, a sua somiglianza, conforme alla sua immagine, e gli pose nome Seth; Gen. 5:3
- Or quando gli uomini cominciarono a moltiplicare sulla faccia della terra e furon loro nate delle figliuole, Gen. 6:1
- Or la terra era corrotta davanti a Dio; la terra era ripiena di violenza. Gen. 6:11
- E Dio disse a Noè: `Nei miei decreti, la fine d'ogni carne è giunta; poiché la terra, per opera degli uomini, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò, insieme con la terra. Gen. 6:13
- Fatti un'arca di legno di gofer; falla a stanze, e spalmala di pece, di dentro e di fuori. Gen. 6:14
- Farai all'arca una finestra, in alto, e le darai la dimensione d'un cubito; metterai la porta da un lato, e farai l'arca a tre piani: uno da basso, un secondo e un terzo piano. Gen. 6:16
- Degli uccelli secondo le loro specie del bestiame secondo le sue specie, e di tutti i rettili della terra secondo le loro specie, due d'ogni specie verranno a te, perché tu li conservi in vita. Gen. 6:20
- E tu prenditi d'ogni cibo che si mangia, e fattene provvista, perché serva di nutrimento a te e a loro'. Gen. 6:21
- E l'Eterno disse a Noè: `Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, poiché t'ho veduto giusto nel mio cospetto, in questa generazione. Gen. 7:1
- poiché di qui a sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti, e sterminerò di sulla faccia della terra tutti gli esseri viventi che ho fatto'. Gen. 7:4
- vennero delle coppie, maschio e femmina, a Noè nell'arca, come Dio avea comandato a Noè. Gen. 7:9
- D'ogni carne in cui è alito di vita venne una coppia a Noè nell'arca: Gen. 7:15
- venivano maschio e femmina d'ogni carne, come Dio avea comandato a Noè; poi l'Eterno lo chiuse dentro l'arca. Gen. 7:16
- le acque andarono del continuo ritirandosi di sulla terra, e alla fine di centocinquanta giorni cominciarono a scemare. Gen. 8:3
- E in capo a quaranta giorni, Noè aprì la finestra che avea fatta nell'arca, Gen. 8:6
- Ma la colomba non trovò dove posar la pianta del suo piede, e tornò a lui nell'arca, perché c'eran delle acque sulla superficie di tutta la terra; ed egli stese la mano, la prese, e la portò con sé dentro l'arca. Gen. 8:9
- E la colomba tornò a lui, verso sera; ed ecco, essa aveva nel becco una foglia fresca d'ulivo; onde Noè capì che le acque erano scemate sopra la terra. Gen. 8:11
- E aspettò altri sette giorni, poi mandò fuori la colomba; ma essa non tornò più a lui. Gen. 8:12
- E Dio parlò a Noè, dicendo: Gen. 8:15
- E l'Eterno sentì un odor soave; e l'Eterno disse in cuor suo: `Io non maledirò più la terra a cagione dell'uomo, poiché i disegni del cuor dell'uomo sono malvagi fin dalla sua fanciullezza; e non colpirò più ogni cosa vivente, come ho fatto. Gen. 8:21
- Il sangue di chiunque spargerà il sangue dell'uomo sarà sparso dall'uomo, perché Dio ha fatto l'uomo a immagine sua. Gen. 9:6
- Poi Dio parlò a Noè e ai suoi figliuoli con lui, dicendo: Gen. 9:8
- `Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi e con la vostra progenie dopo voi, Gen. 9:9
- e con tutti gli esseri viventi che sono con voi: uccelli, bestiame, e tutti gli animali della terra con voi; da tutti quelli che sono usciti dall'arca, a tutti quanti gli animali della terra. Gen. 9:10
- E Dio disse: `Ecco il segno del patto che io fo tra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi, per tutte le generazioni a venire. Gen. 9:12
- E Dio disse a Noè: `Questo è il segno del patto che io ho stabilito fra me e ogni carne che è sulla terra'. Gen. 9:17
- Or Noè, ch'era agricoltore, cominciò a piantar la vigna; Gen. 9:20
- E Cam, padre di Canaan, vide la nudità del padre suo, e andò a dirlo fuori, ai suoi fratelli. Gen. 9:22
- Questa è la posterità dei figliuoli di Noè: Sem, Cam e Jafet; e a loro nacquero de' figliuoli, dopo il diluvio. Gen. 10:1
- E Cush generò Nimrod, che cominciò a esser potente sulla terra. Gen. 10:8
- E i confini dei Cananei andarono da Sidon, in direzione di Gherar, fino a Gaza; e in direzione di Sodoma, Gomorra, Adma e Tseboim, fino a Lesha. Gen. 10:19
- Anche a Sem, padre di tutti i figliuoli di Eber e fratello maggiore di Jafet, nacquero de' figliuoli. Gen. 10:21
- E l'Eterno disse: `Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti il medesimo linguaggio; e questo è il principio del loro lavoro; ora nulla li impedirà di condurre a termine ciò che disegnano di fare. Gen. 11:6
- Perciò a questa fu dato il nome di Babel perché l'Eterno confuse quivi il linguaggio di tutta la terra, e di là l'Eterno li disperse sulla faccia di tutta la terra. Gen. 11:9
- E Terah prese Abramo, suo figliuolo, e Lot, figliuolo di Haran, cioè figliuolo del suo figliuolo, e Sarai sua nuora, moglie d'Abramo suo figliuolo, e uscirono insieme da Ur de' Caldei per andare nel paese di Canaan; e, giunti a Charan, dimorarono quivi. Gen. 11:31
- E di là si trasportò verso la montagna a oriente di Bethel, e piantò le sue tende, avendo Bethel a occidente e Ai ad oriente; e quivi edificò un altare all'Eterno e invocò il nome dell'Eterno. Gen. 12:8
- E come stava per entrare in Egitto, disse a Sarai sua moglie: `Ecco, io so che tu sei una donna di bell'aspetto; Gen. 12:11
- e avverrà che quando gli Egiziani t'avranno veduta, diranno: Ella è sua moglie; e uccideranno me, ma a te lasceranno la vita. Gen. 12:12
- Deh, di' che sei mia sorella, perché io sia trattato bene a motivo di te, e la vita mi sia conservata per amor tuo'. Gen. 12:13
- E i principi di Faraone la videro e la lodarono dinanzi a Faraone; e la donna fu menata in casa di Faraone. Gen. 12:15
- Ma l'Eterno colpì Faraone e la sua casa con grandi piaghe, a motivo di Sarai, moglie d'Abramo. Gen. 12:17
- E continuò il suo viaggio dal mezzogiorno fino a Bethel, al luogo ove da principio era stata la sua tenda, fra Bethel ed Ai, Gen. 13:3
- E nacque una contesa fra i pastori del bestiame d'Abramo e i pastori del bestiame di Lot. I Cananei e i Ferezei abitavano a quel tempo nel paese. Gen. 13:7
- E Abramo disse a Lot: `Deh, non ci sia contesa fra me e te, né fra i miei pastori e i tuoi pastori, poiché siam fratelli! Gen. 13:8
- Tutto il paese non sta esso davanti a te? Deh, sepàrati da me! Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; e se tu vai a destra, io andrò a sinistra'. Gen. 13:9
- E Lot alzò gli occhi e vide l'intera pianura del Giordano. Prima che l'Eterno avesse distrutto Sodoma e Gomorra, essa era tutta quanta irrigata fino a Tsoar, come il giardino dell'Eterno, come il paese d'Egitto. Gen. 13:10
- Abramo dimorò nel paese di Canaan, e Lot abitò nelle città della pianura e andò piantando le sue tende fino a Sodoma. Gen. 13:12
- E l'Eterno disse ad Abramo, dopo che Lot si fu separato da lui: `Alza ora gli occhi tuoi e mira, dal luogo dove sei, a settentrione, a mezzogiorno, a oriente, a occidente. Gen. 13:14
- Tutto il paese che vedi, lo darò a te e alla tua progenie, in perpetuo. Gen. 13:15
- Allora Abramo levò le sue tende, e venne ad abitare alle querce di Mamre, che sono a Hebron; e quivi edificò un altare all'Eterno. Gen. 13:18
- ch'essi mossero guerra a Bera re di Sodoma, a Birsha re di Gomorra, a Scinear re di Adma, a Scemeber re di Tseboim e al re di Bela, che è Tsoar. Gen. 14:2
- Per dodici anni erano stati soggetti a Kedorlaomer, e al tredicesimo anno si erano ribellati. Gen. 14:4
- E nell'anno quattordicesimo, Kedorlaomer e i re ch'erano con lui vennero e sbaragliarono i Refei ad Ashteroth-Karnaim, gli Zuzei a Ham, gli Emei nella pianura di Kiriathaim Gen. 14:5
- e gli Horei nella loro montagna di Seir fino a El-Paran, che è presso al deserto. Gen. 14:6
- Poi tornarono indietro e vennero a En-Mishpat, che è Kades, e sbaragliarono gli Amalekiti su tutto il loro territorio, e così pure gli Amorei, che abitavano ad Hatsatson-Tamar. Gen. 14:7
- E uno degli scampati venne a dirlo ad Abramo, l'Ebreo, che abitava alle querce di Mamre l'Amoreo, fratello di Eshcol e fratello di Aner, i quali aveano fatto alleanza con Abramo. Gen. 14:13
- E Abramo, com'ebbe udito che il suo fratello era stato fatto prigioniero, armò trecentodiciotto de' suoi più fidati servitori, nati in casa sua, ed inseguì i re fino a Dan. Gen. 14:14
- E, divisa la sua schiera per assalirli di notte, egli coi suoi servi li sconfisse e l'inseguì fino a Hobah, che è a sinistra di Damasco. Gen. 14:15
- giurando che non prenderei neppure un filo, né un laccio di sandalo, di tutto ciò che t'appartiene; perché tu non abbia a dire: Io ho arricchito Abramo. Gen. 14:23
- E Sarai disse ad Abramo: `L'ingiuria fatta a me, ricade su te. Io t'ho dato la mia serva in seno; e da che ella s'è accorta ch'era incinta, mi guarda con disprezzo. L'Eterno sia giudice fra me e te'. Gen. 16:5
- E Abramo rispose a Sarai: `Ecco, la tua serva è in tuo potere; fa' con lei come ti piacerà'. Sarai la trattò duramente, ed ella se ne fuggì da lei. Gen. 16:6
- esso sarà tra gli uomini come un asino salvatico; la sua mano sarà contro tutti, e la mano di tutti contro di lui; e abiterà in faccia a tutti i suoi fratelli'. Gen. 16:12
- `Quanto a me, ecco il patto che fo con te; tu diverrai padre di una moltitudine di nazioni; Gen. 17:4
- E a te e alla tua progenie dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perpetuo; e sarò loro Dio'. Gen. 17:8
- Poi Dio disse ad Abrahamo: `Quanto a te, tu osserverai il mio patto: tu e la tua progenie dopo di te, di generazione in generazione. Gen. 17:9
- E Dio disse ad Abrahamo: `Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamar più Sarai; il suo nome sarà, invece Sara. Gen. 17:15
- Allora Abrahamo si prostrò con la faccia in terra e rise; e disse in cuor suo: `Nascerà egli un figliuolo a un uomo di cent'anni? e Sara, che ha novant'anni, partorirà ella?' Gen. 17:17
- E Abrahamo disse a Dio: `Di grazia, viva Ismaele nel tuo cospetto!' Gen. 17:18
- Quanto a Ismaele, io t'ho esaudito. Ecco, io l'ho benedetto, e farò che moltiplichi e s'accresca grandissimamente. Egli genererà dodici principi, e io farò di lui una grande nazione. Gen. 17:20
- Abrahamo alzò gli occhi, ed ecco che scòrse tre uomini, i quali stavano dinanzi a lui; e come li ebbe veduti, corse loro incontro dall'ingresso della tenda, si prostrò fino a terra, e disse: Gen. 18:2
- `Deh, Signor mio, se ho trovato grazia davanti a te, non passare senza fermarti dal tuo servo! Gen. 18:3
- Io andrò a prendere un pezzo di pane, e vi fortificherete il cuore; poi, continuerete il vostro cammino; poiché per questo siete passati presso al vostro servo'. E quelli dissero: `Fa' come hai detto'. Gen. 18:5
- Poi Abrahamo corse all'armento, ne tolse un vitello tenero e buono, e lo diede a un servo, il quale s'affrettò a prepararlo. Gen. 18:7
- E prese del burro, del latte e il vitello ch'era stato preparato, e li pose davanti a loro; ed egli se ne stette in piè presso di loro sotto l'albero. E quelli mangiarono. Gen. 18:8
- E l'altro: `Tornerò certamente da te fra un anno; ed ecco, Sara tua moglie avrà un figliuolo'. E Sara ascoltava all'ingresso della tenda, ch'era dietro a lui. Gen. 18:10
- Poiché io l'ho prescelto affinché ordini ai suoi figliuoli, e dopo di sé alla sua casa, che s'attengano alla via dell'Eterno per praticare la giustizia e l'equità, onde l'Eterno ponga ad effetto a pro d'Abrahamo quello che gli ha promesso'. Gen. 18:19
- io scenderò e vedrò se hanno interamente agito secondo il grido che n'è pervenuto a me; e, se così non è, lo saprò'. Gen. 18:21
- Forse ci son cinquanta giusti nella città; farai tu perire anche quelli? o non perdonerai tu a quel luogo per amore de' cinquanta giusti che vi sono? Gen. 18:24
- E l'Eterno disse: `Se trovo nella città di Sodoma cinquanta giusti, perdonerò a tutto il luogo per amor d'essi'. Gen. 18:26
- forse, a que' cinquanta giusti ne mancheranno cinque; distruggerai tu tutta la città per cinque di meno?' E l'Eterno: `Se ve ne trovo quarantacinque non la distruggerò'. Gen. 18:28
- Abrahamo continuò a parlargli e disse: `Forse, vi se ne troveranno quaranta'. E l'Eterno: `Non lo farò, per amor dei quaranta'. Gen. 18:29
- Or i due angeli giunsero a Sodoma verso sera; e Lot stava sedendo alla porta di Sodoma; e, come li vide, s'alzò per andar loro incontro e si prostrò con la faccia a terra, e disse: Gen. 19:1
- Ecco, ho due figliuole che non hanno conosciuto uomo; deh, lasciate ch'io ve le meni fuori, e voi fate di loro quel che vi piacerà; soltanto non fate nulla a questi uomini, poiché son venuti all'ombra del mio tetto'. Gen. 19:8
- Ma essi gli dissero: `Fatti in là!' E ancora: `Quest'individuo è venuto qua come straniero, e la vuol far da giudice! Ora faremo a te peggio che a quelli!' E, premendo Lot con violenza, s'avvicinarono per sfondare la porta. Gen. 19:9
- E colpirono di cecità la gente ch'era alla porta della casa, dal più piccolo al più grande, talché si stancarono a cercar la porta. Gen. 19:11
- E quegli uomini dissero a Lot: `Chi hai tu ancora qui? fa' uscire da questo luogo generi, figliuoli, figliuole e chiunque de' tuoi è in questa città; Gen. 19:12
- poiché noi distruggeremo questo luogo, perché il grido contro i suoi abitanti è grande nel cospetto dell'Eterno, e l'Eterno ci ha mandati a distruggerlo'. Gen. 19:13
- E avvenne che quando li ebbero fatti uscire, uno di quegli uomini disse: `Sàlvati la vita! non guardare indietro, e non ti fermare in alcun luogo della pianura; sàlvati al monte, che tu non abbia a perire!' Gen. 19:17
- E quegli a lui: `Ecco, anche questa grazia io ti concedo: di non distruggere la città, della quale hai parlato. Gen. 19:21
- Il sole si levava sulla terra quando Lot arrivò a Tsoar. Gen. 19:23
- Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro, e diventò una statua di sale. Gen. 19:26
- E Abrahamo si levò la mattina a buon'ora, e andò al luogo dove s'era prima fermato davanti all'Eterno; Gen. 19:27
- Vieni, diamo a bere del vino a nostro padre, e giaciamoci con lui, affinché possiamo conservare la razza di nostro padre'. Gen. 19:32
- E quella stessa notte dettero a bere del vino al loro padre; e la maggiore entrò e si giacque con suo padre; ed egli non s'accorse né quando essa si coricò né quando si levò. Gen. 19:33
- E avvenne che il dì seguente, la maggiore disse alla minore: `Ecco, la notte passata io mi giacqui con mio padre; diamogli a bere del vino anche questa notte; e tu entra, e giaciti con lui, affinché possiamo conservare la razza di nostro padre'. Gen. 19:34
- E anche quella notte dettero a bere del vino al padre loro, e la minore andò a giacersi con lui; ed egli non s'accorse né quando essa si coricò né quando si levò. Gen. 19:35
- E Abrahamo diceva di Sara sua moglie: `Ell'è mia sorella'. E Abimelec, re di Gherar, mandò a pigliar Sara. Gen. 20:2
- Ma Dio venne, di notte, in un sogno, ad Abimelec, e gli disse: `Ecco, tu sei morto, a motivo della donna che ti sei presa; perch'ella ha marito'. Gen. 20:3
- Or Abimelec non s'era accostato a lei; e rispose: `Signore, faresti tu perire una nazione, anche se giusta? Gen. 20:4
- Or dunque, restituisci la moglie a quest'uomo, perché è profeta; ed egli pregherà per te, e tu vivrai. Ma, se non la restituisci, sappi che, per certo, morrai: tu e tutti i tuoi'. Gen. 20:7
- E di nuovo Abimelec disse ad Abrahamo: `A che miravi, facendo questo?' Gen. 20:10
- E Abrahamo rispose: `L'ho fatto, perché dicevo fra me: Certo, in questo luogo non c'è timor di Dio; e m'uccideranno a causa di mia moglie. Gen. 20:11
- `Ecco, il mio paese ti sta dinanzi; dimora dovunque ti piacerà'. E a Sara disse: Gen. 20:15
- `Ecco, io ho dato a tuo fratello mille pezzi d'argento; questo ti sarà un velo sugli occhi di fronte a tutti quelli che sono teco, e sarai giustificata dinanzi a tutti'. Gen. 20:16
- Poiché l'Eterno avea del tutto resa sterile l'intera casa di Abimelec, a motivo di Sara moglie di Abrahamo. Gen. 20:18
- L'Eterno visitò Sara come avea detto; e l'Eterno fece a Sara come aveva annunziato. Gen. 21:1
- E la cosa dispiacque fortemente ad Abrahamo, a motivo del suo figliuolo. Gen. 21:11
- Ma Dio disse ad Abrahamo: `Questo non ti dispiaccia, a motivo del fanciullo e della tua serva; acconsenti a tutto quello che Sara ti dirà; poiché da Isacco uscirà la progenie che porterà il tuo nome. Gen. 21:12
- E se ne andò, e si pose a sedere dirimpetto, a distanza d'un tiro d'arco; perché diceva: `Ch'io non vegga morire il fanciullo!' E sedendo così dirimpetto, alzò la voce e pianse. Gen. 21:16
- Così fecero alleanza a Beer-Sceba. Poi Abimelec, con Picol, capo del suo esercito, si levò, e se ne tornarono nel paese de' Filistei. Gen. 21:32
- E Abrahamo piantò un tamarindo a Beer-Sceba, e invocò quivi il nome dell'Eterno, l'Iddio della eternità. Gen. 21:33
- E Abrahamo disse ai suoi servitori: `Rimanete qui con l'asino; io ed il ragazzo andremo fin colà e adoreremo; poi torneremo a voi'. Gen. 22:5
- E Abrahamo prese le legna per l'olocausto e le pose addosso a Isacco suo figliuolo; poi prese in mano sua il fuoco e il coltello, e tutti e due s'incamminarono assieme. Gen. 22:6
- E Abrahamo alzò gli occhi, guardò, ed ecco dietro a sé un montone, preso per le corna in un cespuglio. E Abrahamo andò, prese il montone, e l'offerse in olocausto invece del suo figliuolo. Gen. 22:13
- E Abrahamo pose nome a quel luogo Iehovah-jireh. Per questo si dice oggi: `Al monte dell'Eterno sarà provveduto'. Gen. 22:14
- Poi Abrahamo se ne tornò ai suoi servitori; e si levarono, e se n'andarono insieme a Beer-Sceba. E Abrahamo dimorò a Beer-Sceba. Gen. 22:19
- Dopo queste cose avvenne che fu riferito ad Abrahamo questo: `Ecco, Milca ha partorito anch'ella de' figliuoli a Nahor, tuo fratello: Gen. 22:20
- E Bethuel generò Rebecca. Questi otto Milca partorì a Nahor, fratello d'Abrahamo. Gen. 22:23
- E Sara morì a Kiriat-Arba, che è Hebron, nel paese di Canaan; e Abrahamo venne a far duolo di Sara e a piangerla. Gen. 23:2
- `Se piace a voi ch'io tolga il mio morto d'innanzi a me e lo seppellisca, ascoltatemi, e intercedete per me presso Efron figliuolo di Zohar Gen. 23:8
- E Abrahamo fece a modo di Efron; e Abrahamo pesò a Efron il prezzo ch'egli avea detto in presenza de' figliuoli di Heth, quattrocento sicli d'argento, di buona moneta mercantile. Gen. 23:16
- Così il campo di Efron ch'era a Macpela dirimpetto a Mamre, il campo con la caverna che v'era, e tutti gli alberi ch'erano nel campo e in tutti i confini all'intorno, Gen. 23:17
- Dopo questo, Abrahamo seppellì Sara sua moglie nella spelonca del campo di Macpela dirimpetto a Mamre, che è Hebron, nel paese di Canaan. Gen. 23:19
- L'Eterno, l'Iddio dei cieli, che mi trasse dalla casa di mio padre e dal mio paese natale e mi parlò e mi giurò dicendo: - Io darò alla tua progenie questo paese, - egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, e tu prenderai di là una moglie per il mio figliuolo. Gen. 24:7
- Poi il servo prese dieci cammelli fra i cammelli del suo signore, e si partì, avendo a sua disposizione tutti i beni del suo signore; e, messosi in viaggio, andò in Mesopotamia, alla città di Nahor. Gen. 24:10
- E, fatti riposare sulle ginocchia i cammelli fuori della città presso a un pozzo d'acqua, verso sera, all'ora in cui le donne escono ad attinger acqua, disse: Gen. 24:11
- Ecco, io sto qui presso a questa sorgente; e le figlie degli abitanti della città usciranno ad attinger acqua. Gen. 24:13
- E il servo le corse incontro, e le disse: `Deh, dammi a bere un po' d'acqua della tua brocca'. Gen. 24:17
- Ed ella rispose: `Bevi, signor mio'; e s'affrettò a calarsi la brocca sulla mano, e gli diè da bere. Gen. 24:18
- E quand'ebbe finito di dargli da bere, disse: `Io ne attingerò anche per i tuoi cammelli finché abbian bevuto a sufficienza'. Gen. 24:19
- Ed ella rispose: `Son figliuola di Bethuel figliuolo di Milca, ch'ella partorì a Nahor'. Gen. 24:24
- `Benedetto l'Eterno, l'Iddio d'Abrahamo mio signore, che non ha cessato d'esser benigno e fedele verso il mio signore! Quanto a me, l'Eterno mi ha messo sulla via della casa dei fratelli del mio signore'. Gen. 24:27
- E la fanciulla corse a raccontare queste cose a casa di sua madre. Gen. 24:28
- Com'ebbe veduto l'anello e i braccialetti ai polsi di sua sorella ed ebbe udite le parole di Rebecca sua sorella che diceva: `Quell'uomo m'ha parlato così', venne a quell'uomo, ed ecco ch'egli se ne stava presso ai cammelli, vicino alla sorgente. Gen. 24:30
- L'uomo entrò in casa, e Labano scaricò i cammelli, diede strame e foraggio ai cammelli, e portò acqua per lavare i piedi a lui e a quelli ch'eran con lui. Gen. 24:32
- - Deh, dammi da bere! - Ed ella s'è affrettata a calare la brocca dalla spalla, e m'ha risposto: - Bevi! e darò da bere anche ai tuoi cammelli. - Così ho bevuto io ed ella ha abbeverato anche i cammelli. Gen. 24:46
- E mi sono inchinato, ho adorato l'Eterno e ho benedetto l'Eterno, l'Iddio d'Abrahamo mio signore, che m'ha condotto per la retta via a prendere per il figliuolo di lui la figliuola del fratello del mio signore. Gen. 24:48
- E ora, se volete usare benignità e fedeltà verso il mio signore, ditemelo; e se no, ditemelo lo stesso, e io mi volgerò a destra o a sinistra'. Gen. 24:49
- E quando il servo d'Abrahamo ebbe udito le loro parole, si prostrò a terra dinanzi all'Eterno. Gen. 24:52
- Il servo trasse poi fuori oggetti d'argento e oggetti d'oro, e vesti, e li dette a Rebecca; e donò anche delle cose preziose al fratello e alla madre di lei. Gen. 24:53
- `Chi è quell'uomo che viene pel campo incontro a noi?' Il servo rispose: `È il mio signore'. Ed ella, preso il suo velo, se ne coprì. Gen. 24:65
- E il servo raccontò a Isacco tutto quello che avea fatto. Gen. 24:66
- E Abrahamo dette tutto quello che possedeva a Isacco; Gen. 25:5
- E Isacco e Ismaele, suoi figliuoli, lo seppellirono nella spelonca di Macpela nel campo di Efron figliuolo di Tsoar lo Hitteo, ch'è dirimpetto a Mamre: Gen. 25:9
- E i suoi figliuoli abitarono da Havila fino a Shur, ch'è dirimpetto all'Egitto, andando verso l'Assiria. Egli si stabilì di faccia a tutti i suoi fratelli. Gen. 25:18
- E i bambini si urtavano nel suo seno; ed ella disse: `Se così è, perché vivo?' E andò a consultare l'Eterno. Gen. 25:22
- Ed Esaù disse a Giacobbe: `Deh, dammi da mangiare un po' di cotesta minestra rossa; perché sono stanco'. Per questo fu chiamato Edom. Gen. 25:30
- E Giacobbe disse: `Prima, giuramelo'. Ed Esaù glielo giurò, e vendé la sua primogenitura a Giacobbe. Gen. 25:33
- E Giacobbe diede a Esaù del pane e della minestra di lenticchie. Ed egli mangiò e bevve; poi si levò, e se ne andò. Così Esaù sprezzò la primogenitura. Gen. 25:34
- Or ci fu la carestia nel paese, oltre la prima carestia che c'era stata al tempo d'Abrahamo. E Isacco andò da Abimelec, re dei Filistei, a Gherar. Gen. 26:1
- Soggiorna in questo paese, e io sarò teco e ti benedirò, poiché io darò a te e alla tua progenie tutti questi paesi, e manterrò il giuramento che feci ad Abrahamo tuo padre, Gen. 26:3
- E quando la gente del luogo gli faceva delle domande intorno alla sua moglie, egli rispondeva: `È mia sorella'; perché avea paura di dire: `È mia moglie'. `Non vorrei', egli pensava, `che la gente del luogo avesse ad uccidermi, a motivo di Rebecca'. Poiché ella era di bell'aspetto. Gen. 26:7
- E Abimelec chiamò Isacco, e gli disse: `Certo, costei è tua moglie; come mai dunque, hai detto: È mia sorella?' E Isacco rispose: `Perché dicevo: Non vorrei esser messo a morte a motivo di lei'. Gen. 26:9
- E Abimelec diede quest'ordine a tutto il popolo: `Chiunque toccherà quest'uomo o sua moglie sia messo a morte'. Gen. 26:11
- Poi di là Isacco salì a Beer-Sceba. Gen. 26:23
- Abimelec andò a lui da Gherar con Ahuzath, suo amico, e con Picol, capo del suo esercito. Gen. 26:26
- Or avvenne che, in quello stesso giorno, i servi d'Isacco gli vennero a dar notizia del pozzo che aveano scavato, dicendogli: `Abbiam trovato dell'acqua'. Gen. 26:32
- Esse furon cagione d'amarezza d'animo a Isacco ed a Rebecca. Gen. 26:35
- Ora Rebecca stava ad ascoltare, mentre Isacco parlava ad Esaù suo figliuolo. Ed Esaù se n'andò ai campi per fare qualche caccia e portarla a suo padre. Gen. 27:5
- E Rebecca parlò a Giacobbe suo figliuolo, e gli disse: `Ecco, io ho udito tuo padre che parlava ad Esaù tuo fratello, e gli diceva: Gen. 27:6
- E tu la porterai a tuo padre, perché la mangi, e così ti benedica prima di morire'. Gen. 27:10
- E Giacobbe disse a Rebecca sua madre: `Ecco, Esaù mio fratello è peloso, e io no. Gen. 27:11
- E sua madre gli rispose: `Questa maledizione ricada su me, figliuol mio! Ubbidisci pure alla mia voce, e va' a prendermi i capretti'. Gen. 27:13
- Egli dunque andò a prenderli, e li menò a sua madre; e sua madre ne preparò una pietanza saporita, di quelle che piacevano al padre di lui. Gen. 27:14
- Poi Rebecca prese i più bei vestiti di Esaù suo figliuolo maggiore, i quali aveva in casa presso di sé, e li fece indossare a Giacobbe suo figliuolo minore; Gen. 27:15
- ch'era senza peli. Poi mise in mano a Giacobbe suo figliuolo la pietanza saporita e il pane che avea preparato. Gen. 27:17
- Ed egli venne a suo padre e gli disse: `Padre mio!' E Isacco rispose: `Eccomi; chi sei tu, figliuol mio?' Gen. 27:18
- E Giacobbe disse a suo padre: `Sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu m'hai detto. Deh, lèvati, mettiti a sedere e mangia della mia caccia, affinché l'anima tua mi benedica'. Gen. 27:19
- E Isacco disse al suo figliuolo: `Come hai fatto a trovarne così presto, figliuol mio?' E quello rispose: `Perché l'Eterno, il tuo Dio, l'ha fatta venire sulla mia via'. Gen. 27:20
- E Isacco disse a Giacobbe: `Fatti vicino, figliuol mio, ch'io ti tasti, per sapere se sei proprio il mio figliuolo Esaù, o no'. Gen. 27:21
- Giacobbe dunque s'avvicinò a Isacco suo padre e, come questi l'ebbe tastato, disse: `La voce è la voce di Giacobbe; ma le mani son le mani d'Esaù'. Gen. 27:22
- Ti servano i popoli, e le nazioni s'inchinino davanti a te. Sii padrone de' tuoi fratelli, e i figli di tua madre s'inchinino davanti a te. Maledetto sia chiunque ti maledice, benedetto sia chiunque ti benedice!' Gen. 27:29
- Anch'egli preparò una pietanza saporita, la portò a suo padre, e gli disse: `Lèvisi mio padre, e mangi della caccia del suo figliuolo, affinché l'anima tua mi benedica'. Gen. 27:31
- Quando Esaù ebbe udite le parole di suo padre, dette in un grido forte ed amarissimo. Poi disse a suo padre: `Benedici anche me, padre mio!' Gen. 27:34
- Ed Esaù: `Non è forse a ragione ch'egli è stato chiamato Giacobbe? M'ha già soppiantato due volte: mi tolse la mia primogenitura, ed ecco che ora m'ha tolta la mia benedizione'. Poi aggiunse: `Non hai tu riserbato qualche benedizione per me?' Gen. 27:36
- E Isacco rispose e disse a Esaù: `Ecco, io l'ho costituito tuo padrone, e gli ho dato tutti i suoi fratelli per servi, e l'ho provvisto di frumento e di vino; che potrei dunque fare per te, figliuol mio?' Gen. 27:37
- Ed Esaù disse a suo padre: `Non hai tu che questa benedizione, padre mio? Benedici anche me, o padre mio!' Ed Esaù alzò la voce e pianse. Gen. 27:38
- Ed Esaù prese a odiare Giacobbe a motivo della benedizione datagli da suo padre; e disse in cuor suo: `I giorni del lutto di mio padre si avvicinano; allora ucciderò il mio fratello Giacobbe'. Gen. 27:41
- Furon riferite a Rebecca le parole di Esaù, suo figliuolo maggiore; ed ella mandò a chiamare Giacobbe, suo figliuolo minore, e gli disse: `Ecco, Esaù, tuo fratello, si consola riguardo a te, proponendosi d'ucciderti. Gen. 27:42
- Or dunque, figliuol mio, ubbidisci alla mia voce; lèvati, e fuggi a Charan da Labano mio fratello; Gen. 27:43
- finché l'ira del tuo fratello si sia stornata da te ed egli abbia dimenticato quello che tu gli hai fatto; e allora io manderò a farti ricondurre di là. Perché sarei io privata di voi due in uno stesso giorno?' Gen. 27:45
- E Rebecca disse ad Isacco: `Io sono disgustata della vita a motivo di queste figliuole di Heth. Se Giacobbe prende in moglie, tra le figliuole di Heth, tra le figliuole del paese, una donna come quelle, che mi giova la vita?' Gen. 27:46
- e ti dia la benedizione d'Abrahamo: a te, e alla tua progenie con te; affinché tu possegga il paese dove sei andato peregrinando, e che Dio donò ad Abrahamo'. Gen. 28:4
- e che Giacobbe aveva ubbidito a suo padre e a sua madre, e se n'era andato in Paddan-Aram. Gen. 28:7
- E l'Eterno stava al disopra d'essa, e gli disse: `Io sono l'Eterno, l'Iddio d'Abrahamo tuo padre e l'Iddio d'Isacco; la terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua progenie; Gen. 28:13
- e la tua progenie sarà come la polvere della terra, e tu ti estenderai ad occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzodì; e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua progenie. Gen. 28:14
- E pose nome a quel luogo Bethel; ma, prima, il nome della città era Luz. Gen. 28:19
- e questa pietra che ho eretta in monumento, sarà la casa di Dio; e di tutto quello che tu darai a me, io, certamente, darò a te la decima'. Gen. 28:22
- E guardò, e vide un pozzo in un campo; ed ecco tre greggi di pecore, giacenti lì presso; poiché a quel pozzo si abbeveravano i greggi; e la pietra sulla bocca del pozzo era grande. Gen. 29:2
- E Giacobbe fe' sapere a Rachele ch'egli era parente del padre di lei, e ch'era figliuolo di Rebecca. Ed ella corse a dirlo a suo padre. Gen. 29:12
- E appena Labano ebbe udito le notizie di Giacobbe figliuolo della sua sorella, gli corse incontro, l'abbracciò, lo baciò, e lo menò a casa sua. Giacobbe raccontò a Labano tutte queste cose; Gen. 29:13
- Poi Labano disse a Giacobbe: `Perché sei mio parente dovrai tu servirmi per nulla? Dimmi quale dev'essere il tuo salario'. Gen. 29:15
- E Giacobbe amava Rachele, e disse a Labano: `Io ti servirò sette anni, per Rachele tua figliuola minore'. Gen. 29:18
- E Labano rispose: `È meglio ch'io la dia a te che ad un altr'uomo; sta' con me'. Gen. 29:19
- E Giacobbe disse a Labano: `Dammi la mia moglie, poiché il mio tempo è compiuto, ed io andrò da lei'. Gen. 29:21
- E Labano dette la sua serva Zilpa per serva a Lea, sua figliuola. Gen. 29:24
- L'indomani mattina, ecco che era Lea. E Giacobbe disse a Labano: `Che m'hai fatto? Non è egli per Rachele ch'io t'ho servito? Perché dunque m'hai ingannato?' Gen. 29:25
- E Labano dette la sua serva Bilha per serva a Rachele, sua figliuola. Gen. 29:29
- E concepì di nuovo e partorì un figliuolo, e disse: `Questa volta, il mio marito sarà ben unito a me, poiché gli ho partorito tre figliuoli'. Per questo fu chiamato Levi. Gen. 29:34
- Rachele, vedendo che non dava figliuoli a Giacobbe, portò invidia alla sua sorella, e disse a Giacobbe: `Dammi de' figliuoli; altrimenti muoio'. Gen. 30:1
- E Bilha concepì e partorì un figliuolo a Giacobbe. Gen. 30:5
- E Bilha, serva di Rachele, concepì ancora e partorì a Giacobbe un secondo figliuolo. Gen. 30:7
- Lea, vedendo che avea cessato d'aver figliuoli, prese la sua serva Zilpa e la diede a Giacobbe per moglie. Gen. 30:9
- E Zilpa, serva di Lea, partorì un figliuolo a Giacobbe. Gen. 30:10
- Poi Zilpa, serva di Lea, partorì a Giacobbe un secondo figliuolo. Gen. 30:12
- Or Ruben uscì, al tempo della mietitura del grano, e trovò delle mandragole per i campi, e le portò a Lea sua madre. Allora Rachele disse a Lea: `Deh, dammi delle mandragole del tuo figliuolo!' Gen. 30:14
- E come Giacobbe, in sulla sera, se ne tornava dai campi, Lea uscì a incontrarlo, e gli disse: `Devi entrare da me; poiché io t'ho accaparrato con le mandragole del mio figliuolo'. Ed egli si giacque con lei quella notte. Gen. 30:16
- E Dio esaudì Lea, la quale concepì e partorì a Giacobbe un quinto figliuolo. Gen. 30:17
- Ed ella disse: `Iddio m'ha dato la mia mercede, perché diedi la mia serva a mio marito'. E gli pose nome Issacar. Gen. 30:18
- E Lea concepì ancora, e partorì a Giacobbe un sesto figliuolo. Gen. 30:19
- Or dopo che Rachele ebbe partorito Giuseppe, Giacobbe disse a Labano: `Dammi licenza, ch'io me ne vada a casa mia, nel mio paese. Gen. 30:25
- E Labano gli disse: `Se ho trovato grazia dinanzi a te, rimanti; giacché credo indovinare che l'Eterno mi ha benedetto per amor tuo'. Gen. 30:27
- Labano gli disse: `Che ti darò io?' E Giacobbe rispose: `Non mi dar nulla; se acconsenti a quel che sto per dirti, io pascerò di nuovo i tuoi greggi e n'avrò cura. Gen. 30:31
- Passerò quest'oggi fra mezzo a tutti i tuoi greggi, mettendo da parte, di fra le pecore, ogni agnello macchiato e vaiolato, e ogni agnello nero; e di fra le capre, le vaiolate e le macchiate. E quello sarà il mio salario. Gen. 30:32
- Poi collocò le verghe che avea scortecciate, in vista delle pecore, ne' rigagnoli, negli abbeveratoi dove le pecore venivano a bere; ed entravano in caldo quando venivano a bere. Gen. 30:38
- Poi Giacobbe metteva da parte questi agnelli, e faceva volger gli occhi delle pecore verso tutto quello ch'era striato e tutto quel ch'era nero nel gregge di Labano. Egli si formò così dei greggi a parte, che non unì ai greggi di Labano. Gen. 30:40
- E l'Eterno disse a Giacobbe: `Torna al paese de' tuoi padri e al tuo parentado; e io sarò teco'. Gen. 31:3
- E Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lea perché venissero ai campi, presso il suo gregge, e disse loro: Gen. 31:4
- Così Iddio ha tolto il bestiame a vostro padre, e me l'ha dato. Gen. 31:9
- Tutte le ricchezze che Dio ha tolte a nostro padre, sono nostre e dei nostri figliuoli; or dunque, fa' tutto quello che Dio t'ha detto'. Gen. 31:16
- Or mentre Labano se n'era andato a tosare le sue pecore, Rachele rubò gl'idoli di suo padre. Gen. 31:19
- Il terzo giorno, fu annunziato a Labano che Giacobbe se n'era fuggito. Gen. 31:22
- Ma Dio venne a Labano l'Arameo, in un sogno della notte, e gli disse: `Guardati dal parlare a Giacobbe, né in bene né in male'. Gen. 31:24
- Allora Labano disse a Giacobbe: `Che hai fatto, partendoti da me furtivamente, e menando via le mie figliuole come prigioniere di guerra? Gen. 31:26
- Perché te ne sei fuggito di nascosto, e sei partito da me furtivamente, e non m'hai avvertito? Io t'avrei accomiatato con gioia e con canti, a suon di timpano e di cetra. Gen. 31:27
- Ora è in poter mio di farvi del male; ma l'Iddio del padre vostro mi parlò la notte scorsa, dicendo: Guardati dal parlare a Giacobbe, né in bene né in male. Gen. 31:29
- E Giacobbe rispose a Labano: `Egli è che avevo paura, perché dicevo fra me che tu m'avresti potuto togliere per forza le tue figliuole. Gen. 31:31
- Or Rachele avea preso gl'idoli, li avea messi nel basto del cammello, e vi s'era posta sopra a sedere. Labano frugò tutta la tenda, e non trovò nulla. Gen. 31:34
- Ed ella disse a suo padre: `Non s'abbia il mio signore a male s'io non posso alzarmi davanti a te, perché ho le solite ricorrenze delle donne'. Ed egli cercò ma non trovò gl'idoli. Gen. 31:35
- Allora Giacobbe si adirò e contese con Labano e riprese a dirgli: `Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato, perché tu m'abbia inseguito con tanto ardore? Gen. 31:36
- Se l'Iddio di mio padre, l'Iddio d'Abrahamo e il Terrore d'Isacco non fosse stato meco, certo, tu m'avresti ora rimandato a vuoto. Iddio ha veduto la mia afflizione e la fatica delle mie mani, e la notte scorsa ha pronunziato la sua sentenza'. Gen. 31:42
- E Labano rispose a Giacobbe, dicendo: `Queste figliuole son mie figliuole, questi figliuoli son miei figliuoli, queste pecore son pecore mie, e tutto quel che vedi è mio. E che posso io fare oggi a queste mie figliuole o ai loro figliuoli ch'esse hanno partorito? Gen. 31:43
- Labano disse ancora a Giacobbe: `Ecco questo mucchio di pietre, ed ecco il monumento che io ho eretto fra me e te. Gen. 31:51
- Sia questo mucchio un testimonio e sia questo monumento un testimonio che io non passerò oltre questo mucchio per andare a te, e che tu non passerai oltre questo mucchio e questo monumento, per far del male. Gen. 31:52
- Poi Giacobbe offrì un sacrifizio sul monte, e invitò i suoi fratelli a mangiar del pane. Essi dunque mangiarono del pane, e passarono la notte sul monte. Gen. 31:54
- La mattina, Labano si levò di buon'ora, baciò i suoi figliuoli e le sue figliuole, e li benedisse. Poi Labano se ne andò, e tornò a casa sua. Gen. 31:55
- E come Giacobbe li vide, disse: `Questo è il campo di Dio'; e pose nome a quel luogo Mahanaim. Gen. 32:2
- Giacobbe mandò davanti a sé dei messi a Esaù suo fratello, nel paese di Seir, nella campagna di Edom. Gen. 32:3
- ho buoi, asini, pecore, servi e serve; e lo mando a dire al mio signore, per trovar grazia agli occhi tuoi'. Gen. 32:5
- E i messi tornarono a Giacobbe, dicendo: `Siamo andati dal tuo fratello Esaù, ed eccolo che ti viene incontro con quattrocento uomini'. Gen. 32:6
- E li consegnò ai suoi servi, gregge per gregge separatamente, e disse ai suoi servi: `Passate dinanzi a me, e fate che vi sia qualche intervallo fra gregge e gregge'. Gen. 32:16
- E dette quest'ordine al primo: `Quando il mio fratello Esaù t'incontrerà e ti chiederà: Di chi sei? dove vai? a chi appartiene questo gregge che va dinanzi a te? Gen. 32:17
- tu risponderai: Al tuo servo Giacobbe, è un dono inviato al mio signore Esaù; ed ecco, egli stesso vien dietro a noi'. Gen. 32:18
- E dette lo stesso ordine al secondo, al terzo, e a tutti quelli che seguivano i greggi, dicendo: `In questo modo parlerete a Esaù, quando lo troverete, Gen. 32:19
- e direte: `Ecco il tuo servo Giacobbe, che viene egli stesso dietro a noi'. Perché diceva: `Io lo placherò col dono che mi precede, e, dopo, vedrò la sua faccia; forse, mi farà buona accoglienza'. Gen. 32:20
- Così il dono andò innanzi a lui, ed egli passò la notte nell'accampamento. Gen. 32:21
- Li prese, fece loro passare il torrente, e lo fece passare a tutto quello che possedeva. Gen. 32:23
- E lo benedisse quivi. E Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, `perché', disse, `ho veduto Iddio a faccia a faccia, e la mia vita è stata risparmiata'. Gen. 32:30
- Ed egli stesso passò dinanzi a loro, s'inchinò fino a terra sette volte, finché si fu avvicinato al suo fratello. Gen. 33:3
- Poi Esaù disse: `Partiamo, incamminiamoci, e io andrò innanzi a te'. Gen. 33:12
- E Giacobbe rispose: `Il mio signore sa che i fanciulli son di tenera età, e che ho con me delle pecore e delle vacche che allattano; se si forzassero per un giorno solo a camminare, le bestie morrebbero tutte. Gen. 33:13
- Deh, passi il mio signore innanzi al suo servo; e io me ne verrò pian piano, al passo del bestiame che mi precederà, e al passo de' fanciulli, finché arrivi presso al mio signore, a Seir'. Gen. 33:14
- Or Dina, la figliuola che Lea aveva partorito a Giacobbe, uscì per vedere le figliuole del paese. Gen. 34:1
- Poi disse a Hemor suo padre: `Dammi questa fanciulla per moglie'. Gen. 34:4
- Voi abiterete con noi, e il paese sarà a vostra disposizione; dimoratevi, trafficatevi, e acquistatevi delle proprietà'. Gen. 34:10
- I figliuoli di Giacobbe risposero a Sichem e ad Hemor suo padre, e parlarono loro con astuzia, perché Sichem avea disonorato Dina loro sorella; Gen. 34:13
- e dissero loro: `Questa cosa non la possiamo fare; non possiam dare la nostra sorella a uno che non è circonciso; giacché questo, per noi, sarebbe un obbrobrio. Gen. 34:14
- Soltanto a questa condizione acconsentiremo alla vostra richiesta: se vorrete essere come siam noi, circoncidendo ogni maschio tra voi. Gen. 34:15
- Le loro parole piacquero ad Hemor e a Sichem figliuolo di Hemor. Gen. 34:18
- E il giovine non indugiò a fare la cosa, perché portava affezione alla figliuola di Giacobbe, ed era l'uomo più onorato in tutta la casa di suo padre. Gen. 34:19
- Ma soltanto a questa condizione questa gente acconsentirà ad abitare con noi per formare un popolo solo: che ogni maschio fra noi sia circonciso, come son circoncisi loro. Gen. 34:22
- E tutti quelli che uscivano dalla porta della città diedero ascolto ad Hemor e a Sichem suo figliuolo; e ogni maschio fu circonciso: ognuno di quelli che uscivano dalla porta della città. Gen. 34:24
- Passarono anche a fil di spada Hemor e Sichem suo figliuolo, presero Dina dalla casa di Sichem, e uscirono. Gen. 34:26
- Allora Giacobbe disse a Simeone ed a Levi: `Voi mi date grande affanno, mettendomi in cattivo odore presso gli abitanti del paese, presso i Cananei ed i Ferezei. Ed io non ho che poca gente; essi si raduneranno contro di me e mi daranno addosso, e sarò distrutto: io con la mia casa'. Gen. 34:30
- Iddio disse a Giacobbe: `Lèvati, vattene a Bethel, dimora quivi, e fa' un altare all'Iddio che ti apparve, quando fuggivi dinanzi al tuo fratello Esaù'. Gen. 35:1
- Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a tutti quelli ch'erano con lui: `Togliete gli dèi stranieri che sono fra voi, purificatevi, e cambiatevi i vestiti; Gen. 35:2
- e leviamoci, andiamo a Bethel, ed io farò quivi un altare all'Iddio che mi esaudì nel giorno della mia angoscia, e ch'è stato con me nel viaggio che ho fatto'. Gen. 35:3
- Ed essi dettero a Giacobbe tutti gli dèi stranieri ch'erano nelle loro mani e gli anelli che avevano agli orecchi; e Giacobbe li nascose sotto la quercia ch'è presso a Sichem. Gen. 35:4
- Poi si partirono; e un terrore mandato da Dio invase le città ch'erano intorno a loro; talché non inseguirono i figliuoli di Giacobbe. Gen. 35:5
- Così Giacobbe giunse a Luz, cioè Bethel, ch'è nel paese di Canaan: egli con tutta la gente che avea seco; Gen. 35:6
- Iddio apparve ancora a Giacobbe, quando questi veniva da Paddan-Aram; e lo benedisse. Gen. 35:9
- e darò a te e alla tua progenie dopo di te il paese che detti ad Abrahamo e ad Isacco'. Gen. 35:12
- E Dio risalì di presso a lui, dal luogo dove gli avea parlato. Gen. 35:13
- e mentre penava a partorire, la levatrice le disse: `Non temere, perché eccoti un altro figliuolo'. Gen. 35:17
- E Giacobbe venne da Isacco suo padre a Mamre, a Kiriath-Arba, cioè Hebron, dove Abrahamo e Isacco aveano soggiornato. Gen. 35:27
- giacché i loro beni erano troppo grandi perch'essi potessero dimorare assieme; e il paese nel quale soggiornavano, non era loro sufficiente a motivo del loro bestiame. Gen. 36:7
- E questi furono i figliuoli di Oholibama, figliuola di Ana, figliuola di Tsibeon, moglie di Esaù; essa partorì a Esaù: Ieush, Ialam e Korah. Gen. 36:14
- Allora i suoi fratelli gli dissero: `Dovrai tu dunque regnare su noi? o dominarci?' E l'odiarono più che mai a motivo de' suoi sogni e delle sue parole. Gen. 37:8
- Ei lo raccontò a suo padre e ai suoi fratelli; e suo padre lo sgridò, e gli disse: `Che significa questo sogno che hai avuto? Dovremo dunque io e tua madre e i tuoi fratelli venir proprio a inchinarci davanti a te fino a terra?' Gen. 37:10
- Or i fratelli di Giuseppe erano andati a pascere il gregge del padre a Sichem. Gen. 37:12
- E Israele disse a Giuseppe: `I tuoi fratelli non sono forse alla pastura a Sichem? Vieni, che ti manderò da loro'. Ed egli rispose: `Eccomi'. Gen. 37:13
- Israele gli disse: `Va' a vedere se i tuoi fratelli stanno bene, e se tutto va bene col gregge; e torna a dirmelo'. Così lo mandò dalla valle di Hebron, e Giuseppe arrivò a Sichem. Gen. 37:14
- Egli rispose: `Cerco i miei fratelli; deh, dimmi dove siano a pascere il gregge'. Gen. 37:16
- E quell'uomo gli disse: `Son partiti di qui, perché li ho uditi che dicevano: Andiamocene a Dotan'. Giuseppe andò quindi in traccia de' suoi fratelli, e li trovò a Dotan. Gen. 37:17
- Poi Ruben aggiunse: `Non spargete sangue; gettatelo in quella cisterna ch'è nel deserto, ma non lo colpisca la vostra mano'. Diceva così, per liberarlo dalle loro mani e restituirlo a suo padre. Gen. 37:22
- Poi si misero a sedere per prender cibo; e avendo alzati gli occhi, ecco che videro una carovana d'Ismaeliti, che veniva da Galaad, coi suoi cammelli carichi di aromi, di balsamo e di mirra, che portava in Egitto. Gen. 37:25
- E Giuda disse ai suoi fratelli: `Che guadagneremo a uccidere il nostro fratello e a nascondere il suo sangue? Gen. 37:26
- E come que' mercanti Madianiti passavano, essi trassero e fecero salire Giuseppe su dalla cisterna, e lo vendettero per venti sicli d'argento a quegl'Ismaeliti. E questi menarono Giuseppe in Egitto. Gen. 37:28
- Poi mandarono uno a portare al padre loro la veste lunga con le maniche, e gli fecero dire: `Abbiam trovato questa veste; vedi tu se sia quella del tuo figliuolo, o no'. Gen. 37:32
- E tutti i suoi figliuoli e tutte le sue figliuole vennero a consolarlo; ma egli rifiutò d'esser consolato, e disse: `Io scenderò, facendo cordoglio, dal mio figliuolo, nel soggiorno de' morti'. E suo padre lo pianse. Gen. 37:35
- E que' Madianiti lo vendettero in Egitto a Potifar, ufficiale di Faraone, capitano delle guardie. Gen. 37:36
- Or avvenne che, in quel tempo, Giuda discese di presso ai suoi fratelli, e andò a stare da un uomo di Adullam, che avea nome Hira. Gen. 38:1
- E partorì ancora un figliuolo, al quale pose nome Scela. Or Giuda era a Kezib, quand'ella lo partorì. Gen. 38:5
- Allora Giuda disse a Onan: `Va' dalla moglie del tuo fratello, prenditela come cognato, e suscita una progenie al tuo fratello'. Gen. 38:8
- Allora Giuda disse a Tamar sua nuora: `Rimani vedova in casa di tuo padre, finché Scela, mio figliuolo, sia cresciuto'. Perché diceva: `Badiamo che anch'egli non muoia come i suoi fratelli'. E Tamar se ne andò, e dimorò in casa di suo padre. Gen. 38:11
- Passaron molti giorni, e morì la figliuola di Shua, moglie di Giuda; e dopo che Giuda si fu consolato, salì da quelli che tosavan le sue pecore a Timna; egli col suo amico Hira, l'Adullamita. Gen. 38:12
- Di questo fu informata Tamar, e le fu detto: `Ecco, il tuo suocero sale a Timna a tosare le sue pecore'. Gen. 38:13
- Allora ella si tolse le vesti da vedova, si coprì d'un velo, se ne avvolse tutta, e si pose a sedere alla porta di Enaim, ch'è sulla via di Timna; poiché vedeva che Scela era cresciuto, e nondimeno, lei non gli era stata data per moglie. Gen. 38:14
- E accostatosi a lei sulla via, le disse: `Lasciami venire da te!' Poiché non sapeva ch'ella fosse sua nuora. Ed ella rispose: `Che mi darai per venire da me?' Gen. 38:16
- Interrogò la gente del luogo, dicendo: `Dov'è quella meretrice che stava a Enaim, sulla via?' E quelli risposero: `Qui non c'è stata alcuna meretrice'. Gen. 38:21
- Ed egli se ne tornò a Giuda, e gli disse: `Non l'ho trovata; e, per di più, la gente del luogo m'ha detto: Qui non c'è stata alcuna meretrice'. Gen. 38:22
- E Giuda disse: `Si tenga pure il pegno, che non abbiamo a incorrere nel disprezzo. Ecco, io ho mandato questo capretto, e tu non l'hai trovata'. Gen. 38:23
- Or circa tre mesi dopo, vennero a dire a Giuda: `Tamar, tua nuora, si è prostituita; e, per di più, eccola incinta in seguito alla sua prostituzione'. E Giuda disse: `Menatela fuori, e sia arsa!' Gen. 38:24
- Come la menavano fuori, ella mandò a dire al suocero: `Sono incinta dell'uomo al quale appartengono queste cose'. E disse: `Riconosci, ti prego, di chi siano questo sigillo, questi cordoni e questo bastone'. Gen. 38:25
- Giuda li riconobbe, e disse: `Ella è più giusta di me, giacché io non l'ho data a Scela, mio figliuolo'. Ed egli non ebbe più relazioni con lei. Gen. 38:26
- E bench'ella gliene parlasse ogni giorno, Giuseppe non acconsentì, né a giacersi né a stare con lei. Gen. 39:10
- chiamò la gente della sua casa, e le parlò così: `Vedete, ei ci ha menato in casa un Ebreo per pigliarsi giuoco di noi; esso è venuto da me per giacersi meco, ma io ho gridato a gran voce. Gen. 39:14
- E si tenne accanto la veste di lui, finché il suo signore non fu tornato a casa. Gen. 39:16
- Ma l'Eterno fu con Giuseppe, e spiegò a pro di lui la sua benignità, cattivandogli le grazie del governatore della prigione. Gen. 39:21
- Il governatore della prigione non rivedeva niente di quello ch'era affidato a lui, perché l'Eterno era con lui, e l'Eterno faceva prosperare tutto quello ch'egli intraprendeva. Gen. 39:23
- E quelli gli risposero: `Abbiam fatto un sogno e non v'è alcuno che ce lo interpreti'. E Giuseppe disse loro: `Le interpretazioni non appartengono a Dio? Raccontatemi i sogni, vi prego'. Gen. 40:8
- E il capo de' coppieri raccontò il suo sogno a Giuseppe, e gli disse: `Nel mio sogno, ecco, mi stava davanti una vite; Gen. 40:9
- E io avevo in mano la coppa di Faraone; presi l'uva, la spremei nella coppa di Faraone, e diedi la coppa in mano a Faraone'. Gen. 40:11
- ancora tre giorni, e Faraone ti farà rialzare il capo, ti ristabilirà nel tuo ufficio, e tu darai in mano a Faraone la sua coppa, nel modo che facevi prima, quand'eri suo coppiere. Gen. 40:13
- Ma ricordati di me, quando sarai felice, e siimi benigno, ti prego; parla di me a Faraone, e fammi uscire da questa casa; Gen. 40:14
- ancora tre giorni, e Faraone ti porterà via la testa di sulle spalle, ti farà impiccare a un albero, e gli uccelli ti mangeranno le carni addosso'. Gen. 40:19
- E avvenne, il terzo giorno, ch'era il natalizio di Faraone, che questi dette un convito a tutti i suoi servitori, e fece alzare il capo al gran coppiere, e alzare il capo al gran panattiere in mezzo ai suoi servitori: Gen. 40:20
- Or avvenne, in capo a due anni interi, che Faraone ebbe un sogno. Ed ecco che stava presso il fiume; Gen. 41:1
- e su dal fiume ecco salire sette vacche, di bell'apparenza e grasse, e mettersi a pascere nella giuncaia. Gen. 41:2
- La mattina, lo spirito di Faraone fu conturbato; ed egli mandò a chiamare tutti i magi e tutti i savi d'Egitto, e raccontò loro i suoi sogni; ma non ci fu alcuno che li potesse interpretare a Faraone. Gen. 41:8
- Allora il capo de' coppieri parlò a Faraone, dicendo: `Ricordo oggi i miei falli. Gen. 41:9
- Or c'era quivi con noi un giovane ebreo, servo del capo delle guardie; a lui raccontammo i nostri sogni, ed egli ce li interpretò, dando a ciascuno l'interpretazione del suo sogno. Gen. 41:12
- Allora Faraone mandò a chiamare Giuseppe, il quale fu tosto tratto fuor dalla prigione sotterranea. Egli si rase, si cambiò il vestito, e venne da Faraone. Gen. 41:14
- E Faraone disse a Giuseppe: `Ho fatto un sogno, e non c'è chi lo possa interpretare; e ho udito dir di te che, quando t'hanno raccontato un sogno, tu lo puoi interpretare'. Gen. 41:15
- Giuseppe rispose a Faraone, dicendo: `Non son io; ma sarà Dio che darà a Faraone una risposta favorevole'. Gen. 41:16
- E Faraone disse a Giuseppe: `Nel mio sogno, io stavo sulla riva del fiume; Gen. 41:17
- quand'ecco salir dal fiume sette vacche grasse e di bell'apparenza, e mettersi a pascere nella giuncaia. Gen. 41:18
- Allora Giuseppe disse a Faraone: `Ciò che Faraone ha sognato è una stessa cosa. Iddio ha significato a Faraone quello che sta per fare. Gen. 41:25
- Questo è quel che ho detto a Faraone: Iddio ha mostrato a Faraone quello che sta per fare. Gen. 41:28
- E uno non si accorgerà più di quell'abbondanza nel paese, a motivo della carestia che seguirà; perché questa sarà molto aspra. Gen. 41:31
- E l'essersi il sogno replicato due volte a Faraone vuol dire che la cosa è decretata da Dio, e che Dio l'eseguirà tosto. Gen. 41:32
- E radunino essi tutti i viveri di queste sette buone annate che stan per venire, e ammassino il grano a disposizione di Faraone per l'approvvigionamento delle città, e lo conservino. Gen. 41:35
- Piacque la cosa a Faraone e a tutti i suoi servitori. Gen. 41:37
- E Faraone disse ai suoi servitori: `Potremmo noi trovare un uomo pari a questo, in cui sia lo spirito di Dio?' Gen. 41:38
- E Faraone disse a Giuseppe: `Giacché Iddio t'ha fatto conoscere tutto questo, non v'è alcuno che sia intelligente e savio al pari di te. Gen. 41:39
- E Faraone disse a Giuseppe: `Vedi, io ti stabilisco su tutto il paese d'Egitto'. Gen. 41:41
- Lo fece montare sul suo secondo carro, e davanti a lui si gridava: `In ginocchio!' Così Faraone lo costituì su tutto il paese d'Egitto. Gen. 41:43
- E Faraone disse a Giuseppe: `Io son Faraone! e senza te, nessuno alzerà la mano o il piede in tutto il paese d'Egitto'. Gen. 41:44
- Or Giuseppe avea trent'anni quando si presentò dinanzi a Faraone re d'Egitto. E Giuseppe uscì dal cospetto di Faraone, e percorse tutto il paese d'Egitto. Gen. 41:46
- Durante i sette anni d'abbondanza, la terra produsse a piene mani; Gen. 41:47
- Or avanti che venisse il primo anno della carestia, nacquero a Giuseppe due figliuoli, che Asenath figliuola di Potifera sacerdote di On gli partorì. Gen. 41:50
- e cominciarono a venire i sette anni della carestia, come Giuseppe avea detto. E ci fu carestia in tutti i paesi; ma in tutto il paese d'Egitto c'era del pane. Gen. 41:54
- Poi la carestia si estese a tutto il paese d'Egitto, e il popolo gridò a Faraone per aver del pane. E Faraone disse a tutti gli Egiziani: `Andate da Giuseppe, e fate quello che vi dirà'. Gen. 41:55
- Or Giacobbe, vedendo che c'era del grano in Egitto, disse ai suoi figliuoli: `Perché vi state a guardare l'un l'altro?' Gen. 42:1
- Poi disse: `Ecco, ho sentito dire che c'è del grano in Egitto; scendete colà per comprarcene, onde possiam vivere e non abbiamo a morire'. Gen. 42:2
- Ma Giacobbe non mandò Beniamino, fratello di Giuseppe, co' suoi fratelli, perché diceva: `Che non gli abbia a succedere qualche disgrazia!' Gen. 42:4
- Or Giuseppe era colui che comandava nel paese; era lui che vendeva il grano a tutta la gente del paese; e i fratelli di Giuseppe vennero, e si prostrarono dinanzi a lui con la faccia a terra. Gen. 42:6
- E Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece lo straniero davanti a loro, e parlò loro aspramente, e disse loro: `Donde venite?' Ed essi risposero: `Dal paese di Canaan per comprar de' viveri'. Gen. 42:7
- E Giuseppe si ricordò de' sogni che aveva avuti intorno a loro, e disse: `Voi siete delle spie! Siete venuti per vedere i luoghi sforniti del paese!' Gen. 42:9
- Ed essi a lui: `No, signor mio; i tuoi servitori son venuti a comprar de' viveri. Gen. 42:10
- Mandate uno di voi a prendere il vostro fratello; e voi resterete qui in carcere, perché le vostre parole siano messe alla prova, e si vegga se c'è del vero in voi; se no, per la vita di Faraone, siete delle spie!' Gen. 42:16
- E vennero a Giacobbe, loro padre, nel paese di Canaan, e gli raccontarono tutto quello ch'era loro accaduto, dicendo: Gen. 42:29
- E Giacobbe, loro padre, disse: `Voi m'avete privato dei miei figliuoli! Giuseppe non è più, Simeone non è più, e mi volete togliere anche Beniamino! Tutto questo cade addosso a me!' Gen. 42:36
- E Ruben disse a suo padre: `Se non te lo rimeno, fa' morire i miei due figliuoli! Affidalo a me, io te lo ricondurrò'. Gen. 42:37
- e quand'ebbero finito di mangiare il grano che aveano portato dall'Egitto, il padre disse loro: `Tornate a comprarci un po' di viveri'. Gen. 43:2
- E Israele disse: `Perché m'avete fatto questo torto di dire a quell'uomo che avevate ancora un fratello?' Gen. 43:6
- Quelli risposero: `Quell'uomo c'interrogò partitamente intorno a noi e al nostro parentado, dicendo: Vostro padre vive egli ancora? Avete qualche altro fratello? E noi gli rispondemmo a tenore delle sue domande. Potevam noi mai sapere che ci avrebbe detto: Fate venire il vostro fratello?' Gen. 43:7
- E Giuda disse a Israele suo padre: `Lascia venire il fanciullo con me, e ci leveremo e anderemo; e noi vivremo e non morremo: né noi, né tu, né i nostri piccini. Gen. 43:8
- Se non ci fossimo indugiati, a quest'ora saremmo già tornati due volte'. Gen. 43:10
- Allora Israele, loro padre, disse loro: `Se così è, fate questo: Prendete ne' vostri sacchi delle cose più squisite di questo paese, e portate a quell'uomo un dono: un po' di balsamo, un po' di miele, degli aromi e della mirra, de' pistacchi e delle mandorle; Gen. 43:11
- e l'Iddio onnipotente vi faccia trovar grazia dinanzi a quell'uomo, sì ch'egli vi rilasci l'altro vostro fratello e Beniamino. E se debbo esser privato de' miei figliuoli, ch'io lo sia!' Gen. 43:14
- Quelli presero dunque il dono, presero seco il doppio del danaro, e Beniamino; e, levatisi, scesero in Egitto, e si presentarono dinanzi a Giuseppe. Gen. 43:15
- E come Giuseppe vide Beniamino con loro, disse al suo maestro di casa: `Conduci questi uomini in casa; macella, e prepara tutto; perché questi uomini mangeranno con me a mezzogiorno'. Gen. 43:16
- E quelli ebbero paura, perché eran menati in casa di Giuseppe, e dissero: `Siamo menati qui a motivo di quel danaro che ci fu rimesso nei sacchi la prima volta; ei vuol darci addosso, precipitarsi su noi e prenderci come schiavi, coi nostri asini'. Gen. 43:18
- `Scusa, signor mio! noi scendemmo già una prima volta a comprar dei viveri; Gen. 43:20
- Ed essi prepararono il regalo, aspettando che Giuseppe venisse a mezzogiorno; perché aveano inteso che rimarrebbero quivi a mangiare. Gen. 43:25
- E quando Giuseppe venne a casa, quelli gli porsero il dono che aveano portato seco nella casa, e s'inchinarono fino a terra davanti a lui. Gen. 43:26
- Poi Giuseppe alzò gli occhi, vide Beniamino suo fratello, figliuolo della madre sua, e disse: `È questo il vostro fratello più giovine di cui mi parlaste?' Poi disse a lui: `Iddio ti sia propizio, figliuol mio!' Gen. 43:29
- Fu dunque portato il cibo per lui a parte, e per loro a parte, e per gli Egiziani che mangiavan con loro, a parte; perché gli Egiziani non possono mangiare con gli Ebrei; per gli Egiziani è cosa abominevole. Gen. 43:32
- Ed essi si misero a sedere dinanzi a lui: il primogenito, secondo il suo diritto di primogenitura, e il più giovine secondo la sua età; e si guardavano l'un l'altro con maraviglia. Gen. 43:33
- E quando furono usciti dalla città e non erano ancora lontani, Giuseppe disse al suo maestro di casa: `Lèvati, va' dietro a quegli uomini; e quando li avrai raggiunti, di' loro: Perché avete reso mal per bene? Gen. 44:4
- Non è quella la coppa nella quale il mio signore beve, e della quale si serve per indovinare? Avete fatto male a far questo!' Gen. 44:5
- Quello de' tuoi servitori presso il quale si troverà la coppa, sia messo a morte; e noi pure saremo schiavi del tuo signore!' Gen. 44:9
- In tutta fretta, ognuno d'essi mise giù il suo sacco a terra, e ciascuno aprì il suo. Gen. 44:11
- Giuda e i suoi fratelli arrivarono alla casa di Giuseppe, il quale era ancora quivi; e si gettarono in terra dinanzi a lui. Gen. 44:14
- Ma Giuseppe disse: `Mi guardi Iddio dal far questo! L'uomo in man del quale è stata trovata la coppa, sarà mio schiavo; quanto a voi, risalite in pace dal padre vostro'. Gen. 44:17
- Allora Giuda s'accostò a Giuseppe, e disse: `Di grazia, signor mio, permetti al tuo servitore di far udire una parola al mio signore, e non s'accenda l'ira tua contro il tuo servitore! poiché tu sei come Faraone. Gen. 44:18
- E come fummo risaliti a mio padre, tuo servitore, gli riferimmo le parole del mio signore. Gen. 44:24
- Poi nostro padre disse: Tornate a comprarci un po' di viveri. Gen. 44:25
- Perché, come farei a risalire da mio padre senz'aver meco il fanciullo? Ah, ch'io non vegga il dolore che ne verrebbe a mio padre!' Gen. 44:34
- Allora Giuseppe non poté più contenersi dinanzi a tutti gli astanti, e gridò: `Fate uscir tutti dalla mia presenza!' E nessuno rimase con Giuseppe quand'egli si diè a conoscere ai suoi fratelli. Gen. 45:1
- E Giuseppe disse ai suoi fratelli: `Deh, avvicinatevi a me!' Quelli s'avvicinarono, ed egli disse: `Io son Giuseppe, vostro fratello, che voi vendeste perché fosse menato in Egitto. Gen. 45:4
- Ma ora non vi contristate, né vi dolga d'avermi venduto perch'io fossi menato qua; poiché Iddio m'ha mandato innanzi a voi per conservarvi in vita. Gen. 45:5
- Ma Dio mi ha mandato dinanzi a voi, perché sia conservato di voi un resto sulla terra, e per salvarvi la vita con una grande liberazione. Gen. 45:7
- Affrettatevi a risalire da mio padre, e ditegli: Così dice il tuo figliuolo Giuseppe: Iddio mi ha stabilito signore di tutto l'Egitto; scendi da me; non tardare; Gen. 45:9
- tu dimorerai nel paese di Goscen, e sarai vicino a me; tu e i tuoi figliuoli, i figliuoli de' tuoi figliuoli, i tuoi greggi, i tuoi armenti, e tutto quello che possiedi. Gen. 45:10
- Raccontate dunque a mio padre tutta la mia gloria in Egitto, e tutto quello che avete veduto; e fate che mio padre scenda presto qua'. Gen. 45:13
- Baciò pure tutti i suoi fratelli, piangendo. E, dopo questo, i suoi fratelli si misero a parlare con lui. Gen. 45:15
- Il rumore della cosa si sparse nella casa di Faraone, e si disse: `Sono arrivati i fratelli di Giuseppe'. Il che piacque a Faraone ed ai suoi servitori. Gen. 45:16
- E Faraone disse a Giuseppe: `Di' ai tuoi fratelli: Fate questo: caricate le vostre bestie, e andate, tornate al paese di Canaan; Gen. 45:17
- A tutti dette un abito di ricambio per ciascuno; ma a Beniamino dette trecento sicli d'argento e cinque mute di vestiti; Gen. 45:22
- e a suo padre mandò questo: dieci asini carichi delle migliori cose d'Egitto, dieci asine cariche di grano, di pane e di viveri, per suo padre, durante il viaggio. Gen. 45:23
- Israele dunque si partì con tutto quello che aveva; e, giunto a Beer-Sceba, offrì sacrifizi all'Iddio d'Isacco suo padre. Gen. 46:1
- E Dio parlò a Israele in visioni notturne, e disse: `Giacobbe, Giacobbe!' Ed egli rispose: `Eccomi'. Gen. 46:2
- Cotesti sono i figliuoli che Lea partorì a Giacobbe a Paddan-Aram, oltre Dina, figliuola di lui. I suoi figliuoli e le sue figliuole erano in tutto trentatre persone. Gen. 46:15
- Cotesti furono i figliuoli di Zilpa che Labano avea dato a Lea sua figliuola; ed essa li partorì a Giacobbe: in tutto sedici persone. Gen. 46:18
- E a Giuseppe, nel paese d'Egitto, nacquero Manasse ed Efraim, i quali Asenath, figliuola di Potifera, sacerdote di On, gli partorì. Gen. 46:20
- Cotesti sono i figliuoli di Rachele che nacquero a Giacobbe: in tutto, quattordici persone. Gen. 46:22
- Cotesti sono i figliuoli di Bilha che Labano avea dato a Rachele sua figliuola, ed essa li partorì a Giacobbe: in tutto, sette persone. Gen. 46:25
- Or Giacobbe mandò avanti a sé Giuda a Giuseppe, perché questi lo introducesse nel paese di Goscen. E giunsero nel paese di Goscen. Gen. 46:28
- Giuseppe fece attaccare il suo carro, e salì in Goscen a incontrare Israele, suo padre; e gli si presentò, gli si gettò al collo, e pianse lungamente sul collo di lui. Gen. 46:29
- E Israele disse a Giuseppe: `Ora, ch'io muoia pure, giacché ho veduto la tua faccia, e tu vivi ancora!' Gen. 46:30
- E Giuseppe disse ai suoi fratelli e alla famiglia di suo padre: `Io salirò a informare Faraone, e gli dirò: I miei fratelli e la famiglia di mio padre che erano nel paese di Canaan, sono venuti da me. Gen. 46:31
- I tuoi servitori sono stati allevatori di bestiame dalla loro infanzia fino a quest'ora: così noi come i nostri padri. Direte così, perché possiate abitare nel paese di Goscen. Poiché gli Egiziani hanno in abominio tutti i pastori'. Gen. 46:34
- Giuseppe andò quindi a informare Faraone, e gli disse: `Mio padre e i miei fratelli coi loro greggi, coi loro armenti e con tutto quello che hanno, son venuti dal paese di Canaan; ed ecco, sono nel paese di Goscen'. Gen. 47:1
- E prese cinque uomini di tra i suoi fratelli e li presentò a Faraone. Gen. 47:2
- E Faraone disse ai fratelli di Giuseppe: `Qual'è la vostra occupazione?' Ed essi risposero a Faraone: `I tuoi servitori sono pastori, come furono i nostri padri'. Gen. 47:3
- Poi dissero a Faraone: `Siam venuti per dimorare in questo paese, perché nel paese di Canaan non c'è pastura per i greggi dei tuoi servitori; poiché la carestia v'è grave; deh, permetti ora che i tuoi servi dimorino nel paese di Goscen'. Gen. 47:4
- E Faraone parlò a Giuseppe, dicendo: `Tuo padre e i tuoi fratelli son venuti da te; Gen. 47:5
- E Faraone disse a Giacobbe: `Quanti sono i giorni del tempo della tua vita?' Gen. 47:8
- Giacobbe rispose a Faraone: `I giorni del tempo de' miei pellegrinaggi sono centotrent'anni; i giorni del tempo della mia vita sono stati pochi e cattivi, e non hanno raggiunto il numero dei giorni della vita de' miei padri, ai dì dei loro pellegrinaggi'. Gen. 47:9
- Or in tutto il paese non c'era pane, perché la carestia era gravissima; il paese d'Egitto e il paese di Canaan languivano a motivo della carestia. Gen. 47:13
- E quando il danaro fu esaurito nel paese d'Egitto e nel paese di Canaan, tutti gli Egiziani vennero a Giuseppe e dissero: `Dacci del pane! Perché dovremmo morire in tua presenza? giacché il danaro è finito'. Gen. 47:15
- E quelli menarono a Giuseppe il loro bestiame; e Giuseppe diede loro del pane in cambio dei loro cavalli, dei loro greggi di pecore, delle loro mandre di buoi e dei loro asini. Così fornì loro del pane per quell'anno, in cambio di tutto il loro bestiame. Gen. 47:17
- Passato quell'anno, tornarono a lui l'anno seguente, e gli dissero: `Noi non celeremo al mio signore che, il danaro essendo esaurito e le mandre del nostro bestiame essendo passate al mio signore, nulla più resta che il mio signore possa prendere, tranne i nostri corpi e le nostre terre. Gen. 47:18
- e al tempo della raccolta, ne darete il quinto a Faraone, e quattro parti saran vostre, per la sementa dei campi e per il nutrimento vostro, di quelli che sono in casa vostra, e per il nutrimento de' vostri bambini'. Gen. 47:24
- Dopo queste cose, avvenne che fu detto a Giuseppe: `Ecco, tuo padre è ammalato'. Ed egli prese seco i suoi due figliuoli, Manasse ed Efraim. Gen. 48:1
- Giacobbe ne fu informato, e gli fu detto: `Ecco, il tuo figliuolo Giuseppe viene da te'. E Israele raccolse le sue forze, e si mise a sedere sul letto. Gen. 48:2
- E Giacobbe disse a Giuseppe: `L'Iddio onnipotente mi apparve a Luz nel paese di Canaan, mi benedisse, Gen. 48:3
- Quanto a me, allorché tornavo da Paddan, Rachele morì presso di me, nel paese di Canaan, durante il viaggio, a qualche distanza da Efrata; e la seppellii quivi, sulla via di Efrata, che è Bethlehem'. Gen. 48:7
- E Giuseppe rispose a suo padre: `Sono miei figliuoli, che Dio mi ha dati qui'. Ed egli disse: `Deh, fa' che si appressino a me, e io li benedirò'. Gen. 48:9
- Or gli occhi d'Israele erano annebbiati a motivo dell'età, sì che non ci vedeva più. E Giuseppe li fece avvicinare a lui, ed egli li baciò e li abbracciò. Gen. 48:10
- E Israele disse a Giuseppe: `Io non pensavo di riveder più la tua faccia; ed ecco che Iddio m'ha dato di vedere anche la tua progenie'. Gen. 48:11
- Giuseppe li ritirò di tra le ginocchia di suo padre, e si prostrò con la faccia a terra. Gen. 48:12
- Poi Giuseppe li prese ambedue: Efraim alla sua destra, alla sinistra d'Israele; e Manasse alla sua sinistra, alla destra d'Israele; e li fece avvicinare a lui. Gen. 48:13
- E benedisse Giuseppe, e disse: `L'Iddio, nel cui cospetto camminarono i miei padri Abrahamo e Isacco, l'Iddio ch'è stato il mio pastore dacché esisto fino a questo giorno, Gen. 48:15
- E Giuseppe disse a suo padre: `Non così, padre mio; perché questo è il primogenito; metti la tua man destra sul suo capo'. Gen. 48:18
- E in quel giorno li benedisse, dicendo: `Per te Israele benedirà, dicendo: Iddio ti faccia simile ad Efraim ed a Manasse!' E mise Efraim prima di Manasse. Gen. 48:20
- Poi Israele disse a Giuseppe: `Ecco, io mi muoio; ma Dio sarà con voi, e vi ricondurrà nel paese dei vostri padri. Gen. 48:21
- Poi Giacobbe chiamò i suoi figliuoli, e disse: `Adunatevi, e vi annunzierò ciò che vi avverrà ne' giorni a venire. Gen. 49:1
- Adunatevi e ascoltate, o figliuoli di Giacobbe! Date ascolto a Israele, vostro padre! Gen. 49:2
- Giuda, te loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla cervice de' tuoi nemici; i figliuoli di tuo padre si prostreranno dinanzi a te. Gen. 49:8
- Zabulon abiterà sulla costa dei mari; sarà sulla costa ove convengon le navi, e il suo fianco s'appoggerà a Sidon. Gen. 49:13
- Gad, l'assaliranno delle bande armate, ma egli a sua volta le assalirà, e le inseguirà. Gen. 49:19
- Giuseppe è un ramo d'albero fruttifero; un ramo d'albero fruttifero vicino a una sorgente; i suoi rami si stendono sopra il muro. Gen. 49:22
- Le benedizioni di tuo padre sorpassano le benedizioni dei miei progenitori, fino a raggiunger la cima delle colline eterne. Esse saranno sul capo di Giuseppe, sulla fronte del principe de' suoi fratelli. Gen. 49:26
- Tutti costoro sono gli antenati delle dodici tribù d'Israele; e questo è quello che il loro padre disse loro, quando li benedisse. Li benedisse, dando a ciascuno la sua benedizione particolare. Gen. 49:28
- nella spelonca ch'è nel campo di Macpela, dirimpetto a Mamre, nel paese di Canaan, la quale Abrahamo comprò, col campo, da Efron lo Hitteo, come sepolcro di sua proprietà. Gen. 49:30
- Allora Giuseppe salì a seppellire suo padre; e con lui salirono tutti i servitori di Faraone, gli Anziani della sua casa e tutti gli Anziani del paese d'Egitto, Gen. 50:7
- E come furon giunti all'aia di Atad, ch'è oltre il Giordano, vi fecero grandi e profondi lamenti; e Giuseppe fece a suo padre un lutto di sette giorni. Gen. 50:10
- Or quando gli abitanti del paese, i Cananei, videro il lutto dell'aia di Atad, dissero: `Questo è un grave lutto per gli Egiziani!' Perciò fu messo nome Abel-Mitsraim a quell'aia, ch'è oltre il Giordano. Gen. 50:11
- lo trasportarono nel paese di Canaan, e lo seppellirono nella spelonca del campo di Macpela, che Abrahamo avea comprato, col campo, da Efron lo Hitteo, come sepolcro di sua proprietà, dirimpetto a Mamre. Gen. 50:13
- Giuseppe, dopo ch'ebbe sepolto suo padre, se ne tornò in Egitto coi suoi fratelli e con tutti quelli ch'erano saliti con lui a seppellire suo padre. Gen. 50:14
- E mandarono a dire a Giuseppe: `Tuo padre, prima di morire, dette quest'ordine: Gen. 50:16
- Dite così a Giuseppe: Deh, perdona ora ai tuoi fratelli il loro misfatto e il loro peccato; perché t'hanno fatto del male. Deh, perdona dunque ora il misfatto de' servi dell'Iddio di tuo padre!' E Giuseppe, quando gli fu parlato così, pianse. Gen. 50:17
- Voi avevate pensato del male contro a me; ma Dio ha pensato di convertirlo in bene, per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso. Gen. 50:20
- E Giuseppe disse ai suoi fratelli: `Io sto per morire; ma Dio per certo vi visiterà, e vi farà salire, da questo paese, nel paese che promise con giuramento ad Abrahamo, a Isacco e a Giacobbe'. Gen. 50:24
- Tutte le persone discendenti da Giacobbe ammontavano a settanta. Giuseppe era già in Egitto. Es. 1:5
- Orsù, usiamo prudenza con essi; che non abbiano a moltiplicare e, in caso di guerra, non abbiano a unirsi ai nostri nemici e combattere contro di noi e poi andarsene dal paese'. Es. 1:10
- Stabilirono dunque sopra Israele de' soprastanti ai lavori, che l'opprimessero con le loro angherie. Ed esso edificò a Faraone le città di approvvigionamento, Pithom e Raamses. Es. 1:11
- E le levatrici risposero a Faraone: `Egli è che le donne ebree non sono come le egiziane, sono vigorose, e, prima che la levatrice arrivi da loro, hanno partorito'. Es. 1:19
- E Dio fece del bene a quelle levatrici; e il popolo moltiplicò e divenne oltremodo potente. Es. 1:20
- E la sorella del bambino se ne stava a una certa distanza, per sapere quel che gli succederebbe. Es. 2:4
- Or la figliuola di Faraone scese a fare le sue abluzioni sulla riva del fiume; e le sue donzelle passeggiavano lungo il fiume. Ella vide il canestro nel canneto, e mandò la sua cameriera a prenderlo. Es. 2:5
- Allora la sorella del bambino disse alla figliuola di Faraone: `Devo andare a chiamarti una balia tra le donne ebree che t'allatti questo bimbo?' Es. 2:7
- La figliuola di Faraone le rispose: `Va''. E la fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. Es. 2:8
- Or in que' giorni, quando Mosè era già diventato grande, avvenne ch'egli uscì a trovare i suoi fratelli, e notò i lavori di cui erano gravati; e vide un Egiziano, che percoteva uno degli Ebrei suoi fratelli. Es. 2:11
- Il giorno seguente uscì, ed ecco due Ebrei che si litigavano; ed egli disse a quello che avea torto: `Perché percuoti il tuo compagno?' Es. 2:13
- E quando Faraone udì il fatto, cercò di uccidere Mosè; ma Mosè fuggì dal cospetto di Faraone, e si fermò nel paese di Madian; e si mise a sedere presso ad un pozzo. Es. 2:15
- Or il sacerdote di Madian aveva sette figliuole; ed esse vennero ad attinger acqua, e a riempire gli abbeveratoi per abbeverare il gregge del padre loro. Es. 2:16
- E Mosè acconsentì a stare da quell'uomo; ed egli diede a Mosè Sefora, sua figliuola. Es. 2:21
- Or nel corso di quel tempo, che fu lungo, avvenne che il re d'Egitto morì; e i figliuoli d'Israele sospiravano a motivo della schiavitù, e alzavan delle grida; e le grida che il servaggio strappava loro, salirono a Dio. Es. 2:23
- Or Mosè pasceva il gregge di Jethro suo suocero, sacerdote di Madian; e guidando il gregge dietro al deserto, giunse alla montagna di Dio, a Horeb. Es. 3:1
- E l'angelo dell'Eterno gli apparve in una fiamma di fuoco, di mezzo a un pruno. Mosè guardò, ed ecco il pruno era tutto in fiamme, ma non si consumava. Es. 3:2
- E Mosè disse: `Ora voglio andar da quella parte a vedere questa grande visione e come mai il pruno non si consuma!' Es. 3:3
- E l'Eterno vide ch'egli s'era scostato per andare a vedere. E Dio lo chiamò di mezzo al pruno, e disse: `Mosè! Mosè!' Ed egli rispose: `Eccomi'. Es. 3:4
- Ed ora, ecco, le grida de' figliuoli d'Israele son giunte a me, ed ho anche veduto l'oppressione che gli Egiziani fanno loro soffrire. Es. 3:9
- Or dunque vieni, e io ti manderò a Faraone perché tu faccia uscire il mio popolo, i figliuoli d'Israele, dall'Egitto'. Es. 3:10
- E Mosè disse a Dio: `Chi son io per andare da Faraone e per trarre i figliuoli d'Israele dall'Egitto?' Es. 3:11
- E Mosè disse a Dio: `Ecco, quando sarò andato dai figliuoli d'Israele e avrò detto loro: L'Iddio de' vostri padri m'ha mandato da voi, se essi mi dicono: Qual è il suo nome? che risponderò loro?' Es. 3:13
- Iddio disse a Mosè: `Io sono quegli che sono'. Poi disse: `Dirai così ai figliuoli d'Israele: L'Io sono m'ha mandato da voi'. Es. 3:14
- Iddio disse ancora a Mosè: `Dirai così ai figliuoli d'Israele: L'Eterno, l'Iddio de' vostri padri, l'Iddio d'Abrahamo, l'Iddio d'Isacco e l'Iddio di Giacobbe mi ha mandato da voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la mia designazione per tutte le generazioni. Es. 3:15
- E farò sì che questo popolo trovi favore presso gli Egiziani; e avverrà che, quando ve ne andrete, non ve ne andrete a mani vuote; Es. 3:21
- E l'Eterno disse: `Gettalo in terra'. Egli lo gettò in terra, ed esso diventò un serpente; e Mosè fuggì d'innanzi a quello. Es. 4:3
- Allora l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano, e prendilo per la coda'. Egli stese la mano, e lo prese, ed esso ritornò un bastone nella sua mano. Es. 4:4
- e se avverrà che non credano neppure a questi due segni e non ubbidiscano alla tua voce, tu prenderai dell'acqua del fiume, e la verserai sull'asciutto; e l'acqua che avrai presa dal fiume, diventerà sangue sull'asciutto'. Es. 4:9
- Allora Mosè se ne andò, tornò da Jethro suo suocero, e gli disse: `Deh, lascia ch'io me ne vada e torni dai miei fratelli che sono in Egitto, e vegga se sono ancor vivi'. E Jethro disse a Mosè: `Va' in pace'. Es. 4:18
- Or l'Eterno disse a Mosè in Madian: `Va', tornatene in Egitto, perché tutti quelli che cercavano di toglierti la vita sono morti'. Es. 4:19
- E l'Eterno disse a Mosè: `Quando sarai tornato in Egitto, avrai cura di fare dinanzi a Faraone tutti i prodigi che t'ho dato potere di compiere; ma io gl'indurerò il cuore, ed egli non lascerà partire il popolo. Es. 4:21
- E tu dirai a Faraone: Così dice l'Eterno: Israele è il mio figliuolo, il mio primogenito; Es. 4:22
- L'Eterno disse ad Aaronne: `Va' nel deserto incontro a Mosè'. Ed egli andò, lo incontrò al monte di Dio, e lo baciò. Es. 4:27
- E Aaronne riferì tutte le parole che l'Eterno avea dette a Mosè, e fece i prodigi in presenza del popolo. Es. 4:30
- Dopo questo, Mosè ed Aaronne vennero a Faraone, e gli dissero: `Così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Lascia andare il mio popolo, perché mi celebri una festa nel deserto'. Es. 5:1
- Ed essi dissero: `L'Iddio degli Ebrei si è presentato a noi; lasciaci andare tre giornate di cammino nel deserto per offrir sacrifizi all'Eterno, ch'è il nostro Dio, onde ei non abbia a colpirci con la peste o con la spada'. Es. 5:3
- E il re d'Egitto disse loro: `O Mosè e Aaronne, perché distraete il popolo dai suoi lavori? Andate a fare quello che vi è imposto!' Es. 5:4
- `Voi non darete più, come prima, la paglia al popolo per fare i mattoni; vadano essi a raccogliersi della paglia! Es. 5:7
- E imponete loro la stessa quantità di mattoni di prima, senza diminuzione alcuna; perché son de' pigri; e però gridano dicendo: Andiamo a offrir sacrifizi al nostro Dio! Es. 5:8
- Sia questa gente caricata di lavoro; e si occupi di quello senza badare a parole di menzogna'. Es. 5:9
- Andate voi a procurarvi della paglia dove ne potrete trovare, perché il vostro lavoro non sarà diminuito per nulla'. Es. 5:11
- Allora i sorveglianti dei figliuoli d'Israele vennero a lagnarsi da Faraone, dicendo: `Perché tratti così i tuoi servitori? Es. 5:15
- Ed egli rispose: `Siete dei pigri! siete dei pigri! Per questo dite: Andiamo a offrir sacrifizi all'Eterno. Es. 5:17
- Or dunque andate a lavorare! non vi si darà più paglia, e fornirete la quantità di mattoni prescritta'. Es. 5:18
- I sorveglianti de' figliuoli d'Israele si videro ridotti a mal partito, perché si diceva loro: `Non diminuite per nulla il numero de' mattoni impostovi giorno per giorno'. Es. 5:19
- e dissero loro: `L'Eterno volga il suo sguardo su voi, e giudichi! poiché ci avete messi in cattivo odore dinanzi a Faraone e dinanzi ai suoi servitori, e avete loro messa la spada in mano perché ci uccida'. Es. 5:21
- Allora Mosè tornò dall'Eterno, e disse: `Signore, perché hai fatto del male a questo popolo? Perché dunque mi hai mandato? Es. 5:22
- L'Eterno disse a Mosè: `Ora vedrai quello che farò a Faraone; perché, forzato da una mano potente, li lascerà andare; anzi, forzato da una mano potente, li caccerà dal suo paese'. Es. 6:1
- E Dio parlò a Mosè, e gli disse: Es. 6:2
- `Io sono l'Eterno, e apparii ad Abrahamo, ad Isacco e a Giacobbe, come l'Iddio onnipotente; ma non fui conosciuto da loro sotto il mio nome di Eterno. Es. 6:3
- E v'introdurrò nel paese, che giurai di dare ad Abrahamo, a Isacco e a Giacobbe; e ve lo darò come possesso ereditario: io sono l'Eterno'. Es. 6:8
- E Mosè parlò a quel modo ai figliuoli d'Israele; ma essi non dettero ascolto a Mosè, a motivo dell'angoscia dello spirito loro e della loro dura schiavitù. Es. 6:9
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Es. 6:10
- `Va', parla a Faraone re d'Egitto, ond'egli lasci uscire i figliuoli d'Israele dal suo paese'. Es. 6:11
- Ma Mosè parlò nel cospetto dell'Eterno, e disse: `Ecco, i figliuoli d'Israele non mi hanno dato ascolto; come dunque darebbe Faraone ascolto a me che sono incirconciso di labbra?' Es. 6:12
- E l'Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne, e comandò loro d'andare dai figliuoli d'Israele e da Faraone re d'Egitto, per trarre i figliuoli d'Israele dal paese d'Egitto. Es. 6:13
- Essi son quelli che parlarono a Faraone re d'Egitto, per trarre i figliuoli d'Israele dall'Egitto: sono quel Mosè e quell'Aaronne. Es. 6:27
- Or avvenne, allorché l'Eterno parlò a Mosè nel paese d'Egitto, Es. 6:28
- che l'Eterno disse a Mosè: `Io sono l'Eterno: di' a Faraone, re d'Egitto, tutto quello che dico a te'. Es. 6:29
- L'Eterno disse a Mosè: `Vedi, io ti ho stabilito come Dio per Faraone, e Aaronne tuo fratello sarà il tuo profeta. Es. 7:1
- Tu dirai tutto quello che t'ordinerò, e Aaronne tuo fratello parlerà a Faraone, perché lasci partire i figliuoli d'Israele dal suo paese. Es. 7:2
- E gli Egiziani conosceranno che io sono l'Eterno, quando avrò steso la mia mano sull'Egitto e avrò tratto di mezzo a loro i figliuoli d'Israele'. Es. 7:5
- Or Mosè aveva ottant'anni e Aaronne ottantatre, quando parlarono a Faraone. Es. 7:7
- L'Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo: Es. 7:8
- `Quando Faraone vi parlerà e vi dirà: Fate un prodigio! tu dirai ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, gettalo davanti a Faraone, e diventerà un serpente'. Es. 7:9
- Mosè ed Aaronne andaron dunque da Faraone, e fecero come l'Eterno aveva ordinato. Aaronne gettò il suo bastone davanti a Faraone e davanti ai suoi servitori, e quello diventò un serpente. Es. 7:10
- Faraone a sua volta chiamò i savi e gl'incantatori; e i magi d'Egitto fecero anch'essi lo stesso, con le loro arti occulte. Es. 7:11
- E il cuore di Faraone s'indurò, ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l'Eterno avea detto. Es. 7:13
- L'Eterno disse a Mosè: `Il cuor di Faraone è ostinato; Es. 7:14
- E il pesce ch'è nel fiume morrà, e il fiume sarà ammorbato, e gli Egiziani avranno ripugnanza a bere l'acqua del fiume'. Es. 7:18
- E l'Eterno disse a Mosè: `Di' ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, e stendi la tua mano sulle acque dell'Egitto, sui loro fiumi, sui loro rivi, sui loro stagni e sopra ogni raccolta d'acqua; essi diventeranno sangue, e vi sarà sangue per tutto il paese d'Egitto, perfino ne' recipienti di legno e ne' recipienti di pietra'. Es. 7:19
- E i magi d'Egitto fecero lo stesso con le loro arti occulte; e il cuore di Faraone s'indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l'Eterno avea detto. Es. 7:22
- E Faraone, volte ad essi le spalle, se ne andò a casa sua, e neanche di questo fece alcun caso. Es. 7:23
- Poi l'Eterno disse a Mosè: `Va' da Faraone, e digli: Così dice l'Eterno: Lascia andare il mio popolo perché mi serva. Es. 8:1
- E l'Eterno disse a Mosè: `Di' ad Aaronne: Stendi la tua mano col tuo bastone sui fiumi, sui rivi e sugli stagni e fa salir le rane sul paese d'Egitto'. Es. 8:5
- E Mosè disse a Faraone: `Fammi l'onore di dirmi per quando io devo chiedere, nelle mie supplicazioni per te, per i tuoi servitori e per il tuo popolo, che l'Eterno distrugga le rane intorno a te e nelle tue case, e non ne rimanga se non nel fiume'. Es. 8:9
- Mosè ed Aaronne uscirono da Faraone; e Mosè implorò l'Eterno relativamente alle rane che aveva inflitte a Faraone. Es. 8:12
- Le radunarono a mucchi e il paese ne fu ammorbato. Es. 8:14
- Ma quando Faraone vide che v'era un po' di respiro, si ostinò in cuor suo, e non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l'Eterno avea detto. Es. 8:15
- E l'Eterno disse a Mosè: `Di' ad Aaronne: Stendi il tuo bastone e percuoti la polvere della terra, ed essa diventerà zanzare per tutto il paese di Egitto'. Es. 8:16
- Allora i magi dissero a Faraone: `Questo è il dito di Dio'. Ma il cuore di Faraone s'indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l'Eterno avea detto. Es. 8:19
- Poi l'Eterno disse a Mosè: `Alzati di buon mattino, e presentati a Faraone. Ecco, egli uscirà per andar verso l'acqua; e digli: Così dice l'Eterno: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva. Es. 8:20
- E Mosè disse: `Ecco, io esco da te e pregherò l'Eterno, e domani le mosche s'allontaneranno da Faraone, dai suoi servitori e dal suo popolo; soltanto, Faraone non si faccia più beffe, impedendo al popolo d'andare a offrir sacrifizi all'Eterno'. Es. 8:29
- Allora l'Eterno disse a Mosè: `Va' da Faraone, e digli: Così dice l'Eterno, l'Iddio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva; Es. 9:1
- Faraone mandò a vedere, ed ecco che neppure un capo del bestiame degl'Israeliti era morto. Ma il cuore di Faraone fu ostinato, ed ei non lasciò andare il popolo. Es. 9:7
- E l'Eterno disse a Mosè e ad Aaronne: `Prendete delle manate di cenere di fornace, e la sparga Mosè verso il cielo, sotto gli occhi di Faraone. Es. 9:8
- Ed essi presero della cenere di fornace, e si presentarono a Faraone; Mosè la sparse verso il cielo, ed essa produsse delle ulceri germoglianti pustole sulle persone e sugli animali. Es. 9:10
- E i magi non poteron stare dinanzi a Mosè, a motivo delle ulceri, perché le ulceri erano addosso ai magi come addosso a tutti gli Egiziani. Es. 9:11
- E l'Eterno indurò il cuor di Faraone, ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne come l'Eterno avea detto a Mosè. Es. 9:12
- Poi l'Eterno disse a Mosè: `Levati di buon mattino, presentati a Faraone, e digli: Così dice l'Eterno, l'Iddio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva; Es. 9:13
- poiché questa volta manderò tutte le mie piaghe sul tuo cuore, sui tuoi servitori e sul tuo popolo, affinché tu conosca che non c'è nessuno simile a me su tutta la terra. Es. 9:14
- Or dunque manda a far mettere al sicuro il tuo bestiame e tutto quello che hai per i campi. La grandine cadrà su tutta la gente e su tutti gli animali che si troveranno per i campi e non saranno stati raccolti in casa, e morranno'. Es. 9:19
- E l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano verso il cielo, e cada grandine in tutto il paese d'Egitto, sulla gente, sugli animali e sopra ogni erba dei campi, nel paese d'Egitto'. Es. 9:22
- Allora Faraone mandò a chiamare Mosè ed Aaronne, e disse loro: `Questa volta io ho peccato; l'Eterno è giusto, mentre io e il mio popolo siamo colpevoli. Es. 9:27
- Ma quanto a te e ai tuoi servitori, io so che non avrete ancora timore dell'Eterno Iddio'. Es. 9:30
- E quando Faraone vide che la pioggia, la grandine e i tuoni eran cessati, continuò a peccare, e si ostinò in cuor suo: lui e i suoi servitori. Es. 9:34
- E l'Eterno disse a Mosè: `Va' da Faraone; poiché io ho reso ostinato il suo cuore e il cuore dei suoi servitori, per fare in mezzo a loro i segni che vedrai, Es. 10:1
- e perché tu narri ai tuoi figliuoli e ai figliuoli dei tuoi figliuoli quello che ho operato in Egitto e i segni che ho fatto in mezzo a loro, onde sappiate che io sono l'Eterno'. Es. 10:2
- Mosè ed Aaronne andaron dunque da Faraone, e gli dissero: `Così dice l'Eterno, l'Iddio degli Ebrei: Fino a quando rifiuterai d'umiliarti dinanzi a me? Lascia andare il mio popolo, perché mi serva. Es. 10:3
- E i servitori di Faraone gli dissero: `Fino a quando quest'uomo ci sarà come un laccio? Lascia andare questa gente, e che serva l'Eterno, l'Iddio suo! Non sai tu che l'Egitto è rovinato?'. Es. 10:7
- Allora l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano sul paese d'Egitto per farvi venire le locuste; e salgano esse sul paese d'Egitto e divorino tutta l'erba del paese, tutto quello che la grandine ha lasciato'. Es. 10:12
- E l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano verso il cielo, e sianvi tenebre nel paese d'Egitto: tali, che si possan palpare'. Es. 10:21
- E Faraone disse a Mosè: `Vattene via da me! Guardati bene dal comparire più alla mia presenza! poiché il giorno che comparirai alla mia presenza, tu morrai!' Es. 10:28
- E l'Eterno disse a Mosè: `Io farò venire ancora una piaga su Faraone e sull'Egitto; poi egli vi lascerà partire di qui. Quando vi lascerà partire, egli addirittura vi caccerà di qui. Es. 11:1
- E tutti questi tuoi servitori scenderanno da me, e s'inchineranno davanti a me, dicendo: Parti, tu e tutto il popolo ch'è al tuo seguito! E, dopo questo, io partirò'. E Mosè uscì dalla presenza di Faraone, acceso d'ira. Es. 11:8
- E l'Eterno disse a Mosè: `Faraone non vi darà ascolto, affinché i miei prodigi si moltiplichino nel paese d'Egitto'. Es. 11:9
- E Mosè ed Aaronne fecero tutti questi prodigi dinanzi a Faraone; ma l'Eterno indurò il cuore di Faraone, ed egli non lasciò uscire i figliuoli d'Israele dal suo paese. Es. 11:10
- L'Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne nel paese d'Egitto, dicendo: Es. 12:1
- Parlate a tutta la raunanza d'Israele, e dite: Il decimo giorno di questo mese, prenda ognuno un agnello per famiglia, un agnello per casa; Es. 12:3
- E il primo giorno avrete una santa convocazione, e una santa convocazione il settimo giorno. Non si faccia alcun lavoro in que' giorni; si prepari soltanto quel ch'è necessario a ciascuno per mangiare, e non altro. Es. 12:16
- E il popolo s'inchinò e adorò. E i figliuoli d'Israele andarono, e fecero così; fecero come l'Eterno aveva ordinato a Mosè e ad Aaronne. Es. 12:28
- I figliuoli d'Israele partirono da Ramses per Succoth, in numero di circa seicentomila uomini a piedi, senza contare i fanciulli. Es. 12:37
- E l'Eterno disse a Mosè e ad Aaronne: `Questa è la norma della Pasqua: Nessuno straniero ne mangi; Es. 12:43
- ma qualunque servo, comprato a prezzo di danaro, dopo che l'avrai circonciso, potrà mangiarne. Es. 12:44
- Tutti i figliuoli d'Israele fecero così; fecero come l'Eterno aveva ordinato a Mosè e ad Aaronne. Es. 12:50
- L'Eterno parlò a Mosè, dicendo: `Consacrami ogni primogenito, Es. 13:1
- E in quel giorno tu spiegherai la cosa al tuo figliuolo, dicendo: Si fa così, a motivo di quello che l'Eterno fece per me quand'uscii dall'Egitto. Es. 13:8
- `Quando l'Eterno t'avrà introdotto nel paese dei Cananei, come giurò a te e ai tuoi padri, e te lo avrà dato, Es. 13:11
- e avvenne che, quando Faraone s'ostinò a non lasciarci andare, l'Eterno uccise tutti i primogeniti nel paese d'Egitto, tanto i primogeniti degli uomini quanto i primogeniti degli animali; perciò io sacrifico all'Eterno tutti i primi parti maschi, ma riscatto ogni primogenito dei miei figliuoli. Es. 13:15
- Or quando Faraone ebbe lasciato andare il popolo, Iddio non lo condusse per la via del paese de' Filistei, perché troppo vicina; poiché Iddio disse: `Bisogna evitare che il popolo, di fronte a una guerra, si penta e torni in Egitto'; Es. 13:17
- E gl'Israeliti, partiti da Succoth, si accamparono a Etham, all'estremità del deserto. Es. 13:20
- E l'Eterno andava davanti a loro: di giorno, in una colonna di nuvola per guidarli per il loro cammino; e di notte, in una colonna di fuoco per illuminarli, onde potessero camminare giorno e notte. Es. 13:21
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Es. 14:1
- `Di' ai figliuoli d'Israele che tornino indietro e s'accampino di rimpetto a Pi-Hahiroth, fra Migdol e il mare, di fronte a Baal-Tsefon; accampatevi di faccia a quel luogo presso il mare. Es. 14:2
- Or fu riferito al re d'Egitto che il popolo era fuggito; e il cuore di Faraone e de' suoi servitori mutò sentimento verso il popolo, e quelli dissero: `Che abbiam fatto a lasciar andare Israele, sì che non ci serviranno più?' Es. 14:5
- Gli Egiziani dunque li inseguirono; e tutti i cavalli, i carri di Faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito li raggiunsero mentr'essi erano accampati presso il mare, vicino a Pi-Hahiroth, di fronte a Baal-Tsefon. Es. 14:9
- E dissero a Mosè: `Mancavan forse sepolture in Egitto, che ci hai menati a morire nel deserto? Perché ci hai fatto quest'azione, di farci uscire dall'Egitto? Es. 14:11
- E l'Eterno disse a Mosè: `Perché gridi a me? Di' ai figliuoli d'Israele che si mettano in marcia. Es. 14:15
- E tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare, e dividilo; e i figliuoli d'Israele entreranno in mezzo al mare a piedi asciutti. Es. 14:16
- E quanto a me, ecco, io indurerò il cuore degli Egiziani, ed essi v'entreranno, dietro a loro; ed io trarrò gloria da Faraone, da tutto il suo esercito, dai suoi carri e dai suoi cavalieri. Es. 14:17
- Allora l'angelo di Dio, che precedeva il campo d'Israele, si mosse e andò a porsi alle loro spalle; parimente la colonna di nuvola si mosse dal loro fronte e si fermò alle loro spalle; Es. 14:19
- e venne a mettersi fra il campo dell'Egitto e il campo d'Israele; e la nube era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte. E l'un campo non si accostò all'altro per tutta la notte. Es. 14:20
- E gli Egiziani li inseguirono; e tutti i cavalli di Faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro a loro in mezzo al mare. Es. 14:23
- E l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano sul mare, e le acque ritorneranno sugli Egiziani, sui loro carri e sui loro cavalieri'. Es. 14:26
- Gli abissi li coprono; sono andati a fondo come una pietra. Es. 15:5
- Chi è pari a te fra gli dèi, o Eterno? Chi è pari a te, mirabile nella tua santità, tremendo anche a chi ti loda, operator di prodigi? Es. 15:11
- E Maria, la profetessa, sorella d'Aaronne, prese in mano il timpano, e tutte le donne usciron dietro a lei con de' timpani, e danzando. Es. 15:20
- E quando giunsero a Mara, non poteron bevere le acque di Mara, perché erano amare; perciò quel luogo fu chiamato Mara. Es. 15:23
- I figliuoli d'Israele dissero loro: `Oh, fossimo pur morti per mano dell'Eterno nel paese d'Egitto, quando sedevamo presso le pignatte della carne e mangiavamo del pane a sazietà! Poiché voi ci avete menati in questo deserto per far morir di fame tutta questa raunanza'. Es. 16:3
- E l'Eterno disse a Mosè: `Ecco, io vi farò piovere del pane dal cielo; e il popolo uscirà e ne raccoglierà giorno per giorno quanto gliene abbisognerà per la giornata, ond'io lo metta alla prova per vedere se camminerà o no secondo la mia legge. Es. 16:4
- Ma il sesto giorno, quando prepareranno quello che avran portato a casa, esso sarà il doppio di quello che avranno raccolto ogni altro giorno'. Es. 16:5
- E Mosè ed Aaronne dissero a tutti i figliuoli d'Israele: `Questa sera voi conoscerete che l'Eterno è quegli che vi ha tratto fuori dal paese d'Egitto; Es. 16:6
- e domattina vedrete la gloria dell'Eterno; poich'egli ha udito le vostre mormorazioni contro l'Eterno; quanto a noi, che cosa siamo perché mormoriate contro di noi?' Es. 16:7
- E Mosè disse: `Vedrete la gloria dell'Eterno quando stasera egli vi darà della carne da mangiare e domattina del pane a sazietà; giacché l'Eterno ha udito le vostre mormorazioni che proferite contro di lui; quanto a noi, che cosa siamo? le vostre mormorazioni non sono contro di noi, ma contro l'Eterno'. Es. 16:8
- Poi Mosè disse ad Aaronne: `Di' a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele: Avvicinatevi alla presenza dell'Eterno, perch'egli ha udito le vostre mormorazioni'. Es. 16:9
- E come Aaronne parlava a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele, questi volsero gli occhi verso il deserto; ed ecco che la gloria dell'Eterno apparve nella nuvola. Es. 16:10
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Es. 16:11
- E i figliuoli d'Israele, veduta che l'ebbero, dissero l'uno all'altro: `Che cos'è?' perché non sapevan che cosa fosse. E Mosè disse loro: `Questo è il pane che l'Eterno vi dà a mangiare. Es. 16:15
- `Ecco quel che l'Eterno ha comandato: Ne raccolga ognuno, quanto gli basta per il suo nutrimento: un omer a testa, secondo il numero delle vostre persone; ognuno ne pigli per quelli che sono nella sua tenda'. Es. 16:16
- E Mosè disse loro: `Nessuno ne serbi fino a domattina'. Es. 16:19
- Ma alcuni non ubbidirono a Mosè, e ne serbarono fino all'indomani; e quello inverminì e mandò fetore; e Mosè s'adirò contro costoro. Es. 16:20
- E il sesto giorno raccolsero di quel pane il doppio: due omer per ciascuno. E tutti i capi della raunanza lo vennero a dire a Mosè. Es. 16:22
- Ed egli disse loro: `Questo è quello che ha detto l'Eterno: Domani è un giorno solenne di riposo: un sabato sacro all'Eterno; fate cuocere oggi quel che avete da cuocere e fate bollire quel che avete da bollire; e tutto quel che vi avanza, riponetelo e serbatelo fino a domani'. Es. 16:23
- E l'Eterno disse a Mosè: `Fino a quando rifiuterete d'osservare i miei comandamenti e le mie leggi? Es. 16:28
- Secondo l'ordine che l'Eterno avea dato a Mosè, Aaronne lo depose dinanzi alla Testimonianza, perché fosse conservato. Es. 16:34
- Poi tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele partì dal deserto di Sin, marciando a tappe secondo gli ordini dell'Eterno, e si accampò a Refidim; e non c'era acqua da bere per il popolo. Es. 17:1
- E l'Eterno disse a Mosè: `Passa oltre in fronte al popolo, e prendi teco degli anziani d'Israele; piglia anche in mano il bastone col quale percotesti il fiume, e va'. Es. 17:5
- Ecco, io starò là dinanzi a te, sulla roccia ch'è in Horeb; tu percoterai la roccia, e ne scaturirà dell'acqua, ed il popolo berrà'. Mosè fece così in presenza degli anziani d'Israele. Es. 17:6
- E pose nome a quel luogo Massah e Meribah a motivo della contesa de' figliuoli d'Israele, e perché aveano tentato l'Eterno, dicendo: `L'Eterno è egli in mezzo a noi, sì o no?' Es. 17:7
- Allora venne Amalek a dar battaglia a Israele a Refidim. Es. 17:8
- E Mosè disse a Giosuè: `Facci una scelta d'uomini ed esci a combattere contro Amalek; domani io starò sulla vetta del colle col bastone di Dio in mano'. Es. 17:9
- Or siccome le mani di Mosè s'eran fatte stanche, essi presero una pietra, gliela posero sotto, ed egli vi si mise a sedere; e Aaronne e Hur gli sostenevano le mani: l'uno da una parte, l'altro dall'altra; così le sue mani rimasero immobili fino al tramonto del sole. Es. 17:12
- E Giosuè sconfisse Amalek e la sua gente, mettendoli a fil di spada. Es. 17:13
- E l'Eterno disse a Mosè: `Scrivi questo fatto in un libro, perché se ne conservi il ricordo, e fa' sapere a Giosuè che io cancellerò interamente di sotto al cielo la memoria di Amalek'. Es. 17:14
- Or Jethro, sacerdote di Madian, suocero di Mosè, udì tutto quello che Dio avea fatto a favor di Mosè e d'Israele suo popolo: come l'Eterno avea tratto Israele fuor dall'Egitto. Es. 18:1
- Jethro dunque, suocero di Mosè, venne a Mosè, coi figliuoli e la moglie di lui, nel deserto dov'egli era accampato, al monte di Dio; Es. 18:5
- e mandò a dire a Mosè: `Io, Jethro, tuo suocero, vengo da te con la tua moglie e i due suoi figliuoli con lei'. Es. 18:6
- E Mosè uscì a incontrare il suo suocero, gli s'inchinò, e lo baciò; s'informarono scambievolmente della loro salute, poi entrarono nella tenda. Es. 18:7
- Allora Mosè raccontò al suo suocero tutto quello che l'Eterno avea fatto a Faraone e agli Egiziani per amor d'Israele, tutte le sofferenze patite durante il viaggio, e come l'Eterno li avea liberati. Es. 18:8
- E Jethro si rallegrò di tutto il bene che l'Eterno avea fatto a Israele, liberandolo dalla mano degli Egiziani. Es. 18:9
- E Jethro, suocero di Mosè, prese un olocausto e dei sacrifizi per offrirli a Dio; e Aaronne e tutti gli anziani d'Israele vennero a mangiare col suocero di Mosè in presenza di Dio. Es. 18:12
- Il giorno seguente, Mosè si assise per render ragione al popolo; e il popolo stette intorno a Mosè dal mattino fino alla sera. Es. 18:13
- Or ascolta la mia voce; io ti darò un consiglio, e Dio sia teco: Sii tu il rappresentante del popolo dinanzi a Dio, e porta a Dio le loro cause. Es. 18:19
- e rendano essi ragione al popolo in ogni tempo; e riferiscano a te ogni affare di grande importanza, ma ogni piccolo affare lo decidano loro. Allevia così il peso che grava su te, e lo portino essi teco. Es. 18:22
- E quelli rendevano ragione al popolo in ogni tempo; le cause difficili le portavano a Mosè, ma ogni piccolo affare lo decidevano loro. Es. 18:26
- Voi avete veduto quello che ho fatto agli Egiziani, e come io v'ho portato sopra ali d'aquila e v'ho menato a me. Es. 19:4
- E l'Eterno disse a Mosè: `Ecco, io verrò a te in una folta nuvola, affinché il popolo oda quand'io parlerò con te, e ti presti fede per sempre'. E Mosè riferì all'Eterno le parole del popolo. Es. 19:9
- Allora l'Eterno disse a Mosè: `Va' dal popolo, santificalo oggi e domani, e fa' che si lavi le vesti. Es. 19:10
- E tu fisserai attorno attorno de' limiti al popolo, e dirai: Guardatevi dal salire sul monte o dal toccarne il lembo. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte. Es. 19:12
- Nessuna mano tocchi quel tale; ma sia lapidato o trafitto di frecce; animale o uomo che sia, non sia lasciato vivere! Quando il corno sonerà a distesa, allora salgano pure sul monte'. Es. 19:13
- Ed egli disse al popolo: `Siate pronti fra tre giorni; non v'accostate a donna'. Es. 19:15
- E Mosè fece uscire il popolo dal campo per menarlo incontro a Dio; e si fermarono appiè del monte. Es. 19:17
- E l'Eterno disse a Mosè: `Scendi, avverti solennemente il popolo onde non faccia irruzione verso l'Eterno per guardare, e non n'abbiano a perire molti. Es. 19:21
- E anche i sacerdoti che si appressano all'Eterno, si santifichino, affinché l'Eterno non si avventi contro a loro'. Es. 19:22
- Ma l'Eterno gli disse: `Va', scendi abbasso; poi salirai tu, e Aaronne teco; ma i sacerdoti e il popolo non facciano irruzione per salire verso l'Eterno, onde non s'avventi contro a loro'. Es. 19:24
- non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l'Eterno, l'Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l'iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, Es. 20:5
- Or tutto il popolo udiva i tuoni, il suon della tromba e vedeva i lampi e il monte fumante. A tal vista, tremava e se ne stava da lungi. Es. 20:18
- E disse a Mosè: `Parla tu con noi, e noi t'ascolteremo; ma non ci parli Iddio, che non abbiamo a morire'. Es. 20:19
- E l'Eterno disse a Mosè: Di' così ai figliuoli d'Israele: Voi stessi avete visto ch'io v'ho parlato dai cieli. Es. 20:22
- Non fate altri dii accanto a me; non vi fate dii d'argento, né dii d'oro. Es. 20:23
- Fammi un altare di terra; e su questo offri i tuoi olocausti, i tuoi sacrifizi di azioni di grazie, le tue pecore e i tuoi buoi; in qualunque luogo dove farò che il mio nome sia ricordato, io verrò a te e ti benedirò. Es. 20:24
- Or queste sono le leggi che tu porrai dinanzi a loro: Es. 21:1
- allora il suo padrone lo farà comparire davanti a Dio, e lo farà accostare alla porta o allo stipite, e il suo padrone gli forerà l'orecchio con una lesina; ed egli lo servirà per sempre. Es. 21:6
- S'ella dispiace al suo padrone, che se l'era presa per moglie, egli la farà riscattare; ma non avrà il diritto di venderla a gente straniera, dopo esserle stato infedele. Es. 21:8
- Chi percuote un uomo sì ch'egli muoia, dev'essere messo a morte. Es. 21:12
- Chi percuote suo padre o sua madre dev'esser messo a morte. Es. 21:15
- Chi ruba un uomo - sia che l'abbia venduto o che gli sia trovato nelle mani - dev'esser messo a morte. Es. 21:16
- Chi maledice suo padre o sua madre dev'esser messo a morte. Es. 21:17
- Se degli uomini vengono a rissa, e uno percuote l'altro con una pietra o col pugno, e quello non muoia, ma debba mettersi a letto, Es. 21:18
- se si rileva e può camminar fuori appoggiato al suo bastone, colui che lo percosse sarà assolto; soltanto, lo indennizzerà del tempo che ha perduto e lo farà curare fino a guarigione compiuta. Es. 21:19
- Se alcuni vengono a rissa e percuotono una donna incinta sì ch'ella si sgravi, ma senza che ne segua altro danno, il percotitore sarà condannato all'ammenda che il marito della donna gl'imporrà; e la pagherà come determineranno i giudici; Es. 21:22
- Però, se il bue era già da tempo uso cozzare, e il padrone n'è stato avvertito, ma non l'ha tenuto rinchiuso, e il bue ha ucciso un uomo o una donna, il bue sarà lapidato, e il suo padrone pure sarà messo a morte. Es. 21:29
- Se uno arrecherà de' danni a un campo o ad una vigna, lasciando andare le sue bestie a pascere nel campo altrui risarcirà il danno col meglio del suo campo e col meglio della sua vigna. Es. 22:5
- Se il ladro non si trova, il padron della casa comparirà davanti a Dio per giurare che non ha messo la mano sulla roba del suo vicino. Es. 22:8
- In ogni caso di delitto, sia che si tratti d'un bue o d'un asino o d'una pecora o d'un vestito o di qualunque oggetto perduto del quale uno dica: `È questo qui!' la causa d'ambedue le parti verrà davanti a Dio; colui che Dio condannerà, restituirà il doppio al suo prossimo. Es. 22:9
- interverrà fra le due parti il giuramento dell'Eterno per sapere se colui che avea la bestia in custodia non ha messo la mano sulla roba del suo vicino. Il padrone della bestia si contenterà del giuramento, e l'altro non sarà tenuto a rifacimento di danni. Es. 22:11
- Se la bestia è stata sbranata, la produrrà come prova, e non sarà tenuto a risarcimento per la bestia sbranata. Es. 22:13
- Se il padrone è presente, non v'è luogo a rifacimento di danni; se la bestia è stata presa a nolo, essa è compresa nel prezzo del nolo. Es. 22:15
- Chi s'accoppia con una bestia dovrà esser messo a morte. Es. 22:19
- Se in qualche modo li affliggi, ed essi gridano a me, io udrò senza dubbio il loro grido; Es. 22:23
- Se tu presti del danaro a qualcuno del mio popolo, al povero ch'è teco, non lo tratterai da usuraio; non gl'imporrai interesse. Es. 22:25
- perché esso è l'unica sua coperta, è la veste con cui si avvolge il corpo. Su che dormirebb'egli? E se avverrà ch'egli gridi a me, io l'udrò; perché sono misericordioso. Es. 22:27
- Non indugerai a offrirmi il tributo dell'abbondanza delle tue raccolte e di ciò che cola dai tuoi strettoi. Mi darai il primogenito de' tuoi figliuoli. Es. 22:29
- Se vedi l'asino di colui che t'odia steso a terra sotto il carico, guardati bene dall'abbandonarlo, ma aiuta il suo padrone a scaricarlo. Es. 23:5
- Porrete ben mente a tutte le cose che io vi ho dette, e non pronunzierete il nome di dèi stranieri: non lo si oda uscire dalla vostra bocca. Es. 23:13
- Osserverai la festa degli azzimi. Per sette giorni mangerai pane senza lievito, come te l'ho ordinato, al tempo stabilito del mese di Abib, perché in quel mese tu uscisti dal paese d'Egitto; e nessuno comparirà dinanzi a me a mani vuote. Es. 23:15
- Ecco, io mando un angelo davanti a te per proteggerti per via, e per introdurti nel luogo che ho preparato. Es. 23:20
- Sii guardingo in sua presenza, e ubbidisci alla sua voce; non ti ribellare a lui, perch'egli non perdonerà le vostre trasgressioni; poiché il mio nome è in lui. Es. 23:21
- poiché il mio angelo andrà innanzi a te e t'introdurrà nel paese degli Amorei, degli Hittei, dei Ferezei, dei Cananei, degli Hivvei e dei Gebusei, e li sterminerò. Es. 23:23
- Servirete all'Eterno, ch'è il vostro Dio, ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua; ed io allontanerò la malattia di mezzo a te. Es. 23:25
- Io manderò davanti a te il mio terrore, e metterò in rotta ogni popolo presso il quale arriverai, e farò voltar le spalle dinanzi a te a tutti i tuoi nemici. Es. 23:27
- E manderò davanti a te i calabroni, che scacceranno gli Hivvei, i Cananei e gli Hittei dal tuo cospetto. Es. 23:28
- Li scaccerò dal tuo cospetto a poco a poco, finché tu cresca di numero e possa prender possesso del paese. Es. 23:30
- E fisserò i tuoi confini dal mar Rosso al mar de' Filistei, e dal deserto sino al fiume; poiché io vi darò nelle mani gli abitanti del paese; e tu li scaccerai d'innanzi a te. Es. 23:31
- Non dovranno abitare nel tuo paese, perché non t'inducano a peccare contro di me: tu serviresti ai loro dèi, e questo ti sarebbe un laccio. Es. 23:33
- Poi Dio disse a Mosè: `Sali all'Eterno tu ed Aaronne, Nadab e Abihu e settanta degli anziani d'Israele, e adorate da lungi; Es. 24:1
- E mandò dei giovani tra i figliuoli d'Israele a offrire olocausti e a immolare giovenchi come sacrifizi di azioni di grazie all'Eterno. Es. 24:5
- Ed egli non mise la mano addosso a quegli eletti tra i figliuoli d'Israele; ma essi videro Iddio, e mangiarono e bevvero. Es. 24:11
- E l'Eterno disse a Mosè: `Sali da me sul monte, e fermati quivi; e io ti darò delle tavole di pietra, la legge e i comandamenti che ho scritti, perché siano insegnati ai figliuoli d'Israele'. Es. 24:12
- E disse agli anziani: `Aspettateci qui, finché torniamo a voi. Ecco, Aaronne e Hur sono con voi; chiunque abbia qualche affare si rivolga a loro'. Es. 24:14
- L'Eterno parlò a Mosè dicendo: Di' ai figliuoli d'Israele che mi facciano un'offerta; Es. 25:1
- accetterete l'offerta da ogni uomo che sarà disposto a farmela di cuore. Es. 25:2
- E mi facciano un santuario perch'io abiti in mezzo a loro. Es. 25:8
- E farai passare le stanghe per gli anelli ai lati dell'arca, perché servano a portarla. Es. 25:14
- fa' un cherubino a una delle estremità, e un cherubino all'altra; farete che questi cherubini escano dal propiziatorio alle due estremità. Es. 25:19
- Le farai all'intorno una cornice alta quattro dita; e a questa cornice farai tutt'intorno una ghirlanda d'oro. Es. 25:25
- Gli anelli saranno vicinissimi alla cornice per farvi passare le stanghe destinate a portar la tavola. Es. 25:27
- E le stanghe le farai di legno d'acacia, le rivestirai d'oro, e serviranno a portare la tavola. Es. 25:28
- cinque traverse per le assi dell'altro lato del tabernacolo, e cinque traverse per le assi della parte posteriore del tabernacolo, a occidente. Es. 26:27
- e lo sospenderai a quattro colonne di acacia, rivestite d'oro, che avranno i chiodi d'oro e poseranno su basi d'argento. Es. 26:32
- E tu fa' accostare a te, di tra i figliuoli d'Israele, Aaronne tuo fratello e i suoi figliuoli con lui perché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti: Aaronne, Nadab, Abihu, Eleazar e Ithamar, figliuoli d'Aaronne. Es. 28:1
- Parlerai a tutti gli uomini intelligenti, i quali io ho ripieni di spirito di sapienza, ed essi faranno i paramenti d'Aaronne per consacrarlo, onde mi eserciti l'ufficio di sacerdote. Es. 28:3
- E questi sono i paramenti che faranno: un pettorale, un efod, un manto, una tunica lavorata a maglia, una mitra e una cintura. Faranno dunque de' paramenti sacri per Aaronne tuo fratello e per i suoi figliuoli, affinché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti; Es. 28:4
- e due catenelle d'oro puro che intreccerai a mo' di cordone, e metterai ne' castoni le catenelle così intrecciate. Es. 28:14
- Farai pure sul pettorale delle catenelle d'oro puro, intrecciate a mo' di cordoni. Es. 28:22
- Farai pure la tunica di lino fino, lavorata a maglia; farai una mitra di lino fino, e farai una cintura in lavoro di ricamo. Es. 28:39
- Poi farai a pezzi il montone, laverai le sue interiora e le sue gambe, e le metterai sui pezzi e sulla sua testa. Es. 29:17
- E consacrerai, di ciò che spetta ad Aaronne e ai suoi figliuoli, il petto dell'offerta agitata e la coscia dell'offerta elevata: vale a dire, ciò che del montone della consacrazione sarà stato agitato ed elevato; Es. 29:27
- Mangeranno le cose che avranno servito a fare l'espiazione per consacrarli e santificarli; ma nessun estraneo ne mangerà, perché son cose sante. Es. 29:33
- E gli farai due anelli d'oro, sotto la ghirlanda, ai suoi due lati; li metterai ai suoi due lati, per passarvi le stanghe che serviranno a portarlo. Es. 30:4
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Es. 30:11
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Es. 30:17
- Quando entreranno nella tenda di convegno, si laveranno con acqua, onde non abbiano a morire; così pure quando si accosteranno all'altare per fare il servizio, per far fumare un'offerta fatta all'Eterno mediante il fuoco. Es. 30:20
- Si laveranno le mani e i piedi, onde non abbiano a morire. Questa sarà una norma perpetua per loro, per Aaronne e per la sua progenie, di generazione in generazione'. Es. 30:21
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Es. 30:22
- L'Eterno disse ancora a Mosè: `Prenditi degli aromi, della resina, della conchiglia odorosa, del galbano, degli aromi con incenso puro, in dosi uguali; Es. 30:34
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: `Vedi, io ho chiamato per nome Betsaleel, Es. 31:1
- l'olio dell'unzione e il profumo fragrante per il luogo santo. Faranno tutto conformemente a quello che ho ordinato'. Es. 31:11
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Es. 31:12
- `Quanto a te, parla ai figliuoli d'Israele e di' loro: Badate bene d'osservare i miei sabati, perché il sabato è un segno fra me e voi per tutte le vostre generazioni, affinché conosciate che io sono l'Eterno che vi santifica. Es. 31:13
- Osserverete dunque il sabato, perché è per voi un giorno santo; chi lo profanerà dovrà esser messo a morte; chiunque farà in esso qualche lavoro sarà sterminato di fra il suo popolo. Es. 31:14
- Si lavorerà sei giorni; ma il settimo giorno è un sabato di solenne riposo, sacro all'Eterno; chiunque farà qualche lavoro nel giorno del sabato dovrà esser messo a morte. Es. 31:15
- Or il popolo, vedendo che Mosè tardava a scender dal monte, si radunò intorno ad Aaronne e gli disse: `Orsù, facci un dio, che ci vada dinanzi; poiché, quanto a Mosè, a quest'uomo che ci ha tratto dal paese d'Egitto, non sappiamo che ne sia stato'. Es. 32:1
- E l'Eterno disse a Mosè: `Va', scendi; perché il tuo popolo che hai tratto dal paese d'Egitto, s'è corrotto; Es. 32:7
- L'Eterno disse ancora a Mosè: `Ho considerato bene questo popolo; ecco, è un popolo di collo duro. Es. 32:9
- Or dunque, lascia che la mia ira s'infiammi contro a loro, e ch'io li consumi! ma di te io farò una grande nazione'. Es. 32:10
- Or Giosuè, udendo il clamore del popolo che gridava, disse a Mosè: `S'ode un fragore di battaglia nel campo'. Es. 32:17
- Essi m'hanno detto: Facci un dio che ci vada dinanzi; poiché, quanto a Mosè, a quest'uomo che ci ha tratti dal paese d'Egitto, non sappiamo che ne sia stato. Es. 32:23
- si fermò all'ingresso del campo, e disse: `Chiunque è per l'Eterno, venga a me!' E tutti i figliuoli di Levi si radunarono presso a lui. Es. 32:26
- Or Mosè avea detto: `Consacratevi oggi all'Eterno, anzi ciascuno si consacri a prezzo del proprio figliuolo e del proprio fratello, onde l'Eterno v'impartisca una benedizione'. Es. 32:29
- E l'Eterno rispose a Mosè: `Colui che ha peccato contro di me, quello cancellerò dal mio libro! Es. 32:33
- Or va', conduci il popolo dove t'ho detto. Ecco, il mio angelo andrà dinanzi a te; ma nel giorno che verrò a punire, io li punirò del loro peccato'. Es. 32:34
- L'Eterno disse a Mosè: `Va' sali di qui, tu col popolo che hai tratto dal paese d'Egitto, verso il paese che promisi con giuramento ad Abrahamo ad Isacco e a Giacobbe, dicendo: Io lo darò alla tua progenie. Es. 33:1
- Io manderò un angelo dinanzi a te, e caccerò i Cananei, gli Amorei, gli Hittei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei. Es. 33:2
- Esso vi condurrà in un paese ove scorre il latte e il miele; poiché io non salirò in mezzo a te, perché sei un popolo di collo duro, ond'io non abbia a sterminarti per via'. Es. 33:3
- Infatti l'Eterno avea detto a Mosè: `Di' ai figliuoli d'Israele: Voi siete un popolo di collo duro; s'io salissi per un momento solo in mezzo a te, ti consumerei! Or dunque, togliti i tuoi ornamenti, e vedrò com'io ti debba trattare'. Es. 33:5
- E Mosè prese la tenda, e la piantò per sé fuori del campo, a una certa distanza dal campo, e la chiamò la tenda di convegno; e chiunque cercava l'Eterno, usciva verso la tenda di convegno, ch'era fuori del campo. Es. 33:7
- Or l'Eterno parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico; poi Mosè tornava al campo; ma Giosuè, figliuolo di Nun, suo giovane ministro, non si dipartiva dalla tenda. Es. 33:11
- Poiché, come si farà ora a conoscere che io e il tuo popolo abbiam trovato grazia agli occhi tuoi? Non sarà egli dal fatto che tu vieni con noi? Questo distinguerà me e il tuo popolo da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra'. Es. 33:16
- E l'Eterno disse a Mosè: `Farò anche questo che tu chiedi, poiché tu hai trovato grazia agli occhi miei, e ti conosco personalmente'. Es. 33:17
- E l'Eterno gli rispose: `Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, e proclamerò il nome dell'Eterno davanti a te; e farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà'. Es. 33:19
- E l'Eterno disse: `Ecco qui un luogo presso a me; tu starai su quel masso; Es. 33:21
- L'Eterno disse a Mosè: `Tagliati due tavole di pietra come le prime; e io scriverò sulle tavole le parole che erano sulle prime che spezzasti. Es. 34:1
- E sii pronto domattina, e sali al mattino sul monte Sinai, e presentati quivi a me in vetta al monte. Es. 34:2
- E l'Eterno passò davanti a lui, e gridò: `L'Eterno! l'Eterno! l'Iddio misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in benignità e fedeltà, Es. 34:6
- E Mosè subito s'inchinò fino a terra, e adorò. Es. 34:8
- Poi disse: `Deh, Signore, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, venga il Signore in mezzo a noi, perché questo è un popolo di collo duro; perdona la nostra iniquità e il nostro peccato, e prendici come tuo possesso'. Es. 34:9
- E l'Eterno rispose: `Ecco, io faccio un patto: farò dinanzi a tutto il tuo popolo maraviglie, quali non si son mai fatte su tutta la terra né in alcuna nazione; e tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l'opera dell'Eterno, perché tremendo è quello ch'io sono per fare per mezzo di te. Es. 34:10
- Osserva quello che oggi ti comando: Ecco, io caccerò dinanzi a te gli Amorei, i Cananei, gli Hittei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei. Es. 34:11
- Guardati dal far lega con gli abitanti del paese nel quale stai per andare, onde non abbiano a diventare, in mezzo a te, un laccio; Es. 34:12
- e prenda delle loro figliuole per i tuoi figliuoli, e le loro figliuole si prostituiscano ai loro dèi, e inducano i tuoi figliuoli a prostituirsi ai loro dèi. Es. 34:16
- Ma riscatterai con un agnello il primo nato dell'asino; e, se non lo vorrai riscattare, gli fiaccherai il collo. Riscatterai ogni primogenito de' tuoi figliuoli. E nessuno comparirà davanti a me a mani vuote. Es. 34:20
- Poiché io caccerò dinanzi a te delle nazioni, e allargherò i tuoi confini; né alcuno agognerà il tuo paese, quando salirai, tre volte all'anno, per comparire nel cospetto dell'Eterno, ch'è l'Iddio tuo. Es. 34:24
- Non offrirai con pane lievitato il sangue della vittima immolata a me; e il sacrifizio della festa di Pasqua non sarà serbato fino al mattino. Es. 34:25
- Poi l'Eterno disse a Mosè: `Scrivi queste parole; perché sul fondamento di queste parole io ho contratto alleanza con te e con Israele'. Es. 34:27
- e quando Aaronne e tutti i figliuoli d'Israele videro Mosè, ecco che la pelle del suo viso era tutta raggiante, ed essi temettero d'accostarsi a lui. Es. 34:30
- Ma Mosè li chiamò, ed Aaronne e tutti i capi della raunanza tornarono a lui, e Mosè parlò loro. Es. 34:31
- I figliuoli d'Israele, guardando la faccia di Mosè, ne vedeano la pelle tutta raggiante; e Mosè si rimetteva il velo sulla faccia, finché non entrasse a parlare con l'Eterno. Es. 34:35
- Sei giorni si dovrà lavorare, ma il settimo giorno sarà per voi un giorno santo, un sabato di solenne riposo, consacrato all'Eterno. Chiunque farà qualche lavoro in esso sarà messo a morte. Es. 35:2
- Poi Mosè parlò a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele, e disse: `Questo è quello che l'Eterno ha ordinato: Es. 35:4
- E tutti quelli che il loro cuore spingeva e tutti quelli che il loro spirito rendea volenterosi, vennero a portare l'offerta all'Eterno per l'opera della tenda di convegno, per tutto il suo servizio e per i paramenti sacri. Es. 35:21
- Tutti i figliuoli d'Israele, uomini e donne, che il cuore mosse a portare volenterosamente il necessario per tutta l'opera che l'Eterno aveva ordinata per mezzo di Mosè, recarono all'Eterno delle offerte volontarie. Es. 35:29
- E gli ha comunicato il dono d'insegnare: a lui ed a Oholiab, figliuolo di Ahisamac, della tribù di Dan. Es. 35:34
- ed essi presero in presenza di Mosè tutte le offerte recate dai figliuoli d'Israele per i lavori destinati al servizio del santuario, affin di eseguirli. Ma ogni mattina i figliuoli d'Israele continuavano a portare a Mosè delle offerte volontarie. Es. 36:3
- Allora tutti gli uomini abili ch'erano occupati a tutti i lavori del santuario, lasciato ognuno il lavoro che faceva, vennero a dire a Mosè: Es. 36:4
- Poiché la roba già pronta bastava a fare tutto il lavoro, e ve n'era d'avanzo. Es. 36:7
- cinque traverse per le assi dell'altro lato del tabernacolo, e cinque traverse per le assi della parte posteriore del tabernacolo, a occidente. Es. 36:32
- un cherubino a una delle estremità, e un cherubino all'altra; fece che questi cherubini uscissero dal propiziatorio alle due estremità. Es. 37:8
- E le fece attorno una cornice alta quattro dita; e a questa cornice fece tutt'intorno una ghirlanda d'oro. Es. 37:12
- Gli anelli erano vicinissimi alla cornice per farvi passare le stanghe destinate a portar la tavola. Es. 37:14
- E fece le stanghe di legno d'acacia, e le rivestì d'oro; esse dovean servire a portar la tavola. Es. 37:15
- Gli fece pure due anelli d'oro, sotto la ghirlanda, ai suoi due lati; li mise ai suoi due lati per passarvi le stanghe che servivano a portarlo. Es. 37:27
- E fece passare le stanghe per gli anelli, ai lati dell'altare, le quali dovean servire a portarlo; e lo fece di tavole, vuoto. Es. 38:7
- Poi fece la conca di rame, e la sua base di rame, servendosi degli specchi delle donne che venivano a gruppi a fare il servizio all'ingresso della tenda di convegno. Es. 38:8
- Betsaleel, figliuolo d'Uri, figliuolo di Hur, della tribù di Giuda, fece tutto quello che l'Eterno aveva ordinato a Mosè, Es. 38:22
- un beka a testa, vale a dire un mezzo siclo, secondo il siclo del santuario, per ogni uomo compreso nel censimento, dall'età di venti anni in su: cioè, per seicentotremila cinquecento cinquanta uomini. Es. 38:26
- I cento talenti d'argento servirono a fondere le basi del santuario e le basi del velo: cento basi per i cento talenti, un talento per base. Es. 38:27
- Il rame delle offerte ammontava a settanta talenti e a duemila quattrocento sicli. Es. 38:29
- Poi, con le stoffe tinte in violaceo, porporino e scarlatto, fecero de' paramenti cerimoniali ben lavorati per le funzioni nel santuario, e fecero i paramenti sacri per Aaronne, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:1
- E la cintura artistica che era sull'efod per fissarlo, era tutta d'un pezzo con l'efod, e del medesimo lavoro d'esso: cioè, d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:5
- E le misero sulle spallette dell'efod, come pietre di ricordanza per i figliuoli d'Israele, nel modo che l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:7
- Fecero pure sul pettorale delle catenelle d'oro puro, intrecciate a mo' di cordoni. Es. 39:15
- E attaccarono il pettorale mediante i suoi anelli agli anelli dell'efod con un cordone violaceo, affinché il pettorale fosse al disopra della banda artisticamente lavorata dell'efod, e non si potesse staccare dall'efod; come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:21
- un sonaglio e una melagrana, un sonaglio e una melagrana, sull'orlatura del manto, tutt'all'intorno, per fare il servizio, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:26
- e la cintura di lino fino ritorto, di color violaceo, porporino, scarlatto, in lavoro di ricamo, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:29
- E v'attaccarono un nastro violaceo per fermarla sulla mitra, in alto, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:31
- Così fu finito tutto il lavoro del tabernacolo e della tenda di convegno. I figliuoli d'Israele fecero interamente come l'Eterno aveva ordinato a Mosè; fecero a quel modo. Es. 39:32
- Poi portarono a Mosè il tabernacolo, la tenda e tutti i suoi utensili, i suoi fermagli, le sue tavole, le sue traverse, le sue colonne, le sue basi; Es. 39:33
- I figliuoli d'Israele eseguirono tutto il lavoro, secondo che l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:42
- E Mosè vide tutto il lavoro; ed ecco, essi l'aveano eseguito come l'Eterno aveva ordinato; l'aveano eseguito a quel modo. E Mosè li benedisse. Es. 39:43
- L'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Es. 40:1
- Stese la tenda sul tabernacolo, e sopra la tenda pose la coperta d'essa, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:19
- portò l'arca nel tabernacolo, sospese il velo di separazione e coprì con esso l'arca della testimonianza, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:21
- Vi dispose sopra in ordine il pane, davanti all'Eterno, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:23
- e accese le lampade davanti all'Eterno, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:25
- e vi bruciò su il profumo fragrante, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:27
- Poi collocò l'altare degli olocausti all'ingresso del tabernacolo della tenda di convegno, e v'offrì sopra l'olocausto e l'oblazione, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:29
- quando entravano nella tenda di convegno e quando s'accostavano all'altare, si lavavano, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:32
- Poiché la nuvola dell'Eterno stava sul tabernacolo durante il giorno; e di notte vi stava un fuoco, a vista di tutta la casa d'Israele durante tutti i loro viaggi. Es. 40:38
- Si trarrà quindi la pelle all'olocausto, e lo si taglierà a pezzi. Lev. 1:6
- Poi lo si taglierà a pezzi, che, insieme colla testa e col grasso, il sacerdote disporrà sulle legna messe sul fuoco sopra l'altare; Lev. 1:12
- La farai a pezzi, e vi verserai su dell'olio; è un'oblazione. Lev. 2:6
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 4:1
- O quando, senza saperlo, toccherà una impurità umana - una qualunque delle cose per le quali l'uomo diviene impuro - allorché viene a saperlo, è colpevole. Lev. 5:3
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 5:14
- `Quand'uno commetterà una infedeltà e peccherà per errore relativamente a ciò che dev'esser consacrato all'Eterno, porterà all'Eterno, come sacrifizio di riparazione, un montone senza difetto, preso dal gregge, secondo la tua stima in sicli d'argento a siclo di santuario, come sacrifizio di riparazione. Lev. 5:15
- E l'Eterno parlò a Mosè dicendo: Lev. 6:1
- o una cosa perduta che ha trovata, e mentendo a questo proposito e giurando il falso circa una delle cose nelle quali l'uomo può peccare, Lev. 6:3
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 6:8
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 6:19
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 6:24
- Ma il vaso di terra che avrà servito a cuocerla, sarà spezzato; e se è stata cotta in un vaso di rame, questo si strofini bene e si sciacqui con acqua. Lev. 6:28
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 7:22
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 7:28
- legge che l'Eterno dette a Mosè sul monte Sinai il giorno che ordinò ai figliuoli d'Israele di presentare le loro offerte all'Eterno nel deserto di Sinai. Lev. 7:38
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 8:1
- Poi gli mise in capo la mitra, e sul davanti della mitra pose la lamina d'oro, il santo diadema, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:9
- Poi Mosè fece accostare i figliuoli d'Aaronne, li vestì di tuniche, li cinse di cinture, e assicurò sul loro capo delle tiare, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:13
- Ma il giovenco, la sua pelle, la sua carne e i suoi escrementi, li bruciò col fuoco fuori del campo, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:17
- Poi fece a pezzi il montone, e Mosè fece fumare la testa, i pezzi e il grasso. Lev. 8:20
- E quando n'ebbe lavato le interiora e le gambe con acqua, Mosè fece fumare tutto il montone sull'altare. Fu un olocausto di soave odore, un sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:21
- Poi Mosè prese il petto del montone e lo agitò come offerta agitata davanti all'Eterno; questa fu la parte del montone della consacrazione che toccò a Mosè, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:29
- ma il grasso, gli arnioni e la rete del fegato della vittima per il peccato, li fece fumare sull'altare, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 9:10
- Gli porsero pure l'olocausto fatto a pezzi, e la testa; ed egli li fece fumare sull'altare. Lev. 9:13
- E Mosè ed Aaronne entrarono nella tenda di convegno; poi uscirono e benedissero il popolo; e la gloria dell'Eterno apparve a tutto il popolo. Lev. 9:23
- Un fuoco uscì dalla presenza dell'Eterno e consumò sull'altare l'olocausto e i grassi; e tutto il popolo lo vide, diè in grida d'esultanza, e si prostrò colla faccia a terra. Lev. 9:24
- E Mosè disse ad Aaronne, ad Eleazar e ad Ithamar, suoi figliuoli: `Non andate a capo scoperto, e non vi stracciate le vesti, affinché non muoiate, e l'Eterno non s'adiri contro tutta la raunanza; ma i vostri fratelli, tutta quanta la casa d'Israele, menino duolo, a motivo dell'arsione che l'Eterno ha fatto. Lev. 10:6
- E non vi dipartite dall'ingresso della tenda di convegno, onde non abbiate a perire; poiché l'olio dell'unzione dell'Eterno è su voi'. Ed essi fecero come Mosè avea detto. Lev. 10:7
- Lo mangerete in luogo santo, perché è la parte che spetta a te e ai tuoi figliuoli, de' sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno; poiché così mi è stato ordinato. Lev. 10:13
- E il petto dell'offerta agitata e la coscia dell'offerta elevata li mangerete tu, i tuoi figliuoli e le tue figliuole con te, in luogo puro; perché vi sono stati dati come parte spettante a te ed ai tuoi figliuoli, dei sacrifizi di azioni di grazie de' figliuoli d'Israele. Lev. 10:14
- Oltre ai grassi da ardere si porteranno la coscia dell'offerta elevata e il petto dell'offerta agitata, per esser agitati davanti all'Eterno come offerta agitata; anche questo apparterrà a te e ai tuoi figliuoli con te, per diritto perpetuo, come l'Eterno ha ordinato'. Lev. 10:15
- Ed Aaronne disse a Mosè: `Ecco, oggi essi hanno offerto il loro sacrifizio per il peccato e il loro olocausto davanti all'Eterno; e, dopo le cose che mi son successe, se oggi avessi mangiato la vittima del sacrifizio per il peccato, sarebbe ciò piaciuto all'Eterno?' Lev. 10:19
- Poi l'Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo loro: Lev. 11:1
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: `Parla così ai figliuoli d'Israele: Lev. 12:1
- Poi, ella resterà ancora trentatre giorni a purificarsi del suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa, e non entrerà nel santuario finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Lev. 12:4
- Ma, se partorisce una bambina, sarà impura due settimane come al tempo de' suoi corsi mensuali; e resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue. Lev. 12:5
- L'Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: Lev. 13:1
- un tessuto o un lavoro a maglia, di lino o di lana, un oggetto di pelle o qualunque altra cosa fatta di pelle, Lev. 13:48
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 14:1
- Poi scannerà l'agnello nel luogo dove si scannano i sacrifizi per il peccato e gli olocausti: vale a dire, nel luogo sacro; poiché il sacrifizio di riparazione appartiene al sacerdote, come quello per il peccato; è cosa santissima. Lev. 14:13
- Questa è la legge relativa a colui ch'è affetto da piaga di lebbra, e non ha mezzi da procurarsi ciò ch'è richiesto per la sua purificazione'. Lev. 14:32
- L'Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: Lev. 14:33
- il padrone della casa andrà a dichiararlo al sacerdote, dicendo: Mi pare che in casa mia ci sia qualcosa di simile alla lebbra. Lev. 14:35
- Questa è la legge relativa a ogni sorta di piaga di lebbra e alla tigna, Lev. 14:54
- L'Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: Lev. 15:1
- `Parlate ai figliuoli d'Israele e dite loro: Chiunque ha una gonorrea, a motivo della sua gonorrea è impuro. Lev. 15:2
- E il sacerdote li offrirà: uno come sacrifizio per il peccato, l'altro come olocausto; e il sacerdote farà l'espiazione per lui davanti all'Eterno, a motivo della sua gonorrea. Lev. 15:15
- Ogni letto sul quale si sarà messa a dormire durante la sua impurità, sarà impuro; e ogni mobile sul quale si sarà messa a sedere, sarà impuro. Lev. 15:20
- Così terrete lontani i figliuoli d'Israele da ciò che potrebbe contaminarli, affinché non muoiano a motivo della loro impurità, contaminando il mio tabernacolo ch'è in mezzo a loro. Lev. 15:31
- Questa è la legge relativa a colui che ha una gonorrea e a colui dal quale è uscito seme genitale che lo rende immondo, Lev. 15:32
- e la legge relativa a colei che è indisposta a motivo de' suoi corsi, all'uomo o alla donna che ha un flusso, e all'uomo che si corica con donna impura'. Lev. 15:33
- L'Eterno parlò a Mosè dopo la morte dei due figliuoli d'Aaronne, i quali morirono quando si presentarono davanti all'Eterno. Lev. 16:1
- L'Eterno disse a Mosè: `Parla ad Aaronne, tuo fratello, e digli di non entrare in ogni tempo nel santuario, di là dal velo, davanti al propiziatorio che è sull'arca, onde non abbia a morire; poiché io apparirò nella nuvola sul propiziatorio. Lev. 16:2
- ma il capro ch'è toccato in sorte ad Azazel sarà posto vivo davanti all'Eterno, perché serva a fare l'espiazione e per mandarlo poi ad Azazel nel deserto. Lev. 16:10
- Così farà l'espiazione per il santuario, a motivo delle impurità dei figliuoli d'Israele, delle loro trasgressioni e di tutti i loro peccati. Lo stesso farà per la tenda di convegno ch'è stabilita fra loro, in mezzo alle loro impurità. Lev. 16:16
- E farà sette volte l'aspersione del sangue col dito, sopra l'altare, e così lo purificherà e lo santificherà a motivo delle impurità dei figliuoli d'Israele. Lev. 16:19
- Questa sarà per voi una legge perpetua, per fare una volta all'anno, per i figliuoli d'Israele, l'espiazione di tutti i loro peccati'. E si fece come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 16:34
- L'Eterno parlò ancora a Mosè dicendo: Lev. 17:1
- `Parla ad Aaronne, ai suoi figliuoli e a tutti i figliuoli d'Israele e di' loro: Questo è quello che l'Eterno ha ordinato, dicendo: Lev. 17:2
- L'Eterno parlò ancora a Mosè dicendo: `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Lev. 18:1
- Non t'accosterai a donna per scoprir la sua nudità mentre è impura a motivo dei suoi corsi. Lev. 18:19
- Non darai de' tuoi figliuoli ad essere immolati a Moloc; e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono l'Eterno. Lev. 18:21
- Non vi contaminate con alcuna di queste cose; poiché con tutte queste cose si son contaminate le nazioni ch'io sto per cacciare dinanzi a voi. Lev. 18:24
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 19:1
- `Parla a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele, e di' loro: Siate santi, perché io, l'Eterno, l'Iddio vostro, son santo. Lev. 19:2
- Non ruberete, e non userete inganno né menzogna gli uni a danno degli altri. Lev. 19:11
- Non andrai qua e là facendo il diffamatore fra il tuo popolo, né ti presenterai ad attestare il falso a danno della vita del tuo prossimo. Io sono l'Eterno. Lev. 19:16
- Non odierai il tuo fratello in cuor tuo; riprendi pure il tuo prossimo, ma non ti caricare d'un peccato a cagion di lui. Lev. 19:17
- Se uno si giace carnalmente con donna che sia schiava promessa a un uomo, ma non riscattata o affrancata, saranno ambedue puniti; ma non saranno messi a morte, perché colei non era libera. Lev. 19:20
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: `Dirai ai figliuoli d'Israele: Lev. 20:1
- Chiunque de' figliuoli d'Israele o de' forestieri che soggiornano in Israele darà de' suoi figliuoli a Moloc, dovrà esser messo a morte; il popolo del paese lo lapiderà. Lev. 20:2
- E anch'io volgerò la mia faccia contro quell'uomo, e lo sterminerò di fra il suo popolo, perché avrà dato de' suoi figliuoli a Moloc per contaminare il mio santuario e profanare il mio santo nome. Lev. 20:3
- E se il popolo del paese chiude gli occhi quando quell'uomo dà de' suoi figliuoli a Moloc, e non lo mette a morte, Lev. 20:4
- io volgerò la mia faccia contro quell'uomo e contro la sua famiglia, e sterminerò di fra il suo popolo lui con tutti quelli che si prostituiscono come lui, prostituendosi a Moloc. Lev. 20:5
- E se qualche persona si volge agli spiriti e agl'indovini per prostituirsi dietro a loro, io volgerò la mia faccia contro quella persona, e la sterminerò di fra il suo popolo. Lev. 20:6
- Chiunque maledice suo padre o sua madre dovrà esser messo a morte; ha maledetto suo padre o sua madre; il suo sangue ricadrà su lui. Lev. 20:9
- Se uno commette adulterio con la moglie d'un altro, se commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l'adultero e l'adultera dovranno esser messi a morte. Lev. 20:10
- Se uno si giace con la moglie di suo padre, egli scopre la nudità di suo padre; ambedue dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:11
- Se uno si giace con la sua nuora, ambedue dovranno esser messi a morte; hanno commesso una cosa abominevole; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:12
- Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:13
- L'uomo che s'accoppia con una bestia, dovrà esser messo a morte; e ucciderete la bestia. Lev. 20:15
- E se una donna s'accosta a una bestia per prostituirsi ad essa, ucciderai la donna e la bestia; ambedue dovranno esser messe a morte; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:16
- E non adotterete i costumi delle nazioni che io sto per cacciare d'innanzi a voi; esse hanno fatto tutte quelle cose, e perciò le ho avute in abominio; Lev. 20:23
- Se un uomo o una donna ha uno spirito o indovina, dovranno esser messi a morte; saranno lapidati; il loro sangue ricadrà su loro'. Lev. 20:27
- L'Eterno disse ancora a Mosè: `Parla ai sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, e di' loro: Un sacerdote non si esporrà a divenire impuro in mezzo al suo popolo per il contatto con un morto, Lev. 21:1
- a meno che si tratti d'uno de' suoi parenti più stretti: di sua madre, di suo padre, del suo figliuolo, della sua figliuola, Lev. 21:2
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 21:16
- `Parla ad Aaronne e digli: Nelle generazioni a venire nessun uomo della tua stirpe che abbia qualche deformità s'accosterà per offrire il pane del suo Dio; Lev. 21:17
- Così parlò Mosè ad Aaronne, ai figliuoli di lui e a tutti i figliuoli d'Israele. Lev. 21:24
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 22:1
- La figliuola di un sacerdote maritata a un estraneo non mangerà delle cose sante offerte per elevazione. Lev. 22:12
- Ma se la figliuola del sacerdote è vedova, o ripudiata, senza figliuoli, e torna a stare da suo padre come quand'era giovine, potrà mangiare del pane del padre; ma nessun estraneo al sacerdozio ne mangerà. Lev. 22:13
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 22:17
- `Parla ad Aaronne, ai suoi figliuoli, a tutti i figliuoli d'Israele, e di' loro: Chiunque sia della casa d'Israele o de' forestieri in Israele che presenti in olocausto all'Eterno un'offerta per qualche voto o per qualche dono volontario per essere gradito, Lev. 22:18
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 22:26
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 23:1
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 23:9
- Non mangerete pane, né grano arrostito, né spighe fresche, fino a quel giorno, fino a che abbiate portata l'offerta al vostro Dio. È una legge perpetua, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. Lev. 23:14
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 23:23
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Il settimo mese, il primo giorno del mese avrete un riposo solenne, una commemorazione fatta a suon di tromba, una santa convocazione. Lev. 23:24
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 23:26
- In quel giorno non farete alcun lavoro; poiché è un giorno d'espiazione, destinato a fare espiazione per voi davanti all'Eterno, ch'è l'Iddio vostro. Lev. 23:28
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 23:33
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 24:1
- Il figliuolo della Israelita bestemmiò il nome dell'Eterno, e lo maledisse; onde fu condotto a Mosè. La madre di quel tale si chiamava Shelomith figliuola di Dibri, della tribù di Dan. Lev. 24:11
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Lev. 24:13
- E chi bestemmia il nome dell'Eterno dovrà esser messo a morte; tutta la raunanza lo dovrà lapidare. Sia straniero o nativo del paese, quando bestemmi il nome dell'Eterno, sarà messo a morte. Lev. 24:16
- Chi percuote mortalmente un uomo qualsivoglia, dovrà esser messo a morte. Lev. 24:17
- Chi percuote a morte un capo di bestiame, lo pagherà: vita per vita. Lev. 24:18
- Chi uccide un capo di bestiame, lo pagherà; ma chi uccide un uomo sarà messo a morte. Lev. 24:21
- E Mosè parlò ai figliuoli d'Israele, i quali trassero quel bestemmiatore fuori del campo, e lo lapidarono. Così i figliuoli d'Israele fecero quello che l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 24:23
- L'Eterno parlò ancora a Mosè sul monte Sinai, dicendo: Lev. 25:1
- Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo, servirà di nutrimento a te, al tuo servo, alla tua serva, al tuo operaio e al tuo forestiero che stanno da te, Lev. 25:6
- Regolerai la compra che farai dal tuo prossimo, sul numero degli anni passati dall'ultimo giubileo, e quegli venderà a te in ragione degli anni di rendita. Lev. 25:15
- La terra produrrà i suoi frutti, voi ne mangerete a sazietà e abiterete in essa in sicurtà. Lev. 25:19
- E se uno non ha chi possa fare il riscatto, ma giunge a procurarsi da sé la somma necessaria al riscatto, Lev. 25:26
- Ma se non trova da sé la somma sufficiente a rimborsarlo, ciò che ha venduto rimarrà in mano del compratore fino all'anno del giubileo; al giubileo sarà cosa franca, ed egli rientrerà nel suo possesso. Lev. 25:28
- Non gli darai il tuo danaro a interesse, né gli darai i tuoi viveri per ricavarne un utile. Lev. 25:37
- Se il tuo fratello ch'è presso di te è impoverito e si vende a te, non lo farai servire come uno schiavo; Lev. 25:39
- Se un forestiero stabilito presso di te arricchisce, e il tuo fratello divien povero presso di lui e si vende al forestiero stabilito presso di te o a qualcuno della famiglia del forestiero, Lev. 25:47
- La trebbiatura vi durerà fino alla vendemmia, e la vendemmia vi durerà fino alla sementa; mangerete a sazietà il vostro pane, e abiterete in sicurtà il vostro paese. Lev. 26:5
- Voi inseguirete i vostri nemici, ed essi cadranno dinanzi a voi per la spada. Lev. 26:7
- Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila, e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi per la spada. Lev. 26:8
- E voi mangerete delle raccolte vecchie, serbate a lungo, e trarrete fuori la raccolta vecchia per far posto alla nuova. Lev. 26:10
- Io stabilirò la mia dimora in mezzo a voi, e l'anima mia non vi aborrirà. Lev. 26:11
- Io sono l'Eterno, l'Iddio vostro, che vi ho tratto dal paese d'Egitto affinché non vi foste più schiavi; ho spezzato il vostro giogo, e v'ho fatto camminare a test'alta. Lev. 26:13
- ecco quel che vi farò a mia volta: manderò contro voi il terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno venir meno gli occhi e languir l'anima, e seminerete invano la vostra sementa: la mangeranno i vostri nemici. Lev. 26:16
- Manderò contro di voi le fiere della campagna, che vi rapiranno i figliuoli, stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccol numero, e le vostre strade diverranno deserte. Lev. 26:22
- E se, nonostante questi castighi, non volete correggervi per tornare a me, ma con la vostra condotta mi resistete, anch'io vi resisterò, Lev. 26:23
- E farò venir contro di voi la spada, vindice del mio patto; voi vi raccoglierete nelle vostre città, ma io manderò in mezzo a voi la peste, e sarete dati in man del nemico. Lev. 26:25
- Quando vi toglierò il pane che sostiene, dieci donne coceranno il vostro pane in uno stesso forno, vi distribuiranno il vostro pane a peso, e mangerete, ma non vi sazierete. Lev. 26:26
- E, quanto a voi, io vi disperderò fra le nazioni, e vi darò dietro a spada tratta; il vostro paese sarà desolato, e le vostre città saranno deserte. Lev. 26:33
- I superstiti fra voi si struggeranno nei paesi de' loro nemici, a motivo delle proprie iniquità; e si struggeranno pure a motivo delle iniquità dei loro padri. Lev. 26:39
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Lev. 27:1
- Da un mese a cinque anni, la tua stima sarà di cinque sicli d'argento per un maschio, e di tre sicli d'argento per una femmina. Lev. 27:6
- L'anno del giubileo la terra tornerà a colui da cui fu comprata, e del cui patrimonio faceva parte. Lev. 27:24
- Nessuna persona consacrata per voto d'interdetto potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte. Lev. 27:29
- Questi sono i comandamenti che l'Eterno diede a Mosè per i figliuoli d'Israele, sul monte Sinai. Lev. 27:34
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, nella tenda di convegno, il primo giorno del secondo mese, il secondo anno dell'uscita de' figliuoli d'Israele dal paese d'Egitto, e disse: Num. 1:1
- poiché l'Eterno avea parlato a Mosè, dicendo: Num. 1:48
- `Soltanto della tribù di Levi non farai il censimento, e non ne unirai l'ammontare a quello de' figliuoli d'Israele; Num. 1:49
- Quando il tabernacolo dovrà partire, i Leviti lo smonteranno; quando il tabernacolo dovrà accamparsi in qualche luogo, i Leviti lo rizzeranno; e l'estraneo che gli si avvicinerà sarà messo a morte. Num. 1:51
- I figliuoli d'Israele si conformarono in tutto agli ordini che l'Eterno avea dato a Mosè; fecero così. Num. 1:54
- L'Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: Num. 2:1
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Issacar; il principe dei figliuoli di Issacar è Nethaneel, figliuolo di Tsuar, Num. 2:5
- A mezzogiorno starà la bandiera del campo di Ruben con le sue schiere; il principe de' figliuoli di Ruben è Elitsur, figliuolo di Scedeur, Num. 2:10
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Simeone; il principe de' figliuoli di Simeone è Scelumiel, figliuolo di Tsurishaddai, Num. 2:12
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Manasse; il principe de' figliuoli di Manasse è Gamaliel, figliuolo di Pedahtsur, Num. 2:20
- A settentrione starà il campo di Dan con le sue schiere; il principe de' figliuoli di Dan è Ahiezer, figliuolo di Ammishaddai, Num. 2:25
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Ascer; il principe de' figliuoli di Ascer è Paghiel, figliuolo d'Ocran, Num. 2:27
- Ma i Leviti, secondo l'ordine che l'Eterno avea dato a Mosè, non furon compresi nel censimento coi figliuoli d'Israele. Num. 2:33
- E i figliuoli d'Israele si conformarono in tutto agli ordini che l'Eterno avea dati a Mosè: così s'accampavano secondo le loro bandiere, e così si mettevano in marcia, ciascuno secondo la sua famiglia, secondo la casa de' suoi padri. Num. 2:34
- Or questi sono i discendenti di Aaronne e di Mosè nel tempo in cui l'Eterno parlò a Mosè sul monte Sinai. Num. 3:1
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 3:5
- Essi avranno la cura di tutto ciò che è affidato a lui e a tutta la raunanza davanti alla tenda di convegno e faranno così il servizio del tabernacolo. Num. 3:7
- Tu stabilirai Aaronne e i suoi figliuoli, perché esercitino le funzioni del loro sacerdozio; lo straniero che s'accosterà all'altare sarà messo a morte'. Num. 3:10
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 3:11
- E l'Eterno parlò a Mosè nel deserto di Sinai, dicendo: Num. 3:14
- Le famiglie dei Ghersoniti avevano il campo dietro il tabernacolo, a occidente. Num. 3:23
- Sul davanti del tabernacolo, a oriente, di faccia alla tenda di convegno, verso il sol levante, avevano il campo Mosè, Aaronne e i suoi figliuoli; essi aveano la cura del santuario in luogo de' figliuoli d'Israele; lo straniero che vi si fosse accostato sarebbe stato messo a morte. Num. 3:38
- E l'Eterno disse a Mosè: `Fa' il censimento di tutti i primogeniti maschi tra i figliuoli d'Israele dall'età di un mese in su e fa' il conto dei loro nomi. Num. 3:40
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 3:44
- prenderai cinque sicli a testa; li prenderai secondo il siclo del santuario, che è di venti ghere. Num. 3:47
- E Mosè dette il danaro del riscatto ad Aaronne e ai suoi figliuoli, secondo l'ordine dell'Eterno, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Num. 3:51
- L'Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: Num. 4:1
- Questo è il servizio che i figliuoli di Kehath avranno a fare nella tenda di convegno, e che concerne le cose santissime. Num. 4:4
- Quando il campo si moverà, Aaronne e i suoi figliuoli verranno a smontare il velo di separazione, e copriranno con esso l'arca della testimonianza; Num. 4:5
- E dopo che Aaronne e i suoi figliuoli avranno finito di coprire il santuario e tutti gli arredi del santuario, quando il campo si moverà, i figliuoli di Kehath verranno per portar quelle cose; ma non toccheranno le cose sante, che non abbiano a morire. Queste sono le incombenze de' figliuoli di Kehath nella tenda di convegno. Num. 4:15
- Poi l'Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne dicendo: Num. 4:17
- ma fate questo per loro, affinché vivano e non muoiano quando si accosteranno al luogo santissimo: Aaronne e i suoi figliuoli vengano e assegnino a ciascun d'essi il proprio servizio e il proprio incarico. Num. 4:19
- E non entrino quelli a guardare anche per un istante le cose sante, onde non muoiano'. Num. 4:20
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 4:21
- le cortine del cortile con la portiera dell'ingresso del cortile, cortine che stanno tutt'intorno al tabernacolo e all'altare, i loro cordami e tutti gli utensili destinati al loro servizio; faranno tutto il servizio che si riferisce a queste cose. Num. 4:26
- Ne fu fatto il censimento secondo l'ordine che l'Eterno avea dato per mezzo di Mosè, assegnando a ciascuno il servizio che dovea fare e quello che dovea portare. Così ne fu fatto il censimento come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Num. 4:49
- Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 5:1
- I figliuoli d'Israele fecero così, e li mandarono fuori del campo. Come l'Eterno avea detto a Mosè, così fecero i figliuoli d'Israele. Num. 5:4
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 5:5
- `Di' ai figliuoli d'Israele: Quando un uomo o una donna avrà fatto un torto a qualcuno commettendo una infedeltà rispetto all'Eterno, e questa persona si sarà così resa colpevole, Num. 5:6
- ella confesserà il peccato commesso, restituirà per intero il corpo del delitto, aggiungendovi in più un quinto, e lo darà a colui verso il quale si è resa colpevole. Num. 5:7
- Ma se questi non ha prossimo parente a cui si possa restituire il corpo del delitto, questo corpo del delitto restituito spetterà all'Eterno, cioè al sacerdote, oltre al montone espiatorio, mediante il quale si farà l'espiazione per il colpevole. Num. 5:8
- le cose che uno consacrerà saranno del sacerdote; ciò che uno darà al sacerdote, apparterrà a lui'. Num. 5:10
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 5:11
- quell'uomo menerà la moglie al sacerdote, e porterà un'offerta per lei: un decimo d'efa di farina d'orzo; non vi spanderà sopra olio né vi metterà sopra incenso, perché è un'oblazione di gelosia, un'oblazione commemorativa, destinata a ricordare una iniquità. Num. 5:15
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 6:1
- Tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo; fino a che sian compiuti i giorni per i quali ei s'è consacrato all'Eterno, sarà santo; si lascerà crescer liberamente i capelli sul capo. Num. 6:5
- Tutto il tempo ch'ei s'è consacrato all'Eterno, non si accosterà a corpo morto; Num. 6:6
- si trattasse anche di suo padre, di sua madre, del suo fratello e della sua sorella, non si contaminerà per loro alla loro morte, perché porta sul capo il segno della sua consacrazione a Dio. Num. 6:7
- E il sacerdote ne offrirà uno come sacrifizio per il peccato e l'altro come olocausto, e farà per lui l'espiazione del peccato che ha commesso a cagion di quel morto; e, in quel giorno stesso, il nazireo consacrerà così il suo capo. Num. 6:11
- Tale è la legge relativa a colui che ha fatto voto di nazireato, tale è la sua offerta all'Eterno per il suo nazireato, oltre quello che i suoi mezzi gli permetteranno di fare. Egli agirà secondo il voto che avrà fatto, conformemente alla legge del suo nazireato'. Num. 6:21
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 6:22
- e la portarono davanti all'Eterno: sei carri-lettiga e dodici buoi; vale a dire un carro per due principi e un bove per ogni principe; e li offrirono davanti al tabernacolo. Num. 7:3
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 7:4
- `Prendili da loro per impiegarli al servizio della tenda di convegno, e dalli ai Leviti; a ciascuno secondo le sue funzioni'. Num. 7:5
- E l'Eterno disse a Mosè: `I principi presenteranno la loro offerta uno per giorno, per la dedicazione dell'altare'. Num. 7:11
- dodici coppe d'oro piene di profumo, le quali, a dieci sicli per coppa, secondo il siclo del santuario, dettero, per l'oro delle coppe, un totale di centoventi sicli. Num. 7:86
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 8:1
- E Aaronne fece così; collocò le lampade in modo che facessero luce sul davanti del candelabro, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Num. 8:3
- Or il candelabro era fatto così: era d'oro battuto; tanto la sua base quanto i suoi fiori erano lavorati a martello. Mosè avea fatto il candelabro secondo il modello che l'Eterno gli aveva mostrato. Num. 8:4
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 8:5
- Dopo questo, i Leviti verranno a fare il servizio nella tenda di convegno; e tu li purificherai, e li presenterai come un'offerta agitata; Num. 8:15
- Così fecero Mosè, Aaronne e tutta la raunanza dei figliuoli d'Israele rispetto ai Leviti; i figliuoli d'Israele fecero a loro riguardo tutto quello che l'Eterno avea ordinato a Mosè relativamente a loro. Num. 8:20
- Dopo questo, i Leviti vennero a fare il loro servizio nella tenda di convegno in presenza di Aaronne e dei suoi figliuoli. Si fece rispetto ai Leviti secondo l'ordine che l'Eterno avea dato a Mosè circa loro. Num. 8:22
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 8:23
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, il primo mese del secondo anno da che furono usciti dal paese d'Egitto, dicendo: Num. 9:1
- Ed essi celebrarono la pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese, sull'imbrunire, nel deserto di Sinai; i figliuoli d'Israele si conformarono a tutti gli ordini che l'Eterno avea dati a Mosè. Num. 9:5
- Or v'erano degli uomini che, essendo impuri per aver toccato un morto, non potevan celebrare la pasqua in quel giorno. Si presentarono in quello stesso giorno davanti a Mosè e davanti ad Aaronne; Num. 9:6
- e quegli uomini dissero a Mosè: `Noi siamo impuri per aver toccato un morto; perché ci sarebb'egli tolto di poter presentare l'offerta dell'Eterno, al tempo stabilito, in mezzo ai figliuoli d'Israele?' Num. 9:7
- E Mosè rispose loro: `Aspettate, e sentirò quel che l'Eterno ordinerà a vostro riguardo'. Num. 9:8
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 9:9
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 10:1
- Quando sonerete a lunghi e forti squilli, i campi che sono a levante si metteranno in cammino. Num. 10:5
- Quando sonerete una seconda volta a lunghi e forti squilli, i campi che si trovano a mezzogiorno si metteranno in cammino; si sonerà a lunghi e forti squilli quando dovranno mettersi in cammino. Num. 10:6
- Quando dev'esser convocata la raunanza, sonerete, ma non a lunghi e forti squilli. Num. 10:7
- Quando nel vostro paese andrete alla guerra contro il nemico che vi attaccherà, sonerete a lunghi e forti squilli con le trombe, e sarete ricordati dinanzi all'Eterno, al vostro Dio, e sarete liberati dai vostri nemici. Num. 10:9
- Or Mosè disse a Hobab, figliuolo di Reuel, Madianita, suocero di Mosè: `Noi c'incamminiamo verso il luogo del quale l'Eterno ha detto: Io ve lo darò. Vieni con noi e ti faremo del bene, perché l'Eterno ha promesso di far del bene a Israele'. Num. 10:29
- E, se vieni con noi, qualunque bene l'Eterno farà a noi, noi lo faremo a te'. Num. 10:32
- Così partirono dal monte dell'Eterno, e fecero tre giornate di cammino; e l'arca del patto dell'Eterno andava davanti a loro durante le tre giornate di cammino, per cercar loro un luogo di riposo. Num. 10:33
- E il popolo gridò a Mosè; Mosè pregò l'Eterno, e il fuoco si spense. Num. 11:2
- E a quel luogo fu posto nome Taberah, perché il fuoco dell'Eterno avea divampato fra loro. Num. 11:3
- E l'accozzaglia di gente raccogliticcia ch'era tra il popolo, fu presa da concupiscenza; e anche i figliuoli d'Israele ricominciarono a piagnucolare e a dire: `Chi ci darà da mangiare della carne? Num. 11:4
- Il popolo andava attorno a raccoglierla; poi la riduceva in farina con le macine o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere in pentole o ne faceva delle focacce, e aveva il sapore d'una focaccia con l'olio. Num. 11:8
- E Mosè udì il popolo che piagnucolava, in tutte le famiglie, ognuno all'ingresso della propria tenda; l'ira dell'Eterno si accese gravemente, e la cosa dispiacque anche a Mosè. Num. 11:10
- Donde avrei io della carne da dare a tutto questo popolo? Poiché piagnucola dietro a me, dicendo: Dacci da mangiare della carne! Num. 11:13
- E l'Eterno disse a Mosè: `Radunami settanta uomini degli anziani d'Israele, conosciuti da te come anziani del popolo e come aventi autorità sovr'esso; conducili alla tenda di convegno, e vi si presentino con te. Num. 11:16
- finché vi esca per le narici e vi faccia nausea, poiché avete rigettato l'Eterno che è in mezzo a voi, e avete pianto davanti a lui, dicendo: Perché mai siamo usciti dall'Egitto?' Num. 11:20
- E l'Eterno rispose a Mosè: `La mano dell'Eterno è forse raccorciata? Ora vedrai se la parola che t'ho detta s'adempia o no'. Num. 11:23
- Un giovine corse a riferire la cosa a Mosè, e disse: `Eldad e Medad profetizzano nel campo'. Num. 11:27
- Allora Giosuè, figliuolo di Nun, servo di Mosè dalla sua giovinezza, prese a dire: `Mosè, signor mio, non glielo permettere!' Num. 11:28
- E un vento si levò, per ordine dell'Eterno, e portò delle quaglie dalla parte del mare, e le fe' cadere presso il campo, sulla distesa di circa una giornata di cammino da un lato e una giornata di cammino dall'altro intorno al campo, e a un'altezza di circa due cubiti sulla superficie del suolo. Num. 11:31
- E a quel luogo fu dato il nome di Kibroth-Hattaava, perché vi si seppellì la gente ch'era stata presa dalla concupiscenza. Num. 11:34
- Da Kibroth-Hattaava il popolo partì per Hatseroth, e a Hatseroth si fermò. Num. 11:35
- Maria ed Aaronne parlarono contro Mosè a cagione della moglie Cuscita che avea preso; poiché avea preso una moglie Cuscita. Num. 12:1
- E l'Eterno disse a un tratto a Mosè, ad Aaronne e a Maria: `Uscite voi tre, e andate alla tenda di convegno'. E uscirono tutti e tre. Num. 12:4
- E l'Eterno disse: `Ascoltate ora le mie parole; se v'è tra voi alcun profeta, io, l'Eterno, mi faccio conoscere a lui in visione, parlo con lui in sogno. Num. 12:6
- Con lui io parlo a tu per tu, facendomi vedere, e non per via d'enimmi; ed egli contempla la sembianza dell'Eterno. Perché dunque non avete temuto di parlar contro il mio servo, contro Mosè?' Num. 12:8
- E Aaronne disse a Mosè: `Deh, signor mio, non ci far portare la pena di un peccato che abbiamo stoltamente commesso, e di cui siamo colpevoli. Num. 12:11
- E l'Eterno rispose a Mosè: `Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe ella la vergogna per sette giorni? Stia dunque rinchiusa fuori del campo sette giorni; poi, vi sarà di nuovo ammessa'. Num. 12:14
- L'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 13:1
- Tali i nomi degli uomini che Mosè mandò a esplorare il paese. E Mosè dette ad Hoscea, figliuolo di Nun, il nome di Giosuè. Num. 13:16
- e come sia il terreno, se grasso o magro, se vi siano alberi o no. Abbiate coraggio, e portate de' frutti del paese'. Era il tempo che cominciava a maturar l'uva. Num. 13:20
- Quelli dunque salirono ed esplorarono il paese dal deserto di Tsin fino a Rehob, sulla via di Hamath. Num. 13:21
- Salirono per il mezzogiorno e andarono fino a Hebron, dov'erano Ahiman, Sceshai e Talmai, figliuoli di Anak. Or Hebron era stata edificata sette anni prima di Tsoan in Egitto. Num. 13:22
- Quel luogo fu chiamato valle d'Eshcol a motivo del grappolo d'uva che i figliuoli d'Israele vi tagliarono. Num. 13:24
- e andarono a trovar Mosè ed Aaronne e tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele nel deserto di Paran, a Kades; riferirono ogni cosa a loro e a tutta la raunanza, e mostraron loro i frutti del paese. Num. 13:26
- e v'abbiam visto i giganti, figliuoli di Anak, della razza de' giganti, appetto ai quali ci pareva d'esser locuste; e tali parevamo a loro'. Num. 13:33
- Allora Mosè ed Aaronne si prostrarono a terra dinanzi a tutta l'assemblea riunita de' figliuoli d'Israele. Num. 14:5
- e parlarono così a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele: `Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese buono, buonissimo. Num. 14:7
- Allora tutta la raunanza parlò di lapidarli; ma la gloria dell'Eterno apparve sulla tenda di convegno a tutti i figliuoli d'Israele. Num. 14:10
- E l'Eterno disse a Mosè: `Fino a quando mi disprezzerà questo popolo? e fino a quando non avranno fede in me dopo tutti i miracoli che ho fatto in mezzo a loro? Num. 14:11
- e la cosa sarà risaputa dagli abitanti di questo paese. Essi hanno udito che tu, o Eterno, sei nel mezzo di questo popolo, che apparisci loro faccia a faccia, che la tua nuvola si ferma sopra loro, e che cammini davanti a loro il giorno in una colonna di nuvola, e la notte in una colonna di fuoco; Num. 14:14
- Deh, perdona l'iniquità di questo popolo, secondo la grandezza della tua benignità, nel modo che hai perdonato a questo popolo dall'Egitto fin qui'. Num. 14:19
- L'Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: Num. 14:26
- `Fino a quando sopporterò io questa malvagia raunanza che mormora contro di me? Io ho udito i mormorii che i figliuoli d'Israele fanno contro di me. Num. 14:27
- Ma quanto a voi, i vostri cadaveri cadranno in questo deserto. Num. 14:32
- Come avete messo quaranta giorni a esplorare il paese, porterete la pena delle vostre iniquità quarant'anni; un anno per ogni giorno; e saprete che cosa sia incorrere nella mia disgrazia. Num. 14:34
- Io, l'Eterno, ho parlato; certo, così farò a tutta questa malvagia raunanza, la quale s'è messa assieme contro di me; in questo deserto saranno consunti; quivi morranno'. Num. 14:35
- Or Mosè riferì quelle parole a tutti i figliuoli d'Israele; e il popolo ne fece gran cordoglio. Num. 14:39
- Non salite, perché l'Eterno non è in mezzo a voi; che non abbiate ad essere sconfitti dai vostri nemici! Num. 14:42
- Poiché là, di fronte a voi, stanno gli Amalekiti e i Cananei, e voi cadrete per la spada; giacché vi siete sviati dall'Eterno, l'Eterno non sarà con voi'. Num. 14:43
- Nondimeno, s'ostinarono a salire sulla cima del monte; ma l'arca del patto dell'Eterno e Mosè non si mossero di mezzo al campo. Num. 14:44
- Allora gli Amalekiti e i Cananei che abitavano su quel monte scesero giù, li batterono, e li fecero a pezzi fino a Hormah. Num. 14:45
- Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 15:1
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 15:17
- Quando avrete errato e non avrete osservato tutti questi comandamenti che l'Eterno ha dati a Mosè, Num. 15:22
- E il sacerdote farà l'espiazione per tutta la raunanza dei figliuoli d'Israele, e sarà loro perdonato, perché è stato un peccato commesso per errore, ed essi hanno portato la loro offerta, un sacrifizio fatto all'Eterno mediante il fuoco, e il loro sacrifizio per il peccato dinanzi all'Eterno, a causa del loro errore. Num. 15:25
- Sarà perdonato a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele e allo straniero che soggiorna in mezzo a loro, perché tutto il popolo ha peccato per errore. Num. 15:26
- Quelli che l'aveano trovato a raccogliere le legna lo menarono a Mosè, ad Aaronne e a tutta la raunanza. Num. 15:33
- E l'Eterno disse a Mosè: `Quell'uomo dev'esser messo a morte; tutta la raunanza lo lapiderà fuori del campo'. Num. 15:35
- Tutta la raunanza lo menò fuori del campo e lo lapidò; e quello morì, secondo l'ordine che l'Eterno avea dato a Mosè. Num. 15:36
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 15:37
- e, radunatisi contro Mosè e contro Aaronne, dissero loro: `Basta! tutta la raunanza, tutti fino ad uno son santi, e l'Eterno è in mezzo a loro; perché dunque v'innalzate voi sopra la raunanza dell'Eterno?' Num. 16:3
- Quando Mosè ebbe udito questo, si prostrò colla faccia a terra; Num. 16:4
- poi parlò a Kore e a tutta la gente ch'era con lui, dicendo: `Domattina l'Eterno farà conoscere chi è suo e chi è santo, e se lo farà avvicinare: farà avvicinare a sé colui ch'egli avrà scelto. Num. 16:5
- Mosè disse inoltre a Kore: `Ora ascoltate, o figliuoli di Levi! Num. 16:8
- È egli poco per voi che l'Iddio d'Israele v'abbia appartati dalla raunanza d'Israele e v'abbia fatto accostare a sé per fare il servizio del tabernacolo dell'Eterno e per tenervi davanti alla raunanza affin d'esercitare a pro suo il vostro ministerio? Num. 16:9
- Egli vi fa accostare a sé, te e tutti i tuoi fratelli figliuoli di Levi con te, e cercate anche il sacerdozio? Num. 16:10
- E per questo tu e tutta la gente che è teco vi siete radunati contro l'Eterno! poiché chi è Aaronne che vi mettiate a mormorare contro di lui?' Num. 16:11
- E Mosè mandò a chiamare Dathan e Abiram, figliuoli di Eliab; ma essi dissero: `Noi non saliremo. Num. 16:12
- Poi Mosè disse a Kore: `Tu e tutta la tua gente trovatevi domani davanti all'Eterno: tu e loro, con Aaronne; Num. 16:16
- E Kore convocò tutta la raunanza contro Mosè ed Aaronne all'ingresso della tenda di convegno; e la gloria dell'Eterno apparve a tutta la raunanza. Num. 16:19
- E l'Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo: Num. 16:20
- Ma essi, prostratisi con la faccia a terra, dissero: `O Dio, Dio degli spiriti d'ogni carne! Un uomo solo ha peccato, e ti adireresti tu contro tutta la raunanza?' Num. 16:22
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 16:23
- Ed egli parlò alla raunanza, dicendo: `Allontanatevi dalle tende di questi uomini malvagi, e non toccate nulla di ciò ch'è loro, affinché non abbiate a perire a cagione di tutti i loro peccati'. Num. 16:26
- Se questa gente muore come muoion tutti gli uomini, se la loro sorte è la sorte comune a tutti gli uomini, l'Eterno non mi ha mandato; Num. 16:29
- la terra spalancò la sua bocca e li ingoiò: essi e le loro famiglie, con tutta la gente che apparteneva a Kore, e tutta la loro roba. Num. 16:32
- Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 16:36
- `Di' a Eleazar, figliuolo del sacerdote Aaronne, di trarre i turiboli di mezzo all'incendio e di disperdere qua e là il fuoco, perché quelli son sacri; Num. 16:37
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 16:44
- `Toglietevi di mezzo a questa raunanza, e io li consumerò in un attimo'. Ed essi si prostrarono con la faccia a terra. Num. 16:45
- Aaronne tornò a Mosè all'ingresso della tenda di convegno e la piaga fu arrestata. Num. 16:50
- Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 17:1
- E avverrà che l'uomo che io avrò scelto sarà quello la cui verga fiorirà; e farò cessare davanti a me i mormorii che i figliuoli d'Israele fanno contro di voi'. Num. 17:5
- Allora Mosè tolse tutte le verghe di davanti all'Eterno e le portò a tutti i figliuoli d'Israele; ed essi le videro e presero ciascuno la sua verga. Num. 17:9
- E l'Eterno disse a Mosè: `Riporta la verga d'Aaronne davanti alla testimonianza, perché sia conservata come un segno ai ribelli; onde sia messo fine ai loro mormorii contro di me, ed essi non muoiano'. Num. 17:10
- E i figliuoli d'Israele dissero a Mosè: `Ecco, periamo! siam perduti! siam tutti perduti! Num. 17:12
- E anche i tuoi fratelli, la tribù di Levi, la tribù di tuo padre, farai accostare a te, affinché ti siano aggiunti e ti servano quando tu e i tuoi figliuoli con te sarete davanti alla tenda della testimonianza. Num. 18:2
- Essi ti saranno dunque aggiunti, e faranno il servizio della tenda di convegno in tutto ciò che la concerne, e nessun estraneo s'accosterà a voi. Num. 18:4
- Quanto a me, ecco, io ho preso i vostri fratelli, i Leviti, di mezzo ai figliuoli d'Israele; dati all'Eterno, essi son rimessi in dono a voi per fare il servizio della tenda di convegno. Num. 18:6
- E tu e i tuoi figliuoli con te eserciterete il vostro sacerdozio in tutto ciò che concerne l'altare e in ciò ch'è di là dal velo; e farete il vostro servizio. Io vi do l'esercizio del sacerdozio come un dono; l'estraneo che si accosterà sarà messo a morte'. Num. 18:7
- L'Eterno disse ancora ad Aaronne: `Ecco, di tutte le cose consacrate dai figliuoli d'Israele io ti do quelle che mi sono offerte per elevazione: io te le do, a te e ai tuoi figliuoli, come diritto d'unzione, per legge perpetua. Num. 18:8
- Questo ti apparterrà fra le cose santissime non consumate dal fuoco: tutte le loro offerte, vale a dire ogni oblazione, ogni sacrifizio per il peccato e ogni sacrifizio di riparazione che mi presenteranno; son tutte cose santissime che apparterranno a te ed ai tuoi figliuoli. Num. 18:9
- Questo ancora ti apparterrà: i doni che i figliuoli d'Israele presenteranno per elevazione, e tutte le loro offerte agitate; io le do a te, ai tuoi figliuoli e alle tue figliuole con te, per legge perpetua. Chiunque sarà puro in casa tua ne potrà mangiare. Num. 18:11
- E quanto al riscatto, li farai riscattare dall'età di un mese, secondo la tua stima, per cinque sicli d'argento, a siclo di santuario, che è di venti ghere. Num. 18:16
- Io ti do, a te, ai tuoi figliuoli e alle tue figliuole con te, per legge perpetua, tutte le offerte di cose sante che i figliuoli d'Israele presenteranno all'Eterno per elevazione. È un patto inalterabile, perpetuo, dinanzi all'Eterno, per te e per la tua progenie con te'. Num. 18:19
- L'Eterno disse ancora ad Aaronne: `Tu non avrai alcun possesso nel loro paese, e non ci sarà parte per te in mezzo a loro; io sono la tua parte e il tuo possesso in mezzo ai figliuoli d'Israele. Num. 18:20
- E i figliuoli d'Israele non s'accosteranno più alla tenda di convegno, per non caricarsi d'un peccato che li trarrebbe a morte. Num. 18:22
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 18:25
- L'Eterno parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: Num. 19:1
- Chiunque avrà toccato un morto, il corpo d'una persona umana che sia morta e non si sarà purificato, avrà contaminato la dimora dell'Eterno; e quel tale sarà sterminato di mezzo a Israele. Siccome l'acqua di purificazione non è stata spruzzata su lui, egli è impuro; ha ancora addosso la sua impurità. Num. 19:13
- Or tutta la raunanza dei figliuoli d'Israele arrivò al deserto di Tsin il primo mese, e il popolo si fermò a Kades. Quivi morì e fu sepolta Maria. Num. 20:1
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 20:7
- `Prendi il bastone; e tu e tuo fratello Aaronne convocate la raunanza e parlate a quel sasso, in loro presenza, ed esso darà la sua acqua; e tu farai sgorgare per loro dell'acqua dal sasso, e darai da bere alla raunanza e al suo bestiame'. Num. 20:8
- Poi l'Eterno disse a Mosè e ad Aaronne: `Siccome non avete avuto fiducia in me per dar gloria al mio santo nome agli occhi dei figliuoli d'Israele, voi non introdurrete questa raunanza nel paese che io le do'. Num. 20:12
- Queste sono le acque di Meriba dove i figliuoli d'Israele contesero con l'Eterno che si fece riconoscere come il Santo in mezzo a loro. Num. 20:13
- Deh, lasciaci passare per il tuo paese, noi non passeremo né per campi né per vigne e non berremo l'acqua dei pozzi; seguiremo la strada pubblica senza deviare né a destra né a sinistra finché abbiamo oltrepassato i tuoi confini'. Num. 20:17
- I figliuoli d'Israele gli dissero: `Noi saliremo per la strada maestra; e se noi e il nostro bestiame berremo dell'acqua tua, te la pagheremo; lasciami semplicemente transitare a piedi'. Num. 20:19
- Così Edom ricusò a Israele il transito per i suoi confini; onde Israele s'allontanò da lui. Num. 20:21
- E l'Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne al monte Hor sui confini del paese di Edom, dicendo: Num. 20:23
- E Mosè fece come l'Eterno aveva ordinato; ed essi salirono sul monte Hor, a vista di tutta la raunanza. Num. 20:27
- L'Eterno porse ascolto alla voce d'Israele e gli diede nelle mani i Cananei; e Israele votò allo sterminio i Cananei e le loro città, e a quel luogo fu posto nome Horma. Num. 21:3
- Allora il popolo venne a Mosè e disse: `Abbiamo peccato, perché abbiam parlato contro l'Eterno e contro te; prega l'Eterno che allontani da noi questi serpenti'. E Mosè pregò per il popolo. Num. 21:7
- E l'Eterno disse a Mosè: `Fatti un serpente ardente, e mettilo sopra un'antenna; e avverrà che chiunque sarà morso e lo guarderà, scamperà'. Num. 21:8
- Poi i figliuoli d'Israele partirono e si accamparono a Oboth; Num. 21:10
- e partitisi da Oboth, si accamparono a Ije-Abarim nel deserto ch'è dirimpetto a Moab dal lato dove sorge il sole. Num. 21:11
- E di là andarono a Beer, che è il pozzo a proposito del quale l'Eterno disse a Mosè: `Raduna il popolo e io gli darò dell'acqua'. Num. 21:16
- Poi dal deserto andarono a Matthana; da Matthana a Nahaliel; da Nahaliel a Bamoth, Num. 21:19
- Or Israele mandò ambasciatori a Sihon, re degli Amorei, per dirgli: Num. 21:21
- Ma Sihon non permise a Israele di passare per i suoi confini; anzi radunò tutta la sua gente e uscì fuori contro Israele nel deserto; giunse a Jahats, e diè battaglia a Israele. Num. 21:23
- Israele lo sconfisse passandolo a fil di spada, e conquistò il suo paese dall'Arnon fino al Jabbok, sino ai confini de' figliuoli di Ammon, poiché la frontiera dei figliuoli di Ammon era forte. Num. 21:24
- Per questo dicono i poeti: Venite a Heshbon! La città di Sihon sia ricostruita e fortificata! Num. 21:27
- i padroni delle alture dell'Arnon. Guai a te, o Moab! Sei perduto, o popolo di Kemosh! Kemosh ha fatto de' suoi figliuoli tanti fuggiaschi, e ha dato le sue figliuole come schiave a Sihon, re degli Amorei. Num. 21:29
- Noi abbiamo scagliato su loro le nostre frecce; Heshbon è distrutta fino a Dibon. Abbiam tutto devastato fino a Nofah, il fuoco è giunto fino a Medeba. Num. 21:30
- Poi Mosè mandò a esplorare Jaezer, e gl'Israeliti presero le città del suo territorio e ne cacciarono gli Amorei che vi si trovavano. Num. 21:32
- E, mutata direzione, risalirono il paese in direzione di Bashan; e Og, re di Bashan, uscì contro loro con tutta la sua gente per dar loro battaglia a Edrei. Num. 21:33
- Ma l'Eterno disse a Mosè: `Non lo temere; poiché io lo do nelle tue mani: lui, tutta la sua gente e il suo paese; trattalo com'hai trattato Sihon, re degli Amorei che abitava a Heshbon'. Num. 21:34
- e Moab ebbe grande paura di questo popolo, ch'era così numeroso; Moab fu preso d'angoscia a cagione de' figliuoli d'Israele. Num. 22:3
- Onde Moab disse agli anziani di Madian: `Ora questa moltitudine divorerà tutto ciò ch'è dintorno a noi, come il bue divora l'erba dei campi'. Or Balak, figliuolo di Tsippor era, in quel tempo, re di Moab. Num. 22:4
- Egli mandò ambasciatori a Balaam, figliuolo di Beor, a Pethor che sta sul fiume, nel paese de' figliuoli del suo popolo per chiamarlo e dirgli: `Ecco, un popolo è uscito d'Egitto; esso ricopre la faccia della terra, e si è stabilito dirimpetto a me; Num. 22:5
- or dunque vieni, te ne prego, e maledicimi questo popolo; poiché è troppo potente per me; forse così riusciremo a sconfiggerlo, e potrò cacciarlo dal paese; poiché so che chi tu benedici è benedetto, e chi tu maledici è maledetto'. Num. 22:6
- Or Dio venne a Balaam e gli disse: `Chi sono questi uomini che stanno da te?' Num. 22:9
- E Balaam rispose a Dio: `Balak, figliuolo di Tsippor, re di Moab, mi ha mandato a dire: Num. 22:10
- Ecco, il popolo ch'è uscito d'Egitto ricopre la faccia della terra; or vieni a maledirmelo; forse riuscirò così a batterlo e potrò cacciarlo'. Num. 22:11
- E Dio disse a Balaam: `Tu non andrai con loro, non maledirai quel popolo, perché egli è benedetto'. Num. 22:12
- E Dio venne la notte a Balaam e gli disse: `Se quegli uomini son venuti a chiamarti, lèvati e va' con loro; soltanto, farai ciò che io ti dirò'. Num. 22:20
- L'angelo dell'Eterno passò di nuovo oltre, e si fermò in un luogo stretto dove non c'era modo di volgersi né a destra né a sinistra. Num. 22:26
- Allora l'Eterno aprì la bocca all'asina, che disse a Balaam: `Che t'ho io fatto che tu mi percuoti già per la terza volta?' Num. 22:28
- L'asina disse a Balaam: `Non son io la tua asina che hai sempre cavalcata fino a quest'oggi? Sono io solita farti così?' Ed egli rispose: `No'. Num. 22:30
- Allora l'Eterno aprì gli occhi a Balaam, ed egli vide l'angelo dell'Eterno che stava sulla strada, con la sua spada sguainata. Balaam s'inchinò e si prostrò con la faccia in terra. Num. 22:31
- e l'asina m'ha visto ed è uscita di strada davanti a me queste tre volte; se non fosse uscita di strada davanti a me, certo io avrei già ucciso te e lasciato in vita lei'. Num. 22:33
- E l'angelo dell'Eterno disse a Balaam: `Va' pure con quegli uomini; ma dirai soltanto quello che io ti dirò'. E Balaam se ne andò coi principi di Balak. Num. 22:35
- Quando Balak udì che Balaam arrivava, gli andò incontro a Jr-Moab che è sul confine segnato dall'Arnon, alla frontiera estrema. Num. 22:36
- E Balak disse a Balaam: `Non t'ho io mandato con insistenza a chiamare? perché non sei venuto da me? non son io proprio in grado di farti onore?' Num. 22:37
- E Balaam rispose a Balak: `Ecco, son venuto da te; ma posso io adesso dire qualsiasi cosa? la parola che Dio mi metterà in bocca, quella dirò'. Num. 22:38
- Balaam andò con Balak, e giunsero a Kiriath-Hutsoth. Num. 22:39
- E Balak sacrificò buoi e pecore e mandò parte delle carni a Balaam e ai principi ch'eran con lui. Num. 22:40
- La mattina Balak prese Balaam e lo fece salire a Bamoth Baal, donde Balaam vide l'estremità del campo d'Israele. Num. 22:41
- Balaam disse a Balak: `Edificami qui sette altari e preparami qui sette giovenchi e sette montoni'. Num. 23:1
- E Balaam disse a Balak: `Stattene presso al tuo olocausto, e io andrò; forse l'Eterno mi verrà incontro; e quel che mi avrà fatto vedere, te lo riferirò'. E se ne andò sopra una nuda altura. Num. 23:3
- E Dio si fece incontro a Balaam, e Balaam gli disse: `Io ho preparato i sette altari, ed ho offerto un giovenco e un montone su ciascun altare'. Num. 23:4
- Allora l'Eterno mise delle parole in bocca a Balaam e gli disse: `Torna da Balak, e parla così'. Num. 23:5
- Come farò a maledire? Iddio non l'ha maledetto. Come farò ad esecrare? L'Eterno non l'ha esecrato. Num. 23:8
- Allora Balak disse a Balaam: `Che m'hai tu fatto? T'ho preso per maledire i miei nemici, ed ecco, non hai fatto che benedirli'. Num. 23:11
- L'altro gli rispose e disse: `Non debbo io stare attento a dire soltanto ciò che l'Eterno mi mette in bocca?' Num. 23:12
- E Balaam disse a Balak: `Stattene qui presso al tuo olocausto, e io andrò a incontrare l'Eterno'. Num. 23:15
- E l'Eterno si fece incontro a Balaam, gli mise delle parole in bocca e gli disse: `Torna da Balak, e parla così'. Num. 23:16
- In Giacobbe non v'è magia, in Israele, non v'è divinazione; a suo tempo vien detto a Giacobbe e ad Israele qual'è l'opera che Iddio compie. Num. 23:23
- Allora Balak disse a Balaam: `Non lo maledire, ma anche non lo benedire'. Num. 23:25
- Ma Balaam rispose e disse a Balak: `Non t'ho io detto espressamente: Io farò tutto quello che l'Eterno dirà?' Num. 23:26
- E Balak disse a Balaam: `Deh, vieni, io ti condurrò in un altro luogo; forse piacerà a Dio che tu me lo maledica di là'. Num. 23:27
- E Balaam disse a Balak: `Edificami qui sette altari, e preparami qui sette giovenchi e sette montoni'. Num. 23:29
- così dice colui che ode le parole di Dio, colui che contempla la visione dell'Onnipotente, colui che si prostra e a cui s'aprono gli occhi: Num. 24:4
- Allora l'ira di Balak s'accese contro Balaam; e Balak, battendo le mani, disse a Balaam: `Io t'ho chiamato per maledire i miei nemici, ed ecco che li hai benedetti già per la terza volta. Num. 24:10
- Or dunque fuggitene a casa tua! Io avevo detto che ti colmerei di onori; ma, ecco, l'Eterno ti rifiuta gli onori'. Num. 24:11
- E Balaam rispose a Balak: `E non dissi io, fin da principio, agli ambasciatori che mi mandasti: Num. 24:12
- così dice colui che ode le parole di Dio, che conosce la scienza dell'Altissimo, che contempla la visione dell'Onnipotente, colui che si prostra e a cui s'aprono gli occhi: Num. 24:16
- Poi Balaam si levò, partì e se ne tornò a casa sua; e Balak pure se ne andò per la sua strada. Num. 24:25
- Or Israele era stanziato a Sittim, e il popolo cominciò a darsi alla impurità con le figliuole di Moab. Num. 25:1
- Israele si unì a Baal-Peor, e l'ira dell'Eterno si accese contro Israele. Num. 25:3
- E l'Eterno disse a Mosè: `Prendi tutti i capi del popolo e falli appiccare davanti all'Eterno, in faccia al sole, affinché l'ardente ira dell'Eterno sia rimossa da Israele'. Num. 25:4
- E Mosè disse ai giudici d'Israele: `Ciascuno di voi uccida quelli de' suoi uomini che si sono uniti a Baal-Peor'. Num. 25:5
- andò dietro a quell'uomo d'Israele nella sua tenda, e li trafisse ambedue, l'uomo d'Israele e la donna, nel basso ventre. E il flagello cessò tra i figliuoli d'Israele. Num. 25:8
- L'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 25:10
- Poi l'Eterno parlò a Mosè dicendo: Num. 25:16
- Or avvenne che, dopo quella piaga, l'Eterno disse a Mosè e ad Eleazar, figliuolo del sacerdote Aaronne: Num. 26:1
- E Mosè e il sacerdote Eleazar parlarono loro nelle pianure di Moab presso al Giordano di faccia a Gerico, dicendo: Num. 26:3
- `Si faccia il censimento dall'età di venti anni in su, come l'Eterno ha ordinato a Mosè e ai figliuoli d'Israele, quando furono usciti dal paese d'Egitto'. Num. 26:4
- L'Eterno parlò a Mosè dicendo: Num. 26:52
- A quelli che sono in maggior numero darai in possesso una porzione maggiore; a quelli che sono in minor numero darai una porzione minore; si darà a ciascuno la sua porzione secondo il censimento. Num. 26:54
- Ma la spartizione del paese sarà fatta a sorte; essi riceveranno la rispettiva proprietà secondo i nomi delle loro tribù paterne. Num. 26:55
- La spartizione delle proprietà sarà fatta a sorte fra quelli che sono in maggior numero e quelli che sono in numero minore'. Num. 26:56
- Il nome della moglie di Amram era Jokebed, figliuola di Levi che nacque a Levi in Egitto; ed essa partorì ad Amram Aaronne, Mosè e Maria loro sorella. Num. 26:59
- si accostarono e si presentarono davanti a Mosè, davanti al sacerdote Eleazar, davanti ai principi e a tutta la raunanza all'ingresso della tenda di convegno, e dissero: Num. 27:2
- `Il padre nostro morì nel deserto, e non fu nella compagnia di quelli che si adunarono contro l'Eterno, non fu della gente di Kore, ma morì a motivo del suo peccato, e non ebbe figliuoli. Num. 27:3
- E l'Eterno disse a Mosè: Num. 27:6
- E, se non ci sono fratelli del padre, darete la sua eredità al parente più stretto nella sua famiglia; e quello la possederà. Questo sarà per i figliuoli d'Israele una norma di diritto, come l'Eterno ha ordinato a Mosè'. Num. 27:11
- Poi l'Eterno disse a Mosè: `Sali su questo monte di Abarim e contempla il paese che io do ai figliuoli d'Israele. Num. 27:12
- perché vi ribellaste all'ordine che vi detti nel deserto di Tsin quando la raunanza si mise a contendere, e voi non mi santificaste agli occhi loro, a proposito di quelle acque'. - Sono le acque della contesa di Kades, nel deserto di Tsin. - Num. 27:14
- che esca davanti a loro ed entri davanti a loro, e li faccia uscire e li faccia entrare, affinché la raunanza dell'Eterno non sia come un gregge senza pastore'. Num. 27:17
- E l'Eterno disse a Mosè: `Prenditi Giosuè, figliuolo di Nun, uomo in cui è lo spirito; poserai la tua mano su lui, Num. 27:18
- lo farai comparire davanti al sacerdote Eleazar e davanti a tutta la raunanza, gli darai i tuoi ordini in loro presenza, Num. 27:19
- E Mosè fece come l'Eterno gli aveva ordinato; prese Giosuè e lo fece comparire davanti al sacerdote Eleazar e davanti a tutta la raunanza; Num. 27:22
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 28:1
- E l'altro agnello l'offrirai sull'imbrunire, con un'oblazione e una libazione simili a quelle della mattina: è un sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno. Num. 28:8
- se il padre, avendo conoscenza del voto di lei e dell'impegno per il quale ella si è legata, non dice nulla a questo proposito, tutti i voti di lei saranno validi, e saranno validi tutti gli impegni per i quali ella si sarà legata. Num. 30:4
- Ma se il padre, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, tutti i voti di lei e tutti gl'impegni per i quali si sarà legata, non saranno validi; e l'Eterno le perdonerà, perché il padre le ha fatto opposizione. Num. 30:5
- E se viene a maritarsi essendo legata da voti o da una promessa fatta alla leggera con le labbra, per la quale si sia impegnata, Num. 30:6
- se il marito ne ha conoscenza e il giorno che ne viene a conoscenza non dice nulla a questo proposito, i voti di lei saranno validi, e saranno validi gl'impegni per i quali ella si è legata. Num. 30:7
- Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, egli annullerà il voto ch'ella ha fatto, e la promessa che ha proferito alla leggera per la quale s'è impegnata; e l'Eterno le perdonerà. Num. 30:8
- e il marito ne avrà conoscenza, se il marito non dice nulla a questo proposito e non le fa opposizione, tutti i voti di lei saranno validi, e saran validi tutti gl'impegni per i quali ella si sarà legata. Num. 30:11
- Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza li annulla, tutto ciò che le sarà uscito dalle labbra, siano voti o impegni per cui s'è legata, non sarà valido; il marito lo ha annullato; e l'Eterno le perdonerà. Num. 30:12
- Il marito può ratificare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento, per il quale ella si sia impegnata a mortificare la sua persona. Num. 30:13
- Ma se il marito, giorno dopo giorno, non dice nulla in proposito, egli ratifica così tutti i voti di lei e tutti gl'impegni per i quali ella si è legata; li ratifica, perché non ha detto nulla a questo proposito il giorno che ne ha avuto conoscenza. Num. 30:14
- Tali sono le leggi che l'Eterno prescrisse a Mosè, riguardo al marito e alla moglie, al padre e alla figliuola, quando questa è ancora fanciulla, in casa di suo padre. Num. 30:16
- Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: `Vendica i figliuoli d'Israele dei Madianiti; Num. 31:1
- Essi marciarono dunque contro Madian, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè, e uccisero tutti i maschi. Num. 31:7
- e appiccarono il fuoco a tutte le città che quelli abitavano, e a tutti i loro accampamenti, Num. 31:10
- e menarono i prigionieri, la preda e le spoglie a Mosè, al sacerdote Eleazar e alla raunanza dei figliuoli d'Israele, accampati nelle pianure di Moab, presso il Giordano, difaccia a Gerico. Num. 31:12
- Mosè disse loro: `Avete lasciato la vita a tutte le donne? Num. 31:15
- Ecco, sono esse che, a suggestione di Balaam, trascinarono i figliuoli d'Israele alla infedeltà verso l'Eterno, nel fatto di Peor, onde la piaga scoppiò nella raunanza dell'Eterno. Num. 31:16
- E il sacerdote Eleazar disse ai soldati ch'erano andati alla guerra: `Questo è l'ordine della legge che l'Eterno ha prescritta a Mosè: Num. 31:21
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 31:25
- E Mosè e il sacerdote Eleazar fecero come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Num. 31:31
- che spettava ai figliuoli d'Israele, Mosè prese uno su cinquanta, tanto degli uomini quanto degli animali, e li dette ai Leviti che hanno l'incarico del tabernacolo dell'Eterno, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Num. 31:47
- I comandanti delle migliaia dell'esercito, capi di migliaia e capi di centinaia, s'avvicinarono a Mosè e gli dissero: Num. 31:48
- i figliuoli di Gad e i figliuoli di Ruben vennero a parlare a Mosè, al sacerdote Eleazar e ai principi della raunanza, e dissero: Num. 32:2
- Gli uomini che son saliti dall'Egitto, dall'età di vent'anni in su non vedranno mai il paese che promisi con giuramento ad Abrahamo, a Isacco ed a Giacobbe, perché non m'hanno seguitato fedelmente, Num. 32:11
- Perché, se voi vi sviate da lui, egli continuerà a lasciare Israele nel deserto, e voi farete perire tutto questo popolo'. Num. 32:15
- Ma quelli s'accostarono a Mosè e gli dissero: `Noi edificheremo qui dei recinti per il nostro bestiame, e delle città per i nostri figliuoli; Num. 32:16
- ma, quanto a noi, ci terremo pronti, in armi, per marciare alla testa de' figliuoli d'Israele, finché li abbiam condotti al luogo destinato loro; intanto, i nostri figliuoli dimoreranno nelle città forti a cagione degli abitanti del paese. Num. 32:17
- e non possederemo nulla con loro al di là del Giordano e più oltre, giacché la nostra eredità ci è toccata da questa parte del Giordano, a oriente'. Num. 32:19
- E Mosè disse loro: `Se fate questo, se vi armate per andare a combattere davanti all'Eterno, Num. 32:20
- e se non tornate che quando il paese vi sarà sottomesso davanti all'Eterno, voi non sarete colpevoli di fronte all'Eterno e di fronte a Israele, e questo paese sarà vostra proprietà davanti all'Eterno. Num. 32:22
- E i figliuoli di Gad e i figliuoli di Ruben parlarono a Mosè, dicendo: `I tuoi servi faranno quello che il mio signore comanda. Num. 32:25
- ma i tuoi servi, tutti quanti armati per la guerra, andranno a combattere davanti all'Eterno, come dice il mio signore'. Num. 32:27
- Allora Mosè dette per loro degli ordini al sacerdote Eleazar, a Giosuè figliuolo di Nun e ai capi famiglia delle tribù de' figliuoli d'Israele. Num. 32:28
- Mosè disse loro: `Se i figliuoli di Gad e i figliuoli di Ruben passano con voi il Giordano tutti armati per combattere davanti all'Eterno, e se il paese sarà sottomesso davanti a voi, darete loro come proprietà il paese di Galaad. Num. 32:29
- Mosè dunque dette Galaad a Makir, figliuolo di Manasse, che vi si stabilì. Num. 32:40
- Partirono da Rameses il primo mese, il quindicesimo giorno del primo mese. Il giorno dopo la Pasqua i figliuoli d'Israele partirono a test'alta, a vista di tutti gli Egiziani, Num. 33:3
- I figliuoli d'Israele partiron dunque da Rameses e si accamparono a Succoth. Num. 33:5
- Partirono da Succoth e si accamparono a Etham che è all'estremità del deserto. Num. 33:6
- Partirono da Etham e piegarono verso Pi-Hahiroth che è dirimpetto a Baal-Tsefon, e si accamparono davanti a Migdol. Num. 33:7
- Partirono d'innanzi ad Hahiroth, attraversarono il mare in direzione del deserto, fecero tre giornate di marcia nel deserto di Etham e si accamparono a Mara. Num. 33:8
- Partirono dal deserto di Sin e si accamparono a Dofka. Num. 33:12
- Partirono da Alush e si accamparono a Refidim dove non c'era acqua da bere per il popolo. Num. 33:14
- Partirono dal deserto di Sinai e si accamparono a Kibroth-Hatthaava. Num. 33:16
- Partirono da Kibroth-Hatthaava e si accamparono a Hatseroth. Num. 33:17
- Partirono da Hatseroth e si accamparono a Rithma. Num. 33:18
- Partirono da Rithma e si accamparono a Rimmon-Perets. Num. 33:19
- Partirono da Rimmon-Perets e si accamparono a Libna. Num. 33:20
- Partirono da Libna e si accamparono a Rissa. Num. 33:21
- Partirono da Rissa e si accamparono a Kehelatha. Num. 33:22
- Partirono dal monte di Scefer e si accamparono a Harada. Num. 33:24
- Partirono da Harada e si accamparono a Makheloth. Num. 33:25
- Partirono da Makheloth e si accamparono a Tahath. Num. 33:26
- Partirono da Tahath e si accamparono a Tarach. Num. 33:27
- Partirono da Tarach e si accamparono a Mithka. Num. 33:28
- Partirono da Mithka e si accamparono a Hashmona. Num. 33:29
- Partirono da Hashmona e si accamparono a Moseroth. Num. 33:30
- Partirono da Moseroth e si accamparono a Bene-Jaakan. Num. 33:31
- Partirono da Bene-Jaakan e si accamparono a Hor-Ghidgad. Num. 33:32
- Partirono da Hor-Ghidgad e si accamparono a Jotbathah. Num. 33:33
- Partirono da Jotbathah e si accamparono a Abrona. Num. 33:34
- Partirono da Abrona e si accamparono a Etsion-Gheber. Num. 33:35
- Partirono da Etsion-Gheber e si accamparono nel deserto di Tsin, cioè a Kades. Num. 33:36
- E quelli partirono dal monte Hor e si accamparono a Tsalmona. Num. 33:41
- Partirono da Tsalmona e si accamparono a Punon. Num. 33:42
- Partirono da Punon e si accamparono a Oboth. Num. 33:43
- Partirono da Oboth e si accamparono a Ije-Abarim sui confini di Moab. Num. 33:44
- Partirono da Ijim e si accamparono a Dibon-Gad. Num. 33:45
- Partirono da Dibon-Gad e si accamparono a Almon-Diblathaim. Num. 33:46
- Partirono da Almon-Diblathaim e si accamparono ai monti d'Abarim dirimpetto a Nebo. Num. 33:47
- Partirono dai monti d'Abarim e si accamparono nelle pianure di Moab, presso il Giordano di faccia a Gerico. Num. 33:48
- E l'Eterno parlò a Mosè, nelle pianure di Moab, presso al Giordano di faccia a Gerico, dicendo: Num. 33:50
- caccerete d'innanzi a voi tutti gli abitanti del paese, distruggerete tutte le loro immagini, distruggerete tutte le loro statue di getto e demolirete tutti i loro alti luoghi. Num. 33:52
- Dividerete il paese a sorte, secondo le vostre famiglie. A quelle che sono più numerose darete una porzione maggiore, e a quelle che sono meno numerose darete una porzione minore. Ognuno possederà quello che gli sarà toccato a sorte; vi spartirete il possesso secondo le tribù de' vostri padri. Num. 33:54
- Ma se non cacciate d'innanzi a voi gli abitanti del paese, quelli di loro che vi avrete lasciato saranno per voi come spine negli occhi e pungoli ne' fianchi, e vi faranno tribolare nel paese che abiterete. Num. 33:55
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: Num. 34:1
- la vostra regione meridionale comincerà al deserto di Tsin, vicino a Edom; così la vostra frontiera meridionale partirà dalla estremità del mar Salato, verso oriente; Num. 34:3
- e questa frontiera volgerà al sud della salita di Akrabbim, passerà per Tsin, e si estenderà a mezzogiorno di Kades-Barnea; poi continuerà verso Hatsar-Addar, e passerà per Atsmon. Num. 34:4
- La vostra frontiera a occidente sarà il mar grande: quella sarà la vostra frontiera occidentale. Num. 34:6
- dal monte Hor la traccerete fin là dove s'entra in Hamath, e l'estremità della frontiera sarà a Tsedad; Num. 34:8
- la frontiera continuerà fino a Zifron, per finire a Hatsar-Enan: questa sarà la vostra frontiera settentrionale. Num. 34:9
- Traccerete la vostra frontiera orientale da Hatsar-Enan a Scefam; Num. 34:10
- la frontiera scenderà da Scefam verso Ribla, a oriente di Ain; poi la frontiera scenderà, e si estenderà lungo il mare di Kinnereth, a oriente; Num. 34:11
- E Mosè trasmise quest'ordine ai figliuoli d'Israele, e disse loro: `Questo è il paese che vi distribuirete a sorte, e che l'Eterno ha ordinato si dia a nove tribù e mezzo; Num. 34:13
- E l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 34:16
- L'Eterno parlò ancora a Mosè nelle pianure di Moab presso il Giordano, di faccia a Gerico, dicendo: Num. 35:1
- Fra le città che darete ai Leviti ci saranno le sei città di rifugio, che voi designerete perché vi si rifugi l'omicida; e a queste aggiungerete altre quarantadue città. Num. 35:6
- Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Num. 35:9
- Queste città vi serviranno di rifugio contro il vindice del sangue, affinché l'omicida non sia messo a morte prima d'esser comparso in giudizio dinanzi alla raunanza. Num. 35:12
- Queste sei città serviranno di rifugio ai figliuoli d'Israele, allo straniero e a colui che soggiornerà fra voi, affinché vi scampi chiunque abbia ucciso qualcuno involontariamente. Num. 35:15
- E se lo colpisce con una pietra che aveva in mano, atta a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è un omicida; l'omicida dovrà esser punito di morte. Num. 35:17
- O se lo colpisce con uno stromento di legno che aveva in mano, atto a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è un omicida; l'omicida dovrà esser punito di morte. Num. 35:18
- Sarà il vindice del sangue quegli che metterà a morte l'omicida; quando lo incontrerà, l'ucciderà. Num. 35:19
- Se uno dà a un altro una spinta per odio, o gli getta contro qualcosa con premeditazione, sì che quello ne muoia, Num. 35:20
- Se uno uccide un altro, l'omicida sarà messo a morte in seguito a deposizione di testimoni; ma un unico testimone non basterà per far condannare una persona a morte. Num. 35:30
- Non accetterete prezzo di riscatto che permetta a un omicida di ricoverarsi nella sua città di rifugio e di tornare ad abitare nel paese prima della morte del sacerdote. Num. 35:32
- Or i capi famiglia dei figliuoli di Galaad, figliuolo di Makir, figliuolo di Manasse, di tra le famiglie de' figliuoli di Giuseppe, si fecero avanti a parlare in presenza di Mosè e dei principi capi famiglia dei figliuoli d'Israele, Num. 36:1
- e dissero: `L'Eterno ha ordinato al mio signore di dare il paese in eredità ai figliuoli d'Israele, a sorte; e il mio signore ha pure ricevuto l'ordine dall'Eterno di dare l'eredità di Tselofehad, nostro fratello, alle figliuole di lui. Num. 36:2
- Se queste si maritano a qualcuno de' figliuoli delle altre tribù de' figliuoli d'Israele, la loro eredità sarà detratta dall'eredità de' nostri padri, e aggiunta all'eredità della tribù nella quale esse saranno entrate; così sarà detratta dall'eredità che ci è toccata a sorte. Num. 36:3
- E quando verrà il giubileo per i figliuoli d'Israele, la loro eredità sarà aggiunta a quella della tribù nella quale saranno entrate, e l'eredità loro sarà detratta dalla eredità della tribù de' nostri padri'. Num. 36:4
- Questo è quel che l'Eterno ha ordinato riguardo alle figliuole di Tselofehad: si mariteranno a chi vorranno, purché si maritino in una famiglia della tribù de' loro padri. Num. 36:6
- E ogni fanciulla che possiede un'eredità in una delle tribù de' figliuoli d'Israele, si mariterà a qualcuno d'una famiglia della tribù di suo padre, affinché ognuno dei figliuoli d'Israele possegga l'eredità de' suoi padri. Num. 36:8
- Le figliuole di Tselofehad si conformarono all'ordine che l'Eterno aveva dato a Mosè. Num. 36:10
- Tali sono i comandamenti e le leggi che l'Eterno dette ai figliuoli d'Israele per mezzo di Mosè, nelle pianure di Moab, presso al Giordano, di faccia a Gerico. Num. 36:13
- Queste sono le parole che Mosè rivolse a Israele di là dal Giordano, nel deserto, nella pianura dirimpetto a Suf, fra Paran, Tofel, Laban, Hatseroth e Di-Zahab. Dt. 1:1
- (Vi sono undici giornate dallo Horeb, per la via del monte Seir, fino a Kades-Barnea). Dt. 1:2
- Di là dal Giordano, nel paese di Moab, Mosè cominciò a spiegare questa legge, dicendo: Dt. 1:5
- Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudicio appartiene a Dio; e le cause troppo difficili per voi le recherete a me, e io le udirò'. Dt. 1:17
- Poi partimmo dallo Horeb e attraversammo tutto quel grande e spaventevole deserto che avete veduto, dirigendoci verso la contrada montuosa degli Amorei, come l'Eterno, l'Iddio nostro, ci aveva ordinato di fare, e giungemmo a Kades-Barnea. Dt. 1:19
- E voi vi accostaste a me tutti quanti, e diceste: `Mandiamo degli uomini davanti a noi, che ci esplorino il paese, e ci riferiscano qualcosa del cammino per il quale noi dovremo salire, e delle città alle quali dovremo arrivare'. Dt. 1:22
- L'Eterno, l'Iddio vostro, che va davanti a voi, combatterà egli stesso per voi, come ha fatto tante volte sotto gli occhi vostri, in Egitto Dt. 1:30
- e nel deserto, dove hai veduto come l'Eterno, il tuo Dio, ti ha portato come un uomo porta il suo figliuolo, per tutto il cammino che avete fatto, finché siete arrivati a questo luogo'. Dt. 1:31
- che andava innanzi a voi nel cammino per cercarvi un luogo da piantar le tende: di notte, nel fuoco, per mostrarvi la via per la quale dovevate andare, e, di giorno, nella nuvola. Dt. 1:33
- salvo Caleb, figliuolo di Gefunne. Egli lo vedrà; e a lui e ai suoi figliuoli darò la terra ch'egli ha calcato, perché ha pienamente seguito l'Eterno'. Dt. 1:36
- Anche contro a me l'Eterno si adirò per via di voi, e disse: `Neanche tu v'entrerai; Dt. 1:37
- E i vostri fanciulli, de' quali avete detto: Diventeranno tanta preda! e i vostri figliuoli, che oggi non conoscono né il bene né il male, sono quelli che v'entreranno; a loro lo darò, e saranno essi che lo possederanno. Dt. 1:39
- Allora voi rispondeste, dicendomi: `Abbiam peccato contro l'Eterno; noi saliremo e combatteremo, interamente come l'Eterno, l'Iddio nostro, ci ha ordinato'. E ognun di voi cinse le armi, e vi metteste temerariamente a salire verso i monti. Dt. 1:41
- E l'Eterno mi disse: `Di' loro: Non salite, e non combattete, perché io non sono in mezzo a voi; voi sareste sconfitti davanti ai vostri nemici'. Dt. 1:42
- Io ve lo dissi, ma voi non mi deste ascolto; anzi foste ribelli all'ordine dell'Eterno, foste presuntuosi, e vi metteste a salire verso i monti. Dt. 1:43
- Allora gli Amorei, che abitano quella contrada montuosa, uscirono contro a voi, v'inseguirono come fanno le api, e vi batterono in Seir fino a Horma. Dt. 1:44
- `Avete girato abbastanza attorno a questo monte; volgetevi verso settentrione. Dt. 2:3
- non movete lor guerra, poiché del loro paese io non vi darò neppur quanto ne può calcare un piede; giacché ho dato il monte di Seir a Esaù, come sua proprietà. Dt. 2:5
- Comprerete da loro a danaro contante le vettovaglie che mangerete, e comprerete pure da loro con tanto danaro l'acqua che berrete. Dt. 2:6
- Così passammo, lasciando a distanza i figliuoli di Esaù, nostri fratelli, che abitano in Seir, ed evitando la via della pianura, come pure Elath ed Etsion-Gheber. Poi ci voltammo, e c'incamminammo verso il deserto di Moab. Dt. 2:8
- E infatti la mano dell'Eterno fu contro a loro per sterminarli dal campo, finché fossero del tutto scomparsi. Dt. 2:15
- Così l'Eterno avea fatto per i figliuoli d'Esaù che abitano in Seir, quando distrusse gli Horei davanti a loro; essi li cacciarono e si stabilirono nel luogo loro, e vi son rimasti fino al dì d'oggi. Dt. 2:22
- E anche gli Avvei, che dimoravano in villaggi fino a Gaza, furon distrutti dai Caftorei, usciti da Caftor, i quali si stabilirono nel luogo loro). Dt. 2:23
- Levatevi, partite, e passate la valle dell'Arnon; ecco, io do in tuo potere Sihon, l'Amoreo, re di Heshbon, e il suo paese; comincia a prenderne possesso, e muovigli guerra. Dt. 2:24
- Oggi comincerò a ispirare paura e terrore di te ai popoli che sono sotto il cielo intero, sì che, all'udire la tua fama, tremeranno e saranno presi d'angoscia dinanzi a te'. Dt. 2:25
- Allora mandai ambasciatori dal deserto di Kedemoth a Sihon, re di Heshbon, con parole di pace, e gli feci dire: Dt. 2:26
- `Lasciami passare per il tuo paese; io camminerò per la strada maestra, senza volgermi né a destra né a sinistra. Dt. 2:27
- Tu mi venderai a danaro contante le vettovaglie che mangerò, e mi darai per danaro contante l'acqua che berrò; permettimi semplicemente il transito Dt. 2:28
- E l'Eterno mi disse: `Vedi, ho principiato a dare in tuo potere Sihon e il suo paese; comincia la conquista, impadronendoti del suo paese'. Dt. 2:31
- Allora Sihon uscì contro a noi con tutta la sua gente, per darci battaglia a Iahats. Dt. 2:32
- Da Aroer, che è sull'orlo della valle dell'Arnon e dalla città che è nella valle, fino a Galaad, non ci fu città che fosse troppo forte per noi: l'Eterno, l'Iddio nostro, le diè tutte in nostro potere. Dt. 2:36
- Ma non ti avvicinasti al paese de' figliuoli di Ammon, ad alcun posto toccato dal torrente di Iabbok, alle città del paese montuoso, a tutti i luoghi che l'Eterno, il nostro Dio, ci avea proibito d'attaccare. Dt. 2:37
- Poi ci voltammo, e salimmo per la via di Basan; e Og, re di Basan, con tutta la sua gente, ci uscì contro per darci battaglia a Edrei. Dt. 3:1
- E l'Eterno mi disse: `Non lo temere, poiché io ti do nelle mani lui, tutta la sua gente e il suo paese; e tu farai a lui quel che facesti a Sihon, re degli Amorei, che abitava a Heshbon'. Dt. 3:2
- tutte le città della pianura, tutto Galaad, tutto Basan fino a Salca e a Edrei, città del regno di Og in Basan. Dt. 3:10
- (Poiché Og, re di Basan, era rimasto solo della stirpe dei Refaim. Ecco, il suo letto, un letto di ferro, non è esso a Rabbah degli Ammoniti? Ha nove cubiti di lunghezza e quattro cubiti di larghezza, a misura di cubito ordinario d'uomo). Dt. 3:11
- E detti Galaad a Makir. Dt. 3:15
- finché l'Eterno abbia dato riposo ai vostri fratelli come ha fatto a voi, e prendano anch'essi possesso del paese che l'Eterno Iddio vostro dà loro al di là del Giordano. Poi ciascuno tornerà nel possesso che io v'ho dato'. Dt. 3:20
- In quel tempo, detti anche a Giosuè quest'ordine, dicendo: `I tuoi occhi hanno veduto tutto quello che l'Iddio vostro, l'Eterno, ha fatto a questi due re; lo stesso farà l'Eterno a tutti i regni nei quali tu stai per entrare. Dt. 3:21
- `O Signore, o Eterno, tu hai cominciato a mostrare al tuo servo la tua grandezza e la tua mano potente; poiché qual'è l'Iddio, in cielo o sulla terra, che possa fare delle opere e de' portenti pari a quelli che fai tu? Dt. 3:24
- Sali in vetta al Pisga, volgi lo sguardo a occidente, a settentrione, a mezzogiorno e ad oriente, e contempla il paese con gli occhi tuoi; poiché tu non passerai questo Giordano. Dt. 3:27
- Ma da' i tuoi ordini a Giosuè, fortificalo e incoraggialo, perché sarà lui che lo passerà alla testa di questo popolo, e metterà Israele in possesso del paese che vedrai'. Dt. 3:28
- Così ci fermammo nella valle dirimpetto a Beth-Peor. Dt. 3:29
- Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando, e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandamenti dell'Eterno Iddio vostro che io vi prescrivo. Dt. 4:2
- Gli occhi vostri videro ciò che l'Eterno fece nel caso di Baal-Peor: come l'Eterno, il tuo Dio, distrusse di mezzo a te tutti quelli ch'erano andati dietro a Baal-Peor; Dt. 4:3
- Qual'è difatti la gran nazione alla quale la divinità sia così vicina come l'Eterno, l'Iddio nostro, è vicino a noi ogni volta che l'invochiamo? Dt. 4:7
- Soltanto, bada bene a te stesso e veglia diligentemente sull'anima tua, onde non avvenga che tu dimentichi le cose che gli occhi tuoi hanno vedute, ed esse non t'escano dal cuore finché ti duri la vita. Falle anzi sapere ai tuoi figliuoli e ai figliuoli de' tuoi figliuoli. Dt. 4:9
- Ricordati del giorno che comparisti davanti all'Eterno, all'Iddio tuo, in Horeb, quando l'Eterno mi disse: `Adunami il popolo, e io farò loro udire le mie parole, ond'essi imparino a temermi tutto il tempo che vivranno sulla terra, e le insegnino ai loro figliuoli'. Dt. 4:10
- E a me, in quel tempo, l'Eterno ordinò d'insegnarvi leggi e prescrizioni, perché voi le metteste in pratica nel paese dove state per passare per prenderne possesso. Dt. 4:14
- ed anche affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto l'esercito celeste, tu non sia tratto a prostrarti davanti a quelle cose e ad offrir loro un culto. Quelle cose sono il retaggio che l'Eterno, l'Iddio tuo, ha assegnato a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli; Dt. 4:19
- io chiamo oggi in testimonio contro di voi il cielo e la terra, che voi ben presto perirete, scomparendo dal paese di cui andate a prender possesso di là dal Giordano. Voi non vi prolungherete i vostri giorni, ma sarete interamente distrutti. Dt. 4:26
- E quivi servirete a dèi fatti da mano d'uomo, dèi di legno e di pietra, i quali non vedono, non odono, non mangiano, non fiutano. Dt. 4:28
- Interroga pure i tempi antichi, che furon prima di te, dal giorno che Dio creò l'uomo sulla terra, e da un'estremità de' cieli all'altra: Ci fu egli mai cosa così grande come questa, e s'udì egli mai cosa simile a questa? Dt. 4:32
- ci fu egli mai un dio che provasse di venire a prendersi una nazione di mezzo a un'altra nazione mediante prove, segni, miracoli e battaglie, con mano potente e con braccio steso e con grandi terrori, come fece per voi l'Eterno, l'Iddio vostro, in Egitto, sotto i vostri occhi? Dt. 4:34
- per cacciare d'innanzi a te nazioni più grandi e più potenti di te, per farti entrare nel loro paese e per dartene il possesso, come oggi si vede. Dt. 4:38
- di là dal Giordano, nella valle, dirimpetto a Beth-Peor, nel paese di Sihon, re degli Amorei che dimorava a Heshbon, e che Mosè e i figliuoli d'Israele sconfissero quando furono usciti dall'Egitto. Dt. 4:46
- Mosè convocò tutto Israele, e disse loro: Ascolta, Israele, le leggi e le prescrizioni che oggi io proclamo dinanzi a voi; imparatele, e mettetele diligentemente in pratica. Dt. 5:1
- L'Eterno vi parlò faccia a faccia sul monte, di mezzo al fuoco. Dt. 5:4
- Non ti prostrare davanti a quelle cose e non servir loro, perché io, l'Eterno, il tuo Dio, sono un Dio geloso che punisco l'iniquità dei padri sopra i figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che m'odiano, Dt. 5:9
- ed uso benignità fino a mille generazioni verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. Dt. 5:10
- Queste parole pronunziò l'Eterno parlando a tutta la vostra raunanza, sul monte, di mezzo al fuoco, alla nuvola, all'oscurità, con voce forte, e non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra, e me le diede. Dt. 5:22
- Or come udiste la voce che usciva dalle tenebre mentre il monte era tutto in fiamme, i vostri capi tribù e i vostri anziani s'accostarono tutti a me, e diceste: Dt. 5:23
- Or dunque, perché morremmo noi? giacché questo gran fuoco ci consumerà; se continuiamo a udire ancora la voce dell'Eterno, dell'Iddio nostro, noi morremo. Dt. 5:25
- Abbiate dunque cura di far ciò che l'Eterno, l'Iddio vostro, vi ha comandato; non ve ne sviate né a destra né a sinistra; Dt. 5:32
- perché l'Iddio tuo, l'Eterno, che sta in mezzo a te, è un Dio geloso; l'ira dell'Eterno, dell'Iddio tuo, s'accenderebbe contro a te e ti sterminerebbe di sulla terra. Dt. 6:15
- Non tenterete l'Eterno, il vostro Dio, come lo tentaste a Massa. Dt. 6:16
- dopo ch'egli avrà cacciati tutti i tuoi nemici d'innanzi a te, come l'Eterno ha promesso. Dt. 6:19
- Quando l'Iddio tuo, l'Eterno, ti avrà introdotto nel paese dove vai per prenderne possesso, e ne avrà cacciate d'innanzi a te molte nazioni: gli Hittei, i Ghirgasei, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei, sette nazioni più grandi e più potenti di te, Dt. 7:1
- perché stornerebbero i tuoi figliuoli dal seguir me per farli servire a dèi stranieri, e l'ira dell'Eterno s'accenderebbe contro a voi, ed egli ben presto vi distruggerebbe. Dt. 7:4
- Riconosci dunque che l'Eterno, l'Iddio tuo, è Dio: l'Iddio fedele, che mantiene il suo patto e la sua benignità fino alla millesima generazione a quelli che l'amano e osservano i suoi comandamenti, Dt. 7:9
- ma rende immediatamente a quelli che l'odiano ciò che si meritano, distruggendoli; non differisce, ma rende immediatamente a chi l'odia ciò che si merita. Dt. 7:10
- E avverrà che, per aver voi dato ascolto a queste prescrizioni e per averle osservate e messe in pratica, il vostro Dio, l'Eterno, vi manterrà il patto e la benignità che promise con giuramento ai vostri padri. Dt. 7:12
- Tu sarai benedetto più di tutti i popoli, e non ci sarà in mezzo a te né uomo né donna sterile, né animale sterile fra il tuo bestiame. Dt. 7:14
- L'Eterno allontanerà da te ogni malattia, e non manderà su te alcun di quei morbi funesti d'Egitto che ben conoscesti, ma li farà venire addosso a quelli che t'odiano. Dt. 7:15
- Non le temere; ricordati di quello che l'Eterno, il tuo Dio, fece a Faraone e a tutti gli Egiziani; Dt. 7:18
- ricordati delle grandi prove che vedesti con gli occhi tuoi, de' miracoli e de' prodigi, della mano potente e del braccio steso coi quali l'Eterno, l'Iddio tuo, ti trasse dall'Egitto; così farà l'Eterno, l'Iddio tuo, a tutti i popoli, dei quali hai timore. Dt. 7:19
- L'Eterno, il tuo Dio, manderà pure contro a loro i calabroni, finché quelli che saranno rimasti e quelli che si saranno nascosti per paura di te, siano periti. Dt. 7:20
- Non ti sgomentare per via di loro, poiché l'Iddio tuo, l'Eterno, è in mezzo a te, Dio grande e terribile. Dt. 7:21
- E l'Eterno, l'Iddio tuo, caccerà a poco a poco queste nazioni d'innanzi a te; tu non le potrai distruggere a un tratto, perché altrimenti le fiere della campagna moltiplicherebbero a tuo danno; Dt. 7:22
- Ti darà nelle mani i loro re, e tu farai scomparire i loro nomi di sotto ai cieli; nessuno potrà starti a fronte, finché tu le abbia distrutte. Dt. 7:24
- paese dove mangerai del pane a volontà, dove non ti mancherà nulla; paese dove le pietre son ferro, e dai cui monti scaverai il rame. Dt. 8:9
- Mangerai dunque e ti sazierai, e benedirai l'Eterno, il tuo Dio, a motivo del buon paese che t'avrà dato. Dt. 8:10
- onde non avvenga, dopo che avrai mangiato a sazietà ed avrai edificato e abitato delle belle case, Dt. 8:12
- Ma se avvenga che tu dimentichi il tuo Dio, l'Eterno, e vada dietro ad altri dèi e li serva e ti prostri davanti a loro, io vi dichiaro quest'oggi solennemente che certo perirete. Dt. 8:19
- Perirete come le nazioni che l'Eterno fa perire davanti a voi, perché non avrete dato ascolto alla voce dell'Eterno, dell'Iddio vostro. Dt. 8:20
- Ascolta, Israele! Oggi tu stai per passare il Giordano per andare a impadronirti di nazioni più grandi e più potenti di te, di città grandi e fortificate fino al cielo, Dt. 9:1
- di un popolo grande e alto di statura, de' figliuoli degli Anakim che tu conosci, e dei quali hai sentito dire: `Chi mai può stare a fronte de' figliuoli di Anak?' Dt. 9:2
- Sappi dunque oggi che l'Eterno, il tuo Dio, è quegli che marcerà alla tua testa, come un fuoco divorante; ei li distruggerà e li abbatterà davanti a te; tu li scaccerai e li farai perire in un attimo, come l'Eterno ti ha detto. Dt. 9:3
- Quando l'Eterno, il tuo Dio, li avrà cacciati via d'innanzi a te, non dire nel tuo cuore: `A cagione della mia giustizia l'Eterno mi ha fatto entrare in possesso di questo paese'; poiché l'Eterno caccia d'innanzi a te queste nazioni, per la loro malvagità. Dt. 9:4
- No, tu non entri in possesso del loro paese a motivo della tua giustizia, né a motivo della rettitudine del tuo cuore; ma l'Eterno, il tuo Dio, sta per cacciare quelle nazioni d'innanzi a te per la loro malvagità e per mantenere la parola giurata ai tuoi padri, ad Abrahamo, a Isacco e a Giacobbe. Dt. 9:5
- Sappi dunque che, non a motivo della tua giustizia l'Eterno, il tuo Dio, ti dà il possesso di questo buon paese; poiché tu sei un popolo di collo duro. Dt. 9:6
- Quand'io fui salito sul monte a prendere le tavole di pietra, le tavole del patto che l'Eterno avea fermato con voi, io rimasi sul monte quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiar pane né bere acqua; Dt. 9:9
- Poi mi prostrai davanti all'Eterno, come avevo fatto la prima volta, per quaranta giorni e per quaranta notti; non mangiai pane né bevvi acqua, a cagione del gran peccato che avevate commesso, facendo ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, per irritarlo. Dt. 9:18
- Poiché io avevo paura, a veder l'ira e il furore da cui l'Eterno era invaso contro di voi, al punto di volervi distruggere. Ma l'Eterno m'esaudì anche quella volta. Dt. 9:19
- Poi presi il corpo del vostro delitto, il vitello che avevate fatto, lo detti alle fiamme, lo feci a pezzi, frantumandolo finché fosse ridotto in polvere, e buttai quella polvere nel torrente che scende dal monte. Dt. 9:21
- Anche a Tabeera, a Massa e a Kibroth-Hattaava voi irritaste l'Eterno. Dt. 9:22
- Temi l'Eterno, il tuo Dio, a lui servi, tienti stretto a lui, e giura nel suo nome. Dt. 10:20
- e quel che fece a Dathan e ad Abiram, figliuoli di Eliab, figliuolo di Ruben; come la terra spalancò la sua bocca e li inghiottì con le loro famiglie, le loro tende e tutti quelli ch'erano al loro seguito, in mezzo a tutto Israele. Dt. 11:6
- ma il paese di cui andate a prendere possesso è paese di monti e di valli, che beve l'acqua della pioggia che vien dal cielo: Dt. 11:11
- avverrà ch'io darò al vostro paese la pioggia a suo tempo: la pioggia d'autunno e di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo grano, il tuo vino e il tuo olio; Dt. 11:14
- Vegliate su voi stessi onde il vostro cuore non sia sedotto e voi lasciate la retta via e serviate a dèi stranieri e vi prostriate dinanzi a loro, Dt. 11:16
- Poiché, se osservate diligentemente tutti questi comandamenti che vi do, e li mettete in pratica, amando l'Eterno, il vostro Dio, camminando in tutte le sue vie e tenendovi stretti a lui, Dt. 11:22
- l'Eterno caccerà d'innanzi a voi tutte quelle nazioni, e voi v'impadronirete di nazioni più grandi e più potenti di voi. Dt. 11:23
- Nessuno vi potrà stare a fronte; l'Eterno, il vostro Dio, come vi ha detto, spanderà la paura e il terrore di voi per tutto il paese dove camminerete. Dt. 11:25
- Guardate, io pongo oggi dinanzi a voi la benedizione e la maledizione: Dt. 11:26
- la maledizione, se non ubbidite ai comandamenti dell'Eterno, dell'Iddio vostro, e se vi allontanate dalla via che oggi vi prescrivo, per andar dietro a dèi stranieri che voi non avete mai conosciuti. Dt. 11:28
- Questi monti non sono essi di là dal Giordano, dietro la via di ponente, nel paese dei Cananei che abitano nella pianura dirimpetto a Ghilgal presso la querce di Moreh? Dt. 11:30
- Poiché voi state per passare il Giordano per andare a prender possesso del paese, che l'Eterno, l'Iddio vostro, vi dà; voi lo possederete e vi abiterete. Dt. 11:31
- Abbiate dunque cura di mettere in pratica tutte le leggi e le prescrizioni, che oggi io pongo dinanzi a voi. Dt. 11:32
- e quivi mangerete davanti all'Eterno, ch'è il vostro Dio, e vi rallegrerete, voi e le vostre famiglie, godendo di tutto ciò a cui avrete messo mano, e in cui l'Eterno, il vostro Dio, vi avrà benedetti. Dt. 12:7
- Però, potrai a tuo piacimento scannare animali e mangiarne la carne in tutte le tue città, secondo la benedizione che l'Eterno t'avrà largita; tanto colui che sarà impuro come colui che sarà puro ne potranno mangiare, come si fa della carne di gazzella e di cervo; Dt. 12:15
- tali cose mangerai dinanzi all'Eterno, ch'è il tuo Dio, nel luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto, tu, il tuo figliuolo, la tua figliuola, il tuo servo, la tua serva, e il Levita che sarà entro le tue porte; e ti rallegrerai dinanzi all'Eterno, ch'è il tuo Dio, d'ogni cosa a cui avrai messo mano. Dt. 12:18
- Quando l'Eterno, il tuo Dio, avrà ampliato i tuoi confini, come t'ha promesso, e tu, desiderando di mangiar della carne dirai: `Vorrei mangiar della carne', potrai mangiar della carne a tuo piacimento. Dt. 12:20
- Se il luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto per porvi il suo nome sarà lontano da te, potrai ammazzare del grosso e del minuto bestiame che l'Eterno t'avrà dato, come t'ho prescritto; e potrai mangiarne entro le tue porte a tuo piacimento. Dt. 12:21
- Quando l'Eterno, l'Iddio tuo, avrà sterminate davanti a te le nazioni là dove tu stai per entrare a spodestarle, e quando le avrai spodestate e ti sarai stanziato nel loro paese, Dt. 12:29
- guardati bene dal cadere nel laccio, seguendo il loro esempio, dopo che saranno state distrutte davanti a te, e dall'informarti de' loro dèi, dicendo: `Queste nazioni come servivano esse ai loro dèi? Anch'io vo' fare lo stesso'. Dt. 12:30
- Quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti mostri un segno o un prodigio, Dt. 13:1
- e il segno o il prodigio di cui t'avrà parlato succeda, ed egli ti dica: `Andiamo dietro a dèi stranieri (che tu non hai mai conosciuto) e ad essi serviamo', Dt. 13:2
- Seguirete l'Eterno, l'Iddio vostro, temerete lui, osserverete i suoi comandamenti, ubbidirete alla sua voce, a lui servirete e vi terrete stretti. Dt. 13:4
- E quel profeta o quel sognatore sarà messo a morte, perché avrà predicato l'apostasia dall'Eterno, dal vostro Dio, che vi ha tratti dal paese d'Egitto e vi ha redenti dalla casa di schiavitù, per spingerti fuori della via per la quale l'Eterno, il tuo Dio, t'ha ordinato di camminare. Così toglierai il male di mezzo a te. Dt. 13:5
- dèi de' popoli che vi circondano, vicini a te o da te lontani, da una estremità all'altra della terra, Dt. 13:7
- anzi uccidilo senz'altro; la tua mano sia la prima a levarsi su lui, per metterlo a morte; poi venga la mano di tutto il popolo; Dt. 13:9
- `Degli uomini perversi sono usciti di mezzo a te e hanno sedotto gli abitanti della loro città dicendo: Andiamo, serviamo ad altri dèi (che voi non avete mai conosciuti)', Dt. 13:13
- tu farai delle ricerche, investigherai, interrogherai con cura; e, se troverai che sia vero, che il fatto sussiste e che una tale abominazione è stata realmente commessa in mezzo a te, Dt. 13:14
- allora metterai senz'altro a fil di spada gli abitanti di quella città, la voterai allo sterminio, con tutto quel che contiene, e passerai a fil di spada anche il suo bestiame. Dt. 13:15
- Non mangerete d'alcuna bestia morta da sé; la darai allo straniero che sarà entro le tue porte perché la mangi, o la venderai a qualche estraneo; poiché tu sei un popolo consacrato all'Eterno, ch'è il tuo Dio. Non farai cuocere il capretto nel latte di sua madre. Dt. 14:21
- Mangerai, nel cospetto dell'Eterno, del tuo Dio, nel luogo ch'egli avrà scelto per dimora del suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio, e i primi parti de' tuoi armenti e de' tuoi greggi, affinché tu impari a temer sempre l'Eterno, l'Iddio tuo. Dt. 14:23
- e impiegherai quel danaro a comprarti tutto quello che il cuor tuo desidererà: buoi, pecore, vino, bevande alcooliche, o qualunque cosa possa più piacerti; e quivi mangerai nel cospetto dell'Eterno, del tuo Dio, e ti rallegrerai: tu con la tua famiglia. Dt. 14:26
- e il Levita, che non ha parte né eredità con te, e lo straniero e l'orfano e la vedova che saranno entro le tue porte verranno, mangeranno e si sazieranno, affinché l'Eterno, il tuo Dio, ti benedica in ogni opera a cui porrai mano. Dt. 14:29
- Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto a ciò che il tuo fratello avrà del tuo, sospenderai il tuo diritto. Dt. 15:3
- Il tuo Dio, l'Eterno, ti benedirà come t'ha promesso, e tu farai dei prestiti a molte nazioni, e non prenderai nulla in prestito; dominerai su molte nazioni, ed esse non domineranno su te. Dt. 15:6
- Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno de' tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l'Eterno, l'Iddio tuo, ti dà, non indurerai il cuor tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; Dt. 15:7
- Dagli liberalmente; e quando gli darai, non te ne dolga il cuore; perché, a motivo di questo, l'Eterno, l'Iddio tuo, ti benedirà in ogni opera tua e in ogni cosa a cui porrai mano. Dt. 15:10
- Se un tuo fratello ebreo o una sorella ebrea si vende a te, ti servirà sei anni; ma il settimo, lo manderai via da te libero. Dt. 15:12
- E quando lo manderai via da te libero, non lo rimanderai a vuoto; Dt. 15:13
- Conterai sette settimane; da quando si metterà la falce nella messe comincerai a contare sette settimane; Dt. 16:9
- E ti rallegrerai in presenza dell'Eterno, del tuo Dio, tu, il tuo figliuolo e la tua figliuola, il tuo servo e la tua serva, il Levita che sarà entro le tue porte, e lo straniero, l'orfano e la vedova che saranno in mezzo a te, nel luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto per dimora del suo nome. Dt. 16:11
- Tre volte all'anno ogni tuo maschio si presenterà davanti all'Eterno, al tuo Dio, nel luogo che questi avrà scelto: nella festa de' pani azzimi, nella festa delle settimane e nella festa delle Capanne; e nessuno si presenterà davanti all'Eterno a mani vuote. Dt. 16:16
- e che vada e serva ad altri dèi e si prostri dinanzi a loro, dinanzi al sole o alla luna o a tutto l'esercito celeste, cosa che io non ho comandata, Dt. 17:3
- Colui che dovrà morire sarà messo a morte sulla deposizione di due o di tre testimoni; non sarà messo a morte sulla deposizione di un solo testimonio. Dt. 17:6
- La mano dei testimoni sarà la prima a levarsi contro di lui per farlo morire; poi, la mano di tutto il popolo; così torrai il male di mezzo a te. Dt. 17:7
- andrai dai sacerdoti levitici e dal giudice in carica a quel tempo; li consulterai, ed essi ti faranno conoscere ciò che dice il diritto; Dt. 17:9
- e tu ti conformerai a quello ch'essi ti dichiareranno nel luogo che l'Eterno avrà scelto, e avrai cura di fare tutto quello che t'avranno insegnato. Dt. 17:10
- Ti conformerai alla legge ch'essi t'avranno insegnata e al diritto come te l'avranno dichiarato; non devierai da quello che t'avranno insegnato, né a destra né a sinistra. Dt. 17:11
- E terrà il libro presso di sé, e vi leggerà dentro tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere l'Eterno, il suo Dio, a mettere diligentemente in pratica tutte le parole di questa legge e tutte queste prescrizioni, Dt. 17:19
- affinché il cuor suo non si elevi al disopra de' suoi fratelli, ed egli non devii da questi comandamenti né a destra né a sinistra, e prolunghi così i suoi giorni nel suo regno, egli coi suoi figliuoli, in mezzo ad Israele. Dt. 17:20
- poiché l'Eterno, il tuo Dio, l'ha scelto fra tutte le tue tribù, perché si presentino a fare il servizio nel nome dell'Eterno, egli e i suoi figliuoli, in perpetuo. Dt. 18:5
- egli riceverà, per il suo mantenimento, una parte uguale a quella degli altri, oltre quello che gli può venire dalla vendita del suo patrimonio. Dt. 18:8
- Quando sarai entrato nel paese che l'Eterno, l'Iddio tuo, ti dà, non imparerai a imitare le abominazioni delle nazioni che son quivi. Dt. 18:9
- Non si trovi in mezzo a te chi faccia passare il suo figliuolo o la sua figliuola per il fuoco, né chi eserciti la divinazione, né pronosticatore, né augure, né mago, Dt. 18:10
- perché chiunque fa queste cose è in abominio all'Eterno; e, a motivo di queste abominazioni, l'Eterno, il tuo Dio, sta per cacciare quelle nazioni d'innanzi a te. Dt. 18:12
- poiché quelle nazioni, del cui paese tu vai ad impossessarti, danno ascolto ai pronosticatori e agl'indovini; ma, quanto a te, l'Eterno, il tuo Dio, ha disposto altrimenti. Dt. 18:14
- L'Eterno, il tuo Dio, ti susciterà un profeta come me, in mezzo a te, d'infra i tuoi fratelli; a quello darete ascolto! Dt. 18:15
- Quando l'Eterno, il tuo Dio, avrà sterminato le nazioni delle quali l'Eterno, il tuo Dio, ti dà il paese, e tu succederai a loro e abiterai nelle loro città e nelle loro case, Dt. 19:1
- - come se uno, ad esempio, va al bosco col suo compagno a tagliar delle legna e, mentre la mano avventa la scure per abbatter l'albero, il ferro gli sfugge dal manico e colpisce il compagno sì ch'egli ne muoia, - quel tale si rifugerà in una di queste città ed avrà salva la vita; Dt. 19:5
- altrimenti, il vindice del sangue, mentre l'ira gli arde in cuore, potrebbe inseguire l'omicida e, quando sia lungo il cammino da fare, raggiungerlo e colpirlo a morte, mentre non era degno di morte, in quanto che non aveva prima odiato il compagno. Dt. 19:6
- qualora tu abbia cura d'osservare tutti questi comandamenti che oggi ti do, amando l'Eterno, il tuo Dio, e camminando sempre nelle sue vie, aggiungerai tre altre città a quelle prime tre, Dt. 19:9
- gli anziani della sua città lo manderanno a trarre di là, e lo daranno nelle mani del vindice del sangue affinché sia messo a morte. Dt. 19:12
- farete a lui quello ch'egli avea intenzione di fare al suo fratello. Così torrai via il male di mezzo a te. Dt. 19:19
- Gli altri l'udranno e temeranno, e d'allora in poi non si commetterà più in mezzo a te una simile malvagità. Dt. 19:20
- e gli dirà: `Ascolta, Israele! Voi state oggi per impegnar battaglia coi vostri nemici; il vostro cuore non venga meno; non temete, non vi smarrite e non vi spaventate dinanzi a loro, Dt. 20:3
- Poi gli ufficiali parleranno al popolo, dicendo: `C'è qualcuno che abbia edificata una casa nuova e non l'abbia ancora inaugurata? Vada, torni a casa sua, onde non abbia a morire in battaglia, e un altro inauguri la casa. Dt. 20:5
- C'è qualcuno che abbia piantato una vigna e non ne abbia ancora goduto il frutto? Vada, torni a casa sua, onde non abbia a morire in battaglia, e un altro ne goda il frutto. Dt. 20:6
- C'è qualcuno che si sia fidanzato con una donna e non l'abbia ancora presa? Vada, torni a casa sua, onde non abbia a morire in battaglia, e un altro se la prenda'. Dt. 20:7
- E gli ufficiali parleranno ancora al popolo, dicendo: `C'è qualcuno che abbia paura e senta venirgli meno il cuore? Vada, torni a casa sua, onde il cuore de' suoi fratelli non abbia ad avvilirsi come il suo'. Dt. 20:8
- Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, le offrirai prima la pace. Dt. 20:10
- e quando l'Eterno, il tuo Dio, te l'avrà data nelle mani, ne metterai a fil di spada tutti i maschi; Dt. 20:13
- ma voterai a completo sterminio gli Hittei, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei, come l'Eterno, il tuo Dio, ti ha comandato di fare; Dt. 20:17
- affinché essi non v'insegnino a imitare tutte le abominazioni che fanno per i loro dèi, e voi non pecchiate contro l'Eterno, ch'è il vostro Dio. Dt. 20:18
- Quando cingerai d'assedio una città per lungo tempo, attaccandola per prenderla, non ne distruggerai gli alberi a colpi di scure; ne mangerai il frutto, ma non li abbatterai; poiché l'albero della campagna è forse un uomo che tu l'abbia ad includere nell'assedio? Dt. 20:19
- Allora tutti gli anziani di quella città che sono i più vicini all'ucciso, si laveranno le mani sulla giovenca a cui si sarà troncato il collo nel torrente; Dt. 21:6
- Così tu torrai via di mezzo a te il sangue innocente, perché avrai fatto ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno. Dt. 21:9
- ma riconoscerà come primogenito il figliuolo dell'odiata, dandogli una parte doppia di tutto quello che possiede; poich'egli è la primizia del suo vigore, e a lui appartiene il diritto di primogenitura. Dt. 21:17
- e tutti gli uomini della sua città lo lapideranno, sì che muoia; così toglierai via di mezzo a te il male, e tutto Israele lo saprà e temerà. Dt. 21:21
- E quand'uno avrà commesso un delitto degno di morte, e tu l'avrai fatto morire e appiccato a un albero, Dt. 21:22
- E se il tuo fratello non abita vicino a te e non lo conosci, raccoglierai l'animale in casa tua, e rimarrà da te finché il tuo fratello non ne faccia ricerca; e allora glielo renderai. Dt. 22:2
- Se vedi l'asino del tuo fratello o il suo bue caduto nella strada, tu non farai vista di non averli scorti, ma dovrai aiutare il tuo fratello a rizzarlo. Dt. 22:4
- Quando edificherai una casa nuova, farai un parapetto intorno al tuo tetto, per non metter sangue sulla tua casa, nel caso che qualcuno avesse a cascare di lassù. Dt. 22:8
- l'accusa di cose turpi e la diffama, dicendo: `Ho preso questa donna, e quando mi sono accostato a lei non l'ho trovata vergine', Dt. 22:14
- e il padre della giovane dirà agli anziani: `Io ho dato la mia figliuola per moglie a quest'uomo; egli l'ha presa in odio, Dt. 22:16
- e siccome ha diffamato una vergine d'Israele, lo condanneranno a un'ammenda di cento sicli d'argento, che daranno al padre della giovane. Ella rimarrà sua moglie ed egli non potrà mandarla via per tutto il tempo della sua vita. Dt. 22:19
- allora si farà uscire quella giovane all'ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà, sì ch'ella muoia, perché ha commesso un atto infame in Israele, prostituendosi in casa di suo padre. Così torrai via il male di mezzo a te. Dt. 22:21
- Quando si troverà un uomo a giacere con una donna maritata, ambedue morranno: l'uomo che s'è giaciuto con la donna, e la donna. Così torrai via il male di mezzo ad Israele. Dt. 22:22
- condurrete ambedue alla porta di quella città, e li lapiderete sì che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città, non ha gridato; e l'uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così torrai via il male di mezzo a te. Dt. 22:24
- L'eunuco a cui sono state infrante o mutilate le parti, non entrerà nella raunanza dell'Eterno. Dt. 23:1
- non v'entreranno mai, perché non vi vennero incontro col pane e con l'acqua nel vostro viaggio, quand'usciste dall'Egitto, e perché salariarono a tuo danno Balaam, figliuolo di Beor, da Pethor in Mesopotamia, per maledirti. Dt. 23:4
- Se v'è qualcuno in mezzo a te che sia impuro a motivo d'un accidente notturno, uscirà dal campo, e non vi rientrerà; Dt. 23:10
- Poiché l'Eterno, il tuo Dio, cammina in mezzo al tuo campo per liberarti e per darti nelle mani i tuoi nemici; perciò il tuo campo dovrà esser santo; affinché l'Eterno non abbia a vedere in mezzo a te alcuna bruttura e a ritrarsi da te. Dt. 23:14
- Non farai al tuo fratello prestiti a interesse, né di danaro, né di viveri, né di qualsivoglia cosa che si presta a interesse. Dt. 23:19
- Allo straniero potrai prestare a interesse, ma non al tuo fratello; affinché l'Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutto ciò a cui porrai mano, nel paese dove stai per entrare per prenderne possesso. Dt. 23:20
- Quando entrerai nella vigna del tuo prossimo, potrai a tuo piacere mangiar dell'uva a sazietà, ma non ne metterai nel tuo paniere. Dt. 23:24
- e quest'altro marito la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in mano e la manda via di casa sua, o se quest'altro marito che l'avea presa per moglie viene a morire, Dt. 24:3
- Quando un uomo si sarà sposato di fresco, non andrà alla guerra, e non gli sarà imposto alcun incarico; sarà libero per un anno di starsene a casa, e farà lieta la moglie che ha sposata. Dt. 24:5
- Quando si troverà un uomo che abbia rubato qualcuno dei suoi fratelli di tra i figliuoli d'Israele, ne abbia fatto un suo schiavo e l'abbia venduto, quel ladro sarà messo a morte; così torrai via il male di mezzo a te. Dt. 24:7
- Ricordati di quello che l'Eterno, il tuo Dio, fece a Maria, durante il viaggio, dopo che foste usciti dall'Egitto. Dt. 24:9
- te ne starai di fuori, e l'uomo a cui avrai fatto il prestito, ti porterà il pegno fuori. Dt. 24:11
- Non si metteranno a morte i padri per i figliuoli, né si metteranno a morte i figliuoli per i padri; ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato. Dt. 24:16
- Allorché, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche manipolo, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per lo straniero, per l'orfano e per la vedova, affinché l'Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutta l'opera delle tue mani. Dt. 24:19
- Quando scoterai i tuoi ulivi, non starai a cercar le ulive rimaste sui rami; saranno per lo straniero, per l'orfano e per la vedova. Dt. 24:20
- Quando vendemmierai la tua vigna, non starai a coglierne i raspolli; saranno per lo straniero, per l'orfano e per la vedova. Dt. 24:21
- E se a quell'uomo non piaccia di prender la sua cognata, la cognata salirà alla porta dagli anziani, e dirà: `Il mio cognato rifiuta di far rivivere in Israele il nome del suo fratello; ei non vuol compiere verso di me il suo dovere di cognato'. Dt. 25:7
- Quando alcuni verranno a contesa fra loro, e la moglie dell'uno s'accosterà per liberare suo marito dalle mani di colui che lo percuote, e stendendo la mano afferrerà quest'ultimo per le sue vergogne, tu le mozzerai la mano; Dt. 25:11
- e ti rallegrerai, tu col Levita e con lo straniero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che l'Eterno, il tuo Dio, avrà dato a te e alla tua casa. Dt. 26:11
- Volgi a noi lo sguardo dalla dimora della tua santità, dal cielo, e benedici il tuo popolo d'Israele e la terra che ci hai dato, come giurasti ai nostri padri, terra ove scorre il latte e il miele'. Dt. 26:15
- E Mosè e i sacerdoti levitici parlarono a tutto Israele, dicendo: `Fa' silenzio e ascolta, o Israele! Oggi sei divenuto il popolo dell'Eterno, del tuo Dio. Dt. 27:9
- I Leviti parleranno e diranno ad alta voce a tutti gli uomini d'Israele: Dt. 27:14
- Maledetto chi accetta un donativo per condannare a morte un innocente! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:25
- L'Eterno farà sì che i tuoi nemici, quando si leveranno contro di te, siano sconfitti dinanzi a te; usciranno contro a te per una via, e per sette vie fuggiranno d'innanzi a te. Dt. 28:7
- L'Eterno ordinerà alla benedizione d'esser teco ne' tuoi granai e in tutto ciò a cui metterai mano; e ti benedirà nel paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà. Dt. 28:8
- L'Eterno aprirà per te il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo, e per benedire tutta l'opera delle tue mani, e tu presterai a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito. Dt. 28:12
- e se non devierai né a destra né a sinistra da alcuna delle cose che oggi vi comando, per andar dietro ad altri dèi e per servirli. Dt. 28:14
- L'Eterno manderà contro di te la maledizione, lo spavento e la minaccia in ogni cosa a cui metterai mano e che farai, finché tu sia distrutto e tu perisca rapidamente, a motivo della malvagità delle tue azioni per la quale m'avrai abbandonato. Dt. 28:20
- L'Eterno farà sì che la peste s'attaccherà a te, finch'essa t'abbia consumato nel paese nel quale stai per entrare per prenderne possesso. Dt. 28:21
- L'Eterno farà sì che sarai messo in rotta dinanzi ai tuoi nemici; uscirai contro a loro per una via e per sette vie fuggirai d'innanzi a loro, e nessuno dei regni della terra ti darà requie. Dt. 28:25
- L'Eterno farà andare te e il tuo re che avrai costituito sopra di te, verso una nazione che né tu né i padri tuoi avrete conosciuta; e quivi servirai a dèi stranieri, al legno e alla pietra; Dt. 28:36
- Lo straniero che sarà in mezzo a te salirà sempre più in alto al disopra di te, e tu scenderai sempre più in basso. Dt. 28:43
- Egli presterà a te, e tu non presterai a lui; egli sarà alla testa, e tu in coda. Dt. 28:44
- La donna più delicata e più molle tra voi, che per mollezza e delicatezza non si sarebbe attentata a posare la pianta del piede in terra, guarderà di mal occhio il marito che le riposa sul seno, il suo figliuolo e la sua figliuola, Dt. 28:56
- e farà tornare su te tutte le malattie d'Egitto, dinanzi alle quali tu tremavi, e s'attaccheranno a te. Dt. 28:60
- E avverrà che come l'Eterno prendeva piacere a farvi del bene e moltiplicarvi, così l'Eterno prenderà piacere a farvi perire e a distruggervi; e sarete strappati dal paese del quale vai a prender possesso. Dt. 28:63
- La mattina dirai: `Fosse pur sera!' e la sera dirai: `Fosse pur mattina!' a motivo dello spavento ond'avrai pieno il cuore, e a motivo delle cose che vedrai cogli occhi tuoi. Dt. 28:67
- Queste sono le parole del patto che l'Eterno comandò a Mosè di stabilire coi figliuoli d'Israele nel paese di Moab, oltre il patto che avea stabilito con essi a Horeb. Dt. 29:1
- Mosè convocò dunque tutto Israele, e disse loro: Voi avete veduto tutto quello che l'Eterno ha fatto sotto gli occhi vostri, nel paese d'Egitto, a Faraone, a tutti i suoi servitori e a tutto il suo paese; Dt. 29:2
- ma, fino a questo giorno, l'Eterno non v'ha dato un cuore per comprendere, né occhi per vedere, né orecchi per udire. Dt. 29:4
- E quando siete arrivati a questo luogo, e Sihon re di Heshbon, e Og re di Basan sono usciti contro noi per combattere, noi li abbiamo sconfitti, Dt. 29:7
- i vostri bambini, le vostre mogli, lo straniero ch'è in mezzo al tuo campo, da colui che ti spacca le legna a colui che ti attinge l'acqua, Dt. 29:11
- per stabilirti oggi come suo popolo, e per esser tuo Dio, come ti disse e come giurò ai tuoi padri, ad Abrahamo, ad Isacco e a Giacobbe. Dt. 29:13
- Non siavi tra voi uomo o donna o famiglia o tribù che volga oggi il cuore lungi dall'Eterno, ch'è il nostro Dio, per andare a servire agli dèi di quelle nazioni; non siavi tra voi radice alcuna che produca veleno e assenzio; Dt. 29:18
- e non avvenga che alcuno, dopo aver udito le parole di questo giuramento, si lusinghi in cuor suo dicendo: `Avrò pace, anche se camminerò secondo la caparbietà del mio cuore'; in guisa che chi ha bevuto largamente tragga a perdizione chi ha sete. Dt. 29:19
- La generazione a venire, i vostri figliuoli che sorgeranno dopo di voi, e lo straniero che verrà da paese lontano, anzi tutte le nazioni, quando vedranno le piaghe di questo paese e le malattie onde l'Eterno l'avrà afflitto, Dt. 29:22
- perché sono andati a servire ad altri dèi e si son prostrati dinanzi a loro: dèi, ch'essi non aveano conosciuti, e che l'Eterno non aveva assegnati loro. Dt. 29:26
- Or quando tutte queste cose ch'io t'ho poste dinanzi, la benedizione e la maledizione, si saranno effettuate per te, e tu te le ridurrai a memoria fra tutte le nazioni dove l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà sospinto, Dt. 30:1
- Invece, questa parola è molto vicina a te; è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica. Dt. 30:14
- Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; Dt. 30:15
- Ma se il tuo cuore si volge indietro, e se tu non ubbidisci, e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servir loro, Dt. 30:17
- Io prendo oggi a testimoni contro a voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, onde tu viva, tu e la tua progenie, Dt. 30:19
- amando l'Eterno, il tuo Dio, ubbidendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui (poich'egli è la tua vita e colui che prolunga i tuoi giorni), affinché tu possa abitare sul suolo che l'Eterno giurò di dare ai tuoi padri Abrahamo, Isacco e Giacobbe. Dt. 30:20
- Mosè andò e rivolse ancora queste parole a tutto Israele. Dt. 31:1
- L'Eterno, il tuo Dio, sarà quegli che passerà davanti a te, che distruggerà d'innanzi a te quelle nazioni, e tu possederai il loro paese; e Giosuè passerà davanti a te, come l'Eterno ha detto. Dt. 31:3
- E l'Eterno cammina egli stesso davanti a te; egli sarà con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d'animo'. Dt. 31:8
- E Mosè scrisse questa legge e la diede ai sacerdoti figliuoli di Levi che portano l'arca del patto dell'Eterno, e a tutti gli anziani d'Israele. Dt. 31:9
- quando tutto Israele verrà a presentarsi davanti all'Eterno, al tuo Dio, nel luogo ch'egli avrà scelto, leggerai questa legge dinanzi a tutto Israele, in guisa ch'egli l'oda. Dt. 31:11
- Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini, con lo straniero che sarà entro le tue porte, affinché odano, imparino a temere l'Eterno, il vostro Dio, e abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. Dt. 31:12
- E i loro figliuoli, che non ne avranno ancora avuto conoscenza, l'udranno e impareranno a temer l'Eterno, il vostro Dio, tutto il tempo che vivrete nel paese del quale voi andate a prender possesso, passando il Giordano'. Dt. 31:13
- E l'Eterno disse a Mosè: `Ecco, il giorno della tua morte s'avvicina; chiama Giosuè, e presentatevi nella tenda di convegno perch'io gli dia i miei ordini'. Mosè e Giosuè dunque andarono e si presentarono nella tenda di convegno. Dt. 31:14
- E l'Eterno disse a Mosè: `Ecco, tu stai per addormentarti coi tuoi padri; e questo popolo si leverà e si prostituirà, andando dietro agli dèi stranieri del paese nel quale va a stare; e mi abbandonerà, e violerà il mio patto che io ho fermato con lui. Dt. 31:16
- In quel giorno, l'ira mia s'infiammerà contro a lui; e io li abbandonerò, nasconderò loro la mia faccia, e saranno divorati, e molti mali e molte angosce cadranno loro addosso; talché in quel giorno diranno: Questi mali non ci son eglino caduti addosso perché il nostro Dio non è in mezzo a noi? Dt. 31:17
- E io, in quel giorno, nasconderò del tutto la mia faccia a cagione di tutto il male che avranno fatto, rivolgendosi ad altri dèi. Dt. 31:18
- Poi l'Eterno dette i suoi ordini a Giosuè, figliuolo di Nun, e gli disse: `Sii forte e fatti animo, poiché tu sei quello che introdurrai i figliuoli d'Israele nel paese che giurai di dar loro; e io sarò teco'. Dt. 31:23
- Radunate presso di me tutti gli anziani delle vostre tribù e i vostri ufficiali; io farò loro udire queste parole, e prenderò a testimoni contro di loro il cielo e la terra. Dt. 31:28
- Poiché io so che, dopo la mia morte, voi certamente vi corromperete e lascerete la via che v'ho prescritta; e la sventura v'incoglierà nei giorni a venire, perché avrete fatto ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, provocandolo a sdegno con l'opera delle vostre mani'. Dt. 31:29
- Pari all'aquila che desta la sua nidiata si libra a volo sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne, Dt. 32:11
- Egli l'ha fatto passare a cavallo sulle alture della terra, e Israele ha mangiato il prodotto de' campi; gli ha fatto succhiare il miele ch'esce dalla rupe, l'olio ch'esce dalle rocce più dure, Dt. 32:13
- Essi l'han mosso a gelosia con divinità straniere, l'hanno irritato con abominazioni. Dt. 32:16
- Han sacrificato a dèmoni che non son Dio, a dèi che non avean conosciuti, dèi nuovi, apparsi di recente, dinanzi ai quali i vostri padri non avean tremato. Dt. 32:17
- e ha detto: `Io nasconderò loro la mia faccia, e starò a vedere quale ne sarà la fine; poiché sono una razza quanto mai perversa, figliuoli in cui non è fedeltà di sorta. Dt. 32:20
- Essi m'han mosso a gelosia con ciò che non è Dio, m'hanno irritato coi loro idoli vani; e io li moverò a gelosia con gente che non è un popolo, li irriterò con una nazione stolta. Dt. 32:21
- Io accumulerò su loro dei mali, esaurirò contro a loro tutti i miei strali. Dt. 32:23
- Essi saran consunti dalla fame, divorati dalla febbre, da mortifera pestilenza; lancerò contro a loro le zanne delle fiere, col veleno delle bestie che striscian nella polvere. Dt. 32:24
- se non temessi gl'insulti del nemico, e che i loro avversari, prendendo abbaglio, fosser tratti a dire: `È stata la nostra potente mano e non l'Eterno, che ha fatto tutto questo!' Dt. 32:27
- A me la vendetta e la retribuzione, quando il loro piede vacillerà!' Poiché il giorno della loro calamità è vicino, e ciò che per loro è preparato, s'affretta a venire. Dt. 32:35
- gli dèi che mangiavano il grasso de' loro sacrifizi e beveano il vino delle loro libazioni? Si levino essi a soccorrervi, a coprirvi della loro protezione! Dt. 32:38
- Ora vedete che io solo son Dio, e che non v'è altro dio accanto a me. Io fo morire e fo vivere, ferisco e risano, e non v'è chi possa liberare dalla mia mano. Dt. 32:39
- quando aguzzerò la mia folgorante spada e metterò mano a giudicare, farò vendetta de' miei nemici e darò ciò che si meritano a quelli che m'odiano. Dt. 32:41
- E quando Mosè ebbe finito di pronunziare tutte queste parole dinanzi a tutto Israele, disse loro: Dt. 32:45
- `Prendete a cuore tutte le parole con le quali testimonio oggi contro a voi. Le prescriverete ai vostri figliuoli, onde abbian cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. Dt. 32:46
- Poiché questa non è una parola senza valore per voi: anzi, è la vostra vita; e per questa parola prolungherete i vostri giorni nel paese del quale andate a prender possesso, passando il Giordano'. Dt. 32:47
- E, in quello stesso giorno, l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: Dt. 32:48
- `Sali su questo monte di Abarim, sul monte Nebo, ch'è nel paese di Moab, di faccia a Gerico, e mira il paese di Canaan, ch'io do a possedere ai figliuoli d'Israele. Dt. 32:49
- perché commetteste una infedeltà contro di me in mezzo ai figliuoli d'Israele, alle acque di Meriba a Kades, nel deserto di Tsin, e perché non mi santificaste in mezzo ai figliuoli d'Israele. Dt. 32:51
- Tu vedrai il paese davanti a te, ma là, nel paese che io do ai figliuoli d'Israele, non entrerai'. Dt. 32:52
- Viva Ruben! ch'egli non muoia; ma siano gli uomini suoi ridotti a pochi! Dt. 33:6
- Poi disse di Levi: I tuoi Thummim e i tuoi Urim appartengono all'uomo pio che ti sei scelto, che tu provasti a Massa, e col quale contendesti alle acque di Meriba. Dt. 33:8
- Essi insegnano i tuoi statuti a Giacobbe e la tua legge a Israele; metton l'incenso sotto le tue nari, e l'olocausto sopra il tuo altare. Dt. 33:10
- O Eterno, benedici la sua forza, e gradisci l'opera delle sue mani. Trafiggi le reni a quelli che insorgono contro di lui, che gli sono nemici sì che non possan risorgere. Dt. 33:11
- O Ieshurun, nessuno è pari a Dio che, sul carro dei cieli, corre in tuo aiuto, che, nella sua maestà, s'avanza sulle nubi: Dt. 33:26
- l'Iddio che ab antico è il tuo rifugio; e sotto a te stanno le braccia eterne. Egli scaccia d'innanzi a te il nemico, e ti dice: `Distruggi!' Dt. 33:27
- Te felice, o Israele! Chi è pari a te, un popolo salvato dall'Eterno, ch'è lo scudo che ti protegge, e la spada che ti fa trionfare? I tuoi nemici verranno a blandirti, e tu calpesterai le loro alture. Dt. 33:29
- Poi Mosè salì dalle pianure di Moab sul Monte Nebo, in vetta al Pisga, che è difaccia a Gerico. E l'Eterno gli fece vedere tutto il paese: Galaad fino a Dan, Dt. 34:1
- il mezzogiorno, il bacino del Giordano e la valle di Gerico, città delle palme, fino a Tsoar. Dt. 34:3
- L'Eterno gli disse: `Questo è il paese riguardo al quale io feci ad Abrahamo, a Isacco ed a Giacobbe, questo giuramento: - Io lo darò alla tua progenie. - Io te l'ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma tu non v'entrerai'. Dt. 34:4
- E l'Eterno lo seppellì nella valle, nel paese di Moab, dirimpetto a Beth-Peor; e nessuno fino a questo giorno ha mai saputo dove fosse la sua tomba. Dt. 34:6
- E Giosuè, figliuolo di Nun, fu riempito dello spirito di sapienza, perché Mosè gli aveva imposto le mani; e i figliuoli d'Israele gli ubbidirono e fecero quello che l'Eterno avea comandato a Mosè. Dt. 34:9
- Non è mai più sorto in Israele un profeta simile a Mosè, col quale l'Eterno abbia trattato faccia a faccia. Dt. 34:10
- Niuno è stato simile a lui in tutti quei segni e miracoli che Dio lo mandò a fare nel paese d'Egitto contro Faraone, contro tutti i suoi servi e contro tutto il suo paese; Dt. 34:11
- né simile a lui in quegli atti potenti e in tutte quelle gran cose tremende, che Mosè fece dinanzi agli occhi di tutto Israele. Dt. 34:12
- Or avvenne, dopo la morte di Mosè, servo dell'Eterno, che l'Eterno parlò a Giosuè, figliuolo di Nun, ministro di Mosè, e gli disse: Gios. 1:1
- Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, io ve lo do, come ho detto a Mosè, Gios. 1:3
- Nessuno ti potrà stare a fronte tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò teco; io non ti lascerò e non ti abbandonerò. Gios. 1:5
- Solo sii forte e fatti risolutamente animo, avendo cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, t'ha data; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai. Gios. 1:7
- `Passate per mezzo al campo, e date quest'ordine al popolo: Preparatevi dei viveri, perché di qui a tre giorni passerete questo Giordano per andare a conquistare il paese che l'Eterno, il vostro Dio, vi dà perché lo possediate'. Gios. 1:11
- finché l'Eterno abbia concesso requie ai vostri fratelli come a voi, e siano anch'essi in possesso del paese che l'Eterno, il vostro Dio, dà loro. Poi tornerete al paese che vi appartiene, il quale Mosè, servo dell'Eterno, vi ha dato di qua dal Giordano verso il levante, e ne prenderete possesso'. Gios. 1:15
- E quelli risposero a Giosuè, dicendo: `Noi faremo tutto quello che ci hai comandato, e andremo dovunque ci manderai; Gios. 1:16
- ti ubbidiremo interamente, come abbiamo ubbidito a Mosè. Solamente, sia teco l'Eterno, il tuo Dio, com'è stato con Mosè! Gios. 1:17
- Chiunque sarà ribelle ai tuoi ordini e non ubbidirà alle tue parole, qualunque sia la cosa che gli comanderai, sarà messo a morte. Solo sii forte e fatti animo!' Gios. 1:18
- Allora il re di Gerico mandò a dire a Rahab: `Fa' uscire quegli uomini che son venuti da te e sono entrati in casa tua; perché son venuti a esplorare tutto il paese'. Gios. 2:3
- e disse a quegli uomini: `Io so che l'Eterno vi ha dato il paese, che il terrore del vostro nome ci ha invasi, e che tutti gli abitanti del paese hanno perso coraggio davanti a voi. Gios. 2:9
- Poiché noi abbiamo udito come l'Eterno asciugò le acque del mar Rosso d'innanzi a voi quando usciste dall'Egitto, e quel che faceste ai due re degli Amorei, di là dal Giordano, Sihon e Og, che votaste allo sterminio. Gios. 2:10
- e datemi un pegno sicuro che salverete la vita a mio padre, a mia madre, ai miei fratelli, alle mie sorelle e a tutti i loro, e che ci preserverete dalla morte'. Gios. 2:13
- E quegli uomini risposero: `Siamo pronti a dare la nostra vita per voi, se non divulgate questo nostro affare; e quando l'Eterno ci avrà dato il paese, noi ti tratteremo con bontà e lealtà'. Gios. 2:14
- E quei due uomini ritornarono, scesero dal monte, passarono il Giordano, vennero a Giosuè, figliuolo di Nun, e gli raccontarono tutto quello ch'era loro successo. Gios. 2:23
- E dissero a Giosuè: `Certo, l'Eterno ha dato in nostra mano tutto il paese; e già tutti gli abitanti del paese han perso coraggio dinanzi a noi'. Gios. 2:24
- In capo a tre giorni, gli ufficiali percorsero il campo, Gios. 3:2
- E Giosuè disse al popolo: `Santificatevi, poiché domani l'Eterno farà delle maraviglie in mezzo a voi'. Gios. 3:5
- E l'Eterno disse a Giosuè: `Oggi comincerò a renderti grande agli occhi di tutto Israele, affinché riconoscano che, come fui con Mosè, così sarò con te. Gios. 3:7
- Poi Giosuè disse: `Da questo riconoscerete che l'Iddio vivente è in mezzo a voi, e ch'egli caccerà certamente d'innanzi a voi i Cananei, gli Hittei, gli Hivvei, i Ferezei, i Ghirgasei, gli Amorei e i Gebusei: Gios. 3:10
- ecco, l'arca del patto del Signore di tutta la terra sta per passare davanti a voi per entrar nel Giordano. Gios. 3:11
- E avvenne che quando il popolo fu uscito dalle sue tende per passare il Giordano, avendo dinanzi a lui i sacerdoti che portavano l'arca del patto, Gios. 3:14
- le acque che scendevano d'insù si fermarono e si elevarono in un mucchio, a una grandissima distanza, fin presso la città di Adam che è allato di Tsartan; e quelle che scendevano verso il mare della pianura, il mar Salato, furono interamente separate da esse; e il popolo passò dirimpetto a Gerico. Gios. 3:16
- E i sacerdoti che portavano l'arca del patto dell'Eterno stettero a piè fermo sull'asciutto, in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele passava per l'asciutto, finché tutta la nazione ebbe finito di passare il Giordano. Gios. 3:17
- Or quando tutta la nazione ebbe finito di passare il Giordano (l'Eterno avea parlato a Giosuè dicendo: Gios. 4:1
- e date loro quest'ordine: Pigliate di qui, di mezzo al Giordano, dal luogo dove i sacerdoti sono stati a piè fermo, dodici pietre, portatele con voi di là dal fiume, e collocatele nel luogo dove accamperete stanotte), Gios. 4:3
- affinché questo sia un segno in mezzo a voi. Quando, in avvenire, i vostri figliuoli vi domanderanno: Che significan per voi queste pietre? Gios. 4:6
- I figliuoli d'Israele fecero dunque come Giosuè aveva ordinato; presero dodici pietre di mezzo al Giordano, come l'Eterno avea detto a Giosuè, secondo il numero delle tribù de' figliuoli d'Israele; le portarono con loro di là dal fiume nel luogo ove doveano passar la notte, e quivi le collocarono. Gios. 4:8
- I sacerdoti che portavan l'arca rimasero fermi in mezzo al Giordano finché tutto quello che l'Eterno avea comandato a Giosuè di dire al popolo fosse eseguito, conformemente agli ordini che Mosè avea dato a Giosuè. E il popolo s'affrettò a passare. Gios. 4:10
- Circa quarantamila uomini, pronti di tutto punto per la guerra, passarono davanti all'Eterno nelle pianure di Gerico, per andare a combattere. Gios. 4:13
- Or l'Eterno parlò a Giosuè, e gli disse: Gios. 4:15
- Il popolo uscì dal Giordano il decimo giorno del primo mese, e s'accampò a Ghilgal, all'estremità orientale di Gerico. Gios. 4:19
- Poiché l'Eterno, il vostro Dio, ha asciugato le acque del Giordano davanti a voi finché voi foste passati, come l'Eterno, il vostro Dio, fece al mar Rosso ch'egli asciugò finché fossimo passati, Gios. 4:23
- In quel tempo, l'Eterno disse a Giosuè: `Fatti de' coltelli di pietra, e torna di nuovo a circoncidere i figliuoli d'Israele'. Gios. 5:2
- e sostituì a loro i loro figliuoli. E questi Giosuè li circoncise, perché erano incirconcisi, non essendo stati circoncisi durante il viaggio. Gios. 5:7
- E l'Eterno disse a Giosuè: `Oggi vi ho tolto di dosso il vituperio dell'Egitto'. E quel luogo fu chiamato Ghilgal, nome che dura fino al dì d'oggi. Gios. 5:9
- I figliuoli d'Israele si accamparono a Ghilgal, e celebrarono la Pasqua il quattordicesimo giorno del mese, sulla sera, nelle pianure di Gerico. Gios. 5:10
- Or avvenne, come Giosuè era presso a Gerico, ch'egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo che gli stava ritto davanti, con in mano la spada snudata. Giosuè andò verso di lui, e gli disse: `Sei tu dei nostri, o dei nostri nemici?' Gios. 5:13
- E quello rispose: `No, io sono il capo dell'esercito dell'Eterno; arrivo adesso'. Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò, e gli disse: `Che cosa vuol dire il mio signore al suo servo?' Gios. 5:14
- E il capo dell'esercito dell'Eterno disse a Giosuè: `Lèvati i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è santo'. E Giosuè fece così. Gios. 5:15
- E l'Eterno disse a Giosuè: `Vedi, io do in tua mano Gerico, il suo re, i suoi prodi guerrieri. Gios. 6:2
- E avverrà che, quand'essi soneranno a distesa il corno squillante e voi udrete il suono delle trombe, tutto il popolo darà in un gran grido, e le mura della città crolleranno, e il popolo salirà, ciascuno diritto dinanzi a sé'. Gios. 6:5
- Il popolo dunque gridò e i sacerdoti sonaron le trombe; e avvenne che quando il popolo ebbe udito il suono delle trombe diè in un gran grido, e le mura crollarono. Il popolo salì nella città, ciascuno diritto davanti a sé, e s'impadronirono della città. Gios. 6:20
- E votarono allo sterminio tutto ciò che era nella città, passando a fil di spada, uomini, donne, fanciulli e vecchi, e buoi e pecore e asini. Gios. 6:21
- Poi i figliuoli d'Israele diedero fuoco alla città e a tutto quello che conteneva; presero soltanto l'argento, l'oro e gli oggetti di rame e di ferro, che misero nel tesoro della casa dell'Eterno. Gios. 6:24
- Ma a Rahab, la meretrice, alla famiglia di suo padre e a tutti i suoi Giosuè lasciò la vita; ed ella ha dimorato in mezzo ad Israele fino al dì d'oggi, perché avea nascosto i messi che Giosuè avea mandati ad esplorar Gerico. Gios. 6:25
- Allora Giosuè fece questo giuramento: `Sia maledetto, nel cospetto dell'Eterno, l'uomo che si leverà a riedificare questa città di Gerico! Ei ne getterà le fondamenta sul suo primogenito, e ne rizzerà le porte sul più giovane de' suoi figliuoli'. Gios. 6:26
- E Giosuè mandò degli uomini da Gerico ad Ai, ch'è vicina a Beth-Aven a oriente di Bethel, e disse loro: `Salite ed esplorate il paese'. E quelli salirono ed esplorarono Ai. Gios. 7:2
- E la gente d'Ai ne uccise circa trentasei, li inseguì dalla porta fino a Scebarim, e li mise in rotta nella scesa. E il cuore del popolo si strusse e divenne come acqua. Gios. 7:5
- Giosuè si stracciò le vesti e si gettò col viso a terra davanti all'arca dell'Eterno; stette così fino alla sera, egli con gli anziani d'Israele, e si gettarono della polvere sul capo. Gios. 7:6
- E Giosuè disse: `Ahi, Signore, Eterno, perché hai tu fatto passare il Giordano a questo popolo per darci in mano degli Amorei e farci perire? Oh, ci fossimo pur contentati di rimanere di là dal Giordano! Gios. 7:7
- I Cananei e tutti gli abitanti del paese lo verranno a sapere, ci avvolgeranno, e faranno sparire il nostro nome dalla terra; e tu che farai per il tuo gran nome?' Gios. 7:9
- E l'Eterno disse a Giosuè: `Lèvati! Perché ti sei tu così prostrato con la faccia a terra? Gios. 7:10
- Perciò i figliuoli d'Israele non potranno stare a fronte dei loro nemici e volteranno le spalle davanti a loro, perché son divenuti essi stessi interdetti. Io non sarò più con voi, se non distruggete l'interdetto di mezzo a voi. Gios. 7:12
- Lèvati, santifica il popolo e digli: Santificatevi per domani, perché così ha detto l'Eterno, l'Iddio d'Israele: O Israele, c'è dell'interdetto in mezzo a te! Tu non potrai stare a fronte de' tuoi nemici, finché non abbiate tolto l'interdetto di mezzo a voi. Gios. 7:13
- Acan rispose a Giosuè e disse: `È vero; ho peccato contro l'Eterno, l'Iddio d'Israele, ed ecco precisamente quello che ho fatto. Gios. 7:20
- Essi presero quelle cose di mezzo alla tenda, le portarono a Giosuè e a tutti i figliuoli d'Israele, e le deposero davanti all'Eterno. Gios. 7:23
- Poi l'Eterno disse a Giosuè: `Non temere, e non ti sgomentare! Prendi teco tutta la gente di guerra, lèvati e sali contro ad Ai. Guarda, io do in tua mano il re di Ai, il suo popolo, la sua città e il suo paese. Gios. 8:1
- Io e tutto il popolo ch'è meco ci accosteremo alla città; e quando essi ci usciranno contro come la prima volta, ci metteremo in fuga dinanzi a loro. Gios. 8:5
- Essi c'inseguiranno finché noi li abbiam tratti lungi dalla città, perché diranno: Essi fuggono dinanzi a noi come la prima volta. E fuggiremo dinanzi a loro. Gios. 8:6
- Così Giosuè li mandò, e quelli andarono al luogo dell'imboscata, e si fermarono fra Bethel e Ai, a ponente d'Ai; ma Giosuè rimase quella notte in mezzo al popolo. Gios. 8:9
- Giosuè prese circa cinquemila uomini, coi quali tese un'imboscata fra Bethel ed Ai, a ponente della città. Gios. 8:12
- E dopo che tutto il popolo ebbe preso campo al nord della città e tesa l'imboscata a ponente della città, Giosuè, durante quella notte, si spinse avanti in mezzo alla valle. Gios. 8:13
- Quando il re d'Ai vide questo, la gente della città si levò in fretta di buon mattino; e il re e tutto il suo popolo usciron contro a Israele, per dargli battaglia al punto convenuto, al principio della pianura; perché il re non sapeva che c'era un'imboscata contro di lui dietro la città. Gios. 8:14
- E tutto il popolo ch'era nella città fu chiamato a raccolta per inseguirli; e inseguirono Giosuè e furon tratti lungi dalla città. Gios. 8:16
- Non ci fu uomo, in Ai e in Bethel, che non uscisse dietro a Israele. Lasciaron la città aperta e inseguirono Israele. Gios. 8:17
- Allora l'Eterno disse a Giosuè: `Stendi verso Ai la lancia che hai in mano, perché io sto per dare Ai in tuo potere'. E Giosuè stese verso la città la lancia che aveva in mano. Gios. 8:18
- Anche gli altri usciron dalla città contro a loro; cosicché furon presi in mezzo da Israele, avendo gli uni di qua e gli altri di là; e Israele li batté in modo che non ne rimase né superstite né fuggiasco. Gios. 8:22
- Il re d'Ai lo presero vivo, e lo menarono a Giosuè. Gios. 8:23
- Quando Israele ebbe finito d'uccidere tutti gli abitanti d'Ai nella campagna, nel deserto dove quelli l'avevano inseguito, e tutti furon caduti sotto i colpi della spada finché non ne rimase più, tutto Israele tornò verso Ai e la mise a fil di spada. Gios. 8:24
- Tutti quelli che caddero in quel giorno, fra uomini e donne, furon dodicimila: vale a dire, tutta la gente d'Ai. Gios. 8:25
- Israele prese per sé soltanto il bestiame e il bottino di quella città, secondo l'ordine che l'Eterno avea dato a Giosuè. Gios. 8:27
- Quanto al re d'Ai, l'appiccò a un albero, e ve lo lasciò fino a sera; ma al tramonto del sole Giosuè ordinò che il cadavere fosse calato dall'albero; e lo gittarono all'ingresso della porta della città, e gli ammassarono sopra un gran mucchio di pietre, che rimane anche al dì d'oggi. Gios. 8:29
- Non vi fu parola di tutto ciò che Mosè avea comandato, che Giosuè non leggesse in presenza di tutta la raunanza d'Israele, delle donne, de' bambini e degli stranieri che camminavano in mezzo a loro. Gios. 8:35
- si adunarono tutti assieme, di comune accordo, per muover guerra a Giosuè e ad Israele. Gios. 9:2
- Gli abitanti di Gabaon, dal canto loro, quand'ebbero udito ciò che Giosuè avea fatto a Gerico e ad Ai, Gios. 9:3
- Andarono da Giosuè, al campo di Ghilgal, e dissero a lui e alla gente d'Israele: `Noi veniamo di paese lontano; or dunque fate alleanza con noi'. Gios. 9:6
- La gente d'Israele rispose a questi Hivvei: `Forse voi abitate in mezzo a noi; come dunque faremmo alleanza con voi?' Gios. 9:7
- Ma quelli dissero a Giosuè: `Noi siam tuoi servi!' E Giosuè a loro; `Chi siete? e donde venite?' E quelli gli risposero: Gios. 9:8
- e di tutto quello che ha fatto ai due re degli Amorei di là dal Giordano, a Sihon re di Heshbon e ad Og re di Basan, che abitava ad Astaroth. Gios. 9:10
- Ma tre giorni dopo ch'ebber fermato questo patto, seppero che quelli eran loro vicini e abitavano in mezzo a loro; Gios. 9:16
- Ma i figliuoli d'Israele non li uccisero, a motivo del giuramento che i capi della raunanza avean fatto loro nel nome dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele. Però, tutta la raunanza mormorò contro i capi. Gios. 9:18
- Ecco quel che faremo loro: li lasceremo in vita, per non trarci addosso l'ira dell'Eterno, a motivo del giuramento che abbiam fatto loro'. Gios. 9:20
- Giosuè dunque li chiamò e parlò loro così: `Perché ci avete ingannati dicendo: - Stiamo molto lontano da voi - mentre abitate in mezzo a noi? Gios. 9:22
- E quelli risposero a Giosuè e dissero: `Era stato espressamente riferito ai tuoi servi che il tuo Dio, l'Eterno, aveva ordinato al suo servo Mosè di darvi tutto il paese e di sterminare d'innanzi a voi tutti gli abitanti. E noi, al vostro appressarvi, siamo stati in gran timore per le nostre vite, ed abbiamo fatto questo. Gios. 9:24
- Or quando Adoni-Tsedek, re di Gerusalemme, udì che Giosuè avea preso Ai e l'avea votata allo sterminio, che avea trattato Ai e il suo re nel modo che avea trattato Gerico e il suo re, che gli abitanti di Gabaon avean fatto la pace con gl'Israeliti ed erano in mezzo a loro, Gios. 10:1
- Perciò Adoni-Tsedek, re di Gerusalemme, mandò a dire a Hoham re di Hebron, a Piram re di Iarmuth, a Iafia re di Lakis e a Debir re di Eglon: Gios. 10:3
- E cinque re degli Amorei, il re di Gerusalemme, il re di Hebron, il re di Iarmuth, il re di Lakis e il re di Eglon si radunarono, salirono con tutti i loro eserciti, si accamparono dirimpetto a Gabaon, e l'attaccarono. Gios. 10:5
- Allora i Gabaoniti mandarono a dire a Giosuè, al campo di Ghilgal: `Non negare ai tuoi servi il tuo aiuto; affrettati a salire da noi, liberaci, soccorrici, perché tutti i re degli Amorei che abitano la contrada montuosa si sono radunati contro di noi'. Gios. 10:6
- E l'Eterno disse a Giosuè: `Non li temere, perché io li ho dati in poter tuo; nessun di loro potrà starti a fronte'. Gios. 10:8
- E l'Eterno li mise in rotta davanti ad Israele, che fe' loro subire una grande sconfitta presso Gabaon, li inseguì per la via che sale a Beth-Horon, e li batté fino ad Azeka e a Makkeda. Gios. 10:10
- Mentre fuggivano d'innanzi a Israele ed erano alla scesa di Beth-Horon, l'Eterno fe' cader dal cielo su loro delle grosse pietre fino ad Azeka, ed essi perirono: quelli che morirono per le pietre della grandinata furon più numerosi di quelli che i figliuoli d'Israele uccisero con la spada. Gios. 10:11
- E il sole si fermò, e la luna rimase al suo luogo, finché la nazione si fosse vendicata de' suoi nemici. Questo non sta egli scritto nel libro del Giusto? E il sole si fermò in mezzo al cielo e non s'affrettò a tramontare per quasi un giorno intero. Gios. 10:13
- E mai, né prima né poi, s'è dato un giorno simile a quello, nel quale l'Eterno abbia esaudito la voce d'un uomo; poiché l'Eterno combatteva per Israele. Gios. 10:14
- La cosa fu riferita a Giosuè e gli fu detto: `I cinque re sono stati trovati nascosti nella spelonca di Makkeda'. Gios. 10:17
- tutto il popolo tornò tranquillamente a Giosuè al campo di Makkeda, senza che alcuno osasse fiatare contro i figliuoli d'Israele. Gios. 10:21
- Allora Giosuè disse: `Aprite l'imboccatura della caverna, traetene fuori quei cinque re, e menateli a me'. Gios. 10:22
- E quand'ebbero tratti dalla spelonca e menati a Giosuè quei re, Giosuè chiamò tutti gli uomini d'Israele, e disse ai capi della gente di guerra ch'era andata con lui: `Accostatevi, mettete il piede sul collo di questi re'. Quelli s'accostarono e misero loro il piede sul collo. Gios. 10:24
- E Giosuè disse loro: `Non temete, non vi sgomentate, siate forti, e fatevi animo, perché così farà l'Eterno a tutti i vostri nemici contro ai quali avete a combattere'. Gios. 10:25
- Dopo ciò Giosuè li percosse e li fece morire, quindi li appiccò a cinque alberi; e quelli rimasero appiccati agli alberi fino a sera. Gios. 10:26
- In quel medesimo giorno Giosuè prese Makkeda e fe' passare a fil di spada la città e il suo re; li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una, e trattò il re di Makkeda come avea trattato il re di Gerico. Gios. 10:28
- Poi Giosuè con tutto Israele passò da Makkeda a Libna, e l'attaccò. Gios. 10:29
- E l'Eterno diede anche quella col suo re nelle mani d'Israele, e Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una, e trattò il re d'essa, come avea trattato il re di Gerico. Gios. 10:30
- Poi Giosuè con tutto Israele passò da Libna a Lakis; s'accampò dirimpetto a questa, e l'attaccò. Gios. 10:31
- E l'Eterno diede Lakis nelle mani d'Israele, che la prese il secondo giorno, e la mise a fil di spada, con tutte le persone che vi si trovavano, esattamente come aveva fatto a Libna. Allora Horam, re di Ghezer, salì in soccorso di Lakis; Gios. 10:32
- Poi Giosuè con tutto Israele passò da Lakis ad Eglon; s'accamparono dirimpetto a questa, e l'attaccarono. Gios. 10:34
- La presero quel medesimo giorno e la misero a fil di spada. In quel giorno Giosuè votò allo sterminio tutte le persone che vi si trovavano, esattamente come avea fatto a Lakis. Gios. 10:35
- La presero, la misero a fil di spada insieme col suo re, con tutte le sue città e con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò sfuggire una, esattamente come avea fatto ad Eglon; la votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano. Gios. 10:37
- La prese col suo re e con tutte le sue città; la misero a fil di spada e votarono allo sterminio tutte le persone che vi si trovavano, senza che ne scampasse una. Egli trattò Debir e il suo re come avea trattato Hebron, come avea trattato Libna e il suo re. Gios. 10:39
- Così Giosuè li batté da Kades-Barnea fino a Gaza, e batté tutto il paese di Goscen fino a Gabaon. Gios. 10:41
- Or come Iabin, re di Hatsor, ebbe udito queste cose, mandò de' messi a Iobab re di Madon, al re di Scimron, al re di Acsaf, Gios. 11:1
- ai re ch'erano al nord nella contrada montuosa, nella pianura al sud di Kinnereth, nella regione bassa, e sulle alture di Dor a ponente, Gios. 11:2
- E l'Eterno disse a Giosuè: `Non li temere, perché domani, a quest'ora, io farò che saran tutti uccisi davanti a Israele; tu taglierai i garetti ai loro cavalli e darai fuoco ai loro carri'. Gios. 11:6
- e l'Eterno li diede nelle mani degl'Israeliti, i quali li batterono e l'inseguirono fino a Sidone la grande, fino a Misrefot-Maim e fino alla valle di Mitspa, verso oriente; li batteron così da non lasciarne scampare uno. Gios. 11:8
- Mise anche a fil di spada tutte le persone che vi si trovavano, votandole allo sterminio; non vi restò anima viva, e dette Hatsor alle fiamme. Gios. 11:11
- Giosuè prese pure tutte le città di quei re e tutti i loro re, e li mise a fil di spada e li votò allo sterminio, come aveva ordinato Mosè, servo dell'Eterno. Gios. 11:12
- E i figliuoli d'Israele si tennero per sé tutto il bottino di quelle città e il bestiame, ma misero a fil di spada tutti gli uomini fino al loro completo sterminio, senza lasciare anima viva. Gios. 11:14
- Come l'Eterno avea comandato a Mosè suo servo, così Mosè ordinò a Giosuè, e così fece Giosuè, il quale non trascurò alcuno degli ordini che l'Eterno avea dato a Mosè. Gios. 11:15
- dalla montagna brulla che s'eleva verso Seir, fino a Baal-Gad nella valle del Libano appiè del monte Hermon; prese tutti i loro re, li colpì e li mise a morte. Gios. 11:17
- Giosuè fece per lungo tempo guerra a tutti quei re. Gios. 11:18
- perché l'Eterno facea sì che il loro cuore si ostinasse a dar battaglia ad Israele, onde Israele li votasse allo sterminio senza che ci fosse pietà per loro, e li distruggesse come l'Eterno avea comandato a Mosè. Gios. 11:20
- Giosuè dunque prese tutto il paese, esattamente come l'Eterno avea detto a Mosè; e Giosuè lo diede in eredità a Israele, tribù per tribù, secondo la parte che toccava a ciascuna. E il paese ebbe requie dalla guerra. Gios. 11:23
- Sihon, re degli Amorei, che abitava a Heshbon e dominava da Aroer, che è sull'orlo della valle dell'Arnon, e dalla metà della valle e dalla metà di Galaad, fino al torrente di Iabbok, confine de' figliuoli di Ammon; Gios. 12:2
- sulla pianura fino al mare di Kinnereth, verso oriente, e fino al mare della pianura ch'è il mar Salato, a oriente verso Beth-Iescimoth; e dal lato di mezzogiorno fino appiè delle pendici del Pisga. Gios. 12:3
- Poi il territorio di Og re di Basan, uno dei superstiti dei Refaim, che abitava ad Astaroth e a Edrei, Gios. 12:4
- Mosè, servo dell'Eterno, e i figliuoli d'Israele li batterono; e Mosè, servo dell'Eterno, diede il loro paese come possesso ai Rubeniti, ai Gaditi e a mezza la tribù di Manasse. Gios. 12:6
- Ed ecco i re del paese che Giosuè e i figliuoli d'Israele batterono di qua dal Giordano, a occidente, da Baal-Gad nella valle del Libano fino alla montagna brulla che si eleva verso Seir, paese che Giosuè diede in possesso alle tribù d'Israele, secondo la parte che ne toccava a ciascuna, Gios. 12:7
- Il re di Gerico, il re di Ai, vicino a Bethel, Gios. 12:9
- dallo Scihor che scorre a oriente dell'Egitto, sino al confine di Ekron a settentrione: regione, che va ritenuta come cananea e che appartiene ai cinque principi dei Filistei: a quello di Gaza, a quello di Asdod, a quello di Askalon, a quello di Gath, a quello di Ekron, e anche agli Avvei, a mezzogiorno; Gios. 13:3
- tutti gli abitanti della contrada montuosa dal Libano fino a Misrefoth-Maim, tutti i Sidonî. Io li caccerò d'innanzi ai figliuoli d'Israele; e tu spartisci pure a sorte l'eredità di questo paese fra gl'Israeliti, nel modo che t'ho comandato. Gios. 13:6
- I Rubeniti e i Gaditi, con l'altra metà della tribù di Manasse, hanno ricevuto la loro eredità, che Mosè, servo dell'Eterno, diede loro di là dal Giordano, a oriente: Gios. 13:8
- da Aroer sull'orlo della valle d'Arnon, e dalla città ch'è in mezzo alla valle, tutto l'altipiano di Medeba fino a Dibon; Gios. 13:9
- tutte le città di Sihon re degli Amorei, che regnava a Heshbon, sino al confine de' figliuoli di Ammon; Gios. 13:10
- Galaad, il territorio dei Ghesuriti e dei Maacatiti, tutto il monte Hermon e tutto Basan fino a Salca; Gios. 13:11
- tutto il regno di Og, in Basan, che regnava a Astaroth e a Edrei, ultimo superstite dei Refaim. Mosè sconfisse questi re e li cacciò. Gios. 13:12
- Ma i figliuoli d'Israele non cacciarono i Ghesuriti e i Maacatiti; e Ghesur e Maacath abitano in mezzo a Israele fino al dì d'oggi. Gios. 13:13
- tutte le città dell'altipiano, tutto il regno di Sihon, re degli Amorei che regnava a Heshbon, quello che Mosè sconfisse coi principi di Madian, Evi, Rekem, Tsur, Hur e Reba, principi vassalli di Sihon, che abitavano il paese. Gios. 13:21
- Essi ebbero per territorio Iaezer, tutte le città di Galaad, la metà del paese dei figliuoli di Ammon fino ad Aroer che è dirimpetto a Rabba, Gios. 13:25
- da Heshbon fino a Ramath-Mitspè e Betonim, da Mahanaim sino al confine di Debir, Gios. 13:26
- e, nella valle, Beth-Haram, Beth-Nimra, Succoth e Tsafon, residuo del regno di Sihon re di Heshbon, avendo il Giordano per confine sino all'estremità del mare di Kinnereth, di là dal Giordano, a oriente. Gios. 13:27
- Tali sono le parti che Mosè fece quand'era nelle pianure di Moab, di là dal Giordano, dirimpetto a Gerico, a oriente. Gios. 13:32
- L'eredità fu distribuita a sorte, come l'Eterno avea comandato per mezzo di Mosè, alle nove tribù e alla mezza tribù, Gios. 14:2
- I figliuoli d'Israele fecero come l'Eterno avea comandato a Mosè e spartirono il paese. Gios. 14:5
- Or i figliuoli di Giuda s'accostarono a Giosuè a Ghilgal; e Caleb, figliuolo di Gefunne, il Kenizeo, gli disse: `Tu sai quel che l'Eterno disse a Mosè, uomo di Dio, riguardo a me ed a te a Kades-Barnea. Gios. 14:6
- - Ed ora ecco, l'Eterno mi ha conservato in vita, come avea detto, durante i quarantacinque anni ormai trascorsi da che l'Eterno disse quella parola a Mosè, quando Israele viaggiava nel deserto; ed ora ecco che ho ottantacinque anni; Gios. 14:10
- Allora Giosuè lo benedisse, e dette Hebron come eredità a Caleb, figliuolo di Gefunne. Gios. 14:13
- Or la parte toccata a sorte alla tribù dei figliuoli di Giuda secondo le loro famiglie, si estendeva sino al confine di Edom, al deserto di Tsin verso sud, all'estremità meridionale di Canaan. Gios. 15:1
- Il loro confine meridionale partiva dall'estremità del mar Salato, dalla lingua che volge a sud, Gios. 15:2
- poi, partendo dalla valle di Acor, saliva a Debir e si dirigeva verso il nord dal lato di Ghilgal, che è dirimpetto alla salita di Adummim, a sud del torrente; poi passava presso le acque di En-Scemesh, e faceva capo a En-Roghel. Gios. 15:7
- Di là il confine saliva per la valle di Ben-Hinnom fino al versante meridionale del monte de' Gebusei che è Gerusalemme, poi s'elevava fino al sommo del monte ch'è dirimpetto alla valle di Hinnom a occidente, e all'estremità della valle dei Refaim, al nord. Gios. 15:8
- Dal sommo del monte, il confine si estendeva fino alla sorgente delle acque di Neftoah, continuava verso le città del monte Efron, e si prolungava fino a Baala, che è Kiriath-Iearim. Gios. 15:9
- Da Baala volgeva poi a occidente verso la montagna di Seir, passava per il versante settentrionale del monte Iearim, che è Kesalon, scendeva a Beth-Scemesh e passava per Timna. Gios. 15:10
- Di là il confine continuava verso il lato settentrionale di Escron, si estendeva verso Scikron, passava per il monte Baala, si prolungava fino a Iabneel, e facea capo al mare. Gios. 15:11
- A Caleb, figliuolo di Gefunne, Giosuè dette una parte in mezzo ai figliuoli di Giuda, come l'Eterno gli avea comandato, cioè: la città di Arba, padre di Anak, la quale è Hebron. Gios. 15:13
- E Caleb disse: `A chi batterà Kiriath-Sefer e la prenderà io darò in moglie Acsa mia figliuola'. Gios. 15:16
- E quando ella venne a star con lui, persuase Otniel a chiedere un campo a Caleb, suo padre. Essa scese di sull'asino, e Caleb le disse: `Che vuoi?' Gios. 15:18
- da Ekron e a occidente, tutte le città vicine a Asdod e i loro villaggi; Gios. 15:46
- La parte toccata a sorte ai figliuoli di Giuseppe si estendeva dal Giordano presso Gerico, verso le acque di Gerico a oriente, seguendo il deserto che sale da Gerico a Bethel per la contrada montuosa. Gios. 16:1
- Il confine continuava poi da Bethel a Luz, e passava per la frontiera degli Arkei ad Ataroth, Gios. 16:2
- scendeva a occidente verso il confine dei Giafletei sino al confine di Beth-Horon disotto e fino a Ghezer, e faceva capo al mare. Gios. 16:3
- Or questi furono i confini de' figliuoli di Efraim, secondo le loro famiglie. Il confine della loro eredità era, a oriente, Athroth-Addar, fino a Beth-Horon disopra; Gios. 16:5
- continuava, dal lato di occidente, verso Micmetath al nord, girava a oriente verso Taanath-Scilo e le passava davanti, a oriente di Ianoah. Gios. 16:6
- Poi da Ianoah scendeva ad Ataroth e a Naarah, toccava Gerico, e faceva capo al Giordano. Gios. 16:7
- con l'aggiunta delle città (tutte città coi loro villaggi), messe a parte per i figliuoli di Efraim in mezzo all'eredità dei figliuoli di Manasse. Gios. 16:9
- Or essi non cacciarono i Cananei che abitavano a Ghezer; e i Cananei hanno dimorato in mezzo a Efraim fino al dì d'oggi, ma sono stati soggetti a servitù. Gios. 16:10
- E questa fu la parte toccata a sorte alla tribù di Manasse, perché egli era il primogenito di Giuseppe. Quanto a Makir, primogenito di Manasse e padre di Galaad, siccome era uomo di guerra, aveva avuto Galaad e Basan. Gios. 17:1
- Fu dunque data a sorte una parte agli altri figliuoli di Manasse, secondo le loro famiglie: ai figliuoli di Abiezer, ai figliuoli di Helek, ai figliuoli d'Asriel, ai figliuoli di Sichem, ai figliuoli di Hefer, ai figliuoli di Scemida. Questi sono i figliuoli maschi di Manasse, figliuolo di Giuseppe, secondo le loro famiglie. Gios. 17:2
- Queste si presentarono davanti al sacerdote Eleazar, davanti a Giosuè figliuolo di Nun e davanti ai principi, dicendo: `L'Eterno comandò a Mosè di darci una eredità in mezzo ai nostri fratelli'. E Giosuè diede loro un'eredità in mezzo ai fratelli del padre loro, conformemente all'ordine dell'Eterno. Gios. 17:4
- Toccaron così dieci parti a Manasse, oltre il paese di Galaad e di Basan che è di là dal Giordano; Gios. 17:5
- Il confine di Manasse si estendeva da Ascer a Micmetath ch'è dirimpetto a Sichem, e andava a man destra verso gli abitanti di En-Tappuah. Gios. 17:7
- Il paese di Tappuah appartenne a Manasse; ma Tappuah sul confine di Manasse appartenne ai figliuoli di Efraim. Gios. 17:8
- Poi il confine scendeva al torrente di Kana, a sud del torrente, presso città che appartenevano ad Efraim in mezzo alle città di Manasse; ma il confine di Manasse era dal lato nord del torrente, e facea capo al mare. Gios. 17:9
- Ciò che era a mezzogiorno apparteneva a Efraim; ciò che era a settentrione apparteneva a Manasse, e il mare era il loro confine; a settentrione confinavano con Ascer, e a oriente con Issacar. Gios. 17:10
- Di più Manasse ebbe, in quel d'Issacar e in quel d'Ascer, Beth-Scean con i suoi villaggi, Ibleam con i suoi villaggi, gli abitanti di Dor con i suoi villaggi, gli abitanti di En-Dor con i suoi villaggi, gli abitanti di Taanac con i suoi villaggi, gli abitanti di Meghiddo con i suoi villaggi: vale a dire tre regioni elevate. Gios. 17:11
- Or i figliuoli di Manasse non poteron impadronirsi di quelle città; i Cananei eran decisi a restare in quel paese. Gios. 17:12
- Però, quando i figliuoli d'Israele si furono rinforzati, assoggettarono i Cananei a servitù, ma non li cacciarono del tutto. Gios. 17:13
- Or i figliuoli di Giuseppe parlarono a Giosuè e gli dissero: `Perché ci hai dato come eredità un solo lotto, una parte sola, mentre siamo un gran popolo che l'Eterno ha cotanto benedetto?' Gios. 17:14
- Ma i figliuoli di Giuseppe risposero: `Quella contrada montuosa non ci basta; e quanto alla contrada in pianura, tutti i Cananei che l'abitano hanno dei carri di ferro: tanto quelli che stanno a Beth-Scean e nei suoi villaggi, quanto quelli che stanno nella valle d'Iizreel'. Gios. 17:16
- Allora Giosuè parlò alla casa di Giuseppe, a Efraim e a Manasse, e disse loro: `Voi siete un popolo numeroso e avete una gran forza; non avrete una parte sola; Gios. 17:17
- Poi tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele s'adunò a Sciloh, e quivi rizzarono la tenda di convegno. Il paese era loro sottomesso. Gios. 18:1
- E Giosuè disse ai figliuoli d'Israele: ` Fino a quando vi mostrerete lenti ad andare a prender possesso del paese che l'Eterno, l'Iddio de' vostri padri, v'ha dato? Gios. 18:3
- Essi lo divideranno in sette parti: Giuda rimarrà nei suoi confini a mezzogiorno, e la casa di Giuseppe rimarrà nei suoi confini a settentrione. Gios. 18:5
- Voi farete dunque la descrizione del paese, dividendolo in sette parti; me la porterete qui, e io ve le tirerò a sorte qui, davanti all'Eterno, al nostro Dio. Gios. 18:6
- I Leviti non debbono aver parte di sorta in mezzo a voi, giacché il sacerdozio dell'Eterno è la parte loro; e Gad, Ruben e la mezza tribù di Manasse hanno già ricevuto, al di là del Giordano, a oriente, l'eredità che Mosè, servo dell'Eterno, ha data loro'. Gios. 18:7
- Quegli uomini dunque si levarono e partirono; e a loro, che andavano a fare la descrizione del paese, Giosuè diede quest'ordine: ` Andate, percorrete il paese, e fatene la descrizione; poi tornate da me, e io vi tirerò a sorte le parti qui, davanti all'Eterno, a Sciloh'. Gios. 18:8
- Allora Giosuè trasse loro a sorte le parti a Sciloh davanti all'Eterno, e quivi spartì il paese tra i figliuoli d'Israele, assegnando a ciascuno la sua parte. Gios. 18:10
- Fu tirata a sorte la parte della tribù dei figliuoli di Beniamino, secondo le loro famiglie; e la parte che toccò loro aveva i suoi confini tra i figliuoli di Giuda e i figliuoli di Giuseppe. Gios. 18:11
- Di là passava per Luz, sul versante meridionale di Luz (che è Bethel), e scendeva ad Ataroth-Addar, presso il monte che è a mezzogiorno di Beth-Horon disotto. Gios. 18:13
- Poi il confine si prolungava e, dal lato occidentale, girava a mezzogiorno del monte posto difaccia a Beth-Horon, e facea capo a Kiriath-Baal, che è Kiriath-Iearim, città de' figliuoli di Giuda. Questo era il lato occidentale. Gios. 18:14
- poi scendeva all'estremità del monte posto difaccia alla valle di Ben-Hinnom, che è nella vallata dei Refaim, al nord, e scendeva per la valle di Hinnom, sul versante meridionale dei Gebusei, fino a En-Roghel. Gios. 18:16
- Si estendeva quindi verso il nord, e giungeva a En-Scemesh; di là si dirigeva verso Gheliloth, che è dirimpetto alla salita di Adummim, e scendeva al sasso di Bohan, figliuolo di Ruben; Gios. 18:17
- La seconda parte tirata a sorte toccò a Simeone, alla tribù dei figliuoli di Simeone secondo le loro famiglie. La loro eredità era in mezzo all'eredità de' figliuoli di Giuda. Gios. 19:1
- e tutti i villaggi che stavano attorno a queste città, fino a Baalath-Beer, che è la Rama del sud. Tale fu l'eredità della tribù de' figliuoli di Simeone, secondo le loro famiglie. Gios. 19:8
- La terza parte tirata a sorte toccò ai figliuoli di Zabulon, secondo le loro famiglie. Il confine della loro eredità si estendeva fino a Sarid. Gios. 19:10
- Questo confine saliva a occidente verso Mareala e giungeva a Dabbesceth, e poi al torrente che scorre di faccia a Iokneam. Gios. 19:11
- Da Sarid girava ad oriente, verso il sol levante, sino al confine di Kisloth-Tabor; poi continuava verso Dabrath, e saliva a Iafia. Gios. 19:12
- Di là passava a oriente per Gath-Hefer, per Eth-Katsin, continuava verso Rimmon, prolungandosi fino a Nea. Gios. 19:13
- La quarta parte tirata a sorte toccò a Issacar, ai figliuoli di Issacar, secondo le loro famiglie. Gios. 19:17
- Poi il confine giungeva a Tabor, Shahatsim e Beth-Scemesh, e facea capo al Giordano: sedici città e i loro villaggi. Gios. 19:22
- La quinta parte tirata a sorte toccò ai figliuoli di Ascer, secondo le loro famiglie. Gios. 19:24
- Acshaf, Allammelec, Amad, Mishal. Il loro confine giungeva, verso occidente, al Carmel e a Scihor-Libnath. Gios. 19:26
- Poi girava dal lato del sol levante verso Beth-Dagon, giungeva a Zabulon e alla valle di Iftah-El al nord di Beth-Emek e di Neiel, e si prolungava verso Cabul a sinistra, Gios. 19:27
- e verso Ebron, Rehob, Hammon e Kana, fino a Sidon la grande. Gios. 19:28
- La sesta parte tirata a sorte toccò ai figliuoli di Neftali, secondo le loro famiglie. Gios. 19:32
- Il loro confine si estendeva da Helef, da Elon-Bezaanannim, Adami-Nekeb e Iabneel fino a Lakkun e facea capo al Giordano. Gios. 19:33
- Poi il confine girava a occidente verso Aznoth-Tabor, e di là continuava verso Hukkok; giungeva a Zabulon dal lato di mezzogiorno, a Ascer dal lato d'occidente, e a Giuda del Giordano dal lato di levante. Gios. 19:34
- La settima parte tirata a sorte toccò alla tribù de' figliuoli di Dan, secondo le loro famiglie. Gios. 19:40
- Me-Iarkon e Rakkon col territorio dirimpetto a Iafo. Gios. 19:46
- Or il territorio de' figliuoli di Dan s'estese più lungi, poiché i figliuoli di Dan salirono a combattere contro Lescem; la presero e la misero a fil di spada; ne presero possesso, vi si stabilirono, e la chiamaron Lescem Dan, dal nome di Dan loro padre. Gios. 19:47
- Or quando i figliuoli d'Israele ebbero finito di distribuirsi l'eredità del paese secondo i suoi confini, dettero a Giosuè, figliuolo di Nun, una eredità in mezzo a loro. Gios. 19:49
- Tali sono le eredità che il sacerdote Eleazar, Giosuè figliuolo di Nun e i capi famiglia delle tribù de' figliuoli d'Israele distribuirono a sorte a Sciloh, davanti all'Eterno, all'ingresso della tenda di convegno. Così compirono la spartizione del paese. Gios. 19:51
- Poi l'Eterno parlò a Giosuè, dicendo: `Parla ai figliuoli d'Israele e di' loro: Gios. 20:1
- E di là dal Giordano, a oriente di Gerico, stabilirono, nella tribù di Ruben, Betser, nel deserto, nell'altipiano; Ramoth, in Galaad, nella tribù di Gad, e Golan in Basan, nella tribù di Manasse. Gios. 20:8
- Queste furono le città assegnate a tutti i figliuoli d'Israele e allo straniero dimorante fra loro, affinché chiunque avesse ucciso qualcuno involontariamente potesse rifugiarvisi e non avesse a morire per man del vindice del sangue, prima d'esser comparso davanti alla raunanza. Gios. 20:9
- Or i capi famiglia de' Leviti s'accostarono al sacerdote Eleazar, a Giosuè figliuolo di Nun e ai capi famiglia delle tribù dei figliuoli d'Israele, Gios. 21:1
- e parlaron loro a Sciloh, nel paese di Canaan, dicendo: `L'Eterno comandò, per mezzo di Mosè, che ci fossero date delle città da abitare, coi loro contadi per il nostro bestiame'. Gios. 21:2
- Si tirò a sorte per le famiglie dei Kehatiti; e i figliuoli del sacerdote Aaronne, ch'erano Leviti, ebbero a sorte tredici città della tribù di Giuda, della tribù di Simeone e della tribù di Beniamino. Gios. 21:4
- Al resto de' figliuoli di Kehath toccarono a sorte dieci città delle famiglie della tribù di Efraim, della tribù di Dan e della mezza tribù di Manasse. Gios. 21:5
- Ai figliuoli di Gherson toccarono a sorte tredici città delle famiglie della tribù d'Issacar, della tribù di Ascer, della tribù di Neftali e della mezza tribù di Manasse in Basan. Gios. 21:6
- I figliuoli d'Israele diedero dunque a sorte, coteste città coi loro contadi ai Leviti, come l'Eterno avea comandato per mezzo di Mosè. Gios. 21:8
- ma diedero il territorio della città e i suoi villaggi come possesso a Caleb, figliuolo di Gefunne. Gios. 21:12
- Totale delle città date a sorte ai figliuoli di Merari, secondo le loro famiglie, formanti il resto delle famiglie dei Leviti: dodici città. Gios. 21:40
- L'Eterno diede dunque a Israele tutto il paese che avea giurato ai padri di dar loro, e i figliuoli d'Israele ne presero possesso, e vi si stanziarono. Gios. 21:43
- E l'Eterno diede loro requie d'ogn'intorno, come avea giurato ai loro padri; nessuno di tutti i lor nemici poté star loro a fronte; l'Eterno diede loro nelle mani tutti quei nemici. Gios. 21:44
- Di tutte le buone parole che l'Eterno avea dette alla casa d'Israele non una cadde a terra: tutte si compierono. Gios. 21:45
- Soltanto abbiate gran cura di mettere in pratica i comandamenti e la legge che Mosè, servo dell'Eterno, vi ha dato, amando l'Eterno, il vostro Dio, camminando in tutte le sue vie, osservando i suoi comandamenti, tenendovi stretti a lui, e servendolo con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra'. Gios. 22:5
- (Or Mosè avea dato a una metà della tribù di Manasse una eredità in Basan, e Giosuè dette all'altra metà un'eredità tra i loro fratelli, di qua dal Giordano, a occidente). Quando Giosuè li rimandò alle loro tende e li benedisse, disse loro ancora: Gios. 22:7
- I figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse dunque se ne tornarono, dopo aver lasciato i figliuoli d'Israele a Sciloh, nel paese di Canaan, per andare nel paese di Galaad, il paese di loro proprietà, del quale avean ricevuto il possesso, dietro il comandamento dato dall'Eterno per mezzo di Mosè. Gios. 22:9
- Quando i figliuoli d'Israele udiron questo, tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele si riunì a Sciloh per salire a muover loro guerra. Gios. 22:12
- Se reputate impuro il paese che possedete, ebbene, passate nel paese ch'è possesso dell'Eterno, dov'è stabilito il tabernacolo dell'Eterno, e stanziatevi in mezzo a noi; ma non vi ribellate all'Eterno, e non fate di noi dei ribelli, costruendovi un altare oltre l'altare dell'Eterno, del nostro Dio. Gios. 22:19
- Acan, figliuolo di Zerah, non commise egli una infedeltà, relativamente all'interdetto, attirando l'ira dell'Eterno su tutta la raunanza d'Israele, talché quell'uomo non fu solo a perire per la sua iniquità?' Gios. 22:20
- Egli sa se non l'abbiamo fatto, invece, per tema di questo: che, cioè, in avvenire, i vostri figliuoli potessero dire ai figliuoli nostri: Che avete a far voi con l'Eterno, con l'Iddio d'Israele? Gios. 22:24
- Perciò abbiam detto: Mettiamo ora mano a costruirci un altare, non per olocausto né per sacrifizi, Gios. 22:26
- ma perché serva di testimonio fra noi e voi e fra i nostri discendenti dopo noi, che vogliam servire l'Eterno, nel suo cospetto, coi nostri olocausti, coi nostri sacrifizi e con le nostre offerte di azioni di grazie, affinché i vostri figliuoli non abbiano un giorno a dire ai figliuoli nostri: Voi non avete parte alcuna nell'Eterno! Gios. 22:27
- E abbiam detto: Se in avvenire essi diranno questo a noi o ai nostri discendenti, noi risponderemo: Guardate la forma dell'altare dell'Eterno che i nostri padri fecero, non per olocausti né per sacrifizi, ma perché servisse di testimonio fra noi e voi. Gios. 22:28
- E Fineas, figliuolo del sacerdote Eleazar, disse ai figliuoli di Ruben, ai figliuoli di Gad e ai figliuoli di Manasse: `Oggi riconosciamo che l'Eterno è in mezzo a noi, poiché non avete commesso questa infedeltà verso l'Eterno; così avete scampato i figliuoli d'Israele dalla mano dell'Eterno'. Gios. 22:31
- La cosa piacque ai figliuoli d'Israele, i quali benedissero Dio, e non parlaron più di salire a muover guerra ai figliuoli di Ruben e di Gad per devastare il paese ch'essi abitavano. Gios. 22:33
- E i figliuoli di Ruben e i figliuoli di Gad diedero a quell'altare il nome di Ed perché dissero: `Esso è testimonio fra noi che l'Eterno è Dio'. Gios. 22:34
- Or molto tempo dopo che l'Eterno ebbe dato requie a Israele liberandolo da tutti i nemici che lo circondavano, Giosuè, ormai vecchio e bene innanzi negli anni, Gios. 23:1
- Voi avete veduto tutto ciò che l'Eterno, il vostro Dio, ha fatto a tutte queste nazioni, cacciandole d'innanzi a voi; poiché l'Eterno, il vostro Dio, è quegli che ha combattuto per voi. Gios. 23:3
- Ecco io ho diviso tra voi a sorte, come eredità, secondo le vostre tribù, il paese delle nazioni che restano, e di tutte quelle che ho sterminate, dal Giordano fino al mar grande, ad occidente. Gios. 23:4
- E l'Eterno, l'Iddio vostro, le disperderà egli stesso d'innanzi a voi e le scaccerà d'innanzi a voi e voi prenderete possesso del loro paese, come l'Eterno, il vostro Dio, v'ha detto. Gios. 23:5
- Applicatevi dunque risolutamente ad osservare e a mettere in pratica tutto ciò ch'è scritto nel libro della legge di Mosè, senza sviarvene né a destra né a sinistra, Gios. 23:6
- senza mischiarvi con queste nazioni che rimangono fra voi; non mentovate neppure il nome de' loro dèi, non ne fate uso nei giuramenti; non li servite, e non vi prostrate davanti a loro; Gios. 23:7
- L'Eterno ha cacciato d'innanzi a voi nazioni grandi e potenti; e nessuno ha potuto starvi a fronte, fino ad oggi. Gios. 23:9
- Perché, se vi ritraete da lui e v'unite a quel che resta di queste nazioni che son rimaste fra voi e v'imparentate con loro e vi mescolate con esse ed esse con voi, Gios. 23:12
- siate ben certi che l'Eterno, il vostro Dio, non continuerà a scacciare queste genti d'innanzi a voi, ma esse diventeranno per voi una rete, un'insidia, un flagello ai vostri fianchi, tante spine negli occhi vostri, finché non siate periti e scomparsi da questo buon paese che l'Eterno, il vostro Dio, v'ha dato. Gios. 23:13
- Or ecco, io me ne vo oggi per la via di tutto il mondo; riconoscete dunque con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra che neppur una di tutte le buone parole che l'Eterno, il vostro Dio, ha pronunciate su voi è caduta a terra; tutte si son compiute per voi; neppure una è caduta a terra. Gios. 23:14
- E avverrà che, come ogni buona parola che l'Eterno, il vostro Dio, vi avea detta si è compiuta per voi, così l'Eterno adempirà a vostro danno tutte le sue parole di minaccia, finché vi abbia sterminati di su questo buon paese, che il vostro Dio, l'Eterno, vi ha dato. Gios. 23:15
- Se trasgredite il patto che l'Eterno, il vostro Dio, vi ha imposto, e andate a servire altri dèi e vi prostrate davanti a loro, l'ira dell'Eterno s'accenderà contro di voi, e voi perirete presto, scomparendo dal buon paese ch'egli vi ha dato'. Gios. 23:16
- Giosuè adunò pure tutte le tribù d'Israele in Sichem, e convocò gli anziani d'Israele, i capi, i giudici e gli ufficiali del popolo, i quali si presentarono davanti a Dio. Gios. 24:1
- E Giosuè disse a tutto il popolo: `Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: I vostri padri, come Terah padre d'Abrahamo e padre di Nahor, abitarono anticamente di là dal fiume, e servirono ad altri dèi. Gios. 24:2
- Io vi condussi quindi nel paese degli Amorei, che abitavano di là dal Giordano; essi combatterono contro di voi, e io li diedi nelle vostre mani; voi prendeste possesso del loro paese, e io li distrussi d'innanzi a voi. Gios. 24:8
- Poi Balak, figliuolo di Tsippor, re di Moab, si levò a muover guerra ad Israele; e mandò a chiamare Balaam, figliuolo di Beor, perché vi maledicesse; Gios. 24:9
- ma io non volli dare ascolto a Balaam; egli dovette benedirvi, e vi liberai dalle mani di Balak. Gios. 24:10
- E passaste il Giordano, e arrivaste a Gerico; gli abitanti di Gerico, gli Amorei, i Ferezei, i Cananei, gli Hittei, i Ghirgasei, gli Hivvei e i Gebusei combatteron contro di voi, e io li diedi nelle vostre mani. Gios. 24:11
- E mandai davanti a voi i calabroni, che li scacciarono d'innanzi a voi, com'era avvenuto dei due re Amorei: - non fu per la tua spada né per il tuo arco. Gios. 24:12
- E se vi par mal fatto servire all'Eterno, scegliete oggi a chi volete servire: o agli dèi ai quali i vostri padri servirono di là dal fiume, o agli dèi degli Amorei, nel paese de' quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo all'Eterno'. Gios. 24:15
- Poiché l'Eterno, il nostro Dio, è quegli che ha fatto salir noi e i padri nostri fuor dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù, che ha fatto quei grandi miracoli dinanzi agli occhi nostri, e ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiam fatto, e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati; Gios. 24:17
- e l'Eterno ha cacciato d'innanzi a noi tutti questi popoli, e gli Amorei che abitavano il paese, anche noi serviremo all'Eterno, perch'egli è il nostro Dio'. Gios. 24:18
- E il popolo disse a Giosuè: `No! No! Noi serviremo l'Eterno'. Gios. 24:21
- E Giosuè: `Togliete dunque via gli dèi stranieri che sono in mezzo a voi, e inclinate il cuor vostro all'Eterno, ch'è l'Iddio d'Israele!' Gios. 24:23
- Il popolo rispose a Giosuè: `L'Eterno, il nostro Dio, è quello che serviremo, e alla sua voce ubbidiremo!' Gios. 24:24
- Così Giosuè fermò in quel giorno un patto col popolo, e gli diede delle leggi e delle prescrizioni a Sichem. Gios. 24:25
- E Giosuè disse a tutto il popolo: `Ecco, questa pietra sarà una testimonianza contro di noi; perch'essa ha udito tutte le parole che l'Eterno ci ha dette; essa servirà quindi da testimonio contro di voi, affinché non rinneghiate il vostro Dio'. Gios. 24:27
- e lo seppellirono nel territorio di sua proprietà a Timnat-Serah, che è nella contrada montuosa di Efraim, al nord della montagna di Gaash. Gios. 24:30
- E Israele servì all'Eterno durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, e che aveano conoscenza di tutte le opere che l'Eterno avea fatte per Israele. Gios. 24:31
- E le ossa di Giuseppe, che i figliuoli d'Israele avean portate dall'Egitto, le seppellirono a Sichem, nella parte di campo che Giacobbe avea comprata dai figliuoli di Hemor, padre di Sichem, per cento pezzi di danaro; e i figliuoli di Giuseppe le avean ricevute nella loro eredità. Gios. 24:32
- Poi morì anche Eleazar, figliuolo di Aaronne, e lo seppellirono a Ghibeah di Fineas, ch'era stata data al suo figliuolo Fineas, nella contrada montuosa di Efraim. Gios. 24:33
- Dopo la morte di Giosuè, i figliuoli d'Israele consultarono l'Eterno, dicendo: `Chi di noi salirà il primo contro i Cananei a muover loro guerra?' Guid. 1:1
- Allora Giuda disse a Simeone suo fratello: `Sali meco nel paese che m'è toccato a sorte, e combatteremo contro i Cananei; poi anch'io andrò teco in quello ch'è toccato a te'. E Simeone andò con lui. Guid. 1:3
- Giuda dunque salì, e l'Eterno diede nelle loro mani i Cananei e i Ferezei; e sconfissero a Bezek diecimila uomini. Guid. 1:4
- E, trovato Adoni-Bezek a Bezek, l'attaccarono, e sconfissero i Cananei e i Ferezei. Guid. 1:5
- E Adoni-Bezek disse: `Settanta re, a cui erano stati tagliati i pollici delle mani e de' piedi raccoglievano gli avanzi del cibo sotto la mia mensa. Quello che ho fatto io, Iddio me lo rende'. E lo menarono a Gerusalemme, dove morì. Guid. 1:7
- I figliuoli di Giuda attaccarono Gerusalemme, e la presero; passarono gli abitanti a fil di spada e misero la città a fuoco e fiamma. Guid. 1:8
- Poi i figliuoli di Giuda scesero a combattere contro i Cananei che abitavano la contrada montuosa, il mezzogiorno e la regione bassa. Guid. 1:9
- Giuda marciò contro i Cananei che abitavano a Hebron, (il cui nome era prima Kiriath-Arba) e sconfisse Sceshai, Ahiman e Talmai. Guid. 1:10
- E Caleb disse: `A chi batterà Kiriath-Sefer e la prenderà io darò in moglie Acsa, mia figliuola'. Guid. 1:12
- E quand'ella venne a star con lui, lo persuase a chiedere un campo al padre di lei. Essa scese di sull'asino, e Caleb le disse: `Che vuoi?' Guid. 1:14
- Or i figliuoli del Keneo, suocero di Mosè, salirono dalla città delle palme, coi figliuoli di Giuda, nel deserto di Giuda, che è a mezzogiorno di Arad; andarono, e si stabilirono fra il popolo. Guid. 1:16
- E, come Mosè avea detto, Hebron fu data a Caleb, che ne scacciò i tre figliuoli di Anak. Guid. 1:20
- Egli insegnò loro la via per entrare nella città, ed essi passarono la città a fil di spada, ma lasciarono andare quell'uomo con tutta la sua famiglia. Guid. 1:25
- Manasse pure non cacciò gli abitanti di Beth-Scean e delle città del suo territorio, né quelli di Taanac e delle città del suo territorio, né quelli di Dor e delle città del suo territorio, quelli d'Ibleam e delle città del suo territorio, né quelli di Meghiddo e delle città del suo territorio, essendo i Cananei decisi a restare in quel paese. Guid. 1:27
- Però, quando Israele si fu rinforzato, assoggettò i Cananei a servitù, ma non li cacciò del tutto. Guid. 1:28
- Efraim anch'esso non cacciò i Cananei che abitavano a Ghezer; e i Cananei abitarono in Ghezer in mezzo ad Efraim. Guid. 1:29
- Zabulon non cacciò gli abitanti di Kitron, né gli abitanti di Nahalol; e i Cananei abitarono in mezzo a Zabulon e furon soggetti a servitù. Guid. 1:30
- Neftali non cacciò gli abitanti di Beth-Scemesh, né gli abitanti di Beth-Anath, e si stabilì in mezzo ai Cananei che abitavano il paese; ma gli abitanti di Beth-Scemesh e di Beth-Anath furon da loro sottoposti a servitù. Guid. 1:33
- Gli Amorei si mostrarono decisi a restare a Har-Heres, ad Aialon ed a Shaalbim; ma la mano della casa di Giuseppe si aggravò su loro sì che furon soggetti a servitù. Guid. 1:35
- Or l'angelo dell'Eterno salì da Ghilgal a Bokim e disse: `Io vi ho fatto salire dall'Egitto e vi ho condotto nel paese che avevo giurato ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto: Io non romperò mai il mio patto con voi; Guid. 2:1
- Perciò anch'io ho detto: Io non li caccerò d'innanzi a voi; ma essi saranno per voi tanti nemici, e i loro dèi vi saranno un'insidia'. Guid. 2:3
- Appena l'angelo dell'Eterno ebbe detto queste parole a tutti i figliuoli d'Israele, il popolo si mise a piangere ad alta voce. Guid. 2:4
- E posero nome a quel luogo Bokim e vi offrirono dei sacrifizi all'Eterno. Guid. 2:5
- Or Giosuè rimandò il popolo, e i figliuoli d'Israele se ne andarono, ciascuno nel suo territorio, a prender possesso del paese. Guid. 2:6
- E il popolo servì all'Eterno durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, e che avean veduto tutte le grandi opere che l'Eterno avea fatte a pro d'Israele. Guid. 2:7
- e fu sepolto nel territorio che gli era toccato a Timnath-Heres nella contrada montuosa di Efraim, al nord della montagna di Gaash. Guid. 2:9
- Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; poi, dopo di quella, sorse un'altra generazione, che non conosceva l'Eterno, né le opere ch'egli avea compiute a pro d'Israele. Guid. 2:10
- abbandonarono l'Eterno, l'Iddio dei loro padri che li avea tratti dal paese d'Egitto, e andaron dietro ad altri dèi fra gli dèi dei popoli che li attorniavano; si prostrarono dinanzi a loro, e provocarono ad ira l'Eterno; Guid. 2:12
- abbandonarono l'Eterno, e servirono a Baal e agl'idoli d'Astarte. Guid. 2:13
- Dovunque andavano, la mano dell'Eterno era contro di loro a loro danno, come l'Eterno avea detto, come l'Eterno avea loro giurato: e furono oltremodo angustiati. Guid. 2:15
- Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, poiché si prostituivano ad altri dèi, e si prostravan dinanzi a loro. E abbandonarono ben presto la via battuta dai loro padri, i quali aveano ubbidito ai comandamenti dell'Eterno; ma essi non fecero così. Guid. 2:17
- E quando l'Eterno suscitava loro de' giudici, l'Eterno era col giudice, e li liberava dalla mano de' loro nemici durante tutta la vita del giudice; poiché l'Eterno si pentiva a sentire i gemiti che mandavano a motivo di quelli che li opprimevano e li angariavano. Guid. 2:18
- Ma, quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, andando dietro ad altri dèi per servirli e prostrarsi dinanzi a loro; non rinunziavano menomamente alle loro pratiche e alla loro caparbia condotta. Guid. 2:19
- anch'io non caccerò più d'innanzi a loro alcuna delle nazioni che Giosuè lasciò quando morì; Guid. 2:21
- E l'Eterno lasciò stare quelle nazioni senz'affrettarsi a cacciarle, e non le diede nelle mani di Giosuè. Guid. 2:23
- Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele ubbidirebbe ai comandamenti che l'Eterno avea dati ai loro padri per mezzo di Mosè. Guid. 3:4
- Lo spirito dell'Eterno fu sopra lui, ed egli fu giudice d'Israele; uscì a combattere, e l'Eterno gli diede nelle mani Cushan-Rishathaim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cushan-Rishathaim. Guid. 3:10
- I figliuoli d'Israele continuarono a fare ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno; e l'Eterno rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perch'essi avean fatto ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno. Guid. 3:12
- Ed Eglon radunò attorno a sé i figliuoli di Ammon e di Amalek, e andò e batté Israele e s'impadronì della città delle palme. Guid. 3:13
- Ma i figliuoli d'Israele gridarono all'Eterno, ed egli suscitò loro un liberatore: Ehud, figliuolo di Ghera, Beniaminita, che era mancino. I figliuoli d'Israele mandarono per mezzo di lui un regalo a Eglon, re di Moab. Guid. 3:15
- Ehud si fece una spada a due tagli, lunga un cubito; e se la cinse sotto la veste, al fianco destro. Guid. 3:16
- E offrì il regalo a Eglon, re di Moab, ch'era uomo molto grasso. Guid. 3:17
- Ma egli, giunto alla cava di pietre ch'è presso a Ghilgal, tornò indietro, e disse: `O re, io ho qualcosa da dirti in segreto'. E il re disse: `Silenzio!' E tutti quelli che gli stavan dappresso, uscirono. Guid. 3:19
- Allora Ehud s'accostò al re, che stava seduto nella sala disopra, riservata a lui solo per prendervi il fresco, e gli disse: `Ho una parola da dirti da parte di Dio'. Quegli s'alzò dal suo seggio: Guid. 3:20
- Or quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono, ed ecco che le porte della sala disopra eran chiuse a chiavistello; e dissero: `Certo egli fa i suoi bisogni nello stanzino della sala fresca'. Guid. 3:24
- E disse loro: `Seguitemi, perché l'Eterno v'ha dato nelle mani i Moabiti, vostri nemici'. E quelli scesero dietro a lui, s'impadronirono de' guadi del Giordano per impedirne il passo ai Moabiti, e non lasciaron passare alcuno. Guid. 3:28
- Morto che fu Ehud, i figliuoli d'Israele continuarono a fare ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno. Guid. 4:1
- E l'Eterno li diede nelle mani di Iabin, re di Canaan, che regnava a Hatsor. Il capo del suo esercito era Sisera che abitava a Harosceth-Goim. Guid. 4:2
- Essa sedeva sotto la palma di Debora, fra Rama e Bethel, nella contrada montuosa di Efraim, e i figliuoli d'Israele salivano a lei per farsi rendere giustizia. Guid. 4:5
- Or ella mandò a chiamare Barak, figliuolo di Abinoam, da Kades di Neftali, e gli disse: `L'Eterno, l'Iddio d'Israele, non t'ha egli dato quest'ordine: Va', raduna sul monte Tabor e prendi teco diecimila uomini de' figliuoli di Neftali e de' figliuoli di Zabulon. Guid. 4:6
- Ed ella disse: `Certamente, verrò con te; soltanto, la via per cui ti metti non ridonderà ad onor tuo; poiché l'Eterno darà Sisera in man d'una donna'. E Debora si levò e andò con Barak a Kades. Guid. 4:9
- E Barak convocò Zabulon e Neftali a Kades; diecimila uomini si misero al suo seguito, e Debora salì con lui. Guid. 4:10
- Or Heber, il Keneo, s'era separato dai Kenei, discendenti di Hobab, suocero di Mosè, e avea piantate le sue tende fino al querceto di Tsaannaim, ch'è presso a Kades. Guid. 4:11
- Fu riferito a Sisera che Barak, figliuolo di Abinoam, era salito sul monte Tabor. Guid. 4:12
- E Debora disse a Barak: `Lèvati, poiché questo è il giorno in cui l'Eterno ha dato Sisera nelle tue mani. L'Eterno non va egli dinanzi a te?' Allora Barak scese dal monte Tabor, seguito da diecimila uomini. Guid. 4:14
- E l'Eterno mise in rotta, davanti a Barak, Sisera con tutti i suoi carri e con tutto il suo esercito, che fu passato a fil di spada; e Sisera, sceso dal carro, si diè alla fuga a piedi. Guid. 4:15
- Sisera fuggì a piedi verso la tenda di Jael, moglie di Heber, il Keneo, perché v'era pace fra Iabin, re di Hatsor, e la casa di Heber il Keneo. Guid. 4:17
- E Jael uscì incontro a Sisera e gli disse: `Entra, signor mio, entra da me: non temere'. Ed egli entrò da lei nella sua tenda, ed essa lo coprì con una coperta. Guid. 4:18
- Ed egli le disse: `Stattene all'ingresso della tenda; e se qualcuno viene a interrogarti dicendo: C'è qualcuno qui dentro? di' di no'. Guid. 4:20
- Allora Jael, moglie di Heber, prese un piuolo della tenda; e, dato di piglio al martello, venne pian piano a lui, e gli piantò il piuolo nella tempia sì ch'esso penetrò in terra. Egli era profondamente addormentato e sfinito; e morì. Guid. 4:21
- I re vennero, pugnarono; allora pugnarono i re di Canaan a Taanac, presso le acque di Meghiddo; non ne riportarono un pezzo d'argento. Guid. 5:19
- Ai piedi d'essa ei si piegò, cadde, giacque disteso; a' piedi d'essa si piegò, e cadde; là dove si piegò, cadde esanime. Guid. 5:27
- La madre di Sisera guarda per la finestra, e grida a traverso l'inferriata: `Perché il suo carro sta tanto a venire? perché son così lente le ruote de' suoi carri?' Guid. 5:28
- Le più savie delle sue dame le rispondono, ed ella pure replica a se stessa: Guid. 5:29
- `Non trovan bottino? non se lo dividono? Una fanciulla, due fanciulle per ognuno; a Sisera un bottino di vesti variopinte; un bottino di vesti variopinte e ricamate, di vesti variopinte e ricamate d'ambo i lati per le spalle del vincitore!' Guid. 5:30
- Israele dunque fu ridotto in gran miseria a motivo di Madian, e i figliuoli d'Israele gridarono all'Eterno. Guid. 6:6
- E avvenne che, quando i figliuoli d'Israele ebbero gridato all'Eterno a motivo di Madian, Guid. 6:7
- vi liberai dalla mano degli Egiziani e dalla mano di tutti quelli che vi opprimevano; li cacciai d'innanzi a voi, vi detti il loro paese, Guid. 6:9
- Poi venne l'angelo dell'Eterno, e si assise sotto il terebinto d'Ofra, che apparteneva a Joas, Abiezerita; e Gedeone, figliuolo di Joas, batteva il grano nello strettoio, per metterlo al sicuro dai Madianiti. Guid. 6:11
- Allora l'Eterno si vòlse a lui, e gli disse: `Va' con cotesta tua forza, e salva Israele dalla mano di Madian; non son io che ti mando?' Guid. 6:14
- Ed egli a lui: `Ah, signor mio, con che salverò io Israele? Ecco, il mio migliaio è il più povero di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre'. Guid. 6:15
- E Gedeone a lui: `Se ho trovato grazia agli occhi tuoi, dammi un segno che sei proprio tu che mi parli. Guid. 6:17
- E Gedeone vide ch'era l'angelo dell'Eterno, e disse: `Misero me, o Signore, o Eterno! giacché ho veduto l'angelo dell'Eterno a faccia a faccia!' Guid. 6:22
- Allora Gedeone edificò quivi un altare all'Eterno, e lo chiamò `l'Eterno pace'. Esso esiste anche al dì d'oggi a Ofra degli Abiezeriti. Guid. 6:24
- e costruisci un altare all'Eterno, al tuo Dio, in cima a questa roccia, disponendo ogni cosa con ordine; poi prendi il secondo toro, e offrilo in olocausto sulle legna dell'idolo che avrai abbattuto'. Guid. 6:26
- Allora la gente della città disse a Joas: `Mena fuori il tuo figliuolo, e sia messo a morte, perché ha demolito l'altare di Baal ed ha abbattuto l'idolo che gli stava vicino'. Guid. 6:30
- E Joas rispose a tutti quelli che insorgevano contro a lui: `Volete voi difender la causa di Baal? volete venirgli in soccorso? Chi vorrà difender la sua causa sarà messo a morte prima di domattina; s'esso è dio, difenda da sé la sua causa, giacché hanno demolito il suo altare'. Guid. 6:31
- Perciò quel giorno Gedeone fu chiamato Ierubbaal, perché si disse: `Difenda Baal la sua causa contro a lui, giacché egli ha demolito il suo altare'. Guid. 6:32
- Egli mandò anche dei messi in tutto Manasse, che fu pure convocato per seguirlo; mandò altresì de' messi nelle tribù di Ascer, di Zabulon e di Neftali, le quali salirono a incontrare gli altri. Guid. 6:35
- E Gedeone disse a Dio: `Se vuoi salvare Israele per mia mano, come hai detto, Guid. 6:36
- E Gedeone disse a Dio: `Non s'accenda l'ira tua contro di me; io non parlerò più che questa volta. Deh, ch'io faccia ancora un'altra prova sola col vello: resti asciutto soltanto il vello, e ci sia della rugiada su tutto il terreno'. Guid. 6:39
- Ierubbaal dunque, vale a dire Gedeone, con tutta la gente ch'era con lui, levatosi la mattina di buon'ora, si accampò presso la sorgente di Harod. Il campo di Madian era al nord di quello di Gedeone, verso la collina di Moreh, nella valle. Guid. 7:1
- E l'Eterno disse a Gedeone: `La gente che è teco è troppo numerosa perch'io dia Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi di fronte a me, e dire: - La mia mano è quella che m'ha salvato. - Guid. 7:2
- L'Eterno disse a Gedeone: `La gente è ancora troppo numerosa; falla scendere all'acqua, e quivi io te ne farò la scelta. Quello del quale ti dirò: - Questo vada teco - andrà teco; e quello del quale ti dirò: - Questo non vada teco - non andrà'. Guid. 7:4
- Allora l'Eterno disse a Gedeone: `Mediante questi trecento uomini che hanno lambito l'acqua io vi libererò e darò i Madianiti nelle tue mani. Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua'. Guid. 7:7
- In quella stessa notte, l'Eterno disse a Gedeone: `Lèvati, piomba sul campo, perché io te l'ho dato nelle mani. Guid. 7:9
- E divise i trecento uomini in tre schiere, consegnò a tutti quanti delle trombe e delle brocche vuote con delle fiaccole entro le brocche; Guid. 7:16
- e quando io con tutti quelli che son meco sonerò la tromba, anche voi darete nelle trombe intorno a tutto il campo, e direte: - Per l'Eterno e per Gedeone!' Guid. 7:18
- Allora le tre schiere dettero nelle trombe, spezzaron le brocche; con la sinistra presero le fiaccole, e con la destra le trombe per sonare, e si misero a gridare: `La spada per l'Eterno e per Gedeone!' Guid. 7:20
- Ognun di loro rimase al suo posto, intorno al campo; e tutto il campo si diè a correre, a gridare, a fuggire. Guid. 7:21
- E mentre quelli sonavan le trecento trombe, l'Eterno fece volger la spada di ciascuno contro il compagno, per tutto il campo. E il campo fuggì fino a Beth-Scittah, verso Tserera, sino all'orlo d'Abel-Meholah presso Tabbath. Guid. 7:22
- E Gedeone mandò de' messi per tutta la contrada montuosa di Efraim a dire: `Scendete incontro ai Madianiti, e tagliate loro il passo delle acque fino a Beth-Barah, e i guadi del Giordano'. Così tutti gli uomini di Efraim si radunarono e s'impadronirono dei passi delle acque fino a Beth-Barah e dei guadi del Giordano. Guid. 7:24
- E presero due principi di Madian, Oreb e Zeeb; uccisero Oreb al masso di Oreb, e Zeeb allo strettoio di Zeeb: inseguirono i Madianiti, e portarono le teste di Oreb e di Zeeb a Gedeone, dall'altro lato del Giordano. Guid. 7:25
- Gli uomini di Efraim dissero a Gedeone: `Che azione è questa che tu ci hai fatto, non chiamandoci quando sei andato a combattere contro Madian?' Ed ebbero con lui una disputa violenta. Guid. 8:1
- E Gedeone arrivò al Giordano, e lo passò con i trecento uomini ch'erano con lui; i quali, benché stanchi, continuavano a inseguire il nemico. Guid. 8:4
- E disse a quelli di Succoth: `Date, vi prego, dei pani alla gente che mi segue, perché è stanca, ed io sto inseguendo Zebah e Tsalmunna, re di Madian'. Guid. 8:5
- Ma i capi di Succoth risposero: `Tieni tu forse già nelle tue mani i polsi di Zebah e di Tsalmunna, che abbiamo a dar del pane al tuo esercito?' Guid. 8:6
- Di là salì a Penuel, e parlò a quei di Penuel nello stesso modo; ed essi gli risposero come avean fatto quei di Succoth. Guid. 8:8
- Ed egli disse anche a quei di Penuel: `Quando tornerò in pace, abbatterò questa torre'. Guid. 8:9
- Or Zebah e Tsalmunna erano a Karkor col loro esercito di circa quindicimila uomini, ch'era tutto quel che rimaneva dell'intero esercito dei figli dell'oriente, poiché centoventimila uomini che portavano spada erano stati uccisi. Guid. 8:10
- Gedeone salì per la via di quelli che abitano sotto tende a oriente di Nobah e di Iogbeha, e sconfisse l'esercito, che si credeva sicuro. Guid. 8:11
- Poi venne alla gente di Succoth, e disse: `Ecco Zebah e Tsalmunna, a proposito de' quali m'insultaste dicendo: Hai tu forse già nelle mani i polsi di Zebah e di Tsalmunna, che noi abbiamo da dar del pane alla tua gente stanca?' Guid. 8:15
- Poi disse a Zebah e a Tsalmunna: `Com'erano gli uomini che avete uccisi al Tabor?' Quelli risposero: `Eran come te; ognun d'essi avea l'aspetto d'un figlio di re'. Guid. 8:18
- Poi disse a Iether, suo primogenito: `Lèvati, uccidili!' Ma il giovane non tirò la spada, perché avea paura, essendo ancora un giovinetto. Guid. 8:20
- Allora gli uomini d'Israele dissero a Gedeone: `Regna su noi tu e il tuo figliuolo e il figliuolo del tuo figliuolo, giacché ci hai salvati dalla mano di Madian'. Guid. 8:22
- E Gedeone ne fece un efod, che pose in Ofra, sua città; tutto Israele v'andò a prostituirsi, ed esso diventò un'insidia per Gedeone e per la sua casa. Guid. 8:27
- Ierubbaal, figliuolo di Joas, tornò a dimorare a casa sua. Guid. 8:29
- E la sua concubina, che stava a Sichem, gli partorì anch'ella un figliuolo, al quale pose nome Abimelec. Guid. 8:31
- Poi Gedeone, figliuolo di Joas, morì in buona vecchiaia, e fu sepolto nella tomba di Joas suo padre, a Ofra degli Abiezeriti. Guid. 8:32
- Dopo che Gedeone fu morto, i figliuoli d'Israele ricominciarono a prostituirsi agl'idoli di Baal, e presero Baal-Berith come loro dio. Guid. 8:33
- e non dimostrarono alcuna gratitudine alla casa di Ierubbaal, ossia di Gedeone, per tutto il bene ch'egli avea fatto a Israele. Guid. 8:35
- Or Abimelec, figliuolo di Ierubbaal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e parlò loro e a tutta la famiglia del padre di sua madre, dicendo: Guid. 9:1
- I fratelli di sua madre parlarono di lui, ripetendo a tutti i Sichemiti tutte quelle parole; e il cuor loro s'inchinò a favore di Abimelec, perché dissero: `E' nostro fratello'. Guid. 9:3
- Ed egli venne alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli, figliuoli di Ierubbaal, settanta uomini; ma Jotham, figliuolo minore di Ierubbaal, scampò, perché s'era nascosto. Guid. 9:5
- Poi tutti i Sichemiti e tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a proclamar re Abimelec, presso la quercia del monumento che si trova a Sichem. Guid. 9:6
- E Jotham, essendo stato informato della cosa, andò a porsi sulla sommità del monte Garizim, e alzando la voce gridò: `Ascoltatemi, Sichemiti, e vi ascolti Iddio! Guid. 9:7
- Allora gli alberi dissero al fico: - Vieni tu a regnare su noi. Guid. 9:10
- Poi gli alberi dissero alla vite: - Vieni tu a regnare su noi. Guid. 9:12
- Allora tutti gli alberi dissero al pruno: - Vieni tu a regnare su noi. Guid. 9:14
- - E il pruno rispose agli alberi: Se è proprio in buona fede che volete ungermi re per regnare su voi, venite a rifugiarvi sotto l'ombra mia; se no, esca un fuoco dal pruno e divori i cedri del Libano! Guid. 9:15
- quando ha combattuto per voi, quando ha messo a repentaglio la sua vita e vi ha liberati dalle mani di Madian, Guid. 9:17
- Poi Jotham corse via, fuggì e andò a stare a Beer, per paura di Abimelec, suo fratello. Guid. 9:21
- affinché la violenza fatta ai settanta figliuoli di Ierubbaal ricevesse il suo castigo, e il loro sangue ricadesse sopra Abimelec, loro fratello, che li aveva uccisi, e sopra i Sichemiti che gli avean prestato mano a uccidere i suoi fratelli. Guid. 9:24
- Poi Gaal, figliuolo di Ebed, e i suoi fratelli vennero e si stabilirono a Sichem, e i Sichemiti riposero in lui la loro fiducia. Guid. 9:26
- E Gaal, figliuolo di Ebed, disse: `Chi è Abimelec, e che cos'è Sichem, che abbiamo a servire ad Abimelec? non è egli figliuolo di Ierubbaal? e Zebul non è egli suo commissario? Servite agli uomini di Hamor, padre di Sichem! Ma noi perché serviremmo a costui? Guid. 9:28
- e mandò segretamente de' messi ad Abimelec per dirgli: `Ecco, Gaal, figliuolo di Ebed, e i suoi fratelli son venuti a Sichem, e sollevano la città contro di te. Guid. 9:31
- e domattina, non appena spunterà il sole, ti leverai e piomberai sulla città. E quando Gaal con la gente che è con lui uscirà contro a te, tu gli farai quel che sarà necessario'. Guid. 9:33
- Abimelec e tutta la gente ch'era con lui si levaron di notte, e fecero un'imboscata contro a Sichem, divisi in quattro schiere. Guid. 9:34
- Gaal, veduta quella gente, disse a Zebul: `Ecco gente che scende dall'alto de' monti'. E Zebul gli rispose: `Tu vedi l'ombra de' monti e la prendi per uomini'. Guid. 9:36
- E Gaal riprese a dire: `Guarda, c'è gente che scende dalle alture del paese, e una schiera che giunge per la via della quercia degl'indovini'. Guid. 9:37
- Allora Zebul gli disse: `Dov'è ora la tua millanteria di quando dicevi: - Chi è Abimelec, che abbiamo a servirgli? - Non è questo il popolo che disprezzavi? Orsù, fatti avanti e combatti contro di lui!' Guid. 9:38
- Ma Abimelec gli diè la caccia, ed egli fuggì d'innanzi a lui, e molti uomini caddero morti fino all'ingresso della porta. Guid. 9:40
- E Abimelec si fermò ad Aruma, e Zebul cacciò Gaal e i suoi fratelli, che non poteron più rimanere a Sichem. Guid. 9:41
- Poi Abimelec e la gente che avea seco si slanciarono e vennero a porsi all'ingresso della porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su tutti quelli che erano nella campagna, e ne fecero strage. Guid. 9:44
- Poi Abimelec andò a Thebets, la cinse d'assedio e la prese. Guid. 9:50
- E quando gl'Israeliti ebbero veduto che Abimelec era morto, se ne andarono, ognuno a casa sua. Guid. 9:55
- Or dopo Abimelec sorse, per liberare Israele, Thola, figliuolo di Puah, figliuolo di Dodo, uomo d'Issacar. Dimorava a Samir, nella contrada montuosa di Efraim; Guid. 10:1
- fu giudice d'Israele per ventitre anni; poi morì e fu sepolto a Samir. Guid. 10:2
- Poi Jair morì e fu sepolto a Kamon. Guid. 10:5
- E i figliuoli d'Israele continuarono a fare ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno e servirono agl'idoli di Baal e di Astarte, agli dèi della Siria, agli dèi di Sidon, agli dèi di Moab, agli dèi de' figliuoli di Ammon e agli dèi de' Filistei; abbandonaron l'Eterno e non gli serviron più. Guid. 10:6
- Quando i Sidonii, gli Amalekiti e i Maoniti vi opprimevano e voi gridaste a me, non vi liberai io dalle loro mani? Guid. 10:12
- Andate a gridare agli dèi che avete scelto; vi salvino essi nel tempo della vostra angoscia!' Guid. 10:14
- E i figliuoli d'Israele dissero all'Eterno: `Abbiamo peccato; facci tutto quello che a te piace; soltanto, te ne preghiamo, liberaci oggi!' Guid. 10:15
- Allora tolsero di mezzo a loro gli dèi stranieri e servirono all'Eterno, che si accorò per l'afflizione d'Israele. Guid. 10:16
- I figliuoli di Ammon s'adunarono e si accamparono in Galaad, e i figliuoli d'Israele s'adunaron pure, e si accamparono a Mitspa. Guid. 10:17
- E Jefte se ne fuggì lungi dai suoi fratelli e si stabilì nel paese di Tob. Degli uomini da nulla si raccolsero attorno a Jefte, e facevano delle incursioni con lui. Guid. 11:3
- Qualche tempo dopo avvenne che i figliuoli di Ammon mossero guerra a Israele. Guid. 11:4
- E come i figliuoli di Ammon movean guerra a Israele, gli anziani di Galaad andarono a cercare Jefte nel paese di Tob. Guid. 11:5
- E dissero a Jefte: `Vieni, sii nostro capitano, e combatteremo contro i figliuoli di Ammon'. Guid. 11:6
- E gli anziani di Galaad dissero a Jefte: `Appunto per questo torniamo ora da te, onde tu venga con noi e combatta contro i figliuoli di Ammon, e tu sia capo di noi tutti abitanti di Galaad'. Guid. 11:8
- E gli anziani di Galaad dissero a Jefte: `L'Eterno sia testimone fra noi, e ci punisca se non facciamo quello che hai detto'. Guid. 11:10
- Jefte dunque andò con gli anziani di Galaad; il popolo lo costituì suo capo e condottiero, e Jefte ripeté davanti all'Eterno, a Mitspa, tutte le parole che avea dette prima. Guid. 11:11
- ma, quando Israele salì dall'Egitto e attraversò il deserto fino al mar Rosso e giunse a Kades, Guid. 11:16
- inviò de' messi al re di Edom per dirgli: - Ti prego, lasciami passare per il tuo paese; - ma il re di Edom non acconsentì. Mandò anche al re di Moab, il quale pure rifiutò; e Israele rimase a Kades. Guid. 11:17
- Poi camminò per il deserto, fece il giro del paese di Edom e del paese di Moab, giunse a oriente del paese di Moab, e si accampò di là dall'Arnon, senza entrare nel territorio di Moab; perché l'Arnon segna il confine di Moab. Guid. 11:18
- E Israele inviò de' messi a Sihon, re degli Amorei, re di Heshbon, e gli fe' dire: - Ti preghiamo, lasciaci passare dal tuo paese, per arrivare al nostro. - Guid. 11:19
- Ma Sihon non si fidò d'Israele per permettergli di passare per il suo territorio; anzi Sihon radunò tutta la sua gente, s'accampò a Jahats, e combatté contro Israele. Guid. 11:20
- E ora che l'Eterno, l'Iddio d'Israele, ha cacciato gli Amorei d'innanzi a Israele, ch'è il suo popolo, dovresti tu possedere il loro paese? Guid. 11:23
- Non possiedi tu quello che Kemosh, il tuo dio, t'ha fatto possedere? Così anche noi possederemo il paese di quelli che l'Eterno ha cacciati d'innanzi a noi. Guid. 11:24
- Allora lo spirito dell'Eterno venne su Jefte, che attraversò Galaad e Manasse, passò a Mitspa di Galaad, e da Mitspa di Galaad mosse contro i figliuoli di Ammon. Guid. 11:29
- Or Jefte se ne tornò a Mitspa, a casa sua; ed ecco uscirgli incontro la sua figliuola, con timpani e danze. Era l'unica sua figlia: non aveva altri figliuoli né altre figliuole. Guid. 11:34
- Poi disse a suo padre: `Mi sia concesso questo: lasciami libera per due mesi, ond'io vada e scenda per i monti a piangere la mia verginità con le mie compagne'. Guid. 11:37
- l'usanza che le figliuole d'Israele vanno tutti gli anni a celebrar la figliuola di Jefte, il Galaadita, per quattro giorni. Guid. 11:40
- Or gli uomini di Efraim si radunarono, passarono a Tsafon, e dissero a Jefte: `Perché sei andato a combattere contro i figliuoli di Ammon e non ci hai chiamati ad andar teco? Noi bruceremo la tua casa e te con essa'. Guid. 12:1
- E vedendo che voi non venivate in mio soccorso, ho posto a repentaglio la mia vita, ho marciato contro i figliuoli di Ammon, e l'Eterno me li ha dati nelle mani. Perché dunque siete saliti oggi contro di me per muovermi guerra?' Guid. 12:3
- Poi Jefte, radunati tutti gli uomini di Galaad, diè battaglia ad Efraim; e gli uomini di Galaad sconfissero gli Efraimiti, perché questi dicevano: `Voi, Galaaditi, siete de' fuggiaschi d'Efraim, in mezzo ad Efraim e in mezzo a Manasse!' Guid. 12:4
- `Ebbene, di' Scibboleth'; e quello diceva `Sibboleth', senza fare attenzione a pronunziar bene; allora lo pigliavano e lo scannavano presso i guadi del Giordano. E perirono in quel tempo quarantaduemila uomini d'Efraim. Guid. 12:6
- Poi Ibtsan morì e fu sepolto a Bethlehem. Guid. 12:10
- Poi Abdon, figliuolo di Hillel, il Pirathonita, morì e fu sepolto a Pirathon, nel paese di Efraim, sul monte Amalek. Guid. 12:15
- E i figliuoli d'Israele continuarono a fare quel ch'era male agli occhi dell'Eterno, e l'Eterno li diede nelle mani de' Filistei per quarant'anni. Guid. 13:1
- E l'angelo dell'Eterno apparve a questa donna, e le disse: `Ecco, tu sei sterile e non hai figliuoli; ma concepirai e partorirai un figliuolo. Guid. 13:3
- Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figliuolo, sulla testa del quale non passerà rasoio, giacché il fanciullo sarà un Nazireo, consacrato a Dio dal seno di sua madre, e sarà lui che comincerà a liberare Israele dalle mani de' Filistei'. Guid. 13:5
- E la donna andò a dire a suo marito: `Un uomo di Dio è venuto da me; avea il sembiante d'un angelo di Dio: un sembiante terribile fuor di modo. Io non gli ho domandato donde fosse, ed egli non m'ha detto il suo nome; Guid. 13:6
- ma mi ha detto: Ecco, tu concepirai e partorirai un figliuolo; or dunque non bere vino né bevanda alcoolica, e non mangiare alcun che d'impuro, giacché il fanciullo sarà un Nazireo, consacrato a Dio dal seno di sua madre e fino al giorno della sua morte'. Guid. 13:7
- Allora Manoah supplicò l'Eterno, e disse: `O Signore, ti prego che l'uomo di Dio mandato da te torni di nuovo a noi e c'insegni quello che dobbiam fare per il bambino che nascerà'. Guid. 13:8
- La donna corse in fretta a informar suo marito del fatto, e gli disse: `Ecco, quell'uomo che venne da me l'altro giorno, m'è apparito'. Guid. 13:10
- Manoah s'alzò, andò dietro a sua moglie, e, giunto a quell'uomo, gli disse: `Sei tu che parlasti a questa donna?' E quegli rispose: `Son io'. Guid. 13:11
- L'angelo dell'Eterno rispose a Manoah: `Si astenga la donna da tutto quello che le ho detto. Guid. 13:13
- E l'angelo dell'Eterno rispose a Manoah: `Anche se tu mi trattenessi, non mangerei del tuo cibo; ma, se vuoi fare un olocausto, offrilo all'Eterno'. Or Manoah non sapeva che quello fosse l'angelo dell'Eterno. Guid. 13:16
- come la fiamma saliva dall'altare al cielo, l'angelo dell'Eterno salì con la fiamma dell'altare. E Manoah e sua moglie, vedendo questo, caddero con la faccia a terra. Guid. 13:20
- E l'angelo dell'Eterno non apparve più né a Manoah né a sua moglie. Allora Manoah riconobbe che quello era l'angelo dell'Eterno. Guid. 13:21
- E Manoah disse a sua moglie: `Noi morremo sicuramente, perché abbiam veduto Dio'. Guid. 13:22
- Poi la donna partorì un figliuolo, a cui pose nome Sansone. Il bambino crebbe, e l'Eterno lo benedisse. Guid. 13:24
- E lo spirito dell'Eterno cominciò ad agitarlo quand'esso era a Mahaneh-Dan, fra Tsorea ed Eshtaol. Guid. 13:25
- Sansone scese a Timnah, e vide quivi una donna tra le figliuole de' Filistei. Guid. 14:1
- Tornato a casa, ne parlò a suo padre e a sua madre, dicendo: `Ho veduto a Timnah una donna tra le figliuole de' Filistei; or dunque, prendetemela per moglie'. Guid. 14:2
- Suo padre e sua madre gli dissero: `Non v'è egli dunque tra le figliuole de' tuoi fratelli e in tutto il nostro popolo una donna per te, che tu vada a prenderti una moglie tra i Filistei incirconcisi?' E Sansone rispose a suo padre: `Prendimi quella, poiché mi piace'. Guid. 14:3
- Poi Sansone scese con suo padre e con sua madre a Timnah; e come furon giunti alle vigne di Timnah, ecco un leoncello farglisi incontro, ruggendo. Guid. 14:5
- Lo spirito dell'Eterno investì Sansone, che, senz'aver niente in mano, squarciò il leone, come uno squarcerebbe un capretto; ma non disse nulla a suo padre né a sua madre di ciò che avea fatto. Guid. 14:6
- Di lì a qualche tempo, tornò per prenderla, e uscì di strada per vedere il carcame del leone; ed ecco, nel corpo del leone c'era uno sciame d'api e del miele. Guid. 14:8
- Egli prese in mano di quel miele, e si mise a mangiarlo per istrada; e quando ebbe raggiunto suo padre e sua madre, ne diede loro, ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che avea preso il miele dal corpo del leone. Guid. 14:9
- Suo padre scese a trovar quella donna, e Sansone fece quivi un convito; perché tale era il costume dei giovani. Guid. 14:10
- ma, se non me lo potete spiegare, darete trenta tuniche e trenta mute di vesti a me'. Guid. 14:13
- E il settimo giorno dissero alla moglie di Sansone: `Induci il tuo marito a spiegarci l'enimma; se no, darem fuoco a te e alla casa di tuo padre. E che? ci avete invitati qui per spogliarci?' Guid. 14:15
- La moglie di Sansone si mise a piangere presso di lui, e a dirgli: `Tu non hai per me che dell'odio, e non mi vuoi bene; hai proposto un enimma ai figliuoli del mio popolo, e non me l'hai spiegato!' Ed egli a lei: `Ecco, non l'ho spiegato a mio padre né a mia madre, e lo spiegherei a te?' Guid. 14:16
- E gli uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone: `Che v'è di più dolce del miele? e che v'è di più forte del leone?' Ed egli rispose loro: `Se non aveste arato con la mia giovenca, non avreste indovinato il mio enimma'. Guid. 14:18
- E lo spirito dell'Eterno lo investì, ed egli scese ad Askalon, vi uccise trenta uomini dei loro, prese le loro spoglie, e dette le mute di vesti a quelli che aveano spiegato l'enimma. E, acceso d'ira, risalì a casa di suo padre. Guid. 14:19
- Di lì a qualche tempo, verso la mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto, e disse: `Voglio entrare in camera da mia moglie'. Ma il padre di lei non gli permise d'entrare, Guid. 15:1
- E Sansone disse loro: `Giacché agite a questo modo, siate certi che non avrò posa finché non mi sia vendicato di voi'. Guid. 15:7
- Allora i Filistei salirono, si accamparono in Giuda, e si distesero fino a Lehi. Guid. 15:9
- Gli uomini di Giuda dissero loro: `Perché siete saliti contro di noi?' Quelli risposero: `Siam saliti per legare Sansone; per fare a lui quello che ha fatto a noi'. Guid. 15:10
- E tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della roccia d'Etam, e dissero a Sansone: `Non sai tu che i Filistei sono nostri dominatori? Che è dunque questo che ci hai fatto?' Ed egli rispose loro: `Quello che hanno fatto a me, l'ho fatto a loro'. Guid. 15:11
- E quelli a lui: `Noi siam discesi per legarti e darti nelle mani de' Filistei'. Sansone replicò loro: `Giuratemi che voi stessi non mi ucciderete'. Guid. 15:12
- Quelli risposero: `No, ti legheremo soltanto, e ti daremo nelle loro mani; ma certamente non ti metteremo a morte'. E lo legarono con due funi nuove, e lo fecero uscire dalla caverna. Guid. 15:13
- Quando giunse a Lehi, i Filistei gli si fecero incontro con grida di gioia; ma lo spirito dell'Eterno lo investì, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si appicchi il fuoco; e i legami gli caddero dalle mani. Guid. 15:14
- Allora Iddio fendé la roccia concava ch'è a Lehi, e ne uscì dell'acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò, ed egli riprese vita. Donde il nome di En-Hakkore dato a quella fonte, che esiste anche al dì d'oggi a Lehi. Guid. 15:19
- E Sansone andò a Gaza, vide quivi una meretrice, ed entrò da lei. Guid. 16:1
- Fu detto a que' di Gaza: `Sansone è venuto qua'. Ed essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città, e tutta quella notte se ne stettero queti dicendo: `Allo spuntar del giorno l'uccideremo'. Guid. 16:2
- E Sansone si giacque fino a mezzanotte; e a mezzanotte si levò, diè di piglio ai battenti della porta della città e ai due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle, e li portò in cima al monte ch'è dirimpetto a Hebron. Guid. 16:3
- E i principi de' Filistei salirono da lei e le dissero: `Lusingalo, e vedi dove risieda quella sua gran forza, e come potremmo prevalere contro di lui per giungere a legarlo e a domarlo; e ti daremo ciascuno mille e cento sicli d'argento'. Guid. 16:5
- Delila dunque disse a Sansone: `Dimmi, ti prego, dove risieda la tua gran forza, e in che modo ti si potrebbe legare per domarti'. Guid. 16:6
- Poi Delila disse a Sansone: `Ecco, tu m'hai beffata e m'hai detto delle bugie; or dunque, ti prego, dimmi con che ti si potrebbe legare'. Guid. 16:10
- Delila disse a Sansone: `Fino ad ora tu m'hai beffata e m'hai detto delle bugie; dimmi con che ti si potrebbe legare'. Ed egli le rispose: `Non avresti che da tessere le sette trecce del mio capo col tuo ordìto'. Guid. 16:13
- Ed ella gli disse: `Come fai a dirmi: T'amo! mentre il tuo cuore non è con me? Già tre volte m'hai beffata, e non m'hai detto dove risiede la tua gran forza'. Guid. 16:15
- e le aperse tutto il cuor suo e le disse: `Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo, consacrato a Dio, dal seno di mia madre; se fossi tosato, la mia forza se ne andrebbe, diventerei debole, e sarei come un uomo qualunque'. Guid. 16:17
- Delila, visto ch'egli le aveva aperto tutto il cuor suo, mandò a chiamare i principi de' Filistei, e fece dir loro: `Venite su, questa volta, perché egli m'ha aperto tutto il suo cuore'. Allora i principi dei Filistei salirono da lei, e portaron seco il danaro. Guid. 16:18
- Ed ella lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò l'uomo fissato, e gli fece tosare le sette trecce della testa di Sansone; così giunse a domarlo; e la sua forza si partì da lui. Guid. 16:19
- E i Filistei lo presero e gli cavaron gli occhi; lo fecero scendere a Gaza, e lo legarono con catene di rame. Ed egli girava la macina nella prigione. Guid. 16:21
- Intanto, la capigliatura che gli avean tosata, cominciava a ricrescergli. Guid. 16:22
- Or i principi dei Filistei si radunarono per offrire un gran sacrifizio a Dagon, loro dio, e per rallegrarsi. Dicevano: `Il nostro dio ci ha dato nelle mani Sansone, nostro nemico'. Guid. 16:23
- E quando il popolo lo vide, cominciò a lodare il suo dio e a dire: `Il nostro dio ci ha dato nelle mani il nostro nemico, colui che ci devastava il paese e che ha ucciso tanti di noi'. Guid. 16:24
- E nella gioia del cuor loro, dissero: `Chiamate Sansone, che ci faccia divertire!' Fecero quindi uscir Sansone dalla prigione, ed egli si mise a fare il buffone in loro presenza. Lo posero fra le colonne; Guid. 16:25
- Or la casa era piena d'uomini e di donne; e tutti i principi de' Filistei eran quivi; c'eran sul tetto circa tremila persone, fra uomini e donne, che stavano a guardare mentre Sansone faceva il buffone. Guid. 16:27
- `Ch'io muoia insieme coi Filistei!' Si curvò con tutta la sua forza, e la casa rovinò addosso ai principi e a tutto il popolo che v'era dentro; talché più ne uccise egli morendo, che non ne avea uccisi da vivo. Guid. 16:30
- Egli disse a sua madre: `I mille cento sicli d'argento che t'hanno rubato, e a proposito de' quali hai pronunziato una maledizione, e l'hai pronunziata in mia presenza, ecco, li ho io; quel denaro l'avevo preso io'. E sua madre disse: `Benedetto sia dall'Eterno il mio figliuolo!' Guid. 17:2
- Egli restituì a sua madre i mille cento sicli d'argento, e sua madre disse: `Io consacro di mano mia quest'argento a pro del mio figliuolo, per farne un'immagine scolpita e un'immagine di getto; or dunque te lo rendo'. Guid. 17:3
- E quand'egli ebbe restituito l'argento a sua madre, questa prese dugento sicli e li diede al fonditore, il quale ne fece un'immagine scolpita e un'immagine di getto, che furon messe in casa di Mica. Guid. 17:4
- Mica gli chiese: `Donde vieni?' Quello gli rispose: `Sono un Levita di Bethlehem di Giuda, e vado a stabilirmi dove troverò un luogo adatto'. Guid. 17:9
- Egli acconsentì a stare con quell'uomo, che trattò il giovine come uno de' suoi figliuoli. Guid. 17:11
- In quel tempo, non v'era re in Israele; e in quel medesimo tempo, la tribù dei Daniti cercava un possesso per stabilirvisi, perché fino a quei giorni, non le era toccata alcuna eredità fra le tribù d'Israele. Guid. 18:1
- I figliuoli di Dan mandaron dunque da Tsorea e da Eshtaol cinque uomini della loro tribù, presi di fra loro tutti, uomini valorosi, per esplorare ed esaminare il paese; e dissero loro: `Andate a esaminare il paese!' Quelli giunsero nella contrada montuosa di Efraim, alla casa di Mica, e pernottarono in quel luogo. Guid. 18:2
- I cinque uomini dunque partirono, giunsero a Lais, e videro che il popolo, il quale vi abitava, viveva in sicurtà, al modo de' Sidonii, tranquillo e fidente, poiché nel paese non c'era alcuno in autorità che potesse far loro il menomo torto, ed erano lontani dai Sidonii e non aveano relazione con alcuno. Guid. 18:7
- Poi tornarono ai loro fratelli a Tsorea ed a Eshtaol; e i fratelli chiesero loro: `Che dite?' Guid. 18:8
- Quelli risposero: `Leviamoci e saliamo contro quella gente; poiché abbiam visto il paese, ed ecco, è eccellente. E voi ve ne state là senza dir verbo? Non siate pigri a muovervi per andare a prender possesso del paese! Guid. 18:9
- Salirono, e si accamparono a Kiriath-Jearim, in Giuda; perciò quel luogo, che è dietro a Kiriath-Jearim, fu chiamato e si chiama anche oggi Mahané-Dan. Guid. 18:12
- Allora i cinque uomini ch'erano andati ad esplorare il paese di Lais, presero a dire ai loro fratelli: `Sapete voi che in queste case c'è un efod, ci son degl'idoli, un'immagine scolpita e un'immagine di getto? Considerate ora quel che dovete fare'. Guid. 18:14
- Il sacerdote si rallegrò in cuor suo; prese l'efod, gl'idoli e l'immagine scolpita, e s'unì a quella gente. Guid. 18:20
- Così si rimisero in cammino, mettendo innanzi a loro i bambini, il bestiame e i bagagli. Guid. 18:21
- Com'erano già lungi dalla casa di Mica, la gente che abitava nelle case vicine a quella di Mica, si radunò e inseguì i figliuoli di Dan. Guid. 18:22
- E siccome gridava dietro ai figliuoli di Dan, questi, rivoltatisi indietro, dissero a Mica: `Che cosa hai, che hai radunata cotesta gente?' Guid. 18:23
- I figliuoli di Dan gli dissero: `Fa' che non s'oda la tua voce dietro a noi, perché degli uomini irritati potrebbero scagliarsi su voi, e tu ci perderesti la vita tua e quella della tua famiglia!' Guid. 18:25
- I figliuoli di Dan continuarono il loro viaggio; e Mica, vedendo ch'essi eran più forti di lui se ne tornò indietro e venne a casa sua. Guid. 18:26
- Ed essi, dopo aver preso le cose che Mica avea fatte e il sacerdote che aveva al suo servizio, giunsero a Lais, a un popolo che se ne stava tranquillo e in sicurtà; lo passarono a fil di spada, e dettero la città alle fiamme. Guid. 18:27
- Così rizzarono per sé l'immagine scolpita che Mica avea fatta, durante tutto il tempo che la casa di Dio rimase a Sciloh. Guid. 18:31
- Questa sua concubina gli fu infedele, e lo lasciò per andarsene a casa di suo padre a Bethlehem di Giuda, ove stette per lo spazio di quattro mesi. Guid. 19:2
- Il quarto giorno si levarono di buon'ora, e il Levita si disponeva a partire; e il padre della giovane disse al suo genero: `Prendi un boccon di pane per fortificarti il cuore; poi ve ne andrete'. Guid. 19:5
- E si posero ambedue a sedere e mangiarono e bevvero assieme. Poi il padre della giovane disse al marito: `Ti prego, acconsenti a passar qui la notte, e il cuor tuo si rallegri'. Guid. 19:6
- Il quinto giorno egli si levò di buon'ora per andarsene; e il padre della giovane gli disse: `Ti prego, fortificati il cuore, e aspettate finché declini il giorno'. E si misero a mangiare assieme. Guid. 19:8
- E quando quell'uomo si levò per andarsene con la sua concubina e col suo servo, il suocero, il padre della giovane, gli disse: `Ecco, il giorno volge ora a sera; ti prego, trattienti qui questa notte; vedi, il giorno sta per finire; pernotta qui, e il cuor tuo si rallegri; e domani vi metterete di buon'ora in cammino e te ne andrai a casa'. Guid. 19:9
- Ma il marito non volle passar quivi la notte; si levò, partì, e giunse dirimpetto a Jebus, che è Gerusalemme, coi suoi due asini sellati e con la sua concubina. Guid. 19:10
- Quando furono vicini a Jebus, il giorno era molto calato; e il servo disse al suo padrone: `Vieni, ti prego, e dirigiamo il cammino verso questa città de' Gebusei, e pernottiamo quivi'. Guid. 19:11
- Il padrone gli rispose: `No, non dirigeremo il cammino verso una città di stranieri i cui abitanti non sono figliuoli d'Israele, ma andremo fino a Ghibea'. Guid. 19:12
- E disse ancora al suo servo: `Andiamo, cerchiamo d'arrivare a uno di que' luoghi, e pernotteremo a Ghibea o a Rama'. Guid. 19:13
- Così passarono oltre, e continuarono il viaggio; e il sole tramontò loro com'eran presso a Ghibea, che appartiene a Beniamino. E volsero il cammino in quella direzione, per andare a pernottare a Ghibea. Guid. 19:14
- E quello gli rispose: `Siam partiti da Bethlehem di Giuda, e andiamo nella parte più remota della contrada montuosa d'Efraim. Io sono di là, ed ero andato a Bethlehem di Giuda; ora mi reco alla casa dell'Eterno, e non v'è alcuno che m'accolga in casa sua. Guid. 19:18
- Eppure abbiamo della paglia e del foraggio per i nostri asini, e anche del pane e del vino per me, per la tua serva e per il garzone che è coi tuoi servi; a noi non manca nulla'. Guid. 19:19
- Ma quegli uomini non vollero dargli ascolto. Allora l'uomo prese la sua concubina e la menò fuori a loro; ed essi la conobbero, e abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; poi, allo spuntar dell'alba, la lasciaron andare. Guid. 19:25
- E quella donna, sul far del giorno, venne a cadere alla porta di casa dell'uomo presso il quale stava il suo marito, e quivi rimase finché fu giorno chiaro. Guid. 19:26
- E come fu giunto a casa, si munì d'un coltello, prese la sua concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mandò per tutto il territorio d'Israele. Guid. 19:29
- Di guisa che chiunque vide ciò, disse: `Una cosa simile non è mai accaduta né s'è mai vista, da quando i figliuoli d'Israele salirono dal paese d'Egitto, fino al dì d'oggi! Prendete il fatto a cuore, consigliatevi e parlate'. Guid. 19:30
- Allora tutti i figliuoli d'Israele uscirono, da Dan fino a Beer-Sceba e al paese di Galaad, e la raunanza si raccolse come un sol uomo dinanzi all'Eterno, a Mitspa. Guid. 20:1
- I capi di tutto il popolo, e tutte le tribù d'Israele si presentarono nella raunanza del popolo di Dio, in numero di quattrocentomila fanti, atti a trar la spada. Guid. 20:2
- E i figliuoli di Beniamino udirono che i figliuoli d'Israele eran saliti a Mitspa. I figliuoli d'Israele dissero: `Parlate! Com'è stato commesso questo delitto?' Guid. 20:3
- Allora il Levita, il marito della donna ch'era stata uccisa, rispose: `Io ero giunto con la mia concubina a Ghibea di Beniamino per passarvi la notte. Guid. 20:4
- E ora ecco quel che faremo a Ghibea: l'assaliremo, traendo a sorte chi deve cominciare. Guid. 20:9
- Prenderemo in tutte le tribù d'Israele dieci uomini su cento, cento su mille e mille su diecimila, i quali andranno a cercar dei viveri per il popolo, affinché, al loro ritorno, Ghibea di Beniamino sia trattata secondo tutta l'infamia che ha commessa in Israele'. Guid. 20:10
- E le tribù d'Israele mandarono degli uomini in tutte le famiglie di Beniamino a dire: `Che delitto è questo ch'è stato commesso fra voi? Guid. 20:12
- Or dunque consegnateci quegli uomini, quegli scellerati di Ghibea, perché li mettiamo a morte, e togliam via il male da Israele'. Ma i figliuoli di Beniamino non vollero dare ascolto alla voce dei loro fratelli, i figliuoli d'Israele. Guid. 20:13
- E i figliuoli di Beniamino uscirono dalle loro città, e si radunarono a Ghibea per andare a combattere contro i figliuoli d'Israele. Guid. 20:14
- Il censimento che in quel giorno si fece de' figliuoli di Beniamino usciti dalle città, fu di ventiseimila uomini atti a trar la spada, senza contare gli abitanti di Ghibea, che ascendevano al numero di settecento uomini scelti. Guid. 20:15
- Si fece pure il censimento degli uomini d'Israele, non compresi quelli di Beniamino; ed erano in numero di quattrocentomila uomini atti a trar la spada, tutta gente di guerra. Guid. 20:17
- E i figliuoli d'Israele si mossero, salirono a Bethel e consultarono Iddio, dicendo: `Chi di noi salirà il primo a combattere contro i figliuoli di Beniamino?' L'Eterno rispose: `Giuda salirà il primo'. Guid. 20:18
- E i figliuoli d'Israele salirono e piansero davanti all'Eterno fino alla sera; consultarono l'Eterno, dicendo: `Debbo io seguitare a combattere contro i figliuoli di Beniamino mio fratello?' L'Eterno rispose: `Salite contro di loro'. Guid. 20:23
- I figliuoli d'Israele vennero a battaglia coi figliuoli di Beniamino una seconda volta. Guid. 20:24
- E i Beniaminiti una seconda volta usciron da Ghibea contro di loro, e stesero morti al suolo altri diciottomila uomini de' figliuoli d'Israele, tutti atti a trar la spada. Guid. 20:25
- Allora tutti i figliuoli d'Israele e tutto il popolo salirono a Bethel, e piansero, e rimasero quivi davanti all'Eterno, e digiunarono quel dì fino alla sera, e offrirono olocausti e sacrifizi di azioni di grazie davanti all'Eterno. Guid. 20:26
- e Fineas, figliuolo d'Eleazar, figliuolo d'Aaronne, ne faceva allora il servizio - e dissero: `Debbo io seguitare ancora a combattere contro i figliuoli di Beniamino mio fratello, o debbo cessare?' E l'Eterno rispose: `Salite, poiché domani ve li darò nelle mani'. Guid. 20:28
- E Israele pose un'imboscata tutt'intorno a Ghibea. Guid. 20:29
- E i figliuoli di Beniamino, avendo fatto una sortita contro il popolo, si lasciarono attirare lungi dalla città, e cominciarono a colpire e ad uccidere, come le altre volte, alcuni del popolo d'Israele, per le strade, delle quali una sale a Bethel, e l'altra a Ghibea per la campagna: ne uccisero circa trenta. Guid. 20:31
- Allora i figliuoli di Beniamino dissero: `Eccoli sconfitti davanti a noi come la prima volta!' Ma i figliuoli d'Israele dissero: `Fuggiamo, e attiriamoli lungi dalla città sulle strade maestre!' Guid. 20:32
- E tutti gli uomini d'Israele abbandonarono la loro posizione e si disposero in ordine di battaglia a Baal-Thamar, e l'imboscata d'Israele si slanciò fuori dal luogo ove si trovava, da Maareh-Ghibea. Guid. 20:33
- Diecimila uomini scelti in tutto Israele giunsero davanti a Ghibea. Il combattimento fu aspro, e i Beniaminiti non si avvedevano del disastro che stava per colpirli. Guid. 20:34
- E l'Eterno sconfisse Beniamino davanti ad Israele; e i figliuoli d'Israele uccisero quel giorno venticinquemila e cento uomini di Beniamino, tutti atti a trar la spada. Guid. 20:35
- I figliuoli di Beniamino videro che gl'Israeliti eran battuti. Questi, infatti, avean ceduto terreno a Beniamino, perché confidavano nella imboscata che avean posta presso Ghibea. Guid. 20:36
- Quelli dell'imboscata si gettaron prontamente su Ghibea; e, avanzatisi, passarono a fil di spada l'intera città. Guid. 20:37
- Gli uomini d'Israele aveano dunque voltate le spalle nel combattimento; e que' di Beniamino avean cominciato a colpire e uccidere circa trenta uomini d'Israele. Essi dicevano: `Per certo, eccoli sconfitti davanti a noi come nella prima battaglia!' Guid. 20:39
- Circondarono i Beniaminiti, l'inseguirono, furon loro sopra dovunque si fermavano, fin dirimpetto a Ghibea dal lato del sol levante. Guid. 20:43
- I Beniaminiti voltaron le spalle e fuggiron verso il deserto, in direzione del masso di Rimmon; e gl'Israeliti ne mieterono per le strade cinquemila, li inseguirono da presso fino a Ghideom, e ne colpirono altri duemila. Guid. 20:45
- Così, il numero totale de' Beniaminiti che caddero quel giorno fu di venticinquemila, atti a trar la spada, tutta gente di valore. Guid. 20:46
- Poi gl'Israeliti tornarono contro i figliuoli di Beniamino, li sconfissero mettendoli a fil di spada, dagli abitanti delle città al bestiame, a tutto quel che capitava loro; e dettero alle fiamme tutte le città che trovarono. Guid. 20:48
- Or gli uomini d'Israele avean giurato a Mitspa, dicendo: `Nessuno di noi darà la sua figliuola in moglie a un Beniaminita'. Guid. 21:1
- E il popolo venne a Bethel, dove rimase fino alla sera in presenza di Dio, e alzando la voce, pianse dirottamente, e disse: Guid. 21:2
- E i figliuoli d'Israele dissero: `Chi è, fra tutte le tribù d'Israele, che non sia salito alla raunanza davanti all'Eterno?' - Poiché avean fatto questo giuramento solenne relativamente a chi non fosse salito in presenza dell'Eterno a Mitspa: `Quel tale dovrà esser messo a morte'. Guid. 21:5
- I figliuoli d'Israele si pentivano di quel che avean fatto a Beniamino loro fratello, e dicevano: `Oggi è stata soppressa una tribù d'Israele. Guid. 21:6
- Come faremo a procurar delle donne ai superstiti, giacché abbiam giurato nel nome dell'Eterno di non dar loro in moglie alcuna delle nostre figliuole?' Guid. 21:7
- - Dissero dunque: `Qual è fra le tribù d'Israele quella che non è salita in presenza dell'Eterno a Mitspa?' E ecco che nessuno di Jabes in Galaad era venuto al campo, alla raunanza; Guid. 21:8
- Allora la raunanza mandò là dodicimila uomini dei più valorosi, e diede loro quest'ordine: `Andate, e mettete a fil di spada gli abitanti di Jabes in Galaad, con le donne e i bambini. Guid. 21:10
- E quelli trovarono, fra gli abitanti di Jabes in Galaad, quattrocento fanciulle che non aveano avuto relazioni carnali con uomo, e le menarono al campo, a Sciloh, che è nel paese di Canaan. Guid. 21:12
- Allora i Beniaminiti tornarono e furon loro date le donne a cui era stata risparmiata la vita fra le donne di Jabes in Galaad; ma non ve ne fu abbastanza per tutti. Guid. 21:14
- Il popolo dunque si pentiva di quel che avea fatto a Beniamino, perché l'Eterno aveva aperta una breccia fra le tribù d'Israele. Guid. 21:15
- E gli anziani della raunanza dissero: `Come faremo a procurar delle donne ai superstiti, giacché le donne Beniaminite sono state distrutte?' Poi dissero: Guid. 21:16
- `Quelli che sono scampati posseggano ciò che apparteneva a Beniamino, affinché non sia soppressa una tribù in Israele. Guid. 21:17
- Ma noi non possiamo dar loro delle nostre figliuole in moglie'. Poiché i figliuoli d'Israele avean giurato, dicendo: `Maledetto chi darà una moglie a Beniamino!' Guid. 21:18
- E dissero: `Ecco, ogni anno si fa una festa in onore dell'Eterno a Sciloh, ch'è al nord di Bethel, a oriente della strada che sale da Bethel a Sichem, e al mezzogiorno di Lebna'. Guid. 21:19
- E quando i loro padri o i loro fratelli verranno a querelarsi con noi, noi diremo loro: `Datecele, per favore, giacché in questa guerra non abbiam preso una donna per uno; né siete voi che le avete date loro; nel qual caso, voi sareste colpevoli'. Guid. 21:22
- E i figliuoli di Beniamino fecero a quel modo: si presero delle mogli, secondo il loro numero, fra le danzatrici; le rapirono, poi partirono e tornarono nella loro eredità, riedificarono le città e vi stabilirono la loro dimora. Guid. 21:23
- Al tempo dei giudici ci fu nel paese una carestia, e un uomo di Bethlehem di Giuda andò a stare nelle campagne di Moab con la moglie e i suoi due figliuoli. Ruth 1:1
- E Naomi disse alle sue due nuore: `Andate, tornatevene ciascuna a casa di sua madre; l'Eterno sia buono con voi, come voi siete state con quelli che son morti, e con me! Ruth 1:8
- L'Eterno dia a ciascuna di voi di trovare riposo in casa d'un marito!' Essa le baciò, e quelle si misero a piangere ad alta voce, e le dissero: Ruth 1:9
- Ritornatevene, figliuole mie, andate! Io son troppo vecchia per rimaritarmi; e anche se dicessi: - Ne ho speranza, - e andassi a marito stasera, e partorissi de' figliuoli, Ruth 1:12
- Naomi disse a Ruth: `Ecco, la tua cognata se n'è tornata al suo popolo e ai suoi dèi; ritornatene anche tu, come la tua cognata!' Ruth 1:15
- Così fecero il viaggio assieme fino al loro arrivo a Bethlehem. E quando giunsero a Bethlehem, tutta la città fu sossopra a motivo di loro. Le donne dicevano: `È proprio Naomi?' Ruth 1:19
- Così Naomi se ne tornò con Ruth, la Moabita, sua nuora, venuta dalle campagne di Moab. Esse giunsero a Bethlehem quando si cominciava a mietere l'orzo. Ruth 1:22
- Ruth, la Moabita, disse a Naomi: `Lasciami andare nei campi a spigolare dietro a colui agli occhi del quale avrò trovato grazia'. Ed ella le rispose: `Va' figliuola mia'. Ruth 2:2
- Ruth andò dunque e si mise a spigolare in un campo dietro ai mietitori; e per caso le avvenne di trovarsi nella parte di terra appartenente a Boaz, ch'era della famiglia di Elimelec. Ruth 2:3
- Allora Boaz disse a Ruth: `Ascolta, figliuola mia; non andare a spigolare in altro campo; e non t'allontanare di qui, ma rimani con le mie serve; Ruth 2:8
- guarda qual è il campo che si miete, e va' dietro a loro. Ho ordinato ai miei servi che non ti tocchino; e quando avrai sete andrai ai vasi a bere l'acqua che i servi avranno attinta'. Ruth 2:9
- Allora Ruth si gettò giù, prostrandosi con la faccia a terra, e gli disse: `Come mai ho io trovato grazia agli occhi tuoi che tu faccia caso di me che sono una straniera?' Ruth 2:10
- Boaz le rispose: `M'è stato riferito tutto quello che hai fatto per la tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e il tuo paese natìo, per venire a un popolo che prima non conoscevi. Ruth 2:11
- L'Eterno ti rimuneri di quel che hai fatto, e la tua ricompensa sia piena da parte dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele, sotto le ali del quale sei venuta a rifugiarti!' Ruth 2:12
- Poi, al momento del pasto, Boaz le disse: `Vieni qua, mangia del pane, e intingi il tuo boccone nell'aceto'. Ed ella si pose a sedere accanto ai mietitori. Boaz le porse del grano arrostito, ed ella ne mangiò, si satollò, e ne mise a parte gli avanzi. Ruth 2:14
- Poi si levò per tornare a spigolare, e Boaz diede quest'ordine ai suoi servi: `Lasciatela spigolare anche fra le mannelle, e non le fate affronto! Ruth 2:15
- E Naomi disse alla sua nuora: `Sia egli benedetto dall'Eterno, poiché non ha rinunziato a mostrare ai vivi la bontà ch'ebbe verso i morti!' E aggiunse: `Quest'uomo è nostro parente stretto; è di quelli che hanno su noi il diritto di riscatto'. Ruth 2:20
- E Naomi disse a Ruth sua nuora: `È bene, figliuola mia, che tu vada con le sue serve e non ti si trovi in un altro campo'. Ruth 2:22
- Ella rimase dunque con le serve di Boaz, a spigolare, sino alla fine della messe degli orzi e del frumento. E stava di casa con la sua suocera. Ruth 2:23
- E quando se n'andrà a dormire, osserva il luogo dov'egli dorme; poi va', alzagli la coperta dalla parte de' piedi, e mettiti lì a giacere; ed egli ti dirà quello che tu debba fare'. Ruth 3:4
- Boaz mangiò e bevve e, col cuor allegro, se n'andò a dormire presso al monte delle mannelle. Allora ella venne pian piano, gli alzò la coperta dalla parte de' piedi, e si mise a giacere. Ruth 3:7
- Ed egli a lei: `Sii benedetta dall'Eterno, figliuola mia! La tua bontà d'adesso supera quella di prima, giacché non sei andata dietro a de' giovani, poveri o ricchi. Ruth 3:10
- Or Boaz salì alla porta della città e quivi si pose a sedere. Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto e del quale Boaz avea parlato. E Boaz gli disse: `O tu, tal de' tali, vieni un po' qua, e mettiti qui a sedere!' Quello s'avvicinò e si mise a sedere. Ruth 4:1
- Boaz allora prese dieci uomini fra gli anziani della città, e disse loro: `Sedete qui'. E quelli si misero a sedere. Ruth 4:2
- Poi Boaz disse a colui che avea il diritto di riscatto: `Naomi, ch'è tornata dalle campagne di Moab, mette in vendita la parte di terra che apparteneva ad Elimelec nostro fratello. Ruth 4:3
- Così, colui che aveva il diritto di riscatto disse a Boaz: `Fa' l'acquisto per conto tuo'; e si cavò la scarpa. Ruth 4:8
- Allora Boaz disse agli anziani e a tutto il popolo: `Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato dalle mani di Naomi tutto quello che apparteneva a Elimelec, a Kilion ed a Mahlon, Ruth 4:9
- Possa la progenie che l'Eterno ti darà da questa giovine, render la tua casa simile alla casa di Perets, che Tamar partorì a Giuda!' Ruth 4:12
- E le donne dicevano a Naomi: `Benedetto l'Eterno, il quale non ha permesso che oggi ti mancasse un continuatore della tua famiglia! Il nome di lui sia celebrato in Israele! Ruth 4:14
- Le vicine gli dettero il nome, e dicevano: `È nato un figliuolo a Naomi!' Lo chiamarono Obed. Egli fu padre d'Isai, padre di Davide. Ruth 4:17
- E quest'uomo, ogni anno, saliva dalla sua città per andare ad adorar l'Eterno degli eserciti e ad offrirgli dei sacrifizi a Sciloh; e quivi erano i due figliuoli di Eli, Hofni e Fineas, sacerdoti dell'Eterno. 1 Sam. 1:3
- Quando venne il giorno, Elkana offerse il sacrifizio, e diede a Peninna, sua moglie, e a tutti i figliuoli e a tutte le figliuole di lei le loro parti; 1 Sam. 1:4
- Così avveniva ogni anno; ogni volta che Anna saliva alla casa dell'Eterno, Peninna la mortificava a quel modo; ond'ella piangeva e non mangiava più. 1 Sam. 1:7
- E, dopo ch'ebbero mangiato e bevuto a Sciloh, Anna si levò (il sacerdote Eli stava in quell'ora seduto sulla sua sedia all'entrata del tempio dell'Eterno); 1 Sam. 1:9
- e le disse: `Quanto durerà cotesta tua ebbrezza? Va' a smaltire il tuo vino!' 1 Sam. 1:14
- L'indomani, ella e suo marito, alzatisi di buon'ora, si prostrarono dinanzi all'Eterno; poi partirono e ritornarono a casa loro a Rama. Elkana conobbe Anna, sua moglie, e l'Eterno si ricordò di lei. 1 Sam. 1:19
- E quell'uomo, Elkana, salì con tutta la sua famiglia per andare a offrire all'Eterno il sacrifizio annuo e a sciogliere il suo voto. 1 Sam. 1:21
- Ma Anna non salì, e disse a suo marito: `Io non salirò finché il bambino non sia divezzato; allora lo condurrò, perché sia presentato dinanzi all'Eterno e quivi rimanga per sempre'. 1 Sam. 1:22
- Elkana, suo marito, le rispose: `Fa' come ti par bene; rimani finché tu l'abbia divezzato, purché l'Eterno adempia la sua parola!' Così la donna rimase a casa, e allattò il suo figliuolo fino al momento di divezzarlo. 1 Sam. 1:23
- E quando l'ebbe divezzato, lo menò seco, e prese tre giovenchi, un efa di farina e un otre di vino; e lo menò nella casa dell'Eterno a Sciloh. Il fanciullo era ancora piccolino. 1 Sam. 1:24
- E Anna gli disse: `Signor mio! Com'è vero che vive l'anima tua, o mio signore, io son quella donna che stava qui vicina a te, a pregare l'Eterno. 1 Sam. 1:26
- Elkana se ne andò a casa sua a Rama, e il fanciullo rimase a servire l'Eterno sotto gli occhi del sacerdote Eli. 1 Sam. 2:11
- Ed ecco qual era il modo d'agire di questi sacerdoti riguardo al popolo: quando qualcuno offriva un sacrifizio, il servo del sacerdote veniva, nel momento in cui si faceva cuocere la carne, avendo in mano una forchetta a tre punte; 1 Sam. 2:13
- la piantava nella caldaia o nel paiuolo o nella pentola o nella marmitta; e tutto quello che la forchetta tirava su, il sacerdote lo pigliava per sé. Così facevano a tutti gl'Israeliti, che andavano là, a Sciloh. 1 Sam. 2:14
- Eli benedisse Elkana e sua moglie, dicendo: `L'Eterno ti dia prole da questa donna, in luogo del dono ch'ella ha fatto all'Eterno!' E se ne tornarono a casa loro. 1 Sam. 2:20
- Or Eli era molto vecchio e udì tutto quello che i suoi figliuoli facevano a tutto Israele, e come si giacevano con le donne che eran di servizio all'ingresso della tenda di convegno. 1 Sam. 2:22
- Non fate così, figliuoli miei, poiché quel che odo di voi non è buono; voi inducete a trasgressione il popolo di Dio. 1 Sam. 2:24
- Intanto, il giovinetto Samuele continuava a crescere, ed era gradito così all'Eterno come agli uomini. 1 Sam. 2:26
- E chiunque rimarrà della tua casa verrà a prostrarsi davanti a lui per avere una moneta d'argento e un tozzo di pane, e dirà: - Ammettimi, ti prego, a fare alcuno de' servigi del sacerdozio perch'io abbia un boccon di pane da mangiare'. - 1 Sam. 2:36
- Or il giovinetto Samuele serviva all'Eterno sotto gli occhi di Eli. La parola dell'Eterno era rara, a quei tempi, e le visioni non erano frequenti. 1 Sam. 3:1
- In quel medesimo tempo, Eli, la cui vista cominciava a intorbidarsi in guisa ch'egli non ci poteva vedere, se ne stava un giorno coricato nel suo luogo consueto; 1 Sam. 3:2
- e corse da Eli e disse: `Eccomi, poiché tu m'hai chiamato'. Eli rispose: `Io non t'ho chiamato, torna a coricarti'. Ed egli se ne andò a coricarsi. 1 Sam. 3:5
- L'Eterno chiamò di nuovo Samuele. E Samuele s'alzò, andò da Eli e disse: `Eccomi, poiché tu m'hai chiamato'. E quegli rispose: `Figliuol mio, io non t'ho chiamato; torna a coricarti'. 1 Sam. 3:6
- Ed Eli disse a Samuele: `Va' a coricarti; e, se sarai chiamato ancora, dirai: `Parla, o Eterno, poiché il tuo servo ascolta'. Samuele andò dunque a coricarsi al suo posto. 1 Sam. 3:9
- Allora l'Eterno disse a Samuele: `Ecco, io sto per fare in Israele una cosa tale che chi l'udrà ne avrà intronati ambedue gli orecchi. 1 Sam. 3:11
- Gli ho predetto che avrei esercitato i miei giudizi sulla casa di lui in perpetuo, a cagione della iniquità ch'egli ben conosce, poiché i suoi figli hanno attratto su di sé la maledizione, ed egli non li ha repressi. 1 Sam. 3:13
- Samuele intanto cresceva, e l'Eterno era con lui e non lasciò cader a terra alcuna delle parole di lui. 1 Sam. 3:19
- Tutto Israele, da Dan fino a Beer-Sceba, riconobbe che Samuele era stabilito profeta dell'Eterno. 1 Sam. 3:20
- L'Eterno continuò ad apparire a Sciloh, poiché a Sciloh l'Eterno si rivelava a Samuele mediante la sua parola, e la parola di Samuele era rivolta a tutto Israele. 1 Sam. 3:21
- Quando il popolo fu tornato nell'accampamento, gli anziani d'Israele dissero: `Perché l'Eterno ci ha egli oggi sconfitti davanti ai Filistei? Andiamo a prendere a Sciloh l'arca del patto dell'Eterno, e venga essa in mezzo a noi e ci salvi dalle mani de' nostri nemici!' 1 Sam. 4:3
- Il popolo quindi mandò gente a Sciloh, e di là fu portata l'arca del patto dell'Eterno degli eserciti, il quale sta fra i cherubini; e i due figliuoli di Eli, Hofni e Fineas, erano là, con l'arca del patto di Dio. 1 Sam. 4:4
- E i Filistei ebbero paura, perché dicevano: `Dio è venuto nell'accampamento'. Ed esclamarono: `Guai a noi! poiché non era così nei giorni passati. 1 Sam. 4:7
- Guai a noi! Chi ci salverà dalle mani di questi dèi potenti? Questi son gli dèi che colpiron gli Egiziani d'ogni sorta di piaghe nel deserto. 1 Sam. 4:8
- Siate forti, Filistei, e comportatevi da uomini, onde non abbiate a diventare schiavi degli Ebrei, com'essi sono stati schiavi vostri! Conducetevi da uomini, e combattete!' 1 Sam. 4:9
- Un uomo di Beniamino, fuggito dal campo di battaglia, giunse correndo a Sciloh quel medesimo giorno, con le vesti stracciate e la testa coperta di terra. 1 Sam. 4:12
- Ed Eli, udendo lo strepito delle grida, disse: `Che significa il chiasso di questo tumulto?' E quell'uomo andò in fretta a portar la nuova ad Eli. 1 Sam. 4:14
- La nuora di lui, moglie di Fineas, era incinta e prossima al parto; quando udì la nuova che l'arca di Dio era presa e che il suo suocero e il suo marito erano morti, si curvò e partorì, perché sorpresa a un tratto dai dolori. 1 Sam. 4:19
- E al suo bambino pose nome Icabod, dicendo: `La gloria ha esulato da Israele', perché l'arca di Dio era stata presa, e a motivo del suo suocero e del suo marito. 1 Sam. 4:21
- I Filistei, dunque, presero l'arca di Dio, e la trasportarono da Eben-Ezer a Asdod; 1 Sam. 5:1
- presero l'arca di Dio, la portarono nella casa di Dagon, e la posarono allato a Dagon. 1 Sam. 5:2
- E il giorno dopo, gli Asdodei alzatisi di buon'ora trovarono Dagon caduto con la faccia a terra, davanti all'arca dell'Eterno. Presero Dagon e lo rimisero al suo posto. 1 Sam. 5:3
- Il giorno dopo, alzatisi di buon'ora, trovarono che Dagon era di nuovo caduto con la faccia a terra, davanti all'arca dell'Eterno; la testa e ambedue le mani di Dagon giacevano mozzate sulla soglia, e non gli restava più che il tronco. 1 Sam. 5:4
- Perciò, fino al dì d'oggi, i sacerdoti di Dagon e tutti quelli che entrano nella casa di Dagon a Asdod non pongono il piede sulla soglia. 1 Sam. 5:5
- Poi la mano dell'Eterno si aggravò su quei di Asdod, portò fra loro la desolazione, e li colpì di emorroidi, a Asdod e nel suo territorio. 1 Sam. 5:6
- Mandaron quindi a convocare presso di loro tutti i principi dei Filistei, e dissero: `Che faremo dell'arca dell'Iddio d'Israele?' I principi risposero: `Si trasporti l'arca dell'Iddio d'Israele a Gath'. 1 Sam. 5:8
- Allora mandarono l'arca di Dio a Ekron. E come l'arca di Dio giunse a Ekron, que' di Ekron cominciarono a gridare, dicendo: `Hanno trasportato l'arca dell'Iddio d'Israele da noi, per far morire noi e il nostro popolo!' 1 Sam. 5:10
- Mandaron quindi a convocare tutti i principi dei Filistei, e dissero: `Rimandate l'arca dell'Iddio d'Israele; torni essa al suo posto, e non faccia morir noi e il nostro popolo!' Poiché tutta la città era in preda a un terrore di morte, e la mano di Dio s'aggravava grandemente su di essa. 1 Sam. 5:11
- E state a vedere: se sale per la via che mena al suo paese, verso Beth-Scemesh, vuol dire che l'Eterno è quegli che ci ha fatto questo gran male; se no, sapremo che, non la sua mano ci ha percossi, ma che questo ci è avvenuto per caso'. 1 Sam. 6:9
- Le vacche presero direttamente la via che mena a Beth-Scemesh; seguiron sempre la medesima strada, muggendo mentre andavano, e non piegarono né a destra né a sinistra. I principi dei Filistei tennero loro dietro, sino ai confini di Beth-Scemesh. 1 Sam. 6:12
- I cinque principi dei Filistei, veduto ciò, tornarono il medesimo giorno a Ekron. 1 Sam. 6:16
- Ora dal giorno che l'arca era stata collocata a Kiriath-Jearim era passato molto tempo; vent'anni erano trascorsi e tutta la casa d'Israele sospirava, anelando all'Eterno. 1 Sam. 7:2
- Allora Samuele parlò a tutta la casa d'Israele dicendo: `Se tornate all'Eterno con tutto il vostro cuore, togliete di mezzo a voi gli dèi stranieri e gl'idoli di Astarte, volgete risolutamente il cuor vostro verso l'Eterno, e servite a lui solo; ed egli vi libererà dalle mani dei Filistei'. 1 Sam. 7:3
- Poi Samuele disse: `Radunate tutto Israele a Mitspa, e io pregherò l'Eterno per voi'. 1 Sam. 7:5
- Ed essi si adunarono a Mitspa, attinsero dell'acqua e la sparsero davanti all'Eterno, e digiunarono quivi quel giorno, e dissero: `Abbiamo peccato contro l'Eterno'. E Samuele fece la funzione di giudice d'Israele a Mitspa. 1 Sam. 7:6
- Quando i Filistei seppero che i figliuoli d'Israele s'erano adunati a Mitspa, i principi loro salirono contro Israele. La qual cosa avendo udita i figliuoli d'Israele, ebbero paura dei Filistei, 1 Sam. 7:7
- e dissero a Samuele: `Non cessare di gridar per noi all'Eterno, all'Iddio nostro, affinché ci liberi dalle mani dei Filistei'. 1 Sam. 7:8
- Ora mentre Samuele offriva l'olocausto, i Filistei s'avvicinarono per assalire Israele; ma l'Eterno tuonò quel giorno con gran fracasso contro i Filistei, e li mise in rotta, talché furono sconfitti dinanzi a Israele. 1 Sam. 7:10
- Le città che i Filistei aveano prese ad Israele, tornarono ad Israele, da Ekron fino a Gath. Israele liberò il loro territorio dalle mani dei Filistei. E vi fu pace fra Israele e gli Amorei. 1 Sam. 7:14
- Egli andava ogni anno a fare il giro di Bethel, di Ghilgal e di Mitspa, ed esercitava il suo ufficio di giudice d'Israele in tutti quei luoghi. 1 Sam. 7:16
- Poi tornava a Rama, dove stava di casa; quivi fungeva da giudice d'Israele, e quivi edificò un altare all'Eterno. 1 Sam. 7:17
- Il suo figliuolo primogenito si chiamava Joel, e il secondo Abia, e faceano le funzioni di giudici a Beer-Sceba. 1 Sam. 8:2
- Allora tutti gli anziani d'Israele si radunarono, vennero da Samuele a Rama, e gli dissero: 1 Sam. 8:4
- A Samuele dispiacque questo lor dire: `Dacci un re che amministri la giustizia fra noi'; e Samuele pregò l'Eterno. 1 Sam. 8:6
- E l'Eterno disse a Samuele: `Da' ascolto alla voce del popolo in tutto quello che ti dirà, poiché essi hanno rigettato non te, ma me, perch'io non regni su di loro. 1 Sam. 8:7
- Agiscono con te come hanno sempre agito dal giorno che li feci salire dall'Egitto a oggi: m'hanno abbandonato per servire altri dèi. 1 Sam. 8:8
- se ne farà de' capitani di migliaia e de' capitani di cinquantine; li metterà ad arare i suoi campi, a mieter le sue biade, a fabbricare i suoi ordigni di guerra e gli attrezzi de' suoi carri. 1 Sam. 8:12
- E l'Eterno disse a Samuele: `Da' ascolto alla loro voce, e stabilisci su di loro un re'. E Samuele disse agli uomini d'Israele: `Ognuno se ne torni alla sua città'. 1 Sam. 8:22
- Or le asine di Kis, padre di Saul, s'erano smarrite; e Kis disse a Saul, suo figliuolo: `Prendi teco uno dei servi, lèvati e va' in cerca delle asine'. 1 Sam. 9:3
- Il servo replicò a Saul, dicendo: `Ecco, io mi trovo in possesso del quarto d'un siclo d'argento; lo darò all'uomo di Dio, ed egli c'indicherà la via'. 1 Sam. 9:8
- (Anticamente, in Israele, quand'uno andava a consultare Iddio, diceva: `Venite, andiamo dal Veggente!' poiché colui che oggi si chiama Profeta, anticamente si chiamava Veggente). 1 Sam. 9:9
- Quando sarete entrati in città, lo troverete di certo, prima ch'egli salga all'alto luogo a mangiare. Il popolo non mangerà prima ch'egli sia giunto, perché è lui che deve benedire il sacrifizio; dopo di che, i convitati mangeranno. Or dunque salite, perché proprio ora lo troverete'. 1 Sam. 9:13
- `Domani, a quest'ora, ti manderò un uomo del paese di Beniamino, e tu l'ungerai come capo del mio popolo d'Israele. Egli salverà il mio popolo dalle mani dei Filistei; poiché io ho rivolto lo sguardo verso il mio popolo, perché il suo grido è giunto fino a me'. 1 Sam. 9:16
- Saul s'avvicinò a Samuele entro la porta della città, e gli disse: `Indicami, ti prego, dove sia la casa del veggente'. 1 Sam. 9:18
- E Samuele rispose a Saul: `Sono io il veggente. Sali davanti a me all'alto luogo, e mangerete oggi con me; poi domattina ti lascerò partire, e ti dirò tutto quello che hai nel cuore. 1 Sam. 9:19
- Saul, rispondendo, disse: `Non son io un Beniaminita? di una delle più piccole tribù d'Israele? La mia famiglia non è essa la più piccola fra tutte le famiglie della tribù di Beniamino? Perché dunque mi parli a questo modo?' 1 Sam. 9:21
- Il cuoco allora prese la coscia e ciò che v'aderiva, e la mise davanti a Saul. E Samuele disse: `Ecco ciò ch'è stato tenuto in serbo; mettitelo dinanzi e mangia, poiché è stato serbato apposta per te quand'ho invitato il popolo'. Così Saul, quel giorno, mangiò con Samuele. 1 Sam. 9:24
- Quando furon discesi all'estremità della città, Samuele disse a Saul: `Di' al servo che passi, e vada innanzi a noi (e il servo passò); ma tu adesso fermati, ed io ti farò udire la parola di Dio'. 1 Sam. 9:27
- Oggi, quando tu sarai partito da me, troverai due uomini presso al sepolcro di Rachele, ai confini di Beniamino, a Tseltsah, i quali ti diranno: Le asine delle quali andavi in cerca, sono trovate; ed ecco tuo padre non è più in pensiero per le asine, ma è in pena per voi, e va dicendo: Che farò io riguardo al mio figliuolo? 1 Sam. 10:2
- E quando sarai passato più innanzi e sarai giunto alla quercia di Tabor, t'incontrerai con tre uomini che salgono ad adorare Iddio a Bethel, portando l'uno tre capretti, l'altro tre pani, e il terzo un otre di vino. 1 Sam. 10:3
- Poi arriverai a Ghibea-Elohim, dov'è la guarnigione dei Filistei; e avverrà che, entrando in città, incontrerai una schiera di profeti che scenderanno dall'alto luogo, preceduti da saltèri, da timpani, da flauti, da cetre, e che profeteranno. 1 Sam. 10:5
- Poi scenderai prima di me a Ghilgal; ed ecco io scenderò verso te per offrire olocausti e sacrifizi di azioni di grazie. Tu aspetterai sette giorni, finch'io giunga da te e ti faccia sapere quello che devi fare'. 1 Sam. 10:8
- E come giunsero a Ghibea, ecco che una schiera di profeti si fece incontro a Saul; allora lo spirito di Dio lo investì, ed egli si mise a profetare in mezzo a loro. 1 Sam. 10:10
- E lo zio di Saul disse a lui e al suo servo: `Dove siete andati?' Saul rispose: `A cercare le asine; ma vedendo che non le potevamo trovare, siamo andati da Samuele'. 1 Sam. 10:14
- E Saul a suo zio: `Egli ci ha dichiarato positivamente che le asine erano trovate'. Ma di quel che Samuele avea detto riguardo al regno non gli riferì nulla. 1 Sam. 10:16
- Poi Samuele convocò il popolo dinanzi all'Eterno a Mitspa, 1 Sam. 10:17
- Corsero a trarlo di là; e quand'egli si presentò in mezzo al popolo, era più alto di tutta la gente dalle spalle in su. 1 Sam. 10:23
- E Samuele disse a tutto il popolo: `Vedete colui che l'Eterno si è scelto? Non v'è alcuno in tutto il popolo che sia pari a lui'. E tutto il popolo diè in esclamazioni di gioia, gridando: `Viva il re!' 1 Sam. 10:24
- Allora Samuele espose al popolo la legge del regno, e la scrisse in un libro, che depose nel cospetto dell'Eterno. Poi Samuele rimandò tutto il popolo, ciascuno a casa sua. 1 Sam. 10:25
- Saul se ne andò anch'egli a casa sua a Ghibea, e con lui andarono gli uomini valorosi a cui Dio avea toccato il cuore. 1 Sam. 10:26
- Or Nahas, l'Ammonita, salì e s'accampò contro Iabes di Galaad. E tutti quelli di Iabes dissero a Nahas: `Fa' alleanza con noi, e noi ti serviremo'. 1 Sam. 11:1
- E Nahas, l'Ammonita, rispose loro: `Io farò alleanza con voi a questa condizione: ch'io vi cavi a tutti l'occhio destro, e getti così quest'obbrobrio su tutto Israele'. 1 Sam. 11:2
- Gli anziani di Iabes gli dissero: `Concedici sette giorni di tregua perché inviamo de' messi per tutto il territorio d'Israele; e se non vi sarà chi ci soccorra, ci arrenderemo a te'. 1 Sam. 11:3
- I messi vennero dunque a Ghibea di Saul, riferirono queste parole in presenza del popolo, e tutto il popolo alzò la voce, e pianse. 1 Sam. 11:4
- e prese un paio di buoi, li tagliò a pezzi, che mandò, per mano dei messi, per tutto il territorio d'Israele, dicendo: `Così saranno trattati i buoi di chi non seguirà Saul e Samuele'. Il terrore dell'Eterno s'impadronì del popolo, e partirono come se fossero stati un uomo solo. 1 Sam. 11:7
- Saul li passò in rassegna a Bezek, ed erano trecentomila figliuoli d'Israele e trentamila uomini di Giuda. 1 Sam. 11:8
- E dissero a que' messi ch'eran venuti: `Dite così a quei di Iabes di Galaad: Domani, quando il sole sarà in tutto il suo calore, sarete liberati'. E i messi andarono a riferire queste parole a quei di Iabes, i quali si rallegrarono. 1 Sam. 11:9
- Il popolo disse a Samuele: `Chi è che diceva: Saul regnerà egli su noi? Dateci quegli uomini e li metteremo a morte'. 1 Sam. 11:12
- Ma Saul rispose: `Nessuno sarà messo a morte in questo giorno, perché oggi l'Eterno ha operato una liberazione in Israele'. 1 Sam. 11:13
- E Samuele disse al popolo: `Venite, andiamo a Ghilgal, ed ivi confermiamo l'autorità reale'. 1 Sam. 11:14
- E tutto il popolo andò a Ghilgal, e quivi, a Ghilgal, fecero Saul re davanti all'Eterno, e quivi offrirono nel cospetto dell'Eterno sacrifizi di azioni di grazie. E Saul e gli uomini tutti d'Israele fecero gran festa in quel luogo. 1 Sam. 11:15
- Allora Samuele disse a tutto Israele: `Ecco, io vi ho ubbidito in tutto quello che m'avete detto, ed ho costituito un re su di voi. 1 Sam. 12:1
- Ed ora, ecco il re che andrà dinanzi a voi. Quanto a me, io son vecchio e canuto, e i miei figliuoli sono tra voi; io sono andato innanzi a voi dalla mia giovinezza fino a questo giorno. 1 Sam. 12:2
- Eccomi qui; rendete la vostra testimonianza a mio carico, in presenza dell'Eterno e in presenza del suo unto: A chi ho preso il bue? A chi ho preso l'asino? Chi ho defraudato? A chi ho fatto violenza? Dalle mani di chi ho accettato doni per chiuder gli occhi a suo riguardo? Io vi restituirò ogni cosa!' 1 Sam. 12:3
- Ed egli a loro: `Oggi l'Eterno è testimone contro di voi, e il suo unto pure è testimone, che voi non avete trovato nulla nelle mie mani'. Il popolo rispose: `Egli è testimone!' 1 Sam. 12:5
- Or dunque presentatevi, ond'io, dinanzi all'Eterno, dibatta con voi la causa relativa a tutte le opere di giustizia che l'Eterno ha compiute a beneficio vostro e dei vostri padri. 1 Sam. 12:7
- E tutto il popolo disse a Samuele: `Prega l'Eterno, il tuo Dio, per i tuoi servi, affinché non muoiamo; poiché a tutti gli altri nostri peccati abbiamo aggiunto questo torto di chiedere per noi un re'. 1 Sam. 12:19
- non ve ne ritraete, perché andreste dietro a cose vane, che non posson giovare né liberare, perché son cose vane. 1 Sam. 12:21
- E, quanto a me, lungi da me il peccare contro l'Eterno cessando di pregare per voi! Anzi, io vi mostrerò la buona e diritta via. 1 Sam. 12:23
- Saul aveva trent'anni quando cominciò a regnare; e regnò quarantadue anni sopra Israele. 1 Sam. 13:1
- Saul si scelse tremila uomini d'Israele: duemila stavano con lui a Micmas e sul monte di Bethel, e mille con Gionatan a Ghibea di Beniamino; e rimandò il resto del popolo, ognuno alla sua tenda. 1 Sam. 13:2
- Gionatan batté la guarnigione de' Filistei che stava a Gheba, e i Filistei lo seppero; e Saul fe' sonar la tromba per tutto il paese, dicendo: `Lo sappiano gli Ebrei!' 1 Sam. 13:3
- E tutto Israele sentì dire: `Saul ha battuto la guarnigione de' Filistei, e Israele è venuto in odio ai Filistei'. Così il popolo fu convocato a Ghilgal per seguir Saul. 1 Sam. 13:4
- E i Filistei si radunarono per combattere contro Israele; aveano trentamila carri, seimila cavalieri, e gente numerosa come la rena ch'è sul lido del mare. Saliron dunque e si accamparono a Micmas, a oriente di Beth-Aven. 1 Sam. 13:5
- Or gl'Israeliti, vedendosi ridotti a mal partito, perché il popolo era messo alle strette, si nascosero nelle caverne, nelle macchie, tra le rocce, nelle buche e nelle cisterne. 1 Sam. 13:6
- Ci furon degli Ebrei che passarono il Giordano, per andare nel paese di Gad e di Galaad. Quanto a Saul, egli era ancora a Ghilgal, e tutto il popolo che lo seguiva, tremava. 1 Sam. 13:7
- Egli aspettò sette giorni, secondo il termine fissato da Samuele; ma Samuele non giungeva a Ghilgal, e il popolo cominciò a disperdersi e ad abbandonarlo. 1 Sam. 13:8
- Ma Samuele gli disse: `Che hai tu fatto?' Saul rispose: `Siccome vedevo che il popolo si disperdeva e m'abbandonava, che tu non giungevi nel giorno stabilito, e che i Filistei erano adunati a Micmas, mi son detto: 1 Sam. 13:11
- Ora i Filistei mi piomberanno addosso a Ghilgal, e io non ho ancora implorato l'Eterno! Così, mi son fatto violenza, ed ho offerto l'olocausto'. 1 Sam. 13:12
- Allora Samuele disse a Saul: `Tu hai agito stoltamente; non hai osservato il comandamento che l'Eterno, il tuo Dio, ti avea dato. L'Eterno avrebbe stabilito il tuo regno sopra Israele in perpetuo; 1 Sam. 13:13
- Poi Samuele si levò e salì da Ghilgal a Ghibea di Beniamino, e Saul fece la rassegna del popolo che si trovava con lui; eran circa seicento uomini. 1 Sam. 13:15
- Or Saul, Gionatan suo figliuolo, e la gente che si trovava con essi occupavano Ghibea di Beniamino, mentre i Filistei erano accampati a Micmas. 1 Sam. 13:16
- Così avvenne che il dì della battaglia non si trovava in mano a tutta la gente ch'era con Saul e con Gionatan, né spada né lancia; non se ne trovava che in man di Saul e di Gionatan suo figliuolo. 1 Sam. 13:22
- Or avvenne che un giorno, Gionatan, figliuolo di Saul, disse al giovane suo scudiero: `Vieni, andiamo verso la guarnigione de' Filistei, che è là dall'altra parte'. Ma non ne disse nulla a suo padre. 1 Sam. 14:1
- e Ahia, figliuolo di Ahitub, fratello d'Icabod, figliuolo di Fineas, figliuolo d'Eli sacerdote dell'Eterno a Sciloh, portava l'efod. Il popolo non sapeva che Gionatan se ne fosse andato. 1 Sam. 14:3
- Una di queste punte sorgeva al nord, dirimpetto a Micmas, e l'altra a mezzogiorno, dirimpetto a Ghibea. 1 Sam. 14:5
- Allora Gionatan disse: `Ecco, noi andremo verso quella gente, e ci mostreremo a loro. 1 Sam. 14:8
- Se ci dicono: - Fermatevi finché veniam da voi -, ci fermeremo al nostro posto, e non saliremo fino a loro; 1 Sam. 14:9
- E gli uomini della guarnigione, rivolgendosi a Gionatan e al suo scudiero, dissero: `Venite su da noi, e vi faremo saper qualcosa'. Gionatan disse al suo scudiero: `Sali dietro a me, poiché l'Eterno li ha dati nelle mani d'Israele'. 1 Sam. 14:12
- Gionatan salì, arrampicandosi con le mani e coi piedi, seguito dal suo scudiero. E i Filistei caddero dinanzi a Gionatan; e lo scudiero dietro a lui dava loro la morte. 1 Sam. 14:13
- Le sentinelle di Saul a Ghibea di Beniamino guardarono ed ecco che la moltitudine si sbandava e fuggiva di qua e di là. 1 Sam. 14:16
- E parimente tutti gl'Israeliti che s'eran nascosti nella contrada montuosa di Efraim, quand'udirono che i Filistei fuggivano, si misero anch'essi a inseguirli da presso, combattendo. 1 Sam. 14:22
- Or tutto il popolo giunse a una foresta, dove c'era del miele per terra. 1 Sam. 14:25
- Uno del popolo, rivolgendosi a lui, gli disse: `Tuo padre ha espressamente fatto fare al popolo questo giuramento: Maledetto l'uomo che toccherà oggi cibo; e il popolo è estenuato'. 1 Sam. 14:28
- Ah, se il popolo avesse oggi mangiato a sua voglia del bottino che ha trovato presso i nemici! Non si sarebb'egli fatto una più grande strage de' Filistei?' 1 Sam. 14:30
- E questo fu riferito a Saul e gli fu detto: `Ecco, il popolo pecca contro l'Eterno, mangiando carne col sangue'. Ed egli disse: `Voi avete commesso un'infedeltà; rotolate subito qua presso di me una gran pietra'. 1 Sam. 14:33
- E Saul soggiunse: `Andate attorno fra il popolo, e dite a ognuno di menarmi qua il suo bue e la sua pecora, e di scannarli qui; poi mangiate, e non peccate contro l'Eterno, mangiando carne con sangue!' E, quella notte, ognuno del popolo menò di propria mano il suo bue, e lo scannò quivi. 1 Sam. 14:34
- Poi Saul disse: `Scendiamo nella notte a inseguire i Filistei; saccheggiamoli fino alla mattina, e facciamo che non ne scampi uno'. Il popolo rispose: `Fa' tutto quello che ti par bene'. Allora disse il sacerdote: `Accostiamoci qui a Dio'. 1 Sam. 14:36
- E Saul consultò Dio, dicendo: `Debbo io scendere a inseguire i Filistei? Li darai tu nelle mani d'Israele?' Ma questa volta Iddio non gli diede alcuna risposta. 1 Sam. 14:37
- Allora egli disse a tutto Israele: `Mettetevi da un lato, e io e Gionatan mio figliuolo staremo dall'altro'. E il popolo disse a Saul: `Fa' quello che ti par bene'. 1 Sam. 14:40
- Poi Saul disse: `Tirate a sorte fra me e Gionatan mio figliuolo'. E Gionatan fu designato. 1 Sam. 14:42
- Allora Saul disse a Gionatan: `Dimmi quello che hai fatto'. E Gionatan glielo confessò, e disse: `Sì, io assaggiai un po' di miele, con la punta del bastone che avevo in mano; eccomi qui: morrò!' 1 Sam. 14:43
- E il popolo disse a Saul: `Gionatan, che ha operato questa gran liberazione in Israele, dovrebb'egli morire? Non sarà mai! Com'è vero che l'Eterno vive, non cadrà in terra un capello del suo capo; poiché oggi egli ha operato con Dio!' Così il popolo salvò Gionathan, che non fu messo a morte. 1 Sam. 14:45
- Or Saul, quand'ebbe preso possesso del suo regno in Israele, mosse guerra a tutti i suoi nemici d'ogn'intorno: a Moab, ai figliuoli d'Ammon, a Edom, ai re di Tsoba e ai Filistei; e dovunque si volgeva, vinceva. 1 Sam. 14:47
- Or Samuele disse a Saul: `L'Eterno mi ha mandato per ungerti re del suo popolo, d'Israele; ascolta dunque quel che ti dice l'Eterno. 1 Sam. 15:1
- e disse ai Kenei: `Andatevene, ritiratevi, scendete di mezzo agli Amalekiti, perch'io non vi distrugga insieme a loro, giacché usaste benignità verso tutti i figliuoli d'Israele quando salirono dall'Egitto'. Così i Kenei si ritirarono di mezzo agli Amalekiti. 1 Sam. 15:6
- E Saul sconfisse gli Amalekiti da Havila fino a Shur, che sta dirimpetto all'Egitto. 1 Sam. 15:7
- E prese vivo Agag, re degli Amalekiti, e votò allo sterminio tutto il popolo, passandolo a fil di spada. 1 Sam. 15:8
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Samuele, dicendo: 1 Sam. 15:10
- Poi si levò la mattina di buon'ora e andò incontro a Saul; e vennero a dire a Samuele: `Saul è andato a Carmel, ed ecco che vi s'è eretto un trofeo; poi se n'è ritornato e, passando più lungi, è sceso a Ghilgal'. 1 Sam. 15:12
- Allora Samuele disse a Saul: `Basta! Io t'annunzierò quel che l'Eterno m'ha detto stanotte!' E Saul gli disse: `Parla'. 1 Sam. 15:16
- E Saul disse a Samuele: `Ma io ho ubbidito alla voce dell'Eterno, ho compiuto la missione che l'Eterno m'aveva affidata, ho menato Agag, re di Amalek, e ho votato allo sterminio gli Amalekiti; 1 Sam. 15:20
- ma il popolo ha preso, fra il bottino, delle pecore e de' buoi come primizie di ciò che doveva essere sterminato, per farne de' sacrifizi all'Eterno, al tuo Dio, a Ghilgal'. 1 Sam. 15:21
- E Samuele disse: `L'Eterno ha egli a grado gli olocausti e i sacrifizi come che si ubbidisca alla sua voce? Ecco, l'ubbidienza val meglio che il sacrifizio, e dare ascolto val meglio che il grasso dei montoni; 1 Sam. 15:22
- Allora Saul disse a Samuele: `Io ho peccato, poiché ho trasgredito il comandamento dell'Eterno e le tue parole; io ho temuto il popolo, e ho dato ascolto alla sua voce. 1 Sam. 15:24
- Or dunque, ti prego, perdona il mio peccato, ritorna con me, e io mi prostrerò davanti all'Eterno'. E Samuele disse a Saul: 1 Sam. 15:25
- Allora Samuele gli disse: `L'Eterno strappa oggi d'addosso a te il regno d'Israele, e lo dà ad un altro, ch'è migliore di te. 1 Sam. 15:28
- Poi Samuele disse: `Menatemi qua Agag, re degli Amalekiti'. E Agag venne a lui incatenato. E Agag diceva: `Certo, l'amarezza della morte è passata'. 1 Sam. 15:32
- Samuele gli disse: `Come la tua spada ha privato le donne di figliuoli, così la madre tua sarà privata di figliuoli fra le donne'. E Samuele fe' squartare Agag in presenza dell'Eterno a Ghilgal. 1 Sam. 15:33
- Poi Samuele se ne andò a Rama, e Saul salì a casa sua, a Ghibea di Saul. 1 Sam. 15:34
- E Samuele, finché visse, non andò più a vedere Saul, perché Samuele faceva cordoglio per Saul; e l'Eterno si pentiva d'aver fatto Saul re d'Israele. 1 Sam. 15:35
- L'Eterno disse a Samuele: `Fino a quando farai tu cordoglio per Saul, mentre io l'ho rigettato perché non regni più sopra Israele? Empi d'olio il tuo corno, e va'; io ti manderò da Isai di Bethlehem, perché mi son provveduto di un re tra i suoi figliuoli'. 1 Sam. 16:1
- E Samuele rispose: `Come andrò io? Saul lo verrà a sapere, e mi ucciderà'. L'Eterno disse: `Prenderai teco una giovenca, e dirai: - Son venuto ad offrire un sacrifizio all'Eterno. - 1 Sam. 16:2
- Samuele dunque fece quello che l'Eterno gli avea detto; si recò a Bethlehem, e gli anziani della città gli si fecero incontro tutti turbati, e gli dissero: `Porti tu pace?' 1 Sam. 16:4
- Mentre entravano, egli scòrse Eliab, e disse: `Certo, ecco l'unto dell'Eterno davanti a lui'. 1 Sam. 16:6
- Ma l'Eterno disse a Samuele: `Non badare al suo aspetto né all'altezza della sua statura, perché io l'ho scartato; giacché l'Eterno non guarda a quello a cui guarda l'uomo: l'uomo riguarda all'apparenza, ma l'Eterno riguarda al cuore'. 1 Sam. 16:7
- Allora Isai chiamò Abinadab, e lo fece passare davanti a Samuele; ma Samuele disse: `L'Eterno non s'è scelto neppur questo'. 1 Sam. 16:8
- Isai fece passar così sette de' suoi figliuoli davanti a Samuele; ma Samuele disse ad Isai: `L'Eterno non s'è scelto questi'. 1 Sam. 16:10
- Poi Samuele disse ad Isai: `Sono questi tutti i tuoi figli?'. Isai rispose: `Resta ancora il più giovane, ma è a pascere le pecore'. 1 Sam. 16:11
- E Samuele disse ad Isai: `Mandalo a cercare, perché non ci metteremo a tavola prima che sia arrivato qua'. Isai dunque lo mandò a cercare, e lo fece venire. Or egli era biondo, avea de' begli occhi e un bell'aspetto. E l'Eterno disse a Samuele: `Lèvati, ungilo, perch'egli è desso'. 1 Sam. 16:12
- Allora Samuele prese il corno dell'olio, e l'unse in mezzo ai suoi fratelli; e, da quel giorno in poi, lo spirito dell'Eterno investì Davide. E Samuele si levò e se ne andò a Rama. 1 Sam. 16:13
- Ordini ora il nostro signore ai tuoi servi che ti stanno dinanzi, di cercare un uomo che sappia sonar l'arpa; e quando il cattivo spirito suscitato da Dio t'investirà, quegli si metterà a sonare, e tu ne sarai sollevato'. 1 Sam. 16:16
- Allora uno de' domestici prese a dire: `Ecco io ho veduto un figliuolo di Isai, il Bethlehemita, che sa sonar bene; è un uomo forte, valoroso, un guerriero, parla bene, è di bell'aspetto, e l'Eterno è con lui'. 1 Sam. 16:18
- Saul dunque inviò de' messi a Isai per dirgli: `Mandami Davide, tuo figliuolo, che è col gregge'. 1 Sam. 16:19
- Ed Isai prese un asino carico di pane, un otre di vino, un capretto, e mandò tutto a Saul per mezzo di Davide suo figliuolo. 1 Sam. 16:20
- Davide arrivò da Saul e si presentò a lui; ed ei gli pose grande affetto e lo fece suo scudiero. 1 Sam. 16:21
- E Saul mandò a dire ad Isai: `Ti prego, lascia Davide al mio servizio, poich'egli ha trovato grazia agli occhi miei'. 1 Sam. 16:22
- Or quando il cattivo spirito suscitato da Dio investiva Saul, Davide pigliava l'arpa e si metteva a sonare; Saul si sentiva sollevato, stava meglio, e il cattivo spirito se n'andava da lui. 1 Sam. 16:23
- Or i Filistei misero insieme i loro eserciti per combattere, si radunarono a Soco, che appartiene a Giuda, e si accamparono fra Soco e Azeka, a Efes-Dammim. 1 Sam. 17:1
- Aveva in testa un elmo di rame, era vestito d'una corazza a squame il cui peso era di cinquemila sicli di rame, 1 Sam. 17:5
- Egli dunque si fermò; e, vòlto alle schiere d'Israele, gridò: `Perché uscite a schierarvi in battaglia: Non sono io il Filisteo, e voi de' servi di Saul? Scegliete uno fra voi, e scenda contro a me. 1 Sam. 17:8
- E il Filisteo aggiunse: `Io lancio oggi questa sfida a disonore delle schiere d'Israele: Datemi un uomo, e ci batteremo!' 1 Sam. 17:10
- Davide si partì da Saul, e tornò a Bethlehem a pascolar le pecore di suo padre. 1 Sam. 17:15
- Or Isai disse a Davide, suo figliuolo: `Prendi per i tuoi fratelli quest'efa di grano arrostito e questi dieci pani, e portali presto al campo ai tuoi fratelli. 1 Sam. 17:17
- Saul ed essi con tutti gli uomini d'Israele sono nella valle dei terebinti a combattere contro i Filistei'. 1 Sam. 17:19
- L'indomani Davide s'alzò di buon mattino, lasciò le pecore a un guardiano, prese il suo carico, e partì come Isai gli aveva ordinato; e come giunse al parco dei carri, l'esercito usciva per schierarsi in battaglia e alzava gridi di guerra. 1 Sam. 17:20
- E tutti gli uomini d'Israele, alla vista di quell'uomo, fuggiron d'innanzi a lui, presi da gran paura. 1 Sam. 17:24
- E Davide, rivolgendosi a quelli che gli eran vicini, disse: `Che si farà egli a quell'uomo che ucciderà questo Filisteo e torrà l'obbrobrio di dosso a Israele? E chi è dunque questo Filisteo, questo incirconciso, che osa insultare le schiere dell'Iddio vivente?' 1 Sam. 17:26
- E la gente gli rispose con le stesse parole, dicendo: `Si farà questo e questo a colui che lo ucciderà'. 1 Sam. 17:27
- Eliab, suo fratello maggiore, avendo udito Davide parlare a quella gente, s'accese d'ira contro di lui, e disse: `Perché sei sceso qua? E a chi hai lasciato quelle poche pecore nel deserto? Io conosco il tuo orgoglio e la malignità del tuo cuore; tu sei sceso qua per veder la battaglia?' 1 Sam. 17:28
- Or le parole che Davide avea dette essendo state sentite, furono riportate a Saul, che lo fece venire. 1 Sam. 17:31
- E Davide disse a Saul: `Nessuno si perda d'animo a motivo di costui! Il tuo servo andrà e si batterà con quel Filisteo'. 1 Sam. 17:32
- Saul disse a Davide: `Tu non puoi andare a batterti con questo Filisteo; poiché tu non sei che un giovanetto, ed egli è un guerriero fin dalla sua giovinezza'. 1 Sam. 17:33
- E Davide rispose a Saul: `Il tuo servo pascolava il gregge di suo padre; e quando un leone o un orso veniva a portar via una pecora di mezzo al gregge, 1 Sam. 17:34
- E Davide soggiunse: `L'Eterno che mi liberò dalla zampa del leone e dalla zampa dell'orso, mi libererà anche dalla mano di questo Filisteo'. E Saul disse a Davide: `Va', e l'Eterno sia teco'. 1 Sam. 17:37
- Poi Davide cinse la spada di Saul sopra la sua armatura, e cercò di camminare, perché non aveva ancora provato; ma disse a Saul: `Io non posso camminare con quest'armatura; non ci sono abituato'. E se la tolse di dosso. 1 Sam. 17:39
- Il Filisteo anch'egli si fe' innanzi, avvicinandosi sempre più a Davide, ed era preceduto dal suo scudiero. 1 Sam. 17:41
- Il Filisteo disse a Davide: `Son io un cane, che tu vieni contro a me col bastone?' E il Filisteo maledisse Davide in nome de' suoi dèi; 1 Sam. 17:43
- e il Filisteo disse a Davide: `Vieni qua ch'io dia la tua carne agli uccelli del cielo e alle bestie de' campi'. 1 Sam. 17:44
- Allora Davide rispose al Filisteo: `Tu vieni a me con la spada, con la lancia e col giavellotto; ma io vengo a te nel nome dell'Eterno degli eserciti, dell'Iddio delle schiere d'Israele che tu hai insultato. 1 Sam. 17:45
- E come il Filisteo si mosse e si fe' innanzi per accostarsi a Davide, Davide anch'egli corse prestamente verso la linea di battaglia incontro al Filisteo; 1 Sam. 17:48
- Poi Davide corse, si gettò sul Filisteo, gli prese la spada e, sguainatala, lo mise a morte e gli tagliò la testa. E i Filistei, vedendo che il loro eroe era morto, si diedero alla fuga. 1 Sam. 17:51
- E gli uomini d'Israele e di Giuda sorsero, alzando gridi di guerra, e inseguirono i Filistei fino all'ingresso di Gath e alle porte di Ekron. I Filistei feriti a morte caddero sulla via di Shaaraim, fino a Gath e fino ad Ekron. 1 Sam. 17:52
- E Davide prese la testa del Filisteo, la portò a Gerusalemme, ma ripose l'armatura di lui nella sua tenda. 1 Sam. 17:54
- Da quel giorno Saul lo tenne presso di sé e non permise più ch'ei se ne tornasse a casa di suo padre. 1 Sam. 18:2
- Quindi Gionathan si tolse di dosso il mantello, e lo diede a Davide; e così fece delle sue vesti, fino alla sua spada, al suo arco e alla sua cintura. 1 Sam. 18:4
- E Davide andava e riusciva bene dovunque Saul lo mandava: Saul lo mise a capo della gente di guerra, ed egli era gradito a tutto il popolo, anche ai servi di Saul. 1 Sam. 18:5
- e le donne, danzando, si rispondevano a vicenda e dicevano: Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila. 1 Sam. 18:7
- Saul n'ebbe sdegno fortissimo; quelle parole gli dispiacquero, e disse: `Ne dànno diecimila a Davide, e a me non ne dan che mille! Non gli manca più che il regno!' 1 Sam. 18:8
- Saul disse a Davide: `Ecco Merab, la mia figliuola maggiore; io te la darò per moglie; solo siimi valente, e combatti le battaglie dell'Eterno'. Or Saul diceva tra sé: `Non sia la mia mano che lo colpisca, ma sia la mano de' Filistei'. 1 Sam. 18:17
- Ma Davide rispose a Saul: `Chi son io, che è la vita mia, e che è la famiglia di mio padre in Israele, ch'io abbia ad essere genero del re?' 1 Sam. 18:18
- Or avvenne che, quando Merab figliuola di Saul doveva esser data a Davide, fu invece sposata ad Adriel di Mehola. 1 Sam. 18:19
- Ma Mical, figliuola di Saul amava Davide; lo riferirono a Saul, e la cosa gli piacque. 1 Sam. 18:20
- E Saul disse: `Gliela darò, perché sia per lui un'insidia ed egli cada sotto la mano de' Filistei'. Saul dunque disse a Davide: `Oggi, per la seconda volta, tu puoi diventar mio genero'. 1 Sam. 18:21
- Poi Saul diede quest'ordine ai suoi servitori: `Parlate in confidenza a Davide, e ditegli: `Ecco, tu sei in grazia del re, e tutti i suoi servi ti amano, diventa dunque genero del re'. 1 Sam. 18:22
- I servi di Saul ridissero queste parole a Davide. Ma Davide replicò: `Sembra a voi cosa lieve il diventar genero del re? E io son povero e di basso stato'. 1 Sam. 18:23
- I servi riferirono a Saul: `Davide ha risposto così e così'. 1 Sam. 18:24
- E Saul disse: `Dite così a Davide: Il re non domanda dote; ma domanda cento prepuzi di Filistei, per trar vendetta de' suoi nemici'. Or Saul aveva in animo di far cader Davide nelle mani de' Filistei. 1 Sam. 18:25
- I servitori dunque riferirono quelle parole a Davide, e a Davide piacque di diventar in tal modo genero del re. E prima del termine fissato, 1 Sam. 18:26
- E Saul continuò più che mai a temer Davide, e gli fu sempre nemico. 1 Sam. 18:29
- Or i principi de' Filistei uscivano a combattere; e ogni volta che uscivano, Davide riusciva meglio di tutti i servi di Saul, in guisa che il suo nome divenne molto famoso. 1 Sam. 18:30
- Saul parlò a Gionathan, suo figliuolo, e a tutti i suoi servi di far morire Davide. Ma Gionathan, figliuolo di Saul, che voleva gran bene a Davide, 1 Sam. 19:1
- Io uscirò, e mi terrò allato a mio padre, nel campo ove tu sarai; parlerò di te a mio padre, vedrò come vanno le cose, e te lo farò sapere'. 1 Sam. 19:3
- Gionathan dunque parlò a Saul, suo padre, in favore di Davide, e gli disse: `Non pecchi il re contro al suo servo, contro a Davide, giacché ei non ha peccato contro a te, e anzi l'opera sua t'è stata di grande utilità. 1 Sam. 19:4
- Egli ha messo la propria vita a repentaglio, ha ucciso il Filisteo, e l'Eterno ha operato una grande liberazione a pro di tutto Israele. Tu l'hai veduto, e te ne sei rallegrato; perché dunque peccheresti tu contro il sangue innocente facendo morir Davide senza ragione?' 1 Sam. 19:5
- Ricominciò di nuovo la guerra; e Davide uscì a combattere contro i Filistei, inflisse loro una grave sconfitta, e quelli fuggirono d'innanzi a lui. 1 Sam. 19:8
- Saul inviò de' messi a casa di Davide per tenerlo d'occhio e farlo morire la mattina dipoi; ma Mical, moglie di Davide, lo informò della cosa, dicendo: `Se in questa stessa notte non ti salvi la vita, domani sei morto'. 1 Sam. 19:11
- E quando Saul inviò de' messi a pigliar Davide, ella disse: `È malato'. 1 Sam. 19:14
- E Saul disse a Mical: `Perché mi hai ingannato così e hai dato campo al mio nemico di fuggire?' E Mical rispose a Saul: `È lui che mi ha detto: Lasciami andare; altrimenti, t'ammazzo!' 1 Sam. 19:17
- Davide dunque fuggì, si pose in salvo, e venne da Samuele a Rama, e gli raccontò tutto quello che Saul gli avea fatto. Poi, egli e Samuele andarono a stare a Naioth. 1 Sam. 19:18
- Questo fu riferito a Saul, dicendo: `Ecco, Davide è a Naioth, presso Rama.' 1 Sam. 19:19
- E Saul inviò de' messi per pigliar Davide; ma quando questi videro l'adunanza de' profeti che profetavano, con Samuele che tenea la presidenza, lo spirito di Dio investì i messi di Saul che si misero anch'essi a profetare. 1 Sam. 19:20
- Ne informarono Saul, che inviò altri messi, i quali pure si misero a profetare. Saul ne mandò ancora per la terza volta, e anche questi si misero a profetare. 1 Sam. 19:21
- Allora si recò egli stesso a Rama; e, giunto alla gran cisterna ch'è a Secu, chiese: `Dove sono Samuele e Davide?' Gli fu risposto: `Ecco, sono a Naioth, presso Rama'. 1 Sam. 19:22
- Egli andò dunque là, a Naioth, presso Rama; e lo spirito di Dio investì anche lui; ed egli continuò il suo viaggio, profetando, finché giunse a Naioth, presso Rama. 1 Sam. 19:23
- Davide fuggì da Naioth presso Rama, andò a trovare Gionathan, e gli disse: `Che ho mai fatto? Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato verso tuo padre, ch'egli vuole la mia vita?' 1 Sam. 20:1
- Gionathan disse a Davide: `Che desideri tu ch'io ti faccia?' 1 Sam. 20:4
- Davide rispose a Gionathan: `Ecco, domani è la luna nuova, e io dovrei sedermi a mensa col re; lasciami andare, e mi nasconderò per la campagna fino alla sera del terzo giorno. 1 Sam. 20:5
- Se tuo padre nota la mia assenza, tu gli dirai: - Davide mi ha pregato istantemente di poter dare una corsa fino a Bethlehem, sua città, perché v'è il sacrifizio annuo per tutta la sua famiglia. 1 Sam. 20:6
- Gionathan disse: `Lungi da te questo pensiero! S'io venissi a sapere che il male è deciso da parte di mio padre e sta per venirti addosso, non te lo farei io sapere?' 1 Sam. 20:9
- Davide disse a Gionathan: `Chi m'informerà, nel caso che tuo padre ti dia una risposta dura?' 1 Sam. 20:10
- E Gionathan disse a Davide: `Vieni, andiamo fuori alla campagna!' E andarono ambedue fuori alla campagna. 1 Sam. 20:11
- E Gionathan disse a Davide: `L'Eterno, l'Iddio d'Israele, mi sia testimonio! Quando domani o posdomani, a quest'ora, io avrò scandagliato mio padre, s'egli è ben disposto verso Davide, ed io non mando a fartelo sapere, l'Eterno tratti Gionathan con tutto il suo rigore! 1 Sam. 20:12
- Nel caso poi che piaccia a mio padre di farti del male, te lo farò sapere, e ti lascerò partire perché tu te ne vada in pace; e l'Eterno sia teco, com'è stato con mio padre! 1 Sam. 20:13
- e se sarò ancora in vita, non è egli vero? tu agirai verso di me con la bontà dell'Eterno, ond'io non sia messo a morte; 1 Sam. 20:14
- Io tirerò tre frecce da quel lato, come se tirassi a segno. 1 Sam. 20:20
- Poi subito manderò il mio ragazzo, dicendogli: - Va' a cercare le frecce. - Se dico al ragazzo: - Guarda, le frecce son di qua da te, prendile! - tu allora vieni, perché tutto va bene per te, e non hai nulla da temere, come l'Eterno vive! 1 Sam. 20:21
- Quanto a quello che abbiam convenuto fra noi, fra me e te, ecco, l'Eterno n'è testimonio in perpetuo'. 1 Sam. 20:23
- Davide dunque si nascose nella campagna; e quando venne il novilunio, il re si pose a sedere a mensa per il pasto. 1 Sam. 20:24
- Il re, come al solito, si pose a sedere sulla sua sedia ch'era vicina al muro; Gionathan s'alzò per porsi di faccia, Abner si assise accanto a Saul, ma il posto di Davide rimase vuoto. 1 Sam. 20:25
- Ma l'indomani, secondo giorno della luna nuova, il posto di Davide era ancora vuoto; e Saul disse a Gionathan, suo figliuolo: `Perché il figliuolo d'Isai non è venuto a mangiare né ieri né oggi?' 1 Sam. 20:27
- Gionathan rispose a Saul: `Davide m'ha chiesto istantemente di lasciarlo andare a Bethlehem; 1 Sam. 20:28
- Allora l'ira di Saul s'accese contro Gionathan, ed ei gli disse: `Figliuolo perverso e ribelle, non lo so io forse che tieni le parti del figliuol d'Isai, a tua vergogna ed a vergogna del seno di tua madre? 1 Sam. 20:30
- Poiché, fino a tanto che il figliuol d'Isai avrà vita sulla terra, non vi sarà stabilità né per te né per il tuo regno. Or dunque mandalo a cercare e fallo venire da me, perché deve morire'. 1 Sam. 20:31
- Gionathan rispose a Saul suo padre e gli disse: `Perché dovrebb'egli morire? Che ha fatto?' 1 Sam. 20:32
- E Saul brandì la lancia contro a lui per colpirlo. Allora Gionathan riconobbe che suo padre avea deciso di far morire Davide. 1 Sam. 20:33
- E, acceso d'ira, si levò da mensa, e non mangiò nulla il secondo giorno della luna nuova, addolorato com'era per l'onta che suo padre avea fatta a Davide. 1 Sam. 20:34
- E disse al suo ragazzo: `Corri a cercare le frecce che tiro'. E, come il ragazzo correva, tirò una freccia che passò di là da lui. 1 Sam. 20:36
- E come il ragazzo se ne fu andato, Davide si levò di dietro il mucchio di pietre, si gettò con la faccia a terra, e si prostrò tre volte; poi i due si baciarono l'un l'altro e piansero assieme; Davide sopratutto diè in pianto dirotto. 1 Sam. 20:41
- E Gionathan disse a Davide: `Va' in pace, ora che abbiam fatto ambedue questo giuramento nel nome dell'Eterno: L'Eterno sia testimonio fra me e te e fra la mia progenie e la progenie tua, in perpetuo. Davide si levò e se ne andò, e Gionathan tornò in città. 1 Sam. 20:42
- Davide andò a Nob dal sacerdote Ahimelec; e Ahimelec gli venne incontro tutto tremante, e gli disse: `Perché sei solo e non hai alcuno teco?' 1 Sam. 21:1
- Il sacerdote rispose a Davide, dicendo: `Non ho sotto mano del pane comune, ma c'è del pane consacrato; ma la tua gente s'è almeno astenuta da contatto con donne?' 1 Sam. 21:4
- Il sacerdote rispose: `C'è la spada di Goliath, il Filisteo, che tu uccidesti nella valle de' terebinti; è là involta in un panno dietro all'efod; se la vuoi prendere, prendila, perché qui non ve n'è altra fuori di questa'. E Davide disse: `Nessuna è pari a quella; dammela!' 1 Sam. 21:9
- Mutò il suo modo di fare in loro presenza, faceva il pazzo in mezzo a loro, tracciava de' segni sui battenti delle porte, e si lasciava scorrer la saliva sulla barba. 1 Sam. 21:13
- Mi mancan forse de' pazzi, che m'avete condotto questo a fare il pazzo in mia presenza? Costui non entrerà in casa mia!' 1 Sam. 21:15
- Or Davide si partì di là e si rifugiò nella spelonca di Adullam; e quando i suoi fratelli e tutta la famiglia di suo padre lo seppero, scesero quivi per unirsi a lui. 1 Sam. 22:1
- Di là Davide andò a Mitspa di Moab, e disse al re di Moab: `Deh, permetti che mio padre e mia madre vengano a stare da voi, fino a tanto ch'io sappia quel che Iddio farà di me.' 1 Sam. 22:3
- E il profeta Gad disse a Davide: `Non star più in questa fortezza; parti, e recati nel paese di Giuda'. Davide allora partì, e venne nella foresta di Hereth. 1 Sam. 22:5
- Saul seppe che Davide e gli uomini ch'eran con lui erano stati scoperti. Saul si trovava allora a Ghibea, seduto sotto la tamerice, ch'è sull'altura; aveva in mano la lancia, e tutti i suoi servi gli stavano attorno. 1 Sam. 22:6
- E Saul disse ai servi che gli stavano intorno: `Ascoltate ora, Beniaminiti! Il figliuolo d'Isai vi darà egli forse a tutti de' campi e delle vigne? Farà egli di tutti voi de' capi di migliaia e de' capi di centinaia, 1 Sam. 22:7
- E Doeg, l'Idumeo, il quale era preposto ai servi di Saul, rispose e disse: `Io vidi il figliuolo d'Isai venire a Nob da Ahimelec, figliuolo di Ahitub, 1 Sam. 22:9
- Allora il re mandò a chiamare il sacerdote Ahimelec, figliuolo di Ahitub, e tutta la famiglia del padre di lui, vale a dire i sacerdoti ch'erano a Nob. E tutti vennero al re. 1 Sam. 22:11
- Ho io forse cominciato oggi a consultare Iddio per lui? Lungi da me il pensiero di tradirti! Non imputi il re nulla di simile al suo servo o a tutta la famiglia di mio padre; perché il tuo servo non sa cosa alcuna, piccola o grande, di tutto questo'. 1 Sam. 22:15
- E il re disse a Doeg: `Volgiti tu, e gettati sui sacerdoti!' E Doeg, l'Idumeo, si volse, si avventò addosso ai sacerdoti, e uccise in quel giorno ottantacinque persone che portavano l'efod di lino. 1 Sam. 22:18
- E Saul mise pure a fil di spada Nob, la città de' sacerdoti, uomini, donne, fanciulli, bambini di latte, buoi, asini e pecore: tutto mise a fil di spada. 1 Sam. 22:19
- Abiathar riferì a Davide che Saul aveva ucciso i sacerdoti dell'Eterno. 1 Sam. 22:21
- Or vennero a dire a Davide: `Ecco, i Filistei hanno attaccato Keila e saccheggiano le aie'. 1 Sam. 23:1
- E Davide consultò l'Eterno, dicendo: `Andrò io a sconfiggere questi Filistei?' L'Eterno rispose a Davide: `Va', sconfiggi i Filistei, e salva Keila'. 1 Sam. 23:2
- Ma la gente di Davide gli disse: `Tu vedi che qui in Giuda abbiam paura; e che sarà se andiamo a Keila contro le schiere de' Filistei?' 1 Sam. 23:3
- Davide consultò di nuovo l'Eterno, e l'Eterno gli rispose e gli disse: `Lèvati, scendi a Keila, perché io darò i Filistei nelle tue mani'. 1 Sam. 23:4
- Davide dunque andò con la sua gente a Keila, combatté contro i Filistei, portò via il loro bestiame, e inflisse loro una grande sconfitta. Così Davide liberò gli abitanti di Keila. 1 Sam. 23:5
- - Quando Abiathar, figliuolo di Ahimelec, si rifugiò presso Davide a Keila, portò seco l'efod. - 1 Sam. 23:6
- Saul fu informato che Davide era giunto a Keila. E Saul disse: `Iddio lo dà nelle mie mani, poiché è venuto a rinchiudersi in una città che ha porte e sbarre'. 1 Sam. 23:7
- Saul dunque convocò tutto il popolo per andare alla guerra, per scendere a Keila e cinger d'assedio Davide e la sua gente. 1 Sam. 23:8
- Poi disse: `O Eterno, Dio d'Israele, il tuo servo ha sentito come cosa certa che Saul cerca di venire a Keila per distruggere la città per causa mia. 1 Sam. 23:10
- Allora Davide e la sua gente, circa seicento uomini, si levarono, uscirono da Keila e andaron qua e là a caso; e Saul, informato che Davide era fuggito da Keila, rinunziò alla sua spedizione. 1 Sam. 23:13
- e gli disse: `Non temere poiché Saul, mio padre, non riuscirà a metterti le mani addosso: tu regnerai sopra Israele, e io sarò il secondo dopo di te; e ben lo sa anche Saul mio padre'. 1 Sam. 23:17
- E i due fecero alleanza in presenza dell'Eterno; poi Davide rimase nella foresta, e Gionathan se ne andò a casa sua. 1 Sam. 23:18
- Or gli Zifei salirono da Saul a Ghibea e gli dissero: `Davide non sta egli nascosto fra noi, ne' luoghi forti della foresta, sul colle di Hakila che è a mezzogiorno del deserto? 1 Sam. 23:19
- Scendi dunque, o re, giacché tutto il desiderio dell'anima tua è di scendere, e penserem noi a darlo nelle mani del re'. 1 Sam. 23:20
- Quelli dunque si levarono e se n'andarono a Zif, innanzi a Saul; ma Davide e i suoi erano nel deserto di Maon, nella pianura a mezzogiorno del deserto. 1 Sam. 23:24
- Saul camminava da un lato del monte, e Davide con la sua gente dall'altro lato; e come Davide affrettava la marcia per sfuggire a Saul e Saul e la sua gente stavano per circondare Davide e i suoi per impadronirsene, 1 Sam. 23:26
- arrivò a Saul un messo che disse: `Affrèttati a venire, perché i Filistei hanno invaso il paese'. 1 Sam. 23:27
- Così Saul cessò d'inseguire Davide e andò a far fronte ai Filistei; perciò a quel luogo fu messo nome Sela-Hammahlekoth. 1 Sam. 23:28
- E quando Saul fu tornato dall'inseguire i Filistei, gli vennero a dire: `Ecco, Davide è nel deserto di En-Ghedi'. 1 Sam. 24:1
- Poi anche Davide si levò, uscì dalla spelonca, e gridò dietro a Saul, dicendo: `O re, mio signore!' Saul si guardò dietro, e Davide s'inchinò con la faccia a terra e si prostrò. 1 Sam. 24:8
- Davide disse a Saul: `Perché dai tu retta alle parole della gente che dice: Davide cerca di farti del male? 1 Sam. 24:9
- Quando Davide ebbe finito di dire queste parole a Saul, Saul disse: `È questa la tua voce, figliuol mio Davide?' E Saul alzò la voce e pianse. 1 Sam. 24:16
- E disse a Davide: `Tu sei più giusto di me, poiché tu m'hai reso bene per male, mentre io t'ho reso male per bene. 1 Sam. 24:17
- E Davide lo giurò a Saul. Poi Saul se ne andò a casa sua, e Davide e la sua gente risaliron al loro forte rifugio. 1 Sam. 24:22
- Samuele morì, e tutto Israele si radunò e ne fece cordoglio; e lo seppellirono nella sua proprietà, a Rama. Allora Davide si levò, e scese verso il deserto di Paran. 1 Sam. 25:1
- Or v'era un uomo a Maon, che aveva i suoi beni a Carmel; era molto ricco, avea tremila pecore e mille capre, e si trovava a Carmel per la tosatura delle sue pecore. 1 Sam. 25:2
- gli mandò dieci giovani, ai quali disse: `Salite a Carmel, andate da Nabal, salutatelo a nome mio, 1 Sam. 25:5
- e dite così: Salute! pace a te, pace alla tua casa, e pace a tutto quello che t'appartiene! 1 Sam. 25:6
- Ho saputo che tu hai i tosatori; ora, i tuoi pastori sono stati con noi, e noi non abbiam fatto loro alcun oltraggio, e nulla è stato loro portato via per tutto il tempo che sono stati a Carmel. 1 Sam. 25:7
- Quando i giovani di Davide arrivarono, ripeterono a Nabal tutte queste parole in nome di Davide, poi si tacquero. 1 Sam. 25:9
- e prenderei io il mio pane, la mia acqua e la carne che ho macellata pei miei tosatori, per darli a gente che non so donde venga?' 1 Sam. 25:11
- I giovani ripresero la loro strada, tornarono, e andarono a riferire a Davide tutte queste parole. 1 Sam. 25:12
- Allora Davide disse ai suoi uomini: `Ognun di voi si cinga la sua spada'. Ognuno si cinse la sua spada, e Davide pure si cinse la sua, e saliron dietro a Davide circa quattrocento uomini; duecento rimasero presso il bagaglio. 1 Sam. 25:13
- Or dunque rifletti, e vedi quel che tu debba fare; poiché un guaio è certo che avverrà al nostro padrone e a tutta la sua casa; ed egli è uomo così malvagio, che non gli si può parlare'. 1 Sam. 25:17
- Poi disse ai suoi servi: `Andate innanzi a me; ecco, io vi seguirò'. Ma non disse nulla a Nabal suo marito. 1 Sam. 25:19
- E com'ella, a cavallo al suo asino, scendeva il monte per un sentiero coperto, ecco Davide e i suoi uomini che scendevano di fronte a lei, sì ch'ella li incontrò. 1 Sam. 25:20
- E quando Abigail ebbe veduto Davide, scese in fretta dall'asino e gettandosi con la faccia a terra, si prostrò dinanzi a lui. 1 Sam. 25:23
- E se mai sorgesse alcuno a perseguitarti e ad attentare alla tua vita, l'anima del mio signore sarà custodita nello scrigno della vita presso l'Eterno, ch'è il tuo Dio; ma l'anima de' tuoi nemici l'Eterno la lancerà via, come dalla rete d'una frombola. 1 Sam. 25:29
- E Davide disse ad Abigail: `Sia benedetto l'Eterno, l'Iddio d'Israele, che t'ha oggi mandata incontro a me! 1 Sam. 25:32
- Poiché certo, com'è vero che vive l'Eterno, l'Iddio d'Israele, che m'ha impedito di farti del male, se tu non ti fossi affrettata a venirmi incontro, fra qui e lo spuntar del giorno a Nabal non sarebbe rimasto un sol uomo'. 1 Sam. 25:34
- Davide quindi ricevé dalle mani di lei quello ch'essa avea portato, e le disse: `Risali in pace a casa tua; vedi, io ho dato ascolto alla tua voce, e ho avuto riguardo a te'. 1 Sam. 25:35
- Ma la mattina, quando gli fu passata l'ebbrezza, la moglie raccontò a Nabal queste cose; allora gli si freddò il cuore, ed ei rimase come un sasso. 1 Sam. 25:37
- Quando Davide seppe che Nabal era morto, disse: `Sia benedetto l'Eterno, che m'ha reso giustizia dell'oltraggio fattomi da Nabal, e ha preservato il suo servo dal far del male! La malvagità di Nabal, l'Eterno l'ha fatta ricadere sul capo di lui!' Poi Davide mandò da Abigail a proporle di diventar sua moglie. 1 Sam. 25:39
- E i servi di Davide vennero da Abigail a Carmel, e le parlarono così: `Davide ci ha mandati da te, perché vuol prenderti in moglie'. 1 Sam. 25:40
- Allora ella si levò, si prostrò con la faccia a terra, e disse: `Ecco, la tua serva farà da schiava, per lavare i piedi ai servi del mio signore'. 1 Sam. 25:41
- Or Saul avea dato Mical sua figliuola, moglie di Davide, a Palti, figliuolo di Laish, che era di Gallim. 1 Sam. 25:44
- Or gli Zifei vennero da Saul a Ghibea e gli dissero: `Davide non sta egli nascosto sulla collina di Hakila dirimpetto al deserto?' 1 Sam. 26:1
- Allora Davide si levò, venne al luogo dove Saul stava accampato, e notò il luogo ov'eran coricati Saul ed Abner, il figliuolo di Ner, capo dell'esercito di lui. Saul stava coricato nel parco dei carri, e la sua gente era accampata intorno a lui. 1 Sam. 26:5
- E Davide prese a dire ad Ahimelec, lo Hitteo, e ad Abishai, figliuolo di Tseruia, fratello di Joab: `Chi scenderà con me verso Saul nel campo?' E Abishai rispose: `Scenderò io con te'. 1 Sam. 26:6
- Davide ed Abishai dunque pervennero di notte a quella gente; ed ecco che Saul giaceva addormentato nel parco dei carri, con la sua lancia fitta in terra, dalla parte del capo; ed Abner e la sua gente gli stavan coricati all'intorno. 1 Sam. 26:7
- Allora Abishai disse a Davide: `Oggi Iddio t'ha messo il tuo nemico nelle mani; or lascia, ti prego, ch'io lo colpisca con la lancia e lo inchiodi in terra con un sol colpo; e non ci sarà bisogno d'un secondo'. 1 Sam. 26:8
- Poi Davide passò dalla parte opposta e si fermò in lontananza in vetta al monte, a gran distanza dal campo di Saul; 1 Sam. 26:13
- E Davide disse ad Abner: `Non sei tu un valoroso? E chi è pari a te in Israele? Perché dunque non hai tu fatto buona guardia al re tuo signore? Poiché uno del popolo è venuto per ammazzare il re tuo signore. 1 Sam. 26:15
- Ora dunque, si degni il re, mio signore, d'ascoltare le parole del suo servo. Se è l'Eterno quegli che t'incita contro di me, accetti egli un'oblazione! Ma se son gli uomini, siano essi maledetti dinanzi all'Eterno, poiché m'hanno oggi cacciato per separarmi dall'eredità dell'Eterno, dicendomi: - Va' a servire a degli dèi stranieri! 1 Sam. 26:19
- Or dunque non cada il mio sangue in terra lungi dalla presenza dell'Eterno! Poiché il re d'Israele è uscito per andar in traccia d'una pulce, come si va dietro a una pernice su per i monti'. 1 Sam. 26:20
- Davide rispose: `Ecco la lancia del re; passi qua uno de' tuoi giovani a prenderla. 1 Sam. 26:22
- E Saul disse a Davide: `Sii tu benedetto, figliuol mio Davide. Tu agirai da forte, e riuscirai per certo vittorioso'. Davide continuò il suo cammino, e Saul tornò a casa sua. 1 Sam. 26:25
- E Davide dimorò con Akis a Gath, egli e la sua gente, ciascuno con la sua famiglia. Davide avea seco le sue due mogli: Ahinoam, la Izreelita, e Abigail, la Carmelita, ch'era stata moglie di Nabal. 1 Sam. 27:3
- E Saul, informato che Davide era fuggito a Gath, non si diè più a cercarlo. 1 Sam. 27:4
- E Davide non lasciava in vita né uomo né donna per menarli a Gath, poiché diceva: `Potrebbero parlare contro di noi e dire: Così ha fatto Davide'. Questo fu il suo modo d'agire tutto il tempo che dimorò nel paese dei Filistei. 1 Sam. 27:11
- Ed Akis avea fiducia in Davide e diceva: `Egli si rende odioso a Israele, suo popolo; e così sarà mio servo per sempre'. 1 Sam. 27:12
- Or avvenne in quei giorni che i Filistei radunarono i loro eserciti per muover guerra ad Israele. Ed Akis disse a Davide: `Sappi per cosa certa che verrai meco alla guerra, tu e la tua gente'. Davide rispose ad Akis: 1 Sam. 28:1
- `E tu vedrai quello che il tuo servo farà'. E Akis a Davide: `E io t'affiderò per sempre la guardia della mia persona'. 1 Sam. 28:2
- I Filistei si radunarono e vennero ad accamparsi a Sunem. Saul parimente radunò tutto Israele, e si accamparono a Ghilboa. 1 Sam. 28:4
- Allora Saul disse ai suoi servi: `Cercatemi una donna che sappia evocar gli spiriti ed io anderò da lei a consultarla'. I servi gli dissero: `Ecco, a En-Dor v'è una donna che evoca gli spiriti'. 1 Sam. 28:7
- E quando la donna vide Samuele levò un gran grido e disse a Saul: `Perché m'hai ingannata? Tu sei Saul!' 1 Sam. 28:12
- Il re le disse: `Non temere; ma che vedi?' E la donna a Saul: `Vedo un essere sovrumano che esce di sotto terra'. 1 Sam. 28:13
- Ed egli a lei: `Che forma ha?' Ella rispose: `È un vecchio che sale, ed è avvolto in un mantello'. Allora Saul comprese ch'era Samuele, si chinò con la faccia a terra e gli si prostrò dinanzi. 1 Sam. 28:14
- E Samuele disse a Saul: `Perché mi hai tu disturbato, facendomi salire?' Saul rispose: `Io sono in grande angustia, poiché i Filistei mi fanno guerra, e Dio si è ritirato da me e non mi risponde più né mediante i profeti né per via di sogni; perciò t'ho chiamato perché tu mi faccia sapere quel che ho da fare'. 1 Sam. 28:15
- L'Eterno ha agito come aveva annunziato per mio mezzo; l'Eterno ti strappa di mano il regno e lo dà al tuo prossimo, a Davide, 1 Sam. 28:17
- La donna s'avvicinò a Saul; e vedutolo tutto atterrito, gli disse: `Ecco, la tua serva ha ubbidito alla tua voce; io ho messo a repentaglio la mia vita per ubbidire alle parole che m'hai dette. 1 Sam. 28:21
- Ma egli rifiutò e disse: `Non mangerò'. I suoi servi, però, unitamente alla donna gli fecero violenza, ed egli s'arrese alle loro istanze; s'alzò da terra e si pose a sedere sul letto. 1 Sam. 28:23
- mise quei cibi davanti a Saul e ai suoi servi, e quelli mangiarono, poi si levarono e ripartirono quella stessa notte. 1 Sam. 28:25
- Allora i capi dei Filistei dissero: `Che fanno qui questi Ebrei?' E Akis rispose ai capi dei Filistei: `Ma questi è Davide, servo di Saul re d'Israele, che è stato presso di me da giorni, anzi da anni, e contro il quale non ho avuto nulla da ridire dal giorno della sua defezione a oggi!' 1 Sam. 29:3
- Ma i capi de' Filistei si adirarono contro di lui, e gli dissero: `Rimanda costui, e se ne ritorni al luogo che tu gli hai assegnato, e non scenda con noi alla battaglia, affinché non sia per noi un nemico durante la battaglia. Poiché come potrebbe costui riacquistar la grazia del signor suo, se non a prezzo delle teste di questi uomini nostri? 1 Sam. 29:4
- Davide disse ad Akis: `Ma che ho mai fatto? e che hai tu trovato nel tuo servo, in tutto il tempo che sono stato presso di te fino al dì d'oggi, perch'io non debba andare a combattere contro i nemici del re, mio signore?' 1 Sam. 29:8
- Akis rispose a Davide, dicendo: `Lo so; tu sei caro agli occhi miei come un angelo di Dio; ma i principi dei Filistei hanno detto: - Egli non deve salire con noi alla battaglia! 1 Sam. 29:9
- Davide dunque con la sua gente si levò di buon'ora, per partire al mattino e tornare nel paese dei Filistei. E i Filistei salirono a Izreel. 1 Sam. 29:11
- Tre giorni dopo, quando Davide e la sua gente furon giunti a Tsiklag, ecco che gli Amalekiti avean fatto una scorreria verso il mezzogiorno e verso Tsiklag; aveano presa Tsiklag e l'aveano incendiata; 1 Sam. 30:1
- E Davide fu grandemente angosciato perché la gente parlava di lapidarlo, essendo l'animo di tutti amareggiato a motivo dei lor figliuoli e delle loro figliuole; ma Davide si fortificò nell'Eterno, nel suo Dio. 1 Sam. 30:6
- Davide disse al sacerdote Abiathar, figliuolo di Ahimelec: `Ti prego, portami qua l'efod'. E Abiathar portò l'efod a Davide. 1 Sam. 30:7
- E Davide consultò l'Eterno, dicendo: `Debbo io dar dietro a questa banda di predoni? la raggiungerò io?' L'Eterno rispose: `Dàlle dietro, poiché certamente la raggiungerai, e potrai ricuperare ogni cosa'. 1 Sam. 30:8
- Trovarono per la campagna un Egiziano, e lo menarono a Davide. Gli diedero del pane, ch'egli mangiò, e dell'acqua da bere; 1 Sam. 30:11
- Davide gli chiese: `A chi appartieni? e di dove sei?' Quegli rispose: `Sono un giovine egiziano, servo di un Amalekita; e il mio padrone m'ha abbandonato perché tre giorni fa caddi infermo. 1 Sam. 30:13
- E quand'ei l'ebbe menato là, ecco che gli Amalekiti erano sparsi dappertutto per la campagna, mangiando, bevendo e facendo festa, a motivo del gran bottino che avean portato via dal paese dei Filistei e dal paese di Giuda. 1 Sam. 30:16
- Poi Davide tornò verso quei duecento uomini che per la grande stanchezza non gli avevano potuto tener dietro, e che egli avea fatti rimanere al torrente Besor. Quelli si fecero avanti incontro a Davide e alla gente ch'era con lui. E Davide, accostatosi a loro, li salutò. 1 Sam. 30:21
- Allora tutti i tristi e i perversi fra gli uomini che erano andati con Davide, presero a dire: `Giacché costoro non son venuti con noi, non darem loro nulla del bottino che abbiamo ricuperato; tranne a ciascun di loro la sua moglie e i suoi figliuoli; se li menino via, e se ne vadano!' 1 Sam. 30:22
- Quando Davide fu tornato a Tsiklag, mandò parte di quel bottino agli anziani di Giuda, suoi amici, dicendo: `Eccovi un dono che viene dal bottino preso ai nemici dell'Eterno'. 1 Sam. 30:26
- Ne mandò a quelli di Bethel, a quelli di Ramoth del mezzogiorno, a quelli di Jattir, 1 Sam. 30:27
- a quelli d'Aroer, a quelli di Sifmoth, a quelli d'Eshtemoa, 1 Sam. 30:28
- a quelli di Racal, a quelli delle città degli Ierahmeeliti, a quelli delle città dei Kenei, 1 Sam. 30:29
- a quelli di Horma, a quelli di Cor-Ashan, a quelli di Athac, 1 Sam. 30:30
- a quelli di Hebron, e a quelli di tutti i luoghi che Davide e la sua gente aveano percorso. 1 Sam. 30:31
- Or i Filistei vennero a battaglia con Israele, e gl'Israeliti fuggirono dinanzi ai Filistei, e caddero morti in gran numero sul monte Ghilboa. 1 Sam. 31:1
- Il forte della battaglia si volse contro Saul; gli arcieri lo raggiunsero, ed egli si trovò in grande angoscia a motivo degli arcieri. 1 Sam. 31:3
- Saul disse al suo scudiero: `Sfodera la spada, e trafiggimi, affinché questi incirconcisi non vengano a trafiggermi ed a farmi oltraggio'. Ma lo scudiero non volle farlo, perch'era còlto da gran paura. Allora Saul prese la propria spada e vi si gettò sopra. 1 Sam. 31:4
- L'indomani i Filistei vennero a spogliare i morti, e trovarono Saul e i suoi tre figliuoli caduti sul monte Ghilboa. 1 Sam. 31:8
- Tagliarono la testa a Saul, lo spogliarono delle sue armi, e mandarono all'intorno per il paese de' Filistei ad annunziare la buona notizia nei tempî dei loro idoli ed al popolo; 1 Sam. 31:9
- Ma quando gli abitanti di Jabes di Galaad udirono quello che i Filistei avean fatto a Saul, 1 Sam. 31:11
- tutti gli uomini valorosi si levarono, camminarono tutta la notte, tolsero dalle mura di Beth-Shan il cadavere di Saul e i cadaveri dei suoi figliuoli, tornarono a Jabes, e quivi li bruciarono. 1 Sam. 31:12
- Or avvenne che, dopo la morte di Saul, Davide, tornato dalla sconfitta degli Amalekiti, si fermò due giorni a Tsiklag. 2 Sam. 1:1
- Quand'ecco, il terzo giorno, arrivare dal campo, di presso a Saul, un uomo colle vesti stracciate e col capo sparso di polvere, il quale, giunto in presenza di Davide, si gettò in terra e gli si prostrò dinanzi. 2 Sam. 1:2
- E fecero cordoglio e piansero e digiunarono fino a sera, a motivo di Saul, di Gionathan, suo figliuolo, del popolo dell'Eterno e della casa d'Israele, perché eran caduti per la spada. 2 Sam. 1:12
- Non ne recate la nuova a Gath, non lo pubblicate per le strade d'Askalon; le figliuole de' Filistei ne gioirebbero, le figliuole degl'incirconcisi ne farebbero festa. 2 Sam. 1:20
- Io sono in angoscia a motivo di te, o fratel mio Gionathan; tu m'eri sommamente caro, e l'amor tuo per me era più maraviglioso che l'amore delle donne. 2 Sam. 1:26
- `A Hebron'. Davide dunque vi salì con le sue due mogli, Ahinoam la Izreelita, ed Abigail la Carmelita ch'era stata moglie di Nabal. 2 Sam. 2:2
- E gli uomini di Giuda vennero e unsero quivi Davide come re della casa di Giuda. Ora fu riferito a Davide ch'erano stati gli uomini di Jabes di Galaad a seppellire Saul. 2 Sam. 2:4
- Ed ora l'Eterno mostri a voi la sua benignità e la sua fedeltà! E anch'io vi farò del bene, giacché avete agito così. 2 Sam. 2:6
- Or Abner, figliuolo di Ner, capo dell'esercito di Saul, prese Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, e lo fece passare a Mahanaim, 2 Sam. 2:8
- Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, avea quarant'anni quando cominciò a regnare sopra Israele, e regnò due anni. Ma la casa di Giuda seguitò Davide. 2 Sam. 2:10
- Il tempo che Davide regnò a Hebron sulla casa di Giuda fu di sette anni e sei mesi. 2 Sam. 2:11
- Allora Abner disse a Joab: `Si levino dei giovani, e giochin di spada in nostra presenza!' E Joab rispose: `Si levino pure!' 2 Sam. 2:14
- E ciascun d'essi, preso l'avversario per la testa, gli piantò la spada nel fianco; cosicché caddero tutt'insieme. Perciò quel luogo, ch'è presso a Gabaon, fu chiamato Helkath-Hatsurim. 2 Sam. 2:16
- Asael si mise ad inseguire Abner; e, dandogli dietro, non si voltava né a destra né a sinistra. 2 Sam. 2:19
- E Abner gli disse: `Volgiti a destra o a sinistra, afferra uno di que' giovani, e prenditi le sue spoglie!' Ma Asael non volle cessare dall'inseguirlo. 2 Sam. 2:21
- E Abner di bel nuovo gli disse: `Cessa dal darmi dietro! Perché obbligarmi a inchiodarti al suolo? Come potrei io poi alzar la fronte dinanzi al tuo fratello Joab?' 2 Sam. 2:22
- Ma quegli si rifiutò di cambiare strada; allora Abner con la estremità inferiore della lancia lo colpì nell'inguine, sì che la lancia lo passò da parte a parte. Asael cadde e morì in quello stesso luogo; e quanti passavano dal punto dov'egli era caduto morto, si fermavano. 2 Sam. 2:23
- Ma Joab e Abisai inseguirono Abner; e il sole tramontava quando giunsero al colle di Amma, ch'è dirimpetto a Ghiah, sulla via del deserto di Gabaon. 2 Sam. 2:24
- E i figliuoli di Beniamino si radunarono dietro ad Abner, formarono un corpo, e si collocarono in vetta a una collina. 2 Sam. 2:25
- Abner e la sua gente camminarono tutta quella notte per la campagna, passarono il Giordano, attraversarono tutto il Bithron e giunsero a Mahanaim. 2 Sam. 2:29
- Poi portaron via Asael e lo seppellirono nel sepolcro di suo padre, a Bethlehem. Poi Joab e la sua gente camminaron tutta la notte; e il giorno spuntava, quando giunsero a Hebron. 2 Sam. 2:32
- E nacquero a Davide dei figliuoli a Hebron. Il suo primogenito fu Amnon, di Ahinoam, la Izreelita; 2 Sam. 3:2
- e il sesto fu Ithream, figliuolo di Egla, moglie di Davide. Questi nacquero a Davide in Hebron. 2 Sam. 3:5
- trasferendo il regno dalla casa di Saul a quella di lui, e stabilendo il trono di Davide sopra Israele e sopra Giuda, da Dan fino a Beer-Sheba'. 2 Sam. 3:10
- E Abner spedì tosto de' messi a Davide per dirgli: `A chi appartiene il paese?' e `Fa' alleanza con me, e il mio braccio sarà al tuo servizio per volgere dalla tua parte tutto Israele'. 2 Sam. 3:12
- Davide rispose: `Sta bene; io farò alleanza con te; ma una sola cosa ti chieggo, ed è che tu non ti presenti davanti a me senza menarmi Mical, figliuola di Saul, quando mi comparirai dinanzi'. 2 Sam. 3:13
- E Davide spedì de' messi a Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, per dirgli: `Rendimi Mical, mia moglie, la quale io mi fidanzai a prezzo di cento prepuzi di Filistei'. 2 Sam. 3:14
- Jsh-Bosheth la mandò a prendere di presso al marito Paltiel, figliuolo di Lais. 2 Sam. 3:15
- E il marito andò con lei, l'accompagnò piangendo, e la seguì fino a Bahurim. Poi Abner gli disse: `Va', torna indietro!' Ed egli se ne ritornò. 2 Sam. 3:16
- Abner si abboccò pure con quelli di Beniamino; quindi andò anche a trovar Davide a Hebron per metterlo a parte di tutto quello che Israele e tutta la casa di Beniamino aveano deciso. 2 Sam. 3:19
- Abner giunse a Hebron presso Davide, accompagnato da venti uomini; e Davide fece un convito ad Abner e agli uomini ch'eran con lui. 2 Sam. 3:20
- Poi Abner disse a Davide: `Io mi leverò e andrò a radunare tutto Israele presso il re mio signore, affinché essi facciano alleanza teco e tu regni su tutto quello che il cuor tuo desidera'. Così Davide accomiatò Abner, che se ne andò in pace. 2 Sam. 3:21
- Quando Joab e tutta la gente ch'era con lui furono arrivati, qualcuno riferì la nuova a Joab, dicendo: `Abner, figliuolo di Ner, è venuto dal re, il quale lo ha licenziato, ed egli se n'è andato in pace'. 2 Sam. 3:23
- E quando Abner fu tornato a Hebron, Joab lo trasse in disparte nello spazio fra le due porte, come volendogli parlare in segreto, e quivi lo colpì nell'inguine, sì ch'egli ne morì; e ciò, per vendicare il sangue di Asael suo fratello. 2 Sam. 3:27
- Così Joab ed Abisai, suo fratello, uccisero Abner, perché questi aveva ucciso Asael loro fratello, a Gabaon, in battaglia. 2 Sam. 3:30
- Davide disse a Joab e a tutto il popolo ch'era con lui: `Stracciatevi le vesti, cingetevi di sacco, e fate cordoglio per la morte di Abner!' E il re Davide andò dietro alla bara. 2 Sam. 3:31
- Abner fu seppellito a Hebron, e il re alzò la voce e pianse sulla tomba di Abner; e pianse tutto il popolo. 2 Sam. 3:32
- E tutto il popolo ricominciò a piangere Abner; poi s'accostò a Davide per fargli prender qualche cibo mentr'era ancora giorno; ma Davide giurò dicendo: `Mi tratti Iddio con tutto il suo rigore se assaggerò pane o alcun'altra cosa prima che tramonti il sole!' 2 Sam. 3:35
- Quanto a me, benché unto re, sono tuttora debole; mentre questa gente, i figliuoli di Tseruia, son troppo forti per me. Renda l'Eterno a chi fa il male secondo la malvagità di lui'. 2 Sam. 3:39
- Quando Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, ebbe udito che Abner era morto a Hebron, gli caddero le braccia, e tutto Israele fu nello sgomento. 2 Sam. 4:1
- Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, avea due uomini che erano capitani di schiere; il nome dell'uno era Baana, e il nome dell'altro Recab; erano figliuoli di Rimmon di Beeroth, della tribù di Beniamino, perché anche Beeroth è considerata come appartenente a Beniamino, 2 Sam. 4:2
- benché i Beerothiti si siano rifugiati a Ghitthaim, dove sono rimasti fino al dì d'oggi. 2 Sam. 4:3
- E portarono la testa di Jsh-Bosheth a Davide a Hebron, e dissero al re: `Ecco la testa di Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, tuo nemico, il quale cercava di toglierti la vita; l'Eterno ha oggi fatte le vendette del re, mio signore, sopra Saul e sopra la sua progenie'. 2 Sam. 4:8
- Ma Davide rispose a Recab ed a Baana suo fratello, figliuoli di Rimmon Beerothita, e disse loro: `Com'è vero che vive l'Eterno il quale ha liberato l'anima mia da ogni distretta, 2 Sam. 4:9
- quando venne colui che mi portò la nuova della morte di Saul, pensandosi di portarmi una buona notizia, io lo feci prendere e uccidere a Tsiklag, per pagarlo della sua buona notizia; 2 Sam. 4:10
- quanto più adesso che uomini scellerati hanno ucciso un innocente in casa sua, sul suo letto, non dovrò io ridomandare a voi ragion del suo sangue sparso dalle vostre mani, e sterminarvi di sulla terra?' 2 Sam. 4:11
- E Davide diede l'ordine ai suoi militi, i quali li uccisero; troncaron loro le mani ed i piedi, poi li appiccarono presso lo stagno di Hebron. Presero quindi la testa di Jsh-Bosheth e la seppellirono nel sepolcro di Abner a Hebron. 2 Sam. 4:12
- Allora tutte le tribù d'Israele vennero a trovare Davide a Hebron, e gli dissero: `Ecco, noi siamo tue ossa e tua carne. 2 Sam. 5:1
- Così tutti gli anziani d'Israele vennero dal re a Hebron, e il re Davide fece alleanza con loro a Hebron in presenza dell'Eterno; ed essi unsero Davide come re d'Israele. 2 Sam. 5:3
- Davide avea trent'anni quando cominciò a regnare, e regnò quarant'anni. 2 Sam. 5:4
- A Hebron regnò su Giuda sette anni e sei mesi; e a Gerusalemme regnò trentatre anni su tutto Israele e Giuda. 2 Sam. 5:5
- Or il re con la sua gente si mosse verso Gerusalemme contro i Gebusei, che abitavano quel paese. Questi dissero a Davide: `Tu non entrerai qua; giacché i ciechi e gli zoppi te ne respingeranno!'; volendo dire: `Davide non c'entrerà mai'. 2 Sam. 5:6
- E Hiram, re di Tiro, inviò a Davide de' messi, del legname di cedro, dei legnaiuoli e dei muratori, i quali edificarono una casa a Davide. 2 Sam. 5:11
- Questi sono i nomi dei figliuoli che gli nacquero a Gerusalemme: Shammua, Shobab, Nathan, Salomone, 2 Sam. 5:14
- Allora Davide consultò l'Eterno, dicendo: `Salirò io contro i Filistei? Me li darai tu nelle mani?' L'Eterno rispose a Davide: `Sali; poiché certamente io darò i Filistei nelle tue mani'. 2 Sam. 5:19
- Davide dunque si portò a Baal-Peratsim, dove li sconfisse, e disse: `L'Eterno ha disperso i miei nemici dinanzi a me come si disperge l'acqua'. Perciò pose nome a quel luogo: Baal-Peratsim. 2 Sam. 5:20
- Davide fece così come l'Eterno gli avea comandato, e sconfisse i Filistei da Gheba fino a Ghezer. 2 Sam. 5:25
- Allora fu detto al re Davide: `L'Eterno ha benedetto la casa di Obed-Edom e tutto quel che gli appartiene, a motivo dell'arca di Dio'. Allora Davide andò e trasportò l'arca di Dio dalla casa di Obed-Edom su nella città di Davide, con gaudio. 2 Sam. 6:12
- E Davide danzava a tutta forza davanti all'Eterno, e s'era cinto di un efod di lino. 2 Sam. 6:14
- Così Davide e tutta la casa d'Israele trasportarono su l'arca dell'Eterno con giubilo e a suon di tromba. 2 Sam. 6:15
- e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d'Israele, uomini e donne, un pane per uno, una porzione di carne e una schiacciata di fichi secchi. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua. 2 Sam. 6:19
- E come Davide se ne tornava per benedire la sua famiglia, Mical, figliuola di Saul, gli uscì incontro e gli disse: `Bell'onore s'è fatto oggi il re d'Israele a scoprirsi davanti agli occhi delle serve de' suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla!' 2 Sam. 6:20
- Davide rispose a Mical: `L'ho fatto dinanzi all'Eterno che m'ha scelto invece di tuo padre e di tutta la sua casa per stabilirmi principe d'Israele, del popolo dell'Eterno; sì, dinanzi all'Eterno ho fatto festa. 2 Sam. 6:21
- Ma quella stessa notte la parola dell'Eterno fu diretta a Nathan in questo modo: 2 Sam. 7:4
- Dovunque sono andato, or qua, or là, in mezzo a tutti i figliuoli d'Israele, ho io forse mai parlato ad alcuna delle tribù a cui avevo comandato di pascere il mio popolo d'Israele, dicendole: Perché non mi edificate una casa di cedro? 2 Sam. 7:7
- e sono stato teco dovunque sei andato, ho sterminato dinanzi a te tutti i tuoi nemici, e ho reso il tuo nome grande come quello dei grandi che son sulla terra; 2 Sam. 7:9
- ma la mia grazia non si dipartirà da lui, come s'è dipartita da Saul, ch'io ho rimosso d'innanzi a te. 2 Sam. 7:15
- E la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre, dinanzi a te, e il tuo trono sarà reso stabile in perpetuo'. 2 Sam. 7:16
- Nathan parlò a Davide, secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione. 2 Sam. 7:17
- Allora il re Davide andò a presentarsi davanti all'Eterno e disse: `Chi son io, o Signore, o Eterno, e che è la mia casa, che tu m'abbia fatto arrivare fino a questo punto? 2 Sam. 7:18
- E questo è parso ancora poca cosa agli occhi tuoi, o Signore, o Eterno; e tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire, sebbene questa tua legge, o Signore, o Eterno, si riferisca a degli uomini. 2 Sam. 7:19
- Tu sei davvero grande, o Signore, o Eterno! Nessuno è pari a te, e non v'è altro Dio fuori di te, secondo tutto quello che abbiamo udito coi nostri orecchi. 2 Sam. 7:22
- E qual popolo è come il tuo popolo, come Israele, l'unica nazione sulla terra che Dio sia venuto a redimere per formare il suo popolo, e per farsi un nome, e per compiere a suo pro, cose grandi e tremende, cacciando d'innanzi al tuo popolo che ti sei redento dall'Egitto, delle nazioni coi loro dèi? 2 Sam. 7:23
- E il tuo nome sia magnificato in perpetuo, e si dica: L'Eterno degli eserciti è l'Iddio d'Israele! E la casa del tuo servo Davide sia stabile dinanzi a te! 2 Sam. 7:26
- piacciati dunque benedire ora la casa del tuo servo, affinch'ella sussista in perpetuo dinanzi a te! Poiché tu, o Signore, o Eterno, sei quegli che ha parlato, e per la tua benedizione la casa del tuo servo sarà benedetta in perpetuo!' 2 Sam. 7:29
- Sconfisse pure i Moabiti: e fattili giacere per terra, li misurò con la corda; ne misurò due corde per farli mettere a morte, e la lunghezza d'una corda per lasciarli in vita. E i Moabiti divennero sudditi e tributari di Davide. 2 Sam. 8:2
- Davide sconfisse anche Hadadezer, figliuolo di Rehob, re di Tsoba, mentr'egli andava a ristabilire il suo dominio sul fiume Eufrate. 2 Sam. 8:3
- Davide gli prese millesettecento cavalieri e ventimila pedoni, e tagliò i garetti a tutti i cavalli da tiro, ma riserbò de' cavalli per cento carri. 2 Sam. 8:4
- E Davide tolse ai servi di Hadadezer i loro scudi d'oro e li portò a Gerusalemme. 2 Sam. 8:7
- Il re Davide prese anche una grande quantità di rame a Betah e a Berothai, città di Hadadezer. 2 Sam. 8:8
- mandò al re Davide Joram, suo figliuolo, per salutarlo e per benedirlo perché avea mosso guerra a Hadadezer e l'avea sconfitto (Hadadezer era sempre in guerra con Toi); e Joram portò seco de' vasi d'argento, dei vasi d'oro e de' vasi di rame. 2 Sam. 8:10
- Davide regnò su tutto Israele, facendo ragione e amministrando la giustizia a tutto il suo popolo. 2 Sam. 8:15
- E Davide disse: `Evvi egli rimasto alcuno della casa di Saul, a cui io possa far del bene per amore di Gionathan?' 2 Sam. 9:1
- Il re gli disse: `V'è egli più alcuno della casa di Saul, a cui io possa far del bene per amor di Dio?' Tsiba rispose al re: `V'è ancora un figliuolo di Gionathan, storpiato dei piedi'. 2 Sam. 9:3
- Il re gli disse: `Dov'è egli?' Tsiba rispose al re: `È in casa di Makir, figliuolo di Ammiel, a Lodebar'. 2 Sam. 9:4
- Allora il re lo mandò a prendere in casa di Makir, figliuolo di Ammiel, a Lodebar. 2 Sam. 9:5
- E Mefibosheth, figliuolo di Gionathan, figliuolo di Saul venne da Davide, si gettò con la faccia a terra e si prostrò dinanzi a lui. Davide disse: `Mefibosheth!' Ed egli, rispose: 2 Sam. 9:6
- Allora il re chiamò Tsiba, servo di Saul, e gli disse: `Tutto quello che apparteneva a Saul e a tutta la sua casa io lo do al figliuolo del tuo signore. 2 Sam. 9:9
- Mefibosheth dimorava a Gerusalemme perché mangiava sempre alla mensa del re. Era zoppo d'ambedue i piedi. 2 Sam. 9:13
- Davide disse: `Io voglio usare verso Hanun, figliuolo di Nahash, la benevolenza che suo padre usò verso di me'. E Davide mandò i suoi servi a consolarlo della perdita del padre. Ma quando i servi di Davide furon giunti nel paese dei figliuoli di Ammon, 2 Sam. 10:2
- Quando fu informato della cosa, Davide mandò gente ad incontrarli, perché quegli uomini erano oltremodo confusi. E il re fece dir loro: `Restate a Gerico finché vi sia ricresciuta la barba, poi tornerete'. 2 Sam. 10:5
- I figliuoli di Ammon, vedendo che s'erano attirato l'odio di Davide, mandarono a prendere al loro soldo ventimila fanti dei Sirî di Beth-Rehob e dei Sirî di Tsoba, mille uomini del re di Maaca, e dodicimila uomini della gente di Tob. 2 Sam. 10:6
- I figliuoli di Ammon uscirono e si disposero in ordine di battaglia all'ingresso della porta della città, mentre i Sirî di Tsoba e di Rehob e la gente di Tob e di Maaca stavano a parte nella campagna. 2 Sam. 10:8
- e disse ad Abishai: `Se i Sirî son più forti di me, tu mi darai soccorso; e se i figliuoli di Ammon son più forti di te, andrò io a soccorrerti. 2 Sam. 10:11
- Abbi coraggio, e dimostriamoci forti per il nostro popolo e per le città del nostro Dio; e faccia l'Eterno quello che a lui piacerà'. 2 Sam. 10:12
- Poi Joab con la gente che avea seco, s'avanzò per attaccare i Sirî, i quali fuggirono d'innanzi a lui. 2 Sam. 10:13
- E come i figliuoli di Ammon videro che i Sirî eran fuggiti, fuggirono anch'essi d'innanzi ad Abishai, e rientrarono nella città. Allora Joab se ne tornò dalla spedizione contro i figliuoli di Ammon, e venne a Gerusalemme. 2 Sam. 10:14
- Hadadezer mandò a far venire i Sirî che abitavano di là dal fiume, e quelli giunsero a Helam, con alla testa Shobac, capo dell'esercito di Hadadezer. 2 Sam. 10:16
- E la cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto Israele, passò il Giordano, e giunse ad Helam. E i Sirî si ordinarono in battaglia contro Davide, e impegnarono l'azione. 2 Sam. 10:17
- Ma i Sirî fuggirono d'innanzi a Israele; e Davide uccise ai Sirî gli uomini di settecento carri e quarantamila cavalieri, e sconfisse pure Shobac, capo del loro esercito, che morì quivi. 2 Sam. 10:18
- E quando tutti i re vassalli di Hadadezer si videro sconfitti da Israele, fecero pace con Israele, e furono a lui soggetti. E i Sirî non osarono più recar soccorso ai figliuoli di Ammon. 2 Sam. 10:19
- Or avvenne che l'anno seguente, nel tempo in cui i re sogliono andare alla guerra, Davide mandò Joab con la sua gente e con tutto Israele a devastare il paese dei figliuoli di Ammon e ad assediare Rabba; ma Davide rimase a Gerusalemme. 2 Sam. 11:1
- Una sera Davide, alzatosi dal suo letto, si mise a passeggiare sulla terrazza del palazzo reale; e dalla terrazza vide una donna che si bagnava; e la donna era bellissima. 2 Sam. 11:2
- E Davide inviò gente a prenderla; ed ella venne da lui, ed egli si giacque con lei, che si era purificata della sua contaminazione; poi ella se ne tornò a casa sua. 2 Sam. 11:4
- La donna rimase incinta, e lo fece sapere a Davide, dicendo: `Sono incinta'. 2 Sam. 11:5
- Allora Davide fece dire a Joab: `Mandami Uria, lo Hitteo'. E Joab mandò Uria da Davide. 2 Sam. 11:6
- Poi Davide disse ad Uria: `Scendi a casa tua e làvati i piedi'. Uria uscì dal palazzo reale, e gli furon portate appresso delle vivande del re. 2 Sam. 11:8
- Ma Uria dormì alla porta del palazzo del re con tutti i servi del suo signore, e non scese a casa sua. 2 Sam. 11:9
- E come ciò fu riferito a Davide e gli fu detto: `Uria non è sceso a casa sua', Davide disse ad Uria: `Non vieni tu di viaggio? Perché dunque non sei sceso a casa tua?' 2 Sam. 11:10
- Uria rispose a Davide: `L'arca, Israele e Giuda abitano sotto le tende, Joab mio signore e i suoi servi sono accampati in aperta campagna, e io me n'entrerei in casa mia per mangiare e bere e per dormire con mia moglie? Com'è vero che tu vivi e che vive l'anima tua, io non farò tal cosa!' 2 Sam. 11:11
- E Davide disse ad Uria: `Trattienti qui anche oggi, e domani ti lascerò partire'. Così Uria rimase a Gerusalemme quel giorno ed il seguente. 2 Sam. 11:12
- E Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé; e lo ubriacò; e la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo lettuccio coi servi del suo signore, ma non scese a casa sua. 2 Sam. 11:13
- La mattina seguente, Davide scrisse una lettera a Joab, e gliela mandò per le mani d'Uria. 2 Sam. 11:14
- Allora Joab inviò un messo a Davide per fargli sapere tutte le cose ch'erano avvenute nella battaglia; 2 Sam. 11:18
- Chi fu che uccise Abimelec, figliuolo di Jerubbesheth? Non fu ella una donna che gli gettò addosso un pezzo di macina dalle mura, si ch'egli morì a Thebets? Perché vi siete accostati così alle mura? - tu digli allora: - Il tuo servo Uria lo Hitteo è morto anch'egli'. 2 Sam. 11:21
- Il messo dunque partì; e, giunto, riferì a Davide tutto quello che Joab l'aveva incaricato di dire. 2 Sam. 11:22
- Il messo disse a Davide: `I nemici avevano avuto del vantaggio su di noi, e avean fatto una sortita contro di noi nella campagna; ma noi fummo loro addosso fino alla porta della città; 2 Sam. 11:23
- Allora Davide disse al messo: `Dirai così a Joab: - Non ti dolga quest'affare; poiché la spada or divora l'uno ed ora l'altro; rinforza l'attacco contro la città, e distruggila. - E tu fagli coraggio'. 2 Sam. 11:25
- e finito che ella ebbe il lutto, Davide la mandò a cercare e l'accolse in casa sua. Ella divenne sua moglie, e gli partorì un figliuolo. Ma quello che Davide avea fatto dispiacque all'Eterno. 2 Sam. 11:27
- E l'Eterno mandò Nathan a Davide; e Nathan andò da lui e gli disse: `V'erano due uomini nella stessa città, uno ricco, e l'altro povero. 2 Sam. 12:1
- Or essendo arrivato un viaggiatore a casa dell'uomo ricco, questi, risparmiando le sue pecore e i suoi buoi, non ne prese per preparare un pasto al viaggiatore ch'era capitato da lui; ma pigliò l'agnella di quel povero uomo, e ne fece delle vivande per colui che gli era venuto in casa'. 2 Sam. 12:4
- Allora l'ira di Davide s'accese fortemente contro quell'uomo, e disse a Nathan: `Com'è vero che l'Eterno vive, colui che ha fatto questo merita la morte; 2 Sam. 12:5
- Allora Nathan disse a Davide: `Tu sei quell'uomo! Così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: - Io t'ho unto re d'Israele e t'ho liberato dalle mani di Saul, 2 Sam. 12:7
- Così dice l'Eterno: Ecco, io sto per suscitare contro di te la sciagura dalla tua stessa casa, e prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo prossimo, che si giacerà con esse in faccia a questo sole; 2 Sam. 12:11
- poiché tu l'hai fatto in segreto; ma io farò questo davanti a tutto Israele e in faccia al sole'. 2 Sam. 12:12
- Allora Davide disse a Nathan: `Ho peccato contro l'Eterno'. E Nathan rispose a Davide: `E l'Eterno ha perdonato il tuo peccato; tu non morrai. 2 Sam. 12:13
- Nondimeno, siccome facendo così tu hai data ai nemici dell'Eterno ampia occasione di bestemmiare, il figliuolo che t'è nato dovrà morire'. Nathan se ne tornò a casa sua. 2 Sam. 12:14
- E l'Eterno colpì il bambino che la moglie di Uria avea partorito a Davide, ed esso cadde gravemente ammalato. 2 Sam. 12:15
- Davide quindi fece supplicazioni a Dio per il bambino, e digiunò; poi venne e passò la notte giacendo per terra. 2 Sam. 12:16
- Or avvenne che il settimo giorno il bambino morì; e i servi di Davide temevano di fargli sapere che il bambino era morto; poiché dicevano: `Ecco, quando il bambino era ancora vivo, noi gli abbiam parlato ed egli non ha dato ascolto alle nostre parole; come faremo ora a dirgli che il bambino è morto? Egli andrà a qualche estremo'. 2 Sam. 12:18
- Allora Davide si alzò da terra, si lavò, si unse e si mutò le vesti; poi andò nella casa dell'Eterno e vi si prostrò; e tornato a casa sua, chiese che gli portassero da mangiare, e mangiò. 2 Sam. 12:20
- Posso io farlo ritornare? Io me ne andrò a lui, ma egli non ritornerà a me!' 2 Sam. 12:23
- L'Eterno amò Salomone e mandò il profeta Nathan che gli pose nome Iedidia, a motivo dell'amore che l'Eterno gli portava. 2 Sam. 12:25
- e inviò dei messi a Davide per dirgli: `Ho assalito Rabba e mi son già impossessato della città delle acque. 2 Sam. 12:27
- Or dunque raduna il rimanente del popolo, accampati contro la città, e prendila, affinché, prendendola io, non abbia a portare il mio nome'. 2 Sam. 12:28
- Fece uscire gli abitanti ch'erano nella città, e mise i loro corpi sotto delle seghe, degli erpici di ferro e delle scuri di ferro, e li fe' gettare in fornaci da mattoni; e così fece a tutte le città de' figliuoli di Ammon. Poi Davide se ne tornò a Gerusalemme con tutto il popolo. 2 Sam. 12:31
- Ed Amnon si appassionò a tal punto per Tamar sua sorella da diventarne malato; perché ella era vergine, e pareva difficile ad Amnon di poterle fare alcun che. 2 Sam. 13:2
- Questi gli disse: `O figliuolo del re, perché vai tu di giorno in giorno dimagrando a cotesto modo? Non me lo vuoi dire?' Amnon gli rispose: `Sono innamorato di Tamar, sorella di mio fratello Absalom'. 2 Sam. 13:4
- Jonadab gli disse: `Mettiti a letto e fingiti malato; e quando tuo padre verrà a vederti, digli: - Fa', ti prego, che la mia sorella Tamar venga a darmi da mangiare e a preparare il cibo in mia presenza, sì ch'io lo vegga; e lo mangerò quando mi sarà pòrto dalle sue mani'. 2 Sam. 13:5
- Amnon dunque si mise a letto e si finse ammalato; e quando il re lo venne a vedere, Amnon gli disse: `Fa' ti prego, che la mia sorella Tamar venga e faccia un paio di frittelle in mia presenza; così le mangerò quando mi saran pòrte dalle sue mani'. 2 Sam. 13:6
- Allora Davide mandò a casa di Tamar a dirle: `Va' a casa di Amnon, tuo fratello, e preparagli qualcosa da mangiare'. 2 Sam. 13:7
- Tamar andò a casa di Amnon suo fratello, che giaceva in letto. Ella prese della farina stemperata, l'intrise, ne fece delle frittelle in sua presenza, e le cosse. 2 Sam. 13:8
- Allora Amnon disse a Tamar: `Portami il cibo in camera, e lo prenderò dalle tue mani'. E Tamar prese le frittelle che avea fatte, e le portò in camera ad Amnon suo fratello. 2 Sam. 13:10
- E com'essa gliele porgeva perché mangiasse, egli l'afferrò, e le disse: `Vieni a giacerti meco, sorella mia'. 2 Sam. 13:11
- Io dove andrei a portar la mia vergogna? E quanto a te, tu saresti messo tra gli scellerati in Israele. Te ne prego, parlane piuttosto al re, ed egli non mi negherà a te'. 2 Sam. 13:13
- Or due anni dopo avvenne che, facendo Absalom tosar le sue pecore a Baal-Hatsor presso Efraim, egli invitò tutti i figliuoli del re. 2 Sam. 13:23
- Absalom andò a trovare il re, e gli disse: `Ecco, il tuo servo ha i tosatori; ti prego, venga anche il re coi suoi servitori a casa del tuo servo!' 2 Sam. 13:24
- Or mentr'essi erano ancora per via, giunse a Davide la notizia che Absalom aveva ucciso tutti i figliuoli del re, e che non uno di loro era scampato. 2 Sam. 13:30
- Ma Jonadab, figliuolo di Shimea, fratello di Davide, prese a dire: `Non dica il mio signore che tutti i giovani, figliuoli del re, sono stati uccisi; il solo Amnon è morto; per Absalom era cosa decisa fin dal giorno che Amnon gli violò la sorella Tamar. 2 Sam. 13:32
- Absalom rimase tre anni a Gheshur, dov'era andato dopo aver preso la fuga. 2 Sam. 13:38
- Or Joab, figliuolo di Tseruia, avvedutosi che il cuore del re si piegava verso Absalom, mandò a Tekoa, 2 Sam. 14:1
- La donna di Tekoa andò dunque a parlare al re, si gettò con la faccia a terra, si prostrò, e disse: `O re, aiutami!' 2 Sam. 14:4
- La tua serva aveva due figliuoli, i quali vennero tra di loro a contesa alla campagna; e, come non v'era chi li separasse, l'uno colpì l'altro, e l'uccise. 2 Sam. 14:6
- Ed ecco che tutta la famiglia è insorta contro la tua serva, dicendo: - Consegnaci colui che ha ucciso il fratello, affinché lo facciam morire per vendicare il fratello ch'egli ha ucciso, e per sterminare così anche l'erede. - In questo modo spegneranno il tizzo che m'è rimasto, e non lasceranno a mio marito né nome né discendenza sulla faccia della terra'. 2 Sam. 14:7
- Il re disse alla donna: `Vattene a casa tua: io darò degli ordini a tuo riguardo'. 2 Sam. 14:8
- Allora ella disse: `Ti prego, menzioni il re l'Eterno, il tuo Dio, perché il vindice del sangue non aumenti la rovina e non mi sia sterminato il figlio'. Ed egli rispose: `Com'è vero che l'Eterno vive, non cadrà a terra un capello del tuo figliuolo!' 2 Sam. 14:11
- Ora, se io son venuta a parlar così al re mio signore è perché il popolo mi ha fatto paura; e la tua serva ha detto: `Voglio parlare al re; forse il re farà quello che gli dirà la sua serva; 2 Sam. 14:15
- Allora il re disse a Joab: `Ecco, voglio fare quello che hai chiesto; va' dunque, e fa' tornare il giovine Absalom'. 2 Sam. 14:21
- Joab si gettò con la faccia a terra, si prostrò, benedisse il re, e disse: `Oggi il tuo servo riconosce che ha trovato grazia agli occhi tuoi, o re, mio signore; poiché il re ha fatto quel che il suo servo gli ha chiesto'. 2 Sam. 14:22
- Joab dunque si levò, andò a Gheshur, e menò Absalom a Gerusalemme. 2 Sam. 14:23
- E quando si facea tagliare i capelli (e se li faceva tagliare ogni anno perché la capigliatura gli pesava troppo) il peso de' suoi capelli era di duecento sicli a peso del re. 2 Sam. 14:26
- Poi Absalom fece chiamare Joab per mandarlo dal re; ma egli non volle venire a lui; lo mandò a chiamare una seconda volta, ma Joab non volle venire. 2 Sam. 14:29
- Allora Absalom disse ai suoi servi: `Guardate! il campo di Joab è vicino al mio, e v'è dell'orzo; andate a mettervi il fuoco!' E i servi di Absalom misero il fuoco al campo. 2 Sam. 14:30
- Allora Joab si levò, andò a casa di Absalom, e gli disse: `Perché i tuoi servi hanno eglino dato fuoco al mio campo?' 2 Sam. 14:31
- Absalom rispose a Joab: `Io t'avevo mandato a dire: Vieni qua, ch'io possa mandarti dal re a dirgli: Perché son io tornato da Gheshur? Meglio per me, s'io vi fossi ancora! Or dunque fa' ch'io vegga la faccia del re! e se v'è in me qualche iniquità, ch'ei mi faccia morire!' 2 Sam. 14:32
- Joab allora andò dal re e gli fece l'ambasciata. Il re fece chiamare Absalom, il quale venne a lui, e si prostrò con la faccia a terra in sua presenza; e il re baciò Absalom. 2 Sam. 14:33
- Or dopo queste cose, Absalom si procurò un cocchio, de' cavalli, e cinquanta uomini che correvano dinanzi a lui. 2 Sam. 15:1
- Or avvenne che, in capo a quattro anni Absalom disse al re: `Ti prego, lasciami andare ad Hebron a sciogliere un voto che feci all'Eterno. 2 Sam. 15:7
- Poiché, durante la sua dimora a Gheshur, in Siria, il tuo servo fece un voto, dicendo: Se l'Eterno mi riconduce a Gerusalemme, io servirò l'Eterno!' 2 Sam. 15:8
- Il re gli disse: `Va' in pace!' E quegli si levò e andò a Hebron. 2 Sam. 15:9
- Intanto Absalom mandò degli emissari per tutte le tribù d'Israele, a dire: `Quando udrete il suon della tromba, direte: Absalom è proclamato re a Hebron'. 2 Sam. 15:10
- Absalom, mentre offriva i sacrifizi, mandò a chiamare Ahitofel, il Ghilonita, consigliere di Davide, perché venisse dalla sua città di Ghilo. La congiura divenne potente, e il popolo andava vie più crescendo di numero attorno ad Absalom. 2 Sam. 15:12
- Or venne a Davide un messo, che disse: `Il cuore degli uomini d'Israele s'è volto verso Absalom'. 2 Sam. 15:13
- Allora Davide disse a tutti i suoi servi ch'eran con lui a Gerusalemme: `Levatevi, fuggiamo; altrimenti, nessun di noi scamperà dalle mani di Absalom. Affrettatevi a partire, affinché con rapida marcia, non ci sorprenda, piombandoci rovinosamente addosso, e non colpisca la città mettendola a fil di spada'. 2 Sam. 15:14
- I servi del re gli dissero: `Ecco i tuoi servi, pronti a fare tutto quello che piacerà al re, nostro signore'. 2 Sam. 15:15
- Il re dunque partì, seguito da tutta la sua casa, e lasciò dieci concubine a custodire il palazzo. 2 Sam. 15:16
- Il re partì, seguito da tutto il popolo, e si fermarono a Beth-Merhak. 2 Sam. 15:17
- Allora il re disse a Ittai di Gath: `Perché vuoi anche tu venir con noi? Torna indietro, e statti col re; poiché sei un forestiero, e per di più un esule dalla tua patria. 2 Sam. 15:19
- E il re disse a Tsadok: `Riporta in città l'arca di Dio! Se io trovo grazia agli occhi dell'Eterno, egli mi farà tornare, e mi farà vedere l'arca e la dimora di lui; 2 Sam. 15:25
- Così Tsadok ed Abiathar riportarono a Gerusalemme l'arca di Dio, e dimorarono quivi. 2 Sam. 15:29
- E Davide saliva il monte degli Ulivi; saliva piangendo, e camminava col capo coperto e a piedi scalzi; e tutta la gente ch'era con lui aveva il capo coperto, e, salendo, piangeva. 2 Sam. 15:30
- Qualcuno venne a dire a Davide: `Ahitofel è con Absalom tra i congiurati'. E Davide disse: `Deh, o Eterno, rendi vani i consigli di Ahitofel!' 2 Sam. 15:31
- ma se torni in città e dici ad Absalom: - Io sarò tuo servo, o re; come fui servo di tuo padre nel passato, così sarò adesso servo tuo, - tu dissiperai a mio pro i consigli di Ahitofel. 2 Sam. 15:34
- Il re disse a Tsiba: `Che vuoi tu fare di coteste cose?' Tsiba rispose: `Gli asini serviranno di cavalcatura alla casa del re; il pane e i frutti d'estate sono per nutrire i giovani, e il vino è perché ne bevan quelli che saranno stanchi nel deserto'. 2 Sam. 16:2
- Il re disse: `E dov'è il figliuolo del tuo signore?' Tsiba rispose al re: `Ecco, è rimasto a Gerusalemme, perché ha detto: - Oggi la casa d'Israele mi renderà il regno di mio padre'. 2 Sam. 16:3
- Il re disse a Tsiba: `Tutto quello che appartiene a Mefibosheth è tuo'. Tsiba replicò: `Io mi prostro dinanzi a te! Possa io trovar grazia agli occhi tuoi, o re, mio signore!' 2 Sam. 16:4
- E quando il re Davide fu giunto a Bahurim, ecco uscir di là un uomo, imparentato con la famiglia di Saul, per nome Scimei, figliuolo di Ghera. Egli veniva innanzi proferendo maledizioni 2 Sam. 16:5
- Allora Abishai, figliuolo di Tseruia, disse al re: `Perché questo can morto osa egli maledire il re, mio signore? Ti prego, lasciami andare a troncargli la testa!' 2 Sam. 16:9
- Poi Davide disse ad Abishai e a tutti i suoi servi: `Ecco, il mio figliuolo, uscito dalle mie viscere, cerca di togliermi la vita! Quanto più lo può fare ora questo Beniaminita! Lasciate ch'ei maledica, giacché glielo ha ordinato l'Eterno. 2 Sam. 16:11
- Davide e la sua gente continuarono il loro cammino; e Scimei camminava sul fianco del monte, dirimpetto a Davide, e cammin facendo lo malediva, gli tirava de' sassi e buttava della polvere. 2 Sam. 16:13
- Ed Absalom disse a Hushai: `È questa dunque l'affezione che hai pel tuo amico? Perché non sei tu andato col tuo amico?' 2 Sam. 16:17
- Ahitofel rispose ad Absalom: `Entra dalle concubine di tuo padre, lasciate da lui a custodia della casa; e quando tutto Israele saprà che ti sei reso odioso a tuo padre, il coraggio di quelli che son per te, sarà fortificato'. 2 Sam. 16:21
- Fu dunque rizzata una tenda sulla terrazza per Absalom, ed Absalom entrò dalle concubine di suo padre, a vista di tutto Israele. 2 Sam. 16:22
- Or in que' giorni, un consiglio dato da Ahitofel era come una parola data da Dio a uno che lo avesse consultato. Così era di tutti i consigli di Ahitofel, tanto per Davide quanto per Absalom. 2 Sam. 16:23
- e ricondurrò a te tutto il popolo; l'uomo che tu cerchi vale quanto il ritorno di tutti; e così tutto il popolo sarà in pace'. 2 Sam. 17:3
- Questo parlare piacque ad Absalom e a tutti gli anziani d'Israele. 2 Sam. 17:4
- Senza dubbio egli è ora nascosto in qualche buca o in qualche altro luogo; e avverrà che, se fin da principio ne cadranno alcuni de' tuoi, chiunque lo verrà a sapere dirà: - Tra la gente che seguiva Absalom c'è stata una strage. 2 Sam. 17:9
- Perciò io consiglio che tutto Israele da Dan fino a Beer-Sheba, si raduni presso di te, numeroso come la rena ch'è sul lido del mare, e che tu vada in persona alla battaglia. 2 Sam. 17:11
- Or un giovinetto li avea scòrti, e ne aveva avvisato Absalom; ma i due partirono di corsa e giunsero a Bahurim a casa di un uomo che avea nella sua corte una cisterna. 2 Sam. 17:18
- I servi di Absalom vennero in casa di quella donna, e chiesero: `Dove sono Ahimaats e Gionathan?' La donna rispose loro: `Hanno passato il ruscello'. Quelli si misero a cercarli; e, non potendoli trovare, se ne tornarono a Gerusalemme. 2 Sam. 17:20
- E come quelli se ne furono andati, i due usciron fuori dalla cisterna, e andarono ad informare il re Davide. Gli dissero: `Levatevi, e affrettatevi a passar l'acqua; perché ecco qual è il consiglio che Ahitofel ha dato a vostro danno'. 2 Sam. 17:21
- Ahitofel, vedendo che il suo consiglio non era stato seguito, sellò il suo asino, e partì per andarsene a casa sua nella sua città. Mise in ordine le cose della sua casa, e s'impiccò. Così morì, e fu sepolto nel sepolcro di suo padre. 2 Sam. 17:23
- Or Davide giunse a Mahanaim, e Absalom anch'egli passò il Giordano, con tutta la gente d'Israele. 2 Sam. 17:24
- Absalom avea posto a capo dell'esercito Amasa, invece di Joab. Or Amasa era figliuolo di un uomo chiamato Jithra, l'Ismaelita, il quale aveva avuto relazioni con Abigal, figliuola di Nahash, sorella di Tseruia, madre di Joab. 2 Sam. 17:25
- Quando Davide fu giunto a Mahanaim, Shobi, figliuolo di Nahash ch'era da Rabba città degli Ammoniti, Makir, figliuolo di Ammiel da Lodebar, e Barzillai, il Galaadita di Roghelim, 2 Sam. 17:27
- Ma il popolo rispose: `Tu non devi venire; perché, se noi fossimo messi in fuga, non si farebbe alcun caso di noi; quand'anche perisse la metà di noi, non se ne farebbe alcun caso; ma tu conti per diecimila di noi; or dunque è meglio che tu ti tenga pronto a darci aiuto dalla città'. 2 Sam. 18:3
- Il re rispose loro: `Farò quello che vi par bene'. E il re si fermò presso la porta, mentre tutto l'esercito usciva a schiere di cento e di mille uomini. 2 Sam. 18:4
- E il re diede quest'ordine a Joab, ad Abishai e ad Ittai: `Per amor mio, trattate con riguardo il giovine Absalom!' E tutto il popolo udì quando il re diede a tutti i capitani quest'ordine relativamente ad Absalom. 2 Sam. 18:5
- Un uomo vide questo, e lo venne a riferire a Joab, dicendo: `Ho veduto Absalom appeso a un terebinto'. 2 Sam. 18:10
- Ma quell'uomo disse a Joab: `Quand'anche mi fossero messi in mano mille sicli d'argento, io non metterei la mano addosso al figliuolo del re; poiché noi abbiamo udito l'ordine che il re ha dato a te, ad Abishai e ad Ittai dicendo: - Badate che nessuno tocchi il giovine Absalom! - 2 Sam. 18:12
- Or Absalom, mentr'era in vita, si era eretto il monumento ch'è nella Valle del re; perché diceva: `Io non ho un figliuolo che conservi il ricordo del mio nome'; e diede il suo nome a quel monumento, che anche oggi si chiama `monumento di Absalom'. 2 Sam. 18:18
- Ed Ahimaats, figliuolo di Tsadok, disse a Joab: `Lasciami correre a portare al re la notizia che l'Eterno gli ha fatto giustizia contro i suoi nemici'. 2 Sam. 18:19
- Poi Joab disse all'Etiopo: `Va', e riferisci al re quello che hai veduto'. L'Etiopo s'inchinò a Joab, e corse via. 2 Sam. 18:21
- Ahimaats, figliuolo di Tsadok, disse di nuovo a Joab: `Qualunque cosa avvenga, ti prego, lasciami correr dietro all'Etiopo!' Joab gli disse: `Ma perché, figliuol mio, vuoi tu correre? La notizia non ti recherà nulla di buono'. 2 Sam. 18:22
- La sentinella disse: `Il modo di correre del primo mi par quello di Ahimaats, figliuolo di Tsadok'. E il re disse: `È un uomo dabbene, e viene a portare buone notizie'. 2 Sam. 18:27
- E Ahimaats gridò al re: `Pace!' E, prostratosi dinanzi al re con la faccia a terra, disse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio tuo, che ha dato in tuo potere gli uomini che aveano alzate le mani contro il re, mio signore!' 2 Sam. 18:28
- Or vennero a dire a Joab: `Ecco, il re piange e fa cordoglio a motivo di Absalom'. 2 Sam. 19:1
- E la vittoria in quel giorno si cangiò in lutto per tutto il popolo, perché il popolo sentì dire in quel giorno: `Il re è molto afflitto a cagione del suo figliuolo'. 2 Sam. 19:2
- Allora Joab entrò in casa dal re, e disse: `Tu copri oggi di rossore il volto di tutta la tua gente, che in questo giorno ha salvato la vita a te, ai tuoi figliuoli, e alle tue figliuole, alle tue mogli e alle tue concubine, 2 Sam. 19:5
- Or dunque lèvati, esci, e parla al cuore della tua gente; perché io giuro per l'Eterno che, se non esci, neppure un uomo resterà con te questa notte; e questa sarà per te sventura maggiore di tutte quelle che ti son cadute addosso dalla tua giovinezza fino a oggi'. 2 Sam. 19:7
- Allora il re si levò e si pose a sedere alla porta; e ne fu dato l'annunzio a tutto il popolo, dicendo: `Ecco il re sta assiso alla porta'. E tutto il popolo venne in presenza del re. Or quei d'Israele se n'eran fuggiti, ognuno nella sua tenda; 2 Sam. 19:8
- e in tutte le tribù d'Israele tutto il popolo stava discutendo, e dicevano: `Il re ci ha liberati dalle mani dei nostri nemici e ci ha salvati dalle mani de' Filistei; e ora ha dovuto fuggire dal paese a cagione di Absalom; 2 Sam. 19:9
- E il re Davide mandò a dire ai sacerdoti Tsadok ed Abiathar: `Parlate agli anziani di Giuda, e dite loro: - Perché sareste voi gli ultimi a ricondurre il re a casa sua? I discorsi che si tengono in tutto Israele sono giunti fino alla casa del re. 2 Sam. 19:11
- Voi siete miei fratelli, siete mie ossa e mia carne; perché dunque sareste gli ultimi a far tornare il re? 2 Sam. 19:12
- Così Davide piegò il cuore di tutti gli uomini di Giuda, come se fosse stato il cuore di un sol uomo; ed essi mandarono a dire al re: `Ritorna tu con tutta la tua gente'. 2 Sam. 19:14
- Il re dunque tornò, e giunse al Giordano; e quei di Giuda vennero a Ghilgal per andare incontro al re, e per fargli passare il Giordano. 2 Sam. 19:15
- Shimei, figliuolo di Ghera, beniaminita, ch'era di Bahurim, si affrettò a scendere con gli uomini di Giuda incontro al re Davide. 2 Sam. 19:16
- La chiatta che dovea tragittare la famiglia del re e tenersi a sua disposizione, passò; e Shimei, figliuolo di Ghera, prostratosi dinanzi al re, nel momento in cui questi stava per passare il Giordano, 2 Sam. 19:18
- Poiché il tuo servo riconosce che ha peccato; e per questo sono stato oggi il primo di tutta la casa di Giuseppe a scendere incontro al re mio signore'. 2 Sam. 19:20
- Ma Abishai, figliuolo di Tseruia, prese a dire: `Nonostante questo, Shimei non dev'egli morire per aver maledetto l'unto dell'Eterno?' 2 Sam. 19:21
- E il re disse a Shimei: `Tu non morrai!' E il re glielo giurò. 2 Sam. 19:23
- Mefibosheth, nipote di Saul, scese anch'egli incontro al re. Ei non s'era puliti i piedi, né spuntata la barba, né lavate le vesti dal giorno in cui il re era partito fino a quello in cui tornava in pace. 2 Sam. 19:24
- Poiché tutti quelli della casa di mio padre non avrebbero meritato dal re mio signore altro che la morte; e, nondimeno, tu avevi posto il tuo servo fra quelli che mangiano alla tua mensa. E qual altro diritto poss'io avere? E perché continuerei io a supplicare il re?' 2 Sam. 19:28
- E Mefibosheth rispose al re: `Si prenda pur egli ogni cosa, giacché il re mio signore è tornato in pace a casa sua'. 2 Sam. 19:30
- Barzillai era molto vecchio; aveva ottant'anni, ed avea fornito i viveri al re mentre questi si trovava a Mahanaim; poiché era molto facoltoso. 2 Sam. 19:32
- Il re disse a Barzillai: `Vieni con me oltre il fiume; io provvederò al tuo sostentamento a casa mia a Gerusalemme'. 2 Sam. 19:33
- Ma Barzillai rispose al re: `Troppo pochi son gli anni che mi resta da vivere perch'io salga col re a Gerusalemme. 2 Sam. 19:34
- Il re rispose: `Venga meco Kimham, e io farò per lui quello che a te piacerà; e farò per te tutto quello che desidererai da me'. 2 Sam. 19:38
- E quando tutto il popolo ebbe passato il Giordano e l'ebbe passato anche il re, il re baciò Barzillai e lo benedisse, ed egli se ne tornò a casa sua. 2 Sam. 19:39
- Così il re passò oltre, e andò a Ghilgal; e Kimham lo accompagnò. Tutto il popolo di Giuda e anche la metà del popolo d'Israele aveano fatto scorta al re. 2 Sam. 19:40
- Allora tutti gli altri Israeliti vennero dal re e gli dissero: `Perché i nostri fratelli, gli uomini di Giuda, ti hanno portato via di nascosto, e hanno fatto passare il Giordano al re, alla sua famiglia e a tutta la gente di Davide?' 2 Sam. 19:41
- E tutti gli uomini di Giuda risposero agli uomini d'Israele: `Perché il re appartiene a noi più dappresso; e perché vi adirate voi per questo? Abbiam noi mangiato a spese del re? O abbiam noi ricevuto qualche regalo?' 2 Sam. 19:42
- E gli uomini d'Israele risposero agli uomini di Giuda: `Il re appartiene a noi dieci volte più che a voi, e quindi Davide è più nostro che vostro; perché dunque ci avete disprezzati? Non siamo stati noi i primi a proporre di far tornare il nostro re?' Ma il parlare degli uomini di Giuda fu più violento di quello degli uomini d'Israele. 2 Sam. 19:43
- E tutti gli uomini di Israele ripresero la via delle alture, separandosi da Davide per seguire Sheba, figliuolo di Bicri; ma quei di Giuda non si staccarono dal loro re, e l'accompagnarono dal Giordano fino a Gerusalemme. 2 Sam. 20:2
- Quando Davide fu giunto a casa sua a Gerusalemme, prese le dieci concubine che avea lasciate a custodia della casa, e le fece rinchiudere; egli somministrava loro gli alimenti, ma non si accostava ad esse; e rimasero così rinchiuse, vivendo come vedove, fino al giorno della loro morte. 2 Sam. 20:3
- Amasa non fece attenzione alla spada che Joab aveva in mano; e Joab lo colpì nel ventre sì che gli intestini si sparsero per terra; non lo colpì una seconda volta e quegli morì. Poi Joab ed Abishai, suo fratello, si misero a inseguire Sheba, figliuolo di Bicri. 2 Sam. 20:10
- Uno de' giovani di Joab era rimasto presso Amasa, e diceva: `Chi vuol bene a Joab e chi è per Davide segua Joab!' 2 Sam. 20:11
- ma quand'esso fu tolto dalla strada, tutti passavano al seguito di Joab per dar dietro a Sheba figliuolo di Bicri. 2 Sam. 20:13
- Joab passò per mezzo a tutte le tribù d'Israele fino ad Abel ed a Beth-Maaca. E tutto il fior fiore degli uomini si radunò e lo seguì. 2 Sam. 20:14
- Allora una donna di senno gridò dalla città: `Udite, udite! Vi prego, dite a Joab di appressarsi, ché gli voglio parlare!' 2 Sam. 20:16
- Il fatto non sta così; ma un uomo della contrada montuosa d'Efraim, per nome Sheba, figliuolo di Bicri, ha levato la mano contro il re, contro Davide. Consegnatemi lui solo, ed io m'allontanerò dalla città'. E la donna disse a Joab: `Ecco, la sua testa ti sarà gettata dalle mura'. 2 Sam. 20:21
- Allora la donna si rivolse a tutto il popolo col suo savio consiglio; e quelli tagliaron la testa a Sheba, figliuolo di Bicri, e la gettarono a Joab. E questi fece sonar la tromba; tutti si dispersero lungi dalla città, e ognuno se ne andò alla sua tenda. E Joab tornò a Gerusalemme presso il re. 2 Sam. 20:22
- Joab era a capo di tutto l'esercito d'Israele; Benaia, figliuolo di Jehoiada, era a capo dei Kerethei e dei Pelethei; 2 Sam. 20:23
- Al tempo di Davide ci fu una fame per tre anni continui; Davide cercò la faccia dell'Eterno, e l'Eterno gli disse: `Questo avviene a motivo di Saul e della sua casa sanguinaria, perch'egli fece perire i Gabaoniti'. 2 Sam. 21:1
- Allora il re chiamò i Gabaoniti, e parlò loro. - I Gabaoniti non erano del numero de' figliuoli d'Israele, ma avanzi degli Amorei; e i figliuoli d'Israele s'eran legati a loro per giuramento; nondimeno, Saul, nel suo zelo per i figliuoli d'Israele e di Giuda avea cercato di sterminarli. - 2 Sam. 21:2
- I Gabaoniti gli risposero: `Fra noi e Saul e la sua casa non è questione d'argento o d'oro; e non appartiene a noi il far morire alcuno in Israele'. Il re disse: `Quel che voi direte io lo farò per voi'. 2 Sam. 21:4
- ci siano consegnati sette uomini di tra i suoi figliuoli, e noi li appiccheremo dinanzi all'Eterno a Ghibea di Saul, l'Eletto dell'Eterno'. Il re disse: `Ve li consegnerò'. 2 Sam. 21:6
- ma il re prese i due figliuoli che Ritspa figliuola d'Aiah avea partoriti a Saul, Armoni e Mefibosheth, e i cinque figliuoli che Merab, figliuola di Saul, avea partoriti ad Adriel di Mehola, figliuolo di Barzillai, 2 Sam. 21:8
- e li consegnò ai Gabaoniti, che li appiccarono sul monte, dinanzi all'Eterno. Tutti e sette perirono assieme; furon messi a morte nei primi giorni della messe, quando si principiava a mietere l'orzo. 2 Sam. 21:9
- Ritspa, figliuola di Aiah, prese un cilicio, se lo stese sulla roccia, e stette là dal principio della messe fino a che l'acqua non cadde dal cielo sui cadaveri; e impedì agli uccelli del cielo di posarsi su di essi di giorno, e alle fiere dei campi d'accostarsi di notte. 2 Sam. 21:10
- E fu riferito a Davide quello che Ritspa, figliuola di Aiah, concubina di Saul, avea fatto. 2 Sam. 21:11
- E Davide andò a prendere le ossa di Saul e quelle di Gionathan suo figliuolo presso gli abitanti di Jabesh di Galaad, i quali le avean portate via dalla piazza di Beth-Shan, dove i Filistei aveano appesi i cadaveri quando aveano sconfitto Saul sul Ghilboa. 2 Sam. 21:12
- E le ossa di Saul e di Gionathan suo figliuolo furon sepolte nel paese di Beniamino, a Tsela, nel sepolcro di Kis, padre di Saul; e fu fatto tutto quello che il re avea ordinato. Dopo questo, Iddio fu placato verso il paese. 2 Sam. 21:14
- I Filistei mossero di nuovo guerra ad Israele; e Davide scese con la sua gente a combattere contro i Filistei. Davide era stanco; 2 Sam. 21:15
- ma Abishai, il figliuolo di Tseruia, venne in soccorso del re, colpì il Filisteo, e lo uccise. Allora la gente di Davide gli fece questo giuramento: `Tu non uscirai più con noi a combattere, e non spegnerai la lampada d'Israele'. 2 Sam. 21:17
- Dopo questo, ci fu un'altra battaglia coi Filistei, a Gob; e allora Sibbecai di Huslah uccise Saf, uno dei discendenti di Rafa. 2 Sam. 21:18
- Ci fu un'altra battaglia coi Filistei a Gob; ed Elhanan, figliuolo di Jaare-Oreghim di Bethlehem uccise Goliath di Gath, di cui l'asta della lancia era come un subbio da tessitore. 2 Sam. 21:19
- Ci fu un'altra battaglia a Gath, dove si trovò un uomo di grande statura, che avea sei dita a ciascuna mano e a ciascun piede, in tutto ventiquattro dita, e che era anch'esso dei discendenti di Rafa. 2 Sam. 21:20
- Questi quattro erano nati a Gath, della stirpe di Rafa. Essi perirono per mano di Davide e per mano della sua gente. 2 Sam. 21:22
- Avea posto intorno a sé, come un padiglione, le tenebre, le raccolte d'acque, le dense nubi de' cieli. 2 Sam. 22:12
- Poiché ho tenuto tutte le sue leggi davanti a me, e non mi sono allontanato dai suoi statuti. 2 Sam. 22:23
- Egli rende i miei piedi simili a quelli delle cerve e mi rende saldo sui miei alti luoghi. 2 Sam. 22:34
- hai fatto voltar le spalle davanti a me ai miei nemici, a quelli che m'odiavano, ed io li ho distrutti. 2 Sam. 22:41
- Non è egli così della mia casa dinanzi a Dio? Poich'egli ha fermato con me un patto eterno, in ogni punto ben regolato e sicuro appieno. Non farà egli germogliare la mia completa salvezza e tutto ciò ch'io bramo? 2 Sam. 23:5
- Egli si levò, percosse i Filistei, finché la sua mano, spossata, rimase attaccata alla spada. E l'Eterno concesse in quel giorno una gran vittoria, e il popolo tornò a seguire Eleazar soltanto per spogliare gli uccisi. 2 Sam. 23:10
- Davide era allora nella fortezza, e c'era un posto di Filistei a Bethlehem. 2 Sam. 23:14
- E i tre prodi s'aprirono un varco attraverso al campo filisteo, attinsero dell'acqua dal pozzo di Bethlehem, vicino alla porta; e presala seco, la presentarono a Davide; il qual però non ne volle bere, ma la sparse davanti all'Eterno, 2 Sam. 23:16
- dicendo: `Lungi da me, o Eterno, ch'io faccia tal cosa! Beverei io il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della loro vita?' E non la volle bere. Questo fecero quei tre prodi. 2 Sam. 23:17
- Poi veniva Benaia da Kabtseel, figliuolo di Jehoiada, figliuolo di Ish-hai, celebre per le sue prodezze. Egli uccise i due grandi eroi di Moab. Discese anche in mezzo a una cisterna, dove uccise un leone, un giorno di neve. 2 Sam. 23:20
- E il re disse a Joab, ch'era il capo dell'esercito, e ch'era con lui: `Va' attorno per tutte le tribù d'Israele, da Dan fino a Beer-Sheba, e fate il censimento del popolo perch'io ne sappia il numero'. 2 Sam. 24:2
- Ma l'ordine del re prevalse contro Joab e contro i capi dell'esercito, e Joab e i capi dell'esercito partirono dalla presenza del re per andare a fare il censimento del popolo d'Israele. 2 Sam. 24:4
- Passarono il Giordano, e si accamparono ad Aroer, a destra della città ch'è in mezzo alla valle di Gad, e presso Jazer. 2 Sam. 24:5
- Poi andarono in Galaad e nel paese di Tahtim-Hodshi; poi andarono a Dan-Jaan e nei dintorni di Sidon; 2 Sam. 24:6
- andarono alla fortezza di Tiro e in tutte le città degli Hivvei e dei Cananei, e finirono col mezzogiorno di Giuda, a Beer-Sheba. 2 Sam. 24:7
- Percorsero così tutto il paese, e in capo a nove mesi e venti giorni tornarono a Gerusalemme. 2 Sam. 24:8
- Joab rimise al re la cifra del censimento del popolo: c'erano in Israele ottocentomila uomini forti, atti a portare le armi; e in Giuda, cinquecentomila. 2 Sam. 24:9
- `Va' a dire a Davide: Così dice l'Eterno: Io ti propongo tre cose: sceglitene una, e quella ti farò'. 2 Sam. 24:12
- Gad venne dunque a Davide, gli riferì questo, e disse: `Vuoi tu sette anni di carestia nel tuo paese, ovvero tre mesi di fuga d'innanzi ai tuoi nemici che t'inseguano, ovvero tre giorni di peste nel tuo paese? Ora rifletti, e vedi che cosa io debba rispondere a colui che mi ha mandato'. 2 Sam. 24:13
- E Davide disse a Gad: `Io sono in una grande angoscia! Ebbene, che cadiamo nelle mani dell'Eterno, giacché le sue compassioni sono immense; ma ch'io non cada nelle mani degli uomini!' 2 Sam. 24:14
- Così l'Eterno mandò la peste in Israele, da quella mattina fino al tempo fissato; e da Dan a Beer-Sheba morirono settantamila persone del popolo. 2 Sam. 24:15
- Arauna guardò, e vide il re e i suoi servi, che si dirigevano verso di lui; e Arauna uscì e si prostrò dinanzi al re, con la faccia a terra. 2 Sam. 24:20
- Arauna disse a Davide: `Il re, mio signore, prenda e offra quello che gli piacerà! Ecco i buoi per l'olocausto; e le macchine da trebbiare e gli arnesi da buoi serviranno per legna. 2 Sam. 24:22
- Or Adonija, figliuolo di Hagghith, mosso dall'ambizione, diceva: `Sarò io il re!' E si preparò de' carri, de' cavalieri, e cinquanta uomini che corressero dinanzi a lui. 1 Re 1:5
- Allora Nathan parlò a Bath-Sceba, madre di Salomone, e le disse: `Non hai udito che Adonija, figliuolo di Hagghith, è diventato re senza che Davide nostro signore ne sappia nulla? 1 Re 1:11
- La cosa fu riferita al re, dicendo: `Ecco il profeta Nathan!' E questi venne in presenza del re, e gli si prostrò dinanzi con la faccia a terra. 1 Re 1:23
- Giacché oggi egli è sceso, ha immolato buoi, vitelli grassi, e pecore in gran numero, ed ha invitato tutti i figliuoli del re, i capi dell'esercito e il sacerdote Abiathar; ed ecco che mangiano e bevono davanti a lui, e dicono: - Viva il re Adonija! 1 Re 1:25
- Il re Davide, rispondendo, disse: `Chiamatemi Bath-Sceba'. Ella entrò alla presenza del re, e si tenne in piedi davanti a lui. 1 Re 1:28
- Bath-Sceba s'inchinò con la faccia a terra, si prostrò dinanzi al re, e disse: `Possa il re Davide mio signore vivere in perpetuo!' 1 Re 1:31
- `Prendete con voi i servi del vostro signore, fate montare Salomone mio figliuolo sulla mia mula, e menatelo giù a Ghihon. 1 Re 1:33
- Voi risalirete al suo seguito, ed egli verrà, si porrà a sedere sul mio trono, e regnerà in mia vece. Io costituisco lui come principe d'Israele e di Giuda'. 1 Re 1:35
- Allora il sacerdote Tsadok, il profeta Nathan, Benaia figliuolo di Jehoiada, i Kerethei e i Pelethei scesero, fecero montare Salomone sulla mula del re Davide, e lo menarono a Ghihon. 1 Re 1:38
- E tutto il popolo risalì al suo seguito sonando flauti e abbandonandosi a una gran gioia, sì che la terra rimbombava delle loro grida. 1 Re 1:40
- E Gionathan, rispondendo a Adonija, disse: `Tutt'altro! Il re Davide, nostro signore, ha fatto re Salomone. 1 Re 1:43
- Il sacerdote Tsadok e il profeta Nathan l'hanno unto re a Ghihon, e di là son risaliti abbandonandosi alla gioia, e la città n'è tutta sossopra. Questo è lo strepito che avete udito. 1 Re 1:45
- E c'è di più: Salomone s'è posto a sedere sul trono reale. 1 Re 1:46
- E i servi del re son venuti a benedire il re Davide signor nostro, dicendo: - Renda Iddio il nome di Salomone più glorioso del tuo, e innalzi il suo trono al di sopra del tuo! E il re si è prostrato sul suo letto, poi il re ha detto così: 1 Re 1:47
- E vennero a dire a Salomone: `Ecco, Adonija ha timore del re Salomone, ed ha impugnato i corni dell'altare, dicendo: - `Il re Salomone mi giuri oggi che non farà morir di spada il suo servo'. 1 Re 1:51
- E il re Salomone mandò gente a farlo scendere dall'altare. Ed egli venne a prostrarsi davanti al re Salomone; e Salomone gli disse: `Vattene a casa tua'. 1 Re 1:53
- Or avvicinandosi per Davide il giorno della morte, egli diede i suoi ordini a Salomone suo figliuolo, dicendo: 1 Re 2:1
- e dovunque tu ti volga, e affinché l'Eterno adempia la parola da lui pronunciata a mio riguardo quando disse: - Se i tuoi figliuoli veglieranno sulla loro condotta camminando nel mio cospetto con fedeltà, con tutto il loro cuore e con tutta l'anima loro, non ti mancherà mai qualcuno che segga sul trono d'Israele. - 1 Re 2:4
- Ma tratta con bontà i figliuoli di Barzillai il Galaadita, e siano fra quelli che mangiano alla tua mensa; poiché così anch'essi mi trattarono quando vennero a me, allorch'io fuggivo d'innanzi ad Absalom tuo fratello. 1 Re 2:7
- Ed ecco, tu hai vicino a te Scimei, figliuolo di Ghera, il Beniaminita, di Bahurim, il quale proferì contro di me una maledizione atroce il giorno che andavo a Mahanaim. Ma egli scese ad incontrarmi verso il Giordano, e io gli giurai per l'Eterno che non lo farei morire di spada. - 1 Re 2:8
- Il tempo che Davide regnò sopra Israele fu di quarant'anni: regnò sette anni a Hebron e trentatre anni a Gerusalemme. 1 Re 2:11
- Ed egli disse: `Tu sai che il regno mi apparteneva, e che tutto Israele mi considerava come suo futuro re; ma il regno è stato trasferito e fatto passare a mio fratello, perché glielo ha dato l'Eterno. 1 Re 2:15
- Bath-Sceba dunque si recò dal re Salomone per parlargli in favore di Adonija. Il re si alzò per andarle incontro, le s'inchinò, poi si pose a sedere sul suo trono, e fece mettere un altro trono per sua madre, la quale si assise alla sua destra. 1 Re 2:19
- Il re Salomone, rispondendo a sua madre, disse: `E perché chiedi tu Abishag la Sunamita per Adonija? Chiedi piuttosto il regno per lui, giacché egli è mio fratello maggiore; chiedilo per lui, per il sacerdote Abiathar e per Joab, figliuolo di Tseruia!' 1 Re 2:22
- Allora il re Salomone giurò per l'Eterno, dicendo: `Iddio mi tratti con tutto il suo rigore, se Adonija non ha proferito questa parola a costo della sua vita! 1 Re 2:23
- Ed ora, com'è vero che vive l'Eterno, il quale m'ha stabilito, m'ha fatto sedere sul trono di Davide mio padre, e m'ha fondato una casa come avea promesso, oggi Adonija sarà messo a morte!' 1 Re 2:24
- Poi il re disse al sacerdote Abiathar: `Vattene ad Anatoth, nelle tue terre, poiché tu meriti la morte; ma io non ti farò morire oggi, perché portasti davanti a Davide mio padre l'arca del Signore, dell'Eterno, e perché partecipasti a tutte le sofferenze di mio padre'. 1 Re 2:26
- Così Salomone depose Abiathar dalle funzioni di sacerdote dell'Eterno, adempiendo così la parola che l'Eterno avea pronunziata contro la casa di Eli a Sciloh. 1 Re 2:27
- E la notizia ne giunse a Joab, il quale avea seguito il partito di Adonija, benché non avesse seguito quello di Absalom. Egli si rifugiò nel tabernacolo dell'Eterno, e impugnò i corni dell'altare. 1 Re 2:28
- Benaia entrò nel tabernacolo dell'Eterno, e disse a Joab: `Così dice il re: Vieni fuori!' Quegli rispose: `No! voglio morir qui!' E Benaia riferì la cosa al re, dicendo: `Così ha parlato Joab e così m'ha risposto'. 1 Re 2:30
- E il re gli disse: `Fa' com'egli ha detto; avventati contro di lui e seppelliscilo; così toglierai d'addosso a me ed alla casa di mio padre il sangue che Joab sparse senza motivo. 1 Re 2:31
- Allora Benaia, figliuolo di Jehoiada, salì, s'avventò contro a lui e lo mise a morte; e Joab fu sepolto in casa sua nel deserto. 1 Re 2:34
- Poi il re mandò a chiamare Scimei e gli disse: `Costruisciti una casa in Gerusalemme, prendivi dimora, e non ne uscire per andare qua o là; 1 Re 2:36
- Scimei rispose al re: `Sta bene; il tuo servo farà come il re mio signore ha detto'. E Scimei dimorò lungo tempo a Gerusalemme. 1 Re 2:38
- Di lì a tre anni avvenne che due servi di Scimei fuggirono presso Akis, figliuolo di Maaca, re di Gath. La cosa fu riferita a Scimei, e gli fu detto: `Ecco i tuoi servi sono a Gath'. 1 Re 2:39
- E Scimei si levò, sellò il suo asino, e andò a Gath, da Akis, in cerca dei suoi servi; andò, e rimenò via da Gath i suoi servi. 1 Re 2:40
- E fu riferito a Salomone che Scimei era andato da Gerusalemme a Gath, ed era tornato. 1 Re 2:41
- Il re mandò a chiamare Scimei, e gli disse: `Non t'avevo io fatto giurare per l'Eterno, e non t'avevo solennemente avvertito, dicendoti: - Sappi per certo che il giorno che uscirai per andar qua o là, morrai? - E non mi rispondesti tu: - La parola che ho udita sta bene? 1 Re 2:42
- Il re disse inoltre a Scimei: `Tu sai tutto il male che facesti a Davide mio padre; il tuo cuore n'è consapevole; ora l'Eterno fa ricadere sul tuo capo la tua malvagità; 1 Re 2:44
- E il re diede i suoi ordini a Benaia, figliuolo di Jehoiada, il quale uscì, s'avventò contro Scimei, che morì. Così rimase saldo il regno nelle mani di Salomone. 1 Re 2:46
- Intanto il popolo non offriva sacrifizi che sugli alti luoghi, perché fino a que' giorni non era stata edificata casa al nome dell'Eterno. 1 Re 3:2
- Il re si recò a Gabaon per offrirvi sacrifizi, perché quello era il principale fra gli alti luoghi; e su quell'altare Salomone offerse mille olocausti. 1 Re 3:4
- A Gabaon, l'Eterno apparve di notte, in sogno, a Salomone. E Dio gli disse: `Chiedi quello che vuoi ch'io ti dia'. 1 Re 3:5
- Salomone rispose: `Tu hai trattato con gran benevolenza il tuo servo Davide, mio padre, perch'egli camminava dinanzi a te con fedeltà, con giustizia, con rettitudine di cuore a tuo riguardo; tu gli hai conservata questa gran benevolenza, e gli hai dato un figliuolo che siede sul trono di lui, come oggi avviene. 1 Re 3:6
- ecco, io faccio secondo la tua parola; e ti do un cuor savio e intelligente, in guisa che nessuno è stato simile a te per lo innanzi, e nessuno sorgerà simile a te in appresso. 1 Re 3:12
- E oltre a questo io ti do quello che non mi hai domandato: ricchezze e gloria; talmente, che non vi sarà durante tutta la tua vita alcuno fra i re che possa esserti paragonato. 1 Re 3:13
- Salomone si svegliò, ed ecco era un sogno; tornò a Gerusalemme, si presentò davanti all'arca del patto del Signore, e offerse olocausti, sacrifizi di azioni di grazie e fece un convito a tutti i suoi servi. 1 Re 3:15
- Allora due meretrici vennero a presentarsi davanti al re. 1 Re 3:16
- Ed essa, alzatasi nel cuor della notte, prese il mio figliuolo d'accanto a me, mentre la tua serva dormiva, e lo pose a giacere sul suo seno, e sul mio seno pose il suo figliuolo morto. 1 Re 3:20
- E quando m'alzai la mattina per far poppare il mio figlio, ecco ch'era morto; ma, mirandolo meglio a giorno chiaro, m'accorsi che non era il mio figlio ch'io avea partorito'. 1 Re 3:21
- Allora la donna di cui era il bambino vivo, sentendosi commuover le viscere per amore del suo figliuolo, disse al re: `Deh! Signor mio, date a lei il bambino vivo, e non l'uccidete, no!' Ma l'altra diceva: `Non sia né mio né tuo; si divida!' 1 Re 3:26
- Allora il re, rispondendo, disse: `Date a quella il bambino vivo, e non l'uccidete; la madre del bimbo è lei!' 1 Re 3:27
- Ben-Deker, a Makats, a Shaalbim, a Beth-Scemesh, a Elon di Beth-Hanan; 1 Re 4:9
- Baana, figliuolo d'Ahilud, avea Taanac, Meghiddo e tutto Beth-Scean, che è presso a Tsarthan, sotto Jizreel, da Beth-Scean ad Abel-Mehola, e fino al di là di Iokmeam; 1 Re 4:12
- Ben-Gheber, a Ramoth di Galaad; egli aveva i villaggi di Jair, figliuolo di Manasse, che sono in Galaad; aveva anche la regione di Argob ch'è in Basan, sessanta grandi città murate e munite di sbarre di rame; 1 Re 4:13
- Ahinadab, figliuolo d'Iddo, a Mahanaim; 1 Re 4:14
- Egli dominava su tutto il paese di qua dal fiume, da Tifsa fino a Gaza, su tutti i re di qua dal fiume, ed era in pace con tutti i confinanti all'intorno. 1 Re 4:24
- E Giuda ed Israele, da Dan fino a Beer-Sceba, vissero al sicuro ognuno all'ombra della sua vite e del suo fico, tutto il tempo che regnò Salomone. 1 Re 4:25
- E Dio diede a Salomone sapienza, una grandissima intelligenza e una mente vasta com'è la rena che sta sulla riva del mare. 1 Re 4:29
- E Salomone mandò a dire a Hiram: 1 Re 5:2
- `Tu sai che Davide, mio padre, non poté edificare una casa al nome dell'Eterno, del suo Dio, a motivo delle guerre nelle quali fu impegnato da tutte le parti, finché l'Eterno non gli ebbe posti i suoi nemici sotto la pianta de' piedi. 1 Re 5:3
- Ho quindi l'intenzione di costruire una casa al nome dell'Eterno, dell'Iddio mio, secondo la promessa che l'Eterno fece a Davide mio padre, quando gli disse: - Il tuo figliuolo ch'io metterò sul tuo trono in luogo di te, sarà quello che edificherà una casa al mio nome. - 1 Re 5:5
- Quando Hiram ebbe udite le parole di Salomone, ne provò una gran gioia e disse: `Benedetto sia oggi l'Eterno, che ha dato a Davide un figliuolo savio per regnare sopra questo gran popolo'. 1 Re 5:7
- E Hiram mandò a dire a Salomone: `Ho udito quello che m'hai fatto dire. Io farò tutto quello che desideri riguardo al legname di cedro e al legname di cipresso. 1 Re 5:8
- Così Hiram dette a Salomone del legname di cedro e del legname di cipresso, quanto ei ne volle. 1 Re 5:10
- E Salomone dette a Hiram ventimila cori di grano per il mantenimento della sua casa, e venti cori d'olio vergine; Salomone dava tutto questo a Hiram, anno per anno. 1 Re 5:11
- L'Eterno diede sapienza a Salomone, come gli aveva promesso; e vi fu pace tra Hiram e Salomone, e fecero tra di loro alleanza. 1 Re 5:12
- Li mandava al Libano, diecimila al mese, alternativamente; un mese stavano sul Libano, e due mesi a casa; e Adoniram era preposto a questa comandata. 1 Re 5:14
- Or il quattrocentottantesimo anno dopo l'uscita dei figliuoli d'Israele dal paese d'Egitto, nel quarto anno del suo regno sopra Israele, nel mese di Ziv, che è il secondo mese, Salomone cominciò a costruire la casa consacrata all'Eterno. 1 Re 6:1
- E il re fece alla casa delle finestre a reticolato fisso. 1 Re 6:4
- Egli costruì, a ridosso del muro della casa, tutt'intorno, de' piani che circondavano i muri della casa: del luogo santo e del luogo santissimo; e fece delle camere laterali, tutt'all'intorno. 1 Re 6:5
- L'ingresso del piano di mezzo si trovava al lato destro della casa; e per una scala a chiocciola si saliva al piano di mezzo, e dal piano di mezzo al terzo. 1 Re 6:8
- Fece i piani addossati a tutta la casa dando ad ognuno cinque cubiti d'altezza, e li collegò con la casa con delle travi di cedro. 1 Re 6:10
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Salomone, dicendo: 1 Re 6:11
- `Quanto a questa casa che tu edifichi, se tu cammini secondo le mie leggi, se metti in pratica i miei precetti e osservi e segui tutti i miei comandamenti, io confermerò in tuo favore la promessa che feci a Davide tuo padre: 1 Re 6:12
- I quaranta cubiti sul davanti formavano la casa, vale a dire il tempio. 1 Re 6:17
- All'ingresso del santuario fece una porta a due battenti, di legno d'ulivo; la sua inquadratura, con gli stipiti, occupava la quinta parte della parete. 1 Re 6:31
- e l'undicesimo anno, nel mese di Bul, che è l'ottavo mese, la casa fu terminata in tutte le sue parti, secondo il disegno datone. Salomone mise sette anni a fabbricarla. 1 Re 6:38
- Tutte queste costruzioni erano di pietre scelte, tagliate a misura, segate con la sega, internamente ed esternamente, dai fondamenti ai cornicioni, e al di fuori fino al cortile maggiore. 1 Re 7:9
- E al di sopra c'erano delle pietre scelte, tagliate a misura, e del legname di cedro. 1 Re 7:11
- Fece un graticolato, un lavoro d'intreccio, dei festoni a guisa di catenelle, per i capitelli ch'erano in cima alle colonne: sette per il primo capitello, e sette per il secondo. 1 Re 7:17
- I capitelli che erano in cima alle colonne nel portico eran fatti a forma di giglio, ed erano di quattro cubiti. 1 Re 7:19
- Egli rizzò le colonne nel portico del tempio; rizzò la colonna a man destra, e la chiamò Jakin; poi rizzò la colonna a man sinistra, e la chiamò Boaz. 1 Re 7:21
- In cima alle colonne c'era un lavoro fatto a forma di giglio. Così fu compiuto il lavoro delle colonne. 1 Re 7:22
- Questo posava su dodici buoi, dei quali tre guardavano a settentrione, tre a occidente, tre a mezzogiorno, e tre ad oriente; il mare stava su di essi, e le parti posteriori de' buoi erano vòlte verso il di dentro. 1 Re 7:25
- Sopra i riquadri, fra i sostegni, c'erano de' leoni, de' buoi e dei cherubini; lo stesso, sui sostegni superiori; ma sui sostegni inferiori, sotto i leoni ed i buoi, c'erano delle ghirlande a festoni. 1 Re 7:29
- Ogni base avea quattro ruote di rame con le sale di rame; e ai quattro angoli c'erano delle mènsole, sotto il bacino; queste mensole erano di getto; di faccia a ciascuna stavan delle ghirlande. 1 Re 7:30
- le quattrocento melagrane per i due reticolati, a due ordini di melagrane per ogni reticolato che coprivano le due palle dei capitelli in cima alle colonne, 1 Re 7:42
- i vasi per le ceneri, le palette e i bacini. Tutti questi utensili che Salomone fece fare a Hiram per la casa dell'Eterno, erano di rame tirato a pulimento. 1 Re 7:45
- i candelabri d'oro puro, cinque a destra e cinque a sinistra, davanti al santuario, con i fiori, le lampade e gli smoccolatoi, d'oro; 1 Re 7:49
- Allora Salomone radunò presso di sé a Gerusalemme gli anziani d'Israele e tutti i capi delle tribù, i principi delle famiglie de' figliuoli d'Israele, per portar su l'arca del patto dell'Eterno, dalla città di Davide, cioè da Sion. 1 Re 8:1
- e i sacerdoti non poterono rimanervi per farvi l'ufficio loro, a motivo della nuvola; poiché la gloria dell'Eterno riempiva la casa dell'Eterno. 1 Re 8:11
- E disse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio d'Israele, il quale di sua propria bocca parlò a Davide mio padre, e con la sua potenza ha adempito quel che avea dichiarato dicendo: 1 Re 8:15
- ma l'Eterno disse a Davide mio padre: - Quanto all'aver tu avuto in cuore di costruire una casa al mio nome, hai fatto bene ad aver questo in cuore; 1 Re 8:18
- e disse: `O Eterno, Dio d'Israele! Non v'è Dio che sia simile a te, né lassù in cielo, né quaggiù in terra! Tu mantieni il patto e la misericordia verso i tuoi servi che camminano in tua presenza con tutto il cuor loro. 1 Re 8:23
- Siano gli occhi tuoi notte e giorno aperti su questa casa, sul luogo di cui dicesti: - Quivi sarà il mio nome! - Ascolta la preghiera che il tuo servo farà rivolto a questo luogo! 1 Re 8:29
- Ascolta la supplicazione del tuo servo e del tuo popolo d'Israele quando pregheranno rivolti a questo luogo; ascoltali dal luogo della tua dimora nei cieli; ascolta e perdona! 1 Re 8:30
- Se uno pecca contro il suo prossimo, e si esige da lui il giuramento per costringerlo a giurare, se quegli viene a giurare davanti al tuo altare in questa casa, 1 Re 8:31
- Quando il tuo popolo Israele sarà sconfitto dal nemico per aver peccato contro di te, se torna a te, se dà gloria al tuo nome e ti rivolge preghiere e supplicazioni in questa casa, 1 Re 8:33
- Quando il cielo sarà chiuso e non vi sarà più pioggia a motivo dei loro peccati contro di te, se essi pregano rivolti a questo luogo, se danno gloria al tuo nome e si convertono dai loro peccati perché li hai afflitti, 1 Re 8:35
- tu esaudiscila dal cielo, dal luogo della tua dimora, e perdona; agisci e rendi a ciascuno secondo le sue vie, tu, che conosci il cuore d'ognuno; poiché tu solo conosci il cuore di tutti i figliuoli degli uomini; 1 Re 8:39
- Anche lo straniero, che non è del tuo popolo d'Israele, quando verrà da un paese lontano a motivo del tuo nome, 1 Re 8:41
- - perché si udrà parlare del tuo gran nome, della tua mano potente e del tuo braccio disteso - quando verrà a pregarti in questa casa, 1 Re 8:42
- tu esaudiscilo dal cielo, dal luogo della tua dimora, e concedi a questo straniero tutto quello che ti domanderà, affinché tutti i popoli della terra conoscano il tuo nome per temerti, come fa il tuo popolo d'Israele e sappiano che il tuo nome è invocato su questa casa che io ho costruita! 1 Re 8:43
- Quando peccheranno contro di te - poiché non v'è uomo che non pecchi - e tu ti sarai mosso a sdegno contro di loro e li avrai abbandonati in balìa del nemico che li menerà in cattività in un paese ostile, lontano o vicino, 1 Re 8:46
- se, nel paese dove saranno schiavi, rientrano in se stessi, se tornano a te e ti rivolgono supplicazioni nel paese di quelli che li hanno menati in cattività e dicono: - Abbiam peccato, abbiamo operato iniquamente, siamo stati malvagi, 1 Re 8:47
- - se tornano a te con tutto il loro cuore e con tutta l'anima loro nel paese dei loro nemici che li hanno menati in cattività, e ti pregano rivolti al loro paese, il paese che tu desti ai loro padri, alla città che tu hai scelta e alla casa che io ho costruita al tuo nome, 1 Re 8:48
- perdona al tuo popolo che ha peccato contro di te, tutte le trasgressioni di cui si è reso colpevole verso di te, e muovi a pietà per essi quelli che li hanno menati in cattività, affinché abbiano compassione di loro; 1 Re 8:50
- giacché essi sono il tuo popolo, la tua eredità, e tu li hai tratti fuor dall'Egitto, di mezzo a una fornace da ferro! 1 Re 8:51
- L'ottavo giorno licenziò il popolo; e quelli benedirono il re, e se n'andarono alle loro tende allegri e col cuore contento per tutto il bene che l'Eterno avea fatto a Davide, suo servo, e ad Israele, suo popolo. 1 Re 8:66
- l'Eterno gli apparve per la seconda volta, come gli era apparito a Gabaon, 1 Re 9:2
- e gli disse: `Io ho esaudita la tua preghiera e la supplicazione che hai fatta dinanzi a me; ho santificata questa casa che tu hai edificata per mettervi il mio nome in perpetuo; e gli occhi miei ed il mio cuore saran quivi sempre. 1 Re 9:3
- E quanto a te, se tu cammini dinanzi a me come camminò Davide, tuo padre, con integrità di cuore e con rettitudine, facendo tutto quello che t'ho comandato, e se osservi le mie leggi e i miei precetti, 1 Re 9:4
- io stabilirò il trono del tuo regno in Israele in perpetuo, come promisi a Davide tuo padre, dicendo: - Non ti mancherà mai qualcuno che segga sul trono d'Israele. 1 Re 9:5
- - Ma se voi o i vostri figliuoli vi ritraete dal seguir me, se non osservate i miei comandamenti e le mie leggi che io vi ho posti dinanzi, e andate invece a servire altri dèi ed a prostrarvi dinanzi a loro, 1 Re 9:6
- E questa casa, per quanto sia così in alto, sarà desolata; e chiunque le passerà vicino rimarrà stupefatto e si metterà a fischiare; e si dirà: - Perché l'Eterno ha egli trattato in tal guisa questo paese e questa casa? - e si risponderà: 1 Re 9:8
- - Perché hanno abbandonato l'Eterno, l'Iddio loro, il quale trasse i loro padri dal paese d'Egitto; si sono invaghiti d'altri dèi, si son prostrati dinanzi a loro e li hanno serviti; ecco perché l'Eterno ha fatto venire tutti questi mali su loro'. 1 Re 9:9
- siccome Hiram, re di Tiro, avea fornito a Salomone legname di cedro e di cipresso, e oro, a piacere di lui, il re Salomone diede a Hiram venti città nel paese di Galilea. 1 Re 9:11
- - Faraone, re d'Egitto, era salito a impadronirsi di Ghezer, l'avea data alle fiamme, ed avea ucciso i Cananei che abitavano la città; poi l'aveva data per dote alla sua figliuola, moglie di Salomone. 1 Re 9:16
- tutte le città di rifornimento che gli appartenevano, le città per i suoi carri, le città per i suoi cavalieri, insomma tutto quello che gli piacque di costruire a Gerusalemme, al Libano e in tutto il paese del suo dominio. 1 Re 9:19
- vale a dire dei loro discendenti ch'eran rimasti dopo di loro nel paese e che gl'Israeliti non avean potuto votare allo sterminio, Salomone fece tanti servi per le comandate; e tali son rimasti fino al dì d'oggi. 1 Re 9:21
- Non appena la figliuola di Faraone salì dalla città di Davide alla casa che Salomone le avea fatto costruire, questi si mise a costruire Millo. 1 Re 9:24
- Or la regina di Sceba avendo udito la fama che circondava Salomone a motivo del nome dell'Eterno, venne a metterlo alla prova con degli enimmi. 1 Re 10:1
- Essa giunse a Gerusalemme con un numerosissimo seguito, con cammelli carichi di aromi, d'oro in gran quantità, e di pietre preziose; e, recatasi da Salomone, gli disse tutto quello che aveva in cuore. 1 Re 10:2
- Salomone rispose a tutte le questioni propostegli da lei, e non ci fu cosa che fosse oscura per il re, e ch'ei non sapesse spiegare. 1 Re 10:3
- Beata la tua gente, beati questi tuoi servi che stanno del continuo dinanzi a te, ed ascoltano la tua sapienza. 1 Re 10:8
- Il re Salomone diede alla regina di Sceba tutto quel che essa bramò e chiese, oltre a quello ch'ei le donò con la sua munificenza sovrana. Poi ella si rimise in cammino, e coi suoi servi se ne tornò al suo paese. 1 Re 10:13
- Or il peso dell'oro che giungeva ogni anno a Salomone, era di seicento sessantasei talenti, 1 Re 10:14
- Poiché il re aveva in mare una flotta di Tarsis insieme con la flotta di Hiram; e la flotta di Tarsis, una volta ogni tre anni, veniva a portare oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 1 Re 10:22
- I cavalli che Salomone aveva, gli venivan menati dall'Egitto; le carovane di mercanti del re li andavano a prendere a mandre, per un prezzo convenuto. 1 Re 10:28
- Un equipaggio, uscito dall'Egitto e giunto a destinazione, veniva a costare seicento sicli d'argento; un cavallo, centocinquanta. Nello stesso modo, per mezzo di que' mercanti, se ne facean venire per tutti i re degli Hittei e per i re della Siria. 1 Re 10:29
- donne appartenenti ai popoli dei quali l'Eterno avea detto ai figliuoli d'Israele: `Non andate da loro e non vengano essi da voi; poiché essi certo pervertirebbero il vostro cuore per farvi seguire i loro dèi'. A tali donne s'unì Salomone ne' suoi amori. 1 Re 11:2
- Fu allora che Salomone costruì, sul monte che sta dirimpetto a Gerusalemme, un alto luogo per Kemosh, l'abominazione di Moab, e per Molec, l'abominazione dei figliuoli di Ammon. 1 Re 11:7
- e gli aveva ordinato, a questo proposito, di non andar dietro ad altri dèi; ma egli non osservò l'ordine datogli dall'Eterno. 1 Re 11:10
- E l'Eterno disse a Salomone: `Giacché tu hai agito a questo modo, e non hai osservato il mio patto e le leggi che t'avevo date, io ti strapperò di dosso il reame, e lo darò al tuo servo. 1 Re 11:11
- L'Eterno suscitò un nemico a Salomone: Hadad, l'Idumeo, ch'era della stirpe reale di Edom. 1 Re 11:14
- Quelli dunque partirono da Madian, andarono a Paran, presero seco degli uomini di Paran, e giunsero in Egitto da Faraone, re d'Egitto, il quale diede a Hadad una casa, provvide al suo mantenimento, e gli assegnò dei terreni. 1 Re 11:18
- Or quando Hadad ebbe sentito in Egitto che Davide s'era addormentato coi suoi padri e che Joab, capo dell'esercito, era morto, disse a Faraone: `Dammi licenza ch'io me ne vada al mio paese'. 1 Re 11:21
- Iddio suscitò un altro nemico a Salomone: Rezon, figliuolo d'Eliada, ch'era fuggito dal suo signore Hadadezer, re di Tsoba. 1 Re 11:23
- Ed egli avea radunato gente intorno a sé ed era diventato capo banda, quando Davide massacrò i Sirî. Egli ed i suoi andarono a Damasco, vi si stabilirono, e regnarono in Damasco. 1 Re 11:24
- e disse a Geroboamo: `Prendine per te dieci pezzi, perché l'Eterno, l'Iddio d'Israele, dice così: - Ecco, io strappo questo regno dalle mani di Salomone, e te ne darò dieci tribù, 1 Re 11:31
- E ciò, perché i figliuoli d'Israele m'hanno abbandonato, si sono prostrati davanti ad Astarte, divinità dei Sidonî, davanti a Kemosh, dio di Moab e davanti a Milcom, dio dei figliuoli d'Ammon, e non han camminato nelle mie vie per fare ciò ch'è giusto agli occhi miei e per osservare le mie leggi e i miei precetti, come fece Davide, padre di Salomone. 1 Re 11:33
- e al suo figliuolo lascerò una tribù, affinché Davide, mio servo, abbia sempre una lampada davanti a me in Gerusalemme, nella città che ho scelta per mettervi il mio nome. 1 Re 11:36
- E se tu ubbidisci a tutto quello che ti comanderò, e cammini nelle mie vie, e fai ciò ch'è giusto agli occhi miei, osservando le mie leggi e i miei comandamenti, come fece Davide mio servo, io sarò con te, ti edificherò una casa stabile, come ne edificai una a Davide, e ti darò Israele; 1 Re 11:38
- Salomone regnò a Gerusalemme, su tutto Israele, quarant'anni. 1 Re 11:42
- Roboamo andò a Sichem, perché tutto Israele era venuto a Sichem per farlo re. 1 Re 12:1
- e quivi lo mandarono a chiamare. Allora Geroboamo e tutta la raunanza d'Israele vennero a parlare a Roboamo, e gli dissero: 1 Re 12:3
- Il re Roboamo si consigliò coi vecchi ch'erano stati al servizio del re Salomone suo padre mentre era vivo, e disse: `Che mi consigliate voi di rispondere a questo popolo?' 1 Re 12:6
- e disse loro: `Come consigliate voi che rispondiamo a questo popolo che m'ha parlato dicendo: - Allevia il giogo che tuo padre ci ha imposto?' 1 Re 12:9
- E i giovani ch'erano cresciuti con lui, gli parlarono così: `Ecco quel che dirai a questo popolo che s'è rivolto a te dicendo: - Tuo padre ha reso pesante il nostro giogo, e tu ce lo allevia! - Gli risponderai così: - Il mio dito mignolo è più grosso del corpo di mio padre; 1 Re 12:10
- ora, mio padre vi ha caricati d'un giogo pesante, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò coi flagelli a punte'. 1 Re 12:11
- e parlò al popolo secondo il consiglio dei giovani, dicendo: `Mio padre ha reso pesante il vostro giogo, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò coi flagelli a punte'. 1 Re 12:14
- Così il re non diede ascolto al popolo; perché questa cosa era diretta dall'Eterno, affinché si adempisse la parola da lui detta per mezzo di Ahija di Scilo a Geroboamo, figliuolo di Nebat. 1 Re 12:15
- E il re Roboamo mandò loro Adoram, preposto alle comandate; ma tutto Israele lo lapidò, ed egli morì. E il re Roboamo salì in fretta sopra un carro per fuggire a Gerusalemme. 1 Re 12:18
- E quando tutto Israele ebbe udito che Geroboamo era tornato, lo mandò a chiamare perché venisse nella raunanza, e lo fece re su tutto Israele. Nessuno seguitò la casa di Davide, tranne la sola tribù di Giuda. 1 Re 12:20
- E Roboamo, giunto che fu a Gerusalemme, radunò tutta la casa di Giuda e la tribù di Beniamino, centottantamila uomini, guerrieri scelti, per combattere contro la casa d'Israele e restituire il regno a Roboamo, figliuolo di Salomone. 1 Re 12:21
- Ma la parola di Dio fu così rivolta a Scemaia, uomo di Dio: 1 Re 12:22
- `Parla a Roboamo, figliuolo di Salomone, re di Giuda, a tutta la casa di Giuda e di Beniamino e al resto del popolo, e di' loro: 1 Re 12:23
- - Così parla l'Eterno: Non salite a combattere contro i vostri fratelli, i figliuoli d'Israele! Ognuno se ne torni a casa sua; perché questo è avvenuto per voler mio'. Quelli ubbidirono alla parola dell'Eterno, e se ne tornaron via secondo la parola dell'Eterno. 1 Re 12:24
- Se questo popolo sale a Gerusalemme per offrir dei sacrifizi nella casa dell'Eterno, il suo cuore si volgerà verso il suo signore, verso Roboamo re di Giuda, e mi uccideranno, e torneranno a Roboamo re di Giuda'. 1 Re 12:27
- Il re, quindi, dopo essersi consigliato, fece due vitelli d'oro e disse al popolo: `Siete ormai saliti abbastanza a Gerusalemme! O Israele, ecco i tuoi dèi, che ti hanno tratto dal paese d'Egitto!' 1 Re 12:28
- E ne mise uno a Bethel, e l'altro a Dan. 1 Re 12:29
- Questo diventò un'occasione di peccato; perché il popolo andava fino a Dan per presentarsi davanti ad uno di que' vitelli. 1 Re 12:30
- Geroboamo istituì pure una solennità nell'ottavo mese, nel quindicesimo giorno del mese, simile alla solennità che si celebrava in Giuda, e offrì dei sacrifizi sull'altare. Così fece a Bethel perché si offrissero sacrifizi ai vitelli ch'egli avea fatti; e a Bethel stabilì i sacerdoti degli alti luoghi che aveva eretti. 1 Re 12:32
- Il quindicesimo giorno dell'ottavo mese, mese che aveva scelto di sua testa, Geroboamo salì all'altare che aveva costruito a Bethel, fece una festa per i figliuoli d'Israele, e salì all'altare per offrire profumi. 1 Re 12:33
- Ed ecco che un uomo di Dio giunse da Giuda a Bethel per ordine dell'Eterno, mentre Geroboamo stava presso l'altare per ardere il profumo; 1 Re 13:1
- e per ordine dell'Eterno si mise a gridare contro l'altare e a dire: `Altare, altare! così dice l'Eterno: - Ecco, nascerà alla casa di Davide un figliuolo, per nome Giosia, il quale immolerà su di te i sacerdoti degli alti luoghi che su di te ardono profumi e s'arderanno su di te ossa umane'. 1 Re 13:2
- Quando il re Geroboamo ebbe udita la parola che l'uomo di Dio avea gridata contro l'altare di Bethel, stese la mano dall'alto dell'altare, e disse: `Pigliatelo!' Ma la mano che Geroboamo avea stesa contro di lui si seccò, e non poté più ritirarla a sé. 1 Re 13:4
- E il re disse all'uomo di Dio: `Vieni meco a casa; ti ristorerai, e io ti farò un regalo'. 1 Re 13:7
- Così egli se ne andò per un'altra strada, e non tornò per quella che avea fatta, venendo a Bethel. 1 Re 13:10
- Or v'era un vecchio profeta che abitava a Bethel; e uno de' suoi figliuoli venne a raccontargli tutte le cose che l'uomo di Dio avea fatte in quel giorno a Bethel, e le parole che avea dette al re. Il padre, udito ch'ebbe il racconto, 1 Re 13:11
- andò dietro all'uomo di Dio, e lo trovò a sedere sotto un terebinto, e gli disse: `Sei tu l'uomo di Dio venuto da Giuda?' Quegli rispose: `Son io'. 1 Re 13:14
- Allora il vecchio profeta gli disse: `Vieni meco a casa mia, e prendi un po' di cibo'. 1 Re 13:15
- Or mentre sedevano a mensa, la parola dell'Eterno fu rivolta al profeta che avea fatto tornare indietro l'altro; 1 Re 13:20
- Quand'ecco passarono degli uomini che videro il cadavere disteso sulla strada e il leone che stava dappresso al cadavere, e vennero a riferire la cosa nella città dove abitava il vecchio profeta. 1 Re 13:25
- E Geroboamo disse a sua moglie: `Lèvati, ti prego, e travestiti, affinché non si conosca che tu sei moglie di Geroboamo, e va' a Sciloh. Ecco, quivi è il profeta Ahija, il quale predisse di me che sarei stato re di questo popolo. 1 Re 14:2
- La moglie di Geroboamo fece così; si levò, andò a Sciloh, e giunse a casa di Ahija. Ahija non potea vedere, poiché gli s'era offuscata la vista per la vecchiezza. 1 Re 14:4
- - Or l'Eterno avea detto ad Ahija: `Ecco, la moglie di Geroboamo sta per venire a consultarti riguardo al suo figliuolo, che è ammalato. Tu parlale così e così. Quando entrerà, fingerà d'essere un'altra'. - 1 Re 14:5
- Va' e di' a Geroboamo: - Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Io t'ho innalzato di mezzo al popolo, t'ho fatto principe del mio popolo Israele, 1 Re 14:7
- ed ho strappato il regno dalle mani della casa di Davide e l'ho dato a te, ma tu non sei stato come il mio servo Davide il quale osservò i miei comandamenti e mi seguì con tutto il suo cuore, non facendo se non ciò ch'è giusto agli occhi miei, 1 Re 14:8
- e hai fatto peggio di tutti quelli che t'hanno preceduto, e sei andato a farti degli altri dèi e delle immagini fuse per provocarmi ad ira ed hai gettato me dietro alle tue spalle; 1 Re 14:9
- Quanto a te, lèvati, vattene a casa tua; e non appena avrai messo piede in città, il bambino morrà. 1 Re 14:12
- E abbandonerà Israele a cagion dei peccati che Geroboamo ha commessi e fatti commettere a Israele'. - 1 Re 14:16
- La moglie di Geroboamo si levò, partì, e giunse a Tirtsa; e com'ella metteva il piede sulla soglia di casa, il fanciullo morì; 1 Re 14:17
- Roboamo, figliuolo di Salomone, regnò in Giuda. Avea quarantun anno quando cominciò a regnare, e regnò diciassette anni in Gerusalemme, nella città che l'Eterno s'era scelta fra tutte le tribù d'Israele per mettervi il suo nome. Sua madre si chiamava Naama, l'Ammonita. 1 Re 14:21
- Que' di Giuda fecero ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno; e coi peccati che commisero provocarono l'Eterno a gelosia più di quanto avesser fatto i loro padri. 1 Re 14:22
- Il diciottesimo anno del regno di Geroboamo, figliuolo di Nebat, Abijam cominciò a regnare sopra Giuda. 1 Re 15:1
- Egli s'abbandonò a tutti i peccati che suo padre avea commessi prima di lui, e il suo cuore non fu tutto quanto per l'Eterno, l'Iddio suo, com'era stato il cuore di Davide suo padre. 1 Re 15:3
- Nondimeno, per amor di Davide, l'Eterno, il suo Dio, gli lasciò una lampada a Gerusalemme, stabilendo dopo di lui il suo figliuolo, e lasciando sussistere Gerusalemme; 1 Re 15:4
- L'anno ventesimo del regno di Geroboamo, re d'Israele, Asa cominciò a regnare sopra Giuda. 1 Re 15:9
- Allora Asa prese tutto l'argento e l'oro ch'era rimasto nei tesori della casa dell'Eterno, prese i tesori della casa del re, e mise tutto in mano dei suoi servi, che mandò a Ben-Hadad, figliuolo di Tabrimmon, figliuolo di Hezion, re di Siria, che abitava a Damasco, per dirgli: 1 Re 15:18
- E quando Baasa ebbe udito questo, cessò di edificare Rama, e rimase a Tirtsa. 1 Re 15:21
- Nadab, figliuolo di Geroboamo, cominciò a regnare sopra Israele il secondo anno di Asa, re di Giuda; e regnò sopra Israele due anni. 1 Re 15:25
- Baasa, figliuolo di Ahija, della casa d'Issacar, cospirò contro di lui, e lo uccise a Ghibbethon, che apparteneva ai Filistei, mentre Nadab e tutto Israele assediavano Ghibbethon. 1 Re 15:27
- a motivo de' peccati che Geroboamo avea commessi e fatti commettere a Israele, quando avea provocato ad ira l'Iddio d'Israele. 1 Re 15:30
- L'anno terzo di Asa, re di Giuda, Baasa, figliuolo di Ahija, cominciò a regnare su tutto Israele. Stava a Tirtsa, e regnò ventiquattro anni. 1 Re 15:33
- Fece quel ch'è male agli occhi dell'Eterno; e seguì le vie di Geroboamo e il peccato che questi avea fatto commettere a Israele. 1 Re 15:34
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Jehu, figliuolo di Hanani, contro Baasa, in questi termini: 1 Re 16:1
- `Io t'ho innalzato dalla polvere e t'ho fatto principe del mio popolo Israele, ma tu hai battuto le vie di Geroboamo ed hai indotto il mio popolo Israele a peccare, in guisa da provocarmi a sdegno coi suoi peccati; 1 Re 16:2
- La parola che l'Eterno avea pronunziata per bocca del profeta Jehu, figliuolo di Hanani, fu diretta contro Baasa e contro la casa di lui, non soltanto a motivo di tutto il male che Baasa avea fatto sotto gli occhi dell'Eterno, provocandolo ad ira con l'opera delle sue mani così da imitare la casa di Geroboamo, ma anche perché aveva sterminata quella casa. 1 Re 16:7
- L'anno ventesimosesto di Asa, re di Giuda, Ela, figliuolo di Baasa, cominciò a regnare sopra Israele. Stava a Tirtsa, e regnò due anni. 1 Re 16:8
- Zimri, suo servo, comandante della metà de' suoi carri, congiurò contro di lui. Ela era a Tirtsa, bevendo ed ubriacandosi in casa di Artsa, prefetto del palazzo di Tirtsa, 1 Re 16:9
- a motivo di tutti i peccati che Baasa ed Ela, suo figliuolo, aveano commesso e fatto commettere ad Israele, provocando ad ira l'Eterno, l'Iddio d'Israele, con i loro idoli. 1 Re 16:13
- a motivo de' peccati che aveva commessi, facendo ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, battendo la via di Geroboamo e abbandonandosi al peccato che questi avea commesso, inducendo a peccare Israele. 1 Re 16:19
- Il trentunesimo anno d'Asa, re di Giuda, Omri cominciò a regnare sopra Israele, e regnò dodici anni. Regnò sei anni in Tirtsa, 1 Re 16:23
- batté in tutto la via di Geroboamo, figliuolo di Nebat, e s'abbandonò ai peccati che Geroboamo avea fatti commettere a Israele, provocando a sdegno l'Eterno, l'Iddio d'Israele, coi suoi idoli. 1 Re 16:26
- Achab, figliuolo di Omri, cominciò a regnare sopra Israele l'anno trentottesimo di Asa, re di Giuda; e regnò in Samaria sopra Israele per ventidue anni. 1 Re 16:29
- E, come se fosse stata per lui poca cosa lo abbandonarsi ai peccati di Geroboamo figliuolo di Nebat, prese per moglie Izebel, figliuola di Ethbaal, re dei Sidonî, andò a servire Baal, a prostrarsi dinanzi a lui, 1 Re 16:31
- ed eresse un altare a Baal, nel tempio di Baal, che edificò a Samaria. 1 Re 16:32
- Achab fece anche l'idolo d'Astarte. Achab fece più, per provocare a sdegno l'Eterno, l'Iddio d'Israele, di quello che non avean fatto tutti i re d'Israele che l'avean preceduto. 1 Re 16:33
- Ma di lì a qualche tempo il torrente rimase asciutto, perché non veniva pioggia sul paese. 1 Re 17:7
- `Lèvati, va a Sarepta de' Sidonî, e fa' quivi la tua dimora; ecco, io ho ordinato colà ad una vedova che ti dia da mangiare'. 1 Re 17:9
- Egli dunque si levò, e andò a Sarepta; e, come giunse alla porta della città, ecco quivi una donna vedova, che raccoglieva delle legna. Egli la chiamò, e le disse: `Ti prego, vammi a cercare un po' d'acqua in un vaso, affinché io beva'. 1 Re 17:10
- E mentr'ella andava a prenderne, egli le gridò dietro: `Portami, ti prego, anche un pezzo di pane'. 1 Re 17:11
- Ella rispose: `Com'è vero che vive l'Eterno, il tuo Dio, del pane non ne ho, ma ho solo una manata di farina in un vaso, e un po' d'olio in un orciuolo; ed ecco, sto raccogliendo due stecchi, per andare a cuocerla per me e per il mio figliuolo; e la mangeremo, e poi morremo'. 1 Re 17:12
- Elia prese il fanciullo, lo portò giù dalla camera al pian terreno della casa, e lo rimise a sua madre, dicendole: `Guarda! il tuo figliuolo è vivo'. 1 Re 17:23
- Ed Elia andò a presentarsi ad Achab. Or la carestia era grave in Samaria. 1 Re 18:2
- E Achab mandò a chiamare Abdia, ch'era il suo maggiordomo. - Or Abdia era molto timorato dell'Eterno; 1 Re 18:3
- E mentre Abdia era in viaggio, ecco farglisi incontro Elia; e Abdia, avendolo riconosciuto, si prostrò con la faccia a terra, e disse: `Sei tu il mio signore Elia?' 1 Re 18:7
- Quegli rispose: `Son io; va' a dire al tuo signore: - Ecco qua Elia'. - 1 Re 18:8
- Com'è vero che l'Eterno, il tuo Dio, vive, non v'è nazione né regno dove il mio signore non abbia mandato a cercarti; e quando gli si diceva: - Ei non è qui, - faceva giurare il regno e la nazione, che proprio non t'avean trovato. 1 Re 18:10
- E ora tu dici: - Va' a dire al tuo signore: Ecco qua Elia! - 1 Re 18:11
- Succederà che, quand'io sarò partito da te, lo spirito dell'Eterno ti trasporterà non so dove; io andrò a fare l'ambasciata ad Achab, ed egli, non trovandoti, mi ucciderà. Eppure, il tuo servo teme l'Eterno fin dalla sua giovinezza! 1 Re 18:12
- E ora tu dici: - Va' a dire al tuo signore: Ecco qua Elia! Ma egli m'ucciderà!' 1 Re 18:14
- Abdia dunque andò a trovare Achab, e gli fece l'ambasciata; e Achab andò incontro ad Elia. 1 Re 18:16
- Manda ora a far raunare tutto Israele presso di me sul monte Carmel, insieme ai quattrocentocinquanta profeti di Baal ed ai quattrocento profeti d'Astarte che mangiano alla mensa di Izebel'. 1 Re 18:19
- E Achab mandò a chiamare tutti i figliuoli d'Israele, e radunò que' profeti sul monte Carmel. 1 Re 18:20
- Allora Elia s'accostò a tutto il popolo, e disse: `Fino a quando zoppicherete voi dai due lati? Se l'Eterno è Dio, seguitelo; se poi lo è Baal, seguite lui'. Il popolo non gli rispose verbo. 1 Re 18:21
- Ci sian dunque dati due giovenchi; quelli ne scelgano uno per loro, lo facciano a pezzi e lo mettano sulle legna, senz'appiccarvi il fuoco; io pure preparerò l'altro giovenco, lo metterò sulle legna, e non v'appiccherò il fuoco. 1 Re 18:23
- A mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro, e a dire: `Gridate forte; poich'egli è dio, ma sta meditando, o è andato in disparte, o è in viaggio; fors'anche dorme, e si risveglierà'. 1 Re 18:27
- E quelli si misero a gridare a gran voce, e a farsi delle incisioni addosso, secondo il loro costume, con delle spade e delle picche, finché grondavan sangue. 1 Re 18:28
- Allora Elia disse a tutto il popolo: `Accostatevi a me!' E tutto il popolo s'accostò a lui; ed Elia restaurò l'altare dell'Eterno ch'era stato demolito. 1 Re 18:30
- Poi vi accomodò le legna, fece a pezzi il giovenco, e lo pose sopra le legna. 1 Re 18:33
- Tutto il popolo, veduto ciò, si gettò con la faccia a terra, e disse: `L'Eterno è Dio! L'Eterno è Dio!' 1 Re 18:39
- Ed Achab risalì per mangiare e bere; ma Elia salì in vetta al Carmel; e, gettatosi a terra, si mise la faccia tra le ginocchia, 1 Re 18:42
- E in un momento il cielo s'oscurò di nubi, il vento si scatenò, e cadde una gran pioggia. Achab montò sul suo carro, e se n'andò a Izreel. 1 Re 18:45
- Or Achab raccontò a Izebel tutto quello che Elia avea fatto, e come avea ucciso di spada tutti i profeti. 1 Re 19:1
- Allora Izebel spedì un messo ad Elia per dirgli: `Gli dèi mi trattino con tutto il loro rigore, se domani a quest'ora non farò della vita tua quel che tu hai fatto della vita d'ognun di quelli'. 1 Re 19:2
- Elia, vedendo questo, si levò, e se ne andò per salvarsi la vita; giunse a Beer-Sceba, che appartiene a Giuda, e vi lasciò il suo servo; 1 Re 19:3
- ma egli s'inoltrò nel deserto una giornata di cammino, andò a sedersi sotto una ginestra, ed espresse il desiderio di morire, dicendo: ` Basta! Prendi ora, o Eterno, l'anima mia, poiché io non valgo meglio de' miei padri!' 1 Re 19:4
- Egli s'alzò, mangiò e bevve; e per la forza che quel cibo gli dette, camminò quaranta giorni e quaranta notti fino a Horeb, il monte di Dio. 1 Re 19:8
- Come Elia l'ebbe udito, si coperse il volto col mantello, uscì fuori, e si fermò all'ingresso della spelonca; ed ecco che una voce giunse fino a lui, e disse: `Che fai tu qui, Elia?' 1 Re 19:13
- E l'Eterno gli disse: `Va', rifa' la strada del deserto, fino a Damasco; e quando sarai giunto colà, ungerai Hazael come re di Siria; 1 Re 19:15
- Ma io lascerò in Israele un resto di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio non s'è piegato dinanzi a Baal, e la cui bocca non l'ha baciato'. 1 Re 19:18
- Elia si partì di là e trovò Eliseo, figliuolo di Shafat, il quale arava, avendo dodici paia di buoi davanti a sé; ed egli stesso guidava il dodicesimo paio. Elia, avvicinatosi a lui, gli gittò addosso il suo mantello. 1 Re 19:19
- Ed Eliseo, lasciati i buoi, corse dietro ad Elia, e disse: `Ti prego, lascia ch'io vada a dar un bacio a mio padre e a mia madre, e poi ti seguirò'. Elia gli rispose: `Va' e torna; ma pensa a quel che t'ho fatto!' 1 Re 19:20
- Dopo essersi allontanato da Elia, Eliseo tornò a prendere un paio di bovi, e li offrì in sacrifizio; con le legna degli arnesi de' buoi ne cosse le carni, e le diede alla gente, che le mangiò. Poi si levò, seguitò Elia, e si mise al suo servizio. 1 Re 19:21
- I messi tornarono di nuovo e dissero: `Così parla Ben-Hadad: - Io t'avevo mandato a dire che tu mi dessi il tuo argento ed il tuo oro, le tue mogli e i tuoi figliuoli; 1 Re 20:5
- invece, domani, a quest'ora, manderò da te i miei servi, i quali rovisteranno la casa tua e le case dei tuoi servi, e metteran le mani su tutto quello che hai di più caro, e lo porteranno via'. - 1 Re 20:6
- Allora il re d'Israele chiamò tutti gli anziani del paese, e disse: `Guardate, vi prego, e vedete come quest'uomo cerca la nostra rovina; poiché mi ha mandato a chiedere le mie mogli, i miei figliuoli, il mio argento e il mio oro, ed io non gli ho rifiutato nulla'. 1 Re 20:7
- Achab dunque rispose ai messi di Ben-Hadad: `Dite al re, mio signore: - Tutto quello che facesti dire al tuo servo, la prima volta, io lo farò; ma questo non lo posso fare'. - I messi se ne andarono e portaron la risposta a Ben-Hadad. 1 Re 20:9
- E Ben-Hadad mandò a dire ad Achab: `Gli dèi mi trattino con tutto il loro rigore, se la polvere di Samaria basterà ad empire il pugno di tutta la gente che mi segue!' 1 Re 20:10
- Quando Ben-Hadad ricevette quella risposta era a bere coi re sotto i frascati; e disse ai suoi servi: `Disponetevi in ordine!' e quelli si disposero ad attaccar la città. 1 Re 20:12
- E fecero una sortita sul mezzogiorno, mentre Ben-Hadad stava a bere e ad ubriacarsi sotto i frascati coi trentadue re, venuti in suo aiuto. 1 Re 20:16
- I servi dei capi delle province usciron fuori i primi. Ben-Hadad mandò a vedere, e gli fu riferito: `È uscita gente fuor di Samaria'. 1 Re 20:17
- ciascuno di quelli uccise il suo uomo. I Sirî si diedero alla fuga, gl'Israeliti li inseguirono, e Ben-Hadad, re di Siria, scampò a cavallo con alcuni cavalieri. 1 Re 20:20
- formati quindi un esercito pari a quello che hai perduto, con altrettanti cavalli e altrettanti carri; poi daremo battaglia a costoro in pianura e li vincerem di certo'. Egli accettò il loro consiglio, e fece così. 1 Re 20:25
- Anche i figliuoli d'Israele furon passati in rassegna e provveduti di viveri; quindi mossero contro i Sirî, e si accamparono dirimpetto a loro: parevano due minuscoli greggi di capre di fronte ai Sirî che inondavano il paese. 1 Re 20:27
- E come il re passava, egli si mise a gridare e disse al re: `Il tuo servo si trovava in piena battaglia; quand'ecco uno s'avvicina, mi mena un uomo e mi dice: - Custodisci quest'uomo; se mai venisse a mancare, la tua vita pagherà per la sua, ovvero pagherai un talento d'argento. - 1 Re 20:39
- E il re d'Israele se ne tornò a casa sua triste ed irritato, e si recò a Samaria. 1 Re 20:43
- Ed Achab parlò a Naboth, e gli disse: `Dammi la tua vigna, di cui vo' farmi un orto di erbaggi, perché è contigua alla mia casa; e in sua vece ti darò una vigna migliore; o, se meglio ti conviene, te ne pagherò il valore in danaro'. 1 Re 21:2
- E Achab se ne tornò a casa sua triste ed irritato per quella parola dettagli da Naboth d'Izreel: `Io non ti darò l'eredità dei miei padri!' Si gettò sul suo letto, voltò la faccia verso il muro, e non prese cibo. 1 Re 21:4
- Quegli le rispose: `Perché ho parlato a Naboth d'Izreel e gli ho detto: - Dammi la tua vigna pel danaro che vale; o, se più ti piace, ti darò un'altra vigna invece di quella'; ed egli m'ha risposto: Io non ti darò la mia vigna!' - 1 Re 21:6
- E scrisse delle lettere a nome di Achab, le sigillò col sigillo di lui, e le mandò agli anziani ed ai notabili della città di Naboth che abitavano insieme con lui. 1 Re 21:8
- e mettetegli a fronte due scellerati, i quali depongano contro di lui, dicendo: `Tu hai maledetto Iddio ed il re'; poi menatelo fuor di città, lapidatelo, e così muoia'. 1 Re 21:10
- i due scellerati, vennero a metterglisi a fronte; e questi scellerati deposero così contro di lui, dinanzi al popolo: `Naboth ha maledetto Iddio ed il re'. Per la qual cosa lo menarono fuori della città, lo lapidarono, sì ch'egli morì. 1 Re 21:13
- Poi mandarono a dire a Izebel: `Naboth è stato lapidato ed è morto'. 1 Re 21:14
- E gli parlerai in questo modo: - Così dice l'Eterno: Dopo aver commesso un omicidio, vieni a prender possesso! - E gli dirai: - Così dice l'Eterno: Nello stesso luogo dove i cani hanno leccato il sangue di Naboth, i cani leccheranno pure il tuo proprio sangue'. - 1 Re 21:19
- Achab disse ad Elia: `M'hai tu trovato, nemico mio?' Elia rispose: `Sì t'ho trovato, perché ti sei venduto a far ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno. 1 Re 21:20
- Anche riguardo a Izebel l'Eterno parla e dice: I cani divoreranno Izebel sotto le mura d'Izreel. - 1 Re 21:23
- E veramente non v'è mai stato alcuno che, come Achab, si sia venduto a far ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, perché v'era istigato da sua moglie Izebel. 1 Re 21:25
- Quando Achab ebbe udite queste parole, si stracciò le vesti, si coperse il corpo con un sacco, e digiunò; dormiva involto nel sacco, e camminava a passo lento. 1 Re 21:27
- `Hai tu veduto come Achab s'è umiliato dinanzi a me? Poich'egli s'è umiliato dinanzi a me, io non farò venire la sciagura mentr'ei sarà vivo; ma manderò la sciagura sulla sua casa, durante la vita del suo figliuolo'. 1 Re 21:29
- Ma il terzo anno Giosafat, re di Giuda, scese a trovare il re d'Israele. 1 Re 22:2
- E disse a Giosafat: `Vuoi venire con me alla guerra contro Ramoth di Galaad?' Giosafat rispose al re d'Israele: `Fa' conto di me come di te stesso, della mia gente come della tua, de' miei cavalli come dei tuoi'. 1 Re 22:4
- Allora il re d'Israele radunò i profeti, in numero di circa quattrocento, e disse loro: `Debbo io andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quelli risposero: `Va', e il Signore la darà nelle mani del re'. 1 Re 22:6
- Il re d'Israele rispose a Giosafat: `V'è ancora un uomo per mezzo del quale si potrebbe consultare l'Eterno; ma io l'odio perché non mi predice mai nulla di buono, ma soltanto del male: è Micaiah, figliuolo d'Imla'. E Giosafat disse: `Non dica così il re!' 1 Re 22:8
- Or il messo ch'era andato a chiamar Micaiah, gli parlò così: `Ecco, i profeti tutti, ad una voce, predicono del bene al re; ti prego, sia il tuo parlare come il parlare d'ognun d'essi, e predici del bene!' 1 Re 22:13
- E, come fu giunto dinanzi al re, il re gli disse: `Micaiah, dobbiam noi andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quegli rispose: `Va' pure, tu vincerai; l'Eterno la darà nelle mani del re'. 1 Re 22:15
- Micaiah rispose: `Ho veduto tutto Israele disperso su per i monti, come pecore che non hanno pastore; e l'Eterno ha detto: - Questa gente non ha padrone; se ne torni ciascuno in pace a casa sua'. - 1 Re 22:17
- E il re d'Israele disse a Giosafat: `Non te l'ho io detto che costui non mi predirebbe nulla di buono, ma soltanto del male?' 1 Re 22:18
- E Micaiah replicò: `Perciò ascolta la parola dell'Eterno. Io ho veduto l'Eterno che sedeva sul suo trono, e tutto l'esercito del cielo che gli stava dappresso a destra e a sinistra. 1 Re 22:19
- E l'Eterno disse: - Chi sedurrà Achab affinché salga a Ramoth di Galaad e vi perisca? - E uno rispose in un modo e l'altro in un altro. 1 Re 22:20
- L'Eterno gli disse: - E come? - Quegli rispose: - Io uscirò, e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti. - L'Eterno gli disse: - Sì, riuscirai a sedurlo; esci, e fa' così. - 1 Re 22:22
- Ed ora ecco che l'Eterno ha posto uno spirito di menzogna in bocca a tutti questi tuoi profeti; ma l'Eterno ha pronunziato del male contro di te'. 1 Re 22:23
- Allora Sedekia, figliuolo di Kenaana, si accostò, diede uno schiaffo a Micaiah, e disse: `Per dove è passato lo spirito dell'Eterno quand'è uscito da me per parlare a te?' 1 Re 22:24
- E il re d'Israele disse a uno dei suoi servi. Prendi Micaiah, menalo da Ammon, governatore della città, e da Joas, figliuolo del re, e di' loro: 1 Re 22:26
- E il re d'Israele disse a Giosafat: `Io mi travestirò per andare in battaglia; ma tu mettiti i tuoi abiti reali'. E il re d'Israele si travestì, e andò in battaglia. 1 Re 22:30
- Or qualcuno scoccò a caso la freccia del suo arco, e ferì il re d'Israele tra la corazza e le falde; onde il re disse al suo cocchiere: `Vòlta, menami fuori del campo, perché son ferito'. 1 Re 22:34
- Così il re morì, fu portato a Samaria, e in Samaria fu sepolto. 1 Re 22:37
- Giosafat, figliuolo di Asa, cominciò a regnare sopra Giuda l'anno quarto di Achab, re d'Israele. 1 Re 22:41
- Giosafat, avea trentacinque anni quando cominciò a regnare, e regnò venticinque anni a Gerusalemme. Il nome di sua madre era Azuba, figliuola di Scilhi. 1 Re 22:42
- Or a quel tempo non v'era re in Edom; un governatore fungeva da re. 1 Re 22:47
- Giosafat costruì delle navi di Tarsis per andare a Ofir in cerca d'oro; ma poi non andò, perché le navi naufragarono a Etsion-Gheber. 1 Re 22:48
- Allora Achazia, figliuolo d'Achab, disse a Giosafat: `Lascia che i miei servi vadano coi servi tuoi sulle navi!' Ma Giosafat non volle. 1 Re 22:49
- Achazia, figliuolo di Achab, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria l'anno diciassettesimo di Giosafat, re di Giuda, e regnò due anni sopra Israele. 1 Re 22:51
- E servì a Baal, si prostrò dinanzi a lui, e provocò a sdegno l'Eterno, l'Iddio d'Israele, esattamente come avea fatto suo padre. 1 Re 22:53
- Achazia cadde dalla cancellata della sala superiore di un suo appartamento a Samaria, e ne restò ammalato; e spedì dei messi, dicendo loro: `Andate a consultare Baal-Zebub, dio di Ekron, per sapere se mi riavrò di questa malattia'. 2 Re 1:2
- Ma un angelo dell'Eterno disse ad Elia il Tishbita: `Lèvati, sali incontro ai messi del re di Samaria, e di' loro: È forse perché non v'è Dio in Israele che voi andate a consultare Baal-Zebub, dio di Ekron? 2 Re 1:3
- E quelli risposero: `Un uomo ci è venuto incontro, e ci ha detto: Andate, tornate dal re che vi ha mandati, e ditegli: Così dice l'Eterno: - È forse perché non v'è alcun Dio in Israele che tu mandi a consultare Baal-Zebub, dio di Ekron? Perciò, non scenderai dal letto sul quale sei salito, ma per certo morrai'. - 2 Re 1:6
- Achazia mandò di nuovo un terzo capitano di cinquanta uomini con la sua compagnia. Questo terzo capitano di cinquanta uomini salì da Elia; e, giunto presso a lui, gli si gittò davanti in ginocchio, e lo supplicò, dicendo: `O uomo di Dio, ti prego, la mia vita e la vita di questi cinquanta tuoi servi sia preziosa agli occhi tuoi! 2 Re 1:13
- `Così dice l'Eterno: - Poiché tu hai spediti de' messi a consultar Baal-Zebub, dio d'Ekron, quasi che non ci fosse in Israele alcun Dio da poter consultare, perciò tu non scenderai dal letto sul quale sei salito, ma per certo morrai'. - 2 Re 1:16
- E Achazia morì, secondo la parola dell'Eterno pronunziata da Elia; e Jehoram cominciò a regnare invece di lui l'anno secondo di Jehoram, figliuolo di Giosafat re di Giuda, perché Achazia non avea figliuoli. 2 Re 1:17
- Ed Elia disse ad Eliseo: `Fermati qui, ti prego, poiché l'Eterno mi manda fino a Bethel'. Ma Eliseo rispose: `Com'è vero che l'Eterno vive, e che vive l'anima tua, io non ti lascerò'. Così discesero a Bethel. 2 Re 2:2
- I discepoli dei profeti ch'erano a Bethel andarono a trovare Eliseo, e gli dissero: `Sai tu che l'Eterno quest'oggi rapirà in alto il tuo signore?' Quegli rispose: `Sì, lo so; tacete!' 2 Re 2:3
- Ed Elia gli disse: `Eliseo, fermati qui, ti prego, poiché l'Eterno mi manda a Gerico'. Quegli rispose: `Com'è vero che l'Eterno vive, e che vive l'anima tua, io non ti lascerò'. Così se ne vennero a Gerico. 2 Re 2:4
- I discepoli dei profeti ch'erano a Gerico s'accostarono ad Eliseo, e gli dissero: `Sai tu che l'Eterno quest'oggi rapirà in alto il tuo signore?' Quegli rispose: `Sì, lo so; tacete!' 2 Re 2:5
- E cinquanta uomini di tra i discepoli dei profeti andarono dietro a loro e si fermarono dirimpetto al Giordano, da lungi, mentre Elia ed Eliseo si fermarono sulla riva del Giordano. 2 Re 2:7
- Allora Elia prese il suo mantello, lo rotolò, e percosse le acque, le quali si divisero di qua e di là, in guisa che passarono ambedue a piedi asciutti. 2 Re 2:8
- E com'essi continuavano a camminare discorrendo assieme, ecco un carro di fuoco e de' cavalli di fuoco che li separarono l'uno dall'altro, ed Elia salì al cielo in un turbine. 2 Re 2:11
- E Eliseo lo vide e si mise a gridare: `Padre mio, padre mio! Carro d'Israele e sua cavalleria!' Poi non lo vide più. E, afferrate le proprie vesti, le strappò in due pezzi; 2 Re 2:12
- Quando i discepoli dei profeti che stavano a Gerico di faccia al Giordano ebbero visto Eliseo, dissero: `Lo spirito d'Elia s'è posato sopra Eliseo'. E gli si fecero incontro, s'inchinarono fino a terra davanti a lui, 2 Re 2:15
- E quando furono tornati a lui, che s'era fermato a Gerico, egli disse loro: `Non vi avevo io detto di non andare?' 2 Re 2:18
- Poi di là Eliseo salì a Bethel; e, come saliva per la via, usciron dalla città dei piccoli ragazzi, i quali lo beffeggiavano, dicendo: `Sali calvo! Sali calvo!' 2 Re 2:23
- Di là Eliseo si recò sul monte Carmel, donde poi tornò a Samaria. 2 Re 2:25
- Or Jehoram, figliuolo di Achab, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria l'anno decimottavo di Giosafat, re di Giuda, e regnò dodici anni. 2 Re 3:1
- poi si mise in via, e mandò a dire a Giosafat, re di Giuda: `Il re di Moab mi si è ribellato; vuoi tu venire con me alla guerra contro Moab?' Quegli rispose: `Verrò; fa' conto di me come di te stesso, del mio popolo come del tuo, de' miei cavalli come dei tuoi'. 2 Re 3:7
- Così il re d'Israele, il re di Giuda e il re di Edom si mossero; e dopo aver girato a mezzodì con una marcia di sette giorni, mancò l'acqua all'esercito e alle bestie che gli andavan dietro. 2 Re 3:9
- `La parola dell'Eterno è con lui'. Così il re d'Israele, Giosafat e il re di Edom andarono a trovarlo. 2 Re 3:12
- Allora Eliseo disse: `Com'è vero che vive l'Eterno degli eserciti al quale io servo, se non avessi rispetto a Giosafat, re di Giuda, io non avrei badato a te né t'avrei degnato d'uno sguardo. 2 Re 3:14
- La mattina, come furono alzati, il sole splendeva sulle acque, e i Moabiti videro, là dirimpetto a loro, le acque rosse come sangue; 2 Re 3:22
- E si avanzarono verso il campo d'Israele; ma sorsero gl'Israeliti e sbaragliarono i Moabiti, che fuggirono d'innanzi a loro. Poi penetrarono nel paese, e continuarono a battere Moab. 2 Re 3:24
- Il re di Moab, vedendo che l'attacco era troppo forte per lui, prese seco settecento uomini, per aprirsi, a spada tratta, un varco, fino al re di Edom; ma non poterono. 2 Re 3:26
- Allora prese il suo figliuolo primogenito, che dovea succedergli nel regno, e l'offerse in olocausto sopra le mura. A questa vista, un profondo orrore s'impadronì degli Israeliti, che s'allontanarono dal re di Moab e se ne tornarono al loro paese. 2 Re 3:27
- Poi torna, serra l'uscio dietro a te ed ai tuoi figliuoli, e versa dell'olio in tutti que' vasi; e, man mano che saran pieni, falli mettere da parte'. 2 Re 4:4
- Allora ella andò e riferì tutto all'uomo di Dio, che le disse: `Va' a vender l'olio, e paga il tuo debito; e di quel che resta sostentati tu ed i tuoi figliuoli'. 2 Re 4:7
- Or avvenne che un giorno Eliseo passava per Shunem, e c'era quivi una donna ricca che lo trattenne con premura perché prendesse cibo da lei; e tutte le volte che passava di là, si recava da lei a mangiare. 2 Re 4:8
- Ed ella disse a suo marito: `Ecco, io son convinta che quest'uomo che passa sempre da noi, è un santo uomo di Dio. 2 Re 4:9
- Così, un giorno ch'egli giunse a Shunem, si ritirò su in quella camera, e vi dormì. 2 Re 4:11
- E disse a Ghehazi, suo servo: `Chiama questa Shunamita'. Quegli la chiamò, ed ella si presentò davanti a lui. 2 Re 4:12
- Ed Eliseo disse a Ghehazi: `Or dille così: - Ecco, tu hai avuto per noi tutta questa premura; che si può fare per te? Hai bisogno che si parli per te al re o al capo dell'esercito?' - Ella rispose: 2 Re 4:13
- disse a suo padre: `Oh! la mia testa! la mia testa!' Il padre disse al suo servo: `Portalo a sua madre!' 2 Re 4:19
- Il servo lo portò via e lo recò a sua madre. Il fanciullo rimase sulle ginocchia di lei fino a mezzogiorno, poi si morì. 2 Re 4:20
- Poi fece sellar l'asina e disse al suo servo: `Guidala, e tira via; non mi fermare per istrada, a meno ch'io tel dica'. 2 Re 4:24
- Ella dunque partì, e giunse dall'uomo di Dio, sul monte Carmel. E come l'uomo di Dio l'ebbe scorta di lontano, disse a Ghehazi, suo servo: `Ecco la Shunamita che viene! 2 Re 4:25
- Allora Eliseo disse a Ghehazi: `Cingiti i fianchi, prendi in mano il mio bastone, e parti. Se t'imbatti in qualcuno, non lo salutare; e se alcuno ti saluta, non gli rispondere; e poserai il mio bastone sulla faccia del fanciullo'. 2 Re 4:29
- Eliseo se ne tornò a Ghilgal, e v'era carestia nel paese. Or mentre i discepoli de' profeti stavan seduti davanti a lui, egli disse al suo servo: `Metti il marmittone al fuoco, e cuoci una minestra per i discepoli dei profeti'. 2 Re 4:38
- E uno di questi uscì fuori nei campi per coglier delle erbe; trovò una specie di vite salvatica, ne colse delle colloquintide, e se n'empì la veste; e, tornato che fu, le tagliò a pezzi nella marmitta dov'era la minestra; perché non si sapeva che cosa fossero. 2 Re 4:39
- Poi versarono della minestra a quegli uomini perché mangiassero; ma com'essi l'ebbero gustata, esclamarono: `C'è la morte, nella marmitta, o uomo di Dio!' E non ne poteron mangiare. 2 Re 4:40
- Eliseo disse: `Ebbene, portatemi della farina!' La gettò nella marmitta, e disse: `Versatene a questa gente che mangi'. E non c'era più nulla di cattivo nella marmitta. 2 Re 4:41
- Quegli rispose: `Come fare a por questo davanti a cento persone?' Ma Eliseo disse: `Danne alla gente che mangi; perché così dice l'Eterno: - Mangeranno, e ne avanzerà'. - 2 Re 4:43
- Ed ella disse alla sua padrona: `Oh se il mio signore potesse presentarsi al profeta ch'è a Samaria! Questi lo libererebbe dalla sua lebbra!' 2 Re 5:3
- Quando Eliseo, l'uomo di Dio, ebbe udito che il re s'era stracciato le vesti, gli mandò a dire: `Perché ti sei stracciato le vesti? Venga pure colui da me, e vedrà che v'è un profeta in Israele'. 2 Re 5:8
- Ed Eliseo gl'inviò un messo a dirgli: `Va', lavati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro'. 2 Re 5:10
- Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: `Ecco, io pensavo: Egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome dell'Eterno, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. 2 Re 5:11
- Poi tornò con tutto il suo séguito all'uomo di Dio, andò a presentarsi davanti a lui, e disse: `Ecco, io riconosco adesso che non v'è alcun Dio in tutta la terra, fuorché in Israele. Ed ora, ti prego, accetta un regalo dal tuo servo'. 2 Re 5:15
- Nondimeno, questa cosa voglia l'Eterno perdonare al tuo servo: quando il mio signore entra nella casa di Rimmon per quivi adorare, e s'appoggia al mio braccio, ed anch'io mi prostro nel tempio di Rimmon, voglia l'Eterno perdonare a me, tuo servo, quand'io mi prostrerò così nel tempio di Rimmon!' 2 Re 5:18
- Così Ghehazi corse dietro a Naaman; e quando Naaman vide che gli correva dietro, saltò giù dal carro per andargli incontro, e gli disse: `Va egli tutto bene?' 2 Re 5:21
- Quegli rispose: `Tutto bene. Il mio signore mi manda a dirti: - Ecco, proprio ora mi sono arrivati dalla contrada montuosa d'Efraim due giovani de' discepoli dei profeti; ti prego, da' loro un talento d'argento e due mute di vestiti'. - 2 Re 5:22
- Naaman disse: `Piacciati accettare due talenti!' E gli fece premura; chiuse due talenti d'argento in due sacchi con due mute di vesti, e li caricò addosso a due de' suoi servi, che li portarono davanti a Ghehazi. 2 Re 5:23
- Poi andò a presentarsi davanti al suo signore. Eliseo gli disse: `Donde vieni, Ghehazi?' Questi rispose: `Il tuo servo non è andato in verun luogo'. 2 Re 5:25
- La lebbra di Naaman s'attaccherà perciò a te ed alla tua progenie in perpetuo'. E Ghehazi uscì dalla presenza di Eliseo, tutto lebbroso, bianco come la neve. 2 Re 5:27
- E così andò con loro. Giunti che furono al Giordano, si misero a tagliar legna. 2 Re 6:4
- E come l'un d'essi abbatteva una trave, il ferro della scure gli cadde nell'acqua; ond'egli cominciò a gridare: - `Ah, signor mio! e l'avevo presa ad imprestito!' - 2 Re 6:5
- L'uomo di Dio disse: `Dov'è caduta?' E colui gli additò il luogo. Allora Eliseo tagliò un pezzo di legno, lo gettò in quel medesimo luogo, fece venire a galla il ferro, e disse: `Prendilo'. 2 Re 6:6
- E l'uomo di Dio mandò a dire al re d'Israele: `Guardati dal trascurare quel tal luogo, perché vi stan calando i Sirî'. 2 Re 6:9
- E il re disse: `Andate, vedete dov'è, ed io lo manderò a pigliare'. Gli fu riferito ch'era a Dothan. 2 Re 6:13
- Ed Eliseo pregò e disse: `O Eterno, ti prego, aprigli gli occhi, affinché vegga!' E l'Eterno aperse gli occhi del servo, che vide a un tratto il monte pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno ad Eliseo. 2 Re 6:17
- Allora Eliseo disse loro: `Non è questa la strada, e non è questa la città; venitemi appresso ed io vi condurrò all'uomo che voi cercate'. E li menò a Samaria. 2 Re 6:19
- Quando furono entrati in Samaria, Eliseo disse: `O Eterno, apri loro gli occhi, affinché veggano'. L'Eterno aperse loro gli occhi, e a un tratto videro che si trovavano nel mezzo di Samaria. 2 Re 6:20
- Il re d'Israele preparò loro gran copia di cibi; e quand'ebbero mangiato e bevuto, li licenziò, e quelli tornarono al loro signore; e le bande dei Sirî non vennero più a fare incursioni sul territorio d'Israele. 2 Re 6:23
- Or Eliseo se ne stava sedendo in casa sua, e con lui stavano a sedere gli anziani. Il re mandò innanzi un uomo; ma prima che questo messo giungesse, Eliseo disse agli anziani: `Lo vedete voi che questo figliuol d'un assassino manda qualcuno a tagliarmi la testa? Badate bene; quand'arriva il messo, chiudete la porta, e tenetegliela ben chiusa in faccia. Non si sente già dietro a lui il rumore de' passi del suo signore?' 2 Re 6:32
- Allora Eliseo disse: `Ascoltate la parola dell'Eterno! Così dice l'Eterno: - Domani, a quest'ora, alla porta di Samaria, la misura di fior di farina si avrà per un siclo, e le due misure d'orzo si avranno per un siclo'. 2 Re 7:1
- Se diciamo: - Entriamo in città - in città c'è la fame, e noi vi morremo; se restiamo qui, morremo lo stesso. Or dunque venite, andiamoci a buttare nel campo dei Sirî; se ci lascian vivere, vivremo; se ci dànno la morte, morremo'. 2 Re 7:4
- Que' lebbrosi, giunti che furono all'estremità del campo, entrarono in una tenda, mangiarono, bevvero, e portaron via argento, oro, vesti, e andarono a nascondere ogni cosa. Poi tornarono, entrarono in un'altra tenda, e anche di là portaron via roba, che andarono a nascondere. 2 Re 7:8
- E il re si levò nella notte, e disse ai suoi servi: `Vi voglio dire io quel che ci hanno fatto i Sirî. Sanno che patiamo la fame; sono quindi usciti dal campo a nascondersi per la campagna, dicendo: - Come usciranno dalla città, li prenderemo vivi, ed entreremo nella città'. 2 Re 7:12
- Uno de' suoi servi gli rispose: `Ti prego, si prendan cinque de' cavalli che rimangono ancora nella città - guardate! son come tutta la moltitudine d'Israele che v'è rimasta; son come tutta la moltitudine d'Israele che va in consunzione! - e mandiamo a vedere di che si tratta'. 2 Re 7:13
- Il re aveva affidato la guardia della porta al capitano sul cui braccio s'appoggiava; ma questo capitano fu calpestato dalla folla presso la porta e morì, come avea detto l'uomo di Dio, quando avea parlato al re ch'era sceso a trovarlo. 2 Re 7:17
- Difatti, quando l'uomo di Dio avea parlato al re dicendo: `Domani, a quest'ora, alla porta di Samaria, due misure d'orzo s'avranno per un siclo e una misura di fior di farina per un siclo', 2 Re 7:18
- Or Eliseo avea detto alla donna di cui avea risuscitato il figliuolo: `Lèvati, vattene, tu con la tua famiglia, a soggiornare all'estero, dove potrai; perché l'Eterno ha chiamata la carestia, e difatti essa verrà nel paese per sette anni'. 2 Re 8:1
- Finiti i sette anni, quella donna tornò dal paese de' Filistei, e andò a ricorrere al re per riavere la sua casa e le sue terre. 2 Re 8:3
- E mentre appunto Ghehazi raccontava al re come Eliseo aveva risuscitato il morto, ecco che la donna, di cui era stato risuscitato il figliuolo, venne a ricorrere al re per riavere la sua casa e le sue terre. E Ghehazi disse: `O re, mio signore, questa è quella donna, e questo è il suo figliuolo, che Eliseo ha risuscitato'. 2 Re 8:5
- Or Eliseo si recò a Damasco; Ben-Hadad, re di Siria, era ammalato, e gli fu riferito che l'uomo di Dio era giunto colà. 2 Re 8:7
- Hazael dunque andò incontro ad Eliseo, portando seco in regalo tutto quello che v'era di meglio in Damasco: un carico di quaranta cammelli. Come fu giunto, si presentò ad Eliseo, e gli disse: `Il tuo figliuolo Ben-Hadad, re di Siria, mi ha mandato a te per dirti: `Guarirò io da questa malattia?' 2 Re 8:9
- Eliseo gli rispose: `Vagli a dire: - Guarirai di certo. - Ma l'Eterno m'ha fatto vedere che di sicuro morrà'. 2 Re 8:10
- E l'uomo di Dio posò lo sguardo sopra Hazael, e lo fissò così a lungo, da farlo arrossire, poi si mise a piangere. 2 Re 8:11
- Or l'anno quinto di Joram, figliuolo di Achab, re d'Israele, Jehoram, figliuolo di Giosafat re di Giuda, cominciò a regnare su Giuda. 2 Re 8:16
- Avea trentadue anni quando cominciò a regnare, e regnò otto anni in Gerusalemme. 2 Re 8:17
- Nondimeno l'Eterno non volle distrugger Giuda, per amor di Davide suo servo, conformemente alla promessa fattagli di lasciar sempre una lampada a lui ed ai suoi figliuoli. 2 Re 8:19
- Allora Joram passò a Tsair con tutti i suoi carri; e una notte si levò, e sconfisse gli Edomiti che lo aveano accerchiato e i capitani dei carri; e la gente di Joram poté fuggire alle proprie case. 2 Re 8:21
- L'anno dodicesimo di Joram, figliuolo di Achab, re d'Israele, Achazia, figliuolo di Jehoram re di Giuda, cominciò a regnare. 2 Re 8:25
- Aveva ventidue anni, quando cominciò a regnare, e regnò un anno in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Athalia, nipote di Omri, re d'Israele. 2 Re 8:26
- E andò con Joram, figliuolo di Achab, a combattere contro Hazael, re di Siria, a Ramoth di Galaad; e i Sirî ferirono Joram; 2 Re 8:28
- e il re Joram tornò a Izreel per farsi curare delle ferite che avea ricevute dai Sirî a Ramah, quando combatteva contro Hazael, re di Siria. Ed Achazia, figliuolo di Jehoram re di Giuda, scese ad Izreel a vedere Joram, figliuolo di Achab, perché questi era ammalato. 2 Re 8:29
- Allora il profeta Eliseo chiamò uno de' discepoli dei profeti, e gli disse: `Cingiti i fianchi, prendi teco quest'ampolla d'olio, e va' a Ramoth di Galaad. 2 Re 9:1
- E, come vi fu giunto, ecco che i capitani dell'esercito stavan seduti assieme; e disse: `Capitano, ho da dirti una parola'. Jehu chiese: `A chi di tutti noi?' Quegli rispose: `A te, capitano'. 2 Re 9:5
- Allora ognun d'essi s'affrettò a togliersi il proprio mantello, e a stenderlo sotto Jehu su per i nudi gradini; poi suonarono la tromba, e dissero: `Jehu è re!' 2 Re 9:13
- ma il re Joram era tornato a Izreel per farsi curare delle ferite che avea ricevuto dai Sirî, combattendo contro Hazael, re di Siria. - E Jehu disse: `Se così vi piace, nessuno esca e fugga dalla città per andare a portar la nuova a Izreel'. 2 Re 9:15
- Or la sentinella che stava sulla torre di Izreel, scòrse la schiera numerosa di Jehu che veniva, e disse: `Vedo una schiera numerosa!' Joram disse: `Prendi un cavaliere, e mandalo incontro a coloro a dire: Recate pace?' 2 Re 9:17
- Un uomo a cavallo andò dunque incontro a Jehu, e gli disse: `Così dice il re: - Recate pace?' - Jehu rispose: `Che importa a te della pace? Passa dietro a me'. E la sentinella fece il suo rapporto, dicendo: `Il messo è giunto fino a loro, ma non torna indietro'. 2 Re 9:18
- Allora Joram mandò un secondo cavaliere che, giunto da coloro, disse: `Così dice il re: - Recate pace?' Jehu rispose: `Che importa a te della pace? Passa dietro a me'. 2 Re 9:19
- E la sentinella fece il suo rapporto, dicendo: `Il messo è giunto fino a loro, e non torna indietro. A vederlo guidare, si direbbe che è Jehu, figliuolo di Nimsci; perché va a precipizio'. 2 Re 9:20
- Allora Joram disse: `Allestite il carro!' E gli allestirono il carro. E Joram, re d'Israele, e Achazia, re di Giuda, uscirono ciascuno sul suo carro per andare incontro a Jehu, e lo trovarono nel campo di Naboth d'Izreel. 2 Re 9:21
- Poi Jehu disse a Bidkar, suo aiutante: `Piglialo, e buttalo nel campo di Naboth d'Izreel; poiché, ricordalo, quando io e tu cavalcavamo assieme al seguito di Achab, suo padre, l'Eterno pronunciò contro di lui questa sentenza: - 2 Re 9:25
- Achazia, re di Giuda, veduto questo, prese la fuga per la strada della casa del giardino; ma Jehu gli tenne dietro, e disse: `Tirate anche a lui sul carro!' E gli tirarono alla salita di Gur, ch'è vicino a Ibleam. E Achazia fuggì a Meghiddo, e quivi morì. 2 Re 9:27
- I suoi servi lo trasportarono sopra un carro a Gerusalemme, e lo seppellirono nel suo sepolcro, coi suoi padri, nella città di Davide. - 2 Re 9:28
- Achazia avea cominciato a regnare sopra Giuda l'undecimo anno di Joram, figliuolo di Achab. 2 Re 9:29
- Poi Jehu giunse ad Izreel. Izebel, che lo seppe, si diede il belletto agli occhi, si acconciò il capo, e si mise alla finestra a guardare. 2 Re 9:30
- poi entrò, mangiò e bevve, quindi disse: `Andate a vedere di quella maledetta donna e sotterratela, giacché è figliuola di re'. 2 Re 9:34
- E tornarono a riferir la cosa a Jehu, il quale disse: `Questa è la parola dell'Eterno pronunziata per mezzo del suo servo Elia il Tishbita, quando disse: `I cani divoreranno la carne di Izebel nel campo d'Izreel; 2 Re 9:36
- Or v'erano a Samaria settanta figliuoli d'Achab. Jehu scrisse delle lettere, e le mandò a Samaria ai capi della città, agli anziani, e agli educatori dei figliuoli d'Achab; in esse diceva: 2 Re 10:1
- `Subito che avrete ricevuto questa lettera, giacché avete con voi i figliuoli del vostro signore e avete a vostra disposizione carri e cavalli, nonché una città fortificata e delle armi, 2 Re 10:2
- E il prefetto del palazzo, il governatore della città, gli anziani e gli educatori dei figliuoli di Achab mandarono a dire a Jehu: `Noi siamo tuoi servi, e faremo tutto quello che ci ordinerai; non eleggeremo alcuno come re; fa' tu quel che ti piace'. 2 Re 10:5
- Allora Jehu scrisse loro una seconda lettera, nella quale diceva: `Se voi siete per me e volete ubbidire alla mia voce, prendete le teste di quegli uomini, de' figliuoli del vostro signore, e venite da me, domani a quest'ora, a Izreel'. - Or i figliuoli del re, in numero di settanta, stavano dai magnati della città, che li educavano. - 2 Re 10:6
- E come questi ebbero ricevuta la lettera, presero i figliuoli del re, li scannarono tutti e settanta; poi misero le loro teste in ceste, e le mandarono a Jehu a Izreel. 2 Re 10:7
- E un messo venne a Jehu a recargli la notizia, dicendo: `Hanno portato le teste dei figliuoli del re'. Jehu rispose: `Mettetele in due mucchi all'entrata della porta, fino a domattina'. 2 Re 10:8
- La mattina dopo, egli uscì fuori; e fermatosi, disse a tutto il popolo: `Voi siete giusti; ecco, io congiurai contro il mio signore, e l'uccisi; ma chi ha uccisi tutti questi? 2 Re 10:9
- Riconoscete dunque che non cade a terra una parola di quelle che l'Eterno pronunziò contro la casa di Achab; l'Eterno ha fatto quello che predisse per mezzo del suo servo Elia'. 2 Re 10:10
- E Jehu fece morire tutti quelli ch'erano rimasti della casa di Achab a Izreel, tutti i suoi grandi, i suoi amici e i suoi consiglieri, senza che ne scampasse uno. 2 Re 10:11
- Poi si levò, e partì per andare a Samaria. Cammin facendo, giunto che fu alla casa di ritrovo dei pastori, 2 Re 10:12
- Jehu s'imbatté nei fratelli di Achazia, re di Giuda, e disse: `Chi siete voi?' Quelli risposero: `Siamo i fratelli di Achazia, e scendiamo a salutare i figliuoli del re e i figliuoli della regina'. 2 Re 10:13
- E, giunto che fu a Samaria, Jehu colpì tutti quelli che rimanevano della casa di Achab a Samaria, finché l'ebbe distrutta, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata per mezzo di Elia. 2 Re 10:17
- Or convocate presso di me tutti i profeti di Baal, tutti i suoi servi, tutti i suoi sacerdoti; che non ne manchi uno! poiché voglio fare un gran sacrifizio a Baal; chi mancherà non vivrà'. - Ma Jehu faceva questo con astuzia, per distruggere gli adoratori di Baal. - 2 Re 10:19
- E Jehu disse a colui che avea in custodia le vestimenta: `Metti fuori le vesti per tutti gli adoratori di Baal'. E quegli mise loro fuori le vesti. 2 Re 10:22
- E, come fu finita l'offerta dell'olocausto, Jehu disse ai soldati e ai capitani: `Entrate, uccideteli, e che non ne esca uno!' Ed essi li passarono a fil di spada; poi, soldati e capitani ne buttaron là i cadaveri, e penetrarono nell'edifizio del tempio di Baal; 2 Re 10:25
- nondimeno egli non si ritrasse dai peccati coi quali Geroboamo, figliuolo di Nebat, aveva fatto peccare Israele; non abbandonò cioè i vitelli d'oro ch'erano a Bethel e a Dan. 2 Re 10:29
- E l'Eterno disse a Jehu: `Perché tu hai eseguito puntualmente ciò ch'è giusto agli occhi miei, e hai fatto alla casa di Achab tutto quello che mi stava nel cuore, i tuoi figliuoli sederanno sul trono d'Israele fino alla quarta generazione'. 2 Re 10:30
- In quel tempo, l'Eterno cominciò a diminuire il territorio d'Israele; Hazael difatti sconfisse gl'Israeliti su tutta la loro frontiera: 2 Re 10:32
- dal Giordano, verso oriente, soggiogò tutto il paese di Galaad, i Gaditi, i Rubeniti e i Manassiti, fino ad Aroer ch'è presso la valle dell'Arnon, vale a dire tutto il paese di Galaad e di Bashan. 2 Re 10:33
- E Jehu s'addormentò coi suoi padri, e lo seppellirono a Samaria. E Jehoachaz, suo figliuolo, regnò in luogo suo. 2 Re 10:35
- E il tempo che Jehu regnò sopra Israele a Samaria fu di ventott'anni. 2 Re 10:36
- Ma Jehosceba, figliuola del re Joram, sorella di Achazia, prese Joas, figliuolo di Achazia, lo trafugò di mezzo ai figliuoli del re ch'eran messi a morte, e lo pose con la sua balia nella camera dei letti; così fu nascosto alle ricerche d'Athalia, e non fu messo a morte. 2 Re 11:2
- Il settimo anno, Jehoiada mandò a chiamare i capi-centurie delle guardie del corpo e dei soldati, e li fece venire a sé nella casa dell'Eterno; fermò un patto con essi, fece loro prestar giuramento nella casa dell'Eterno, e mostrò loro il figliuolo del re. 2 Re 11:4
- un altro terzo starà alla porta di Sur, e un altro terzo starà alla porta ch'è dietro alla caserma dei soldati. E farete la guardia alla casa, impedendo a tutti l'ingresso. 2 Re 11:6
- E circonderete bene il re, ognuno con le armi alla mano; e chiunque cercherà di penetrare nelle vostre file, sia messo a morte; e voi starete col re, quando uscirà e quando entrerà'. 2 Re 11:8
- Ma il sacerdote Jehoiada diede i suoi ordini ai capi-centurie che comandavano l'esercito, e disse loro: `Fatela uscire di tra le file; e chiunque la seguirà sia ucciso di spada!' Poiché il sacerdote avea detto: `Non sia messa a morte nella casa dell'Eterno'. 2 Re 11:15
- Joas avea sette anni quando cominciò a regnare. 2 Re 11:21
- L'anno settimo di Jehu, Joas cominciò a regnare, e regnò quarant'anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Tsibia di Beer-Sceba. 2 Re 12:1
- Joas disse ai sacerdoti: `Tutto il danaro consacrato che sarà recato alla casa dell'Eterno, vale a dire il danaro versato da ogni Israelita censìto, il danaro che paga per il suo riscatto personale secondo la stima fatta dal sacerdote, tutto il danaro che a qualunque persona venga in cuore di portare alla casa dell'Eterno, 2 Re 12:4
- I sacerdoti acconsentirono a non ricever più danaro dalle mani del popolo, e a non aver più l'incarico dei restauri della casa. 2 Re 12:8
- E il sacerdote Jehoiada prese una cassa, le fece un buco nel coperchio, e la collocò presso all'altare, a destra, entrando nella casa dell'Eterno; e i sacerdoti che custodivan la soglia vi mettevan tutto il danaro ch'era portato alla casa dell'Eterno. 2 Re 12:9
- E quando vedevano che v'era molto danaro nella cassa, il segretario del re e il sommo sacerdote salivano a serrare in borse e contare il danaro che si trovava nella casa dell'Eterno. 2 Re 12:10
- i muratori e gli scalpellini, compravano i legnami e le pietre da tagliare occorrenti per restaurare la casa dell'Eterno, e provvedevano a tutte le spese relative ai restauri della casa. 2 Re 12:12
- il danaro si dava a quelli che facevano l'opera, ed essi lo impiegavano a restaurare la casa dell'Eterno. 2 Re 12:14
- E non si faceva render conto a quelli nelle cui mani si rimetteva il danaro per pagare chi eseguiva il lavoro; perché agivano con fedeltà. 2 Re 12:15
- In quel tempo Hazael, re di Siria, salì a combattere contro Gath, e la prese; poi si dispose a salire contro Gerusalemme. 2 Re 12:17
- L'anno ventesimoterzo di Joas, figliuolo di Achazia, re di Giuda, Joachaz, figliuolo di Jehu, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria; e regnò diciassette anni. 2 Re 13:1
- - E l'Eterno diede un liberatore agl'Israeliti, i quali riuscirono a sottrarsi al potere dei Sirî, in guisa che i figliuoli d'Israele poteron dimorare nelle loro tende, come per l'addietro. 2 Re 13:5
- Ma non si ritrassero dai peccati coi quali la casa di Geroboamo aveva fatto peccare Israele; e continuarono a camminare per quella via; perfino l'idolo di Astarte rimase in piè a Samaria. 2 Re 13:6
- Di tutta la sua gente, a Joachaz, l'Eterno non avea lasciato che cinquanta cavalieri, dieci carri, e diecimila fanti; perché il re di Siria li avea distrutti, e li avea ridotti come la polvere che si calpesta. 2 Re 13:7
- Joachaz si addormentò coi suoi padri, e fu sepolto a Samaria; e Joas, suo figliuolo, regnò in luogo suo. 2 Re 13:9
- L'anno trentasettesimo di Joas, re di Giuda, Joas, figliuolo di Joachaz, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria, e regnò sedici anni. 2 Re 13:10
- Joas si addormentò coi suoi padri, e Geroboamo salì sul trono di lui. E Joas fu sepolto a Samaria coi re d'Israele. 2 Re 13:13
- Or Eliseo cadde malato di quella malattia che lo dovea condurre alla morte; e Joas, re d'Israele, scese a trovarlo, pianse su lui, e disse: `Padre mio, padre mio! Carro d'Israele e sua cavalleria!'. 2 Re 13:14
- poi gli disse: `Apri la finestra a levante!' E Joas l'aprì. Allora Eliseo disse: `Tira!' E quegli tirò. Ed Eliseo disse: `Questa è una freccia di vittoria da parte dell'Eterno: la freccia della vittoria contro la Siria. Tu sconfiggerai i Sirî in Afek fino a sterminarli'. 2 Re 13:17
- L'uomo di Dio si adirò contro di lui, e disse: `Avresti dovuto percuoterlo cinque o sei volte; allora tu avresti sconfitto i Sirî fino a sterminarli; mentre adesso non li sconfiggerai che tre volte'. Eliseo morì, e fu sepolto. 2 Re 13:19
- E Joas, figliuolo di Joachaz, ritolse di mano a Ben-Hadad, figliuolo di Hazael, le città che Hazael avea prese in guerra a Joachaz suo padre. Tre volte Joas lo sconfisse, e ricuperò così le città d'Israele. 2 Re 13:25
- L'anno secondo di Joas, figliuolo di Joachaz, re d'Israele, cominciò a regnare Amatsia, figliuolo di Joas, re di Giuda. 2 Re 14:1
- Avea venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Jehoaddan, ed era di Gerusalemme. 2 Re 14:2
- ma non fece morire i figliuoli degli uccisori, secondo ch'è scritto nel libro della legge di Mosè, dove l'Eterno ha dato questo comandamento: `I padri non saranno messi a morte a cagione dei figliuoli, né i figliuoli saranno messi a morte a cagione dei padri; ma ciascuno sarà messo a morte a cagione del proprio peccato'. 2 Re 14:6
- Allora Amatsia inviò dei messi a Joas, figliuolo di Joachaz, figliuolo di Jehu re d'Israele, per dirgli: `Vieni, mettiamoci a faccia a faccia!' 2 Re 14:8
- E Joas, re d'Israele, fece dire ad Amatsia, re di Giuda: `Lo spino del Libano mandò a dire al cedro del Libano: - Da' la tua figliuola per moglie al mio figliuolo. - E le bestie selvagge del Libano passarono, e calpestarono lo spino. 2 Re 14:9
- Tu hai messo in rotta gl'Idumei, e il tuo cuore t'ha reso orgoglioso. Godi della tua gloria, e stattene a casa tua. Perché impegnarti in una disgraziata impresa che menerebbe alla ruina te e Giuda con te?' 2 Re 14:10
- Ma Amatsia non gli volle dar retta. Così Joas, re d'Israele, salì contro Amatsia; ed egli ed Amatsia, re di Giuda, si trovarono a faccia a faccia a Beth-Scemesh, che apparteneva a Giuda. 2 Re 14:11
- E Joas, re d'Israele, fece prigioniero a Beth-Scemesh Amatsia, re di Giuda, figliuolo di Joas, figliuolo di Achazia. Poi venne a Gerusalemme, e fece una breccia di quattrocento cubiti nelle mura di Gerusalemme, dalla porta di Efraim alla porta dell'angolo. 2 Re 14:13
- E prese tutto l'oro e l'argento e tutti i vasi che si trovavano nella casa dell'Eterno e nei tesori della casa del re; prese anche degli ostaggi, e se ne tornò a Samaria. 2 Re 14:14
- Joas si addormentò coi suoi padri e fu sepolto a Samaria coi re d'Israele; e Geroboamo, suo figliuolo, regnò in luogo suo. 2 Re 14:16
- Fu ordita contro di lui una congiura a Gerusalemme; ed egli fuggì a Lakis; ma lo fecero inseguire fino a Lakis, e quivi fu messo a morte. 2 Re 14:19
- Di là fu trasportato sopra cavalli, e quindi sepolto a Gerusalemme coi suoi padri nella città di Davide. 2 Re 14:20
- Egli riedificò Elath, e la riconquistò a Giuda, dopo che il re si fu addormentato coi suoi padri. 2 Re 14:22
- L'anno quindicesimo di Amatsia, figliuolo di Joas, re di Giuda, cominciò a regnare a Samaria Geroboamo, figliuolo di Joas, re d'Israele; e regnò quarantun anno. 2 Re 14:23
- Il rimanente delle azioni di Geroboamo, e tutto quello che fece, e il suo valore in guerra, e come riconquistò a Israele Damasco e Hamath che aveano appartenuto a Giuda, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 14:28
- L'anno ventisettesimo di Geroboamo, re d'Israele, cominciò a regnare Azaria, figliuolo di Amatsia, re di Giuda. 2 Re 15:1
- Avea sedici anni quando cominciò a regnare, e regnò cinquantadue anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Jecolia, ed era di Gerusalemme. 2 Re 15:2
- E l'Eterno colpì il re, che fu lebbroso fino al giorno della sua morte e visse nell'infermeria; e Jotham, figliuolo del re, era a capo della casa reale e rendea giustizia al popolo del paese. 2 Re 15:5
- Il trentottesimo anno di Azaria, re di Giuda, Zaccaria, figliuolo di Geroboamo, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria; e regnò sei mesi. 2 Re 15:8
- Così si avverò la parola che l'Eterno avea detta a Jehu: `I tuoi figliuoli sederanno sul trono d'Israele fino alla quarta generazione'. E così avvenne. 2 Re 15:12
- Shallum, figliuolo di Jabesh, cominciò a regnare l'anno trentanovesimo di Uzzia re di Giuda, e regnò un mese a Samaria. 2 Re 15:13
- E Menahem, figliuolo di Gadi, salì da Tirtsa e venne a Samaria; colpì in Samaria Shallum, figliuolo di Jabesh, l'uccise, e regnò in luogo suo. 2 Re 15:14
- L'anno trentanovesimo del regno di Azaria, re di Giuda, Menahem, figliuolo di Gadi, cominciò a regnare sopra Israele; e regnò dieci anni a Samaria. 2 Re 15:17
- Ai suoi tempi Pul, re d'Assiria, fece invasione nel paese; e Menahem diede a Pul mille talenti d'argento affinché gli desse man forte per assicurare nelle sue mani il potere reale. 2 Re 15:19
- E Menahem fece pagare quel danaro ad Israele, a tutti quelli ch'erano molto ricchi, per darlo al re d'Assiria; li tassò a ragione di cinquanta sicli d'argento a testa. Così il re d'Assiria se ne tornò via, e non si fermò nel paese. 2 Re 15:20
- Il cinquantesimo anno di Azaria, re di Giuda, Pekachia, figliuolo di Menahem, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria, e regnò due anni. 2 Re 15:23
- E Pekah, figliuolo di Remalia, suo capitano, congiurò contro di lui, e lo colpì a Samaria, e con lui Argob e Arech, nella torre del palazzo reale. Avea seco cinquanta uomini di Galaad; uccise Pekachia, e regnò in luogo suo. 2 Re 15:25
- L'anno cinquantesimosecondo di Azaria, re di Giuda, Pekah, figliuolo di Remalia, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria, e regnò venti anni. 2 Re 15:27
- L'anno secondo del regno di Pekah, figliuolo di Remalia, re d'Israele, cominciò a regnare Jotham, figliuolo di Uzzia, re di Giuda. 2 Re 15:32
- Aveva venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò sedici anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Jerusha, figliuola di Tsadok. 2 Re 15:33
- In quel tempo l'Eterno cominciò a mandare contro Giuda Retsin, re di Siria, e Pekah, figliuolo di Remalia. 2 Re 15:37
- L'anno diciassettesimo di Pekah, figliuolo di Remalia, cominciò a regnare Achaz, figliuolo di Jotham, re di Giuda. 2 Re 16:1
- Achaz avea venti anni quando cominciò a regnare, e regnò sedici anni a Gerusalemme. Egli non fece ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno, il suo Dio, come avea fatto Davide suo padre; 2 Re 16:2
- Allora Retsin, re di Siria, e Pekah, figliuolo di Remalia, re d'Israele, salirono contro Gerusalemme per assalirla; e vi assediarono Achaz, ma non riuscirono a vincerlo. 2 Re 16:5
- Achaz inviò dei messi a Tiglath-Pileser, re degli Assiri, per dirgli: `Io son tuo servo e tuo figliuolo; sali qua e liberami dalle mani del re di Siria e dalle mani del re d'Israele, che sono sorti contro di me'. 2 Re 16:7
- Il re d'Assiria gli diè ascolto; salì contro Damasco, la prese, ne menò gli abitanti in cattività a Kir, e fece morire Retsin. 2 Re 16:9
- E il re Achaz andò a Damasco, incontro a Tiglath-Pileser, re d'Assiria; e avendo veduto l'altare ch'era a Damasco, il re Achaz mandò al sacerdote Uria il disegno e il modello di quell'altare, in tutti i suoi particolari. 2 Re 16:10
- E il re Achaz diede quest'ordine al sacerdote Uria: `Fa' fumare sull'altar grande l'olocausto del mattino e l'oblazione della sera, l'olocausto del re e la sua oblazione, gli olocausti di tutto il popolo del paese e le sue oblazioni; versavi le loro libazioni, e spandivi tutto il sangue degli olocausti e tutto il sangue dei sacrifizi; quanto all'altare di rame toccherà a me a pensarvi'. 2 Re 16:15
- Mutò pure, nella casa dell'Eterno, a motivo del re d'Assiria, il portico del sabato ch'era stato edificato nella casa, e l'ingresso esterno riserbato al re. 2 Re 16:18
- L'anno dodicesimo di Achaz, re di Giuda, Hosea, figliuolo di Elah, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria, e regnò nove anni. 2 Re 17:1
- Ma il re d'Assiria scoprì una congiura ordita da Hosea, il quale aveva inviato de' messi a So, re d'Egitto, e non pagava più il consueto annuo tributo al re d'Assiria; perciò il re d'Assiria lo fece imprigionare e mettere in catene. 2 Re 17:4
- essi aveano imitati i costumi delle nazioni che l'Eterno avea cacciate d'innanzi a loro, e quelli che i re d'Israele aveano introdotti. 2 Re 17:8
- e quivi, su tutti gli alti luoghi, aveano offerto profumi, come le nazioni che l'Eterno avea cacciate d'innanzi a loro; aveano commesso azioni malvage, provocando ad ira l'Eterno; 2 Re 17:11
- Eppure l'Eterno avea avvertito Israele e Giuda per mezzo di tutti i profeti e di tutti i veggenti, dicendo: `Convertitevi dalle vostre vie malvage, e osservate i miei comandamenti e i miei precetti, seguendo in tutto la legge che io prescrissi ai vostri padri, e che ho mandata a voi per mezzo dei miei servi, i profeti'; 2 Re 17:13
- e rigettarono le sue leggi e il patto ch'egli avea fermato coi loro padri, e gli avvertimenti ch'egli avea loro dato; andaron dietro a cose vacue, diventando vacui essi stessi; e andaron dietro alle nazioni circonvicine, che l'Eterno avea loro proibito d'imitare; 2 Re 17:15
- fecero passare per il fuoco i loro figliuoli e le loro figliuole, si applicarono alla divinazione e agli incantesimi, e si dettero a fare ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, provocandolo ad ira. 2 Re 17:17
- E i figliuoli d'Israele s'abbandonarono a tutti i peccati che Geroboamo avea commessi, e non se ne ritrassero, 2 Re 17:22
- fino a tanto che l'Eterno mandò via Israele dalla sua presenza, come l'avea predetto per bocca di tutti i profeti suoi servi; e Israele fu trasportato dal suo paese in Assiria, dov'è rimasto fino al dì d'oggi. 2 Re 17:23
- E quando cominciarono a dimorarvi, non temevano l'Eterno; e l'Eterno mandò contro di loro dei leoni, che faceano strage fra loro. 2 Re 17:25
- Allora il re d'Assiria dette quest'ordine: `Fate tornare colà uno dei sacerdoti che avete di là trasportati; ch'egli vada a stabilirsi quivi, e insegni loro il modo di servire l'iddio del paese'. 2 Re 17:27
- Così uno dei sacerdoti ch'erano stati trasportati dalla Samaria venne a stabilirsi a Bethel, e insegnò loro come doveano temere l'Eterno. 2 Re 17:28
- coi quali l'Eterno avea fermato un patto, dando loro quest'ordine: `Non temete altri dèi, non vi prostrate dinanzi a loro, non li servite, né offrite loro sacrifizi; 2 Re 17:35
- ma temete l'Eterno, che vi fe' salire dal paese d'Egitto per la sua gran potenza e col suo braccio disteso; dinanzi a lui prostratevi, a lui offrite sacrifizi; 2 Re 17:36
- Ma quelli non ubbidirono, e continuarono invece a seguire l'antico loro costume. 2 Re 17:40
- Così quelle genti temevano l'Eterno, e al tempo stesso servivano i loro idoli; e i loro figliuoli e i figliuoli dei loro figliuoli hanno continuato fino al dì d'oggi a fare quello che avean fatto i loro padri. 2 Re 17:41
- Or l'anno terzo di Hosea, figliuolo d'Ela, re d'Israele, cominciò a regnare Ezechia, figliuolo di Achaz, re di Giuda. 2 Re 18:1
- Avea venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Abi, figliuola di Zaccaria. 2 Re 18:2
- Soppresse gli alti luoghi, frantumò le statue, abbatté l'idolo d'Astarte, e fece a pezzi il serpente di rame che Mosè avea fatto; perché i figliuoli d'Israele gli aveano fino a quel tempo offerto profumi; ei lo chiamò Nehushtan. 2 Re 18:4
- Egli ripose la sua fiducia nell'Eterno, nell'Iddio d'Israele; e fra tutti i re di Giuda che vennero dopo di lui o che lo precedettero non ve ne fu alcuno simile a lui. 2 Re 18:5
- Si tenne unito all'Eterno, non cessò di seguirlo, e osservò i comandamenti che l'Eterno avea dati a Mosè. 2 Re 18:6
- sconfisse i Filistei fino a Gaza, e ne devastò il territorio, dalle torri dei guardiani alle città fortificate. 2 Re 18:8
- In capo a tre anni, la prese; il sesto anno d'Ezechia, ch'era il nono anno di Hosea, re d'Israele, Samaria fu presa. 2 Re 18:10
- Ed Ezechia, re di Giuda, mandò a dire al re d'Assiria a Lakis: `Ho mancato; ritirati da me, ed io mi sottometterò a tutto quello che m'imporrai'. E il re d'Assiria impose ad Ezechia, re di Giuda, trecento talenti d'argento e trenta talenti d'oro. 2 Re 18:14
- E il re d'Assiria mandò ad Ezechia da Lakis a Gerusalemme, Tartan, Rabsaris e Rabshaké con un grande esercito. Essi salirono e giunsero a Gerusalemme. E, come furon giunti, vennero a fermarsi presso l'acquedotto dello stagno superiore, che è sulla strada del campo del lavator di panni. 2 Re 18:17
- E Rabshaké disse loro: `Andate a dire ad Ezechia: - Così parla il gran re, il re d'Assiria: Che fiducia è cotesta che tu hai? 2 Re 18:19
- Tu dici che consiglio e forza per far la guerra non son che parole vane; ma in chi metti la tua fiducia per ardire di ribellarti a me? 2 Re 18:20
- Forse mi direte: - Noi confidiamo nell'Eterno, nel nostro Dio. - Ma non è egli quello stesso di cui Ezechia ha soppresso gli alti luoghi e gli altari, dicendo a Giuda e a Gerusalemme: - Voi adorerete soltanto dinanzi a questo altare a Gerusalemme? 2 Re 18:22
- E come potresti tu far voltar le spalle a un solo capitano tra gl'infimi servi del mio signore? E confidi nell'Egitto, a motivo de' suoi carri e de' suoi cavalieri! 2 Re 18:24
- Allora Eliakim, figliuolo di Hilkia, Scebna e Joah dissero a Rabshaké: `Ti prego, parla ai tuoi servi in aramaico, perché noi lo intendiamo; e non ci parlare in lingua giudaica, in guisa che la gente che sta sulle mura oda'. 2 Re 18:26
- Ma Rabshaké rispose loro: `Forse che il mio signore m'ha mandato a dir queste cose al tuo signore e a te? Non m'ha egli mandato a dirle a quegli uomini che stan seduti sulle mura e saran quanto prima ridotti a mangiare il loro sterco e a bere la loro orina con voi?' 2 Re 18:27
- né v'induca Ezechia a confidarvi nell'Eterno, dicendo: L'Eterno ci libererà certamente, e questa città non sarà data nelle mani del re d'Assiria. 2 Re 18:30
- Non date ascolto ad Ezechia, perché così dice il re d'Assiria: - Fate pace con me e arrendetevi a me, e ognuno di voi mangerà del frutto della sua vigna e del suo fico, e berrà dell'acqua della sua cisterna, 2 Re 18:31
- Quali sono, tra tutti gli dèi di quei paesi, quelli che abbiano liberato il paese loro dalla mia mano? L'Eterno avrebb'egli a liberar dalla mia mano Gerusalemme?' 2 Re 18:35
- Forse l'Eterno, il tuo Dio, ha udite tutte le parole di Rabshaké, che il re d'Assiria, suo signore, ha mandato ad oltraggiare l'Iddio vivente; e, forse, l'Eterno, il tuo Dio, punirà le parole che ha udite. Rivolgigli dunque una preghiera a pro del resto del popolo che sussiste ancora!' - 2 Re 19:4
- Ecco, tu hai udito quello che i re d'Assiria hanno fatto a tutti i paesi, e come li hanno distrutti; e tu scamperesti? 2 Re 19:11
- Gli dèi delle nazioni che i miei padri distrussero, gli dèi di Gozan, di Haran, di Retsef, dei figliuoli di Eden ch'erano a Telassar, valsero eglino a liberarle? 2 Re 19:12
- Allora Isaia, figliuolo di Amots, mandò a dire ad Ezechia: `Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: - Ho udito la preghiera che mi hai rivolta riguardo a Sennacherib, re d'Assiria. 2 Re 19:20
- Questa è la parola che l'Eterno ha pronunziata contro di lui: La vergine figliuola di Sion ti sprezza, si fa beffe di te; la figliuola di Gerusalemme scrolla il capo dietro a te. 2 Re 19:21
- E ciò che resterà della casa di Giuda e scamperà, continuerà a mettere radici all'ingiù e a portar frutto in alto; 2 Re 19:30
- Allora Sennacherib re d'Assiria levò il campo, partì e se ne tornò a Ninive, dove rimase. 2 Re 19:36
- E avvenne che, mentr'egli stava adorando nella casa del suo dio Nisroc, i suoi figliuoli Adrammelec e Saretser lo uccisero a colpi di spada, e si rifugiarono nel paese di Ararat. Esarhaddon, suo figliuolo, regnò in luogo suo. 2 Re 19:37
- In quel tempo, Ezechia fu malato a morte. Il profeta Isaia, figliuolo di Amots, si recò da lui, e gli disse: `Così parla l'Eterno: - Metti ordine alle cose della tua casa; perché tu sei un uomo morto; non vivrai'. - 2 Re 20:1
- Or Ezechia avea detto ad Isaia: `A che segno riconoscerò io che l'Eterno mi guarirà e che fra tre giorni salirò alla casa dell'Eterno?' 2 Re 20:8
- Allora il profeta Isaia si recò dal re Ezechia, e gli disse: `Che hanno detto quegli uomini? e donde son venuti a te?' Ezechia rispose: `Son venuti da un paese lontano; da Babilonia'. 2 Re 20:14
- - Ecco, i giorni stanno per venire, quando tutto quello ch'è in casa tua e tutto quello che i tuoi padri hanno accumulato fin al dì d'oggi, sarà trasportato a Babilonia; e nulla ne rimarrà, dice l'Eterno. 2 Re 20:17
- Manasse avea dodici anni quando cominciò a regnare, e regnò cinquantacinque anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Heftsiba. 2 Re 21:1
- Egli riedificò gli alti luoghi che Ezechia suo padre avea distrutti, eresse altari a Baal, fece un idolo d'Astarte, come avea fatto Achab re d'Israele, e adorò tutto l'esercito del cielo e lo servì. 2 Re 21:3
- Eresse altari a tutto l'esercito del cielo nei due cortili della casa dell'Eterno. 2 Re 21:5
- Fece passare pel fuoco il suo figliuolo, si dette alla magia e agl'incantesimi, e istituì di quelli che evocavano gli spiriti e predicevan l'avvenire; s'abbandonò interamente a fare ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, provocandolo ad ira. 2 Re 21:6
- Mise l'idolo d'Astarte che avea fatto, nella casa riguardo alla quale l'Eterno avea detto a Davide e a Salomone suo figliuolo: `In questa casa, e a Gerusalemme, che io ho scelta fra tutte le tribù d'Israele, porrò il mio nome in perpetuo; 2 Re 21:7
- Ma essi non obbedirono, e Manasse li indusse a far peggio delle nazioni che l'Eterno avea distrutte dinanzi ai figliuoli d'Israele. 2 Re 21:9
- Manasse sparse inoltre moltissimo sangue innocente: tanto, da empirne Gerusalemme da un capo all'altro; senza contare i peccati che fece commettere a Giuda, facendo ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno. 2 Re 21:16
- Amon avea ventidue anni quando cominciò a regnare, e regnò due anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Meshullemeth, figliuola di Haruts di Jotba. 2 Re 21:19
- Ma il popolo del paese mise a morte tutti quelli che avean congiurato contro il re Amon, e fece re, in sua vece, Giosia suo figliuolo. 2 Re 21:24
- Giosia avea otto anni quando incominciò a regnare, e regnò trentun anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Jedida, figliuola d'Adaia, da Botskath. 2 Re 22:1
- Egli fece ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno, e camminò in tutto e per tutto per la via di Davide suo padre, senza scostarsene né a destra né a sinistra. 2 Re 22:2
- Ma non si farà render conto a quelli in mano ai quali sarà rimesso il danaro, perché agiscono con fedeltà'. 2 Re 22:7
- Allora il sommo sacerdote Hilkia disse a Shafan, il segretario: `Ho trovato nella casa dell'Eterno il libro della legge'. E Hilkia diede il libro a Shafan, che lo lesse. 2 Re 22:8
- E Shafan, il segretario, andò a riferir la cosa al re, e gli disse: `I tuoi servi hanno versato il danaro che s'è trovato nella casa, e l'hanno consegnato a quelli che son preposti ai lavori della casa dell'Eterno'. 2 Re 22:9
- Poi diede quest'ordine al sacerdote Hilkia, ad Ahikam, figliuolo di Shafan, ad Acbor, figliuolo di Micaia, a Shafan, il segretario, e ad Asaia, servo del re: 2 Re 22:12
- `Andate a consultare l'Eterno per me, per il popolo e per tutto Giuda, riguardo alle parole di questo libro che s'è trovato; giacché grande è l'ira dell'Eterno che s'è accesa contro di noi, perché i nostri padri non hanno ubbidito alle parole di questo libro, e non hanno messo in pratica tutto quello che in esso ci è prescritto'. 2 Re 22:13
- Il sacerdote Hilkia, Ahikam, Acbor, Shafan ed Asaia andarono dalla profetessa Hulda, moglie di Shallum, guardaroba, figliuolo di Tikva, figliuolo di Harhas. Essa dimorava a Gerusalemme, nel secondo quartiere; e quando ebbero parlato con lei, ella disse loro: 2 Re 22:14
- - Così dice l'Eterno: Ecco, io farò venire delle sciagure su questo luogo e sopra i suoi abitanti, conformemente a tutte le parole del libro che il re di Giuda ha letto. 2 Re 22:16
- Quanto al re di Giuda che v'ha mandati a consultare l'Eterno, gli direte questo: Così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele, riguardo alle parole che tu hai udite: 2 Re 22:18
- Giacché il tuo cuore è stato toccato, giacché ti sei umiliato dinanzi all'Eterno, udendo ciò che io ho detto contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che saranno cioè abbandonati alla desolazione ed alla maledizione; giacché ti sei stracciate le vesti e hai pianto dinanzi a me, anch'io t'ho ascoltato, dice l'Eterno. 2 Re 22:19
- Allora il re mandò a far raunare presso di sé tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme. 2 Re 23:1
- E il re ordinò al sommo sacerdote Hilkia, ai sacerdoti del secondo ordine e ai custodi della soglia di trar fuori del tempio dell'Eterno tutti gli arredi che erano stati fatti per Baal, per Astarte e per tutto l'esercito celeste, e li arse fuori di Gerusalemme nei campi del Kidron, e ne portò le ceneri a Bethel. 2 Re 23:4
- E destituì i sacerdoti idolatri che i re di Giuda aveano istituito per offrir profumi negli alti luoghi nelle città di Giuda e nei dintorni di Gerusalemme, e quelli pure che offrivan profumi a Baal, al sole, alla luna, ai segni dello zodiaco, e a tutto l'esercito del cielo. 2 Re 23:5
- Fece venire tutti i sacerdoti dalle città di Giuda, contaminò gli alti luoghi dove i sacerdoti aveano offerto profumi, da Gheba a Beer-Sceba, e abbatté gli alti luoghi delle porte: quello ch'era all'ingresso della porta di Giosuè, governatore della città, e quello ch'era a sinistra della porta della città. 2 Re 23:8
- Or que' sacerdoti degli alti luoghi non salivano a sacrificare sull'altare dell'Eterno a Gerusalemme; mangiavan però pane azzimo in mezzo ai loro fratelli. 2 Re 23:9
- Il re demolì gli altari ch'erano sulla terrazza della camera superiore di Achaz, e che i re di Giuda aveano fatti, e gli altari che avea fatti Manasse nei due cortili della casa dell'Eterno; e, dopo averli fatti a pezzi e tolti di là, ne gettò la polvere nel torrente Kidron. 2 Re 23:12
- E il re contaminò gli alti luoghi ch'erano dirimpetto a Gerusalemme, a destra del monte della perdizione, e che Salomone re d'Israele aveva eretti in onore di Astarte, l'abominazione dei Sidonî, di Kemosh, l'abominazione di Moab, e di Milcom, l'abominazione dei figliuoli d'Ammon. 2 Re 23:13
- Abbatté pure l'altare che era a Bethel, e l'alto luogo, fatto da Geroboamo, figliuolo di Nebat, il quale avea fatto peccare Israele: arse l'alto luogo e lo ridusse in polvere, ed arse l'idolo d'Astarte. 2 Re 23:15
- Or Giosia, voltatosi, scòrse i sepolcri ch'eran quivi sul monte, e mandò a trarre le ossa fuori da quei sepolcri, e le arse sull'altare, contaminandolo, secondo la parola dell'Eterno pronunziata dall'uomo di Dio, che aveva annunziate queste cose. 2 Re 23:16
- Immolò sugli altari tutti i sacerdoti degli alti luoghi che eran colà, e su quegli altari bruciò ossa umane. Poi tornò a Gerusalemme. 2 Re 23:20
- Il re diede a tutto il popolo quest'ordine: `Fate la Pasqua in onore dell'Eterno, del vostro Dio, secondo che sta scritto in questo libro del patto'. 2 Re 23:21
- ma nel diciottesimo anno del re Giosia cotesta Pasqua fu fatta, in onor dell'Eterno, a Gerusalemme. 2 Re 23:23
- Giosia fe' pure sparire quelli che evocavano gli spiriti e quelli che predicevano l'avvenire, le divinità familiari, gl'idoli e tutte le abominazioni che si vedevano nel paese di Giuda e a Gerusalemme, affin di mettere in pratica le parole della legge, scritte nel libro che il sacerdote Hilkia avea trovato nella casa dell'Eterno. 2 Re 23:24
- Tuttavia l'Eterno non desistette dall'ardore della grand'ira ond'era infiammato contro Giuda, a motivo di tutti gli oltraggi coi quali Manasse lo avea provocato ad ira. 2 Re 23:26
- Al tempo suo, Faraone Neco, re d'Egitto, salì contro il re d'Assiria, verso il fiume Eufrate. Il re Giosia gli marciò contro, e Faraone, al primo incontro, l'uccise a Meghiddo. 2 Re 23:29
- I suoi servi lo menaron via morto sopra un carro, e lo trasportarono da Meghiddo a Gerusalemme, dove lo seppellirono nel suo sepolcro. E il popolo del paese prese Joachaz, figliuolo di Giosia, lo unse, e lo fece re in luogo di suo padre. 2 Re 23:30
- Joachaz avea ventitre anni quando cominciò a regnare, e regnò tre mesi a Gerusalemme. Il nome di sua madre era Hamutal, figliuola di Geremia da Libna. 2 Re 23:31
- Faraone Neco lo mise in catene a Ribla, nel paese di Hamath, perché non regnasse più a Gerusalemme; e impose al paese un'indennità di cento talenti d'argento e di un talento d'oro. 2 Re 23:33
- Joiakim diede a Faraone l'argento e l'oro; ma, per pagare quel danaro secondo l'ordine di Faraone, tassò il paese; e, imponendo a ciascuno una certa tassa, cavò dal popolo del paese l'argento e l'oro da dare a Faraone Neco. 2 Re 23:35
- Joiakim avea venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò undici anni a Gerusalemme. Il nome di sua madre era Zebudda, figliuola di Pedaia da Ruma. 2 Re 23:36
- Al suo tempo, venne Nebucadnetsar, re di Babilonia, e Joiakim gli fu assoggettato per tre anni; poi tornò a ribellarsi. 2 Re 24:1
- Questo avvenne solo per ordine dell'Eterno, il quale voleva allontanare Giuda dalla sua presenza, a motivo di tutti i peccati che Manasse avea commessi, 2 Re 24:3
- e a motivo pure del sangue innocente ch'egli avea sparso, e di cui avea riempito Gerusalemme. Per questo l'Eterno non volle perdonare. 2 Re 24:4
- Joiakin avea diciotto anni quando cominciò a regnare, e regnò a Gerusalemme tre mesi. Sua madre si chiamava Nehushta, figliuola di Elnathan da Gerusalemme. 2 Re 24:8
- E deportò Joiakin a Babilonia; e menò in cattività da Gerusalemme a Babilonia la madre del re, le mogli del re, gli eunuchi di lui, 2 Re 24:15
- i magnati del paese, tutti i guerrieri, in numero di settemila, i legnaiuoli e i fabbri, in numero di mille, tutta gente valorosa e atta alla guerra. Il re di Babilonia li menò in cattività a Babilonia. 2 Re 24:16
- Sedekia avea ventun anni quando cominciò a regnare, e regnò a Gerusalemme undici anni. Sua madre si chiamava Hamutal, figliuola di Geremia da Libna. 2 Re 24:18
- E a causa dell'ira dell'Eterno contro Gerusalemme e Giuda, le cose arrivarono al punto che l'Eterno li cacciò via dalla sua presenza. 2 Re 24:20
- Allora i Caldei presero il re, e lo condussero al re di Babilonia a Ribla, dove fu pronunziata sentenza contro di lui. 2 Re 25:6
- I figliuoli di Sedekia furono scannati in sua presenza; poi cavaron gli occhi a Sedekia; lo incatenarono con una doppia catena di rame, e lo menarono a Babilonia. 2 Re 25:7
- Or il settimo giorno del quinto mese - era il diciannovesimo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia - Nebuzaradan, capitano della guardia del corpo, servo del re di Babilonia, giunse a Gerusalemme, 2 Re 25:8
- Il capitano della guardia non lasciò che alcuni dei più poveri del paese a coltivar le vigne ed i campi. 2 Re 25:12
- I Caldei spezzarono le colonne di rame ch'erano nella casa dell'Eterno, le basi, il mar di rame ch'era nella casa dell'Eterno, e ne portaron via il rame a Babilonia. 2 Re 25:13
- Nebuzaradan, capitano della guardia, li prese e li condusse al re di Babilonia a Ribla; 2 Re 25:20
- e il re di Babilonia li fece colpire a morte a Ribla, nel paese di Hamath. Così Giuda fu menato in cattività lungi dal suo paese. 2 Re 25:21
- Quanto al popolo che rimase nel paese di Giuda, lasciatovi da Nebucadnetsar, re di Babilonia, il re pose a governarli Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan. 2 Re 25:22
- Quando tutti i capitani della gente di guerra e i loro uomini ebbero udito che il re di Babilonia avea fatto Ghedalia governatore, si recarono da Ghedalia a Mitspa: erano Ismael figliuolo di Nethania, Johanan figliuolo di Kareah, Seraia figliuolo di Tanhumet da Netofah, Jaazania figliuolo d'uno di Maacah, con la loro gente. 2 Re 25:23
- Ma il settimo mese, Ismael, figliuolo di Nethania, figliuolo di Elishama, di stirpe reale, venne accompagnato da dieci uomini e colpirono a morte Ghedalia insieme coi Giudei e coi Caldei ch'eran con lui a Mitspa. 2 Re 25:25
- Il trentasettesimo anno della cattività di Joiakin, re di Giuda, il ventisettesimo giorno del dodicesimo mese, Evilmerodac, re di Babilonia, l'anno stesso che cominciò a regnare, fece grazia a Joiakin, re di Giuda, e lo trasse di prigione; 2 Re 25:27
- gli parlò benignamente, e mise il trono d'esso più in alto di quello degli altri re ch'eran con lui a Babilonia. 2 Re 25:28
- Gli fece mutare le vesti di prigione; e Joiakin mangiò sempre a tavola con lui per tutto il tempo ch'ei visse: 2 Re 25:29
- Figliuoli che nacquero a Hetsron: Jerahmeel, Ram e Kelubai. 1 Cron. 2:9
- Dopo la morte di Hetsron, avvenuta a Caleb-Efratha, Abiah, moglie di Hetsron, gli partorì Ashhur padre di Tekoa. 1 Cron. 2:24
- E Sceshan diede la sua figliuola per moglie a Jarha, suo schiavo; ed essa gli partorì Attai. 1 Cron. 2:35
- E le famiglie di scribi che abitavano a Jabets: i Tirathei, gli Scimeathei, i Sucathei. Questi sono i Kenei discesi da Hammath, padre della casa di Recab. 1 Cron. 2:55
- Questi furono i figliuoli di Davide, che gli nacquero a Hebron: il primogenito fu Amnon, di Ahinoam, la Jzreelita; il secondo fu Daniel, da Abigail, la Carmelita; 1 Cron. 3:1
- Questi sei figliuoli gli nacquero a Hebron. Quivi regnò sette anni e sei mesi, e in Gerusalemme regnò trentatre anni. 1 Cron. 3:4
- E questi furono i figliuoli che gli nacquero a Gerusalemme: Scimea, Shobab, Nathan, Salomone: quattro figliuoli natigli da Bath-Shua, figliuola di Ammiel; 1 Cron. 3:5
- Erano de' vasai e stavano a Netaim e a Ghederah; stavano quivi presso al re per lavorare al suo servizio. 1 Cron. 4:23
- Si stabilirono a Beer-Sceba, a Molada, ad Hatsar-Shual, 1 Cron. 4:28
- a Bilha, ad Etsem, a Tolad, 1 Cron. 4:29
- a Bethuel, ad Horma, a Tsiklag, 1 Cron. 4:30
- a Beth-Marcaboth, ad Hatsar-Susim, a Beth-Biri ed a Shaaraim. Queste furono le loro città, fino al regno di Davide. 1 Cron. 4:31
- e tutti i villaggi ch'erano nei dintorni di quelle città, fino a Baal. Queste furono le loro dimore, ed essi aveano le loro genealogie. 1 Cron. 4:33
- Giuda ebbe, è vero, la prevalenza tra i suoi fratelli, e da lui è disceso il principe; ma il diritto di primogenitura appartiene a Giuseppe. 1 Cron. 5:2
- Bela, figliuolo di Azaz, figliuolo di Scema, figliuolo di Joel. Bela dimorava ad Aroer e si estendeva fino a Nebo ed a Baal-Meon; 1 Cron. 5:8
- a oriente occupava il paese dal fiume Eufrate fino all'entrata del deserto, perché avea gran quantità di bestiame nel paese di Galaad. 1 Cron. 5:9
- I figliuoli di Gad dimoravano dirimpetto a loro nel paese di Bashan, fino a Salca. 1 Cron. 5:11
- I figliuoli di Ruben, i Gaditi e la mezza tribù di Manasse, che aveano degli uomini prodi che portavano scudo e spada, tiravan d'arco ed erano addestrati alla guerra, in numero di quarantaquattromila settecentosessanta, atti a combattere, 1 Cron. 5:18
- mossero guerra agli Hagareni, a Jetur, a Nafish e a Nodab. 1 Cron. 5:19
- Furon soccorsi combattendo contro di loro, e gli Hagareni e tutti quelli ch'eran con essi furon dati loro nelle mani, perché durante il combattimento essi gridarono a Dio, che li esaudì, perché s'eran confidati in lui. 1 Cron. 5:20
- I figliuoli della mezza tribù di Manasse abitarono anch'essi in quel paese, da Bashan fino a Baal-Hermon e a Senir e al monte Hermon. Erano numerosi, 1 Cron. 5:23
- Ma furono infedeli all'Iddio dei loro padri, e si prostituirono andando dietro agli dèi dei popoli del paese, che Dio avea distrutti dinanzi a loro. 1 Cron. 5:25
- E l'Iddio d'Israele eccitò lo spirito di Pul, re di Assiria, e lo spirito di Tilgath-Pilneser, re di Assiria; e Tilgath-Pilneser menò in cattività i Rubeniti, i Gaditi e la mezza tribù di Manasse, e li trasportò a Halah, ad Habor, ad Hara e presso al fiume di Gozan, dove son rimasti fino al dì d'oggi. 1 Cron. 5:26
- Johanan generò Azaria, che esercitò il sacerdozio nella casa che Salomone edificò a Gerusalemme. 1 Cron. 6:10
- Essi esercitarono il loro ufficio di cantori davanti al tabernacolo, davanti la tenda di convegno, finché Salomone ebbe edificata la casa dell'Eterno a Gerusalemme; e facevano il loro servizio, secondo la regola loro prescritta. 1 Cron. 6:32
- I figliuoli di Merari, loro fratelli, stavano a sinistra, ed erano: Ethan, figliuolo di Kisci, figliuolo d'Abdi, figliuolo di Malluc, 1 Cron. 6:44
- Questi sono i luoghi delle loro dimore, secondo le loro circoscrizioni nei territori loro assegnati. Ai figliuoli d'Aaronne della famiglia dei Kehathiti, che furono i primi tirati a sorte, 1 Cron. 6:54
- ma il territorio della città e i suoi villaggi furon dati a Caleb, figliuolo di Gefunne. 1 Cron. 6:56
- Agli altri figliuoli di Kehath toccarono a sorte dieci città delle famiglie della tribù di Efraim, della tribù di Dan e della mezza tribù di Manasse. 1 Cron. 6:61
- Ai figliuoli di Merari, secondo le loro famiglie, toccarono a sorte dodici città della tribù di Ruben, della tribù di Gad e della tribù di Zabulon. 1 Cron. 6:63
- dettero a sorte, della tribù dei figliuoli di Giuda, della tribù dei figliuoli di Simeone e della tribù dei figliuoli di Beniamino, le dette città che furono designate per nome. 1 Cron. 6:65
- Tutti questi erano figliuoli di Jediael, capi di case patriarcali, uomini forti e valorosi, in numero di diciassettemila duecento pronti a partire per la guerra. 1 Cron. 7:11
- che ebbe per figliuolo Zabad, che ebbe per figliuolo Shutelah, - Ezer ed Elead, i quali furono uccisi da quei di Gath, nativi del paese, perch'erano scesi a predare il loro bestiame. 1 Cron. 7:21
- Efraim, loro padre, li pianse per molto tempo, e i suoi fratelli vennero a consolarlo. 1 Cron. 7:22
- Le loro possessioni e abitazioni furono Bethel e le città che ne dipendevano; dalla parte d'oriente, Naaran; da occidente, Ghezer con le città che ne dipendevano, Sichem con le città che ne dipendevano, fino a Gaza con le città che ne dipendevano. 1 Cron. 7:28
- Questi sono i figliuoli di Ehud, che erano capi delle famiglie che abitavano Gheba e che furon trasportati schiavi a Manahath. 1 Cron. 8:6
- Questi erano capi di famiglie patriarcali: capi secondo le loro generazioni; e abitavano a Gerusalemme. 1 Cron. 8:28
- Il padre di Gabaon abitava a Gabaon, e sua moglie si chiamava Maaca. 1 Cron. 8:29
- Anche questi abitarono dirimpetto ai loro fratelli a Gerusalemme coi loro fratelli. 1 Cron. 8:32
- Tutti gl'Israeliti furono registrati nelle genealogie, e si trovano iscritti nel libro dei re d'Israele. Giuda fu menato in cattività a Babilonia, a motivo delle sue infedeltà. 1 Cron. 9:1
- A Gerusalemme si stabilirono dei figliuoli di Giuda, dei figliuoli di Beniamino, e dei figliuoli di Efraim e di Manasse. 1 Cron. 9:3
- e i loro fratelli, capi delle rispettive case patriarcali: millesettecentosessanta, uomini valentissimi, occupati a compiere il servizio della casa di Dio. 1 Cron. 9:13
- V'erano dei portinai ai quattro lati: a oriente, a occidente, a settentrione e a mezzogiorno. 1 Cron. 9:24
- I loro fratelli, che dimoravano nei loro villaggi, doveano di quando in quando venire a stare dagli altri, per sette giorni; 1 Cron. 9:25
- e passavano la notte intorno alla casa di Dio, perché aveano l'incarico di custodirla e a loro spettava l'aprirla tutte le mattine. 1 Cron. 9:27
- Tali sono i capi delle famiglie levitiche, capi secondo le loro generazioni; essi stavano a Gerusalemme. 1 Cron. 9:34
- A Gabaon abitavano Jeiel, padre di Gabaon, la cui moglie si chiamava Maaca, 1 Cron. 9:35
- Anch'essi dimoravano dirimpetto ai loro fratelli a Gerusalemme coi loro fratelli. 1 Cron. 9:38
- Or i Filistei vennero a battaglia con Israele, e gl'Israeliti fuggirono dinanzi ai Filistei, e caddero morti in gran numero sul monte Ghilboa. 1 Cron. 10:1
- Il forte della battaglia si volse contro Saul; gli arcieri lo raggiunsero, ed egli si trovò in grande angoscia a motivo degli arcieri. 1 Cron. 10:3
- E Saul disse al suo scudiere: `Sfodera la spada e trafiggimi, affinché questi incirconcisi non vengano a trafiggermi ed a farmi oltraggio'. Ma lo scudiere non volle farlo, perch'era còlto da gran paura. Allora Saul prese la propria spada e vi si gettò sopra. 1 Cron. 10:4
- L'indomani i Filistei vennero a spogliare gli uccisi, e trovarono Saul e i suoi figliuoli caduti sul monte Ghilboa. 1 Cron. 10:8
- Tutta la gente di Jabes di Galaad udì tutto quello che i Filistei avean fatto a Saul, 1 Cron. 10:11
- e tutti gli uomini valorosi si levarono, presero il cadavere di Saul e i cadaveri dei suoi figliuoli, e li portarono a Jabes; seppellirono le loro ossa sotto alla tamerice di Jabes, e digiunarono per sette giorni. 1 Cron. 10:12
- Così morì Saul, a motivo della infedeltà ch'egli avea commessa contro l'Eterno col non aver osservato la parola dell'Eterno, ed anche perché aveva interrogato e consultato quelli che evocano gli spiriti, 1 Cron. 10:13
- mentre non avea consultato l'Eterno. E l'Eterno lo fece morire, e trasferì il regno a Davide, figliuolo d'Isai. 1 Cron. 10:14
- Allora tutto Israele si radunò presso Davide a Hebron, e gli disse: `Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. 1 Cron. 11:1
- Tutti gli anziani d'Israele vennero dunque dal re a Hebron, e Davide fece alleanza con loro a Hebron in presenza dell'Eterno; ed essi unsero Davide come re d'Israele, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata per mezzo di Samuele. 1 Cron. 11:3
- E gli abitanti di Gebus dissero a Davide: `Tu non entrerai qui'. Ma Davide prese la fortezza di Sion, che è la città di Davide. 1 Cron. 11:5
- Egli era con Davide a Pas-Dammin, dove i Filistei s'erano raunati per combattere. V'era quivi un campo pieno d'orzo; e il popolo fuggiva dinanzi ai Filistei. 1 Cron. 11:13
- Davide era allora nella fortezza, e c'era un posto di Filistei a Bethlehem. 1 Cron. 11:16
- E quei tre s'aprirono un varco attraverso al campo filisteo, attinsero dell'acqua dal pozzo di Bethlehem, vicino alla porta; e, presala seco, la presentarono a Davide; il quale però non ne volle bere, ma la sparse davanti all'Eterno, 1 Cron. 11:18
- dicendo: `Mi guardi Iddio dal far tal cosa! Beverei io il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della loro vita? Perché l'han portata a rischio della loro vita'. E non la volle bere. Questo fecero quei tre prodi. 1 Cron. 11:19
- Poi veniva Benaia, figliuolo di Jehoiada, figliuolo di un uomo da Kabtseel, valoroso, e celebre per le sue prodezze. Egli uccise i due grandi eroi di Moab. Discese anche in mezzo a una cisterna, dove uccise un leone, un giorno di neve. 1 Cron. 11:22
- Or questi son quelli che vennero a Davide a Tsiklag, mentr'egli era ancora fuggiasco per tema di Saul, figliuolo di Kis; essi facean parte dei prodi che gli prestarono aiuto durante la guerra. 1 Cron. 12:1
- Erano armati d'arco, abili a scagliar sassi ed a tirar frecce tanto con la destra quanto con la sinistra; erano della tribù di Beniamino, de' fratelli di Saul. 1 Cron. 12:2
- Questi erano dei figliuoli di Gad, capi dell'esercito; il minimo tenea fronte a cento; il maggiore, a mille. 1 Cron. 12:14
- Questi son quelli che passarono il Giordano il primo mese quand'era straripato da per tutto, e misero in fuga tutti gli abitanti delle valli, a oriente e ad occidente. 1 Cron. 12:15
- Anche dei figliuoli di Beniamino e di Giuda vennero a Davide, nella fortezza. 1 Cron. 12:16
- Davide uscì loro incontro, e si rivolse a loro, dicendo: `Se venite da me con buon fine per soccorrermi, il mio cuore sarà unito col vostro; ma se venite per tradirmi e darmi nelle mani de' miei avversari, mentre io non commetto alcuna violenza, l'Iddio dei nostri padri lo vegga, e faccia egli giustizia!' 1 Cron. 12:17
- Allora lo spirito investì Amasai, capo dei trenta, che esclamò: `Noi siamo tuoi, o Davide; e siam con te, o figliuolo d'Isai! Pace, pace a te, e pace a quei che ti soccorrono, poiché il tuo Dio ti soccorre!' Allora Davide li accolse, e li fece capi delle sue schiere. 1 Cron. 12:18
- Anche degli uomini di Manasse passarono a Davide, quando questi andò coi Filistei a combattere contro Saul; ma Davide e i suoi uomini non furono d'alcun aiuto ai Filistei; giacché i principi dei Filistei, dopo essersi consultati, rimandarono Davide, dicendo: `Egli passerebbe dalla parte del suo signore Saul, a prezzo delle nostre teste'. 1 Cron. 12:19
- Quand'egli tornò a Tsiklag, questi furono quelli di Manasse, che passarono a lui: Adna, Jozabad, Jediael, Micael, Jozabad, Elihu, Tsilletai, capi di migliaia nella tribù di Manasse. 1 Cron. 12:20
- Questi uomini diedero aiuto a Davide contro le bande dei predoni, perché erano tutti uomini forti e valorosi; e furon fatti capi nell'esercito. 1 Cron. 12:21
- E ogni giorno veniva gente a Davide per soccorrerlo: tanta, che se ne formò un esercito grande, come un esercito di Dio. 1 Cron. 12:22
- Questo è il numero degli uomini armati per la guerra, che si recarono da Davide a Hebron per trasferire a lui la potestà reale di Saul, secondo l'ordine dell'Eterno. 1 Cron. 12:23
- Della mezza tribù di Manasse, diciottomila che furono designati nominatamente, per andare a proclamare re Davide. 1 Cron. 12:31
- Di Zabulon, cinquantamila, atti a servire, forniti per il combattimento di tutte le armi da guerra, e pronti ad impegnar l'azione con cuore risoluto. 1 Cron. 12:33
- Di Ascer, atti a servire, e pronti a ordinarsi in battaglia, quarantamila. 1 Cron. 12:36
- Tutti questi uomini, gente di guerra, pronti a ordinarsi in battaglia, giunsero a Hebron, con sincerità di cuore, per proclamare Davide re sopra tutto Israele; e anche tutto il rimanente d'Israele era unanime per fare re Davide. 1 Cron. 12:38
- Essi rimasero quivi tre giorni con Davide a mangiare e a bere, perché i loro fratelli avean preparato per essi dei viveri. 1 Cron. 12:39
- poi disse a tutta la raunanza d'Israele: `Se vi par bene, e se l'Eterno, il nostro Dio, l'approva, mandiamo da per tutto a dire ai nostri fratelli che son rimasti in tutte le regioni d'Israele, e così pure ai sacerdoti ed ai Leviti nelle loro città e nei loro contadi, che si uniscano a noi; 1 Cron. 13:2
- E Davide, con tutto Israele, salì verso Baala, cioè verso Kiriath-Jearim, che appartiene a Giuda, per trasferire di là l'arca di Dio, dinanzi alla quale è invocato il nome dell'Eterno, che siede sovr'essa fra i cherubini. 1 Cron. 13:6
- Davide e tutto Israele danzavano dinanzi a Dio a tutto potere, cantando e sonando cetre, saltèri, timpani, cembali e trombe. 1 Cron. 13:8
- E l'ira dell'Eterno s'accese contro Uzza, e l'Eterno lo colpì per avere stesa la mano sull'arca; e quivi Uzza morì dinanzi a Dio. 1 Cron. 13:10
- E Davide in quel giorno, ebbe paura di Dio, e disse: `Come farò a portare a casa mia l'arca di Dio?' 1 Cron. 13:12
- Hiram, re di Tiro, inviò a Davide de' messi, del legname di cedro, dei muratori e dei legnaiuoli, per edificargli una casa. 1 Cron. 14:1
- Davide si prese ancora delle mogli a Gerusalemme, e generò ancora figliuoli e figliuole. 1 Cron. 14:3
- Questi sono i nomi dei figliuoli che gli nacquero a Gerusalemme: Shammua, Shobab, Nathan, Salomone, 1 Cron. 14:4
- I Filistei dunque salirono a Baal-Peratsim, dove Davide li sconfisse, e disse: `Iddio ha rotto i miei nemici per mano mia come quando le acque rompono le dighe'. Perciò fu dato a quel luogo il nome di Baal-Peratsim. 1 Cron. 14:11
- Di poi i Filistei tornarono a spargersi per quella valle. 1 Cron. 14:13
- E Davide consultò di nuovo Dio; e Dio gli disse: `Non salire dietro ad essi, allontanati e gira intorno a loro, e giungerai su di essi dal lato dei Gelsi. 1 Cron. 14:14
- Davide fece come Dio gli avea comandato, e gl'Israeliti sconfissero l'esercito dei Filistei da Gabaon a Ghezer. 1 Cron. 14:16
- E la fama di Davide si sparse per tutti i paesi, e l'Eterno fece sì ch'egli incutesse spavento a tutte le genti. 1 Cron. 14:17
- E Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme per trasportar l'arca dell'Eterno al luogo ch'egli le avea preparato. 1 Cron. 15:3
- E Davide ordinò ai capi dei Leviti che chiamassero i loro fratelli cantori a prestar servizio coi loro strumenti musicali, saltèri, cetre e cembali, da cui trarrebbero suoni vigorosi, in segno di gioia. 1 Cron. 15:16
- I Leviti dunque chiamarono a prestar servizio Heman, figliuolo di Joel; e fra i suoi fratelli, Asaf, figliuolo di Berekia; tra i figliuoli di Merari, loro fratelli, Ethan, figliuolo di Kushaia. 1 Cron. 15:17
- Così tutto Israele portò su l'arca del patto dell'Eterno con grida di gioia, a suon di corni, di trombe, di cembali, di saltèri e d'arpe. 1 Cron. 15:28
- Portarono dunque l'arca di Dio e la collocarono in mezzo al padiglione che Davide aveva rizzato per lei; e si offrirono olocausti e sacrifizi di azioni di grazie dinanzi a Dio. 1 Cron. 16:1
- e distribuì a tutti gl'Israeliti, uomini e donne, un pane per uno, una porzione di carne, e un dolce d'uva secca. 1 Cron. 16:3
- e che confermò a Giacobbe come uno statuto, ad Israele come un patto eterno, 1 Cron. 16:17
- e andavano da una nazione all'altra, da un regno a un altro popolo. 1 Cron. 16:20
- Splendore e maestà stanno dinanzi a lui, forza e gioia sono nella sua dimora. 1 Cron. 16:27
- tremate dinanzi a lui, o abitanti di tutta la terra! Il mondo è stabile e non sarà smosso. 1 Cron. 16:30
- Gli alberi delle foreste dian voci di gioia nel cospetto dell'Eterno, poich'egli viene a giudicare la terra. 1 Cron. 16:33
- Lasciò pure il sacerdote Tsadok e i sacerdoti suoi fratelli davanti al tabernacolo dell'Eterno, sull'alto luogo che era a Gabaon, 1 Cron. 16:39
- Tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua, e Davide se ne ritornò per benedire la propria casa. 1 Cron. 16:43
- Nathan rispose a Davide: `Fa' tutto quello che hai in cuore di fare, poiché Dio è teco'. 1 Cron. 17:2
- Ma quella stessa notte la parola di Dio fu diretta a Nathan in questi termini: 1 Cron. 17:3
- Dovunque sono andato, or qua or là, in mezzo a tutto Israele, ho io mai fatto parola a qualcuno dei giudici d'Israele ai quali avevo comandato di pascere il mio popolo, dicendogli: Perché non mi edificate una casa di cedro? 1 Cron. 17:6
- e sono stato teco dovunque sei andato, ho sterminato dinanzi a te tutti i tuoi nemici, e ho reso il tuo nome grande come quello dei grandi che son sulla terra; 1 Cron. 17:8
- ho assegnato un posto ad Israele, mio popolo, e ve l'ho piantato perché abiti in casa sua e non sia più agitato, né seguitino gl'iniqui a farne scempio come prima, 1 Cron. 17:9
- Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu te n'andrai a raggiungere i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua progenie, uno de' tuoi figliuoli, e stabilirò saldamente il suo regno. 1 Cron. 17:11
- Nathan parlò a Davide, secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione. 1 Cron. 17:15
- Allora il re Davide andò a presentarsi davanti all'Eterno, e disse; `Chi son io, o Eterno Iddio, e che è la mia casa, che tu m'abbia fatto arrivare fino a questo punto? 1 Cron. 17:16
- O Eterno, nessuno è pari a te, e non v'è altro Dio fuori di te, secondo tutto quello che abbiamo udito coi nostri orecchi. 1 Cron. 17:20
- E qual popolo è come il tuo popolo d'Israele, l'unica nazione sulla terra che Dio sia venuto a redimere per formarne il suo popolo, per farti un nome e per compiere cose grandi e tremende, cacciando delle nazioni d'innanzi al tuo popolo che tu hai redento dall'Egitto? 1 Cron. 17:21
- Sì, rimanga stabile, affinché il tuo nome sia magnificato in perpetuo, e si dica: L'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele, è veramente un Dio per Israele; e la casa del tuo servo Davide sia stabile dinanzi a te! 1 Cron. 17:24
- piacciati dunque benedire ora la casa del tuo servo, affinch'ella sussista in perpetuo dinanzi a te! Poiché ciò che tu benedici, o Eterno, è benedetto in perpetuo'. 1 Cron. 17:27
- Davide sconfisse anche Hadarezer, re di Tsoba, verso Hamath, mentr'egli andava a stabilire il suo dominio sul fiume Eufrate. 1 Cron. 18:3
- Davide gli prese mille carri, settemila cavalieri e ventimila pedoni; tagliò i garetti a tutti i cavalli da tiro, ma riserbò de' cavalli per cento carri. 1 Cron. 18:4
- E Davide tolse ai servi di Hadarezer i loro scudi d'oro e li portò a Gerusalemme. 1 Cron. 18:7
- Davide prese anche una grande quantità di rame a Tibhath e a Cun, città di Hadarezer. Salomone se ne servì per fare il mar di rame, le colonne e gli utensili di rame. 1 Cron. 18:8
- mandò al re Davide Hadoram, suo figliuolo, per salutarlo e per benedirlo perché avea mosso guerra a Hadarezer e l'avea sconfitto (Hadarezer era sempre in guerra con Tou); e Hadoram portò seco ogni sorta di vasi d'oro, d'argento, e di rame. 1 Cron. 18:10
- E il re Davide consacrò anche quelli all'Eterno, come avea già consacrato l'argento e l'oro che avea portato via a tutte le nazioni: agli Edomiti, ai Moabiti, agli Ammoniti, ai Filistei ed agli Amalekiti. 1 Cron. 18:11
- Davide regnò su tutto Israele, facendo ragione e amministrando la giustizia a tutto il suo popolo. 1 Cron. 18:14
- Davide disse: `Io voglio usare benevolenza verso Hanun, figliuolo di Nahash, perché suo padre ne usò verso di me'. E Davide inviò dei messi a consolarlo della perdita del padre. Ma quando i servi di Davide furon giunti nel paese dei figliuoli di Ammon presso Hanun per consolarlo, 1 Cron. 19:2
- Intanto vennero alcuni ad informar Davide del modo con cui quegli uomini erano stati trattati; e Davide mandò gente ad incontrarli, perch'essi erano oltremodo confusi. E il re fece dir loro: `Restate a Gerico finché vi sia ricresciuta la barba, poi tornerete'. 1 Cron. 19:5
- E presero al loro soldo trentaduemila carri e il re di Maaca col suo popolo, i quali vennero ad accamparsi dirimpetto a Medeba. E i figliuoli di Ammon si raunarono dalle loro città, per andare a combattere. 1 Cron. 19:7
- I figliuoli di Ammon uscirono e si disposero in ordine di battaglia alla porta della città; e i re ch'erano venuti in loro soccorso stavano a parte nella campagna. 1 Cron. 19:9
- e disse ad Abishai: `Se i Sirî son più forti di me, tu mi darai soccorso; e se i figliuoli di Ammon son più forti di te, andrò io a soccorrerti. 1 Cron. 19:12
- Abbi coraggio, e dimostriamoci forti per il nostro popolo e per le città del nostro Dio; e faccia l'Eterno quello che a lui piacerà'. 1 Cron. 19:13
- Poi Joab, con la gente che avea seco, s'avanzò per attaccare i Sirî, i quali fuggirono d'innanzi a lui. 1 Cron. 19:14
- E come i figliuoli di Ammon videro che i Sirî eran fuggiti, fuggirono anch'essi d'innanzi ad Abishai, fratello di Joab, e rientrarono nella città. Allora Joab se ne tornò a Gerusalemme. 1 Cron. 19:15
- E la cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto Israele, passò il Giordano, marciò contro di loro e si dispose in ordine di battaglia contro ad essi. E come Davide si fu disposto in ordine di battaglia contro i Sirî, questi impegnarono l'azione con lui. 1 Cron. 19:17
- Ma i Sirî fuggirono d'innanzi a Israele; e Davide uccise ai Sirî gli uomini di settecento carri e quarantamila fanti, e uccise pure Shofac, capo dell'esercito. 1 Cron. 19:18
- E quando i servi di Hadarezer si videro sconfitti da Israele, fecero pace con Davide, e furono a lui soggetti. E i Sirî non vollero più recar soccorso ai figliuoli di Ammon. 1 Cron. 19:19
- Or avvenne che l'anno seguente, nel tempo in cui i re sogliono andare alla guerra, Joab, alla testa di un poderoso esercito, andò a devastare il paese dei figliuoli di Ammon e ad assediare Rabba; ma Davide rimase a Gerusalemme. E Joab batté Rabba e la distrusse. 1 Cron. 20:1
- Fece uscire gli abitanti ch'erano nella città, e li fece a pezzi con delle seghe, degli érpici di ferro e delle scuri. Così fece Davide a tutte le città dei figliuoli di Ammon. Poi Davide se ne tornò a Gerusalemme con tutto il popolo. 1 Cron. 20:3
- Dopo queste cose, ci fu una battaglia coi Filistei, a Ghezer; allora Sibbecai di Hushah uccise Sippai, uno dei discendenti di Rafa; e i Filistei furono umiliati. 1 Cron. 20:4
- Ci fu ancora una battaglia a Gath, dove si trovò un uomo di grande statura, che avea sei dita a ciascuna mano e a ciascun piede, in tutto ventiquattro dita, e che era anch'esso dei discendenti di Rafa. 1 Cron. 20:6
- Questi quattro uomini erano nati a Gath, della stirpe di Rafa. Essi perirono per man di Davide e per mano della sua gente. 1 Cron. 20:8
- Or Satana si levò contro Israele, e incitò Davide a fare il censimento d'Israele. 1 Cron. 21:1
- E Davide disse a Joab e ai capi del popolo: `Andate, fate il censimento degl'Israeliti da Beer-Sceba fino a Dan; e venite a riferirmene il risultato, perch'io ne sappia il numero'. 1 Cron. 21:2
- Ma l'ordine del re prevalse contro Joab. Joab dunque partì, percorse tutto Israele, poi tornò a Gerusalemme. 1 Cron. 21:4
- E Joab rimise a Davide la cifra del censimento del popolo: c'erano in tutto Israele un milione e centomila uomini atti a portare le armi; e in Giuda quattrocentosettantamila uomini atti a portar le armi. 1 Cron. 21:5
- Questa cosa dispiacque a Dio, che perciò colpì Israele. 1 Cron. 21:7
- E Davide disse a Dio: `Io ho gravemente peccato in questo che ho fatto; ma ora, ti prego, perdona l'iniquità del tuo servo, perché io ho agito con grande stoltezza'. 1 Cron. 21:8
- E l'Eterno parlò così a Gad, il veggente di Davide: 1 Cron. 21:9
- `Va', e parla a Davide in questo modo: - Così dice l'Eterno: Io ti propongo tre cose; sceglitene una, e quella ti farò'. 1 Cron. 21:10
- o tre anni di carestia, o tre mesi durante i quali i tuoi avversari facciano scempio di te e ti raggiunga la spada dei tuoi nemici, ovvero tre giorni di spada dell'Eterno, ossia di peste nel paese, durante i quali l'angelo dell'Eterno porterà la distruzione in tutto il territorio d'Israele. Or dunque vedi che cosa io debba rispondere a colui che mi ha mandato'. 1 Cron. 21:12
- E Davide disse a Gad: `Io sono in una grande angoscia! Ebbene, ch'io cada nelle mani dell'Eterno, giacché le sue compassioni sono immense; ma ch'io non cada nelle mani degli uomini!' 1 Cron. 21:13
- E Dio mandò un angelo a Gerusalemme per distruggerla; e come questi si disponeva a distruggerla, l'Eterno gettò su di lei lo sguardo, si pentì della calamità che avea inflitta, e disse all'angelo distruttore: `Basta; ritieni ora la tua mano!' Or l'angelo dell'Eterno si trovava presso l'aia di Ornan, il Gebuseo. 1 Cron. 21:15
- E Davide, alzando gli occhi, vide l'angelo dell'Eterno che stava fra terra e cielo, avendo in mano una spada sguainata, vòlta contro Gerusalemme. Allora Davide e gli anziani, coperti di sacchi, si gettarono con la faccia a terra. 1 Cron. 21:16
- E Davide disse a Dio: `Non sono io quegli che ordinai il censimento del popolo? Son io che ho peccato, e che ho agito con tanta malvagità; ma queste pecore che hanno fatto? Ti prego, o Eterno, o mio Dio, si volga la tua mano contro di me e contro la casa di mio padre, ma non contro il tuo popolo, per colpirlo col flagello!' 1 Cron. 21:17
- Allora l'angelo dell'Eterno ordinò a Gad di dire a Davide che salisse ad erigere un altare all'Eterno nell'aia di Ornan, il Gebuseo. 1 Cron. 21:18
- E come Davide giunse presso Ornan, Ornan guardò, e vide Davide; e, uscito dall'aia, si prostrò dinanzi a Davide, con la faccia a terra. 1 Cron. 21:21
- Ornan disse a Davide: `Prenditelo; e il re, mio signore, faccia quello che par bene agli occhi suoi; guarda, io ti do i buoi per gli olocausti, le macchine da trebbiare per legna, e il grano per l'oblazione; tutto ti do'. 1 Cron. 21:23
- E Davide non poteva andare davanti a quell'altare a cercare Iddio, per lo spavento che gli avea cagionato la spada dell'angelo dell'Eterno. - 1 Cron. 21:30
- e del legname di cedro da non potersi contare; perché i Sidonî e i Tirî aveano portato a Davide del legname di cedro in abbondanza. 1 Cron. 22:4
- Davide disse a Salomone: `Figliuol mio, io stesso avevo in cuore di edificare una casa al nome dell'Eterno, del mio Dio; 1 Cron. 22:7
- ma la parola dell'Eterno mi fu rivolta, e mi fu detto: - Tu hai sparso molto sangue, e hai fatte di gran guerre; tu non edificherai una casa al mio nome, poiché hai sparso molto sangue sulla terra, dinanzi a me. 1 Cron. 22:8
- Ma ecco, ti nascerà un figliuolo, che sarà uomo tranquillo, e io gli darò quiete, liberandolo da tutti i suoi nemici d'ogni intorno. Salomone sarà il suo nome; e io darò pace e tranquillità a Israele, durante la vita di lui. 1 Cron. 22:9
- Allora prospererai, se tu ti applichi a mettere in pratica le leggi e i precetti che l'Eterno prescrisse a Mosè per Israele. Sii forte e fatti animo; non temere e non ti sgomentare. 1 Cron. 22:13
- Davide ordinò pure a tutti i capi d'Israele d'aiutare Salomone, suo figliuolo, e disse loro: 1 Cron. 22:17
- Disponete dunque il vostro cuore e l'anima vostra a cercare l'Eterno, ch'è il vostro Dio; poi levatevi, e costruite il santuario dell'Eterno Iddio, per trasferire l'arca del patto dell'Eterno e gli utensili consacrati a Dio, nella casa che dev'essere edificata al nome dell'Eterno'. 1 Cron. 22:19
- E Davide disse: `Ventiquattromila di questi siano addetti a dirigere l'opera della casa dell'Eterno; seimila siano magistrati e giudici; 1 Cron. 23:4
- Quanto a Mosè, l'uomo di Dio, i suoi figliuoli furono contati nella tribù di Levi. 1 Cron. 23:14
- Questi sono i figliuoli di Levi secondo le loro case patriarcali, i capi famiglia secondo il censimento, fatto contando i nomi, testa per testa. Essi erano addetti a fare il servizio della casa dell'Eterno, dall'età di vent'anni in su, 1 Cron. 23:24
- poiché Davide avea detto: `L'Eterno, l'Iddio d'Israele ha dato riposo al suo popolo, ed esso è venuto a stabilirsi a Gerusalemme per sempre; 1 Cron. 23:25
- La classificazione fu fatta a sorte, tanto per gli uni quanto per gli altri; perché v'erano dei principi del santuario e de' principi di Dio tanto tra i figliuoli d'Eleazar quanto tra i figliuoli d'Ithamar. 1 Cron. 24:5
- Scemaia, figliuolo di Nathaneel, il segretario, ch'era della tribù di Levi, li iscrisse in presenza del re e dei principi, in presenza del sacerdote Tsadok, di Ahimelec, figliuolo di Ebiathar, e in presenza dei capi delle famiglie patriarcali dei sacerdoti e dei Leviti. Si tirò a sorte una casa patriarcale per Eleazar, e, proporzionalmente, per Ithamar. 1 Cron. 24:6
- vale a dire i figliuoli di Merari, per il tramite di Jaazia suo figliuolo: Shoham, Zaccur e Ibri. 1 Cron. 24:27
- Anch'essi, come i figliuoli d'Aaronne, loro fratelli, tirarono a sorte in presenza del re Davide, di Tsadok, di Ahimelec e dei capi delle famiglie patriarcali dei sacerdoti e dei Leviti. Ogni capo di famiglia patriarcale tirò a sorte, nello stesso modo che il fratello, più giovane di lui. 1 Cron. 24:31
- Tutti questi erano figliuoli di Heman, veggente del re, secondo la promessa di Dio, di accrescer la potenza di Heman. Iddio infatti avea dato a Heman quattordici figliuoli e tre figliuole. 1 Cron. 25:5
- Il loro numero, compresi i loro fratelli istruiti nel canto in onore dell'Eterno, tutti quelli cioè ch'erano esperti in questo, ascendeva a dugentottantotto. 1 Cron. 25:7
- Tirarono a sorte il loro ordine di servizio, tanto i piccoli quanto i grandi, tanto i maestri quanto i discepoli. 1 Cron. 25:8
- E a Scemaia, suo figliuolo, nacquero dei figliuoli che signoreggiarono sulla casa del padre loro, perché erano uomini forti e valorosi. 1 Cron. 26:6
- A queste classi di portinai, ai capi di questi uomini, come anche ai loro fratelli, fu affidato l'incarico del servizio della casa dell'Eterno. 1 Cron. 26:12
- E tirarono a sorte, per ciascuna porta: i più piccoli come i più grandi, nell'ordine delle loro case patriarcali. 1 Cron. 26:13
- Per il lato d'oriente la sorte designò Scelemia. Si tirò poi a sorte per Zaccaria, suo figliuolo, ch'era un consigliere di senno; e la sorte designò lui per il lato di settentrione. 1 Cron. 26:14
- A oriente v'erano sei Leviti; al settentrione, quattro per giorno; a mezzodì, quattro per giorno, e quattro ai magazzini, due per ogni ingresso; 1 Cron. 26:17
- al recinto del tempio, a occidente, ve n'erano addetti quattro per la strada, due per il recinto. 1 Cron. 26:18
- questo Scelomith e i suoi fratelli erano preposti a tutti i tesori delle cose sacre, che il re Davide, i capi delle case patriarcali, i capi di migliaia e di centinaia e i capi dell'esercito aveano consacrate 1 Cron. 26:26
- e a tutto quello ch'era stato consacrato da Samuele, il veggente, da Saul, figliuolo di Kis, da Abner, figliuolo di Ner, e da Joab, figliuolo di Tseruia. Chiunque consacrava qualcosa l'affidava alle mani di Scelomith e de' suoi fratelli. 1 Cron. 26:28
- Fra gli Hebroniti, Hashabia e i suoi fratelli, uomini valorosi, in numero di millesettecento furono preposti alla sorveglianza d'Israele, di qua dal Giordano, a occidente, per tutti gli affari che concernevano l'Eterno, e per il servizio del re. 1 Cron. 26:30
- Fra gli Hebroniti (circa gli Hebroniti, l'anno quarantesimo del regno di Davide si fecero delle ricerche relative alle loro genealogie, secondo le loro case patriarcali, e si trovaron fra loro degli uomini forti e valorosi a Jaezer in Galaad) 1 Cron. 26:31
- A capo della prima divisione per il primo mese, stava Jashobeam, figliuolo di Zabdiel, e la sua divisione era di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:2
- A capo della divisione del secondo mese stava Dodai, lo Ahohita, con la sua divisione; Mikloth era l'ufficiale superiore e la sua divisione era di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:4
- Questo Benaia era un prode fra i trenta, e a capo dei trenta; e Ammizabad, suo figliuolo, era l'ufficiale superiore della sua divisione. 1 Cron. 27:6
- Joab, figliuolo di Tseruia, avea cominciato il censimento, ma non lo finì; e l'ira dell'Eterno piombò sopra Israele a motivo di questo censimento, che non fu iscritto fra gli altri nelle Cronache del re Davide. 1 Cron. 27:24
- Scitrai da Sharon, al grosso bestiame che pasceva a Sharon; Shafat, figliuolo di Adlai, al grosso bestiame delle valli; 1 Cron. 27:29
- Or Davide convocò a Gerusalemme tutti i capi d'Israele, i capi delle tribù, i capi delle divisioni al servizio del re, i capi di migliaia, i capi di centinaia, gli amministratori di tutti i beni e del bestiame appartenente al re ed ai suoi figliuoli, insieme con gli ufficiali di corte, cogli uomini prodi e tutti i valorosi. 1 Cron. 28:1
- Or dunque, in presenza di tutto Israele, dell'assemblea dell'Eterno, e dinanzi al nostro Dio che ci ascolta, io v'esorto ad osservare e a prendere a cuore tutti i comandamenti dell'Eterno, ch'è il vostro Dio, affinché possiate rimanere in possesso di questo buon paese, e lasciarlo in eredità ai vostri figliuoli, dopo di voi, in perpetuo. 1 Cron. 28:8
- Allora Davide diede a Salomone suo figliuolo il piano del portico del tempio e degli edifizi, delle stanze dei tesori, delle stanze superiori, delle camere interne e del luogo per il propiziatorio, 1 Cron. 28:11
- e il piano di tutto quello che aveva in mente relativamente ai cortili della casa dell'Eterno, a tutte le camere all'intorno, ai tesori della casa di Dio, ai tesori delle cose consacrate, 1 Cron. 28:12
- alle classi dei sacerdoti e dei Leviti, a tutto quello che concerneva il servizio della casa dell'Eterno, e a tutti gli utensili che dovean servire alla casa dell'Eterno. 1 Cron. 28:13
- Davide disse ancora a Salomone, suo figliuolo: `Sii forte, fatti animo, e mettiti all'opra; non temere, non ti sgomentare; poiché l'Eterno Iddio, il mio Dio, sarà teco; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà fino a tanto che tutta l'opera per il servizio della casa dell'Eterno sia compiuta. 1 Cron. 28:20
- Poi il re Davide disse a tutta la raunanza: `Salomone, mio figliuolo, il solo che Dio abbia scelto, è ancora giovine e in tenera età, e l'opera è grande; poiché questo palazzo non è destinato a un uomo, ma a Dio, all'Eterno. 1 Cron. 29:1
- Ora io ho impiegato tutte le mie forze a preparare per la casa del mio Dio dell'oro per ciò che dev'esser d'oro, dell'argento per ciò che deve esser d'argento, del rame per ciò che dev'esser di rame, del ferro per ciò che dev'esser di ferro, e del legname per ciò che dev'esser di legno, delle pietre d'ònice e delle pietre da incastonare, delle pietre brillanti e di diversi colori, ogni specie di pietre preziose, e del marmo bianco in gran quantità. 1 Cron. 29:2
- Di più, per l'affezione che porto alla casa del mio Dio, siccome io posseggo in proprio un tesoro d'oro e d'argento, io lo do alla casa del mio Dio, oltre a tutto quello che ho preparato per la casa del santuario: 1 Cron. 29:3
- l'oro per ciò che dev'esser d'oro, l'argento per ciò che dev'esser d'argento, e per tutti i lavori da eseguirsi dagli artefici. Chi è disposto a fare oggi qualche offerta all'Eterno?' 1 Cron. 29:5
- Quelli che possedevano delle pietre preziose, le consegnarono a Jehiel, il Ghershonita, perché fossero riposte nel tesoro della casa dell'Eterno. 1 Cron. 29:8
- A te, o Eterno, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, o Eterno, il regno; a te, che t'innalzi come sovrano al disopra di tutte le cose! 1 Cron. 29:11
- Noi siamo dinanzi a te dei forestieri e dei pellegrini, come furon tutti i nostri padri; i nostri giorni sulla terra son come un'ombra, e non v'è speranza. 1 Cron. 29:15
- O Eterno, Dio nostro, tutta quest'abbondanza di cose che abbiam preparata per edificare una casa a te, al tuo santo nome, viene dalla tua mano, e tutta ti appartiene. 1 Cron. 29:16
- e da' a Salomone, mio figliuolo, un cuore integro, affinch'egli osservi i tuoi comandamenti, i tuoi precetti e le tue leggi, affinché eseguisca tutti questi miei piani, e costruisca il palazzo, per il quale ho fatto i preparativi'. 1 Cron. 29:19
- Poi Davide disse a tutta la raunanza: `Or benedite l'Eterno, il vostro Dio'. E tutta la raunanza benedì l'Eterno, l'Iddio de' loro padri; e s'inchinarono, e si prostrarono dinanzi all'Eterno e dinanzi al re. 1 Cron. 29:20
- Il tempo che regnò sopra Israele fu quarant'anni: a Hebron regnò sette anni; e a Gerusalemme, trentatre. 1 Cron. 29:27
- Salomone, figliuolo di Davide, si stabilì saldamente nel suo regno; l'Eterno, il suo Dio, fu con lui e lo elevò a somma grandezza. 2 Cron. 1:1
- Salomone parlò a tutto Israele, ai capi delle migliaia e delle centinaia, ai giudici, a tutti i principi capi delle case patriarcali di tutto Israele; 2 Cron. 1:2
- ed egli, con tutta la raunanza, si recò all'alto luogo, ch'era a Gabaon; quivi, infatti, si trovava la tenda di convegno di Dio, che Mosè, servo dell'Eterno, avea fatta nel deserto. 2 Cron. 1:3
- Quanto all'arca di Dio, Davide l'avea trasportata da Kiriath-Jearim al luogo ch'ei le avea preparato; poiché egli avea rizzata per lei una tenda a Gerusalemme; 2 Cron. 1:4
- e l'altare di rame, fatto da Betsaleel, figliuolo d'Uri, figliuolo di Hur, si trovava anch'esso a Gabaon, davanti al tabernacolo dell'Eterno. Salomone e l'assemblea vennero a ricercarvi l'Eterno. 2 Cron. 1:5
- In quella notte, Iddio apparve a Salomone, e gli disse: `Chiedi quello che vuoi ch'io ti dia'. 2 Cron. 1:7
- Salomone rispose a Dio: `Tu hai trattato con gran benevolenza Davide, mio padre, e hai fatto regnar me in luogo suo. 2 Cron. 1:8
- Ora, o Eterno Iddio, si avveri la promessa che hai fatta a Davide mio padre, poiché tu m'hai fatto re di un popolo numeroso come la polvere della terra! 2 Cron. 1:9
- Dammi dunque saviezza e intelligenza, affinché io sappia come condurmi di fronte a questo popolo; poiché chi mai potrebbe amministrar la giustizia per questo tuo popolo che è così numeroso?' 2 Cron. 1:10
- E Dio disse a Salomone: `Giacché questo è ciò che hai nel cuore, e non hai chiesto ricchezze, né beni, né gloria, né la morte de' tuoi nemici, e nemmeno una lunga vita, ma hai chiesto per te saviezza e intelligenza per poter amministrare la giustizia per il mio popolo del quale io t'ho fatto re, 2 Cron. 1:11
- la saviezza e l'intelligenza ti sono concesse; e, oltre a questo, ti darò ricchezze, beni e gloria, come non n'ebbero mai i re che t'han preceduto, e come non ne avrà mai alcuno dei tuoi successori'. 2 Cron. 1:12
- E Salomone tornò dall'alto luogo ch'era a Gabaon, e dalla tenda di convegno, a Gerusalemme, e regnò sopra Israele. 2 Cron. 1:13
- Salomone radunò carri e cavalieri, ed ebbe millequattrocento carri e dodicimila cavalieri, che stanziò nelle città dove teneva i carri, e presso il re a Gerusalemme. 2 Cron. 1:14
- E il re fece sì che l'argento e l'oro erano a Gerusalemme così comuni come le pietre, e i cedri tanto abbondanti quanto i sicomori della pianura. 2 Cron. 1:15
- I cavalli che Salomone aveva, gli venian menati dall'Egitto; le carovane di mercanti del re li andavano a prendere a mandre, per un prezzo convenuto; 2 Cron. 1:16
- e facevano uscire dall'Egitto e giungere a destinazione un equipaggio per il costo di seicento sicli d'argento; un cavallo per il costo di centocinquanta. Nello stesso modo, per mezzo di que' mercanti, se ne facean venire per tutti i re degli Hittei e per i re della Siria. 2 Cron. 1:17
- Poi Salomone mandò a dire a Huram re di Tiro: `Fa' con me come facesti con Davide mio padre, al quale mandasti de' cedri per edificarsi una casa di abitazione. 2 Cron. 2:3
- Ecco, io sto per edificare una casa per il nome dell'Eterno, dell'Iddio mio, per consacrargliela, per bruciare dinanzi a lui il profumo fragrante, per esporvi permanentemente i pani della presentazione, e per offrirvi gli olocausti del mattino e della sera, dei sabati, dei novilunî, e delle feste dell'Eterno, dell'Iddio nostro. Questa è una legge perpetua per Israele. 2 Cron. 2:4
- Ma chi sarà da tanto da edificargli una casa, se i cieli e i cieli de' cieli non lo posson contenere? E chi son io per edificargli una casa, se non sia tutt'al più per bruciarvi de' profumi dinanzi a lui? 2 Cron. 2:6
- Mandami dunque un uomo abile a lavorare l'oro, l'argento, il rame, il ferro, la porpora, lo scarlatto, il violaceo, che sappia fare ogni sorta di lavori d'intagli, collaborando con gli artisti che sono presso di me in Giuda e a Gerusalemme, e che Davide mio padre aveva approntati. 2 Cron. 2:7
- E Huram, re di Tiro, rispose così in una lettera, che mandò a Salomone: `L'Eterno, perché ama il suo popolo, ti ha costituito re su di esso'. 2 Cron. 2:11
- figliuolo d'una donna della tribù di Dan e di padre Tiro, il quale è abile a lavorare l'oro, l'argento, il rame, il ferro, la pietra, il legno, la porpora, il violaceo, il bisso, lo scarlatto, e sa pur fare ogni sorta di lavori d'intaglio, ed eseguire qualsivoglia lavoro d'arte gli si affidi. Egli collaborerà coi tuoi artisti e con gli artisti del mio signore Davide, tuo padre. 2 Cron. 2:14
- e noi, dal canto nostro, taglieremo del legname del Libano, quanto te ne abbisognerà; te lo spediremo per mare su zattere fino a Jafo, e tu lo farai trasportare a Gerusalemme'. 2 Cron. 2:16
- Salomone cominciò a costruire la casa dell'Eterno a Gerusalemme, sul monte Moriah, dove l'Eterno era apparso a Davide suo padre, nel luogo che Davide aveva preparato, nell'aia di Ornan, il Gebuseo. 2 Cron. 3:1
- e il peso dell'oro per i chiodi ascendeva a cinquanta sicli. Rivestì anche d'oro le camere superiori. 2 Cron. 3:9
- Fece pure davanti alla casa due colonne di trentacinque cubiti d'altezza; e il capitello, in cima a ciascuna, era di cinque cubiti. 2 Cron. 3:15
- E rizzò le colonne dinanzi al tempio: una a destra e l'altra a sinistra; e chiamò quella di destra Jakin, e quella di sinistra Boaz. 2 Cron. 3:17
- Questo posava su dodici buoi, dei quali tre guardavano a settentrione, tre a occidente, tre a mezzogiorno, e tre ad oriente; il mare stava su di essi, e le parti posteriori de' buoi erano vòlte verso il di dentro. 2 Cron. 4:4
- Fece pure dieci conche, e ne pose cinque a destra e cinque a sinistra, perché servissero alle purificazioni; vi si lavava ciò che serviva agli olocausti. Il mare era destinato alle abluzioni dei sacerdoti. 2 Cron. 4:6
- E fece i dieci candelabri d'oro, conformemente alle norme che li concernevano, e li pose nel tempio, cinque a destra e cinque a sinistra. 2 Cron. 4:7
- Fece anche dieci tavole, che pose nel tempio, cinque a destra e cinque a sinistra. E fece cento bacini d'oro. 2 Cron. 4:8
- le quattrocento melagrane per i due reticolati, a due ordini di melagrane per ogni reticolato, da coprire le due palle dei capitelli in cima alle colonne; 2 Cron. 4:13
- e i vasi per le ceneri, le palette, i forchettoni e tutti gli utensili accessori. Maestro Huram li fece per il re Salomone, per la casa dell'Eterno, di rame tirato a pulimento. 2 Cron. 4:16
- Allora Salomone radunò a Gerusalemme gli anziani d'Israele e tutti i capi delle tribù, i principi delle famiglie patriarcali dei figliuoli d'Israele, per portar su l'arca del patto dell'Eterno, dalla città di Davide, cioè da Sion. 2 Cron. 5:2
- e tutti i Leviti, cantori Asaf, Heman, Jeduthun, i loro figliuoli e i loro fratelli, vestiti di bisso, con cembali, saltèri e cetre stavano in piè a oriente dell'altare, e con essi centoventi sacerdoti che sonavan la tromba 2 Cron. 5:12
- e i sacerdoti non poterono rimanervi per farvi l'ufficio loro, a motivo della nuvola; poiché la gloria dell'Eterno riempiva la casa di Dio. 2 Cron. 5:14
- E disse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio d'Israele, il quale di sua propria bocca parlò a Davide mio padre, e con la sua potenza ha adempito quel che avea dichiarato dicendo: 2 Cron. 6:4
- ma l'Eterno disse a Davide mio padre: - Quanto all'aver tu avuto in cuore di costruire una casa al mio nome, hai fatto bene ad aver questo in cuore; 2 Cron. 6:8
- `O Eterno, Dio d'Israele! Non v'è Dio che sia simile a te, né in cielo né in terra! Tu mantieni il patto e la misericordia verso i tuoi servi che camminano in tua presenza con tutto il cuor loro. 2 Cron. 6:14
- Siano gli occhi tuoi giorno e notte aperti su questa casa, sul luogo nel quale dicesti di voler mettere il tuo nome! Ascolta la preghiera che il tuo servo farà, rivòlto a questo luogo! 2 Cron. 6:20
- Ascolta le supplicazioni del tuo servo e del tuo popolo Israele quando pregheranno, rivòlti a questo luogo; ascoltali dal luogo della tua dimora, dai cieli; ascolta e perdona! 2 Cron. 6:21
- Quand'uno avrà peccato contro il suo prossimo e si esigerà da lui il giuramento per costringerlo a giurare, se quegli viene a giurare davanti al tuo altare in questa casa, 2 Cron. 6:22
- Quando il tuo popolo Israele sarà sconfitto dal nemico per aver peccato contro di te, se torna a te, se dà gloria al tuo nome e ti rivolge preghiere e supplicazioni in questa casa, tu esaudiscilo dal cielo, 2 Cron. 6:24
- perdona al tuo popolo d'Israele il suo peccato, e riconducilo nel paese che desti a lui ed ai suoi padri. 2 Cron. 6:25
- Quando il cielo sarà chiuso e non vi sarà più pioggia a motivo dei loro peccati contro di te, se essi pregano rivòlti a questo luogo, se dànno gloria al tuo nome e si convertono dai loro peccati perché li avrai afflitti, 2 Cron. 6:26
- tu esaudiscila dal cielo, dal luogo della tua dimora, e perdona; rendi a ciascuno secondo le sue vie, tu che conosci il cuore d'ognuno; - poiché tu solo conosci il cuore dei figliuoli degli uomini; - 2 Cron. 6:30
- Anche lo straniero, che non è del tuo popolo d'Israele, quando verrà da un paese lontano a motivo del tuo gran nome, della tua mano potente e del tuo braccio disteso, quando verrà a pregarti in questa casa, 2 Cron. 6:32
- tu esaudiscilo dal cielo, dal luogo della tua dimora, e concedi a questo straniero tutto quello che ti domanderà, affinché tutti i popoli della terra conoscano il tuo nome per temerti, come fa il tuo popolo d'Israele, e sappiano che il tuo nome è invocato su questa casa che io ho costruita! 2 Cron. 6:33
- Quando peccheranno contro di te - poiché non v'è uomo che non pecchi - e tu ti sarai mosso a sdegno contro di loro e li avrai abbandonati in balìa del nemico che li menerà in cattività in un paese lontano o vicino, 2 Cron. 6:36
- se, nel paese dove saranno schiavi, rientrano in se stessi, se tornano a te e ti rivolgono supplicazioni nel paese del loro servaggio, e dicono: - Abbiam peccato, abbiamo operato iniquamente, siamo stati malvagi, - 2 Cron. 6:37
- se tornano a te con tutto il loro cuore e con tutta l'anima loro nel paese del loro servaggio dove sono stati menati schiavi, e ti pregano, rivòlti al loro paese, il paese che tu desti ai loro padri, alla città che tu hai scelta, e alla casa che io ho costruita al tuo nome, 2 Cron. 6:38
- O Eterno, o Dio, non respingere la faccia del tuo unto; ricordati delle grazie fatte a Davide, tuo servo!' 2 Cron. 6:42
- e i sacerdoti non potevano entrare nella casa dell'Eterno a motivo della gloria dell'Eterno che riempiva la casa dell'Eterno. 2 Cron. 7:2
- Tutti i figliuoli d'Israele videro scendere il fuoco e la gloria dell'Eterno sulla casa, e si chinarono con la faccia a terra, si prostrarono sul pavimento, e lodarono l'Eterno, dicendo: `Celebrate l'Eterno, perch'egli è buono, perché la sua benignità dura in perpetuo'. 2 Cron. 7:3
- Il ventitreesimo giorno del settimo mese Salomone rimandò alle sue tende il popolo allegro e col cuor contento per il bene che l'Eterno avea fatto a Davide, a Salomone e ad Israele, suo popolo. 2 Cron. 7:10
- Salomone dunque terminò la casa dell'Eterno e la casa reale, e menò a felice compimento tutto quello che aveva avuto in cuore di fare nella casa dell'Eterno e nella sua propria casa. 2 Cron. 7:11
- E l'Eterno apparve di notte a Salomone, e gli disse: `Io ho esaudita la tua preghiera, e mi sono scelto questo luogo come casa dei sacrifizi. 2 Cron. 7:12
- E quanto a te, se tu cammini dinanzi a me come camminò Davide tuo padre, facendo tutto quello che t'ho comandato, e se osservi le mie leggi e i miei precetti, 2 Cron. 7:17
- io stabilirò il trono del tuo regno, come promisi a Davide tuo padre, dicendo: - Non ti mancherà mai qualcuno che regni sopra Israele. 2 Cron. 7:18
- Ma se vi ritraete da me e abbandonate le mie leggi e i miei comandamenti che io vi ho posti dinanzi, e andate invece a servire altri dèi e a prostrarvi dinanzi a loro, 2 Cron. 7:19
- Chiunque passerà vicino a questa casa, già così eccelsa, stupirà e dirà: - Perché l'Eterno ha egli trattato in tal guisa questo paese e questa casa? - 2 Cron. 7:21
- e si risponderà: - Perché hanno abbandonato l'Eterno, l'Iddio dei loro padri che li trasse dal paese d'Egitto, si sono invaghiti di altri dèi, si son prostrati dinanzi a loro e li hanno serviti; ecco perché l'Eterno ha fatto venire tutti questi mali su loro'. 2 Cron. 7:22
- riedificò Baalath e tutte le città di rifornimento che appartenevano al re, tutte le città per i suoi carri, le città per i suoi cavalieri, insomma tutto quello che gli piacque di costruire a Gerusalemme, al Libano e in tutto il paese del suo dominio. 2 Cron. 8:6
- vale a dire dei loro discendenti ch'eran rimasti dopo di loro nel paese e che gl'Israeliti non aveano distrutti, Salomone fece tanti servi per le comandate; e tali son rimasti fino al dì d'oggi. 2 Cron. 8:8
- E stabilì nelle loro funzioni, come le avea regolate Davide suo padre, le classi dei sacerdoti, i Leviti nella loro incombenza di celebrare l'Eterno e fare il servizio in presenza de' sacerdoti giorno per giorno, e i portinai, a ciascuna porta, secondo le loro classi; poiché così aveva ordinato Davide, l'uomo di Dio. 2 Cron. 8:14
- Così fu condotta tutta l'opera di Salomone dal giorno in cui fu fondata la casa dell'Eterno, fino a quando fu terminata. La casa dell'Eterno ebbe il suo perfetto compimento. 2 Cron. 8:16
- Or la regina di Sceba, avendo udito la fama che circondava Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova con degli enimmi. Essa giunse con un numerosissimo seguito, con cammelli carichi di aromi, d'oro in gran quantità, e di pietre preziose: e, recatasi da Salomone, gli disse tutto quello che aveva in cuore. 2 Cron. 9:1
- Salomone rispose a tutte le questioni propostegli da lei, e non ci fu cosa che fosse oscura per il re, e ch'ei non sapesse spiegare. 2 Cron. 9:2
- Beata la tua gente, beati questi tuoi servi che stanno del continuo dinanzi a te, ed ascoltano la tua sapienza! 2 Cron. 9:7
- Or il peso dell'oro che giungeva ogni anno a Salomone, era di seicento sessantasei talenti, 2 Cron. 9:13
- oltre quello che percepiva dai trafficanti e dai negozianti che gliene portavano, da tutti i re d'Arabia e dai governatori del paese che recavano a Salomone dell'oro e dell'argento. 2 Cron. 9:14
- Poiché il re aveva delle navi che andavano a Tarsis con la gente di Huram; e una volta ogni tre anni venivano le navi da Tarsis, recando oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 2 Cron. 9:21
- E si menavano a Salomone de' cavalli dall'Egitto e da tutti i paesi. 2 Cron. 9:28
- Or il rimanente delle azioni di Salomone, le prime e le ultime, sono scritte nel libro di Nathan, il profeta, nella profezia di Ahija di Scilo, e nelle visioni di Jeddo il veggente, relative a Geroboamo, figliuolo di Nebat. 2 Cron. 9:29
- Salomone regnò a Gerusalemme, su tutto Israele, quarant'anni. 2 Cron. 9:30
- Roboamo andò a Sichem, perché tutto Israele era venuto a Sichem per farlo re. 2 Cron. 10:1
- Lo mandarono a chiamare, e Geroboamo e tutto Israele vennero a parlare a Roboamo, e gli dissero: 2 Cron. 10:3
- Il re Roboamo si consigliò coi vecchi ch'erano stati al servizio del re Salomone suo padre mentre era vivo, e disse: `Che mi consigliate voi di rispondere a questo popolo? 2 Cron. 10:6
- e disse loro: `Come consigliate voi che rispondiamo a questo popolo che m'ha parlato dicendo: - Allevia il giogo che tuo padre ci ha imposto?' - 2 Cron. 10:9
- E i giovani ch'eran cresciuti con lui, gli parlarono così: `Ecco quel che dirai a questo popolo che s'è rivolto a te dicendo: - Tuo padre ha reso pesante il nostro giogo, e tu ce lo allevia! - Gli risponderai così: - Il mio dito mignolo è più grosso del corpo di mio padre; 2 Cron. 10:10
- ora, mio padre vi ha caricati d'un giogo pesante, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò coi flagelli a punte'. 2 Cron. 10:11
- e parlò loro secondo il consiglio de' giovani, dicendo: `Mio padre ha reso pesante il vostro giogo, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò coi flagelli a punte'. 2 Cron. 10:14
- Così il re non diede ascolto al popolo; perché questa era cosa diretta da Dio, affinché si adempisse la parola che l'Eterno avea pronunziata per mezzo di Ahija di Scilo a Geroboamo, figliuolo di Nebat. 2 Cron. 10:15
- E il re Roboamo mandò loro Adoram, preposto ai tributi; ma i figliuoli d'Israele lo lapidarono ed egli morì. E il re Roboamo salì in fretta sopra un carro per fuggire a Gerusalemme. 2 Cron. 10:18
- Roboamo, giunto che fu a Gerusalemme, radunò la casa di Giuda e di Beniamino, centottantamila uomini, guerrieri scelti, per combattere contro Israele e restituire il regno a Roboamo. 2 Cron. 11:1
- Ma la parola dell'Eterno fu così rivolta a Scemaia, uomo di Dio: 2 Cron. 11:2
- `Parla a Roboamo, figliuolo di Salomone, re di Giuda, e a tutto Israele in Giuda e in Beniamino, e di' loro: 2 Cron. 11:3
- - Così parla l'Eterno: Non salite a combattere contro i vostri fratelli! Ognuno se ne torni a casa sua; perché questo è avvenuto per voler mio'. Quelli ubbidirono alla parola dell'Eterno, e se ne tornaron via rinunziando a marciare contro Geroboamo. 2 Cron. 11:4
- I sacerdoti e i Leviti di tutto Israele vennero da tutte le loro contrade a porsi accanto a lui; 2 Cron. 11:13
- poiché i Leviti abbandonarono i loro contadi e le loro proprietà, e vennero in Giuda e a Gerusalemme; perché Geroboamo, con i suoi figliuoli, li avea cacciati perché non esercitassero più l'ufficio di sacerdoti dell'Eterno, 2 Cron. 11:14
- E quelli di tutte le tribù d'Israele che aveano in cuore di cercare l'Eterno, l'Iddio d'Israele, seguirono i Leviti a Gerusalemme per offrir sacrifizi all'Eterno, all'Iddio dei loro padri; 2 Cron. 11:16
- s'impadronì delle città fortificate che appartenevano a Giuda, e giunse fino a Gerusalemme. 2 Cron. 12:4
- E quando l'Eterno vide che s'erano umiliati, la parola dell'Eterno fu così rivolta a Scemaia: `Essi si sono umiliati; io non li distruggerò, ma concederò loro fra poco un mezzo di scampo, e la mia ira non si rovescerà su Gerusalemme per mezzo di Scishak. 2 Cron. 12:7
- Nondimeno gli saranno soggetti, e impareranno la differenza che v'è tra il servire a me e il servire ai regni degli altri paesi'. 2 Cron. 12:8
- Il re Roboamo dunque si rese forte in Gerusalemme, e continuò a regnare. Avea quarantun anno quando cominciò a regnare, e regnò diciassette anni a Gerusalemme, la città che l'Eterno s'era scelta fra tutte le tribù d'Israele, per stabilirvi il suo nome. Sua madre si chiamava Naama, l'Ammonita. 2 Cron. 12:13
- Il diciottesimo anno del regno di Geroboamo, Abija cominciò a regnare sopra Giuda. 2 Cron. 13:1
- Non dovreste voi sapere che l'Eterno, l'Iddio d'Israele, ha dato per sempre il regno sopra Israele a Davide, a Davide ed ai suoi figliuoli, con un patto inviolabile? 2 Cron. 13:5
- e della gente da nulla, degli uomini perversi, si son raccolti attorno a lui, e si son fatti forti contro Roboamo, figliuolo di Salomone, allorché Roboamo era giovane, e timido di cuore, e non potea tener loro fronte. 2 Cron. 13:7
- Quanto a noi, l'Eterno è nostro Dio, e non l'abbiamo abbandonato; i sacerdoti al servizio dell'Eterno son figliuoli d'Aaronne, e i Leviti son quelli che celebran le funzioni. 2 Cron. 13:10
- Intanto Geroboamo li prese per di dietro mediante un'imboscata; in modo che le truppe di Geroboamo stavano in faccia a Giuda, che avea dietro l'imboscata. 2 Cron. 13:13
- Que' di Giuda si volsero indietro, ed eccoli costretti a combattere davanti e di dietro. Allora gridarono all'Eterno, e i sacerdoti dettero nelle trombe. 2 Cron. 13:14
- La gente di Giuda mandò un grido; e avvenne che, al grido della gente di Giuda, Iddio sconfisse Geroboamo e tutto Israele davanti ad Abija ed a Giuda. 2 Cron. 13:15
- I figliuoli d'Israele fuggirono d'innanzi a Giuda, e Dio li diede nelle loro mani. 2 Cron. 13:16
- e ordinò a Giuda di cercare l'Eterno, l'Iddio de' suoi padri, e di mettere ad effetto la sua legge ed i suoi comandamenti. 2 Cron. 14:4
- Egli diceva a quei di Giuda: `Costruiamo queste città, e circondiamole di mura, di torri, di porte e di sbarre; il paese è ancora a nostra disposizione, perché abbiamo cercato l'Eterno, il nostro Dio; noi l'abbiamo cercato, ed egli ci ha dato riposo d'ogni intorno'. Essi dunque si misero a costruire, e prosperarono. 2 Cron. 14:7
- Zerah, l'Etiopo, uscì contro di loro con un esercito d'un milione d'uomini e trecento carri, e si avanzò fino a Maresha. 2 Cron. 14:9
- Allora Asa invocò l'Eterno, il suo Dio, e disse: `O Eterno, per te non v'è differenza tra il dar soccorso a chi è in gran numero, e il darlo a chi è senza forza; soccorrici, o Eterno, o nostro Dio! poiché su te noi ci appoggiamo, e nel tuo nome siam venuti contro questa moltitudine. Tu sei l'Eterno, il nostro Dio; non la vinca l'uomo a petto di te!' 2 Cron. 14:11
- E l'Eterno sconfisse gli Etiopi davanti ad Asa e davanti a Giuda, e gli Etiopi si diedero alla fuga. 2 Cron. 14:12
- Ed Asa e la gente ch'era con lui li inseguirono fino a Gherar; e degli Etiopi ne caddero tanti, che non ne rimase più uno di vivo; poiché furono rotti davanti all'Eterno e davanti al suo esercito. E Asa ed i suoi portaron via un immenso bottino; 2 Cron. 14:13
- fecero pure man bassa sui chiusi delle mandre, e menaron via gran numero di pecore e di cammelli. Poi tornarono a Gerusalemme. 2 Cron. 14:15
- Essi dunque si radunarono a Gerusalemme il terzo mese del quindicesimo anno del regno d'Asa. 2 Cron. 15:10
- e chiunque non cercasse l'Eterno, l'Iddio d'Israele, doveva esser messo a morte, grande o piccolo che fosse, uomo o donna. 2 Cron. 15:13
- Il re Asa destituì pure dalla dignità di regina sua madre Maaca, perch'essa avea rizzato un'immagine ad Astarte; e Asa abbatté l'immagine, la fece a pezzi e la bruciò presso al torrente Kidron. 2 Cron. 15:16
- Allora Asa trasse dell'argento e dell'oro dai tesori della casa dell'Eterno e della casa del re, e inviò dei messi a Ben-Hadad, re di Siria, che abitava a Damasco, per dirgli: 2 Cron. 16:2
- Poiché l'Eterno scorre collo sguardo tutta la terra per spiegar la sua forza a pro di quelli che hanno il cuore integro verso di lui. In questo tu hai agito da insensato; poiché, da ora innanzi, avrai delle guerre'. 2 Cron. 16:9
- Il terzo anno del suo regno mandò i suoi capi Ben-Hail, Obadia, Zaccaria, Natanaele e Micaiah, a insegnare nelle città di Giuda; 2 Cron. 17:7
- Il terrore dell'Eterno s'impadronì di tutti i regni dei paesi che circondavano Giuda, sì che non mossero guerra a Giosafat. 2 Cron. 17:10
- E una parte de' Filistei recò a Giosafat dei doni, e un tributo in argento; anche gli Arabi gli menarono del bestiame: settemila settecento montoni e settemila settecento capri. 2 Cron. 17:11
- Fece eseguire molti lavori nelle città di Giuda, ed ebbe a Gerusalemme de' guerrieri, uomini forti e valorosi. 2 Cron. 17:13
- In capo a qualche anno, scese a Samaria da Achab; e Achab fece uccidere per lui e per la gente ch'era con lui un gran numero di pecore e di buoi, e lo indusse a salir seco contro Ramoth di Galaad. 2 Cron. 18:2
- Achab, re d'Israele, disse a Giosafat, re di Giuda: `Vuoi venire con me a Ramoth di Galaad?' Giosafat gli rispose: `Fa' conto di me come di te stesso, della mia gente come della tua, e verremo con te alla guerra'. 2 Cron. 18:3
- Allora il re d'Israele radunò i profeti, in numero di quattrocento, e disse loro: `Dobbiam noi andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quelli risposero: `Va', e Dio la darà nelle mani del re'. 2 Cron. 18:5
- Il re d'Israele rispose a Giosafat: `V'è ancora un uomo per mezzo del quale si potrebbe consultare l'Eterno; ma io l'odio perché non mi predice mai nulla di buono, ma sempre del male: è Micaiah, figliuolo d'Imla'. E Giosafat disse: `Il re non dica così'. 2 Cron. 18:7
- Or il messo ch'era andato a chiamar Micaiah, gli parlò così: `Ecco, i profeti tutti, ad una voce, predicono del bene al re; ti prego, sia il tuo parlare come quello d'ognun d'essi, e predici del bene!' 2 Cron. 18:12
- E, come fu giunto dinanzi al re, il re gli disse: `Micaiah, dobbiamo noi andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quegli rispose: `Andate pure, e vincerete; i nemici saranno dati nelle vostre mani'. 2 Cron. 18:14
- Micaiah rispose: `Ho veduto tutto Israele disperso su per i monti, come pecore che non hanno pastore; e l'Eterno ha detto: - Questa gente non ha padrone; se ne torni ciascuno in pace a casa sua'. - 2 Cron. 18:16
- E il re d'Israele disse a Giosafat: `Non te l'ho io detto che costui non mi predirebbe nulla di buono, ma soltanto del male?' 2 Cron. 18:17
- E Micaiah replicò: `Perciò ascoltate la parola dell'Eterno. Io ho veduto l'Eterno che sedeva sul suo trono, e tutto l'esercito celeste che gli stava a destra e a sinistra. 2 Cron. 18:18
- E l'Eterno disse: - Chi sedurrà Achab, re d'Israele, affinché salga a Ramoth di Galaad e vi perisca? - E uno rispose in un modo e l'altro in un altro. 2 Cron. 18:19
- Quegli rispose: - Io uscirò, e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti. - L'Eterno gli disse: - Sì, riuscirai a sedurlo; esci, e fa' così. - 2 Cron. 18:21
- Ed ora ecco che l'Eterno ha posto uno spirito di menzogna in bocca a questi tuoi profeti; ma l'Eterno ha pronunziato del male contro di te'. 2 Cron. 18:22
- Allora Sedekia, figliuolo di Kenaana, si accostò, diede uno schiaffo a Micaiah, e disse: `Per dove è passato lo spirito dell'Eterno quand'è uscito da me per parlare a te?' 2 Cron. 18:23
- E il re d'Israele disse a Giosafat: `Io mi travestirò per andar in battaglia; ma tu mettiti i tuoi abiti reali'. Il re d'Israele si travestì, e andarono in battaglia. 2 Cron. 18:29
- Or qualcuno scoccò a caso la freccia del suo arco, e ferì il re d'Israele tra la corazza e le falde; onde il re disse al suo cocchiere: `Vòlta, menami fuori del campo, perché son ferito'. 2 Cron. 18:33
- Giosafat, re di Giuda, tornò sano e salvo a casa sua a Gerusalemme. 2 Cron. 19:1
- E il veggente Jehu, figliuolo di Hanani, andò incontro a Giosafat, e gli disse: `Dovevi tu dare aiuto ad un empio e amar quelli che odiano l'Eterno? Per questo fatto hai attirato su di te l'ira dell'Eterno. 2 Cron. 19:2
- Giosafat rimase a Gerusalemme; poi fece di nuovo un giro fra il popolo, da Beer-Sceba alla contrada montuosa d'Efraim, e lo ricondusse all'Eterno, all'Iddio de' suoi padri. 2 Cron. 19:4
- `Badate bene a quello che fate; poiché voi amministrate la giustizia, non per servire ad un uomo ma per servire all'Eterno, il quale sarà con voi negli affari della giustizia. 2 Cron. 19:6
- Or dunque il timor dell'Eterno sia in voi; agite con circospezione, poiché presso l'Eterno, ch'è l'Iddio nostro, non v'è né perversità, né riguardo a qualità di persone, né accettazione di doni'. 2 Cron. 19:7
- Giosafat, tornato che fu a Gerusalemme, stabilì anche quivi dei Leviti, dei sacerdoti e dei capi delle case patriarcali d'Israele per render giustizia nel nome dell'Eterno, e per sentenziare nelle liti. 2 Cron. 19:8
- Ed ecco, il sommo sacerdote Amaria vi sarà preposto per tutti gli affari che concernono l'Eterno; e Zebadia, figliuolo d'Ismaele, capo della casa di Giuda, per tutti gli affari che concernono il re; e avete a vostra disposizione dei Leviti, come magistrati. Fatevi cuore, mettetevi all'opra, e l'Eterno sia con l'uomo dabbene!' 2 Cron. 19:11
- E vennero dei messi a informare Giosafat, dicendo: `Una gran moltitudine s'avanza contro di te dall'altra parte del mare, dalla Siria, ed è giunta a Hatsatson-Thamar', che è En-Ghedi. 2 Cron. 20:2
- E Giosafat ebbe paura, si dispose a cercare l'Eterno, e bandì un digiuno per tutto Giuda. 2 Cron. 20:3
- Giuda si radunò per implorare aiuto dall'Eterno, e da tutte quante le città di Giuda venivan gli abitanti a cercare l'Eterno. 2 Cron. 20:4
- Quando c'incolga qualche calamità, spada, giudizio, peste o carestia, noi ci presenteremo dinanzi a questa casa e dinanzi a te, poiché il tuo nome è in questa casa; e a te grideremo nella nostra tribolazione, e tu ci udrai e ci salverai. 2 Cron. 20:9
- eccoli che ora ci ricompensano, venendo a cacciarci dalla eredità di cui ci hai dato il possesso. 2 Cron. 20:11
- O Dio nostro, non farai tu giudizio di costoro? Poiché noi siamo senza forza, di fronte a questa gran moltitudine che s'avanza contro di noi; e non sappiamo che fare, ma gli occhi nostri sono su te!' - 2 Cron. 20:12
- E Jahaziel disse: `Porgete orecchio, voi tutti di Giuda, e voi abitanti di Gerusalemme, e tu, o re Giosafat! Così vi dice l'Eterno: - Non temete e non vi sgomentate a motivo di questa gran moltitudine; poiché questa non è battaglia vostra, ma di Dio. 2 Cron. 20:15
- Questa battaglia non l'avete a combatter voi: presentatevi, tenetevi fermi, e vedrete la liberazione che l'Eterno vi darà. O Giuda, o Gerusalemme, non temete e non vi sgomentate; domani, uscite contro di loro, e l'Eterno sarà con voi'. - 2 Cron. 20:17
- Allora Giosafat chinò la faccia a terra, e tutto Giuda e gli abitanti di Gerusalemme si prostrarono dinanzi all'Eterno e l'adorarono. 2 Cron. 20:18
- I figliuoli di Ammon e di Moab assalirono gli abitanti del monte di Seir per votarli allo sterminio e distruggerli; e quand'ebbero annientati gli abitanti di Seir, si diedero a distruggersi a vicenda. 2 Cron. 20:23
- E quando que' di Giuda furon giunti sull'altura donde si scorge il deserto, volsero lo sguardo verso la moltitudine, ed ecco i cadaveri che giacevano a terra; nessuno era scampato. 2 Cron. 20:24
- Allora Giosafat e la sua gente andarono a far bottino delle loro spoglie; e fra i cadaveri trovarono abbondanza di ricchezze, di vesti e di oggetti preziosi; e se ne appropriarono più che ne potessero portare; tre giorni misero a portar via il bottino, tant'era copioso. 2 Cron. 20:25
- Tutti gli uomini di Giuda e di Gerusalemme, con a capo Giosafat, partirono con gioia per tornare a Gerusalemme, perché l'Eterno li avea ricolmi d'allegrezza, liberandoli dai loro nemici. 2 Cron. 20:27
- Così Giosafat regnò sopra Giuda. Avea trentacinque anni quando cominciò a regnare, e regnò venticinque anni a Gerusalemme; e il nome di sua madre era Azuba, figliuola di Scilhi. 2 Cron. 20:31
- e se lo associò, per costruire delle navi che andassero a Tarsis; e le costruirono ad Etsion-Gheber. 2 Cron. 20:36
- e il padre loro avea fatto ad essi grandi doni d'argento, d'oro e di cose preziose, con delle città fortificate in Giuda, ma avea lasciato il regno a Jehoram, perch'era il primogenito. 2 Cron. 21:3
- Jehoram avea trentadue anni quando cominciò a regnare, e regnò otto anni in Gerusalemme. 2 Cron. 21:5
- Nondimeno l'Eterno non volle distrugger la casa di Davide, a motivo del patto che avea fermato con Davide, e della promessa che avea fatta di lasciar sempre una lampada a lui ed ai suoi figliuoli. 2 Cron. 21:7
- Aveva trentadue anni quando cominciò a regnare, e regnò otto anni in Gerusalemme. Se ne andò senza esser rimpianto, e fu sepolto nella città di Davide, ma non nei sepolcri dei re. 2 Cron. 21:20
- Achazia avea quarantadue anni quando cominciò a regnare, e regnò un anno in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Athalia, figliuola di Omri. 2 Cron. 22:2
- E fu pure dietro loro consiglio ch'egli andò con Jehoram, figliuolo di Achab re d'Israele, a combattere contro Hazael, re di Siria, a Ramoth di Galaad, e i Sirî ferirono Joram; 2 Cron. 22:5
- e questi tornò a Jzreel per farsi curare delle ferite che avea ricevute dai Sirî a Ramah, quando combatteva contro Hazael, re di Siria. Ed Achazia, figliuolo di Jehoram re di Giuda, scese ad Jzreel a vedere Jehoram, figliuolo di Achab, perché questi era ammalato. 2 Cron. 22:6
- E fe' cercare Achazia, che s'era nascosto in Samaria; e Achazia fu preso, menato a Jehu, messo a morte, e poi seppellito; perché si diceva: `È il figliuolo di Giosafat, che cercava l'Eterno con tutto il cuor suo'. E nella casa di Achazia non rimase più alcuno che fosse capace di regnare. 2 Cron. 22:9
- Ma Jehoshabet, figliuola del re, prese Joas, figliuolo di Achazia, lo trafugò di mezzo ai figliuoli del re ch'eran messi a morte, e lo pose con la sua balia nella camera dei letti. Così Jehoshabet, figliuola del re Jehoram, moglie del sacerdote Jehoiada (era sorella d'Achazia), lo nascose alle ricerche d'Athalia, che non lo mise a morte. 2 Cron. 22:11
- Essi percorsero Giuda, radunarono i Leviti di tutte le città di Giuda e i capi delle case patriarcali d'Israele, e vennero a Gerusalemme. 2 Cron. 23:2
- I Leviti circonderanno il re, da ogni lato, ognuno colle armi alla mano; e chiunque cercherà di penetrare nella casa di Dio, sia messo a morte; e voi starete col re, quando entrerà e quando uscirà'. 2 Cron. 23:7
- Il sacerdote Jehoiada diede ai capi-centurie le lance, le targhe e gli scudi che aveano appartenuto a Davide e si trovavano nella casa di Dio. 2 Cron. 23:9
- Ma il sacerdote Jehoiada fece venir fuori i capi-centurie che comandavano l'esercito, e disse loro: `Fatela uscire di tra le file; e chiunque la seguirà sia ucciso di spada!' Poiché il sacerdote avea detto: `Non sia messa a morte nella casa dell'Eterno'. 2 Cron. 23:14
- Joas avea sette anni quando cominciò a regnare, e regnò quarant'anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Tsibia da Beer-Sceba. 2 Cron. 24:1
- Dopo queste cose venne in cuore a Joas di restaurare la casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:4
- Or quand'era il momento che i Leviti doveano portar la cassa agl'ispettori reali, perché vedevano che v'era molto danaro, il segretario del re e il commissario del sommo sacerdote venivano a vuotare la cassa; la prendevano, poi la riportavano al suo posto; facevan così ogni giorno, e raccolsero danaro in abbondanza. 2 Cron. 24:11
- E il re e Jehoiada lo davano a quelli incaricati d'eseguire i lavori della casa dell'Eterno; e questi pagavano degli scalpellini e de' legnaiuoli per restaurare la casa dell'Eterno, e anche de' lavoratori di ferro e di rame per restaurare la casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:12
- E, quand'ebbero finito, portarono davanti al re e davanti a Jehoiada il rimanente del danaro, col quale si fecero degli utensili per la casa dell'Eterno: degli utensili per il servizio e per gli olocausti, delle coppe, e altri utensili d'oro e d'argento. E durante tutta la vita di Jehoiada, si offrirono del continuo olocausti nella casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:14
- Dopo la morte di Jehoiada, i capi di Giuda vennero al re e si prostrarono dinanzi a lui; allora il re diè loro ascolto; 2 Cron. 24:17
- L'Eterno mandò loro bensì de' profeti per ricondurli a sé e questi protestarono contro la loro condotta, ma essi non vollero ascoltarli. 2 Cron. 24:19
- E avvenne che, scorso l'anno, l'esercito dei Sirî salì contro Joas, e venne in Giuda e a Gerusalemme. Essi misero a morte fra il popolo tutti i capi, e ne mandarono tutte le spoglie al re di Damasco. 2 Cron. 24:23
- Amatsia avea venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Jehoaddan, da Gerusalemme. 2 Cron. 25:1
- Ma non fece morire i loro figliuoli, conformandosi a quello ch'è scritto nella legge, nel libro di Mosè, dove l'Eterno ha dato questo comandamento: `I padri non saranno messi a morte a cagion de' figliuoli, né i figliuoli saranno messi a morte a cagion dei padri; ma ciascuno sarà messo a morte a cagione del proprio peccato'. 2 Cron. 25:4
- Ma un uomo di Dio venne a lui, e gli disse: `O re, l'esercito d'Israele non vada teco, poiché l'Eterno non è con Israele, con tutti questi figliuoli d'Efraim! 2 Cron. 25:7
- Allora Amatsia separò l'esercito che gli era venuto da Efraim, affinché se ne tornasse al suo paese; ma questa gente fu gravemente irritata contro Giuda, e se ne tornò a casa, accesa d'ira. 2 Cron. 25:10
- Ma gli uomini dell'esercito che Amatsia avea licenziati perché non andassero seco alla guerra, piombarono sulle città di Giuda, da Samaria fino a Beth-Horon; ne uccisero tremila abitanti, e portaron via molta preda. 2 Cron. 25:13
- Allora Amatsia, re di Giuda, dopo aver preso consiglio, inviò de' messi a Joas, figliuolo di Joahaz, figliuolo di Jehu, re d'Israele, per dirgli: `Vieni, mettiamoci a faccia a faccia!' 2 Cron. 25:17
- E Joas, re d'Israele, fece dire ad Amatsia, re di Giuda: `Lo spino del Libano mandò a dire al cedro del Libano: - Da' la tua figliuola per moglie al mio figliuolo. - Ma le bestie selvagge del Libano passarono, e calpestarono lo spino. 2 Cron. 25:18
- Tu hai detto: - Ecco, io ho sconfitto gl'Idumei! - e il tuo cuore, reso orgoglioso, t'ha portato a gloriarti. Stattene a casa tua. Perché impegnarti in una disgraziata impresa che menerebbe alla ruina te e Giuda con te?' 2 Cron. 25:19
- Allora Joas, re d'Israele, salì, ed egli ed Amatsia, re di Giuda, si trovarono a faccia a faccia a Beth-Scemesh, che apparteneva a Giuda. 2 Cron. 25:21
- E Joas, re d'Israele, fece prigioniero a Beth-Scemesh Amatsia, re di Giuda, figliuolo di Joas, figliuolo di Joahaz; lo menò a Gerusalemme, e fece una breccia di quattrocento cubiti nelle mura di Gerusalemme, dalla porta di Efraim alla porta dell'angolo. 2 Cron. 25:23
- E prese tutto l'oro e l'argento e tutti i vasi che si trovavano nella casa di Dio in custodia di Obed-Edom, e i tesori della casa del re; prese pure degli ostaggi, e se ne tornò a Samaria. 2 Cron. 25:24
- Dopo che Amatsia ebbe abbandonato l'Eterno, fu ordita contro di lui una congiura a Gerusalemme, ed egli fuggì a Lakis; ma lo fecero inseguire fino a Lakis, e quivi fu messo a morte. 2 Cron. 25:27
- Egli riedificò Eloth e la riconquistò a Giuda, dopo che il re si fu addormentato coi suoi padri. 2 Cron. 26:2
- Uzzia avea sedici anni quando cominciò a regnare, e regnò cinquantadue anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Jecolia, ed era di Gerusalemme. 2 Cron. 26:3
- Si diè con diligenza a cercare Iddio mentre visse Zaccaria, che avea l'intelligenza delle visioni di Dio; e finché cercò l'Eterno, Iddio lo fece prosperare. 2 Cron. 26:5
- E Dio gli diede aiuto contro i Filistei, contro gli Arabi che abitavano a Gur-Baal, e contro i Maoniti. 2 Cron. 26:7
- Uzzia costruì pure delle torri a Gerusalemme sulla porta dell'angolo, sulla porta della valle e sullo svolto, e le fortificò. 2 Cron. 26:9
- Essi avevano al loro comando un esercito di trecentosettemila cinquecento combattenti, atti a entrare in guerra con gran valore, per sostenere il re contro il nemico. 2 Cron. 26:13
- E Uzzia fornì a tutto l'esercito, scudi, lance, elmi, corazze, archi, e fionde da scagliar sassi. 2 Cron. 26:14
- E fece fare a Gerusalemme delle macchine inventate da ingegneri per collocarle sulle torri e sugli angoli, per scagliar saette e grosse pietre. La sua fama andò lungi, perch'egli fu maravigliosamente soccorso, finché divenne potente. 2 Cron. 26:15
- i quali si opposero al re Uzzia, e gli dissero: `Non spetta a te, o Uzzia, di offrir de' profumi all'Eterno; ma ai sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, che son consacrati per offrire i profumi! Esci dal santuario, poiché tu hai commesso una infedeltà! E questo non ti tornerà a gloria dinanzi a Dio, all'Eterno'. 2 Cron. 26:18
- Il re Uzzia fu lebbroso fino al giorno della sua morte e stette nell'infermeria come lebbroso, perché era escluso dalla casa dell'Eterno; e Jotham, suo figliuolo, era a capo della casa reale e rendea giustizia al popolo del paese. 2 Cron. 26:21
- Jotham avea venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò sedici anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Jerusha, figliuola di Tsadok. 2 Cron. 27:1
- Egli fece ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno, interamente come avea fatto Uzzia suo padre; soltanto non entrò nel tempio dell'Eterno, e il popolo continuava a corrompersi. 2 Cron. 27:2
- Avea venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò sedici anni a Gerusalemme. 2 Cron. 27:8
- Achaz avea vent'anni quando cominciò a regnare, e regnò sedici anni a Gerusalemme. Egli non fece ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno, come avea fatto Davide suo padre; 2 Cron. 28:1
- Perciò l'Eterno, il suo Dio, lo die' nelle mani del re di Siria; e i Sirî lo sconfissero, e gli presero un gran numero di prigionieri che menarono a Damasco. E fu anche dato in mano del re d'Israele, che gl'inflisse una grande sconfitta. 2 Cron. 28:5
- E i figliuoli d'Israele menaron via, di tra i loro fratelli, duecentomila prigionieri, fra donne, figliuoli e figliuole; e ne trassero pure una gran preda, che portarono a Samaria. 2 Cron. 28:8
- Or v'era quivi un profeta dell'Eterno, per nome Oded. Egli uscì incontro all'esercito che tornava a Samaria, e disse loro: `Ecco, l'Eterno, l'Iddio de' vostri padri, nella sua ira contro Giuda, ve li ha dati nelle mani; e voi li avete uccisi con tal furore, ch'è giunto fino al cielo. 2 Cron. 28:9
- E gli uomini già ricordati per nome si levarono e presero i prigionieri; del bottino si servirono per rivestire tutti quelli di loro ch'erano ignudi; li rivestirono, li calzarono, diedero loro da mangiare e da bere, li unsero, condussero sopra degli asini tutti quelli che cascavan dalla fatica, e li menarono a Gerico, la città delle palme, dai loro fratelli; poi se ne tornarono a Samaria. 2 Cron. 28:15
- In quel tempo, il re Achaz mandò a chieder soccorso ai re d'Assiria. 2 Cron. 28:16
- Poiché l'Eterno aveva umiliato Giuda a motivo di Achaz, re d'Israele, perché avea rotto ogni freno in Giuda, e avea commesso ogni sorta d'infedeltà contro l'Eterno. - 2 Cron. 28:19
- Poiché Achaz avea spogliato la casa dell'Eterno, la casa del re e dei capi, e avea dato tutto al re d'Assiria; ma a nulla gli era giovato. 2 Cron. 28:21
- E nel tempo in cui si trovava alle strette, questo medesimo re Achaz continuò più che mai a commettere delle infedeltà contro l'Eterno. 2 Cron. 28:22
- Achaz radunò gli utensili della casa di Dio, fece a pezzi gli utensili della casa di Dio, chiuse le porte della casa dell'Eterno, si fece degli altari a tutte le cantonate di Gerusalemme, 2 Cron. 28:24
- Achaz si addormentò coi suoi padri, e fu sepolto in città, a Gerusalemme, perché non lo vollero mettere nei sepolcri dei re d'Israele. Ed Ezechia, suo figliuolo, regnò in luogo suo. 2 Cron. 28:27
- Ezechia avea venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Abija, figliuola di Zaccaria. 2 Cron. 29:1
- Ed ecco che, a causa di questo, i nostri padri son periti di spada, e i nostri figliuoli, le nostre figliuole e le nostre mogli sono in cattività. 2 Cron. 29:9
- Figliuoli miei, non siate negligenti; poiché l'Eterno vi ha scelti affinché stiate davanti a lui per servirgli, per esser suoi ministri, e per offrirgli profumi'. 2 Cron. 29:11
- Ed essi adunarono i loro fratelli e, dopo essersi santificati, vennero a purificare la casa dell'Eterno, secondo l'ordine del re, conformemente alle parole dell'Eterno. 2 Cron. 29:15
- Cominciarono queste purificazioni il primo giorno del primo mese; e l'ottavo giorno dello stesso mese vennero al portico dell'Eterno, e misero otto giorni a purificare la casa dell'Eterno; il sedicesimo giorno del primo mese aveano finito. 2 Cron. 29:17
- Essi menarono sette giovenchi, sette montoni e sette agnelli; e sette capri, come sacrifizio per il peccato, a pro del regno, del santuario e di Giuda. E il re ordinò ai sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, d'offrirli sull'altare dell'Eterno. 2 Cron. 29:21
- I sacerdoti li scannarono, e ne offrirono il sangue sull'altare come sacrifizio per il peccato, per fare l'espiazione dei peccati di tutto Israele; giacché il re aveva ordinato che si offrisse l'olocausto e il sacrifizio per il peccato, a pro di tutto Israele. 2 Cron. 29:24
- E tutta la raunanza si prostrò, e i cantori cominciarono a cantare e le trombe a sonare; e tutto questo continuò sino alla fine dell'olocausto. 2 Cron. 29:28
- Allora Ezechia prese a dire: `Ora che vi siete consacrati all'Eterno, avvicinatevi, e offrite vittime e sacrifizi di lode nella casa dell'Eterno'. E la raunanza menò vittime e offrì sacrifizi di azioni di grazie; e tutti quelli che aveano il cuore ben disposto, offrirono olocausti. 2 Cron. 29:31
- Ma i sacerdoti erano troppo pochi, e non potevano scorticare tutti gli olocausti; perciò i loro fratelli, i Leviti, li aiutarono finché l'opera fu compiuta, e finché gli altri sacerdoti si furono santificati; perché i Leviti avean messo più rettitudine di cuore a santificarsi, dei sacerdoti. 2 Cron. 29:34
- Poi Ezechia inviò de' messi a tutto Israele e a Giuda, e scrisse pure lettere ad Efraim ed a Manasse, perché venissero alla casa dell'Eterno a Gerusalemme, a celebrar la Pasqua in onore dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele. 2 Cron. 30:1
- Il re, i suoi capi e tutta la raunanza, in un consiglio tenuto a Gerusalemme, avevano deciso di celebrare la Pasqua il secondo mese; 2 Cron. 30:2
- La cosa piacque al re e a tutta la raunanza; 2 Cron. 30:4
- e stabilirono di proclamare un bando per tutto Israele, da Beer-Sceba fino a Dan, perché la gente venisse a Gerusalemme a celebrar la Pasqua in onore dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele; poiché per l'addietro essa non era stata celebrata in modo generale, secondo ch'è prescritto. 2 Cron. 30:5
- Poiché, se tornate all'Eterno, i vostri fratelli e i vostri figliuoli troveranno pietà in quelli che li hanno menati schiavi, e ritorneranno in questo paese; giacché l'Eterno, il vostro Dio, è clemente e misericordioso, e non volgerà la faccia lungi da voi, se a lui tornate'. 2 Cron. 30:9
- Quei corrieri dunque passarono di città in città nel paese di Efraim e di Manasse, e fino a Zabulon; ma la gente si facea beffe di loro e li scherniva. 2 Cron. 30:10
- Nondimeno, alcuni uomini di Ascer, di Manasse e di Zabulon si umiliarono, e vennero a Gerusalemme. 2 Cron. 30:11
- Un gran popolo si riunì a Gerusalemme per celebrare la festa degli azzimi, il secondo mese: fu una raunanza immensa. 2 Cron. 30:13
- Si levarono e tolsero via gli altari sui quali si offrivan sacrifizi a Gerusalemme, tolsero via tutti gli altari sui quali si offrivan profumi, e li gettarono nel torrente Kidron. 2 Cron. 30:14
- Poiché una gran parte del popolo, molti d'Efraim, di Manasse, d'Issacar e di Zabulon non s'erano purificati, e mangiarono la Pasqua, senza conformarsi a quello ch'è scritto. Ma Ezechia pregò per loro, dicendo: 2 Cron. 30:18
- `L'Eterno, che è buono, perdoni a chiunque ha disposto il proprio cuore alla ricerca di Dio, dell'Eterno, ch'è l'Iddio de' suoi padri, anche senz'avere la purificazione richiesta dal santuario'. 2 Cron. 30:19
- Così i figliuoli d'Israele che si trovarono a Gerusalemme, celebrarono la festa degli azzimi per sette giorni con grande allegrezza; e ogni giorno i Leviti e i sacerdoti celebravano l'Eterno con gli strumenti consacrati ad accompagnar le sue lodi. 2 Cron. 30:21
- Cominciarono a fare que' mucchi il terzo mese, e finirono il settimo mese. 2 Cron. 31:7
- Ezechia e i capi vennero a vedere que' mucchi, e benedissero l'Eterno e il suo popolo d'Israele. 2 Cron. 31:8
- Ed Ezechia interrogò i sacerdoti e i Leviti, relativamente a que' mucchi; 2 Cron. 31:9
- e il sommo sacerdote Azaria, della casa di Tsadok, gli rispose: `Da che s'è cominciato a portar le offerte nella casa dell'Eterno, noi abbiam mangiato, ci siamo saziati, e v'è rimasta roba in abbondanza, perché l'Eterno ha benedetto il suo popolo; ed ecco qui la gran quantità ch'è rimasta'. 2 Cron. 31:10
- Il Levita Kore, figliuolo di Imna, guardiano della porta orientale, era preposto ai doni volontari fatti a Dio per distribuire le offerte fatte all'Eterno e le cose santissime. 2 Cron. 31:14
- Dovean fare le distribuzioni a quelli di tutta la raunanza ch'eran registrati con tutti i loro bambini, con le loro mogli, coi loro figliuoli e con le loro figliuole; poiché nel loro ufficio di fiducia amministravano i doni sacri. 2 Cron. 31:18
- E per i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, che dimoravano in campagna, nei contadi delle loro città, v'erano in ogni città degli uomini designati per nome per distribuire le porzioni a tutti i maschi di tra i sacerdoti, e a tutti i Leviti registrati nelle genealogie. 2 Cron. 31:19
- In tutto quello che prese a fare per il servizio della casa di Dio, per la legge e per i comandamenti, cercando il suo Dio, mise tutto il cuore nell'opera sua, e prosperò. 2 Cron. 31:21
- `Siate forti, e fatevi animo! Non temete e non vi sgomentate a motivo del re d'Assiria e della gran gente che l'accompagna; giacché con noi è uno più grande di ciò ch'è con lui. 2 Cron. 32:7
- Dopo questo, Sennacherib, re d'Assiria, mentre stava di fronte a Lakis con tutte le sue forze, mandò i suoi servi a Gerusalemme per dire a Ezechia, re di Giuda, e a tutti que' di Giuda che si trovavano a Gerusalemme: 2 Cron. 32:9
- Ezechia non v'inganna egli per ridurvi a morir di fame e di sete, quando dice: - L'Eterno, il nostro Dio, ci libererà dalle mani del re d'Assiria? - 2 Cron. 32:11
- Non è egli lo stesso Ezechia che ha soppresso gli alti luoghi e gli altari dell'Eterno, e che ha detto a Giuda e a Gerusalemme: - Voi adorerete dinanzi a un unico altare e su quello offrirete profumi? - 2 Cron. 32:12
- Non sapete voi quello che io e i miei padri abbiam fatto a tutti i popoli degli altri paesi? Gli dèi delle nazioni di que' paesi hanno essi potuto liberare i loro paesi dalla mia mano? 2 Cron. 32:13
- Allora il re Ezechia e il profeta Isaia, figliuolo di Amots, pregarono a questo proposito, e alzarono fino al cielo il loro grido. 2 Cron. 32:20
- E molti portarono a Gerusalemme delle offerte all'Eterno, e degli oggetti preziosi a Ezechia, re di Giuda, il quale, da allora, sorse in gran considerazione agli occhi di tutte le nazioni. 2 Cron. 32:23
- In quel tempo, Ezechia fu malato a morte; egli pregò l'Eterno, e l'Eterno gli parlò, e gli concesse un segno. 2 Cron. 32:24
- Manasse avea dodici anni quando cominciò a regnare, e regnò cinquantacinque anni a Gerusalemme. 2 Cron. 33:1
- Eresse altari a tutto l'esercito del cielo nei due cortili della casa dell'Eterno. 2 Cron. 33:5
- Fece passare i suoi figliuoli pel fuoco nella valle del figliuolo di Hinnom; si dette alla magia, agl'incantesimi, alla stregoneria, e istituì di quelli che evocavano gli spiriti e predicevan l'avvenire; s'abbandonò interamente a fare ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, provocandolo ad ira. 2 Cron. 33:6
- Mise l'immagine scolpita dell'idolo che avea fatto, nella casa di Dio, riguardo alla quale Dio avea detto a Davide e a Salomone suo figliuolo: `In questa casa, e a Gerusalemme, che io ho scelta fra tutte le tribù d'Israele, porrò il mio nome in perpetuo; 2 Cron. 33:7
- Ma Manasse indusse Giuda e gli abitanti di Gerusalemme a sviarsi, e a far peggio delle nazioni che l'Eterno avea distrutte d'innanzi ai figliuoli d'Israele. 2 Cron. 33:9
- L'Eterno parlò a Manasse e al suo popolo, ma essi non ne fecero caso. 2 Cron. 33:10
- Allora l'Eterno fece venire contro di loro i capi dell'esercito del re d'Assiria, che misero Manasse ne' ferri; e, legatolo con catene di rame, lo menarono a Babilonia. 2 Cron. 33:11
- A lui rivolse le sue preghiere, ed egli s'arrese ad esse, esaudì le sue supplicazioni, e lo ricondusse a Gerusalemme nel suo regno. Allora Manasse riconobbe che l'Eterno è Dio. 2 Cron. 33:13
- Dopo questo, Manasse costruì, fuori della città di Davide, a occidente, verso Ghihon nella valle, un muro che si prolungava fino alla porta dei pesci; lo fe' girare attorno ad Ofel, e lo tirò su a grande altezza; e pose dei capi militari in tutte le città fortificate di Giuda; 2 Cron. 33:14
- e tolse dalla casa dell'Eterno gli dèi stranieri e l'idolo, abbatté tutti gli altari che aveva costruiti sul monte della casa dell'Eterno e a Gerusalemme, e gettò tutto fuori della città. 2 Cron. 33:15
- Poi ristabilì l'altare dell'Eterno e v'offrì sopra dei sacrifizi di azioni di grazie e di lode, e ordinò a Giuda che servisse all'Eterno, all'Iddio d'Israele. 2 Cron. 33:16
- Nondimeno il popolo continuava a offrir sacrifizi sugli alti luoghi; però, soltanto all'Eterno, al suo Dio. 2 Cron. 33:17
- Amon avea ventidue anni quando cominciò a regnare, e regnò due anni a Gerusalemme. 2 Cron. 33:21
- Egli fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, come avea fatto Manasse suo padre; offriva sacrifizi a tutte le immagini scolpite fatte da Manasse suo padre, e le serviva. 2 Cron. 33:22
- Ma il popolo del paese mise a morte tutti quelli che avean congiurato contro il re Amon, e fece re, in sua vece, Giosia suo figliuolo. 2 Cron. 33:25
- Giosia aveva otto anni quando cominciò a regnare, e regnò trentun anni a Gerusalemme. 2 Cron. 34:1
- Egli fece ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno, e camminò per le vie di Davide suo padre senza scostarsene né a destra né a sinistra. 2 Cron. 34:2
- L'ottavo anno del suo regno, mentre era ancora giovinetto, cominciò a cercare l'Iddio di Davide suo padre; e il dodicesimo anno cominciò a purificare Giuda e Gerusalemme dagli alti luoghi, dagl'idoli d'Astarte, dalle immagini scolpite e dalle immagini fuse. 2 Cron. 34:3
- Lo stesso fece nelle città di Manasse, d'Efraim, di Simeone, e fino a Neftali: da per tutto, in mezzo alle loro rovine, 2 Cron. 34:6
- demolì gli altari, frantumò e ridusse in polvere gl'idoli d'Astarte e le immagini scolpite, abbatté tutte le colonne solari in tutto il paese d'Israele, e tornò a Gerusalemme. 2 Cron. 34:7
- Ed essi lo rimisero nelle mani dei direttori preposti ai lavori della casa dell'Eterno, e i direttori lo dettero a quelli che lavoravano nella casa dell'Eterno per ripararla e restaurarla. 2 Cron. 34:10
- E quegli uomini facevano il loro lavoro con fedeltà; e ad essi eran preposti Jahath e Obadia, Leviti di tra i figliuoli di Merari, e Zaccaria e Meshullam di tra i figliuoli di Kehath, per la direzione e tutti quelli tra i Leviti ch'erano abili a sonare strumenti musicali. 2 Cron. 34:12
- Questi sorvegliavan pure i portatori di pesi, e dirigevano tutti gli operai occupati ne' diversi lavori; e fra i Leviti addetti a que' lavori ve n'eran di quelli ch'erano segretari, commissari, portinai. 2 Cron. 34:13
- E Hilkia parlò a Shafan, il segretario, e gli disse: `Ho trovato nella casa dell'Eterno il libro della legge'. E Hilkia diede il libro a Shafan. 2 Cron. 34:15
- Hanno versato il danaro che s'è trovato nella casa dell'Eterno, e l'hanno consegnato a quelli che son preposti ai lavori e agli operai'. 2 Cron. 34:17
- Poi il re diede quest'ordine a Hilkia, ad Ahikam, figliuolo di Shafan, ad Abdon, figliuolo di Mica, a Shafan il segretario, e ad Asaia, servo del re: 2 Cron. 34:20
- `Andate a consultare l'Eterno per me e per ciò che rimane d'Israele e di Giuda, riguardo alle parole di questo libro che s'è trovato; giacché grande è l'ira dell'Eterno che s'è riversata su noi, perché i nostri padri non hanno osservata la parola dell'Eterno, e non hanno messo in pratica tutto quello ch'è scritto in questo libro'. 2 Cron. 34:21
- Hilkia e quelli che il re avea designati andarono dalla profetessa Hulda, moglie di Shallum, figliuolo di Tokhath, figliuolo di Hasra, il guardaroba. Essa dimorava a Gerusalemme, nel secondo quartiere; e quelli le parlarono nel senso indicato dal re. 2 Cron. 34:22
- Quanto al re di Giuda che v'ha mandati a consultare l'Eterno, gli direte questo: Così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele, riguardo alle parole che tu hai udite: 2 Cron. 34:26
- Giacché il tuo cuore è stato toccato, giacché ti sei umiliato dinanzi a Dio, udendo le sue parole contro questo luogo e contro i suoi abitanti, giacché ti sei umiliato dinanzi a me e ti sei stracciate le vesti e hai pianto dinanzi a me, anch'io t'ho ascoltato, dice l'Eterno. 2 Cron. 34:27
- Allora il re mandò a far raunare presso di sé tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme. 2 Cron. 34:29
- E fece aderire al patto tutti quelli che si trovavano a Gerusalemme e in Beniamino; e gli abitanti di Gerusalemme si conformarono al patto di Dio, dell'Iddio de' loro padri. 2 Cron. 34:32
- E Giosia fece sparire tutte le abominazioni da tutti i paesi che appartenevano ai figliuoli d'Israele, e impose a tutti quelli che si trovavano in Israele, di servire all'Eterno, al loro Dio. Durante tutto il tempo della vita di Giosia essi non cessarono di seguire l'Eterno, l'Iddio dei loro padri. 2 Cron. 34:33
- Giosia celebrò la Pasqua in onore dell'Eterno a Gerusalemme; e l'agnello pasquale fu immolato il quattordicesimo giorno del mese. 2 Cron. 35:1
- Egli stabilì i sacerdoti nei loro uffici, e li incoraggiò a compiere il servizio nella casa dell'Eterno. 2 Cron. 35:2
- e tenetevi pronti secondo le vostre case patriarcali, secondo le vostre classi, conformemente a quello che hanno disposto per iscritto Davide, re d'Israele e Salomone suo figliuolo; 2 Cron. 35:4
- Giosia diede alla gente del popolo, a tutti quelli che si trovavan quivi, del bestiame minuto: agnelli e capretti, in numero di trentamila: tutti per la Pasqua; e tremila buoi; e questo proveniva dai beni particolari del re. 2 Cron. 35:7
- Poi arrostirono le vittime pasquali sul fuoco, secondo ch'è prescritto; ma le altre vivande consacrate le cossero in pignatte, in caldaie ed in pentole, e s'affrettarono a portarle a tutti i figliuoli del popolo. 2 Cron. 35:13
- Poi prepararono la Pasqua per sé stessi e per i sacerdoti, perché i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, furono occupati fino alla notte a mettere sull'altare ciò che doveva esser arso, e i grassi; perciò i Leviti fecero i preparativi per se stessi e per i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne. 2 Cron. 35:14
- I cantori, figliuoli d'Asaf, erano al loro posto, conformemente all'ordine di Davide, d'Asaf, di Heman e di Jeduthun, il veggente del re; e i portinai stavano a ciascuna porta; essi non ebbero bisogno d'allontanarsi dal loro servizio, perché i Leviti, loro fratelli, preparavan la Pasqua per loro. 2 Cron. 35:15
- Nessuna Pasqua, come quella, era stata celebrata in Israele dai giorni del profeta Samuele; né alcuno dei re d'Israele avea celebrato una Pasqua pari a quella celebrata da Giosia, dai sacerdoti e dai Leviti, da tutto Giuda e Israele che si trovavan colà, e dagli abitanti di Gerusalemme. 2 Cron. 35:18
- Dopo tutto questo, quando Giosia ebbe restaurato il tempio, Neco, re d'Egitto, salì per combattere a Carkemish, sull'Eufrate; e Giosia gli mosse contro. 2 Cron. 35:20
- Ma Neco gl'inviò dei messi per dirgli: `Che v'è egli fra me e te, o re di Giuda? Io non salgo oggi contro di te, ma contro una casa con la quale sono in guerra; e Dio m'ha comandato di far presto; bada dunque di non opporti a Dio, il quale è meco, affinch'egli non ti distrugga'. 2 Cron. 35:21
- Ma Giosia non volle tornare indietro; anzi, si travestì per assalirlo, e non diede ascolto alle parole di Neco, che venivano dalla bocca di Dio. E venne a dar battaglia nella valle di Meghiddo. 2 Cron. 35:22
- I suoi servi lo tolsero dal carro e lo misero sopra un secondo carro ch'era pur suo, e lo menarono a Gerusalemme. E morì, e fu sepolto nel sepolcreto de' suoi padri. Tutto Giuda e Gerusalemme piansero Giosia. 2 Cron. 35:24
- Allora il popolo del paese prese Joachaz, figliuolo di Giosia, e lo fece re a Gerusalemme, in luogo di suo padre. 2 Cron. 36:1
- Joachaz avea ventitre anni quando cominciò a regnare, e regnò tre mesi a Gerusalemme. 2 Cron. 36:2
- Il re d'Egitto lo depose a Gerusalemme, e gravò il paese di un'indennità di cento talenti d'argento e d'un talento d'oro. 2 Cron. 36:3
- Joiakim avea venticinque anni quando cominciò a regnare; regnò undici anni a Gerusalemme, e fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, il suo Dio. 2 Cron. 36:5
- Nebucadnetsar, re di Babilonia, salì contro di lui, e lo legò con catene di rame per menarlo a Babilonia. 2 Cron. 36:6
- Nebucadnetsar portò pure a Babilonia parte degli utensili della casa dell'Eterno, e li mise nel suo palazzo a Babilonia. 2 Cron. 36:7
- Joiakin aveva otto anni quando cominciò a regnare; regnò tre mesi e dieci giorni a Gerusalemme, e fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno. 2 Cron. 36:9
- L'anno seguente il re Nebucadnetsar mandò a prenderlo, lo fece menare a Babilonia con gli utensili preziosi della casa dell'Eterno, e fece re di Giuda e di Gerusalemme Sedekia, fratello di Joiakin. 2 Cron. 36:10
- Sedekia avea ventun anni quando cominciò a regnare, e regnò a Gerusalemme undici anni. 2 Cron. 36:11
- E si ribellò pure a Nebucadnetsar, che l'avea fatto giurare nel nome di Dio; e indurò la sua cervice ed il suo cuore rifiutando di convertirsi all'Eterno, all'Iddio d'Israele. 2 Cron. 36:13
- Tutti i capi dei sacerdoti e il popolo moltiplicarono anch'essi le loro infedeltà, seguendo tutte le abominazioni delle genti; e contaminarono la casa dell'Eterno, ch'egli avea santificata a Gerusalemme. 2 Cron. 36:14
- E l'Eterno, l'Iddio de' loro padri, mandò loro a più riprese degli ammonimenti, per mezzo dei suoi messaggeri poiché voleva risparmiare il suo popolo e la sua propria dimora: 2 Cron. 36:15
- Nebucadnetsar portò a Babilonia tutti gli utensili della casa di Dio, grandi e piccoli, i tesori della casa dell'Eterno, e i tesori del re e dei suoi capi. 2 Cron. 36:18
- E Nebucadnetsar, menò in cattività a Babilonia quelli ch'erano scampati dalla spada; ed essi furono assoggettati a lui ed ai suoi figliuoli, fino all'avvento del regno di Persia 2 Cron. 36:20
- (affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia), fino a che il paese avesse goduto de' suoi sabati; difatti esso dovette riposare per tutto il tempo della sua desolazione, finché furon compiuti i settant'anni. 2 Cron. 36:21
- Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia, l'Eterno destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale, a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno quest'editto: 2 Cron. 36:22
- Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia, l'Eterno destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale, a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno quest'editto: Esdra 1:1
- `Così dice Ciro, re di Persia: L'Eterno, l'Iddio de' cieli, m'ha dato tutti i regni della terra, ed egli m'ha comandato di edificargli una casa a Gerusalemme, ch'è in Giuda. Esdra 1:2
- Chiunque tra voi è del suo popolo, sia il suo Dio con lui, e salga a Gerusalemme, ch'è in Giuda, ed edifichi la casa dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele, dell'Iddio ch'è a Gerusalemme. Esdra 1:3
- Tutti quelli che rimangono ancora del popolo dell'Eterno, in qualunque luogo dimorino, la gente del luogo li assista con argento, con oro, con doni in natura, bestiame, aggiungendovi offerte volontarie per la casa dell'Iddio ch'è a Gerusalemme'. Esdra 1:4
- Allora i capi famiglia di Giuda e di Beniamino, i sacerdoti e i Leviti, tutti quelli ai quali Iddio avea destato lo spirito, si levarono per andare a ricostruire la casa dell'Eterno ch'è a Gerusalemme. Esdra 1:5
- E tutti i loro vicini d'ogn'intorno li fornirono d'oggetti d'argento, d'oro, di doni in natura, di bestiame, di cose preziose, oltre a tutte le offerte volontarie. Esdra 1:6
- Ciro, re di Persia, li fece ritirare per mezzo di Mithredath, il tesoriere, che li consegnò a Sceshbatsar, principe di Giuda. Esdra 1:8
- Tutti gli oggetti d'oro e d'argento erano in numero di cinquemila quattrocento. Sceshbatsar li riportò tutti, quando gli esuli furon ricondotti da Babilonia a Gerusalemme. Esdra 1:11
- Questi son gli uomini della provincia che tornarono dalla cattività, quelli che Nebucadnetsar, re di Babilonia, avea menati schiavi a Babilonia, e che tornarono a Gerusalemme e in Giuda, ognuno nella sua città. Esdra 2:1
- Tutti i Nethinei e i figliuoli de' servi di Salomone ammontarono a trecentonovantadue. Esdra 2:58
- senza contare i loro servi e le loro serve, che ammontavano a settemila trecentotrentasette. Avean pure duecento cantori e cantatrici. Esdra 2:65
- Alcuni dei capi famiglia, come furon giunti alla casa dell'Eterno ch'è a Gerusalemme, offriron dei doni volontari per la casa di Dio, per rimetterla in piè sul luogo di prima. Esdra 2:68
- Or come fu giunto il settimo mese, e i figliuoli d'Israele si furono stabiliti nelle loro città, il popolo si adunò come un sol uomo a Gerusalemme. Esdra 3:1
- Ristabilirono l'altare sulle sue basi, benché avessero paura a motivo dei popoli delle terre vicine, e vi offriron sopra olocausti all'Eterno: gli olocausti del mattino e della sera. Esdra 3:3
- Dal primo giorno del settimo mese cominciarono a offrire olocausti all'Eterno; ma le fondamenta del tempio dell'Eterno non erano ancora state gettate. Esdra 3:6
- E diedero del danaro agli scalpellini ed ai legnaiuoli, e de' viveri e delle bevande e dell'olio ai Sidonî e ai Tirî perché portassero per mare sino a Jafo del legname di cedro del Libano, secondo la concessione che Ciro, re di Persia, avea loro fatta. Esdra 3:7
- Il secondo anno del loro arrivo alla casa di Dio a Gerusalemme, il secondo mese, Zorobabel, figliuolo di Scealtiel, Jeshua, figliuolo di Jotsadak, con gli altri loro fratelli sacerdoti e Leviti, e tutti quelli ch'eran tornati dalla cattività a Gerusalemme, si misero all'opra; e incaricarono i Leviti dai vent'anni in su di dirigere i lavori della casa dell'Eterno. Esdra 3:8
- Ed essi cantavano rispondendosi a vicenda, celebrando e lodando l'Eterno, "perch'egli è buono, perché la sua benignità verso Israele dura in perpetuo". E tutto il popolo mandava alti gridi di gioia, lodando l'Eterno, perché s'eran gettate le fondamenta della casa dell'Eterno. Esdra 3:11
- s'avvicinarono a Zorobabel ed ai capi famiglia, e dissero loro: `Noi edificheremo con voi, giacché, come voi, noi cerchiamo il vostro Dio, e gli offriamo de' sacrifizi dal tempo di Esar-Haddon, re d'Assiria, che ci fece salir qui'. Esdra 4:2
- Ma Zorobabel, Jeshua, e gli altri capi famiglia d'Israele risposero loro: `Non spetta a voi ed a noi insieme di edificare una casa al nostro Dio; noi soli la edificheremo all'Eterno, all'Iddio d'Israele, come Ciro, re di Persia, ce l'ha comandato'. Esdra 4:3
- Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda, a molestarlo per impedirgli di fabbricare, Esdra 4:4
- e a comprare de' consiglieri per frustrare il suo divisamento; e questo durò per tutta la vita di Ciro, re di Persia, e fino al regno di Dario, re di Persia. Esdra 4:5
- Sappia il re che i Giudei che son partiti da te e giunti fra noi a Gerusalemme, riedificano la città ribelle e malvagia, ne rialzano le mura e ne restaurano le fondamenta. Esdra 4:12
- Sappia dunque il re che, se questa città si riedifica e se le sue mura si rialzano, essi non pagheranno più né tributo né imposta né pedaggio, e il tesoro dei re n'avrà a soffrire. Esdra 4:13
- Or siccome noi mangiamo il sale del palazzo e non ci sembra conveniente lo stare a vedere il danno del re, mandiamo al re questa informazione. Esdra 4:14
- Si facciano delle ricerche nel libro delle memorie de' tuoi padri; e nel libro delle memorie troverai e apprenderai che questa città è una città ribelle, perniciosa a re ed a province, e che fin da tempi antichi vi si son fatte delle sedizioni; per queste ragioni, la città è stata distrutta. Esdra 4:15
- Il re mandò questa risposta a Rehum il governatore, a Scimshai il segretario, e al resto dei loro colleghi che stavano a Samaria e altrove di là dal fiume: `Salute, ecc. Esdra 4:17
- Vi sono stati a Gerusalemme dei re potenti, che signoreggiarono su tutto il paese ch'è di là dal fiume, e ai quali si pagavano tributi, imposte e pedaggi. Esdra 4:20
- E badate di non esser negligenti in questo, onde il danno non venga a crescere in pregiudizio dei re'. Esdra 4:22
- Non appena la copia della lettera del re Artaserse fu letta in presenza di Rehum, di Scimshai il segretario, e dei loro colleghi, essi andarono in fretta a Gerusalemme dai Giudei, e li obbligarono, a mano armata, a sospendere i lavori. Esdra 4:23
- Allora fu sospesa l'opera della casa di Dio a Gerusalemme, e rimase sospesa fino al secondo anno del regno di Dario, re di Persia. Esdra 4:24
- Or i profeti Aggeo e Zaccaria, figliuolo d'Iddo, profetarono nel nome dell'Iddio d'Israele ai Giudei ch'erano in Giuda ed a Gerusalemme. Esdra 5:1
- Allora Zorobabel, figliuolo di Scealtiel, e Jeshua, figliuolo di Jotsadak, si levarono e ricominciarono a edificare la casa di Dio a Gerusalemme; e con essi erano i profeti di Dio, che li secondavano. Esdra 5:2
- Ma sugli anziani dei Giudei vegliava l'occhio del loro Dio e quelli non li fecero cessare i lavori, finché la cosa non fosse stata sottoposta a Dario, e da lui fosse giunta una risposta in proposito. Esdra 5:5
- Abbiamo anche domandato loro i loro nomi per notificarteli, mettendo in iscritto i nomi degli uomini che stanno loro a capo. Esdra 5:10
- Ma avendo i nostri padri provocato ad ira l'Iddio del cielo, Iddio li diede in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, il Caldeo, il quale distrusse questa casa, e menò il popolo in cattività a Babilonia. Esdra 5:12
- E il re Ciro trasse pure dal tempio di Babilonia gli utensili d'oro e d'argento della casa di Dio, che Nebucadnetsar avea portati via dal tempio di Gerusalemme e trasportati nel tempio di Babilonia; li fece consegnare a uno chiamato Sceshbatsar, ch'egli aveva fatto governatore, e gli disse: Esdra 5:14
- Prendi questi utensili, va' a riporli nel tempio di Gerusalemme, e la casa di Dio sia riedificata dov'era. Esdra 5:15
- Allora lo stesso Sceshbatsar venne e gettò le fondamenta della casa di Dio a Gerusalemme; da quel tempo fino ad ora essa è in costruzione, ma non è ancora finita. Esdra 5:16
- Or dunque, se così piaccia al re, si faccian delle ricerche nella casa dei tesori del re a Babilonia, per accertare se vi sia stato un ordine dato dal re Ciro per la costruzione di questa casa a Gerusalemme; e ci trasmetta il re il suo beneplacito a questo riguardo'. - Esdra 5:17
- Allora il re Dario ordinò che si facessero delle ricerche nella casa degli archivi dov'erano riposti i tesori a Babilonia; Esdra 6:1
- `Memoria. - Il primo anno del re Ciro, il re Ciro ha pubblicato quest'editto, concernente la casa di Dio a Gerusalemme: La casa sia riedificata per essere un luogo dove si offrono dei sacrifizi; e le fondamenta che se ne getteranno, siano solide. Abbia sessanta cubiti d'altezza, sessanta cubiti di larghezza, Esdra 6:3
- E inoltre, gli utensili d'oro e d'argento della casa di Dio, che Nebucadnetsar avea tratti dal tempio di Gerusalemme e trasportati a Babilonia, siano restituiti e riportati al tempio di Gerusalemme, nel luogo dov'erano prima, e posti nella casa di Dio'. Esdra 6:5
- E questo è l'ordine ch'io do relativamente al vostro modo di procedere verso quegli anziani de' Giudei nella ricostruzione di quella casa di Dio: le spese, detratte dalle entrate del re provenienti dai tributi d'oltre il fiume, siano puntualmente pagate a quegli uomini, affinché i lavori non siano interrotti. Esdra 6:8
- E le cose necessarie per gli olocausti all'Iddio dei cieli: vitelli, montoni, agnelli; e frumento, sale, vino, olio, siano forniti ai sacerdoti di Gerusalemme a loro richiesta, giorno per giorno e senza fallo, Esdra 6:9
- E questo è pure l'ordine ch'io do: Se qualcuno contravverrà a questo decreto, si tragga dalla casa di lui una trave, la si rizzi, vi sia egli inchiodato sopra, e la sua casa, per questo motivo, diventi un letamaio. Esdra 6:11
- E stabilirono i sacerdoti secondo le loro classi, e i Leviti secondo le loro divisioni, per il servizio di Dio a Gerusalemme, come sta scritto nel libro di Mosè. Esdra 6:18
- Così i figliuoli d'Israele ch'eran tornati dalla cattività e tutti quelli che s'eran separati dall'impurità della gente del paese e che s'unirono a loro per cercare l'Eterno, l'Iddio d'Israele, mangiarono la Pasqua. Esdra 6:21
- E alcuni de' figliuoli d'Israele e alcuni de' sacerdoti, de' Leviti, de' cantori, dei portinai e de' Nethinei saliron pure con lui a Gerusalemme, il settimo anno del re Artaserse. Esdra 7:7
- Esdra giunse a Gerusalemme il quinto mese, nel settimo anno del re. Esdra 7:8
- Infatti, avea fissata la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese, e arrivò a Gerusalemme il primo giorno del quinto mese, assistito dalla benefica mano del suo Dio. Esdra 7:9
- Or ecco la copia della lettera data dal re Artaserse a Esdra, sacerdote e scriba, scriba versato nei comandamenti e nelle leggi dati dall'Eterno ad Israele: Esdra 7:11
- `Artaserse, re dei re, a Esdra, sacerdote, scriba versato nella legge dell'Iddio del cielo, ecc. Esdra 7:12
- Da me è decretato che nel mio regno, chiunque del popolo d'Israele, de' suoi sacerdoti e de' Leviti sarà disposto a partire con te per Gerusalemme, vada pure; Esdra 7:13
- e per portare l'argento e l'oro che il re ed i suoi consiglieri hanno volenterosamente offerto all'Iddio d'Israele, la cui dimora è a Gerusalemme, Esdra 7:15
- e tutto l'argento e l'oro che troverai in tutta la provincia di Babilonia, e i doni volontari fatti dal popolo e dai sacerdoti per la casa del loro Dio a Gerusalemme. Esdra 7:16
- Tu avrai quindi cura di comprare con questo danaro de' giovenchi, dei montoni, degli agnelli, e ciò che occorre per le relative oblazioni e libazioni, e li offrirai sull'altare della casa del vostro Dio ch'è a Gerusalemme. Esdra 7:17
- Io, il re Artaserse, do ordine a tutti i tesorieri d'oltre il fiume di consegnare senza dilazione a Esdra, sacerdote e scriba, versato nella legge dell'Iddio del cielo, tutto quello che vi chiederà, Esdra 7:21
- fino a cento talenti d'argento, a cento cori di grano, a cento bati di vino, a cento bati d'olio, e a una quantità illimitata di sale. Esdra 7:22
- Vi facciamo inoltre sapere che non è lecito a nessuno esigere alcun tributo o imposta o pedaggio da alcuno de' sacerdoti, de' Leviti, de' cantori, dei portinai, de' Nethinei e de' servi di questa casa di Dio. Esdra 7:24
- E tu, Esdra, secondo la sapienza di cui il tuo Dio ti ha dotato, stabilisci de' magistrati e de' giudici che amministrino la giustizia a tutto il popolo d'oltre il fiume, a tutti quelli che conoscono le leggi del tuo Dio; e fatele voi conoscere a chi non le conosce. Esdra 7:25
- Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio de' nostri padri, che ha così disposto il cuore del re ad onorare la casa dell'Eterno, a Gerusalemme, Esdra 7:27
- e ordinai loro d'andare dal capo Iddo, che stava a Casifia, e posi loro in bocca le parole che dovean dire a Iddo e a suo fratello, ch'eran preposti al luogo di Casifia, perché ci menassero degli uomini per fare il servizio della casa del nostro Dio. Esdra 8:17
- Così digiunammo e invocammo il nostro Dio a questo proposito, ed egli ci esaudì. Esdra 8:23
- vigilate e custoditeli, finché li pesiate in presenza dei capi sacerdoti, dei Leviti e dei capi delle famiglie d'Israele a Gerusalemme, nelle camere della casa dell'Eterno'. Esdra 8:29
- I sacerdoti e i Leviti dunque ricevettero pesato l'argento e l'oro, e gli utensili, per portarli a Gerusalemme nella casa del nostro Dio. Esdra 8:30
- E noi ci partimmo dal fiume d'Ahava il dodicesimo giorno del primo mese per andare a Gerusalemme; e la mano di Dio fu su noi, e ci liberò dalla mano del nemico e da ogni insidia, durante il viaggio. Esdra 8:31
- Arrivammo a Gerusalemme; e dopo esserci riposati quivi tre giorni, Esdra 8:32
- Or quando queste cose furon finite, i capi s'accostarono a me, dicendo: `Il popolo d'Israele, i sacerdoti e i Leviti non si son separati dai popoli di questi paesi, ma si conformano alle abominazioni de' Cananei, degli Hittei, de' Ferezei, dei Gebusei, degli Ammoniti, dei Moabiti, degli Egiziani e degli Amorei. Esdra 9:1
- Poiché hanno preso delle loro figliuole per sé e per i propri figliuoli, e hanno mescolata la stirpe santa coi popoli di questi paesi; e i capi e i magistrati sono stati i primi a commettere questa infedeltà'. Esdra 9:2
- Quand'io ebbi udito questo, mi stracciai le vesti e il mantello, mi strappai i capelli della testa e della barba, e mi misi a sedere, costernato. Esdra 9:3
- Allora tutti quelli che tremavano alle parole dell'Iddio d'Israele si radunarono presso di me a motivo della infedeltà di quelli ch'eran tornati dalla cattività; e io rimasi così seduto e costernato, fino al tempo dell'oblazione della sera. Esdra 9:4
- `O mio Dio, io son confuso; e mi vergogno, o mio Dio, d'alzare a te la mia faccia; poiché le nostre iniquità si son moltiplicate fino al disopra del nostro capo, e la nostra colpa è sì grande che arriva al cielo. Esdra 9:6
- Dal tempo de' nostri padri fino al dì d'oggi siamo stati grandemente colpevoli; e a motivo delle nostre iniquità, noi, i nostri re, i nostri sacerdoti, siamo stati dati in mano dei re dei paesi stranieri, in balìa della spada, dell'esilio, della rapina e dell'obbrobrio, come anch'oggi si vede. Esdra 9:7
- - Ora, dopo tutto quello che ci è avvenuto a motivo delle nostre azioni malvage e delle nostre grandi colpe, giacché tu, o nostro Dio, ci hai puniti meno severamente di quanto le nostre iniquità avrebbero meritato, e hai conservato di noi un residuo come questo, Esdra 9:13
- torneremmo noi di nuovo a violare i tuoi comandamenti e ad imparentarci coi popoli che commettono queste abominazioni? L'ira tua non s'infiammerebbe essa contro di noi sino a consumarci e a non lasciar più né residuo né superstite? Esdra 9:14
- O Eterno, Dio d'Israele, tu sei giusto, e perciò noi siamo oggi ridotti ad un residuo di scampati. Ed eccoci dinanzi a te a riconoscere la nostra colpa; poiché per cagion d'essa, noi non potremmo sussistere nel tuo cospetto!' Esdra 9:15
- Or mentre Esdra pregava e faceva questa confessione piangendo e prostrato davanti alla casa di Dio, si raunò intorno a lui una grandissima moltitudine di gente d'Israele, uomini, donne e fanciulli; e il popolo piangeva dirottamente. Esdra 10:1
- Allora Scecania, figliuolo di Jehiel, uno de' figliuoli di Elam, prese a dire a Esdra: `Noi siamo stati infedeli al nostro Dio, sposando donne straniere prese dai popoli di questo paese; nondimeno, rimane ancora, a questo riguardo, una speranza a Israele. Esdra 10:2
- Facciamo un patto col nostro Dio impegnandoci a rimandare tutte queste donne e i figliuoli nati da esse, come consigliano il mio signore e quelli che tremano dinanzi ai comandamenti del nostro Dio. E facciasi quel che vuole la legge. Esdra 10:3
- E si bandì in Giuda e a Gerusalemme che tutti quelli della cattività si adunassero a Gerusalemme; Esdra 10:7
- Così tutti gli uomini di Giuda e di Beniamino s'adunarono a Gerusalemme entro i tre giorni. Era il ventesimo giorno del nono mese. Tutto il popolo stava sulla piazza della casa di Dio, tremante per cagion di questa cosa ed a causa della gran pioggia. Esdra 10:9
- Ma ora rendete omaggio all'Eterno, all'Iddio de' vostri padri, e fate quel che a lui piace! Separatevi dai popoli di questo paese e dalle donne straniere!' Esdra 10:11
- Ma il popolo è in gran numero, e il tempo è molto piovoso e non possiamo stare allo scoperto; e questo non è affar d'un giorno o due, poiché siamo stati numerosi a commettere questo peccato. Esdra 10:13
- Rimangano dunque qui i capi di tutta la raunanza; e tutti quelli che nelle nostre città hanno sposato donne straniere vengano a tempi determinati, con gli anziani e i giudici d'ogni città, finché non sia rimossa da noi l'ardente ira del nostro Dio, per questa infedeltà'. Esdra 10:14
- Jonathan, figliuolo di Asael, e Jahzia, figliuolo di Tikva, appoggiati da Meshullam e dal Levita Hubbetai, furono i soli ad opporsi a questo; Esdra 10:15
- ma quei della cattività fecero a quel modo; e furono scelti il sacerdote Esdra e alcuni capi famiglia secondo le loro case patriarcali, tutti designati per nome, i quali cominciarono a tener adunanza il primo giorno del decimo mese, per esaminare i fatti. Esdra 10:16
- Hanani, uno de' miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono da Giuda. Io li interrogai riguardo ai Giudei scampati, superstiti della cattività, e riguardo a Gerusalemme. Neh. 1:2
- Com'ebbi udite queste parole, io mi posi a sedere, piansi, feci cordoglio per parecchi giorni, e digiunai e pregai dinanzi all'Iddio del cielo. Neh. 1:4
- siano le tue orecchie attente, i tuoi occhi aperti, ed ascolta la preghiera del tuo servo, la quale io fo adesso dinanzi a te, giorno e notte, per i figliuoli d'Israele, tuoi servi, confessando i peccati de' figliuoli d'Israele: peccati, che noi abbiam commessi contro di te; sì, che io e la casa di mio padre abbiamo commessi! Neh. 1:6
- Noi ci siam condotti malvagiamente contro di te, e non abbiamo osservato i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che tu desti a Mosè, tuo servo. Neh. 1:7
- Deh, ricordati della parola che ordinasti a Mosè, tuo servo, di pronunziare: - Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; Neh. 1:8
- ma se tornerete a me e osserverete i miei comandamenti e li metterete in pratica, quand'anche i vostri dispersi fossero agli estremi confini del mondo, io di là li raccoglierò; e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farne la dimora del mio nome. - Neh. 1:9
- O Signore, te ne prego, siano le tue orecchie attente alla preghiera del tuo servo e alla preghiera de' tuoi servi, che hanno a cuore di temere il tuo nome; e concedi oggi, ti prego, buon successo al tuo servo, e fa' ch'ei trovi pietà agli occhi di quest'uomo'. Allora io ero coppiere del re. Neh. 1:11
- Così giunsi a Gerusalemme; e quando v'ebbi passato tre giorni, Neh. 2:11
- Allora risalii di notte la valle, sempre considerando le mura; poi, rientrato per la porta della Valle, me ne tornai a casa. Neh. 2:15
- I magistrati non sapevano né dov'io fossi andato né che cosa facessi. Fino a quel momento, io non avevo detto nulla né ai Giudei né ai sacerdoti né ai notabili né ai magistrati né ad alcuno di quelli che si occupavano di lavori. Neh. 2:16
- E narrai loro come la benefica mano del mio Dio era stata su me, senza omettere le parole che il re m'avea dette. E quelli dissero: `Leviamoci, e mettiamoci a costruire!' E si fecero animo per metter mano alla buona impresa. Neh. 2:18
- Eliascib, sommo sacerdote, si levò coi suoi fratelli sacerdoti e costruirono la porta delle Pecore; la consacrarono e vi misero le sue imposte; continuarono a costruire fino alla torre di Mea, che consacrarono, e fino alla Torre di Hananeel. Neh. 3:1
- Allato a Eliascib lavorarono gli uomini di Gerico, e allato a loro lavorò Zaccur, figliuolo d'Imri. Neh. 3:2
- Allato a loro lavorò alle riparazioni Meremoth, figliuolo d'Uria, figliuolo di Hakkots; allato a loro lavorò alle riparazioni Meshullam, figliuolo di Berekia, figliuolo di Mescezabeel; allato a loro lavorò alle riparazioni Tsadok, figliuolo di Baana; Neh. 3:4
- allato a loro lavorarono alle riparazioni i Tekoiti; ma i principali fra loro non piegarono i loro colli a lavorare all'opera del loro signore. Neh. 3:5
- Allato a loro lavorarono alle riparazioni Melatia, il Gabaonita, Jadon, il Meronothita, e gli uomini di Gabaon e di Mitspa, che dipendevano dalla sede del governatore d'oltre il fiume; Neh. 3:7
- allato a loro lavorò alle riparazioni Uzziel, figliuolo di Harhaia, di tra gli orefici, e allato a lui lavorò Hanania, di tra i profumieri. Essi lasciarono stare Gerusalemme com'era, fino al muro largo. Neh. 3:8
- Allato a loro lavorò alle riparazioni Refaia, figliuolo di Hur capo della metà del distretto di Gerusalemme. Neh. 3:9
- Allato a loro lavorò alle riparazioni dirimpetto alla sua casa, Jedaia, figliuolo di Harumaf, e allato a lui lavorò Hattush figliuolo di Hashabneia. Neh. 3:10
- Allato a loro lavorò alle riparazioni, con le sue figliuole, Shallum, figliuolo di Hallohesh, capo della metà del distretto di Gerusalemme. Neh. 3:12
- Dopo di lui lavorarono alle riparazioni i Leviti, sotto Rehum, figliuolo di Bani; e allato a lui lavorò per il suo distretto Hashabia, capo della metà del distretto di Keila. Neh. 3:17
- e allato a lui Ezer, figliuolo di Jeshua, capo di Mitspa, restaurò un'altra parte delle mura, dirimpetto alla salita dell'arsenale, all'angolo. Neh. 3:19
- Noi dunque riedificammo le mura, che furon da pertutto compiute fino alla metà della loro altezza; e il popolo avea preso a cuore il lavoro. Neh. 4:6
- Ma quando Samballat, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdodei ebbero udito che la riparazione delle mura di Gerusalemme progrediva, e che le brecce cominciavano a chiudersi, n'ebbero grandissimo sdegno, Neh. 4:7
- e tutti quanti assieme congiurarono di venire ad attaccare Gerusalemme e a crearvi del disordine. Neh. 4:8
- E i nostri avversari dicevano: `Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché noi giungiamo in mezzo a loro; allora li uccideremo, e farem cessare i lavori'. Neh. 4:11
- E siccome i Giudei che dimoravano vicino a loro vennero dieci volte a riferirci la cosa da tutti i luoghi di loro provenienza, Neh. 4:12
- Da quel giorno, la metà de' miei servi lavorava, e l'altra metà stava armata di lance, di scudi, d'archi, di corazze; e i capi eran dietro a tutta la casa di Giuda. Neh. 4:16
- e tutti i costruttori, lavorando, portavan ciascuno la spada cinta ai fianchi. Il trombettiere stava accanto a me. Neh. 4:18
- Io poi, i miei fratelli, i miei servi e gli uomini di guardia che mi seguivano, non ci spogliavamo; ognuno avea l'arma a portata di mano. Neh. 4:23
- Altri ancora dicevano: `Noi abbiam preso del danaro a imprestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. Neh. 5:4
- e dissi loro: `Noi, secondo la nostra possibilità, abbiamo riscattato i nostri fratelli Giudei che s'eran venduti ai pagani; e voi stessi vendereste i vostri fratelli, ed essi si venderebbero a noi!' Allora quelli si tacquero, e non seppero che rispondere. Neh. 5:8
- I governatori che mi avean preceduto aveano gravato il popolo, ricevendone pane e vino, oltre a quaranta sicli d'argento; perfino i loro servi angariavano il popolo; ma io non ho fatto così, perché ho avuto timor di Dio. Neh. 5:15
- Anzi ho messo mano ai lavori di riparazione di queste mura, e non abbiamo comprato verun campo, e tutta la mia gente s'è raccolta là a lavorare. Neh. 5:16
- E avevo alla mia mensa centocinquanta uomini, Giudei e magistrati, oltre quelli che venivano a noi dalle nazioni circonvicine. Neh. 5:17
- E quel che mi si preparava per ogni giorno era un bue, sei capri scelti di bestiame minuto, e dell'uccellame; e ogni dieci giorni si preparava ogni sorta di vini in abbondanza; e, nondimeno, io non ho mai chiesta la provvisione assegnata al governatore, perché il popolo era già gravato abbastanza a motivo de' lavori. Neh. 5:18
- Samballat e Ghescem mi mandarono a dire: `Vieni, e troviamoci assieme in uno dei villaggi della valle di Ono'. Or essi pensavano a farmi del male. Neh. 6:2
- Essi mandarono quattro volte a dirmi la stessa cosa, e io risposi loro nello stesso modo. Neh. 6:4
- Allora Samballat mi mandò a dire la stessa cosa la quinta volta per mezzo del suo servo che aveva in mano una lettera aperta, Neh. 6:5
- nella quale stava scritto: `Corre voce fra queste genti, e Gashmu l'afferma, che tu e i Giudei meditate di ribellarvi; e che perciò tu ricostruisci le mura; e, stando a quel che si dice, tu diventeresti loro re, Neh. 6:6
- e avresti perfino stabiliti de' profeti per far la tua proclamazione a Gerusalemme, dicendo: - V'è un re in Giuda! - Or questi discorsi saranno riferiti al re. Vieni dunque, e consultiamoci assieme'. Neh. 6:7
- Ed io andai a casa di Scemaia, figliuolo di Delaia, figliuolo di Mehetabeel, che s'era quivi rinchiuso; ed egli mi disse: `Troviamoci assieme nella casa di Dio, dentro al tempio, e chiudiamo le porte del tempio; poiché coloro verranno ad ucciderti, e verranno a ucciderti di notte'. Neh. 6:10
- E l'aveano pagato per impaurirmi e indurmi ad agire a quel modo e a peccare, affin di aver materia da farmi una cattiva riputazione e da coprirmi d'onta. Neh. 6:13
- Or le mura furon condotte a fine il venticinquesimo giorno di Elul, in cinquantadue giorni. Neh. 6:15
- In quei giorni, anche de' notabili di Giuda mandavano frequenti lettere a Tobia, e ne ricevevano da Tobia, Neh. 6:17
- Or quando le mura furon riedificate ed io ebbi messo a posto le porte, e i portinai, i cantori e i Leviti furono stabiliti nei loro uffici, Neh. 7:1
- Questi son quei della provincia che tornarono dalla cattività; quelli che Nebucadnetsar, re di Babilonia, avea menati in cattività, e che tornarono a Gerusalemme e in Giuda, ciascuno nella sua città. Neh. 7:6
- senza contare i loro servi e le loro serve, che ammontavano a settemila trecentotrentasette. Avevan pure duecentoquarantacinque cantori e cantatrici. Neh. 7:67
- Come fu giunto il settimo mese, e i figliuoli d'Israele si furono stabiliti nelle loro città, tutto il popolo si radunò come un sol uomo sulla piazza ch'è davanti alla porta delle Acque, e disse a Esdra, lo scriba, che portasse il libro della legge di Mosè che l'Eterno avea data a Israele. Neh. 8:1
- E lesse il libro sulla piazza ch'è davanti alla porta delle Acque, dalla mattina presto fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne, e di quelli ch'eran capaci d'intendere; e tutto il popolo teneva tese le orecchie a sentire il libro della legge. Neh. 8:3
- Esdra, lo scriba, stava sopra una tribuna di legno, ch'era stata fatta apposta, e accanto a lui stavano, a destra, Mattithia, Scema, Anaia, Uria, Hilkia e Maaseia; a sinistra, Pedaia, Mishael, Malkia, Hashum, Hashbaddana, Zaccaria e Meshullam. Neh. 8:4
- Esdra benedisse l'Eterno, l'Iddio grande, e tutto il popolo rispose: `Amen, amen', alzando le mani; e s'inchinarono, e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi all'Eterno. Neh. 8:6
- Nehemia, ch'era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i Leviti che ammaestravano il popolo, dissero a tutto il popolo: `Questo giorno è consacrato all'Eterno, al vostro Dio; non fate cordoglio e non piangete!' Poiché tutto il popolo piangeva, ascoltando le parole della legge. Neh. 8:9
- Poi Nehemia disse loro: `Andate, mangiate vivande grasse e bevete vini dolci, e mandate delle porzioni a quelli che nulla hanno di preparato per loro; perché questo giorno è consacrato al Signor nostro; non v'attristate; perché il gaudio dell'Eterno è la vostra forza'. Neh. 8:10
- I Leviti facevano far silenzio a tutto il popolo, dicendo: `Tacete, perché questo giorno è santo; non v'attristate!' Neh. 8:11
- E tutto il popolo se n'andò a mangiare, a bere, a mandar porzioni ai poveri, e a far gran festa, perché aveano intese le parole ch'erano state loro spiegate. Neh. 8:12
- Così tutta la raunanza di quelli ch'eran tornati dalla cattività si fece delle capanne, e dimorò nelle capanne. Dal tempo di Giosuè, figliuolo di Nun, fino a quel giorno, i figliuoli d'Israele non avean più fatto nulla di simile. E vi fu grandissima allegrezza. Neh. 8:17
- Quelli che appartenevano alla progenie d'Israele si separarono da tutti gli stranieri, si presentarono dinanzi a Dio, e confessarono i loro peccati e le iniquità dei loro padri. Neh. 9:2
- tu trovasti il cuor suo fedele davanti a te, e fermasti con lui un patto, promettendogli di dare alla sua progenie il paese de' Cananei, degli Hittei, degli Amorei, de' Ferezei, de' Gebusei e de' Ghirgasei; tu hai mantenuta la tua parola, perché sei giusto. Neh. 9:8
- E fendesti il mare davanti a loro, sì che passarono per mezzo al mare sull'asciutto; e quelli che l'inseguivano tu li precipitasti nell'abisso, come una pietra in fondo ad acque potenti. Neh. 9:11
- e desti loro pane dal cielo quand'erano affamati, e facesti scaturire acqua dalla rupe quand'erano assetati, e dicesti loro che andassero a prender possesso del paese che avevi giurato di dar loro. Neh. 9:15
- rifiutarono d'ubbidire, e non si ricordarono delle maraviglie che tu avevi fatte a pro loro; indurarono le loro cervici; e, nella loro ribellione, si vollero dare un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, misericordioso, pieno di compassione, lento all'ira e di gran benignità, e non li abbandonasti. Neh. 9:17
- E i loro figliuoli v'entrarono e presero possesso del paese; tu umiliasti dinanzi a loro i Cananei che abitavano il paese, e li desti nelle loro mani coi loro re e coi popoli del paese, perché li trattassero come loro piaceva. Neh. 9:24
- Ma essi furon disubbidienti, si ribellarono contro di te, si gettaron la tua legge dietro le spalle, uccisero i tuoi profeti che li scongiuravano di tornare a te, e t'oltraggiarono gravemente. Neh. 9:26
- Perciò tu li desti nelle mani de' loro nemici, che li oppressero; ma al tempo della loro distretta essi gridarono a te, e tu li esaudisti dal cielo; e, nella tua immensa misericordia, tu desti loro de' liberatori, che li salvarono dalle mani dei loro nemici. Neh. 9:27
- Ma quando aveano riposo, ricominciavano a fare il male dinanzi a te; perciò tu li abbandonavi nelle mani dei loro nemici, i quali diventavan loro dominatori; poi, quando ricominciavano a gridare a te, tu li esaudivi dal cielo; e così, nella tua misericordia, più volte li salvasti. Neh. 9:28
- Ora dunque, o Dio nostro, Dio grande, potente e tremendo, che mantieni il patto e la misericordia, non paian poca cosa agli occhi tuoi tutte queste afflizioni che son piombate addosso a noi, ai nostri re, ai nostri capi, ai nostri sacerdoti, ai nostri profeti, ai nostri padri, a tutto il tuo popolo, dal tempo dei re d'Assiria al dì d'oggi. Neh. 9:32
- Ed essi, mentre godevano del loro regno, dei grandi benefizi che tu largivi loro e del vasto e fertile paese che tu avevi messo a loro disposizione, non ti servirono e non abbandonarono le loro opere malvage. Neh. 9:35
- Ed esso moltiplica i suoi prodotti per i re ai quali tu ci hai sottoposti a cagion de' nostri peccati, e che son padroni dei nostri corpi e del nostro bestiame a loro talento; e noi siamo in gran distretta'. Neh. 9:37
- A motivo di tutto questo, noi fermammo un patto stabile e lo mettemmo per iscritto; e i nostri capi, i nostri Leviti e i nostri sacerdoti vi apposero il loro sigillo. Neh. 9:38
- s'unirono ai loro fratelli più ragguardevoli tra loro, e s'impegnarono con esecrazione e giuramento a camminare nella legge di Dio data per mezzo di Mosè servo di Dio, ad osservare e mettere in pratica tutti i comandamenti dell'Eterno, del Signor nostro, le sue prescrizioni e le sue leggi, Neh. 10:29
- a non dare le nostre figliuole ai popoli del paese e a non prendere le figliuole loro per i nostri figliuoli, Neh. 10:30
- a non comprar nulla in giorno di sabato o in altro giorno sacro, dai popoli che portassero a vendere in giorno di sabato qualsivoglia sorta di merci o di derrate, a lasciare in riposo la terra ogni settimo anno, e a non esigere il pagamento di verun debito. Neh. 10:31
- per i pani della presentazione, per l'oblazione perpetua, per l'olocausto perpetuo dei sabati, dei noviluni, delle feste, per le cose consacrate, per i sacrifizi d'espiazione a pro d'Israele, e per tutta l'opera della casa del nostro Dio; Neh. 10:33
- e tirando a sorte, noi sacerdoti, Leviti e popolo, regolammo quel che concerne l'offerta delle legna, affin di portarle, secondo le nostre case patriarcali, alla casa del nostro Dio, a tempi fissi, anno per anno, perché bruciassero sull'altare dell'Eterno, del nostro Dio, come sta scritto nella legge; Neh. 10:34
- e c'impegnammo a portare ogni anno nella casa dell'Eterno le primizie del nostro suolo e le primizie d'ogni frutto di qualunque albero, Neh. 10:35
- poiché in quelle stanze i figliuoli d'Israele e i figliuoli di Levi debbon portare l'offerta prelevata sul frumento, sul vino e sull'olio; quivi sono gli utensili del santuario, i sacerdoti che fanno il servizio, i portinai e i cantori. Noi c'impegnammo così a non abbandonare la casa del nostro Dio. Neh. 10:39
- I capi del popolo si stabilirono a Gerusalemme; il resto del popolo tirò a sorte per farne venire uno su dieci ad abitar Gerusalemme, la città santa; gli altri nove doveano rimanere nelle altre città. Neh. 11:1
- Ecco i capi della provincia che si stabilirono a Gerusalemme, mentre che, nelle città di Giuda, ognuno si stabilì nella sua proprietà, nella sua città: Israeliti, Sacerdoti, Leviti, Nethinei, e figliuoli dei servi di Salomone. Neh. 11:3
- A Gerusalemme dunque si stabilirono de' figliuoli di Giuda, e de' figliuoli di Beniamino. - De' figliuoli di Giuda: Atahia, figliuolo d'Uzzia, figliuolo di Zaccaria, figliuolo d'Amaria, figliuolo di Scefatia, figliuolo di Mahalaleel, de' figliuoli di Perets, Neh. 11:4
- Totale dei figliuoli di Perets che si stabilirono a Gerusalemme: quattrocentosessantotto uomini valorosi. Neh. 11:6
- I Nethinei si stabilirono sulla collina, e Tsiha e Ghishpa erano a capo dei Nethinei. Neh. 11:21
- Il capo dei Leviti a Gerusalemme era Uzzi, figliuolo di Bani, figliuolo di Hashabia, figliuolo di Mattania, figliuolo di Mica, de' figliuoli d'Asaf, ch'erano i cantori addetti al servizio della casa di Dio; Neh. 11:22
- I figliuoli di Beniamino si stabilirono da Gheba in là, a Micmas, ad Aijah, a Bethel e ne' luoghi che ne dipendevano, Neh. 11:31
- ad Anathoth, a Nob, ad Anania, Neh. 11:32
- a Atsor, a Rama, a Ghittaim, Neh. 11:33
- a Hadid, a Tseboim, a Neballath, Neh. 11:34
- a Lod ed a Ono, valle degli artigiani. Neh. 11:35
- Dei Leviti alcune classi appartenenti a Giuda furono unite a Beniamino. Neh. 11:36
- Alla dedicazione delle mura di Gerusalemme si mandarono a cercare i Leviti di tutti i luoghi dov'erano, per farli venire a Gerusalemme affin di fare la dedicazione con gioia, con laudi e cantici e suon di cembali, saltèri e cetre. Neh. 12:27
- E i figliuoli de' cantori si radunarono dal distretto intorno a Gerusalemme, dai villaggi dei Netofathiti, Neh. 12:28
- Giunti che furono alla porta della Sorgente, montarono, dirimpetto a loro, la scalinata della città di Davide, là dove le mura salgono al disopra del livello della casa di Davide, e giunsero alla porta delle Acque, a oriente. Neh. 12:37
- In quel tempo, degli uomini furon preposti alle stanze che servivan da magazzini delle offerte, delle primizie e delle decime, onde vi raccogliessero dai contadi delle città le parti assegnate dalla legge ai sacerdoti e ai Leviti; poiché i Giudei gioivano a vedere i sacerdoti ed i Leviti ai loro posti; Neh. 12:44
- Poiché, anticamente, al tempo di Davide e di Asaf v'erano de' capi de' cantori e de' canti di laude e di azioni di grazie a Dio. Neh. 12:46
- perché non eran venuti incontro ai figliuoli d'Israele con del pane e dell'acqua, e perché aveano prezzolato a loro danno Balaam, per maledirli; ma il nostro Dio convertì la maledizione in benedizione. Neh. 13:2
- avea messo a disposizione di quest'ultimo una camera grande là dove, prima d'allora, si riponevano le offerte, l'incenso, gli utensili, la decima del grano, del vino e dell'olio, tutto ciò che spettava per legge ai Leviti, ai cantori, ai portinai, e la parte che se ne prelevava per i sacerdoti. Neh. 13:5
- Ma quando si faceva tutto questo, io non ero a Gerusalemme; perché l'anno trentaduesimo di Artaserse, re di Babilonia, ero tornato presso il re; e in capo a qualche tempo avendo ottenuto un congedo dal re, Neh. 13:6
- tornai a Gerusalemme, e m'accorsi del male che Eliascib avea fatto per amor di Tobia, mettendo a sua disposizione una camera nei cortili della casa di Dio. Neh. 13:7
- La cosa mi dispiacque fortemente, e feci gettare fuori dalla camera tutte le masserizie appartenenti a Tobia; Neh. 13:8
- e affidai la sorveglianza dei magazzini al sacerdote Scelemia, allo scriba Tsadok, e a Pedaia uno dei Leviti; ai quali aggiunsi Hanan, figliuolo di Zaccur, figliuolo di Mattania, perché erano reputati uomini fedeli. Il loro ufficio era di fare le repartizioni tra i loro fratelli. Neh. 13:13
- In que' giorni osservai in Giuda di quelli che calcavano l'uva negli strettoi in giorno di sabato, altri che portavano, caricandolo sugli asini, del grano od anche del vino, dell'uva, dei fichi, e ogni sorta di cose, che facean venire a Gerusalemme in giorno di sabato; ed io li rimproverai a motivo del giorno in cui vendevano le loro derrate. Neh. 13:15
- C'erano anche dei Sirî, stabiliti a Gerusalemme, che portavano del pesce e ogni sorta di cose, e le vendevano ai figliuoli di Giuda in giorno di sabato, e in Gerusalemme. Neh. 13:16
- E non appena le porte di Gerusalemme cominciarono ad esser nell'ombra, prima del sabato, io ordinai che le porte fossero chiuse, e che non si riaprissero fino a dopo il sabato; e collocai alcuni de' miei servi alle porte, affinché nessun carico entrasse in città durante il sabato. Neh. 13:19
- Io ordinai anche ai Leviti che si purificassero e venissero a custodire le porte per santificare il giorno del sabato. Anche per questo ricòrdati di me, o mio Dio, e abbi pietà di me secondo la grandezza della tua misericordia! Neh. 13:22
- E dissi: `Salomone, re d'Israele, non peccò egli forse appunto in questo? E, certo, fra le molte nazioni, non ci fu re simile a lui; era amato dal suo Dio, e Dio l'aveva fatto re di tutto Israele; nondimeno, le donne straniere fecero peccare anche lui. Neh. 13:26
- E s'avrà egli a dir di voi che commettete questo gran male, che siete infedeli al nostro Dio, prendendo mogli straniere?' Neh. 13:27
- Così purificai il popolo da ogni elemento straniero, e ristabilii i servizi varî de' sacerdoti e de' Leviti, assegnando a ciascuno il suo lavoro. Neh. 13:30
- in quel tempo, dico, il re Assuero, che sedeva sul trono del suo regno a Susa, la residenza reale, Ester 1:2
- l'anno terzo del suo regno, fece un convito a tutti i suoi principi e ai suoi servi; l'esercito di Persia e di Media, i nobili e i governatori delle province furono riuniti in sua presenza, Ester 1:3
- Scorsi che furon questi giorni, il re fece un altro convito di sette giorni, nel cortile del giardino del palazzo reale, per tutto il popolo che si trovava a Susa, la residenza reale, dal più grande al più piccolo. Ester 1:5
- Arazzi di cotone finissimo, bianchi e violacei, stavan sospesi con cordoni di bisso e di scarlatto a degli anelli d'argento e a delle colonne di marmo. V'eran dei divani d'oro e d'argento sopra un pavimento di porfido, di marmo bianco, di madreperla e di pietre nere. Ester 1:6
- E l'ordine era dato di non forzare alcuno a bere, poiché il re avea prescritto a tutti i grandi della sua casa che lasciassero fare a ciascuno secondo la propria volontà. Ester 1:8
- Il settimo giorno, il re, che aveva il cuore reso allegro dal vino, ordinò a Mehuman, a Biztha, a Harbona, a Bigtha, ad Abagtha, a Zethar ed a Carcas, i sette eunuchi che servivano in presenza del re Assuero, Ester 1:10
- che conducessero davanti a lui la regina Vashti con la corona reale, per far vedere ai popoli ed ai grandi la sua bellezza; poich'essa era bella d'aspetto. Ester 1:11
- e i più vicini a lui erano Carscena, Scethar, Admatha, Tarscish, Meres, Marsena e Memucan, sette principi di Persia e di Media che vedevano la faccia del re e occupavano i primi posti nel regno. - Ester 1:14
- Poiché quello che la regina ha fatto si saprà da tutte le donne, e le indurrà a disprezzare i loro propri mariti; giacché esse diranno: - Il re Assuero aveva ordinato che si conducesse in sua presenza la regina Vashti, ed ella non v'è andata. - Ester 1:17
- Da ora innanzi le principesse di Persia e di Media che avranno udito il fatto della regina ne parleranno a tutti i principi del re, e ne nascerà un gran disprezzo e molto sdegno. Ester 1:18
- e mandò lettere a tutte le province del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e ad ogni popolo secondo la sua lingua; per esse lettere ogni uomo doveva esser padrone in casa propria, e parlare la lingua del suo popolo. Ester 1:22
- Dopo queste cose, quando l'ira del re fu calmata, egli si ricordò di Vashti, di ciò ch'ella avea fatto, e di quanto era stato deciso a suo riguardo. Ester 2:1
- La fanciulla piacque a Hegai, ed entrò nelle buone grazie di lui; ei s'affrettò a fornirle i cosmetici di cui ell'avea bisogno e i suoi alimenti, le diede sette donzelle scelte nella casa del re, e assegnò a lei e alle sue donzelle l'appartamento migliore della casa delle donne. Ester 2:9
- V'andava la sera, e la mattina dipoi passava nella seconda casa delle donne, sotto la sorveglianza di Shaashgaz, eunuco del re, guardiano delle concubine. Ella non tornava più dal re, a meno che il re la desiderasse ed ella fosse chiamata nominatamente. Ester 2:14
- E il re fece un gran convito a tutti i suoi principi ed ai suoi servi, che fu il convito d'Ester; concedette sgravi alle province, e fece doni con munificenza di re. Ester 2:18
- Investigato e verificato il fatto, i due eunuchi furono appiccati a un legno; e la cosa fu registrata nel libro delle Cronache, in presenza del re. Ester 2:23
- E tutti i servi del re che stavano alla porta del re s'inchinavano e si prostravano davanti a Haman, perché così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma Mardocheo non s'inchinava né si prostrava. Ester 3:2
- E i servi del re che stavano alla porta del re dissero a Mardocheo: `Perché trasgredisci l'ordine del re?' Ester 3:3
- Or com'essi glielo ripetevano tutti i giorni, ed egli non dava loro ascolto, quelli riferirono la cosa a Haman, per vedere se Mardocheo persisterebbe nel suo dire; perch'egli avea lor detto ch'era Giudeo. Ester 3:4
- Haman vide che Mardocheo non s'inchinava né si prostrava davanti a lui, e ne fu ripieno d'ira; Ester 3:5
- ma sdegnò di metter le mani addosso a Mardocheo soltanto, giacché gli avean detto a qual popolo Mardocheo apparteneva; e cercò di distruggere il popolo di Mardocheo, tutti i Giudei che si trovavano in tutto il regno d'Assuero. Ester 3:6
- Il primo mese, ch'è il mese di Nisan, il dodicesimo anno del re Assuero, si tirò il Pur, vale a dire si tirò a sorte, in presenza di Haman, un giorno dopo l'altro e un mese dopo l'altro, finché sortì designato il dodicesimo mese, ch'è il mese di Adar. Ester 3:7
- Allora il re si tolse l'anello di mano, e lo diede a Haman l'Agaghita figliuolo di Hammedatha, e nemico de' Giudei. Ester 3:10
- E il re disse a Haman: `Il danaro t'è dato, e il popolo pure; fagli quel che ti pare'. Ester 3:11
- Il tredicesimo giorno del primo mese furon chiamati i segretari del re, e fu scritto, seguendo in tutto gli ordini di Haman, ai satrapi del re, ai governatori d'ogni provincia e ai capi d'ogni popolo, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere, e ad ogni popolo nella sua lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato col sigillo reale. Ester 3:12
- E furon mandate delle lettere, a mezzo di corrieri, in tutte le province del re perché si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del dodicesimo mese, ch'è il mese d'Adar, e si abbandonassero al saccheggio i loro beni. Ester 3:13
- Queste lettere contenevano una copia dell'editto che doveva esser pubblicato in ogni provincia, e invitavano tutti i popoli a tenersi pronti per quel giorno. Ester 3:14
- I corrieri partirono in tutta fretta per ordine del re, e il decreto fu promulgato nella residenza reale di Susa; e mentre il re e Haman se ne stavano a sedere bevendo, la città di Susa era costernata. Ester 3:15
- e venne fin davanti alla porta del re, poiché a nessuno che fosse coperto di sacco era permesso di passare per la porta del re. Ester 4:2
- In ogni provincia, dovunque giungevano l'ordine del re e il suo decreto, ci fu gran desolazione fra i Giudei: digiunavano, piangevano, si lamentavano, e a molti serviron di letto il sacco e la cenere. Ester 4:3
- Le donzelle d'Ester e i suoi eunuchi vennero a riferirle la cosa; e la regina ne fu fortemente angosciata; e mandò delle vesti a Mardocheo, perché se le mettesse e si levasse di dosso il sacco; ma egli non le accettò. Ester 4:4
- e gli diede pure una copia del testo del decreto ch'era stato promulgato a Susa per il loro sterminio, affinché lo mostrasse a Ester, la informasse di tutto, e le ordinasse di presentarsi al re per domandargli grazia e per intercedere a pro del suo popolo. Ester 4:8
- Allora Ester ordinò a Hathac d'andare a dire a Mardocheo: Ester 4:10
- `Tutti i servi del re e il popolo delle sue province sanno che se qualcuno, uomo o donna che sia, entra dal re nel cortile interno, senza essere stato chiamato, per una legge ch'è la stessa per tutti, ei dev'esser messo a morte, a meno che il re non stenda verso di lui il suo scettro d'oro; nel qual caso, colui ha salva la vita. E io son già trenta giorni che non sono stata chiamata per andare dal re'. Ester 4:11
- Le parole di Ester furon riferite a Mardocheo; Ester 4:12
- e Mardocheo fece dare questa risposta a Ester: `Non ti mettere in mente che tu sola scamperai fra tutti i Giudei perché sei nella casa del re. Ester 4:13
- Allora Ester ordinò che si rispondesse a Mardocheo: Ester 4:15
- `Va', raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa, e digiunate per me; state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno. Anch'io con le mie donzelle digiunerò nello stesso modo; e dopo entrerò dal re, quantunque ciò sia contro la legge; e, s'io debbo perire, ch'io perisca!' Ester 4:16
- Nondimeno Haman si contenne, se ne andò a casa, e mandò a chiamare i suoi amici e Zeresh, sua moglie. Ester 5:10
- Allora Zeresh sua moglie, e tutti i suoi amici gli dissero: `Si prepari una forca alta cinquanta cubiti; e domattina di' al re che vi s'appicchi Mardocheo; poi vattene allegro al convito col re'. E la cosa piacque a Haman, che fece preparare la forca. Ester 5:14
- Allora il re chiese: `Qual onore e qual distinzione s'è dato a Mardocheo per questo?' Quelli che servivano il re risposero: `Non s'è fatto nulla per lui'. Ester 6:3
- Haman entrò, e il re gli disse: `Che bisogna fare a un uomo che il re voglia onorare?' Haman disse in cuor suo: `Chi altri vorrebbe il re onorare, se non me?' Ester 6:6
- si consegni la veste e il cavallo a uno dei principi più nobili del re; si rivesta di quella veste l'uomo che il re vuole onorare, lo si faccia percorrere a cavallo le vie della città, e si gridi davanti a lui: - Così si fa all'uomo che il re vuole onorare!' - Ester 6:9
- Allora il re disse a Haman: `Fa' presto, e prendi la veste e il cavallo, come hai detto, e fa' a quel modo a Mardocheo, a quel Giudeo che siede alla porta del re; e non tralasciar nulla di quello che hai detto'. Ester 6:10
- E Haman prese la veste e il cavallo, rivestì della veste Mardocheo lo fece percorrere a cavallo le vie della città, e gridava davanti a lui: `Così si fa all'uomo che il re vuole onorare!'. Ester 6:11
- Poi Mardocheo tornò alla porta del re, ma Haman s'affrettò d'andare a casa sua, tutto addolorato, e col capo coperto. Ester 6:12
- E Haman raccontò a Zeresh sua moglie e a tutti i suoi amici tutto quello che gli era accaduto. E i suoi savi e Zeresh sua moglie gli dissero: `Se Mardocheo davanti al quale tu hai cominciato a cadere è della stirpe de' Giudei, tu non potrai nulla contro di lui e cadrai completamente davanti ad esso'. Ester 6:13
- Mentr'essi parlavano ancora con lui, giunsero gli eunuchi del re, i quali s'affrettarono a condurre Haman al convito che Ester aveva preparato. Ester 6:14
- E il re anche questo secondo giorno disse a Ester, mentre si beveva il vino: `Qual'è la tua richiesta, o regina Ester? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, l'avrai'. Ester 7:2
- Il re Assuero prese a dire alla regina Ester: `Chi è, e dov'è colui che ha tanta presunzione da far questo?' Ester 7:5
- Poi il re tornò dal giardino del palazzo nel luogo del convito; intanto Haman s'era gettato sul divano sul quale si trovava Ester; e il re esclamò: `Vuol egli anche far violenza alla regina, davanti a me in casa mia?' Non appena questa parola fu uscita dalla bocca del re, copersero a Haman la faccia; Ester 7:8
- In quello stesso giorno, il re Assuero donò alla regina Ester la casa di Haman, il nemico dei Giudei. E Mardocheo si presentò al re, al quale Ester avea dichiarato la parentela che l'univa a lui. Ester 8:1
- E il re si cavò l'anello che avea fatto togliere a Haman, e lo diede a Mardocheo. Ed Ester diede a Mardocheo il governo della casa di Haman. Ester 8:2
- Perché come potrei io reggere a vedere la calamità che colpirebbe il mio popolo? Come potrei reggere a vedere la distruzione della mia stirpe?' Ester 8:6
- Allora il re Assuero disse alla regina Ester e a Mardocheo, il Giudeo: `Ecco, io ho dato a Ester la casa di Haman, e questi è stato appeso alla forca, perché avea voluto metter la mano addosso ai Giudei. Ester 8:7
- Scrivete dunque, a pro de' Giudei, come vi parrà meglio, nel nome del re, e suggellate coll'anello reale; perché ciò ch'è scritto in nome del re e sigillato con l'anello reale, è irrevocabile'. Ester 8:8
- Senza perder tempo, il ventitreesimo giorno del terzo mese, ch'è il mese di Sivan, furon chiamati i segretari del re, e fu scritto, seguendo in tutto l'ordine di Mardocheo, ai Giudei, ai satrapi, ai governatori e ai capi delle centoventisette province, dall'India all'Etiopia, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere, a ogni popolo nella sua lingua, e ai Giudei secondo il loro modo di scrivere e nella loro lingua. Ester 8:9
- Queste lettere contenevano una copia dell'editto che doveva esser bandito in ogni provincia e pubblicato fra tutti i popoli, perché i Giudei si tenessero pronti per quel giorno a vendicarsi dei loro nemici. Ester 8:13
- I Giudei dunque colpirono tutti i loro nemici, mettendoli a fil di spada, uccidendoli e sterminandoli; fecero dei loro nemici quello che vollero. Ester 9:5
- e misero a morte Parshandatha, Dalfon, Aspatha, Poratha, Ester 9:7
- Quel giorno stesso il numero di quelli ch'erano stati uccisi alla residenza reale di Susa fu recato a conoscenza del re. Ester 9:11
- Allora Ester disse: `Se così piace al re, sia permesso ai Giudei che sono a Susa di fare anche domani quello ch'era stato decretato per oggi; e siano appesi alla forca i dieci figliuoli di Haman'. Ester 9:13
- E il re ordinò che così fosse fatto. Il decreto fu promulgato a Susa, e i dieci figliuoli di Haman furono appiccati. Ester 9:14
- E i Giudei ch'erano a Susa si radunarono ancora il quattordicesimo giorno del mese d'Adar e uccisero a Susa trecento uomini; ma non si diedero al saccheggio. Ester 9:15
- Ma i Giudei ch'erano a Susa si radunarono il tredicesimo e il quattordicesimo giorno di quel mese; il quindicesimo giorno si riposarono, e ne fecero un giorno di conviti e di gioia. Ester 9:18
- Mardocheo scrisse queste cose, e mandò delle lettere a tutti i Giudei ch'erano in tutte le province del re Assuero, vicini e lontani, Ester 9:20
- I Giudei s'impegnarono a continuare quello che avean già cominciato a fare, e che Mardocheo avea loro scritto; Ester 9:23
- poiché Haman, figliuolo di Hammedatha, l'Agaghita, il nemico di tutti i Giudei, aveva ordito una trama contro i Giudei per distruggerli, e avea gettato il Pur, vale a dire la sorte, per sgominarli e farli perire; Ester 9:24
- Perciò que' giorni furon detti Purim, dal termine Pur. Conforme quindi a tutto il contenuto di quella lettera, in seguito a tutto quello che avean visto a questo proposito e ch'era loro avvenuto, Ester 9:26
- i Giudei stabilirono e presero per sé, per la loro progenie e per tutti quelli che si aggiungerebbero a loro, l'impegno inviolabile di celebrare ogni anno que' due giorni secondo il tenore di quello scritto e al tempo fissato. Ester 9:27
- La regina Ester, figliuola d'Abihail, e il Giudeo Mardocheo riscrissero con ogni autorità, per dar peso a questa loro seconda lettera relativa ai Purim. Ester 9:29
- E si mandaron delle lettere a tutti i Giudei nelle centoventisette province del regno di Assuero: lettere contenenti parole di pace e di fedeltà, Ester 9:30
- Or quanto a tutti i fatti concernenti la potenza e il valore di Mardocheo e quanto alla completa descrizione della sua grandezza e del come il re lo ingrandì, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re di Media e di Persia. Ester 10:2
- I suoi figliuoli solevano andare gli uni dagli altri e darsi un convito, ciascuno nel suo giorno: e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro. Giob. 1:4
- Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all'Eterno, e Satana venne anch'egli in mezzo a loro. Giob. 1:6
- E l'Eterno disse a Satana: `Donde vieni?' E Satana rispose all'Eterno: `Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa'. Giob. 1:7
- E l'Eterno disse a Satana: `Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n'è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male'. Giob. 1:8
- E l'Eterno disse a Satana: `Ebbene! tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona'. - E Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno. Giob. 1:12
- Or accadde che un giorno, mentre i suoi figliuoli e le sue figliuole mangiavano e bevevano del vino in casa del loro fratello maggiore, giunse a Giobbe un messaggero a dirgli: Giob. 1:13
- quand'ecco i Sabei son piombati loro addosso e li hanno portati via; hanno passato a fil di spada i servitori, e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo'. Giob. 1:15
- Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: `Il fuoco di Dio è caduto dal cielo, ha colpito le pecore e i servitori, e li ha divorati; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo'. Giob. 1:16
- Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: `I Caldei hanno formato tre bande, si son gettati sui cammelli e li han portati via; hanno passato a fil di spada i servitori, e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo'. Giob. 1:17
- Quello parlava ancora quando ne giunse un altro a dire: `I tuoi figliuoli e le tue figliuole mangiavano e bevevano del vino in casa del loro fratello maggiore; Giob. 1:18
- ed ecco che un gran vento, venuto dall'altra parte del deserto, ha investito i quattro canti della casa, ch'è caduta sui giovani; ed essi sono morti; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo'. Giob. 1:19
- Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello e si rase il capo e si prostrò a terra e adorò e disse: Giob. 1:20
- In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di mal fatto. Giob. 1:22
- Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all'Eterno, e Satana venne anch'egli in mezzo a loro a presentarsi davanti all'Eterno. Giob. 2:1
- E l'Eterno disse a Satana: `Donde vieni?' E Satana rispose all'Eterno: `Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa'. E l'Eterno disse a Satana: Giob. 2:2
- E l'Eterno disse a Satana: `Ebbene esso è in tuo potere; soltanto rispetta la sua vita'. Giob. 2:6
- E Giobbe a lei: `Tu parli da donna insensata! Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo d'accettare il male?' - In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra. Giob. 2:10
- Or tre amici di Giobbe, Elifaz di Teman, Bildad di Suach e Tsofar di Naama, avendo udito tutti questi mali che gli eran piombati addosso, partirono, ciascuno dal suo paese e si misero d'accordo per venire a condolersi con lui e a consolarlo. Giob. 2:11
- E rimasero seduti per terra, presso a lui, sette giorni e sette notti; e nessuno di loro gli disse verbo, perché vedevano che il suo dolore era molto grande. Giob. 2:13
- E prese a dire così: Giob. 3:2
- Perché dar la luce all'infelice e la vita a chi ha l'anima nell'amarezza, Giob. 3:20
- e si rallegrerebbero fino a giubilarne, esulterebbero se trovassero una tomba? Giob. 3:22
- Perché dar vita a un uomo la cui via è oscura, e che Dio ha stretto in un cerchio? Giob. 3:23
- Se provassimo a dirti una parola ti darebbe fastidio? Ma chi potrebbe trattener le parole? Giob. 4:2
- e ora che il male piomba su te, tu ti lasci abbattere; ora ch'è giunto fino a te, sei tutto smarrito. Giob. 4:5
- `Può il mortale esser giusto dinanzi a Dio? Può l'uomo esser puro dinanzi al suo Fattore? Giob. 4:17
- Chiama pure! C'è forse chi ti risponda? E a qual dei santi vorrai tu rivolgerti? Giob. 5:1
- Io però vorrei cercar di Dio, e a Dio vorrei esporre la mia causa: Giob. 5:8
- a lui, che fa cose grandi, imperscrutabili, maraviglie senza numero; Giob. 5:9
- Scenderai maturo nella tomba, come la bica di mannelle che si ripone a suo tempo. Giob. 5:26
- Pietà deve l'amico a colui che soccombe, quand'anche abbandoni il timor dell'Onnipotente. Giob. 6:14
- V'ho forse detto: `Datemi qualcosa' o `co' vostri beni fate un donativo a favor mio', Giob. 6:22
- Ma pure vi piaccia di rivolgervi a guardarmi, e vedete s'io vi menta in faccia. Giob. 6:28
- così a me toccan mesi di sciagura, e mi sono assegnate notti di dolore. Giob. 7:3
- La mia carne è coperta di vermi e di croste terrose, la mia pelle si richiude, poi riprende a suppurare. Giob. 7:5
- Son io forse il mare o un mostro marino che tu ponga intorno a me una guardia? Giob. 7:12
- sicché l'anima mia preferisce soffocare, preferisce a queste ossa la morte. Giob. 7:15
- Se ho peccato, che ho fatto a te, o guardiano degli uomini? Perché hai fatto di me il tuo bersaglio? A tal punto che son divenuto un peso a me stesso? Giob. 7:20
- Fino a quando terrai tu questi discorsi e saran le parole della tua bocca come un vento impetuoso? Giob. 8:2
- ma tu, se ricorri a Dio e implori grazia dall'Onnipotente, Giob. 8:5
- No, Iddio non rigetta l'uomo integro, né porge aiuto a quelli che fanno il male. Giob. 8:20
- Sì, certo, io so ch'egli è così; e come sarebbe il mortale giusto davanti a Dio? Giob. 9:2
- E io, come farei a rispondergli, a sceglier le mie parole per discuter con lui? Giob. 9:14
- Se un flagello, a un tratto, semina la morte, egli ride dello sgomento degli innocenti. Giob. 9:23
- Ritiri Iddio d'addosso a me la sua verga; cessi dallo spaventarmi il suo terrore; Giob. 9:34
- Io dirò a Dio: `Non mi condannare! Fammi sapere perché contendi meco!' Giob. 10:2
- se avessi peccato, l'avresti ben tenuto a mente, e non m'avresti assolto dalla mia iniquità. Giob. 10:14
- Se fossi stato malvagio, guai a me! Se giusto, non avrei osato alzar la fronte, sazio d'ignominia, spettatore della mia miseria. Giob. 10:15
- m'avresti messo a fronte nuovi testimoni, e avresti raddoppiato il tuo sdegno contro di me; legioni su legioni m'avrebbero assalito. Giob. 10:17
- Varranno le tue ciance a far tacere la gente? Farai tu il beffardo, senza che alcuno ti confonda? Giob. 11:3
- Tu dici a Dio: `Quel che sostengo è giusto, e io sono puro nel tuo cospetto'. Giob. 11:4
- Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? arrivare a conoscere appieno l'Onnipotente? Giob. 11:7
- Ti metterai a giacere e niuno ti spaventerà; e molti cercheranno il tuo favore. Giob. 11:19
- Lo sprezzo alla sventura è nel pensiero di chi vive contento; esso è sempre pronto per coloro a cui vacilla il piede. Giob. 12:5
- Ma in Dio stanno la saviezza e la potenza, a lui appartengono il consiglio e l'intelligenza. Giob. 12:13
- Sarà egli un bene per voi quando vi scruterà a fondo? credete ingannarlo come s'inganna un uomo? Giob. 13:9
- Ecco, egli m'ucciderà; non spero più nulla; ma io difenderò in faccia a lui la mia condotta! Giob. 13:15
- Anche questo servirà alla mia salvezza; poiché un empio non ardirebbe presentarsi a lui. Giob. 13:16
- Ascoltate attentamente il mio discorso, porgete orecchio a quanto sto per dichiararvi. Giob. 13:17
- tu che mi condanni a pene così amare, e mi fai espiare i falli della mia giovinezza, Giob. 13:26
- Per l'albero, almeno c'è speranza; se è tagliato, rigermoglia e continua a mettere rampolli. Giob. 14:7
- a sentir l'acqua, rinverdisce e mette rami come una pianta nuova. Giob. 14:9
- Non io, la tua bocca stessa ti condanna; le tue labbra stesse depongono contro a te. Giob. 15:6
- Va errando in cerca di pane; dove trovarne? ei sa che a lui dappresso è pronto il giorno tenebroso. Giob. 15:23
- La distretta e l'angoscia lo riempion di paura, l'assalgono a guisa di re pronto alla pugna, Giob. 15:24
- s'era stabilito in città distrutte, in case disabitate, destinate a diventar mucchi di sassi. Giob. 15:28
- Non ci sarà egli una fine alle parole vane? Che cosa ti provoca a rispondere? Giob. 16:3
- Anch'io potrei parlare come voi, se voi foste al posto mio; potrei mettere assieme delle parole contro a voi e su di voi scrollare il capo; Giob. 16:4
- m'ha coperto di grinze e questo testimonia contro a me, la mia magrezza si leva ad accusarmi in faccia. Giob. 16:8
- Apron larga contro a me la bocca, mi percuoton per obbrobrio le guance, si metton tutt'insieme a darmi addosso. Giob. 16:10
- I suoi arcieri mi circondano, egli mi trafigge i reni senza pietà, sparge a terra il mio fiele. Giob. 16:13
- Gli amici mi deridono, ma a Dio si volgon piangenti gli occhi miei; Giob. 16:20
- Egli m'ha reso la favola dei popoli, e son divenuto un essere a cui si sputa in faccia. Giob. 17:6
- Quanto a voi tutti, tornate pure, fatevi avanti, ma fra voi non troverò alcun savio. Giob. 17:10
- I passi che facea nella sua forza si raccorciano, e i suoi propri disegni lo menano a ruina. Giob. 18:7
- Gli divora a pezzo a pezzo la pelle, gli divora le membra il primogenito della morte. Giob. 18:13
- Fino a quando affliggerete l'anima mia e mi tormenterete coi vostri discorsi? Giob. 19:2
- M'ha demolito a brano a brano, e io me ne vo! ha sradicata come un albero la mia speranza. Giob. 19:10
- Le sue schiere son venute tutte insieme, si sono spianata la via fino a me, han posto il campo intorno alla mia tenda. Giob. 19:12
- Il mio fiato ripugna alla mia moglie, faccio pietà a chi nacque dal seno di mia madre. Giob. 19:17
- Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno gli occhi miei, non quelli d'un altro... il cuore, dalla brama, mi si strugge in seno! Giob. 19:27
- Quel che tu dici mi spinge a risponderti e ne suscita in me il fervido impulso. Giob. 20:2
- Nel colmo dell'abbondanza, si troverà in penuria; la mano di chiunque ebbe a soffrir tormenti si leverà contro lui. Giob. 20:22
- Quando starà per riempirsi il ventre, ecco Iddio manderà contro a lui l'ardor della sua ira; gliela farà piovere addosso per servirgli di cibo. Giob. 20:23
- Buio profondo è riservato a' suoi tesori; lo consumerà un fuoco non attizzato dall'uomo, che divorerà quel che resta nella sua tenda. Giob. 20:26
- Mi lagno io forse d'un uomo? E come farei a non perder la pazienza? Giob. 21:4
- Cantano a suon di timpano e di cetra, e si rallegrano al suon della zampogna. Giob. 21:12
- Eppure, diceano a Dio: `Ritirati da noi! Noi non ci curiamo di conoscer le tue vie! Giob. 21:14
- Che è l'Onnipotente perché lo serviamo? che guadagneremo a pregarlo?' Giob. 21:15
- S'insegnerà forse a Dio la scienza? a lui che giudica quelli di lassù? Giob. 21:22
- Lievi sono a lui le zolle della valle; dopo, tutta la gente segue le sue orme; e, anche prima, una folla immensa fu come lui. Giob. 21:33
- Può l'uomo recar qualche vantaggio a Dio? No; il savio non reca vantaggio che a se stesso. Giob. 22:2
- Allo stanco non davi a bere dell'acqua, all'affamato rifiutavi del pane. Giob. 22:7
- Rimandavi a vuoto le vedove, e le braccia degli orfani eran spezzate. Giob. 22:9
- Essi dicevano a Dio: `Ritirati da noi!' e chiedevano che mai potesse far per loro l'Onnipotente. Giob. 22:17
- Se ti abbassano, tu dirai: `In alto!' e Dio soccorrerà chi ha gli occhi a terra; Giob. 22:29
- Esporrei la mia causa dinanzi a lui, riempirei d'argomenti la mia bocca. Giob. 23:4
- Là sarebbe un uomo retto a discutere con lui, e sarei dal mio giudice assolto per sempre. Giob. 23:7
- se a settentrione, quando vi opera, io non lo veggo; si nasconde egli nel mezzodì, io non lo scorgo. Giob. 23:9
- Gli empi spostano i termini, rapiscono greggi e li menano a pascere; Giob. 24:2
- Eccoli, che come onàgri del deserto escono al loro lavoro in cerca di cibo; solo il deserto dà pane a' lor figliuoli. Giob. 24:5
- A Dio appartiene il dominio e il terrore: egli fa regnare la pace ne' suoi luoghi altissimi. Giob. 25:2
- Come può dunque l'uomo esser giusto dinanzi a Dio? Come può esser puro il nato dalla donna? Giob. 25:4
- Ma a chi ti credi di aver parlato? E di chi è lo spirito che parla per mezzo tuo? Giob. 26:4
- Dinanzi a Dio tremano le ombre disotto alle acque ed ai loro abitanti. Giob. 26:5
- Dinanzi a lui il soggiorno de' morti è nudo, l'abisso è senza velo. Giob. 26:6
- Ho preso a difendere la mia giustizia e non cederò; il cuore non mi rimprovera uno solo de' miei giorni. Giob. 27:6
- Va a letto ricco, ma per l'ultima volta; apre gli occhi e non è più. Giob. 27:19
- Iddio gli scaglia addosso i suoi dardi, senza pietà, per quanto egli tenti di scampare a' suoi colpi. Giob. 27:22
- La gente batte le mani quando cade, e fischia dietro a lui quando lascia il luogo dove stava. Giob. 27:23
- Scava un pozzo lontan dall'abitato; il piede più non serve a quei che vi lavorano; son sospesi, oscillano lungi dai mortali. Giob. 28:4
- Non la si ottiene in cambio d'oro, né la si compra a peso d'argento. Giob. 28:15
- Il topazio d'Etiopia non può starle a fronte, l'oro puro non ne bilancia il valore. Giob. 28:19
- Oh fossi com'ero a' giorni della mia maturità, quando Iddio vegliava amico sulla mia tenda, Giob. 29:4
- ero il padre de' poveri, e studiavo a fondo la causa dello sconosciuto. Giob. 29:16
- E m'aspettavan come s'aspetta la pioggia; aprivan larga la bocca come a un acquazzone di primavera. Giob. 29:23
- E ora servo di zimbello a de' più giovani di me, i cui padri non mi sarei degnato di mettere fra i cani del mio gregge! Giob. 30:1
- E a che m'avrebbe servito la forza delle lor mani? Gente incapace a raggiungere l'età matura, Giob. 30:2
- smunta dalla miseria e dalla fame, ridotta a brucare il deserto, la terra da tempo nuda e desolata, Giob. 30:3
- gente da nulla, razza senza nome, cacciata via dal paese a bastonate. Giob. 30:8
- Io grido a te, e tu non mi rispondi; ti sto dinanzi, e tu mi stai a considerare! Giob. 30:20
- La mia pelle è nera, e cade a pezzi; le mie ossa son calcinate dall'arsura. Giob. 30:30
- un fuoco che consuma fino a perdizione, e che avrebbe distrutto fin dalle radici ogni mia fortuna. Giob. 31:12
- Gli renderò conto di tutt'i miei passi, a lui m'appresserò come un principe! Giob. 31:37
- Quei tre uomini cessarono di rispondere a Giobbe perché egli si credeva giusto. Giob. 32:1
- Elihu aveva aspettato a parlare a Giobbe; ma quando vide che dalla bocca di quei tre uomini non usciva più risposta, s'accese d'ira. Giob. 32:5
- Egli non ha diretto i suoi discorsi contro a me, ed io non gli risponderò colle vostre parole. Giob. 32:14
- Ma pure, ascolta, o Giobbe, il mio dire, porgi orecchio a tutte le mie parole! Giob. 33:1
- Ecco, io sono uguale a te davanti a Dio; anch'io, fui tratto dall'argilla. Giob. 33:6
- Davanti a me tu dunque hai detto (e ho bene udito il suono delle tue parole): Giob. 33:8
- l'anima sua si avvicina alla fossa, e la sua vita a quelli che danno la morte. Giob. 33:22
- Ma se, presso a lui, v'è un angelo, un interprete, uno solo fra i mille, che mostri all'uomo il suo dovere, Giob. 33:23
- Elihu riprese a parlare e disse: Giob. 34:1
- Poich'egli rende all'uomo secondo le sue opere, e fa trovare a ognuno il salario della sua condotta. Giob. 34:11
- S'ei non ponesse mente che a se stesso, se ritirasse a sé il suo spirito e il suo soffio, Giob. 34:14
- Dio non ha bisogno d'osservare a lungo un uomo per trarlo davanti a lui in giudizio. Giob. 34:23
- han fatto salire a lui il gemito del povero, ed egli ha dato ascolto al gemito degli infelici. Giob. 34:28
- Quando Iddio dà requie chi lo condannerà? Chi potrà contemplarlo quando nasconde il suo volto a una nazione ovvero a un individuo, Giob. 34:29
- Quell'empio ha egli detto a Dio: `Io porto la mia pena, non farò più il male, Giob. 34:31
- Dovrà forse Iddio render la giustizia a modo tuo, che tu lo critichi? Ti dirà forse: `Scegli tu, non io, quello che sai, dillo'? Giob. 34:33
- poiché aggiunge al peccato suo la ribellione, batte le mani in mezzo a noi, e moltiplica le sue parole contro Dio. Giob. 34:37
- Infatti hai detto: `Che mi giova? che guadagno io di più a non peccare?' Giob. 35:3
- Io ti darò la risposta: a te ed agli amici tuoi. Giob. 35:4
- Si grida, sì, ma egli non risponde, a motivo della superbia dei malvagi. Giob. 35:12
- Certo, Dio non dà ascolto a lamenti vani; l'Onnipotente non ne fa nessun caso. Giob. 35:13
- `Aspetta un po', io t'istruirò; perché c'è da dire ancora a pro di Dio. Giob. 36:2
- Io trarrò la mia scienza da lontano e renderò giustizia a colui che m'ha fatto. Giob. 36:3
- egli apre così i loro orecchi a' suoi ammonimenti, e li esorta ad abbandonare il male. Giob. 36:10
- Bada che la collera non ti trasporti alla bestemmia, e la grandezza del riscatto non t'induca a fuorviare! Giob. 36:18
- Non anelare a quella notte che porta via i popoli dal luogo loro. Giob. 36:20
- Pensa piuttosto a magnificar le sue opere; gli uomini le celebrano nei loro canti, Giob. 36:24
- Egli attrae a sé le gocciole dell'acqua; dai vapori ch'egli ha formato stilla la pioggia. Giob. 36:27
- Ecco, ora egli spiega intorno a sé la sua luce, or prende per coperta le profondità del mare. Giob. 36:30
- A tale spettacolo il cuor mi trema e balza fuor del suo luogo. Giob. 37:1
- Rende inerte ogni mano d'uomo, onde tutti i mortali, che son opera sua, imparino a conoscerlo. Giob. 37:7
- Porgi l'orecchio a questo, o Giobbe; fermati, e considera le maraviglie di Dio! Giob. 37:14
- Nessuno può fissare il sole che sfolgora ne' cieli quando v'è passato il vento a renderli tersi. Giob. 37:21
- Allora l'Eterno rispose a Giobbe dal seno della tempesta, e disse: Giob. 38:1
- Le puoi tu menare verso i loro dominî, e sai tu bene i sentieri per ricondurle a casa? Giob. 38:20
- Sei tu che, al suo tempo, fai apparire le costellazioni e guidi la grand'Orsa insieme a' suoi piccini? Giob. 38:32
- Chi provvede il pasto al corvo quando i suoi piccini gridano a Dio e vanno errando senza cibo? Giob. 38:41
- Legherai tu il bufalo con una corda perché faccia il solco? erpicherà egli le valli dietro a te? Giob. 39:10
- Ti fiderai di lui perché la sua forza è grande? Lascerai a lui il tuo lavoro? Giob. 39:11
- Conterai su lui perché ti porti a casa la raccolta e ti ammonti il grano sull'aia? Giob. 39:12
- L'Eterno continuò a rispondere a Giobbe e disse: Giob. 40:1
- Il censore dell'Onnipotente vuole ancora contendere con lui? Colui che censura Iddio ha egli una risposta a tutto questo? Giob. 40:2
- L'Eterno allora rispose a Giobbe dal seno della tempesta, e disse: Giob. 40:6
- Hai tu un braccio pari a quello di Dio? o una voce che tuoni come la sua? Giob. 40:9
- Scherzerai tu con lui come fosse un uccello? L'attaccherai a un filo per divertir le tue ragazze? Giob. 41:5
- Nessuno è tanto ardito da provocarlo. E chi dunque oserà starmi a fronte? Giob. 41:10
- Nel suo collo risiede la forza, dinanzi a lui salta il terrore. Giob. 41:22
- Invano lo si attacca con la spada; a nulla valgon lancia, giavellotto, corazza. Giob. 41:26
- Dopo che ebbe rivolto questi discorsi a Giobbe, l'Eterno disse a Elifaz di Teman: `L'ira mia è accesa contro te e contro i tuoi due amici, perché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe. Giob. 42:7
- Ora dunque prendetevi sette tori e sette montoni, venite a trovare il mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi stessi. Il mio servo Giobbe pregherà per voi; ed io avrò riguardo a lui per non punir la vostra follia; poiché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe'. Giob. 42:8
- Elifaz di Teman e Bildad di Suach e Tsofar di Naama se ne andarono e fecero come l'Eterno aveva loro ordinato; e l'Eterno ebbe riguardo a Giobbe. Giob. 42:9
- Tutti i suoi fratelli, tutte le sue sorelle e tutte le sue conoscenze di prima vennero a trovarlo, mangiarono con lui in casa sua, gli fecero le loro condoglianze e lo consolarono di tutti i mali che l'Eterno gli avea fatto cadere addosso; e ognuno d'essi gli dette un pezzo d'argento e un anello d'oro. Giob. 42:11
- Egli sarà come un albero piantato presso a rivi d'acqua, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e la cui fronda non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà. Sal. 1:3
- Ma tu, o Eterno, sei uno scudo attorno a me, sei la mia gloria, colui che mi rialza il capo. Sal. 3:3
- Io non temo le miriadi di popolo che si sono accampate contro a me d'ogn'intorno. Sal. 3:6
- Figliuoli degli uomini fino a quando sarà la mia gloria coperta d'obbrobrio? Fino a quando amerete vanità e andrete dietro a menzogna? Sela. Sal. 4:2
- Sappiate che l'Eterno s'è appartato uno ch'egli ama; l'Eterno m'esaudirà quando griderò a lui. Sal. 4:3
- Odi la voce del mio grido, o mio Re e mio Dio, perché a te rivolgo la mia preghiera. Sal. 5:2
- O Eterno, guidami per la tua giustizia, a cagion de' miei insidiatori; ch'io veda diritta innanzi a me la tua via; Sal. 5:8
- Condannali, o Dio! non riescano nei loro disegni! Scacciali per la moltitudine de' loro misfatti, poiché si son ribellati contro a te. Sal. 5:10
- Anche l'anima mia è tutta tremante; e tu, o Eterno, infino a quando? Sal. 6:3
- Io sono esausto a forza di gemere; ogni notte allago di pianto il mio letto e bagno delle mie lacrime il mio giaciglio. Sal. 6:6
- L'occhio mio si consuma dal dolore, invecchia a cagione di tutti i miei nemici. Sal. 6:7
- se ho reso mal per bene a chi viveva meco in pace (io che ho liberato colui che m'era nemico senza cagione), Sal. 7:4
- Tu hai ordinato il giudicio. Ti circondi l'assemblea de' popoli, e ponti a sedere al disopra d'essa in luogo elevato. Sal. 7:7
- Tu l'hai pur veduto; poiché tu riguardi ai travagli ed alle pene per prender la cosa in mano. A te si abbandona il meschino; tu sei l'aiutator dell'orfano. Sal. 10:14
- Salva, o Eterno, poiché l'uomo pio vien meno, e i fedeli vengono a mancare tra i figliuoli degli uomini. Sal. 12:1
- Fino a quando, o Eterno, mi dimenticherai tu? sarà egli per sempre? Fino a quando mi nasconderai la tua faccia? Sal. 13:1
- Fino a quando avrò l'ansia nell'anima e l'affanno nel cuore tutto il giorno? Fino a quando s'innalzerà il mio nemico sopra me? Sal. 13:2
- Quant'è a me, io confido nella tua benignità; il mio cuore giubilerà per la tua salvazione; Sal. 13:5
- Agli occhi suoi è sprezzato chi è spregevole, ma onora quelli che temono l'Eterno. Se ha giurato, foss'anche a suo danno, non muta; Sal. 15:4
- non dà il suo danaro ad usura, né accetta presenti a danno dell'innocente. Chi fa queste cose non sarà mai smosso. Sal. 15:5
- Tu mi mostrerai il sentiero della vita; vi son gioie a sazietà nella tua presenza; vi son diletti alla tua destra in eterno. Sal. 16:11
- Quanto a me, per la mia giustizia, contemplerò la tua faccia, mi sazierò, al mio risveglio, della tua sembianza. Sal. 17:15
- Nella mia distretta invocai l'Eterno e gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio e il mio grido pervenne a lui, ai suoi orecchi. Sal. 18:6
- avea fatto delle tenebre la sua stanza nascosta, avea posto intorno a sé per suo padiglione l'oscurità dell'acque, le dense nubi de' cieli. Sal. 18:11
- Poiché ho tenuto tutte le sue leggi davanti a me, e non ho rimosso da me i suoi statuti. Sal. 18:22
- Egli rende i miei piedi simili a quelli delle cerve, e mi rende saldo sui miei alti luoghi; Sal. 18:33
- hai fatto voltar le spalle davanti a me ai miei nemici, e ho distrutto quelli che m'odiavano. Sal. 18:40
- ed egli è simile a uno sposo ch'esce dalla sua camera nuziale; gioisce come un prode a correre l'arringo. Sal. 19:5
- perché hanno ordito del male contro a te; han formato malvagi disegni, che non potranno attuare; Sal. 21:11
- Gridarono a te, e furon salvati; confidarono in te, e non furon confusi. Sal. 22:5
- A te fui affidato fin dalla mia nascita, tu sei il mio Dio fin dal seno di mia madre. Sal. 22:10
- apron la loro gola contro a me, come un leone rapace e ruggente. Sal. 22:13
- spartiscon fra loro i miei vestimenti e tirano a sorte la mia veste. Sal. 22:18
- Tu dunque, o Eterno, non allontanarti, tu che sei la mia forza, t'affretta a soccorrermi. Sal. 22:19
- Poich'egli non ha sprezzata né disdegnata l'afflizione dell'afflitto, e non ha nascosta la sua faccia da lui; ma quand'ha gridato a lui, ei l'ha esaudito. Sal. 22:24
- Tutte le estremità della terra si ricorderan dell'Eterno e si convertiranno a lui; e tutte le famiglie delle nazioni adoreranno nel tuo cospetto. Sal. 22:27
- Tutti gli opulenti della terra mangeranno e adoreranno; tutti quelli che scendon nella polvere e non posson mantenersi in vita s'inchineranno dinanzi a lui. Sal. 22:29
- Tu apparecchi davanti a me la mensa al cospetto dei miei nemici; tu ungi il mio capo con olio; la mia coppa trabocca. Sal. 23:5
- L'uomo innocente di mani e puro di cuore, che non eleva l'animo a vanità, e non giura con intenti di frode. Sal. 24:4
- A te, o Eterno, io levo l'anima mia. Sal. 25:1
- Volgiti a me, ed abbi pietà di me, perch'io son solo ed afflitto. Sal. 25:16
- Quant'è a me, io cammino nella mia integrità; liberami, ed abbi pietà di me. Sal. 26:11
- Quand'anche un esercito si accampasse contro a me, il mio cuore non avrebbe paura; quand'anche la guerra si levasse contro a me, anche allora sarei fiducioso. Sal. 27:3
- O Eterno, insegnami la tua via, e guidami per un sentiero diritto, a cagione de' miei nemici. Sal. 27:11
- Io grido a te, o Eterno; Ròcca mia, non esser sordo alla mia voce, che talora, se t'allontani senza rispondermi, io non diventi simile a quelli che scendon nella fossa. Sal. 28:1
- Ascolta la voce delle mie supplicazioni quando grido a te, quando alzo le mani verso il santuario della tua santità. Sal. 28:2
- O Eterno, Dio mio, io ho gridato a te, e tu m'hai sanato. Sal. 30:2
- Quanto a me, nella mia prosperità, dicevo: Non sarò mai smosso. Sal. 30:6
- Io ho gridato a te, o Eterno; ho supplicato l'Eterno, dicendo: Sal. 30:8
- affinché l'anima mia salmeggi a te e non si taccia. O Eterno, Dio mio, io ti celebrerò in perpetuo. Sal. 30:12
- Inclina a me il tuo orecchio; affrettati a liberarmi; siimi una forte ròcca, una fortezza ove tu mi salvi. Sal. 31:2
- Io odio quelli che attendono alle vanità menzognere; e quanto a me confido nell'Eterno. Sal. 31:6
- Poiché la mia vita vien meno dal dolore e i miei anni per il sospirare; la forza m'è venuta a mancare per la mia afflizione, e le mie ossa si consumano. Sal. 31:10
- A cagione di tutti i miei nemici son diventato un obbrobrio, un grande obbrobrio ai miei vicini, e uno spavento ai miei conoscenti. Quelli che mi veggono fuori fuggon lungi da me. Sal. 31:11
- Io son del tutto dimenticato come un morto; son simile a un vaso rotto. Sal. 31:12
- Perché odo il diffamare di molti, spavento m'è d'ogn'intorno, mentr'essi si consigliano a mio danno, e macchinano di tormi la vita. Sal. 31:13
- Quant'è grande la bontà che tu riserbi a quelli che ti temono, e di cui dai prova in presenza de' figliuoli degli uomini, verso quelli che si confidano in te! Sal. 31:19
- Quanto a me, nel mio smarrimento, dicevo: Io son reietto dalla tua presenza; ma tu hai udita la voce delle mie supplicazioni, quand'ho gridato a te. Sal. 31:22
- Amate l'Eterno, voi tutti i suoi santi! L'Eterno preserva i fedeli, e rende ampia retribuzione a chi procede alteramente. Sal. 31:23
- Beato l'uomo a cui l'Eterno non imputa l'iniquità e nel cui spirito non è frode alcuna! Sal. 32:2
- Perciò ogni uomo pio t'invochi nel tempo che puoi esser trovato; e quando straripino le grandi acque, esse, per certo, non giungeranno fino a lui. Sal. 32:6
- Celebrate l'Eterno con la cetra; salmeggiate a lui col saltèro a dieci corde. Sal. 33:2
- Quelli che riguardano a lui sono illuminati, e le loro facce non sono svergognate. Sal. 34:5
- L'Angelo dell'Eterno s'accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera. Sal. 34:7
- Temete l'Eterno, voi suoi santi, poiché nulla manca a quelli che lo temono. Sal. 34:9
- L'Eterno è vicino a quelli che hanno il cuor rotto, e salva quelli che hanno lo spirito contrito. Sal. 34:18
- Tutte le mie ossa diranno: O Eterno, chi è pari a te che liberi il misero da chi è più forte di lui, il misero e il bisognoso da chi lo spoglia? Sal. 35:10
- O Signore, fino a quando vedrai tu questo? Ritrai l'anima mia dalle loro ruine, l'unica mia, di fra i leoncelli. Sal. 35:17
- Io ti celebrerò nella grande assemblea, ti loderò in mezzo a gran popolo. Sal. 35:18
- Non si rallegrino di me quelli che a torto mi sono nemici, né ammicchino con l'occhio quelli che m'odian senza cagione. Sal. 35:19
- Non ti crucciare a cagion de' malvagi; non portare invidia a quelli che operano perversamente; Sal. 37:1
- L'empio prende a prestito e non rende; ma il giusto è pietoso e dona. Sal. 37:21
- Non v'è nulla d'intatto nella mia carne a cagion della tua ira; non v'è requie per le mie ossa a cagion del mio peccato. Sal. 38:3
- Io son tutto curvo e abbattuto, vo attorno tuttodì vestito a bruno. Sal. 38:6
- Io ho detto: Non si rallegrino di me; e quando il mio piè vacilla, non s'innalzino superbi contro a me. Sal. 38:16
- Perché io sto per cadere, e il mio dolore è del continuo davanti a me. Sal. 38:17
- Ma quelli che senza motivo mi sono nemici sono forti, e quelli che m'odiano a torto son moltiplicati. Sal. 38:19
- Ecco tu hai ridotto i miei giorni alla lunghezza di qualche palmo, e la mia durata è come nulla dinanzi a te; certo, ogni uomo, benché saldo in piè, non è che vanità. Sela. Sal. 39:5
- O Eterno, ascolta la mia preghiera, e porgi l'orecchio al mio grido; non esser sordo alle mie lacrime; poiché io sono uno straniero presso a te, un pellegrino, come tutti i miei padri. Sal. 39:12
- Io ho pazientemente aspettato l'Eterno, ed egli s'è inclinato a me ed ha ascoltato il mio grido. Sal. 40:1
- Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico a lode del nostro Dio. Molti vedran questo e temeranno e confideranno nell'Eterno. Sal. 40:3
- Beato l'uomo che ripone nell'Eterno la sua fiducia, e non riguarda ai superbi né a quei che si svian dietro alla menzogna! Sal. 40:4
- O Eterno, Iddio mio, hai moltiplicato le tue maraviglie e i tuoi pensieri in favor nostro; non si può farne il conto dinanzi a te. Se volessi narrarli e parlarne, son tanti che non si posson contare. Sal. 40:5
- Dio mio, io prendo piacere a far la tua volontà, e la tua legge è dentro al mio cuore. Sal. 40:8
- Quanto a me son misero e bisognoso, ma il Signore ha cura di me. Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore; o Dio mio, non tardare! Sal. 40:17
- Io ho detto: O Eterno, abbi pietà di me; sana l'anima mia, perché ho peccato contro a te. Sal. 41:4
- E se un di loro viene a vedermi, parla con menzogna: il suo cuore intanto ammassa iniquità dentro di sé; appena uscito, egli parla. Sal. 41:6
- Tutti quelli che m'odiano bisbiglian fra loro contro a me; contro a me macchinano del male. Sal. 41:7
- Perfino l'uomo col quale vivevo in pace, nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro a me. Sal. 41:9
- Quanto a me, tu mi sostieni nella mia integrità e mi stabilisci nel tuo cospetto in perpetuo. Sal. 41:12
- L'anima mia è abbattuta in me; perciò io ripenso a te dal paese del Giordano, dai monti dell'Hermon, dal monte Mitsar. Sal. 42:6
- Io dirò a Dio, ch'è la mia ròcca: Perché mi hai dimenticato? Perché vo io vestito a bruno per l'oppression del nemico? Sal. 42:9
- Poiché tu sei l'Iddio ch'è la mia fortezza; perché mi hai rigettato? Perché vo io vestito a bruno per l'oppression del nemico? Sal. 43:2
- Con te noi abbatteremo i nostri nemici, nel tuo nome calpesteremo quelli che si levan contro a noi. Sal. 44:5
- perché tu ci avessi a fiaccare cacciandoci in dimore di sciacalli, perché tu avessi a stender su noi l'ombra della morte. Sal. 44:19
- Anzi è per cagion tua che siamo ogni dì messi a morte, e reputati come pecore da macello. Sal. 44:22
- Tu ami la giustizia e odii l'empietà. Perciò Iddio, l'Iddio tuo, ti ha unto d'olio di letizia a preferenza de' tuoi colleghi. Sal. 45:7
- e il re porrà amore alla tua bellezza. Poich'egli è il tuo signore, prostrati dinanzi a lui. Sal. 45:11
- Salmeggiate a Dio, salmeggiate; salmeggiate al nostro re, salmeggiate! Sal. 47:6
- I principi de' popoli s'adunano assieme per essere il popolo dell'Iddio d'Abramo: perché a Dio appartengono i potenti della terra; egli è sommamente elevato. Sal. 47:9
- Io presterò l'orecchio alle sentenze, spiegherò a suon di cetra il mio enigma. Sal. 49:4
- Nessuno però può in alcun modo redimere il fratello, né dare a Dio il prezzo del riscatto d'esso. Sal. 49:7
- Non può farsi ch'ei continui a vivere in perpetuo e non vegga la fossa. Sal. 49:9
- Perché, quando morrà, non porterà seco nulla; la sua gloria non scenderà dietro a lui. Sal. 49:17
- Io non ti riprenderò a motivo de' tuoi sacrifizi; i tuoi olocausti stanno dinanzi a me del continuo. Sal. 50:8
- perché mie son tutte le bestie della foresta, mio è il bestiame ch'è per i monti a migliaia. Sal. 50:10
- Io conosco tutti gli uccelli dei monti, e quel che si muove per la campagna è a mia disposizione. Sal. 50:11
- Offri a Dio il sacrifizio della lode, e paga all'Altissimo i tuoi voti; Sal. 50:14
- Ma quanto all'empio, Iddio gli dice: Spetta egli a te di parlar de' miei statuti, e di aver sulle labbra il mio patto? Sal. 50:16
- A te che odii la correzione e ti getti dietro alle spalle le mie parole? Sal. 50:17
- Chi mi offre il sacrifizio della lode mi glorifica, e a chi regola bene la sua condotta, io farò vedere la salvezza di Dio. Sal. 50:23
- Poiché io conosco i miei misfatti, e il mio peccato è del continuo davanti a me. Sal. 51:3
- Io insegnerò le tue vie ai trasgressori, e i peccatori si convertiranno a te. Sal. 51:13
- Fa' del bene a Sion, per la tua benevolenza; edifica le mura di Gerusalemme. Sal. 51:18
- La tua lingua medita rovine; essa è simile a un rasoio affilato, o artefice d'inganni. Sal. 52:2
- Poiché degli stranieri si son levati contro a me e de' violenti cercano l'anima mia. Essi non tengono Iddio presente innanzi a loro. Sela. Sal. 54:3
- Attendi a me, e rispondimi; io non ho requie nel mio lamento, e gemo, Sal. 55:2
- Ecco, me ne fuggirei lontano, andrei a dimorar nel deserto; Sela. Sal. 55:7
- m'affretterei a ripararmi dal vento impetuoso e dalla tempesta. Sal. 55:8
- Malvagità è in mezzo a lei, violenza e frode non si dipartono dalle sue piazze. Sal. 55:11
- Poiché non è stato un nemico che mi ha fatto vituperio; altrimenti, l'avrei comportato; non è stato uno che m'odiasse a levarmisi contro; altrimenti, mi sarei nascosto da lui; Sal. 55:12
- Quanto a me: io griderò a Dio, e l'Eterno mi salverà. Sal. 55:16
- Abbi pietà di me, o Dio, poiché gli uomini anelano a divorarmi; mi tormentano con una guerra di tutti i giorni; Sal. 56:1
- i miei nemici anelano del continuo a divorarmi, poiché sono molti quelli che m'assalgono con superbia. Sal. 56:2
- Torcon del continuo le mie parole; tutti i lor pensieri son vòlti a farmi del male. Sal. 56:5
- Io griderò all'Iddio altissimo: a Dio, che compie i suoi disegni su me. Sal. 57:2
- Egli manderà dal cielo a salvarmi. Mentre colui che anela a divorarmi m'oltraggia, Sela. Iddio manderà la sua grazia e la sua fedeltà. Sal. 57:3
- L'anima mia è in mezzo a leoni; dimoro tra gente che vomita fiamme, in mezzo ad uomini, i cui denti son lance e saette, e la cui lingua è una spada acuta. Sal. 57:4
- Essi avevano teso una rete ai miei passi; l'anima mia era accasciata; avevano scavata una fossa dinanzi a me, ma essi vi son caduti dentro. Sela. Sal. 57:6
- Io ti celebrerò fra i popoli, o Signore, a te salmeggerò fra le nazioni, Sal. 57:9
- Perché, ecco essi pongono agguati all'anima mia; uomini potenti si radunano contro a me, senza che in me vi sia misfatto né peccato, o Eterno! Sal. 59:3
- Senza che in me vi sia iniquità, essi corrono e si preparano. Dèstati, vieni a me, e vedi! Sal. 59:4
- Tu, o Eterno, che sei l'Iddio degli eserciti, l'Iddio d'Israele, lèvati a visitare tutte le genti! Non far grazia ad alcuno dei perfidi malfattori! Sela. Sal. 59:5
- O mia forza, a te io riguarderò, perché Dio è il mio alto ricetto. Sal. 59:9
- O mia forza, a te salmeggerò, perché Dio è il mio alto ricetto, l'Iddio benigno per me. Sal. 59:17
- Tu hai fatto vedere al tuo popolo cose dure; tu ci hai dato a bere un vino che stordisce. Sal. 60:3
- Ma tu hai dato a quelli che ti temono una bandiera, perché si levino in favor della verità. Sela. Sal. 60:4
- Dall'estremità della terra io grido a te, con cuore abbattuto; conducimi alla ròcca ch'è troppo alta per me; Sal. 61:2
- Fino a quando vi avventerete sopra un uomo e cercherete tutti insieme di abbatterlo come una parete che pende, come un muricciuolo che cede? Sal. 62:3
- Essi non pensano che a farlo cadere dalla sua altezza; prendon piacere nella menzogna; benedicono con la bocca, ma internamente maledicono. Sela. Sal. 62:4
- Dio ha parlato una volta, due volte ho udito questo: Che la potenza appartiene a Dio; Sal. 62:11
- e a te pure, o Signore, appartiene la misericordia; perché tu renderai a ciascuno secondo le sue opere. Sal. 62:12
- L'anima mia s'attacca a te per seguirti; la tua destra mi sostiene. Sal. 63:8
- S'incoraggiano a vicenda in un'impresa malvagia; concertano di tender lacci di nascosto; e dicono: Chi li vedrà? Sal. 64:5
- A te, o Dio, nel raccoglimento, sale la lode in Sion, a te l'omaggio dei voti che si compiono. Sal. 65:1
- O tu ch'esaudisci la preghiera, ogni carne verrà a te. Sal. 65:2
- Beato colui che tu eleggi e fai accostare a te perché abiti ne' tuoi cortili! Noi sarem saziati de' beni della tua casa, della santità del tuo tempio. Sal. 65:4
- Fate acclamazioni a Dio, voi tutti abitanti della terra! Sal. 66:1
- Dite a Dio: Come son tremende le opere tue! Per la grandezza della tua forza i tuoi nemici ti aduleranno. Sal. 66:3
- Tutta la terra si prostrerà dinanzi a te e a te salmeggerà, salmeggerà al tuo nome. Sela. Sal. 66:4
- Egli mutò il mare in terra asciutta; il popolo passò il fiume a piedi; quivi ci rallegrammo in lui. Sal. 66:6
- Io gridai a lui con la mia bocca, ed egli fu esaltato dalla mia lingua. Sal. 66:17
- Lèvisi Iddio, e i suoi nemici saranno dispersi, e quelli che l'odiano fuggiranno dinanzi a lui. Sal. 68:1
- Tu li dissiperai come si dissipa il fumo; come la cera si strugge dinanzi al fuoco, così periranno gli empi dinanzi a Dio. Sal. 68:2
- Cantate a Dio, salmeggiate al suo nome, preparate la via a colui che cavalca attraverso i deserti; il suo nome è: l'Eterno, ed esultate dinanzi a lui. Sal. 68:4
- I re degli eserciti fuggono, fuggono, e la rimasta a casa divide le spoglie. Sal. 68:12
- I carri di Dio si contano a miriadi e miriadi, a migliaia di migliaia; il Signore viene dal Sinai nel santuario. Sal. 68:17
- Gran signori verranno dall'Egitto, l'Etiopia s'affretterà a tender le mani verso Dio. Sal. 68:31
- O regni della terra, cantate a Dio, salmeggiate al Signore, Sela. Sal. 68:32
- a colui che cavalca sui cieli dei cieli eterni! Ecco, egli fa risonar la sua voce, la sua voce potente. Sal. 68:33
- Quelli che m'odiano senza cagione sono più numerosi de' capelli del mio capo; sono potenti quelli che mi vorrebbero distrutto e che a torto mi sono nemici; perfino quello che non avevo preso, l'ho dovuto restituire. Sal. 69:4
- Ma, quanto a me, la mia preghiera sale a te, o Eterno, nel tempo accettevole; o Dio, nella grandezza della tua misericordia, rispondimi, secondo la verità della tua salvezza. Sal. 69:13
- Rispondimi, o Eterno, perché la tua grazia è piena di bontà; secondo la grandezza delle tue compassioni, vòlgiti a me. Sal. 69:16
- E non nascondere il tuo volto dal tuo servo, perché sono in distretta; affrettati a rispondermi. Sal. 69:17
- Tu conosci il mio vituperio, la mia onta e la mia ignominia; i miei nemici son tutti davanti a te. Sal. 69:19
- Anzi mi han dato del fiele per cibo, e, nella mia sete, m'han dato a ber dell'aceto. Sal. 69:21
- Quanto a me, io son misero e addolorato; la tua salvezza, o Dio, mi levi ad alto. Sal. 69:29
- Affrettati, o Dio, a liberarmi! O Eterno, affrettati in mio aiuto! Sal. 70:1
- Quanto a me son misero e bisognoso; o Dio, affrettati a venire a me; tu sei il mio aiuto e il mio liberatore, o Eterno, non tardare! Sal. 70:5
- Per la tua giustizia, liberami, fammi scampare! Inchina a me il tuo orecchio, e salvami! Sal. 71:2
- Ma io spererò del continuo, e a tutte le tue lodi ne aggiungerò delle altre. Sal. 71:14
- Io mi farò innanzi a dir de' potenti atti del Signore, dell'Eterno, ricorderò la tua giustizia, la tua soltanto. Sal. 71:16
- Ed anche quando sia giunto alla vecchiaia ed alla canizie, o Dio, non abbandonarmi, finché non abbia fatto conoscere il tuo braccio a questa generazione, e la tua potenza a quelli che verranno. Sal. 71:18
- Anche la tua giustizia, o Dio, è eccelsa; tu hai fatto cose grandi; o Dio, chi è pari a te? Sal. 71:19
- tu accrescerai la mia grandezza, e ti volgerai di nuovo a me per consolarmi. Sal. 71:21
- Io altresì ti celebrerò col saltèro, celebrerò la tua verità, o mio Dio! A te salmeggerò con la cetra, o Santo d'Israele! Sal. 71:22
- Le mie labbra giubileranno, quando salmeggerò a te e l'anima mia pure, che tu hai riscattata. Sal. 71:23
- Davanti a lui s'inchineranno gli abitanti del deserto e i suoi nemici leccheranno la polvere. Sal. 72:9
- Egli vivrà; e a lui sarà dato dell'oro di Sceba, e la gente pregherà per lui tuttodì, lo benedirà del continuo. Sal. 72:15
- Il suo nome durerà in eterno, il suo nome sarà perpetuato finché duri il sole; e gli uomini si benediranno a vicenda in lui; tutte le nazioni lo chiameranno beato! Sal. 72:17
- Ma, quant'è a me, quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non sdrucciolassero. Sal. 73:2
- Perciò la superbia li cinge a guisa di collana, la violenza li cuopre a guisa di vestito. Sal. 73:6
- Se avessi detto: Parlerò a quel modo, ecco, sarei stato infedele alla schiatta de' tuoi figliuoli. Sal. 73:15
- Ma quanto a me, il mio bene è d'accostarmi a Dio; io ho fatto del Signore, dell'Eterno, il mio rifugio, per raccontare, o Dio, tutte le opere tue. Sal. 73:28
- Hanno appiccato il fuoco al tuo santuario, han profanato, gettandola a terra, la dimora del tuo nome. Sal. 74:7
- Noi non vediam più i nostri emblemi; non v'è più profeta, né v'è fra noi alcuno che sappia fino a quando. Sal. 74:9
- Fino a quando, o Dio, oltraggerà l'avversario? Il nemico sprezzerà egli il tuo nome in perpetuo? Sal. 74:10
- Tu, tu sei tremendo; e chi può reggere davanti a te quando t'adiri? Sal. 76:7
- La mia voce s'eleva a Dio, e io grido; la mia voce s'eleva a Dio, ed egli mi porge l'orecchio. Sal. 77:1
- e non fossero come i loro padri, una generazione caparbia e ribelle, una generazione dal cuore incostante, e il cui spirito non fu fedele a Dio. Sal. 78:8
- Fece scaturire ruscelli dalla roccia e ne fece scender dell'acque a guisa di fiumi. Sal. 78:16
- Ma essi continuarono a peccare contro di lui, a ribellarsi contro l'Altissimo, nel deserto; Sal. 78:17
- e tentarono Dio in cuor loro, chiedendo cibo a lor voglia. Sal. 78:18
- L'uomo mangiò del pane dei potenti; egli mandò loro del cibo a sazietà. Sal. 78:25
- quando l'ira di Dio si levò contro a loro, e ne uccise tra i più fiorenti, e abbatté i giovani d'Israele. Sal. 78:31
- Quante volte si ribellarono a lui nel deserto, e lo contristarono nella solitudine! Sal. 78:40
- E tornarono a tentare Iddio e a provocare il Santo d'Israele. Sal. 78:41
- ma fece partire il suo popolo a guisa di pecore, e lo condusse a traverso il deserto come una mandra. Sal. 78:52
- Scacciò le nazioni dinanzi a loro, ne assegnò loro a sorte il paese quale eredità, e nelle tende d'esse fece abitare le tribù d'Israele. Sal. 78:55
- lo provocarono ad ira coi loro alti luoghi, lo mossero a gelosia con le loro sculture. Sal. 78:58
- Edificò il suo santuario a guisa de' luoghi eccelsi, come la terra ch'egli ha fondata per sempre. Sal. 78:69
- Hanno sparso il loro sangue come acqua intorno a Gerusalemme, e non v'è stato alcuno che li seppellisse. Sal. 79:3
- Fino a quando, o Eterno? Sarai tu adirato per sempre? La tua gelosia arderà essa come un fuoco? Sal. 79:5
- Giunga dinanzi a te il gemito de' prigionieri; secondo la potenza del tuo braccio, scampa quelli che son condannati a morte. Sal. 79:11
- E rendi ai nostri vicini a sette doppi in seno il vituperio che t'hanno fatto, o Signore! Sal. 79:12
- Dinanzi ad Efraim, a Beniamino ed a Manasse, risveglia la tua potenza, e vieni a salvarci! Sal. 80:2
- O Eterno, Dio degli eserciti, fino a quando sarai tu irritato contro la preghiera del tuo popolo? Sal. 80:4
- tu sgombrasti il terreno dinanzi a lei, ed essa mise radici, ed empì la terra. Sal. 80:9
- Cantate con gioia a Dio nostra forza; mandate grida di allegrezza all'Iddio di Giacobbe! Sal. 81:1
- Nella distretta gridasti a me ed io ti liberai; ti risposi nascosto in mezzo ai tuoni, ti provai alle acque di Meriba. Sela. Sal. 81:7
- Quelli che odiano l'Eterno dovrebbero sottomettersi a lui, ma la loro durata sarebbe in perpetuo. Sal. 81:15
- Fino a quando giudicherete ingiustamente, e avrete riguardo alle persone degli empi? Sela. Sal. 82:2
- anche l'Assiria s'è aggiunta a loro; prestano il loro braccio ai figliuoli di Lot. Sela. Sal. 83:8
- Fa' a loro come facesti a Midian, a Sisera, a Jabin presso al torrente di Chison, Sal. 83:9
- i quali furon distrutti a Endor, e serviron di letame alla terra. Sal. 83:10
- Rendi i loro capi simili ad Oreb e Zeeb, e tutti i loro principi simili a Zeba e Tsalmunna; Sal. 83:11
- Dio mio, rendili simili al turbine, simili a stoppia dinanzi al vento. Sal. 83:13
- Essi vanno di forza in forza, e compariscono alfine davanti a Dio in Sion. Sal. 84:7
- Perché l'Eterno Iddio è sole e scudo; l'Eterno darà grazia e gloria. Egli non ricuserà alcun bene a quelli che camminano nella integrità. Sal. 84:11
- Non tornerai tu a ravvivarci, onde il tuo popolo si rallegri in te? Sal. 85:6
- Certo, la sua salvezza è vicina a quelli che lo temono, affinché la gloria abiti nel nostro paese. Sal. 85:9
- La giustizia camminerà dinanzi a lui, e seguirà la via dei suoi passi. Sal. 85:13
- Abbi pietà di me, o Signore, perché io grido a te tutto il giorno. Sal. 86:3
- Rallegra l'anima del tuo servitore, perché a te, o Signore, io elevo l'anima mia. Sal. 86:4
- Poiché tu, o Signore, sei buono, pronto a perdonare, e di gran benignità verso tutti quelli che t'invocano. Sal. 86:5
- Non v'è nessuno pari a te fra gli dèi, o Signore, né vi sono alcune opere pari alle tue. Sal. 86:8
- Volgiti a me, ed abbi pietà di me; da' la tua forza al tuo servitore, e salva il figliuolo della tua servente. Sal. 86:16
- Venga la mia preghiera dinanzi a te, inclina il tuo orecchio al mio grido; Sal. 88:2
- Opererai tu qualche miracolo per i morti? I trapassati risorgeranno essi a celebrarti? Sela. Sal. 88:10
- Ma, quant'è a me, o Eterno, io grido a te, e la mattina la mia preghiera ti viene incontro. Sal. 88:13
- Io, dice l'Eterno, ho fatto un patto col mio eletto; ho fatto questo giuramento a Davide, mio servitore: Sal. 89:3
- Tu hai fiaccato l'Egitto, ferendolo a morte; col tuo braccio potente, hai disperso i tuoi nemici. Sal. 89:10
- Tu parlasti già in visione al tuo diletto, e dicesti: Ho prestato aiuto a un prode, ho innalzato un eletto d'infra il popolo. Sal. 89:19
- Io fiaccherò dinanzi a lui i suoi nemici, e sconfiggerò quelli che l'odiano. Sal. 89:23
- Una cosa ho giurata per la mia santità, e non mentirò a Davide: Sal. 89:35
- La sua progenie durerà in eterno, e il suo trono sarà davanti a me come il sole, Sal. 89:36
- Tu hai rinnegato il patto stretto col tuo servitore, hai profanato la sua corona gettandola a terra. Sal. 89:39
- Tu hai fatto cessare il suo splendore, e hai gettato a terra il suo trono. Sal. 89:44
- Fino a quando, o Eterno, ti nasconderai tu del continuo, e l'ira tua arderà come un fuoco? Sal. 89:46
- Signore, dove sono le tue benignità antiche, le quali giurasti a Davide nella tua fedeltà? Sal. 89:49
- Tu metti le nostre iniquità davanti a te, e i nostri peccati occulti, alla luce della tua faccia. Sal. 90:8
- I giorni de' nostri anni arrivano a settant'anni; o, per i più forti, a ottant'anni; e quel che ne fa l'orgoglio, non è che travaglio e vanità; perché passa presto, e noi ce ne voliam via. Sal. 90:10
- Insegnaci dunque a così contare i nostri giorni, che acquistiamo un cuor savio. Sal. 90:12
- Ritorna, o Eterno; fino a quando? e muoviti a pietà dei tuoi servitori. Sal. 90:13
- Apparisca l'opera tua a pro de' tuoi servitori, e la tua gloria sui loro figliuoli. Sal. 90:16
- Fino a quando gli empi, o Eterno, fino a quando gli empi trionferanno? Sal. 94:3
- Poiché il giudizio tornerà conforme a giustizia, e tutti i diritti di cuore lo seguiranno. Sal. 94:15
- Se l'Eterno non fosse stato il mio aiuto, a quest'ora l'anima mia abiterebbe il luogo del silenzio. Sal. 94:17
- Presentiamoci a lui con lodi, celebriamolo con salmi! Sal. 95:2
- Oggi, se udite la sua voce, non indurate il vostro cuore come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, Sal. 95:8
- Splendore e maestà stanno dinanzi a lui, forza e bellezza stanno nel suo santuario. Sal. 96:6
- Prostratevi dinanzi all'Eterno vestiti di sacri ornamenti, tremate dinanzi a lui, o abitanti di tutta la terra! Sal. 96:9
- nel cospetto dell'Eterno; poich'egli viene, viene a giudicare la terra. Egli giudicherà il mondo con giustizia, e i popoli secondo la sua fedeltà. Sal. 96:13
- Son confusi tutti quelli che adoran le immagini, che si glorian degl'idoli; si prostrano dinanzi a lui tutti gli dèi. Sal. 97:7
- I fiumi battan le mani, i monti cantino assieme per gioia, dinanzi all'Eterno. Poich'egli viene a giudicare la terra; Sal. 98:8
- Io canterò la benignità e la giustizia; a te, o Eterno, salmeggerò. Sal. 101:1
- Io m'applicherò a seguire la via perfetta; quando verrai a me?... Io camminerò con integrità di cuore, in seno alla mia casa. Sal. 101:2
- Deh ascolta la mia preghiera, o Eterno, e venga fino a te il mio grido! Sal. 102:1
- Non mi nasconder la tua faccia nel dì della mia distretta; inclina a me il tuo orecchio; nel giorno che io grido, affrettati a rispondermi. Sal. 102:2
- A cagion della voce dei miei gemiti, le mie ossa s'attaccano alla mia carne. Sal. 102:5
- a cagione della tua indignazione e del tuo cruccio; poiché m'hai levato in alto e gettato via. Sal. 102:10
- Questo sarà scritto per l'età a venire, e il popolo che sarà creato loderà l'Eterno, Sal. 102:18
- per udire i gemiti de' prigionieri, per liberare i condannati a morte, Sal. 102:20
- L'Eterno fa giustizia e ragione a tutti quelli che sono oppressi. Sal. 103:6
- Egli fece conoscere a Mosè le sue vie e ai figliuoli d'Israele le sue opere. Sal. 103:7
- Tu hai posto alle acque un limite che non trapasseranno; esse non torneranno a coprire la terra. Sal. 104:9
- Presso a quelle si riparano gli uccelli del cielo; di mezzo alle fronde fanno udir la loro voce. Sal. 104:12
- I leoncelli ruggono dietro la preda e chiedono il loro pasto a Dio. Sal. 104:21
- Si leva il sole, esse si ritirano e vanno a giacere nei loro covi. Sal. 104:22
- Tutti quanti sperano in te che tu dia loro il lor cibo a suo tempo. Sal. 104:27
- e che confermò a Giacobbe come uno statuto, ad Israele come un patto eterno, Sal. 105:10
- e andavano da una nazione all'altra, da un regno a un altro popolo. Sal. 105:13
- Mandò dinanzi a loro un uomo. Giuseppe fu venduto come schiavo. Sal. 105:17
- Il re mandò a farlo sciogliere, il dominatore di popoli lo mise in libertà; Sal. 105:20
- per incatenare i principi a suo talento, e insegnare ai suoi anziani la sapienza. Sal. 105:22
- A loro richiesta fece venire delle quaglie, e li saziò col pane del cielo. Sal. 105:40
- Ond'egli parlò di sterminarli; ma Mosè, suo eletto, stette sulla breccia dinanzi a lui per stornar l'ira sua onde non li distruggesse. Sal. 106:23
- Lo provocarono ad ira anche alle acque di Meriba, e venne del male a Mosè per cagion loro; Sal. 106:32
- Tuttavia, volse a loro lo sguardo quando furono in distretta, quando udì il loro grido; Sal. 106:44
- Li condusse per la diritta via perché giungessero a una città da abitare. Sal. 107:7
- Celebrino l'Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Sal. 107:8
- Celebrino l'Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Sal. 107:15
- Celebrino l'Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Sal. 107:21
- Celebrino l'Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Sal. 107:31
- Ma poi sono ridotti a pochi, umiliati per l'oppressione, per l'avversità e gli affanni. Sal. 107:39
- ma innalza il povero traendolo dall'afflizione, e fa moltiplicar le famiglie a guisa di gregge. Sal. 107:41
- Io ti celebrerò fra i popoli, o Eterno, e a te salmeggerò fra le nazioni. Sal. 108:3
- Nessuno estenda a lui la sua benignità, e non vi sia chi abbia pietà de' suoi orfani. Sal. 109:12
- poiché egli sta alla destra del povero per salvarlo da quelli che lo condannano a morte. Sal. 109:31
- Il tuo popolo s'offre volenteroso nel giorno che raduni il tuo esercito. Parata di santità, dal seno dell'alba, la tua gioventù viene a te come la rugiada. Sal. 110:3
- Egli ha dato da vivere a quelli che lo temono, egli si ricorda in eterno del suo patto. Sal. 111:5
- che s'abbassa a riguardare nei cieli e sulla terra? Sal. 113:6
- Non a noi, o Eterno, non a noi, ma al tuo nome da' gloria, per la tua benignità e per la tua fedeltà! Sal. 115:1
- L'Eterno vi moltiplichi le sue grazie, a voi ed ai vostri figliuoli. Sal. 115:14
- nei cortili della casa dell'Eterno, in mezzo a te, o Gerusalemme. Alleluia. Sal. 116:19
- Togli di sopra a me il vituperio e lo sprezzo, perché io ho osservato le tue testimonianze. Sal. 119:22
- E avrò di che rispondere a chi mi fa vituperio, perché confido nella tua parola. Sal. 119:42
- Un'ira ardente mi prende a motivo degli empi, che abbandonano la tua legge. Sal. 119:53
- A mezzanotte io mi levo per celebrarti a motivo dei tuoi giusti giudizi. Sal. 119:62
- I superbi hanno ordito menzogne contro a me, ma io osservo i tuoi precetti con tutto il cuore. Sal. 119:69
- Rivolgansi a me quelli che ti temono e quelli che conoscono le tue testimonianze. Sal. 119:79
- Tutti i tuoi comandamenti sono fedeltà; costoro mi perseguitano a torto; soccorrimi! Sal. 119:86
- Io ho inclinato il mio cuore a praticare i tuoi statuti, in perpetuo, sino alla fine. Sal. 119:112
- Volgiti a me ed abbi pietà di me, com'è giusto che tu faccia a chi ama il tuo nome. Sal. 119:132
- Si accostano a me quelli che van dietro alla scelleratezza; essi son lontani dalla tua legge. Sal. 119:150
- Giunga il mio grido dinanzi a te, o Eterno; dammi intelletto secondo la tua parola. Sal. 119:169
- L'anima mia troppo a lungo ha dimorato con colui che odia la pace! Sal. 120:6
- A te io alzo gli occhi miei o tu che siedi nei cieli! Sal. 123:1
- O Eterno, fa' del bene a quelli che son buoni, e a quelli che son retti nel loro cuore. Sal. 125:4
- Ma quanto a quelli che deviano per le loro vie tortuose, l'Eterno li farà andare con gli operatori d'iniquità. Pace sia sopra Israele. Sal. 125:5
- Invano vi levate di buon'ora e tardi andate a riposare e mangiate il pan di doglie; egli dà altrettanto ai suoi diletti, mentr'essi dormono. Sal. 127:2
- O Eterno, io grido a te da luoghi profondi! Sal. 130:1
- O Eterno, il mio cuore non è gonfio di superbia, e i miei occhi non sono altèri; non attendo a cose troppo grandi e troppo alte per me. Sal. 131:1
- Ricordati, o Eterno, a favor di Davide, di tutte le sue fatiche: Sal. 132:1
- L'Eterno ha fatto a Davide questo giuramento di verità, e non lo revocherà: Io metterò sul tuo trono un frutto delle tue viscere. Sal. 132:11
- Mandò segni e prodigi in mezzo a te, o Egitto, su Faraone e su tutti i suoi servitori. Sal. 135:9
- E dette il loro paese in eredità, in eredità a Israele, suo popolo. Sal. 135:12
- Io ti celebrerò con tutto il mio cuore, dinanzi agli dèi salmeggerò a te. Sal. 138:1
- Nel giorno che ho gridato a te, tu m'hai risposto, m'hai riempito di coraggio, dando forza all'anima mia. Sal. 138:3
- Tu mi scruti quando cammino e quando mi giaccio, e conosci a fondo tutte le mie vie. Sal. 139:3
- Se salgo in cielo tu vi sei; se mi metto a giacere nel soggiorno dei morti, eccoti quivi. Sal. 139:8
- Se prendo le ali dell'alba e vo a dimorare all'estremità del mare, Sal. 139:9
- Se dico: Certo le tenebre mi nasconderanno, e la luce diventerà notte intorno a me, Sal. 139:11
- Essi parlano contro di te malvagiamente; i tuoi nemici usano il tuo nome a sostener la menzogna. Sal. 139:20
- O Eterno io t'invoco; affrettati a rispondermi. Porgi l'orecchio alla mia voce quand'io grido a te. Sal. 141:1
- Mi percuota pure il giusto; sarà un favore; mi riprenda pure; sarà come olio sul capo; il mio capo non lo rifiuterà; anzi malgrado la loro malvagità, continuerò a pregare. Sal. 141:5
- Poiché a te son vòlti gli occhi miei, o Eterno, o Signore; in te mi rifugio, non abbandonare l'anima mia. Sal. 141:8
- Effondo il mio lamento dinanzi a lui, espongo dinanzi a lui la mia tribolazione. Sal. 142:2
- Guarda alla mia destra e vedi; non v'è alcuno che mi riconosca. Ogni rifugio m'è venuto a mancare; non v'è alcuno che abbia cura dell'anima mia. Sal. 142:4
- Io grido a te, o Eterno. Io dico: Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi. Sal. 142:5
- e non venire a giudicio col tuo servitore, perché nessun vivente sarà trovato giusto nel tuo cospetto. Sal. 143:2
- Affrettati a rispondermi, o Eterno; lo spirito mio vien meno; non nascondere da me la tua faccia, che talora io non diventi simile a quelli che scendono nella fossa. Sal. 143:7
- Fammi sentire la mattina la tua benignità, poiché in te mi confido; fammi conoscer la via per la quale devo camminare, poiché io elevo l'anima mia a te. Sal. 143:8
- Insegnami a far la tua volontà, poiché tu sei il mio Dio; il tuo buono Spirito mi guidi in terra piana. Sal. 143:10
- L'uomo è simile a un soffio, i suoi giorni son come l'ombra che passa. Sal. 144:4
- O Dio, a te canterò un nuovo cantico; sul saltèro a dieci corde a te salmeggerò, Sal. 144:9
- I nostri granai siano pieni e forniscano ogni specie di beni. Le nostre gregge moltiplichino a migliaia e a diecine di migliaia nelle nostre campagne. Sal. 144:13
- L'Eterno è buono verso tutti, e le sue compassioni s'estendono a tutte le sue opere. Sal. 145:9
- Gli occhi di tutti sono intenti verso di te, e tu dai loro il loro cibo a suo tempo. Sal. 145:15
- L'Eterno è presso a tutti quelli che lo invocano, a tutti quelli che lo invocano in verità. Sal. 145:18
- L'Eterno sostiene gli umili, ma abbatte gli empi fino a terra. Sal. 147:6
- Perch'egli ha rinforzato le sbarre delle tue porte, ha benedetto i tuoi figliuoli in mezzo a te. Sal. 147:13
- Egli dà la neve a guisa di lana, sparge la brina a guisa di cenere. Sal. 147:16
- Egli getta il suo ghiaccio come a pezzi; e chi può reggere dinanzi al suo freddo? Sal. 147:17
- Egli fa conoscere la sua parola a Giacobbe, i suoi statuti e i suoi decreti a Israele. Sal. 147:19
- Egli ha ridato forza al suo popolo, dando motivo di lode a tutti i suoi fedeli, ai figliuoli d'Israele, al popolo che gli sta vicino. Alleluia. Sal. 148:14
- Abbiano in bocca le alte lodi di Dio, e una spada a due tagli in mano Sal. 149:6
- Lodatelo col timpano e le danze, lodatelo con gli strumenti a corda e col flauto. Sal. 150:4
- tu trarrai a sorte la tua parte con noi, non ci sarà fra noi tutti che una borsa sola' - Pr. 1:14
- poiché i loro piedi corrono al male ed essi s'affrettano a spargere il sangue. Pr. 1:16
- Si tende invano la rete dinanzi a ogni sorta d'uccelli; Pr. 1:17
- Tal è la sorte di chiunque è avido di guadagno; esso toglie la vita a chi lo possiede. Pr. 1:19
- `Fino a quando, o scempi, amerete la scempiaggine? fino a quando gli schernitori prenderanno gusto a schernire e gli stolti avranno in odio la scienza? Pr. 1:22
- Volgetevi a udire la mia riprensione; ecco, io farò sgorgare su voi lo spirito mio, vi farò conoscere le mie parole... Pr. 1:23
- se la cerchi come l'argento e ti dai a scavarla come un tesoro, Pr. 2:4
- che godono a fare il male e si compiacciono delle perversità del malvagio, Pr. 2:14
- Poiché il guadagno ch'essa procura è preferibile a quel dell'argento, e il profitto che se ne trae val più dell'oro fino. Pr. 3:14
- Quando ti metterai a giacere non avrai paura; giacerai, e il sonno tuo sarà dolce. Pr. 3:24
- Non rifiutare un benefizio a chi vi ha diritto, quand'è in tuo potere di farlo. Pr. 3:27
- Figliuoli, ascoltate l'istruzione di un padre, e state attenti a imparare il discernimento; Pr. 4:1
- Il principio della sapienza è: Acquista la sapienza. Sì, a costo di quanto possiedi, acquista l'intelligenza. Pr. 4:7
- Gli occhi tuoi guardino bene in faccia, e le tue palpebre si dirigano dritto davanti a te. Pr. 4:25
- Non piegare né a destra né a sinistra; ritira il tuo piede dal male. Pr. 4:27
- ma la fine cui mena è amara come l'assenzio, è acuta come una spada a due tagli. Pr. 5:4
- perché tu non abbia a gemere quando verrà la tua fine, quando la tua carne e il tuo corpo saran consumati, Pr. 5:11
- e tu non dica: `Come ho fatto a odiare la correzione, e come ha potuto il cuor mio sprezzare la riprensione? Pr. 5:12
- come ho fatto a non ascoltare la voce di chi m'ammaestrava, e a non porger l'orecchio a chi m'insegnava? Pr. 5:13
- Fino a quando, o pigro, giacerai? quando ti desterai dal tuo sonno? Pr. 6:9
- ché per una donna corrotta uno si riduce a un pezzo di pane, e la donna adultera sta in agguato contro un'anima preziosa. Pr. 6:26
- non avrà riguardo a riscatto di sorta, e anche se tu moltiplichi i regali, non sarà soddisfatto. Pr. 6:35
- giacché il mio marito non è a casa; è andato in viaggio lontano; Pr. 7:19
- ha preso seco un sacchetto di danaro, non tornerà a casa che al plenilunio'. Pr. 7:20
- ché molti ne ha fatti cadere feriti a morte, e grande è la moltitudine di quelli che ha uccisi. Pr. 7:26
- Ascoltate, perché dirò cose eccellenti, e le mie labbra s'apriranno a insegnar cose rette. Pr. 8:6
- Tutte le parole della mia bocca son conformi a giustizia, non v'è nulla di torto o di perverso in esse. Pr. 8:8
- A me appartiene il consiglio e il buon successo; io sono l'intelligenza, a me appartiene la forza. Pr. 8:14
- `Chi è sciocco venga qua!' A quelli che son privi di senno dice: Pr. 9:4
- per gridare a quelli che passan per la via, che van diritti per la loro strada: Pr. 9:15
- `Chi è sciocco venga qua!' E a chi è privo di senno dice: Pr. 9:16
- Le ricchezze non servono a nulla nel giorno dell'ira, ma la giustizia salva da morte. Pr. 11:4
- L'uomo benigno fa del bene a se stesso, ma il crudele tortura la sua propria carne. Pr. 11:17
- Chi confida nelle sue ricchezze cadrà, ma i giusti rinverdiranno a guisa di fronde. Pr. 11:28
- La ricchezza male acquistata va scemando, ma chi accumula a poco a poco, l'aumenta. Pr. 13:11
- Miseria e vergogna a chi rigetta la correzione, ma chi dà retta alla riprensione è onorato. Pr. 13:18
- Il giusto ha di che mangiare a sazietà, ma il ventre degli empi manca di cibo. Pr. 13:25
- Uno prova allegrezza quando risponde bene; e com'è buona una parola detta a tempo! Pr. 15:23
- L'orecchio attento alla riprensione che mena a vita, dimorerà fra i savi. Pr. 15:31
- Tutte le vie dell'uomo a lui sembran pure, ma l'Eterno pesa gli spiriti. Pr. 16:2
- L'acquisto della sapienza oh quanto è migliore di quello dell'oro, e l'acquisto dell'intelligenza preferibile a quel dell'argento! Pr. 16:16
- A che serve il danaro in mano allo stolto? ad acquistar saviezza?... Ma se non ha senno! Pr. 17:16
- La sapienza sta dinanzi a chi ha intelligenza, ma gli occhi dello stolto vagano agli estremi confini della terra. Pr. 17:24
- Il primo a perorare la propria causa par che abbia ragione; ma vien l'altra parte, e scruta quello a fondo. Pr. 18:17
- Castiga il tuo figliuolo, mentre c'è ancora speranza, ma non ti lasciar andare sino a farlo morire. Pr. 19:18
- Il pigro non ara a causa del freddo; alla raccolta verrà a cercare, ma non ci sarà nulla. Pr. 20:4
- Anche il fanciullo dà a conoscere con i suoi atti se la sua condotta sarà pura e retta. Pr. 20:11
- Non amare il sonno, che tu non abbia a impoverire; tieni aperti gli occhi, e avrai pane da saziarti. Pr. 20:13
- In casa del savio c'è dei tesori preziosi e dell'olio, ma l'uomo stolto dà fondo a tutto. Pr. 21:20
- C'è chi da mane a sera brama avidamente, ma il giusto dona senza mai rifiutare. Pr. 21:26
- per farti conoscere cose certe, parole vere, onde tu possa risponder parole vere a chi t'interroga? Pr. 22:21
- che tu non abbia ad imparare le sue vie e ad esporre a un'insidia l'anima tua. Pr. 22:25
- Se non hai di che pagare, perché esporti a farti portar via il letto? Pr. 22:27
- Quando ti siedi a mensa con un principe, rifletti bene a chi ti sta dinanzi; Pr. 23:1
- Da' retta a tuo padre che t'ha generato, e non disprezzar tua madre quando sarà vecchia. Pr. 23:22
- Per chi s'indugia a lungo presso il vino, per quei che vanno a gustare il vin drogato. Pr. 23:30
- Sarai come chi giace in mezzo al mare, come chi giace in cima a un albero di nave. Pr. 23:34
- Dirai: `M'hanno picchiato... e non m'han fatto male; m'hanno percosso... e non me ne sono accorto; quando mi sveglierò?... tornerò a cercarne ancora!' Pr. 23:35
- Chi pensa a mal fare sarà chiamato esperto in malizia. Pr. 24:8
- Libera quelli che son condotti a morte, e salva quei che, vacillando, vanno al supplizio. Pr. 24:11
- Se dici: `Ma noi non ne sapevamo nulla!...' Colui che pesa i cuori, non lo vede egli? Colui che veglia sull'anima tua non lo sa forse? E non renderà egli a ciascuno secondo le opere sue? Pr. 24:12
- Non t'irritare a motivo di chi fa il male, e non portare invidia agli empi; Pr. 24:19
- Non dire: `Come ha fatto a me così farò a lui; renderò a costui secondo l'opera sua'. Pr. 24:29
- Considerai la cosa, e mi posi a riflettere; e da quel che vidi trassi una lezione: Pr. 24:32
- Non t'affrettare a intentar processi, che alla fine tu non sappia che fare, quando il tuo prossimo t'avrà svergognato. Pr. 25:8
- onde chi t'ode non t'abbia a vituperare, e la tua infamia non si cancelli più. Pr. 25:10
- Le parole dette a tempo son come pomi d'oro in vasi d'argento cesellato. Pr. 25:11
- Se trovi del miele, mangiane quanto ti basta; che, satollandotene, tu non abbia poi a vomitarlo. Pr. 25:16
- Cantar delle canzoni a un cuor dolente è come togliersi l'abito in giorno di freddo, e mettere aceto sul nitro. Pr. 25:20
- Una buona notizia da paese lontano è come acqua fresca a persona stanca ed assetata. Pr. 25:25
- Non rispondere allo stolto secondo la sua follia, che tu non gli abbia a somigliare. Pr. 26:4
- Rispondi allo stolto secondo la sua follia, perché non abbia a credersi savio. Pr. 26:5
- Chi affida messaggi a uno stolto si taglia i piedi e s'abbevera di pene. Pr. 26:6
- Una massima in bocca agli stolti è come un ramo spinoso in mano a un ubriaco. Pr. 26:9
- Chi scava una fossa vi cadrà, e la pietra torna addosso a chi la rotola. Pr. 26:27
- Figliuol mio, sii savio e rallegrami il cuore, così potrò rispondere a chi mi vitupera. Pr. 27:11
- e il latte delle capre basta a nutrir te, a nutrir la tua famiglia e a far vivere le tue serve. Pr. 27:27
- Chi osserva la legge è un figliuolo intelligente, ma il compagno dei ghiottoni fa vergogna a suo padre. Pr. 28:7
- Chi induce i giusti a battere una mala via cadrà egli stesso nella fossa che ha scavata; ma gli uomini integri erediteranno il bene. Pr. 28:10
- Chi cammina integramente sarà salvato, ma il perverso che batte doppie vie, cadrà a un tratto. Pr. 28:18
- Chi ruba a suo padre e a sua madre e dice: `Non è un delitto!', è compagno del dissipatore. Pr. 28:24
- Il re, con la giustizia, rende stabile il paese; ma chi pensa solo a imporre tasse, lo rovina. Pr. 29:4
- Se un savio viene a contesa con uno stolto, quello va in collera e ride, e non c'è da intendersi. Pr. 29:9
- Lo stolto dà sfogo a tutta la sua ira, ma il savio rattiene la propria. Pr. 29:11
- La verga e la riprensione danno sapienza; ma il fanciullo lasciato a se stesso, fa vergogna a sua madre. Pr. 29:15
- Uno schiavo non si corregge a parole; anche se comprende, non ubbidisce. Pr. 29:19
- Non aggiunger nulla alle sue parole, ch'egli non t'abbia a riprendere, e tu non sia trovato bugiardo. Pr. 30:6
- ond'io, essendo sazio, non giunga a rinnegarti, e a dire: `Chi è l'Eterno?' ovvero, diventato povero, non rubi, e profani il nome del mio Dio. Pr. 30:9
- Non calunniare il servo presso al suo padrone, ch'ei non ti maledica e tu non abbia a subirne la pena. Pr. 30:10
- per un servo quando diventa re, per un uomo da nulla quando ha pane a sazietà, Pr. 30:22
- per una donna, non mai chiesta, quando giunge a maritarsi, e per una serva quando diventa erede della padrona. Pr. 30:23
- Non dare il tuo vigore alle donne, né i tuoi costumi a quelle che perdono i re. Pr. 31:3
- che a volte, avendo bevuto, non dimentichino la legge, e non disconoscano i diritti d'ogni povero afflitto. Pr. 31:5
- Date della cervogia a chi sta per perire, e del vino a chi ha l'anima amareggiata; Pr. 31:6
- Tutti i fiumi corrono al mare, eppure il mare non s'empie; al luogo dove i fiumi si dirigono, tornano a dirigersi sempre. Eccl. 1:7
- Io, l'Ecclesiaste, sono stato re d'Israele a Gerusalemme, Eccl. 1:12
- ed ho applicato il cuore a cercare e ad investigare con sapienza tutto ciò che si fa sotto il cielo: occupazione penosa, che Dio ha data ai figliuoli degli uomini perché vi si affatichino. Eccl. 1:13
- Ed ho applicato il cuore a conoscer la sapienza, e a conoscere la follia e la stoltezza; ed ho riconosciuto che anche questo è un correr dietro al vento. Eccl. 1:17
- Io ho detto del riso: `È una follia'; e della gioia: `A che giova?' Eccl. 2:2
- comprai servi e serve, ed ebbi de' servi nati in casa; ebbi pure greggi ed armenti, in gran numero, più di tutti quelli ch'erano stati prima di me a Gerusalemme; Eccl. 2:7
- Così divenni grande, e sorpassai tutti quelli ch'erano stati prima di me a Gerusalemme; e la mia sapienza rimase pur sempre meco. Eccl. 2:9
- Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatte, e la fatica che avevo durata a farle, ed ecco che tutto era vanità e un correr dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole. Eccl. 2:11
- Ond'io ho detto in cuor mio: `La sorte che tocca allo stolto toccherà anche a me; perché dunque essere stato così savio?' E ho detto in cuor mio che anche questo è vanità. Eccl. 2:15
- Poiché tanto del savio quanto dello stolto non rimane ricordo eterno; giacché, nei giorni a venire, tutto sarà da tempo dimenticato. Pur troppo il savio muore, al pari dello stolto! Eccl. 2:16
- Ed ho odiata ogni fatica che ho durata sotto il sole, e di cui debbo lasciare il godimento a colui che verrà dopo di me. Eccl. 2:18
- Così sono arrivato a far perdere al mio cuore ogni speranza circa tutta la fatica che ho durata sotto il sole. Eccl. 2:20
- Poiché, ecco un uomo che ha lavorato con saviezza, con intelligenza e con successo e lascia il frutto del suo lavoro in eredità a un altro, che non v'ha speso intorno alcuna fatica! Anche questo è vanità, e un male grande. Eccl. 2:21
- Poiché Iddio dà all'uomo ch'egli gradisce, sapienza, intelligenza e gioia; ma al peccatore dà la cura di raccogliere, d'accumulare, per lasciar poi tutto a colui ch'è gradito agli occhi di Dio. Anche questo è vanità e un correre dietro al vento. Eccl. 2:26
- ma che se uno mangia, beve e gode del benessere in mezzo a tutto il suo lavoro, è un dono di Dio. Eccl. 3:13
- Io ho detto in cuor mio: `Così è, a motivo dei figliuoli degli uomini perché Dio li metta alla prova, ed essi stessi riconoscano che non sono che bestie'. Eccl. 3:18
- Mi son messo poi a considerare tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole; ed ecco, le lacrime degli oppressi, i quali non hanno chi li consoli e dal lato dei loro oppressori la violenza, mentre quelli non hanno chi li consoli. Eccl. 4:1
- Poiché, se l'uno cade, l'altro rialza il suo compagno; ma guai a colui ch'è solo, e cade senz'avere un altro che lo rialzi! Eccl. 4:10
- Così pure, se due dormono assieme, si riscaldano; ma chi è solo, come farà a riscaldarsi? Eccl. 4:11
- E se uno tenta di sopraffare colui ch'è solo, due gli terranno testa; una corda a tre capi non si rompe così presto. Eccl. 4:12
- Non esser precipitoso nel parlare, e il tuo cuore non s'affretti a proferir verbo davanti a Dio; perché Dio è in cielo e tu sei sulla terra; le tue parole sian dunque poche; Eccl. 5:2
- Quand'hai fatto un voto a Dio, non indugiare ad adempierlo; poich'egli non si compiace degli stolti; adempi il voto che hai fatto. Eccl. 5:4
- Ecco quello che ho veduto: buona e bella cosa è per l'uomo mangiare, bere, godere del benessere in mezzo a tutta la fatica ch'ei dura sotto il sole, tutti i giorni di vita che Dio gli ha dati; poiché questa è la sua parte. Eccl. 5:18
- E ancora se Dio ha dato a un uomo delle ricchezze e dei tesori, e gli ha dato potere di goderne, di prenderne la sua parte e di gioire della sua fatica, è questo un dono di Dio; Eccl. 5:19
- eccone uno a cui Dio dà ricchezze, tesori e gloria, in guisa che nulla manca all'anima sua di tutto ciò che può desiderare, ma Dio non gli dà il potere di goderne; ne gode uno straniero. Ecco una vanità e un male grave. Eccl. 6:2
- Quand'anche questi vivesse due volte mille anni, se non gode benessere, a che pro? Non va tutto a finire in un medesimo luogo? Eccl. 6:6
- Non t'affrettare a irritarti nello spirito tuo, perché l'irritazione riposa in seno agli stolti. Eccl. 7:9
- È bene che tu t'attenga fermamente a questo, e che tu non ritragga la mano da quello; poiché chi teme Iddio evita tutte queste cose. Eccl. 7:18
- Non porre dunque mente a tutte le parole che si dicono, per non sentirti maledire dal tuo servo; Eccl. 7:21
- Io mi sono applicato nel cuor mio a riflettere, a investigare, a cercare la sapienza e la ragion delle cose, e a riconoscere che l'empietà è una follia e la stoltezza una pazzia; Eccl. 7:25
- e ho trovato una cosa più amara della morte: la donna ch'è tutta tranelli, il cui cuore non è altro che reti, e le cui mani sono catene; colui ch'è gradito a Dio le sfugge, ma il peccatore riman preso da lei. Eccl. 7:26
- Io ti dico: `Osserva gli ordini del re'; e questo, a motivo del giuramento che hai fatto dinanzi a Dio. Eccl. 8:2
- perché per ogni cosa v'è un tempo e un giudizio; giacché la malvagità dell'uomo pesa grave addosso a lui. Eccl. 8:6
- Io ho veduto tutto questo, ed ho posto mente a tutto quello che si fa sotto il sole, quando l'uomo signoreggia sugli uomini per loro sventura. Eccl. 8:9
- Quand'io ho applicato il mio cuore a conoscere la sapienza e a considerare le cose che si fanno sulla terra - perché gli occhi dell'uomo non godono sonno né giorno né notte, - Eccl. 8:16
- allora ho mirato tutta l'opera di Dio, e ho veduto che l'uomo è impotente a spiegare quello che si fa sotto il sole; egli ha un bell'affaticarsi a cercarne la spiegazione; non riesce a trovarla; e anche se il savio pretende di saperla, non però può trovarla. Eccl. 8:17
- Sì, io ho applicato a tutto questo il mio cuore, e ho cercato di chiarirlo: che cioè i giusti e i savi e le loro opere sono nelle mani di Dio; l'uomo non sa neppure se amerà o se odierà; tutto è possibile. Eccl. 9:1
- Tutto succede ugualmente a tutti; la medesima sorte attende il giusto e l'empio, il buono e puro e l'impuro, chi offre sacrifizi e chi non li offre; tanto è il buono quanto il peccatore, tanto è colui che giura quanto chi teme di giurare. Eccl. 9:2
- Per chi è associato a tutti gli altri viventi c'è speranza; perché un cane vivo val meglio d'un leone morto. Eccl. 9:4
- Godi la vita con la moglie che ami, durante tutti i giorni della vita della tua vanità, che Dio t'ha data sotto il sole per tutto il tempo della tua vanità; poiché questa è la tua parte nella vita, in mezzo a tutta la fatica che duri sotto il sole. Eccl. 9:9
- Io mi son rimesso a considerare che sotto il sole, per correre non basta esser agili, né basta per combattere esser valorosi, né esser savi per aver del pane, né essere intelligenti per aver delle ricchezze, né esser abili per ottener favore; poiché tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze. Eccl. 9:11
- Anche quando lo stolto va per la via, il senno gli manca e mostra a tutti ch'è uno stolto. Eccl. 10:3
- Ho veduto degli schiavi a cavallo, e de' principi camminare a piedi come degli schiavi. Eccl. 10:7
- Guai a te, o paese, il cui re è un fanciullo, e i cui principi mangiano fin dal mattino! Eccl. 10:16
- Beato te, o paese, il cui re è di nobile lignaggio, ed i cui principi si mettono a tavola al tempo convenevole, per ristorare le forze e non per ubriacarsi! Eccl. 10:17
- Il convito è fatto per gioire, il vino rende gaia la vita, e il danaro risponde a tutto. Eccl. 10:19
- Fanne parte a sette, ed anche a otto, perché tu non sai che male può avvenire sulla terra. Eccl. 11:2
- prima dell'età in cui i guardiani della casa tremano, gli uomini forti si curvano, le macinatrici si fermano perché son ridotte a poche, quelli che guardan dalle finestre si oscurano, Eccl. 12:3
- prima che la polvere torni alla terra com'era prima, e lo spirito torni a Dio che l'ha dato. Eccl. 12:7
- L'Ecclesiaste s'è applicato a trovare delle parole gradevoli; esse sono state scritte con dirittura, e sono parole di verità. Eccl. 12:10
- Attirami a te! Noi ti correremo dietro! Il re m'ha condotta ne' suoi appartamenti; noi gioiremo, ci rallegreremo a motivo di te; noi celebreremo le tue carezze più del vino! A ragione sei amato! Cant. 1:4
- O tu che il mio cuore ama, dimmi dove meni a pascere il tuo gregge, e dove lo fai riposare sul mezzogiorno. Poiché, perché sarei io come una donna sperduta, presso i greggi de' tuoi compagni? Cant. 1:7
- L'amico mio è simile a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro al nostro muro, e guarda per la finestra, lancia occhiate attraverso alle persiane. Cant. 2:9
- Chi è colei che sale dal deserto, simile a colonne di fumo, profumata di mirra e d'incenso e d'ogni aroma de' mercanti? Cant. 3:6
- I suoi occhi paion colombe in riva a de' ruscelli, lavati nel latte, incassati ne' castoni d'un anello. Cant. 5:12
- Il mio amico è disceso nel suo giardino, nell'aie degli aromi a pasturare i greggi ne' giardini, e coglier gigli. Cant. 6:2
- Amica mia, tu sei bella come Tirtsa, vaga come Gerusalemme, tremenda come un esercito a bandiere spiegate. Cant. 6:4
- Chi è colei che appare come l'alba, bella come la luna, pura come il sole, tremenda come un esercito a bandiere spiegate? Cant. 6:10
- Io son discesa nel giardino de' noci a vedere le piante verdi della valle, a veder se le viti mettevan le loro gemme, se i melagrani erano in fiore. Cant. 6:11
- Torna, torna, o Sulamita, torna, torna, che ti miriamo. Perché mirate la Sulamita come una danza a due schiere? Cant. 6:13
- La tua statura è simile alla palma, e le tue mammelle a de' grappoli d'uva. Cant. 7:7
- Ti condurrei, t'introdurrei in casa di mia madre, tu mi ammaestreresti, e io ti darei a bere del vino aromatico, del succo del mio melagrano. Cant. 8:2
- Salomone aveva una vigna a Baal-Hamon; egli affidò la vigna a de' guardiani, ognun de' quali portava, come frutto, mille sicli d'argento. Cant. 8:11
- La visione d'Isaia, figliuolo d'Amots, ch'egli ebbe relativamente a Giuda e a Gerusalemme ai giorni di Uzzia, di Jotham, di Achaz e di Ezechia, re di Giuda. Isa. 1:1
- Udite, o cieli! e tu, terra, presta orecchio! poiché l'Eterno parla: Io, dic'egli, ho nutrito de' figliuoli e li ho allevati, ma essi si son ribellati a me. Isa. 1:2
- A che pro colpirvi ancora? Aggiungereste altre rivolte. Tutto il capo è malato, tutto il cuore è languente. Isa. 1:5
- Se l'Eterno degli eserciti non ci avesse lasciato un picciol residuo, saremmo come Sodoma, somiglieremmo a Gomorra. Isa. 1:9
- Quando venite a presentarvi nel mio cospetto, chi v'ha chiesto di calcare i miei cortili? Isa. 1:12
- imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate ragione all'orfano, difendete la causa della vedova! Isa. 1:17
- I tuoi principi sono ribelli e compagni di ladri; tutti amano i regali e corron dietro alle ricompense; non fanno ragione all'orfano, e la causa della vedova non vien davanti a loro. Isa. 1:23
- Parola che Isaia, figliuolo d'Amots, ebbe in visione, relativamente a Giuda e a Gerusalemme. Isa. 2:1
- Il loro paese è pieno d'idoli; si prostrano dinanzi all'opera delle loro mani, dinanzi a ciò che le lor dita han fatto. Isa. 2:8
- Ecco, il Signore, l'Eterno degli eserciti, sta per togliere a Gerusalemme ed a Giuda ogni risorsa ed ogni appoggio, ogni risorsa di pane e ogni risorsa d'acqua, Isa. 3:1
- L'aspetto del loro volto testimonia contr'essi, pubblicano il loro peccato, come Sodoma, e non lo nascondono. Guai all'anima loro! perché procurano a se stessi del male. Isa. 3:9
- L'Eterno dice ancora: Poiché le figliuole di Sion sono altere, sen vanno col collo teso, lanciando sguardi provocanti, camminando a piccoli passi e facendo tintinnare gli anelli de' lor piedi, Isa. 3:16
- il Signore renderà calvo il sommo del capo alle figliuole di Sion, e l'Eterno metterà a nudo le loro vergogne. Isa. 3:17
- una volta che il Signore avrà lavato le brutture delle figliuole di Sion, e avrà nettato Gerusalemme dal sangue ch'è in mezzo a lei, col soffio della giustizia, e col soffio dello sterminio. Isa. 4:4
- Guai a quelli che aggiungon casa a casa, che uniscon campo a campo, finché non rimanga più spazio, e voi restiate soli ad abitare in mezzo al paese! Isa. 5:8
- Guai a quelli che la mattina s'alzan di buon'ora per correr dietro alle bevande alcooliche, e fan tardi la sera, finché il vino l'infiammi! Isa. 5:11
- La cetra, il saltèro, il tamburello, il flauto ed il vino, ecco i loro conviti! ma non pongon mente a quel che fa l'Eterno, e non considerano l'opera delle sue mani. Isa. 5:12
- Guai a quelli che tiran l'iniquità come con le corde del vizio, e il peccato con le corde d'un cocchio, Isa. 5:18
- Guai a quelli che chiaman bene il male, e male il bene, che mutan le tenebre in luce e la luce in tenebre, che mutan l'amaro in dolce e il dolce in amaro! Isa. 5:20
- Guai a quelli che si reputano savi e si credono intelligenti! Isa. 5:21
- Guai a quelli che son prodi nel bevere il vino, e valorosi nel mescolar le bevande alcooliche; Isa. 5:22
- In esso nessuno è stanco o vacilla, nessuno sonnecchia o dorme; a nessuno si scioglie la cintura de' fianchi o si rompe il legaccio de' calzari. Isa. 5:27
- In quel giorno, ei muggirà contro Giuda, come mugge il mare; e a guardare il paese, ecco tenebre, angoscia, e la luce che s'oscura nel suo cielo. Isa. 5:30
- Allora io dissi: `Ahi, lasso me, ch'io son perduto! Poiché io sono un uomo dalle labbra impure, e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e gli occhi miei han veduto il Re, l'Eterno degli eserciti!' Isa. 6:5
- Ed egli disse: `Va', e di' a questo popolo: Ascoltate, sì, ma senza capire; guardate, sì, ma senza discernere! Isa. 6:9
- E io dissi: `Fino a quando, Signore?' Ed egli rispose: `Finché le città siano devastate e senza abitanti e non vi sia più alcuno nelle case e il paese sia ridotto in desolazione; Isa. 6:11
- E se vi rimane ancora un decimo della popolazione, esso a sua volta sarà distrutto; ma, come al terebinto e alla querce, quando sono abbattuti, rimane il ceppo, così rimarrà al popolo, come ceppo, una progenie santa'. Isa. 6:13
- Guarda di startene calmo e tranquillo, non temere e non ti s'avvilisca il cuore a motivo di questi due avanzi di tizzoni fumanti, a motivo dell'ira ardente di Retsin e della Siria, e del figliuolo di Remalia. Isa. 7:4
- Siccome la Siria, Efraim e il figliuolo di Remalia meditano del male a tuo danno, dicendo: Isa. 7:5
- L'Eterno farà venire su te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre de' giorni, come non se n'ebbero mai dal giorno che Efraim s'è separato da Giuda: vale a dire, il re d'Assiria. Isa. 7:17
- In quel giorno, il Signore, con un rasoio preso a nolo di là dal fiume, cioè col re d'Assiria, raderà la testa, i peli delle gambe, e porterà via anche la barba. Isa. 7:20
- Poiché questo popolo ha sprezzate le acque di Siloe che scorrono placidamente, e si rallegra a motivo di Retsin e del figliuolo di Remalia, Isa. 8:6
- Se vi si dice: `Consultate quelli che evocano gli spiriti e gl'indovini, quelli che susurrano e bisbigliano', rispondete: `Un popolo non dev'egli consultare il suo Dio? Si rivolgerà egli ai morti a pro de' vivi?' Isa. 8:19
- Il Signore manda una parola a Giacobbe, ed essa cade sopra Israele. Isa. 9:8
- i Sirî da oriente, i Filistei da occidente; ed essi divoreranno Israele a bocca spalancata. E, con tutto ciò, l'ira sua non si calma, e la sua mano rimane distesa. Isa. 9:12
- Ma il popolo non torna a colui che lo colpisce, e non cerca l'Eterno degli eserciti. Isa. 9:13
- Si saccheggia a destra, e si ha fame; si divora a sinistra, e non si è saziati; ognun divora la carne del proprio braccio: Isa. 9:20
- Guai a quelli che fanno decreti iniqui e a quelli che redigono in iscritto sentenze ingiuste, Isa. 10:1
- E che farete il giorno che Dio vi visiterà, nel giorno che la ruina verrà di lontano? A chi fuggirete in cerca di soccorso? e dove lascerete quel ch'è la vostra gloria? Isa. 10:3
- Come la mia mano è giunta a colpire i regni degl'idoli dove le immagini eran più numerose che a Gerusalemme e a Samaria, Isa. 10:10
- come ho fatto a Samaria e ai suoi idoli, non farò io così a Gerusalemme e alle sue statue?' Isa. 10:11
- Ma quando il Signore avrà compiuta tutta l'opera sua sul monte di Sion ed a Gerusalemme, io, dice l'Eterno, punirò il re d'Assiria per il frutto della superbia del cuor suo e dell'arroganza de' suoi sguardi alteri. Isa. 10:12
- Poiché lo sterminio che ha decretato, il Signore, l'Eterno degli eserciti, lo effettuerà in mezzo a tutta la terra. Isa. 10:23
- L'Assiro marcia contro Aiath, attraversa Migron, depone i suoi bagagli a Micmash. Isa. 10:28
- Valicano il passo, passano la notte a Gheba; Rama trema, Ghibea di Saul è in fuga. Isa. 10:29
- Grida forte a tutta voce, o figlia di Gallim! Tendi l'orecchio, o Laish! Povera Anathoth! Isa. 10:30
- Oggi stesso sosterà a Nob, agitando il pugno contro il monte della figlia di Sion, contro la collina di Gerusalemme. Isa. 10:32
- In quel giorno, il Signore stenderà una seconda volta la mano per riscattare il residuo del suo popolo rimasto in Assiria e in Egitto, a Pathros e in Etiopia, ad Elam, a Scinear ed a Hamath, e nelle isole del mare. Isa. 11:11
- Essi piomberanno a volo sulle spalle de' Filistei ad occidente, insieme prederanno i figliuoli dell'oriente; metteran le mani addosso a Edom ed a Moab, e i figliuoli d'Ammon saran loro sudditi. Isa. 11:14
- L'Eterno metterà interamente a secco la lingua del mar d'Egitto; scuoterà minacciosamente la mano sul fiume, e, col suo soffio impetuoso, lo spartirà in sette canali, e farà sì che lo si passi coi sandali. Isa. 11:15
- Salmeggiate all'Eterno, perché ha fatte cose magnifiche; siano esse note a tutta la terra! Isa. 12:5
- Manda de' gridi, de' gridi di gioia, o abitatrice di Sion! poiché il Santo d'Israele è grande in mezzo a te'. Isa. 12:6
- Oracolo contro Babilonia, rivelato a Isaia, figliuolo di Amots. Isa. 13:1
- Su di un nudo monte, innalzate un vessillo, chiamateli a gran voce, fate segno con la mano, ed entrino nelle porte de' principi! Isa. 13:2
- Io ho dato ordini a quelli che mi son consacrati, ho chiamato i miei prodi, ministri della mia ira, quelli che esultano nella mia grandezza. Isa. 13:3
- S'ode sui monti un rumore di gente, come quello d'un popolo immenso; il rumor d'un tumulto di regni, di nazioni raunate: l'Eterno degli eserciti passa in rivista l'esercito, che va a combattere. Isa. 13:4
- Perfino i cipressi e i cedri del Libano si rallegrano a motivo di te. `Da che sei atterrato, essi dicono, il boscaiolo non sale più contro di noi'. Isa. 14:8
- Tutti prendon la parola e ti dicono: `Anche tu dunque sei diventato debole come noi? anche tu sei dunque divenuto simile a noi? Isa. 14:10
- che riduceva il mondo in un deserto, ne distruggeva le città, e non rimandava mai liberi a casa i suoi prigioni?' Isa. 14:17
- Tu non sarai riunito a loro nel sepolcro perché hai distrutto il tuo paese, hai ucciso il tuo popolo; della razza de' malfattori non si ragionerà mai più. Isa. 14:20
- Preparate il massacro de' suoi figli, a motivo della iniquità de' loro padri! Che non si rialzino più a conquistare la terra, a riempire il mondo di città! Isa. 14:21
- Si sale al tempio e a Dibon, sugli alti luoghi, per piangere; Moab urla su Nebo e su Medeba: tutte le teste son rase, tutte le barbe, tagliate. Isa. 15:2
- Per le strade tutti indossano sacchi, sui tetti e per le piazze ognuno urla, piangendo a dirotto. Isa. 15:3
- Heshbon ed Elealeh gridano; la loro voce s'ode fino a Jahats; perciò i guerrieri di Moab si lamentano, l'anima loro trema. Isa. 15:4
- Il mio cuore geme per Moab, i cui fuggiaschi son già a Tsoar, a Eglath-Scelisciah; perché fanno, piangendo, la salita di Luhith e mandan grida d'angoscia sulla via di Horonaim; Isa. 15:5
- Le grida fanno il giro de' confini di Moab, il suo urlo rintrona fino ad Eglaim, il suo urlo rintrona fino a Beer-Elim. Isa. 15:8
- Perché le acque di Dimon son piene di sangue, perché infliggerò a Dimon de' nuovi guai: un leone contro gli scampati di Moab e contro quel che resta del paese. Isa. 15:9
- il trono è stabilito fermamente sulla clemenza, e sul trono sta assiso fedelmente, nella tenda di Davide, un giudice amico del diritto, e pronto a far giustizia'. Isa. 16:5
- Poiché le campagne di Heshbon languono; languono i vigneti di Sibmah, le cui viti scelte, che inebriavano i padroni delle nazioni, arrivavano fino a Jazer, erravano per il deserto, ed avean propaggini che s'espandevan lontano, e passavano il mare. Isa. 16:8
- E quando Moab si presenterà, quando si affaticherà su l'alto luogo ed entrerà nel suo santuario a pregare, esso nulla otterrà. Isa. 16:12
- e non volgerà più lo sguardo verso gli altari, opra delle sue mani; e non guarderà più a quel che le sue dita han fatto, agl'idoli d'Astarte e alle colonne solari. Isa. 17:8
- che invia messi per mare in navicelle di papiro, voganti a pel d'acqua! Andate, o veloci messaggeri, verso la nazione dall'alta statura e dalla pelle lucida, verso il popolo temuto fin nelle regioni lontane, nazione potente che calpesta tutto, il cui paese è solcato da fiumi! Isa. 18:2
- Oracolo sull'Egitto. Ecco l'Eterno, che cavalca portato da una nuvola leggera, e viene in Egitto; gl'idoli d'Egitto tremano dinanzi a lui, e all'Egitto si strugge, dentro, il cuore. Isa. 19:1
- I principi di Tsoan non son che degli stolti; i più savi tra i consiglieri di Faraone danno dei consigli insensati. Come potete mai dire a Faraone: `Io sono figliuolo de' savi, figliuolo degli antichi re?' Isa. 19:11
- E il paese di Giuda sarà il terrore dell'Egitto; tutte le volte che gli se ne farà menzione, l'Egitto sarà spaventato a motivo della decisione presa contro di lui dall'Eterno degli eserciti. Isa. 19:17
- Sarà per l'Eterno degli eserciti un segno e una testimonianza nel paese d'Egitto; quand'essi grideranno all'Eterno a motivo dei loro oppressori, egli manderà loro un salvatore e un difensore a liberarli. Isa. 19:20
- così il re d'Assiria menerà via i prigionieri dall'Egitto e i deportati dell'Etiopia, giovani e vecchi, seminudi e scalzi, con le natiche scoperte, a vergogna dell'Egitto. Isa. 20:4
- E quelli saranno costernati e confusi, a motivo dell'Etiopia in cui avean riposta la loro speranza, e a motivo dell'Egitto di cui si gloriavano. Isa. 20:5
- E gli abitanti di questa costa diranno in quel giorno: `Ecco a che è ridotto il paese in cui speravamo, al quale avevamo ricorso in cerca d'aiuto, per esser liberati dal re d'Assiria! Come scamperemo noi?' Isa. 20:6
- Essa vide della cavalleria, de' cavalieri a due a due, della truppa a dorso d'asini, della truppa a dorso di cammelli; e quella ascoltava, ascoltava attentamente. Isa. 21:7
- Ed ecco venir della cavalleria, de' cavalieri a due a due'. E quella riprese a dire: `Caduta, caduta è Babilonia! e tutte le immagini scolpite de' suoi dèi giaccion frantumate al suolo'. Isa. 21:9
- Oracolo contro Duma. Mi si grida da Seir: `Sentinella, a che punto è la notte? Sentinella, a che punto è la notte?' Isa. 21:11
- Perciò dico: `Stornate da me lo sguardo, io vo' piangere amaramente; non insistete a volermi consolare del disastro della figliuola del mio popolo!' Isa. 22:4
- Il velo è strappato a Giuda; in quel giorno, ecco che volgete lo sguardo all'arsenale del palazzo della Foresta, Isa. 22:8
- fate un bacino fra le due mura per le acque del serbatoio antico, ma non volgete lo sguardo a Colui che ha fatto queste cose, e non vedete Colui che da lungo tempo le ha preparate. Isa. 22:11
- Il Signore, l'Eterno degli eserciti, vi chiama in questo giorno a piangere, a far lamento, a radervi il capo, a cingere il sacco, Isa. 22:12
- Così parla il Signore, l'Eterno degli eserciti: Va' a trovare questo cortigiano, Scebna, prefetto del palazzo, e digli: Isa. 22:15
- A lui sarà sospesa tutta la gloria della casa di suo padre, i suoi rampolli nobili e ignobili, tutti i vasi più piccoli, dalle coppe alle bottiglie. Isa. 22:24
- Quando la notizia giungerà in Egitto, tutti saranno addolorati a sentir le notizie di Tiro. Isa. 23:5
- Passate a Tarsis, urlate, o abitanti della costa! Isa. 23:6
- È questa la vostra città sempre gaia, la cui origine data dai giorni antichi? I suoi piedi la portavano in terre lontane a soggiornarvi. Isa. 23:7
- L'Eterno ha steso la sua mano sul mare, ha fatto tremare i regni, ha ordinato riguardo a Canaan che sian distrutte le sue fortezze, Isa. 23:11
- e ha detto: `Tu non continuerai più a rallegrarti, o figliuola di Sidon, vergine disonorata!' Lèvati, passa nel paese di Kittim! Neppur quivi troverai requie. Isa. 23:12
- Ecco il paese de' Caldei, di questo popolo che già non esisteva, il paese che l'Assiro assegnò a questi abitatori del deserto. Essi innalzano le loro torri d'assedio, distruggono i palazzi di Tiro, ne fanno un monte di rovine. Isa. 23:13
- In quel giorno, Tiro cadrà nell'oblio per settant'anni, per la durata della vita d'un re. In capo a settant'anni, avverrà di Tiro quel che dice la canzone della meretrice: Isa. 23:15
- E in capo a settant'anni, l'Eterno visiterà Tiro, ed essa tornerà ai suoi guadagni, e si prostituirà con tutti i regni del mondo sulla faccia della terra. Isa. 23:17
- Ma i suoi guadagni e i suoi salari impuri saran consacrati all'Eterno; non saranno accumulati né riposti; poiché i suoi guadagni andranno a quelli che stanno nel cospetto dell'Eterno, perché mangino, si sazino, e si vestano d'abiti sontuosi. Isa. 23:18
- Avverrà al sacerdote lo stesso che al popolo, al padrone lo stesso che al suo servo, alla padrona lo stesso che alla serva, a chi vende lo stesso che a chi compra, a chi presta lo stesso che a chi prende ad imprestito, al creditore lo stesso che al debitore. Isa. 24:2
- Dall'estremità della terra udiam cantare: `Gloria al giusto!' Ma io dico: Ahimè lasso! ahimè lasso! Guai a me! I perfidi agiscon perfidamente, sì, i perfidi raddoppian di perfidia. Isa. 24:16
- L'Eterno degli eserciti preparerà su questo monte a tutti i popoli un convito di cibi succulenti, un convito di vini vecchi, di cibi succulenti, pieni di midollo, di vini vecchi, ben chiariti. Isa. 25:6
- A colui ch'è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida. Isa. 26:3
- Egli ha umiliato quelli che stavano in alto; Egli ha abbassato la città elevata, l'ha abbassata fino a terra, l'ha stesa nella polvere; Isa. 26:5
- O Eterno, Dio nostro, altri signori, fuori di te, han dominato su noi; ma, grazie a te solo, noi possiamo celebrare il tuo nome. Isa. 26:13
- Come una donna incinta che sta per partorire si contorce e grida in mezzo alle sue doglie, così siamo stati noi dinanzi a te, o Eterno. Isa. 26:17
- Va', o mio popolo, entra nelle tue camere, chiudi le tue porte dietro a te; nasconditi per un istante, finché sia passata l'indignazione. Isa. 26:20
- Nessuna ira è in me. Ah! se avessi a combattere contro rovi e pruni, io muoverei contro a loro, e li brucerei tutti assieme! Isa. 27:4
- A meno che non mi si prenda per rifugio, che non si faccia la pace meco, che non si faccia la pace meco. Isa. 27:5
- Quando i rami saran secchi, saranno rotti; e verranno le donne a bruciarli; poiché è un popolo senza intelligenza; perciò Colui che l'ha fatto non ne avrà compassione, Colui che l'ha formato non gli farà grazia. Isa. 27:11
- E in quel giorno sonerà una gran tromba; e quelli ch'eran perduti nel paese d'Assiria, e quelli ch'eran dispersi nel paese d'Egitto verranno e si prostreranno dinanzi all'Eterno, sul monte santo, a Gerusalemme. Isa. 27:13
- Ecco venire, da parte del Signore, un uomo forte, potente, come una tempesta di grandine, un uragano distruttore, come una piena di grandi acque che straripano; ei getta quella corona a terra con violenza. Isa. 28:2
- uno spirito di giustizia a colui che siede come giudice, la forza di quelli che respingono il nemico fino alle sue porte. Isa. 28:6
- - `A chi vuol egli dare insegnamenti? A chi vuol egli far capire la lezione? A de' bambini appena divezzati, staccati dalle mammelle? Isa. 28:9
- Ebbene, sarà mediante labbra balbuzienti e mediante una lingua barbara che l'Eterno parlerà a questo popolo. Isa. 28:11
- Ma quelli non han voluto ascoltare; e la parola dell'Eterno è stata per loro precetto dopo precetto, precetto dopo precetto, regola dopo regola, regola dopo regola, un poco qui, un poco là, ond'essi andassero a cadere a rovescio, fossero fiaccati, còlti al laccio, e presi! Isa. 28:13
- Voi dite: `Noi abbiam fatto alleanza con la morte, abbiam fermato un patto col soggiorno de' morti; quando l'inondante flagello passerà, non giungerà fino a noi perché abbiam fatto della menzogna il nostro rifugio e ci siam messi al sicuro dietro la frode'. Isa. 28:15
- Or dunque, non fate gli schernitori, che i vostri legami non s'abbiano a rafforzare! Poiché io ho udito, da parte del Signore, dell'Eterno degli eserciti, ch'è deciso uno sterminio completo di tutto il paese. Isa. 28:22
- Quando ne ha appianata la superficie, non vi semina egli l'aneto, non vi sparge il comino, non vi mette il frumento a solchi, l'orzo nel luogo designato, e il farro entro i limiti ad esso assegnati? Isa. 28:25
- Io porrò il mio campo attorno a te come un cerchio, io ti ricingerò di fortilizi, eleverò contro di te opere d'assedio. Isa. 29:3
- Tutte le visioni profetiche son divenute per voi come le parole d'uno scritto sigillato che si desse a uno che sa leggere, dicendogli: `Ti prego, leggi questo!' il quale risponderebbe: `Non posso perch'è sigillato!' Isa. 29:11
- Il Signore ha detto: Giacché questo popolo s'avvicina a me colla bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lungi da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini, Isa. 29:13
- ecco ch'io continuerò a fare tra questo popolo delle maraviglie, maraviglie su maraviglie; e la saviezza de' suoi savi perirà, e l'intelligenza degl'intelligenti di esso sparirà. Isa. 29:14
- Guai a quelli che si ritraggono lungi dall'Eterno in luoghi profondi per nascondere i loro disegni, che fanno le opere loro nelle tenebre, e dicono: `Chi ci vede? chi ci conosce?' Isa. 29:15
- che condannano un uomo per una parola, che tendon tranelli a chi difende le cause alla porta, e violano il diritto del giusto per un nulla. Isa. 29:21
- Poiché quando i suoi figliuoli vedranno in mezzo a loro l'opera delle mie mani, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe, e temeranno grandemente l'Iddio d'Israele; Isa. 29:23
- Ma la protezione di Faraone vi tornerà a confusione, e il ricetto all'ombra dell'Egitto, ad ignominia. Isa. 30:3
- I principi di Giuda son già a Tsoan, e i suoi ambasciatori son già arrivati a Hanes; Isa. 30:4
- ma tutti arrossiscono d'un popolo che a nulla giova loro, che non reca aiuto né giovamento alcuno, ma è la loro onta e la loro vergogna. Isa. 30:5
- È pronto il carico delle bestie pel mezzogiorno; attraverso un paese di distretta e d'angoscia, donde vengono la leonessa e il leone, la vipera e il serpente ardente che vola, essi portan le loro ricchezze sul dorso degli asinelli e i loro tesori sulla gobba de' cammelli, a un popolo che non gioverà loro nulla. Isa. 30:6
- Or vieni e traccia queste cose in loro presenza sopra una tavola, e scrivile in un libro, perché rimangano per i dì a venire, sempre, in perpetuo. Isa. 30:8
- che dicono ai veggenti: `Non vedete!' e a quelli che han delle visioni: `Non ci annunziate visioni di cose vere! Diteci delle cose piacevoli, profetateci delle chimere! Isa. 30:10
- questa iniquità sarà per voi come una breccia che minaccia rovina, che fa pancia in un alto muro, il cui crollo avviene a un tratto, in un istante, Isa. 30:13
- e che si spezza come si spezza un vaso del vasaio che uno frantuma senza pietà, e tra i rottami del quale non si trova frammento che serva a prender del fuoco dal focolare o ad attinger dell'acqua dalla cisterna. Isa. 30:14
- Poiché così avea detto il Signore, l'Eterno, il Santo d'Israele: Nel tornare a me e nel tenervi in riposo starà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia starà la vostra forza; ma voi non l'avete voluto! Isa. 30:15
- Mille di voi fuggiranno alla minaccia d'un solo; alla minaccia di cinque vi darete alla fuga, finché rimaniate come un palo in vetta a un monte, come un'antenna sopra un colle. Isa. 30:17
- Perocché, o popolo di Sion che abiti a Gerusalemme, tu non piangerai più! Ei, certo, ti farà grazia, all'udire il tuo grido; tosto che t'avrà udito, ti risponderà. Isa. 30:19
- e quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una voce che dirà: `Questa è la via; camminate per essa!' Isa. 30:21
- il suo fiato è come un torrente che straripa, che arriva fino al collo. Ei viene a vagliar le nazioni col vaglio della distruzione, e a mettere, tra le mascelle dei popoli, un freno che li faccia fuorviare. Isa. 30:28
- E l'Eterno farà udire la sua voce maestosa, e mostrerà come colpisce col suo braccio nel furore della sua ira, tra le fiamme d'un fuoco divorante, in mezzo alla tempesta, a un diluvio di pioggia, a una gragnuola di sassi. Isa. 30:30
- ed ogni passaggio del flagello destinatogli che l'Eterno gli farà piombare addosso, sarà accompagnato dal suono di tamburelli e di cetre; l'Eterno combatterà contro di lui a colpi raddoppiati. Isa. 30:32
- Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso, e s'appoggian su cavalli, e confidano ne' carri perché son numerosi, e ne' cavalieri, perché molto potenti, ma non guardano al Santo d'Israele, e non cercano l'Eterno! Isa. 31:1
- Poiché così m'ha detto l'Eterno: Come il leone o il leoncello rugge sulla sua preda, e benché una folla di pastori gli sia chiamata contro non si spaventa alla lor voce né si lascia intimidire dallo strepito che fanno, così scenderà l'Eterno degli eserciti a combattere sul monte Sion e sul suo colle. Isa. 31:4
- Tornate a colui dal quale vi siete così profondamente allontanati, o figliuoli d'Israele! Isa. 31:6
- Poiché lo scellerato proferisce scelleratezze e il suo cuore si dà all'iniquità per commettere cose empie e dir cose malvage contro l'Eterno; per lasciar vuota l'anima di chi ha fame, e far mancar la bevanda a chi ha sete. Isa. 32:6
- Ma l'uomo nobile forma nobili disegni, e sorge a pro di nobili cose. Isa. 32:8
- picchiandovi il seno a motivo dei campi già così belli, e delle vigne già così feconde. Isa. 32:12
- Beati voi che seminate in riva a tutte le acque, e che lasciate andar libero il piè del bove e dell'asino! Isa. 32:20
- Guai a te che devasti, e non sei stato devastato! che sei perfido, e non t'è stata usata perfidia! Quand'avrai finito di devastare sarai devastato; quand'avrai finito d'esser perfido, ti sarà usata perfidia. Isa. 33:1
- La spada dell'Eterno è piena di sangue, è coperta di grasso, di sangue d'agnelli e di capri, di grasso d'arnioni di montoni; poiché l'Eterno fa un sacrifizio a Botsra, e un gran macello nel paese d'Edom. Isa. 34:6
- Quanto ai suoi nobili, non ve ne saran più per proclamare un re, e tutti i suoi principi saran ridotti a nulla. Isa. 34:12
- Egli stesso ha tirato a sorte per essi, e la sua mano ha diviso tra loro con la corda il paese; quelli ne avranno il possesso in perpetuo, v'abiteranno d'età in età. Isa. 34:17
- Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: `Siate forti, non temete!' Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta, la retribuzione di Dio; verrà egli stesso a salvarvi. Isa. 35:4
- e i riscattati dall'Eterno torneranno, verranno a Sion con canti di gioia; un'allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno gioia e letizia, e il dolore ed il gemito fuggiranno. Isa. 35:10
- E il re d'Assiria mandò Rabshake da Lakis a Gerusalemme al re Ezechia con un grande esercito; e Rabshake si fermò presso l'acquedotto dello stagno superiore, sulla strada del campo del gualchieraio. Isa. 36:2
- Io te lo dico; non sono che parole delle labbra; per la guerra ci vuol prudenza e forza; ora, in chi hai tu riposta la tua fiducia per ribellarti a me? Isa. 36:5
- Ecco, tu confidi nell'Egitto, in quel sostegno di canna rotta, ch'entra nella mano e la fora a chi vi s'appoggia; tal è Faraone, re d'Egitto, per tutti quelli che confidano in lui. Isa. 36:6
- E se mi dici: Noi confidiamo nell'Eterno, nel nostro Dio, non è egli quello stesso di cui Ezechia ha soppresso gli alti luoghi e gli altari, dicendo a Giuda e a Gerusalemme: - Vi prostrerete dinanzi a questo altare qui? Isa. 36:7
- E come potresti tu far voltar le spalle a un solo capitano fra i minimi servi del mio signore? Ma tu confidi nell'Egitto per aver de' carri e dei cavalieri. Isa. 36:9
- Allora Eliakim, Scebna e Joah dissero a Rabshake: `Deh! parla ai tuoi servi in lingua aramaica, poiché noi la intendiamo; e non ci parlare in lingua giudaica, in guisa che il popolo ch'è sulle mura l'oda'. Isa. 36:11
- Ma Rabshake rispose: `Il mio signore m'ha egli forse mandato a dire queste parole al tuo signore e a te? Non m'ha egli mandato a dirle a questi uomini che stanno sulle mura, e che presto saran ridotti a mangiare i loro escrementi e a bere la loro orina con voi?' Isa. 36:12
- finch'io venga a menarvi in un paese simile al vostro: paese di grano e di vino, paese di pane e di vigne. Isa. 36:17
- Fra tutti gli dèi di quei paesi, quali son quelli che abbian liberato il loro paese dalle mie mani? E l'Eterno avrebbe a liberare Gerusalemme dalle mie mani?' Isa. 36:20
- Forse, l'Eterno, il tuo Dio, ha udite le parole di Rabshake, il quale il re d'Assiria, suo signore, ha mandato a oltraggiare l'Iddio vivente; e forse l'Eterno, il tuo Dio, punirà le parole che ha udite. Fa' dunque salire a Dio una preghiera per il residuo del popolo che sussiste ancora'. Isa. 37:4
- `Dite così a Ezechia, re di Giuda: Il tuo Dio, nel quale confidi, non t'inganni dicendo: Gerusalemme non sarà data nelle mani del re d'Assiria. Isa. 37:10
- Ecco, tu hai udito quello che i re d'Assiria hanno fatto a tutti gli altri paesi, votandoli allo sterminio; e tu scamperesti? Isa. 37:11
- Gli dèi delle nazioni che i miei padri distrussero, gli dèi di Gozan, di Charan, di Retsef, e dei figliuoli di Eden che sono a Telassar, valsero essi a liberarle? Isa. 37:12
- O Eterno, inclina il tuo orecchio, ed ascolta! O Eterno, apri i tuoi occhi, e vedi! Ascolta tutte le parole che Sennacherib ha mandate a dire per oltraggiare l'Iddio vivente! Isa. 37:17
- Allora Isaia, figliuolo di Amots, mandò a dire ad Ezechia: `Così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: - La preghiera che tu m'hai rivolta riguardo a Sennacherib, re d'Assiria, io l'ho udita; Isa. 37:21
- e questa è la parola che l'Eterno ha pronunziata contro di lui: La vergine, figliuola di Sion, ti disprezza e si fa beffe di te; la figliuola di Gerusalemme scuote la testa dietro a te. Isa. 37:22
- Allora Sennacherib, re d'Assiria, levò il suo campo, partì, e tornò a Ninive, dove rimase. Isa. 37:37
- E avvenne che, com'egli stava prostrato nella casa di Nisroc, suo dio, Adrammelec e Saretser, suoi figliuoli, l'uccisero a colpi di spada, e si rifugiarono nel paese d'Ararat. Ed Esarhaddon, suo figliuolo, regnò in luogo suo. Isa. 37:38
- In quel tempo, Ezechia infermò a morte; e il profeta Isaia, figliuolo di Amots, venne a lui, e gli disse: `Così parla l'Eterno: Da' i tuoi ordini alla tua casa, perché sei un uomo morto, e non vivrai più'. Isa. 38:1
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Isaia, in questi termini: Isa. 38:4
- Io ho l'Eterno che mi salva! e noi canteremo cantici al suon degli strumenti a corda, tutti i giorni della nostra vita, nella casa dell'Eterno. Isa. 38:20
- Ed Ezechia avea detto: `A qual segno riconoscerò ch'io salirò alla casa dell'Eterno?' Isa. 38:22
- Allora il profeta Isaia venne al re Ezechia, e gli disse: `Che hanno detto quegli uomini? e donde son venuti a te?' Ezechia rispose: `Son venuti a me da un paese lontano, da Babilonia'. Isa. 39:3
- Ecco, verranno dei giorni in cui tutto quello ch'è in casa tua e quello che i tuoi padri hanno accumulato fino a questo giorno sarà trasportato a Babilonia; e non ne rimarrà nulla, dice l'Eterno. Isa. 39:6
- Ed Ezechia disse a Isaia: `La parola dell'Eterno che tu hai pronunziata, è buona'. Poi aggiunse: `Perché vi sarà almeno pace e sicurezza durante la mia vita'. Isa. 39:8
- O tu che rechi la buona novella a Sion, sali sopra un alto monte! O tu che rechi la buona novella a Gerusalemme, alza forte la voce! Alzala, non temere! Di' alle città di Giuda: `Ecco il vostro Dio!' Isa. 40:9
- Il Libano non basterebbe a procurar il fuoco, e i suoi animali non basterebbero per l'olocausto. Isa. 40:16
- Tutte le nazioni son come nulla dinanzi a lui; ei le reputa meno che nulla, una vanità. Isa. 40:17
- A chi vorreste voi assomigliare Iddio? e con quale immagine lo rappresentereste? Isa. 40:18
- egli riduce i principi a nulla, e annienta i giudici della terra; Isa. 40:23
- A chi dunque mi vorreste assomigliare perch'io gli sia pari? dice il Santo. Isa. 40:25
- Egli dà forza allo stanco, e accresce vigore a colui ch'è spossato. Isa. 40:29
- ma quelli che sperano nell'Eterno acquistan nuove forze, s'alzano a volo come aquile; corrono e non si stancano, camminano e non s'affaticano. Isa. 40:31
- Isole, fate silenzio dinanzi a me! Riprendano nuove forze i popoli, s'accostino, e poi parlino! Veniamo assieme in giudizio! Isa. 41:1
- S'aiutano a vicenda; ognuno dice al suo fratello: `Coraggio!' Isa. 41:6
- tu che ho preso dalle estremità della terra, che ho chiamato dalle parti più remote d'essa, e a cui ho detto: `Tu sei il mio servo, t'ho scelto e non t'ho reietto', Isa. 41:9
- Ecco, tutti quelli che si sono infiammati contro di te saranno svergognati e confusi; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla, e periranno. Isa. 41:11
- Io pel primo ho detto a Sion: `Guardate, eccoli!' e a Gerusalemme ho inviato un messo di buone novelle. Isa. 41:27
- Così parla Iddio, l'Eterno, che ha creato i cieli e li ha spiegati, che ha distesa la terra con tutto quello ch'essa produce, che dà il respiro al popolo che v'è sopra, e lo spirito a quelli che vi camminano. Isa. 42:5
- Farò camminare i ciechi per una via che ignorano, li menerò per sentieri che non conoscono; muterò dinanzi a loro le tenebre in luce, renderò piani i luoghi scabri. Son queste le cose ch'io farò, e non li abbandonerò. Isa. 42:16
- Chi di voi presterà orecchio a questo? Chi starà attento e ascolterà in avvenire? Isa. 42:23
- Perciò egli ha riversato su Israele l'ardore della sua ira e la violenza della guerra; e la guerra l'ha avvolto nelle sue fiamme, ed ei non ha capito; l'ha consumato, ed egli non se l'è presa a cuore. Isa. 42:25
- Il tuo primo padre ha peccato, i tuoi interpreti si sono ribellati a me; Isa. 43:27
- ed essi germoglieranno come in mezzo all'erba, come salci in riva a correnti d'acque. Isa. 44:4
- Quelli che fabbricano immagini scolpite son tutti vanità; i loro idoli più cari non giovano a nulla; i loro propri testimoni non vedono, non capiscono nulla, perch'essi siano coperti d'onta. Isa. 44:9
- Chi è che fabbrica un dio o fonde un'immagine perché non gli serva a nulla? Isa. 44:10
- Il fabbro lima il ferro, lo mette nel fuoco, forma l'idolo a colpi di martello, e lo lavora con braccio vigoroso; soffre perfino la fame, e la forza gli vien meno; non beve acqua, e si spossa. Isa. 44:12
- Io ho fatto sparire le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati, come una nuvola; torna a me, perché io t'ho riscattato. Isa. 44:22
- io dico di Ciro: `Egli è il mio pastore; egli adempirà tutta la mia volontà, dicendo a Gerusalemme: `Sarai ricostruita!' e al tempio: `Sarai fondato!' Isa. 44:28
- Così parla l'Eterno al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la destra per atterrare dinanzi a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui le porte, sì che niuna gli resti chiusa. Isa. 45:1
- Io camminerò dinanzi a te, e appianerò i luoghi scabri; frantumerò le porte di rame, e spezzerò le sbarre di ferro; Isa. 45:2
- Guai a colui che contende col suo creatore, egli, rottame fra i rottami di vasi di terra! L'argilla dirà essa a colui che la forma: `Che fai?' o l'opera tua dirà essa: `Ei non ha mani?' Isa. 45:9
- Guai a colui che dice a suo padre: `Perché generi?' e a sua madre: `Perché partorisci?' Isa. 45:10
- Ma io, io son quegli che ho fatto la terra, e che ho creato l'uomo sovr'essa; io, con le mie mani, ho spiegato i cieli, e comando a tutto l'esercito loro. Isa. 45:12
- Così parla l'Eterno: Il frutto delle fatiche dell'Egitto e del traffico dell'Etiopia e dei Sabei dalla grande statura passeranno a te, e saranno tuoi; que' popoli cammineranno dietro a te, passeranno incatenati, si prostreranno davanti a te, e ti supplicheranno dicendo: `Certo, Iddio è in te, e non ve n'è alcun altro; non v'è altro Dio'. Isa. 45:14
- Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte, le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ve n'è alcun altro. Isa. 45:22
- Per me stesso io l'ho giurato; è uscita dalla mia bocca una parola di giustizia, e non sarà revocata: Ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ogni lingua mi presterà giuramento. Isa. 45:23
- Solo nell'Eterno, si dirà di me, è la giustizia e la forza; a lui verranno, pieni di confusione, tutti quelli ch'erano accesi d'ira contro di lui. Isa. 45:24
- A chi mi assomigliereste, a chi mi uguagliereste, a chi mi paragonereste quasi fossimo pari? Isa. 46:5
- Se lo caricano sulle spalle, lo portano, lo mettono al suo posto, ed esso sta in piè, e non si muove dal suo posto; e benché uno gridi a lui, esso non risponde né lo salva dalla sua distretta. Isa. 46:7
- Ricordate il passato, le cose antiche: perché io son Dio, e non ve n'è alcun altro; son Dio, e niuno è simile a me; Isa. 46:9
- e dicesti: `Io sarò signora in perpetuo'; talché non prendesti a cuore e non ricordasti la fine di tutto questo. Isa. 47:7
- Ecco, essi sono come stoppia, il fuoco li consuma; non salveranno la loro vita dalla violenza della fiamma; non ne rimarrà brace a cui scaldarsi, né fuoco dinanzi al quale sedersi. Isa. 47:14
- Tale sarà la sorte di quelli intorno a cui ti sei affaticata. Quelli che han trafficato teco fin dalla tua giovinezza andranno errando ognuno dal suo lato, e non vi sarà alcuno che ti salvi. Isa. 47:15
- Già anticamente io annunziai le cose precedenti; esse usciron dalla mia bocca, io le feci sapere; a un tratto io le effettuai, ed esse avvennero. Isa. 48:3
- io t'annunziai queste cose anticamente; te le feci sapere prima che avvenissero, perché tu non avessi a dire: `Le ha fatte il mio idolo, le ha ordinate la mia immagine scolpita, la mia immagine fusa'. Isa. 48:5
- Tu ne hai udito l'annunzio; mirale avvenute tutte quante. Non lo proclamerete voi stessi? Ora io t'annunzio delle cose nuove, delle cose occulte, a te ignote. Isa. 48:6
- Esse stanno per prodursi adesso, non da tempo antico; e, prima d'oggi, non ne avevi udito parlare, perché tu non abbia a dire: `Ecco, io le sapevo'. Isa. 48:7
- Avvicinatevi a me, ascoltate questo: Fin dal principio io non ho parlato in segreto; quando questi fatti avvenivano, io ero presente; e ora, il Signore, l'Eterno, mi manda col suo spirito. Isa. 48:16
- Ed ora parla l'Eterno che m'ha formato fin dal seno materno per esser suo servo, per ricondurgli Giacobbe, e per raccogliere intorno a lui Israele; ed io sono onorato agli occhi dell'Eterno, e il mio Dio è la mia forza. Isa. 49:5
- Così parla l'Eterno, il redentore, il Santo d'Israele, a colui ch'è disprezzato dagli uomini, detestato dalla nazione, schiavo de' potenti: Dei re lo vedranno e si leveranno; dei principi pure, e si prostreranno, a motivo dell'Eterno ch'è fedele, del Santo d'Israele che t'ha scelto. Isa. 49:7
- per dire ai prigioni: `Uscite!' e a quelli che sono nelle tenebre: `Mostratevi!' Essi pasceranno lungo le vie, e troveranno il loro pascolo su tutte le alture; Isa. 49:9
- Volgi lo sguardo all'intorno, e mira: Essi tutti si radunano, e vengono a te. Com'è vero ch'io vivo, dice l'Eterno, tu ti rivestirai d'essi come d'un ornamento, te ne cingerai come una sposa. Isa. 49:18
- Dei re saranno tuoi balii, e le loro regine saranno tue balie; essi si prostreranno dinanzi a te con la faccia a terra, e leccheranno la polvere de' tuoi piedi; e tu riconoscerai che io sono l'Eterno, e che coloro che sperano in me non saranno confusi. Isa. 49:23
- Io ho presentato il mio dorso a chi mi percoteva, e le mie guance, a chi mi strappava la barba; io non ho nascosto il mio volto all'onta e agli sputi. Isa. 50:6
- Così l'Eterno sta per consolare Sion, consolerà tutte le sue ruine; renderà il deserto di lei pari ad un Eden, e la sua solitudine pari a un giardino dell'Eterno. Gioia ed allegrezza si troveranno in mezzo a lei, inni di lode e melodia di canti. Isa. 51:3
- Risvegliati, risvegliati, rivestiti di forza, o braccio dell'Eterno! Risvegliati come ne' giorni andati, come nelle antiche età! Non sei tu che facesti a pezzi Rahab, che trafiggesti il dragone? Isa. 51:9
- E i riscattati dall'Eterno torneranno, verranno con canti di gioia a Sion, e un'allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno letizia, allegrezza, il dolore e il gemito fuggiranno. Isa. 51:11
- che tu dimentichi l'Eterno, che t'ha fatto, che ha disteso i cieli e fondata la terra; che tu tremi continuamente, tutto il giorno, dinanzi al furore dell'oppressore, quando s'appresta a distruggere? E dov'è dunque il furore dell'oppressore? Isa. 51:13
- Ed io ho messo le mie parole nella tua bocca, e t'ho coperto con l'ombra della mia mano per piantare de' cieli e fondare una terra, e per dire a Sion: `Tu sei il mio popolo'. Isa. 51:16
- I tuoi figliuoli venivano meno, giacevano a tutti i capi delle strade, come un'antilope nella rete, prostrati dal furore dell'Eterno, dalle minacce del tuo Dio. Isa. 51:20
- Scuotiti di dosso la polvere, lèvati, mettiti a sedere, o Gerusalemme! Sciogliti le catene dal collo, o figliuola di Sion che sei in cattività! Isa. 52:2
- Quanto son belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone novelle, che annunzia la pace, ch'è araldo di notizie liete, che annunzia la salvezza, che dice a Sion: `Il tuo Dio regna!' Isa. 52:7
- Odi le tue sentinelle! Esse levan la voce, mandan tutte assieme gridi di gioia; poich'esse veggon coi loro propri occhi l'Eterno che ritorna a Sion. Isa. 52:8
- Dipartitevi, dipartitevi, uscite di là! Non toccate nulla d'impuro! Uscite di mezzo a lei! Purificatevi, voi che portate i vasi dell'Eterno! Isa. 52:11
- Poiché voi non partirete in fretta, e non ve n'andrete come chi fugge; giacché l'Eterno camminerà dinanzi a voi, e l'Iddio d'Israele sarà la vostra retroguardia. Isa. 52:12
- così molte saran le nazioni, di cui egli desterà l'ammirazione; i re chiuderanno la bocca dinanzi a lui, poiché vedranno quello che non era loro mai stato narrato, e apprenderanno quello che non avevano udito Isa. 52:15
- Chi ha creduto a quel che noi abbiamo annunziato? e a chi è stato rivelato il braccio dell'Eterno? Isa. 53:1
- Egli è venuto su dinanzi a lui come un rampollo, come una radice ch'esce da un arido suolo; non avea forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza, da farcelo desiderare. Isa. 53:2
- Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare col patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. Isa. 53:3
- Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Isa. 53:5
- Maltrattato, umiliò se stesso, e non aperse la bocca. Come l'agnello menato allo scannatoio, come la pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non aperse la bocca. Isa. 53:7
- Dall'oppressione e dal giudizio fu portato via; e fra quelli della sua generazione chi rifletté ch'egli era strappato dalla terra de' viventi e colpito a motivo delle trasgressioni del mio popolo? Isa. 53:8
- Poiché tu ti spanderai a destra ed a sinistra; la tua progenie possederà le nazioni e popolerà le città deserte. Isa. 54:3
- Tu sarai stabilita fermamente mediante la giustizia; sarai lungi dall'oppressione, ché non avrai niente da temere; e dalla ruina, ché non si accosterà a te. Isa. 54:14
- Ecco, potranno far delle leghe; ma senza di me. Chiunque farà lega contro di te, cadrà dinanzi a te. Isa. 54:15
- Inclinate l'orecchio, e venite a me; ascoltate, e l'anima vostra vivrà; io fermerò con voi un patto eterno, vi largirò le grazie stabili promesse a Davide. Isa. 55:3
- Ecco, tu chiamerai nazioni che non conosci, e nazioni che non ti conoscono accorreranno a te, a motivo dell'Eterno, del tuo Dio, del Santo d'Israele, perch'Ei ti avrà glorificato. Isa. 55:5
- così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senz'aver compiuto quello ch'io voglio, e menato a buon fine ciò per cui l'ho mandata. Isa. 55:11
- Sì, voi partirete con gioia, e sarete ricondotti in pace; i monti e i colli daranno in gridi di gioia dinanzi a voi, e tutti gli alberi della campagna batteranno le mani. Isa. 55:12
- Beato l'uomo che fa così, e il figliuol dell'uomo che s'attiene a questo, che osserva il sabato astenendosi dal profanarlo, che trattiene la mano dal fare qualsiasi male! Isa. 56:2
- Poiché così parla l'Eterno circa gli eunuchi che osserveranno i miei sabati, che sceglieranno ciò che a me piace, e s'atterranno al mio patto: Isa. 56:4
- Il Signore, l'Eterno, che raccoglie gli esuli d'Israele, dice: Io ne raccoglierò intorno a lui anche degli altri, oltre quelli de' suoi che son già raccolti. Isa. 56:8
- O voi tutte, bestie de' campi, venite a mangiare, venite, o voi tutte, bestie della foresta! Isa. 56:9
- `Venite', dicono, `io andrò a cercare del vino, e c'inebrieremo di bevande forti! E il giorno di domani sarà come questo, anzi sarà più grandioso ancora!' Isa. 56:12
- La tua parte è fra le pietre lisce del torrente; quelle, quelle son la sorte che ti è toccata; a quelle tu hai fatto libazioni e hai presentato oblazioni. Posso io tollerare in pace coteste cose? Isa. 57:6
- Quando tu griderai, venga a salvarti la folla de' tuoi idoli! Il vento li porterà via tutti, un soffio li torrà via; ma chi si rifugia in me possederà il paese ed erediterà il mio monte santo. Isa. 57:13
- Poiché io non voglio contendere in perpetuo né serbar l'ira in eterno, affinché gli spiriti, le anime che io ho fatte, non vengan meno dinanzi a me. Isa. 57:16
- Io ho vedute le sue vie, e lo guarirò; lo guiderò, e ridarò le mie consolazioni a lui e a quelli dei suoi che sono afflitti. Isa. 57:18
- Io creo la lode ch'esce dalle labbra. Pace, pace a colui ch'è lontano e a colui ch'è vicino! dice l'Eterno; io lo guarirò. Isa. 57:19
- Grida a piena gola, non ti rattenere, alza la tua voce a guisa di tromba, e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni, e alla casa di Giacobbe i suoi peccati! Isa. 58:1
- Mi cercano ogni giorno, prendon piacere a conoscer le mie vie; come una nazione che avesse praticato la giustizia e non avesse abbandonata la legge del suo Dio, mi domandano de' giudizi giusti, prendon piacere ad accostarsi a Dio. Isa. 58:2
- Non è egli questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu meni a casa tua gl'infelici senz'asilo, che quando vedi uno ignudo tu lo copra, e che tu non ti nasconda a colui ch'è carne della tua carne? Isa. 58:7
- Allora chiamerai, e l'Eterno ti risponderà; griderai, ed egli dirà: `Eccomi!' Se tu togli di mezzo a te il giogo, il gesto minaccioso ed il parlare iniquo; Isa. 58:9
- I loro piedi corrono al male, ed essi s'affrettano a spargere sangue innocente; i loro pensieri son pensieri d'iniquità, la desolazione e la ruina sono sulla loro strada. Isa. 59:7
- Perciò la sentenza liberatrice è lunge da noi, e non arriva fino a noi la giustizia; noi aspettiamo la luce, ed ecco le tenebre; aspettiamo il chiarore del dì, e camminiamo nel buio. Isa. 59:9
- Andiam tastando la parete come i ciechi, andiamo a tastoni come chi non ha occhi; inciampiamo in pien mezzogiorno come nel crepuscolo, in mezzo all'abbondanza sembriamo de' morti. Isa. 59:10
- Poiché le nostre trasgressioni si son moltiplicate dinanzi a te, e i nostri peccati testimoniano contro di noi; sì, le nostre trasgressioni ci sono presenti, e le nostre iniquità, le conosciamo. Isa. 59:12
- Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere: il furore ai suoi avversari, il contraccambio ai suoi nemici; alle isole darà la lor retribuzione. Isa. 59:18
- Quanto a me, dice l'Eterno, questo è il patto ch'io fermerò con loro: il mio spirito che riposa su te e le mie parole che ho messe nella tua bocca non si dipartiranno mai dalla tua bocca né dalla bocca della tua progenie né dalla bocca della progenie della tua progenie, dice l'Eterno, da ora in perpetuo. Isa. 59:21
- Alza gli occhi tuoi, e guardati attorno: tutti s'adunano, e vengono a te; i tuoi figli giungono di lontano, arrivan le tue figliuole, portate in braccio. Isa. 60:4
- Allora guarderai e sarai raggiante, il tuo cuore palpiterà forte e s'allargherà, poiché l'abbondanza del mare si volgerà verso te, la ricchezza delle nazioni verrà a te. Isa. 60:5
- La gloria del Libano verrà a te, il cipresso, il platano e il larice verranno assieme per ornare il luogo del mio santuario, ed io renderò glorioso il luogo ove posano i miei piedi. Isa. 60:13
- E i figliuoli di quelli che t'avranno oppressa verranno a te, abbassandosi; e tutti quelli che t'avranno disprezzata si prostreranno fino alla pianta de' tuoi piedi, e ti chiameranno `la città dell'Eterno', `la Sion del Santo d'Israele'. Isa. 60:14
- Il più piccolo diventerà un migliaio; il minimo, una nazione potente. Io, l'Eterno, affretterò le cose a suo tempo. Isa. 60:22
- Lo spirito del Signore, dell'Eterno è su me, perché l'Eterno m'ha unto per recare una buona novella agli umili; m'ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la libertà a quelli che sono in cattività, l'apertura del carcere ai prigionieri, Isa. 61:1
- per mettere, per dare a quelli che fanno cordoglio in Sion, un diadema in luogo di cenere, l'olio della gioia in luogo di duolo, il manto della lode in luogo d'uno spirito abbattuto, onde possano esser chiamati terebinti di giustizia, la piantagione dell'Eterno da servire alla sua gloria. Isa. 61:3
- E degli stranieri staran quivi a pascere i vostri greggi, i figli dello straniero saranno i vostri agricoltori e i vostri vignaiuoli. Isa. 61:5
- Ma voi sarete chiamati `sacerdoti dell'Eterno', e la gente vi dirà `ministri del nostro Dio'; voi mangerete le ricchezze delle nazioni, e a voi toccherà la loro gloria. Isa. 61:6
- e non date requie a lui, finch'egli non abbia ristabilita Gerusalemme, e n'abbia fatto la lode di tutta la terra'. Isa. 62:7
- - `Chi è questi che giunge da Edom, da Botsra, in vestimenti splendidi? questi, magnificamente ammantato, che cammina fiero nella grandezza della sua forza?' - `Son io, che parlo con giustizia, che son potente a salvare'. - Isa. 63:1
- - `Io sono stato solo a calcar l'uva nello strettoio, e nessun uomo fra i popoli è stato meco; io li ho calcati nella mia ira, e li ho calpestati nel mio furore; il loro sangue è spruzzato sulle mie vesti, e ho macchiati tutti i miei abiti. Isa. 63:3
- Allora il suo popolo si ricordò de' giorni antichi di Mosè: `Dov'è colui che li trasse fuori dal mare col pastore del suo gregge? Dov'è colui che metteva in mezzo a loro lo spirito suo santo? Isa. 63:11
- che faceva andare il suo braccio glorioso alla destra di Mosè? che divise le acque dinanzi a loro per acquistarsi una rinomanza eterna? Isa. 63:12
- Oh squarciassi tu pure i cieli, e scendessi! Dinanzi a te sarebbero scossi i monti. Isa. 64:1
- Come il fuoco accende i rami secchi, come il fuoco fa bollir l'acqua, tu faresti conoscere il tuo nome ai tuoi avversari, e le nazioni tremerebbero dinanzi a te. Isa. 64:2
- Quando facesti delle cose tremende che noi non aspettavamo, tu discendesti, e i monti furono scossi dinanzi a te. Isa. 64:3
- Mai s'era inteso, mai orecchio avea sentito dire, mai occhio avea veduto che un altro Dio, fuori di te, agisse a pro di quegli che spera in lui. Isa. 64:4
- Tu vai incontro a chi gode nel praticar la giustizia, a chi, camminando nelle tue vie, si ricorda di te; ma tu ti sei adirato contro di noi, perché abbiamo peccato; e ciò ha durato da tanto tempo... sarem noi salvati? Isa. 64:5
- Non v'è più alcuno che invochi il tuo nome, che si risvegli per attenersi a te; poiché tu ci hai nascosta la tua faccia, e ci lasci consumare dalle nostre iniquità. Isa. 64:7
- Dinanzi a queste cose ti conterrai tu, o Eterno? tacerai tu e ci affliggerai fino all'estremo? Isa. 64:12
- Io sono stato ricercato da quelli che prima non chiedevano di me, sono stato trovato da quelli che prima non mi cercavano; ho detto: `Eccomi, eccomi', a una nazione che non portava il mio nome. Isa. 65:1
- che dice: `Fatti in là, non t'accostare perch'io son più santo di te'. Cose siffatte, sono per me un fumo nel naso, un fuoco che arde da mane a sera. Isa. 65:5
- Ecco, tutto ciò sta scritto dinanzi a me; io non mi tacerò, anzi vi darò la retribuzione, sì, vi verserò in seno la retribuzione Isa. 65:6
- Ma voi, che abbandonate l'Eterno, che dimenticate il monte mio santo, che apparecchiate la mensa a Gad ed empite la coppa del vin profumato a Meni, Isa. 65:11
- Ed io festeggerò a motivo di Gerusalemme, e gioirò del mio popolo; quivi non s'udran più voci di pianto né gridi d'angoscia; Isa. 65:19
- non vi sarà più, in avvenire, bimbo nato per pochi giorni, né vecchio che non compia il numero de' suoi anni; chi morrà a cent'anni morrà giovane, e il peccatore sarà colpito dalla maledizione a cent'anni. Isa. 65:20
- Non costruiranno più perché un altro abiti, non pianteranno più perché un altro mangi; poiché i giorni del mio popolo saran come i giorni degli alberi; e i miei eletti godranno a lungo dell'opera delle loro mani. Isa. 65:22
- Non si affaticheranno invano, e non avranno più figliuoli per vederli morire a un tratto; poiché saranno la progenie dei benedetti dall'Eterno, e i loro rampolli staran con essi. Isa. 65:23
- Ascoltate la parola dell'Eterno, voi che tremate alla sua parola. I vostri fratelli che vi odiano e vi scacciano a motivo del mio nome, dicono: `Si mostri l'Eterno nella sua gloria, onde possiam mirare la vostra gioia!' Ma essi saran confusi. Isa. 66:5
- Rallegratevi con Gerusalemme e festeggiate a motivo di lei, o voi tutti che l'amate! Giubilate grandemente con lei, o voi tutti che siete in lutto per essa! Isa. 66:10
- onde siate allattati e saziati al seno delle sue consolazioni; onde beviate a lunghi sorsi e con delizia l'abbondanza della sua gloria. Isa. 66:11
- Voi lo vedrete; il vostro cuore si rallegrerà, e le vostre ossa, come l'erba, riprenderanno vigore; la mano dell'Eterno si farà conoscere a pro dei suoi servi, e la sua indignazione, contro i suoi nemici. Isa. 66:14
- Ed io metterò un segnale fra loro, e manderò degli scampati di fra loro alle nazioni, a Tarsis, a Pul e a Lud che tiran d'arco, a Tubal e a Javan, alle isole lontane che non han mai udito la mia fama e non han mai veduta la mia gloria; ed essi proclameranno la mia gloria fra le nazioni. Isa. 66:19
- E ricondurranno tutti i vostri fratelli, di fra tutte le nazioni, come un'offerta all'Eterno, su cavalli, su carri, su lettighe, su muli, su dromedari, al monte mio santo, a Gerusalemme, dice l'Eterno, nel modo che i figliuoli d'Israele portano le loro offerte in un vaso puro alla casa dell'Eterno. Isa. 66:20
- Poiché come i nuovi cieli e la nuova terra ch'io sto per creare sussisteranno stabili dinanzi a me, dice l'Eterno, così sussisteranno la vostra progenie e il vostro nome. Isa. 66:22
- E avverrà che, di novilunio in novilunio e di sabato in sabato, ogni carne verrà a prostrarsi dinanzi a me, dice l'Eterno. Isa. 66:23
- E quando gli adoratori usciranno, vedranno i cadaveri degli uomini che si son ribellati a me; poiché il loro verme non morrà, e il loro fuoco non si estinguerà; e saranno in orrore ad ogni carne. Isa. 66:24
- figliuolo di Giosia, re di Giuda, sino alla fine dell'anno undecimo di Sedechia, figliuolo di Giosia, re di Giuda, fino a quando Gerusalemme fu menata in cattività, il che avvenne nel quinto mese. Ger. 1:3
- E pronunzierò i miei giudizi contro di loro, a motivo di tutta la loro malvagità, perché m'hanno abbandonato e hanno offerto il loro profumo ad altri dèi e si son prostrati dinanzi all'opera delle loro mani. Ger. 1:16
- I sacerdoti non hanno detto: `Dov'è l'Eterno?' i depositari della legge non m'hanno conosciuto, i pastori mi sono stati infedeli, i profeti hanno profetato nel nome di Baal, e sono andati dietro a cose che non giovano a nulla. Ger. 2:8
- Passate dunque nelle isole di Kittim, e guardate! Mandate a Kedar e osservate bene, e guardate se avvenne mai qualcosa di simile! Ger. 2:10
- V'ha egli una nazione che abbia cambiato i suoi dèi, quantunque non siano dèi? Ma il mio popolo ha cambiato la sua gloria per ciò che non giova a nulla. Ger. 2:11
- E ora, che hai tu da fare sulla via che mena in Egitto per andare a bere l'acqua del Nilo? o che hai tu da fare sulla via che mena in Assiria per andare a bere l'acqua del fiume? Ger. 2:18
- Quand'anche tu ti lavassi col nitro e usassi molto sapone, la tua iniquità lascerebbe una macchia dinanzi a me, dice il Signore, l'Eterno. Ger. 2:22
- Guarda che il tuo piede non si scalzi e che la tua gola non s'inaridisca! Ma tu hai detto: `Non c'è rimedio; no, io amo gli stranieri, e andrò dietro a loro!' Ger. 2:25
- O generazione, considera la parola dell'Eterno! Son io stato un deserto per Israele? o un paese di fitte tenebre? Perché dice il mio popolo: `Noi siamo liberi, non vogliamo tornar più a te?' Ger. 2:31
- Come sei brava a trovar la via per correr dietro ai tuoi amori! Perfino alle male femmine hai insegnato i tuoi modi! Ger. 2:33
- L'Eterno dice: Se un uomo ripudia la sua moglie e questa se ne va da lui e si marita a un altro, quell'uomo torna egli forse ancora da lei? Il paese stesso non ne sarebb'egli tutto profanato? E tu, che ti sei prostituita con molti amanti, ritorneresti a me? dice l'Eterno. Ger. 3:1
- E ora, non è egli vero? tu gridi a me: `Padre mio, tu sei stato l'amico della mia giovanezza! Ger. 3:4
- Sarà egli adirato in perpetuo? Serberà egli la sua ira sino alla fine?' Ecco, tu parli così, ma intanto commetti a tutto potere delle male azioni! Ger. 3:5
- Io dicevo: Dopo che avrà fatto tutte queste cose, essa tornerà a me; ma non è ritornata; e la sua sorella, la perfida Giuda, l'ha visto. Ger. 3:7
- E benché io avessi ripudiato l'infedele Israele a cagione di tutti i suoi adulterî e le avessi dato la sua lettera di divorzio, ho visto che la sua sorella, la perfida Giuda, non ha avuto alcun timore, ed è andata a prostituirsi anch'essa. Ger. 3:8
- e nonostante tutto questo, la sua perfida sorella non è tornata a me con tutto il suo cuore, ma con finzione, dice l'Eterno'. Ger. 3:10
- Tornate o figliuoli traviati, dice l'Eterno, poiché io sono il vostro signore, e vi prenderò, uno da una città, due da una famiglia, e vi ricondurrò a Sion; Ger. 3:14
- Allora Gerusalemme sarà chiamata `il trono dell'Eterno'; tutte le nazioni si raduneranno a Gerusalemme nel nome dell'Eterno, e non cammineranno più secondo la caparbietà del loro cuore malvagio. Ger. 3:17
- Tornate, o figliuoli traviati, io vi guarirò dei vostri traviamenti!' `Eccoci, noi veniamo a te, perché tu sei l'Eterno, il nostro Dio. Ger. 3:22
- Giaciamoci nella nostra vergogna e ci copra la nostra ignominia! poiché abbiam peccato contro l'Eterno, il nostro Dio: noi e i nostri padri, dalla nostra fanciullezza fino a questo giorno; e non abbiam dato ascolto alla voce dell'Eterno, ch'è il nostro Dio'. Ger. 3:25
- O Israele, se tu torni, dice l'Eterno, se tu torni a me, e se togli dal mio cospetto le tue abominazioni, se non vai più vagando qua e là Ger. 4:1
- Poiché così parla l'Eterno a que' di Giuda e di Gerusalemme: Dissodatevi un campo nuovo, e non seminate fra le spine! Ger. 4:3
- Circoncidetevi per l'Eterno, circoncidete i vostri cuori, o uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme, affinché il mio furore non scoppi come un fuoco, e non s'infiammi sì che nessuno possa spengerlo, a motivo della malvagità delle vostre azioni! Ger. 4:4
- In quel tempo si dirà a questo popolo e a Gerusalemme: Un vento ardente viene dalle alture del deserto verso la figliuola del mio popolo, non per vagliare, non per nettare il grano; Ger. 4:11
- Ecco, l'invasore sale come fan le nuvole, e i suoi carri son come un turbine; i suoi cavalli son più rapidi delle aquile. `Guai a noi! poiché siam devastati!' Ger. 4:13
- O Gerusalemme, netta il tuo cuore dalla malvagità, affinché tu sia salvata. Fino a quando albergheranno in te i tuoi pensieri iniqui? Ger. 4:14
- `Avvertitene le nazioni, fatelo sapere a Gerusalemme: degli assedianti vengono da un paese lontano, e mandan le loro grida contro le città di Giuda'. Ger. 4:16
- Si son posti contro Gerusalemme da ogni lato, a guisa di guardie d'un campo, perch'ella s'è ribellata contro di me, dice l'Eterno. Ger. 4:17
- Fino a quando vedrò la bandiera e udrò il suon della tromba? Ger. 4:21
- A motivo di questo, la terra fa cordoglio, e i cieli di sopra s'oscurano; perché io l'ho detto, l'ho stabilito, e non me ne pento, e non mi ritratterò. Ger. 4:28
- i profeti non sono che vento, e nessuno parla in essi. Quel che minacciano sia fatto a loro!' Ger. 5:13
- Non mi temerete voi? dice l'Eterno; non temerete voi dinanzi a me che ho posto la rena per limite al mare, barriera eterna, ch'esso non oltrepasserà mai? I suoi flutti s'agitano, ma sono impotenti; muggono, ma non la sormontano. Ger. 5:22
- Non dicono in cuor loro: `Temiamo l'Eterno il nostro Dio, che dà la pioggia a suo tempo: la pioggia della prima e dell'ultima stagione, che ci mantiene le settimane fissate per la mietitura'. Ger. 5:24
- Verso di lei vengono de' pastori coi loro greggi; essi piantano le loro tende intorno a lei; ognun d'essi bruca dal suo lato. Ger. 6:3
- `Preparate l'attacco contro di lei; levatevi, saliamo in pien mezzodì!' `Guai a noi! ché il giorno declina, e le ombre della sera s'allungano!' Ger. 6:4
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti: Abbattete i suoi alberi, ed elevate un bastione contro Gerusalemme; quella è la città che dev'esser punita; dovunque, in mezzo a lei, non v'è che oppressione. Ger. 6:6
- Come un pozzo fa scaturire le sue acque, così ella fa scaturire la sua malvagità; in lei non si sente parlar che di violenza e di rovina; dinanzi a me stanno continuamente sofferenze e piaghe. Ger. 6:7
- A chi parlerò io, chi prenderò a testimonio perché m'ascolti? Ecco, l'orecchio loro è incirconciso, ed essi sono incapaci di prestare attenzione; ecco, la parola dell'Eterno è diventata per loro un obbrobrio, e non vi trovano più alcun piacere. Ger. 6:10
- Io ho posto presso a voi delle sentinelle: `State attenti al suon della tromba!' Ma quelli rispondono: `Non staremo attenti'. Ger. 6:17
- Perciò così parla l'Eterno: Ecco, io porrò dinanzi a questo popolo delle pietre d'intoppo, nelle quali inciamperanno assieme padri e figliuoli, vicini ed amici, e periranno. Ger. 6:21
- Essi impugnano l'arco ed il dardo; son crudeli, non hanno pietà; la loro voce è come il muggito del mare; montan cavalli; son pronti a combattere come un solo guerriero, contro di te, o figliuola di Sion. Ger. 6:23
- La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell'Eterno, dicendo: Ger. 7:1
- Ecco, voi mettete la vostra fiducia in parole fallaci, che non giovano a nulla. Ger. 7:8
- Come! Voi rubate, uccidete, commettete adulterî, giurate il falso, offrite profumi a Baal, andate dietro ad altri dèi che prima non conoscevate, Ger. 7:9
- e poi venite a presentarvi davanti a me, in questa casa sulla quale è invocato il mio nome, e dite: `Siamo salvi!' - e ciò per compiere tutte queste abominazioni?! È ella forse, agli occhi vostri, una spelonca di ladroni Ger. 7:10
- Andate dunque al mio luogo ch'era a Silo, dove avevo da prima stanziato il mio nome, e guardate come l'ho trattato, a motivo della malvagità del mio popolo d'Israele. Ger. 7:12
- io tratterò questa casa, sulla quale è invocato il mio nome e nella quale riponete la vostra fiducia, e il luogo che ho dato a voi e ai vostri padri, come ho trattato Silo; Ger. 7:14
- È proprio me che offendono? dice l'Eterno; non offendon essi loro stessi, a loro propria confusione? Ger. 7:19
- Poiché io non parlai ai vostri padri e non diedi loro alcun comandamento, quando li trassi fuori dal paese d'Egitto, intorno ad olocausti ed a sacrifizi; Ger. 7:22
- Perciò, ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, che non si dirà più `Tofet' né `la valle del figliuolo di Hinnom', ma `la valle del massacro', e, per mancanza di spazio, si seppelliranno i morti a Tofet. Ger. 7:32
- e le si esporranno dinanzi al sole, dinanzi alla luna e dinanzi a tutto l'esercito del cielo, i quali essi hanno amato, hanno servito, hanno seguito, hanno consultato, e dinanzi ai quali si sono prostrati; non si raccoglieranno, non si seppelliranno, ma saranno come letame sulla faccia della terra. Ger. 8:2
- Perciò io darò le loro mogli ad altri, e i loro campi a de' nuovi possessori; poiché dal più piccolo al più grande, son tutti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna. Ger. 8:10
- `Perché ce ne stiamo qui seduti? Adunatevi ed entriamo nelle città forti, per quivi perire! Poiché l'Eterno, il nostro Dio, ci condanna a perire, ci fa bere delle acque avvelenate, perché abbiam peccato contro l'Eterno. Ger. 8:14
- Ecco il grido d'angoscia della figliuola del mio popolo da terra lontana: `L'Eterno non è egli più in Sion? Il suo re non è egli più in mezzo a lei?' `Perché m'hanno provocato ad ira con le loro immagini scolpite e con vanità straniere?' Ger. 8:19
- L'uno gabba l'altro, e non dice la verità, esercitano la loro lingua a mentire, s'affannano a fare il male. Ger. 9:5
- Perciò, così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io farò mangiar dell'assenzio a questo popolo, e gli farò bere dell'acqua avvelenata. Ger. 9:15
- Io li disperderò fra le nazioni, che né loro né i loro padri han conosciuto; e manderò dietro a loro la spada, finché io li abbia consumati. Ger. 9:16
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Pensate a chiamare delle piagnone, e ch'esse vengano! Mandate a cercare le più avvedute e ch'esse vengano Ger. 9:17
- e s'affrettino a fare un lamento su noi, sì che i nostri occhi si struggano in lacrime, e l'acqua fluisca dalle nostre palpebre. Ger. 9:18
- Così parla l'Eterno: Non imparate a camminare nella via delle nazioni, e non abbiate paura de' segni del cielo, perché sono le nazioni quelle che ne hanno paura. Ger. 10:2
- Non v'è alcuno pari a te, o Eterno; tu sei grande, e grande in potenza è il tuo nome. Ger. 10:6
- Chi non ti temerebbe, o re delle nazioni? Poiché questo t'è dovuto; giacché fra tutti i savi delle nazioni e in tutti i loro regni non v'è alcuno pari a te. Ger. 10:7
- A loro non somiglia Colui ch'è la parte di Giacobbe; perché Egli è quel che ha formato tutte le cose, e Israele è la tribù della sua eredità. Il suo nome è l'Eterno degli eserciti. Ger. 10:16
- Guai a me a motivo della mia ferita! La mia piaga è dolorosa; ma io ho detto: `Questo è il mio male, e lo devo sopportare'. Ger. 10:19
- O Eterno, correggimi, ma con giusta misura; non nella tua ira, che tu non abbia a ridurmi a poca cosa! Ger. 10:24
- La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell'Eterno, in questi termini: Ger. 11:1
- Poiché io ho scongiurato i vostri padri dal giorno che li trassi fuori dal paese d'Egitto fino a questo giorno, li ho scongiurati fin dal mattino, dicendo: - Ascoltate la mia voce! - Ger. 11:7
- Perciò, così parla l'Eterno: - Ecco, io faccio venir su loro una calamità, alla quale non potranno sfuggire. Essi grideranno a me, ma io non li ascolterò. Ger. 11:11
- Allora le città di Giuda e gli abitanti di Gerusalemme andranno a gridare agli dèi ai quali offron profumi; ma essi non li salveranno, nel tempo della calamità! Ger. 11:12
- Poiché, o Giuda, tu hai tanti dèi quante sono le tue città; e quante sono le strade di Gerusalemme, tanti altari avete eretti all'infamia, altari per offrir profumi a Baal. Ger. 11:13
- E tu non pregare per questo popolo, non ti mettere a gridare né a far supplicazioni per loro; perché io non li esaudirò quando grideranno a me a motivo della calamità che li avrà colpiti. Ger. 11:14
- L'Eterno degli eserciti che t'avea piantato pronunzia del male contro di te, a motivo della malvagità commessa a loro danno dalla casa d'Israele e dalla casa di Giuda allorché m'hanno provocato ad ira, offrendo profumi a Baal'. Ger. 11:17
- Ma, o Eterno degli eserciti, giusto giudice, che scruti le reni ed il cuore, io vedrò la tua vendetta su di loro, poiché a te io rimetto la mia causa. Ger. 11:20
- Perciò, così parla l'Eterno riguardo a que' di Anatoth, che cercan la tua vita e dicono: `Non profetare nel nome dell'Eterno, se non vuoi morire per le nostre mani'; Ger. 11:21
- Tu sei giusto, o Eterno, quand'io contendo teco; nondimeno io proporrò le mie ragioni: Perché prospera la via degli empi? Perché son tutti a loro agio quelli che procedono perfidamente? Ger. 12:1
- Fino a quando farà cordoglio il paese, e si seccherà l'erba di tutta la campagna? Per la malvagità degli abitanti, le bestie e gli uccelli sono sterminati. Poiché quelli dicono: `Egli non vedrà la nostra fine'. Ger. 12:4
- Perché perfino i tuoi fratelli e la casa di tuo padre ti tradiscono; anch'essi ti gridan dietro a piena voce; non li credere quando ti diranno delle buone parole. Ger. 12:6
- La mia eredità è stata per me come l'uccello rapace screziato; gli uccelli rapaci si gettan contro di lei da ogni parte. Andate, radunate tutte le bestie della campagna, fatele venire a divorare! Ger. 12:9
- La riducono in una desolazione; e, tutta desolata, fa cordoglio dinanzi a me; tutto il paese è desolato, perché nessuno lo prende a cuore. Ger. 12:11
- Han seminato grano, e raccolgono spine; si sono affannati senz'alcun profitto. Vergognatevi di ciò che raccogliete a motivo dell'ardente ira dell'Eterno! Ger. 12:13
- Così parla l'Eterno contro tutti i miei malvagi vicini, che toccano l'eredità ch'io ho data a possedere al mio popolo d'Israele: Ecco, io li svellerò dal loro paese, svellerò la casa di Giuda di fra loro; Ger. 12:14
- E se pure imparano le vie del mio popolo e a giurare per il mio nome dicendo: `l'Eterno vive', come hanno insegnato al mio popolo a giurare per Baal, saranno saldamente stabiliti in mezzo al mio popolo. Ger. 12:16
- E io andai verso l'Eufrate, e scavai, e tolsi la cintura dal luogo dove l'avevo nascosta; ed ecco, la cintura era guasta, e non era più buona a nulla. Ger. 13:7
- di questo popolo malvagio che ricusa di ascoltare le mie parole, che cammina seguendo la caparbietà del suo cuore, e va dietro ad altri dèi per servirli e per prostrarsi dinanzi a loro; esso diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla. Ger. 13:10
- Poiché, come la cintura aderisce ai fianchi dell'uomo, così io avevo strettamente unita a me tutta la casa d'Israele e tutta la casa di Giuda, dice l'Eterno, perché fossero mio popolo, mia fama, mia lode, mia gloria; ma essi non han voluto dare ascolto. Ger. 13:11
- Ma se voi non date ascolto, l'anima mia piangerà in segreto, a motivo del vostro orgoglio, gli occhi miei piangeranno dirottamente, si scioglieranno in lacrime, perché il gregge dell'Eterno sarà menato in cattività. Ger. 13:17
- Che dirai tu quand'Egli ti punirà? Ma tu stessa hai insegnato ai tuoi amici a dominar su te. Non ti piglieranno i dolori, come piglian la donna che sta per partorire? Ger. 13:21
- Un moro può egli mutar la sua pelle o un leopardo le sue macchie? Allora anche voi, abituati come siete a fare il male, potrete fare il bene. Ger. 13:23
- Io ho visto le tue abominazioni, i tuoi adulterî, i tuoi nitriti, l'infamia della tua prostituzione sulle colline e per i campi. Guai a te, o Gerusalemme! Quando avverrà mai che tu ti purifichi?' Ger. 13:27
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Geremia in occasione della siccità. Ger. 14:1
- I nobili fra loro mandano i piccoli a cercar dell'acqua; e questi vanno alle cisterne, non trovano acqua, e tornano coi loro vasi vuoti; sono pieni di vergogna, di confusione, e si coprono il capo. Ger. 14:3
- Perché saresti come un uomo sopraffatto, come un prode che non può salvare? Eppure, o Eterno, tu sei in mezzo a noi, e il tuo nome è invocato su noi; non ci abbandonare! Ger. 14:9
- Così parla l'Eterno a questo popolo: Essi amano andar vagando; non trattengono i loro piedi; perciò l'Eterno non li gradisce, si ricorda ora della loro iniquità, e punisce i loro peccati. Ger. 14:10
- Se esco per i campi, ecco degli uccisi per la spada; se entro in città, ecco i languenti per fame; perfino il profeta, perfino il sacerdote vanno a mendicare in un paese che non conoscono. Ger. 14:18
- Ma l'Eterno mi disse: `Quand'anche Mosè e Samuele si presentassero davanti a me, l'anima mia non si piegherebbe verso questo popolo; caccialo via dalla mia presenza, e ch'ei se ne vada! Ger. 15:1
- E farò sì che saranno agitati per tutti i regni della terra, a cagione di Manasse, figliuolo di Ezechia, re di Giuda, e di tutto quello ch'egli ha fatto in Gerusalemme. Ger. 15:4
- Le sue vedove son più numerose della rena del mare; io faccio venire contro di loro, contro la madre de' giovani, un nemico che devasta in pien mezzodì; faccio piombar su lei, a un tratto, angoscia e terrore. Ger. 15:8
- Le tue facoltà e i tuoi tesori io li darò gratuitamente come preda, a cagione di tutti i tuoi peccati, e dentro tutti i tuoi confini. Ger. 15:13
- Perciò, così parla l'Eterno: Se tu torni a me, io ti ricondurrò, e tu ti terrai dinanzi a me; e se tu separi ciò ch'è prezioso da ciò ch'è vile, tu sarai come la mia bocca; ritorneranno essi a te, ma tu non tornerai a loro. Ger. 15:19
- Poiché così parla l'Eterno: Non entrare nella casa del lutto, non andare a far cordoglio con loro né a compiangerli, perché, dice l'Eterno, io ho ritirato da questo popolo la mia pace, la mia benignità, la mia compassione. Ger. 16:5
- non si romperà per loro il pane del lutto per consolarli d'un morto, e non si offrirà loro a bere la coppa della consolazione per un padre o per una madre. Ger. 16:7
- Parimente non entrare in alcuna casa di convito per sederti con loro a mangiare ed a bere. Ger. 16:8
- E avverrà che quando tu annunzierai a questo popolo tutte queste cose, essi ti diranno: - Perché l'Eterno ha egli pronunziato contro di noi tutta questa grande calamità? Qual è la nostra iniquità? Qual è il peccato che abbiam commesso contro l'Eterno, il nostro Dio? - Ger. 16:10
- Allora tu risponderai loro: `Perché i vostri padri m'hanno abbandonato, dice l'Eterno, sono andati dietro ad altri dèi, li hanno serviti e si son prostrati dinanzi a loro, hanno abbandonato me e non hanno osservato la mia legge. Ger. 16:11
- E voi avete fatto anche peggio de' vostri padri; perché, ecco, ciascuno cammina seguendo la caparbietà del suo cuore malvagio, per non dare ascolto a me; Ger. 16:12
- Ecco, io mando gran numero di pescatori a pescarli, dice l'Eterno; e poi, manderò gran numero di cacciatori a dar loro la caccia sopra ogni monte, sopra ogni collina e nelle fessure delle rocce. Ger. 16:16
- O Eterno, mia forza, mia fortezza, e mio rifugio nel giorno della distretta! A te verranno le nazioni dalle estremità della terra, e diranno: `I nostri padri non hanno ereditato che menzogne, vanità, e cose che non giovano a nulla'. Ger. 16:19
- O mia montagna che domini la campagna, io darò i tuoi beni e tutti i tuoi tesori e i tuoi alti luoghi come preda, a cagione de' peccati che tu hai commessi entro tutti i tuoi confini! Ger. 17:3
- Quanto a me, io non mi son rifiutato d'esser loro pastore agli ordini tuoi, né ho desiderato il giorno funesto, tu lo sai; quello ch'è uscito dalle mie labbra è stato manifesto dinanzi a te. Ger. 17:16
- Così m'ha detto l'Eterno: Va', e fermati alla porta de' figliuoli del popolo per la quale entrano ed escono i re di Giuda, e a tutte le porte di Gerusalemme, e di' loro: Ger. 17:19
- E dalle città di Giuda, dai luoghi circonvicini di Gerusalemme, dal paese di Beniamino, dal piano, dal monte e dal mezzodì, si verrà a portare olocausti, vittime, oblazioni, incenso, e ad offrire sacrifizi d'azioni di grazie nella casa dell'Eterno. Ger. 17:26
- La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell'Eterno, in questi termini: Ger. 18:1
- e il vaso che faceva si guastò, come succede all'argilla in man del vasaio, ed egli da capo ne fece un altro vaso come a lui parve bene di farlo. Ger. 18:4
- A un dato momento io parlo riguardo a una nazione, riguardo a un regno, di svellere, d'abbattere, di distruggere; Ger. 18:7
- Ed ad un altro dato momento io parlo riguardo a una nazione, a un regno, di edificare e di piantare; Ger. 18:9
- Eppure il mio popolo m'ha dimenticato, offre profumi agl'idoli vani; l'han tratto a inciampare nelle sue vie, ch'erano i sentieri antichi, per seguire sentieri laterali, una via non appianata, Ger. 18:15
- Tu dunque, o Eterno, volgi a me la tua attenzione, e odi la voce di quelli che contendono meco. Ger. 18:19
- Il male sarà esso reso per il bene? Poiché essi hanno scavato una fossa per l'anima mia. Ricordati com'io mi son presentato dinanzi a te per parlare in loro favore, e per stornare da loro l'ira tua. Ger. 18:20
- Perciò abbandona i loro figliuoli alla fame; dàlli essi stessi in balìa della spada; le loro mogli siano orbate di figliuoli, e rimangan vedove; i loro mariti sian feriti a morte; i loro giovani sian colpiti dalla spada in battaglia. Ger. 18:21
- Un grido s'oda uscire dalle loro case, quando tu farai piombar su loro a un tratto le bande nemiche: poiché hanno scavata una fossa per pigliarmi, e han teso de' lacci ai miei piedi. Ger. 18:22
- E tu, o Eterno, conosci tutti i loro disegni contro di me per farmi morire; non perdonare la loro iniquità, non cancellare il loro peccato d'innanzi ai tuoi occhi! Siano essi rovesciati davanti a te! Agisci contro di loro nel giorno della tua ira! Ger. 18:23
- hanno edificato degli alti luoghi a Baal, per bruciare nel fuoco i loro figliuoli in olocausto a Baal; cosa che io non avevo comandata, della quale non avevo parlato mai, e che non m'era mai venuta in cuore. Ger. 19:5
- E farò di questa città una desolazione, un oggetto di scherno; chiunque passerà presso di lei rimarrà stupito, e si metterà a fischiare per tutte le sue piaghe. Ger. 19:8
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Così spezzerò questo popolo e questa città, come si spezza un vaso di vasaio, che non si può più accomodare; e si seppelliranno i morti a Tofet, per mancanza di luogo per seppellire. Ger. 19:11
- Così, dice l'Eterno, farò a questo luogo ed ai suoi abitanti, rendendo questa città simile a Tofet. Ger. 19:12
- E le case di Gerusalemme, e le case dei re di Giuda, saranno come il luogo di Tofet, immonde; tutte le case, cioè, sopra i cui tetti essi hanno offerto profumi a tutto l'esercito del cielo, e han fatto libazioni ad altri dèi. Ger. 19:13
- E Geremia tornò da Tofet, dove l'Eterno l'avea mandato a profetare; si fermò nel cortile della casa dell'Eterno, e disse a tutto il popolo: Ger. 19:14
- Poiché così parla l'Eterno: Io ti renderò un oggetto di terrore a te stesso e a tutti i tuoi amici; essi cadranno per la spada dei loro nemici, e i tuoi occhi lo vedranno; e darò tutto Giuda in mano del re di Babilonia, che li menerà in cattività in Babilonia, e li colpirà con la spada. Ger. 20:4
- E darò tutte le ricchezze di questa città e tutto il suo guadagno e tutte le sue cose preziose, darò tutti i tesori dei re di Giuda in mano dei loro nemici che ne faranno lor preda, li piglieranno, e li porteranno via a Babilonia. Ger. 20:5
- E tu, Pashur, e tutti quelli che abitano in casa tua, andrete in cattività; tu andrai a Babilonia, e quivi morrai, e quivi sarai sepolto, tu, con tutti i tuoi amici, ai quali hai profetizzato menzogne'. Ger. 20:6
- Ma, o Eterno degli eserciti, che provi il giusto, che vedi le reni e il cuore, io vedrò, sì, la vendetta che prenderai di loro, poiché a te io affido la mia causa! Ger. 20:12
- Maledetto sia l'uomo che portò a mio padre la notizia: `T'è nato un maschio', e lo colmò di gioia! Ger. 20:15
- La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell'Eterno, quando il re Sedechia gli mandò Pashur, figliuolo di Malchia, e Sefonia, figliuolo di Maaseia, il sacerdote, per dirgli: Ger. 21:1
- `Deh, consulta per noi l'Eterno; poiché Nebucadnetsar, re di Babilonia, ci fa la guerra; forse l'Eterno farà a pro nostro qualcuna delle sue maraviglie, in guisa che quegli si ritragga da noi'. Ger. 21:2
- Allora Geremia disse loro: Direte così a Sedechia: Ger. 21:3
- - Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Ecco, io sto per far rientrare nella città le armi di guerra che sono nelle vostre mani e con le quali voi combattete, fuori delle mura, contro il re di Babilonia, e contro i Caldei che vi assediano, e le raccoglierò in mezzo a questa città. Ger. 21:4
- Poi, dice l'Eterno, io darò Sedechia, re di Giuda, e i suoi servi, il popolo, e coloro che in questa città saranno scampati dalla peste, dalla spada e dalla fame, in mano di Nebucadnetsar re di Babilonia, in mano dei loro nemici, in mano di quelli che cercano la loro vita; e Nebucadnetsar li passerà a fil di spada; non li risparmierà, e non ne avrà né pietà né compassione. Ger. 21:7
- E a questo popolo dirai: Così parla l'Eterno: Ecco, io pongo dinanzi a voi la via della vita e la via della morte. Ger. 21:8
- O casa di Davide, così dice l'Eterno: Amministrate la giustizia fin dal mattino, e liberate dalla mano dell'oppressore, colui a cui è tolto il suo, affinché l'ira mia non divampi a guisa di fuoco, e arda sì che nessuno la possa spengere, per la malvagità delle vostre azioni. Ger. 21:12
- io vi punirò secondo il frutto delle vostre azioni, dice l'Eterno; e appiccherò il fuoco a questa selva di Gerusalemme, ed esso divorerà tutto quello che la circonda. Ger. 21:14
- Ma, se non date ascolto a queste parole, io giuro per me stesso, dice l'Eterno, che questa casa sarà ridotta in una rovina. Ger. 22:5
- Poiché così parla l'Eterno riguardo alla casa del re di Giuda: Tu eri per me come Galaad, come la vetta del Libano. Ma, certo, io ti ridurrò simile a un deserto, a delle città disabitate. Ger. 22:6
- Molte nazioni passeranno presso questa città, e ognuno dirà all'altro: `Perché l'Eterno ha egli fatto così a questa grande città?' Ger. 22:8
- Poiché così parla l'Eterno, riguardo a Shallum, figliuolo di Giosia, re di Giuda, che regnava in luogo di Giosia suo padre, e ch'è uscito da questo luogo: Egli non vi ritornerà più; Ger. 22:11
- Guai a colui ch'edifica la sua casa senza giustizia, e le sue camere senza equità; che fa lavorare il prossimo per nulla, e non gli paga il suo salario; Ger. 22:13
- Perciò, così parla l'Eterno riguardo a Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda: Non se ne farà cordoglio, dicendo: `Ahimè, fratel mio, ahimè sorella!' Non se ne farà cordoglio, dicendo: `Ahimè, signore, ahimè sua maestà!' Ger. 22:18
- O tu che dimori sul Libano, che t'annidi fra i cedri, come farai pietà quando ti coglieranno i dolori, le doglie pari a quelle d'una donna di parto! Ger. 22:23
- Così parla l'Eterno: Inscrivete quest'uomo come privo di figliuoli, come un uomo che non prospererà durante i suoi giorni; perché nessuno della sua progenie giungerà a sedersi sul trono di Davide, ed a regnare ancora su Giuda. Ger. 22:30
- Ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, quand'io farò sorgere a Davide un germoglio giusto, il quale regnerà da re e prospererà, e farà ragione e giustizia nel paese. Ger. 23:5
- Contro i profeti. Il cuore mi si spezza in seno, tutte le mie ossa tremano; io sono come un ubriaco, come un uomo sopraffatto dal vino, a cagione dell'Eterno e a cagione delle sue parole sante. Ger. 23:9
- Poiché il paese è pieno di adulteri; poiché il paese fa cordoglio a motivo della maledizione che lo colpisce; i pascoli del deserto sono inariditi. La corsa di costoro è diretta al male, la loro forza non tende al bene. Ger. 23:10
- Dicono del continuo a quei che mi sprezzano: `L'Eterno ha detto: Avrete pace'; e a tutti quelli che camminano seguendo la caparbietà del proprio cuore: `Nessun male v'incoglierà'; Ger. 23:17
- Fino a quando durerà questo? Hanno essi in mente, questi profeti che profetizzan menzogne, questi profeti dell'inganno del cuor loro, Ger. 23:26
- Ecco, dice l'Eterno, io vengo contro quelli che profetizzano sogni falsi, che li raccontano e traviano il mio popolo con le loro menzogne e con la loro temerità, benché io non li abbia mandati e non abbia dato loro alcun ordine, ed essi non possan recare alcun giovamento a questo popolo, dice l'Eterno. Ger. 23:32
- E se dite ancora: `Oracolo dell'Eterno', allora l'Eterno parla così: `Siccome avete detto questa parola `oracolo dell'Eterno', benché io v'avessi mandato a dire: `Non dite più: - Oracolo dell'Eterno', Ger. 23:38
- ecco, io vi dimenticherò del tutto, e vi rigetterò lungi dalla mia faccia, voi e la città che avevo data a voi e ai vostri padri, Ger. 23:39
- L'Eterno mi fece vedere due canestri di fichi, posti davanti al tempio dell'Eterno, dopo che Nebucadnetsar, re di Babilonia, ebbe menato via da Gerusalemme e trasportato in cattività a Babilonia Jeconia, figliuolo di Joiakim, re di Giuda, i capi di Giuda, i falegnami e i fabbri. Ger. 24:1
- E darò loro un cuore, per conoscer me che sono l'Eterno; saranno mio popolo, e io sarò loro Dio, perché si convertiranno a me con tutto il loro cuore. Ger. 24:7
- E manderò contro di loro la spada, la fame, la peste, finché siano scomparsi dal suolo che avevo dato a loro e ai loro padri. Ger. 24:10
- La parola che fu rivolta a Geremia riguardo a tutto il popolo di Giuda, nel quarto anno di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda (era il primo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia), Ger. 25:1
- e che Geremia pronunziò davanti a tutto il popolo di Giuda e a tutti gli abitanti di Gerusalemme, dicendo: Ger. 25:2
- Essi hanno detto: `Convertasi ciascun di voi dalla sua cattiva via e dalla malvagità delle sue azioni, e voi abiterete di secolo in secolo sul suolo che l'Eterno ha dato a voi e ai vostri padri; Ger. 25:5
- e non andate dietro ad altri dèi per servirli e per prostrarvi dinanzi a loro; non mi provocate con l'opera delle vostre mani, e io non vi farò male alcuno'. Ger. 25:6
- Ma voi non mi avete dato ascolto, dice l'Eterno per provocarmi, a vostro danno, con l'opera delle vostre mani. Ger. 25:7
- io manderò a prendere tutte le nazioni del settentrione, dice l'Eterno, e manderò a chiamare Nebucadnetsar re di Babilonia, mio servitore, e le farò venire contro questo paese e contro i suoi abitanti, e contro tutte le nazioni che gli stanno d'intorno, e li voterò allo sterminio e li abbandonerò alla desolazione, alla derisione, a una solitudine perpetua. Ger. 25:9
- Ma quando saran compiuti i settant'anni, io punirò il re di Babilonia e quella nazione, dice l'Eterno, a motivo della loro iniquità, e punirò il paese de' Caldei, e lo ridurrò in una desolazione perpetua. Ger. 25:12
- Poiché così m'ha parlato l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Prendi di mano mia questa coppa del vino della mia ira, e danne a bere a tutte le nazioni alle quali ti manderò. Ger. 25:15
- Esse berranno, barcolleranno, saran come pazze, a motivo della spada ch'io manderò fra loro. Ger. 25:16
- E io presi la coppa di mano dell'Eterno, e ne diedi a bere a tutte le nazioni alle quali l'Eterno mi mandava: Ger. 25:17
- a Gerusalemme e alle città di Giuda, ai suoi re ed ai suoi principi, per abbandonarli alla rovina, alla desolazione, alla derisione, alla maledizione, come oggi si vede; Ger. 25:18
- a Faraone, re d'Egitto, ai suoi servitori, ai suoi principi, a tutto il suo popolo; Ger. 25:19
- a tutta la mescolanza di popoli, a tutti i re del paese di Ur, a tutti i re del paese de' Filistei, ad Askalon, a Gaza, a Ekron, e al residuo d'Asdod; Ger. 25:20
- a Edom, a Moab, e ai figliuoli d'Ammon; Ger. 25:21
- a tutti i re di Tiro, a tutti i re di Sidon, e ai re delle isole d'oltremare; Ger. 25:22
- a Dedan, a Tema, a Buz, e a tutti quelli che si radono i canti della barba; Ger. 25:23
- tutti i re d'Arabia, e a tutti i re della mescolanza di popoli che abita nel deserto; Ger. 25:24
- a tutti i re di Zimri, a tutti i re d'Elam, Ger. 25:25
- e a tutti i re di Media e a tutti i re del settentrione, vicini o lontani, agli uni e agli altri, e a tutti i regni del mondo che sono sulla faccia della terra. E il re di Sceshac ne berrà dopo di loro. Ger. 25:26
- Poiché, ecco, io comincio a punire la città sulla quale è invocato il mio nome, e voi rimarreste del tutto impuniti? Voi non rimarrete impuniti; poiché io chiamerò la spada su tutti gli abitanti della terra, dice l'Eterno degli eserciti. Ger. 25:29
- e i tranquilli ovili son ridotti al silenzio, a motivo dell'ardente ira dell'Eterno. Ger. 25:37
- Egli ha abbandonato il suo ricetto, come un leoncello, perché il loro paese è diventato una desolazione, a motivo del furor della spada crudele, a motivo dell'ardente ira dell'Eterno. Ger. 25:38
- Così parla l'Eterno: `Preséntati nel cortile della casa dell'Eterno, e di' a tutte le città di Giuda che vengono a prostrarsi nella casa dell'Eterno, tutte le parole che io ti comando di dir loro; non ne detrarre verbo. Ger. 26:2
- E avvenne che, come Geremia ebbe finito di pronunziare tutto quello che l'Eterno gli aveva comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo lo presero dicendo: - `Tu devi morire! - Ger. 26:8
- E i sacerdoti e i profeti parlarono ai capi e a tutto il popolo, dicendo: `Quest'uomo merita la morte, perché ha profetizzato contro questa città, nel modo che avete udito coi vostri propri orecchi'. Ger. 26:11
- Allora Geremia parlò a tutti i capi e a tutto il popolo, dicendo: `L'Eterno mi ha mandato a profetizzare contro questa casa e contro questa città tutte le cose che avete udite. Ger. 26:12
- Quanto a me, eccomi nelle vostre mani; fate di me quello che vi parrà buono e giusto. Ger. 26:14
- Soltanto sappiate per certo che, se mi fate morire, mettete del sangue innocente addosso a voi, a questa città e ai suoi abitanti, perché l'Eterno m'ha veramente mandato a voi per farvi udire tutte queste parole'. Ger. 26:15
- E alcuni degli anziani del paese si levarono e parlaron così a tutta la raunanza del popolo: Ger. 26:17
- `Michea, il Morashtita, profetizzò ai giorni d'Ezechia, re di Giuda, e parlò a tutto il popolo di Giuda in questi termini: Così dice l'Eterno degli eserciti: Sion sarà arata come un campo, Gerusalemme diventerà un monte di ruine, e la montagna del tempio, un'altura boscosa. Ger. 26:18
- Ezechia, re di Giuda, e tutto Giuda lo misero essi a morte? Ezechia non temette egli l'Eterno, e non supplicò egli l'Eterno sì che l'Eterno si pentì del male che aveva pronunziato contro di loro? E noi stiamo per fare un gran male a danno delle anime nostre'. Ger. 26:19
- Ma la mano di Ahikam, figliuolo di Shafan, fu con Geremia, e impedì che fosse dato in man del popolo per esser messo a morte. Ger. 26:24
- Nel principio del regno di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda, questa parola fu rivolta dall'Eterno a Geremia in questi termini: Ger. 27:1
- poi mandali al re di Edom, al re di Moab, al re de' figliuoli di Ammon, al re di Tiro e al re di Sidone, mediante gli ambasciatori che son venuti a Gerusalemme da Sedekia, re di Giuda; Ger. 27:3
- Io ho fatto la terra, gli uomini e gli animali che sono sulla faccia della terra, con la mia gran potenza e col mio braccio steso; e do la terra a chi mi par bene. Ger. 27:5
- E tutte le nazioni saranno soggette a lui, al suo figliuolo e al figliuolo del suo figliuolo, finché giunga il tempo anche pel suo paese; e allora molte nazioni e grandi re lo ridurranno in servitù. Ger. 27:7
- E avverrà che la nazione o il regno che non vorrà sottomettersi a lui, a Nebucadnetsar re di Babilonia, e non vorrà piegare il collo sotto il giogo del re di Babilonia, quella nazione io la punirò, dice l'Eterno, con la spada, con la fame, con la peste, finché io non l'abbia sterminata per mano di lui. Ger. 27:8
- Io parlai dunque a Sedekia, re di Giuda, in conformità di tutte queste parole, e dissi: `Piegate il collo sotto il giogo del re di Babilonia, sottomettetevi a lui e al suo popolo, e vivrete. Ger. 27:12
- Parlai pure ai sacerdoti e a tutto questo popolo, e dissi: `Così parla l'Eterno: Non date ascolto alle parole dei vostri profeti i quali vi profetizzano, dicendo: - Ecco, gli arredi della casa dell'Eterno saranno in breve riportati da Babilonia, - perché vi profetizzano menzogna. Ger. 27:16
- Se sono profeti, e se la parola dell'Eterno è con loro, intercedano ora presso l'Eterno degli eserciti perché gli arredi che son rimasti nella casa dell'Eterno, nella casa del re di Giuda e in Gerusalemme, non vadano a Babilonia. Ger. 27:18
- saranno portati a Babilonia, e quivi resteranno, finché io li cercherò, dice l'Eterno, e li farò risalire e ritornare in questo luogo'. Ger. 27:22
- Entro due anni, io farò tornare in questo luogo tutti gli arredi della casa dell'Eterno, che Nebucadnetsar, re di Babilonia, ha tolti da questo luogo e ha portati a Babilonia; Ger. 28:3
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia, dopo che il profeta Anania ebbe spezzato il giogo di sul collo del profeta Geremia, e disse: Ger. 28:12
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Io metto un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano assoggettate a Nebucadnetsar, re di Babilonia; ed esse gli saranno assoggettate; e gli do pure gli animali della campagna'. Ger. 28:14
- E il profeta Geremia disse al profeta Anania: `Ascolta, Anania! L'Eterno non t'ha mandato, e tu hai indotto questo popolo a confidar nella menzogna. Ger. 28:15
- Or queste son le parole della lettera che il profeta Geremia mandò da Gerusalemme al residuo degli anziani in cattività, ai sacerdoti, ai profeti e a tutto il popolo che Nebucadnetsar avea menato in cattività da Gerusalemme in Babilonia, Ger. 29:1
- La lettera fu portata per man di Elasa, figliuolo di Shafan, e di Ghemaria, figliuolo di Hilkia, che Sedekia, re di Giuda, mandava a Babilonia da Nebucadnetsar, re di Babilonia. Essa diceva: Ger. 29:3
- Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele, a tutti i deportati ch'egli ha fatto menare in cattività da Gerusalemme in Babilonia: Ger. 29:4
- Poiché così dice l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: I vostri profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini non v'ingannino, e non date retta ai sogni che fate. Ger. 29:8
- Voi m'invocherete, verrete a pregarmi e io v'esaudirò. Ger. 29:12
- Ebbene, così parla l'Eterno riguardo al re che siede sul trono di Davide, riguardo a tutto il popolo che abita in questa città, ai vostri fratelli che non sono andati con voi in cattività; Ger. 29:16
- perché non han dato ascolto alle mie parole, dice l'Eterno, che io ho mandate loro a dire dai miei servitori i profeti, del continuo, fin dal mattino; ma essi non han dato ascolto, dice l'Eterno. Ger. 29:19
- Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele, riguardo ad Achab, figliuolo di Kolaia, e riguardo a Sedekia, figliuolo di Maaseia, che vi profetizzano la menzogna nel mio nome: Ecco, io do costoro in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, ed ei li metterà a morte davanti agli occhi vostri; Ger. 29:21
- E quanto a Scemaia il Nehelamita, gli parlerai in questo modo: Ger. 29:24
- Così dice l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Tu hai mandato in tuo nome una lettera a tutto il popolo che è in Gerusalemme, a Sofonia, figliuolo di Maaseia, il sacerdote, e a tutti i sacerdoti, per dire: Ger. 29:25
- e ci ha perfino mandato a dire a Babilonia: La cattività sarà lunga; fabbricate delle case e abitatele; piantate de' giardini e mangiatene il frutto?' Ger. 29:28
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia, dicendo: Ger. 29:30
- Manda a dire a tutti quelli che sono in cattività: Così parla l'Eterno riguardo a Scemaia il Nehelamita: Poiché Scemaia vi ha profetato, benché io non l'abbia mandato, e vi ha fatto confidare nella menzogna, Ger. 29:31
- così parla l'Eterno: Ecco, io punirò Scemaia il Nehelamita, e la sua progenie; non vi sarà alcuno de' suoi discendenti che abiti in mezzo a questo popolo, ed egli non vedrà il bene che io farò al mio popolo, dice l'Eterno; poich'egli ha parlato di ribellione contro l'Eterno. Ger. 29:32
- La parola che fu rivolta a Geremia dall'Eterno, in questi termini: Ger. 30:1
- Queste sono le parole che l'Eterno ha pronunziate riguardo ad Israele ed a Giuda. Ger. 30:4
- Nessuno prende in mano la tua causa per fasciar la tua piaga; tu non hai medicamenti atti a guarirla. Ger. 30:13
- Perché gridi a causa della tua ferita? Il tuo dolore è insanabile. Io ti ho fatto queste cose per la grandezza della tua iniquità, perché i tuoi peccati sono andati aumentando. Ger. 30:15
- E ne usciranno azioni di grazie, voci di gente festeggiante. Io li moltiplicherò e non saranno più ridotti a pochi; li renderò onorati e non saran più avviliti. Ger. 30:19
- I suoi figliuoli saranno come furono un tempo, la sua raunanza sarà stabilita dinanzi a me, e io punirò tutti i loro oppressori. Ger. 30:20
- Il loro principe sarà uno d'essi, e chi li signoreggerà uscirà di mezzo a loro; io lo farò avvicinare, ed egli verrà a me; poiché chi disporrebbe il suo cuore ad accostarsi a me? dice l'Eterno. Ger. 30:21
- Così parla l'Eterno: Il popolo scampato dalla spada ha trovato grazia nel deserto; io sto per dar riposo a Israele. Ger. 31:2
- Poiché il giorno verrà, quando le guardie grideranno sul monte d'Efraim: Levatevi, saliamo a Sion, all'Eterno, ch'è il nostro Dio'. Ger. 31:6
- E quelli verranno e canteranno di gioia sulle alture di Sion, e affluiranno verso i beni dell'Eterno: al frumento, al vino, all'olio, al frutto de' greggi e degli armenti; e l'anima loro sarà come un giardino annaffiato, e non continueranno più a languire. Ger. 31:12
- Rizza delle pietre miliari, fatti de' pali indicatori, poni ben mente alla strada, alla via che hai seguita. Ritorna, o vergine d'Israele, torna a queste città che son tue! Ger. 31:21
- Fino a quando n'andrai tu vagabonda, o figliuola infedele? Poiché l'Eterno crea una cosa nuova sulla terra: la donna che corteggia l'uomo. Ger. 31:22
- A questo punto mi sono svegliato e ho guardato; e il mio sonno m'è stato dolce. Ger. 31:26
- Se quelle leggi vengono a mancare dinanzi a me, dice l'Eterno, allora anche la progenie d'Israele cesserà d'essere in perpetuo una nazione nel mio cospetto. Ger. 31:36
- La parola che fu rivolta a Geremia dall'Eterno nel decimo anno di Sedekia, re di Giuda, che fu l'anno diciottesimo di Nebucadnetsar. Ger. 32:1
- e Sedekia, re di Giuda, non scamperà dalle mani de' Caldei, ma sarà per certo dato in man del re di Babilonia, e parlerà con lui bocca a bocca, e lo vedrà faccia a faccia; Ger. 32:4
- e Nebucadnetsar menerà Sedekia a Babilonia, ed egli resterà quivi finch'io lo visiti, dice l'Eterno; se combattete contro i Caldei voi non riuscirete a nulla'. Ger. 32:5
- e consegnai l'atto di compra a Baruc, figliuolo di Neria, figliuolo di Mahseia, in presenza di Hanameel mio cugino, in presenza dei testimoni che avevano sottoscritto l'atto di compra, e in presenza di tutti i Giudei che sedevano nel cortile della prigione. Ger. 32:12
- Poi, davanti a loro, diedi quest'ordine a Baruc: Ger. 32:13
- E dopo ch'io ebbi consegnato l'atto di compra a Baruc, figliuolo di Neria, pregai l'Eterno, dicendo: Ger. 32:16
- tu sei grande in consiglio e potente in opere; e hai gli occhi aperti su tutte le vie de' figliuoli degli uomini, per rendere a ciascuno secondo le sue opere e secondo il frutto delle sue azioni; Ger. 32:19
- tu hai fatto nel paese d'Egitto, in Israele e fra gli altri uomini, fino a questo giorno, miracoli e prodigi, e ti sei acquistato un nome qual è oggi; Ger. 32:20
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 32:26
- e i Caldei che combattono contro questa città v'entreranno, v'appiccheranno il fuoco e la incendieranno, con le case sui tetti delle quali hanno offerto profumi a Baal e fatto libazioni ad altri dèi, per provocarmi ad ira. Ger. 32:29
- a motivo di tutto il male che i figliuoli d'Israele e i figliuoli di Giuda hanno fatto per provocarmi ad ira: essi, i loro re, i loro principi, i loro sacerdoti, i loro profeti, gli uomini di Giuda, e gli abitanti di Gerusalemme. Ger. 32:32
- E hanno edificato gli alti luoghi di Baal che sono nella valle de' figliuoli d'Hinnom, per far passare per il fuoco i loro figliuoli e le loro figliuole offrendoli a Moloc; una cosa siffatta io non l'ho comandata loro; e non m'è venuto mai in mente che si dovesse commettere una tale abominazione, facendo peccare Giuda. Ger. 32:35
- Ma ora, in seguito a tutto questo, così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele, riguardo a questa città, della quale voi dite: Ella è data in mano del re di Babilonia, per la spada, per la fame e per la peste: Ger. 32:36
- Si compreranno de' campi con danaro, se ne scriveranno gli atti, si sigilleranno, si chiameranno testimoni, nel paese di Beniamino e ne' luoghi intorno a Gerusalemme, nelle città di Giuda, nelle città della contrada montuosa, nelle città della pianura, nelle città del mezzogiorno; poiché io farò tornare quelli che sono in cattività, dice l'Eterno'. Ger. 32:44
- La parola dell'Eterno fu rivolta per la seconda volta a Geremia in questi termini, mentr'egli era ancora rinchiuso nel cortile della prigione: Ger. 33:1
- quando si verrà a combattere contro i Caldei, e a riempire quelle case di cadaveri d'uomini, che io percuoterò nella mia ira e nel mio furore, e per le cui malvagità io nasconderò la mia faccia a questa città: Ger. 33:5
- e li purificherò di tutta l'iniquità, colla quale hanno peccato contro di me; e perdonerò loro tutte le iniquità colle quali hanno peccato contro di me, e si sono ribellati a me. Ger. 33:8
- E questa città sarà per me un palese argomento di gioia, di lode e di gloria fra tutte le nazioni della terra, che udranno tutto il bene ch'io sto per far loro, e temeranno e tremeranno a motivo di tutto il bene e di tutta la pace ch'io procurerò a Gerusalemme. Ger. 33:9
- In que' giorni e in quel tempo, io farò germogliare a Davide un germe di giustizia, ed esso farà ragione e giustizia nel paese. Ger. 33:15
- Poiché così parla l'Eterno: Non verrà mai meno a Davide chi segga sul trono della casa d'Israele, Ger. 33:17
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 33:19
- La parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 33:23
- La parola che fu rivolta dall'Eterno in questi termini a Geremia, quando Nebucadnetsar, re di Babilonia, e tutto il suo esercito, e tutti i regni della terra sottoposti al suo dominio, e tutti i popoli combattevano contro Gerusalemme e contro tutte le sue città: Ger. 34:1
- Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Va', parla a Sedekia, re di Giuda, e digli: Così parla l'Eterno: Ecco, io do questa città in mano del re di Babilonia, il quale la darà alle fiamme; Ger. 34:2
- e tu non scamperai dalla sua mano, ma sarai certamente preso, e sarai dato in sua mano; i tuoi occhi vedranno gli occhi del re di Babilonia; egli ti parlerà da bocca a bocca, e tu andrai a Babilonia. Ger. 34:3
- Nondimeno, o Sedekia, re di Giuda, ascolta la parola dell'Eterno: Così parla l'Eterno riguardo a te: Tu non morrai per la spada; Ger. 34:4
- E il profeta Geremia disse tutte queste parole a Sedekia, re di Giuda, a Gerusalemme, Ger. 34:6
- La parola che fu rivolta dall'Eterno a Geremia, dopo che il re Sedekia ebbe fatto un patto con tutto il popolo di Gerusalemme di proclamare l'emancipazione, Ger. 34:8
- La parola dell'Eterno fu dunque rivolta dall'Eterno a Geremia, in questi termini: Ger. 34:12
- `Al termine di sette anni, ciascuno di voi rimandi libero il suo fratello ebreo, che si sarà venduto a lui; ti serva sei anni, poi rimandalo da casa tua libero'; ma i vostri padri non ubbidirono e non prestarono orecchio. Ger. 34:14
- E voi eravate oggi tornati a fare ciò ch'è retto agli occhi miei, proclamando l'emancipazione ciascuno al suo prossimo, e avevate fermato un patto nel mio cospetto, nella casa sulla quale è invocato il mio nome; Ger. 34:15
- ma siete tornati indietro, e avete profanato il mio nome; ciascun di voi ha fatto ritornare il suo schiavo e la sua schiava che avevate rimandati in libertà a loro piacere, e li avete assoggettati ad essere vostri schiavi e schiave. Ger. 34:16
- La parola che fu rivolta a Geremia dall'Eterno, al tempo di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda, in questi termini: Ger. 35:1
- Ma quando Nebucadnetsar, re di Babilonia, è salito contro il paese, abbiam detto: - Venite, ritiriamoci a Gerusalemme, per paura dell'esercito dei Caldei e dell'esercito di Siria. E così ci siamo stabiliti a Gerusalemme'. Ger. 35:11
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 35:12
- ho continuato a mandarvi ogni mattina tutti i miei servitori i profeti per dirvi: - Convertitevi dunque ciascuno dalla sua via malvagia, emendate le vostre azioni, non andate dietro ad altri dèi per servirli, e abiterete nel paese che ho dato a voi ed ai vostri padri; ma voi non avete prestato orecchio, e non m'avete ubbidito. Ger. 35:15
- così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: A Gionadab, figliuolo di Recab, non verranno mai meno in perpetuo discendenti, che stiano davanti alla mia faccia'. Ger. 35:19
- Or avvenne, l'anno quarto di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda, che questa parola fu rivolta dall'Eterno a Geremia, in questi termini: Ger. 36:1
- `Prenditi un rotolo da scrivere e scrivici tutte le parole che t'ho dette contro Israele, contro Giuda e contro tutte le nazioni, dal giorno che cominciai a parlarti, cioè dal tempo di Giosia, fino a quest'oggi. Ger. 36:2
- Allora Geremia chiamò Baruc, figliuolo di Neria; e Baruc scrisse in un rotolo da scrivere, a dettatura di Geremia, tutte le parole che l'Eterno avea dette a Geremia. Ger. 36:4
- Poi Geremia diede quest'ordine a Baruc: `Io sono impedito, e non posso entrare nella casa dell'Eterno; Ger. 36:5
- perciò, va' tu, e leggi dal libro che hai scritto a mia dettatura, le parole dell'Eterno, in presenza del popolo, nella casa dell'Eterno, il giorno del digiuno; e leggile anche in presenza di tutti quei di Giuda, che saran venuti dalle loro città. Ger. 36:6
- Or l'anno quinto di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda, il nono mese, fu pubblicato un digiuno nel cospetto dell'Eterno, per tutto il popolo di Gerusalemme e per tutto il popolo venuto dalle città di Giuda a Gerusalemme. Ger. 36:9
- Allora tutti i capi mandarono Jehudi, figliuolo di Nethania, figliuolo di Scelemia, figliuolo di Cusci, a Baruc per dirgli: `Prendi in mano il rotolo dal quale tu hai letto in presenza del popolo, e vieni'. E Baruc, figliuolo di Neria, prese in mano il rotolo, e venne a loro. Ger. 36:14
- Ed essi gli dissero: `Siediti, e leggilo qui a noi'. E Baruc lo lesse in loro presenza. Ger. 36:15
- E quand'essi ebbero udito tutte quelle parole, si volsero spaventati gli uni agli altri, e dissero a Baruc: `Non mancheremo di riferire tutte queste parole al re'. Ger. 36:16
- Poi chiesero a Baruc: `Dicci ora come hai scritto tutte queste parole uscite dalla sua bocca'. Ger. 36:17
- Allora i capi dissero a Baruc: `Vatti a nascondere, tanto tu quanto Geremia; e nessuno sappia dove siete'. Ger. 36:19
- E il re mandò Jehudi a prendere il rotolo; ed egli lo prese dalla camera di Elishama, segretario. E Jehudi lo lesse in presenza del re, e in presenza di tutti i capi che stavano in pie' allato al re. Ger. 36:21
- Or il re stava seduto nel suo palazzo d'inverno - era il nono mese, - e il braciere ardeva davanti a lui. Ger. 36:22
- E il re ordinò a Jerahmeel, figliuolo del re, a Sesaia figliuolo di Azriel, e a Scelemia figliuolo di Abdeel, di pigliare Baruc, segretario, e il profeta Geremia. Ma l'Eterno li nascose. Ger. 36:26
- E dopo che il re ebbe bruciato il rotolo e le parole che Baruc aveva scritte a dettatura di Geremia, la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 36:27
- E riguardo a Joiakim, re di Giuda, tu dirai: Così parla l'Eterno: Tu hai bruciato quel rotolo, dicendo: - Perché hai scritto in esso che il re di Babilonia verrà certamente e distruggerà questo paese e farà sì che non vi sarà più né uomo né bestia? - Ger. 36:29
- Perciò così parla l'Eterno riguardo a Joiakim re di Giuda: Egli non avrà alcuno che segga sul trono di Davide, e il suo cadavere sarà gettato fuori, esposto al caldo del giorno e al gelo della notte. Ger. 36:30
- E Geremia prese un altro rotolo e lo diede a Baruc, figliuolo di Neria, segretario, il quale vi scrisse, a dettatura di Geremia, tutte le parole del libro che Joiakim, re di Giuda, avea bruciato nel fuoco; e vi furono aggiunte molte altre parole simili a quelle. Ger. 36:32
- L'esercito di Faraone era uscito d'Egitto; e come i Caldei che assediavano Gerusalemme n'ebbero ricevuto la notizia, tolsero l'assedio a Gerusalemme. Ger. 37:5
- Or quando l'esercito de' Caldei si fu ritirato d'innanzi a Gerusalemme a motivo dell'esercito di Faraone, Ger. 37:11
- il re Sedekia lo mandò a prendere, lo interrogò in casa sua, di nascosto, e gli disse: `C'è egli qualche parola da parte dell'Eterno?' E Geremia rispose: `Sì, c'è'. E aggiunse: `Tu sarai dato in mano del re di Babilonia'. Ger. 37:17
- Scefatia figliuolo di Mattan, Ghedalia figliuolo di Pashur, Jucal figliuolo di Scelamia, e Pashur figliuolo di Malkia, udirono le parole che Geremia rivolgeva a tutto il popolo, dicendo: Ger. 38:1
- E i capi dissero al re: `Deh, sia quest'uomo messo a morte! poich'egli rende fiacche le mani degli uomini di guerra che rimangono in questa città, e le mani di tutto il popolo, tenendo loro cotali discorsi; quest'uomo non cerca il bene, ma il male di questo popolo'. Ger. 38:4
- Ebed-melec prese seco quegli uomini, entrò nella casa del re, sotto il Tesoro; prese di lì dei pezzi di stoffa logora e de' vecchi stracci, e li calò a Geremia, nella cisterna, con delle funi. Ger. 38:11
- Ed Ebed-melec, l'etiopo, disse a Geremia: `Mettiti ora questi pezzi di stoffa logora e questi stracci sotto le ascelle, sotto le funi'. E Geremia fece così. Ger. 38:12
- Allora il re Sedekia mandò a prendere il profeta Geremia, e se lo fece condurre al terzo ingresso della casa dell'Eterno; e il re disse a Geremia: `Io ti domando una cosa; non mi celar nulla'. Ger. 38:14
- E Geremia rispose a Sedekia: `Se te la dico, non è egli certo che mi farai morire? E se ti do qualche consiglio, non mi darai ascolto'. Ger. 38:15
- E il re Sedekia giurò in segreto a Geremia, dicendo: `Com'è vero che l'Eterno, il quale ci ha dato questa vita, vive, io non ti farò morire, e non ti darò in mano di questi uomini che cercan la tua vita'. Ger. 38:16
- Allora Geremia disse a Sedekia: `Così parla l'Eterno, l'Iddio degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Se tu ti vai ad arrendere ai capi del re di Babilonia, avrai salva la vita; questa città non sarà data alle fiamme, e vivrai tu con la tua casa; Ger. 38:17
- E il re Sedekia disse a Geremia: `Io temo que' Giudei che si sono arresi ai Caldei, ch'io non abbia ad esser dato nelle loro mani, e ch'essi non mi scherniscano'. Ger. 38:19
- E Sedekia disse a Geremia: `Nessuno sappia nulla di queste parole, e tu non morrai. Ger. 38:24
- E se i capi odono che io ho parlato teco e vengono da te a dirti: - Dichiaraci quello che tu hai detto al re; non ce lo celare, e non ti faremo morire; e il re che t'ha detto?... - Ger. 38:25
- E tutti i capi vennero a Geremia, e lo interrogarono; ma egli rispose loro secondo tutte le parole che il re gli aveva comandate, e quelli lo lasciarono in pace, perché la cosa non s'era divulgata. Ger. 38:27
- Ma l'esercito de' Caldei li inseguì, e raggiunse Sedekia nelle campagne di Gerico. Lo presero, lo menaron su da Nebucadnetsar, re di Babilonia, a Ribla, nel paese di Hamath, dove il re pronunziò la sua sentenza su di lui. Ger. 39:5
- E il re di Babilonia fece scannare i figliuoli di Sedekia, a Ribla, sotto gli occhi di lui; il re di Babilonia fece pure scannare tutti i notabili di Giuda; Ger. 39:6
- poi fece cavar gli occhi a Sedekia, e lo fe' legare con una doppia catena di rame per menarlo in Babilonia. Ger. 39:7
- e Nebuzaradan, capo delle guardie, menò in cattività a Babilonia il residuo della gente ch'era ancora nella città, quelli ch'erano andati ad arrendersi a lui, e il resto del popolo. Ger. 39:9
- Or Nebucadnetsar, re di Babilonia, avea dato a Nebuzaradan, capo delle guardie, quest'ordine riguardo a Geremia: Ger. 39:11
- mandarono a far trarre Geremia fuori dal cortile della prigione, e lo consegnarono a Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, perché fosse menato a casa; e così egli abitò fra il popolo. Ger. 39:14
- Or la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini, mentr'egli era rinchiuso nel cortile della prigione: Ger. 39:15
- La parola che fu rivolta dall'Eterno a Geremia, dopo che Nebuzaradan, capo delle guardie, l'ebbe rimandato da Rama. Quando questi lo fece prendere, Geremia era incatenato in mezzo a tutti quelli di Gerusalemme e di Giuda, che dovevano esser menati in cattività a Babilonia. Ger. 40:1
- Ora ecco, io ti sciolgo oggi dalle catene che hai alle mani; se ti piace di venire con me a Babilonia, vieni; e io avrò cura di te; ma se non t'aggrada di venir con me a Babilonia, rimantene; ecco, tutto il paese ti sta dinanzi; va' dove ti piacerà e ti converrà d'andare'. Ger. 40:4
- E come Geremia non si decideva a tornare con lui, l'altro aggiunse: `Torna da Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, che il re di Babilonia ha stabilito sulle città di Giuda, e dimora con lui in mezzo al popolo; ovvero va' dovunque ti piacerà'. E il capo delle guardie gli diede delle provviste e un regalo, e l'accomiatò. Ger. 40:5
- E Geremia andò da Ghedalia, figliuolo di Ahikam, a Mitspa, e dimorò con lui in mezzo al popolo che era rimasto nel paese. Ger. 40:6
- Or quando tutti i capi delle forze che erano per le campagne ebbero inteso, essi e la loro gente, che il re di Babilonia aveva stabilito Ghedalia, figliuolo di Ahikam, sul paese, e che gli aveva affidato gli uomini, le donne, i bambini, e quelli tra i poveri del paese che non erano stati menati in cattività a Babilonia, Ger. 40:7
- si recarono da Ghedalia a Mitspa: erano Ismael, figliuolo di Nethania, Johanan e Gionathan, figliuoli di Kareah, Seraia, figliuolo di Tanhumeth, i figliuoli di Efai di Netofa, e Jezania, figliuolo del Maacatita: essi e i loro uomini. Ger. 40:8
- Quanto a me, ecco, io risiederò a Mitspa per tenermi agli ordini dei Caldei, che verranno da noi; e voi raccogliete il vino, le frutta d'estate e l'olio; metteteli nei vostri vasi, e dimorate nelle città di cui avete preso possesso'. Ger. 40:10
- se ne tornarono da tutti i luoghi dov'erano stati dispersi, e si recarono nel paese di Giuda, da Ghedalia, a Mitspa; e raccolsero vino e frutta d'estate in grande abbondanza. Ger. 40:12
- Or Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti i capi delle forze che erano per la campagna, vennero da Ghedalia a Mitspa, e gli dissero: Ger. 40:13
- Allora Johanan, figliuolo di Kareah, disse segretamente a Ghedalia, a Mitspa: `Lasciami andare a uccidere Ismael, figliuolo di Nethania; nessuno lo risaprà; e perché ti toglierebbe egli la vita, e tutti i Giudei che si son raccolti presso di te andrebbero essi dispersi, e il residuo di Giuda perirebb'egli?' Ger. 40:15
- Ma Ghedalia, figliuolo di Ahikam, disse a Johanan, figliuolo di Kareah: `Non lo fare perché quello che tu dici d'Ismael è falso'. Ger. 40:16
- E il settimo mese, Ismael, figliuolo di Nethania, figliuolo di Elishama, della stirpe reale e uno dei grandi del re, venne con dieci uomini, da Ghedalia, figliuolo di Ahikam, a Mitspa; e quivi, a Mitspa, mangiarono assieme. Ger. 41:1
- Ismael uccise pure tutti i Giudei ch'erano con Ghedalia a Mitspa, e i Caldei, uomini di guerra, che si trovavan quivi. Ger. 41:3
- Or fra quelli, ci furon dieci uomini, che dissero a Ismael: `Non ci uccidere, perché abbiamo nei campi delle provviste nascoste di grano, d'orzo, d'olio e di miele'. Allora egli si trattenne, e non li mise a morte coi loro fratelli. Ger. 41:8
- Poi Ismael menò via prigionieri tutto il rimanente del popolo che si trovava a Mitspa: le figliuole del re, e tutto il popolo ch'era rimasto a Mitspa, e sul quale Nebuzaradan, capo delle guardie, aveva stabilito Ghedalia, figliuolo di Ahikam; Ismael, figliuolo di Nethania, li menò via prigionieri, e partì per recarsi dagli Ammoniti. Ger. 41:10
- presero tutti gli uomini, e andarono a combattere contro Ismael, figliuolo di Nethania; e lo trovarono presso le grandi acque che sono a Gabaon. Ger. 41:12
- e tutto il popolo che Ismael aveva menato prigioniero da Mitspa fece voltafaccia, e andò a unirsi a Johanan, figliuolo di Kareah. Ger. 41:14
- Ma Ismael, figliuolo di Nethania, scampò con otto uomini d'innanzi a Johanan, e se ne andò fra gli Ammoniti. Ger. 41:15
- e partirono, e si fermarono a Geruth-Kimham presso Bethlehem, per poi continuare e recarsi in Egitto, Ger. 41:17
- a motivo de' Caldei; dei quali avevano paura, perché Ismael, figliuolo di Nethania, aveva ucciso Ghedalia, figliuolo di Ahikam, che il re di Babilonia aveva stabilito sul paese. Ger. 41:18
- E quelli dissero a Geremia: `L'Eterno sia un testimonio verace e fedele contro di noi, se non facciamo tutto quello che l'Eterno, il tuo Dio, ti manderà a dirci. Ger. 42:5
- Dopo dieci giorni, la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia. Ger. 42:7
- Se continuate a dimorare in questo paese, io vi ci stabilirò, e non vi distruggerò; vi pianterò, e non vi sradicherò; perché mi pento del male che v'ho fatto. Ger. 42:10
- io vi farò trovar compassione dinanzi a lui; egli avrà compassione di voi, e vi farà tornare nel vostro paese. Ger. 42:12
- ebbene, ascoltate allora la parola dell'Eterno, o superstiti di Giuda! Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Se siete decisi a recarvi in Egitto, e se andate a dimorarvi, Ger. 42:15
- O superstiti di Giuda! l'Eterno parla a voi: Non andate in Egitto! Sappiate bene che quest'oggi io v'ho premuniti. Ger. 42:19
- Voi ingannate voi stessi, a rischio della vostra vita; poiché m'avete mandato dall'Eterno, dal vostro Dio, dicendo: - Prega l'Eterno, il nostro Dio, per noi; e tutto quello che l'Eterno, il nostro Dio, dirà, faccelo sapere esattamente, e noi lo faremo. - Ger. 42:20
- E io ve l'ho fatto sapere quest'oggi; ma voi non ubbidite alla voce dell'Eterno, del vostro Dio, né a nulla di quanto egli m'ha mandato a dirvi. Ger. 42:21
- Azaria, figliuolo di Hosaia, e Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti gli uomini superbi dissero a Geremia: `Tu dici il falso; l'Eterno, il nostro Dio, non t'ha mandato a dire: - Non entrate in Egitto per dimorarvi, - Ger. 43:2
- ma Baruc, figliuolo di Neria, t'incita contro di noi per darci in man de' Caldei, per farci morire o per farci menare in cattività a Babilonia'. Ger. 43:3
- ed entrarono nel paese d'Egitto, perché non ubbidirono alla voce dell'Eterno; e giunsero a Tahpanes. Ger. 43:7
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia a Tahpanes in questi termini: Ger. 43:8
- `Prendi nelle tue mani delle grosse pietre, e nascondile nell'argilla della fornace da mattoni ch'è all'ingresso della casa di Faraone a Tahpanes, in presenza degli uomini di Giuda. Ger. 43:9
- E di' loro: Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io manderò a prendere Nebucadnetsar, re di Babilonia, mio servitore, e porrò il suo trono su queste pietre che io ho nascoste, ed egli stenderà su d'esse il suo padiglione reale, Ger. 43:10
- La parola che fu rivolta a Geremia in questi termini, riguardo a tutti i Giudei che dimoravano nel paese di Egitto, che dimoravano a Migdol, a Tahpanes, a Nof e nel paese di Pathros: Ger. 44:1
- a motivo della malvagità che hanno commessa per provocarmi ad ira, andando a far profumi e a servire altri dèi, i quali né essi, né voi, né i vostri padri avevate mai conosciuti. Ger. 44:3
- E io vi ho mandato tutti i miei servitori, i profeti; ve li ho mandati del continuo, fin dal mattino, a dirvi: - Deh, non fate questa cosa abominevole che io odio; - Ger. 44:4
- Perché provocarmi ad ira con l'opera delle vostre mani, facendo profumi ad altri dèi nel paese d'Egitto dove siete venuti a dimorare? Così vi farete sterminare e sarete abbandonati alla maledizione e all'obbrobrio fra tutte le nazioni della terra. Ger. 44:8
- Fino ad oggi, non v'è stata contrizione da parte loro, non hanno avuto timore, non hanno camminato secondo la mia legge e secondo i miei statuti, che io avevo messo dinanzi a voi e dinanzi ai vostri padri. Ger. 44:10
- E prenderò i superstiti di Giuda che si sono ostinati a venire nel paese d'Egitto per dimorarvi, e saranno tutti consumati; cadranno nel paese d'Egitto; saranno consumati dalla spada e dalla fame, dal più piccolo al più grande; periranno per la spada e per la fame, e saranno abbandonati alla esecrazione, alla desolazione, alla maledizione e all'obbrobrio. Ger. 44:12
- e nessuno si salverà o scamperà dei superstiti di Giuda che son venuti a stare nel paese d'Egitto colla speranza di tornare poi nel paese di Giuda, ove desiderano rientrare per dimorarvi; essi, ad eccezione di alcuni fuggiaschi, non vi ritorneranno. Ger. 44:14
- Allora tutti gli uomini i quali sapevano che le loro mogli offrivan profumi ad altri dèi, tutte le donne che si trovavan quivi, riunite in gran numero, e tutto il popolo che dimorava nel paese d'Egitto a Pathros, risposero a Geremia, dicendo: Ger. 44:15
- E quando offriamo profumi alla regina del cielo e le facciamo delle libazioni, è egli senza il consenso dei nostri mariti che le facciamo delle focacce a sua immagine e le offriamo delle libazioni?' Ger. 44:19
- E Geremia parlò a tutto il popolo, agli uomini, alle donne e a tutto il popolo che gli aveva risposto a quel modo, e disse: Ger. 44:20
- L'Eterno non l'ha più potuto sopportare, a motivo della malvagità delle vostre azioni, e a motivo delle abominazioni che avete commesse; perciò il vostro paese è stato abbandonato alla devastazione, alla desolazione e alla maledizione, senza che vi sia più chi l'abiti, come si vede al dì d'oggi. Ger. 44:22
- Poi Geremia disse a tutto il popolo e a tutte le donne: `Ascoltate la parola dell'Eterno, o voi tutti di Giuda, che siete nel paese d'Egitto! Ger. 44:24
- La parola che il profeta Geremia rivolse a Baruc, figliuolo di Neria, quando questi scrisse queste parole in un libro, a dettatura di Geremia, l'anno quarto di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda. Egli disse: Ger. 45:1
- `Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele, riguardo a te, Baruc: Ger. 45:2
- Tu dici: Guai a me! poiché l'Eterno aggiunge tristezza al mio dolore; io m'affanno a gemere, e non trovo requie. Ger. 45:3
- E tu cercheresti grandi cose per te? Non le cercare! poiché, ecco, io farò venir del male sopra ogni carne, dice l'Eterno, ma a te darò la vita come bottino, in tutti i luoghi dove tu andrai'. Ger. 45:5
- Parola dell'Eterno che fu rivolta a Geremia riguardo alle nazioni. Ger. 46:1
- Riguardo all'Egitto. Circa l'esercito di Faraone Neco, re d'Egitto, che era presso al fiume Eufrate a Carkemish, e che Nebucadnetsar, re di Babilonia, sconfisse il quarto anno di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda. Ger. 46:2
- Sali a Galaad, prendi del balsamo, o vergine, figliuola d'Egitto! Invano moltiplichi i rimedi; non v'è medicatura che valga per te. Ger. 46:11
- Annunziatelo in Egitto, banditelo a Migdol, banditelo a Nof e Tahpanes! Dite: `Lèvati, preparati, poiché la spada divora tutto ciò che ti circonda'. Ger. 46:14
- La sua voce giunge come quella d'un serpente; poiché s'avanzano con un esercito, marcian contro a lui con scuri, come tanti tagliaboschi. Ger. 46:22
- Gaza è divenuta calva, Askalon è ridotta al silenzio. Resti degli Anakim, fino a quando vi farete delle incisioni? Ger. 47:5
- Riguardo a Moab. Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Guai a Nebo! poiché è devastata; Kiriathaim è coperta d'onta, è presa; Misgab è coperta d'onta e sbigottita. Ger. 48:1
- Date delle ali a Moab, poiché bisogna che voli via; le sue città diventeranno una desolazione, senza che più v'abiti alcuno. Ger. 48:9
- Moab era tranquillo fin dalla sua giovinezza, riposava sulle sue fecce, non è stato travasato da vaso a vaso, non è andato in cattività; per questo ha conservato il suo sapore, e il suo profumo non s'è alterato. Ger. 48:11
- La calamità di Moab sta per giungere, la sua sciagura viene a gran passi. Ger. 48:16
- Abbandonate le città e andate a stare nelle rocce, o abitanti di Moab! Siate come le colombe che fanno il lor nido sull'orlo de' precipizi. Ger. 48:28
- Io conosco la sua tracotanza, dice l'Eterno, ch'è mal fondata; le sue vanterie non hanno approdato a nulla di stabile. Ger. 48:30
- Gli alti lamenti di Heshbon giungon fino a Elealeh; si fanno udire fin verso Jahats; da Tsoar fino a Horonaim, fino a Eglath-Sceliscia; perfino le acque di Nimrim son prosciugate. Ger. 48:34
- All'ombra di Heshbon i fuggiaschi si fermano, spossati; ma un fuoco esce da Heshbon, una fiamma di mezzo a Sihon, che divora i fianchi di Moab, il sommo del capo dei figli del tumulto. Ger. 48:45
- Guai a te, o Moab! Il popolo di Kemosh è perduto! poiché i tuoi figliuoli son portati via in cattività, e in cattività son menate le tue figliuole. Ger. 48:46
- Riguardo a Edom. Così parla l'Eterno degli eserciti: Non v'è egli più saviezza in Teman? Gl'intelligenti non sanno essi più consigliare? La loro saviezza è dessa svanita? Ger. 49:7
- Se de' vendemmiatori venissero a te non lascerebbero essi dei racimoli? Se de' ladri venissero a te di notte non guasterebbero più di quanto a loro bastasse. Ger. 49:9
- Poiché così parla l'Eterno: Ecco, quelli che non eran destinati a bere la coppa, la dovranno bere; e tu andresti del tutto impunito? Non andrai impunito, tu la berrai certamente. Ger. 49:12
- E Edom diventerà una desolazione; chiunque passerà presso di lui rimarrà stupito, e si darà a fischiare a motivo di tutte le sue piaghe. Ger. 49:17
- Come avvenne al sovvertimento di Sodoma, di Gomorra e di tutte le città a loro vicine, dice l'Eterno, nessuno più abiterà quivi, non vi dimorerà più alcun figliuol d'uomo. Ger. 49:18
- Ecco, egli sale come un leone dalle rive lussureggianti del Giordano contro la forte dimora; io ne farò fuggire a un tratto Edom, e stabilirò su di essa colui che io ho scelto. Poiché chi è simile a me? Chi m'ordinerà di comparire in giudizio? Qual è il pastore che possa starmi a fronte? Ger. 49:19
- Riguardo a Damasco. Hamath e Arpad sono confuse, poiché hanno udito una cattiva notizia; vengon meno; è un'agitazione come quella del mare, che non può calmarsi. Ger. 49:23
- Riguardo a Kedar e ai regni di Hatsor, che Nebucadnetsar, re di Babilonia, sconfisse. Così parla l'Eterno: Levatevi, salite contro Kedar, distruggete i figliuoli dell'oriente! Ger. 49:28
- Siano i loro cammelli dati in preda, e la moltitudine del loro bestiame diventi bottino! Io disperderò a tutti i venti quelli che si tagliano i canti della barba, e farò venire la loro calamità da tutte le parti, dice l'Eterno. Ger. 49:32
- Io farò venire contro Elam i quattro venti dalle quattro estremità del cielo; li disperderò a tutti quei venti, e non ci sarà nazione, dove non arrivino de' fuggiaschi d'Elam. Ger. 49:36
- Renderò gli Elamiti spaventati dinanzi ai loro nemici, e dinanzi a quelli che cercan la loro vita; farò piombare su loro la calamità, la mia ira ardente, dice l'Eterno; manderò la spada ad inseguirli, finch'io non li abbia consumati. Ger. 49:37
- Parola che l'Eterno pronunziò riguardo a Babilonia, riguardo al paese de' Caldei, per mezzo del profeta Geremia: Ger. 50:1
- Fuggite di mezzo a Babilonia, uscite dal paese de' Caldei, e siate come de' capri davanti al gregge! Ger. 50:8
- Poiché, ecco, io suscito e fo salire contro Babilonia un'adunata di grandi nazioni dal paese del settentrione, ed esse si schiereranno contro di lei; e da quel lato sarà presa. Le loro frecce son come quelle d'un valente arciere; nessuna d'esse ritorna a vuoto. Ger. 50:9
- A motivo dell'ira dell'Eterno non sarà più abitata, sarà una completa solitudine; chiunque passerà presso a Babilonia rimarrà stupito, e fischierà per tutte le sue piaghe. Ger. 50:13
- Levate contro di lei il grido di guerra, d'ogn'intorno; ella si arrende; le sue colonne cadono, le sue mura crollano, perché questa è la vendetta dell'Eterno! Vendicatevi di lei! Fate a lei com'essa ha fatto! Ger. 50:15
- Israele è una pecora smarrita, a cui de' leoni han dato la caccia; il re d'Assiria, pel primo, l'ha divorata; e quest'ultimo, Nebucadnetsar, re di Babilonia, le ha frantumate le ossa. Ger. 50:17
- In quei giorni, in quel tempo, dice l'Eterno, si cercherà l'iniquità d'Israele, ma essa non sarà più, e i peccati di Giuda, ma non si troveranno; poiché io perdonerò a quelli che avrò lasciati di resto. Ger. 50:20
- Venite contro a lei da tutte le parti, aprite i suoi granai, ammucchiatela come tante mannelle, votatela allo sterminio, che nulla ne resti! Ger. 50:26
- Uccidete tutti i suoi tori, fateli scendere al macello! Guai a loro! poiché il loro giorno è giunto, il giorno della loro visitazione. Ger. 50:27
- Convocate contro Babilonia gli arcieri, tutti quelli che tirano d'arco; accampatevi contro a lei d'ogn'intorno, nessuno ne scampi; rendetele secondo le sue opere, fate interamente a lei com'ella ha fatto; poich'ella è stata arrogante contro l'Eterno, contro il Santo d'Israele. Ger. 50:29
- Eccomi a te, o arrogante, dice il Signore, l'Eterno degli eserciti; poiché il tuo giorno è giunto, il tempo ch'io ti visiterò. Ger. 50:31
- la spada sovrasta ai suoi cavalli, ai suoi carri, a tutta l'accozzaglia di gente ch'è in mezzo a lei, la quale diventerà come tante donne; la spada sovrasta ai suoi tesori, che saran saccheggiati. Ger. 50:37
- Essi impugnano l'arco ed il dardo; son crudeli, non hanno pietà; la loro voce è come il muggito del mare; montan cavalli; son pronti a combattere come un solo guerriero, contro di te, o figliuola di Babilonia! Ger. 50:42
- Ecco, egli sale come un leone dalle rive lussureggianti del Giordano contro la forte dimora; io ne farò fuggire ad un tratto gli abitanti e stabilirò su di essa colui che io ho scelto. Poiché chi è simile a me? chi m'ordinerà di comparire in giudizio? Qual è il pastore che possa starmi a fronte? Ger. 50:44
- Fuggite di mezzo a Babilonia, e salvi ognuno la sua vita, guardate di non perire per l'iniquità di lei! Poiché questo è il tempo della vendetta dell'Eterno; egli le dà la sua retribuzione. Ger. 51:6
- A un tratto Babilonia è caduta, è frantumata. Mandate su di lei alti lamenti, prendete del balsamo pel suo dolore; forse guarirà! Ger. 51:8
- A loro non somiglia Colui ch'è la parte di Giacobbe; perché Egli è quel che ha formato tutte le cose, e Israele è la tribù della sua eredità. Il suo nome è l'Eterno degli eserciti. Ger. 51:19
- Ma, sotto gli occhi vostri, io renderò a Babilonia e a tutti gli abitanti della Caldea tutto il male che han fatto a Sion, dice l'Eterno. Ger. 51:24
- Eccomi a te, o montagna di distruzione, dice l'Eterno; a te che distruggi tutta la terra! Io stenderò la mia mano su di te, ti rotolerò giù dalle rocce, e farò di te una montagna bruciata. Ger. 51:25
- Issate una bandiera sulla terra! Sonate la tromba fra le nazioni! Preparate le nazioni contro di lei, chiamate a raccolta contro di lei i regni d'Ararat, di Minni e d'Ashkenaz! Costituite contro di lei de' generali! Fate avanzare i cavalli come locuste dalle ali ritte. Ger. 51:27
- Io punirò Bel in Babilonia, e gli trarrò di gola ciò che ha trangugiato, e le nazioni non affluiranno più a lui; perfin le mura di Babilonia son cadute. Ger. 51:44
- O popolo mio, uscite di mezzo a lei, e salvi ciascuno la sua vita d'innanzi all'ardente ira dell'Eterno! Ger. 51:45
- Perciò, ecco, i giorni vengono ch'io farò giustizia delle immagini scolpite di Babilonia, e tutto il suo paese sarà coperto d'onta, e tutti i suoi feriti a morte cadranno in mezzo a lei. Ger. 51:47
- Come Babilonia ha fatto cadere i feriti a morte d'Israele, così in Babilonia cadranno i feriti a morte di tutto il paese. Ger. 51:49
- Perciò, ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, ch'io farò giustizia delle sue immagini scolpite, e in tutto il suo paese gemeranno i feriti a morte. Ger. 51:52
- Ordine dato dal profeta Geremia a Seraia, figliuolo di Neria, figliuolo di Mahaseia, quando si recò a Babilonia con Sedekia, re di Giuda, il quarto anno del regno di Sedekia. Seraia era capo dei ciambellani. Ger. 51:59
- Geremia scrisse in un libro tutto il male che doveva accadere a Babilonia, cioè tutte queste parole che sono scritte riguardo a Babilonia. Ger. 51:60
- E Geremia disse a Seraia: `Quando sarai arrivato a Babilonia, avrai cura di leggere tutte queste parole, Ger. 51:61
- e dirai: - Così affonderà Babilonia, e non si rialzerà più, a motivo del male ch'io faccio venire su di lei; cadrà esausta'. Fin qui, le parole di Geremia. Ger. 51:64
- Sedekia avea ventun anni quando cominciò a regnare, e regnò a Gerusalemme undici anni. Sua madre si chiamava Hamutal, figliuola di Geremia da Libna. Ger. 52:1
- E a causa dell'ira dell'Eterno contro Gerusalemme e Giuda, le cose arrivarono al punto che l'Eterno li cacciò dalla sua presenza. E Sedekia si ribellò al re di Babilonia. Ger. 52:3
- Allora i Caldei presero il re, e lo condussero al re di Babilonia a Ribla nel paese di Hamath; ed egli pronunziò la sua sentenza contro di lui. Ger. 52:9
- Il re di Babilonia fece scannare i figliuoli di Sedekia in presenza di lui; fece pure scannare tutti i capi di Giuda a Ribla. Ger. 52:10
- Poi fece cavar gli occhi a Sedekia; e il re di Babilonia lo fece incatenare con una doppia catena di rame e lo menò a Babilonia, e lo mise in prigione, dove rimase fino al giorno della sua morte. Ger. 52:11
- Or il decimo giorno del quinto mese - era il diciannovesimo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia - Nebuzaradan, capitano della guardia del corpo, al servizio del re di Babilonia, giunse a Gerusalemme, Ger. 52:12
- Ma Nebuzaradan, capitano della guardia, lasciò alcuni dei più poveri del paese a coltivar le vigne ed i campi. Ger. 52:16
- I Caldei spezzarono le colonne di rame ch'erano nella casa dell'Eterno, le basi, il mar di rame ch'era nella casa dell'Eterno, e ne portaron via il rame a Babilonia. Ger. 52:17
- L'altezza di una di queste colonne era di diciotto cubiti, e a misurarla in giro ci voleva un filo di dodici cubiti; aveva uno spessore di quattro dita, ed era vuota; Ger. 52:21
- V'erano novantasei melagrane da ogni lato, e tutte le melagrane attorno al reticolato ammontavano a cento. Ger. 52:23
- Nebuzaradan, capitano della guardia, li prese e li condusse al re di Babilonia a Ribla, Ger. 52:26
- e il re di Babilonia li fece colpire e mettere a morte a Ribla, nel paese di Hamath. Ger. 52:27
- Il trentasettesimo anno della cattività di Joiakin, re di Giuda, il venticinquesimo giorno del dodicesimo mese, Evil-Merodac, re di Babilonia, l'anno stesso che cominciò a regnare, fece grazia a Joiakin, re di Giuda, e lo trasse di prigione; Ger. 52:31
- gli parlò benignamente, e mise il trono d'esso più in alto di quello degli altri re ch'eran con lui a Babilonia. Ger. 52:32
- Gli fece mutare i suoi vestiti di prigione; e Joiakin mangiò sempre a tavola con lui per tutto il tempo ch'ei visse. Ger. 52:33
- Come mai siede solitaria la città già così popolata? Come mai è diventata simile a una vedova, quella ch'era grande fra le nazioni; ed è stata ridotta tributaria colei ch'era principessa fra le province? Lam. 1:1
- Giuda è andato in esilio, a motivo dell'afflizione e del duro servaggio; abita in mezzo alle nazioni, non trova riposo; tutti i suoi persecutori l'han raggiunto quand'era fra le gole strette. Lam. 1:3
- E dalla figliuola di Sion se n'è andato tutto il suo splendore; i suoi capi sono diventati come cervi che non trovan pastura e se ne vanno spossati dinanzi a colui che l'insegue. Lam. 1:6
- Dall'alto egli ha mandato un fuoco nelle mie ossa, che se n'è impadronito; egli ha teso una rete ai miei piedi, m'ha rovesciata a terra; m'ha gettata nella desolazione, in un languore di tutti i giorni. Lam. 1:13
- Sion stende le mani... non v'è alcuno che la consoli; l'Eterno ha comandato ai nemici di Giacobbe di circondarlo da tutte le parti. Gerusalemme è, in mezzo a loro, come una cosa impura. Lam. 1:17
- Venga dinanzi a te tutta la loro malvagità, e trattali come hai trattato me a motivo di tutte le mie trasgressioni! Poiché i miei sospiri son numerosi, e il mio cuore è languente'. Lam. 1:22
- Nell'ardente sua ira, ha infranta tutta la potenza d'Israele; ha ritirato la propria destra in presenza del nemico; ha consumato Giacobbe a guisa di fuoco fiammeggiante che divora d'ogn'intorno. Lam. 2:3
- Ha teso il suo arco come il nemico, ha alzata la destra come un avversario, ha trucidato tutti quelli ch'eran più cari a vedersi; ha riversato il suo furore come un fuoco sulla tenda della figliuola di Sion. Lam. 2:4
- Essi chiedevano alle loro madri: `Dov'è il pane, dov'è il vino?...' e intanto venivano meno come de' feriti a morte nelle piazze della città, e rendevano l'anima sul seno delle madri loro. Lam. 2:12
- Che ti dirò? A che ti paragonerò, o figliuola di Gerusalemme? Che troverò di simile a te per consolarti, o vergine figliuola di Gerusalemme? Poiché la tua ferita è larga quanto il mare; chi ti potrà guarire? Lam. 2:13
- I tuoi profeti hanno avuto per te visioni vane e delusorie; non hanno messo a nudo la tua nequizia, per stornare da te la cattività; le profezie che hanno fatto a tuo riguardo non eran che oracoli vani e seduttori. Lam. 2:14
- Porga la guancia a chi lo percuote, si sazi pure di vituperio! Lam. 3:30
- Eleviamo insiem con le mani, i nostri cuori a Dio ne' cieli! Lam. 3:41
- I miei occhi si sciolgono in rivi d'acqua, a motivo della ruina della figliuola del mio popolo. Lam. 3:48
- L'occhio mio m'affanna l'anima a motivo di tutte le figliuole della mia città. Lam. 3:51
- Quelli che mi son nemici senza cagione, m'han dato la caccia come a un uccello. Lam. 3:52
- E a noi si consumavano ancora gli occhi in cerca d'un soccorso, aspettato invano; dai nostri posti di vedetta scrutavamo la venuta d'una nazione che non potea salvarci. Lam. 4:17
- Rallegrati, gioisci, o figliuola d'Edom, che dimori nel paese di Uts! Anche fino a te passerà la coppa; tu t'inebrierai e ti nuderai. Lam. 4:21
- La nostra eredità è passata a degli stranieri, le nostre case, a degli estranei. Lam. 5:2
- Noi beviamo la nostr'acqua a prezzo di danaro, le nostre legna ci vengono a pagamento. Lam. 5:4
- La corona ci è caduta dal capo; guai a noi, poiché abbiamo peccato! Lam. 5:16
- Facci tornare a te, o Eterno, e noi torneremo! Ridonaci de' giorni come quelli d'un tempo! Lam. 5:21
- Le loro ali si univano l'una all'altra; camminando, non si voltavano; ognuno camminava dritto dinanzi a sé. Ezec. 1:9
- Quanto all'aspetto delle loro facce, essi avevan tutti una faccia d'uomo, tutti e quattro una faccia di leone a destra, tutti e quattro una faccia di bue a sinistra, e tutti e quattro una faccia d'aquila. Ezec. 1:10
- Le loro facce e le loro ali erano separate nella parte superiore; ognuno aveva due ali che s'univano a quelle dell'altro, e due che coprivan loro il corpo. Ezec. 1:11
- Camminavano ognuno dritto davanti a sé, andavano dove lo spirito li faceva andare, e, camminando, non si voltavano. Ezec. 1:12
- Or com'io stavo guardando gli esseri viventi, ecco una ruota in terra, presso a ciascun d'essi, verso le loro quattro facce. Ezec. 1:15
- Quando gli esseri viventi camminavano, le ruote si movevano allato a loro; e quando gli esseri viventi s'alzavan su da terra, s'alzavano anche le ruote. Ezec. 1:19
- Dovunque lo spirito voleva andare, andavano anch'essi; e le ruote s'alzavano allato a quelli, perché lo spirito degli esseri viventi era nelle ruote. Ezec. 1:20
- Sopra le teste degli esseri viventi c'era come una distesa di cielo, di colore simile a cristallo d'ammirabile splendore, e s'espandeva su in alto, sopra alle loro teste. Ezec. 1:22
- Vidi pure come del rame terso, come del fuoco, che lo circondava d'ogn'intorno dalla sembianza dei suoi fianchi in su; e dalla sembianza dei suoi fianchi in giù vidi come del fuoco, come uno splendore tutto attorno a lui. Ezec. 1:27
- Qual è l'aspetto dell'arco ch'è nella nuvola in un giorno di pioggia, tal era l'aspetto di quello splendore che lo circondava. Era un'apparizione dell'immagine della gloria dell'Eterno. A questa vista caddi sulla mia faccia, e udii la voce d'uno che parlava. Ezec. 1:28
- Egli mi disse: `Figliuol d'uomo, io ti mando ai figliuoli d'Israele, a nazioni ribelli, che si son ribellate a me; essi e i loro padri si son rivoltati contro di me fino a questo giorno. Ezec. 2:3
- A questi figliuoli dalla faccia dura e dal cuore ostinato io ti mando, e tu dirai loro: Così parla il Signore, l'Eterno. Ezec. 2:4
- E sia che t'ascoltino o non t'ascoltino - giacché è una casa ribelle - essi sapranno che v'è un profeta in mezzo a loro. Ezec. 2:5
- E tu, figliuol d'uomo, non aver paura di loro, né delle loro parole, giacché tu stai colle ortiche e colle spine, e abiti fra gli scorpioni; non aver paura delle loro parole, non ti sgomentare davanti a loro, poiché sono una casa ribelle. Ezec. 2:6
- ed egli lo spiegò davanti a me; era scritto di dentro e di fuori, e conteneva delle lamentazioni, de' gemiti e de' guai. Ezec. 2:10
- poiché tu sei mandato, non a un popolo dal parlare oscuro e dalla lingua non intelligibile, ma alla casa d'Israele; Ezec. 3:5
- non a molti popoli dal parlare oscuro e dalla lingua non intelligibile, di cui tu non intenda le parole. Certo, s'io ti mandassi a loro, essi ti darebbero ascolto; Ezec. 3:6
- io rendo la tua fronte come un diamante, più dura della selce; non li temere, non ti sgomentare davanti a loro, perché sono una casa ribelle'. Ezec. 3:9
- E lo spirito mi levò in alto, e io udii dietro a me il suono d'un gran fragore che diceva: `Benedetta sia la gloria dell'Eterno dalla sua dimora!' Ezec. 3:12
- E giunsi da quelli ch'erano in cattività a Tel-abib presso al fiume Kebar, e mi fermai dov'essi dimoravano; e dimorai quivi sette giorni, mesto e silenzioso, in mezzo a loro. Ezec. 3:15
- E in capo a sette giorni, la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 3:16
- Io dunque mi levai, uscii nella pianura, ed ecco che quivi stava la gloria dell'Eterno, gloria simile a quella che avevo veduta presso il fiume Kebar; e caddi sulla mia faccia. Ezec. 3:23
- E a te, figliuol d'uomo, ecco, ti si metteranno addosso delle corde, con esse ti si legherà, e tu non andrai in mezzo a loro. Ezec. 3:25
- E io ti conterò gli anni della loro iniquità in un numero pari a quello di que' giorni: trecentonovanta giorni. Tu porterai così l'iniquità della casa d'Israele. Ezec. 4:5
- Berrai pure dell'acqua a misura: la sesta parte d'un hin; la berrai di tempo in tempo. Ezec. 4:11
- Allora io dissi: `Ahimè, Signore, Eterno, ecco, l'anima mia non è stata contaminata; dalla mia fanciullezza a ora, non ho mai mangiato carne di bestia morta da sé o sbranata, e non m'è mai entrata in bocca alcuna carne infetta'. Ezec. 4:14
- Poi mi disse: `Figliuol d'uomo, io farò mancar del tutto il sostegno del pane a Gerusalemme; essi mangeranno il pane a peso e con angoscia e berranno l'acqua a misura e con costernazione, Ezec. 4:16
- perché mancheranno di pane e d'acqua; e saranno costernati tutti quanti, e si struggeranno a motivo della loro iniquità. Ezec. 4:17
- così parla il Signore, l'Eterno: `Eccomi, vengo io da te! ed eseguirò in mezzo a te i miei giudizi, nel cospetto delle nazioni; Ezec. 5:8
- e farò a te quello che non ho mai fatto e che non farò mai più così, a motivo di tutte le tue abominazioni. Ezec. 5:9
- Perciò in mezzo a te, dei padri mangeranno i loro figliuoli, e dei figliuoli mangeranno i loro padri; ed io eseguirò su di te dei giudizi, e disperderò a tutti i venti quel che rimarrà di te. Ezec. 5:10
- Una terza parte di te morrà di peste, e sarà consumata dalla fame in mezzo a te; una terza parte cadrà per la spada attorno a te, e ne disperderò a tutti i venti l'altra terza parte, e sguainerò contro ad essa la spada. Ezec. 5:12
- quando avrò mandato contro di voi la fame e le male bestie che ti priveranno de' figliuoli, quando la peste e il sangue saran passati per mezzo a te, e quando io avrò fatto venire su di te la spada. Io, l'Eterno, son quegli che parla!' Ezec. 5:17
- I morti cadranno in mezzo a voi, e voi conoscerete che io sono l'Eterno. Ezec. 6:7
- Così parla il Signore, l'Eterno: Batti le mani, batti del piede, e di': Ahimè! a motivo di tutte le scellerate abominazioni della casa d'Israele, che cadrà per la spada, per la fame, per la peste. Ezec. 6:11
- E voi conoscerete che io sono l'Eterno, quando i loro morti saranno in mezzo ai loro idoli, attorno ai loro altari, sopra ogni alto colle, su tutte le vette dei monti, sotto ogni albero verdeggiante, sotto ogni querce dal folto fogliame, là dove essi offrivano profumi d'odor soave a tutti i loro idoli. Ezec. 6:13
- E l'occhio mio non ti risparmierà, io sarò senza pietà, ti farò ricadere addosso la tua condotta e le tue abominazioni saranno in mezzo a te; e voi conoscerete che io sono l'Eterno. Ezec. 7:4
- E l'occhio mio non ti risparmierà, io non avrò pietà, ti farò ricadere addosso la tua condotta, le tue abominazioni saranno in mezzo a te, e voi conoscerete che io, l'Eterno, son quegli che colpisce. Ezec. 7:9
- Giunge il tempo, il giorno s'avvicina! Chi compra non si rallegri, chi vende non si dolga, perché un'ira ardente sovrasta a tutta la loro moltitudine. Ezec. 7:12
- Suona la tromba, tutto è pronto, ma nessuno va alla battaglia; poiché l'ardore della mia ira sovrasta a tutta la loro moltitudine. Ezec. 7:14
- E quelli di loro che riesciranno a scampare staranno su per i monti come le colombe delle valli, tutti quanti gemendo, ognuno per la propria iniquità. Ezec. 7:16
- Egli stese una forma di mano, e mi prese per una ciocca de' miei capelli; e lo spirito mi sollevò fra terra e cielo, e mi trasportò in visioni divine a Gerusalemme, all'ingresso della porta interna che guarda verso il settentrione, dov'era posto l'idolo della gelosia, che eccita a gelosia. Ezec. 8:3
- e settanta fra gli anziani della casa d'Israele, in mezzo ai quali era Jaazania, figliuolo di Shafan, stavano in piè davanti a quelli, avendo ciascuno un turibolo in mano, dal quale saliva il profumo d'una nuvola d'incenso. Ezec. 8:11
- Ed egli mi disse: `Hai visto, figliuol d'uomo? È egli poca cosa per la casa di Giuda di commettere le abominazioni che commette qui, perché abbia anche a riempire il paese di violenza, e a tornar sempre a provocarmi ad ira? Ed ecco che s'accostano il ramo al naso. Ezec. 8:17
- Ed ecco venire dal lato della porta superiore che guarda verso settentrione sei uomini, ognun de' quali aveva in mano la sua arma di distruzione; e in mezzo a loro stava un uomo vestito di lino, che aveva un corno da scrivano alla cintura; e vennero a mettersi di fianco all'altare di rame. Ezec. 9:2
- `Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme, e fa' un segno sulla fronte degli uomini che sospirano e gemono per tutte le abominazioni che si commettono in mezzo di lei'. Ezec. 9:4
- E agli altri disse, in modo ch'io intesi: `Passate per la città dietro a lui, e colpite; il vostro occhio non risparmi alcuno, e siate senza pietà; Ezec. 9:5
- Ed ecco, l'uomo vestito di lino, che aveva il corno dello scrivano alla cintura, venne a fare il suo rapporto, dicendo: `Ho fatto come tu m'hai comandato'. Ezec. 9:11
- E quando l'Eterno ebbe dato all'uomo vestito di lino l'ordine di prender del fuoco di fra le ruote che son tra i cherubini, quegli venne a fermarsi presso una delle ruote. Ezec. 10:6
- E, a vederle, tutte e quattro avevano una medesima forma, come se una ruota passasse attraverso all'altra. Ezec. 10:10
- E quando i cherubini si movevano, anche le ruote si movevano allato a loro; e quando i cherubini spiegavano le ali per alzarsi da terra, anche le ruote non deviavano da presso a loro. Ezec. 10:16
- E i cherubini spiegarono le loro ali e s'innalzarono su dalla terra; e io li vidi partire, con le ruote allato a loro. Si fermarono all'ingresso della porta orientale della casa dell'Eterno; e la gloria dell'Iddio d'Israele stava sopra di loro, su in alto. Ezec. 10:19
- E quanto all'aspetto delle loro facce, eran le facce che avevo vedute presso il fiume Kebar; erano gli stessi aspetti, i medesimi cherubini. Ognuno andava dritto davanti a sé. Ezec. 10:22
- E lo spirito dell'Eterno cadde su di me, e mi disse: `Di': Così parla l'Eterno: Voi parlate a quel modo, o casa d'Israele, e io conosco le cose che vi passan per la mente. Ezec. 11:5
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: I vostri morti che avete stesi in mezzo a questa città sono la carne, e la città è la pentola; ma voi ne sarete tratti fuori. Ezec. 11:7
- Questa città non sarà per voi una pentola, e voi non sarete in mezzo a lei la carne; io vi giudicherò sulle frontiere d'Israele; Ezec. 11:11
- Or avvenne che, come io profetavo, Pelatia, figliuolo di Benaia, morì; e io mi gettai con la faccia a terra, e gridai ad alta voce: `Ahimè, Signore, Eterno, farai tu una completa distruzione di quel che rimane d'Israele?' Ezec. 11:13
- `Figliuol d'uomo, i tuoi fratelli, i tuoi fratelli, gli uomini del tuo parentado e tutta quanta la casa d'Israele son quelli ai quali gli abitanti di Gerusalemme hanno detto: - Statevene lontani dall'Eterno! a noi è dato il possesso del paese. - Ezec. 11:15
- Ma quanto a quelli il cui cuore segue l'affetto che hanno alle loro cose esecrande e alle loro abominazioni, io farò ricadere sul loro capo la loro condotta, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 11:21
- Poi i cherubini spiegarono le loro ali, e le ruote si mossero allato a loro; e la gloria dell'Iddio d'Israele stava su loro, in alto. Ezec. 11:22
- E lo spirito mi trasse in alto, e mi menò in Caldea presso quelli ch'erano in cattività, in visione, mediante lo spirito di Dio; e la visione che avevo avuta scomparve d'innanzi a me; Ezec. 11:24
- e io riferii a quelli ch'erano in cattività tutte le parole che l'Eterno m'aveva dette in visione. Ezec. 11:25
- `Figliuol d'uomo, tu abiti in mezzo a una casa ribelle che ha occhi per vedere e non vede, orecchi per udire e non ode, perché è una casa ribelle. Ezec. 12:2
- Metti dunque fuori, di giorno, in loro presenza, il tuo bagaglio, simile a quello di chi va in esilio; poi la sera, esci tu stesso, in loro presenza, come fanno quelli che sen vanno esuli. Ezec. 12:4
- Di': Io sono per voi un segno: come ho fatto io, così sarà fatto a loro: essi andranno in esilio, in cattività. Ezec. 12:11
- Il principe ch'è in mezzo a loro porterà il suo bagaglio sulle spalle quando farà buio, e partirà; si farà un foro nel muro, per farlo uscire di lì; egli si coprirà la faccia per non veder coi suoi occhi la terra; Ezec. 12:12
- e io stenderò su lui la mia rete, ed egli sarà preso nel mio laccio; lo menerò a Babilonia, nella terra dei Caldei, ma egli non la vedrà, e quivi morrà. Ezec. 12:13
- E io disperderò a tutti i venti quelli che lo circondano per aiutarlo, e tutti i suoi eserciti, e sguainerò la spada dietro a loro. Ezec. 12:14
- e di' al popolo del paese: Così parla il Signore, l'Eterno, riguardo agli abitanti di Gerusalemme nella terra d'Israele: Mangeranno il loro pane con ansietà e berranno la loro acqua con desolazione, poiché il loro paese sarà desolato, spogliato di tutto ciò che contiene, a motivo della violenza di tutti quelli che l'abitano. Ezec. 12:19
- `Figliuol d'uomo, profetizza contro i profeti d'Israele che profetano, e di' a quelli che profetano di loro senno: Ascoltate la parola dell'Eterno. Ezec. 13:2
- di' a quelli che lo intònacano di malta che non regge, ch'esso cadrà; verrà una pioggia scrosciante, e voi, o pietre di grandine, cadrete; e si scatenerà un vento tempestoso; Ezec. 13:11
- E demolirò il muro che voi avete intonacato con malta che non regge, lo rovescerò a terra, e i suoi fondamenti saranno messi allo scoperto; ed esso cadrà, e voi sarete distrutti in mezzo alle sue ruine, e conoscerete che io sono l'Eterno. Ezec. 13:14
- cioè i profeti d'Israele, che profetano riguardo a Gerusalemme e hanno per lei delle visioni di pace, benché non vi sia pace alcuna, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 13:16
- Or vennero a me alcuni degli anziani d'Israele, e si sedettero davanti a me. Ezec. 14:1
- Perciò parla e di' loro: Così dice il Signore, l'Eterno: Chiunque della casa d'Israele innalza i suoi idoli nel suo cuore e pone davanti a sé l'intoppo che lo fa cadere nella sua iniquità, e poi viene al profeta, io, l'Eterno, gli risponderò come si merita per la moltitudine de' suoi idoli, Ezec. 14:4
- Poiché, a chiunque della casa d'Israele o degli stranieri che soggiornano in Israele si separa da me, innalza i suoi idoli nel suo cuore e pone davanti a sé l'intoppo che lo fa cadere nella sua iniquità e poi viene al profeta per consultarmi per suo mezzo, risponderò io, l'Eterno, da me stesso. Ezec. 14:7
- Io volgerò la mia faccia contro a quell'uomo, ne farò un segno e un proverbio, e lo sterminerò di mezzo al mio popolo; e voi conoscerete che io sono l'Eterno. Ezec. 14:8
- Se io facessi passare per quel paese delle male bestie che lo spopolassero, sì ch'esso rimanesse un deserto dove nessuno passasse più a motivo di quelle bestie, Ezec. 14:15
- Ma ecco, ne scamperà un residuo, de' figliuoli e delle figliuole, che saran menati fuori, che giungeranno a voi, e di cui vedrete la condotta e le azioni; e allora vi consolerete del male che io faccio venire su Gerusalemme, di tutto quello che faccio venire su di lei. Ezec. 14:22
- Ecco, esso è gettato nel fuoco, perché si consumi; il fuoco ne consuma i due capi, e il mezzo si carbonizza; è egli atto a farne qualcosa? Ezec. 15:4
- `Figliuol d'uomo, fa' conoscere a Gerusalemme le sue abominazioni, Ezec. 16:2
- e di': Così parla il Signore, l'Eterno, a Gerusalemme: Per la tua origine e per la tua nascita sei del paese del Cananeo; tuo padre era un Amoreo, tua madre una Hittea. Ezec. 16:3
- Così fosti adorna d'oro e d'argento, e fosti vestita di lino fino, di seta e di ricami; e tu mangiasti fior di farina, miele e olio; diventasti sommamente bella, e giungesti fino a regnare. Ezec. 16:13
- Ma tu confidasti nella tua bellezza, e ti prostituisti in grazia della tua fama, e prodigasti le tue prostituzioni a ogni passante, a chi voleva. Ezec. 16:15
- Parimenti il mio pane che t'avevo dato, il fior di farina, l'olio e il miele con cui ti nutrivo, tu li ponesti davanti a loro, come un profumo di soave odore. Questo si fece! dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 16:19
- perché tu avessi anche a scannare i miei figliuoli, e a darli loro facendoli passare per il fuoco? Ezec. 16:21
- E in mezzo a tutte le tue abominazioni e alle tue prostituzioni, non ti sei ricordata de' giorni della tua giovinezza, quand'eri nuda, scoperta, e ti dibattevi nel sangue. Ezec. 16:22
- Ora dopo tutta la tua malvagità - guai! guai a te! dice il Signore, l'Eterno, - Ezec. 16:23
- hai costruito un alto luogo a ogni capo di strada, hai reso abominevole la tua bellezza, ti sei offerta ad ogni passante, ed hai moltiplicato le tue prostituzioni. Ezec. 16:25
- Non sazia ancora, ti sei pure prostituita agli Assiri; ti sei prostituita a loro; e neppure allora sei stata sazia; Ezec. 16:28
- Com'è vile il tuo cuore, dice il Signore, l'Eterno, a ridurti a fare tutte queste cose, da sfacciata prostituta! Ezec. 16:30
- Quando ti costruivi il bordello a ogni capo di strada e ti facevi gli alti luoghi in ogni piazza pubblica, tu non eri come una prostituta, giacché sprezzavi il salario, Ezec. 16:31
- A tutte le prostitute si danno dei regali; ma tu hai fatto de' regali a tutti i tuoi amanti, e li hai sedotti con de' doni, perché venissero da te, da tutte le parti, per le tue prostituzioni. Ezec. 16:33
- Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché il tuo danaro è stato dissipato e la tua nudità è stata scoperta nelle tue prostituzioni coi tuoi amanti, e a motivo di tutti i tuoi idoli abominevoli, e a cagione del sangue dei tuoi figliuoli che hai dato loro, Ezec. 16:36
- ecco, io radunerò tutti i tuoi amanti ai quali ti sei resa gradita, e tutti quelli che hai amati insieme a quelli che hai odiati; li radunerò da tutte le parti contro di te, e scoprirò davanti a loro la tua nudità, ed essi vedranno tutta la tua nudità. Ezec. 16:37
- Poiché tu non ti sei ricordata dei giorni della tua giovinezza e m'hai provocato ad ira con tutte queste cose, ecco, anch'io ti farò ricadere sul capo la tua condotta, dice il Signore, l'Eterno, e tu non aggiungerai altri delitti a tutte le tue abominazioni. Ezec. 16:43
- Tu sei figliuola di tua madre, ch'ebbe a sdegno il suo marito e i suoi figliuoli, e sei sorella delle tue sorelle, ch'ebbero a sdegno i loro mariti e i loro figliuoli. Vostra madre era una Hittea, e vostro padre un Amoreo. Ezec. 16:45
- La tua sorella maggiore, che ti sta a sinistra, è Samaria, con le sue figliuole; e la tua sorella minore, che ti sta a destra, è Sodoma, con le sue figliuole. Ezec. 16:46
- prima che la tua malvagità fosse messa a nudo, come avvenne quando fosti oltraggiata dalle figliuole della Siria e da tutti i paesi circonvicini, dalle figliuole dei Filistei, che t'insultavano da tutte le parti. Ezec. 16:57
- Poiché, così parla il Signore, l'Eterno: Io farò a te come hai fatto tu, che hai sprezzato il giuramento, infrangendo il patto. Ezec. 16:59
- Così parla il Signore, l'Eterno: Una grande aquila, dalle ampie ali, dalle lunghe penne, coperta di piume di svariati colori, venne al Libano, e tolse la cima a un cedro; Ezec. 17:3
- Poi prese un germoglio del paese, e lo mise in un campo da sementa; lo collocò presso acque abbondanti, e lo piantò a guisa di magliolo. Ezec. 17:5
- `Di' dunque a questa casa ribelle: Non sapete voi che cosa voglian dire queste cose? Di' loro: Ecco, il re di Babilonia è venuto a Gerusalemme, ne ha preso il re ed i capi, e li ha menati con sé a Babilonia. Ezec. 17:12
- Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, nella residenza stessa di quel re che l'avea fatto re, e verso il quale non ha tenuto il giuramento fatto né osservato il patto concluso, vicino a lui, in mezzo a Babilonia, egli morrà: Ezec. 17:16
- Faraone non andrà col suo potente esercito e con gran gente a soccorrerlo in guerra, quando si eleveranno dei bastioni e si costruiranno delle torri per sterminare gran numero d'uomini. Ezec. 17:17
- Io stenderò su lui la mia rete, ed egli rimarrà preso nel mio laccio; lo menerò a Babilonia, e quivi entrerò in giudizio con lui, per la perfidia di cui s'è reso colpevole verso di me. Ezec. 17:20
- E tutti i fuggiaschi delle sue schiere cadranno per la spada; e quelli che rimarranno saranno dispersi a tutti i venti; e voi conoscerete che io, l'Eterno, son quegli che ho parlato. Ezec. 17:21
- se non mangia sui monti e non alza gli occhi verso gl'idoli della casa d'Israele, se non contamina la moglie del suo prossimo, se non s'accosta a donna mentre è impura, Ezec. 18:6
- se non opprime alcuno, se rende al debitore il suo pegno, se non commette rapine, se dà il suo pane a chi ha fame e copre di vesti l'ignudo, Ezec. 18:7
- se non presta a interesse e non dà ad usura, se ritrae la sua mano dall'iniquità e giudica secondo verità fra uomo e uomo, Ezec. 18:8
- presta a interesse e dà ad usura, questo figlio vivrà egli? No, non vivrà! Egli ha commesso tutte queste abominazioni, e sarà certamente messo a morte; il suo sangue ricadrà su lui. Ezec. 18:13
- non opprime alcuno, non prende pegni, non commette rapine, ma dà il suo pane a chi ha fame, copre di vesti l'ignudo, Ezec. 18:16
- Suo padre, siccome è stato un oppressore, ha commesso rapine a danno del fratello e ha fatto ciò che non è bene in mezzo al suo popolo, ecco che muore per la sua iniquità. Ezec. 18:18
- Allevò uno de' suoi piccini, il quale divenne un leoncello, imparò a sbranar la preda, e divorò gli uomini. Ezec. 19:3
- Questo andava e veniva fra i leoni, e divenne un leoncello; imparò a sbranar la preda, e divorò gli uomini. Ezec. 19:6
- Tua madre era, come te, simile a una vigna, piantata presso alle acque; era feconda, ricca di tralci, per l'abbondanza dell'acque. Ezec. 19:10
- Aveva de' rami forti, da servire di scettri a sovrani; s'ergeva nella sua sublimità, tra il folto dei tralci; era appariscente per la sua elevatezza, per la moltitudine de' suoi sarmenti. Ezec. 19:11
- Ma è stata divelta con furore, e gettata a terra; il vento orientale ne ha seccato il frutto; i rami forti ne sono stati rotti e seccati, il fuoco li ha divorati. Ezec. 19:12
- Or avvenne, il settimo anno, il decimo giorno del quinto mese, che alcuni degli anziani d'Israele vennero a consultare l'Eterno, e si misero a sedere davanti a me. Ezec. 20:1
- Ed io dissi loro: Che cos'è l'alto luogo dove andate? E nondimeno, s'è continuato a chiamarlo `alto luogo' fino al dì d'oggi. Ezec. 20:29
- e vi condurrò nel deserto dei popoli, e quivi verrò in giudizio con voi a faccia a faccia; Ezec. 20:35
- e di' al paese d'Israele: Così parla l'Eterno: Eccomi a te! Io trarrò la mia spada dal suo fodero, e sterminerò in mezzo a te giusti e malvagi. Ezec. 21:3
- Appunto perché voglio sterminare in mezzo a te giusti e malvagi, la mia spada uscirà dal suo fodero per colpire ogni carne dal mezzogiorno al settentrione; Ezec. 21:4
- Il Signore l'ha data a forbire, perché la s'impugni; la spada è aguzza, essa è forbita, per metterla in mano di chi uccide. Ezec. 21:11
- Spada! raccogliti! vòlgiti a destra, attenta! Volgiti a sinistra, dovunque è diretto il tuo filo! Ezec. 21:16
- Fa' una strada per la quale la spada vada a Rabba, città de' figliuoli d'Ammon, e un'altra perché vada in Giuda, a Gerusalemme, città fortificata. Ezec. 21:20
- La sorte, ch'è nella destra, designa Gerusalemme per collocarvi degli arieti, per aprir la bocca a ordinare il massacro, per alzar la voce in gridi di guerra, per collocare gli arieti contro le porte, per elevare bastioni, per costruire delle torri. Ezec. 21:22
- Ma essi non vedono in questo che una divinazione bugiarda; essi, a cui sono stati fatti tanti giuramenti! Ma ora egli si ricorderà della loro iniquità, perché siano presi. Ezec. 21:23
- Ruina! ruina! ruina! Questo farò di lei; anch'essa non sarà più, finché non venga colui a cui appartiene il giudizio, e al quale lo rimetterò. Ezec. 21:27
- Così parla il Signore, l'Eterno: O città, che spandi il sangue in mezzo a te perché il tuo tempo giunga, e che ti fai degl'idoli per contaminarti! Ezec. 22:3
- Ecco, i principi d'Israele, ognuno secondo il suo potere, sono occupati in te a spandere il sangue; Ezec. 22:6
- in te si sprezza padre e madre; in mezzo a te si opprime lo straniero; in te si calpesta l'orfano e la vedova. Ezec. 22:7
- In te c'è della gente che calunnia per spandere il sangue, in te si mangia sui monti, in mezzo a te si commettono scelleratezze. Ezec. 22:9
- Ma ecco, io batto le mani, a motivo del disonesto guadagno che fai, e del sangue da te sparso, ch'è in mezzo di te. Ezec. 22:13
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Poiché siete tutti diventati tante scorie, ecco, io vi raduno in mezzo a Gerusalemme. Ezec. 22:19
- Vi radunerò, soffierò contro di voi nel fuoco del mio furore e voi sarete fusi in mezzo a Gerusalemme. Ezec. 22:21
- `Figliuol d'uomo, di' a Gerusalemme: Tu sei una terra che non è stata purificata, che non è stata bagnata da pioggia in un giorno d'indignazione. Ezec. 22:24
- V'è una cospirazione de' suoi profeti in mezzo a lei; come un leone ruggente che sbrana una preda, costoro divorano le anime, piglian tesori e cose preziose, moltiplican le vedove in mezzo a lei. Ezec. 22:25
- I suoi sacerdoti violano la mia legge, e profanano le mie cose sante; non distinguono fra santo e profano, non fan conoscere la differenza che passa fra ciò ch'è impuro e ciò ch'è puro, chiudon gli occhi sui miei sabati, e io son profanato in mezzo a loro. Ezec. 22:26
- I suoi capi, in mezzo a lei, son come lupi che sbranano la loro preda: spandono il sangue, perdono le anime per saziare la loro cupidigia. Ezec. 22:27
- Ed io ho cercato fra loro qualcuno che riparasse la cinta e stesse sulla breccia davanti a me in favore del paese, perché io non lo distruggessi; ma non l'ho trovato. Ezec. 22:30
- E i figliuoli di Babilonia vennero a lei, al letto degli amori, e la contaminarono con le loro fornicazioni; ed ella si contaminò con essi; poi, l'anima sua s'alienò da loro. Ezec. 23:17
- Ella mise a nudo le sue prostituzioni, mise a nudo la sua vergogna, e l'anima mia s'alienò da lei, come l'anima mia s'era alienata dalla sua sorella. Ezec. 23:18
- Così tu tornasti alle turpitudini della tua giovinezza, quando gli Egiziani ti premevan le mammelle a motivo del tuo vergine seno. Ezec. 23:21
- E, oltre a questo, hanno mandato a cercare uomini che vengon da lontano; ad essi hanno inviato de' messaggeri, ed ecco che son venuti. Per loro ti sei lavata, ti sei imbellettata gli occhi, ti sei parata d'ornamenti; Ezec. 23:40
- E quella moltitudine le lapiderà, e le farà a pezzi con la spada; ucciderà i loro figliuoli e le loro figliuole, e darà alle fiamme le loro case. Ezec. 23:47
- E io farò cessare la scelleratezza nel paese, e tutte le donne saranno ammaestrate a non commetter più turpitudini come le vostre. Ezec. 23:48
- E proponi una parabola a questa casa ribelle, e di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Metti, metti la pentola al fuoco, e versaci dentro dell'acqua; Ezec. 24:3
- Prendi il meglio del gregge, ammonta sotto la pentola le legna per far bollire le ossa; falla bollire a gran bollore, affinché anche le ossa che ci son dentro, cuociano. Ezec. 24:5
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Guai alla città sanguinaria, pentola piena di verderame, il cui verderame non si stacca! Vuotala de' pezzi, uno a uno, senza tirare a sorte! Ezec. 24:6
- Poiché il sangue che ha versato è in mezzo a lei; essa lo ha posto sulla roccia nuda; non l'ha sparso in terra, per coprirlo di polvere. Ezec. 24:7
- Di' alla casa d'Israele: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io profanerò il mio santuario, l'orgoglio della vostra forza, la delizia degli occhi vostri, il desio dell'anima vostra; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole che avete lasciati a Gerusalemme, cadranno per la spada. Ezec. 24:21
- in quel giorno un fuggiasco verrà da te a recartene la notizia. Ezec. 24:26
- ecco, io ti do in possesso de' figliuoli dell'Oriente, ed essi porranno in te i loro accampamenti, e stabiliranno in mezzo a te le loro dimore; e saranno essi che mangeranno i tuoi frutti, essi che berranno il tuo latte. Ezec. 25:4
- così parla il Signore, l'Eterno: Io stenderò la mia mano contro Edom, sterminerò uomini e bestie, ne farò un deserto fino da Theman, e fino a Dedan cadranno per la spada. Ezec. 25:13
- Con gli zoccoli de' suoi cavalli egli calpesterà tutte le tue strade; ucciderà il tuo popolo con la spada, e le colonne in cui riponi la tua forza cadranno a terra. Ezec. 26:11
- Così parla il Signore, l'Eterno, a Tiro: Sì, al rumore della tua caduta, al gemito dei feriti a morte, al massacro che si farà in mezzo di te, tremeranno le isole. Ezec. 26:15
- E prenderanno a fare su di te un lamento, e ti diranno: Come mai sei distrutta, tu che eri abitata da gente di mare, la città famosa, ch'eri così potente in mare, tu che al pari dei tuoi abitanti incutevi terrore a tutti gli abitanti della terra! Ezec. 26:17
- e di' a Tiro che sta agli approdi del mare, che porta le mercanzie de' popoli a molte isole: Così parla il Signore, l'Eterno: O Tiro, tu dici: Io sono di una perfetta bellezza. Ezec. 27:3
- Il lino fino d'Egitto lavorato a ricami, t'ha servito per le tue vele e per le tue bandiere; la porpora e lo scarlatto delle isole d'Elisha formano i tuoi padiglioni. Ezec. 27:7
- Gli abitanti di Sidon e d'Arvad sono i tuoi rematori; i tuoi savi, o Tiro, sono in mezzo a te; son dessi i tuoi piloti. Ezec. 27:8
- Tu hai in mezzo a te gli anziani di Ghebel e i suoi savi, a calafatare le tue falle; in te son tutte le navi del mare coi loro marinari, per far lo scambio delle tue mercanzie. Ezec. 27:9
- Dei Persiani, dei Lidî, dei Libî servono nel tuo esercito; son uomini di guerra, che sospendono in mezzo a te lo scudo e l'elmo; sono la tua magnificenza. Ezec. 27:10
- Le tue ricchezze, i tuoi mercati, la tua mercanzia, i tuoi marinai, i tuoi piloti, i tuoi calafati, i tuoi negozianti, tutta la tua gente di guerra ch'è in te, e tutta la moltitudine ch'è in mezzo a te, cadranno nel cuore de' mari, il giorno della tua rovina. Ezec. 27:27
- A causa di te si raderanno il capo, si cingeranno di sacchi; per te piangeranno con amarezza d'animo, con cordoglio amaro; Ezec. 27:31
- e, nella loro angoscia, pronunzieranno su di te una lamentazione, e si lamenteranno così riguardo a te: Chi fu mai come Tiro, come questa città, ora muta in mezzo al mare? Ezec. 27:32
- Tutti gli abitanti delle isole sono sbigottiti a causa di te; i loro re son presi da orribile paura, il loro aspetto è sconvolto. Ezec. 27:35
- con la tua gran saviezza e col tuo commercio hai accresciuto le tue ricchezze, e a motivo delle tue ricchezze il tuo cuore s'è fatto altero. Ezec. 28:5
- Continuerai tu a dire: `Io sono un Dio', in presenza di colui che ti ucciderà? Sarai un uomo e non un Dio nelle mani di chi ti trafiggerà! Ezec. 28:9
- Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Io t'avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Ezec. 28:14
- Il tuo cuore s'è fatto altero per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saviezza a motivo del tuo splendore; io ti getto a terra, ti do in ispettacolo ai re. Ezec. 28:17
- Con la moltitudine delle tue iniquità, colla disonestà del tuo commercio, tu hai profanato i tuoi santuari; ed io faccio uscire di mezzo a te un fuoco che ti divori, e ti riduco in cenere sulla terra, in presenza di tutti quelli che ti guardano. Ezec. 28:18
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io farò venire sopra di te la spada e sterminerò in mezzo a te uomini e bestie: Ezec. 29:8
- Perciò, eccomi contro di te e contro il tuo fiume; e ridurrò il paese d'Egitto in un deserto, in una desolazione, da Migdol a Syene, fino alle frontiere dell'Etiopia. Ezec. 29:10
- e ridurrò il paese d'Egitto in una desolazione in mezzo a contrade desolate, e le sue città saranno una desolazione, per quarant'anni, in mezzo a città devastate; e disperderò gli Egiziani fra le nazioni, e li spargerò per tutti i paesi. Ezec. 29:12
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io do a Nebucadnetsar, re di Babilonia, il paese d'Egitto; ed egli ne porterà via le ricchezze, lo spoglierà d'ogni sua spoglia, vi prederà ciò che v'è da predare, e questo sarà il salario del suo esercito. Ezec. 29:19
- In quel giorno io farò rispuntare la potenza della casa d'Israele, e darò a te di parlar liberamente in mezzo a loro, ed essi conosceranno che io sono l'Eterno'. Ezec. 29:21
- La spada verrà sull'Egitto, e vi sarà terrore in Etiopia quando in Egitto cadranno i feriti a morte, quando si porteran via le sue ricchezze, e le sue fondamenta saranno rovesciate. Ezec. 30:4
- Così parla l'Eterno: Quelli che sostengono l'Egitto cadranno, e l'orgoglio della sua forza sarà abbattuto: da Migdol a Syene essi cadranno per la spada, dice il Signore, l'Eterno, Ezec. 30:6
- e saranno desolati in mezzo a terre desolate, e le loro città saranno devastate in mezzo a città devastate; Ezec. 30:7
- Egli e il suo popolo con lui, i più violenti fra le nazioni, saranno condotti a distruggere il paese; sguaineranno le spade contro l'Egitto, e riempiranno il paese d'uccisi. Ezec. 30:11
- E a Tahpanes il giorno s'oscurerà, quand'io spezzerò quivi i gioghi imposti dall'Egitto; e l'orgoglio della sua forza avrà fine. Quanto a lei, una nuvola la coprirà, e le sue figliuole andranno in cattività. Ezec. 30:18
- e fortificherò le braccia del re di Babilonia, e gli metterò in mano la mia spada; e spezzerò le braccia di Faraone, ed egli gemerà davanti a lui, come geme un uomo ferito a morte. Ezec. 30:24
- `Figliuol d'uomo, di' a Faraone re d'Egitto, e alla sua moltitudine: A chi somigli tu nella tua grandezza? Ezec. 31:2
- Le acque lo nutrivano, l'abisso lo facea crescere, andando, coi suoi fiumi, intorno al luogo dov'era piantato, mentre mandava i suoi canali a tutti gli alberi dei campi. Ezec. 31:4
- Perciò la sua altezza era superiore a quella di tutti gli alberi della campagna, i suoi rami s'eran moltiplicati, i suoi ramoscelli s'erano allungati per l'abbondanza delle acque che lo faceano sviluppare. Ezec. 31:5
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Perché era salito a tanta altezza e sporgeva la sua vetta tra il folto de' rami e perché il suo cuore s'era insuperbito della sua altezza, Ezec. 31:10
- io lo diedi in mano del più forte fra le nazioni perché lo trattasse a suo piacimento; per la sua empietà io lo scacciai. Ezec. 31:11
- Così è avvenuto affinché gli alberi tutti piantati presso alle acque non sian fieri della propria altezza, non sporgan più la vetta fra il folto de' rami, e tutti gli alberi potenti che si dissetano alle acque non persistano nella loro fierezza; poiché tutti quanti son dati alla morte, alle profondità della terra, assieme ai figliuoli degli uomini, a quelli che scendono nella fossa. Ezec. 31:14
- Così parla il Signore, l'Eterno: Il giorno ch'ei discese nel soggiorno de' morti, io feci fare cordoglio; a motivo di lui velai l'abisso, ne arrestai i fiumi, e le grandi acque furon fermate; a motivo di lui abbrunai il Libano, e tutti gli alberi de' campi vennero meno a motivo di lui. Ezec. 31:15
- A chi dunque somigli tu per gloria e per grandezza fra gli alberi d'Eden? Così tu sarai precipitato con gli alberi d'Eden nelle profondità della terra; tu giacerai in mezzo agl'incirconcisi, fra quelli che la spada ha uccisi. Tal sarà di Faraone con tutta la sua moltitudine, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 31:18
- e t'abbandonerò sulla terra e ti getterò sulla faccia dei campi, e farò che su di te verranno a posarsi tutti gli uccelli del cielo, e sazierò di te le bestie di tutta la terra; Ezec. 32:4
- e farò sì che di te resteranno attoniti molti popoli, e i loro re saran presi da spavento per causa tua, quand'io brandirò la mia spada dinanzi a loro; e ognun d'essi tremerà ad ogni istante per la sua vita, nel giorno della tua caduta. Ezec. 32:10
- Chi mai sorpassi tu in bellezza? Scendi, e sarai posto a giacere con gl'incirconcisi! Ezec. 32:19
- Là è l'Assiro con tutta la sua moltitudine; attorno a lui stanno i suoi sepolcri; tutti son uccisi, caduti per la spada. Ezec. 32:22
- Han fatto un letto, per lui e per la sua moltitudine, in mezzo a quelli che sono stati uccisi; attorno a lui stanno i suoi sepolcri; tutti costoro sono incirconcisi, sono morti per la spada, perché spandevano il terrore sulla terra de' viventi; e hanno portato il loro obbrobrio con quelli che scendono nella fossa; sono stati messi fra gli uccisi. Ezec. 32:25
- Là è Mescec, Tubal e tutta la loro moltitudine; attorno a loro stanno i lor sepolcri; tutti costoro sono incirconcisi, uccisi dalla spada, perché spandevano il terrore sulla terra de' viventi. Ezec. 32:26
- poiché io spanderò il mio terrore nella terra de' viventi; e Faraone con tutta la sua moltitudine sarà posto a giacere in mezzo agl'incirconcisi, con quelli che sono stati uccisi dalla spada, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 32:32
- E tu, figliuol d'uomo, di' alla casa d'Israele: Voi dite così: - Le nostre trasgressioni e i nostri peccati sono su noi, e a motivo d'essi noi languiamo: come potremmo noi vivere? - Ezec. 33:10
- Quando il giusto si ritrae dalla sua giustizia e commette l'iniquità, egli muore a motivo di questo; Ezec. 33:18
- e quando l'empio si ritrae dalla sua empietà e si conduce secondo il diritto e la giustizia, a motivo di questo, vive. Ezec. 33:19
- Il dodicesimo anno della nostra cattività, il decimo mese, il quinto giorno del mese, un fuggiasco da Gerusalemme venne a me, e mi disse: - La città è presa! - Ezec. 33:21
- La sera avanti la venuta del fuggiasco, la mano dell'Eterno era stata sopra di me, ed egli m'aveva aperto la bocca, prima che quegli venisse a me la mattina; la bocca mi fu aperta, ed io non fui più muto. Ezec. 33:22
- `Figliuol d'uomo, gli abitanti di quelle rovine, nel paese d'Israele, dicono: - Abrahamo era solo, eppure ebbe il possesso del paese; e noi siamo molti, il possesso del paese è dato a noi. Ezec. 33:24
- E quant'è a te, figliuol d'uomo, i figliuoli del tuo popolo discorrono di te presso le mura e sulle porte delle case; e parlano l'uno con l'altro e ognuno col suo fratello, e dicono: - Venite dunque ad ascoltare qual è la parola che procede dall'Eterno! - Ezec. 33:30
- E vengon da te come fa la folla, e il mio popolo si siede davanti a te, e ascolta le tue parole, ma non le mette in pratica; perché, con la bocca fa mostra di molto amore, ma il suo cuore va dietro alla sua cupidigia. Ezec. 33:31
- ma quando la cosa avverrà - ed ecco che sta per avvenire - essi conosceranno che in mezzo a loro c'è stato un profeta'. Ezec. 33:33
- `Figliuol d'uomo, profetizza contro i pastori d'Israele; profetizza, e di' a quei pastori: Così parla il Signore, l'Eterno: Guai ai pastori d'Israele, che non han fatto se non pascer se stessi! Non è forse il gregge quello che i pastori debbon pascere? Ezec. 34:2
- Ed esse, per mancanza di pastore, si sono disperse, son diventate pasto a tutte le fiere dei campi, e si sono disperse. Ezec. 34:5
- Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, poiché le mie pecore sono abbandonate alla rapina; poiché le mie pecore, essendo senza pastore, servon di pasto a tutte le fiere de' campi, e i miei pastori non cercano le mie pecore; poiché i pastori pascon se stessi e non pascono le mie pecore, Ezec. 34:8
- E quant'è a voi, o pecore mie, così dice il Signore, l'Eterno: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri. Ezec. 34:17
- Vi par egli troppo poco il pascolare in questo buon pascolo, che abbiate a pestare co' piedi ciò che rimane del vostro pascolo? il bere le acque più chiare, che abbiate a intorbidare co' piedi quel che ne resta? Ezec. 34:18
- E io, l'Eterno, sarò il loro Dio, e il mio servo Davide sarà principe in mezzo a loro. Io, l'Eterno, son quegli che ho parlato. Ezec. 34:24
- E farò ch'esse e i luoghi attorno al mio colle saranno una benedizione; farò scender la pioggia a suo tempo, e saran piogge di benedizione. Ezec. 34:26
- e digli: Così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi a te, o monte di Seir! Io stenderò la mia mano contro di te, e ti renderò una solitudine, un deserto. Ezec. 35:3
- com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, io ti metterò a sangue, e il sangue t'inseguirà; giacché non hai avuto in odio il sangue, il sangue t'inseguirà. Ezec. 35:6
- com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, io agirò con l'ira e con la gelosia, che tu hai mostrate nel tuo odio contro di loro; e mi farò conoscere in mezzo a loro, quando ti giudicherò. Ezec. 35:11
- Tu conoscerai che io, l'Eterno, ho udito tutti gli oltraggi che hai proferiti contro i monti d'Israele, dicendo: - Essi son desolati; son dati a noi, perché ne facciam nostra preda. - Ezec. 35:12
- Poiché, ecco, io vengo a voi, mi volgerò verso voi, e voi sarete coltivati e seminati; Ezec. 36:9
- Ond'io riversai su loro il mio furore a motivo del sangue che aveano sparso sul paese, e perché l'aveano contaminato coi loro idoli; Ezec. 36:18
- Allora vi ricorderete delle vostre vie malvage e delle vostre azioni, che non eran buone, e prenderete disgusto di voi stessi a motivo delle vostre iniquità e delle vostre abominazioni. Ezec. 36:31
- Non è per amor di voi, che agisco così, dice il Signore, l'Eterno: siavi pur noto! Vergognatevi, e siate confusi a motivo delle vostre vie, o casa d'Israele! Ezec. 36:32
- E le nazioni che saran rimaste attorno a voi conosceranno che io, l'Eterno, son quegli che ha ricostruito i luoghi ruinati, e ripiantato il luogo deserto. Io, l'Eterno, son quegli che parlo, e che mando la cosa ad effetto. Ezec. 36:36
- La mano dell'Eterno fu sopra me, e l'Eterno mi trasportò in ispirito, e mi depose in mezzo a una valle ch'era piena d'ossa. Ezec. 37:1
- Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito, e voi rivivrete; Ezec. 37:5
- tu rispondi loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò il pezzo di legno di Giuseppe ch'è in mano d'Efraim e le tribù d'Israele che sono a lui associate, e li unirò a questo, ch'è il pezzo di legno di Giuda, e ne farò un solo legno, in modo che saranno una sola cosa nella mia mano. Ezec. 37:19
- E io fermerò con loro un patto di pace: sarà un patto perpetuo con loro; li stabilirò fermamente, li moltiplicherò, e metterò il mio santuario in mezzo a loro per sempre; Ezec. 37:26
- Mettiti in ordine, prepàrati, tu con tutte le tue moltitudini che s'adunano attorno a te, e sii tu per essi colui al quale si ubbidisce. Ezec. 38:7
- Perciò, figliuol d'uomo, profetizza, e di' a Gog: Così parla il Signore, l'Eterno: In quel giorno, quando il mio popolo d'Israele dimorerà al sicuro, tu lo saprai; Ezec. 38:14
- e verrai dal luogo dove stai, dall'estremità del settentrione, tu con de' popoli numerosi teco, tutti quanti a cavallo, una grande moltitudine, un potente esercito; Ezec. 38:15
- In quel giorno, io darò a Gog un luogo che gli servirà di sepoltura in Israele, la Valle de' viandanti, a oriente del mare; e quel sepolcro chiuderà la via ai viandanti; quivi sarà sepolto Gog con tutta la sua moltitudine; e quel luogo sarà chiamato la Valle d'Hamon-Gog. Ezec. 39:11
- E metteranno da parte degli uomini i quali percorreranno del continuo il paese a sotterrare, con l'aiuto de' viandanti, i corpi che saran rimasti sul suolo del paese, per purificarlo; alla fine dei sette mesi faranno questa ricerca. Ezec. 39:14
- E tu, figliuol d'uomo, così parla il Signore, l'Eterno: Di' agli uccelli d'ogni specie e a tutte le bestie dei campi: Riunitevi, e venite! Raccoglietevi da tutte le parti attorno al banchetto del sacrificio che sto per immolare per voi, del gran sacrificio sui monti d'Israele! Voi mangerete carne e berrete sangue. Ezec. 39:17
- Mangerete del grasso a sazietà, e berrete del sangue fino a inebriarvi, al banchetto del sacrificio che io immolerò per voi; Ezec. 39:19
- e le nazioni conosceranno che la casa d'Israele è stata menata in cattività a motivo della sua iniquità, perché m'era stata infedele; ond'io ho nascosto a loro la mia faccia, e li ho dati in mano de' loro nemici; e tutti quanti son caduti per la spada. Ezec. 39:23
- E quell'uomo mi disse: `Figliuol d'uomo, apri gli occhi e guarda, porgi l'orecchio e ascolta, e poni mente a tutte le cose che io ti mostrerò; poiché tu sei stato menato qua perché io te le mostri. Riferisci alla casa d'Israele tutto quello che vedrai'. Ezec. 40:4
- E misurò la porta dal tetto d'una delle camere al tetto dell'altra; e c'era una larghezza di venticinque cubiti, da porta a porta. Ezec. 40:13
- Poi misurò la larghezza, dal davanti della porta inferiore fino alla cinta del cortile interno: cento cubiti a oriente e a settentrione. Ezec. 40:19
- Al cortile interno c'era una porta difaccia alla porta settentrionale e difaccia alla porta orientale; ed egli misurò da porta a porta: cento cubiti. Ezec. 40:23
- Poi mi menò verso mezzogiorno, ed ecco una porta che guardava a mezzogiorno; egli ne misurò i pilastri e gli archi, che avevano le stesse dimensioni. Ezec. 40:24
- E il cortile interno aveva una porta dal lato di mezzogiorno; ed egli misurò da porta a porta, in direzione di mezzogiorno, cento cubiti. Ezec. 40:27
- E a uno de' lati esterni, a settentrione di chi saliva all'ingresso della porta, c'erano due tavole; e dall'altro lato, verso il vestibolo della porta, c'erano due tavole. Ezec. 40:40
- E fuori della porta interna c'erano due camere, nel cortile interno: una era allato alla porta settentrionale, e guardava a mezzogiorno; l'altra era allato alla porta meridionale, e guardava a settentrione. Ezec. 40:44
- E le camere occupavano maggiore spazio man mano che si saliva di piano in piano, poiché la casa aveva una scala circolare a ogni piano tutt'attorno alla casa; perciò questa parte della casa s'allargava a ogni piano, e si saliva dal piano inferiore al superiore per quello di mezzo. Ezec. 41:7
- Le porte delle camere laterali davano sullo spazio libero: una porta a settentrione, una porta a mezzogiorno; e la larghezza dello spazio libero era di cinque cubiti tutt'all'intorno. Ezec. 41:11
- gli stipiti, le finestre a grata, le gallerie tutt'attorno ai tre piani erano ricoperti, all'altezza degli stipiti, di legno tutt'attorno. Dall'impiantito fino alle finestre (le finestre erano sbarrate), Ezec. 41:16
- E c'erano delle finestre a grata e delle palme, da ogni lato, alle pareti laterali del vestibolo, alle camere laterali della casa e alle tettoie. Ezec. 41:26
- dirimpetto ai venti cubiti del cortile interno, e dirimpetto al lastrico del cortile esterno, dove si trovavano tre gallerie a tre piani. Ezec. 42:3
- Davanti alle camere c'era un corridoio largo dieci cubiti; e per andare nell'interno c'era un passaggio d'un cubito; e le loro porte guardavano a settentrione. Ezec. 42:4
- Poiché esse erano a tre piani, e non avevano colonne come le colonne dei cortili; perciò a partire dal suolo, le camere superiori erano più strette di quelle in basso, e di quelle del centro. Ezec. 42:6
- In basso a queste camere c'era un ingresso dal lato d'oriente per chi v'entrava dal cortile esterno. Ezec. 42:9
- e, davanti a queste, c'era un corridoio come quello delle camere di settentrione; la loro lunghezza e la loro larghezza erano come la lunghezza e la larghezza di quelle, e così tutte le loro uscite, le loro disposizioni e le loro porte. Ezec. 42:11
- Poi mi condusse alla porta, alla porta che guardava a oriente. Ezec. 43:1
- La visione ch'io n'ebbi era simile a quella ch'io ebbi quando venni per distruggere la città; e queste visioni erano simili a quella che avevo avuta presso il fiume Kebar; e io caddi sulla mia faccia. Ezec. 43:3
- E la gloria dell'Eterno entrò nella casa per la via della porta che guardava a oriente. Ezec. 43:4
- Ora allontaneranno da me le loro prostituzioni e le carogne dei loro re, e io abiterò in mezzo a loro in perpetuo. Ezec. 43:9
- Ai sacerdoti levitici che sono della stirpe di Tsadok, i quali s'accostano a me per servirmi, dice il Signore, l'Eterno, darai un giovenco per un sacrifizio per il peccato. Ezec. 43:19
- Poi egli mi ricondusse verso la porta esterna del santuario, che guarda a oriente. Essa era chiusa. Ezec. 44:1
- E di' a questi ribelli, alla casa d'Israele: Così parla il Signore, l'Eterno: O casa d'Israele, bastano tutte le vostre abominazioni! Ezec. 44:6
- Avete fatto entrare degli stranieri, incirconcisi di cuore e incirconcisi di carne, perché stessero nel mio santuario a profanare la mia casa, quando offrivate il mio pane, il grasso e il sangue, violando così il mio patto con tutte le vostre abominazioni. Ezec. 44:7
- Voi non avete serbato l'incarico che avevate delle mie cose sante; ma ne avete fatti custodi quegli stranieri, nel mio santuario, a vostro pro. Ezec. 44:8
- e saranno nel mio santuario come de' servi, con l'incarico di guardare le porte della casa; e faranno il servizio della casa: scanneranno per il popolo le vittime degli olocausti e degli altri sacrifizi, e si terranno davanti a lui per essere al suo servizio. Ezec. 44:11
- E non s'accosteranno più a me per esercitare il sacerdozio, e non s'accosteranno ad alcuna delle mie cose sante, alle cose che sono santissime; ma porteranno il loro obbrobrio, e la pena delle abominazioni che hanno commesse; Ezec. 44:13
- Ma i sacerdoti Leviti, figliuoli di Tsadok, i quali hanno serbato l'incarico che avevano del mio santuario quando i figliuoli d'Israele si sviavano da me, saranno quelli che si accosteranno a me per fare il mio servizio, e che si terranno davanti a me per offrirmi il grasso e il sangue, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 44:15
- Insegneranno al mio popolo a distinguere fra il sacro e il profano, e gli faranno conoscere la differenza tra ciò ch'è impuro e ciò ch'è puro. Ezec. 44:23
- In casi di processo, spetterà a loro il giudicare; e giudicheranno secondo le mie prescrizioni, e osserveranno le mie leggi e i miei statuti in tutte le mie feste, e santificheranno i miei sabati. Ezec. 44:24
- Quando spartirete a sorte il paese per esser vostra eredità, preleverete come offerta all'Eterno una parte consacrata del paese, della lunghezza di venticinquemila cubiti e della larghezza di diecimila; sarà sacra in tutta la sua estensione. Ezec. 45:1
- Per il principe riserberete uno spazio ai due lati della parte sacra e del possesso della città, difaccia alla parte sacra offerta, e difaccia al possesso della città, dal lato d'occidente verso occidente, e dal lato d'oriente verso oriente, per una lunghezza parallela a una delle divisioni del paese, dal confine occidentale al confine orientale. Ezec. 45:7
- E il principe, quando quelli entreranno, entrerà in mezzo a loro; e quando quelli usciranno, egli uscirà insieme ad essi. Ezec. 46:10
- E quando il principe farà all'Eterno un'offerta volontaria, olocausto o sacrifizio di azioni di grazie, come offerta volontaria all'Eterno, gli si aprirà la porta che guarda a levante, ed egli offrirà il suo olocausto e il suo sacrifizio di azioni di grazie come fa nel giorno del sabato; poi uscirà; e, quando sarà uscito, si chiuderà la porta. Ezec. 46:12
- Così parla il Signore, l'Eterno: Se il principe fa a qualcuno de' suoi figliuoli un dono preso dal proprio possesso, questo dono apparterrà ai suoi figliuoli; sarà loro proprietà ereditaria. Ezec. 46:16
- Ma s'egli fa a uno de' suoi servi un dono preso dal proprio possesso, questo dono apparterrà al servo fino all'anno della liberazione; poi, tornerà al principe; la sua eredità apparterrà soltanto ai suoi figliuoli. Ezec. 46:17
- Poi egli mi menò, per l'ingresso ch'era allato alla porta, nelle camere sante destinate ai sacerdoti, le quali guardavano a settentrione; ed ecco che là in fondo, verso occidente, c'era un luogo. Ezec. 46:19
- E intorno a tutti e quattro c'era un recinto, e dei fornelli per cuocere erano praticati in basso al recinto, tutt'attorno. Ezec. 46:23
- Ed egli mi rimenò all'ingresso della casa; ed ecco delle acque uscivano di sotto la soglia della casa, dal lato d'oriente; perché la facciata della casa guardava a oriente; e le acque uscite di là scendevano dal lato meridionale della casa, a mezzogiorno dell'altare. Ezec. 47:1
- Poi mi menò fuori per la via della porta settentrionale, e mi fece fare il giro, di fuori, fino alla porta esterna, che guarda a oriente; ed ecco, le acque scendevano dal lato destro. Ezec. 47:2
- E ne misurò altri mille: era un torrente che io non potevo attraversare, perché le acque erano ingrossate; erano acque che bisognava attraversare a nuoto: un torrente, che non si poteva guadare. Ezec. 47:5
- Così la frontiera sarà dal mare fino a Hatsar-Enon, frontiera di Damasco, avendo a settentrione il paese settentrionale e la frontiera di Hamath. Tale, la parte di settentrione. Ezec. 47:17
- Ne spartirete a sorte de' lotti d'eredità fra voi e gli stranieri che soggiorneranno fra voi, i quali avranno generato de' figliuoli fra voi. Questi saranno per voi come de' nativi di tra i figliuoli d'Israele; trarranno a sorte con voi la loro parte d'eredità in mezzo alle tribù d'Israele. Ezec. 47:22
- E questi sono i nomi delle tribù. Partendo dall'estremità settentrionale, lungo la via di Hethlon per andare ad Hamath, fino ad Hatsar-Enon, frontiera di Damasco a settentrione verso Hamath, avranno questo: dal confine orientale al confine occidentale, Dan, una parte. Ezec. 48:1
- La città avrà un contado di duecentocinquanta cubiti a settentrione, di duecentocinquanta a mezzogiorno; di duecentocinquanta a oriente, e di duecentocinquanta a occidente. Ezec. 48:17
- Il resto della lunghezza, parallelamente alla parte santa, cioè diecimila cubiti a oriente e diecimila a occidente, parallelamente alla parte santa, servirà, coi suoi prodotti, al mantenimento dei lavoratori della città. Ezec. 48:18
- Il rimanente sarà del principe, da un lato e dall'altro della parte santa prelevata e del possesso della città, difaccia ai venticinquemila cubiti della parte santa sino alla frontiera d'oriente e a occidente difaccia ai venticinquemila cubiti verso la frontiera d'occidente, parallelamente alle parti; questo sarà del principe; e la parte santa e il santuario della casa saranno in mezzo. Ezec. 48:21
- Così, toltone il possesso dei Leviti e il possesso della città situati in mezzo a quello del principe, ciò che si troverà tra la frontiera di Giuda e la frontiera di Beniamino, apparterrà al principe. Ezec. 48:22
- Tale è il paese che vi spartirete a sorte, come eredità delle tribù d'Israele, e tali ne sono le parti, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 48:29
- le porte della città porteranno i nomi delle tribù d'Israele, e ci saranno tre porte a settentrione: la Porta di Ruben, l'una; la Porta di Giuda, l'altra; la Porta di Levi, l'altra. Ezec. 48:31
- giovani senza difetti fisici, belli d'aspetto, dotati d'ogni sorta di talenti, istruiti e intelligenti, tali che avessero attitudine a stare nel palazzo del re; e d'insegnar loro la letteratura e la lingua de' Caldei. Dan. 1:4
- e il capo degli eunuchi diede loro altri nomi: a Daniele pose nome Beltsatsar; ad Hanania, Shadrac; a Mishael, Meshac, e ad Azaria, Abed-nego. Dan. 1:7
- E Daniele prese in cuor suo la risoluzione di non contaminarsi con le vivande del re e col vino che il re beveva; e chiese al capo degli eunuchi di non obbligarlo a contaminarsi; Dan. 1:8
- e Dio fece trovare a Daniele grazia e compassione presso il capo degli eunuchi. Dan. 1:9
- E il capo degli eunuchi disse a Daniele: `Io temo il re, mio signore, il quale ha fissato il vostro cibo e le vostre bevande; e perché vedrebb'egli il vostro volto più triste di quello de' giovani della vostra medesima età? Voi mettereste in pericolo la mia testa presso il re'. Dan. 1:10
- E a tutti questi quattro giovani Iddio dette conoscenza e intelligenza in tutta la letteratura, e sapienza; e Daniele s'intendeva d'ogni sorta di visioni e di sogni. Dan. 1:17
- E alla fine del tempo fissato dal re perché que' giovani gli fossero menati, il capo degli eunuchi li presentò a Nebucadnetsar. Dan. 1:18
- E su tutti i punti che richiedevano sapienza e intelletto, e sui quali il re li interrogasse, il re li trovava dieci volte superiori a tutti i magi ed astrologi ch'erano in tutto il suo regno. Dan. 1:20
- Il re replicò, e disse ai Caldei: `La mia decisione è presa: se voi non mi fate conoscere il sogno e la sua interpretazione, sarete fatti a pezzi; e le vostre case saran ridotte in tanti immondezzai; Dan. 2:5
- se dunque non mi fate conoscere il sogno, non c'è che un'unica sentenza per voi; e voi vi siete messi d'accordo per dire davanti a me delle parole bugiarde e perverse, aspettando che mutino i tempi. Perciò ditemi il sogno, e io saprò che siete in grado di darmene l'interpretazione'. Dan. 2:9
- I Caldei risposero in presenza del re, e dissero: `Non c'è uomo sulla terra che possa far conoscere quello che il re domanda; così non c'è mai stato re, per grande e potente che fosse, il quale abbia domandato una cosa siffatta a un mago, a un astrologo, o a un Caldeo. Dan. 2:10
- A questo, il re s'adirò, montò in furia, e ordinò che tutti i savi di Babilonia fossero fatti perire. Dan. 2:12
- Prese la parola e disse ad Arioc, ufficiale del re: `Perché questo decreto così perentorio da parte del re?' Allora Arioc fece sapere la cosa a Daniele. Dan. 2:15
- Allora Daniele andò a casa sua, e informò della cosa Hanania, Mishael e Azaria, suoi compagni, Dan. 2:17
- perché implorassero la misericordia dell'Iddio del cielo, a proposito di questo segreto, onde Daniele e i suoi compagni non fossero messi a morte col resto dei savi di Babilonia. Dan. 2:18
- Allora il segreto fu rivelato a Daniele in una visione notturna. E Daniele benedisse l'Iddio del cielo. Dan. 2:19
- Daniele prese a dire: `Sia benedetto il nome di Dio, d'eternità in eternità! poiché a lui appartengono la sapienza e la forza. Dan. 2:20
- Egli muta i tempi e le stagioni; depone i re e li stabilisce, dà la sapienza ai savi, e la scienza a quelli che hanno intelletto. Dan. 2:21
- Daniele entrò quindi da Arioc, a cui il re aveva dato l'incarico di far perire i savi di Babilonia; entrò, e gli disse così: `Non far perire i savi di Babilonia! Conducimi davanti al re, e io darò al re l'interpretazione'. Dan. 2:24
- Il re prese a dire a Daniele, che si chiamava Beltsatsar: `Sei tu capace di farmi conoscere il sogno che ho fatto e la sua interpretazione?' Dan. 2:26
- ma v'è nel cielo un Dio che rivela i segreti, ed egli ha fatto conoscere al re Nebucadnetsar quello che avverrà negli ultimi giorni. Ecco quali erano il tuo sogno e le visioni della tua mente quand'eri a letto. Dan. 2:28
- I tuoi pensieri, o re, quand'eri a letto, si riferivano a quello che deve avvenire da ora innanzi; e colui che rivela i segreti t'ha fatto conoscere quello che avverrà. Dan. 2:29
- E quanto a me, questo segreto m'è stato rivelato, non per una sapienza ch'io possegga superiore a quella di tutti gli altri viventi, ma perché l'interpretazione ne sia data al re, e tu possa conoscere quel che preoccupava il tuo cuore. Dan. 2:30
- Tu, o re, guardavi, ed ecco una grande statua; questa statua, ch'era immensa e d'uno splendore straordinario, si ergeva dinanzi a te, e il suo aspetto era terribile. Dan. 2:31
- Allora il re Nebucadnetsar cadde sulla sua faccia, si prostrò davanti a Daniele, e ordinò che gli fossero presentati offerte e profumi. Dan. 2:46
- Il re parlò a Daniele, e disse: `In verità il vostro Dio è l'Iddio degli dèi, il Signore dei re, e il rivelatore dei segreti, giacché tu hai potuto rivelare questo segreto'. Dan. 2:47
- E il re Nebucadnetsar mandò a radunare i satrapi, i prefetti, i governatori, i giudici, i tesorieri, i giureconsulti, i presidenti e tutte le autorità delle province, perché venissero alla inaugurazione della statua che il re Nebucadnetsar aveva eretta. Dan. 3:2
- E l'araldo gridò forte: `A voi, popoli, nazioni e lingue è imposto che, Dan. 3:4
- e chiunque non si prostrerà per adorare, sarà immantinente gettato in mezzo a una fornace di fuoco ardente'. Dan. 3:6
- e chiunque non si prostra e non adora, dev'esser gettato in mezzo a una fornace di fuoco ardente. Dan. 3:11
- Nebucadnetsar, rivolgendosi a loro, disse: `Shadrac, Meshac, Abed-nego, lo fate deliberatamente di non servire i miei dèi e di non adorare la statua d'oro che io ho eretto? Dan. 3:14
- Ora, se non appena udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro, della zampogna e d'ogni sorta di strumenti, siete pronti a prostrarvi per adorare la statua che io ho fatto, bene; ma se non l'adorate, sarete immantinente gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente; e qual è quel dio che vi libererà dalle mie mani?' Dan. 3:15
- Allora il re Nebucadnetsar fu spaventato, si levò in gran fretta, e prese a dire ai suoi consiglieri: `Non abbiam noi gettato in mezzo al fuoco tre uomini legati?' Quelli risposero e dissero al re: `Certo, o re!' Dan. 3:24
- Ed egli riprese a dire: `Ecco, io vedo quattro uomini, sciolti, che camminano in mezzo al fuoco, senz'aver sofferto danno alcuno; e l'aspetto del quarto è come quello d'un figlio degli dèi'. Dan. 3:25
- Poi Nebucadnetsar s'avvicinò alla bocca della fornace del fuoco ardente, e prese a dire: `Shadrac, Meshac, Abed-nego, servi dell'Iddio altissimo, uscite, venite!' E Shadrac, Meshac e Abed-nego uscirono di mezzo al fuoco. Dan. 3:26
- E Nebucadnetsar prese a dire: `Benedetto sia l'Iddio di Shadrac, di Meshac e di Abed-nego, il quale ha mandato il suo angelo, e ha liberato i suoi servi, che hanno confidato in lui, hanno trasgredito l'ordine del re, e hanno esposto i loro corpi, per non servire e non adorare altro dio che il loro! Dan. 3:28
- Perciò, io faccio questo decreto: che chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua appartenga, dirà male dell'Iddio di Shadrac, Meshac e Abed-nego, sia fatto a pezzi, e la sua casa sia ridotta in un immondezzaio; perché non v'è alcun altro dio che possa salvare a questo modo'. Dan. 3:29
- `Il re Nebucadnetsar a tutti i popoli, a tutte le nazioni e lingue, che abitano su tutta la terra. La vostra pace abbondi. Dan. 4:1
- Ordine fu dato da parte mia di condurre davanti a me tutti i savi di Babilonia, perché mi facessero conoscere l'interpretazione del sogno. Dan. 4:6
- Alla fine si presentò davanti a me Daniele, che si chiama Beltsatsar, dal nome del mio dio, e nel quale è lo spirito degli dèi santi; e io gli raccontai il sogno: - Dan. 4:8
- gridò con forza, e disse così: - Abbattete l'albero, e tagliatene i rami; scotètene il fogliame, e dispergetene il frutto; fuggano gli animali di sotto a lui, e gli uccelli di tra i suoi rami! Dan. 4:14
- La cosa è decretata dai Veglianti, e la sentenza emana dai santi, affinché i viventi conoscano che l'Altissimo domina sul regno degli uomini, ch'egli lo dà a chi vuole, e vi innalza l'infimo degli uomini. Dan. 4:17
- Allora Daniele, il cui nome è Beltsatsar, rimase per un momento stupefatto, e i suoi pensieri lo spaventavano. Il re prese a dire: `Beltsatsar, il sogno e la interpretazione non ti spaventino!' Beltsatsar rispose, e disse: `Signor mio, il sogno s'avveri per i tuoi nemici, e la sua interpretazione per i tuoi avversari! Dan. 4:19
- tu sarai cacciato di fra gli uomini e la tua dimora sarà con le bestie de' campi; ti sarà data a mangiare dell'erba come ai buoi; sarai bagnato dalla rugiada del cielo, e passeranno su di te sette tempi, finché tu non riconosca che l'Altissimo domina sul regno degli uomini, e lo dà a chi vuole. Dan. 4:25
- In capo a dodici mesi egli passeggiava sul palazzo reale di Babilonia. Dan. 4:29
- Il re prese a dire: `Non è questa la gran Babilonia che io ho edificata come residenza reale con la forza della mia potenza e per la gloria della mia maestà?' Dan. 4:30
- e tu sarai cacciato di fra gli uomini, la tua dimora sarà con le bestie de' campi; ti sarà data a mangiare dell'erba come ai buoi, e passeranno su di te sette tempi, finché tu non riconosca che l'Altissimo domina sul regno degli uomini e lo dà a chi vuole'. Dan. 4:32
- Il re Belsatsar fece un gran convito a mille de' suoi grandi; e bevve del vino in presenza dei mille. Dan. 5:1
- In quel momento, apparvero delle dita d'una mano d'uomo, che si misero a scrivere, difaccia al candelabro, sull'intonaco della parete del palazzo reale. E il re vide quel mozzicone di mano che scriveva. Dan. 5:5
- Allora il re mutò di colore, e i suoi pensieri lo spaventarono; le giunture de' suoi fianchi si rilassarono, e i suoi ginocchi cominciarono a urtarsi l'uno contro l'altro. Dan. 5:6
- Il re gridò forte che si facessero entrare gl'incantatori, i Caldei e gli astrologi; e il re prese a dire ai savi di Babilonia: `Chiunque leggerà questo scritto e me ne darà l'interpretazione sarà rivestito di porpora, avrà al collo una collana d'oro, e sarà terzo nel governo del regno'. Dan. 5:7
- La regina, com'ebbe udite le parole del re e dei suoi grandi, entrò nella sala del convito. La regina prese a dire: `O re, possa tu vivere in perpetuo! I tuoi pensieri non ti spaventino, e non mutar di colore! Dan. 5:10
- perché in lui, in questo Daniele, a cui il re avea posto nome Beltsatsar, fu trovato uno spirito straordinario, conoscenza, intelletto, facoltà d'interpretare i sogni, di spiegare enigmi, e di risolvere questioni difficili. Si chiami dunque Daniele ed egli darà l'interpretazione'. Dan. 5:12
- Allora Daniele fu introdotto alla presenza del re; e il re parlò a Daniele, e gli disse: `Sei tu Daniele, uno de' Giudei che il re mio padre menò in cattività da Giuda? Dan. 5:13
- Allora Daniele prese a dire in presenza del re: `Tienti i tuoi doni, e da' a un altro le tue ricompense; nondimeno io leggerò lo scritto al re e gliene farò conoscere l'interpretazione. Dan. 5:17
- O re, l'Iddio altissimo avea dato a Nebucadnetsar tuo padre, regno, grandezza, gloria e maestà; Dan. 5:18
- e a motivo della grandezza ch'Egli gli aveva dato, tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue temevano e tremavano alla sua presenza; egli faceva morire chi voleva, lasciava in vita chi voleva; innalzava chi voleva, abbassava chi voleva. Dan. 5:19
- Ma quando il suo cuore divenne altero e il suo spirito s'indurò fino a diventare arrogante, fu deposto dal suo trono reale, e gli fu tolta la sua gloria; Dan. 5:20
- fu cacciato di tra i figliuoli degli uomini, il suo cuore fu reso simile a quello delle bestie, e la sua dimora fu con gli asini selvatici; gli fu data a mangiare dell'erba come ai buoi, e il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, finché non riconobbe che l'Iddio altissimo domina sul regno degli uomini, e ch'egli vi stabilisce sopra chi vuole. Dan. 5:21
- Parve bene a Dario di stabilire sul regno centoventi satrapi, i quali fossero per tutto il regno; Dan. 6:1
- e sopra questi, tre capi, uno de' quali era Daniele, perché questi satrapi rendessero loro conto, e il re non avesse a soffrire alcun danno. Dan. 6:2
- Tutti i capi del regno, i prefetti e i satrapi, i consiglieri e i governatori si sono concertati perché il re promulghi un decreto e pubblichi un severo divieto, per i quali chiunque, entro lo spazio di trenta giorni, rivolgerà qualche richiesta a qualsivoglia dio o uomo tranne che a te, o re, sia gettato nella fossa de' leoni. Dan. 6:7
- Poi s'accostarono al re, e gli parlarono del divieto reale: `Non hai tu firmato un divieto, per il quale chiunque entro lo spazio di trenta giorni farà qualche richiesta a qualsivoglia dio o uomo tranne che a te, o re, dev'esser gettato nella fossa de' leoni?' Il re rispose e disse: `La cosa è stabilita, conformemente alla legge dei Medi e dei Persiani, che è irrevocabile'. Dan. 6:12
- Allora quelli ripresero a dire in presenza del re: `Daniele, che è fra quelli che sono stati menati in cattività da Giuda, non tiene in alcun conto né te, o re, né il divieto che tu hai firmato, ma prega il suo Dio tre volte al giorno'. Dan. 6:13
- Allora il re diede l'ordine, e Daniele fu menato e gettato nella fossa de' leoni. E il re parlò a Daniele, e gli disse: `L'Iddio tuo, che tu servi del continuo, sarà quegli che ti libererà'. Dan. 6:16
- E fu portata una pietra, che fu messa sulla bocca della fossa; e il re la sigillò col suo anello e con l'anello de' suoi grandi, perché nulla fosse mutato riguardo a Daniele. Dan. 6:17
- E come fu vicino alla fossa, chiamò Daniele con voce dolorosa, e il re prese a dire a Daniele: `Daniele, servo dell'Iddio vivente! Il tuo Dio, che tu servi del continuo, t'ha egli potuto liberare dai leoni?' Dan. 6:20
- Il mio Dio ha mandato il suo angelo, e ha chiuso la bocca de' leoni che non m'hanno fatto alcun male, perché io sono stato trovato innocente nel suo cospetto; e anche davanti a te, o re, non ho fatto alcun male'. Dan. 6:22
- Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, a tutte le nazioni e lingue che abitavano su tutta la terra: `La vostra pace abbondi! Dan. 6:25
- Il primo anno di Belsatsar, re di Babilonia, Daniele, mentr'era a letto, fece un sogno, ed ebbe delle visioni nella sua mente. Poi scrisse il sogno, e narrò la sostanza delle cose. Dan. 7:1
- Daniele dunque prese a dire: Io guardavo, nella mia visione notturna, ed ecco scatenarsi sul mar grande i quattro venti del cielo. Dan. 7:2
- Io esaminavo quelle corna, ed ecco che un altro piccolo corno spuntò tra quelle, e tre delle prime corna furono divelte dinanzi ad esso; ed ecco che quel corno avea degli occhi simili a occhi d'uomo, e una bocca che proferiva grandi cose. Dan. 7:8
- Io continuai a guardare fino al momento in cui furon collocati de' troni, e un vegliardo s'assise. La sua veste era bianca come la neve, e i capelli del suo capo eran come lana pura; fiamme di fuoco erano il suo trono e le ruote d'esso erano fuoco ardente. Dan. 7:9
- Allora io guardai a motivo delle parole orgogliose che il corno proferiva; guardai, finché la bestia non fu uccisa, e il suo corpo distrutto, gettato nel fuoco per esser arso. Dan. 7:11
- Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figliuol d'uomo; egli giunse fino al vegliardo, e fu fatto accostare a lui. Dan. 7:13
- Quanto a me, Daniele, il mio spirito fu turbato dentro di me, e le visioni della mia mente mi spaventarono. Dan. 7:15
- M'accostai a uno degli astanti, e gli domandai la verità intorno a tutto questo; ed egli mi parlò, e mi dette l'interpretazione di quelle cose: Dan. 7:16
- e intorno alle dieci corna che aveva in capo, e intorno all'altro corno che spuntava, e davanti al quale tre erano cadute: a quel corno che avea degli occhi, e una bocca proferente cose grandi, e che appariva maggiore delle altre corna. Dan. 7:20
- Qui finirono le parole rivoltemi. Quanto a me, Daniele, i miei pensieri mi spaventarono molto, e mutai di colore; ma serbai la cosa nel cuore. Dan. 7:28
- Ero in visione; e, mentre guardavo, ero a Susan, la residenza reale, che è nella provincia di Elam; e, nella visione, mi trovavo presso il fiume Ulai. Dan. 8:2
- Vidi il montone che cozzava a occidente, a settentrione e a mezzogiorno; nessuna bestia gli poteva tener fronte, e non c'era nessuno che la potesse liberare dalla sua potenza; esso faceva quel che voleva, e diventò grande. Dan. 8:4
- S'ingrandì, fino a giungere all'esercito del cielo; fece cadere in terra parte di quell'esercito e delle stelle, e le calpestò. Dan. 8:10
- L'esercito gli fu dato in mano col sacrifizio perpetuo, a motivo della ribellione; e il corno gettò a terra la verità, e prosperò nelle sue imprese. Dan. 8:12
- Poi udii un santo che parlava; e un altro santo disse a quello che parlava: `Fino a quando durerà la visione del sacrifizio continuo e la ribellione che produce la desolazione, abbandonando il luogo santo e l'esercito ad esser calpestati?' Dan. 8:13
- Egli mi disse: `Fino a duemila trecento sere e mattine; poi il santuario sarà purificato'. Dan. 8:14
- E udii la voce d'un uomo in mezzo all'Ulai, che gridò, e disse: `Gabriele, spiega a colui la visione'. Dan. 8:16
- E com'egli mi parlava, io mi lasciai andare con la faccia a terra, profondamente assopito; ma egli mi toccò, e mi fece stare in piedi. Dan. 8:18
- A motivo della sua astuzia farà prosperare la frode nelle sue mani; s'inorgoglirà in cuor suo, e in piena pace distruggerà molta gente; insorgerà contro il principe de' principi, ma sarà infranto, senz'opera di mano. Dan. 8:25
- E la visione delle sere e delle mattine, di cui è stato parlato, è vera. Tu tieni segreta la visione, perché si riferisce a un tempo lontano'. Dan. 8:26
- E feci la mia preghiera e la mia confessione all'Eterno, al mio Dio, dicendo: `O Signore, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e continui la benignità a quelli che t'amano e osservano i tuoi comandamenti! Dan. 9:4
- non abbiam dato ascolto ai profeti, tuoi servi, che hanno parlato in tuo nome ai nostri re, ai nostri capi, ai nostri padri, e a tutto il popolo del paese. Dan. 9:6
- A te, o Signore, la giustizia; a noi, la confusione della faccia, come avviene al dì d'oggi: agli uomini di Giuda, agli abitanti di Gerusalemme e a tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove li hai cacciati, a motivo delle infedeltà che hanno commesse contro di te. Dan. 9:7
- O Signore, a noi la confusione della faccia, ai nostri re, ai nostri capi e ai nostri padri, perché abbiam peccato contro di te. Dan. 9:8
- Al Signore, ch'è il nostro Dio, appartengono la misericordia e il perdono; poiché noi ci siamo ribellati a lui, Dan. 9:9
- Ed egli ha mandato ad effetto le parole che aveva pronunziate contro di noi e contro i nostri giudici che ci governano, facendo venir su noi una calamità così grande, che sotto tutto il cielo nulla mai è stato fatto di simile a quello ch'è stato fatto a Gerusalemme. Dan. 9:12
- mentre stavo ancora parlando in preghiera, quell'uomo, Gabriele, che avevo visto nella visione da principio, mandato con rapido volo, s'avvicinò a me, verso l'ora dell'oblazione della sera. Dan. 9:21
- Al principio delle tue supplicazioni, una parola è uscita; e io son venuto a comunicartela, poiché tu sei grandemente amato. Fa' dunque attenzione alla parola, e intendi la visione! Dan. 9:23
- Il terzo anno di Ciro, re di Persia, una parola fu rivelata a Daniele, che si chiamava Beltsatsar; e la parola è verace, e predice una gran lotta. Egli capì la parola, ed ebbe l'intelligenza della visione. Dan. 10:1
- Io solo, Daniele, vidi la visione; gli uomini ch'erano meco non la videro, ma un gran terrore piombò su loro, e fuggirono a nascondersi. Dan. 10:7
- E io rimasi solo, ed ebbi questa grande visione. In me non rimase più forza; il mio viso mutò colore fino a rimanere sfigurato, e non mi restò alcun vigore. Dan. 10:8
- Udii il suono delle sue parole; e, all'udire il suono delle sue parole, caddi profondamente assopito, con la faccia a terra. Dan. 10:9
- Ed egli mi disse: `Non temere, Daniele; poiché dal primo giorno che ti mettesti in cuore d'intendere e d'umiliarti nel cospetto del tuo Dio, le tue parole furono udite, e io son venuto a motivo delle tue parole. Dan. 10:12
- E ora son venuto a farti comprendere ciò che avverrà al tuo popolo negli ultimi giorni; perché è ancora una visione che concerne l'avvenire'. Dan. 10:14
- Ed ecco uno che avea sembianza d'un figliuol d'uomo, mi toccò le labbra. Allora io aprii la bocca, parlai, e dissi a colui che mi stava davanti: `Signor mio, a motivo di questa visione m'ha colto lo spasimo, e non m'è più rimasto alcun vigore. Dan. 10:16
- E come potrebbe questo servo del mio signore parlare a cotesto signor mio? Poiché oramai nessun vigore mi resta, e mi manca fino il respiro'. Dan. 10:17
- Ed egli disse: `Sai tu perché io son venuto da te? Ora me ne torno a combattere col capo della Persia; e quand'io uscirò a combattere, ecco che verrà il capo di Javan. Dan. 10:20
- Ma quando sarà sorto, il suo regno sarà infranto, e sarà diviso verso i quattro venti del cielo; esso non apparterrà alla progenie di lui, né avrà una potenza pari a quella che aveva lui; giacché il suo regno sarà sradicato e passerà ad altri; non ai suoi eredi. Dan. 11:4
- E uno de' rampolli delle sue radici sorgerà a prendere il posto di quello; esso verrà all'esercito, entrerà nelle fortezze del re di settentrione, verrà alle prese con quelli, e rimarrà vittorioso; Dan. 11:7
- Il re del mezzogiorno s'inasprirà, si farà innanzi e moverà guerra a lui, al re del settentrione, il quale arrolerà una gran moltitudine; ma quella moltitudine sarà data in mano del re del mezzogiorno. Dan. 11:11
- E il re del settentrione arrolerà di nuovo una moltitudine più numerosa della prima; e in capo a un certo numero d'anni egli si farà avanti con un grosso esercito e con molto materiale. Dan. 11:13
- E quegli che sarà venuto contro di lui farà ciò che gli piacerà, non essendovi chi possa stargli a fronte; e si fermerà nel paese splendido, il quale sarà interamente in suo potere. Dan. 11:16
- Poi si dirigerà verso le isole, e ne prenderà molte; ma un generale farà cessare l'obbrobrio ch'ei voleva infliggergli, e lo farà ricadere addosso a lui. Dan. 11:18
- Poi, in luogo suo, sorgerà un uomo spregevole, a cui non sarà stata conferita la maestà reale; ma verrà senza rumore, e s'impadronirà del regno a forza di lusinghe. Dan. 11:21
- E le forze che inonderanno il paese saranno sommerse davanti a lui, saranno infrante, come pure un capo dell'alleanza. Dan. 11:22
- E quando saranno così abbattuti, saran soccorsi con qualche piccolo aiuto; ma molti s'uniranno a loro con finti sembianti. Dan. 11:34
- E il re agirà a suo talento, si estollerà, si magnificherà al disopra d'ogni dio, e proferirà cose inaudite contro l'Iddio degli dèi; prospererà finché l'indignazione sia esaurita; poiché quello ch'è decretato si compirà. Dan. 11:36
- E al tempo della fine, il re del mezzogiorno verrà a cozzo con lui; e il re del settentrione gli piomberà addosso come la tempesta, con carri e cavalieri, e con molte navi; penetrerà ne' paesi e, tutto inondando, passerà oltre. Dan. 11:40
- E in quel tempo sorgerà Micael, il gran capo, il difensore de' figliuoli del tuo popolo; e sarà un tempo d'angoscia, quale non se n'ebbe mai da quando esiston nazioni fino a quell'epoca; e in quel tempo, il tuo popolo sarà salvato; tutti quelli, cioè, che saran trovati iscritti nel libro. Dan. 12:1
- Beato chi aspetta e giunge a milletrecentotrentacinque giorni! Dan. 12:12
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Osea, figliuolo di Beeri, ai giorni di Uzzia, di Jotham, d'Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e ai giorni di Geroboamo, figliuolo di Joas, re d'Israele. Osea 1:1
- Quando l'Eterno cominciò a parlare a Osea, l'Eterno disse ad Osea: `Va', prenditi per moglie una meretrice, e genera de' figliuoli di prostituzione; perché il paese si prostituisce, abbandonando l'Eterno'. Osea 1:2
- E l'Eterno gli disse: `Mettigli nome Jizreel; poiché, ancora un po' di tempo, e io punirò la casa di Jehu a motivo del sangue sparso a Izreel e farò cessare il regno della casa d'Israele. Osea 1:4
- altrimenti, io la spoglierò nuda, la metterò com'era nel dì che nacque, la renderò simile a un deserto, la ridurrò come una terra arida, e la farò morir di sete. Osea 2:3
- Perciò io riprenderò il mio grano a suo tempo, e il mio vino nella sua stagione; e le strapperò la mia lana e il mio lino, che servivano a coprir la sua nudità. Osea 2:9
- E la punirò a motivo de' giorni de' Baali, quando offriva loro profumi, e s'adornava de' suoi pendenti e de' suoi gioielli e se n'andava dietro ai suoi amanti, e mi dimenticava, dice l'Eterno. Osea 2:13
- E io ti fidanzerò a me per l'eternità; ti fidanzerò a me in giustizia, in equità, in benignità e in compassioni. Osea 2:19
- Ti fidanzerò a me in fedeltà, e tu conoscerai l'Eterno. Osea 2:20
- Io lo seminerò per me in questa terra, e avrò compassione di Lo-ruhama; e dirò a Lo-ammi: `Tu sei il popolo mio!' ed egli mi risponderà: `Mio Dio!' Osea 2:23
- Poi i figliuoli d'Israele torneranno a cercare l'Eterno, il loro Dio, e Davide loro re, e ricorreranno tremanti all'Eterno e alla sua bontà, negli ultimi giorni. Osea 3:5
- Se tu, o Israele, ti prostituisci, Giuda almeno non si renda colpevole! Non andate a Ghilgal, e non salite a Beth-aven, e non giurate dicendo: `Vive l'Eterno!' Osea 4:15
- Ascoltate questo, o sacerdoti! State attenti, voi della casa d'Israele! Porgete l'orecchio, voi della casa del re! Poiché contro di voi è il giudizio, perché siete stati un laccio a Mitspa, e una rete tesa sul Tabor. Osea 5:1
- Hanno agito perfidamente contro l'Eterno, poiché han generato de' figliuoli bastardi; ora basterà un mese a divorarli coi loro beni. Osea 5:7
- Sonate il corno in Ghibea, sonate la tromba in Rama! Date l'allarme a Beth-aven! Alle tue spalle, o Beniamino! Osea 5:8
- Quando Efraim ha veduto il suo male e Giuda la sua piaga, Efraim è andato verso l'Assiria, ed ha mandato dei messi a un re che lo difendesse; ma questi non potrà risanarvi, né vi guarirà della vostra piaga. Osea 5:13
- Io me n'andrò e tornerò al mio luogo, finch'essi non si riconoscan colpevoli, e cerchino la mia faccia; quando saranno nell'angoscia, ricorreranno a me. Osea 5:15
- Conosciamo l'Eterno, sforziamoci di conoscerlo! Il suo levarsi è certo, come quello dell'aurora; egli verrà a noi come la pioggia, come la pioggia di primavera che annaffia la terra'. Osea 6:3
- A te pure, o Giuda, una mèsse è assegnata, quando io ricondurrò dalla cattività il mio popolo. Osea 6:11
- E non dicono in cuor loro che io tengo a mente tutta la loro malvagità. Ora le loro azioni li circondano; esse stanno davanti alla mia faccia. Osea 7:2
- Nel giorno del nostro re, i capi si rendon malati a forza di scaldarsi col vino; il re stende la mano ai giullari. Osea 7:5
- Tutti sono ardenti come un forno, e divorano i loro reggitori; tutti i loro re cadono, non ve n'è uno fra loro che gridi a me. Osea 7:7
- Guai a loro, perché si sono sviati da me! Ruina su loro perché mi si son ribellati! Io li redimerei, ma essi dicon menzogne contro di me. Osea 7:13
- Essi non gridano a me col cuor loro, ma si lamentano sui loro letti; si radunano ansiosi per il grano ed il vino, e si ribellano a me! Osea 7:14
- Essi tornano, ma non all'Altissimo; son diventati come un arco fallace; i loro capi cadranno per la spada, a motivo della rabbia della lor lingua; nel paese d'Egitto si faran beffe di loro. Osea 7:16
- Essi grideranno a me: `Mio Dio, noi d'Israele ti conosciamo!...' Osea 8:2
- Si sono stabiliti dei re, senz'ordine mio; si sono eletti dei capi a mia insaputa; si son fatti, col loro argento e col loro oro, degl'idoli destinati ad esser distrutti. Osea 8:4
- Benché spandano i loro doni fra le nazioni, ora io li radunerò, e cominceranno a decrescere sotto il peso del re dei principi. Osea 8:10
- Scrivessi pur per lui le mie leggi a miriadi, sarebbero considerate come cosa che non lo concerne. Osea 8:12
- Poiché, ecco, essi se ne vanno a motivo della devastazione; l'Egitto li raccoglierà, Memfi li seppellirà; le loro cose preziose, comprate con danaro, le possederanno le ortiche; le spine cresceranno nelle loro tende. Osea 9:6
- I giorni della punizione vengono; vengono i giorni della retribuzione; Israele lo saprà! Il profeta è fuor de' sensi, l'uomo ispirato è in delirio, a motivo della grandezza della tua iniquità e della grandezza della tua ostilità. Osea 9:7
- Io trovai Israele come delle uve nel deserto; vidi i vostri padri come i fichi primaticci d'un fico che frutta la prima volta; ma, non appena giunsero a Baal-peor, si appartarono per darsi all'ignominia degl'idoli, e divennero abominevoli come la cosa che amavano. Osea 9:10
- Efraim, quand'io lo vedo stendendo lo sguardo fino a Tiro, è piantato in luogo gradevole; ma Efraim dovrà menare i suoi figliuoli a colui che li ucciderà. Osea 9:13
- Tutta la loro malvagità è a Ghilgal; quivi li ho presi in odio. Per la malvagità delle loro azioni io li caccerò dalla mia casa; non li amerò più; tutti i loro capi sono ribelli. Osea 9:15
- Quanto a Samaria, il suo re sarà annientato, come schiuma sull'acqua. Osea 10:7
- Io li castigherò a mio talento; e i popoli s'aduneranno contro di loro, quando saran legati alle loro due iniquità. Osea 10:10
- Così vi farà Bethel, a motivo della vostra immensa malvagità. All'alba, il re d'Israele sarà perduto senza rimedio. Osea 10:15
- Egli è stato chiamato, ma s'è allontanato da chi lo chiamava; hanno sacrificato ai Baali, hanno offerto profumi a immagini scolpite! Osea 11:2
- Son io che insegnai ad Efraim a camminare, sorreggendolo per le braccia; ma essi non hanno riconosciuto ch'io cercavo di guarirli. Osea 11:3
- E la spada sarà brandita contro alle sue città, ne spezzerà le sbarre, ne divorerà gli abitanti, a motivo de' loro disegni. Osea 11:6
- Il mio popolo persiste a sviarsi da me; lo s'invita a guardare in alto, ma nessun d'essi alza lo sguardo. Osea 11:7
- ... Come farei a lasciarti, o Efraim? come farei a darti in mano altrui, o Israele? a renderti simile ad Adma? a ridurti allo stato di Tseboim? Il mio cuore si commuove tutto dentro di me, tutte le mie compassioni s'accendono. Osea 11:8
- Io non sfogherò l'ardente mia ira, non distruggerò Efraim di nuovo, perché sono Dio, e non un uomo, sono il Santo in mezzo a te, e non verrò nel mio furore. Osea 11:9
- Efraim mi circonda di menzogne, e la casa d'Israele, di frode. Giuda pure è sempre ancora incostante di fronte a Dio, di fronte al Santo fedele. Osea 11:12
- lottò con l'angelo, e restò vincitore; egli pianse e lo supplicò. A Bethel lo trovò, e quivi egli parlò con noi. Osea 12:4
- Se Galaad è vanità, sarà ridotto in nulla. A Ghilgal immolano buoi; così i loro altari saran come mucchi di pietre sui solchi dei campi. Osea 12:11
- Quando Efraim parlava, era uno spavento; egli s'era innalzato in Israele, ma, quando si rese colpevole col servire a Baal, morì. Osea 13:1
- E ora continuano a peccare, si fanno col loro argento delle immagini fuse, degl'idoli di loro invenzione, che son tutti opera d'artefici. E di loro si dice: `Scannano uomini, bàciano vitelli!' Osea 13:2
- Chi è savio ponga mente a queste cose! Chi è intelligente le riconosca! Poiché le vie dell'Eterno son rette; i giusti cammineranno per esse, ma i trasgressori vi cadranno. Osea 14:9
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Gioele, figliuolo di Pethuel. Gioe. 1:1
- Siate confusi, o agricoltori, urlate, o vignaiuoli, a motivo del frumento e dell'orzo, perché il raccolto dei campi è perduto. Gioe. 1:11
- A te, o Eterno, io grido, perché un fuoco ha divorato i pascoli del deserto, e una fiamma ha divampato tutti gli alberi della campagna. Gioe. 1:19
- Anche le bestie dei campi anelano a te, perché i rivi d'acqua sono seccati, e un fuoco ha divorato i pascoli del deserto. Gioe. 1:20
- Davanti a lui un fuoco divora, e dietro a lui divampa una fiamma; prima di lui, il paese era come un giardino d'Eden; dopo di lui, è un desolato deserto; nulla gli sfugge. Gioe. 2:3
- A vederli, paion cavalli, e corron come de' cavalieri. Gioe. 2:4
- Davanti a loro i popoli sono in angoscia, ogni volto impallidisce. Gioe. 2:6
- Corrono come uomini prodi, danno la scalata alle mura come gente di guerra; ognuno va diritto davanti a sé, e non devìa dal proprio sentiero; Gioe. 2:7
- Davanti a loro trema la terra, i cieli sono scossi, il sole e la luna s'oscurano, le stelle ritirano il loro splendore. Gioe. 2:10
- E, nondimeno, anche adesso, dice l'Eterno, tornate a me con tutto il cuor vostro, con digiuni, con pianti, con lamenti! Gioe. 2:12
- Chi sa ch'ei non si volga e si penta, lasciando dietro a sé una benedizione, delle offerte e delle libazioni per l'Eterno, per l'Iddio vostro? Gioe. 2:14
- L'Eterno s'è mosso a gelosia per il suo paese, ed ha avuto pietà del suo popolo. Gioe. 2:18
- E voi mangerete a sazietà, e loderete il nome dell'Eterno, del vostro Dio, che avrà operato per voi delle maraviglie, e il mio popolo non sarà mai più coperto d'onta. Gioe. 2:26
- io radunerò tutte le nazioni, e le farò scendere nella valle di Giosafat; e verrò quivi in giudizio con esse, a proposito del mio popolo e d'Israele, mia eredità, ch'esse hanno disperso fra le nazioni, e del mio paese che hanno spartito fra loro. Gioe. 3:2
- Han tirato a sorte il mio popolo; han dato un fanciullo in cambio d'una meretrice, han venduto una fanciulla per del vino, e si son messi a bere. Gioe. 3:3
- Si muovano e salgan le nazioni alla valle di Giosafat! Poiché là io m'assiderò a giudicar le nazioni d'ogn'intorno. Gioe. 3:12
- L'Egitto diventerà una desolazione, e Edom diventerà un desolato deserto a motivo della violenza fatta ai figliuoli di Giuda, sulla terra de' quali hanno sparso sangue innocente. Gioe. 3:19
- e romperò le sbarre di Damasco, sterminerò da Bikath-aven ogni abitante, e da Beth-eden colui che tiene lo scettro; e il popolo di Siria andrà in cattività a Kir, dice l'Eterno. Amos 1:5
- Eppure, io distrussi d'innanzi a loro l'Amoreo, la cui altezza era come l'altezza dei cedri, e ch'era forte come le querce; e io distrussi il suo frutto in alto e le sue radici in basso. Amos 2:9
- Ma voi avete dato a bere del vino ai nazirei, e avete ordinato ai profeti di non profetare! Amos 2:12
- voi uscirete per le brecce, ognuna dritto davanti a sé, e abbandonerete i vostri palazzi. Amos 4:3
- Andate a Bethel, e peccate! a Ghilgal, e peccate anche di più! Recate ogni mattina i vostri sacrifizi, e ogni tre giorni le vostre decime! Amos 4:4
- E io, dal canto mio, v'ho lasciati a denti asciutti in tutte le vostre città; v'ho fatto mancare il pane in tutte le vostre dimore; ma voi non siete tornati a me, dice l'Eterno. Amos 4:6
- Due, tre città vagavano verso un'altra città per bever dell'acqua, e non potean dissetarsi; ma voi non siete tornati a me, dice l'Eterno. Amos 4:8
- Io vi ho colpito di ruggine e di carbonchio; le locuste han divorato i vostri numerosi giardini, le vostre vigne, i vostri fichi, i vostri ulivi; ma voi non siete tornati a me, dice l'Eterno. Amos 4:9
- Io ho mandato fra voi la peste, come in Egitto; ho ucciso i vostri giovani per la spada, e ho catturato i vostri cavalli; v'ho fatto salire al naso il puzzo de' vostri accampamenti; ma voi non siete tornati a me, dice l'Eterno. Amos 4:10
- Io vi ho sovvertiti, come quando Dio sovvertì Sodoma e Gomorra, e voi siete stati come un tizzone strappato dal fuoco; ma voi non siete tornati a me, dice l'Eterno. Amos 4:11
- Perciò, io ti farò come ho detto, o Israele; e poiché io farò questo contro di te, prepàrati, o Israele, a incontrare il tuo Dio! Amos 4:12
- Non cercate Bethel, non andate a Ghilgal, non vi recate fino a Beer-Sceba; perché Ghilgal andrà di sicuro in cattività, e Bethel sarà ridotto a niente. Amos 5:5
- o voi che mutate il diritto in assenzio, e gettate a terra la giustizia. Amos 5:7
- Perciò, così dice l'Eterno, l'Iddio degli eserciti, il Signore: In tutte le piazze si farà lamento, e in tutte le strade si dirà: `Ahimè! ahimè!' Si chiameranno gli agricoltori perché prendano il lutto, e si ordineranno lamentazioni a quelli che le sanno fare. Amos 5:16
- In tutte le vigne si farà lamento, perché io passerò in mezzo a te, dice l'Eterno. Amos 5:17
- Guai a voi che desiderate il giorno dell'Eterno! Che v'aspettate voi dal giorno dell'Eterno? Sarà un giorno di tenebre, non di luce. Amos 5:18
- Sarà di voi come d'uno che fugge davanti a un leone, e lo incontra un orso; come d'uno ch'entra in casa, appoggia la mano alla parete, e un serpente lo morde. Amos 5:19
- Guai a quelli che vivon tranquilli in Sion, e fiduciosi sul monte di Samaria! Ai notabili della prima fra le nazioni, dietro ai quali va la casa d'Israele! Amos 6:1
- Passate a Calne e guardate, e di là andate fino ad Hamath la grande, poi scendete a Gath dei Filistei: quelle città stanno esse meglio di questi regni? o il loro territorio è esso più vasto del vostro? Amos 6:2
- Un parente verrà con colui che brucia i corpi a prendere il morto, e portarne via di casa le ossa; e dirà a colui che è in fondo alla casa: `Ce n'è altri con te?' L'altro risponderà: `No'. E il primo dirà: `Zitto! Non è il momento di menzionare il nome dell'Eterno'. Amos 6:10
- Poiché, ecco, l'Eterno comanda, e fa cadere a pezzi la casa grande e riduce la piccola in frantumi. Amos 6:11
- Egli mi diede questa visione: Ecco, il Signore stava sopra un muro tirato a piombo, e aveva in mano un piombino. Amos 7:7
- Allora Amatsia, sacerdote di Bethel, mandò a dire a Geroboamo, re d'Israele: `Amos congiura contro di te in mezzo alla casa d'Israele; il paese non può sopportare tutte le sue parole. Amos 7:10
- ma a Bethel non profetar più, perché è un santuario del re e una residenza reale'. Amos 7:13
- Il paese non tremerà esso a motivo di questo? Ogni suo abitante non ne farà egli cordoglio? Il paese si solleverà tutto quanto come il fiume, ondeggerà, e s'abbasserà come il fiume d'Egitto. Amos 8:8
- E in quel giorno avverrà, dice il Signore, l'Eterno, che io farò tramontare il sole a mezzodì, e in pieno giorno farò venire le tenebre sulla terra. Amos 8:9
- Tutti i peccatori del mio popolo morranno per la spada; essi, che dicono: `Il male non giungerà fino a noi, e non ci toccherà'. Amos 9:10
- Visione di Abdia. Così parla il Signore, l'Eterno, riguardo a Edom: Noi abbiam ricevuto un messaggio dall'Eterno, e un ambasciatore è stato mandato alle nazioni: `Levatevi! Leviamoci contro Edom a combattere!' Abd. 1:1
- L'orgoglio del tuo cuore t'ha ingannato, o tu che abiti fra le spaccature delle rocce, che son l'alta tua dimora, tu che dici in cuor tuo: `Chi mi trarrà giù a terra?' Abd. 1:3
- Se dei ladri o de' briganti venissero a te di notte, come saresti ruinato! Non ruberebbero essi quanto bastasse loro? Se venissero da te de' vendemmiatori, non lascerebbero qualcosa da racimolare? Abd. 1:5
- A cagione della violenza fatta al tuo fratello Giacobbe, tu sarai coperto d'onta e sarai sterminato per sempre. Abd. 1:10
- Il giorno che tu gli stavi a fronte, il giorno che degli stranieri menavano in cattività il suo esercito, e degli estranei entravano per le sue porte e gettavan le sorti su Gerusalemme, anche tu eri come uno di loro. Abd. 1:11
- I deportati di questo esercito de' figliuoli d'Israele che sono fra i Cananei fino a Sarepta, e i deportati di Gerusalemme che sono a Sefarad, possederanno le città del mezzogiorno. Abd. 1:20
- La parola dell'Eterno fu rivolta a Giona, figliuolo di Amittai, in questi termini: Gion. 1:1
- `Lèvati, va a Ninive, la gran città, e predica contro di lei; perché la loro malvagità è salita nel mio cospetto'. Gion. 1:2
- Ma Giona si levò per fuggirsene a Tarsis, lungi dal cospetto dell'Eterno; e scese a Giaffa, dove trovò una nave che andava a Tarsis; e, pagato il prezzo del suo passaggio, s'imbarcò per andare con quei della nave a Tarsis, lungi dal cospetto dell'Eterno. Gion. 1:3
- I marinari ebbero paura, e ognuno gridò al suo dio e gettarono a mare le mercanzie ch'erano a bordo, per alleggerire la nave; ma Giona era sceso nel fondo della nave, s'era coricato, e dormiva profondamente. Gion. 1:5
- Il capitano gli si avvicinò, e gli disse: `Che fai tu qui a dormire? Lèvati, invoca il tuo dio! Forse Dio si darà pensiero di noi, e non periremo'. Gion. 1:6
- Poi dissero l'uno all'altro: `Venite, tiriamo a sorte, per sapere a cagione di chi ci capita questa disgrazia'. Tirarono a sorte, e la sorte cadde su Giona. Gion. 1:7
- Allora essi gli dissero: `Dicci dunque a cagione di chi ci capita questa disgrazia! Qual è la tua occupazione? donde vieni? Qual'è il tuo paese? e a che popolo appartieni?' Gion. 1:8
- Quando l'anima mia veniva meno in me, io mi son ricordato dell'Eterno, e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo tempio santo. Gion. 2:7
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Giona per la seconda volta, in questi termini: Gion. 3:1
- `Lèvati, va' a Ninive, la gran città e proclamale quello che io ti comando'. Gion. 3:2
- E Giona si levò, e andò a Ninive, secondo la parola dell'Eterno. Or Ninive era una grande città dinanzi a Dio, di tre giornate di cammino. Gion. 3:3
- E Giona cominciò a inoltrarsi nella città per il cammino d'una giornata, e predicava e diceva: `Ancora quaranta giorni, e Ninive sarà distrutta!' Gion. 3:4
- E i Niniviti credettero a Dio, bandirono un digiuno, e si vestirono di sacchi, dai più grandi ai più piccoli. Gion. 3:5
- Ed essendo la notizia giunta al re di Ninive, questi s'alzò dal trono, si tolse di dosso il manto, si coprì d'un sacco, e si mise a sedere sulla cenere. Gion. 3:6
- uomini e bestie si coprano di sacchi e gridino con forza a Dio; e ognuno si converta dalla sua via malvagia, e dalla violenza perpetrata dalle sue mani. Gion. 3:8
- `O Eterno, non è egli questo ch'io dicevo, mentr'ero ancora nel mio paese? Perciò m'affrettai a fuggirmene a Tarsis; perché sapevo che sei un Dio misericordioso, pietoso, lento all'ira, di gran benignità, e che ti penti del male minacciato. Gion. 4:2
- E l'Eterno gli disse: `Fai tu bene a irritarti così?' Gion. 4:4
- Poi Giona uscì dalla città, e si mise a sedere a oriente della città; si fece quivi una capanna, e vi sedette sotto, all'ombra, stando a vedere quello che succederebbe alla città. Gion. 4:5
- E Dio, l'Eterno, per guarirlo della sua irritazione, fece crescere un ricino, che montò su di sopra a Giona per fargli ombra al capo; e Giona provò una grandissima gioia a motivo di quel ricino. Gion. 4:6
- E Dio disse a Giona: `Fai tu bene a irritarti così a motivo del ricino?' Egli rispose: `Sì, faccio bene a irritarmi fino alla morte'. Gion. 4:9
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Michea, il Morashtita, ai giorni di Jotham, di Achaz e di Ezechia, re di Giuda, e ch'egli ebbe in visione intorno a Samaria e a Gerusalemme. Mic. 1:1
- Poiché la sua piaga è incurabile; si estende fino a Giuda, giunge fino alla porta del mio popolo, fino a Gerusalemme. Mic. 1:9
- Non l'annunziate in Gath! Non piangete in Acco! A Beth-Leafra io mi rotolo nella polvere. Mic. 1:10
- Perciò tu darai un regalo d'addio a Moresheth-Gath; le case d'Aczib saranno una cosa ingannevole per i re d'Israele. Mic. 1:14
- Tàgliati i capelli, ràditi il capo, a motivo de' figliuoli delle tue delizie! Fatti calva come l'avvoltoio, poich'essi vanno in cattività, lungi da te! Mic. 1:16
- Guai a quelli che meditano l'iniquità e macchinano il male sui loro letti, per metterlo ad effetto allo spuntar del giorno, quando ne hanno il potere in mano! Mic. 2:1
- Perciò così parla l'Eterno: Ecco, io medito contro questa stirpe un male, al quale non potrete sottrarre il collo; e non camminerete più a test'alta, perché saranno tempi cattivi. Mic. 2:3
- O tu che porti il nome di casa di Giacobbe, è forse l'Eterno pronto all'ira? È questo il suo modo d'agire? Le mie parole non son esse favorevoli a colui che cammina rettamente? Mic. 2:7
- Ma da qualche tempo il mio popolo insorge come un nemico; voi portate via il mantello di sopra alla veste a quelli che passan tranquillamente, che tornano dalla guerra. Mic. 2:8
- Levatevi, andàtevene! perché questo non è luogo di riposo; a motivo della sua contaminazione, esso vi distruggerà d'una distruzione orrenda. Mic. 2:10
- Chi farà la breccia salirà innanzi a loro; essi faran la breccia, e passeranno per la porta, e per essa usciranno; il loro re camminerà davanti a loro, e l'Eterno sarà alla loro testa. Mic. 2:13
- Io dissi: Ascoltate, vi prego, o capi di Giacobbe, e voi magistrati della casa d'Israele: Non spetta a voi conoscer ciò ch'è giusto? Mic. 3:1
- Costoro divorano la carne del mio popolo, gli strappan di dosso la pelle, gli fiaccan le ossa; lo fanno a pezzi come ciò che si mette in pentola, come carne da metter nella caldaia. Mic. 3:3
- Così parla l'Eterno riguardo ai profeti che traviano il mio popolo, che gridano: `Pace', quando i loro denti han di che mordere, e bandiscono la guerra contro a chi non mette loro nulla in bocca. Mic. 3:5
- Ma, quanto a me, io son pieno di forza, dello spirito dell'Eterno, di retto giudizio e di coraggio, per far conoscere a Giacobbe la sua trasgressione, e ad Israele il suo peccato. Mic. 3:8
- I suoi capi giudicano per dei presenti, i suoi sacerdoti insegnano per un salario, i suoi profeti fanno predizioni per danaro, e nondimeno s'appoggiano all'Eterno, e dicono: `L'Eterno non è egli in mezzo a noi? non ci verrà addosso male alcuno!' Mic. 3:11
- E tu, torre del gregge, colle della figliuola di Sion, a te verrà, a te verrà l'antico dominio, il regno che spetta alla figliuola di Gerusalemme. Mic. 4:8
- Soffri e gemi, o figliuola di Sion, come donna che partorisce! Poiché ora uscirai dalla città, dimorerai per i campi, e andrai fino a Babilonia. Là tu sarai liberata, là l'Eterno ti riscatterà dalla mano de' tuoi nemici. Mic. 4:10
- Perciò egli li darà in man de' loro nemici, fino al tempo in cui colei che deve partorire, partorirà; e il resto de' suoi fratelli tornerà a raggiungere i figliuoli d'Israele. Mic. 5:3
- Il resto di Giacobbe sarà, in mezzo a molti popoli, come una rugiada che vien dall'Eterno, come una fitta pioggia sull'erba, le quali non aspettano ordine d'uomo, e non dipendono dai figliuoli degli uomini. Mic. 5:7
- Il resto di Giacobbe sarà fra le nazioni, in mezzo a molti popoli, come un leone tra le bestie della foresta, come un leoncello fra i greggi di pecore, il quale, quando passa, calpesta e sbrana, senza che alcuno possa liberare. Mic. 5:8
- E in quel giorno avverrà, dice l'Eterno, che io sterminerò i tuoi cavalli in mezzo a te, e distruggerò i tuoi carri; Mic. 5:10
- sterminerò in mezzo a te le tue immagini scolpite e le tue statue, e tu non ti prostrerai più davanti all'opera delle tue mani. Mic. 5:13
- Io estirperò di mezzo a te i tuoi idoli d'Astarte, e distruggerò le tue città. Mic. 5:14
- Deh, ascoltate ciò che dice l'Eterno: Lèvati, pèrora davanti a questi monti, e odano i colli la tua voce! Mic. 6:1
- Poiché io ti trassi fuori dal paese d'Egitto, ti redensi dalla casa di schiavitù, mandai davanti a te Mosè, Aaronne e Maria. Mic. 6:4
- O popolo mio, ricorda dunque quel che Balak, re di Moab, macchinava, e che cosa gli rispose Balaam, figliuolo di Beor, da Sittim a Ghilgal, affinché tu riconosca il giusto procedere dell'Eterno. Mic. 6:5
- `Con che verrò io davanti all'Eterno e m'inchinerò davanti all'Iddio eccelso? Verrò io davanti a lui con degli olocausti, con de' vitelli d'un anno? Mic. 6:6
- Perciò anch'io ti colpirò, e ti produrrò gravi ferite, ti desolerò a motivo de' tuoi peccati. Mic. 6:13
- Non vi fidate del compagno, non riponete fiducia nell'intimo amico; guarda gli usci della tua bocca davanti a colei che riposa sul tuo seno. Mic. 7:5
- `Quanto a me, io volgerò lo sguardo verso l'Eterno, spererò nell'Iddio della mia salvezza; il mio Dio mi ascolterà. Mic. 7:7
- In quel giorno si verrà a te, dall'Assiria fino alle città d'Egitto, dall'Egitto sino al fiume, da un mare all'altro, e da monte a monte. Mic. 7:12
- Ma il paese ha da esser ridotto in desolazione a cagione de' suoi abitanti, a motivo del frutto delle loro azioni. Mic. 7:13
- Tu mostrerai la tua fedeltà a Giacobbe, la tua misericordia ad Abrahamo, come giurasti ai nostri padri, fino dai giorni antichi. Mic. 7:20
- Oracolo relativo a Ninive; libro della visione di Nahum d'Elkosh. Nah. 1:1
- I monti tremano davanti a lui, si struggono i colli; la terra si solleva alla sua presenza, e il mondo con tutti i suoi abitanti. Nah. 1:5
- Chi può reggere davanti alla sua indignazione? chi può sussistere sotto l'ardore della sua ira? Il suo furore si spande come fuoco, e le roccie scoscendono davanti a lui. Nah. 1:6
- Ora spezzerò il suo giogo d'addosso a te, e infrangerò i tuoi legami. Nah. 1:13
- E quanto a te, popolo di Ninive, l'Eterno ha dato quest'ordine: che non vi sia più posterità del tuo nome; io sterminerò dalla casa delle tue divinità le immagini scolpite e le immagini fuse; io ti preparerò la tomba perché sei divenuto spregevole. Nah. 1:14
- Ecco, sui monti, i piedi di colui che reca buone novelle, che annunzia la pace! Celebra le tue feste, o Giuda, sciogli i tuoi voti; poiché lo scellerato non passerà più in mezzo a te; egli è sterminato interamente. Nah. 1:15
- Eccomi a te, dice l'Eterno degli eserciti; io arderò i tuoi carri che andranno in fumo, e la spada divorerà i tuoi leoncelli; io sterminerò dalla terra la tua preda, e più non s'udrà la voce de' tuoi messaggeri. Nah. 2:13
- E questo a cagione delle tante fornicazioni dell'avvenente prostituta, dell'abile incantatrice, che vendeva le nazioni con le sue fornicazioni, e i popoli coi suoi incantesimi. Nah. 3:4
- Eccomi a te, dice l'Eterno degli eserciti; io t'alzerò i lembi della veste fin sulla faccia e mostrerò alle nazioni la tua nudità, e ai regni la tua vergogna; Nah. 3:5
- Eppure, anch'essa è stata deportata, è andata in cattività; anche i bambini suoi sono stati sfracellati a ogni canto di strada; s'è tirata la sorte sopra i suoi uomini onorati, e tutti i suoi grandi sono stati messi in catene. Nah. 3:10
- Tu pure sarai ubriacata, t'andrai a nascondere; tu pure cercherai un rifugio davanti al nemico. Nah. 3:11
- Ecco, il tuo popolo, in mezzo a te, son tante donne; le porte del tuo paese sono spalancate davanti ai tuoi nemici, il fuoco ha divorato le tue sbarre. Nah. 3:13
- Fino a quando, o Eterno, griderò, senza che tu mi dia ascolto? Io grido a te: `Violenza!' e tu non salvi. Hab. 1:2
- Dev'egli per questo seguitare a vuotar la sua rete, e massacrar del continuo le nazioni senza pietà? Hab. 1:17
- Io starò alla mia vedetta, mi porrò sopra una torre, e starò attento a quello che l'Eterno mi dirà, e a quello che dovrò rispondere circa la rimostranza che ho fatto. Hab. 2:1
- E poi, il vino è perfido; l'uomo arrogante non può starsene tranquillo; egli allarga le sue brame come il soggiorno de' morti; è come la morte e non si può saziare, ma raduna presso di sé tutte le nazioni, raccoglie intorno a sé tutti i popoli. Hab. 2:5
- Tutti questi non faranno contro di lui proverbi, sarcasmi, enigmi? Si dirà: `Guai a colui che accumula ciò che non è suo! Fino a quando? Guai a colui che si carica di pegni!' Hab. 2:6
- Poiché tu hai saccheggiato molte nazioni, tutto il resto dei popoli ti saccheggerà, a motivo del sangue umano sparso, della violenza fatta ai paesi, alle città e a tutti i loro abitanti. Hab. 2:8
- Guai a colui ch'è avido d'illecito guadagno per la sua casa, per porre il suo nido in alto e mettersi al sicuro dalla mano della sventura! Hab. 2:9
- Guai a colui che edifica la città col sangue, e fonda una città sull'iniquità! Hab. 2:12
- Guai a colui che dà da bere al prossimo, a te che gli versi il tuo veleno e l'ubriachi, per guardare la sua nudità! Hab. 2:15
- Tu sarai saziato d'onta anziché di gloria; bevi anche tu, e scopri la tua incirconcisione! La coppa della destra dell'Eterno farà il giro fino a te, e l'ignominia coprirà la tua gloria. Hab. 2:16
- Poiché la violenza fatta al Libano e la devastazione che spaventava le bestie, ricadranno su te, a motivo del sangue umano sparso, della violenza fatta ai paesi, alle città e a tutti i loro abitanti. Hab. 2:17
- A che giova l'immagine scolpita perché l'artefice la scolpisca? A che giova l'immagine fusa che insegna la menzogna, perché l'artefice si confidi nel suo lavoro, fabbricando idoli muti? Hab. 2:18
- Guai a chi dice al legno: `Svègliati!' e alla pietra muta: `Lèvati!' Può essa ammaestrare? Ecco, è ricoperta d'oro e d'argento, ma non v'è in lei spirito alcuno. Hab. 2:19
- Davanti a lui cammina la peste, la febbre ardente segue i suoi passi. Hab. 3:5
- Il tuo arco è messo a nudo; i dardi lanciati dalla tua parola sono esecrazioni. Sela. Tu fendi la terra in tanti letti di fiumi. Hab. 3:9
- Tu esci per salvare il tuo popolo, per liberare il tuo unto; tu abbatti la sommità della casa dell'empio, e la demolisci da capo a fondo. Sela. Hab. 3:13
- Ho udito, e le mie viscere fremono, le mie labbra tremano a quella voce; un tarlo m'entra nelle ossa, e io tremo qui dove sto, a dover aspettare in silenzio il dì della distretta, quando il nemico salirà contro il popolo per assalirlo. Hab. 3:16
- Poiché il fico non fiorirà, non ci sarà più frutto nelle vigne; il prodotto dell'ulivo fallirà, i campi non daran più cibo, i greggi verranno a mancare negli ovili, e non ci saran più buoi nelle stalle; Hab. 3:17
- L'Eterno, il Signore, è la mia forza; egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve, e mi farà camminare sui miei alti luoghi. Al Capo de' musici. Per strumenti a corda. Hab. 3:19
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Sofonia, figliuolo di Cusci, figliuolo di Ghedalia, figliuolo d'Amaria, figliuolo d'Ezechia, ai giorni di Giosia, figliuolo d'Amon, re di Giuda. Sof. 1:1
- e quelli che si prostrano sui tetti davanti all'esercito celeste, e quelli che si prostrano prestando giuramento all'Eterno, e prestando giuramento anche a Malcom, Sof. 1:5
- E in mezzo a lei giaceranno greggi e animali d'ogni specie; perfino il pellicano ed il riccio pernotteranno tra i suoi capitelli; s'udranno canti d'uccelli dalle finestre; la devastazione sarà sulle soglie, perché sarà spogliata dei suoi rivestimenti di cedro. Sof. 2:14
- I suoi capi, in mezzo a lei, sono leoni ruggenti; i suoi giudici son lupi della sera, che non serban nulla per la mattina. Sof. 3:3
- L'Eterno è giusto in mezzo a lei; egli non commette iniquità; ogni mattina egli mette in luce i suoi giudizi, e non manca mai; ma il perverso non conosce vergogna. Sof. 3:5
- Io dicevo: `Se soltanto tu volessi temermi, accettar la correzione! la tua dimora non sarebbe distrutta, nonostante tutte le punizioni che ti ho inflitte'. Ma essi si sono affrettati a pervertire tutte le loro azioni. Sof. 3:7
- In quel giorno, tu non avrai da vergognarti di tutte le tue azioni con le quali hai peccato contro di me; perché, allora, io torrò di mezzo a te quelli che trionfano superbamente, e tu non farai più l'altera sul mio monte santo. Sof. 3:11
- E lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero, che confiderà nel nome dell'Eterno. Sof. 3:12
- L'Eterno ha revocato le sue sentenze contro di te, ha cacciato via il tuo nemico; il Re d'Israele, l'Eterno, è in mezzo a te, non avrai più da temere alcun male. Sof. 3:15
- In quel giorno, si dirà a Gerusalemme: `Non temere, o Sion, le tue mani non s'infiacchiscano! Sof. 3:16
- L'Eterno, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un Potente che salva; egli si rallegrerà con gran gioia per via di te, si acqueterà nell'amor suo, esulterà, per via di te, con gridi di gioia'. Sof. 3:17
- Il secondo anno del re Dario, il sesto mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno fu rivolta, per mezzo del profeta Aggeo, a Zorobabele, figliuolo di Scealtiel, governatore di Giuda, e a Giosuè, figliuolo di Jehotsadak, sommo sacerdote, in questi termini: Agg. 1:1
- Voi avete seminato molto, e avete raccolto poco; voi mangiate, ma non fino ad esser sazi; bevete, ma non fino a soddisfare la sete; vi vestite, ma non v'è chi si riscaldi; chi guadagna un salario mette il suo salario in una borsa forata. Agg. 1:6
- Voi v'aspettavate molto, ed ecco v'è poco; e quando l'avete portato in casa, io ci ho soffiato sopra. Perché? dice l'Eterno degli eserciti. A motivo della mia casa che giace in rovina, mentre ognun di voi si dà premura per la propria casa. Agg. 1:9
- `Parla ora a Zorobabele, figliuolo di Scealtiel, governatore di Giuda, e a Giosuè, figliuolo di Jehotsadak, sommo sacerdote, e al resto del popolo, e di' loro: Agg. 2:2
- `Così parla l'Eterno degli eserciti: Interroga i sacerdoti sulla legge intorno a questo punto: Agg. 2:11
- E Aggeo disse: - Se uno, essendo impuro a motivo d'un morto, tocca qualcuna di quelle cose, diventerà essa impura? - I sacerdoti risposero e dissero: - Sì, diventerà impura. - Agg. 2:13
- Ed ora, ponete ben mente a ciò ch'è avvenuto fino a questo giorno, prima che fosse messa pietra su pietra nel tempio dell'Eterno! Agg. 2:15
- Durante tutto quel tempo, quand'uno veniva a un mucchio di venti misure, non ve n'eran che dieci; quand'uno veniva al tino per cavarne cinquanta misure, non ve n'eran che venti. Agg. 2:16
- Io vi colpii col carbonchio, colla ruggine, con la grandine, in tutta l'opera delle vostre mani; ma voi non tornaste a me, dice l'Eterno. Agg. 2:17
- Ponete ben mente a ciò ch'è avvenuto fino a questo giorno, fino al ventiquattresimo giorno del nono mese, dal giorno che il tempio dell'Eterno fu fondato; ponetevi ben mente! Agg. 2:18
- `Parla a Zorobabele, governatore di Giuda, e digli: Io farò tremare i cieli e la terra, Agg. 2:21
- Tu, dunque, di' loro: Così parla l'Eterno degli eserciti: Tornate a me, dice l'Eterno degli eserciti, e io tornerò a voi; dice l'Eterno degli eserciti. Zac. 1:3
- Non siate come i vostri padri, ai quali i profeti precedenti si rivolgevano, dicendo: Così dice l'Eterno degli eserciti: - Ritraetevi dalle vostre vie malvage, dalle vostre malvage azioni! Ma essi non dettero ascolto, e non prestarono attenzione a me, dice l'Eterno. Zac. 1:4
- Ma le mie parole e i miei decreti, dei quali avevo dato incarico ai miei servi i profeti, non arrivarono essi a colpire i padri vostri? Allora essi si convertirono, e dissero: L'Eterno degli eserciti ci ha trattati secondo le nostre vie e secondo le nostre azioni, come avea risoluto di fare'. Zac. 1:6
- Il ventiquattresimo giorno dell'undecimo mese, che è il mese di Scebat, nel secondo anno di Dario, la parola dell'Eterno fu rivolta a Zaccaria, figliuolo di Berekia, figliuolo d'Iddo, il profeta, in questi termini: Zac. 1:7
- Io ebbi, di notte, una visione; ed ecco un uomo montato sopra un cavallo rosso; egli stava fra le piante di mortella in un luogo profondo; e dietro a lui c'eran de' cavalli rossi, sauri e bianchi. Zac. 1:8
- E l'uomo che stava fra le piante di mortella prese a dire: `Questi son quelli che l'Eterno ha mandati a percorrere la terra'. Zac. 1:10
- Allora l'angelo dell'Eterno prese a dire: `O Eterno degli eserciti, fino a quando non avrai tu pietà di Gerusalemme e delle città di Giuda, contro le quali sei stato indignato durante questi settant'anni?' Zac. 1:12
- Perciò così parla l'Eterno: Io mi volgo di nuovo a Gerusalemme con compassione; la mia casa vi sarà ricostruita, dice l'Eterno degli eserciti, e la corda sarà di nuovo tirata su Gerusalemme. Zac. 1:16
- E io dissi: `Questi, che vengono a fare?' Egli rispose e mi disse: `Quelle là son le corna che hanno disperso Giuda, sì che nessuno alzava più il capo; ma questi qui vengono per spaventarle, per abbattere le corna delle nazioni, che hanno alzato il loro corno contro il paese di Giuda per disperderne gli abitanti'. Zac. 1:21
- E io dissi: `Dove vai?' Egli mi rispose: `Vado a misurar Gerusalemme, per vedere qual ne sia la larghezza, e quale la lunghezza'. Zac. 2:2
- e gli disse: `Corri, parla a quel giovane, e digli: Gerusalemme sarà abitata come una città senza mura, tanta sarà la quantità di gente e di bestiame che si troverà in mezzo ad essa; Zac. 2:4
- e io, dice l'Eterno, sarò per lei un muro di fuoco tutt'attorno, e sarò la sua gloria in mezzo a lei. Zac. 2:5
- Manda gridi di gioia, rallegrati, o figliuola di Sion! poiché ecco, io sto per venire, e abiterò in mezzo a te, dice l'Eterno. Zac. 2:10
- E in quel giorno molte nazioni s'uniranno all'Eterno, e diventeranno mio popolo; e io abiterò in mezzo a te, e tu conoscerai che l'Eterno degli eserciti m'ha mandato a te. Zac. 2:11
- E l'Eterno disse a Satana: `Ti sgridi l'Eterno, o Satana! ti sgridi l'Eterno che ha scelto Gerusalemme! Non è questi un tizzone strappato dal fuoco?' Zac. 3:2
- E l'angelo prese a dire a quelli che gli stavano davanti: `Levategli di dosso i vestiti sudici!' Poi disse a Giosuè: `Guarda, io ti ho tolto di dosso la tua iniquità, e t'ho vestito di abiti magnifici'. Zac. 3:4
- E l'angelo dell'Eterno fece a Giosuè questo solenne ammonimento: Zac. 3:6
- `Così parla l'Eterno degli eserciti: Se tu cammini nelle mie vie, e osservi quello che t'ho comandato, anche tu governerai la mia casa e custodirai i miei cortili, e io ti darò libero accesso fra quelli che stanno qui davanti a me. Zac. 3:7
- Ascolta dunque, o Giosuè, sommo sacerdote, tu e i tuoi compagni che stan seduti davanti a te! Poiché questi uomini servon di segni. Ecco, io faccio venire il mio servo, il Germoglio. Zac. 3:8
- Poiché, guardate la pietra che io ho posta davanti a Giosuè; sopra un'unica pietra stanno sette occhi; ecco, io v'inciderò quello che vi deve essere inciso, dice l'Eterno degli eserciti; e torrò via l'iniquità di questo paese in un sol giorno. Zac. 3:9
- e vicino al candelabro stanno due ulivi; l'uno a destra del vaso, e l'altro alla sua sinistra'. Zac. 4:3
- E io presi a dire all'angelo che parlava meco: `Che significan queste cose, signor mio?' Zac. 4:4
- Allora egli rispondendo, mi disse: `È questa la parola che l'Eterno rivolge a Zorobabele: Non per potenza né per forza, ma per lo spirito mio, dice l'Eterno degli eserciti. Zac. 4:6
- Chi sei tu, o gran monte, davanti a Zorobabele? Tu diventerai pianura; ed egli porterà innanzi la pietra della vetta, in mezzo alle grida di: Grazia, grazia su di lei!' Zac. 4:7
- `Le mani di Zorobabele hanno gettato le fondamenta di questa casa, e le sue mani la finiranno; e tu saprai che l'Eterno degli eserciti mi ha mandato a voi. Zac. 4:9
- Poiché chi potrebbe sprezzare il giorno delle piccole cose, quando quei sette là, gli occhi dell'Eterno che percorrono tutta la terra, vedono con gioia il piombino in mano a Zorobabele?' Zac. 4:10
- E io risposi e gli dissi: `Che significano questi due ulivi a destra e a sinistra del candelabro?' Zac. 4:11
- E per la seconda volta io presi a dire: `Che significano questi due ramoscelli d'ulivo che stanno allato ai due condotti d'oro per cui scorre l'olio dorato'? Zac. 4:12
- Ed egli mi disse: `Questa è la maledizione che si spande sopra tutto il paese; poiché ogni ladro, a tenor di essa, sarà estirpato da questo luogo, e ogni spergiuro, a tenor di essa, sarà estirpato da questo luogo. Zac. 5:3
- Io la faccio uscire, dice l'Eterno degli eserciti, ed essa entrerà nella casa del ladro, e nella casa di colui che giura il falso nel mio nome; si stabilirà in mezzo a quella casa, e la consumerà col legname e le pietre che contiene'. Zac. 5:4
- E io presi a dire all'angelo che parlava meco: `Che son questi, mio signore?' Zac. 6:4
- e i rossi escono e chiedono d'andare a percorrere la terra'. E l'angelo disse loro: `Andate, percorrete la terra!' Ed essi percorsero la terra. Zac. 6:7
- E quelli che son lontani verranno e lavoreranno alla costruzione del tempio dell'Eterno, e voi conoscerete che l'Eterno degli eserciti m'ha mandato a voi. Questo avverrà se date veramente ascolto alla voce dell'Eterno, del vostro Dio'. Zac. 6:15
- E avvenne che il quarto anno del re Dario la parola dell'Eterno fu rivolta a Zaccaria, il quarto giorno del nono mese, cioè di Chisleu. Zac. 7:1
- e per parlare ai sacerdoti della casa dell'Eterno degli eserciti e ai profeti, in questo modo: `Dobbiam noi continuare a piangere il quinto mese e a fare astinenza come abbiam fatto per tanti anni?' Zac. 7:3
- `Parla a tutto il popolo del paese e ai sacerdoti, e di': Quando avete digiunato e fatto cordoglio il quinto e il settimo mese durante questi settant'anni, avete voi digiunato per me, proprio per me? Zac. 7:5
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Zaccaria, in questi termini: Zac. 7:8
- e li disperderò tra tutte le nazioni ch'essi non hanno mai conosciute, e il paese rimarrà desolato dietro a loro, senza più nessuno che vi passi o vi ritorni. D'un paese delizioso essi han fatto una desolazione'. Zac. 7:14
- Così parla l'Eterno: Io torno a Sion, e dimorerò in mezzo a Gerusalemme; Gerusalemme si chiamerà la Città della fedeltà, e il monte dell'Eterno degli eserciti, Monte della santità. Zac. 8:3
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Ci saranno ancora dei vecchi e delle vecchie che si sederanno nelle piazze di Gerusalemme, e ognuno avrà il bastone in mano a motivo della grave età. Zac. 8:4
- e li ricondurrò, ed essi abiteranno in mezzo a Gerusalemme; ed essi saranno mio popolo, ed io sarò loro Dio con fedeltà e con giustizia. Zac. 8:8
- Prima di quel tempo non v'era salario per il lavoro dell'uomo, né salario per il lavoro delle bestie; non v'era alcuna sicurezza per quelli che andavano e venivano, a motivo del nemico; e io mettevo gli uni alle prese con gli altri. Zac. 8:10
- così di nuovo ho pensato in questi giorni di far del bene a Gerusalemme e alla casa di Giuda; non temete! Zac. 8:15
- e gli abitanti dell'una andranno all'altra e diranno: Andiamo, andiamo a implorare il favore dell'Eterno, e a cercare l'Eterno degli eserciti! Anch'io voglio andare! Zac. 8:21
- E molti popoli e delle nazioni potenti verranno a cercare l'Eterno degli eserciti a Gerusalemme, e a implorare il favore dell'Eterno. Zac. 8:22
- Esulta grandemente, o figliuola di Sion, manda gridi d'allegrezza, o figliuola di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d'asina. Zac. 9:9
- E te pure, Israele, a motivo del sangue del tuo patto, io trarrò i tuoi prigionieri dalla fossa senz'acqua. Zac. 9:11
- Allora io mi misi a pascere le pecore destinate al macello, e perciò le più misere del gregge; e mi presi due verghe; chiamai l'una Favore e l'altra Vincoli, e mi misi a pascere il gregge. Zac. 11:7
- E sterminai i tre pastori in un mese; l'anima mia perdette la pazienza con loro, e anche l'anima loro m'avea preso a sdegno. Zac. 11:8
- Oracolo, parola dell'Eterno, riguardo a Israele. Parola dell'Eterno che ha disteso i cieli e fondata la terra, e che ha formato lo spirito dell'uomo dentro di lui: Zac. 12:1
- In quel giorno, io renderò i capi di Giuda come un braciere ardente in mezzo a delle legna, come una torcia accesa in mezzo a de' covoni; essi divoreranno a destra e a sinistra tutti i popoli d'ogn'intorno; e Gerusalemme sarà ancora abitata nel suo proprio luogo, a Gerusalemme. Zac. 12:6
- In quel giorno l'Eterno proteggerà gli abitanti di Gerusalemme; e colui che fra loro vacilla sarà in quel giorno come Davide, e la casa di Davide sarà come Dio, come l'angelo dell'Eterno davanti a loro. Zac. 12:8
- E spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo spirito di grazia e di supplicazione; ed essi riguarderanno a me, a colui ch'essi hanno trafitto, e ne faran cordoglio come si fa cordoglio per un figliuolo unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito. Zac. 12:10
- Ecco, viene un giorno dell'Eterno, in cui le tue spoglie saranno spartite in mezzo a te. Zac. 14:1
- Io adunerò tutte le nazioni per far guerra a Gerusalemme, e la città sarà presa, le case saranno saccheggiate, e le donne violate; la metà della città andrà in cattività, ma il resto del popolo non sarà sterminato dalla città. Zac. 14:2
- I suoi piedi si poseranno in quel giorno sul monte degli Ulivi ch'è dirimpetto a Gerusalemme a levante, e il monte degli Ulivi si spaccherà per il mezzo, da levante a ponente, sì da formare una gran valle, e metà del monte si ritirerà verso settentrione, e l'altra metà verso mezzogiorno. Zac. 14:4
- Tutto il paese sarà mutato in pianura, da Gheba a Rimmon a mezzogiorno di Gerusalemme; e Gerusalemme sarà innalzata e abitata nel suo luogo, dalla porta di Beniamino al luogo della prima porta, la porta degli angoli, e dalla torre di Hananeel agli strettoi del re. Zac. 14:10
- E questa sarà la piaga con la quale l'Eterno colpirà tutti i popoli che avran mosso guerra a Gerusalemme: la loro carne si consumerà mentre stanno in piedi, gli occhi si struggeranno loro nelle orbite, la lor lingua si consumerà nella lor bocca. Zac. 14:12
- E la piaga che colpirà i cavalli, i muli, i cammelli, gli asini e tutte le bestie che saranno in quegli accampamenti, sarà simile a quell'altra piaga. Zac. 14:15
- E avverrà che tutti quelli che saran rimasti di tutte le nazioni venute contro Gerusalemme, saliranno d'anno in anno a prostrarsi davanti al Re, all'Eterno degli eserciti, e a celebrare la festa delle Capanne. Zac. 14:16
- E quanto a quelli delle famiglie della terra che non saliranno a Gerusalemme per prostrarsi davanti al Re, all'Eterno degli eserciti, non cadrà pioggia su loro. Zac. 14:17
- E se la famiglia d'Egitto non sale e non viene, neppur su lei ne cadrà; sarà colpita dalla piaga con cui l'Eterno colpirà le nazioni che non saliranno a celebrare la festa delle Capanne. Zac. 14:18
- Tale sarà la punizione dell'Egitto, e la punizione di tutte le nazioni che non saliranno a celebrare la festa delle Capanne. Zac. 14:19
- Ogni caldaia in Gerusalemme ed in Giuda sarà consacrata all'Eterno degli eserciti; tutti quelli che offriranno sacrifizi ne verranno a prendere per cuocervi le carni; e in quel giorno non vi saran più Cananei nella casa dell'Eterno degli eserciti. Zac. 14:21
- Oracolo, parola dell'Eterno, rivolta a Israele per mezzo di Malachia. Mal. 1:1
- Un figlio onora suo padre, e un servo il suo signore; se dunque io son padre, dov'è l'onore che m'è dovuto? E se son signore, dov'è il timore che m'appartiene? dice l'Eterno degli eserciti a voi, o sacerdoti, che sprezzate il mio nome, e che pur dite: `In che abbiamo sprezzato il tuo nome?' Mal. 1:6
- Se non date ascolto, se non prendete a cuore di dar gloria al mio nome, dice l'Eterno degli eserciti, io manderò su voi la maledizione, e maledirò le vostre benedizioni; sì, già le ho maledette perché non prendete la cosa a cuore. Mal. 2:2
- A colui che fa questo, l'Eterno sterminerà dalle tende di Giacobbe chi veglia e chi risponde, e chi offre l'oblazione all'Eterno degli eserciti! Mal. 2:12
- Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, l'Angelo del patto, che voi bramate, entrerà nel suo tempio. Ecco ei viene, dice l'Eterno degli eserciti; Mal. 3:1
- E io m'accosterò a voi per il giudizio, e, senza indugio, io sarò testimonio contro gl'incantatori, contro gli adulteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che frodano l'operaio del suo salario, che opprimono la vedova e l'orfano, che fanno torto allo straniero, e non temono me, dice l'Eterno degli eserciti. Mal. 3:5
- Fin dai giorni de' vostri padri voi vi siete scostati dalle mie prescrizioni, e non le avete osservate. Tornate a me, ed io tornerò a voi, dice l'Eterno degli eserciti. Ma voi dite: `In che dobbiam tornare?' Mal. 3:7
- Voi avete detto: `È vano servire Iddio; e che abbiam guadagnato a osservare le sue prescrizioni, e ad andare vestiti a lutto a motivo dell'Eterno degli eserciti? Mal. 3:14
- Allora quelli che temono l'Eterno si son parlati l'uno all'altro e l'Eterno è stato attento ed ha ascoltato; e un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono l'Eterno e rispettano il suo nome. Mal. 3:16
- Egli ricondurrà il cuore dei padri verso i figliuoli, e il cuore de' figliuoli verso i padri, ond'io, venendo, non abbia a colpire il paese di sterminio. Mal. 4:6
- Così da Abramo fino a Davide sono in tutto quattordici generazioni; e da Davide fino alla deportazione in Babilonia, quattordici generazioni; e dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo, quattordici generazioni. Mt. 1:17
- Or la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe; e prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo. Mt. 1:18
- e mandandoli a Betleem, disse loro: Andate e domandate diligentemente del fanciullino; e quando lo avrete trovato, fatemelo sapere, affinché io pure venga ad adorarlo. Mt. 2:8
- Essi dunque, udito il re, partirono; ed ecco la stella che aveano veduta in Oriente, andava dinanzi a loro, finché, giunta al luogo dov'era il fanciullino, vi si fermò sopra. Mt. 2:9
- Partiti che furono, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta' quivi finch'io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire. Mt. 2:13
- Ma dopo che Erode fu morto, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto, e gli disse: Mt. 2:19
- Or esso Giovanni aveva il vestimento di pelo di cammello ed una cintura di cuoio intorno a' fianchi; ed il suo cibo erano locuste e miele selvatico. Mt. 3:4
- Allora Gerusalemme e tutta la Giudea e tutto il paese d'intorno al Giordano presero ad accorrere a lui; Mt. 3:5
- Ma vedendo egli molti dei Farisei e dei Sadducei, venire al suo battesimo, disse loro: Razza di vipere, chi v'ha insegnato a fuggir dall'ira a venire? Mt. 3:7
- Ben vi battezzo io con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dietro a me è più forte di me, ed io non son degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con fuoco. Mt. 3:11
- Ma questi vi si opponeva dicendo: Son io che ho bisogno d'esser battezzato da te, e tu vieni a me? Mt. 3:14
- e gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: Egli darà ordine ai suoi angeli intorno a te, ed essi ti porteranno sulle loro mani, che talora tu non urti col piede contro una pietra. Mt. 4:6
- Allora Gesù gli disse: Va', Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto. Mt. 4:10
- Allora il diavolo lo lasciò; ed ecco degli angeli vennero a lui e lo servivano. Mt. 4:11
- Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno de' cieli è vicino. Mt. 4:17
- E disse loro: Venite dietro a me, e vi farò pescatori d'uomini. Mt. 4:19
- E Gesù, vedendo le folle, salì sul monte; e postosi a sedere, i suoi discepoli si accostarono a lui. Mt. 5:1
- Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta. Mt. 5:7
- Beati voi, quando v'oltraggeranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro a voi ogni sorta di male per cagion mia. Mt. 5:11
- Voi siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non ad esser gettato via e calpestato dagli uomini. Mt. 5:13
- e non si accende una lampada per metterla sotto il moggio; anzi la si mette sul candeliere ed ella fa lume a tutti quelli che sono in casa. Mt. 5:15
- lascia quivi la tua offerta dinanzi all'altare, e va' prima a riconciliarti col tuo fratello; e poi vieni ad offrir la tua offerta. Mt. 5:24
- ed a chi vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. Mt. 5:40
- E se uno ti vuol costringere a far seco un miglio, fanne con lui due. Mt. 5:41
- Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito, non voltar le spalle. Mt. 5:42
- Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl'ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Mt. 6:2
- Perché se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; Mt. 6:14
- Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l'uno ed amerà l'altro, o si atterrà all'uno e sprezzerà l'altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona. Mt. 6:24
- Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno. Mt. 6:34
- perché col giudicio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura onde misurate, sarà misurato a voi. Mt. 7:2
- Non date ciò ch'è santo ai cani e non gettate le vostre perle dinanzi ai porci, che talora non le pestino co' piedi e rivolti contro a voi non vi sbranino. Mt. 7:6
- perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia. Mt. 7:8
- Se dunque voi che siete malvagi, sapete dar buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il Padre vostro che è ne' cieli darà Egli cose buone a coloro che gliele domandano! Mt. 7:11
- Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge ed i profeti. Mt. 7:12
- Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci. Mt. 7:15
- E Gesù gli disse: Guarda di non dirlo a nessuno: ma va', mostrati al sacerdote e fa' l'offerta che Mosè ha prescritto; e ciò serva loro di testimonianza. Mt. 8:4
- Or quand'egli fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui pregandolo e dicendo: Mt. 8:5
- Poiché anch'io son uomo sottoposto ad altri ed ho sotto di me de' soldati; e dico a uno: Va', ed egli va; e ad un altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fa' questo, ed egli lo fa. Mt. 8:9
- E Gesù, udito questo, ne restò maravigliato, e disse a quelli che lo seguivano: Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato cotanta fede. Mt. 8:10
- Or io vi dico che molti verranno di Levante e di Ponente e sederanno a tavola con Abramo e Isacco e Giacobbe, nel regno dei cieli; Mt. 8:11
- Ella si alzò e si mise a servirlo. Mt. 8:15
- Or Gesù, vedendo una gran folla intorno a sé, comandò che si passasse all'altra riva. Mt. 8:18
- E un altro dei discepoli gli disse: Signore, permettimi d'andare prima a seppellir mio padre. Mt. 8:21
- Ed ecco si misero a gridare: Che v'è fra noi e te, Figliuol di Dio? Sei tu venuto qua prima del tempo per tormentarci? Mt. 8:29
- Ed egli disse loro: Andate. Ed essi, usciti, se ne andarono nei porci; ed ecco tutto il branco si gettò a precipizio giù nel mare, e perirono nelle acque. Mt. 8:32
- Ed ecco tutta la città uscì incontro a Gesù; e, come lo videro lo pregarono che si partisse dai loro confini. Mt. 8:34
- Or affinché sappiate che il Figliuol dell'uomo ha sulla terra autorità di rimettere i peccati: Levati (disse al paralitico), prendi il tuo letto e vattene a casa. Mt. 9:6
- Ed egli, levatosi, se ne andò a casa sua. Mt. 9:7
- Ed avvenne che, essendo Gesù a tavola in casa di Matteo, ecco, molti pubblicani e peccatori vennero e si misero a tavola con Gesù e co' suoi discepoli. Mt. 9:10
- Or andate e imparate che cosa significhi: Voglio misericordia, e non sacrifizio; poiché io non son venuto a chiamar de' giusti, ma dei peccatori. Mt. 9:13
- Mentr'egli diceva loro queste cose, ecco uno dei capi della sinagoga, accostatosi, s'inchinò dinanzi a lui e gli disse: La mia figliuola è pur ora trapassata; ma vieni, metti la mano su lei ed ella vivrà. Mt. 9:18
- E quand'egli fu entrato nella casa, que' ciechi si accostarono a lui. E Gesù disse loro: Credete voi ch'io possa far questo? Essi gli risposero: Sì, o Signore. Mt. 9:28
- Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potestà di cacciare gli spiriti immondi, e di sanare qualunque malattia e qualunque infermità. Mt. 10:1
- E se quella casa n'è degna, venga la pace vostra su lei; se poi non ne è degna la vostra pace torni a voi. Mt. 10:13
- e sarete menati davanti a governatori e re per cagion mia, per servir di testimonianza dinanzi a loro ed ai Gentili. Mt. 10:18
- Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di quel che avrete a dire; perché in quell'ora stessa vi sarà dato ciò che avrete a dire. Mt. 10:19
- Or il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire. Mt. 10:21
- E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. Mt. 10:22
- Non li temete dunque; poiché non v'è niente di nascosto che non abbia ad essere scoperto, né di occulto che non abbia a venire a notizia. Mt. 10:26
- Ma quant'è a voi, perfino i capelli del vostro capo son tutti contati. Mt. 10:30
- Non pensate ch'io sia venuto a metter pace sulla terra; non son venuto a metter pace, ma spada. Mt. 10:34
- Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; Mt. 10:35
- e chi non prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me. Mt. 10:38
- Or Giovanni, avendo nella prigione udito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo de' suoi discepoli: Mt. 11:2
- E Gesù rispondendo disse loro: Andate a riferire a Giovanni quello che udite e vedete: Mt. 11:4
- Or com'essi se ne andavano, Gesù prese a dire alle turbe intorno a Giovanni: Che andaste a vedere nel deserto? Una canna dimenata dal vento? Ma che andaste a vedere? Mt. 11:7
- Egli è colui del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo cospetto, che preparerà la via dinanzi a te. Mt. 11:10
- Or dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno de' cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono. Mt. 11:12
- Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetato fino a Giovanni. Mt. 11:13
- Ma a chi assomiglierò io questa generazione? Mt. 11:15
- Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute. Mt. 11:20
- Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già da gran tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. Mt. 11:21
- In quel tempo Gesù prese a dire: Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savî e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. Mt. 11:25
- Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo. Mt. 11:28
- In quel tempo Gesù passò in giorno di sabato per i seminati; e i suoi discepoli ebbero fame e presero a svellere delle spighe ed a mangiare. Mt. 12:1
- Come egli entrò nella casa di Dio, e come mangiarono i pani di presentazione i quali non era lecito di mangiare né a lui, né a quelli ch'eran con lui, ma ai soli sacerdoti? Mt. 12:4
- Ed ecco un uomo che avea una mano secca. Ed essi, affin di poterlo accusare, fecero a Gesù questa domanda: È egli lecito far delle guarigioni in giorno di sabato? Mt. 12:10
- Allora disse a quell'uomo: Stendi la tua mano. E colui la stese, ed ella tornò sana come l'altra. Mt. 12:13
- Ma se è per l'aiuto dello Spirito di Dio che io caccio i demonî, è dunque pervenuto fino a voi il regno di Dio. Mt. 12:28
- Ed a chiunque parli contro il Figliuol dell'uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello avvenire. Mt. 12:32
- Allora alcuni degli scribi e de' Farisei presero a dirgli: Maestro, noi vorremmo vederti operare un segno. Mt. 12:38
- Allora va e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, i quali, entrati, prendon quivi dimora; e l'ultima condizione di cotest'uomo divien peggiore della prima. Così avverrà anche a questa malvagia generazione. Mt. 12:45
- Ma egli, rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli? Mt. 12:48
- In quel giorno Gesù, uscito di casa, si pose a sedere presso al mare; Mt. 13:1
- e molte turbe si raunarono attorno a lui; talché egli, montato in una barca, vi sedette; e tutta la moltitudine stava sulla riva. Mt. 13:2
- Ed egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo: Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mt. 13:3
- Ed egli rispose loro: Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli; ma a loro non è dato. Mt. 13:11
- Perché a chiunque ha, sarà dato, e sarà nell'abbondanza; ma a chiunque non ha, sarà tolto anche quello che ha. Mt. 13:12
- però non ha radice in sé, ma è di corta durata; e quando venga tribolazione o persecuzione a cagion della Parola, è subito scandalizzato. Mt. 13:21
- E i servitori del padron di casa vennero a dirgli: Signore, non hai tu seminato buona semenza nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania? Mt. 13:27
- Ed egli disse loro: Un nemico ha fatto questo. E i servitori gli dissero: Vuoi tu che l'andiamo a cogliere? Mt. 13:28
- Esso è bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto, è maggiore de' legumi e diviene albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami. Mt. 13:32
- Allora Gesù, lasciate le turbe, tornò a casa; e i suoi discepoli gli s'accostarono, dicendo: Spiegaci la parabola delle zizzanie del campo. Mt. 13:36
- quando è piena, i pescatori la traggono a riva; e, postisi a sedere, raccolgono il buono in vasi, e buttano via quel che non val nulla. Mt. 13:48
- E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Donde dunque vengono a lui tutte queste cose? Mt. 13:56
- E non fece quivi molte opere potenti a cagione della loro incredulità. Mt. 13:58
- Perché Erode, fatto arrestare Giovanni, lo aveva incatenato e messo in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello; Mt. 14:3
- E il re ne fu contristato; ma, a motivo de' giuramenti e de' commensali, comandò che le fosse data, Mt. 14:9
- e mandò a far decapitare Giovanni nella prigione. Mt. 14:10
- E la testa di lui fu portata in un piatto e data alla fanciulla, che la portò a sua madre. Mt. 14:11
- E i discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi vennero a darne la nuova a Gesù. Mt. 14:12
- Udito ciò, Gesù si ritirò di là in barca verso un luogo deserto, in disparte; e le turbe, saputolo, lo seguitarono a piedi dalle città. Mt. 14:13
- Or facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono e gli dissero: Il luogo è deserto e l'ora è già passata; licenzia dunque le folle, affinché vadano pei villaggi a comprarsi da mangiare. Mt. 14:15
- Subito dopo, Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca ed a precederlo sull'altra riva, mentr'egli licenzierebbe le turbe. Mt. 14:22
- E Pietro gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venir a te sulle acque. Mt. 14:28
- Ma vedendo il vento, ebbe paura; e cominciando a sommergersi, gridò: Signore, salvami! Mt. 14:30
- Allora quelli che erano nella barca si prostrarono dinanzi a lui, dicendo: Veramente tu sei Figliuol di Dio! Mt. 14:33
- Allora s'accostarono a Gesù de' Farisei e degli scribi venuti da Gerusalemme, e gli dissero: Mt. 15:1
- Ma egli rispose loro: E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? Mt. 15:3
- Se uno dice a suo padre o a sua madre: "Quello con cui potrei assisterti è offerta a Dio", Mt. 15:5
- egli non è più obbligato ad onorar suo padre o sua madre. E avete annullata la parola di Dio a cagion della vostra tradizione. Mt. 15:6
- E chiamata a sé la moltitudine, disse loro: Ascoltate e intendete. Mt. 15:10
- Pietro allora prese a dirgli: Spiegaci la parabola. Mt. 15:15
- Quand'ecco, una donna cananea di que' luoghi venne fuori e si mise a gridare: Abbi pietà di me, Signore, figliuol di Davide; la mia figliuola è gravemente tormentata da un demonio. Mt. 15:22
- Partitosi di là, Gesù venne presso al mar di Galilea; e, salito sul monte, si pose quivi a sedere. Mt. 15:29
- E gli si accostarono molte turbe che avean seco degli zoppi, dei ciechi, de' muti, degli storpi e molti altri malati; li deposero a' suoi piedi, e Gesù li guarì; Mt. 15:30
- talché la folla restò ammirata a veder che i muti parlavano, che gli storpi eran guariti, che gli zoppi camminavano, che i ciechi vedevano, e ne dette gloria all'Iddio d'Israele. Mt. 15:31
- E Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse: Io ho pietà di questa moltitudine; poiché già da tre giorni sta con me e non ha da mangiare; e non voglio rimandarli digiuni, che talora non vengano meno per via. Mt. 15:32
- Ed accostatisi a lui i Farisei e i Sadducei, per metterlo alla prova, gli chiesero di mostrar loro un segno dal cielo. Mt. 16:1
- e la mattina dite: Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo! L'aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni de' tempi non arrivate a discernerli? Mt. 16:3
- Da quell'ora Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrir molte cose dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli scribi, ed esser ucciso, e risuscitare il terzo giorno. Mt. 16:21
- E Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: Tolga ciò Iddio, Signore; questo non ti avverrà mai. Mt. 16:22
- Ma Gesù, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini. Mt. 16:23
- Allora Gesù disse ai suoi discepoli: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua. Mt. 16:24
- E che gioverà egli a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l'anima sua? O che darà l'uomo in cambio dell'anima sua? Mt. 16:26
- Perché il Figliuol dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, ed allora renderà a ciascuno secondo l'opera sua. Mt. 16:27
- E fu trasfigurato dinanzi a loro; la sua faccia risplendé come il sole, e i suoi vestiti divennero candidi come la luce. Mt. 17:2
- E Pietro prese a dire a Gesù: Signore, egli è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende: una per te, una per Mosè ed una per Elia. Mt. 17:4
- E i discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra, e furon presi da gran timore. Mt. 17:6
- E quando furon venuti alla moltitudine, un uomo gli s'accostò, gettandosi in ginocchio davanti a lui, Mt. 17:14
- E Gesù, rispondendo, disse: O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? Menatemelo qua. Mt. 17:17
- Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: Perché non l'abbiam potuto cacciar noi? Mt. 17:19
- E Gesù rispose loro: A cagion della vostra poca fede; perché in verità io vi dico: Se avete fede quanto un granel di senapa, potrete dire a questo monte: Passa di qui là, e passerà; e niente vi sarà impossibile. Mt. 17:20
- E quando furon venuti a Capernaum, quelli che riscotevano le didramme si accostarono a Pietro e dissero: Il vostro maestro non paga egli le didramme? Mt. 17:24
- In quel mentre i discepoli s'accostarono a Gesù, dicendo: Chi è dunque il maggiore nel regno de' cieli? Mt. 18:1
- Ed egli, chiamato a sé un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro Mt. 18:2
- E' venuto infatti il Figlio dell'uomo a salvare ciò che era perduto. Mt. 18:11
- Ed anche in verità vi dico: Se due di voi sulla terra s'accordano a domandare una cosa qualsiasi, quella sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. Mt. 18:19
- Poiché dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro. Mt. 18:20
- Allora Pietro, accostatosi, gli disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte? Mt. 18:21
- E Gesù a lui: Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Mt. 18:22
- E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch'era debitore di diecimila talenti. Mt. 18:24
- Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto. Mt. 18:26
- E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito. Mt. 18:27
- Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò. Mt. 18:29
- Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto l'accaduto. Mt. 18:31
- Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: Malvagio servitore, io t'ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; Mt. 18:32
- E il suo signore, adirato, lo diede in man degli aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva. Mt. 18:34
- E de' Farisei s'accostarono a lui tentandolo, e dicendo: È egli lecito di mandar via, per qualunque ragione, la propria moglie? Mt. 19:3
- Poiché vi son degli eunuchi, i quali son nati così dal seno della madre; vi son degli eunuchi, i quali sono stati fatti tali dagli uomini, e vi son degli eunuchi, i quali si son fatti eunuchi da sé a cagion del regno de' cieli. Chi è in grado di farlo lo faccia. Mt. 19:12
- Gesù però disse: Lasciate i piccoli fanciulli e non vietate loro di venire a me, perché di tali è il regno de' cieli. Mt. 19:14
- E Gesù gli rispose: Perché m'interroghi tu intorno a ciò ch'è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrar nella vita osserva i comandamenti. Mt. 19:17
- E il giovane a lui: Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora? Mt. 19:20
- E da capo vi dico: È più facile a un cammello passare per la cruna d'un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio. Mt. 19:24
- E Gesù, riguardatili fisso, disse loro: Agli uomini questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile. Mt. 19:26
- E Gesù disse loro: Io vi dico in verità che nella nuova creazione, quando il Figliuol dell'uomo sederà sul trono della sua gloria, anche voi che m'avete seguitato, sederete su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Mt. 19:28
- Poiché il regno de' cieli è simile a un padron di casa, il quale, in sul far del giorno, uscì a prender ad opra de' lavoratori per la sua vigna. Mt. 20:1
- Essi gli dissero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Egli disse loro: Andate anche voi nella vigna. Mt. 20:7
- Questi ultimi non han fatto che un'ora e tu li hai fatti pari a noi che abbiamo portato il peso della giornata e il caldo. Mt. 20:12
- Ma egli, rispondendo a un di loro, disse: Amico, io non ti fo alcun torto; non convenisti meco per un denaro? Mt. 20:13
- Prendi il tuo, e vattene; ma io voglio dare a quest'ultimo quanto a te. Mt. 20:14
- Poi Gesù, stando per salire a Gerusalemme, trasse da parte i suoi dodici discepoli; e, cammin facendo, disse loro: Mt. 20:17
- Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell'uomo sarà dato nelle mani de' capi sacerdoti e degli scribi; Mt. 20:18
- ed essi lo condanneranno a morte, e lo metteranno nelle mani dei Gentili per essere schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà. Mt. 20:19
- Allora la madre de' figliuoli di Zebedeo s'accostò a lui co' suoi figliuoli, prostrandosi e chiedendogli qualche cosa. Mt. 20:20
- Egli disse loro: Voi certo berrete il mio calice; ma quant'è al sedermi a destra o a sinistra non sta a me il darlo, ma è per quelli a cui è stato preparato dal Padre mio. Mt. 20:23
- Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: Voi sapete che i principi delle nazioni le signoreggiano, e che i grandi usano potestà sopra di esse. Mt. 20:25
- Ed ecco che due ciechi, seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide! Mt. 20:30
- Allora Gesù, mosso a pietà, toccò gli occhi loro, e in quell'istante ricuperarono la vista e lo seguirono. Mt. 20:34
- E quando furon vicini a Gerusalemme e furon giunti a Betfage, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, Mt. 21:1
- dicendo loro: Andate nella borgata che è dirimpetto a voi; e subito troverete un'asina legata, e un puledro con essa; scioglieteli e menatemeli. Mt. 21:2
- Dite alla figliuola di Sion: Ecco il tuo re viene a te, mansueto, e montato sopra un'asina, e un asinello, puledro d'asina. Mt. 21:5
- menarono l'asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli, e Gesù vi si pose a sedere. Mt. 21:7
- Allora vennero a lui, nel tempio, de' ciechi e degli zoppi, ed egli li sanò. Mt. 21:14
- E, lasciatili, se ne andò fuor della città a Betania, dove albergò. Mt. 21:17
- E Gesù, rispondendo, disse loro: Io vi dico in verità: Se aveste fede e non dubitaste, non soltanto fareste quel ch'è stato fatto al fico; ma se anche diceste a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, sarebbe fatto. Mt. 21:21
- E quando fu venuto nel tempio, i capi sacerdoti e gli anziani del popolo si accostarono a lui, mentr'egli insegnava, e gli dissero: Con quale autorità fai tu queste cose? E chi t'ha data codesta autorità? Mt. 21:23
- Risposero dunque a Gesù, dicendo: Non lo sappiamo. E anch'egli disse loro: E neppur io vi dirò con quale autorità io fo queste cose. Mt. 21:27
- Or che vi par egli? Un uomo avea due figliuoli. Accostatosi al primo disse: Figliuolo, va' oggi a lavorare nella vigna. Mt. 21:28
- Qual de' due fece la volontà del padre? Essi gli dissero: L'ultimo. E Gesù a loro: Io vi dico in verità: I pubblicani e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno di Dio. Mt. 21:31
- Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le meretrici gli hanno creduto; e voi, che avete veduto questo, neppur poi vi siete pentiti per credere a lui. Mt. 21:32
- Udite un'altra parabola: Vi era un padron di casa, il quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da spremer l'uva, e vi edificò una torre; poi l'allogò a de' lavoratori, e se n'andò in viaggio. Mt. 21:33
- Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che farà egli a que' lavoratori? Mt. 21:40
- Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo. Mt. 21:41
- E Gesù prese di nuovo a parlar loro in parabole dicendo: Mt. 22:1
- E mandò i suoi servitori a chiamare gl'invitati alle nozze; ma questi non vollero venire. Mt. 22:3
- Allora il re s'adirò, e mandò le sue truppe a sterminare quegli omicidi e ad ardere la loro città. Mt. 22:7
- Or il re, entrato per vedere quelli che erano a tavola, notò quivi un uomo che non vestiva l'abito di nozze. Mt. 22:11
- E gli mandarono i loro discepoli con gli Erodiani a dirgli: Maestro, noi sappiamo che sei verace e insegni la via di Dio secondo verità, e non ti curi d'alcuno, perché non guardi all'apparenza delle persone. Mt. 22:16
- Dicci dunque: Che te ne pare? È egli lecito pagare il tributo a Cesare, o no? Mt. 22:17
- Gli risposero: Di Cesare. Allora egli disse loro: Rendete dunque a Cesare quel ch'è di Cesare, e a Dio quel ch'è di Dio. Mt. 22:21
- In quell'istesso giorno vennero a lui de' Sadducei, i quali dicono che non v'è risurrezione, e gli domandarono: Mt. 22:23
- Or i Farisei, udito ch'egli avea chiusa la bocca a' Sadducei, si raunarono insieme; Mt. 22:34
- Ed egli a loro: Come dunque Davide, parlando per lo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: Mt. 22:43
- Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de' cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare. Mt. 23:13
- Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della geenna il doppio di voi. Mt. 23:15
- Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se giura per l'oro del tempio, resta obbligato. Mt. 23:16
- Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre. Mt. 23:23
- Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d'intemperanza. Mt. 23:25
- Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia. Mt. 23:27
- Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché edificate i sepolcri ai profeti, e adornate le tombe de' giusti e dite: Mt. 23:29
- Allora vi getteranno in tribolazione e v'uccideranno, e sarete odiati da tutte le genti a cagion del mio nome. Mt. 24:9
- E allora molti si scandalizzeranno, e si tradiranno e si odieranno a vicenda. Mt. 24:10
- E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. Mt. 24:14
- e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste. Mt. 24:18
- Or guai alle donne che saranno incinte, ed a quelle che allatteranno in que' giorni! Mt. 24:19
- E se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a cagion degli eletti, que' giorni saranno abbreviati. Mt. 24:22
- perché, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell'uomo. Mt. 24:27
- E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti dai quattro venti, dall'un capo all'altro de' cieli. Mt. 24:31
- Ma quant'è a quel giorno ed a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo. Mt. 24:36
- Infatti, come ne' giorni innanzi al diluvio si mangiava e si beveva, si prendea moglie e s'andava a marito, sino al giorno che Noè entrò nell'arca, Mt. 24:38
- Ma sappiate questo, che se il padron di casa sapesse a qual vigilia il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe forzar la sua casa. Mt. 24:43
- Qual è mai il servitore fedele e prudente che il padrone abbia costituito sui domestici per dar loro il vitto a suo tempo? Mt. 24:45
- Ma, s'egli è un malvagio servitore che dica in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire; Mt. 24:48
- e comincia a battere i suoi conservi, e a mangiare e bere con gli ubriaconi, Mt. 24:49
- e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà la sorte degl'ipocriti. Ivi sarà il pianto e lo stridor de' denti. Mt. 24:51
- Allora il regno de' cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrar lo sposo. Mt. 25:1
- Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo; e quelle che eran pronte, entraron con lui nella sala delle nozze, e l'uscio fu chiuso. Mt. 25:10
- e all'uno diede cinque talenti, a un altro due, e a un altro uno; a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. Mt. 25:15
- Subito, colui che avea ricevuto i cinque talenti andò a farli fruttare, e ne guadagnò altri cinque. Mt. 25:16
- Or dopo molto tempo, ecco il padrone di que' servitori a fare i conti con loro. Mt. 25:19
- ebbi paura, e andai a nascondere il tuo talento sotterra; eccoti il tuo. Mt. 25:25
- Toglietegli dunque il talento, e datelo a colui che ha i dieci talenti. Mt. 25:28
- Poiché a chiunque ha sarà dato, ed egli sovrabbonderà; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Mt. 25:29
- E tutte le genti saranno radunate dinanzi a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; Mt. 25:32
- Allora il Re dirà a quelli della sua destra: Venite, voi, i benedetti del Padre mio; eredate il regno che v'è stato preparato sin dalla fondazione del mondo. Mt. 25:34
- fui ignudo, e mi rivestiste; fui infermo, e mi visitaste; fui in prigione, e veniste a trovarmi. Mt. 25:36
- Quando mai t'abbiam veduto infermo o in prigione e siam venuti a trovarti? Mt. 25:39
- E il Re, rispondendo, dirà loro: In verità vi dico che in quanto l'avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me. Mt. 25:40
- Allora dirà anche a coloro dalla sinistra: Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato pel diavolo e per i suoi angeli! Mt. 25:41
- Allora risponderà loro, dicendo: In verità vi dico che in quanto non l'avete fatto ad uno di questi minimi, non l'avete fatto neppure a me. Mt. 25:45
- E questi se ne anderanno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna. Mt. 25:46
- venne a lui una donna che aveva un alabastro d'olio odorifero di gran prezzo, e lo versò sul capo di lui che stava a tavola. Mt. 26:7
- Veduto ciò, i discepoli furono indignati e dissero: A che questa perdita? Mt. 26:8
- Ma Gesù, accortosene, disse loro: Perché date noia a questa donna? Ella ha fatto un'azione buona verso di me. Mt. 26:10
- Or il primo giorno degli azzimi i discepoli s'accostarono a Gesù e gli dissero: Dove vuoi che ti prepariamo da mangiar la pasqua? Mt. 26:17
- E quando fu sera, si mise a tavola co' dodici discepoli. Mt. 26:20
- Ed essi, grandemente attristati, cominciarono a dirgli ad uno ad uno: Sono io quello, Signore? Mt. 26:22
- Certo, il Figliuol dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a quell'uomo per cui il Figliuol dell'uomo è tradito! Meglio sarebbe per cotest'uomo, se non fosse mai nato. Mt. 26:24
- E Giuda, che lo tradiva, prese a dire: Sono io quello, Maestro? E Gesù a lui: L'hai detto. Mt. 26:25
- Or mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la benedizione, lo ruppe, e dandolo a' suoi discepoli, disse: Prendete, mangiate, questo è il mio corpo. Mt. 26:26
- E Pietro a lui: Quand'anche mi convenisse morir teco, non però ti rinnegherò. E lo stesso dissero pure tutti i discepoli. Mt. 26:35
- E andato un poco innanzi, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi. Mt. 26:39
- Poi venne a' discepoli, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Così, non siete stati capaci di vegliar meco un'ora sola? Mt. 26:40
- E in quell'istante, accostatosi a Gesù, gli disse: Ti saluto, Maestro! e gli dette un lungo bacio. Mt. 26:49
- Ma Gesù gli disse: Amico, a far che sei tu qui? Allora, accostatisi, gli misero le mani addosso, e lo presero. Mt. 26:50
- Or quelli che aveano preso Gesù, lo menarono a Caiàfa, sommo sacerdote, presso il quale erano raunati gli scribi e gli anziani. Mt. 26:57
- E Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero alla corte del sommo sacerdote; ed entrato dentro, si pose a sedere con le guardie, per veder la fine. Mt. 26:58
- Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro a Gesù per farlo morire; Mt. 26:59
- E il sommo sacerdote, levatosi in piedi, gli disse: Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te? Mt. 26:62
- Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: Ti scongiuro per l'Iddio vivente a dirci se tu se' il Cristo, il Figliuol di Dio. Mt. 26:63
- Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: Non so quel che tu dica. Mt. 26:70
- E come fu uscito fuori nell'antiporto, un'altra lo vide e disse a coloro ch'eran quivi: Anche costui era con Gesù Nazareno. Mt. 26:71
- Di lì a poco, gli astanti, accostatisi, dissero a Pietro: Per certo tu pure sei di quelli, perché anche la tua parlata ti dà a conoscere. Mt. 26:73
- Allora egli cominciò ad imprecare ed a giurare: Non conosco quell'uomo! E in quell'istante il gallo cantò. Mt. 26:74
- Poi, venuta la mattina, tutti i capi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro a Gesù per farlo morire. Mt. 27:1
- E legatolo, lo menarono via e lo consegnarono a Pilato, il governatore. Mt. 27:2
- Allora s'adempì quel che fu detto dal profeta Geremia: E presero i trenta sicli d'argento, prezzo di colui ch'era stato messo a prezzo, messo a prezzo dai figliuoli d'Israele; Mt. 27:9
- Or mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: Non aver nulla che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno a cagion di lui. Mt. 27:19
- Ma i capi sacerdoti e gli anziani persuasero le turbe a chieder Barabba e far perire Gesù. Mt. 27:20
- E il governatore prese a dir loro: Qual de' due volete che vi liberi? E quelli dissero: Barabba. Mt. 27:21
- E Pilato a loro: Che farò dunque di Gesù detto Cristo? Tutti risposero: Sia crocifisso. Mt. 27:22
- E Pilato, vedendo che non riusciva a nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell'acqua e si lavò le mani in presenza della moltitudine, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi. Mt. 27:24
- Allora i soldati del governatore, tratto Gesù nel pretorio, radunarono attorno a lui tutta la coorte. Mt. 27:27
- e intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo, e una canna nella man destra; e inginocchiatisi dinanzi a lui, lo beffavano, dicendo: Salve, re de' Giudei! Mt. 27:29
- Or nell'uscire trovarono un Cireneo chiamato Simone, e lo costrinsero a portar la croce di Gesù. Mt. 27:32
- gli dettero a bere del vino mescolato con fiele; ma Gesù, assaggiatolo, non volle berne. Mt. 27:34
- Poi, dopo averlo crocifisso, spartirono i suoi vestimenti, tirando a sorte; Mt. 27:35
- e postisi a sedere, gli facevan quivi la guardia. Mt. 27:36
- Allora furon con lui crocifissi due ladroni, uno a destra e l'altro a sinistra. Mt. 27:38
- E subito un di loro corse a prendere una spugna; e inzuppatala d'aceto e postala in cima ad una canna, gli die' da bere. Mt. 27:48
- Ma gli altri dicevano; Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo. Mt. 27:49
- Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, e la terra tremò, e le rocce si schiantarono, Mt. 27:51
- ed usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di lui, entrarono nella santa città, ed apparvero a molti. Mt. 27:53
- E il centurione e quelli che con lui facean la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, temettero grandemente, dicendo: Veramente, costui era Figliuol di Dio. Mt. 27:54
- Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse rilasciato. Mt. 27:58
- Ordina dunque che il sepolcro sia sicuramente custodito fino al terzo giorno; che talora i suoi discepoli non vengano a rubarlo e dicano al popolo: È risuscitato dai morti; così l'ultimo inganno sarebbe peggiore del primo. Mt. 27:64
- Or nella notte del sabato, quando già albeggiava, il primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l'altra Maria vennero a visitare il sepolcro. Mt. 28:1
- Ma l'angelo prese a dire alle donne: Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. Mt. 28:5
- Egli non è qui, poiché è risuscitato come avea detto; venite a vedere il luogo dove giaceva. Mt. 28:6
- E andate presto a dire a' suoi discepoli: Egli è risuscitato da' morti, ed ecco, vi precede in Galilea; quivi lo vedrete. Ecco, ve l'ho detto. Mt. 28:7
- E quelle, andatesene prestamente dal sepolcro con spavento ed allegrezza grande, corsero ad annunziar la cosa a' suoi discepoli. Mt. 28:8
- Allora Gesù disse loro: Non temete; andate ad annunziare a' miei fratelli che vadano in Galilea; là mi vedranno. Mt. 28:10
- Ed essi, radunatisi con gli anziani, e tenuto consiglio, dettero una forte somma di danaro a' soldati dicendo: Mt. 28:12
- Secondo ch'egli è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via... Mc. 1:2
- E tutto il paese della Giudea e tutti quei di Gerusalemme accorrevano a lui; ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Mc. 1:5
- E predicava, dicendo: Dopo di me vien colui che è più forte di me; al quale io non son degno di chinarmi a sciogliere il legaccio de' calzari. Mc. 1:7
- e subito li chiamò; ed essi, lasciato Zebedeo loro padre nella barca con gli operai, se n'andarono dietro a lui. Mc. 1:20
- In quel mentre, si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare: Mc. 1:23
- Or la suocera di Simone era a letto con la febbre; ed essi subito gliene parlarono; Mc. 1:30
- ed egli, accostatosi, la prese per la mano e la fece levare; e la febbre la lasciò ed ella si mise a servirli. Mc. 1:31
- E un lebbroso venne a lui e buttandosi in ginocchio lo pregò dicendo: Se tu vuoi, tu puoi mondarmi! Mc. 1:40
- E Gesù, mosso a pietà, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii mondato! Mc. 1:41
- Ma colui, appena partito, si dette a proclamare e a divulgare il fatto; di modo che Gesù non poteva più entrar palesemente in città; ma se ne stava fuori in luoghi deserti, e da ogni parte la gente accorreva a lui. Mc. 1:45
- E vennero a lui alcuni che menavano un paralitico portato da quattro. Mc. 2:3
- E non potendolo far giungere fino a lui a motivo della calca, scoprirono il tetto dalla parte dov'era Gesù; e fattavi un'apertura, calarono il lettuccio sul quale il paralitico giaceva. Mc. 2:4
- lèvati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua. Mc. 2:11
- E Gesù uscì di nuovo verso il mare; e tutta la moltitudine andava a lui, ed egli li ammaestrava. Mc. 2:13
- Ed avvenne che, mentre Gesù era a tavola in casa di lui, molti pubblicani e peccatori erano anch'essi a tavola con lui e coi suoi discepoli; poiché ve n'erano molti e lo seguivano. Mc. 2:15
- E Gesù, udito ciò, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non son venuto a chiamar de' giusti, ma dei peccatori. Mc. 2:17
- Or i discepoli di Giovanni e i Farisei solevano digiunare. E vennero a Gesù e gli dissero: Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei Farisei digiunano, e i discepoli tuoi non digiunano? Mc. 2:18
- Or avvenne che in un giorno di sabato egli passava per i seminati, e i suoi discepoli, cammin facendo, si misero a svellere delle spighe. Mc. 2:23
- Com'egli, sotto il sommo sacerdote Abiatar, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani di presentazione, che a nessuno è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche a coloro che eran con lui? Mc. 2:26
- e dalla Giudea e da Gerusalemme e dalla Idumea e da oltre il Giordano e dai dintorni di Tiro e di Sidone una gran folla, udendo quante cose egli facea, venne a lui. Mc. 3:8
- Ed egli disse ai suoi discepoli che gli tenessero sempre pronta una barchetta a motivo della calca, che talora non l'affollasse. Mc. 3:9
- E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gittavano davanti a lui e gridavano: Tu sei il Figliuol di Dio! Mc. 3:11
- Poi Gesù salì sul monte e chiamò a sé quei ch'egli stesso volle, ed essi andarono a lui. Mc. 3:13
- e per mandarli a predicare con la potestà di cacciare i demonî. Mc. 3:15
- Ma egli, chiamatili a sé, diceva loro in parabole: Come può Satana cacciar Satana? Mc. 3:23
- E giunsero sua madre ed i suoi fratelli; e fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. Mc. 3:31
- Gesù prese di nuovo ad insegnare presso il mare: e una gran moltitudine si radunò intorno a lui; talché egli, montato in una barca, vi sedette stando in mare, mentre tutta la moltitudine era a terra sulla riva. Mc. 4:1
- Udite: Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mc. 4:3
- Ed altre parti caddero nella buona terra; e portaron frutto che venne su e crebbe, e giunsero a dare qual trenta, qual sessanta e qual cento. Mc. 4:8
- Ed egli disse loro: A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a quelli che son di fuori, tutto è presentato per via di parabole, affinché: Mc. 4:11
- e non hanno in sé radice ma son di corta durata; e poi, quando venga tribolazione o persecuzione a cagion della Parola, son subito scandalizzati. Mc. 4:17
- Diceva loro ancora: Ponete mente a ciò che voi udite. Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi; e a voi sarà data anche la giunta; Mc. 4:24
- poiché a chi ha sarà dato, e a chi non ha, anche quello che ha gli sarà tolto. Mc. 4:25
- Diceva ancora: A che assomiglieremo il regno di Dio, o con qual parabola lo rappresenteremo? Mc. 4:30
- Or egli stava a poppa, dormendo sul guanciale. I discepoli lo destano e gli dicono: Maestro, non ti curi tu che noi periamo? Mc. 4:38
- Or quivi pel monte stava a pascolare un gran branco di porci. Mc. 5:11
- Ed egli lo permise loro. E gli spiriti immondi, usciti, entrarono ne' porci, ed il branco si avventò giù a precipizio nel mare. Eran circa duemila ed affogarono nel mare. Mc. 5:13
- E quelli che li pasturavano fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna; e la gente andò a vedere ciò che era avvenuto. Mc. 5:14
- E vennero a Gesù, e videro l'indemoniato seduto, vestito ed in buon senno, lui che aveva avuto la legione; e s'impaurirono. Mc. 5:15
- Ed essi presero a pregar Gesù che se ne andasse dai loro confini. Mc. 5:17
- E Gesù non glielo permise, ma gli disse: Va' a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatto, e come egli ha avuto pietà di te. Mc. 5:19
- E quello se ne andò e cominciò a pubblicare per la Decapoli le grandi cose che Gesù avea fatto per lui. E tutti si maravigliarono. Mc. 5:20
- Ed essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, una gran moltitudine si radunò attorno a lui; ed egli stava presso il mare. Mc. 5:21
- e lo prega istantemente, dicendo: la mia figliuolina è agli estremi. Vieni a metter sopra lei le mani; affinché sia salva e viva. Mc. 5:23
- Se riesco a toccare non foss'altro che le sue vesti, sarò salva. Mc. 5:28
- E non permise ad alcuno di accompagnarlo, salvo che a Pietro, a Giacomo e a Giovanni, fratello di Giacomo. Mc. 5:37
- E giungono a casa del capo della sinagoga; ed egli vede del tumulto e gente che piange ed urla forte. Mc. 5:38
- Poi chiamò a sé i dodici e cominciò a mandarli a due a due; e dette loro potestà sugli spiriti immondi. Mc. 6:7
- Poiché esso Erode avea fatto arrestare Giovanni e l'avea fatto incatenare in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello, ch'egli, Erode, avea sposata. Mc. 6:17
- Costei, uscita, domandò a sua madre: Che chiederò? E quella le disse: La testa di Giovanni Battista. Mc. 6:24
- Il re ne fu grandemente attristato; ma a motivo de' giuramenti fatti e de' commensali, non volle dirle di no; Mc. 6:26
- E quegli andò, lo decapitò nella prigione, e ne portò la testa in un piatto; e la dette alla fanciulla, e la fanciulla la dette a sua madre. Mc. 6:28
- I discepoli di Giovanni, udita la cosa, andarono a prendere il suo corpo e lo deposero in un sepolcro. Mc. 6:29
- E molti li videro partire e li riconobbero; e da tutte le città accorsero là a piedi e vi giunsero prima di loro. Mc. 6:33
- licenziali, affinché vadano per le campagne e per i villaggi d'intorno a comprarsi qualcosa da mangiare. Mc. 6:36
- Ma egli rispose loro: Date lor voi da mangiare. Ed essi a lui: Andremo noi a comprare per dugento denari di pane e daremo loro da mangiare? Mc. 6:37
- Ed egli domandò loro: Quanti pani avete? andate a vedere. Ed essi, accertatisi, risposero: Cinque, e due pesci. Mc. 6:38
- Allora egli comandò loro di farli accomodar tutti a brigate sull'erba verde; Mc. 6:39
- Subito dopo Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca e a precederlo sull'altra riva, verso Betsaida, mentre egli licenzierebbe la moltitudine. Mc. 6:45
- E preso commiato, se ne andò sul monte a pregare. Mc. 6:46
- E fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra. Mc. 6:47
- E vedendoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte, andò alla loro volta, camminando sul mare; e voleva oltrepassarli; Mc. 6:48
- ma essi, vedutolo camminar sul mare, pensarono che fosse un fantasma e si dettero a gridare; Mc. 6:49
- Passati all'altra riva, vennero a Gennesaret e vi presero terra. Mc. 6:53
- corse per tutto il paese e cominciarono a portare qua e là i malati sui loro lettucci, dovunque sentivano dire ch'egli si trovasse. Mc. 6:55
- voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban, (vale a dire, offerta a Dio), Mc. 7:11
- non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; Mc. 7:12
- Poi chiamata a sé di nuovo la moltitudine, diceva loro: Ascoltatemi tutti ed intendete: Mc. 7:14
- Ma Gesù le disse: Lascia che prima siano saziati i figliuoli; ché non è bene prendere il pan de' figliuoli per buttarlo a' cagnolini. Mc. 7:27
- E la donna, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto e il demonio uscito di lei. Mc. 7:30
- E gli menarono un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gl'imponesse la mano. Mc. 7:32
- In que' giorni, essendo di nuovo la folla grandissima, e non avendo ella da mangiare, Gesù, chiamati a sé i discepoli, disse loro: Mc. 8:1
- E se li rimando a casa digiuni, verranno meno per via; e ve n'hanno alcuni che son venuti da lontano. Mc. 8:3
- Avevano anche alcuni pochi pescetti; ed egli, fatta la benedizione, comandò di porre anche quelli dinanzi a loro. Mc. 8:7
- E i Farisei si recaron colà e si misero a disputar con lui, chiedendogli, per metterlo alla prova, un segno dal cielo. Mc. 8:11
- Ma egli, dopo aver sospirato nel suo spirito, disse: Perché questa generazione chiede ella un segno? In verità io vi dico: Non sarà dato alcun segno a questa generazione. Mc. 8:12
- E Gesù lo rimandò a casa sua e gli disse: Non entrar neppure nel villaggio. Mc. 8:26
- Poi cominciò ad insegnar loro ch'era necessario che il Figliuol dell'uomo soffrisse molte cose, e fosse reietto dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e fosse ucciso, e in capo a tre giorni risuscitasse. Mc. 8:31
- E diceva queste cose apertamente. E Pietro, trattolo da parte, prese a rimproverarlo. Mc. 8:32
- E chiamata a sé la folla coi suoi discepoli, disse loro: Se uno vuol venir dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua. Mc. 8:34
- E Pietro rivoltosi a Gesù: Maestro, disse, egli è bene che stiamo qui; facciamo tre tende; una per te, una per Mosè, ed una per Elia. Mc. 9:5
- E venuti ai discepoli, videro intorno a loro una gran folla, e degli scribi che discutevan con loro. Mc. 9:14
- E subito tutta la folla, veduto Gesù, sbigottì e accorse a salutarlo. Mc. 9:15
- e dovunque esso lo prende, lo atterra; ed egli schiuma, stride dei denti e rimane stecchito. Ho detto a' tuoi discepoli che lo cacciassero, ma non hanno potuto. Mc. 9:18
- E Gesù, rispondendo, disse loro: O generazione incredula! Fino a quando sarò io con voi? Fino a quando vi sopporterò? Menatemelo. Mc. 9:19
- E Gesù: Dici: Se puoi?! Ogni cosa è possibile a chi crede. Mc. 9:23
- E vennero a Capernaum; e quand'egli fu in casa, domandò loro: Di che discorrevate per via? Mc. 9:33
- Ed egli postosi a sedere, chiamò i dodici e disse loro: Se alcuno vuol essere il primo, dovrà essere l'ultimo di tutti e il servitor di tutti. Mc. 9:35
- E preso un piccolo fanciullo, lo pose in mezzo a loro; e recatoselo in braccio disse loro: Mc. 9:36
- Poiché chi non è contro a noi, è per noi. Mc. 9:40
- Perché chiunque vi avrà dato a bere un bicchier d'acqua in nome mio perché siete di Cristo, in verità vi dico che non perderà punto il suo premio. Mc. 9:41
- Poi, levatosi di là, se ne andò sui confini della Giudea, ed oltre il Giordano; e di nuovo si raunarono presso a lui delle turbe; ed egli di nuovo, come soleva, le ammaestrava. Mc. 10:1
- E Gesù, veduto ciò, s'indignò e disse loro: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me; non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio. Mc. 10:14
- Or com'egli usciva per mettersi in cammino, un tale accorse e inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna? Mc. 10:17
- E i discepoli sbigottirono a queste sue parole. E Gesù da capo replicò loro: Figliuoli, quant'è malagevole a coloro che si confidano nelle ricchezze entrare nel regno di Dio! Mc. 10:24
- È più facile a un cammello passare per la cruna d'un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio. Mc. 10:25
- E Gesù, riguardatili, disse: Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché tutto è possibile a Dio. Mc. 10:27
- E Pietro prese a dirgli: Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e t'abbiam seguitato. Mc. 10:28
- il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figliuoli, campi, insieme a persecuzioni; e nel secolo avvenire, la vita eterna. Mc. 10:30
- Or erano per cammino salendo a Gerusalemme, e Gesù andava innanzi a loro; ed essi erano sbigottiti; e quelli che lo seguivano eran presi da timore. Ed egli, tratti di nuovo da parte i dodici, prese a dir loro le cose che gli avverrebbero: Mc. 10:32
- Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell'uomo sarà dato nelle mani de' capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte e lo metteranno nelle mani dei Gentili; Mc. 10:33
- E Giacomo e Giovanni, figliuoli di Zebedeo, si accostarono a lui, dicendogli: Maestro, desideriamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo. Mc. 10:35
- ma quant'è al sedermi a destra o a sinistra, non sta a me il darlo, ma è per quelli cui è stato preparato. Mc. 10:40
- E i dieci, udito ciò, presero a indignarsi di Giacomo e di Giovanni. Mc. 10:41
- Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: Voi sapete che quelli che son reputati principi delle nazioni, le signoreggiano; e che i loro grandi usano potestà sopra di esse. Mc. 10:42
- E udito che chi passava era Gesù il Nazareno, prese a gridare e a dire: Gesù, Figliuol di Davide, abbi pietà di me! Mc. 10:47
- E il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne a Gesù. Mc. 10:50
- E Gesù, rivoltosi a lui, gli disse: Che vuoi tu ch'io ti faccia? E il cieco gli rispose: Rabbuni, ch'io ricuperi la vista. Mc. 10:51
- E quando furon giunti vicino a Gerusalemme, a Betfage e Betania, presso al monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli, Mc. 11:1
- e disse loro: Andate nella borgata che è dirimpetto a voi; e subito, appena entrati, troverete legato un puledro d'asino, sopra il quale non è montato ancora alcuno; scioglietelo e menatemelo. Mc. 11:2
- Ed essi menarono il puledro a Gesù, e gettarono su quello i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. Mc. 11:7
- E Gesù entrò in Gerusalemme, nel tempio; e avendo riguardata ogni cosa attorno attorno, essendo già l'ora tarda, uscì per andare a Betania coi dodici. Mc. 11:11
- E veduto di lontano un fico che avea delle foglie andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient'altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi. Mc. 11:13
- E Gesù prese a dire al fico: Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te! E i suoi discepoli udirono. Mc. 11:14
- E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de' cambiamonete e le sedie de' venditori di colombi; Mc. 11:15
- In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. Mc. 11:23
- E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli. Mc. 11:25
- Poi vennero di nuovo in Gerusalemme; e mentr'egli passeggiava per il tempio, i capi sacerdoti e gli scribi e gli anziani s'accostarono a lui e gli dissero: Mc. 11:27
- E risposero a Gesù: Non lo sappiamo. E Gesù disse loro: E neppur io vi dico con quale autorità fo queste cose. Mc. 11:33
- E prese a dir loro in parabole: Un uomo piantò una vigna e le fece attorno una siepe e vi scavò un luogo da spremer l'uva e vi edificò una torre; l'allogò a de' lavoratori, e se ne andò in viaggio. Mc. 12:1
- E a suo tempo mandò a que' lavoratori un servitore per ricevere da loro de' frutti della vigna. Mc. 12:2
- Ma essi, presolo, lo batterono e lo rimandarono a vuoto. Mc. 12:3
- Ed essi, venuti, gli dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che non ti curi d'alcuno, perché non guardi all'apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. È egli lecito pagare il tributo a Cesare o no? Dobbiamo darlo o non darlo? Mc. 12:14
- Allora Gesù disse loro: Rendete a Cesare quel ch'è di Cesare, e a Dio quel ch'è di Dio. Ed essi si maravigliarono di lui. Mc. 12:17
- Poi vennero a lui de' Sadducei, i quali dicono che non v'è risurrezione, e gli domandarono: Mc. 12:18
- Maestro, Mosè ci lasciò scritto che se il fratello di uno muore e lascia moglie senza figliuoli, il fratello ne prenda la moglie e susciti progenie a suo fratello. Mc. 12:19
- E Gesù, insegnando nel tempio, prese a dire: Come dicono gli scribi che il Cristo è figliuolo di Davide? Mc. 12:35
- E postosi a sedere dirimpetto alla cassa delle offerte, stava guardando come la gente gettava danaro nella cassa; e molti ricchi ne gettavano assai. Mc. 12:41
- E Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: In verità io vi dico che questa povera vedova ha gettato nella cassa delle offerte più di tutti gli altri; Mc. 12:43
- E Gesù prese a dir loro: Guardate che nessuno vi seduca! Mc. 13:5
- Or badate a voi stessi! Vi daranno in man de' tribunali e sarete battuti nelle sinagoghe e sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per cagion mia, affinché ciò serva loro di testimonianza. Mc. 13:9
- E quando vi meneranno per mettervi nelle loro mani, non state innanzi in sollecitudine di ciò che avrete a dire, ma dite quel che vi sarà dato in quell'ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo. Mc. 13:11
- E sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; ma chi avrà sostenuto sino alla fine, sarà salvato. Mc. 13:13
- e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste. Mc. 13:16
- Or guai alle donne che saranno incinte ed a quelle che allatteranno in que' giorni! Mc. 13:17
- E se il Signore non avesse abbreviato que' giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagion dei suoi proprî eletti, egli ha abbreviato que' giorni. Mc. 13:20
- Ma quant'è a quel giorno ed a quell'ora, nessuno li sa, neppur gli angeli nel cielo, né il Figliuolo, ma solo il Padre. Mc. 13:32
- Egli è come se un uomo, andando in viaggio, lasciasse la sua casa e ne desse la potestà ai suoi servitori, a ciascuno il compito suo, e al portinaio comandasse di vegliare. Mc. 13:34
- Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padron di casa: se a sera, a mezzanotte, o al cantar del gallo o la mattina; Mc. 13:35
- Ora, quel che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate. Mc. 13:37
- Ed essendo egli in Betania, nella casa di Simone il lebbroso, mentre era a tavola, venne una donna che aveva un alabastro d'olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo; e rotto l'alabastro, glielo versò sul capo. Mc. 14:3
- Questo olio si sarebbe potuto vendere più di trecento danari e darli ai poveri. E fremevano contro a lei. Mc. 14:5
- E mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: In verità io vi dico che uno di voi, il quale mangia meco, mi tradirà. Mc. 14:18
- Essi cominciarono ad attristarsi e a dirgli ad uno ad uno: Sono io desso? Mc. 14:19
- Certo il Figliuol dell'uomo se ne va, com'è scritto di lui; ma guai a quell'uomo per cui il Figliuol dell'uomo è tradito! Ben sarebbe per quell'uomo di non esser nato! Mc. 14:21
- In verità io vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino a quel giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio. Mc. 14:25
- E andato un poco innanzi, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell'ora passasse oltre da lui. Mc. 14:35
- E venne, e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: Simone, dormi tu? non sei stato capace di vegliare un'ora sola? Mc. 14:37
- E come fu giunto, subito si accostò a lui e disse: Maestro! e lo baciò. Mc. 14:45
- E Gesù, rivolto a loro, disse: Voi siete usciti con ispade e bastoni come contro ad un ladrone per pigliarmi. Mc. 14:48
- E Pietro lo avea seguito da lungi, fin dentro la corte del sommo sacerdote, ove stava a sedere con le guardie e si scaldava al fuoco. Mc. 14:54
- Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche testimonianza contro a Gesù per farlo morire; e non ne trovavano alcuna. Mc. 14:55
- Poiché molti deponevano il falso contro a lui; ma le testimonianze non erano concordi. Mc. 14:56
- Ed alcuni, levatisi, testimoniarono falsamente contro a lui dicendo: Mc. 14:57
- Allora il sommo sacerdote, levatosi in piè quivi in mezzo, domandò a Gesù: Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te? Mc. 14:60
- Ed alcuni presero a sputargli addosso ed a velargli la faccia e a dargli dei pugni e a dirgli: Indovina, profeta! E le guardie presero a schiaffeggiarlo. Mc. 14:65
- E la serva, vedutolo, cominciò di nuovo a dire a quelli ch'eran quivi presenti: Costui è di quelli. Ma egli daccapo lo negò. Mc. 14:69
- E di nuovo, di lì a poco, quelli ch'erano quivi, dicevano a Pietro: Per certo tu sei di quelli, perché poi sei galileo. Mc. 14:70
- Ma egli prese ad imprecare ed a giurare: Non conosco quell'uomo che voi dite. Mc. 14:71
- E subito, per la seconda volta, il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: Avanti che il gallo abbia cantato due volte, tu mi rinnegherai tre volte. Ed a questo pensiero si mise a piangere. Mc. 14:72
- C'era allora in prigione un tale chiamato Barabba, insieme a de' sediziosi, i quali, nella sedizione, avean commesso omicidio. Mc. 15:7
- E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch'e' facesse come sempre avea lor fatto. Mc. 15:8
- Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. Mc. 15:11
- e cominciarono a salutarlo: Salve, Re de' Giudei! Mc. 15:18
- E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui. Mc. 15:19
- E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi. Mc. 15:21
- Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno. Mc. 15:24
- E uno di loro corse, e inzuppata d'aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù. Mc. 15:36
- E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Mc. 15:38
- E il centurione ch'era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest'uomo era Figliuol di Dio! Mc. 15:39
- le quali, quand'egli era in Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre, che eran salite con lui a Gerusalemme. Mc. 15:41
- venne Giuseppe d'Arimatea, consigliere onorato, il quale aspettava anch'egli il Regno di Dio; e, preso ardire, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù. Mc. 15:43
- Pilato si maravigliò ch'egli fosse già morto; e chiamato a sé il centurione, gli domandò se era morto da molto tempo; Mc. 15:44
- e saputolo dal centurione, donò il corpo a Giuseppe. Mc. 15:45
- E passato il sabato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo e Salome comprarono degli aromi per andare a imbalsamar Gesù. Mc. 16:1
- Ed essendo entrate nel sepolcro, videro un giovinetto, seduto a destra, vestito d'una veste bianca, e furono spaventate. Mc. 16:5
- Ma andate a dire ai suoi discepoli ed a Pietro, ch'egli vi precede in Galilea; quivi lo vedrete, come v'ha detto. Mc. 16:7
- Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale avea cacciato sette demonî. Mc. 16:9
- Costei andò ad annunziarlo a coloro ch'erano stati con lui, i quali facean cordoglio e piangevano. Mc. 16:10
- Or dopo questo, apparve in altra forma a due di loro ch'erano in cammino per andare ai campi; Mc. 16:12
- e questi andarono ad annunziarlo agli altri; ma neppure a quelli credettero. Mc. 16:13
- Di poi, apparve agli undici, mentre erano a tavola; e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avean creduto a quelli che l'avean veduto risuscitato. Mc. 16:14
- E quelli se ne andarono a predicare da per tutto, operando il Signore con essi e confermando la Parola coi segni che l'accompagnavano. Mc. 16:20
- è parso bene anche, a me dopo essermi accuratamente informato d'ogni cosa dall'origine, di scrivertene per ordine, o eccellentissimo Teofilo, Lc. 1:3
- Or avvenne che esercitando Zaccaria il sacerdozio dinanzi a Dio nell'ordine della sua muta, Lc. 1:8
- secondo l'usanza del sacerdozio, gli toccò a sorte d'entrar nel tempio del Signore per offrirvi il profumo; Lc. 1:9
- ed egli andrà innanzi a lui con lo spirito e con la potenza d'Elia, per volgere i cuori de' padri ai figliuoli e i ribelli alla saviezza de' giusti, affin di preparare al Signore un popolo ben disposto. Lc. 1:17
- E Zaccaria disse all'angelo: A che conoscerò io questo? Perch'io son vecchio e mia moglie è avanti nell'età. Lc. 1:18
- E l'angelo, rispondendo, gli disse: Io son Gabriele che sto davanti a Dio; e sono stato mandato a parlarti e recarti questa buona notizia. Lc. 1:19
- Ed ecco, tu sarai muto, e non potrai parlare fino al giorno che queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno a suo tempo. Lc. 1:20
- E quando furon compiuti i giorni del suo ministerio, egli se ne andò a casa sua. Lc. 1:23
- Ecco quel che il Signore ha fatto per me ne' giorni nei quali ha rivolto a me lo sguardo per togliere il mio vituperio fra gli uomini. Lc. 1:25
- Ed ella fu turbata a questa parola, e si domandava che cosa volesse dire un tal saluto. Lc. 1:29
- e a gran voce esclamò: Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno! Lc. 1:42
- ha ricolmato di beni i famelici, e ha rimandati a vuoto i ricchi. Lc. 1:53
- E Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua. Lc. 1:56
- Ed ecco che nell'ottavo giorno vennero a circoncidere il bambino, e lo chiamavano Zaccaria dal nome di suo padre. Lc. 1:59
- Allora sua madre prese a parlare e disse: No, sarà invece chiamato Giovanni. Lc. 1:60
- E tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città. Lc. 2:3
- a farsi registrare con Maria sua sposa, che era incinta. Lc. 2:5
- ed ella diè alla luce il suo figliuolo primogenito, e lo fasciò, e lo pose a giacere in una mangiatoia perché non v'era posto per loro nell'albergo. Lc. 2:7
- E un angelo del Signore si presentò ad essi e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e temettero di gran timore. Lc. 2:9
- Gloria a Dio ne' luoghi altissimi, pace in terra fra gli uomini ch'Egli gradisce! Lc. 2:14
- E avvenne che quando gli angeli se ne furono andati da loro verso il cielo, i pastori presero a dire tra loro: Passiamo fino a Betleem e vediamo questo che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere. Lc. 2:15
- Ed egli, mosso dallo Spirito, venne nel tempio; e come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, Lc. 2:27
- che hai preparata dinanzi a tutti i popoli Lc. 2:31
- E Simeone li benedisse, e disse a Maria, madre di lui: Ecco, questi è posto a caduta ed a rialzamento di molti in Israele, e per segno a cui si contradirà Lc. 2:34
- (e a te stessa una spada trapasserà l'anima), affinché i pensieri di molti cuori sieno rivelati. Lc. 2:35
- era rimasta vedova ed avea raggiunto gli ottantaquattro anni. Ella non si partiva mai dal tempio, servendo a Dio notte e giorno con digiuni ed orazioni. Lc. 2:37
- Sopraggiunta in quell'istessa ora, lodava anch'ella Iddio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Lc. 2:38
- E come ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazaret, loro città. Lc. 2:39
- Or i suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Lc. 2:41
- E quando egli fu giunto ai dodici anni, salirono a Gerusalemme, secondo l'usanza della festa; Lc. 2:42
- i quali, stimando ch'egli fosse nella comitiva, camminarono una giornata, e si misero a cercarlo fra i parenti e i conoscenti; Lc. 2:44
- e, non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme facendone ricerca. Lc. 2:45
- Ed avvenne che tre giorni dopo lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo a' dottori, che li ascoltava e faceva loro delle domande; Lc. 2:46
- E discese con loro, e venne a Nazaret, e stava loro sottomesso. E sua madre serbava tutte queste cose in cuor suo. Lc. 2:51
- E Gesù cresceva in sapienza e in statura, e in grazia dinanzi a Dio e agli uomini. Lc. 2:52
- sotto i sommi sacerdoti Anna e Caiafa, la parola di Dio fu diretta a Giovanni, figliuol di Zaccaria, nel deserto. Lc. 3:2
- Giovanni dunque diceva alle turbe che uscivano per esser battezzate da lui: Razza di vipere, chi v'ha mostrato a fuggir dall'ira a venire? Lc. 3:7
- Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento, e non vi mettete a dire in voi stessi: Noi abbiamo Abramo per padre! Perché vi dico che Iddio può da queste pietre far sorgere dei figliuoli ad Abramo. Lc. 3:8
- Ed egli rispondeva loro: Chi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto. Lc. 3:11
- Lo interrogaron pure de' soldati, dicendo: E noi, che dobbiam fare? Ed egli a loro: Non fate estorsioni, né opprimete alcuno con false denunzie, e contentatevi della vostra paga. Lc. 3:14
- Or stando il popolo in aspettazione e domandandosi tutti in cuor loro riguardo a Giovanni se talora non fosse lui il Cristo, Lc. 3:15
- Giovanni rispose, dicendo a tutti: Ben vi battezzo io con acqua; ma vien colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco. Lc. 3:16
- aggiunse a tutte le altre anche questa, di rinchiudere Giovanni in prigione. Lc. 3:20
- e lo Spirito Santo scese su lui in forma corporea a guisa di colomba; e venne una voce dal cielo: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto. Lc. 3:22
- E il diavolo gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, di' a questa pietra che diventi pane. Lc. 4:3
- Ti darò tutta quanta questa potenza e la gloria di questi regni; perch'essa mi è stata data, e la do a chi voglio. Lc. 4:6
- E Gesù, rispondendo, gli disse: Sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e a lui solo rendi il tuo culto. Lc. 4:8
- Poi lo menò a Gerusalemme e lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: Se tu sei Figliuolo di Dio, gettati giù di qui; Lc. 4:9
- perché sta scritto: Egli ordinerà ai suoi angeli intorno a te, che ti proteggano; Lc. 4:10
- E venne a Nazaret, dov'era stato allevato; e com'era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga, e alzatosi per leggere, Lc. 4:16
- Lo Spirito del Signore è sopra me; per questo egli mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato a bandir liberazione a' prigionieri, ed ai ciechi ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi, Lc. 4:18
- e a predicare l'anno accettevole del Signore. Lc. 4:19
- Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi in lui. Lc. 4:20
- Ed egli prese a dir loro: Oggi, s'è adempiuta questa scrittura, e voi l'udite. Lc. 4:21
- eppure a nessuna di esse fu mandato Elia, ma fu mandato a una vedova in Sarepta di Sidon. Lc. 4:26
- Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò. Lc. 4:30
- E scese a Capernaum, città di Galilea; e vi stava ammaestrando la gente nei giorni di sabato. Lc. 4:31
- E Gesù lo sgridò, dicendo: Ammutolisci, ed esci da quest'uomo! E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male. Lc. 4:35
- Ed egli, chinatosi verso di lei, sgridò la febbre, e la febbre la lasciò; ed ella, alzatasi prontamente, si mise a servirli. Lc. 4:39
- E sul tramontar del sole, tutti quelli che aveano degli infermi di varie malattie, li menavano a lui; ed egli li guariva, imponendo le mani a ciascuno. Lc. 4:40
- Poi, fattosi giorno, uscì e andò in un luogo deserto; e le turbe lo cercavano e giunsero fino a lui; e lo trattenevano perché non si partisse da loro. Lc. 4:42
- vide due barche ferme a riva, dalle quali erano smontati i pescatori e lavavano le reti. Lc. 5:2
- E com'ebbe cessato di parlare, disse a Simone: Prendi il largo, e calate le reti per pescare. Lc. 5:4
- E fecero segno a' loro compagni dell'altra barca, di venire ad aiutarli. E quelli vennero, e riempirono ambedue le barche, talché affondavano. Lc. 5:7
- Simon Pietro, veduto ciò, si gettò a' ginocchi di Gesù, dicendo: Signore, dipàrtiti da me, perché son uomo peccatore. Lc. 5:8
- e così pure Giacomo e Giovanni, figliuoli di Zebedeo, ch'eran socî di Simone. E Gesù disse a Simone: Non temere: da ora innanzi sarai pescator d'uomini. Lc. 5:10
- Ed essi, tratte le barche a terra, lasciarono ogni cosa e lo seguirono. Lc. 5:11
- Ed avvenne che, trovandosi egli in una di quelle città, ecco un uomo pien di lebbra, il quale, veduto Gesù e gettatosi con la faccia a terra, lo pregò dicendo: Signore, se tu vuoi, tu puoi mondarmi. Lc. 5:12
- E Gesù gli comandò di non dirlo a nessuno: Ma va', gli disse, mostrati al sacerdote ed offri per la tua purificazione quel che ha prescritto Mosè; e ciò serva loro di testimonianza. Lc. 5:14
- Ed ecco degli uomini che portavano sopra un letto un paralitico, e cercavano di portarlo dentro e di metterlo davanti a lui. Lc. 5:18
- E non trovando modo d'introdurlo a motivo della calca, salirono sul tetto, e fatta un'apertura fra i tegoli, lo calaron giù col suo lettuccio, in mezzo alla gente, davanti a Gesù. Lc. 5:19
- Allora gli scribi e i Farisei cominciarono a ragionare, dicendo: Chi è costui che pronunzia bestemmie? Chi può rimettere i peccati se non Dio solo? Lc. 5:21
- Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, prese a dir loro: Che ragionate ne' vostri cuori? Lc. 5:22
- Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell'uomo ha sulla terra autorità di rimettere i peccati: Io tel dico (disse al paralitico), levati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua. Lc. 5:24
- E in quell'istante, alzatosi in presenza loro e preso il suo giaciglio, se ne andò a casa sua, glorificando Iddio. Lc. 5:25
- Ed egli, lasciata ogni cosa, si levò e si mise a seguirlo. Lc. 5:28
- E Levi gli fece un gran convito in casa sua; e c'era gran folla di pubblicani e d'altri che erano a tavola con loro. Lc. 5:29
- Io non son venuto a chiamar de' giusti, ma de' peccatori a ravvedimento. Lc. 5:32
- Com'entrò nella casa di Dio, e prese i pani di presentazione, e ne mangiò e ne diede anche a coloro che eran con lui, quantunque non sia lecito mangiarne se non ai soli sacerdoti? Lc. 6:4
- Poi Gesù disse loro: Io domando a voi: È lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla? Lc. 6:9
- E girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell'uomo: Stendi la mano! Egli fece così, e la sua mano tornò sana. Lc. 6:10
- Ed essi furon ripieni di furore e discorreano fra loro di quel che potrebbero fare a Gesù. Lc. 6:11
- Or avvenne in que' giorni ch'egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in orazione a Dio. Lc. 6:12
- E quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli, e ne elesse dodici, ai quali dette anche il nome di apostoli: Lc. 6:13
- Rallegratevi in quel giorno e saltate di letizia, perché, ecco, il vostro premio è grande ne' cieli; poiché i padri loro facean lo stesso a' profeti. Lc. 6:23
- Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Lc. 6:24
- Guai a voi che siete ora satolli, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché farete cordoglio e piangerete. Lc. 6:25
- Guai a voi quando tutti gli uomini diran bene di voi, perché i padri loro facean lo stesso coi falsi profeti. Lc. 6:26
- Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che v'odiano; Lc. 6:27
- A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l'altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica. Lc. 6:29
- Da' a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare. Lc. 6:30
- E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro. Lc. 6:31
- E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, qual grazia ve ne viene? Anche i peccatori fanno lo stesso. Lc. 6:33
- E se prestate a quelli dai quali sperate ricevere, qual grazia ne avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto. Lc. 6:34
- Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi. Lc. 6:38
- Chiunque viene a me ed ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi somiglia. Lc. 6:47
- e il centurione, avendo udito parlar di Gesù, gli mandò degli anziani de' Giudei per pregarlo che venisse a salvare il suo servitore. Lc. 7:3
- Ed essi, presentatisi a Gesù, lo pregavano istantemente, dicendo: Egli è degno che tu gli conceda questo; Lc. 7:4
- E Gesù s'incamminò con loro; e ormai non si trovava più molto lontano dalla casa, quando il centurione mandò degli amici a dirgli: Signore, non ti dare questo incomodo, perch'io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; Lc. 7:6
- E quando gl'inviati furon tornati a casa, trovarono il servitore guarito. Lc. 7:10
- E come fu presso alla porta della città, ecco che si portava a seppellire un morto, figliuolo unico di sua madre; e questa era vedova; e una gran moltitudine della città era con lei. Lc. 7:12
- E il morto si levò a sedere e cominciò a parlare. E Gesù lo diede a sua madre. Lc. 7:15
- E questo dire intorno a Gesù si sparse per tutta la Giudea e per tutto il paese circonvicino. Lc. 7:17
- Ed egli, chiamati a sé due dei suoi discepoli, li mandò al Signore a dirgli: Sei tu colui che ha da venire o ne aspetteremo noi un altro? Lc. 7:19
- E quelli, presentatisi a Gesù, gli dissero: Giovanni Battista ci ha mandati da te a dirti: Sei tu colui che ha da venire, o ne aspetteremo noi un altro? Lc. 7:20
- In quella stessa ora, Gesù guarì molti di malattie, di flagelli e di spiriti maligni, e a molti ciechi donò la vista. Lc. 7:21
- E, rispondendo, disse loro: Andate a riferire a Giovanni quel che avete veduto e udito: i ciechi ricuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano, l'Evangelo è annunziato ai poveri. Lc. 7:22
- Quando i messi di Giovanni se ne furono andati, Gesù prese a dire alle turbe intorno a Giovanni: Che andaste a vedere nel deserto? Una canna dimenata dal vento? Lc. 7:24
- Ma che andaste a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Ecco, quelli che portano de' vestimenti magnifici e vivono in delizie, stanno nei palazzi dei re. Lc. 7:25
- Ma che andaste a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e uno più che profeta. Lc. 7:26
- Egli è colui del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo cospetto che preparerà la tua via dinanzi a te. Lc. 7:27
- E tutto il popolo che l'ha udito, ed anche i pubblicani, hanno reso giustizia a Dio, facendosi battezzare del battesimo di Giovanni; Lc. 7:29
- A chi dunque assomiglierò gli uomini di questa generazione? E a chi sono simili? Lc. 7:31
- Sono simili ai fanciulli che stanno a sedere in piazza, e gridano gli uni agli altri: Vi abbiam sonato il flauto e non avete ballato; abbiam cantato dei lamenti e non avete pianto. Lc. 7:32
- Or uno de' Farisei lo pregò di mangiare da lui; ed egli, entrato in casa del Fariseo, si mise a tavola. Lc. 7:36
- Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo ch'egli era a tavola in casa del Fariseo, portò un alabastro d'olio odorifero; Lc. 7:37
- e stando a' piedi di lui, di dietro, piangendo cominciò a rigargli di lagrime i piedi, e li asciugava coi capelli del suo capo; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l'olio. Lc. 7:38
- E voltosi alla donna, disse a Simone: Vedi questa donna? Io sono entrato in casa tua, e tu non m'hai dato dell'acqua ai piedi; ma ella mi ha rigato i piedi di lagrime e li ha asciugati co' suoi capelli. Lc. 7:44
- Per la qual cosa, io ti dico: Le sono rimessi i suoi molti peccati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è rimesso, poco ama. Lc. 7:47
- E quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire dentro di sé: Chi è costui che rimette anche i peccati? Lc. 7:49
- Or come si raunava gran folla e la gente d'ogni città accorreva a lui, egli disse in parabola: Lc. 8:4
- Il seminatore uscì a seminar la sua semenza; e mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada, e fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono. Lc. 8:5
- Ed egli disse: A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri se ne parla in parabole, affinché vedendo non veggano, e udendo non intendano. Lc. 8:10
- E quel ch'è caduto fra le spine, son coloro che hanno udito, ma se ne vanno e restan soffocati dalle cure e dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità. Lc. 8:14
- Poiché non v'è nulla di nascosto che non abbia a diventar manifesto, né di segreto che non abbia a sapersi ed a farsi palese. Lc. 8:17
- Badate dunque come ascoltate: perché a chi ha sarà dato; ma a chi non ha, anche quel che pensa d'avere gli sarà tolto. Lc. 8:18
- Or sua madre e i suoi fratelli vennero a lui; e non poteano avvicinarglisi a motivo della folla. Lc. 8:19
- E quando egli fu smontato a terra, gli si fece incontro un uomo della città, il quale era posseduto da demonî, e da lungo tempo non indossava vestito, e non abitava casa ma stava ne' sepolcri. Lc. 8:27
- E i demonî, usciti da quell'uomo, entrarono ne' porci; e quel branco si avventò a precipizio giù nel lago ed affogò. Lc. 8:33
- E la gente uscì fuori a veder l'accaduto; e venuta a Gesù, trovò l'uomo, dal quale erano usciti i demonî, che sedeva a' piedi di Gesù, vestito ed in buon senno; e s'impaurirono. Lc. 8:35
- Torna a casa tua, e racconta le grandi cose che Iddio ha fatte per te. Ed egli se ne andò per tutta la città, proclamando quanto grandi cose Gesù avea fatte per lui. Lc. 8:39
- E la donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante, e gittatasi a' suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per qual motivo l'avea toccato e com'era stata guarita in un istante. Lc. 8:47
- Mentr'egli parlava ancora, venne uno da casa del capo della sinagoga, a dirgli: La tua figliuola è morta; non incomodar più oltre il Maestro. Lc. 8:49
- Ma Gesù, udito ciò, rispose a Iairo: Non temere; solo abbi fede, ed ella sarà salva. Lc. 8:50
- Ed arrivato alla casa, non permise ad alcuno d'entrarvi con lui, salvo che a Pietro, a Giovanni, a Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. Lc. 8:51
- E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl'infermi. Lc. 9:2
- E quant'è a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro. Lc. 9:5
- E gli apostoli, essendo ritornati, raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte; ed egli, presili seco, si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsaida. Lc. 9:10
- Or il giorno cominciava a declinare; e i dodici, accostatisi, gli dissero: Licenzia la moltitudine, affinché se ne vada per i villaggi e per le campagne d'intorno per albergarvi e per trovarvi da mangiare, perché qui siamo in un luogo deserto. Lc. 9:12
- Ma egli disse loro: Date lor voi da mangiare. Ed essi risposero: Noi non abbiamo altro che cinque pani e due pesci; se pur non andiamo noi a comprar dei viveri per tutto questo popolo. Lc. 9:13
- Poiché v'eran cinquemila uomini. Ed egli disse ai suoi discepoli: Fateli accomodare a cerchi d'una cinquantina. Lc. 9:14
- Diceva poi a tutti: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi seguiti. Lc. 9:23
- E come questi si partivano da lui, Pietro disse a Gesù: Maestro, egli è bene che stiamo qui; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè, ed una per Elia; non sapendo quel che si dicesse. Lc. 9:33
- Or avvenne il giorno seguente che essendo essi scesi dal monte, una gran moltitudine venne incontro a Gesù. Lc. 9:37
- ed ecco uno spirito lo prende, e subito egli grida, e lo spirito lo getta in convulsione facendolo schiumare, e a fatica si diparte da lui, fiaccandolo tutto. Lc. 9:39
- E Gesù, rispondendo, disse: O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò io con voi e vi sopporterò? Mena qua il tuo figliuolo. Lc. 9:41
- E mentre il fanciullo si avvicinava, il demonio lo gettò per terra e lo torse in convulsione; ma Gesù sgridò lo spirito immondo, guarì il fanciullo, e lo rese a suo padre. Lc. 9:42
- Voi, tenete bene a mente queste parole: Il Figliuol dell'uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini. Lc. 9:44
- Or Giovanni prese a dirgli: Maestro, noi abbiam veduto un tale che cacciava i demonî nel tuo nome, e glielo abbiamo vietato perché non ti segue con noi. Lc. 9:49
- Poi, come s'avvicinava il tempo della sua assunzione, Gesù si mise risolutamente in via per andare a Gerusalemme. Lc. 9:51
- E mandò davanti a sé de' messi, i quali, partitisi, entrarono in un villaggio de' Samaritani per preparargli alloggio. Lc. 9:52
- E ad un altro disse: Seguitami. Ed egli rispose: Permettimi prima d'andare a seppellir mio padre. Lc. 9:59
- Or dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli, e li mandò a due a due dinanzi a sé, in ogni città e luogo dove egli stesso era per andare. Lc. 10:1
- In qualunque casa sarete entrati, dite prima: Pace a questa casa! Lc. 10:5
- E se v'è quivi alcun figliuolo di pace, la vostra pace riposerà su lui; se no, ella tornerà a voi. Lc. 10:6
- guarite gl'infermi che saranno in essa, e dite loro: Il regno di Dio s'è avvicinato a voi. Lc. 10:9
- Perfino la polvere che dalla vostra città s'è attaccata a' nostri piedi, noi la scotiamo contro a voi; sappiate tuttavia questo, che il regno di Dio s'è avvicinato a voi. Lc. 10:11
- Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida; perché se in Tiro e in Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già anticamente si sarebbero ravvedute, prendendo il cilicio, e sedendo nella cenere. Lc. 10:13
- Ed egli disse loro: Io mirava Satana cader dal cielo a guisa di folgore. Lc. 10:18
- E rivoltosi a' suoi discepoli, disse loro in disparte: Beati gli occhi che veggono le cose che voi vedete! Lc. 10:23
- Ma colui, volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è il mio prossimo? Lc. 10:29
- Gesù, replicando, disse: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s'imbatté in ladroni i quali, spogliatolo e feritolo, se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Lc. 10:30
- Così pure un levita, giunto a quel luogo e vedutolo, passò oltre dal lato opposto. Lc. 10:32
- Ma un Samaritano che era in viaggio, giunse presso a lui; e vedutolo, n'ebbe pietà; Lc. 10:33
- Ell'avea una sorella chiamata Maria la quale, postasi a sedere a' piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. Lc. 10:39
- Ma Marta era affaccendata intorno a molti servigi; e venne e disse: Signore, non t'importa che mia sorella m'abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che m'aiuti. Lc. 10:40
- Ed avvenne che essendo egli in orazione in un certo luogo, com'ebbe finito, uno de' suoi discepoli gli disse: Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato a' suoi discepoli. Lc. 11:1
- Poi disse loro: Se uno d'infra voi ha un amico e va da lui a mezzanotte e gli dice: Amico, prestami tre pani, Lc. 11:5
- e se colui dal di dentro gli risponde: Non mi dar molestia; già è serrata la porta, e i miei fanciulli son meco a letto, io non posso alzarmi per darteli, Lc. 11:7
- - io vi dico che quand'anche non s'alzasse a darglieli perché gli è amico, pure, per la importunità sua, si leverà e gliene darà quanti ne ha di bisogno. Lc. 11:8
- Poiché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia. Lc. 11:10
- Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano! Lc. 11:13
- Ma se è per il dito di Dio che io caccio i demonî, è dunque pervenuto fino a voi il regno di Dio. Lc. 11:20
- E affollandosi intorno a lui le turbe, egli prese a dire: Questa generazione è una generazione malvagia; ella chiede un segno; e segno alcuno non le sarà dato, salvo il segno di Giona. Lc. 11:29
- Or mentr'egli parlava, un Fariseo lo invitò a desinare da lui. Ed egli, entrato, si mise a tavola. Lc. 11:37
- Ma guai a voi, Farisei, poiché pagate la decima della menta, della ruta e d'ogni erba, e trascurate la giustizia e l'amor di Dio! Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre. Lc. 11:42
- Guai a voi, Farisei, perché amate i primi seggi nelle sinagoghe, e i saluti nelle piazze. Lc. 11:43
- Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono, e chi vi cammina sopra non ne sa niente. Lc. 11:44
- Allora uno de' dottori della legge, rispondendo, gli disse: Maestro, parlando così, fai ingiuria anche a noi. Lc. 11:45
- Ed egli disse: Guai anche a voi, dottori della legge, perché caricate le genti di pesi difficili a portare, e voi non toccate quei pesi neppur con un dito! Lc. 11:46
- Guai a voi, perché edificate i sepolcri de' profeti, e i vostri padri li uccisero. Lc. 11:47
- affinché il sangue di tutti i profeti sparso dalla fondazione del mondo sia ridomandato a questa generazione; Lc. 11:50
- dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria che fu ucciso fra l'altare ed il tempio; sì, vi dico, sarà ridomandato a questa generazione. Lc. 11:51
- Guai a voi, dottori della legge, poiché avete tolta la chiave della scienza! Voi stessi non siete entrati, ed avete impedito quelli che entravano. Lc. 11:52
- E quando fu uscito di là, gli scribi e i Farisei cominciarono a incalzarlo fieramente ed a trargli di bocca risposte a molte cose; tendendogli de' lacci, Lc. 11:53
- Intanto, essendosi la moltitudine radunata a migliaia, così da calpestarsi gli uni gli altri, Gesù cominciò prima di tutto a dire ai suoi discepoli: Guardatevi dal lievito de' Farisei, che è ipocrisia. Lc. 12:1
- Ma a voi che siete miei amici, io dico: Non temete coloro che uccidono il corpo, e che dopo ciò, non possono far nulla di più; Lc. 12:4
- Cinque passeri non si vendon per due soldi? Eppure non uno d'essi è dimenticato dinanzi a Dio; Lc. 12:6
- Ed a chiunque avrà parlato contro il Figliuol dell'uomo, sarà perdonato; ma a chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Lc. 12:10
- Quando poi vi condurranno davanti alle sinagoghe e ai magistrati e alle autorità, non state in ansietà del come o del che avrete a rispondere a vostra difesa, o di quel che avrete a dire; Lc. 12:11
- Or uno della folla gli disse: Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità. Lc. 12:13
- e voi siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando tornerà dalle nozze, per aprirgli appena giungerà e picchierà. Lc. 12:36
- Beati que' servitori che il padrone, arrivando, troverà vigilanti! In verità io vi dico che egli si cingerà, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. Lc. 12:37
- Or sappiate questo, che se il padron di casa sapesse a che ora verrà il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe sconficcar la casa. Lc. 12:39
- E il Signore rispose: E qual è mai l'economo fedele e avveduto che il padrone costituirà sui suoi domestici per dar loro a suo tempo la loro misura di viveri? Lc. 12:42
- Ma se quel servitore dice in cuor suo: Il mio padrone mette indugio a venire; e comincia a battere i servi e le serve, e a mangiare e bere ed ubriacarsi, Lc. 12:45
- il padrone di quel servitore verrà nel giorno che non se l'aspetta e nell'ora che non sa; e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà la sorte degl'infedeli. Lc. 12:46
- ma colui che non l'ha conosciuta e ha fatto cose degne di castigo, sarà battuto di pochi colpi. E a chi molto è stato dato, molto sarà ridomandato; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà. Lc. 12:48
- Io son venuto a gettare un fuoco sulla terra; e che mi resta a desiderare, se già è acceso? Lc. 12:49
- Pensate voi ch'io sia venuto a metter pace in terra? No, vi dico; ma piuttosto divisione; Lc. 12:51
- In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto de' Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro sacrificî. Lc. 13:1
- Disse pure questa parabola: Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna; e andò a cercarvi del frutto, e non ne trovò. Lc. 13:6
- Disse dunque al vignaiuolo: Ecco, sono ormai tre anni che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo; taglialo; perché sta lì a rendere improduttivo anche il terreno? Lc. 13:7
- E Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: Donna, tu sei liberata dalla tua infermità. Lc. 13:12
- Or il capo della sinagoga, sdegnato che Gesù avesse fatta una guarigione in giorno di sabato, prese a dire alla moltitudine: Ci son sei giorni ne' quali s'ha da lavorare; venite dunque in quelli a farvi guarire, e non in giorno di sabato. Lc. 13:14
- Ma il Signore gli rispose e disse: Ipocriti, non scioglie ciascun di voi, di sabato, il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per menarlo a bere? Lc. 13:15
- Diceva dunque: A che è simile il regno di Dio, e a che l'assomiglierò io? Lc. 13:18
- E di nuovo disse: A che assomiglierò il regno di Dio? Lc. 13:20
- Da che il padron di casa si sarà alzato ed avrà serrata la porta, e voi, stando di fuori, comincerete a picchiare alla porta, dicendo: Signore, aprici, egli, rispondendo, vi dirà: Io non so d'onde voi siate. Lc. 13:25
- Allora comincerete a dire: Noi abbiam mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze! Lc. 13:26
- E ne verranno d'oriente e d'occidente, e da settentrione e da mezzogiorno, che si porranno a mensa nel regno di Dio. Lc. 13:29
- In quello stesso momento vennero alcuni Farisei a dirgli: Parti, e vattene di qui, perché Erode ti vuol far morire. Lc. 13:31
- Ed egli disse loro: Andate a dire a quella volpe: Ecco, io caccio i demonî e compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno giungo al mio termine. Lc. 13:32
- E Gesù prese a dire ai dottori della legge ed ai Farisei: È egli lecito o no far guarigioni in giorno di sabato? Lc. 14:3
- Quando sarai invitato a nozze da qualcuno, non ti mettere a tavola al primo posto, che talora non sia stato invitato da lui qualcuno più ragguardevole di te, Lc. 14:8
- e chi ha invitato te e lui non venga a dirti: Cedi il posto a questo! e tu debba con tua vergogna cominciare allora ad occupare l'ultimo posto. Lc. 14:9
- Ma quando sarai invitato, va a metterti all'ultimo posto, affinché quando colui che t'ha invitato verrà, ti dica: Amico, sali più in su. Allora ne avrai onore dinanzi a tutti quelli che saran teco a tavola. Lc. 14:10
- E diceva pure a colui che lo aveva invitato: Quando fai un desinare o una cena, non chiamare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; che talora anch'essi non t'invitino, e ti sia reso il contraccambio; Lc. 14:12
- e all'ora della cena, mandò il suo servitore a dire agl'invitati: Venite, perché tutto è già pronto. Lc. 14:17
- E tutti, ad una voce, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo e ho necessità d'andarlo a vedere; ti prego, abbimi per iscusato. Lc. 14:18
- E un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi, e vado a provarli; ti prego, abbimi per iscusato. Lc. 14:19
- Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo. Lc. 14:26
- E chi non porta la sua croce e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo. Lc. 14:27
- Infatti chi è fra voi colui che, volendo edificare una torre, non si metta prima a sedere e calcoli la spesa per vedere se ha da poterla finire? Lc. 14:28
- Che talora, quando ne abbia posto il fondamento e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno prendano a beffarsi di lui, dicendo: Lc. 14:29
- Quest'uomo ha cominciato a edificare e non ha potuto finire. Lc. 14:30
- Ovvero, qual è il re che, partendo per muover guerra ad un altro re, non si metta prima a sedere ed esamini se possa con diecimila uomini affrontare colui che gli vien contro con ventimila? Lc. 14:31
- Così dunque ognun di voi che non rinunzi a tutto quello che ha, non può esser mio discepolo. Lc. 14:33
- Or tutti i pubblicani e i peccatori s'accostavano a lui per udirlo. Lc. 15:1
- e giunto a casa, chiama assieme gli amici e i vicini, e dice loro: Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la mia pecora ch'era perduta. Lc. 15:6
- E di lì a poco, il figliuolo più giovane, messa insieme ogni cosa, se ne partì per un paese lontano, e quivi dissipò la sua sostanza, vivendo dissolutamente. Lc. 15:13
- E andò, e si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò ne' suoi campi, a pasturare i porci. Lc. 15:15
- Io mi leverò e me n'andrò a mio padre, e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te: Lc. 15:18
- Egli dunque si levò e venne a suo padre; ma mentr'egli era ancora lontano, suo padre lo vide e fu mosso a compassione, e corse, e gli si gettò al collo, e lo baciò e ribaciò. Lc. 15:20
- Ma il padre disse ai suoi servitori: Presto, portate qua la veste più bella e rivestitelo, e mettetegli un anello al dito e de' calzari a' piedi; Lc. 15:22
- perché questo mio figliuolo era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato. E si misero a far gran festa. Lc. 15:24
- Or il figliuolo maggiore era a' campi; e come tornando fu vicino alla casa, udì la musica e le danze. Lc. 15:25
- E chiamato a sé uno de' servitori, gli domandò che cosa ciò volesse dire. Lc. 15:26
- Ma egli, rispondendo, disse al padre: Ecco, da tanti anni ti servo, e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto da far festa con i miei amici; Lc. 15:29
- ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato. Lc. 15:32
- Gesù diceva ancora ai suoi discepoli: V'era un uomo ricco che avea un fattore, il quale fu accusato dinanzi a lui di dissipare i suoi beni. Lc. 16:1
- E il fattore disse fra sé: Che farò io, dacché il padrone mi toglie l'amministrazione? A zappare non son buono; a mendicare mi vergogno. Lc. 16:3
- Chiamati quindi a sé ad uno ad uno i debitori del suo padrone, disse al primo: Lc. 16:5
- Nessun domestico può servire a due padroni: perché o odierà l'uno e amerà l'altro, o si atterrà all'uno e sprezzerà l'altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona. Lc. 16:13
- Ed egli disse loro: Voi siete quelli che vi proclamate giusti dinanzi agli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori; poiché quel che è eccelso fra gli uomini, è abominazione dinanzi a Dio. Lc. 16:15
- La legge ed i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona novella del regno di Dio, ed ognuno v'entra a forza. Lc. 16:16
- e bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco; anzi perfino venivano i cani a leccargli le ulceri. Lc. 16:21
- ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Lc. 16:24
- E oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una gran voragine, perché quelli che vorrebbero passar di qui a voi non possano, né di là si passi da noi. Lc. 16:26
- Ed egli disse: Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, Lc. 16:27
- perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, onde non abbiano anch'essi a venire in questo luogo di tormento. Lc. 16:28
- Ed egli: No, padre Abramo; ma se uno va a loro dai morti, si ravvedranno. Lc. 16:30
- Disse poi ai suoi discepoli: È impossibile che non avvengano scandali: ma guai a colui per cui avvengono! Lc. 17:1
- Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli. Lc. 17:3
- E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli. Lc. 17:4
- E il Signore disse: Se aveste fede quant'è un granel di senapa, potreste dire a questo moro: Sràdicati e trapiantati nel mare, e vi ubbidirebbe. Lc. 17:6
- Or chi di voi, avendo un servo ad arare o pascere, quand'e' torna a casa dai campi, gli dirà: Vieni presto a metterti a tavola? Lc. 17:7
- Non gli dirà invece: Preparami da cena, e cingiti a servirmi finch'io abbia mangiato e bevuto, e poi mangerai e berrai tu? Lc. 17:8
- Ed avvenne che, nel recarsi a Gerusalemme, egli passava sui confini della Samaria e della Galilea. Lc. 17:11
- E, vedutili, egli disse loro: Andate a mostrarvi a' sacerdoti. E avvenne che, mentre andavano, furon mondati. Lc. 17:14
- e si gettò a' suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un Samaritano. Lc. 17:16
- Non si è trovato alcuno che sia tornato per dar gloria a Dio fuor che questo straniero? Lc. 17:18
- E come avvenne a' giorni di Noè, così pure avverrà a' giorni del Figliuol dell'uomo. Lc. 17:26
- Si mangiava, si beveva, si prendea moglie, s'andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell'arca, e venne il diluvio che li fece tutti perire. Lc. 17:27
- In quel giorno, chi sarà sulla terrazza ed avrà la sua roba in casa, non scenda a prenderla; e parimente, chi sarà nei campi non torni indietro. Lc. 17:31
- pure, poiché questa vedova mi dà molestia, le farò giustizia, che talora, a forza di venire, non finisca col rompermi la testa. Lc. 18:5
- E Dio non farà egli giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui, e sarà egli tardo per loro? Lc. 18:7
- Io vi dico che questi scese a casa sua giustificato, piuttosto che quell'altro; perché chiunque s'innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato. Lc. 18:14
- Ma Gesù chiamò a sé i bambini, e disse: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, e non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio. Lc. 18:16
- E Gesù, vedendolo a quel modo, disse: Quanto malagevolmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio! Lc. 18:24
- Poiché è più facile a un cammello passare per la cruna d'un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio. Lc. 18:25
- Ma egli rispose: Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio. Lc. 18:27
- Poi, presi seco i dodici, disse loro: Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e saranno adempiute rispetto al Figliuol dell'uomo tutte le cose scritte dai profeti; Lc. 18:31
- Or avvenne che com'egli si avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva presso la strada, mendicando; Lc. 18:35
- E in quell'istante ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio. Lc. 18:43
- cercava di veder chi era Gesù, ma non poteva a motivo della folla, perché era piccolo di statura. Lc. 19:3
- Ed egli s'affrettò a scendere e l'accolse con allegrezza. Lc. 19:6
- Or com'essi ascoltavano queste cose, Gesù aggiunse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio stesse per esser manifestato immediatamente. Lc. 19:11
- E chiamati a sé dieci suoi servitori, diede loro dieci mine, e disse loro: Trafficate finch'io venga. Lc. 19:13
- Ed egli disse anche a questo: E tu sii sopra cinque città. Lc. 19:19
- E il padrone a lui: Dalle tue parole ti giudicherò, servo malvagio! Tu sapevi ch'io sono un uomo duro, che prendo quel che non ho messo e mieto quel che non ho seminato; Lc. 19:22
- Poi disse a coloro ch'eran presenti: Toglietegli la mina, e datela a colui che ha le dieci mine. Lc. 19:24
- Io vi dico che a chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Lc. 19:26
- Quanto poi a que' miei nemici che non volevano che io regnassi su loro, menateli qua e scannateli in mia presenza. Lc. 19:27
- E dette queste cose, Gesù andava innanzi, salendo a Gerusalemme. Lc. 19:28
- E avvenne che come fu vicino a Betfage e a Betania presso al monte detto degli Ulivi, mandò due de' discepoli, Lc. 19:29
- E lo menarono a Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero montar Gesù. Lc. 19:35
- E com'era già presso la città, alla scesa del monte degli Ulivi, tutta la moltitudine dei discepoli cominciò con allegrezza a lodare Iddio a gran voce per tutte le opere potenti che aveano vedute, Lc. 19:37
- Poi, entrato nel tempio, cominciò a cacciar quelli che in esso vendevano, Lc. 19:45
- Poi prese a dire al popolo questa parabola: Un uomo piantò una vigna, l'allogò a dei lavoratori, e se n'andò in viaggio per lungo tempo. Lc. 20:9
- E nella stagione mandò a que' lavoratori un servitore perché gli dessero del frutto della vigna; ma i lavoratori, battutolo, lo rimandarono a mani vuote. Lc. 20:10
- Ed egli di nuovo mandò un altro servitore; ma essi, dopo aver battuto e vituperato anche questo, lo rimandarono a mani vuote. Lc. 20:11
- Allora il padron della vigna disse: Che farò? Manderò il mio diletto figliuolo; forse a lui porteranno rispetto. Lc. 20:13
- È egli lecito a noi pagare il tributo a Cesare o no? Lc. 20:22
- Ed egli a loro: Rendete dunque a Cesare quel ch'è di Cesare, e a Dio quel ch'è di Dio. Lc. 20:25
- Maestro, Mosè ci ha scritto che se il fratello di uno muore avendo moglie ma senza figliuoli, il fratello ne prenda la moglie e susciti progenie a suo fratello. Lc. 20:28
- E udendolo tutto il popolo, egli disse a' suoi discepoli: Lc. 20:45
- Quant'è a queste cose che voi contemplate, verranno i giorni che non sarà lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata. Lc. 21:6
- Ed egli disse: Guardate di non esser sedotti; perché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e: Il tempo è vicino; non andate dietro a loro. Lc. 21:8
- Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno, dandovi in man delle sinagoghe e mettendovi in prigione, traendovi dinanzi a re e governatori, a cagion del mio nome. Lc. 21:12
- Mettetevi dunque in cuore di non premeditar come rispondere a vostra difesa, Lc. 21:14
- e sarete odiati da tutti a cagion del mio nome; Lc. 21:17
- Allora quelli che sono in Giudea, fuggano a' monti; e quelli che sono nella città, se ne partano; e quelli che sono per la campagna, non entrino in lei. Lc. 21:21
- Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che allatteranno in que' giorni! Perché vi sarà gran distretta nel paese ed ira su questo popolo. Lc. 21:23
- quando cominciano a germogliare, voi, guardando, riconoscete da voi stessi che l'estate è ormai vicina. Lc. 21:30
- Badate a voi stessi, che talora i vostri cuori non siano aggravati da crapula, da ubriachezza e dalle ansiose sollecitudini di questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all'improvviso come un laccio; Lc. 21:34
- Vegliate dunque, pregando in ogni tempo, affinché siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere, e di comparire dinanzi al Figliuol dell'uomo. Lc. 21:36
- E tutto il popolo, la mattina di buon'ora, veniva a lui nel tempio per udirlo. Lc. 21:38
- Ed egli andò a conferire coi capi sacerdoti e i capitani sul come lo darebbe loro nelle mani. Lc. 22:4
- E Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: Andate a prepararci la pasqua, affinché la mangiamo. Lc. 22:8
- E dite al padron di casa: Il Maestro ti manda a dire: Dov'è la stanza nella quale mangerò la pasqua co' miei discepoli? Lc. 22:11
- E quando l'ora fu venuta, egli si mise a tavola, e gli apostoli con lui. Lc. 22:14
- Del resto, ecco, la mano di colui che mi tradisce è meco a tavola. Lc. 22:21
- Poiché il Figliuol dell'uomo, certo, se ne va, secondo che è determinato; ma guai a quell'uomo dal quale è tradito! Lc. 22:22
- Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni gli altri chi sarebbe mai quel di loro che farebbe questo. Lc. 22:23
- Poiché, chi è maggiore, colui che è a tavola oppur colui che serve? Non è forse colui che è a tavola? Ma io sono in mezzo a voi come colui che serve. Lc. 22:27
- e io dispongo che vi sia dato un regno, come il Padre mio ha disposto che fosse dato a me, Lc. 22:29
- Poiché io vi dico che questo che è scritto deve esser adempito in me: Ed egli è stato annoverato tra i malfattori. Infatti, le cose che si riferiscono a me, stanno per compiersi. Lc. 22:37
- E un angelo gli apparve dal cielo a confortarlo. Lc. 22:43
- Mentre parlava ancora, ecco una turba; e colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva, e si accostò a Gesù per baciarlo. Lc. 22:47
- E Gesù disse ai capi sacerdoti e ai capitani del tempio e agli anziani che eran venuti contro a lui: Voi siete usciti con spade e bastoni, come contro a un ladrone; Lc. 22:52
- E avendo essi acceso un fuoco in mezzo alla corte ed essendosi posti a sedere insieme, Pietro si sedette in mezzo a loro. Lc. 22:55
- E molte altre cose dicevano contro a lui, bestemmiando. Lc. 22:65
- Poi, levatasi tutta l'assemblea, lo menarono a Pilato. Lc. 23:1
- E cominciarono ad accusarlo, dicendo: Abbiam trovato costui che sovvertiva la nostra nazione e che vietava di pagare i tributi a Cesare, e diceva d'esser lui il Cristo re. Lc. 23:2
- E saputo ch'egli era della giurisdizione d'Erode, lo rimandò a Erode ch'era anch'egli a Gerusalemme in que' giorni. Lc. 23:7
- Ed Erode co' suoi soldati, dopo averlo vilipeso e schernito, lo vestì di un manto splendido, e lo rimandò a Pilato. Lc. 23:11
- e neppure Erode, poiché egli l'ha rimandato a noi; ed ecco, egli non ha fatto nulla che sia degno di morte. Lc. 23:15
- (Barabba era stato messo in prigione a motivo di una sedizione avvenuta in città e di un omicidio). Lc. 23:19
- E mentre lo menavan via, presero un certo Simon, cireneo, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce, perché la portasse dietro a Gesù. Lc. 23:26
- Allora prenderanno a dire ai monti: Cadeteci addosso; ed ai colli: Copriteci. Lc. 23:30
- E quando furon giunti al luogo detto "il Teschio", crocifissero quivi lui e i malfattori, l'uno a destra e l'altro a sinistra. Lc. 23:33
- E Gesù diceva: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Poi, fatte delle parti delle sue vesti, trassero a sorte. Lc. 23:34
- E il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si facean beffe di lui, dicendo: Ha salvato altri, salvi se stesso, se è il Cristo, l'Eletto di Dio! Lc. 23:35
- E tutte le turbe che si erano raunate a questo spettacolo, vedute le cose che erano successe, se ne tornavano battendosi il petto. Lc. 23:48
- Ma tutti i suoi conoscenti e le donne che lo aveano accompagnato dalla Galilea, stavano a guardare queste cose da lontano. Lc. 23:49
- venne a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lc. 23:52
- Ed avvenne che mentre se ne stavano perplesse di ciò, ecco che apparvero dinanzi a loro due uomini in vesti sfolgoranti; Lc. 24:4
- ed essendo esse impaurite, e chinando il viso a terra, essi dissero loro: Perché cercate il vivente fra i morti? Lc. 24:5
- e tornate dal sepolcro, annunziarono tutte queste cose agli undici e a tutti gli altri. Lc. 24:9
- Ma Pietro, levatosi, corse al sepolcro; ed essendosi chinato a guardare, vide le sole lenzuola; e se ne andò maravigliandosi fra se stesso di quel che era avvenuto. Lc. 24:12
- Ed ecco, due di loro se ne andavano in quello stesso giorno a un villaggio nominato Emmaus, distante da Gerusalemme sessanta stadi; Lc. 24:13
- Ed avvenne che mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si accostò e cominciò a camminare con loro. Lc. 24:15
- Ed egli disse loro: Quali? Ed essi gli risposero: Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole dinanzi a Dio e a tutto il popolo; Lc. 24:19
- e come i capi sacerdoti e i nostri magistrati l'hanno fatto condannare a morte, e l'hanno crocifisso. Lc. 24:20
- Allora Gesù disse loro: O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette! Lc. 24:25
- E quando si fu messo a tavola con loro, prese il pane, lo benedisse, e spezzatolo lo dette loro. Lc. 24:30
- E gli occhi loro furono aperti, e lo riconobbero; ma egli sparì d'innanzi a loro. Lc. 24:31
- E levatisi in quella stessa ora, tornarono a Gerusalemme e trovarono adunati gli undici e quelli ch'eran con loro, Lc. 24:33
- i quali dicevano: Il Signore è veramente risuscitato ed è apparso a Simone. Lc. 24:34
- Or mentr'essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: Pace a voi! Lc. 24:36
- e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. Lc. 24:47
- Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant'è a voi, rimanete in questa città, finché dall'alto siate rivestiti di potenza. Lc. 24:49
- Ed essi, adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande allegrezza; Lc. 24:52
- ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; Giov. 1:12
- Giovanni gli ha resa testimonianza ed ha esclamato, dicendo: Era di questo che io dicevo: Colui che vien dietro a me mi ha preceduto, perché era prima di me. Giov. 1:15
- Essi dunque gli dissero: Chi sei? affinché diamo una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che dici tu di te stesso? Giov. 1:22
- Or quelli ch'erano stati mandati a lui erano de' Farisei; Giov. 1:24
- colui che viene dietro a me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio de' calzari. Giov. 1:27
- Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva a lui, e disse: Ecco l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo! Giov. 1:29
- Questi è colui del quale dicevo: Dietro a me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me. Giov. 1:30
- E io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato ad Israele, son io venuto a battezzar con acqua. Giov. 1:31
- E Giovanni rese la sua testimonianza, dicendo: Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fermarsi su di lui. Giov. 1:32
- E io non lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo. Giov. 1:33
- E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere. Giov. 1:46
- E venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non han più vino. Giov. 2:3
- Dopo questo, scese a Capernaum, egli con sua madre, co' suoi fratelli e i suoi discepoli; e stettero quivi non molti giorni. Giov. 2:12
- Or la Pasqua de' Giudei era vicina, e Gesù salì a Gerusalemme. Giov. 2:13
- e a quelli che vendeano i colombi, disse: Portate via di qui queste cose; non fate della casa del Padre mio una casa di mercato. Giov. 2:16
- I Giudei allora presero a dirgli: Qual segno ci mostri tu che fai queste cose? Giov. 2:18
- Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui. Giov. 3:2
- Or anche Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché c'era là molt'acqua; e la gente veniva a farsi battezzare. Giov. 3:23
- E vennero a Giovanni e gli dissero: Maestro, colui che era con te di là dal Giordano, e al quale tu rendesti testimonianza, eccolo che battezza, e tutti vanno a lui. Giov. 3:26
- Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Io non sono il Cristo; ma son mandato davanti a lui. Giov. 3:28
- Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sichar, vicina al podere che Giacobbe dette a Giuseppe, suo figliuolo; Giov. 4:5
- e quivi era la fonte di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte. Era circa l'ora sesta. Giov. 4:6
- (Giacché i suoi discepoli erano andati in città a comprar da mangiare). Giov. 4:8
- Onde la donna samaritana gli disse: Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono una donna samaritana? Infatti i Giudei non hanno relazioni co' Samaritani. Giov. 4:9
- Gesù le disse: Va' a chiamar tuo marito e vieni qua. Giov. 4:16
- I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare. Giov. 4:20
- Gesù le disse: Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Giov. 4:21
- Venite a vedere un uomo che m'ha detto tutto quello che ho fatto; non sarebb'egli il Cristo? Giov. 4:29
- La gente uscì dalla città e veniva a lui. Giov. 4:30
- Io v'ho mandati a mieter quello intorno a cui non avete faticato; altri hanno faticato, e voi siete entrati nella lor fatica. Giov. 4:38
- Or molti de' Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: Egli m'ha detto tutte le cose che ho fatte. Giov. 4:39
- Quando dunque i Samaritani furon venuti a lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne quivi due giorni. Giov. 4:40
- E più assai credettero a motivo della sua parola; Giov. 4:41
- e dicevano alla donna: Non è più a motivo di quel che tu ci hai detto, che crediamo; perché abbiamo udito da noi, e sappiamo che questi è veramente il Salvator del mondo. Giov. 4:42
- Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove avea cambiato l'acqua in vino. E v'era un certo ufficial reale, il cui figliuolo era infermo a Capernaum. Giov. 4:46
- Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò a lui e lo pregò che scendesse e guarisse il suo figliuolo, perché stava per morire. Giov. 4:47
- Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: Ieri, all'ora settima, la febbre lo lasciò. Giov. 4:52
- Dopo queste cose ci fu una festa de' Giudei, e Gesù salì a Gerusalemme. Giov. 5:1
- Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v'è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Giov. 5:2
- E in quell'istante quell'uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare. Or quel giorno era un sabato; Giov. 5:9
- Perciò dunque i Giudei più che mai cercavan d'ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Giov. 5:18
- Oltre a ciò, il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo, Giov. 5:22
- In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. Giov. 5:24
- Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha dato a compiere, quelle opere stesse che io fo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. Giov. 5:36
- eppure non volete venire a me per aver la vita! Giov. 5:40
- Perché se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me. Giov. 5:46
- Ma Gesù salì sul monte e quivi si pose a sedere co' suoi discepoli. Giov. 6:3
- Gesù dunque, alzati gli occhi e vedendo che una gran folla veniva a lui, disse a Filippo: Dove comprerem noi del pane perché questa gente abbia da mangiare? Giov. 6:5
- Essi quindi li raccolsero, ed empiron dodici ceste di pezzi che di que' cinque pani d'orzo erano avanzati a quelli che avean mangiato. Giov. 6:13
- Gesù quindi, sapendo che stavan per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo. Giov. 6:15
- e montati in una barca, si dirigevano all'altra riva, verso Capernaum. Già era buio, e Gesù non era ancora venuto a loro. Giov. 6:17
- La folla, dunque, quando l'indomani ebbe veduto che Gesù non era quivi, né che v'erano i suoi discepoli, montò in quelle barche, e venne a Capernaum in cerca di Gesù. Giov. 6:24
- Gesù disse loro: Io sono il pan della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avrà mai sete. Giov. 6:35
- Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori; Giov. 6:37
- Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Giov. 6:44
- È scritto nei profeti: E saranno tutti ammaestrati da Dio. Ogni uomo che ha udito il Padre ed ha imparato da lui, viene a me. Giov. 6:45
- I Giudei dunque disputavano fra di loro, dicendo: Come mai può costui darci a mangiare la sua carne? Giov. 6:52
- Come il vivente Padre mi ha mandato e io vivo a cagion del Padre, così chi mi mangia vivrà anch'egli a cagion di me. Giov. 6:57
- E diceva: Per questo v'ho detto che niuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre. Giov. 6:65
- Simon Pietro gli rispose: Signore, a chi ce ne andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; Giov. 6:68
- Salite voi alla festa; io non salgo ancora a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto. Giov. 7:8
- E v'era fra le turbe gran mormorio intorno a lui. Gli uni dicevano: È un uomo dabbene! Altri dicevano: No, anzi, travia la moltitudine! Giov. 7:12
- Or quando s'era già a metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. Giov. 7:14
- Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro a me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero? Giov. 7:23
- I Farisei udirono la moltitudine mormorare queste cose di lui; e i capi sacerdoti e i Farisei mandarono delle guardie a pigliarlo. Giov. 7:32
- Perciò Gesù disse loro: Io sono ancora con voi per poco tempo; poi me ne vo a Colui che mi ha mandato. Giov. 7:33
- Perciò i Giudei dissero fra loro: Dove dunque andrà egli che noi non lo troveremo? Andrà forse a quelli che son dispersi fra i Greci, ad ammaestrare i Greci? Giov. 7:35
- Or nell'ultimo giorno, il gran giorno della festa, Gesù, stando in piè, esclamò: Se alcuno ha sete, venga a me e beva. Giov. 7:37
- Vi fu dunque dissenso fra la moltitudine, a motivo di lui; Giov. 7:43
- Nicodemo (un di loro, quello che prima era venuto a lui) disse loro: Giov. 7:50
- E ognuno se ne andò a casa sua; Giov. 7:53
- E sul far del giorno, tornò nel tempio, e tutto il popolo venne a lui; ed egli, postosi a sedere, li ammaestrava. Giov. 8:2
- Or dicean questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito in terra. Giov. 8:6
- E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei. Giov. 8:7
- Or son io a testimoniar di me stesso, e il Padre che mi ha mandato testimonia pur di me. Giov. 8:18
- Gesù allora prese a dire a que' Giudei che aveano creduto in lui: Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; Giov. 8:31
- E a me, perché dico la verità, voi non credete. Giov. 8:45
- Perciò i vicini e quelli che per l'innanzi l'avean veduto, perché era mendicante, dicevano: Non è egli quello che stava seduto a chieder l'elemosina? Giov. 9:8
- Egli rispose: Quell'uomo che si chiama Gesù, fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: Vattene a Siloe e lavati. Io quindi sono andato, e mi son lavato e ho ricuperato la vista. Giov. 9:11
- Menarono a' Farisei colui ch'era stato cieco. Giov. 9:13
- ma come ora ci veda, non sappiamo; né sappiamo chi gli abbia aperti gli occhi; domandatelo a lui; egli è d'età; parlerà lui di sé. Giov. 9:21
- Per questo dissero i suoi genitori: Egli è d'età, domandatelo a lui. Giov. 9:23
- Essi dunque chiamarono per la seconda volta l'uomo ch'era stato cieco, e gli dissero: Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quell'uomo è un peccatore. Giov. 9:24
- Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma quant'è a costui, non sappiamo di dove sia. Giov. 9:29
- Essi risposero e gli dissero: Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi? E lo cacciaron fuori. Giov. 9:34
- A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le mena fuori. Giov. 10:3
- Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Giov. 10:4
- Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde. Giov. 10:12
- Nacque di nuovo un dissenso fra i Giudei a motivo di queste parole. Giov. 10:19
- Altri dicevano: Queste non son parole di un indemoniato. Può un demonio aprir gli occhi a' ciechi? Giov. 10:21
- I Giudei dunque gli si fecero attorno e gli dissero: Fino a quando terrai sospeso l'animo nostro? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente. Giov. 10:24
- Se chiama dèi coloro a' quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), Giov. 10:35
- come mai dite voi a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, che bestemmia, perché ho detto: Son Figliuolo di Dio? Giov. 10:36
- ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre. Giov. 10:38
- E molti vennero a lui, e dicevano: Giovanni, è vero, non fece alcun miracolo; ma tutto quello che Giovanni disse di quest'uomo, era vero. Giov. 10:41
- Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami, è malato. Giov. 11:3
- Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d'essa il Figliuol di Dio sia glorificato. Giov. 11:4
- poi dopo, disse a' discepoli: Torniamo in Giudea! Giov. 11:7
- Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo. Giov. 11:11
- e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui! Giov. 11:15
- Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; Giov. 11:21
- e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà. Giov. 11:22
- Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e venne a lui. Giov. 11:29
- Quando dunque i Giudei ch'erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s'era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere. Giov. 11:31
- Appena Maria fu giunta dov'era Gesù e l'ebbe veduto, gli si gettò a' piedi dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto. Giov. 11:32
- e disse: Dove l'avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere! Giov. 11:34
- Io ben sapevo che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m'hai mandato. Giov. 11:42
- Or la Pasqua de' Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Giov. 11:55
- Cercavan dunque Gesù; e stando nel tempio dicevano tra loro: Che ve ne pare? Che non abbia a venire alla festa? Giov. 11:56
- Gesù dunque, sei giorni avanti la Pasqua, venne a Betania dov'era Lazzaro ch'egli avea risuscitato dai morti. Giov. 12:1
- E quivi gli fecero una cena; Marta serviva, e Lazzaro era uno di quelli ch'erano a tavola con lui. Giov. 12:2
- La gran folla dei Giudei seppe dunque ch'egli era quivi; e vennero non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli avea risuscitato dai morti. Giov. 12:9
- Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, Giov. 12:12
- prese de' rami di palme, e uscì ad incontrarlo, e si mise a gridare: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il Re d'Israele! Giov. 12:13
- Questi dunque, accostatisi a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, gli fecero questa richiesta: Signore, vorremmo veder Gesù. Giov. 12:21
- Filippo lo venne a dire ad Andrea; e Andrea e Filippo vennero a dirlo a Gesù. Giov. 12:22
- Ora è turbata l'anima mia; e che dirò? Padre, salvami da quest'ora! Ma è per questo che son venuto incontro a quest'ora. Giov. 12:27
- e io, quando sarò innalzato dalla terra, trarrò tutti a me. Giov. 12:32
- affinché s'adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? Giov. 12:38
- Pur nondimeno molti, anche fra i capi, credettero in lui; ma a cagione dei Farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga; Giov. 12:42
- E se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. Giov. 12:47
- E durante la cena, quando il diavolo avea già messo in cuore a Giuda Iscariot, figliuol di Simone, di tradirlo, Giov. 13:2
- Gesù, sapendo che il Padre gli avea dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava, Giov. 13:3
- Poi mise dell'acqua nel bacino, e cominciò a lavare i piedi a' discepoli, e ad asciugarli con l'asciugatoio del quale era cinto. Giov. 13:5
- Venne dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: Tu, Signore, lavare i piedi a me? Giov. 13:6
- Come dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise di nuovo a tavola, e disse loro: Capite quel che v'ho fatto? Giov. 13:12
- Or, a tavola, inclinato sul seno di Gesù, stava uno de' discepoli, quello che Gesù amava. Giov. 13:23
- Gesù rispose: È quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto. E intinto un boccone, lo prese e lo diede a Giuda figlio di Simone Iscariota. Giov. 13:26
- Figliuoletti, è per poco che sono ancora con voi. Voi mi cercherete; e, come ho detto ai Giudei: `Dove vo io, voi non potete venire', così lo dico ora a voi. Giov. 13:33
- Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l'avrei detto; io vo a prepararvi un luogo; Giov. 14:2
- Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me; se no, credete a cagion di quelle opere stesse. Giov. 14:11
- Non vi lascerò orfani; tornerò a voi. Giov. 14:18
- Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io l'amerò e mi manifesterò a lui. Giov. 14:21
- Giuda (non l'Iscariota) gli domandò: Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo? Giov. 14:22
- Gesù rispose e gli disse: Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. Giov. 14:23
- Avete udito che v'ho detto: `Io me ne vo, e torno a voi'; se voi m'amaste, vi rallegrereste ch'io vo al Padre, perché il Padre è maggiore di me. Giov. 14:28
- Voi siete già mondi a motivo della parola che v'ho annunziata. Giov. 15:3
- Ma tutto questo ve lo faranno a cagion del mio nome, perché non conoscono Colui che m'ha mandato. Giov. 15:21
- Vi espelleranno dalle sinagoghe; anzi, l'ora viene che chiunque v'ucciderà, crederà di offrir servigio a Dio. Giov. 16:2
- Ma ora me ne vo a Colui che mi ha mandato; e niun di voi mi domanda: Dove vai? Giov. 16:5
- Pure, io vi dico la verità, egli v'è utile ch'io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò. Giov. 16:7
- ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. Giov. 16:13
- E in quel giorno non rivolgerete a me alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che quel che chiederete al Padre, Egli ve lo darà nel nome mio. Giov. 16:23
- poiché gli hai data potestà sopra ogni carne, onde egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dato. Giov. 17:2
- Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l'opera che tu m'hai data a fare. Giov. 17:4
- poiché le parole che tu mi hai date, le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute, e hanno veramente conosciuto ch'io son proceduto da te, e hanno creduto che tu m'hai mandato. Giov. 17:8
- E io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu m'hai dati, affinché siano uno, come noi. Giov. 17:11
- Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compita in se stessi la mia allegrezza. Giov. 17:13
- E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno; Giov. 17:22
- Per il che Gesù disse a Pietro: Rimetti la spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato? Giov. 18:11
- Or Caiàfa era quello che avea consigliato a' Giudei esser cosa utile che un uomo solo morisse per il popolo. Giov. 18:14
- La serva portinaia dunque disse a Pietro: Non sei anche tu de' discepoli di quest'uomo? Egli disse: Non lo sono. Giov. 18:17
- Or i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavan lì a scaldarsi; e anche Pietro stava con loro e si scaldava. Giov. 18:18
- Perché m'interroghi? Domanda a quelli che m'hanno udito, quel che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto. Giov. 18:21
- E com'ebbe detto questo, una delle guardie che gli stava vicino, dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: Così rispondi tu al sommo sacerdote? Giov. 18:22
- Quindi Anna lo mandò legato a Caiàfa, sommo sacerdote. Giov. 18:24
- Or Simon Pietro stava quivi a scaldarsi; e gli dissero: Non sei anche tu dei suoi discepoli? Egli lo negò e disse: Non lo sono. Giov. 18:25
- Uno de' servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro avea tagliato l'orecchio, disse: Non t'ho io visto nell'orto con lui? Giov. 18:26
- Pilato quindi disse loro: Pigliatelo voi, e giudicatelo secondo la vostra legge. I Giudei gli dissero: A noi non è lecito far morire alcuno. Giov. 18:31
- E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli misero addosso un manto di porpora; e s'accostavano a lui e dicevano: Giov. 19:2
- e rientrato nel pretorio, disse a Gesù: Donde sei tu? Ma Gesù non gli diede alcuna risposta. Giov. 19:9
- Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare. Giov. 19:12
- dove lo crocifissero, assieme a due altri, uno di qua, l'altro di là, e Gesù nel mezzo. Giov. 19:18
- Perciò i capi sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: Non scrivere: Il Re dei Giudei; ma che egli ha detto: Io sono il Re de' Giudei. Giov. 19:21
- Dissero dunque tra loro: Non la stracciamo, ma tiriamo a sorte a chi tocchi; affinché si adempisse la Scrittura che dice: Hanno spartito fra loro le mie vesti, e han tirato la sorte sulla mia tunica. Questo dunque fecero i soldati. Giov. 19:24
- Gesù dunque, vedendo sua madre e presso a lei il discepolo ch'egli amava, disse a sua madre: Donna, ecco il tuo figlio! Giov. 19:26
- V'era quivi un vaso pieno d'aceto; i soldati dunque, posta in cima a un ramo d'issopo una spugna piena d'aceto, gliel'accostarono alla bocca. Giov. 19:29
- Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione, e quel giorno del sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro fiaccate le gambe, e fossero tolti via. Giov. 19:31
- ma venuti a Gesù, come lo videro già morto, non gli fiaccarono le gambe, Giov. 19:33
- E anche un'altra Scrittura dice: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. Giov. 19:37
- Dopo queste cose, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma occulto per timore de' Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e tolse il corpo di Gesù. Giov. 19:38
- E Nicodemo, che da prima era venuto a Gesù di notte, venne anche egli, portando una mistura di mirra e d'aloe di circa cento libbre. Giov. 19:39
- Quivi dunque posero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino. Giov. 19:42
- e il sudario ch'era stato sul capo di Gesù, non giacente coi pannilini, ma rivoltato in un luogo a parte. Giov. 20:7
- I discepoli dunque se ne tornarono a casa. Giov. 20:10
- Ma Maria se ne stava di fuori presso al sepolcro a piangere. E mentre piangeva, si chinò per guardar dentro al sepolcro, Giov. 20:11
- ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l'altro a' piedi, là dov'era giaciuto il corpo di Gesù. Giov. 20:12
- Or la sera di quello stesso giorno, ch'era il primo della settimana, ed essendo, per timor de' Giudei, serrate le porte del luogo dove si trovavano i discepoli, Gesù venne e si presentò quivi in mezzo, e disse loro: Pace a voi! Giov. 20:19
- Allora Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi. Giov. 20:21
- A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li riterrete, saranno ritenuti. Giov. 20:23
- E otto giorni dopo, i suoi discepoli eran di nuovo in casa, e Toma era con loro. Venne Gesù, a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: Pace a voi! Giov. 20:26
- Poi disse a Toma: Porgi qua il dito, e vedi le mie mani; e porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente. Giov. 20:27
- Simon Pietro disse loro: Io vado a pescare. Essi gli dissero: Anche noi veniamo con te. Uscirono, e montarono nella barca; e quella notte non presero nulla. Giov. 21:3
- Allora il discepolo che Gesù amava, disse a Pietro: È il Signore! E Simon Pietro, udito ch'era il Signore, si cinse il camiciotto, perché era nudo, e si gettò nel mare. Giov. 21:7
- Come dunque furono smontati a terra, videro quivi della brace, e del pesce messovi su, e del pane. Giov. 21:9
- Simon Pietro quindi montò nella barca, e tirò a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò. Giov. 21:11
- Gesù disse loro: Venite a far colazione. E niuno dei discepoli ardiva domandargli: Chi sei? sapendo che era il Signore. Giov. 21:12
- Or quand'ebbero fatto colazione, Gesù disse a Simon Pietro: Simon di Giovanni, m'ami tu più di questi? Ei gli rispose: Sì, Signore, tu sai che io t'amo. Gesù gli disse: Pasci i miei agnelli. Giov. 21:15
- Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: Signore, e di lui che sarà? Giov. 21:21
- Nel mio primo libro, o Teofilo, parlai di tutto quel che Gesù prese e a fare e ad insegnare, Atti 1:1
- Egli rispose loro: Non sta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riserbato alla sua propria autorità. Atti 1:7
- Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l'avete veduto andare in cielo. Atti 1:11
- Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell'Uliveto, il quale è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato. Atti 1:12
- E in que' giorni, Pietro, levatosi in mezzo ai fratelli (il numero delle persone adunate saliva a circa centoventi), disse: Atti 1:15
- Fratelli, bisognava che si adempisse la profezia della Scrittura pronunziata dallo Spirito Santo per bocca di Davide intorno a Giuda, che fu la guida di quelli che arrestarono Gesù. Atti 1:16
- E ciò è divenuto così noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel campo è stato chiamato nel loro proprio linguaggio Acheldama, cioè, Campo di sangue. Atti 1:19
- a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno ch'egli, tolto da noi, è stato assunto in cielo, uno sia fatto testimone con noi della risurrezione di lui. Atti 1:22
- E li trassero a sorte, e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli. Atti 1:26
- E tutti furon ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d'esprimersi. Atti 2:4
- Or essi, udite queste cose, furon compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: Fratelli, che dobbiam fare? Atti 2:37
- E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de' vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Atti 2:38
- Quelli dunque i quali accettarono la sua parola, furon battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone. Atti 2:41
- e vendevano le possessioni ed i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Atti 2:45
- E si portava un certo uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano alla porta del tempio detta `Bella', per chieder l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Atti 3:2
- E d'un salto si rizzò in piè e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio, camminando, e saltando, e lodando Iddio. Atti 3:8
- e lo riconoscevano per quello che sedeva a chieder l'elemosina alla porta `Bella' del tempio; e furono ripieni di sbigottimento e di stupore per quel che gli era avvenuto. Atti 3:10
- E mentre colui teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, attonito, accorse a loro al portico detto di Salomone. Atti 3:11
- L'Iddio d'Abramo, d'Isacco e di Giacobbe, l'Iddio de' nostri padri ha glorificato il suo Servitore Gesù, che voi metteste in man di Pilato e rinnegaste dinanzi a lui, mentre egli avea giudicato di doverlo liberare. Atti 3:13
- A voi per i primi Iddio, dopo aver suscitato il suo Servitore, l'ha mandato per benedirvi, convertendo ciascun di voi dalle sue malvagità. Atti 3:26
- Ma molti di coloro che aveano udito la Parola, credettero; e il numero degli uomini salì a circa cinquemila. Atti 4:4
- se siamo oggi esaminati circa un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com'è che quest'uomo è stato guarito, Atti 4:9
- sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù d'esso quest'uomo comparisce guarito, in presenza vostra. Atti 4:10
- Che faremo a questi uomini? Che un evidente miracolo sia stato fatto per loro mezzo, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non lo possiamo negare. Atti 4:16
- Ma Pietro e Giovanni, rispondendo, dissero loro: Giudicate voi se è giusto, nel cospetto di Dio, di ubbidire a voi anzi che a Dio. Atti 4:19
- Poiché, quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiam vedute e udite. Atti 4:20
- Ed essi, uditele, alzaron di pari consentimento la voce a Dio, e dissero: Signore, tu sei Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; Atti 4:24
- e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno. Atti 4:35
- Se questo restava invenduto, non restava tuo? E una volta venduto, non ne era il prezzo in tuo potere? Perché ti sei messa in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio. Atti 5:4
- E Pietro, rivolgendosi a lei: Dimmi, le disse, avete voi venduto il podere per tanto? Ed ella rispose: Sì, per tanto. Atti 5:8
- Ma Pietro a lei: Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito il tuo marito sono all'uscio e ti porteranno via. Atti 5:9
- E gran paura ne venne alla chiesa intera e a tutti coloro che udivano queste cose. Atti 5:11
- Ma, degli altri, nessuno ardiva unirsi a loro; il popolo però li magnificava. Atti 5:13
- E anche la moltitudine accorreva dalle città vicine a Gerusalemme, portando dei malati e dei tormentati da spiriti immondi; e tutti quanti eran sanati. Atti 5:16
- Ed essi, avendo ciò udito, entrarono sullo schiarir del giorno nel tempio, e insegnavano. Or il sommo sacerdote e coloro che eran con lui vennero, e convocarono il Sinedrio e tutti gli anziani de' figliuoli d'Israele, e mandarono alla prigione per far menare dinanzi a loro gli apostoli. Atti 5:21
- Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. Atti 5:29
- Esso ha Iddio esaltato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e remission dei peccati. Atti 5:31
- E noi siam testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono. Atti 5:32
- Poi disse loro: Uomini Israeliti, badate bene, circa questi uomini, a quel che state per fare. Atti 5:35
- Poiché, prima d'ora, sorse Teuda, dicendosi esser qualche gran cosa; e presso a lui si raccolsero intorno a quattrocento uomini; ed egli fu ucciso; e tutti quelli che gli aveano prestata fede, furono sbandati e ridotti a nulla. Atti 5:36
- Dopo costui, sorse Giuda il Galileo, a' dì del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch'egli perì, e tutti coloro che gli aveano prestata fede, furon dispersi. Atti 5:37
- ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio. Atti 5:39
- Ma quant'è a noi, continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministerio della Parola. Atti 6:4
- E questo ragionamento piacque a tutta la moltitudine; ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola, proselito di Antiochia; Atti 6:5
- Ma alcuni della sinagoga detta dei Liberti, e de' Cirenei, e degli Alessandrini, e di quei di Cilicia e d'Asia, si levarono a disputare con Stefano; Atti 6:9
- E non gli diede alcuna eredità in esso, neppure un palmo di terra, ma gli promise di darne la possessione a lui e alla sua progenie dopo di lui, quand'egli non aveva ancora alcun figliuolo. Atti 7:5
- E i patriarchi, portando invidia a Giuseppe, lo venderono perché fosse menato in Egitto; ma Dio era con lui, Atti 7:9
- e lo liberò da tutte le sue distrette, e gli diede grazia e sapienza davanti a Faraone, re d'Egitto, che lo costituì governatore dell'Egitto e di tutta la sua casa. Atti 7:10
- E Giuseppe mandò a chiamare Giacobbe suo padre, e tutto il suo parentado, che era di settantacinque anime. Atti 7:14
- i quali furon trasportati a Sichem, e posti nel sepolcro che Abramo avea comprato a prezzo di danaro dai figliuoli di Emmor in Sichem. Atti 7:16
- Ma quando fu pervenuto all'età di quarant'anni, gli venne in animo d'andare a visitare i suoi fratelli, i figliuoli d'Israele. Atti 7:23
- E vedutone uno a cui era fatto torto, lo difese e vendicò l'oppresso, uccidendo l'Egizio. Atti 7:24
- A questa parola Mosè fuggì, e dimorò come forestiero nel paese di Madian, dove ebbe due figliuoli. Atti 7:29
- E in capo a quarant'anni, un angelo gli apparve nel deserto del monte Sinai, nella fiamma d'un pruno ardente. Atti 7:30
- A lui i nostri padri non vollero essere ubbidienti, ma lo ripudiarono, e rivolsero i loro cuori all'Egitto, Atti 7:39
- dicendo ad Aronne: Facci degl'iddii che vadano davanti a noi; perché quant'è a questo Mosè che ci ha condotti fuori del paese d'Egitto, noi non sappiamo quel che ne sia avvenuto. Atti 7:40
- Il tabernacolo della testimonianza fu coi nostri padri nel deserto, come avea comandato Colui che avea detto a Mosè che lo facesse secondo il modello che avea veduto. Atti 7:44
- e cacciatolo fuor della città, si diedero a lapidarlo; e i testimoni deposero le loro vesti ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. Atti 7:58
- Ma quand'ebbero creduto a Filippo che annunziava loro la buona novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo, furon battezzati, uomini e donne. Atti 8:12
- Or gli apostoli ch'erano a Gerusalemme, avendo inteso che la Samaria avea ricevuto la parola di Dio, vi mandarono Pietro e Giovanni. Atti 8:14
- dicendo: Date anche a me questa potestà, che colui al quale io imponga le mani riceva lo Spirito Santo. Atti 8:19
- Tu, in questo, non hai parte né sorte alcuna; perché il tuo cuore non è retto dinanzi a Dio. Atti 8:21
- Essi dunque, dopo aver reso testimonianza alla parola del Signore, ed averla annunziata, se ne tornarono a Gerusalemme, evangelizzando molti villaggi dei Samaritani. Atti 8:25
- Or un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: Levati, e vattene dalla parte di mezzodì, sulla via che scende da Gerusalemme a Gaza. Ella è una via deserta. Atti 8:26
- Ed egli, levatosi, andò. Ed ecco un Etiopo, un eunuco, ministro di Candace, regina degli Etiopi, il quale era sovrintendente di tutti i tesori di lei, era venuto a Gerusalemme per adorare Atti 8:27
- E lo Spirito disse a Filippo: Accostati, e raggiungi codesto carro. Atti 8:29
- Or il passo della Scrittura ch'egli leggeva, era questo: Egli è stato menato all'uccisione come una pecora; e come un agnello che è muto dinanzi a colui che lo tosa, così egli non ha aperto la bocca. Atti 8:32
- E l'eunuco, rivolto a Filippo, gli disse: Di chi, ti prego, dice questo il profeta? Di se stesso, oppure d'un altro? Atti 8:34
- E Filippo prese a parlare, e cominciando da questo passo della Scrittura gli annunziò Gesù. Atti 8:35
- E cammin facendo, giunsero a una cert'acqua. E l'eunuco disse: Ecco dell'acqua; che impedisce che io sia battezzato? Atti 8:36
- Poi Filippo si ritrovò in Azot; e, passando, evangelizzò tutte le città, finché venne a Cesarea. Atti 8:40
- e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco, affinché, se ne trovasse di quelli che seguivano la nuova via, uomini e donne, li potesse menar legati a Gerusalemme. Atti 9:2
- E mentre era in cammino, avvenne che, avvicinandosi a Damasco, di subito una luce dal cielo gli sfolgorò d'intorno. Atti 9:3
- E Saulo si levò da terra; ma quando aprì gli occhi, non vedeva nulla; e quelli, menandolo per la mano, lo condussero a Damasco. Atti 9:8
- E il Signore a lui: Levati, vattene nella strada detta Diritta, e cerca, in casa di Giuda, un uomo chiamato Saulo, da Tarso; poiché ecco, egli è in preghiera, Atti 9:11
- E avendo preso cibo, riacquistò le forze. E Saulo rimase alcuni giorni coi discepoli che erano a Damasco. Atti 9:19
- E subito si mise a predicar nelle sinagoghe che Gesù è il Figliuol di Dio. Atti 9:20
- ma il loro complotto venne a notizia di Saulo. Essi facevan perfino la guardia alle porte, giorno e notte, per ucciderlo; Atti 9:24
- ma i discepoli, presolo di notte, lo calarono a basso giù dal muro in una cesta. Atti 9:25
- E quando fu giunto a Gerusalemme, tentava d'unirsi ai discepoli; ma tutti lo temevano, non credendo ch'egli fosse un discepolo. Atti 9:26
- E i fratelli, avendolo saputo, lo condussero a Cesarea, e di là lo mandarono a Tarso. Atti 9:30
- E perché Lidda era vicina a Ioppe, i discepoli, udito che Pietro era là, gli mandarono due uomini per pregarlo che senza indugio venisse fino a loro. Atti 9:38
- Pietro allora, levatosi, se ne venne con loro. E come fu giunto, lo menarono nella sala di sopra; e tutte le vedove si presentarono a lui piangendo, e mostrandogli tutte le tuniche e i vestiti che Gazzella faceva, mentr'era con loro. Atti 9:39
- Ma Pietro, messi tutti fuori, si pose in ginocchio, e pregò; e voltatosi verso il corpo, disse: Tabita, levati. Ed ella aprì gli occhi; e veduto Pietro, si mise a sedere. Atti 9:40
- Ed egli, guardandolo fisso, e preso da spavento, rispose: Che v'è, Signore? E l'angelo gli disse: Le tue preghiere e le tue elemosine son salite come una ricordanza davanti a Dio. Atti 10:4
- Ed ora, manda degli uomini a Ioppe, e fa' chiamare un certo Simone, che è soprannominato Pietro. Atti 10:5
- e raccontata loro ogni cosa, li mandò a Ioppe. Atti 10:8
- e vide il cielo aperto, e scenderne una certa cosa, simile a un gran lenzuolo che, tenuto per i quattro capi, veniva calato in terra. Atti 10:11
- È per questo che, essendo stato chiamato, venni senza far obiezioni. Io vi domando dunque: Per qual cagione m'avete mandato a chiamare? Atti 10:29
- Manda dunque a Ioppe a far chiamare Simone, soprannominato Pietro; egli alberga in casa di Simone coiaio, presso al mare. Atti 10:32
- Perciò, in quell'istante io mandai da te, e tu hai fatto bene a venire; ora dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per udir tutte le cose che ti sono state comandate dal Signore. Atti 10:33
- Allora Pietro, prendendo a parlare, disse: In verità io comprendo che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone; Atti 10:34
- vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Iddio l'ha unto di Spirito Santo e di potenza; e come egli è andato attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Iddio era con lui. Atti 10:38
- non a tutto il popolo, ma ai testimoni ch'erano prima stati scelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. Atti 10:41
- poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio. Allora Pietro prese a dire: Atti 10:46
- E quando Pietro fu salito a Gerusalemme, quelli della circoncisione questionavano con lui, dicendo: Atti 11:2
- Ma Pietro prese a raccontar loro le cose per ordine fin dal principio, dicendo: Atti 11:4
- Io ero nella città di Ioppe in preghiera, ed in un'estasi, ebbi una visione; una certa cosa simile a un gran lenzuolo tenuto per i quattro capi, scendeva giù dal cielo, e veniva fino a me; Atti 11:5
- Ed egli ci raccontò come avea veduto l'angelo che si era presentato in casa sua e gli avea detto: Manda a Ioppe, e fa' chiamare Simone, soprannominato Pietro; Atti 11:13
- E come avevo cominciato a parlare, lo Spirito Santo scese su loro, com'era sceso su noi da principio. Atti 11:15
- Se dunque Iddio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato anche a noi che abbiam creduto nel Signor Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio? Atti 11:17
- Quelli dunque ch'erano stati dispersi dalla persecuzione avvenuta a motivo di Stefano, passarono fino in Fenicia, in Cipro e in Antiochia, non annunziando la Parola ad alcuno, se non ai Giudei soltanto. Atti 11:19
- Ma alcuni di loro, che erano Ciprioti e Cirenei, venuti in Antiochia, si misero a parlare anche ai Greci, annunziando il Signor Gesù. Atti 11:20
- Poi Barnaba se ne andò a Tarso, a cercar Saulo; e avendolo trovato, lo menò ad Antiochia. Atti 11:25
- Or intorno a quel tempo, il re Erode mise mano a maltrattare alcuni della chiesa; Atti 12:1
- E presolo, lo mise in prigione, dandolo in guardia a quattro mute di soldati di quattro l'una; perché, dopo la Pasqua, voleva farlo comparire dinanzi al popolo. Atti 12:4
- Pietro dunque era custodito nella prigione; ma fervide preghiere eran fatte dalla chiesa a Dio per lui. Atti 12:5
- Or quando Erode stava per farlo comparire, la notte prima, Pietro stava dormendo in mezzo a due soldati, legato con due catene; e le guardie davanti alla porta custodivano la prigione. Atti 12:6
- Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse, e una luce risplendé nella cella; e l'angelo, percosso il fianco a Pietro, lo svegliò, dicendo: Levati prestamente. E le catene gli caddero dalle mani. Atti 12:7
- Ma Pietro continuava a picchiare, e quand'ebbero aperto, lo videro e stupirono. Atti 12:16
- Ma egli, fatto lor cenno con la mano che tacessero, raccontò loro in qual modo il Signore l'avea tratto fuor della prigione. Poi disse: Fate sapere queste cose a Giacomo ed ai fratelli. Ed essendo uscito, se ne andò in un altro luogo. Atti 12:17
- Ed Erode, cercatolo, e non avendolo trovato, esaminate le guardie, comandò che fosser menate al supplizio. Poi, sceso di Giudea a Cesarea, vi si trattenne. Atti 12:19
- Or Erode era fortemente adirato contro i Tirî e i Sidonî; ma essi di pari consentimento si presentarono a lui; e guadagnato il favore di Blasto, ciambellano del re, chiesero pace, perché il loro paese traeva i viveri dal paese del re. Atti 12:20
- Nel giorno fissato, Erode, indossato l'abito reale, e postosi a sedere sul trono, li arringava pubblicamente. Atti 12:21
- E il popolo si mise a gridare: Voce d'un dio, e non d'un uomo! Atti 12:22
- In quell'istante, un angelo del Signore lo percosse, perché non avea dato a Dio la gloria; e morì, roso dai vermi. Atti 12:23
- E mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati. Atti 13:2
- Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là navigarono verso Cipro. Atti 13:4
- E giunti a Salamina, annunziarono la parola di Dio nelle sinagoghe de' Giudei: e aveano seco Giovanni come aiuto. Atti 13:5
- Poi, traversata tutta l'isola fino a Pafo, trovarono un certo mago, un falso profeta giudeo, che avea nome Bar-Gesù, Atti 13:6
- il quale era col proconsole Sergio Paolo, uomo intelligente. Questi, chiamati a sé Barnaba e Saulo, chiese d'udir la parola di Dio. Atti 13:7
- Or Paolo e i suoi compagni, imbarcatisi a Pafo, arrivarono a Perga di Panfilia; ma Giovanni, separatosi da loro, ritornò a Gerusalemme. Atti 13:13
- Ed essi, passando oltre Perga, giunsero ad Antiochia di Pisidia; e recatisi il sabato nella sinagoga, si posero a sedere. Atti 13:14
- E dopo la lettura della legge e dei profeti, i capi della sinagoga mandarono a dir loro: Fratelli, se avete qualche parola d'esortazione da rivolgere al popolo, ditela. Atti 13:15
- Dalla progenie di lui Iddio, secondo la sua promessa, ha suscitato a Israele un Salvatore nella persona di Gesù, Atti 13:23
- avendo Giovanni, prima della venuta di lui, predicato il battesimo del ravvedimento a tutto il popolo d'Israele. Atti 13:24
- E come Giovanni terminava la sua carriera diceva: Che credete voi che io sia? Io non sono il Messia; ma ecco, dietro a me viene uno, del quale io non son degno di sciogliere i calzari. Atti 13:25
- Fratelli miei, figliuoli della progenie d'Abramo, e voi tutti che temete Iddio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza. Atti 13:26
- E benché non trovassero in lui nulla che fosse degno di morte, chiesero a Pilato che fosse fatto morire. Atti 13:28
- e per molti giorni egli si fece vedere da coloro ch'eran con lui saliti dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora suoi testimoni presso il popolo. Atti 13:31
- E siccome lo ha risuscitato dai morti per non tornar più nella corruzione, Egli ha detto così: Io vi manterrò le sacre e fedeli promesse fatte a Davide. Atti 13:34
- E dopo che la raunanza si fu sciolta, molti de' Giudei e de' proseliti pii seguiron Paolo e Barnaba; i quali, parlando loro, li persuasero a perseverare nella grazia di Dio. Atti 13:43
- Ma Paolo e Barnaba dissero loro francamente: Era necessario che a voi per i primi si annunziasse la parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco, noi ci volgiamo ai Gentili. Atti 13:46
- E i Gentili, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero. Atti 13:48
- Or in Listra c'era un certo uomo, impotente nei piedi, che stava sempre a sedere, essendo zoppo dalla nascita, e non aveva mai camminato. Atti 14:8
- disse ad alta voce: Levati ritto in piè. Ed egli saltò su, e si mise a camminare. Atti 14:10
- E le turbe, avendo veduto ciò che Paolo avea fatto, alzarono la voce, dicendo in lingua licaonica: Gli dèi hanno preso forma umana, e sono discesi fino a noi. Atti 14:11
- E chiamavano Barnaba, Giove, e Paolo, Mercurio, perché era il primo a parlare. Atti 14:12
- E dicendo queste cose, a mala pena trattennero le turbe dal sacrificar loro. Atti 14:18
- Ma essendosi i discepoli raunati intorno a lui, egli si rialzò, ed entrò nella città; e il giorno seguente, partì con Barnaba per Derba. Atti 14:20
- E avendo evangelizzata quella città e fatti molti discepoli, se ne tornarono a Listra, a Iconio ed Antiochia, Atti 14:21
- confermando gli animi dei discepoli, esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni. Atti 14:22
- Ed essendo nata una non piccola dissensione e controversia fra Paolo e Barnaba, e costoro, fu deciso che Paolo, Barnaba e alcuni altri dei fratelli salissero a Gerusalemme agli apostoli ed anziani per trattar questa questione. Atti 15:2
- Essi dunque, accompagnati per un tratto dalla chiesa, traversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei Gentili; e cagionavano grande allegrezza a tutti i fratelli. Atti 15:3
- Poi, giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quanto grandi cose Dio avea fatte con loro. Atti 15:4
- E Dio, conoscitore dei cuori, rese loro testimonianza, dando lo Spirito Santo a loro, come a noi; Atti 15:8
- E quando si furon taciuti, Giacomo prese a dire: Fratelli, ascoltatemi. Atti 15:13
- le quali a lui son note ab eterno. Atti 15:18
- Per la qual cosa io giudico che non si dia molestia a quelli dei Gentili che si convertono a Dio; Atti 15:19
- è parso bene a noi, riuniti di comune accordo, di scegliere degli uomini e di mandarveli assieme ai nostri cari Barnaba e Paolo, Atti 15:25
- Vi abbiam dunque mandato Giuda e Sila; anch'essi vi diranno a voce le medesime cose. Atti 15:27
- Poiché è parso bene allo Spirito Santo ed a noi di non imporvi altro peso all'infuori di queste cose, che sono necessarie; Atti 15:28
- cioè: che v'asteniate dalle cose sacrificate agl'idoli, dal sangue, dalle cose soffocate, e dalla fornicazione; dalle quali cose ben farete a guardarvi. State sani. Atti 15:29
- E dopo che furon dimorati quivi alquanto tempo, furon dai fratelli congedati in pace perché se ne tornassero a quelli che li aveano inviati. Atti 15:33
- E dopo varî giorni, Paolo disse a Barnaba: Torniamo ora a visitare i fratelli in ogni città dove abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno. Atti 15:36
- Ma Paolo giudicava che non dovessero prendere a compagno colui che si era separato da loro fin dalla Panfilia, e che non era andato con loro all'opera. Atti 15:38
- E venne anche a Derba e a Listra; ed ecco, quivi era un certo discepolo, di nome Timoteo, figliuolo di una donna giudea credente, ma di padre greco. Atti 16:1
- Paolo volle ch'egli partisse con lui; e presolo, lo circoncise a cagione de' Giudei che erano in quei luoghi; perché tutti sapevano che il padre di lui era greco. Atti 16:3
- E passando essi per le città, trasmisero loro, perché le osservassero, le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani che erano a Gerusalemme. Atti 16:4
- e di là ci recammo a Filippi, che è città primaria di quella parte della Macedonia, ed è colonia romana; e dimorammo in quella città alcuni giorni. Atti 16:12
- E nel giorno di sabato andammo fuor della porta, presso al fiume, dove supponevamo fosse un luogo d'orazione; e postici a sedere, parlavamo alle donne ch'eran quivi radunate. Atti 16:13
- Costei, messasi a seguir Paolo e noi, gridava: Questi uomini son servitori dell'Iddio altissimo, e vi annunziano la via della salvezza. Atti 16:17
- e predicano dei riti che non è lecito a noi che siam Romani né di ricevere, né di osservare. Atti 16:21
- E la folla si levò tutta insieme contro a loro; e i pretori, strappate loro di dosso le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. Atti 16:22
- Or sulla mezzanotte, Paolo e Sila, pregando cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. Atti 16:25
- Poi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua. Atti 16:32
- Or come fu giorno, i pretori mandarono i littori a dire: Lascia andar quegli uomini. Atti 16:35
- E il carceriere riferì a Paolo queste parole, dicendo: I pretori hanno mandato a mettervi in libertà; or dunque uscite, e andatevene in pace. Atti 16:36
- Ma Paolo disse loro: Dopo averci pubblicamente battuti senza essere stati condannati, noi che siam cittadini romani, ci hanno cacciato in prigione; e ora ci mandan via celatamente? No davvero! Anzi, vengano essi stessi a menarci fuori. Atti 16:37
- Ed essendo passati per Amfipoli e per Apollonia, vennero a Tessalonica, dov'era una sinagoga de' Giudei; Atti 17:1
- E alcuni di loro furon persuasi, e si unirono a Paolo e Sila; e così fecero una gran moltitudine di Greci pii, e non poche delle donne principali. Atti 17:4
- Ma coloro che accompagnavano Paolo, lo condussero fino ad Atene; e ricevuto l'ordine di dire a Sila e a Timoteo che quanto prima venissero a lui, si partirono. Atti 17:15
- Or mentre Paolo li aspettava in Atene, lo spirito gli s'inacerbiva dentro a veder la città piena d'idoli. Atti 17:16
- Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che dimoravan quivi, non passavano il tempo in altro modo, che a dire o ad ascoltare quel che c'era di più nuovo. Atti 17:21
- e non è servito da mani d'uomini; come se avesse bisogno di alcuna cosa; Egli, che dà a tutti la vita, il fiato ed ogni cosa. Atti 17:25
- affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché Egli non sia lungi da ciascun di noi. Atti 17:27
- Essendo dunque progenie di Dio, non dobbiam credere che la Divinità sia simile ad oro, ad argento, o a pietra scolpiti dall'arte e dall'immaginazione umana. Atti 17:29
- Iddio dunque, passando sopra ai tempi dell'ignoranza, fa ora annunziare agli uomini che tutti, per ogni dove, abbiano a ravvedersi, Atti 17:30
- perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell'uomo ch'Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti. Atti 17:31
- Ma alcuni si unirono a lui e credettero; fra i quali anche Dionisio l'Areopagita, una donna chiamata Damaris, e altri con loro. Atti 17:34
- Dopo queste cose egli, partitosi da Atene, venne a Corinto. Atti 18:1
- E trovato un certo Giudeo, per nome Aquila, oriundo del Ponto, venuto di recente dall'Italia insieme con Priscilla sua moglie, perché Claudio avea comandato che tutti i Giudei se ne andassero da Roma, s'unì a loro. Atti 18:2
- E il Signore disse di notte in visione a Paolo: Non temere, ma parla e non tacere; Atti 18:9
- Ma se si tratta di questioni intorno a parole, a nomi, e alla vostra legge, provvedeteci voi; io non voglio esser giudice di codeste cose. Atti 18:15
- Quanto a Paolo, ei rimase ancora molti giorni a Corinto; poi, preso commiato dai fratelli, navigò verso la Siria, con Priscilla ed Aquila, dopo essersi fatto tosare il capo a Cencrea, perché avea fatto un voto. Atti 18:18
- Come furon giunti ad Efeso, Paolo li lasciò quivi; egli, intanto, entrato nella sinagoga, si pose a discorrere coi Giudei. Atti 18:19
- E pregandolo essi di dimorare da loro più a lungo, non acconsentì; Atti 18:20
- E sbarcato a Cesarea, salì a Gerusalemme, e salutata la chiesa, scese ad Antiochia. Atti 18:22
- Egli era stato ammaestrato nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, parlava e insegnava accuratamente le cose relative a Gesù, benché avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. Atti 18:25
- Egli cominciò pure a parlar francamente nella sinagoga. Ma Priscilla ed Aquila, uditolo, lo presero seco e gli esposero più appieno la via di Dio. Atti 18:26
- Poi, volendo egli passare in Acaia, i fratelli ve lo confortarono, e scrissero ai discepoli che l'accogliessero. Giunto là, egli fu di grande aiuto a quelli che avevan creduto mediante la grazia; Atti 18:27
- Or avvenne, mentre Apollo era a Corinto, che Paolo, avendo traversato la parte alta del paese, venne ad Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, Atti 19:1
- ai quali disse: Riceveste voi lo Spirito Santo quando credeste? Ed essi a lui: Non abbiamo neppur sentito dire che ci sia lo Spirito Santo. Atti 19:2
- Poi entrò nella sinagoga, e quivi seguitò a parlare francamente per lo spazio di tre mesi, discorrendo con parole persuasive delle cose relative al regno di Dio. Atti 19:8
- E questo venne a notizia di tutti, Giudei e Greci, che abitavano in Efeso; e tutti furon presi da spavento, e il nome del Signor Gesù era magnificato. Atti 19:17
- E molti di coloro che aveano creduto, venivano a confessare e a dichiarare le cose che aveano fatte. Atti 19:18
- E buon numero di quelli che aveano esercitato le arti magiche, portarono i loro libri assieme, e li arsero in presenza di tutti; e calcolatone il prezzo, trovarono che ascendeva a cinquantamila dramme d'argento. Atti 19:19
- Compiute che furon queste cose, Paolo si mise in animo d'andare a Gerusalemme, passando per la Macedonia e per l'Acaia. Dopo che sarò stato là, diceva, bisogna ch'io veda anche Roma. Atti 19:21
- Or in quel tempo nacque non piccol tumulto a proposito della nuova Via. Atti 19:23
- Ed essi, udite queste cose, accesi di sdegno, si misero a gridare: Grande è la Diana degli Efesini! Atti 19:28
- E tutta la città fu ripiena di confusione; e traendo seco a forza Gaio e Aristarco, Macedoni, compagni di viaggio di Paolo, si precipitaron tutti d'accordo verso il teatro. Atti 19:29
- E anche alcuni de' magistrati dell'Asia che gli erano amici, mandarono a pregarlo che non s'arrischiasse a venire nel teatro. Atti 19:31
- E di fra la moltitudine trassero Alessandro, che i Giudei spingevano innanzi. E Alessandro, fatto cenno con la mano, voleva arringare il popolo a loro difesa. Atti 19:33
- Ma quando ebbero riconosciuto che era Giudeo, tutti, ad una voce, per circa due ore, si posero a gridare: Grande è la Diana degli Efesini! Atti 19:34
- Costoro, andati innanzi, ci aspettarono a Troas. Atti 20:5
- E noi, dopo i giorni degli azzimi, partimmo da Filippi, e in capo a cinque giorni li raggiungemmo a Troas, dove dimorammo sette giorni. Atti 20:6
- E nel primo giorno della settimana, mentre eravamo radunati per rompere il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, si mise a ragionar con loro, e prolungò il suo discorso fino a mezzanotte. Atti 20:7
- Ma Paolo, sceso a basso, si buttò su di lui, e abbracciatolo, disse: Non fate tanto strepito, perché l'anima sua è in lui. Atti 20:10
- Quanto a noi, andati innanzi a bordo, navigammo verso Asso, con intenzione di prender quivi Paolo con noi; poiché egli avea fissato così, volendo fare quel tragitto per terra. Atti 20:13
- E avendoci incontrati ad Asso, lo prendemmo con noi, e venimmo a Mitilene. Atti 20:14
- E di là, navigando, arrivammo il giorno dopo dirimpetto a Chio; e il giorno seguente approdammo a Samo, e il giorno dipoi giungemmo a Mileto. Atti 20:15
- Poiché Paolo avea deliberato di navigare oltre Efeso, per non aver a consumar tempo in Asia; giacché si affrettava per trovarsi, se gli fosse possibile, a Gerusalemme il giorno della Pentecoste. Atti 20:16
- E da Mileto mandò ad Efeso a far chiamare gli anziani della chiesa. Atti 20:17
- E quando furon venuti a lui, egli disse loro: Voi sapete in qual maniera, dal primo giorno che entrai nell'Asia, io mi son sempre comportato con voi, Atti 20:18
- scongiurando Giudei e Greci a ravvedersi dinanzi a Dio e a credere nel Signor nostro Gesù Cristo. Atti 20:21
- Ed ora, ecco, vincolato nel mio spirito, io vo a Gerusalemme, non sapendo le cose che quivi mi avverranno; Atti 20:22
- Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue. Atti 20:28
- e di fra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trarre i discepoli dietro a sé. Atti 20:30
- E ora, io vi raccomando a Dio e alla parola della sua grazia; a lui che può edificarvi e darvi l'eredità con tutti i santificati. Atti 20:32
- Or dopo che ci fummo staccati da loro, salpammo, e per diritto corso giungemmo a Cos, e il giorno seguente a Rodi, e di là a Patara; Atti 21:1
- Giunti in vista di Cipro, e lasciatala a sinistra, navigammo verso la Siria, e approdammo a Tiro, perché quivi si dovea scaricar la nave. Atti 21:3
- E trovati i discepoli, dimorammo quivi sette giorni. Essi, mossi dallo Spirito, dicevano a Paolo di non metter piede in Gerusalemme; Atti 21:4
- E noi, terminando la navigazione, da Tiro arrivammo a Tolemaide; e salutati i fratelli, dimorammo un giorno con loro. Atti 21:7
- E partiti l'indomani, giungemmo a Cesarea; ed entrati in casa di Filippo l'evangelista, ch'era uno dei sette, dimorammo con lui. Atti 21:8
- il quale, venuto da noi, prese la cintura di Paolo, se ne legò i piedi e le mani, e disse: Questo dice lo Spirito Santo: Così legheranno i Giudei a Gerusalemme l'uomo di cui è questa cintura, e lo metteranno nelle mani dei Gentili. Atti 21:11
- Quando udimmo queste cose, tanto noi che quei del luogo lo pregavamo di non salire a Gerusalemme. Atti 21:12
- Paolo allora rispose: Che fate voi, piangendo e spezzandomi il cuore? Poiché io son pronto non solo ad esser legato, ma anche a morire a Gerusalemme per il nome del Signor Gesù. Atti 21:13
- Dopo que' giorni, fatti i nostri preparativi, salimmo a Gerusalemme. Atti 21:15
- Quando fummo giunti a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero lietamente. Atti 21:17
- Dopo averli salutati, Paolo si mise a raccontare ad una ad una le cose che Dio avea fatte fra i Gentili, per mezzo del suo ministerio. Atti 21:19
- Ed essi, uditele, glorificavano Iddio. Poi, dissero a Paolo: Fratello, tu vedi quante migliaia di Giudei ci sono che hanno creduto; e tutti sono zelanti per la legge. Atti 21:20
- Or sono stati informati di te, che tu insegni a tutti i Giudei che sono fra i Gentili, ad abbandonare Mosè, dicendo loro di non circoncidere i figliuoli, e di non conformarsi ai riti. Atti 21:21
- Uomini Israeliti, venite al soccorso; questo è l'uomo che va predicando a tutti e da per tutto contro il popolo, contro la legge, e contro questo luogo; e oltre a ciò, ha menato anche de' Greci nel tempio, e ha profanato questo santo luogo. Atti 21:28
- E nella folla gli uni gridavano una cosa, e gli altri un'altra; onde, non potendo saper nulla di certo a cagion del tumulto, comandò ch'egli fosse menato nella fortezza. Atti 21:34
- Fratelli e padri, ascoltate ciò che ora vi dico a mia difesa. Atti 22:1
- Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma allevato in questa città, ai piedi di Gamaliele, educato nella rigida osservanza della legge dei padri, e fui zelante per la causa di Dio, come voi tutti siete oggi; Atti 22:3
- e perseguitai a morte questa Via, legando e mettendo in prigione uomini e donne, Atti 22:4
- come me ne son testimoni il sommo sacerdote e tutto il concistoro degli anziani, dai quali avendo pure ricevuto lettere per i fratelli, mi recavo a Damasco per menare legati a Gerusalemme anche quelli ch'eran quivi, perché fossero puniti. Atti 22:5
- Or avvenne che mentre ero in cammino e mi avvicinavo a Damasco, sul mezzogiorno, di subito dal cielo mi folgoreggiò d'intorno una gran luce. Atti 22:6
- E io dissi: Signore, che debbo fare? E il Signore mi disse: Lèvati, va' a Damasco, e quivi ti saranno dette tutte le cose che t'è ordinato di fare. Atti 22:10
- E siccome io non ci vedevo più per il fulgore di quella luce, fui menato per mano da coloro che eran meco, e così venni a Damasco. Atti 22:11
- venne a me; e standomi vicino, mi disse: Fratello Saulo, ricupera la vista. Ed io in quell'istante ricuperai la vista, e lo guardai. Atti 22:13
- Ed egli disse: L'Iddio de' nostri padri ti ha destinato a conoscer la sua volontà, e a vedere il Giusto, e a udire una voce dalla sua bocca. Atti 22:14
- Or avvenne, dopo ch'io fui tornato a Gerusalemme, che mentre pregavo nel tempio fui rapito in estasi, Atti 22:17
- e vidi Gesù che mi diceva: Affrettati, ed esci prestamente da Gerusalemme, perché essi non riceveranno la tua testimonianza intorno a me. Atti 22:18
- L'ascoltarono fino a questa parola; e poi alzarono la voce, dicendo: Togli via un tal uomo dal mondo; perché non è degno di vivere. Atti 22:22
- il tribuno comandò ch'egli fosse menato dentro la fortezza e inquisito mediante i flagelli, affin di sapere per qual cagione gridassero così contro a lui. Atti 22:24
- E il centurione, udito questo, venne a riferirlo al tribuno, dicendo: Che stai per fare? perché quest'uomo è Romano. Atti 22:26
- Il tribuno venne a Paolo, e gli chiese: Dimmi, sei tu Romano? Ed egli rispose: Sì. Atti 22:27
- E il giorno seguente, volendo saper con certezza di che cosa egli fosse accusato dai Giudei, lo sciolse, e comandò ai capi sacerdoti e a tutto il Sinedrio di radunarsi; e menato giù Paolo, lo fe' comparire dinanzi a loro. Atti 22:30
- E Paolo, fissati gli occhi nel Sinedrio, disse: Fratelli, fino a questo giorno, mi son condotto dinanzi a Dio in tutta buona coscienza. Atti 23:1
- E il sommo sacerdote Anania comandò a coloro ch'eran presso a lui di percuoterlo sulla bocca. Atti 23:2
- Or Paolo, sapendo che una parte eran Sadducei e l'altra Farisei, esclamò nel Sinedrio: Fratelli, io son Fariseo, figliuol di Farisei; ed è a motivo della speranza e della risurrezione dei morti, che son chiamato in giudizio. Atti 23:6
- E si fece un gridar grande; e alcuni degli scribi del partito de' Farisei, levatisi, cominciarono a disputare, dicendo: Noi non troviamo male alcuno in quest'uomo; e se gli avesse parlato uno spirito o un angelo? Atti 23:9
- E facendosi forte la contesa, il tribuno, temendo che Paolo non fosse da loro fatto a pezzi, comandò ai soldati di scendere giù, e di portarlo via dal mezzo di loro, e di menarlo nella fortezza. Atti 23:10
- E la notte seguente, il Signore si presentò a Paolo, e gli disse: Sta' di buon cuore; perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme, così bisogna che tu la renda anche a Roma. Atti 23:11
- Ma il figliuolo della sorella di Paolo, udite queste insidie, venne; ed entrato nella fortezza, riferì la cosa a Paolo. Atti 23:16
- E Paolo, chiamato a sé uno dei centurioni, disse: Mena questo giovane al tribuno, perché ha qualcosa da riferirgli. Atti 23:17
- E chiamati due de' centurioni, disse loro: Tenete pronti fino dalla terza ora della notte duecento soldati, settanta cavalieri e duecento lancieri, per andar fino a Cesarea; Atti 23:23
- E ho trovato che era accusato intorno a questioni della loro legge, ma che non era incolpato di nulla che fosse degno di morte o di prigione. Atti 23:29
- Essendomi però stato riferito che si tenderebbe un agguato contro quest'uomo, l'ho subito mandato a te, ordinando anche ai suoi accusatori di dir davanti a te quello che hanno contro di lui. Atti 23:30
- E quelli, giunti a Cesarea e consegnata la lettera al governatore, gli presentarono anche Paolo. Atti 23:33
- Ed egli avendo letta la lettera e domandato a Paolo di qual provincia fosse, e inteso che era di Cilicia, Atti 23:34
- Questi essendo stato chiamato, Tertullo cominciò ad accusarlo, dicendo: Siccome in grazia tua godiamo molta pace, e per la tua previdenza sono state fatte delle riforme a pro di questa nazione, Atti 24:2
- Ora, per non trattenerti troppo a lungo, ti prego che, secondo la tua condiscendenza, tu ascolti quel che abbiamo a dirti in breve. Atti 24:4
- E Paolo, dopo che il governatore gli ebbe fatto cenno che parlasse, rispose: Sapendo che già da molti anni tu sei giudice di questa nazione, parlo con più coraggio a mia difesa. Atti 24:10
- Poiché tu puoi accertarti che non son più di dodici giorni ch'io salii a Gerusalemme per adorare; Atti 24:11
- ed essi non mi hanno trovato nel tempio, né nelle sinagoghe, né in città a discutere con alcuno, né a far adunata di popolo; Atti 24:12
- Per questo anch'io m'esercito ad aver del continuo una coscienza pura dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini. Atti 24:16
- Or dopo molti anni, io son venuto a portar elemosine alla mia nazione e a presentar offerte. Atti 24:17
- ed erano alcuni Giudei dell'Asia; questi avrebbero dovuto comparire dinanzi a te ed accusarmi, se avevano cosa alcuna contro a me. Atti 24:19
- se pur non si tratti di quest'unica parola che gridai, quando comparvi dinanzi a loro: È a motivo della risurrezione de' morti, che io son oggi giudicato da voi. Atti 24:21
- Or Felice, che ben conosceva quel che concerneva questa Via, li rimandò a un'altra volta, dicendo: Quando sarà sceso il tribuno Lisia, esaminerò il fatto vostro. Atti 24:22
- Or alcuni giorni dopo, Felice, venuto con Drusilla sua moglie, che era giudea, mandò a chiamar Paolo, e l'ascoltò circa la fede in Cristo Gesù. Atti 24:24
- Ma ragionando Paolo di giustizia, di temperanza e del giudizio a venire, Felice, tutto spaventato, replicò: Per ora, vattene; e quando ne troverò l'opportunità, ti manderò a chiamare. Atti 24:25
- Egli sperava, in pari tempo, che da Paolo gli sarebbe dato del denaro; per questo lo mandava spesso a chiamare e discorreva con lui. Atti 24:26
- Or in capo a due anni, Felice ebbe per successore Porcio Festo; e Felice, volendo far cosa grata ai Giudei, lasciò Paolo in prigione. Atti 24:27
- Festo dunque, essendo giunto nella sua provincia, tre giorni dopo salì da Cesarea a Gerusalemme. Atti 25:1
- E i capi sacerdoti e i principali de' Giudei gli presentarono le loro accuse contro a Paolo; e lo pregavano, Atti 25:2
- chiedendo per favore contro a lui, che lo facesse venire a Gerusalemme. Essi intanto avrebbero posto insidie per ucciderlo per via. Atti 25:3
- Festo allora rispose che Paolo era custodito a Cesarea, e che egli stesso dovea partir presto. Atti 25:4
- Rimasto presso di loro non più di otto o dieci giorni, discese in Cesarea; e il giorno seguente, postosi a sedere in tribunale, comandò che Paolo gli fosse menato dinanzi. Atti 25:6
- E com'egli fu giunto, i Giudei che eran discesi da Gerusalemme, gli furono attorno, portando contro lui molte e gravi accuse, che non potevano provare; mentre Paolo diceva a sua difesa: Atti 25:7
- Ma Festo, volendo far cosa grata ai Giudei, disse a Paolo: Vuoi tu salire a Gerusalemme ed esser quivi giudicato davanti a me intorno a queste cose? Atti 25:9
- Se dunque sono colpevole e ho commesso cosa degna di morte, non ricuso di morire; ma se nelle cose delle quali costoro mi accusano non c'è nulla di vero, nessuno mi può consegnare per favore nelle loro mani. Io mi appello a Cesare. Atti 25:11
- Allora Festo, dopo aver conferito col consiglio, rispose: Tu ti sei appellato a Cesare; a Cesare andrai. Atti 25:12
- E dopo alquanti giorni il re Agrippa e Berenice arrivarono a Cesarea, per salutar Festo. Atti 25:13
- quando fui a Gerusalemme, i capi sacerdoti e gli anziani de' Giudei mi sporsero querela, chiedendomi di condannarlo. Atti 25:15
- Risposi loro che non è usanza de' Romani di consegnare alcuno, prima che l'accusato abbia avuto gli accusatori a faccia, e gli sia stato dato modo di difendersi dall'accusa. Atti 25:16
- ma aveano contro lui certe questioni intorno alla propria religione e intorno a un certo Gesù morto, che Paolo affermava esser vivente. Atti 25:19
- Ed io, stando in dubbio sul come procedere in queste cose, gli dissi se voleva andare a Gerusalemme, e quivi esser giudicato intorno a queste cose. Atti 25:20
- Ma avendo Paolo interposto appello per esser riserbato al giudizio dell'imperatore, io comandai che fosse custodito, finché lo mandassi a Cesare. Atti 25:21
- E Agrippa disse a Festo: Anch'io vorrei udir cotesto uomo. Ed egli rispose: Domani l'udrai. Atti 25:22
- E Festo disse: Re Agrippa, e voi tutti che siete qui presenti con noi, voi vedete quest'uomo, a proposito del quale tutta la moltitudine de' Giudei s'è rivolta a me, e in Gerusalemme e qui, gridando che non deve viver più oltre. Atti 25:24
- E siccome non ho nulla di certo da scriverne al mio signore, l'ho menato qui davanti a voi, e principalmente davanti a te, o re Agrippa, affinché, dopo esame, io abbia qualcosa da scrivere. Atti 25:26
- E Agrippa disse a Paolo: T'è permesso parlare a tua difesa. Allora Paolo, distesa la mano, disse a sua difesa: Atti 26:1
- Re Agrippa, io mi reputo felice di dovermi oggi scolpare dinanzi a te di tutte le cose delle quali sono accusato dai Giudei, Atti 26:2
- della qual promessa le nostre dodici tribù, che servono con fervore a Dio notte e giorno, sperano di vedere il compimento. E per questa speranza, o re, io sono accusato dai Giudei! Atti 26:7
- Quant'è a me, avevo sì pensato anch'io di dover fare molte cose contro il nome di Gesù il Nazareno. Atti 26:9
- E questo difatti feci a Gerusalemme; e avutane facoltà dai capi sacerdoti serrai nelle prigioni molti de' santi; e quando erano messi a morte, io detti il mio voto. Atti 26:10
- E spesse volte, per tutte le sinagoghe, li costrinsi con pene a bestemmiare; e infuriato oltremodo contro di loro, li perseguitai fino nelle città straniere. Atti 26:11
- Il che facendo, come andavo a Damasco con potere e commissione de' capi sacerdoti, Atti 26:12
- io vidi, o re, per cammino a mezzo giorno, una luce dal cielo, più risplendente del sole, la quale lampeggiò intorno a me ed a coloro che viaggiavan meco. Atti 26:13
- per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d'eredità fra i santificati. Atti 26:18
- ma, prima a que' di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e ai Gentili, ho annunziato che si ravveggano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento. Atti 26:20
- Ma per l'aiuto che vien da Dio, son durato fino a questo giorno, rendendo testimonianza a piccoli e a grandi, non dicendo nulla all'infuori di quello che i profeti e Mosè hanno detto dover avvenire, cioè: Atti 26:22
- che il Cristo soffrirebbe, e che egli, il primo a risuscitar dai morti, annunzierebbe luce al popolo ed ai Gentili. Atti 26:23
- Or mentre ei diceva queste cose a sua difesa, Festo disse ad alta voce: Paolo, tu vaneggi; la molta dottrina ti mette fuor di senno. Atti 26:24
- E Agrippa disse a Paolo: Per poco non mi persuadi a diventar cristiano. Atti 26:28
- E Paolo: Piacesse a Dio che per poco o per molto, non solamente tu, ma anche tutti quelli che oggi m'ascoltano, diventaste tali, quale sono io, all'infuori di questi legami. Atti 26:29
- E Agrippa disse a Festo: Quest'uomo poteva esser liberato, se non si fosse appellato a Cesare. Atti 26:32
- Or quando fu determinato che faremmo vela per l'Italia, Paolo e certi altri prigionieri furon consegnati a un centurione, per nome Giulio, della coorte Augusta. Atti 27:1
- Il giorno seguente arrivammo a Sidone; e Giulio, usando umanità verso Paolo, gli permise d'andare dai suoi amici per ricevere le loro cure. Atti 27:3
- E passato il mar di Cilicia e di Panfilia, arrivammo a Mira di Licia. Atti 27:5
- E navigando per molti giorni lentamente, e pervenuti a fatica, per l'impedimento del vento, di faccia a Gnido, veleggiammo sotto Creta, di rincontro a Salmone; Atti 27:7
- e costeggiandola con difficoltà, venimmo a un certo luogo, detto Beiporti, vicino al quale era la città di Lasea. Atti 27:8
- E siccome quel porto non era adatto a svernare, i più furono di parere di partir di là per cercare d'arrivare a Fenice, porto di Creta che guarda a Libeccio e a Maestro, e di passarvi l'inverno. Atti 27:12
- Essendosi intanto levato un leggero scirocco, e credendo essi d'esser venuti a capo del loro proposito, levate le àncore, si misero a costeggiare l'isola di Creta più da presso. Atti 27:13
- E passati rapidamente sotto un'isoletta chiamata Clauda, a stento potemmo avere in nostro potere la scialuppa. Atti 27:16
- E quando l'ebbero tirata su, ricorsero a ripari, cingendo la nave di sotto; e temendo di esser gettati sulla Sirti, calarono le vele, ed eran così portati via. Atti 27:17
- E siccome eravamo fieramente sbattuti dalla tempesta, il giorno dopo cominciarono a far getto del carico. Atti 27:18
- Or dopo che furono stati lungamente senza prender cibo, Paolo si levò in mezzo a loro, e disse: Uomini, bisognava darmi ascolto, non partire da Creta, e risparmiar così questo pericolo e questa perdita. Atti 27:21
- Ora però vi esorto a star di buon cuore, perché non vi sarà perdita della vita d'alcun di voi ma solo della nave. Atti 27:22
- dicendo: Paolo, non temere; bisogna che tu comparisca dinanzi a Cesare, ed ecco, Iddio ti ha donato tutti coloro che navigano teco. Atti 27:24
- E la quattordicesima notte da che eravamo portati qua e là per l'Adriatico, verso la mezzanotte i marinari sospettavano d'esser vicini a terra; Atti 27:27
- E mentre si aspettava che facesse giorno, Paolo esortava tutti a prender cibo, dicendo: Oggi son quattordici giorni che state aspettando, sempre digiuni, senza prender nulla. Atti 27:33
- Perciò, io v'esorto a prender cibo, perché questo contribuirà alla vostra salvezza; poiché non perirà neppure un capello del capo d'alcun di voi. Atti 27:34
- Detto questo, preso del pane, rese grazie a Dio, in presenza di tutti; poi, rottolo, cominciò a mangiare. Atti 27:35
- Or il parere de' soldati era d'uccidere i prigionieri, perché nessuno fuggisse a nuoto. Atti 27:42
- Ma il centurione, volendo salvar Paolo, li distolse da quel proposito, e comandò che quelli che sapevan nuotare si gettassero in mare per andarsene i primi a terra, Atti 27:43
- e gli altri vi arrivassero, chi sopra tavole, e chi sopra altri pezzi della nave. E così avvenne che tutti giunsero salvi a terra. Atti 27:44
- E i barbari usarono verso noi umanità non comune; poiché, acceso un gran fuoco, ci accolsero tutti, a motivo della pioggia che cadeva, e del freddo. Atti 28:2
- Or essi si aspettavano ch'egli enfierebbe o cadrebbe di subito morto; ma dopo aver lungamente aspettato, veduto che non gliene avveniva alcun male, mutaron parere, e cominciarono a dire ch'egli era un dio. Atti 28:6
- E accadde che il padre di Publio giacea malato di febbre e di dissenteria. Paolo andò a trovarlo; e dopo aver pregato, gl'impose le mani e lo guarì. Atti 28:8
- ed essi ci fecero grandi onori; e quando salpammo, ci portarono a bordo le cose necessarie. Atti 28:10
- E arrivati a Siracusa, vi restammo tre giorni. Atti 28:12
- E di là, costeggiando, arrivammo a Reggio. E dopo un giorno, levatosi un vento di scirocco, in due giorni arrivammo a Pozzuoli. Atti 28:13
- E avendo quivi trovato de' fratelli, fummo pregati di rimanere presso di loro sette giorni. E così venimmo a Roma. Atti 28:14
- Or i fratelli, avute nostre notizie, di là ci vennero incontro sino al Foro Appio e alle Tre Taverne; e Paolo, quando li ebbe veduti, rese grazie a Dio e prese animo. Atti 28:15
- E giunti che fummo a Roma, a Paolo fu concesso d'abitar da sé col soldato che lo custodiva. Atti 28:16
- Ma opponendovisi i Giudei, fui costretto ad appellarmi a Cesare, senza però aver in animo di portare alcuna accusa contro la mia nazione. Atti 28:19
- Per questa ragione dunque vi ho chiamati per vedervi e per parlarvi; perché egli è a causa della speranza d'Israele ch'io sono stretto da questa catena. Atti 28:20
- Ma essi gli dissero: Noi non abbiamo ricevuto lettere dalla Giudea intorno a te, né è venuto qui alcuno de' fratelli a riferire o a dir male di te. Atti 28:21
- Ben vorremmo però sentir da te quel che tu pensi; perché, quant'è a cotesta setta, ci è noto che da per tutto essa incontra opposizione. Atti 28:22
- E avendogli fissato un giorno, vennero a lui nel suo alloggio in gran numero; ed egli da mane a sera esponeva loro le cose, testimoniando del regno di Dio e persuadendoli di quel che concerne Gesù, con la legge di Mosè e coi profeti. Atti 28:23
- Va' a questo popolo e di': Voi udrete coi vostri orecchi e non intenderete; guarderete coi vostri occhi, e non vedrete; Atti 28:26
- E Paolo dimorò due anni interi in una casa da lui presa a fitto, e riceveva tutti coloro che venivano a trovarlo, Atti 28:30
- a quanti sono in Roma, amati da Dio, chiamati ad esser santi, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Gesù Cristo. Rom. 1:7
- chiedendo che in qualche modo mi sia porta finalmente, per la volontà di Dio, l'occasione propizia di venire a voi. Rom. 1:10
- o meglio, perché quando sarò tra voi ci confortiamo a vicenda mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io. Rom. 1:12
- ond'è che, per quanto sta in me, io son pronto ad annunziar l'Evangelo anche a voi che siete in Roma. Rom. 1:15
- poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede. Rom. 1:17
- ond'è che essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Iddio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti, e l'insensato loro cuore s'è ottenebrato. Rom. 1:21
- e hanno mutato la gloria dell'incorruttibile Iddio in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, e d'uccelli e di quadrupedi e di rettili. Rom. 1:23
- Perciò Iddio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine hanno mutato l'uso naturale in quello che è contro natura; Rom. 1:26
- delatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, inventori di mali, disubbidienti ai genitori, Rom. 1:30
- Or noi sappiamo che il giudizio di Dio su quelli che fanno tali cose è conforme a verità. Rom. 2:2
- Ovvero sprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la benignità di Dio ti trae a ravvedimento? Rom. 2:4
- il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: Rom. 2:6
- vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene oprare cercano gloria e onore e immortalità; Rom. 2:7
- ma a quelli che son contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono alla ingiustizia, ira e indignazione. Rom. 2:8
- ma gloria e onore e pace a chiunque opera bene; al Giudeo prima e poi al Greco; Rom. 2:10
- poiché dinanzi a Dio non c'è riguardo a persone. Rom. 2:11
- poiché non quelli che ascoltano la legge son giusti dinanzi a Dio, ma quelli che l'osservano saranno giustificati. Rom. 2:13
- Infatti, quando i Gentili che non hanno legge, adempiono per natura le cose della legge, essi, che non hanno legge, son legge a se stessi; Rom. 2:14
- essi mostrano che quel che la legge comanda è scritto nei loro cuori per la testimonianza che rende loro la coscienza, e perché i loro pensieri si accusano od anche si scusano a vicenda. Rom. 2:15
- come mai, dunque, tu che insegni agli altri non insegni a te stesso? Tu che predichi che non si deve rubare, rubi? Rom. 2:21
- Grande per ogni maniera; prima di tutto, perché a loro furono affidati gli oracoli di Dio. Rom. 3:2
- Ma se per la mia menzogna la verità di Dio è abbondata a sua gloria, perché son io ancora giudicato come peccatore? Rom. 3:7
- I loro piedi son veloci a spargere il sangue. Rom. 3:15
- Or noi sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che son sotto la legge, affinché ogni bocca sia turata, e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio; Rom. 3:19
- vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti i credenti; poiché non v'è distinzione; Rom. 3:22
- Poiché se Abramo è stato giustificato per le opere, egli avrebbe di che gloriarsi; ma dinanzi a Dio egli non ha di che gloriarsi; Rom. 4:2
- infatti, che dice la Scrittura? Or Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia. Rom. 4:3
- Or a chi opera, la mercede non è messa in conto di grazia, ma di debito; Rom. 4:4
- mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia. Rom. 4:5
- poi ricevette il segno della circoncisione, qual suggello della giustizia ottenuta per la fede che avea quand'era incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono essendo incirconcisi, onde anche a loro sia messa in conto la giustizia; Rom. 4:11
- (secondo che è scritto: Io ti ho costituito padre di molte nazioni) dinanzi al Dio a cui egli credette, il quale fa rivivere i morti, e chiama le cose che non sono, come se fossero. Rom. 4:17
- ma, dinanzi alla promessa di Dio, non vacillò per incredulità, ma fu fortificato per la sua fede dando gloria a Dio Rom. 4:20
- il quale è stato dato a cagione delle nostre offese, ed è risuscitato a cagione della nostra giustificazione. Rom. 4:25
- mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; Rom. 5:2
- Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empî. Rom. 5:6
- Poiché a mala pena uno muore per un giusto; ma forse per un uomo dabbene qualcuno ardirebbe morire; Rom. 5:7
- Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avean peccato con una trasgressione simile a quella d'Adamo, il quale è il tipo di colui che dovea venire. Rom. 5:14
- - Come dunque con un sol fallo la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così, con un solo atto di giustizia la giustificazione che dà vita s'è estesa a tutti gli uomini. Rom. 5:18
- affinché, come il peccato regnò nella morte, così anche la grazia regni, mediante la giustizia, a vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Rom. 5:21
- Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio. Rom. 6:10
- Così anche voi fate conto d'esser morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù. Rom. 6:11
- e non prestate le vostre membra come stromenti d'iniquità al peccato; ma presentate voi stessi a Dio come di morti fatti viventi, e le vostre membra come stromenti di giustizia a Dio; Rom. 6:13
- Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite: o del peccato che mena alla morte o dell'ubbidienza che mena alla giustizia? Rom. 6:16
- Ma sia ringraziato Iddio che eravate bensì servi del peccato, ma avete di cuore ubbidito a quel tenore d'insegnamento che v'è stato trasmesso; Rom. 6:17
- Io parlo alla maniera degli uomini, per la debolezza della vostra carne; poiché, come già prestaste le vostre membra a servizio della impurità e della iniquità per commettere l'iniquità, così prestate ora le vostre membra a servizio della giustizia per la vostra santificazione. Rom. 6:19
- Ma ora, essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione, e per fine la vita eterna: Rom. 6:22
- O ignorate voi, fratelli (poiché io parlo a persone che hanno conoscenza della legge), che la legge signoreggia l'uomo per tutto il tempo ch'egli vive? Rom. 7:1
- Ond'è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è adultera se divien moglie d'un altro uomo. Rom. 7:3
- Così, fratelli miei, anche voi siete divenuti morti alla legge mediante il corpo di Cristo, per appartenere ad un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti, e questo affinché portiamo del frutto a Dio. Rom. 7:4
- ma ora siamo stati sciolti dai legami della legge, essendo morti a quella che ci teneva soggetti, talché serviamo in novità di spirito, e non in vecchiezza di lettera. Rom. 7:6
- e il comandamento ch'era inteso a darmi vita, risultò che mi dava morte. Rom. 7:10
- Difatti, io so che in me, vale a dire nella mia carne, non abita alcun bene; poiché ben trovasi in me il volere, ma il modo di compiere il bene, no. Rom. 7:18
- Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, io stesso con la mente servo alla legge di Dio, ma con la carne alla legge del peccato. Rom. 7:25
- Poiché quel che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva debole, Iddio l'ha fatto; mandando il suo proprio Figliuolo in carne simile a carne di peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, Rom. 8:3
- Perché ciò a cui la carne ha l'animo è morte, ma ciò a cui lo spirito ha l'animo, è vita e pace; Rom. 8:6
- poiché ciò a cui la carne ha l'animo è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio, e neppure può esserlo; Rom. 8:7
- e quelli che sono nella carne, non possono piacere a Dio. Rom. 8:8
- E se Cristo è in voi, ben è il corpo morto a cagion del peccato; ma lo spirito è vita a cagion della giustizia. Rom. 8:10
- Perché io stimo che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo. Rom. 8:18
- perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a cagion di colui che ve l'ha sottoposta, Rom. 8:20
- Che diremo dunque a queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Rom. 8:31
- Come è scritto: Per amor di te noi siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati considerati come pecore da macello. Rom. 8:36
- Però non è che la parola di Dio sia caduta a terra; perché non tutti i discendenti da Israele sono Israele; Rom. 9:6
- Non solo; ma anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand'ebbe concepito da uno stesso uomo, vale a dire Isacco nostro padre, due gemelli; Rom. 9:10
- Poiché Egli dice a Mosè: Io avrò mercé di chi avrò mercé, e avrò compassione di chi avrò compassione. Rom. 9:15
- Poiché la Scrittura dice a Faraone: Appunto per questo io t'ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza, e perché il mio nome sia pubblicato per tutta la terra. Rom. 9:17
- Così dunque Egli fa misericordia a chi vuole, e indura chi vuole. Rom. 9:18
- Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così? Rom. 9:20
- E Isaia esclama riguardo a Israele: Quand'anche il numero de' figliuoli d'Israele fosse come la rena del mare, il rimanente solo sarà salvato; Rom. 9:27
- E come Isaia avea già detto prima: Se il Signor degli eserciti non ci avesse lasciato un seme, saremmo divenuti come Sodoma e saremmo stati simili a Gomorra. Rom. 9:29
- Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati. Rom. 10:1
- Ma io dico: Israele non ha egli compreso? Mosè pel primo dice: Io vi moverò a gelosia di una nazione che non è nazione; contro una nazione senza intelletto provocherò il vostro sdegno. Rom. 10:19
- Ma riguardo a Israele dice: Tutto il giorno ho teso le mani verso un popolo disubbidiente e contradicente. Rom. 10:21
- Iddio non ha reietto il suo popolo, che ha preconosciuto. Non sapete voi quel che la Scrittura dice, nella storia d'Elia? Com'egli ricorre a Dio contro Israele, dicendo: Rom. 11:2
- Ma che gli rispose la voce divina? Mi son riserbato settemila uomini, che non han piegato il ginocchio davanti a Baal. Rom. 11:4
- e gli altri sono stati indurati, secondo che è scritto: Iddio ha dato loro uno spirito di stordimento, degli occhi per non vedere e degli orecchi per non udire, fino a questo giorno. Rom. 11:8
- Io dico dunque: Hanno essi così inciampato da cadere? Così non sia; ma per la loro caduta la salvezza è giunta ai Gentili per provocar loro a gelosia. Rom. 11:11
- Ma io parlo a voi, o Gentili: In quanto io sono apostolo dei Gentili, glorifico il mio ministerio, Rom. 11:13
- per veder di provocare a gelosia quelli del mio sangue, e di salvarne alcuni. Rom. 11:14
- Poiché, siccome voi siete stati in passato disubbidienti a Dio ma ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza, Rom. 11:30
- così anch'essi sono stati ora disubbidienti, onde, per la misericordia a voi usata, ottengano essi pure misericordia. Rom. 11:31
- Poiché Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza per far misericordia a tutti. Rom. 11:32
- Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui son tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen. Rom. 11:36
- Io vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio; il che è il vostro culto spirituale. Rom. 12:1
- E non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la volontà di Dio, la buona, accettevole e perfetta volontà. Rom. 12:2
- Per la grazia che m'è stata data, io dico quindi a ciascuno fra voi che non abbia di sé un concetto più alto di quel che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura della fede che Dio ha assegnata a ciascuno. Rom. 12:3
- Non fate le vostre vendette, cari miei, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore. Rom. 12:19
- Perciò è necessario star soggetti non soltanto a motivo della punizione, ma anche per motivo di coscienza. Rom. 13:5
- Poiché è anche per questa ragione che voi pagate i tributi; perché si tratta di ministri di Dio, i quali attendono del continuo a quest'ufficio. Rom. 13:6
- Rendete a tutti quel che dovete loro: il tributo a chi dovete il tributo; la gabella a chi la gabella; il timore a chi il timore; l'onore a chi l'onore. Rom. 13:7
- Quanto a colui che è debole nella fede, accoglietelo, ma non per discutere opinioni. Rom. 14:1
- Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia di tutto, lo fa per il Signore, poiché rende grazie a Dio; e chi non mangia di tutto fa così per il Signore, e rende grazie a Dio. Rom. 14:6
- Poiché a questo fine Cristo è morto ed è tornato in vita: per essere il Signore e de' morti e de' viventi. Rom. 14:9
- infatti sta scritto: Com'io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio. Rom. 14:11
- Così dunque ciascun di noi renderà conto di se stesso a Dio. Rom. 14:12
- Ora, se a motivo di un cibo il tuo fratello è contristato, tu non procedi più secondo carità. Non perdere, col tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto! Rom. 14:15
- Poiché chi serve in questo a Cristo, è gradito a Dio e approvato dagli uomini. Rom. 14:18
- Tu, la convinzione che hai, serbala per te stesso dinanzi a Dio. Beato colui che non condanna se stesso in quello che approva. Rom. 14:22
- Or noi che siam forti, dobbiam sopportare le debolezze de' deboli e non compiacere a noi stessi. Rom. 15:1
- Ciascun di noi compiaccia al prossimo nel bene, a scopo di edificazione. Rom. 15:2
- Poiché anche Cristo non compiacque a se stesso; ma com'è scritto: Gli oltraggi di quelli che ti oltraggiano son caduti sopra di me. Rom. 15:3
- poiché io dico che Cristo è stato fatto ministro de' circoncisi a dimostrazione della veracità di Dio, per confermare le promesse fatte ai padri; Rom. 15:8
- E di nuovo Isaia dice: Vi sarà la radice di Iesse, e Colui che sorgerà a governare i Gentili; in lui spereranno i Gentili. Rom. 15:12
- Ora, fratelli miei, sono io pure persuaso, a riguardo vostro, che anche voi siete pieni di bontà, ricolmi d'ogni conoscenza, capaci anche d'ammonirvi a vicenda. Rom. 15:14
- Ma vi ho scritto alquanto arditamente, come per ricordarvi quel che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata fatta da Dio, Rom. 15:15
- Per questa ragione appunto sono stato le tante volte impedito di venire a voi; Rom. 15:22
- quando andrò in Ispagna, spero, passando, di vedervi e d'esser da voi aiutato nel mio viaggio a quella volta, dopo che mi sarò in parte saziato di voi. Rom. 15:24
- Ma per ora vado a Gerusalemme a portarvi una sovvenzione per i santi; Rom. 15:25
- perché la Macedonia e l'Acaia si son compiaciute di raccogliere una contribuzione a pro dei poveri fra i santi che sono in Gerusalemme. Rom. 15:26
- Ora, fratelli, io v'esorto, per il Signor nostro Gesù Cristo e per la carità dello Spirito, a combatter meco nelle vostre preghiere a Dio per me, Rom. 15:30
- affinché io sia liberato dai disubbidienti di Giudea, e la sovvenzione che porto a Gerusalemme sia accettevole ai santi, Rom. 15:31
- in modo che, se piace a Dio, io possa recarmi da voi con allegrezza e possa con voi ricrearmi. Rom. 15:32
- perché la riceviate nel Signore, in modo degno de' santi, e le prestiate assistenza, in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me stesso. Rom. 16:2
- Quanto a voi, la vostra ubbidienza è giunta a conoscenza di tutti. Io dunque mi rallegro per voi, ma desidero che siate savî nel bene e semplici per quel che concerne il male. Rom. 16:19
- Or a Colui che vi può fortificare secondo il mio Evangelo e la predicazione di Gesù Cristo, conformemente alla rivelazione del mistero che fu tenuto occulto fin dai tempi più remoti Rom. 16:25
- ma è ora manifestato, e, mediante le Scritture profetiche, secondo l'ordine dell'eterno Iddio, è fatto conoscere a tutte le nazioni per addurle all'ubbidienza della fede, Rom. 16:26
- a Dio solo savio, per mezzo di Gesù Cristo, sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen. Rom. 16:27
- grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Gesù Cristo. 1 Cor. 1:3
- Ora, fratelli, io v'esorto, per il nome del nostro Signor Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare, e a non aver divisioni fra voi, ma a stare perfettamente uniti in una medesima mente e in un medesimo sentire. 1 Cor. 1:10
- Perché, fratelli miei, m'è stato riferito intorno a voi da quei di casa Cloe, che vi son fra voi delle contese. 1 Cor. 1:11
- Perché Cristo non mi ha mandato a battezzare ma ad evangelizzare; non con sapienza di parola, affinché la croce di Cristo non sia resa vana. 1 Cor. 1:17
- Poiché, visto che nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio con la propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare i credenti mediante la pazzia della predicazione. 1 Cor. 1:21
- E a lui voi dovete d'essere in Cristo Gesù, il quale ci è stato fatto da Dio sapienza, e giustizia, e santificazione, e redenzione, 1 Cor. 1:30
- Quant'è a me, fratelli, quando venni a voi, non venni ad annunziarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; 1 Cor. 2:1
- ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa ed occulta che Dio avea innanzi i secoli predestinata a nostra gloria, 1 Cor. 2:7
- Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; perché lo spirito investiga ogni cosa, anche le cose profonde di Dio. 1 Cor. 2:10
- e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali. 1 Cor. 2:13
- Ed io, fratelli, non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo. 1 Cor. 3:1
- Che cos'è dunque Apollo? E che cos'è Paolo? Son dei ministri, per mezzo de' quali voi avete creduto; e lo sono secondo che il Signore ha dato a ciascun di loro. 1 Cor. 3:5
- A me poi pochissimo importa d'esser giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, non mi giudico neppur da me stesso. 1 Cor. 4:3
- Or, fratelli, queste cose le ho per amor vostro applicate a me stesso e ad Apollo, onde per nostro mezzo impariate a praticare il `non oltre quel che è scritto'; affinché non vi gonfiate d'orgoglio esaltando l'uno a danno dell'altro. 1 Cor. 4:6
- Già siete saziati, già siete arricchiti, senza di noi siete giunti a regnare! E fosse pure che voi foste giunti a regnare, affinché anche noi potessimo regnare con voi! 1 Cor. 4:8
- Poiché io stimo che Dio abbia messi in mostra noi, gli apostoli, ultimi fra tutti, come uomini condannati a morte; poiché siamo divenuti uno spettacolo al mondo, e agli angeli, e agli uomini. 1 Cor. 4:9
- Noi siamo pazzi a cagion di Cristo; ma voi siete savî in Cristo; noi siamo deboli, ma voi siete forti; voi siete gloriosi, ma noi siamo sprezzati. 1 Cor. 4:10
- Fino a questa stessa ora, noi abbiamo e fame e sete, noi siamo ignudi, e siamo schiaffeggiati, e non abbiamo stanza ferma, 1 Cor. 4:11
- E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell'azione fosse tolto di mezzo a voi! 1 Cor. 5:2
- Quanto a me, assente di persona ma presente in ispirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha perpetrato un tale atto. 1 Cor. 5:3
- ho deciso che quel tale sia dato in man di Satana, a perdizione della carne, onde lo spirito sia salvo nel giorno del Signor Gesù. 1 Cor. 5:5
- Que di fuori li giudica Iddio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi. 1 Cor. 5:13
- Invece, siete voi che fate torto e danno; e ciò a dei fratelli. 1 Cor. 6:8
- Non sapete voi che chi si unisce a una meretrice è un corpo solo con lei? Poiché, dice Iddio, i due diventeranno una sola carne. 1 Cor. 6:16
- E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 1 Cor. 6:19
- Poiché foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo. 1 Cor. 6:20
- Non vi private l'un dell'altro, se non di comun consenso, per un tempo, affin di darvi alla preghiera; e poi ritornate assieme, onde Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza. 1 Cor. 7:5
- Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono vincolati; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace; 1 Cor. 7:15
- Del resto, ciascuno seguiti a vivere nella condizione assegnatagli dal Signore, e nella quale si trovava quando Iddio lo chiamò. E così ordino in tutte le chiese. 1 Cor. 7:17
- Voi siete stati riscattati a prezzo; non diventate schiavi degli uomini. 1 Cor. 7:23
- Fratelli, ognuno rimanga dinanzi a Dio nella condizione nella quale si trovava quando fu chiamato. 1 Cor. 7:24
- Io stimo dunque che a motivo della imminente distretta sia bene per loro di restar come sono; poiché per l'uomo in genere è bene di starsene così. 1 Cor. 7:26
- Sei tu legato a una moglie? Non cercare d'esserne sciolto. Sei tu sciolto da moglie? Non cercar moglie. 1 Cor. 7:27
- Ma se alcuno crede far cosa indecorosa verso la propria figliuola nubile s'ella passi il fior dell'età, e se così bisogna fare, faccia quello che vuole; egli non pecca; la dia a marito. 1 Cor. 7:36
- Perciò, chi dà la sua figliuola a marito fa bene, e chi non la dà a marito fa meglio. 1 Cor. 7:38
- La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di maritarsi a chi vuole, purché sia nel Signore. 1 Cor. 7:39
- Nondimeno ella è più felice, a parer mio, se rimane com'è; e credo d'aver anch'io lo Spirito di Dio. 1 Cor. 7:40
- Ma non in tutti è la conoscenza; anzi, alcuni, abituati finora all'idolo, mangiano di quelle carni com'essendo cosa sacrificata a un idolo; e la loro coscienza, essendo debole, ne è contaminata. 1 Cor. 8:7
- Ora non è un cibo che ci farà graditi a Dio; se non mangiamo, non abbiamo nulla di meno; e se mangiamo, non abbiamo nulla di più. 1 Cor. 8:8
- Perché se alcuno vede te, che hai conoscenza, seduto a tavola in un tempio d'idoli, la sua coscienza, s'egli è debole, non sarà ella incoraggiata a mangiar delle carni sacrificate agl'idoli? 1 Cor. 8:10
- Questa è la mia difesa di fronte a quelli che mi sottopongono ad inchiesta. 1 Cor. 9:3
- O siamo soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare? 1 Cor. 9:6
- Chi è mai che fa il soldato a sue proprie spese? Chi è che pianta una vigna e non ne mangia del frutto? O chi è che pasce un gregge e non si ciba del latte del gregge? 1 Cor. 9:7
- Io però non ho fatto uso d'alcuno di questi diritti, e non ho scritto questo perché si faccia così a mio riguardo; poiché preferirei morire, anziché veder qualcuno render vano il mio vanto. 1 Cor. 9:15
- Perché se io evangelizzo, non ho da trarne vanto, poiché necessità me n'è imposta; e guai a me, se non evangelizzo! 1 Cor. 9:16
- Poiché, pur essendo libero da tutti, mi son fatto servo a tutti, per guadagnarne il maggior numero; 1 Cor. 9:19
- con quelli che son senza legge, mi son fatto come se fossi senza legge (benché io non sia senza legge riguardo a Dio, ma sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che son senza legge. 1 Cor. 9:21
- Coi deboli mi son fatto debole, per guadagnare i deboli; mi faccio ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni. 1 Cor. 9:22
- E tutto fo a motivo dell'Evangelo, affin d'esserne partecipe anch'io. 1 Cor. 9:23
- Or queste cose avvennero per servir d'esempio a noi, onde non siam bramosi di cose malvage, come coloro ne furon bramosi; 1 Cor. 10:6
- Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi di quello che dico. 1 Cor. 10:15
- Siccome v'è un unico pane, noi, che siam molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell'unico pane. 1 Cor. 10:17
- Tutt'altro; io dico che le carni che i Gentili sacrificano, le sacrificano ai demonî e non a Dio; or io non voglio che abbiate comunione coi demonî. 1 Cor. 10:20
- O vogliam noi provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui? 1 Cor. 10:22
- Ma se qualcuno vi dice: Questa è cosa di sacrificî, non ne mangiate per riguardo a colui che v'ha avvertito, e per riguardo alla coscienza; 1 Cor. 10:28
- sì come anch'io compiaccio a tutti in ogni cosa, non cercando l'utile mio proprio, ma quello de' molti, affinché siano salvati. 1 Cor. 10:33
- Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto, fa disonore al suo capo; 1 Cor. 11:4
- e l'uomo non fu creato a motivo della donna, ma la donna a motivo dell'uomo. 1 Cor. 11:9
- Perciò la donna deve, a motivo degli angeli, aver sul capo un segno dell'autorità da cui dipende. 1 Cor. 11:10
- Mentre se una donna porta la chioma, ciò è per lei un onore; perché la chioma le è data a guisa di velo. 1 Cor. 11:15
- Non avete voi delle case per mangiare e bere? O disprezzate voi la chiesa di Dio e fate vergogna a quelli che non hanno nulla? Che vi dirò? Vi loderò io? In questo io non vi lodo. 1 Cor. 11:22
- Se qualcuno ha fame, mangi a casa, onde non vi aduniate per attirar su voi un giudicio. Le altre cose regolerò quando verrò. 1 Cor. 11:34
- Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l'utile comune. 1 Cor. 12:7
- Infatti, a uno è data mediante lo Spirito parola di sapienza; a un altro, parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; 1 Cor. 12:8
- a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza d'operar miracoli; 1 Cor. 12:9
- a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e ad un altro, la interpretazione delle lingue; 1 Cor. 12:10
- ma tutte queste cose le opera quell'uno e medesimo Spirito, distribuendo i suoi doni a ciascuno in particolare come Egli vuole. 1 Cor. 12:11
- Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò appieno, come anche sono stato appieno conosciuto. 1 Cor. 13:12
- Perché chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l'intende, ma in ispirito proferisce misteri. 1 Cor. 14:2
- Or io ben vorrei che tutti parlaste in altre lingue; ma molto più che profetaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno ch'egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione. 1 Cor. 14:5
- Infatti, fratelli, s'io venissi a voi parlando in altre lingue, che vi gioverei se la mia parola non vi recasse qualche rivelazione, o qualche conoscenza, o qualche profezia, o qualche insegnamento? 1 Cor. 14:6
- Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l'altro non è edificato. 1 Cor. 14:17
- Fratelli, non siate fanciulli per senno; siate pur bambini quanto a malizia, ma quanto a senno, siate uomini fatti. 1 Cor. 14:20
- Egli è scritto nella legge: Io parlerò a questo popolo per mezzo di gente d'altra lingua, e per mezzo di labbra straniere; e neppur così mi ascolteranno, dice il Signore. 1 Cor. 14:21
- è scrutato da tutti, i segreti del suo cuore son palesati; e così, gettandosi giù con la faccia a terra, adorerà Dio, proclamando che Dio è veramente fra voi. 1 Cor. 14:25
- Se c'è chi parla in altra lingua, siano due o tre al più, a farlo; e l'un dopo l'altro; e uno interpreti; 1 Cor. 14:27
- e se non v'è chi interpreti, si tacciano nella chiesa e parlino a se stessi e a Dio. 1 Cor. 14:28
- e se una rivelazione è data a uno di quelli che stanno seduti, il precedente si taccia. 1 Cor. 14:30
- e gli spiriti de' profeti son sottoposti a' profeti, 1 Cor. 14:32
- E se vogliono imparar qualcosa, interroghino i loro mariti a casa; perché è cosa indecorosa per una donna parlare in assemblea. 1 Cor. 14:35
- La parola di Dio è forse proceduta da voi? O è dessa forse pervenuta a voi soli? 1 Cor. 14:36
- se pur lo ritenete quale ve l'ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. 1 Cor. 15:2
- che apparve a Cefa, poi ai Dodici. 1 Cor. 15:5
- Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. 1 Cor. 15:6
- Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli; 1 Cor. 15:7
- e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all'aborto; 1 Cor. 15:8
- E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti. 1 Cor. 15:28
- Svegliatevi a vita di giustizia, e non peccate; perché alcuni non hanno conoscenza di Dio; lo dico a vostra vergogna. 1 Cor. 15:34
- e quanto a quel che tu semini, non semini il corpo che ha da nascere, ma un granello ignudo, come capita, di frumento, o di qualche altro seme; 1 Cor. 15:37
- Ogni primo giorno della settimana ciascun di voi metta da parte a casa quel che potrà secondo la prosperità concessagli, affinché, quando verrò, non ci sian più collette da fare. 1 Cor. 16:2
- E quando sarò giunto, quelli che avrete approvati, io li manderò con lettere a portare la vostra liberalità a Gerusalemme; 1 Cor. 16:3
- Quanto al fratello Apollo, io l'ho molto esortato a recarsi da voi coi fratelli; ma egli assolutamente non ha avuto volontà di farlo adesso; andrà però quando ne avrà l'opportunità. 1 Cor. 16:12
- io v'esorto a sottomettervi anche voi a cotali persone, e a chiunque lavora e fatica nell'opera comune. 1 Cor. 16:16
- grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Gesù Cristo. 2 Cor. 1:2
- e, passando da voi, volevo andare in Macedonia; e poi dalla Macedonia venir di nuovo a voi, e da voi esser fatto proseguire per la Giudea. 2 Cor. 1:16
- Or io chiamo Iddio a testimone sull'anima mia ch'egli è per risparmiarvi ch'io non son più venuto a Corinto. 2 Cor. 1:23
- Io avevo dunque meco stesso determinato di non venire a voi per rattristarvi una seconda volta. 2 Cor. 2:1
- E vi ho scritto a quel modo onde, al mio arrivo, io non abbia tristezza da coloro dai quali dovrei aver allegrezza; avendo di voi tutti fiducia che la mia allegrezza è l'allegrezza di tutti voi. 2 Cor. 2:3
- Basta a quel tale la riprensione inflittagli dalla maggioranza; 2 Cor. 2:6
- onde ora, al contrario, dovreste piuttosto perdonarlo e confortarlo, che talora non abbia a rimaner sommerso da soverchia tristezza. 2 Cor. 2:7
- Or a chi voi perdonate qualcosa, perdono anch'io; poiché anch'io quel che ho perdonato, se ho perdonato qualcosa, l'ho fatto per amor vostro, nel cospetto di Cristo, 2 Cor. 2:10
- Or essendo venuto a Troas per l'Evangelo di Cristo ed essendomi aperta una porta nel Signore, 2 Cor. 2:12
- Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci conduce in trionfo in Cristo, e che per mezzo nostro spande da per tutto il profumo della sua conoscenza. 2 Cor. 2:14
- Poiché noi siamo dinanzi a Dio il buon odore di Cristo fra quelli che son sulla via della salvezza e fra quelli che son sulla via della perdizione: 2 Cor. 2:15
- a questi, un odore di morte, a morte; a quelli, un odore di vita, a vita. E chi è sufficiente a queste cose? 2 Cor. 2:16
- Cominciamo noi di nuovo a raccomandar noi stessi? O abbiam noi bisogno, come alcuni, di lettere di raccomandazione presso di voi o da voi? 2 Cor. 3:1
- Ora se il ministerio della morte scolpito in lettere su pietre fu circondato di gloria, talché i figliuoli d'Israele non poteano fissar lo sguardo nel volto di Mosè a motivo della gloria, che pur svaniva, del volto di lui, 2 Cor. 3:7
- E noi tutti contemplando a viso scoperto, come in uno specchio, la gloria del Signore, siamo trasformati nell'istessa immagine di lui, di gloria in gloria, secondo che opera il Signore, che è Spirito. 2 Cor. 3:18
- Poiché noi non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù qual Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servitori per amor di Gesù; 2 Cor. 4:5
- mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono son solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne. 2 Cor. 4:18
- Sapendo dunque il timor che si deve avere del Signore, noi persuadiamo gli uomini; e Dio ci conosce a fondo, e spero che nelle vostre coscienze anche voi ci conoscete. 2 Cor. 5:11
- Noi non ci raccomandiamo di nuovo a voi, ma vi diamo l'occasione di gloriarvi di noi, affinché abbiate di che rispondere a quelli che si gloriano di ciò che è apparenza e non di ciò che è nel cuore. 2 Cor. 5:12
- Perché, se siamo fuor di senno, lo siamo a gloria di Dio e se siamo di buon senno lo siamo per voi; 2 Cor. 5:13
- poiché l'amore di Cristo ci costringe; perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono; 2 Cor. 5:14
- E tutto questo vien da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi il ministerio della riconciliazione; 2 Cor. 5:18
- Come collaboratori di Dio, noi v'esortiamo pure a far sì che non abbiate ricevuta la grazia di Dio invano; 2 Cor. 6:1
- per la parola di verità, per la potenza di Dio; per le armi di giustizia a destra e a sinistra, 2 Cor. 6:7
- sconosciuti, eppur ben conosciuti; moribondi, eppur eccoci viventi; castigati, eppur non messi a morte; 2 Cor. 6:9
- Ora, per renderci il contraccambio (parlo come a figliuoli), allargate il cuore anche voi! 2 Cor. 6:13
- E quale accordo fra il tempio di Dio e gl'idoli? Poiché noi siamo il tempio dell'Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. 2 Cor. 6:16
- Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d'immondo; ed io v'accoglierò, 2 Cor. 6:17
- e non soltanto con la venuta di lui, ma anche con la consolazione da lui provata a vostro riguardo. Egli ci ha raccontato la vostra bramosia di noi, il vostro pianto, il vostro zelo per me; ond'io mi sono più che mai rallegrato. 2 Cor. 7:7
- ora mi rallegro, non perché siete stati contristati, ma perché siete stati contristati a ravvedimento; poiché siete stati contristati secondo Iddio, onde non aveste a ricever alcun danno da noi. 2 Cor. 7:9
- Sebbene dunque io v'abbia scritto, non è a motivo di chi ha fatto l'ingiuria né a motivo di chi l'ha patita, ma perché la premura che avete per noi fosse manifestata presso di voi nel cospetto di Dio. 2 Cor. 7:12
- Perciò siamo stati consolati; e oltre a questa nostra consolazione ci siamo più che mai rallegrati per l'allegrezza di Tito, perché il suo spirito è stato ricreato da voi tutti. 2 Cor. 7:13
- chiedendoci con molte istanze la grazia di contribuire a questa sovvenzione destinata ai santi. 2 Cor. 8:4
- E l'hanno fatto non solo come avevamo sperato; ma prima si sono dati loro stessi al Signore, e poi a noi, per la volontà di Dio. 2 Cor. 8:5
- Talché abbiamo esortato Tito che, come l'ha già cominciata, così porti a compimento fra voi anche quest'opera di carità. 2 Cor. 8:6
- E qui vi do un consiglio; il che conviene a voi i quali fin dall'anno passato avete per i primi cominciato non solo a fare ma anche a volere: 2 Cor. 8:10
- Portate ora a compimento anche il fare; onde, come ci fu la prontezza del volere, così ci sia anche il compiere secondo i vostri mezzi. 2 Cor. 8:11
- Poiché questo non si fa per recar sollievo ad altri ed aggravio a voi, ma per principio di uguaglianza; 2 Cor. 8:13
- nelle attuali circostanze, la vostra abbondanza serve a supplire al loro bisogno, onde la loro abbondanza supplisca altresì al bisogno vostro, affinché ci sia uguaglianza, secondo che è scritto: 2 Cor. 8:14
- Or ringraziato sia Iddio che ha messo in cuore a Tito lo stesso zelo per voi; 2 Cor. 8:16
- E assieme a lui abbiam mandato questo fratello, la cui lode nella predicazione dell'Evangelo è sparsa per tutte le chiese; 2 Cor. 8:18
- non solo, ma egli è stato anche eletto dalle chiese a viaggiare con noi per quest'opera di carità, da noi amministrata per la gloria del Signore stesso e per dimostrare la prontezza dell'animo nostro. 2 Cor. 8:19
- Evitiamo così che qualcuno abbia a biasimarci circa quest'abbondante colletta che è da noi amministrata; 2 Cor. 8:20
- Quanto a Tito, egli è mio compagno e collaboratore in mezzo a voi; quanto ai nostri fratelli, essi sono gli inviati delle chiese, e gloria di Cristo. 2 Cor. 8:23
- Perciò ho reputato necessario esortare i fratelli a venire a voi prima di me e preparare la vostra già promessa liberalità, ond'essa sia pronta come atto di liberalità e non d'avarizia. 2 Cor. 9:5
- Sarete così arricchiti in ogni cosa onde potere esercitare una larga liberalità, la quale produrrà per nostro mezzo rendimento di grazie a Dio. 2 Cor. 9:11
- Poiché la prestazione di questo servigio sacro non solo supplisce ai bisogni dei santi ma più ancora produce abbondanza di ringraziamenti a Dio; 2 Cor. 9:12
- in quanto che la prova pratica fornita da questa sovvenzione li porta a glorificare Iddio per l'ubbidienza con cui professate il Vangelo di Cristo, e per la liberalità con cui partecipate ai bisogni loro e di tutti. 2 Cor. 9:13
- E con le loro preghiere a pro vostro essi mostrano d'esser mossi da vivo affetto per voi a motivo della sovrabbondante grazia di Dio che è sopra voi. 2 Cor. 9:14
- vi prego di non obbligarmi, quando sarò presente, a procedere arditamente con quella sicurezza onde fo conto d'essere audace contro taluni che ci stimano come se camminassimo secondo la carne. 2 Cor. 10:2
- infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti nel cospetto di Dio a distruggere le fortezze; 2 Cor. 10:4
- e siam pronti a punire ogni disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà completa. 2 Cor. 10:6
- Quel tale tenga questo per certo: che quali siamo a parole, per via di lettere, quando siamo assenti, tali saremo anche a fatti quando saremo presenti. 2 Cor. 10:11
- Noi, invece, non ci glorieremo oltre misura, ma entro la misura del campo di attività di cui Dio ci ha segnato i limiti, dandoci di giungere anche fino a voi. 2 Cor. 10:13
- Poiché non ci estendiamo oltre il dovuto, quasi che non fossimo giunti fino a voi; perché fino a voi siamo realmente giunti col Vangelo di Cristo. 2 Cor. 10:14
- Poiché io son geloso di voi d'una gelosia di Dio, perché v'ho fidanzati ad un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo. 2 Cor. 11:2
- Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti siano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purità rispetto a Cristo. 2 Cor. 11:3
- Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno Spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un Vangelo diverso da quello che avete accettato, voi ben lo sopportate! 2 Cor. 11:4
- e quando, durante il mio soggiorno fra voi, mi trovai nel bisogno, non fui d'aggravio a nessuno, perché i fratelli, venuti dalla Macedonia, supplirono al mio bisogno; e in ogni cosa mi sono astenuto e m'asterrò ancora dall'esservi d'aggravio. 2 Cor. 11:9
- Ma quel che fo lo farò ancora per togliere ogni occasione a coloro che desiderano un'occasione; affinché in quello di cui si vantano siano trovati uguali a noi. 2 Cor. 11:12
- Lo dico a nostra vergogna, come se noi fossimo stati deboli; eppure, in qualunque cosa uno possa essere baldanzoso (parlo da pazzo), sono baldanzoso anch'io. 2 Cor. 11:21
- A Damasco, il governatore del re Areta avea posto delle guardie alla città dei Damasceni per pigliarmi; 2 Cor. 11:32
- E perché io non avessi ad insuperbire a motivo della eccellenza delle rivelazioni, m'è stata messa una scheggia nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi ond'io non insuperbisca. 2 Cor. 12:7
- Certo, i segni dell'apostolo sono stati manifestati in atto fra voi nella perseveranza a tutta prova, nei miracoli, nei prodigî ed opere potenti. 2 Cor. 12:12
- Ecco, questa è la terza volta che son pronto a recarmi da voi; e non vi sarò d'aggravio, poiché io non cerco i vostri beni, ma voi; perché non sono i figliuoli che debbono far tesoro per i genitori, ma i genitori per i figliuoli. 2 Cor. 12:14
- Da tempo voi v'immaginate che noi ci difendiamo dinanzi a voi. Egli è nel cospetto di Dio, in Cristo, che noi parliamo; e tutto questo, diletti, per la vostra edificazione. 2 Cor. 12:19
- e che al mio arrivo l'Iddio mio abbia di nuovo ad umiliarmi dinanzi a voi, ed io abbia a pianger molti di quelli che hanno per lo innanzi peccato, e non si sono ravveduti della impurità, della fornicazione e della dissolutezza a cui si erano dati. 2 Cor. 12:21
- Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi medesimi che Gesù Cristo è in voi? A meno che proprio siate riprovati. 2 Cor. 13:5
- Perciò vi scrivo queste cose mentre sono assente, affinché, quando sarò presente, io non abbia a procedere rigorosamente secondo l'autorità che il Signore mi ha data per edificare, e non per distruggere. 2 Cor. 13:10
- grazia a voi e pace da Dio Padre e dal Signor nostro Gesù Cristo, Gal. 1:3
- Io mi maraviglio che così presto voi passiate da Colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo. Gal. 1:6
- Come l'abbiamo detto prima d'ora, torno a ripeterlo anche adesso: Se alcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema. Gal. 1:9
- Difatti voi avete udito quale sia stata la mia condotta nel passato, quando ero nel giudaismo; come perseguitavo a tutto potere la Chiesa di Dio e la devastavo, Gal. 1:13
- e non salii a Gerusalemme da quelli che erano stati apostoli prima di me, ma subito me ne andai in Arabia; quindi tornai di nuovo a Damasco. Gal. 1:17
- Di poi, in capo a tre anni, salii a Gerusalemme per visitar Cefa, e stetti da lui quindici giorni; Gal. 1:18
- Poi, passati quattordici anni, salii di nuovo a Gerusalemme con Barnaba, prendendo anche Tito con me. Gal. 2:1
- Ma neppur Tito, che era con me, ed era greco, fu costretto a farsi circoncidere; Gal. 2:3
- e questo a cagione dei falsi fratelli, introdottisi di soppiatto, i quali s'erano insinuati fra noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, col fine di ridurci in servitù. Gal. 2:4
- Ma quelli che godono di particolare considerazione (quali già siano stati a me non importa; Iddio non ha riguardi personali), quelli, dico, che godono maggior considerazione non m'imposero nulla di più; Gal. 2:6
- anzi, quando videro che a me era stata affidata la evangelizzazione degli incirconcisi, come a Pietro quella de' circoncisi Gal. 2:7
- e quando conobbero la grazia che m'era stata accordata, Giacomo e Cefa e Giovanni, che son reputati colonne, dettero a me ed a Barnaba la mano d'associazione perché noi andassimo ai Gentili, ed essi ai circoncisi; Gal. 2:9
- Difatti, prima che fossero venuti certuni provenienti da Giacomo, egli mangiava coi Gentili; ma quando costoro furono arrivati, egli prese a ritrarsi e a separarsi per timor di quelli della circoncisione. Gal. 2:12
- E gli altri Giudei si misero a simulare anch'essi con lui; talché perfino Barnaba fu trascinato dalla loro simulazione. Gal. 2:13
- Ma quando vidi che non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo, io dissi a Cefa in presenza di tutti: Se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare? Gal. 2:14
- Poiché per mezzo della legge io son morto alla legge per vivere a Dio. Gal. 2:19
- Siccome Abramo credette a Dio e ciò gli fu messo in conto di giustizia, Gal. 3:6
- Or che nessuno sia giustificato per la legge dinanzi a Dio, è manifesto perché il giusto vivrà per fede. Gal. 3:11
- Che cos'è dunque la legge? Essa fu aggiunta a motivo delle trasgressioni, finché venisse la progenie alla quale era stata fatta la promessa; e fu promulgata per mezzo d'angeli, per mano d'un mediatore. Gal. 3:19
- Talché la legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede. Gal. 3:24
- In quel tempo, è vero, non avendo conoscenza di Dio, voi avete servito a quelli che per natura non sono dèi; Gal. 4:8
- ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, ai quali volete di bel nuovo ricominciare a servire? Gal. 4:9
- Io temo, quanto a voi, d'essermi invano affaticato per voi. Gal. 4:11
- Voi non mi faceste alcun torto; anzi sapete bene che fu a motivo di una infermità della carne che vi evangelizzai la prima volta; Gal. 4:13
- e quella mia infermità corporale che era per voi una prova, voi non la sprezzaste né l'aveste a schifo; al contrario, mi accoglieste come un angelo di Dio, come Cristo Gesù stesso. Gal. 4:14
- Costoro son zelanti di voi, ma non per fini onesti; anzi vi vogliono staccare da noi perché il vostro zelo si volga a loro. Gal. 4:17
- oh come vorrei essere ora presente fra voi e cambiar tono perché son perplesso riguardo a voi! Gal. 4:20
- Voi che volete esser giustificati per la legge, avete rinunziato a Cristo; siete scaduti dalla grazia. Gal. 5:4
- Poiché, quanto a noi, è in ispirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia. Gal. 5:5
- Riguardo a voi, io ho questa fiducia nel Signore, che non la penserete diversamente; ma colui che vi conturba ne porterà la pena, chiunque egli sia. Gal. 5:10
- Quanto a me, fratelli, s'io predico ancora la circoncisione, perché sono ancora perseguitato? Lo scandalo della croce sarebbe allora tolto via. Gal. 5:11
- Perché, fratelli, voi siete stati chiamati a libertà; soltanto non fate della libertà un'occasione alla carne, ma per mezzo dell'amore servite gli uni agli altri; Gal. 5:13
- Fratelli, quand'anche uno sia stato còlto in qualche fallo, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. E bada bene a te stesso, che talora anche tu non sii tentato. Gal. 6:1
- Ciascuno esamini invece l'opera propria; e allora avrà motivo di gloriarsi rispetto a se stesso soltanto, e non rispetto ad altri. Gal. 6:4
- Colui che viene ammaestrato nella Parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi l'ammaestra. Gal. 6:6
- E non ci scoraggiamo nel far il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. Gal. 6:9
- Così dunque, secondo che ne abbiamo l'opportunità, facciam del bene a tutti; ma specialmente a quei della famiglia dei credenti. Gal. 6:10
- Tutti coloro che vogliono far bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, e ciò al solo fine di non esser perseguitati per la croce di Cristo. Gal. 6:12
- Ma quanto a me, non sia mai ch'io mi glorî d'altro che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso, e io sono stato crocifisso per il mondo. Gal. 6:14
- Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signor Gesù Cristo. Efe. 1:2
- siccome in lui ci ha eletti, prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell'amore, Efe. 1:4
- a lode della gloria della sua grazia, la quale Egli ci ha largita nell'amato suo. Efe. 1:6
- In lui, dico, nel quale siamo pur stati fatti eredi, a ciò predestinati conforme al proposito di Colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà, Efe. 1:11
- affinché fossimo a lode della sua gloria, noi, che per i primi abbiamo sperato in Cristo. Efe. 1:12
- il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio s'è acquistati, a lode della sua gloria. Efe. 1:14
- ed illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza Egli v'abbia chiamati, qual sia la ricchezza della gloria della sua eredità nei santi, Efe. 1:18
- al di sopra di ogni principato e autorità e potestà e signoria, e d'ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello a venire. Efe. 1:21
- che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti. Efe. 1:23
- per mostrare nelle età a venire l'immensa ricchezza della sua grazia, nella benignità ch'Egli ha avuta per noi in Cristo Gesù. Efe. 2:7
- E con la sua venuta ha annunziato la buona novella della pace a voi che eravate lontani, e della pace a quelli che eran vicini. Efe. 2:17
- Ed in lui voi pure entrate a far parte dell'edificio, che ha da servire di dimora a Dio per lo Spirito. Efe. 2:22
- Il qual mistero, nelle altre età, non fu dato a conoscere ai figliuoli degli uomini nel modo che ora, per mezzo dello Spirito, è stato rivelato ai santi apostoli e profeti di Lui; Efe. 3:5
- vale a dire, che i Gentili sono eredi con noi, membra con noi d'un medesimo corpo e con noi partecipi della promessa fatta in Cristo Gesù mediante l'Evangelo, Efe. 3:6
- A me, dico, che son da meno del minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di recare ai Gentili il buon annunzio delle non investigabili ricchezze di Cristo, Efe. 3:8
- e di manifestare a tutti quale sia il piano seguìto da Dio riguardo al mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto in Dio, il Creatore di tutte le cose, Efe. 3:9
- affinché nel tempo presente, ai principati ed alle potestà, ne' luoghi celesti, sia data a conoscere, per mezzo della Chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio, Efe. 3:10
- nel quale abbiamo la libertà d'accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui. Efe. 3:12
- Perciò io vi chieggo che non veniate meno nell'animo a motivo delle tribolazioni ch'io patisco per voi, poiché esse sono la vostra gloria). Efe. 3:13
- Or a Colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente al di là di quel che domandiamo o pensiamo, Efe. 3:20
- a Lui sia la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù, per tutte le età, ne' secoli de' secoli. Amen. Efe. 3:21
- Io dunque, il carcerato nel Signore, vi esorto a condurvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, Efe. 4:1
- Ma a ciascun di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono largito da Cristo. Efe. 4:7
- con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo della ignoranza che è in loro, a motivo dell'induramento del cuor loro. Efe. 4:18
- Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni sorta di impurità con insaziabile avidità. Efe. 4:19
- Ma quant'è a voi, non è così che avete imparato a conoscer Cristo. Efe. 4:20
- avete imparato, per quanto concerne la vostra condotta di prima, a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; Efe. 4:22
- e a rivestire l'uomo nuovo che è creato all'immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità. Efe. 4:24
- Chi rubava non rubi più, ma s'affatichi piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani, onde abbia di che far parte a colui che ha bisogno. Efe. 4:28
- Niuna mala parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete alcuna buona che edifichi, secondo il bisogno, ditela, affinché conferisca grazia a chi l'ascolta. Efe. 4:29
- Siate invece gli uni verso gli altri benigni, misericordiosi, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonati in Cristo. Efe. 4:32
- camminate nell'amore come anche Cristo vi ha amati e ha dato se stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio, qual profumo d'odor soave. Efe. 5:2
- Ma come si conviene a dei santi, né fornicazione, né alcuna impurità, né avarizia, sia neppur nominata fra voi; Efe. 5:3
- rendendo del continuo grazie d'ogni cosa a Dio e Padre, e nel nome del Signor nostro Gesù Cristo; Efe. 5:20
- Ma come la Chiesa è soggetta a Cristo, così debbono anche le mogli esser soggette a' loro mariti in ogni cosa. Efe. 5:24
- affin di far egli stesso comparire dinanzi a sé questa Chiesa, gloriosa, senza macchia, senza ruga o cosa alcuna simile, ma santa ed irreprensibile. Efe. 5:27
- Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e s'unirà a sua moglie, e i due diverranno una stessa carne. Efe. 5:31
- Questo mistero è grande; dico questo, riguardo a Cristo ed alla Chiesa. Efe. 5:32
- Figliuoli, ubbidite nel Signore a' vostri genitori, poiché ciò è giusto. Efe. 6:1
- Servi, ubbidite ai vostri signori secondo la carne, con timore e tremore, nella semplicità del cuor vostro, come a Cristo, Efe. 6:5
- E voi, signori, fate altrettanto rispetto a loro; astenendovi dalle minacce, sapendo che il Signor vostro e loro è nel cielo, e che dinanzi a lui non v'è riguardo a qualità di persone. Efe. 6:9
- State dunque saldi avendo presa la verità a cintura dei fianchi, essendovi rivestiti della corazza della giustizia Efe. 6:14
- prendendo oltre a tutto ciò lo scudo della fede, col quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Efe. 6:16
- orando in ogni tempo, per lo Spirito, con ogni sorta di preghiere e di supplicazioni; ed a questo vegliando con ogni perseveranza e supplicazione per tutti i santi, Efe. 6:18
- Pace a' fratelli e amore con fede, da Dio Padre e dal Signor Gesù Cristo. Efe. 6:23
- Paolo e Timoteo, servitori di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono in Filippi, coi vescovi e coi diaconi, Fil. 1:1
- grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Gesù Cristo. Fil. 1:2
- a cagion della vostra partecipazione al progresso del Vangelo, dal primo giorno fino ad ora; Fil. 1:5
- avendo fiducia in questo: che Colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. Fil. 1:6
- ripieni di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio. Fil. 1:11
- tanto che a tutta la guardia pretoriana e a tutti gli altri è divenuto notorio che io sono in catene per Cristo; Fil. 1:13
- perché so che ciò tornerà a mia salvezza, mediante le vostre supplicazioni e l'assistenza dello Spirito di Gesù Cristo, Fil. 1:19
- Ma se il continuare a vivere nella carne rechi frutto all'opera mia e quel ch'io debba preferire, non saprei dire. Fil. 1:22
- onde il vostro gloriarvi abbondi in Cristo Gesù a motivo di me, per la mia presenza di nuovo in mezzo a voi. Fil. 1:26
- Soltanto, conducetevi in modo degno del Vangelo di Cristo, affinché, o che io venga a vedervi o che sia assente, oda di voi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo assieme d'un medesimo animo per la fede del Vangelo, Fil. 1:27
- Poiché a voi è stato dato, rispetto a Cristo, non soltanto di credere in lui, ma anche di soffrire per lui, Fil. 1:29
- avendo ciascun di voi riguardo non alle cose proprie, ma anche a quelle degli altri. Fil. 2:4
- il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l'essere uguale a Dio, Fil. 2:6
- affinché siate irreprensibili e schietti, figliuoli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale voi risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la Parola della vita, Fil. 2:15
- E se anche io debba essere offerto a mo' di libazione sul sacrificio e sul servigio della vostra fede, io ne gioisco e me ne rallegro con tutti voi; Fil. 2:17
- Perché non ho alcuno d'animo pari al suo, che abbia sinceramente a cuore quel che vi concerne. Fil. 2:20
- Del resto, fratelli miei, rallegratevi nel Signore. A me certo non è grave lo scrivervi le medesime cose e per voi è sicuro. Fil. 3:1
- Ma le cose che m'eran guadagni, io le ho reputate danno a cagion di Cristo. Fil. 3:7
- Anzi, a dir vero, io reputo anche ogni cosa essere un danno di fronte alla eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale rinunziai a tutte codeste cose e le reputo tanta spazzatura affin di guadagnare Cristo, Fil. 3:8
- in guisa ch'io possa conoscere esso Cristo, e la potenza della sua risurrezione, e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme a lui nella sua morte, Fil. 3:10
- Soltanto, dal punto al quale siamo arrivati, continuiamo a camminare per la stessa via. Fil. 3:16
- Siate miei imitatori, fratelli, e riguardate a coloro che camminano secondo l'esempio che avete in noi. Fil. 3:17
- la fine de' quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l'animo alle cose della terra. Fil. 3:19
- Quanto a noi, la nostra cittadinanza è ne' cieli, d'onde anche aspettiamo come Salvatore il Signor Gesù Cristo, Fil. 3:20
- Sì, io prego te pure, mio vero collega, vieni in aiuto a queste donne, le quali hanno lottato meco per l'Evangelo, assieme con Clemente e gli altri miei collaboratori, i cui nomi sono nel libro della vita. Fil. 4:3
- La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Fil. 4:5
- Il Signore è vicino. Non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna; ma in ogni cosa siano le vostre richieste rese note a Dio in preghiera e supplicazione con azioni di grazie. Fil. 4:6
- Nondimeno avete fatto bene a prender parte alla mia afflizione. Fil. 4:14
- Anche voi sapete, o Filippesi, che quando cominciai a predicar l'Evangelo, dopo aver lasciata la Macedonia, nessuna chiesa mi fece parte di nulla per quanto concerne il dare e l'avere, se non voi soli; Fil. 4:15
- poiché anche a Tessalonica m'avete mandato una prima e poi una seconda volta di che sovvenire al mio bisogno. Fil. 4:16
- Non già ch'io ricerchi i doni; ricerco piuttosto il frutto che abbondi a conto vostro. Fil. 4:17
- Or io ho ricevuto ogni cosa, e abbondo. Sono pienamente provvisto, avendo ricevuto da Epafròdito quel che m'avete mandato, e che è un profumo d'odor soave, un sacrificio accettevole, gradito a Dio. Fil. 4:18
- ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre. Col. 1:2
- Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, nelle continue preghiere che facciamo per voi, Col. 1:3
- a motivo della speranza che vi è riposta nei cieli; speranza che avete da tempo conosciuta mediante la predicazione della verità del Vangelo Col. 1:5
- che è pervenuto sino a voi, come sta portando frutto e crescendo in tutto il mondo nel modo che fa pure tra voi dal giorno che udiste e conosceste la grazia di Dio in verità, Col. 1:6
- ora Iddio vi ha riconciliati nel corpo della carne di lui, per mezzo della morte d'esso, per farvi comparire davanti a sé santi e immacolati e irreprensibili, Col. 1:22
- Ora io mi rallegro nelle mie sofferenze per voi; e quel che manca alle afflizioni di Cristo lo compio nella mia carne a pro del corpo di lui che è la Chiesa; Col. 1:24
- A questo fine io m'affatico, combattendo secondo l'energia sua, che opera in me con potenza. Col. 1:29
- affinché siano confortati nei loro cuori essendo stretti insieme dall'amore, mirando a tutte le ricchezze della piena certezza dell'intelligenza, per giungere alla completa conoscenza del mistero di Dio: Col. 2:2
- Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù il Signore, così camminate uniti a lui, Col. 2:6
- Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, o a novilunî o a sabati, Col. 2:16
- Nessuno a suo talento vi defraudi del vostro premio per via d'umiltà e di culto degli angeli affidandosi alle proprie visioni, gonfiato di vanità dalla sua mente carnale, Col. 2:18
- (cose tutte destinate a perire con l'uso), secondo i comandamenti e le dottrine degli uomini? Col. 2:22
- Quelle cose hanno, è vero, riputazione di sapienza per quel tanto che è in esse di culto volontario, di umiltà, e di austerità nel trattare il corpo; ma non hanno alcun valore e servon solo a soddisfare la carne. Col. 2:23
- Abbiate l'animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla terra; Col. 3:2
- sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi a vicenda, se uno ha di che dolersi d'un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. Col. 3:13
- La parola di Cristo abiti in voi doviziosamente; ammaestrandovi ed ammonendovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni, e cantici spirituali. Col. 3:16
- E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signor Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui. Col. 3:17
- Mariti, amate le vostre mogli, e non v'inasprite contro a loro. Col. 3:19
- Servite a Cristo il Signore! Poiché chi fa torto riceverà la retribuzione del torto che avrà fatto; e non ci son riguardi personali. Col. 3:25
- pregando in pari tempo anche per noi, affinché Iddio ci apra una porta per la Parola onde possiamo annunziare il mistero di Cristo, a cagion del quale io mi trovo anche prigione; Col. 4:3
- Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno. Col. 4:6
- Paolo, Silvano e Timoteo alla chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signor Gesù Cristo, grazia a voi e pace. 1 Tes. 1:1
- Noi rendiamo del continuo grazie a Dio per voi tutti, facendo di voi menzione nelle nostre preghiere, 1 Tes. 1:2
- E voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la Parola in mezzo a molte afflizioni, con allegrezza dello Spirito Santo; 1 Tes. 1:6
- talché siete diventati un esempio a tutti i credenti della Macedonia e dell'Acaia. 1 Tes. 1:7
- perché eglino stessi raccontano di noi quale sia stata la nostra venuta tra voi, e come vi siete convertiti dagl'idoli a Dio per servire all'Iddio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figliuolo, 1 Tes. 1:9
- il quale Egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall'ira a venire. 1 Tes. 1:10
- anzi, sebbene avessimo prima patito e fossimo stati oltraggiati, come sapete, a Filippi, pur ci siamo rinfrancati nell'Iddio nostro, per annunziarvi l'Evangelo di Dio in mezzo a molte lotte. 1 Tes. 2:2
- ma siccome siamo stati approvati da Dio che ci ha stimati tali da poterci affidare l'Evangelo, parliamo in modo da piacere non agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori. 1 Tes. 2:4
- invece, siamo stati mansueti in mezzo a voi, come una nutrice che cura teneramente i proprî figliuoli. 1 Tes. 2:7
- Così, nel nostro grande affetto per voi, eravamo disposti a darvi non soltanto l'Evangelo di Dio, ma anche le nostre proprie vite, tanto ci eravate divenuti cari. 1 Tes. 2:8
- confortato e scongiurato ciascun di voi a condursi in modo degno di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria. 1 Tes. 2:12
- E per questa ragione anche noi rendiamo del continuo grazie a Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l'accettaste non come parola d'uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete. 1 Tes. 2:13
- i quali hanno ucciso e il Signor Gesù e i profeti, hanno cacciato noi, e non piacciono a Dio, e sono avversi a tutti gli uomini, 1 Tes. 2:15
- Quant'è a noi, fratelli, orbati di voi per breve tempo, di persona, non di cuore, abbiamo tanto maggiormente cercato, con gran desiderio, di veder la vostra faccia. 1 Tes. 2:17
- Perciò abbiam voluto, io Paolo almeno, non una ma due volte, venir a voi; ma Satana ce lo ha impedito. 1 Tes. 2:18
- affinché nessuno fosse scosso in mezzo a queste afflizioni; poiché voi stessi sapete che a questo siamo destinati. 1 Tes. 3:3
- Ma ora che Timoteo è giunto qui da presso a voi e ci ha recato liete notizie della vostra fede e del vostro amore, e ci ha detto che serbate del continuo buona ricordanza di noi bramando di vederci, come anche noi bramiamo vedervi, 1 Tes. 3:6
- per questa ragione, fratelli, siamo stati consolati a vostro riguardo, in mezzo a tutte le nostre distrette e afflizioni, mediante la vostra fede; 1 Tes. 3:7
- Poiché quali grazie possiam noi rendere a Dio, a vostro riguardo, per tutta l'allegrezza della quale ci rallegriamo a cagion di voi nel cospetto dell'Iddio nostro, 1 Tes. 3:9
- e quant'è a voi, il Signore vi accresca e vi faccia abbondare in amore gli uni verso gli altri e verso tutti, come anche noi abbondiamo verso voi, 1 Tes. 3:12
- Del rimanente, fratelli, come avete imparato da noi il modo in cui vi dovete condurre e piacere a Dio (ed è così che già vi conducete), vi preghiamo e vi esortiamo nel Signor Gesù a vie più progredire. 1 Tes. 4:1
- non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio; 1 Tes. 4:5
- Poiché Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione. 1 Tes. 4:7
- poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore. 1 Tes. 4:17
- Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, sì che quel giorno abbia a cogliervi a guisa di ladro; 1 Tes. 5:4
- e di tenerli in grande stima ed amarli a motivo dell'opera loro. Vivete in pace fra voi. 1 Tes. 5:13
- V'esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, ad esser longanimi verso tutti. 1 Tes. 5:14
- Io vi scongiuro per il Signore a far sì che questa epistola sia letta a tutti i fratelli. 1 Tes. 5:27
- grazia a voi e pace da Dio Padre e dal Signor Gesù Cristo. 2 Tes. 1:2
- Noi siamo in obbligo di render sempre grazie a Dio per voi, fratelli, com'è ben giusto che facciamo, perché cresce sommamente la vostra fede, e abbonda vie più l'amore di ciascun di voi tutti per gli altri; 2 Tes. 1:3
- in guisa che noi stessi ci gloriamo di voi nelle chiese di Dio, a motivo della vostra costanza e fede in tutte le vostre persecuzioni e nelle afflizioni che voi sostenete. 2 Tes. 1:4
- Poiché è cosa giusta presso Dio il rendere a quelli che vi affliggono, afflizione; 2 Tes. 1:6
- e a voi che siete afflitti, requie con noi, quando il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, 2 Tes. 1:7
- quando verrà per essere in quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che hanno creduto, e in voi pure, poiché avete creduto alla nostra testimonianza dinanzi a voi. 2 Tes. 1:10
- Ed è a quel fine che preghiamo anche del continuo per voi affinché l'Iddio nostro vi reputi degni di una tal vocazione e compia con potenza ogni vostro buon desiderio e l'opera della vostra fede, 2 Tes. 1:11
- l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto quello che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo ch'egli è Dio. 2 Tes. 2:4
- E ora voi sapete quel che lo ritiene ond'egli sia manifestato a suo tempo. 2 Tes. 2:6
- e con ogni sorta d'inganno d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amor della verità per esser salvati. 2 Tes. 2:10
- Ma noi siamo in obbligo di render del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità. 2 Tes. 2:13
- A questo Egli vi ha pure chiamati per mezzo del nostro Evangelo, onde giungiate a ottenere la gloria del Signor nostro Gesù Cristo. 2 Tes. 2:14
- A quei tali noi ordiniamo e li esortiamo nel Signor Gesù Cristo che mangino il loro proprio pane, quietamente lavorando. 2 Tes. 3:12
- Quanto a voi, fratelli, non vi stancate di fare il bene. 2 Tes. 3:13
- E se qualcuno non ubbidisce a quel che diciamo in questa epistola, notatelo quel tale, e non abbiate relazione con lui, affinché si vergogni. 2 Tes. 3:14
- a Timoteo mio vero figliuolo in fede, grazia, misericordia, pace, da Dio Padre e da Cristo Gesù nostro Signore. 1 Tim. 1:2
- Ti ripeto l'esortazione che ti feci quando andavo in Macedonia, di rimanere ad Efeso per ordinare a certuni che non insegnino dottrina diversa 1 Tim. 1:3
- dalle quali cose certuni avendo deviato, si sono rivolti a un vano parlare, 1 Tim. 1:6
- Io rendo grazie a colui che mi ha reso forte, a Cristo Gesù, nostro Signore, dell'avermi egli reputato degno della sua fiducia, ponendo al ministerio me, 1 Tim. 1:12
- Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me per il primo tutta la sua longanimità, e io servissi d'esempio a quelli che per l'avvenire crederebbero in lui per aver la vita eterna. 1 Tim. 1:16
- Io t'affido quest'incarico, o figliuol mio Timoteo, in armonia con le profezie che sono state innanzi fatte a tuo riguardo, affinché tu guerreggi in virtù d'esse la buona guerra, 1 Tim. 1:18
- Fra questi sono Imeneo ed Alessandro, i quali ho dati in man di Satana affinché imparino a non bestemmiare. 1 Tim. 1:20
- il quale diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti; fatto che doveva essere attestato a suo tempo, 1 Tim. 2:6
- ma d'opere buone, come s'addice a donne che fanno professione di pietà. 1 Tim. 2:10
- Parimente i diaconi debbono esser dignitosi, non doppi in parole, non proclivi a troppo vino, non avidi di illeciti guadagni; 1 Tim. 3:8
- Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demonî 1 Tim. 4:1
- perché l'esercizio corporale è utile a poca cosa, mentre la pietà è utile ad ogni cosa, avendo la promessa della vita presente e di quella a venire. 1 Tim. 4:8
- Cura queste cose e datti ad esse interamente, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti. 1 Tim. 4:15
- Bada a te stesso e all'insegnamento; persevera in queste cose, perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano. 1 Tim. 4:16
- Ma se una vedova ha de' figliuoli o de' nipoti, imparino essi prima a mostrarsi pii verso la propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori, perché questo è accettevole nel cospetto di Dio. 1 Tim. 5:4
- Che se uno non provvede ai suoi, e principalmente a quelli di casa sua, ha rinnegato la fede, ed è peggiore dell'incredulo. 1 Tim. 5:8
- ed oltre a ciò imparano anche ad essere oziose, andando attorno per le case; e non soltanto ad esser oziose, ma anche cianciatrici e curiose, parlando di cose delle quali non si deve parlare. 1 Tim. 5:13
- poiché già alcune si sono sviate per andar dietro a Satana. 1 Tim. 5:15
- Io ti scongiuro, dinanzi a Dio, dinanzi a Cristo Gesù e agli angeli eletti, che tu osservi queste cose senza prevenzione, non facendo nulla con parzialità. 1 Tim. 5:21
- Non continuare a bere acqua soltanto, ma prendi un poco di vino a motivo del tuo stomaco e delle tue frequenti infermità. 1 Tim. 5:23
- I peccati d'alcuni uomini sono manifesti e vanno innanzi a loro al giudizio; ad altri uomini, invece, essi tengono dietro. 1 Tim. 5:24
- esso è gonfio e non sa nulla; ma langue intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, 1 Tim. 6:4
- Nel cospetto di Dio che vivifica tutte le cose, e di Cristo Gesù che rese testimonianza dinanzi a Ponzio Pilato con quella bella confessione, 1 Tim. 6:13
- la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signor dei signori, 1 Tim. 6:15
- A quelli che son ricchi in questo mondo ordina che non siano d'animo altero, che non ripongano la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, il quale ci somministra copiosamente ogni cosa perché ne godiamo; 1 Tim. 6:17
- che facciano del bene, che siano ricchi in buone opere, pronti a dare, a far parte dei loro averi, 1 Tim. 6:18
- in modo da farsi un tesoro ben fondato per l'avvenire, a fin di conseguire la vera vita. 1 Tim. 6:19
- a Timoteo, mio diletto figliuolo, grazia, misericordia, pace da Dio Padre e da Cristo Gesù nostro Signore. 2 Tim. 1:2
- Io rendo grazie a Dio, il quale servo con pura coscienza, come l'han servito i miei antenati, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere giorno e notte, 2 Tim. 1:3
- Ed è pure per questa cagione che soffro queste cose; ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e son persuaso ch'egli è potente da custodire il mio deposito fino a quel giorno. 2 Tim. 1:12
- anzi, quando è venuto a Roma, mi ha cercato premurosamente e m'ha trovato. 2 Tim. 1:17
- Uno che va alla guerra non s'impaccia delle faccende della vita; e ciò, affin di piacere a colui che l'ha arruolato. 2 Tim. 2:4
- Ricorda loro queste cose, scongiurandoli nel cospetto di Dio che non faccian dispute di parole, che a nulla giovano e sovvertono chi le ascolta. 2 Tim. 2:14
- Studiati di presentar te stesso approvato dinanzi a Dio: operaio che non abbia ad esser confuso, che tagli rettamente la parola della verità. 2 Tim. 2:15
- Or in una gran casa non ci son soltanto dei vasi d'oro e d'argento, ma anche dei vasi di legno e di terra; e gli uni son destinati a un uso nobile e gli altri ad un uso ignobile. 2 Tim. 2:20
- E come Jannè e Iambrè contrastarono a Mosè, così anche costoro contrastano alla verità: uomini corrotti di mente, riprovati quanto alla fede. 2 Tim. 3:8
- Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini. 2 Tim. 3:9
- Quanto a te, tu hai tenuto dietro al mio insegnamento, alla mia condotta, a' miei propositi, alla mia fede, alla mia pazienza, al mio amore, alla mia costanza, 2 Tim. 3:10
- alle mie persecuzioni, alle mie sofferenze, a quel che mi avvenne ad Antiochia, ad Iconio ed a Listra. Sai quali persecuzioni ho sopportato; e il Signore mi ha liberato da tutte. 2 Tim. 3:11
- e che fin da fanciullo hai avuto conoscenza degli Scritti sacri, i quali possono renderti savio a salute mediante la fede che è in Cristo Gesù. 2 Tim. 3:15
- Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, 2 Tim. 3:16
- Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. 2 Tim. 4:2
- Quanto a me io sto per esser offerto a mo' di libazione, e il tempo della mia dipartenza è giunto. 2 Tim. 4:6
- del rimanente mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione. 2 Tim. 4:8
- poiché Dema, avendo amato il presente secolo, mi ha lasciato e se n'è andato a Tessalonica. Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Luca solo è meco. 2 Tim. 4:10
- Quanto a Tichico l'ho mandato ad Efeso. 2 Tim. 4:12
- Quando verrai porta il mantello che ho lasciato a Troas da Carpo, e i libri, specialmente le pergamene. 2 Tim. 4:13
- Il Signore mi libererà da ogni mala azione e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria ne' secoli dei secoli. Amen. 2 Tim. 4:18
- Erasto è rimasto a Corinto; e Trofimo l'ho lasciato infermo a Mileto. 2 Tim. 4:20
- manifestando poi nei suoi proprî tempi la sua parola mediante la predicazione che è stata a me affidata per mandato di Dio, nostro Salvatore, Tito 1:3
- a Tito, mio vero figliuolo secondo la fede che ci è comune, grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro Salvatore. Tito 1:4
- Per questa ragione t'ho lasciato in Creta: perché tu dia ordine alle cose che rimangono a fare, e costituisca degli anziani per ogni città, come t'ho ordinato; Tito 1:5
- non dando retta a favole giudaiche né a comandamenti d'uomini che voltan le spalle alla verità. Tito 1:14
- che le donne attempate abbiano parimente un portamento convenevole a santità, non siano maldicenti né dedite a molto vino, siano maestre di ciò che è buono; Tito 2:3
- Esorta i servi ad esser sottomessi ai loro padroni, a compiacerli in ogni cosa, a non contradirli, Tito 2:9
- a non frodarli, ma a mostrar sempre lealtà perfetta, onde onorino la dottrina di Dio, nostro Salvatore, in ogni cosa. Tito 2:10
- e ci ammaestra a rinunziare all'empietà e alle mondane concupiscenze, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente, Tito 2:12
- Ricorda loro che stiano soggetti ai magistrati e alle autorità, che siano ubbidienti, pronti a fare ogni opera buona, Tito 3:1
- Certa è questa parola, e queste cose voglio che tu affermi con forza, affinché quelli che han creduto a Dio abbiano cura d'attendere a buone opere. Queste cose sono buone ed utili agli uomini. Tito 3:8
- Quando t'avrò mandato Artemas o Tichico, studiati di venir da me a Nicopoli, perché ho deciso di passar quivi l'inverno. Tito 3:12
- Ed imparino anche i nostri ad attendere a buone opere per provvedere alle necessità, onde non stiano senza portar frutto. Tito 3:14
- Paolo, prigione di Cristo Gesù, e il fratello Timoteo, a Filemone, nostro diletto e compagno d'opera, Fil'm 1:1
- grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Gesù Cristo. Fil'm 1:3
- per Onesimo, che altra volta ti fu disutile, ma che ora è utile a te ed a me. Fil'm 1:11
- Avrei voluto tenerlo presso di me, affinché in vece tua mi servisse nelle catene che porto a motivo del Vangelo; Fil'm 1:13
- non più come uno schiavo, ma come da più di uno schiavo, come un fratello caro specialmente a me, ma ora quanto più a te, e nella carne e nel Signore! Fil'm 1:16
- Che se t'ha fatto alcun torto o ti deve qualcosa, addebitalo a me. Fil'm 1:18
- in questi ultimi giorni ha parlato a noi mediante il suo Figliuolo, ch'Egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale pure ha creato i mondi; Ebr. 1:2
- il quale, essendo lo splendore della sua gloria e l'impronta della sua essenza e sostenendo tutte le cose con la parola della sua potenza, quand'ebbe fatta la purificazione dei peccati, si pose a sedere alla destra della Maestà ne' luoghi altissimi, Ebr. 1:3
- Infatti, a qual degli angeli diss'Egli mai: Tu sei il mio Figliuolo, oggi ti ho generato? e di nuovo: Io gli sarò Padre ed egli mi sarà Figliuolo? Ebr. 1:5
- Tu hai amata la giustizia e hai odiata l'iniquità; perciò Dio, l'Iddio tuo, ha unto te d'olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni. Ebr. 1:9
- Ed a qual degli angeli diss'Egli mai: Siedi alla mia destra finché abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi? Ebr. 1:13
- Non sono eglino tutti spiriti ministratori, mandati a servire a pro di quelli che hanno da eredare la salvezza? Ebr. 1:14
- Difatti, non è ad angeli ch'Egli ha sottoposto il mondo a venire del quale parliamo; Ebr. 2:5
- ben vediamo però colui che è stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioè Gesù, coronato di gloria e d'onore a motivo della morte che ha patita, onde, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti. Ebr. 2:9
- Infatti, per condurre molti figliuoli alla gloria, ben s'addiceva a Colui per cagion del quale son tutte le cose e per mezzo del quale son tutte le cose, di rendere perfetto, per via di sofferenze, il duce della loro salvezza. Ebr. 2:10
- e liberasse tutti quelli che per il timor della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù. Ebr. 2:15
- Laonde egli doveva esser fatto in ogni cosa simile ai suoi fratelli, affinché diventasse un misericordioso e fedel sommo sacerdote nelle cose appartenenti a Dio, per compiere l'espiazione de' peccati del popolo. Ebr. 2:17
- il quale è fedele a Colui che l'ha costituito, come anche lo fu Mosè in tutta la casa di Dio. Ebr. 3:2
- Guardate, fratelli, che talora non si trovi in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo, che vi porti a ritrarvi dall'Iddio vivente; Ebr. 3:12
- poiché siam diventati partecipi di Cristo, a condizione che riteniam ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio, Ebr. 3:14
- E a chi giurò Egli che non entrerebbero nel suo riposo, se non a quelli che furon disubbidienti? Ebr. 3:18
- E noi vediamo che non vi poterono entrare a motivo dell'incredulità. Ebr. 3:19
- Poiché a noi come a loro è stata annunziata una buona novella; ma la parola udita non giovò loro nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l'avevano udita. Ebr. 4:2
- Perché in qualche luogo, a proposito del settimo giorno, è detto così: E Dio si riposò il settimo giorno da tutte le sue opere; Ebr. 4:4
- Poiché dunque è riserbato ad alcuni d'entrarvi e quelli ai quali la buona novella fu prima annunziata non v'entrarono a motivo della loro disubbidienza, Ebr. 4:6
- Perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore. Ebr. 4:12
- E non v'è creatura alcuna che sia occulta davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte dinanzi agli occhi di Colui al quale abbiam da render ragione. Ebr. 4:13
- Poiché ogni sommo sacerdote, preso di fra gli uomini, è costituito a pro degli uomini, nelle cose concernenti Dio, affinché offra doni e sacrificî per i peccati; Ebr. 5:1
- ed è a cagion di questa ch'egli è obbligato ad offrir dei sacrificî per i peccati, tanto per se stesso quanto per il popolo. Ebr. 5:3
- Il quale, ne' giorni della sua carne, avendo con gran grida e con lagrime offerto preghiere e supplicazioni a Colui che lo potea salvar dalla morte, ed avendo ottenuto d'esser liberato dal timore, Ebr. 5:7
- Del quale abbiamo a dir cose assai, e malagevoli a spiegare, perché siete diventati duri d'orecchi. Ebr. 5:11
- Poiché, mentre per ragion di tempo dovreste esser maestri, avete di nuovo bisogno che vi s'insegnino i primi elementi degli oracoli di Dio; e siete giunti a tale che avete bisogno di latte e non di cibo sodo. Ebr. 5:12
- ma il cibo sodo è per uomini fatti; per quelli, cioè, che per via dell'uso hanno i sensi esercitati a discernere il bene e il male. Ebr. 5:14
- Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello perfetto, e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, Ebr. 6:1
- e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, Ebr. 6:5
- se cadono, è impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio, e lo espongono ad infamia. Ebr. 6:6
- Infatti, la terra che beve la pioggia che viene spesse volte su lei, e produce erbe utili a quelli per i quali è coltivata, riceve benedizione da Dio; Ebr. 6:7
- Peraltro, diletti, quantunque parliamo così, siamo persuasi, riguardo a voi, di cose migliori e attinenti alla salvezza; Ebr. 6:9
- a cui Abramo diede anche la decima d'ogni cosa, il quale in prima, secondo la interpretazione del suo nome, è Re di giustizia, e poi anche Re di Salem, vale a dire Re di pace, Ebr. 7:2
- Difatti, colui a proposito del quale queste parole son dette, ha appartenuto a un'altra tribù, della quale nessuno s'è accostato all'altare; Ebr. 7:13
- E la cosa è ancora vie più evidente se sorge, a somiglianza di Melchisedec, Ebr. 7:15
- un altro sacerdote che è stato fatto tale non a tenore di una legge dalle prescrizioni carnali, ma in virtù della potenza di una vita indissolubile; Ebr. 7:16
- Giacché qui v'è bensì l'abrogazione del comandamento precedente a motivo della sua debolezza e inutilità Ebr. 7:18
- (poiché la legge non ha condotto nulla a compimento); ma v'è altresì l'introduzione d'una migliore speranza, mediante la quale ci accostiamo a Dio. Ebr. 7:19
- ond'è che può anche salvar appieno quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro. Ebr. 7:25
- E infatti a noi conveniva un sacerdote come quello, santo, innocente, immacolato, separato dai peccatori ed elevato al disopra de' cieli; Ebr. 7:26
- La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a infermità; ma la parola del giuramento fatto dopo la legge costituisce il Figliuolo, che è stato reso perfetto per sempre. Ebr. 7:28
- Ora, il punto capitale delle cose che stiamo dicendo, è questo: che abbiamo un tal Sommo Sacerdote, che si è posto a sedere alla destra del trono della Maestà nei cieli, Ebr. 8:1
- i quali ministrano in quel che è figura e ombra delle cose celesti, secondo che fu detto da Dio a Mosè quando questi stava per costruire il tabernacolo: Guarda, Egli disse, di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte. Ebr. 8:5
- Dicendo: Un nuovo patto, Egli ha dichiarato antico il primo. Ora, quel che diventa antico e invecchia è vicino a sparire. Ebr. 8:13
- Ma venuto Cristo, Sommo Sacerdote dei futuri beni, egli, attraverso il tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto con mano, vale a dire, non di questa creazione, Ebr. 9:11
- quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito eterno ha offerto se stesso puro d'ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire all'Iddio vivente? Ebr. 9:14
- Difatti, quando tutti i comandamenti furono secondo la legge proclamati da Mosè a tutto il popolo, egli prese il sangue de' vitelli e de' becchi con acqua, lana scarlatta ed issopo, e ne asperse il libro stesso e tutto il popolo, Ebr. 9:19
- così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a quelli che l'aspettano per la loro salvezza. Ebr. 9:28
- Poiché la legge, avendo un'ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose, non può mai con quegli stessi sacrificî, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, render perfetti quelli che s'accostano a Dio. Ebr. 10:1
- questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio, Ebr. 10:12
- Ora, dov'è remissione di queste cose, non c'è più luogo a offerta per il peccato. Ebr. 10:18
- per quella via recente e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, Ebr. 10:20
- E facciamo attenzione gli uni agli altri per incitarci a carità e a buone opere, Ebr. 10:24
- non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni son usi di fare, ma esortandoci a vicenda; e tanto più, che vedete avvicinarsi il gran giorno. Ebr. 10:25
- Poiché noi sappiamo chi è Colui che ha detto: A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. Ebr. 10:30
- sia coll'essere esposti a vituperio e ad afflizioni, sia coll'esser partecipi della sorte di quelli che eran così trattati. Ebr. 10:33
- Ma noi non siamo di quelli che si traggono indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per salvar l'anima. Ebr. 10:39
- Per fede Abele offerse a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo d'essa gli fu resa testimonianza ch'egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo d'essa, benché morto, egli parla ancora. Ebr. 11:4
- Per fede Enoc fu trasportato perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio l'avea trasportato; poiché avanti che fosse trasportato fu di lui testimoniato ch'egli era piaciuto a Dio. Ebr. 11:5
- Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi s'accosta a Dio deve credere ch'Egli è, e che è il rimuneratore di quelli che lo cercano. Ebr. 11:6
- Per fede Abramo, quando fu provato, offerse Isacco; ed egli, che avea ricevuto le promesse, offerse il suo unigenito: egli, a cui era stato detto: Ebr. 11:17
- Per fede Isacco diede a Giacobbe e ad Esaù una benedizione concernente cose future. Ebr. 11:20
- Anche noi, dunque, poiché siam circondati da sì gran nuvolo di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, corriamo con perseveranza l'arringo che ci sta dinanzi, riguardando a Gesù, Ebr. 12:1
- duce e perfetto esempio di fede, il quale per la gioia che gli era posta dinanzi sopportò la croce sprezzando il vituperio, e s'è posto a sedere alla destra del trono di Dio. Ebr. 12:2
- Poiché, considerate colui che sostenne una tale opposizione dei peccatori contro a sé, onde non abbiate a stancarvi, perdendovi d'animo. Ebr. 12:3
- e avete dimenticata l'esortazione a voi rivolta come a figliuoli: Figliuol mio, non far poca stima della disciplina del Signore, e non ti perder d'animo quando sei da lui ripreso; Ebr. 12:5
- È a scopo di disciplina che avete a sopportar queste cose. Iddio vi tratta come figliuoli; poiché qual è il figliuolo che il padre non corregga? Ebr. 12:7
- Or ogni disciplina sembra, è vero, per il presente non esser causa d'allegrezza, ma di tristizia; però rende poi un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati per essa esercitati. Ebr. 12:11
- badando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia sì che molti di voi restino infetti; Ebr. 12:15
- Poiché voi sapete che anche quando più tardi volle eredare la benedizione fu respinto, perché non trovò luogo a pentimento, sebbene la richiedesse con lagrime. Ebr. 12:17
- e alla Chiesa de' primogeniti che sono scritti nei cieli, e a Dio, il Giudice di tutti, e agli spiriti de' giusti resi perfetti, Ebr. 12:23
- e a Gesù, il mediatore del nuovo patto, e al sangue dell'aspersione che parla meglio di quello d'Abele. Ebr. 12:24
- Guardate di non rifiutare Colui che parla; perché, se quelli non scamparono quando rifiutarono Colui che rivelava loro in terra la sua volontà, molto meno scamperemo noi se voltiam le spalle a Colui che parla dal cielo; Ebr. 12:25
- Perciò, ricevendo un regno che non può essere scosso, siamo riconoscenti, e offriamo così a Dio un culto accettevole, con riverenza e timore! Ebr. 12:28
- Non siate trasportati qua e là da diverse e strane dottrine; poiché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia, e non da pratiche relative a vivande, dalle quali non ritrassero alcun giovamento quelli che le osservarono. Ebr. 13:9
- Usciamo quindi fuori del campo e andiamo a lui, portando il suo vituperio. Ebr. 13:13
- Per mezzo di lui, dunque, offriam del continuo a Dio un sacrificio di lode: cioè, il frutto di labbra confessanti il suo nome! Ebr. 13:15
- Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per le vostre anime, come chi ha da renderne conto; affinché facciano questo con allegrezza e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe d'alcun utile. Ebr. 13:17
- E vie più v'esorto a farlo, onde io vi sia più presto restituito. Ebr. 13:19
- vi renda compiuti in ogni bene, onde facciate la sua volontà, operando in voi quel che è gradito nel suo cospetto, per mezzo di Gesù Cristo; a Lui sia la gloria ne' secoli dei secoli. Amen. Ebr. 13:21
- Fratelli miei, considerate come argomento di completa allegrezza le prove svariate in cui venite a trovarvi, Giac. 1:2
- Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata. Giac. 1:5
- Ma chiegga con fede, senza star punto in dubbio; perché chi dubita è simile a un'onda di mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Giac. 1:6
- Beato l'uomo che sostiene la prova; perché, essendosi reso approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che l'amano. Giac. 1:12
- Perché, se uno è uditore della Parola e non facitore, è simile a un uomo che mira la sua natural faccia in uno specchio; Giac. 1:23
- Se uno pensa d'esser religioso, e non tiene a freno la sua lingua ma seduce il cuor suo, la religione di quel tale è vana. Giac. 1:26
- La religione pura e immacolata dinanzi a Dio e Padre è questa: visitar gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e conservarsi puri dal mondo. Giac. 1:27
- e voi avete riguardo a quello che veste splendidamente e gli dite: Tu, siedi qui in un posto onorevole; e al povero dite: Tu, stattene là in piè, o siedi appiè del mio sgabello, Giac. 2:3
- Ascoltate, fratelli miei diletti: Iddio non ha egli scelto quei che sono poveri secondo il mondo perché siano ricchi in fede ed eredi del Regno che ha promesso a coloro che l'amano? Giac. 2:5
- e così fu adempiuta la Scrittura che dice: E Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia; e fu chiamato amico di Dio. Giac. 2:23
- Fratelli miei, non siate molti a far da maestri, sapendo che ne riceveremo un più severo giudicio. Giac. 3:1
- Poiché tutti falliamo in molte cose. Se uno non falla nel parlare, esso è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Giac. 3:2
- Con essa benediciamo il Signore e Padre; e con essa malediciamo gli uomini che son fatti a somiglianza di Dio. Giac. 3:9
- Iddio resiste ai superbi e dà grazia agli umili. Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. Giac. 4:7
- Appressatevi a Dio, ed Egli si appresserà a voi. Nettate le vostre mani, o peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d'animo! Giac. 4:8
- Ed ora a voi che dite: Oggi o domani andremo nella tal città e vi staremo un anno, e trafficheremo, e guadagneremo; Giac. 4:13
- A voi ora, o ricchi; piangete e urlate per le calamità che stanno per venirvi addosso! Giac. 5:1
- Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro a voi, e divorerà le vostre carni a guisa di fuoco. Avete accumulato tesori negli ultimi giorni. Giac. 5:3
- affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell'oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo; 1 Pie. 1:7
- Questa salvezza è stata l'oggetto delle ricerche e delle investigazioni dei profeti che profetizzarono della grazia a voi destinata. 1 Pie. 1:10
- Essi indagavano qual fosse il tempo e quali le circostanze a cui lo Spirito di Cristo che era in loro accennava, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo, e delle glorie che dovevano seguire. 1 Pie. 1:11
- Avendo purificate le anime vostre coll'ubbidienza alla verità per arrivare a un amor fraterno non finto, amatevi l'un l'altro di cuore, intensamente, 1 Pie. 1:22
- Accostandovi a lui, pietra vivente, riprovata bensì dagli uomini ma innanzi a Dio eletta e preziosa, anche voi, 1 Pie. 2:4
- come pietre viventi, siete edificati qual casa spirituale, per essere un sacerdozio santo per offrire sacrificî spirituali, accettevoli a Dio per mezzo di Gesù Cristo. 1 Pie. 2:5
- essi, infatti, essendo disubbidienti, intoppano nella Parola; ed a questo sono stati anche destinati. 1 Pie. 2:8
- ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per dar lode a quelli che fanno il bene. 1 Pie. 2:14
- Domestici, siate con ogni timore soggetti ai vostri padroni; non solo ai buoni e moderati, ma anche a quelli che son difficili. 1 Pie. 2:18
- Poiché questo è accettevole: se alcuno, per motivo di coscienza davanti a Dio, sopporta afflizioni, patendo ingiustamente. 1 Pie. 2:19
- Infatti, che vanto c'è se, peccando ed essendo malmenati, voi sopportate pazientemente? Ma se facendo il bene, eppur patendo, voi sopportate pazientemente, questa è cosa grata a Dio. 1 Pie. 2:20
- Perché a questo siete stati chiamati: poiché anche Cristo ha patito per voi, lasciandovi un esempio, onde seguiate le sue orme; 1 Pie. 2:21
- non rendendo male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati onde ereditiate la benedizione. 1 Pie. 3:9
- Ma anche se aveste a soffrire per cagion di giustizia, beati voi! E non vi sgomenti la paura che incutono e non vi conturbate; 1 Pie. 3:14
- anzi abbiate nei vostri cuori un santo timore di Cristo il Signore, pronti sempre a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domanda ragione della speranza che è in voi, ma con dolcezza e rispetto; avendo una buona coscienza; 1 Pie. 3:15
- Poiché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, egli giusto per gl'ingiusti, per condurci a Dio; essendo stato messo a morte, quanto alla carne, ma vivificato quanto allo spirito; 1 Pie. 3:18
- e in esso andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere, 1 Pie. 3:19
- Alla qual figura corrisponde il battesimo (non il nettamento delle sozzure della carne ma la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio), il quale ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo, 1 Pie. 3:21
- Poiché basta l'aver dato il vostro passato a fare la volontà de' Gentili col vivere nelle lascivie, nelle concupiscenze, nelle ubriachezze, nelle gozzoviglie, negli sbevazzamenti, e nelle nefande idolatrie. 1 Pie. 4:3
- Essi renderanno ragione a colui ch'è pronto a giudicare i vivi ed i morti. 1 Pie. 4:5
- Diletti, non vi stupite della fornace accesa in mezzo a voi per provarvi, quasiché vi avvenisse qualcosa di strano. 1 Pie. 4:12
- Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché Egli v'innalzi a suo tempo, 1 Pie. 5:6
- Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare. 1 Pie. 5:8
- A lui sia l'imperio, nei secoli dei secoli. Amen. 1 Pie. 5:11
- Salutatevi gli uni gli altri con un bacio d'amore. Pace a voi tutti che siete in Cristo. 1 Pie. 5:14
- Simon Pietro, servitore e apostolo di Gesù Cristo, a quelli che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo: 2 Pie. 1:1
- Poiché non è coll'andar dietro a favole artificiosamente composte che vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signor Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà. 2 Pie. 1:16
- Poiché egli ricevette da Dio Padre onore e gloria quando giunse a lui quella voce dalla magnifica gloria: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi son compiaciuto. 2 Pie. 1:17
- Abbiamo pure la parola profetica, più ferma, alla quale fate bene di prestare attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga ne' vostri cuori; 2 Pie. 1:19
- E molti seguiranno le loro lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata. 2 Pie. 2:2
- e se, riducendo in cenere le città di Sodoma e Gomorra, le condannò alla distruzione perché servissero d'esempio a quelli che in avvenire vivrebbero empiamente; 2 Pie. 2:6
- (perché quel giusto, che abitava fra loro, per quanto vedeva e udiva si tormentava ogni giorno l'anima giusta a motivo delle loro inique opere), 2 Pie. 2:8
- Costoro son fonti senz'acqua, e nuvole sospinte dal turbine; a loro è riserbata la caligine delle tenebre. 2 Pie. 2:17
- È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata è tornata a voltolarsi nel fango. 2 Pie. 2:22
- Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come alcuni reputano che faccia; ma egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi. 2 Pie. 3:9
- aspettando e affrettando la venuta del giorno di Dio, a cagion del quale i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si struggeranno? 2 Pie. 3:12
- e questo egli fa in tutte le sue epistole, parlando in esse di questi argomenti; nelle quali epistole sono alcune cose difficili a capire, che gli uomini ignoranti e instabili torcono, come anche le altre Scritture, a loro propria perdizione. 2 Pie. 3:16
- ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in sempiterno. Amen. 2 Pie. 3:18
- quello, dico, che abbiam veduto e udito, noi l'annunziamo anche a voi, affinché voi pure abbiate comunione con noi, e la nostra comunione è col Padre e col suo Figliuolo, Gesù Cristo. 1 GIov. 1:3
- Quanto a voi, avete l'unzione dal Santo, e conoscete ogni cosa. 1 GIov. 2:20
- Quant'è a voi, dimori in voi quel che avete udito dal principio. Se quel che avete udito dal principio dimora in voi, anche voi dimorerete nel Figliuolo e nel Padre. 1 GIov. 2:24
- Vi ho scritto queste cose intorno a quelli che cercano di sedurvi. 1 GIov. 2:26
- Ma quant'è a voi, l'unzione che avete ricevuta da lui dimora in voi, e non avete bisogno che alcuno v'insegni; ma siccome l'unzione sua v'insegna ogni cosa, ed è verace, e non è menzogna, dimorate in lui come essa vi ha insegnato. 1 GIov. 2:27
- Diletti, ora siam figliuoli di Dio, e non è ancora reso manifesto quel che saremo. Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è. 1 GIov. 3:2
- Figliuoletti, non amiamo a parole e con la lingua, ma a fatti e in verità. 1 GIov. 3:18
- Da questo conosceremo che siam della verità e renderem sicuri i nostri cuori dinanzi a Lui. 1 GIov. 3:19
- Diletti, se il cuor nostro non ci condanna, noi abbiam confidanza dinanzi a Dio; 1 GIov. 3:21
- Chi crede nel Figliuol di Dio ha quella testimonianza in sé; chi non crede a Dio l'ha fatto bugiardo, perché non ha creduto alla testimonianza che Dio ha resa circa il proprio Figliuolo. 1 GIov. 5:10
- Se uno vede il suo fratello commettere un peccato che non meni a morte, pregherà, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono peccato che non meni a morte. V'è un peccato che mena a morte; non è per quello che dico di pregare. 1 GIov. 5:16
- Ogni iniquità è peccato; e v'è un peccato che non mena a morte. 1 GIov. 5:17
- a cagione della verità che dimora in noi e sarà con noi in eterno: 2 Giov. 1:2
- Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute, ma riceviate piena ricompensa. 2 Giov. 1:8
- Se qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, non lo ricevete in casa, e non lo salutate; 2 Giov. 1:10
- Pur avendo molte cose da scrivervi, non ho voluto farlo per mezzo di carta e d'inchiostro; ma spero di venire da voi e di parlarvi a voce, affinché la vostra allegrezza sia compiuta. 2 Giov. 1:12
- Diletto, tu operi fedelmente in quel che fai a pro dei fratelli che sono, per di più, forestieri. 3 Giov. 1:5
- Essi hanno reso testimonianza del tuo amore, dinanzi alla chiesa; e farai bene a provvedere al loro viaggio in modo degno di Dio; 3 Giov. 1:6
- Perciò, se vengo, io ricorderò le opere che fa, cianciando contro di noi con male parole; e non contento di questo, non solo non riceve egli stesso i fratelli, ma a quelli che vorrebbero riceverli impedisce di farlo, e li caccia fuor della chiesa. 3 Giov. 1:10
- A Demetrio è resa testimonianza da tutti e dalla verità stessa; e anche noi ne testimoniamo; e tu sai che la nostra testimonianza è vera. 3 Giov. 1:12
- Ma spero vederti tosto, e ci parleremo a voce. La pace sia teco. Gli amici ti salutano. Saluta gli amici ad uno ad uno. 3 Giov. 1:14
- Diletti, ponendo io ogni studio nello scrivervi della nostra comune salvazione, mi sono trovato costretto a scrivervi per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi. Guida 1:3
- Or voglio ricordare a voi che avete da tempo conosciuto tutto questo, che il Signore, dopo aver tratto in salvo il popolo dal paese di Egitto, fece in seguito perire quelli che non credettero, Guida 1:5
- Nello stesso modo Sodoma e Gomorra e le città circonvicine, essendosi abbandonate alla fornicazione nella stessa maniera di costoro ed essendo andate dietro a vizî contro natura, sono poste come un esempio, portando la pena d'un fuoco eterno. Guida 1:7
- Invece, l'arcangelo Michele quando, contendendo col diavolo, disputava circa il corpo di Mosè, non ardì lanciare contro a lui un giudizio ingiurioso, ma disse: Ti sgridi il Signore! Guida 1:9
- Guai a loro! Perché si sono incamminati per la via di Caino, e per amor di lucro si son gettati nei traviamenti di Balaam, e son periti per la ribellione di Core. Guida 1:11
- furiose onde del mare, schiumanti la lor bruttura; stelle erranti, a cui è riserbata la caligine delle tenebre in eterno. Guida 1:13
- salvateli, strappandoli dal fuoco; e degli altri abbiate pietà mista a timore, odiando perfino la veste macchiata dalla carne. Guida 1:23
- Or a Colui che è potente da preservarvi da ogni caduta e da farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili, con giubilo, Guida 1:24
- Giovanni alle sette chiese che sono nell'Asia: Grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette Spiriti che son davanti al suo trono, Apoc. 1:4
- e da Gesù Cristo, il fedel testimone, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue, Apoc. 1:5
- e ci ha fatti essere un regno e sacerdoti all'Iddio e Padre suo, a lui siano la gloria e l'imperio nei secoli dei secoli. Amen. Apoc. 1:6
- Io, Giovanni, vostro fratello e partecipe con voi della tribolazione, del regno e della costanza in Gesù, ero nell'isola chiamata Patmo a motivo della parola di Dio e della testimonianza di Gesù. Apoc. 1:9
- Fui rapito in Ispirito nel giorno di Domenica, e udii dietro a me una gran voce, come d'una tromba, Apoc. 1:10
- che diceva: Quel che tu vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese: a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatiri, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea. Apoc. 1:11
- e in mezzo ai candelabri Uno somigliante a un figliuol d'uomo, vestito d'una veste lunga fino ai piedi, e cinto d'una cintura d'oro all'altezza del petto. Apoc. 1:13
- e i suoi piedi eran simili a terso rame, arroventato in una fornace; e la sua voce era come la voce di molte acque. Apoc. 1:15
- Ed egli teneva nella sua man destra sette stelle; e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, e il suo volto era come il sole quando splende nella sua forza. Apoc. 1:16
- Ricordati dunque donde sei caduto, e ravvediti, e fa' le opere di prima; se no, verrò a te, e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se tu non ti ravvedi. Apoc. 2:5
- Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò a mangiare dell'albero della vita, che sta nel paradiso di Dio. Apoc. 2:7
- E all'angelo della chiesa di Pergamo scrivi: Queste cose dice colui che ha la spada acuta a due tagli: Apoc. 2:12
- Ma ho alcune poche cose contro di te: cioè, che tu hai quivi di quelli che professano la dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balac a porre un intoppo davanti ai figliuoli d'Israele, inducendoli a mangiare delle cose sacrificate agli idoli e a fornicare. Apoc. 2:14
- Ravvediti dunque; se no, verrò tosto a te, e combatterò contro a loro con la spada della mia bocca. Apoc. 2:16
- Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò della manna nascosta, e gli darò una pietruzza bianca, e sulla pietruzza scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve. Apoc. 2:17
- Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl'idoli. Apoc. 2:20
- E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre. Apoc. 2:23
- E a chi vince e persevera nelle mie opere sino alla fine io darò potestà sulle nazioni, Apoc. 2:26
- ed egli le reggerà con una verga di ferro frantumandole a mo' di vasi d'argilla; come anch'io ho ricevuto potestà dal Padre mio. Apoc. 2:27
- Ricordati dunque di quanto hai ricevuto e udito; e serbalo, e ravvediti. Che se tu non vegli, io verrò come un ladro, e tu non saprai a quale ora verrò su di te. Apoc. 3:3
- Ecco, io ti do di quelli della sinagoga di Satana, i quali dicono d'esser Giudei e non lo sono, ma mentiscono; ecco, io li farò venire a prostrarsi dinanzi ai tuoi piedi, e conosceranno ch'io t'ho amato. Apoc. 3:9
- A chi vince io darò di seder meco sul mio trono, come anch'io ho vinto e mi son posto a sedere col Padre mio sul suo trono Apoc. 3:21
- Dopo queste cose io vidi, ed ecco una porta aperta nel cielo, e la prima voce che avevo udita parlante meco a guisa di tromba, mi disse: Sali qua, e io ti mostrerò le cose che debbono avvenire da ora innanzi. Apoc. 4:1
- E subito fui rapito in ispirito; ed ecco un trono era posto nel cielo, e sul trono v'era uno a sedere. Apoc. 4:2
- E Colui che sedeva era nell'aspetto simile a una pietra di diaspro e di sardònico; e attorno al trono c'era un arcobaleno che, a vederlo, somigliava a uno smeraldo. Apoc. 4:3
- E la prima creatura vivente era simile a un leone, e la seconda simile a un vitello, e la terza avea la faccia come d'un uomo, e la quarta era simile a un'aquila volante. Apoc. 4:7
- E ogni volta che le creature viventi rendon gloria e onore e grazie a Colui che siede sul trono, a Colui che vive nei secoli dei secoli, Apoc. 4:9
- i ventiquattro anziani si prostrano davanti a Colui che siede sul trono e adorano Colui che vive ne' secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo: Apoc. 4:10
- E cantavano un nuovo cantico, dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e d'aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d'ogni tribù e lingua e popolo e nazione, Apoc. 5:9
- E tutte le creature che sono nel cielo e sulla terra e sotto la terra e sul mare e tutte le cose che sono in essi, le udii che dicevano: A Colui che siede sul trono e all'Agnello siano la benedizione e l'onore e la gloria e l'imperio, nei secoli dei secoli. Apoc. 5:13
- E uscì fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di toglier la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada. Apoc. 6:4
- e gridarono con gran voce, dicendo: Fino a quando, o nostro Signore che sei santo e verace, non fai tu giudicio e non vendichi il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra? Apoc. 6:10
- E a ciascun d'essi fu data una veste bianca e fu loro detto che si riposassero ancora un po' di tempo, finché fosse completo il numero dei loro conservi e dei loro fratelli, che hanno ad essere uccisi come loro. Apoc. 6:11
- E io vidi i sette angeli che stanno in piè davanti a Dio, e furon date loro sette trombe. Apoc. 8:2
- E i sette angeli che avean le sette trombe si prepararono a sonare. Apoc. 8:6
- Il nome della stella è Assenzio; e la terza parte delle acque divenne assenzio; e molti uomini morirono a cagione di quelle acque, perché eran divenute amare. Apoc. 8:11
- E guardai e udii un'aquila che volava in mezzo al cielo e diceva con gran voce: Guai, guai, guai a quelli che abitano sulla terra, a cagione degli altri suoni di tromba dei tre angeli che debbono ancora sonare! Apoc. 8:13
- E nella forma le locuste eran simili a cavalli pronti alla guerra; e sulle teste aveano come delle corone simili ad oro e le loro facce eran come facce d'uomini. Apoc. 9:7
- Poi il sesto angelo sonò, e io udii una voce dalle quattro corna dell'altare d'oro che era davanti a Dio, Apoc. 9:13
- Perché il potere dei cavalli era nella loro bocca e nelle loro code; poiché le loro code eran simili a serpenti e aveano delle teste, e con esse danneggiavano. Apoc. 9:19
- Poi mi fu data una canna simile a una verga; e mi fu detto: Lèvati e misura il tempio di Dio e l'altare e novera quelli che vi adorano; Apoc. 11:1
- Le nazioni s'erano adirate, ma l'ira tua è giunta, ed è giunto il tempo di giudicare i morti, di dare il loro premio ai tuoi servitori, i profeti, ed ai santi e a quelli che temono il tuo nome, e piccoli e grandi, e di distruggere quelli che distruggon la terra. Apoc. 11:18
- Ed ella partorì un figliuolo maschio, che ha da reggere tutte le nazioni con verga di ferro; e il figliuolo di lei fu rapito presso a Dio ed al suo trono. Apoc. 12:5
- Ma essi l'hanno vinto a cagion del sangue dell'Agnello e a cagion della parola della loro testimonianza; e non hanno amata la loro vita anzi l'hanno esposta alla morte. Apoc. 12:11
- Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è disceso a voi con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo. Apoc. 12:12
- E il serpente gettò dalla sua bocca, dietro alla donna, dell'acqua a guisa di fiume, per farla portar via dalla fiumana. Apoc. 12:15
- E il dragone si adirò contro la donna e andò a far guerra col rimanente della progenie d'essa, che serba i comandamenti di Dio e ritiene la testimonianza di Gesù. Apoc. 12:17
- E la bestia ch'io vidi era simile a un leopardo, e i suoi piedi eran come di orso, e la sua bocca come bocca di leone; e il dragone le diede la propria potenza e il proprio trono e grande potestà. Apoc. 13:2
- E io vidi una delle sue teste come ferita a morte; e la sua piaga mortale fu sanata; e tutta la terra maravigliata andò dietro alla bestia; Apoc. 13:3
- E operava grandi segni, fino a far scendere del fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini. Apoc. 13:13
- E faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla mano destra o sulla fronte; Apoc. 13:16
- Essi son quelli che non si sono contaminati con donne, poiché son vergini. Essi son quelli che seguono l'Agnello dovunque vada. Essi sono stati riscattati di fra gli uomini per esser primizie a Dio ed all'Agnello. Apoc. 14:4
- Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante l'evangelo eterno per annunziarlo a quelli che abitano sulla terra, e ad ogni nazione e tribù e lingua e popolo; Apoc. 14:6
- Poi un altro, un secondo angelo, seguì dicendo: Caduta, caduta è Babilonia la grande, che ha fatto bere a tutte le nazioni del vino dell'ira della sua fornicazione. Apoc. 14:8
- E un altro, un terzo angelo, tenne dietro a quelli, dicendo con gran voce: Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, Apoc. 14:9
- E vidi ed ecco una nuvola bianca; e sulla nuvola assiso uno simile a un figliuol d'uomo, che avea sul capo una corona d'oro, e in mano una falce tagliente. Apoc. 14:14
- E un altro angelo uscì dal tempio, gridando con gran voce a colui che sedeva sulla nuvola: Metti mano alla tua falce, e mieti; poiché l'ora di mietere è giunta, perché la mèsse della terra è ben matura. Apoc. 14:15
- E un altro angelo, che avea potestà sul fuoco, uscì dall'altare, e gridò con gran voce a quello che avea la falce tagliente, dicendo: Metti mano alla tua falce tagliente, e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature. Apoc. 14:18
- E il tempio fu ripieno di fumo a cagione della gloria di Dio e della sua potenza; e nessuno poteva entrare nel tempio finché fosser compiute le sette piaghe dei sette angeli. Apoc. 15:8
- Hanno sparso il sangue dei santi e dei profeti, e tu hai dato loro a bere del sangue; essi ne son degni! Apoc. 16:6
- e bestemmiarono l'Iddio del cielo a motivo de' loro dolori e delle loro ulceri; e non si ravvidero delle loro opere. Apoc. 16:11
- E vidi uscir dalla bocca del dragone e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane; Apoc. 16:13
- E cadde dal cielo sugli uomini una gragnuola grossa del peso di circa un talento; e gli uomini bestemmiarono Iddio a motivo della piaga della gragnuola; perché la piaga d'essa era grandissima. Apoc. 16:21
- e vedendo il fumo dell'incendio d'essa esclameranno dicendo: Qual città era simile a questa gran città? Apoc. 18:18
- Poi udii come la voce di una gran moltitudine e come il suono di molte acque e come il rumore di forti tuoni, che diceva: Alleluia! poiché il Signore Iddio nostro, l'Onnipotente, ha preso a regnare. Apoc. 19:6
- Rallegriamoci e giubiliamo e diamo a lui la gloria, poiché son giunte le nozze dell'Agnello, e la sua sposa s'è preparata; Apoc. 19:7
- Poi vidi un angelo che stava in piè nel sole, ed egli gridò con gran voce, dicendo a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: Apoc. 19:17
- E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per muover guerra a colui che cavalcava il cavallo e all'esercito suo. Apoc. 19:19
- E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Apoc. 19:20
- Poi vidi dei troni; e a coloro che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. E vidi le anime di quelli che erano stati decollati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non aveano adorata la bestia né la sua immagine, e non aveano preso il marchio sulla loro fronte e sulla loro mano; ed essi tornarono in vita, e regnarono con Cristo mille anni. Apoc. 20:4
- E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scender giù dal cielo d'appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Apoc. 21:2
- Poi mi disse: È compiuto. Io son l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita. Apoc. 21:6
- ma quanto ai codardi, agl'increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda. Apoc. 21:8
- E mi trasportò in ispirito su di una grande ed alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo d'appresso a Dio, avendo la gloria di Dio. Apoc. 21:10
- Il suo luminare era simile a una pietra preziosissima, a guisa d'una pietra di diaspro cristallino. Apoc. 21:11
- A oriente c'eran tre porte; a settentrione tre porte; a mezzogiorno tre porte, e ad occidente tre porte. Apoc. 21:13
- Ne misurò anche il muro, ed era di centoquarantaquattro cubiti, a misura d'uomo, cioè d'angelo. Apoc. 21:17
- Il muro era costruito di diaspro e la città era d'oro puro, simile a vetro puro. Apoc. 21:18
- E le dodici porte eran dodici perle, e ognuna delle porte era fatta d'una perla; e la piazza della città era d'oro puro simile a vetro trasparente. Apoc. 21:21
- Ecco, io vengo tosto, e il mio premio è meco per rendere a ciascuno secondo che sarà l'opera sua. Apoc. 22:12
- Io lo dichiaro a ognuno che ode le parole della profezia di questo libro: Se alcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali le piaghe descritte in questo libro; Apoc. 22:18