Concordanza di Haller: IL
- E Dio chiamò la luce `giorno', e le tenebre `notte'. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il primo giorno. Gen. 1:5
- E Dio chiamò la distesa `cielo'. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il secondo giorno. Gen. 1:8
- Poi Dio disse: `Le acque che son sotto il cielo siano raccolte in un unico luogo, e apparisca l'asciutto'. E così fu. Gen. 1:9
- Così fu sera, poi fu mattina: e fu il terzo giorno. Gen. 1:13
- Poi Dio disse: `Sianvi de' luminari nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; e siano dei segni e per le stagioni e per i giorni e per gli anni; Gen. 1:14
- E Dio fece i due grandi luminari: il luminare maggiore, per presiedere al giorno, e il luminare minore per presiedere alla notte; e fece pure le stelle. Gen. 1:16
- Così fu sera, poi fu mattina: e fu il quarto giorno. Gen. 1:19
- Così fu sera, poi fu mattina: e fu il quinto giorno. Gen. 1:23
- E Dio fece gli animali salvatici della terra, secondo le loro specie, il bestiame secondo le sue specie, e tutti i rettili della terra, secondo le loro specie. E Dio vide che questo era buono. Gen. 1:25
- E Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il sesto giorno. Gen. 1:31
- Il settimo giorno, Iddio compì l'opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l'opera che aveva fatta. Gen. 2:2
- E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso si riposò da tutta l'opera che aveva creata e fatta. Gen. 2:3
- Non c'era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna, e nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché l'Eterno Iddio non avea fatto piovere sulla terra, e non c'era alcun uomo per coltivare il suolo; Gen. 2:5
- E l'Eterno Iddio fece spuntare dal suolo ogni sorta d'alberi piacevoli a vedersi e il cui frutto era buono da mangiare, e l'albero della vita in mezzo al giardino, e l'albero della conoscenza del bene e del male. Gen. 2:9
- E un fiume usciva d'Eden per adacquare il giardino, e di là si spartiva in quattro bracci. Gen. 2:10
- Il nome del primo è Pishon, ed è quello che circonda tutto il paese di Havila, dov'è l'oro; Gen. 2:11
- e l'oro di quel paese è buono; quivi si trovan pure il bdellio e l'ònice. Gen. 2:12
- Il nome del secondo fiume è Ghihon, ed è quello che circonda tutto il paese di Cush. Gen. 2:13
- Il nome del terzo fiume è Hiddekel, ed è quello che scorre a oriente dell'Assiria. E il quarto fiume è l'Eufrate. Gen. 2:14
- E l'Eterno Iddio avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli, li menò all'uomo per vedere come li chiamerebbe, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l'uomo gli darebbe. Gen. 2:19
- E l'uomo dette de' nomi a tutto il bestiame, agli uccelli dei cieli e ad ogni animale dei campi; ma per l'uomo non si trovò aiuto che gli fosse convenevole. Gen. 2:20
- Or il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che l'Eterno Iddio aveva fatti; ed esso disse alla donna: `Come! Iddio v'ha detto: Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino?' Gen. 3:1
- E il serpente disse alla donna: `No, non morrete affatto; Gen. 3:4
- E la donna vide che il frutto dell'albero era buono a mangiarsi, ch'era bello a vedere, e che l'albero era desiderabile per diventare intelligente; prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al suo marito ch'era con lei, ed egli ne mangiò. Gen. 3:6
- E udirono la voce dell'Eterno Iddio, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell'Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino. Gen. 3:8
- E l'Eterno Iddio disse alla donna: `Perché hai fatto questo?' E la donna rispose: `Il serpente mi ha sedotta, ed io ne ho mangiato'. Gen. 3:13
- Allora l'Eterno Iddio disse al serpente: `Perché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre, e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita. Gen. 3:14
- E io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo, e tu le ferirai il calcagno'. Gen. 3:15
- Alla donna disse: `Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figliuoli; i tuoi desiderî si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su te'. Gen. 3:16
- E ad Adamo disse: `Perché hai dato ascolto alla voce della tua moglie e hai mangiato del frutto dell'albero circa il quale io t'avevo dato quest'ordine: Non ne mangiare, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. Gen. 3:17
- mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra donde fosti tratto; perché sei polvere, e in polvere ritornerai'. Gen. 3:19
- ma non guardò con favore Caino e l'offerta sua. E Caino ne fu molto irritato, e il suo viso ne fu abbattuto. Gen. 4:5
- E l'Eterno disse a Caino: `Perché sei tu irritato? e perché hai il volto abbattuto? Gen. 4:6
- Se fai bene non rialzerai tu il volto? ma, se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta, e i suoi desiderî son vòlti a te; ma tu lo devi dominare!'. Gen. 4:7
- E l'Eterno disse a Caino: `Dov'è Abele tuo fratello?' Ed egli rispose: `Non lo so; sono io forse il guardiano di mio fratello?' Gen. 4:9
- E ora tu sarai maledetto, condannato ad errar lungi dalla terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue del tuo fratello dalla tua mano. Gen. 4:11
- Quando coltiverai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti, e tu sarai vagabondo e fuggiasco sulla terra'. Gen. 4:12
- E Caino disse all'Eterno: `Il mio castigo è troppo grande perch'io lo possa sopportare. Gen. 4:13
- E Caino conobbe la sua moglie, la quale concepì e partorì Enoc. Poi si mise a edificare una città, a cui diede il nome di Enoc, dal nome del suo figliuolo. Gen. 4:17
- E Lamec prese due mogli: il nome dell'una era Ada, e il nome dell'altra, Zilla. Gen. 4:19
- E Ada partorì Jabal, che fu il padre di quelli che abitano sotto le tende presso i greggi. Gen. 4:20
- E il nome del suo fratello era Jubal, che fu il padre di tutti quelli che suonano la cetra ed il flauto. Gen. 4:21
- E anche a Seth nacque un figliuolo, a cui pose nome Enosh. Allora si cominciò a invocare il nome dell'Eterno. Gen. 4:26
- Questo è il libro della posterità d'Adamo. Nel giorno che Dio creò l'uomo, lo fece a somiglianza di Dio; Gen. 5:1
- li creò maschio e femmina, li benedisse e dette loro il nome di `uomo', nel giorno che furon creati. Gen. 5:2
- e il tempo che Adamo visse, dopo ch'ebbe generato Seth, fu ottocent'anni, e generò figliuoli e figliuole; Gen. 5:4
- e tutto il tempo che Adamo visse fu novecentotrent'anni; poi morì. Gen. 5:5
- e tutto il tempo che Seth visse fu novecentododici anni; poi morì. Gen. 5:8
- e tutto il tempo che Enosh visse fu novecentocinque anni; poi morì. Gen. 5:11
- e tutto il tempo che Kenan visse fu novecentodieci anni; poi morì. Gen. 5:14
- e tutto il tempo che Mahalaleel visse fu ottocentonovantacinque anni; poi morì. Gen. 5:17
- e tutto il tempo che Jared visse fu novecentosessantadue anni; poi morì. Gen. 5:20
- e tutto il tempo che Enoc visse fu trecentosessantacinque anni. Gen. 5:23
- e tutto il tempo che Methushelah visse fu novecentosessantanove anni; poi morì. Gen. 5:27
- e tutto il tempo che Lamec visse fu settecentosettantasette anni; poi morì. Gen. 5:31
- Ed ecco, io sto per far venire il diluvio delle acque sulla terra, per distruggere di sotto i cieli ogni carne in cui è alito di vita; tutto quello ch'è sopra la terra, morrà. Gen. 6:17
- Ma io stabilirò il mio patto con te; e tu entrerai nell'arca: tu e i tuoi figliuoli, la tua moglie e le mogli de' tuoi figliuoli con te. Gen. 6:18
- Noè era in età di seicent'anni, quando il diluvio delle acque inondò la terra. Gen. 7:6
- L'anno seicentesimo della vita di Noè, il secondo mese, il diciassettesimo giorno del mese, in quel giorno, tutte le fonti del grande abisso scoppiarono e le cateratte del cielo s'aprirono. Gen. 7:11
- essi, e tutti gli animali secondo le loro specie, e tutto il bestiame secondo le sue specie, e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo le loro specie, e tutti gli uccelli secondo le loro specie, tutti gli uccelletti, tutto quel che porta ali. Gen. 7:14
- E il diluvio venne sopra la terra per quaranta giorni; e le acque crebbero e sollevarono l'arca, che fu levata in alto d'in su la terra. Gen. 7:17
- Or Iddio si ricordò di Noè, di tutti gli animali e di tutto il bestiame ch'era con lui nell'arca; e Dio fece passare un vento sulla terra, e le acque si calmarono; Gen. 8:1
- E nel settimo mese, il decimosettimo giorno del mese, l'arca si fermò sulle montagne di Ararat. Gen. 8:4
- E le acque andarono scemando fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le vette dei monti. Gen. 8:5
- e mandò fuori il corvo, il quale uscì, andando e tornando, finché le acque furono asciugate sulla terra. Gen. 8:7
- L'anno secentesimoprimo di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque erano asciugate sulla terra; e Noè scoperchiò l'arca, guardò, ed ecco che la superficie del suolo era asciutta. Gen. 8:13
- E il secondo mese, il ventisettesimo giorno del mese, la terra era asciutta. Gen. 8:14
- Il sangue di chiunque spargerà il sangue dell'uomo sarà sparso dall'uomo, perché Dio ha fatto l'uomo a immagine sua. Gen. 9:6
- `Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi e con la vostra progenie dopo voi, Gen. 9:9
- Io stabilisco il mio patto con voi, e nessuna carne sarà più sterminata dalle acque del diluvio, e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra'. Gen. 9:11
- E Dio disse: `Ecco il segno del patto che io fo tra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi, per tutte le generazioni a venire. Gen. 9:12
- Io pongo il mio arco nella nuvola, e servirà di segno del patto fra me e la terra. Gen. 9:13
- E Dio disse a Noè: `Questo è il segno del patto che io ho stabilito fra me e ogni carne che è sulla terra'. Gen. 9:17
- E i figliuoli di Noè che uscirono dall'arca furono Sem, Cam e Jafet; e Cam è il padre di Canaan. Gen. 9:18
- Ma Sem e Jafet presero il suo mantello, se lo misero assieme sulle spalle, e, camminando all'indietro, coprirono la nudità del loro padre; e siccome aveano la faccia vòlta alla parte opposta, non videro la nudità del loro padre. Gen. 9:23
- E quando Noè si svegliò dalla sua ebbrezza, seppe quello che gli avea fatto il suo figliuolo minore; e disse: Gen. 9:24
- E Noè visse, dopo il diluvio, trecentocinquant'anni. Gen. 9:28
- E tutto il tempo che Noè visse fu novecentocinquant'anni; poi morì. Gen. 9:29
- Questa è la posterità dei figliuoli di Noè: Sem, Cam e Jafet; e a loro nacquero de' figliuoli, dopo il diluvio. Gen. 10:1
- E il principio del suo regno fu Babel, Erec, Accad e Calne nel paese di Scinear. Gen. 10:10
- E ad Eber nacquero due figliuoli; il nome dell'uno fu Peleg, perché ai suoi giorni la terra fu spartita; e il nome del suo fratello fu Jokthan. Gen. 10:25
- Queste sono le famiglie dei figliuoli di Noè, secondo le loro generazioni, nelle loro nazioni; e da essi uscirono le nazioni che si sparsero per la terra dopo il diluvio. Gen. 10:32
- E l'Eterno disse: `Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti il medesimo linguaggio; e questo è il principio del loro lavoro; ora nulla li impedirà di condurre a termine ciò che disegnano di fare. Gen. 11:6
- Orsù, scendiamo e confondiamo quivi il loro linguaggio, sicché l'uno non capisca il parlare dell'altro!' Gen. 11:7
- Perciò a questa fu dato il nome di Babel perché l'Eterno confuse quivi il linguaggio di tutta la terra, e di là l'Eterno li disperse sulla faccia di tutta la terra. Gen. 11:9
- Questa è la posterità di Sem. Sem, all'età di cent'anni, generò Arpacshad, due anni dopo il diluvio. Gen. 11:10
- E Abramo e Nahor si presero delle mogli; il nome della moglie d'Abramo era Sarai; e il nome della moglie di Nahor, Milca, ch'era figliuola di Haran, padre di Milca e padre di Isca. Gen. 11:29
- E il tempo che Terah visse fu duecentocinque anni; poi Terah morì in Charan. Gen. 11:32
- e io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione; Gen. 12:2
- E Abramo traversò il paese fino al luogo di Sichem, fino alla quercia di Moreh. Or in quel tempo i Cananei erano nel paese. Gen. 12:6
- E di là si trasportò verso la montagna a oriente di Bethel, e piantò le sue tende, avendo Bethel a occidente e Ai ad oriente; e quivi edificò un altare all'Eterno e invocò il nome dell'Eterno. Gen. 12:8
- Abramo dunque risalì dall'Egitto con sua moglie, con tutto quel che possedeva e con Lot, andando verso il mezzogiorno di Canaan. Gen. 13:1
- E continuò il suo viaggio dal mezzogiorno fino a Bethel, al luogo ove da principio era stata la sua tenda, fra Bethel ed Ai, Gen. 13:3
- al luogo dov'era l'altare ch'egli avea fatto da prima; e quivi Abramo invocò il nome dell'Eterno. Gen. 13:4
- E il paese non era sufficiente perch'essi potessero abitarvi assieme; poiché le loro facoltà erano grandi ed essi non potevano stare assieme. Gen. 13:6
- Tutto il paese non sta esso davanti a te? Deh, sepàrati da me! Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; e se tu vai a destra, io andrò a sinistra'. Gen. 13:9
- E Lot alzò gli occhi e vide l'intera pianura del Giordano. Prima che l'Eterno avesse distrutto Sodoma e Gomorra, essa era tutta quanta irrigata fino a Tsoar, come il giardino dell'Eterno, come il paese d'Egitto. Gen. 13:10
- Tutto il paese che vedi, lo darò a te e alla tua progenie, in perpetuo. Gen. 13:15
- Lèvati, percorri il paese quant'è lungo e quant'è largo, poiché io te lo darò'. Gen. 13:17
- Tutti questi ultimi si radunarono nella valle di Siddim, ch'è il Mar salato. Gen. 14:3
- Poi tornarono indietro e vennero a En-Mishpat, che è Kades, e sbaragliarono gli Amalekiti su tutto il loro territorio, e così pure gli Amorei, che abitavano ad Hatsatson-Tamar. Gen. 14:7
- Allora il re di Sodoma, il re di Gomorra, il re di Adma, il re di Tseboim e il re di Bela, che è Tsoar, uscirono e si schierarono in battaglia contro quelli, nella valle di Siddim: Gen. 14:8
- E Abramo, com'ebbe udito che il suo fratello era stato fatto prigioniero, armò trecentodiciotto de' suoi più fidati servitori, nati in casa sua, ed inseguì i re fino a Dan. Gen. 14:14
- E ricuperò tutta la roba, e rimenò pure Lot suo fratello, la sua roba, e anche le donne e il popolo. Gen. 14:16
- E com'egli se ne tornava dalla sconfitta di Kedorlaomer e dei re ch'eran con lui, il re di Sodoma gli andò incontro nella valle di Shaveh, che è la Valle del re. Gen. 14:17
- E il re di Sodoma disse ad Abramo: `Dammi le persone, e prendi per te la roba'. Gen. 14:21
- Dopo queste cose, la parola dell'Eterno fu rivolta in visione ad Abramo, dicendo: `Non temere, o Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima'. Gen. 15:1
- E lo menò fuori, e gli disse: `Mira il cielo, e conta le stelle, se le puoi contare'. E gli disse: `Così sarà la tua progenie'. Gen. 15:5
- Or come il sole si fu coricato e venne la notte scura, ecco una fornace fumante ed una fiamma di fuoco passare in mezzo agli animali divisi. Gen. 15:17
- In quel giorno l'Eterno fece patto con Abramo, dicendo: `Io do alla tua progenie questo paese, dal fiume d'Egitto al gran fiume, il fiume Eufrate; Gen. 15:18
- Allora Agar chiamò il nome dell'Eterno che le avea parlato, Atta-El-Roï, perché disse: `Ho io, proprio qui, veduto andarsene colui che m'ha vista?' Gen. 16:13
- Perciò quel pozzo fu chiamato `il pozzo di Lachai-Roï'. Ecco, esso è fra Kades e Bered. Gen. 16:14
- e io fermerò il mio patto fra me e te, e ti moltiplicherò grandissimamente'. Gen. 17:2
- `Quanto a me, ecco il patto che fo con te; tu diverrai padre di una moltitudine di nazioni; Gen. 17:4
- e non sarai più chiamato Abramo, ma il tuo nome sarà Abrahamo, poiché io ti costituisco padre di una moltitudine di nazioni. Gen. 17:5
- E fermerò il mio patto fra me e te e i tuoi discendenti dopo di te, di generazione in generazione; sarà un patto perpetuo, per il quale io sarò l'Iddio tuo e della tua progenie dopo di te. Gen. 17:7
- E a te e alla tua progenie dopo di te darò il paese dove abiti come straniero: tutto il paese di Canaan, in possesso perpetuo; e sarò loro Dio'. Gen. 17:8
- Poi Dio disse ad Abrahamo: `Quanto a te, tu osserverai il mio patto: tu e la tua progenie dopo di te, di generazione in generazione. Gen. 17:9
- Questo è il mio patto che voi osserverete, patto fra me e voi e la tua progenie dopo di te: ogni maschio fra voi sia circonciso. Gen. 17:10
- Quello nato in casa tua e quello comprato con danaro dovrà esser circonciso; e il mio patto nella vostra carne sarà un patto perpetuo. Gen. 17:13
- E il maschio incirconciso, che non sarà stato circonciso nella sua carne, sarà reciso di fra il suo popolo: egli avrà violato il mio patto'. Gen. 17:14
- E Dio disse ad Abrahamo: `Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamar più Sarai; il suo nome sarà, invece Sara. Gen. 17:15
- E Dio rispose: `No, ma Sara tua moglie ti partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Isacco; e io fermerò il mio patto con lui, un patto perpetuo per la sua progenie dopo di lui. Gen. 17:19
- Ma fermerò il mio patto con Isacco che Sara ti partorirà in questo tempo, l'anno venturo'. Gen. 17:21
- L'Eterno apparve ad Abrahamo alle querce di Mamre, mentre questi sedeva all'ingresso della sua tenda durante il caldo del giorno. Gen. 18:1
- Io andrò a prendere un pezzo di pane, e vi fortificherete il cuore; poi, continuerete il vostro cammino; poiché per questo siete passati presso al vostro servo'. E quelli dissero: `Fa' come hai detto'. Gen. 18:5
- Poi Abrahamo corse all'armento, ne tolse un vitello tenero e buono, e lo diede a un servo, il quale s'affrettò a prepararlo. Gen. 18:7
- E prese del burro, del latte e il vitello ch'era stato preparato, e li pose davanti a loro; ed egli se ne stette in piè presso di loro sotto l'albero. E quelli mangiarono. Gen. 18:8
- E Sara rise dentro di sé, dicendo: `Vecchia come sono, avrei io tali piaceri? e anche il mio signore è vecchio!' Gen. 18:12
- E l'Eterno disse: `Siccome il grido che sale da Sodoma e Gomorra è grande e siccome il loro peccato è molto grave, Gen. 18:20
- io scenderò e vedrò se hanno interamente agito secondo il grido che n'è pervenuto a me; e, se così non è, lo saprò'. Gen. 18:21
- E Abrahamo s'accostò e disse: `Farai tu perire il giusto insieme con l'empio? Gen. 18:23
- Lungi da te il fare tal cosa! il far morire il giusto con l'empio, in guisa che il giusto sia trattato come l'empio! lungi da te! Il giudice di tutta la terra non farà egli giustizia?' Gen. 18:25
- E l'Eterno disse: `Se trovo nella città di Sodoma cinquanta giusti, perdonerò a tutto il luogo per amor d'essi'. Gen. 18:26
- E Abrahamo disse: `Deh, non si adiri il Signore, ed io parlerò. Forse, vi se ne troveranno trenta'. E l'Eterno: `Non lo farò, se ve ne trovo trenta'. Gen. 18:30
- E Abrahamo disse: `Deh, non si adiri il Signore, e io parlerò ancora questa volta soltanto. Forse, vi se ne troveranno dieci'. E l'Eterno: `Non la distruggerò per amore de' dieci'. Gen. 18:32
- `Signori miei, vi prego, venite in casa del vostro servo, albergatevi questa notte, e lavatevi i piedi; poi domattina vi leverete per tempo e continuerete il vostro cammino'. Ed essi risposero: `No; passeremo la notte sulla piazza'. Gen. 19:2
- poiché noi distruggeremo questo luogo, perché il grido contro i suoi abitanti è grande nel cospetto dell'Eterno, e l'Eterno ci ha mandati a distruggerlo'. Gen. 19:13
- ecco, il tuo servo ha trovato grazia agli occhi tuoi, e tu hai mostrato la grandezza della tua bontà verso di me conservandomi in vita; ma io non posso salvarmi al monte prima che il disastro mi sopraggiunga, ed io perisca. Gen. 19:19
- Il sole si levava sulla terra quando Lot arrivò a Tsoar. Gen. 19:23
- guardò verso Sodoma e Gomorra e verso tutta la regione della pianura, ed ecco vide un fumo che si levava dalla terra, come il fumo d'una fornace. Gen. 19:28
- E avvenne che il dì seguente, la maggiore disse alla minore: `Ecco, la notte passata io mi giacqui con mio padre; diamogli a bere del vino anche questa notte; e tu entra, e giaciti con lui, affinché possiamo conservare la razza di nostro padre'. Gen. 19:34
- E la maggiore partorì un figliuolo, al quale pose nome Moab. Questi è il padre dei Moabiti, che sussistono fino al dì d'oggi. Gen. 19:37
- E la minore partorì anch'essa un figliuolo, al quale pose nome Ben-Ammi. Questi è il padre degli Ammoniti, che sussistono fino al dì d'oggi. Gen. 19:38
- Abrahamo si partì di là andando verso il paese del mezzodì, dimorò fra Kades e Shur, e abitò come forestiero in Gherar. Gen. 20:1
- Or quando Iddio mi fece errare lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai; dovunque giungeremo, dirai di me: È mio fratello'. Gen. 20:13
- `Ecco, il mio paese ti sta dinanzi; dimora dovunque ti piacerà'. E a Sara disse: Gen. 20:15
- E Abrahamo circoncise il suo figliuolo Isacco all'età di otto giorni, come Dio gli avea comandato. Gen. 21:4
- Or Abrahamo aveva cento anni, quando gli nacque il suo figliuolo Isacco. Gen. 21:5
- Il bambino dunque crebbe e fu divezzato; e nel giorno che Isacco fu divezzato, Abrahamo fece un gran convito. Gen. 21:8
- E Sara vide che il figliuolo partorito ad Abrahamo da Agar, l'egiziana, rideva; Gen. 21:9
- allora ella disse ad Abrahamo: `Caccia via questa serva e il suo figliuolo; perché il figliuolo di questa serva non ha da essere erede col mio figliuolo, con Isacco'. Gen. 21:10
- Ma Dio disse ad Abrahamo: `Questo non ti dispiaccia, a motivo del fanciullo e della tua serva; acconsenti a tutto quello che Sara ti dirà; poiché da Isacco uscirà la progenie che porterà il tuo nome. Gen. 21:12
- Abrahamo dunque si levò la mattina di buon'ora, prese del pane e un otre d'acqua, e lo diede ad Agar, mettendoglielo sulle spalle; le diede anche il fanciullo, e la mandò via. Ed essa partì e andò errando per il deserto di Beer-Sceba. Gen. 21:14
- E quando l'acqua dell'otre venne meno, essa lasciò cadere il fanciullo sotto un arboscello. Gen. 21:15
- E se ne andò, e si pose a sedere dirimpetto, a distanza d'un tiro d'arco; perché diceva: `Ch'io non vegga morire il fanciullo!' E sedendo così dirimpetto, alzò la voce e pianse. Gen. 21:16
- Lèvati, prendi il ragazzo e tienlo per la mano; perché io farò di lui una grande nazione'. Gen. 21:18
- or dunque giurami qui, nel nome di Dio, che tu non ingannerai né me, né i miei figliuoli, né i miei nipoti; ma che userai verso di me e verso il paese dove hai dimorato come forestiero, la stessa benevolenza che io ho usata verso di te'. Gen. 21:23
- E Abrahamo piantò un tamarindo a Beer-Sceba, e invocò quivi il nome dell'Eterno, l'Iddio della eternità. Gen. 21:33
- E Dio disse: `Prendi ora il tuo figliuolo, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e vattene nel paese di Moriah, e offrilo quivi in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò'. Gen. 22:2
- E Abrahamo, levatosi la mattina di buon'ora, mise il basto al suo asino, prese con sé due de' suoi servitori e Isacco suo figliuolo, spaccò delle legna per l'olocausto, poi partì per andare al luogo che Dio gli avea detto. Gen. 22:3
- Il terzo giorno, Abrahamo alzò gli occhi e vide da lontano il luogo. Gen. 22:4
- E Abrahamo disse ai suoi servitori: `Rimanete qui con l'asino; io ed il ragazzo andremo fin colà e adoreremo; poi torneremo a voi'. Gen. 22:5
- E Abrahamo prese le legna per l'olocausto e le pose addosso a Isacco suo figliuolo; poi prese in mano sua il fuoco e il coltello, e tutti e due s'incamminarono assieme. Gen. 22:6
- E Isacco parlò ad Abrahamo suo padre e disse: `Padre mio!' Abrahamo rispose: `Eccomi qui, figlio mio'. E Isacco: `Ecco il fuoco e le legna; ma dov'è l'agnello per l'olocausto?' Gen. 22:7
- E Abrahamo stese la mano e prese il coltello per scannare il suo figliuolo. Gen. 22:10
- E quegli rispose: `Eccomi'. E l'angelo: `Non metter la mano addosso al ragazzo, e non gli fare alcun male; poiché ora so che tu temi Iddio, giacché non m'hai rifiutato il tuo figliuolo, l'unico tuo'. Gen. 22:12
- E Abrahamo alzò gli occhi, guardò, ed ecco dietro a sé un montone, preso per le corna in un cespuglio. E Abrahamo andò, prese il montone, e l'offerse in olocausto invece del suo figliuolo. Gen. 22:13
- `Io giuro per me stesso, dice l'Eterno, che, siccome tu hai fatto questo e non m'hai rifiutato il tuo figliuolo, l'unico tuo, Gen. 22:16
- `Io sono straniero e avventizio fra voi; datemi la proprietà di un sepolcro fra voi, affinché io seppellisca il mio morto e me lo tolga d'innanzi'. Gen. 23:4
- `Ascoltaci, signore; tu sei fra noi un principe di Dio; seppellisci il tuo morto nel migliore dei nostri sepolcri; nessun di noi ti rifiuterà il suo sepolcro perché tu vi seppellisca il tuo morto'. Gen. 23:6
- `Se piace a voi ch'io tolga il mio morto d'innanzi a me e lo seppellisca, ascoltatemi, e intercedete per me presso Efron figliuolo di Zohar Gen. 23:8
- `No, mio signore, ascoltami! Io ti dono il campo, e ti dono la spelonca che v'è; te ne fo dono, in presenza de' figliuoli del mio popolo; seppellisci il tuo morto'. Gen. 23:11
- e parlò ad Efron in presenza del popolo del paese, dicendo: `Deh, ascoltami! Io ti darò il prezzo del campo; accettalo da me, e io seppellirò quivi il mio morto'. Gen. 23:13
- `Signor mio, ascoltami! Un pezzo di terreno di quattrocento sicli d'argento, che cos'è fra me e te? Seppellisci dunque il tuo morto'. Gen. 23:15
- E Abrahamo fece a modo di Efron; e Abrahamo pesò a Efron il prezzo ch'egli avea detto in presenza de' figliuoli di Heth, quattrocento sicli d'argento, di buona moneta mercantile. Gen. 23:16
- Così il campo di Efron ch'era a Macpela dirimpetto a Mamre, il campo con la caverna che v'era, e tutti gli alberi ch'erano nel campo e in tutti i confini all'intorno, Gen. 23:17
- E il campo e la spelonca che v'è, furono assicurati ad Abrahamo, dai figliuoli di Heth, come sepolcro di sua proprietà. Gen. 23:20
- E Abrahamo disse al più antico servo di casa sua, che aveva il governo di tutti i suoi beni: `Deh, metti la tua mano sotto la mia coscia; Gen. 24:2
- ma andrai al mio paese e al mio parentado, e vi prenderai una moglie per il mio figliuolo, per Isacco'. Gen. 24:4
- Il servo gli rispose: `Forse quella donna non vorrà seguirmi in questo paese; dovrò io allora ricondurre il tuo figliuolo nel paese donde tu sei uscito?' Gen. 24:5
- E Abrahamo gli disse: `Guardati dal ricondurre colà il mio figliuolo! Gen. 24:6
- L'Eterno, l'Iddio dei cieli, che mi trasse dalla casa di mio padre e dal mio paese natale e mi parlò e mi giurò dicendo: - Io darò alla tua progenie questo paese, - egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, e tu prenderai di là una moglie per il mio figliuolo. Gen. 24:7
- E se la donna non vorrà seguirti, allora sarai sciolto da questo giuramento che ti faccio fare; soltanto, non ricondurre colà il mio figliuolo'. Gen. 24:8
- E il servo pose la mano sotto la coscia d'Abrahamo suo signore, e gli giurò di fare com'egli chiedeva. Gen. 24:9
- Poi il servo prese dieci cammelli fra i cammelli del suo signore, e si partì, avendo a sua disposizione tutti i beni del suo signore; e, messosi in viaggio, andò in Mesopotamia, alla città di Nahor. Gen. 24:10
- Fa' che la fanciulla alla quale dirò: - Deh, abbassa la tua brocca perch'io beva - e che mi risponderà - Bevi, e darò da bere anche ai tuoi cammelli, - sia quella che tu hai destinata al tuo servo Isacco. E da questo comprenderò che tu hai usato benignità verso il mio signore'. Gen. 24:14
- E il servo le corse incontro, e le disse: `Deh, dammi a bere un po' d'acqua della tua brocca'. Gen. 24:17
- E quell'uomo la contemplava in silenzio, per sapere se l'Eterno avesse o no fatto prosperare il suo viaggio. Gen. 24:21
- `Benedetto l'Eterno, l'Iddio d'Abrahamo mio signore, che non ha cessato d'esser benigno e fedele verso il mio signore! Quanto a me, l'Eterno mi ha messo sulla via della casa dei fratelli del mio signore'. Gen. 24:27
- L'Eterno ha benedetto abbondantemente il mio signore, ch'è divenuto grande; gli ha dato pecore e buoi, argento e oro, servi e serve, cammelli e asini. Gen. 24:35
- E il mio signore m'ha fatto giurare, dicendo: - Non prenderai come moglie per il mio figliuolo alcuna delle figlie de' Cananei, nel paese de' quali dimoro; Gen. 24:37
- ma andrai alla casa di mio padre e al mio parentado e vi prenderai una moglie per il mio figliuolo. Gen. 24:38
- - Ed egli rispose: - L'Eterno, nel cospetto del quale ho camminato, manderà il suo angelo teco e farà prosperare il tuo viaggio, e tu prenderai al mio figliuolo una moglie del mio parentado e della casa di mio padre. Gen. 24:40
- - Oggi sono arrivato alla sorgente, e ho detto: - O Eterno, Dio del mio signore Abrahamo, se pur ti piace far prosperare il viaggio che ho intrapreso, Gen. 24:42
- E mi sono inchinato, ho adorato l'Eterno e ho benedetto l'Eterno, l'Iddio d'Abrahamo mio signore, che m'ha condotto per la retta via a prendere per il figliuolo di lui la figliuola del fratello del mio signore. Gen. 24:48
- E ora, se volete usare benignità e fedeltà verso il mio signore, ditemelo; e se no, ditemelo lo stesso, e io mi volgerò a destra o a sinistra'. Gen. 24:49
- E quando il servo d'Abrahamo ebbe udito le loro parole, si prostrò a terra dinanzi all'Eterno. Gen. 24:52
- Il servo trasse poi fuori oggetti d'argento e oggetti d'oro, e vesti, e li dette a Rebecca; e donò anche delle cose preziose al fratello e alla madre di lei. Gen. 24:53
- Poi mangiarono e bevvero, egli e gli uomini ch'eran con lui, e passaron quivi la notte. La mattina, quando si furono levati, il servo disse: `Lasciatemi tornare al mio signore'. Gen. 24:54
- E il fratello e la madre di Rebecca dissero: `Rimanga la fanciulla ancora alcuni giorni con noi, almeno una diecina; poi se ne andrà'. Ma egli rispose loro: Gen. 24:55
- `Non mi trattenete, giacché l'Eterno ha fatto prosperare il mio viaggio; lasciatemi partire, affinché io me ne torni al mio signore'. Gen. 24:56
- E Rebecca si levò con le sue serve e montarono sui cammelli e seguirono quell'uomo. E il servo prese Rebecca e se ne andò. Gen. 24:61
- `Chi è quell'uomo che viene pel campo incontro a noi?' Il servo rispose: `È il mio signore'. Ed ella, preso il suo velo, se ne coprì. Gen. 24:65
- E il servo raccontò a Isacco tutto quello che avea fatto. Gen. 24:66
- Or tutto il tempo della vita d'Abrahamo fu di centosettantacinque anni. Gen. 25:7
- E dopo la morte d'Abrahamo, Iddio benedisse Isacco figliuolo di lui; e Isacco dimorò presso il pozzo di Lachai-Roï. Gen. 25:11
- Questi sono i nomi de' figliuoli d'Ismaele, secondo le loro generazioni: Nebaioth, il primogenito d'Ismaele; poi Kedar, Adbeel, Mibsam, Gen. 25:13
- E l'Eterno le disse: `Due nazioni sono nel tuo seno, e due popoli separati usciranno dalle tue viscere. Uno dei due popoli sarà più forte dell'altro, e il maggiore servirà il minore'. Gen. 25:23
- E quando venne per lei il tempo di partorire, ecco ch'ella aveva due gemelli nel seno. Gen. 25:24
- E il primo che uscì fuori era rosso, e tutto quanto come un mantello di pelo; e gli fu posto nome Esaù. Gen. 25:25
- Dopo uscì il suo fratello, che con la mano teneva il calcagno di Esaù; e gli fu posto nome Giacobbe. Or Isacco era in età di sessant'anni quando Rebecca li partorì. Gen. 25:26
- Soggiorna in questo paese, e io sarò teco e ti benedirò, poiché io darò a te e alla tua progenie tutti questi paesi, e manterrò il giuramento che feci ad Abrahamo tuo padre, Gen. 26:3
- Ora, prolungandosi quivi il suo soggiorno, avvenne che Abimelec, re de' Filistei, mentre guardava dalla finestra, vide Isacco che scherzava con Rebecca sua moglie. Gen. 26:8
- E Abimelec diede quest'ordine a tutto il popolo: `Chiunque toccherà quest'uomo o sua moglie sia messo a morte'. Gen. 26:11
- Isacco seminò in quel paese, e in quell'anno raccolse il centuplo; e l'Eterno lo benedisse. Gen. 26:12
- Ma i pastori di Gherar altercarono coi pastori d'Isacco, dicendo: `L'acqua è nostra'. Ed egli chiamò il pozzo Esek, perché quelli aveano conteso con lui. Gen. 26:20
- Allora egli si partì di là, e scavò un altro pozzo per il quale quelli non altercarono. Ed egli lo chiamò Rehoboth `perché', disse, `ora l'Eterno ci ha messi al largo, e noi prospereremo nel paese'. Gen. 26:22
- Ed egli edificò quivi un altare, invocò il nome dell'Eterno, e vi piantò la sua tenda. E i servi d'Isacco scavaron quivi un pozzo. Gen. 26:25
- Ed egli lo chiamò Sciba. Per questo la città porta il nome di Beer-Sceba, fino al dì d'oggi. Gen. 26:33
- E quello rispose: `Eccomi!' E Isacco: `Ecco, io sono vecchio, e non so il giorno della mia morte. Gen. 27:2
- Deh, prendi ora le tue armi, il tuo turcasso e il tuo arco, vattene fuori ai campi, prendimi un po' di caccia, Gen. 27:3
- e con le pelli de' capretti gli coprì le mani e il collo, Gen. 27:16
- ch'era senza peli. Poi mise in mano a Giacobbe suo figliuolo la pietanza saporita e il pane che avea preparato. Gen. 27:17
- E Giacobbe disse a suo padre: `Sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu m'hai detto. Deh, lèvati, mettiti a sedere e mangia della mia caccia, affinché l'anima tua mi benedica'. Gen. 27:19
- E Isacco disse al suo figliuolo: `Come hai fatto a trovarne così presto, figliuol mio?' E quello rispose: `Perché l'Eterno, il tuo Dio, l'ha fatta venire sulla mia via'. Gen. 27:20
- E Isacco disse a Giacobbe: `Fatti vicino, figliuol mio, ch'io ti tasti, per sapere se sei proprio il mio figliuolo Esaù, o no'. Gen. 27:21
- `Sei tu proprio il mio figliuolo Esaù?' Egli rispose: `Sì'. Gen. 27:24
- E Isacco suo padre gli disse: `Chi sei tu?' Ed egli rispose: `Sono Esaù, il tuo figliuolo primogenito'. Gen. 27:32
- E Isacco rispose: `Il tuo fratello è venuto con inganno e ha preso la tua benedizione'. Gen. 27:35
- Tu vivrai della tua spada, e sarai servo del tuo fratello; ma avverrà che, menando una vita errante, tu spezzerai il suo giogo di sul tuo collo'. Gen. 27:40
- Ed Esaù prese a odiare Giacobbe a motivo della benedizione datagli da suo padre; e disse in cuor suo: `I giorni del lutto di mio padre si avvicinano; allora ucciderò il mio fratello Giacobbe'. Gen. 27:41
- e trattienti quivi qualche tempo, finché il furore del tuo fratello sia passato, Gen. 27:44
- e ti dia la benedizione d'Abrahamo: a te, e alla tua progenie con te; affinché tu possegga il paese dove sei andato peregrinando, e che Dio donò ad Abrahamo'. Gen. 28:4
- E Isacco fece partire Giacobbe, il quale se n'andò in Paddan-Aram da Labano, figliuolo di Bethuel, l'Arameo, fratello di Rebecca, madre di Giacobbe e di Esaù. Gen. 28:5
- Capitò in un certo luogo, e vi passò la notte, perché il sole era già tramontato. Prese una delle pietre del luogo, la pose come suo capezzale, e si coricò quivi. Gen. 28:11
- E sognò; ed ecco una scala appoggiata sulla terra, la cui cima toccava il cielo; ed ecco gli angeli di Dio, che salivano e scendevano per la scala. Gen. 28:12
- E pose nome a quel luogo Bethel; ma, prima, il nome della città era Luz. Gen. 28:19
- e se ritorno sano e salvo alla casa del padre mio, l'Eterno sarà il mio Dio; Gen. 28:21
- Ed egli disse: `Ecco, è ancora pieno giorno, e non è tempo di radunare il bestiame; abbeverate le pecore e menatele al pascolo'. Gen. 29:7
- E quando Giacobbe vide Rachele figliuola di Labano, fratello di sua madre, e le pecore di Labano fratello di sua madre, s'avvicinò, rotolò la pietra di sulla bocca del pozzo, e abbeverò il gregge di Labano fratello di sua madre. Gen. 29:10
- Poi Labano disse a Giacobbe: `Perché sei mio parente dovrai tu servirmi per nulla? Dimmi quale dev'essere il tuo salario'. Gen. 29:15
- E Giacobbe disse a Labano: `Dammi la mia moglie, poiché il mio tempo è compiuto, ed io andrò da lei'. Gen. 29:21
- Ma, la sera, prese Lea, sua figliuola, e la menò da Giacobbe, il quale entrò da lei. Gen. 29:23
- e ti daremo anche l'altra, per il servizio che presterai da me altri sette anni'. Gen. 29:27
- E Lea concepì e partorì un figliuolo, al quale pose nome Ruben; perché disse: `L'Eterno ha veduto la mia afflizione; e ora il mio marito mi amerà'. Gen. 29:32
- E concepì di nuovo e partorì un figliuolo, e disse: `Questa volta, il mio marito sarà ben unito a me, poiché gli ho partorito tre figliuoli'. Per questo fu chiamato Levi. Gen. 29:34
- E Giacobbe s'accese d'ira contro Rachele, e disse: `Tengo io il luogo di Dio che t'ha negato d'esser feconda?' Gen. 30:2
- Ed ella le rispose: `Ti par egli poco l'avermi tolto il marito, che mi vuoi togliere anche le mandragole del mio figliuolo?' E Rachele disse: `Ebbene, si giaccia egli teco questa notte, in compenso delle mandragole del tuo figliuolo'. Gen. 30:15
- E Lea disse: `Iddio m'ha dotata di buona dote; questa volta il mio marito abiterà con me, poiché gli ho partorito sei figliuoli'. E gli pose nome Zabulon. Gen. 30:20
- ed ella concepì e partorì un figliuolo, e disse: `Iddio ha tolto il mio obbrobrio'. Gen. 30:23
- Dammi le mie mogli, per le quali t'ho servito, e i miei figliuoli; e lasciami andare; poiché tu ben conosci il servizio che t'ho prestato'. Gen. 30:26
- Poi disse: `Fissami il tuo salario, e te lo darò'. Gen. 30:28
- Giacobbe gli rispose: `Tu sai in qual modo io t'ho servito, e quel che sia diventato il tuo bestiame nelle mie mani. Gen. 30:29
- Poiché quel che avevi prima ch'io venissi, era poco; ma ora s'è accresciuto oltremodo, e l'Eterno t'ha benedetto dovunque io ho messo il piede. Ora, quando lavorerò io anche per la casa mia?' Gen. 30:30
- Passerò quest'oggi fra mezzo a tutti i tuoi greggi, mettendo da parte, di fra le pecore, ogni agnello macchiato e vaiolato, e ogni agnello nero; e di fra le capre, le vaiolate e le macchiate. E quello sarà il mio salario. Gen. 30:32
- Così, da ora innanzi, il mio diritto risponderà per me nel tuo cospetto, quando verrai ad accertare il mio salario: tutto ciò che non sarà macchiato o vaiolato fra le capre, e nero fra gli agnelli, sarà rubato, se si troverà presso di me'. Gen. 30:33
- E Labano frappose la distanza di tre giornate di cammino fra sé e Giacobbe; e Giacobbe pascolava il rimanente de' greggi di Labano. Gen. 30:36
- E Giacobbe prese delle verghe verdi di pioppo, di mandorlo e di platano; vi fece delle scortecciature bianche, mettendo allo scoperto il bianco delle verghe. Gen. 30:37
- Giacobbe osservò pure il volto di Labano; ed ecco, non era più, verso di lui, quello di prima. Gen. 31:2
- E Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lea perché venissero ai campi, presso il suo gregge, e disse loro: Gen. 31:4
- `Io vedo che il volto di vostro padre non è più, verso di me, quello di prima; ma l'Iddio di mio padre è stato meco. Gen. 31:5
- E voi sapete che io ho servito il padre vostro con tutto il mio potere, Gen. 31:6
- mentre vostro padre m'ha ingannato, e ha mutato il mio salario dieci volte; ma Dio non gli ha permesso di farmi del male. Gen. 31:7
- Quand'egli diceva: I macchiati saranno il tuo salario, tutto il gregge figliava agnelli macchiati; e quando diceva: Gli striati saranno il tuo salario, tutto il gregge figliava agnelli striati. Gen. 31:8
- Così Iddio ha tolto il bestiame a vostro padre, e me l'ha dato. Gen. 31:9
- Non ci ha egli trattate da straniere, quando ci ha vendute e ha per di più mangiato il nostro danaro? Gen. 31:15
- e menò via tutto il suo bestiame, tutte le sostanze che aveva acquistate, il bestiame che gli apparteneva e che aveva acquistato in Paddan-Aram, per andarsene da Isacco suo padre, nel paese di Canaan. Gen. 31:18
- Così se ne fuggì, con tutto quello che aveva; e si levò, passò il fiume, e si diresse verso il monte di Galaad. Gen. 31:21
- Il terzo giorno, fu annunziato a Labano che Giacobbe se n'era fuggito. Gen. 31:22
- Ma chiunque sia colui presso il quale avrai trovato i tuoi dèi, egli deve morire! In presenza dei nostri fratelli, riscontra ciò ch'è tuo fra le cose mie, e prenditelo!' Or Giacobbe ignorava che Rachele avesse rubato gl'idoli. Gen. 31:32
- Ed ella disse a suo padre: `Non s'abbia il mio signore a male s'io non posso alzarmi davanti a te, perché ho le solite ricorrenze delle donne'. Ed egli cercò ma non trovò gl'idoli. Gen. 31:35
- Allora Giacobbe si adirò e contese con Labano e riprese a dirgli: `Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato, perché tu m'abbia inseguito con tanto ardore? Gen. 31:36
- Io non t'ho mai portato quel che le fiere aveano squarciato; n'ho subìto il danno io; tu mi ridomandavi conto di quello ch'era stato rubato di giorno o rubato di notte. Gen. 31:39
- Di giorno, mi consumava il caldo; di notte, il gelo; e il sonno fuggiva dagli occhi miei. Gen. 31:40
- Ecco vent'anni che sono in casa tua; t'ho servito quattordici anni per le tue due figliuole, e sei anni per le tue pecore, e tu hai mutato il mio salario dieci volte. Gen. 31:41
- Se l'Iddio di mio padre, l'Iddio d'Abrahamo e il Terrore d'Isacco non fosse stato meco, certo, tu m'avresti ora rimandato a vuoto. Iddio ha veduto la mia afflizione e la fatica delle mie mani, e la notte scorsa ha pronunziato la sua sentenza'. Gen. 31:42
- E Giacobbe disse ai suoi fratelli: `Raccogliete delle pietre'. Ed essi presero delle pietre, ne fecero un mucchio, e presso il mucchio mangiarono. Gen. 31:46
- Labano disse ancora a Giacobbe: `Ecco questo mucchio di pietre, ed ecco il monumento che io ho eretto fra me e te. Gen. 31:51
- L'Iddio d'Abrahamo e l'Iddio di Nahor, l'Iddio del padre loro, sia giudice fra noi!' E Giacobbe giurò per il Terrore d'Isacco suo padre. Gen. 31:53
- Giacobbe continuò il suo cammino, e gli si fecero incontro degli angeli di Dio. Gen. 32:1
- E come Giacobbe li vide, disse: `Questo è il campo di Dio'; e pose nome a quel luogo Mahanaim. Gen. 32:2
- E dette loro quest'ordine: `Direte così ad Esaù, mio signore: Così dice il tuo servo Giacobbe: Io ho soggiornato presso Labano, e vi sono rimasto fino ad ora; Gen. 32:4
- E dette quest'ordine al primo: `Quando il mio fratello Esaù t'incontrerà e ti chiederà: Di chi sei? dove vai? a chi appartiene questo gregge che va dinanzi a te? Gen. 32:17
- e direte: `Ecco il tuo servo Giacobbe, che viene egli stesso dietro a noi'. Perché diceva: `Io lo placherò col dono che mi precede, e, dopo, vedrò la sua faccia; forse, mi farà buona accoglienza'. Gen. 32:20
- Così il dono andò innanzi a lui, ed egli passò la notte nell'accampamento. Gen. 32:21
- E si levò, quella notte, prese le sue due mogli, le sue due serve, i suoi undici figliuoli, e passò il guado di Iabbok. Gen. 32:22
- Li prese, fece loro passare il torrente, e lo fece passare a tutto quello che possedeva. Gen. 32:23
- E l'altro gli disse: `Qual è il tuo nome?' Ed egli rispose: `Giacobbe'. Gen. 32:27
- E quello disse: `Il tuo nome non sarà più Giacobbe, ma Israele, poiché tu hai lottato con Dio e con gli uomini, ed hai vinto'. Gen. 32:28
- E Giacobbe gli chiese: `Deh, palesami il tuo nome'. E quello rispose: `Perché mi chiedi il mio nome?' Gen. 32:29
- Il sole si levava com'egli ebbe passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dell'anca. Gen. 32:31
- Per questo, fino al dì d'oggi, gl'Israeliti non mangiano il nervo della coscia che passa per la commessura dell'anca, perché quell'uomo avea toccato la commessura dell'anca di Giacobbe, al punto del nervo della coscia. Gen. 32:32
- Ma Giacobbe disse: `No, ti prego; se ho trovato grazia agli occhi tuoi, accetta il dono dalla mia mano, giacché io ho veduto la tua faccia, come uno vede la faccia di Dio, e tu m'hai fatto gradevole accoglienza. Gen. 33:10
- Deh, accetta il mio dono che t'è stato recato; poiché Iddio m'ha usato grande bontà, e io ho di tutto'. E insisté tanto, che Esaù l'accettò. Gen. 33:11
- E Giacobbe rispose: `Il mio signore sa che i fanciulli son di tenera età, e che ho con me delle pecore e delle vacche che allattano; se si forzassero per un giorno solo a camminare, le bestie morrebbero tutte. Gen. 33:13
- Deh, passi il mio signore innanzi al suo servo; e io me ne verrò pian piano, al passo del bestiame che mi precederà, e al passo de' fanciulli, finché arrivi presso al mio signore, a Seir'. Gen. 33:14
- Così Esaù, in quel giorno stesso, rifece il cammino verso Seir. Gen. 33:16
- Giacobbe partì alla volta di Succoth e edificò una casa per sé, e fece delle capanne per il suo bestiame; per questo quel luogo fu chiamato Succoth. Gen. 33:17
- E i figliuoli di Giacobbe, com'ebbero udito il fatto, tornarono dai campi; e questi uomini furono addolorati e fortemente adirati perché costui aveva commessa un'infamia in Israele, giacendosi con la figliuola di Giacobbe: cosa che non era da farsi. Gen. 34:7
- Voi abiterete con noi, e il paese sarà a vostra disposizione; dimoratevi, trafficatevi, e acquistatevi delle proprietà'. Gen. 34:10
- E il giovine non indugiò a fare la cosa, perché portava affezione alla figliuola di Giacobbe, ed era l'uomo più onorato in tutta la casa di suo padre. Gen. 34:19
- `Questa è gente pacifica, qui tra noi; rimanga dunque pure nel paese, e vi traffichi; poiché, ecco, il paese è abbastanza ampio per loro. Noi prenderemo le loro figliuole per mogli, e daremo loro le nostre. Gen. 34:21
- Il loro bestiame, le loro sostanze, tutti i loro animali non saran nostri? Acconsentiamo alla loro domanda ed essi abiteranno con noi'. Gen. 34:23
- Or avvenne che il terzo giorno, mentre quelli eran sofferenti, due de' figliuoli di Giacobbe, Simeone e Levi, fratelli di Dina, presero ciascuno la propria spada, assalirono la città che si tenea sicura, e uccisero tutti i maschi. Gen. 34:25
- E Dio gli disse: `Il tuo nome è Giacobbe; tu non sarai più chiamato Giacobbe, ma il tuo nome sarà Israele'. E gli mise nome Israele. Gen. 35:10
- e darò a te e alla tua progenie dopo di te il paese che detti ad Abrahamo e ad Isacco'. Gen. 35:12
- E Giacobbe chiamò Bethel il luogo dove Dio gli avea parlato. Gen. 35:15
- E com'ella stava per render l'anima (perché morì), pose nome al bimbo Ben-Oni; ma il padre lo chiamò Beniamino. Gen. 35:18
- E Giacobbe eresse un monumento sulla tomba di lei. Questo è il monumento della tomba di Rachele, il quale esiste tuttora. Gen. 35:20
- E Isacco spirò, morì, e fu raccolto presso il suo popolo, vecchio e sazio di giorni; ed Esaù e Giacobbe, suoi figliuoli, lo seppellirono. Gen. 35:29
- Esaù prese le sue mogli, i suoi figliuoli, le sue figliuole, tutte le persone della sua casa, i suoi greggi, tutto il suo bestiame e tutti i beni che aveva messi assieme nel paese di Canaan, e se ne andò in un altro paese, lontano da Giacobbe suo fratello; Gen. 36:6
- giacché i loro beni erano troppo grandi perch'essi potessero dimorare assieme; e il paese nel quale soggiornavano, non era loro sufficiente a motivo del loro bestiame. Gen. 36:7
- Questi sono i capi de' figliuoli di Esaù: Figliuoli di Elifaz, primogenito di Esaù: il capo Teman, il capo Omar, il capo Tsefo, il capo Kenaz, Gen. 36:15
- il capo Korah, il capo Gatam, il capo Amalek; questi sono i capi discesi da Elifaz, nel paese di Edom. E sono i figliuoli di Ada. Gen. 36:16
- E questi sono i figliuoli di Reuel, figliuolo di Esaù: il capo Nahath, il capo Zerach, il capo Shammah, il capo Mizza; questi sono i capi discesi da Reuel, nel paese di Edom. E sono i figliuoli di Basmath, moglie di Esaù. Gen. 36:17
- E questi sono i figliuoli di Oholibama, moglie di Esaù: il capo Ieush, il capo Ialam, il capo Korah; questi sono i capi discesi da Oholibama, figliuola di Ana, moglie di Esaù. Gen. 36:18
- Questi sono i figliuoli di Seir lo Horeo, che abitavano il paese: Lothan, Shobal, Tsibeon, Gen. 36:20
- Questi sono i capi degli Horei: il capo Lothan, il capo Shobal, il capo Tsibeon, il capo Ana, Gen. 36:29
- il capo Dishon, il capo Etser, il capo Dishan. Questi sono i capi degli Horei, i capi ch'essi ebbero nel paese di Seir. Gen. 36:30
- Bela, figliuolo di Beor, regnò in Edom, e il nome della sua città fu Dinhaba. Gen. 36:32
- Husham morì, e Hadad, figliuolo di Bedad, che sconfisse i Madianiti ne' campi di Moab, regnò in luogo suo; e il nome della sua città fu Avith. Gen. 36:35
- Baal-Hanan, figliuolo di Acbor, morì, e Hadar regnò in luogo suo. Il nome della sua città fu Pau, e il nome della sua moglie, Mehetabeel, figliuola di Matred, figliuola di Mezahab. Gen. 36:39
- E questi sono i nomi dei capi di Esaù, secondo le loro famiglie, secondo i loro territori, coi loro nomi: il capo Timna, il capo Alva, il capo Ieteth, Gen. 36:40
- il capo Oholibama, il capo Ela, Gen. 36:41
- il capo Pinon, il capo Kenaz, il capo Teman, il capo Mibtsar, il capo Magdiel, il capo Iram. Gen. 36:42
- Questi sono i capi di Edom secondo le loro dimore, nel paese che possedevano. Questo è Esaù, il padre degli Edomiti. Gen. 36:43
- E questa è la posterità di Giacobbe. Giuseppe, all'età di diciassette anni, pasceva il gregge coi suoi fratelli; e, giovinetto com'era, stava coi figliuoli di Bilha e coi figliuoli di Zilpa, mogli di suo padre. E Giuseppe riferì al loro padre la mala fama che circolava sul loro conto. Gen. 37:2
- Or Israele amava Giuseppe più di tutti gli altri suoi figliuoli, perché era il figlio della sua vecchiaia; e gli fece una veste lunga con le maniche. Gen. 37:3
- E i suoi fratelli, vedendo che il loro padre l'amava più di tutti gli altri fratelli, l'odiavano, e non gli potevan parlare amichevolmente. Gen. 37:4
- Egli disse loro: `Udite, vi prego, il sogno che ho fatto. Gen. 37:6
- Noi stavamo legando de' covoni in mezzo ai campi, quand'ecco che il mio covone si levò su e si tenne ritto; ed ecco i covoni vostri farsi d'intorno al mio covone, e inchinarglisi dinanzi'. Gen. 37:7
- Egli ebbe ancora un altro sogno, e lo raccontò ai suoi fratelli, dicendo: `Ho avuto un altro sogno! Ed ecco che il sole, la luna e undici stelle mi s'inchinavano dinanzi'. Gen. 37:9
- Or i fratelli di Giuseppe erano andati a pascere il gregge del padre a Sichem. Gen. 37:12
- Egli rispose: `Cerco i miei fratelli; deh, dimmi dove siano a pascere il gregge'. Gen. 37:16
- E Giuda disse ai suoi fratelli: `Che guadagneremo a uccidere il nostro fratello e a nascondere il suo sangue? Gen. 37:26
- tornò dai suoi fratelli, e disse: `Il fanciullo non c'è più; e io, dove andrò io?' Gen. 37:30
- E Onan, sapendo che quella progenie non sarebbe sua, quando s'accostava alla moglie del suo fratello, faceva in modo d'impedire il concepimento, per non dar progenie al fratello. Gen. 38:9
- Ciò ch'egli faceva dispiacque all'Eterno, il quale fece morire anche lui. Gen. 38:10
- Di questo fu informata Tamar, e le fu detto: `Ecco, il tuo suocero sale a Timna a tosare le sue pecore'. Gen. 38:13
- Come Giuda la vide, la prese per una meretrice, perch'essa aveva il viso coperto. Gen. 38:15
- Ed egli: `Che pegno ti darò?' E l'altra rispose: `Il tuo sigillo, il tuo cordone e il bastone che hai in mano'. Egli glieli dette, andò da lei, ed ella rimase incinta di lui. Gen. 38:18
- Poi ella si levò, e se ne andò; si tolse il velo, e si rimise le vesti da vedova. Gen. 38:19
- E Giuda mandò il capretto per mezzo del suo amico, l'Adullamita, affin di ritirare il pegno di man di quella donna; ma egli non la trovò. Gen. 38:20
- E Giuda disse: `Si tenga pure il pegno, che non abbiamo a incorrere nel disprezzo. Ecco, io ho mandato questo capretto, e tu non l'hai trovata'. Gen. 38:23
- Or quando venne il tempo in cui doveva partorire, ecco ch'essa aveva in seno due gemelli. Gen. 38:27
- E mentre partoriva, l'un d'essi mise fuori una mano; e la levatrice la prese, e vi legò un filo di scarlatto, dicendo: `Questo qui esce il primo'. Gen. 38:28
- Ma egli ritirò la mano, ed ecco uscir fuori il suo fratello. Allora la levatrice disse: `Perché ti sei fatta questa breccia?' Per questo motivo gli fu messo nome Perets. Gen. 38:29
- Poi uscì il suo fratello, che aveva alla mano il filo di scarlatto; e fu chiamato Zerach. Gen. 38:30
- E l'Eterno fu con Giuseppe, il quale prosperava e stava in casa del suo signore, l'Egiziano. Gen. 39:2
- E il suo signore vide che l'Eterno era con lui, e che l'Eterno gli faceva prosperare nelle mani tutto quello che intraprendeva. Gen. 39:3
- Giuseppe entrò nelle grazie di lui, e attendeva al servizio personale di Potifar, il quale lo fece maggiordomo della sua casa, e gli mise nelle mani tutto quello che possedeva. Gen. 39:4
- Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo signore: `Ecco, il mio signore non s'informa da me di nulla ch'è nella casa, e ha messo nelle mie mani tutto quello che ha; Gen. 39:8
- Or avvenne che un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro; e non c'era quivi alcuno della gente di casa; Gen. 39:11
- E si tenne accanto la veste di lui, finché il suo signore non fu tornato a casa. Gen. 39:16
- Quando il signore di Giuseppe ebbe intese le parole di sua moglie che gli diceva: `Il tuo servo m'ha fatto questo!' l'ira sua s'infiammò. Gen. 39:19
- E il signore di Giuseppe lo prese e lo mise nella prigione, nel luogo ove si tenevano chiusi i carcerati del re. Egli fu dunque là in quella prigione. Gen. 39:20
- E il governatore della prigione affidò alla sorveglianza di Giuseppe tutti i detenuti ch'erano nella carcere; e nulla si faceva quivi senza di lui. Gen. 39:22
- Il governatore della prigione non rivedeva niente di quello ch'era affidato a lui, perché l'Eterno era con lui, e l'Eterno faceva prosperare tutto quello ch'egli intraprendeva. Gen. 39:23
- Or, dopo queste cose, avvenne che il coppiere e il panattiere del re d'Egitto offesero il loro signore, il re d'Egitto. Gen. 40:1
- E Faraone s'indignò contro i suoi due ufficiali, contro il capo de' coppieri e il capo de' panattieri, Gen. 40:2
- E il capitano delle guardie li affidò alla sorveglianza di Giuseppe, il quale li serviva. Ed essi rimasero in prigione per un certo tempo. Gen. 40:4
- E durante una medesima notte, il coppiere e il panattiere del re d'Egitto, ch'erano rinchiusi nella prigione, ebbero ambedue un sogno, un sogno per uno, e ciascun sogno aveva il suo significato particolare. Gen. 40:5
- E interrogò gli ufficiali di Faraone ch'eran con lui in prigione nella casa del suo signore, e disse: `Perché avete oggi il viso così mesto?' Gen. 40:7
- E il capo de' coppieri raccontò il suo sogno a Giuseppe, e gli disse: `Nel mio sogno, ecco, mi stava davanti una vite; Gen. 40:9
- ancora tre giorni, e Faraone ti farà rialzare il capo, ti ristabilirà nel tuo ufficio, e tu darai in mano a Faraone la sua coppa, nel modo che facevi prima, quand'eri suo coppiere. Gen. 40:13
- Il capo de' panattieri, vedendo che la interpretazione di Giuseppe era favorevole, gli disse: `Anch'io, nel mio sogno, ecco, avevo tre canestri di pan bianco, sul capo; Gen. 40:16
- E avvenne, il terzo giorno, ch'era il natalizio di Faraone, che questi dette un convito a tutti i suoi servitori, e fece alzare il capo al gran coppiere, e alzare il capo al gran panattiere in mezzo ai suoi servitori: Gen. 40:20
- ristabilì il gran coppiere nel suo ufficio di coppiere, perché mettesse la coppa in man di Faraone, Gen. 40:21
- ma fece appiccare il gran panattiere, secondo la interpretazione che Giuseppe avea loro data. Gen. 40:22
- Il gran coppiere però non si ricordò di Giuseppe, ma lo dimenticò. Gen. 40:23
- Or avvenne, in capo a due anni interi, che Faraone ebbe un sogno. Ed ecco che stava presso il fiume; Gen. 41:1
- Allora il capo de' coppieri parlò a Faraone, dicendo: `Ricordo oggi i miei falli. Gen. 41:9
- Faraone s'era sdegnato contro i suoi servitori, e m'avea fatto mettere in prigione in casa del capo delle guardie: me, e il capo de' panattieri. Gen. 41:10
- L'uno e l'altro facemmo un sogno, nella medesima notte: facemmo ciascuno un sogno, avente il suo proprio significato. Gen. 41:11
- Allora Faraone mandò a chiamare Giuseppe, il quale fu tosto tratto fuor dalla prigione sotterranea. Egli si rase, si cambiò il vestito, e venne da Faraone. Gen. 41:14
- E, dopo quelle, ecco salire altre sette vacche magre, di bruttissima apparenza e scarne: tali, che non ne vidi mai di così brutte in tutto il paese d'Egitto. Gen. 41:19
- Ecco, stanno per venire sette anni di grande abbondanza in tutto il paese d'Egitto; Gen. 41:29
- e dopo, verranno sette anni di carestia; e tutta quell'abbondanza sarà dimenticata nel paese d'Egitto, e la carestia consumerà il paese. Gen. 41:30
- E l'essersi il sogno replicato due volte a Faraone vuol dire che la cosa è decretata da Dio, e che Dio l'eseguirà tosto. Gen. 41:32
- Faraone faccia così: Costituisca de' commissari sul paese per prelevare il quinto delle raccolte del paese d'Egitto, durante i sette anni dell'abbondanza. Gen. 41:34
- E radunino essi tutti i viveri di queste sette buone annate che stan per venire, e ammassino il grano a disposizione di Faraone per l'approvvigionamento delle città, e lo conservino. Gen. 41:35
- Questi viveri saranno una riserva per il paese, in vista dei sette anni di carestia che verranno nel paese d'Egitto; e così il paese non perirà per la carestia'. Gen. 41:36
- Tu sarai sopra la mia casa, e tutto il mio popolo obbedirà ai tuoi ordini; per il trono soltanto, io sarò più grande di te.' Gen. 41:40
- E Faraone disse a Giuseppe: `Vedi, io ti stabilisco su tutto il paese d'Egitto'. Gen. 41:41
- Lo fece montare sul suo secondo carro, e davanti a lui si gridava: `In ginocchio!' Così Faraone lo costituì su tutto il paese d'Egitto. Gen. 41:43
- E Faraone disse a Giuseppe: `Io son Faraone! e senza te, nessuno alzerà la mano o il piede in tutto il paese d'Egitto'. Gen. 41:44
- E Faraone chiamò Giuseppe Tsafnath-Paneach e gli dette per moglie Asenath figliuola di Potifera, sacerdote di On. E Giuseppe partì per visitare il paese d'Egitto. Gen. 41:45
- Or Giuseppe avea trent'anni quando si presentò dinanzi a Faraone re d'Egitto. E Giuseppe uscì dal cospetto di Faraone, e percorse tutto il paese d'Egitto. Gen. 41:46
- Or avanti che venisse il primo anno della carestia, nacquero a Giuseppe due figliuoli, che Asenath figliuola di Potifera sacerdote di On gli partorì. Gen. 41:50
- E Giuseppe chiamò il primogenito Manasse, perché, disse, `Iddio m'ha fatto dimenticare ogni mio affanno e tutta la casa di mio padre'. Gen. 41:51
- e cominciarono a venire i sette anni della carestia, come Giuseppe avea detto. E ci fu carestia in tutti i paesi; ma in tutto il paese d'Egitto c'era del pane. Gen. 41:54
- Poi la carestia si estese a tutto il paese d'Egitto, e il popolo gridò a Faraone per aver del pane. E Faraone disse a tutti gli Egiziani: `Andate da Giuseppe, e fate quello che vi dirà'. Gen. 41:55
- Or Giuseppe era colui che comandava nel paese; era lui che vendeva il grano a tutta la gente del paese; e i fratelli di Giuseppe vennero, e si prostrarono dinanzi a lui con la faccia a terra. Gen. 42:6
- E quelli risposero: `Noi, tuoi servitori, siamo dodici fratelli, figliuoli d'uno stesso uomo, del paese di Canaan. Ed ecco, il più giovane è oggi con nostro padre e uno non è più'. Gen. 42:13
- Ecco come sarete messi alla prova: Per la vita di Faraone, non uscirete di qui prima che il vostro fratello più giovine sia venuto qua. Gen. 42:15
- Mandate uno di voi a prendere il vostro fratello; e voi resterete qui in carcere, perché le vostre parole siano messe alla prova, e si vegga se c'è del vero in voi; se no, per la vita di Faraone, siete delle spie!' Gen. 42:16
- Il terzo giorno, Giuseppe disse loro: `Fate questo, e vivrete; io temo Iddio! Gen. 42:18
- e menatemi il vostro fratello più giovine; così le vostre parole saranno verificate, e voi non morrete'. Ed essi fecero così. Gen. 42:20
- E si dicevano l'uno all'altro: `Sì, noi fummo colpevoli verso il nostro fratello, giacché vedemmo l'angoscia dell'anima sua quando egli ci supplicava, e noi non gli demmo ascolto! Ecco perché ci viene addosso quest'angoscia'. Gen. 42:21
- E Ruben rispose loro, dicendo: `Non ve lo dicevo io: Non commettete questo peccato contro il fanciullo? Ma voi non mi voleste dare ascolto. Perciò, ecco, che il suo sangue ci è ridomandato'. Gen. 42:22
- Poi Giuseppe ordinò che s'empissero di grano i loro sacchi, che si rimettesse il danaro di ciascuno nel suo sacco, e che si dessero loro delle provvisioni per il viaggio. E così fu fatto. Gen. 42:25
- Ed essi caricarono il loro grano sui loro asini, e se ne andarono. Gen. 42:26
- Or l'un d'essi aprì il suo sacco per dare del foraggio al suo asino, nel luogo ove pernottavano, e vide il suo danaro ch'era alla bocca del sacco; Gen. 42:27
- e disse ai suoi fratelli: `Il mio danaro m'è stato restituito, ed eccolo qui nel mio sacco'. Allora il cuore venne lor meno, e, tremando, dicevano l'uno all'altro: `Che è mai questo che Dio ci ha fatto?' Gen. 42:28
- `L'uomo ch'è il signor del paese, ci ha parlato aspramente e ci ha trattato da spie del paese. Gen. 42:30
- siamo dodici fratelli, figliuoli di nostro padre; uno non è più, e il più giovine è oggi con nostro padre nel paese di Canaan. Gen. 42:32
- E quell'uomo, signore del paese, ci ha detto: Da questo conoscerò se siete gente sincera; lasciate presso di me uno dei vostri fratelli, prendete quel che vi necessita per le vostre famiglie, partite, e menatemi il vostro fratello più giovine. Gen. 42:33
- Allora conoscerò che non siete delle spie ma gente sincera; io vi renderò il vostro fratello, e voi potrete trafficare nel paese'. Gen. 42:34
- Or com'essi votavano i loro sacchi, ecco che l'involto del danaro di ciascuno era nel suo sacco; essi e il padre loro videro gl'involti del loro danaro, e furon presi da paura. Gen. 42:35
- Ma Giacobbe rispose: `Il mio figliuolo non scenderà con voi; poiché il suo fratello è morto, e questo solo è rimasto: se gli succedesse qualche disgrazia durante il vostro viaggio, fareste scendere con cordoglio la mia canizie nel soggiorno de' morti'. Gen. 42:38
- e quand'ebbero finito di mangiare il grano che aveano portato dall'Egitto, il padre disse loro: `Tornate a comprarci un po' di viveri'. Gen. 43:2
- E Giuda gli rispose, dicendo: `Quell'uomo ce lo dichiarò positivamente: Non vedrete la mia faccia, se il vostro fratello non sarà con voi. Gen. 43:3
- Se tu mandi il nostro fratello con noi, noi scenderemo e ti compreremo dei viveri; Gen. 43:4
- ma, se non lo mandi, non scenderemo; perché quell'uomo ci ha detto: Non vedrete la mia faccia, se il vostro fratello non sarà con voi'. Gen. 43:5
- Quelli risposero: `Quell'uomo c'interrogò partitamente intorno a noi e al nostro parentado, dicendo: Vostro padre vive egli ancora? Avete qualche altro fratello? E noi gli rispondemmo a tenore delle sue domande. Potevam noi mai sapere che ci avrebbe detto: Fate venire il vostro fratello?' Gen. 43:7
- E Giuda disse a Israele suo padre: `Lascia venire il fanciullo con me, e ci leveremo e anderemo; e noi vivremo e non morremo: né noi, né tu, né i nostri piccini. Gen. 43:8
- e pigliate con voi il doppio del danaro, e riportate il danaro che fu rimesso alla bocca de' vostri sacchi; forse fu un errore; Gen. 43:12
- prendete anche il vostro fratello, e levatevi, tornate da quell'uomo; Gen. 43:13
- Quelli presero dunque il dono, presero seco il doppio del danaro, e Beniamino; e, levatisi, scesero in Egitto, e si presentarono dinanzi a Giuseppe. Gen. 43:15
- e avvenne che, quando fummo giunti al luogo dove pernottammo, aprimmo i sacchi, ed ecco il danaro di ciascun di noi era alla bocca del suo sacco: il nostro danaro del peso esatto; e noi l'abbiam riportato con noi. Gen. 43:21
- E abbiam portato con noi dell'altro danaro per comprar de' viveri; noi non sappiamo chi avesse messo il nostro danaro nei nostri sacchi'. Gen. 43:22
- Ed egli disse: `Datevi pace, non temete; l'Iddio vostro e l'Iddio del vostro padre ha messo un tesoro nei vostri sacchi. Io ebbi il vostro danaro'. E, fatto uscire Simeone, lo condusse loro. Gen. 43:23
- Ed essi prepararono il regalo, aspettando che Giuseppe venisse a mezzogiorno; perché aveano inteso che rimarrebbero quivi a mangiare. Gen. 43:25
- E quando Giuseppe venne a casa, quelli gli porsero il dono che aveano portato seco nella casa, e s'inchinarono fino a terra davanti a lui. Gen. 43:26
- Egli domandò loro come stessero, e disse: `Vostro padre, il vecchio di cui mi parlaste, sta egli bene? Vive egli ancora?' Gen. 43:27
- E quelli risposero: `Il padre nostro, tuo servo, sta bene; vive ancora'. E s'inchinarono, e gli fecero riverenza. Gen. 43:28
- Poi Giuseppe alzò gli occhi, vide Beniamino suo fratello, figliuolo della madre sua, e disse: `È questo il vostro fratello più giovine di cui mi parlaste?' Poi disse a lui: `Iddio ti sia propizio, figliuol mio!' Gen. 43:29
- E Giuseppe s'affrettò ad uscire, perché le sue viscere s'eran commosse per il suo fratello; e cercava un luogo dove piangere; entrò nella sua camera, e quivi pianse. Gen. 43:30
- Poi si lavò la faccia, ed uscì; si fece forza, e disse: `Portate il pranzo'. Gen. 43:31
- Fu dunque portato il cibo per lui a parte, e per loro a parte, e per gli Egiziani che mangiavan con loro, a parte; perché gli Egiziani non possono mangiare con gli Ebrei; per gli Egiziani è cosa abominevole. Gen. 43:32
- Ed essi si misero a sedere dinanzi a lui: il primogenito, secondo il suo diritto di primogenitura, e il più giovine secondo la sua età; e si guardavano l'un l'altro con maraviglia. Gen. 43:33
- Giuseppe dette quest'ordine al suo maestro di casa: `Riempi i sacchi di questi uomini di tanti viveri quanti ne posson portare, e metti il danaro di ciascun d'essi alla bocca del suo sacco. Gen. 44:1
- Non è quella la coppa nella quale il mio signore beve, e della quale si serve per indovinare? Avete fatto male a far questo!' Gen. 44:5
- Ed essi gli risposero: `Perché il mio signore ci rivolge parole come queste? Iddio preservi i tuoi servitori dal fare una tal cosa! Gen. 44:7
- Ecco, noi t'abbiam riportato dal paese di Canaan il danaro che avevam trovato alla bocca de' nostri sacchi; come dunque avremmo rubato dell'argento o dell'oro dalla casa del tuo signore? Gen. 44:8
- Quello de' tuoi servitori presso il quale si troverà la coppa, sia messo a morte; e noi pure saremo schiavi del tuo signore!' Gen. 44:9
- Ed egli disse: `Ebbene, sia fatto come dite: colui presso il quale essa sarà trovata, sarà mio schiavo; e voi sarete innocenti'. Gen. 44:10
- In tutta fretta, ognuno d'essi mise giù il suo sacco a terra, e ciascuno aprì il suo. Gen. 44:11
- Il maestro di casa li frugò, cominciando da quello del maggiore, per finire con quello del più giovane; e la coppa fu trovata nel sacco di Beniamino. Gen. 44:12
- Allora quelli si stracciarono le vesti, ognuno ricaricò il suo asino, e tornarono alla città. Gen. 44:13
- Giuda e i suoi fratelli arrivarono alla casa di Giuseppe, il quale era ancora quivi; e si gettarono in terra dinanzi a lui. Gen. 44:14
- Allora Giuda s'accostò a Giuseppe, e disse: `Di grazia, signor mio, permetti al tuo servitore di far udire una parola al mio signore, e non s'accenda l'ira tua contro il tuo servitore! poiché tu sei come Faraone. Gen. 44:18
- Il mio signore interrogò i suoi servitori, dicendo: Avete voi padre o fratello? Gen. 44:19
- E noi rispondemmo al mio signore: Abbiamo un padre ch'è vecchio, con un giovane figliuolo, natogli nella vecchiaia; il fratello di questo è morto, talché egli è rimasto solo de' figli di sua madre; e suo padre l'ama. Gen. 44:20
- E noi dicemmo al mio signore: Il fanciullo non può lasciare suo padre; perché, se lo lasciasse, suo padre morrebbe. Gen. 44:22
- E tu dicesti ai tuoi servitori: Se il vostro fratello più giovine non scende con voi, voi non vedrete più la mia faccia. Gen. 44:23
- E noi rispondemmo: Non possiamo scender laggiù; se il nostro fratello più giovine verrà con noi, scenderemo; perché non possiamo veder la faccia di quell'uomo, se il nostro fratello più giovine non è con noi. Gen. 44:26
- Or dunque, quando giungerò da mio padre, tuo servitore, se il fanciullo, all'anima del quale la sua è legata, non è con noi, Gen. 44:30
- avverrà che, come avrà veduto che il fanciullo non c'è, egli morrà; e i tuoi servitori avranno fatto scendere con cordoglio la canizie del tuo servitore nostro padre nel soggiorno de' morti. Gen. 44:31
- Ora, siccome il tuo servitore s'è reso garante del fanciullo presso mio padre, e gli ha detto: Se non te lo riconduco sarò per sempre colpevole verso mio padre, Gen. 44:32
- deh, permetti ora che il tuo servitore rimanga schiavo del mio signore, invece del fanciullo, e che il fanciullo se ne torni coi suoi fratelli. Gen. 44:33
- Perché, come farei a risalire da mio padre senz'aver meco il fanciullo? Ah, ch'io non vegga il dolore che ne verrebbe a mio padre!' Gen. 44:34
- Non siete dunque voi che m'avete mandato qua, ma è Dio; egli m'ha stabilito come padre di Faraone, signore di tutta la sua casa, e governatore di tutto il paese d'Egitto. Gen. 45:8
- Affrettatevi a risalire da mio padre, e ditegli: Così dice il tuo figliuolo Giuseppe: Iddio mi ha stabilito signore di tutto l'Egitto; scendi da me; non tardare; Gen. 45:9
- Ed ecco, voi vedete coi vostri occhi, e il mio fratello Beniamino vede con gli occhi suoi, ch'è proprio la bocca mia quella che vi parla. Gen. 45:12
- Il rumore della cosa si sparse nella casa di Faraone, e si disse: `Sono arrivati i fratelli di Giuseppe'. Il che piacque a Faraone ed ai suoi servitori. Gen. 45:16
- prendete vostro padre e le vostre famiglie, e venite da me; io vi darò del meglio del paese d'Egitto, e voi mangerete il grasso del paese. Gen. 45:18
- E non vi rincresca di lasciar le vostre masserizie; perché il meglio di tutto il paese d'Egitto sarà vostro'. Gen. 45:20
- I figliuoli d'Israele fecero così, e Giuseppe diede loro dei carri, secondo l'ordine di Faraone, e diede loro delle provvisioni per il viaggio. Gen. 45:21
- e a suo padre mandò questo: dieci asini carichi delle migliori cose d'Egitto, dieci asine cariche di grano, di pane e di viveri, per suo padre, durante il viaggio. Gen. 45:23
- E gli riferirono ogni cosa, dicendo: `Giuseppe vive tutt'ora, ed è il governatore di tutto il paese d'Egitto'. Ma il suo cuore rimase freddo, perch'egli non credeva loro. Gen. 45:26
- `Basta; il mio figliuolo Giuseppe vive tuttora; io andrò, e lo vedrò prima di morire'. Gen. 45:28
- Ed essi presero il loro bestiame e i beni che aveano acquistato nel paese di Canaan, e vennero in Egitto: Giacobbe, e tutta la sua famiglia con lui. Gen. 46:6
- Questi sono i nomi de' figliuoli d'Israele che vennero in Egitto: Giacobbe e i suoi figliuoli. Il primogenito di Giacobbe: Ruben. Gen. 46:8
- E i figliuoli di Giuseppe, natigli in Egitto, erano due. Il totale delle persone della famiglia di Giacobbe che vennero in Egitto, era di settanta. Gen. 46:27
- Giuseppe fece attaccare il suo carro, e salì in Goscen a incontrare Israele, suo padre; e gli si presentò, gli si gettò al collo, e pianse lungamente sul collo di lui. Gen. 46:29
- il paese d'Egitto ti sta dinanzi; fa' abitare tuo padre e i tuoi fratelli nella parte migliore del paese; dimorino pure nel paese di Goscen; e se conosci fra loro degli uomini capaci, falli sovrintendenti del mio bestiame'. Gen. 47:6
- Giacobbe rispose a Faraone: `I giorni del tempo de' miei pellegrinaggi sono centotrent'anni; i giorni del tempo della mia vita sono stati pochi e cattivi, e non hanno raggiunto il numero dei giorni della vita de' miei padri, ai dì dei loro pellegrinaggi'. Gen. 47:9
- E Giuseppe sostentò suo padre, i suoi fratelli e tutta la famiglia di suo padre, provvedendoli di pane, secondo il numero de' figliuoli. Gen. 47:12
- Or in tutto il paese non c'era pane, perché la carestia era gravissima; il paese d'Egitto e il paese di Canaan languivano a motivo della carestia. Gen. 47:13
- Giuseppe ammassò tutto il danaro che si trovava nel paese d'Egitto e nel paese di Canaan, come prezzo del grano che si comprava; e Giuseppe portò questo danaro nella casa di Faraone. Gen. 47:14
- E quando il danaro fu esaurito nel paese d'Egitto e nel paese di Canaan, tutti gli Egiziani vennero a Giuseppe e dissero: `Dacci del pane! Perché dovremmo morire in tua presenza? giacché il danaro è finito'. Gen. 47:15
- E Giuseppe disse: `Date il vostro bestiame; e io vi darò del pane in cambio del vostro bestiame, se non avete più danaro'. Gen. 47:16
- E quelli menarono a Giuseppe il loro bestiame; e Giuseppe diede loro del pane in cambio dei loro cavalli, dei loro greggi di pecore, delle loro mandre di buoi e dei loro asini. Così fornì loro del pane per quell'anno, in cambio di tutto il loro bestiame. Gen. 47:17
- Passato quell'anno, tornarono a lui l'anno seguente, e gli dissero: `Noi non celeremo al mio signore che, il danaro essendo esaurito e le mandre del nostro bestiame essendo passate al mio signore, nulla più resta che il mio signore possa prendere, tranne i nostri corpi e le nostre terre. Gen. 47:18
- E perché dovremmo perire sotto gli occhi tuoi: noi e le nostre terre? Compra noi e le terre nostre in cambio di pane; e noi con le nostre terre saremo schiavi di Faraone; e dacci da seminare affinché possiam vivere e non moriamo, e il suolo non diventi un deserto'. Gen. 47:19
- Così Giuseppe comprò per Faraone tutte le terre d'Egitto; giacché gli Egiziani venderono ognuno il suo campo, perché la carestia li colpiva gravemente. Così il paese diventò proprietà di Faraone. Gen. 47:20
- e al tempo della raccolta, ne darete il quinto a Faraone, e quattro parti saran vostre, per la sementa dei campi e per il nutrimento vostro, di quelli che sono in casa vostra, e per il nutrimento de' vostri bambini'. Gen. 47:24
- E quando Israele s'avvicinò al giorno della sua morte, chiamò il suo figliuolo Giuseppe, e gli disse: `Deh, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, mettimi la mano sotto la coscia, e usami benignità e fedeltà; deh, non mi seppellire in Egitto! Gen. 47:29
- Giacobbe ne fu informato, e gli fu detto: `Ecco, il tuo figliuolo Giuseppe viene da te'. E Israele raccolse le sue forze, e si mise a sedere sul letto. Gen. 48:2
- Quanto a me, allorché tornavo da Paddan, Rachele morì presso di me, nel paese di Canaan, durante il viaggio, a qualche distanza da Efrata; e la seppellii quivi, sulla via di Efrata, che è Bethlehem'. Gen. 48:7
- E Israele stese la sua man destra, e la posò sul capo di Efraim ch'era il più giovane; e posò la sua mano sinistra sul capo di Manasse, incrociando le mani; poiché Manasse era il primogenito. Gen. 48:14
- E benedisse Giuseppe, e disse: `L'Iddio, nel cui cospetto camminarono i miei padri Abrahamo e Isacco, l'Iddio ch'è stato il mio pastore dacché esisto fino a questo giorno, Gen. 48:15
- E Giuseppe disse a suo padre: `Non così, padre mio; perché questo è il primogenito; metti la tua man destra sul suo capo'. Gen. 48:18
- Ma suo padre ricusò e disse: `Lo so, figliuol mio, lo so; anch'egli diventerà un popolo, e anch'egli sarà grande; nondimeno, il suo fratello più giovane sarà più grande di lui, e la sua progenie diventerà una moltitudine di nazioni'. Gen. 48:19
- Ruben, tu sei il mio primogenito, la mia forza, la primizia del mio vigore, eminente in dignità ed eminente in forza. Gen. 49:3
- Maledetta l'ira loro, perch'è stata violenta, e il loro furore perch'è stato crudele! Io li dividerò in Giacobbe, e li disperderò in Israele. Gen. 49:7
- Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Colui che darà il riposo, e al quale ubbidiranno i popoli. Gen. 49:10
- Egli lega il suo asinello alla vite, e il puledro della sua asina, alla vite migliore; lava la sua veste col vino, e il suo manto col sangue dell'uva. Gen. 49:11
- Zabulon abiterà sulla costa dei mari; sarà sulla costa ove convengon le navi, e il suo fianco s'appoggerà a Sidon. Gen. 49:13
- Egli ha visto che il riposo è buono, e che il paese è ameno; ha curvato la spalla per portare il peso, ed è divenuto un servo forzato al lavoro. Gen. 49:15
- Dan giudicherà il suo popolo, come una delle tribù d'Israele. Gen. 49:16
- Dan sarà una serpe sulla strada, una cerasta sul sentiero, che morde i talloni del cavallo, sì che il cavaliere cade all'indietro. Gen. 49:17
- Da Ascer verrà il pane saporito, ed ei fornirà delizie reali. Gen. 49:20
- Giuseppe è un ramo d'albero fruttifero; un ramo d'albero fruttifero vicino a una sorgente; i suoi rami si stendono sopra il muro. Gen. 49:22
- ma l'arco suo è rimasto saldo; le sue braccia e le sue mani sono state rinforzate dalle mani del Potente di Giacobbe, da colui ch'è il pastore e la roccia d'Israele, Gen. 49:24
- Tutti costoro sono gli antenati delle dodici tribù d'Israele; e questo è quello che il loro padre disse loro, quando li benedisse. Li benedisse, dando a ciascuno la sua benedizione particolare. Gen. 49:28
- Il campo e la spelonca che vi si trova, furon comprati dai figliuoli di Heth'. Gen. 49:32
- Quando Giacobbe ebbe finito di dare questi ordini ai suoi figliuoli, ritirò i piedi entro il letto, e spirò, e fu riunito al suo popolo. Gen. 49:33
- Ci vollero quaranta giorni; perché tanto è il tempo che s'impiega ad imbalsamare; e gli Egiziani lo piansero settanta giorni. Gen. 50:3
- Con lui salirono pure carri e cavalieri; talché il corteggio era numerosissimo. Gen. 50:9
- E come furon giunti all'aia di Atad, ch'è oltre il Giordano, vi fecero grandi e profondi lamenti; e Giuseppe fece a suo padre un lutto di sette giorni. Gen. 50:10
- Or quando gli abitanti del paese, i Cananei, videro il lutto dell'aia di Atad, dissero: `Questo è un grave lutto per gli Egiziani!' Perciò fu messo nome Abel-Mitsraim a quell'aia, ch'è oltre il Giordano. Gen. 50:11
- I fratelli di Giuseppe, quando videro che il loro padre era morto, dissero: `Chi sa che Giuseppe non ci porti odio, e non ci renda tutto il male che gli abbiam fatto!' Gen. 50:15
- Dite così a Giuseppe: Deh, perdona ora ai tuoi fratelli il loro misfatto e il loro peccato; perché t'hanno fatto del male. Deh, perdona dunque ora il misfatto de' servi dell'Iddio di tuo padre!' E Giuseppe, quando gli fu parlato così, pianse. Gen. 50:17
- E i figliuoli d'Israele furon fecondi, moltiplicarono copiosamente, diventarono numerosi e si fecero oltremodo potenti, e il paese ne fu ripieno. Es. 1:7
- Egli disse al suo popolo: `Ecco, il popolo de' figliuoli d'Israele è più numeroso e più potente di noi. Es. 1:9
- Ma più l'opprimevano, e più il popolo moltiplicava e s'estendeva; e gli Egiziani presero in avversione i figliuoli d'Israele, Es. 1:12
- Il re d'Egitto parlò anche alle levatrici degli Ebrei, delle quali l'una si chiamava Scifra e l'altra Pua. E disse: Es. 1:15
- Ma le levatrici temettero Iddio, e non fecero quello che il re d'Egitto aveva ordinato loro; lasciarono vivere i maschi. Es. 1:17
- Allora il re d'Egitto chiamò le levatrici, e disse loro: `Perché avete fatto questo, e avete lasciato vivere i maschi?' Es. 1:18
- E Dio fece del bene a quelle levatrici; e il popolo moltiplicò e divenne oltremodo potente. Es. 1:20
- E quando non poté più tenerlo nascosto, prese un canestro fatto di giunchi, lo spalmò di bitume e di pece, vi pose dentro il bambino, e lo mise nel canneto sulla riva del fiume. Es. 2:3
- Or la figliuola di Faraone scese a fare le sue abluzioni sulla riva del fiume; e le sue donzelle passeggiavano lungo il fiume. Ella vide il canestro nel canneto, e mandò la sua cameriera a prenderlo. Es. 2:5
- L'aprì, e vide il bimbo; ed ecco, il piccino piangeva; ed ella n'ebbe compassione, e disse: `Questo è uno de' figliuoli degli Ebrei'. Es. 2:6
- E la figliuola di Faraone le disse: `Porta via questo bambino, allattamelo, e io ti darò il tuo salario'. E quella donna prese il bambino e l'allattò. Es. 2:9
- E quando il bambino fu cresciuto, ella lo menò dalla figliuola di Faraone: esso fu per lei come un figliuolo, ed ella gli pose nome Mosè; `Perché, disse, io l'ho tratto dall'acqua'. Es. 2:10
- Il giorno seguente uscì, ed ecco due Ebrei che si litigavano; ed egli disse a quello che avea torto: `Perché percuoti il tuo compagno?' Es. 2:13
- E quando Faraone udì il fatto, cercò di uccidere Mosè; ma Mosè fuggì dal cospetto di Faraone, e si fermò nel paese di Madian; e si mise a sedere presso ad un pozzo. Es. 2:15
- Or il sacerdote di Madian aveva sette figliuole; ed esse vennero ad attinger acqua, e a riempire gli abbeveratoi per abbeverare il gregge del padre loro. Es. 2:16
- Ma sopraggiunsero i pastori, che le scacciarono. Allora Mosè si levò, prese la loro difesa, e abbeverò il loro gregge. Es. 2:17
- Ed esse risposero: `Un Egiziano ci ha liberate dalle mani de' pastori, e di più ci ha attinto l'acqua, ed ha abbeverato il gregge'. Es. 2:19
- Or nel corso di quel tempo, che fu lungo, avvenne che il re d'Egitto morì; e i figliuoli d'Israele sospiravano a motivo della schiavitù, e alzavan delle grida; e le grida che il servaggio strappava loro, salirono a Dio. Es. 2:23
- Or Mosè pasceva il gregge di Jethro suo suocero, sacerdote di Madian; e guidando il gregge dietro al deserto, giunse alla montagna di Dio, a Horeb. Es. 3:1
- E l'angelo dell'Eterno gli apparve in una fiamma di fuoco, di mezzo a un pruno. Mosè guardò, ed ecco il pruno era tutto in fiamme, ma non si consumava. Es. 3:2
- E Mosè disse: `Ora voglio andar da quella parte a vedere questa grande visione e come mai il pruno non si consuma!' Es. 3:3
- E Dio disse: `Non t'avvicinar qua; togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai, è suolo sacro'. Es. 3:5
- E l'Eterno disse: `Ho veduto, ho veduto l'afflizione del mio popolo che è in Egitto, e ho udito il grido che gli strappano i suoi angariatori; perché conosco i suoi affanni; Es. 3:7
- e sono sceso per liberarlo dalla mano degli Egiziani, e per farlo salire da quel paese in un paese buono e spazioso, in un paese ove scorre il latte e il miele, nel luogo dove sono i Cananei, gli Hittei, gli Amorei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei. Es. 3:8
- Or dunque vieni, e io ti manderò a Faraone perché tu faccia uscire il mio popolo, i figliuoli d'Israele, dall'Egitto'. Es. 3:10
- E Dio disse: `Va', perché io sarò teco; e questo sarà per te il segno che son io che t'ho mandato: quando avrai tratto il popolo dall'Egitto, voi servirete Iddio su questo monte'. Es. 3:12
- E Mosè disse a Dio: `Ecco, quando sarò andato dai figliuoli d'Israele e avrò detto loro: L'Iddio de' vostri padri m'ha mandato da voi, se essi mi dicono: Qual è il suo nome? che risponderò loro?' Es. 3:13
- Iddio disse ancora a Mosè: `Dirai così ai figliuoli d'Israele: L'Eterno, l'Iddio de' vostri padri, l'Iddio d'Abrahamo, l'Iddio d'Isacco e l'Iddio di Giacobbe mi ha mandato da voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la mia designazione per tutte le generazioni. Es. 3:15
- e ho detto: Io vi trarrò dall'afflizione d'Egitto, e vi farò salire nel paese dei Cananei, degli Hittei, degli Amorei, de' Ferezei, degli Hivvei e de' Gebusei, in un paese ove scorre il latte e il miele. Es. 3:17
- Or io so che il re d'Egitto non vi concederà d'andare, se non forzato da una potente mano. Es. 3:19
- E Mosè disse: `Deh! Signore, manda il tuo messaggio per mezzo di chi vorrai!' Es. 4:13
- Allora l'ira dell'Eterno s'accese contro Mosè, ed egli disse: `Non c'è Aaronne tuo fratello, il Levita? Io so che parla bene. E per l'appunto, ecco ch'egli esce ad incontrarti; e, come ti vedrà, si rallegrerà in cuor suo. Es. 4:14
- Mosè dunque prese la sua moglie e i suoi figliuoli, li pose su degli asini, e tornò nel paese d'Egitto; e Mosè prese nella sua mano il bastone di Dio. Es. 4:20
- E l'Eterno disse a Mosè: `Quando sarai tornato in Egitto, avrai cura di fare dinanzi a Faraone tutti i prodigi che t'ho dato potere di compiere; ma io gl'indurerò il cuore, ed egli non lascerà partire il popolo. Es. 4:21
- E tu dirai a Faraone: Così dice l'Eterno: Israele è il mio figliuolo, il mio primogenito; Es. 4:22
- e io ti dico: Lascia andare il mio figliuolo, affinché mi serva; e se tu ricusi di lasciarlo andare, ecco, io ucciderò il tuo figliuolo, il tuo primogenito'. Es. 4:23
- Allora Sefora prese una selce tagliente, recise il prepuzio del suo figliuolo, e lo gettò ai piedi di Mosè, dicendo: `Sposo di sangue tu mi sei!' Es. 4:25
- Ed il popolo prestò loro fede. Essi intesero che l'Eterno avea visitato i figliuoli d'Israele e avea veduto la loro afflizione, e s'inchinarono e adorarono. Es. 4:31
- Dopo questo, Mosè ed Aaronne vennero a Faraone, e gli dissero: `Così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Lascia andare il mio popolo, perché mi celebri una festa nel deserto'. Es. 5:1
- Ed essi dissero: `L'Iddio degli Ebrei si è presentato a noi; lasciaci andare tre giornate di cammino nel deserto per offrir sacrifizi all'Eterno, ch'è il nostro Dio, onde ei non abbia a colpirci con la peste o con la spada'. Es. 5:3
- E il re d'Egitto disse loro: `O Mosè e Aaronne, perché distraete il popolo dai suoi lavori? Andate a fare quello che vi è imposto!' Es. 5:4
- E Faraone disse: `Ecco, il popolo è ora numeroso nel paese, e voi gli fate interrompere i lavori che gli sono imposti'. Es. 5:5
- Andate voi a procurarvi della paglia dove ne potrete trovare, perché il vostro lavoro non sarà diminuito per nulla'. Es. 5:11
- Così il popolo si sparse per tutto il paese d'Egitto, per raccogliere della stoppia invece di paglia. Es. 5:12
- Non si dà più paglia ai tuoi servitori, e ci si dice: Fate de' mattoni! ed ecco che i tuoi servitori sono battuti, e il tuo popolo è considerato come colpevole!' Es. 5:16
- I sorveglianti de' figliuoli d'Israele si videro ridotti a mal partito, perché si diceva loro: `Non diminuite per nulla il numero de' mattoni impostovi giorno per giorno'. Es. 5:19
- e dissero loro: `L'Eterno volga il suo sguardo su voi, e giudichi! poiché ci avete messi in cattivo odore dinanzi a Faraone e dinanzi ai suoi servitori, e avete loro messa la spada in mano perché ci uccida'. Es. 5:21
- Poiché, da quando sono andato da Faraone per parlargli in tuo nome, egli ha maltrattato questo popolo, e tu non hai affatto liberato il tuo popolo'. Es. 5:23
- `Io sono l'Eterno, e apparii ad Abrahamo, ad Isacco e a Giacobbe, come l'Iddio onnipotente; ma non fui conosciuto da loro sotto il mio nome di Eterno. Es. 6:3
- Stabilii pure con loro il mio patto, promettendo di dar loro il paese di Canaan, il paese dei loro pellegrinaggi, nel quale soggiornavano. Es. 6:4
- E vi prenderò per mio popolo, e sarò vostro Dio; e voi conoscerete che io sono l'Eterno, il vostro Dio, che vi sottrae ai duri lavori impostivi dagli Egiziani. Es. 6:7
- L'Eterno disse a Mosè: `Vedi, io ti ho stabilito come Dio per Faraone, e Aaronne tuo fratello sarà il tuo profeta. Es. 7:1
- E io indurerò il cuore di Faraone, e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d'Egitto. Es. 7:3
- E Faraone non vi darà ascolto; e io metterò la mia mano sull'Egitto, e farò uscire dal paese d'Egitto le mie schiere, il mio popolo, i figliuoli d'Israele, mediante grandi giudizi. Es. 7:4
- `Quando Faraone vi parlerà e vi dirà: Fate un prodigio! tu dirai ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, gettalo davanti a Faraone, e diventerà un serpente'. Es. 7:9
- Mosè ed Aaronne andaron dunque da Faraone, e fecero come l'Eterno aveva ordinato. Aaronne gettò il suo bastone davanti a Faraone e davanti ai suoi servitori, e quello diventò un serpente. Es. 7:10
- Ognun d'essi gettò il suo bastone, e i bastoni diventaron serpenti; ma il bastone d'Aaronne inghiottì i bastoni di quelli. Es. 7:12
- E il cuore di Faraone s'indurò, ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l'Eterno avea detto. Es. 7:13
- L'Eterno disse a Mosè: `Il cuor di Faraone è ostinato; Es. 7:14
- egli rifiuta di lasciar andare il popolo. Va' da Faraone domani mattina; ecco, egli uscirà per andare verso l'acqua; tu sta' ad aspettarlo sulla riva del fiume, e prendi in mano il bastone ch'è stato mutato in serpente. Es. 7:15
- E digli: L'Eterno, l'Iddio degli Ebrei, m'ha mandato da te per dirti: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva nel deserto; ed ecco, fino ad ora, tu non hai ubbidito. Es. 7:16
- E il pesce ch'è nel fiume morrà, e il fiume sarà ammorbato, e gli Egiziani avranno ripugnanza a bere l'acqua del fiume'. Es. 7:18
- E l'Eterno disse a Mosè: `Di' ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, e stendi la tua mano sulle acque dell'Egitto, sui loro fiumi, sui loro rivi, sui loro stagni e sopra ogni raccolta d'acqua; essi diventeranno sangue, e vi sarà sangue per tutto il paese d'Egitto, perfino ne' recipienti di legno e ne' recipienti di pietra'. Es. 7:19
- Mosè ed Aaronne fecero come l'Eterno aveva ordinato. Aaronne alzò il bastone, e in presenza di Faraone e in presenza dei suoi servitori percosse le acque ch'erano nel fiume; e tutte le acque ch'erano nel fiume furon cangiate in sangue. Es. 7:20
- E il pesce ch'era nel fiume morì; e il fiume fu ammorbato, sì che gli Egiziani non potevan bere l'acqua del fiume; e vi fu sangue per tutto il paese d'Egitto. Es. 7:21
- E i magi d'Egitto fecero lo stesso con le loro arti occulte; e il cuore di Faraone s'indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l'Eterno avea detto. Es. 7:22
- E passaron sette interi giorni, dopo che l'Eterno ebbe percosso il fiume. Es. 7:25
- Poi l'Eterno disse a Mosè: `Va' da Faraone, e digli: Così dice l'Eterno: Lascia andare il mio popolo perché mi serva. Es. 8:1
- e il fiume brulicherà di rane, che saliranno ed entreranno nella tua casa, nella camera ove dormi, sul tuo letto, nelle case de' tuoi servitori e fra il tuo popolo, ne' tuoi forni e nelle tue madie. Es. 8:3
- E le rane assaliranno te, il tuo popolo e tutti i tuoi servitori'. Es. 8:4
- E Aaronne stese la sua mano sulle acque d'Egitto, e le rane salirono e coprirono il paese d'Egitto. Es. 8:6
- Allora Faraone chiamò Mosè ed Aaronne e disse loro: `Pregate l'Eterno che allontani le rane da me e dal mio popolo, e io lascerò andare il popolo, perché offra sacrifizi all'Eterno'. Es. 8:8
- E Mosè disse a Faraone: `Fammi l'onore di dirmi per quando io devo chiedere, nelle mie supplicazioni per te, per i tuoi servitori e per il tuo popolo, che l'Eterno distrugga le rane intorno a te e nelle tue case, e non ne rimanga se non nel fiume'. Es. 8:9
- Egli rispose: `Per domani'. E Mosè disse: `Sarà fatto come tu dici, affinché tu sappia che non v'è alcuno pari all'Eterno, ch'è il nostro Dio. Es. 8:10
- Le radunarono a mucchi e il paese ne fu ammorbato. Es. 8:14
- E l'Eterno disse a Mosè: `Di' ad Aaronne: Stendi il tuo bastone e percuoti la polvere della terra, ed essa diventerà zanzare per tutto il paese di Egitto'. Es. 8:16
- Ed essi fecero così. Aaronne stese la sua mano col suo bastone, percosse la polvere della terra, e ne vennero delle zanzare sugli uomini e sugli animali; tutta la polvere della terra diventò zanzare per tutto il paese d'Egitto. Es. 8:17
- Allora i magi dissero a Faraone: `Questo è il dito di Dio'. Ma il cuore di Faraone s'indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l'Eterno avea detto. Es. 8:19
- Poi l'Eterno disse a Mosè: `Alzati di buon mattino, e presentati a Faraone. Ecco, egli uscirà per andar verso l'acqua; e digli: Così dice l'Eterno: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva. Es. 8:20
- Se no, se non lasci andare il mio popolo, ecco io manderò su te, sui tuoi servitori, sul tuo popolo e nelle tue case, le mosche velenose; le case degli Egiziani saran piene di mosche velenose e il suolo su cui stanno ne sarà coperto. Es. 8:21
- Ma in quel giorno io farò eccezione del paese di Goscen, dove abita il mio popolo; e quivi non ci saranno mosche, affinché tu sappia che io, l'Eterno, sono in mezzo al paese. Es. 8:22
- E io farò una distinzione fra il mio popolo e il tuo popolo. Domani avverrà questo miracolo'. Es. 8:23
- E l'Eterno fece così; e vennero grandi sciami di mosche velenose in casa di Faraone e nelle case dei suoi servitori; e in tutto il paese d'Egitto la terra fu guasta dalle mosche velenose. Es. 8:24
- Andremo tre giornate di cammino nel deserto, e offriremo sacrifizi all'Eterno, ch'è il nostro Dio, com'egli ci ordinerà'. Es. 8:27
- E Faraone disse: `Io vi lascerò andare, perché offriate sacrifizi all'Eterno, ch'è il vostro Dio, nel deserto; soltanto, non andate troppo lontano; pregate per me'. Es. 8:28
- Ma anche questa volta Faraone si ostinò in cuor suo, e non lasciò andare il popolo. Es. 8:32
- Allora l'Eterno disse a Mosè: `Va' da Faraone, e digli: Così dice l'Eterno, l'Iddio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva; Es. 9:1
- E l'Eterno farà distinzione fra il bestiame d'Israele ed il bestiame d'Egitto; e nulla morrà di tutto quello che appartiene ai figliuoli d'Israele'. Es. 9:4
- E l'indomani l'Eterno lo fece, e tutto il bestiame d'Egitto morì; ma del bestiame dei figliuoli d'Israele neppure un capo morì. Es. 9:6
- Faraone mandò a vedere, ed ecco che neppure un capo del bestiame degl'Israeliti era morto. Ma il cuore di Faraone fu ostinato, ed ei non lasciò andare il popolo. Es. 9:7
- E l'Eterno disse a Mosè e ad Aaronne: `Prendete delle manate di cenere di fornace, e la sparga Mosè verso il cielo, sotto gli occhi di Faraone. Es. 9:8
- Essa diventerà una polvere che coprirà tutto il paese d'Egitto, e produrrà delle ulceri germoglianti pustole sulle persone e sugli animali, per tutto il paese d'Egitto'. Es. 9:9
- Ed essi presero della cenere di fornace, e si presentarono a Faraone; Mosè la sparse verso il cielo, ed essa produsse delle ulceri germoglianti pustole sulle persone e sugli animali. Es. 9:10
- E l'Eterno indurò il cuor di Faraone, ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne come l'Eterno avea detto a Mosè. Es. 9:12
- Poi l'Eterno disse a Mosè: `Levati di buon mattino, presentati a Faraone, e digli: Così dice l'Eterno, l'Iddio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva; Es. 9:13
- Che se ora io avessi steso la mia mano e avessi percosso di peste te e il tuo popolo, tu saresti stato sterminato di sulla terra. Es. 9:15
- Ma no; io t'ho lasciato sussistere per questo: per mostrarti la mia potenza, e perché il mio nome sia divulgato per tutta la terra. Es. 9:16
- Or dunque manda a far mettere al sicuro il tuo bestiame e tutto quello che hai per i campi. La grandine cadrà su tutta la gente e su tutti gli animali che si troveranno per i campi e non saranno stati raccolti in casa, e morranno'. Es. 9:19
- Fra i servitori di Faraone, quelli che temettero la parola dell'Eterno fecero rifugiare nelle case i loro servitori e il loro bestiame; Es. 9:20
- ma quelli che non fecero conto della parola dell'Eterno, lasciarono i loro servitori e il loro bestiame per i campi. Es. 9:21
- E l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano verso il cielo, e cada grandine in tutto il paese d'Egitto, sulla gente, sugli animali e sopra ogni erba dei campi, nel paese d'Egitto'. Es. 9:22
- E Mosè stese il suo bastone verso il cielo; e l'Eterno mandò tuoni e grandine, e del fuoco s'avventò sulla terra; e l'Eterno fece piovere grandine sul paese d'Egitto. Es. 9:23
- Così ci fu grandine e fuoco guizzante del continuo tra la grandine; e la grandine fu così forte, come non ce n'era stata di simile in tutto il paese d'Egitto, da che era diventato nazione. Es. 9:24
- E la grandine percosse, in tutto il paese d'Egitto, tutto quello ch'era per i campi: uomini e bestie; e la grandine percosse ogni erba de' campi e fracassò ogni albero della campagna. Es. 9:25
- Allora Faraone mandò a chiamare Mosè ed Aaronne, e disse loro: `Questa volta io ho peccato; l'Eterno è giusto, mentre io e il mio popolo siamo colpevoli. Es. 9:27
- Ora il lino e l'orzo erano stati percossi, perché l'orzo era in spiga e il lino in fiore; Es. 9:31
- ma il grano e la spelda non furon percossi, perché sono serotini. Es. 9:32
- E il cuor di Faraone s'indurò, ed egli non lasciò andare i figliuoli d'Israele, come l'Eterno avea detto per bocca di Mosè. Es. 9:35
- E l'Eterno disse a Mosè: `Va' da Faraone; poiché io ho reso ostinato il suo cuore e il cuore dei suoi servitori, per fare in mezzo a loro i segni che vedrai, Es. 10:1
- Mosè ed Aaronne andaron dunque da Faraone, e gli dissero: `Così dice l'Eterno, l'Iddio degli Ebrei: Fino a quando rifiuterai d'umiliarti dinanzi a me? Lascia andare il mio popolo, perché mi serva. Es. 10:3
- Se tu rifiuti di lasciar andare il mio popolo, ecco, domani farò venire delle locuste in tutta l'estensione del tuo paese. Es. 10:4
- Esse copriranno la faccia della terra, sì che non si potrà vedere il suolo; ed esse divoreranno il resto ch'è scampato, ciò che v'è rimasto dalla grandine, e divoreranno ogni albero che vi cresce ne' campi. Es. 10:5
- E Mosè stese il suo bastone sul paese d'Egitto; e l'Eterno fece levare un vento orientale sul paese, tutto quel giorno e tutta la notte; e, come venne la mattina, il vento orientale avea portato le locuste. Es. 10:13
- E le locuste salirono su tutto il paese d'Egitto, e si posarono su tutta l'estensione dell'Egitto; erano in sì grande quantità, che prima non ce n'eran mai state tante, né mai più tante ce ne saranno. Es. 10:14
- Esse coprirono la faccia di tutto il paese, in guisa che il paese ne rimase oscurato; e divorarono tutta l'erba del paese e tutti i frutti degli alberi, che la grandine avea lasciato; e nulla restò di verde negli alberi, e nell'erba della campagna, per tutto il paese d'Egitto. Es. 10:15
- Ma ora perdona, ti prego, il mio peccato, questa volta soltanto; e supplicate l'Eterno, l'Iddio vostro, perché almeno allontani da me questo flagello mortale'. Es. 10:17
- Ma l'Eterno indurò il cuor di Faraone, ed egli non lasciò andare i figliuoli d'Israele. Es. 10:20
- E l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano verso il cielo, e sianvi tenebre nel paese d'Egitto: tali, che si possan palpare'. Es. 10:21
- E Mosè stese la sua mano verso il cielo, e ci fu una fitta tenebrìa in tutto il paese d'Egitto per tre giorni. Es. 10:22
- Anche il nostro bestiame verrà con noi, senza che ne rimanga addietro neppure un'unghia; poiché di esso dobbiam prendere per servire l'Eterno Iddio nostro; e noi non sapremo con che dovremo servire l'Eterno, finché sarem giunti colà'. Es. 10:26
- Ma l'Eterno indurò il cuore di Faraone, ed egli non volle lasciarli andare. Es. 10:27
- E Faraone disse a Mosè: `Vattene via da me! Guardati bene dal comparire più alla mia presenza! poiché il giorno che comparirai alla mia presenza, tu morrai!' Es. 10:28
- E l'Eterno fece entrare il popolo nelle buone grazie degli Egiziani; anche Mosè era personalmente in gran considerazione nel paese d'Egitto, agli occhi dei servitori di Faraone e agli occhi del popolo. Es. 11:3
- E vi sarà per tutto il paese d'Egitto un gran grido, quale non ci fu mai prima, né ci sarà di poi. Es. 11:6
- E tutti questi tuoi servitori scenderanno da me, e s'inchineranno davanti a me, dicendo: Parti, tu e tutto il popolo ch'è al tuo seguito! E, dopo questo, io partirò'. E Mosè uscì dalla presenza di Faraone, acceso d'ira. Es. 11:8
- E Mosè ed Aaronne fecero tutti questi prodigi dinanzi a Faraone; ma l'Eterno indurò il cuore di Faraone, ed egli non lasciò uscire i figliuoli d'Israele dal suo paese. Es. 11:10
- `Questo mese sarà per voi il primo dei mesi: sarà per voi il primo dei mesi dell'anno. Es. 12:2
- Parlate a tutta la raunanza d'Israele, e dite: Il decimo giorno di questo mese, prenda ognuno un agnello per famiglia, un agnello per casa; Es. 12:3
- Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell'anno; potrete prendere un agnello o un capretto. Es. 12:5
- Quella notte io passerò per il paese d'Egitto, e percoterò ogni primogenito nel paese d'Egitto, tanto degli uomini quanto degli animali, e farò giustizia di tutti gli dèi d'Egitto. Io sono l'Eterno. Es. 12:12
- E quel sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; e quand'io vedrò il sangue passerò oltre, e non vi sarà piaga su voi per distruggervi, quando percoterò il paese d'Egitto. Es. 12:13
- E il primo giorno avrete una santa convocazione, e una santa convocazione il settimo giorno. Non si faccia alcun lavoro in que' giorni; si prepari soltanto quel ch'è necessario a ciascuno per mangiare, e non altro. Es. 12:16
- Poiché l'Eterno passerà per colpire gli Egiziani; e quando vedrà il sangue sull'architrave e sugli stipiti, l'Eterno passerà oltre la porta, e non permetterà al distruttore d'entrare nelle vostre case per colpirvi. Es. 12:23
- risponderete: Questo è il sacrifizio della Pasqua in onore dell'Eterno, il quale passò oltre le case dei figliuoli d'Israele in Egitto, quando colpì gli Egiziani e salvò le nostre case'. Es. 12:27
- E il popolo s'inchinò e adorò. E i figliuoli d'Israele andarono, e fecero così; fecero come l'Eterno aveva ordinato a Mosè e ad Aaronne. Es. 12:28
- Il popolo portò via la sua pasta prima che fosse lievitata; avvolse le sue madie ne' suoi vestiti e se le mise sulle spalle. Es. 12:34
- e l'Eterno fece entrare il popolo nelle buone grazie degli Egiziani, che gli dettero quel che domandava. Così spogliarono gli Egiziani. Es. 12:36
- E al termine di quattrocentotrent'anni, proprio il giorno che finivano, avvenne che tutte le schiere dell'Eterno uscirono dal paese d'Egitto. Es. 12:41
- L'avventizio e il mercenario non ne mangino. Es. 12:45
- Siavi un'unica legge per il nativo del paese e per lo straniero che soggiorna tra voi'. Es. 12:49
- Quando dunque l'Eterno ti avrà introdotto nel paese dei Cananei, degli Hittei, degli Amorei, degli Hivvei e dei Gebusei che giurò ai tuoi padri di darti, paese ove scorre il latte e il miele, osserva questo rito, in questo mese. Es. 13:5
- Per sette giorni mangia pane senza lievito; e il settimo giorno si faccia una festa all'Eterno. Es. 13:6
- Ma riscatta ogni primo parto dell'asino con un agnello; e se non lo vuoi riscattare, fiaccagli il collo; riscatta anche ogni primogenito dell'uomo fra i tuoi figliuoli. Es. 13:13
- E quando, in avvenire, il tuo figliuolo t'interrogherà, dicendo: Che significa questo? gli risponderai: L'Eterno ci trasse fuori dall'Egitto, dalla casa di servitù, con mano potente; Es. 13:14
- Or quando Faraone ebbe lasciato andare il popolo, Iddio non lo condusse per la via del paese de' Filistei, perché troppo vicina; poiché Iddio disse: `Bisogna evitare che il popolo, di fronte a una guerra, si penta e torni in Egitto'; Es. 13:17
- ma Iddio fece fare al popolo un giro, per la via del deserto, verso il mar Rosso. E i figliuoli d'Israele salirono armati dal paese d'Egitto. Es. 13:18
- E l'Eterno andava davanti a loro: di giorno, in una colonna di nuvola per guidarli per il loro cammino; e di notte, in una colonna di fuoco per illuminarli, onde potessero camminare giorno e notte. Es. 13:21
- `Di' ai figliuoli d'Israele che tornino indietro e s'accampino di rimpetto a Pi-Hahiroth, fra Migdol e il mare, di fronte a Baal-Tsefon; accampatevi di faccia a quel luogo presso il mare. Es. 14:2
- E Faraone dirà de' figliuoli d'Israele: Si sono smarriti nel paese; il deserto li tiene rinchiusi. Es. 14:3
- E io indurerò il cuor di Faraone, ed egli li inseguirà; ma io trarrò gloria da Faraone e da tutto il suo esercito, e gli Egiziani sapranno che io sono l'Eterno'. Ed essi fecero così. Es. 14:4
- Or fu riferito al re d'Egitto che il popolo era fuggito; e il cuore di Faraone e de' suoi servitori mutò sentimento verso il popolo, e quelli dissero: `Che abbiam fatto a lasciar andare Israele, sì che non ci serviranno più?' Es. 14:5
- E Faraone fece attaccare il suo carro, e prese il suo popolo seco. Es. 14:6
- E l'Eterno indurò il cuor di Faraone, re d'Egitto, ed egli inseguì i figliuoli d'Israele, che uscivano pieni di baldanza. Es. 14:8
- Gli Egiziani dunque li inseguirono; e tutti i cavalli, i carri di Faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito li raggiunsero mentr'essi erano accampati presso il mare, vicino a Pi-Hahiroth, di fronte a Baal-Tsefon. Es. 14:9
- E tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare, e dividilo; e i figliuoli d'Israele entreranno in mezzo al mare a piedi asciutti. Es. 14:16
- E quanto a me, ecco, io indurerò il cuore degli Egiziani, ed essi v'entreranno, dietro a loro; ed io trarrò gloria da Faraone, da tutto il suo esercito, dai suoi carri e dai suoi cavalieri. Es. 14:17
- Allora l'angelo di Dio, che precedeva il campo d'Israele, si mosse e andò a porsi alle loro spalle; parimente la colonna di nuvola si mosse dal loro fronte e si fermò alle loro spalle; Es. 14:19
- e venne a mettersi fra il campo dell'Egitto e il campo d'Israele; e la nube era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte. E l'un campo non si accostò all'altro per tutta la notte. Es. 14:20
- Or Mosè stese la sua mano sul mare; e l'Eterno fece ritirare il mare mediante un gagliardo vento orientale durato tutta la notte, e ridusse il mare in terra asciutta; e le acque si divisero. Es. 14:21
- E avvenne verso la vigilia del mattino, che l'Eterno, dalla colonna di fuoco e dalla nuvola, guardò verso il campo degli Egiziani, e lo mise in rotta. Es. 14:24
- E Mosè stese la sua mano sul mare; e, sul far della mattina, il mare riprese la sua forza; e gli Egiziani, fuggendo, gli andavano incontro; e l'Eterno precipitò gli Egiziani in mezzo al mare. Es. 14:27
- E Israele vide la gran potenza che l'Eterno avea spiegata contro gli Egiziani; onde il popolo temé l'Eterno, e credette nell'Eterno e in Mosè suo servo. Es. 14:31
- L'Eterno è la mia forza e l'oggetto del mio cantico; egli è stato la mia salvezza. Questo è il mio Dio, io lo glorificherò; è l'Iddio di mio padre, io lo esalterò. Es. 15:2
- L'Eterno è un guerriero, il suo nome è l'Eterno. Es. 15:3
- Egli ha gettato in mare i carri di Faraone e il suo esercito, e i migliori suoi condottieri sono stati sommersi nel mar Rosso. Es. 15:4
- Il nemico diceva: `Inseguirò, raggiungerò, dividerò le spoglie, la mia brama si sazierà su loro; sguainerò la mia spada, la mia mano li sterminerà'; Es. 15:9
- ma tu hai mandato fuori il tuo soffio; e il mare li ha ricoperti; sono affondati come piombo nelle acque potenti. Es. 15:10
- Tu hai condotto con la tua benignità il popolo che hai riscattato; l'hai guidato con la tua forza verso la tua santa dimora. Es. 15:13
- Già sono smarriti i capi di Edom, il tremito prende i potenti di Moab, tutti gli abitanti di Canaan vengono meno. Es. 15:15
- Spavento e terrore piomberà su loro. Per la forza del tuo braccio diventeran muti come una pietra, finché il tuo popolo, o Eterno, sia passato, finché sia passato il popolo che ti sei acquistato. Es. 15:16
- E Maria, la profetessa, sorella d'Aaronne, prese in mano il timpano, e tutte le donne usciron dietro a lei con de' timpani, e danzando. Es. 15:20
- Poi Mosè fece partire gl'Israeliti dal Mar Rosso, ed essi si diressero verso il deserto di Shur; camminarono tre giorni nel deserto, e non trovarono acqua. Es. 15:22
- E il popolo mormorò contro Mosè, dicendo: `Che berremo?' Es. 15:24
- `Se ascolti attentamente la voce dell'Eterno, ch'è il tuo Dio, e fai ciò ch'è giusto agli occhi suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandate addosso agli Egiziani, perché io sono l'Eterno che ti guarisco'. Es. 15:26
- E tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele partì da Elim e giunse al deserto di Sin, ch'è fra Elim e Sinai, il quindicesimo giorno del secondo mese dopo la loro partenza dal paese d'Egitto. Es. 16:1
- E l'Eterno disse a Mosè: `Ecco, io vi farò piovere del pane dal cielo; e il popolo uscirà e ne raccoglierà giorno per giorno quanto gliene abbisognerà per la giornata, ond'io lo metta alla prova per vedere se camminerà o no secondo la mia legge. Es. 16:4
- Ma il sesto giorno, quando prepareranno quello che avran portato a casa, esso sarà il doppio di quello che avranno raccolto ogni altro giorno'. Es. 16:5
- E come Aaronne parlava a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele, questi volsero gli occhi verso il deserto; ed ecco che la gloria dell'Eterno apparve nella nuvola. Es. 16:10
- E avvenne, verso sera, che saliron delle quaglie, che ricopersero il campo; e, la mattina, c'era uno strato di rugiada intorno al campo. Es. 16:13
- E i figliuoli d'Israele, veduta che l'ebbero, dissero l'uno all'altro: `Che cos'è?' perché non sapevan che cosa fosse. E Mosè disse loro: `Questo è il pane che l'Eterno vi dà a mangiare. Es. 16:15
- `Ecco quel che l'Eterno ha comandato: Ne raccolga ognuno, quanto gli basta per il suo nutrimento: un omer a testa, secondo il numero delle vostre persone; ognuno ne pigli per quelli che sono nella sua tenda'. Es. 16:16
- Lo misurarono con l'omer, e chi ne aveva raccolto molto non n'ebbe di soverchio; e chi ne aveva raccolto poco non n'ebbe penuria. Ognuno ne raccolse quanto gliene abbisognava per il suo nutrimento. Es. 16:18
- Così lo raccoglievano tutte le mattine: ciascuno nella misura che bastava al suo nutrimento; e quando il sole si faceva caldo, quello si struggeva. Es. 16:21
- E il sesto giorno raccolsero di quel pane il doppio: due omer per ciascuno. E tutti i capi della raunanza lo vennero a dire a Mosè. Es. 16:22
- E Mosè disse: `Mangiatelo oggi, perché oggi è il sabato sacro all'Eterno; oggi non ne troverete per i campi. Es. 16:25
- Raccoglietene durante sei giorni; ma il settimo giorno è il sabato; in quel giorno non ve ne sarà'. Es. 16:26
- Riflettete che l'Eterno vi ha dato il sabato; per questo, nel sesto giorno egli vi dà del pane per due giorni; ognuno stia dov'è; nessuno esca dalla sua tenda il settimo giorno'. Es. 16:29
- Così il popolo si riposò il settimo giorno. Es. 16:30
- E la casa d'Israele chiamò quel pane Manna; esso era simile al seme di coriandolo; era bianco, e aveva il gusto di schiacciata fatta col miele. Es. 16:31
- E Mosè disse: `Questo è quello che l'Eterno ha ordinato: Empi un omer di manna, perché sia conservato per i vostri discendenti, onde veggano il pane col quale vi ho nutriti nel deserto, quando vi ho tratti fuori dal paese d'Egitto'. Es. 16:32
- Poi tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele partì dal deserto di Sin, marciando a tappe secondo gli ordini dell'Eterno, e si accampò a Refidim; e non c'era acqua da bere per il popolo. Es. 17:1
- Allora il popolo contese con Mosè, e disse: `Dateci dell'acqua da bere'. E Mosè rispose loro: `Perché contendete con me? perché tentate l'Eterno?' Es. 17:2
- Il popolo dunque patì quivi la sete, e mormorò contro Mosè, dicendo: `Perché ci hai fatti salire dall'Egitto per farci morire di sete noi, i nostri figliuoli e il nostro bestiame?' Es. 17:3
- E l'Eterno disse a Mosè: `Passa oltre in fronte al popolo, e prendi teco degli anziani d'Israele; piglia anche in mano il bastone col quale percotesti il fiume, e va'. Es. 17:5
- Ecco, io starò là dinanzi a te, sulla roccia ch'è in Horeb; tu percoterai la roccia, e ne scaturirà dell'acqua, ed il popolo berrà'. Mosè fece così in presenza degli anziani d'Israele. Es. 17:6
- E l'Eterno disse a Mosè: `Scrivi questo fatto in un libro, perché se ne conservi il ricordo, e fa' sapere a Giosuè che io cancellerò interamente di sotto al cielo la memoria di Amalek'. Es. 17:14
- `La mano è stata alzata contro il trono dell'Eterno, e l'Eterno farà guerra ad Amalek d'età in età'. Es. 17:16
- e l'altro Eliezer, perché avea detto: `L'Iddio del padre mio è stato il mio aiuto, e mi ha liberato dalla spada di Faraone'. Es. 18:4
- E Mosè uscì a incontrare il suo suocero, gli s'inchinò, e lo baciò; s'informarono scambievolmente della loro salute, poi entrarono nella tenda. Es. 18:7
- Allora Mosè raccontò al suo suocero tutto quello che l'Eterno avea fatto a Faraone e agli Egiziani per amor d'Israele, tutte le sofferenze patite durante il viaggio, e come l'Eterno li avea liberati. Es. 18:8
- E Jethro si rallegrò di tutto il bene che l'Eterno avea fatto a Israele, liberandolo dalla mano degli Egiziani. Es. 18:9
- E Jethro disse: `Benedetto sia l'Eterno, che vi ha liberati dalla mano degli Egiziani e dalla mano di Faraone, e ha liberato il popolo dal giogo degli Egiziani! Es. 18:10
- Il giorno seguente, Mosè si assise per render ragione al popolo; e il popolo stette intorno a Mosè dal mattino fino alla sera. Es. 18:13
- E quando il suocero di Mosè vide tutto quello ch'egli faceva per il popolo, disse: `Che è questo che tu fai col popolo? Perché siedi solo, e tutto il popolo ti sta attorno dal mattino fino alla sera?' Es. 18:14
- E Mosè rispose al suo suocero: `Perché il popolo viene da me per consultare Dio. Es. 18:15
- Ma il suocero di Mosè gli disse: `Questo che tu fai non va bene. Es. 18:17
- Or ascolta la mia voce; io ti darò un consiglio, e Dio sia teco: Sii tu il rappresentante del popolo dinanzi a Dio, e porta a Dio le loro cause. Es. 18:19
- ma scegli fra tutto il popolo degli uomini capaci che temano Dio: degli uomini fidati, che detestino il lucro iniquo; e stabiliscili sul popolo come capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine e capi di diecine; Es. 18:21
- e rendano essi ragione al popolo in ogni tempo; e riferiscano a te ogni affare di grande importanza, ma ogni piccolo affare lo decidano loro. Allevia così il peso che grava su te, e lo portino essi teco. Es. 18:22
- Poi Mosè accomiatò il suo suocero, il quale se ne tornò al suo paese. Es. 18:27
- Or dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare; Es. 19:5
- E tutto il popolo rispose concordemente e disse: `Noi faremo tutto quello che l'Eterno ha detto'. E Mosè riferì all'Eterno le parole del popolo. Es. 19:8
- E l'Eterno disse a Mosè: `Ecco, io verrò a te in una folta nuvola, affinché il popolo oda quand'io parlerò con te, e ti presti fede per sempre'. E Mosè riferì all'Eterno le parole del popolo. Es. 19:9
- E siano pronti per il terzo giorno; perché il terzo giorno l'Eterno scenderà in presenza di tutto il popolo sul monte Sinai. Es. 19:11
- E tu fisserai attorno attorno de' limiti al popolo, e dirai: Guardatevi dal salire sul monte o dal toccarne il lembo. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte. Es. 19:12
- Nessuna mano tocchi quel tale; ma sia lapidato o trafitto di frecce; animale o uomo che sia, non sia lasciato vivere! Quando il corno sonerà a distesa, allora salgano pure sul monte'. Es. 19:13
- E Mosè scese dal monte verso il popolo; santificò il popolo, e quelli si lavarono le vesti. Es. 19:14
- Il terzo giorno, come fu mattino, cominciaron de' tuoni, de' lampi, apparve una folta nuvola sul monte, e s'udì un fortissimo suon di tromba; e tutto il popolo ch'era nel campo, tremò. Es. 19:16
- E Mosè fece uscire il popolo dal campo per menarlo incontro a Dio; e si fermarono appiè del monte. Es. 19:17
- Or il monte Sinai era tutto fumante, perché l'Eterno v'era disceso in mezzo al fuoco; e il fumo ne saliva come il fumo d'una fornace, e tutto il monte tremava forte. Es. 19:18
- Il suon della tromba s'andava facendo sempre più forte; Mosè parlava, e Dio gli rispondeva con una voce. Es. 19:19
- E l'Eterno disse a Mosè: `Scendi, avverti solennemente il popolo onde non faccia irruzione verso l'Eterno per guardare, e non n'abbiano a perire molti. Es. 19:21
- Mosè disse all'Eterno: `Il popolo non può salire sul monte Sinai, poiché tu ce l'hai divietato dicendo: Poni de' limiti attorno al monte, e santificalo'. Es. 19:23
- Ma l'Eterno gli disse: `Va', scendi abbasso; poi salirai tu, e Aaronne teco; ma i sacerdoti e il popolo non facciano irruzione per salire verso l'Eterno, onde non s'avventi contro a loro'. Es. 19:24
- Non usare il nome dell'Eterno, ch'è l'Iddio tuo, in vano; perché l'Eterno non terrà per innocente chi avrà usato il suo nome in vano. Es. 20:7
- ma il settimo è giorno di riposo, sacro all'Eterno, ch'è l'Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né il forestiero ch'è dentro alle tue porte; Es. 20:10
- poiché in sei giorni l'Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò ch'è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò l'Eterno ha benedetto il giorno del riposo e l'ha santificato. Es. 20:11
- Non attestare il falso contro il tuo prossimo. Es. 20:16
- Non concupire la casa del tuo prossimo; non concupire la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo'. Es. 20:17
- Or tutto il popolo udiva i tuoni, il suon della tromba e vedeva i lampi e il monte fumante. A tal vista, tremava e se ne stava da lungi. Es. 20:18
- E Mosè disse al popolo: `Non temete, poiché Dio è venuto per mettervi alla prova, e affinché il suo timore vi stia dinanzi, e così non pecchiate'. Es. 20:20
- Il popolo dunque se ne stava da lungi; ma Mosè s'avvicinò alla caligine dov'era Dio. Es. 20:21
- Fammi un altare di terra; e su questo offri i tuoi olocausti, i tuoi sacrifizi di azioni di grazie, le tue pecore e i tuoi buoi; in qualunque luogo dove farò che il mio nome sia ricordato, io verrò a te e ti benedirò. Es. 20:24
- Se compri un servo ebreo, egli ti servirà per sei anni; ma il settimo se ne andrà libero, senza pagar nulla. Es. 21:2
- Se il suo padrone gli dà moglie e questa gli partorisce figliuoli e figliuole, la moglie e i figliuoli di lei saranno del padrone, ed egli se ne andrà solo. Es. 21:4
- Ma se il servo fa questa dichiarazione: - `Io amo il mio padrone, mia moglie e i miei figliuoli; io non voglio andarmene libero' - Es. 21:5
- allora il suo padrone lo farà comparire davanti a Dio, e lo farà accostare alla porta o allo stipite, e il suo padrone gli forerà l'orecchio con una lesina; ed egli lo servirà per sempre. Es. 21:6
- S'ella dispiace al suo padrone, che se l'era presa per moglie, egli la farà riscattare; ma non avrà il diritto di venderla a gente straniera, dopo esserle stato infedele. Es. 21:8
- E se la dà in isposa al suo figliuolo, la tratterà secondo il diritto delle fanciulle. Es. 21:9
- Se prende un altra moglie, non toglierà alla prima né il vitto, né il vestire, né la coabitazione. Es. 21:10
- Se alcuno con premeditazione uccide il suo prossimo mediante insidia, tu lo strapperai anche dal mio altare, per farlo morire. Es. 21:14
- Se uno percuote il suo servo o la sua serva col bastone sì che gli muoiano fra le mani, il padrone dev'esser punito; Es. 21:20
- Se alcuni vengono a rissa e percuotono una donna incinta sì ch'ella si sgravi, ma senza che ne segua altro danno, il percotitore sarà condannato all'ammenda che il marito della donna gl'imporrà; e la pagherà come determineranno i giudici; Es. 21:22
- Se un bue cozza un uomo o una donna sì che muoia, il bue dovrà esser lapidato e non se ne mangerà la carne; ma il padrone del bue sarà assolto. Es. 21:28
- Però, se il bue era già da tempo uso cozzare, e il padrone n'è stato avvertito, ma non l'ha tenuto rinchiuso, e il bue ha ucciso un uomo o una donna, il bue sarà lapidato, e il suo padrone pure sarà messo a morte. Es. 21:29
- Ove sia imposto al padrone un prezzo di riscatto, egli pagherà per il riscatto della propria vita tutto quello che gli sarà imposto. Es. 21:30
- Se il bue cozza un figliuolo o una figliuola, gli si applicherà questa medesima legge. Es. 21:31
- Se il bue cozza un servo o una serva, il padrone del bue pagherà al padrone del servo trenta sicli d'argento, e il bue sarà lapidato. Es. 21:32
- il padron della fossa rifarà il danno: pagherà in danaro il valore della bestia al padrone, e la bestia morta sarà sua. Es. 21:34
- Se il bue d'un uomo ferisce il bue d'un altro sì ch'esso muoia, si venderà il bue vivo e se ne dividerà il prezzo; e anche il bue morto sarà diviso fra loro. Es. 21:35
- Se poi è noto che quel bue era già da tempo uso cozzare, e il suo padrone non l'ha tenuto rinchiuso, questi dovrà pagare bue per bue, e la bestia morta sarà sua. Es. 21:36
- Se uno ruba un bue o una pecora e li ammazza o li vende, restituirà cinque buoi per il bue e quattro pecore per la pecora. Es. 22:1
- Se il ladro, còlto nell'atto di fare uno scasso, è percosso e muore, non v'è delitto d'omicidio. Es. 22:2
- Se il sole era levato quand'avvenne il fatto, vi sarà delitto d'omicidio. Il ladro dovrà risarcire il danno; se non ha di che risarcirlo, sarà venduto per ciò che ha rubato. Es. 22:3
- Se il furto, bue o asino o pecora che sia, gli è trovato vivo nelle mani, restituirà il doppio. Es. 22:4
- Se uno arrecherà de' danni a un campo o ad una vigna, lasciando andare le sue bestie a pascere nel campo altrui risarcirà il danno col meglio del suo campo e col meglio della sua vigna. Es. 22:5
- Se divampa un fuoco e s'attacca alle spine sì che ne sia distrutto il grano in covoni o il grano in piedi o il campo, chi avrà acceso il fuoco dovrà risarcire il danno. Es. 22:6
- Se uno affida al suo vicino del danaro o degli oggetti da custodire, e questi siano rubati dalla casa di quest'ultimo, se il ladro si trova, restituirà il doppio. Es. 22:7
- Se il ladro non si trova, il padron della casa comparirà davanti a Dio per giurare che non ha messo la mano sulla roba del suo vicino. Es. 22:8
- In ogni caso di delitto, sia che si tratti d'un bue o d'un asino o d'una pecora o d'un vestito o di qualunque oggetto perduto del quale uno dica: `È questo qui!' la causa d'ambedue le parti verrà davanti a Dio; colui che Dio condannerà, restituirà il doppio al suo prossimo. Es. 22:9
- interverrà fra le due parti il giuramento dell'Eterno per sapere se colui che avea la bestia in custodia non ha messo la mano sulla roba del suo vicino. Il padrone della bestia si contenterà del giuramento, e l'altro non sarà tenuto a rifacimento di danni. Es. 22:11
- Ma se la bestia gli è stata rubata, egli dovrà risarcire del danno il padrone d'essa. Es. 22:12
- Se uno prende in prestito dal suo vicino una bestia, e questa resti stroppiata o muoia essendo assente il padrone d'essa, egli dovrà rifare il danno. Es. 22:14
- Se il padrone è presente, non v'è luogo a rifacimento di danni; se la bestia è stata presa a nolo, essa è compresa nel prezzo del nolo. Es. 22:15
- Se il padre di lei rifiuta del tutto di dargliela, paghi la somma che si suol dare per le fanciulle. Es. 22:17
- Se in qualche modo li affliggi, ed essi gridano a me, io udrò senza dubbio il loro grido; Es. 22:23
- Se prendi in pegno il vestito del tuo prossimo, glielo renderai prima che tramonti il sole; Es. 22:26
- perché esso è l'unica sua coperta, è la veste con cui si avvolge il corpo. Su che dormirebb'egli? E se avverrà ch'egli gridi a me, io l'udrò; perché sono misericordioso. Es. 22:27
- Non bestemmierai contro Dio, e non maledirai il principe del tuo popolo. Es. 22:28
- Non indugerai a offrirmi il tributo dell'abbondanza delle tue raccolte e di ciò che cola dai tuoi strettoi. Mi darai il primogenito de' tuoi figliuoli. Es. 22:29
- Lo stesso farai del tuo grosso e del tuo minuto bestiame: il loro primo parto rimarrà sette giorni presso la madre; l'ottavo giorno, me lo darai. Es. 22:30
- Non spargere alcuna voce calunniosa e non tener di mano all'empio nell'attestare il falso. Es. 23:1
- Non andar dietro alla folla per fare il male; e non deporre in giudizio schierandoti dalla parte dei più per pervertire la giustizia. Es. 23:2
- Parimente non favorire il povero nel suo processo. Es. 23:3
- Se incontri il bue del tuo nemico o il suo asino smarrito, non mancare di ricondurglielo. Es. 23:4
- Se vedi l'asino di colui che t'odia steso a terra sotto il carico, guardati bene dall'abbandonarlo, ma aiuta il suo padrone a scaricarlo. Es. 23:5
- Non violare il diritto del povero del tuo popolo nel suo processo. Es. 23:6
- Rifuggi da ogni parola bugiarda; e non far morire l'innocente e il giusto; perché io non assolverò il malvagio Es. 23:7
- Non accettar presenti; perché il presente acceca quelli che ci veggon chiaro, e perverte le parole dei giusti. Es. 23:8
- ma il settimo anno la lascerai riposare e rimanere incolta; i poveri del tuo popolo ne godranno, e le bestie della campagna mangeranno quel che rimarrà. Lo stesso farai della tua vigna e de' tuoi ulivi. Es. 23:11
- Per sei giorni farai il tuo lavoro; ma il settimo giorno ti riposerai, affinché il tuo bue e il tuo asino possano riposarsi, e il figliuolo della tua serva e il forestiero possano riprender fiato. Es. 23:12
- Porrete ben mente a tutte le cose che io vi ho dette, e non pronunzierete il nome di dèi stranieri: non lo si oda uscire dalla vostra bocca. Es. 23:13
- Non offrirai il sangue della mia vittima insieme con pane lievitato; e il grasso dei sacrifizi della mia festa non sarà serbato durante la notte fino al mattino. Es. 23:18
- Porterai alla casa dell'Eterno, ch'è il tuo Dio, le primizie de' primi frutti della terra. Non farai cuocere il capretto nel latte di sua madre. Es. 23:19
- Sii guardingo in sua presenza, e ubbidisci alla sua voce; non ti ribellare a lui, perch'egli non perdonerà le vostre trasgressioni; poiché il mio nome è in lui. Es. 23:21
- Ma se ubbidisci fedelmente alla sua voce e fai tutto quello che ti dirò, io sarò il nemico de' tuoi nemici, l'avversario de' tuoi avversari; Es. 23:22
- poiché il mio angelo andrà innanzi a te e t'introdurrà nel paese degli Amorei, degli Hittei, dei Ferezei, dei Cananei, degli Hivvei e dei Gebusei, e li sterminerò. Es. 23:23
- Servirete all'Eterno, ch'è il vostro Dio, ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua; ed io allontanerò la malattia di mezzo a te. Es. 23:25
- Nel tuo paese non ci sarà donna che abortisca, né donna sterile. Io farò completo il numero de' tuoi giorni. Es. 23:26
- Io manderò davanti a te il mio terrore, e metterò in rotta ogni popolo presso il quale arriverai, e farò voltar le spalle dinanzi a te a tutti i tuoi nemici. Es. 23:27
- Non li scaccerò dal tuo cospetto in un anno, affinché il paese non diventi un deserto, e le bestie de' campi non si moltiplichino contro di te. Es. 23:29
- poi Mosè solo s'accosterà all'Eterno; ma gli altri non s'accosteranno, né salirà il popolo con lui'. Es. 24:2
- E Mosè venne e riferì al popolo tutte le parole dell'Eterno e tutte le leggi. E tutto il popolo rispose ad una voce e disse: `Noi faremo tutte le cose che l'Eterno ha dette'. Es. 24:3
- Poi prese il libro del patto e lo lesse in presenza del popolo, il quale disse: `Noi faremo tutto quello che l'Eterno ha detto, e ubbidiremo'. Es. 24:7
- Allora Mosè prese il sangue, ne asperse il popolo e disse: `Ecco il sangue del patto che l'Eterno ha fatto con voi sul fondamento di tutte queste parole'. Es. 24:8
- Mosè dunque salì sul monte, e la nuvola ricoperse il monte. Es. 24:15
- E la gloria dell'Eterno rimase sul monte Sinai e la nuvola lo coperse per sei giorni; e il settimo giorno l'Eterno chiamò Mosè di mezzo alla nuvola. Es. 24:16
- olio per il candelabro, aromi per l'olio della unzione e per il profumo odoroso; Es. 25:6
- pietre di ònice e pietre da incastonare per l'efod e il pettorale. Es. 25:7
- Me lo farete in tutto e per tutto secondo il modello del tabernacolo e secondo il modello di tutti i suoi arredi, che io sto per mostrarti. Es. 25:9
- E i cherubini avranno le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le loro ali; avranno la faccia vòlta l'uno verso l'altro; le facce dei cherubini saranno vòlte verso il propiziatorio. Es. 25:20
- E metterai il propiziatorio in alto, sopra l'arca; e nell'arca metterai la testimonianza che ti darò. Es. 25:21
- E metterai sulla tavola il pane della presentazione, che starà del continuo nel mio cospetto. Es. 25:30
- Farai anche un candelabro d'oro puro; il candelabro, il suo piede e il suo tronco saranno lavorati al martello; i suoi calici, i suoi pomi e i suoi fiori saranno tutti d'un pezzo col candelabro. Es. 25:31
- Questi pomi e questi bracci saranno tutti d'un pezzo col candelabro; il tutto sarà d'oro fino lavorato al martello. Es. 25:36
- Farai pure le sue lampade, in numero di sette; e le sue lampade si accenderanno in modo che la luce rischiari il davanti del candelabro. Es. 25:37
- Per fare il candelabro con tutti questi suoi utensili s'impiegherà un talento d'oro puro. Es. 25:39
- E vedi di fare ogni cosa secondo il modello che t'è stato mostrato sul monte. Es. 25:40
- Farai poi il tabernacolo di dieci teli di lino fino ritorto, di filo color violaceo, porporino e scarlatto, con dei cherubini artisticamente lavorati. Es. 26:1
- E farai cinquanta fermagli d'oro, e unirai i teli l'uno all'altro mediante i fermagli, perché il tabernacolo formi un tutto. Es. 26:6
- Farai pure dei teli di pel di capra, per servir da tenda per coprire il tabernacolo: di questi teli ne farai undici. Es. 26:7
- Unirai assieme, da sé, cinque di questi teli, e unirai da sé gli altri sei, e addoppierai il sesto sulla parte anteriore della tenda. Es. 26:9
- e il cubito da una parte e il cubito dall'altra parte che saranno di soprappiù nella lunghezza dei teli della tenda, ricadranno sui due lati del tabernacolo, di qua e di là, per coprirlo. Es. 26:13
- Farai per il tabernacolo delle assi di legno d'acacia, messe per ritto. Es. 26:15
- Farai dunque le assi per il tabernacolo: venti assi dal lato meridionale, verso il sud. Es. 26:18
- E farai venti assi per il secondo lato del tabernacolo, il lato di nord, Es. 26:20
- Erigerai il tabernacolo secondo la forma esatta che te n'è stata mostrata sul monte. Es. 26:30
- Metterai il velo sotto i fermagli; e quivi, al di là del velo, introdurrai l'arca della testimonianza; quel velo sarà per voi la separazione del luogo santo dal santissimo. Es. 26:33
- E metterai il propiziatorio sull'arca della testimonianza nel luogo santissimo. Es. 26:34
- E metterai la tavola fuori del velo, e il candelabro dirimpetto alla tavola dal lato meridionale del tabernacolo; e metterai la tavola dal lato di settentrione. Es. 26:35
- Farai ai quattro angoli dei corni che spuntino dall'altare, il quale rivestirai di rame. Es. 27:2
- Farai anche il cortile del tabernacolo; dal lato meridionale, ci saranno, per formare il cortile, delle cortine di lino fino ritorto, per una lunghezza di cento cubiti, per un lato. Es. 27:9
- Così pure per il lato di settentrione, per lungo, ci saranno delle cortine lunghe cento cubiti, con venti colonne e le loro venti basi di rame; i chiodi e le aste delle colonne saranno d'argento. Es. 27:11
- E per largo, dal lato d'occidente, il cortile avrà cinquanta cubiti di cortine, con dieci colonne e le loro dieci basi. Es. 27:12
- E per largo, sul davanti, dal lato orientale, il cortile avrà cinquanta cubiti. Es. 27:13
- Ordinerai ai figliuoli d'Israele che ti portino dell'olio d'uliva puro, vergine, per il candelabro, per tener le lampade continuamente accese. Es. 27:20
- sei de' loro nomi sopra una pietra, e gli altri sei nomi sopra la seconda pietra, secondo il loro ordine di nascita. Es. 28:10
- Inciderai su queste due pietre i nomi de' figliuoli d'Israele come fa il lapidario, come s'incide un sigillo; le farai incastrare in castoni d'oro. Es. 28:11
- Farai pure il pettorale del giudizio, artisticamente lavorato; lo farai come il lavoro dell'efod: d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto. Es. 28:15
- E si fisserà il pettorale mediante i suoi anelli agli anelli dell'efod con un cordone violaceo, affinché il pettorale sia al di sopra della cintura artistica dell'efod, e non si possa staccare dall'efod. Es. 28:28
- Metterai sul pettorale del giudizio l'Urim e il Thummim; e staranno sul cuore d'Aaronne quand'egli si presenterà davanti all'Eterno. Così Aaronne porterà il giudizio de' figliuoli d'Israele sul suo cuore, davanti all'Eterno, del continuo. Es. 28:30
- Farai anche il manto dell'efod, tutto di color violaceo. Es. 28:31
- Esso avrà, in mezzo, un'apertura per passarvi il capo; e l'apertura avrà all'intorno un'orlatura tessuta, come l'apertura d'una corazza, perché non si strappi. Es. 28:32
- Aaronne se lo metterà per fare il servizio; quand'egli entrerà nel luogo santo dinanzi all'Eterno e quando ne uscirà, s'udrà il suono, ed egli non morrà. Es. 28:35
- Aaronne e i suoi figliuoli le porteranno quando entreranno nella tenda di convegno, o quando s'accosteranno all'altare per fare il servizio nel luogo santo, affinché non si rendano colpevoli e non muoiano. Questa è una regola perpetua per lui e per la sua progenie dopo di lui. Es. 28:43
- Gli porrai in capo la mitra, e metterai sulla mitra il santo diadema. Es. 29:6
- Cingerai Aaronne e i suoi figliuoli con delle cinture, e assicurerai sul loro capo delle tiare; e il sacerdozio apparterrà loro per legge perpetua. Così consacrerai Aaronne e i suoi figliuoli. Es. 29:9
- Poi farai accostare il giovenco davanti alla tenda di convegno; e Aaronne e i suoi figliuoli poseranno le mani sul capo del giovenco. Es. 29:10
- E scannerai il giovenco davanti all'Eterno, all'ingresso della tenda di convegno. Es. 29:11
- E prenderai del sangue del giovenco, e ne metterai col dito sui corni dell'altare, e spanderai tutto il sangue appiè dell'altare. Es. 29:12
- Prenderai pure tutto il grasso che copre le interiora, la rete ch'è sopra il fegato, i due arnioni e il grasso che v'è sopra, e farai fumar tutto sull'altare. Es. 29:13
- Ma la carne del giovenco, la sua pelle e i suoi escrementi li brucerai col fuoco fuori del campo: è un sacrifizio per il peccato. Es. 29:14
- E scannerai il montone, ne prenderai il sangue, e lo spanderai sull'altare, tutto all'intorno. Es. 29:16
- Poi farai a pezzi il montone, laverai le sue interiora e le sue gambe, e le metterai sui pezzi e sulla sua testa. Es. 29:17
- E farai fumare tutto il montone sull'altare: è un olocausto all'Eterno; è un sacrifizio di soave odore fatto mediante il fuoco all'Eterno. Es. 29:18
- Scannerai il montone, prenderai del suo sangue e lo metterai sull'estremità dell'orecchio destro d'Aaronne e sull'estremità dell'orecchio destro de' suoi figliuoli, e sul pollice della loro man destra e sul dito grosso del loro piè destro, e spanderai il sangue sull'altare, tutto all'intorno. Es. 29:20
- Prenderai pure il grasso del montone, la coda, il grasso che copre le interiora, la rete del fegato, i due arnioni e il grasso che v'è sopra e la coscia destra, perché è un montone di consacrazione; Es. 29:22
- Poi le prenderai dalle loro mani e le farai fumare sull'altare sopra l'olocausto, come un profumo soave davanti all'Eterno; è un sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno. Es. 29:25
- E prenderai il petto del montone che avrà servito alla consacrazione d'Aaronne, e lo agiterai come offerta agitata davanti all'Eterno; e questa sarà la tua parte. Es. 29:26
- E consacrerai, di ciò che spetta ad Aaronne e ai suoi figliuoli, il petto dell'offerta agitata e la coscia dell'offerta elevata: vale a dire, ciò che del montone della consacrazione sarà stato agitato ed elevato; Es. 29:27
- Quello de' suoi figliuoli che gli succederà nel sacerdozio, li indosserà per sette giorni quando entrerà nella tenda di convegno per fare il servizio nel luogo santo. Es. 29:30
- Poi prenderai il montone della consacrazione, e ne farai cuocere la carne in un luogo santo; Es. 29:31
- e Aaronne e i suoi figliuoli mangeranno, all'ingresso della tenda di convegno, la carne del montone e il pane che sarà nel paniere. Es. 29:32
- E ogni giorno offrirai un giovenco, come sacrifizio per il peccato, per fare l'espiazione; purificherai l'altare mediante questa tua espiazione, e l'ungerai per consacrarlo. Es. 29:36
- Il secondo agnello l'offrirai sull'imbrunire; l'accompagnerai con la stessa oblazione e con la stessa libazione della mattina; è un sacrifizio di profumo soave offerto mediante il fuoco all'Eterno. Es. 29:41
- E dimorerò in mezzo ai figliuoli d'Israele e sarò il loro Dio. Es. 29:45
- Farai pure un altare per bruciarvi su il profumo: lo farai di legno d'acacia. Es. 30:1
- Lo rivestirai d'oro puro: il disopra, i suoi lati tutt'intorno, i suoi corni; e gli farai una ghirlanda d'oro che gli giri attorno. Es. 30:3
- E Aaronne farà una volta all'anno l'espiazione sui corni d'esso; col sangue del sacrifizio d'espiazione per il peccato vi farà l'espiazione una volta l'anno, di generazione in generazione. Sarà cosa santissima, sacra all'Eterno'. Es. 30:10
- `Quando farai il conto de' figliuoli d'Israele, facendone il censimento, ognun d'essi darà all'Eterno il riscatto della propria persona, quando saranno contati; onde non siano colpiti da qualche piaga, allorché farai il loro censimento. Es. 30:12
- Daranno questo: chiunque sarà compreso nel censimento darà un mezzo siclo, secondo il siclo del santuario, che è di venti ghere: un mezzo siclo sarà l'offerta da fare all'Eterno. Es. 30:13
- Il ricco non darà di più, né il povero darà meno del mezzo siclo, quando si farà quest'offerta all'Eterno per il riscatto delle vostre persone. Es. 30:15
- Prenderai dunque dai figliuoli d'Israele questo danaro del riscatto e lo adoprerai per il servizio della tenda di convegno: sarà per i figliuoli d'Israele una ricordanza dinanzi all'Eterno per fare il riscatto delle vostre persone'. Es. 30:16
- Quando entreranno nella tenda di convegno, si laveranno con acqua, onde non abbiano a morire; così pure quando si accosteranno all'altare per fare il servizio, per far fumare un'offerta fatta all'Eterno mediante il fuoco. Es. 30:20
- di cassia, cinquecento, secondo il siclo del santuario; e un hin d'olio d'oliva. Es. 30:24
- la tavola e tutti i suoi utensili, il candelabro e i suoi utensili, l'altare dei profumi, Es. 30:27
- Chiunque ne comporrà di simile, o chiunque ne metterà sopra un estraneo, sarà sterminato di fra il suo popolo'. Es. 30:33
- Chiunque ne farà di simile per odorarlo, sarà sterminato di fra il suo popolo'. Es. 30:38
- per concepire opere d'arte, per lavorar l'oro, l'argento e il rame, Es. 31:4
- per incidere pietre da incastonare, per scolpire il legno, per eseguire ogni sorta di lavori. Es. 31:5
- la tenda di convegno, l'arca per la testimonianza, il propiziatorio che vi dovrà esser sopra, e tutti gli arredi della tenda; la tavola e i suoi utensili, Es. 31:7
- il candelabro d'oro puro e tutti i suoi utensili, Es. 31:8
- i paramenti per le cerimonie, i paramenti sacri per il sacerdote Aaronne e i paramenti dei suoi figliuoli per esercitare il sacerdozio, Es. 31:10
- l'olio dell'unzione e il profumo fragrante per il luogo santo. Faranno tutto conformemente a quello che ho ordinato'. Es. 31:11
- `Quanto a te, parla ai figliuoli d'Israele e di' loro: Badate bene d'osservare i miei sabati, perché il sabato è un segno fra me e voi per tutte le vostre generazioni, affinché conosciate che io sono l'Eterno che vi santifica. Es. 31:13
- Osserverete dunque il sabato, perché è per voi un giorno santo; chi lo profanerà dovrà esser messo a morte; chiunque farà in esso qualche lavoro sarà sterminato di fra il suo popolo. Es. 31:14
- Si lavorerà sei giorni; ma il settimo giorno è un sabato di solenne riposo, sacro all'Eterno; chiunque farà qualche lavoro nel giorno del sabato dovrà esser messo a morte. Es. 31:15
- I figliuoli d'Israele quindi osserveranno il sabato, celebrandolo di generazione in generazione come un patto perpetuo. Es. 31:16
- Esso è un segno perpetuo fra me e i figliuoli d'Israele; poiché in sei giorni l'Eterno fece i cieli e la terra, e il settimo giorno cessò di lavorare, e si riposò'. Es. 31:17
- Or il popolo, vedendo che Mosè tardava a scender dal monte, si radunò intorno ad Aaronne e gli disse: `Orsù, facci un dio, che ci vada dinanzi; poiché, quanto a Mosè, a quest'uomo che ci ha tratto dal paese d'Egitto, non sappiamo che ne sia stato'. Es. 32:1
- E tutto il popolo si staccò dagli orecchi gli anelli d'oro e li portò ad Aaronne, Es. 32:3
- il quale li prese dalle loro mani, e, dopo averne cesellato il modello, ne fece un vitello di getto. E quelli dissero: `O Israele, questo è il tuo dio che ti ha tratto dal paese d'Egitto!' Es. 32:4
- E l'indomani, quelli si levarono di buon'ora, offrirono olocausti e recarono de' sacrifizi di azioni di grazie; e il popolo si adagiò per mangiare e bere, e poi si alzò per divertirsi. Es. 32:6
- E l'Eterno disse a Mosè: `Va', scendi; perché il tuo popolo che hai tratto dal paese d'Egitto, s'è corrotto; Es. 32:7
- si son presto sviati dalla strada ch'io avevo loro ordinato di seguire; si son fatti un vitello di getto, l'hanno adorato, gli hanno offerto sacrifizi, e hanno detto: O Israele, questo è il tuo dio che ti ha tratto dal paese d'Egitto'. Es. 32:8
- Allora Mosè supplicò l'Eterno, il suo Dio, e disse: `Perché, o Eterno, l'ira tua s'infiammerebbe contro il tuo popolo che hai tratto dal paese d'Egitto con gran potenza e con mano forte? Es. 32:11
- Perché direbbero gli Egiziani: Egli li ha tratti fuori per far loro del male, per ucciderli su per le montagne e per sterminarli di sulla faccia della terra? Calma l'ardore della tua ira e pèntiti del male di cui minacci il tuo popolo. Es. 32:12
- Or Giosuè, udendo il clamore del popolo che gridava, disse a Mosè: `S'ode un fragore di battaglia nel campo'. Es. 32:17
- E Mosè rispose: `Questo non è né grido di vittoria, né grido di vinti; il clamore ch'io odo è di gente che canta'. Es. 32:18
- E come fu vicino al campo, vide il vitello e le danze; e l'ira di Mosè s'infiammò, ed egli gettò dalle mani le tavole e le spezzò appiè del monte. Es. 32:19
- Poi prese il vitello che quelli avean fatto, lo bruciò col fuoco, lo ridusse in polvere, sparse la polvere sull'acqua, e la fece bere ai figliuoli d'Israele. Es. 32:20
- Quando Mosè vide che il popolo era senza freno e che Aaronne lo aveva lasciato sfrenarsi esponendolo all'obbrobrio de' suoi nemici, Es. 32:25
- Ed egli disse loro: `Così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Ognuno di voi si metta la spada al fianco; passate e ripassate nel campo, da una porta all'altra d'esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l'amico, ciascuno il vicino!' Es. 32:27
- L'indomani Mosè disse al popolo: `Voi avete commesso un gran peccato; ma ora io salirò all'Eterno; forse otterrò che il vostro peccato vi sia perdonato'. Es. 32:30
- nondimeno, perdona ora il loro peccato! Se no, deh, cancellami dal tuo libro che hai scritto!' Es. 32:32
- Or va', conduci il popolo dove t'ho detto. Ecco, il mio angelo andrà dinanzi a te; ma nel giorno che verrò a punire, io li punirò del loro peccato'. Es. 32:34
- E l'Eterno percosse il popolo, perch'esso era l'autore del vitello che Aaronne avea fatto. Es. 32:35
- L'Eterno disse a Mosè: `Va' sali di qui, tu col popolo che hai tratto dal paese d'Egitto, verso il paese che promisi con giuramento ad Abrahamo ad Isacco e a Giacobbe, dicendo: Io lo darò alla tua progenie. Es. 33:1
- Esso vi condurrà in un paese ove scorre il latte e il miele; poiché io non salirò in mezzo a te, perché sei un popolo di collo duro, ond'io non abbia a sterminarti per via'. Es. 33:3
- Quando il popolo udì queste sinistre parole, fece cordoglio, e nessuno si mise i propri ornamenti. Es. 33:4
- Quando Mosè usciva per recarsi alla tenda, tutto il popolo si alzava, e ognuno se ne stava ritto all'ingresso della propria tenda, e seguiva con lo sguardo Mosè, finch'egli fosse entrato nella tenda. Es. 33:8
- Tutto il popolo vedeva la colonna di nuvola ferma all'ingresso della tenda; e tutto il popolo si alzava, e ciascuno si prostrava all'ingresso della propria tenda. Es. 33:10
- Poiché, come si farà ora a conoscere che io e il tuo popolo abbiam trovato grazia agli occhi tuoi? Non sarà egli dal fatto che tu vieni con noi? Questo distinguerà me e il tuo popolo da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra'. Es. 33:16
- E l'Eterno gli rispose: `Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, e proclamerò il nome dell'Eterno davanti a te; e farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà'. Es. 33:19
- Nessuno salga con te, e non si vegga alcuno per tutto il monte; e greggi ed armenti non pascolino nei pressi di questo monte'. Es. 34:3
- E l'Eterno discese nella nuvola, si fermò quivi con lui e proclamò il nome dell'Eterno. Es. 34:5
- che conserva la sua benignità fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente, e che punisce l'iniquità dei padri sopra i figliuoli e sopra i figliuoli de' figliuoli, fino alla terza e alla quarta generazione!' Es. 34:7
- Poi disse: `Deh, Signore, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, venga il Signore in mezzo a noi, perché questo è un popolo di collo duro; perdona la nostra iniquità e il nostro peccato, e prendici come tuo possesso'. Es. 34:9
- E l'Eterno rispose: `Ecco, io faccio un patto: farò dinanzi a tutto il tuo popolo maraviglie, quali non si son mai fatte su tutta la terra né in alcuna nazione; e tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l'opera dell'Eterno, perché tremendo è quello ch'io sono per fare per mezzo di te. Es. 34:10
- poiché tu non adorerai altro dio, perché l'Eterno, che si chiama `il Geloso', è un Dio geloso. Es. 34:14
- Ogni primogenito è mio; e mio è ogni primo parto maschio di tutto il tuo bestiame: del bestiame grosso e minuto. Es. 34:19
- Ma riscatterai con un agnello il primo nato dell'asino; e, se non lo vorrai riscattare, gli fiaccherai il collo. Riscatterai ogni primogenito de' tuoi figliuoli. E nessuno comparirà davanti a me a mani vuote. Es. 34:20
- Lavorerai sei giorni; ma il settimo giorno ti riposerai: ti riposerai anche al tempo dell'aratura e della mietitura. Es. 34:21
- Poiché io caccerò dinanzi a te delle nazioni, e allargherò i tuoi confini; né alcuno agognerà il tuo paese, quando salirai, tre volte all'anno, per comparire nel cospetto dell'Eterno, ch'è l'Iddio tuo. Es. 34:24
- Non offrirai con pane lievitato il sangue della vittima immolata a me; e il sacrifizio della festa di Pasqua non sarà serbato fino al mattino. Es. 34:25
- Porterai alla casa dell'Eterno Iddio tuo le primizie de' primi frutti della tua terra. Non cuocerai il capretto nel latte di sua madre'. Es. 34:26
- Ma quando Mosè entrava al cospetto dell'Eterno per parlare con lui, si toglieva il velo, finché non tornasse fuori; tornava fuori, e diceva ai figliuoli d'Israele quello che gli era stato comandato. Es. 34:34
- I figliuoli d'Israele, guardando la faccia di Mosè, ne vedeano la pelle tutta raggiante; e Mosè si rimetteva il velo sulla faccia, finché non entrasse a parlare con l'Eterno. Es. 34:35
- Sei giorni si dovrà lavorare, ma il settimo giorno sarà per voi un giorno santo, un sabato di solenne riposo, consacrato all'Eterno. Chiunque farà qualche lavoro in esso sarà messo a morte. Es. 35:2
- Non accenderete fuoco in alcuna delle vostre abitazioni il giorno del sabato'. Es. 35:3
- olio per il candelabro, aromi per l'olio dell'unzione e per il profumo fragrante, Es. 35:8
- pietre d'ònice, pietre da incastonare per l'efod e per il pettorale. Es. 35:9
- il tabernacolo, la sua tenda e la sua coperta, i suoi fermagli, le sue assi, le sue traverse, le sue colonne e le sue basi, Es. 35:11
- l'arca, le sue stanghe, il propiziatorio e il velo da stender davanti all'arca, la tavola e le sue stanghe, Es. 35:12
- tutti i suoi utensili, e il pane della presentazione; Es. 35:13
- il candelabro per la luce e i suoi utensili, le sue lampade e l'olio per il candelabro; Es. 35:14
- l'altare dei profumi e le sue stanghe, l'olio dell'unzione e il profumo fragrante, la portiera dell'ingresso per l'entrata del tabernacolo, Es. 35:15
- i paramenti per le cerimonie per fare il servizio nel luogo santo, i paramenti sacri per il sacerdote Aaronne, e i paramenti de' suoi figliuoli per esercitare il sacerdozio'. Es. 35:19
- E tutti quelli che il loro cuore spingeva e tutti quelli che il loro spirito rendea volenterosi, vennero a portare l'offerta all'Eterno per l'opera della tenda di convegno, per tutto il suo servizio e per i paramenti sacri. Es. 35:21
- E tutte le donne che il cuore spinse ad usare la loro abilità, filarono del pel di capra. Es. 35:26
- E i capi del popolo portarono pietre d'ònice e pietre da incastonare per l'efod e per il pettorale, Es. 35:27
- aromi e olio per il candelabro, per l'olio dell'unzione e per il profumo fragrante. Es. 35:28
- Tutti i figliuoli d'Israele, uomini e donne, che il cuore mosse a portare volenterosamente il necessario per tutta l'opera che l'Eterno aveva ordinata per mezzo di Mosè, recarono all'Eterno delle offerte volontarie. Es. 35:29
- per concepire opere d'arte, per lavorar l'oro, l'argento e il rame, Es. 35:32
- per incidere pietre da incastonare, per scolpire il legno, per eseguire ogni sorta di lavori d'arte. Es. 35:33
- E gli ha comunicato il dono d'insegnare: a lui ed a Oholiab, figliuolo di Ahisamac, della tribù di Dan. Es. 35:34
- E Betsaleel e Oholiab e tutti gli uomini abili, nei quali l'Eterno ha messo sapienza e intelligenza per saper eseguire tutti i lavori per il servizio del santuario, faranno ogni cosa secondo che l'Eterno ha ordinato'. Es. 36:1
- Mosè chiamò dunque Betsaleel e Oholiab e tutti gli uomini abili ne' quali l'Eterno avea messo intelligenza, tutti quelli che il cuore moveva ad applicarsi al lavoro per eseguirlo; Es. 36:2
- Allora tutti gli uomini abili ch'erano occupati a tutti i lavori del santuario, lasciato ognuno il lavoro che faceva, vennero a dire a Mosè: Es. 36:4
- `Il popolo porta molto più di quel che bisogna per eseguire i lavori che l'Eterno ha comandato di fare'. Es. 36:5
- Allora Mosè dette quest'ordine, che fu bandito per il campo: `Né uomo né donna faccia più alcun lavoro come offerta per il santuario'. Così s'impedì che il popolo portasse altro. Es. 36:6
- Poiché la roba già pronta bastava a fare tutto il lavoro, e ve n'era d'avanzo. Es. 36:7
- Tutti gli uomini abili, fra quelli che eseguivano il lavoro, fecero dunque il tabernacolo di dieci teli, di lino fino ritorto, e di filo color violaceo, porporino e scarlatto, con dei cherubini artisticamente lavorati. Es. 36:8
- Si fecero pure cinquanta fermagli d'oro, e si unirono i teli l'uno all'altro mediante i fermagli; e così il tabernacolo formò un tutto. Es. 36:13
- Si fecero inoltre dei teli di pel di capra, per servir da tenda per coprire il tabernacolo: di questi teli se ne fecero undici. Es. 36:14
- Poi si fecero per il tabernacolo le assi di legno d'acacia, messe per ritto. Es. 36:20
- Si fecero dunque le assi per il tabernacolo: venti assi dal lato meridionale, verso il sud; Es. 36:23
- E per il secondo lato del tabernacolo, il lato di nord, Es. 36:25
- Fu fatto pure il velo, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto con de' cherubini artisticamente lavorati; Es. 36:35
- E i cherubini aveano le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le ali; aveano la faccia vòlta l'uno verso l'altro; le facce dei cherubini erano vòlte verso il propiziatorio. Es. 37:9
- Fece anche il candelabro d'oro puro; fece il candelabro lavorato al martello, col suo piede e il suo tronco; i suoi calici, i suoi pomi e i suoi fiori erano tutti d'un pezzo col candelabro. Es. 37:17
- Questi pomi e questi bracci erano tutti d'un pezzo col candelabro; il tutto era d'oro puro lavorato al martello. Es. 37:22
- Per fare il candelabro con tutti i suoi utensili impiegò un talento d'oro puro. Es. 37:24
- E lo rivestì d'oro puro: il disopra, i suoi lati tutt'intorno, i suoi corni; e gli fece una ghirlanda d'oro che gli girava attorno. Es. 37:26
- Poi fece l'olio santo per l'unzione e il profumo fragrante, puro, secondo l'arte del profumiere. Es. 37:29
- Poi fece la conca di rame, e la sua base di rame, servendosi degli specchi delle donne che venivano a gruppi a fare il servizio all'ingresso della tenda di convegno. Es. 38:8
- Poi fece il cortile; dal lato meridionale, c'erano, per formare il cortile, cento cubiti di cortine di lino fino ritorto, Es. 38:9
- Tutte le cortine formanti il recinto del cortile erano di lino fino ritorto; Es. 38:16
- Tutto l'oro che fu impiegato nell'opera per tutti i lavori del santuario, oro delle offerte, fu ventinove talenti e settecentotrenta sicli, secondo il siclo del santuario. Es. 38:24
- E l'argento di quelli della raunanza de' quali si fece il censimento, fu cento talenti e mille settecento settantacinque sicli, secondo il siclo del santuario: Es. 38:25
- un beka a testa, vale a dire un mezzo siclo, secondo il siclo del santuario, per ogni uomo compreso nel censimento, dall'età di venti anni in su: cioè, per seicentotremila cinquecento cinquanta uomini. Es. 38:26
- Il rame delle offerte ammontava a settanta talenti e a duemila quattrocento sicli. Es. 38:29
- Poi si fece il pettorale, artisticamente lavorato, come il lavoro dell'efod: d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto. Es. 39:8
- Il pettorale era quadrato; e lo fecero doppio; aveva la lunghezza d'una spanna e una spanna di larghezza; era doppio. Es. 39:9
- E attaccarono il pettorale mediante i suoi anelli agli anelli dell'efod con un cordone violaceo, affinché il pettorale fosse al disopra della banda artisticamente lavorata dell'efod, e non si potesse staccare dall'efod; come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:21
- Si fece pure il manto dell'efod, di lavoro tessuto, tutto di color violaceo, Es. 39:22
- e l'apertura, in mezzo al manto, per passarvi il capo: apertura, come quella d'una corazza, con all'intorno un'orlatura tessuta, perché non si strappasse. Es. 39:23
- un sonaglio e una melagrana, un sonaglio e una melagrana, sull'orlatura del manto, tutt'all'intorno, per fare il servizio, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:26
- Così fu finito tutto il lavoro del tabernacolo e della tenda di convegno. I figliuoli d'Israele fecero interamente come l'Eterno aveva ordinato a Mosè; fecero a quel modo. Es. 39:32
- Poi portarono a Mosè il tabernacolo, la tenda e tutti i suoi utensili, i suoi fermagli, le sue tavole, le sue traverse, le sue colonne, le sue basi; Es. 39:33
- la coperta di pelli di montone tinte in rosso, la coperta di pelli di delfino, e il velo di separazione; Es. 39:34
- l'arca della testimonianza con le sue stanghe, e il propiziatorio; Es. 39:35
- la tavola con tutti i suoi utensili e il pane della presentazione; Es. 39:36
- il candelabro d'oro puro con le sue lampade, le lampade disposte in ordine, tutti i suoi utensili, e l'olio per il candelabro; Es. 39:37
- l'altare d'oro, l'olio dell'unzione, il profumo fragrante, e la portiera per l'ingresso della tenda; Es. 39:38
- le cortine del cortile, le sue colonne con le sue basi, la portiera per l'ingresso del cortile, i cordami del cortile, i suoi piuoli e tutti gli utensili per il servizio del tabernacolo, per la tenda di convegno; Es. 39:40
- i paramenti cerimoniali per le funzioni nel santuario, i paramenti sacri per il sacerdote Aaronne e i paramenti de' suoi figliuoli per esercitare il sacerdozio. Es. 39:41
- I figliuoli d'Israele eseguirono tutto il lavoro, secondo che l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:42
- E Mosè vide tutto il lavoro; ed ecco, essi l'aveano eseguito come l'Eterno aveva ordinato; l'aveano eseguito a quel modo. E Mosè li benedisse. Es. 39:43
- `Il primo giorno del primo mese erigerai il tabernacolo, la tenda di convegno. Es. 40:2
- Vi porrai l'arca della testimonianza, e stenderai il velo dinanzi all'arca. Es. 40:3
- Vi porterai dentro la tavola, e disporrai in ordine le cose che vi son sopra; vi porterai pure il candelabro e accenderai le sue lampade. Es. 40:4
- Stabilirai il cortile tutt'intorno, e attaccherai la portiera all'ingresso del cortile. Es. 40:8
- Poi prenderai l'olio dell'unzione e ungerai il tabernacolo e tutto ciò che v'è dentro, lo consacrerai con tutti i suoi utensili, e sarà santo. Es. 40:9
- e li ungerai come avrai unto il loro padre, perché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti; e la loro unzione conferirà loro un sacerdozio perpetuo, di generazione in generazione'. Es. 40:15
- E il primo giorno del primo mese del secondo anno, il tabernacolo fu eretto. Es. 40:17
- Mosè eresse il tabernacolo, ne pose le basi, ne collocò le assi, ne mise le traverse e ne rizzò le colonne. Es. 40:18
- Poi prese la testimonianza e la pose dentro l'arca, mise le stanghe all'arca, e collocò il propiziatorio sull'arca; Es. 40:20
- portò l'arca nel tabernacolo, sospese il velo di separazione e coprì con esso l'arca della testimonianza, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:21
- Vi dispose sopra in ordine il pane, davanti all'Eterno, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:23
- Poi mise il candelabro nella tenda di convegno, dirimpetto alla tavola, dal lato meridionale del tabernacolo; Es. 40:24
- e vi bruciò su il profumo fragrante, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:27
- Eresse pure il cortile attorno al tabernacolo e all'altare, e sospese la portiera all'ingresso del cortile. Così Mosè compié l'opera. Es. 40:33
- Allora la nuvola coprì la tenda di convegno, e la gloria dell'Eterno riempì il tabernacolo. Es. 40:34
- E Mosè non poté entrare nella tenda di convegno perché la nuvola vi s'era posata sopra, e la gloria dell'Eterno riempiva il tabernacolo. Es. 40:35
- Poiché la nuvola dell'Eterno stava sul tabernacolo durante il giorno; e di notte vi stava un fuoco, a vista di tutta la casa d'Israele durante tutti i loro viaggi. Es. 40:38
- Se la sua offerta è un olocausto di capi d'armento, offrirà un maschio senza difetto; l'offrirà all'ingresso della tenda di convegno, per ottenere il favore dell'Eterno. Lev. 1:3
- E poserà la mano sulla testa dell'olocausto, il quale sarà accetto all'Eterno, per fare espiazione per lui. Lev. 1:4
- Poi scannerà il vitello davanti all'Eterno; e i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, offriranno il sangue, e lo spargeranno tutt'intorno sull'altare, che è all'ingresso della tenda di convegno. Lev. 1:5
- Poi i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, disporranno que' pezzi, la testa e il grasso, sulle legna messe sul fuoco sopra l'altare; Lev. 1:8
- ma le interiora e le gambe si laveranno con acqua, e il sacerdote farà fumare ogni cosa sull'altare, come un olocausto, un sacrifizio di soave odore, fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 1:9
- Lo scannerà dal lato settentrionale dell'altare, davanti all'Eterno; e i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, ne spargeranno il sangue sull'altare, tutt'intorno. Lev. 1:11
- Poi lo si taglierà a pezzi, che, insieme colla testa e col grasso, il sacerdote disporrà sulle legna messe sul fuoco sopra l'altare; Lev. 1:12
- ma le interiora e le gambe si laveranno con acqua, e il sacerdote offrirà ogni cosa e la farà fumare sull'altare. Questo è un olocausto, un sacrifizio di soave odore, fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 1:13
- Il sacerdote offrirà in sacrifizio l'uccello sull'altare, gli spiccherà la testa, la farà fumare sull'altare, e il sangue d'esso sarà fatto scorrere sopra uno de' lati dell'altare. Lev. 1:15
- Poi gli toglierà il gozzo con quel che contiene, e getterà tutto allato all'altare, verso oriente, nel luogo delle ceneri. Lev. 1:16
- Spaccherà quindi l'uccello per le ali, senza però dividerlo in due, e il sacerdote lo farà fumare sull'altare, sulle legna messe sopra il fuoco. Questo è un olocausto, un sacrifizio di soave odore, fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 1:17
- E la porterà ai sacerdoti figliuoli d'Aaronne; e il sacerdote prenderà una manata piena del fior di farina spruzzata d'olio, con tutto l'incenso, e farà fumare ogni cosa sull'altare, come ricordanza. Questo è un sacrifizio di soave odore, fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 2:2
- Ciò che rimarrà dell'oblazione sarà per Aaronne e per i suoi figliuoli; è cosa santissima tra i sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 2:3
- Il sacerdote preleverà dall'oblazione la parte che dev'essere offerta come ricordanza, e la farà fumare sull'altare. È un sacrifizio di soave odore, fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 2:9
- Ciò che rimarrà dell'oblazione sarà per Aaronne e per i suoi figliuoli; è cosa santissima tra i sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 2:10
- Qualunque oblazione offrirete all'Eterno sarà senza lievito; poiché non farete fumar nulla che contenga lievito o miele, come sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 2:11
- E il sacerdote farà fumare come ricordanza una parte del grano tritato e dell'olio, con tutto l'incenso. È un sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 2:16
- Poserà la mano sulla testa della sua offerta, e la sgozzerà all'ingresso della tenda di convegno; e i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, spargeranno il sangue sull'altare tutt'intorno. Lev. 3:2
- E di questo sacrifizio di azioni di grazie offrirà, come sacrifizio mediante il fuoco all'Eterno, il grasso che copre le interiora e tutto il grasso che aderisce alle interiora, Lev. 3:3
- i due arnioni e il grasso che v'è sopra e che copre i fianchi, e la rete del fegato, che staccherà vicino agli arnioni. Lev. 3:4
- E i figliuoli d'Aaronne faranno fumare tutto questo sull'altare sopra l'olocausto, che è sulle legna messe sul fuoco. Questo è un sacrifizio di soave odore, fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 3:5
- Poserà la mano sulla testa della sua offerta, e la sgozzerà all'ingresso della tenda di convegno; e i figliuoli d'Aaronne ne spargeranno il sangue sull'altare tutt'intorno. Lev. 3:8
- E di questo sacrifizio di azioni di grazie offrirà, come sacrifizio mediante il fuoco all'Eterno, il grasso, tutta la coda ch'egli staccherà presso l'estremità della spina, il grasso che copre le interiora e tutto il grasso che aderisce alle interiora, Lev. 3:9
- i due arnioni e il grasso che v'è sopra e che copre i fianchi, e la rete del fegato, che staccherà vicino agli arnioni. Lev. 3:10
- E il sacerdote farà fumare tutto questo sull'altare. È un cibo offerto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 3:11
- Poserà la mano sulla testa della vittima, e la sgozzerà all'ingresso della tenda di convegno; e i figliuoli d'Aaronne ne spargeranno il sangue sull'altare tutt'intorno. Lev. 3:13
- E della vittima offrirà, come sacrifizio mediante il fuoco all'Eterno, il grasso che copre le interiora e tutto il grasso che aderisce alle interiora, Lev. 3:14
- i due arnioni e il grasso che v'è sopra e che copre i fianchi, e la rete del fegato, che staccherà vicino agli arnioni. Lev. 3:15
- E il sacerdote farà fumare tutto questo sull'altare. È un cibo di soave odore, offerto mediante il fuoco. Tutto il grasso appartiene all'Eterno. Lev. 3:16
- se il sacerdote che ha ricevuto l'unzione è quegli che ha peccato, rendendo per tal modo colpevole il popolo, offrirà all'Eterno, per il peccato commesso, un giovenco senza difetto, come sacrifizio per il peccato. Lev. 4:3
- Menerà il giovenco all'ingresso della tenda di convegno, davanti all'Eterno; poserà la mano sulla testa del giovenco, e sgozzerà il giovenco davanti all'Eterno. Lev. 4:4
- Poi il sacerdote che ha ricevuto l'unzione prenderà del sangue del giovenco e lo porterà entro la tenda di convegno; Lev. 4:5
- e il sacerdote intingerà il suo dito nel sangue, e farà aspersione di quel sangue sette volte davanti all'Eterno, di fronte al velo del santuario. Lev. 4:6
- Il sacerdote quindi metterà di quel sangue sui corni dell'altare del profumo fragrante, altare che è davanti all'Eterno, nella tenda di convegno; e spanderà tutto il sangue del giovenco appiè dell'altare degli olocausti, che è all'ingresso della tenda di convegno. Lev. 4:7
- E torrà dal giovenco del sacrifizio per il peccato tutto il grasso: il grasso che copre le interiora e tutto il grasso che aderisce alle interiora, Lev. 4:8
- i due arnioni e il grasso che v'è sopra e che copre i fianchi, Lev. 4:9
- e la rete del fegato, che staccherà vicino agli arnioni, nello stesso modo che queste parti si tolgono dal bue del sacrifizio di azioni di grazie; e il sacerdote le farà fumare sull'altare degli olocausti. Lev. 4:10
- il giovenco intero, lo porterà fuori del campo, in un luogo puro, dove si gettan le ceneri; e lo brucerà col fuoco, su delle legna; sarà bruciato sul mucchio delle ceneri. Lev. 4:12
- quando il peccato che ha commesso venga ad esser conosciuto, la raunanza offrirà, come sacrificio per il peccato, un giovenco, e lo menerà davanti alla tenda di convegno. Lev. 4:14
- Gli anziani della raunanza poseranno le mani sulla testa del giovenco, davanti all'Eterno; e il giovenco sarà sgozzato davanti all'Eterno. Lev. 4:15
- Poi il sacerdote che ha ricevuto l'unzione porterà del sangue del giovenco entro la tenda di convegno; Lev. 4:16
- e il sacerdote intingerà il dito nel sangue, e ne farà aspersione sette volte davanti all'Eterno, di fronte al velo. Lev. 4:17
- E metterà di quel sangue sui corni dell'altare che è davanti all'Eterno, nella tenda di convegno; e spanderà tutto il sangue appiè dell'altare dell'olocausto, che è all'ingresso della tenda di convegno. Lev. 4:18
- E torrà dal giovenco tutto il grasso, e lo farà fumare sull'altare. Lev. 4:19
- Farà di questo giovenco, come ha fatto del giovenco offerto per il peccato. Così il sacerdote farà l'espiazione per la raunanza, e le sarà perdonato. Lev. 4:20
- Poi porterà il giovenco fuori del campo, e lo brucerà come ha bruciato il primo giovenco. Questo è il sacrifizio per il peccato della raunanza. Lev. 4:21
- quando il peccato che ha commesso gli sarà fatto conoscere, menerà, come sua offerta, un becco, un maschio fra le capre, senza difetto. Lev. 4:23
- Poserà la mano sulla testa del becco, e lo scannerà nel luogo dove si scannano gli olocausti, davanti all'Eterno. È un sacrifizio per il peccato. Lev. 4:24
- Poi il sacerdote prenderà col suo dito del sangue del sacrifizio per il peccato, e lo metterà sui corni dell'altare degli olocausti, e spanderà il sangue del becco appiè dell'altare dell'olocausto; Lev. 4:25
- e farà fumare tutto il grasso del becco sull'altare, come ha fatto del grasso del sacrifizio di azioni di grazie. Così il sacerdote farà l'espiazione del peccato di lui, e gli sarà perdonato. Lev. 4:26
- quando il peccato che ha commesso gli sarà fatto conoscere, dovrà menare, come sua offerta, una capra, una femmina senza difetto, per il peccato che ha commesso. Lev. 4:28
- Poserà la mano sulla testa del sacrifizio per il peccato, e sgozzerà il sacrifizio per il peccato nel luogo ove si sgozzano gli olocausti. Lev. 4:29
- Poi il sacerdote prenderà col suo dito del sangue della capra, e lo metterà sui corni dell'altare dell'olocausto, e spanderà tutto il sangue della capra appiè dell'altare. Lev. 4:30
- E torrà tutto il grasso dalla capra, come ha tolto il grasso dal sacrifizio di azioni di grazie; e il sacerdote lo farà fumare sull'altare come un soave odore all'Eterno. Così il sacerdote farà l'espiazione per quel tale, e gli sarà perdonato. Lev. 4:31
- E se colui menerà un agnello come suo sacrifizio per il peccato, dovrà menare una femmina senza difetto. Lev. 4:32
- Poserà la mano sulla testa del sacrifizio per il peccato, e lo sgozzerà come sacrifizio per il peccato nel luogo ove si sgozzano gli olocausti. Lev. 4:33
- Poi il sacerdote prenderà col suo dito del sangue del sacrifizio per il peccato, e lo metterà sui corni dell'altare dell'olocausto, e spanderà tutto il sangue della vittima appiè dell'altare; Lev. 4:34
- e torrà dalla vittima tutto il grasso, come si toglie il grasso dall'agnello del sacrifizio di azioni di grazie; e il sacerdote lo farà fumare sull'altare, sui sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno. Così il sacerdote farà per quel tale l'espiazione del peccato che ha commesso, e gli sarà perdonato. Lev. 4:35
- O quand'uno, senza saperlo, avrà toccato qualcosa d'impuro, come il cadavere d'una bestia salvatica impura, o il cadavere d'un animale domestico impuro o quello d'un rettile impuro, rimarrà egli stesso impuro e colpevole. Lev. 5:2
- Quand'uno dunque si sarà reso colpevole d'una di queste cose, confesserà il peccato che ha commesso; Lev. 5:5
- recherà all'Eterno, come sacrifizio della sua colpa, per il peccato che ha commesso, una femmina del gregge, una pecora o una capra, come sacrifizio per il peccato; e il sacerdote farà per lui l'espiazione del suo peccato. Lev. 5:6
- Se non ha mezzi da procurarsi una pecora o una capra, porterà all'Eterno, come sacrifizio della sua colpa, per il suo peccato, due tortore o due giovani piccioni: uno come sacrifizio per il peccato, l'altro come olocausto. Lev. 5:7
- E li porterà al sacerdote, il quale offrirà prima quello per il peccato; gli spiccherà la testa vicino alla nuca, ma senza staccarla del tutto; Lev. 5:8
- poi spargerà del sangue del sacrifizio per il peccato sopra uno dei lati dell'altare, e il resto del sangue sarà spremuto appiè dell'altare. Questo è un sacrifizio per il peccato. Lev. 5:9
- Dell'altro uccello farà un olocausto, secondo le norme stabilite. Così il sacerdote farà per quel tale l'espiazione del peccato che ha commesso, e gli sarà perdonato. Lev. 5:10
- Ma se non ha mezzi da procurarsi due tortore o due giovani piccioni, porterà, come sua offerta per il peccato che ha commesso, la decima parte di un efa di fior di farina, come sacrifizio per il peccato; non vi metterà su né olio né incenso, perché è un sacrifizio per il peccato. Lev. 5:11
- Porterà la farina al sacerdote, e il sacerdote ne prenderà una manata piena come ricordanza, e la farà fumare sull'altare sopra i sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno. È un sacrifizio per il peccato. Lev. 5:12
- Così il sacerdote farà per quel tale l'espiazione del peccato che ha commesso in uno di quei casi, e gli sarà perdonato. Il resto della farina sarà per il sacerdote come si fa nell'oblazione'. Lev. 5:13
- E risarcirà il danno fatto al santuario, aggiungendovi un quinto in più, e lo darà al sacerdote; e il sacerdote farà per lui l'espiazione col montone offerto come sacrifizio di riparazione, e gli sarà perdonato. Lev. 5:16
- Presenterà al sacerdote, come sacrifizio di riparazione, un montone senza difetto, preso dal gregge, secondo la tua stima; e il sacerdote farà per lui l'espiazione dell'errore commesso per ignoranza, e gli sarà perdonato. Lev. 5:18
- o una cosa perduta che ha trovata, e mentendo a questo proposito e giurando il falso circa una delle cose nelle quali l'uomo può peccare, Lev. 6:3
- quando avrà così peccato e si sarà reso colpevole, restituirà la cosa rubata o estorta con frode, o il deposito che gli era stato confidato, o l'oggetto perduto che ha trovato, Lev. 6:4
- o qualunque cosa circa la quale abbia giurato il falso. Ne farà la restituzione per intero e v'aggiungerà un quinto in più, consegnandola al proprietario il giorno stesso che offrirà il suo sacrifizio di riparazione. Lev. 6:5
- E porterà al sacerdote il suo sacrifizio di riparazione all'Eterno: un montone senza difetto, preso dal gregge, secondo la tua stima, come sacrifizio di riparazione. Lev. 6:6
- E il sacerdote farà l'espiazione per lui davanti all'Eterno, e gli sarà perdonato qualunque sia la cosa di cui si è reso colpevole'. Lev. 6:7
- `Da' quest'ordine ad Aaronne e ai suoi figliuoli, e di' loro: Questa è la legge dell'olocausto. L'olocausto rimarrà sulle legna accese sopra l'altare tutta la notte, fino al mattino; e il fuoco dell'altare sarà tenuto acceso. Lev. 6:9
- Il sacerdote si vestirà della sua tunica di lino e si metterà sulla carne le brache; leverà la cenere fatta dal fuoco che avrà consumato l'olocausto sull'altare e la porrà allato all'altare. Lev. 6:10
- Il fuoco sarà mantenuto acceso sull'altare e non si lascerà spengere; e il sacerdote vi brucerà su delle legna ogni mattina, vi disporrà sopra l'olocausto, e vi farà fumar sopra il grasso dei sacrifizi di azioni di grazie. Lev. 6:12
- Il fuoco dev'esser del continuo mantenuto acceso sull'altare, e non si lascerà spengere. Lev. 6:13
- Si leverà una manata di fior di farina con il suo olio e tutto l'incenso che è sull'oblazione, e si farà fumare ogni cosa sull'altare in sacrifizio di soave odore, come una ricordanza per l'Eterno. Lev. 6:15
- Non la si cocerà con lievito; è la parte che ho data loro de' miei sacrifizi fatti mediante il fuoco. È cosa santissima, come il sacrifizio per il peccato e come il sacrifizio di riparazione. Lev. 6:17
- Ogni maschio tra i figliuoli d'Aaronne ne potrà mangiare. È una parte perpetua, assegnatavi di generazione in generazione, sui sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno. Chiunque toccherà quelle cose dovrà esser santo'. Lev. 6:18
- `Questa è l'offerta che Aaronne e i suoi figliuoli faranno all'Eterno il giorno che riceveranno l'unzione: un decimo d'efa di fior di farina, come oblazione perpetua, metà la mattina e metà la sera. Lev. 6:20
- e il sacerdote che, tra i figliuoli d'Aaronne, sarà unto per succedergli, farà anch'egli quest'offerta; è la parte assegnata in perpetuo all'Eterno; sarà fatta fumare per intero. Lev. 6:22
- `Parla ad Aaronne e ai suoi figliuoli, e di' loro: Questa è la legge del sacrifizio per il peccato. Nel luogo dove si sgozza l'olocausto, sarà sgozzata, davanti all'Eterno, la vittima per il peccato. È cosa santissima. Lev. 6:25
- Il sacerdote che l'offrirà per il peccato, la mangerà; dovrà esser mangiata in luogo santo, nel cortile della tenda di convegno. Lev. 6:26
- Chiunque ne toccherà la carne dovrà esser santo; e se ne schizza del sangue sopra una veste, il posto ove sarà schizzato il sangue lo laverai in luogo santo. Lev. 6:27
- Ma il vaso di terra che avrà servito a cuocerla, sarà spezzato; e se è stata cotta in un vaso di rame, questo si strofini bene e si sciacqui con acqua. Lev. 6:28
- Ma non si mangerà alcuna vittima per il peccato, quando si deve portare del sangue d'essa nella tenda di convegno per fare l'espiazione nel santuario. Essa sarà bruciata col fuoco. Lev. 6:30
- Nel luogo ove si scanna l'olocausto, si scannerà la vittima di riparazione; e se ne spanderà il sangue sull'altare tutt'intorno; Lev. 7:2
- e se ne offrirà tutto il grasso, la coda, il grasso che copre le interiora, Lev. 7:3
- i due arnioni, il grasso che v'è sopra e che copre i fianchi, e la rete del fegato, che si staccherà vicino agli arnioni. Lev. 7:4
- Il sacerdote farà fumare tutto questo sull'altare, come un sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno. Questo è un sacrifizio di riparazione. Lev. 7:5
- Il sacrifizio di riparazione è come il sacrifizio per il peccato; la stessa legge vale per ambedue; la vittima sarà del sacerdote che farà l'espiazione. Lev. 7:7
- E il sacerdote che offrirà l'olocausto per qualcuno avrà per sé la pelle dell'olocausto che avrà offerto. Lev. 7:8
- E la carne del sacrifizio di riconoscenza e di azioni di grazie sarà mangiata il giorno stesso ch'esso è offerto; non se ne lascerà nulla fino alla mattina. Lev. 7:15
- Ma se il sacrifizio che uno offre è votivo o volontario, la vittima sarà mangiata il giorno ch'ei l'offrirà, e quel che ne rimane dovrà esser mangiato l'indomani; Lev. 7:16
- Che se uno mangia della carne del suo sacrifizio di azioni di grazie il terzo giorno, colui che l'ha offerto non sarà gradito; e dell'offerta non gli sarà tenuto conto; sarà cosa aborrita; e colui che ne avrà mangiato, porterà la pena della sua iniquità. Lev. 7:18
- Quanto alla carne che si mangia, chiunque è puro ne potrà mangiare; ma la persona che, essendo impura, mangerà della carne del sacrifizio di azioni di grazie che appartiene all'Eterno, sarà sterminata di fra il suo popolo. Lev. 7:20
- E se uno toccherà qualcosa d'impuro, una impurità umana, un animale impuro o qualsivoglia cosa abominevole, immonda, e mangerà della carne del sacrifizio di azioni di grazie che appartiene all'Eterno, quel tale sarà sterminato di fra il suo popolo'. Lev. 7:21
- Il grasso di una bestia morta da sé, o il grasso d'una bestia sbranata potrà servire per qualunque altro uso; ma non ne mangerete affatto; Lev. 7:24
- perché chiunque mangerà del grasso degli animali che si offrono in sacrifizio mediante il fuoco all'Eterno, quel tale sarà sterminato di fra il suo popolo. Lev. 7:25
- Chiunque mangerà sangue di qualunque specie, sarà sterminato di fra il suo popolo'. Lev. 7:27
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Colui che offrirà all'Eterno il suo sacrifizio di azioni di grazie porterà la sua offerta all'Eterno, prelevandola dal suo sacrifizio di azioni di grazie. Lev. 7:29
- Porterà con le proprie mani ciò che dev'essere offerto all'Eterno mediante il fuoco; porterà il grasso insieme col petto, il petto per agitarlo come offerta agitata davanti all'Eterno. Lev. 7:30
- Il sacerdote farà fumare il grasso sull'altare; e il petto sarà d'Aaronne e de' suoi figliuoli. Lev. 7:31
- Colui de' figliuoli d'Aaronne che offrirà il sangue e il grasso dei sacrifizi di azioni di grazie avrà, come sua parte, la coscia destra. Lev. 7:33
- Poiché, dai sacrifizi di azioni di grazie offerti dai figliuoli d'Israele, io prendo il petto dell'offerta agitata e la coscia dell'offerta elevata, e li do al sacerdote Aaronne e ai suoi figliuoli per legge perpetua, da osservarsi dai figliuoli d'Israele. Lev. 7:34
- Questa è la parte consacrata ad Aaronne e consacrata ai suoi figliuoli, dei sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno, dal giorno in cui saranno presentati per esercitare il sacerdozio dell'Eterno. Lev. 7:35
- Questa è la legge dell'olocausto, dell'oblazione, del sacrifizio per il peccato, del sacrifizio di riparazione, della consacrazione e del sacrifizio di azioni di grazie: Lev. 7:37
- legge che l'Eterno dette a Mosè sul monte Sinai il giorno che ordinò ai figliuoli d'Israele di presentare le loro offerte all'Eterno nel deserto di Sinai. Lev. 7:38
- `Prendi Aaronne e i suoi figliuoli con lui, i paramenti, l'olio dell'unzione, il giovenco del sacrifizio per il peccato, i due montoni e il paniere dei pani azzimi; Lev. 8:2
- Poi rivestì Aaronne della tunica, lo cinse della cintura, gli pose addosso il manto, gli mise l'efod, e lo cinse della cintura artistica dell'efod, con la quale gli fissò l'efod addosso. Lev. 8:7
- Gli mise pure il pettorale, e sul pettorale pose l'Urim e il Thummim. Lev. 8:8
- Poi gli mise in capo la mitra, e sul davanti della mitra pose la lamina d'oro, il santo diadema, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:9
- Poi Mosè prese l'olio dell'unzione, unse il tabernacolo e tutte le cose che vi si trovavano, e le consacrò. Lev. 8:10
- Fece quindi accostare il giovenco del sacrifizio per il peccato, e Aaronne e i suoi figliuoli posarono le loro mani sulla testa del giovenco del sacrifizio per il peccato. Lev. 8:14
- Mosè lo scannò, ne prese del sangue, lo mise col dito sui corni dell'altare tutto all'intorno, e purificò l'altare; poi sparse il resto del sangue appiè dell'altare, e lo consacrò per farvi su l'espiazione. Lev. 8:15
- Poi prese tutto il grasso ch'era sulle interiora, la rete del fegato, i due arnioni col loro grasso, e Mosè fece fumar tutto sull'altare. Lev. 8:16
- Ma il giovenco, la sua pelle, la sua carne e i suoi escrementi, li bruciò col fuoco fuori del campo, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:17
- Fece quindi accostare il montone dell'olocausto, e Aaronne e i suoi figliuoli posarono le mani sulla testa del montone. Lev. 8:18
- E Mosè lo scannò, e ne sparse il sangue sull'altare tutto all'intorno. Lev. 8:19
- Poi fece a pezzi il montone, e Mosè fece fumare la testa, i pezzi e il grasso. Lev. 8:20
- E quando n'ebbe lavato le interiora e le gambe con acqua, Mosè fece fumare tutto il montone sull'altare. Fu un olocausto di soave odore, un sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:21
- Poi fece accostare il secondo montone, il montone della consacrazione; e Aaronne e i suoi figliuoli posarono le mani sulla testa del montone. Lev. 8:22
- Poi Mosè fece accostare i figliuoli d'Aaronne, e pose di quel sangue sull'estremità del loro orecchio destro, sul pollice della loro man destra e sul dito grosso del loro piè destro; e sparse il resto del sangue sull'altare tutto all'intorno. Lev. 8:24
- Poi prese il grasso, la coda, tutto il grasso che copriva le interiora, la rete del fegato, i due arnioni, il loro grasso, e la coscia destra; Lev. 8:25
- Mosè quindi le prese dalle loro mani, e le fece fumare sull'altare sopra l'olocausto. Fu un sacrifizio di consacrazione, di soave odore: un sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 8:28
- Poi Mosè prese il petto del montone e lo agitò come offerta agitata davanti all'Eterno; questa fu la parte del montone della consacrazione che toccò a Mosè, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:29
- Rimarrete dunque sette giorni all'ingresso della tenda di convegno, giorno e notte, e osserverete il comandamento dell'Eterno, affinché non muoiate; poiché così m'è stato ordinato'. Lev. 8:35
- e disse ad Aaronne: `Prendi un giovine vitello per un sacrifizio per il peccato, e un montone per un olocausto: ambedue senza difetto, e offrili all'Eterno. Lev. 9:2
- E dirai così ai figliuoli d'Israele: Prendete un capro per un sacrifizio per il peccato, e un vitello e un agnello, ambedue d'un anno, senza difetto, per un olocausto; Lev. 9:3
- E Mosè disse ad Aaronne: `Accostati all'altare; offri il tuo sacrifizio per il peccato e il tuo olocausto, e fa' l'espiazione per te e per il popolo; presenta anche l'offerta del popolo e fa' l'espiazione per esso, come l'Eterno ha ordinato'. Lev. 9:7
- Aaronne dunque s'accostò all'altare e scannò il vitello del sacrifizio per il peccato, ch'era per sé. Lev. 9:8
- E i suoi figliuoli gli porsero il sangue, ed egli intinse il dito nel sangue, ne mise sui corni dell'altare, e sparse il resto del sangue appiè dell'altare; Lev. 9:9
- ma il grasso, gli arnioni e la rete del fegato della vittima per il peccato, li fece fumare sull'altare, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 9:10
- Poi scannò l'olocausto; e i figliuoli d'Aaronne gli porsero il sangue, ed egli lo sparse sull'altare tutto all'intorno. Lev. 9:12
- Poi presentò l'offerta del popolo. Prese il capro destinato al sacrifizio per il peccato del popolo, lo scannò e l'offrì per il peccato, come la prima volta. Lev. 9:15
- E scannò il bue e il montone, come sacrifizio di azioni di grazie per il popolo. I figliuoli d'Aaronne gli porsero il sangue, ed egli lo sparse sull'altare, tutto all'intorno. Lev. 9:18
- Gli porsero i grassi del bue, del montone, la coda, il grasso che copre le interiora, gli arnioni e la rete del fegato; Lev. 9:19
- Poi Aaronne alzò le mani verso il popolo, e lo benedisse; e, dopo aver fatto il sacrifizio per il peccato, l'olocausto e i sacrifizi di azioni di grazie, scese giù dall'altare. Lev. 9:22
- E Mosè ed Aaronne entrarono nella tenda di convegno; poi uscirono e benedissero il popolo; e la gloria dell'Eterno apparve a tutto il popolo. Lev. 9:23
- Un fuoco uscì dalla presenza dell'Eterno e consumò sull'altare l'olocausto e i grassi; e tutto il popolo lo vide, diè in grida d'esultanza, e si prostrò colla faccia a terra. Lev. 9:24
- Or Nadab ed Abihu, figliuoli d'Aaronne, presero ciascuno il suo turibolo, vi misero dentro del fuoco, vi posero su del profumo, e offrirono davanti all'Eterno del fuoco estraneo: il che egli non aveva loro ordinato. Lev. 10:1
- Allora Mosè disse ad Aaronne: `Questo è quello di cui l'Eterno ha parlato, quando ha detto: Io sarò santificato per mezzo di quelli che mi stanno vicino, e sarò glorificato in presenza di tutto il popolo'. E Aaronne si tacque. Lev. 10:3
- Poi Mosè disse ad Aaronne, ad Eleazar e ad Ithamar, i due figliuoli che restavano ad Aaronne: `Prendete quel che rimane dell'oblazione dei sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno, e mangiatelo senza lievito, presso l'altare; perché è cosa santissima. Lev. 10:12
- Lo mangerete in luogo santo, perché è la parte che spetta a te e ai tuoi figliuoli, de' sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno; poiché così mi è stato ordinato. Lev. 10:13
- E il petto dell'offerta agitata e la coscia dell'offerta elevata li mangerete tu, i tuoi figliuoli e le tue figliuole con te, in luogo puro; perché vi sono stati dati come parte spettante a te ed ai tuoi figliuoli, dei sacrifizi di azioni di grazie de' figliuoli d'Israele. Lev. 10:14
- Oltre ai grassi da ardere si porteranno la coscia dell'offerta elevata e il petto dell'offerta agitata, per esser agitati davanti all'Eterno come offerta agitata; anche questo apparterrà a te e ai tuoi figliuoli con te, per diritto perpetuo, come l'Eterno ha ordinato'. Lev. 10:15
- Or Mosè cercò e ricercò il capro del sacrifizio per il peccato; ed ecco, era stato bruciato; ond'egli s'adirò gravemente contro Eleazar e contro Ithamar, i figliuoli ch'eran rimasti ad Aaronne, dicendo: Lev. 10:16
- `Perché non avete mangiato il sacrifizio per il peccato nel luogo santo? giacché è cosa santissima, e l'Eterno ve l'ha dato perché portiate l'iniquità della raunanza, perché ne facciate l'espiazione davanti all'Eterno. Lev. 10:17
- Ecco, il sangue della vittima non è stato portato dentro il santuario; voi avreste dovuto mangiarla nel santuario, come io avevo ordinato'. Lev. 10:18
- Ed Aaronne disse a Mosè: `Ecco, oggi essi hanno offerto il loro sacrifizio per il peccato e il loro olocausto davanti all'Eterno; e, dopo le cose che mi son successe, se oggi avessi mangiato la vittima del sacrifizio per il peccato, sarebbe ciò piaciuto all'Eterno?' Lev. 10:19
- Mangerete d'ogni animale che ha l'unghia spartita e ha il piè forcuto, e che rumina. Lev. 11:3
- Ma di fra quelli che ruminano e di fra quelli che hanno l'unghia spartita, non mangerete questi: il cammello, perché rumina, ma non ha l'unghia spartita; lo considererete come impuro; Lev. 11:4
- il coniglio, perché rumina, ma non ha l'unghia spartita; lo considererete come impuro; Lev. 11:5
- il porco, perché ha l'unghia spartita e il piè forcuto, ma non rumina; lo considererete come impuro. Lev. 11:7
- il nibbio e ogni specie di falco; Lev. 11:14
- lo struzzo, il barbagianni, il gabbiano e ogni specie di sparviere; Lev. 11:16
- il gufo, lo smergo, l'ibi; Lev. 11:17
- il cigno, il pellicano, l'avvoltoio; Lev. 11:18
- la cicogna, ogni specie di airone, l'upupa e il pipistrello. Lev. 11:19
- Questi animali vi renderanno impuri; chiunque toccherà il loro corpo morto sarà impuro fino alla sera. Lev. 11:24
- Considererete come impuro ogni animale che ha l'unghia spartita, ma non ha il piè forcuto, e che non rumina; chiunque lo toccherà sarà impuro. Lev. 11:26
- Considererete come impuri tutti i quadrupedi che camminano sulla pianta de' piedi; chiunque toccherà il loro corpo morto sarà impuro fino alla sera. Lev. 11:27
- E fra i piccoli animali che strisciano sulla terra, considererete come impuri questi: la talpa, il topo e ogni specie di lucertola, il toporagno, Lev. 11:29
- la rana, la tartaruga, la lumaca, il camaleonte. Lev. 11:30
- E se ne cade qualcuno in un vaso di terra, tutto quello che vi si troverà dentro sarà impuro, e spezzerete il vaso. Lev. 11:33
- Ogni cibo che serve al nutrimento, sul quale sarà caduta di quell'acqua, sarà impuro; e ogni bevanda di cui si fa uso, qualunque sia il vaso che la contiene, sarà impura. Lev. 11:34
- Ogni oggetto sul quale cadrà qualcosa del loro corpo morto, sarà impuro; il forno o il fornello sarà spezzato; sono impuri, e li considererete come impuri. Lev. 11:35
- Se muore un animale di quelli che vi servono per nutrimento, colui che ne toccherà il corpo morto sarà impuro fino alla sera. Lev. 11:39
- Poiché io sono l'Eterno che vi ho fatti salire dal paese d'Egitto, per essere il vostro Dio; siate dunque santi, perché io son santo. Lev. 11:45
- E quando i giorni della sua purificazione, per un figliuolo o per una figliuola, saranno compiuti, porterà al sacerdote, all'ingresso della tenda di convegno, un agnello d'un anno come olocausto, e un giovine piccione o una tortora come sacrifizio per il peccato; Lev. 12:6
- e il sacerdote li offrirà davanti all'Eterno e farà l'espiazione per lei; ed ella sarà purificata del flusso del suo sangue. Questa è la legge relativa alla donna che partorisce un maschio o una femmina. Lev. 12:7
- E se non ha mezzi da offrire un agnello, prenderà due tortore o due giovani piccioni: uno per l'olocausto, e l'altro per il sacrifizio per il peccato. Il sacerdote farà l'espiazione per lei, ed ella sarà pura'. Lev. 12:8
- Il sacerdote esaminerà la piaga sulla pelle del corpo; e se il pelo della piaga è diventato bianco, e la piaga appare più profonda della pelle del corpo, è piaga di lebbra; e il sacerdote che l'avrà esaminato, dichiarerà quell'uomo impuro. Lev. 13:3
- Ma se la macchia lucida sulla pelle del corpo è bianca, e non appare esser più profonda della pelle, e il suo pelo non è diventato bianco, il sacerdote rinchiuderà per sette giorni colui che ha la piaga. Lev. 13:4
- Il sacerdote, il settimo giorno, l'esaminerà; e se gli parrà che la piaga si sia fermata e non si sia allargata sulla pelle, il sacerdote lo rinchiuderà altri sette giorni. Lev. 13:5
- Il sacerdote, il settimo giorno, lo esaminerà di nuovo; e se vedrà che la piaga non è più lucida e non s'è allargata sulla pelle, il sacerdote dichiarerà quell'uomo puro: è una pustola. Quel tale laverà le sue vesti, e sarà puro. Lev. 13:6
- il sacerdote l'esaminerà; e se vedrà che la pustola si è allargata sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è lebbra. Lev. 13:8
- Il sacerdote lo esaminerà; e se vedrà che sulla pelle c'è un tumor bianco, che questo tumore ha fatto imbiancare il pelo e che v'è nel tumore della carne viva, Lev. 13:10
- è lebbra inveterata nella pelle del corpo di colui, e il sacerdote lo dichiarerà impuro; non lo rinchiuderà, perché è impuro. Lev. 13:11
- E se la lebbra produce delle efflorescenze sulla pelle in modo da coprire tutta la pelle di colui che ha la piaga, dal capo ai piedi, dovunque il sacerdote guardi, Lev. 13:12
- il sacerdote lo esaminerà; e quando avrà veduto che la lebbra copre tutto il corpo, dichiarerà puro colui che ha la piaga. Egli è divenuto tutto quanto bianco, quindi è puro. Lev. 13:13
- Quando il sacerdote avrà visto la carne viva, dichiarerà quell'uomo impuro; la carne viva è impura; è lebbra. Lev. 13:15
- Ma se la carne viva ridiventa bianca, vada colui al sacerdote, e il sacerdote lo esaminerà; Lev. 13:16
- e se vedrà che la piaga è ridiventata bianca, il sacerdote dichiarerà puro colui che ha la piaga: è puro. Lev. 13:17
- Il sacerdote l'esaminerà; e se vedrà che la macchia apparisce più profonda della pelle e che il pelo n'è diventato bianco, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è piaga di lebbra che è scoppiata nell'ulcera. Lev. 13:20
- Ma se il sacerdote, esaminandola, vede che nella macchia non ci sono peli bianchi e che non è più profonda della pelle e non è più lucida, il sacerdote lo rinchiuderà sette giorni. Lev. 13:21
- E se la macchia s'allarga sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è piaga di lebbra. Lev. 13:22
- Ma se la macchia è rimasta allo stesso punto e non si è allargata, è la cicatrice dell'ulcera, e il sacerdote lo dichiarerà puro. Lev. 13:23
- il sacerdote l'esaminerà; e se vedrà che il pelo della macchia è diventato bianco e la macchia appare più profonda della pelle, è lebbra scoppiata nella bruciatura. Il sacerdote dichiarerà quel tale impuro; è piaga di lebbra. Lev. 13:25
- Ma se il sacerdote, esaminandola, vede che non c'è pelo bianco nella macchia, e ch'essa non è più profonda della pelle e non è più lucida, il sacerdote lo rinchiuderà sette giorni. Lev. 13:26
- Il sacerdote, il settimo giorno, l'esaminerà; e se la macchia s'è allargata sulla pelle, il sacerdote dichiarerà quel tale impuro; è piaga di lebbra. Lev. 13:27
- E se la macchia è rimasta ferma nello stesso luogo, e non si è allargata sulla pelle, e non è più lucida, è il tumore della bruciatura; il sacerdote dichiarerà quel tale puro, perch'è la cicatrice della bruciatura. Lev. 13:28
- il sacerdote esaminerà la piaga; e se vedrà ch'essa appare più profonda della pelle e che v'è del pelo gialliccio e sottile, il sacerdote li dichiarerà impuri; è tigna, è lebbra del capo o della barba. Lev. 13:30
- E se il sacerdote, esaminando la piaga della tigna, vedrà che non appare più profonda della pelle e che non v'è pelo nero, il sacerdote rinchiuderà sette giorni colui che ha la piaga della tigna. Lev. 13:31
- E se il sacerdote, esaminando il settimo giorno la piaga, vedrà che la tigna non s'è allargata, e che non v'è pelo giallo, e che la tigna non appare più profonda della pelle, Lev. 13:32
- quel tale si raderà, ma non raderà il luogo dov'è la tigna; e il sacerdote rinchiuderà altri sette giorni colui che ha la tigna. Lev. 13:33
- Il sacerdote, il settimo giorno, esaminerà la tigna; e se vedrà che la tigna non s'è allargata sulla pelle e non appare più profonda della pelle, il sacerdote dichiarerà quel tale puro; colui si laverà le vesti, e sarà puro. Lev. 13:34
- il sacerdote l'esaminerà; e se vedrà che la tigna s'è allargata sulla pelle, il sacerdote non cercherà se v'è del pelo giallo; quel tale è impuro. Lev. 13:36
- Ma se vedrà che la tigna s'è fermata e che v'è cresciuto del pelo nero, la tigna è guarita; quel tale è puro, e il sacerdote lo dichiarerà puro. Lev. 13:37
- il sacerdote l'esaminerà; e se vedrà che le macchie sulla pelle del loro corpo sono di un bianco pallido, è una eruzione cutanea; quel tale è puro. Lev. 13:39
- Il sacerdote lo esaminerà; e se vedrà che il tumore della piaga nella parte calva del di dietro o del davanti del capo è bianco tendente al rosso, simile alla lebbra della pelle del corpo, Lev. 13:43
- quel tale è un lebbroso; è impuro, e il sacerdote lo dovrà dichiarare impuro; egli ha la sua piaga sul capo. Lev. 13:44
- Il lebbroso, affetto da questa piaga, porterà le vesti strappate e il capo scoperto; si coprirà la barba, e andrà gridando: Impuro! impuro! Lev. 13:45
- Sarà impuro tutto il tempo che avrà la piaga; è impuro; se ne starà solo; abiterà fuori del campo. Lev. 13:46
- Il sacerdote esaminerà la piaga, e rinchiuderà sette giorni colui che ha la piaga. Lev. 13:50
- Il settimo giorno esaminerà la piaga; e se la piaga si sarà allargata sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sulla pelle o sull'oggetto fatto di pelle per un uso qualunque, è una piaga di lebbra maligna; è cosa impura. Lev. 13:51
- Egli brucerà quella veste o il tessuto o la maglia di lana o di lino o qualunque oggetto fatto di pelle, sul quale è la piaga; perché è lebbra maligna; saran bruciati col fuoco. Lev. 13:52
- E se il sacerdote, esaminandola, vedrà che la piaga non s'è allargata sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sull'oggetto qualunque di pelle, Lev. 13:53
- il sacerdote ordinerà che si lavi l'oggetto su cui è la piaga, e lo rinchiuderà altri sette giorni. Lev. 13:54
- Il sacerdote esaminerà la piaga, dopo che sarà stata lavata; e se vedrà che la piaga non ha mutato colore, benché non si sia allargata, è un oggetto immondo; lo brucerai col fuoco; v'è corrosione, sia che la parte corrosa si trovi sul diritto o sul rovescio dell'oggetto. Lev. 13:55
- E se il sacerdote, esaminandola, vede che la piaga, dopo essere stata lavata, è diventata pallida, la strapperà dalla veste o dalla pelle o dal tessuto o dalla maglia. Lev. 13:56
- La veste o il tessuto o la maglia o qualunque oggetto fatto di pelle che avrai lavato e dal quale la piaga sarà scomparsa, si laverà una seconda volta, e sarà puro. Lev. 13:58
- `Questa è la legge relativa al lebbroso per il giorno della sua purificazione. Egli sarà menato al sacerdote. Lev. 14:2
- Il sacerdote uscirà dal campo, e l'esaminerà; e se vedrà che la piaga della lebbra è guarita nel lebbroso, Lev. 14:3
- il sacerdote ordinerà che si prendano, per colui che dev'esser purificato, due uccelli vivi, puri, del legno di cedro, dello scarlatto e dell'issopo. Lev. 14:4
- Il sacerdote ordinerà che si sgozzi uno degli uccelli in un vaso di terra su dell'acqua viva. Lev. 14:5
- Poi prenderà l'uccello vivo, il legno di cedro, lo scarlatto e l'issopo, e l'immergerà, con l'uccello vivo, nel sangue dell'uccello sgozzato sopra l'acqua viva. Lev. 14:6
- Il settimo giorno si raderà tutti i peli, il capo, la barba, le ciglia: si raderà insomma tutti i peli, si laverà le vesti e si laverà il corpo nell'acqua, e sarà puro. Lev. 14:9
- e il sacerdote che fa la purificazione, presenterà colui che si purifica e quelle cose davanti all'Eterno, all'ingresso della tenda di convegno. Lev. 14:11
- Poi il sacerdote prenderà uno degli agnelli e l'offrirà come sacrifizio di riparazione, con il log d'olio, e li agiterà come offerta agitata davanti all'Eterno. Lev. 14:12
- Poi scannerà l'agnello nel luogo dove si scannano i sacrifizi per il peccato e gli olocausti: vale a dire, nel luogo sacro; poiché il sacrifizio di riparazione appartiene al sacerdote, come quello per il peccato; è cosa santissima. Lev. 14:13
- E il sacerdote prenderà del sangue del sacrifizio di riparazione e lo metterà sull'estremità dell'orecchio destro di colui che si purifica, sul pollice della sua man destra e sul dito grosso del suo piede destro. Lev. 14:14
- Poi il sacerdote prenderà dell'olio del log, e lo verserà nella palma della sua mano sinistra; Lev. 14:15
- quindi il sacerdote intingerà il dito della sua destra nell'olio che avrà nella sinistra, e col dito farà sette volte aspersione di quell'olio davanti all'Eterno. Lev. 14:16
- E del rimanente dell'olio che avrà in mano, il sacerdote ne metterà sull'estremità dell'orecchio destro di colui che si purifica, sul pollice della sua man destra e sul dito grosso del suo piede destro, oltre al sangue del sacrifizio di riparazione. Lev. 14:17
- Il resto dell'olio che avrà in mano, il sacerdote lo metterà sul capo di colui che si purifica; e il sacerdote farà per lui l'espiazione davanti all'Eterno. Lev. 14:18
- Poi il sacerdote offrirà il sacrifizio per il peccato, e farà l'espiazione per colui che si purifica della sua impurità; quindi, scannerà l'olocausto. Lev. 14:19
- Il sacerdote offrirà l'olocausto e l'oblazione sull'altare; farà per quel tale l'espiazione, ed egli sarà puro. Lev. 14:20
- Prenderà pure due tortore o due giovani piccioni, secondo i suoi mezzi; uno sarà per il sacrifizio per il peccato, e l'altro per l'olocausto. Lev. 14:22
- E il sacerdote prenderà l'agnello del sacrifizio di riparazione e il log d'olio, e li agiterà come offerta agitata davanti all'Eterno. Lev. 14:24
- Poi scannerà l'agnello del sacrifizio di riparazione. Il sacerdote prenderà del sangue del sacrifizio di riparazione, e lo metterà sull'estremità dell'orecchio destro di colui che si purifica, e sul pollice della sua man destra e sul dito grosso del suo piede destro. Lev. 14:25
- Il sacerdote verserà di quell'olio sulla palma della sua mano sinistra. Lev. 14:26
- E col dito della sua man destra il sacerdote farà aspersione dell'olio che avrà nella mano sinistra, sette volte davanti all'Eterno. Lev. 14:27
- Poi il sacerdote metterà dell'olio che avrà in mano, sull'estremità dell'orecchio destro di colui che si purifica, sul pollice della sua man destra e sul dito grosso del suo piede destro, nel luogo dove ha messo del sangue del sacrifizio di riparazione. Lev. 14:28
- Il resto dell'olio che avrà in mano, il sacerdote lo metterà sul capo di colui che si purifica, per fare espiazione per lui davanti all'Eterno. Lev. 14:29
- delle vittime che ha potuto procurarsi, una offrirà come sacrifizio per il peccato, e l'altra come olocausto, insieme con l'oblazione; e il sacerdote farà l'espiazione davanti all'Eterno per colui che si purifica. Lev. 14:31
- il padrone della casa andrà a dichiararlo al sacerdote, dicendo: Mi pare che in casa mia ci sia qualcosa di simile alla lebbra. Lev. 14:35
- Allora il sacerdote ordinerà che si sgomberi la casa prima ch'egli v'entri per esaminare la piaga, affinché tutto quello che è nella casa non diventi impuro. Dopo questo, il sacerdote entrerà per esaminar la casa. Lev. 14:36
- il sacerdote uscirà dalla casa; e, giunto alla porta, farà chiudere la casa per sette giorni. Lev. 14:38
- Il settimo giorno, il sacerdote vi tornerà; e se, esaminandola, vedrà che la piaga s'è allargata sulle pareti della casa, Lev. 14:39
- il sacerdote ordinerà che se ne smurino le pietre sulle quali è la piaga, e che si gettino in luogo immondo, fuori di città. Lev. 14:40
- il sacerdote entrerà ad esaminare la casa; e se vedrà che la piaga vi s'è allargata, nella casa c'è della lebbra maligna; la casa è impura. Lev. 14:44
- Perciò si demolirà la casa; e se ne porteranno le pietre, il legname e i calcinacci fuori della città, in luogo impuro. Lev. 14:45
- Inoltre, chiunque sarà entrato in quella casa durante tutto il tempo che è stata chiusa, sarà impuro fino alla sera. Lev. 14:46
- E se il sacerdote che è entrato nella casa e l'ha esaminata vede che la piaga non s'è allargata nella casa dopo che la casa è stata rintonacata, il sacerdote dichiarerà la casa pura, perché la piaga è guarita. Lev. 14:48
- e prenderà il legno di cedro, l'issopo, lo scarlatto e l'uccello vivo, e l'immergerà nel sangue dell'uccello sgozzato e nell'acqua viva, e ne aspergerà sette volte la casa. Lev. 14:51
- Chi toccherà il letto di colui si laverà le vesti, laverà se stesso nell'acqua, e sarà impuro fino alla sera. Lev. 15:5
- Chi toccherà il corpo di colui che ha la gonorrea, si laverà le vesti, laverà se stesso nell'acqua, e sarà impuro fino alla sera. Lev. 15:7
- Il vaso di terra toccato da colui che ha la gonorrea, sarà spezzato; e ogni vaso di legno sarà lavato nell'acqua. Lev. 15:12
- Quando colui che ha la gonorrea sarà purificato della sua gonorrea, conterà sette giorni per la sua purificazione; poi si laverà le vesti, laverà il suo corpo nell'acqua viva, e sarà puro. Lev. 15:13
- E il sacerdote li offrirà: uno come sacrifizio per il peccato, l'altro come olocausto; e il sacerdote farà l'espiazione per lui davanti all'Eterno, a motivo della sua gonorrea. Lev. 15:15
- L'uomo da cui sarà uscito seme genitale si laverà tutto il corpo nell'acqua, e sarà impuro fino alla sera. Lev. 15:16
- Quando una donna avrà i suoi corsi e il sangue le fluirà dalla carne, la sua impurità durerà sette giorni; e chiunque la toccherà sarà impuro fino alla sera. Lev. 15:19
- Chiunque toccherà il letto di colei si laverà le vesti, laverà se stesso nell'acqua, e sarà impuro fino alla sera. Lev. 15:21
- E se l'uomo si trovava sul letto o sul mobile dov'ella sedeva quand'è avvenuto il contatto, egli sarà impuro fino alla sera. Lev. 15:23
- La donna che avrà un flusso di sangue per parecchi giorni, fuori del tempo de' suoi corsi, o che avrà questo flusso oltre il tempo de' suoi corsi, sarà impura per tutto il tempo del flusso, com'è al tempo de' suoi corsi. Lev. 15:25
- Ogni letto sul quale si coricherà durante tutto il tempo del suo flusso, sarà per lei come il letto sul quale si corica quando ha i suoi corsi; e ogni mobile sul quale si sederà sarà impuro, com'è impuro quand'ella ha i suoi corsi. Lev. 15:26
- E il sacerdote ne offrirà uno come sacrifizio per il peccato e l'altro come olocausto; il sacerdote farà per lei l'espiazione, davanti all'Eterno, del flusso che la rendeva impura. Lev. 15:30
- Così terrete lontani i figliuoli d'Israele da ciò che potrebbe contaminarli, affinché non muoiano a motivo della loro impurità, contaminando il mio tabernacolo ch'è in mezzo a loro. Lev. 15:31
- Aaronne entrerà nel santuario in questo modo: prenderà un giovenco per un sacrifizio per il peccato, e un montone per un olocausto. Lev. 16:3
- Si metterà la tunica sacra di lino, e porterà sulla carne le brache di lino; si cingerà della cintura di lino, e si porrà in capo la mitra di lino. Questi sono i paramenti sacri; egli l'indosserà dopo essersi lavato il corpo nell'acqua. Lev. 16:4
- Dalla raunanza de' figliuoli d'Israele prenderà due capri per un sacrifizio per il peccato, e un montone per un olocausto. Lev. 16:5
- Aaronne offrirà il giovenco del sacrifizio per il peccato, che è per sé, e farà l'espiazione per sé e per la sua casa. Lev. 16:6
- E Aaronne farà accostare il capro ch'è toccato in sorte all'Eterno, e l'offrirà come sacrifizio per il peccato; Lev. 16:9
- ma il capro ch'è toccato in sorte ad Azazel sarà posto vivo davanti all'Eterno, perché serva a fare l'espiazione e per mandarlo poi ad Azazel nel deserto. Lev. 16:10
- Aaronne offrirà dunque il giovenco del sacrifizio per il peccato per sé, e farà l'espiazione per sé e per la sua casa; e scannerà il giovenco del sacrifizio per il peccato per sé. Lev. 16:11
- Metterà il profumo sul fuoco davanti all'Eterno, affinché il nuvolo del profumo copra il propiziatorio che è sulla testimonianza, e non morrà. Lev. 16:13
- Poi prenderà del sangue del giovenco, e ne aspergerà col dito il propiziatorio dal lato d'oriente, e farà sette volte l'aspersione del sangue col dito, davanti al propiziatorio. Lev. 16:14
- Poi scannerà il capro del sacrifizio per il peccato, che è per il popolo, e ne porterà il sangue di là dal velo; e farà di questo sangue quello che ha fatto del sangue del giovenco: ne farà l'aspersione sul propiziatorio e davanti al propiziatorio. Lev. 16:15
- Così farà l'espiazione per il santuario, a motivo delle impurità dei figliuoli d'Israele, delle loro trasgressioni e di tutti i loro peccati. Lo stesso farà per la tenda di convegno ch'è stabilita fra loro, in mezzo alle loro impurità. Lev. 16:16
- E quando avrà finito di fare l'espiazione per il santuario, per la tenda di convegno e per l'altare, farà accostare il capro vivo. Lev. 16:20
- Si laverà il corpo nell'acqua in un luogo santo, si metterà i suoi paramenti, e uscirà ad offrire il suo olocausto e l'olocausto del popolo, e farà l'espiazione per sé e per il popolo. Lev. 16:24
- E farà fumare sull'altare il grasso del sacrifizio per il peccato. Lev. 16:25
- Colui che avrà lasciato andare il capro destinato ad Azazel si laverà le vesti, laverà il suo corpo nell'acqua, e dopo questo rientrerà nel campo. Lev. 16:26
- E si porterà fuori del campo il giovenco del sacrifizio per il peccato e il capro del sacrifizio per il peccato, il cui sangue sarà stato portato nel santuario per farvi l'espiazione; e se ne bruceranno nel fuoco le pelli, la carne e gli escrementi. Lev. 16:27
- Poi colui che li avrà bruciati si laverà le vesti e laverà il suo corpo nell'acqua; dopo questo, rientrerà nel campo. Lev. 16:28
- Questa sarà per voi una legge perpetua: nel settimo mese, il decimo giorno del mese, umilierete le anime vostre, non farete lavoro di sorta, né colui ch'è nativo del paese, né il forestiero che soggiorna fra voi. Lev. 16:29
- E il sacerdote che ha ricevuto l'unzione ed è stato consacrato per esercitare il sacerdozio al posto di suo padre, farà l'espiazione; si vestirà delle vesti di lino, de' paramenti sacri. Lev. 16:32
- E farà l'espiazione per il santuario sacro; farà l'espiazione per la tenda di convegno e per l'altare; farà l'espiazione per i sacerdoti e per tutto il popolo della raunanza. Lev. 16:33
- Se un uomo qualunque della casa d'Israele scanna un bue o un agnello o una capra entro il campo, o fuori del campo, Lev. 17:3
- e non lo mena all'ingresso della tenda di convegno per presentarlo come offerta all'Eterno davanti al tabernacolo dell'Eterno, sarà considerato come colpevole di delitto di sangue; ha sparso del sangue, e cotest'uomo sarà sterminato di fra il suo popolo, Lev. 17:4
- Il sacerdote ne spanderà il sangue sull'altare dell'Eterno, all'ingresso della tenda di convegno, e farà fumare il grasso come un profumo soave all'Eterno. Lev. 17:6
- e non lo porterà all'ingresso della tenda di convegno per immolarlo all'Eterno, cotest'uomo sarà sterminato di fra il suo popolo. Lev. 17:9
- Se un uomo qualunque della casa d'Israele o degli stranieri che soggiornano fra loro mangia di qualsivoglia specie di sangue, io volgerò la mia faccia contro la persona che avrà mangiato del sangue, e la sterminerò di fra il suo popolo. Lev. 17:10
- Poiché la vita della carne è nel sangue. Per questo vi ho ordinato di porlo sull'altare per far l'espiazione per le vostre persone; perché il sangue è quello che fa l'espiazione, mediante la vita. Lev. 17:11
- E se uno qualunque de' figliuoli d'Israele o degli stranieri che soggiornano fra loro prende alla caccia un quadrupede o un uccello che si può mangiare, ne spargerà il sangue e lo coprirà di polvere; Lev. 17:13
- perché la vita d'ogni carne è il sangue; nel sangue suo sta la vita; perciò ho detto ai figliuoli d'Israele: Non mangerete sangue d'alcuna specie di carne, poiché il sangue è la vita d'ogni carne; chiunque ne mangerà sarà sterminato. Lev. 17:14
- Ma se non si lava le vesti e se non lava il suo corpo, porterà la pena della sua iniquità'. Lev. 17:16
- Non darai de' tuoi figliuoli ad essere immolati a Moloc; e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono l'Eterno. Lev. 18:21
- Il paese n'è stato contaminato; ond'io punirò la sua iniquità; il paese vomiterà i suoi abitanti. Lev. 18:25
- Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni, e non commetterete alcuna di queste cose abominevoli: né colui ch'è nativo del paese, né il forestiero che soggiorna fra voi. Lev. 18:26
- Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che v'era prima di voi, e il paese n'è stato contaminato. Lev. 18:27
- Badate che, se lo contaminate, il paese non vi vomiti come vomiterà la gente che vi stava prima di voi. Lev. 18:28
- Poiché tutti quelli che commetteranno alcuna di queste cose abominevoli saranno sterminati di fra il loro popolo. Lev. 18:29
- Lo si mangerà il giorno stesso che l'avrete immolato, e il giorno seguente; e se ne rimarrà qualcosa fino al terzo giorno, lo brucerete col fuoco. Lev. 19:6
- Se se ne mangerà il terzo giorno, sarà cosa abominevole; il sacrifizio non sarà gradito. Lev. 19:7
- E chiunque ne mangerà porterà la pena della sua iniquità, perché avrà profanato ciò ch'è sacro all'Eterno; e quel tale sarà sterminato di fra il suo popolo. Lev. 19:8
- Quando mieterete la raccolta della vostra terra, non mieterai fino all'ultimo canto il tuo campo, e non raccoglierai ciò che resta da spigolare della tua raccolta; Lev. 19:9
- e nella tua vigna non coglierai i raspoli, né raccoglierai i granelli caduti; li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono l'Eterno, l'Iddio vostro. Lev. 19:10
- Non giurerete il falso, usando il mio nome; ché profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono l'Eterno. Lev. 19:12
- Non opprimerai il tuo prossimo, e non gli rapirai ciò ch'è suo; il salario dell'operaio al tuo servizio non ti resti in mano la notte fino al mattino. Lev. 19:13
- Non maledirai il sordo, e non porrai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono l'Eterno. Lev. 19:14
- Non commetterete iniquità, nel giudicare; non avrai riguardo alla persona del povero, né tributerai speciale onore alla persona del potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Lev. 19:15
- Non andrai qua e là facendo il diffamatore fra il tuo popolo, né ti presenterai ad attestare il falso a danno della vita del tuo prossimo. Io sono l'Eterno. Lev. 19:16
- Non odierai il tuo fratello in cuor tuo; riprendi pure il tuo prossimo, ma non ti caricare d'un peccato a cagion di lui. Lev. 19:17
- Non ti vendicherai, e non serberai rancore contro i figliuoli del tuo popolo, ma amerai il prossimo tuo come te stesso. Io sono l'Eterno. Osserverete le mie leggi. Lev. 19:18
- Non accoppierai bestie di specie differenti; non seminerai il tuo campo con due sorta di seme, né porterai veste tessuta di due diverse materie. Lev. 19:19
- e il sacerdote farà per lui l'espiazione davanti all'Eterno, col montone del sacrifizio di riparazione, per il peccato che colui ha commesso, e il peccato che ha commesso gli sarà perdonato. Lev. 19:22
- Ma il quarto anno tutti i loro frutti saranno consacrati all'Eterno, per dargli lode. Lev. 19:24
- E il quinto anno mangerete il frutto di quegli alberi, affinché essi vi aumentino il loro prodotto. Io sono l'Eterno, l'Iddio vostro. Lev. 19:25
- Non profanare la tua figliuola, prostituendola, affinché il paese non si dia alla prostituzione e non si riempia di scelleratezze. Lev. 19:29
- Alzati dinanzi al capo canuto, onora la persona del vecchio, e temi il tuo Dio. Io sono l'Eterno. Lev. 19:32
- Il forestiero che soggiorna fra voi, lo tratterete come colui ch'è nato fra voi; tu l'amerai come te stesso; poiché anche voi foste forestieri nel paese d'Egitto. Io sono l'Eterno, l'Iddio vostro. Lev. 19:34
- Chiunque de' figliuoli d'Israele o de' forestieri che soggiornano in Israele darà de' suoi figliuoli a Moloc, dovrà esser messo a morte; il popolo del paese lo lapiderà. Lev. 20:2
- E anch'io volgerò la mia faccia contro quell'uomo, e lo sterminerò di fra il suo popolo, perché avrà dato de' suoi figliuoli a Moloc per contaminare il mio santuario e profanare il mio santo nome. Lev. 20:3
- E se il popolo del paese chiude gli occhi quando quell'uomo dà de' suoi figliuoli a Moloc, e non lo mette a morte, Lev. 20:4
- io volgerò la mia faccia contro quell'uomo e contro la sua famiglia, e sterminerò di fra il suo popolo lui con tutti quelli che si prostituiscono come lui, prostituendosi a Moloc. Lev. 20:5
- E se qualche persona si volge agli spiriti e agl'indovini per prostituirsi dietro a loro, io volgerò la mia faccia contro quella persona, e la sterminerò di fra il suo popolo. Lev. 20:6
- Chiunque maledice suo padre o sua madre dovrà esser messo a morte; ha maledetto suo padre o sua madre; il suo sangue ricadrà su lui. Lev. 20:9
- Se uno si giace con la moglie di suo padre, egli scopre la nudità di suo padre; ambedue dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:11
- Se uno si giace con la sua nuora, ambedue dovranno esser messi a morte; hanno commesso una cosa abominevole; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:12
- Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:13
- E se una donna s'accosta a una bestia per prostituirsi ad essa, ucciderai la donna e la bestia; ambedue dovranno esser messe a morte; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:16
- Se uno si giace con una donna che ha i suoi corsi, e scopre la nudità di lei, quel tale ha scoperto il flusso di quella donna, ed ella ha scoperto il flusso del proprio sangue; perciò ambedue saranno sterminati di fra il loro popolo. Lev. 20:18
- Osserverete dunque tutte le mie leggi e le mie prescrizioni, e le metterete in pratica affinché il paese dove io vi conduco per abitarvi non vi vomiti fuori. Lev. 20:22
- e vi ho detto: Sarete voi quelli che possederete il loro paese; ve lo darò come vostra proprietà; è un paese ove scorre il latte e il miele. Io sono l'Eterno, l'Iddio vostro, che vi ho separato dagli altri popoli. Lev. 20:24
- Se un uomo o una donna ha uno spirito o indovina, dovranno esser messi a morte; saranno lapidati; il loro sangue ricadrà su loro'. Lev. 20:27
- L'Eterno disse ancora a Mosè: `Parla ai sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, e di' loro: Un sacerdote non si esporrà a divenire impuro in mezzo al suo popolo per il contatto con un morto, Lev. 21:1
- Saranno santi al loro Dio e non profaneranno il nome del loro Dio, poiché offrono all'Eterno i sacrifizi fatti mediante il fuoco, il pane del loro Dio; perciò saran santi. Lev. 21:6
- Tu considererai dunque il sacerdote come santo, perch'egli offre il pane del tuo Dio: ei ti sarà santo, perché io, l'Eterno che vi santifico, son santo. Lev. 21:8
- Il sommo sacerdote che sta al disopra de' suoi fratelli, sul capo del quale è stato sparso l'olio dell'unzione e che è stato consacrato per rivestire i paramenti sacri, non si scoprirà il capo e non si straccerà le vesti. Lev. 21:10
- Non uscirà dal santuario, e non profanerà il santuario del suo Dio, perché l'olio dell'unzione del suo Dio è su lui come un diadema. Io sono l'Eterno. Lev. 21:12
- `Parla ad Aaronne e digli: Nelle generazioni a venire nessun uomo della tua stirpe che abbia qualche deformità s'accosterà per offrire il pane del suo Dio; Lev. 21:17
- perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco, né lo zoppo, né colui che ha una deformità per difetto o per eccesso, Lev. 21:18
- né il gobbo, né il nano, né colui che ha una macchia nell'occhio, o ha la rogna o un erpete o i testicoli infranti. Lev. 21:20
- Nessun uomo della stirpe del sacerdote Aaronne, che abbia qualche deformità, si accosterà per offrire i sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno. Ha un difetto: non s'accosti quindi per offrire il pane del suo Dio. Lev. 21:21
- `Di' ad Aaronne e ai suoi figliuoli che si astengano dalle cose sante che mi son consacrate dai figliuoli d'Israele, e non profanino il mio santo nome. Io sono l'Eterno. Lev. 22:2
- La persona che avrà avuto di tali contatti sarà impura fino alla sera, e non mangerà delle cose sante prima d'essersi lavato il corpo nell'acqua; Lev. 22:6
- dopo il tramonto del sole sarà pura, e potrà poi mangiare delle cose sante, perché sono il suo pane. Lev. 22:7
- Il sacerdote non mangerà carne di bestia morta da sé o sbranata, per non rendersi impuro. Io sono l'Eterno. Lev. 22:8
- Ma una persona che il sacerdote avrà comprata coi suoi danari, ne potrà mangiare: così pure colui che gli è nato in casa: questi potranno mangiare del pane di lui. Lev. 22:11
- E se uno mangia per sbaglio di una cosa santa, darà al sacerdote il valore della cosa santa, aggiungendovi un quinto. Lev. 22:14
- Non offrirete all'Eterno una vittima che sia cieca, o storpia, o mutilata, o che abbia delle ulceri, o la rogna, o la scabbia; e non ne farete sull'altare un sacrifizio mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 22:22
- Non accetterete dallo straniero alcuna di queste vittime per offrirla come pane del vostro Dio; siccome sono mutilate, difettose, non sarebbero gradite per il vostro bene'. Lev. 22:25
- `Quando sarà nato un vitello, o un agnello, o un capretto, starà sette giorni sotto la madre; dall'ottavo giorno in poi, sarà gradito come sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 22:27
- La vittima sarà mangiata il giorno stesso; non ne lascerete nulla fino al mattino. Io sono l'Eterno. Lev. 22:30
- Non profanerete il mio santo nome, ond'io sia santificato in mezzo ai figliuoli d'Israele. Io sono l'Eterno che vi santifico, Lev. 22:32
- Durante sei giorni si attenderà al lavoro; ma il settimo giorno è sabato, giorno di completo riposo e di santa convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno; è un riposo consacrato all'Eterno in tutti i luoghi dove abiterete. Lev. 23:3
- Il primo mese, il quattordicesimo giorno del mese, sull'imbrunire, sarà la Pasqua dell'Eterno; Lev. 23:5
- e il quindicesimo giorno dello stesso mese sarà la festa dei pani azzimi in onore dell'Eterno; per sette giorni mangerete pane senza lievito. Lev. 23:6
- Il primo giorno avrete una santa convocazione; non farete in esso alcuna opera servile; Lev. 23:7
- e per sette giorni offrirete all'Eterno de' sacrifizi mediante il fuoco. Il settimo giorno si avrà una santa convocazione, non farete alcuna opera servile'. Lev. 23:8
- e il sacerdote agiterà la mannella davanti all'Eterno, perché sia gradita per il vostro bene; il sacerdote l'agiterà il giorno dopo il sabato. Lev. 23:11
- E il giorno che agiterete la mannella, offrirete un agnello di un anno, che sia senza difetto, come olocausto all'Eterno. Lev. 23:12
- L'oblazione che l'accompagna sarà di due decimi di un efa di fior di farina intrisa con olio, come sacrifizio mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno; la libazione sarà d'un quarto di un hin di vino. Lev. 23:13
- E con que' pani offrirete sette agnelli dell'anno, senza difetto, un giovenco e due montoni, che saranno un olocausto all'Eterno assieme alla loro oblazione e alle loro libazioni; sarà un sacrifizio di soave odore fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 23:18
- E offrirete un capro come sacrifizio per il peccato, e due agnelli dell'anno come sacrifizio di azioni di grazie. Lev. 23:19
- Il sacerdote agiterà gli agnelli col pane delle primizie, come offerta agitata davanti all'Eterno; e tanto i pani quanto i due agnelli consacrati all'Eterno apparterranno al sacerdote. Lev. 23:20
- Quando mieterete la raccolta della vostra terra, non mieterai fino all'ultimo canto il tuo campo, e non raccoglierai ciò che resta da spigolare della tua raccolta; lo lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono l'Eterno, l'Iddio vostro'. Lev. 23:22
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Il settimo mese, il primo giorno del mese avrete un riposo solenne, una commemorazione fatta a suon di tromba, una santa convocazione. Lev. 23:24
- Non farete alcun'opera servile, e offrirete all'Eterno dei sacrifizi mediante il fuoco'. Lev. 23:25
- `Il decimo giorno di questo settimo mese sarà il giorno delle espiazioni; avrete una santa convocazione, umilierete le anime vostre e offrirete all'Eterno de' sacrifizi mediante il fuoco. Lev. 23:27
- Poiché, ogni persona che non si umilierà in quel giorno, sarà sterminata di fra il suo popolo. Lev. 23:29
- E ogni persona che farà in quel giorno qualsivoglia lavoro, io la distruggerò di fra il suo popolo. Lev. 23:30
- Sarà per voi un sabato di completo riposo, e umilierete le anime vostre; il nono giorno del mese, dalla sera alla sera seguente, celebrerete il vostro sabato'. Lev. 23:32
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Il quindicesimo giorno di questo settimo mese sarà la festa delle Capanne, durante sette giorni, in onore dell'Eterno. Lev. 23:34
- Il primo giorno vi sarà una santa convocazione; non farete alcuna opera servile. Lev. 23:35
- Per sette giorni offrirete all'Eterno dei sacrifizi mediante il fuoco. L'ottavo giorno avrete una santa convocazione, e offrirete all'Eterno dei sacrifizi mediante il fuoco. È giorno di solenne raunanza; non farete alcuna opera servile. Lev. 23:36
- Queste sono le solennità dell'Eterno che voi bandirete come sante convocazioni, perché si offrano all'Eterno sacrifizi mediante il fuoco, olocausti e oblazioni, vittime e libazioni, ogni cosa al giorno stabilito, Lev. 23:37
- Or il quindicesimo giorno del settimo mese, quando avrete raccolto i frutti della terra, celebrerete una festa all'Eterno, durante sette giorni; il primo giorno sarà di completo riposo; e l'ottavo, di completo riposo. Lev. 23:39
- Il primo giorno prenderete del frutto di alberi d'ornamento: rami di palma, rami dalla verzura folta e salci de' torrenti, e vi rallegrerete dinanzi all'Eterno, ch'è l'Iddio vostro, durante sette giorni. Lev. 23:40
- Celebrerete questa festa in onore dell'Eterno per sette giorni, ogni anno. È una legge perpetua, di generazione in generazione. La celebrerete il settimo mese. Lev. 23:41
- `Ordina ai figliuoli d'Israele che ti portino dell'olio di uliva puro, vergine, per il candelabro, per tener le lampade continuamente accese. Lev. 24:2
- E porrai dell'incenso puro sopra ogni fila, e sarà sul pane come una ricordanza, come un sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 24:7
- I pani apparterranno ad Aaronne e ai suoi figliuoli, ed essi li mangeranno in luogo santo; poiché saranno per loro cosa santissima tra i sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno. È una legge perpetua'. Lev. 24:9
- Or il figliuolo di una donna israelita e di un Egiziano uscì tra i figliuoli d'Israele; e fra questo figliuolo della donna israelita e un Israelita nacque una lite. Lev. 24:10
- Il figliuolo della Israelita bestemmiò il nome dell'Eterno, e lo maledisse; onde fu condotto a Mosè. La madre di quel tale si chiamava Shelomith figliuola di Dibri, della tribù di Dan. Lev. 24:11
- E parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Chiunque maledirà il suo Dio porterà la pena del suo peccato. Lev. 24:15
- E chi bestemmia il nome dell'Eterno dovrà esser messo a morte; tutta la raunanza lo dovrà lapidare. Sia straniero o nativo del paese, quando bestemmi il nome dell'Eterno, sarà messo a morte. Lev. 24:16
- Avrete una stessa legge tanto per il forestiero quanto per il nativo del paese; poiché io sono l'Eterno, l'Iddio vostro'. Lev. 24:22
- `Parla ai figliuoli d'Israele e di' loro: Quando sarete entrati nel paese che io vi do, la terra dovrà avere il suo tempo di riposo consacrato all'Eterno. Lev. 25:2
- Per sei anni seminerai il tuo campo, per sei anni poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; Lev. 25:3
- ma il settimo anno sarà un sabato, un riposo completo per la terra, un sabato in onore dell'Eterno; non seminerai il tuo campo, né poterai la tua vigna. Lev. 25:4
- Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo, servirà di nutrimento a te, al tuo servo, alla tua serva, al tuo operaio e al tuo forestiero che stanno da te, Lev. 25:6
- al tuo bestiame e agli animali che sono nel tuo paese; tutto il suo prodotto servirà loro di nutrimento. Lev. 25:7
- Poi, il decimo giorno del settimo mese farai squillar la tromba; il giorno delle espiazioni farete squillar la tromba per tutto il paese. Lev. 25:9
- E santificherete il cinquantesimo anno, e proclamerete l'affrancamento nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognun di voi tornerà nella sua proprietà, e ognun di voi tornerà nella sua famiglia. Lev. 25:10
- Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non seminerete e non raccoglierete quello che i campi produrranno da sé, e non vendemmierete le vigne non potate. Lev. 25:11
- Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; mangerete il prodotto che vi verrà dai campi. Lev. 25:12
- Quanti più anni resteranno, tanto più aumenterai il prezzo; e quanto minore sarà il tempo, tanto calerai il prezzo; poiché quegli ti vende il numero delle raccolte. Lev. 25:16
- Nessun di voi danneggi il suo fratello, ma temerai il tuo Dio; poiché io sono l'Eterno, l'Iddio vostro. Lev. 25:17
- Voi metterete in pratica le mie leggi, e osserverete le mie prescrizioni e le adempirete, e abiterete il paese in sicurtà. Lev. 25:18
- E se dite: - Che mangeremo il settimo anno, giacché non semineremo e non faremo la nostra raccolta? - Lev. 25:20
- Io disporrò che la mia benedizione venga su voi il sesto anno, ed esso vi darà una raccolta per tre anni. Lev. 25:21
- Perciò, in tutto il paese che sarà vostro possesso, concederete il diritto di riscatto del suolo. Lev. 25:24
- Se il tuo fratello diventa povero e vende una parte della sua proprietà, colui che ha il diritto di riscatto, il suo parente più prossimo, verrà e riscatterà ciò che il suo fratello ha venduto. Lev. 25:25
- E se uno non ha chi possa fare il riscatto, ma giunge a procurarsi da sé la somma necessaria al riscatto, Lev. 25:26
- conterà le annate scorse dalla vendita, renderà il soprappiù al compratore, e rientrerà così nel suo. Lev. 25:27
- Se uno vende una casa da abitare in una città murata, avrà il diritto di riscattarla fino al compimento di un anno dalla vendita; il suo diritto di riscatto durerà un anno intero. Lev. 25:29
- Quanto alle città de' Leviti e alle case ch'essi vi possederanno, i Leviti avranno il diritto perpetuo di riscatto. Lev. 25:32
- E se anche uno de' Leviti ha fatto il riscatto, la casa venduta, con la città dove si trova, sarà franca al giubileo, perché le case delle città dei Leviti sono loro proprietà, in mezzo ai figliuoli d'Israele. Lev. 25:33
- Se il tuo fratello ch'è presso di te è impoverito e i suoi mezzi vengon meno, tu lo sosterrai, anche se forestiero e avventizio, onde possa vivere presso di te. Lev. 25:35
- Non trarre da lui interesse, né utile; ma temi il tuo Dio, e viva il tuo fratello presso di te. Lev. 25:36
- Non gli darai il tuo danaro a interesse, né gli darai i tuoi viveri per ricavarne un utile. Lev. 25:37
- Io sono l'Eterno, il vostro Dio, che vi ho tratto dal paese d'Egitto per darvi il paese di Canaan, per essere il vostro Dio. Lev. 25:38
- Se il tuo fratello ch'è presso di te è impoverito e si vende a te, non lo farai servire come uno schiavo; Lev. 25:39
- Non lo dominerai con asprezza, ma temerai il tuo Dio. Lev. 25:43
- Se un forestiero stabilito presso di te arricchisce, e il tuo fratello divien povero presso di lui e si vende al forestiero stabilito presso di te o a qualcuno della famiglia del forestiero, Lev. 25:47
- lo potrà riscattare suo zio, o il figliuolo del suo zio; lo potrà riscattare uno de' parenti dello stesso suo sangue, o, se ha i mezzi di farlo, potrà riscattarsi da sé. Lev. 25:49
- Farà il conto, col suo compratore, dall'anno che gli si è venduto all'anno del giubileo; e il prezzo da pagare si regolerà secondo il numero degli anni, valutando le sue giornate come quelle di un lavorante. Lev. 25:50
- Se vi sono ancora molti anni per arrivare al giubileo, pagherà il suo riscatto in ragione di questi anni, e in proporzione del prezzo per il quale fu comprato: Lev. 25:51
- se rimangon pochi anni per arrivare al giubileo, farà il conto col suo compratore, e pagherà il prezzo del suo riscatto in ragione di quegli anni. Lev. 25:52
- Starà da lui come un lavorante fissato annualmente; il padrone non lo dominerà con asprezza sotto i tuoi occhi. Lev. 25:53
- La trebbiatura vi durerà fino alla vendemmia, e la vendemmia vi durerà fino alla sementa; mangerete a sazietà il vostro pane, e abiterete in sicurtà il vostro paese. Lev. 26:5
- Io farò che la pace regni nel paese; voi vi coricherete, e non ci sarà chi vi spaventi; farò sparire dal paese le bestie nocive, e la spada non passerà per il vostro paese. Lev. 26:6
- E io mi volgerò verso voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò, e raffermerò il mio patto con voi. Lev. 26:9
- Io sono l'Eterno, l'Iddio vostro, che vi ho tratto dal paese d'Egitto affinché non vi foste più schiavi; ho spezzato il vostro giogo, e v'ho fatto camminare a test'alta. Lev. 26:13
- se disprezzate le mie leggi e l'anima vostra disdegna le mie prescrizioni in guisa che non mettiate in pratica tutti i miei comandamenti e rompiate il mio patto, Lev. 26:15
- ecco quel che vi farò a mia volta: manderò contro voi il terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno venir meno gli occhi e languir l'anima, e seminerete invano la vostra sementa: la mangeranno i vostri nemici. Lev. 26:16
- Spezzerò la superbia della vostra forza, farò che il vostro cielo sia come di ferro, e la vostra terra come di rame. Lev. 26:19
- Manderò contro di voi le fiere della campagna, che vi rapiranno i figliuoli, stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccol numero, e le vostre strade diverranno deserte. Lev. 26:22
- Quando vi toglierò il pane che sostiene, dieci donne coceranno il vostro pane in uno stesso forno, vi distribuiranno il vostro pane a peso, e mangerete, ma non vi sazierete. Lev. 26:26
- E ridurrò le vostre città in deserti, desolerò i vostri santuari, e non aspirerò più il soave odore dei vostri profumi. Lev. 26:31
- Desolerò il paese; e i vostri nemici che vi abiteranno, ne saranno stupefatti. Lev. 26:32
- E, quanto a voi, io vi disperderò fra le nazioni, e vi darò dietro a spada tratta; il vostro paese sarà desolato, e le vostre città saranno deserte. Lev. 26:33
- Allora la terra si godrà i suoi sabati per tutto il tempo che rimarrà desolata e che voi sarete nel paese dei vostri nemici; allora la terra si riposerà e si godrà i suoi sabati. Lev. 26:34
- Per tutto il tempo che rimarrà desolata avrà il riposo che non ebbe nei vostri sabati, quando voi l'abitavate. Lev. 26:35
- Quanto ai superstiti fra voi, io renderò pusillanime il loro cuore nel paese dei loro nemici: il rumore d'una foglia agitata li metterà in fuga; fuggiranno come si fugge dinanzi alla spada, e cadranno senza che alcuno l'insegua. Lev. 26:36
- E perirete fra le nazioni, e il paese de' vostri nemici vi divorerà. Lev. 26:38
- peccati per i quali anch'io avrò dovuto resister loro, e menarli nel paese de' loro nemici. Ma se allora il cuor loro incirconciso si umilierà, e se accetteranno la punizione della loro iniquità, Lev. 26:41
- poiché il paese sarà abbandonato da loro, e si godrà i suoi sabati mentre rimarrà desolato, senza di loro, ed essi accetteranno la punizione della loro iniquità per aver disprezzato le mie prescrizioni e aver avuto in avversione le mie leggi. Lev. 26:43
- E, nonostante tutto questo, quando saranno nel paese dei loro nemici, io non li disprezzerò e non li prenderò in avversione fino al punto d'annientarli del tutto e di rompere il mio patto con loro; poiché io sono l'Eterno, il loro Dio; Lev. 26:44
- ma per amor d'essi mi ricorderò del patto stretto coi loro antenati, i quali trassi dal paese d'Egitto, nel cospetto delle nazioni, per essere il loro Dio. Io sono l'Eterno'. Lev. 26:45
- E la tua stima sarà, per un maschio dai venti ai sessant'anni, cinquanta sicli d'argento, secondo il siclo del santuario; Lev. 27:3
- E se colui che ha fatto il voto è troppo povero per pagare la somma fissata da te, lo si farà presentare al sacerdote, il quale lo tasserà. Il sacerdote farà una stima, in proporzione de' mezzi di colui che ha fatto il voto. Lev. 27:8
- e il sacerdote ne farà la stima, secondo che l'animale sarà buono o cattivo; e uno se ne starà alla stima fattane dal sacerdote. Lev. 27:12
- Se uno consacra la sua casa per esser cosa santa all'Eterno, il sacerdote ne farà la stima secondo ch'essa sarà buona o cattiva; e uno se ne starà alla stima fattane dal sacerdote. Lev. 27:14
- Se consacra la sua terra dall'anno del giubileo, il prezzo ne resterà fissato secondo la tua stima; Lev. 27:17
- ma se la consacra dopo il giubileo, il sacerdote ne valuterà il prezzo in ragione del numero degli anni che rimangono fino al giubileo, e si farà una detrazione dalla tua stima. Lev. 27:18
- E se colui che ha consacrato il pezzo di terra lo vuol riscattare, aggiungerà un quinto al prezzo della tua stima, e resterà suo. Lev. 27:19
- Ma se non riscatta il pezzo di terra e lo vende ad un altro, non lo si potrà più riscattare; Lev. 27:20
- il sacerdote ne valuterà il prezzo secondo la stima fino all'anno del giubileo; e quel tale pagherà il giorno stesso il prezzo fissato, giacché è cosa consacrata all'Eterno. Lev. 27:23
- Tutte le tue stime si faranno in sicli del santuario; il siclo è di venti ghere. Lev. 27:25
- Se uno vuol riscattare una parte della sua decima, vi aggiungerà il quinto. Lev. 27:31
- E ogni decima dell'armento o del gregge, il decimo capo di tutto ciò che passa sotto la verga del pastore, sarà consacrata all'Eterno. Lev. 27:32
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, nella tenda di convegno, il primo giorno del secondo mese, il secondo anno dell'uscita de' figliuoli d'Israele dal paese d'Egitto, e disse: Num. 1:1
- dall'età di venti anni in su, tutti quelli che in Israele possono andare alla guerra; tu ed Aaronne ne farete il censimento, secondo le loro schiere. Num. 1:3
- E con voi ci sarà un uomo per tribù, il capo della casa de' suoi padri. Num. 1:4
- e convocarono tutta la raunanza, il primo giorno del secondo mese; e il popolo fu inscritto secondo le famiglie, secondo le case de' padri, contando il numero delle persone dai venti anni in su, uno per uno. Num. 1:18
- Come l'Eterno gli aveva ordinato, Mosè ne fece il censimento nel deserto di Sinai. Num. 1:19
- il censimento della tribù di Ruben dette la cifra di quarantaseimila cinquecento. Num. 1:21
- il censimento della tribù di Simeone dette la cifra di cinquantanovemila trecento. Num. 1:23
- il censimento della tribù di Gad dette la cifra di quarantacinquemila seicentocinquanta. Num. 1:25
- il censimento della tribù di Giuda dette la cifra di settantaquattromila seicento. Num. 1:27
- il censimento della tribù di Issacar dette la cifra di cinquantaquattromila quattrocento. Num. 1:29
- il censimento della tribù di Zabulon dette la cifra di cinquantasettemila quattrocento. Num. 1:31
- il censimento della tribù di Efraim dette la cifra di quarantamila cinquecento. Num. 1:33
- il censimento della tribù di Manasse dette la cifra di trentaduemila duecento. Num. 1:35
- il censimento della tribù di Beniamino dette la cifra di trentacinquemila quattrocento. Num. 1:37
- il censimento della tribù di Dan dette la cifra di sessantaduemila settecento. Num. 1:39
- il censimento della tribù di Ascer dette la cifra di quarantunmila cinquecento. Num. 1:41
- il censimento della tribù di Neftali dette la cifra di cinquantatremila quattrocento. Num. 1:43
- Questi son quelli di cui Mosè ed Aaronne fecero il censimento, coi dodici uomini, principi d'Israele: ce n'era uno per ognuna delle case de' loro padri. Num. 1:44
- Così tutti i figliuoli d'Israele dei quali fu fatto il censimento secondo le case dei loro padri, dall'età di vent'anni in su, cioè tutti gli uomini che in Israele potevano andare alla guerra, Num. 1:45
- tutti quelli dei quali fu fatto il censimento, furono seicentotremila cinquecentocinquanta. Num. 1:46
- `Soltanto della tribù di Levi non farai il censimento, e non ne unirai l'ammontare a quello de' figliuoli d'Israele; Num. 1:49
- ma affida ai Leviti la cura del tabernacolo della testimonianza, di tutti i suoi utensili e di tutto ciò che gli appartiene. Essi porteranno il tabernacolo e tutti i suoi utensili, ne faranno il servizio, e staranno accampati attorno al tabernacolo. Num. 1:50
- Quando il tabernacolo dovrà partire, i Leviti lo smonteranno; quando il tabernacolo dovrà accamparsi in qualche luogo, i Leviti lo rizzeranno; e l'estraneo che gli si avvicinerà sarà messo a morte. Num. 1:51
- il principe de' figliuoli di Giuda è Nahshon, figliuolo di Aminadab, e il suo corpo, secondo il censimento, è di settantaquattromila seicento uomini. Num. 2:4
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Issacar; il principe dei figliuoli di Issacar è Nethaneel, figliuolo di Tsuar, Num. 2:5
- e il suo corpo, secondo il censimento, è di cinquantaquattromila quattrocento uomini. Num. 2:6
- Poi la tribù di Zabulon; il principe dei figliuoli di Zabulon è Eliab, figliuolo di Helon, e il suo corpo, Num. 2:7
- secondo il censimento, è di cinquantasettemila quattrocento uomini. Num. 2:8
- Il totale del censimento del campo di Giuda è dunque centottantaseimila quattrocento uomini, secondo le loro schiere. Si metteranno in marcia i primi. Num. 2:9
- A mezzogiorno starà la bandiera del campo di Ruben con le sue schiere; il principe de' figliuoli di Ruben è Elitsur, figliuolo di Scedeur, Num. 2:10
- e il suo corpo, secondo il censimento, è di quarantaseimila cinquecento uomini. Num. 2:11
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Simeone; il principe de' figliuoli di Simeone è Scelumiel, figliuolo di Tsurishaddai, Num. 2:12
- e il suo corpo, secondo il censimento, è di cinquantanovemila trecento uomini. Num. 2:13
- Poi la tribù di Gad; il principe de' figliuoli di Gad è Eliasaf, figliuolo di Reuel, Num. 2:14
- e il suo corpo, secondo il censimento, è di quarantacinquemila seicentocinquanta uomini. Num. 2:15
- Il totale del censimento del campo di Ruben è dunque centocinquantunmila e quattrocentocinquanta uomini, secondo le loro schiere. Si metteranno in marcia in seconda linea. Num. 2:16
- Ad occidente starà la bandiera del campo di Efraim con le sue schiere; il principe de' figliuoli di Efraim è Elishama, Num. 2:18
- figliuolo di Ammihud, e il suo corpo, secondo il censimento, è di quarantamila cinquecento uomini. Num. 2:19
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Manasse; il principe de' figliuoli di Manasse è Gamaliel, figliuolo di Pedahtsur, Num. 2:20
- e il suo corpo, secondo il censimento, è di trentaduemila duecento uomini. Num. 2:21
- Poi la tribù di Beniamino; il principe dei figliuoli di Beniamino è Abidan, figliuolo di Ghideoni, Num. 2:22
- e il suo corpo, secondo il censimento, è di trentacinquemila quattrocento uomini. Num. 2:23
- Il totale del censimento del campo d'Efraim è dunque centottomila cento uomini, secondo le loro schiere. Si metteranno in marcia in terza linea. Num. 2:24
- A settentrione starà il campo di Dan con le sue schiere; il principe de' figliuoli di Dan è Ahiezer, figliuolo di Ammishaddai, Num. 2:25
- e il suo campo, secondo il censimento, è di sessantaduemila settecento uomini. Num. 2:26
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Ascer; il principe de' figliuoli di Ascer è Paghiel, figliuolo d'Ocran, Num. 2:27
- e il suo campo, secondo il censimento, è di quarantunmila cinquecento uomini. Num. 2:28
- Poi la tribù di Neftali; il principe de' figliuoli di Neftali è Ahira, figliuolo di Enan, Num. 2:29
- e il suo campo, secondo il censimento, è di cinquantatremila quattrocento uomini. Num. 2:30
- Il totale del censimento del campo di Dan è dunque centocinquantasettemila seicento. Si metteranno in marcia gli ultimi, secondo le loro bandiere'. Num. 2:31
- Questi furono i figliuoli d'Israele de' quali si fece il censimento secondo le case dei loro padri. Tutti gli uomini de' quali si fece il censimento, e che formarono i campi, secondo i loro corpi, furono seicentotremila cinquecentocinquanta. Num. 2:32
- Questi sono i nomi dei figliuoli di Aaronne: Nadab, il primogenito, Abihu, Eleazar e Ithamar. Num. 3:2
- Tali i nomi dei figliuoli d'Aaronne, che ricevettero l'unzione come sacerdoti e furon consacrati per esercitare il sacerdozio. Num. 3:3
- Nadab e Abihu morirono davanti all'Eterno quand'offrirono fuoco straniero davanti all'Eterno, nel deserto di Sinai. Essi non aveano figliuoli, ed Eleazar e Ithamar esercitarono il sacerdozio in presenza d'Aaronne, loro padre. Num. 3:4
- Essi avranno la cura di tutto ciò che è affidato a lui e a tutta la raunanza davanti alla tenda di convegno e faranno così il servizio del tabernacolo. Num. 3:7
- Avranno cura di tutti gli utensili della tenda di convegno e di quanto è affidato ai figliuoli d'Israele, e faranno così il servizio del tabernacolo. Num. 3:8
- `Ecco, io ho preso i Leviti di tra i figliuoli d'Israele in luogo d'ogni primogenito che apre il seno materno tra i figliuoli d'Israele; e i Leviti saranno miei; Num. 3:12
- poiché ogni primogenito è mio; il giorno ch'io colpii tutti i primogeniti nel paese d'Egitto, io mi consacrai tutti i primi parti in Israele, tanto degli uomini quanto degli animali; saranno miei: io sono l'Eterno'. Num. 3:13
- `Fa' il censimento de' figliuoli di Levi secondo le case de' loro padri, secondo le loro famiglie; farai il censimento di tutti i maschi dall'età d'un mese in su'. Num. 3:15
- E Mosè ne fece il censimento secondo l'ordine dell'Eterno, come gli era stato comandato di fare. Num. 3:16
- Quelli de' quali fu fatto il censimento, contando tutti i maschi dall'età di un mese in su, furono settemila cinquecento. Num. 3:22
- Le famiglie dei Ghersoniti avevano il campo dietro il tabernacolo, a occidente. Num. 3:23
- Il principe della casa de' padri dei Ghersoniti era Eliasaf, figliuolo di Lael. Num. 3:24
- delle tele del cortile e della portiera dell'ingresso del cortile, tutt'intorno al tabernacolo e all'altare, e dei suoi cordami per tutto il servizio del tabernacolo. Num. 3:26
- Le famiglie dei figliuoli di Kehath avevano il campo al lato meridionale del tabernacolo. Num. 3:29
- Il principe della casa de' padri dei Kehathiti era Elitsafan, figliuolo di Uzziel. Num. 3:30
- Alle loro cure erano affidati l'arca, la tavola, il candelabro, gli altari e gli utensili del santuario coi quali si fa il servizio, il velo e tutto ciò che si riferisce al servizio del santuario. Num. 3:31
- Il principe dei principi dei Leviti era Eleazar, figliuolo del sacerdote Aaronne; egli aveva la sorveglianza di quelli ch'erano incaricati della cura del santuario. Num. 3:32
- Quelli di cui si fece il censimento, contando tutti i maschi dall'età di un mese in su, furono seimila duecento. Num. 3:34
- Il principe della casa de' padri delle famiglie di Merari era Tsuriel, figliuolo di Abihail. Essi aveano il campo dal lato settentrionale del tabernacolo. Num. 3:35
- le colonne del cortile tutt'intorno, le loro basi, i loro piuoli e il loro cordame. Num. 3:37
- Sul davanti del tabernacolo, a oriente, di faccia alla tenda di convegno, verso il sol levante, avevano il campo Mosè, Aaronne e i suoi figliuoli; essi aveano la cura del santuario in luogo de' figliuoli d'Israele; lo straniero che vi si fosse accostato sarebbe stato messo a morte. Num. 3:38
- Tutti i Leviti di cui Mosè ed Aaronne fecero il censimento secondo le loro famiglie per ordine dell'Eterno, tutti i maschi dall'età di un mese in su, furono ventiduemila. Num. 3:39
- E l'Eterno disse a Mosè: `Fa' il censimento di tutti i primogeniti maschi tra i figliuoli d'Israele dall'età di un mese in su e fa' il conto dei loro nomi. Num. 3:40
- Prenderai i Leviti per me - io sono l'Eterno - invece di tutti i primogeniti de' figliuoli d'Israele, e il bestiame dei Leviti in luogo dei primi parti del bestiame de' figliuoli d'Israele'. Num. 3:41
- E Mosè fece il censimento di tutti i primogeniti tra i figliuoli d'Israele, secondo l'ordine che l'Eterno gli avea dato. Num. 3:42
- Tutti i primogeniti maschi di cui si fece il censimento, contando i nomi dall'età di un mese in su, furono ventiduemila duecentosettantatre. Num. 3:43
- `Prendi i Leviti in luogo di tutti i primogeniti dei figliuoli d'Israele, e il bestiame de' Leviti in luogo del loro bestiame; e i Leviti saranno miei. Io sono l'Eterno. Num. 3:45
- Per il riscatto dei duecentosettantatre primogeniti dei figliuoli d'Israele che oltrepassano il numero dei Leviti, Num. 3:46
- prenderai cinque sicli a testa; li prenderai secondo il siclo del santuario, che è di venti ghere. Num. 3:47
- Darai il danaro ad Aaronne e ai suoi figliuoli per il riscatto di quelli che oltrepassano il numero dei Leviti'. Num. 3:48
- E Mosè prese il danaro per il riscatto di quelli che oltrepassavano il numero dei primogeniti riscattati dai Leviti; Num. 3:49
- prese il danaro dai primogeniti dei figliuoli d'Israele: milletrecentosessantacinque sicli, secondo il siclo del santuario. Num. 3:50
- E Mosè dette il danaro del riscatto ad Aaronne e ai suoi figliuoli, secondo l'ordine dell'Eterno, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Num. 3:51
- `Fate il conto dei figliuoli di Kehath, tra i figliuoli di Levi, secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, Num. 4:2
- Questo è il servizio che i figliuoli di Kehath avranno a fare nella tenda di convegno, e che concerne le cose santissime. Num. 4:4
- Quando il campo si moverà, Aaronne e i suoi figliuoli verranno a smontare il velo di separazione, e copriranno con esso l'arca della testimonianza; Num. 4:5
- Poi stenderanno un panno violaceo sulla tavola dei pani della presentazione, e vi metteranno su i piatti, le coppe, i bacini, i calici per le libazioni; e vi sarà su anche il pane perpetuo; Num. 4:7
- Poi prenderanno un panno violaceo, col quale copriranno il candelabro, le sue lampade, le sue forbici, i suoi smoccolatoi e tutti i suoi vasi dell'olio destinati al servizio del candelabro; Num. 4:9
- metteranno il candelabro con tutti i suoi utensili in una coperta di pelli di delfino, e lo porranno sopra un paio di stanghe. Num. 4:10
- E prenderanno tutti gli utensili di cui si fa uso per il servizio nel santuario, li metteranno in un panno violaceo, li avvolgeranno in una coperta di pelli di delfino e li porranno sopra un paio di stanghe. Num. 4:12
- E dopo che Aaronne e i suoi figliuoli avranno finito di coprire il santuario e tutti gli arredi del santuario, quando il campo si moverà, i figliuoli di Kehath verranno per portar quelle cose; ma non toccheranno le cose sante, che non abbiano a morire. Queste sono le incombenze de' figliuoli di Kehath nella tenda di convegno. Num. 4:15
- Ed Eleazar, figliuolo del sacerdote Aaronne, avrà l'incarico dell'olio per il candelabro, del profumo fragrante, dell'offerta perpetua e dell'olio dell'unzione, e l'incarico di tutto il tabernacolo e di tutto ciò che contiene, del santuario e de' suoi arredi'. Num. 4:16
- ma fate questo per loro, affinché vivano e non muoiano quando si accosteranno al luogo santissimo: Aaronne e i suoi figliuoli vengano e assegnino a ciascun d'essi il proprio servizio e il proprio incarico. Num. 4:19
- `Fa' il conto anche dei figliuoli di Gherson, secondo le case dei loro padri, secondo le loro famiglie. Num. 4:22
- Farai il censimento, dall'età di trent'anni in su fino all'età di cinquant'anni, di tutti quelli che possono assumere un ufficio per far l'opera nella tenda di convegno. Num. 4:23
- Questo è il servizio delle famiglie dei Ghersoniti: quel che debbono fare e quello che debbono portare: Num. 4:24
- le cortine del cortile con la portiera dell'ingresso del cortile, cortine che stanno tutt'intorno al tabernacolo e all'altare, i loro cordami e tutti gli utensili destinati al loro servizio; faranno tutto il servizio che si riferisce a queste cose. Num. 4:26
- Tutto il servizio dei figliuoli dei Ghersoniti sarà sotto gli ordini di Aaronne e dei suoi figliuoli per tutto quello che dovranno portare e per tutto quello che dovranno fare; voi affiderete alla loro cura tutto quello che debbon portare. Num. 4:27
- Tale è il servizio delle famiglie dei figliuoli dei Ghersoniti nella tenda di convegno; e l'incarico loro sarà eseguito agli ordini di Ithamar figliuolo del sacerdote Aaronne. Num. 4:28
- Farai il censimento dei figliuoli di Merari secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri; Num. 4:29
- farai il censimento, dall'età di trent'anni in su fino all'età di cinquant'anni, di tutti quelli che possono assumere un ufficio per far l'opera nella tenda di convegno. Num. 4:30
- Questo è quanto è affidato alle loro cure e quello che debbono portare, in conformità di tutto il loro servizio nella tenda di convegno: le assi del tabernacolo, le sue traverse, le sue colonne, le sue basi; Num. 4:31
- le colonne che sono intorno al cortile, le loro basi, i loro piuoli, i loro cordami, tutti i loro utensili e tutto il servizio che vi si riferisce. Farete l'inventario nominativo degli oggetti affidati alle loro cure e ch'essi dovranno portare. Num. 4:32
- Tale è il servizio delle famiglie dei figliuoli di Merari, tutto il loro servizio nella tenda di convegno, sotto gli ordini di Ithamar, figliuolo del sacerdote Aaronne'. Num. 4:33
- Mosè, Aaronne e i principi della raunanza fecero dunque il censimento dei figliuoli dei Kehathiti secondo le loro famiglie e secondo le case dei loro padri, Num. 4:34
- E quelli di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie, furono duemila settecentocinquanta. Num. 4:36
- Questi son quelli delle famiglie dei Kehathiti dei quali si fece il censimento: tutti quelli che esercitavano un qualche ufficio nella tenda di convegno; Mosè ed Aaronne ne fecero il censimento secondo l'ordine che l'Eterno avea dato per mezzo di Mosè. Num. 4:37
- I figliuoli di Gherson, di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie e secondo le case dei loro padri, Num. 4:38
- quelli di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, furono duemila seicentotrenta. Num. 4:40
- Questi son quelli delle famiglie dei figliuoli di Gherson, di cui si fece il censimento: tutti quelli che esercitavano un qualche ufficio nella tenda di convegno; Mosè ed Aaronne ne fecero il censimento secondo l'ordine dell'Eterno. Num. 4:41
- Quelli delle famiglie dei figliuoli di Merari dei quali si fece il censimento secondo le loro famiglie, secondo le famiglie dei loro padri, Num. 4:42
- quelli di cui si fece il censimento secondo le loro famiglie, furono tremila duecento. Num. 4:44
- Questi son quelli delle famiglie dei figliuoli di Merari, di cui si fece il censimento; Mosè ed Aaronne ne fecero il censimento secondo l'ordine che l'Eterno avea dato per mezzo di Mosè. Num. 4:45
- Tutti i Leviti dei quali Mosè, Aaronne e i principi d'Israele fecero il censimento secondo le loro famiglie e secondo le case dei loro padri, Num. 4:46
- tutti quelli di cui si fece il censimento, furono ottomilacinquecentottanta. Num. 4:48
- Ne fu fatto il censimento secondo l'ordine che l'Eterno avea dato per mezzo di Mosè, assegnando a ciascuno il servizio che dovea fare e quello che dovea portare. Così ne fu fatto il censimento come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Num. 4:49
- `Ordina ai figliuoli d'Israele che mandino fuori del campo ogni lebbroso, chiunque ha la gonorrea o è impuro per il contatto con un morto. Num. 5:2
- Maschi o femmine che siano, li manderete fuori; li manderete fuori del campo perché non contaminino il loro campo in mezzo al quale io abito'. Num. 5:3
- ella confesserà il peccato commesso, restituirà per intero il corpo del delitto, aggiungendovi in più un quinto, e lo darà a colui verso il quale si è resa colpevole. Num. 5:7
- Ma se questi non ha prossimo parente a cui si possa restituire il corpo del delitto, questo corpo del delitto restituito spetterà all'Eterno, cioè al sacerdote, oltre al montone espiatorio, mediante il quale si farà l'espiazione per il colpevole. Num. 5:8
- Il sacerdote farà avvicinare la donna, e la farà stare in piè davanti all'Eterno. Num. 5:16
- Poi il sacerdote prenderà dell'acqua santa in un vaso di terra; prenderà pure della polvere ch'è sul suolo del tabernacolo, e la metterà nell'acqua. Num. 5:17
- Il sacerdote farà quindi stare la donna in piè davanti all'Eterno, le scoprirà il capo e porrà in mano di lei l'oblazione commemorativa, ch'è l'oblazione di gelosia; e il sacerdote avrà in mano l'acqua amara che arreca maledizione. Num. 5:18
- Il sacerdote farà giurare quella donna, e le dirà: Se nessun uomo ha dormito teco, e se non ti sei sviata per contaminarti ricevendo un altro invece del tuo marito, quest'acqua amara che arreca maledizione, non ti faccia danno! Num. 5:19
- Ma se tu ti sei sviata ricevendo un altro invece del tuo marito e ti sei contaminata, e altri che il tuo marito ha dormito teco... - Num. 5:20
- allora il sacerdote farà giurare la donna con un giuramento d'imprecazione e le dirà: L'Eterno faccia di te un oggetto di maledizione e di esecrazione fra il tuo popolo, facendoti smagrire i fianchi e gonfiare il ventre; Num. 5:21
- e quest'acqua che arreca maledizione, t'entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e smagrire i fianchi! E la donna dirà: Amen! amen! Num. 5:22
- Poi il sacerdote scriverà queste imprecazioni in un rotolo, e le cancellerà con l'acqua amara. Num. 5:23
- e il sacerdote prenderà dalle mani della donna l'oblazione di gelosia, agiterà l'oblazione davanti all'Eterno, e l'offrirà sull'altare; Num. 5:25
- e il sacerdote prenderà una manata di quell'oblazione come ricordanza, e la farà fumare sull'altare; poi farà bere l'acqua alla donna. Num. 5:26
- E quando le avrà fatto bere l'acqua, avverrà che, s'ella si è contaminata ed ha commesso una infedeltà contro il marito, l'acqua che arreca maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà, i suoi fianchi smagriranno, e quella donna diventerà un oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo. Num. 5:27
- Questa è la legge relativa alla gelosia, per il caso in cui la moglie di uno si svii ricevendo un altro invece del suo marito, e si contamini, Num. 5:29
- e per il caso in cui lo spirito di gelosia s'impossessi del marito, e questi diventi geloso della moglie; egli farà comparire sua moglie davanti all'Eterno, e il sacerdote le applicherà questa legge integralmente. Num. 5:30
- Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità'. Num. 5:31
- `Parla ai figliuoli d'Israele e di' loro: Quando un uomo o una donna avrà fatto un voto speciale, il voto di nazireato, Num. 6:2
- Tutto il tempo del suo nazireato non mangerà alcun prodotto della vigna, dagli acini alla buccia. Num. 6:4
- Tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo; fino a che sian compiuti i giorni per i quali ei s'è consacrato all'Eterno, sarà santo; si lascerà crescer liberamente i capelli sul capo. Num. 6:5
- Tutto il tempo ch'ei s'è consacrato all'Eterno, non si accosterà a corpo morto; Num. 6:6
- si trattasse anche di suo padre, di sua madre, del suo fratello e della sua sorella, non si contaminerà per loro alla loro morte, perché porta sul capo il segno della sua consacrazione a Dio. Num. 6:7
- Tutto il tempo del suo nazireato egli è consacrato all'Eterno. Num. 6:8
- E se uno gli muore accanto improvvisamente, e il suo capo consacrato rimane così contaminato, si raderà il capo il giorno della sua purificazione; se lo raderà il settimo giorno; Num. 6:9
- E il sacerdote ne offrirà uno come sacrifizio per il peccato e l'altro come olocausto, e farà per lui l'espiazione del peccato che ha commesso a cagion di quel morto; e, in quel giorno stesso, il nazireo consacrerà così il suo capo. Num. 6:11
- Consacrerà di nuovo all'Eterno i giorni del suo nazireato, e offrirà un agnello dell'anno come sacrifizio di riparazione; i giorni precedenti non saranno contati, perché il suo nazireato è stato contaminato. Num. 6:12
- ed egli presenterà la sua offerta all'Eterno: un agnello dell'anno, senza difetto, per l'olocausto; una pecora dell'anno, senza difetto, per il sacrifizio per il peccato, e un montone senza difetto, per il sacrifizio di azioni di grazie; Num. 6:14
- Il sacerdote presenterà quelle cose davanti all'Eterno, e offrirà il suo sacrifizio per il peccato e il suo olocausto; Num. 6:16
- offrirà il montone come sacrifizio di azioni di grazie all'Eterno, col paniere dei pani azzimi; il sacerdote offrirà pure l'oblazione e la libazione. Num. 6:17
- Il nazireo raderà, all'ingresso della tenda di convegno, il suo capo consacrato; prenderà i capelli del suo capo consacrato e li metterà sul fuoco che è sotto il sacrifizio di azioni di grazie. Num. 6:18
- Il sacerdote prenderà la spalla del montone, quando sarà cotta, una focaccia non lievitata del paniere, una galletta senza lievito, e le porrà nelle mani del nazireo, dopo che questi avrà raso il suo capo consacrato. Num. 6:19
- Il sacerdote le agiterà, come offerta agitata, davanti all'Eterno; è cosa santa che appartiene al sacerdote, assieme al petto dell'offerta agitata e alla spalla dell'offerta elevata. Dopo questo, il nazireo potrà bere del vino. Num. 6:20
- Tale è la legge relativa a colui che ha fatto voto di nazireato, tale è la sua offerta all'Eterno per il suo nazireato, oltre quello che i suoi mezzi gli permetteranno di fare. Egli agirà secondo il voto che avrà fatto, conformemente alla legge del suo nazireato'. Num. 6:21
- L'Eterno faccia risplendere il suo volto su te e ti sia propizio! Num. 6:25
- L'Eterno volga verso te il suo volto, e ti dia la pace! Num. 6:26
- Così metteranno il mio nome sui figliuoli d'Israele, e io li benedirò'. Num. 6:27
- Il giorno che Mosè ebbe finito di rizzare il tabernacolo e l'ebbe unto e consacrato con tutti i suoi utensili, quando ebbe rizzato l'altare con tutti i suoi utensili, e li ebbe unti e consacrati, Num. 7:1
- ma ai figliuoli di Kehath non ne diede punti, perché avevano il servizio degli oggetti sacri e doveano portarli sulle spalle. Num. 7:9
- E i principi presentarono la loro offerta per la dedicazione dell'altare, il giorno ch'esso fu unto; i principi presentarono la loro offerta davanti all'altare. Num. 7:10
- Colui che presentò la sua offerta il primo giorno fu Nahshon, figliuolo d'Amminadab della tribù di Giuda; Num. 7:12
- e la sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:13
- un agnello dell'anno per l'olocausto, un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:16
- e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell'anno. Tale fu l'offerta di Nahshon, figliuolo d'Amminadab. Num. 7:17
- Il secondo giorno, Nethaneel, figliuolo di Tsuar, principe d'Issacar, presentò la sua offerta. Num. 7:18
- Offrì un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:19
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:22
- e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell'anno. Tale fu l'offerta di Nethaneel, figliuolo di Tsuar. Num. 7:23
- Il terzo giorno fu Eliab, figliuolo di Helon, principe dei figliuoli di Zabulon. Num. 7:24
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:25
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:28
- Il quarto giorno fu Elitsur, figliuolo di Scedeur, principe dei figliuoli di Ruben. Num. 7:30
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:31
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:34
- Il quinto giorno fu Scelumiel, figliuolo di Tsurishaddai, principe dei figliuoli di Simeone. Num. 7:36
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:37
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:40
- Il sesto giorno fu Eliasaf, figliuolo di Deuel, principe dei figliuoli di Gad. Num. 7:42
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:43
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:46
- Il settimo giorno fu Elishama, figliuolo di Ammihud, principe dei figliuoli d'Efraim. Num. 7:48
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:49
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:52
- e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell'anno. Tale fu l'offerta di Elishama, figliuolo di Ammihud. Num. 7:53
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:55
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:58
- e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell'anno. Tale fu l'offerta di Gamaliel, figliuolo di Pedahtsur. Num. 7:59
- Il nono giorno fu Abidan, figliuolo di Ghideoni, principe dei figliuoli di Beniamino. Num. 7:60
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:61
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:64
- e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell'anno. Tale fu l'offerta di Abidan, figliuolo di Ghideoni. Num. 7:65
- Il decimo giorno fu Ahiezer, figliuolo di Ammishaddai, principe dei figliuoli di Dan. Num. 7:66
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:67
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:70
- e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell'anno. Tale fu l'offerta di Ahiezer, figliuolo di Ammishaddai. Num. 7:71
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:73
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:76
- e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell'anno. Tale fu l'offerta di Paghiel, figliuolo di Ocran. Num. 7:77
- Il dodicesimo giorno fu Ahira, figliuolo d'Enan, principe dei figliuoli di Neftali. Num. 7:78
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:79
- un capro per il sacrifizio per il peccato, Num. 7:82
- e, per il sacrifizio di azioni di grazie, due buoi, cinque montoni, cinque capri, cinque agnelli dell'anno. Tale fu l'offerta di Ahira, figliuolo di Enan. Num. 7:83
- Questi furono i doni per la dedicazione dell'altare, da parte dei principi d'Israele, il giorno in cui esso fu unto: dodici piatti d'argento, dodici bacini d'argento, dodici coppe d'oro; Num. 7:84
- ogni piatto d'argento pesava centotrenta sicli e ogni bacino d'argento, settanta; il totale dell'argento dei vasi fu duemila quattrocento sicli, secondo il siclo del santuario; Num. 7:85
- dodici coppe d'oro piene di profumo, le quali, a dieci sicli per coppa, secondo il siclo del santuario, dettero, per l'oro delle coppe, un totale di centoventi sicli. Num. 7:86
- Totale del bestiame per l'olocausto: dodici giovenchi, dodici montoni, dodici agnelli dell'anno con le oblazioni ordinarie, e dodici capri per il sacrifizio per il peccato. Num. 7:87
- Totale del bestiame per il sacrifizio di azioni di grazie: ventiquattro giovenchi, sessanta montoni, sessanta capri, sessanta agnelli dell'anno. Tali furono i doni per la dedicazione dell'altare, dopo ch'esso fu unto. Num. 7:88
- Or il candelabro era fatto così: era d'oro battuto; tanto la sua base quanto i suoi fiori erano lavorati a martello. Mosè avea fatto il candelabro secondo il modello che l'Eterno gli aveva mostrato. Num. 8:4
- E, per purificarli, farai così: li aspergerai con l'acqua dell'espiazione, essi faranno passare il rasoio su tutto il loro corpo, laveranno le loro vesti e si purificheranno. Num. 8:7
- Poi prenderanno un giovenco con l'oblazione ordinaria di fior di farina intrisa con olio, e tu prenderai un altro giovenco per il sacrifizio per il peccato. Num. 8:8
- e Aaronne presenterà i Leviti come offerta agitata davanti all'Eterno da parte dei figliuoli d'Israele, ed essi faranno il servizio dell'Eterno. Num. 8:11
- Poi i Leviti poseranno le loro mani sulla testa dei giovenchi, e tu ne offrirai uno come sacrifizio per il peccato e l'altro come olocausto all'Eterno, per fare l'espiazione per i Leviti. Num. 8:12
- Dopo questo, i Leviti verranno a fare il servizio nella tenda di convegno; e tu li purificherai, e li presenterai come un'offerta agitata; Num. 8:15
- poiché mi sono interamente dati di tra i figliuoli d'Israele; io li ho presi per me, invece di tutti quelli che aprono il seno materno, dei primogeniti di tutti i figliuoli d'Israele. Num. 8:16
- Poiché tutti i primogeniti dei figliuoli d'Israele, tanto degli uomini quanto del bestiame, sono miei; io me li consacrai il giorno che percossi tutti i primogeniti nel paese d'Egitto. Num. 8:17
- E ho dato in dono ad Aaronne ed ai suoi figliuoli i Leviti di tra i figliuoli d'Israele, perché facciano il servizio de' figliuoli d'Israele nella tenda di convegno, e perché facciano l'espiazione per i figliuoli d'Israele, onde nessuna piaga scoppi tra i figliuoli d'Israele per il loro accostarsi al santuario'. Num. 8:19
- Dopo questo, i Leviti vennero a fare il loro servizio nella tenda di convegno in presenza di Aaronne e dei suoi figliuoli. Si fece rispetto ai Leviti secondo l'ordine che l'Eterno avea dato a Mosè circa loro. Num. 8:22
- `Questo è quel che concerne i Leviti: da venticinque anni in su il Levita entrerà in servizio per esercitare un ufficio nella tenda di convegno; Num. 8:24
- L'Eterno parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, il primo mese del secondo anno da che furono usciti dal paese d'Egitto, dicendo: Num. 9:1
- La celebrerete nel tempo stabilito, il quattordicesimo giorno di questo mese, sull'imbrunire; la celebrerete secondo tutte le leggi e secondo tutte le prescrizioni che vi si riferiscono'. Num. 9:3
- Ed essi celebrarono la pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese, sull'imbrunire, nel deserto di Sinai; i figliuoli d'Israele si conformarono a tutti gli ordini che l'Eterno avea dati a Mosè. Num. 9:5
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Se uno di voi o de' vostri discendenti sarà impuro per il contatto con un morto o sarà lontano in viaggio, celebrerà lo stesso la pasqua in onore dell'Eterno. Num. 9:10
- La celebreranno il quattordicesimo giorno del secondo mese, sull'imbrunire; la mangeranno con del pane senza lievito e con delle erbe amare; Num. 9:11
- Ma colui ch'è puro e che non è in viaggio, se s'astiene dal celebrare la pasqua, quel tale sarà sterminato di fra il suo popolo; siccome non ha presentato l'offerta all'Eterno nel tempo stabilito, quel tale porterà la pena del suo peccato. Num. 9:13
- E se uno straniero che soggiorna tra voi celebra la pasqua dell'Eterno, si conformerà alle leggi e alle prescrizioni della pasqua. Avrete un'unica legge, per lo straniero e per il nativo del paese'. Num. 9:14
- Or il giorno in cui il tabernacolo fu eretto, la nuvola coprì il tabernacolo, la tenda della testimonianza; e, dalla sera fino alla mattina, aveva sul tabernacolo l'apparenza d'un fuoco. Num. 9:15
- Così avveniva sempre: la nuvola copriva il tabernacolo, e di notte avea l'apparenza d'un fuoco. Num. 9:16
- I figliuoli d'Israele si mettevano in cammino all'ordine dell'Eterno, e all'ordine dell'Eterno si accampavano; rimanevano accampati tutto il tempo che la nuvola restava sul tabernacolo. Num. 9:18
- Quando nel vostro paese andrete alla guerra contro il nemico che vi attaccherà, sonerete a lunghi e forti squilli con le trombe, e sarete ricordati dinanzi all'Eterno, al vostro Dio, e sarete liberati dai vostri nemici. Num. 10:9
- Così pure nei vostri giorni di gioia, nelle vostre solennità e al principio de' vostri mesi, sonerete con le trombe quand'offrirete i vostri olocausti e i vostri sacrifizi di azioni di grazie; ed esse vi faranno ricordare nel cospetto del vostro Dio. Io sono l'Eterno, il vostro Dio'. Num. 10:10
- Or avvenne che, il secondo anno il secondo mese, il ventesimo giorno del mese, la nuvola s'alzò di sopra il tabernacolo della testimonianza. Num. 10:11
- Il tabernacolo fu smontato, e i figliuoli di Gherson e i figliuoli di Merari si misero in cammino, portando il tabernacolo. Num. 10:17
- Poi si mossero i Kehathiti, portando gli oggetti sacri; e gli altri rizzavano il tabernacolo, prima che quelli arrivassero. Num. 10:21
- Or Mosè disse a Hobab, figliuolo di Reuel, Madianita, suocero di Mosè: `Noi c'incamminiamo verso il luogo del quale l'Eterno ha detto: Io ve lo darò. Vieni con noi e ti faremo del bene, perché l'Eterno ha promesso di far del bene a Israele'. Num. 10:29
- E la nuvola dell'Eterno era su loro, durante il giorno, quando partivano dal campo. Num. 10:34
- Or il popolo fece giungere empi mormorii agli orecchi dell'Eterno; e come l'Eterno li udì, la sua ira si accese, il fuoco dell'Eterno divampò fra loro e divorò l'estremità del campo. Num. 11:1
- E il popolo gridò a Mosè; Mosè pregò l'Eterno, e il fuoco si spense. Num. 11:2
- E a quel luogo fu posto nome Taberah, perché il fuoco dell'Eterno avea divampato fra loro. Num. 11:3
- E l'accozzaglia di gente raccogliticcia ch'era tra il popolo, fu presa da concupiscenza; e anche i figliuoli d'Israele ricominciarono a piagnucolare e a dire: `Chi ci darà da mangiare della carne? Num. 11:4
- Il popolo andava attorno a raccoglierla; poi la riduceva in farina con le macine o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere in pentole o ne faceva delle focacce, e aveva il sapore d'una focaccia con l'olio. Num. 11:8
- E Mosè udì il popolo che piagnucolava, in tutte le famiglie, ognuno all'ingresso della propria tenda; l'ira dell'Eterno si accese gravemente, e la cosa dispiacque anche a Mosè. Num. 11:10
- E Mosè disse all'Eterno: `Perché hai trattato così male il tuo servo? perché non ho io trovato grazia agli occhi tuoi, che tu m'abbia messo addosso il carico di tutto questo popolo? Num. 11:11
- L'ho forse concepito io tutto questo popolo? o l'ho forse dato alla luce io, che tu mi dica: Portalo sul tuo seno, come il balio porta il bimbo lattante, fino al paese che tu hai promesso con giuramento ai suoi padri? Num. 11:12
- Io scenderò e parlerò quivi teco; prenderò dello spirito che è su te e lo metterò su loro, perché portino con te il carico del popolo, e tu non lo porti più da solo. Num. 11:17
- Si scanneranno per loro greggi ed armenti in modo che n'abbiano abbastanza? o si radunerà per loro tutto il pesce del mare in modo che n'abbiano abbastanza?' Num. 11:22
- E un vento si levò, per ordine dell'Eterno, e portò delle quaglie dalla parte del mare, e le fe' cadere presso il campo, sulla distesa di circa una giornata di cammino da un lato e una giornata di cammino dall'altro intorno al campo, e a un'altezza di circa due cubiti sulla superficie del suolo. Num. 11:31
- E il popolo si levò, e tutto quel giorno e tutta la notte e tutto il giorno seguente raccolse le quaglie. Chi ne raccolse meno n'ebbe dieci omer; e se le distesero tutt'intorno al campo. Num. 11:32
- Ne avevano ancora la carne fra i denti e non l'avevano peranco masticata, quando l'ira dell'Eterno s'accese contro il popolo, e l'Eterno percosse il popolo con una gravissima piaga. Num. 11:33
- E a quel luogo fu dato il nome di Kibroth-Hattaava, perché vi si seppellì la gente ch'era stata presa dalla concupiscenza. Num. 11:34
- Da Kibroth-Hattaava il popolo partì per Hatseroth, e a Hatseroth si fermò. Num. 11:35
- Con lui io parlo a tu per tu, facendomi vedere, e non per via d'enimmi; ed egli contempla la sembianza dell'Eterno. Perché dunque non avete temuto di parlar contro il mio servo, contro Mosè?' Num. 12:8
- Deh, ch'ella non sia come il bimbo nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quand'esce dal seno materno!' Num. 12:12
- Maria dunque fu rinchiusa fuori del campo sette giorni; e il popolo non si mise in cammino finché Maria non fu riammessa al campo. Num. 12:15
- Poi il popolo partì da Hatseroth, e si accampò nel deserto di Paran. Num. 12:16
- `Manda degli uomini ad esplorare il paese di Canaan che io do ai figliuoli d'Israele. Mandate un uomo per ogni tribù de' loro padri; siano tutti dei loro principi'. Num. 13:2
- Tali i nomi degli uomini che Mosè mandò a esplorare il paese. E Mosè dette ad Hoscea, figliuolo di Nun, il nome di Giosuè. Num. 13:16
- Mosè dunque li mandò ad esplorare il paese di Canaan, e disse loro: `Andate su di qua per il mezzogiorno; poi salirete sui monti, Num. 13:17
- come sia il paese che abita, se buono o cattivo, e come siano le città dove abita, se siano degli accampamenti o dei luoghi fortificati; Num. 13:19
- e come sia il terreno, se grasso o magro, se vi siano alberi o no. Abbiate coraggio, e portate de' frutti del paese'. Era il tempo che cominciava a maturar l'uva. Num. 13:20
- Quelli dunque salirono ed esplorarono il paese dal deserto di Tsin fino a Rehob, sulla via di Hamath. Num. 13:21
- Salirono per il mezzogiorno e andarono fino a Hebron, dov'erano Ahiman, Sceshai e Talmai, figliuoli di Anak. Or Hebron era stata edificata sette anni prima di Tsoan in Egitto. Num. 13:22
- E fecero il loro racconto, dicendo: `Noi arrivammo nel paese dove tu ci mandasti, ed è davvero un paese dove scorre il latte e il miele, ed ecco de' suoi frutti. Num. 13:27
- Soltanto, il popolo che abita il paese è potente, le città sono fortificate e grandissime, e v'abbiamo anche veduto de' figliuoli di Anak. Num. 13:28
- Gli Amalekiti abitano la parte meridionale del paese; gli Hittei, i Gebusei e gli Amorei, la regione montuosa; e i Cananei abitano presso il mare e lungo il Giordano'. Num. 13:29
- E Caleb calmò il popolo che mormorava contro Mosè, e disse: `Saliamo pure e conquistiamo il paese; poiché possiamo benissimo soggiogarlo'. Num. 13:30
- E screditarono presso i figliuoli d'Israele il paese che aveano esplorato, dicendo: `Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese che divora i suoi abitanti; e tutta la gente che vi abbiam veduta, è gente d'alta statura; Num. 13:32
- Allora tutta la raunanza alzò la voce e diede in alte grida; e il popolo pianse tutta quella notte. Num. 14:1
- E Giosuè, figliuolo di Nun, e Caleb, figliuolo di Gefunne, ch'erano di quelli che aveano esplorato il paese, si stracciarono le vesti, Num. 14:6
- e parlarono così a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele: `Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese buono, buonissimo. Num. 14:7
- Se l'Eterno ci è favorevole, c'introdurrà in quel paese, e ce lo darà: è un paese dove scorre il latte e il miele. Num. 14:8
- e la cosa sarà risaputa dagli abitanti di questo paese. Essi hanno udito che tu, o Eterno, sei nel mezzo di questo popolo, che apparisci loro faccia a faccia, che la tua nuvola si ferma sopra loro, e che cammini davanti a loro il giorno in una colonna di nuvola, e la notte in una colonna di fuoco; Num. 14:14
- L'Eterno è lento all'ira e grande in benignità; egli perdona l'iniquità e il peccato, ma non lascia impunito il colpevole, e punisce l'iniquità dei padri sui figliuoli, fino alla terza e alla quarta generazione. Num. 14:18
- certo non vedranno il paese che promisi con giuramento ai loro padri. Nessuno di quelli che m'hanno disprezzato lo vedrà; ma il mio servo Caleb, Num. 14:23
- Or gli Amalekiti e i Cananei abitano nella valle; domani tornate addietro, incamminatevi verso il deserto, in direzione del mar Rosso'. Num. 14:25
- I vostri cadaveri cadranno in questo deserto; e voi tutti, quanti siete, di cui s'è fatto il censimento, dall'età di venti anni in su, e che avete mormorato contro di me, Num. 14:29
- I vostri piccini, che avete detto sarebbero preda de' nemici, quelli vi farò entrare; ed essi conosceranno il paese che voi avete disdegnato. Num. 14:31
- Come avete messo quaranta giorni a esplorare il paese, porterete la pena delle vostre iniquità quarant'anni; un anno per ogni giorno; e saprete che cosa sia incorrere nella mia disgrazia. Num. 14:34
- E gli uomini che Mosè avea mandato ad esplorare il paese e che, tornati, avean fatto mormorare tutta la raunanza contro di lui screditando il paese, Num. 14:36
- quegli uomini, dico, che aveano screditato il paese, morirono colpiti da una piaga, dinanzi all'Eterno. Num. 14:37
- Ma Giosuè, figliuolo di Nun, e Caleb, figliuolo di Gefunne, rimasero vivi fra quelli ch'erano andati ad esplorare il paese. Num. 14:38
- Or Mosè riferì quelle parole a tutti i figliuoli d'Israele; e il popolo ne fece gran cordoglio. Num. 14:39
- e offrirete all'Eterno un sacrifizio fatto mediante il fuoco, olocausto o sacrifizio, per adempimento d'un voto o come offerta volontaria, o nelle vostre feste solenni, per fare un profumo soave all'Eterno col vostro grosso o minuto bestiame, Num. 15:3
- e farai una libazione d'un quarto di hin di vino con l'olocausto o il sacrifizio, per ogni agnello. Num. 15:5
- e farai una libazione di un mezzo hin di vino: è un sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno. Num. 15:10
- Qualunque sia il numero degli animali che immolerete, farete così per ciascuna vittima. Num. 15:12
- Tutti quelli che sono nativi del paese faranno le cose così, quando offriranno un sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno. Num. 15:13
- E se uno straniero che soggiorna da voi, o chiunque dimori fra voi nel futuro, offre un sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno, farà come fate voi. Num. 15:14
- se il peccato è stato commesso per errore, senza che la raunanza se ne sia accorta, tutta la raunanza offrirà un giovenco come olocausto di soave odore all'Eterno, con la sua oblazione e la sua libazione secondo le norme stabilite, e un capro come sacrifizio per il peccato. Num. 15:24
- E il sacerdote farà l'espiazione per tutta la raunanza dei figliuoli d'Israele, e sarà loro perdonato, perché è stato un peccato commesso per errore, ed essi hanno portato la loro offerta, un sacrifizio fatto all'Eterno mediante il fuoco, e il loro sacrifizio per il peccato dinanzi all'Eterno, a causa del loro errore. Num. 15:25
- Sarà perdonato a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele e allo straniero che soggiorna in mezzo a loro, perché tutto il popolo ha peccato per errore. Num. 15:26
- Se è una persona sola che pecca per errore, offra una capra d'un anno come sacrifizio per il peccato. Num. 15:27
- E il sacerdote farà l'espiazione dinanzi all'Eterno per la persona che avrà mancato commettendo un peccato per errore; e quando avrà fatta l'espiazione per essa, le sarà perdonato. Num. 15:28
- Ma la persona che agisce con proposito deliberato, sia nativo del paese o straniero, oltraggia l'Eterno; quella persona sarà sterminata di fra il suo popolo. Num. 15:30
- Siccome ha sprezzato la parola dell'Eterno e ha violato il suo comandamento, quella persona dovrà essere sterminata; porterà il peso della sua iniquità'. Num. 15:31
- Io sono l'Eterno, il vostro Dio, che vi ho tratti dal paese d'Egitto per essere vostro Dio. Io sono l'Eterno, l'Iddio vostro'. Num. 15:41
- È egli poco per voi che l'Iddio d'Israele v'abbia appartati dalla raunanza d'Israele e v'abbia fatto accostare a sé per fare il servizio del tabernacolo dell'Eterno e per tenervi davanti alla raunanza affin d'esercitare a pro suo il vostro ministerio? Num. 16:9
- Egli vi fa accostare a sé, te e tutti i tuoi fratelli figliuoli di Levi con te, e cercate anche il sacerdozio? Num. 16:10
- È egli poco per te l'averci tratti fuori da un paese ove scorre il latte e il miele, per farci morire nel deserto, che tu voglia anche farla da principe, sì, da principe su noi? Num. 16:13
- E poi, non ci hai davvero condotti in un paese dove scorra il latte e il miele, e non ci hai dato possessi di campi e di vigne! Credi tu di potere render cieca questa gente? Noi non saliremo'. Num. 16:14
- e ciascun di voi prenda il suo turibolo, vi metta del profumo, e porti ciascuno il suo turibolo davanti all'Eterno: saranno duecentocinquanta turiboli. Anche tu ed Aaronne prenderete ciascuno il vostro turibolo'. Num. 16:17
- Essi dunque presero ciascuno il suo turibolo, vi misero del fuoco, vi posero su del profumo, e si fermarono all'ingresso della tenda di convegno; lo stesso fecero Mosè ed Aaronne. Num. 16:18
- E avvenne, com'egli ebbe finito di proferire tutte queste parole, che il suolo si spaccò sotto i piedi di coloro, Num. 16:31
- E un fuoco uscì dalla presenza dell'Eterno e divorò i duecentocinquanta uomini che offrivano il profumo. Num. 16:35
- `Di' a Eleazar, figliuolo del sacerdote Aaronne, di trarre i turiboli di mezzo all'incendio e di disperdere qua e là il fuoco, perché quelli son sacri; Num. 16:37
- E il sacerdote Eleazar prese i turiboli di rame presentati dagli uomini ch'erano stati arsi; e furon tirati in lamine per rivestirne l'altare, Num. 16:39
- Il giorno seguente, tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele mormorò contro Mosè ed Aaronne dicendo: `Voi avete fatto morire il popolo dell'Eterno'. Num. 16:41
- E Mosè disse ad Aaronne: `Prendi il turibolo, mettivi del fuoco di sull'altare, ponvi su del profumo, e portalo presto in mezzo alla raunanza e fa' l'espiazione per essi; poiché l'ira dell'Eterno è scoppiata, la piaga è già cominciata'. Num. 16:46
- E Aaronne prese il turibolo, come Mosè avea detto; corse in mezzo all'assemblea, ed ecco che la piaga era già cominciata fra il popolo; mise il profumo nel turibolo e fece l'espiazione per il popolo. Num. 16:47
- Or quelli che morirono di quella piaga furono quattordicimila settecento, oltre quelli che morirono per il fatto di Kore. Num. 16:49
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e fatti dare da loro delle verghe: una per ogni casa dei loro padri: cioè, dodici verghe da parte di tutti i loro principi secondo le case dei loro padri; scriverai il nome d'ognuno sulla sua verga; Num. 17:2
- e scriverai il nome d'Aaronne sulla verga di Levi; poiché ci sarà una verga per ogni capo delle case dei loro padri. Num. 17:3
- E l'Eterno disse ad Aaronne: `Tu, i tuoi figliuoli e la casa di tuo padre con te porterete il peso delle iniquità commesse nel santuario; e tu e i tuoi figliuoli porterete il peso delle iniquità commesse nell'esercizio del vostro sacerdozio. Num. 18:1
- Essi faranno il servizio sotto i tuoi ordini in tutto quel che concerne la tenda; soltanto non si accosteranno agli utensili del santuario né all'altare affinché non moriate e gli uni e gli altri. Num. 18:3
- Essi ti saranno dunque aggiunti, e faranno il servizio della tenda di convegno in tutto ciò che la concerne, e nessun estraneo s'accosterà a voi. Num. 18:4
- E voi farete il servizio del santuario e dell'altare affinché non vi sia più ira contro i figliuoli d'Israele. Num. 18:5
- Quanto a me, ecco, io ho preso i vostri fratelli, i Leviti, di mezzo ai figliuoli d'Israele; dati all'Eterno, essi son rimessi in dono a voi per fare il servizio della tenda di convegno. Num. 18:6
- E tu e i tuoi figliuoli con te eserciterete il vostro sacerdozio in tutto ciò che concerne l'altare e in ciò ch'è di là dal velo; e farete il vostro servizio. Io vi do l'esercizio del sacerdozio come un dono; l'estraneo che si accosterà sarà messo a morte'. Num. 18:7
- Questo ti apparterrà fra le cose santissime non consumate dal fuoco: tutte le loro offerte, vale a dire ogni oblazione, ogni sacrifizio per il peccato e ogni sacrifizio di riparazione che mi presenteranno; son tutte cose santissime che apparterranno a te ed ai tuoi figliuoli. Num. 18:9
- Ti do pure tutte le primizie ch'essi offriranno all'Eterno: il meglio dell'olio e il meglio del mosto e del grano. Num. 18:12
- Ogni primogenito d'ogni carne ch'essi offriranno all'Eterno, così degli uomini come degli animali, sarà tuo; però, farai riscattare il primogenito dell'uomo, e farai parimente riscattare il primogenito d'un animale impuro. Num. 18:15
- Ma non farai riscattare il primogenito della vacca né il primogenito della pecora né il primogenito della capra; sono cosa sacra; spanderai il loro sangue sull'altare, e farai fumare il loro grasso come sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno. Num. 18:17
- La loro carne sarà tua; sarà tua come il petto dell'offerta agitata e come la coscia destra. Num. 18:18
- L'Eterno disse ancora ad Aaronne: `Tu non avrai alcun possesso nel loro paese, e non ci sarà parte per te in mezzo a loro; io sono la tua parte e il tuo possesso in mezzo ai figliuoli d'Israele. Num. 18:20
- E ai figliuoli di Levi io do come possesso tutte le decime in Israele in contraccambio del servizio che fanno, il servizio della tenda di convegno. Num. 18:21
- Ma il servizio della tenda di convegno lo faranno soltanto i Leviti; ed essi porteranno il peso delle proprie iniquità; sarà una legge perpetua, di generazione in generazione; e non possederanno nulla tra i figliuoli d'Israele; Num. 18:23
- e l'offerta che avrete prelevata vi sarà contata come il grano che vien dall'aia e come il mosto che esce dallo strettoio. Num. 18:27
- E dirai loro: Quando ne avrete messo da parte il meglio, quel che rimane sarà contato ai Leviti come il provento dell'aia e come il provento dello strettoio. Num. 18:30
- E così non vi caricherete d'alcun peccato, giacché ne avrete messo da parte il meglio; e non profanerete le cose sante de' figliuoli d'Israele, e non morrete'. Num. 18:32
- `Questo è l'ordine della legge che l'Eterno ha prescritta dicendo: Di' ai figliuoli d'Israele che ti menino una giovenca rossa, senza macchia, senza difetti, e che non abbia mai portato il giogo. Num. 19:2
- Il sacerdote Eleazar prenderà col dito del sangue della giovenca, e ne farà sette volte l'aspersione dal lato dell'ingresso della tenda di convegno; Num. 19:4
- poi si brucerà la giovenca sotto gli occhi di lui; se ne brucerà la pelle, la carne e il sangue con i suoi escrementi. Num. 19:5
- Il sacerdote prenderà quindi del legno di cedro, dell'issopo, della stoffa scarlatta, e getterà tutto in mezzo al fuoco che consuma la giovenca. Num. 19:6
- Poi il sacerdote si laverà le vesti ed il corpo nell'acqua; dopo di che rientrerà nel campo, e il sacerdote sarà impuro fino alla sera. Num. 19:7
- Un uomo puro raccoglierà le ceneri della giovenca e le depositerà fuori del campo in luogo puro, dove saranno conservate per la raunanza de' figliuoli d'Israele come acqua di purificazione: è un sacrifizio per il peccato. Num. 19:9
- chi avrà toccato il cadavere di una persona umana sarà impuro sette giorni. Num. 19:11
- Quand'uno si sarà purificato con quell'acqua il terzo e il settimo giorno, sarà puro; ma se non si purifica il terzo ed il settimo giorno, non sarà puro. Num. 19:12
- Chiunque avrà toccato un morto, il corpo d'una persona umana che sia morta e non si sarà purificato, avrà contaminato la dimora dell'Eterno; e quel tale sarà sterminato di mezzo a Israele. Siccome l'acqua di purificazione non è stata spruzzata su lui, egli è impuro; ha ancora addosso la sua impurità. Num. 19:13
- E per colui che sarà divenuto impuro si prenderà della cenere della vittima arsa per il peccato, e vi si verserà su dell'acqua viva, in un vaso; Num. 19:17
- poi un uomo puro prenderà dell'issopo, lo intingerà nell'acqua, e ne spruzzerà la tenda, tutti gli utensili e tutte le persone che son quivi, e colui che ha toccato l'osso o l'ucciso o il morto da sé o il sepolcro. Num. 19:18
- L'uomo puro spruzzerà l'impuro il terzo giorno e il settimo giorno, e lo purificherà il settimo giorno; poi colui ch'è stato immondo si laverà le vesti, laverà se stesso nell'acqua, e sarà puro la sera. Num. 19:19
- Ma colui che divenuto impuro non si purificherà, sarà sterminato di mezzo alla raunanza, perché ha contaminato il santuario dell'Eterno; l'acqua della purificazione non è stata spruzzata su lui; è impuro. Num. 19:20
- Or tutta la raunanza dei figliuoli d'Israele arrivò al deserto di Tsin il primo mese, e il popolo si fermò a Kades. Quivi morì e fu sepolta Maria. Num. 20:1
- E il popolo contese con Mosè, dicendo: `Fossimo pur morti quando morirono i nostri fratelli davanti all'Eterno! Num. 20:3
- E perché avete menato la raunanza dell'Eterno in questo deserto per morirvi noi e il nostro bestiame? Num. 20:4
- `Prendi il bastone; e tu e tuo fratello Aaronne convocate la raunanza e parlate a quel sasso, in loro presenza, ed esso darà la sua acqua; e tu farai sgorgare per loro dell'acqua dal sasso, e darai da bere alla raunanza e al suo bestiame'. Num. 20:8
- Mosè dunque prese il bastone ch'era davanti all'Eterno, come l'Eterno gli aveva ordinato. Num. 20:9
- E Mosè alzò la mano, percosse il sasso col suo bastone due volte, e ne uscì dell'acqua in abbondanza; e la raunanza e il suo bestiame bevvero. Num. 20:11
- Queste sono le acque di Meriba dove i figliuoli d'Israele contesero con l'Eterno che si fece riconoscere come il Santo in mezzo a loro. Num. 20:13
- Deh, lasciaci passare per il tuo paese, noi non passeremo né per campi né per vigne e non berremo l'acqua dei pozzi; seguiremo la strada pubblica senza deviare né a destra né a sinistra finché abbiamo oltrepassato i tuoi confini'. Num. 20:17
- I figliuoli d'Israele gli dissero: `Noi saliremo per la strada maestra; e se noi e il nostro bestiame berremo dell'acqua tua, te la pagheremo; lasciami semplicemente transitare a piedi'. Num. 20:19
- Così Edom ricusò a Israele il transito per i suoi confini; onde Israele s'allontanò da lui. Num. 20:21
- `Aaronne sta per esser raccolto presso il suo popolo, e non entrerà nel paese che ho dato ai figliuoli d'Israele, perché siete stati ribelli al mio comandamento alle acque di Meriba. Num. 20:24
- Spoglia Aaronne de' suoi paramenti, e rivestine Eleazar suo figliuolo; quivi Aaronne sarà raccolto presso il suo popolo, e morrà'. Num. 20:26
- Or il re cananeo di Arad, che abitava il mezzogiorno, avendo udito che Israele veniva per la via di Atharim, combatté contro Israele, e fece alcuni prigionieri. Num. 21:1
- Poi gl'Israeliti si partirono dal monte Hor, movendo verso il mar Rosso per fare il giro del paese di Edom; e il popolo si fe' impaziente nel viaggio. Num. 21:4
- E il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, dicendo: `Perché ci avete fatti salire fuori d'Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c'è né pane né acqua, e l'anima nostra è nauseata di questo cibo tanto leggero'. Num. 21:5
- Allora l'Eterno mandò fra il popolo de' serpenti ardenti i quali mordevano la gente, e gran numero d'Israeliti morirono. Num. 21:6
- Allora il popolo venne a Mosè e disse: `Abbiamo peccato, perché abbiam parlato contro l'Eterno e contro te; prega l'Eterno che allontani da noi questi serpenti'. E Mosè pregò per il popolo. Num. 21:7
- Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra un'antenna; e avveniva che, quando un serpente avea morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, scampava. Num. 21:9
- e partitisi da Oboth, si accamparono a Ije-Abarim nel deserto ch'è dirimpetto a Moab dal lato dove sorge il sole. Num. 21:11
- Poi si partirono di là e si accamparono dall'altro lato dell'Arnon, che scorre nel deserto e nasce sui confini degli Amorei: poiché l'Arnon è il confine di Moab, fra Moab e gli Amorei. Num. 21:13
- E di là andarono a Beer, che è il pozzo a proposito del quale l'Eterno disse a Mosè: `Raduna il popolo e io gli darò dell'acqua'. Num. 21:16
- e da Bamoth nella valle che è nella campagna di Moab, verso l'altura del Pisga che domina il deserto. Num. 21:20
- `Lasciami passare per il tuo paese; noi non ci svieremo per i campi né per le vigne, non berremo l'acqua dei pozzi; seguiremo la strada pubblica finché abbiamo oltrepassato i tuoi confini'. Num. 21:22
- Israele lo sconfisse passandolo a fil di spada, e conquistò il suo paese dall'Arnon fino al Jabbok, sino ai confini de' figliuoli di Ammon, poiché la frontiera dei figliuoli di Ammon era forte. Num. 21:24
- poiché Heshbon era la città di Sihon, re degli Amorei, il quale avea mosso guerra al precedente re di Moab, e gli avea tolto tutto il suo paese fino all'Arnon. Num. 21:26
- Noi abbiamo scagliato su loro le nostre frecce; Heshbon è distrutta fino a Dibon. Abbiam tutto devastato fino a Nofah, il fuoco è giunto fino a Medeba. Num. 21:30
- E, mutata direzione, risalirono il paese in direzione di Bashan; e Og, re di Bashan, uscì contro loro con tutta la sua gente per dar loro battaglia a Edrei. Num. 21:33
- Ma l'Eterno disse a Mosè: `Non lo temere; poiché io lo do nelle tue mani: lui, tutta la sua gente e il suo paese; trattalo com'hai trattato Sihon, re degli Amorei che abitava a Heshbon'. Num. 21:34
- E gli Israeliti batteron lui, coi suoi figliuoli e con tutto il suo popolo, in guisa che non gli rimase più anima viva; e s'impadronirono del suo paese. Num. 21:35
- Poi i figliuoli d'Israele partirono e si accamparono nelle pianure di Moab, oltre il Giordano di Gerico. Num. 22:1
- Onde Moab disse agli anziani di Madian: `Ora questa moltitudine divorerà tutto ciò ch'è dintorno a noi, come il bue divora l'erba dei campi'. Or Balak, figliuolo di Tsippor era, in quel tempo, re di Moab. Num. 22:4
- Ecco, il popolo ch'è uscito d'Egitto ricopre la faccia della terra; or vieni a maledirmelo; forse riuscirò così a batterlo e potrò cacciarlo'. Num. 22:11
- Balaam si levò, la mattina, e disse ai principi di Balak: `Andatevene al vostro paese, perché l'Eterno m'ha rifiutato il permesso di andare con voi'. Num. 22:13
- L'asina vide l'angelo dell'Eterno; si serrò al muro e strinse il piede di Balaam al muro; e Balaam la percosse di nuovo. Num. 22:25
- Allora Balaam pronunziò il suo oracolo e disse: Balak m'ha fatto venire da Aram, il re di Moab, dalle montagne d'Oriente. - `Vieni', disse, `maledicimi Giacobbe! Vieni, esècra Israele!' Num. 23:7
- Chi può contar la polvere di Giacobbe o calcolare il quarto d'Israele? Possa io morire della morte dei giusti, e possa la mia fine esser simile alla loro! Num. 23:10
- Allora Balaam pronunziò il suo oracolo e disse: Lèvati, Balak, e ascolta! Porgimi orecchio, figliuolo di Tsippor! Num. 23:18
- Egli non scorge iniquità in Giacobbe, non vede perversità in Israele. L'Eterno, il suo Dio, è con lui, e Israele lo acclama come suo re. Num. 23:21
- Iddio lo ha tratto dall'Egitto, e gli dà il vigore del bufalo. Num. 23:22
- Ecco un popolo che si leva su come una leonessa, e si rizza come un leone; ei non si sdraia prima d'aver divorato la preda e bevuto il sangue di quelli che ha ucciso. Num. 23:24
- Balak dunque condusse Balaam in cima al Peor che domina il deserto. Num. 23:28
- E Balaam, vedendo che piaceva all'Eterno di benedire Israele, non ricorse come le altre volte alla magia, ma voltò la faccia verso il deserto. Num. 24:1
- E Balaam pronunziò il suo oracolo e disse: Così dice Balaam, figliuolo di Beor, così dice l'uomo che ha l'occhio aperto, Num. 24:3
- L'acqua trabocca dalle sue secchie, la sua semenza è bene adacquata, il suo re sarà più in alto di Agag, e il suo regno sarà esaltato. Num. 24:7
- Iddio che l'ha tratto d'Egitto, gli dà il vigore del bufalo. Egli divorerà i popoli che gli sono avversari, frantumerà loro le ossa, li trafiggerà con le sue frecce. Num. 24:8
- Allora Balaam pronunziò il suo oracolo e disse: Così dice Balaam, figliuolo di Beor; così dice l'uomo che ha l'occhio aperto, Num. 24:15
- Balaam vide anche Amalek, e pronunziò il suo oracolo, dicendo: Amalek è la prima delle nazioni ma il suo avvenire fa capo alla rovina. Num. 24:20
- Vide anche i Kenei, e pronunziò il suo oracolo, dicendo: La tua dimora è solida e il tuo nido è posto nella roccia; Num. 24:21
- nondimeno, il Keneo dovrà essere devastato, finché l'Assiro ti meni in cattività'. Num. 24:22
- Poi pronunziò di nuovo il suo oracolo e disse: Ahimè! Chi sussisterà quando Iddio avrà stabilito colui? Num. 24:23
- Or Israele era stanziato a Sittim, e il popolo cominciò a darsi alla impurità con le figliuole di Moab. Num. 25:1
- Esse invitarono il popolo ai sacrifizi offerti ai loro dèi, e il popolo mangiò e si prostrò dinanzi agli dèi di quelle. Num. 25:2
- andò dietro a quell'uomo d'Israele nella sua tenda, e li trafisse ambedue, l'uomo d'Israele e la donna, nel basso ventre. E il flagello cessò tra i figliuoli d'Israele. Num. 25:8
- che sarà per lui e per la sua progenie dopo di lui l'alleanza d'un sacerdozio perpetuo, perch'egli ha avuto zelo per il suo Dio, e ha fatta l'espiazione per i figliuoli d'Israele'. Num. 25:13
- poiché essi vi hanno trattati da nemici con gl'inganni mediante i quali v'hanno sedotti nell'affare di Peor e nell'affare di Cozbi, figliuola d'un principe di Madian, loro sorella, che fu uccisa il giorno della piaga causata dall'affare di Peor'. Num. 25:18
- `Fate il conto di tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele, dall'età di vent'anni in su, secondo le case de' loro padri, di tutti quelli che in Israele possono andare alla guerra'. Num. 26:2
- E Mosè e il sacerdote Eleazar parlarono loro nelle pianure di Moab presso al Giordano di faccia a Gerico, dicendo: Num. 26:3
- `Si faccia il censimento dall'età di venti anni in su, come l'Eterno ha ordinato a Mosè e ai figliuoli d'Israele, quando furono usciti dal paese d'Egitto'. Num. 26:4
- Tali sono le famiglie dei Rubeniti: e quelli dei quali si fece il censimento furono quarantatremila settecentotrenta. Num. 26:7
- e la terra aprì la sua bocca e li inghiottì assieme con Kore, allorché quella gente perì, e il fuoco divorò duecentocinquanta uomini, che servirono d'esempio. Num. 26:10
- Tali sono le famiglie dei figliuoli di Gad secondo il loro censimento: quarantamila cinquecento. Num. 26:18
- Tali sono le famiglie di Giuda secondo il loro censimento: settantaseimila cinquecento. Num. 26:22
- Tali sono le famiglie d'Issacar secondo il loro censimento: sessantaquattromila trecento. Num. 26:25
- Tali sono le famiglie degli Zabuloniti secondo il loro censimento: sessantamila cinquecento. Num. 26:27
- Tali sono le famiglie de' figliuoli d'Efraim secondo il loro censimento: trentaduemila cinquecento. Questi sono i figliuoli di Giuseppe secondo le loro famiglie. Num. 26:37
- Totale per le famiglie degli Shuhamiti secondo il loro censimento: sessantaquattromila quattrocento. Num. 26:43
- Il nome della figliuola di Ascer era Serah. Num. 26:46
- Tali sono le famiglie de' figliuoli di Ascer secondo il loro censimento: cinquantatremila quattrocento. Num. 26:47
- Tali sono i figliuoli d'Israele di cui si fece il censimento: seicentunmila settecentotrenta. Num. 26:51
- `Il paese sarà diviso tra essi, per esser loro proprietà, secondo il numero de' nomi. Num. 26:53
- A quelli che sono in maggior numero darai in possesso una porzione maggiore; a quelli che sono in minor numero darai una porzione minore; si darà a ciascuno la sua porzione secondo il censimento. Num. 26:54
- Ecco i Leviti dei quali si fece il censimento secondo le loro famiglie; da Gherson discende la famiglia dei Ghersoniti; da Kehath, la famiglia de' Kehathiti; da Merari, la famiglia de' Merariti. Num. 26:57
- Il nome della moglie di Amram era Jokebed, figliuola di Levi che nacque a Levi in Egitto; ed essa partorì ad Amram Aaronne, Mosè e Maria loro sorella. Num. 26:59
- Quelli de' quali si fece il censimento furono ventitremila: tutti maschi, dell'età da un mese in su. Non furon compresi nel censimento dei figliuoli d'Israele perché non fu loro data alcuna proprietà tra i figliuoli d'Israele. Num. 26:62
- Tali son quelli de' figliuoli d'Israele dei quali Mosè e il sacerdote Eleazar fecero il censimento nelle pianure di Moab presso al Giordano di Gerico. Num. 26:63
- Fra questi non v'era alcuno di quei figliuoli d'Israele de' quali Mosè e il sacerdote Aaronne aveano fatto il censimento nel deserto di Sinai. Num. 26:64
- `Il padre nostro morì nel deserto, e non fu nella compagnia di quelli che si adunarono contro l'Eterno, non fu della gente di Kore, ma morì a motivo del suo peccato, e non ebbe figliuoli. Num. 27:3
- Perché dovrebbe il nome del padre nostro scomparire di mezzo alla sua famiglia s'egli non ebbe figliuoli? Dacci un possesso in mezzo ai fratelli di nostro padre'. Num. 27:4
- Poi l'Eterno disse a Mosè: `Sali su questo monte di Abarim e contempla il paese che io do ai figliuoli d'Israele. Num. 27:12
- E quando l'avrai veduto, anche tu sarai raccolto presso il tuo popolo, come fu raccolto Aaronne tuo fratello, Num. 27:13
- Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleazar, che consulterà per lui il giudizio dell'Urim davanti all'Eterno; egli e tutti i figliuoli d'Israele con lui e tutta la raunanza usciranno all'ordine di Eleazar ed entreranno all'ordine suo'. Num. 27:21
- `Da' quest'ordine ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Avrete cura d'offrirmi al tempo stabilito la mia offerta, il cibo de' miei sacrifizi fatti mediante il fuoco, e che mi sono di soave odore. Num. 28:2
- E dirai loro: Questo è il sacrifizio mediante il fuoco, che offrirete all'Eterno: degli agnelli dell'anno, senza difetti, due al giorno, come olocausto perpetuo. Num. 28:3
- Tale è l'olocausto perpetuo, offerto sul monte Sinai: sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno. Num. 28:6
- E l'altro agnello l'offrirai sull'imbrunire, con un'oblazione e una libazione simili a quelle della mattina: è un sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno. Num. 28:8
- e tre decimi di fior di farina intrisa con olio, come oblazione per ciascun giovenco; due decimi di fior di farina intrisa con olio, come oblazione per il montone, Num. 28:12
- e un decimo di fior di farina intrisa con olio, come oblazione per ogni agnello. È un olocausto di soave odore, un sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno. Num. 28:13
- Le libazioni saranno di un mezzo hin di vino per giovenco, d'un terzo di hin per il montone e di un quarto di hin per agnello. Tale è l'olocausto del mese, per tutti i mesi dell'anno. Num. 28:14
- E s'offrirà all'Eterno un capro come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo e la sua libazione. Num. 28:15
- Il primo mese, il quattordicesimo giorno del mese sarà la Pasqua in onore dell'Eterno. Num. 28:16
- E il quindicesimo giorno di quel mese sarà giorno di festa. Per sette giorni si mangerà pane senza lievito. Num. 28:17
- Il primo giorno vi sarà una santa convocazione; non farete alcuna opera servile, Num. 28:18
- ma offrirete, come sacrifizio mediante il fuoco, un olocausto all'Eterno: due giovenchi, un montone e sette agnelli dell'anno che siano senza difetti; Num. 28:19
- e, come oblazione, del fior di farina intrisa con olio; e ne offrirete tre decimi per giovenco e due per il montone; Num. 28:20
- e offrirai un capro come sacrifizio per il peccato, per fare l'espiazione per voi. Num. 28:22
- L'offrirete ogni giorno, per sette giorni; è un cibo di sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno. Lo si offrirà oltre l'olocausto perpetuo con la sua libazione. Num. 28:24
- E il settimo giorno avrete una santa convocazione; non farete alcuna opera servile. Num. 28:25
- Il giorno delle primizie, quando presenterete all'Eterno una oblazione nuova, alla vostra festa delle settimane, avrete una santa convocazione; non farete alcuna opera servile. Num. 28:26
- e, come oblazione, del fior di farina intrisa con olio; tre decimi per ciascun giovenco, due decimi per il montone, Num. 28:28
- Il settimo mese, il primo giorno del mese avrete una santa convocazione; non farete alcuna opera servile; sarà per voi il giorno del suon delle trombe. Num. 29:1
- e, come oblazione, del fior di farina intrisa con olio: tre decimi per il giovenco, due decimi per il montone, Num. 29:3
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, per fare l'espiazione per voi, Num. 29:5
- oltre l'olocausto del mese con la sua oblazione, e l'olocausto perpetuo con la sua oblazione, e le loro libazioni, secondo le regole stabilite. Sarà un sacrifizio, fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno. Num. 29:6
- Il decimo giorno di questo settimo mese avrete una santa convocazione e umilierete le anime vostre; non farete lavoro di sorta, Num. 29:7
- e, come oblazione, del fior di farina intrisa con olio: tre decimi per il giovenco, due decimi per il montone, Num. 29:9
- e un capro come sacrifizio per il peccato, oltre il sacrifizio d'espiazione, l'olocausto perpetuo con la sua oblazione e le loro libazioni. Num. 29:11
- Il quindicesimo giorno del settimo mese avrete una santa convocazione; non farete alcuna opera servile, e celebrerete una festa in onor dell'Eterno per sette giorni. Num. 29:12
- E offrirete come olocausto, come sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno, tredici giovenchi, due montoni, quattordici agnelli dell'anno, che siano senza difetti, Num. 29:13
- e un capro come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, con la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:16
- Il secondo giorno offrirete dodici giovenchi, due montoni, quattordici agnelli dell'anno, senza difetti, Num. 29:17
- con le loro oblazioni e le libazioni per i giovenchi, i montoni e gli agnelli secondo il loro numero, seguendo le regole stabilite; Num. 29:18
- e un capro come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:19
- Il terzo giorno offrirete undici giovenchi, due montoni, quattordici agnelli dell'anno, senza difetti, Num. 29:20
- con le loro oblazioni e le loro libazioni per i giovenchi, i montoni e gli agnelli, secondo il loro numero, seguendo le regole stabilite; Num. 29:21
- e un capro come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:22
- Il quarto giorno offrirete dieci giovenchi, due montoni e quattordici agnelli dell'anno, senza difetti, Num. 29:23
- con le loro offerte e le loro libazioni per i giovenchi, i montoni e gli agnelli, secondo il loro numero e seguendo le regole stabilite; Num. 29:24
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:25
- Il quinto giorno offrirete nove giovenchi, due montoni, quattordici agnelli dell'anno, senza difetti, Num. 29:26
- con le loro oblazioni e le loro libazioni per i giovenchi, i montoni e gli agnelli, secondo il loro numero e seguendo le regole stabilite; Num. 29:27
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:28
- Il sesto giorno offrirete otto giovenchi, due montoni, quattordici agnelli dell'anno, senza difetti, Num. 29:29
- con le loro oblazioni e le loro libazioni per i giovenchi, i montoni e gli agnelli, secondo il loro numero e seguendo le regole stabilite; Num. 29:30
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:31
- Il settimo giorno offrirete sette giovenchi, due montoni, quattordici agnelli dell'anno, senza difetti, Num. 29:32
- con le loro oblazioni e le loro libazioni per i giovenchi, i montoni e gli agnelli, secondo il loro numero e seguendo le regole stabilite; Num. 29:33
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:34
- e offrirete come olocausto, come sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno, un giovenco, un montone, sette agnelli dell'anno, senza difetti, Num. 29:36
- con le loro oblazioni e le loro libazioni per il giovenco, il montone e gli agnelli, secondo il loro numero, seguendo le regole stabilite; Num. 29:37
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:38
- se il padre, avendo conoscenza del voto di lei e dell'impegno per il quale ella si è legata, non dice nulla a questo proposito, tutti i voti di lei saranno validi, e saranno validi tutti gli impegni per i quali ella si sarà legata. Num. 30:4
- Ma se il padre, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, tutti i voti di lei e tutti gl'impegni per i quali si sarà legata, non saranno validi; e l'Eterno le perdonerà, perché il padre le ha fatto opposizione. Num. 30:5
- se il marito ne ha conoscenza e il giorno che ne viene a conoscenza non dice nulla a questo proposito, i voti di lei saranno validi, e saranno validi gl'impegni per i quali ella si è legata. Num. 30:7
- Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, egli annullerà il voto ch'ella ha fatto, e la promessa che ha proferito alla leggera per la quale s'è impegnata; e l'Eterno le perdonerà. Num. 30:8
- Ma il voto di una vedova o di una donna ripudiata, qualunque sia l'impegno per il quale si sarà legata, rimarrà valido. Num. 30:9
- e il marito ne avrà conoscenza, se il marito non dice nulla a questo proposito e non le fa opposizione, tutti i voti di lei saranno validi, e saran validi tutti gl'impegni per i quali ella si sarà legata. Num. 30:11
- Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza li annulla, tutto ciò che le sarà uscito dalle labbra, siano voti o impegni per cui s'è legata, non sarà valido; il marito lo ha annullato; e l'Eterno le perdonerà. Num. 30:12
- Il marito può ratificare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento, per il quale ella si sia impegnata a mortificare la sua persona. Num. 30:13
- Ma se il marito, giorno dopo giorno, non dice nulla in proposito, egli ratifica così tutti i voti di lei e tutti gl'impegni per i quali ella si è legata; li ratifica, perché non ha detto nulla a questo proposito il giorno che ne ha avuto conoscenza. Num. 30:14
- E Mosè mandò alla guerra que' mille uomini per tribù, e con loro Fineas figliuolo del sacerdote Eleazar, il quale portava gli strumenti sacri ed aveva in mano le trombe d'allarme. Num. 31:6
- E i figliuoli d'Israele presero prigioniere le donne di Madian e i loro fanciulli, e predarono tutto il loro bestiame, tutti i loro greggi e ogni loro bene; Num. 31:9
- e appiccarono il fuoco a tutte le città che quelli abitavano, e a tutti i loro accampamenti, Num. 31:10
- e menarono i prigionieri, la preda e le spoglie a Mosè, al sacerdote Eleazar e alla raunanza dei figliuoli d'Israele, accampati nelle pianure di Moab, presso il Giordano, difaccia a Gerico. Num. 31:12
- Mosè, il sacerdote Eleazar e tutti i principi della raunanza uscirono loro incontro fuori del campo. Num. 31:13
- E voi accampatevi per sette giorni fuori del campo; chiunque ha ucciso qualcuno e chiunque ha toccato una persona uccisa, si purifichi il terzo e il settimo giorno: e questo, tanto per voi quanto per i vostri prigionieri. Num. 31:19
- E il sacerdote Eleazar disse ai soldati ch'erano andati alla guerra: `Questo è l'ordine della legge che l'Eterno ha prescritta a Mosè: Num. 31:21
- L'oro, l'argento, il rame, il ferro, lo stagno e il piombo, Num. 31:22
- tutto ciò, insomma, che può reggere al fuoco, lo farete passare per il fuoco e sarà reso puro; nondimeno, sarà purificato anche con l'acqua di purificazione; e tutto ciò che non può reggere al fuoco, lo farete passare per l'acqua. Num. 31:23
- E vi laverete le vesti il settimo giorno, e sarete puri; poi potrete entrare nel campo'. Num. 31:24
- `Tu, col sacerdote Eleazar e con i capi delle case della raunanza, fa' il conto di tutta la preda ch'è stata fatta: della gente e del bestiame; Num. 31:26
- E dalla metà che spetta ai figliuoli d'Israele prenderai uno su cinquanta, tanto delle persone quanto dei buoi, degli asini, delle pecore, di tutto il bestiame; e lo darai ai Leviti, che hanno l'incarico del tabernacolo dell'Eterno'. Num. 31:30
- E Mosè e il sacerdote Eleazar fecero come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Num. 31:31
- delle quali seicentosettantacinque per il tributo all'Eterno; Num. 31:37
- trentaseimila bovi, dei quali settantadue per il tributo all'Eterno; Num. 31:38
- trentamila cinquecento asini, dei quali sessantuno per il tributo all'Eterno; Num. 31:39
- e sedicimila persone, delle quali trentadue per il tributo all'Eterno. Num. 31:40
- E Mosè dette al sacerdote Eleazar il tributo prelevato per l'offerta all'Eterno, come l'Eterno gli aveva ordinato. Num. 31:41
- `I tuoi servi hanno fatto il conto dei soldati che erano sotto i nostri ordini, e non ne manca neppur uno. Num. 31:49
- E Mosè e il sacerdote Eleazar presero dalle loro mani tutto quell'oro in gioielli lavorati. Num. 31:51
- Or gli uomini dell'esercito si tennero il bottino che ognuno avea fatto per conto suo. Num. 31:53
- E Mosè e il sacerdote Eleazar presero l'oro dei capi di migliaia e di centinaia e lo portarono nella tenda di convegno come ricordanza per i figliuoli d'Israele davanti all'Eterno. Num. 31:54
- Or i figliuoli di Ruben e i figliuoli di Gad aveano del bestiame in grandissimo numero; e quando videro che il paese di Iazer e il paese di Galaad erano luoghi da bestiame, Num. 32:1
- E dissero ancora: `Se abbiam trovato grazia agli occhi tuoi, sia concesso ai tuoi servi il possesso di questo paese, e non ci far passare il Giordano'. Num. 32:5
- Così fecero i vostri padri, quando li mandai da Kades-Barnea per esplorare il paese. Num. 32:8
- Salirono fino alla valle d'Eshcol; e, dopo aver esplorato il paese, scoraggiarono i figliuoli d'Israele dall'entrare nel paese che l'Eterno avea loro dato. Num. 32:9
- Gli uomini che son saliti dall'Egitto, dall'età di vent'anni in su non vedranno mai il paese che promisi con giuramento ad Abrahamo, a Isacco ed a Giacobbe, perché non m'hanno seguitato fedelmente, Num. 32:11
- salvo Caleb, figliuolo di Gefunne, il Kenizeo, e Giosuè, figliuolo di Nun, che hanno seguitato l'Eterno fedelmente. Num. 32:12
- E l'ira dell'Eterno si accese contro Israele; ed ei lo fece andar vagando per il deserto durante quarant'anni, finché tutta la generazione che avea fatto quel male agli occhi dell'Eterno, fosse consumata. Num. 32:13
- Ma quelli s'accostarono a Mosè e gli dissero: `Noi edificheremo qui dei recinti per il nostro bestiame, e delle città per i nostri figliuoli; Num. 32:16
- se tutti quelli di voi che s'armeranno passeranno il Giordano davanti all'Eterno finch'egli abbia cacciato i suoi nemici dal suo cospetto, Num. 32:21
- e se non tornate che quando il paese vi sarà sottomesso davanti all'Eterno, voi non sarete colpevoli di fronte all'Eterno e di fronte a Israele, e questo paese sarà vostra proprietà davanti all'Eterno. Num. 32:22
- Ma, se non fate così, voi avrete peccato contro l'Eterno; e sappiate che il vostro peccato vi ritroverà. Num. 32:23
- E i figliuoli di Gad e i figliuoli di Ruben parlarono a Mosè, dicendo: `I tuoi servi faranno quello che il mio signore comanda. Num. 32:25
- I nostri fanciulli, le nostre mogli, i nostri greggi e tutto il nostro bestiame rimarranno qui nelle città di Galaad; Num. 32:26
- ma i tuoi servi, tutti quanti armati per la guerra, andranno a combattere davanti all'Eterno, come dice il mio signore'. Num. 32:27
- Mosè disse loro: `Se i figliuoli di Gad e i figliuoli di Ruben passano con voi il Giordano tutti armati per combattere davanti all'Eterno, e se il paese sarà sottomesso davanti a voi, darete loro come proprietà il paese di Galaad. Num. 32:29
- Passeremo in armi, davanti all'Eterno, nel paese di Canaan; ma il possesso della nostra eredità resti per noi di qua dal Giordano'. Num. 32:32
- Mosè dunque dette ai figliuoli di Gad, ai figliuoli di Ruben e alla metà della tribù di Manasse, figliuolo di Giuseppe, il regno di Sihon, re degli Amorei, e il regno di Og, re di Basan: il paese, le sue città e i territori delle città del paese all'intorno. Num. 32:33
- E Nobah andò e prese Kenath co' suoi villaggi, e le diede il suo nome di Nobah. Num. 32:42
- Partirono da Rameses il primo mese, il quindicesimo giorno del primo mese. Il giorno dopo la Pasqua i figliuoli d'Israele partirono a test'alta, a vista di tutti gli Egiziani, Num. 33:3
- Partirono d'innanzi ad Hahiroth, attraversarono il mare in direzione del deserto, fecero tre giornate di marcia nel deserto di Etham e si accamparono a Mara. Num. 33:8
- Partirono da Elim e si accamparono presso il mar Rosso. Num. 33:10
- Partirono da Alush e si accamparono a Refidim dove non c'era acqua da bere per il popolo. Num. 33:14
- E il sacerdote Aaronne salì sul monte Hor per ordine dell'Eterno, e quivi morì il quarantesimo anno dopo l'uscita de' figliuoli d'Israele dal paese di Egitto, il quinto mese, il primo giorno del mese. Num. 33:38
- E il Cananeo re di Arad, che abitava il mezzogiorno del paese di Canaan, udì che i figliuoli d'Israele arrivavano. Num. 33:40
- Partirono dai monti d'Abarim e si accamparono nelle pianure di Moab, presso il Giordano di faccia a Gerico. Num. 33:48
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Quando avrete passato il Giordano e sarete entrati nel paese di Canaan, Num. 33:51
- Prenderete possesso del paese, e in esso vi stabilirete, perché io vi ho dato il paese affinché lo possediate. Num. 33:53
- Dividerete il paese a sorte, secondo le vostre famiglie. A quelle che sono più numerose darete una porzione maggiore, e a quelle che sono meno numerose darete una porzione minore. Ognuno possederà quello che gli sarà toccato a sorte; vi spartirete il possesso secondo le tribù de' vostri padri. Num. 33:54
- `Da' quest'ordine ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Quando entrerete nel paese di Canaan, questo sarà il paese che vi toccherà come eredità: il paese di Canaan, di cui ecco i confini: Num. 34:2
- La vostra frontiera a occidente sarà il mar grande: quella sarà la vostra frontiera occidentale. Num. 34:6
- la frontiera scenderà da Scefam verso Ribla, a oriente di Ain; poi la frontiera scenderà, e si estenderà lungo il mare di Kinnereth, a oriente; Num. 34:11
- poi la frontiera scenderà verso il Giordano, e finirà al mar Salato. Tale sarà il vostro paese con le sue frontiere tutt'intorno'. Num. 34:12
- E Mosè trasmise quest'ordine ai figliuoli d'Israele, e disse loro: `Questo è il paese che vi distribuirete a sorte, e che l'Eterno ha ordinato si dia a nove tribù e mezzo; Num. 34:13
- `Questi sono i nomi degli uomini che spartiranno il paese fra voi: il sacerdote Eleazar, e Giosuè, figliuolo di Nun. Num. 34:17
- Per la tribù de' figliuoli di Dan: il principe Buki, figliuolo di Iogli. Num. 34:22
- Per i figliuoli di Giuseppe: per la tribù de' figliuoli di Manasse, il principe Hanniel, figliuolo d'Efod; Num. 34:23
- e per la tribù de' figliuoli d'Efraim, il principe Kemuel, figliuolo di Sciftan. Num. 34:24
- Per la tribù de' figliuoli di Zabulon: il principe Elitsafan, figliuolo di Parnac. Num. 34:25
- Per la tribù de' figliuoli di Issacar: il principe Paltiel, figliuolo d'Azzan. Num. 34:26
- Per la tribù de' figliuoli di Ascer: il principe Ahihud, figliuolo di Scelomi. Num. 34:27
- E per la tribù de' figliuoli di Neftali: il principe Pedahel, figliuolo d'Ammihud'. Num. 34:28
- Queste sono le persone alle quali l'Eterno ordinò di spartire il possesso del paese di Canaan tra i figliuoli d'Israele. Num. 34:29
- L'Eterno parlò ancora a Mosè nelle pianure di Moab presso il Giordano, di faccia a Gerico, dicendo: Num. 35:1
- `Ordina ai figliuoli d'Israele che, della eredità che possederanno diano ai Leviti delle città da abitare; darete pure ai Leviti il contado ch'è intorno alle città. Num. 35:2
- Ed essi avranno le città per abitarvi; e il contado servirà per i loro bestiami, per i loro beni e per tutti i loro animali. Num. 35:3
- Il contado delle città che darete ai Leviti si estenderà fuori per lo spazio di mille cubiti dalle mura della città, tutt'intorno. Num. 35:4
- Misurerete dunque, fuori della città, duemila cubiti dal lato orientale, duemila cubiti dal lato meridionale, duemila cubiti dal lato occidentale e duemila cubiti dal lato settentrionale; la città sarà in mezzo. Tale sarà il contado di ciascuna delle loro città. Num. 35:5
- `Parla ai figliuoli d'Israele e di' loro: Quando avrete passato il Giordano e sarete entrati nel paese di Canaan, Num. 35:10
- Queste città vi serviranno di rifugio contro il vindice del sangue, affinché l'omicida non sia messo a morte prima d'esser comparso in giudizio dinanzi alla raunanza. Num. 35:12
- E se lo colpisce con una pietra che aveva in mano, atta a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è un omicida; l'omicida dovrà esser punito di morte. Num. 35:17
- O se lo colpisce con uno stromento di legno che aveva in mano, atto a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è un omicida; l'omicida dovrà esser punito di morte. Num. 35:18
- Sarà il vindice del sangue quegli che metterà a morte l'omicida; quando lo incontrerà, l'ucciderà. Num. 35:19
- o lo colpisce per inimicizia con la mano, sì che quello ne muoia, colui che ha colpito dovrà esser punito di morte; è un omicida; il vindice del sangue ucciderà l'omicida quando lo incontrerà. Num. 35:21
- allora ecco le norme secondo le quali la raunanza giudicherà fra colui che ha colpito e il vindice del sangue. Num. 35:24
- e se il vindice del sangue trova l'omicida fuori de' confini della sua città di rifugio e l'uccide, il vindice del sangue non sarà responsabile del sangue versato. Num. 35:27
- Non contaminerete il paese dove sarete, perché il sangue contamina il paese; e non si potrà fare per il paese alcuna espiazione del sangue che vi sarà stato sparso, se non mediante il sangue di colui che l'avrà sparso. Num. 35:33
- Non contaminerete dunque il paese che andate ad abitare, e in mezzo al quale io dimorerò; poiché io sono l'Eterno che dimoro in mezzo ai figliuoli d'Israele'. Num. 35:34
- e dissero: `L'Eterno ha ordinato al mio signore di dare il paese in eredità ai figliuoli d'Israele, a sorte; e il mio signore ha pure ricevuto l'ordine dall'Eterno di dare l'eredità di Tselofehad, nostro fratello, alle figliuole di lui. Num. 36:2
- E quando verrà il giubileo per i figliuoli d'Israele, la loro eredità sarà aggiunta a quella della tribù nella quale saranno entrate, e l'eredità loro sarà detratta dalla eredità della tribù de' nostri padri'. Num. 36:4
- Il quarantesimo anno, l'undicesimo mese, il primo giorno del mese, Mosè parlò ai figliuoli d'Israele, secondo tutto quello che l'Eterno gli aveva ordinato di dir loro. Dt. 1:3
- voltatevi, partite, e andate nella contrada montuosa degli Amorei e in tutte le vicinanze, nella pianura, sui monti, nella regione bassa, nel mezzogiorno, sulla costa del mare, nel paese dei Cananei ed al Libano, fino al gran fiume, il fiume Eufrate. Dt. 1:7
- Ecco, io v'ho posto il paese dinanzi; entrate, prendete possesso del paese che l'Eterno giurò di dare ai vostri padri, Abrahamo, Isacco e Giacobbe, e alla loro progenie dopo di loro'. Dt. 1:8
- In quel tempo io vi parlai e vi dissi: `Io non posso da solo sostenere il carico del popolo. Dt. 1:9
- L'Eterno, ch'è il vostro Dio, vi ha moltiplicati, ed ecco che oggi siete numerosi come le stelle del cielo. Dt. 1:10
- Ma come posso io, da solo, portare il vostro carico, il vostro peso e le vostre liti? Dt. 1:12
- Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudicio appartiene a Dio; e le cause troppo difficili per voi le recherete a me, e io le udirò'. Dt. 1:17
- Ecco, l'Eterno, il tuo Dio, t'ha posto il paese dinanzi; sali, prendine possesso, come l'Eterno, l'Iddio de' tuoi padri, t'ha detto; non temere, e non ti spaventare'. Dt. 1:21
- E voi vi accostaste a me tutti quanti, e diceste: `Mandiamo degli uomini davanti a noi, che ci esplorino il paese, e ci riferiscano qualcosa del cammino per il quale noi dovremo salire, e delle città alle quali dovremo arrivare'. Dt. 1:22
- Quelli s'incamminarono, salirono verso i monti, giunsero alla valle d'Eshcol, ed esplorarono il paese. Dt. 1:24
- Presero con le loro mani de' frutti del paese, ce li portarono, e ci fecero la loro relazione dicendo: `Quello che l'Eterno, il nostro Dio, ci dà, è un buon paese'. Dt. 1:25
- Dove saliam noi? I nostri fratelli ci han fatto struggere il cuore, dicendo: Quella gente è più grande e più alta di noi; le città vi sono grandi e fortificate fino al cielo; e abbiam perfino visto colà de' figliuoli degli Anakim'. Dt. 1:28
- e nel deserto, dove hai veduto come l'Eterno, il tuo Dio, ti ha portato come un uomo porta il suo figliuolo, per tutto il cammino che avete fatto, finché siete arrivati a questo luogo'. Dt. 1:31
- `Certo, nessuno degli uomini di questa malvagia generazione vedrà il buon paese che ho giurato di dare ai vostri padri, Dt. 1:35
- E i vostri fanciulli, de' quali avete detto: Diventeranno tanta preda! e i vostri figliuoli, che oggi non conoscono né il bene né il male, sono quelli che v'entreranno; a loro lo darò, e saranno essi che lo possederanno. Dt. 1:39
- Ma voi, tornate indietro e avviatevi verso il deserto, in direzione del mar Rosso'. Dt. 1:40
- Poi tornammo indietro e partimmo per il deserto in direzione del mar Rosso, come l'Eterno m'avea detto, e girammo attorno al monte Seir per lungo tempo. Dt. 2:1
- non movete lor guerra, poiché del loro paese io non vi darò neppur quanto ne può calcare un piede; giacché ho dato il monte di Seir a Esaù, come sua proprietà. Dt. 2:5
- Poiché l'Eterno, il tuo Dio, ti ha benedetto in tutta l'opera delle tue mani, t'ha seguito nel tuo viaggio attraverso questo gran deserto; l'Eterno, il tuo Dio, è stato teco durante questi quarant'anni, e non t'è mancato nulla'. Dt. 2:7
- Così passammo, lasciando a distanza i figliuoli di Esaù, nostri fratelli, che abitano in Seir, ed evitando la via della pianura, come pure Elath ed Etsion-Gheber. Poi ci voltammo, e c'incamminammo verso il deserto di Moab. Dt. 2:8
- Ora levatevi, e passate il torrente di Zered'. E noi passammo il torrente di Zered. Dt. 2:13
- Or il tempo che durarono le nostre marce, da Kades-Barnea al passaggio del torrente di Zered, fu di trentotto anni, finché tutta quella generazione degli uomini di guerra scomparve interamente dal campo, come l'Eterno l'avea loro giurato. Dt. 2:14
- Levatevi, partite, e passate la valle dell'Arnon; ecco, io do in tuo potere Sihon, l'Amoreo, re di Heshbon, e il suo paese; comincia a prenderne possesso, e muovigli guerra. Dt. 2:24
- Oggi comincerò a ispirare paura e terrore di te ai popoli che sono sotto il cielo intero, sì che, all'udire la tua fama, tremeranno e saranno presi d'angoscia dinanzi a te'. Dt. 2:25
- `Lasciami passare per il tuo paese; io camminerò per la strada maestra, senza volgermi né a destra né a sinistra. Dt. 2:27
- Tu mi venderai a danaro contante le vettovaglie che mangerò, e mi darai per danaro contante l'acqua che berrò; permettimi semplicemente il transito Dt. 2:28
- (come m'han fatto i figliuoli d'Esaù che abitano in Seir e i Moabiti che abitano in Ar), finché io abbia passato il Giordano per entrare nel paese che l'Eterno, il nostro Dio, ci dà'. Dt. 2:29
- Ma Sihon, re di Heshbon, non ci volle lasciar passare per il suo paese, perché l'Eterno, il tuo Dio, gli aveva indurato lo spirito e reso ostinato il cuore, per dartelo nelle mani, come difatti oggi si vede. Dt. 2:30
- E l'Eterno mi disse: `Vedi, ho principiato a dare in tuo potere Sihon e il suo paese; comincia la conquista, impadronendoti del suo paese'. Dt. 2:31
- Ma riserbammo come nostra preda il bestiame e le spoglie delle città che avevamo prese. Dt. 2:35
- Ma non ti avvicinasti al paese de' figliuoli di Ammon, ad alcun posto toccato dal torrente di Iabbok, alle città del paese montuoso, a tutti i luoghi che l'Eterno, il nostro Dio, ci avea proibito d'attaccare. Dt. 2:37
- E l'Eterno mi disse: `Non lo temere, poiché io ti do nelle mani lui, tutta la sua gente e il suo paese; e tu farai a lui quel che facesti a Sihon, re degli Amorei, che abitava a Heshbon'. Dt. 3:2
- Così l'Eterno, il nostro Dio, diede in poter nostro anche Og, re di Basan, con tutta la sua gente; e noi lo battemmo in guisa che non gli restò anima viva. Dt. 3:3
- Gli prendemmo in quel tempo tutte le sue città; non ci fu città che noi non prendessimo loro: sessanta città, tutta la contrada d'Argob, il regno di Og in Basan. Dt. 3:4
- Ma riserbammo come nostra preda tutto il bestiame e le spoglie delle città. Dt. 3:7
- In quel tempo dunque prendemmo ai due re degli Amorei il paese ch'è al di là del Giordano, dalla valle dell'Arnon al monte Hermon Dt. 3:8
- (il quale Hermon i Sidonii chiamano Sirion, e gli Amorei Senir), Dt. 3:9
- (Poiché Og, re di Basan, era rimasto solo della stirpe dei Refaim. Ecco, il suo letto, un letto di ferro, non è esso a Rabbah degli Ammoniti? Ha nove cubiti di lunghezza e quattro cubiti di larghezza, a misura di cubito ordinario d'uomo). Dt. 3:11
- Fu allora che c'impossessammo di questo paese; io detti ai Rubeniti e ai Gaditi il territorio che si parte da Aroer, presso la valle dell'Arnon, e la metà della contrada montuosa di Galaad con le sue città; Dt. 3:12
- e detti alla mezza tribù di Manasse il resto di Galaad e tutto il regno di Og in Basan: tutta la regione di Argob con tutto Basan, che si chiamava il paese dei Refaim. Dt. 3:13
- E ai Rubeniti e ai Gaditi detti una parte di Galaad e il paese fino alla valle dell'Arnon, fino al mezzo della valle che serve di confine, e fino al torrente di Iabbok, frontiera dei figliuoli di Ammon, Dt. 3:16
- e la pianura col Giordano che ne segna il confine, da Kinnereth fino al mare della pianura, il mar Salato, appiè delle pendici del Pisga verso l'oriente. Dt. 3:17
- Or in quel tempo, io vi detti quest'ordine, dicendo: `L'Eterno, il vostro Dio, vi ha dato questo paese perché lo possediate. Voi tutti, uomini di valore, marcerete armati alla testa de' figliuoli d'Israele, vostri fratelli. Dt. 3:18
- Ma le vostre mogli, i vostri fanciulli e il vostro bestiame (so che del bestiame ne avete molto) rimarranno nelle città che vi ho date, Dt. 3:19
- Non li temete, poiché l'Eterno, il vostro Dio, è quegli che combatte per voi'. Dt. 3:22
- Deh, lascia ch'io passi e vegga il bel paese ch'è oltre il Giordano e la bella contrada montuosa e il Libano!' Dt. 3:25
- Sali in vetta al Pisga, volgi lo sguardo a occidente, a settentrione, a mezzogiorno e ad oriente, e contempla il paese con gli occhi tuoi; poiché tu non passerai questo Giordano. Dt. 3:27
- Gli occhi vostri videro ciò che l'Eterno fece nel caso di Baal-Peor: come l'Eterno, il tuo Dio, distrusse di mezzo a te tutti quelli ch'erano andati dietro a Baal-Peor; Dt. 4:3
- Le osserverete dunque e le metterete in pratica; poiché quella sarà la vostra sapienza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: `Questa grande nazione è il solo popolo savio e intelligente!' Dt. 4:6
- Ricordati del giorno che comparisti davanti all'Eterno, all'Iddio tuo, in Horeb, quando l'Eterno mi disse: `Adunami il popolo, e io farò loro udire le mie parole, ond'essi imparino a temermi tutto il tempo che vivranno sulla terra, e le insegnino ai loro figliuoli'. Dt. 4:10
- E voi vi avvicinaste, e vi fermaste appiè del monte, e il monte era tutto in fiamme, che s'innalzavano fino al cielo; e v'eran tenebre, nuvole ed oscurità. Dt. 4:11
- E l'Eterno vi parlò di mezzo al fuoco; voi udiste il suono delle parole, ma non vedeste alcuna figura; non udiste che una voce. Dt. 4:12
- Ed egli vi promulgò il suo patto, che vi comandò di osservare, cioè le dieci parole; e le scrisse su due tavole di pietra. Dt. 4:13
- Or dunque, siccome non vedeste alcuna figura il giorno che l'Eterno vi parlò in Horeb in mezzo al fuoco, vegliate diligentemente sulle anime vostre, Dt. 4:15
- ed anche affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto l'esercito celeste, tu non sia tratto a prostrarti davanti a quelle cose e ad offrir loro un culto. Quelle cose sono il retaggio che l'Eterno, l'Iddio tuo, ha assegnato a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli; Dt. 4:19
- Or l'Eterno s'adirò contro di me per cagion vostra, e giurò ch'io non passerei il Giordano e non entrerei nel buon paese che l'Eterno, l'Iddio tuo, ti dà in eredità. Dt. 4:21
- Poiché, io dovrò morire in questo paese, senza passare il Giordano; ma voi lo passerete, e possederete quel buon paese. Dt. 4:22
- Guardatevi dal dimenticare il patto che l'Eterno, il vostro Dio, ha fermato con voi, e dal farvi alcuna immagine scolpita, o rappresentazione di qualsivoglia cosa che l'Eterno, l'Iddio tuo, t'abbia proibita. Dt. 4:23
- Poiché l'Eterno, il tuo Dio, è un fuoco consumante, un Dio geloso. Dt. 4:24
- io chiamo oggi in testimonio contro di voi il cielo e la terra, che voi ben presto perirete, scomparendo dal paese di cui andate a prender possesso di là dal Giordano. Voi non vi prolungherete i vostri giorni, ma sarete interamente distrutti. Dt. 4:26
- Ma di là cercherai l'Eterno, il tuo Dio; e lo troverai, se lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua. Dt. 4:29
- poiché l'Eterno, l'Iddio tuo, è un Dio pietoso; egli non ti abbandonerà e non ti distruggerà; non dimenticherà il patto che giurò ai tuoi padri. Dt. 4:31
- Dal cielo t'ha fatto udire la sua voce per ammaestrarti; e sulla terra t'ha fatto vedere il suo gran fuoco, e tu hai udito le sue parole di mezzo al fuoco. Dt. 4:36
- per cacciare d'innanzi a te nazioni più grandi e più potenti di te, per farti entrare nel loro paese e per dartene il possesso, come oggi si vede. Dt. 4:38
- perché servissero di rifugio all'omicida che avesse ucciso il suo prossimo involontariamente, senz'averlo odiato per l'addietro, e perch'egli potesse aver salva la vita, ricoverandosi in una di quelle città. Dt. 4:42
- con tutta la pianura oltre il Giordano, verso oriente, fino al mare della pianura appiè delle pendici del Pisga. Dt. 4:49
- Non ti prostrare davanti a quelle cose e non servir loro, perché io, l'Eterno, il tuo Dio, sono un Dio geloso che punisco l'iniquità dei padri sopra i figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che m'odiano, Dt. 5:9
- Non usare il nome dell'Eterno, dell'Iddio tuo, in vano, poiché l'Eterno non terrà per innocente chi avrà usato il suo nome in vano. Dt. 5:11
- Osserva il giorno del riposo per santificarlo, come l'Eterno, l'Iddio tuo, ti ha comandato. Dt. 5:12
- ma il settimo giorno è giorno di riposo consacrato all'Eterno, al tuo Dio: non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il tuo forestiero che sta dentro le tue porte, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come tu. Dt. 5:14
- E ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto, e che l'Eterno, l'Iddio tuo, ti ha tratto di là con mano potente e con braccio steso; perciò l'Eterno, il tuo Dio, ti ordina d'osservare il giorno del riposo. Dt. 5:15
- Non attestare il falso contro il tuo prossimo. Dt. 5:20
- Non concupire la moglie del tuo prossimo, e non bramare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo. Dt. 5:21
- Or come udiste la voce che usciva dalle tenebre mentre il monte era tutto in fiamme, i vostri capi tribù e i vostri anziani s'accostarono tutti a me, e diceste: Dt. 5:23
- Poiché qual'è il mortale, chiunque egli sia, che abbia udito come noi la voce dell'Iddio vivente parlare di mezzo al fuoco e sia rimasto vivo? Dt. 5:26
- Accòstati tu e ascolta tutto ciò che l'Eterno, il nostro Dio, dirà; e ci riferirai tutto ciò che l'Eterno, l'Iddio nostro, ti avrà detto, e noi l'ascolteremo e lo faremo'. Dt. 5:27
- ma tu resta qui meco, e io ti dirò tutti i comandamenti, tutte le leggi e le prescrizioni che insegnerai loro, perché le mettano in pratica nel paese di cui do loro il possesso'. Dt. 5:31
- camminate in tutto e per tutto per la via che l'Eterno, il vostro Dio, vi ha prescritta, affinché viviate e siate felici e prolunghiate i vostri giorni nel paese di cui avrete il possesso. Dt. 5:33
- Or questi sono i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che l'Eterno, il vostro Dio, ha ordinato d'insegnarvi, perché li mettiate in pratica nel paese nel quale state per passare per prenderne possesso; Dt. 6:1
- affinché tu tema l'Iddio tuo, l'Eterno, osservando, tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figliuolo e il figliuolo del tuo figliuolo, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandamenti che io ti do, e affinché i tuoi giorni siano prolungati. Dt. 6:2
- Ascolta dunque, Israele, e abbi cura di metterli in pratica, affinché tu sii felice e moltiplichiate grandemente nel paese ove scorre il latte e il miele, come l'Eterno, l'Iddio de' tuoi padri, ti ha detto. Dt. 6:3
- Tu amerai dunque l'Eterno, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze. Dt. 6:5
- Temerai l'Eterno, l'Iddio tuo, lo servirai e giurerai per il suo nome. Dt. 6:13
- Non tenterete l'Eterno, il vostro Dio, come lo tentaste a Massa. Dt. 6:16
- Quando, in avvenire, il tuo figliuolo ti domanderà: `Che significano queste istruzioni, queste leggi e queste prescrizioni che l'Eterno, l'Iddio nostro, vi ha date?' Dt. 6:20
- Poiché tu sei un popolo consacrato all'Eterno, ch'è l'Iddio tuo; l'Eterno, l'Iddio tuo, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. Dt. 7:6
- ma perché l'Eterno vi ama, perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri, l'Eterno, vi ha tratti fuori con mano potente e vi ha redenti dalla casa di schiavitù, dalla mano di Faraone, re d'Egitto. Dt. 7:8
- Riconosci dunque che l'Eterno, l'Iddio tuo, è Dio: l'Iddio fedele, che mantiene il suo patto e la sua benignità fino alla millesima generazione a quelli che l'amano e osservano i suoi comandamenti, Dt. 7:9
- E avverrà che, per aver voi dato ascolto a queste prescrizioni e per averle osservate e messe in pratica, il vostro Dio, l'Eterno, vi manterrà il patto e la benignità che promise con giuramento ai vostri padri. Dt. 7:12
- Egli t'amerà, ti benedirà, ti moltiplicherà, benedirà il frutto del tuo seno e il frutto del tuo suolo: il tuo frumento, il tuo mosto e il tuo olio, il figliare delle tue vacche e delle tue pecore, nel paese che giurò ai tuoi padri di darti. Dt. 7:13
- Tu sarai benedetto più di tutti i popoli, e non ci sarà in mezzo a te né uomo né donna sterile, né animale sterile fra il tuo bestiame. Dt. 7:14
- Non le temere; ricordati di quello che l'Eterno, il tuo Dio, fece a Faraone e a tutti gli Egiziani; Dt. 7:18
- L'Eterno, il tuo Dio, manderà pure contro a loro i calabroni, finché quelli che saranno rimasti e quelli che si saranno nascosti per paura di te, siano periti. Dt. 7:20
- ma il tuo Dio, l'Eterno, le darà in tuo potere, e le metterà interamente in rotta finché siano distrutte. Dt. 7:23
- Ricordati di tutto il cammino che l'Eterno, l'Iddio tuo, ti ha fatto fare questi quarant'anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, e se tu osserveresti o no i suoi comandamenti. Dt. 8:2
- Il tuo vestito non ti s'è logorato addosso, e il tuo piè non s'è gonfiato durante questi quarant'anni. Dt. 8:4
- Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il suo figliuolo, così l'Iddio tuo, l'Eterno, corregge te. Dt. 8:5
- perché il tuo Dio, l'Eterno, sta per farti entrare in un buon paese: paese di corsi d'acqua, di laghi e di sorgenti che nascono nelle valli e nei monti; Dt. 8:7
- paese dove mangerai del pane a volontà, dove non ti mancherà nulla; paese dove le pietre son ferro, e dai cui monti scaverai il rame. Dt. 8:9
- Mangerai dunque e ti sazierai, e benedirai l'Eterno, il tuo Dio, a motivo del buon paese che t'avrà dato. Dt. 8:10
- Guardati bene dal dimenticare il tuo Dio, l'Eterno, al punto da non osservare i suoi comandamenti, le sue prescrizioni e le sue leggi che oggi ti do; Dt. 8:11
- dopo che avrai veduto il tuo grosso e il tuo minuto bestiame moltiplicare, accrescersi il tuo argento e il tuo oro, ed abbondare ogni cosa tua, Dt. 8:13
- che il tuo cuore s'innalzi, e tu dimentichi il tuo Dio, l'Eterno, che ti ha tratto dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù; Dt. 8:14
- ma ricordati dell'Eterno, dell'Iddio tuo; poiché egli ti dà la forza per acquistar ricchezze, affin di confermare, come fa oggi, il patto che giurò ai tuoi padri. Dt. 8:18
- Ma se avvenga che tu dimentichi il tuo Dio, l'Eterno, e vada dietro ad altri dèi e li serva e ti prostri davanti a loro, io vi dichiaro quest'oggi solennemente che certo perirete. Dt. 8:19
- Ascolta, Israele! Oggi tu stai per passare il Giordano per andare a impadronirti di nazioni più grandi e più potenti di te, di città grandi e fortificate fino al cielo, Dt. 9:1
- Sappi dunque oggi che l'Eterno, il tuo Dio, è quegli che marcerà alla tua testa, come un fuoco divorante; ei li distruggerà e li abbatterà davanti a te; tu li scaccerai e li farai perire in un attimo, come l'Eterno ti ha detto. Dt. 9:3
- Quando l'Eterno, il tuo Dio, li avrà cacciati via d'innanzi a te, non dire nel tuo cuore: `A cagione della mia giustizia l'Eterno mi ha fatto entrare in possesso di questo paese'; poiché l'Eterno caccia d'innanzi a te queste nazioni, per la loro malvagità. Dt. 9:4
- No, tu non entri in possesso del loro paese a motivo della tua giustizia, né a motivo della rettitudine del tuo cuore; ma l'Eterno, il tuo Dio, sta per cacciare quelle nazioni d'innanzi a te per la loro malvagità e per mantenere la parola giurata ai tuoi padri, ad Abrahamo, a Isacco e a Giacobbe. Dt. 9:5
- Sappi dunque che, non a motivo della tua giustizia l'Eterno, il tuo Dio, ti dà il possesso di questo buon paese; poiché tu sei un popolo di collo duro. Dt. 9:6
- Ricordati, non dimenticare come hai provocato ad ira l'Eterno, il tuo Dio, nel deserto. Dal giorno che uscisti dal paese d'Egitto, fino al vostro arrivo in questo luogo, siete stati ribelli all'Eterno. Dt. 9:7
- e l'Eterno mi dette le due tavole di pietra, scritte col dito di Dio, sulle quali stavano tutte le parole che l'Eterno vi avea dette sul monte, di mezzo al fuoco, il giorno della raunanza. Dt. 9:10
- Poi l'Eterno mi disse: `Lèvati, scendi prontamente di qui, perché il tuo popolo che hai tratto dall'Egitto si è corrotto; hanno ben presto lasciato la via che io avevo loro ordinato di seguire; si son fatti una immagine di getto'. Dt. 9:12
- lasciami fare; io li distruggerò e cancellerò il loro nome di sotto i cieli, e farò di te una nazione più potente e più grande di loro'. Dt. 9:14
- Guardai, ed ecco che avevate peccato contro l'Eterno, il vostro Dio; v'eravate fatto un vitello di getto; avevate ben presto lasciata la via che l'Eterno vi aveva ordinato di seguire. Dt. 9:16
- Poiché io avevo paura, a veder l'ira e il furore da cui l'Eterno era invaso contro di voi, al punto di volervi distruggere. Ma l'Eterno m'esaudì anche quella volta. Dt. 9:19
- Poi presi il corpo del vostro delitto, il vitello che avevate fatto, lo detti alle fiamme, lo feci a pezzi, frantumandolo finché fosse ridotto in polvere, e buttai quella polvere nel torrente che scende dal monte. Dt. 9:21
- E pregai l'Eterno e dissi: `O Signore, o Eterno, non distruggere il tuo popolo, la tua eredità, che hai redento nella tua grandezza, che hai tratto dall'Egitto con mano potente. Dt. 9:26
- affinché il paese donde ci hai tratti non dica: Siccome l'Eterno non era capace d'introdurli nella terra che aveva loro promessa, e siccome li odiava, li ha fatti uscir di qui per farli morire nel deserto. Dt. 9:28
- E nondimeno, essi sono il tuo popolo, la tua eredità, che tu traesti dall'Egitto con la tua gran potenza e col tuo braccio steso'. Dt. 9:29
- E l'Eterno scrisse su quelle due tavole ciò che era stato scritto la prima volta, cioè le dieci parole che l'Eterno avea pronunziate per voi sul monte, di mezzo al fuoco, il giorno della raunanza. E l'Eterno me le diede. Dt. 10:4
- Ed ora, Israele, che chiede da te l'Eterno, il tuo Dio, se non che tu tema l'Eterno, il tuo Dio, che tu cammini in tutte le sue vie, che tu l'ami e serva all'Eterno, ch'è il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua, Dt. 10:12
- che tu osservi per il tuo bene i comandamenti dell'Eterno e le sue leggi che oggi ti do? Dt. 10:13
- Circoncidete dunque il vostro cuore e non indurate più il vostro collo; Dt. 10:16
- poiché l'Eterno, il vostro Dio, è l'Iddio degli dèi, il Signor dei signori, l'Iddio grande, forte e tremendo, che non ha riguardi personali e non accetta presenti, Dt. 10:17
- Temi l'Eterno, il tuo Dio, a lui servi, tienti stretto a lui, e giura nel suo nome. Dt. 10:20
- Egli è l'oggetto delle tue lodi, egli è il tuo Dio, che ha fatto per te queste cose grandi e tremende che gli occhi tuoi hanno vedute. Dt. 10:21
- I tuoi padri scesero in Egitto in numero di settanta persone; e ora l'Eterno, il tuo Dio, ha fatto di te una moltitudine pari alle stelle de' cieli. Dt. 10:22
- Ama dunque l'Eterno, il tuo Dio, e osserva sempre quel che ti dice d'osservare, le sue leggi, le sue prescrizioni e i suoi comandamenti. Dt. 11:1
- E riconoscete oggi (poiché non parlo ai vostri figliuoli che non hanno conosciuto né hanno veduto le lezioni dell'Eterno, del vostro Dio), riconoscete la sua grandezza, la sua mano potente, il suo braccio steso, Dt. 11:2
- i suoi miracoli, le opere che fece in mezzo all'Egitto contro Faraone, re d'Egitto, e contro il suo paese; Dt. 11:3
- e affinché prolunghiate i vostri giorni sul suolo che l'Eterno giurò di dare ai vostri padri e alla loro progenie: terra ove scorre il latte e il miele. Dt. 11:9
- Poiché il paese del quale stai per entrare in possesso non è come il paese d'Egitto donde siete usciti, e nel quale gettavi la tua semenza e poi lo annaffiavi coi piedi, come si fa d'un orto; Dt. 11:10
- ma il paese di cui andate a prendere possesso è paese di monti e di valli, che beve l'acqua della pioggia che vien dal cielo: Dt. 11:11
- paese del quale l'Eterno, il tuo Dio, ha cura, e sul quale stanno del continuo gli occhi dell'Eterno, del tuo Dio, dal principio dell'anno sino alla fine. Dt. 11:12
- E se ubbidirete diligentemente ai miei comandamenti che oggi vi do, amando il vostro Dio, l'Eterno, e servendogli con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra, Dt. 11:13
- avverrà ch'io darò al vostro paese la pioggia a suo tempo: la pioggia d'autunno e di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo grano, il tuo vino e il tuo olio; Dt. 11:14
- e farò pure crescere dell'erba ne' tuoi campi per il tuo bestiame, e tu mangerai e sarai saziato. Dt. 11:15
- Vegliate su voi stessi onde il vostro cuore non sia sedotto e voi lasciate la retta via e serviate a dèi stranieri e vi prostriate dinanzi a loro, Dt. 11:16
- Poiché, se osservate diligentemente tutti questi comandamenti che vi do, e li mettete in pratica, amando l'Eterno, il vostro Dio, camminando in tutte le sue vie e tenendovi stretti a lui, Dt. 11:22
- Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, sarà vostro; i vostri confini si estenderanno dal deserto al Libano, dal fiume, il fiume Eufrate, al mare occidentale. Dt. 11:24
- Nessuno vi potrà stare a fronte; l'Eterno, il vostro Dio, come vi ha detto, spanderà la paura e il terrore di voi per tutto il paese dove camminerete. Dt. 11:25
- E quando l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà introdotto nel paese nel quale vai per prenderne possesso, tu pronunzierai la benedizione sul monte Gherizim, e la maledizione sul monte Ebal. Dt. 11:29
- Poiché voi state per passare il Giordano per andare a prender possesso del paese, che l'Eterno, l'Iddio vostro, vi dà; voi lo possederete e vi abiterete. Dt. 11:31
- Queste sono le leggi e le prescrizioni che avrete cura d'osservare nel paese che l'Eterno, l'Iddio de' tuoi padri, ti dà perché tu lo possegga, tutto il tempo che vivrete sulla terra. Dt. 12:1
- Demolirete i loro altari, spezzerete le loro statue, darete alle fiamme i loro idoli d'Astarte, abbatterete le immagini scolpite dei loro dèi, e farete sparire il loro nome da quei luoghi. Dt. 12:3
- ma lo cercherete nella sua dimora, nel luogo che l'Eterno, il vostro Dio, avrà scelto fra tutte le vostre tribù, per mettervi il suo nome; e quivi andrete; Dt. 12:5
- e quivi mangerete davanti all'Eterno, ch'è il vostro Dio, e vi rallegrerete, voi e le vostre famiglie, godendo di tutto ciò a cui avrete messo mano, e in cui l'Eterno, il vostro Dio, vi avrà benedetti. Dt. 12:7
- perché finora non siete giunti al riposo e all'eredità che l'Eterno, il vostro Dio, vi dà. Dt. 12:9
- Ma passerete il Giordano e abiterete il paese che l'Eterno, il vostro Dio, vi dà in eredità, e avrete requie da tutti i vostri nemici che vi circondano e sarete stanziati in sicurtà; Dt. 12:10
- e allora, recherete al luogo che l'Eterno, il vostro Dio, avrà scelto per dimora del suo nome, tutto quello che vi comando: i vostri olocausti e i vostri sacrifizi, le vostre decime, quel che le vostre mani avranno prelevato, e tutte le offerte scelte che avrete votate all'Eterno. Dt. 12:11
- E vi rallegrerete dinanzi all'Eterno, al vostro Dio, voi, i vostri figliuoli, le vostre figliuole, i vostri servi, le vostre serve e il Levita che sarà entro le vostre porte; poich'egli non ha né parte né possesso tra voi. Dt. 12:12
- ma non ne mangerete il sangue; lo spargerai per terra come acqua. Dt. 12:16
- tali cose mangerai dinanzi all'Eterno, ch'è il tuo Dio, nel luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto, tu, il tuo figliuolo, la tua figliuola, il tuo servo, la tua serva, e il Levita che sarà entro le tue porte; e ti rallegrerai dinanzi all'Eterno, ch'è il tuo Dio, d'ogni cosa a cui avrai messo mano. Dt. 12:18
- Guardati bene, tutto il tempo che vivrai nel tuo paese, dall'abbandonare il Levita. Dt. 12:19
- Quando l'Eterno, il tuo Dio, avrà ampliato i tuoi confini, come t'ha promesso, e tu, desiderando di mangiar della carne dirai: `Vorrei mangiar della carne', potrai mangiar della carne a tuo piacimento. Dt. 12:20
- Se il luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto per porvi il suo nome sarà lontano da te, potrai ammazzare del grosso e del minuto bestiame che l'Eterno t'avrà dato, come t'ho prescritto; e potrai mangiarne entro le tue porte a tuo piacimento. Dt. 12:21
- ma guardati assolutamente dal mangiarne il sangue, perché il sangue è la vita; e tu non mangerai la vita insieme con la carne. Dt. 12:23
- e offrirai i tuoi olocausti, la carne e il sangue, sull'altare dell'Eterno, ch'è il tuo Dio; e il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare dell'Eterno, del tuo Dio, e tu ne mangerai la carne. Dt. 12:27
- Osserva e ascolta tutte queste cose che ti comando, affinché sii sempre felice tu e i tuoi figliuoli dopo di te, quando avrai fatto ciò ch'è bene e retto agli occhi dell'Eterno, ch'è il tuo Dio. Dt. 12:28
- guardati bene dal cadere nel laccio, seguendo il loro esempio, dopo che saranno state distrutte davanti a te, e dall'informarti de' loro dèi, dicendo: `Queste nazioni come servivano esse ai loro dèi? Anch'io vo' fare lo stesso'. Dt. 12:30
- e il segno o il prodigio di cui t'avrà parlato succeda, ed egli ti dica: `Andiamo dietro a dèi stranieri (che tu non hai mai conosciuto) e ad essi serviamo', Dt. 13:2
- tu non darai retta alle parole di quel profeta o di quel sognatore; perché l'Eterno, il vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate l'Eterno, il vostro Dio, con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra. Dt. 13:3
- E quel profeta o quel sognatore sarà messo a morte, perché avrà predicato l'apostasia dall'Eterno, dal vostro Dio, che vi ha tratti dal paese d'Egitto e vi ha redenti dalla casa di schiavitù, per spingerti fuori della via per la quale l'Eterno, il tuo Dio, t'ha ordinato di camminare. Così toglierai il male di mezzo a te. Dt. 13:5
- Se il tuo fratello, figliuolo di tua madre, o il tuo figliuolo o la tua figliuola o la moglie che riposa sul tuo seno o l'amico che ti è come un altro te stesso t'inciterà in segreto, dicendo: `Andiamo, serviamo ad altri dèi': dèi che né tu né i tuoi padri avete mai conosciuti, Dt. 13:6
- anzi uccidilo senz'altro; la tua mano sia la prima a levarsi su lui, per metterlo a morte; poi venga la mano di tutto il popolo; Dt. 13:9
- Se sentirai dire di una delle tue città che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà per abitarle: Dt. 13:12
- tu farai delle ricerche, investigherai, interrogherai con cura; e, se troverai che sia vero, che il fatto sussiste e che una tale abominazione è stata realmente commessa in mezzo a te, Dt. 13:14
- allora metterai senz'altro a fil di spada gli abitanti di quella città, la voterai allo sterminio, con tutto quel che contiene, e passerai a fil di spada anche il suo bestiame. Dt. 13:15
- E radunerai tutto il bottino in mezzo alla piazza, e darai interamente alle fiamme la città con tutto il suo bottino, come sacrifizio arso interamente all'Eterno, ch'è il vostro Dio; essa sarà in perpetuo un mucchio di rovine, e non sarà mai più riedificata. Dt. 13:16
- quando tu obbedisca alla voce dell'Eterno, del tuo Dio, osservando tutti i suoi comandamenti che oggi ti do, e facendo ciò ch'è retto agli occhi dell'Eterno, ch'è il tuo Dio. Dt. 13:18
- Questi sono gli animali de' quali potrete mangiare: il bue, la pecora e la capra; Dt. 14:4
- il cervo, la gazzella, il daino, lo stambecco, l'antilope, il capriolo e il camoscio. Dt. 14:5
- Potrete mangiare d'ogni animale che ha l'unghia spartita, il piè forcuto, e che rumina. Dt. 14:6
- Ma non mangerete di quelli che ruminano soltanto, o che hanno soltanto l'unghia spartita o il piè forcuto; e sono: il cammello, la lepre, il coniglio, che ruminano ma non hanno l'unghia spartita; considerateli come impuri; Dt. 14:7
- e anche il porco, che ha l'unghia spartita ma non rumina; lo considererete come impuro. Non mangerete della loro carne, e non toccherete i loro corpi morti. Dt. 14:8
- il nibbio, il falco e ogni specie d'avvoltoio; Dt. 14:13
- lo struzzo, il barbagianni, il gabbiano e ogni specie di sparviere; Dt. 14:15
- il gufo, l'ibi, il cigno; Dt. 14:16
- il pellicano, il tùffolo, lo smergo; Dt. 14:17
- la cicogna, ogni specie di airone, l'upupa e il pipistrello. Dt. 14:18
- Non mangerete d'alcuna bestia morta da sé; la darai allo straniero che sarà entro le tue porte perché la mangi, o la venderai a qualche estraneo; poiché tu sei un popolo consacrato all'Eterno, ch'è il tuo Dio. Non farai cuocere il capretto nel latte di sua madre. Dt. 14:21
- Avrete cura di prelevare la decima da tutto quello che produrrà la tua semenza, da quello che ti frutterà il campo ogni anno. Dt. 14:22
- Ma se il cammino è troppo lungo per te, sì che tu non possa portar colà quelle decime, essendo il luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto per stabilirvi il suo nome troppo lontano da te (perché l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà benedetto), Dt. 14:24
- allora le convertirai in danaro, terrai stretto in mano questo danaro, andrai al luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto, Dt. 14:25
- e impiegherai quel danaro a comprarti tutto quello che il cuor tuo desidererà: buoi, pecore, vino, bevande alcooliche, o qualunque cosa possa più piacerti; e quivi mangerai nel cospetto dell'Eterno, del tuo Dio, e ti rallegrerai: tu con la tua famiglia. Dt. 14:26
- E il Levita che abita entro le tue porte, non lo abbandonerai, poiché non ha parte né eredità con te. Dt. 14:27
- e il Levita, che non ha parte né eredità con te, e lo straniero e l'orfano e la vedova che saranno entro le tue porte verranno, mangeranno e si sazieranno, affinché l'Eterno, il tuo Dio, ti benedica in ogni opera a cui porrai mano. Dt. 14:29
- Ed ecco il modo di questa remissione: Ogni creditore sospenderà il suo diritto relativamente al prestito fatto al suo prossimo; non esigerà il pagamento dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l'anno di remissione in onore dell'Eterno. Dt. 15:2
- Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto a ciò che il tuo fratello avrà del tuo, sospenderai il tuo diritto. Dt. 15:3
- Nondimeno, non vi sarà alcun bisognoso tra voi; poiché l'Eterno senza dubbio ti benedirà nel paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà in eredità, perché tu lo possegga, Dt. 15:4
- purché però tu ubbidisca diligentemente alla voce dell'Eterno, ch'è il tuo Dio, avendo cura di mettere in pratica tutti questi comandamenti, che oggi ti do. Dt. 15:5
- Il tuo Dio, l'Eterno, ti benedirà come t'ha promesso, e tu farai dei prestiti a molte nazioni, e non prenderai nulla in prestito; dominerai su molte nazioni, ed esse non domineranno su te. Dt. 15:6
- Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno de' tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l'Eterno, l'Iddio tuo, ti dà, non indurerai il cuor tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; Dt. 15:7
- Guardati dall'accogliere in cuor tuo un cattivo pensiero, che ti faccia dire: `Il settimo anno, l'anno di remissione, è vicino!', e ti spinga ad essere spietato verso il tuo fratello bisognoso, sì da non dargli nulla; poich'egli griderebbe contro di te all'Eterno, e ci sarebbe del peccato in te. Dt. 15:9
- Dagli liberalmente; e quando gli darai, non te ne dolga il cuore; perché, a motivo di questo, l'Eterno, l'Iddio tuo, ti benedirà in ogni opera tua e in ogni cosa a cui porrai mano. Dt. 15:10
- Se un tuo fratello ebreo o una sorella ebrea si vende a te, ti servirà sei anni; ma il settimo, lo manderai via da te libero. Dt. 15:12
- lo fornirai liberalmente di doni tratti dal tuo gregge, dalla tua aia e dal tuo strettoio; gli farai parte delle benedizioni che l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà largite; Dt. 15:14
- e ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese d'Egitto, e che l'Eterno, il tuo Dio, ti ha redento; perciò io ti do oggi questo comandamento. Dt. 15:15
- Non ti sia grave rimandarlo da te libero, poiché t'ha servito sei anni, e un mercenario ti sarebbe costato il doppio; e l'Eterno, il tuo Dio, ti benedirà in tutto ciò che farai. Dt. 15:18
- Consacrerai all'Eterno, il tuo Dio, ogni primogenito maschio che ti nascerà ne' tuoi armenti e ne' tuoi greggi. Non metterai al lavoro il primogenito della tua vacca, e non toserai il primogenito della tua pecora. Dt. 15:19
- Però, non ne mangerai il sangue; lo spargerai per terra come acqua. Dt. 15:23
- Osserva il mese di Abib e celebra la Pasqua in onore dell'Eterno, del tuo Dio; poiché, nel mese di Abib, l'Eterno, il tuo Dio, ti trasse dall'Egitto, durante la notte. Dt. 16:1
- Non mangerai con queste offerte pane lievitato; per sette giorni mangerai con esse pane azzimo, pane d'afflizione (poiché uscisti in fretta dal paese d'Egitto); affinché tu ti ricordi del giorno che uscisti dal paese d'Egitto, tutto il tempo della tua vita. Dt. 16:3
- Non potrai immolare la Pasqua in una qualunque delle città che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà; Dt. 16:5
- anzi, immolerai la Pasqua soltanto nel luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto per dimora del suo nome; la immolerai la sera, al tramontar del sole, nell'ora in cui uscisti dall'Egitto. Dt. 16:6
- Farai cuocere la vittima, e la mangerai nel luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto; e la mattina te ne potrai tornare e andartene alle tue tende. Dt. 16:7
- Per sei giorni mangerai pane senza lievito; e il settimo giorno vi sarà una solenne raunanza, in onore dell'Eterno, ch'è l'Iddio tuo; non farai lavoro di sorta. Dt. 16:8
- poi celebrerai la festa delle settimane in onore dell'Eterno, del tuo Dio, mediante offerte volontarie, che presenterai nella misura delle benedizioni che avrai ricevute dall'Eterno, ch'è il tuo Dio. Dt. 16:10
- E ti rallegrerai in presenza dell'Eterno, del tuo Dio, tu, il tuo figliuolo e la tua figliuola, il tuo servo e la tua serva, il Levita che sarà entro le tue porte, e lo straniero, l'orfano e la vedova che saranno in mezzo a te, nel luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto per dimora del suo nome. Dt. 16:11
- Celebrerai la festa delle Capanne per sette giorni, quando avrai raccolto il prodotto della tua aia e del tuo strettoio; Dt. 16:13
- e ti rallegrerai in questa tua festa, tu, il tuo figliuolo e la tua figliuola, il tuo servo e la tua serva, e il Levita, lo straniero, l'orfano e la vedova che saranno entro le tue porte. Dt. 16:14
- Celebrerai la festa per sette giorni in onore dell'Eterno, del tuo Dio, nel luogo che l'Eterno avrà scelto; poiché l'Eterno, il tuo Dio, ti benedirà in tutta la tua raccolta e in tutta l'opera delle tue mani, e tu ti darai interamente alla gioia. Dt. 16:15
- Stabilisciti de' giudici e dei magistrati in tutte le città che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà, tribù per tribù; ed essi giudicheranno il popolo con giusti giudizi. Dt. 16:18
- Non pervertirai il diritto, non avrai riguardi personali, e non accetterai donativi, perché il donativo acceca gli occhi de' savi e corrompe le parole de' giusti. Dt. 16:19
- La giustizia, solo la giustizia seguirai, affinché tu viva e possegga il paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà. Dt. 16:20
- Non pianterai alcun idolo d'Astarte, di qualsivoglia specie di legno, allato all'altare che edificherai all'Eterno, ch'è il tuo Dio; Dt. 16:21
- e non erigerai alcuna statua: cosa, che l'Eterno, il tuo Dio, odia. Dt. 16:22
- Non immolerai all'Eterno, al tuo Dio, bue o pecora che abbia qualche difetto o qualche deformità, perché sarebbe cosa abominevole per l'Eterno, ch'è il tuo Dio. Dt. 17:1
- Se si troverà nel tuo mezzo, in una delle città che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà, un uomo o una donna che faccia ciò che è male agli occhi dell'Eterno, del tuo Dio, trasgredendo il suo patto, Dt. 17:2
- quando ciò ti sia riferito e tu l'abbia saputo, informatene diligentemente; e se è vero, se il fatto sussiste, se una tale abominazione è stata realmente commessa in Israele, Dt. 17:4
- La mano dei testimoni sarà la prima a levarsi contro di lui per farlo morire; poi, la mano di tutto il popolo; così torrai il male di mezzo a te. Dt. 17:7
- Quando il giudizio d'una causa sarà troppo difficile per te, sia che si tratti d'un omicidio o d'una contestazione o d'un ferimento, di materie da processo entro le tue porte, ti leverai e salirai al luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto; Dt. 17:8
- andrai dai sacerdoti levitici e dal giudice in carica a quel tempo; li consulterai, ed essi ti faranno conoscere ciò che dice il diritto; Dt. 17:9
- E l'uomo che avrà la presunzione di non dare ascolto al sacerdote che sta là per servire l'Eterno, il tuo Dio, o al giudice, quell'uomo morrà; così torrai via il male da Israele; Dt. 17:12
- e tutto il popolo udrà la cosa, temerà, e non agirà più con presunzione. Dt. 17:13
- Quando sarai entrato nel paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà e ne avrai preso possesso e l'abiterai, se dici: `Voglio costituire su di me un re come tutte le nazioni che mi circondano', Dt. 17:14
- dovrai costituire su di te come re colui che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto. Costituirai su di te come re uno de' tuoi fratelli; non potrai costituire su di te uno straniero che non sia tuo fratello. Dt. 17:15
- Però, non abbia egli gran numero di cavalli, e non riconduca il popolo in Egitto per procurarsi gran numero di cavalli, poiché l'Eterno vi ha detto: `Non rifarete mai più quella via'. Dt. 17:16
- E neppure abbia gran numero di mogli, affinché il suo cuore non si svii; e neppure abbia gran quantità d'argento e d'oro. Dt. 17:17
- E terrà il libro presso di sé, e vi leggerà dentro tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere l'Eterno, il suo Dio, a mettere diligentemente in pratica tutte le parole di questa legge e tutte queste prescrizioni, Dt. 17:19
- affinché il cuor suo non si elevi al disopra de' suoi fratelli, ed egli non devii da questi comandamenti né a destra né a sinistra, e prolunghi così i suoi giorni nel suo regno, egli coi suoi figliuoli, in mezzo ad Israele. Dt. 17:20
- I sacerdoti levitici, tutta quanta la tribù di Levi, non avranno parte né eredità con Israele; vivranno dei sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno, e della eredità di lui. Dt. 18:1
- Or questo sarà il diritto de' sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come sacrifizio sia un bue sia una pecora: essi daranno al sacerdote la spalla, le mascelle e il ventricolo. Dt. 18:3
- poiché l'Eterno, il tuo Dio, l'ha scelto fra tutte le tue tribù, perché si presentino a fare il servizio nel nome dell'Eterno, egli e i suoi figliuoli, in perpetuo. Dt. 18:5
- E quando un Levita, partendo da una qualunque delle città dove soggiorna in Israele, verrà, seguendo il pieno desiderio del suo cuore, al luogo che l'Eterno avrà scelto, Dt. 18:6
- e farà il servizio nel nome dell'Eterno, del tuo Dio, come tutti i suoi fratelli Leviti che stanno quivi davanti all'Eterno, Dt. 18:7
- egli riceverà, per il suo mantenimento, una parte uguale a quella degli altri, oltre quello che gli può venire dalla vendita del suo patrimonio. Dt. 18:8
- Non si trovi in mezzo a te chi faccia passare il suo figliuolo o la sua figliuola per il fuoco, né chi eserciti la divinazione, né pronosticatore, né augure, né mago, Dt. 18:10
- perché chiunque fa queste cose è in abominio all'Eterno; e, a motivo di queste abominazioni, l'Eterno, il tuo Dio, sta per cacciare quelle nazioni d'innanzi a te. Dt. 18:12
- poiché quelle nazioni, del cui paese tu vai ad impossessarti, danno ascolto ai pronosticatori e agl'indovini; ma, quanto a te, l'Eterno, il tuo Dio, ha disposto altrimenti. Dt. 18:14
- L'Eterno, il tuo Dio, ti susciterà un profeta come me, in mezzo a te, d'infra i tuoi fratelli; a quello darete ascolto! Dt. 18:15
- Avrai così per l'appunto quello che chiedesti all'Eterno, al tuo Dio, in Horeb, il giorno della raunanza, quando dicesti: `Ch'io non oda più la voce dell'Eterno, dell'Iddio mio, e non vegga più questo gran fuoco, ond'io non muoia'. Dt. 18:16
- Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome qualcosa ch'io non gli abbia comandato di dire o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta sarà punito di morte'. Dt. 18:20
- Quando il profeta parlerà in nome dell'Eterno, e la cosa non succede e non si avvera, quella sarà una parola che l'Eterno non ha detta; il profeta l'ha detta per presunzione; tu non lo temere. Dt. 18:22
- Quando l'Eterno, il tuo Dio, avrà sterminato le nazioni delle quali l'Eterno, il tuo Dio, ti dà il paese, e tu succederai a loro e abiterai nelle loro città e nelle loro case, Dt. 19:1
- ti metterai da parte tre città, in mezzo al paese, del quale l'Eterno, il tuo Dio, ti dà il possesso. Dt. 19:2
- Preparerai delle strade, e dividerai in tre parti il territorio del paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità, affinché qualsivoglia omicida si possa rifugiare in quelle città. Dt. 19:3
- Ed ecco in qual caso l'omicida che vi si rifugerà avrà salva la vita: chiunque avrà ucciso il suo prossimo involontariamente, senza che l'abbia odiato prima, Dt. 19:4
- - come se uno, ad esempio, va al bosco col suo compagno a tagliar delle legna e, mentre la mano avventa la scure per abbatter l'albero, il ferro gli sfugge dal manico e colpisce il compagno sì ch'egli ne muoia, - quel tale si rifugerà in una di queste città ed avrà salva la vita; Dt. 19:5
- altrimenti, il vindice del sangue, mentre l'ira gli arde in cuore, potrebbe inseguire l'omicida e, quando sia lungo il cammino da fare, raggiungerlo e colpirlo a morte, mentre non era degno di morte, in quanto che non aveva prima odiato il compagno. Dt. 19:6
- E se l'Eterno, il tuo Dio, allarga i tuoi confini, come giurò ai tuoi padri di fare, e ti dà tutto il paese che promise di dare ai tuoi padri, Dt. 19:8
- qualora tu abbia cura d'osservare tutti questi comandamenti che oggi ti do, amando l'Eterno, il tuo Dio, e camminando sempre nelle sue vie, aggiungerai tre altre città a quelle prime tre, Dt. 19:9
- affinché non si sparga sangue innocente in mezzo al paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà in eredità, e tu non ti renda colpevole di omicidio. Dt. 19:10
- Ma se un uomo odia il suo prossimo, gli tende insidie, l'assale, lo percuote in modo da cagionargli la morte, e poi si rifugia in una di quelle città, Dt. 19:11
- L'occhio tuo non ne avrà pietà; torrai via da Israele il sangue innocente, e così sarai felice. Dt. 19:13
- Non sposterai i termini del tuo prossimo, posti dai tuoi antenati, nell'eredità che avrai nel paese di cui l'Eterno, il tuo Dio, ti dà il possesso. Dt. 19:14
- Un solo testimone non sarà sufficiente contro ad alcuno, qualunque sia il delitto o il peccato che questi abbia commesso; il fatto sarà stabilito sulla deposizione di due o di tre testimoni. Dt. 19:15
- I giudici faranno una diligente inchiesta; e se quel testimonio risulta un testimonio falso, che ha deposto il falso contro il suo fratello, Dt. 19:18
- farete a lui quello ch'egli avea intenzione di fare al suo fratello. Così torrai via il male di mezzo a te. Dt. 19:19
- Quando andrai alla guerra contro i tuoi nemici e vedrai cavalli e carri e gente in maggior numero di te, non li temere, perché l'Eterno, il tuo Dio, che ti fece salire dal paese d'Egitto, è teco. Dt. 20:1
- E quando sarete sul punto di dar battaglia, il sacerdote si farà avanti, parlerà al popolo Dt. 20:2
- e gli dirà: `Ascolta, Israele! Voi state oggi per impegnar battaglia coi vostri nemici; il vostro cuore non venga meno; non temete, non vi smarrite e non vi spaventate dinanzi a loro, Dt. 20:3
- perché l'Eterno, il vostro Dio, è colui che marcia con voi per combattere per voi contro i vostri nemici, e per salvarvi'. Dt. 20:4
- C'è qualcuno che abbia piantato una vigna e non ne abbia ancora goduto il frutto? Vada, torni a casa sua, onde non abbia a morire in battaglia, e un altro ne goda il frutto. Dt. 20:6
- E gli ufficiali parleranno ancora al popolo, dicendo: `C'è qualcuno che abbia paura e senta venirgli meno il cuore? Vada, torni a casa sua, onde il cuore de' suoi fratelli non abbia ad avvilirsi come il suo'. Dt. 20:8
- E se acconsente alla pace e t'apre le sue porte, tutto il popolo che vi si troverà ti sarà tributario e soggetto. Dt. 20:11
- e quando l'Eterno, il tuo Dio, te l'avrà data nelle mani, ne metterai a fil di spada tutti i maschi; Dt. 20:13
- ma le donne, i bambini, il bestiame e tutto ciò che sarà nella città, tutto quanto il suo bottino, te li prenderai come tua preda; e mangerai il bottino de' tuoi nemici, che l'Eterno, l'Iddio tuo, t'avrà dato. Dt. 20:14
- Ma nelle città di questi popoli che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri; Dt. 20:16
- ma voterai a completo sterminio gli Hittei, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei, come l'Eterno, il tuo Dio, ti ha comandato di fare; Dt. 20:17
- affinché essi non v'insegnino a imitare tutte le abominazioni che fanno per i loro dèi, e voi non pecchiate contro l'Eterno, ch'è il vostro Dio. Dt. 20:18
- Quando cingerai d'assedio una città per lungo tempo, attaccandola per prenderla, non ne distruggerai gli alberi a colpi di scure; ne mangerai il frutto, ma non li abbatterai; poiché l'albero della campagna è forse un uomo che tu l'abbia ad includere nell'assedio? Dt. 20:19
- Quando nella terra di cui l'Eterno, il tuo Dio, ti dà il possesso si troverà un uomo ucciso, disteso in un campo, senza che sappiasi chi l'abbia ucciso, Dt. 21:1
- Poi gli anziani della città più vicina all'ucciso prenderanno una giovenca, che non abbia ancora lavorato né portato il giogo; Dt. 21:3
- e gli anziani di quella città faranno scendere la giovenca presso un torrente perenne in luogo dove non si lavora e non si semina, e quivi troncheranno il collo alla giovenca nel torrente. Dt. 21:4
- E i sacerdoti figliuoli di Levi, si avvicineranno, poiché l'Eterno, il tuo Dio, li ha scelti per servirlo e per dare la benedizione nel nome dell'Eterno, e la loro parola ha da decidere ogni controversia e ogni caso di lesione. Dt. 21:5
- Allora tutti gli anziani di quella città che sono i più vicini all'ucciso, si laveranno le mani sulla giovenca a cui si sarà troncato il collo nel torrente; Dt. 21:6
- O Eterno, perdona al tuo popolo Israele che tu hai riscattato, e non far responsabile il tuo popolo Israele del sangue innocente'. E quel sangue sparso sarà loro perdonato. Dt. 21:8
- Così tu torrai via di mezzo a te il sangue innocente, perché avrai fatto ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno. Dt. 21:9
- Quando andrai alla guerra contro i tuoi nemici e l'Eterno, il tuo Dio, te li avrà dati nelle mani e tu avrai fatto de' prigionieri, Dt. 21:10
- ella si raderà il capo, si taglierà le unghie, Dt. 21:12
- si leverà il vestito che portava quando fu presa, dimorerà in casa tua, e piangerà suo padre e sua madre per un mese intero; poi entrerai da lei, e tu sarai suo marito, ed ella tua moglie. Dt. 21:13
- Quand'un uomo avrà due mogli, l'una amata e l'altra odiata, e tanto l'amata quanto l'odiata gli avrà dato de' figliuoli, se il primogenito è figliuolo dell'odiata, Dt. 21:15
- nel giorno ch'ei dividerà tra i suoi figliuoli i beni che possiede, non potrà far primogenito il figliuolo dell'amata, anteponendolo al figliuolo della odiata, che è il primogenito; Dt. 21:16
- ma riconoscerà come primogenito il figliuolo dell'odiata, dandogli una parte doppia di tutto quello che possiede; poich'egli è la primizia del suo vigore, e a lui appartiene il diritto di primogenitura. Dt. 21:17
- e tutti gli uomini della sua città lo lapideranno, sì che muoia; così toglierai via di mezzo a te il male, e tutto Israele lo saprà e temerà. Dt. 21:21
- il suo cadavere non dovrà rimanere tutta la notte sull'albero, ma lo seppellirai senza fallo lo stesso giorno; perché l'appiccato è maledetto da Dio, e tu non contaminerai la terra che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità. Dt. 21:23
- Se vedi smarriti il bue o la pecora del tuo fratello, tu non farai vista di non averli scorti, ma avrai cura di ricondurli al tuo fratello. Dt. 22:1
- E se il tuo fratello non abita vicino a te e non lo conosci, raccoglierai l'animale in casa tua, e rimarrà da te finché il tuo fratello non ne faccia ricerca; e allora glielo renderai. Dt. 22:2
- Lo stesso farai del suo asino, lo stesso della sua veste, lo stesso di qualunque altro oggetto che il tuo fratello abbia perduto e che tu trovi; tu non farai vista di non averli scorti. Dt. 22:3
- Se vedi l'asino del tuo fratello o il suo bue caduto nella strada, tu non farai vista di non averli scorti, ma dovrai aiutare il tuo fratello a rizzarlo. Dt. 22:4
- La donna non si vestirà da uomo, né l'uomo si vestirà da donna; poiché chiunque fa tali cose è in abominio all'Eterno, il tuo Dio. Dt. 22:5
- Non seminerai nella tua vigna semi di specie diverse; perché altrimenti il prodotto di ciò che avrai seminato e la rendita della vigna saranno cosa consacrata. Dt. 22:9
- il padre e la madre della giovane prenderanno i segni della verginità della giovane e li produrranno dinanzi agli anziani della città, alla porta; Dt. 22:15
- e il padre della giovane dirà agli anziani: `Io ho dato la mia figliuola per moglie a quest'uomo; egli l'ha presa in odio, Dt. 22:16
- ed ecco che l'accusa di cose infami, dicendo: Non ho trovata vergine la tua figliuola; or ecco qua i segni della verginità della mia figliuola'. E spiegheranno il lenzuolo davanti agli anziani della città. Dt. 22:17
- Allora gli anziani di quella città prenderanno il marito e lo castigheranno; Dt. 22:18
- e siccome ha diffamato una vergine d'Israele, lo condanneranno a un'ammenda di cento sicli d'argento, che daranno al padre della giovane. Ella rimarrà sua moglie ed egli non potrà mandarla via per tutto il tempo della sua vita. Dt. 22:19
- allora si farà uscire quella giovane all'ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà, sì ch'ella muoia, perché ha commesso un atto infame in Israele, prostituendosi in casa di suo padre. Così torrai via il male di mezzo a te. Dt. 22:21
- Quando si troverà un uomo a giacere con una donna maritata, ambedue morranno: l'uomo che s'è giaciuto con la donna, e la donna. Così torrai via il male di mezzo ad Israele. Dt. 22:22
- condurrete ambedue alla porta di quella città, e li lapiderete sì che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città, non ha gridato; e l'uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così torrai via il male di mezzo a te. Dt. 22:24
- ma non farai niente alla fanciulla; nella fanciulla non c'è colpa degna di morte; si tratta d'un caso come quello d'un uomo che si levi contro il suo prossimo, e l'uccida; Dt. 22:26
- l'uomo che s'è giaciuto con lei darà al padre della fanciulla cinquanta sicli d'argento, ed ella sarà sua moglie, perché l'ha disonorata; e non potrà mandarla via per tutto il tempo della sua vita. Dt. 22:29
- Nessuno prenderà la moglie di suo padre né solleverà il lembo della coperta di suo padre. Dt. 22:30
- Il bastardo non entrerà nella raunanza dell'Eterno; nessuno de' suoi, neppure alla decima generazione, entrerà nella raunanza dell'Eterno. Dt. 23:2
- L'Ammonita e il Moabita non entreranno nella raunanza dell'Eterno; nessuno dei loro discendenti, neppure alla decima generazione, entrerà nella raunanza dell'Eterno; Dt. 23:3
- Ma l'Eterno, il tuo Dio, non volle ascoltar Balaam; ma l'Eterno, il tuo Dio, mutò per te la maledizione in benedizione, perché l'Eterno, il tuo Dio, ti ama. Dt. 23:5
- sulla sera si laverà con acqua, e dopo il tramonto del sole potrà rientrare nel campo. Dt. 23:11
- Poiché l'Eterno, il tuo Dio, cammina in mezzo al tuo campo per liberarti e per darti nelle mani i tuoi nemici; perciò il tuo campo dovrà esser santo; affinché l'Eterno non abbia a vedere in mezzo a te alcuna bruttura e a ritrarsi da te. Dt. 23:14
- Non porterai nella casa dell'Eterno, del tuo Dio, la mercede d'una meretrice né il prezzo della vendita d'un cane, per sciogliere qualsivoglia voto; poiché ambedue son cose abominevoli per l'Eterno, ch'è il tuo Dio. Dt. 23:18
- Allo straniero potrai prestare a interesse, ma non al tuo fratello; affinché l'Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutto ciò a cui porrai mano, nel paese dove stai per entrare per prenderne possesso. Dt. 23:20
- Quando avrai fatto un voto all'Eterno, al tuo Dio, non tarderai ad adempirlo; poiché l'Eterno, il tuo Dio, te ne domanderebbe certamente conto, e tu saresti colpevole; Dt. 23:21
- Mantieni e compi la parola uscita dalle tue labbra; fa' secondo il voto che avrai fatto volontariamente all'Eterno, al tuo Dio, e che la tua bocca avrà pronunziato. Dt. 23:23
- il primo marito che l'avea mandata via non potrà riprenderla per moglie, dopo ch'ella è stata contaminata; poiché sarebbe un'abominazione agli occhi dell'Eterno; e tu non macchierai di peccato il paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità. Dt. 24:4
- Quando si troverà un uomo che abbia rubato qualcuno dei suoi fratelli di tra i figliuoli d'Israele, ne abbia fatto un suo schiavo e l'abbia venduto, quel ladro sarà messo a morte; così torrai via il male di mezzo a te. Dt. 24:7
- Ricordati di quello che l'Eterno, il tuo Dio, fece a Maria, durante il viaggio, dopo che foste usciti dall'Egitto. Dt. 24:9
- Quando presterai qualsivoglia cosa al tuo prossimo, non entrerai in casa sua per prendere il suo pegno; Dt. 24:10
- te ne starai di fuori, e l'uomo a cui avrai fatto il prestito, ti porterà il pegno fuori. Dt. 24:11
- E se quell'uomo è povero, non ti coricherai, avendo ancora il suo pegno. Dt. 24:12
- Non mancherai di restituirgli il pegno, al tramonto del sole, affinché egli possa dormire nel suo mantello, e benedirti; e questo ti sarà contato come un atto di giustizia agli occhi dell'Eterno, ch'è il tuo Dio. Dt. 24:13
- Non defrauderai il mercenario povero e bisognoso, sia egli uno de' tuoi fratelli o uno degli stranieri che stanno nel tuo paese, entro le tue porte; Dt. 24:14
- gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole; poich'egli è povero, e l'aspetta con impazienza; così egli non griderà contro di te all'Eterno, e tu non commetterai un peccato. Dt. 24:15
- Non si metteranno a morte i padri per i figliuoli, né si metteranno a morte i figliuoli per i padri; ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato. Dt. 24:16
- Non conculcherai il diritto dello straniero o dell'orfano, e non prenderai in pegno la veste della vedova; Dt. 24:17
- Allorché, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche manipolo, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per lo straniero, per l'orfano e per la vedova, affinché l'Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutta l'opera delle tue mani. Dt. 24:19
- Quando sorgerà una lite fra alcuni, e verranno in giudizio, i giudici che li giudicheranno assolveranno l'innocente e condanneranno il colpevole. Dt. 25:1
- E se il colpevole avrà meritato d'esser battuto, il giudice lo farà distendere per terra e battere in sua presenza, con un numero di colpi proporzionato alla gravità della sua colpa. Dt. 25:2
- Gli farà dare non più di quaranta colpi, per tema che il tuo fratello resti avvilito agli occhi tuoi, qualora si oltrepassasse di molto questo numero di colpi. Dt. 25:3
- Non metterai la musoliera al bue che trebbia il grano. Dt. 25:4
- Quando de' fratelli staranno assieme, e l'un d'essi morrà senza lasciar figliuoli, la moglie del defunto non si mariterà fuori, con uno straniero; il suo cognato verrà da lei e se la prenderà per moglie, compiendo così verso di lei il suo dovere di cognato; Dt. 25:5
- e il primogenito ch'ella partorirà, succederà al fratello defunto e ne porterà il nome, affinché questo nome non sia estinto in Israele. Dt. 25:6
- E se a quell'uomo non piaccia di prender la sua cognata, la cognata salirà alla porta dagli anziani, e dirà: `Il mio cognato rifiuta di far rivivere in Israele il nome del suo fratello; ei non vuol compiere verso di me il suo dovere di cognato'. Dt. 25:7
- allora la sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli leverà il calzare dal piede, gli sputerà in faccia, e dirà: `Così sarà fatto all'uomo che non vuol edificare la casa del suo fratello'. Dt. 25:9
- Ricordati di ciò che ti fece Amalek, durante il viaggio, quando usciste dall'Egitto: Dt. 25:17
- Quando dunque l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà dato requie, liberandoti da tutti i tuoi nemici all'intorno nel paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità perché tu lo possegga, cancellerai la memoria di Amalek di sotto al cielo: non te ne scordare! Dt. 25:19
- Or quando sarai entrato nel paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità, e lo possederai e ti ci sarai stanziato, Dt. 26:1
- prenderai delle primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nel paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà, le metterai in un paniere, e andrai al luogo che l'Eterno, l'Iddio tuo, avrà scelto per dimora del suo nome. Dt. 26:2
- Il sacerdote prenderà il paniere dalle tue mani, e lo deporrà davanti all'altare dell'Eterno, del tuo Dio, Dt. 26:4
- e tu pronunzierai queste parole davanti all'Eterno, ch'è il tuo Dio: `Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come straniero con poca gente, e vi diventò una nazione grande, potente e numerosa. Dt. 26:5
- Allora gridammo all'Eterno, all'Iddio de' nostri padri, e l'Eterno udì la nostra voce, vide la nostra umiliazione, il nostro travaglio e la nostra oppressione, Dt. 26:7
- e ci ha condotti in questo luogo e ci ha dato questo paese, paese ove scorre il latte e il miele. Dt. 26:9
- e ti rallegrerai, tu col Levita e con lo straniero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che l'Eterno, il tuo Dio, avrà dato a te e alla tua casa. Dt. 26:11
- Quando avrai finito di prelevare tutte le decime delle tue entrate, il terzo anno, l'anno delle decime, e le avrai date al Levita, allo straniero, all'orfano e alla vedova perché ne mangino entro le tue porte e siano saziati, Dt. 26:12
- Non ho mangiato cose consacrate, durante il mio lutto; non ne ho tolto nulla quand'ero impuro, e non ne ho dato nulla in occasione di qualche morto; ho ubbidito alla voce dell'Eterno, dell'Iddio mio, ho fatto interamente come tu m'hai comandato. Dt. 26:14
- Volgi a noi lo sguardo dalla dimora della tua santità, dal cielo, e benedici il tuo popolo d'Israele e la terra che ci hai dato, come giurasti ai nostri padri, terra ove scorre il latte e il miele'. Dt. 26:15
- Oggi, l'Eterno, il tuo Dio, ti comanda di mettere in pratica queste leggi e queste prescrizioni; osservale dunque, mettile in pratica con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua. Dt. 26:16
- Tu hai fatto dichiarare oggi all'Eterno ch'egli sarà il tuo Dio, purché tu cammini nelle sue vie e osservi le sue leggi, i suoi comandamenti, le sue prescrizioni, e tu ubbidisca alla sua voce. Dt. 26:17
- E quando avrete passato il Giordano per entrare nel paese che l'Eterno, l'Iddio vostro, vi dà, rizzerai delle grandi pietre, e le intonacherai di calcina. Dt. 27:2
- Poi vi scriverai sopra tutte le parole di questa legge, quand'avrai passato il Giordano per entrare nel paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà: paese ove scorre il latte e il miele, come l'Eterno, l'Iddio de' tuoi padri, ti ha detto. Dt. 27:3
- Quando dunque avrete passato il Giordano, rizzerete sul monte Ebal queste pietre, come oggi vi comando, e le intonacherete di calcina. Dt. 27:4
- Quivi edificherai pure un altare all'Eterno, ch'è il tuo Dio: un altare di pietre, sulle quali non passerai ferro. Dt. 27:5
- E Mosè e i sacerdoti levitici parlarono a tutto Israele, dicendo: `Fa' silenzio e ascolta, o Israele! Oggi sei divenuto il popolo dell'Eterno, del tuo Dio. Dt. 27:9
- `Quando avrete passato il Giordano, ecco quelli che staranno sul monte Gherizim per benedire il popolo: Simeone, Levi, Giuda, Issacar, Giuseppe e Beniamino; Dt. 27:12
- Maledetto l'uomo che fa un'immagine scolpita o di getto, cosa abominevole per l'Eterno, opera di mano d'artefice, e la pone in luogo occulto! E tutto il popolo risponderà e dirà: Amen. Dt. 27:15
- Maledetto chi sprezza suo padre o sua madre! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:16
- Maledetto chi sposta i termini del suo prossimo! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:17
- Maledetto chi fa smarrire al cieco il suo cammino! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:18
- Maledetto chi conculca il diritto dello straniero, dell'orfano e della vedova! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:19
- Maledetto chi giace con la moglie di suo padre, perché ha sollevato il lembo della coperta di suo padre! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:20
- Maledetto chi giace con qualsivoglia bestia! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:21
- Maledetto chi giace con la propria sorella, figliuola di suo padre o figliuola di sua madre! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:22
- Maledetto chi giace con la sua suocera! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:23
- Maledetto chi uccide il suo prossimo in occulto! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:24
- Maledetto chi accetta un donativo per condannare a morte un innocente! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:25
- Maledetto chi non si attiene alle parole di questa legge, per metterle in pratica! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:26
- Ora, se tu ubbidisci diligentemente alla voce dell'Eterno, del tuo Dio, avendo cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti che oggi ti do, avverrà che l'Eterno, il tuo Dio, ti renderà eccelso sopra tutte le nazioni della terra; Dt. 28:1
- Benedetto sarà il frutto delle tue viscere, il frutto del tuo suolo e il frutto del tuo bestiame; benedetti i parti delle tue vacche e delle tue pecore. Dt. 28:4
- Benedetti saranno il tuo paniere e la tua madia. Dt. 28:5
- L'Eterno ordinerà alla benedizione d'esser teco ne' tuoi granai e in tutto ciò a cui metterai mano; e ti benedirà nel paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà. Dt. 28:8
- L'Eterno ti stabilirà perché tu gli sia un popolo santo, come t'ha giurato, se osserverai i comandamenti dell'Eterno, ch'è il tuo Dio, e se camminerai nelle sue vie; Dt. 28:9
- e tutti i popoli della terra vedranno che tu porti il nome dell'Eterno, e ti temeranno. Dt. 28:10
- L'Eterno, il tuo Dio, ti colmerà di beni, moltiplicando il frutto delle tue viscere, il frutto del tuo bestiame e il frutto del tuo suolo, nel paese che l'Eterno giurò ai tuoi padri di darti. Dt. 28:11
- L'Eterno aprirà per te il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo, e per benedire tutta l'opera delle tue mani, e tu presterai a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito. Dt. 28:12
- Maledetti saranno il tuo paniere e la tua madia. Dt. 28:17
- Maledetto sarà il frutto delle tue viscere, il frutto del tuo suolo; maledetti i parti delle tue vacche e delle tue pecore. Dt. 28:18
- Il tuo cielo sarà di rame sopra il tuo capo, e la terra sotto di te sarà di ferro. Dt. 28:23
- e andrai brancolando in pien mezzodì, come il cieco brancola nel buio; non prospererai nelle tue vie, sarai del continuo oppresso e spogliato, e non vi sarà alcuno che ti soccorra. Dt. 28:29
- Ti fidanzerai con una donna, e un altro si giacerà con lei; edificherai una casa, ma non vi abiterai; pianterai una vigna, e non ne godrai il frutto. Dt. 28:30
- Il tuo bue sarà ammazzato sotto i tuoi occhi, e tu non ne mangerai; il tuo asino sarà portato via in tua presenza, e non ti sarà reso; le tue pecore saranno date ai tuoi nemici, e non vi sarà chi ti soccorra. Dt. 28:31
- Un popolo, che tu non avrai conosciuto, mangerà il frutto della tua terra e di tutta la tua fatica, e sarai del continuo oppresso e schiacciato. Dt. 28:33
- L'Eterno farà andare te e il tuo re che avrai costituito sopra di te, verso una nazione che né tu né i padri tuoi avrete conosciuta; e quivi servirai a dèi stranieri, al legno e alla pietra; Dt. 28:36
- e diverrai lo stupore, il proverbio e la favola di tutti i popoli fra i quali l'Eterno t'avrà condotto. Dt. 28:37
- Pianterai vigne, le coltiverai, ma non berrai vino né coglierai uva, perché il verme le roderà. Dt. 28:39
- Avrai degli ulivi in tutto il tuo territorio ma non t'ungerai d'olio, perché i tuoi ulivi perderanno il loro frutto. Dt. 28:40
- Tutti i tuoi alberi e il frutto del tuo suolo saran preda alla locusta. Dt. 28:42
- che mangerà il frutto del tuo bestiame e il frutto del tuo suolo, finché tu sia distrutto, e non ti lascerà di resto né frumento, né mosto, né olio, né parti delle tue vacche e delle tue pecore, finché t'abbia fatto perire. Dt. 28:51
- E t'assedierà in tutte le tue città, finché in tutto il tuo paese cadano le alte e forti mura nelle quali avrai riposto la tua fiducia. Essa ti assedierà in tutte le tue città, in tutto il paese che l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà dato. Dt. 28:52
- E durante l'assedio e nella distretta alla quale ti ridurrà il tuo nemico, mangerai il frutto delle tue viscere, le carni de' tuoi figliuoli e delle tue figliuole, che l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà dati. Dt. 28:53
- L'uomo più delicato e più molle tra voi guarderà di mal occhio il suo fratello, la donna che riposa sul suo seno, i figliuoli che ancora gli rimangono, Dt. 28:54
- La donna più delicata e più molle tra voi, che per mollezza e delicatezza non si sarebbe attentata a posare la pianta del piede in terra, guarderà di mal occhio il marito che le riposa sul seno, il suo figliuolo e la sua figliuola, Dt. 28:56
- E voi rimarrete poca gente, dopo essere stati numerosi come le stelle del cielo, perché non avrai ubbidito alla voce dell'Eterno, ch'è il tuo Dio. Dt. 28:62
- La mattina dirai: `Fosse pur sera!' e la sera dirai: `Fosse pur mattina!' a motivo dello spavento ond'avrai pieno il cuore, e a motivo delle cose che vedrai cogli occhi tuoi. Dt. 28:67
- E l'Eterno ti farà tornare in Egitto su delle navi, per la via della quale t'avevo detto: `Non la rivedrai mai più!' E là sarete offerti in vendita ai vostri nemici come schiavi e come schiave, e mancherà il compratore! Dt. 28:68
- Queste sono le parole del patto che l'Eterno comandò a Mosè di stabilire coi figliuoli d'Israele nel paese di Moab, oltre il patto che avea stabilito con essi a Horeb. Dt. 29:1
- Mosè convocò dunque tutto Israele, e disse loro: Voi avete veduto tutto quello che l'Eterno ha fatto sotto gli occhi vostri, nel paese d'Egitto, a Faraone, a tutti i suoi servitori e a tutto il suo paese; Dt. 29:2
- Non avete mangiato pane, non avete bevuto vino né bevanda alcoolica, affinché conosceste che io sono l'Eterno, il vostro Dio. Dt. 29:6
- abbiam preso il loro paese, e l'abbiam dato come proprietà ai Rubeniti, ai Gaditi e alla mezza tribù di Manasse. Dt. 29:8
- per entrare nel patto dell'Eterno, ch'è il tuo Dio: patto fermato con giuramento, e che l'Eterno, il tuo Dio, fa oggi con te, Dt. 29:12
- Non siavi tra voi uomo o donna o famiglia o tribù che volga oggi il cuore lungi dall'Eterno, ch'è il nostro Dio, per andare a servire agli dèi di quelle nazioni; non siavi tra voi radice alcuna che produca veleno e assenzio; Dt. 29:18
- L'Eterno non vorrà perdonargli; ma in tal caso l'ira dell'Eterno e la sua gelosia s'infiammeranno contro quell'uomo, tutte le maledizioni scritte in questo libro si poseranno su lui, e l'Eterno cancellerà il nome di lui di sotto al cielo; Dt. 29:20
- e che tutto il suo suolo sarà zolfo, sale, arsura, e non vi sarà più sementa, né prodotto, né erba di sorta che vi cresca, come dopo la ruina di Sodoma, di Gomorra, di Adma e di Tseboim che l'Eterno distrusse nella sua ira e nel suo furore, diranno: Dt. 29:23
- E si risponderà: `Perché hanno abbandonato il patto dell'Eterno, dell'Iddio dei loro padri: il patto ch'egli fermò con loro quando li ebbe tratti dal paese d'Egitto; Dt. 29:25
- Or quando tutte queste cose ch'io t'ho poste dinanzi, la benedizione e la maledizione, si saranno effettuate per te, e tu te le ridurrai a memoria fra tutte le nazioni dove l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà sospinto, Dt. 30:1
- e ti convertirai all'Eterno, al tuo Dio, e ubbidirai alla sua voce, tu e i tuoi figliuoli, con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua, secondo tutto ciò che oggi io ti comando, Dt. 30:2
- l'Eterno, il tuo Dio, farà ritornare i tuoi dalla schiavitù, avrà pietà di te, e ti raccoglierà di nuovo di fra tutti i popoli, fra i quali l'Eterno, il tuo Dio, t'aveva disperso. Dt. 30:3
- Quand'anche i tuoi esuli fossero all'estremità de' cieli, l'Eterno, il tuo Dio, ti raccoglierà di là, e di là ti prenderà. Dt. 30:4
- L'Eterno, il tuo Dio, ti ricondurrà nel paese che i tuoi padri avevano posseduto, e tu lo possederai; ed Egli ti farà del bene e ti moltiplicherà più dei tuoi padri. Dt. 30:5
- L'Eterno, il tuo Dio, circonciderà il tuo cuore e il cuore della tua progenie affinché tu ami l'Eterno, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua, e così tu viva. Dt. 30:6
- E l'Eterno, il tuo Dio, farà cadere tutte queste maledizioni sui tuoi nemici e su tutti quelli che t'avranno odiato e perseguitato. Dt. 30:7
- L'Eterno, il tuo Dio, ti colmerà di beni, facendo prosperare tutta l'opera delle tue mani, il frutto delle tue viscere, il frutto del tuo bestiame e il frutto del tuo suolo; poiché l'Eterno si compiacerà di nuovo nel farti del bene, come si compiacque nel farlo ai tuoi padri, Dt. 30:9
- perché ubbidirai alla voce dell'Eterno, ch'è il tuo Dio, osservando i suoi comandamenti e i suoi precetti scritti in questo libro della legge, perché ti sarai convertito all'Eterno, al tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua. Dt. 30:10
- Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; Dt. 30:15
- poiché io ti comando oggi d'amare l'Eterno, il tuo Dio, di camminare nelle sue vie, d'osservare i suoi comandamenti, le sue leggi e i suoi precetti affinché tu viva e ti moltiplichi, e l'Eterno, il tuo Dio, ti benedica nel paese dove stai per entrare per prenderne possesso. Dt. 30:16
- Ma se il tuo cuore si volge indietro, e se tu non ubbidisci, e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servir loro, Dt. 30:17
- io vi dichiaro oggi che certamente perirete, che non prolungherete i vostri giorni nel paese, per entrare in possesso del quale voi siete in procinto di passare il Giordano. Dt. 30:18
- Io prendo oggi a testimoni contro a voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, onde tu viva, tu e la tua progenie, Dt. 30:19
- amando l'Eterno, il tuo Dio, ubbidendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui (poich'egli è la tua vita e colui che prolunga i tuoi giorni), affinché tu possa abitare sul suolo che l'Eterno giurò di dare ai tuoi padri Abrahamo, Isacco e Giacobbe. Dt. 30:20
- L'Eterno, il tuo Dio, sarà quegli che passerà davanti a te, che distruggerà d'innanzi a te quelle nazioni, e tu possederai il loro paese; e Giosuè passerà davanti a te, come l'Eterno ha detto. Dt. 31:3
- Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché l'Eterno, il tuo Dio, è quegli che cammina teco; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà'. Dt. 31:6
- Poi Mosè chiamò Giosuè, e gli disse in presenza di tutto Israele: `Sii forte e fatti animo, poiché tu entrerai con questo popolo nel paese che l'Eterno giurò ai loro padri di dar loro, e tu sarai quello che gliene darai il possesso. Dt. 31:7
- Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini, con lo straniero che sarà entro le tue porte, affinché odano, imparino a temere l'Eterno, il vostro Dio, e abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. Dt. 31:12
- E i loro figliuoli, che non ne avranno ancora avuto conoscenza, l'udranno e impareranno a temer l'Eterno, il vostro Dio, tutto il tempo che vivrete nel paese del quale voi andate a prender possesso, passando il Giordano'. Dt. 31:13
- E l'Eterno disse a Mosè: `Ecco, il giorno della tua morte s'avvicina; chiama Giosuè, e presentatevi nella tenda di convegno perch'io gli dia i miei ordini'. Mosè e Giosuè dunque andarono e si presentarono nella tenda di convegno. Dt. 31:14
- E l'Eterno disse a Mosè: `Ecco, tu stai per addormentarti coi tuoi padri; e questo popolo si leverà e si prostituirà, andando dietro agli dèi stranieri del paese nel quale va a stare; e mi abbandonerà, e violerà il mio patto che io ho fermato con lui. Dt. 31:16
- In quel giorno, l'ira mia s'infiammerà contro a lui; e io li abbandonerò, nasconderò loro la mia faccia, e saranno divorati, e molti mali e molte angosce cadranno loro addosso; talché in quel giorno diranno: Questi mali non ci son eglino caduti addosso perché il nostro Dio non è in mezzo a noi? Dt. 31:17
- E io, in quel giorno, nasconderò del tutto la mia faccia a cagione di tutto il male che avranno fatto, rivolgendosi ad altri dèi. Dt. 31:18
- Quando li avrò introdotti nel paese che promisi ai padri loro con giuramento, paese ove scorre il latte e il miele, ed essi avranno mangiato, si saranno saziati e ingrassati, e si saranno rivolti ad altri dèi per servirli, e avranno sprezzato me e violato il mio patto, Dt. 31:20
- `Prendete questo libro della legge e mettetelo allato all'arca del patto dell'Eterno, ch'è il vostro Dio; e quivi rimanga come testimonio contro di te; Dt. 31:26
- perché io conosco il tuo spirito ribelle e la durezza del tuo collo. Ecco, oggi, mentre sono ancora vivente tra voi, siete stati ribelli contro l'Eterno; quanto più lo sarete dopo la mia morte! Dt. 31:27
- Radunate presso di me tutti gli anziani delle vostre tribù e i vostri ufficiali; io farò loro udire queste parole, e prenderò a testimoni contro di loro il cielo e la terra. Dt. 31:28
- Si spanda il mio insegnamento come la pioggia, stilli la mia parola come la rugiada, come la pioggerella sopra la verdura, e come un acquazzone sopra l'erba, Dt. 32:2
- poiché io proclamerò il nome dell'Eterno. Magnificate il nostro Iddio! Dt. 32:3
- È questa la ricompensa che date all'Eterno, o popolo insensato e privo di saviezza? Non è egli il padre tuo che t'ha creato? non è egli colui che t'ha fatto e ti ha stabilito? Dt. 32:6
- Poiché la parte dell'Eterno è il suo popolo, Giacobbe è la porzione della sua eredità. Dt. 32:9
- Egli l'ha fatto passare a cavallo sulle alture della terra, e Israele ha mangiato il prodotto de' campi; gli ha fatto succhiare il miele ch'esce dalla rupe, l'olio ch'esce dalle rocce più dure, Dt. 32:13
- la crema delle vacche e il latte delle pecore. Gli ha dato il grasso degli agnelli, de' montoni di Basan e de' capri, col fior di farina del frumento; e tu hai bevuto il vino generoso, il sangue dell'uva. Dt. 32:14
- Di fuori la spada, e di dentro il terrore spargeranno il lutto, mietendo giovani e fanciulle, lattanti e uomini canuti. Dt. 32:25
- Poiché è una nazione che ha perduto il senno, e non v'è in essi alcuna intelligenza. Dt. 32:28
- il loro vino è un tossico di serpenti, un crudel veleno d'aspidi. Dt. 32:33
- A me la vendetta e la retribuzione, quando il loro piede vacillerà!' Poiché il giorno della loro calamità è vicino, e ciò che per loro è preparato, s'affretta a venire. Dt. 32:35
- Sì, l'Eterno giudicherà il suo popolo, ma avrà pietà de' suoi servi quando vedrà che la forza è sparita, e che non riman più tra loro né schiavo né libero. Dt. 32:36
- gli dèi che mangiavano il grasso de' loro sacrifizi e beveano il vino delle loro libazioni? Si levino essi a soccorrervi, a coprirvi della loro protezione! Dt. 32:38
- Nazioni, cantate le lodi del suo popolo! poiché l'Eterno vendica il sangue de' suoi servi, fa ricadere la sua vendetta sopra i suoi avversari, ma si mostra propizio alla sua terra, al suo popolo. Dt. 32:43
- Poiché questa non è una parola senza valore per voi: anzi, è la vostra vita; e per questa parola prolungherete i vostri giorni nel paese del quale andate a prender possesso, passando il Giordano'. Dt. 32:47
- `Sali su questo monte di Abarim, sul monte Nebo, ch'è nel paese di Moab, di faccia a Gerico, e mira il paese di Canaan, ch'io do a possedere ai figliuoli d'Israele. Dt. 32:49
- Tu vedrai il paese davanti a te, ma là, nel paese che io do ai figliuoli d'Israele, non entrerai'. Dt. 32:52
- Disse dunque: L'Eterno è venuto dal Sinai, e s'è levato su loro da Seir; ha fatto splender la sua luce dal monte di Paran, è giunto dal mezzo delle sante miriadi; dalla sua destra usciva per essi il fuoco della legge. Dt. 33:2
- Essi insegnano i tuoi statuti a Giacobbe e la tua legge a Israele; metton l'incenso sotto le tue nari, e l'olocausto sopra il tuo altare. Dt. 33:10
- Poi disse di Giuseppe: Il suo paese sarà benedetto dall'Eterno coi doni più preziosi del cielo, con la rugiada, con le acque dell'abisso che giace in basso, Dt. 33:13
- coi frutti più preziosi che il sole matura, con le cose più squisite che ogni luna arreca, Dt. 33:14
- Il favor di colui che stava nel pruno venga sul capo di Giuseppe, sulla fronte di colui ch'è principe tra i suoi fratelli! Dt. 33:16
- Poi disse di Ascer: Benedetto sia Ascer tra i figliuoli d'Israele! Sia il favorito de' suoi fratelli, e tuffi il suo piè nell'olio! Dt. 33:24
- l'Iddio che ab antico è il tuo rifugio; e sotto a te stanno le braccia eterne. Egli scaccia d'innanzi a te il nemico, e ti dice: `Distruggi!' Dt. 33:27
- Israele starà sicuro nella sua dimora; la sorgente di Giacobbe sgorgherà solitaria in un paese di frumento e di mosto, e dove il cielo stilla la rugiada. Dt. 33:28
- Poi Mosè salì dalle pianure di Moab sul Monte Nebo, in vetta al Pisga, che è difaccia a Gerico. E l'Eterno gli fece vedere tutto il paese: Galaad fino a Dan, Dt. 34:1
- tutto Neftali, il paese di Efraim e di Manasse, tutto il paese di Giuda fino al mare occidentale, Dt. 34:2
- il mezzogiorno, il bacino del Giordano e la valle di Gerico, città delle palme, fino a Tsoar. Dt. 34:3
- L'Eterno gli disse: `Questo è il paese riguardo al quale io feci ad Abrahamo, a Isacco ed a Giacobbe, questo giuramento: - Io lo darò alla tua progenie. - Io te l'ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma tu non v'entrerai'. Dt. 34:4
- Or Mosè avea centovent'anni quando morì; la vista non gli s'era indebolita e il vigore non gli era venuto meno. Dt. 34:7
- Niuno è stato simile a lui in tutti quei segni e miracoli che Dio lo mandò a fare nel paese d'Egitto contro Faraone, contro tutti i suoi servi e contro tutto il suo paese; Dt. 34:11
- dal deserto, e dal Libano che vedi là, sino al gran fiume, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Hittei sino al mar grande, verso occidente: quello sarà il vostro territorio. Gios. 1:4
- Non te l'ho io comandato? Sii forte e fatti animo; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché l'Eterno, il tuo Dio, sarà teco dovunque andrai'. Gios. 1:9
- `Passate per mezzo al campo, e date quest'ordine al popolo: Preparatevi dei viveri, perché di qui a tre giorni passerete questo Giordano per andare a conquistare il paese che l'Eterno, il vostro Dio, vi dà perché lo possediate'. Gios. 1:11
- `Ricordatevi dell'ordine che Mosè, servo dell'Eterno, vi dette quando vi disse: L'Eterno, il vostro Dio, vi ha concesso requie, e vi ha dato questo paese. Gios. 1:13
- Le vostre mogli, i vostri piccini e il vostro bestiame rimarranno nel paese che Mosè vi ha dato di qua dal Giordano; ma voi tutti che siete forti e valorosi passerete in armi alla testa de' vostri fratelli e li aiuterete, Gios. 1:14
- finché l'Eterno abbia concesso requie ai vostri fratelli come a voi, e siano anch'essi in possesso del paese che l'Eterno, il vostro Dio, dà loro. Poi tornerete al paese che vi appartiene, il quale Mosè, servo dell'Eterno, vi ha dato di qua dal Giordano verso il levante, e ne prenderete possesso'. Gios. 1:15
- ti ubbidiremo interamente, come abbiamo ubbidito a Mosè. Solamente, sia teco l'Eterno, il tuo Dio, com'è stato con Mosè! Gios. 1:17
- Or Giosuè, figliuolo di Nun, mandò segretamente da Sittim due spie, dicendo: `Andate, esaminate il paese e Gerico'. E quelle andarono ed entrarono in casa di una meretrice per nome Rahab, e quivi alloggiarono. Gios. 2:1
- La cosa fu riferita al re di Gerico, e gli fu detto: `Ecco, certi uomini di tra i figliuoli d'Israele son venuti qui stanotte per esplorare il paese'. Gios. 2:2
- Allora il re di Gerico mandò a dire a Rahab: `Fa' uscire quegli uomini che son venuti da te e sono entrati in casa tua; perché son venuti a esplorare tutto il paese'. Gios. 2:3
- e disse a quegli uomini: `Io so che l'Eterno vi ha dato il paese, che il terrore del vostro nome ci ha invasi, e che tutti gli abitanti del paese hanno perso coraggio davanti a voi. Gios. 2:9
- E non appena l'abbiamo udito, il nostro cuore si è strutto e non è più rimasto coraggio in alcuno, per via di voi; poiché l'Eterno, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra. Gios. 2:11
- E quegli uomini risposero: `Siamo pronti a dare la nostra vita per voi, se non divulgate questo nostro affare; e quando l'Eterno ci avrà dato il paese, noi ti tratteremo con bontà e lealtà'. Gios. 2:14
- E disse loro: `Andate verso il monte, affinché quelli che vi rincorrono non v'incontrino; e nascondetevi quivi per tre giorni, fino al ritorno di coloro che v'inseguono; poi ve n'andrete per la vostra strada'. Gios. 2:16
- E se alcuno di questi uscirà in istrada dalla porta di casa tua, il suo sangue ricadrà sul suo capo, e noi non ne avrem colpa; ma il sangue di chiunque sarà teco in casa ricadrà sul nostro capo, se uno gli metterà le mani addosso. Gios. 2:19
- E quei due uomini ritornarono, scesero dal monte, passarono il Giordano, vennero a Giosuè, figliuolo di Nun, e gli raccontarono tutto quello ch'era loro successo. Gios. 2:23
- E dissero a Giosuè: `Certo, l'Eterno ha dato in nostra mano tutto il paese; e già tutti gli abitanti del paese han perso coraggio dinanzi a noi'. Gios. 2:24
- In capo a tre giorni, gli ufficiali percorsero il campo, Gios. 3:2
- e dettero quest'ordine al popolo: `Quando vedrete l'arca del patto dell'Eterno, ch'è il vostro Dio, portata dai sacerdoti levitici, partirete dal luogo ove siete accampati, e andrete dietro ad essa. Gios. 3:3
- E avvenne che quando il popolo fu uscito dalle sue tende per passare il Giordano, avendo dinanzi a lui i sacerdoti che portavano l'arca del patto, Gios. 3:14
- appena quelli che portavan l'arca giunsero al Giordano e i sacerdoti che portavan l'arca ebber tuffati i piedi nell'acqua della riva (il Giordano straripa da per tutto durante tutto il tempo della messe), Gios. 3:15
- le acque che scendevano d'insù si fermarono e si elevarono in un mucchio, a una grandissima distanza, fin presso la città di Adam che è allato di Tsartan; e quelle che scendevano verso il mare della pianura, il mar Salato, furono interamente separate da esse; e il popolo passò dirimpetto a Gerico. Gios. 3:16
- E i sacerdoti che portavano l'arca del patto dell'Eterno stettero a piè fermo sull'asciutto, in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele passava per l'asciutto, finché tutta la nazione ebbe finito di passare il Giordano. Gios. 3:17
- Or quando tutta la nazione ebbe finito di passare il Giordano (l'Eterno avea parlato a Giosuè dicendo: Gios. 4:1
- Prendete tra il popolo dodici uomini, uno per tribù, Gios. 4:2
- `Passate davanti all'arca dell'Eterno, del vostro Dio, in mezzo al Giordano, e ognun di voi tolga in ispalla una pietra, secondo il numero delle tribù dei figliuoli d'Israele, Gios. 4:5
- Voi risponderete loro: Le acque del Giordano furon tagliate dinanzi all'arca del patto dell'Eterno; quand'essa passò il Giordano, le acque del Giordano furon tagliate, e queste pietre sono, per i figliuoli d'Israele, una ricordanza in perpetuo'. Gios. 4:7
- I figliuoli d'Israele fecero dunque come Giosuè aveva ordinato; presero dodici pietre di mezzo al Giordano, come l'Eterno avea detto a Giosuè, secondo il numero delle tribù de' figliuoli d'Israele; le portarono con loro di là dal fiume nel luogo ove doveano passar la notte, e quivi le collocarono. Gios. 4:8
- I sacerdoti che portavan l'arca rimasero fermi in mezzo al Giordano finché tutto quello che l'Eterno avea comandato a Giosuè di dire al popolo fosse eseguito, conformemente agli ordini che Mosè avea dato a Giosuè. E il popolo s'affrettò a passare. Gios. 4:10
- Quando tutto il popolo ebbe finito di passare, l'arca dell'Eterno, coi sacerdoti, passò anch'essa in presenza del popolo. Gios. 4:11
- Il popolo uscì dal Giordano il decimo giorno del primo mese, e s'accampò a Ghilgal, all'estremità orientale di Gerico. Gios. 4:19
- Poiché l'Eterno, il vostro Dio, ha asciugato le acque del Giordano davanti a voi finché voi foste passati, come l'Eterno, il vostro Dio, fece al mar Rosso ch'egli asciugò finché fossimo passati, Gios. 4:23
- onde tutti i popoli della terra riconoscano che la mano dell'Eterno è potente, e voi temiate in ogni tempo l'Eterno, il vostro Dio'. Gios. 4:24
- Or come tutti i re degli Amorei che erano di là dal Giordano verso occidente e tutti i re dei Cananei che erano presso il mare udirono che l'Eterno aveva asciugate le acque del Giordano davanti ai figliuoli d'Israele finché fossero passati, il loro cuore si strusse e non rimase più in loro alcun coraggio di fronte ai figliuoli d'Israele. Gios. 5:1
- Questo fu il motivo per cui li circoncise: tutti i maschi del popolo uscito dall'Egitto, cioè tutti gli uomini di guerra, erano morti nel deserto durante il viaggio, dopo essere usciti dall'Egitto. Gios. 5:4
- Or tutto questo popolo uscito dall'Egitto era circonciso; ma tutto il popolo nato nel deserto durante il viaggio, dopo l'uscita dall'Egitto, non era stato circonciso. Gios. 5:5
- Poiché i figliuoli d'Israele avean camminato per quarant'anni nel deserto finché tutta la nazione, cioè tutti gli uomini di guerra ch'erano usciti dall'Egitto, furon distrutti, perché non aveano ubbidito alla voce dell'Eterno. L'Eterno avea loro giurato che non farebbe loro vedere il paese che avea promesso con giuramento ai loro padri di darci: paese ove scorre il latte e il miele; Gios. 5:6
- e sostituì a loro i loro figliuoli. E questi Giosuè li circoncise, perché erano incirconcisi, non essendo stati circoncisi durante il viaggio. Gios. 5:7
- E l'Eterno disse a Giosuè: `Oggi vi ho tolto di dosso il vituperio dell'Egitto'. E quel luogo fu chiamato Ghilgal, nome che dura fino al dì d'oggi. Gios. 5:9
- I figliuoli d'Israele si accamparono a Ghilgal, e celebrarono la Pasqua il quattordicesimo giorno del mese, sulla sera, nelle pianure di Gerico. Gios. 5:10
- E quello rispose: `No, io sono il capo dell'esercito dell'Eterno; arrivo adesso'. Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò, e gli disse: `Che cosa vuol dire il mio signore al suo servo?' Gios. 5:14
- E il capo dell'esercito dell'Eterno disse a Giosuè: `Lèvati i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è santo'. E Giosuè fece così. Gios. 5:15
- E l'Eterno disse a Giosuè: `Vedi, io do in tua mano Gerico, il suo re, i suoi prodi guerrieri. Gios. 6:2
- Voi tutti dunque, uomini di guerra, circuite la città, facendone il giro una volta. Così farai per sei giorni; Gios. 6:3
- e sette sacerdoti porteranno davanti all'arca sette trombe squillanti; il settimo giorno farete il giro della città sette volte, e i sacerdoti soneranno le trombe. Gios. 6:4
- E avverrà che, quand'essi soneranno a distesa il corno squillante e voi udrete il suono delle trombe, tutto il popolo darà in un gran grido, e le mura della città crolleranno, e il popolo salirà, ciascuno diritto dinanzi a sé'. Gios. 6:5
- Poi disse al popolo: `Andate, fate il giro della città, e l'avanguardia preceda l'arca dell'Eterno'. Gios. 6:7
- Così fece fare all'arca dell'Eterno il giro della città una volta; poi rientrarono nel campo, e quivi passarono la notte. Gios. 6:11
- Il secondo giorno circuirono la città una volta, e poi tornarono al campo. Così fecero per sei giorni. Gios. 6:14
- E il settimo giorno, levatisi la mattina allo spuntar dell'alba, fecero sette volte il giro della città in quella stessa maniera; solo quel giorno fecero il giro della città sette volte. Gios. 6:15
- E voi guardatevi bene da ciò ch'è votato all'interdetto, affinché non siate voi stessi votati allo sterminio, prendendo qualcosa d'interdetto, e non rendiate maledetto il campo d'Israele, gettandovi lo scompiglio. Gios. 6:18
- Il popolo dunque gridò e i sacerdoti sonaron le trombe; e avvenne che quando il popolo ebbe udito il suono delle trombe diè in un gran grido, e le mura crollarono. Il popolo salì nella città, ciascuno diritto davanti a sé, e s'impadronirono della città. Gios. 6:20
- E Giosuè disse ai due uomini che aveano esplorato il paese: `Andate in casa di quella meretrice, menatela fuori con tutto ciò che le appartiene, come glielo avete giurato'. Gios. 6:22
- E que' giovani che aveano esplorato il paese entrarono nella casa, e ne fecero uscire Rahab, suo padre, sua madre, i suoi fratelli e tutto quello che le apparteneva; ne fecero uscire anche tutte le famiglie de' suoi, e li collocarono fuori del campo d'Israele. Gios. 6:23
- L'Eterno fu con Giosuè, e la fama di lui si sparse per tutto il paese. Gios. 6:27
- E Giosuè mandò degli uomini da Gerico ad Ai, ch'è vicina a Beth-Aven a oriente di Bethel, e disse loro: `Salite ed esplorate il paese'. E quelli salirono ed esplorarono Ai. Gios. 7:2
- Poi tornarono da Giosuè e gli dissero: `Non occorre che salga tutto il popolo; ma salgano un due o tremila uomini, e sconfiggeranno Ai; non stancare tutto il popolo, mandandolo là, perché quelli sono in pochi'. Gios. 7:3
- Così vi salirono un tremila uomini di tra il popolo, i quali si dettero alla fuga davanti alla gente d'Ai. Gios. 7:4
- E la gente d'Ai ne uccise circa trentasei, li inseguì dalla porta fino a Scebarim, e li mise in rotta nella scesa. E il cuore del popolo si strusse e divenne come acqua. Gios. 7:5
- E Giosuè disse: `Ahi, Signore, Eterno, perché hai tu fatto passare il Giordano a questo popolo per darci in mano degli Amorei e farci perire? Oh, ci fossimo pur contentati di rimanere di là dal Giordano! Gios. 7:7
- I Cananei e tutti gli abitanti del paese lo verranno a sapere, ci avvolgeranno, e faranno sparire il nostro nome dalla terra; e tu che farai per il tuo gran nome?' Gios. 7:9
- Israele ha peccato; essi hanno trasgredito il patto ch'io avevo loro comandato d'osservare; han perfino preso dell'interdetto, l'han perfino rubato, han perfino mentito, e l'han messo fra i loro bagagli. Gios. 7:11
- Lèvati, santifica il popolo e digli: Santificatevi per domani, perché così ha detto l'Eterno, l'Iddio d'Israele: O Israele, c'è dell'interdetto in mezzo a te! Tu non potrai stare a fronte de' tuoi nemici, finché non abbiate tolto l'interdetto di mezzo a voi. Gios. 7:13
- E colui che sarà designato come avendo preso dell'interdetto sarà dato alle fiamme con tutto quello che gli appartiene, perché ha trasgredito il patto dell'Eterno e ha commesso un'infamia in Israele'. Gios. 7:15
- Allora Giosuè mandò de' messi, i quali corsero alla tenda; ed ecco che il mantello v'era nascosto; e l'argento stava sotto. Gios. 7:22
- E Giosuè e tutto Israele con lui presero Acan, figliuolo di Zerach, l'argento, il mantello, la verga d'oro, i suoi figliuoli e le sue figliuole, i suoi bovi, i suoi asini, le sue pecore, la sua tenda e tutto quello che gli apparteneva, e li fecero salire nella valle di Acor. Gios. 7:24
- Poi l'Eterno disse a Giosuè: `Non temere, e non ti sgomentare! Prendi teco tutta la gente di guerra, lèvati e sali contro ad Ai. Guarda, io do in tua mano il re di Ai, il suo popolo, la sua città e il suo paese. Gios. 8:1
- E tu tratterai Ai e il suo re come hai trattato Gerico e il suo re; ne prenderete per voi soltanto il bottino e il bestiame. Tendi un'imboscata dietro alla città'. Gios. 8:2
- Io e tutto il popolo ch'è meco ci accosteremo alla città; e quando essi ci usciranno contro come la prima volta, ci metteremo in fuga dinanzi a loro. Gios. 8:5
- Voi allora uscirete dall'imboscata e v'impadronirete della città: l'Eterno, il vostro Dio, la darà in vostra mano. Gios. 8:7
- E la mattina, levatosi di buon'ora, passò in rivista il popolo, e salì contro Ai: egli con gli anziani d'Israele, alla testa del popolo. Gios. 8:10
- E dopo che tutto il popolo ebbe preso campo al nord della città e tesa l'imboscata a ponente della città, Giosuè, durante quella notte, si spinse avanti in mezzo alla valle. Gios. 8:13
- Quando il re d'Ai vide questo, la gente della città si levò in fretta di buon mattino; e il re e tutto il suo popolo usciron contro a Israele, per dargli battaglia al punto convenuto, al principio della pianura; perché il re non sapeva che c'era un'imboscata contro di lui dietro la città. Gios. 8:14
- Allora Giosuè e tutto Israele, facendo vista d'esser battuti da quelli, si misero in fuga verso il deserto. Gios. 8:15
- E tutto il popolo ch'era nella città fu chiamato a raccolta per inseguirli; e inseguirono Giosuè e furon tratti lungi dalla città. Gios. 8:16
- E subito, non appena ebbe steso la mano, gli uomini dell'imboscata sorsero dal luogo dov'erano, entraron di corsa nella città, la presero, e s'affrettarono ad appiccarvi il fuoco. Gios. 8:19
- E la gente d'Ai, volgendosi indietro, guardò, ed ecco che il fumo della città saliva al cielo; e non vi fu per loro alcuna possibilità di fuggire né da una parte né dall'altra, perché il popolo che fuggiva verso il deserto s'era voltato contro quelli che lo inseguivano. Gios. 8:20
- E Giosuè e tutto Israele, vedendo che quelli dell'imboscata avean preso la città e che il fumo saliva dalla città, tornarono indietro, e batterono la gente d'Ai. Gios. 8:21
- Il re d'Ai lo presero vivo, e lo menarono a Giosuè. Gios. 8:23
- Israele prese per sé soltanto il bestiame e il bottino di quella città, secondo l'ordine che l'Eterno avea dato a Giosuè. Gios. 8:27
- Quanto al re d'Ai, l'appiccò a un albero, e ve lo lasciò fino a sera; ma al tramonto del sole Giosuè ordinò che il cadavere fosse calato dall'albero; e lo gittarono all'ingresso della porta della città, e gli ammassarono sopra un gran mucchio di pietre, che rimane anche al dì d'oggi. Gios. 8:29
- Tutto Israele, i suoi anziani, i suoi ufficiali e i suoi giudici stavano in piè ai due lati dell'arca, dirimpetto ai sacerdoti levitici che portavan l'arca del patto dell'Eterno: gli stranieri come gl'Israeliti di nascita, metà dal lato del monte Garizim, metà dal lato del monte Ebal, come Mosè, servo dell'Eterno, avea da prima ordinato che si benedisse il popolo d'Israele. Gios. 8:33
- Or come tutti i re che erano di qua dal Giordano, nella contrada montuosa e nella pianura e lungo tutta la costa del mar grande dirimpetto al Libano, lo Hitteo, l'Amoreo, il Cananeo, il Ferezeo, lo Hivveo e il Gebuseo ebbero udito queste cose, Gios. 9:1
- si misero ai piedi de' calzari vecchi rappezzati, e de' vecchi abiti addosso; e tutto il pane di cui s'eran provvisti, era duro e sbriciolato. Gios. 9:5
- E i nostri anziani e tutti gli abitanti del nostro paese ci hanno detto: `Prendete con voi delle provviste per il viaggio, andate loro incontro e dite: - Noi siamo vostri servi; fate dunque alleanza con noi. Gios. 9:11
- Ecco il nostro pane; lo prendemmo caldo dalle nostre case, come provvista, il giorno che partimmo per venire da voi, e ora eccolo duro e sbriciolato; Gios. 9:12
- E Giosuè fece pace con loro e fermò con loro un patto, per il quale avrebbe lasciato loro la vita; e i capi della raunanza lo giuraron loro. Gios. 9:15
- poiché i figliuoli d'Israele partirono, e giunsero alle loro città il terzo giorno: le loro città erano Gabaon, Kefira, Beeroth e Kiriath-Jearim. Gios. 9:17
- E quelli risposero a Giosuè e dissero: `Era stato espressamente riferito ai tuoi servi che il tuo Dio, l'Eterno, aveva ordinato al suo servo Mosè di darvi tutto il paese e di sterminare d'innanzi a voi tutti gli abitanti. E noi, al vostro appressarvi, siamo stati in gran timore per le nostre vite, ed abbiamo fatto questo. Gios. 9:24
- Or quando Adoni-Tsedek, re di Gerusalemme, udì che Giosuè avea preso Ai e l'avea votata allo sterminio, che avea trattato Ai e il suo re nel modo che avea trattato Gerico e il suo re, che gli abitanti di Gabaon avean fatto la pace con gl'Israeliti ed erano in mezzo a loro, Gios. 10:1
- E cinque re degli Amorei, il re di Gerusalemme, il re di Hebron, il re di Iarmuth, il re di Lakis e il re di Eglon si radunarono, salirono con tutti i loro eserciti, si accamparono dirimpetto a Gabaon, e l'attaccarono. Gios. 10:5
- Allora i Gabaoniti mandarono a dire a Giosuè, al campo di Ghilgal: `Non negare ai tuoi servi il tuo aiuto; affrettati a salire da noi, liberaci, soccorrici, perché tutti i re degli Amorei che abitano la contrada montuosa si sono radunati contro di noi'. Gios. 10:6
- Allora Giosuè parlò all'Eterno, il giorno che l'Eterno diede gli Amorei in potere de' figliuoli d'Israele, e disse in presenza d'Israele: Sole, fermati su Gabaon, e tu, luna, sulla valle d'Aialon!' Gios. 10:12
- E il sole si fermò, e la luna rimase al suo luogo, finché la nazione si fosse vendicata de' suoi nemici. Questo non sta egli scritto nel libro del Giusto? E il sole si fermò in mezzo al cielo e non s'affrettò a tramontare per quasi un giorno intero. Gios. 10:13
- ma voi non vi fermate; inseguite i vostri nemici, e colpite le retroguardie; non li lasciate entrare nelle loro città, perché l'Eterno, il vostro Dio, li ha dati in poter vostro'. Gios. 10:19
- tutto il popolo tornò tranquillamente a Giosuè al campo di Makkeda, senza che alcuno osasse fiatare contro i figliuoli d'Israele. Gios. 10:21
- Quelli fecero così, trassero dalla spelonca quei cinque re, il re di Gerusalemme, il re di Hebron, il re di Iarmuth, il re di Lakis, il re di Eglon, e glieli menarono. Gios. 10:23
- E quand'ebbero tratti dalla spelonca e menati a Giosuè quei re, Giosuè chiamò tutti gli uomini d'Israele, e disse ai capi della gente di guerra ch'era andata con lui: `Accostatevi, mettete il piede sul collo di questi re'. Quelli s'accostarono e misero loro il piede sul collo. Gios. 10:24
- In quel medesimo giorno Giosuè prese Makkeda e fe' passare a fil di spada la città e il suo re; li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una, e trattò il re di Makkeda come avea trattato il re di Gerico. Gios. 10:28
- E l'Eterno diede anche quella col suo re nelle mani d'Israele, e Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una, e trattò il re d'essa, come avea trattato il re di Gerico. Gios. 10:30
- E l'Eterno diede Lakis nelle mani d'Israele, che la prese il secondo giorno, e la mise a fil di spada, con tutte le persone che vi si trovavano, esattamente come aveva fatto a Libna. Allora Horam, re di Ghezer, salì in soccorso di Lakis; Gios. 10:32
- ma Giosuè batté lui e il suo popolo così da non lasciarne scampare alcuno. Gios. 10:33
- La prese col suo re e con tutte le sue città; la misero a fil di spada e votarono allo sterminio tutte le persone che vi si trovavano, senza che ne scampasse una. Egli trattò Debir e il suo re come avea trattato Hebron, come avea trattato Libna e il suo re. Gios. 10:39
- Giosuè dunque batté tutto il paese, la contrada montuosa, il mezzogiorno, la regione bassa, le pendici, e tutti i loro re; non lasciò scampare alcuno, ma votò allo sterminio tutto ciò che avea vita, come l'Eterno, l'Iddio d'Israele, avea comandato. Gios. 10:40
- Così Giosuè li batté da Kades-Barnea fino a Gaza, e batté tutto il paese di Goscen fino a Gabaon. Gios. 10:41
- Al suo ritorno, e in quel medesimo tempo, Giosuè prese Hatsor e ne fece perire di spada il re; poiché Hatsor era stata per l'addietro la capitale di tutti quei regni. Gios. 11:10
- E i figliuoli d'Israele si tennero per sé tutto il bottino di quelle città e il bestiame, ma misero a fil di spada tutti gli uomini fino al loro completo sterminio, senza lasciare anima viva. Gios. 11:14
- Come l'Eterno avea comandato a Mosè suo servo, così Mosè ordinò a Giosuè, e così fece Giosuè, il quale non trascurò alcuno degli ordini che l'Eterno avea dato a Mosè. Gios. 11:15
- Giosuè dunque prese tutto quel paese, la contrada montuosa, tutto il mezzogiorno, tutto il paese di Goscen, la regione bassa, la pianura, la contrada montuosa d'Israele e le sue regioni basse, Gios. 11:16
- perché l'Eterno facea sì che il loro cuore si ostinasse a dar battaglia ad Israele, onde Israele li votasse allo sterminio senza che ci fosse pietà per loro, e li distruggesse come l'Eterno avea comandato a Mosè. Gios. 11:20
- Giosuè dunque prese tutto il paese, esattamente come l'Eterno avea detto a Mosè; e Giosuè lo diede in eredità a Israele, tribù per tribù, secondo la parte che toccava a ciascuna. E il paese ebbe requie dalla guerra. Gios. 11:23
- sulla pianura fino al mare di Kinnereth, verso oriente, e fino al mare della pianura ch'è il mar Salato, a oriente verso Beth-Iescimoth; e dal lato di mezzogiorno fino appiè delle pendici del Pisga. Gios. 12:3
- Poi il territorio di Og re di Basan, uno dei superstiti dei Refaim, che abitava ad Astaroth e a Edrei, Gios. 12:4
- Mosè, servo dell'Eterno, e i figliuoli d'Israele li batterono; e Mosè, servo dell'Eterno, diede il loro paese come possesso ai Rubeniti, ai Gaditi e a mezza la tribù di Manasse. Gios. 12:6
- nella contrada montuosa, nella regione bassa, nella pianura, sulle pendici, nel deserto e nel mezzogiorno; il paese degli Hittei, degli Amorei, dei Cananei, dei Ferezei, degli Hivvei e dei Gebusei: Gios. 12:8
- Il re di Gerico, il re di Ai, vicino a Bethel, Gios. 12:9
- il re di Gerusalemme, il re di Hebron, Gios. 12:10
- il re di Iarmuth, il re di Lakis, Gios. 12:11
- il re di Eglon, il re di Ghezer, Gios. 12:12
- il re di Debir, il re di Gheder, Gios. 12:13
- il re di Horma, il re di Arad, Gios. 12:14
- il re di Libna, il re di Adullam, Gios. 12:15
- il re di Makkeda, il re di Bethel, Gios. 12:16
- il re di Tappuah, il re di Hefer, Gios. 12:17
- il re di Afek, il re di Sharon, Gios. 12:18
- il re di Madon, il re di Hatsor, Gios. 12:19
- il re di Scimron-Meron, il re di Acsaf, Gios. 12:20
- il re di Taanac, il re di Meghiddo, Gios. 12:21
- il re di Kedes, il re di Iokneam al Carmelo, Gios. 12:22
- il re di Dor, sulle alture di Dor, il re di Goim nel Ghilgal, Gios. 12:23
- il re di Tirtsa. In tutto trentun re. Gios. 12:24
- Ecco quel che rimane: tutti i distretti dei Filistei e tutto il territorio dei Ghesuriti, Gios. 13:2
- tutto il paese dei Cananei, e Meara che è dei Sidonî, sino ad Afek, sino al confine degli Amorei; Gios. 13:4
- il paese dei Ghibliti e tutto il Libano verso il levante, da Baal-Gad, appiè del monte Hermon, sino all'ingresso di Hamath; Gios. 13:5
- Galaad, il territorio dei Ghesuriti e dei Maacatiti, tutto il monte Hermon e tutto Basan fino a Salca; Gios. 13:11
- tutto il regno di Og, in Basan, che regnava a Astaroth e a Edrei, ultimo superstite dei Refaim. Mosè sconfisse questi re e li cacciò. Gios. 13:12
- Solo alla tribù di Levi Mosè non dette alcuna eredità; i sacrifizi offerti mediante il fuoco all'Eterno, all'Iddio d'Israele, sono la sua eredità, com'egli disse. Gios. 13:14
- tutte le città dell'altipiano, tutto il regno di Sihon, re degli Amorei che regnava a Heshbon, quello che Mosè sconfisse coi principi di Madian, Evi, Rekem, Tsur, Hur e Reba, principi vassalli di Sihon, che abitavano il paese. Gios. 13:21
- Al territorio dei figliuoli di Ruben serviva di confine il Giordano. Tale fu l'eredità de' figliuoli di Ruben secondo le loro famiglie: con le città ed i villaggi annessi. Gios. 13:23
- e, nella valle, Beth-Haram, Beth-Nimra, Succoth e Tsafon, residuo del regno di Sihon re di Heshbon, avendo il Giordano per confine sino all'estremità del mare di Kinnereth, di là dal Giordano, a oriente. Gios. 13:27
- Il loro territorio comprendeva, da Mahanaim, tutto Basan, tutto il regno di Og re di Basan, tutti i borghi di Iair in Basan, in tutto, sessanta terre. Gios. 13:30
- Or queste son le terre che i figliuoli d'Israele ebbero come eredità nel paese di Canaan, e che il sacerdote Eleazar, Giosuè figliuolo di Nun e i capi famiglia delle tribù dei figliuoli d'Israele distribuiron loro. Gios. 14:1
- perché i figliuoli di Giuseppe formavano due tribù: Manasse ed Efraim; e ai Leviti non fu data alcuna parte nel paese, tranne delle città per abitarvi, coi loro dintorni per il loro bestiame e i loro averi. Gios. 14:4
- I figliuoli d'Israele fecero come l'Eterno avea comandato a Mosè e spartirono il paese. Gios. 14:5
- Or i figliuoli di Giuda s'accostarono a Giosuè a Ghilgal; e Caleb, figliuolo di Gefunne, il Kenizeo, gli disse: `Tu sai quel che l'Eterno disse a Mosè, uomo di Dio, riguardo a me ed a te a Kades-Barnea. Gios. 14:6
- Io avevo quarant'anni quando Mosè, servo dell'Eterno, mi mandò da Kades-Barnea ad esplorare il paese; e io gli feci la mia relazione con sincerità di cuore. Gios. 14:7
- Ma i miei fratelli ch'erano saliti con me, scoraggiarono il popolo, mentre io seguii pienamente l'Eterno, il mio Dio. Gios. 14:8
- E in quel giorno Mosè fece questo giuramento: - La terra che il tuo piede ha calcata sarà eredità tua e dei tuoi figliuoli in perpetuo, perché hai pienamente seguito l'Eterno, il mio Dio. Gios. 14:9
- sono oggi ancora robusto com'ero il giorno che Mosè mi mandò; le mie forze son le stesse d'allora, tanto per combattere quanto per andare e venire. Gios. 14:11
- Per questo Caleb, figliuolo di Gefunne, il Kenizeo, ha avuto Hebron come eredità, fino al dì d'oggi: perché aveva pienamente seguito l'Eterno, l'Iddio d'Israele. Gios. 14:14
- Ora Hebron si chiamava per l'addietro Kiriath-Arba; Arba era stato l'uomo più grande fra gli Anakim. E il paese ebbe requie dalla guerra. Gios. 14:15
- Il loro confine meridionale partiva dall'estremità del mar Salato, dalla lingua che volge a sud, Gios. 15:2
- passava quindi da Atsmon e continuava fino al torrente d'Egitto, per far capo al mare. Questo sarà, disse Giosuè, il vostro confine meridionale. Gios. 15:4
- Il confine orientale era il mar Salato, sino alla foce del Giordano. Il confine settentrionale partiva dal braccio di mare ov'è la foce del Giordano; Gios. 15:5
- poi, partendo dalla valle di Acor, saliva a Debir e si dirigeva verso il nord dal lato di Ghilgal, che è dirimpetto alla salita di Adummim, a sud del torrente; poi passava presso le acque di En-Scemesh, e faceva capo a En-Roghel. Gios. 15:7
- Di là il confine saliva per la valle di Ben-Hinnom fino al versante meridionale del monte de' Gebusei che è Gerusalemme, poi s'elevava fino al sommo del monte ch'è dirimpetto alla valle di Hinnom a occidente, e all'estremità della valle dei Refaim, al nord. Gios. 15:8
- Dal sommo del monte, il confine si estendeva fino alla sorgente delle acque di Neftoah, continuava verso le città del monte Efron, e si prolungava fino a Baala, che è Kiriath-Iearim. Gios. 15:9
- Da Baala volgeva poi a occidente verso la montagna di Seir, passava per il versante settentrionale del monte Iearim, che è Kesalon, scendeva a Beth-Scemesh e passava per Timna. Gios. 15:10
- Di là il confine continuava verso il lato settentrionale di Escron, si estendeva verso Scikron, passava per il monte Baala, si prolungava fino a Iabneel, e facea capo al mare. Gios. 15:11
- Il confine occidentale era il mar grande. Tali furono da tutti i lati i confini dei figliuoli di Giuda secondo le loro famiglie. Gios. 15:12
- Le città poste all'estremità della tribù dei figliuoli di Giuda, verso il confine di Edom, dal lato di mezzogiorno, erano: Gios. 15:21
- La parte toccata a sorte ai figliuoli di Giuseppe si estendeva dal Giordano presso Gerico, verso le acque di Gerico a oriente, seguendo il deserto che sale da Gerico a Bethel per la contrada montuosa. Gios. 16:1
- Il confine continuava poi da Bethel a Luz, e passava per la frontiera degli Arkei ad Ataroth, Gios. 16:2
- scendeva a occidente verso il confine dei Giafletei sino al confine di Beth-Horon disotto e fino a Ghezer, e faceva capo al mare. Gios. 16:3
- Or questi furono i confini de' figliuoli di Efraim, secondo le loro famiglie. Il confine della loro eredità era, a oriente, Athroth-Addar, fino a Beth-Horon disopra; Gios. 16:5
- Da Tappuah il confine andava verso occidente fino al torrente di Kana, per far capo al mare. Tale fu l'eredità della tribù dei figliuoli d'Efraim, secondo le loro famiglie, Gios. 16:8
- E questa fu la parte toccata a sorte alla tribù di Manasse, perché egli era il primogenito di Giuseppe. Quanto a Makir, primogenito di Manasse e padre di Galaad, siccome era uomo di guerra, aveva avuto Galaad e Basan. Gios. 17:1
- Toccaron così dieci parti a Manasse, oltre il paese di Galaad e di Basan che è di là dal Giordano; Gios. 17:5
- poiché le figliuole di Manasse ebbero un'eredità in mezzo ai figliuoli di lui, e il paese di Galaad fu per gli altri figliuoli di Manasse. Gios. 17:6
- Il confine di Manasse si estendeva da Ascer a Micmetath ch'è dirimpetto a Sichem, e andava a man destra verso gli abitanti di En-Tappuah. Gios. 17:7
- Il paese di Tappuah appartenne a Manasse; ma Tappuah sul confine di Manasse appartenne ai figliuoli di Efraim. Gios. 17:8
- Poi il confine scendeva al torrente di Kana, a sud del torrente, presso città che appartenevano ad Efraim in mezzo alle città di Manasse; ma il confine di Manasse era dal lato nord del torrente, e facea capo al mare. Gios. 17:9
- Ciò che era a mezzogiorno apparteneva a Efraim; ciò che era a settentrione apparteneva a Manasse, e il mare era il loro confine; a settentrione confinavano con Ascer, e a oriente con Issacar. Gios. 17:10
- Poi tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele s'adunò a Sciloh, e quivi rizzarono la tenda di convegno. Il paese era loro sottomesso. Gios. 18:1
- Sceglietevi tre uomini per tribù e io li manderò. Essi si leveranno, percorreranno il paese, ne faranno la descrizione in vista della partizione, poi torneranno da me. Gios. 18:4
- I Leviti non debbono aver parte di sorta in mezzo a voi, giacché il sacerdozio dell'Eterno è la parte loro; e Gad, Ruben e la mezza tribù di Manasse hanno già ricevuto, al di là del Giordano, a oriente, l'eredità che Mosè, servo dell'Eterno, ha data loro'. Gios. 18:7
- Quegli uomini dunque si levarono e partirono; e a loro, che andavano a fare la descrizione del paese, Giosuè diede quest'ordine: ` Andate, percorrete il paese, e fatene la descrizione; poi tornate da me, e io vi tirerò a sorte le parti qui, davanti all'Eterno, a Sciloh'. Gios. 18:8
- E quegli uomini andarono, percorsero il paese, ne fecero in un libro la descrizione per città, dividendolo in sette parti; poi tornarono da Giosuè, al campo di Sciloh. Gios. 18:9
- Allora Giosuè trasse loro a sorte le parti a Sciloh davanti all'Eterno, e quivi spartì il paese tra i figliuoli d'Israele, assegnando a ciascuno la sua parte. Gios. 18:10
- Dal lato di settentrione, il loro confine partiva dal Giordano, risaliva il versante di Gerico al nord, saliva per la contrada montuosa verso occidente, e facea capo al deserto di Beth-Aven. Gios. 18:12
- Di là passava per Luz, sul versante meridionale di Luz (che è Bethel), e scendeva ad Ataroth-Addar, presso il monte che è a mezzogiorno di Beth-Horon disotto. Gios. 18:13
- Poi il confine si prolungava e, dal lato occidentale, girava a mezzogiorno del monte posto difaccia a Beth-Horon, e facea capo a Kiriath-Baal, che è Kiriath-Iearim, città de' figliuoli di Giuda. Questo era il lato occidentale. Gios. 18:14
- Il lato di mezzogiorno cominciava all'estremità di Kiriath-Iearim. Il confine si prolungava verso occidente fino alla sorgente delle acque di Neftoah; Gios. 18:15
- Si estendeva quindi verso il nord, e giungeva a En-Scemesh; di là si dirigeva verso Gheliloth, che è dirimpetto alla salita di Adummim, e scendeva al sasso di Bohan, figliuolo di Ruben; Gios. 18:17
- poi passava per il versante settentrionale, difaccia ad Arabah, e scendeva ad Arabah. Gios. 18:18
- Il confine passava quindi per il versante settentrionale di Beth-Hogla e facea capo al braccio nord del mar Salato, all'estremità meridionale del Giordano. Questo era il confine meridionale. Gios. 18:19
- Il Giordano serviva di confine dal lato orientale. Tale fu l'eredità dei figliuoli di Beniamino, secondo le loro famiglie, con i suoi confini da tutti i lati. Gios. 18:20
- La terza parte tirata a sorte toccò ai figliuoli di Zabulon, secondo le loro famiglie. Il confine della loro eredità si estendeva fino a Sarid. Gios. 19:10
- Da Sarid girava ad oriente, verso il sol levante, sino al confine di Kisloth-Tabor; poi continuava verso Dabrath, e saliva a Iafia. Gios. 19:12
- Poi il confine girava dal lato di settentrione verso Hannathon, e facea capo alla valle d'Iftah-El. Gios. 19:14
- Il loro territorio comprendeva: Izreel, Kesulloth, Sunem, Gios. 19:18
- Poi il confine giungeva a Tabor, Shahatsim e Beth-Scemesh, e facea capo al Giordano: sedici città e i loro villaggi. Gios. 19:22
- Il loro territorio comprendeva: Helkath, Hali, Beten, Gios. 19:25
- Acshaf, Allammelec, Amad, Mishal. Il loro confine giungeva, verso occidente, al Carmel e a Scihor-Libnath. Gios. 19:26
- Poi il confine girava verso Rama fino alla città forte di Tiro, girava verso Hosa, e facea capo al mare dal lato del territorio di Acrib. Gios. 19:29
- Il loro confine si estendeva da Helef, da Elon-Bezaanannim, Adami-Nekeb e Iabneel fino a Lakkun e facea capo al Giordano. Gios. 19:33
- Poi il confine girava a occidente verso Aznoth-Tabor, e di là continuava verso Hukkok; giungeva a Zabulon dal lato di mezzogiorno, a Ascer dal lato d'occidente, e a Giuda del Giordano dal lato di levante. Gios. 19:34
- Il confine della loro eredità comprendeva: Tsorea, Eshtaol, Ir-Scemesh, Gios. 19:41
- Or il territorio de' figliuoli di Dan s'estese più lungi, poiché i figliuoli di Dan salirono a combattere contro Lescem; la presero e la misero a fil di spada; ne presero possesso, vi si stabilirono, e la chiamaron Lescem Dan, dal nome di Dan loro padre. Gios. 19:47
- Tali sono le eredità che il sacerdote Eleazar, Giosuè figliuolo di Nun e i capi famiglia delle tribù de' figliuoli d'Israele distribuirono a sorte a Sciloh, davanti all'Eterno, all'ingresso della tenda di convegno. Così compirono la spartizione del paese. Gios. 19:51
- affinché l'omicida che avrà ucciso qualcuno senza averne l'intenzione, possa ricoverarvisi; esse vi serviranno di rifugio contro il vindice del sangue. Gios. 20:3
- L'omicida si ricovererà in una di quelle città; e, fermatosi all'ingresso della porta della città, esporrà il suo caso agli anziani di quella città; questi lo accoglieranno presso di loro dentro la città, gli daranno una dimora, ed egli si stabilirà fra loro. Gios. 20:4
- E se il vindice del sangue lo inseguirà, essi non gli daranno nelle mani l'omicida, poiché ha ucciso il prossimo senza averne l'intenzione, senza averlo odiato prima. Gios. 20:5
- e parlaron loro a Sciloh, nel paese di Canaan, dicendo: `L'Eterno comandò, per mezzo di Mosè, che ci fossero date delle città da abitare, coi loro contadi per il nostro bestiame'. Gios. 21:2
- E i figliuoli d'Israele diedero, della loro eredità, ai Leviti le seguenti città coi loro contadi, secondo il comandamento dell'Eterno. Gios. 21:3
- le quali toccarono ai figliuoli d'Aaronne di tra le famiglie dei Kehatiti, figliuoli di Levi, perché il primo lotto fu per loro. Gios. 21:10
- ma diedero il territorio della città e i suoi villaggi come possesso a Caleb, figliuolo di Gefunne. Gios. 21:12
- E diedero ai figliuoli del sacerdote Aaronne la città di rifugio per l'omicida, Hebron e il suo contado; poi Libna e il suo contado, Gios. 21:13
- Iattir e il suo contado, Eshtemoa e il suo contado, Gios. 21:14
- Holon e il suo contado, Debir e il suo contado, Gios. 21:15
- Ain e il suo contado, Iutta e il suo contado, e Beth-Scemesh e il suo contado: nove città di queste due tribù. Gios. 21:16
- E della tribù di Beniamino, Gabaon e il suo contado, Gheba e il suo contado, Gios. 21:17
- Anatoth e il suo contado, e Almon e il suo contado: quattro città. Gios. 21:18
- Fu loro data la città di rifugio per l'omicida, Sichem col suo contado nella contrada montuosa di Efraim; poi Ghezer e il suo contado, Gios. 21:21
- Kibetsaim e il suo contado, e Beth-Horon e il suo contado: quattro città. Gios. 21:22
- Della tribù di Dan: Elteke e il suo contado, Ghibbethon e il suo contado, Gios. 21:23
- Aialon e il suo contado, Gath-Rimmon e il suo contado: quattro città. Gios. 21:24
- Della mezza tribù di Manasse: Taanac e il suo contado, Gath-Rimmon e il suo contado: due città. Gios. 21:25
- Ai figliuoli di Gherson, che erano delle famiglie de' Leviti, furon date: della mezza tribù di Manasse, la città di rifugio per l'omicida, Golan in Basan e il suo contado, e Beeshtra col suo contado: due città; Gios. 21:27
- della tribù d'Issacar, Kiscion e il suo contado, Dabrath e il suo contado, Gios. 21:28
- Iarmuth e il suo contado, En-Gannim e il suo contado: quattro città; Gios. 21:29
- della tribù di Ascer, Misceal e il suo contado, Abdon e il suo contado, Gios. 21:30
- Helkath e il suo contado, Rehob e il suo contado: quattro città; Gios. 21:31
- e della tribù di Neftali, la città di rifugio per l'omicida, Kedes in Galilea e il suo contado, Hammoth-Dor e il suo contado, e Kartan col suo contado: tre città. Gios. 21:32
- E alle famiglie de' figliuoli di Merari, cioè al rimanente de' Leviti, furon date: della tribù di Zabulon, Iokneam e il suo contado, Karta e il suo contado, Gios. 21:34
- Dimna e il suo contado, e Nahalal col suo contado: quattro città; Gios. 21:35
- della tribù di Ruben, Betser e il suo contado, Iahtsa e il suo contado, Gios. 21:36
- Kedemoth e il suo contado e Mefaath e il suo contado: quattro città; Gios. 21:37
- e della tribù di Gad, la città di rifugio per l'omicida, Ramoth in Galaad e il suo contado, Mahanaim e il suo contado, Gios. 21:38
- Heshbon e il suo contado, e Iaezer col suo contado: in tutto quattro città. Gios. 21:39
- Totale delle città date a sorte ai figliuoli di Merari, secondo le loro famiglie, formanti il resto delle famiglie dei Leviti: dodici città. Gios. 21:40
- Ciascuna di queste città aveva il suo contado tutt'intorno; così era di tutte queste città. Gios. 21:42
- L'Eterno diede dunque a Israele tutto il paese che avea giurato ai padri di dar loro, e i figliuoli d'Israele ne presero possesso, e vi si stanziarono. Gios. 21:43
- Voi non avete abbandonato i vostri fratelli durante questo lungo tempo, fino ad oggi, e avete osservato come dovevate il comandamento dell'Eterno, ch'è il vostro Dio. Gios. 22:3
- E ora che l'Eterno, il vostro Dio, ha dato requie ai vostri fratelli, come avea lor detto, ritornatevene e andatevene alle vostre tende nel paese che vi appartiene, e che Mosè, servo dell'Eterno, vi ha dato di là dal Giordano. Gios. 22:4
- Soltanto abbiate gran cura di mettere in pratica i comandamenti e la legge che Mosè, servo dell'Eterno, vi ha dato, amando l'Eterno, il vostro Dio, camminando in tutte le sue vie, osservando i suoi comandamenti, tenendovi stretti a lui, e servendolo con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra'. Gios. 22:5
- `Voi tornate alle vostre tende con grandi ricchezze, con moltissimo bestiame, con argento, oro, rame, ferro e con grandissima quantità di vestimenta; dividete coi vostri fratelli il bottino dei vostri nemici'. Gios. 22:8
- I figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse dunque se ne tornarono, dopo aver lasciato i figliuoli d'Israele a Sciloh, nel paese di Canaan, per andare nel paese di Galaad, il paese di loro proprietà, del quale avean ricevuto il possesso, dietro il comandamento dato dall'Eterno per mezzo di Mosè. Gios. 22:9
- E come giunsero alla regione del Giordano che appartiene al paese di Canaan, i figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse vi costruirono un altare, presso il Giordano: un grande altare, che colpiva la vista. Gios. 22:10
- Se reputate impuro il paese che possedete, ebbene, passate nel paese ch'è possesso dell'Eterno, dov'è stabilito il tabernacolo dell'Eterno, e stanziatevi in mezzo a noi; ma non vi ribellate all'Eterno, e non fate di noi dei ribelli, costruendovi un altare oltre l'altare dell'Eterno, del nostro Dio. Gios. 22:19
- L'Eterno ha posto il Giordano come confine tra noi e voi, o figliuoli di Ruben, o figliuoli di Gad; voi non avete parte alcuna nell'Eterno! E così i vostri figliuoli farebbero cessare i figliuoli nostri dal temere l'Eterno. Gios. 22:25
- Quando il sacerdote Fineas, e i principi della raunanza, i capi delle migliaia d'Israele ch'eran con lui, ebbero udito le parole dette dai figliuoli di Ruben, dai figliuoli di Gad e dai figliuoli di Manasse, rimasero soddisfatti. Gios. 22:30
- La cosa piacque ai figliuoli d'Israele, i quali benedissero Dio, e non parlaron più di salire a muover guerra ai figliuoli di Ruben e di Gad per devastare il paese ch'essi abitavano. Gios. 22:33
- E i figliuoli di Ruben e i figliuoli di Gad diedero a quell'altare il nome di Ed perché dissero: `Esso è testimonio fra noi che l'Eterno è Dio'. Gios. 22:34
- Voi avete veduto tutto ciò che l'Eterno, il vostro Dio, ha fatto a tutte queste nazioni, cacciandole d'innanzi a voi; poiché l'Eterno, il vostro Dio, è quegli che ha combattuto per voi. Gios. 23:3
- Ecco io ho diviso tra voi a sorte, come eredità, secondo le vostre tribù, il paese delle nazioni che restano, e di tutte quelle che ho sterminate, dal Giordano fino al mar grande, ad occidente. Gios. 23:4
- E l'Eterno, l'Iddio vostro, le disperderà egli stesso d'innanzi a voi e le scaccerà d'innanzi a voi e voi prenderete possesso del loro paese, come l'Eterno, il vostro Dio, v'ha detto. Gios. 23:5
- senza mischiarvi con queste nazioni che rimangono fra voi; non mentovate neppure il nome de' loro dèi, non ne fate uso nei giuramenti; non li servite, e non vi prostrate davanti a loro; Gios. 23:7
- ma tenetevi stretti all'Eterno, ch'è il vostro Dio, come avete fatto fino ad oggi. Gios. 23:8
- Uno solo di voi ne inseguiva mille, perché l'Eterno, il vostro Dio, era quegli che combatteva per voi, com'egli vi avea detto. Gios. 23:10
- Vegliate dunque attentamente su voi stessi, per amar l'Eterno, il vostro Dio. Gios. 23:11
- siate ben certi che l'Eterno, il vostro Dio, non continuerà a scacciare queste genti d'innanzi a voi, ma esse diventeranno per voi una rete, un'insidia, un flagello ai vostri fianchi, tante spine negli occhi vostri, finché non siate periti e scomparsi da questo buon paese che l'Eterno, il vostro Dio, v'ha dato. Gios. 23:13
- Or ecco, io me ne vo oggi per la via di tutto il mondo; riconoscete dunque con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra che neppur una di tutte le buone parole che l'Eterno, il vostro Dio, ha pronunciate su voi è caduta a terra; tutte si son compiute per voi; neppure una è caduta a terra. Gios. 23:14
- E avverrà che, come ogni buona parola che l'Eterno, il vostro Dio, vi avea detta si è compiuta per voi, così l'Eterno adempirà a vostro danno tutte le sue parole di minaccia, finché vi abbia sterminati di su questo buon paese, che il vostro Dio, l'Eterno, vi ha dato. Gios. 23:15
- Se trasgredite il patto che l'Eterno, il vostro Dio, vi ha imposto, e andate a servire altri dèi e vi prostrate davanti a loro, l'ira dell'Eterno s'accenderà contro di voi, e voi perirete presto, scomparendo dal buon paese ch'egli vi ha dato'. Gios. 23:16
- E Giosuè disse a tutto il popolo: `Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: I vostri padri, come Terah padre d'Abrahamo e padre di Nahor, abitarono anticamente di là dal fiume, e servirono ad altri dèi. Gios. 24:2
- E io presi il padre vostro Abrahamo di là dal fiume, e gli feci percorrere tutto il paese di Canaan; moltiplicai la sua progenie, e gli diedi Isacco. Gios. 24:3
- E ad Isacco diedi Giacobbe ed Esaù, e assegnai ad Esaù il possesso della montagna di Seir, e Giacobbe e i suoi figliuoli scesero in Egitto. Gios. 24:4
- Quelli gridarono all'Eterno, ed egli pose delle fitte tenebre fra voi e gli Egiziani; poi fece venir sopra loro il mare, che li ricoperse; e gli occhi vostri videro quel ch'io feci agli Egiziani. Poi dimoraste lungo tempo nel deserto. Gios. 24:7
- E passaste il Giordano, e arrivaste a Gerico; gli abitanti di Gerico, gli Amorei, i Ferezei, i Cananei, gli Hittei, i Ghirgasei, gli Hivvei e i Gebusei combatteron contro di voi, e io li diedi nelle vostre mani. Gios. 24:11
- E mandai davanti a voi i calabroni, che li scacciarono d'innanzi a voi, com'era avvenuto dei due re Amorei: - non fu per la tua spada né per il tuo arco. Gios. 24:12
- Allora il popolo rispose e disse: `Lungi da noi l'abbandonare l'Eterno per servire ad altri dèi! Gios. 24:16
- Poiché l'Eterno, il nostro Dio, è quegli che ha fatto salir noi e i padri nostri fuor dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù, che ha fatto quei grandi miracoli dinanzi agli occhi nostri, e ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiam fatto, e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati; Gios. 24:17
- e l'Eterno ha cacciato d'innanzi a noi tutti questi popoli, e gli Amorei che abitavano il paese, anche noi serviremo all'Eterno, perch'egli è il nostro Dio'. Gios. 24:18
- E il popolo disse a Giosuè: `No! No! Noi serviremo l'Eterno'. Gios. 24:21
- E Giosuè: `Togliete dunque via gli dèi stranieri che sono in mezzo a voi, e inclinate il cuor vostro all'Eterno, ch'è l'Iddio d'Israele!' Gios. 24:23
- Il popolo rispose a Giosuè: `L'Eterno, il nostro Dio, è quello che serviremo, e alla sua voce ubbidiremo!' Gios. 24:24
- Poi Giosuè scrisse queste cose nel libro della legge di Dio; e prese una gran pietra e la rizzò quivi sotto la quercia ch'era presso il luogo consacrato all'Eterno. Gios. 24:26
- E Giosuè disse a tutto il popolo: `Ecco, questa pietra sarà una testimonianza contro di noi; perch'essa ha udito tutte le parole che l'Eterno ci ha dette; essa servirà quindi da testimonio contro di voi, affinché non rinneghiate il vostro Dio'. Gios. 24:27
- Poi Giosuè rimandò il popolo, ognuno alla sua eredità. Gios. 24:28
- Dopo la morte di Giosuè, i figliuoli d'Israele consultarono l'Eterno, dicendo: `Chi di noi salirà il primo contro i Cananei a muover loro guerra?' Guid. 1:1
- E l'Eterno rispose: `Salirà Giuda; ecco, io ho dato il paese nelle sue mani'. Guid. 1:2
- Poi i figliuoli di Giuda scesero a combattere contro i Cananei che abitavano la contrada montuosa, il mezzogiorno e la regione bassa. Guid. 1:9
- Giuda marciò contro i Cananei che abitavano a Hebron, (il cui nome era prima Kiriath-Arba) e sconfisse Sceshai, Ahiman e Talmai. Guid. 1:10
- Or i figliuoli del Keneo, suocero di Mosè, salirono dalla città delle palme, coi figliuoli di Giuda, nel deserto di Giuda, che è a mezzogiorno di Arad; andarono, e si stabilirono fra il popolo. Guid. 1:16
- e i figliuoli di Ascer si stabilirono in mezzo ai Cananei che abitavano il paese, perché non li scacciarono. Guid. 1:32
- Neftali non cacciò gli abitanti di Beth-Scemesh, né gli abitanti di Beth-Anath, e si stabilì in mezzo ai Cananei che abitavano il paese; ma gli abitanti di Beth-Scemesh e di Beth-Anath furon da loro sottoposti a servitù. Guid. 1:33
- E il confine degli Amorei si estendeva dalla salita di Akrabbim, movendo da Sela, e su verso il nord. Guid. 1:36
- Or l'angelo dell'Eterno salì da Ghilgal a Bokim e disse: `Io vi ho fatto salire dall'Egitto e vi ho condotto nel paese che avevo giurato ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto: Io non romperò mai il mio patto con voi; Guid. 2:1
- Appena l'angelo dell'Eterno ebbe detto queste parole a tutti i figliuoli d'Israele, il popolo si mise a piangere ad alta voce. Guid. 2:4
- Or Giosuè rimandò il popolo, e i figliuoli d'Israele se ne andarono, ciascuno nel suo territorio, a prender possesso del paese. Guid. 2:6
- E il popolo servì all'Eterno durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, e che avean veduto tutte le grandi opere che l'Eterno avea fatte a pro d'Israele. Guid. 2:7
- Ma, quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, andando dietro ad altri dèi per servirli e prostrarsi dinanzi a loro; non rinunziavano menomamente alle loro pratiche e alla loro caparbia condotta. Guid. 2:19
- Perciò l'ira dell'Eterno si accese contro Israele, ed egli disse: `Giacché questa nazione ha violato il patto che avevo stabilito coi loro padri ed essi non hanno ubbidito alla mia voce, Guid. 2:20
- I figliuoli d'Israele fecero ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno; dimenticarono l'Eterno, il loro Dio, e servirono agl'idoli di Baal e d'Astarte. Guid. 3:7
- Il paese ebbe requie per quarant'anni; poi Othniel, figlio di Kenaz, morì. Guid. 3:11
- E offrì il regalo a Eglon, re di Moab, ch'era uomo molto grasso. Guid. 3:17
- Ma egli, giunto alla cava di pietre ch'è presso a Ghilgal, tornò indietro, e disse: `O re, io ho qualcosa da dirti in segreto'. E il re disse: `Silenzio!' E tutti quelli che gli stavan dappresso, uscirono. Guid. 3:19
- Allora Ehud s'accostò al re, che stava seduto nella sala disopra, riservata a lui solo per prendervi il fresco, e gli disse: `Ho una parola da dirti da parte di Dio'. Quegli s'alzò dal suo seggio: Guid. 3:20
- Anche l'elsa entrò dopo la lama, e il grasso si rinchiuse attorno alla lama; poich'egli non gli ritirò dal ventre la spada, che gli usciva per di dietro. Guid. 3:22
- E tanto aspettarono, che ne furon confusi; e com'egli non apriva le porte della sala, quelli presero la chiave, aprirono, ed ecco che il loro signore era steso per terra, morto. Guid. 3:25
- E disse loro: `Seguitemi, perché l'Eterno v'ha dato nelle mani i Moabiti, vostri nemici'. E quelli scesero dietro a lui, s'impadronirono de' guadi del Giordano per impedirne il passo ai Moabiti, e non lasciaron passare alcuno. Guid. 3:28
- Così, in quel giorno, Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele, e il paese ebbe requie per ottant'anni. Guid. 3:30
- E l'Eterno li diede nelle mani di Iabin, re di Canaan, che regnava a Hatsor. Il capo del suo esercito era Sisera che abitava a Harosceth-Goim. Guid. 4:2
- Or Heber, il Keneo, s'era separato dai Kenei, discendenti di Hobab, suocero di Mosè, e avea piantate le sue tende fino al querceto di Tsaannaim, ch'è presso a Kades. Guid. 4:11
- E Debora disse a Barak: `Lèvati, poiché questo è il giorno in cui l'Eterno ha dato Sisera nelle tue mani. L'Eterno non va egli dinanzi a te?' Allora Barak scese dal monte Tabor, seguito da diecimila uomini. Guid. 4:14
- E l'Eterno mise in rotta, davanti a Barak, Sisera con tutti i suoi carri e con tutto il suo esercito, che fu passato a fil di spada; e Sisera, sceso dal carro, si diè alla fuga a piedi. Guid. 4:15
- Sisera fuggì a piedi verso la tenda di Jael, moglie di Heber, il Keneo, perché v'era pace fra Iabin, re di Hatsor, e la casa di Heber il Keneo. Guid. 4:17
- Allora Jael, moglie di Heber, prese un piuolo della tenda; e, dato di piglio al martello, venne pian piano a lui, e gli piantò il piuolo nella tempia sì ch'esso penetrò in terra. Egli era profondamente addormentato e sfinito; e morì. Guid. 4:21
- `Perché dei capi si son messi alla testa del popolo in Israele, perché il popolo s'è mostrato volenteroso, benedite l'Eterno! Guid. 5:2
- I monti furono scossi per la presenza dell'Eterno, anche il Sinai, là, fu scosso dinanzi all'Eterno, all'Iddio d'Israele. Guid. 5:5
- Il mio cuore va ai condottieri d'Israele! O voi che v'offriste volenterosi fra il popolo, benedite l'Eterno! Guid. 5:9
- Lungi dalle grida degli arcieri là tra gli abbeveratoi, si celebrino gli atti di giustizia dell'Eterno, gli atti di giustizia de' suoi capi in Israele! Allora il popolo dell'Eterno discese alle porte. Guid. 5:11
- Da Efraim vennero quelli che stanno sul monte Amalek; al tuo séguito venne Beniamino fra le tue genti; da Makir scesero de' capi, e da Zabulon quelli che portano il bastone del comando. Guid. 5:14
- Perché sei tu rimasto fra gli ovili ad ascoltare il flauto dei pastori? Presso i rivi di Ruben, grandi furon le deliberazioni del cuore! Guid. 5:16
- Galaad non ha lasciato la sua dimora di là dal Giordano; e Dan perché s'è tenuto sulle sue navi? Ascer è rimasto presso il lido del mare, e s'è riposato ne' suoi porti. Guid. 5:17
- Il torrente di Kison li travolse, l'antico torrente, il torrente di Kison. Anima mia, avanti, con forza! Guid. 5:21
- Allora gli zoccoli de' cavalli martellavano il suolo, al galoppo, al galoppo de' lor guerrieri in fuga. Guid. 5:22
- Benedetta sia fra le donne Jael, moglie di Heber, il Keneo! Fra le donne che stan sotto le tende, sia ella benedetta! Guid. 5:24
- La madre di Sisera guarda per la finestra, e grida a traverso l'inferriata: `Perché il suo carro sta tanto a venire? perché son così lente le ruote de' suoi carri?' Guid. 5:28
- Così periscano tutti i tuoi nemici, o Eterno! E quei che t'amano sian come il sole quando si leva in tutta la sua forza!' Ed il paese ebbe requie per quarant'anni. Guid. 5:31
- vi liberai dalla mano degli Egiziani e dalla mano di tutti quelli che vi opprimevano; li cacciai d'innanzi a voi, vi detti il loro paese, Guid. 6:9
- e vi dissi: Io sono l'Eterno, il vostro Dio; non adorate gli dèi degli Amorei nel paese de' quali abitate; ma voi non avete dato ascolto alla mia voce'. Guid. 6:10
- Poi venne l'angelo dell'Eterno, e si assise sotto il terebinto d'Ofra, che apparteneva a Joas, Abiezerita; e Gedeone, figliuolo di Joas, batteva il grano nello strettoio, per metterlo al sicuro dai Madianiti. Guid. 6:11
- Ed egli a lui: `Ah, signor mio, con che salverò io Israele? Ecco, il mio migliaio è il più povero di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre'. Guid. 6:15
- Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto, e con un efa di farina fece delle focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto, e gliel'offrì. Guid. 6:19
- E l'angelo di Dio gli disse: `Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa roccia, e versavi su il brodo'. Ed egli fece così. Guid. 6:20
- In quella stessa notte, l'Eterno gli disse: `Prendi il giovenco di tuo padre e il secondo toro di sette anni, demolisci l'altare di Baal che è di tuo padre, abbatti l'idolo che gli sta vicino, Guid. 6:25
- e costruisci un altare all'Eterno, al tuo Dio, in cima a questa roccia, disponendo ogni cosa con ordine; poi prendi il secondo toro, e offrilo in olocausto sulle legna dell'idolo che avrai abbattuto'. Guid. 6:26
- E quando la gente della città l'indomani mattina si levò, ecco che l'altare di Baal era stato demolito, che l'idolo postovi accanto era abbattuto, e che il secondo toro era offerto in olocausto sull'altare ch'era stato costruito. Guid. 6:28
- Allora la gente della città disse a Joas: `Mena fuori il tuo figliuolo, e sia messo a morte, perché ha demolito l'altare di Baal ed ha abbattuto l'idolo che gli stava vicino'. Guid. 6:30
- E Joas rispose a tutti quelli che insorgevano contro a lui: `Volete voi difender la causa di Baal? volete venirgli in soccorso? Chi vorrà difender la sua causa sarà messo a morte prima di domattina; s'esso è dio, difenda da sé la sua causa, giacché hanno demolito il suo altare'. Guid. 6:31
- Perciò quel giorno Gedeone fu chiamato Ierubbaal, perché si disse: `Difenda Baal la sua causa contro a lui, giacché egli ha demolito il suo altare'. Guid. 6:32
- Or tutti i Madianiti, gli Amalekiti e i figliuoli dell'oriente si radunarono, passarono il Giordano, e si accamparono nella valle di Izreel. Guid. 6:33
- Ma lo spirito dell'Eterno s'impossessò di Gedeone, il quale sonò la tromba, e gli Abiezeriti furono convocati per seguirlo. Guid. 6:34
- ecco, io metterò un vello di lana sull'aia: se c'è della rugiada sul vello soltanto e tutto il terreno resta asciutto, io conoscerò che tu salverai Israele per mia mano come hai detto'. Guid. 6:37
- E così avvenne. La mattina dopo, Gedeone si levò per tempo, strizzò il vello e ne spremé la rugiada: una coppa piena d'acqua. Guid. 6:38
- E Gedeone disse a Dio: `Non s'accenda l'ira tua contro di me; io non parlerò più che questa volta. Deh, ch'io faccia ancora un'altra prova sola col vello: resti asciutto soltanto il vello, e ci sia della rugiada su tutto il terreno'. Guid. 6:39
- E Dio fece così quella notte: il vello soltanto restò asciutto, e ci fu della rugiada su tutto il terreno. Guid. 6:40
- Ierubbaal dunque, vale a dire Gedeone, con tutta la gente ch'era con lui, levatosi la mattina di buon'ora, si accampò presso la sorgente di Harod. Il campo di Madian era al nord di quello di Gedeone, verso la collina di Moreh, nella valle. Guid. 7:1
- Or dunque fa' proclamar questo, sì che il popolo l'oda: - Chiunque ha paura e trema, se ne torni indietro e s'allontani dal monte di Galaad'. E tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo, e ne rimasero diecimila. Guid. 7:3
- Gedeone fece dunque scender la gente all'acqua; e l'Eterno gli disse: `Tutti quelli che lambiranno l'acqua con la lingua, come la lambisce il cane, li porrai da parte; così pure tutti quelli che, per bere, si metteranno in ginocchio'. Guid. 7:5
- E il numero di quelli che lambirono l'acqua portandosela alla bocca nella mano, fu di trecento uomini; tutto il resto della gente si mise in ginocchio per bever l'acqua. Guid. 7:6
- Allora l'Eterno disse a Gedeone: `Mediante questi trecento uomini che hanno lambito l'acqua io vi libererò e darò i Madianiti nelle tue mani. Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua'. Guid. 7:7
- I trecento presero i viveri del popolo e le sue trombe; e Gedeone, rimandati tutti gli altri uomini d'Israele, ciascuno alla sua tenda, ritenne questi con sé. Or il campo di Madian era sotto quello di lui, nella valle. Guid. 7:8
- E il suo compagno gli rispose e gli disse: `Questo non è altro che la spada di Gedeone, figliuolo di Joas, uomo d'Israele; nelle sue mani Iddio ha dato Madian e tutto il campo'. Guid. 7:14
- Quando Gedeone ebbe udito il racconto del sogno e la sua interpretazione, adorò Dio; poi tornò al campo d'Israele, e disse: `Levatevi, perché l'Eterno ha dato nelle vostre mani il campo di Madian!' Guid. 7:15
- e quando io con tutti quelli che son meco sonerò la tromba, anche voi darete nelle trombe intorno a tutto il campo, e direte: - Per l'Eterno e per Gedeone!' Guid. 7:18
- Ognun di loro rimase al suo posto, intorno al campo; e tutto il campo si diè a correre, a gridare, a fuggire. Guid. 7:21
- E mentre quelli sonavan le trecento trombe, l'Eterno fece volger la spada di ciascuno contro il compagno, per tutto il campo. E il campo fuggì fino a Beth-Scittah, verso Tserera, sino all'orlo d'Abel-Meholah presso Tabbath. Guid. 7:22
- E Gedeone mandò de' messi per tutta la contrada montuosa di Efraim a dire: `Scendete incontro ai Madianiti, e tagliate loro il passo delle acque fino a Beth-Barah, e i guadi del Giordano'. Così tutti gli uomini di Efraim si radunarono e s'impadronirono dei passi delle acque fino a Beth-Barah e dei guadi del Giordano. Guid. 7:24
- E Gedeone arrivò al Giordano, e lo passò con i trecento uomini ch'erano con lui; i quali, benché stanchi, continuavano a inseguire il nemico. Guid. 8:4
- Poi disse a Iether, suo primogenito: `Lèvati, uccidili!' Ma il giovane non tirò la spada, perché avea paura, essendo ancora un giovinetto. Guid. 8:20
- E Zebah e Tsalmunna dissero: `Lèvati tu stesso e dacci il colpo mortale; poiché qual è l'uomo tal è la sua forza'. E Gedeone si levò e uccise Zebah e Tsalmunna, e prese le mezzelune che i loro cammelli portavano al collo. Guid. 8:21
- Allora gli uomini d'Israele dissero a Gedeone: `Regna su noi tu e il tuo figliuolo e il figliuolo del tuo figliuolo, giacché ci hai salvati dalla mano di Madian'. Guid. 8:22
- Ma Gedeone rispose loro: `Io non regnerò su voi, né il mio figliuolo regnerà su voi; l'Eterno è quegli che regnerà su voi!' Guid. 8:23
- Il peso degli anelli d'oro ch'egli avea chiesto fu di mille settecento sicli d'oro, oltre le mezzelune, i pendenti e le vesti di porpora che i re di Madian aveano addosso, e oltre i collari che i loro cammelli aveano al collo. Guid. 8:26
- Così Madian fu umiliato davanti ai figliuoli d'Israele, e non alzò più il capo; e il paese ebbe requie per quarant'anni, durante la vita di Gedeone. Guid. 8:28
- e non dimostrarono alcuna gratitudine alla casa di Ierubbaal, ossia di Gedeone, per tutto il bene ch'egli avea fatto a Israele. Guid. 8:35
- I fratelli di sua madre parlarono di lui, ripetendo a tutti i Sichemiti tutte quelle parole; e il cuor loro s'inchinò a favore di Abimelec, perché dissero: `E' nostro fratello'. Guid. 9:3
- - Ma il fico rispose loro: Rinunzierei io alla mia dolcezza e al mio frutto squisito per andare ad agitarmi al disopra degli alberi? Guid. 9:11
- - E il pruno rispose agli alberi: Se è proprio in buona fede che volete ungermi re per regnare su voi, venite a rifugiarvi sotto l'ombra mia; se no, esca un fuoco dal pruno e divori i cedri del Libano! Guid. 9:15
- affinché la violenza fatta ai settanta figliuoli di Ierubbaal ricevesse il suo castigo, e il loro sangue ricadesse sopra Abimelec, loro fratello, che li aveva uccisi, e sopra i Sichemiti che gli avean prestato mano a uccidere i suoi fratelli. Guid. 9:24
- Ah, se avessi in poter mio questo popolo, io caccerei Abimelec!' Poi disse ad Abimelec: `Rinforza il tuo esercito e fatti avanti!' Guid. 9:29
- e domattina, non appena spunterà il sole, ti leverai e piomberai sulla città. E quando Gaal con la gente che è con lui uscirà contro a te, tu gli farai quel che sarà necessario'. Guid. 9:33
- Allora Zebul gli disse: `Dov'è ora la tua millanteria di quando dicevi: - Chi è Abimelec, che abbiamo a servirgli? - Non è questo il popolo che disprezzavi? Orsù, fatti avanti e combatti contro di lui!' Guid. 9:38
- Il giorno seguente, il popolo di Sichem uscì alla campagna; e Abimelec ne fu informato. Guid. 9:42
- Egli prese allora la sua gente, la divise in tre schiere, e fece un'imboscata ne' campi; e quando vide che il popolo usciva dalla città, gli si levò contro e ne fece strage. Guid. 9:43
- E Abimelec attaccò la città tutto quel giorno, la prese e uccise il popolo che vi si trovava; poi spianò la città e vi seminò del sale. Guid. 9:45
- Tutti tagliaron quindi anch'essi de' rami, ognuno il suo, e seguitarono Abimelec; posero i rami contro al torrione, e arsero il torrione con quelli che v'eran dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne. Guid. 9:49
- Abimelec, giunto alla torre, l'attaccò, e si accostò alla porta della torre per appiccarvi il fuoco. Guid. 9:52
- Ma una donna gettò giù un pezzo di macina sulla testa di Abimelec e gli spezzò il cranio. Guid. 9:53
- Ed egli chiamò tosto il giovane che gli portava le armi, e gli disse: `Tira fuori la spada e uccidimi, affinché non si dica: L'ha ammazzato una donna!' Il suo giovane allora lo trafisse, ed egli morì. Guid. 9:54
- Così Dio fece ricadere sopra Abimelec il male ch'egli avea fatto contro suo padre, uccidendo settanta suoi fratelli. Guid. 9:56
- Iddio fece anche ricadere sul capo della gente di Sichem tutto il male ch'essa avea fatto; e su loro si compié la maledizione di Jotham, figliuolo di Ierubbaal. Guid. 9:57
- Dopo di lui sorse Jair, il Galaadita, che fu giudice d'Israele per ventidue anni; Guid. 10:3
- E i figliuoli di Ammon passarono il Giordano per combattere anche contro Giuda, contro Beniamino e contro la casa d'Efraim; e Israele fu in grande angustia. Guid. 10:9
- Allora i figliuoli d'Israele gridarono all'Eterno, dicendo: `Abbiam peccato contro di te, perché abbiamo abbandonato il nostro Dio, e abbiam servito agl'idoli Baal'. Guid. 10:10
- Il popolo, i principi di Galaad, si dissero l'uno all'altro: `Chi sarà l'uomo che comincerà l'attacco contro i figliuoli di Ammon? Quegli sarà il capo di tutti gli abitanti di Galaad'. Guid. 10:18
- Or Jefte, il Galaadita, era un uomo forte e valoroso, figliuolo di una meretrice, e avea Galaad per padre. Guid. 11:1
- Jefte dunque andò con gli anziani di Galaad; il popolo lo costituì suo capo e condottiero, e Jefte ripeté davanti all'Eterno, a Mitspa, tutte le parole che avea dette prima. Guid. 11:11
- E il re de' figliuoli di Ammon rispose ai messi di Jefte: `Mi son mosso perché, quando Israele salì dall'Egitto, s'impadronì del mio paese, dall'Arnon fino allo Jabbok e al Giordano; rendimelo all'amichevole'. Guid. 11:13
- ma, quando Israele salì dall'Egitto e attraversò il deserto fino al mar Rosso e giunse a Kades, Guid. 11:16
- inviò de' messi al re di Edom per dirgli: - Ti prego, lasciami passare per il tuo paese; - ma il re di Edom non acconsentì. Mandò anche al re di Moab, il quale pure rifiutò; e Israele rimase a Kades. Guid. 11:17
- Poi camminò per il deserto, fece il giro del paese di Edom e del paese di Moab, giunse a oriente del paese di Moab, e si accampò di là dall'Arnon, senza entrare nel territorio di Moab; perché l'Arnon segna il confine di Moab. Guid. 11:18
- Ma Sihon non si fidò d'Israele per permettergli di passare per il suo territorio; anzi Sihon radunò tutta la sua gente, s'accampò a Jahats, e combatté contro Israele. Guid. 11:20
- E l'Eterno, l'Iddio d'Israele, diede Sihon e tutta la sua gente nelle mani d'Israele, che li sconfisse; così Israele conquistò tutto il paese degli Amorei, che abitavano quella contrada; Guid. 11:21
- conquistò tutto il territorio degli Amorei, dall'Arnon allo Jabbok, e dal deserto al Giordano. Guid. 11:22
- E ora che l'Eterno, l'Iddio d'Israele, ha cacciato gli Amorei d'innanzi a Israele, ch'è il suo popolo, dovresti tu possedere il loro paese? Guid. 11:23
- Non possiedi tu quello che Kemosh, il tuo dio, t'ha fatto possedere? Così anche noi possederemo il paese di quelli che l'Eterno ha cacciati d'innanzi a noi. Guid. 11:24
- E io non t'ho offeso, e tu agisci male verso di me, movendomi guerra. L'Eterno, il giudice, giudichi oggi tra i figliuoli d'Israele e i figliuoli di Ammon!' Guid. 11:27
- Ma il re de' figliuoli di Ammon non diede ascolto alle parole che Jefte gli avea fatto dire. Guid. 11:28
- l'usanza che le figliuole d'Israele vanno tutti gli anni a celebrar la figliuola di Jefte, il Galaadita, per quattro giorni. Guid. 11:40
- Jefte rispose loro: `Io e il mio popolo abbiamo avuto gran contesa coi figliuoli di Ammon; e quando v'ho chiamati in aiuto, non mi avete liberato dalle loro mani. Guid. 12:2
- Jefte fu giudice d'Israele per sei anni. Poi Jefte, il Galaadita, morì e fu sepolto in una delle città di Galaad. Guid. 12:7
- Dopo di lui fu giudice d'Israele Abdon, figliuolo di Hillel, il Pirathonita. Guid. 12:13
- Poi Abdon, figliuolo di Hillel, il Pirathonita, morì e fu sepolto a Pirathon, nel paese di Efraim, sul monte Amalek. Guid. 12:15
- Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figliuolo, sulla testa del quale non passerà rasoio, giacché il fanciullo sarà un Nazireo, consacrato a Dio dal seno di sua madre, e sarà lui che comincerà a liberare Israele dalle mani de' Filistei'. Guid. 13:5
- E la donna andò a dire a suo marito: `Un uomo di Dio è venuto da me; avea il sembiante d'un angelo di Dio: un sembiante terribile fuor di modo. Io non gli ho domandato donde fosse, ed egli non m'ha detto il suo nome; Guid. 13:6
- ma mi ha detto: Ecco, tu concepirai e partorirai un figliuolo; or dunque non bere vino né bevanda alcoolica, e non mangiare alcun che d'impuro, giacché il fanciullo sarà un Nazireo, consacrato a Dio dal seno di sua madre e fino al giorno della sua morte'. Guid. 13:7
- Allora Manoah supplicò l'Eterno, e disse: `O Signore, ti prego che l'uomo di Dio mandato da te torni di nuovo a noi e c'insegni quello che dobbiam fare per il bambino che nascerà'. Guid. 13:8
- E Manoah: `Quando la tua parola si sarà verificata, qual norma s'avrà da seguire per il bambino? e che si dovrà fare per lui?' Guid. 13:12
- Poi Manoah disse all'angelo dell'Eterno: `Qual è il tuo nome, affinché, adempiute che siano le tue parole, noi ti rendiamo onore?' Guid. 13:17
- E l'angelo dell'Eterno gli rispose: `Perché mi chiedi il mio nome? esso è maraviglioso'. Guid. 13:18
- E Manoah prese il capretto e l'oblazione e li offrì all'Eterno sul sasso. Allora avvenne una cosa prodigiosa, mentre Manoah e sua moglie stavano guardando: Guid. 13:19
- Poi la donna partorì un figliuolo, a cui pose nome Sansone. Il bambino crebbe, e l'Eterno lo benedisse. Guid. 13:24
- Suo padre e sua madre gli dissero: `Non v'è egli dunque tra le figliuole de' tuoi fratelli e in tutto il nostro popolo una donna per te, che tu vada a prenderti una moglie tra i Filistei incirconcisi?' E Sansone rispose a suo padre: `Prendimi quella, poiché mi piace'. Guid. 14:3
- Lo spirito dell'Eterno investì Sansone, che, senz'aver niente in mano, squarciò il leone, come uno squarcerebbe un capretto; ma non disse nulla a suo padre né a sua madre di ciò che avea fatto. Guid. 14:6
- Di lì a qualche tempo, tornò per prenderla, e uscì di strada per vedere il carcame del leone; ed ecco, nel corpo del leone c'era uno sciame d'api e del miele. Guid. 14:8
- Egli prese in mano di quel miele, e si mise a mangiarlo per istrada; e quando ebbe raggiunto suo padre e sua madre, ne diede loro, ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che avea preso il miele dal corpo del leone. Guid. 14:9
- Suo padre scese a trovar quella donna, e Sansone fece quivi un convito; perché tale era il costume dei giovani. Guid. 14:10
- E quelli gli risposero: `Proponi il tuo enimma, e noi l'udremo'. Ed egli disse loro: `Dal mangiatore è uscito del cibo, e dal forte e uscito del dolce'. Per tre giorni quelli non poterono spiegar l'enimma. Guid. 14:14
- E il settimo giorno dissero alla moglie di Sansone: `Induci il tuo marito a spiegarci l'enimma; se no, darem fuoco a te e alla casa di tuo padre. E che? ci avete invitati qui per spogliarci?' Guid. 14:15
- Ed ella pianse presso di lui, durante i sette giorni che durava il convito; e il settimo giorno Sansone glielo spiegò, perché lo tormentava; ed essa spiegò l'enimma ai figliuoli del suo popolo. Guid. 14:17
- E gli uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone: `Che v'è di più dolce del miele? e che v'è di più forte del leone?' Ed egli rispose loro: `Se non aveste arato con la mia giovenca, non avreste indovinato il mio enimma'. Guid. 14:18
- Di lì a qualche tempo, verso la mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto, e disse: `Voglio entrare in camera da mia moglie'. Ma il padre di lei non gli permise d'entrare, Guid. 15:1
- Poi accese le fiaccole, dette la via agli sciacalli per i campi di grano de' Filistei, e bruciò i covoni ammassati, il grano tuttora in piedi, e perfino gli uliveti. Guid. 15:5
- E i Filistei chiesero: `Chi ha fatto questo?' Fu risposto: `Sansone, il genero del Thimneo, perché questi gli ha preso la moglie, e l'ha data al compagno di lui'. E i Filistei salirono e diedero alle fiamme lei e suo padre. Guid. 15:6
- Quando giunse a Lehi, i Filistei gli si fecero incontro con grida di gioia; ma lo spirito dell'Eterno lo investì, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si appicchi il fuoco; e i legami gli caddero dalle mani. Guid. 15:14
- Allora Iddio fendé la roccia concava ch'è a Lehi, e ne uscì dell'acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò, ed egli riprese vita. Donde il nome di En-Hakkore dato a quella fonte, che esiste anche al dì d'oggi a Lehi. Guid. 15:19
- Or c'era gente che stava in agguato, da lei, in una camera interna. Ed ella gli disse: `Sansone, i Filistei ti sono addosso!' Ed egli ruppe le corde come si rompe un fil di stoppa quando sente il fuoco. Così il segreto della sua forza restò sconosciuto. Guid. 16:9
- Essa le fissò al subbio, poi gli disse: `Sansone, i Filistei ti sono addosso'. Ma egli si svegliò dal sonno, e strappò via il subbio del telaio con l'ordìto. Guid. 16:14
- Ed ella gli disse: `Come fai a dirmi: T'amo! mentre il tuo cuore non è con me? Già tre volte m'hai beffata, e non m'hai detto dove risiede la tua gran forza'. Guid. 16:15
- e le aperse tutto il cuor suo e le disse: `Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo, consacrato a Dio, dal seno di mia madre; se fossi tosato, la mia forza se ne andrebbe, diventerei debole, e sarei come un uomo qualunque'. Guid. 16:17
- Delila, visto ch'egli le aveva aperto tutto il cuor suo, mandò a chiamare i principi de' Filistei, e fece dir loro: `Venite su, questa volta, perché egli m'ha aperto tutto il suo cuore'. Allora i principi dei Filistei salirono da lei, e portaron seco il danaro. Guid. 16:18
- Or i principi dei Filistei si radunarono per offrire un gran sacrifizio a Dagon, loro dio, e per rallegrarsi. Dicevano: `Il nostro dio ci ha dato nelle mani Sansone, nostro nemico'. Guid. 16:23
- E quando il popolo lo vide, cominciò a lodare il suo dio e a dire: `Il nostro dio ci ha dato nelle mani il nostro nemico, colui che ci devastava il paese e che ha ucciso tanti di noi'. Guid. 16:24
- E nella gioia del cuor loro, dissero: `Chiamate Sansone, che ci faccia divertire!' Fecero quindi uscir Sansone dalla prigione, ed egli si mise a fare il buffone in loro presenza. Lo posero fra le colonne; Guid. 16:25
- Or la casa era piena d'uomini e di donne; e tutti i principi de' Filistei eran quivi; c'eran sul tetto circa tremila persone, fra uomini e donne, che stavano a guardare mentre Sansone faceva il buffone. Guid. 16:27
- `Ch'io muoia insieme coi Filistei!' Si curvò con tutta la sua forza, e la casa rovinò addosso ai principi e a tutto il popolo che v'era dentro; talché più ne uccise egli morendo, che non ne avea uccisi da vivo. Guid. 16:30
- Egli disse a sua madre: `I mille cento sicli d'argento che t'hanno rubato, e a proposito de' quali hai pronunziato una maledizione, e l'hai pronunziata in mia presenza, ecco, li ho io; quel denaro l'avevo preso io'. E sua madre disse: `Benedetto sia dall'Eterno il mio figliuolo!' Guid. 17:2
- E quand'egli ebbe restituito l'argento a sua madre, questa prese dugento sicli e li diede al fonditore, il quale ne fece un'immagine scolpita e un'immagine di getto, che furon messe in casa di Mica. Guid. 17:4
- Or v'era un giovine di Bethlehem di Giuda, della famiglia di Giuda, il quale era un Levita, e abitava quivi. Guid. 17:7
- Mica gli disse: `Rimani con me, e siimi padre e sacerdote; ti darò dieci sicli d'argento all'anno, un vestito completo, e il vitto'. E il Levita entrò. Guid. 17:10
- Egli acconsentì a stare con quell'uomo, che trattò il giovine come uno de' suoi figliuoli. Guid. 17:11
- Mica consacrò quel Levita; il giovine gli servì da sacerdote, e si stabilì in casa di lui. Guid. 17:12
- I figliuoli di Dan mandaron dunque da Tsorea e da Eshtaol cinque uomini della loro tribù, presi di fra loro tutti, uomini valorosi, per esplorare ed esaminare il paese; e dissero loro: `Andate a esaminare il paese!' Quelli giunsero nella contrada montuosa di Efraim, alla casa di Mica, e pernottarono in quel luogo. Guid. 18:2
- E quelli gli dissero: `Deh, consulta Iddio, affinché sappiamo se il viaggio che abbiamo intrapreso sarà prospero'. Guid. 18:5
- Il sacerdote rispose loro: `Andate in pace; il viaggio che fate è sotto lo sguardo dell'Eterno'. Guid. 18:6
- I cinque uomini dunque partirono, giunsero a Lais, e videro che il popolo, il quale vi abitava, viveva in sicurtà, al modo de' Sidonii, tranquillo e fidente, poiché nel paese non c'era alcuno in autorità che potesse far loro il menomo torto, ed erano lontani dai Sidonii e non aveano relazione con alcuno. Guid. 18:7
- Quelli risposero: `Leviamoci e saliamo contro quella gente; poiché abbiam visto il paese, ed ecco, è eccellente. E voi ve ne state là senza dir verbo? Non siate pigri a muovervi per andare a prender possesso del paese! Guid. 18:9
- Quando arriverete là troverete un popolo che se ne sta sicuro. Il paese è vasto, e Dio ve lo ha dato nelle mani: è un luogo dove non manca nulla di ciò che è sulla terra'. Guid. 18:10
- Allora i cinque uomini ch'erano andati ad esplorare il paese di Lais, presero a dire ai loro fratelli: `Sapete voi che in queste case c'è un efod, ci son degl'idoli, un'immagine scolpita e un'immagine di getto? Considerate ora quel che dovete fare'. Guid. 18:14
- Ma i cinque uomini ch'erano andati ad esplorare il paese, salirono, entrarono in casa, presero l'immagine scolpita, l'efod, gl'idoli e l'immagine di getto, mentre il sacerdote stava davanti alla porta coi seicento uomini armati. Guid. 18:17
- E quando furono entrati in casa di Mica ed ebbero preso l'immagine scolpita, l'efod, gl'idoli e l'immagine di getto, il sacerdote disse loro: `Che fate?' Guid. 18:18
- Il sacerdote si rallegrò in cuor suo; prese l'efod, gl'idoli e l'immagine scolpita, e s'unì a quella gente. Guid. 18:20
- Così si rimisero in cammino, mettendo innanzi a loro i bambini, il bestiame e i bagagli. Guid. 18:21
- Egli rispose: `Avete portato via gli dèi che m'ero fatti e il sacerdote, e ve ne siete andati. Or che mi resta egli più? Come potete dunque dirmi: Che hai?' Guid. 18:24
- I figliuoli di Dan continuarono il loro viaggio; e Mica, vedendo ch'essi eran più forti di lui se ne tornò indietro e venne a casa sua. Guid. 18:26
- Ed essi, dopo aver preso le cose che Mica avea fatte e il sacerdote che aveva al suo servizio, giunsero a Lais, a un popolo che se ne stava tranquillo e in sicurtà; lo passarono a fil di spada, e dettero la città alle fiamme. Guid. 18:27
- Poi i Daniti ricostruirono la città e l'abitarono. E le posero nome Dan, dal nome di Dan loro padre, che fu figliuolo d'Israele; ma prima, il nome della città era Lais. Guid. 18:29
- Così rizzarono per sé l'immagine scolpita che Mica avea fatta, durante tutto il tempo che la casa di Dio rimase a Sciloh. Guid. 18:31
- Or in quel tempo non v'era re in Israele; ed avvenne che un Levita, il quale dimorava nella parte più remota della contrada montuosa di Efraim, si prese per concubina una donna di Bethlehem di Giuda. Guid. 19:1
- E suo marito si levò e andò da lei per parlare al suo cuore e ricondurla seco. Egli avea preso con sé il suo servo e due asini. Essa lo menò in casa di suo padre; e come il padre della giovane lo vide, gli si fece incontro festosamente. Guid. 19:3
- Il suo suocero, il padre della giovane, lo trattenne, ed egli rimase con lui tre giorni; e mangiarono e bevvero e pernottarono quivi. Guid. 19:4
- Il quarto giorno si levarono di buon'ora, e il Levita si disponeva a partire; e il padre della giovane disse al suo genero: `Prendi un boccon di pane per fortificarti il cuore; poi ve ne andrete'. Guid. 19:5
- E si posero ambedue a sedere e mangiarono e bevvero assieme. Poi il padre della giovane disse al marito: `Ti prego, acconsenti a passar qui la notte, e il cuor tuo si rallegri'. Guid. 19:6
- Il quinto giorno egli si levò di buon'ora per andarsene; e il padre della giovane gli disse: `Ti prego, fortificati il cuore, e aspettate finché declini il giorno'. E si misero a mangiare assieme. Guid. 19:8
- E quando quell'uomo si levò per andarsene con la sua concubina e col suo servo, il suocero, il padre della giovane, gli disse: `Ecco, il giorno volge ora a sera; ti prego, trattienti qui questa notte; vedi, il giorno sta per finire; pernotta qui, e il cuor tuo si rallegri; e domani vi metterete di buon'ora in cammino e te ne andrai a casa'. Guid. 19:9
- Ma il marito non volle passar quivi la notte; si levò, partì, e giunse dirimpetto a Jebus, che è Gerusalemme, coi suoi due asini sellati e con la sua concubina. Guid. 19:10
- Quando furono vicini a Jebus, il giorno era molto calato; e il servo disse al suo padrone: `Vieni, ti prego, e dirigiamo il cammino verso questa città de' Gebusei, e pernottiamo quivi'. Guid. 19:11
- Il padrone gli rispose: `No, non dirigeremo il cammino verso una città di stranieri i cui abitanti non sono figliuoli d'Israele, ma andremo fino a Ghibea'. Guid. 19:12
- Così passarono oltre, e continuarono il viaggio; e il sole tramontò loro com'eran presso a Ghibea, che appartiene a Beniamino. E volsero il cammino in quella direzione, per andare a pernottare a Ghibea. Guid. 19:14
- Il Levita entrò e si fermò sulla piazza della città; ma nessuno li accolse in casa per passar la notte. Guid. 19:15
- Alzati gli occhi, vide quel viandante sulla piazza della città. E il vecchio gli disse: `Dove vai, e donde vieni?' Guid. 19:17
- Eppure abbiamo della paglia e del foraggio per i nostri asini, e anche del pane e del vino per me, per la tua serva e per il garzone che è coi tuoi servi; a noi non manca nulla'. Guid. 19:19
- Il vecchio gli disse: `La pace sia teco! Io m'incarico d'ogni tuo bisogno; ma non devi passar la notte sulla piazza'. Guid. 19:20
- Ma il padron di casa, uscito fuori, disse loro: `No, fratelli miei, vi prego, non fate una mala azione; giacché quest'uomo è venuto in casa mia, non commettete questa infamia! Guid. 19:23
- E quella donna, sul far del giorno, venne a cadere alla porta di casa dell'uomo presso il quale stava il suo marito, e quivi rimase finché fu giorno chiaro. Guid. 19:26
- Il suo marito, la mattina, si levò, aprì la porta di casa e uscì per continuare il suo viaggio, quand'ecco la donna, la sua concubina, giacer distesa alla porta di casa, con le mani sulla soglia. Guid. 19:27
- Egli le disse: `Lèvati, andiamocene!' Ma non ebbe risposta. Allora il marito la caricò sull'asino, e partì per tornare alla sua dimora. Guid. 19:28
- E come fu giunto a casa, si munì d'un coltello, prese la sua concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mandò per tutto il territorio d'Israele. Guid. 19:29
- Di guisa che chiunque vide ciò, disse: `Una cosa simile non è mai accaduta né s'è mai vista, da quando i figliuoli d'Israele salirono dal paese d'Egitto, fino al dì d'oggi! Prendete il fatto a cuore, consigliatevi e parlate'. Guid. 19:30
- I capi di tutto il popolo, e tutte le tribù d'Israele si presentarono nella raunanza del popolo di Dio, in numero di quattrocentomila fanti, atti a trar la spada. Guid. 20:2
- Allora il Levita, il marito della donna ch'era stata uccisa, rispose: `Io ero giunto con la mia concubina a Ghibea di Beniamino per passarvi la notte. Guid. 20:4
- Io presi la mia concubina, la feci in pezzi, che mandai per tutto il territorio della eredità d'Israele, perché costoro han commesso un delitto e una infamia in Israele. Guid. 20:6
- Eccovi qui tutti, o figliuoli d'Israele; dite qui il vostro parere, e che consigliate di fare'. Guid. 20:7
- Tutto il popolo si levò come un sol uomo, dicendo: `Nessun di noi tornerà alla sua tenda, nessun di noi rientrerà in casa sua. Guid. 20:8
- Prenderemo in tutte le tribù d'Israele dieci uomini su cento, cento su mille e mille su diecimila, i quali andranno a cercar dei viveri per il popolo, affinché, al loro ritorno, Ghibea di Beniamino sia trattata secondo tutta l'infamia che ha commessa in Israele'. Guid. 20:10
- Or dunque consegnateci quegli uomini, quegli scellerati di Ghibea, perché li mettiamo a morte, e togliam via il male da Israele'. Ma i figliuoli di Beniamino non vollero dare ascolto alla voce dei loro fratelli, i figliuoli d'Israele. Guid. 20:13
- Il censimento che in quel giorno si fece de' figliuoli di Beniamino usciti dalle città, fu di ventiseimila uomini atti a trar la spada, senza contare gli abitanti di Ghibea, che ascendevano al numero di settecento uomini scelti. Guid. 20:15
- Fra tutta questa gente c'erano settecento uomini scelti, ch'erano mancini. Tutti costoro poteano lanciare una pietra con la fionda ad un capello, senza fallire il colpo. Guid. 20:16
- Si fece pure il censimento degli uomini d'Israele, non compresi quelli di Beniamino; ed erano in numero di quattrocentomila uomini atti a trar la spada, tutta gente di guerra. Guid. 20:17
- E i figliuoli d'Israele si mossero, salirono a Bethel e consultarono Iddio, dicendo: `Chi di noi salirà il primo a combattere contro i figliuoli di Beniamino?' L'Eterno rispose: `Giuda salirà il primo'. Guid. 20:18
- Il popolo, gli uomini d'Israele, ripresero animo, si disposero di nuovo in ordine di battaglia, nel luogo ove s'eran disposti il primo giorno. Guid. 20:22
- Allora tutti i figliuoli d'Israele e tutto il popolo salirono a Bethel, e piansero, e rimasero quivi davanti all'Eterno, e digiunarono quel dì fino alla sera, e offrirono olocausti e sacrifizi di azioni di grazie davanti all'Eterno. Guid. 20:26
- e Fineas, figliuolo d'Eleazar, figliuolo d'Aaronne, ne faceva allora il servizio - e dissero: `Debbo io seguitare ancora a combattere contro i figliuoli di Beniamino mio fratello, o debbo cessare?' E l'Eterno rispose: `Salite, poiché domani ve li darò nelle mani'. Guid. 20:28
- E i figliuoli di Beniamino, avendo fatto una sortita contro il popolo, si lasciarono attirare lungi dalla città, e cominciarono a colpire e ad uccidere, come le altre volte, alcuni del popolo d'Israele, per le strade, delle quali una sale a Bethel, e l'altra a Ghibea per la campagna: ne uccisero circa trenta. Guid. 20:31
- Diecimila uomini scelti in tutto Israele giunsero davanti a Ghibea. Il combattimento fu aspro, e i Beniaminiti non si avvedevano del disastro che stava per colpirli. Guid. 20:34
- Ma quando il segnale, la colonna di fumo, cominciò ad alzarsi dalla città, que' di Beniamino si volsero indietro, ed ecco che tutta la città saliva in fiamme verso il cielo. Guid. 20:40
- Allora gli uomini d'Israele fecero fronte indietro, e que' di Beniamino furono spaventati, vedendo il disastro che piombava loro addosso. Guid. 20:41
- I Beniaminiti voltaron le spalle e fuggiron verso il deserto, in direzione del masso di Rimmon; e gl'Israeliti ne mieterono per le strade cinquemila, li inseguirono da presso fino a Ghideom, e ne colpirono altri duemila. Guid. 20:45
- Così, il numero totale de' Beniaminiti che caddero quel giorno fu di venticinquemila, atti a trar la spada, tutta gente di valore. Guid. 20:46
- Seicento uomini, che avean voltato le spalle ed eran fuggiti verso il deserto in direzione del masso di Rimmon, rimasero al masso di Rimmon quattro mesi. Guid. 20:47
- E il popolo venne a Bethel, dove rimase fino alla sera in presenza di Dio, e alzando la voce, pianse dirottamente, e disse: Guid. 21:2
- Il giorno seguente, il popolo si levò di buon mattino, costruì quivi un altare, e offerse olocausti e sacrifizi di azioni di grazie. Guid. 21:4
- poiché, fatto il censimento del popolo, si trovò che quivi non v'era alcuno degli abitanti di Jabes in Galaad. Guid. 21:9
- Il popolo dunque si pentiva di quel che avea fatto a Beniamino, perché l'Eterno aveva aperta una breccia fra le tribù d'Israele. Guid. 21:15
- E i figliuoli di Beniamino fecero a quel modo: si presero delle mogli, secondo il loro numero, fra le danzatrici; le rapirono, poi partirono e tornarono nella loro eredità, riedificarono le città e vi stabilirono la loro dimora. Guid. 21:23
- Allora si levò con le sue nuore per tornarsene dalle campagne di Moab, perché nelle campagne di Moab avea sentito dire che l'Eterno avea visitato il suo popolo, dandogli del pane. Ruth 1:6
- Ma Ruth rispose: `Non insistere perch'io ti lasci, e me ne torni lungi da te; perché dove andrai tu, andrò anch'io; e dove starai tu, io pure starò; il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio sarà il mio Dio; Ruth 1:16
- Così fecero il viaggio assieme fino al loro arrivo a Bethlehem. E quando giunsero a Bethlehem, tutta la città fu sossopra a motivo di loro. Le donne dicevano: `È proprio Naomi?' Ruth 1:19
- Il servo incaricato di sorvegliare i mietitori rispose: `È una fanciulla Moabita; quella ch'è tornata con Naomi dalle campagne di Moab. Ruth 2:6
- guarda qual è il campo che si miete, e va' dietro a loro. Ho ordinato ai miei servi che non ti tocchino; e quando avrai sete andrai ai vasi a bere l'acqua che i servi avranno attinta'. Ruth 2:9
- Boaz le rispose: `M'è stato riferito tutto quello che hai fatto per la tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e il tuo paese natìo, per venire a un popolo che prima non conoscevi. Ruth 2:11
- Poi, al momento del pasto, Boaz le disse: `Vieni qua, mangia del pane, e intingi il tuo boccone nell'aceto'. Ed ella si pose a sedere accanto ai mietitori. Boaz le porse del grano arrostito, ed ella ne mangiò, si satollò, e ne mise a parte gli avanzi. Ruth 2:14
- La suocera le chiese: `Dove hai spigolato oggi? Dove hai lavorato? Benedetto colui che t'ha fatto così buona accoglienza!' E Ruth disse alla suocera presso di chi avea lavorato, e aggiunse: `L'uomo presso il quale ho lavorato oggi, si chiama Boaz'. Ruth 2:19
- E Naomi disse alla sua nuora: `Sia egli benedetto dall'Eterno, poiché non ha rinunziato a mostrare ai vivi la bontà ch'ebbe verso i morti!' E aggiunse: `Quest'uomo è nostro parente stretto; è di quelli che hanno su noi il diritto di riscatto'. Ruth 2:20
- Naomi, sua suocera, le disse: `Figliuola mia, io vorrei assicurare il tuo riposo perché tu fossi felice. Ruth 3:1
- E quando se n'andrà a dormire, osserva il luogo dov'egli dorme; poi va', alzagli la coperta dalla parte de' piedi, e mettiti lì a giacere; ed egli ti dirà quello che tu debba fare'. Ruth 3:4
- `Chi sei tu?' le disse. Ed ella rispose: `Sono Ruth tua serva; stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto'. Ruth 3:9
- Or è vero ch'io ho il diritto di riscatto; ma ve n'è un altro che t'è parente più prossimo di me. Ruth 3:12
- Passa qui la notte; e domattina, se quello vorrà far valere il suo diritto su di te, va bene, lo faccia pure; ma se non gli piacerà di far valere il suo diritto, io farò valere il mio, com'è vero che l'Eterno vive! Sta' coricata fino al mattino'. Ruth 3:13
- Poi aggiunse: `Porta qua il mantello che hai addosso, e tienlo con ambe le mani'. Ella lo tenne su, ed egli vi misurò dentro sei misure d'orzo, e glielo mise in ispalla; poi se ne venne in città. Ruth 3:15
- Or Boaz salì alla porta della città e quivi si pose a sedere. Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto e del quale Boaz avea parlato. E Boaz gli disse: `O tu, tal de' tali, vieni un po' qua, e mettiti qui a sedere!' Quello s'avvicinò e si mise a sedere. Ruth 4:1
- Poi Boaz disse a colui che avea il diritto di riscatto: `Naomi, ch'è tornata dalle campagne di Moab, mette in vendita la parte di terra che apparteneva ad Elimelec nostro fratello. Ruth 4:3
- Ho creduto bene d'informartene, e dirti: - Fanne acquisto in presenza degli abitanti del luogo e degli anziani del mio popolo. Se vuoi far valere il tuo diritto di riscatto, fallo; ma, se non lo vuoi far valere, dimmelo, ond'io lo sappia; perché non c'è nessuno fuori di te, che abbia il diritto di riscatto; e, dopo di te, vengo io'. - Quegli rispose: `Farò valere il mio diritto'. Ruth 4:4
- Allora Boaz disse: `Il giorno che acquisterai il campo dalla mano di Naomi, tu lo acquisterai anche da Ruth, la Moabita, moglie del defunto, per far rivivere il nome del defunto nella sua eredità'. Ruth 4:5
- Colui che aveva il diritto di riscatto rispose: `Io non posso far valere il mio diritto, perché rovinerei la mia propria eredità; subentra tu nel mio diritto di riscatto, giacché io non posso valermene'. Ruth 4:6
- - Or v'era in Israele quest'antica usanza, per render valido un contratto di riscatto o di cessione di proprietà: uno si cavava la scarpa e la dava all'altro; era il modo di attestazione in Israele. - Ruth 4:7
- Così, colui che aveva il diritto di riscatto disse a Boaz: `Fa' l'acquisto per conto tuo'; e si cavò la scarpa. Ruth 4:8
- Allora Boaz disse agli anziani e a tutto il popolo: `Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato dalle mani di Naomi tutto quello che apparteneva a Elimelec, a Kilion ed a Mahlon, Ruth 4:9
- e che ho pure acquistato Ruth, la Moabita, moglie di Mahlon, perché sia mia moglie, affin di far rivivere il nome del defunto nella sua eredità, onde il nome del defunto non si estingua tra i suoi fratelli e alla porta della sua città. Voi ne siete oggi testimoni'. Ruth 4:10
- E tutto il popolo che si trovava alla porta della città e gli anziani risposero: `Ne siamo testimoni. L'Eterno faccia che la donna ch'entra in casa tua sia come Rachele e come Lea, le due donne che fondarono la casa d'Israele. Spiega la tua forza in Efrata, e fatti un nome in Bethlehem! Ruth 4:11
- E le donne dicevano a Naomi: `Benedetto l'Eterno, il quale non ha permesso che oggi ti mancasse un continuatore della tua famiglia! Il nome di lui sia celebrato in Israele! Ruth 4:14
- Egli consolerà l'anima tua e sarà il sostegno della tua vecchiaia; l'ha partorito la tua nuora che t'ama, e che vale per te più di sette figliuoli'. Ruth 4:15
- E Naomi prese il bambino, se lo strinse al seno, e gli fece da nutrice. Ruth 4:16
- Le vicine gli dettero il nome, e dicevano: `È nato un figliuolo a Naomi!' Lo chiamarono Obed. Egli fu padre d'Isai, padre di Davide. Ruth 4:17
- Quando venne il giorno, Elkana offerse il sacrifizio, e diede a Peninna, sua moglie, e a tutti i figliuoli e a tutte le figliuole di lei le loro parti; 1 Sam. 1:4
- Elkana, suo marito, le diceva: `Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il cuor tuo? Non ti valgo io più di dieci figliuoli?' 1 Sam. 1:8
- E, dopo ch'ebbero mangiato e bevuto a Sciloh, Anna si levò (il sacerdote Eli stava in quell'ora seduto sulla sua sedia all'entrata del tempio dell'Eterno); 1 Sam. 1:9
- E fece un voto, dicendo: `O Eterno degli eserciti! se hai riguardo all'afflizione della tua serva, e ti ricordi di me, e non dimentichi la tua serva, e dai alla tua serva un figliuolo maschio, io lo consacrerò all'Eterno per tutti i giorni della sua vita, e il rasoio non passerà sulla sua testa'. 1 Sam. 1:11
- e le disse: `Quanto durerà cotesta tua ebbrezza? Va' a smaltire il tuo vino!' 1 Sam. 1:14
- Ella rispose: `Possa la tua serva trovar grazia agli occhi tuoi!' Così la donna se ne andò per la sua via, mangiò, e il suo sembiante non fu più quello di prima. 1 Sam. 1:18
- E quell'uomo, Elkana, salì con tutta la sua famiglia per andare a offrire all'Eterno il sacrifizio annuo e a sciogliere il suo voto. 1 Sam. 1:21
- Ma Anna non salì, e disse a suo marito: `Io non salirò finché il bambino non sia divezzato; allora lo condurrò, perché sia presentato dinanzi all'Eterno e quivi rimanga per sempre'. 1 Sam. 1:22
- Elkana, suo marito, le rispose: `Fa' come ti par bene; rimani finché tu l'abbia divezzato, purché l'Eterno adempia la sua parola!' Così la donna rimase a casa, e allattò il suo figliuolo fino al momento di divezzarlo. 1 Sam. 1:23
- E quando l'ebbe divezzato, lo menò seco, e prese tre giovenchi, un efa di farina e un otre di vino; e lo menò nella casa dell'Eterno a Sciloh. Il fanciullo era ancora piccolino. 1 Sam. 1:24
- Elkana ed Anna immolarono il giovenco, e menarono il fanciullo ad Eli. 1 Sam. 1:25
- Allora Anna pregò, e disse: Il mio cuore esulta nell'Eterno, l'Eterno mi ha dato una forza vittoriosa, la mia bocca s'apre contro i miei nemici perché gioisco per la liberazione che tu m'hai concessa. 1 Sam. 2:1
- Rileva il misero dalla polvere e trae su il povero dal letame, per farli sedere coi principi, per farli eredi di un trono di gloria; poiché le colonne della terra son dell'Eterno, e sopra queste Egli ha posato il mondo. 1 Sam. 2:8
- Elkana se ne andò a casa sua a Rama, e il fanciullo rimase a servire l'Eterno sotto gli occhi del sacerdote Eli. 1 Sam. 2:11
- Ed ecco qual era il modo d'agire di questi sacerdoti riguardo al popolo: quando qualcuno offriva un sacrifizio, il servo del sacerdote veniva, nel momento in cui si faceva cuocere la carne, avendo in mano una forchetta a tre punte; 1 Sam. 2:13
- la piantava nella caldaia o nel paiuolo o nella pentola o nella marmitta; e tutto quello che la forchetta tirava su, il sacerdote lo pigliava per sé. Così facevano a tutti gl'Israeliti, che andavano là, a Sciloh. 1 Sam. 2:14
- E anche prima che si fosse fatto fumare il grasso, il servo del sacerdote veniva, e diceva all'uomo che faceva il sacrifizio: `Dammi della carne da fare arrostire, per il sacerdote; giacché egli non accetterà da te carne cotta, ma cruda'. 1 Sam. 2:15
- E se quell'uomo gli diceva: `Si faccia, prima di tutto, fumare il grasso; poi prenderai quel che vorrai', egli rispondeva: `No, me la devi dare ora; altrimenti la prenderò per forza!' 1 Sam. 2:16
- Il peccato dunque di que' giovani era grande oltremodo agli occhi dell'Eterno, perché la gente sprezzava le offerte fatte all'Eterno. 1 Sam. 2:17
- Ma Samuele faceva il servizio nel cospetto dell'Eterno; era giovinetto, e cinto d'un efod di lino. 1 Sam. 2:18
- Sua madre gli faceva ogni anno una piccola tonaca, e gliela portava quando saliva con suo marito ad offrire il sacrifizio annuale. 1 Sam. 2:19
- E l'Eterno visitò Anna, la quale concepì e partorì tre figliuoli e due figliuole. E il giovinetto Samuele cresceva presso l'Eterno. 1 Sam. 2:21
- E disse loro: `Perché fate tali cose? poiché odo tutto il popolo parlare delle vostre malvage azioni. 1 Sam. 2:23
- Non fate così, figliuoli miei, poiché quel che odo di voi non è buono; voi inducete a trasgressione il popolo di Dio. 1 Sam. 2:24
- Intanto, il giovinetto Samuele continuava a crescere, ed era gradito così all'Eterno come agli uomini. 1 Sam. 2:26
- Non lo scelsi io forse, fra tutte le tribù d'Israele, perché fosse mio sacerdote, salisse al mio altare, bruciasse il profumo e portasse l'efod in mia presenza? E non diedi io forse alla casa di tuo padre tutti i sacrifizi dei figliuoli d'Israele, fatti mediante il fuoco? 1 Sam. 2:28
- Ecco, i giorni vengono, quand'io troncherò il tuo braccio e il braccio della casa di tuo padre, in guisa che non vi sarà in casa tua alcun vecchio. 1 Sam. 2:31
- E quello de' tuoi che lascerò sussistere presso il mio altare, rimarrà per consumarti gli occhi e illanguidirti il cuore; e tutti i nati e cresciuti in casa tua morranno nel fior degli anni. 1 Sam. 2:33
- Io mi susciterò un sacerdote fedele, che agirà secondo il mio cuore e secondo l'anima mia; io gli edificherò una casa stabile, ed egli sarà al servizio del mio unto per sempre. 1 Sam. 2:35
- Or il giovinetto Samuele serviva all'Eterno sotto gli occhi di Eli. La parola dell'Eterno era rara, a quei tempi, e le visioni non erano frequenti. 1 Sam. 3:1
- E l'Eterno chiamò Samuele, il quale rispose: `Eccomi!' 1 Sam. 3:4
- L'Eterno chiamò di bel nuovo Samuele, per la terza volta. Ed egli s'alzò, andò da Eli e disse: `Eccomi, poiché tu m'hai chiamato'. Allora Eli comprese che l'Eterno chiamava il giovinetto. 1 Sam. 3:8
- Ed Eli disse a Samuele: `Va' a coricarti; e, se sarai chiamato ancora, dirai: `Parla, o Eterno, poiché il tuo servo ascolta'. Samuele andò dunque a coricarsi al suo posto. 1 Sam. 3:9
- E l'Eterno venne, si tenne lì presso, e chiamò come le altre volte: `Samuele, Samuele!' Samuele rispose: `Parla, poiché il tuo servo ascolta'. 1 Sam. 3:10
- I Filistei si schierarono in battaglia in faccia ad Israele; e, impegnatosi il combattimento, Israele fu sconfitto dai Filistei, che uccisero sul campo di battaglia circa quattromila uomini. 1 Sam. 4:2
- Quando il popolo fu tornato nell'accampamento, gli anziani d'Israele dissero: `Perché l'Eterno ci ha egli oggi sconfitti davanti ai Filistei? Andiamo a prendere a Sciloh l'arca del patto dell'Eterno, e venga essa in mezzo a noi e ci salvi dalle mani de' nostri nemici!' 1 Sam. 4:3
- Il popolo quindi mandò gente a Sciloh, e di là fu portata l'arca del patto dell'Eterno degli eserciti, il quale sta fra i cherubini; e i due figliuoli di Eli, Hofni e Fineas, erano là, con l'arca del patto di Dio. 1 Sam. 4:4
- Al suo arrivo, ecco che Eli stava sull'orlo della strada, seduto sul suo seggio, aspettando ansiosamente, perché gli tremava il cuore per l'arca di Dio. E come quell'uomo entrò nella città portando la nuova, un grido si levò da tutta la città. 1 Sam. 4:13
- Ed Eli, udendo lo strepito delle grida, disse: `Che significa il chiasso di questo tumulto?' E quell'uomo andò in fretta a portar la nuova ad Eli. 1 Sam. 4:14
- E colui che portava la nuova, rispondendo, disse: `Israele è fuggito d'innanzi ai Filistei; e v'è stata una grande strage fra il popolo; anche i tuoi due figliuoli, Hofni e Fineas, sono morti, e l'arca di Dio è stata presa'. 1 Sam. 4:17
- La nuora di lui, moglie di Fineas, era incinta e prossima al parto; quando udì la nuova che l'arca di Dio era presa e che il suo suocero e il suo marito erano morti, si curvò e partorì, perché sorpresa a un tratto dai dolori. 1 Sam. 4:19
- E il giorno dopo, gli Asdodei alzatisi di buon'ora trovarono Dagon caduto con la faccia a terra, davanti all'arca dell'Eterno. Presero Dagon e lo rimisero al suo posto. 1 Sam. 5:3
- Il giorno dopo, alzatisi di buon'ora, trovarono che Dagon era di nuovo caduto con la faccia a terra, davanti all'arca dell'Eterno; la testa e ambedue le mani di Dagon giacevano mozzate sulla soglia, e non gli restava più che il tronco. 1 Sam. 5:4
- Perciò, fino al dì d'oggi, i sacerdoti di Dagon e tutti quelli che entrano nella casa di Dagon a Asdod non pongono il piede sulla soglia. 1 Sam. 5:5
- Allora mandarono l'arca di Dio a Ekron. E come l'arca di Dio giunse a Ekron, que' di Ekron cominciarono a gridare, dicendo: `Hanno trasportato l'arca dell'Iddio d'Israele da noi, per far morire noi e il nostro popolo!' 1 Sam. 5:10
- Mandaron quindi a convocare tutti i principi dei Filistei, e dissero: `Rimandate l'arca dell'Iddio d'Israele; torni essa al suo posto, e non faccia morir noi e il nostro popolo!' Poiché tutta la città era in preda a un terrore di morte, e la mano di Dio s'aggravava grandemente su di essa. 1 Sam. 5:11
- Poi i Filistei chiamarono i sacerdoti e gl'indovini, e dissero: `Che faremo dell'arca dell'Eterno? Insegnateci il modo di rimandarla al suo luogo'. 1 Sam. 6:2
- Essi chiesero: `Quale offerta di riparazione gli offriremo noi?' Quelli risposero: `Cinque emorroidi d'oro e cinque topi d'oro, secondo il numero dei principi dei Filistei; giacché una stessa piaga ha colpito voi e i vostri principi. 1 Sam. 6:4
- Fate dunque delle figure delle vostre emorroidi e delle figure dei topi che vi devastano il paese, e date gloria all'Iddio d'Israele; forse egli cesserà d'aggravare la sua mano su voi, sui vostri dèi e sul vostro paese. 1 Sam. 6:5
- E perché indurereste il cuor vostro come gli Egiziani e Faraone indurarono il cuor loro? Dopo ch'Egli ebbe spiegato contro ad essi la sua potenza, gli Egiziani non lasciarono essi partire gl'Israeliti, sì che questi poterono andarsene? 1 Sam. 6:6
- Ora quei di Beth-Scemesh mietevano il grano nella valle; e alzando gli occhi videro l'arca, e si rallegrarono vedendola. 1 Sam. 6:13
- Il carro, giunto al campo di Giosuè di Beth-Scemesh, vi si fermò. C'era quivi una gran pietra; essi spaccarono il legname del carro, e offrirono le vacche in olocausto all'Eterno. 1 Sam. 6:14
- I cinque principi dei Filistei, veduto ciò, tornarono il medesimo giorno a Ekron. 1 Sam. 6:16
- Questo è il numero delle emorroidi d'oro che i Filistei presentarono all'Eterno come offerta di riparazione; una per Asdod, una per Gaza, una per Askalon, una per Gath, una per Ekron. 1 Sam. 6:17
- E de' topi d'oro ne offriron tanti quante erano le città dei Filistei appartenenti ai cinque principi, dalle città murate ai villaggi di campagna che si estendono fino alla gran pietra sulla quale fu posata l'arca dell'Eterno, e che sussiste anche al dì d'oggi nel campo di Giosuè, il Beth-scemita. 1 Sam. 6:18
- L'Eterno colpì que' di Beth-Scemesh, perché aveano portato gli sguardi sull'arca dell'Eterno; colpì settanta uomini del popolo. Il popolo fece cordoglio, perché l'Eterno l'avea colpito d'una gran piaga. 1 Sam. 6:19
- Que' di Kiriath-Jearim vennero, menarono su l'arca dell'Eterno, e la trasportarono in casa di Abinadab, sulla collina, e consacrarono il suo figliuolo Eleazar, perché custodisse l'arca dell'Eterno. 1 Sam. 7:1
- Allora Samuele parlò a tutta la casa d'Israele dicendo: `Se tornate all'Eterno con tutto il vostro cuore, togliete di mezzo a voi gli dèi stranieri e gl'idoli di Astarte, volgete risolutamente il cuor vostro verso l'Eterno, e servite a lui solo; ed egli vi libererà dalle mani dei Filistei'. 1 Sam. 7:3
- I Filistei furono umiliati, e non tornaron più ad invadere il territorio d'Israele; e la mano dell'Eterno fu contro i Filistei per tutto il tempo di Samuele. 1 Sam. 7:13
- Le città che i Filistei aveano prese ad Israele, tornarono ad Israele, da Ekron fino a Gath. Israele liberò il loro territorio dalle mani dei Filistei. E vi fu pace fra Israele e gli Amorei. 1 Sam. 7:14
- E Samuele fu giudice d'Israele per tutto il tempo della sua vita. 1 Sam. 7:15
- Egli andava ogni anno a fare il giro di Bethel, di Ghilgal e di Mitspa, ed esercitava il suo ufficio di giudice d'Israele in tutti quei luoghi. 1 Sam. 7:16
- Il suo figliuolo primogenito si chiamava Joel, e il secondo Abia, e faceano le funzioni di giudici a Beer-Sceba. 1 Sam. 8:2
- Ora dunque da' ascolto alla loro voce; abbi cura però di avvertirli solennemente e di far loro ben conoscere qual sarà il modo d'agire del re che regnerà su di loro'. 1 Sam. 8:9
- E disse: `Questo sarà il modo d'agire del re che regnerà su di voi. Egli prenderà i vostri figliuoli e li metterà sui suoi carri e fra i suoi cavalieri, e dovranno correre davanti al suo carro; 1 Sam. 8:11
- Prenderà i vostri servi, le vostre serve, il fiore della vostra gioventù e i vostri asini per adoprarli ne' suoi lavori. 1 Sam. 8:16
- Il popolo rifiutò di dare ascolto alle parole di Samuele, e disse: `No! ci sarà un re su di noi; 1 Sam. 8:19
- e anche noi saremo come tutte le nazioni; il nostro re amministrerà la giustizia fra noi, marcerà alla nostra testa e condurrà le nostre guerre'. 1 Sam. 8:20
- Egli passò per la contrada montuosa di Efraim e attraversò il paese di Shalisha, senza trovarle; poi passarono per il paese di Shaalim, ma non vi erano; attraversarono il paese dei Beniaminiti, ma non le trovarono. 1 Sam. 9:4
- Il servo gli disse: `Ecco, v'è in questa città un uomo di Dio, ch'è tenuto in grande onore; tutto quello ch'egli dice, succede sicuramente; andiamoci; forse egli c'indicherà la via che dobbiamo seguire'. 1 Sam. 9:6
- Il servo replicò a Saul, dicendo: `Ecco, io mi trovo in possesso del quarto d'un siclo d'argento; lo darò all'uomo di Dio, ed egli c'indicherà la via'. 1 Sam. 9:8
- Mentre facevano la salita che mena alla città, trovarono delle fanciulle che uscivano ad attingere acqua, e chiesero loro: `È qui il veggente?' 1 Sam. 9:11
- Quelle risposer loro, dicendo: `Sì, c'è; è là dove sei diretto; ma va' presto, giacché è venuto oggi in città, perché oggi il popolo fa un sacrifizio sull'alto luogo. 1 Sam. 9:12
- Quando sarete entrati in città, lo troverete di certo, prima ch'egli salga all'alto luogo a mangiare. Il popolo non mangerà prima ch'egli sia giunto, perché è lui che deve benedire il sacrifizio; dopo di che, i convitati mangeranno. Or dunque salite, perché proprio ora lo troverete'. 1 Sam. 9:13
- `Domani, a quest'ora, ti manderò un uomo del paese di Beniamino, e tu l'ungerai come capo del mio popolo d'Israele. Egli salverà il mio popolo dalle mani dei Filistei; poiché io ho rivolto lo sguardo verso il mio popolo, perché il suo grido è giunto fino a me'. 1 Sam. 9:16
- E Samuele rispose a Saul: `Sono io il veggente. Sali davanti a me all'alto luogo, e mangerete oggi con me; poi domattina ti lascerò partire, e ti dirò tutto quello che hai nel cuore. 1 Sam. 9:19
- Samuele prese Saul e il suo servo, li introdusse nella sala e li fe' sedere in capo di tavola fra i convitati, ch'eran circa trenta persone. 1 Sam. 9:22
- Il cuoco allora prese la coscia e ciò che v'aderiva, e la mise davanti a Saul. E Samuele disse: `Ecco ciò ch'è stato tenuto in serbo; mettitelo dinanzi e mangia, poiché è stato serbato apposta per te quand'ho invitato il popolo'. Così Saul, quel giorno, mangiò con Samuele. 1 Sam. 9:24
- Quando furon discesi all'estremità della città, Samuele disse a Saul: `Di' al servo che passi, e vada innanzi a noi (e il servo passò); ma tu adesso fermati, ed io ti farò udire la parola di Dio'. 1 Sam. 9:27
- Allora Samuele prese un vasetto d'olio, lo versò sul capo di lui, baciò Saul e disse: `L'Eterno non t'ha egli unto perché tu sia il capo della sua eredità? 1 Sam. 10:1
- E quando sarai passato più innanzi e sarai giunto alla quercia di Tabor, t'incontrerai con tre uomini che salgono ad adorare Iddio a Bethel, portando l'uno tre capretti, l'altro tre pani, e il terzo un otre di vino. 1 Sam. 10:3
- E non appena egli ebbe voltate le spalle per partirsi da Samuele, Iddio gli mutò il cuore, e tutti quei segni si verificarono in quel medesimo giorno. 1 Sam. 10:9
- E un uomo del luogo rispose, dicendo: `E chi è il loro padre?' Di qui venne il proverbio: `Saul è anch'egli tra i profeti?' 1 Sam. 10:12
- Poi Samuele convocò il popolo dinanzi all'Eterno a Mitspa, 1 Sam. 10:17
- E Samuele disse a tutto il popolo: `Vedete colui che l'Eterno si è scelto? Non v'è alcuno in tutto il popolo che sia pari a lui'. E tutto il popolo diè in esclamazioni di gioia, gridando: `Viva il re!' 1 Sam. 10:24
- Allora Samuele espose al popolo la legge del regno, e la scrisse in un libro, che depose nel cospetto dell'Eterno. Poi Samuele rimandò tutto il popolo, ciascuno a casa sua. 1 Sam. 10:25
- Saul se ne andò anch'egli a casa sua a Ghibea, e con lui andarono gli uomini valorosi a cui Dio avea toccato il cuore. 1 Sam. 10:26
- Gli anziani di Iabes gli dissero: `Concedici sette giorni di tregua perché inviamo de' messi per tutto il territorio d'Israele; e se non vi sarà chi ci soccorra, ci arrenderemo a te'. 1 Sam. 11:3
- I messi vennero dunque a Ghibea di Saul, riferirono queste parole in presenza del popolo, e tutto il popolo alzò la voce, e pianse. 1 Sam. 11:4
- Ed ecco Saul tornava dai campi, seguendo i bovi, e disse: `Che ha egli il popolo, che piange?' E gli riferiron le parole di quei di Iabes. 1 Sam. 11:5
- e prese un paio di buoi, li tagliò a pezzi, che mandò, per mano dei messi, per tutto il territorio d'Israele, dicendo: `Così saranno trattati i buoi di chi non seguirà Saul e Samuele'. Il terrore dell'Eterno s'impadronì del popolo, e partirono come se fossero stati un uomo solo. 1 Sam. 11:7
- E dissero a que' messi ch'eran venuti: `Dite così a quei di Iabes di Galaad: Domani, quando il sole sarà in tutto il suo calore, sarete liberati'. E i messi andarono a riferire queste parole a quei di Iabes, i quali si rallegrarono. 1 Sam. 11:9
- Il giorno seguente, Saul divise il popolo in tre schiere, che penetrarono nel campo degli Ammoniti in su la vigilia del mattino, e li batterono fino alle ore calde del giorno. Quelli che scamparono furon dispersi in guisa che non ne rimasero due assieme. 1 Sam. 11:11
- Il popolo disse a Samuele: `Chi è che diceva: Saul regnerà egli su noi? Dateci quegli uomini e li metteremo a morte'. 1 Sam. 11:12
- E tutto il popolo andò a Ghilgal, e quivi, a Ghilgal, fecero Saul re davanti all'Eterno, e quivi offrirono nel cospetto dell'Eterno sacrifizi di azioni di grazie. E Saul e gli uomini tutti d'Israele fecero gran festa in quel luogo. 1 Sam. 11:15
- Ed ora, ecco il re che andrà dinanzi a voi. Quanto a me, io son vecchio e canuto, e i miei figliuoli sono tra voi; io sono andato innanzi a voi dalla mia giovinezza fino a questo giorno. 1 Sam. 12:2
- Eccomi qui; rendete la vostra testimonianza a mio carico, in presenza dell'Eterno e in presenza del suo unto: A chi ho preso il bue? A chi ho preso l'asino? Chi ho defraudato? A chi ho fatto violenza? Dalle mani di chi ho accettato doni per chiuder gli occhi a suo riguardo? Io vi restituirò ogni cosa!' 1 Sam. 12:3
- Ed egli a loro: `Oggi l'Eterno è testimone contro di voi, e il suo unto pure è testimone, che voi non avete trovato nulla nelle mie mani'. Il popolo rispose: `Egli è testimone!' 1 Sam. 12:5
- Ma essi dimenticarono l'Eterno, il loro Dio, ed egli li diede in potere di Sisera, capo dell'esercito di Hatsor, e in potere dei Filistei e del re di Moab, i quali mossero loro guerra. 1 Sam. 12:9
- Ma quando udiste che Nahas, re de' figliuoli di Ammon, marciava contro di voi, mi diceste: `No, deve regnar su noi un re', mentre l'Eterno, il vostro Dio, era il vostro re. 1 Sam. 12:12
- Or dunque, ecco il re che vi siete scelto, che avete chiesto; ecco, l'Eterno ha costituito un re su di voi. 1 Sam. 12:13
- Se temete l'Eterno, lo servite, e ubbidite alla sua voce, se non siete ribelli al comandamento dell'Eterno, e tanto voi quanto il re che regna su voi siete seguaci dell'Eterno, ch'è il vostro Dio, bene; 1 Sam. 12:14
- Non siamo al tempo della messe del grano? Io invocherò l'Eterno, ed egli manderà tuoni e pioggia affinché sappiate e veggiate quanto è grande agli occhi dell'Eterno il male che avete fatto chiedendo per voi un re'. 1 Sam. 12:17
- Allora Samuele invocò l'Eterno, e l'Eterno mandò quel giorno tuoni e pioggia; e tutto il popolo ebbe gran timore dell'Eterno e di Samuele. 1 Sam. 12:18
- E tutto il popolo disse a Samuele: `Prega l'Eterno, il tuo Dio, per i tuoi servi, affinché non muoiamo; poiché a tutti gli altri nostri peccati abbiamo aggiunto questo torto di chiedere per noi un re'. 1 Sam. 12:19
- E Samuele rispose al popolo: `Non temete; è vero, voi avete fatto tutto questo male; nondimeno, non vi ritraete dal seguir l'Eterno, ma servitelo con tutto il cuor vostro; 1 Sam. 12:20
- Poiché l'Eterno, per amore del suo gran nome, non abbandonerà il suo popolo, giacché è piaciuto all'Eterno di far di voi il popolo suo. 1 Sam. 12:22
- E, quanto a me, lungi da me il peccare contro l'Eterno cessando di pregare per voi! Anzi, io vi mostrerò la buona e diritta via. 1 Sam. 12:23
- Solo temete l'Eterno, e servitelo fedelmente, con tutto il cuor vostro; poiché mirate le cose grandi ch'egli ha fatte per voi! 1 Sam. 12:24
- Ma, se continuate ad agire malvagiamente, perirete e voi e il vostro re'. 1 Sam. 12:25
- Saul si scelse tremila uomini d'Israele: duemila stavano con lui a Micmas e sul monte di Bethel, e mille con Gionatan a Ghibea di Beniamino; e rimandò il resto del popolo, ognuno alla sua tenda. 1 Sam. 13:2
- Gionatan batté la guarnigione de' Filistei che stava a Gheba, e i Filistei lo seppero; e Saul fe' sonar la tromba per tutto il paese, dicendo: `Lo sappiano gli Ebrei!' 1 Sam. 13:3
- E tutto Israele sentì dire: `Saul ha battuto la guarnigione de' Filistei, e Israele è venuto in odio ai Filistei'. Così il popolo fu convocato a Ghilgal per seguir Saul. 1 Sam. 13:4
- Or gl'Israeliti, vedendosi ridotti a mal partito, perché il popolo era messo alle strette, si nascosero nelle caverne, nelle macchie, tra le rocce, nelle buche e nelle cisterne. 1 Sam. 13:6
- Ci furon degli Ebrei che passarono il Giordano, per andare nel paese di Gad e di Galaad. Quanto a Saul, egli era ancora a Ghilgal, e tutto il popolo che lo seguiva, tremava. 1 Sam. 13:7
- Egli aspettò sette giorni, secondo il termine fissato da Samuele; ma Samuele non giungeva a Ghilgal, e il popolo cominciò a disperdersi e ad abbandonarlo. 1 Sam. 13:8
- Ma Samuele gli disse: `Che hai tu fatto?' Saul rispose: `Siccome vedevo che il popolo si disperdeva e m'abbandonava, che tu non giungevi nel giorno stabilito, e che i Filistei erano adunati a Micmas, mi son detto: 1 Sam. 13:11
- Allora Samuele disse a Saul: `Tu hai agito stoltamente; non hai osservato il comandamento che l'Eterno, il tuo Dio, ti avea dato. L'Eterno avrebbe stabilito il tuo regno sopra Israele in perpetuo; 1 Sam. 13:13
- ma ora il tuo regno non durerà; l'Eterno s'è cercato un uomo secondo il cuor suo, e l'Eterno l'ha destinato ad esser principe del suo popolo, giacché tu non hai osservato quel che l'Eterno t'aveva ordinato'. 1 Sam. 13:14
- Dal campo de' Filistei uscirono dei guastatori divisi in tre schiere: una prese la via d'Ofra, verso il paese di Shual; 1 Sam. 13:17
- l'altra prese la via di Beth-Horon; la terza prese la via della frontiera che guarda la valle di Tseboim, verso il deserto. 1 Sam. 13:18
- Or in tutto il paese d'Israele non si trovava un fabbro; poiché i Filistei aveano detto: `Vediamo che gli Ebrei non si facciano spade o lance'. 1 Sam. 13:19
- E tutti gl'Israeliti scendevano dai Filistei per farsi aguzzare chi il suo vomero, chi la sua zappa, chi la sua scure, chi la sua vanga. 1 Sam. 13:20
- E il prezzo dell'arrotatura era di un pim per le vanghe, per le zappe, per i tridenti, per le scuri e per aggiustare i pungoli. 1 Sam. 13:21
- Così avvenne che il dì della battaglia non si trovava in mano a tutta la gente ch'era con Saul e con Gionatan, né spada né lancia; non se ne trovava che in man di Saul e di Gionatan suo figliuolo. 1 Sam. 13:22
- E la guarnigione dei Filistei uscì ad occupare il passo di Micmas. 1 Sam. 13:23
- Saul stava allora all'estremità di Ghibea sotto il melagrano di Migron, e la gente che avea seco noverava circa seicento uomini; 1 Sam. 14:2
- e Ahia, figliuolo di Ahitub, fratello d'Icabod, figliuolo di Fineas, figliuolo d'Eli sacerdote dell'Eterno a Sciloh, portava l'efod. Il popolo non sapeva che Gionatan se ne fosse andato. 1 Sam. 14:3
- Il suo scudiero gli rispose: `Fa' tutto quello che ti sta nel cuore; va' pure; ecco, io son teco dove il cuor ti mena'. 1 Sam. 14:7
- E lo spavento si sparse nell'accampamento, nella campagna e fra tutto il popolo; la guarnigione e i guastatori furono anch'essi spaventati; il paese tremò; fu uno spavento di Dio. 1 Sam. 14:15
- Allora Saul disse alla gente ch'era con lui: `Fate la rassegna, e vedete chi se n'è andato da noi'. E, fatta la rassegna, ecco che mancavano Gionatan e il suo scudiero. 1 Sam. 14:17
- E mentre Saul parlava col sacerdote, il tumulto andava aumentando nel campo de' Filistei; e Saul disse al sacerdote: `Ritira la mano!' 1 Sam. 14:19
- Poi Saul e tutto il popolo ch'era con lui si radunarono e s'avanzarono fino al luogo della battaglia; ed ecco che la spada dell'uno era rivolta contro l'altro, e la confusione era grandissima. 1 Sam. 14:20
- Or tutto il popolo giunse a una foresta, dove c'era del miele per terra. 1 Sam. 14:25
- E come il popolo fu entrato nella foresta, vide il miele che colava; ma nessuno si portò la mano alla bocca, perché il popolo rispettava il giuramento. 1 Sam. 14:26
- Ma Gionatan non avea sentito quando suo padre avea fatto giurare il popolo; e stese la punta del bastone che teneva in mano, la intinse nel miele che colava, portò la mano alla bocca, e gli si rischiarò la vista. 1 Sam. 14:27
- Uno del popolo, rivolgendosi a lui, gli disse: `Tuo padre ha espressamente fatto fare al popolo questo giuramento: Maledetto l'uomo che toccherà oggi cibo; e il popolo è estenuato'. 1 Sam. 14:28
- Ah, se il popolo avesse oggi mangiato a sua voglia del bottino che ha trovato presso i nemici! Non si sarebb'egli fatto una più grande strage de' Filistei?' 1 Sam. 14:30
- Essi dunque sconfissero quel giorno i Filistei da Micmas ad Ajalon; il popolo era estenuato, e si gettò sul bottino; 1 Sam. 14:31
- E questo fu riferito a Saul e gli fu detto: `Ecco, il popolo pecca contro l'Eterno, mangiando carne col sangue'. Ed egli disse: `Voi avete commesso un'infedeltà; rotolate subito qua presso di me una gran pietra'. 1 Sam. 14:33
- E Saul soggiunse: `Andate attorno fra il popolo, e dite a ognuno di menarmi qua il suo bue e la sua pecora, e di scannarli qui; poi mangiate, e non peccate contro l'Eterno, mangiando carne con sangue!' E, quella notte, ognuno del popolo menò di propria mano il suo bue, e lo scannò quivi. 1 Sam. 14:34
- E Saul edificò un altare all'Eterno; questo fu il primo altare ch'egli edificò all'Eterno. 1 Sam. 14:35
- Poi Saul disse: `Scendiamo nella notte a inseguire i Filistei; saccheggiamoli fino alla mattina, e facciamo che non ne scampi uno'. Il popolo rispose: `Fa' tutto quello che ti par bene'. Allora disse il sacerdote: `Accostiamoci qui a Dio'. 1 Sam. 14:36
- E Saul disse: `Accostatevi qua, voi tutti capi del popolo, riconoscete e vedete in che consista il peccato commesso quest'oggi! 1 Sam. 14:38
- Poiché, com'è vero che l'Eterno, il salvatore d'Israele, vive, quand'anche il reo fosse Gionatan mio figliuolo, egli dovrà morire'. Ma in tutto il popolo non ci fu alcuno che gli rispondesse. 1 Sam. 14:39
- Allora egli disse a tutto Israele: `Mettetevi da un lato, e io e Gionatan mio figliuolo staremo dall'altro'. E il popolo disse a Saul: `Fa' quello che ti par bene'. 1 Sam. 14:40
- Saul disse all'Eterno: `Dio d'Israele, fa' conoscere la verità!' E Gionatan e Saul furon designati dalla sorte, e il popolo scampò. 1 Sam. 14:41
- Saul disse: `Mi tratti Iddio con tutto il suo rigore, se non andrai alla morte, o Gionatan!' 1 Sam. 14:44
- E il popolo disse a Saul: `Gionatan, che ha operato questa gran liberazione in Israele, dovrebb'egli morire? Non sarà mai! Com'è vero che l'Eterno vive, non cadrà in terra un capello del suo capo; poiché oggi egli ha operato con Dio!' Così il popolo salvò Gionathan, che non fu messo a morte. 1 Sam. 14:45
- Spiegò il suo valore, sconfisse gli Amalekiti, e liberò Israele dalle mani di quelli che lo predavano. 1 Sam. 14:48
- Il nome della moglie di Saul era Ahinoam, figliuola di Ahimaaz, e il nome del capitano del suo esercito era Abner, figliuolo di Ner, zio di Saul. 1 Sam. 14:50
- Per tutto il tempo di Saul, vi fu guerra accanita contro i Filistei; e, come Saul scorgeva un uomo forte e valoroso, lo prendeva seco. 1 Sam. 14:52
- Saul dunque convocò il popolo e ne fece la rassegna in Telaim: erano duecentomila fanti e diecimila uomini di Giuda. 1 Sam. 15:4
- E prese vivo Agag, re degli Amalekiti, e votò allo sterminio tutto il popolo, passandolo a fil di spada. 1 Sam. 15:8
- Ma Saul e il popolo risparmiarono Agag e il meglio delle pecore, de' buoi, gli animali della seconda figliatura, gli agnelli e tutto quel che v'era di buono; non vollero votarli allo sterminio, ma votarono allo sterminio tutto ciò che non avea valore ed era meschino. 1 Sam. 15:9
- Saul rispose: `Son bestie menate dal paese degli Amalekiti; perché il popolo ha risparmiato il meglio delle pecore e de' buoi per farne de' sacrifizi all'Eterno, al tuo Dio; il resto, però, l'abbiam votato allo sterminio'. 1 Sam. 15:15
- ma il popolo ha preso, fra il bottino, delle pecore e de' buoi come primizie di ciò che doveva essere sterminato, per farne de' sacrifizi all'Eterno, al tuo Dio, a Ghilgal'. 1 Sam. 15:21
- E Samuele disse: `L'Eterno ha egli a grado gli olocausti e i sacrifizi come che si ubbidisca alla sua voce? Ecco, l'ubbidienza val meglio che il sacrifizio, e dare ascolto val meglio che il grasso dei montoni; 1 Sam. 15:22
- poiché la ribellione è come il peccato della divinazione, e l'ostinatezza è come l'adorazione degli idoli e degli dèi domestici. Giacché tu hai rigettata la parola dell'Eterno, anch'egli ti rigetta come re'. 1 Sam. 15:23
- Allora Saul disse a Samuele: `Io ho peccato, poiché ho trasgredito il comandamento dell'Eterno e le tue parole; io ho temuto il popolo, e ho dato ascolto alla sua voce. 1 Sam. 15:24
- Or dunque, ti prego, perdona il mio peccato, ritorna con me, e io mi prostrerò davanti all'Eterno'. E Samuele disse a Saul: 1 Sam. 15:25
- E come Samuele si voltava per andarsene, Saul lo prese per il lembo del mantello, che si strappò. 1 Sam. 15:27
- Allora Samuele gli disse: `L'Eterno strappa oggi d'addosso a te il regno d'Israele, e lo dà ad un altro, ch'è migliore di te. 1 Sam. 15:28
- L'Eterno disse a Samuele: `Fino a quando farai tu cordoglio per Saul, mentre io l'ho rigettato perché non regni più sopra Israele? Empi d'olio il tuo corno, e va'; io ti manderò da Isai di Bethlehem, perché mi son provveduto di un re tra i suoi figliuoli'. 1 Sam. 16:1
- Poi Samuele disse ad Isai: `Sono questi tutti i tuoi figli?'. Isai rispose: `Resta ancora il più giovane, ma è a pascere le pecore'. 1 Sam. 16:11
- Allora Samuele prese il corno dell'olio, e l'unse in mezzo ai suoi fratelli; e, da quel giorno in poi, lo spirito dell'Eterno investì Davide. E Samuele si levò e se ne andò a Rama. 1 Sam. 16:13
- Ordini ora il nostro signore ai tuoi servi che ti stanno dinanzi, di cercare un uomo che sappia sonar l'arpa; e quando il cattivo spirito suscitato da Dio t'investirà, quegli si metterà a sonare, e tu ne sarai sollevato'. 1 Sam. 16:16
- Allora uno de' domestici prese a dire: `Ecco io ho veduto un figliuolo di Isai, il Bethlehemita, che sa sonar bene; è un uomo forte, valoroso, un guerriero, parla bene, è di bell'aspetto, e l'Eterno è con lui'. 1 Sam. 16:18
- Or quando il cattivo spirito suscitato da Dio investiva Saul, Davide pigliava l'arpa e si metteva a sonare; Saul si sentiva sollevato, stava meglio, e il cattivo spirito se n'andava da lui. 1 Sam. 16:23
- Aveva in testa un elmo di rame, era vestito d'una corazza a squame il cui peso era di cinquemila sicli di rame, 1 Sam. 17:5
- Egli dunque si fermò; e, vòlto alle schiere d'Israele, gridò: `Perché uscite a schierarvi in battaglia: Non sono io il Filisteo, e voi de' servi di Saul? Scegliete uno fra voi, e scenda contro a me. 1 Sam. 17:8
- E il Filisteo aggiunse: `Io lancio oggi questa sfida a disonore delle schiere d'Israele: Datemi un uomo, e ci batteremo!' 1 Sam. 17:10
- I tre figliuoli maggiori d'Isai erano andati alla guerra con Saul; e i tre figliuoli ch'erano andati alla guerra, si chiamavano: Eliab, il primogenito; Abinadab il secondo, e Shamma il terzo. 1 Sam. 17:13
- Davide era il più giovine; e quando i tre maggiori ebbero seguìto Saul, 1 Sam. 17:14
- E il Filisteo si faceva avanti la mattina e la sera, e si presentò così per quaranta giorni. 1 Sam. 17:16
- L'indomani Davide s'alzò di buon mattino, lasciò le pecore a un guardiano, prese il suo carico, e partì come Isai gli aveva ordinato; e come giunse al parco dei carri, l'esercito usciva per schierarsi in battaglia e alzava gridi di guerra. 1 Sam. 17:20
- Gli uomini d'Israele dicevano: `Avete visto quell'uomo che s'avanza? Egli s'avanza per coprir d'obbrobrio Israele. Se qualcuno l'uccide, il re lo farà grandemente ricco, gli darà la sua propria figliuola, ed esenterà in Israele la casa del padre di lui da ogni aggravio'. 1 Sam. 17:25
- Eliab, suo fratello maggiore, avendo udito Davide parlare a quella gente, s'accese d'ira contro di lui, e disse: `Perché sei sceso qua? E a chi hai lasciato quelle poche pecore nel deserto? Io conosco il tuo orgoglio e la malignità del tuo cuore; tu sei sceso qua per veder la battaglia?' 1 Sam. 17:28
- E Davide disse a Saul: `Nessuno si perda d'animo a motivo di costui! Il tuo servo andrà e si batterà con quel Filisteo'. 1 Sam. 17:32
- E Davide rispose a Saul: `Il tuo servo pascolava il gregge di suo padre; e quando un leone o un orso veniva a portar via una pecora di mezzo al gregge, 1 Sam. 17:34
- Sì, il tuo servo ha ucciso il leone e l'orso; e questo incirconciso Filisteo sarà come uno di quelli, perché ha coperto d'obbrobrio le schiere dell'Iddio vivente'. 1 Sam. 17:36
- E prese in mano il suo bastone, si scelse nel torrente cinque pietre ben lisce, le pose nella sacchetta da pastore, che gli serviva di carniera, e con la fionda in mano mosse contro il Filisteo. 1 Sam. 17:40
- Il Filisteo anch'egli si fe' innanzi, avvicinandosi sempre più a Davide, ed era preceduto dal suo scudiero. 1 Sam. 17:41
- E quando il Filisteo ebbe scòrto Davide, lo disprezzò, perch'egli non era che un giovinetto, biondo e di bell'aspetto. 1 Sam. 17:42
- Il Filisteo disse a Davide: `Son io un cane, che tu vieni contro a me col bastone?' E il Filisteo maledisse Davide in nome de' suoi dèi; 1 Sam. 17:43
- e il Filisteo disse a Davide: `Vieni qua ch'io dia la tua carne agli uccelli del cielo e alle bestie de' campi'. 1 Sam. 17:44
- E come il Filisteo si mosse e si fe' innanzi per accostarsi a Davide, Davide anch'egli corse prestamente verso la linea di battaglia incontro al Filisteo; 1 Sam. 17:48
- mise la mano nella sacchetta, ne cavò una pietra, la lanciò con la fionda, e colpì il Filisteo nella fronte; la pietra gli si conficcò nella fronte, ed ei cadde bocconi per terra. 1 Sam. 17:49
- Così Davide, con una fionda e con una pietra, vinse il Filisteo; lo colpì e l'uccise, senz'aver spada alla mano. 1 Sam. 17:50
- Poi Davide corse, si gettò sul Filisteo, gli prese la spada e, sguainatala, lo mise a morte e gli tagliò la testa. E i Filistei, vedendo che il loro eroe era morto, si diedero alla fuga. 1 Sam. 17:51
- E i figliuoli d'Israele, dopo aver dato la caccia ai Filistei, tornarono e predarono il loro campo. 1 Sam. 17:53
- Or quando Saul avea veduto Davide che andava contro il Filisteo, avea chiesto ad Abner, capo dell'esercito: `Abner, di chi è figliuolo questo giovinetto?' E Abner avea risposto: `Com'è vero che tu vivi, o re, io non lo so'. 1 Sam. 17:55
- E il re avea detto: `Informati di chi sia figliuolo questo ragazzo'. 1 Sam. 17:56
- Or quando Davide, ucciso il Filisteo, fu di ritorno, Abner lo prese e lo menò alla presenza di Saul, avendo egli in mano la testa del Filisteo. 1 Sam. 17:57
- Quindi Gionathan si tolse di dosso il mantello, e lo diede a Davide; e così fece delle sue vesti, fino alla sua spada, al suo arco e alla sua cintura. 1 Sam. 18:4
- E Davide andava e riusciva bene dovunque Saul lo mandava: Saul lo mise a capo della gente di guerra, ed egli era gradito a tutto il popolo, anche ai servi di Saul. 1 Sam. 18:5
- Or all'arrivo dell'esercito, quando Davide, ucciso il Filisteo, facea ritorno, le donne uscirono da tutte le città d'Israele incontro al re Saul, cantando e danzando al suon de' timpani e de' triangoli, e alzando grida di gioia; 1 Sam. 18:6
- Saul n'ebbe sdegno fortissimo; quelle parole gli dispiacquero, e disse: `Ne dànno diecimila a Davide, e a me non ne dan che mille! Non gli manca più che il regno!' 1 Sam. 18:8
- Il giorno dopo, un cattivo spirito, suscitato da Dio, s'impossessò di Saul che era come fuori di sé in mezzo alla casa, mentre Davide sonava l'arpa, come solea fare tutti i giorni. Saul aveva in mano la sua lancia; 1 Sam. 18:10
- e la scagliò, dicendo: `Inchioderò Davide al muro!' Ma Davide schivò il colpo per due volte. 1 Sam. 18:11
- I servi di Saul ridissero queste parole a Davide. Ma Davide replicò: `Sembra a voi cosa lieve il diventar genero del re? E io son povero e di basso stato'. 1 Sam. 18:23
- E Saul disse: `Dite così a Davide: Il re non domanda dote; ma domanda cento prepuzi di Filistei, per trar vendetta de' suoi nemici'. Or Saul aveva in animo di far cader Davide nelle mani de' Filistei. 1 Sam. 18:25
- Davide si levò, partì con la sua gente, uccise duecento uomini de' Filistei, portò i loro prepuzi e ne consegnò il numero preciso al re, per diventar suo genero. 1 Sam. 18:27
- Or i principi de' Filistei uscivano a combattere; e ogni volta che uscivano, Davide riusciva meglio di tutti i servi di Saul, in guisa che il suo nome divenne molto famoso. 1 Sam. 18:30
- Gionathan dunque parlò a Saul, suo padre, in favore di Davide, e gli disse: `Non pecchi il re contro al suo servo, contro a Davide, giacché ei non ha peccato contro a te, e anzi l'opera sua t'è stata di grande utilità. 1 Sam. 19:4
- Egli ha messo la propria vita a repentaglio, ha ucciso il Filisteo, e l'Eterno ha operato una grande liberazione a pro di tutto Israele. Tu l'hai veduto, e te ne sei rallegrato; perché dunque peccheresti tu contro il sangue innocente facendo morir Davide senza ragione?' 1 Sam. 19:5
- E Saul cercò d'inchiodar Davide al muro con la lancia; ma Davide schivò il colpo, e la lancia diè nel muro. Davide fuggì e si mise in salvo in quella stessa notte. 1 Sam. 19:10
- Egli andò dunque là, a Naioth, presso Rama; e lo spirito di Dio investì anche lui; ed egli continuò il suo viaggio, profetando, finché giunse a Naioth, presso Rama. 1 Sam. 19:23
- E anch'egli si spogliò delle sue vesti, anch'egli profetò in presenza di Samuele, e giacque nudo per terra tutto quel giorno e tutta quella notte. Donde il detto: `Saul è anch'egli tra i profeti?' 1 Sam. 19:24
- Davide fuggì da Naioth presso Rama, andò a trovare Gionathan, e gli disse: `Che ho mai fatto? Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato verso tuo padre, ch'egli vuole la mia vita?' 1 Sam. 20:1
- Se tuo padre nota la mia assenza, tu gli dirai: - Davide mi ha pregato istantemente di poter dare una corsa fino a Bethlehem, sua città, perché v'è il sacrifizio annuo per tutta la sua famiglia. 1 Sam. 20:6
- - S'egli dice: - Sta bene - il tuo servo avrà pace; ma, se si adira, sappi che il male che mi vuol fare è deciso. 1 Sam. 20:7
- Mostra dunque la tua bontà verso il tuo servo giacché hai fatto entrare il tuo servo in un patto con te nel nome dell'Eterno; ma, se v'è in me qualche iniquità, dammi la morte tu; perché mi meneresti da tuo padre?' 1 Sam. 20:8
- Gionathan disse: `Lungi da te questo pensiero! S'io venissi a sapere che il male è deciso da parte di mio padre e sta per venirti addosso, non te lo farei io sapere?' 1 Sam. 20:9
- E Gionathan disse a Davide: `L'Eterno, l'Iddio d'Israele, mi sia testimonio! Quando domani o posdomani, a quest'ora, io avrò scandagliato mio padre, s'egli è ben disposto verso Davide, ed io non mando a fartelo sapere, l'Eterno tratti Gionathan con tutto il suo rigore! 1 Sam. 20:12
- Poi Gionathan gli disse: `Domani è la nuova luna, e la tua assenza sarà notata, perché il tuo posto sarà vuoto. 1 Sam. 20:18
- Domani l'altro dunque tu scenderai giù fino al luogo dove ti nascondesti il giorno del fatto, e rimarrai presso la pietra di Ezel. 1 Sam. 20:19
- Poi subito manderò il mio ragazzo, dicendogli: - Va' a cercare le frecce. - Se dico al ragazzo: - Guarda, le frecce son di qua da te, prendile! - tu allora vieni, perché tutto va bene per te, e non hai nulla da temere, come l'Eterno vive! 1 Sam. 20:21
- Davide dunque si nascose nella campagna; e quando venne il novilunio, il re si pose a sedere a mensa per il pasto. 1 Sam. 20:24
- Il re, come al solito, si pose a sedere sulla sua sedia ch'era vicina al muro; Gionathan s'alzò per porsi di faccia, Abner si assise accanto a Saul, ma il posto di Davide rimase vuoto. 1 Sam. 20:25
- Ma l'indomani, secondo giorno della luna nuova, il posto di Davide era ancora vuoto; e Saul disse a Gionathan, suo figliuolo: `Perché il figliuolo d'Isai non è venuto a mangiare né ieri né oggi?' 1 Sam. 20:27
- e ha detto: - Ti prego, lasciami andare, perché abbiamo in città un sacrifizio di famiglia, e il mio fratello mi ha raccomandato d'andarvi; ora dunque, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, ti prego, lasciami dare una corsa per vedere i miei fratelli. - Per questa ragione egli non è venuto alla mensa del re'. 1 Sam. 20:29
- Poiché, fino a tanto che il figliuol d'Isai avrà vita sulla terra, non vi sarà stabilità né per te né per il tuo regno. Or dunque mandalo a cercare e fallo venire da me, perché deve morire'. 1 Sam. 20:31
- E, acceso d'ira, si levò da mensa, e non mangiò nulla il secondo giorno della luna nuova, addolorato com'era per l'onta che suo padre avea fatta a Davide. 1 Sam. 20:34
- E disse al suo ragazzo: `Corri a cercare le frecce che tiro'. E, come il ragazzo correva, tirò una freccia che passò di là da lui. 1 Sam. 20:36
- E quando il ragazzo fu giunto al luogo dov'era la freccia che Gionathan avea tirata Gionathan gli gridò dietro: `La freccia non è essa di là da te?' 1 Sam. 20:37
- E Gionathan gridò ancora dietro al ragazzo: `Via, fa' presto, non ti trattenere!' Il ragazzo di Gionathan raccolse le frecce, e tornò dal suo padrone. 1 Sam. 20:38
- Or il ragazzo non sapeva nulla; Gionathan e Davide soli sapevano di che si trattasse. 1 Sam. 20:39
- E come il ragazzo se ne fu andato, Davide si levò di dietro il mucchio di pietre, si gettò con la faccia a terra, e si prostrò tre volte; poi i due si baciarono l'un l'altro e piansero assieme; Davide sopratutto diè in pianto dirotto. 1 Sam. 20:41
- Davide rispose al sacerdote Ahimelec: `Il re m'ha dato un'incombenza, e m'ha detto: - Nessuno sappia nulla dell'affare per cui ti mando e dell'ordine che t'ho dato; - e quanto alla mia gente, le ho detto di trovarsi in un dato luogo. 1 Sam. 21:2
- Il sacerdote rispose a Davide, dicendo: `Non ho sotto mano del pane comune, ma c'è del pane consacrato; ma la tua gente s'è almeno astenuta da contatto con donne?' 1 Sam. 21:4
- Il sacerdote gli diè dunque del pane consacrato perché non v'era quivi altro pane tranne quello della presentazione, ch'era stato tolto d'innanzi all'Eterno, per mettervi invece del pan caldo nel momento in cui si toglieva l'altro. 1 Sam. 21:6
- Il sacerdote rispose: `C'è la spada di Goliath, il Filisteo, che tu uccidesti nella valle de' terebinti; è là involta in un panno dietro all'efod; se la vuoi prendere, prendila, perché qui non ve n'è altra fuori di questa'. E Davide disse: `Nessuna è pari a quella; dammela!' 1 Sam. 21:9
- E i servi del re dissero ad Akis: `Non è questi Davide, il re del paese? Non è egli colui del quale cantavan nelle loro danze: Saul ha uccisi i suoi mille, e Davide i suoi diecimila?' 1 Sam. 21:11
- Mutò il suo modo di fare in loro presenza, faceva il pazzo in mezzo a loro, tracciava de' segni sui battenti delle porte, e si lasciava scorrer la saliva sulla barba. 1 Sam. 21:13
- Mi mancan forse de' pazzi, che m'avete condotto questo a fare il pazzo in mia presenza? Costui non entrerà in casa mia!' 1 Sam. 21:15
- Egli dunque li condusse davanti al re di Moab, ed essi rimasero con lui tutto il tempo che Davide fu nella sua fortezza. 1 Sam. 22:4
- E il profeta Gad disse a Davide: `Non star più in questa fortezza; parti, e recati nel paese di Giuda'. Davide allora partì, e venne nella foresta di Hereth. 1 Sam. 22:5
- E Saul disse ai servi che gli stavano intorno: `Ascoltate ora, Beniaminiti! Il figliuolo d'Isai vi darà egli forse a tutti de' campi e delle vigne? Farà egli di tutti voi de' capi di migliaia e de' capi di centinaia, 1 Sam. 22:7
- che avete tutti congiurato contro di me, e non v'è alcuno che m'abbia informato dell'alleanza che il mio figliuolo ha fatta col figliuolo d'Isai, e non v'è alcuno di voi che mi compianga e m'informi che il mio figliuolo ha sollevato contro di me il mio servo perché mi tenda insidie come fa oggi?' 1 Sam. 22:8
- E Doeg, l'Idumeo, il quale era preposto ai servi di Saul, rispose e disse: `Io vidi il figliuolo d'Isai venire a Nob da Ahimelec, figliuolo di Ahitub, 1 Sam. 22:9
- il quale consultò l'Eterno per lui, gli diede dei viveri, e gli diede la spada di Goliath il Filisteo'. 1 Sam. 22:10
- Allora il re mandò a chiamare il sacerdote Ahimelec, figliuolo di Ahitub, e tutta la famiglia del padre di lui, vale a dire i sacerdoti ch'erano a Nob. E tutti vennero al re. 1 Sam. 22:11
- E Saul gli disse: `Perché tu e il figliuolo d'Isai avete congiurato contro di me? Perché gli hai dato del pane e una spada; e hai consultato Dio per lui affinché insorga contro di me e mi tenda insidie come fa oggi?' 1 Sam. 22:13
- Ho io forse cominciato oggi a consultare Iddio per lui? Lungi da me il pensiero di tradirti! Non imputi il re nulla di simile al suo servo o a tutta la famiglia di mio padre; perché il tuo servo non sa cosa alcuna, piccola o grande, di tutto questo'. 1 Sam. 22:15
- Il re disse: `Tu morrai senz'altro, Ahimelec, tu con tutta la famiglia del padre tuo!' 1 Sam. 22:16
- E il re disse alle guardie che gli stavano attorno: `Volgetevi e uccidete i sacerdoti dell'Eterno, perché anch'essi son d'accordo con Davide; sapevano ch'egli era fuggito, e non me ne hanno informato'. Ma i servi del re non vollero metter le mani addosso ai sacerdoti dell'Eterno. 1 Sam. 22:17
- E il re disse a Doeg: `Volgiti tu, e gettati sui sacerdoti!' E Doeg, l'Idumeo, si volse, si avventò addosso ai sacerdoti, e uccise in quel giorno ottantacinque persone che portavano l'efod di lino. 1 Sam. 22:18
- Davide dunque andò con la sua gente a Keila, combatté contro i Filistei, portò via il loro bestiame, e inflisse loro una grande sconfitta. Così Davide liberò gli abitanti di Keila. 1 Sam. 23:5
- Saul dunque convocò tutto il popolo per andare alla guerra, per scendere a Keila e cinger d'assedio Davide e la sua gente. 1 Sam. 23:8
- Poi disse: `O Eterno, Dio d'Israele, il tuo servo ha sentito come cosa certa che Saul cerca di venire a Keila per distruggere la città per causa mia. 1 Sam. 23:10
- Quei di Keila mi daranno essi nelle sue mani? Saul scenderà egli come il tuo servo ha sentito dire? O Eterno, Dio d'Israele, deh! fallo sapere al tuo servo!' L'Eterno rispose: `Scenderà'. 1 Sam. 23:11
- e gli disse: `Non temere poiché Saul, mio padre, non riuscirà a metterti le mani addosso: tu regnerai sopra Israele, e io sarò il secondo dopo di te; e ben lo sa anche Saul mio padre'. 1 Sam. 23:17
- Scendi dunque, o re, giacché tutto il desiderio dell'anima tua è di scendere, e penserem noi a darlo nelle mani del re'. 1 Sam. 23:20
- Andate, vi prego, informatevi anche più sicuramente per sapere e scoprire il luogo dove suol fermarsi, e chi l'abbia quivi veduto; poiché mi si dice ch'egli è molto astuto. 1 Sam. 23:22
- arrivò a Saul un messo che disse: `Affrèttati a venire, perché i Filistei hanno invaso il paese'. 1 Sam. 23:27
- La gente di Davide gli disse: `Ecco il giorno nel quale l'Eterno ti dice: Vedi, io ti do nelle mani il tuo nemico; fa' di lui quello che ti piacerà'. Allora Davide s'alzò, e senza farsi scorgere tagliò il lembo del mantello di Saul. 1 Sam. 24:4
- Ma dopo, il cuore gli batté, per aver egli tagliato il lembo del mantello di Saul. 1 Sam. 24:5
- E Davide disse alla sua gente: `Mi guardi l'Eterno, dal commettere contro il mio signore, ch'è l'unto dell'Eterno, l'azione di mettergli le mani addosso; poich'egli è l'unto dell'Eterno'. 1 Sam. 24:6
- E colle sue parole Davide raffrenò la sua gente, e non le permise di gettarsi su Saul. E Saul si levò, uscì dalla spelonca e continuò il suo cammino. 1 Sam. 24:7
- Ora guarda, padre mio, guarda qui nella mia mano il lembo del tuo mantello. Se io t'ho tagliato il lembo del mantello e non t'ho ucciso, puoi da questo veder chiaro che non v'è nella mia condotta né malvagità né ribellione, e che io non ho peccato contro di te, mentre tu mi tendi insidie per tòrmi la vita! 1 Sam. 24:11
- Dice il proverbio antico: - Il male vien dai malvagi; - io quindi non ti metterò le mani addosso. 1 Sam. 24:13
- Contro chi è uscito il re d'Israele? Chi vai tu perseguitando? Un can morto, una pulce. 1 Sam. 24:14
- Se uno incontra il suo nemico, lo lascia egli andarsene in pace? Ti renda dunque l'Eterno il contraccambio del bene che m'hai fatto quest'oggi! 1 Sam. 24:19
- Ora, ecco, io so che per certo tu regnerai, e che il regno d'Israele rimarrà stabile nelle tue mani. 1 Sam. 24:20
- Or dunque giurami nel nome dell'Eterno che non distruggerai la mia progenie dopo di me, e che non estirperai il mio nome dalla casa di mio padre'. 1 Sam. 24:21
- Samuele morì, e tutto Israele si radunò e ne fece cordoglio; e lo seppellirono nella sua proprietà, a Rama. Allora Davide si levò, e scese verso il deserto di Paran. 1 Sam. 25:1
- Quest'uomo avea nome Nabal, e il nome di sua moglie era Abigail, donna di buon senso e di bell'aspetto; ma l'uomo era duro e malvagio nell'agir suo; discendeva da Caleb. 1 Sam. 25:3
- Ho saputo che tu hai i tosatori; ora, i tuoi pastori sono stati con noi, e noi non abbiam fatto loro alcun oltraggio, e nulla è stato loro portato via per tutto il tempo che sono stati a Carmel. 1 Sam. 25:7
- Ma Nabal rispose ai servi di Davide, dicendo: `Chi è Davide? E chi è il figliuolo d'Isai? Sono molti, oggi, i servi che scappano dai loro padroni; 1 Sam. 25:10
- e prenderei io il mio pane, la mia acqua e la carne che ho macellata pei miei tosatori, per darli a gente che non so donde venga?' 1 Sam. 25:11
- Allora Davide disse ai suoi uomini: `Ognun di voi si cinga la sua spada'. Ognuno si cinse la sua spada, e Davide pure si cinse la sua, e saliron dietro a Davide circa quattrocento uomini; duecento rimasero presso il bagaglio. 1 Sam. 25:13
- Or Abigail, moglie di Nabal, fu informata della cosa da uno de' suoi servi, che le disse: `Ecco, Davide ha inviato dal deserto de' messi per salutare il nostro padrone, ed egli li ha trattati male. 1 Sam. 25:14
- Eppure, quella gente è stata molto buona verso di noi; noi non ne abbiam ricevuto alcun oltraggio, e non ci han portato via nulla per tutto il tempo che siamo andati attorno con loro quand'eravamo per la campagna. 1 Sam. 25:15
- Di giorno e di notte sono stati per noi come una muraglia, per tutto il tempo che siamo stati con loro pascendo i greggi. 1 Sam. 25:16
- E com'ella, a cavallo al suo asino, scendeva il monte per un sentiero coperto, ecco Davide e i suoi uomini che scendevano di fronte a lei, sì ch'ella li incontrò. 1 Sam. 25:20
- Te ne prego, signor mio, non far caso di quell'uomo da nulla ch'è Nabal; poiché egli è quel che dice il suo nome; si chiama Nabal, e in lui non c'è che stoltezza; ma io, la tua serva, non vidi i giovani mandati dal mio signore. 1 Sam. 25:25
- Or dunque, signor mio, com'è vero che vive l'Eterno e che l'anima tua vive, l'Eterno t'ha impedito di spargere il sangue e di farti giustizia con le tue proprie mani. Ed ora, i tuoi nemici e quelli che voglion fare del male al mio signore siano come Nabal! 1 Sam. 25:26
- E adesso, ecco questo regalo che la tua serva reca al mio signore; sia dato ai giovani che seguono il mio signore. 1 Sam. 25:27
- Deh, perdona il fallo della tua serva; poiché per certo l'Eterno renderà stabile la casa del mio signore, giacché il mio signore combatte le battaglie dell'Eterno, e in tutto il tempo della tua vita non s'è trovata malvagità in te. 1 Sam. 25:28
- E se mai sorgesse alcuno a perseguitarti e ad attentare alla tua vita, l'anima del mio signore sarà custodita nello scrigno della vita presso l'Eterno, ch'è il tuo Dio; ma l'anima de' tuoi nemici l'Eterno la lancerà via, come dalla rete d'una frombola. 1 Sam. 25:29
- E quando l'Eterno avrà fatto al mio signore tutto il bene che t'ha promesso e t'avrà stabilito come capo sopra Israele, 1 Sam. 25:30
- il mio signore non avrà questo dolore e questo rimorso d'avere sparso del sangue senza motivo e d'essersi fatto giustizia da sé. E quando l'Eterno avrà fatto del bene al mio signore, ricordati della tua serva'. 1 Sam. 25:31
- E sia benedetto il tuo senno, e benedetta sii tu che m'hai oggi impedito di spargere del sangue e di farmi giustizia con le mie proprie mani! 1 Sam. 25:33
- Ed Abigail venne da Nabal; ed ecco ch'egli faceva banchetto in casa sua; banchetto da re. Nabal aveva il cuore allegro, perch'era ebbro fuor di modo; ond'ella non gli fece sapere alcuna cosa, piccola o grande, fino allo spuntar del giorno. 1 Sam. 25:36
- Ma la mattina, quando gli fu passata l'ebbrezza, la moglie raccontò a Nabal queste cose; allora gli si freddò il cuore, ed ei rimase come un sasso. 1 Sam. 25:37
- Quando Davide seppe che Nabal era morto, disse: `Sia benedetto l'Eterno, che m'ha reso giustizia dell'oltraggio fattomi da Nabal, e ha preservato il suo servo dal far del male! La malvagità di Nabal, l'Eterno l'ha fatta ricadere sul capo di lui!' Poi Davide mandò da Abigail a proporle di diventar sua moglie. 1 Sam. 25:39
- Allora Davide si levò, venne al luogo dove Saul stava accampato, e notò il luogo ov'eran coricati Saul ed Abner, il figliuolo di Ner, capo dell'esercito di lui. Saul stava coricato nel parco dei carri, e la sua gente era accampata intorno a lui. 1 Sam. 26:5
- Allora Abishai disse a Davide: `Oggi Iddio t'ha messo il tuo nemico nelle mani; or lascia, ti prego, ch'io lo colpisca con la lancia e lo inchiodi in terra con un sol colpo; e non ci sarà bisogno d'un secondo'. 1 Sam. 26:8
- Poi Davide aggiunse: `Com'è vero che l'Eterno vive, l'Eterno solo sarà quegli che lo colpirà, sia che venga il suo giorno e muoia, sia che scenda in campo di battaglia e vi perisca. 1 Sam. 26:10
- E Davide disse ad Abner: `Non sei tu un valoroso? E chi è pari a te in Israele? Perché dunque non hai tu fatto buona guardia al re tuo signore? Poiché uno del popolo è venuto per ammazzare il re tuo signore. 1 Sam. 26:15
- Questo che tu hai fatto non sta bene. Com'è vero che l'Eterno vive, meritate la morte voi che non avete fatto buona guardia al vostro signore, all'unto dell'Eterno! Ed ora guarda dove sia la lancia del re e dove sia la brocca dell'acqua che stava presso il suo capo!' 1 Sam. 26:16
- Poi aggiunse: `Perché il mio signore perseguita il suo servo? Che ho io fatto? Che delitto ho io commesso? 1 Sam. 26:18
- Ora dunque, si degni il re, mio signore, d'ascoltare le parole del suo servo. Se è l'Eterno quegli che t'incita contro di me, accetti egli un'oblazione! Ma se son gli uomini, siano essi maledetti dinanzi all'Eterno, poiché m'hanno oggi cacciato per separarmi dall'eredità dell'Eterno, dicendomi: - Va' a servire a degli dèi stranieri! 1 Sam. 26:19
- Or dunque non cada il mio sangue in terra lungi dalla presenza dell'Eterno! Poiché il re d'Israele è uscito per andar in traccia d'una pulce, come si va dietro a una pernice su per i monti'. 1 Sam. 26:20
- E Saul disse a Davide: `Sii tu benedetto, figliuol mio Davide. Tu agirai da forte, e riuscirai per certo vittorioso'. Davide continuò il suo cammino, e Saul tornò a casa sua. 1 Sam. 26:25
- Or Davide disse in cuor suo: `Un giorno o l'altro io perirò per le mani di Saul; non v'è nulla di meglio per me che rifugiarmi nel paese dei Filistei, in guisa che Saul, perduta ogni speranza, finisca di cercarmi per tutto il territorio d'Israele; così scamperò dalle sue mani'. 1 Sam. 27:1
- Davide disse ad Akis: `Se ho trovato grazia agli occhi tuoi, siami dato in una delle città della campagna un luogo dove io possa stabilirmi; e perché il tuo servo dimorerebb'egli con te nella città reale?' 1 Sam. 27:5
- Or il tempo che Davide passò nel paese dei Filistei fu di un anno e quattro mesi. 1 Sam. 27:7
- E Davide e la sua gente salivano e facevano delle scorrerie nel paese dei Gheshuriti, dei Ghirziti e degli Amalekiti; poiché queste popolazioni abitavano da tempi antichi il paese, dal lato di Shur fino al paese d'Egitto. 1 Sam. 27:8
- E Davide devastava il paese, non vi lasciava in vita né uomo né donna, e pigliava pecore, buoi, asini, cammelli e indumenti; poi se ne tornava e andava da Akis. 1 Sam. 27:9
- Akis domandava: `Dove avete fatto la scorreria quest'oggi?' E Davide rispondeva: `Verso il mezzogiorno di Giuda, verso il mezzogiorno degli Jerahmeeliti e verso il mezzogiorno dei Kenei'. 1 Sam. 27:10
- E Davide non lasciava in vita né uomo né donna per menarli a Gath, poiché diceva: `Potrebbero parlare contro di noi e dire: Così ha fatto Davide'. Questo fu il suo modo d'agire tutto il tempo che dimorò nel paese dei Filistei. 1 Sam. 27:11
- `E tu vedrai quello che il tuo servo farà'. E Akis a Davide: `E io t'affiderò per sempre la guardia della mia persona'. 1 Sam. 28:2
- Quando Saul vide l'accampamento dei Filistei ebbe paura e il cuore gli tremò forte. 1 Sam. 28:5
- Il re le disse: `Non temere; ma che vedi?' E la donna a Saul: `Vedo un essere sovrumano che esce di sotto terra'. 1 Sam. 28:13
- L'Eterno ha agito come aveva annunziato per mio mezzo; l'Eterno ti strappa di mano il regno e lo dà al tuo prossimo, a Davide, 1 Sam. 28:17
- E l'Eterno darà anche Israele con te nelle mani dei Filistei, e domani tu e i tuoi figliuoli sarete meco; l'Eterno darà pure il campo d'Israele nelle mani dei Filistei'. 1 Sam. 28:19
- Allora i capi dei Filistei dissero: `Che fanno qui questi Ebrei?' E Akis rispose ai capi dei Filistei: `Ma questi è Davide, servo di Saul re d'Israele, che è stato presso di me da giorni, anzi da anni, e contro il quale non ho avuto nulla da ridire dal giorno della sua defezione a oggi!' 1 Sam. 29:3
- Allora Akis chiamò Davide e gli disse: `Com'è vero che l'Eterno vive, tu sei un uomo retto, e vedo con piacere il tuo andare e venire con me nel campo, poiché non ho trovato in te nulla di male dal giorno che arrivasti da me fino ad oggi; ma tu non piaci ai principi. 1 Sam. 29:6
- Davide disse ad Akis: `Ma che ho mai fatto? e che hai tu trovato nel tuo servo, in tutto il tempo che sono stato presso di te fino al dì d'oggi, perch'io non debba andare a combattere contro i nemici del re, mio signore?' 1 Sam. 29:8
- Tre giorni dopo, quando Davide e la sua gente furon giunti a Tsiklag, ecco che gli Amalekiti avean fatto una scorreria verso il mezzogiorno e verso Tsiklag; aveano presa Tsiklag e l'aveano incendiata; 1 Sam. 30:1
- ma Davide continuò l'inseguimento con quattrocento uomini: duecento erano rimasti addietro, troppo stanchi per poter attraversare il torrente Besor. 1 Sam. 30:10
- Davide gli chiese: `A chi appartieni? e di dove sei?' Quegli rispose: `Sono un giovine egiziano, servo di un Amalekita; e il mio padrone m'ha abbandonato perché tre giorni fa caddi infermo. 1 Sam. 30:13
- Davide gli disse: `Vuoi tu condurmi giù dov'è quella banda?' Quegli rispose: `Giurami per il nome di Dio che non mi ucciderai e non mi darai nelle mani del mio padrone, e io ti menerò giù dov'è quella banda'. 1 Sam. 30:15
- Davide riprese anche tutti i greggi e tutti gli armenti; e quelli che menavano questo bestiame e camminavano alla sua testa, dicevano: `Questo è il bottino di Davide!' 1 Sam. 30:20
- E chi vi darebbe retta in quest'affare? Qual è la parte di chi scende alla battaglia, tale dev'essere la parte di colui che rimane presso il bagaglio; faranno tra loro le parti uguali'. 1 Sam. 30:24
- Il forte della battaglia si volse contro Saul; gli arcieri lo raggiunsero, ed egli si trovò in grande angoscia a motivo degli arcieri. 1 Sam. 31:3
- Così, in quel giorno, morirono insieme Saul, i suoi tre figliuoli, il suo scudiero e tutta la sua gente. 1 Sam. 31:6
- Tagliarono la testa a Saul, lo spogliarono delle sue armi, e mandarono all'intorno per il paese de' Filistei ad annunziare la buona notizia nei tempî dei loro idoli ed al popolo; 1 Sam. 31:9
- e collocarono le armi di lui nel tempio di Astarte, e appesero il suo cadavere alle mura di Beth-Shan. 1 Sam. 31:10
- tutti gli uomini valorosi si levarono, camminarono tutta la notte, tolsero dalle mura di Beth-Shan il cadavere di Saul e i cadaveri dei suoi figliuoli, tornarono a Jabes, e quivi li bruciarono. 1 Sam. 31:12
- Quand'ecco, il terzo giorno, arrivare dal campo, di presso a Saul, un uomo colle vesti stracciate e col capo sparso di polvere, il quale, giunto in presenza di Davide, si gettò in terra e gli si prostrò dinanzi. 2 Sam. 1:2
- Davide gli disse: `Che è successo? dimmelo, ti prego'. Quegli rispose: `Il popolo è fuggito dal campo di battaglia, e molti uomini son caduti e morti; e anche Saul e Gionathan, suo figliuolo, sono morti'. 2 Sam. 1:4
- Il giovine che gli raccontava queste cose, disse: `Mi trovavo per caso sul monte Ghilboa, e vidi Saul che si appoggiava sulla sua lancia, e i carri e i cavalieri lo stringevan da presso. 2 Sam. 1:6
- Io dunque mi appressai e lo uccisi, perché sapevo che, una volta caduto, non avrebbe potuto vivere. Poi presi il diadema ch'egli aveva in capo e il braccialetto che aveva al braccio, e li ho portati qui al mio signore'. 2 Sam. 1:10
- E Davide gli disse: `Il tuo sangue ricada sul tuo capo, poiché la tua bocca ha testimoniato contro di te quando hai detto: - Io ho ucciso l'unto dell'Eterno'. 2 Sam. 1:16
- Il fiore de' tuoi figli, o Israele, giace ucciso sulle tue alture! Come mai son caduti quei prodi? 2 Sam. 1:19
- Il tempo che Davide regnò a Hebron sulla casa di Giuda fu di sette anni e sei mesi. 2 Sam. 2:11
- Ma Joab e Abisai inseguirono Abner; e il sole tramontava quando giunsero al colle di Amma, ch'è dirimpetto a Ghiah, sulla via del deserto di Gabaon. 2 Sam. 2:24
- Allora Abner chiamò Joab e disse: `La spada divorerà ella in perpetuo? Non sai tu che alla fine ci sarà dell'amaro? Quando verrà dunque il momento che ordinerai al popolo di non dar più la caccia ai suoi fratelli?' 2 Sam. 2:26
- Joab rispose: `Com'è vero che Dio vive, se tu non avessi parlato, il popolo non avrebbe cessato d'inseguire i suoi fratelli prima di domani mattina'. 2 Sam. 2:27
- Allora Joab suonò la tromba, e tutto il popolo si fermò, senza più inseguire Israele, e cessò di combattere. 2 Sam. 2:28
- Abner e la sua gente camminarono tutta quella notte per la campagna, passarono il Giordano, attraversarono tutto il Bithron e giunsero a Mahanaim. 2 Sam. 2:29
- Joab tornò anch'egli dall'inseguire Abner; e, radunato tutto il popolo, risultò che della gente di Davide mancavano diciannove uomini ed Asael. 2 Sam. 2:30
- Poi portaron via Asael e lo seppellirono nel sepolcro di suo padre, a Bethlehem. Poi Joab e la sua gente camminaron tutta la notte; e il giorno spuntava, quando giunsero a Hebron. 2 Sam. 2:32
- E nacquero a Davide dei figliuoli a Hebron. Il suo primogenito fu Amnon, di Ahinoam, la Izreelita; 2 Sam. 3:2
- il secondo fu Kileab di Abigail, la Carmelita, ch'era stata moglie di Nabal; il terzo fu Absalom, figliuolo di Maaca, figliuola di Talmai, re di Gheshur; 2 Sam. 3:3
- il quarto fu Adonija, figliuolo di Hagghith; il quinto fu Scefatia, figliuolo di Abital, 2 Sam. 3:4
- e il sesto fu Ithream, figliuolo di Egla, moglie di Davide. Questi nacquero a Davide in Hebron. 2 Sam. 3:5
- Abner si adirò forte per le parole di Jsh-Bosheth, e rispose: `Sono io una testa di cane che tenga da Giuda? Oggi io do prova di benevolenza, verso la casa di Saul tuo padre, verso i suoi fratelli ed i suoi amici, non t'ho dato nelle mani di Davide, e proprio oggi tu mi rimproveri il fallo commesso con questa donna! 2 Sam. 3:8
- trasferendo il regno dalla casa di Saul a quella di lui, e stabilendo il trono di Davide sopra Israele e sopra Giuda, da Dan fino a Beer-Sheba'. 2 Sam. 3:10
- E Abner spedì tosto de' messi a Davide per dirgli: `A chi appartiene il paese?' e `Fa' alleanza con me, e il mio braccio sarà al tuo servizio per volgere dalla tua parte tutto Israele'. 2 Sam. 3:12
- E il marito andò con lei, l'accompagnò piangendo, e la seguì fino a Bahurim. Poi Abner gli disse: `Va', torna indietro!' Ed egli se ne ritornò. 2 Sam. 3:16
- ora è tempo d'agire; giacché l'Eterno ha parlato di lui e ha detto: - Per mezzo di Davide, mio servo, io salverò il mio popolo Israele dalle mani dei Filistei e da quelle di tutti i suoi nemici'. 2 Sam. 3:18
- Poi Abner disse a Davide: `Io mi leverò e andrò a radunare tutto Israele presso il re mio signore, affinché essi facciano alleanza teco e tu regni su tutto quello che il cuor tuo desidera'. Così Davide accomiatò Abner, che se ne andò in pace. 2 Sam. 3:21
- Quando Joab e tutta la gente ch'era con lui furono arrivati, qualcuno riferì la nuova a Joab, dicendo: `Abner, figliuolo di Ner, è venuto dal re, il quale lo ha licenziato, ed egli se n'è andato in pace'. 2 Sam. 3:23
- E quando Abner fu tornato a Hebron, Joab lo trasse in disparte nello spazio fra le due porte, come volendogli parlare in segreto, e quivi lo colpì nell'inguine, sì ch'egli ne morì; e ciò, per vendicare il sangue di Asael suo fratello. 2 Sam. 3:27
- Davide, avendo poi udito il fatto, disse: `Io e il mio regno siamo in perpetuo innocenti, nel cospetto dell'Eterno, del sangue di Abner, figliuolo di Ner; 2 Sam. 3:28
- Davide disse a Joab e a tutto il popolo ch'era con lui: `Stracciatevi le vesti, cingetevi di sacco, e fate cordoglio per la morte di Abner!' E il re Davide andò dietro alla bara. 2 Sam. 3:31
- Abner fu seppellito a Hebron, e il re alzò la voce e pianse sulla tomba di Abner; e pianse tutto il popolo. 2 Sam. 3:32
- E il re fece un canto funebre su Abner, e disse: `Doveva Abner morire come muore uno stolto? 2 Sam. 3:33
- E tutto il popolo ricominciò a piangere Abner; poi s'accostò a Davide per fargli prender qualche cibo mentr'era ancora giorno; ma Davide giurò dicendo: `Mi tratti Iddio con tutto il suo rigore se assaggerò pane o alcun'altra cosa prima che tramonti il sole!' 2 Sam. 3:35
- E tutto il popolo capì e approvò la cosa; tutto quello che il re fece fu approvato da tutto il popolo. 2 Sam. 3:36
- Così tutto il popolo e tutto Israele riconobbero in quel giorno che il re non entrava per nulla nell'uccisione di Abner, figliuolo di Ner. 2 Sam. 3:37
- E il re disse ai suoi servi: `Non sapete voi che un principe ed un grand'uomo è caduto oggi in Israele? 2 Sam. 3:38
- Quanto a me, benché unto re, sono tuttora debole; mentre questa gente, i figliuoli di Tseruia, son troppo forti per me. Renda l'Eterno a chi fa il male secondo la malvagità di lui'. 2 Sam. 3:39
- Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, avea due uomini che erano capitani di schiere; il nome dell'uno era Baana, e il nome dell'altro Recab; erano figliuoli di Rimmon di Beeroth, della tribù di Beniamino, perché anche Beeroth è considerata come appartenente a Beniamino, 2 Sam. 4:2
- (Or Gionathan, figliuolo di Saul, aveva un figlio storpiato de' piedi, il quale era in età di cinque anni quando arrivò da Izreel la nuova della morte di Saul e di Gionathan. La balia lo prese e fuggì; e in questa sua fuga precipitosa avvenne che il bimbo fece una caduta e rimase zoppo. Il suo nome era Mefibosheth). 2 Sam. 4:4
- I figliuoli di Rimmon Beerothita, Recab e Baana, andaron dunque e si recarono, sul più caldo del giorno, in casa di Jsh-Bosheth, il quale stava prendendo il suo riposo del meriggio. 2 Sam. 4:5
- E portarono la testa di Jsh-Bosheth a Davide a Hebron, e dissero al re: `Ecco la testa di Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, tuo nemico, il quale cercava di toglierti la vita; l'Eterno ha oggi fatte le vendette del re, mio signore, sopra Saul e sopra la sua progenie'. 2 Sam. 4:8
- Ma Davide rispose a Recab ed a Baana suo fratello, figliuoli di Rimmon Beerothita, e disse loro: `Com'è vero che vive l'Eterno il quale ha liberato l'anima mia da ogni distretta, 2 Sam. 4:9
- Già in passato, quando Saul regnava su noi, eri tu quel che guidavi e riconducevi Israele; e l'Eterno t'ha detto: - Tu pascerai il mio popolo d'Israele, tu sarai il principe d'Israele'. 2 Sam. 5:2
- Così tutti gli anziani d'Israele vennero dal re a Hebron, e il re Davide fece alleanza con loro a Hebron in presenza dell'Eterno; ed essi unsero Davide come re d'Israele. 2 Sam. 5:3
- Or il re con la sua gente si mosse verso Gerusalemme contro i Gebusei, che abitavano quel paese. Questi dissero a Davide: `Tu non entrerai qua; giacché i ciechi e gli zoppi te ne respingeranno!'; volendo dire: `Davide non c'entrerà mai'. 2 Sam. 5:6
- E Davide disse in quel giorno: `Chiunque batterà i Gebusei giungendo fino al canale, e respingerà gli zoppi ed i ciechi che sono odiati da Davide...' Donde il detto: `Il cieco e lo zoppo non entreranno nella Casa'. 2 Sam. 5:8
- Allora Davide riconobbe che l'Eterno lo stabiliva saldamente come re d'Israele e rendeva grande il regno di lui per amore del suo popolo d'Israele. 2 Sam. 5:12
- E Davide consultò l'Eterno, il quale gli disse: `Non salire; gira alle loro spalle, e giungerai su loro dirimpetto ai Gelsi. 2 Sam. 5:23
- Poi si levò, e con tutto il popolo ch'era con lui, partì da Baalé di Giuda per trasportare di là l'arca di Dio, sulla quale è invocato il Nome, il nome dell'Eterno degli eserciti, che siede sovr'essa fra i cherubini. 2 Sam. 6:2
- E posero l'arca di Dio sopra un carro nuovo, e la levarono dalla casa di Abinadab ch'era sul colle; e Uzza e Ahio, figliuoli di Abinadab, conducevano il carro nuovo 2 Sam. 6:3
- Or avvenne che come l'arca dell'Eterno entrava nella città di Davide, Mical, figliuola di Saul, guardò dalla finestra; e vedendo il re Davide che saltava e danzava dinanzi all'Eterno, lo disprezzò in cuor suo. 2 Sam. 6:16
- Quand'ebbe finito d'offrire gli olocausti e i sacrifizi di azioni di grazie, Davide benedisse il popolo nel nome dell'Eterno degli eserciti, 2 Sam. 6:18
- e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d'Israele, uomini e donne, un pane per uno, una porzione di carne e una schiacciata di fichi secchi. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua. 2 Sam. 6:19
- E come Davide se ne tornava per benedire la sua famiglia, Mical, figliuola di Saul, gli uscì incontro e gli disse: `Bell'onore s'è fatto oggi il re d'Israele a scoprirsi davanti agli occhi delle serve de' suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla!' 2 Sam. 6:20
- Or avvenne che il re, quando si fu stabilito nella sua casa e l'Eterno gli ebbe dato riposo liberandolo da tutti i suoi nemici d'ogn'intorno, 2 Sam. 7:1
- Dovunque sono andato, or qua, or là, in mezzo a tutti i figliuoli d'Israele, ho io forse mai parlato ad alcuna delle tribù a cui avevo comandato di pascere il mio popolo d'Israele, dicendole: Perché non mi edificate una casa di cedro? 2 Sam. 7:7
- Ora dunque parlerai così al mio servo Davide: Così dice l'Eterno degli eserciti: - Io ti presi dall'ovile, di dietro alle pecore, perché tu fossi il principe d'Israele, mio popolo; 2 Sam. 7:8
- e sono stato teco dovunque sei andato, ho sterminato dinanzi a te tutti i tuoi nemici, e ho reso il tuo nome grande come quello dei grandi che son sulla terra; 2 Sam. 7:9
- Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai coi tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua progenie, il figlio che sarà uscito dalle tue viscere, e stabilirò saldamente il suo regno. 2 Sam. 7:12
- Egli edificherà una casa al mio nome, ed io renderò stabile in perpetuo il trono del suo regno. 2 Sam. 7:13
- E la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre, dinanzi a te, e il tuo trono sarà reso stabile in perpetuo'. 2 Sam. 7:16
- Allora il re Davide andò a presentarsi davanti all'Eterno e disse: `Chi son io, o Signore, o Eterno, e che è la mia casa, che tu m'abbia fatto arrivare fino a questo punto? 2 Sam. 7:18
- Che potrebbe Davide dirti di più? Tu conosci il tuo servo, Signore, Eterno! 2 Sam. 7:20
- Per amor della tua parola e seguendo il cuor tuo, hai compiuto tutte queste grandi cose per rivelarle al tuo servo. 2 Sam. 7:21
- E qual popolo è come il tuo popolo, come Israele, l'unica nazione sulla terra che Dio sia venuto a redimere per formare il suo popolo, e per farsi un nome, e per compiere a suo pro, cose grandi e tremende, cacciando d'innanzi al tuo popolo che ti sei redento dall'Egitto, delle nazioni coi loro dèi? 2 Sam. 7:23
- Tu hai stabilito il tuo popolo d'Israele per esser tuo popolo in perpetuo; e tu, o Eterno, sei divenuto il suo Dio. 2 Sam. 7:24
- E il tuo nome sia magnificato in perpetuo, e si dica: L'Eterno degli eserciti è l'Iddio d'Israele! E la casa del tuo servo Davide sia stabile dinanzi a te! 2 Sam. 7:26
- Poiché tu, o Eterno degli eserciti, Dio d'Israele, hai fatto una rivelazione al tuo servo e gli hai detto: Io ti edificherò una casa! Perciò il tuo servo ha preso l'ardire di rivolgerti questa preghiera. 2 Sam. 7:27
- Davide sconfisse anche Hadadezer, figliuolo di Rehob, re di Tsoba, mentr'egli andava a ristabilire il suo dominio sul fiume Eufrate. 2 Sam. 8:3
- Il re Davide prese anche una grande quantità di rame a Betah e a Berothai, città di Hadadezer. 2 Sam. 8:8
- E il re Davide consacrò anche quelli all'Eterno, come avea già consacrato l'argento e l'oro tolto alle nazioni che avea soggiogate: 2 Sam. 8:11
- Davide regnò su tutto Israele, facendo ragione e amministrando la giustizia a tutto il suo popolo. 2 Sam. 8:15
- Or v'era un servo della casa di Saul, per nome Tsiba, che fu fatto venire presso Davide. Il re gli chiese: `Sei tu Tsiba?' Quegli rispose: `Servo tuo'. 2 Sam. 9:2
- Il re gli disse: `V'è egli più alcuno della casa di Saul, a cui io possa far del bene per amor di Dio?' Tsiba rispose al re: `V'è ancora un figliuolo di Gionathan, storpiato dei piedi'. 2 Sam. 9:3
- Il re gli disse: `Dov'è egli?' Tsiba rispose al re: `È in casa di Makir, figliuolo di Ammiel, a Lodebar'. 2 Sam. 9:4
- Allora il re lo mandò a prendere in casa di Makir, figliuolo di Ammiel, a Lodebar. 2 Sam. 9:5
- `Ecco il tuo servo!' Davide gli disse: `Non temere, perché io non mancherò di trattarti con bontà per amor di Gionathan tuo padre, e ti renderò tutte le terre di Saul tuo avolo, e tu mangerai sempre alla mia mensa'. 2 Sam. 9:7
- Mefibosheth s'inchinò profondamente, e disse: `Che cos'è il tuo servo, che tu ti degni guardare un can morto come son io?' 2 Sam. 9:8
- Allora il re chiamò Tsiba, servo di Saul, e gli disse: `Tutto quello che apparteneva a Saul e a tutta la sua casa io lo do al figliuolo del tuo signore. 2 Sam. 9:9
- Tu dunque, coi tuoi figliuoli e coi tuoi servi, lavoragli le terre e fa' le raccolte, affinché il figliuolo del tuo signore abbia del pane da mangiare; e Mefibosheth, figliuolo del tuo signore, mangerà sempre alla mia mensa'. Or Tsiba avea quindici figliuoli e venti servi. 2 Sam. 9:10
- Tsiba disse al re: `Il tuo servo farà tutto quello che il re mio signore ordina al suo servo'. E Mefibosheth mangiò alla mensa di Davide come uno dei figliuoli del re. 2 Sam. 9:11
- Or avvenne, dopo queste cose, che il re dei figliuoli di Ammon morì, e Hanun, suo figliuolo, regnò in luogo di lui. 2 Sam. 10:1
- Quando fu informato della cosa, Davide mandò gente ad incontrarli, perché quegli uomini erano oltremodo confusi. E il re fece dir loro: `Restate a Gerico finché vi sia ricresciuta la barba, poi tornerete'. 2 Sam. 10:5
- e mise il resto del popolo sotto gli ordini del suo fratello Abishai, per tener fronte ai figliuoli di Ammon; 2 Sam. 10:10
- Abbi coraggio, e dimostriamoci forti per il nostro popolo e per le città del nostro Dio; e faccia l'Eterno quello che a lui piacerà'. 2 Sam. 10:12
- E la cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto Israele, passò il Giordano, e giunse ad Helam. E i Sirî si ordinarono in battaglia contro Davide, e impegnarono l'azione. 2 Sam. 10:17
- Or avvenne che l'anno seguente, nel tempo in cui i re sogliono andare alla guerra, Davide mandò Joab con la sua gente e con tutto Israele a devastare il paese dei figliuoli di Ammon e ad assediare Rabba; ma Davide rimase a Gerusalemme. 2 Sam. 11:1
- Come Uria fu giunto da Davide, questi gli chiese come stessero Joab ed il popolo, e come andasse la guerra. 2 Sam. 11:7
- E Davide disse ad Uria: `Trattienti qui anche oggi, e domani ti lascerò partire'. Così Uria rimase a Gerusalemme quel giorno ed il seguente. 2 Sam. 11:12
- Joab dunque, assediando la città, pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico avea degli uomini valorosi. 2 Sam. 11:16
- se il re va in collera, e ti dice: - Perché vi siete accostati così alla città per dar battaglia? Non sapevate voi che avrebbero tirato di sulle mura? 2 Sam. 11:20
- Chi fu che uccise Abimelec, figliuolo di Jerubbesheth? Non fu ella una donna che gli gettò addosso un pezzo di macina dalle mura, si ch'egli morì a Thebets? Perché vi siete accostati così alle mura? - tu digli allora: - Il tuo servo Uria lo Hitteo è morto anch'egli'. 2 Sam. 11:21
- Il messo dunque partì; e, giunto, riferì a Davide tutto quello che Joab l'aveva incaricato di dire. 2 Sam. 11:22
- Il messo disse a Davide: `I nemici avevano avuto del vantaggio su di noi, e avean fatto una sortita contro di noi nella campagna; ma noi fummo loro addosso fino alla porta della città; 2 Sam. 11:23
- e finito che ella ebbe il lutto, Davide la mandò a cercare e l'accolse in casa sua. Ella divenne sua moglie, e gli partorì un figliuolo. Ma quello che Davide avea fatto dispiacque all'Eterno. 2 Sam. 11:27
- Il ricco avea pecore e buoi in grandissimo numero; 2 Sam. 12:2
- ma il povero non aveva nulla, fuorché una piccola agnellina ch'egli avea comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme ai figliuoli, mangiando il pane di lui, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; ed essa era per lui come una figliuola. 2 Sam. 12:3
- e pagherà quattro volte il valore dell'agnella, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto pietà'. 2 Sam. 12:6
- Allora Davide disse a Nathan: `Ho peccato contro l'Eterno'. E Nathan rispose a Davide: `E l'Eterno ha perdonato il tuo peccato; tu non morrai. 2 Sam. 12:13
- Nondimeno, siccome facendo così tu hai data ai nemici dell'Eterno ampia occasione di bestemmiare, il figliuolo che t'è nato dovrà morire'. Nathan se ne tornò a casa sua. 2 Sam. 12:14
- E l'Eterno colpì il bambino che la moglie di Uria avea partorito a Davide, ed esso cadde gravemente ammalato. 2 Sam. 12:15
- Davide quindi fece supplicazioni a Dio per il bambino, e digiunò; poi venne e passò la notte giacendo per terra. 2 Sam. 12:16
- Or avvenne che il settimo giorno il bambino morì; e i servi di Davide temevano di fargli sapere che il bambino era morto; poiché dicevano: `Ecco, quando il bambino era ancora vivo, noi gli abbiam parlato ed egli non ha dato ascolto alle nostre parole; come faremo ora a dirgli che il bambino è morto? Egli andrà a qualche estremo'. 2 Sam. 12:18
- Ma Davide, vedendo che i suoi servi bisbigliavano fra loro, comprese che il bambino era morto; e disse ai suoi servi: `È morto il bambino?' Quelli risposero: `È morto'. 2 Sam. 12:19
- I suoi servi gli dissero: `Che cosa fai? Quando il bambino era vivo ancora, tu digiunavi e piangevi; e ora ch'è morto, ti alzi e mangi!' 2 Sam. 12:21
- Egli rispose: `Quando il bambino era vivo ancora, digiunavo e piangevo, perché dicevo: - Chi sa che l'Eterno non abbia pietà di me e il bambino non resti in vita? - Ma ora ch'egli è morto, perché digiunerei? 2 Sam. 12:22
- L'Eterno amò Salomone e mandò il profeta Nathan che gli pose nome Iedidia, a motivo dell'amore che l'Eterno gli portava. 2 Sam. 12:25
- Or dunque raduna il rimanente del popolo, accampati contro la città, e prendila, affinché, prendendola io, non abbia a portare il mio nome'. 2 Sam. 12:28
- Davide radunò tutto il popolo, si mosse verso Rabba, l'assalì e la prese; 2 Sam. 12:29
- Fece uscire gli abitanti ch'erano nella città, e mise i loro corpi sotto delle seghe, degli erpici di ferro e delle scuri di ferro, e li fe' gettare in fornaci da mattoni; e così fece a tutte le città de' figliuoli di Ammon. Poi Davide se ne tornò a Gerusalemme con tutto il popolo. 2 Sam. 12:31
- Jonadab gli disse: `Mettiti a letto e fingiti malato; e quando tuo padre verrà a vederti, digli: - Fa', ti prego, che la mia sorella Tamar venga a darmi da mangiare e a preparare il cibo in mia presenza, sì ch'io lo vegga; e lo mangerò quando mi sarà pòrto dalle sue mani'. 2 Sam. 13:5
- Amnon dunque si mise a letto e si finse ammalato; e quando il re lo venne a vedere, Amnon gli disse: `Fa' ti prego, che la mia sorella Tamar venga e faccia un paio di frittelle in mia presenza; così le mangerò quando mi saran pòrte dalle sue mani'. 2 Sam. 13:6
- Allora Amnon disse a Tamar: `Portami il cibo in camera, e lo prenderò dalle tue mani'. E Tamar prese le frittelle che avea fatte, e le portò in camera ad Amnon suo fratello. 2 Sam. 13:10
- Anzi, chiamato il servo che lo assisteva, gli disse: `Caccia via costei lungi da me, e chiudile la porta dietro!' 2 Sam. 13:17
- - Or ella portava una tunica con le maniche, poiché le figliuole del re portavano simili vesti finché erano vergini. - Il servo di Amnon dunque la mise fuori, e le chiuse la porta dietro. 2 Sam. 13:18
- Il re Davide udì tutte queste cose, e ne fu fortemente adirato. 2 Sam. 13:21
- Absalom andò a trovare il re, e gli disse: `Ecco, il tuo servo ha i tosatori; ti prego, venga anche il re coi suoi servitori a casa del tuo servo!' 2 Sam. 13:24
- Ma il re disse ad Absalom: `No, figliuol mio, non andiamo tutti, che non ti siam d'aggravio'. E benché Absalom insistesse, il re non volle andare; ma gli diede la sua benedizione. 2 Sam. 13:25
- E Absalom disse: `Se non vuoi venir tu, ti prego, permetti ad Amnon, mio fratello, di venir con noi'. Il re gli rispose: `E perché andrebb'egli teco?' 2 Sam. 13:26
- Or Absalom diede quest'ordine ai suoi servi: `Badate, quando Amnon avrà il cuore riscaldato dal vino, e io vi dirò: - Colpite Amnon! - voi uccidetelo, e non abbiate paura; non son io che ve lo comando? Fatevi cuore, e comportatevi da forti!' 2 Sam. 13:28
- Allora il re si levò, si strappò le vesti, e si gettò per terra; e tutti i suoi servi gli stavan dappresso, con le vesti stracciate. 2 Sam. 13:31
- Ma Jonadab, figliuolo di Shimea, fratello di Davide, prese a dire: `Non dica il mio signore che tutti i giovani, figliuoli del re, sono stati uccisi; il solo Amnon è morto; per Absalom era cosa decisa fin dal giorno che Amnon gli violò la sorella Tamar. 2 Sam. 13:32
- Così dunque non si accori il re, mio signore, come se tutti i figliuoli del re fossero morti; il solo Amnon è morto'. Or Absalom aveva preso la fuga. 2 Sam. 13:33
- E il giovine che stava alle vedette alzò gli occhi, guardò, ed ecco che una gran turba di gente veniva per la via di ponente dal lato del monte. 2 Sam. 13:34
- E Jonadab disse al re: `Ecco i figliuoli del re che arrivano! La cosa sta come il tuo servo ha detto'. 2 Sam. 13:35
- E com'egli ebbe finito di parlare, ecco giungere i figliuoli del re, i quali alzarono la voce e piansero; ed anche il re e tutti i suoi servi versarono abbondanti lagrime. 2 Sam. 13:36
- Or Joab, figliuolo di Tseruia, avvedutosi che il cuore del re si piegava verso Absalom, mandò a Tekoa, 2 Sam. 14:1
- poi entra presso il re, e parlagli così e così'. E Joab le mise in bocca le parole da dire. 2 Sam. 14:3
- Il re le disse: `Che hai?' Ed ella rispose: `Pur troppo, io sono una vedova; mio marito è morto. 2 Sam. 14:5
- Ed ecco che tutta la famiglia è insorta contro la tua serva, dicendo: - Consegnaci colui che ha ucciso il fratello, affinché lo facciam morire per vendicare il fratello ch'egli ha ucciso, e per sterminare così anche l'erede. - In questo modo spegneranno il tizzo che m'è rimasto, e non lasceranno a mio marito né nome né discendenza sulla faccia della terra'. 2 Sam. 14:7
- Il re disse alla donna: `Vattene a casa tua: io darò degli ordini a tuo riguardo'. 2 Sam. 14:8
- E la donna di Tekoa disse al re: `O re mio signore, la colpa cada su me e sulla casa di mio padre, ma il re e il suo trono non ne siano responsabili'. 2 Sam. 14:9
- E il re: `Se qualcuno parla contro di te, mènalo da me, e vedrai che non ti toccherà più'. 2 Sam. 14:10
- Allora ella disse: `Ti prego, menzioni il re l'Eterno, il tuo Dio, perché il vindice del sangue non aumenti la rovina e non mi sia sterminato il figlio'. Ed egli rispose: `Com'è vero che l'Eterno vive, non cadrà a terra un capello del tuo figliuolo!' 2 Sam. 14:11
- Riprese la donna: `E perché pensi tu nel modo che fai quando si tratta del popolo di Dio? Dalla parola che il re ha ora pronunziato risulta esser egli in certo modo colpevole, in quanto non richiama colui che ha proscritto. 2 Sam. 14:13
- Noi dobbiamo morire, e siamo come acqua versata in terra, che non si può più raccogliere; ma Dio non toglie la vita, anzi medita il modo di far sì che il proscritto non rimanga bandito lungi da lui. 2 Sam. 14:14
- Ora, se io son venuta a parlar così al re mio signore è perché il popolo mi ha fatto paura; e la tua serva ha detto: `Voglio parlare al re; forse il re farà quello che gli dirà la sua serva; 2 Sam. 14:15
- il re ascolterà la sua serva, e la libererà dalle mani di quelli che vogliono sterminar me e il mio figliuolo dalla eredità di Dio. 2 Sam. 14:16
- E la tua serva diceva: `Oh possa la parola del re, mio signore, darmi tranquillità! poiché il re mio signore è come un angelo di Dio per discernere il bene dal male. L'Eterno, il tuo Dio, sia teco!' 2 Sam. 14:17
- Il re rispose e disse alla donna: `Ti prego, non celarmi quello ch'io ti domanderò'. La donna disse: `Parli pure il re, mio signore'. 2 Sam. 14:18
- E il re: `Joab non t'ha egli dato mano in tutto questo?' La donna rispose: `Com'è vero che l'anima tua vive, o re mio signore, la cosa sta né più né meno come ha detto il re mio signore; difatti, il tuo servo Joab è colui che m'ha dato questi ordini, ed è lui che ha messe tutte queste parole in bocca alla tua serva. 2 Sam. 14:19
- Il tuo servo Joab ha fatto così per dare un altro aspetto all'affare di Absalom; ma il mio signore ha la saviezza d'un angelo di Dio e conosce tutto quello che avvien sulla terra'. 2 Sam. 14:20
- Allora il re disse a Joab: `Ecco, voglio fare quello che hai chiesto; va' dunque, e fa' tornare il giovine Absalom'. 2 Sam. 14:21
- Joab si gettò con la faccia a terra, si prostrò, benedisse il re, e disse: `Oggi il tuo servo riconosce che ha trovato grazia agli occhi tuoi, o re, mio signore; poiché il re ha fatto quel che il suo servo gli ha chiesto'. 2 Sam. 14:22
- E il re disse: `Ch'ei si ritiri in casa sua e non vegga la mia faccia!' Così Absalom si ritirò in casa sua, e non vide la faccia del re. 2 Sam. 14:24
- E quando si facea tagliare i capelli (e se li faceva tagliare ogni anno perché la capigliatura gli pesava troppo) il peso de' suoi capelli era di duecento sicli a peso del re. 2 Sam. 14:26
- Allora Absalom disse ai suoi servi: `Guardate! il campo di Joab è vicino al mio, e v'è dell'orzo; andate a mettervi il fuoco!' E i servi di Absalom misero il fuoco al campo. 2 Sam. 14:30
- Joab allora andò dal re e gli fece l'ambasciata. Il re fece chiamare Absalom, il quale venne a lui, e si prostrò con la faccia a terra in sua presenza; e il re baciò Absalom. 2 Sam. 14:33
- Absalom si levava la mattina presto, e si metteva da un lato della via che menava alle porte della città; e quando qualcuno, avendo un processo, si recava dal re per chieder giustizia, Absalom lo chiamava, e gli diceva: `Di qual città sei tu?' L'altro gli rispondeva: `Il tuo servo è di tale e tale tribù d'Israele'. 2 Sam. 15:2
- Absalom faceva così con tutti quelli d'Israele che venivano dal re per chieder giustizia; e in questo modo Absalom rubò il cuore alla gente d'Israele. 2 Sam. 15:6
- Poiché, durante la sua dimora a Gheshur, in Siria, il tuo servo fece un voto, dicendo: Se l'Eterno mi riconduce a Gerusalemme, io servirò l'Eterno!' 2 Sam. 15:8
- Il re gli disse: `Va' in pace!' E quegli si levò e andò a Hebron. 2 Sam. 15:9
- Intanto Absalom mandò degli emissari per tutte le tribù d'Israele, a dire: `Quando udrete il suon della tromba, direte: Absalom è proclamato re a Hebron'. 2 Sam. 15:10
- Absalom, mentre offriva i sacrifizi, mandò a chiamare Ahitofel, il Ghilonita, consigliere di Davide, perché venisse dalla sua città di Ghilo. La congiura divenne potente, e il popolo andava vie più crescendo di numero attorno ad Absalom. 2 Sam. 15:12
- Or venne a Davide un messo, che disse: `Il cuore degli uomini d'Israele s'è volto verso Absalom'. 2 Sam. 15:13
- Il re dunque partì, seguito da tutta la sua casa, e lasciò dieci concubine a custodire il palazzo. 2 Sam. 15:16
- Il re partì, seguito da tutto il popolo, e si fermarono a Beth-Merhak. 2 Sam. 15:17
- Allora il re disse a Ittai di Gath: `Perché vuoi anche tu venir con noi? Torna indietro, e statti col re; poiché sei un forestiero, e per di più un esule dalla tua patria. 2 Sam. 15:19
- Ma Ittai rispose al re, dicendo: `Com'è vero che l'Eterno vive e che vive il re mio signore, in qualunque luogo sarà il re mio signore, per morire o per vivere, quivi sarà pure il tuo servo'. 2 Sam. 15:21
- E Davide disse ad Ittai: `Va', passa oltre!' Ed Ittai, il Ghitteo, passò oltre con tutta la sua gente e con tutti i fanciulli che eran con lui. 2 Sam. 15:22
- E tutti quelli del paese piangevano ad alta voce, mentre tutto il popolo passava. Il re passò il torrente Kidron, e tutto il popolo passò, prendendo la via del deserto. 2 Sam. 15:23
- Ed ecco venire anche Tsadok con tutti i Leviti, i quali portavano l'arca del patto di Dio. E mentre Abiathar saliva, essi posarono l'arca di Dio, finché tutto il popolo non ebbe finito di uscir dalla città. 2 Sam. 15:24
- E il re disse a Tsadok: `Riporta in città l'arca di Dio! Se io trovo grazia agli occhi dell'Eterno, egli mi farà tornare, e mi farà vedere l'arca e la dimora di lui; 2 Sam. 15:25
- Il re disse ancora al sacerdote Tsadok: `Capisci? Torna in pace in città con i due vostri figliuoli: Ahimaats, tuo figliuolo, e Gionathan, figliuolo di Abiathar. 2 Sam. 15:27
- E Davide saliva il monte degli Ulivi; saliva piangendo, e camminava col capo coperto e a piedi scalzi; e tutta la gente ch'era con lui aveva il capo coperto, e, salendo, piangeva. 2 Sam. 15:30
- E come Davide fu giunto in vetta al monte, al luogo dove si adora Dio, ecco farglisi incontro Hushai, l'Arkita, con la tunica stracciata ed il capo coperto di polvere, 2 Sam. 15:32
- Il re disse a Tsiba: `Che vuoi tu fare di coteste cose?' Tsiba rispose: `Gli asini serviranno di cavalcatura alla casa del re; il pane e i frutti d'estate sono per nutrire i giovani, e il vino è perché ne bevan quelli che saranno stanchi nel deserto'. 2 Sam. 16:2
- Il re disse: `E dov'è il figliuolo del tuo signore?' Tsiba rispose al re: `Ecco, è rimasto a Gerusalemme, perché ha detto: - Oggi la casa d'Israele mi renderà il regno di mio padre'. 2 Sam. 16:3
- Il re disse a Tsiba: `Tutto quello che appartiene a Mefibosheth è tuo'. Tsiba replicò: `Io mi prostro dinanzi a te! Possa io trovar grazia agli occhi tuoi, o re, mio signore!' 2 Sam. 16:4
- E quando il re Davide fu giunto a Bahurim, ecco uscir di là un uomo, imparentato con la famiglia di Saul, per nome Scimei, figliuolo di Ghera. Egli veniva innanzi proferendo maledizioni 2 Sam. 16:5
- e gettando sassi contro Davide e contro tutti i servi del re Davide, mentre tutto il popolo e tutti gli uomini di valore stavano alla destra e alla sinistra del re. 2 Sam. 16:6
- L'Eterno fa ricadere sul tuo capo tutto il sangue della casa di Saul, in luogo del quale tu hai regnato; e l'Eterno ha dato il regno nelle mani di Absalom, tuo figliuolo; ed eccoti nelle sciagure che ti sei meritato, perché sei un uomo sanguinario'. 2 Sam. 16:8
- Allora Abishai, figliuolo di Tseruia, disse al re: `Perché questo can morto osa egli maledire il re, mio signore? Ti prego, lasciami andare a troncargli la testa!' 2 Sam. 16:9
- Ma il re rispose: `Che ho io da far con voi, figliuoli di Tseruia? S'ei maledice, è perché l'Eterno gli ha detto: - Maledici Davide! E chi oserà dire: - Perché fai così?' 2 Sam. 16:10
- Poi Davide disse ad Abishai e a tutti i suoi servi: `Ecco, il mio figliuolo, uscito dalle mie viscere, cerca di togliermi la vita! Quanto più lo può fare ora questo Beniaminita! Lasciate ch'ei maledica, giacché glielo ha ordinato l'Eterno. 2 Sam. 16:11
- Davide e la sua gente continuarono il loro cammino; e Scimei camminava sul fianco del monte, dirimpetto a Davide, e cammin facendo lo malediva, gli tirava de' sassi e buttava della polvere. 2 Sam. 16:13
- Il re e tutta la gente ch'era con lui arrivarono ad Aiefim, e quivi ripresero fiato. 2 Sam. 16:14
- Or Absalom e tutto il popolo, gli uomini d'Israele, erano entrati in Gerusalemme; ed Ahitofel era con lui. 2 Sam. 16:15
- E quando Hushai, l'Arkita, l'amico di Davide, fu giunto presso Absalom, gli disse: `Viva il re! Viva il re!' 2 Sam. 16:16
- Ahitofel rispose ad Absalom: `Entra dalle concubine di tuo padre, lasciate da lui a custodia della casa; e quando tutto Israele saprà che ti sei reso odioso a tuo padre, il coraggio di quelli che son per te, sarà fortificato'. 2 Sam. 16:21
- e gli piomberò addosso mentr'egli è stanco ed ha le braccia fiacche; lo spaventerò, e tutta la gente ch'è con lui si darà alla fuga; io colpirò il re solo, 2 Sam. 17:2
- e ricondurrò a te tutto il popolo; l'uomo che tu cerchi vale quanto il ritorno di tutti; e così tutto il popolo sarà in pace'. 2 Sam. 17:3
- Hushai rispose ad Absalom: `Questa volta il consiglio dato da Ahitofel non è buono'. 2 Sam. 17:7
- - Allora il più valoroso, anche se avesse un cuor di leone, si avvilirà, perché tutto Israele sa che tuo padre è un prode, e che quelli che ha seco son dei valorosi. 2 Sam. 17:10
- Absalom e tutti gli uomini d'Israele dissero: `Il consiglio di Hushai, l'Arkita, è migliore di quello di Ahitofel'. L'Eterno avea stabilito di render vano il buon consiglio di Ahitofel, per far cadere la sciagura sopra Absalom. 2 Sam. 17:14
- Or dunque mandate in fretta ad informare Davide e ditegli: - Non passar la notte nelle pianure del deserto, ma senz'altro va' oltre, affinché il re con tutta la gente che ha seco non rimanga sopraffatto'. 2 Sam. 17:16
- Or Gionathan e Ahimaats stavano appostati presso En-Roghel; ed essendo la serva andata ad informarli, essi andarono ad informare il re Davide. Poiché essi non potevano entrare in città in modo palese. 2 Sam. 17:17
- I servi di Absalom vennero in casa di quella donna, e chiesero: `Dove sono Ahimaats e Gionathan?' La donna rispose loro: `Hanno passato il ruscello'. Quelli si misero a cercarli; e, non potendoli trovare, se ne tornarono a Gerusalemme. 2 Sam. 17:20
- E come quelli se ne furono andati, i due usciron fuori dalla cisterna, e andarono ad informare il re Davide. Gli dissero: `Levatevi, e affrettatevi a passar l'acqua; perché ecco qual è il consiglio che Ahitofel ha dato a vostro danno'. 2 Sam. 17:21
- Allora Davide si levò con tutta la gente ch'era con lui, e passò il Giordano. All'apparir del giorno, neppur uno era rimasto, che non avesse passato il Giordano. 2 Sam. 17:22
- Ahitofel, vedendo che il suo consiglio non era stato seguito, sellò il suo asino, e partì per andarsene a casa sua nella sua città. Mise in ordine le cose della sua casa, e s'impiccò. Così morì, e fu sepolto nel sepolcro di suo padre. 2 Sam. 17:23
- Or Davide giunse a Mahanaim, e Absalom anch'egli passò il Giordano, con tutta la gente d'Israele. 2 Sam. 17:24
- Absalom avea posto a capo dell'esercito Amasa, invece di Joab. Or Amasa era figliuolo di un uomo chiamato Jithra, l'Ismaelita, il quale aveva avuto relazioni con Abigal, figliuola di Nahash, sorella di Tseruia, madre di Joab. 2 Sam. 17:25
- Quando Davide fu giunto a Mahanaim, Shobi, figliuolo di Nahash ch'era da Rabba città degli Ammoniti, Makir, figliuolo di Ammiel da Lodebar, e Barzillai, il Galaadita di Roghelim, 2 Sam. 17:27
- E fece marciare un terzo della sua gente sotto il comando di Joab, un terzo sotto il comando di Abishai, figliuolo di Tseruia, fratello di Joab, e un terzo sotto il comando di Ittai di Gath. Poi il re disse al popolo: `Voglio andare anch'io con voi!' 2 Sam. 18:2
- Ma il popolo rispose: `Tu non devi venire; perché, se noi fossimo messi in fuga, non si farebbe alcun caso di noi; quand'anche perisse la metà di noi, non se ne farebbe alcun caso; ma tu conti per diecimila di noi; or dunque è meglio che tu ti tenga pronto a darci aiuto dalla città'. 2 Sam. 18:3
- Il re rispose loro: `Farò quello che vi par bene'. E il re si fermò presso la porta, mentre tutto l'esercito usciva a schiere di cento e di mille uomini. 2 Sam. 18:4
- E il re diede quest'ordine a Joab, ad Abishai e ad Ittai: `Per amor mio, trattate con riguardo il giovine Absalom!' E tutto il popolo udì quando il re diede a tutti i capitani quest'ordine relativamente ad Absalom. 2 Sam. 18:5
- E il popolo d'Israele fu quivi sconfitto dalla gente di Davide; e la strage ivi fu grande in quel giorno, caddero ventimila uomini. 2 Sam. 18:7
- E Absalom s'imbatté nella gente di Davide. Absalom cavalcava il suo mulo; il mulo entrò sotto i rami intrecciati di un gran terebinto, e il capo di Absalom s'impigliò nel terebinto, talché egli rimase sospeso fra cielo e terra; mentre il mulo, ch'era sotto di lui, passava oltre. 2 Sam. 18:9
- Ma quell'uomo disse a Joab: `Quand'anche mi fossero messi in mano mille sicli d'argento, io non metterei la mano addosso al figliuolo del re; poiché noi abbiamo udito l'ordine che il re ha dato a te, ad Abishai e ad Ittai dicendo: - Badate che nessuno tocchi il giovine Absalom! - 2 Sam. 18:12
- Allora Joab disse: `Io non voglio perder così il tempo con te'. E, presi in mano tre dardi, li immerse nel cuore di Absalom, che era ancora vivo in mezzo al terebinto. 2 Sam. 18:14
- Allora Joab fe' sonare la tromba, e il popolo fece ritorno cessando d'inseguire Israele, perché Joab glielo impedì. 2 Sam. 18:16
- Or Absalom, mentr'era in vita, si era eretto il monumento ch'è nella Valle del re; perché diceva: `Io non ho un figliuolo che conservi il ricordo del mio nome'; e diede il suo nome a quel monumento, che anche oggi si chiama `monumento di Absalom'. 2 Sam. 18:18
- Joab gli rispose: `Non sarai tu che porterai oggi la notizia; la porterai un altro giorno; non porterai oggi la notizia, perché il figliuolo del re è morto'. 2 Sam. 18:20
- La sentinella gridò e avvertì il re. Il re disse: `Se è solo, porta notizie'. E quello s'andava avvicinando sempre più. 2 Sam. 18:25
- Poi la sentinella vide un altr'uomo che correva, e gridò al guardiano: `Ecco un altr'uomo che corre tutto solo!' E il re: `Anche questo porta notizie'. 2 Sam. 18:26
- La sentinella disse: `Il modo di correre del primo mi par quello di Ahimaats, figliuolo di Tsadok'. E il re disse: `È un uomo dabbene, e viene a portare buone notizie'. 2 Sam. 18:27
- E Ahimaats gridò al re: `Pace!' E, prostratosi dinanzi al re con la faccia a terra, disse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio tuo, che ha dato in tuo potere gli uomini che aveano alzate le mani contro il re, mio signore!' 2 Sam. 18:28
- Il re disse: `Il giovine Absalom sta egli bene?' Ahimaats rispose: `Quando Joab mandava il servo del re e me tuo servo io vidi un gran tumulto, ma non so di che si trattasse'. 2 Sam. 18:29
- Il re gli disse: `Mettiti là da parte'. E quegli si mise da parte, e aspettò. 2 Sam. 18:30
- Quand'ecco arrivare l'Etiopo, che disse: `Buone notizie per il re mio signore! L'Eterno t'ha reso oggi giustizia, liberandoti dalle mani di tutti quelli ch'erano insorti contro di te'. 2 Sam. 18:31
- Il re disse all'Etiopo: `Il giovine Absalom sta egli bene?' L'Etiopo rispose: `Possano i nemici del re mio signore, e tutti quelli che insorgono contro di te per farti del male, subir la sorte di quel giovane!' 2 Sam. 18:32
- Allora il re, vivamente commosso, salì nella camera che era sopra la porta, e pianse; e, nell'andare, diceva: `Absalom figliuolo mio! Figliuolo mio, Absalom figliuol mio! Oh foss'io pur morto invece tua, o Absalom figliuolo mio, figliuolo mio!' 2 Sam. 18:33
- Or vennero a dire a Joab: `Ecco, il re piange e fa cordoglio a motivo di Absalom'. 2 Sam. 19:1
- E la vittoria in quel giorno si cangiò in lutto per tutto il popolo, perché il popolo sentì dire in quel giorno: `Il re è molto afflitto a cagione del suo figliuolo'. 2 Sam. 19:2
- E il popolo in quel giorno rientrò furtivamente in città, com'avrebbe fatto gente coperta di vergogna per esser fuggita in battaglia. 2 Sam. 19:3
- E il re s'era coperto la faccia, e ad alta voce gridava: `Absalom figliuol mio! Absalom figliuol mio, figliuol mio!' 2 Sam. 19:4
- Allora Joab entrò in casa dal re, e disse: `Tu copri oggi di rossore il volto di tutta la tua gente, che in questo giorno ha salvato la vita a te, ai tuoi figliuoli, e alle tue figliuole, alle tue mogli e alle tue concubine, 2 Sam. 19:5
- Allora il re si levò e si pose a sedere alla porta; e ne fu dato l'annunzio a tutto il popolo, dicendo: `Ecco il re sta assiso alla porta'. E tutto il popolo venne in presenza del re. Or quei d'Israele se n'eran fuggiti, ognuno nella sua tenda; 2 Sam. 19:8
- e in tutte le tribù d'Israele tutto il popolo stava discutendo, e dicevano: `Il re ci ha liberati dalle mani dei nostri nemici e ci ha salvati dalle mani de' Filistei; e ora ha dovuto fuggire dal paese a cagione di Absalom; 2 Sam. 19:9
- e Absalom, che noi avevamo unto perché regnasse su noi, è morto in battaglia; perché dunque non parlate di far tornare il re?' 2 Sam. 19:10
- E il re Davide mandò a dire ai sacerdoti Tsadok ed Abiathar: `Parlate agli anziani di Giuda, e dite loro: - Perché sareste voi gli ultimi a ricondurre il re a casa sua? I discorsi che si tengono in tutto Israele sono giunti fino alla casa del re. 2 Sam. 19:11
- Voi siete miei fratelli, siete mie ossa e mia carne; perché dunque sareste gli ultimi a far tornare il re? 2 Sam. 19:12
- - E dite ad Amasa: - Non sei tu mie ossa e mia carne? Iddio mi tratti con tutto il suo rigore, se tu non diventi per sempre capo dell'esercito, invece di Joab'. 2 Sam. 19:13
- Così Davide piegò il cuore di tutti gli uomini di Giuda, come se fosse stato il cuore di un sol uomo; ed essi mandarono a dire al re: `Ritorna tu con tutta la tua gente'. 2 Sam. 19:14
- Il re dunque tornò, e giunse al Giordano; e quei di Giuda vennero a Ghilgal per andare incontro al re, e per fargli passare il Giordano. 2 Sam. 19:15
- Egli avea seco mille uomini di Beniamino, Tsiba, servo della casa di Saul, coi suoi quindici figliuoli e i suoi venti servi. Essi passarono il Giordano davanti al re. 2 Sam. 19:17
- La chiatta che dovea tragittare la famiglia del re e tenersi a sua disposizione, passò; e Shimei, figliuolo di Ghera, prostratosi dinanzi al re, nel momento in cui questi stava per passare il Giordano, 2 Sam. 19:18
- gli disse: `Non tenga conto, il mio signore, della mia iniquità, e dimentichi la perversa condotta tenuta dal suo servo il giorno in cui il re mio signore usciva da Gerusalemme; e non ne serbi il re risentimento! 2 Sam. 19:19
- Poiché il tuo servo riconosce che ha peccato; e per questo sono stato oggi il primo di tutta la casa di Giuseppe a scendere incontro al re mio signore'. 2 Sam. 19:20
- E il re disse a Shimei: `Tu non morrai!' E il re glielo giurò. 2 Sam. 19:23
- Mefibosheth, nipote di Saul, scese anch'egli incontro al re. Ei non s'era puliti i piedi, né spuntata la barba, né lavate le vesti dal giorno in cui il re era partito fino a quello in cui tornava in pace. 2 Sam. 19:24
- E quando fu giunto da Gerusalemme per incontrare il re, il re gli disse: `Perché non venisti meco, Mefibosheth?' 2 Sam. 19:25
- Quegli rispose: `O re, mio signore, il mio servo m'ingannò; perché il tuo servo, che è zoppo, avea detto: - Io mi farò sellar l'asino, monterò, e andrò col re. 2 Sam. 19:26
- - Ed egli ha calunniato il tuo servo presso il re mio signore; ma il re mio signore è come un angelo di Dio; fa' dunque ciò che ti piacerà. 2 Sam. 19:27
- Poiché tutti quelli della casa di mio padre non avrebbero meritato dal re mio signore altro che la morte; e, nondimeno, tu avevi posto il tuo servo fra quelli che mangiano alla tua mensa. E qual altro diritto poss'io avere? E perché continuerei io a supplicare il re?' 2 Sam. 19:28
- E il re gli disse: `Non occorre che tu aggiunga altre parole. L'ho detto; tu e Tsiba dividetevi le terre'. 2 Sam. 19:29
- E Mefibosheth rispose al re: `Si prenda pur egli ogni cosa, giacché il re mio signore è tornato in pace a casa sua'. 2 Sam. 19:30
- Or Barzillai, il Galaadita, scese da Roghelim, e passò il Giordano col re, per accompagnarlo di là dal Giordano. 2 Sam. 19:31
- Il re disse a Barzillai: `Vieni con me oltre il fiume; io provvederò al tuo sostentamento a casa mia a Gerusalemme'. 2 Sam. 19:33
- Io ho adesso ottant'anni; posso io ancora discernere ciò ch'è buono da ciò che è cattivo? Può il tuo servo gustare ancora ciò che mangia o ciò che beve? Posso io udire ancora la voce dei cantori e delle cantatrici? E perché dunque il tuo servo sarebb'egli d'aggravio al re mio signore? 2 Sam. 19:35
- Solo per poco tempo andrebbe il tuo servo oltre il Giordano col re; e perché il re vorrebb'egli rimunerarmi con un cotal beneficio? 2 Sam. 19:36
- Deh, lascia che il tuo servo se ne ritorni indietro, e ch'io possa morire nella mia città presso la tomba di mio padre e di mia madre! Ma ecco il tuo servo Kimham; passi egli col re mio signore, e fa' per lui quello che ti piacerà'. 2 Sam. 19:37
- Il re rispose: `Venga meco Kimham, e io farò per lui quello che a te piacerà; e farò per te tutto quello che desidererai da me'. 2 Sam. 19:38
- E quando tutto il popolo ebbe passato il Giordano e l'ebbe passato anche il re, il re baciò Barzillai e lo benedisse, ed egli se ne tornò a casa sua. 2 Sam. 19:39
- Così il re passò oltre, e andò a Ghilgal; e Kimham lo accompagnò. Tutto il popolo di Giuda e anche la metà del popolo d'Israele aveano fatto scorta al re. 2 Sam. 19:40
- Allora tutti gli altri Israeliti vennero dal re e gli dissero: `Perché i nostri fratelli, gli uomini di Giuda, ti hanno portato via di nascosto, e hanno fatto passare il Giordano al re, alla sua famiglia e a tutta la gente di Davide?' 2 Sam. 19:41
- E tutti gli uomini di Giuda risposero agli uomini d'Israele: `Perché il re appartiene a noi più dappresso; e perché vi adirate voi per questo? Abbiam noi mangiato a spese del re? O abbiam noi ricevuto qualche regalo?' 2 Sam. 19:42
- E gli uomini d'Israele risposero agli uomini di Giuda: `Il re appartiene a noi dieci volte più che a voi, e quindi Davide è più nostro che vostro; perché dunque ci avete disprezzati? Non siamo stati noi i primi a proporre di far tornare il nostro re?' Ma il parlare degli uomini di Giuda fu più violento di quello degli uomini d'Israele. 2 Sam. 19:43
- Or quivi si trovava un uomo scellerato per nome Sheba, figliuolo di Bicri, un Beniaminita, il quale sonò la tromba, e disse: `Noi non abbiamo nulla da spartire con Davide, non abbiamo nulla in comune col figliuolo d'Isai! O Israele, ciascuno alla sua tenda!' 2 Sam. 20:1
- Poi il re disse ad Amasa: `Radunami tutti gli uomini di Giuda entro tre giorni; e tu trovati qui'. 2 Sam. 20:4
- Amasa dunque partì per adunare gli uomini di Giuda; ma tardò oltre il tempo fissatogli dal re. 2 Sam. 20:5
- Intanto Amasa si rotolava nel sangue in mezzo alla strada. E quell'uomo vedendo che tutto il popolo si fermava, strascinò Amasa fuori della strada in un campo, e gli buttò addosso un mantello; perché avea visto che tutti quelli che gli arrivavan vicino, si fermavano; 2 Sam. 20:12
- Joab passò per mezzo a tutte le tribù d'Israele fino ad Abel ed a Beth-Maaca. E tutto il fior fiore degli uomini si radunò e lo seguì. 2 Sam. 20:14
- Il fatto non sta così; ma un uomo della contrada montuosa d'Efraim, per nome Sheba, figliuolo di Bicri, ha levato la mano contro il re, contro Davide. Consegnatemi lui solo, ed io m'allontanerò dalla città'. E la donna disse a Joab: `Ecco, la sua testa ti sarà gettata dalle mura'. 2 Sam. 20:21
- Allora la donna si rivolse a tutto il popolo col suo savio consiglio; e quelli tagliaron la testa a Sheba, figliuolo di Bicri, e la gettarono a Joab. E questi fece sonar la tromba; tutti si dispersero lungi dalla città, e ognuno se ne andò alla sua tenda. E Joab tornò a Gerusalemme presso il re. 2 Sam. 20:22
- Allora il re chiamò i Gabaoniti, e parlò loro. - I Gabaoniti non erano del numero de' figliuoli d'Israele, ma avanzi degli Amorei; e i figliuoli d'Israele s'eran legati a loro per giuramento; nondimeno, Saul, nel suo zelo per i figliuoli d'Israele e di Giuda avea cercato di sterminarli. - 2 Sam. 21:2
- Davide disse ai Gabaoniti: `Che debbo io fare per voi, e in che modo espierò il torto fattovi, perché voi benediciate l'eredità dell'Eterno?' 2 Sam. 21:3
- I Gabaoniti gli risposero: `Fra noi e Saul e la sua casa non è questione d'argento o d'oro; e non appartiene a noi il far morire alcuno in Israele'. Il re disse: `Quel che voi direte io lo farò per voi'. 2 Sam. 21:4
- E quelli risposero al re: `Poiché quell'uomo ci ha consunti e avea fatto il piano di sterminarci per farci sparire da tutto il territorio d'Israele, 2 Sam. 21:5
- ci siano consegnati sette uomini di tra i suoi figliuoli, e noi li appiccheremo dinanzi all'Eterno a Ghibea di Saul, l'Eletto dell'Eterno'. Il re disse: `Ve li consegnerò'. 2 Sam. 21:6
- Il re risparmiò Mefibosheth, figliuolo di Gionathan, figliuolo di Saul, per cagione del giuramento che Davide e Gionathan, figliuolo di Saul, avean fatto tra loro davanti all'Eterno; 2 Sam. 21:7
- ma il re prese i due figliuoli che Ritspa figliuola d'Aiah avea partoriti a Saul, Armoni e Mefibosheth, e i cinque figliuoli che Merab, figliuola di Saul, avea partoriti ad Adriel di Mehola, figliuolo di Barzillai, 2 Sam. 21:8
- E le ossa di Saul e di Gionathan suo figliuolo furon sepolte nel paese di Beniamino, a Tsela, nel sepolcro di Kis, padre di Saul; e fu fatto tutto quello che il re avea ordinato. Dopo questo, Iddio fu placato verso il paese. 2 Sam. 21:14
- e Ishbi-Benob, uno dei discendenti di Rafa, che aveva una lancia del peso di trecento sicli di rame e portava un'armatura nuova, manifestò il proposito di uccidere Davide; 2 Sam. 21:16
- ma Abishai, il figliuolo di Tseruia, venne in soccorso del re, colpì il Filisteo, e lo uccise. Allora la gente di Davide gli fece questo giuramento: `Tu non uscirai più con noi a combattere, e non spegnerai la lampada d'Israele'. 2 Sam. 21:17
- `L'Eterno è la mia ròcca, la mia fortezza, il mio liberatore; 2 Sam. 22:2
- l'Iddio ch'è la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto ricetto, il mio asilo. O mio salvatore, tu mi salvi dalla violenza! 2 Sam. 22:3
- Nella mia distretta invocai l'Eterno, e gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio, e il mio grido pervenne ai suoi orecchi. 2 Sam. 22:7
- Allora apparve il letto del mare, e i fondamenti del mondo furono scoperti allo sgridare dell'Eterno, al soffio del vento delle sue nari. 2 Sam. 22:16
- Essi m'eran piombati addosso nel dì della mia calamità, ma l'Eterno fu il mio sostegno. 2 Sam. 22:19
- Tu ti mostri pietoso verso il pio, integro verso l'uomo integro; 2 Sam. 22:26
- tu salvi la gente afflitta, e il tuo sguardo si ferma sugli alteri, per abbassarli. 2 Sam. 22:28
- io li ho tritati come polvere della terra, li ho pestati, calpestati, come il fango delle strade. 2 Sam. 22:43
- Grandi liberazioni egli accorda al suo re, ed usa benignità verso il suo unto, verso Davide e la sua progenie in perpetuo. 2 Sam. 22:51
- è come la luce mattutina, quando il sole si leva in un mattino senza nuvole, e col suo splendore, dopo la pioggia, fa spuntare l'erbetta dalla terra'. 2 Sam. 23:4
- Questi sono i nomi dei valorosi guerrieri che furono al servizio di Davide: Josheb-Basshebeth, il Tahkemonita, capo dei principali ufficiali. Egli impugnò la lancia contro ottocento uomini, che uccise in un solo scontro. 2 Sam. 23:8
- Egli si levò, percosse i Filistei, finché la sua mano, spossata, rimase attaccata alla spada. E l'Eterno concesse in quel giorno una gran vittoria, e il popolo tornò a seguire Eleazar soltanto per spogliare gli uccisi. 2 Sam. 23:10
- Dopo di lui veniva Shamma, figliuolo di Aghé, lo Hararita. I Filistei s'erano radunati in massa; e in quel luogo v'era un campo pieno di lenticchie; e, come il popolo fuggiva dinanzi ai Filistei, 2 Sam. 23:11
- E i tre prodi s'aprirono un varco attraverso al campo filisteo, attinsero dell'acqua dal pozzo di Bethlehem, vicino alla porta; e presala seco, la presentarono a Davide; il qual però non ne volle bere, ma la sparse davanti all'Eterno, 2 Sam. 23:16
- dicendo: `Lungi da me, o Eterno, ch'io faccia tal cosa! Beverei io il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della loro vita?' E non la volle bere. Questo fecero quei tre prodi. 2 Sam. 23:17
- Abishai, fratello di Joab, figliuolo di Tseruia, fu il capo di altri tre. Egli impugnò la lancia contro trecento uomini, e li uccise; e s'acquistò fama fra i tre. 2 Sam. 23:18
- Fu il più illustre dei tre, e perciò fu fatto loro capo; nondimeno non giunse ad eguagliare i primi tre. 2 Sam. 23:19
- Fu il più illustre dei trenta; nondimeno non giunse ad eguagliare i primi tre. E Davide lo ammise nel suo consiglio. 2 Sam. 23:23
- Or l'Eterno s'accese di nuovo d'ira contro Israele, ed incitò Davide contro il popolo, dicendo: `Va' e fa' il censimento d'Israele e di Giuda'. 2 Sam. 24:1
- E il re disse a Joab, ch'era il capo dell'esercito, e ch'era con lui: `Va' attorno per tutte le tribù d'Israele, da Dan fino a Beer-Sheba, e fate il censimento del popolo perch'io ne sappia il numero'. 2 Sam. 24:2
- Joab rispose al re: `L'Eterno, l'Iddio tuo, moltiplichi il popolo cento volte più di quello che è, e faccia sì che gli occhi del re, mio signore, possano vederlo! Ma perché il re mio signore prende egli piacere nel far questo?' 2 Sam. 24:3
- Ma l'ordine del re prevalse contro Joab e contro i capi dell'esercito, e Joab e i capi dell'esercito partirono dalla presenza del re per andare a fare il censimento del popolo d'Israele. 2 Sam. 24:4
- Passarono il Giordano, e si accamparono ad Aroer, a destra della città ch'è in mezzo alla valle di Gad, e presso Jazer. 2 Sam. 24:5
- Percorsero così tutto il paese, e in capo a nove mesi e venti giorni tornarono a Gerusalemme. 2 Sam. 24:8
- E dopo che Davide ebbe fatto il censimento del popolo, provò un rimorso al cuore, e disse all'Eterno: `Io ho gravemente peccato in questo che ho fatto; ma ora, o Eterno, perdona l'iniquità del tuo servo, poiché io ho agito con grande stoltezza'. 2 Sam. 24:10
- E quando Davide si fu alzato la mattina, la parola dell'Eterno fu così rivolta al profeta Gad, il veggente di Davide: 2 Sam. 24:11
- E come l'angelo stendeva la sua mano su Gerusalemme per distruggerla, l'Eterno si pentì della calamità ch'egli aveva inflitta, e disse all'angelo che distruggeva il popolo: `Basta; ritieni ora la tua mano!' Or l'angelo dell'Eterno si trovava presso l'aia di Arauna, il Gebuseo. 2 Sam. 24:16
- E Davide, vedendo l'angelo che colpiva il popolo, disse all'Eterno: `Son io che ho peccato; son io che ho agito iniquamente; ma queste pecore che hanno fatto? La tua mano si volga dunque contro di me e contro la casa di mio padre!' 2 Sam. 24:17
- E quel giorno Gad venne da Davide, e gli disse: `Sali, erigi un altare all'Eterno nell'aia di Arauna, il Gebuseo'. 2 Sam. 24:18
- Arauna guardò, e vide il re e i suoi servi, che si dirigevano verso di lui; e Arauna uscì e si prostrò dinanzi al re, con la faccia a terra. 2 Sam. 24:20
- Poi Arauna disse: `Perché il re, mio signore, viene dal suo servo?' E Davide rispose: `Per comprare da te quest'aia ed erigervi un altare all'Eterno, affinché la piaga cessi d'infierire sul popolo'. 2 Sam. 24:21
- Arauna disse a Davide: `Il re, mio signore, prenda e offra quello che gli piacerà! Ecco i buoi per l'olocausto; e le macchine da trebbiare e gli arnesi da buoi serviranno per legna. 2 Sam. 24:22
- Tutte queste cose, o re, Arauna te le dà'. Poi Arauna disse al re: `L'Eterno, il tuo Dio, ti sia propizio!' 2 Sam. 24:23
- Ma il re rispose ad Arauna: `No, io comprerò da te queste cose per il loro prezzo, e non offrirò all'Eterno, al mio Dio, olocausti che non mi costino nulla'. E Davide comprò l'aia ed i buoi per cinquanta sicli d'argento; 2 Sam. 24:24
- edificò quivi un altare all'Eterno, e offrì olocausti e sacrifizi di azioni di grazie. Così l'Eterno fu placato verso il paese, e la piaga cessò d'infierire sul popolo. 2 Sam. 24:25
- Ora il re Davide era vecchio e molto attempato; e, per quanto lo coprissero di panni, non potea riscaldarsi. 1 Re 1:1
- Perciò i suoi servi gli dissero: `Si cerchi per il re nostro signore una fanciulla vergine, la quale stia al servizio del re, n'abbia cura, e dorma fra le sue braccia, sì che il re nostro signore possa riscaldarsi'. 1 Re 1:2
- Cercaron dunque per tutto il paese d'Israele una bella fanciulla; trovarono Abishag, la Sunamita, e la menarono al re. 1 Re 1:3
- La fanciulla era bellissima, avea cura del re, e lo serviva; ma il re non la conobbe. 1 Re 1:4
- Or Adonija, figliuolo di Hagghith, mosso dall'ambizione, diceva: `Sarò io il re!' E si preparò de' carri, de' cavalieri, e cinquanta uomini che corressero dinanzi a lui. 1 Re 1:5
- Egli si abboccò con Joab, figliuolo di Tseruia, e col sacerdote Abiathar, i quali seguirono il suo partito e lo favorirono. 1 Re 1:7
- Ma il sacerdote Tsadok, Benaia figliuolo di Jehoiada, il profeta Nathan, Scimei, Rei e gli uomini prodi di Davide non erano per Adonija. 1 Re 1:8
- ma non invitò il profeta Nathan, né Benaia, né gli uomini prodi, né Salomone suo fratello. 1 Re 1:10
- Bath-Sceba entrò dunque nella camera del re. - Il re era molto vecchio, e Abishag, la Sunamita, lo serviva. - 1 Re 1:15
- Bath-Sceba s'inchinò e si prostrò davanti al re. E il re disse: `Che vuoi?' 1 Re 1:16
- Essa gli rispose: `Signor mio, tu alla tua serva, giurasti per l'Eterno ch'è il tuo Dio, dicendo: - Salomone, tuo figliuolo, regnerà dopo di me e sederà sul mio trono; - 1 Re 1:17
- Ed ha immolato buoi, vitelli grassi, e pecore in gran numero, ed ha invitato tutti i figliuoli del re e il sacerdote Abiathar e Joab, il capo dell'esercito, ma non ha invitato il tuo servo Salomone. 1 Re 1:19
- Altrimenti avverrà che, quando il re mio signore giacerà coi suoi padri, io e il mio figliuolo Salomone sarem trattati come colpevoli'. 1 Re 1:21
- Mentr'ella parlava ancora col re, ecco arrivare il profeta Nathan. 1 Re 1:22
- La cosa fu riferita al re, dicendo: `Ecco il profeta Nathan!' E questi venne in presenza del re, e gli si prostrò dinanzi con la faccia a terra. 1 Re 1:23
- Giacché oggi egli è sceso, ha immolato buoi, vitelli grassi, e pecore in gran numero, ed ha invitato tutti i figliuoli del re, i capi dell'esercito e il sacerdote Abiathar; ed ecco che mangiano e bevono davanti a lui, e dicono: - Viva il re Adonija! 1 Re 1:25
- Ma egli non ha invitato me, tuo servo, né il sacerdote Tsadok, né Benaia figliuolo di Jehoiada, né Salomone tuo servo. 1 Re 1:26
- Il re Davide, rispondendo, disse: `Chiamatemi Bath-Sceba'. Ella entrò alla presenza del re, e si tenne in piedi davanti a lui. 1 Re 1:28
- E il re giurò e disse: `Com'è vero che vive l'Eterno il quale ha liberato l'anima mia da ogni distretta, 1 Re 1:29
- Bath-Sceba s'inchinò con la faccia a terra, si prostrò dinanzi al re, e disse: `Possa il re Davide mio signore vivere in perpetuo!' 1 Re 1:31
- Poi il re Davide disse: `Chiamatemi il sacerdote Tsadok, il profeta Nathan e Benaia, figliuolo di Jehoiada'. Essi vennero in presenza del re, e il re disse loro: 1 Re 1:32
- E quivi il sacerdote Tsadok e il profeta Nathan lo ungano re d'Israele. Poi sonate la tromba e dite: - Viva il re Salomone! - 1 Re 1:34
- Come l'Eterno è stato col re mio signore, così sia con Salomone, e innalzi il suo trono al di sopra del trono del re Davide, mio signore!' 1 Re 1:37
- Allora il sacerdote Tsadok, il profeta Nathan, Benaia figliuolo di Jehoiada, i Kerethei e i Pelethei scesero, fecero montare Salomone sulla mula del re Davide, e lo menarono a Ghihon. 1 Re 1:38
- Il sacerdote Tsadok prese il corno dell'olio dal tabernacolo e unse Salomone. Sonaron la tromba, e tutto il popolo disse: `Viva il re Salomone!' 1 Re 1:39
- E tutto il popolo risalì al suo seguito sonando flauti e abbandonandosi a una gran gioia, sì che la terra rimbombava delle loro grida. 1 Re 1:40
- Adonija e tutti i suoi convitati, come stavano per finir di mangiare, udirono questo rumore; e quando Joab udì il suon della tromba, disse: `Che vuol dire questo strepito della città in tumulto?' 1 Re 1:41
- E Gionathan, rispondendo a Adonija, disse: `Tutt'altro! Il re Davide, nostro signore, ha fatto re Salomone. 1 Re 1:43
- Egli ha mandato con lui il sacerdote Tsadok, il profeta Nathan, Benaia figliuolo di Jehoiada, i Kerethei e i Pelethei, i quali l'hanno fatto montare sulla mula del re. 1 Re 1:44
- Il sacerdote Tsadok e il profeta Nathan l'hanno unto re a Ghihon, e di là son risaliti abbandonandosi alla gioia, e la città n'è tutta sossopra. Questo è lo strepito che avete udito. 1 Re 1:45
- E i servi del re son venuti a benedire il re Davide signor nostro, dicendo: - Renda Iddio il nome di Salomone più glorioso del tuo, e innalzi il suo trono al di sopra del tuo! E il re si è prostrato sul suo letto, poi il re ha detto così: 1 Re 1:47
- Allora tutti i convitati di Adonija furono presi da spavento, si alzarono, e se ne andarono ciascuno per il suo cammino. 1 Re 1:49
- E vennero a dire a Salomone: `Ecco, Adonija ha timore del re Salomone, ed ha impugnato i corni dell'altare, dicendo: - `Il re Salomone mi giuri oggi che non farà morir di spada il suo servo'. 1 Re 1:51
- E il re Salomone mandò gente a farlo scendere dall'altare. Ed egli venne a prostrarsi davanti al re Salomone; e Salomone gli disse: `Vattene a casa tua'. 1 Re 1:53
- Or avvicinandosi per Davide il giorno della morte, egli diede i suoi ordini a Salomone suo figliuolo, dicendo: 1 Re 2:1
- Osserva quello che l'Eterno, il tuo Dio, t'ha comandato d'osservare, camminando nelle sue vie e mettendo in pratica le sue leggi, i suoi comandamenti, i suoi precetti, i suoi insegnamenti, secondo che è scritto nella legge di Mosè, affinché tu riesca in tutto ciò che farai 1 Re 2:3
- e dovunque tu ti volga, e affinché l'Eterno adempia la parola da lui pronunciata a mio riguardo quando disse: - Se i tuoi figliuoli veglieranno sulla loro condotta camminando nel mio cospetto con fedeltà, con tutto il loro cuore e con tutta l'anima loro, non ti mancherà mai qualcuno che segga sul trono d'Israele. - 1 Re 2:4
- Ma tratta con bontà i figliuoli di Barzillai il Galaadita, e siano fra quelli che mangiano alla tua mensa; poiché così anch'essi mi trattarono quando vennero a me, allorch'io fuggivo d'innanzi ad Absalom tuo fratello. 1 Re 2:7
- Ed ecco, tu hai vicino a te Scimei, figliuolo di Ghera, il Beniaminita, di Bahurim, il quale proferì contro di me una maledizione atroce il giorno che andavo a Mahanaim. Ma egli scese ad incontrarmi verso il Giordano, e io gli giurai per l'Eterno che non lo farei morire di spada. - 1 Re 2:8
- Il tempo che Davide regnò sopra Israele fu di quarant'anni: regnò sette anni a Hebron e trentatre anni a Gerusalemme. 1 Re 2:11
- E Salomone si assise sul trono di Davide suo padre, e il suo regno fu saldamente stabilito. 1 Re 2:12
- Ed egli disse: `Tu sai che il regno mi apparteneva, e che tutto Israele mi considerava come suo futuro re; ma il regno è stato trasferito e fatto passare a mio fratello, perché glielo ha dato l'Eterno. 1 Re 2:15
- Ed egli disse: `Ti prego, di' al re Salomone, il quale nulla ti negherà, che mi dia Abishag la Sunamita per moglie'. 1 Re 2:17
- Bath-Sceba dunque si recò dal re Salomone per parlargli in favore di Adonija. Il re si alzò per andarle incontro, le s'inchinò, poi si pose a sedere sul suo trono, e fece mettere un altro trono per sua madre, la quale si assise alla sua destra. 1 Re 2:19
- Ella gli disse: `Ho una piccola cosa da chiederti; non me la negare'. Il re rispose: `Chiedila pure, madre mia; io non te la negherò'. 1 Re 2:20
- Il re Salomone, rispondendo a sua madre, disse: `E perché chiedi tu Abishag la Sunamita per Adonija? Chiedi piuttosto il regno per lui, giacché egli è mio fratello maggiore; chiedilo per lui, per il sacerdote Abiathar e per Joab, figliuolo di Tseruia!' 1 Re 2:22
- Allora il re Salomone giurò per l'Eterno, dicendo: `Iddio mi tratti con tutto il suo rigore, se Adonija non ha proferito questa parola a costo della sua vita! 1 Re 2:23
- Ed ora, com'è vero che vive l'Eterno, il quale m'ha stabilito, m'ha fatto sedere sul trono di Davide mio padre, e m'ha fondato una casa come avea promesso, oggi Adonija sarà messo a morte!' 1 Re 2:24
- E il re Salomone mandò Benaia, figliuolo di Jehoiada, il quale s'avventò addosso ad Adonija sì che morì. 1 Re 2:25
- Poi il re disse al sacerdote Abiathar: `Vattene ad Anatoth, nelle tue terre, poiché tu meriti la morte; ma io non ti farò morire oggi, perché portasti davanti a Davide mio padre l'arca del Signore, dell'Eterno, e perché partecipasti a tutte le sofferenze di mio padre'. 1 Re 2:26
- E la notizia ne giunse a Joab, il quale avea seguito il partito di Adonija, benché non avesse seguito quello di Absalom. Egli si rifugiò nel tabernacolo dell'Eterno, e impugnò i corni dell'altare. 1 Re 2:28
- Benaia entrò nel tabernacolo dell'Eterno, e disse a Joab: `Così dice il re: Vieni fuori!' Quegli rispose: `No! voglio morir qui!' E Benaia riferì la cosa al re, dicendo: `Così ha parlato Joab e così m'ha risposto'. 1 Re 2:30
- E il re gli disse: `Fa' com'egli ha detto; avventati contro di lui e seppelliscilo; così toglierai d'addosso a me ed alla casa di mio padre il sangue che Joab sparse senza motivo. 1 Re 2:31
- E l'Eterno farà ricadere sul capo di lui il sangue ch'egli sparse, quando s'avventò contro due uomini più giusti e migliori di lui, e li uccise di spada, senza che Davide mio padre ne sapesse nulla: Abner, figliuolo di Ner, capitano dell'esercito d'Israele, e Amasa, figliuolo di Jether, capitano dell'esercito di Giuda. 1 Re 2:32
- Il loro sangue ricadrà sul capo di Joab e sul capo della sua progenie in perpetuo, ma vi sarà pace per sempre, da parte dell'Eterno, per Davide, per la sua progenie, per la sua casa e per il suo trono'. 1 Re 2:33
- E invece sua il re fece capo dell'esercito Benaia, figliuolo di Jehoiada, e mise il sacerdote Tsadok al posto di Abiathar. 1 Re 2:35
- Poi il re mandò a chiamare Scimei e gli disse: `Costruisciti una casa in Gerusalemme, prendivi dimora, e non ne uscire per andare qua o là; 1 Re 2:36
- poiché il giorno che ne uscirai e passerai il torrente Kidron, sappi per certo che morrai; il tuo sangue ricadrà sul tuo capo'. 1 Re 2:37
- Scimei rispose al re: `Sta bene; il tuo servo farà come il re mio signore ha detto'. E Scimei dimorò lungo tempo a Gerusalemme. 1 Re 2:38
- E Scimei si levò, sellò il suo asino, e andò a Gath, da Akis, in cerca dei suoi servi; andò, e rimenò via da Gath i suoi servi. 1 Re 2:40
- Il re mandò a chiamare Scimei, e gli disse: `Non t'avevo io fatto giurare per l'Eterno, e non t'avevo solennemente avvertito, dicendoti: - Sappi per certo che il giorno che uscirai per andar qua o là, morrai? - E non mi rispondesti tu: - La parola che ho udita sta bene? 1 Re 2:42
- E perché dunque non hai mantenuto il giuramento fatto all'Eterno e non hai osservato il comandamento che t'avevo dato?' 1 Re 2:43
- Il re disse inoltre a Scimei: `Tu sai tutto il male che facesti a Davide mio padre; il tuo cuore n'è consapevole; ora l'Eterno fa ricadere sul tuo capo la tua malvagità; 1 Re 2:44
- ma il re Salomone sarà benedetto e il trono di Davide sarà reso stabile in perpetuo dinanzi all'Eterno'. 1 Re 2:45
- E il re diede i suoi ordini a Benaia, figliuolo di Jehoiada, il quale uscì, s'avventò contro Scimei, che morì. Così rimase saldo il regno nelle mani di Salomone. 1 Re 2:46
- Intanto il popolo non offriva sacrifizi che sugli alti luoghi, perché fino a que' giorni non era stata edificata casa al nome dell'Eterno. 1 Re 3:2
- Il re si recò a Gabaon per offrirvi sacrifizi, perché quello era il principale fra gli alti luoghi; e su quell'altare Salomone offerse mille olocausti. 1 Re 3:4
- Salomone rispose: `Tu hai trattato con gran benevolenza il tuo servo Davide, mio padre, perch'egli camminava dinanzi a te con fedeltà, con giustizia, con rettitudine di cuore a tuo riguardo; tu gli hai conservata questa gran benevolenza, e gli hai dato un figliuolo che siede sul trono di lui, come oggi avviene. 1 Re 3:6
- e il tuo servo è in mezzo al popolo che tu hai scelto, popolo numeroso, che non può esser contato né calcolato, tanto è grande. 1 Re 3:8
- Da' dunque al tuo servo un cuore intelligente ond'egli possa amministrar la giustizia per il tuo popolo e discernere il bene dal male; poiché chi mai potrebbe amministrar la giustizia per questo tuo popolo che è così numeroso?' 1 Re 3:9
- E il terzo giorno dopo che ebbi partorito io, questa donna partorì anch'ella; noi stavamo insieme, e non v'era da noi alcun estraneo; non c'eravamo che noi due in casa. 1 Re 3:18
- Ora, la notte passata, il bimbo di questa donna morì, perch'ella gli s'era coricata addosso. 1 Re 3:19
- Ed essa, alzatasi nel cuor della notte, prese il mio figliuolo d'accanto a me, mentre la tua serva dormiva, e lo pose a giacere sul suo seno, e sul mio seno pose il suo figliuolo morto. 1 Re 3:20
- E quando m'alzai la mattina per far poppare il mio figlio, ecco ch'era morto; ma, mirandolo meglio a giorno chiaro, m'accorsi che non era il mio figlio ch'io avea partorito'. 1 Re 3:21
- L'altra donna disse: `No, il vivo è il figliuolo mio, e il morto è il tuo'. Ma la prima replicò: `No, invece, il morto è il figliuolo tuo, e il vivo è il mio'. Così altercavano in presenza del re. 1 Re 3:22
- Allora il re disse: `Una dice: - Questo ch'è vivo è il figliuolo mio, e quello ch'è morto è il tuo; - e l'altra dice: - No, invece, il morto è il figliuolo tuo, e il vivo è il mio'. - 1 Re 3:23
- Il re soggiunse: `Portatemi una spada!' E portarono una spada davanti al re. 1 Re 3:24
- E il re disse: `Dividete il bambino vivo in due parti, e datene la metà all'una, e la metà all'altra'. 1 Re 3:25
- Allora la donna di cui era il bambino vivo, sentendosi commuover le viscere per amore del suo figliuolo, disse al re: `Deh! Signor mio, date a lei il bambino vivo, e non l'uccidete, no!' Ma l'altra diceva: `Non sia né mio né tuo; si divida!' 1 Re 3:26
- Allora il re, rispondendo, disse: `Date a quella il bambino vivo, e non l'uccidete; la madre del bimbo è lei!' 1 Re 3:27
- E tutto Israele udì parlare del giudizio che il re avea pronunziato, e temettero il re perché vedevano che la sapienza di Dio era in lui per amministrare la giustizia. 1 Re 3:28
- Il re Salomone regnava su tutto Israele. E questi erano i suoi principali ufficiali: 1 Re 4:1
- Ben-Hesed, ad Arubboth; aveva Soco e tutto il paese di Hefer; 1 Re 4:10
- Gheber, figliuolo di Uri, nel paese di Galaad, il paese di Sihon, re degli Amorei, e di Og, re di Basan. V'era un solo intendente per tutta questa regione. 1 Re 4:19
- E Salomone dominava su tutti i regni di qua dal fiume, fino al paese dei Filistei e sino ai confini dell'Egitto. Essi gli recavano dei doni, e gli furon soggetti tutto il tempo ch'ei visse. 1 Re 4:21
- in dieci bovi ingrassati, venti bovi di pastura e cento montoni, senza contare i cervi, le gazzelle, i daini e il pollame di stia. 1 Re 4:23
- Egli dominava su tutto il paese di qua dal fiume, da Tifsa fino a Gaza, su tutti i re di qua dal fiume, ed era in pace con tutti i confinanti all'intorno. 1 Re 4:24
- E Giuda ed Israele, da Dan fino a Beer-Sceba, vissero al sicuro ognuno all'ombra della sua vite e del suo fico, tutto il tempo che regnò Salomone. 1 Re 4:25
- Facevano anche portar l'orzo e la paglia per i cavalli da tiro e da corsa nel luogo dove si trovava il re, ciascuno secondo gli ordini che avea ricevuti. 1 Re 4:28
- Ma ora l'Eterno, il mio Dio, m'ha dato riposo d'ogn'intorno; io non ho più avversari, né mi grava alcuna calamità. 1 Re 5:4
- Ho quindi l'intenzione di costruire una casa al nome dell'Eterno, dell'Iddio mio, secondo la promessa che l'Eterno fece a Davide mio padre, quando gli disse: - Il tuo figliuolo ch'io metterò sul tuo trono in luogo di te, sarà quello che edificherà una casa al mio nome. - 1 Re 5:5
- Or dunque da' ordine che mi si taglino dei cedri del Libano. I miei servi saranno insieme coi servi tuoi, e io ti pagherò pel salario de' tuoi servi tutto quello che domanderai; poiché tu sai che non v'è alcuno fra noi che sappia tagliare il legname, come quei di Sidone'. 1 Re 5:6
- E Salomone dette a Hiram ventimila cori di grano per il mantenimento della sua casa, e venti cori d'olio vergine; Salomone dava tutto questo a Hiram, anno per anno. 1 Re 5:11
- Il re Salomone fece una comandata d'operai in tutto Israele, e furon comandati trentamila uomini. 1 Re 5:13
- Il re comandò che si scavassero delle pietre grandi, delle pietre di pregio, per fare i fondamenti della casa con pietre da taglio. 1 Re 5:17
- E gli operai di Salomone e gli operai di Hiram e i Ghiblei tagliarono e prepararono il legname e le pietre per la costruzione della casa. 1 Re 5:18
- Or il quattrocentottantesimo anno dopo l'uscita dei figliuoli d'Israele dal paese d'Egitto, nel quarto anno del suo regno sopra Israele, nel mese di Ziv, che è il secondo mese, Salomone cominciò a costruire la casa consacrata all'Eterno. 1 Re 6:1
- La casa che il re Salomone costruì per l'Eterno, avea sessanta cubiti di lunghezza, venti di larghezza, trenta di altezza. 1 Re 6:2
- Il portico sul davanti del luogo santo della casa avea venti cubiti di lunghezza rispondenti alla larghezza della casa, e dieci cubiti di larghezza sulla fronte della casa. 1 Re 6:3
- E il re fece alla casa delle finestre a reticolato fisso. 1 Re 6:4
- Il piano inferiore era largo cinque cubiti; quello di mezzo sei cubiti, e il terzo sette cubiti; perch'egli avea fatto delle sporgenze tutt'intorno ai muri esterni della casa, affinché le travi non fossero incastrate nei muri della casa. 1 Re 6:6
- abiterò in mezzo ai figliuoli d'Israele, e non abbandonerò il mio popolo Israele'. 1 Re 6:13
- ne rivestì le pareti interne di tavole di cedro, dal pavimento sino alla travatura del tetto; rivestì così di legno l'interno, e coperse il pavimento della casa di tavole di cipresso. 1 Re 6:15
- Rivestì di tavole di cedro uno spazio di venti cubiti in fondo alla casa, dal pavimento al soffitto; e riserbò quello spazio interno per farne un santuario, il luogo santissimo. 1 Re 6:16
- I quaranta cubiti sul davanti formavano la casa, vale a dire il tempio. 1 Re 6:17
- Il legno di cedro, nell'interno della casa, presentava delle sculture di colloquintide e di fiori sbocciati; tutto era di cedro, non si vedeva pietra. 1 Re 6:18
- Salomone stabilì il santuario nell'interno, in fondo alla casa, per collocarvi l'arca del patto dell'Eterno. 1 Re 6:19
- Il santuario avea venti cubiti di lunghezza, venti cubiti di larghezza, e venti cubiti d'altezza. Salomone lo ricoprì d'oro finissimo; e davanti al santuario fece un altare di legno di cedro e lo ricoprì d'oro. 1 Re 6:20
- L'una delle ali d'un cherubino misurava cinque cubiti, e l'altra, pure cinque cubiti; il che faceva dieci cubiti, dalla punta d'un'ala alla punta dell'altra. 1 Re 6:24
- Il secondo cherubino era parimente di dieci cubiti; ambedue i cherubini erano delle stesse dimensioni e della stessa forma. 1 Re 6:25
- E, tanto nella parte interiore quanto nella esteriore, ricoprì d'oro il pavimento della casa. 1 Re 6:30
- Fece pure, per la porta del tempio, degli stipiti di legno d'ulivo, che occupavano il quarto della larghezza del muro, 1 Re 6:33
- E costruì il muro di cinta del cortile interno con tre ordini di pietre lavorate e un ordine di travatura di cedro. 1 Re 6:36
- Il quarto anno, nel mese di Ziv, furono gettati i fondamenti della casa dell'Eterno; 1 Re 6:37
- e l'undicesimo anno, nel mese di Bul, che è l'ottavo mese, la casa fu terminata in tutte le sue parti, secondo il disegno datone. Salomone mise sette anni a fabbricarla. 1 Re 6:38
- Fece pure il portico di colonne, avente cinquanta cubiti di lunghezza e trenta di larghezza, con un vestibolo davanti, delle colonne, e una scalinata in fronte. 1 Re 7:6
- Poi fece il portico del trono dove amministrava la giustizia, e che si chiamò il `Portico del giudizio'; e lo ricoprì di legno di cedro dal pavimento al soffitto. 1 Re 7:7
- E la casa sua, dov'egli dimorava, fu costruita nello stesso modo, in un altro cortile, dietro il portico. E fece una casa dello stesso stile di questo portico per la figliuola di Faraone, ch'egli avea sposata. 1 Re 7:8
- Il gran cortile avea tutto all'intorno tre ordini di pietre lavorate e un ordine di travi di cedro, come il cortile interiore della casa dell'Eterno e come il portico della casa. 1 Re 7:12
- Il re Salomone fece venire da Tiro Hiram, 1 Re 7:13
- Fece un graticolato, un lavoro d'intreccio, dei festoni a guisa di catenelle, per i capitelli ch'erano in cima alle colonne: sette per il primo capitello, e sette per il secondo. 1 Re 7:17
- E fece due ordini di melagrane attorno all'uno di que' graticolati, per coprire il capitello ch'era in cima all'una delle colonne; e lo stesso fece per l'altro capitello. 1 Re 7:18
- In cima alle colonne c'era un lavoro fatto a forma di giglio. Così fu compiuto il lavoro delle colonne. 1 Re 7:22
- Poi fece il mare di getto, che avea dieci cubiti da un orlo all'altro; era di forma perfettamente rotonda, avea cinque cubiti d'altezza, e una corda di trenta cubiti ne misurava la circonferenza. 1 Re 7:23
- Sotto all'orlo lo circondavano delle colloquintide, dieci per cubito, facendo tutto il giro del mare; le colloquintide, disposte in due ordini, erano state fuse insieme col mare. 1 Re 7:24
- Questo posava su dodici buoi, dei quali tre guardavano a settentrione, tre a occidente, tre a mezzogiorno, e tre ad oriente; il mare stava su di essi, e le parti posteriori de' buoi erano vòlte verso il di dentro. 1 Re 7:25
- Esso avea lo spessore d'un palmo; il suo orlo, fatto come l'orlo d'una coppa, avea la forma d'un fior di giglio; il mare conteneva duemila bati. 1 Re 7:26
- E il lavoro delle basi consisteva in questo. Eran formate di riquadri, tenuti assieme per mezzo di sostegni. 1 Re 7:28
- Ogni base avea quattro ruote di rame con le sale di rame; e ai quattro angoli c'erano delle mènsole, sotto il bacino; queste mensole erano di getto; di faccia a ciascuna stavan delle ghirlande. 1 Re 7:30
- Al coronamento della base, nell'interno, c'era un'apertura in cui s'adattava il bacino; essa avea un cubito d'altezza, era rotonda, della forma d'una base di colonna, e aveva un cubito e mezzo di diametro; anche lì v'erano delle sculture; i riquadri erano quadrati e non circolari. 1 Re 7:31
- Egli collocò le basi così: cinque al lato destro della casa, e cinque al lato sinistro; e pose il mare al lato destro della casa, verso sud-est. 1 Re 7:39
- Così Hiram compì tutta l'opera che il re Salomone gli fece fare per la casa dell'Eterno: le due colonne, le due palle dei capitelli in cima alle colonne, i due reticolati per coprire le due palle dei capitelli in cima alle colonne, 1 Re 7:41
- il mare, ch'era unico, e i dodici buoi sotto il mare; 1 Re 7:44
- Il re li fece fondere nella pianura del Giordano, in un suolo argilloso, fra Succoth e Tsarthan. 1 Re 7:46
- Salomone lasciò tutti questi utensili senza riscontrare il peso del rame, perché erano in grandissima quantità. 1 Re 7:47
- Così fu compiuta tutta l'opera che il re Salomone fece eseguire per la casa dell'Eterno. Poi Salomone fece portare l'argento, l'oro e gli utensili che Davide suo padre avea consacrati, e li mise nei tesori della casa dell'Eterno. 1 Re 7:51
- Tutti gli uomini d'Israele si radunarono presso il re Salomone nel mese di Ethanim, che è il settimo mese, durante la festa. 1 Re 8:2
- e portarono su l'arca dell'Eterno, la tenda di convegno, e tutti gli utensili sacri ch'erano nella tenda. I sacerdoti ed i Leviti eseguirono il trasporto. 1 Re 8:4
- Il re Salomone e tutta la raunanza d'Israele convocata presso di lui si raccolsero davanti all'arca, e immolarono pecore e buoi in tal quantità da non potersi contare né calcolare. 1 Re 8:5
- poiché i cherubini aveano le ali spiegate sopra il sito dell'arca, e coprivano dall'alto l'arca e le sue stanghe. 1 Re 8:7
- Poi il re voltò la faccia, e benedisse tutta la raunanza d'Israele; e tutta la raunanza d'Israele stava in piedi. 1 Re 8:14
- E disse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio d'Israele, il quale di sua propria bocca parlò a Davide mio padre, e con la sua potenza ha adempito quel che avea dichiarato dicendo: 1 Re 8:15
- - Dal giorno che trassi il mio popolo d'Israele dall'Egitto, io non scelsi alcuna città, fra tutte le tribù d'Israele, per edificarvi una casa, ove il mio nome dimorasse; ma scelsi Davide per regnare sul mio popolo d'Israele. - 1 Re 8:16
- però, non sarai tu che edificherai la casa; ma il tuo figliuolo che uscirà dalle tue viscere, sarà quegli che costruirà la casa al mio nome. - 1 Re 8:19
- E vi ho assegnato un posto all'arca, nella quale è il patto dell'Eterno: il patto ch'egli fermò coi nostri padri, quando li trasse fuori dal paese d'Egitto'. 1 Re 8:21
- Poi Salomone si pose davanti all'altare dell'Eterno, in presenza di tutta la raunanza d'Israele, stese le mani verso il cielo, 1 Re 8:22
- e disse: `O Eterno, Dio d'Israele! Non v'è Dio che sia simile a te, né lassù in cielo, né quaggiù in terra! Tu mantieni il patto e la misericordia verso i tuoi servi che camminano in tua presenza con tutto il cuor loro. 1 Re 8:23
- Nondimeno, o Eterno, Dio mio, abbi riguardo alla preghiera del tuo servo e alla sua supplicazione, ascoltando il grido e la preghiera che il tuo servo ti rivolge quest'oggi. 1 Re 8:28
- Siano gli occhi tuoi notte e giorno aperti su questa casa, sul luogo di cui dicesti: - Quivi sarà il mio nome! - Ascolta la preghiera che il tuo servo farà rivolto a questo luogo! 1 Re 8:29
- Se uno pecca contro il suo prossimo, e si esige da lui il giuramento per costringerlo a giurare, se quegli viene a giurare davanti al tuo altare in questa casa, 1 Re 8:31
- tu ascoltalo dal cielo, agisci e giudica i tuoi servi; condanna il colpevole, facendo ricadere sul suo capo i suoi atti, e dichiara giusto l'innocente, trattandolo secondo la sua giustizia. 1 Re 8:32
- Quando il tuo popolo Israele sarà sconfitto dal nemico per aver peccato contro di te, se torna a te, se dà gloria al tuo nome e ti rivolge preghiere e supplicazioni in questa casa, 1 Re 8:33
- tu esaudiscilo dal cielo, perdona al tuo popolo d'Israele il suo peccato, e riconducilo nel paese che desti ai suoi padri. 1 Re 8:34
- Quando il cielo sarà chiuso e non vi sarà più pioggia a motivo dei loro peccati contro di te, se essi pregano rivolti a questo luogo, se danno gloria al tuo nome e si convertono dai loro peccati perché li hai afflitti, 1 Re 8:35
- tu esaudiscili dal cielo, perdona il loro peccato ai tuoi servi ed al tuo popolo d'Israele, ai quali mostrerai la buona strada per cui debbon camminare; e manda la pioggia sulla terra, che hai data come eredità al tuo popolo. 1 Re 8:36
- Quando il paese sarà invaso dalla carestia o dalla peste, dalla ruggine o dal carbone, dalle locuste o dai bruci, quando il nemico assedierà il tuo popolo, nel suo paese, nelle sue città, quando scoppierà qualsivoglia flagello o epidemia, 1 Re 8:37
- tu esaudiscila dal cielo, dal luogo della tua dimora, e perdona; agisci e rendi a ciascuno secondo le sue vie, tu, che conosci il cuore d'ognuno; poiché tu solo conosci il cuore di tutti i figliuoli degli uomini; 1 Re 8:39
- e fa' sì ch'essi ti temano tutto il tempo che vivranno nel paese che tu desti ai padri nostri. 1 Re 8:40
- tu esaudiscilo dal cielo, dal luogo della tua dimora, e concedi a questo straniero tutto quello che ti domanderà, affinché tutti i popoli della terra conoscano il tuo nome per temerti, come fa il tuo popolo d'Israele e sappiano che il tuo nome è invocato su questa casa che io ho costruita! 1 Re 8:43
- Quando il tuo popolo partirà per muover guerra al suo nemico seguendo la via per la quale tu l'avrai mandato, se innalza preghiere all'Eterno rivolto alla città che tu hai scelta e alla casa che io ho costruita al tuo nome, 1 Re 8:44
- - se tornano a te con tutto il loro cuore e con tutta l'anima loro nel paese dei loro nemici che li hanno menati in cattività, e ti pregano rivolti al loro paese, il paese che tu desti ai loro padri, alla città che tu hai scelta e alla casa che io ho costruita al tuo nome, 1 Re 8:48
- giacché essi sono il tuo popolo, la tua eredità, e tu li hai tratti fuor dall'Egitto, di mezzo a una fornace da ferro! 1 Re 8:51
- Or quando Salomone ebbe finito di rivolgere all'Eterno tutta questa preghiera e questa supplicazione, s'alzò di davanti all'altare dell'Eterno dove stava inginocchiato tenendo le mani stese verso il cielo. 1 Re 8:54
- L'Eterno, il nostro Dio, sia con noi, come fu coi nostri padri; non ci lasci e non ci abbandoni, 1 Re 8:57
- Sia dunque il cuor vostro dato interamente all'Eterno, al nostro Dio, per seguire le sue leggi e osservare i suoi comandamenti come fate oggi!' 1 Re 8:61
- Poi il re e tutto Israele con lui offriron dei sacrifizi davanti all'Eterno. 1 Re 8:62
- Salomone immolò, come sacrifizio di azioni di grazie offerto all'Eterno, ventiduemila buoi e centoventimila pecore. Così il re e tutti i figliuoli d'Israele dedicarono la casa dell'Eterno. 1 Re 8:63
- In quel giorno il re consacrò la parte di mezzo del cortile, ch'è davanti alla casa dell'Eterno; poiché offrì quivi gli olocausti, le oblazioni e i grassi dei sacrifizi di azioni di grazie, giacché l'altare di rame, ch'è davanti all'Eterno, era troppo piccolo per contenere gli olocausti, le oblazioni e i grassi dei sacrifizi di azioni di grazie. 1 Re 8:64
- E in quel tempo Salomone celebrò la festa, e tutto Israele con lui. Ci fu una grande raunanza di gente, venuta da tutto il paese: dai dintorni di Hamath fino al torrente d'Egitto, e raccolta dinanzi all'Eterno, al nostro Dio, per sette giorni e poi per altri sette, in tutto quattordici giorni. 1 Re 8:65
- L'ottavo giorno licenziò il popolo; e quelli benedirono il re, e se n'andarono alle loro tende allegri e col cuore contento per tutto il bene che l'Eterno avea fatto a Davide, suo servo, e ad Israele, suo popolo. 1 Re 8:66
- e gli disse: `Io ho esaudita la tua preghiera e la supplicazione che hai fatta dinanzi a me; ho santificata questa casa che tu hai edificata per mettervi il mio nome in perpetuo; e gli occhi miei ed il mio cuore saran quivi sempre. 1 Re 9:3
- io stabilirò il trono del tuo regno in Israele in perpetuo, come promisi a Davide tuo padre, dicendo: - Non ti mancherà mai qualcuno che segga sul trono d'Israele. 1 Re 9:5
- - Perché hanno abbandonato l'Eterno, l'Iddio loro, il quale trasse i loro padri dal paese d'Egitto; si sono invaghiti d'altri dèi, si son prostrati dinanzi a loro e li hanno serviti; ecco perché l'Eterno ha fatto venire tutti questi mali su loro'. 1 Re 9:9
- siccome Hiram, re di Tiro, avea fornito a Salomone legname di cedro e di cipresso, e oro, a piacere di lui, il re Salomone diede a Hiram venti città nel paese di Galilea. 1 Re 9:11
- tutte le città di rifornimento che gli appartenevano, le città per i suoi carri, le città per i suoi cavalieri, insomma tutto quello che gli piacque di costruire a Gerusalemme, al Libano e in tutto il paese del suo dominio. 1 Re 9:19
- Il re Salomone costruì anche una flotta ad Etsion-Gheber, presso Eloth, sul lido del mar Rosso, nel paese di Edom. 1 Re 9:26
- Hiram mandò su questa flotta, con la gente di Salomone, la sua propria gente: marinai, che conoscevano il mare. 1 Re 9:27
- Salomone rispose a tutte le questioni propostegli da lei, e non ci fu cosa che fosse oscura per il re, e ch'ei non sapesse spiegare. 1 Re 10:3
- Sia benedetto l'Eterno, il tuo Dio, il quale t'ha gradito, mettendoti sul trono d'Israele! L'Eterno ti ha stabilito re, per far ragione e giustizia, perch'egli nutre per Israele un amore perpetuo'. 1 Re 10:9
- e di questo legno di sandalo il re fece delle balaustrate per la casa dell'Eterno e per la casa reale, delle cetre e de' saltèri per i cantori. Di questo legno di sandalo non ne fu più portato, e non se n'è più visto fino al dì d'oggi). 1 Re 10:12
- Il re Salomone diede alla regina di Sceba tutto quel che essa bramò e chiese, oltre a quello ch'ei le donò con la sua munificenza sovrana. Poi ella si rimise in cammino, e coi suoi servi se ne tornò al suo paese. 1 Re 10:13
- Or il peso dell'oro che giungeva ogni anno a Salomone, era di seicento sessantasei talenti, 1 Re 10:14
- E il re Salomone fece fare duecento scudi grandi d'oro battuto, per ognuno dei quali impiegò seicento sicli d'oro, 1 Re 10:16
- e trecento scudi d'oro battuto più piccoli, per ognuno dei quali impiegò tre mine d'oro; e il re li mise nella casa della `Foresta del Libano'. 1 Re 10:17
- Il re fece pure un gran trono d'avorio, che rivestì d'oro finissimo. 1 Re 10:18
- Questo trono aveva sei gradini; la sommità del trono era rotonda dalla parte di dietro; il seggio avea due bracci, uno di qua e uno di là; presso i due bracci stavano due leoni, 1 Re 10:19
- E tutte le coppe del re Salomone erano d'oro, e tutto il vasellame della casa della `Foresta del Libano' era d'oro puro. Nulla era d'argento; dell'argento non si faceva alcun conto al tempo di Salomone. 1 Re 10:21
- Poiché il re aveva in mare una flotta di Tarsis insieme con la flotta di Hiram; e la flotta di Tarsis, una volta ogni tre anni, veniva a portare oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 1 Re 10:22
- Così il re Salomone fu il più grande di tutti i re della terra per ricchezze e per sapienza. 1 Re 10:23
- E tutto il mondo cercava di veder Salomone per udir la sapienza che Dio gli avea messa in cuore. 1 Re 10:24
- E ognuno gli portava il suo dono: vasi d'argento, vasi d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli e muli; e questo avveniva ogni anno. 1 Re 10:25
- E il re fece sì che l'argento era in Gerusalemme così comune come le pietre, e i cedri tanto abbondanti quanto i sicomori della pianura. 1 Re 10:27
- Or il re Salomone, oltre la figliuola di Faraone, amò molte donne straniere: delle Moabite, delle Ammonite, delle Idumee, delle Sidonie, delle Hittee, 1 Re 11:1
- donne appartenenti ai popoli dei quali l'Eterno avea detto ai figliuoli d'Israele: `Non andate da loro e non vengano essi da voi; poiché essi certo pervertirebbero il vostro cuore per farvi seguire i loro dèi'. A tali donne s'unì Salomone ne' suoi amori. 1 Re 11:2
- Ed ebbe settecento principesse per mogli e trecento concubine; e le sue mogli gli pervertirono il cuore; 1 Re 11:3
- cosicché, al tempo della vecchiaia di Salomone, le sue mogli gl'inclinarono il cuore verso altri dèi; e il cuore di lui non appartenne tutto quanto all'Eterno, al suo Dio, come avea fatto il cuore di Davide suo padre. 1 Re 11:4
- E l'Eterno s'indignò contro Salomone, perché il cuor di lui s'era alienato dall'Eterno, dall'Iddio d'Israele, che gli era apparito due volte, 1 Re 11:9
- E l'Eterno disse a Salomone: `Giacché tu hai agito a questo modo, e non hai osservato il mio patto e le leggi che t'avevo date, io ti strapperò di dosso il reame, e lo darò al tuo servo. 1 Re 11:11
- Però, non gli strapperò tutto il reame, ma lascerò una tribù al tuo figliuolo, per amor di Davide mio servo, e per amor di Gerusalemme che io ho scelta'. 1 Re 11:13
- Quelli dunque partirono da Madian, andarono a Paran, presero seco degli uomini di Paran, e giunsero in Egitto da Faraone, re d'Egitto, il quale diede a Hadad una casa, provvide al suo mantenimento, e gli assegnò dei terreni. 1 Re 11:18
- E Rezon fu nemico d'Israele per tutto il tempo di Salomone; e questo, oltre il male già fatto da Hadad. Aborrì Israele e regnò sulla Siria. 1 Re 11:25
- Anche Geroboamo, servo di Salomone, si ribellò contro il re. Egli era figlio di Nebat, Efrateo di Tsereda, e avea per madre una vedova che si chiamava Tserua. 1 Re 11:26
- La causa per cui si ribellò contro il re, fu questa. Salomone costruiva Millo e chiudeva la breccia della città di Davide suo padre. 1 Re 11:27
- Ahija prese il mantello nuovo che aveva addosso, lo stracciò in dodici pezzi, 1 Re 11:30
- Nondimeno non torrò dalle mani di lui tutto il regno, ma lo manterrò principe tutto il tempo della sua vita, per amor di Davide, mio servo, che io scelsi, e che osservò i miei comandamenti e le mie leggi; 1 Re 11:34
- ma torrò il regno dalle mani del suo figliuolo, e te ne darò dieci tribù; 1 Re 11:35
- e al suo figliuolo lascerò una tribù, affinché Davide, mio servo, abbia sempre una lampada davanti a me in Gerusalemme, nella città che ho scelta per mettervi il mio nome. 1 Re 11:36
- Or il rimanente delle gesta di Salomone, tutto quello che fece, e la sua sapienza sta scritto nel libro delle gesta di Salomone. 1 Re 11:41
- `Tuo padre ha reso duro il nostro giogo; ora rendi tu più lieve la dura servitù e il giogo pesante che tuo padre ci ha imposti, e noi ti serviremo'. 1 Re 12:4
- Ed egli rispose loro: `Andatevene, e tornate da me fra tre giorni'. E il popolo se ne andò. 1 Re 12:5
- Il re Roboamo si consigliò coi vecchi ch'erano stati al servizio del re Salomone suo padre mentre era vivo, e disse: `Che mi consigliate voi di rispondere a questo popolo?' 1 Re 12:6
- Ma Roboamo abbandonò il consiglio datogli dai vecchi, e si consigliò coi giovani ch'eran cresciuti con lui ed erano al suo servizio, 1 Re 12:8
- e disse loro: `Come consigliate voi che rispondiamo a questo popolo che m'ha parlato dicendo: - Allevia il giogo che tuo padre ci ha imposto?' 1 Re 12:9
- E i giovani ch'erano cresciuti con lui, gli parlarono così: `Ecco quel che dirai a questo popolo che s'è rivolto a te dicendo: - Tuo padre ha reso pesante il nostro giogo, e tu ce lo allevia! - Gli risponderai così: - Il mio dito mignolo è più grosso del corpo di mio padre; 1 Re 12:10
- Tre giorni dopo, Geroboamo e tutto il popolo vennero da Roboamo, come aveva ordinato il re dicendo: `Tornate da me fra tre giorni'. 1 Re 12:12
- E il re rispose aspramente, abbandonando il consiglio che i vecchi gli aveano dato; 1 Re 12:13
- e parlò al popolo secondo il consiglio dei giovani, dicendo: `Mio padre ha reso pesante il vostro giogo, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò coi flagelli a punte'. 1 Re 12:14
- Così il re non diede ascolto al popolo; perché questa cosa era diretta dall'Eterno, affinché si adempisse la parola da lui detta per mezzo di Ahija di Scilo a Geroboamo, figliuolo di Nebat. 1 Re 12:15
- E quando tutto il popolo d'Israele vide che il re non gli dava ascolto, rispose al re, dicendo: `Che abbiam noi da fare con Davide? Noi non abbiam nulla di comune col figliuolo d'Isai! Alle tue tende, o Israele! Provvedi ora tu alla tua casa, o Davide!' E Israele se ne andò alle sue tende. 1 Re 12:16
- E il re Roboamo mandò loro Adoram, preposto alle comandate; ma tutto Israele lo lapidò, ed egli morì. E il re Roboamo salì in fretta sopra un carro per fuggire a Gerusalemme. 1 Re 12:18
- E Roboamo, giunto che fu a Gerusalemme, radunò tutta la casa di Giuda e la tribù di Beniamino, centottantamila uomini, guerrieri scelti, per combattere contro la casa d'Israele e restituire il regno a Roboamo, figliuolo di Salomone. 1 Re 12:21
- E Geroboamo disse in cuor suo: `Ora il regno potrebbe benissimo tornare alla casa di Davide. 1 Re 12:26
- Se questo popolo sale a Gerusalemme per offrir dei sacrifizi nella casa dell'Eterno, il suo cuore si volgerà verso il suo signore, verso Roboamo re di Giuda, e mi uccideranno, e torneranno a Roboamo re di Giuda'. 1 Re 12:27
- Il re, quindi, dopo essersi consigliato, fece due vitelli d'oro e disse al popolo: `Siete ormai saliti abbastanza a Gerusalemme! O Israele, ecco i tuoi dèi, che ti hanno tratto dal paese d'Egitto!' 1 Re 12:28
- Questo diventò un'occasione di peccato; perché il popolo andava fino a Dan per presentarsi davanti ad uno di que' vitelli. 1 Re 12:30
- Egli fece anche delle case d'alti luoghi, e creò dei sacerdoti presi qua e là di fra il popolo, e che non erano de' figliuoli di Levi. 1 Re 12:31
- Il quindicesimo giorno dell'ottavo mese, mese che aveva scelto di sua testa, Geroboamo salì all'altare che aveva costruito a Bethel, fece una festa per i figliuoli d'Israele, e salì all'altare per offrire profumi. 1 Re 12:33
- Ed ecco che un uomo di Dio giunse da Giuda a Bethel per ordine dell'Eterno, mentre Geroboamo stava presso l'altare per ardere il profumo; 1 Re 13:1
- e per ordine dell'Eterno si mise a gridare contro l'altare e a dire: `Altare, altare! così dice l'Eterno: - Ecco, nascerà alla casa di Davide un figliuolo, per nome Giosia, il quale immolerà su di te i sacerdoti degli alti luoghi che su di te ardono profumi e s'arderanno su di te ossa umane'. 1 Re 13:2
- E quello stesso giorno diede un segno miracoloso dicendo: `Questo è il segno che l'Eterno ha parlato: ecco, l'altare si spaccherà, e la cenere che v'è sopra si spanderà'. 1 Re 13:3
- Quando il re Geroboamo ebbe udita la parola che l'uomo di Dio avea gridata contro l'altare di Bethel, stese la mano dall'alto dell'altare, e disse: `Pigliatelo!' Ma la mano che Geroboamo avea stesa contro di lui si seccò, e non poté più ritirarla a sé. 1 Re 13:4
- E l'altare si spaccò; e la cenere che v'era sopra si disperse, secondo il segno che l'uomo di Dio avea dato per ordine dell'Eterno. 1 Re 13:5
- Allora il re si rivolse all'uomo di Dio, e gli disse: `Deh, implora la grazia dell'Eterno, del tuo Dio, e prega per me affinché mi sia resa la mano'. E l'uomo di Dio implorò la grazia dell'Eterno, e il re riebbe la sua mano, che tornò com'era prima. 1 Re 13:6
- E il re disse all'uomo di Dio: `Vieni meco a casa; ti ristorerai, e io ti farò un regalo'. 1 Re 13:7
- Or v'era un vecchio profeta che abitava a Bethel; e uno de' suoi figliuoli venne a raccontargli tutte le cose che l'uomo di Dio avea fatte in quel giorno a Bethel, e le parole che avea dette al re. Il padre, udito ch'ebbe il racconto, 1 Re 13:11
- Allora il vecchio profeta gli disse: `Vieni meco a casa mia, e prendi un po' di cibo'. 1 Re 13:15
- ed egli gridò all'uomo di Dio ch'era venuto da Giuda: `Così parla l'Eterno: - Giacché tu ti sei ribellato all'ordine dell'Eterno, e non hai osservato il comandamento che l'Eterno, l'Iddio tuo, t'avea dato, 1 Re 13:21
- e sei tornato indietro, e hai mangiato del pane e bevuto dell'acqua nel luogo del quale egli t'avea detto: Non vi mangiare del pane e non vi bere dell'acqua, il tuo cadavere non entrerà nel sepolcro de' tuoi padri'. - 1 Re 13:22
- Quando l'uomo di Dio ebbe mangiato e bevuto, il vecchio profeta, che l'avea fatto tornare indietro, gli sellò l'asino. 1 Re 13:23
- L'uomo di Dio se ne andò, e un leone lo incontrò per istrada, e l'uccise. Il suo cadavere restò disteso sulla strada; l'asino se ne stava presso di lui, e il leone pure presso al cadavere. 1 Re 13:24
- Quand'ecco passarono degli uomini che videro il cadavere disteso sulla strada e il leone che stava dappresso al cadavere, e vennero a riferire la cosa nella città dove abitava il vecchio profeta. 1 Re 13:25
- E quando il profeta che avea fatto tornare indietro l'uomo di Dio ebbe ciò udito, disse: `È l'uomo di Dio, ch'è stato ribelle all'ordine dell'Eterno; perciò l'Eterno l'ha dato in balìa d'un leone, che l'ha sbranato e ucciso, secondo la parola che l'Eterno gli avea detta'. 1 Re 13:26
- E quegli andò, trovò il cadavere disteso sulla strada, e l'asino e il leone che stavano presso il cadavere; il leone non avea divorato il cadavere né sbranato l'asino. 1 Re 13:28
- Il profeta prese il cadavere dell'uomo di Dio, lo pose sull'asino, e lo portò indietro; e il vecchio profeta rientrò in città per piangerlo, e per dargli sepoltura. 1 Re 13:29
- E pose il cadavere nel proprio sepolcro; ed egli e i suoi figliuoli lo piansero, dicendo: 1 Re 13:30
- `Ahi fratel mio!' E quando l'ebbe seppellito, il vecchio profeta disse ai suoi figliuoli: `Quando sarò morto, seppellitemi nel sepolcro dov'è sepolto l'uomo di Dio; ponete le ossa mie accanto alle sue. 1 Re 13:31
- Dopo questo fatto, Geroboamo non si distolse dalla sua mala via; creò anzi di nuovo de' sacerdoti degli alti luoghi, prendendoli qua e là di fra il popolo; chiunque voleva, era da lui consacrato, e diventava sacerdote degli alti luoghi. 1 Re 13:33
- E Geroboamo disse a sua moglie: `Lèvati, ti prego, e travestiti, affinché non si conosca che tu sei moglie di Geroboamo, e va' a Sciloh. Ecco, quivi è il profeta Ahija, il quale predisse di me che sarei stato re di questo popolo. 1 Re 14:2
- Come dunque Ahija udì il rumore de' piedi di lei che entrava per la porta, disse: `Entra pure, moglie di Geroboamo; perché fingi d'essere un'altra? Io sono incaricato di dirti delle cose dure. 1 Re 14:6
- ed ho strappato il regno dalle mani della casa di Davide e l'ho dato a te, ma tu non sei stato come il mio servo Davide il quale osservò i miei comandamenti e mi seguì con tutto il suo cuore, non facendo se non ciò ch'è giusto agli occhi miei, 1 Re 14:8
- Quanto a te, lèvati, vattene a casa tua; e non appena avrai messo piede in città, il bambino morrà. 1 Re 14:12
- E tutto Israele lo piangerà e gli darà sepoltura. Egli è il solo della casa di Geroboamo che sarà messo in un sepolcro, perché è il solo nella casa di Geroboamo in cui si sia trovato qualcosa di buono, rispetto all'Eterno, all'Iddio d'Israele. 1 Re 14:13
- E l'Eterno colpirà Israele, che sarà come una canna agitata nell'acqua; sradicherà Israele da questa buona terra che avea data ai loro padri, e li disperderà oltre il fiume, perché si son fatti degl'idoli di Astarte provocando ad ira l'Eterno. 1 Re 14:15
- La moglie di Geroboamo si levò, partì, e giunse a Tirtsa; e com'ella metteva il piede sulla soglia di casa, il fanciullo morì; 1 Re 14:17
- Il resto delle azioni di Geroboamo e le sue guerre e il modo come regnò, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 1 Re 14:19
- Roboamo, figliuolo di Salomone, regnò in Giuda. Avea quarantun anno quando cominciò a regnare, e regnò diciassette anni in Gerusalemme, nella città che l'Eterno s'era scelta fra tutte le tribù d'Israele per mettervi il suo nome. Sua madre si chiamava Naama, l'Ammonita. 1 Re 14:21
- E ogni volta che il re entrava nella casa dell'Eterno, quei della guardia li portavano; poi li riportavano nella sala della guardia. 1 Re 14:28
- Il resto delle azioni di Roboamo e tutto quello ch'ei fece, sta scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 1 Re 14:29
- Il diciottesimo anno del regno di Geroboamo, figliuolo di Nebat, Abijam cominciò a regnare sopra Giuda. 1 Re 15:1
- Egli s'abbandonò a tutti i peccati che suo padre avea commessi prima di lui, e il suo cuore non fu tutto quanto per l'Eterno, l'Iddio suo, com'era stato il cuore di Davide suo padre. 1 Re 15:3
- Nondimeno, per amor di Davide, l'Eterno, il suo Dio, gli lasciò una lampada a Gerusalemme, stabilendo dopo di lui il suo figliuolo, e lasciando sussistere Gerusalemme; 1 Re 15:4
- perché Davide avea fatto ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno, e non si era scostato in nulla dai suoi comandamenti per tutto il tempo della sua vita, salvo nel fatto di Uria, lo Hitteo. 1 Re 15:5
- Il resto delle azioni di Abijam e tutto quello ch'ei fece, sta scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. E vi fu guerra fra Abijam e Geroboamo. 1 Re 15:7
- Nondimeno, gli alti luoghi non furono eliminati; quantunque il cuore d'Asa fosse tutto quanto per l'Eterno, durante l'intera sua vita. 1 Re 15:14
- E ci fu guerra fra Asa e Baasa, re d'Israele, tutto il tempo della lor vita. 1 Re 15:16
- `Siavi alleanza fra me e te, come vi fu fra il padre mio e il padre tuo. Ecco, io ti mando in dono dell'argento e dell'oro; va', rompi la tua alleanza con Baasa, re d'Israele, ond'egli si ritiri da me'. 1 Re 15:19
- Ben-Hadad diè ascolto al re Asa; mandò i capi del suo esercito contro le città d'Israele ed espugnò Ijon, Dan, Abel-Beth-Maaca, tutta la contrada di Kinneroth con tutto il paese di Neftali. 1 Re 15:20
- Allora il re Asa convocò tutti que' di Giuda, senza eccettuarne alcuno; e quelli portaron via le pietre e il legname di cui Baasa s'era servito per la costruzione di Rama; e con essi il re Asa edificò Gheba di Beniamino, e Mitspa. 1 Re 15:22
- Il resto di tutte le azioni di Asa, tutte le sue prodezze, tutto quello ch'ei fece e le città che edificò, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. Ma, nella sua vecchiaia, egli patì di male ai piedi. 1 Re 15:23
- Nadab, figliuolo di Geroboamo, cominciò a regnare sopra Israele il secondo anno di Asa, re di Giuda; e regnò sopra Israele due anni. 1 Re 15:25
- E fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, e seguì le tracce di suo padre e il peccato nel quale aveva indotto Israele. 1 Re 15:26
- Il resto delle azioni di Nadab e tutto quello che fece, non sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele? 1 Re 15:31
- E ci fu guerra fra Asa e Baasa, re d'Israele, tutto il tempo della loro vita. 1 Re 15:32
- Fece quel ch'è male agli occhi dell'Eterno; e seguì le vie di Geroboamo e il peccato che questi avea fatto commettere a Israele. 1 Re 15:34
- `Io t'ho innalzato dalla polvere e t'ho fatto principe del mio popolo Israele, ma tu hai battuto le vie di Geroboamo ed hai indotto il mio popolo Israele a peccare, in guisa da provocarmi a sdegno coi suoi peccati; 1 Re 16:2
- La parola che l'Eterno avea pronunziata per bocca del profeta Jehu, figliuolo di Hanani, fu diretta contro Baasa e contro la casa di lui, non soltanto a motivo di tutto il male che Baasa avea fatto sotto gli occhi dell'Eterno, provocandolo ad ira con l'opera delle sue mani così da imitare la casa di Geroboamo, ma anche perché aveva sterminata quella casa. 1 Re 16:7
- Il resto delle azioni d'Ela e tutto quello ch'ei fece, trovasi scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 1 Re 16:14
- L'anno ventisettesimo di Asa, re di Giuda, Zimri regnò per sette giorni in Tirtsa. Or il popolo era accampato contro Ghibbethon, città dei Filistei. 1 Re 16:15
- Il popolo quivi accampato, sentì dire: `Zimri ha fatto una congiura e ha perfino ucciso il re!' E quello stesso giorno, nell'accampamento, tutto Israele fece re d'Israele Omri, capo dell'esercito. 1 Re 16:16
- Il resto delle azioni di Zimri, la congiura ch'egli ordì, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 1 Re 16:20
- Allora il popolo d'Israele si divise in due parti: metà del popolo seguiva Tibni, figliuolo di Ghinath, per farlo re; l'altra metà seguiva Omri. 1 Re 16:21
- Ma il popolo che seguiva Omri la vinse contro quello che seguiva Tibni, figliuolo di Ghinath. Tibni morì, e regnò Omri. 1 Re 16:22
- Il trentunesimo anno d'Asa, re di Giuda, Omri cominciò a regnare sopra Israele, e regnò dodici anni. Regnò sei anni in Tirtsa, 1 Re 16:23
- poi comprò da Scemer il monte di Samaria per due talenti d'argento; edificò su quel monte una città, e alla città che edificò diede il nome di Samaria dal nome di Scemer, padrone del monte. 1 Re 16:24
- Il resto delle azioni compiute da Omri e le prodezze da lui fatte, sta tutto scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 1 Re 16:27
- Al tempo di lui, Hiel di Bethel riedificò Gerico; ne gettò le fondamenta su Abiram, suo primogenito, e ne rizzò le porte su Segub, il più giovane de' suoi figliuoli, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata per bocca di Giosuè, figliuolo di Nun. 1 Re 16:34
- Elia, il Tishbita, uno di quelli che s'erano stabiliti in Galaad, disse ad Achab: `Com'è vero che vive l'Eterno, l'Iddio d'Israele, di cui io son servo, non vi sarà né rugiada né pioggia in questi anni, se non alla mia parola'. 1 Re 17:1
- Egli dunque partì, e fece secondo la parola dell'Eterno: andò, e si stabilì presso il torrente Kerith, che è dirimpetto al Giordano. 1 Re 17:5
- Ma di lì a qualche tempo il torrente rimase asciutto, perché non veniva pioggia sul paese. 1 Re 17:7
- Ella rispose: `Com'è vero che vive l'Eterno, il tuo Dio, del pane non ne ho, ma ho solo una manata di farina in un vaso, e un po' d'olio in un orciuolo; ed ecco, sto raccogliendo due stecchi, per andare a cuocerla per me e per il mio figliuolo; e la mangeremo, e poi morremo'. 1 Re 17:12
- Elia le disse: `Non temere; va' e fa' come tu hai detto; ma fanne prima una piccola stiacciata per me, e pòrtamela; poi ne farai per te e per il tuo figliuolo. 1 Re 17:13
- Poiché così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: - Il vaso della farina non si esaurirà e l'orciuolo dell'olio non calerà, fino al giorno che l'Eterno manderà la pioggia sulla terra'. 1 Re 17:14
- Il vaso della farina non si esaurì, e l'orciuolo dell'olio non calò, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata per bocca d'Elia. 1 Re 17:16
- Or dopo queste cose avvenne che il figliuolo di quella donna, ch'era la padrona di casa, si ammalò; e la sua malattia fu così grave, che non gli rimase più soffio di vita. 1 Re 17:17
- Allora la donna disse ad Elia: `Che ho io mai da far teco, o uomo di Dio? Sei tu venuto da me per rinnovar la memoria delle mie iniquità e far morire il mio figliuolo?' 1 Re 17:18
- Ei le rispose: `Dammi il tuo figliuolo'. E lo prese dal seno di lei, lo portò su nella camera dov'egli albergava, e lo coricò sul suo letto. 1 Re 17:19
- Poi invocò l'Eterno, e disse: `O Eterno, Iddio mio, colpisci tu di sventura anche questa vedova, della quale io sono ospite, facendole morire il figliuolo?' 1 Re 17:20
- Elia prese il fanciullo, lo portò giù dalla camera al pian terreno della casa, e lo rimise a sua madre, dicendole: `Guarda! il tuo figliuolo è vivo'. 1 Re 17:23
- E Achab mandò a chiamare Abdia, ch'era il suo maggiordomo. - Or Abdia era molto timorato dell'Eterno; 1 Re 18:3
- E Achab disse ad Abdia: `Va' per il paese, verso tutte le sorgenti e tutti i ruscelli; forse troveremo dell'erba e potremo conservare in vita i cavalli e i muli, e non avrem bisogno di uccidere parte del bestiame'. 1 Re 18:5
- Si spartirono dunque il paese da percorrere; Achab andò da sé da una parte, e Abdia da sé dall'altra. 1 Re 18:6
- E mentre Abdia era in viaggio, ecco farglisi incontro Elia; e Abdia, avendolo riconosciuto, si prostrò con la faccia a terra, e disse: `Sei tu il mio signore Elia?' 1 Re 18:7
- Ma Abdia replicò: `Che peccato ho io mai commesso, che tu dia il tuo servo nelle mani di Achab perch'ei mi faccia morire? 1 Re 18:9
- Com'è vero che l'Eterno, il tuo Dio, vive, non v'è nazione né regno dove il mio signore non abbia mandato a cercarti; e quando gli si diceva: - Ei non è qui, - faceva giurare il regno e la nazione, che proprio non t'avean trovato. 1 Re 18:10
- Succederà che, quand'io sarò partito da te, lo spirito dell'Eterno ti trasporterà non so dove; io andrò a fare l'ambasciata ad Achab, ed egli, non trovandoti, mi ucciderà. Eppure, il tuo servo teme l'Eterno fin dalla sua giovinezza! 1 Re 18:12
- Allora Elia s'accostò a tutto il popolo, e disse: `Fino a quando zoppicherete voi dai due lati? Se l'Eterno è Dio, seguitelo; se poi lo è Baal, seguite lui'. Il popolo non gli rispose verbo. 1 Re 18:21
- Ci sian dunque dati due giovenchi; quelli ne scelgano uno per loro, lo facciano a pezzi e lo mettano sulle legna, senz'appiccarvi il fuoco; io pure preparerò l'altro giovenco, lo metterò sulle legna, e non v'appiccherò il fuoco. 1 Re 18:23
- Quindi invocate voi il nome del vostro dio, e io invocherò il nome dell'Eterno; e il dio che risponderà mediante il fuoco, egli sia Dio'. Tutto il popolo rispose e disse: `Ben detto!' 1 Re 18:24
- Allora Elia disse ai profeti di Baal: `Sceglietevi uno de' giovenchi; preparatelo i primi, giacché siete i più numerosi; e invocate il vostro dio, ma non appiccate il fuoco'. 1 Re 18:25
- E quelli presero il giovenco che fu dato loro, e lo prepararono; poi invocarono il nome di Baal dalla mattina fino al mezzodì, dicendo: `O Baal, rispondici!' Ma non s'udì né voce né risposta; e saltavano intorno all'altare che aveano fatto. 1 Re 18:26
- E quelli si misero a gridare a gran voce, e a farsi delle incisioni addosso, secondo il loro costume, con delle spade e delle picche, finché grondavan sangue. 1 Re 18:28
- E passato che fu il mezzogiorno, quelli profetarono fino all'ora in cui si offriva l'oblazione, senza che s'udisse voce o risposta o ci fosse chi desse loro retta. 1 Re 18:29
- Allora Elia disse a tutto il popolo: `Accostatevi a me!' E tutto il popolo s'accostò a lui; ed Elia restaurò l'altare dell'Eterno ch'era stato demolito. 1 Re 18:30
- Poi prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù de' figliuoli di Giacobbe, al quale l'Eterno avea detto: `Il tuo nome sarà Israele'. 1 Re 18:31
- Poi vi accomodò le legna, fece a pezzi il giovenco, e lo pose sopra le legna. 1 Re 18:33
- L'acqua correva attorno all'altare, ed egli empì d'acqua anche il fosso. 1 Re 18:35
- E sull'ora in cui si offriva l'oblazione, il profeta Elia si avvicinò e disse: `O Eterno, Dio d'Abrahamo, d'Isacco e d'Israele, fa' che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatte tutte queste cose per ordine tuo. 1 Re 18:36
- Rispondimi, o Eterno, rispondimi, affinché questo popolo riconosca che tu, o Eterno, sei Dio, e che tu sei quegli che converte il cuor loro!' 1 Re 18:37
- Allora cadde il fuoco dell'Eterno, e consumò l'olocausto, le legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l'acqua ch'era nel fosso. 1 Re 18:38
- Tutto il popolo, veduto ciò, si gettò con la faccia a terra, e disse: `L'Eterno è Dio! L'Eterno è Dio!' 1 Re 18:39
- E la settima volta, il servo disse: `Ecco una nuvoletta grossa come la palma della mano, che sale dal mare'. Ed Elia: `Sali e di' ad Achab: - Attacca i cavalli al carro e scendi, che la pioggia non ti fermi'. - 1 Re 18:44
- E in un momento il cielo s'oscurò di nubi, il vento si scatenò, e cadde una gran pioggia. Achab montò sul suo carro, e se n'andò a Izreel. 1 Re 18:45
- E la mano dell'Eterno fu sopra Elia, il quale, cintosi i fianchi, corse innanzi ad Achab fino all'ingresso di Izreel. 1 Re 18:46
- Allora Izebel spedì un messo ad Elia per dirgli: `Gli dèi mi trattino con tutto il loro rigore, se domani a quest'ora non farò della vita tua quel che tu hai fatto della vita d'ognun di quelli'. 1 Re 19:2
- Elia, vedendo questo, si levò, e se ne andò per salvarsi la vita; giunse a Beer-Sceba, che appartiene a Giuda, e vi lasciò il suo servo; 1 Re 19:3
- ma egli s'inoltrò nel deserto una giornata di cammino, andò a sedersi sotto una ginestra, ed espresse il desiderio di morire, dicendo: ` Basta! Prendi ora, o Eterno, l'anima mia, poiché io non valgo meglio de' miei padri!' 1 Re 19:4
- Egli guardò, e vide presso il suo capo una focaccia cotta su delle pietre calde, e una brocca d'acqua. Egli mangiò e bevve, poi si coricò di nuovo. 1 Re 19:6
- E l'angelo dell'Eterno tornò la seconda volta, lo toccò, e disse: `Alzati e mangia, poiché il cammino è troppo lungo per te'. 1 Re 19:7
- Egli s'alzò, mangiò e bevve; e per la forza che quel cibo gli dette, camminò quaranta giorni e quaranta notti fino a Horeb, il monte di Dio. 1 Re 19:8
- Egli rispose: `Io sono stato mosso da una gran gelosia per l'Eterno, per l'Iddio degli eserciti, perché i figliuoli d'Israele hanno abbandonato il tuo patto, han demolito i tuoi altari, e hanno ucciso colla spada i tuoi profeti; son rimasto io solo, e cercano di togliermi la vita'. 1 Re 19:10
- Iddio gli disse: `Esci fuori e fermati sul monte, dinanzi all'Eterno'. Ed ecco passava l'Eterno. Un vento forte, impetuoso, schiantava i monti e spezzava le rocce dinanzi all'Eterno, ma l'Eterno non era nel vento. E, dopo il vento, un terremoto; ma l'Eterno non era nel terremoto. 1 Re 19:11
- E, dopo il terremoto, un fuoco; ma l'Eterno non era nel fuoco. E, dopo il fuoco, un suono dolce e sommesso. 1 Re 19:12
- Come Elia l'ebbe udito, si coperse il volto col mantello, uscì fuori, e si fermò all'ingresso della spelonca; ed ecco che una voce giunse fino a lui, e disse: `Che fai tu qui, Elia?' 1 Re 19:13
- Ed egli rispose: `Io sono stato mosso da una gran gelosia per l'Eterno, per l'Iddio degli eserciti, perché i figliuoli d'Israele hanno abbandonato il tuo patto, han demolito i tuoi altari, e hanno ucciso colla spada i tuoi profeti; son rimasto io solo, e cercano di togliermi la vita'. 1 Re 19:14
- Ma io lascerò in Israele un resto di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio non s'è piegato dinanzi a Baal, e la cui bocca non l'ha baciato'. 1 Re 19:18
- Elia si partì di là e trovò Eliseo, figliuolo di Shafat, il quale arava, avendo dodici paia di buoi davanti a sé; ed egli stesso guidava il dodicesimo paio. Elia, avvicinatosi a lui, gli gittò addosso il suo mantello. 1 Re 19:19
- Or Ben-Hadad, re di Siria, radunò tutto il suo esercito; avea seco trentadue re, cavalli e carri; poi salì, cinse d'assedio Samaria, e l'attaccò. 1 Re 20:1
- `Così dice Ben-Hadad: - Il tuo argento ed il tuo oro sono miei; così pure le tue mogli ed i figliuoli tuoi più belli son cosa mia'. - 1 Re 20:3
- Il re d'Israele rispose: `Come dici tu, o re signor mio, io son tuo con tutte le cose mie'. 1 Re 20:4
- I messi tornarono di nuovo e dissero: `Così parla Ben-Hadad: - Io t'avevo mandato a dire che tu mi dessi il tuo argento ed il tuo oro, le tue mogli e i tuoi figliuoli; 1 Re 20:5
- Allora il re d'Israele chiamò tutti gli anziani del paese, e disse: `Guardate, vi prego, e vedete come quest'uomo cerca la nostra rovina; poiché mi ha mandato a chiedere le mie mogli, i miei figliuoli, il mio argento e il mio oro, ed io non gli ho rifiutato nulla'. 1 Re 20:7
- E tutti gli anziani e tutto il popolo gli dissero: `Non lo ascoltare e non gli condiscendere!' 1 Re 20:8
- E Ben-Hadad mandò a dire ad Achab: `Gli dèi mi trattino con tutto il loro rigore, se la polvere di Samaria basterà ad empire il pugno di tutta la gente che mi segue!' 1 Re 20:10
- Il re d'Israele rispose: `Ditegli così: - Chi cinge l'armi non si glori come chi le depone'. - 1 Re 20:11
- Allora Achab fece la rassegna de' servi dei capi delle province, ed erano duecentotrentadue; e dopo questi fece la rassegna di tutto il popolo, di tutti i figliuoli d'Israele, ed erano settemila. 1 Re 20:15
- Il re disse: `Se sono usciti per la pace, pigliateli vivi; se sono usciti per la guerra, e vivi pigliateli!' 1 Re 20:18
- ciascuno di quelli uccise il suo uomo. I Sirî si diedero alla fuga, gl'Israeliti li inseguirono, e Ben-Hadad, re di Siria, scampò a cavallo con alcuni cavalieri. 1 Re 20:20
- Il re d'Israele uscì anch'egli, mise in rotta cavalli e carri, e fece una grande strage fra i Sirî. 1 Re 20:21
- Allora il profeta si avvicinò al re d'Israele, e gli disse: `Va', rinforzati; considera bene quel che dovrai fare; perché di qui ad un anno, il re di Siria salirà contro di te'. 1 Re 20:22
- formati quindi un esercito pari a quello che hai perduto, con altrettanti cavalli e altrettanti carri; poi daremo battaglia a costoro in pianura e li vincerem di certo'. Egli accettò il loro consiglio, e fece così. 1 Re 20:25
- Anche i figliuoli d'Israele furon passati in rassegna e provveduti di viveri; quindi mossero contro i Sirî, e si accamparono dirimpetto a loro: parevano due minuscoli greggi di capre di fronte ai Sirî che inondavano il paese. 1 Re 20:27
- E stettero accampati gli uni di fronte agli altri per sette giorni; il settimo giorno s'impegnò la battaglia, e i figliuoli d'Israele uccisero de' Sirî, in un giorno, centomila pedoni. 1 Re 20:29
- Il rimanente si rifugiò nella città di Afek, dove le mura caddero sui ventisettemila uomini ch'erano restati. Anche Ben-Hadad fuggì e, giunto nella città, cercava rifugio di camera in camera. 1 Re 20:30
- Così essi si misero dei sacchi intorno ai fianchi e delle corde al collo, andarono dal re d'Israele, e dissero: `Il tuo servo Ben-Hadad dice: - Ti prego, lasciami la vita!' - Achab rispose: `È ancora vivo? egli è mio fratello'. 1 Re 20:32
- La qual cosa presero quegli uomini per buon augurio, e subito vollero accertarsi se quello era proprio il suo sentimento, e gli dissero: `Ben-Hadad è dunque tuo fratello!' Egli rispose: `Andate, e conducetelo qua'. Ben-Hadad si recò da Achab, il quale lo fece salire sul suo carro. 1 Re 20:33
- E Ben-Hadad gli disse: `Io ti restituirò le città che mio padre tolse al padre tuo; e tu ti stabilirai delle vie in Damasco, come mio padre se n'era stabilite in Samaria'. `Ed io', riprese Achab, `con questo patto ti lascerò andare'; così Achab fermò il patto con lui, e lo lasciò andare. 1 Re 20:34
- Allora il primo gli disse: `Poiché tu non hai ubbidito alla voce dell'Eterno, ecco, non appena sarai partito da me, un leone ti ucciderà'. E, non appena quegli si fu partito da lui, un leone lo incontrò e lo uccise. 1 Re 20:36
- Allora il profeta andò ad aspettare il re sulla strada e cangiò il suo aspetto mettendosi una benda sugli occhi. 1 Re 20:38
- E come il re passava, egli si mise a gridare e disse al re: `Il tuo servo si trovava in piena battaglia; quand'ecco uno s'avvicina, mi mena un uomo e mi dice: - Custodisci quest'uomo; se mai venisse a mancare, la tua vita pagherà per la sua, ovvero pagherai un talento d'argento. - 1 Re 20:39
- E mentre il tuo servo era occupato qua e là quell'uomo sparì'. Il re d'Israele gli disse: `Quella è la tua sentenza; l'hai pronunziata da te stesso'. 1 Re 20:40
- Allora quegli si tolse immediatamente la benda dagli occhi e il re d'Israele lo riconobbe per uno dei profeti. 1 Re 20:41
- E il profeta disse al re: `Così dice l'Eterno: - Giacché ti sei lasciato sfuggir di mano l'uomo che io avevo votato allo sterminio, la tua vita pagherà per la sua, e il tuo popolo per il suo popolo'. 1 Re 20:42
- E il re d'Israele se ne tornò a casa sua triste ed irritato, e si recò a Samaria. 1 Re 20:43
- Or dopo queste cose avvenne che Naboth d'Izreel aveva in Izreel una vigna presso il palazzo di Achab, re di Samaria. 1 Re 21:1
- Ed Achab parlò a Naboth, e gli disse: `Dammi la tua vigna, di cui vo' farmi un orto di erbaggi, perché è contigua alla mia casa; e in sua vece ti darò una vigna migliore; o, se meglio ti conviene, te ne pagherò il valore in danaro'. 1 Re 21:2
- E Achab se ne tornò a casa sua triste ed irritato per quella parola dettagli da Naboth d'Izreel: `Io non ti darò l'eredità dei miei padri!' Si gettò sul suo letto, voltò la faccia verso il muro, e non prese cibo. 1 Re 21:4
- e mettetegli a fronte due scellerati, i quali depongano contro di lui, dicendo: `Tu hai maledetto Iddio ed il re'; poi menatelo fuor di città, lapidatelo, e così muoia'. 1 Re 21:10
- Bandirono il digiuno, e fecero sedere Naboth davanti al popolo; 1 Re 21:12
- i due scellerati, vennero a metterglisi a fronte; e questi scellerati deposero così contro di lui, dinanzi al popolo: `Naboth ha maledetto Iddio ed il re'. Per la qual cosa lo menarono fuori della città, lo lapidarono, sì ch'egli morì. 1 Re 21:13
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta ad Elia, il Tishbita, in questi termini: 1 Re 21:17
- E gli parlerai in questo modo: - Così dice l'Eterno: Dopo aver commesso un omicidio, vieni a prender possesso! - E gli dirai: - Così dice l'Eterno: Nello stesso luogo dove i cani hanno leccato il sangue di Naboth, i cani leccheranno pure il tuo proprio sangue'. - 1 Re 21:19
- Quando Achab ebbe udite queste parole, si stracciò le vesti, si coperse il corpo con un sacco, e digiunò; dormiva involto nel sacco, e camminava a passo lento. 1 Re 21:27
- E la parola dell'Eterno fu rivolta ad Elia, il Tishbita, in questi termini: 1 Re 21:28
- Ma il terzo anno Giosafat, re di Giuda, scese a trovare il re d'Israele. 1 Re 22:2
- Or il re d'Israele avea detto ai suoi servi: `Non sapete voi che Ramoth di Galaad è nostra, e noi ce ne stiam lì tranquilli senza levarla di mano al re di Siria?' 1 Re 22:3
- Allora il re d'Israele radunò i profeti, in numero di circa quattrocento, e disse loro: `Debbo io andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quelli risposero: `Va', e il Signore la darà nelle mani del re'. 1 Re 22:6
- Il re d'Israele rispose a Giosafat: `V'è ancora un uomo per mezzo del quale si potrebbe consultare l'Eterno; ma io l'odio perché non mi predice mai nulla di buono, ma soltanto del male: è Micaiah, figliuolo d'Imla'. E Giosafat disse: `Non dica così il re!' 1 Re 22:8
- Allora il re d'Israele chiamò un eunuco, e gli disse: `Fa' venir presto Micaiah, figliuolo d'Imla'. 1 Re 22:9
- Or il re d'Israele e Giosafat, re di Giuda, sedevano ciascuno sul suo trono, vestiti de' loro abiti reali, nell'aia ch'è all'ingresso della porta di Samaria; e tutti i profeti profetavano dinanzi ad essi. 1 Re 22:10
- Or il messo ch'era andato a chiamar Micaiah, gli parlò così: `Ecco, i profeti tutti, ad una voce, predicono del bene al re; ti prego, sia il tuo parlare come il parlare d'ognun d'essi, e predici del bene!' 1 Re 22:13
- E, come fu giunto dinanzi al re, il re gli disse: `Micaiah, dobbiam noi andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quegli rispose: `Va' pure, tu vincerai; l'Eterno la darà nelle mani del re'. 1 Re 22:15
- E il re gli disse: `Quante volte dovrò io scongiurarti di non dirmi se non la verità nel nome dell'Eterno?' 1 Re 22:16
- E il re d'Israele disse a Giosafat: `Non te l'ho io detto che costui non mi predirebbe nulla di buono, ma soltanto del male?' 1 Re 22:18
- Allora si fece avanti uno spirito, il quale si presentò dinanzi all'Eterno, e disse: - Lo sedurrò io. - 1 Re 22:21
- Micaiah rispose: `Lo vedrai il giorno che andrai di camera in camera per nasconderti!' 1 Re 22:25
- E il re d'Israele disse a uno dei suoi servi. Prendi Micaiah, menalo da Ammon, governatore della città, e da Joas, figliuolo del re, e di' loro: 1 Re 22:26
- Così dice il re: Mettete costui in prigione, nutritelo di pan d'afflizione e d'acqua d'afflizione, finch'io ritorni sano e salvo'. 1 Re 22:27
- Il re d'Israele e Giosafat, re di Giuda, saliron dunque contro Ramoth di Galaad. 1 Re 22:29
- E il re d'Israele disse a Giosafat: `Io mi travestirò per andare in battaglia; ma tu mettiti i tuoi abiti reali'. E il re d'Israele si travestì, e andò in battaglia. 1 Re 22:30
- Or il re di Siria avea dato quest'ordine ai trentadue capitani dei suoi carri: `Non combattete contro veruno, o piccolo o grande, ma contro il solo re d'Israele'. 1 Re 22:31
- E quando i capitani dei carri scorsero Giosafat dissero: `Certo, quello è il re d'Israele', e si volsero contro di lui per attaccarlo; ma Giosafat mandò un grido. 1 Re 22:32
- E allorché i capitani s'accorsero ch'egli non era il re d'Israele, cessarono di dargli addosso. 1 Re 22:33
- Or qualcuno scoccò a caso la freccia del suo arco, e ferì il re d'Israele tra la corazza e le falde; onde il re disse al suo cocchiere: `Vòlta, menami fuori del campo, perché son ferito'. 1 Re 22:34
- Ma la battaglia fu così accanita quel giorno, che il re fu trattenuto sul suo carro in faccia ai Sirî, e morì verso sera; il sangue della sua ferita era colato nel fondo del carro. 1 Re 22:35
- E come il sole tramontava, un grido corse per tutto il campo: `Ognuno alla sua città! Ognuno al suo paese!' 1 Re 22:36
- Così il re morì, fu portato a Samaria, e in Samaria fu sepolto. 1 Re 22:37
- E quando si lavò il carro presso allo stagno di Samaria - in quell'acqua si lavavano le prostitute - i cani leccarono il sangue di Achab, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata. 1 Re 22:38
- Or il resto delle azioni di Achab, tutto quello che fece, la casa d'avorio che costruì e tutte le città che edificò, tutto questo sta scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 1 Re 22:39
- Giosafat, avea trentacinque anni quando cominciò a regnare, e regnò venticinque anni a Gerusalemme. Il nome di sua madre era Azuba, figliuola di Scilhi. 1 Re 22:42
- Egli camminò in tutto per le vie di Asa suo padre, e non se ne allontanò, facendo ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno. Nondimeno gli alti luoghi non scomparvero; il popolo offriva ancora sacrifizi e profumi sugli alti luoghi. 1 Re 22:43
- Or il resto delle azioni di Giosafat, le prodezze che fece e le sue guerre son cose scritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 1 Re 22:45
- Ma un angelo dell'Eterno disse ad Elia il Tishbita: `Lèvati, sali incontro ai messi del re di Samaria, e di' loro: È forse perché non v'è Dio in Israele che voi andate a consultare Baal-Zebub, dio di Ekron? 2 Re 1:3
- I messi tornarono ad Achazia, il quale disse loro: `Perché siete tornati?' 2 Re 1:5
- Quelli gli risposero: `Era un uomo vestito di pelo, con una cintola di cuoio intorno ai fianchi'. E Achazia disse: `È Elia il Tishbita!' 2 Re 1:8
- Allora mandò un capitano di cinquanta uomini con la sua compagnia ad Elia; quegli salì e trovò Elia che stava seduto in cima al monte. Il capitano gli disse: `O uomo di Dio, il re dice: - Scendi!' - 2 Re 1:9
- Achazia mandò di nuovo un altro capitano di cinquanta uomini con la sua compagnia, il quale si rivolse ad Elia e gli disse: `O uomo di Dio, il re dice così: Fa' presto, scendi!; 2 Re 1:11
- Elia rispose e disse loro: `Se io sono un uomo di Dio, scenda del fuoco dal cielo, e consumi te e i tuoi cinquanta uomini'. E dal cielo scese il fuoco di Dio che consumò lui e i suoi cinquanta. 2 Re 1:12
- Or il resto delle azioni compiute da Achazia sta scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 1:18
- I discepoli dei profeti ch'erano a Bethel andarono a trovare Eliseo, e gli dissero: `Sai tu che l'Eterno quest'oggi rapirà in alto il tuo signore?' Quegli rispose: `Sì, lo so; tacete!' 2 Re 2:3
- I discepoli dei profeti ch'erano a Gerico s'accostarono ad Eliseo, e gli dissero: `Sai tu che l'Eterno quest'oggi rapirà in alto il tuo signore?' Quegli rispose: `Sì, lo so; tacete!' 2 Re 2:5
- Ed Elia gli disse: `Fermati qui, ti prego, poiché l'Eterno mi manda al Giordano'. Quegli rispose: `Com'è vero che l'Eterno vive, e che vive l'anima, tua io non ti lascerò'. E proseguirono il cammino assieme. 2 Re 2:6
- Allora Elia prese il suo mantello, lo rotolò, e percosse le acque, le quali si divisero di qua e di là, in guisa che passarono ambedue a piedi asciutti. 2 Re 2:8
- e raccolse il mantello ch'era caduto di dosso ad Elia, tornò indietro, e si fermò sulla riva del Giordano. 2 Re 2:13
- E, preso il mantello ch'era caduto di dosso ad Elia, percosse le acque, e disse: `Dov'è l'Eterno, l'Iddio d'Elia?' e quando anch'egli ebbe percosse le acque, queste si divisero di qua e di là, ed Eliseo passò. 2 Re 2:14
- Or gli abitanti della città dissero ad Eliseo: `Ecco, il soggiorno di questa città è gradevole, come vede il mio signore; ma le acque son cattive, e il paese è sterile'. 2 Re 2:19
- Ed egli si recò alla sorgente delle acque, vi gettò il sale, e disse: `Così dice l'Eterno: - Io rendo sane queste acque, ed esse non saran più causa di morte né di sterilità'. 2 Re 2:21
- Ma, morto che fu Achab, il re di Moab si ribellò al re d'Israele. 2 Re 3:5
- Allora il re Jehoram uscì di Samaria e passò in rassegna tutto Israele; 2 Re 3:6
- poi si mise in via, e mandò a dire a Giosafat, re di Giuda: `Il re di Moab mi si è ribellato; vuoi tu venire con me alla guerra contro Moab?' Quegli rispose: `Verrò; fa' conto di me come di te stesso, del mio popolo come del tuo, de' miei cavalli come dei tuoi'. 2 Re 3:7
- Così il re d'Israele, il re di Giuda e il re di Edom si mossero; e dopo aver girato a mezzodì con una marcia di sette giorni, mancò l'acqua all'esercito e alle bestie che gli andavan dietro. 2 Re 3:9
- Allora il re d'Israele disse: `Ahimè, l'Eterno ha chiamati assieme questi tre re, per darli nelle mani di Moab!' 2 Re 3:10
- Ma Giosafat chiese: `Non v'ha egli qui alcun profeta dell'Eterno mediante il quale possiam consultare l'Eterno?' Uno dei servi del re d'Israele rispose: `V'è qui Eliseo, figliuolo di Shafat, il quale versava l'acqua sulle mani d'Elia'. E Giosafat disse: 2 Re 3:11
- `La parola dell'Eterno è con lui'. Così il re d'Israele, Giosafat e il re di Edom andarono a trovarlo. 2 Re 3:12
- Eliseo disse al re d'Israele: `Che ho io da far con te? Vattene ai profeti di tuo padre ed ai profeti di tua madre!' Il re d'Israele gli rispose: `No, perché l'Eterno ha chiamati insieme questi tre re per darli nelle mani di Moab'. 2 Re 3:13
- Ma ora conducetemi qua un sonatore d'arpa'. E, mentre il sonatore arpeggiava, la mano dell'Eterno fu sopra Eliseo, 2 Re 3:15
- Poiché così dice l'Eterno: Voi non vedrete vento, non vedrete pioggia, e nondimeno questa valle si riempirà d'acqua; e berrete voi, il vostro bestiame e le vostre bestie da tiro. 2 Re 3:17
- La mattina dopo, nell'ora in cui s'offre l'oblazione, ecco che l'acqua arrivò dal lato di Edom e il paese ne fu ripieno. 2 Re 3:20
- La mattina, come furono alzati, il sole splendeva sulle acque, e i Moabiti videro, là dirimpetto a loro, le acque rosse come sangue; 2 Re 3:22
- E si avanzarono verso il campo d'Israele; ma sorsero gl'Israeliti e sbaragliarono i Moabiti, che fuggirono d'innanzi a loro. Poi penetrarono nel paese, e continuarono a battere Moab. 2 Re 3:24
- Il re di Moab, vedendo che l'attacco era troppo forte per lui, prese seco settecento uomini, per aprirsi, a spada tratta, un varco, fino al re di Edom; ma non poterono. 2 Re 3:26
- Allora prese il suo figliuolo primogenito, che dovea succedergli nel regno, e l'offerse in olocausto sopra le mura. A questa vista, un profondo orrore s'impadronì degli Israeliti, che s'allontanarono dal re di Moab e se ne tornarono al loro paese. 2 Re 3:27
- Or una donna di tra le mogli de' discepoli de' profeti esclamò e disse ad Eliseo: `Il mio marito, tuo servo, è morto; e tu sai che il tuo servo temeva l'Eterno; e il suo creditore è venuto per prendersi i miei due figliuoli e farsene degli schiavi'. 2 Re 4:1
- Allora ella andò e riferì tutto all'uomo di Dio, che le disse: `Va' a vender l'olio, e paga il tuo debito; e di quel che resta sostentati tu ed i tuoi figliuoli'. 2 Re 4:7
- `Io vivo in mezzo al mio popolo'. Ed Eliseo disse: `Che si potrebbe fare per lei?' Ghehazi rispose: `Ma! ella non ha figliuoli, e il suo marito è vecchio'. 2 Re 4:14
- Il bambino si fe' grande; e, un giorno ch'era uscito per andare da suo padre presso i mietitori, 2 Re 4:18
- disse a suo padre: `Oh! la mia testa! la mia testa!' Il padre disse al suo servo: `Portalo a sua madre!' 2 Re 4:19
- Il servo lo portò via e lo recò a sua madre. Il fanciullo rimase sulle ginocchia di lei fino a mezzogiorno, poi si morì. 2 Re 4:20
- E, chiamato il suo marito, disse: `Ti prego, mandami uno de' servi e un'asina, perché voglio correre dall'uomo di Dio, e tornare'. 2 Re 4:22
- Il marito le chiese: `Perché vuoi andar da lui quest'oggi? Non è il novilunio, e non è sabato'. Ella rispose: `Lascia fare!' 2 Re 4:23
- Ti prego, corri ad incontrarla, e dille: - Stai bene? Sta bene tuo marito? E il bimbo sta bene?' - Ella rispose: `Stanno bene'. 2 Re 4:26
- Allora Eliseo disse a Ghehazi: `Cingiti i fianchi, prendi in mano il mio bastone, e parti. Se t'imbatti in qualcuno, non lo salutare; e se alcuno ti saluta, non gli rispondere; e poserai il mio bastone sulla faccia del fanciullo'. 2 Re 4:29
- Or Ghehazi, che li avea preceduti, pose il bastone sulla faccia del fanciullo, ma non ci fu né voce né segno alcuno di vita. Tornò quindi incontro ad Eliseo, e gli riferì la cosa, dicendo: `Il fanciullo non s'è svegliato'. 2 Re 4:31
- E quando Eliseo arrivò in casa, ecco che il fanciullo era morto e adagiato sul letto di lui. 2 Re 4:32
- Poi Eliseo s'allontanò, andò qua e là per la casa; poi risalì, e si ridistese sopra il fanciullo; e il fanciullo starnutì sette volte, ed aperse gli occhi. 2 Re 4:35
- Allora Eliseo chiamò Ghehazi, e gli disse: `Chiama questa Shunamita'. Egli la chiamò; e com'ella fu giunta da Eliseo, questi le disse: `Prendi il tuo figliuolo'. 2 Re 4:36
- Ed ella entrò, gli si gettò ai piedi, e si prostrò in terra; poi prese il suo figliuolo, ed uscì. 2 Re 4:37
- Eliseo se ne tornò a Ghilgal, e v'era carestia nel paese. Or mentre i discepoli de' profeti stavan seduti davanti a lui, egli disse al suo servo: `Metti il marmittone al fuoco, e cuoci una minestra per i discepoli dei profeti'. 2 Re 4:38
- Or Naaman, capo dell'esercito del re di Siria, era un uomo in grande stima ed onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui l'Eterno avea reso vittoriosa la Siria; ma quest'uomo forte e prode era lebbroso. 2 Re 5:1
- Ed ella disse alla sua padrona: `Oh se il mio signore potesse presentarsi al profeta ch'è a Samaria! Questi lo libererebbe dalla sua lebbra!' 2 Re 5:3
- Il re di Siria gli disse: `Ebbene, va'; io manderò una lettera al re d'Israele'. Quegli dunque partì, prese seco dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro, e dieci mute di vestiti. 2 Re 5:5
- Quando il re d'Israele ebbe letta la lettera, si stracciò le vesti, e disse: `Son io forse Dio, col potere di far morire e vivere, che colui manda da me perch'io guarisca un uomo dalla sua lebbra? Tenete per cosa certa ed evidente ch'ei cerca pretesti contro di me'. 2 Re 5:7
- Quando Eliseo, l'uomo di Dio, ebbe udito che il re s'era stracciato le vesti, gli mandò a dire: `Perché ti sei stracciato le vesti? Venga pure colui da me, e vedrà che v'è un profeta in Israele'. 2 Re 5:8
- Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: `Ecco, io pensavo: Egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome dell'Eterno, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. 2 Re 5:11
- I fiumi di Damasco, l'Abanah e il Farpar, non son essi migliori di tutte le acque d'Israele? Non posso io lavarmi in quelli ed esser mondato?' E, voltatosi, se n'andava infuriato. 2 Re 5:12
- Ma i suoi servi gli si accostarono per parlargli, e gli dissero: `Padre mio, se il profeta t'avesse ordinato una qualche cosa difficile, non l'avresti tu fatta? Quanto più ora ch'egli t'ha detto: - Lavati, e sarai mondato?' - 2 Re 5:13
- Poi tornò con tutto il suo séguito all'uomo di Dio, andò a presentarsi davanti a lui, e disse: `Ecco, io riconosco adesso che non v'è alcun Dio in tutta la terra, fuorché in Israele. Ed ora, ti prego, accetta un regalo dal tuo servo'. 2 Re 5:15
- Allora Naaman disse: `Poiché non vuoi, permetti almeno che sia data al tuo servo tanta terra quanta ne portano due muli; giacché il tuo servo non offrirà più olocausti e sacrifizi ad altri dèi, ma solo all'Eterno. 2 Re 5:17
- Nondimeno, questa cosa voglia l'Eterno perdonare al tuo servo: quando il mio signore entra nella casa di Rimmon per quivi adorare, e s'appoggia al mio braccio, ed anch'io mi prostro nel tempio di Rimmon, voglia l'Eterno perdonare a me, tuo servo, quand'io mi prostrerò così nel tempio di Rimmon!' 2 Re 5:18
- Ma Ghehazi, servo d'Eliseo, uomo di Dio, disse fra sé: `Ecco, il mio signore è stato troppo generoso con Naaman, con questo Siro, non accettando dalla sua mano quel ch'egli avea portato; com'è vero che l'Eterno vive, io gli voglio correr dietro, e voglio aver da lui qualcosa'. 2 Re 5:20
- Quegli rispose: `Tutto bene. Il mio signore mi manda a dirti: - Ecco, proprio ora mi sono arrivati dalla contrada montuosa d'Efraim due giovani de' discepoli dei profeti; ti prego, da' loro un talento d'argento e due mute di vestiti'. - 2 Re 5:22
- Poi andò a presentarsi davanti al suo signore. Eliseo gli disse: `Donde vieni, Ghehazi?' Questi rispose: `Il tuo servo non è andato in verun luogo'. 2 Re 5:25
- Ma Eliseo gli disse: `Il mio spirito non era egli là presente, quando quell'uomo si voltò e scese dal suo carro per venirti incontro? È forse questo il momento di prender danaro, di prender vesti, e uliveti e vigne, pecore e buoi, servi e serve? 2 Re 5:26
- I discepoli dei profeti dissero ad Eliseo: `Ecco, il luogo dove noi ci raduniamo in tua presenza è troppo angusto per noi. 2 Re 6:1
- E come l'un d'essi abbatteva una trave, il ferro della scure gli cadde nell'acqua; ond'egli cominciò a gridare: - `Ah, signor mio! e l'avevo presa ad imprestito!' - 2 Re 6:5
- L'uomo di Dio disse: `Dov'è caduta?' E colui gli additò il luogo. Allora Eliseo tagliò un pezzo di legno, lo gettò in quel medesimo luogo, fece venire a galla il ferro, e disse: `Prendilo'. 2 Re 6:6
- Ora il re di Siria faceva guerra contro Israele; e in un consiglio che tenne coi suoi servi, disse: `Io porrò il mio campo nel tale e tal luogo'. 2 Re 6:8
- E il re d'Israele mandò gente verso il luogo che l'uomo di Dio gli aveva detto, e circa il quale l'avea premunito; e quivi si mise in guardia. Il fatto avvenne non una né due ma più volte. 2 Re 6:10
- Questa cosa turbò molto il cuore del re di Siria, che chiamò i suoi servi, e disse loro: `Non mi farete dunque sapere chi dei nostri è per il re d'Israele?' 2 Re 6:11
- Uno de' suoi servi rispose: `Nessuno, o re, mio signore! ma Eliseo, il profeta ch'è in Israele, fa sapere al re d'Israele perfino le parole che tu dici nella camera ove dormi'. 2 Re 6:12
- E il re disse: `Andate, vedete dov'è, ed io lo manderò a pigliare'. Gli fu riferito ch'era a Dothan. 2 Re 6:13
- Ed il re vi mandò cavalli, carri e gran numero di soldati, i quali giunsero di nottetempo, e circondarono la città. 2 Re 6:14
- Il servitore dell'uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, uscì fuori, ed ecco che un gran numero di soldati con cavalli e carri accerchiava la città. E il servo disse all'uomo di Dio: `Ah, signor mio, come faremo?' 2 Re 6:15
- Ed Eliseo pregò e disse: `O Eterno, ti prego, aprigli gli occhi, affinché vegga!' E l'Eterno aperse gli occhi del servo, che vide a un tratto il monte pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno ad Eliseo. 2 Re 6:17
- E il re d'Israele, come li ebbe veduti, disse ad Eliseo: `Padre mio, li debbo colpire? li debbo colpire?' 2 Re 6:21
- Il re d'Israele preparò loro gran copia di cibi; e quand'ebbero mangiato e bevuto, li licenziò, e quelli tornarono al loro signore; e le bande dei Sirî non vennero più a fare incursioni sul territorio d'Israele. 2 Re 6:23
- Or dopo queste cose avvenne che Ben-Hadad, re di Siria, radunato tutto il suo esercito, salì contro Samaria, e la cinse d'assedio. 2 Re 6:24
- E vi fu una gran carestia in Samaria; e i Sirî la strinsero tanto dappresso che una testa d'asino vi si vendeva ottanta sicli d'argento, e il quarto d'un kab di sterco di colombi, cinque sicli d'argento. 2 Re 6:25
- Or come il re d'Israele passava sulle mura, una donna gli gridò: `Aiutami, o re, mio signore!' 2 Re 6:26
- Il re le disse: `Se non t'aiuta l'Eterno, come posso aiutarti io? Con quel che dà l'aia o con quel che dà lo strettoio?' 2 Re 6:27
- Poi il re aggiunse: `Che hai?' Ella rispose: `Questa donna mi disse: - Da' qua il tuo figliuolo, che lo mangiamo oggi; domani mangeremo il mio. - 2 Re 6:28
- Così cocemmo il mio figliuolo, e lo mangiammo. Il giorno seguente io le dissi: - Da' qua il tuo figliuolo, che lo mangiamo. - Ma essa ha nascosto il suo figliuolo'. 2 Re 6:29
- Quando il re ebbe udite le parole della donna, si stracciò le vesti; e come passava sulle mura, il popolo vide ch'egli portava, sotto, un cilicio sulla carne. 2 Re 6:30
- E il re disse: `Mi tratti Iddio con tutto il suo rigore, se oggi la testa di Eliseo, figliuolo di Shafat, rimane ancora sulle sue spalle!' 2 Re 6:31
- Or Eliseo se ne stava sedendo in casa sua, e con lui stavano a sedere gli anziani. Il re mandò innanzi un uomo; ma prima che questo messo giungesse, Eliseo disse agli anziani: `Lo vedete voi che questo figliuol d'un assassino manda qualcuno a tagliarmi la testa? Badate bene; quand'arriva il messo, chiudete la porta, e tenetegliela ben chiusa in faccia. Non si sente già dietro a lui il rumore de' passi del suo signore?' 2 Re 6:32
- Egli parlava ancora con essi, quand'ecco scendere verso di lui il messo. E il re disse: `Ecco questo male vien dall'Eterno; che ho io più da sperar dall'Eterno?' 2 Re 6:33
- Ma il capitano sul cui braccio il re s'appoggiava, rispose all'uomo di Dio: `Ecco, anche se l'Eterno facesse delle finestre in cielo, potrebbe mai avvenire una cosa siffatta?' Eliseo rispose: `Ebbene, lo vedrai con gli occhi tuoi, ma non ne mangerai'. 2 Re 7:2
- Il Signore avea fatto udire nel campo dei Sirî un rumor di carri, un rumor di cavalli, un rumor di grande esercito, sì che i Sirî avean detto fra di loro: `Ecco, il re d'Israele ha assoldato contro di noi i re degli Hittei e i re degli Egiziani, perché vengano ad assalirci'. 2 Re 7:6
- E s'eran levati, ed eran fuggiti sull'imbrunire, abbandonando le loro tende, i loro cavalli, i loro asini, e il campo così com'era; eran fuggiti per salvarsi la vita. 2 Re 7:7
- Allora i guardiani chiamarono, e fecero saper la cosa alla gente del re dentro il palazzo. 2 Re 7:11
- E il re si levò nella notte, e disse ai suoi servi: `Vi voglio dire io quel che ci hanno fatto i Sirî. Sanno che patiamo la fame; sono quindi usciti dal campo a nascondersi per la campagna, dicendo: - Come usciranno dalla città, li prenderemo vivi, ed entreremo nella città'. 2 Re 7:12
- Presero dunque due carri coi loro cavalli, e il re mandò degli uomini in traccia dell'esercito dei Sirî, dicendo: `Andate e vedete'. 2 Re 7:14
- Allora il popolo uscì fuori, e saccheggiò il campo dei Sirî; e una misura di fior di farina si ebbe per un siclo e due misure d'orzo per un siclo secondo la parola dell'Eterno. 2 Re 7:16
- Il re aveva affidato la guardia della porta al capitano sul cui braccio s'appoggiava; ma questo capitano fu calpestato dalla folla presso la porta e morì, come avea detto l'uomo di Dio, quando avea parlato al re ch'era sceso a trovarlo. 2 Re 7:17
- Or Eliseo avea detto alla donna di cui avea risuscitato il figliuolo: `Lèvati, vattene, tu con la tua famiglia, a soggiornare all'estero, dove potrai; perché l'Eterno ha chiamata la carestia, e difatti essa verrà nel paese per sette anni'. 2 Re 8:1
- Or il re discorreva con Ghehazi, servo dell'uomo di Dio, e gli diceva: `Ti prego raccontami tutte le cose grandi che ha fatte Eliseo'. 2 Re 8:4
- E mentre appunto Ghehazi raccontava al re come Eliseo aveva risuscitato il morto, ecco che la donna, di cui era stato risuscitato il figliuolo, venne a ricorrere al re per riavere la sua casa e le sue terre. E Ghehazi disse: `O re, mio signore, questa è quella donna, e questo è il suo figliuolo, che Eliseo ha risuscitato'. 2 Re 8:5
- Il re interrogò la donna, che gli raccontò tutto; e il re le dette un eunuco, al quale disse: `Falle restituire tutto quello ch'è suo, e tutte le rendite delle terre, dal giorno in cui ella lasciò il paese, fino ad ora'. 2 Re 8:6
- Allora il re disse ad Hazael: `Prendi teco un regalo, va' incontro all'uomo di Dio, e consulta per mezzo di lui l'Eterno, per sapere se io guarirò da questa malattia'. 2 Re 8:8
- Hazael dunque andò incontro ad Eliseo, portando seco in regalo tutto quello che v'era di meglio in Damasco: un carico di quaranta cammelli. Come fu giunto, si presentò ad Eliseo, e gli disse: `Il tuo figliuolo Ben-Hadad, re di Siria, mi ha mandato a te per dirti: `Guarirò io da questa malattia?' 2 Re 8:9
- Hazael disse: `Perché piange il mio signore?' Eliseo rispose: `Perché so il male che tu farai ai figliuoli d'Israele; tu darai alle fiamme le loro fortezze, ucciderai la loro gioventù con la spada, schiaccerai i loro bambini, e sventrerai le loro donne incinte'. 2 Re 8:12
- Hazael disse: `Ma che cos'è mai il tuo servo questo cane, per fare delle cose sì grandi?' Eliseo rispose: `L'Eterno m'ha fatto vedere che tu sarai re di Siria'. 2 Re 8:13
- Il giorno dopo, Hazael prese una coperta, la tuffò nell'acqua, e la distese sulla faccia di Ben-Hadad, che morì. E Hazael regnò in luogo suo. 2 Re 8:15
- Il rimanente delle azioni di Joram e tutto quello che fece, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 8:23
- e il re Joram tornò a Izreel per farsi curare delle ferite che avea ricevute dai Sirî a Ramah, quando combatteva contro Hazael, re di Siria. Ed Achazia, figliuolo di Jehoram re di Giuda, scese ad Izreel a vedere Joram, figliuolo di Achab, perché questi era ammalato. 2 Re 8:29
- Allora il profeta Eliseo chiamò uno de' discepoli dei profeti, e gli disse: `Cingiti i fianchi, prendi teco quest'ampolla d'olio, e va' a Ramoth di Galaad. 2 Re 9:1
- Così quel giovine, il servo del profeta, partì per Ramoth di Galaad. 2 Re 9:4
- Jehu si alzò, ed entrò in casa; e il giovane gli versò l'olio sul capo, dicendogli: `Così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: - Io ti ungo re del popolo dell'Eterno, re d'Israele. - 2 Re 9:6
- E i cani divoreranno Izebel nel campo d'Izreel, e non vi sarà chi le dia sepoltura'. Poi il giovine aprì la porta, e fuggì. 2 Re 9:10
- Allora ognun d'essi s'affrettò a togliersi il proprio mantello, e a stenderlo sotto Jehu su per i nudi gradini; poi suonarono la tromba, e dissero: `Jehu è re!' 2 Re 9:13
- ma il re Joram era tornato a Izreel per farsi curare delle ferite che avea ricevuto dai Sirî, combattendo contro Hazael, re di Siria. - E Jehu disse: `Se così vi piace, nessuno esca e fugga dalla città per andare a portar la nuova a Izreel'. 2 Re 9:15
- Un uomo a cavallo andò dunque incontro a Jehu, e gli disse: `Così dice il re: - Recate pace?' - Jehu rispose: `Che importa a te della pace? Passa dietro a me'. E la sentinella fece il suo rapporto, dicendo: `Il messo è giunto fino a loro, ma non torna indietro'. 2 Re 9:18
- Allora Joram mandò un secondo cavaliere che, giunto da coloro, disse: `Così dice il re: - Recate pace?' Jehu rispose: `Che importa a te della pace? Passa dietro a me'. 2 Re 9:19
- E la sentinella fece il suo rapporto, dicendo: `Il messo è giunto fino a loro, e non torna indietro. A vederlo guidare, si direbbe che è Jehu, figliuolo di Nimsci; perché va a precipizio'. 2 Re 9:20
- Allora Joram disse: `Allestite il carro!' E gli allestirono il carro. E Joram, re d'Israele, e Achazia, re di Giuda, uscirono ciascuno sul suo carro per andare incontro a Jehu, e lo trovarono nel campo di Naboth d'Izreel. 2 Re 9:21
- Com'è vero che ieri vidi il sangue di Naboth e il sangue dei suoi figliuoli, dice l'Eterno, io ti renderò il contraccambio qui in questo campo, dice l'Eterno! - Piglialo dunque e buttalo in cotesto campo, secondo la parola dell'Eterno'. 2 Re 9:26
- Poi Jehu giunse ad Izreel. Izebel, che lo seppe, si diede il belletto agli occhi, si acconciò il capo, e si mise alla finestra a guardare. 2 Re 9:30
- Egli disse: `Buttatela giù!' Quelli la buttarono; e il suo sangue schizzò contro il muro e contro i cavalli. Jehu le passò sopra, calpestandola; 2 Re 9:33
- Andaron dunque per sotterrarla, ma non trovarono di lei altro che il cranio, i piedi e le palme delle mani. 2 Re 9:35
- E tornarono a riferir la cosa a Jehu, il quale disse: `Questa è la parola dell'Eterno pronunziata per mezzo del suo servo Elia il Tishbita, quando disse: `I cani divoreranno la carne di Izebel nel campo d'Izreel; 2 Re 9:36
- e il cadavere di Izebel sarà, nel campo d'Izreel, come letame sulla superficie del suolo, in guisa che non si potrà dire: - Questa è Izebel'. 2 Re 9:37
- scegliete il migliore e il più adatto tra i figliuoli del vostro signore, mettetelo sul trono di suo padre, e combattete per la casa del vostro signore'. 2 Re 10:3
- E il prefetto del palazzo, il governatore della città, gli anziani e gli educatori dei figliuoli di Achab mandarono a dire a Jehu: `Noi siamo tuoi servi, e faremo tutto quello che ci ordinerai; non eleggeremo alcuno come re; fa' tu quel che ti piace'. 2 Re 10:5
- La mattina dopo, egli uscì fuori; e fermatosi, disse a tutto il popolo: `Voi siete giusti; ecco, io congiurai contro il mio signore, e l'uccisi; ma chi ha uccisi tutti questi? 2 Re 10:9
- Partitosi di là, trovò Jehonadab, figliuolo di Recab, che gli veniva incontro; lo salutò, e gli disse: `Il tuo cuore è egli retto verso il mio, come il mio verso il tuo?' Jehonadab rispose: `Lo è'. `Se è così', disse Jehu, `dammi la mano'. Jehonadab gli dette la mano; Jehu se lo fe' salire vicino sul carro, e gli disse: 2 Re 10:15
- `Vieni meco, e vedrai il mio zelo per l'Eterno!' e lo menò via nel suo carro. 2 Re 10:16
- Poi Jehu radunò tutto il popolo, e gli parlò così: `Achab ha servito un poco Baal; Jehu lo servirà di molto. 2 Re 10:18
- Jehu inviò dei messi per tutto Israele; e tutti gli adoratori di Baal vennero, e neppur uno vi fu che mancasse di venire; entrarono nel tempio di Baal, e il tempio di Baal fu ripieno da un capo all'altro. 2 Re 10:21
- mandarono in frantumi la statua di Baal; e demolirono il tempio di Baal, e lo ridussero in un mondezzaio che sussiste anche oggidì. 2 Re 10:27
- Ma Jehu non si fe' premura di seguir con tutto il cuore la legge dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele; non si dipartì dai peccati coi quali Geroboamo avea fatto peccare Israele. 2 Re 10:31
- In quel tempo, l'Eterno cominciò a diminuire il territorio d'Israele; Hazael difatti sconfisse gl'Israeliti su tutta la loro frontiera: 2 Re 10:32
- dal Giordano, verso oriente, soggiogò tutto il paese di Galaad, i Gaditi, i Rubeniti e i Manassiti, fino ad Aroer ch'è presso la valle dell'Arnon, vale a dire tutto il paese di Galaad e di Bashan. 2 Re 10:33
- Il rimanente delle azioni di Jehu, tutto quello che fece e tutte le sue prodezze, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 10:34
- E il tempo che Jehu regnò sopra Israele a Samaria fu di ventott'anni. 2 Re 10:36
- Or quando Athalia, madre di Achazia, vide che il suo figliuolo era morto, si levò e distrusse tutta la stirpe reale. 2 Re 11:1
- Il settimo anno, Jehoiada mandò a chiamare i capi-centurie delle guardie del corpo e dei soldati, e li fece venire a sé nella casa dell'Eterno; fermò un patto con essi, fece loro prestar giuramento nella casa dell'Eterno, e mostrò loro il figliuolo del re. 2 Re 11:4
- Poi diede loro i suoi ordini, dicendo: `Ecco quello che voi farete: un terzo di quelli tra voi che entrano in servizio il giorno del sabato, starà di guardia alla casa del re; 2 Re 11:5
- E le altre due parti di voi, tutti quelli cioè che escon di servizio il giorno del sabato, staranno di guardia alla casa dell'Eterno, intorno al re. 2 Re 11:7
- E circonderete bene il re, ognuno con le armi alla mano; e chiunque cercherà di penetrare nelle vostre file, sia messo a morte; e voi starete col re, quando uscirà e quando entrerà'. 2 Re 11:8
- I capi-centurie eseguirono tutti gli ordini dati dal sacerdote Jehoiada; ognun d'essi prese i suoi uomini: quelli che entravano in servizio il giorno del sabato, e quelli che uscivan di servizio il giorno del sabato; e si recarono dal sacerdote Jehoiada. 2 Re 11:9
- E il sacerdote diede ai capi-centurie le lance e gli scudi che avevano appartenuto al re Davide, e che erano nella casa dell'Eterno. 2 Re 11:10
- I soldati, con le armi alla mano, presero posto dall'angolo meridionale della casa, fino all'angolo settentrionale della casa, fra l'altare e l'edifizio, in modo da proteggere il re da tutte le parti. 2 Re 11:11
- Allora il sacerdote menò fuori il figliuolo del re, e gli pose in testa il diadema, e gli consegnò la legge. E lo proclamarono re, lo unsero, e, battendo le mani, esclamarono: ` Viva il re!' 2 Re 11:12
- Or Athalia udì il rumore dei soldati e del popolo, e andò verso il popolo nella casa dell'Eterno. 2 Re 11:13
- Guardò, ed ecco che il re stava in piedi sul palco, secondo l'uso; i capitani e i trombettieri erano accanto al re; tutto il popolo del paese era in festa, e dava nelle trombe. Allora Athalia si stracciò le vesti, e gridò: `Congiura! Congiura!' 2 Re 11:14
- Ma il sacerdote Jehoiada diede i suoi ordini ai capi-centurie che comandavano l'esercito, e disse loro: `Fatela uscire di tra le file; e chiunque la seguirà sia ucciso di spada!' Poiché il sacerdote avea detto: `Non sia messa a morte nella casa dell'Eterno'. 2 Re 11:15
- E Jehoiada fermò tra l'Eterno, il re ed il popolo il patto, per il quale Israele doveva essere il popolo dell'Eterno; e fermò pure il patto fra il re ed il popolo. 2 Re 11:17
- E tutto il popolo del paese entrò nel tempio di Baal, e lo demolì; fece interamente in pezzi i suoi altari e le sue immagini, e uccise dinanzi agli altari Mattan, sacerdote di Baal. Poi il sacerdote Jehoiada pose delle guardie alla casa dell'Eterno. 2 Re 11:18
- E prese i capi-centurie, le guardie del corpo, i soldati e tutto il popolo del paese; e fecero scendere il re dalla casa dell'Eterno, e giunsero alla casa del re per la strada della porta dei soldati. E Joas si assise sul trono dei re. 2 Re 11:19
- E tutto il popolo del paese fu in festa, e la città rimase tranquilla, quando Athalia fu uccisa di spada, nella casa del re. 2 Re 11:20
- Joas fece ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno per tutto il tempo in cui fu diretto dal sacerdote Jehoiada. 2 Re 12:2
- Nondimeno, gli alti luoghi non scomparvero; il popolo continuava ad offrir sacrifizi e profumi sugli alti luoghi. 2 Re 12:3
- Joas disse ai sacerdoti: `Tutto il danaro consacrato che sarà recato alla casa dell'Eterno, vale a dire il danaro versato da ogni Israelita censìto, il danaro che paga per il suo riscatto personale secondo la stima fatta dal sacerdote, tutto il danaro che a qualunque persona venga in cuore di portare alla casa dell'Eterno, 2 Re 12:4
- Allora il re Joas chiamò il sacerdote Jehoiada e gli altri sacerdoti, e disse loro: `Perché non restaurate quel che c'è da restaurare nella casa? Da ora innanzi dunque non ricevete più danaro dalle mani dei vostri conoscenti, ma lasciatelo per i restauri della casa'. 2 Re 12:7
- E il sacerdote Jehoiada prese una cassa, le fece un buco nel coperchio, e la collocò presso all'altare, a destra, entrando nella casa dell'Eterno; e i sacerdoti che custodivan la soglia vi mettevan tutto il danaro ch'era portato alla casa dell'Eterno. 2 Re 12:9
- E quando vedevano che v'era molto danaro nella cassa, il segretario del re e il sommo sacerdote salivano a serrare in borse e contare il danaro che si trovava nella casa dell'Eterno. 2 Re 12:10
- Poi rimettevano il danaro così pesato nelle mani dei direttori preposti ai lavori della casa dell'Eterno, i quali ne pagavano i legnaiuoli e i costruttori che lavoravano alla casa dell'Eterno, 2 Re 12:11
- il danaro si dava a quelli che facevano l'opera, ed essi lo impiegavano a restaurare la casa dell'Eterno. 2 Re 12:14
- E non si faceva render conto a quelli nelle cui mani si rimetteva il danaro per pagare chi eseguiva il lavoro; perché agivano con fedeltà. 2 Re 12:15
- Il danaro dei sacrifizi di riparazione e quello dei sacrifizi per il peccato non si portava nella casa dell'Eterno; era per i sacerdoti. 2 Re 12:16
- Allora, Joas, re di Giuda, prese tutte le cose sacre che i suoi padri Giosafat, Jehoram e Achazia, re di Giuda, aveano consacrato, quelle che avea consacrate egli stesso, e tutto l'oro che si trovava nei tesori della casa dell'Eterno e della casa del re, e mandò ogni cosa ad Hazael, re di Siria, il quale si ritirò da Gerusalemme. 2 Re 12:18
- Il rimanente delle azioni di Joas e tutto quello che fece, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 12:19
- Ma Joachaz implorò l'Eterno, e l'Eterno lo esaudì, perché vide l'oppressione sotto la quale il re di Siria teneva Israele. 2 Re 13:4
- Di tutta la sua gente, a Joachaz, l'Eterno non avea lasciato che cinquanta cavalieri, dieci carri, e diecimila fanti; perché il re di Siria li avea distrutti, e li avea ridotti come la polvere che si calpesta. 2 Re 13:7
- Il rimanente delle azioni di Joachaz, e tutto quello che fece, e tutte le sue prodezze, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 13:8
- Il rimanente delle azioni di Joas, e tutto quello che fece, e il valore col quale combatté contro Amatsia re di Giuda, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 13:12
- Poi disse: `Prendi le frecce!' Joas le prese, ed Eliseo disse al re d'Israele: `Percuoti il suolo'; ed egli lo percosse tre volte, indi si fermò. 2 Re 13:18
- e avvenne, mentre certuni stavano seppellendo un morto, che scòrsero una di quelle bande, e gettarono il morto nel sepolcro di Eliseo. Il morto, non appena ebbe toccate le ossa di Eliseo, risuscitò, e si levò in piedi. 2 Re 13:21
- Nondimeno gli alti luoghi non furon soppressi; il popolo continuava ad offrir sacrifizi e profumi sugli alti luoghi. 2 Re 14:4
- E, non appena il potere reale fu assicurato nelle sue mani, egli fece morire quei servi suoi che avean ucciso il re suo padre; 2 Re 14:5
- Egli uccise diecimila Idumei nella valle del Sale; e in questa guerra prese Sela e le dette il nome di Joktheel, che ha conservato fino al dì d'oggi. 2 Re 14:7
- Tu hai messo in rotta gl'Idumei, e il tuo cuore t'ha reso orgoglioso. Godi della tua gloria, e stattene a casa tua. Perché impegnarti in una disgraziata impresa che menerebbe alla ruina te e Giuda con te?' 2 Re 14:10
- Il rimanente delle azioni compiute da Joas, e il suo valore, e come combatté contro Amatsia re di Giuda, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 14:15
- Il rimanente delle azioni di Amatsia si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 14:18
- E tutto il popolo di Giuda prese Azaria, che aveva allora sedici anni, e lo fece re in luogo di Amatsia suo padre. 2 Re 14:21
- Egli riedificò Elath, e la riconquistò a Giuda, dopo che il re si fu addormentato coi suoi padri. 2 Re 14:22
- Egli ristabilì i confini d'Israele dall'ingresso di Hamath al mare della pianura, secondo la parola che l'Eterno, l'Iddio d'Israele, avea pronunziata per mezzo del suo servitore il profeta Giona, figliuolo di Amittai, che era di Gath-Hefer. 2 Re 14:25
- L'Eterno non avea parlato ancora di cancellare il nome d'Israele di disotto al cielo; quindi li salvò, per mano di Geroboamo, figliuolo di Joas. 2 Re 14:27
- Il rimanente delle azioni di Geroboamo, e tutto quello che fece, e il suo valore in guerra, e come riconquistò a Israele Damasco e Hamath che aveano appartenuto a Giuda, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 14:28
- Nondimeno, gli alti luoghi non furon soppressi; il popolo continuava ad offrire sacrifizi e profumi sugli alti luoghi. 2 Re 15:4
- E l'Eterno colpì il re, che fu lebbroso fino al giorno della sua morte e visse nell'infermeria; e Jotham, figliuolo del re, era a capo della casa reale e rendea giustizia al popolo del paese. 2 Re 15:5
- Il rimanente delle azioni di Azaria, e tutto quello che fece, trovasi scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 15:6
- Il trentottesimo anno di Azaria, re di Giuda, Zaccaria, figliuolo di Geroboamo, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria; e regnò sei mesi. 2 Re 15:8
- Il rimanente delle azioni di Zaccaria trovasi scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 15:11
- Il rimanente delle azioni di Shallum, e la congiura ch'egli ordì, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 15:15
- Allora Menahem, partito da Tirtsa, colpì Tifsah, tutto quello che ci si trovava, e il suo territorio; la colpì, perch'essa non gli aveva aperte le sue porte; e tutte le donne che ci si trovavano incinte, le fece sparare. 2 Re 15:16
- Ai suoi tempi Pul, re d'Assiria, fece invasione nel paese; e Menahem diede a Pul mille talenti d'argento affinché gli desse man forte per assicurare nelle sue mani il potere reale. 2 Re 15:19
- E Menahem fece pagare quel danaro ad Israele, a tutti quelli ch'erano molto ricchi, per darlo al re d'Assiria; li tassò a ragione di cinquanta sicli d'argento a testa. Così il re d'Assiria se ne tornò via, e non si fermò nel paese. 2 Re 15:20
- Il rimanente delle azioni di Menahem, e tutto quello che fece, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 15:21
- Il cinquantesimo anno di Azaria, re di Giuda, Pekachia, figliuolo di Menahem, cominciò a regnare sopra Israele a Samaria, e regnò due anni. 2 Re 15:23
- Il rimanente delle azioni di Pekachia, tutto quello che fece, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 15:26
- Al tempo di Pekah, re d'Israele, venne Tiglath-Pileser, re di Assiria, e prese Ijon, Abel-Beth-Maaca, Janoah, Kedesh, Hatsor, Galaad, la Galilea, tutto il paese di Neftali, e ne menò gli abitanti in cattività in Assiria. 2 Re 15:29
- Il rimanente delle azioni di Pekah, tutto quello che fece, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 15:31
- Nondimeno, gli alti luoghi non furono soppressi; il popolo continuava ad offrir sacrifizi e profumi sugli alti luoghi. Jotham costruì la porta superiore della casa dell'Eterno. 2 Re 15:35
- Il rimanente delle azioni di Jotham, tutto quello che fece, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 15:36
- Achaz avea venti anni quando cominciò a regnare, e regnò sedici anni a Gerusalemme. Egli non fece ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno, il suo Dio, come avea fatto Davide suo padre; 2 Re 16:2
- ma seguì la via dei re d'Israele, e fece perfino passare il suo figliuolo per il fuoco, seguendo le abominazioni delle genti che l'Eterno avea cacciate d'innanzi ai figliuoli d'Israele; 2 Re 16:3
- Il re d'Assiria gli diè ascolto; salì contro Damasco, la prese, ne menò gli abitanti in cattività a Kir, e fece morire Retsin. 2 Re 16:9
- E il re Achaz andò a Damasco, incontro a Tiglath-Pileser, re d'Assiria; e avendo veduto l'altare ch'era a Damasco, il re Achaz mandò al sacerdote Uria il disegno e il modello di quell'altare, in tutti i suoi particolari. 2 Re 16:10
- E il sacerdote Uria costruì un altare, esattamente secondo il modello che il re Achaz gli avea mandato da Damasco; e il sacerdote Uria lo costruì prima del ritorno del re Achaz da Damasco. 2 Re 16:11
- Al suo ritorno da Damasco, il re vide l'altare, vi s'accostò, vi salì, 2 Re 16:12
- vi fece arder sopra il suo olocausto e la sua offerta, vi versò la sua libazione, e vi sparse il sangue dei suoi sacrifizi di azioni di grazie. 2 Re 16:13
- L'altare di rame, ch'era dinanzi all'Eterno, perché non fosse fra il nuovo altare e la casa dell'Eterno, lo pose allato al nuovo altare, verso settentrione. 2 Re 16:14
- E il re Achaz diede quest'ordine al sacerdote Uria: `Fa' fumare sull'altar grande l'olocausto del mattino e l'oblazione della sera, l'olocausto del re e la sua oblazione, gli olocausti di tutto il popolo del paese e le sue oblazioni; versavi le loro libazioni, e spandivi tutto il sangue degli olocausti e tutto il sangue dei sacrifizi; quanto all'altare di rame toccherà a me a pensarvi'. 2 Re 16:15
- E il sacerdote Uria fece tutto quello che il re Achaz gli aveva comandato. 2 Re 16:16
- Il re Achaz spezzò anche i riquadri delle basi, e ne tolse le conche che v'eran sopra; trasse giù il mare di su i buoi di rame che lo reggevano, e lo posò sopra un pavimento di pietra. 2 Re 16:17
- Mutò pure, nella casa dell'Eterno, a motivo del re d'Assiria, il portico del sabato ch'era stato edificato nella casa, e l'ingresso esterno riserbato al re. 2 Re 16:18
- Il rimanente delle azioni compiute da Achaz si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 16:19
- Ma il re d'Assiria scoprì una congiura ordita da Hosea, il quale aveva inviato de' messi a So, re d'Egitto, e non pagava più il consueto annuo tributo al re d'Assiria; perciò il re d'Assiria lo fece imprigionare e mettere in catene. 2 Re 17:4
- Poi il re d'Assiria invase tutto il paese, salì contro Samaria, e l'assediò per tre anni. 2 Re 17:5
- L'anno nono di Hosea il re d'Assiria prese Samaria, e trasportò gl'Israeliti in Assiria e li collocò in Halah, e sullo Habor, fiume di Gozan, e nelle città dei Medi. 2 Re 17:6
- Questo avvenne perché i figliuoli d'Israele avean peccato contro l'Eterno, il loro Dio, che li avea tratti dal paese d'Egitto, di sotto al potere di Faraone re d'Egitto; ed aveano riveriti altri dèi; 2 Re 17:7
- I figliuoli d'Israele aveano fatto, in segreto, contro l'Eterno, il loro Dio, delle cose non rette; s'erano costruiti degli alti luoghi in tutte le loro città, dalle torri de' guardiani alle città fortificate; 2 Re 17:9
- e rigettarono le sue leggi e il patto ch'egli avea fermato coi loro padri, e gli avvertimenti ch'egli avea loro dato; andaron dietro a cose vacue, diventando vacui essi stessi; e andaron dietro alle nazioni circonvicine, che l'Eterno avea loro proibito d'imitare; 2 Re 17:15
- fecero passare per il fuoco i loro figliuoli e le loro figliuole, si applicarono alla divinazione e agli incantesimi, e si dettero a fare ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, provocandolo ad ira. 2 Re 17:17
- E il re d'Assiria fece venir genti da Babilonia, da Cutha, da Avva, da Hamath e da Sefarvaim, e le stabilì nelle città della Samaria in luogo dei figliuoli d'Israele; e quelle presero possesso della Samaria, e dimorarono nelle sue città. 2 Re 17:24
- Fu quindi detto al re d'Assiria: `Le genti che tu hai trasportate e stabilite nelle città della Samaria non conoscono il modo di servire l'Iddio del paese; perciò questi ha mandato contro di loro de' leoni, che ne fanno strage, perch'esse non conoscono il modo di servire l'iddio del paese'. 2 Re 17:26
- Allora il re d'Assiria dette quest'ordine: `Fate tornare colà uno dei sacerdoti che avete di là trasportati; ch'egli vada a stabilirsi quivi, e insegni loro il modo di servire l'iddio del paese'. 2 Re 17:27
- Così temevano l'Eterno, e servivano al tempo stesso i loro dèi, secondo il costume delle genti di fra le quali erano stati trasportati in Samaria. 2 Re 17:33
- Non dimenticate il patto ch'io fermai con voi, e non temete altri dèi; 2 Re 17:38
- ma temete l'Eterno, il vostro Dio, ed egli vi libererà dalle mani di tutti i vostri nemici'. 2 Re 17:39
- Soppresse gli alti luoghi, frantumò le statue, abbatté l'idolo d'Astarte, e fece a pezzi il serpente di rame che Mosè avea fatto; perché i figliuoli d'Israele gli aveano fino a quel tempo offerto profumi; ei lo chiamò Nehushtan. 2 Re 18:4
- sconfisse i Filistei fino a Gaza, e ne devastò il territorio, dalle torri dei guardiani alle città fortificate. 2 Re 18:8
- Il quarto anno del re Ezechia, ch'era il settimo anno di Hosea, figliuolo d'Ela re d'Israele, Shalmaneser, re d'Assiria, salì contro Samaria e l'assediò. 2 Re 18:9
- In capo a tre anni, la prese; il sesto anno d'Ezechia, ch'era il nono anno di Hosea, re d'Israele, Samaria fu presa. 2 Re 18:10
- E il re d'Assiria trasportò gl'Israeliti in Assiria, e li collocò in Halah, e sullo Habor, fiume di Gozan, e nelle città dei Medi, 2 Re 18:11
- perché non aveano ubbidito alla voce dell'Eterno, dell'Iddio loro, ed aveano trasgredito il suo patto, cioè tutto quello che Mosè, servo dell'Eterno, avea comandato; essi non l'aveano né ascoltato, né messo in pratica. 2 Re 18:12
- Or il quattordicesimo anno del re Ezechia, Sennacherib, re d'Assiria, salì contro tutte le città fortificate di Giuda, e le prese. 2 Re 18:13
- Ed Ezechia, re di Giuda, mandò a dire al re d'Assiria a Lakis: `Ho mancato; ritirati da me, ed io mi sottometterò a tutto quello che m'imporrai'. E il re d'Assiria impose ad Ezechia, re di Giuda, trecento talenti d'argento e trenta talenti d'oro. 2 Re 18:14
- E il re d'Assiria mandò ad Ezechia da Lakis a Gerusalemme, Tartan, Rabsaris e Rabshaké con un grande esercito. Essi salirono e giunsero a Gerusalemme. E, come furon giunti, vennero a fermarsi presso l'acquedotto dello stagno superiore, che è sulla strada del campo del lavator di panni. 2 Re 18:17
- Chiamarono il re; ed Eliakim, figliuolo di Hilkia, prefetto del palazzo, si recò da loro con Scebna, il segretario, e Joah figliuolo di Asaf, l'archivista. 2 Re 18:18
- E Rabshaké disse loro: `Andate a dire ad Ezechia: - Così parla il gran re, il re d'Assiria: Che fiducia è cotesta che tu hai? 2 Re 18:19
- Or dunque fa' una scommessa col mio signore; il re d'Assiria! Io ti darò duemila cavalli, se tu puoi fornire altrettanti cavalieri da montarli. 2 Re 18:23
- E adesso sono io forse salito senza il volere dell'Eterno contro questo luogo per distruggerlo? L'Eterno m'ha detto: - Sali contro questo paese e distruggilo'. - 2 Re 18:25
- Ma Rabshaké rispose loro: `Forse che il mio signore m'ha mandato a dir queste cose al tuo signore e a te? Non m'ha egli mandato a dirle a quegli uomini che stan seduti sulle mura e saran quanto prima ridotti a mangiare il loro sterco e a bere la loro orina con voi?' 2 Re 18:27
- Così parla il re: - Non v'inganni Ezechia; poich'egli non potrà liberarvi dalle mie mani; 2 Re 18:29
- Non date ascolto ad Ezechia, perché così dice il re d'Assiria: - Fate pace con me e arrendetevi a me, e ognuno di voi mangerà del frutto della sua vigna e del suo fico, e berrà dell'acqua della sua cisterna, 2 Re 18:31
- Ha qualcuno degli dèi delle genti liberato il proprio paese dalle mani del re d'Assiria? 2 Re 18:33
- Quali sono, tra tutti gli dèi di quei paesi, quelli che abbiano liberato il paese loro dalla mia mano? L'Eterno avrebb'egli a liberar dalla mia mano Gerusalemme?' 2 Re 18:35
- E il popolo si tacque, e non gli rispose nulla; poiché il re avea dato quest'ordine: `Non gli rispondete!' 2 Re 18:36
- Allora Eliakim, figliuolo di Hilkia, prefetto del palazzo, Scebna il segretario, e Joah figliuolo d'Asaf, l'archivista, vennero da Ezechia con le vesti stracciate, e gli riferirono le parole di Rabshaké. 2 Re 18:37
- Quando il re Ezechia ebbe udite queste cose, si stracciò le vesti, si coprì d'un sacco, ed entrò nella casa dell'Eterno. 2 Re 19:1
- E mandò Eliakim, prefetto del palazzo, Scebna il segretario, e i più vecchi tra i sacerdoti, coperti di sacchi, dal profeta Isaia, figliuolo di Amots. 2 Re 19:2
- Forse l'Eterno, il tuo Dio, ha udite tutte le parole di Rabshaké, che il re d'Assiria, suo signore, ha mandato ad oltraggiare l'Iddio vivente; e, forse, l'Eterno, il tuo Dio, punirà le parole che ha udite. Rivolgigli dunque una preghiera a pro del resto del popolo che sussiste ancora!' - 2 Re 19:4
- Rabshaké tornò al re d'Assiria, e lo trovò che assediava Libna; poiché egli avea saputo che il suo signore era partito da Lakis. 2 Re 19:8
- `Direte così ad Ezechia, re di Giuda: - Il tuo Dio, nel quale confidi, non t'inganni dicendo: Gerusalemme non sarà data nelle mani del re d'Assiria. 2 Re 19:10
- Dov'è il re di Hamath, il re d'Arpad e il re della città di Sefarvaim, di Hena e d'Ivva?' 2 Re 19:13
- Questa è la parola che l'Eterno ha pronunziata contro di lui: La vergine figliuola di Sion ti sprezza, si fa beffe di te; la figliuola di Gerusalemme scrolla il capo dietro a te. 2 Re 19:21
- Chi hai tu insultato ed oltraggiato? Contro chi hai tu alzata la voce e levati in alto gli occhi tuoi? contro il Santo d'Israele! 2 Re 19:22
- Per bocca de' tuoi messi tu hai insultato il Signore, e hai detto: - Con la moltitudine de' miei carri io son salito in vetta alle montagne, son penetrato nei recessi del Libano; io abbatterò i suoi cedri più alti, i suoi cipressi più belli, e arriverò al suo più remoto ricovero, alla sua più magnifica foresta. 2 Re 19:23
- Non hai udito? Da lungo tempo ho preparato questo; dai tempi antichi ne ho formato il disegno; ed ora ho fatto sì che si compia: che tu riduca città forti in monti di ruine. 2 Re 19:25
- I loro abitanti, privi di forza, sono spaventati e confusi; son come l'erba de' campi, come il verde tenero de' prati, come l'erbetta che nasce sui tetti, come grano riarso prima che formi la spiga. 2 Re 19:26
- E per codesto tuo infuriare contro di me e perché la tua arroganza è giunta alle mie orecchie, io ti metterò il mio anello nelle narici, il mio morso in bocca, e ti rimenerò indietro per la via che hai fatta, venendo. 2 Re 19:28
- E questo, o Ezechia, ti servirà di segno: Quest'anno si mangerà il frutto del grano caduto; il secondo anno, quello che crescerà da sé; ma il terzo anno, seminerete e mieterete; pianterete vigne, e ne mangerete il frutto. 2 Re 19:29
- Allora Sennacherib re d'Assiria levò il campo, partì e se ne tornò a Ninive, dove rimase. 2 Re 19:36
- In quel tempo, Ezechia fu malato a morte. Il profeta Isaia, figliuolo di Amots, si recò da lui, e gli disse: `Così parla l'Eterno: - Metti ordine alle cose della tua casa; perché tu sei un uomo morto; non vivrai'. - 2 Re 20:1
- Allora Ezechia volse la faccia verso il muro, e fece una preghiera all'Eterno, dicendo: 2 Re 20:2
- Ed Isaia disse: `Prendete un impiastro di fichi secchi!' Lo presero, e lo misero sull'ulcera, e il re guarì. 2 Re 20:7
- E Isaia gli avea risposto: `Eccoti da parte dell'Eterno il segno, dal quale riconoscerai che l'Eterno adempirà la parola che ha pronunziata: - Vuoi tu che l'ombra s'allunghi per dieci gradini ovvero retroceda di dieci gradini?' - 2 Re 20:9
- E il profeta Isaia invocò l'Eterno, il quale fece retrocedere l'ombra di dieci gradini sui gradini d'Achaz, sui quali era discesa. 2 Re 20:11
- Ezechia dette udienza agli ambasciatori, e mostrò loro la casa dov'erano tutte le sue cose preziose, l'argento, l'oro, gli aromi, gli olî finissimi, il suo arsenale, e tutto quello che si trovava nei suoi tesori. Non vi fu cosa nella sua casa e in tutti i suoi dominî, che Ezechia non mostrasse loro. 2 Re 20:13
- Allora il profeta Isaia si recò dal re Ezechia, e gli disse: `Che hanno detto quegli uomini? e donde son venuti a te?' Ezechia rispose: `Son venuti da un paese lontano; da Babilonia'. 2 Re 20:14
- Il rimanente delle azioni di Ezechia, e tutte le sue prodezze, e com'egli fece il serbatoio e l'acquedotto e condusse le acque nella città, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 20:20
- Eresse pure degli altari ad altri dèi nella casa dell'Eterno, riguardo alla quale l'Eterno avea detto: `In Gerusalemme io porrò il mio nome'. 2 Re 21:4
- Fece passare pel fuoco il suo figliuolo, si dette alla magia e agl'incantesimi, e istituì di quelli che evocavano gli spiriti e predicevan l'avvenire; s'abbandonò interamente a fare ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, provocandolo ad ira. 2 Re 21:6
- Mise l'idolo d'Astarte che avea fatto, nella casa riguardo alla quale l'Eterno avea detto a Davide e a Salomone suo figliuolo: `In questa casa, e a Gerusalemme, che io ho scelta fra tutte le tribù d'Israele, porrò il mio nome in perpetuo; 2 Re 21:7
- e non permetterò più che il piè d'Israele vada errando fuori del paese ch'io detti ai suoi padri, purché essi abbian cura di mettere in pratica tutto quello che ho loro comandato, e tutta la legge che il mio servo Mosè ha loro prescritta'. 2 Re 21:8
- E stenderò su Gerusalemme la cordella di Samaria e il livello della casa di Achab; e ripulirò Gerusalemme come si ripulisce un piatto, che, dopo ripulito, si volta sottosopra. 2 Re 21:13
- Il rimanente delle azioni di Manasse, e tutto quello che fece, e i peccati che commise, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 21:17
- Or i servi di Amon ordirono una congiura contro di lui, e uccisero il re in casa sua. 2 Re 21:23
- Ma il popolo del paese mise a morte tutti quelli che avean congiurato contro il re Amon, e fece re, in sua vece, Giosia suo figliuolo. 2 Re 21:24
- Il rimanente delle azioni compiute da Amon, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 21:25
- Or l'anno diciottesimo del re Giosia, il re mandò nella casa dell'Eterno Shafan, il segretario, figliuolo di Atsalia, figliuolo di Meshullam, e gli disse: 2 Re 22:3
- `Sali da Hilkia, il sommo sacerdote, e digli che metta assieme il danaro ch'è stato portato nella casa dell'Eterno, e che i custodi della soglia hanno raccolto dalle mani del popolo; 2 Re 22:4
- Ma non si farà render conto a quelli in mano ai quali sarà rimesso il danaro, perché agiscono con fedeltà'. 2 Re 22:7
- Allora il sommo sacerdote Hilkia disse a Shafan, il segretario: `Ho trovato nella casa dell'Eterno il libro della legge'. E Hilkia diede il libro a Shafan, che lo lesse. 2 Re 22:8
- E Shafan, il segretario, andò a riferir la cosa al re, e gli disse: `I tuoi servi hanno versato il danaro che s'è trovato nella casa, e l'hanno consegnato a quelli che son preposti ai lavori della casa dell'Eterno'. 2 Re 22:9
- E Shafan, il segretario, disse ancora al re: `Il sacerdote Hilkia mi ha dato un libro'. E Shafan lo lesse alla presenza del re. 2 Re 22:10
- Quando il re ebbe udite le parole del libro della legge, si stracciò le vesti. 2 Re 22:11
- Poi diede quest'ordine al sacerdote Hilkia, ad Ahikam, figliuolo di Shafan, ad Acbor, figliuolo di Micaia, a Shafan, il segretario, e ad Asaia, servo del re: 2 Re 22:12
- `Andate a consultare l'Eterno per me, per il popolo e per tutto Giuda, riguardo alle parole di questo libro che s'è trovato; giacché grande è l'ira dell'Eterno che s'è accesa contro di noi, perché i nostri padri non hanno ubbidito alle parole di questo libro, e non hanno messo in pratica tutto quello che in esso ci è prescritto'. 2 Re 22:13
- Il sacerdote Hilkia, Ahikam, Acbor, Shafan ed Asaia andarono dalla profetessa Hulda, moglie di Shallum, guardaroba, figliuolo di Tikva, figliuolo di Harhas. Essa dimorava a Gerusalemme, nel secondo quartiere; e quando ebbero parlato con lei, ella disse loro: 2 Re 22:14
- - Così dice l'Eterno: Ecco, io farò venire delle sciagure su questo luogo e sopra i suoi abitanti, conformemente a tutte le parole del libro che il re di Giuda ha letto. 2 Re 22:16
- Giacché il tuo cuore è stato toccato, giacché ti sei umiliato dinanzi all'Eterno, udendo ciò che io ho detto contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che saranno cioè abbandonati alla desolazione ed alla maledizione; giacché ti sei stracciate le vesti e hai pianto dinanzi a me, anch'io t'ho ascoltato, dice l'Eterno. 2 Re 22:19
- Allora il re mandò a far raunare presso di sé tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme. 2 Re 23:1
- E il re salì alla casa dell'Eterno, con tutti gli uomini di Giuda, tutti gli abitanti di Gerusalemme, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo, piccoli e grandi, e lesse in loro presenza tutte le parole del libro del patto, ch'era stato trovato nella casa dell'Eterno. 2 Re 23:2
- Il re, stando in piedi sul palco, stabilì un patto dinanzi all'Eterno, impegnandosi di seguire l'Eterno, d'osservare i suoi comandamenti, i suoi precetti e le sue leggi con tutto il cuore e con tutta l'anima, per mettere in pratica le parole di questo patto, scritte in quel libro. E tutto il popolo acconsentì al patto. 2 Re 23:3
- E il re ordinò al sommo sacerdote Hilkia, ai sacerdoti del secondo ordine e ai custodi della soglia di trar fuori del tempio dell'Eterno tutti gli arredi che erano stati fatti per Baal, per Astarte e per tutto l'esercito celeste, e li arse fuori di Gerusalemme nei campi del Kidron, e ne portò le ceneri a Bethel. 2 Re 23:4
- Trasse fuori dalla casa dell'Eterno l'idolo d'Astarte, che trasportò fuori di Gerusalemme verso il torrente Kidron; l'arse presso il torrente Kidron, lo ridusse in cenere, e ne gettò la cenere sui sepolcri della gente del popolo. 2 Re 23:6
- Contaminò Tofeth, nella valle dei figliuoli di Hinnom, affinché nessuno facesse più passare per il fuoco il suo figliuolo o la sua figliuola in onore di Molec. 2 Re 23:10
- Il re demolì gli altari ch'erano sulla terrazza della camera superiore di Achaz, e che i re di Giuda aveano fatti, e gli altari che avea fatti Manasse nei due cortili della casa dell'Eterno; e, dopo averli fatti a pezzi e tolti di là, ne gettò la polvere nel torrente Kidron. 2 Re 23:12
- E il re contaminò gli alti luoghi ch'erano dirimpetto a Gerusalemme, a destra del monte della perdizione, e che Salomone re d'Israele aveva eretti in onore di Astarte, l'abominazione dei Sidonî, di Kemosh, l'abominazione di Moab, e di Milcom, l'abominazione dei figliuoli d'Ammon. 2 Re 23:13
- Abbatté pure l'altare che era a Bethel, e l'alto luogo, fatto da Geroboamo, figliuolo di Nebat, il quale avea fatto peccare Israele: arse l'alto luogo e lo ridusse in polvere, ed arse l'idolo d'Astarte. 2 Re 23:15
- Poi disse: `Che monumento è quello ch'io vedo là?' La gente della città gli rispose: `È il sepolcro dell'uomo di Dio che venne da Giuda, e che proclamò contro l'altare di Bethel queste cose che tu hai fatte'. 2 Re 23:17
- Il re diede a tutto il popolo quest'ordine: `Fate la Pasqua in onore dell'Eterno, del vostro Dio, secondo che sta scritto in questo libro del patto'. 2 Re 23:21
- Poiché Pasqua simile non era stata fatta dal tempo de' giudici che avean governato Israele, e per tutto il tempo dei re d'Israele e dei re di Giuda; 2 Re 23:22
- Giosia fe' pure sparire quelli che evocavano gli spiriti e quelli che predicevano l'avvenire, le divinità familiari, gl'idoli e tutte le abominazioni che si vedevano nel paese di Giuda e a Gerusalemme, affin di mettere in pratica le parole della legge, scritte nel libro che il sacerdote Hilkia avea trovato nella casa dell'Eterno. 2 Re 23:24
- E prima di Giosia non c'è stato re che come lui si sia convertito all'Eterno con tutto il suo cuore, con tutta l'anima sua e con tutta la sua forza, seguendo in tutto la legge di Mosè; e, dopo di lui, non n'è sorto alcuno di simile. 2 Re 23:25
- E l'Eterno disse: `Anche Giuda io torrò d'innanzi al mio cospetto come n'ho tolto Israele; e rigetterò Gerusalemme, la città ch'io m'ero scelta, e la casa della quale avevo detto: - Là sarà il mio nome'. - 2 Re 23:27
- Il rimanente delle azioni di Giosia, tutto quello che fece, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 23:28
- Al tempo suo, Faraone Neco, re d'Egitto, salì contro il re d'Assiria, verso il fiume Eufrate. Il re Giosia gli marciò contro, e Faraone, al primo incontro, l'uccise a Meghiddo. 2 Re 23:29
- I suoi servi lo menaron via morto sopra un carro, e lo trasportarono da Meghiddo a Gerusalemme, dove lo seppellirono nel suo sepolcro. E il popolo del paese prese Joachaz, figliuolo di Giosia, lo unse, e lo fece re in luogo di suo padre. 2 Re 23:30
- Joachaz avea ventitre anni quando cominciò a regnare, e regnò tre mesi a Gerusalemme. Il nome di sua madre era Hamutal, figliuola di Geremia da Libna. 2 Re 23:31
- E Faraone Neco fece re Eliakim, figliuolo di Giosia, in luogo di Giosia suo padre, e gli mutò il nome in quello di Joiakim; e, preso Joachaz, lo menò in Egitto, dove morì. 2 Re 23:34
- Joiakim diede a Faraone l'argento e l'oro; ma, per pagare quel danaro secondo l'ordine di Faraone, tassò il paese; e, imponendo a ciascuno una certa tassa, cavò dal popolo del paese l'argento e l'oro da dare a Faraone Neco. 2 Re 23:35
- Joiakim avea venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò undici anni a Gerusalemme. Il nome di sua madre era Zebudda, figliuola di Pedaia da Ruma. 2 Re 23:36
- Questo avvenne solo per ordine dell'Eterno, il quale voleva allontanare Giuda dalla sua presenza, a motivo di tutti i peccati che Manasse avea commessi, 2 Re 24:3
- Il rimanente delle azioni di Joiakim, tutto quello che fece, si trova scritto nel libro delle Cronache dei re di Giuda. 2 Re 24:5
- Or il re d'Egitto, non uscì più dal suo paese, perché il re di Babilonia avea preso tutto quello che era stato del re d'Egitto, dal torrente d'Egitto al fiume Eufrate. 2 Re 24:7
- Allora Joiakin, re di Giuda, si recò dal re di Babilonia, con sua madre, i suoi servi, i suoi capi ed i suoi eunuchi. E il re di Babilonia lo fece prigioniero, l'ottavo anno del suo regno. 2 Re 24:12
- E, come l'Eterno avea predetto, portò via di là tutti i tesori della casa dell'Eterno e i tesori della casa del re, e spezzò tutti gli utensili d'oro che Salomone, re d'Israele, avea fatti per il tempio dell'Eterno. 2 Re 24:13
- i magnati del paese, tutti i guerrieri, in numero di settemila, i legnaiuoli e i fabbri, in numero di mille, tutta gente valorosa e atta alla guerra. Il re di Babilonia li menò in cattività a Babilonia. 2 Re 24:16
- E il re di Babilonia fece re, in luogo di Joiakin, Mattania, zio di lui, al quale mutò il nome in quello di Sedekia. 2 Re 24:17
- E Sedekia si ribellò al re di Babilonia. L'anno nono del regno di Sedekia, il decimo giorno del decimo mese, Nebucadnetsar, re di Babilonia, venne con tutto il suo esercito contro Gerusalemme; s'accampò contro di lei, e le costruì attorno delle trincee. 2 Re 25:1
- Il nono giorno del quarto mese, la carestia era grave nella città; e non c'era più pane per il popolo del paese. 2 Re 25:3
- Allora fu fatta una breccia alla città, e tutta la gente di guerra fuggì, di notte, per la via della porta fra le due mura, in prossimità del giardino del re, mentre i Caldei stringevano la città da ogni parte. E il re prese la via della pianura; 2 Re 25:4
- Allora i Caldei presero il re, e lo condussero al re di Babilonia a Ribla, dove fu pronunziata sentenza contro di lui. 2 Re 25:6
- Or il settimo giorno del quinto mese - era il diciannovesimo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia - Nebuzaradan, capitano della guardia del corpo, servo del re di Babilonia, giunse a Gerusalemme, 2 Re 25:8
- Nebuzaradan, capitano della guardia, menò in cattività i superstiti ch'erano rimasti nella città, i fuggiaschi che s'erano arresi al re di Babilonia, e il resto della popolazione. 2 Re 25:11
- Il capitano della guardia non lasciò che alcuni dei più poveri del paese a coltivar le vigne ed i campi. 2 Re 25:12
- I Caldei spezzarono le colonne di rame ch'erano nella casa dell'Eterno, le basi, il mar di rame ch'era nella casa dell'Eterno, e ne portaron via il rame a Babilonia. 2 Re 25:13
- Presero le pignatte, le palette, i coltelli, le coppe e tutti gli utensili di rame coi quali si faceva il servizio. 2 Re 25:14
- Il capitano della guardia prese pure i bracieri, i bacini: l'oro di ciò ch'era d'oro, l'argento di ciò ch'era d'argento. 2 Re 25:15
- Quanto alle due colonne, al mare e alle basi che Salomone avea fatti per la casa dell'Eterno, il rame di tutti questi oggetti aveva un peso incalcolabile. 2 Re 25:16
- Il capitano della guardia prese Seraia, il sommo sacerdote, Sofonia, il secondo sacerdote, 2 Re 25:18
- e i tre custodi della soglia, e prese nella città un eunuco che comandava la gente di guerra, cinque uomini di fra i consiglieri intimi del re che furon trovati nella città, il segretario del capo dell'esercito che arrolava il popolo del paese, e sessanta privati che furono anch'essi trovati nella città. 2 Re 25:19
- e il re di Babilonia li fece colpire a morte a Ribla, nel paese di Hamath. Così Giuda fu menato in cattività lungi dal suo paese. 2 Re 25:21
- Quanto al popolo che rimase nel paese di Giuda, lasciatovi da Nebucadnetsar, re di Babilonia, il re pose a governarli Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan. 2 Re 25:22
- Quando tutti i capitani della gente di guerra e i loro uomini ebbero udito che il re di Babilonia avea fatto Ghedalia governatore, si recarono da Ghedalia a Mitspa: erano Ismael figliuolo di Nethania, Johanan figliuolo di Kareah, Seraia figliuolo di Tanhumet da Netofah, Jaazania figliuolo d'uno di Maacah, con la loro gente. 2 Re 25:23
- Ma il settimo mese, Ismael, figliuolo di Nethania, figliuolo di Elishama, di stirpe reale, venne accompagnato da dieci uomini e colpirono a morte Ghedalia insieme coi Giudei e coi Caldei ch'eran con lui a Mitspa. 2 Re 25:25
- E tutto il popolo, piccoli e grandi, e i capitani della gente di guerra si levarono e se ne andarono in Egitto, perché avean paura dei Caldei. 2 Re 25:26
- Il trentasettesimo anno della cattività di Joiakin, re di Giuda, il ventisettesimo giorno del dodicesimo mese, Evilmerodac, re di Babilonia, l'anno stesso che cominciò a regnare, fece grazia a Joiakin, re di Giuda, e lo trasse di prigione; 2 Re 25:27
- gli parlò benignamente, e mise il trono d'esso più in alto di quello degli altri re ch'eran con lui a Babilonia. 2 Re 25:28
- Gli fece mutare le vesti di prigione; e Joiakin mangiò sempre a tavola con lui per tutto il tempo ch'ei visse: 2 Re 25:29
- il re provvide continuamente al suo mantenimento quotidiano, fintanto che visse. 2 Re 25:30
- Ad Eber nacquero due figliuoli: il nome dell'uno fu Peleg, perché ai suoi giorni la terra fu spartita; e il nome del suo fratello fu Joktan. 1 Cron. 1:19
- Questi sono i loro discendenti: il primogenito d'Ismaele fu Nebaioth; poi, Kedar, Adbeel, Mibsam, 1 Cron. 1:29
- Questi sono i re che regnarono nel paese di Edom prima che alcun re regnasse sui figliuoli d'Israele: Bela, figliuolo di Beor; e il nome della sua città fu Dinhaba. 1 Cron. 1:43
- Husham morì, e Hadad, figliuolo di Bedad, che sconfisse i Madianiti ne' campi di Moab, regnò in luogo suo; e il nome della sua città era Avith. 1 Cron. 1:46
- Baal-Hanan morì, e Hadad regnò in luogo suo. Il nome della sua città fu Pai, e il nome della sua moglie, Mehetabeel, figliuola di Matred, figliuola di Mezahab. 1 Cron. 1:50
- E Hadad morì. I capi di Edom furono: il capo Timna, il capo Alva, il capo Ietheth, 1 Cron. 1:51
- il capo Oholibama, il capo Ela, il capo Pinon, 1 Cron. 1:52
- il capo Kenaz, il capo Teman, il capo Mibtsar, 1 Cron. 1:53
- il capo Magdiel, il capo Iram. Questi sono i capi di Edom. 1 Cron. 1:54
- Isai generò Eliab, suo primogenito, Abinadab il secondo, Scimea il terzo, 1 Cron. 2:13
- Nethaneel il quarto, Raddai il quinto, 1 Cron. 2:14
- Otsem il sesto, Davide il settimo. 1 Cron. 2:15
- Abigail partorì Amasa, il cui padre fu Jether, l'Ismaelita. 1 Cron. 2:17
- I figliuoli di Jerahmeel, primogenito di Hetsron, furono: Ram, il primogenito, Buna, Oren ed Otsem, nati da Ahija. 1 Cron. 2:25
- Il figliuolo di Shammai fu Maon; e Maon fu il padre di Beth-Tsur. 1 Cron. 2:45
- Questi furono i figliuoli di Davide, che gli nacquero a Hebron: il primogenito fu Amnon, di Ahinoam, la Jzreelita; il secondo fu Daniel, da Abigail, la Carmelita; 1 Cron. 3:1
- il terzo fu Absalom, figliuolo di Maaca, figliuola di Talmai, re di Gheshur; il quarto fu Adonija, figliuolo di Hagghith; 1 Cron. 3:2
- il quinto fu Scefatia, di Abital; il sesto fu Jithream, di Egla, sua moglie. 1 Cron. 3:3
- Figliuoli di Giosia: Johanan, il primogenito; Joiakim, il secondo; Sedekia, il terzo; Shallum, il quarto. 1 Cron. 3:15
- Figliuoli di Jeconia, il prigioniero: il suo figliuolo Scealtiel, 1 Cron. 3:17
- Figliuoli della moglie di Hodija, sorella di Naham: il padre di Kehila, il Garmeo, ed Eshtemoa, il Maacatheo. 1 Cron. 4:19
- Figliuoli di Scela, figliuolo di Giuda: Er, padre di Leca, Lada, padre di Maresha, e le famiglie della casa dove si lavora il bisso di Beth-Ashbea e Jokim, 1 Cron. 4:21
- E una parte di questi figliuoli di Simeone, cinquecento uomini, andarono verso il monte Seir, avendo alla loro testa Pelatia, Nearia, Refaia ed Uziel figliuoli di Isci; 1 Cron. 4:42
- Figliuoli di Ruben, primogenito d'Israele. - Poiché egli era il primogenito; ma siccome profanò il talamo di suo padre, la sua primogenitura fu data ai figliuoli di Giuseppe, figliuolo d'Israele. Nondimeno, Giuseppe non fu iscritto nelle genealogie come primogenito; 1 Cron. 5:1
- Giuda ebbe, è vero, la prevalenza tra i suoi fratelli, e da lui è disceso il principe; ma il diritto di primogenitura appartiene a Giuseppe. 1 Cron. 5:2
- Fratelli di Beera, secondo le loro famiglie, come sono iscritti nelle genealogie secondo le loro generazioni: il primo, Jeiel; poi Zaccaria, 1 Cron. 5:7
- a oriente occupava il paese dal fiume Eufrate fino all'entrata del deserto, perché avea gran quantità di bestiame nel paese di Galaad. 1 Cron. 5:9
- Al tempo di Saul, i discendenti di Bela mossero guerra agli Hagareni, che caddero nelle loro mani; e quelli si stabilirono nelle loro tende, su tutto il lato orientale di Galaad. 1 Cron. 5:10
- Joel fu il primo; Shafam, il secondo; poi Janai e Shafat in Bashan. 1 Cron. 5:12
- Ahi, figliuolo di Abdiel, figliuolo di Guni, era il capo della loro casa patriarcale. 1 Cron. 5:15
- Furon soccorsi combattendo contro di loro, e gli Hagareni e tutti quelli ch'eran con essi furon dati loro nelle mani, perché durante il combattimento essi gridarono a Dio, che li esaudì, perché s'eran confidati in lui. 1 Cron. 5:20
- Essi presero il bestiame dei vinti: cinquantamila cammelli, duecentocinquantamila pecore, duemila asini, e centomila persone; 1 Cron. 5:21
- Johanan generò Azaria, che esercitò il sacerdozio nella casa che Salomone edificò a Gerusalemme. 1 Cron. 6:10
- Figliuoli di Samuele: Vashni, il primogenito, ed Abia. 1 Cron. 6:28
- Essi esercitarono il loro ufficio di cantori davanti al tabernacolo, davanti la tenda di convegno, finché Salomone ebbe edificata la casa dell'Eterno a Gerusalemme; e facevano il loro servizio, secondo la regola loro prescritta. 1 Cron. 6:32
- Questi sono quelli che facevano il loro servizio, e questi i loro figliuoli. - Dei figliuoli dei Kehathiti: Heman, il cantore, figliuolo di Joel, figliuolo di Samuele, 1 Cron. 6:33
- Poi v'era il suo fratello Asaf, che gli stava alla destra: Asaf, figliuolo di Berekia, figliuolo di Scimea, 1 Cron. 6:39
- I loro fratelli, i Leviti, erano incaricati di tutto il servizio del tabernacolo della casa di Dio. 1 Cron. 6:48
- Ma Aaronne ed i suoi figliuoli offrivano i sacrifizi sull'altare degli olocausti e l'incenso sull'altare dei profumi, compiendo tutto il servizio nel luogo santissimo, e facendo l'espiazione per Israele, secondo tutto quello che Mosè, servo di Dio, aveva ordinato. 1 Cron. 6:49
- furon dati Hebron, nel paese di Giuda, e il contado all'intorno; 1 Cron. 6:55
- ma il territorio della città e i suoi villaggi furon dati a Caleb, figliuolo di Gefunne. 1 Cron. 6:56
- e della tribù di Beniamino: Gheba e il suo contado, Allemeth col suo contado, Anatoth col suo contado. Le loro città erano in tutto in numero di tredici, pari al numero delle loro famiglie. 1 Cron. 6:60
- Figliuoli di Tola: Uzzi, Refaia, Jeriel, Jahmai, Jbsam e Samuele, capi delle case patriarcali discese da Tola; ed erano uomini forti e valorosi nelle loro generazioni; il loro numero, al tempo di Davide, era di ventiduemila seicento. 1 Cron. 7:2
- Makir prese per moglie una donna di Huppim e di Shuppim, e la sorella di lui avea nome Maaca. - Il nome del suo secondo figliuolo era Tselofehad; e Tselofehad ebbe delle figliuole. 1 Cron. 7:15
- che ebbe per figliuolo Zabad, che ebbe per figliuolo Shutelah, - Ezer ed Elead, i quali furono uccisi da quei di Gath, nativi del paese, perch'erano scesi a predare il loro bestiame. 1 Cron. 7:21
- Ebbe ancora per figliuoli: Refa e Resef; il qual Refa ebbe per figliuolo Telah, che ebbe per figliuolo Tahan, 1 Cron. 7:25
- Beniamino generò Bela, suo primogenito, Ashbel il secondo, Aharah il terzo, 1 Cron. 8:1
- Nohah il quarto, e Rafa il quinto. 1 Cron. 8:2
- Il padre di Gabaon abitava a Gabaon, e sua moglie si chiamava Maaca. 1 Cron. 8:29
- Il suo figliuolo primogenito fu Abdon; poi ebbe Tsur, Kish, Baal, Nadab, Ghedor, Ahio, Zeker. 1 Cron. 8:30
- Figliuoli di Escek suo fratello: Ulam, il suo primogenito; Jeush il secondo, ed Elifelet il terzo. 1 Cron. 8:39
- Dei Sciloniti: Asaia il primogenito, e i suoi figliuoli. 1 Cron. 9:5
- e i loro fratelli, capi delle rispettive case patriarcali: millesettecentosessanta, uomini valentissimi, occupati a compiere il servizio della casa di Dio. 1 Cron. 9:13
- Dei portinai: Shallum, Akkub, Talmon, Ahiman e i loro fratelli; Shallum era il capo; 1 Cron. 9:17
- Tutti questi che furono scelti per essere custodi alle porte erano in numero di duecentododici, ed erano iscritti nelle genealogie, secondo i loro villaggi. Davide e Samuele il veggente li aveano stabiliti nel loro ufficio. 1 Cron. 9:22
- Altri aveano l'incarico di custodire gli utensili, tutti i vasi sacri, il fior di farina, il vino, l'olio, l'incenso e gli aromi. 1 Cron. 9:29
- Mattithia, uno dei Leviti, primogenito di Shallum il Korahita, avea l'ufficio di badare alle cose che si dovean cuocere sulla gratella. 1 Cron. 9:31
- Il figliuolo di Gionatan fu Merib-Baal, e Merib-Baal generò Mica. 1 Cron. 9:40
- Il forte della battaglia si volse contro Saul; gli arcieri lo raggiunsero, ed egli si trovò in grande angoscia a motivo degli arcieri. 1 Cron. 10:3
- Spogliarono Saul, e portaron via la sua testa e le sue armi, e mandarono all'intorno per il paese de' Filistei ad annunziare la buona notizia ai loro idoli ed al popolo; 1 Cron. 10:9
- e collocarono le armi di lui nella casa del loro dio, e inchiodarono il suo teschio nel tempio di Dagon. 1 Cron. 10:10
- e tutti gli uomini valorosi si levarono, presero il cadavere di Saul e i cadaveri dei suoi figliuoli, e li portarono a Jabes; seppellirono le loro ossa sotto alla tamerice di Jabes, e digiunarono per sette giorni. 1 Cron. 10:12
- mentre non avea consultato l'Eterno. E l'Eterno lo fece morire, e trasferì il regno a Davide, figliuolo d'Isai. 1 Cron. 10:14
- Anche in passato quando era re Saul, eri tu quel che guidavi e riconducevi Israele; e l'Eterno, il tuo Dio, t'ha detto: - Tu pascerai il mio popolo d'Israele, tu sarai il principe del mio popolo d'Israele'. 1 Cron. 11:2
- Or Davide avea detto: `Chiunque batterà per il primo i Gebusei, sarà capo e principe'. E Joab, figliuolo di Tseruia, salì, il primo, e fu fatto capo. 1 Cron. 11:6
- Ed egli cinse la città di costruzioni, cominciando da Millo, e tutto all'intorno; e Joab riparò il resto della città. 1 Cron. 11:8
- Questi sono i capi dei valorosi guerrieri che furono al servizio di Davide, e che l'aiutarono con tutto Israele ad assicurare il suo dominio per stabilirlo re, secondo la parola dell'Eterno riguardo ad Israele. 1 Cron. 11:10
- Egli era con Davide a Pas-Dammin, dove i Filistei s'erano raunati per combattere. V'era quivi un campo pieno d'orzo; e il popolo fuggiva dinanzi ai Filistei. 1 Cron. 11:13
- E quei tre s'aprirono un varco attraverso al campo filisteo, attinsero dell'acqua dal pozzo di Bethlehem, vicino alla porta; e, presala seco, la presentarono a Davide; il quale però non ne volle bere, ma la sparse davanti all'Eterno, 1 Cron. 11:18
- dicendo: `Mi guardi Iddio dal far tal cosa! Beverei io il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della loro vita? Perché l'han portata a rischio della loro vita'. E non la volle bere. Questo fecero quei tre prodi. 1 Cron. 11:19
- Abisai, fratello di Joab, fu il capo di altri tre. Egli impugnò la lancia contro trecento uomini, e li uccise; e fu famoso fra i tre. 1 Cron. 11:20
- Fu il più illustre dei tre della seconda serie, e fu fatto loro capo; nondimeno non giunse ad eguagliare i primi tre. 1 Cron. 11:21
- Fu il più illustre dei trenta; nondimeno non giunse ad eguagliare i primi tre. E Davide lo ammise nel suo consiglio. 1 Cron. 11:25
- Adina, figliuolo di Sciza, il Rubenita, capo dei Rubeniti, e altri trenta con lui. 1 Cron. 11:42
- Jediael, figliuolo di Scimri; Joha, suo fratello, il Titsita; 1 Cron. 11:45
- Eliel da Mahavim; Jeribai e Joshavia, figliuoli di Elnaam; Jthma, il Moabita; 1 Cron. 11:46
- Eliel, Obed e Jaasiel, il Metsobaita. 1 Cron. 11:47
- Il capo Ahiezer e Joas, figliuoli di Scemaa, da Ghibea; Jeziel e Pelet, figliuoli di Azmaveth; Beraca; Jehu da Anathoth; 1 Cron. 12:3
- Ezer era il capo; Obadia, il secondo; Eliab, il terzo; 1 Cron. 12:9
- Mishmanna, il quarto; Geremia, il quinto; 1 Cron. 12:10
- Attai, il sesto; Eliel, il settimo; 1 Cron. 12:11
- Johanan, l'ottavo; Elzabad, il nono; 1 Cron. 12:12
- Geremia, il decimo; Macbannai, l'undecimo. 1 Cron. 12:13
- Questi erano dei figliuoli di Gad, capi dell'esercito; il minimo tenea fronte a cento; il maggiore, a mille. 1 Cron. 12:14
- Questi son quelli che passarono il Giordano il primo mese quand'era straripato da per tutto, e misero in fuga tutti gli abitanti delle valli, a oriente e ad occidente. 1 Cron. 12:15
- Davide uscì loro incontro, e si rivolse a loro, dicendo: `Se venite da me con buon fine per soccorrermi, il mio cuore sarà unito col vostro; ma se venite per tradirmi e darmi nelle mani de' miei avversari, mentre io non commetto alcuna violenza, l'Iddio dei nostri padri lo vegga, e faccia egli giustizia!' 1 Cron. 12:17
- Allora lo spirito investì Amasai, capo dei trenta, che esclamò: `Noi siamo tuoi, o Davide; e siam con te, o figliuolo d'Isai! Pace, pace a te, e pace a quei che ti soccorrono, poiché il tuo Dio ti soccorre!' Allora Davide li accolse, e li fece capi delle sue schiere. 1 Cron. 12:18
- Questo è il numero degli uomini armati per la guerra, che si recarono da Davide a Hebron per trasferire a lui la potestà reale di Saul, secondo l'ordine dell'Eterno. 1 Cron. 12:23
- Di Zabulon, cinquantamila, atti a servire, forniti per il combattimento di tutte le armi da guerra, e pronti ad impegnar l'azione con cuore risoluto. 1 Cron. 12:33
- E di là dal Giordano, dei Rubeniti, dei Gaditi e della mezza metà tribù di Manasse, forniti per il combattimento di tutte le armi da guerra, centoventimila. 1 Cron. 12:37
- Tutti questi uomini, gente di guerra, pronti a ordinarsi in battaglia, giunsero a Hebron, con sincerità di cuore, per proclamare Davide re sopra tutto Israele; e anche tutto il rimanente d'Israele era unanime per fare re Davide. 1 Cron. 12:38
- poi disse a tutta la raunanza d'Israele: `Se vi par bene, e se l'Eterno, il nostro Dio, l'approva, mandiamo da per tutto a dire ai nostri fratelli che son rimasti in tutte le regioni d'Israele, e così pure ai sacerdoti ed ai Leviti nelle loro città e nei loro contadi, che si uniscano a noi; 1 Cron. 13:2
- E tutta la raunanza rispose che si facesse così, giacché la cosa parve buona agli occhi di tutto il popolo. 1 Cron. 13:4
- E Davide, con tutto Israele, salì verso Baala, cioè verso Kiriath-Jearim, che appartiene a Giuda, per trasferire di là l'arca di Dio, dinanzi alla quale è invocato il nome dell'Eterno, che siede sovr'essa fra i cherubini. 1 Cron. 13:6
- E posero l'arca di Dio sopra un carro nuovo, levandola dalla casa di Abinadab; e Uzza ed Ahio conducevano il carro. 1 Cron. 13:7
- I Filistei dunque salirono a Baal-Peratsim, dove Davide li sconfisse, e disse: `Iddio ha rotto i miei nemici per mano mia come quando le acque rompono le dighe'. Perciò fu dato a quel luogo il nome di Baal-Peratsim. 1 Cron. 14:11
- dei figliuoli di Kehath, Uriel, il capo, e i suoi fratelli: centoventi; 1 Cron. 15:5
- dei figliuoli di Merari, Asaia, il capo, e i suoi fratelli: duecentoventi; 1 Cron. 15:6
- dei figliuoli di Ghershom, Joel, il capo, e i suoi fratelli: centotrenta; 1 Cron. 15:7
- dei figliuoli di Elitsafan, Scemaia, il capo, e i suoi fratelli: duecento; 1 Cron. 15:8
- dei figliuoli di Hebron, Eliel, il capo, e i suoi fratelli: ottanta; 1 Cron. 15:9
- dei figliuoli di Uzziel, Amminadab, il capo, e i suoi fratelli: centododici. 1 Cron. 15:10
- Siccome voi non c'eravate la prima volta, l'Eterno, il nostro Dio, fece una breccia fra noi, perché non lo cercammo secondo le regole stabilite'. 1 Cron. 15:13
- Mattithia, Elifalehu, Mikneia, Obed-Edom, Jeiel ed Azazia sonavano con cetre all'ottava, per guidare il canto; 1 Cron. 15:21
- E come l'arca del patto dell'Eterno giunse alla città di Davide, Mical, figliuola di Saul, guardava dalla finestra: e vedendo il re Davide che danzava e saltava, lo sprezzò in cuor suo. 1 Cron. 15:29
- E quando Davide ebbe finito d'offrire gli olocausti e i sacrifizi di azioni di grazie, benedisse il popolo nel nome dell'Eterno; 1 Cron. 16:2
- Poi stabilì davanti all'arca dell'Eterno alcuni di fra i Leviti per fare il servizio, per ringraziare, lodare e celebrare l'Eterno, l'Iddio d'Israele. 1 Cron. 16:4
- Erano: Asaf, il capo; Zaccaria, il secondo dopo di lui; poi Jehiel, Scemiramoth, Jehiel, Mattithia, Eliab, Benaia, Obed-Edom e Jeiel. Essi sonavano saltèri e cetre, e Asaf sonava i cembali; 1 Cron. 16:5
- Celebrate l'Eterno, invocate il suo nome; fate conoscere le sue gesta fra i popoli. 1 Cron. 16:8
- Gloriatevi nel santo suo nome; si rallegri il cuore di quelli che cercano l'Eterno! 1 Cron. 16:10
- dicendo: `Io ti darò il paese di Canaan per vostra parte di eredità'. 1 Cron. 16:18
- tremate dinanzi a lui, o abitanti di tutta la terra! Il mondo è stabile e non sarà smosso. 1 Cron. 16:30
- Risuoni il mare e quel ch'esso contiene; festeggi la campagna e tutto quello ch'è in essa. 1 Cron. 16:32
- E dite: `Salvaci, o Dio della nostra salvezza! Raccoglici di fra le nazioni e liberaci, affinché celebriamo il tuo santo nome e mettiamo la nostra gloria nel lodarti'. 1 Cron. 16:35
- Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio d'Israele, d'eternità in eternità! E tutto il popolo disse: `Amen', e lodò l'Eterno. 1 Cron. 16:36
- Lasciò pure il sacerdote Tsadok e i sacerdoti suoi fratelli davanti al tabernacolo dell'Eterno, sull'alto luogo che era a Gabaon, 1 Cron. 16:39
- Tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua, e Davide se ne ritornò per benedire la propria casa. 1 Cron. 16:43
- Dovunque sono andato, or qua or là, in mezzo a tutto Israele, ho io mai fatto parola a qualcuno dei giudici d'Israele ai quali avevo comandato di pascere il mio popolo, dicendogli: Perché non mi edificate una casa di cedro? 1 Cron. 17:6
- Ora dunque parlerai così al mio servo Davide: Così dice l'Eterno degli eserciti: Io ti presi dall'ovile, di dietro alle pecore, perché tu fossi il principe d'Israele, mio popolo; 1 Cron. 17:7
- e sono stato teco dovunque sei andato, ho sterminato dinanzi a te tutti i tuoi nemici, e ho reso il tuo nome grande come quello dei grandi che son sulla terra; 1 Cron. 17:8
- Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu te n'andrai a raggiungere i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua progenie, uno de' tuoi figliuoli, e stabilirò saldamente il suo regno. 1 Cron. 17:11
- Egli mi edificherà una casa, ed io renderò stabile in perpetuo il suo trono. 1 Cron. 17:12
- Io lo renderò saldo per sempre nella mia casa e nel mio regno, e il suo trono sarà reso stabile in perpetuo'. 1 Cron. 17:14
- Allora il re Davide andò a presentarsi davanti all'Eterno, e disse; `Chi son io, o Eterno Iddio, e che è la mia casa, che tu m'abbia fatto arrivare fino a questo punto? 1 Cron. 17:16
- Che potrebbe Davide dirti di più riguardo all'onore ch'è fatto al tuo servo? Tu conosci il tuo servo. 1 Cron. 17:18
- O Eterno, per amor del tuo servo e seguendo il cuor tuo, hai compiuto tutte queste grandi cose per rivelargli tutte le tue maraviglie. 1 Cron. 17:19
- E qual popolo è come il tuo popolo d'Israele, l'unica nazione sulla terra che Dio sia venuto a redimere per formarne il suo popolo, per farti un nome e per compiere cose grandi e tremende, cacciando delle nazioni d'innanzi al tuo popolo che tu hai redento dall'Egitto? 1 Cron. 17:21
- Tu hai fatto del tuo popolo d'Israele il popolo tuo speciale in perpetuo; e tu, o Eterno, sei divenuto il suo Dio. 1 Cron. 17:22
- Sì, rimanga stabile, affinché il tuo nome sia magnificato in perpetuo, e si dica: L'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele, è veramente un Dio per Israele; e la casa del tuo servo Davide sia stabile dinanzi a te! 1 Cron. 17:24
- Poiché tu stesso, o mio Dio, hai rivelato al tuo servo di volergli fondare una casa. Perciò il tuo servo ha preso l'ardire di rivolgerti questa preghiera. 1 Cron. 17:25
- Davide sconfisse anche Hadarezer, re di Tsoba, verso Hamath, mentr'egli andava a stabilire il suo dominio sul fiume Eufrate. 1 Cron. 18:3
- Davide prese anche una grande quantità di rame a Tibhath e a Cun, città di Hadarezer. Salomone se ne servì per fare il mar di rame, le colonne e gli utensili di rame. 1 Cron. 18:8
- E il re Davide consacrò anche quelli all'Eterno, come avea già consacrato l'argento e l'oro che avea portato via a tutte le nazioni: agli Edomiti, ai Moabiti, agli Ammoniti, ai Filistei ed agli Amalekiti. 1 Cron. 18:11
- Davide regnò su tutto Israele, facendo ragione e amministrando la giustizia a tutto il suo popolo. 1 Cron. 18:14
- Or avvenne, dopo queste cose, che Nahash, re dei figliuoli di Ammon, morì, e il suo figliuolo regnò in luogo di lui. 1 Cron. 19:1
- i principi de' figliuoli di Ammon dissero ad Hanun: `Credi tu che Davide t'abbia mandato dei consolatori per onorar tuo padre? I suoi servi non son eglino piuttosto venuti per esplorare la città e distruggerla e per spiare il paese?' 1 Cron. 19:3
- Intanto vennero alcuni ad informar Davide del modo con cui quegli uomini erano stati trattati; e Davide mandò gente ad incontrarli, perch'essi erano oltremodo confusi. E il re fece dir loro: `Restate a Gerico finché vi sia ricresciuta la barba, poi tornerete'. 1 Cron. 19:5
- E presero al loro soldo trentaduemila carri e il re di Maaca col suo popolo, i quali vennero ad accamparsi dirimpetto a Medeba. E i figliuoli di Ammon si raunarono dalle loro città, per andare a combattere. 1 Cron. 19:7
- e mise il resto del popolo sotto gli ordini del suo fratello Abishai, che li dispose di fronte ai figliuoli di Ammon; 1 Cron. 19:11
- Abbi coraggio, e dimostriamoci forti per il nostro popolo e per le città del nostro Dio; e faccia l'Eterno quello che a lui piacerà'. 1 Cron. 19:13
- E la cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto Israele, passò il Giordano, marciò contro di loro e si dispose in ordine di battaglia contro ad essi. E come Davide si fu disposto in ordine di battaglia contro i Sirî, questi impegnarono l'azione con lui. 1 Cron. 19:17
- Or avvenne che l'anno seguente, nel tempo in cui i re sogliono andare alla guerra, Joab, alla testa di un poderoso esercito, andò a devastare il paese dei figliuoli di Ammon e ad assediare Rabba; ma Davide rimase a Gerusalemme. E Joab batté Rabba e la distrusse. 1 Cron. 20:1
- Fece uscire gli abitanti ch'erano nella città, e li fece a pezzi con delle seghe, degli érpici di ferro e delle scuri. Così fece Davide a tutte le città dei figliuoli di Ammon. Poi Davide se ne tornò a Gerusalemme con tutto il popolo. 1 Cron. 20:3
- Or Satana si levò contro Israele, e incitò Davide a fare il censimento d'Israele. 1 Cron. 21:1
- E Davide disse a Joab e ai capi del popolo: `Andate, fate il censimento degl'Israeliti da Beer-Sceba fino a Dan; e venite a riferirmene il risultato, perch'io ne sappia il numero'. 1 Cron. 21:2
- Joab rispose: `L'Eterno renda il suo popolo cento volte più numeroso di quello che è! Ma, o re, mio signore, non sono eglino tutti servi del mio signore? Perché il mio signore domanda egli questo? Perché render così Israele colpevole?' 1 Cron. 21:3
- Or Joab non avea fatto il censimento di Levi e di Beniamino come degli altri, perché l'ordine del re era per lui abominevole. 1 Cron. 21:6
- E l'Eterno parlò così a Gad, il veggente di Davide: 1 Cron. 21:9
- o tre anni di carestia, o tre mesi durante i quali i tuoi avversari facciano scempio di te e ti raggiunga la spada dei tuoi nemici, ovvero tre giorni di spada dell'Eterno, ossia di peste nel paese, durante i quali l'angelo dell'Eterno porterà la distruzione in tutto il territorio d'Israele. Or dunque vedi che cosa io debba rispondere a colui che mi ha mandato'. 1 Cron. 21:12
- E Dio mandò un angelo a Gerusalemme per distruggerla; e come questi si disponeva a distruggerla, l'Eterno gettò su di lei lo sguardo, si pentì della calamità che avea inflitta, e disse all'angelo distruttore: `Basta; ritieni ora la tua mano!' Or l'angelo dell'Eterno si trovava presso l'aia di Ornan, il Gebuseo. 1 Cron. 21:15
- E Davide disse a Dio: `Non sono io quegli che ordinai il censimento del popolo? Son io che ho peccato, e che ho agito con tanta malvagità; ma queste pecore che hanno fatto? Ti prego, o Eterno, o mio Dio, si volga la tua mano contro di me e contro la casa di mio padre, ma non contro il tuo popolo, per colpirlo col flagello!' 1 Cron. 21:17
- Allora l'angelo dell'Eterno ordinò a Gad di dire a Davide che salisse ad erigere un altare all'Eterno nell'aia di Ornan, il Gebuseo. 1 Cron. 21:18
- Ornan, voltandosi, vide l'angelo; e i suoi quattro figliuoli ch'eran con lui si nascosero. Ornan stava battendo il grano. 1 Cron. 21:20
- Allora Davide disse ad Ornan: `Dammi il sito di quest'aia, perch'io vi eriga un altare all'Eterno; dammelo per tutto il prezzo che vale, affinché la piaga cessi d'infierire sul popolo'. 1 Cron. 21:22
- Ornan disse a Davide: `Prenditelo; e il re, mio signore, faccia quello che par bene agli occhi suoi; guarda, io ti do i buoi per gli olocausti, le macchine da trebbiare per legna, e il grano per l'oblazione; tutto ti do'. 1 Cron. 21:23
- Ma il re Davide disse ad Ornan: `No, io comprerò da te queste cose per il loro intero prezzo; giacché io non prenderò per l'Eterno ciò ch'è tuo, né offrirò un olocausto che non mi costi nulla'. 1 Cron. 21:24
- E Davide diede ad Ornan come prezzo del luogo il peso di seicento sicli d'oro; 1 Cron. 21:25
- poi edificò quivi un altare all'Eterno, offrì olocausti e sacrifizi di azioni di grazie, e invocò l'Eterno, il quale gli rispose mediante il fuoco, che discese dal cielo sull'altare dell'olocausto. 1 Cron. 21:26
- In quel tempo Davide, vedendo che l'Eterno lo aveva esaudito nell'aia d'Ornan, il Gebuseo, vi offriva dei sacrifizi. 1 Cron. 21:28
- - Il tabernacolo dell'Eterno che Mosè avea costruito nel deserto e l'altare degli olocausti si trovavano allora sull'alto luogo di Gabaon. 1 Cron. 21:29
- Ma ecco, ti nascerà un figliuolo, che sarà uomo tranquillo, e io gli darò quiete, liberandolo da tutti i suoi nemici d'ogni intorno. Salomone sarà il suo nome; e io darò pace e tranquillità a Israele, durante la vita di lui. 1 Cron. 22:9
- Egli edificherà una casa al mio nome; ei mi sarà figliuolo, ed io gli sarò padre; e renderò stabile il trono del suo regno sopra Israele in perpetuo. - 1 Cron. 22:10
- `L'Eterno, l'Iddio vostro, non è egli con voi, e non v'ha egli dato quiete d'ogn'intorno? Infatti egli m'ha dato nelle mani gli abitanti del paese, e il paese è assoggettato all'Eterno ed al suo popolo. 1 Cron. 22:18
- Disponete dunque il vostro cuore e l'anima vostra a cercare l'Eterno, ch'è il vostro Dio; poi levatevi, e costruite il santuario dell'Eterno Iddio, per trasferire l'arca del patto dell'Eterno e gli utensili consacrati a Dio, nella casa che dev'essere edificata al nome dell'Eterno'. 1 Cron. 22:19
- Fu fatto un censimento dei Leviti dall'età di trent'anni in su; e, contati testa per testa, uomo per uomo, il loro numero risultò di trentottomila. 1 Cron. 23:3
- Figliuoli di Laedan: il capo Jehiel, Zetham, Joel; tre. - 1 Cron. 23:8
- Jahath era il capo; Zina, il secondo; Jeush e Beria non ebbero molti figliuoli, e, nel censimento, formarono una sola casa patriarcale. 1 Cron. 23:11
- Figliuoli di Ghershom: Scebuel, il capo. 1 Cron. 23:16
- E i figliuoli di Eliezer furono: Rehabia, il capo. Eliezer non ebbe altri figliuoli; ma i figliuoli di Rehabia furono numerosissimi. 1 Cron. 23:17
- - Figliuoli di Jtsehar: Scelomith, il capo. 1 Cron. 23:18
- - Figliuoli di Hebron: Jerija, il capo; Amaria, il secondo; Jahaziel, il terzo, e Jekameam, il quarto. 1 Cron. 23:19
- - Figliuoli d'Uzziel: Mica, il capo, e Jscia, il secondo. 1 Cron. 23:20
- Questi sono i figliuoli di Levi secondo le loro case patriarcali, i capi famiglia secondo il censimento, fatto contando i nomi, testa per testa. Essi erano addetti a fare il servizio della casa dell'Eterno, dall'età di vent'anni in su, 1 Cron. 23:24
- e anche i Leviti non avranno più bisogno di portare il tabernacolo e tutti gli utensili per il suo servizio'. 1 Cron. 23:26
- Fu secondo le ultime disposizioni di Davide che il censimento dei figliuoli di Levi si fece dai venti anni in su. 1 Cron. 23:27
- Posti presso i figliuoli d'Aaronne per il servizio della casa dell'Eterno, essi aveano l'incarico dei cortili, delle camere, della purificazione di tutte le cose sacre, dell'opera relativa al servizio della casa di Dio, 1 Cron. 23:28
- e per offrire del continuo davanti all'Eterno tutti gli olocausti, secondo il numero prescritto loro dalla legge, per i sabati, pei noviluni e per le feste solenni; 1 Cron. 23:31
- e doveano prender cura della tenda di convegno, del santuario, e stare agli ordini dei figliuoli d'Aaronne loro fratelli, per il servizio della casa dell'Eterno. 1 Cron. 23:32
- Nadab e Abihu morirono prima del loro padre, e non ebbero figliuoli; Eleazar e Ithamar esercitarono il sacerdozio. 1 Cron. 24:2
- Or Davide, con Tsadok de' figliuoli di Eleazar, e con Ahimelec de' figliuoli d'Ithamar, classificò i figliuoli d'Aaronne secondo il servizio che doveano fare. 1 Cron. 24:3
- Scemaia, figliuolo di Nathaneel, il segretario, ch'era della tribù di Levi, li iscrisse in presenza del re e dei principi, in presenza del sacerdote Tsadok, di Ahimelec, figliuolo di Ebiathar, e in presenza dei capi delle famiglie patriarcali dei sacerdoti e dei Leviti. Si tirò a sorte una casa patriarcale per Eleazar, e, proporzionalmente, per Ithamar. 1 Cron. 24:6
- Il primo, designato dalla sorte, fu Jehoiarib; il secondo, Jedaia; 1 Cron. 24:7
- il terzo, Harim; il quarto, Seorim; 1 Cron. 24:8
- il quinto, Malkija; 1 Cron. 24:9
- il sesto, Mijamin; il settimo, Hakkots; l'ottavo, Abija; 1 Cron. 24:10
- il nono, Jeshua; il decimo, Scecania; 1 Cron. 24:11
- l'undecimo, Eliascib; il dodicesimo, Jakim; 1 Cron. 24:12
- il tredicesimo, Huppa; il quattordicesimo, Jescebeab; 1 Cron. 24:13
- il quindicesimo, Bilga; il sedicesimo, Immer; 1 Cron. 24:14
- il diciassettesimo, Hezir; il diciottesimo, Happitsets; 1 Cron. 24:15
- il diciannovesimo, Pethahia; il ventesimo, Ezechiele; 1 Cron. 24:16
- il ventunesimo, Jakin; il ventiduesimo, Gamul; 1 Cron. 24:17
- il ventitreesimo, Delaia; il ventiquattresimo, Maazia. 1 Cron. 24:18
- Così furono classificati per il loro servizio, affinché entrassero nella casa dell'Eterno secondo la regola stabilita per loro da Aaronne loro padre, e che l'Eterno, l'Iddio d'Israele, gli aveva prescritta. 1 Cron. 24:19
- Di Rehabia, de' figliuoli di Rehabia: il capo Jscia. 1 Cron. 24:21
- Figliuoli di Hebron: Jerija, Amaria il secondo, Jahaziel il terzo, Jekameam il quarto. 1 Cron. 24:23
- vale a dire i figliuoli di Merari, per il tramite di Jaazia suo figliuolo: Shoham, Zaccur e Ibri. 1 Cron. 24:27
- Anch'essi, come i figliuoli d'Aaronne, loro fratelli, tirarono a sorte in presenza del re Davide, di Tsadok, di Ahimelec e dei capi delle famiglie patriarcali dei sacerdoti e dei Leviti. Ogni capo di famiglia patriarcale tirò a sorte, nello stesso modo che il fratello, più giovane di lui. 1 Cron. 24:31
- Poi Davide e i capi dell'esercito appartarono per il servizio quelli de' figliuoli di Asaf, di Heman e di Jeduthun che cantavano gl'inni sacri accompagnandosi con cetre, con saltèri e con cembali; e questo è il numero di quelli che furono incaricati di questo servizio. 1 Cron. 25:1
- Tutti questi erano sotto la direzione dei loro padri per il canto della casa dell'Eterno, ed aveano dei cembali, dei saltèri e delle cetre per il servizio della casa di Dio. Eran sotto la direzione del re, di Asaf, di Jeduthun e di Heman. 1 Cron. 25:6
- Il loro numero, compresi i loro fratelli istruiti nel canto in onore dell'Eterno, tutti quelli cioè ch'erano esperti in questo, ascendeva a dugentottantotto. 1 Cron. 25:7
- Tirarono a sorte il loro ordine di servizio, tanto i piccoli quanto i grandi, tanto i maestri quanto i discepoli. 1 Cron. 25:8
- Il primo designato dalla sorte per Asaf fu Josef; il secondo, Ghedalia, coi suoi fratelli e i suoi figliuoli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:9
- il terzo fu Zaccur, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:10
- il quarto fu Jtseri, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:11
- il quinto fu Nethania, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:12
- il sesto fu Bukkia, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:13
- il settimo fu Jesarela, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:14
- il nono fu Mattania, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:16
- il decimo fu Scimei, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:17
- il dodicesimo fu Hashabia, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:19
- il tredicesimo fu Shubael, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:20
- il quattordicesimo fu Mattithia, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:21
- il quindicesimo fu Jeremoth, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:22
- il sedicesimo fu Hanania, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:23
- il diciassettesimo fu Joshbekasha, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:24
- il diciottesimo fu Hanani, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:25
- il diciannovesimo fu Mallothi, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:26
- il ventesimo fu Eliatha, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:27
- il ventunesimo fu Hothir, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:28
- il ventiduesimo fu Ghiddalti, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:29
- il ventesimoterzo fu Mahazioth, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto; 1 Cron. 25:30
- il ventesimoquarto fu Romamti-Ezer, coi suoi figliuoli e i suoi fratelli, dodici in tutto. 1 Cron. 25:31
- Figliuoli di Mescelemia: Zaccaria, il primogenito, Jediael il secondo, Zebadia il terzo, Jathniel il quarto, 1 Cron. 26:2
- Elam il quinto, Johanan il sesto, Eliehoenai il settimo. 1 Cron. 26:3
- Figliuoli di Obed-Edom: Scemaia, il primogenito, Jehozabad il secondo, Joah il terzo, Sacar il quarto, Nethanel il quinto, 1 Cron. 26:4
- Ammiel il sesto, Issacar il settimo, Peullethai l'ottavo; poiché Dio l'aveva benedetto. 1 Cron. 26:5
- Tutti questi erano figliuoli di Obed-Edom; essi, i loro figliuoli e i loro fratelli erano uomini valenti e pieni di forza per il servizio: sessantadue di Obed-Edom. 1 Cron. 26:8
- Hosa, de' figliuoli di Merari, ebbe per figliuoli: Scimri il capo - che il padre avea fatto capo, quantunque non fosse il primogenito - 1 Cron. 26:10
- Hilkia il secondo, Tebalia il terzo, Zaccaria il quarto. Tutti i figliuoli e i fratelli di Hosa erano in numero di tredici. 1 Cron. 26:11
- Per il lato d'oriente la sorte designò Scelemia. Si tirò poi a sorte per Zaccaria, suo figliuolo, ch'era un consigliere di senno; e la sorte designò lui per il lato di settentrione. 1 Cron. 26:14
- Per il lato di mezzogiorno, la sorte designò Obed-Edom; e per i magazzini designò i suoi figliuoli. 1 Cron. 26:15
- Per il lato d'occidente, con la porta Shalleketh, sulla via che sale, la sorte designò Shuppim e Hosa: erano due posti di guardia, uno dirimpetto all'altro. 1 Cron. 26:16
- al recinto del tempio, a occidente, ve n'erano addetti quattro per la strada, due per il recinto. 1 Cron. 26:18
- I figliuoli di Laedan, i figliuoli dei Ghershoniti discesi da Laedan, i capi delle case patriarcali di Laedan il Ghershonita, cioè Jehieli; 1 Cron. 26:21
- Tra i suoi fratelli per il tramite di Eliezer, che ebbe per figliuolo Rehabia, ch'ebbe per figliuolo Isaia, ch'ebbe per figliuolo Joram, ch'ebbe per figliuolo Zicri, ch'ebbe per figliuolo Scelomith, 1 Cron. 26:25
- questo Scelomith e i suoi fratelli erano preposti a tutti i tesori delle cose sacre, che il re Davide, i capi delle case patriarcali, i capi di migliaia e di centinaia e i capi dell'esercito aveano consacrate 1 Cron. 26:26
- (prelevandole dal bottino di guerra per il mantenimento della casa dell'Eterno), 1 Cron. 26:27
- e a tutto quello ch'era stato consacrato da Samuele, il veggente, da Saul, figliuolo di Kis, da Abner, figliuolo di Ner, e da Joab, figliuolo di Tseruia. Chiunque consacrava qualcosa l'affidava alle mani di Scelomith e de' suoi fratelli. 1 Cron. 26:28
- Fra gli Hebroniti, Hashabia e i suoi fratelli, uomini valorosi, in numero di millesettecento furono preposti alla sorveglianza d'Israele, di qua dal Giordano, a occidente, per tutti gli affari che concernevano l'Eterno, e per il servizio del re. 1 Cron. 26:30
- v'erano il capo Ieria e i suoi fratelli, uomini valorosi, in numero di duemila settecento capi di case patriarcali; e il re Davide affidò loro la sorveglianza dei Rubeniti, dei Gaditi, della mezza tribù di Manasse, per tutte le cose concernenti Dio e per tutti gli affari del re. 1 Cron. 26:32
- Ora ecco i figliuoli d'Israele, secondo il loro numero, i capi di famiglie patriarcali, i capi di migliaia e di centinaia e i loro ufficiali al servizio del re per tutto quello che concerneva le divisioni che entravano e uscivano di servizio, mese per mese, tutti i mesi dell'anno, ogni divisione essendo di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:1
- A capo della prima divisione per il primo mese, stava Jashobeam, figliuolo di Zabdiel, e la sua divisione era di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:2
- Egli era dei figliuoli di Perets, e capo di tutti gli ufficiali dell'esercito, per il primo mese. 1 Cron. 27:3
- Il capo della terza divisione per il terzo mese era Benaia, figliuolo del sacerdote Jehoiada; era capo, e la sua divisione noverava ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:5
- Il quarto, per il quarto mese, era Asahel, fratello di Joab; e, dopo di lui, Zebadia, suo figliuolo; aveva una divisione di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:7
- Il quinto, per il quinto mese, era il capo Shamehuth, lo Jzrahita, e aveva una divisione di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:8
- Il sesto, per il sesto mese, era Ira, figliuolo di Ikkesh, il Tekoita, e aveva una divisione di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:9
- Il settimo, per il settimo mese, era Helets, il Pelonita, dei figliuoli d'Efraim, e aveva una divisione di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:10
- Il nono, per il nono mese, era Abiezer da Anatoth, dei Beniaminiti, e aveva una divisione di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:12
- Il decimo, per il decimo mese, era Mahrai da Netofa, della famiglia degli Zerahiti, e aveva una divisione di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:13
- Il dodicesimo, per il dodicesimo mese, era Heldai da Netofa, della famiglia di Othniel, e aveva una divisione di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:15
- Davide non fece il censimento di quei d'Israele ch'erano in età di vent'anni in giù, perché l'Eterno avea detto di moltiplicare Israele come le stelle del cielo. 1 Cron. 27:23
- Joab, figliuolo di Tseruia, avea cominciato il censimento, ma non lo finì; e l'ira dell'Eterno piombò sopra Israele a motivo di questo censimento, che non fu iscritto fra gli altri nelle Cronache del re Davide. 1 Cron. 27:24
- dopo Ahitofel furono consiglieri Jehoiada, figliuolo di Benaia, e Abiathar; il capo dell'esercito del re era Joab. 1 Cron. 27:34
- e fra tutti i miei figliuoli - giacché l'Eterno mi ha dati molti figliuoli - egli ha scelto il figliuol mio Salomone, perché segga sul trono dell'Eterno, che regna sopra Israele. 1 Cron. 28:5
- E stabilirò saldamente il suo regno in perpetuo, s'egli sarà perseverante nella pratica de' miei comandamenti e de' miei precetti, com'è oggi. - 1 Cron. 28:7
- Or dunque, in presenza di tutto Israele, dell'assemblea dell'Eterno, e dinanzi al nostro Dio che ci ascolta, io v'esorto ad osservare e a prendere a cuore tutti i comandamenti dell'Eterno, ch'è il vostro Dio, affinché possiate rimanere in possesso di questo buon paese, e lasciarlo in eredità ai vostri figliuoli, dopo di voi, in perpetuo. 1 Cron. 28:8
- Allora Davide diede a Salomone suo figliuolo il piano del portico del tempio e degli edifizi, delle stanze dei tesori, delle stanze superiori, delle camere interne e del luogo per il propiziatorio, 1 Cron. 28:11
- e il piano di tutto quello che aveva in mente relativamente ai cortili della casa dell'Eterno, a tutte le camere all'intorno, ai tesori della casa di Dio, ai tesori delle cose consacrate, 1 Cron. 28:12
- alle classi dei sacerdoti e dei Leviti, a tutto quello che concerneva il servizio della casa dell'Eterno, e a tutti gli utensili che dovean servire alla casa dell'Eterno. 1 Cron. 28:13
- Gli diede il modello degli utensili d'oro, col relativo peso d'oro per tutti gli utensili d'ogni specie di servizi, e il modello di tutti gli utensili d'argento, col relativo peso d'argento per tutti gli utensili d'ogni specie di servizi. 1 Cron. 28:14
- e l'indicazione del peso necessario d'oro purificato per l'altare dei profumi, e il modello del carro ossia dei cherubini d'oro che stendevano le ali e coprivano l'arca del patto dell'Eterno. 1 Cron. 28:18
- `Tutto questo', disse Davide, `tutto il piano da eseguire, te lo do per iscritto, giacché la mano dell'Eterno, che è stata sopra me m'ha dato l'intelligenza necessaria'. 1 Cron. 28:19
- Davide disse ancora a Salomone, suo figliuolo: `Sii forte, fatti animo, e mettiti all'opra; non temere, non ti sgomentare; poiché l'Eterno Iddio, il mio Dio, sarà teco; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà fino a tanto che tutta l'opera per il servizio della casa dell'Eterno sia compiuta. 1 Cron. 28:20
- Ed ecco le classi dei sacerdoti e dei Leviti per tutto il servizio della casa di Dio; e tu hai presso di te, per ogni lavoro, ogni sorta di uomini di buona volontà e abili in ogni specie di servizio; e i capi e tutto il popolo sono pronti ad eseguire tutti i tuoi comandi'. 1 Cron. 28:21
- Poi il re Davide disse a tutta la raunanza: `Salomone, mio figliuolo, il solo che Dio abbia scelto, è ancora giovine e in tenera età, e l'opera è grande; poiché questo palazzo non è destinato a un uomo, ma a Dio, all'Eterno. 1 Cron. 29:1
- e diedero per il servizio della casa di Dio cinquemila talenti d'oro, diecimila dariche, diecimila talenti d'argento, diciottomila talenti di rame, e centomila talenti di ferro. 1 Cron. 29:7
- Quelli che possedevano delle pietre preziose, le consegnarono a Jehiel, il Ghershonita, perché fossero riposte nel tesoro della casa dell'Eterno. 1 Cron. 29:8
- Il popolo si rallegrò di quelle loro offerte volontarie, perché avean fatte quelle offerte all'Eterno con tutto il cuore; e anche il re Davide se ne rallegrò grandemente. 1 Cron. 29:9
- A te, o Eterno, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, o Eterno, il regno; a te, che t'innalzi come sovrano al disopra di tutte le cose! 1 Cron. 29:11
- Da te vengono la ricchezza e la gloria; tu signoreggi su tutto; in tua mano sono la forza e la potenza, e sta in tuo potere il far grande e il render forte ogni cosa. 1 Cron. 29:12
- Or dunque, o Dio nostro, noi ti rendiamo grazie, e celebriamo il tuo nome glorioso. 1 Cron. 29:13
- Poiché chi son io, e chi è il mio popolo, che siamo in grado di offrirti volenterosamente cotanto? Giacché tutto viene da te; e noi t'abbiam dato quello che dalla tua mano abbiam ricevuto. 1 Cron. 29:14
- Io so, o mio Dio, che tu scruti il cuore, e ti compiaci della rettitudine; perciò, nella rettitudine del cuor mio, t'ho fatte tutte queste offerte volontarie, e ho veduto ora con gioia il tuo popolo che si trova qui, farti volenterosamente le offerte sue. 1 Cron. 29:17
- O Eterno, o Dio d'Abrahamo, d'Isacco e d'Israele nostri padri, mantieni in perpetuo nel cuore del tuo popolo queste disposizioni, questi pensieri, e rendi saldo il suo cuore in te; 1 Cron. 29:18
- e da' a Salomone, mio figliuolo, un cuore integro, affinch'egli osservi i tuoi comandamenti, i tuoi precetti e le tue leggi, affinché eseguisca tutti questi miei piani, e costruisca il palazzo, per il quale ho fatto i preparativi'. 1 Cron. 29:19
- Poi Davide disse a tutta la raunanza: `Or benedite l'Eterno, il vostro Dio'. E tutta la raunanza benedì l'Eterno, l'Iddio de' loro padri; e s'inchinarono, e si prostrarono dinanzi all'Eterno e dinanzi al re. 1 Cron. 29:20
- E il giorno seguente immolarono delle vittime in onore dell'Eterno, e gli offrirono degli olocausti: mille giovenchi, mille montoni, mille agnelli, con le relative libazioni, e altri sacrifizi in gran numero, per tutto Israele. 1 Cron. 29:21
- Il tempo che regnò sopra Israele fu quarant'anni: a Hebron regnò sette anni; e a Gerusalemme, trentatre. 1 Cron. 29:27
- le prime e le ultime, sono scritte nel libro di Samuele, il veggente, nel libro di Nathan, il profeta, e nel libro di Gad, il veggente, 1 Cron. 29:29
- Salomone, figliuolo di Davide, si stabilì saldamente nel suo regno; l'Eterno, il suo Dio, fu con lui e lo elevò a somma grandezza. 2 Cron. 1:1
- E Dio disse a Salomone: `Giacché questo è ciò che hai nel cuore, e non hai chiesto ricchezze, né beni, né gloria, né la morte de' tuoi nemici, e nemmeno una lunga vita, ma hai chiesto per te saviezza e intelligenza per poter amministrare la giustizia per il mio popolo del quale io t'ho fatto re, 2 Cron. 1:11
- Salomone radunò carri e cavalieri, ed ebbe millequattrocento carri e dodicimila cavalieri, che stanziò nelle città dove teneva i carri, e presso il re a Gerusalemme. 2 Cron. 1:14
- E il re fece sì che l'argento e l'oro erano a Gerusalemme così comuni come le pietre, e i cedri tanto abbondanti quanto i sicomori della pianura. 2 Cron. 1:15
- e facevano uscire dall'Egitto e giungere a destinazione un equipaggio per il costo di seicento sicli d'argento; un cavallo per il costo di centocinquanta. Nello stesso modo, per mezzo di que' mercanti, se ne facean venire per tutti i re degli Hittei e per i re della Siria. 2 Cron. 1:17
- Salomone decise di costruire una casa per il nome dell'Eterno, e una casa reale per sé. 2 Cron. 2:1
- Ecco, io sto per edificare una casa per il nome dell'Eterno, dell'Iddio mio, per consacrargliela, per bruciare dinanzi a lui il profumo fragrante, per esporvi permanentemente i pani della presentazione, e per offrirvi gli olocausti del mattino e della sera, dei sabati, dei novilunî, e delle feste dell'Eterno, dell'Iddio nostro. Questa è una legge perpetua per Israele. 2 Cron. 2:4
- Mandami dunque un uomo abile a lavorare l'oro, l'argento, il rame, il ferro, la porpora, lo scarlatto, il violaceo, che sappia fare ogni sorta di lavori d'intagli, collaborando con gli artisti che sono presso di me in Giuda e a Gerusalemme, e che Davide mio padre aveva approntati. 2 Cron. 2:7
- Mandami anche dal Libano del legname di cedro, di cipresso e di sandalo; perché io so che i tuoi servi sono abili nel tagliare il legname del Libano; ed ecco, i miei servi saranno coi servi tuoi, 2 Cron. 2:8
- E ai tuoi servi che abbatteranno e taglieranno il legname io darò ventimila cori di grano battuto, ventimila cori d'orzo, ventimila bati di vino e ventimila bati d'olio. 2 Cron. 2:10
- E Huram, re di Tiro, rispose così in una lettera, che mandò a Salomone: `L'Eterno, perché ama il suo popolo, ti ha costituito re su di esso'. 2 Cron. 2:11
- Huram aggiunse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio d'Israele, che ha fatto i cieli e la terra, perché ha dato al re Davide un figliuolo savio, pieno di senno e d'intelligenza, il quale edificherà una casa per l'Eterno, e una casa reale per sé! 2 Cron. 2:12
- figliuolo d'una donna della tribù di Dan e di padre Tiro, il quale è abile a lavorare l'oro, l'argento, il rame, il ferro, la pietra, il legno, la porpora, il violaceo, il bisso, lo scarlatto, e sa pur fare ogni sorta di lavori d'intaglio, ed eseguire qualsivoglia lavoro d'arte gli si affidi. Egli collaborerà coi tuoi artisti e con gli artisti del mio signore Davide, tuo padre. 2 Cron. 2:14
- Ora dunque mandi il mio signore ai suoi servi il grano, l'orzo, l'olio ed il vino, di cui egli ha parlato; 2 Cron. 2:15
- Salomone fece fare il conto di tutti gli stranieri che si trovavano nel paese d'Israele, e dei quali già Davide suo padre avea fatto il censimento; e se ne trovò centocinquantatremila seicento; 2 Cron. 2:17
- e ne prese settantamila per portar pesi, ottantamila per tagliar pietre nella montagna, e tremila seicento per sorvegliare e far lavorare il popolo. 2 Cron. 2:18
- Salomone cominciò a costruire la casa dell'Eterno a Gerusalemme, sul monte Moriah, dove l'Eterno era apparso a Davide suo padre, nel luogo che Davide aveva preparato, nell'aia di Ornan, il Gebuseo. 2 Cron. 3:1
- Egli cominciò la costruzione il secondo giorno del secondo mese del quarto anno del suo regno. 2 Cron. 3:2
- Il portico, sul davanti della casa, avea venti cubiti di lunghezza, rispondenti alla larghezza della casa, e centoventi d'altezza. Salomone ricoprì d'oro finissimo l'interno della casa. 2 Cron. 3:4
- E costruì il luogo santissimo. Esso avea venti cubiti di lunghezza, corrispondenti alla larghezza della casa, e venti cubiti di larghezza. Lo ricoprì d'oro finissimo, del valore di seicento talenti; 2 Cron. 3:8
- e il peso dell'oro per i chiodi ascendeva a cinquanta sicli. Rivestì anche d'oro le camere superiori. 2 Cron. 3:9
- E fece il velo di filo violaceo, porporino, scarlatto e di bisso, e vi fece ricamare dei cherubini. 2 Cron. 3:14
- Fece pure davanti alla casa due colonne di trentacinque cubiti d'altezza; e il capitello, in cima a ciascuna, era di cinque cubiti. 2 Cron. 3:15
- Fece pure il mare di getto, che avea dieci cubiti da un orlo all'altro; era di forma perfettamente rotonda, avea cinque cubiti d'altezza, e una corda di trenta cubiti ne misurava la circonferenza. 2 Cron. 4:2
- Sotto all'orlo lo circondavano delle figure di buoi, dieci per cubito, facendo tutto il giro del mare; erano disposti in due ordini ed erano stati fusi insieme col mare. 2 Cron. 4:3
- Questo posava su dodici buoi, dei quali tre guardavano a settentrione, tre a occidente, tre a mezzogiorno, e tre ad oriente; il mare stava su di essi, e le parti posteriori de' buoi erano vòlte verso il di dentro. 2 Cron. 4:4
- Esso aveva lo spessore d'un palmo; il suo orlo, fatto come l'orlo d'una coppa, avea la forma d'un fior di giglio; il mare poteva contenere tremila bati. 2 Cron. 4:5
- Fece pure dieci conche, e ne pose cinque a destra e cinque a sinistra, perché servissero alle purificazioni; vi si lavava ciò che serviva agli olocausti. Il mare era destinato alle abluzioni dei sacerdoti. 2 Cron. 4:6
- Fece pure il cortile dei sacerdoti, e il gran cortile con le sue porte, delle quali ricoprì di rame i battenti. 2 Cron. 4:9
- E pose il mare al lato destro della casa, verso sud-est. 2 Cron. 4:10
- Huram fece pure i vasi per le ceneri, le palette ed i bacini. Così Huram compì l'opera che avea fatta per il re Salomone nella casa di Dio: 2 Cron. 4:11
- il mare, ch'era unico, e i dodici buoi sotto il mare, 2 Cron. 4:15
- e i vasi per le ceneri, le palette, i forchettoni e tutti gli utensili accessori. Maestro Huram li fece per il re Salomone, per la casa dell'Eterno, di rame tirato a pulimento. 2 Cron. 4:16
- Il re li fece fondere nella pianura del Giordano, in un suolo argilloso, fra Succoth e Tsereda. 2 Cron. 4:17
- Salomone fece tutti questi utensili in così gran quantità, che non se ne riscontrò il peso del rame. 2 Cron. 4:18
- Tutti gli uomini d'Israele si radunarono presso il re per la festa che cadeva il settimo mese. 2 Cron. 5:3
- e portarono su l'arca, la tenda di convegno, e tutti gli utensili sacri che erano nella tenda. I sacerdoti ed i Leviti eseguirono il trasporto. 2 Cron. 5:5
- Il re Salomone e tutta la raunanza d'Israele convocata presso di lui, si raccolsero davanti all'arca, e immolarono pecore e buoi in tal quantità da non potersi contare né calcolare. 2 Cron. 5:6
- poiché i cherubini aveano le ali spiegate sopra il sito dell'arca, e coprivano dall'alto l'arca e le sue stanghe. 2 Cron. 5:8
- Poi il re voltò la faccia, e benedisse tutta la raunanza d'Israele; e tutta la raunanza d'Israele stava in piedi. 2 Cron. 6:3
- E disse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio d'Israele, il quale di sua propria bocca parlò a Davide mio padre, e con la sua potenza ha adempito quel che avea dichiarato dicendo: 2 Cron. 6:4
- - Dal giorno che trassi il mio popolo d'Israele dal paese d'Egitto, io non scelsi alcuna città, fra tutte le tribù d'Israele, per edificarvi una casa, ove il mio nome dimorasse; e non scelsi alcun uomo perché fosse principe del mio popolo d'Israele; 2 Cron. 6:5
- ma ho scelto Gerusalemme perché il mio nome vi dimori, e ho scelto Davide per regnare sul mio popolo d'Israele. - 2 Cron. 6:6
- però, non sarai tu che edificherai la casa; ma il tuo figliuolo che uscirà dalle tue viscere, sarà quegli che costruirà la casa al mio nome. - 2 Cron. 6:9
- E quivi ho posto l'arca nella quale è il patto dell'Eterno: il patto ch'egli fermò coi figliuoli d'Israele'. 2 Cron. 6:11
- Egli, infatti, avea fatto costruire una tribuna di rame, lunga cinque cubiti, larga cinque cubiti e alta tre cubiti, e l'avea posta in mezzo al cortile; egli vi salì, si mise in ginocchio in presenza di tutta la raunanza d'Israele, stese le mani verso il cielo, e disse: 2 Cron. 6:13
- `O Eterno, Dio d'Israele! Non v'è Dio che sia simile a te, né in cielo né in terra! Tu mantieni il patto e la misericordia verso i tuoi servi che camminano in tua presenza con tutto il cuor loro. 2 Cron. 6:14
- Nondimeno, o Eterno, Dio mio, abbi riguardo alla preghiera del tuo servo e alla sua supplicazione, ascoltando il grido e la preghiera che il tuo servo ti rivolge. 2 Cron. 6:19
- Siano gli occhi tuoi giorno e notte aperti su questa casa, sul luogo nel quale dicesti di voler mettere il tuo nome! Ascolta la preghiera che il tuo servo farà, rivòlto a questo luogo! 2 Cron. 6:20
- Quand'uno avrà peccato contro il suo prossimo e si esigerà da lui il giuramento per costringerlo a giurare, se quegli viene a giurare davanti al tuo altare in questa casa, 2 Cron. 6:22
- tu ascoltalo dal cielo, agisci e giudica i tuoi servi; condanna il colpevole, facendo ricadere sul suo capo i suoi atti, e dichiara giusto l'innocente, trattandolo secondo la sua giustizia. 2 Cron. 6:23
- Quando il tuo popolo Israele sarà sconfitto dal nemico per aver peccato contro di te, se torna a te, se dà gloria al tuo nome e ti rivolge preghiere e supplicazioni in questa casa, tu esaudiscilo dal cielo, 2 Cron. 6:24
- perdona al tuo popolo d'Israele il suo peccato, e riconducilo nel paese che desti a lui ed ai suoi padri. 2 Cron. 6:25
- Quando il cielo sarà chiuso e non vi sarà più pioggia a motivo dei loro peccati contro di te, se essi pregano rivòlti a questo luogo, se dànno gloria al tuo nome e si convertono dai loro peccati perché li avrai afflitti, 2 Cron. 6:26
- tu esaudiscili dal cielo, perdona il loro peccato ai tuoi servi ed al tuo popolo d'Israele, ai quali avrai mostrato la buona strada per cui debbon camminare; e manda la pioggia sulla terra, che hai data come eredità al tuo popolo. 2 Cron. 6:27
- Quando il paese sarà invaso dalla carestia o dalla peste, dalla ruggine o dal carbone, dalle locuste o dai bruci, quando il nemico assedierà il tuo popolo nel suo paese, nelle sue città, quando scoppierà qualsivoglia flagello o epidemia, ogni preghiera, 2 Cron. 6:28
- ogni supplicazione che ti sarà rivolta da un individuo o dall'intero tuo popolo d'Israele, allorché ciascuno avrà riconosciuta la sua piaga e il suo dolore e stenderà le sue mani verso questa casa, 2 Cron. 6:29
- tu esaudiscila dal cielo, dal luogo della tua dimora, e perdona; rendi a ciascuno secondo le sue vie, tu che conosci il cuore d'ognuno; - poiché tu solo conosci il cuore dei figliuoli degli uomini; - 2 Cron. 6:30
- affinché essi ti temano e camminino nelle tue vie tutto il tempo che vivranno nel paese che tu desti ai padri nostri! 2 Cron. 6:31
- tu esaudiscilo dal cielo, dal luogo della tua dimora, e concedi a questo straniero tutto quello che ti domanderà, affinché tutti i popoli della terra conoscano il tuo nome per temerti, come fa il tuo popolo d'Israele, e sappiano che il tuo nome è invocato su questa casa che io ho costruita! 2 Cron. 6:33
- Quando il tuo popolo partirà per muover guerra al suo nemico seguendo la via per la quale tu l'avrai mandato, se t'innalza preghiere rivòlto alla città che tu hai scelta, e alla casa che io ho costruita al tuo nome, 2 Cron. 6:34
- se tornano a te con tutto il loro cuore e con tutta l'anima loro nel paese del loro servaggio dove sono stati menati schiavi, e ti pregano, rivòlti al loro paese, il paese che tu desti ai loro padri, alla città che tu hai scelta, e alla casa che io ho costruita al tuo nome, 2 Cron. 6:38
- Quando Salomone ebbe finito di pregare, il fuoco scese dal cielo, consumò l'olocausto e i sacrifizi, e la gloria dell'Eterno riempì la casa; 2 Cron. 7:1
- Tutti i figliuoli d'Israele videro scendere il fuoco e la gloria dell'Eterno sulla casa, e si chinarono con la faccia a terra, si prostrarono sul pavimento, e lodarono l'Eterno, dicendo: `Celebrate l'Eterno, perch'egli è buono, perché la sua benignità dura in perpetuo'. 2 Cron. 7:3
- Poi il re e tutto il popolo offrirono dei sacrifizi davanti all'Eterno. 2 Cron. 7:4
- Il re Salomone offrì in sacrifizio ventiduemila buoi e centoventimila pecore. Così il re e tutto il popolo dedicarono la casa di Dio. 2 Cron. 7:5
- I sacerdoti stavano in piè, intenti ai loro ufficî; così pure i Leviti, con gli strumenti musicali consacrati all'Eterno, che il re Davide avea fatti per lodare l'Eterno, la cui `benignità dura in perpetuo', quando anche Davide celebrava con essi l'Eterno; e i sacerdoti sonavano la tromba dirimpetto ai Leviti, e tutto Israele stava in piedi. 2 Cron. 7:6
- E in quel tempo Salomone celebrò la festa per sette giorni, e tutto Israele con lui. Ci fu una grandissima raunanza di gente, venuta da tutto il paese: dai dintorni di Hamath fino al torrente d'Egitto. 2 Cron. 7:8
- Il ventitreesimo giorno del settimo mese Salomone rimandò alle sue tende il popolo allegro e col cuor contento per il bene che l'Eterno avea fatto a Davide, a Salomone e ad Israele, suo popolo. 2 Cron. 7:10
- Quand'io chiuderò il cielo in guisa che non vi sarà più pioggia, quand'ordinerò alle locuste di divorare il paese, quando manderò la peste fra il mio popolo, 2 Cron. 7:13
- se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvage, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese. 2 Cron. 7:14
- poiché ora ho scelta e santificata questa casa, affinché il mio nome vi rimanga in perpetuo, e gli occhi miei ed il mio cuore saran quivi sempre. 2 Cron. 7:16
- io stabilirò il trono del tuo regno, come promisi a Davide tuo padre, dicendo: - Non ti mancherà mai qualcuno che regni sopra Israele. 2 Cron. 7:18
- riedificò Baalath e tutte le città di rifornimento che appartenevano al re, tutte le città per i suoi carri, le città per i suoi cavalieri, insomma tutto quello che gli piacque di costruire a Gerusalemme, al Libano e in tutto il paese del suo dominio. 2 Cron. 8:6
- E stabilì nelle loro funzioni, come le avea regolate Davide suo padre, le classi dei sacerdoti, i Leviti nella loro incombenza di celebrare l'Eterno e fare il servizio in presenza de' sacerdoti giorno per giorno, e i portinai, a ciascuna porta, secondo le loro classi; poiché così aveva ordinato Davide, l'uomo di Dio. 2 Cron. 8:14
- E non si deviò in nulla dagli ordini che il re avea dato circa i sacerdoti e i Leviti, come pure relativamente ai tesori. 2 Cron. 8:15
- Così fu condotta tutta l'opera di Salomone dal giorno in cui fu fondata la casa dell'Eterno, fino a quando fu terminata. La casa dell'Eterno ebbe il suo perfetto compimento. 2 Cron. 8:16
- E Huram, per mezzo della sua gente, gli mandò delle navi e degli uomini che conoscevano il mare; i quali andaron con la gente di Salomone ad Ofir, vi presero quattrocentocinquanta talenti d'oro, e li portarono al re Salomone. 2 Cron. 8:18
- Salomone rispose a tutte le questioni propostegli da lei, e non ci fu cosa che fosse oscura per il re, e ch'ei non sapesse spiegare. 2 Cron. 9:2
- Sia benedetto l'Eterno, il tuo Dio, il quale t'ha gradito, mettendoti sul suo trono, onde tu regni per l'Eterno, per il tuo Dio! Iddio ti ha stabilito re per far ragione e giustizia, perch'egli ama Israele e vuol conservarlo in perpetuo'. 2 Cron. 9:8
- e di questo legno di sandalo il re fece delle scale per la casa dell'Eterno e per la casa reale, delle cetre e de' saltèri per i cantori. Del legno come questo non se n'era mai visto prima nel paese di Giuda). 2 Cron. 9:11
- Il re Salomone diede alla regina di Sceba tutto quello ch'essa bramò e chiese, oltre all'equivalente di quello ch'essa avea portato al re. Poi ella si rimise in cammino, e coi suoi servi se ne tornò al suo paese. 2 Cron. 9:12
- Or il peso dell'oro che giungeva ogni anno a Salomone, era di seicento sessantasei talenti, 2 Cron. 9:13
- E il re Salomone fece fare duecento scudi grandi d'oro battuto, per ognuno dei quali impiegò seicento sicli d'oro battuto, 2 Cron. 9:15
- e trecento altri scudi d'oro battuto, per ognuno dei quali impiegò trecento sicli d'oro; e il re li mise nella casa della `Foresta del Libano'. 2 Cron. 9:16
- Il re fece pure un gran trono d'avorio, che rivestì d'oro puro. 2 Cron. 9:17
- E tutte le coppe del re Salomone erano d'oro, e tutto il vasellame della casa della `Foresta del Libano' era d'oro puro; dell'argento non si faceva alcun conto al tempo di Salomone. 2 Cron. 9:20
- Poiché il re aveva delle navi che andavano a Tarsis con la gente di Huram; e una volta ogni tre anni venivano le navi da Tarsis, recando oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 2 Cron. 9:21
- Così il re Salomone fu il più grande di tutti i re della terra per ricchezze e per sapienza. 2 Cron. 9:22
- E ognun d'essi gli portava il suo dono: vasi d'argento, vasi d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli, muli; e questo avveniva ogni anno. 2 Cron. 9:24
- E il re fece sì che l'argento era in Gerusalemme così comune come le pietre, e i cedri tanto abbondanti quanto i sicomori della pianura. 2 Cron. 9:27
- Or il rimanente delle azioni di Salomone, le prime e le ultime, sono scritte nel libro di Nathan, il profeta, nella profezia di Ahija di Scilo, e nelle visioni di Jeddo il veggente, relative a Geroboamo, figliuolo di Nebat. 2 Cron. 9:29
- `Tuo padre ha reso duro il nostro giogo; ora rendi tu più lieve la dura servitù e il giogo pesante che tuo padre ci ha imposti, e noi ti serviremo'. Ed egli rispose loro: 2 Cron. 10:4
- `Tornate da me fra tre giorni'. E il popolo se ne andò. 2 Cron. 10:5
- Il re Roboamo si consigliò coi vecchi ch'erano stati al servizio del re Salomone suo padre mentre era vivo, e disse: `Che mi consigliate voi di rispondere a questo popolo? 2 Cron. 10:6
- Ma Roboamo abbandonò il consiglio datogli dai vecchi, e si consigliò coi giovani ch'eran cresciuti con lui ed erano stati al suo servizio, 2 Cron. 10:8
- e disse loro: `Come consigliate voi che rispondiamo a questo popolo che m'ha parlato dicendo: - Allevia il giogo che tuo padre ci ha imposto?' - 2 Cron. 10:9
- E i giovani ch'eran cresciuti con lui, gli parlarono così: `Ecco quel che dirai a questo popolo che s'è rivolto a te dicendo: - Tuo padre ha reso pesante il nostro giogo, e tu ce lo allevia! - Gli risponderai così: - Il mio dito mignolo è più grosso del corpo di mio padre; 2 Cron. 10:10
- Tre giorni dopo, Geroboamo e tutto il popolo vennero da Roboamo, come aveva ordinato il re dicendo: `Tornate da me fra tre giorni'. 2 Cron. 10:12
- E il re rispose loro duramente, abbandonando il consiglio che i vecchi gli aveano dato; 2 Cron. 10:13
- e parlò loro secondo il consiglio de' giovani, dicendo: `Mio padre ha reso pesante il vostro giogo, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò coi flagelli a punte'. 2 Cron. 10:14
- Così il re non diede ascolto al popolo; perché questa era cosa diretta da Dio, affinché si adempisse la parola che l'Eterno avea pronunziata per mezzo di Ahija di Scilo a Geroboamo, figliuolo di Nebat. 2 Cron. 10:15
- E quando tutto Israele vide che il re non gli dava ascolto, rispose al re, dicendo: `Che abbiam noi da fare con Davide? Noi non abbiamo nulla di comune col figliuolo d'Isai! Ognuno alle sue tende, o Israele! Provvedi ora alla tua casa, o Davide!' E tutto Israele se ne andò alle sue tende. 2 Cron. 10:16
- E il re Roboamo mandò loro Adoram, preposto ai tributi; ma i figliuoli d'Israele lo lapidarono ed egli morì. E il re Roboamo salì in fretta sopra un carro per fuggire a Gerusalemme. 2 Cron. 10:18
- Roboamo, giunto che fu a Gerusalemme, radunò la casa di Giuda e di Beniamino, centottantamila uomini, guerrieri scelti, per combattere contro Israele e restituire il regno a Roboamo. 2 Cron. 11:1
- e fortificarono così il regno di Giuda e resero stabile Roboamo, figliuolo di Salomone, durante tre anni; perché per tre anni seguiron la via di Davide e di Salomone. 2 Cron. 11:17
- E il profeta Scemaia si recò da Roboamo e dai capi di Giuda, che s'erano raccolti in Gerusalemme all'avvicinarsi di Scishak, e disse loro: `Così dice l'Eterno: - Voi avete abbandonato me, quindi anch'io ho abbandonato voi nelle mani di Scishak'. 2 Cron. 12:5
- Allora i principi d'Israele e il re si umiliarono, e dissero: `L'Eterno è giusto'. 2 Cron. 12:6
- Nondimeno gli saranno soggetti, e impareranno la differenza che v'è tra il servire a me e il servire ai regni degli altri paesi'. 2 Cron. 12:8
- invece de' quali, il re Roboamo fece fare degli scudi di rame, e li affidò ai capitani della guardia che custodiva la porta della casa del re. 2 Cron. 12:10
- E ogni volta che il re entrava nella casa dell'Eterno, quei della guardia venivano, e li portavano; poi li riportavano nella sala della guardia. 2 Cron. 12:11
- Il re Roboamo dunque si rese forte in Gerusalemme, e continuò a regnare. Avea quarantun anno quando cominciò a regnare, e regnò diciassette anni a Gerusalemme, la città che l'Eterno s'era scelta fra tutte le tribù d'Israele, per stabilirvi il suo nome. Sua madre si chiamava Naama, l'Ammonita. 2 Cron. 12:13
- Ed egli fece il male, perché non applicò il cuor suo alla ricerca dell'Eterno. 2 Cron. 12:14
- Or le azioni di Roboamo, le prime e le ultime, sono scritte nelle storie del profeta Scemaia e d'Iddo, il veggente, nei registri genealogici. E vi fu guerra continua fra Roboamo e Geroboamo. 2 Cron. 12:15
- Il diciottesimo anno del regno di Geroboamo, Abija cominciò a regnare sopra Giuda. 2 Cron. 13:1
- Non dovreste voi sapere che l'Eterno, l'Iddio d'Israele, ha dato per sempre il regno sopra Israele a Davide, a Davide ed ai suoi figliuoli, con un patto inviolabile? 2 Cron. 13:5
- Eppure, Geroboamo, figliuolo di Nebat, servo di Salomone, figliuolo di Davide, s'è levato, e s'è ribellato contro il suo signore; 2 Cron. 13:6
- Ogni mattina e ogni sera essi ardono in onor dell'Eterno gli olocausti e il profumo fragrante, mettono in ordine i pani della presentazione sulla tavola pura, e ogni sera accendono il candelabro d'oro con le sue lampade; poiché noi osserviamo i comandamenti dell'Eterno, del nostro Dio; ma voi l'avete abbandonato. 2 Cron. 13:11
- Abija e il suo popolo ne fecero una grande strage; dalla parte d'Israele caddero morti cinquecentomila uomini scelti. 2 Cron. 13:17
- Il resto delle azioni di Abija, la sua condotta e le sue parole, trovasi scritto nelle memorie del profeta Iddo. 2 Cron. 13:22
- E Abija s'addormentò coi suoi padri, e fu sepolto nella città di Davide; e Asa, suo figliuolo, regnò in luogo suo; e al suo tempo il paese ebbe requie per dieci anni. 2 Cron. 14:1
- Tolse anche via da tutte le città di Giuda gli alti luoghi e le colonne solari; e, sotto di lui, il regno ebbe requie. 2 Cron. 14:5
- Egli costruì delle città fortificate in Giuda, giacché il paese era tranquillo, e in quegli anni non v'era alcuna guerra contro di lui, perché l'Eterno gli avea data requie. 2 Cron. 14:6
- Egli diceva a quei di Giuda: `Costruiamo queste città, e circondiamole di mura, di torri, di porte e di sbarre; il paese è ancora a nostra disposizione, perché abbiamo cercato l'Eterno, il nostro Dio; noi l'abbiamo cercato, ed egli ci ha dato riposo d'ogni intorno'. Essi dunque si misero a costruire, e prosperarono. 2 Cron. 14:7
- Allora Asa invocò l'Eterno, il suo Dio, e disse: `O Eterno, per te non v'è differenza tra il dar soccorso a chi è in gran numero, e il darlo a chi è senza forza; soccorrici, o Eterno, o nostro Dio! poiché su te noi ci appoggiamo, e nel tuo nome siam venuti contro questa moltitudine. Tu sei l'Eterno, il nostro Dio; non la vinca l'uomo a petto di te!' 2 Cron. 14:11
- il quale uscì ad incontrare Asa, e gli disse: `Asa, e voi tutto Giuda e Beniamino, ascoltatemi! L'Eterno è con voi, quando voi siete con lui; se lo cercate, egli si farà trovare da voi; ma, se lo abbandonate, egli vi abbandonerà. 2 Cron. 15:2
- Quando Asa ebbe udite queste parole, e la profezia del profeta Oded, prese animo, e fece sparire le abominazioni da tutto il paese di Giuda e di Beniamino, e dalle città che avea prese nella contrada montuosa d'Efraim; e ristabilì l'altare dell'Eterno, ch'era davanti al portico dell'Eterno. 2 Cron. 15:8
- Poi radunò tutto Giuda e Beniamino, e quelli di Efraim, di Manasse e di Simeone, che dimoravano fra loro; giacché gran numero di quei d'Israele eran passati dalla sua parte, vedendo che l'Eterno, il suo Dio, era con lui. 2 Cron. 15:9
- Essi dunque si radunarono a Gerusalemme il terzo mese del quindicesimo anno del regno d'Asa. 2 Cron. 15:10
- e convennero nel patto di cercare l'Eterno, l'Iddio dei loro padri, con tutto il loro cuore e con tutta l'anima loro; 2 Cron. 15:12
- Il re Asa destituì pure dalla dignità di regina sua madre Maaca, perch'essa avea rizzato un'immagine ad Astarte; e Asa abbatté l'immagine, la fece a pezzi e la bruciò presso al torrente Kidron. 2 Cron. 15:16
- Nondimeno, gli alti luoghi non furono eliminati da Israele; quantunque il cuore d'Asa fosse integro, durante l'intera sua vita. 2 Cron. 15:17
- `Siavi alleanza fra me e te, come vi fu tra il padre mio e il padre tuo. Ecco, io ti mando dell'argento e dell'oro; va', rompi la tua alleanza con Baasa, re d'Israele, ond'egli si ritiri da me'. 2 Cron. 16:3
- Allora il re Asa convocò tutti que' di Giuda, e quelli portaron via le pietre e il legname di cui Baasa s'era servito per la costruzione di Rama; e con essi Asa edificò Gheba e Mitspa. 2 Cron. 16:6
- In quel tempo, Hanani, il veggente, si recò da Asa, re di Giuda, e gli disse: `Poiché tu ti sei appoggiato sul re di Siria invece d'appoggiarti sull'Eterno, ch'è il tuo Dio, l'esercito del re di Siria è scampato dalle tue mani. 2 Cron. 16:7
- Poiché l'Eterno scorre collo sguardo tutta la terra per spiegar la sua forza a pro di quelli che hanno il cuore integro verso di lui. In questo tu hai agito da insensato; poiché, da ora innanzi, avrai delle guerre'. 2 Cron. 16:9
- Asa s'indignò contro il veggente, e lo fece mettere in prigione, tanto questa cosa lo aveva irritato contro di lui. E, al tempo stesso, Asa incrudelì anche contro alcuni del popolo. 2 Cron. 16:10
- Il trentanovesimo anno del suo regno, Asa ebbe una malattia ai piedi; la sua malattia fu gravissima; e, nondimeno, nella sua malattia non ricorse all'Eterno, ma ai medici. 2 Cron. 16:12
- E Asa si addormentò coi suoi padri; morì il quarantunesimo anno del suo regno, 2 Cron. 16:13
- Perciò l'Eterno assicurò il possesso del regno nelle mani di Giosafat; tutto Giuda gli recava dei doni, ed egli ebbe ricchezza e gloria in abbondanza. 2 Cron. 17:5
- Il suo coraggio crebbe, seguendo le vie dell'Eterno; e fece anche sparire da Giuda gli alti luoghi e gl'idoli d'Astarte. 2 Cron. 17:6
- Il terzo anno del suo regno mandò i suoi capi Ben-Hail, Obadia, Zaccaria, Natanaele e Micaiah, a insegnare nelle città di Giuda; 2 Cron. 17:7
- Ed essi insegnarono in Giuda, avendo seco il libro della legge dell'Eterno; percorsero tutte le città di Giuda, e istruirono il popolo. 2 Cron. 17:9
- Il terrore dell'Eterno s'impadronì di tutti i regni dei paesi che circondavano Giuda, sì che non mossero guerra a Giosafat. 2 Cron. 17:10
- Eccone il censimento secondo le loro case patriarcali. Di Giuda: capi di migliaia: Adna, il capo, con trecentomila uomini forti e valorosi; 2 Cron. 17:14
- dopo di lui, Johanan, il capo, con duecent'ottantamila uomini; 2 Cron. 17:15
- dopo questo, Amasia, figliuolo di Zicri, il quale s'era volontariamente consacrato all'Eterno, con duecentomila uomini forti e valorosi. 2 Cron. 17:16
- Tutti questi erano al servizio del re, senza contare quelli ch'egli avea collocati nelle città fortificate, in tutto il paese di Giuda. 2 Cron. 17:19
- Allora il re d'Israele radunò i profeti, in numero di quattrocento, e disse loro: `Dobbiam noi andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quelli risposero: `Va', e Dio la darà nelle mani del re'. 2 Cron. 18:5
- Il re d'Israele rispose a Giosafat: `V'è ancora un uomo per mezzo del quale si potrebbe consultare l'Eterno; ma io l'odio perché non mi predice mai nulla di buono, ma sempre del male: è Micaiah, figliuolo d'Imla'. E Giosafat disse: `Il re non dica così'. 2 Cron. 18:7
- Allora il re d'Israele chiamò un eunuco, e gli disse: `Fa' venir presto Micaiah, figliuolo d'Imla'. 2 Cron. 18:8
- Or il re d'Israele e Giosafat, re di Giuda, sedevano ciascuno sul suo trono, vestiti de' loro abiti reali, nell'aia ch'è all'ingresso della porta di Samaria; e tutti i profeti profetavano dinanzi ad essi. 2 Cron. 18:9
- Or il messo ch'era andato a chiamar Micaiah, gli parlò così: `Ecco, i profeti tutti, ad una voce, predicono del bene al re; ti prego, sia il tuo parlare come quello d'ognun d'essi, e predici del bene!' 2 Cron. 18:12
- E, come fu giunto dinanzi al re, il re gli disse: `Micaiah, dobbiamo noi andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quegli rispose: `Andate pure, e vincerete; i nemici saranno dati nelle vostre mani'. 2 Cron. 18:14
- E il re gli disse: `Quante volte dovrò io scongiurarti di non dirmi se non la verità nel nome dell'Eterno?' 2 Cron. 18:15
- E il re d'Israele disse a Giosafat: `Non te l'ho io detto che costui non mi predirebbe nulla di buono, ma soltanto del male?' 2 Cron. 18:17
- Allora si fece avanti uno spirito, il quale si presentò dinanzi all'Eterno, e disse: - Lo sedurrò io. - L'Eterno gli disse: - E come? - 2 Cron. 18:20
- Micaiah rispose: `Lo vedrai il giorno che andrai di camera in camera per nasconderti!' 2 Cron. 18:24
- E il re d'Israele disse ai suoi servi: `Prendete Micaiah, menatelo da Amon, governatore della città, e da Joas, figliuolo del re, 2 Cron. 18:25
- e dite loro: - Così dice il re: Mettete costui in prigione, nutritelo di pan d'afflizione e d'acqua d'afflizione, finch'io ritorni sano e salvo'. 2 Cron. 18:26
- Il re d'Israele e Giosafat, re di Giuda, saliron dunque contro Ramoth di Galaad. 2 Cron. 18:28
- E il re d'Israele disse a Giosafat: `Io mi travestirò per andar in battaglia; ma tu mettiti i tuoi abiti reali'. Il re d'Israele si travestì, e andarono in battaglia. 2 Cron. 18:29
- Or il re di Siria avea dato quest'ordine ai capitani dei suoi carri: `Non combattete contro veruno, piccolo o grande, ma contro il solo re d'Israele'. 2 Cron. 18:30
- E quando i capitani dei carri scòrsero Giosafat, dissero: `Quello è il re d'Israele'; e lo circondarono per attaccarlo; ma Giosafat mandò un grido, e l'Eterno lo soccorse; e Dio li attirò lungi da lui. 2 Cron. 18:31
- E allorché i capitani dei carri s'accorsero ch'egli non era il re d'Israele, cessarono d'assalirlo. 2 Cron. 18:32
- Or qualcuno scoccò a caso la freccia del suo arco, e ferì il re d'Israele tra la corazza e le falde; onde il re disse al suo cocchiere: `Vòlta, menami fuori del campo, perché son ferito'. 2 Cron. 18:33
- Ma la battaglia fu così accanita quel giorno, che il re fu trattenuto sul suo carro in faccia ai Sirî fino alla sera, e sul tramontare del sole morì. 2 Cron. 18:34
- E il veggente Jehu, figliuolo di Hanani, andò incontro a Giosafat, e gli disse: `Dovevi tu dare aiuto ad un empio e amar quelli che odiano l'Eterno? Per questo fatto hai attirato su di te l'ira dell'Eterno. 2 Cron. 19:2
- Nondimeno si son trovate in te delle buone cose, giacché hai fatti sparire dal paese gl'idoli d'Astarte, e hai applicato il cuor tuo alla ricerca di Dio'. 2 Cron. 19:3
- Giosafat rimase a Gerusalemme; poi fece di nuovo un giro fra il popolo, da Beer-Sceba alla contrada montuosa d'Efraim, e lo ricondusse all'Eterno, all'Iddio de' suoi padri. 2 Cron. 19:4
- `Badate bene a quello che fate; poiché voi amministrate la giustizia, non per servire ad un uomo ma per servire all'Eterno, il quale sarà con voi negli affari della giustizia. 2 Cron. 19:6
- Or dunque il timor dell'Eterno sia in voi; agite con circospezione, poiché presso l'Eterno, ch'è l'Iddio nostro, non v'è né perversità, né riguardo a qualità di persone, né accettazione di doni'. 2 Cron. 19:7
- Ed ecco, il sommo sacerdote Amaria vi sarà preposto per tutti gli affari che concernono l'Eterno; e Zebadia, figliuolo d'Ismaele, capo della casa di Giuda, per tutti gli affari che concernono il re; e avete a vostra disposizione dei Leviti, come magistrati. Fatevi cuore, mettetevi all'opra, e l'Eterno sia con l'uomo dabbene!' 2 Cron. 19:11
- Non sei tu quegli, o Dio nostro, che cacciasti gli abitanti di questo paese d'innanzi al tuo popolo d'Israele, e lo desti per sempre alla progenie d'Abrahamo, il quale ti amò? 2 Cron. 20:7
- E quelli l'hanno abitato e v'hanno edificato un santuario per il tuo nome, dicendo: 2 Cron. 20:8
- Quando c'incolga qualche calamità, spada, giudizio, peste o carestia, noi ci presenteremo dinanzi a questa casa e dinanzi a te, poiché il tuo nome è in questa casa; e a te grideremo nella nostra tribolazione, e tu ci udrai e ci salverai. 2 Cron. 20:9
- eccoli che ora ci ricompensano, venendo a cacciarci dalla eredità di cui ci hai dato il possesso. 2 Cron. 20:11
- Allora lo spirito dell'Eterno investì in mezzo alla raunanza Jahaziel, figliuolo di Zaccaria, figliuolo di Benaia, figliuolo di Jeiel, figliuolo di Mattania, il Levita, di tra i figliuoli d'Asaf. 2 Cron. 20:14
- La mattina seguente si levarono di buon'ora, e si misero in cammino verso il deserto di Tekoa; e come si mettevano in cammino, Giosafat, stando in piedi, disse: `Ascoltatemi, o Giuda, e voi abitanti di Gerusalemme! Credete nell'Eterno, ch'è l'Iddio vostro, e sarete al sicuro; credete ai suoi profeti, e trionferete!' 2 Cron. 20:20
- E quando que' di Giuda furon giunti sull'altura donde si scorge il deserto, volsero lo sguardo verso la moltitudine, ed ecco i cadaveri che giacevano a terra; nessuno era scampato. 2 Cron. 20:24
- Allora Giosafat e la sua gente andarono a far bottino delle loro spoglie; e fra i cadaveri trovarono abbondanza di ricchezze, di vesti e di oggetti preziosi; e se ne appropriarono più che ne potessero portare; tre giorni misero a portar via il bottino, tant'era copioso. 2 Cron. 20:25
- Il quarto giorno si radunarono nella Valle di Benedizione, dove benedissero l'Eterno; per questo, quel luogo è stato chiamato Valle di Benedizione fino al dì d'oggi. 2 Cron. 20:26
- E il terrore di Dio s'impadronì di tutti i regni degli altri paesi, quando udirono che l'Eterno avea combattuto contro i nemici d'Israele. 2 Cron. 20:29
- E il regno di Giosafat ebbe requie; il suo Dio gli diede pace d'ogni intorno. 2 Cron. 20:30
- Così Giosafat regnò sopra Giuda. Avea trentacinque anni quando cominciò a regnare, e regnò venticinque anni a Gerusalemme; e il nome di sua madre era Azuba, figliuola di Scilhi. 2 Cron. 20:31
- Nondimeno gli alti luoghi non scomparvero, perché il popolo non aveva ancora il cuore fermamente unito all'Iddio dei suoi padri. 2 Cron. 20:33
- Or il rimanente delle azioni di Giosafat, le prime e le ultime, si trovano scritte nella Storia di Jehu, figliuolo di Hanani, inserta nel libro dei re d'Israele. 2 Cron. 20:34
- Allora Eliezer, figliuolo di Dodava da Maresha, profetizzò contro Giosafat, dicendo: `Perché ti sei associato con Achazia, l'Eterno ha disperse le opere tue'. E le navi furono infrante, e non poterono fare il viaggio di Tarsis. 2 Cron. 20:37
- e il padre loro avea fatto ad essi grandi doni d'argento, d'oro e di cose preziose, con delle città fortificate in Giuda, ma avea lasciato il regno a Jehoram, perch'era il primogenito. 2 Cron. 21:3
- ecco, l'Eterno colpirà con una gran piaga il tuo popolo, i tuoi figliuoli, le tue mogli, e tutto quello che t'appartiene; 2 Cron. 21:14
- ed essi salirono contro Giuda, l'invasero, e portaron via tutte le ricchezze che si trovavano nella casa del re, e anche i suoi figliuoli e le sue mogli, in guisa che non gli rimase altro figliuolo se non Joachaz, ch'era il più piccolo. 2 Cron. 21:17
- E, con l'andar del tempo, verso la fine del secondo anno, gl'intestini gli venner fuori, in sèguito alla malattia; e morì, in mezzo ad atroci sofferenze; e il suo popolo non bruciò profumi in onore di lui, come avea fatto per i suoi padri. 2 Cron. 21:19
- Gli abitanti di Gerusalemme, in luogo di Jehoram, proclamarono re Achazia, il più giovine de' suoi figliuoli; poiché la truppa ch'era entrata con gli Arabi nel campo, aveva ucciso tutti i più grandi d'età. Così regnò Achazia, figliuolo di Jehoram, re di Giuda. 2 Cron. 22:1
- E fe' cercare Achazia, che s'era nascosto in Samaria; e Achazia fu preso, menato a Jehu, messo a morte, e poi seppellito; perché si diceva: `È il figliuolo di Giosafat, che cercava l'Eterno con tutto il cuor suo'. E nella casa di Achazia non rimase più alcuno che fosse capace di regnare. 2 Cron. 22:9
- Or quando Athalia, madre di Achazia, vide che il suo figliuolo era morto, si levò e distrusse tutta la stirpe reale della casa di Giuda. 2 Cron. 22:10
- Il settimo anno, Jehoiada, fattosi animo, fece lega coi capi-centurie Azaria figliuolo di Jeroham, Ismaele figliuolo di Johanan, Azaria figliuolo di Obed, Maaseia figliuolo di Adaia, ed Elishafat, figliuolo di Zicri. 2 Cron. 23:1
- E tutta la raunanza strinse lega col re nella casa di Dio. E Jehoiada disse loro: `Ecco, il figliuolo del re regnerà, come l'Eterno ha promesso relativamente ai figliuoli di Davide. 2 Cron. 23:3
- Ecco quello che voi farete: un terzo di quelli tra voi che entrano in servizio il giorno del sabato, sacerdoti e Leviti, starà di guardia alle porte del tempio; 2 Cron. 23:4
- un altro terzo starà nella casa del re, e l'altro terzo alla porta di Jesod. Tutto il popolo starà nei cortili della casa dell'Eterno. 2 Cron. 23:5
- Ma nessuno entri nella casa dell'Eterno, tranne i sacerdoti e i Leviti di servizio; questi entreranno, perché son consacrati; ma tutto il popolo s'atterrà all'ordine dell'Eterno. 2 Cron. 23:6
- I Leviti circonderanno il re, da ogni lato, ognuno colle armi alla mano; e chiunque cercherà di penetrare nella casa di Dio, sia messo a morte; e voi starete col re, quando entrerà e quando uscirà'. 2 Cron. 23:7
- I Leviti e tutto Giuda eseguirono tutti gli ordini dati dal sacerdote Jehoiada; ognun d'essi prese i suoi uomini: quelli che entravano in servizio il giorno del sabato, e quelli che uscivan di servizio il giorno del sabato; poiché il sacerdote Jehoiada non avea licenziato le mute uscenti. 2 Cron. 23:8
- Il sacerdote Jehoiada diede ai capi-centurie le lance, le targhe e gli scudi che aveano appartenuto a Davide e si trovavano nella casa di Dio. 2 Cron. 23:9
- E dispose tutto il popolo attorno al re, ciascuno con l'arma in mano, dal lato destro al lato sinistro della casa, presso l'altare e presso la casa. 2 Cron. 23:10
- Allora menaron fuori il figliuolo del re, gli posero in testa il diadema, gli consegnarono la legge, e lo proclamarono re; Jehoiada e i suoi figliuoli lo unsero, ed esclamarono: `Viva il re!' 2 Cron. 23:11
- Or quando Athalia udì il rumore del popolo che accorreva ed acclamava il re, andò verso il popolo nella casa dell'Eterno; 2 Cron. 23:12
- guardò, ed ecco che il re stava in piedi sul suo palco, all'ingresso; i capitani e i trombettieri erano accanto al re; tutto il popolo del paese era in festa e sonava le trombe; e i cantori, coi loro strumenti musicali, dirigevano i canti di lode. Allora Athalia si stracciò le vesti, e gridò: `Congiura! congiura!' 2 Cron. 23:13
- Ma il sacerdote Jehoiada fece venir fuori i capi-centurie che comandavano l'esercito, e disse loro: `Fatela uscire di tra le file; e chiunque la seguirà sia ucciso di spada!' Poiché il sacerdote avea detto: `Non sia messa a morte nella casa dell'Eterno'. 2 Cron. 23:14
- E Jehoiada fermò tra sé, tutto il popolo ed il re, il patto, per il quale Israele doveva essere il popolo dell'Eterno. 2 Cron. 23:16
- E tutto il popolo entrò nel tempio di Baal, e lo demolì; fece interamente in pezzi i suoi altari e le sue immagini, e uccise dinanzi agli altari Mattan, sacerdote di Baal. 2 Cron. 23:17
- E prese i capi-centurie, gli uomini ragguardevoli, quelli che avevano autorità sul popolo e tutto il popolo del paese, e fece scendere il re dalla casa dell'Eterno. Entrarono nella casa del re per la porta superiore, e fecero sedere il re sul trono reale. 2 Cron. 23:20
- E tutto il popolo del paese fu in festa e la città rimase tranquilla, quando Athalia fu uccisa di spada. 2 Cron. 23:21
- Joas fece ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno durante tutto il tempo che visse il sacerdote Jehoiada. 2 Cron. 24:2
- Allora il re chiamò Jehoiada loro capo e gli disse: `Perché non hai tu procurato che i Leviti portassero da Giuda e da Gerusalemme la tassa che Mosè, servo dell'Eterno, e la raunanza d'Israele stabilirono per la tenda della testimonianza?' 2 Cron. 24:6
- Il re dunque comandò che si facesse una cassa e che la si mettesse fuori, alla porta della casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:8
- E tutti i capi e tutto il popolo se ne rallegrarono e portarono il danaro e lo gettarono nella cassa finché tutti ebbero pagato. 2 Cron. 24:10
- Or quand'era il momento che i Leviti doveano portar la cassa agl'ispettori reali, perché vedevano che v'era molto danaro, il segretario del re e il commissario del sommo sacerdote venivano a vuotare la cassa; la prendevano, poi la riportavano al suo posto; facevan così ogni giorno, e raccolsero danaro in abbondanza. 2 Cron. 24:11
- E il re e Jehoiada lo davano a quelli incaricati d'eseguire i lavori della casa dell'Eterno; e questi pagavano degli scalpellini e de' legnaiuoli per restaurare la casa dell'Eterno, e anche de' lavoratori di ferro e di rame per restaurare la casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:12
- E, quand'ebbero finito, portarono davanti al re e davanti a Jehoiada il rimanente del danaro, col quale si fecero degli utensili per la casa dell'Eterno: degli utensili per il servizio e per gli olocausti, delle coppe, e altri utensili d'oro e d'argento. E durante tutta la vita di Jehoiada, si offrirono del continuo olocausti nella casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:14
- e fu sepolto nella città di Davide coi re, perché avea fatto del bene in Israele, per il servizio di Dio e della sua casa. 2 Cron. 24:16
- Dopo la morte di Jehoiada, i capi di Giuda vennero al re e si prostrarono dinanzi a lui; allora il re diè loro ascolto; 2 Cron. 24:17
- Allora lo spirito di Dio investì Zaccaria, figliuolo del sacerdote Jehoiada, il quale, in pie', dominando il popolo, disse loro: `Così dice Iddio: - Perché trasgredite voi i comandamenti dell'Eterno? Voi non prospererete; poiché avete abbandonato l'Eterno, anch'egli vi abbandonerà'. 2 Cron. 24:20
- E il re Joas non si ricordò della benevolenza usata verso lui da Jehoiada, padre di Zaccaria, e gli uccise il figliuolo; il quale, morendo, disse: `L'Eterno lo veda e ne ridomandi conto!' 2 Cron. 24:22
- E avvenne che, scorso l'anno, l'esercito dei Sirî salì contro Joas, e venne in Giuda e a Gerusalemme. Essi misero a morte fra il popolo tutti i capi, e ne mandarono tutte le spoglie al re di Damasco. 2 Cron. 24:23
- E quando questi si furon partiti da lui, lasciandolo in gravi sofferenze, i suoi servi ordirono contro di lui una congiura perch'egli avea versato il sangue dei figliuoli del sacerdote Jehoiada, e lo uccisero nel suo letto. Così morì, e fu sepolto nella città di Davide, ma non nei sepolcri dei re. 2 Cron. 24:25
- Or quanto concerne i suoi figliuoli, il gran numero di tributi impostigli e il restauro della casa di Dio, si trova scritto nelle memorie del libro dei re. E Amatsia, suo figliuolo, regnò in luogo suo. 2 Cron. 24:27
- Or come il regno fu bene assicurato nelle sue mani, egli fece morire quei servi suoi che aveano ucciso il re suo padre. 2 Cron. 25:3
- Poi Amatsia radunò quei di Giuda, e li distribuì secondo le loro case patriarcali sotto capi di migliaia e sotto capi di centinaia, per tutto Giuda e Beniamino; ne fece il censimento dall'età di venti anni in su, e trovò trecentomila uomini scelti, atti alla guerra e capaci di maneggiare la lancia e lo scudo. 2 Cron. 25:5
- Ma, se vuoi andare, portati pure valorosamente nella battaglia; ma Iddio ti abbatterà dinanzi al nemico; perché Dio ha il potere di soccorrere e di abbattere'. 2 Cron. 25:8
- Per il che l'Eterno s'accese d'ira contro Amatsia, e gli mandò un profeta per dirgli: `Perché hai tu cercato gli dèi di questo popolo, che non hanno liberato il popolo loro dalla tua mano?' 2 Cron. 25:15
- E mentr'egli parlava al re, questi gli disse: `T'abbiam noi forse fatto consigliere del re? Vattene! Perché vorresti essere ucciso?' Allora il profeta se ne andò, dicendo: `Io so che Dio ha deciso di distruggerti, perché hai fatto questo, e non hai dato ascolto al mio consiglio'. 2 Cron. 25:16
- Tu hai detto: - Ecco, io ho sconfitto gl'Idumei! - e il tuo cuore, reso orgoglioso, t'ha portato a gloriarti. Stattene a casa tua. Perché impegnarti in una disgraziata impresa che menerebbe alla ruina te e Giuda con te?' 2 Cron. 25:19
- Il rimanente delle azioni di Amatsia, le prime e le ultime, si trova scritto nel libro dei re di Giuda e d'Israele. 2 Cron. 25:26
- Allora tutto il popolo di Giuda prese Uzzia, che aveva allora sedici anni, e lo fece re in luogo di Amatsia suo padre. 2 Cron. 26:1
- Egli riedificò Eloth e la riconquistò a Giuda, dopo che il re si fu addormentato coi suoi padri. 2 Cron. 26:2
- Uzzia aveva inoltre un esercito di combattenti che andava alla guerra per schiere, composte secondo il numero del censimento fattone dal segretario Jeiel e dal commissario Maaseia, e messe sotto il comando di Hanania, uno dei generali del re. 2 Cron. 26:11
- Il numero totale dei capi delle case patriarcali, degli uomini forti e valorosi, era di duemila seicento. 2 Cron. 26:12
- Essi avevano al loro comando un esercito di trecentosettemila cinquecento combattenti, atti a entrare in guerra con gran valore, per sostenere il re contro il nemico. 2 Cron. 26:13
- Ma quando fu divenuto potente, il suo cuore, insuperbitosi, si pervertì, ed egli commise una infedeltà contro l'Eterno, il suo Dio, entrando nel tempio dell'Eterno per bruciare dell'incenso sull'altare dei profumi. 2 Cron. 26:16
- Ma il sacerdote Azaria entrò dopo di lui con ottanta sacerdoti dell'Eterno, uomini coraggiosi, 2 Cron. 26:17
- Allora Uzzia, che teneva in mano un turibolo per offrire il profumo, si adirò; e mentre s'adirava contro i sacerdoti, la lebbra gli scoppiò sulla fronte, in presenza dei sacerdoti, nella casa dell'Eterno, presso l'altare dei profumi. 2 Cron. 26:19
- Il sommo sacerdote Azaria e tutti gli altri sacerdoti lo guardarono, ed ecco che avea la lebbra sulla fronte; lo fecero uscire precipitosamente, ed egli stesso s'affrettò ad andarsene fuori, perché l'Eterno l'avea colpito. 2 Cron. 26:20
- Il re Uzzia fu lebbroso fino al giorno della sua morte e stette nell'infermeria come lebbroso, perché era escluso dalla casa dell'Eterno; e Jotham, suo figliuolo, era a capo della casa reale e rendea giustizia al popolo del paese. 2 Cron. 26:21
- Il rimanente delle azioni di Uzzia, le prime e le ultime, è stato scritto dal profeta Isaia, figliuolo di Amots. 2 Cron. 26:22
- Egli fece ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno, interamente come avea fatto Uzzia suo padre; soltanto non entrò nel tempio dell'Eterno, e il popolo continuava a corrompersi. 2 Cron. 27:2
- E mosse guerra al re de' figliuoli di Ammon, e vinse gli Ammoniti. I figliuoli di Ammon gli diedero quell'anno cento talenti d'argento, diecimila cori di grano e diecimila d'orzo; e altrettanto gli pagarono il secondo e il terzo anno. 2 Cron. 27:5
- Il rimanente delle azioni di Jotham, tutte le sue guerre e le sue imprese si trovano scritte nel libro dei re d'Israele e di Giuda. 2 Cron. 27:7
- Perciò l'Eterno, il suo Dio, lo die' nelle mani del re di Siria; e i Sirî lo sconfissero, e gli presero un gran numero di prigionieri che menarono a Damasco. E fu anche dato in mano del re d'Israele, che gl'inflisse una grande sconfitta. 2 Cron. 28:5
- Zicri, un prode d'Efraim, uccise Maaseia, figliuolo del re, Azrikam, maggiordomo della casa reale, ed Elkana, che teneva il secondo posto dopo il re. 2 Cron. 28:7
- e dissero loro: `Voi non menerete qua dentro i prigionieri; perché voi vi proponete cosa che ci renderà colpevoli dinanzi all'Eterno, accrescendo il numero dei nostri peccati e delle nostre colpe; poiché noi siamo già grandemente colpevoli, e l'ira dell'Eterno arde contro Israele'. 2 Cron. 28:13
- In quel tempo, il re Achaz mandò a chieder soccorso ai re d'Assiria. 2 Cron. 28:16
- Il rimanente delle sue azioni e di tutti i suoi portamenti, i primi e gli ultimi, si trova scritto nel libro dei re di Giuda e d'Israele. 2 Cron. 28:26
- Cominciarono queste purificazioni il primo giorno del primo mese; e l'ottavo giorno dello stesso mese vennero al portico dell'Eterno, e misero otto giorni a purificare la casa dell'Eterno; il sedicesimo giorno del primo mese aveano finito. 2 Cron. 29:17
- come pure abbiamo rimesso in buono stato e purificati tutti gli utensili che il re Achaz avea profanati durante il suo regno, quando si rese infedele; ed ecco, stanno davanti all'altare dell'Eterno'. 2 Cron. 29:19
- Essi menarono sette giovenchi, sette montoni e sette agnelli; e sette capri, come sacrifizio per il peccato, a pro del regno, del santuario e di Giuda. E il re ordinò ai sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, d'offrirli sull'altare dell'Eterno. 2 Cron. 29:21
- I sacerdoti scannarono i giovenchi, e ne raccolsero il sangue, e lo sparsero sull'altare; scannarono i montoni, e ne sparsero il sangue sull'altare; e scannarono gli agnelli, e ne sparsero il sangue sull'altare. 2 Cron. 29:22
- Poi menarono i capri del sacrifizio per il peccato, davanti al re e alla raunanza, e questi posarono su d'essi le loro mani. 2 Cron. 29:23
- I sacerdoti li scannarono, e ne offrirono il sangue sull'altare come sacrifizio per il peccato, per fare l'espiazione dei peccati di tutto Israele; giacché il re aveva ordinato che si offrisse l'olocausto e il sacrifizio per il peccato, a pro di tutto Israele. 2 Cron. 29:24
- Il re stabilì i Leviti nella casa dell'Eterno, con cembali, con saltèri e con cetre, secondo l'ordine di Davide, di Gad, il veggente del re, e del profeta Nathan; poiché tale era il comandamento dato dall'Eterno per mezzo de' suoi profeti. 2 Cron. 29:25
- E i Leviti presero il loro posto con gli strumenti di Davide; e i sacerdoti, con le trombe. 2 Cron. 29:26
- Allora Ezechia ordinò che si offrisse l'olocausto sull'altare; e nel momento in cui si cominciò l'olocausto, cominciò pure il canto dell'Eterno e il suono delle trombe, con l'accompagnamento degli strumenti di Davide, re d'Israele. 2 Cron. 29:27
- E quando l'offerta dell'olocausto fu finita, il re e tutti quelli ch'erano con lui s'inchinarono e si prostrarono. 2 Cron. 29:29
- Poi il re Ezechia e i capi ordinarono ai Leviti di celebrare le lodi dell'Eterno con le parole di Davide e del veggente Asaf; e quelli le celebrarono con gioia, e s'inchinarono e si prostrarono. 2 Cron. 29:30
- Allora Ezechia prese a dire: `Ora che vi siete consacrati all'Eterno, avvicinatevi, e offrite vittime e sacrifizi di lode nella casa dell'Eterno'. E la raunanza menò vittime e offrì sacrifizi di azioni di grazie; e tutti quelli che aveano il cuore ben disposto, offrirono olocausti. 2 Cron. 29:31
- Il numero degli olocausti offerti dalla raunanza fu di settanta giovenchi, cento montoni, duecento agnelli: tutto per l'olocausto all'Eterno. 2 Cron. 29:32
- E v'era pure abbondanza d'olocausti, oltre ai grassi de' sacrifizi d'azioni di grazie e alle libazioni degli olocausti. Così fu ristabilito il servizio della casa dell'Eterno. 2 Cron. 29:35
- Ed Ezechia e tutto il popolo si rallegrarono che Dio avesse ben disposto il popolo, perché la cosa s'era fatta subitamente. 2 Cron. 29:36
- Il re, i suoi capi e tutta la raunanza, in un consiglio tenuto a Gerusalemme, avevano deciso di celebrare la Pasqua il secondo mese; 2 Cron. 30:2
- giacché non la potevan celebrare al tempo debito, perché i sacerdoti non s'erano santificati in numero sufficiente, e il popolo non s'era radunato in Gerusalemme. 2 Cron. 30:3
- Ora non indurate le vostre cervici, come i padri vostri; date la mano all'Eterno, venite al suo santuario ch'egli ha santificato in perpetuo, e servite l'Eterno, il vostro Dio, onde l'ardente ira sua si ritiri da voi. 2 Cron. 30:8
- Poiché, se tornate all'Eterno, i vostri fratelli e i vostri figliuoli troveranno pietà in quelli che li hanno menati schiavi, e ritorneranno in questo paese; giacché l'Eterno, il vostro Dio, è clemente e misericordioso, e non volgerà la faccia lungi da voi, se a lui tornate'. 2 Cron. 30:9
- Un gran popolo si riunì a Gerusalemme per celebrare la festa degli azzimi, il secondo mese: fu una raunanza immensa. 2 Cron. 30:13
- Poi immolarono l'agnello pasquale, il quattordicesimo giorno del secondo mese. I sacerdoti e i Leviti, i quali, presi da vergogna, s'eran santificati, offrirono olocausti nella casa dell'Eterno; 2 Cron. 30:15
- e occuparono il posto assegnato loro dalla legge di Mosè, uomo di Dio. I sacerdoti facevano l'aspersione del sangue, che ricevevano dalle mani de' Leviti. 2 Cron. 30:16
- `L'Eterno, che è buono, perdoni a chiunque ha disposto il proprio cuore alla ricerca di Dio, dell'Eterno, ch'è l'Iddio de' suoi padri, anche senz'avere la purificazione richiesta dal santuario'. 2 Cron. 30:19
- Poi i sacerdoti Leviti si levarono e benedissero il popolo, e la loro voce fu udita, e la loro preghiera giunse fino al cielo, fino alla santa dimora dell'Eterno. 2 Cron. 30:27
- Ezechia ristabilì le classi de' sacerdoti e de' Leviti nelle loro funzioni, ognuno secondo il genere del suo servizio, sacerdoti e Leviti, per gli olocausti e i sacrifizi di azioni di grazie, per il servizio, per la lode e per il canto, entro le porte del campo dell'Eterno. 2 Cron. 31:2
- Stabilì pure la parte che il re preleverebbe dai suoi beni per gli olocausti, per gli olocausti del mattino e della sera, per gli olocausti dei sabati, dei novilunî e delle feste, come sta scritto nella legge dell'Eterno; 2 Cron. 31:3
- Cominciarono a fare que' mucchi il terzo mese, e finirono il settimo mese. 2 Cron. 31:7
- Ezechia e i capi vennero a vedere que' mucchi, e benedissero l'Eterno e il suo popolo d'Israele. 2 Cron. 31:8
- e il sommo sacerdote Azaria, della casa di Tsadok, gli rispose: `Da che s'è cominciato a portar le offerte nella casa dell'Eterno, noi abbiam mangiato, ci siamo saziati, e v'è rimasta roba in abbondanza, perché l'Eterno ha benedetto il suo popolo; ed ecco qui la gran quantità ch'è rimasta'. 2 Cron. 31:10
- E vi riposero fedelmente le offerte, la decima e le cose consacrate; Conania, il Levita, n'ebbe la sovrintendenza, e Scimei, suo fratello, veniva in secondo luogo. 2 Cron. 31:12
- Il Levita Kore, figliuolo di Imna, guardiano della porta orientale, era preposto ai doni volontari fatti a Dio per distribuire le offerte fatte all'Eterno e le cose santissime. 2 Cron. 31:14
- eccettuati i maschi ch'erano registrati nelle loro genealogie dall'età di tre anni in su, cioè tutti quelli che entravano giornalmente nella casa dell'Eterno per fare il loro servizio secondo le loro funzioni e secondo le loro classi. 2 Cron. 31:16
- In tutto quello che prese a fare per il servizio della casa di Dio, per la legge e per i comandamenti, cercando il suo Dio, mise tutto il cuore nell'opera sua, e prosperò. 2 Cron. 31:21
- Si radunò dunque un gran numero di gente e turarono tutte le sorgenti e il torrente che scorreva attraverso il paese. `E perché', dicevan essi, `i re d'Assiria, venendo, troverebbero essi abbondanza d'acqua?' 2 Cron. 32:4
- Con lui è un braccio di carne; con noi è l'Eterno, il nostro Dio, per aiutarci e combattere le nostre battaglie'. E il popolo fu rassicurato dalle parole di Ezechia, re di Giuda. 2 Cron. 32:8
- Ezechia non v'inganna egli per ridurvi a morir di fame e di sete, quando dice: - L'Eterno, il nostro Dio, ci libererà dalle mani del re d'Assiria? - 2 Cron. 32:11
- Qual è fra tutti gli dèi di queste nazioni che i miei padri hanno sterminate, quello che abbia potuto liberare il suo popolo dalla mia mano? E potrebbe il vostro Dio liberar voi dalla mia mano?! 2 Cron. 32:14
- Or dunque Ezechia non v'inganni e non vi seduca in questa maniera; non gli prestate fede! Poiché nessun dio d'alcuna nazione o d'alcun regno ha potuto liberare il suo popolo dalla mia mano o dalla mano de' miei padri; quanto meno potrà l'Iddio vostro liberar voi dalla mia mano!' 2 Cron. 32:15
- I servi di Sennacherib parlarono ancora contro l'Eterno Iddio e contro il suo servo Ezechia. 2 Cron. 32:16
- Sennacherib scrisse pure delle lettere, insultando l'Eterno, l'Iddio d'Israele, e parlando contro di lui, in questi termini: `Come gli dèi delle nazioni degli altri paesi non han potuto liberare i loro popoli dalla mia mano, così neanche l'Iddio d'Ezechia potrà liberare dalla mia mano il popolo suo'. 2 Cron. 32:17
- Allora il re Ezechia e il profeta Isaia, figliuolo di Amots, pregarono a questo proposito, e alzarono fino al cielo il loro grido. 2 Cron. 32:20
- E l'Eterno mandò un angelo che sterminò nel campo del re d'Assiria tutti gli uomini forti e valorosi, i principi ed i capi. E il re se ne tornò svergognato al suo paese. E come fu entrato nella casa del suo dio, i suoi propri figliuoli lo uccisero quivi di spada. 2 Cron. 32:21
- E molti portarono a Gerusalemme delle offerte all'Eterno, e degli oggetti preziosi a Ezechia, re di Giuda, il quale, da allora, sorse in gran considerazione agli occhi di tutte le nazioni. 2 Cron. 32:23
- Ma Ezechia non fu riconoscente del beneficio che avea ricevuto; giacché il suo cuore s'inorgoglì, e l'ira dell'Eterno si volse contro di lui, contro Giuda e contro Gerusalemme. 2 Cron. 32:25
- Eresse pure degli altari ad altri dèi nella casa dell'Eterno, riguardo alla quale l'Eterno avea detto: `In Gerusalemme sarà in perpetuo il mio nome!' 2 Cron. 33:4
- Mise l'immagine scolpita dell'idolo che avea fatto, nella casa di Dio, riguardo alla quale Dio avea detto a Davide e a Salomone suo figliuolo: `In questa casa, e a Gerusalemme, che io ho scelta fra tutte le tribù d'Israele, porrò il mio nome in perpetuo; 2 Cron. 33:7
- e farò che Israele non muova più il piede dal paese ch'io ho assegnato ai vostri padri, purché essi abbian cura di mettere in pratica tutto quello che ho loro comandato, cioè tutta la legge, i precetti e le prescrizioni, dati per mezzo di Mosè'. 2 Cron. 33:8
- E quand'ei fu in distretta, implorò l'Eterno, il suo Dio, e s'umiliò profondamente davanti all'Iddio de' suoi padri. 2 Cron. 33:12
- Nondimeno il popolo continuava a offrir sacrifizi sugli alti luoghi; però, soltanto all'Eterno, al suo Dio. 2 Cron. 33:17
- Il rimanente delle azioni di Manasse, la preghiera che rivolse al suo Dio, e le parole che i veggenti gli rivolsero nel nome dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele, son cose scritte nella storia dei re d'Israele. 2 Cron. 33:18
- Ma il popolo del paese mise a morte tutti quelli che avean congiurato contro il re Amon, e fece re, in sua vece, Giosia suo figliuolo. 2 Cron. 33:25
- L'ottavo anno del suo regno, mentre era ancora giovinetto, cominciò a cercare l'Iddio di Davide suo padre; e il dodicesimo anno cominciò a purificare Giuda e Gerusalemme dagli alti luoghi, dagl'idoli d'Astarte, dalle immagini scolpite e dalle immagini fuse. 2 Cron. 34:3
- demolì gli altari, frantumò e ridusse in polvere gl'idoli d'Astarte e le immagini scolpite, abbatté tutte le colonne solari in tutto il paese d'Israele, e tornò a Gerusalemme. 2 Cron. 34:7
- L'anno diciottesimo del suo regno, dopo aver purificato il paese e la casa dell'Eterno, mandò Shafan, figliuolo di Atsalia, Maaseia, governatore della città, e Joah, figliuolo di Joachaz, l'archivista, per restaurare la casa dell'Eterno, del suo Dio. 2 Cron. 34:8
- E quelli si recarono dal sommo sacerdote Hilkia, e fu loro consegnato il danaro ch'era stato portato nella casa di Dio, e che i Leviti custodi della soglia aveano raccolto in Manasse, in Efraim, in tutto il rimanente d'Israele, in tutto Giuda e Beniamino, e fra gli abitanti di Gerusalemme. 2 Cron. 34:9
- E quegli uomini facevano il loro lavoro con fedeltà; e ad essi eran preposti Jahath e Obadia, Leviti di tra i figliuoli di Merari, e Zaccaria e Meshullam di tra i figliuoli di Kehath, per la direzione e tutti quelli tra i Leviti ch'erano abili a sonare strumenti musicali. 2 Cron. 34:12
- Or mentre si traeva fuori il danaro ch'era stato portato nella casa dell'Eterno, il sacerdote Hilkia trovò il libro della Legge dell'Eterno, data per mezzo di Mosè. 2 Cron. 34:14
- E Hilkia parlò a Shafan, il segretario, e gli disse: `Ho trovato nella casa dell'Eterno il libro della legge'. E Hilkia diede il libro a Shafan. 2 Cron. 34:15
- E Shafan portò il libro al re, e gli fece al tempo stesso la sua relazione, dicendo: `I tuoi servi hanno fatto tutto quello ch'è stato loro ordinato. 2 Cron. 34:16
- Hanno versato il danaro che s'è trovato nella casa dell'Eterno, e l'hanno consegnato a quelli che son preposti ai lavori e agli operai'. 2 Cron. 34:17
- E Shafan, il segretario, disse ancora al re: `Il sacerdote Hilkia m'ha dato un libro'. E Shafan lo lesse in presenza del re. 2 Cron. 34:18
- Quando il re ebbe udite le parole della legge, si stracciò le vesti. 2 Cron. 34:19
- Poi il re diede quest'ordine a Hilkia, ad Ahikam, figliuolo di Shafan, ad Abdon, figliuolo di Mica, a Shafan il segretario, e ad Asaia, servo del re: 2 Cron. 34:20
- Hilkia e quelli che il re avea designati andarono dalla profetessa Hulda, moglie di Shallum, figliuolo di Tokhath, figliuolo di Hasra, il guardaroba. Essa dimorava a Gerusalemme, nel secondo quartiere; e quelli le parlarono nel senso indicato dal re. 2 Cron. 34:22
- Giacché il tuo cuore è stato toccato, giacché ti sei umiliato dinanzi a Dio, udendo le sue parole contro questo luogo e contro i suoi abitanti, giacché ti sei umiliato dinanzi a me e ti sei stracciate le vesti e hai pianto dinanzi a me, anch'io t'ho ascoltato, dice l'Eterno. 2 Cron. 34:27
- Allora il re mandò a far raunare presso di sé tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme. 2 Cron. 34:29
- E il re salì alla casa dell'Eterno con tutti gli uomini di Giuda, tutti gli abitanti di Gerusalemme, i sacerdoti e i Leviti, e tutto il popolo, grandi e piccoli, e lesse in loro presenza tutte le parole del libro del patto, ch'era stato trovato nella casa dell'Eterno. 2 Cron. 34:30
- Il re, stando in piedi sul palco, fece un patto dinanzi all'Eterno, impegnandosi di seguire l'Eterno, d'osservare i suoi comandamenti, i suoi precetti e le sue leggi con tutto il cuore e con tutta l'anima, per mettere in pratica le parole del patto scritte in quel libro. 2 Cron. 34:31
- E Giosia fece sparire tutte le abominazioni da tutti i paesi che appartenevano ai figliuoli d'Israele, e impose a tutti quelli che si trovavano in Israele, di servire all'Eterno, al loro Dio. Durante tutto il tempo della vita di Giosia essi non cessarono di seguire l'Eterno, l'Iddio dei loro padri. 2 Cron. 34:33
- Giosia celebrò la Pasqua in onore dell'Eterno a Gerusalemme; e l'agnello pasquale fu immolato il quattordicesimo giorno del mese. 2 Cron. 35:1
- Egli stabilì i sacerdoti nei loro uffici, e li incoraggiò a compiere il servizio nella casa dell'Eterno. 2 Cron. 35:2
- E disse ai Leviti che ammaestravano tutto Israele ed erano consacrati all'Eterno: `Collocate pure l'arca santa nella casa che Salomone, figliuolo di Davide, re d'Israele, ha edificata; voi non dovete più portarla sulle spalle; ora servite l'Eterno, il vostro Dio, e il suo popolo d'Israele; 2 Cron. 35:3
- Così, il servizio essendo preparato, i sacerdoti si misero al loro posto; e così pure i Leviti, secondo le loro classi, conformemente all'ordine del re. 2 Cron. 35:10
- Poi fu immolata la Pasqua; i sacerdoti sparsero il sangue ricevuto dalle mani dei Leviti, e questi scorticarono le vittime. 2 Cron. 35:11
- I cantori, figliuoli d'Asaf, erano al loro posto, conformemente all'ordine di Davide, d'Asaf, di Heman e di Jeduthun, il veggente del re; e i portinai stavano a ciascuna porta; essi non ebbero bisogno d'allontanarsi dal loro servizio, perché i Leviti, loro fratelli, preparavan la Pasqua per loro. 2 Cron. 35:15
- Così, in quel giorno, tutto il servizio dell'Eterno fu preparato per far la Pasqua e per offrire olocausti sull'altare dell'Eterno, conformemente all'ordine del re Giosia. 2 Cron. 35:16
- Questa Pasqua fu celebrata il diciottesimo anno del regno di Giosia. 2 Cron. 35:19
- Dopo tutto questo, quando Giosia ebbe restaurato il tempio, Neco, re d'Egitto, salì per combattere a Carkemish, sull'Eufrate; e Giosia gli mosse contro. 2 Cron. 35:20
- Ma Neco gl'inviò dei messi per dirgli: `Che v'è egli fra me e te, o re di Giuda? Io non salgo oggi contro di te, ma contro una casa con la quale sono in guerra; e Dio m'ha comandato di far presto; bada dunque di non opporti a Dio, il quale è meco, affinch'egli non ti distrugga'. 2 Cron. 35:21
- E gli arcieri tirarono al re Giosia; e il re disse ai suoi servi: `Portatemi via di qui, perché son ferito gravemente'. 2 Cron. 35:23
- Il rimanente delle azioni di Giosia, le sue opere pie secondo i precetti della legge dell'Eterno, 2 Cron. 35:26
- Allora il popolo del paese prese Joachaz, figliuolo di Giosia, e lo fece re a Gerusalemme, in luogo di suo padre. 2 Cron. 36:1
- Il re d'Egitto lo depose a Gerusalemme, e gravò il paese di un'indennità di cento talenti d'argento e d'un talento d'oro. 2 Cron. 36:3
- E il re d'Egitto fece re sopra Giuda e sopra Gerusalemme Eliakim, fratello di Joachaz, e gli mutò il nome in quello di Joiakim. Neco prese Joachaz, fratello di lui, e lo menò in Egitto. 2 Cron. 36:4
- Joiakim avea venticinque anni quando cominciò a regnare; regnò undici anni a Gerusalemme, e fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, il suo Dio. 2 Cron. 36:5
- Il rimanente delle azioni di Joiakim, le abominazioni che commise e tutto quello di cui si rese colpevole, sono cose scritte nel libro dei re d'Israele e di Giuda. E Joiakin suo figliuolo, regnò in luogo suo. 2 Cron. 36:8
- L'anno seguente il re Nebucadnetsar mandò a prenderlo, lo fece menare a Babilonia con gli utensili preziosi della casa dell'Eterno, e fece re di Giuda e di Gerusalemme Sedekia, fratello di Joiakin. 2 Cron. 36:10
- E si ribellò pure a Nebucadnetsar, che l'avea fatto giurare nel nome di Dio; e indurò la sua cervice ed il suo cuore rifiutando di convertirsi all'Eterno, all'Iddio d'Israele. 2 Cron. 36:13
- Tutti i capi dei sacerdoti e il popolo moltiplicarono anch'essi le loro infedeltà, seguendo tutte le abominazioni delle genti; e contaminarono la casa dell'Eterno, ch'egli avea santificata a Gerusalemme. 2 Cron. 36:14
- E l'Eterno, l'Iddio de' loro padri, mandò loro a più riprese degli ammonimenti, per mezzo dei suoi messaggeri poiché voleva risparmiare il suo popolo e la sua propria dimora: 2 Cron. 36:15
- ma quelli si beffarono de' messaggeri di Dio, sprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti, finché l'ira dell'Eterno contro il suo popolo arrivò al punto che non ci fu più rimedio. 2 Cron. 36:16
- Allora egli fece salire contro ad essi il re dei Caldei, che uccise di spada i loro giovani nella casa del loro santuario, e non risparmiò né giovane, né fanciulla, né vecchiaia, né canizie. L'Eterno gli diè nelle mani ogni cosa. 2 Cron. 36:17
- (affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia), fino a che il paese avesse goduto de' suoi sabati; difatti esso dovette riposare per tutto il tempo della sua desolazione, finché furon compiuti i settant'anni. 2 Cron. 36:21
- Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia, l'Eterno destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale, a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno quest'editto: 2 Cron. 36:22
- `Così dice Ciro, re di Persia: L'Eterno, l'Iddio de' cieli, m'ha dato tutti i regni della terra, ed egli m'ha comandato di edificargli una casa in Gerusalemme, ch'è in Giuda. Chiunque tra voi è del suo popolo, sia l'Eterno, il suo Dio, con lui, e parta!' 2 Cron. 36:23
- Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia, l'Eterno destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale, a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno quest'editto: Esdra 1:1
- Chiunque tra voi è del suo popolo, sia il suo Dio con lui, e salga a Gerusalemme, ch'è in Giuda, ed edifichi la casa dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele, dell'Iddio ch'è a Gerusalemme. Esdra 1:3
- Il re Ciro trasse fuori gli utensili della casa dell'Eterno che Nebucadnetsar avea portati via da Gerusalemme e posti nella casa del suo dio. Esdra 1:7
- Ciro, re di Persia, li fece ritirare per mezzo di Mithredath, il tesoriere, che li consegnò a Sceshbatsar, principe di Giuda. Esdra 1:8
- Eccone il numero: trenta bacini d'oro, mille bacini d'argento, ventinove coltelli, Esdra 1:9
- E di tra i figliuoli de' sacerdoti: i figliuoli di Habaia, i figliuoli di Hakkots, i figliuoli di Barzillai, che avea preso per moglie una delle figliuole di Barzillai, il Galaadita, e fu chiamato col nome loro. Esdra 2:61
- e il governatore disse loro di non mangiare cose santissime finché non si presentasse un sacerdote per consultar Dio con l'Urim e il Thummim. Esdra 2:63
- Or come fu giunto il settimo mese, e i figliuoli d'Israele si furono stabiliti nelle loro città, il popolo si adunò come un sol uomo a Gerusalemme. Esdra 3:1
- E celebrarono la festa delle Capanne, nel modo ch'è scritto, e offersero giorno per giorno olocausti, secondo il numero prescritto per ciascun giorno; Esdra 3:4
- Il secondo anno del loro arrivo alla casa di Dio a Gerusalemme, il secondo mese, Zorobabel, figliuolo di Scealtiel, Jeshua, figliuolo di Jotsadak, con gli altri loro fratelli sacerdoti e Leviti, e tutti quelli ch'eran tornati dalla cattività a Gerusalemme, si misero all'opra; e incaricarono i Leviti dai vent'anni in su di dirigere i lavori della casa dell'Eterno. Esdra 3:8
- Ed essi cantavano rispondendosi a vicenda, celebrando e lodando l'Eterno, "perch'egli è buono, perché la sua benignità verso Israele dura in perpetuo". E tutto il popolo mandava alti gridi di gioia, lodando l'Eterno, perché s'eran gettate le fondamenta della casa dell'Eterno. Esdra 3:11
- in guisa che non si potea discernere il rumore delle grida d'allegrezza da quello del pianto del popolo; perché il popolo mandava di gran gridi, e il rumore se n'udiva di lontano. Esdra 3:13
- s'avvicinarono a Zorobabel ed ai capi famiglia, e dissero loro: `Noi edificheremo con voi, giacché, come voi, noi cerchiamo il vostro Dio, e gli offriamo de' sacrifizi dal tempo di Esar-Haddon, re d'Assiria, che ci fece salir qui'. Esdra 4:2
- Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda, a molestarlo per impedirgli di fabbricare, Esdra 4:4
- e a comprare de' consiglieri per frustrare il suo divisamento; e questo durò per tutta la vita di Ciro, re di Persia, e fino al regno di Dario, re di Persia. Esdra 4:5
- Sotto il regno d'Assuero, al principio del suo regno, scrissero un'accusa contro gli abitanti di Giuda e di Gerusalemme. Esdra 4:6
- Rehum il governatore e Scimshai il segretario scrissero una lettera contro Gerusalemme al re Artaserse, in questi termini: Esdra 4:8
- - La data. `Rehum il governatore, Scimshai il segretario, e gli altri loro colleghi di Din, d'Afarsathac, di Tarpel, d'Afaras, d'Erec, di Babilonia, di Shushan, di Deha, d'Elam, Esdra 4:9
- e gli altri popoli che il grande e illustre Osnapar ha trasportati e stabiliti nella città di Samaria, e gli altri che stanno di là dal fiume...' ecc. Esdra 4:10
- Ecco la copia della lettera che inviarono al re Artaserse: `I tuoi servi, la gente d'oltre il fiume, ecc. Esdra 4:11
- Sappia il re che i Giudei che son partiti da te e giunti fra noi a Gerusalemme, riedificano la città ribelle e malvagia, ne rialzano le mura e ne restaurano le fondamenta. Esdra 4:12
- Sappia dunque il re che, se questa città si riedifica e se le sue mura si rialzano, essi non pagheranno più né tributo né imposta né pedaggio, e il tesoro dei re n'avrà a soffrire. Esdra 4:13
- Or siccome noi mangiamo il sale del palazzo e non ci sembra conveniente lo stare a vedere il danno del re, mandiamo al re questa informazione. Esdra 4:14
- Il re mandò questa risposta a Rehum il governatore, a Scimshai il segretario, e al resto dei loro colleghi che stavano a Samaria e altrove di là dal fiume: `Salute, ecc. Esdra 4:17
- Vi sono stati a Gerusalemme dei re potenti, che signoreggiarono su tutto il paese ch'è di là dal fiume, e ai quali si pagavano tributi, imposte e pedaggi. Esdra 4:20
- E badate di non esser negligenti in questo, onde il danno non venga a crescere in pregiudizio dei re'. Esdra 4:22
- Non appena la copia della lettera del re Artaserse fu letta in presenza di Rehum, di Scimshai il segretario, e dei loro colleghi, essi andarono in fretta a Gerusalemme dai Giudei, e li obbligarono, a mano armata, a sospendere i lavori. Esdra 4:23
- In quel medesimo tempo giunsero da loro Tattenai, governatore d'oltre il fiume, Scethar-Boznai e i loro colleghi, e parlaron loro così: `Chi v'ha dato ordine di edificare questa casa e di rialzare queste mura?' Esdra 5:3
- Copia della lettera mandata al re Dario da Tattenai, governatore d'oltre il fiume, da Scethar-Boznai, e dai suoi colleghi, gli Afarsakiti, ch'erano oltre il fiume. Esdra 5:6
- Sappia il re che noi siamo andati nella provincia di Giuda, alla casa del gran Dio. Essa si costruisce con blocchi di pietra, e nelle pareti s'interpongono de' legnami; l'opera vien fatta con cura e progredisce nelle loro mani. Esdra 5:8
- Ma avendo i nostri padri provocato ad ira l'Iddio del cielo, Iddio li diede in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, il Caldeo, il quale distrusse questa casa, e menò il popolo in cattività a Babilonia. Esdra 5:12
- Ma il primo anno di Ciro, re di Babilonia, il re Ciro die' ordine che questa casa di Dio fosse riedificata. Esdra 5:13
- E il re Ciro trasse pure dal tempio di Babilonia gli utensili d'oro e d'argento della casa di Dio, che Nebucadnetsar avea portati via dal tempio di Gerusalemme e trasportati nel tempio di Babilonia; li fece consegnare a uno chiamato Sceshbatsar, ch'egli aveva fatto governatore, e gli disse: Esdra 5:14
- Or dunque, se così piaccia al re, si faccian delle ricerche nella casa dei tesori del re a Babilonia, per accertare se vi sia stato un ordine dato dal re Ciro per la costruzione di questa casa a Gerusalemme; e ci trasmetta il re il suo beneplacito a questo riguardo'. - Esdra 5:17
- Allora il re Dario ordinò che si facessero delle ricerche nella casa degli archivi dov'erano riposti i tesori a Babilonia; Esdra 6:1
- `Memoria. - Il primo anno del re Ciro, il re Ciro ha pubblicato quest'editto, concernente la casa di Dio a Gerusalemme: La casa sia riedificata per essere un luogo dove si offrono dei sacrifizi; e le fondamenta che se ne getteranno, siano solide. Abbia sessanta cubiti d'altezza, sessanta cubiti di larghezza, Esdra 6:3
- `Or dunque tu, Tattenai, governatore d'oltre il fiume, tu, Scethar-Boznai, e voi, loro colleghi d'Afarsak, che state di là dal fiume, statevene lontani da quel luogo! Esdra 6:6
- Lasciate continuare i lavori di quella casa di Dio; il governatore de' Giudei e gli anziani de' Giudei riedifichino quella casa di Dio nel sito di prima. Esdra 6:7
- E questo è l'ordine ch'io do relativamente al vostro modo di procedere verso quegli anziani de' Giudei nella ricostruzione di quella casa di Dio: le spese, detratte dalle entrate del re provenienti dai tributi d'oltre il fiume, siano puntualmente pagate a quegli uomini, affinché i lavori non siano interrotti. Esdra 6:8
- Allora Tattenai, governatore d'oltre il fiume, Scethar-Boznai e i loro colleghi, poiché il re Dario avea così decretato, eseguirono puntualmente i suoi ordini. Esdra 6:13
- E gli anziani de' Giudei tirarono innanzi e fecero progredire la fabbrica, aiutati dalle parole ispirate del profeta Aggeo, e di Zaccaria figliuolo d'Iddo. E finirono i loro lavori di costruzione secondo il comandamento dell'Iddio d'Israele, e secondo gli ordini di Ciro, di Dario e d'Artaserse, re di Persia. Esdra 6:14
- E la casa fu finita il terzo giorno del mese d'Adar, il sesto anno del regno di Dario. Esdra 6:15
- E per la dedicazione di questa casa di Dio offrirono cento giovenchi, duecento montoni, quattrocento agnelli; e come sacrifizio per il peccato per tutto Israele, dodici capri, secondo il numero delle tribù d'Israele. Esdra 6:17
- E stabilirono i sacerdoti secondo le loro classi, e i Leviti secondo le loro divisioni, per il servizio di Dio a Gerusalemme, come sta scritto nel libro di Mosè. Esdra 6:18
- Poi, i reduci dalla cattività celebrarono la Pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese, Esdra 6:19
- E celebrarono con gioia la festa degli azzimi per sette giorni, perché l'Eterno li avea rallegrati, e avea piegato in lor favore il cuore del re d'Assiria in modo da fortificare le loro mani nell'opera della casa di Dio, dell'Iddio d'Israele. Esdra 6:22
- Or dopo queste cose, sotto il regno d'Artaserse, re di Persia, giunse Esdra, figliuolo di Seraia, figliuolo d'Azaria, figliuolo di Hilkia, Esdra 7:1
- figliuolo di Bukki, figliuolo di Abishua, figliuolo di Fineas, figliuolo di Eleazar, figliuolo d'Aaronne, il sommo sacerdote. Esdra 7:5
- Quest'Esdra veniva da Babilonia; era uno scriba versato nella legge di Mosè data dall'Eterno, dall'Iddio d'Israele; e siccome la mano dell'Eterno, del suo Dio, era su lui, il re gli concedette tutto quello che domandò. Esdra 7:6
- E alcuni de' figliuoli d'Israele e alcuni de' sacerdoti, de' Leviti, de' cantori, dei portinai e de' Nethinei saliron pure con lui a Gerusalemme, il settimo anno del re Artaserse. Esdra 7:7
- Esdra giunse a Gerusalemme il quinto mese, nel settimo anno del re. Esdra 7:8
- Infatti, avea fissata la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese, e arrivò a Gerusalemme il primo giorno del quinto mese, assistito dalla benefica mano del suo Dio. Esdra 7:9
- Poiché Esdra aveva applicato il cuore allo studio ed alla pratica della legge dell'Eterno, e ad insegnare in Israele le leggi e le prescrizioni divine. Esdra 7:10
- e per portare l'argento e l'oro che il re ed i suoi consiglieri hanno volenterosamente offerto all'Iddio d'Israele, la cui dimora è a Gerusalemme, Esdra 7:15
- Quanto agli utensili che ti son dati per il servizio della casa dell'Iddio tuo, rimettili davanti all'Iddio di Gerusalemme. Esdra 7:19
- Io, il re Artaserse, do ordine a tutti i tesorieri d'oltre il fiume di consegnare senza dilazione a Esdra, sacerdote e scriba, versato nella legge dell'Iddio del cielo, tutto quello che vi chiederà, Esdra 7:21
- Tutto quello ch'è comandato dall'Iddio del cielo sia puntualmente fatto per la casa dell'Iddio del cielo. Perché l'ira di Dio dovrebbe ella venire sopra il regno, sopra il re e i suoi figliuoli? Esdra 7:23
- E tu, Esdra, secondo la sapienza di cui il tuo Dio ti ha dotato, stabilisci de' magistrati e de' giudici che amministrino la giustizia a tutto il popolo d'oltre il fiume, a tutti quelli che conoscono le leggi del tuo Dio; e fatele voi conoscere a chi non le conosce. Esdra 7:25
- Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio de' nostri padri, che ha così disposto il cuore del re ad onorare la casa dell'Eterno, a Gerusalemme, Esdra 7:27
- Questi sono i capi delle case patriarcali e la lista genealogica di quelli che tornaron meco da Babilonia, sotto il regno di Artaserse. Esdra 8:1
- Dei figliuoli di Scecania, il figliuolo di Jahaziel, e con lui trecento maschi. Esdra 8:5
- Dei figliuoli di Scelomith, il figliuolo di Josifia, e con lui centosessanta maschi. Esdra 8:10
- e ordinai loro d'andare dal capo Iddo, che stava a Casifia, e posi loro in bocca le parole che dovean dire a Iddo e a suo fratello, ch'eran preposti al luogo di Casifia, perché ci menassero degli uomini per fare il servizio della casa del nostro Dio. Esdra 8:17
- E colà, presso il fiume Ahava, io bandii un digiuno per umiliarci nel cospetto del nostro Dio, per chiedergli un buon viaggio per noi, per i nostri bambini, e per tutto quello che ci apparteneva; Esdra 8:21
- Così digiunammo e invocammo il nostro Dio a questo proposito, ed egli ci esaudì. Esdra 8:23
- Rimisi dunque nelle loro mani seicentocinquanta talenti d'argento, degli utensili d'argento per il valore di cento talenti, cento talenti d'oro, Esdra 8:26
- E noi ci partimmo dal fiume d'Ahava il dodicesimo giorno del primo mese per andare a Gerusalemme; e la mano di Dio fu su noi, e ci liberò dalla mano del nemico e da ogni insidia, durante il viaggio. Esdra 8:31
- il quarto giorno pesammo nella casa del nostro Dio l'argento, l'oro e gli utensili, che consegnammo al sacerdote Meremoth figliuolo d'Uria; con lui era Eleazar, figliuolo di Fineas, e con loro erano i Leviti Jozabad, figliuolo di Jeshua, e Noadia, figliuolo di Binnu. Esdra 8:33
- Tutto fu contato e pesato; e nello stesso tempo il peso di tutto fu messo per iscritto. Esdra 8:34
- Gli esuli, tornati dalla cattività, offersero in olocausti all'Iddio d'Israele dodici giovenchi per tutto Israele, novantasei montoni, settantasette agnelli; e, come sacrifizio per il peccato, dodici capri: tutto questo, in olocausto all'Eterno. Esdra 8:35
- E presentarono i decreti del re ai satrapi del re e ai governatori d'oltre il fiume, i quali favoreggiarono il popolo e la casa di Dio. Esdra 8:36
- Or quando queste cose furon finite, i capi s'accostarono a me, dicendo: `Il popolo d'Israele, i sacerdoti e i Leviti non si son separati dai popoli di questi paesi, ma si conformano alle abominazioni de' Cananei, degli Hittei, de' Ferezei, dei Gebusei, degli Ammoniti, dei Moabiti, degli Egiziani e degli Amorei. Esdra 9:1
- Quand'io ebbi udito questo, mi stracciai le vesti e il mantello, mi strappai i capelli della testa e della barba, e mi misi a sedere, costernato. Esdra 9:3
- E al momento dell'oblazione della sera, m'alzai dalla mia umiliazione, colle vesti e col mantello stracciati; caddi in ginocchio; stesi le mani verso l'Eterno, il mio Dio, e dissi: Esdra 9:5
- Ed ora, per un breve istante, l'Eterno, il nostro Dio, ci ha fatto grazia, lasciandoci alcuni superstiti, e concedendoci un asilo nel suo santo luogo, affin d'illuminare gli occhi nostri, e di darci un po' di respiro in mezzo al nostro servaggio. Esdra 9:8
- Poiché noi siamo schiavi; ma il nostro Dio non ci ha abbandonati nel nostro servaggio; chè anzi ha fatto sì che trovassimo benevolenza presso i re di Persia, i quali ci hanno dato tanto respiro da poter rimettere in piè la casa dell'Iddio nostro e restaurarne le rovine, e ci hanno concesso un ricovero in Giuda ed in Gerusalemme. Esdra 9:9
- quelli che ci desti per mezzo de' tuoi servi i profeti, dicendo: - Il paese nel quale entrate per prenderne possesso, è un paese reso impuro dalla impurità dei popoli di questi paesi, dalle abominazioni con le quali l'hanno riempito da un capo all'altro con le loro contaminazioni. Esdra 9:11
- Or dunque non date le vostre figliuole ai loro figliuoli, e non prendete le loro figliuole per i vostri figliuoli, e non cercate mai la loro prosperità né il loro benessere, e così diventerete forti, mangerete i migliori prodotti del paese, e lo lascerete in retaggio perpetuo ai vostri figliuoli. Esdra 9:12
- Or mentre Esdra pregava e faceva questa confessione piangendo e prostrato davanti alla casa di Dio, si raunò intorno a lui una grandissima moltitudine di gente d'Israele, uomini, donne e fanciulli; e il popolo piangeva dirottamente. Esdra 10:1
- Facciamo un patto col nostro Dio impegnandoci a rimandare tutte queste donne e i figliuoli nati da esse, come consigliano il mio signore e quelli che tremano dinanzi ai comandamenti del nostro Dio. E facciasi quel che vuole la legge. Esdra 10:3
- e che chiunque non venisse entro tre giorni seguendo il consiglio dei capi e degli anziani, tutti i suoi beni gli sarebbero confiscati, ed egli stesso sarebbe escluso dalla raunanza de' reduci dalla cattività. Esdra 10:8
- Così tutti gli uomini di Giuda e di Beniamino s'adunarono a Gerusalemme entro i tre giorni. Era il ventesimo giorno del nono mese. Tutto il popolo stava sulla piazza della casa di Dio, tremante per cagion di questa cosa ed a causa della gran pioggia. Esdra 10:9
- E il sacerdote Esdra si levò e disse loro: `Voi avete commesso una infedeltà, sposando donne straniere, e avete accresciuta la colpa d'Israele. Esdra 10:10
- Ma il popolo è in gran numero, e il tempo è molto piovoso e non possiamo stare allo scoperto; e questo non è affar d'un giorno o due, poiché siamo stati numerosi a commettere questo peccato. Esdra 10:13
- ma quei della cattività fecero a quel modo; e furono scelti il sacerdote Esdra e alcuni capi famiglia secondo le loro case patriarcali, tutti designati per nome, i quali cominciarono a tener adunanza il primo giorno del decimo mese, per esaminare i fatti. Esdra 10:16
- Il primo giorno del primo mese aveano finito quanto concerneva tutti quelli che aveano sposato donne straniere. Esdra 10:17
- E dissi: `O Eterno, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e la misericordia con quei che t'amano e osservano i tuoi comandamenti, Neh. 1:5
- O Signore, te ne prego, siano le tue orecchie attente alla preghiera del tuo servo e alla preghiera de' tuoi servi, che hanno a cuore di temere il tuo nome; e concedi oggi, ti prego, buon successo al tuo servo, e fa' ch'ei trovi pietà agli occhi di quest'uomo'. Allora io ero coppiere del re. Neh. 1:11
- L'anno ventesimo del re Artaserse, nel mese di Nisan, come il vino stava dinanzi al re, io presi il vino e glielo porsi. Or io non ero mai stato triste in sua presenza. Neh. 2:1
- E il re mi disse: `Perché hai l'aspetto triste? eppure non sei malato; non può esser altro che un'afflizione del cuore'. Allora io ebbi grandissima paura, Neh. 2:2
- e dissi al re: `Viva il re in eterno! Come potrebbe il mio aspetto non esser triste quando la città dove sono i sepolcri de' miei padri è distrutta e le sue porte son consumate dal fuoco?' Neh. 2:3
- E il re mi disse: `Che cosa domandi?' Allora io pregai l'Iddio del cielo; Neh. 2:4
- poi risposi al re: `Se così piace al re e il tuo servo ha incontrato favore agli occhi tuoi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri de' miei padri, perché io la riedifichi'. Neh. 2:5
- E il re, che avea la regina seduta allato, mi disse: `Quanto durerà il tuo viaggio? e quando ritornerai?' La cosa piacque al re, ei mi lasciò andare, e io gli fissai un termine di tempo. Neh. 2:6
- Poi dissi al re: `Se così piace al re, mi si diano delle lettere per i governatori d'oltre il fiume affinché mi lascino passare ed entrare in Giuda, Neh. 2:7
- e una lettera per Asaf, guardiano del parco del re, affinché mi dia del legname per costruire le porte del castello annesso alla casa dell'Eterno, per le mura della città, e per la casa che abiterò io'. E il re mi diede le lettere, perché la benefica mano del mio Dio era su me. Neh. 2:8
- Io giunsi presso i governatori d'oltre il fiume, e diedi loro le lettere del re. Il re avea mandati meco dei capi dell'esercito e dei cavalieri. Neh. 2:9
- E quando Samballat, lo Horonita, e Tobia, il servo Ammonita, furono informati del mio arrivo, ebbero gran dispiacere della venuta d'un uomo che procurava il bene de' figliuoli d'Israele. Neh. 2:10
- Passai presso la porta della Sorgente e il serbatoio del Re, ma non v'era posto per cui il giumento ch'io cavalcavo potesse passare. Neh. 2:14
- E narrai loro come la benefica mano del mio Dio era stata su me, senza omettere le parole che il re m'avea dette. E quelli dissero: `Leviamoci, e mettiamoci a costruire!' E si fecero animo per metter mano alla buona impresa. Neh. 2:18
- Ma quando Samballat, lo Horonita, e Tobia, il servo Ammonita, e Ghescem, l'Arabo, seppero la cosa, si fecero beffe di noi, e ci sprezzarono dicendo: `Che cosa state facendo? Vi volete forse ribellare contro al re?' Neh. 2:19
- Allato a loro lavorarono alle riparazioni Melatia, il Gabaonita, Jadon, il Meronothita, e gli uomini di Gabaon e di Mitspa, che dipendevano dalla sede del governatore d'oltre il fiume; Neh. 3:7
- Shallum, figliuolo di Col-Hozeh, capo del distretto di Mitspa, restaurò la porta della Sorgente; la costruì, la coperse, vi pose le imposte, le serrature e le sbarre. Fece inoltre il muro del serbatoio di Scelah, presso il giardino del re, fino alla scalinata per cui si scende dalla città di Davide. Neh. 3:15
- Dopo di lui lavorarono alle riparazioni i Leviti, sotto Rehum, figliuolo di Bani; e allato a lui lavorò per il suo distretto Hashabia, capo della metà del distretto di Keila. Neh. 3:17
- Dopo di lui Baruc, figliuolo di Zaccai, ne restaurò con ardore un'altra parte, dall'angolo fino alla porta della casa di Eliascib, il sommo sacerdote. Neh. 3:20
- Dopo di lui lavorarono i sacerdoti che abitavano il contado. Neh. 3:22
- Tobia l'Ammonita, che gli stava accanto, disse: `Edifichino pure! Se una volpe vi salta su farà crollare il loro muro di pietra!' Neh. 4:3
- Ascolta, o Dio nostro, come siamo sprezzati! Fa' ricadere sul loro capo il loro vituperio, e abbandonali al saccheggio in un paese di schiavitù! Neh. 4:4
- E non coprire la loro iniquità, e non sia cancellato dal tuo cospetto il loro peccato; poiché t'hanno provocato ad ira in presenza dei costruttori. Neh. 4:5
- Noi dunque riedificammo le mura, che furon da pertutto compiute fino alla metà della loro altezza; e il popolo avea preso a cuore il lavoro. Neh. 4:6
- io, nelle parti più basse del posto, dietro le mura, in luoghi aperti, disposi il popolo per famiglie, con le loro spade le loro lance, i loro archi. Neh. 4:13
- Quando i nostri nemici udirono ch'eravamo informati della cosa, Iddio frustrò il loro disegno, e noi tutti tornammo alle mura, ognuno al suo lavoro. Neh. 4:15
- e tutti i costruttori, lavorando, portavan ciascuno la spada cinta ai fianchi. Il trombettiere stava accanto a me. Neh. 4:18
- Dovunque udrete il suon della tromba, quivi raccoglietevi presso di noi; l'Iddio nostro combatterà per noi'. Neh. 4:20
- In quel medesimo tempo, io dissi al popolo: `Ciascuno di voi resti la notte dentro Gerusalemme coi suoi servi, per far con noi la guardia durante la notte e riprendere il lavoro di giorno'. Neh. 4:22
- Altri ancora dicevano: `Noi abbiam preso del danaro a imprestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. Neh. 5:4
- Io scossi inoltre il mio mantello, e dissi: `Così scuota Iddio dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa, e così sia egli scosso e resti senza nulla!' E tutta la raunanza disse: `Amen!' E celebrarono l'Eterno. E il popolo mantenne la promessa. Neh. 5:13
- Di più, dal giorno che il re mi stabilì loro governatore nel paese di Giuda, dal ventesimo anno fino al trentaduesimo anno del re Artaserse, durante dodici anni, io e i miei fratelli non mangiammo della provvisione assegnata al governatore. Neh. 5:14
- I governatori che mi avean preceduto aveano gravato il popolo, ricevendone pane e vino, oltre a quaranta sicli d'argento; perfino i loro servi angariavano il popolo; ma io non ho fatto così, perché ho avuto timor di Dio. Neh. 5:15
- E quel che mi si preparava per ogni giorno era un bue, sei capri scelti di bestiame minuto, e dell'uccellame; e ogni dieci giorni si preparava ogni sorta di vini in abbondanza; e, nondimeno, io non ho mai chiesta la provvisione assegnata al governatore, perché il popolo era già gravato abbastanza a motivo de' lavori. Neh. 5:18
- E io inviai loro dei messi per dire: `Io sto facendo un gran lavoro, e non posso scendere. Perché il lavoro rimarrebb'egli sospeso mentr'io lo lascerei per scendere da voi?' Neh. 6:3
- Perché tutta quella gente ci voleva impaurire e diceva: `Le loro mani si rilasseranno e il lavoro non si farà più'. Ma tu, o Dio, fortifica ora le mie mani! Neh. 6:9
- Or le mura furon condotte a fine il venticinquesimo giorno di Elul, in cinquantadue giorni. Neh. 6:15
- io detti il comando di Gerusalemme ad Hanani, mio fratello, e ad Hanania governatore del castello, perch'era un uomo fedele e timorato di Dio più di tanti altri. Neh. 7:2
- E dissi loro: `Le porte di Gerusalemme non s'aprano finché il sole scotti; e mentre le guardie saranno ancora al loro posto, si chiudano e si sbarrino le porte; e si stabiliscano per far la guardia, gli abitanti di Gerusalemme, ciascuno al suo turno e ciascuno davanti alla propria casa'. Neh. 7:3
- E il mio Dio mi mise in cuore di radunare i notabili, i magistrati e il popolo, per farne il censimento. E trovai il registro genealogico di quelli ch'eran tornati dall'esilio la prima volta, e vi trovai scritto quanto segue: Neh. 7:5
- Di tra i sacerdoti: figliuoli di Habaia, figliuoli di Hakkots, figliuoli di Barzillai, il quale avea sposato una delle figliuole di Barzillai, il Galaadita, e fu chiamato col nome loro. Neh. 7:63
- e il governatore disse loro di non mangiare cose santissime finché non si presentasse un sacerdote per consultar Dio con l'Urim e il Thummim. Neh. 7:65
- Alcuni dei capi famiglia offriron dei doni per l'opera. Il governatore diede al tesoro mille dariche d'oro, cinquanta coppe, cinquecentotrenta vesti sacerdotali. Neh. 7:70
- Il resto del popolo dette ventimila dariche d'oro, duemila mine d'argento e sessantasette vesti sacerdotali. Neh. 7:72
- Come fu giunto il settimo mese, e i figliuoli d'Israele si furono stabiliti nelle loro città, tutto il popolo si radunò come un sol uomo sulla piazza ch'è davanti alla porta delle Acque, e disse a Esdra, lo scriba, che portasse il libro della legge di Mosè che l'Eterno avea data a Israele. Neh. 8:1
- E il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti alla raunanza, composta d'uomini, di donne e di tutti quelli ch'eran capaci d'intendere. Neh. 8:2
- E lesse il libro sulla piazza ch'è davanti alla porta delle Acque, dalla mattina presto fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne, e di quelli ch'eran capaci d'intendere; e tutto il popolo teneva tese le orecchie a sentire il libro della legge. Neh. 8:3
- Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava in luogo più eminente; e, com'ebbe aperto il libro, tutto il popolo s'alzò in piedi. Neh. 8:5
- Esdra benedisse l'Eterno, l'Iddio grande, e tutto il popolo rispose: `Amen, amen', alzando le mani; e s'inchinarono, e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi all'Eterno. Neh. 8:6
- Jeshua, Bani, Scerebia, Jamin, Akkub, Shabbethai, Hodia, Maaseia, Kelita, Azaria, Jozabad, Hanan, Pelaia e gli altri Leviti spiegavano la legge al popolo, e il popolo stava in piedi al suo posto. Neh. 8:7
- Essi leggevano nel libro della legge di Dio distintamente; e ne davano il senso, per far capire al popolo quel che s'andava leggendo. Neh. 8:8
- Nehemia, ch'era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i Leviti che ammaestravano il popolo, dissero a tutto il popolo: `Questo giorno è consacrato all'Eterno, al vostro Dio; non fate cordoglio e non piangete!' Poiché tutto il popolo piangeva, ascoltando le parole della legge. Neh. 8:9
- Poi Nehemia disse loro: `Andate, mangiate vivande grasse e bevete vini dolci, e mandate delle porzioni a quelli che nulla hanno di preparato per loro; perché questo giorno è consacrato al Signor nostro; non v'attristate; perché il gaudio dell'Eterno è la vostra forza'. Neh. 8:10
- I Leviti facevano far silenzio a tutto il popolo, dicendo: `Tacete, perché questo giorno è santo; non v'attristate!' Neh. 8:11
- E tutto il popolo se n'andò a mangiare, a bere, a mandar porzioni ai poveri, e a far gran festa, perché aveano intese le parole ch'erano state loro spiegate. Neh. 8:12
- Il secondo giorno, i capi famiglia di tutto il popolo, i sacerdoti e i Leviti si raunarono presso Esdra, lo scriba, per esaminare le parole della legge. Neh. 8:13
- Allora il popolo andò fuori, portò i rami, e si fecero ciascuno la sua capanna sul tetto della propria casa, nei loro cortili, nei cortili della casa di Dio, sulla piazza della porta delle Acque, e sulla piazza della porta d'Efraim. Neh. 8:16
- Or il ventiquattresimo giorno dello stesso mese, i figliuoli d'Israele si radunarono, vestiti di sacco e coperti di terra, per celebrare un digiuno. Neh. 9:1
- E i Leviti Jeshua, Kadmiel, Bani, Hashabneia, Scerebia, Hodia, Scebania e Pethahia dissero: `Levatevi e benedite l'Eterno, il vostro Dio, d'eternità in eternità! Si benedica il nome tuo glorioso, ch'è esaltato al disopra d'ogni benedizione e d'ogni lode! Neh. 9:5
- Tu, tu solo sei l'Eterno! tu hai fatto i cieli, i cieli de' cieli e tutto il loro esercito, la terra e tutto ciò che sta sovr'essa, i mari e tutto ciò ch'è in essi, e tu fai vivere tutte queste cose, e l'esercito de' cieli t'adora. Neh. 9:6
- Tu sei l'Eterno, l'Iddio che scegliesti Abramo, lo traesti fuori da Ur de' Caldei, e gli desti il nome d'Abrahamo; Neh. 9:7
- tu trovasti il cuor suo fedele davanti a te, e fermasti con lui un patto, promettendogli di dare alla sua progenie il paese de' Cananei, degli Hittei, degli Amorei, de' Ferezei, de' Gebusei e de' Ghirgasei; tu hai mantenuta la tua parola, perché sei giusto. Neh. 9:8
- Tu vedesti l'afflizione de' nostri padri in Egitto e udisti il loro grido presso il mar Rosso; Neh. 9:9
- e operasti miracoli e prodigi contro Faraone, contro tutti i suoi servi, contro tutto il popolo del suo paese, perché sapevi ch'essi aveano trattato i nostri padri con prepotenza; e ti facesti un nome com'è quello che hai al dì d'oggi. Neh. 9:10
- E fendesti il mare davanti a loro, sì che passarono per mezzo al mare sull'asciutto; e quelli che l'inseguivano tu li precipitasti nell'abisso, come una pietra in fondo ad acque potenti. Neh. 9:11
- e facesti loro conoscere il tuo santo sabato, e desti loro comandamenti, precetti e una legge per mezzo di Mosè, tuo servo; Neh. 9:14
- Neppure quando si fecero un vitello di getto e dissero: - Ecco il tuo Dio che t'ha tratto fuori dall'Egitto! - e t'oltraggiarono gravemente, Neh. 9:18
- tu nella tua immensa misericordia, non li abbandonasti nel deserto: la colonna di nuvola che stava su loro non cessò di guidarli durante il giorno per il loro cammino, e la colonna di fuoco non cessò di rischiarar loro la via per la quale doveano camminare. Neh. 9:19
- E desti loro il tuo buono spirito per istruirli, e non rifiutasti la tua manna alle loro bocche, e desti loro dell'acqua quand'erano assetati. Neh. 9:20
- E desti loro regni e popoli, e li spartisti fra loro per contrade; ed essi possedettero il paese di Sihon, cioè il paese del re di Heshbon, e il paese di Og re di Bashan. Neh. 9:22
- E i loro figliuoli v'entrarono e presero possesso del paese; tu umiliasti dinanzi a loro i Cananei che abitavano il paese, e li desti nelle loro mani coi loro re e coi popoli del paese, perché li trattassero come loro piaceva. Neh. 9:24
- Ma quando aveano riposo, ricominciavano a fare il male dinanzi a te; perciò tu li abbandonavi nelle mani dei loro nemici, i quali diventavan loro dominatori; poi, quando ricominciavano a gridare a te, tu li esaudivi dal cielo; e così, nella tua misericordia, più volte li salvasti. Neh. 9:28
- Tu li scongiuravi per farli tornare alla tua legge; ma essi s'inorgoglivano e non ubbidivano ai tuoi comandamenti, peccavano contro le tue prescrizioni che fanno vivere chi le mette in pratica; la loro spalla rifiutava il giogo, essi induravano le loro cervici e non voleano ubbidire. Neh. 9:29
- Ora dunque, o Dio nostro, Dio grande, potente e tremendo, che mantieni il patto e la misericordia, non paian poca cosa agli occhi tuoi tutte queste afflizioni che son piombate addosso a noi, ai nostri re, ai nostri capi, ai nostri sacerdoti, ai nostri profeti, ai nostri padri, a tutto il tuo popolo, dal tempo dei re d'Assiria al dì d'oggi. Neh. 9:32
- A motivo di tutto questo, noi fermammo un patto stabile e lo mettemmo per iscritto; e i nostri capi, i nostri Leviti e i nostri sacerdoti vi apposero il loro sigillo. Neh. 9:38
- Quelli che v'apposero il loro sigillo furono i seguenti: Nehemia, il governatore, figliuolo di Hacalia, e Sedecia, Neh. 10:1
- Il resto del popolo, i sacerdoti, i Leviti, i portinai, i cantori, i Nethinei e tutti quelli che s'eran separati dai popoli dei paesi stranieri per aderire alla legge di Dio, le loro mogli, i loro figliuoli e le loro figliuole, tutti quelli che aveano conoscimento e intelligenza, Neh. 10:28
- a non comprar nulla in giorno di sabato o in altro giorno sacro, dai popoli che portassero a vendere in giorno di sabato qualsivoglia sorta di merci o di derrate, a lasciare in riposo la terra ogni settimo anno, e a non esigere il pagamento di verun debito. Neh. 10:31
- C'imponemmo pure per legge di dare ogni anno il terzo d'un siclo per il servizio della casa del nostro Dio, Neh. 10:32
- come anche i primogeniti de' nostri figliuoli e del nostro bestiame conforme sta scritto nella legge, e i primogeniti delle nostre mandre e de' nostri greggi per presentarli nella casa del nostro Dio ai sacerdoti che fanno il servizio nella casa del nostro Dio. Neh. 10:36
- poiché in quelle stanze i figliuoli d'Israele e i figliuoli di Levi debbon portare l'offerta prelevata sul frumento, sul vino e sull'olio; quivi sono gli utensili del santuario, i sacerdoti che fanno il servizio, i portinai e i cantori. Noi c'impegnammo così a non abbandonare la casa del nostro Dio. Neh. 10:39
- I capi del popolo si stabilirono a Gerusalemme; il resto del popolo tirò a sorte per farne venire uno su dieci ad abitar Gerusalemme, la città santa; gli altri nove doveano rimanere nelle altre città. Neh. 11:1
- E il popolo benedisse tutti quelli che s'offrirono volenterosamente d'abitare in Gerusalemme. Neh. 11:2
- Gioele, figliuolo di Zicri, era loro capo, e Giuda, figliuolo di Hassenua, era il secondo capo della città. Neh. 11:9
- e Mattania, figliuolo di Mica, figliuolo di Zabdi, figliuolo d'Asaf, il capo cantore che intonava le laudi al momento della preghiera, e Bakbukia che gli veniva secondo tra i suoi fratelli, e Abda figliuolo di Shammua, figliuolo di Galal, figliuolo di Jeduthun. Neh. 11:17
- Il resto d'Israele, i sacerdoti, i Leviti, si stabilirono in tutte le città di Giuda, ciascuno nella sua proprietà. Neh. 11:20
- Il capo dei Leviti a Gerusalemme era Uzzi, figliuolo di Bani, figliuolo di Hashabia, figliuolo di Mattania, figliuolo di Mica, de' figliuoli d'Asaf, ch'erano i cantori addetti al servizio della casa di Dio; Neh. 11:22
- Leviti: Jeshua, Binnui, Kadmiel, Scerebia, Giuda, Mattania, che dirigeva coi suoi fratelli il canto delle laudi. Neh. 12:8
- Bakbukia e Unni, loro fratelli, s'alternavan con loro secondo il loro turno. Neh. 12:9
- Quanto ai Leviti, i capi famiglia furono iscritti al tempo di Eliascib, di Joiada, di Johanan e di Jaddua; e i sacerdoti, sotto il regno di Dario, il Persiano. Neh. 12:22
- I capi dei Leviti Hashabia, Scerebia, Jeshua, figliuolo di Kadmiel, e i loro fratelli s'alternavano con essi per lodare e celebrare l'Eterno, conforme all'ordine di Davide, uomo di Dio, per mute, secondo il loro turno. Neh. 12:24
- Questi vivevano al tempo di Joiakim, figliuolo di Jeshua, figliuolo di Jotsadak e al tempo di Nehemia, il governatore, e di Esdra, sacerdote e scriba. Neh. 12:26
- I sacerdoti e i Leviti si purificarono e purificarono il popolo, le porte e le mura. Neh. 12:30
- Poi io feci salire sulle mura i capi di Giuda, e formai due grandi cori coi relativi cortei. Il primo s'incamminò dal lato destro, sulle mura, verso la porta del Letame; Neh. 12:31
- Il secondo coro s'incamminò nel senso opposto; e io gli andavo dietro, con l'altra metà del popolo, sopra le mura. Passando al disopra della torre de' Forni, esso andò fino alle mura larghe; Neh. 12:38
- poi al disopra della porta d'Efraim, della porta Vecchia, della porta dei Pesci, della torre di Hananeel, della torre di Mea, fino alla porta delle Pecore; e il coro si fermò alla porta della Prigione. Neh. 12:39
- In quel giorno il popolo offrì numerosi sacrifizi, e si rallegrò perché Iddio gli avea concesso una gran gioia. Anche le donne e i fanciulli si rallegrarono; e la gioia di Gerusalemme si sentiva di lontano. Neh. 12:43
- In quel tempo si lesse in presenza del popolo il libro di Mosè, e vi si trovò scritto che l'Ammonita e il Moabita non debbono mai in perpetuo entrare nella raunanza di Dio, Neh. 13:1
- perché non eran venuti incontro ai figliuoli d'Israele con del pane e dell'acqua, e perché aveano prezzolato a loro danno Balaam, per maledirli; ma il nostro Dio convertì la maledizione in benedizione. Neh. 13:2
- E quando il popolo ebbe udita la legge, separò da Israele ogni elemento straniero. Neh. 13:3
- Or prima di questo, il sacerdote Eliascib, ch'era preposto alle camere della casa del nostro Dio ed era parente di Tobia, Neh. 13:4
- Ma quando si faceva tutto questo, io non ero a Gerusalemme; perché l'anno trentaduesimo di Artaserse, re di Babilonia, ero tornato presso il re; e in capo a qualche tempo avendo ottenuto un congedo dal re, Neh. 13:6
- e affidai la sorveglianza dei magazzini al sacerdote Scelemia, allo scriba Tsadok, e a Pedaia uno dei Leviti; ai quali aggiunsi Hanan, figliuolo di Zaccur, figliuolo di Mattania, perché erano reputati uomini fedeli. Il loro ufficio era di fare le repartizioni tra i loro fratelli. Neh. 13:13
- Ricòrdati per questo di me, o Dio mio, e non cancellare le opere pie che ho fatte per la casa del mio Dio e per il suo servizio! Neh. 13:14
- Allora io censurai i notabili di Giuda, e dissi loro: `Che vuol dire questa mala azione che fate, profanando il giorno del sabato? Neh. 13:17
- I nostri padri non fecero essi così? e l'Iddio nostro fece, per questo, cader su noi e su questa città tutti questi mali. E voi accrescete l'ira ardente contro ad Israele, profanando il sabato!' Neh. 13:18
- E non appena le porte di Gerusalemme cominciarono ad esser nell'ombra, prima del sabato, io ordinai che le porte fossero chiuse, e che non si riaprissero fino a dopo il sabato; e collocai alcuni de' miei servi alle porte, affinché nessun carico entrasse in città durante il sabato. Neh. 13:19
- Allora io li rimproverai, e dissi loro: `Perché passate voi la notte davanti alle mura? Se lo rifate, vi farò arrestare'. Da quel momento non vennero più il sabato. Neh. 13:21
- Io ordinai anche ai Leviti che si purificassero e venissero a custodire le porte per santificare il giorno del sabato. Anche per questo ricòrdati di me, o mio Dio, e abbi pietà di me secondo la grandezza della tua misericordia! Neh. 13:22
- Uno de' figliuoli di Joiada, figliuolo di Eliascib, il sommo sacerdote, era genero di Samballat, lo Horonita; e io lo cacciai lungi da me. Neh. 13:28
- Ricòrdati di loro, o mio Dio, poiché hanno contaminato il sacerdozio e il patto fermato dal sacerdozio e dai Leviti! Neh. 13:29
- Così purificai il popolo da ogni elemento straniero, e ristabilii i servizi varî de' sacerdoti e de' Leviti, assegnando a ciascuno il suo lavoro. Neh. 13:30
- Ordinai pure il da farsi circa l'offerta delle legna ai tempi stabiliti, e circa le primizie. Ricòrdati di me, mio Dio, per farmi del bene! Neh. 13:31
- in quel tempo, dico, il re Assuero, che sedeva sul trono del suo regno a Susa, la residenza reale, Ester 1:2
- ed egli mostrò le ricchezze e la gloria del suo regno e il fasto magnifico della sua grandezza per molti giorni, per centottanta giorni. Ester 1:4
- Scorsi che furon questi giorni, il re fece un altro convito di sette giorni, nel cortile del giardino del palazzo reale, per tutto il popolo che si trovava a Susa, la residenza reale, dal più grande al più piccolo. Ester 1:5
- Si porgeva da bere in vasi d'oro di forme svariate, e il vino reale era abbondante, grazie alla liberalità del re. Ester 1:7
- E l'ordine era dato di non forzare alcuno a bere, poiché il re avea prescritto a tutti i grandi della sua casa che lasciassero fare a ciascuno secondo la propria volontà. Ester 1:8
- Il settimo giorno, il re, che aveva il cuore reso allegro dal vino, ordinò a Mehuman, a Biztha, a Harbona, a Bigtha, ad Abagtha, a Zethar ed a Carcas, i sette eunuchi che servivano in presenza del re Assuero, Ester 1:10
- Ma la regina Vashti rifiutò di venire secondo l'ordine che il re le avea dato per mezzo degli eunuchi; e il re ne fu irritatissimo, e l'ira divampò dentro di lui. Ester 1:12
- Allora il re interrogò i savi che aveano la conoscenza de' tempi. - Poiché gli affari del re si trattavano così in presenza di tutti quelli che conoscevano la legge e il diritto; Ester 1:13
- Memucan rispose in presenza del re e dei principi: `La regina Vashti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i principi e tutti i popoli che sono in tutte le province del re Assuero. Ester 1:16
- Poiché quello che la regina ha fatto si saprà da tutte le donne, e le indurrà a disprezzare i loro propri mariti; giacché esse diranno: - Il re Assuero aveva ordinato che si conducesse in sua presenza la regina Vashti, ed ella non v'è andata. - Ester 1:17
- Da ora innanzi le principesse di Persia e di Media che avranno udito il fatto della regina ne parleranno a tutti i principi del re, e ne nascerà un gran disprezzo e molto sdegno. Ester 1:18
- Se così piaccia al re, venga da lui emanato un editto reale, e sia iscritto fra le leggi di Persia e di Media talché sia irrevocabile, per il quale Vashti non possa più comparire in presenza del re Assuero, e il re conferisca la dignità reale ad una sua compagna migliore di lei. Ester 1:19
- E quando l'editto che il re avrà emanato sarà conosciuto nell'intero suo regno ch'è vasto, tutte le donne renderanno onore ai loro mariti, dal più grande al più piccolo'. Ester 1:20
- La cosa piacque al re ed ai principi, e il re fece come avea detto Memucan; Ester 1:21
- e mandò lettere a tutte le province del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e ad ogni popolo secondo la sua lingua; per esse lettere ogni uomo doveva esser padrone in casa propria, e parlare la lingua del suo popolo. Ester 1:22
- E quelli che stavano al servizio del re dissero: `Si cerchino per il re delle fanciulle vergini e belle d'aspetto; Ester 2:2
- stabilisca il re in tutte le province del suo regno de' commissari, i quali radunino tutte le fanciulle vergini e belle alla residenza reale di Susa, nella casa delle donne, sotto la sorveglianza di Hegai, eunuco del re, guardiano delle donne, che darà loro i cosmetici di cui abbisognano; Ester 2:3
- E come l'ordine del re e il suo editto furon divulgati, e un gran numero di fanciulle furon radunate nella residenza reale di Susa sotto la sorveglianza di Hegai, Ester fu menata anch'essa nella casa del re, sotto la sorveglianza di Hegai, guardiano delle donne. Ester 2:8
- Or quando veniva la volta per una fanciulla d'andare dal re Assuero alla fine dei dodici mesi prescritti alle donne per i loro preparativi - perché tanto durava il tempo dei loro preparativi: sei mesi per profumarsi con olio di mirra e sei mesi con aromi e altri cosmetici usati dalle donne, - la fanciulla andava dal re, Ester 2:12
- V'andava la sera, e la mattina dipoi passava nella seconda casa delle donne, sotto la sorveglianza di Shaashgaz, eunuco del re, guardiano delle concubine. Ella non tornava più dal re, a meno che il re la desiderasse ed ella fosse chiamata nominatamente. Ester 2:14
- Quando venne la volta per Ester - la figliuola d'Abihail, zio di Mardocheo che l'aveva adottata per figliuola - d'andare dal re, ella non domandò altro fuori di quello che le fu indicato da Hegai, eunuco del re, guardiano delle donne. Ed Ester si guadagnava il favore di tutti quelli che la vedevano. Ester 2:15
- Ester fu dunque condotta dal re Assuero, nella casa reale, il decimo mese, ch'è il mese di Tebeth, il settimo anno del regno di lui. Ester 2:16
- E il re amò Ester più di tutte le altre donne, ed ella trovò grazia e favore agli occhi di lui più di tutte le altre fanciulle. Ei le pose in testa la corona reale e la fece regina in luogo di Vashti. Ester 2:17
- E il re fece un gran convito a tutti i suoi principi ed ai suoi servi, che fu il convito d'Ester; concedette sgravi alle province, e fece doni con munificenza di re. Ester 2:18
- In que' giorni, come Mardocheo stava seduto alla porta del re, Bigthan e Teresh, due eunuchi del re di fra le guardie della soglia, irritatisi contro il re Assuero, cercarono d'attentargli alla vita. Ester 2:21
- Investigato e verificato il fatto, i due eunuchi furono appiccati a un legno; e la cosa fu registrata nel libro delle Cronache, in presenza del re. Ester 2:23
- Dopo queste cose, il re Assuero promosse Haman, figliuolo di Hammedatha, l'Agaghita, alla più alta dignità, e pose il suo seggio al disopra di quelli di tutti i principi ch'eran con lui. Ester 3:1
- E tutti i servi del re che stavano alla porta del re s'inchinavano e si prostravano davanti a Haman, perché così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma Mardocheo non s'inchinava né si prostrava. Ester 3:2
- ma sdegnò di metter le mani addosso a Mardocheo soltanto, giacché gli avean detto a qual popolo Mardocheo apparteneva; e cercò di distruggere il popolo di Mardocheo, tutti i Giudei che si trovavano in tutto il regno d'Assuero. Ester 3:6
- Il primo mese, ch'è il mese di Nisan, il dodicesimo anno del re Assuero, si tirò il Pur, vale a dire si tirò a sorte, in presenza di Haman, un giorno dopo l'altro e un mese dopo l'altro, finché sortì designato il dodicesimo mese, ch'è il mese di Adar. Ester 3:7
- E Haman disse al re Assuero: `V'è un popolo appartato e disperso fra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle d'ogni altro popolo, e che non osserva le leggi del re; non conviene quindi che il re lo tolleri. Ester 3:8
- Allora il re si tolse l'anello di mano, e lo diede a Haman l'Agaghita figliuolo di Hammedatha, e nemico de' Giudei. Ester 3:10
- E il re disse a Haman: `Il danaro t'è dato, e il popolo pure; fagli quel che ti pare'. Ester 3:11
- Il tredicesimo giorno del primo mese furon chiamati i segretari del re, e fu scritto, seguendo in tutto gli ordini di Haman, ai satrapi del re, ai governatori d'ogni provincia e ai capi d'ogni popolo, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere, e ad ogni popolo nella sua lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato col sigillo reale. Ester 3:12
- E furon mandate delle lettere, a mezzo di corrieri, in tutte le province del re perché si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del dodicesimo mese, ch'è il mese d'Adar, e si abbandonassero al saccheggio i loro beni. Ester 3:13
- I corrieri partirono in tutta fretta per ordine del re, e il decreto fu promulgato nella residenza reale di Susa; e mentre il re e Haman se ne stavano a sedere bevendo, la città di Susa era costernata. Ester 3:15
- In ogni provincia, dovunque giungevano l'ordine del re e il suo decreto, ci fu gran desolazione fra i Giudei: digiunavano, piangevano, si lamentavano, e a molti serviron di letto il sacco e la cenere. Ester 4:3
- Le donzelle d'Ester e i suoi eunuchi vennero a riferirle la cosa; e la regina ne fu fortemente angosciata; e mandò delle vesti a Mardocheo, perché se le mettesse e si levasse di dosso il sacco; ma egli non le accettò. Ester 4:4
- Allora Ester chiamò Hathac, uno degli eunuchi che il re avea messo al servizio di lei, e gli ordinò d'andare da Mardocheo per domandargli che cosa questo significasse, e perché agisse così. Ester 4:5
- e gli diede pure una copia del testo del decreto ch'era stato promulgato a Susa per il loro sterminio, affinché lo mostrasse a Ester, la informasse di tutto, e le ordinasse di presentarsi al re per domandargli grazia e per intercedere a pro del suo popolo. Ester 4:8
- `Tutti i servi del re e il popolo delle sue province sanno che se qualcuno, uomo o donna che sia, entra dal re nel cortile interno, senza essere stato chiamato, per una legge ch'è la stessa per tutti, ei dev'esser messo a morte, a meno che il re non stenda verso di lui il suo scettro d'oro; nel qual caso, colui ha salva la vita. E io son già trenta giorni che non sono stata chiamata per andare dal re'. Ester 4:11
- Il terzo giorno, Ester si mise la veste reale, e si presentò nel cortile interno della casa del re, di faccia all'appartamento del re. Il re era assiso sul trono reale nella casa reale, di faccia alla porta della casa. Ester 5:1
- E come il re ebbe veduta la regina Ester in piedi nel cortile, ella si guadagnò la sua grazia; e il re stese verso Ester lo scettro d'oro che teneva in mano; ed Ester s'appressò, e toccò la punta dello scettro. Ester 5:2
- Allora il re le disse: `Che hai, regina Ester? che domandi? Quand'anche tu chiedessi la metà del regno, ti sarà data'. Ester 5:3
- Ester rispose: `Se così piace al re, venga oggi il re con Haman al convito che gli ho preparato'. Ester 5:4
- E il re disse: `Fate venir subito Haman, per fare ciò che Ester ha detto'. Così il re e Haman vennero al convito che Ester avea preparato. Ester 5:5
- E il re disse ad Ester, mentre si beveva il vino: `Qual'è la tua richiesta? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, l'avrai'. Ester 5:6
- se ho trovato grazia agli occhi del re, e se piace al re di concedermi quello che chiedo e di sodisfare il mio desiderio, venga il re con Haman al convito ch'io preparerò loro, e domani farò come il re ha detto'. Ester 5:8
- E Haman parlò loro della magnificenza delle sue ricchezze, del gran numero de' suoi figliuoli, di tutto quello che il re aveva fatto per aggrandirlo, e del come l'aveva innalzato al disopra dei capi e dei servi del re. Ester 5:11
- Quella notte il re, non potendo prender sonno, ordinò che gli si portasse il libro delle Memorie, le Cronache; e ne fu fatta la lettura in presenza del re. Ester 6:1
- Allora il re chiese: `Qual onore e qual distinzione s'è dato a Mardocheo per questo?' Quelli che servivano il re risposero: `Non s'è fatto nulla per lui'. Ester 6:3
- E il re disse: `Chi è nel cortile?' - Or Haman era venuto nel cortile esterno della casa del re, per dire al re di fare appiccare Mardocheo alla forca ch'egli avea preparata per lui. - Ester 6:4
- I servi del re gli risposero: - `Ecco, c'è Haman nel cortile'. E il re: `Fatelo entrare'. Ester 6:5
- Haman entrò, e il re gli disse: `Che bisogna fare a un uomo che il re voglia onorare?' Haman disse in cuor suo: `Chi altri vorrebbe il re onorare, se non me?' Ester 6:6
- E Haman rispose al re: `All'uomo che il re voglia onorare? Ester 6:7
- Si prenda la veste reale che il re suol portare, e il cavallo che il re suol montare, e sulla cui testa è posta una corona reale; Ester 6:8
- si consegni la veste e il cavallo a uno dei principi più nobili del re; si rivesta di quella veste l'uomo che il re vuole onorare, lo si faccia percorrere a cavallo le vie della città, e si gridi davanti a lui: - Così si fa all'uomo che il re vuole onorare!' - Ester 6:9
- Allora il re disse a Haman: `Fa' presto, e prendi la veste e il cavallo, come hai detto, e fa' a quel modo a Mardocheo, a quel Giudeo che siede alla porta del re; e non tralasciar nulla di quello che hai detto'. Ester 6:10
- E Haman prese la veste e il cavallo, rivestì della veste Mardocheo lo fece percorrere a cavallo le vie della città, e gridava davanti a lui: `Così si fa all'uomo che il re vuole onorare!'. Ester 6:11
- Il re e Haman andarono dunque al convito con la regina Ester. Ester 7:1
- E il re anche questo secondo giorno disse a Ester, mentre si beveva il vino: `Qual'è la tua richiesta, o regina Ester? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, l'avrai'. Ester 7:2
- Allora la regina Ester rispose dicendo: `Se ho trovato grazia agli occhi tuoi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia donata la vita; e il mio desiderio, che mi sia donato il mio popolo. Ester 7:3
- Perché io e il mio popolo siamo stati venduti per esser distrutti, uccisi, sterminati. Ora se fossimo stati venduti per diventare schiavi e schiave, mi sarei taciuta; ma il nostro avversario non potrebbe riparare al danno fatto al re con la nostra morte'. Ester 7:4
- Il re Assuero prese a dire alla regina Ester: `Chi è, e dov'è colui che ha tanta presunzione da far questo?' Ester 7:5
- Ester rispose: `L'avversario, il nemico, è quel malvagio di Haman'. Allora Haman fu preso da terrore in presenza del re e della regina. Ester 7:6
- E il re tutto adirato si alzò, e dal luogo del convito andò nel giardino del palazzo; ma Haman rimase per chieder la grazia della vita alla regina Ester, perché vedeva bene che nell'animo del re la sua rovina era decisa. Ester 7:7
- Poi il re tornò dal giardino del palazzo nel luogo del convito; intanto Haman s'era gettato sul divano sul quale si trovava Ester; e il re esclamò: `Vuol egli anche far violenza alla regina, davanti a me in casa mia?' Non appena questa parola fu uscita dalla bocca del re, copersero a Haman la faccia; Ester 7:8
- e Harbona, uno degli eunuchi, disse in presenza del re: `Ecco, è perfino rizzata, in casa d'Haman, la forca alta cinquanta cubiti che Haman ha fatto preparare per Mardocheo, il quale avea parlato per il bene del re'. E il re disse: `Appiccatevi lui!' Ester 7:9
- In quello stesso giorno, il re Assuero donò alla regina Ester la casa di Haman, il nemico dei Giudei. E Mardocheo si presentò al re, al quale Ester avea dichiarato la parentela che l'univa a lui. Ester 8:1
- E il re si cavò l'anello che avea fatto togliere a Haman, e lo diede a Mardocheo. Ed Ester diede a Mardocheo il governo della casa di Haman. Ester 8:2
- Allora il re stese lo scettro d'oro verso Ester; ed Ester s'alzò, rimase in piedi davanti al re, Ester 8:4
- Perché come potrei io reggere a vedere la calamità che colpirebbe il mio popolo? Come potrei reggere a vedere la distruzione della mia stirpe?' Ester 8:6
- Allora il re Assuero disse alla regina Ester e a Mardocheo, il Giudeo: `Ecco, io ho dato a Ester la casa di Haman, e questi è stato appeso alla forca, perché avea voluto metter la mano addosso ai Giudei. Ester 8:7
- Senza perder tempo, il ventitreesimo giorno del terzo mese, ch'è il mese di Sivan, furon chiamati i segretari del re, e fu scritto, seguendo in tutto l'ordine di Mardocheo, ai Giudei, ai satrapi, ai governatori e ai capi delle centoventisette province, dall'India all'Etiopia, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere, a ogni popolo nella sua lingua, e ai Giudei secondo il loro modo di scrivere e nella loro lingua. Ester 8:9
- Fu dunque scritto in nome del re Assuero, si sigillaron le lettere con l'anello reale, e le si mandarono per mezzo di corrieri che cavalcavano veloci corsieri usati per il servizio del re, nati da stalloni reali. Ester 8:10
- In esse il re permetteva ai Giudei, in qualunque città si trovassero, di radunarsi e di difendere la loro vita, di distruggere, uccidere, sterminare, non esclusi i bambini e le donne, tutta la gente armata, di qualunque popolo e di qualunque provincia si fosse, che li assalisse, e di abbandonare al saccheggio i suoi beni; Ester 8:11
- e ciò, in un medesimo giorno, in tutte le province del re Assuero: il tredici del dodicesimo mese, ch'è il mese di Adar. Ester 8:12
- Così i corrieri che montavano veloci corsieri usati per il servizio del re partirono tosto, in tutta fretta, per ordine del re; e il decreto fu promulgato nella residenza reale di Susa. Ester 8:14
- E in ogni provincia, in ogni città, dovunque giungevano l'ordine del re e il suo decreto, vi furon, tra i Giudei, gioia, allegrezza, conviti, e giorni lieti. E molti appartenenti ai popoli del paese si fecero Giudei, perché lo spavento dei Giudei s'era impossessato di loro. Ester 8:17
- Il dodicesimo mese, ch'è il mese d'Adar, il tredicesimo giorno del mese, quando l'ordine del re e il suo decreto doveano esser mandati ad effetto, il giorno che i nemici de' Giudei speravano d'averli in loro potere, avvenne invece tutto il contrario; poiché furono i Giudei ch'ebbero in loro potere i loro nemici. Ester 9:1
- figliuolo di Hammedatha, il nemico de' Giudei, ma non si diedero al saccheggio. Ester 9:10
- Quel giorno stesso il numero di quelli ch'erano stati uccisi alla residenza reale di Susa fu recato a conoscenza del re. Ester 9:11
- E il re disse alla regina Ester: `Alla residenza reale di Susa i Giudei hanno ucciso, hanno sterminato cinquecento uomini e dieci figliuoli di Haman; che avranno essi mai fatto nelle altre province del re? Or che chiedi tu ancora? Ti sarà dato. Che altro desideri? L'avrai'. Ester 9:12
- E il re ordinò che così fosse fatto. Il decreto fu promulgato a Susa, e i dieci figliuoli di Haman furono appiccati. Ester 9:14
- E i Giudei ch'erano a Susa si radunarono ancora il quattordicesimo giorno del mese d'Adar e uccisero a Susa trecento uomini; ma non si diedero al saccheggio. Ester 9:15
- Questo avvenne il tredicesimo giorno del mese d'Adar; il quattordicesimo giorno si riposarono, e ne fecero un giorno di convito e di gioia. Ester 9:17
- Ma i Giudei ch'erano a Susa si radunarono il tredicesimo e il quattordicesimo giorno di quel mese; il quindicesimo giorno si riposarono, e ne fecero un giorno di conviti e di gioia. Ester 9:18
- ordinando loro che ogni anno celebrassero il quattordicesimo e il quindicesimo giorno del mese d'Adar, Ester 9:21
- come i giorni ne' quali i Giudei ebbero requie dagli attacchi de' loro nemici, e il mese in cui il loro dolore era stato mutato in gioia, il loro lutto in festa, e facessero di questi giorni de' giorni di conviti e di gioia, nei quali gli uni manderebbero de' regali agli altri, e si farebbero dei doni ai bisognosi. Ester 9:22
- poiché Haman, figliuolo di Hammedatha, l'Agaghita, il nemico di tutti i Giudei, aveva ordito una trama contro i Giudei per distruggerli, e avea gettato il Pur, vale a dire la sorte, per sgominarli e farli perire; Ester 9:24
- Perciò que' giorni furon detti Purim, dal termine Pur. Conforme quindi a tutto il contenuto di quella lettera, in seguito a tutto quello che avean visto a questo proposito e ch'era loro avvenuto, Ester 9:26
- i Giudei stabilirono e presero per sé, per la loro progenie e per tutti quelli che si aggiungerebbero a loro, l'impegno inviolabile di celebrare ogni anno que' due giorni secondo il tenore di quello scritto e al tempo fissato. Ester 9:27
- Que' giorni dovevano esser commemorati e celebrati di generazione in generazione, in ogni famiglia, in ogni provincia, in ogni città; e que' giorni di Purim non dovevano cessar mai d'esser celebrati fra i Giudei, e il loro ricordo non dovea mai cancellarsi fra i loro discendenti. Ester 9:28
- La regina Ester, figliuola d'Abihail, e il Giudeo Mardocheo riscrissero con ogni autorità, per dar peso a questa loro seconda lettera relativa ai Purim. Ester 9:29
- per fissar bene que' giorni di Purim nelle loro date precise, come li aveano ordinati il Giudeo Mardocheo e la regina Ester, e com'essi stessi li aveano stabiliti per sé e per i loro discendenti, in occasione del loro digiuno e del loro grido. Ester 9:31
- Il re Assuero impose un tributo al paese e alle isole del mare. Ester 10:1
- Or quanto a tutti i fatti concernenti la potenza e il valore di Mardocheo e quanto alla completa descrizione della sua grandezza e del come il re lo ingrandì, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re di Media e di Persia. Ester 10:2
- Poiché il Giudeo Mardocheo era il secondo dopo il re Assuero: grande fra i Giudei, e amato dalla moltitudine dei suoi fratelli; cercò il bene del suo popolo, e parlò per la pace di tutta la sua stirpe. Ester 10:3
- C'era nel paese di Uz un uomo che si chiamava Giobbe. Quest'uomo era integro e retto; temeva Iddio e fuggiva il male. Giob. 1:1
- possedeva settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento paia di bovi, cinquecento asine e una servitù molto numerosa. E quest'uomo era il più grande di tutti gli Orientali. Giob. 1:3
- E l'Eterno disse a Satana: `Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n'è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male'. Giob. 1:8
- Non l'hai tu circondato d'un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l'opera delle sue mani, e il suo bestiame ricopre tutto il paese. Giob. 1:10
- Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: `Il fuoco di Dio è caduto dal cielo, ha colpito le pecore e i servitori, e li ha divorati; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo'. Giob. 1:16
- Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello e si rase il capo e si prostrò a terra e adorò e disse: Giob. 1:20
- `Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; l'Eterno ha dato, l'Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell'Eterno'. Giob. 1:21
- `Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n'è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male. Egli si mantiene saldo nella sua integrità benché tu m'abbia incitato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo'. Giob. 2:3
- E Giobbe a lei: `Tu parli da donna insensata! Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo d'accettare il male?' - In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra. Giob. 2:10
- E, levati gli occhi da lontano, essi non lo riconobbero, e alzarono la voce e piansero; si stracciarono i mantelli e si cosparsero il capo di polvere gittandola verso il cielo. Giob. 2:12
- E rimasero seduti per terra, presso a lui, sette giorni e sette notti; e nessuno di loro gli disse verbo, perché vedevano che il suo dolore era molto grande. Giob. 2:13
- Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il giorno della sua nascita. Giob. 3:1
- Perisca il giorno ch'io nacqui e la notte che disse: `È concepito un maschio!' Giob. 3:3
- La maledicano quei che maledicono i giorni e sono esperti nell'evocare il drago. Giob. 3:8
- Io sospiro anche quando prendo il mio cibo, e i miei gemiti si spandono com'acqua. Giob. 3:24
- Non trovo posa, né requie, né pace, il tormento è continuo! Giob. 3:26
- e ora che il male piomba su te, tu ti lasci abbattere; ora ch'è giunto fino a te, sei tutto smarrito. Giob. 4:5
- Perisce per mancanza di preda il forte leone, e restan dispersi i piccini della leonessa. Giob. 4:11
- Una parola m'è furtivamente giunta, e il mio orecchio ne ha còlto il lieve sussurro. Giob. 4:12
- Si fermò, ma non riconobbi il suo sembiante; una figura mi stava davanti agli occhi e udii una voce sommessa che diceva: Giob. 4:16
- `Può il mortale esser giusto dinanzi a Dio? Può l'uomo esser puro dinanzi al suo Fattore? Giob. 4:17
- No, il cruccio non uccide che l'insensato e l'irritazione non fa morir che lo stolto. Giob. 5:2
- Ché la sventura non spunta dalla terra né il dolore germina dal suolo; Giob. 5:6
- che prende gli abili nella loro astuzia, sì che il consiglio degli scaltri va in rovina. Giob. 5:13
- ma Iddio salva il meschino dalla spada della lor bocca, e il povero di man del potente. Giob. 5:15
- In sei distrette egli sarà il tuo liberatore e in sette il male non ti toccherà. Giob. 5:19
- Sarai sottratto al flagello della lingua, non temerai quando verrà il disastro. Giob. 5:21
- Ah, se il mio travaglio si pesasse, se le mie calamità si mettessero tutte insieme sulla bilancia! Giob. 6:2
- Ché le saette dell'Onnipotente mi trafiggono, lo spirito mio ne sugge il veleno; i terrori di Dio si schierano in battaglia contro me. Giob. 6:4
- L'asino salvatico raglia forse quand'ha l'erba davanti? mugghia forse il bue davanti alla pastura? Giob. 6:5
- Volesse pure Iddio schiacciarmi, stender la mano e tagliare il filo de' miei giorni! Giob. 6:9
- Pietà deve l'amico a colui che soccombe, quand'anche abbandoni il timor dell'Onnipotente. Giob. 6:14
- Il ghiaccio li rende torbidi, e la neve vi si scioglie; Giob. 6:16
- ma passato il tempo delle piene, svaniscono; quando sentono il caldo, scompariscono dal loro luogo. Giob. 6:17
- Volete dunque biasimar delle parole? Ma le parole d'un disperato se le porta il vento! Giob. 6:26
- Voi sareste capaci di trar la sorte sull'orfano, e di contrattare il vostro amico! Giob. 6:27
- V'è qualche iniquità sulla mia lingua? Il mio palato non distingue più quel ch'è male? Giob. 6:30
- Come lo schiavo anela l'ombra e come l'operaio aspetta il suo salario, Giob. 7:2
- Ricordati, che la mia vita è un soffio! L'occhio mio non vedrà più il bene. Giob. 7:7
- non tornerà più nella sua casa, e il luogo ove stava non lo riconoscerà più. Giob. 7:10
- Son io forse il mare o un mostro marino che tu ponga intorno a me una guardia? Giob. 7:12
- Quando dico: `Il mio letto mi darà sollievo, il mio giaciglio allevierà la mia pena', Giob. 7:13
- Se ho peccato, che ho fatto a te, o guardiano degli uomini? Perché hai fatto di me il tuo bersaglio? A tal punto che son divenuto un peso a me stesso? Giob. 7:20
- Iddio perverte egli il giudizio? L'Onnipotente perverte egli la giustizia? Giob. 8:3
- Così sarà stato piccolo il tuo principio, ma la tua fine sarà grande oltre modo. Giob. 8:7
- Può il papiro crescere ove non c'è limo? Il giunco viene egli su senz'acqua? Giob. 8:11
- Ecco il gaudio che gli procura la sua condotta! E dalla polvere altri dopo lui germoglieranno. Giob. 8:19
- No, Iddio non rigetta l'uomo integro, né porge aiuto a quelli che fanno il male. Giob. 8:20
- Egli renderà ancora il sorriso alla tua bocca, e sulle tue labbra metterà canti d'esultanza. Giob. 8:21
- Sì, certo, io so ch'egli è così; e come sarebbe il mortale giusto davanti a Dio? Giob. 9:2
- È il creatore dell'Orsa, d'Orione, delle Pleiadi, e delle misteriose regioni del cielo australe. Giob. 9:9
- Per me è tutt'uno! perciò dico: `Egli distrugge ugualmente l'integro ed il malvagio. Giob. 9:22
- E i miei giorni se ne vanno più veloci d'un corriere; fuggono via senz'aver visto il bene; Giob. 9:25
- Se dico: `Voglio dimenticare il mio lamento, deporre quest'aria triste e rasserenarmi'; Giob. 9:27
- Ritiri Iddio d'addosso a me la sua verga; cessi dallo spaventarmi il suo terrore; Giob. 9:34
- Non m'hai tu colato come il latte e fatto rapprender come il cacio? Giob. 10:10
- m'avresti messo a fronte nuovi testimoni, e avresti raddoppiato il tuo sdegno contro di me; legioni su legioni m'avrebbero assalito. Giob. 10:17
- terra oscura come notte profonda, ove regnano l'ombra di morte ed il caos, il cui chiarore è come notte oscura. Giob. 10:22
- Varranno le tue ciance a far tacere la gente? Farai tu il beffardo, senza che alcuno ti confonda? Giob. 11:3
- Tu, però, se ben disponi il cuore, e protendi verso Dio le palme, Giob. 11:13
- se allontani il male ch'è nelle tue mani, e non alberghi l'iniquità nelle tue tende, Giob. 11:14
- Ti metterai a giacere e niuno ti spaventerà; e molti cercheranno il tuo favore. Giob. 11:19
- Io dunque dovrei essere il ludibrio degli amici! Io che invocavo Iddio, ed ei mi rispondeva; il ludibrio io, l'uomo giusto, integro! Giob. 12:4
- Lo sprezzo alla sventura è nel pensiero di chi vive contento; esso è sempre pronto per coloro a cui vacilla il piede. Giob. 12:5
- L'orecchio non discerne esso le parole, come il palato assaggia le vivande? Giob. 12:11
- Ma in Dio stanno la saviezza e la potenza, a lui appartengono il consiglio e l'intelligenza. Giob. 12:13
- Priva della parola i più eloquenti, e toglie il discernimento ai vecchi. Giob. 12:20
- Toglie il senno ai capi della terra, e li fa errare in solitudini senza sentiero. Giob. 12:24
- Oh se serbaste il silenzio! esso vi conterebbe come sapienza. Giob. 13:5
- La maestà sua non vi farà sgomenti? Il suo terrore non piomberà su di voi? Giob. 13:11
- Ascoltate attentamente il mio discorso, porgete orecchio a quanto sto per dichiararvi. Giob. 13:17
- Quante sono le mie iniquità, quanti i miei peccati? Fammi conoscere la mia trasgressione, il mio peccato! Giob. 13:23
- Perché nascondi il tuo volto, e mi tieni in conto di nemico? Giob. 13:24
- Giacché i suoi giorni son fissati, e il numero de' suoi mesi, dipende da te, e tu gli hai posto un termine ch'egli non può varcare, Giob. 14:5
- Quando la sua radice è invecchiata sotto terra, e il suo tronco muore nel suolo, Giob. 14:8
- Ma l'uomo muore e perde ogni forza; il mortale spira e... dov'è egli? Giob. 14:10
- Le acque del lago se ne vanno, il fiume vien meno e si prosciuga; Giob. 14:11
- Tu lo sopraffai una volta per sempre, ed egli se ne va; gli muti il sembiante, e lo mandi via. Giob. 14:20
- questo solo sente: che il suo corpo soffre, che l'anima sua è in lutto'. Giob. 14:22
- Il savio risponde egli con vana scienza? si gonfia egli il petto di vento? Giob. 15:2
- Tu, poi, distruggi il timor di Dio, menomi il rispetto religioso che gli è dovuto. Giob. 15:4
- La tua iniquità ti detta le parole, e adoperi il linguaggio degli astuti. Giob. 15:5
- Sei tu il primo uomo che nacque? Fosti tu formato prima de' monti? Giob. 15:7
- Dove ti trascina il cuore, e che voglion dire codeste torve occhiate? Giob. 15:12
- Che è mai l'uomo per esser puro, il nato di donna per esser giusto? Giob. 15:14
- ai quali soli è stato dato il paese; e in mezzo ai quali non è passato lo straniero. Giob. 15:19
- Sempre ha negli orecchi rumori spaventosi, e in piena pace gli piomba addosso il distruttore. Giob. 15:21
- Va errando in cerca di pane; dove trovarne? ei sa che a lui dappresso è pronto il giorno tenebroso. Giob. 15:23
- gli s'è slanciato audacemente contro, sotto il folto de' suoi scudi convessi. Giob. 15:26
- Non potrà liberarsi dalle tenebre, il vento infocato farà seccare i suoi rampolli, e sarà portato via dal soffio della bocca di Dio. Giob. 15:30
- Sarà come vigna da cui si strappi l'uva ancor acerba, come l'ulivo da cui si scuota il fiore; Giob. 15:33
- poiché sterile è la famiglia del profano, e il fuoco divora le tende ov'entrano presenti. Giob. 15:34
- L'empio concepisce malizia, e partorisce rovina; ei si prepara in seno il disinganno. Giob. 15:35
- Anch'io potrei parlare come voi, se voi foste al posto mio; potrei mettere assieme delle parole contro a voi e su di voi scrollare il capo; Giob. 16:4
- potrei farvi coraggio con la bocca; e il conforto delle mie labbra vi calmerebbe. Giob. 16:5
- Se parlo, il mio dolore non ne sarà lenito; e se cesso di parlare, che sollievo ne avrò? Giob. 16:6
- La sua ira mi lacera, mi perseguita, digrigna i denti contro di me. Il mio nemico aguzza gli occhi su di me. Giob. 16:9
- I suoi arcieri mi circondano, egli mi trafigge i reni senza pietà, sparge a terra il mio fiele. Giob. 16:13
- Il mio viso è rosso di pianto, e sulle mie palpebre si stende l'ombra di morte. Giob. 16:16
- O terra, non coprire il mio sangue, e non vi sia luogo ove si fermi il mio grido! Giob. 16:18
- Già fin d'ora, ecco, il mio Testimonio è in cielo, il mio Garante è nei luoghi altissimi. Giob. 16:19
- Il mio soffio vitale si spenge, i miei giorni si estinguono, il sepolcro m'aspetta! Giob. 17:1
- O Dio, da' un pegno, sii tu il mio mallevadore presso di te; se no, chi metterà la sua nella mia mano? Giob. 17:3
- Poiché tu hai chiuso il cuor di costoro alla ragione, e però non li farai trionfare. Giob. 17:4
- ma il giusto si attiene saldo alla sua via, e chi ha le mani pure viepiù si fortifica. Giob. 17:9
- Se aspetto come casa mia il soggiorno de' morti, se già mi son fatto il letto nelle tenebre, Giob. 17:13
- Il laccio l'afferra pel tallone, e la trappola lo ghermisce. Giob. 18:9
- Gli divora a pezzo a pezzo la pelle, gli divora le membra il primogenito della morte. Giob. 18:13
- Egli è strappato dalla sua tenda che credea sicura, e fatto scendere verso il re degli spaventi. Giob. 18:14
- La sua memoria scompare dal paese, più non s'ode il suo nome per le campagne. Giob. 18:17
- Non lascia tra il suo popolo né figli, né nipoti, nessun superstite dov'egli soggiornava. Giob. 18:19
- Certo son tali le dimore dei perversi e tale è il luogo di chi non conosce Iddio. Giob. 18:21
- Dato pure ch'io abbia errato, il mio errore concerne me solo. Giob. 19:4
- Dio m'ha sbarrato la via e non posso passare, ha coperto di tenebre il mio cammino. Giob. 19:8
- Le sue schiere son venute tutte insieme, si sono spianata la via fino a me, han posto il campo intorno alla mia tenda. Giob. 19:12
- Chiamo il mio servo, e non risponde, devo supplicarlo con la mia bocca. Giob. 19:16
- Il mio fiato ripugna alla mia moglie, faccio pietà a chi nacque dal seno di mia madre. Giob. 19:17
- Ma io so che il mio Vindice vive, e che alla fine si leverà sulla polvere. Giob. 19:25
- Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno gli occhi miei, non quelli d'un altro... il cuore, dalla brama, mi si strugge in seno! Giob. 19:27
- Quel che tu dici mi spinge a risponderti e ne suscita in me il fervido impulso. Giob. 20:2
- il trionfo de' malvagi è breve, e la gioia degli empi non dura che un istante? Giob. 20:5
- Quando la sua altezza giungesse fino al cielo ed il suo capo toccasse le nubi, Giob. 20:6
- Il vigor giovanile che gli riempiva l'ossa giacerà nella polvere con lui. Giob. 20:11
- Il male è dolce alla sua bocca, se lo nasconde sotto la lingua, Giob. 20:12
- ma il cibo gli si trasforma nelle viscere, e gli diventa in corpo veleno d'aspide. Giob. 20:14
- Renderà il frutto delle sue fatiche, senza poterlo ingoiare. Pari alla sua ricchezza sarà la restituzione che ne dovrà fare, e così non godrà dei suoi beni. Giob. 20:18
- Perché ha oppresso e abbandonato il povero, s'è impadronito di case che non avea costruite; Giob. 20:19
- La sua voracità non risparmiava nulla, perciò il suo benessere non durerà. Giob. 20:21
- Quando starà per riempirsi il ventre, ecco Iddio manderà contro a lui l'ardor della sua ira; gliela farà piovere addosso per servirgli di cibo. Giob. 20:23
- Si strappa il dardo, esso gli esce dal corpo, la punta sfolgorante gli vien fuori dal fiele, lo assalgono i terrori della morte. Giob. 20:25
- Il cielo rivelerà la sua iniquità, e la terra insorgerà contro di lui. Giob. 20:27
- Tale la parte che Dio riserba all'empio, tale il retaggio che Dio gli destina. Giob. 20:29
- Il loro toro monta e non falla, la loro vacca figlia senz'abortire. Giob. 21:10
- Ecco, non hanno essi in mano la loro felicità? (lungi da me il consiglio degli empi!) Giob. 21:16
- E che importa all'empio della sua famiglia dopo di lui, quando il numero de' suoi mesi è ormai compiuto? Giob. 21:21
- ha i secchi pieni di latte, e fresco il midollo dell'ossa. Giob. 21:24
- L'altro muore con l'amarezza nell'anima, senz'aver mai gustato il bene. Giob. 21:25
- che, cioè, il malvagio è risparmiato nel dì della ruina, che nel giorno dell'ira egli sfugge. Giob. 21:30
- Può l'uomo recar qualche vantaggio a Dio? No; il savio non reca vantaggio che a se stesso. Giob. 22:2
- E tu dici: `Iddio che sa? Può egli giudicare attraverso il buio? Giob. 22:13
- che furon portati via prima del tempo, e il cui fondamento fu come un torrente che scorre? Giob. 22:16
- Eppure Iddio avea riempito le loro case di beni! Ah lungi da me il consiglio degli empi! Giob. 22:18
- `Vedete se non son distrutti gli avversari nostri! la loro abbondanza l'ha divorata il fuoco!' Giob. 22:20
- e l'Onnipotente sarà il tuo oro, egli ti sarà come l'argento acquistato con fatica. Giob. 22:25
- `Anche oggi il mio lamento è una rivolta, per quanto io cerchi di comprimere il mio gemito. Giob. 23:2
- Il mio piede ha seguito fedelmente le sue orme, mi son tenuto sulla sua via senza deviare; Giob. 23:11
- Iddio m'ha tolto il coraggio, l'Onnipotente mi ha spaventato. Giob. 23:16
- portano via l'asino dell'orfano, prendono in pegno il bove della vedova; Giob. 24:3
- Eccoli, che come onàgri del deserto escono al loro lavoro in cerca di cibo; solo il deserto dà pane a' lor figliuoli. Giob. 24:5
- Sale dalle città il gemito de' morenti; l'anima de' feriti implora aiuto, e Dio non si cura di codeste infamie! Giob. 24:12
- L'assassino si leva sul far del giorno, e ammazza il meschino e il povero; la notte fa il ladro. Giob. 24:14
- L'occhio dell'adultero spia il crepuscolo, dicendo: `Nessuno mi vedrà!' e si copre d'un velo la faccia. Giob. 24:15
- Il mattino è per essi come ombra di morte; appena lo scorgono provano i terrori del buio. Giob. 24:17
- Come la siccità e il calore assorbon le acque della neve, così il soggiorno de' morti inghiottisce chi ha peccato. Giob. 24:19
- Il seno che lo portò, l'oblia; i vermi ne fanno il loro pasto delizioso, nessuno più lo ricorda. Giob. 24:20
- Se così non è, chi mi smentirà, chi annienterà il mio dire?' Giob. 24:25
- A Dio appartiene il dominio e il terrore: egli fa regnare la pace ne' suoi luoghi altissimi. Giob. 25:2
- Come può dunque l'uomo esser giusto dinanzi a Dio? Come può esser puro il nato dalla donna? Giob. 25:4
- quanto meno l'uomo, ch'è un verme, il figliuol d'uomo ch'è un vermicciuolo!' Giob. 25:6
- Come hai bene aiutato il debole! Come hai sorretto il braccio senza forza! Giob. 26:2
- Dinanzi a lui il soggiorno de' morti è nudo, l'abisso è senza velo. Giob. 26:6
- Egli distende il settentrione sul vuoto, sospende la terra sul nulla. Giob. 26:7
- Rinchiude le acque nelle sue nubi, e le nubi non scoppiano per il peso. Giob. 26:8
- Con la sua forza egli solleva il mare, con la sua intelligenza ne abbatte l'orgoglio. Giob. 26:12
- Al suo soffio il cielo torna sereno, la sua mano trafigge il drago fuggente. Giob. 26:13
- Ecco, questi non son che gli estremi lembi dell'azione sua. Non ce ne giunge all'orecchio che un breve susurro; Ma il tuono delle sue potenti opere chi lo può intendere? Giob. 26:14
- Giobbe riprese il suo discorso e disse: Giob. 27:1
- finché avrò fiato e il soffio di Dio sarà nelle mie nari, Giob. 27:3
- Ho preso a difendere la mia giustizia e non cederò; il cuore non mi rimprovera uno solo de' miei giorni. Giob. 27:6
- Sia trattato da malvagio il mio nemico e da perverso chi si leva contro di me! Giob. 27:7
- Potrà egli prendere il suo diletto nell'Onnipotente? invocare Iddio in ogni tempo? Giob. 27:10
- Io vi mostrerò il modo d'agire di Dio, non vi nasconderò i disegni dell'Onnipotente. Giob. 27:11
- li ammucchia, sì, ma se ne vestirà il giusto, e l'argento l'avrà come sua parte l'innocente. Giob. 27:17
- La casa ch'ei si edifica è come quella della tignuola, come il capanno che fa il guardiano della vigna. Giob. 27:18
- Il vento d'oriente lo porta via, ed egli se ne va; lo spazza in un turbine dal luogo suo. Giob. 27:21
- La gente batte le mani quando cade, e fischia dietro a lui quando lascia il luogo dove stava. Giob. 27:23
- Il ferro si cava dal suolo, e la pietra fusa dà il rame. Giob. 28:2
- Scava un pozzo lontan dall'abitato; il piede più non serve a quei che vi lavorano; son sospesi, oscillano lungi dai mortali. Giob. 28:4
- Dalla terra esce il pane, ma, nelle sue viscere, è sconvolta come dal fuoco. Giob. 28:5
- L'uccello di rapina non conosce il sentiero che vi mena, né l'ha mai scorto l'occhio del falco. Giob. 28:7
- Le fiere superbe non vi hanno messo piede, e il leone non v'è passato mai. Giob. 28:8
- Ma la Sapienza, dove trovarla? E dov'è il luogo della Intelligenza? Giob. 28:12
- L'abisso dice: `Non è in me'; il mare dice: `Non sta da me'. Giob. 28:14
- L'oro ed il vetro non reggono al suo confronto, non la si dà in cambio di vasi d'oro fino. Giob. 28:17
- Il topazio d'Etiopia non può starle a fronte, l'oro puro non ne bilancia il valore. Giob. 28:19
- Donde vien dunque la Sapienza? E dov'è il luogo della Intelligenza? Giob. 28:20
- Dio solo conosce la via che vi mena, egli solo sa il luogo dove dimora, Giob. 28:23
- perché il suo sguardo giunge sino alle estremità della terra, perch'egli vede tutto quel ch'è sotto i cieli. Giob. 28:24
- Quando regolò il peso del vento e fissò la misura dell'acque, Giob. 28:25
- E disse all'uomo: `Ecco: temere il Signore: questa è la Sapienza, e fuggire il male è l'Intelligenza'. Giob. 28:28
- Giobbe riprese il suo discorso e disse: Giob. 29:1
- Allorché uscivo per andare alla porta della città e mi facevo preparare il seggio sulla piazza, Giob. 29:7
- perché salvavo il misero che gridava aiuto, e l'orfano che non aveva chi lo soccorresse. Giob. 29:12
- Scendea su me la benedizione di chi stava per perire, e facevo esultare il cuor della vedova. Giob. 29:13
- La giustizia era il mio vestimento ed io il suo; la probità era come il mio mantello e il mio turbante. Giob. 29:14
- Ero l'occhio del cieco, il piede dello zoppo; Giob. 29:15
- ero il padre de' poveri, e studiavo a fondo la causa dello sconosciuto. Giob. 29:16
- Gli astanti m'ascoltavano pieni d'aspettazione, si tacevan per udire il mio parere. Giob. 29:21
- smunta dalla miseria e dalla fame, ridotta a brucare il deserto, la terra da tempo nuda e desolata, Giob. 30:3
- E ora io sono il tema delle loro canzoni, il soggetto dei loro discorsi. Giob. 30:9
- Hanno sovvertito il mio cammino, lavorano alla mia ruina, essi che nessuno vorrebbe soccorrere! Giob. 30:13
- Non piangevo io forse per chi era nell'avversità? l'anima mia non era ella angustiata per il povero? Giob. 30:25
- Speravo il bene, ed è venuto il male; aspettavo la luce, ed è venuta l'oscurità! Giob. 30:26
- La sventura non è ella per il perverso e le sciagure per quelli che fanno il male? Giob. 31:3
- Se ho camminato insieme alla menzogna, se il piede mio s'è affrettato dietro alla frode Giob. 31:5
- se i miei passi sono usciti dalla retta via, se il mio cuore è ito dietro ai miei occhi, se qualche sozzura mi s'è attaccata alle mani, Giob. 31:7
- Se il mio cuore s'è lasciato sedurre per amor d'una donna, se ho spiato la porta del mio prossimo, Giob. 31:9
- Se ho disconosciuto il diritto del mio servo e della mia serva, quand'eran meco in lite, Giob. 31:13
- se ho mangiato da solo il mio pezzo di pane senza che l'orfano ne mangiasse la sua parte, Giob. 31:17
- se ho visto uno perire per mancanza di vesti o il povero senza una coperta, Giob. 31:19
- che la mia spalla si stacchi dalla sua giuntura, il mio braccio si spezzi e cada! Giob. 31:22
- E invero mi spaventava il castigo di Dio, ed ero trattenuto dalla maestà di lui. Giob. 31:23
- se, contemplando il sole che raggiava e la luna che procedeva lucente nel suo corso, Giob. 31:26
- il mio cuore, in segreto, s'è lasciato sedurre e la mia bocca ha posato un bacio sulla mano Giob. 31:27
- se ne ho mangiato il frutto senza pagarla, se ho fatto sospirare chi la coltivava, Giob. 31:39
- Allora l'ira di Elihu, figliuolo di Barakeel il Buzita della tribù di Ram, s'accese: Giob. 32:2
- Ed Elihu, figliuolo di Barakeel il Buzita, rispose e disse: Io son giovine d'età e voi siete vecchi; perciò mi son tenuto indietro e non ho ardito esporvi il mio pensiero. Giob. 32:6
- Dicevo: `Parleranno i giorni, e il gran numero degli anni insegnerà la sapienza'. Giob. 32:7
- Ma, nell'uomo, quel che lo rende intelligente è lo spirito, è il soffio dell'Onnipotente. Giob. 32:8
- Non quelli di lunga età sono sapienti, né i vecchi son quelli che comprendono il giusto. Giob. 32:9
- Perciò dico: `Ascoltatemi; vi esporrò anch'io il mio pensiero'. Giob. 32:10
- Ma ora risponderò anch'io per mio conto, esporrò anch'io il mio pensiero! Giob. 32:17
- Ecco il mio seno è come vin rinchiuso, è simile ad otri pieni di vin nuovo, che stanno per scoppiare. Giob. 32:19
- poiché adulare io non so; se lo facessi, il mio Fattore tosto mi torrebbe di mezzo. Giob. 32:22
- Ma pure, ascolta, o Giobbe, il mio dire, porgi orecchio a tutte le mie parole! Giob. 33:1
- Ecco, apro la bocca, la lingua parla sotto il mio palato. Giob. 33:2
- Lo spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell'Onnipotente mi dà la vita. Giob. 33:4
- Spavento di me non potrà quindi sgomentarti, e il peso della mia autorità non ti potrà schiacciare. Giob. 33:7
- Davanti a me tu dunque hai detto (e ho bene udito il suono delle tue parole): Giob. 33:8
- quand'egli ha in avversione il pane, e l'anima sua schifa i cibi più squisiti; Giob. 33:20
- Ma se, presso a lui, v'è un angelo, un interprete, uno solo fra i mille, che mostri all'uomo il suo dovere, Giob. 33:23
- Iddio ha pietà di lui e dice: `Risparmialo, che non scenda nella fossa! Ho trovato il suo riscatto'. Giob. 33:24
- implora Dio, e Dio gli è propizio; gli dà di contemplare il suo volto con giubilo, e lo considera di nuovo come giusto. Giob. 33:26
- Poiché l'orecchio giudica dei discorsi, come il palato assapora le vivande. Giob. 34:3
- Poiché ha detto: `Non giova nulla all'uomo l'avere il suo diletto in Dio'. Giob. 34:9
- Ascoltatemi dunque, o uomini di senno! Lungi da Dio il male, lungi dall'Onnipotente l'iniquità! Giob. 34:10
- Poich'egli rende all'uomo secondo le sue opere, e fa trovare a ognuno il salario della sua condotta. Giob. 34:11
- No, di certo Iddio non commette ingiustizie! l'Onnipotente non perverte il diritto. Giob. 34:12
- Chi gli ha dato il governo della terra? Chi ha affidato l'universo alla sua cura? Giob. 34:13
- S'ei non ponesse mente che a se stesso, se ritirasse a sé il suo spirito e il suo soffio, Giob. 34:14
- Uno che odiasse la giustizia potrebbe governare? E osi tu condannare il Giusto, il Potente, Giob. 34:17
- che non porta rispetto all'apparenza de' grandi, che non considera il ricco più del povero, perché son tutti opera delle sue mani? Giob. 34:19
- han fatto salire a lui il gemito del povero, ed egli ha dato ascolto al gemito degli infelici. Giob. 34:28
- Quando Iddio dà requie chi lo condannerà? Chi potrà contemplarlo quando nasconde il suo volto a una nazione ovvero a un individuo, Giob. 34:29
- Quell'empio ha egli detto a Dio: `Io porto la mia pena, non farò più il male, Giob. 34:31
- Poi Elihu riprese il discorso e disse: Giob. 35:1
- ma nessuno dice: `Dov'è Dio, il mio creatore, che nella notte concede canti di gioia, Giob. 35:10
- egli apre così i loro orecchi a' suoi ammonimenti, e li esorta ad abbandonare il male. Giob. 36:10
- Ma, se giudichi le vie di Dio come fan gli empi, il giudizio e la sentenza di lui ti piomberanno addosso. Giob. 36:17
- tutti le ammirano, il mortale le contempla da lungi. Giob. 36:25
- Sì, Iddio è grande e noi non lo possiam conoscere; incalcolabile è il numero degli anni suoi. Giob. 36:26
- Il rombo del tuono annunzia ch'ei viene, gli animali lo presenton vicino. Giob. 36:33
- A tale spettacolo il cuor mi trema e balza fuor del suo luogo. Giob. 37:1
- Udite, udite il fragore della sua voce, il rombo che esce dalla sua bocca! Giob. 37:2
- Egli lo lancia sotto tutti i cieli e il suo lampo guizza fino ai lembi della terra. Giob. 37:3
- Dopo il lampo, una voce rugge; egli tuona con la sua voce maestosa; e quando s'ode la voce, il fulmine non è già più nella sua mano. Giob. 37:4
- Dai recessi del sud viene l'uragano, dagli aquiloni il freddo. Giob. 37:9
- Al soffio di Dio si forma il ghiaccio e si contrae la distesa dell'acque. Giob. 37:10
- Sai tu come Iddio le diriga e faccia guizzare il lampo dalle sue nubi? Giob. 37:15
- Sai tu come mai gli abiti tuoi sono caldi quando la terra s'assopisce sotto il soffio dello scirocco? Giob. 37:17
- Nessuno può fissare il sole che sfolgora ne' cieli quando v'è passato il vento a renderli tersi. Giob. 37:21
- Chi ne fissò le dimensioni? giacché tu il sai! O chi tirò sovr'essa la corda da misurare? Giob. 38:5
- Chi chiuse con porte il mare balzante fuor dal seno materno, Giob. 38:8
- Hai tu mai, in vita tua, comandato al mattino? o insegnato il suo luogo all'aurora, Giob. 38:12
- La terra si trasfigura come creta sotto il sigillo, e appar come vestita d'un ricco manto; Giob. 38:14
- i malfattori sono privati della luce loro, e il braccio, alzato già, è spezzato. Giob. 38:15
- Lo sai di sicuro! ché tu eri, allora, già nato, e il numero de' tuoi giorni è grande!... Giob. 38:21
- Per quali vie si diffonde la luce e si sparge il vento orientale sulla terra? Giob. 38:24
- Dal seno di chi esce il ghiaccio, e la brina del cielo chi la dà alla luce? Giob. 38:29
- Conosci tu le leggi del cielo? e regoli tu il dominio di esso sulla terra? Giob. 38:33
- Chi provvede il pasto al corvo quando i suoi piccini gridano a Dio e vanno errando senza cibo? Giob. 38:41
- Conti tu i mesi della lor pregnanza e sai tu il momento in cui debbono sgravarsi? Giob. 39:2
- al quale ho dato per dimora il deserto, e la terra salata per abitazione? Giob. 39:6
- Il bufalo vorrà egli servirti o passar la notte presso alla tua mangiatoia? Giob. 39:9
- Legherai tu il bufalo con una corda perché faccia il solco? erpicherà egli le valli dietro a te? Giob. 39:10
- Ti fiderai di lui perché la sua forza è grande? Lascerai a lui il tuo lavoro? Giob. 39:11
- Conterai su lui perché ti porti a casa la raccolta e ti ammonti il grano sull'aia? Giob. 39:12
- Sei tu che dài al cavallo il coraggio? che gli vesti il collo d'una fremente criniera? Giob. 39:19
- Sei tu che lo fai saltar come la locusta? Il fiero suo nitrito incute spavento. Giob. 39:20
- Gli risuona addosso il turcasso, la folgorante lancia e il dardo. Giob. 39:23
- Com'ode lo squillo, dice: Aha! e fiuta da lontano la battaglia, la voce tonante dei capi, e il grido di guerra. Giob. 39:25
- È l'intelligenza tua che allo sparviere fa spiccare il volo e spiegar l'ali verso mezzogiorno? Giob. 39:26
- È forse al tuo comando che l'aquila si leva in alto e fa il suo nido nei luoghi elevati? Giob. 39:27
- Il censore dell'Onnipotente vuole ancora contendere con lui? Colui che censura Iddio ha egli una risposta a tutto questo? Giob. 40:2
- Vuoi tu proprio annullare il mio giudizio? condannar me per giustificar te stesso? Giob. 40:8
- Guarda l'ippopotamo che ho fatto al par di te; esso mangia l'erba come il bove. Giob. 40:15
- Ecco la sua forza è nei suoi lombi, e il vigor suo nei muscoli del ventre. Giob. 40:16
- Esso è il capolavoro di Dio; colui che lo fece l'ha fornito di falce, Giob. 40:19
- Straripi pure il fiume, ei non trema; rimane calmo, anche se avesse un Giordano alla gola. Giob. 40:23
- Potrebbe alcuno impadronirsene assalendolo di fronte? o prenderlo colle reti per forargli il naso? Giob. 40:24
- Prenderai tu il coccodrillo all'amo? Gli assicurerai la lingua colla corda? Giob. 41:1
- Chi gli ha aperti i due battenti della gola? Intorno alla chiostra de' suoi denti sta il terrore. Giob. 41:14
- Nel suo collo risiede la forza, dinanzi a lui salta il terrore. Giob. 41:22
- Il suo cuore è duro come il sasso, duro come la macina di sotto. Giob. 41:24
- Il ferro è per lui come paglia; il rame, come legno tarlato. Giob. 41:27
- Il suo ventre è armato di punte acute, e lascia come tracce d'erpice sul fango. Giob. 41:30
- Chi è colui che senza intendimento offusca il tuo disegno?... Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo; son cose per me troppo maravigliose ed io non le conosco. Giob. 42:3
- Il mio orecchio avea sentito parlar di te ma ora l'occhio mio t'ha veduto. Giob. 42:5
- Dopo che ebbe rivolto questi discorsi a Giobbe, l'Eterno disse a Elifaz di Teman: `L'ira mia è accesa contro te e contro i tuoi due amici, perché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe. Giob. 42:7
- Ora dunque prendetevi sette tori e sette montoni, venite a trovare il mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi stessi. Il mio servo Giobbe pregherà per voi; ed io avrò riguardo a lui per non punir la vostra follia; poiché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe'. Giob. 42:8
- E quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, l'Eterno lo ristabilì nella condizione di prima e gli rese il doppio di tutto quello che già gli era appartenuto. Giob. 42:10
- E in tutto il paese non c'eran donne così belle come le figliuole di Giobbe; e il padre assegnò loro una eredità tra i loro fratelli. Giob. 42:15
- Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via de' peccatori, né si siede sul banco degli schernitori; Sal. 1:1
- ma il cui diletto è nella legge dell'Eterno, e su quella legge medita giorno e notte. Sal. 1:2
- Egli sarà come un albero piantato presso a rivi d'acqua, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e la cui fronda non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà. Sal. 1:3
- Non così gli empi; anzi son come pula che il vento porta via. Sal. 1:4
- I re della terra si ritrovano e i principi si consigliano assieme contro l'Eterno e contro il suo Unto, dicendo: Sal. 2:2
- Colui che siede ne' cieli ne riderà; il Signore si befferà di loro. Sal. 2:4
- Eppure, dirà, io ho stabilito il mio re sopra Sion, monte della mia santità. Sal. 2:6
- Io spiegherò il decreto: L'Eterno mi disse: Tu sei il mio figliuolo, oggi io t'ho generato. Sal. 2:7
- Ma tu, o Eterno, sei uno scudo attorno a me, sei la mia gloria, colui che mi rialza il capo. Sal. 3:3
- Tu m'hai messo più gioia nel cuore che non provino essi quando il loro grano e il loro mosto abbondano. Sal. 4:7
- poiché tu non sei un Dio che prenda piacere nell'empietà; il malvagio non sarà tuo ospite. Sal. 5:4
- poiché in bocca loro non v'è sincerità, il loro interno è pieno di malizia; la loro gola è un sepolcro aperto, lusingano con la loro lingua. Sal. 5:9
- E si rallegreranno tutti quelli che in te confidano; manderanno in perpetuo grida di gioia. Tu stenderai su loro la tua protezione, e quelli che amano il tuo nome festeggeranno in te, Sal. 5:11
- perché tu, o Eterno, benedirai il giusto; tu lo circonderai di benevolenza, come d'uno scudo. Sal. 5:12
- Io sono esausto a forza di gemere; ogni notte allago di pianto il mio letto e bagno delle mie lacrime il mio giaciglio. Sal. 6:6
- che talora il nemico, come un leone, non sbrani l'anima mia lacerandola, senza che alcuno mi liberi. Sal. 7:2
- perseguiti pure il nemico l'anima mia e la raggiunga, e calpesti al suolo la mia vita, e stenda la mia gloria nella polvere. Sela. Sal. 7:5
- Tu hai ordinato il giudicio. Ti circondi l'assemblea de' popoli, e ponti a sedere al disopra d'essa in luogo elevato. Sal. 7:7
- Deh, venga meno la malvagità de' malvagi, ma stabilisci il giusto; poiché sei l'Iddio giusto che prova i cuori e le reni. Sal. 7:9
- Il mio scudo è in Dio, che salva i diritti di cuore. Sal. 7:10
- Se il malvagio non si converte egli aguzzerà la sua spada; egli ha teso l'arco suo e lo tien pronto; Sal. 7:12
- Ecco, il malvagio è in doglie per produrre iniquità. Egli ha concepito malizia e partorisce menzogna. Sal. 7:14
- O Eterno, Signor nostro, quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra! O Tu che hai posta la tua maestà nei cieli. Sal. 8:1
- Dalla bocca de' fanciulli e de' lattanti tu hai tratto una forza, per cagione de' tuoi nemici, per ridurre al silenzio l'avversario e il vendicatore. Sal. 8:2
- che cos'è l'uomo che tu n'abbia memoria? e il figliuol dell'uomo che tu ne prenda cura? Sal. 8:4
- O Eterno, Signor nostro, quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra! Sal. 8:9
- Io celebrerò l'Eterno con tutto il mio cuore, io narrerò tutte le tue maraviglie. Sal. 9:1
- Poiché tu hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; ti sei assiso sul trono come giusto giudice. Sal. 9:4
- Tu hai sgridate le nazioni, hai distrutto l'empio, hai cancellato il loro nome in sempiterno. Sal. 9:5
- È finita per il nemico! Son rovine perpetue! e delle città che tu hai distrutte perfin la memoria è perita. Sal. 9:6
- Ma l'Eterno siede come re in eterno; egli ha preparato il suo trono per il giudizio. Sal. 9:7
- Ed egli giudicherà il mondo con giustizia, giudicherà i popoli con rettitudine. Sal. 9:8
- e quelli che conoscono il tuo nome confideranno in te, perché, o Eterno, tu non abbandoni quelli che ti cercano. Sal. 9:10
- Perché colui che domanda ragion del sangue si ricorda dei miseri e non ne dimentica il grido. Sal. 9:12
- Le nazioni sono sprofondate nella fossa che avean fatta; il loro piede è stato preso nella rete che aveano nascosta. Sal. 9:15
- Poiché il povero non sarà dimenticato per sempre, né la speranza de' miseri perirà in perpetuo. Sal. 9:18
- Lèvati, o Eterno! Non lasciar che prevalga il mortale; sian giudicate le nazioni in tua presenza. Sal. 9:19
- poiché l'empio si gloria delle brame dell'anima sua, benedice il rapace e disprezza l'Eterno. Sal. 10:3
- Egli sta negli agguati de' villaggi; uccide l'innocente in luoghi nascosti; i suoi occhi spiano il meschino. Sal. 10:8
- Sta in agguato nel suo nascondiglio come un leone nella sua spelonca; sta in agguato per sorprendere il misero; egli sorprende il misero traendolo nella sua rete. Sal. 10:9
- Tu l'hai pur veduto; poiché tu riguardi ai travagli ed alle pene per prender la cosa in mano. A te si abbandona il meschino; tu sei l'aiutator dell'orfano. Sal. 10:14
- Fiacca il braccio dell'empio, cerca l'empietà del malvagio finché tu non ne trovi più. Sal. 10:15
- O Eterno, tu esaudisci il desiderio degli umili; tu raffermerai il cuor loro, inclinerai le orecchie tue Sal. 10:17
- Quando i fondamenti son rovinati che può fare il giusto? Sal. 11:3
- L'Eterno è nel tempio della sua santità; l'Eterno ha il suo trono nei cieli; i suoi occhi veggono, le sue palpebre scrutano i figliuoli degli uomini. Sal. 11:4
- L'Eterno scruta il giusto, ma l'anima sua odia l'empio e colui che ama la violenza. Sal. 11:5
- Per l'oppressione dei miseri, per il grido d'angoscia de' bisognosi, ora mi leverò, dice l'Eterno; darò loro la salvezza alla quale anelano. Sal. 12:5
- Fino a quando avrò l'ansia nell'anima e l'affanno nel cuore tutto il giorno? Fino a quando s'innalzerà il mio nemico sopra me? Sal. 13:2
- che talora il mio nemico non dica: L'ho vinto! e i miei avversari non festeggino se io vacillo. Sal. 13:4
- Quant'è a me, io confido nella tua benignità; il mio cuore giubilerà per la tua salvazione; Sal. 13:5
- Lo stolto ha detto nel suo cuore: Non c'è Dio. Si sono corrotti, si son resi abominevoli nella loro condotta; non v'è alcuno che faccia il bene. Sal. 14:1
- Tutti si sono sviati, tutti quanti si son corrotti, non v'è alcuno che faccia il bene, neppur uno. Sal. 14:3
- Son essi senza conoscenza tutti questi operatori d'iniquità, che mangiano il mio popolo come mangiano il pane e non invocano l'Eterno? Sal. 14:4
- Voi, invece, fate onta al consiglio del misero, perché l'Eterno è il suo rifugio. Sal. 14:6
- Oh, chi recherà da Sion la salvezza d'Israele? Quando l'Eterno ritrarrà dalla cattività il suo popolo, Giacobbe festeggerà, Israele si rallegrerà. Sal. 14:7
- Colui che cammina in integrità ed opera giustizia e dice il vero come l'ha nel cuore; Sal. 15:2
- che non calunnia con la sua lingua, né fa male alcuno al suo compagno, né getta vituperio contro il suo prossimo. Sal. 15:3
- non dà il suo danaro ad usura, né accetta presenti a danno dell'innocente. Chi fa queste cose non sarà mai smosso. Sal. 15:5
- Io ho detto all'Eterno: Tu sei il mio Signore; io non ho bene all'infuori di te; Sal. 16:2
- L'Eterno è la parte della mia eredità e il mio calice; tu mantieni quel che m'è toccato in sorte. Sal. 16:5
- Perciò il mio cuore si rallegra e l'anima mia festeggia; anche la mia carne dimorerà al sicuro; Sal. 16:9
- poiché tu non abbandonerai l'anima mia in poter della morte, né permetterai che il tuo santo vegga la fossa. Sal. 16:10
- Tu mi mostrerai il sentiero della vita; vi son gioie a sazietà nella tua presenza; vi son diletti alla tua destra in eterno. Sal. 16:11
- Dalla tua presenza venga alla luce il mio diritto, gli occhi tuoi riconoscano la rettitudine. Sal. 17:2
- Tu hai scrutato il mio cuore, l'hai visitato nella notte; m'hai provato e non hai rinvenuto nulla; la mia bocca non trapassa il mio pensiero. Sal. 17:3
- Io t'invoco, perché tu m'esaudisci, o Dio; inclina verso me il tuo orecchio, ascolta le mie parole! Sal. 17:6
- Chiudono il loro cuore nel grasso, parlano alteramente colla lor bocca. Sal. 17:10
- Il mio nemico somiglia ad un leone che brama lacerare, ad un leoncello che s'appiatta ne' nascondigli. Sal. 17:12
- liberami, con la tua mano, dagli uomini, o Eterno, dagli uomini del mondo la cui parte è in questa vita, e il cui ventre tu empi co' tuoi tesori; hanno figliuoli in abbondanza, e lasciano il resto de' loro averi ai loro fanciulli. Sal. 17:14
- L'Eterno è la mia ròcca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto ricetto. Sal. 18:2
- Nella mia distretta invocai l'Eterno e gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio e il mio grido pervenne a lui, ai suoi orecchi. Sal. 18:6
- Allora apparve il letto delle acque, e i fondamenti del mondo furono scoperti al tuo sgridare, o Eterno, al soffio del vento delle tue nari. Sal. 18:15
- Essi m'eran piombati addosso nel dì della mia calamità, ma l'Eterno fu il mio sostegno. Sal. 18:18
- Tu ti mostri pietoso verso il pio, integro verso l'uomo integro; Sal. 18:25
- Sì, tu sei quel che fa risplendere la mia lampada; l'Eterno, il mio Dio, è quel che illumina le mie tenebre. Sal. 18:28
- Io li ho tritati come polvere esposta al vento, li ho spazzati via come il fango delle strade. Sal. 18:42
- Grandi liberazioni egli accorda al suo re, ed usa benignità verso il suo unto, verso Davide e la sua progenie in perpetuo. Sal. 18:50
- I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani. Sal. 19:1
- Ma il loro suono esce fuori per tutta la terra, e i loro accenti vanno fino all'estremità del mondo. Quivi Iddio ha posto una tenda per il sole, Sal. 19:4
- La sua uscita è da una estremità de' cieli, e il suo giro arriva fino all'altra estremità; e niente è nascosto al suo calore. Sal. 19:6
- La legge dell'Eterno è perfetta, ella ristora l'anima; la testimonianza dell'Eterno è verace, rende savio il semplice. Sal. 19:7
- I precetti dell'Eterno son giusti, rallegrano il cuore; il comandamento dell'Eterno è puro, illumina gli occhi. Sal. 19:8
- Il timore dell'Eterno è puro, dimora in perpetuo; i giudizi dell'Eterno sono verità, tutti quanti son giusti, Sal. 19:9
- Anche il tuo servitore è da essi ammaestrato; v'è gran ricompensa ad osservarli. Sal. 19:11
- Trattieni pure il tuo servitore dai peccati volontari, e fa' che non signoreggino su me; allora sarò integro, e puro di grandi trasgressioni. Sal. 19:13
- L'Eterno ti risponda nel dì della distretta; il nome dell'Iddio di Giacobbe ti levi in alto in salvo; Sal. 20:1
- si ricordi di tutte le tue offerte ed accetti il tuo olocausto. Sela. Sal. 20:3
- Ti dia egli quel che il tuo cuore desidera, e adempia ogni tuo disegno. Sal. 20:4
- Già io so che l'Eterno ha salvato il suo unto, e gli risponderà dal cielo della sua santità, con le potenti liberazioni della sua destra. Sal. 20:6
- Gli uni confidano in carri, e gli altri in cavalli; ma noi ricorderemo il nome dell'Eterno, dell'Iddio nostro. Sal. 20:7
- O Eterno, salva il re! L'Eterno ci risponda nel giorno che noi l'invochiamo! Sal. 20:9
- O Eterno, il re si rallegra nella tua forza; ed oh quanto esulta per la tua salvezza! Sal. 21:1
- Tu gli hai dato il desiderio del suo cuore e non gli hai rifiutata la richiesta delle sue labbra. Sela. Sal. 21:2
- Perché il re si confida nell'Eterno, e, per la benignità dell'Altissimo, non sarà smosso. Sal. 21:7
- Tu li metterai come in una fornace ardente, quando apparirai; l'Eterno, nel suo cruccio, li inabisserà, e il fuoco li divorerà. Sal. 21:9
- Tu farai sparire il loro frutto dalla terra e la loro progenie di tra i figli degli uomini; Sal. 21:10
- Eppur tu sei il Santo, che siedi circondato dalle lodi d'Israele. Sal. 22:3
- Ma io sono un verme e non un uomo; il vituperio degli uomini, e lo sprezzato dal popolo. Sal. 22:6
- Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo: Sal. 22:7
- A te fui affidato fin dalla mia nascita, tu sei il mio Dio fin dal seno di mia madre. Sal. 22:10
- Io son come acqua che si sparge, e tutte le mie ossa si sconnettono; il mio cuore è come la cera, si strugge in mezzo alle mie viscere. Sal. 22:14
- Il mio vigore s'inaridisce come terra cotta, e la lingua mi s'attacca al palato; tu m'hai posto nella polvere della morte. Sal. 22:15
- Io annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all'assemblea. Sal. 22:22
- Gli umili mangeranno e saranno saziati; quei che cercano l'Eterno lo loderanno; il loro cuore vivrà in perpetuo. Sal. 22:26
- Poiché all'Eterno appartiene il regno, ed egli signoreggia sulle nazioni. Sal. 22:28
- L'Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà. Sal. 23:1
- Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei male alcuno, perché tu sei meco; il tuo bastone e la tua verga son quelli che mi consolano. Sal. 23:4
- Tu apparecchi davanti a me la mensa al cospetto dei miei nemici; tu ungi il mio capo con olio; la mia coppa trabocca. Sal. 23:5
- All'Eterno appartiene la terra e tutto ciò ch'è in essa, il mondo e i suoi abitanti. Sal. 24:1
- O porte, alzate i vostri capi; e voi, porte eterne, alzatevi; e il Re di gloria entrerà. Sal. 24:7
- O porte, alzate i vostri capi; alzatevi, o porte eterne, e il Re di gloria entrerà. Sal. 24:9
- Chi è questo Re di gloria? È l'Eterno degli eserciti; egli è il Re di gloria. Sela. Sal. 24:10
- Tutti i sentieri dell'Eterno sono benignità e verità per quelli che osservano il suo patto e le sue testimonianze. Sal. 25:10
- Il segreto dell'Eterno è per quelli che lo temono, ed egli fa loro conoscere il suo patto. Sal. 25:14
- Vedi la mia afflizione ed il mio affanno, e perdonami tutti i miei peccati. Sal. 25:18
- Scrutami, o Eterno, e sperimentami; prova le mie reni ed il mio cuore. Sal. 26:2
- Io lavo le mie mani nell'innocenza, e così fo il giro del tuo altare, o Eterno, Sal. 26:6
- O Eterno, io amo il soggiorno della tua casa e il luogo ove risiede la tua gloria. Sal. 26:8
- Il mio piè sta fermo in luogo piano. Io benedirò l'Eterno nelle assemblee. Sal. 26:12
- L'Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L'Eterno è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura? Sal. 27:1
- Quand'anche un esercito si accampasse contro a me, il mio cuore non avrebbe paura; quand'anche la guerra si levasse contro a me, anche allora sarei fiducioso. Sal. 27:3
- Già fin d'ora il mio capo s'eleva sui miei nemici che m'attorniano. Io offrirò nel suo padiglione sacrifici con giubilo; io canterò e salmeggerò all'Eterno. Sal. 27:6
- Il mio cuore mi dice da parte tua: Cercate la mia faccia! Io cerco la tua faccia, o Eterno. Sal. 27:8
- Non mi nascondere il tuo volto, non rigettar con ira il tuo servitore; tu sei stato il mio aiuto; non mi lasciare, non m'abbandonare, o Dio della mia salvezza! Sal. 27:9
- Spera nell'Eterno! Sii forte, il tuo cuore si rinfranchi, sì, spera nell'Eterno! Sal. 27:14
- Ascolta la voce delle mie supplicazioni quando grido a te, quando alzo le mani verso il santuario della tua santità. Sal. 28:2
- L'Eterno è la mia forza ed il mio scudo; in lui s'è confidato il mio cuore, e sono stato soccorso; perciò il mio cuore festeggia, ed io lo celebrerò col mio cantico. Sal. 28:7
- L'Eterno è la forza del suo popolo; egli è un baluardo di salvezza per il suo unto. Sal. 28:8
- Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità; e pascili, e sostienli in perpetuo. Sal. 28:9
- Fa saltellare i monti come vitelli, il Libano e il Sirio come giovani bufali. Sal. 29:6
- La voce dell'Eterno fa tremare il deserto; l'Eterno fa tremare il deserto di Cades. Sal. 29:8
- L'Eterno darà forza al suo popolo; l'Eterno benedirà il suo popolo dandogli pace. Sal. 29:11
- Poiché l'ira sua è sol per un momento, ma la sua benevolenza è per tutta una vita. La sera alberga da noi il pianto; ma la mattina viene il giubilo. Sal. 30:5
- O Eterno, per il tuo favore, avevi reso forte il mio monte; tu nascondesti la tua faccia, ed io fui smarrito. Sal. 30:7
- Ascolta, o Eterno, ed abbi pietà di me; o Eterno, sii tu il mio aiuto! Sal. 30:10
- Tu hai mutato il mio duolo in danza; hai sciolto il mio cilicio e m'hai cinto d'allegrezza, Sal. 30:11
- Inclina a me il tuo orecchio; affrettati a liberarmi; siimi una forte ròcca, una fortezza ove tu mi salvi. Sal. 31:2
- Trammi dalla rete che m'han tesa di nascosto; poiché tu sei il mio baluardo. Sal. 31:4
- Io rimetto il mio spirito nelle tue mani; tu m'hai riscattato, o Eterno, Dio di verità. Sal. 31:5
- Poiché la mia vita vien meno dal dolore e i miei anni per il sospirare; la forza m'è venuta a mancare per la mia afflizione, e le mie ossa si consumano. Sal. 31:10
- Perché odo il diffamare di molti, spavento m'è d'ogn'intorno, mentr'essi si consigliano a mio danno, e macchinano di tormi la vita. Sal. 31:13
- Fa' risplendere il tuo volto sul tuo servitore; salvami per la tua benignità. Sal. 31:16
- Siate saldi, e il vostro cuore si fortifichi, o voi tutti che sperate nell'Eterno! Sal. 31:24
- Beato colui la cui trasgressione è rimessa e il cui peccato è coperto! Sal. 32:1
- Mentr'io mi son taciuto le mie ossa si son consumate pel ruggire ch'io facevo tutto il giorno. Sal. 32:3
- Poiché giorno e notte la tua mano s'aggravava su me, il mio succo vitale s'era mutato come per arsura d'estate. Sela. Sal. 32:4
- Io t'ho dichiarato il mio peccato, non ho coperta la mia iniquità. Io ho detto: Confesserò le mie trasgressioni all'Eterno; e tu hai perdonato l'iniquità del mio peccato. Sela. Sal. 32:5
- Tu sei il mio ricetto, tu mi guarderai da distretta, tu mi circonderai di canti di liberazione. Sela. Sal. 32:7
- Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti s'accostano! Sal. 32:9
- I cieli furon fatti dalla parola dell'Eterno, e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca. Sal. 33:6
- L'Eterno dissipa il consiglio delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli. Sal. 33:10
- Il consiglio dell'Eterno sussiste in perpetuo, i disegni del suo cuore durano d'età in età. Sal. 33:11
- Beata la nazione il cui Dio è l'Eterno; beato il popolo ch'egli ha scelto per sua eredità. Sal. 33:12
- egli, che ha formato il cuore di loro tutti, che considera tutte le opere loro. Sal. 33:15
- Il re non è salvato per grandezza d'esercito; il prode non scampa per la sua gran forza. Sal. 33:16
- Il cavallo è cosa fallace per salvare; esso non può liberare alcuno col suo grande vigore. Sal. 33:17
- L'anima nostra aspetta l'Eterno; egli è il nostro aiuto e il nostro scudo. Sal. 33:20
- In lui, certo, si rallegrerà il cuor nostro, perché abbiam confidato nel nome della sua santità. Sal. 33:21
- Magnificate meco l'Eterno, ed esaltiamo il suo nome tutti insieme. Sal. 34:3
- Venite, figliuoli, ascoltatemi; io v'insegnerò il timor dell'Eterno. Sal. 34:11
- Dipartiti dal male e fa' il bene; cerca la pace, e procacciala. Sal. 34:14
- La faccia dell'Eterno è contro quelli che fanno il male per sterminare di sulla terra la loro memoria. Sal. 34:16
- L'Eterno è vicino a quelli che hanno il cuor rotto, e salva quelli che hanno lo spirito contrito. Sal. 34:18
- La malvagità farà perire il malvagio, e quelli che odiano il giusto saranno condannati. Sal. 34:21
- Tira fuori la lancia e chiudi il passo ai miei persecutori; di' all'anima mia: Io son la tua salvezza. Sal. 35:3
- Tutte le mie ossa diranno: O Eterno, chi è pari a te che liberi il misero da chi è più forte di lui, il misero e il bisognoso da chi lo spoglia? Sal. 35:10
- Eppure io, quand'eran malati, vestivo il cilicio, affliggevo l'anima mia col digiuno, e pregavo col capo curvo sul seno... Sal. 35:13
- che non dicano in cuor loro: Ah, ecco il nostro desiderio! che non dicano: L'abbiamo inghiottito. Sal. 35:25
- Le parole della sua bocca sono iniquità e frode; egli ha cessato d'esser savio e di fare il bene. Sal. 36:3
- Egli medita iniquità sopra il suo letto; si tiene nella via che non è buona; non aborre il male. Sal. 36:4
- Non mi venga sopra il piè del superbo, e la mano degli empi non mi metta in fuga. Sal. 36:11
- perché saran di subito falciati come il fieno, e appassiranno come l'erba verde. Sal. 37:2
- Confidati nell'Eterno e fa' il bene; abita il paese e coltiva la fedeltà. Sal. 37:3
- Prendi il tuo diletto nell'Eterno, ed egli ti darà quel che il tuo cuore domanda. Sal. 37:4
- Egli farà risplendere la tua giustizia come la luce, e il tuo diritto come il mezzodì. Sal. 37:6
- Ancora un poco e l'empio non sarà più; tu osserverai il suo luogo, ed egli non vi sarà più. Sal. 37:10
- L'empio macchina contro il giusto e digrigna i denti contro lui. Sal. 37:12
- Il Signore si ride di lui, perché vede che il suo giorno viene. Sal. 37:13
- Gli empi han tratto la spada e teso il loro arco per abbattere il misero e il bisognoso, per sgozzare quelli che vanno per la via diritta. Sal. 37:14
- Meglio vale il poco del giusto che l'abbondanza di molti empi. Sal. 37:16
- L'empio prende a prestito e non rende; ma il giusto è pietoso e dona. Sal. 37:21
- Io sono stato giovane e son anche divenuto vecchio, ma non ho visto il giusto abbandonato, né la sua progenie accattare il pane. Sal. 37:25
- Ritraiti dal male e fa' il bene, e dimorerai nel paese in perpetuo. Sal. 37:27
- L'empio spia il giusto e cerca di farlo morire. Sal. 37:32
- Poiché le mie iniquità sorpassano il mio capo; son come un grave carico, troppo pesante per me. Sal. 38:4
- Son tutto fiacco e rotto; io ruggisco per il fremito del mio cuore. Sal. 38:8
- Il mio cuore palpita, la mia forza mi lascia, ed anche la luce de' miei occhi m'è venuta meno. Sal. 38:10
- Quelli che cercan la mia vita mi tendono reti, e quelli che procurano il mio male proferiscon cose maligne e tutto il giorno meditano frodi. Sal. 38:12
- Io ho detto: Non si rallegrino di me; e quando il mio piè vacilla, non s'innalzino superbi contro a me. Sal. 38:16
- Perché io sto per cadere, e il mio dolore è del continuo davanti a me. Sal. 38:17
- Io confesso la mia iniquità, e sono angosciato per il mio peccato. Sal. 38:18
- Anche quelli che mi rendon male per bene sono miei avversari, perché seguo il bene. Sal. 38:20
- Io sono stato muto, in silenzio, mi son taciuto senz'averne bene; anzi il mio dolore s'è inasprito. Sal. 39:2
- Il mio cuore si riscaldava dentro di me; mentre meditavo, un fuoco s'è acceso; allora la mia lingua ha parlato. Sal. 39:3
- Liberami da tutte le mie trasgressioni; non far di me il vituperio dello stolto. Sal. 39:8
- Toglimi d'addosso il tuo flagello! Io mi consumo sotto i colpi della tua mano. Sal. 39:10
- Distogli da me il tuo sguardo ond'io mi rianimi, prima che me ne vada, e non sia più. Sal. 39:13
- Io ho pazientemente aspettato l'Eterno, ed egli s'è inclinato a me ed ha ascoltato il mio grido. Sal. 40:1
- O Eterno, Iddio mio, hai moltiplicato le tue maraviglie e i tuoi pensieri in favor nostro; non si può farne il conto dinanzi a te. Se volessi narrarli e parlarne, son tanti che non si posson contare. Sal. 40:5
- Tu non prendi piacere né in sacrifizio né in offerta; tu m'hai aperto gli orecchi. Tu non domandi né olocausto né sacrifizio per il peccato. Sal. 40:6
- Io non ho nascosto la tua giustizia entro il mio cuore; ho narrato la tua fedeltà e la tua salvezza; non ho celato la tua benignità né la tua verità alla grande assemblea. Sal. 40:10
- Poiché mali innumerevoli mi circondano; le mie iniquità m'hanno raggiunto, e non posso abbracciarle con lo sguardo. Sono in maggior numero de' capelli del mio capo, e il mio cuore vien meno! Sal. 40:12
- Quanto a me son misero e bisognoso, ma il Signore ha cura di me. Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore; o Dio mio, non tardare! Sal. 40:17
- L'Eterno lo sosterrà quando sarà nel letto della infermità; tu trasformerai interamente il suo letto di malattia. Sal. 41:3
- I miei nemici mi augurano del male, dicendo: Quando morrà? e quando perirà il suo nome? Sal. 41:5
- E se un di loro viene a vedermi, parla con menzogna: il suo cuore intanto ammassa iniquità dentro di sé; appena uscito, egli parla. Sal. 41:6
- Perfino l'uomo col quale vivevo in pace, nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro a me. Sal. 41:9
- Da questo io riconoscerò che tu mi gradisci, se il mio nemico non trionferà di me. Sal. 41:11
- Le mie lacrime son diventate il mio cibo giorno e notte, da che mi van dicendo del continuo: Dov'è il tuo Dio? Sal. 42:3
- Non posso non ricordare con profonda commozione il tempo in cui procedevo con la folla e la guidavo alla casa di Dio, tra i canti di giubilo e di lode d'una moltitudine in festa. Sal. 42:4
- Perché t'abbatti anima mia? perché ti commuovi in me? Spera in Dio, perch'io lo celebrerò ancora; egli è la mia salvezza e il mio Dio. Sal. 42:5
- Trafiggendomi le ossa, i miei nemici mi fanno onta dicendomi continuamente: Dov'è il tuo Dio? Sal. 42:10
- Perché t'abbatti anima mia? perché ti commuovi in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è la mia salvezza e il mio Dio. Sal. 42:11
- Allora andrò all'altare di Dio, all'Iddio, ch'è la mia allegrezza ed il mio giubilo; e ti celebrerò con la cetra, o Dio, Dio mio! Sal. 43:4
- Perché t'abbatti anima mia? perché ti commuovi in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è la mia salvezza ed il mio Dio. Sal. 43:5
- Poiché essi non conquistarono il paese con la loro spada, né fu il loro braccio che li salvò, ma la tua destra, il tuo braccio, la luce del tuo volto, perché li gradivi. Sal. 44:3
- Tu sei il mio re, o Dio, ordina la salvezza di Giacobbe! Sal. 44:4
- In Dio noi ci glorieremo ogni giorno, e celebreremo il tuo nome in perpetuo. Sela. Sal. 44:8
- Tu vendi il tuo popolo per un nulla, e non ti sei tenuto alto nel fissarne il prezzo. Sal. 44:12
- Tu ci rendi la favola delle nazioni, e i popoli scuotono il capo, quando si tratta di noi. Sal. 44:14
- all'udire chi mi vitupera e m'oltraggia, al vedere il nemico ed il vendicativo. Sal. 44:16
- Il nostro cuore non si è rivolto indietro, e i nostri passi non si sono sviati dal tuo sentiero, Sal. 44:18
- Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio e avessimo teso le mani verso un dio straniero, Sal. 44:20
- Poiché l'anima nostra è abbattuta nella polvere; il nostro corpo aderisce alla terra. Sal. 44:25
- Il tuo trono, o Dio, è per ogni eternità; lo scettro del tuo regno è uno scettro di dirittura. Sal. 45:6
- Ascolta, o fanciulla, e guarda e porgi l'orecchio; dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; Sal. 45:10
- e il re porrà amore alla tua bellezza. Poich'egli è il tuo signore, prostrati dinanzi a lui. Sal. 45:11
- E la figliuola di Tiro, con de' doni, e i ricchi del popolo ricercheranno il tuo favore. Sal. 45:12
- I tuoi figliuoli prenderanno il posto de' tuoi padri; tu li costituirai principi per tutta la terra. Sal. 45:16
- Io renderò il tuo nome celebre per ogni età; perciò i popoli ti loderanno in sempiterno. Sal. 45:17
- quando le acque del mare muggissero e schiumassero, e per il loro gonfiarsi tremassero i monti. Sal. 46:3
- V'è un fiume, i cui rivi rallegrano la città di Dio, il luogo santo della dimora dell'Altissimo. Sal. 46:4
- L'Eterno degli eserciti è con noi, l'Iddio di Giacobbe è il nostro alto ricetto. Sela. Sal. 46:7
- Venite, mirate le opere dell'Eterno, il quale compie sulla terra cose stupende. Sal. 46:8
- L'Eterno degli eserciti è con noi; l'Iddio di Giacobbe è il nostro alto ricetto. Sela. Sal. 46:11
- I principi de' popoli s'adunano assieme per essere il popolo dell'Iddio d'Abramo: perché a Dio appartengono i potenti della terra; egli è sommamente elevato. Sal. 47:9
- Bello si erge, gioia di tutta la terra, il monte di Sion, dalle parti del settentrione, bella è la città del gran re. Sal. 48:2
- O Dio, qual è il tuo nome, tale è la tua lode fino all'estremità della terra; la tua destra è piena di giustizia. Sal. 48:10
- Si rallegri il monte di Sion, festeggino le figliuole di Giuda per i tuoi giudizi! Sal. 48:11
- Poiché questo Dio è il nostro Dio in sempiterno; egli sarà la nostra guida fino alla morte. Sal. 48:14
- Io presterò l'orecchio alle sentenze, spiegherò a suon di cetra il mio enigma. Sal. 49:4
- Nessuno però può in alcun modo redimere il fratello, né dare a Dio il prezzo del riscatto d'esso. Sal. 49:7
- Il riscatto dell'anima dell'uomo è troppo caro e farà mai sempre difetto. Sal. 49:8
- Perché la vedrà. I savi muoiono; periscono del pari il pazzo e lo stolto e lasciano ad altri i loro beni. Sal. 49:10
- Son cacciati come pecore nel soggiorno de' morti; la morte è il loro pastore; ed al mattino gli uomini retti li calpestano. La lor gloria ha da consumarsi nel soggiorno de' morti, né avrà altra dimora. Sal. 49:14
- Il Potente, Iddio, l'Eterno ha parlato e ha convocato la terra dal sol levante al ponente. Sal. 50:1
- perché mie son tutte le bestie della foresta, mio è il bestiame ch'è per i monti a migliaia. Sal. 50:10
- Se avessi fame, non te lo direi, perché il mondo, con tutto quel che contiene, è mio. Sal. 50:12
- Offri a Dio il sacrifizio della lode, e paga all'Altissimo i tuoi voti; Sal. 50:14
- Ma quanto all'empio, Iddio gli dice: Spetta egli a te di parlar de' miei statuti, e di aver sulle labbra il mio patto? Sal. 50:16
- Se vedi un ladro, tu ti diletti nella sua compagnia, e sei il socio degli adulteri. Sal. 50:18
- Tu siedi e parli contro il tuo fratello, tu diffami il figlio di tua madre. Sal. 50:20
- Chi mi offre il sacrifizio della lode mi glorifica, e a chi regola bene la sua condotta, io farò vedere la salvezza di Dio. Sal. 50:23
- Poiché io conosco i miei misfatti, e il mio peccato è del continuo davanti a me. Sal. 51:3
- I sacrifizi di Dio sono lo spirito rotto; o Dio, tu non sprezzi il cuor rotto e contrito. Sal. 51:17
- Tu ami il male più che il bene, e la menzogna più che il parlar secondo giustizia. Sela. Sal. 52:3
- Lo stolto ha detto nel suo cuore: Non c'è Dio. Si sono corrotti, si son resi abominevoli con la loro malvagità, non v'è alcuno che faccia il bene. Sal. 53:1
- Tutti si son tratti indietro, tutti quanti si son corrotti, non v'è alcuno che faccia il bene, neppur uno. Sal. 53:3
- Son essi senza conoscenza questi operatori d'iniquità, che mangiano il mio popolo come mangiano il pane, e non invocano Iddio? Sal. 53:4
- O Dio, salvami per il tuo nome, e fammi giustizia per la tua potenza. Sal. 54:1
- Ecco, Iddio è colui che m'aiuta; il Signore è fra quelli che sostengon l'anima mia. Sal. 54:4
- Egli farà ricadere il male sopra i miei nemici. Nella tua fedeltà, distruggili! Sal. 54:5
- Con animo volonteroso io t'offrirò sacrifizi; celebrerò il tuo nome, o Eterno, perch'esso è buono; Sal. 54:6
- Il mio cuore spasima dentro di me e spaventi mortali mi son caduti addosso. Sal. 55:4
- Paura e tremito m'hanno assalito, e il terrore mi ha sopraffatto; Sal. 55:5
- ma sei stato tu, l'uomo ch'io stimavo come mio pari, il mio compagno e il mio intimo amico. Sal. 55:13
- Il nemico ha steso la mano contro quelli ch'erano in pace con lui, ha violato il patto concluso. Sal. 55:20
- Getta sull'Eterno il tuo peso, ed egli ti sosterrà; egli non permetterà mai che il giusto sia smosso. Sal. 55:22
- Coll'aiuto di Dio celebrerò la sua parola; in Dio confido, e non temerò; che mi può fare il mortale? Sal. 56:4
- Il mio cuore è ben disposto, o Dio, il mio cuore è ben disposto; io canterò e salmeggerò. Sal. 57:7
- Siano essi come lumaca che si strugge mentre va: come l'aborto d'una donna, non veggano il sole. Sal. 58:8
- Prima che le vostre pignatte sentano il fuoco del pruno, verde od acceso che sia il legno, lo porti via la bufera. Sal. 58:9
- Il giusto si rallegrerà quando avrà visto la vendetta; si laverà i piedi nel sangue dell'empio; Sal. 58:10
- e la gente dirà: Certo, vi è una ricompensa per il giusto; certo c'è un Dio che giudica sulla terra! Sal. 58:11
- O mia forza, a te io riguarderò, perché Dio è il mio alto ricetto. Sal. 59:9
- Non li uccidere, che talora il mio popolo non lo dimentichi: falli, per la tua potenza, andar vagando ed abbattili, o Signore, nostro scudo. Sal. 59:11
- O mia forza, a te salmeggerò, perché Dio è il mio alto ricetto, l'Iddio benigno per me. Sal. 59:17
- Mio è Galaad e mio è Manasse, ed Efraim è la forte difesa del mio capo; Giuda è il mio scettro. Sal. 60:7
- Moab è il bacino dove mi lavo; sopra Edom getterò il mio sandalo; o Filistia, fammi delle acclamazioni! Sal. 60:8
- Dacci aiuto per uscir dalla distretta, poiché vano è il soccorso dell'uomo. Sal. 60:11
- O Dio, ascolta il mio grido, attendi alla mia preghiera. Sal. 61:1
- Poiché tu, o Dio, hai esaudito i miei voti, m'hai dato l'eredità di quelli che temono il tuo nome. Sal. 61:5
- Egli solo è la mia ròcca e la mia salvezza, il mio alto ricetto; io non sarò grandemente smosso. Sal. 62:2
- Egli solo è la mia ròcca e la mia salvezza; egli è il mio alto ricetto; io non sarò smosso. Sal. 62:6
- In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; la mia forte ròcca e il mio rifugio sono in Dio. Sal. 62:7
- Confida in lui ogni tempo, o popolo; espandi il tuo cuore nel suo cospetto; Dio è il nostro rifugio. Sela. Sal. 62:8
- Non confidate nell'oppressione, e non mettete vane speranze nella rapina; se le ricchezze abbondano, non vi mettete il cuore. Sal. 62:10
- Così ti benedirò finché io viva, e alzerò le mani invocando il tuo nome. Sal. 63:4
- Poiché tu sei stato il mio aiuto, ed io giubilo all'ombra delle tue ali. Sal. 63:7
- Ma il re si rallegrerà in Dio; chiunque giura per lui si glorierà, perché la bocca di quelli che dicon menzogne sarà turata. Sal. 63:11
- Divisano nequizia e dicono: Abbiam compiuto il nostro divisamento. L'intimo pensiero e il cuore d'ognun di loro è un abisso. Sal. 64:6
- saranno fatti cadere; e il male fatto dalle loro lingue ricadrà su loro. Tutti quelli che li vedranno scrolleranno il capo, Sal. 64:8
- Il giusto si rallegrerà nell'Eterno e in lui cercherà rifugio; e tutti i diritti di cuore si glorieranno. Sal. 64:10
- Egli acqueta il rumore de' mari, il rumore de' loro flutti, e il tumulto de' popoli. Sal. 65:7
- Tu visiti la terra e l'adacqui, tu l'arricchisci grandemente. I ruscelli di Dio son pieni d'acqua; tu prepari agli uomini il grano, quando prepari così la terra; Sal. 65:9
- Tu coroni de' tuoi beni l'annata, e dove passa il tuo carro stilla il grasso. Sal. 65:11
- Egli mutò il mare in terra asciutta; il popolo passò il fiume a piedi; quivi ci rallegrammo in lui. Sal. 66:6
- Benedite il nostro Dio, o popoli, e fate risonar la voce della sua lode! Sal. 66:8
- Egli ha conservato in vita l'anima nostra, e non ha permesso che il nostro piè vacillasse. Sal. 66:9
- Se nel mio cuore avessi avuto di mira l'iniquità, il Signore non m'avrebbe ascoltato. Sal. 66:18
- Iddio abbia mercé di noi, e ci benedica, Iddio faccia risplendere il suo volto su noi; Sela. Sal. 67:1
- La terra ha prodotto il suo frutto; Dio, l'Iddio nostro, ci benedirà. Sal. 67:6
- Tu li dissiperai come si dissipa il fumo; come la cera si strugge dinanzi al fuoco, così periranno gli empi dinanzi a Dio. Sal. 68:2
- Cantate a Dio, salmeggiate al suo nome, preparate la via a colui che cavalca attraverso i deserti; il suo nome è: l'Eterno, ed esultate dinanzi a lui. Sal. 68:4
- O Dio, quando tu uscisti davanti al tuo popolo, quando ti avanzasti attraverso il deserto, Sela. Sal. 68:7
- Il Signore dà un ordine: le messaggere di buone novelle sono una grande schiera. Sal. 68:11
- Quando vi siete riposati tra gli ovili, le ali della colomba si son coperte d'argento, e le sue penne hanno preso il giallo dell'oro. Sal. 68:13
- I carri di Dio si contano a miriadi e miriadi, a migliaia di migliaia; il Signore viene dal Sinai nel santuario. Sal. 68:17
- Sia benedetto il Signore! Giorno per giorno porta per noi il nostro peso; egli ch'è l'Iddio della nostra salvezza. Sela. Sal. 68:19
- Iddio è per noi l'Iddio delle liberazioni; e all'Eterno, al Signore, appartiene il preservar dalla morte. Sal. 68:20
- Ma Dio schiaccerà il capo de' suoi nemici, la testa chiomata di colui che cammina nelle sue colpe. Sal. 68:21
- Il Signore ha detto: Io ti ritrarrò da Basan, ti ritrarrò dalle profondità del mare, Sal. 68:22
- affinché tu affondi il tuo piè nel sangue, e la lingua de' tuoi cani abbia la sua parte de' tuoi nemici. Sal. 68:23
- Benedite Iddio nelle raunanze, benedite il Signore, voi che siete della fonte d'Israele! Sal. 68:26
- Ecco il piccolo Beniamino, che domina gli altri; i principi di Giuda e la loro schiera, i principi di Zabulon, i principi di Neftali. Sal. 68:27
- Il tuo Dio ha ordinato la tua forza; rafferma, o Dio, ciò che hai operato per noi! Sal. 68:28
- Io sono affondato in un profondo pantano, ove non v'è da fermare il piede; son giunto in acque profonde, e la corrente mi sommerge. Sal. 69:2
- Sono stanco di gridare, la mia gola è riarsa; gli occhi mi vengon meno, mentre aspetto il mio Dio. Sal. 69:3
- Perché per amor tuo io porto il vituperio, e la vergogna mi copre la faccia. Sal. 69:7
- Ho fatto d'un cilicio il mio vestito, ma son diventato il loro ludibrio. Sal. 69:11
- Non mi sommerga la corrente delle acque, non m'inghiottisca il gorgo, e non chiuda il pozzo la sua bocca su di me! Sal. 69:15
- E non nascondere il tuo volto dal tuo servo, perché sono in distretta; affrettati a rispondermi. Sal. 69:17
- Tu conosci il mio vituperio, la mia onta e la mia ignominia; i miei nemici son tutti davanti a te. Sal. 69:19
- Il vituperio m'ha spezzato il cuore e son tutto dolente; ho aspettato chi si condolesse meco, non v'è stato alcuno; ho aspettato dei consolatori, ma non ne ho trovati. Sal. 69:20
- Io celebrerò il nome di Dio con un canto, e lo magnificherò con le mie lodi. Sal. 69:30
- I mansueti lo vedranno e si rallegreranno; o voi che cercate Iddio, il cuor vostro riviva! Sal. 69:32
- Poiché Dio salverà Sion, e riedificherà le città di Giuda; il suo popolo abiterà in Sion e la possederà. Sal. 69:35
- Anche la progenie de' suoi servitori l'avrà per sua eredità, e quelli che amano il suo nome vi abiteranno. Sal. 69:36
- Quanto a me son misero e bisognoso; o Dio, affrettati a venire a me; tu sei il mio aiuto e il mio liberatore, o Eterno, non tardare! Sal. 70:5
- Per la tua giustizia, liberami, fammi scampare! Inchina a me il tuo orecchio, e salvami! Sal. 71:2
- Tu sei stato il mio sostegno fin dal seno materno, sei tu che m'hai tratto dalle viscere di mia madre; tu sei del continuo l'oggetto della mia lode. Sal. 71:6
- Io son per molti come un prodigio, ma tu sei il mio forte ricetto. Sal. 71:7
- Sian confusi, siano consumati gli avversari dell'anima mia, sian coperti d'onta e di vituperio quelli che cercano il mio male! Sal. 71:13
- La mia bocca racconterà tuttodì la tua giustizia e le tue liberazioni, perché non ne conosco il numero. Sal. 71:15
- Ed anche quando sia giunto alla vecchiaia ed alla canizie, o Dio, non abbandonarmi, finché non abbia fatto conoscere il tuo braccio a questa generazione, e la tua potenza a quelli che verranno. Sal. 71:18
- Anche la mia lingua parlerà tuttodì della tua giustizia, perché sono stati svergognati, sono stati confusi quelli che cercavano il mio male. Sal. 71:24
- ed egli giudicherà il tuo popolo con giustizia, e i tuoi miseri con equità! Sal. 72:2
- Ti temeranno fin che duri il sole, finché duri la luna, per ogni età! Sal. 72:5
- Ai dì d'esso il giusto fiorirà, e vi sarà abbondanza di pace finché non vi sia più luna. Sal. 72:7
- I re di Tarsis e le isole gli pagheranno il tributo, i re di Sceba e di Seba gli offriranno doni; Sal. 72:10
- Poich'egli libererà il bisognoso che grida, e il misero che non ha chi l'aiuti. Sal. 72:12
- Egli redimerà l'anima loro dall'oppressione e dalla violenza, e il loro sangue sarà prezioso agli occhi suoi. Sal. 72:14
- Il suo nome durerà in eterno, il suo nome sarà perpetuato finché duri il sole; e gli uomini si benediranno a vicenda in lui; tutte le nazioni lo chiameranno beato! Sal. 72:17
- Sia benedetto l'Eterno Iddio, l'Iddio d'Israele, il quale solo fa meraviglie! Sal. 72:18
- Sia benedetto in eterno il suo nome glorioso, e tutta la terra sia ripiena della sua gloria! Amen! Amen! Sal. 72:19
- Poiché per loro non vi son dolori, il loro corpo è sano e pingue. Sal. 73:4
- Perciò il popolo si volge dalla loro parte, e beve copiosamente alla loro sorgente, Sal. 73:10
- Invano dunque ho purificato il mio cuore, e ho lavato le mie mani nell'innocenza! Sal. 73:13
- Poiché son percosso ogni giorno, e il mio castigo si rinnova ogni mattina. Sal. 73:14
- Quando il mio cuore s'inacerbiva ed io mi sentivo trafitto internamente, Sal. 73:21
- La mia carne e il mio cuore posson venir meno, ma Dio è la ròcca del mio cuore e la mia parte in eterno. Sal. 73:26
- Ma quanto a me, il mio bene è d'accostarmi a Dio; io ho fatto del Signore, dell'Eterno, il mio rifugio, per raccontare, o Dio, tutte le opere tue. Sal. 73:28
- O Dio, perché ci hai rigettati per sempre? Perché arde l'ira tua contro il gregge del tuo pasco? Sal. 74:1
- Dirigi i tuoi passi verso le ruine perpetue; il nemico ha tutto devastato nel tuo santuario. Sal. 74:3
- Hanno appiccato il fuoco al tuo santuario, han profanato, gettandola a terra, la dimora del tuo nome. Sal. 74:7
- Fino a quando, o Dio, oltraggerà l'avversario? Il nemico sprezzerà egli il tuo nome in perpetuo? Sal. 74:10
- Ma Dio è il mio Re ab antico, colui che opera liberazioni in mezzo alla terra. Sal. 74:12
- Tu, con la tua forza, spartisti il mare, tu spezzasti il capo ai mostri marini sulle acque, Sal. 74:13
- tu spezzasti il capo del leviatan, tu lo desti in pasto al popolo del deserto. Sal. 74:14
- Tuo è il giorno, la notte pure è tua; tu hai stabilito la luna e il sole. Sal. 74:16
- Ricordati questo: che il nemico ha oltraggiato l'Eterno, e che un popolo stolto ha sprezzato il tuo nome. Sal. 74:18
- Non dare alle fiere la vita della tua tortora, non dimenticare per sempre il gregge dei tuoi poveri afflitti! Sal. 74:19
- L'oppresso non se ne torni svergognato; fa' che il misero e il bisognoso lodino il tuo nome. Sal. 74:21
- Non dimenticare il grido de' tuoi nemici, lo strepito incessante di quelli che si levano contro di te. Sal. 74:23
- Noi ti celebriamo, o Dio, ti celebriamo; quelli che invocano il tuo nome narrano le tue maraviglie. Sal. 75:1
- Quando verrà il tempo che avrò fissato, io giudicherò dirittamente. Sal. 75:2
- Io dico agli orgogliosi: Non vi gloriate! e agli empi: Non alzate il corno! Sal. 75:4
- Non levate il vostro corno in alto, non parlate col collo duro! Sal. 75:5
- Iddio è conosciuto in Giuda; il suo nome è grande in Israele. Sal. 76:1
- Il suo tabernacolo è in Salem, e la sua dimora in Sion. Sal. 76:2
- Gli animosi sono stati spogliati, han dormito il loro ultimo sonno, e tutti gli uomini prodi sono stati ridotti all'impotenza. Sal. 76:5
- Certo, il furore degli uomini ridonderà alla tua lode; ti cingerai degli ultimi avanzi dei loro furori. Sal. 76:10
- Nel giorno della mia distretta, io ho cercato il Signore; la mia mano è stata tesa durante la notte senza stancarsi, l'anima mia ha rifiutato d'esser consolata. Sal. 77:2
- Io mi ricordo di Dio, e gemo; medito, e il mio spirito è abbattuto. Sela. Sal. 77:3
- Il Signore ripudia egli in perpetuo? E non mostrerà egli più il suo favore? Sal. 77:7
- Tu hai, col tuo braccio, redento il tuo popolo, i figliuoli di Giacobbe e di Giuseppe. Sela. Sal. 77:15
- La voce del tuo tuono era nel turbine; i lampi illuminarono il mondo; la terra fu scossa e tremò. Sal. 77:18
- Tu conducesti il tuo popolo come un gregge, per mano di Mosè e d'Aaronne. Sal. 77:20
- Ascolta, popolo mio, il mio insegnamento; porgete gli orecchi alle parole della mia bocca! Sal. 78:1
- e non fossero come i loro padri, una generazione caparbia e ribelle, una generazione dal cuore incostante, e il cui spirito non fu fedele a Dio. Sal. 78:8
- I figliuoli di Efraim, gente di guerra, buoni arcieri, voltaron le spalle il dì della battaglia. Sal. 78:9
- Non osservarono il patto di Dio, e ricusarono di camminar secondo la sua legge; Sal. 78:10
- Fendé il mare e li fece passare, e fermò le acque come in un mucchio. Sal. 78:13
- Ecco, egli percosse la roccia e ne colarono acque, ne traboccaron torrenti; potrebb'egli darci anche del pane, e provveder di carne il suo popolo? Sal. 78:20
- Fece levare in cielo il vento orientale, e con la sua potenza addusse il vento di mezzodì; Sal. 78:26
- Non si erano ancora distolti dalle loro brame, avevano ancora il loro cibo in bocca, Sal. 78:30
- e si ricordavano che Dio era la loro ròcca, e l'Iddio altissimo il loro redentore. Sal. 78:35
- Il loro cuore non era diritto verso lui, e non eran fedeli al suo patto. Sal. 78:37
- Ma egli, che è pietoso, che perdona l'iniquità e non distrugge il peccatore, più volte rattenne la sua ira, e non lasciò divampare tutto il suo cruccio. Sal. 78:38
- E tornarono a tentare Iddio e a provocare il Santo d'Israele. Sal. 78:41
- dette il loro raccolto ai bruchi, e la loro fatica alle locuste; Sal. 78:46
- abbandonò il loro bestiame alla grandine e le lor gregge ai fulmini. Sal. 78:48
- ma fece partire il suo popolo a guisa di pecore, e lo condusse a traverso il deserto come una mandra. Sal. 78:52
- Lo guidò sicuramente sì che non ebbero da spaventarsi; mentre il mare inghiottiva i loro nemici. Sal. 78:53
- Scacciò le nazioni dinanzi a loro, ne assegnò loro a sorte il paese quale eredità, e nelle tende d'esse fece abitare le tribù d'Israele. Sal. 78:55
- onde abbandonò il tabernacolo di Silo, la tenda ov'era dimorato fra gli uomini; Sal. 78:60
- Abbandonò il suo popolo alla spada, e s'adirò contro la sua eredità. Sal. 78:62
- Il fuoco consumò i loro giovani, e le loro vergini non ebber canto nuziale. Sal. 78:63
- Poi il Signore si risvegliò come uno che dormisse, come un prode che grida eccitato dal vino. Sal. 78:65
- ma elesse la tribù di Giuda, il monte di Sion ch'egli amava. Sal. 78:68
- Edificò il suo santuario a guisa de' luoghi eccelsi, come la terra ch'egli ha fondata per sempre. Sal. 78:69
- O Dio, le nazioni sono entrate nella tua eredità, hanno contaminato il tempio della tua santità, han ridotto Gerusalemme in un mucchio di rovine; Sal. 79:1
- Hanno sparso il loro sangue come acqua intorno a Gerusalemme, e non v'è stato alcuno che li seppellisse. Sal. 79:3
- Spandi l'ira tua sulle nazioni che non ti conoscono, e sopra i regni che non invocano il tuo nome. Sal. 79:6
- Giunga dinanzi a te il gemito de' prigionieri; secondo la potenza del tuo braccio, scampa quelli che son condannati a morte. Sal. 79:11
- E rendi ai nostri vicini a sette doppi in seno il vituperio che t'hanno fatto, o Signore! Sal. 79:12
- O Dio, ristabiliscici, fa' risplendere il tuo volto, e saremo salvati. Sal. 80:3
- O Dio degli eserciti, ristabiliscici, fa' risplendere il tuo volto, e saremo salvati. Sal. 80:7
- tu sgombrasti il terreno dinanzi a lei, ed essa mise radici, ed empì la terra. Sal. 80:9
- Il cinghiale del bosco la devasta, e le bestie della campagna ne fanno il loro pascolo. Sal. 80:13
- proteggi quel che la tua destra ha piantato, e il rampollo che hai fatto crescer forte per te. Sal. 80:15
- Essa è arsa dal fuoco, è recisa; il popolo perisce alla minaccia del tuo volto. Sal. 80:16
- e noi non ci ritrarremo da te. Facci rivivere, e noi invocheremo il tuo nome. Sal. 80:18
- O Eterno, Iddio degli eserciti, ristabiliscici, fa' risplendere il tuo volto, e saremo salvati. Sal. 80:19
- Intonate un salmo e fate risonare il cembalo, l'arpa deliziosa, col saltèro. Sal. 81:2
- Egli lo stabilì come una testimonianza in Giuseppe, quando uscì contro il paese d'Egitto. Io udii allora il linguaggio di uno che m'era ignoto: Sal. 81:5
- Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, e Israele non mi ha ubbidito. Sal. 81:11
- Oh se il mio popolo volesse ascoltarmi, se Israele volesse camminar nelle mie vie! Sal. 81:13
- Liberate il misero ed il bisognoso, salvatelo dalla mano degli empi! Sal. 82:4
- Poiché, ecco, i tuoi nemici si agitano rumorosamente, e quelli che t'odiano alzano il capo. Sal. 83:2
- Tramano astuti disegni contro il tuo popolo, e si concertano contro quelli che tu nascondi presso di te. Sal. 83:3
- Dicono: Venite, distruggiamoli come nazione, e il nome d'Israele non sia più ricordato. Sal. 83:4
- anche l'Assiria s'è aggiunta a loro; prestano il loro braccio ai figliuoli di Lot. Sela. Sal. 83:8
- Come il fuoco brucia la foresta, e come la fiamma incendia i monti, Sal. 83:14
- Cuopri la loro faccia di vituperio, onde cerchino il tuo nome, o Eterno! Sal. 83:16
- E conoscano che tu, il cui nome è l'Eterno, sei il solo Altissimo sopra tutta la terra. Sal. 83:18
- L'anima mia langue e vien meno, bramando i cortili dell'Eterno; il mio cuore e la mia carne mandan grida di gioia all'Iddio vivente. Sal. 84:2
- Anche il passero si trova una casa e la rondine un nido ove posare i suoi piccini... I tuoi altari, o Eterno degli eserciti, Re mio, Dio mio!... Sal. 84:3
- Beati quelli che hanno in te la loro forza, che hanno il cuore alle vie del Santuario! Sal. 84:5
- Tu hai acquetato tutto il tuo cruccio, ti sei distolto dall'ardore della tua ira. Sal. 85:3
- Non tornerai tu a ravvivarci, onde il tuo popolo si rallegri in te? Sal. 85:6
- Anche l'Eterno largirà ogni bene, e la nostra terra produrrà il suo frutto. Sal. 85:12
- Proteggi l'anima mia, perché sono di quelli che t'amano. Tu, mio Dio, salva il tuo servitore che confida in te! Sal. 86:2
- Abbi pietà di me, o Signore, perché io grido a te tutto il giorno. Sal. 86:3
- Tutte le nazioni che tu hai fatte verranno ad adorare nel tuo cospetto, o Signore, e glorificheranno il tuo nome. Sal. 86:9
- O Eterno, insegnami la tua via; io camminerò nella tua verità; unisci il mio cuore al timor del tuo nome. Sal. 86:11
- Io ti celebrerò, Signore, Iddio mio, con tutto il mio cuore, e glorificherò il tuo nome in perpetuo. Sal. 86:12
- Volgiti a me, ed abbi pietà di me; da' la tua forza al tuo servitore, e salva il figliuolo della tua servente. Sal. 86:16
- Venga la mia preghiera dinanzi a te, inclina il tuo orecchio al mio grido; Sal. 88:2
- Perché, o Eterno, rigetti tu l'anima mia? Perché nascondi il tuo volto da me? Sal. 88:14
- Io sono afflitto, e morente fin da giovane; io porto il peso dei tuoi terrori e sono smarrito. Sal. 88:15
- Io stabilirò la tua progenie in eterno, ed edificherò il tuo trono per ogni età. Sela. Sal. 89:4
- I cieli son tuoi, tua pure è la terra; tu hai fondato il mondo e tutto ciò ch'è in esso. Sal. 89:11
- Hai creato il settentrione e il mezzodì; il Tabor e l'Hermon mandan grida di gioia al tuo nome. Sal. 89:12
- Beato il popolo che conosce il grido di giubilo; esso cammina, o Eterno, alla luce del tuo volto; Sal. 89:15
- Poiché il nostro scudo appartiene all'Eterno, e il nostro re al Santo d'Israele. Sal. 89:18
- Tu parlasti già in visione al tuo diletto, e dicesti: Ho prestato aiuto a un prode, ho innalzato un eletto d'infra il popolo. Sal. 89:19
- la mia mano sarà salda nel sostenerlo, e il mio braccio lo fortificherà. Sal. 89:21
- Il nemico non lo sorprenderà, e il perverso non l'opprimerà. Sal. 89:22
- Egli m'invocherà, dicendo: Tu sei il mio Padre, il mio Dio, e la ròcca della mia salvezza. Sal. 89:26
- Io altresì lo farò il primogenito, il più eccelso dei re della terra. Sal. 89:27
- Io gli conserverò la mia benignità in perpetuo, e il mio patto rimarrà fermo con lui. Sal. 89:28
- Io renderò la sua progenie eterna, e il suo trono simile ai giorni de' cieli. Sal. 89:29
- Io non violerò il mio patto, e non muterò ciò ch'è uscito dalle mie labbra. Sal. 89:34
- La sua progenie durerà in eterno, e il suo trono sarà davanti a me come il sole, Sal. 89:36
- sarà stabile in perpetuo come la luna; e il testimone ch'è nei cieli è fedele. Sela. Sal. 89:37
- Eppure tu l'hai reietto e sprezzato, ti sei gravemente adirato contro il tuo unto. Sal. 89:38
- Tu hai rinnegato il patto stretto col tuo servitore, hai profanato la sua corona gettandola a terra. Sal. 89:39
- Tutti i passanti l'han saccheggiato, è diventato il vituperio de' suoi vicini. Sal. 89:41
- Tu hai fatto ripiegare il taglio della sua spada, e non l'hai sostenuto nella battaglia. Sal. 89:43
- Tu hai fatto cessare il suo splendore, e hai gettato a terra il suo trono. Sal. 89:44
- Ricorda, o Signore, il vituperio fatto ai tuoi servitori: ricordati ch'io porto in seno quello di tutti i grandi popoli, Sal. 89:50
- il vituperio di cui t'hanno coperto i tuoi nemici, o Eterno, il vituperio che han gettato sui passi del tuo unto. Sal. 89:51
- Avanti che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e il mondo, anzi, ab eterno in eterno, tu sei Dio. Sal. 90:2
- Perché mille anni, agli occhi tuoi, sono come il giorno d'ieri quand'è passato, e come una veglia nella notte. Sal. 90:4
- Poiché noi siam consumati per la tua ira, e siamo atterriti per il tuo cruccio. Sal. 90:7
- Tutti i nostri giorni spariscono per il tuo cruccio; noi finiamo gli anni nostri come un soffio. Sal. 90:9
- Chi conosce la forza della tua ira e il tuo cruccio secondo il timore che t'è dovuto? Sal. 90:11
- Rallegraci in proporzione de' giorni che ci hai afflitti, e degli anni che abbiam sentito il male. Sal. 90:15
- Io dico all'Eterno: Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido! Sal. 91:2
- Poiché tu hai detto: O Eterno, tu sei il mio rifugio; tu hai preso l'Altissimo per il tuo asilo, Sal. 91:9
- Essi ti porteranno in palma di mano, che talora il tuo piè non urti in alcuna pietra. Sal. 91:12
- Tu camminerai sul leone e sull'aspide, calpesterai il leoncello e il serpente. Sal. 91:13
- Poich'egli ha posta in me la sua affezione, io lo libererò; lo leverò in alto, perché conosce il mio nome. Sal. 91:14
- L'uomo insensato non conosce e il pazzo non intende questo: Sal. 92:6
- Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro sul Libano. Sal. 92:12
- L'Eterno regna; egli s'è rivestito di maestà; l'Eterno s'è rivestito, s'è cinto di forza; il mondo quindi è stabile, e non sarà smosso. Sal. 93:1
- Il tuo trono è saldo ab antico, tu sei ab eterno. Sal. 93:2
- I fiumi hanno elevato, o Eterno, i fiumi hanno elevato la loro voce; i fiumi elevano il lor fragore. Sal. 93:3
- Schiacciano il tuo popolo, o Eterno, e affliggono la tua eredità. Sal. 94:5
- Abbiate intendimento, voi gli stolti fra il popolo! E voi, pazzi, quando sarete savi? Sal. 94:8
- Poiché l'Eterno non rigetterà il suo popolo, e non abbandonerà la sua eredità. Sal. 94:14
- Poiché il giudizio tornerà conforme a giustizia, e tutti i diritti di cuore lo seguiranno. Sal. 94:15
- Se l'Eterno non fosse stato il mio aiuto, a quest'ora l'anima mia abiterebbe il luogo del silenzio. Sal. 94:17
- Quand'ho detto: Il mio piè vacilla, la tua benignità, o Eterno, m'ha sostenuto. Sal. 94:18
- Il trono della nequizia t'avrà egli per complice? esso, che ordisce oppressioni in nome della legge? Sal. 94:20
- Essi si gettano assieme contro l'anima del giusto, e condannano il sangue innocente. Sal. 94:21
- Ma l'Eterno è il mio alto ricetto, e il mio Dio è la ròcca in cui mi rifugio. Sal. 94:22
- Egli farà ricader sovr'essi la loro propria iniquità, e li distruggerà mediante la loro propria malizia; l'Eterno, il nostro Dio, li distruggerà. Sal. 94:23
- Suo è il mare perch'egli l'ha fatto, e le sue mani han formato la terra asciutta. Sal. 95:5
- Poich'egli è il nostro Dio, e noi siamo il popolo ch'egli pasce, e il gregge che la sua mano conduce. Sal. 95:7
- Oggi, se udite la sua voce, non indurate il vostro cuore come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, Sal. 95:8
- Cantate all'Eterno, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza! Sal. 96:2
- Dite fra le nazioni: l'Eterno regna; il mondo quindi è stabile e non sarà smosso; l'Eterno giudicherà i popoli con rettitudine. Sal. 96:10
- Si rallegrino i cieli e gioisca la terra; risuoni il mare e quel ch'esso contiene; Sal. 96:11
- nel cospetto dell'Eterno; poich'egli viene, viene a giudicare la terra. Egli giudicherà il mondo con giustizia, e i popoli secondo la sua fedeltà. Sal. 96:13
- I suoi lampi illuminano il mondo; la terra lo vede e trema. Sal. 97:4
- O voi che amate l'Eterno, odiate il male! Egli custodisce le anime de' suoi fedeli, li libera dalla mano degli empi. Sal. 97:10
- La luce è seminata per il giusto, e la gioia per i diritti di cuore. Sal. 97:11
- Rallegratevi nell'Eterno, o giusti, e lodate il santo suo nome! Sal. 97:12
- Cantate all'Eterno un cantico nuovo, perch'egli ha compiuto maraviglie; la sua destra e il braccio suo santo l'hanno reso vittorioso. Sal. 98:1
- Risuoni il mare e tutto ciò ch'è in esso; il mondo ed i suoi abitanti. Sal. 98:7
- egli giudicherà il mondo con giustizia, e i popoli con rettitudine. Sal. 98:9
- Lodino essi il tuo nome grande e tremendo. Egli è santo. Sal. 99:3
- Lodino la forza del Re che ama la giustizia; sei tu che hai fondato il diritto, che hai esercitato in Giacobbe il giudicio e la giustizia. Sal. 99:4
- Mosè ed Aaronne fra i suoi sacerdoti, e Samuele fra quelli che invocavano il suo nome, invocaron l'Eterno, ed egli rispose loro. Sal. 99:6
- Riconoscete che l'Eterno è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siam suoi; siamo il suo popolo e il gregge ch'egli pasce. Sal. 100:3
- Entrate nelle sue porte con ringraziamento, e nei suoi cortili con lode; celebratelo, benedite il suo nome. Sal. 100:4
- Non mi proporrò cosa alcuna scellerata; io odio il fare degli sviati; esso non mi s'attaccherà. Sal. 101:3
- Il cuor perverso s'allontanerà da me; il malvagio non lo conoscerò. Sal. 101:4
- Io sterminerò chi sparla in segreto del suo prossimo; e chi ha l'occhio altero ed il cuor gonfio non lo sopporterò. Sal. 101:5
- Deh ascolta la mia preghiera, o Eterno, e venga fino a te il mio grido! Sal. 102:1
- Non mi nasconder la tua faccia nel dì della mia distretta; inclina a me il tuo orecchio; nel giorno che io grido, affrettati a rispondermi. Sal. 102:2
- Colpito è il mio cuore come l'erba, e si è seccato; perché ho dimenticato perfino di mangiare il mio pane. Sal. 102:4
- Son simile al pellicano del deserto, son come il gufo de' luoghi desolati. Sal. 102:6
- Io veglio, e sono come il passero solitario sul tetto. Sal. 102:7
- Tu ti leverai ed avrai compassione di Sion, poiché è tempo d'averne pietà; il tempo fissato è giunto. Sal. 102:13
- Allora le nazioni temeranno il nome dell'Eterno, e tutti i re della terra la tua gloria, Sal. 102:15
- Questo sarà scritto per l'età a venire, e il popolo che sarà creato loderà l'Eterno, Sal. 102:18
- affinché pubblichino il nome dell'Eterno in Sion e la sua lode in Gerusalemme, Sal. 102:21
- Egli ha abbattuto le mie forze durante il mio cammino; ha accorciato i miei giorni. Sal. 102:23
- Benedici, anima mia, l'Eterno; e tutto quello ch'è in me, benedica il nome suo santo. Sal. 103:1
- Quanto è lontano il levante dal ponente, tanto ha egli allontanato da noi le nostre trasgressioni. Sal. 103:12
- I giorni dell'uomo son come l'erba; egli fiorisce come il fiore del campo; Sal. 103:15
- se un vento gli passa sopra ei non è più, e il luogo dov'era non lo riconosce più. Sal. 103:16
- di quelli che osservano il suo patto, e si ricordano de' suoi comandamenti per metterli in opra. Sal. 103:18
- L'Eterno ha stabilito il suo trono ne' cieli, e il suo regno signoreggia su tutto. Sal. 103:19
- egli costruisce le sue alte stanze nelle acque; fa delle nuvole il suo carro, s'avanza sulle ali del vento; Sal. 104:3
- Egli fa germogliar l'erba per il bestiame e le piante per il servizio dell'uomo, facendo uscir dalla terra il nutrimento, Sal. 104:14
- e il vino che rallegra il cuor dell'uomo, e l'olio che gli fa risplender la faccia, e il pane che sostenta il cuore dei mortali. Sal. 104:15
- le alte montagne son per i camosci, le rocce sono il rifugio de' conigli. Sal. 104:18
- Egli ha fatto la luna per le stagioni; il sole conosce il suo tramonto. Sal. 104:19
- I leoncelli ruggono dietro la preda e chiedono il loro pasto a Dio. Sal. 104:21
- Si leva il sole, esse si ritirano e vanno a giacere nei loro covi. Sal. 104:22
- Ecco il mare, grande ed ampio, dove si muovon creature senza numero, animali piccoli e grandi. Sal. 104:25
- Tutti quanti sperano in te che tu dia loro il lor cibo a suo tempo. Sal. 104:27
- Tu nascondi la tua faccia, essi sono smarriti; tu ritiri il loro fiato, ed essi muoiono e tornano nella loro polvere. Sal. 104:29
- Tu mandi il tuo spirito, essi sono creati, e tu rinnovi la faccia della terra. Sal. 104:30
- Celebrate l'Eterno, invocate il suo nome; fate conoscere le sue gesta fra i popoli. Sal. 105:1
- Gloriatevi nel santo suo nome; si rallegri il cuore di quelli che cercano l'Eterno! Sal. 105:3
- dicendo: Io ti darò il paese di Canaan per vostra parte di eredità. Sal. 105:11
- Poi chiamò la fame sul paese, e fece mancar del tutto il sostegno del pane. Sal. 105:16
- Il re mandò a farlo sciogliere, il dominatore di popoli lo mise in libertà; Sal. 105:20
- Iddio fece moltiplicar grandemente il suo popolo, e lo rese più potente dei suoi avversari. Sal. 105:24
- Poi voltò il cuor loro perché odiassero il suo popolo, e macchinassero frodi contro i suoi servitori. Sal. 105:25
- Egli parlò, e vennero mosche velenose e zanzare in tutto il loro territorio. Sal. 105:31
- che divorarono tutta l'erba nel loro paese e mangiarono il frutto della loro terra. Sal. 105:35
- e trasse fuori il suo popolo con allegrezza, e i suoi eletti con giubilo. Sal. 105:43
- O Eterno, ricordati di me, con la benevolenza che usi verso il tuo popolo; visitami con la tua salvazione, Sal. 106:4
- affinché io vegga il bene de' tuoi eletti, mi rallegri dell'allegrezza della tua nazione, e mi glorî con la tua eredità. Sal. 106:5
- Sgridò il Mar rosso ed esso si seccò; li condusse attraverso gli abissi come attraverso un deserto. Sal. 106:9
- Furon mossi d'invidia contro Mosè nel campo, e contro Aaronne, il santo dell'Eterno. Sal. 106:16
- La terra s'aprì, inghiottì Datan e coperse il sèguito d'Abiram. Sal. 106:17
- Essi disdegnarono il paese delizioso, non credettero alla sua parola; Sal. 106:24
- Ma Fineas si levò e fece giustizia, e il flagello fu arrestato. Sal. 106:30
- perché inasprirono il suo spirito, ed egli parlò sconsigliatamente con le sue labbra. Sal. 106:33
- e sparsero il sangue innocente, il sangue dei loro figliuoli e delle loro figliuole, che sacrificarono agl'idoli di Canaan; e il paese fu profanato dal sangue versato. Sal. 106:38
- Onde l'ira dell'Eterno si accese contro il suo popolo, ed egli ebbe in abominio la sua eredità. Sal. 106:40
- Tuttavia, volse a loro lo sguardo quando furono in distretta, quando udì il loro grido; Sal. 106:44
- Salvaci, o Eterno, Iddio nostro, e raccoglici di fra le nazioni, affinché celebriamo il tuo santo nome, e mettiamo la nostra gloria nel lodarti. Sal. 106:47
- Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio d'Israele, d'eternità in eternità! E tutto il popolo dica: Amen! Alleluia. Sal. 106:48
- perché s'erano ribellati alle parole di Dio e aveano sprezzato il consiglio dell'altissimo; Sal. 107:11
- ond'egli abbatté il cuor loro con affanno; essi caddero, e non ci fu alcuno che li soccorresse. Sal. 107:12
- Poich'egli comanda e fa levare il vento di tempesta, che solleva le onde del mare. Sal. 107:25
- Egli cambia il deserto in uno stagno, e la terra arida in fonti d'acqua. Sal. 107:35
- Egli li benedice talché moltiplicano grandemente, ed egli non lascia scemare il loro bestiame. Sal. 107:38
- ma innalza il povero traendolo dall'afflizione, e fa moltiplicar le famiglie a guisa di gregge. Sal. 107:41
- Il mio cuore è ben disposto, o Dio, io canterò e salmeggerò, e la mia gloria pure. Sal. 108:1
- Mio è Galaad e mio è Manasse, ed Efraim è la forte difesa del mio capo; Giuda è il mio scettro. Sal. 108:8
- Moab è il bacino dove mi lavo; sopra Edom getterò il mio sandalo; sulla Filistia manderò gridi di trionfo. Sal. 108:9
- Dacci aiuto per uscir dalla distretta, poiché vano è il soccorso dell'uomo. Sal. 108:12
- Essi m'hanno reso male per bene, e odio per il mio amore. Sal. 109:5
- Siano i suoi giorni pochi: un altro prenda il suo ufficio. Sal. 109:8
- I suoi figliuoli vadan vagando e accattino, e cerchino il pane lungi dalle loro case in rovina. Sal. 109:10
- La sua progenie sia distrutta; nella seconda generazione sia cancellato il loro nome! Sal. 109:13
- L'iniquità dei suoi padri sia ricordata dall'Eterno, e il peccato di sua madre non sia cancellato. Sal. 109:14
- perch'egli non si è ricordato d'usar benignità, ma ha perseguitato il misero, il povero, il tribolato di cuore per ucciderlo. Sal. 109:16
- perché io son misero e povero, e il mio cuore è piagato dentro di me. Sal. 109:22
- Son diventato un obbrobrio per loro; quando mi vedono, scuotono il capo. Sal. 109:25
- Essi malediranno, ma tu benedirai; s'innalzeranno e resteran confusi, ma il tuo servitore si rallegrerà. Sal. 109:28
- Il tuo popolo s'offre volenteroso nel giorno che raduni il tuo esercito. Parata di santità, dal seno dell'alba, la tua gioventù viene a te come la rugiada. Sal. 110:3
- Il Signore, alla tua destra, schiaccerà dei re nel giorno della sua ira, Sal. 110:5
- eserciterà il giudizio fra le nazioni, riempirà ogni luogo di cadaveri, Sal. 110:6
- schiaccerà il capo ai nemici sopra un vasto paese; berrà dal torrente per via, e perciò alzerà il capo. Sal. 110:7
- Alleluia. Io celebrerò l'Eterno con tutto il cuore nel consiglio degli uomini diritti, e nell'assemblea. Sal. 111:1
- Egli ha mandato la redenzione al suo popolo, ha stabilito il suo patto per sempre; santo e tremendo è il suo nome. Sal. 111:9
- Il timor dell'Eterno è il principio della sapienza; buon senno hanno tutti quelli che mettono in pratica la sua legge. La sua lode dimora in perpetuo. Sal. 111:10
- Egli non temerà alcun sinistro rumore; il suo cuore è fermo, fidente nell'Eterno. Sal. 112:7
- Il suo cuore è saldo, esente da timori, e alla fine vedrà sui suoi nemici quel che desidera. Sal. 112:8
- L'empio lo vedrà e ne avrà dispetto, digrignerà i denti e si struggerà; il desiderio degli empi perirà. Sal. 112:10
- Alleluia. Lodate, o servi dell'Eterno, lodate il nome dell'Eterno! Sal. 113:1
- Sia benedetto il nome dell'Eterno da ora in perpetuo! Sal. 113:2
- Dal sol levante fino al ponente sia lodato il nome dell'Eterno! Sal. 113:3
- Egli rileva il misero dalla polvere, e trae su il povero dal letame, Sal. 113:7
- Giuda divenne il santuario dell'Eterno; Israele, suo dominio. Sal. 114:2
- Il mare lo vide e fuggì, il Giordano tornò addietro. Sal. 114:3
- che mutò la roccia in istagno, il macigno in sorgente d'acqua. Sal. 114:8
- Perché direbbero le nazioni: Dov'è il loro Dio? Sal. 115:2
- Ma il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace. Sal. 115:3
- O Israele, confida nell'Eterno! - Egli è il loro aiuto e il loro scudo. Sal. 115:9
- O casa d'Aaronne, confida nell'Eterno! - Egli è il loro aiuto e il loro scudo. Sal. 115:10
- O voi che temete l'Eterno, confidate nell'Eterno! - Egli è il loro aiuto e il loro scudo. Sal. 115:11
- Siate benedetti dall'Eterno, che ha fatto il cielo e la terra. Sal. 115:15
- Poiché egli ha inclinato verso me il suo orecchio, io lo invocherò per tutto il corso dei miei giorni. Sal. 116:2
- Ma io invocai il nome dell'Eterno: Deh, o Eterno, libera l'anima mia! Sal. 116:4
- L'Eterno è pietoso e giusto, e il nostro Dio è misericordioso. Sal. 116:5
- Io prenderò il calice della salvezza e invocherò il nome dell'Eterno. Sal. 116:13
- Io compirò i miei voti all'Eterno, e lo farò in presenza di tutto il suo popolo. Sal. 116:14
- Io t'offrirò il sacrifizio di lode e invocherò il nome dell'Eterno. Sal. 116:17
- Io compirò i miei voti all'Eterno, e lo farò in presenza di tutto il suo popolo, Sal. 116:18
- L'Eterno è la mia forza e il mio cantico, ed è stato la mia salvezza. Sal. 118:14
- Questo è il giorno che l'Eterno ha fatto; festeggiamo e rallegriamoci in esso. Sal. 118:24
- Tu sei il mio Dio, io ti celebrerò; tu sei il mio Dio, io ti esalterò. Sal. 118:28
- Beati quelli che osservano le sue testimonianze, che lo cercano con tutto il cuore, Sal. 119:2
- Come renderà il giovane la sua via pura? Col badare ad essa secondo la tua parola. Sal. 119:9
- Io ti ho cercato con tutto il mio cuore; non lasciarmi deviare dai tuoi comandamenti. Sal. 119:10
- Togli di sopra a me il vituperio e lo sprezzo, perché io ho osservato le tue testimonianze. Sal. 119:22
- Anche quando i principi siedono e parlano contro di me, il tuo servitore medita i tuoi statuti. Sal. 119:23
- Sì, le tue testimonianze sono il mio diletto e i miei consiglieri. Sal. 119:24
- Io correrò per la via dei tuoi comandamenti, quando m'avrai allargato il cuore. Sal. 119:32
- Dammi intelletto e osserverò la tua legge; la praticherò con tutto il cuore. Sal. 119:34
- Conducimi per il sentiero dei tuoi comandamenti, poiché io mi diletto in esso. Sal. 119:35
- Inclina il mio cuore alle tue testimonianze e non alla cupidigia. Sal. 119:36
- Mantieni al tuo servitore la tua parola, che inculca il tuo timore. Sal. 119:38
- Rimuovi da me il vituperio ch'io temo, perché i tuoi giudizi son buoni. Sal. 119:39
- Questo è il mio conforto nella mia afflizione; che la tua parola mi vivifica. Sal. 119:50
- Io ho cercato il tuo favore con tutto il cuore: abbi pietà di me, secondo la tua parola. Sal. 119:58
- Io sono il compagno di tutti quelli che ti temono, e di quelli che osservano i tuoi precetti. Sal. 119:63
- I superbi hanno ordito menzogne contro a me, ma io osservo i tuoi precetti con tutto il cuore. Sal. 119:69
- Il loro cuore è denso come grasso, ma io mi diletto nella tua legge. Sal. 119:70
- Deh, sia la tua benignità il mio conforto, secondo la tua parola detta al tuo servitore. Sal. 119:76
- Vengan su me le tue compassioni, ond'io viva; perché la tua legge è il mio diletto. Sal. 119:77
- Sia il mio cuore integro nei tuoi statuti ond'io non sia confuso. Sal. 119:80
- Se la tua legge non fosse stata il mio diletto, sarei già perito nella mia afflizione. Sal. 119:92
- Io ho veduto che ogni cosa perfetta ha un limite, ma il tuo comandamento ha una estensione infinita. Sal. 119:96
- Oh, quanto amo la tua legge! è la mia meditazione di tutto il giorno. Sal. 119:97
- Io ho inclinato il mio cuore a praticare i tuoi statuti, in perpetuo, sino alla fine. Sal. 119:112
- Tu sei il mio rifugio ed il mio scudo; io spero nella tua parola. Sal. 119:114
- Sii il mio sostegno, e sarò salvo, e terrò del continuo i tuoi statuti dinanzi agli occhi. Sal. 119:117
- Da' sicurtà per il bene del tuo servitore, e non lasciare che i superbi m'opprimano. Sal. 119:122
- Opera verso il tuo servitore secondo la tua benignità, e insegnami i tuoi statuti. Sal. 119:124
- Volgiti a me ed abbi pietà di me, com'è giusto che tu faccia a chi ama il tuo nome. Sal. 119:132
- Fa' risplendere il tuo volto sul tuo servitore, e insegnami i tuoi statuti. Sal. 119:135
- Il mio zelo mi consuma perché i miei nemici han dimenticato le tue parole. Sal. 119:139
- La tua parola è pura d'ogni scoria; perciò il tuo servitore l'ama. Sal. 119:140
- Distretta e tribolazione m'hanno còlto, ma i tuoi comandamenti sono il mio diletto. Sal. 119:143
- Io grido con tutto il cuore; rispondimi, o Eterno! Io osserverò i tuoi statuti. Sal. 119:145
- I principi m'hanno perseguitato senza ragione, ma il mio cuore ha timore delle tue parole. Sal. 119:161
- Giunga il mio grido dinanzi a te, o Eterno; dammi intelletto secondo la tua parola. Sal. 119:169
- Io bramo la tua salvezza, o Eterno, e la tua legge è il mio diletto. Sal. 119:174
- Io vo errando come pecora smarrita; cerca il tuo servitore, perché io non dimentico i tuoi comandamenti. Sal. 119:176
- Il mio aiuto vien dall'Eterno, che ha fatto il cielo e la terra. Sal. 121:2
- Egli non permetterà che il tuo piè vacilli; colui che ti protegge non sonnecchierà. Sal. 121:3
- Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte. Sal. 121:6
- L'Eterno proteggerà il tuo uscire e il tuo entrare da ora in eterno. Sal. 121:8
- dove salgono le tribù, le tribù dell'Eterno, secondo l'ingiunzione fattane ad Israele, per celebrare il nome dell'Eterno. Sal. 122:4
- Perché quivi sono posti i troni per il giudizio, i troni della casa di Davide. Sal. 122:5
- Per amore della casa dell'Eterno, dell'Iddio nostro, io procaccerò il tuo bene. Sal. 122:9
- allora le acque ci avrebbero sommerso, il torrente sarebbe passato sull'anima nostra; Sal. 124:4
- L'anima nostra è scampata, come un uccello dal laccio degli uccellatori; il laccio è stato rotto, e noi siamo scampati. Sal. 124:7
- Il nostro aiuto è nel nome dell'Eterno, che ha fatto il cielo e la terra. Sal. 124:8
- Quelli che confidano nell'Eterno sono come il monte di Sion, che non può essere smosso, ma dimora in perpetuo. Sal. 125:1
- Gerusalemme è circondata dai monti; e così l'Eterno circonda il suo popolo, da ora in perpetuo. Sal. 125:2
- Ben va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni. Sal. 126:6
- Invano vi levate di buon'ora e tardi andate a riposare e mangiate il pan di doglie; egli dà altrettanto ai suoi diletti, mentr'essi dormono. Sal. 127:2
- Ecco, i figliuoli sono un'eredità che viene dall'Eterno; il frutto del seno materno è un premio. Sal. 127:3
- Beati coloro che ne hanno il turcasso pieno! Non saranno confusi quando parleranno coi loro nemici alla porta. Sal. 127:5
- L'Eterno ti benedica da Sion, e vedrai il bene di Gerusalemme tutti i giorni della tua vita, Sal. 128:5
- Non se n'empie la mano il mietitore, né le braccia chi lega i covoni; Sal. 129:7
- Signore, ascolta il mio grido; siano le tue orecchie attente alla voce delle mie supplicazioni! Sal. 130:2
- O Eterno, il mio cuore non è gonfio di superbia, e i miei occhi non sono altèri; non attendo a cose troppo grandi e troppo alte per me. Sal. 131:1
- In verità ho calmata e quietata l'anima mia, com'è quieto il bimbo divezzato sul seno di sua madre. Quale è il bimbo divezzato, tale è in me l'anima mia. Sal. 131:2
- finché abbia trovato un luogo per l'Eterno, una dimora per il Potente di Giacobbe. Sal. 132:5
- Se i tuoi figliuoli osserveranno il mio patto e la mia testimonianza che insegnerò loro, anche i loro figliuoli sederanno sul tuo trono in perpetuo. Sal. 132:12
- Questo è il mio luogo di riposo in eterno; qui abiterò, perché l'ho desiderata. Sal. 132:14
- Levate le vostre mani verso il santuario, e benedite l'Eterno! Sal. 134:2
- L'Eterno ti benedica da Sion, egli che ha fatto il cielo e la terra. Sal. 134:3
- Alleluia. Lodate il nome dell'Eterno. Lodatelo, o servi dell'Eterno, Sal. 135:1
- Sì, io conosco che l'Eterno è grande, e che il nostro Signore è al disopra di tutti gli dèi. Sal. 135:5
- Egli fa salire i vapori dalle estremità della terra, fa i lampi per la pioggia, fa uscire il vento dai suoi tesori. Sal. 135:7
- E dette il loro paese in eredità, in eredità a Israele, suo popolo. Sal. 135:12
- O Eterno, il tuo nome dura in perpetuo; la memoria di te, o Eterno, dura per ogni età. Sal. 135:13
- Celebrate il Signor dei signori, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:3
- il sole per regnare sul giorno, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:8
- Colui che divise il Mar rosso in due, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:13
- e travolse Faraone e il suo esercito nel Mar rosso, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:15
- Colui che condusse il suo popolo attraverso il deserto, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:16
- e dette il loro paese in eredità, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:21
- Colui che dà il cibo ad ogni carne, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:25
- Io ti celebrerò con tutto il mio cuore, dinanzi agli dèi salmeggerò a te. Sal. 138:1
- Adorerò vòlto al tempio della tua santità, celebrerò il tuo nome per la tua benignità e per la tua fedeltà; poiché tu hai magnificato la tua parola oltre ogni tua rinomanza. Sal. 138:2
- Tu sai quando mi seggo e quando m'alzo, tu intendi da lungi il mio pensiero. Sal. 139:2
- le tenebre stesse non possono nasconderti nulla, e la notte risplende come il giorno; le tenebre e la luce son tutt'uno per te. Sal. 139:12
- Essi parlano contro di te malvagiamente; i tuoi nemici usano il tuo nome a sostener la menzogna. Sal. 139:20
- Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore. Provami, e conosci i miei pensieri. Sal. 139:23
- Aguzzano la loro lingua come il serpente, hanno un veleno d'aspide sotto le loro labbra. Sela. Sal. 140:3
- Io ho detto all'Eterno: Tu sei il mio Dio; porgi l'orecchio, o Eterno, al grido delle mie supplicazioni. Sal. 140:6
- O Eterno, o Signore, che sei la forza della mia salvezza, tu hai coperto il mio capo nel giorno dell'armi. Sal. 140:7
- Il maldicente non sarà stabilito sulla terra; il male darà senza posa la caccia all'uomo violento. Sal. 140:11
- Certo i giusti celebreranno il tuo nome; gli uomini retti abiteranno alla tua presenza. Sal. 140:13
- La mia preghiera stia nel tuo cospetto come l'incenso, l'elevazione delle mie mani come il sacrifizio della sera. Sal. 141:2
- Non inclinare il mio cuore ad alcuna cosa malvagia, per commettere azioni empie con gli operatori d'iniquità; e fa' ch'io non mangi delle loro delizie. Sal. 141:4
- Mi percuota pure il giusto; sarà un favore; mi riprenda pure; sarà come olio sul capo; il mio capo non lo rifiuterà; anzi malgrado la loro malvagità, continuerò a pregare. Sal. 141:5
- I loro giudici saran precipitati per il fianco delle rocce, e si darà ascolto alle mie parole, perché sono piacevoli. Sal. 141:6
- Effondo il mio lamento dinanzi a lui, espongo dinanzi a lui la mia tribolazione. Sal. 142:2
- Quando lo spirito mio è abbattuto in me, tu conosci il mio sentiero. Sulla via per la quale io cammino, essi hanno nascosto un laccio per me. Sal. 142:3
- Io grido a te, o Eterno. Io dico: Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi. Sal. 142:5
- Trai di prigione l'anima mia, ond'io celebri il tuo nome. I giusti trionferanno meco, perché m'avrai colmato di beni. Sal. 142:7
- Poiché il nemico perseguita l'anima mia; egli calpesta al suolo la mia vita; mi fa abitare in luoghi tenebrosi come quelli che son morti già da lungo tempo. Sal. 143:3
- Il mio spirito è abbattuto in me, il mio cuore è tutto smarrito dentro di me. Sal. 143:4
- Insegnami a far la tua volontà, poiché tu sei il mio Dio; il tuo buono Spirito mi guidi in terra piana. Sal. 143:10
- ch'è il mio benefattore e la mia fortezza, il mio alto ricetto e il mio liberatore, il mio scudo, colui nel quale mi rifugio, che mi rende soggetto il mio popolo. Sal. 144:2
- O Eterno, che cos'è l'uomo, che tu ne prenda conoscenza? o il figliuol dell'uomo che tu ne tenga conto? Sal. 144:3
- Fa' guizzare il lampo e disperdi i miei nemici. Lancia le tue saette, e mettili in rotta. Sal. 144:6
- Beato il popolo che è in tale stato, beato il popolo il cui Dio è l'Eterno. Sal. 144:15
- Io t'esalterò, o mio Dio, mio Re, e benedirò il tuo nome in sempiterno. Sal. 145:1
- Ogni giorno ti benedirò e loderò il tuo nome in sempiterno. Sal. 145:2
- Essi proclameranno il ricordo della tua gran bontà, e canteranno con giubilo la tua giustizia. Sal. 145:7
- Il tuo regno è un regno eterno, e la tua signoria dura per ogni età. Sal. 145:13
- Gli occhi di tutti sono intenti verso di te, e tu dai loro il loro cibo a suo tempo. Sal. 145:15
- Tu apri la tua mano, e sazi il desiderio di tutto ciò che vive. Sal. 145:16
- Egli adempie il desiderio di quelli che lo temono, ode il loro grido, e li salva. Sal. 145:19
- La mia bocca proclamerà la lode dell'Eterno, e ogni carne benedirà il nome della sua santità, in sempiterno. Sal. 145:21
- Il suo fiato se ne va, ed egli torna alla sua terra; in quel giorno periscono i suoi disegni. Sal. 146:4
- che ha fatto il cielo e la terra, il mare e tutto ciò ch'è in essi; che mantiene la fedeltà in eterno, Sal. 146:6
- L'Eterno regna in perpetuo; il tuo Dio, o Sion, regna per ogni età. Alleluia. Sal. 146:10
- egli guarisce chi ha il cuor rotto, e fascia le loro piaghe. Sal. 147:3
- Egli conta il numero delle stelle, le chiama tutte per nome. Sal. 147:4
- Grande è il Signor nostro, e immenso è il suo potere; la sua intelligenza è infinita. Sal. 147:5
- che cuopre il cielo di nuvole, prepara la pioggia per la terra, e fa germogliare l'erba sui monti. Sal. 147:8
- Celebra l'Eterno, o Gerusalemme! Loda il tuo Dio, o Sion! Sal. 147:12
- Egli getta il suo ghiaccio come a pezzi; e chi può reggere dinanzi al suo freddo? Sal. 147:17
- Egli manda la sua parola e li fa struggere; fa soffiare il suo vento e le acque corrono. Sal. 147:18
- Tutte queste cose lodino il nome dell'Eterno, perch'egli comandò, e furon create; Sal. 148:5
- fiere e tutto il bestiame, rettili e uccelli alati; Sal. 148:10
- Lodino il nome dell'Eterno; perché il nome suo solo è esaltato; la sua maestà è al disopra della terra e del cielo. Sal. 148:13
- Lodino il suo nome con danze, gli salmeggino col timpano e la cetra, Sal. 149:3
- per eseguir su loro il giudizio scritto. Questo è l'onore che hanno tutti i suoi fedeli. Alleluia. Sal. 149:9
- Il savio ascolterà, e accrescerà il suo sapere; l'uomo intelligente ne ritrarrà buone direzioni Pr. 1:5
- Il timore dell'Eterno è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la sapienza e l'istruzione. Pr. 1:7
- inghiottiamoli vivi, come il soggiorno de' morti, e tutt'interi come quelli che scendon nella fossa; Pr. 1:12
- figliuol mio, non t'incamminare con essi; trattieni il tuo piè lungi dal loro sentiero; Pr. 1:15
- poiché i loro piedi corrono al male ed essi s'affrettano a spargere il sangue. Pr. 1:16
- Poiché hanno odiato la scienza e non hanno scelto il timor dell'Eterno Pr. 1:29
- Poiché il pervertimento degli scempi li uccide, e lo sviarsi degli stolti li fa perire; Pr. 1:32
- prestando orecchio alla sapienza e inclinando il cuore all'intelligenza; Pr. 2:2
- sì, se chiami il discernimento e rivolgi la tua voce all'intelligenza, Pr. 2:3
- Allora intenderai il timor dell'Eterno, e troverai la conoscenza di Dio. Pr. 2:5
- che godono a fare il male e si compiacciono delle perversità del malvagio, Pr. 2:14
- che ha abbandonato il compagno della sua giovinezza e ha dimenticato il patto del suo Dio. Pr. 2:17
- Figliuol mio, non dimenticare il mio insegnamento, e il tuo cuore osservi i miei comandamenti, Pr. 3:1
- Confidati nell'Eterno con tutto il cuore, e non t'appoggiare sul tuo discernimento. Pr. 3:5
- ché l'Eterno riprende colui ch'egli ama, come un padre il figliuolo che gradisce. Pr. 3:12
- Poiché il guadagno ch'essa procura è preferibile a quel dell'argento, e il profitto che se ne trae val più dell'oro fino. Pr. 3:14
- Allora camminerai sicuro per la tua via, e il tuo piede non inciamperà. Pr. 3:23
- Quando ti metterai a giacere non avrai paura; giacerai, e il sonno tuo sarà dolce. Pr. 3:24
- perché l'Eterno sarà la tua sicurezza, e preserverà il tuo piede da ogn'insidia. Pr. 3:26
- Non macchinare il male contro il tuo prossimo, mentr'egli abita fiducioso con te. Pr. 3:29
- Figliuoli, ascoltate l'istruzione di un padre, e state attenti a imparare il discernimento; Pr. 4:1
- perché io vi do una buona dottrina; non abbandonate il mio insegnamento. Pr. 4:2
- egli mi ammaestrava e mi diceva: `Il tuo cuore ritenga le mie parole; osserva i miei comandamenti, e vivrai. Pr. 4:4
- Il principio della sapienza è: Acquista la sapienza. Sì, a costo di quanto possiedi, acquista l'intelligenza. Pr. 4:7
- Poiché essi non posson dormire se non han fatto del male, e il sonno è loro tolto se non han fatto cader qualcuno. Pr. 4:16
- Essi mangiano il pane dell'empietà, e bevono il vino della violenza; Pr. 4:17
- ma il sentiero dei giusti è come la luce che spunta e va vie più risplendendo, finché sia giorno perfetto. Pr. 4:18
- La via degli empi è come il buio; essi non scorgono ciò che li farà cadere. Pr. 4:19
- poiché sono vita per quelli che li trovano, e salute per tutto il loro corpo. Pr. 4:22
- Custodisci il tuo cuore più d'ogni altra cosa, poiché da esso procedono le sorgenti della vita. Pr. 4:23
- Appiana il sentiero dei tuoi piedi, e tutte le tue vie siano ben preparate. Pr. 4:26
- Non piegare né a destra né a sinistra; ritira il tuo piede dal male. Pr. 4:27
- Lungi dal prendere il sentiero della vita, le sue vie sono erranti, e non sa dove va. Pr. 5:6
- per non dare ad altri il fiore della tua gioventù, e i tuoi anni al tiranno crudele; Pr. 5:9
- perché tu non abbia a gemere quando verrà la tua fine, quando la tua carne e il tuo corpo saran consumati, Pr. 5:11
- e tu non dica: `Come ho fatto a odiare la correzione, e come ha potuto il cuor mio sprezzare la riprensione? Pr. 5:12
- E perché, figliuol mio, t'invaghiresti d'un'estranea, e abbracceresti il seno della donna altrui? Pr. 5:20
- Ché le vie dell'uomo stan davanti agli occhi dell'Eterno, il quale osserva tutti i sentieri di lui. Pr. 5:21
- Figliuol mio, se ti sei reso garante per il tuo prossimo, se ti sei impegnato per un estraneo, Pr. 6:1
- disimpegnati come il cavriolo di man del cacciatore, come l'uccello di mano dell'uccellatore. Pr. 6:5
- Va', pigro, alla formica; considera il suo fare, e diventa savio! Pr. 6:6
- prepara il suo cibo nell'estate, e raduna il suo mangiare durante la raccolta. Pr. 6:8
- il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, Pr. 6:18
- il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli. Pr. 6:19
- Poiché il precetto è una lampada e l'insegnamento una luce, e le correzioni della disciplina son la via della vita, Pr. 6:23
- Non si disprezza il ladro che ruba per saziarsi quand'ha fame; Pr. 6:30
- se è còlto, restituirà anche il settuplo, darà tutti i beni della sua casa. Pr. 6:31
- ché la gelosia rende furioso il marito, il quale sarà senza pietà nel dì della vendetta; Pr. 6:34
- Osserva i miei comandamenti e vivrai; custodisci il mio insegnamento come la pupilla degli occhi. Pr. 7:2
- Ho guarnito il mio letto di morbidi tappeti, di coperte ricamate con filo d'Egitto; Pr. 7:16
- giacché il mio marito non è a casa; è andato in viaggio lontano; Pr. 7:19
- come un uccello s'affretta al laccio, senza sapere ch'è teso contro la sua vita, finché una freccia gli trapassi il fegato. Pr. 7:23
- Il tuo cuore non si lasci trascinare nelle vie d'una tal donna; non ti sviare per i suoi sentieri; Pr. 7:25
- Poiché la mia bocca esprime il vero, e le mie labbra abominano l'empietà. Pr. 8:7
- Il timore dell'Eterno è odiare il male; io odio la superbia, l'arroganza, la via del male e la bocca perversa. Pr. 8:13
- A me appartiene il consiglio e il buon successo; io sono l'intelligenza, a me appartiene la forza. Pr. 8:14
- Il mio frutto è migliore dell'oro fino, e il mio prodotto val più che argento eletto. Pr. 8:19
- quando assegnava al mare il suo limite perché le acque non oltrepassassero il suo cenno, quando poneva i fondamenti della terra, Pr. 8:29
- ha ammazzato i suoi animali, ha drogato il suo vino, ed ha anche apparecchiato la sua mensa. Pr. 9:2
- Chi corregge il beffardo s'attira vituperio, e chi riprende l'empio riceve affronto. Pr. 9:7
- Non riprendere il beffardo, per tema che t'odi; riprendi il savio, e t'amerà. Pr. 9:8
- Istruisci il savio e diventerà più savio che mai; ammaestra il giusto e accrescerà il suo sapere. Pr. 9:9
- Il principio della sapienza è il timor dell'Eterno, e conoscere il Santo è l'intelligenza. Pr. 9:10
- `Le acque rubate son dolci, e il pane mangiato di nascosto è soave'. Pr. 9:17
- Proverbi di Salomone. Un figliuol savio rallegra suo padre, ma un figliuolo stolto è il cordoglio di sua madre. Pr. 10:1
- L'Eterno non permette che il giusto soffra la fame, ma respinge insoddisfatta l'avidità degli empi. Pr. 10:3
- La memoria del giusto è in benedizione, ma il nome degli empi marcisce. Pr. 10:7
- Il savio di cuore accetta i precetti, ma lo stolto di labbra va in precipizio. Pr. 10:8
- Sulle labbra dell'uomo intelligente si trova la sapienza, ma il bastone è per il dosso di chi è privo di senno. Pr. 10:13
- Il lavoro del giusto serve alla vita, le entrate dell'empio servono al peccato. Pr. 10:16
- Chi tien conto della correzione, segue il cammin della vita; ma chi non fa caso della riprensione, si smarrisce. Pr. 10:17
- La lingua del giusto è argento eletto; il cuore degli empi val poco. Pr. 10:20
- Quel che fa ricchi è la benedizione dell'Eterno e il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla. Pr. 10:22
- Come procella che passa, l'empio non è più, ma il giusto ha un fondamento eterno. Pr. 10:25
- Come l'aceto ai denti e il fumo agli occhi, così è il pigro per chi lo manda. Pr. 10:26
- Il timor dell'Eterno accresce i giorni, ma gli anni degli empi saranno accorciati. Pr. 10:27
- Il giusto non sarà mai smosso, ma gli empi non abiteranno la terra. Pr. 10:30
- La bilancia falsa è un abominio per l'Eterno, ma il peso giusto gli è grato. Pr. 11:1
- Il giusto è tratto fuor dalla distretta, e l'empio ne prende il posto. Pr. 11:8
- Con la sua bocca l'ipocrita rovina il suo prossimo, ma i giusti sono liberati dalla loro perspicacia. Pr. 11:9
- Chi sprezza il prossimo è privo di senno, ma l'uomo accorto tace. Pr. 11:12
- Quando manca una savia direzione il popolo cade; nel gran numero de' consiglieri sta la salvezza. Pr. 11:14
- L'uomo benigno fa del bene a se stesso, ma il crudele tortura la sua propria carne. Pr. 11:17
- No, certo, il malvagio non rimarrà impunito, ma la progenie dei giusti scamperà. Pr. 11:21
- Il desiderio dei giusti è il bene soltanto, ma la prospettiva degli empi è l'ira. Pr. 11:23
- Chi detiene il grano è maledetto dal popolo, ma la benedizione è sul capo di chi lo vende. Pr. 11:26
- Chi procaccia il bene s'attira benevolenza, ma chi cerca il male, male gl'incoglierà. Pr. 11:27
- Chi getta lo scompiglio in casa sua erediterà vento, e lo stolto sarà lo schiavo di chi ha il cuor savio. Pr. 11:29
- Il frutto del giusto è un albero di vita, e il savio fa conquista d'anime. Pr. 11:30
- Ecco, il giusto riceve la sua retribuzione sulla terra, quanto più l'empio e il peccatore! Pr. 11:31
- L'uomo buono ottiene il favore dell'Eterno, ma l'Eterno condanna l'uomo pien di malizia. Pr. 12:2
- L'uomo è lodato in proporzione del suo senno, ma chi ha il cuore pervertito sarà sprezzato. Pr. 12:8
- È meglio essere in umile stato ed avere un servo, che fare il borioso e mancar di pane. Pr. 12:9
- Il giusto ha cura della vita del suo bestiame, ma le viscere degli empi sono crudeli. Pr. 12:10
- L'empio agogna la preda de' malvagi, ma la radice dei giusti porta il suo frutto. Pr. 12:12
- Nel peccato delle labbra sta un'insidia funesta, ma il giusto uscirà dalla distretta. Pr. 12:13
- Per il frutto della sua bocca l'uomo è saziato di beni, e ad ognuno è reso secondo l'opera delle sue mani. Pr. 12:14
- Lo stolto lascia scorger subito il suo cruccio, ma chi dissimula un affronto è uomo accorto. Pr. 12:16
- Chi dice la verità proclama ciò ch'è giusto, ma il falso testimonio parla con inganno. Pr. 12:17
- Il labbro veridico è stabile in perpetuo, ma la lingua bugiarda non dura che un istante. Pr. 12:19
- L'inganno è nel cuore di chi macchina il male, ma per chi nutre propositi di pace v'è gioia. Pr. 12:20
- L'uomo accorto nasconde quello che sa, ma il cuor degli stolti proclama la loro follia. Pr. 12:23
- Il cordoglio ch'è nel cuore dell'uomo, l'abbatte, ma la parola buona lo rallegra. Pr. 12:25
- Il giusto indica la strada al suo compagno, ma la via degli empi li fa smarrire. Pr. 12:26
- Il pigro non arrostisce la sua caccia, ma la solerzia è per l'uomo un tesoro prezioso. Pr. 12:27
- Il figliuol savio ascolta l'istruzione di suo padre, ma il beffardo non ascolta rimproveri. Pr. 13:1
- Per il frutto delle sue labbra uno gode del bene, ma il desiderio dei perfidi è la violenza. Pr. 13:2
- Il giusto odia la menzogna, ma l'empio getta sugli altri vituperio ed onta. Pr. 13:5
- La giustizia protegge l'uomo che cammina nella integrità, ma l'empietà atterra il peccatore. Pr. 13:6
- C'è chi fa il ricco e non ha nulla; c'è chi fa il povero e ha di gran beni. Pr. 13:7
- La ricchezza d'un uomo serve come riscatto della sua vita, ma il povero non ode mai minacce. Pr. 13:8
- La speranza differita fa languire il cuore, ma il desiderio adempiuto è un albero di vita. Pr. 13:12
- Chi sprezza la parola si costituisce, di fronte ad essa, debitore, ma chi rispetta il comandamento sarà ricompensato. Pr. 13:13
- Buon senno procura favore, ma il procedere dei perfidi è duro. Pr. 13:15
- Il messo malvagio cade in sciagure, ma l'ambasciatore fedele reca guarigione. Pr. 13:17
- Il desiderio adempiuto è dolce all'anima, ma agl'insensati fa orrore l'evitare il male. Pr. 13:19
- Chi va coi savi diventa savio, ma il compagno degl'insensati diventa cattivo. Pr. 13:20
- Il male perseguita i peccatori ma il giusto è ricompensato col bene. Pr. 13:21
- Il campo lavorato dal povero dà cibo in abbondanza, ma v'è chi perisce per mancanza di equità. Pr. 13:23
- Chi risparmia la verga odia il suo figliuolo, ma chi l'ama, lo corregge per tempo. Pr. 13:24
- Il giusto ha di che mangiare a sazietà, ma il ventre degli empi manca di cibo. Pr. 13:25
- Dove mancano i buoi è vuoto il granaio, ma l'abbondanza della raccolta sta nella forza del bove. Pr. 14:4
- Il testimonio fedele non mentisce, ma il testimonio falso spaccia menzogne. Pr. 14:5
- Il beffardo cerca la sapienza e non la trova, ma per l'uomo intelligente la scienza è cosa facile. Pr. 14:6
- Gli insensati si burlano delle colpe commesse, ma il favore dell'Eterno sta fra gli uomini retti. Pr. 14:9
- Il cuore conosce la sua propria amarezza, e alla sua gioia non può prender parte un estraneo. Pr. 14:10
- Anche ridendo, il cuore può esser triste; e l'allegrezza può finire in dolore. Pr. 14:13
- Il savio teme, ed evita il male; ma lo stolto è arrogante e presuntuoso. Pr. 14:16
- Il povero è odiato anche dal suo compagno, ma gli amici del ricco son molti. Pr. 14:20
- Chi sprezza il prossimo pecca, ma beato chi ha pietà dei miseri! Pr. 14:21
- Quelli che meditano il male non son forse traviati? ma quelli che meditano il bene trovan grazia e fedeltà. Pr. 14:22
- In ogni fatica v'è profitto, ma il chiacchierare mena all'indigenza. Pr. 14:23
- Il testimonio verace salva delle vite, ma chi spaccia bugie non fa che ingannare. Pr. 14:25
- Il timor dell'Eterno è fonte di vita e fa schivare le insidie della morte. Pr. 14:27
- Chi opprime il povero oltraggia Colui che l'ha fatto, ma chi ha pietà del bisognoso, l'onora. Pr. 14:31
- L'empio è travolto dalla sua sventura, ma il giusto spera anche nella morte. Pr. 14:32
- La giustizia innalza una nazione, ma il peccato è la vergogna dei popoli. Pr. 14:34
- Il favore del re è per il servo prudente, ma la sua ira è per chi gli fa onta. Pr. 14:35
- La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l'ira. Pr. 15:1
- Le labbra dei savi spargono scienza, ma non così il cuore degli stolti. Pr. 15:7
- Il sacrifizio degli empi è in abominio all'Eterno, ma la preghiera degli uomini retti gli è grata. Pr. 15:8
- Il soggiorno de' morti e l'abisso stanno dinanzi all'Eterno; quanto più i cuori de' figliuoli degli uomini! Pr. 15:11
- Il beffardo non ama che altri lo riprenda; egli non va dai savi. Pr. 15:12
- Il cuore allegro rende ilare il volto, ma quando il cuore è triste, lo spirito è abbattuto. Pr. 15:13
- Il cuor dell'uomo intelligente cerca la scienza, ma la bocca degli stolti si pasce di follia. Pr. 15:14
- Tutt'i giorni dell'afflitto sono cattivi, ma il cuor contento è un convito perenne. Pr. 15:15
- La via del pigro è come una siepe di spine, ma il sentiero degli uomini retti è piano. Pr. 15:19
- Il figliuol savio rallegra il padre, ma l'uomo stolto disprezza sua madre. Pr. 15:20
- Per l'uomo sagace la via della vita mena in alto, e gli fa evitare il soggiorno de' morti, in basso. Pr. 15:24
- Il cuor del giusto medita la sua risposta, ma la bocca degli empi sgorga cose malvage. Pr. 15:28
- Uno sguardo lucente rallegra il cuore; una buona notizia impingua l'ossa. Pr. 15:30
- Il timor dell'Eterno è scuola di sapienza; e l'umiltà precede la gloria. Pr. 15:33
- L'Eterno ha fatto ogni cosa per uno scopo; anche l'empio, per il dì della sventura. Pr. 16:4
- Con la bontà e con la fedeltà l'iniquità si espia, e col timor dell'Eterno si evita il male. Pr. 16:6
- Il cuor dell'uomo medita la sua via, ma l'Eterno dirige i suoi passi. Pr. 16:9
- Sulle labbra del re sta una sentenza divina; quando pronunzia il giudizio la sua bocca non erra. Pr. 16:10
- I re hanno orrore di fare il male, perché il trono è reso stabile con la giustizia. Pr. 16:12
- La serenità del volto del re dà la vita, e il suo favore è come nube di pioggia primaverile. Pr. 16:15
- La strada maestra dell'uomo retto è evitare il male; chi bada alla sua via preserva l'anima sua. Pr. 16:17
- Il savio di cuore è chiamato intelligente, e la dolcezza delle labbra aumenta il sapere. Pr. 16:21
- Il senno, per chi lo possiede, è fonte di vita, ma la stoltezza è il castigo degli stolti. Pr. 16:22
- Il cuore del savio gli rende assennata la bocca, e aumenta il sapere sulle sue labbra. Pr. 16:23
- L'uomo perverso semina contese, e il maldicente disunisce gli amici migliori. Pr. 16:28
- L'uomo violento trascina il compagno, e lo mena per una via non buona. Pr. 16:29
- Chi chiude gli occhi per macchinar cose perverse, chi si morde le labbra, ha già compiuto il male. Pr. 16:30
- Il servo sagace dominerà sul figlio che fa onta, e avrà parte all'eredità insieme coi fratelli. Pr. 17:2
- La coppella è per l'argento e il fornello per l'oro, ma chi prova i cuori è l'Eterno. Pr. 17:3
- Il malvagio dà ascolto alle labbra inique, e il bugiardo dà retta alla cattiva lingua. Pr. 17:4
- Chi beffa il povero oltraggia Colui che l'ha fatto; chi si rallegra dell'altrui sventura non rimarrà impunito. Pr. 17:5
- Il regalo è una pietra preziosa agli occhi di chi lo possiede; dovunque si volga, egli riesce. Pr. 17:8
- Il malvagio non cerca che ribellione, ma un messaggero crudele gli sarà mandato contro. Pr. 17:11
- Il male non si dipartirà dalla casa di chi rende il male per il bene. Pr. 17:13
- Chi assolve il reo e chi condanna il giusto sono ambedue in abominio all'Eterno. Pr. 17:15
- A che serve il danaro in mano allo stolto? ad acquistar saviezza?... Ma se non ha senno! Pr. 17:16
- Chi ama le liti ama il peccato; chi alza troppo la sua porta, cerca la rovina. Pr. 17:19
- Chi ha il cuor falso non trova bene, e chi ha la lingua perversa cade nella sciagura. Pr. 17:20
- Chi genera uno stolto ne avrà cordoglio, e il padre dell'uomo da nulla non avrà gioia. Pr. 17:21
- Il figliuolo stolto è il cordoglio del padre e l'amarezza di colei che l'ha partorito. Pr. 17:25
- Non è bene condannare il giusto, foss'anche ad un'ammenda, né colpire i principi per la loro probità. Pr. 17:26
- Il nome dell'Eterno è una forte torre; il giusto vi corre, e vi trova un alto rifugio. Pr. 18:10
- Prima della rovina, il cuor dell'uomo s'innalza, ma l'umiltà precede la gloria. Pr. 18:12
- Il cuore dell'uomo intelligente acquista la scienza, e l'orecchio dei savi la cerca. Pr. 18:15
- Il primo a perorare la propria causa par che abbia ragione; ma vien l'altra parte, e scruta quello a fondo. Pr. 18:17
- Col frutto della sua bocca l'uomo sazia il corpo; si sazia col provento delle sue labbra. Pr. 18:20
- Il povero parla supplicando, e il ricco risponde con durezza. Pr. 18:23
- La stoltezza dell'uomo ne perverte la via, ma il cuor di lui s'irrita contro l'Eterno. Pr. 19:3
- Le ricchezze procurano gran numero d'amici, ma il povero è abbandonato anche dal suo compagno. Pr. 19:4
- Il falso testimonio non rimarrà impunito, e chi spaccia menzogne non avrà scampo. Pr. 19:5
- Il falso testimonio non rimarrà impunito, e chi spaccia menzogne perirà. Pr. 19:9
- Il senno rende l'uomo lento all'ira, ed egli stima sua gloria il passar sopra le offese. Pr. 19:11
- L'ira del re è come il ruggito d'un leone, ma il suo favore è come rugiada sull'erba. Pr. 19:12
- Un figliuolo stolto è una grande sciagura per suo padre, e le risse d'una moglie sono il gocciolar continuo d'un tetto. Pr. 19:13
- Chi osserva il comandamento ha cura dell'anima sua, ma chi non si dà pensiero della propria condotta morrà. Pr. 19:16
- Castiga il tuo figliuolo, mentre c'è ancora speranza, ma non ti lasciar andare sino a farlo morire. Pr. 19:18
- Ascolta il consiglio e ricevi l'istruzione, affinché tu diventi savio per il resto della vita. Pr. 19:20
- Ci sono molti disegni nel cuor dell'uomo, ma il piano dell'Eterno è quello che sussiste. Pr. 19:21
- Il timor dell'Eterno mena alla vita; chi l'ha si sazia, e passa la notte non visitato da alcun male. Pr. 19:23
- Il pigro tuffa la mano nel piatto, e non fa neppure tanto da portarla alla bocca. Pr. 19:24
- Percuoti il beffardo, e il semplice si farà accorto; riprendi l'intelligente, e imparerà la scienza. Pr. 19:25
- Il figlio che fa vergogna e disonore, rovina suo padre e scaccia sua madre. Pr. 19:26
- Il testimonio iniquo si burla della giustizia, e la bocca degli empi trangugia l'iniquità. Pr. 19:28
- I giudicî son preparati per i beffardi, e le percosse per il dosso degli stolti. Pr. 19:29
- Il vino è schernitore, la bevanda alcoolica è turbolenta, e chiunque se ne lascia sopraffare non è savio. Pr. 20:1
- Il terrore che incute il re è come il ruggito d'un leone; chi lo irrita pecca contro la propria vita. Pr. 20:2
- Il pigro non ara a causa del freddo; alla raccolta verrà a cercare, ma non ci sarà nulla. Pr. 20:4
- Il re, assiso sul trono dove rende giustizia, dissipa col suo sguardo ogni male. Pr. 20:8
- Chi può dire: `Ho nettato il mio cuore, sono puro dal mio peccato?' Pr. 20:9
- Anche il fanciullo dà a conoscere con i suoi atti se la sua condotta sarà pura e retta. Pr. 20:11
- Non amare il sonno, che tu non abbia a impoverire; tieni aperti gli occhi, e avrai pane da saziarti. Pr. 20:13
- `Cattivo! cattivo!' dice il compratore; ma, andandosene, si vanta dell'acquisto. Pr. 20:14
- Prendigli il vestito, giacché ha fatta cauzione per altri; fatti dare dei pegni, poiché s'è reso garante di stranieri. Pr. 20:16
- Il pane frodato è dolce all'uomo; ma, dopo, avrà la bocca piena di ghiaia. Pr. 20:17
- Non dire: `Renderò il male'; spera nell'Eterno, ed egli ti salverà. Pr. 20:22
- Il peso doppio è in abominio all'Eterno, e la bilancia falsa non è cosa buona. Pr. 20:23
- Il re savio passa gli empi al vaglio, dopo aver fatto passare la ruota su loro. Pr. 20:26
- La bontà e la fedeltà custodiscono il re; e con la bontà egli rende stabile il suo trono. Pr. 20:28
- Le battiture che piagano guariscono il male; e così le percosse che vanno al fondo delle viscere. Pr. 20:30
- Il cuore del re, nella mano dell'Eterno, è come un corso d'acqua; egli lo volge dovunque gli piace. Pr. 21:1
- Gli occhi alteri e il cuor gonfio, lucerna degli empi, sono peccato. Pr. 21:4
- L'anima dell'empio desidera il male; il suo amico stesso non trova pietà agli occhi di lui. Pr. 21:10
- Quando il beffardo è punito, il semplice diventa savio; e quando s'istruisce il savio, egli acquista scienza. Pr. 21:11
- Il Giusto tien d'occhio la casa dell'empio, e precipita gli empi nelle sciagure. Pr. 21:12
- Far ciò ch'è retto è una gioia per il giusto, ma è una rovina per gli artefici d'iniquità. Pr. 21:15
- Chi ama godere sarà bisognoso, chi ama il vino e l'olio non arricchirà. Pr. 21:17
- L'empio serve di riscatto al giusto; e il perfido, agli uomini retti. Pr. 21:18
- Il savio dà la scalata alla città dei forti, e abbatte il baluardo in cui essa confidava. Pr. 21:22
- Il nome del superbo insolente è: beffardo; egli fa ogni cosa con furore di superbia. Pr. 21:24
- C'è chi da mane a sera brama avidamente, ma il giusto dona senza mai rifiutare. Pr. 21:26
- Il sacrifizio dell'empio è cosa abominevole; quanto più se l'offre con intento malvagio! Pr. 21:27
- Il testimonio bugiardo perirà, ma l'uomo che ascolta potrà sempre parlare. Pr. 21:28
- Il cavallo è pronto per il dì della battaglia, ma la vittoria appartiene all'Eterno. Pr. 21:31
- Il ricco e il povero s'incontrano; l'Eterno li ha fatti tutti e due. Pr. 22:2
- L'uomo accorto vede venire il male, e si nasconde; ma i semplici tirano innanzi, e ne portan la pena. Pr. 22:3
- Il frutto dell'umiltà e del timor dell'Eterno è ricchezza e gloria e vita. Pr. 22:4
- Il ricco signoreggia sui poveri, e chi prende in prestito è schiavo di chi presta. Pr. 22:7
- Caccia via il beffardo, se n'andranno le contese, e cesseran le liti e gli oltraggi. Pr. 22:10
- Chi ama la purità del cuore e ha la grazia sulle labbra, ha il re per amico. Pr. 22:11
- Il pigro dice: `Là fuori c'è un leone; sarò ucciso per la strada'. Pr. 22:13
- Chi opprime il povero, l'arricchisce; chi dona al ricco, non fa che impoverirlo. Pr. 22:16
- Porgi l'orecchio e ascolta le parole dei Savi ed applica il cuore alla mia scienza. Pr. 22:17
- Non derubare il povero perch'è povero, e non opprimere il misero alla porta; Pr. 22:22
- Se non hai di che pagare, perché esporti a farti portar via il letto? Pr. 22:27
- Non spostare il termine antico, che fu messo dai tuoi padri. Pr. 22:28
- Vuoi tu fissar lo sguardo su ciò che scompare? Giacché la ricchezza si fa dell'ali, come l'aquila che vola verso il cielo. Pr. 23:5
- Non mangiare il pane di chi ha l'occhio maligno, e non bramare i suoi cibi delicati; Pr. 23:6
- poiché, nell'intimo suo, egli è calcolatore: `Mangia e bevi!' ti dirà; ma il cuor suo non è con te. Pr. 23:7
- Vomiterai il boccone che avrai mangiato, e avrai perduto le tue belle parole. Pr. 23:8
- Non rivolger la parola allo stolto, perché sprezzerà il senno de' tuoi discorsi. Pr. 23:9
- Non spostare il termine antico, e non entrare nei campi degli orfani; Pr. 23:10
- ché il Vindice loro è potente; egli difenderà la causa loro contro di te. Pr. 23:11
- Applica il tuo cuore all'istruzione, e gli orecchi alle parole della scienza. Pr. 23:12
- Figliuol mio, se il tuo cuore è savio, anche il mio cuore si rallegrerà; Pr. 23:15
- Il tuo cuore non porti invidia ai peccatori, ma perseveri sempre nel timor dell'Eterno; Pr. 23:17
- Ascolta, figliuol mio, sii savio, e dirigi il cuore per la diritta via. Pr. 23:19
- ché il beone ed il ghiotto impoveriranno e i dormiglioni n'andran vestiti di cenci. Pr. 23:21
- Il padre del giusto esulta grandemente; chi ha generato un savio, ne avrà gioia. Pr. 23:24
- Figliuol mio, dammi il tuo cuore, e gli occhi tuoi prendano piacere nelle mie vie; Pr. 23:26
- Anch'essa sta in agguato come un ladro, e accresce fra gli uomini il numero de' traditori. Pr. 23:28
- Per chi s'indugia a lungo presso il vino, per quei che vanno a gustare il vin drogato. Pr. 23:30
- Non guardare il vino quando rosseggia, quando scintilla nel calice e va giù così facilmente! Pr. 23:31
- I tuoi occhi vedranno cose strane, e il tuo cuore farà dei discorsi pazzi. Pr. 23:33
- perché il loro cuore medita rapine, e le loro labbra parlan di nuocere. Pr. 24:2
- I disegni dello stolto sono peccato, e il beffardo è l'abominio degli uomini. Pr. 24:9
- Così conosci la sapienza per il bene dell'anima tua! Se la trovi, c'è un avvenire, e la speranza tua non sarà frustrata. Pr. 24:14
- O empio, non tendere insidie alla dimora del giusto! non devastare il luogo ove riposa! Pr. 24:15
- ché il giusto cade sette volte e si rialza, ma gli empi son travolti dalla sventura. Pr. 24:16
- Quando il tuo nemico cade, non ti rallegrare; quand'è rovesciato, il cuor tuo non ne gioisca, Pr. 24:17
- Non t'irritare a motivo di chi fa il male, e non portare invidia agli empi; Pr. 24:19
- perché non c'è avvenire per il malvagio; la lucerna degli empi sarà spenta. Pr. 24:20
- Figliuol mio, temi l'Eterno e il re, e non far lega cogli amatori di novità; Pr. 24:21
- Non testimoniare, senza motivo, contro il tuo prossimo; vorresti tu farti ingannatore con le tue parole? Pr. 24:28
- Passai presso il campo del pigro e presso la vigna dell'uomo privo di senno; Pr. 24:30
- ed ecco le spine vi crescean da per tutto, i rovi ne coprivano il suolo, e il muro di cinta era in rovina. Pr. 24:31
- L'altezza del cielo, la profondità della terra e il cuore dei re non si possono investigare. Pr. 25:3
- togli l'empio dalla presenza del re, e il suo trono sarà reso stabile dalla giustizia. Pr. 25:5
- Non fare il vanaglorioso in presenza del re, e non ti porre nel luogo dei grandi; Pr. 25:6
- Non t'affrettare a intentar processi, che alla fine tu non sappia che fare, quando il tuo prossimo t'avrà svergognato. Pr. 25:8
- Difendi la tua causa contro il tuo prossimo, ma non rivelare il segreto d'un altro, Pr. 25:9
- Il messaggero fedele, per quelli che lo mandano, è come il fresco della neve al tempo della mèsse; esso ristora l'anima del suo padrone. Pr. 25:13
- Metti di rado il piede in casa del prossimo, ond'egli, stufandosi di te, non abbia ad odiarti. Pr. 25:17
- L'uomo che attesta il falso contro il suo prossimo, è un martello, una spada, una freccia acuta. Pr. 25:18
- Se il tuo nemico ha fame, dagli del pane da mangiare: se ha sete, dagli dell'acqua da bere; Pr. 25:21
- Il vento del nord porta la pioggia, e la lingua che sparla di nascosto, fa oscurare il viso. Pr. 25:23
- Il giusto che vacilla davanti all'empio, è come una fontana torbida e una sorgente inquinata. Pr. 25:26
- Come il passero vaga qua e là e la rondine vola, così la maledizione senza motivo, non raggiunge l'effetto. Pr. 26:2
- La frusta per il cavallo, la briglia per l'asino, e il bastone per il dosso degli stolti. Pr. 26:3
- Chi impiega lo stolto e il primo che capita, è come un arciere che ferisce tutti. Pr. 26:10
- Lo stolto che ricade nella sua follia, è come il cane che torna al suo vomito. Pr. 26:11
- Il pigro dice: `C'è un leone nella strada, c'è un leone per le vie!' Pr. 26:13
- Come la porta si volge sui cardini, così il pigro sul suo letto. Pr. 26:14
- Il pigro tuffa la mano nel piatto; gli par fatica riportarla alla bocca. Pr. 26:15
- Il pigro si crede più savio di sette uomini che danno risposte sensate. Pr. 26:16
- Il passante che si riscalda per una contesa che non lo concerne, è come chi afferra un cane per le orecchie. Pr. 26:17
- così è colui che inganna il prossimo, e dice: `Ho fatto per ridere!' Pr. 26:19
- Quando mancan le legna, il fuoco si spegne; e quando non c'è maldicente, cessan le contese. Pr. 26:20
- Come il carbone dà la brace, e le legna danno la fiamma, così l'uomo rissoso accende le liti. Pr. 26:21
- Chi è sazio calpesta il favo di miele; ma, per chi ha fame, ogni cosa amara è dolce. Pr. 27:7
- L'olio e il profumo rallegrano il cuore; così fa la dolcezza d'un amico coi suoi consigli cordiali. Pr. 27:9
- Non abbandonare il tuo amico né l'amico di tuo padre, e non andare in casa del tuo fratello nel dì della tua sventura; un vicino dappresso val meglio d'un fratello lontano. Pr. 27:10
- Figliuol mio, sii savio e rallegrami il cuore, così potrò rispondere a chi mi vitupera. Pr. 27:11
- L'uomo accorto vede il male e si nasconde, ma gli scempi passan oltre e ne portan la pena. Pr. 27:12
- Prendigli il vestito giacché ha fatto cauzione per altri; fatti dare dei pegni, poiché s'è reso garante di stranieri. Pr. 27:13
- Chi benedice il prossimo ad alta voce, di buon mattino, sarà considerato come se lo maledicesse. Pr. 27:14
- Chi la vuol trattenere vuol trattenere il vento, e stringer l'olio nella sua destra. Pr. 27:16
- Il ferro forbisce il ferro; così un uomo ne forbisce un altro. Pr. 27:17
- Chi ha cura del fico ne mangerà il frutto; e chi veglia sul suo padrone sarà onorato. Pr. 27:18
- Come nell'acqua il viso risponde al viso, così il cuor dell'uomo risponde al cuore dell'uomo. Pr. 27:19
- Il soggiorno dei morti e l'abisso sono insaziabili, e insaziabili son gli occhi degli uomini. Pr. 27:20
- Il crogiuolo è per l'argento, il forno fusorio per l'oro, e l'uomo è provato dalla bocca di chi lo loda. Pr. 27:21
- Quando è levato il fieno, subito rispunta la fresca verdura e le erbe dei monti sono raccolte. Pr. 27:25
- e il latte delle capre basta a nutrir te, a nutrir la tua famiglia e a far vivere le tue serve. Pr. 27:27
- L'empio fugge senza che alcuno lo perseguiti, ma il giusto se ne sta sicuro come un leone. Pr. 28:1
- Meglio il povero che cammina nella sua integrità, del perverso che cammina nella doppiezza, ed è ricco. Pr. 28:6
- Chi osserva la legge è un figliuolo intelligente, ma il compagno dei ghiottoni fa vergogna a suo padre. Pr. 28:7
- Chi induce i giusti a battere una mala via cadrà egli stesso nella fossa che ha scavata; ma gli uomini integri erediteranno il bene. Pr. 28:10
- Il ricco si reputa savio, ma il povero ch'è intelligente, lo scruta. Pr. 28:11
- Beato l'uomo ch'è sempre timoroso! ma chi indura il suo cuore cadrà nella sfortuna. Pr. 28:14
- Il principe senza prudenza fa molte estorsioni, ma chi odia il lucro disonesto prolunga i suoi giorni. Pr. 28:16
- Chi cammina integramente sarà salvato, ma il perverso che batte doppie vie, cadrà a un tratto. Pr. 28:18
- L'uomo che, essendo spesso ripreso, irrigidisce il collo, sarà di subito fiaccato, senza rimedio. Pr. 29:1
- Quando i giusti son numerosi, il popolo si rallegra: ma quando domina l'empio, il popolo geme. Pr. 29:2
- Il re, con la giustizia, rende stabile il paese; ma chi pensa solo a imporre tasse, lo rovina. Pr. 29:4
- L'uomo che lusinga il prossimo, gli tende una rete davanti ai piedi. Pr. 29:5
- Nella trasgressione del malvagio v'è un'insidia; ma il giusto canta e si rallegra. Pr. 29:6
- Il giusto prende conoscenza della causa de' miseri, ma l'empio non ha intendimento né conoscenza. Pr. 29:7
- Lo stolto dà sfogo a tutta la sua ira, ma il savio rattiene la propria. Pr. 29:11
- Quando il sovrano dà retta alle parole menzognere, tutti i suoi ministri sono empi. Pr. 29:12
- Il povero e l'oppressore s'incontrano; l'Eterno illumina gli occhi d'ambedue. Pr. 29:13
- Il re che fa ragione ai miseri secondo verità, avrà il trono stabilito in perpetuo. Pr. 29:14
- La verga e la riprensione danno sapienza; ma il fanciullo lasciato a se stesso, fa vergogna a sua madre. Pr. 29:15
- Correggi il tuo figliuolo; egli ti darà conforto, e procurerà delizie all'anima tua. Pr. 29:17
- Quando non c'è visioni, il popolo è senza freno; ma beato colui che osserva la legge! Pr. 29:18
- Se uno alleva delicatamente da fanciullo il suo servo, questo finirà per voler essere figliuolo. Pr. 29:21
- Molti cercano il favore del principe, ma l'Eterno fa giustizia ad ognuno. Pr. 29:26
- Chi è salito in cielo e n'è disceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuse l'acque nella sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il suo nome e il nome del suo figlio? Lo sai tu? Pr. 30:4
- ond'io, essendo sazio, non giunga a rinnegarti, e a dire: `Chi è l'Eterno?' ovvero, diventato povero, non rubi, e profani il nome del mio Dio. Pr. 30:9
- Non calunniare il servo presso al suo padrone, ch'ei non ti maledica e tu non abbia a subirne la pena. Pr. 30:10
- Il soggiorno dei morti, il seno sterile, la terra che non si sazia d'acqua, e il fuoco, che non dice mai: `Basta!' Pr. 30:16
- le formiche, popolo senza forze, che si preparano il cibo durante l'estate; Pr. 30:25
- il leone, ch'è il più forte degli animali, e non indietreggia dinanzi ad alcuno; Pr. 30:30
- il cavallo dai fianchi serrati, il capro, e il re alla testa dei suoi eserciti. Pr. 30:31
- perché, come chi sbatte la panna ne fa uscire il burro, chi comprime il naso ne fa uscire il sangue, così chi spreme l'ira ne fa uscire contese. Pr. 30:33
- Non dare il tuo vigore alle donne, né i tuoi costumi a quelle che perdono i re. Pr. 31:3
- Una donna forte e virtuosa chi la troverà? il suo pregio sorpassa di molto quello delle perle. Pr. 31:10
- Il cuore del suo marito confida in lei, ed egli non mancherà mai di provviste. Pr. 31:11
- Ella è simile alle navi dei mercanti: fa venire il suo cibo da lontano. Pr. 31:14
- Ella si alza quando ancora è notte, distribuisce il cibo alla famiglia e il còmpito alle sue donne di servizio. Pr. 31:15
- Ella s'accorge che il suo lavoro rende bene; la sua lucerna non si spegne la notte. Pr. 31:18
- Ella mette la mano alla ròcca, e le sue dita maneggiano il fuso. Pr. 31:19
- Il suo marito è rispettato alle porte, quando si siede fra gli Anziani del paese. Pr. 31:23
- Forza e dignità sono il suo manto, ed ella si ride dell'avvenire. Pr. 31:25
- Ella sorveglia l'andamento della sua casa, e non mangia il pane di pigrizia. Pr. 31:27
- I suoi figliuoli sorgono e la proclaman beata, e il suo marito la loda, dicendo: Pr. 31:28
- vanità delle vanità; tutto è vanità. Che profitto ha l'uomo di tutta la fatica che dura sotto il sole? Eccl. 1:3
- Anche il sole si leva, poi tramonta, e s'affretta verso il luogo donde si leva di nuovo. Eccl. 1:5
- Il vento soffia verso il mezzogiorno, poi gira verso settentrione; va girando, girando continuamente, per ricominciare gli stessi giri. Eccl. 1:6
- Tutti i fiumi corrono al mare, eppure il mare non s'empie; al luogo dove i fiumi si dirigono, tornano a dirigersi sempre. Eccl. 1:7
- Quello ch'è stato è quel che sarà; quel che s'è fatto è quel che si farà; non v'è nulla di nuovo sotto il sole. Eccl. 1:9
- ed ho applicato il cuore a cercare e ad investigare con sapienza tutto ciò che si fa sotto il cielo: occupazione penosa, che Dio ha data ai figliuoli degli uomini perché vi si affatichino. Eccl. 1:13
- Io ho veduto tutto ciò che si fa sotto il sole; ed ecco tutto è vanità e un correr dietro al vento. Eccl. 1:14
- Io ho detto, parlando in cuor mio: `Ecco io ho acquistato maggior sapienza di tutti quelli che hanno regnato prima di me in Gerusalemme'; sì, il mio cuore ha posseduto molta sapienza e molta scienza. Eccl. 1:16
- Ed ho applicato il cuore a conoscer la sapienza, e a conoscere la follia e la stoltezza; ed ho riconosciuto che anche questo è un correr dietro al vento. Eccl. 1:17
- Poiché dov'è molta sapienza v'è molto affanno, e chi accresce la sua scienza accresce il suo dolore. Eccl. 1:18
- Io ho detto in cuor mio: `Andiamo! Io ti voglio mettere alla prova con la gioia, e tu godrai il piacere!' Ed ecco che anche questo è vanità. Eccl. 2:1
- Io presi in cuor mio la risoluzione di abbandonar la mia carne alle attrattive del vino, e, pur lasciando che il mio cuore mi guidasse saviamente, d'attenermi alla follia, finch'io vedessi ciò ch'è bene che gli uomini facciano sotto il cielo, durante il numero de' giorni della loro vita. Eccl. 2:3
- mi costrussi degli stagni per adacquare con essi il bosco dove crescevano gli alberi; Eccl. 2:6
- Di tutto quello che i miei occhi desideravano io nulla rifiutai loro; non privai il cuore d'alcuna gioia; poiché il mio cuore si rallegrava d'ogni mia fatica, ed è la ricompensa che m'è toccata d'ogni mia fatica. Eccl. 2:10
- Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatte, e la fatica che avevo durata a farle, ed ecco che tutto era vanità e un correr dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole. Eccl. 2:11
- Il savio ha gli occhi in testa, mentre lo stolto cammina nelle tenebre; ma ho riconosciuto pure che tutti e due hanno la medesima sorte. Eccl. 2:14
- Poiché tanto del savio quanto dello stolto non rimane ricordo eterno; giacché, nei giorni a venire, tutto sarà da tempo dimenticato. Pur troppo il savio muore, al pari dello stolto! Eccl. 2:16
- Perciò io ho odiata la vita, perché tutto ciò che si fa sotto il sole m'è divenuto odioso, poiché tutto è vanità e un correr dietro al vento. Eccl. 2:17
- Ed ho odiata ogni fatica che ho durata sotto il sole, e di cui debbo lasciare il godimento a colui che verrà dopo di me. Eccl. 2:18
- E chi sa s'egli sarà savio o stolto? Eppure sarà padrone di tutto il lavoro che io ho compiuto con fatica e con saviezza sotto il sole. Anche questo è vanità. Eccl. 2:19
- Così sono arrivato a far perdere al mio cuore ogni speranza circa tutta la fatica che ho durata sotto il sole. Eccl. 2:20
- Poiché, ecco un uomo che ha lavorato con saviezza, con intelligenza e con successo e lascia il frutto del suo lavoro in eredità a un altro, che non v'ha speso intorno alcuna fatica! Anche questo è vanità, e un male grande. Eccl. 2:21
- Difatti, che profitto trae l'uomo da tutto il suo lavoro, dalle preoccupazioni del suo cuore, da tutto quel che gli è costato tanta fatica sotto il sole? Eccl. 2:22
- Tutti i suoi giorni non sono che dolore, la sua occupazione non è che fastidio; perfino la notte il suo cuore non ha posa. Anche questo è vanità. Eccl. 2:23
- Non v'è nulla di meglio per l'uomo del mangiare, del bere, e del far godere all'anima sua il benessere in mezzo alla fatica ch'ei dura; ma anche questo ho veduto che viene dalla mano di Dio. Eccl. 2:24
- Per tutto v'è il suo tempo, v'è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo: Eccl. 3:1
- Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo; egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero della eternità, quantunque l'uomo non possa comprendere dal principio alla fine l'opera che Dio ha fatta. Eccl. 3:11
- ma che se uno mangia, beve e gode del benessere in mezzo a tutto il suo lavoro, è un dono di Dio. Eccl. 3:13
- Ho anche visto sotto il sole che nel luogo stabilito per giudicare v'è della empietà, e che nel luogo stabilito per la giustizia v'è della empietà, Eccl. 3:16
- e ho detto in cuor mio: `Iddio giudicherà il giusto e l'empio poiché v'è un tempo per il giudicio di qualsivoglia azione e, nel luogo fissato, sarà giudicata ogni opera. Eccl. 3:17
- Chi sa se il soffio dell'uomo sale in alto, e se il soffio della bestia scende in basso nella terra? Eccl. 3:21
- Io ho dunque visto che non v'è nulla di meglio per l'uomo del rallegrarsi, nel compiere il suo lavoro; tale è la sua parte; poiché chi lo farà tornare per godere di ciò che verrà dopo di lui? Eccl. 3:22
- Mi son messo poi a considerare tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole; ed ecco, le lacrime degli oppressi, i quali non hanno chi li consoli e dal lato dei loro oppressori la violenza, mentre quelli non hanno chi li consoli. Eccl. 4:1
- e più felice degli uni e degli altri, colui che non è ancora venuto all'esistenza, e non ha ancora vedute le azioni malvage che si commettono sotto il sole. Eccl. 4:3
- E ho visto anche un'altra vanità sotto il sole: Eccl. 4:7
- Poiché, se l'uno cade, l'altro rialza il suo compagno; ma guai a colui ch'è solo, e cade senz'avere un altro che lo rialzi! Eccl. 4:10
- Io ho visto tutti i viventi che vanno e vengono sotto il sole unirsi al giovinetto, che dovea succedere al re e regnare al suo posto. Eccl. 4:15
- Senza fine eran tutto il popolo, tutti quelli alla testa dei quali ei si trovava. Eppure, quelli che verranno in seguito non si rallegreranno di lui! Anche questo è vanità e un correr dietro al vento. Eccl. 4:16
- Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio, e appressati per ascoltare, anziché per offrire il sacrifizio degli stolti, i quali non sanno neppure che fanno male. Eccl. 5:1
- Non esser precipitoso nel parlare, e il tuo cuore non s'affretti a proferir verbo davanti a Dio; perché Dio è in cielo e tu sei sulla terra; le tue parole sian dunque poche; Eccl. 5:2
- Quand'hai fatto un voto a Dio, non indugiare ad adempierlo; poich'egli non si compiace degli stolti; adempi il voto che hai fatto. Eccl. 5:4
- Dolce è il sonno del lavoratore, abbia egli poco o molto da mangiare; ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire. Eccl. 5:12
- V'è un male grave ch'io ho visto sotto il sole; delle ricchezze conservate dal loro possessore, per sua sventura. Eccl. 5:13
- Anche questo è un male grave: ch'ei se ne vada tal e quale era venuto; e qual profitto gli viene dall'aver faticato per il vento? Eccl. 5:16
- Ecco quello che ho veduto: buona e bella cosa è per l'uomo mangiare, bere, godere del benessere in mezzo a tutta la fatica ch'ei dura sotto il sole, tutti i giorni di vita che Dio gli ha dati; poiché questa è la sua parte. Eccl. 5:18
- V'è un male che ho veduto sotto il sole e che grava di frequente sugli uomini: Eccl. 6:1
- eccone uno a cui Dio dà ricchezze, tesori e gloria, in guisa che nulla manca all'anima sua di tutto ciò che può desiderare, ma Dio non gli dà il potere di goderne; ne gode uno straniero. Ecco una vanità e un male grave. Eccl. 6:2
- poiché l'aborto nasce invano, se ne va nelle tenebre, e il suo nome resta coperto di tenebre; Eccl. 6:4
- non ha neppur visto né conosciuto il sole, e nondimeno ha più riposo di quell'altro. Eccl. 6:5
- Che vantaggio ha il savio sopra lo stolto? O che vantaggio ha il povero che sa come condursi in presenza de' viventi? Eccl. 6:8
- Poiché chi sa ciò ch'è buono per l'uomo nella sua vita, durante tutti i giorni della sua vita vana, ch'egli passa come un'ombra? E chi sa dire all'uomo quel che sarà dopo di lui sotto il sole? Eccl. 6:12
- Una buona reputazione val meglio dell'olio odorifero; e il giorno della morte, meglio del giorno della nascita. Eccl. 7:1
- La tristezza val meglio del riso; poiché quando il viso è mesto, il cuore diventa migliore. Eccl. 7:3
- Il cuore del savio è nella casa del duolo; ma il cuore degli stolti è nella casa della gioia. Eccl. 7:4
- Poiché qual è lo scoppiettìo de' pruni sotto una pentola, tal è il riso dello stolto. Anche questo è vanità. Eccl. 7:6
- Certo, l'oppressione rende insensato il savio, e il dono fa perdere il senno. Eccl. 7:7
- Meglio vale la fine d'una cosa, che il suo principio; e lo spirito paziente val meglio dello spirito altero. Eccl. 7:8
- La sapienza è buona quanto un'eredità, e anche di più, per quelli che vedono il sole. Eccl. 7:11
- Poiché la sapienza offre un riparo, come l'offre il danaro; ma l'eccellenza della scienza sta in questo, che la sapienza fa vivere quelli che la possiedono. Eccl. 7:12
- Certo, non v'è sulla terra alcun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai. Eccl. 7:20
- poiché il tuo cuore sa che sovente anche tu hai maledetto altri. Eccl. 7:22
- e ho trovato una cosa più amara della morte: la donna ch'è tutta tranelli, il cui cuore non è altro che reti, e le cui mani sono catene; colui ch'è gradito a Dio le sfugge, ma il peccatore riman preso da lei. Eccl. 7:26
- Chi è come il savio? e chi conosce la spiegazione delle cose? La sapienza d'un uomo gli fa risplendere la faccia, e la durezza del suo volto n'è mutata. Eccl. 8:1
- Chi osserva il comandamento non conosce disgrazia, e il cuore dell'uomo savio sa che v'è un tempo e un giudizio; Eccl. 8:5
- Io ho veduto tutto questo, ed ho posto mente a tutto quello che si fa sotto il sole, quando l'uomo signoreggia sugli uomini per loro sventura. Eccl. 8:9
- Siccome la sentenza contro una mala azione non si eseguisce prontamente, il cuore dei figliuoli degli uomini è pieno della voglia di fare il male. Eccl. 8:11
- Quantunque il peccatore faccia cento volte il male e pur prolunghi i suoi giorni, pure io so che il bene è per quelli che temono Dio, che provan timore nel suo cospetto. Eccl. 8:12
- Così io ho lodata la gioia, perché non v'è per l'uomo altro bene sotto il sole, fuori del mangiare, del bere e del gioire; questo è quello che lo accompagnerà in mezzo al suo lavoro, durante i giorni di vita che Dio gli dà sotto il sole. Eccl. 8:15
- Quand'io ho applicato il mio cuore a conoscere la sapienza e a considerare le cose che si fanno sulla terra - perché gli occhi dell'uomo non godono sonno né giorno né notte, - Eccl. 8:16
- allora ho mirato tutta l'opera di Dio, e ho veduto che l'uomo è impotente a spiegare quello che si fa sotto il sole; egli ha un bell'affaticarsi a cercarne la spiegazione; non riesce a trovarla; e anche se il savio pretende di saperla, non però può trovarla. Eccl. 8:17
- Sì, io ho applicato a tutto questo il mio cuore, e ho cercato di chiarirlo: che cioè i giusti e i savi e le loro opere sono nelle mani di Dio; l'uomo non sa neppure se amerà o se odierà; tutto è possibile. Eccl. 9:1
- Tutto succede ugualmente a tutti; la medesima sorte attende il giusto e l'empio, il buono e puro e l'impuro, chi offre sacrifizi e chi non li offre; tanto è il buono quanto il peccatore, tanto è colui che giura quanto chi teme di giurare. Eccl. 9:2
- Questo è un male fra tutto quello che si fa sotto il sole: che tutti abbiano una medesima sorte; e così il cuore dei figliuoli degli uomini è pieno di malvagità e hanno la follia nel cuore mentre vivono; poi, se ne vanno ai morti. Eccl. 9:3
- E il loro amore come il loro odio e la loro invidia sono da lungo tempo periti, ed essi non hanno più né avranno mai alcuna parte in tutto quello che si fa sotto il sole. Eccl. 9:6
- Va', mangia il tuo pane con gioia, e bevi il tuo vino con cuore allegro, perché Dio ha già gradito le tue opere. Eccl. 9:7
- Godi la vita con la moglie che ami, durante tutti i giorni della vita della tua vanità, che Dio t'ha data sotto il sole per tutto il tempo della tua vanità; poiché questa è la tua parte nella vita, in mezzo a tutta la fatica che duri sotto il sole. Eccl. 9:9
- Io mi son rimesso a considerare che sotto il sole, per correre non basta esser agili, né basta per combattere esser valorosi, né esser savi per aver del pane, né essere intelligenti per aver delle ricchezze, né esser abili per ottener favore; poiché tutti dipendono dal tempo e dalle circostanze. Eccl. 9:11
- Ho visto sotto il sole anche questo esempio di sapienza che m'è parsa grande. Eccl. 9:13
- Le mosche morte fanno puzzare e imputridire l'olio del profumiere; un po' di follia guasta il pregio della sapienza e della gloria. Eccl. 10:1
- Il savio ha il cuore alla sua destra, ma lo stolto l'ha alla sua sinistra. Eccl. 10:2
- Anche quando lo stolto va per la via, il senno gli manca e mostra a tutti ch'è uno stolto. Eccl. 10:3
- Se il sovrano sale in ira contro di te, non lasciare il tuo posto; perché la dolcezza previene grandi peccati. Eccl. 10:4
- C'è un male che ho veduto sotto il sole, un errore che procede da chi governa: Eccl. 10:5
- Se il ferro perde il taglio e uno non l'arrota, bisogna che raddoppi la forza; ma la sapienza ha il vantaggio di sempre riuscire. Eccl. 10:10
- Se il serpente morde prima d'essere incantato, l'incantatore diventa inutile. Eccl. 10:11
- Il principio delle parole della sua bocca è stoltezza, e la fine del suo dire è malvagia pazzia. Eccl. 10:13
- Guai a te, o paese, il cui re è un fanciullo, e i cui principi mangiano fin dal mattino! Eccl. 10:16
- Beato te, o paese, il cui re è di nobile lignaggio, ed i cui principi si mettono a tavola al tempo convenevole, per ristorare le forze e non per ubriacarsi! Eccl. 10:17
- Per la pigrizia sprofonda il soffitto; per la rilassatezza delle mani piove in casa. Eccl. 10:18
- Il convito è fatto per gioire, il vino rende gaia la vita, e il danaro risponde a tutto. Eccl. 10:19
- Non maledire il re, neppure col pensiero; e non maledire il ricco nella camera ove tu dormi; poiché un uccello del cielo potrebbe spargerne la voce, e un messaggero alato pubblicare la cosa. Eccl. 10:20
- Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo tu lo ritroverai. Eccl. 11:1
- Quando le nuvole son piene di pioggia, la riversano sulla terra; e se un albero cade verso il sud o verso il nord, dove cade, quivi resta. Eccl. 11:3
- La luce è dolce, ed è cosa piacevole agli occhi vedere il sole. Eccl. 11:7
- Rallegrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il cuor tuo durante i giorni della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti mena il cuore e seguendo gli sguardi degli occhi tuoi; ma sappi che, per tutte queste cose, Iddio ti chiamerà in giudizio! Eccl. 11:9
- prima che il sole, la luce, la luna e le stelle s'oscurino, e le nuvole tornino dopo la pioggia: Eccl. 12:2
- e i due battenti della porta si chiudono sulla strada perché diminuisce il rumore della macina; in cui l'uomo si leva al canto dell'uccello, tutte le figlie del canto s'affievoliscono, Eccl. 12:4
- in cui uno ha paura delle alture, ha degli spaventi mentre cammina, in cui fiorisce il mandorlo, la locusta si fa pesante, e il cappero non fa più effetto perché l'uomo se ne va alla sua dimora eterna e i piagnoni percorrono le strade; Eccl. 12:5
- prima che il cordone d'argento si stacchi, il vaso d'oro si spezzi, la brocca si rompa sulla fonte, la ruota infranta cada nel pozzo; Eccl. 12:6
- Del resto, figliuol mio sta' in guardia: si fanno de' libri in numero infinito; e molto studiare è una fatica per il corpo. Eccl. 12:12
- Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: - Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto dell'uomo. - Eccl. 12:13
- Il Cantico de' cantici di Salomone. Cant. 1:1
- I tuoi profumi hanno un odore soave; il tuo nome è un profumo, che si spande; perciò t'aman le fanciulle! Cant. 1:3
- Attirami a te! Noi ti correremo dietro! Il re m'ha condotta ne' suoi appartamenti; noi gioiremo, ci rallegreremo a motivo di te; noi celebreremo le tue carezze più del vino! A ragione sei amato! Cant. 1:4
- Non guardate se son nera; è il sole che m'ha bruciata; i figliuoli di mia madre si sono adirati contro di me; m'hanno fatta guardiana delle vigne, ma io, la mia vigna, non l'ho guardata. Cant. 1:6
- O tu che il mio cuore ama, dimmi dove meni a pascere il tuo gregge, e dove lo fai riposare sul mezzogiorno. Poiché, perché sarei io come una donna sperduta, presso i greggi de' tuoi compagni? Cant. 1:7
- Le tue guance son belle in mezzo alle collane, e il tuo collo è bello tra i filari di perle. Cant. 1:10
- Mentre il re è nel suo convito, il mio nardo esala il suo profumo. Cant. 1:12
- Il mio amico m'è un sacchetto di mirra, che passa la notte sul mio seno. Cant. 1:13
- Il mio amico m'è un grappolo di cipro delle vigne d'En-ghedi. Cant. 1:14
- Come sei bello, amico mio, come sei amabile! Anche il nostro letto è verdeggiante. Cant. 1:16
- Io sono la rosa di Saron, il giglio delle valli. Cant. 2:1
- Qual è un melo fra gli alberi del bosco, tal è l'amico mio fra i giovani. Io desidero sedermi alla sua ombra, e il suo frutto è dolce al mio palato. Cant. 2:3
- Il mio amico parla e mi dice: `Lèvati, amica mia, mia bella, e vientene, Cant. 2:10
- poiché, ecco, l'inverno è passato, il tempo delle piogge è finito, se n'è andato; Cant. 2:11
- i fiori appaion sulla terra, il tempo del cantare è giunto, e la voce della tortora si fa udire nelle nostre contrade. Cant. 2:12
- Il fico ha messo i suoi ficucci, e le viti fiorite esalano il loro profumo. Lèvati, amica mia, mia bella, e vientene'. Cant. 2:13
- O mia colomba, che stai nelle fessure delle rocce, nel nascondiglio delle balze, mostrami il tuo viso, fammi udire la tua voce; poiché la tua voce è soave, e il tuo viso è bello. Cant. 2:14
- Il mio amico è mio, ed io son sua: di lui, che pastura il gregge fra i gigli. Cant. 2:16
- Prima che spiri l'aura del giorno e che le ombre fuggano, torna, amico mio, come la gazzella od il cerbiatto sui monti che ci separano! Cant. 2:17
- Il re Salomone s'è fatto una lettiga di legno del Libano. Cant. 3:9
- Ne ha fatto le colonne d'argento, la spalliera d'oro, il sedile di porpora; in mezzo è un ricamo, lavoro d'amore delle figliuole di Gerusalemme. Cant. 3:10
- Uscite, figliuole di Sion, mirate il re Salomone con la corona di cui l'ha incoronato sua madre, il giorno de' suoi sponsali, il giorno dell'allegrezza del suo cuore. Cant. 3:11
- Il tuo collo è come la torre di Davide, edificata per essere un'armeria; mille scudi vi sono appesi, tutte le targhe de' prodi. Cant. 4:4
- Tu m'hai rapito il cuore, o mia sorella, o sposa mia! Tu m'hai rapito il cuore con un solo de' tuoi sguardi, con uno solo de' monili del tuo collo. Cant. 4:9
- Son venuto nel mio giardino, o mia sorella, o sposa mia; ho còlto la mia mirra e i miei aromi; ho mangiato il mio favo di miele; ho bevuto il mio vino ed il mio latte. Amici, mangiate, bevete, inebriatevi d'amore! Cant. 5:1
- Io dormivo, ma il mio cuore vegliava. Sento la voce del mio amico, che picchia e dice: `Aprimi sorella mia, amica mia, colomba mia, o mia perfetta! Poiché il mio capo è coperto di rugiada e le mie chiome son piene di gocce della notte'. Cant. 5:2
- L'amico mio ha passato la mano per il buco della porta, e le mie viscere si son commosse per lui. Cant. 5:4
- Le guardie che vanno attorno per la città m'hanno incontrata, m'hanno battuta, m'hanno ferita; le guardie delle mura m'hanno strappato il velo. Cant. 5:7
- Io vi scongiuro, o figliuole di Gerusalemme, se trovate il mio amico, che gli direte?... Che son malata d'amore. Cant. 5:8
- Il suo capo è oro finissimo, le sue chiome sono crespe, nere come il corvo. Cant. 5:11
- Le sue mani sono anelli d'oro, incastonati di berilli; il suo corpo è d'avorio terso, coperto di zaffiri. Cant. 5:14
- Le sue gambe son colonne di marmo, fondate su basi d'oro puro. Il suo aspetto è come il Libano, superbo come i cedri; Cant. 5:15
- il suo palato è tutto dolcezza, tutta la sua persona è un incanto. Tal è l'amor mio, tal è l'amico mio, o figliuole di Gerusalemme. Cant. 5:16
- Dov'è andato il tuo amico, o la più bella fra le donne? Da che parte s'è vòlto l'amico tuo? Noi lo cercheremo teco. Cant. 6:1
- Il mio amico è disceso nel suo giardino, nell'aie degli aromi a pasturare i greggi ne' giardini, e coglier gigli. Cant. 6:2
- Io sono dell'amico mio; e l'amico mio, che pastura il gregge fra i gigli, è mio. Cant. 6:3
- Chi è colei che appare come l'alba, bella come la luna, pura come il sole, tremenda come un esercito a bandiere spiegate? Cant. 6:10
- Io non so come, il mio desiderio m'ha resa simile ai carri d'Amminadab. Cant. 6:12
- Il tuo seno è una tazza rotonda, dove non manca mai vino profumato. Il tuo corpo è un mucchio di grano, circondato di gigli. Cant. 7:2
- Il tuo collo è come una torre d'avorio; i tuoi occhi son come le piscine d'Heshbon presso la porta di Bath-Rabbim. Il tuo naso è come la torre del Libano, che guarda verso Damasco. Cant. 7:4
- Il tuo capo s'eleva come il Carmelo, e la chioma del tuo capo sembra di porpora; un re è incatenato dalle tue trecce! Cant. 7:5
- Io ho detto: `Io salirò sulla palma, e m'appiglierò ai suoi rami'. Siano le tue mammelle come grappoli di vite, il profumo del tuo fiato, come quello de' pomi, Cant. 7:8
- e la tua bocca come un vino generoso, che cola dolcemente per il mio amico, e scivola fra le labbra di quelli che dormono. Cant. 7:9
- Io sono del mio amico, e verso me va il suo desiderio. Cant. 7:10
- Fin dal mattino andremo nelle vigne; vedremo se la vite ha sbocciato, se il suo fiore s'apre, se i melagrani fioriscono. Quivi ti darò le mie carezze. Cant. 7:12
- La sua sinistra sia sotto il mio capo, e la sua destra m'abbracci! Cant. 8:3
- Chi è colei che sale dal deserto appoggiata all'amico suo? Io t'ho svegliata sotto il melo, dove tua madre t'ha partorito, dove quella che t'ha partorito, s'è sgravata di te. Cant. 8:5
- Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perché l'amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno de' morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma dell'Eterno. Cant. 8:6
- La mia vigna, ch'è mia, la guardo da me; tu, Salomone, tienti pure i tuoi mille sicli, e se n'abbian duecento quei che guardano il frutto della tua! Cant. 8:12
- Il bue conosce il suo possessore, e l'asino la greppia del suo padrone; ma Israele non ha conoscenza, il mio popolo non ha discernimento. Isa. 1:3
- Ahi, nazione peccatrice, popolo carico d'iniquità, razza di malvagi, figliuoli corrotti! Hanno abbandonato l'Eterno, hanno sprezzato il Santo d'Israele, si son vòlti e ritratti indietro. Isa. 1:4
- A che pro colpirvi ancora? Aggiungereste altre rivolte. Tutto il capo è malato, tutto il cuore è languente. Isa. 1:5
- Il vostro paese è desolato, le vostre città son consumate dal fuoco, i vostri campi li divorano degli stranieri, sotto agli occhi vostri; tutto è devastato, come per un sovvertimento di barbari. Isa. 1:7
- Che m'importa la moltitudine de' vostri sacrifizi? dice l'Eterno; io son sazio d'olocausti di montoni e di grasso di bestie ingrassate; il sangue dei giovenchi, degli agnelli e dei capri, io non lo gradisco. Isa. 1:11
- Cessate dal recare oblazioni vane; il profumo io l'ho in abominio; e quanto ai novilunî, ai sabati, al convocar raunanze, io non posso soffrire l'iniquità unita all'assemblea solenne. Isa. 1:13
- Lavatevi, purificatevi, togliete d'innanzi agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate dal fare il male; Isa. 1:16
- imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate ragione all'orfano, difendete la causa della vedova! Isa. 1:17
- Il tuo argento s'è cangiato in scorie, il tuo vino è stato tagliato con acqua. Isa. 1:22
- Perciò il Signore, l'Eterno degli eserciti, il Potente d'Israele, dice: Ah, io avrò soddisfazione dai miei avversari, e mi vendicherò de' miei nemici! Isa. 1:24
- Avverrà, negli ultimi giorni, che il monte della casa dell'Eterno si ergerà sulla vetta dei monti, e sarà elevato al disopra dei colli; e tutte le nazioni affluiranno ad esso. Isa. 2:2
- Poiché tu, o Eterno, hai abbandonato il tuo popolo, la casa di Giacobbe, perché son pieni di pratiche orientali, praticano le arti occulte come i Filistei, fanno alleanza coi figli degli stranieri. Isa. 2:6
- Il loro paese è pieno d'argento e d'oro, e hanno tesori senza fine; il loro paese è pieno di cavalli, e hanno carri senza fine. Isa. 2:7
- Il loro paese è pieno d'idoli; si prostrano dinanzi all'opera delle loro mani, dinanzi a ciò che le lor dita han fatto. Isa. 2:8
- Ecco, il Signore, l'Eterno degli eserciti, sta per togliere a Gerusalemme ed a Giuda ogni risorsa ed ogni appoggio, ogni risorsa di pane e ogni risorsa d'acqua, Isa. 3:1
- il prode ed il guerriero, il giudice ed il profeta, l'indovino e l'anziano, Isa. 3:2
- il capo di cinquantina e il notabile, il consigliere, l'artefice esperto, e l'abile incantatore. Isa. 3:3
- Il popolo sarà oppresso, uomo da uomo, ciascuno dal suo prossimo; il giovane insolentirà contro il vecchio, l'abietto contro colui ch'è onorato. Isa. 3:5
- Quand'uno prenderà il fratello nella sua casa paterna e gli dirà: `Tu hai un mantello, sii nostro capo, prendi queste ruine sotto la tua mano', Isa. 3:6
- Poiché Gerusalemme vacilla e Giuda crolla, perché la loro lingua e le loro opere son contro l'Eterno, sì da provocare ad ira il suo sguardo maestoso. Isa. 3:8
- L'aspetto del loro volto testimonia contr'essi, pubblicano il loro peccato, come Sodoma, e non lo nascondono. Guai all'anima loro! perché procurano a se stessi del male. Isa. 3:9
- Ditelo che il giusto avrà del bene, perch'ei mangerà il frutto delle opere sue! Isa. 3:10
- Il mio popolo ha per oppressori dei fanciulli, e delle donne lo signoreggiano. O popolo mio, quei che ti guidano ti sviano, e distruggono il sentiero per cui devi passare! Isa. 3:12
- Con qual diritto schiacciate voi il mio popolo e pestate la faccia de' miseri?' dice il Signore, l'Eterno degli eserciti. Isa. 3:15
- il Signore renderà calvo il sommo del capo alle figliuole di Sion, e l'Eterno metterà a nudo le loro vergogne. Isa. 3:17
- In quel giorno, il Signore torrà via il lusso degli anelli de' piedi, delle reti e delle mezzelune; Isa. 3:18
- E, in quel giorno, sette donne afferreranno un uomo e diranno: `Noi mangeremo il nostro pane, ci vestiremo delle nostre vesti; facci solo portare il tuo nome! togli via il nostro obbrobrio!' Isa. 4:1
- In quel giorno, il germoglio dell'Eterno sarà lo splendore e la gloria degli scampati d'Israele, e il frutto della terra sarà il loro orgoglio ed il loro ornamento. Isa. 4:2
- una volta che il Signore avrà lavato le brutture delle figliuole di Sion, e avrà nettato Gerusalemme dal sangue ch'è in mezzo a lei, col soffio della giustizia, e col soffio dello sterminio. Isa. 4:4
- E l'Eterno creerà su tutta la distesa del monte Sion e sulle sue raunanze una nuvola di fumo durante il giorno, e uno splendore di fuoco fiammeggiante durante la notte; poiché, su tutta questa gloria vi sarà un padiglione. Isa. 4:5
- Io vo' cantare per il mio benamato il cantico dell'amico mio circa la sua vigna. Il mio benamato aveva una vigna sopra una fertile collina. Isa. 5:1
- Ebbene, ora io vi farò conoscere quel che sto per fare alla mia vigna: ne torrò via la siepe e vi pascoleranno le bestie; ne abbatterò il muro di cinta e sarà calpestata. Isa. 5:5
- Guai a quelli che la mattina s'alzan di buon'ora per correr dietro alle bevande alcooliche, e fan tardi la sera, finché il vino l'infiammi! Isa. 5:11
- La cetra, il saltèro, il tamburello, il flauto ed il vino, ecco i loro conviti! ma non pongon mente a quel che fa l'Eterno, e non considerano l'opera delle sue mani. Isa. 5:12
- Perciò il mio popolo sen va in cattività per mancanza di conoscimento, la sua nobiltà muore di fame, e le sue folle sono inaridite dalla sete. Isa. 5:13
- Perciò il soggiorno de' morti s'è aperto bramoso, ed ha spalancata fuor di modo la gola; e laggiù scende lo splendore di Sion, la sua folla, il suo chiasso, e colui che in mezzo ad essa festeggia. Isa. 5:14
- ma l'Eterno degli eserciti è esaltato mediante il giudizio e l'Iddio santo è santificato per la sua giustizia. Isa. 5:16
- Guai a quelli che tiran l'iniquità come con le corde del vizio, e il peccato con le corde d'un cocchio, Isa. 5:18
- e dicono: `Faccia presto, affretti l'opera sua, che noi la veggiamo! Venga e si eseguisca il disegno del Santo d'Israele, che noi lo conosciamo!' Isa. 5:19
- Guai a quelli che chiaman bene il male, e male il bene, che mutan le tenebre in luce e la luce in tenebre, che mutan l'amaro in dolce e il dolce in amaro! Isa. 5:20
- Guai a quelli che son prodi nel bevere il vino, e valorosi nel mescolar le bevande alcooliche; Isa. 5:22
- che assolvono il malvagio per un regalo, e privano il giusto del suo diritto! Isa. 5:23
- Perciò, come una lingua di fuoco divora la stoppia e come la fiamma consuma l'erba secca, così la loro radice sarà come marciume, e il loro fiore sarà portato via come polvere, perché hanno rigettata la legge dell'Eterno degli eserciti, e hanno sprezzata la parola del Santo d'Israele. Isa. 5:24
- Per questo avvampa l'ira dell'Eterno contro il suo popolo; ed egli stende contr'esso la sua mano, e lo colpisce; tremano i monti, e i cadaveri son come spazzatura in mezzo alle vie; e, con tutto ciò, l'ira sua non si calma, e la sua mano rimane distesa. Isa. 5:25
- In esso nessuno è stanco o vacilla, nessuno sonnecchia o dorme; a nessuno si scioglie la cintura de' fianchi o si rompe il legaccio de' calzari. Isa. 5:27
- Il suo ruggito è come quello d'un leone; rugge come i leoncelli; rugge, afferra la preda, la porta via al sicuro, senza che alcuno gliela strappi. Isa. 5:29
- In quel giorno, ei muggirà contro Giuda, come mugge il mare; e a guardare il paese, ecco tenebre, angoscia, e la luce che s'oscura nel suo cielo. Isa. 5:30
- Nell'anno della morte del re Uzzia, io vidi il Signore assiso sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio. Isa. 6:1
- Allora io dissi: `Ahi, lasso me, ch'io son perduto! Poiché io sono un uomo dalle labbra impure, e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e gli occhi miei han veduto il Re, l'Eterno degli eserciti!' Isa. 6:5
- Mi toccò con esso la bocca, e disse: `Ecco, questo t'ha toccato le labbra, la tua iniquità è tolta e il tuo peccato è espiato'. Isa. 6:7
- Rendi insensibile il cuore di questo popolo, rendigli duri gli orecchi, e chiudigli gli occhi, in guisa che non vegga co' suoi occhi, non oda co' suoi orecchi, non intenda col cuore, non si converta e non sia guarito!' Isa. 6:10
- E io dissi: `Fino a quando, Signore?' Ed egli rispose: `Finché le città siano devastate e senza abitanti e non vi sia più alcuno nelle case e il paese sia ridotto in desolazione; Isa. 6:11
- E se vi rimane ancora un decimo della popolazione, esso a sua volta sarà distrutto; ma, come al terebinto e alla querce, quando sono abbattuti, rimane il ceppo, così rimarrà al popolo, come ceppo, una progenie santa'. Isa. 6:13
- E fu riferita alla casa di Davide questa notizia: `La Siria s'è confederata con Efraim'. E il cuore di Achaz e il cuore del suo popolo furono agitati, come gli alberi della foresta sono agitati dal vento. Isa. 7:2
- Guarda di startene calmo e tranquillo, non temere e non ti s'avvilisca il cuore a motivo di questi due avanzi di tizzoni fumanti, a motivo dell'ira ardente di Retsin e della Siria, e del figliuolo di Remalia. Isa. 7:4
- Siccome la Siria, Efraim e il figliuolo di Remalia meditano del male a tuo danno, dicendo: Isa. 7:5
- - Saliamo contro Giuda, terrorizziamolo, apriamovi una breccia e proclamiamo re in mezzo ad esso il figliuolo di Tabbeel, - Isa. 7:6
- così dice il Signore, l'Eterno: - Questo non avrà effetto; non succederà; Isa. 7:7
- poiché Damasco è il capo della Siria, e Retsin è il capo di Damasco. Fra sessantacinque anni Efraim sarà fiaccato in guisa che non sarà più popolo. Isa. 7:8
- E Samaria è il capo d'Efraim, e il figliuolo di Remalia è il capo di Samaria. Se voi non avete fede, certo, non potrete sussistere'. Isa. 7:9
- Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figliuolo, e gli porrà nome Emmanuele. Isa. 7:14
- Egli mangerà crema e miele finché sappia riprovare il male e scegliere il bene. Isa. 7:15
- Ma prima che il fanciullo sappia riprovare il male e scegliere il bene, il paese del quale tu paventi i due re, sarà devastato. Isa. 7:16
- L'Eterno farà venire su te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre de' giorni, come non se n'ebbero mai dal giorno che Efraim s'è separato da Giuda: vale a dire, il re d'Assiria. Isa. 7:17
- In quel giorno, il Signore, con un rasoio preso a nolo di là dal fiume, cioè col re d'Assiria, raderà la testa, i peli delle gambe, e porterà via anche la barba. Isa. 7:20
- Vi s'entrerà con le freccie e con l'arco, perché tutto il paese non sarà che rovi e pruni. Isa. 7:24
- E tutti i colli che si dissodavan con la vanga, non saran più frequentati per timore de' rovi e de' pruni; vi si lasceran andare i buoi, e le pecore ne calpesteranno il suolo. Isa. 7:25
- L'Eterno mi disse: `Prenditi una tavoletta grande e scrivici sopra in caratteri leggibili: `Affrettate il saccheggio! Presto, al bottino!' Isa. 8:1
- E presi meco come testimoni, dei testimoni fededegni: il sacerdote Uria e Zaccaria, figliuolo di Jeberekia. Isa. 8:2
- poiché prima che il bambino sappia gridare: - Padre mio, madre mia, - le ricchezze di Damasco e il bottino di Samaria saran portati davanti al re d'Assiria'. Isa. 8:4
- perciò ecco, il Signore sta per far salire su loro le potenti e grandi acque del fiume, cioè il re d'Assiria e tutta la sua gloria; esso s'eleverà da per tutto sopra il suo livello, e strariperà su tutte le sue sponde. Isa. 8:7
- Se vi si dice: `Consultate quelli che evocano gli spiriti e gl'indovini, quelli che susurrano e bisbigliano', rispondete: `Un popolo non dev'egli consultare il suo Dio? Si rivolgerà egli ai morti a pro de' vivi?' Isa. 8:19
- Alla legge! alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui alcuna aurora! Isa. 8:20
- Andrà errando per il paese, affranto, affamato; e quando avrà fame, s'irriterà, maledirà il suo re ed il suo Dio. Volgerà lo sguardo in alto, Isa. 8:21
- Ma le tenebre non dureranno sempre per la terra ch'è ora nell'angoscia. Come ne' tempi passati Iddio coprì d'obbrobrio il paese di Zabulon e il paese di Neftali, così ne' tempi avvenire coprirà di gloria la terra vicina al mare, di là dal Giordano, la Galilea de' Gentili. Isa. 9:1
- Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell'ombra della morte, la luce risplende. Isa. 9:2
- Tu moltiplichi il popolo, tu gli largisci una gran gioia; ed egli si rallegra nel tuo cospetto come uno si rallegra al tempo della mèsse, come uno giubila quando si spartisce il bottino. Isa. 9:3
- Poiché il giogo che gravava su lui, il bastone che gli percoteva il dosso, la verga di chi l'opprimeva tu li spezzi, come nel giorno di Madian. Isa. 9:4
- per dare incremento all'impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora in perpetuo: questo farà lo zelo dell'Eterno degli eserciti. Isa. 9:7
- Il Signore manda una parola a Giacobbe, ed essa cade sopra Israele. Isa. 9:8
- Tutto il popolo ne avrà conoscenza, Efraim e gli abitanti di Samaria, che nel loro orgoglio e nella superbia del loro cuore dicono: Isa. 9:9
- Per questo l'Eterno farà sorgere contro il popolo gli avversari di Retsin, ed ecciterà i suoi nemici: Isa. 9:11
- Ma il popolo non torna a colui che lo colpisce, e non cerca l'Eterno degli eserciti. Isa. 9:13
- (L'anziano e il notabile sono il capo, e il profeta che insegna la menzogna è la coda). Isa. 9:15
- Poiché la malvagità arde come il fuoco, che divora rovi e pruni e divampa nel folto della foresta, donde s'elevano vorticosamente colonne di fumo. Isa. 9:18
- Per l'ira dell'Eterno degli eserciti il paese è in fiamme, e il popolo è in preda al fuoco; nessuno risparmia il fratello. Isa. 9:19
- per negare giustizia ai miseri, per spogliare del loro diritto i poveri del mio popolo, per far delle vedove la loro preda e degli orfani il loro bottino! Isa. 10:2
- E che farete il giorno che Dio vi visiterà, nel giorno che la ruina verrà di lontano? A chi fuggirete in cerca di soccorso? e dove lascerete quel ch'è la vostra gloria? Isa. 10:3
- Guai all'Assiria, verga della mia ira! Il bastone che ha in mano, è lo strumento della mia indignazione. Isa. 10:5
- Io l'ho mandato contro una nazione empia, gli ho dato, contro il popolo del mio cruccio, l'ordine di darsi al saccheggio, di far bottino, di calpestarlo come il fango delle strade. Isa. 10:6
- Ma quando il Signore avrà compiuta tutta l'opera sua sul monte di Sion ed a Gerusalemme, io, dice l'Eterno, punirò il re d'Assiria per il frutto della superbia del cuor suo e dell'arroganza de' suoi sguardi alteri. Isa. 10:12
- la mia mano ha trovato, come un nido, le ricchezze dei popoli; e come uno raccoglie delle uova abbandonate, così ho io raccolta tutta la terra; e nessuno ha mosso l'ala o aperto il becco o mandato un grido'. Isa. 10:14
- La scure si gloria essa contro colui che la maneggia? la sega si magnifica essa contro colui che la mena? Come se la verga facesse muovere colui che l'alza, come se il bastone alzasse colui che non è di legno! Isa. 10:15
- Perciò il Signore, l'Eterno degli eserciti, manderà la consunzione tra i suoi più robusti; e sotto la sua gloria accenderà un fuoco, come il fuoco d'un incendio. Isa. 10:16
- La luce d'Israele diventerà un fuoco, e il suo Santo una fiamma, che arderà e divorerà i suoi rovi ed i suoi pruni in un sol giorno. Isa. 10:17
- E la gloria della sua foresta e della sua ferace campagna egli la consumerà, anima e corpo; sarà come il deperimento d'un uomo che langue. Isa. 10:18
- Il resto degli alberi della sua foresta sarà così minimo che un bambino potrebbe farne il conto. Isa. 10:19
- In quel giorno, il residuo d'Israele e gli scampati della casa di Giacobbe cesseranno d'appoggiarsi su colui che li colpiva, e s'appoggeranno con sincerità sull'Eterno, sul Santo d'Israele. Isa. 10:20
- Un residuo, il residuo di Giacobbe, tornerà all'Iddio potente. Isa. 10:21
- Poiché, quand'anche il tuo popolo, o Israele, fosse come la rena del mare, un residuo soltanto ne tornerà; uno sterminio è decretato, che farà traboccare la giustizia. Isa. 10:22
- Poiché lo sterminio che ha decretato, il Signore, l'Eterno degli eserciti, lo effettuerà in mezzo a tutta la terra. Isa. 10:23
- Così dunque dice il Signore, l'Eterno degli eserciti: O popolo mio, che abiti in Sion, non temere l'Assiro, benché ti batta di verga e alzi su te il bastone, come fece l'Egitto! Isa. 10:24
- L'Eterno degli eserciti leverà contro di lui la frusta, come quando colpì Madian, alla roccia d'Oreb; e come alzò il suo bastone sul mare, così l'alzerà ancora, come in Egitto. Isa. 10:26
- E, in quel giorno, il suo carico ti cadrà dalle spalle, e il suo giogo di sul collo; il giogo sarà scosso dalla tua forza rigogliosa. Isa. 10:27
- Valicano il passo, passano la notte a Gheba; Rama trema, Ghibea di Saul è in fuga. Isa. 10:29
- Oggi stesso sosterà a Nob, agitando il pugno contro il monte della figlia di Sion, contro la collina di Gerusalemme. Isa. 10:32
- Ecco, il Signore, l'Eterno degli eserciti, stronca i rami in modo tremendo; i più alti sono tagliati, i più superbi sono atterrati. Isa. 10:33
- Egli abbatte col ferro il folto della foresta, e il Libano cade sotto i colpi del Potente. Isa. 10:34
- Respirerà come profumo il timor dell'Eterno, non giudicherà dall'apparenza, non darà sentenze stando al sentito dire, Isa. 11:3
- ma giudicherà i poveri con giustizia, farà ragione con equità agli umili del paese. Colpirà il paese con la verga della sua bocca, e col soffio delle sue labbra farà morir l'empio. Isa. 11:4
- Il lupo abiterà con l'agnello, e il leopardo giacerà col capretto; il vitello, il giovin leone e il bestiame ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà. Isa. 11:6
- La vacca pascolerà con l'orsa, i loro piccini giaceranno assieme, e il leone mangerà lo strame come il bue. Isa. 11:7
- Il lattante si trastullerà sul buco dell'aspide, e il divezzato stenderà la mano sul covo del basilisco. Isa. 11:8
- Non si farà né male né guasto su tutto il mio monte santo, poiché la terra sarà ripiena della conoscenza dell'Eterno, come il fondo del mare dall'acque che lo coprono. Isa. 11:9
- In quel giorno, verso la radice d'Isai, issata come vessillo de' popoli, si volgeranno premurose le nazioni, e il luogo del suo riposo sarà glorioso. Isa. 11:10
- In quel giorno, il Signore stenderà una seconda volta la mano per riscattare il residuo del suo popolo rimasto in Assiria e in Egitto, a Pathros e in Etiopia, ad Elam, a Scinear ed a Hamath, e nelle isole del mare. Isa. 11:11
- E vi sarà una strada per il residuo del suo popolo rimasto in Assiria, come ve ne fu una per Israele il giorno che uscì dal paese d'Egitto. Isa. 11:16
- Ecco, Iddio è la mia salvezza, io avrò fiducia, e non avrò paura di nulla; poiché l'Eterno, l'Eterno è la mia forza ed il mio cantico, ed egli è stato la mia salvezza'. Isa. 12:2
- e in quel giorno direte: `Celebrate l'Eterno, invocate il suo nome, fate conoscere le sue opere tra i popoli, proclamate che il suo nome è eccelso! Isa. 12:4
- Manda de' gridi, de' gridi di gioia, o abitatrice di Sion! poiché il Santo d'Israele è grande in mezzo a te'. Isa. 12:6
- S'ode sui monti un rumore di gente, come quello d'un popolo immenso; il rumor d'un tumulto di regni, di nazioni raunate: l'Eterno degli eserciti passa in rivista l'esercito, che va a combattere. Isa. 13:4
- Urlate, poiché il giorno dell'Eterno è vicino; esso viene come una devastazione dell'Onnipotente. Isa. 13:6
- Ecco, il giorno dell'Eterno giunge: giorno crudele, d'indignazione e d'ira ardente, che farà della terra un deserto, e ne distruggerà i peccatori. Isa. 13:9
- Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faran più brillare la loro luce, il sole s'oscurerà fin dalla sua levata, e la luna non farà più risplendere il suo chiarore. Isa. 13:10
- Io punirò il mondo per la sua malvagità, e gli empi per la loro iniquità; farò cessare l'alterigia de' superbi, e abbatterò l'arroganza de' tiranni. Isa. 13:11
- Allora, come gazzella inseguita o come pecora che nessuno raccoglie, ognuno si volgerà verso il suo popolo, ognuno fuggirà al proprio paese. Isa. 13:14
- Gli sciacalli ululeranno nei suoi palazzi, i cani salvatici nelle sue ville deliziose. Il suo tempo sta per venire, i suoi giorni non saran prolungati. Isa. 13:22
- E il giorno che l'Eterno t'avrà dato requie dal tuo affanno, dalle tue agitazioni e dalla dura schiavitù alla quale eri stato assoggettato, tu pronunzierai questo canto sul re di Babilonia e dirai: Isa. 14:3
- L'Eterno ha spezzato il bastone degli empi, lo scettro dei despoti. Isa. 14:5
- Perfino i cipressi e i cedri del Libano si rallegrano a motivo di te. `Da che sei atterrato, essi dicono, il boscaiolo non sale più contro di noi'. Isa. 14:8
- Il soggiorno de' morti, laggiù s'è commosso per te, per venire ad incontrarti alla tua venuta; esso sveglia per te le ombre, tutti i principi della terra; fa alzare dai loro troni tutti i re delle nazioni. Isa. 14:9
- Il tuo fasto e il suon de' tuoi saltèri sono stati fatti scendere nel soggiorno de' morti; sotto di te sta un letto di vermi, e i vermi son la tua coperta'. Isa. 14:11
- Tu dicevi in cuor tuo: `Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al disopra delle stelle di Dio; io m'assiderò sul monte dell'assemblea, nella parte estrema del settentrione; Isa. 14:13
- che riduceva il mondo in un deserto, ne distruggeva le città, e non rimandava mai liberi a casa i suoi prigioni?' Isa. 14:17
- Tu non sarai riunito a loro nel sepolcro perché hai distrutto il tuo paese, hai ucciso il tuo popolo; della razza de' malfattori non si ragionerà mai più. Isa. 14:20
- Preparate il massacro de' suoi figli, a motivo della iniquità de' loro padri! Che non si rialzino più a conquistare la terra, a riempire il mondo di città! Isa. 14:21
- Io mi leverò contro di loro, dice l'Eterno degli eserciti; sterminerò di Babilonia il nome, ed i superstiti, la razza e la progenie, dice l'Eterno. Isa. 14:22
- Ne farò il dominio del porcospino, un luogo di paludi, la spazzerò con la scopa della distruzione, dice l'Eterno degli eserciti. Isa. 14:23
- Frantumerò l'Assiro nel mio paese, lo calpesterò sui miei monti; allora il suo giogo sarà tolto di sovr'essi, e il suo carico sarà tolto di su le loro spalle. Isa. 14:25
- Questo è il piano deciso contro tutta la terra; questa è la mano stesa contro tutte le nazioni. Isa. 14:26
- Non ti rallegrare, o Filistia tutta quanta, perché la verga che ti colpiva è spezzata! giacché dalla radice del serpente uscirà un basilisco, e il suo frutto sarà un serpente ardente e volante. Isa. 14:29
- Il mio cuore geme per Moab, i cui fuggiaschi son già a Tsoar, a Eglath-Scelisciah; perché fanno, piangendo, la salita di Luhith e mandan grida d'angoscia sulla via di Horonaim; Isa. 15:5
- onde le ricchezze che hanno accumulate, le provvisioni che han tenuto accumulate in serbo, essi le trasportano oltre il torrente de' salici. Isa. 15:7
- Le grida fanno il giro de' confini di Moab, il suo urlo rintrona fino ad Eglaim, il suo urlo rintrona fino a Beer-Elim. Isa. 15:8
- `Mandate gli agnelli per il dominatore del paese, mandateli da Sela, per la via del deserto, al monte della figliuola di Sion!' - Isa. 16:1
- lascia dimorare presso di te gli esuli di Moab, sii tu per loro un rifugio contro il devastatore! Poiché l'oppressione è finita, la devastazione è cessata, gl'invasori sono scomparsi dal paese, Isa. 16:4
- il trono è stabilito fermamente sulla clemenza, e sul trono sta assiso fedelmente, nella tenda di Davide, un giudice amico del diritto, e pronto a far giustizia'. Isa. 16:5
- - `Noi conosciamo l'orgoglio di Moab, l'orgogliosissima, la sua alterigia, la sua superbia, la sua arroganza, il suo vantarsi senza fondamento!' - Isa. 16:6
- Poiché le campagne di Heshbon languono; languono i vigneti di Sibmah, le cui viti scelte, che inebriavano i padroni delle nazioni, arrivavano fino a Jazer, erravano per il deserto, ed avean propaggini che s'espandevan lontano, e passavano il mare. Isa. 16:8
- La gioia, il giubilo sono scomparsi dalla ferace campagna; e nelle vigne non ci son più canti, né grida d'allegrezza; il vendemmiatore non pigia più l'uva nei tini; io ho fatto cessare il grido di gioia della vendemmia. Isa. 16:10
- Perciò le mie viscere fremono per Moab come un'arpa, e geme il mio cuore per Kir-Heres. Isa. 16:11
- Avverrà come quando il mietitore raccoglie il grano, e col braccio falcia le spighe; avverrà come quando si raccolgon le spighe nella valle di Refaim. Isa. 17:5
- In quel giorno, l'uomo volgerà lo sguardo verso il suo Creatore, e i suoi occhi guarderanno al Santo d'Israele; Isa. 17:7
- Il giorno che li piantasti li circondasti d'una siepe, e ben presto facesti fiorire le tue piante: ma la raccolta ti sfugge nel dì dell'angoscia, del disperato dolore. Isa. 17:11
- Alla sera, ecco il terrore; prima del mattino, non sono più. Ecco la parte di quei che ci spogliano, ecco la sorte di chi ci saccheggia! Isa. 17:14
- che invia messi per mare in navicelle di papiro, voganti a pel d'acqua! Andate, o veloci messaggeri, verso la nazione dall'alta statura e dalla pelle lucida, verso il popolo temuto fin nelle regioni lontane, nazione potente che calpesta tutto, il cui paese è solcato da fiumi! Isa. 18:2
- Voi tutti, abitanti del mondo, voi tutti che abitate sulla terra, quando il vessillo sarà issato sui monti, guardate! quando la tromba sonerà, ascoltate! Isa. 18:3
- Ma prima della mèsse, quando la fioritura sarà passata e il fiore sarà divenuto grappolo formato, Egli taglierà i tralci con delle roncole, torrà via e reciderà i pampini. Isa. 18:5
- In quel tempo, delle offerte saran recate all'Eterno degli eserciti dalla nazione dall'alta statura e dalla pelle lucida, dal popolo temuto fin nelle regioni lontane, dalla nazione potente che calpesta tutto, il cui paese è solcato da fiumi: saran recate al luogo dov'è il nome dell'Eterno degli eserciti, sul monte di Sion. Isa. 18:7
- Oracolo sull'Egitto. Ecco l'Eterno, che cavalca portato da una nuvola leggera, e viene in Egitto; gl'idoli d'Egitto tremano dinanzi a lui, e all'Egitto si strugge, dentro, il cuore. Isa. 19:1
- Io inciterò Egiziani contro Egiziani, combatteranno il fratello contro il fratello, il vicino contro il vicino, città contro città, regno contro regno. Isa. 19:2
- Io darò l'Egitto in mano d'un signore duro, e un re crudele signoreggerà su lui, dice il Signore, l'Eterno degli eserciti. Isa. 19:4
- Le acque verranno meno al mare, il fiume diverrà secco, arido; Isa. 19:5
- Le praterie sul Nilo, lungo le rive del Nilo, tutti i seminati presso il fiume seccheranno, diverranno brulli, spariranno. Isa. 19:7
- Quei che lavorano il lino pettinato e i tessitori di cotone saranno confusi. Isa. 19:9
- E nulla gioverà all'Egitto di quel che potran fare il capo o la coda, la palma o il giunco. Isa. 19:15
- E il paese di Giuda sarà il terrore dell'Egitto; tutte le volte che gli se ne farà menzione, l'Egitto sarà spaventato a motivo della decisione presa contro di lui dall'Eterno degli eserciti. Isa. 19:17
- verso quel tempo, l'Eterno parlò per mezzo d'Isaia, figliuolo di Amots, e gli disse: `Va', sciogliti il sacco di sui fianchi, e togliti i calzari dai piedi'. Questi fece così, e camminò seminudo e scalzo. Isa. 20:2
- E l'Eterno disse: Come il mio servo Isaia va seminudo e scalzo, segno e presagio, durante tre anni, contro l'Egitto e contro l'Etiopia, Isa. 20:3
- così il re d'Assiria menerà via i prigionieri dall'Egitto e i deportati dell'Etiopia, giovani e vecchi, seminudi e scalzi, con le natiche scoperte, a vergogna dell'Egitto. Isa. 20:4
- E gli abitanti di questa costa diranno in quel giorno: `Ecco a che è ridotto il paese in cui speravamo, al quale avevamo ricorso in cerca d'aiuto, per esser liberati dal re d'Assiria! Come scamperemo noi?' Isa. 20:6
- Oracolo contro il deserto marittimo. Come gli uragani del mezzodì quando si scatenano, ei viene dal deserto, da un paese spaventoso. Isa. 21:1
- Una visione terribile m'è stata data: `Il perfido agisce con perfidia, il devastatore devasta. Sali, o Elam! Metti l'assedio, o Media! Io fo cessare ogni gemito'. Isa. 21:2
- Il mio cuore si smarrisce, il terrore s'impossessa di me; la sera, alla quale anelavo, è diventata per me uno spavento. Isa. 21:4
- Poiché così m'ha parlato il Signore: `Va' metti una sentinella; ch'essa annunzi quel che vedrà!' Isa. 21:6
- O popolo mio, che sei trebbiato come il grano della mia aia, ciò che ho udito dall'Eterno degli eserciti, dall'Iddio d'Israele, io te l'ho annunziato! Isa. 21:10
- Poiché così m'ha parlato il Signore: `Fra un anno, contato come quello d'un mercenario, tutta la gloria di Kedar sarà venuta meno; Isa. 21:16
- Poiché è un giorno di tumulto, di calpestamento, di perplessità, il giorno del Signore, dell'Eterno degli eserciti, nella Valle delle Visioni. Si abbatton le mura, il grido d'angoscia giunge fino ai monti. Isa. 22:5
- Elam porta il turcasso con delle truppe sui carri, e dei cavalieri; Kir snuda lo scudo. Isa. 22:6
- Il velo è strappato a Giuda; in quel giorno, ecco che volgete lo sguardo all'arsenale del palazzo della Foresta, Isa. 22:8
- Il Signore, l'Eterno degli eserciti, vi chiama in questo giorno a piangere, a far lamento, a radervi il capo, a cingere il sacco, Isa. 22:12
- Ma l'Eterno degli eserciti me l'ha rivelato chiaramente: No, questa iniquità non la potrete espiare che con la vostra morte, dice il Signore, l'Iddio degli eserciti. Isa. 22:14
- Così parla il Signore, l'Eterno degli eserciti: Va' a trovare questo cortigiano, Scebna, prefetto del palazzo, e digli: Isa. 22:15
- In quel giorno, io chiamerò il mio servo Eliakim, figliuolo di Hilkia; Isa. 22:20
- In quel giorno dice l'Eterno degli eserciti, il chiodo piantato in luogo solido sarà tolto, sarà strappato, cadrà; e tutto ciò che v'era appeso sarà distrutto, poiché l'Eterno l'ha detto. Isa. 22:25
- Siate stupefatti, o abitanti della costa, che i mercanti di Sidon, passando il mare, affollavano! Isa. 23:2
- Attraverso le grandi acque, i grani del Nilo, la mèsse del fiume, eran la sua entrata; ell'era il mercato delle nazioni. Isa. 23:3
- Sii confusa, o Sidon! Poiché così parla il mare, la fortezza del mare: `Io non sono stata in doglie, e non ho partorito, non ho nutrito dei giovani, non ho allevato delle vergini'. Isa. 23:4
- Percorri liberamente il tuo paese, come fa il Nilo, figliuola di Tarsis! Nessun giogo più! Isa. 23:10
- Ecco il paese de' Caldei, di questo popolo che già non esisteva, il paese che l'Assiro assegnò a questi abitatori del deserto. Essi innalzano le loro torri d'assedio, distruggono i palazzi di Tiro, ne fanno un monte di rovine. Isa. 23:13
- La terra è in lutto, è spossata, il mondo langue, è spossato, gli altolocati fra il popolo della terra languono. Isa. 24:4
- La terra è profanata dai suoi abitanti, perch'essi han trasgredito le leggi, han violato il comandamento, han rotto il patto eterno. Isa. 24:5
- Il mosto è in lutto, la vigna langue, tutti quelli che avean la gioia nel cuore sospirano. Isa. 24:7
- L'allegria de' tamburelli è cessata, il chiasso de' festanti è finito, il suono allegro dell'arpa è cessato. Isa. 24:8
- `Glorificate dunque l'Eterno nelle regioni dell'aurora, glorificate il nome dell'Eterno, l'Iddio d'Israele, nelle isole del mare! Isa. 24:15
- La terra barcollerà come un ebbro, vacillerà come una capanna. Il suo peccato grava su lei: essa cade, e non si rialzerà mai più. Isa. 24:20
- La luna sarà coperta di rossore, e il sole di vergogna; poiché l'Eterno degli eserciti regnerà sul monte di Sion ed in Gerusalemme, fulgido di gloria in presenza de' suoi anziani. Isa. 24:23
- O Eterno, tu sei il mio Dio; io t'esalterò, celebrerò il tuo nome, perché hai fatto cose maravigliose; i tuoi disegni, concepiti da tempo, sono fedeli e stabili. Isa. 25:1
- Poiché tu hai ridotto la città in un mucchio di pietre, la città forte in un monte di rovine; il castello degli stranieri non è più una città, non sarà mai più riedificato. Isa. 25:2
- Perciò il popolo forte ti glorifica, le città delle nazioni possenti ti temono, Isa. 25:3
- poiché tu sei stato una fortezza per il povero, una fortezza per il misero nella sua distretta, un rifugio contro la tempesta, un'ombra contro l'arsura; giacché il soffio de' tiranni era come una tempesta che batte la muraglia. Isa. 25:4
- Come il calore è domato in una terra arida, così tu hai domato il tumulto degli stranieri; come il calore è diminuito dall'ombra d'una nuvola, così il canto de' tiranni è stato abbassato. Isa. 25:5
- Distruggerà su quel monte il velo che cuopre la faccia di tutti i popoli, e la coperta stesa su tutte le nazioni. Isa. 25:7
- Annienterà per sempre la morte; il Signore, l'Eterno, asciugherà le lacrime da ogni viso, torrà via di su tutta la terra l'onta del suo popolo, perché l'Eterno ha parlato. Isa. 25:8
- In quel giorno, si dirà: `Ecco, questo è il nostro Dio: in lui abbiamo sperato, ed egli ci ha salvati. Questo è l'Eterno in cui abbiamo sperato; esultiamo, rallegriamoci per la sua salvezza!' Isa. 25:9
- Di mezzo al letamaio egli stenderà le mani come le stende il nuotatore per nuotare, ma l'Eterno farà cadere la sua superbia in un con le trame che ha ordite. Isa. 25:11
- La via del giusto è diritta; Tu rendi perfettamente piano il sentiero del giusto. Isa. 26:7
- O Eterno, la tua mano è levata, ma quelli non la scorgono! Essi vedranno lo zelo che hai per il tuo popolo, e saranno confusi; il fuoco divorerà i tuoi nemici. Isa. 26:11
- O Eterno, Dio nostro, altri signori, fuori di te, han dominato su noi; ma, grazie a te solo, noi possiamo celebrare il tuo nome. Isa. 26:13
- O Eterno, essi, nella distretta ti hanno cercato, si sono effusi in umile preghiera, quando il tuo castigo li colpiva. Isa. 26:16
- Poiché, ecco, l'Eterno esce dalla sua dimora per punire l'iniquità degli abitanti della terra; e la terra metterà allo scoperto il sangue che ha bevuto, e non terrà più coperti gli uccisi. Isa. 26:21
- In quel giorno, l'Eterno punirà con la sua spada dura, grande e forte, il leviathan, l'agile serpente, il leviathan, il serpente tortuoso, e ucciderà il mostro ch'è nel mare! Isa. 27:1
- Io, l'Eterno, ne sono il guardiano, io l'adacquo ad ogni istante; la custodisco notte e giorno, affinché niuno la danneggi. Isa. 27:3
- L'Eterno ha egli colpito il suo popolo come ha colpito quelli che colpivan lui? L'ha egli ucciso come ha ucciso quelli che uccidevan lui? Isa. 27:7
- In questo modo è stata espiata l'iniquità di Giacobbe, e questo è il frutto della rimozione del suo peccato: ch'Egli ha ridotte tutte le pietre degli altari come pietre di calce frantumate, in guisa che gl'idoli d'Astarte e le colonne solari non risorgeranno più. Isa. 27:9
- La città forte è una solitudine, una dimora inabitata, abbandonata come il deserto; vi pascoleranno i vitelli, vi giaceranno, e ne divoreranno gli arbusti. Isa. 27:10
- e il fiore che appassisce, lo splendido ornamento che sta sul capo della grassa valle sarà come il fico primaticcio d'avanti l'estate; appena uno lo scorge, l'ha in mano, e lo trangugia. Isa. 28:4
- uno spirito di giustizia a colui che siede come giudice, la forza di quelli che respingono il nemico fino alle sue porte. Isa. 28:6
- Ma anche questi barcollan per il vino, e vacillano per le bevande inebrianti; sacerdote e profeta barcollan per le bevande inebrianti, affogano nel vino, vacillano per le bevande inebrianti, barcollano profetizzando, tentennano rendendo giustizia. Isa. 28:7
- Egli avea detto loro: `Ecco il riposo: lasciar riposare lo stanco; questo è il refrigerio!' Isa. 28:12
- Voi dite: `Noi abbiam fatto alleanza con la morte, abbiam fermato un patto col soggiorno de' morti; quando l'inondante flagello passerà, non giungerà fino a noi perché abbiam fatto della menzogna il nostro rifugio e ci siam messi al sicuro dietro la frode'. Isa. 28:15
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: `Ecco, io ho posto come fondamento in Sion una pietra, una pietra provata, una pietra angolare preziosa, un fondamento solido; chi confiderà in essa non avrà fretta di fuggire. Isa. 28:16
- Io prenderò il diritto per livello, e la giustizia per piombino; la grandine spazzerà via il rifugio di menzogna, e le acque inonderanno il vostro ricetto. Isa. 28:17
- La vostra alleanza con la morte sarà annullata, e il vostro patto col soggiorno de' morti non reggerà; quando l'inondante flagello passerà, voi sarete da esso calpestati. Isa. 28:18
- Poiché il letto sarà troppo corto per distendervisi, e la coperta troppo stretta per avvolgervisi. Isa. 28:20
- Giacché l'Eterno si leverà come al monte Peratsim, s'adirerà come nella valle di Gabaon, per fare l'opera sua, l'opera sua singolare, per compiere il suo lavoro, lavoro inaudito. Isa. 28:21
- Or dunque, non fate gli schernitori, che i vostri legami non s'abbiano a rafforzare! Poiché io ho udito, da parte del Signore, dell'Eterno degli eserciti, ch'è deciso uno sterminio completo di tutto il paese. Isa. 28:22
- Quando ne ha appianata la superficie, non vi semina egli l'aneto, non vi sparge il comino, non vi mette il frumento a solchi, l'orzo nel luogo designato, e il farro entro i limiti ad esso assegnati? Isa. 28:25
- Il suo Dio gl'insegna la regola da seguire e l'ammaestra. Isa. 28:26
- L'aneto non si trebbia con la trebbia, né si fa passar sul comino la ruota del carro; ma l'aneto si batte col bastone, e il comino con la verga. Isa. 28:27
- Si trebbia il grano; nondimeno, non lo si trebbia sempre; vi si fan passar sopra la ruota del carro ed i cavalli, ma non si schiaccia. Isa. 28:28
- Guai ad Ariel, ad Ariel, città dove accampò Davide! Aggiungete anno ad anno, compiano le feste il loro ciclo! Isa. 29:1
- Io porrò il mio campo attorno a te come un cerchio, io ti ricingerò di fortilizi, eleverò contro di te opere d'assedio. Isa. 29:3
- Tutte le visioni profetiche son divenute per voi come le parole d'uno scritto sigillato che si desse a uno che sa leggere, dicendogli: `Ti prego, leggi questo!' il quale risponderebbe: `Non posso perch'è sigillato!' Isa. 29:11
- Ovvero come uno scritto che si desse ad uno che non sa leggere, dicendogli: `Ti prego, leggi questo!' il quale risponderebbe: `Non so leggere'. Isa. 29:12
- Il Signore ha detto: Giacché questo popolo s'avvicina a me colla bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lungi da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini, Isa. 29:13
- Che perversità è la vostra! Il vasaio sarà egli reputato al par dell'argilla sì che l'opera dica dell'operaio: `Ei non m'ha fatto?' sì che il vaso dica del vasaio: `Non ci capisce nulla?' Isa. 29:16
- Ancora un brevissimo tempo, e il Libano sarà mutato in un frutteto, e il frutteto sarà considerato come una foresta. Isa. 29:17
- Poiché il violento sarà scomparso, il beffardo non sarà più, e saran distrutti tutti quelli che vegliano per commettere iniquità, Isa. 29:20
- che condannano un uomo per una parola, che tendon tranelli a chi difende le cause alla porta, e violano il diritto del giusto per un nulla. Isa. 29:21
- Poiché quando i suoi figliuoli vedranno in mezzo a loro l'opera delle mie mani, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe, e temeranno grandemente l'Iddio d'Israele; Isa. 29:23
- Guai, dice l'Eterno, ai figliuoli ribelli che forman dei disegni, ma senza di me, che contraggono alleanze, ma senza il mio spirito, per accumulare peccato su peccato; Isa. 30:1
- Ma la protezione di Faraone vi tornerà a confusione, e il ricetto all'ombra dell'Egitto, ad ignominia. Isa. 30:3
- È pronto il carico delle bestie pel mezzogiorno; attraverso un paese di distretta e d'angoscia, donde vengono la leonessa e il leone, la vipera e il serpente ardente che vola, essi portan le loro ricchezze sul dorso degli asinelli e i loro tesori sulla gobba de' cammelli, a un popolo che non gioverà loro nulla. Isa. 30:6
- Poiché il soccorso dell'Egitto è un soffio, una vanità; per questo io chiamo quel paese: `Gran rumore per nulla'. Isa. 30:7
- Uscite fuor di strada, abbandonate il sentiero retto, toglieteci d'innanzi agli occhi il Santo d'Israele!' Isa. 30:11
- Perciò così dice il Santo d'Israele: Giacché voi disprezzate questa parola e confidate nell'oppressione e nelle vie oblique, e ne fate il vostro appoggio, Isa. 30:12
- questa iniquità sarà per voi come una breccia che minaccia rovina, che fa pancia in un alto muro, il cui crollo avviene a un tratto, in un istante, Isa. 30:13
- Poiché così avea detto il Signore, l'Eterno, il Santo d'Israele: Nel tornare a me e nel tenervi in riposo starà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia starà la vostra forza; ma voi non l'avete voluto! Isa. 30:15
- Perocché, o popolo di Sion che abiti a Gerusalemme, tu non piangerai più! Ei, certo, ti farà grazia, all'udire il tuo grido; tosto che t'avrà udito, ti risponderà. Isa. 30:19
- E il Signore vi darà, sì, del pane d'angoscia e dell'acqua d'oppressione, ma quei che t'ammaestrano non dovran più nascondersi; e i tuoi occhi vedranno chi t'ammaestra; Isa. 30:20
- Egli ti darà la pioggia per la semenza di cui avrai seminato il suolo, e il pane, che il suolo produrrà saporito ed abbondante; e, in quel giorno, il tuo bestiame pascolerà in vasti pascoli; Isa. 30:23
- i buoi e gli asini che lavoran la terra mangeranno foraggi salati, ventilati con la pala e il ventilabro. Isa. 30:24
- Ecco, il nome dell'Eterno viene da lungi; la sua ira è ardente, grande n'è la conflagrazione; le sue labbra son piene d'indignazione, la sua lingua è come un fuoco divorante; Isa. 30:27
- il suo fiato è come un torrente che straripa, che arriva fino al collo. Ei viene a vagliar le nazioni col vaglio della distruzione, e a mettere, tra le mascelle dei popoli, un freno che li faccia fuorviare. Isa. 30:28
- Poiché, da lungo tempo Tofet è preparato; è pronto anche per il re; è profondo ed ampio; sul suo rogo v'è del fuoco e legna in abbondanza; il soffio dell'Eterno, come un torrente di zolfo, sta per accenderlo. Isa. 30:33
- Eppure, anch'Egli è savio; fa venire il male, e non revoca le sue parole; ma insorge contro la casa de' malvagi, e contro il soccorso degli artefici d'iniquità. Isa. 31:2
- Or gli Egiziani son uomini, e non Dio; i loro cavalli son carne, e non spirito; e quando l'Eterno stenderà la sua mano, il protettore inciamperà, cadrà il protetto, e periranno tutti assieme. Isa. 31:3
- Poiché così m'ha detto l'Eterno: Come il leone o il leoncello rugge sulla sua preda, e benché una folla di pastori gli sia chiamata contro non si spaventa alla lor voce né si lascia intimidire dallo strepito che fanno, così scenderà l'Eterno degli eserciti a combattere sul monte Sion e sul suo colle. Isa. 31:4
- La sua ròcca fuggirà spaventata, e i suoi principi saranno atterriti dinanzi al vessillo, dice l'Eterno che ha il suo fuoco in Sion e la sua fornace in Gerusalemme. Isa. 31:9
- Il cuore degli inconsiderati capirà la saviezza, e la lingua de' balbuzienti parlerà spedita e distinta. Isa. 32:4
- Poiché lo scellerato proferisce scelleratezze e il suo cuore si dà all'iniquità per commettere cose empie e dir cose malvage contro l'Eterno; per lasciar vuota l'anima di chi ha fame, e far mancar la bevanda a chi ha sete. Isa. 32:6
- Le armi dell'impostore sono malvage; ei forma criminosi disegni per distruggere il misero con parole bugiarde, e il bisognoso quando afferma il giusto. Isa. 32:7
- picchiandovi il seno a motivo dei campi già così belli, e delle vigne già così feconde. Isa. 32:12
- Poiché il palazzo sarà abbandonato, la città rumorosa sarà resa deserta, la collina e la torre saran per sempre ridotte in caverne, in luogo di spasso per gli onàgri e di pascolo pe' greggi, Isa. 32:14
- finché su noi sia sparso lo spirito dall'alto e il deserto divenga un frutteto, e il frutteto sia considerato come una foresta. Isa. 32:15
- Il frutto della giustizia sarà la pace, e l'effetto della giustizia, tranquillità e sicurezza per sempre. Isa. 32:17
- Il mio popolo abiterà in un soggiorno di pace, in dimore sicure, in quieti luoghi di riposo. Isa. 32:18
- Beati voi che seminate in riva a tutte le acque, e che lasciate andar libero il piè del bove e dell'asino! Isa. 32:20
- O Eterno, abbi pietà di noi! Noi speriamo in te. Sii tu il braccio del popolo ogni mattina, la nostra salvezza in tempo di distretta! Isa. 33:2
- Il vostro bottino sarà mietuto, come miete il bruco; altri vi si precipiterà sopra, come si precipita la locusta. Isa. 33:4
- I tuoi giorni saranno resi sicuri; la saviezza e la conoscenza sono una ricchezza di liberazione, il timor dell'Eterno è il tesoro di Sion. Isa. 33:6
- Le strade son deserte, nessuno passa più per le vie. Il nemico ha rotto il patto, disprezza le città, non tiene in alcun conto gli uomini. Isa. 33:8
- Il paese è nel lutto e langue; il Libano si vergogna ed intristisce; Saron è come un deserto, Basan e Carmel han perduto il fogliame. Isa. 33:9
- Voi avete concepito pula, e partorirete stoppia; il vostro fiato è un fuoco che vi divorerà. Isa. 33:11
- Colui che cammina per le vie della giustizia, e parla rettamente; colui che sprezza i guadagni estorti, che scuote le mani per non accettar regali, che si tura gli orecchi per non udire parlar di sangue, e chiude gli occhi per non vedere il male. Isa. 33:15
- Quegli dimorerà in luoghi elevati, le ròcche fortificate saranno il suo rifugio; il suo pane gli sarà dato, la sua acqua gli sarà assicurata. Isa. 33:16
- Gli occhi tuoi mireranno il re nella sua bellezza, contempleranno il paese, che si estende lontano. Isa. 33:17
- Il tuo cuore mediterà sui terrori passati: `Dov'è il commissario? dove colui che pesava il danaro? dove colui che teneva il conto delle torri?' Isa. 33:18
- Mira Sion, la città delle nostre solennità! I tuoi occhi vedranno Gerusalemme, soggiorno tranquillo, tenda che non sarà mai trasportata, i cui piuoli non saran mai divelti, il cui cordame non sarà mai strappato. Isa. 33:20
- Poiché l'Eterno è il nostro giudice, l'Eterno è il nostro legislatore, l'Eterno è il nostro re, egli è colui che ci salva. Isa. 33:22
- Nessun abitante dirà: `Io sono malato'. Il popolo che abita Sion ha ottenuto il perdono della sua iniquità. Isa. 33:24
- Accostatevi, nazioni, per ascoltare! e voi, popoli, state attenti! Ascolti la terra con ciò che la riempie, e il mondo con tutto ciò che produce! Isa. 34:1
- Tutto l'esercito del cielo si dissolve; i cieli sono arrotolati come un libro, e tutto il loro esercito cade, come cade la foglia dalla vite, come cade il fogliame morto dal fico. Isa. 34:4
- Cadon con quelli i bufali, i giovenchi ed i tori; il loro suolo è inebriato di sangue, la loro polvere è impregnata di grasso. Isa. 34:7
- Poiché è il giorno della vendetta dell'Eterno, l'anno della retribuzione per la causa di Sion. Isa. 34:8
- Non si spegnerà né notte né giorno, il fumo ne salirà in perpetuo; d'età in età rimarrà deserta, nessuno vi passerà mai più. Isa. 34:10
- Il pellicano e il porcospino ne prenderanno possesso, la civetta ed il corvo v'abiteranno; l'Eterno vi stenderà la corda della desolazione, il livello del deserto. Isa. 34:11
- Le bestie del deserto vi s'incontreranno coi cani selvatici, il satiro vi chiamerà il compagno; quivi lo spettro notturno farà la sua dimora, e vi troverà il suo luogo di riposo. Isa. 34:14
- Quivi il serpente farà il suo nido, deporrà le sue uova, le coverà, e raccoglierà i suoi piccini sotto di sé; quivi si raccoglieranno gli avvoltoi, l'uno chiamando l'altro. Isa. 34:15
- Cercate nel libro dell'Eterno, e leggete; nessuna di quelle bestie vi mancherà; nessuna sarà privata della sua compagna; poiché la sua bocca l'ha comandato, e il suo soffio li radunerà. Isa. 34:16
- Egli stesso ha tirato a sorte per essi, e la sua mano ha diviso tra loro con la corda il paese; quelli ne avranno il possesso in perpetuo, v'abiteranno d'età in età. Isa. 34:17
- Il deserto e la terra arida si rallegreranno, la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa; Isa. 35:1
- Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: `Siate forti, non temete!' Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta, la retribuzione di Dio; verrà egli stesso a salvarvi. Isa. 35:4
- il miraggio diventerà un lago, e il suolo assetato, un luogo di sorgenti d'acqua; nel ricetto che accoglieva gli sciacalli s'avrà un luogo da canne e da giunchi. Isa. 35:7
- e i riscattati dall'Eterno torneranno, verranno a Sion con canti di gioia; un'allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno gioia e letizia, e il dolore ed il gemito fuggiranno. Isa. 35:10
- Or avvenne, il quattordicesimo anno del re Ezechia, che Sennacherib, re d'Assiria, salì contro tutte le città fortificate di Giuda, e le prese. Isa. 36:1
- E il re d'Assiria mandò Rabshake da Lakis a Gerusalemme al re Ezechia con un grande esercito; e Rabshake si fermò presso l'acquedotto dello stagno superiore, sulla strada del campo del gualchieraio. Isa. 36:2
- Allora Eliakim, figliuolo di Hilkia, prefetto del palazzo, Scebna, il segretario, e Joah, figliuolo d'Asaf, l'archivista, si recarono da lui. Isa. 36:3
- E Rabshake disse loro: `Dite ad Ezechia: Così parla il gran re, il re d'Assiria: Che fiducia è cotesta che tu hai? Isa. 36:4
- Or dunque fa' una scommessa col mio signore, il re d'Assiria: io ti darò duemila cavalli, se tu puoi fornire tanti cavalieri da montarli. Isa. 36:8
- E d'altronde è egli forse senza il voler dell'Eterno ch'io son salito contro questo paese per distruggerlo? È stato l'Eterno che m'ha detto: Sali contro questo paese e distruggilo!' Isa. 36:10
- Allora Eliakim, Scebna e Joah dissero a Rabshake: `Deh! parla ai tuoi servi in lingua aramaica, poiché noi la intendiamo; e non ci parlare in lingua giudaica, in guisa che il popolo ch'è sulle mura l'oda'. Isa. 36:11
- Ma Rabshake rispose: `Il mio signore m'ha egli forse mandato a dire queste parole al tuo signore e a te? Non m'ha egli mandato a dirle a questi uomini che stanno sulle mura, e che presto saran ridotti a mangiare i loro escrementi e a bere la loro orina con voi?' Isa. 36:12
- Così parla il re: Ezechia non v'inganni, perch'egli non vi potrà liberare; Isa. 36:14
- Non date retta ad Ezechia, perché così dice il re d'Assiria: Fate la pace con me, arrendetevi, e ciascun di voi mangerà della sua vite e del suo fico, e berrà dell'acqua della sua cisterna, Isa. 36:16
- Guardate ch'Ezechia non vi seduca, dicendo: L'Eterno ci libererà. Ha qualcuno degli dèi delle nazioni potuto liberare il suo paese dalle mani del re d'Assiria? Isa. 36:18
- Fra tutti gli dèi di quei paesi, quali son quelli che abbian liberato il loro paese dalle mie mani? E l'Eterno avrebbe a liberare Gerusalemme dalle mie mani?' Isa. 36:20
- E quelli si tacquero e non risposero verbo, perché il re avea dato quest'ordine: `Non gli rispondete'. Isa. 36:21
- Ed Eliakim, figliuolo di Hilkia, prefetto del palazzo, Scebna, il segretario, e Joah, figliuolo d'Asaf, l'archivista, vennero ad Ezechia con le vesti stracciate, e gli riferirono le parole di Rabshake. Isa. 36:22
- Quando il re Ezechia ebbe udito questo, si stracciò le vesti, si coprì d'un sacco, ed entrò nella casa dell'Eterno. Isa. 37:1
- E mandò Eliakim, prefetto del palazzo, Scebna, il segretario, e i più anziani dei sacerdoti, coperti di sacchi, al profeta Isaia, figliuolo di Amots, i quali gli dissero: Isa. 37:2
- Forse, l'Eterno, il tuo Dio, ha udite le parole di Rabshake, il quale il re d'Assiria, suo signore, ha mandato a oltraggiare l'Iddio vivente; e forse l'Eterno, il tuo Dio, punirà le parole che ha udite. Fa' dunque salire a Dio una preghiera per il residuo del popolo che sussiste ancora'. Isa. 37:4
- Or Rabshake se ne tornò, e trovò il re d'Assiria che assediava Libna; poiché avea saputo che il suo signore era partito da Lakis. Isa. 37:8
- Allora il re d'Assiria ricevette questa notizia concernente Tirhaka, re d'Etiopia: - `Egli s'è messo in marcia per farti guerra'. - E com'ebbe udito questo, inviò de' messi ad Ezechia, con questo messaggio: Isa. 37:9
- `Dite così a Ezechia, re di Giuda: Il tuo Dio, nel quale confidi, non t'inganni dicendo: Gerusalemme non sarà data nelle mani del re d'Assiria. Isa. 37:10
- Dove sono il re di Hamath, il re d'Arpad, e il re della città di Sefarvaim, e quelli di Hena e d'Ivva?' Isa. 37:13
- `O Eterno degli eserciti, Dio d'Israele, che siedi sopra i cherubini! Tu solo sei l'Iddio di tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra. Isa. 37:16
- O Eterno, inclina il tuo orecchio, ed ascolta! O Eterno, apri i tuoi occhi, e vedi! Ascolta tutte le parole che Sennacherib ha mandate a dire per oltraggiare l'Iddio vivente! Isa. 37:17
- Chi hai tu insultato e oltraggiato? Contro di chi hai tu alzata la voce e levati in alto gli occhi tuoi? Contro il Santo d'Israele. Isa. 37:23
- Per mezzo de' tuoi servi tu hai insultato il Signore, e hai detto: - `Con la moltitudine de' miei carri io son salito in vetta ai monti, nei recessi del Libano; io taglierò i suoi cedri più alti; i suoi cipressi più belli; io giungerò alla più alta sua cima, alla sua foresta più magnifica. Isa. 37:24
- - Non hai tu udito? Già da lungo tempo io ho preparato queste cose, da tempi antichi ne ho formato il disegno. Ed ora le faccio accadere, e tu sei là per ridurre città forti in monti di rovine. Isa. 37:26
- E per codesto tuo infuriare contro di me, e perché la tua insolenza è giunta ai miei orecchi, io ti metterò nel naso il mio anello, e fra le labbra il mio freno, e ti farò tornare per la via donde sei venuto. Isa. 37:29
- E questo, o Ezechia, te ne sarà il segno: quest'anno si mangerà il frutto del grano caduto; il secondo anno, quello che cresce da sé; ma il terz'anno seminerete, mieterete, pianterete vigne, e ne mangerete il frutto. Isa. 37:30
- E il residuo della casa di Giuda che sarà scampato metterà ancora radici in basso, e porterà frutto in alto. Isa. 37:31
- Perciò così parla l'Eterno circa il re d'Assiria: - Egli non entrerà in questa città, e non vi tirerà dentro alcuna freccia; non verrà davanti ad essa con scudi, e non eleverà trincee contro di lei. Isa. 37:33
- Allora Sennacherib, re d'Assiria, levò il suo campo, partì, e tornò a Ninive, dove rimase. Isa. 37:37
- In quel tempo, Ezechia infermò a morte; e il profeta Isaia, figliuolo di Amots, venne a lui, e gli disse: `Così parla l'Eterno: Da' i tuoi ordini alla tua casa, perché sei un uomo morto, e non vivrai più'. Isa. 38:1
- E questo ti sarà, da parte dell'Eterno, il segno che l'Eterno adempirà la parola che ha pronunziata: Isa. 38:7
- ecco, io farò retrocedere di dieci gradini l'ombra dei gradini che, per effetto del sole, s'è allungata sui gradini d'Achaz'. E il sole retrocedette di dieci gradini sui gradini dov'era disceso. Isa. 38:8
- La mia dimora è divelta e portata via lungi da me, come una tenda di pastore. Io ho arrotolata la mia vita, come fa il tessitore; Egli mi taglia via dalla trama; dal giorno alla notte tu m'avrai finito. Isa. 38:12
- Io stridevo come la rondine, come la gru, io gemevo come la colomba: i miei occhi erano stanchi dal guardare in alto. O Eterno, mi si fa violenza; sii tu il mio garante. Isa. 38:14
- Poiché non è il soggiorno de' morti che possa lodarti, non è la morte che ti possa celebrare; quei che scendon nella fossa non posson più sperare nella tua fedeltà. Isa. 38:18
- Il vivente, il vivente è quel che ti loda, come fo io quest'oggi; il padre farà conoscere ai suoi figliuoli la tua fedeltà. Isa. 38:19
- Ed Ezechia se ne rallegrò, e mostrò ai messi la casa ove teneva i suoi oggetti di valore, l'argento, l'oro, gli aromi, gli olî preziosi, tutto il suo arsenale, e tutto quello che si trovava nei suoi tesori; non ci fu nulla, nella sua casa e in tutti i suoi dominî, che Ezechia non mostrasse loro. Isa. 39:2
- Allora il profeta Isaia venne al re Ezechia, e gli disse: `Che hanno detto quegli uomini? e donde son venuti a te?' Ezechia rispose: `Son venuti a me da un paese lontano, da Babilonia'. Isa. 39:3
- Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Isa. 40:1
- Parlate al cuore di Gerusalemme, e proclamatele che il tempo della sua servitù è compiuto; che il debito della sua iniquità è pagato, ch'ella ha ricevuto dalla mano dell'Eterno il doppio per tutti i suoi peccati. Isa. 40:2
- La voce d'uno grida: `Preparate nel deserto la via dell'Eterno, appianate ne' luoghi aridi una strada per il nostro Dio! Isa. 40:3
- Una voce dice: `Grida!' E si risponde: `Che griderò?' `Grida che ogni carne è come l'erba, e che tutta la sua grazia è come il fiore del campo. Isa. 40:6
- L'erba si secca, il fiore appassisce quando il soffio dell'Eterno vi passa sopra; certo, il popolo è come l'erba. Isa. 40:7
- L'erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio sussiste in eterno'. Isa. 40:8
- O tu che rechi la buona novella a Sion, sali sopra un alto monte! O tu che rechi la buona novella a Gerusalemme, alza forte la voce! Alzala, non temere! Di' alle città di Giuda: `Ecco il vostro Dio!' Isa. 40:9
- Ecco, il Signore, l'Eterno, viene con potenza, e col suo braccio Ei domina. Ecco, la sua mercede è con lui, e la sua ricompensa lo precede. Isa. 40:10
- Come un pastore, egli pascerà il suo gregge; raccoglierà gli agnelli in braccio, se li torrà in seno, e condurrà pian piano le pecore che allattano. Isa. 40:11
- Chi ha egli consultato perché gli desse istruzione e gl'insegnasse il sentiero della giustizia, gl'impartisse la sapienza, e gli facesse conoscere la via del discernimento? Isa. 40:14
- Il Libano non basterebbe a procurar il fuoco, e i suoi animali non basterebbero per l'olocausto. Isa. 40:16
- appena piantati, appena seminati, appena il loro fusto ha preso radici in terra, Egli vi soffia contro, e quelli seccano, e l'uragano li porta via come stoppia. Isa. 40:24
- A chi dunque mi vorreste assomigliare perch'io gli sia pari? dice il Santo. Isa. 40:25
- Levate gli occhi in alto, e guardate: Chi ha create queste cose? Colui che fa uscir fuori, e conta il loro esercito, che le chiama tutte per nome; e per la grandezza del suo potere e per la potenza della sua forza, non una manca. Isa. 40:26
- Perché dici tu, o Giacobbe, e perché parli così, o Israele: `La mia via è occulta all'Eterno e al mio diritto non bada il mio Dio?' Isa. 40:27
- Non lo sai tu? non l'hai tu udito? L'Eterno è l'Iddio d'eternità, il creatore degli estremi confini della terra. Egli non s'affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile. Isa. 40:28
- Chi ha suscitato dall'oriente colui che la giustizia chiama sui suoi passi? Egli dà in balìa di lui le nazioni, e lo fa dominare sui re; egli riduce la loro spada in polvere, e il loro arco come pula portata via dal vento. Isa. 41:2
- Chi ha operato, chi ha fatto questo? Colui che fin dal principio ha chiamato le generazioni alla vita; io, l'Eterno, che sono il primo, e che sarò cogli ultimi sempre lo stesso. Isa. 41:4
- Il fabbro incoraggia l'orafo; il battiloro incoraggia colui che batte l'incudine, e dice della saldatura: `È buona!' e fissa l'idolo con de' chiodi, perché non si smova. Isa. 41:7
- tu che ho preso dalle estremità della terra, che ho chiamato dalle parti più remote d'essa, e a cui ho detto: `Tu sei il mio servo, t'ho scelto e non t'ho reietto', Isa. 41:9
- tu, non temere, perché io son teco; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia. Isa. 41:10
- perché io, l'Eterno, il tuo Dio, son quegli che ti prendo per la man destra e ti dico: `Non temere, io t'aiuto!' Isa. 41:13
- Non temere, o Giacobbe che sei come un verme, o residuo d'Israele! Son io che t'aiuto, dice l'Eterno; e il tuo redentore è il Santo d'Israele. Isa. 41:14
- Tu li ventilerai, e il vento li porterà via, e il turbine li disperderà; ma tu giubilerai nell'Eterno, e ti glorierai nel Santo d'Israele. Isa. 41:16
- pianterò nel deserto il cedro, l'acacia, il mirto, e l'albero da olio; metterò ne' luoghi sterili il cipresso, il platano ed il larice tutti assieme, Isa. 41:19
- affinché quelli veggano, sappiano, considerino e capiscano tutti quanti che la mano dell'Eterno ha operato questo, e che il Santo d'Israele n'è il creatore. Isa. 41:20
- Presentate la vostra causa, dice l'Eterno; esponete le vostre ragioni, dice il Re di Giacobbe. Isa. 41:21
- Le espongan essi, e ci dichiarino quel che dovrà avvenire. Le vostre predizioni di prima quali sono? Ditecele, perché possiam porvi mente, e riconoscerne il compimento; ovvero fateci udire le cose avvenire. Isa. 41:22
- Io l'ho suscitato dal settentrione, ed egli viene; dall'oriente, ed egli invoca il mio nome; egli calpesta i principi come fango, come il vasaio che calca l'argilla. Isa. 41:25
- Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto in cui si compiace l'anima mia; io ho messo il mio spirito su lui, egli insegnerà la giustizia alle nazioni. Isa. 42:1
- Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; insegnerà la giustizia secondo verità. Isa. 42:3
- Così parla Iddio, l'Eterno, che ha creato i cieli e li ha spiegati, che ha distesa la terra con tutto quello ch'essa produce, che dà il respiro al popolo che v'è sopra, e lo spirito a quelli che vi camminano. Isa. 42:5
- Io sono l'Eterno; tale è il mio nome; e io non darò la mia gloria ad un altro, né la lode che m'appartiene, agl'idoli. Isa. 42:8
- Il deserto e le sue città levino la voce! Levin la voce i villaggi occupati da Kedar! Esultino gli abitanti di Sela, diano in gridi di gioia dalla vetta de' monti! Isa. 42:11
- L'Eterno s'avanzerà come un eroe, ecciterà il suo ardore come un guerriero; manderà un grido, un grido tremendo, trionferà dei suoi nemici. Isa. 42:13
- Chi è cieco, se non il mio servo, e sordo come il messo che io invio? Chi è cieco come colui ch'è mio amico, cieco come il servo dell'Eterno? Isa. 42:19
- Chi ha abbandonato Giacobbe al saccheggio e Israele in balìa de' predoni? Non è egli stato l'Eterno? Colui contro il quale abbiamo peccato, e nelle cui vie non s'è voluto camminare, e alla cui legge non s'è ubbidito? Isa. 42:24
- Ma ora così parla l'Eterno, il tuo Creatore, o Giacobbe, Colui che t'ha formato, o Israele! Non temere, perché io t'ho riscattato, t'ho chiamato per nome; tu sei mio! Isa. 43:1
- Poiché io sono l'Eterno, il tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore; io ho dato l'Egitto come tuo riscatto, l'Etiopia e Seba in vece tua. Isa. 43:3
- tutti quelli cioè che portano il mio nome, che io ho creati per la mia gloria, che ho formati, che ho fatti'. Isa. 43:7
- Fa' uscire il popolo cieco che ha degli occhi, e i sordi che han degli orecchi! Isa. 43:8
- S'adunino tutte assieme le nazioni, si riuniscano i popoli! Chi fra loro può annunziar queste cose e farci udire delle predizioni antiche? Producano i loro testimoni e stabiliscano il loro diritto, affinché, dopo averli uditi, si dica: `È vero!' Isa. 43:9
- I miei testimoni siete voi, dice l'Eterno, voi, e il mio servo ch'io ho scelto, affinché voi lo sappiate, mi crediate, e riconosciate che son io. Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me, non ve ne sarà alcuno. Isa. 43:10
- Lo sono da che fu il giorno, e nessuno può liberare dalla mia mano; io opererò; chi potrà impedire l'opera mia? Isa. 43:13
- Così parla l'Eterno, il vostro redentore, il Santo d'Israele: Per amor vostro io mando il nemico contro Babilonia; volgerò tutti in fuga, e i Caldei scenderanno sulle navi di cui sono sì fieri. Isa. 43:14
- Io sono l'Eterno, il vostro Santo, il creatore d'Israele, il vostro re. Isa. 43:15
- Il popolo che mi sono formato pubblicherà le mie lodi. Isa. 43:21
- Il tuo primo padre ha peccato, i tuoi interpreti si sono ribellati a me; Isa. 43:27
- Poiché io spanderò delle acque sul suolo assetato, e dei ruscelli sulla terra arida; spanderò il mio spirito sulla tua progenie, e la mia benedizione sui tuoi rampolli; Isa. 44:3
- L'uno dirà: `Io sono dell'Eterno'; l'altro si chiamerà del nome di Giacobbe, e un altro scriverà sulla sua mano: `Dell'Eterno', e si onorerà di portare il nome d'Israele. Isa. 44:5
- Così parla l'Eterno, re d'Israele e suo redentore, l'Eterno degli eserciti: Io sono il primo e sono l'ultimo, e fuori di me non v'è Dio. Isa. 44:6
- Il fabbro lima il ferro, lo mette nel fuoco, forma l'idolo a colpi di martello, e lo lavora con braccio vigoroso; soffre perfino la fame, e la forza gli vien meno; non beve acqua, e si spossa. Isa. 44:12
- Il falegname stende la sua corda, disegna l'idolo con la matita, lo lavora con lo scalpello, lo misura col compasso, e ne fa una figura umana, una bella forma d'uomo, perché abiti una casa. Isa. 44:13
- Poi tutto questo serve all'uomo per far del fuoco, ed ei ne prende per riscaldarsi, ne accende anche il forno per cuocere il pane; e ne fa pure un dio e l'adora, ne scolpisce un'immagine, dinanzi alla quale si prostra. Isa. 44:15
- E con l'avanzo si fa un dio, il suo idolo, gli si prostra davanti, l'adora, lo prega e gli dice: `Salvami, poiché tu sei il mio dio!' Isa. 44:17
- Non sanno nulla, non capiscono nulla; hanno impiastrato loro gli occhi perché non veggano, e il cuore perché non comprendano. Isa. 44:18
- Nessuno rientra in se stesso, ed ha conoscimento e intelletto per dire: `Ne ho bruciata la metà nel fuoco, sui suoi carboni ho fatto cuocere il pane, v'ho arrostito la carne che ho mangiata, e farò col resto un'abominazione? e mi prostrerò davanti ad un pezzo di legno?' Isa. 44:19
- Un tal uomo si pasce di cenere, il suo cuore sedotto lo travia, sì ch'ei non può liberare l'anima sua e dire: `Questo che tengo nella mia destra non è una menzogna?' Isa. 44:20
- Ricòrdati di queste cose, o Giacobbe, o Israele, perché tu sei mio servo; io t'ho formato, tu sei il mio servo, o Israele, tu non sarai da me dimenticato. Isa. 44:21
- Così parla l'Eterno, il tuo redentore, Colui che t'ha formato fin dal seno materno: Io sono l'Eterno, che ha fatto tutte le cose; io solo ho spiegato i cieli, ho distesa la terra, senza che vi fosse alcuno meco; Isa. 44:24
- io dico di Ciro: `Egli è il mio pastore; egli adempirà tutta la mia volontà, dicendo a Gerusalemme: `Sarai ricostruita!' e al tempio: `Sarai fondato!' Isa. 44:28
- io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l'avversità; io, l'Eterno, son quegli che fa tutte queste cose. Isa. 45:7
- Così parla l'Eterno, il Santo d'Israele, colui che l'ha formato: Voi m'interrogate circa le cose avvenire! Mi date degli ordini circa i miei figliuoli e circa l'opera delle mie mani! Isa. 45:11
- Così parla l'Eterno: Il frutto delle fatiche dell'Egitto e del traffico dell'Etiopia e dei Sabei dalla grande statura passeranno a te, e saranno tuoi; que' popoli cammineranno dietro a te, passeranno incatenati, si prostreranno davanti a te, e ti supplicheranno dicendo: `Certo, Iddio è in te, e non ve n'è alcun altro; non v'è altro Dio'. Isa. 45:14
- Adunatevi, venite, accostatevi tutti assieme, voi che siete scampati dalle nazioni! Non hanno intelletto quelli che portano il loro idolo di legno, e pregano un dio che non può salvare. Isa. 45:20
- Son caduti, son crollati assieme, non possono salvare il carico, ed essi stessi se ne vanno in cattività. Isa. 46:2
- Ricordate il passato, le cose antiche: perché io son Dio, e non ve n'è alcun altro; son Dio, e niuno è simile a me; Isa. 46:9
- che annunzio la fine sin dal principio, e molto tempo prima predìco le cose non ancora avvenute; che dico: `Il mio piano sussisterà, e metterò ad effetto tutta la mia volontà'; Isa. 46:10
- che chiamo dal levante un uccello da preda, e da una terra lontana l'uomo che effettui il mio disegno. Sì, io l'ho detto, e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l'eseguirò. Isa. 46:11
- Metti mano alle macine, e macina farina; lèvati il velo, alzati lo stràscico, scopriti la gamba, e passa i fiumi! Isa. 47:2
- Il nostro redentore ha nome l'Eterno degli eserciti, il Santo d'Israele. Isa. 47:4
- Io mi corrucciai contro il mio popolo, profanai la mia eredità e li diedi in mano tua; tu non avesti per essi alcuna pietà; facesti gravar duramente il tuo giogo sul vecchio, Isa. 47:6
- Tu sei stanca di tutte le tue consultazioni; si levino dunque quelli che misurano il cielo, che osservano le stelle, che fanno pronostici ad ogni novilunio, e ti salvino dalle cose che ti piomberanno addosso! Isa. 47:13
- Ecco, essi sono come stoppia, il fuoco li consuma; non salveranno la loro vita dalla violenza della fiamma; non ne rimarrà brace a cui scaldarsi, né fuoco dinanzi al quale sedersi. Isa. 47:14
- Ascoltate questo, o casa di Giacobbe, voi che siete chiamati del nome d'Israele, e che siete usciti dalla sorgente di Giuda; voi che giurate per il nome dell'Eterno, e menzionate l'Iddio d'Israele ma senza sincerità, senza rettitudine! Isa. 48:1
- - Poiché prendono il loro nome dalla città santa, s'appoggiano sull'Iddio d'Israele, che ha nome l'Eterno degli eserciti! - Isa. 48:2
- Siccome io sapevo, o Israele, che tu sei ostinato, che il tuo collo ha muscoli di ferro e che la tua fronte è di rame, Isa. 48:4
- io t'annunziai queste cose anticamente; te le feci sapere prima che avvenissero, perché tu non avessi a dire: `Le ha fatte il mio idolo, le ha ordinate la mia immagine scolpita, la mia immagine fusa'. Isa. 48:5
- Per amor di me stesso, per amor di me stesso io voglio agire; poiché, come lascerei io profanare il mio nome? e la mia gloria io non la darò ad un altro. Isa. 48:11
- Ascoltami, o Giacobbe, e tu, Israele, che io ho chiamato. Io son Colui che è; io sono il primo, e son pure l'ultimo. Isa. 48:12
- Adunatevi tutti quanti, ed ascoltate! Chi tra voi ha annunziato queste cose? Colui che l'Eterno ama eseguirà il suo volere contro Babilonia, e leverà il suo braccio contro i Caldei. Isa. 48:14
- Avvicinatevi a me, ascoltate questo: Fin dal principio io non ho parlato in segreto; quando questi fatti avvenivano, io ero presente; e ora, il Signore, l'Eterno, mi manda col suo spirito. Isa. 48:16
- Così parla l'Eterno, il tuo redentore, il Santo d'Israele: Io sono l'Eterno, il tuo Dio, che t'insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che devi seguire. Isa. 48:17
- la tua posterità sarebbe come la rena, e il frutto delle tue viscere come la sabbia ch'è nel mare; il suo nome non sarebbe cancellato né distrutto d'innanzi al mio cospetto. Isa. 48:19
- Uscite da Babilonia, fuggitevene lungi dai Caldei! Con voce di giubilo, annunziatelo, banditelo, datene voce fino alle estremità della terra! Dite: `L'Eterno ha redento il suo servo Giacobbe. Isa. 48:20
- Isole, ascoltatemi! Popoli lontani, state attenti! L'Eterno m'ha chiamato fin dal seno materno, ha mentovato il mio nome fin dalle viscere di mia madre. Isa. 49:1
- e m'ha detto: `Tu sei il mio servo, Israele, nel quale io manifesterò la mia gloria'. Isa. 49:3
- Ma io dicevo: `Invano ho faticato, inutilmente, per nulla ho consumato la mia forza; ma certo, il mio diritto è presso l'Eterno, e la mia ricompensa è presso all'Iddio mio'. Isa. 49:4
- Ed ora parla l'Eterno che m'ha formato fin dal seno materno per esser suo servo, per ricondurgli Giacobbe, e per raccogliere intorno a lui Israele; ed io sono onorato agli occhi dell'Eterno, e il mio Dio è la mia forza. Isa. 49:5
- Così parla l'Eterno, il redentore, il Santo d'Israele, a colui ch'è disprezzato dagli uomini, detestato dalla nazione, schiavo de' potenti: Dei re lo vedranno e si leveranno; dei principi pure, e si prostreranno, a motivo dell'Eterno ch'è fedele, del Santo d'Israele che t'ha scelto. Isa. 49:7
- Così parla l'Eterno: Nel tempo della grazia io t'esaudirò, nel giorno della salvezza t'aiuterò; ti preserverò, e farò di te l'alleanza del popolo, per rialzare il paese, per rimetterli in possesso delle eredità devastate, Isa. 49:8
- per dire ai prigioni: `Uscite!' e a quelli che sono nelle tenebre: `Mostratevi!' Essi pasceranno lungo le vie, e troveranno il loro pascolo su tutte le alture; Isa. 49:9
- Giubilate, o cieli, e tu, terra, festeggia! Date in gridi di gioia, o monti, poiché l'Eterno consola il suo popolo, ed ha pietà de' suoi afflitti. Isa. 49:13
- Ma Sion ha detto: `L'Eterno m'ha abbandonata, il Signore m'ha dimenticata'. Isa. 49:14
- Una donna dimentica ella il bimbo che allatta, cessando d'aver pietà del frutto delle sue viscere? Quand'anche le madri dimenticassero, non io dimenticherò te. Isa. 49:15
- Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io leverò la mia mano verso le nazioni, alzerò la mia bandiera verso i popoli, ed essi ti ricondurranno i tuoi figliuoli in braccio, e ti riporteranno le tue figliuole sulle spalle. Isa. 49:22
- Si strapperà egli il bottino al potente? e i giusti fatti prigioni saranno essi liberati? Isa. 49:24
- Sì; così dice l'Eterno: Anche i prigioni del potente saran portati via, e il bottino del tiranno sarà ripreso; io combatterò con chi combatte teco, e salverò i tuoi figliuoli. Isa. 49:25
- E farò mangiare ai tuoi oppressori la loro propria carne, e s'inebrieranno col loro proprio sangue, come col mosto; e ogni carne riconoscerà che io, l'Eterno, sono il tuo salvatore, il tuo redentore, il Potente di Giacobbe. Isa. 49:26
- Perché, quand'io son venuto, non s'è trovato alcuno? Perché, quand'ho chiamato, nessuno ha risposto? La mia mano è ella davvero troppo corta per redimere? o non ho io forza da liberare? Ecco, con la mia minaccia io prosciugo il mare, riduco i fiumi in deserto; il loro pesce diventa fetido per mancanza d'acqua, e muore di sete. Isa. 50:2
- Il Signore, l'Eterno, m'ha dato una lingua esercitata perch'io sappia sostenere con la parola lo stanco; egli risveglia, ogni mattina, risveglia il mio orecchio, perch'io ascolti, come fanno i discepoli. Isa. 50:4
- Il Signore, l'Eterno, m'ha aperto l'orecchio, ed io non sono stato ribelle e non mi son tratto indietro. Isa. 50:5
- Io ho presentato il mio dorso a chi mi percoteva, e le mie guance, a chi mi strappava la barba; io non ho nascosto il mio volto all'onta e agli sputi. Isa. 50:6
- Ma il Signore, l'Eterno, m'ha soccorso; perciò non sono stato confuso; perciò ho reso la mia faccia simile ad un macigno, e so che non sarò svergognato. Isa. 50:7
- Vicino è colui che mi giustifica; chi contenderà meco? compariamo assieme! Chi è il mio avversario? Mi venga vicino! Isa. 50:8
- Ecco, il Signore, l'Eterno, mi verrà in aiuto; chi è colui che mi condannerà? Ecco, tutti costoro diventeranno logori come un vestito, la tignola li roderà. Isa. 50:9
- Così l'Eterno sta per consolare Sion, consolerà tutte le sue ruine; renderà il deserto di lei pari ad un Eden, e la sua solitudine pari a un giardino dell'Eterno. Gioia ed allegrezza si troveranno in mezzo a lei, inni di lode e melodia di canti. Isa. 51:3
- Prestami attenzione, o popolo mio! Porgimi orecchio, o mia nazione! Poiché la legge procederà da me, ed io porrò il mio diritto come luce dei popoli. Isa. 51:4
- Risvegliati, risvegliati, rivestiti di forza, o braccio dell'Eterno! Risvegliati come ne' giorni andati, come nelle antiche età! Non sei tu che facesti a pezzi Rahab, che trafiggesti il dragone? Isa. 51:9
- Non sei tu che prosciugasti il mare, le acque del grande abisso, che facesti delle profondità del mare una via per il passaggio dei redenti? Isa. 51:10
- E i riscattati dall'Eterno torneranno, verranno con canti di gioia a Sion, e un'allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno letizia, allegrezza, il dolore e il gemito fuggiranno. Isa. 51:11
- Io, io son colui che vi consola; chi sei tu che tu tema l'uomo che deve morire, e il figliuol dell'uomo che passerà com'erba; Isa. 51:12
- che tu dimentichi l'Eterno, che t'ha fatto, che ha disteso i cieli e fondata la terra; che tu tremi continuamente, tutto il giorno, dinanzi al furore dell'oppressore, quando s'appresta a distruggere? E dov'è dunque il furore dell'oppressore? Isa. 51:13
- Colui ch'è curvo nei ceppi sarà bentosto liberato; non morrà nella fossa, e non gli mancherà il pane. Isa. 51:14
- Poiché io sono l'Eterno, il tuo Dio, che solleva il mare, e ne fa muggir le onde; il cui nome è: l'Eterno degli eserciti. Isa. 51:15
- Ed io ho messo le mie parole nella tua bocca, e t'ho coperto con l'ombra della mia mano per piantare de' cieli e fondare una terra, e per dire a Sion: `Tu sei il mio popolo'. Isa. 51:16
- Risvegliati, risvegliati, lèvati, o Gerusalemme, che hai bevuto dalla mano dell'Eterno la coppa del suo furore, che hai bevuto il calice, la coppa di stordimento, e l'hai succhiata fino in fondo! Isa. 51:17
- Così parla il tuo Signore, l'Eterno, il tuo Dio, che difende la causa del suo popolo: Ecco, io ti tolgo di mano la coppa di stordimento, il calice, la coppa del mio furore; tu non la berrai più! Isa. 51:22
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: Il mio popolo discese già in Egitto per dimorarvi; poi l'Assiro l'oppresse senza motivo. Isa. 52:4
- Ed ora che faccio io qui, dice l'Eterno, quando il mio popolo è stato portato via per nulla? Quelli che lo dominano mandano urli, dice l'Eterno, e il mio nome è del continuo, tutto il giorno schernito; Isa. 52:5
- perciò il mio popolo conoscerà il mio nome; perciò saprà, in quel giorno, che sono io che ho parlato: `Eccomi!' Isa. 52:6
- Quanto son belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone novelle, che annunzia la pace, ch'è araldo di notizie liete, che annunzia la salvezza, che dice a Sion: `Il tuo Dio regna!' Isa. 52:7
- Date assieme in gridi di giubilo, o ruine di Gerusalemme! Poiché l'Eterno consola il suo popolo, redime Gerusalemme. Isa. 52:9
- L'Eterno ha nudato il suo braccio santo agli occhi di tutte le nazioni; e tutte le estremità della terra vedranno la salvezza del nostro Dio. Isa. 52:10
- Ecco, il mio servo prospererà, sarà elevato, esaltato, reso sommamente eccelso. Isa. 52:13
- Come molti, vedendolo, son rimasti sbigottiti (tanto era disfatto il suo sembiante sì da non parer più un uomo, e il suo aspetto sì da non parer più un figliuol d'uomo), Isa. 52:14
- Chi ha creduto a quel che noi abbiamo annunziato? e a chi è stato rivelato il braccio dell'Eterno? Isa. 53:1
- Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Isa. 53:5
- Egli vedrà il frutto del tormento dell'anima sua, e ne sarà saziato; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, e si caricherà egli stesso delle loro iniquità. Isa. 53:11
- Perciò io gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino coi potenti, perché ha dato se stesso alla morte, ed è stato annoverato fra i trasgressori, perch'egli ha portato i peccati di molti, e ha interceduto per i trasgressori. Isa. 53:12
- Allarga il luogo della tua tenda, e si spieghino le tele delle tue dimore, senza risparmio; allunga i tuoi cordami, rafforza i tuoi piuoli! Isa. 54:2
- Poiché il tuo creatore è il tuo sposo; il suo nome è: l'Eterno degli eserciti; e il tuo redentore è il Santo d'Israele, che sarà chiamato l'Iddio di tutta la terra. Isa. 54:5
- Poiché l'Eterno ti richiama come una donna abbandonata e afflitta nel suo spirito, come la sposa della giovinezza ch'è stata ripudiata, dice il tuo Dio. Isa. 54:6
- In un accesso d'ira, t'ho per un momento nascosta la mia faccia, ma con un amore eterno io avrò pietà di te, dice l'Eterno, il tuo redentore. Isa. 54:8
- Quand'anche i monti s'allontanassero e i colli fossero rimossi, l'amor mio non s'allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso, dice l'Eterno, che ha pietà di te. Isa. 54:10
- Farò i tuoi merli di rubini, le tue porte di carbonchi, e tutto il tuo recinto di pietre preziose. Isa. 54:12
- Ecco, io ho creato il fabbro che soffia nel fuoco sui carboni e ne trae uno strumento per il suo lavoro; ed io pure ho creato il devastatore per distruggere. Isa. 54:16
- Perché spendete danaro per ciò che non è pane? e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò ch'è buono, e l'anima vostra godrà di cibi succulenti! Isa. 55:2
- Nel luogo del pruno s'eleverà il cipresso, nel luogo del rovo crescerà il mirto; e sarà per l'Eterno un titolo di gloria, un monumento perpetuo che non sarà distrutto. Isa. 55:13
- Così parla l'Eterno: Rispettate il diritto, e fate ciò ch'è giusto; poiché la mia salvezza sta per venire, e la mia giustizia sta per essere rivelata. Isa. 56:1
- Beato l'uomo che fa così, e il figliuol dell'uomo che s'attiene a questo, che osserva il sabato astenendosi dal profanarlo, che trattiene la mano dal fare qualsiasi male! Isa. 56:2
- E anche gli stranieri che si sono uniti all'Eterno per servirlo, per amare il nome dell'Eterno, per esser suoi servi, tutti quelli che osserveranno il sabato astenendosi dal profanarlo e s'atterranno al mio patto, Isa. 56:6
- Il Signore, l'Eterno, che raccoglie gli esuli d'Israele, dice: Io ne raccoglierò intorno a lui anche degli altri, oltre quelli de' suoi che son già raccolti. Isa. 56:8
- `Venite', dicono, `io andrò a cercare del vino, e c'inebrieremo di bevande forti! E il giorno di domani sarà come questo, anzi sarà più grandioso ancora!' Isa. 56:12
- Il giusto muore, e nessuno vi pon mente; gli uomini pii sono tolti via, e nessuno considera che il giusto è tolto via per sottrarlo ai mali che vengono. Isa. 57:1
- Tu poni il tuo letto sopra un monte alto, elevato, e quivi pure sali ad offrire sacrifizi. Isa. 57:7
- Hai messo il tuo memoriale dietro le porte e dietro gli stipiti; poiché, lungi da me, tu scuopri il tuo letto, vi monti, l'allarghi, e fermi il patto con loro; tu ami il loro letto e in esso ti scegli un posto. Isa. 57:8
- Per il tuo lungo cammino ti stanchi, ma non dici: `È inutile!' Tu trovi ancora del vigore nella tua mano, e perciò non ti senti esausta. Isa. 57:10
- Quando tu griderai, venga a salvarti la folla de' tuoi idoli! Il vento li porterà via tutti, un soffio li torrà via; ma chi si rifugia in me possederà il paese ed erediterà il mio monte santo. Isa. 57:13
- Poiché così parla Colui ch'è l'Alto, l'eccelso, che abita l'eternità, e che ha nome `il Santo': Io dimoro nel luogo alto e santo, ma son con colui ch'è contrito ed umile di spirito, per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare il cuore dei contriti. Isa. 57:15
- Ma gli empi sono come il mare agitato, quando non si può calmare e le sue acque caccian fuori fango e pantano. Isa. 57:20
- Non v'è pace per gli empi, dice il mio Dio. Isa. 57:21
- È questo il digiuno di cui io mi compiaccio? il giorno in cui l'uomo affligge l'anima sua? Curvar la testa come un giunco, sdraiarsi sul sacco e sulla cenere, è egli questo che tu chiami un digiuno, un giorno accetto all'Eterno? Isa. 58:5
- Il digiuno di cui mi compiaccio non è egli questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo, che si lascino liberi gli oppressi, e che s'infranga ogni sorta di giogo? Isa. 58:6
- Non è egli questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu meni a casa tua gl'infelici senz'asilo, che quando vedi uno ignudo tu lo copra, e che tu non ti nasconda a colui ch'è carne della tua carne? Isa. 58:7
- Allora chiamerai, e l'Eterno ti risponderà; griderai, ed egli dirà: `Eccomi!' Se tu togli di mezzo a te il giogo, il gesto minaccioso ed il parlare iniquo; Isa. 58:9
- se l'anima tua supplisce ai bisogni dell'affamato, e sazi l'anima afflitta, la tua luce si leverà nelle tenebre, e la tua notte oscura sarà come il mezzodì; Isa. 58:10
- I tuoi riedificheranno le antiche ruine; tu rialzerai le fondamenta gettate da molte età, e sarai chiamato `il riparatore delle brecce', `il restauratore de' sentieri per rendere abitabile il paese'. Isa. 58:12
- Se tu trattieni il piè per non violare il sabato facendo i tuoi affari nel mio santo giorno; se chiami il sabato una delizia, e venerabile ciò ch'è sacro all'Eterno, e se onori quel giorno anziché seguir le tue vie e fare i tuoi affari e discuter le tue cause, Isa. 58:13
- Ecco, la mano dell'Eterno non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire; Isa. 59:1
- ma son le vostre iniquità quelle che han posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che han fatto sì ch'egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto. Isa. 59:2
- Nessuno muove causa con giustizia, nessuno la discute con verità; s'appoggiano su quel che non è, dicon menzogne, concepiscono il male, partoriscono l'iniquità. Isa. 59:4
- Perciò la sentenza liberatrice è lunge da noi, e non arriva fino a noi la giustizia; noi aspettiamo la luce, ed ecco le tenebre; aspettiamo il chiarore del dì, e camminiamo nel buio. Isa. 59:9
- Siamo stati ribelli all'Eterno e l'abbiam rinnegato, ci siam ritratti dal seguire il nostro Dio, abbiam parlato d'oppressione e di rivolta, abbiam concepito e meditato in cuore parole di menzogna... Isa. 59:13
- ha veduto che non v'era più un uomo, e s'è stupito che niuno s'interponesse; allora il suo braccio gli è venuto in aiuto, e la sua giustizia l'ha sostenuto; Isa. 59:16
- Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere: il furore ai suoi avversari, il contraccambio ai suoi nemici; alle isole darà la lor retribuzione. Isa. 59:18
- Così si temerà il nome dell'Eterno dall'occidente, e la sua gloria dall'oriente; quando l'avversario verrà come una fiumana, lo spirito dell'Eterno lo metterà in fuga. Isa. 59:19
- Quanto a me, dice l'Eterno, questo è il patto ch'io fermerò con loro: il mio spirito che riposa su te e le mie parole che ho messe nella tua bocca non si dipartiranno mai dalla tua bocca né dalla bocca della tua progenie né dalla bocca della progenie della tua progenie, dice l'Eterno, da ora in perpetuo. Isa. 59:21
- Allora guarderai e sarai raggiante, il tuo cuore palpiterà forte e s'allargherà, poiché l'abbondanza del mare si volgerà verso te, la ricchezza delle nazioni verrà a te. Isa. 60:5
- Chi mai son costoro che volan come una nuvola, come colombi verso il loro colombario? Isa. 60:8
- Son le isole che spereranno in me, ed avranno alla loro testa le navi di Tarsis, per ricondurre i tuoi figliuoli di lontano col loro argento o col loro oro, per onorare il nome dell'Eterno, del tuo Dio, del Santo d'Israele, che t'avrà glorificata. Isa. 60:9
- Poiché la nazione e il regno che non ti serviranno, periranno: quelle nazioni saranno interamente distrutte. Isa. 60:12
- La gloria del Libano verrà a te, il cipresso, il platano e il larice verranno assieme per ornare il luogo del mio santuario, ed io renderò glorioso il luogo ove posano i miei piedi. Isa. 60:13
- Tu popperai al latte delle nazioni, popperai il seno dei re, e riconoscerai che io, l'Eterno, sono il tuo salvatore, io, il Potente di Giacobbe, sono il tuo redentore. Isa. 60:16
- Non più il sole sarà la tua luce, nel giorno; e non più la luna t'illuminerà col suo chiarore; ma l'Eterno sarà la tua luce perpetua, e il tuo Dio sarà la tua gloria. Isa. 60:19
- Il tuo sole non tramonterà più, e la tua luna non scemerà più; poiché l'Eterno sarà la tua luce perpetua, e i giorni del tuo lutto saranno finiti. Isa. 60:20
- Il tuo popolo sarà tutto quanto un popolo di giusti; essi possederanno il paese in perpetuo: essi, che sono il rampollo da me piantato, l'opera delle mie mani, da servire alla mia gloria. Isa. 60:21
- Il più piccolo diventerà un migliaio; il minimo, una nazione potente. Io, l'Eterno, affretterò le cose a suo tempo. Isa. 60:22
- Lo spirito del Signore, dell'Eterno è su me, perché l'Eterno m'ha unto per recare una buona novella agli umili; m'ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la libertà a quelli che sono in cattività, l'apertura del carcere ai prigionieri, Isa. 61:1
- per proclamare l'anno di grazia dell'Eterno, e il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che fanno cordoglio; Isa. 61:2
- per mettere, per dare a quelli che fanno cordoglio in Sion, un diadema in luogo di cenere, l'olio della gioia in luogo di duolo, il manto della lode in luogo d'uno spirito abbattuto, onde possano esser chiamati terebinti di giustizia, la piantagione dell'Eterno da servire alla sua gloria. Isa. 61:3
- Invece della vostra onta, avrete una parte doppia; invece d'obbrobrio, giubilerete della vostra sorte. Sì, nel loro paese possederanno il doppio, ed avranno un'allegrezza eterna. Isa. 61:7
- Sì, come la terra dà fuori la sua vegetazione, e come un giardino fa germogliare le sue semenze, così il Signore, l'Eterno, farà germogliare la giustizia e la lode nel cospetto di tutte le nazioni. Isa. 61:11
- Non ti si dirà più `Abbandonata', la tua terra non sarà più detta `Desolazione', ma tu sarai chiamata `La mia delizia è in lei', e la tua terra `Maritata'; poiché l'Eterno riporrà in te il suo diletto, e la tua terra avrà uno sposo. Isa. 62:4
- Sulle tue mura, o Gerusalemme, io ho posto delle sentinelle, che non si taceranno mai, né giorno né notte: `O voi che destate il ricordo dell'Eterno, non abbiate requie, Isa. 62:6
- L'Eterno l'ha giurato per la sua destra e pel suo braccio potente: Io non darò mai più il tuo frumento per cibo ai tuoi nemici; e i figli dello straniero non berranno più il tuo vino, frutto delle tue fatiche; Isa. 62:8
- ma quelli che avranno raccolto il frumento lo mangeranno e loderanno l'Eterno, e quelli che avran vendemmiato berranno il vino nei cortili del mio santuario. Isa. 62:9
- Passate, passate per le porte! Preparate la via per il popolo! Acconciate, acconciate la strada, toglietene le pietre, alzate una bandiera dinanzi ai popoli! Isa. 62:10
- Ecco, l'Eterno proclama fino agli estremi confini della terra: `Dite alla figliuola di Sion: Ecco, la tua salvezza giunge; ecco egli ha seco il suo salario, e la sua retribuzione lo precede'. Isa. 62:11
- Quelli saran chiamati `Il popolo santo', `I redenti dell'Eterno', e tu sarai chiamata `Ricercata', `La città non abbandonata'. Isa. 62:12
- - `Io sono stato solo a calcar l'uva nello strettoio, e nessun uomo fra i popoli è stato meco; io li ho calcati nella mia ira, e li ho calpestati nel mio furore; il loro sangue è spruzzato sulle mie vesti, e ho macchiati tutti i miei abiti. Isa. 63:3
- Poiché il giorno della vendetta, ch'era nel mio cuore, e il mio anno di redenzione son giunti. Isa. 63:4
- Io guardai, ma non v'era chi m'aiutasse; mi volsi attorno stupito, ma nessuno mi sosteneva; allora il mio braccio m'ha salvato, e il mio furore m'ha sostenuto. Isa. 63:5
- Ed ho calpestato dei popoli nella mia ira, li ho ubriacati del mio furore, e ho fatto scorrere il loro sangue sulla terra'. Isa. 63:6
- Egli avea detto: `Certo, essi sono mio popolo, figliuoli che non m'inganneranno'; e fu il loro salvatore. Isa. 63:8
- ma essi furon ribelli, contristarono il suo spirito santo: ond'egli si convertì in loro nemico, ed egli stesso combatté contro di loro. Isa. 63:10
- Allora il suo popolo si ricordò de' giorni antichi di Mosè: `Dov'è colui che li trasse fuori dal mare col pastore del suo gregge? Dov'è colui che metteva in mezzo a loro lo spirito suo santo? Isa. 63:11
- che faceva andare il suo braccio glorioso alla destra di Mosè? che divise le acque dinanzi a loro per acquistarsi una rinomanza eterna? Isa. 63:12
- Come il bestiame che scende nella valle, lo spirito dell'Eterno li condusse al riposo. Così tu guidasti il tuo popolo, per acquistarti una rinomanza gloriosa'. Isa. 63:14
- Guarda dal cielo, e mira, dalla tua dimora santa e gloriosa: Dove sono il tuo zelo, i tuoi atti potenti? Il fremito delle tue viscere e le tue compassioni non si fan più sentire verso di me. Isa. 63:15
- Nondimeno, tu sei nostro padre; poiché Abrahamo non sa chi siamo, e Israele non ci riconosce; tu, o Eterno, sei nostro padre, il tuo nome, in ogni tempo, è `Redentor nostro'. Isa. 63:16
- O Eterno, perché ci fai errare lungi dalle tue vie, e induri il nostro cuore perché non ti tema? Ritorna, per amor dei tuoi servi, delle tribù della tua eredità! Isa. 63:17
- Per ben poco tempo il tuo popolo santo ha posseduto il paese; i nostri nemici han calpestato il tuo santuario. Isa. 63:18
- Noi siam diventati come quelli che tu non hai mai governati, come quelli che non portano il tuo nome! Isa. 63:19
- Come il fuoco accende i rami secchi, come il fuoco fa bollir l'acqua, tu faresti conoscere il tuo nome ai tuoi avversari, e le nazioni tremerebbero dinanzi a te. Isa. 64:2
- Tutti quanti siam diventati come l'uomo impuro e tutta la nostra giustizia come un abito lordato; tutti quanti appassiamo come una foglia, e le nostre iniquità ci portan via come il vento. Isa. 64:6
- Non v'è più alcuno che invochi il tuo nome, che si risvegli per attenersi a te; poiché tu ci hai nascosta la tua faccia, e ci lasci consumare dalle nostre iniquità. Isa. 64:7
- Io sono stato ricercato da quelli che prima non chiedevano di me, sono stato trovato da quelli che prima non mi cercavano; ho detto: `Eccomi, eccomi', a una nazione che non portava il mio nome. Isa. 65:1
- Ho stese tutto il giorno le mani verso un popolo ribelle che cammina per una via non buona, seguendo i propri pensieri; Isa. 65:2
- delle iniquità vostre, dice l'Eterno, e al tempo stesso delle iniquità dei vostri padri, che hanno fatto fumare profumi sui monti e m'hanno oltraggiato sui colli; io misurerò loro in seno il salario della loro condotta passata. Isa. 65:7
- Io farò uscire da Giacobbe una progenie e da Giuda un erede de' miei monti; e i miei eletti possederanno il paese, e i miei servi v'abiteranno. Isa. 65:9
- Saron sarà un chiuso di greggi, e la valle d'Acor, un luogo di riposo alle mandre, per il mio popolo che m'avrà cercato. Isa. 65:10
- Ma voi, che abbandonate l'Eterno, che dimenticate il monte mio santo, che apparecchiate la mensa a Gad ed empite la coppa del vin profumato a Meni, Isa. 65:11
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, i miei servi mangeranno, ma voi avrete fame; ecco, i miei servi berranno, ma voi avrete sete; ecco, i miei servi gioiranno, ma voi sarete confusi; Isa. 65:13
- E lascerete il vostro nome come una imprecazione fra i miei eletti: `Così il Signore, l'Eterno, faccia morir te!'; ma Egli darà ai suoi servi un altro nome, Isa. 65:15
- Rallegratevi, sì, festeggiate in perpetuo per quanto io sto per creare; poiché, ecco, io creo Gerusalemme per il gaudio, e il suo popolo per la gioia. Isa. 65:18
- non vi sarà più, in avvenire, bimbo nato per pochi giorni, né vecchio che non compia il numero de' suoi anni; chi morrà a cent'anni morrà giovane, e il peccatore sarà colpito dalla maledizione a cent'anni. Isa. 65:20
- Essi costruiranno case e le abiteranno; pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. Isa. 65:21
- Il lupo e l'agnello pasceranno assieme, il leone mangerà la paglia come il bue, e il serpente si nutrirà di polvere. Non si farà più danno né guasto su tutto il mio monte santo, dice l'Eterno. Isa. 65:25
- Così parla l'Eterno: Il cielo è il mio trono, e la terra è lo sgabello de' miei piedi; qual casa mi potreste voi edificare? e qual potrebb'essere il luogo del mio riposo? Isa. 66:1
- Io che preparo la nascita non farei partorire? dice l'Eterno; Io che fo partorire chiuderei il seno materno? dice il tuo Dio. Isa. 66:9
- Voi lo vedrete; il vostro cuore si rallegrerà, e le vostre ossa, come l'erba, riprenderanno vigore; la mano dell'Eterno si farà conoscere a pro dei suoi servi, e la sua indignazione, contro i suoi nemici. Isa. 66:14
- Poiché l'Eterno eserciterà il suo giudizio col fuoco e colla sua spada, contro ogni carne; e gli uccisi dall'Eterno saranno molti. Isa. 66:16
- Io conosco le loro opere e i loro pensieri; il tempo è giunto per raccogliere tutte le nazioni e tutte le lingue; ed esse verranno, e vedranno la mia gloria. Isa. 66:18
- Poiché come i nuovi cieli e la nuova terra ch'io sto per creare sussisteranno stabili dinanzi a me, dice l'Eterno, così sussisteranno la vostra progenie e il vostro nome. Isa. 66:22
- E quando gli adoratori usciranno, vedranno i cadaveri degli uomini che si son ribellati a me; poiché il loro verme non morrà, e il loro fuoco non si estinguerà; e saranno in orrore ad ogni carne. Isa. 66:24
- figliuolo di Giosia, re di Giuda, sino alla fine dell'anno undecimo di Sedechia, figliuolo di Giosia, re di Giuda, fino a quando Gerusalemme fu menata in cattività, il che avvenne nel quinto mese. Ger. 1:3
- Poiché, ecco, io sto per chiamare tutti i popoli dei regni del settentrione, dice l'Eterno; essi verranno, e porranno ognuno il suo trono all'ingresso delle porte di Gerusalemme, contro tutte le sue mura all'intorno, e contro tutte le città di Giuda. Ger. 1:15
- E pronunzierò i miei giudizi contro di loro, a motivo di tutta la loro malvagità, perché m'hanno abbandonato e hanno offerto il loro profumo ad altri dèi e si son prostrati dinanzi all'opera delle loro mani. Ger. 1:16
- Ecco, oggi io ti stabilisco come una città fortificata, come una colonna di ferro e come un muro di rame contro tutto il paese, contro i re di Giuda, contro i suoi principi, contro i suoi sacerdoti e contro il popolo del paese. Ger. 1:18
- Essi non hanno detto: `Dov'è l'Eterno che ci ha tratti fuori dal paese d'Egitto, che ci ha menati per il deserto, per un paese di solitudine e di crepacci, per un paese d'aridità e d'ombra di morte, per un paese per il quale nessuno passò mai e dove non abitò mai nessuno?' Ger. 2:6
- E io v'ho condotti in un paese ch'è un frutteto, perché ne mangiaste i frutti ed i buoni prodotti; ma voi, quando vi siete entrati, avete contaminato il mio paese e avete fatto della mia eredità un'abominazione. Ger. 2:7
- V'ha egli una nazione che abbia cambiato i suoi dèi, quantunque non siano dèi? Ma il mio popolo ha cambiato la sua gloria per ciò che non giova a nulla. Ger. 2:11
- Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d'acqua viva, e s'è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l'acqua. Ger. 2:13
- i leoncelli ruggono contro di lui, e fanno udire la loro voce, e riducono il suo paese in una desolazione; le sue città sono arse, e non vi son più abitanti. Ger. 2:15
- Perfino gli abitanti di Nof e di Tahpanes ti divorano il cranio. Ger. 2:16
- Tutto questo non ti succede egli perché hai abbandonato l'Eterno, il tuo Dio, mentr'egli ti menava per la buona via? Ger. 2:17
- La tua propria malvagità è quella che ti castiga, e le tue infedeltà sono la tua punizione. Sappi dunque e vedi che mala ed amara cosa è abbandonare l'Eterno, il tuo Dio, e il non aver di me alcun timore, dice il Signore, l'Eterno degli eserciti. Ger. 2:19
- Già da lungo tempo tu hai spezzato il tuo giogo, rotti i tuoi legami, e hai detto: `Non voglio più servire!' Ma sopra ogni alto colle e sotto ogni albero verdeggiante ti sei buttata giù come una prostituta. Ger. 2:20
- Quand'anche tu ti lavassi col nitro e usassi molto sapone, la tua iniquità lascerebbe una macchia dinanzi a me, dice il Signore, l'Eterno. Ger. 2:22
- Guarda che il tuo piede non si scalzi e che la tua gola non s'inaridisca! Ma tu hai detto: `Non c'è rimedio; no, io amo gli stranieri, e andrò dietro a loro!' Ger. 2:25
- Come il ladro è confuso quand'è còlto sul fatto, così son confusi quelli della casa d'Israele: essi, i loro re, i loro capi, i loro sacerdoti e i loro profeti, Ger. 2:26
- O generazione, considera la parola dell'Eterno! Son io stato un deserto per Israele? o un paese di fitte tenebre? Perché dice il mio popolo: `Noi siamo liberi, non vogliamo tornar più a te?' Ger. 2:31
- La fanciulla può essa dimenticare i suoi ornamenti, o la sposa la sua cintura? Eppure, il mio popolo ha dimenticato me, da giorni innumerevoli. Ger. 2:32
- Fino nei lembi della tua veste si trova il sangue di poveri innocenti, che tu non hai còlto in flagrante delitto di scasso; Ger. 2:34
- Perché hai tanta premura di mutare il tuo cammino? Anche dall'Egitto riceverai confusione, come già l'hai ricevuta dall'Assiria. Ger. 2:36
- L'Eterno dice: Se un uomo ripudia la sua moglie e questa se ne va da lui e si marita a un altro, quell'uomo torna egli forse ancora da lei? Il paese stesso non ne sarebb'egli tutto profanato? E tu, che ti sei prostituita con molti amanti, ritorneresti a me? dice l'Eterno. Ger. 3:1
- Alza gli occhi verso le alture, e guarda: Dov'è che non ti sei prostituita? Tu sedevi per le vie ad aspettare i passanti, come fa l'Arabo nel deserto, e hai contaminato il paese con le tue prostituzioni e con le tue malvagità. Ger. 3:2
- Col rumore delle sue prostituzioni Israele ha contaminato il paese, e ha commesso adulterio con la pietra e col legno; Ger. 3:9
- e nonostante tutto questo, la sua perfida sorella non è tornata a me con tutto il suo cuore, ma con finzione, dice l'Eterno'. Ger. 3:10
- Va', proclama queste parole verso il settentrione, e di': Torna, o infedele Israele, dice l'Eterno; io non vi mostrerò un viso accigliato, giacché io son misericordioso, dice l'Eterno, e non serbo l'ira in perpetuo. Ger. 3:12
- Tornate o figliuoli traviati, dice l'Eterno, poiché io sono il vostro signore, e vi prenderò, uno da una città, due da una famiglia, e vi ricondurrò a Sion; Ger. 3:14
- e vi darò dei pastori secondo il mio cuore, che vi pasceranno con conoscenza e con intelligenza. Ger. 3:15
- Allora Gerusalemme sarà chiamata `il trono dell'Eterno'; tutte le nazioni si raduneranno a Gerusalemme nel nome dell'Eterno, e non cammineranno più secondo la caparbietà del loro cuore malvagio. Ger. 3:17
- Una voce s'è fatta udire sulle alture; sono i pianti, le supplicazioni de' figliuoli d'Israele, perché hanno pervertito la loro via, hanno dimenticato l'Eterno, il loro Dio. Ger. 3:21
- Tornate, o figliuoli traviati, io vi guarirò dei vostri traviamenti!' `Eccoci, noi veniamo a te, perché tu sei l'Eterno, il nostro Dio. Ger. 3:22
- Sì, certo, vano è il soccorso che s'aspetta dalle alture, dalle feste strepitose sui monti; sì, nell'Eterno, nel nostro Dio, sta la salvezza d'Israele. Ger. 3:23
- Quella vergogna, che son gl'idoli, ha divorato il prodotto della fatica de' nostri padri fin dalla nostra giovinezza, le loro pecore e i loro buoi, i loro figliuoli e le loro figliuole. Ger. 3:24
- Giaciamoci nella nostra vergogna e ci copra la nostra ignominia! poiché abbiam peccato contro l'Eterno, il nostro Dio: noi e i nostri padri, dalla nostra fanciullezza fino a questo giorno; e non abbiam dato ascolto alla voce dell'Eterno, ch'è il nostro Dio'. Ger. 3:25
- Circoncidetevi per l'Eterno, circoncidete i vostri cuori, o uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme, affinché il mio furore non scoppi come un fuoco, e non s'infiammi sì che nessuno possa spengerlo, a motivo della malvagità delle vostre azioni! Ger. 4:4
- Un leone balza fuori dal folto del bosco, e un distruttore di nazioni s'è messo in via, ha lasciato il suo luogo, per ridurre il tuo paese in desolazione, sì che le tue città saranno rovinate e prive d'abitanti. Ger. 4:7
- E in quel giorno avverrà, dice l'Eterno, che il cuore del re e il cuore de' capi verranno meno, i sacerdoti saranno attoniti, e i profeti stupefatti. Ger. 4:9
- In quel tempo si dirà a questo popolo e a Gerusalemme: Un vento ardente viene dalle alture del deserto verso la figliuola del mio popolo, non per vagliare, non per nettare il grano; Ger. 4:11
- O Gerusalemme, netta il tuo cuore dalla malvagità, affinché tu sia salvata. Fino a quando albergheranno in te i tuoi pensieri iniqui? Ger. 4:14
- Il tuo procedere e le tue azioni t'hanno attirato queste cose; quest'è il frutto della tua malvagità; sì, è amaro; sì, è cosa che t'arriva al cuore. Ger. 4:18
- Le mie viscere! le mie viscere! Io sento un gran dolore! Oh le pareti del mio cuore! Il mio cuore mi batte il petto! Io non posso tacermi; poiché, anima mia, tu odi il suon della tromba, il grido di guerra. Ger. 4:19
- S'annunzia rovina sopra rovina, poiché tutto il paese è devastato. Le mie tende sono distrutte ad un tratto, i miei padiglioni, in un attimo. Ger. 4:20
- Fino a quando vedrò la bandiera e udrò il suon della tromba? Ger. 4:21
- Veramente il mio popolo è stolto, non mi conosce; son de' figliuoli insensati, e non hanno intelligenza; sono sapienti per fare il male; ma il bene non lo sanno fare. Ger. 4:22
- Guardo, ed ecco il Carmelo è un deserto, e tutte le sue città sono abbattute dinanzi all'Eterno, dinanzi all'ardente sua ira. Ger. 4:26
- Poiché così parla l'Eterno: Tutto il paese sarà desolato, ma io non lo finirò del tutto. Ger. 4:27
- Anche quando dicono: `Com'è vero che l'Eterno vive', è certo che giurano il falso. Ger. 5:2
- O Eterno, gli occhi tuoi non cercano essi la fedeltà? Tu li colpisci, e quelli non sentono nulla; tu li consumi, e quelli rifiutano di ricevere la correzione; essi han reso il loro volto più duro della roccia, rifiutano di convertirsi. Ger. 5:3
- io andrò dai grandi e parlerò loro, perch'essi conoscono la via dell'Eterno, la legge del loro Dio'; ma anch'essi tutti quanti hanno spezzato il giogo, hanno rotto i legami. Ger. 5:5
- Perciò il leone della foresta li uccide, il lupo del deserto li distrugge, il leopardo sta in agguato presso le loro città; chiunque ne uscirà sarà sbranato, perché le loro trasgressioni son numerose, le loro infedeltà sono aumentate. Ger. 5:6
- Il suo turcasso è un sepolcro aperto; tutti quanti son dei prodi. Ger. 5:16
- Essa divorerà le tue mèssi e il tuo pane, divorerà i tuoi figliuoli e le tue figliuole, divorerà le tue pecore e i tuoi buoi, divorerà le tue vigne e i tuoi fichi; abbatterà con la spada le tue città forti nelle quali confidi. Ger. 5:17
- E quando direte: `Perché l'Eterno, il nostro Dio, ci ha egli fatto tutto questo?' tu risponderai loro: `Come voi m'avete abbandonato e avete servito degli dèi stranieri nel vostro paese, così servirete degli stranieri in un paese che non è vostro'. Ger. 5:19
- Non dicono in cuor loro: `Temiamo l'Eterno il nostro Dio, che dà la pioggia a suo tempo: la pioggia della prima e dell'ultima stagione, che ci mantiene le settimane fissate per la mietitura'. Ger. 5:24
- Poiché fra il mio popolo si trovan degli empi che spiano, come uccellatori in agguato; essi tendon tranelli, acchiappano uomini. Ger. 5:26
- Ingrassano, hanno il volto lucente, oltrepassano ogni limite di male. Non difendono la causa, la causa dell'orfano, eppur prosperano; e non fanno giustizia nei processi de' poveri. Ger. 5:28
- i profeti profetano bugiardamente; i sacerdoti governano agli ordini de' profeti; e il mio popolo ha piacere che sia così. E che farete voi quando verrà la fine? Ger. 5:31
- `Preparate l'attacco contro di lei; levatevi, saliamo in pien mezzodì!' `Guai a noi! ché il giorno declina, e le ombre della sera s'allungano!' Ger. 6:4
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Il resto d'Israele sarà interamente racimolato come una vigna; mettivi e rimettivi la mano, come fa il vendemmiatore sui tralci. Ger. 6:9
- Ma io son pieno del furore dell'Eterno; sono stanco di contenermi. Rivèrsalo ad un tempo sui bambini per la strada e sulle adunate dei giovani; poiché il marito e la moglie, il vecchio e l'uomo carico d'anni saranno tutti presi. Ger. 6:11
- Essi impugnano l'arco ed il dardo; son crudeli, non hanno pietà; la loro voce è come il muggito del mare; montan cavalli; son pronti a combattere come un solo guerriero, contro di te, o figliuola di Sion. Ger. 6:23
- Non uscite nei campi, non camminate per le vie, perché la spada del nemico è là, e il terrore d'ogn'intorno. Ger. 6:25
- O figliuola del mio popolo, cingiti d'un sacco, avvòltolati nella cenere, prendi il lutto come per un figliuolo unico, fa' udire un amaro lamento, perché il devastatore ci piomba addosso improvviso. Ger. 6:26
- Io t'avevo messo fra il mio popolo come un saggiatore di metalli, perché tu conoscessi e saggiassi la loro via. Ger. 6:27
- Il mantice soffia con forza, il piombo è consumato dal fuoco; invano si cerca di raffinare, ché le scorie non si staccano. Ger. 6:29
- Non ponete la vostra fiducia in parole fallaci, dicendo: `Questo è il tempio dell'Eterno, il tempio dell'Eterno, il tempio dell'Eterno!' Ger. 7:4
- Come! Voi rubate, uccidete, commettete adulterî, giurate il falso, offrite profumi a Baal, andate dietro ad altri dèi che prima non conoscevate, Ger. 7:9
- e poi venite a presentarvi davanti a me, in questa casa sulla quale è invocato il mio nome, e dite: `Siamo salvi!' - e ciò per compiere tutte queste abominazioni?! È ella forse, agli occhi vostri, una spelonca di ladroni Ger. 7:10
- questa casa sulla quale è invocato il mio nome? Ecco, tutto questo io l'ho veduto, dice l'Eterno. Ger. 7:11
- Andate dunque al mio luogo ch'era a Silo, dove avevo da prima stanziato il mio nome, e guardate come l'ho trattato, a motivo della malvagità del mio popolo d'Israele. Ger. 7:12
- io tratterò questa casa, sulla quale è invocato il mio nome e nella quale riponete la vostra fiducia, e il luogo che ho dato a voi e ai vostri padri, come ho trattato Silo; Ger. 7:14
- I figliuoli raccolgon le legna, i padri accendono il fuoco, e le donne intridon la pasta per far delle focacce alla regina del cielo e per far delle libazioni ad altri dèi, per offendermi. Ger. 7:18
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, la mia ira, il mio furore, si riversa su questo luogo, sugli uomini e sulle bestie, sugli alberi della campagna e sui frutti della terra; essa consumerà ogni cosa e non si estinguerà. Ger. 7:20
- ma questo comandai loro: `Ascoltate la mia voce, e sarò il vostro Dio, e voi sarete il mio popolo; camminate in tutte le vie ch'io vi prescrivo affinché siate felici'. Ger. 7:23
- ma essi non m'hanno ascoltato, non hanno prestato orecchio; hanno fatto il collo duro; si son condotti peggio de' loro padri. Ger. 7:26
- I figliuoli di Giuda hanno fatto ciò ch'è male agli occhi miei, dice l'Eterno; hanno collocato le loro abominazioni nella casa sulla quale è invocato il mio nome, per contaminarla. Ger. 7:30
- E farò cessare nelle città di Giuda e per le strade di Gerusalemme i gridi di gioia e i gridi d'esultanza, il canto dello sposo e il canto della sposa, perché il paese sarà una desolazione. Ger. 7:34
- E la morte sarà preferibile alla vita per tutto il residuo che rimarrà di questa razza malvagia, in tutti i luoghi dove li avrò cacciati, dice l'Eterno degli eserciti. Ger. 8:3
- Io sto attento ed ascolto: essi non parlano come dovrebbero; nessuno si pente della sua malvagità e dice: `Che ho io fatto?' Ognuno riprende la sua corsa, come il cavallo che si slancia alla battaglia. Ger. 8:6
- Anche la cicogna conosce nel cielo le sue stagioni; la tortora, la rondine e la gru osservano il tempo quando debbon venire, ma il mio popolo non conosce quel che l'Eterno ha ordinato. Ger. 8:7
- Come potete voi dire: `Noi siam savi e la legge dell'Eterno è con noi!' Sì certo, ma la penna bugiarda degli scribi ne ha falsato il senso. Ger. 8:8
- `Perché ce ne stiamo qui seduti? Adunatevi ed entriamo nelle città forti, per quivi perire! Poiché l'Eterno, il nostro Dio, ci condanna a perire, ci fa bere delle acque avvelenate, perché abbiam peccato contro l'Eterno. Ger. 8:14
- Noi aspettavamo la pace, ma nessun bene giunge; aspettavamo un tempo di guarigione, ed ecco il terrore!' Ger. 8:15
- S'ode da Dan lo sbuffare de' suoi cavalli; al rumore del nitrito de' suoi destrieri, trema tutto il paese; poiché vengono, divorano il paese e tutto ciò che contiene, la città e i suoi abitanti. Ger. 8:16
- Ove trovar conforto nel mio dolore? Il cuore mi langue in seno. Ger. 8:18
- Ecco il grido d'angoscia della figliuola del mio popolo da terra lontana: `L'Eterno non è egli più in Sion? Il suo re non è egli più in mezzo a lei?' `Perché m'hanno provocato ad ira con le loro immagini scolpite e con vanità straniere?' Ger. 8:19
- Oh se avessi nel deserto un rifugio da viandanti! Io abbandonerei il mio popolo e me n'andrei lungi da costoro, perché son tutti adulteri, un'adunata di traditori. Ger. 9:2
- Tendono la lingua, ch'è il loro arco, per scoccar menzogne; son diventati potenti nel paese, ma non per agir con fedeltà; poiché procedono di malvagità in malvagità, e non conoscono me, dice l'Eterno. Ger. 9:3
- L'uno gabba l'altro, e non dice la verità, esercitano la loro lingua a mentire, s'affannano a fare il male. Ger. 9:5
- Chi è il savio che capisca queste cose? Chi è colui al quale la bocca dell'Eterno ha parlato perché ei ne dia l'annunzio? Perché il paese è egli distrutto, desolato come un deserto talché niuno vi passa? Ger. 9:12
- Poiché una voce di lamento si fa udire da Sion: `Come siamo devastati! Siamo coperti di confusione, perché dobbiamo abbandonare il paese, ora che hanno abbattuto le nostre dimore'. Ger. 9:19
- Di': Così parla l'Eterno: I cadaveri degli uomini giaceranno come letame sull'aperta campagna, come una mannella che il mietitore si lascia dietro, e che nessuno raccoglie. Ger. 9:22
- Così parla l'Eterno: Il savio non si glorî della sua saviezza, il forte non si glorî della sua forza, il ricco non si glorî della sua ricchezza; Ger. 9:23
- ma chi si gloria si glorî di questo: che ha intelligenza e conosce me, che sono l'Eterno, che esercita la benignità, il diritto e la giustizia sulla terra; perché di queste cose mi compiaccio, dice l'Eterno. Ger. 9:24
- Non v'è alcuno pari a te, o Eterno; tu sei grande, e grande in potenza è il tuo nome. Ger. 10:6
- Ma l'Eterno è il vero Dio, egli è l'Iddio vivente, e il re eterno; per l'ira sua trema la terra, e le nazioni non posson reggere dinanzi al suo sdegno. Ger. 10:10
- Così direte loro: `Gli dèi che non han fatto i cieli e la terra, scompariranno di sulla terra e di sotto il cielo'. Ger. 10:11
- Egli, con la sua potenza, ha fatto la terra; con la sua sapienza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli. Ger. 10:12
- Quando fa udire la sua voce v'è un rumor d'acque nel cielo; ei fa salire i vapori dalle estremità della terra, fa guizzare i lampi per la pioggia e trae il vento dai suoi serbatoi; Ger. 10:13
- A loro non somiglia Colui ch'è la parte di Giacobbe; perché Egli è quel che ha formato tutte le cose, e Israele è la tribù della sua eredità. Il suo nome è l'Eterno degli eserciti. Ger. 10:16
- Raccogli da terra il tuo bagaglio, o tu che sei cinta d'assedio! Ger. 10:17
- Guai a me a motivo della mia ferita! La mia piaga è dolorosa; ma io ho detto: `Questo è il mio male, e lo devo sopportare'. Ger. 10:19
- Le mie tende son guaste, e tutto il mio cordame è rotto; i miei figliuoli sono andati lungi da me e non sono più; non v'è più alcuno che stenda la mia tenda, che drizzi i miei padiglioni. Ger. 10:20
- Perché i pastori sono stati stupidi, e non hanno cercato l'Eterno; perciò non hanno prosperato, e tutto il loro gregge è stato disperso. Ger. 10:21
- O Eterno, io so che la via dell'uomo non è in suo potere, e che non è in poter dell'uomo che cammina il dirigere i suoi passi. Ger. 10:23
- Riversa la tua ira sulle nazioni che non ti conoscono, e sui popoli che non invocano il tuo nome; poiché hanno divorato Giacobbe; sì, lo hanno divorato, l'han consumato, han desolato la sua dimora. Ger. 10:25
- che io comandai ai vostri padri il giorno che li feci uscire dal paese d'Egitto, dalla fornace di ferro, dicendo: Ascoltate la mia voce e fate tutto quello che vi comanderò, e voi sarete mio popolo e io sarò vostro Dio, Ger. 11:4
- affinché io possa mantenere il giuramento che feci ai vostri padri, di dar loro un paese dove scorre il latte e il miele, come oggi vedete ch'esso è'. Allora io risposi: `Amen, o Eterno!' Ger. 11:5
- Son tornati alle iniquità dei loro padri antichi, i quali ricusarono di ascoltare le mie parole; e sono andati anch'essi dietro ad altri dèi, per servirli; la casa d'Israele e la casa di Giuda hanno rotto il patto, che io avevo fatto coi loro padri. Ger. 11:10
- L'Eterno t'aveva chiamato `Ulivo verdeggiante, adorno di bei frutti'. Al rumore di un gran tumulto, egli v'appicca il fuoco, e i rami ne sono infranti. Ger. 11:16
- Io ero come un docile agnello che si mena al macello; io non sapevo che ordissero macchinazioni contro di me dicendo: - `Distruggiamo l'albero col suo frutto e sterminiamolo dalla terra de' viventi; affinché il suo nome non sia più ricordato'. - Ger. 11:19
- Ma, o Eterno degli eserciti, giusto giudice, che scruti le reni ed il cuore, io vedrò la tua vendetta su di loro, poiché a te io rimetto la mia causa. Ger. 11:20
- E tu, o Eterno, tu mi conosci, tu mi vedi, tu provi qual sia il mio cuore verso di te. Trascinali al macello come pecore, e preparali per il giorno del massacro! Ger. 12:3
- Fino a quando farà cordoglio il paese, e si seccherà l'erba di tutta la campagna? Per la malvagità degli abitanti, le bestie e gli uccelli sono sterminati. Poiché quelli dicono: `Egli non vedrà la nostra fine'. Ger. 12:4
- - Se, correndo con de' pedoni, questi ti stancano, come potrai lottare coi cavalli? E se non ti senti al sicuro che in terra di pace, come farai quando il Giordano sarà gonfio? Ger. 12:5
- La mia eredità è divenuta per me come un leone nella foresta; ha mandato contro di me il suo ruggito; perciò io l'ho odiata. Ger. 12:8
- La riducono in una desolazione; e, tutta desolata, fa cordoglio dinanzi a me; tutto il paese è desolato, perché nessuno lo prende a cuore. Ger. 12:11
- Su tutte le alture del deserto giungono devastatori, perché la spada dell'Eterno divora il paese da un'estremità all'altra; nessuna carne ha pace. Ger. 12:12
- E se pure imparano le vie del mio popolo e a giurare per il mio nome dicendo: `l'Eterno vive', come hanno insegnato al mio popolo a giurare per Baal, saranno saldamente stabiliti in mezzo al mio popolo. Ger. 12:16
- Così parla l'Eterno: `In questo modo io distruggerò l'orgoglio di Giuda e il grande orgoglio di Gerusalemme, Ger. 13:9
- Ma se voi non date ascolto, l'anima mia piangerà in segreto, a motivo del vostro orgoglio, gli occhi miei piangeranno dirottamente, si scioglieranno in lacrime, perché il gregge dell'Eterno sarà menato in cattività. Ger. 13:17
- Alzate gli occhi, e guardate quelli che vengono dal settentrione; dov'è il gregge, il magnifico gregge, che t'era stato dato? Ger. 13:20
- Un moro può egli mutar la sua pelle o un leopardo le sue macchie? Allora anche voi, abituati come siete a fare il male, potrete fare il bene. Ger. 13:23
- Giuda è in lutto, e le assemblee delle sue porte languiscono, giacciono per terra in abito lugubre; il grido di Gerusalemme sale al cielo. Ger. 14:2
- I nobili fra loro mandano i piccoli a cercar dell'acqua; e questi vanno alle cisterne, non trovano acqua, e tornano coi loro vasi vuoti; sono pieni di vergogna, di confusione, e si coprono il capo. Ger. 14:3
- Il suolo è costernato perché non v'è stata pioggia nel paese; i lavoratori sono pieni di confusione e si cuoprono il capo. Ger. 14:4
- Perfino la cerva nella campagna figlia, e abbandona il suo parto perché non v'è erba; Ger. 14:5
- Perché saresti come un uomo sopraffatto, come un prode che non può salvare? Eppure, o Eterno, tu sei in mezzo a noi, e il tuo nome è invocato su noi; non ci abbandonare! Ger. 14:9
- E l'Eterno mi disse: `Non pregare per il bene di questo popolo. Ger. 14:11
- Se digiunano, non ascolterò il loro grido; se fanno degli olocausti e delle offerte, non li gradirò; anzi io sto per consumarli con la spada, con la fame, con la peste'. Ger. 14:12
- Se esco per i campi, ecco degli uccisi per la spada; se entro in città, ecco i languenti per fame; perfino il profeta, perfino il sacerdote vanno a mendicare in un paese che non conoscono. Ger. 14:18
- Hai tu dunque reietto Giuda? Ha l'anima tua preso in disgusto Sion? Perché ci colpisci senza che ci sia guarigione per noi? Noi aspettavamo la pace, ma nessun bene giunge; aspettavamo un tempo di guarigione, ed ecco il terrore. Ger. 14:19
- Per amor del tuo nome, non disdegnare, non disonorare il trono della tua gloria; ricordati del tuo patto con noi; non lo annullare! Ger. 14:21
- Fra gl'idoli vani delle genti, ve n'ha egli che possan far piovere? O è forse il cielo che dà gli acquazzoni? Non sei tu, o Eterno, tu, l'Iddio nostro? Perciò noi speriamo in te, poiché tu hai fatto tutte queste cose. Ger. 14:22
- Io ti ventolo col ventilabro alle porte del paese, privo di figli il mio popolo, e lo faccio perire, poiché non si converte dalle sue vie. Ger. 15:7
- Colei che avea partorito sette figliuoli è languente, esala lo spirito; il suo sole tramonta mentr'è giorno ancora; è coperta di vergogna, di confusione; e il rimanente di loro io lo do in balìa della spada de' loro nemici, dice l'Eterno'. Ger. 15:9
- Me infelice! o madre mia, poiché m'hai fatto nascere uomo di lite e di contesa per tutto il paese! Io non do né prendo in imprestito, e nondimeno tutti mi maledicono. Ger. 15:10
- L'Eterno dice: Per certo, io ti riserbo un avvenire felice; io farò che il nemico ti rivolga supplicazioni nel tempo dell'avversità, nel tempo dell'angoscia. Ger. 15:11
- Il ferro potrà esso spezzare il ferro del settentrione ed il rame? Ger. 15:12
- Tosto che ho trovato le tue parole, io le ho divorate; e le tue parole sono state la mia gioia, l'allegrezza del mio cuore, perché il tuo nome è invocato su me, o Eterno, Dio degli eserciti. Ger. 15:16
- Perché il mio dolore è desso perpetuo, e la mia piaga, incurabile, ricusa di guarire? Vuoi tu essere per me come una sorgente fallace, come un'acqua che non dura? Ger. 15:18
- non si romperà per loro il pane del lutto per consolarli d'un morto, e non si offrirà loro a bere la coppa della consolazione per un padre o per una madre. Ger. 16:7
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io farò cessare in questo luogo, davanti ai vostri occhi, ai giorni vostri, il grido di gioia, il grido d'allegrezza, la voce dello sposo e la voce della sposa. Ger. 16:9
- E avverrà che quando tu annunzierai a questo popolo tutte queste cose, essi ti diranno: - Perché l'Eterno ha egli pronunziato contro di noi tutta questa grande calamità? Qual è la nostra iniquità? Qual è il peccato che abbiam commesso contro l'Eterno, il nostro Dio? - Ger. 16:10
- E prima darò loro al doppio la retribuzione della loro iniquità e del loro peccato, perché hanno profanato il mio paese, con quei cadaveri che sono i loro idoli esecrandi, ed hanno empito la mia eredità delle loro abominazioni. Ger. 16:18
- Perciò, ecco, io farò loro conoscere, questa volta farò loro conoscere la mia mano e la mia potenza; e sapranno che il mio nome è l'Eterno. Ger. 16:21
- Il peccato di Giuda è scritto con uno stilo di ferro, con una punta di diamante; è scolpito sulla tavola del loro cuore e sui corni de' vostri altari. Ger. 17:1
- E tu, per tua colpa, perderai l'eredità ch'io t'avevo data, e ti farò servire ai tuoi nemici in un paese che non conosci; perché avete acceso il fuoco della mia ira, ed esso arderà in perpetuo. Ger. 17:4
- Così parla l'Eterno: Maledetto l'uomo che confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si ritrae dall'Eterno! Ger. 17:5
- Egli è come una tamerice nella pianura sterile; e quando giunge il bene, ei non lo vede; dimora in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti. Ger. 17:6
- Egli è come un albero piantato presso all'acque, che distende le sue radici lungo il fiume; non s'accorge quando vien la caldura, e il suo fogliame riman verde; nell'anno della siccità non è in affanno, e non cessa di portar frutto. Ger. 17:8
- Il cuore è ingannevole più d'ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi lo conoscerà? Ger. 17:9
- - Io, l'Eterno, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni. Ger. 17:10
- Trono di gloria, eccelso fin dal principio, è il luogo del nostro santuario. Ger. 17:12
- Quanto a me, io non mi son rifiutato d'esser loro pastore agli ordini tuoi, né ho desiderato il giorno funesto, tu lo sai; quello ch'è uscito dalle mie labbra è stato manifesto dinanzi a te. Ger. 17:16
- Non esser per me uno spavento; tu sei il mio rifugio nel giorno della calamità. Ger. 17:17
- Siano confusi i miei persecutori; non io sia confuso; siano spaventati essi; non io sia spaventato; fa' venir su loro il giorno della calamità, e colpiscili di doppia distruzione! Ger. 17:18
- e non traete fuori delle vostre case alcun carico e non fate lavoro alcuno in giorno di sabato; ma santificate il giorno del sabato, com'io comandai ai vostri padri. Ger. 17:22
- E se voi mi date attentamente ascolto, dice l'Eterno, se non fate entrare alcun carico per le porte di questa città in giorno di sabato, ma santificate il giorno del sabato e non fate in esso alcun lavoro, Ger. 17:24
- Ma, se non mi date ascolto e non santificate il giorno del sabato e non v'astenete dal portar de' carichi e dall'introdurne per le porte di Gerusalemme in giorno di sabato, io accenderò un fuoco alle porte della città, ed esso divorerà i palazzi di Gerusalemme, e non s'estinguerà. Ger. 17:27
- e il vaso che faceva si guastò, come succede all'argilla in man del vasaio, ed egli da capo ne fece un altro vaso come a lui parve bene di farlo. Ger. 18:4
- Eppure il mio popolo m'ha dimenticato, offre profumi agl'idoli vani; l'han tratto a inciampare nelle sue vie, ch'erano i sentieri antichi, per seguire sentieri laterali, una via non appianata, Ger. 18:15
- e per far così del loro paese una desolazione, un oggetto di perpetuo scherno; talché tutti quelli che vi passano rimangono stupiti e scuotono il capo. Ger. 18:16
- Io li disperderò dinanzi al nemico, come fa il vento orientale; io volterò loro le spalle e non la faccia nel giorno della loro calamità. Ger. 18:17
- Ed essi hanno detto: `Venite, ordiamo macchinazioni contro Geremia; poiché l'insegnamento della legge non verrà meno per mancanza di sacerdoti, né il consiglio per mancanza di savi, né la parola per mancanza di profeti. Venite, colpiamolo con la lingua, e non diamo retta ad alcuna delle sue parole'. Ger. 18:18
- Il male sarà esso reso per il bene? Poiché essi hanno scavato una fossa per l'anima mia. Ricordati com'io mi son presentato dinanzi a te per parlare in loro favore, e per stornare da loro l'ira tua. Ger. 18:20
- E tu, o Eterno, conosci tutti i loro disegni contro di me per farmi morire; non perdonare la loro iniquità, non cancellare il loro peccato d'innanzi ai tuoi occhi! Siano essi rovesciati davanti a te! Agisci contro di loro nel giorno della tua ira! Ger. 18:23
- E le case di Gerusalemme, e le case dei re di Giuda, saranno come il luogo di Tofet, immonde; tutte le case, cioè, sopra i cui tetti essi hanno offerto profumi a tutto l'esercito del cielo, e han fatto libazioni ad altri dèi. Ger. 19:13
- E Geremia tornò da Tofet, dove l'Eterno l'avea mandato a profetare; si fermò nel cortile della casa dell'Eterno, e disse a tutto il popolo: Ger. 19:14
- E Pashur percosse il profeta Geremia, e lo mise nei ceppi nella prigione ch'era nella porta superiore di Beniamino, nella casa dell'Eterno. Ger. 20:2
- E il giorno seguente, Pashur fe' uscire Geremia di carcere. E Geremia gli disse: `L'Eterno non ti chiama più Pashur, ma Magor-Missabib. Ger. 20:3
- E darò tutte le ricchezze di questa città e tutto il suo guadagno e tutte le sue cose preziose, darò tutti i tesori dei re di Giuda in mano dei loro nemici che ne faranno lor preda, li piglieranno, e li porteranno via a Babilonia. Ger. 20:5
- Ma, o Eterno degli eserciti, che provi il giusto, che vedi le reni e il cuore, io vedrò, sì, la vendetta che prenderai di loro, poiché a te io affido la mia causa! Ger. 20:12
- Maledetto sia il giorno ch'io nacqui! Il giorno che mia madre mi partorì non sia benedetto! Ger. 20:14
- Sia quell'uomo come le città che l'Eterno ha distrutte senza pentirsene! Oda egli delle grida il mattino, e clamori di guerra sul mezzodì; Ger. 20:16
- La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell'Eterno, quando il re Sedechia gli mandò Pashur, figliuolo di Malchia, e Sefonia, figliuolo di Maaseia, il sacerdote, per dirgli: Ger. 21:1
- - Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Ecco, io sto per far rientrare nella città le armi di guerra che sono nelle vostre mani e con le quali voi combattete, fuori delle mura, contro il re di Babilonia, e contro i Caldei che vi assediano, e le raccoglierò in mezzo a questa città. Ger. 21:4
- Poi, dice l'Eterno, io darò Sedechia, re di Giuda, e i suoi servi, il popolo, e coloro che in questa città saranno scampati dalla peste, dalla spada e dalla fame, in mano di Nebucadnetsar re di Babilonia, in mano dei loro nemici, in mano di quelli che cercano la loro vita; e Nebucadnetsar li passerà a fil di spada; non li risparmierà, e non ne avrà né pietà né compassione. Ger. 21:7
- O casa di Davide, così dice l'Eterno: Amministrate la giustizia fin dal mattino, e liberate dalla mano dell'oppressore, colui a cui è tolto il suo, affinché l'ira mia non divampi a guisa di fuoco, e arda sì che nessuno la possa spengere, per la malvagità delle vostre azioni. Ger. 21:12
- io vi punirò secondo il frutto delle vostre azioni, dice l'Eterno; e appiccherò il fuoco a questa selva di Gerusalemme, ed esso divorerà tutto quello che la circonda. Ger. 21:14
- Ascolta la parola dell'Eterno, o re di Giuda, che siedi sul trono di Davide: tu, i tuoi servitori e il tuo popolo, che entrate per queste porte! Ger. 22:2
- Così parla l'Eterno: Fate ragione e giustizia, liberate dalla mano dell'oppressore colui al quale è tolto il suo, non fate torto né violenza allo straniero, all'orfano e alla vedova, e non spargete sangue innocente, in questo luogo. Ger. 22:3
- Poiché, se metterete realmente ad effetto questa parola, dei re assisi sul trono di Davide entreranno per le porte di questa casa, montati su carri e su cavalli: essi, i loro servitori e il loro popolo. Ger. 22:4
- E si risponderà: `Perché hanno abbandonato il patto dell'Eterno, del loro Dio, perché si son prostrati davanti ad altri dèi, e li hanno serviti'. Ger. 22:9
- Non piangete per il morto, non vi affliggete per lui; ma piangete, piangete per colui che se ne va, perché non tornerà più, e non vedrà più il suo paese natìo. Ger. 22:10
- Guai a colui ch'edifica la sua casa senza giustizia, e le sue camere senza equità; che fa lavorare il prossimo per nulla, e non gli paga il suo salario; Ger. 22:13
- Io t'ho parlato al tempo della tua prosperità, ma tu dicevi: `Io non ascolterò'. Questo è stato il tuo modo di fare fin dalla tua fanciullezza; tu non hai mai dato ascolto alla mia voce. Ger. 22:21
- Guai ai pastori che distruggono e disperdono il gregge del mio pascolo! dice l'Eterno. Ger. 23:1
- Perciò così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele, riguardo ai pastori che pascono il mio popolo: Voi avete disperse le mie pecore, le avete scacciate, e non ne avete avuto cura; ecco, io vi punirò, per la malvagità delle vostre azioni, dice l'Eterno. Ger. 23:2
- E raccoglierò il rimanente delle mie pecore da tutti i paesi dove le ho cacciate, e le ricondurrò ai loro pascoli, e saranno feconde, e moltiplicheranno. Ger. 23:3
- Ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, quand'io farò sorgere a Davide un germoglio giusto, il quale regnerà da re e prospererà, e farà ragione e giustizia nel paese. Ger. 23:5
- Ai giorni d'esso, Giuda sarà salvato, e Israele starà sicuro nella sua dimora: e questo sarà il nome col quale sarà chiamato: `l'Eterno nostra giustizia'. Ger. 23:6
- Contro i profeti. Il cuore mi si spezza in seno, tutte le mie ossa tremano; io sono come un ubriaco, come un uomo sopraffatto dal vino, a cagione dell'Eterno e a cagione delle sue parole sante. Ger. 23:9
- Poiché il paese è pieno di adulteri; poiché il paese fa cordoglio a motivo della maledizione che lo colpisce; i pascoli del deserto sono inariditi. La corsa di costoro è diretta al male, la loro forza non tende al bene. Ger. 23:10
- Avevo ben visto cose insulse tra i profeti di Samaria; profetizzavano nel nome di Baal, e traviavano il mio popolo d'Israele. Ger. 23:13
- Perciò così parla l'Eterno degli eserciti riguardo ai profeti: Ecco, io farò loro mangiare dell'assenzio, e farò loro bere dell'acqua avvelenata; poiché dai profeti di Gerusalemme l'empietà s'è sparsa per tutto il paese. Ger. 23:15
- Ecco, la tempesta dell'Eterno, il furore scoppia, la tempesta scroscia, scroscia sul capo degli empi. Ger. 23:19
- Potrebbe uno nascondersi in luogo occulto sì ch'io non lo vegga? dice l'Eterno. Non riempio io il cielo e la terra? dice l'Eterno. Ger. 23:24
- pensan essi di far dimenticare il mio nome al mio popolo coi loro sogni che si raccontan l'un l'altro, come i loro padri dimenticarono il mio nome per Baal? Ger. 23:27
- Il profeta che ha avuto un sogno, racconti il sogno, e colui che ha udito la mia parola riferisca la mia parola fedelmente. Che ha da fare la paglia col frumento? dice l'Eterno. Ger. 23:28
- La mia parola non è essa come il fuoco? dice l'Eterno; e come un martello che spezza il sasso? Ger. 23:29
- Ecco, dice l'Eterno, io vengo contro quelli che profetizzano sogni falsi, che li raccontano e traviano il mio popolo con le loro menzogne e con la loro temerità, benché io non li abbia mandati e non abbia dato loro alcun ordine, ed essi non possan recare alcun giovamento a questo popolo, dice l'Eterno. Ger. 23:32
- Ma l'oracolo dell'Eterno non lo mentoverete più; poiché la parola di ciascuno sarà per lui il suo oracolo, giacché avete tòrte le parole dell'Iddio vivente, dell'Eterno degli eserciti, dell'Iddio nostro. Ger. 23:36
- E darò loro un cuore, per conoscer me che sono l'Eterno; saranno mio popolo, e io sarò loro Dio, perché si convertiranno a me con tutto il loro cuore. Ger. 24:7
- E come si trattano questi fichi cattivi che non si posson mangiare, tanto son cattivi, così, dice l'Eterno, io tratterò Sedekia, re di Giuda, e i suoi principi, e il residuo di que' di Gerusalemme, quelli che son rimasti in questo paese e quelli che abitano nel paese d'Egitto; Ger. 24:8
- La parola che fu rivolta a Geremia riguardo a tutto il popolo di Giuda, nel quarto anno di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda (era il primo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia), Ger. 25:1
- e che Geremia pronunziò davanti a tutto il popolo di Giuda e a tutti gli abitanti di Gerusalemme, dicendo: Ger. 25:2
- E farò cessare fra loro i gridi di gioia e i gridi d'esultanza, il canto dello sposo e il canto della sposa, il rumore della macina, e la luce della lampada. Ger. 25:10
- E tutto questo paese sarà ridotto in una solitudine e in una desolazione, e queste nazioni serviranno il re di Babilonia per settant'anni. Ger. 25:11
- Ma quando saran compiuti i settant'anni, io punirò il re di Babilonia e quella nazione, dice l'Eterno, a motivo della loro iniquità, e punirò il paese de' Caldei, e lo ridurrò in una desolazione perpetua. Ger. 25:12
- a Faraone, re d'Egitto, ai suoi servitori, ai suoi principi, a tutto il suo popolo; Ger. 25:19
- e a tutti i re di Media e a tutti i re del settentrione, vicini o lontani, agli uni e agli altri, e a tutti i regni del mondo che sono sulla faccia della terra. E il re di Sceshac ne berrà dopo di loro. Ger. 25:26
- Poiché, ecco, io comincio a punire la città sulla quale è invocato il mio nome, e voi rimarreste del tutto impuniti? Voi non rimarrete impuniti; poiché io chiamerò la spada su tutti gli abitanti della terra, dice l'Eterno degli eserciti. Ger. 25:29
- Il rumore ne giunge fino all'estremità della terra; poiché l'Eterno ha una lite con le nazioni, egli entra in giudizio contro ogni carne; gli empi, li dà in balìa della spada, dice l'Eterno. Ger. 25:31
- Urlate, o pastori, gridate, voltolatevi nella polvere, o guide del gregge! Poiché è giunto il tempo in cui dovete essere scannati; io vi frantumerò, e cadrete come un vaso prezioso. Ger. 25:34
- S'ode il grido de' pastori e l'urlo delle guide del gregge; poiché l'Eterno devasta il loro pascolo; Ger. 25:36
- Egli ha abbandonato il suo ricetto, come un leoncello, perché il loro paese è diventato una desolazione, a motivo del furor della spada crudele, a motivo dell'ardente ira dell'Eterno. Ger. 25:38
- Or i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo udirono Geremia che pronunziava queste parole nella casa dell'Eterno. Ger. 26:7
- E avvenne che, come Geremia ebbe finito di pronunziare tutto quello che l'Eterno gli aveva comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo lo presero dicendo: - `Tu devi morire! - Ger. 26:8
- Perché hai profetizzato nel nome dell'Eterno dicendo: - Questa casa sarà come Sciloh e questa città sarà devastata, e priva d'abitanti?' - E tutto il popolo s'adunò contro Geremia nella casa dell'Eterno. Ger. 26:9
- E i sacerdoti e i profeti parlarono ai capi e a tutto il popolo, dicendo: `Quest'uomo merita la morte, perché ha profetizzato contro questa città, nel modo che avete udito coi vostri propri orecchi'. Ger. 26:11
- Allora Geremia parlò a tutti i capi e a tutto il popolo, dicendo: `L'Eterno mi ha mandato a profetizzare contro questa casa e contro questa città tutte le cose che avete udite. Ger. 26:12
- Allora i capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: `Quest'uomo non merita la morte, perché ci ha parlato nel nome dell'Eterno, del nostro Dio'. Ger. 26:16
- `Michea, il Morashtita, profetizzò ai giorni d'Ezechia, re di Giuda, e parlò a tutto il popolo di Giuda in questi termini: Così dice l'Eterno degli eserciti: Sion sarà arata come un campo, Gerusalemme diventerà un monte di ruine, e la montagna del tempio, un'altura boscosa. Ger. 26:18
- Vi fu anche un altro uomo che profetizzò nel nome dell'Eterno: Uria, figliuolo di Scemaia di Kiriath-Jearim, il quale profetizzò contro questa città e contro questo paese, in tutto e per tutto come Geremia; Ger. 26:20
- e quando il re Joiakim, tutti i suoi uomini prodi e tutti i suoi capi ebbero udito le sue parole, il re cercò di farlo morire; ma Uria lo seppe, ebbe paura, fuggì e andò in Egitto; Ger. 26:21
- e il re Joiakim mandò degli uomini in Egitto, cioè Elnathan, figliuolo di Acbor, e altra gente con lui. Ger. 26:22
- Questi trassero Uria fuori d'Egitto, e lo menarono al re Joiakim, il quale lo colpì con la spada e gettò il suo cadavere fra le sepolture de' figliuoli del popolo. Ger. 26:23
- E tutte le nazioni saranno soggette a lui, al suo figliuolo e al figliuolo del suo figliuolo, finché giunga il tempo anche pel suo paese; e allora molte nazioni e grandi re lo ridurranno in servitù. Ger. 27:7
- E avverrà che la nazione o il regno che non vorrà sottomettersi a lui, a Nebucadnetsar re di Babilonia, e non vorrà piegare il collo sotto il giogo del re di Babilonia, quella nazione io la punirò, dice l'Eterno, con la spada, con la fame, con la peste, finché io non l'abbia sterminata per mano di lui. Ger. 27:8
- Ma la nazione che piegherà il suo collo sotto il giogo del re di Babilonia e gli sarà soggetta, io la lascerò stare nel suo paese, dice l'Eterno; ed essa lo coltiverà e vi dimorerà'. Ger. 27:11
- Io parlai dunque a Sedekia, re di Giuda, in conformità di tutte queste parole, e dissi: `Piegate il collo sotto il giogo del re di Babilonia, sottomettetevi a lui e al suo popolo, e vivrete. Ger. 27:12
- Perché morreste, tu e il tuo popolo, per la spada, per la fame e per la peste, come l'Eterno ha detto della nazione che non si assoggetterà al re di Babilonia? Ger. 27:13
- In quello stesso anno, al principio del regno di Sedekia, re di Giuda, l'anno quarto, il quinto mese, Anania, figliuolo di Azzur, profeta, ch'era di Gabaon, mi parlò nella casa dell'Eterno, in presenza dei sacerdoti e di tutto il popolo, dicendo: Ger. 28:1
- `Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Io spezzo il giogo del re di Babilonia. Ger. 28:2
- e ricondurrò in questo luogo, dice l'Eterno, Jeconia, figliuolo di Joiakim, re di Giuda, e tutti que' di Giuda che sono stati menati in cattività in Babilonia; perché spezzerò il giogo del re di Babilonia'. Ger. 28:4
- E il profeta Geremia rispose al profeta Anania in presenza de' sacerdoti e in presenza di tutto il popolo che si trovava nella casa dell'Eterno. Ger. 28:5
- Il profeta Geremia disse: `Amen! Così faccia l'Eterno! L'Eterno mandi ad effetto quel che tu hai profetizzato, e faccia tornare da Babilonia in questo luogo gli arredi della casa dell'Eterno e tutti quelli che sono stati menati in cattività! Ger. 28:6
- Però, ascolta ora questa parola che io pronunzio in presenza tua e in presenza di tutto il popolo. Ger. 28:7
- Allora il profeta Anania prese il giogo di sul collo del profeta Geremia e lo spezzò. Ger. 28:10
- E Anania parlò in presenza di tutto il popolo, e disse: `Così parla l'Eterno: In questo modo io spezzerò il giogo di Nebucadnetsar, re di Babilonia, di sul collo di tutte le nazioni, entro lo spazio di due anni'. E il profeta Geremia se ne andò. Ger. 28:11
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia, dopo che il profeta Anania ebbe spezzato il giogo di sul collo del profeta Geremia, e disse: Ger. 28:12
- E il profeta Geremia disse al profeta Anania: `Ascolta, Anania! L'Eterno non t'ha mandato, e tu hai indotto questo popolo a confidar nella menzogna. Ger. 28:15
- E il profeta Anania morì quello stesso anno, nel settimo mese. Ger. 28:17
- Or queste son le parole della lettera che il profeta Geremia mandò da Gerusalemme al residuo degli anziani in cattività, ai sacerdoti, ai profeti e a tutto il popolo che Nebucadnetsar avea menato in cattività da Gerusalemme in Babilonia, Ger. 29:1
- dopo che il re Jeconia, la regina, gli eunuchi, i principi di Giuda e di Gerusalemme, i falegnami e i fabbri furono usciti da Gerusalemme. Ger. 29:2
- Fabbricate delle case e abitatele; piantate de' giardini e mangiatene il frutto; Ger. 29:5
- Cercate il bene della città dove io vi ho fatti menare in cattività, e pregate l'Eterno per essa; poiché dal bene d'essa dipende il vostro bene. Ger. 29:7
- Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; Ger. 29:13
- Ebbene, così parla l'Eterno riguardo al re che siede sul trono di Davide, riguardo a tutto il popolo che abita in questa città, ai vostri fratelli che non sono andati con voi in cattività; Ger. 29:16
- da essi si trarrà una formula di maledizione fra tutti quei di Giuda che sono in cattività in Babilonia, e si dirà: `L'Eterno ti tratti come Sedekia e come Achab, che il re di Babilonia ha fatti arrostire al fuoco!' Ger. 29:22
- Perché costoro han fatto delle cose nefande in Israele, han commesso adulterio con le mogli del loro prossimo, e hanno pronunziato in mio nome parole di menzogna; il che io non avevo loro comandato. Io stesso lo so, e ne son testimone, dice l'Eterno. Ger. 29:23
- E quanto a Scemaia il Nehelamita, gli parlerai in questo modo: Ger. 29:24
- Così dice l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Tu hai mandato in tuo nome una lettera a tutto il popolo che è in Gerusalemme, a Sofonia, figliuolo di Maaseia, il sacerdote, e a tutti i sacerdoti, per dire: Ger. 29:25
- `L'Eterno ti ha costituito sacerdote in luogo del sacerdote Jehoiada, perché vi siano nella casa dell'Eterno de' sovrintendenti per sorvegliare ogni uomo che è pazzo e che fa il profeta, e perché tu lo metta ne' ceppi e ai ferri. Ger. 29:26
- E ora perché non reprimi tu Geremia d'Anatoth che fa il profeta tra voi, Ger. 29:27
- e ci ha perfino mandato a dire a Babilonia: La cattività sarà lunga; fabbricate delle case e abitatele; piantate de' giardini e mangiatene il frutto?' Ger. 29:28
- - Or il sacerdote Sofonia lesse questa lettera in presenza del profeta Geremia. - Ger. 29:29
- Manda a dire a tutti quelli che sono in cattività: Così parla l'Eterno riguardo a Scemaia il Nehelamita: Poiché Scemaia vi ha profetato, benché io non l'abbia mandato, e vi ha fatto confidare nella menzogna, Ger. 29:31
- così parla l'Eterno: Ecco, io punirò Scemaia il Nehelamita, e la sua progenie; non vi sarà alcuno de' suoi discendenti che abiti in mezzo a questo popolo, ed egli non vedrà il bene che io farò al mio popolo, dice l'Eterno; poich'egli ha parlato di ribellione contro l'Eterno. Ger. 29:32
- poiché, ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, quando io ritrarrò dalla cattività il mio popolo d'Israele e di Giuda, dice l'Eterno, e li ricondurrò nel paese che diedi ai loro padri, ed essi lo possederanno'. Ger. 30:3
- In quel giorno, dice l'Eterno degli eserciti, io spezzerò il suo giogo di sul tuo collo, e romperò i tuoi legami; e gli stranieri non ti faran più loro schiavo; Ger. 30:8
- ma quei d'Israele serviranno l'Eterno, il loro Dio, e Davide lor re, che io susciterò loro. Ger. 30:9
- Perché gridi a causa della tua ferita? Il tuo dolore è insanabile. Io ti ho fatto queste cose per la grandezza della tua iniquità, perché i tuoi peccati sono andati aumentando. Ger. 30:15
- Il loro principe sarà uno d'essi, e chi li signoreggerà uscirà di mezzo a loro; io lo farò avvicinare, ed egli verrà a me; poiché chi disporrebbe il suo cuore ad accostarsi a me? dice l'Eterno. Ger. 30:21
- Ecco la tempesta dell'Eterno; il furore scoppia; la tempesta imperversa; scroscia sul capo degli empi. Ger. 30:23
- In quel tempo, dice l'Eterno, io sarò l'Iddio di tutte le famiglie d'Israele, ed esse saranno il mio popolo. Ger. 31:1
- Così parla l'Eterno: Il popolo scampato dalla spada ha trovato grazia nel deserto; io sto per dar riposo a Israele. Ger. 31:2
- Pianterai ancora delle vigne sui monti di Samaria; i piantatori pianteranno e raccoglieranno il frutto. Ger. 31:5
- Poiché il giorno verrà, quando le guardie grideranno sul monte d'Efraim: Levatevi, saliamo a Sion, all'Eterno, ch'è il nostro Dio'. Ger. 31:6
- Poiché così parla l'Eterno: Levate canti di gioia per Giacobbe, date in gridi, per il capo delle nazioni; fate udire delle laudi, e dite: `O Eterno, salva il tuo popolo, il residuo d'Israele!' Ger. 31:7
- Ecco, io li riconduco dal paese del settentrione, e li raccolgo dalle estremità della terra; fra loro sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e quella in doglie di parto: una gran moltitudine, che ritorna qua. Ger. 31:8
- Vengono piangenti; li conduco supplichevoli; li meno ai torrenti d'acqua, per una via diritta dove non inciamperanno; perché son diventato un padre per Israele, ed Efraim è il mio primogenito. Ger. 31:9
- O nazioni, ascoltate la parola dell'Eterno, e proclamatela alle isole lontane, e dite: `Colui che ha disperso Israele lo raccoglie, e lo custodisce come un pastore il suo gregge'. Ger. 31:10
- Allora la vergine si rallegrerà nella danza, i giovani gioiranno insieme ai vecchi; io muterò il loro lutto in gioia, li consolerò, li rallegrerò liberandoli del loro dolore. Ger. 31:13
- Satollerò di grasso l'anima de' sacerdoti, ed il mio popolo sarà saziato dei miei beni, dice l'Eterno. Ger. 31:14
- e v'è speranza per il tuo avvenire, dice l'Eterno; i tuoi figliuoli ritorneranno nelle loro frontiere. Ger. 31:17
- Io odo, odo Efraim che si rammarica: `Tu m'hai castigato, e io sono stato castigato, come un giovenco non domato; convertimi, e io mi convertirò, giacché tu sei l'Eterno, il mio Dio. Ger. 31:18
- Dopo che mi sono sviato, io mi son pentito; e dopo che ho riconosciuto il mio stato, mi son battuto l'anca; io son coperto di vergogna, confuso, perché porto l'obbrobrio della mia giovanezza'. Ger. 31:19
- - Efraim è egli dunque per me un figliuolo sì caro? un figliuolo prediletto? Dacché io parlo contro di lui, è più vivo e continuo il ricordo che ho di esso; perciò le mie viscere si commuovono per lui, ed io certo ne avrò pietà, dice l'Eterno. Ger. 31:20
- A questo punto mi sono svegliato e ho guardato; e il mio sonno m'è stato dolce. Ger. 31:26
- non come il patto che fermai coi loro padri il giorno che li presi per mano per trarli fuori dal paese d'Egitto: patto ch'essi violarono, benché io fossi loro signore, dice l'Eterno; Ger. 31:32
- ma questo è il patto che farò con la casa d'Israele, dopo quei giorni, dice l'Eterno: io metterò la mia legge nell'intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Ger. 31:33
- E non insegneranno più ciascuno il suo compagno e ciascuno il suo fratello, dicendo: `Conoscete l'Eterno!' poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice l'Eterno. Poiché io perdonerò la loro iniquità, e non mi ricorderò più del loro peccato. Ger. 31:34
- Così parla l'Eterno, che ha dato il sole come luce del giorno, e le leggi alla luna e alle stelle perché sian luce alla notte; che solleva il mare sì che ne muggon le onde; colui che ha nome: l'Eterno degli eserciti. Ger. 31:35
- L'esercito del re di Babilonia assediava allora Gerusalemme, e il profeta Geremia era rinchiuso nel cortile della prigione ch'era nella casa del re di Giuda. Ger. 32:2
- Ecco, Hanameel, figliuolo di Shallum, tuo zio, viene da te per dirti: Còmprati il mio campo ch'è ad Anatoth, poiché tu hai diritto di riscatto per comprarlo'. Ger. 32:7
- E Hanameel, figliuolo del mio zio, venne da me, secondo la parola dell'Eterno, nel cortile della prigione, e mi disse: Ti prego, compra il mio campo ch'è ad Anatoth, nel territorio di Beniamino; giacché tu hai il diritto di successione e il diritto di riscatto, còmpratelo!' Allora riconobbi che questa era parola dell'Eterno. Ger. 32:8
- E io comprai da Hanameel, figliuolo del mio zio, il campo ch'era ad Anatoth, gli pesai il danaro, diciassette sicli d'argento. Ger. 32:9
- Scrissi tutto questo in un atto, lo sigillai, chiamai i testimoni, e pesai il danaro nella bilancia. Ger. 32:10
- `Ah, Signore, Eterno! Ecco, tu hai fatto il cielo e la terra con la tua gran potenza e col tuo braccio disteso; non v'è nulla di troppo difficile per te; Ger. 32:17
- tu usi benignità verso mille generazioni, e retribuisci l'iniquità dei padri in seno ai figliuoli, dopo di loro; tu sei l'Iddio grande, potente, il cui nome è l'Eterno degli eserciti; Ger. 32:18
- tu sei grande in consiglio e potente in opere; e hai gli occhi aperti su tutte le vie de' figliuoli degli uomini, per rendere a ciascuno secondo le sue opere e secondo il frutto delle sue azioni; Ger. 32:19
- tu traesti il tuo popolo fuori dal paese d'Egitto con miracoli e prodigi, con mano potente e braccio steso, con gran terrore; Ger. 32:21
- e desti loro questo paese che avevi giurato ai loro padri di dar loro: un paese dove scorre il latte e il miele. Ger. 32:22
- Eppure, o Signore, o Eterno, tu m'hai detto: Còmprati con danaro il campo, e chiama de' testimoni... e la città è data in man de' Caldei'. Ger. 32:25
- Perciò, così parla l'Eterno: Ecco, io do questa città in man de' Caldei, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, il quale la prenderà; Ger. 32:28
- e i Caldei che combattono contro questa città v'entreranno, v'appiccheranno il fuoco e la incendieranno, con le case sui tetti delle quali hanno offerto profumi a Baal e fatto libazioni ad altri dèi, per provocarmi ad ira. Ger. 32:29
- a motivo di tutto il male che i figliuoli d'Israele e i figliuoli di Giuda hanno fatto per provocarmi ad ira: essi, i loro re, i loro principi, i loro sacerdoti, i loro profeti, gli uomini di Giuda, e gli abitanti di Gerusalemme. Ger. 32:32
- Ma hanno messo le loro abominazioni nella casa sulla quale è invocato il mio nome, per contaminarla. Ger. 32:34
- E hanno edificato gli alti luoghi di Baal che sono nella valle de' figliuoli d'Hinnom, per far passare per il fuoco i loro figliuoli e le loro figliuole offrendoli a Moloc; una cosa siffatta io non l'ho comandata loro; e non m'è venuto mai in mente che si dovesse commettere una tale abominazione, facendo peccare Giuda. Ger. 32:35
- e darò loro uno stesso cuore, una stessa via, perché mi temano in perpetuo per il loro bene e per quello dei loro figliuoli dopo di loro. Ger. 32:39
- E farò con loro un patto eterno, che non mi ritrarrò più da loro per cessare di far loro del bene; e metterò il mio timore nel loro cuore, perché non si dipartano da me. Ger. 32:40
- E metterò la mia gioia nel far loro del bene e li pianterò in questo paese con fedeltà, con tutto il mio cuore, con tutta l'anima mia. Ger. 32:41
- Poiché così parla l'Eterno: Come ho fatto venire su questo popolo tutto questo gran male, così farò venire su lui tutto il bene che gli prometto. Ger. 32:42
- E questa città sarà per me un palese argomento di gioia, di lode e di gloria fra tutte le nazioni della terra, che udranno tutto il bene ch'io sto per far loro, e temeranno e tremeranno a motivo di tutto il bene e di tutta la pace ch'io procurerò a Gerusalemme. Ger. 33:9
- In que' giorni, Giuda sarà salvato, e Gerusalemme abiterà al sicuro, e questo è il nome onde sarà chiamato: `l'Eterno, nostra giustizia'. Ger. 33:16
- Così parla l'Eterno: Se voi potete annullare il mio patto col giorno e il mio patto con la notte, sì che il giorno e la notte non vengano al tempo loro, Ger. 33:20
- allora si potrà anche annullare il mio patto con Davide mio servitore, sì ch'egli non abbia più figliuolo che regni sul suo trono, e coi sacerdoti levitici miei ministri. Ger. 33:21
- Come non si può contare l'esercito del cielo né misurare la rena del mare, così io moltiplicherò la progenie di Davide, mio servitore, e i Leviti che fanno il mio servizio. Ger. 33:22
- Non hai tu posto mente alle parole di questo popolo quando va dicendo: `Le due famiglie che l'Eterno aveva scelte, le ha rigettate?' Così disprezzano il mio popolo, che agli occhi loro non è più una nazione. Ger. 33:24
- Così parla l'Eterno: Se io non ho stabilito il mio patto col giorno e con la notte, e se non ho fissato le leggi del cielo e della terra, Ger. 33:25
- La parola che fu rivolta dall'Eterno in questi termini a Geremia, quando Nebucadnetsar, re di Babilonia, e tutto il suo esercito, e tutti i regni della terra sottoposti al suo dominio, e tutti i popoli combattevano contro Gerusalemme e contro tutte le sue città: Ger. 34:1
- Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Va', parla a Sedekia, re di Giuda, e digli: Così parla l'Eterno: Ecco, io do questa città in mano del re di Babilonia, il quale la darà alle fiamme; Ger. 34:2
- E il profeta Geremia disse tutte queste parole a Sedekia, re di Giuda, a Gerusalemme, Ger. 34:6
- La parola che fu rivolta dall'Eterno a Geremia, dopo che il re Sedekia ebbe fatto un patto con tutto il popolo di Gerusalemme di proclamare l'emancipazione, Ger. 34:8
- per la quale ognuno doveva rimandare in libertà il suo schiavo e la sua schiava, ebreo ed ebrea, e nessuno doveva tener più in ischiavitù alcun suo fratello giudeo. Ger. 34:9
- E tutti i capi e tutto il popolo ch'erano entrati nel patto di rimandare in libertà ciascuno il proprio servo e la propria serva e di non tenerli più in ischiavitù ubbidirono, e li rimandarono; Ger. 34:10
- Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Io fermai un patto coi vostri padri il giorno che li trassi fuori dal paese d'Egitto, dalla casa di servitù, e dissi loro: Ger. 34:13
- `Al termine di sette anni, ciascuno di voi rimandi libero il suo fratello ebreo, che si sarà venduto a lui; ti serva sei anni, poi rimandalo da casa tua libero'; ma i vostri padri non ubbidirono e non prestarono orecchio. Ger. 34:14
- E voi eravate oggi tornati a fare ciò ch'è retto agli occhi miei, proclamando l'emancipazione ciascuno al suo prossimo, e avevate fermato un patto nel mio cospetto, nella casa sulla quale è invocato il mio nome; Ger. 34:15
- ma siete tornati indietro, e avete profanato il mio nome; ciascun di voi ha fatto ritornare il suo schiavo e la sua schiava che avevate rimandati in libertà a loro piacere, e li avete assoggettati ad essere vostri schiavi e schiave. Ger. 34:16
- E darò gli uomini che hanno trasgredito il mio patto e non hanno messo ad effetto le parole del patto che aveano fermato nel mio cospetto, passando in mezzo alle parti del vitello che aveano tagliato in due; Ger. 34:18
- darò, dico, i capi di Giuda e i capi di Gerusalemme, gli eunuchi, i sacerdoti e tutto il popolo del paese che passarono in mezzo alle parti del vitello, Ger. 34:19
- Ma quando Nebucadnetsar, re di Babilonia, è salito contro il paese, abbiam detto: - Venite, ritiriamoci a Gerusalemme, per paura dell'esercito dei Caldei e dell'esercito di Siria. E così ci siamo stabiliti a Gerusalemme'. Ger. 35:11
- Perciò, così parla l'Eterno, l'Iddio degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io faccio venire su Giuda e su tutti gli abitanti di Gerusalemme tutto il male che ho pronunziato contro di loro, perché ho parlato loro, ed essi non hanno ascoltato; perché li ho chiamati, ed essi non hanno risposto'. Ger. 35:17
- Forse quei della casa di Giuda, udendo tutto il male ch'io penso di far loro, si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia, e io perdonerò la loro iniquità e il loro peccato'. Ger. 36:3
- perciò, va' tu, e leggi dal libro che hai scritto a mia dettatura, le parole dell'Eterno, in presenza del popolo, nella casa dell'Eterno, il giorno del digiuno; e leggile anche in presenza di tutti quei di Giuda, che saran venuti dalle loro città. Ger. 36:6
- Forse presenteranno le loro supplicazioni all'Eterno, e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia; perché l'ira e il furore che l'Eterno ha espresso contro questo popolo, sono grandi'. Ger. 36:7
- E Baruc, figliuolo di Neria, fece tutto quello che gli aveva ordinato il profeta Geremia, e lesse dal libro le parole dell'Eterno. Ger. 36:8
- Or l'anno quinto di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda, il nono mese, fu pubblicato un digiuno nel cospetto dell'Eterno, per tutto il popolo di Gerusalemme e per tutto il popolo venuto dalle città di Giuda a Gerusalemme. Ger. 36:9
- E Baruc lesse dal libro le parole di Geremia in presenza di tutto il popolo, nella casa dell'Eterno, nella camera di Ghemaria, figliuolo di Shafan, segretario, nel cortile superiore, all'ingresso della porta nuova della casa dell'Eterno. Ger. 36:10
- scese nella casa del re, nella camera del segretario, ed ecco che quivi stavan seduti tutti i capi: Elishama il segretario, Delaia figliuolo di Scemaia, Elnathan figliuolo di Acbor, Ghemaria figliuolo di Shafan, Sedekia figliuolo di Hanania, e tutti gli altri capi. Ger. 36:12
- E Micaia riferì loro tutte le parole che aveva udite mentre Baruc leggeva il libro in presenza del popolo. Ger. 36:13
- Allora tutti i capi mandarono Jehudi, figliuolo di Nethania, figliuolo di Scelemia, figliuolo di Cusci, a Baruc per dirgli: `Prendi in mano il rotolo dal quale tu hai letto in presenza del popolo, e vieni'. E Baruc, figliuolo di Neria, prese in mano il rotolo, e venne a loro. Ger. 36:14
- Poi andarono dal re, nel cortile, riposero il rotolo nella camera di Elishama, segretario, e riferirono al re tutte quelle parole. Ger. 36:20
- E il re mandò Jehudi a prendere il rotolo; ed egli lo prese dalla camera di Elishama, segretario. E Jehudi lo lesse in presenza del re, e in presenza di tutti i capi che stavano in pie' allato al re. Ger. 36:21
- Or il re stava seduto nel suo palazzo d'inverno - era il nono mese, - e il braciere ardeva davanti a lui. Ger. 36:22
- E quando Jehudi ebbe letto tre o quattro colonne, il re tagliò il libro col temperino, e lo gettò nel fuoco del braciere, dove il rotolo fu interamente consumato dal fuoco del braciere. Ger. 36:23
- Né il re né alcuno dei suoi servitori che udirono tutte quelle parole, rimasero spaventati o si stracciarono le vesti. Ger. 36:24
- E benché Elnathan, Delaia e Ghemaria supplicassero il re perché non bruciasse il rotolo, egli non volle dar loro ascolto. Ger. 36:25
- E il re ordinò a Jerahmeel, figliuolo del re, a Sesaia figliuolo di Azriel, e a Scelemia figliuolo di Abdeel, di pigliare Baruc, segretario, e il profeta Geremia. Ma l'Eterno li nascose. Ger. 36:26
- E dopo che il re ebbe bruciato il rotolo e le parole che Baruc aveva scritte a dettatura di Geremia, la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 36:27
- E riguardo a Joiakim, re di Giuda, tu dirai: Così parla l'Eterno: Tu hai bruciato quel rotolo, dicendo: - Perché hai scritto in esso che il re di Babilonia verrà certamente e distruggerà questo paese e farà sì che non vi sarà più né uomo né bestia? - Ger. 36:29
- Perciò così parla l'Eterno riguardo a Joiakim re di Giuda: Egli non avrà alcuno che segga sul trono di Davide, e il suo cadavere sarà gettato fuori, esposto al caldo del giorno e al gelo della notte. Ger. 36:30
- E io punirò lui, la sua progenie e i suoi servitori della loro iniquità, e farò venire su loro, sugli abitanti di Gerusalemme e sugli uomini di Giuda tutto il male che ho pronunziato contro di loro, senza ch'essi abbian dato ascolto'. Ger. 36:31
- E Geremia prese un altro rotolo e lo diede a Baruc, figliuolo di Neria, segretario, il quale vi scrisse, a dettatura di Geremia, tutte le parole del libro che Joiakim, re di Giuda, avea bruciato nel fuoco; e vi furono aggiunte molte altre parole simili a quelle. Ger. 36:32
- Or il re Sedekia, figliuolo di Giosia, regnò in luogo di Conia, figliuolo di Joiakim, e fu costituito re nel paese di Giuda da Nebucadnetsar, re di Babilonia. Ger. 37:1
- Ma né egli, né i suoi servitori, né il popolo del paese dettero ascolto alle parole che l'Eterno avea pronunziate per mezzo del profeta Geremia. Ger. 37:2
- Il re Sedekia mandò Jehucal, figliuolo di Scelemia, e Sofonia, figliuolo di Maaseia, il sacerdote, dal profeta Geremia, per dirgli: `Deh, prega per noi l'Eterno, l'Iddio nostro'. Ger. 37:3
- Or Geremia andava e veniva fra il popolo, e non era ancora stato messo in prigione. Ger. 37:4
- Ma quando fu alla porta di Beniamino, c'era quivi un capitano della guardia, per nome Ireia, figliuolo di Scelemia, figliuolo di Hanania, il quale arrestò il profeta Geremia, dicendo: `Tu vai ad arrenderti ai Caldei'. Ger. 37:13
- E i capi s'adirarono contro Geremia, lo percossero, e lo misero in prigione nella casa di Gionathan, il segretario; perché di quella avean fatto un carcere. Ger. 37:15
- il re Sedekia lo mandò a prendere, lo interrogò in casa sua, di nascosto, e gli disse: `C'è egli qualche parola da parte dell'Eterno?' E Geremia rispose: `Sì, c'è'. E aggiunse: `Tu sarai dato in mano del re di Babilonia'. Ger. 37:17
- E dove sono ora i vostri profeti che vi profetavano dicendo: - Il re di Babilonia non verrà contro di voi né contro questo paese? - Ger. 37:19
- Allora il re Sedekia ordinò che Geremia fosse custodito nel cortile della prigione, e gli fosse dato tutti i giorni un pane dalla via de' fornai, finché tutto il pane della città fosse consumato. Così Geremia rimase nel cortile della prigione. Ger. 37:21
- Scefatia figliuolo di Mattan, Ghedalia figliuolo di Pashur, Jucal figliuolo di Scelamia, e Pashur figliuolo di Malkia, udirono le parole che Geremia rivolgeva a tutto il popolo, dicendo: Ger. 38:1
- `Così parla l'Eterno: Chi rimarrà in questa città morrà di spada, di fame, o di peste; ma chi andrà ad arrendersi ai Caldei avrà salva la vita, la vita sarà il suo bottino, e vivrà. Ger. 38:2
- E i capi dissero al re: `Deh, sia quest'uomo messo a morte! poich'egli rende fiacche le mani degli uomini di guerra che rimangono in questa città, e le mani di tutto il popolo, tenendo loro cotali discorsi; quest'uomo non cerca il bene, ma il male di questo popolo'. Ger. 38:4
- Allora il re Sedekia disse: `Ecco, egli è in mano vostra; poiché il re non può nulla contro di voi'. Ger. 38:5
- Or Ebed-melec, etiopo, eunuco che stava nella casa del re, udì che aveano messo Geremia nella cisterna. - Il re stava allora seduto alla porta di Beniamino. - Ger. 38:7
- E il re diede quest'ordine ad Ebed-melec, l'etiopo: `Prendi teco di qui trenta uomini, e tira su il profeta Geremia dalla cisterna prima che muoia'. Ger. 38:10
- Ebed-melec prese seco quegli uomini, entrò nella casa del re, sotto il Tesoro; prese di lì dei pezzi di stoffa logora e de' vecchi stracci, e li calò a Geremia, nella cisterna, con delle funi. Ger. 38:11
- Allora il re Sedekia mandò a prendere il profeta Geremia, e se lo fece condurre al terzo ingresso della casa dell'Eterno; e il re disse a Geremia: `Io ti domando una cosa; non mi celar nulla'. Ger. 38:14
- E il re Sedekia giurò in segreto a Geremia, dicendo: `Com'è vero che l'Eterno, il quale ci ha dato questa vita, vive, io non ti farò morire, e non ti darò in mano di questi uomini che cercan la tua vita'. Ger. 38:16
- E il re Sedekia disse a Geremia: `Io temo que' Giudei che si sono arresi ai Caldei, ch'io non abbia ad esser dato nelle loro mani, e ch'essi non mi scherniscano'. Ger. 38:19
- E se i capi odono che io ho parlato teco e vengono da te a dirti: - Dichiaraci quello che tu hai detto al re; non ce lo celare, e non ti faremo morire; e il re che t'ha detto?... - Ger. 38:25
- E tutti i capi vennero a Geremia, e lo interrogarono; ma egli rispose loro secondo tutte le parole che il re gli aveva comandate, e quelli lo lasciarono in pace, perché la cosa non s'era divulgata. Ger. 38:27
- Quando Gerusalemme fu presa - il nono anno di Sedekia, re di Giuda, il decimo mese, Nebucadnetsar, re di Babilonia venne con tutto il suo esercito contro Gerusalemme e la cinse d'assedio; Ger. 39:1
- l'undecimo anno di Sedekia, il quarto mese, il nono giorno, una breccia fu fatta nella città Ger. 39:2
- Ma l'esercito de' Caldei li inseguì, e raggiunse Sedekia nelle campagne di Gerico. Lo presero, lo menaron su da Nebucadnetsar, re di Babilonia, a Ribla, nel paese di Hamath, dove il re pronunziò la sua sentenza su di lui. Ger. 39:5
- E il re di Babilonia fece scannare i figliuoli di Sedekia, a Ribla, sotto gli occhi di lui; il re di Babilonia fece pure scannare tutti i notabili di Giuda; Ger. 39:6
- e Nebuzaradan, capo delle guardie, menò in cattività a Babilonia il residuo della gente ch'era ancora nella città, quelli ch'erano andati ad arrendersi a lui, e il resto del popolo. Ger. 39:9
- Ma Nebuzaradan, capo delle guardie, lasciò nel paese di Giuda alcuni de' più poveri fra il popolo i quali non avevano nulla, e diede loro in quel giorno vigne e campi. Ger. 39:10
- mandarono a far trarre Geremia fuori dal cortile della prigione, e lo consegnarono a Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, perché fosse menato a casa; e così egli abitò fra il popolo. Ger. 39:14
- `Va' e parla ad Ebed-melec, l'etiopo e digli: Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io sto per adempiere su questa città, per il suo male e non per il suo bene, le parole che ho pronunziate, ed in quel giorno esse si avvereranno in tua presenza. Ger. 39:16
- poiché, certo, io ti farò scampare, e tu non cadrai per la spada; la tua vita sarà il tuo bottino, giacché hai posto la tua fiducia in me, dice l'Eterno'. Ger. 39:18
- Il capo delle guardie prese dunque Geremia, e gli disse: `L'Eterno, il tuo Dio, aveva pronunziato questo male contro questo luogo; Ger. 40:2
- Ora ecco, io ti sciolgo oggi dalle catene che hai alle mani; se ti piace di venire con me a Babilonia, vieni; e io avrò cura di te; ma se non t'aggrada di venir con me a Babilonia, rimantene; ecco, tutto il paese ti sta dinanzi; va' dove ti piacerà e ti converrà d'andare'. Ger. 40:4
- E come Geremia non si decideva a tornare con lui, l'altro aggiunse: `Torna da Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, che il re di Babilonia ha stabilito sulle città di Giuda, e dimora con lui in mezzo al popolo; ovvero va' dovunque ti piacerà'. E il capo delle guardie gli diede delle provviste e un regalo, e l'accomiatò. Ger. 40:5
- Or quando tutti i capi delle forze che erano per le campagne ebbero inteso, essi e la loro gente, che il re di Babilonia aveva stabilito Ghedalia, figliuolo di Ahikam, sul paese, e che gli aveva affidato gli uomini, le donne, i bambini, e quelli tra i poveri del paese che non erano stati menati in cattività a Babilonia, Ger. 40:7
- E Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, giurò loro e alla lor gente, dicendo: `Non temete di servire i Caldei; abitate nel paese, servite il re di Babilonia, e tutto andrà bene per voi. Ger. 40:9
- Quanto a me, ecco, io risiederò a Mitspa per tenermi agli ordini dei Caldei, che verranno da noi; e voi raccogliete il vino, le frutta d'estate e l'olio; metteteli nei vostri vasi, e dimorate nelle città di cui avete preso possesso'. Ger. 40:10
- Anche tutti i Giudei ch'erano in Moab, fra gli Ammoniti, nel paese d'Edom e in tutti i paesi, quand'udirono che il re di Babilonia aveva lasciato un residuo in Giuda e che avea stabilito su di loro Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, Ger. 40:11
- Allora Johanan, figliuolo di Kareah, disse segretamente a Ghedalia, a Mitspa: `Lasciami andare a uccidere Ismael, figliuolo di Nethania; nessuno lo risaprà; e perché ti toglierebbe egli la vita, e tutti i Giudei che si son raccolti presso di te andrebbero essi dispersi, e il residuo di Giuda perirebb'egli?' Ger. 40:15
- E il settimo mese, Ismael, figliuolo di Nethania, figliuolo di Elishama, della stirpe reale e uno dei grandi del re, venne con dieci uomini, da Ghedalia, figliuolo di Ahikam, a Mitspa; e quivi, a Mitspa, mangiarono assieme. Ger. 41:1
- Poi Ismael, figliuolo di Nethania, si levò coi dieci uomini ch'eran con lui, e colpirono con la spada Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan. Così fecero morire colui che il re di Babilonia aveva stabilito sul paese. Ger. 41:2
- Il giorno dopo ch'egli ebbe ucciso Ghedalia, prima che alcuno ne sapesse nulla, Ger. 41:4
- Or la cisterna nella quale Ismael gettò tutti i cadaveri degli uomini ch'egli uccise con Ghedalia, è quella che il re Asa aveva fatta fare per tema di Baasa, re d'Israele; e Ismael, figliuolo di Nethania, la riempì di uccisi. Ger. 41:9
- Poi Ismael menò via prigionieri tutto il rimanente del popolo che si trovava a Mitspa: le figliuole del re, e tutto il popolo ch'era rimasto a Mitspa, e sul quale Nebuzaradan, capo delle guardie, aveva stabilito Ghedalia, figliuolo di Ahikam; Ismael, figliuolo di Nethania, li menò via prigionieri, e partì per recarsi dagli Ammoniti. Ger. 41:10
- Ma quando Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti i capi delle forze ch'eran con lui furono informati di tutto il male che Ismael, figliuolo di Nethania, aveva fatto, Ger. 41:11
- E quando tutto il popolo ch'era con Ismael vide Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti i capi delle forze ch'erano con lui, si rallegrò; Ger. 41:13
- e tutto il popolo che Ismael aveva menato prigioniero da Mitspa fece voltafaccia, e andò a unirsi a Johanan, figliuolo di Kareah. Ger. 41:14
- E Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti i capi delle forze ch'erano con lui, presero tutto il rimanente del popolo, che Ismael, figliuolo di Nethania, aveva menati via da Mitspa, dopo ch'egli ebbe ucciso Ghedalia, figliuolo d'Ahikam: uomini, gente di guerra, donne, fanciulli, eunuchi; e li ricondussero da Gabaon; Ger. 41:16
- a motivo de' Caldei; dei quali avevano paura, perché Ismael, figliuolo di Nethania, aveva ucciso Ghedalia, figliuolo di Ahikam, che il re di Babilonia aveva stabilito sul paese. Ger. 41:18
- Tutti i capi delle forze, Johanan, figliuolo di Kareah, Jezania, figliuolo di Hosaia, e tutto il popolo, dal più piccolo al più grande, s'accostarono, Ger. 42:1
- e dissero al profeta Geremia: `Deh, siati accetta la nostra supplicazione, e prega l'Eterno, il tuo Dio, per noi, per tutto questo residuo (poiché, di molti che eravamo, siamo rimasti pochi, come lo vedono gli occhi tuoi); Ger. 42:2
- affinché l'Eterno, il tuo Dio, ci mostri la via per la quale dobbiamo camminare, e che cosa dobbiam fare'. Ger. 42:3
- E il profeta Geremia disse loro: `Ho inteso; ecco, io pregherò l'Eterno, il vostro Dio, come avete detto; e tutto quello che l'Eterno vi risponderà ve lo farò conoscere; e nulla ve ne celerò'. Ger. 42:4
- E quelli dissero a Geremia: `L'Eterno sia un testimonio verace e fedele contro di noi, se non facciamo tutto quello che l'Eterno, il tuo Dio, ti manderà a dirci. Ger. 42:5
- E Geremia chiamò Johanan, figliuolo di Kareah; tutti i capi delle forze ch'erano con lui, e tutto il popolo, dal più piccolo al più grande, e disse loro: Ger. 42:8
- Non temete il re di Babilonia, del quale avete paura; non lo temete, dice l'Eterno, perché io sono con voi per salvarvi e per liberarvi dalla sua mano; Ger. 42:11
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Come la mia ira e il mio furore si son riversati sugli abitanti di Gerusalemme, così il mio furore si riverserà su voi, quando sarete entrati in Egitto; e sarete abbandonati alla esecrazione, alla desolazione, alla maledizione e all'obbrobrio, e non vedrete mai più questo luogo. Ger. 42:18
- Voi ingannate voi stessi, a rischio della vostra vita; poiché m'avete mandato dall'Eterno, dal vostro Dio, dicendo: - Prega l'Eterno, il nostro Dio, per noi; e tutto quello che l'Eterno, il nostro Dio, dirà, faccelo sapere esattamente, e noi lo faremo. - Ger. 42:20
- Or quando Geremia ebbe finito di dire al popolo tutte le parole dell'Eterno, del loro Dio, tutte le parole che l'Eterno, il loro Dio, l'aveva incaricato di dir loro, Ger. 43:1
- Azaria, figliuolo di Hosaia, e Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti gli uomini superbi dissero a Geremia: `Tu dici il falso; l'Eterno, il nostro Dio, non t'ha mandato a dire: - Non entrate in Egitto per dimorarvi, - Ger. 43:2
- Così Johanan, figliuolo di Kareah, tutti i capi delle forze e tutto il popolo non ubbidirono alla voce dell'Eterno, che ordinava loro di dimorare nel paese di Giuda. Ger. 43:4
- gli uomini, le donne, i fanciulli, le figliuole del re e tutte le persone che Nebuzaradan, capo delle guardie, aveva lasciate con Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, come pure il profeta Geremia, e Baruc, figliuolo di Neria, Ger. 43:6
- E di' loro: Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io manderò a prendere Nebucadnetsar, re di Babilonia, mio servitore, e porrò il suo trono su queste pietre che io ho nascoste, ed egli stenderà su d'esse il suo padiglione reale, Ger. 43:10
- e verrà e colpirà il paese d'Egitto: chi deve andare alla morte, andrà alla morte; chi in cattività, andrà in cattività; chi deve cader di spada, cadrà per la spada. Ger. 43:11
- Ed io appiccherò il fuoco alle case degli dèi d'Egitto. Nebucadnetsar brucerà le case e menerà in cattività gl'idoli, e s'avvolgerà del paese d'Egitto come il pastore s'avvolge nella sua veste; e ne uscirà in pace. Ger. 43:12
- Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Voi avete veduto tutto il male che io ho fatto venire sopra Gerusalemme e sopra tutte le città di Giuda; ed ecco, oggi sono una desolazione e non v'è chi abiti in esse, Ger. 44:2
- perciò il mio furore, la mia ira si son riversati, e han divampato nelle città di Giuda e nelle vie di Gerusalemme, che son ridotte deserte e desolate, come oggi si vede. Ger. 44:6
- Perciò così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io volgo la mia faccia contro di voi per il vostro male, e per distruggere tutto Giuda. Ger. 44:11
- Allora tutti gli uomini i quali sapevano che le loro mogli offrivan profumi ad altri dèi, tutte le donne che si trovavan quivi, riunite in gran numero, e tutto il popolo che dimorava nel paese d'Egitto a Pathros, risposero a Geremia, dicendo: Ger. 44:15
- E quando offriamo profumi alla regina del cielo e le facciamo delle libazioni, è egli senza il consenso dei nostri mariti che le facciamo delle focacce a sua immagine e le offriamo delle libazioni?' Ger. 44:19
- E Geremia parlò a tutto il popolo, agli uomini, alle donne e a tutto il popolo che gli aveva risposto a quel modo, e disse: Ger. 44:20
- `Non sono forse i profumi che avete offerti nelle città di Giuda e per le vie di Gerusalemme, voi, i vostri padri, i vostri re, i vostri capi e il popolo del paese, quelli che l'Eterno ha ricordato e che gli son tornati in mente? Ger. 44:21
- L'Eterno non l'ha più potuto sopportare, a motivo della malvagità delle vostre azioni, e a motivo delle abominazioni che avete commesse; perciò il vostro paese è stato abbandonato alla devastazione, alla desolazione e alla maledizione, senza che vi sia più chi l'abiti, come si vede al dì d'oggi. Ger. 44:22
- Poi Geremia disse a tutto il popolo e a tutte le donne: `Ascoltate la parola dell'Eterno, o voi tutti di Giuda, che siete nel paese d'Egitto! Ger. 44:24
- perciò ascoltate la parola dell'Eterno, o voi tutti di Giuda, che dimorate nel paese d'Egitto! Ecco, io lo giuro per il mio gran nome, dice l'Eterno; in tutto il paese d'Egitto il mio nome non sarà più invocato dalla bocca d'alcun uomo di Giuda che dica: - Il Signore, l'Eterno, vive! - Ger. 44:26
- Ecco, io vigilo su loro per il loro male, e non per il loro bene; e tutti gli uomini di Giuda che sono nel paese d'Egitto saranno consumati dalla spada e dalla fame, finché non siano interamente scomparsi. Ger. 44:27
- E quelli che saranno scampati dalla spada ritorneranno dal paese d'Egitto nel paese di Giuda in ben piccolo numero; e tutto il rimanente di Giuda, quelli che son venuti nel paese d'Egitto per dimorarvi, riconosceranno qual è la parola che sussiste, la mia o la loro. Ger. 44:28
- E questo vi sarà per segno, dice l'Eterno, che io vi punirò in questo luogo, affinché riconosciate che le mie parole contro di voi saranno del tutto messe ad effetto, per il vostro male: Ger. 44:29
- La parola che il profeta Geremia rivolse a Baruc, figliuolo di Neria, quando questi scrisse queste parole in un libro, a dettatura di Geremia, l'anno quarto di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda. Egli disse: Ger. 45:1
- Digli così: Così parla l'Eterno: Ecco, ciò che ho edificato, io lo distruggerò; ciò che ho piantato, io lo sradicherò; e questo farò in tutto il paese. Ger. 45:4
- Riguardo all'Egitto. Circa l'esercito di Faraone Neco, re d'Egitto, che era presso al fiume Eufrate a Carkemish, e che Nebucadnetsar, re di Babilonia, sconfisse il quarto anno di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda. Ger. 46:2
- Il veloce non fugga, il prode non scampi! Al settentrione, presso il fiume Eufrate vacillano e cadono. Ger. 46:6
- Chi è colui che sale come il Nilo, e le cui acque s'agitano come quelle de' fiumi? Ger. 46:7
- È l'Egitto, che sale come il Nilo, e le cui acque s'agitano come quelle de' fiumi. Egli dice: `Io salirò, ricoprirò la terra, distruggerò le città e i loro abitanti'. Ger. 46:8
- Questo giorno, per il Signore, per l'Eterno degli eserciti, è giorno di vendetta, in cui si vendica de' suoi nemici. La spada divorerà, si sazierà, s'inebrierà del loro sangue; poiché il Signore, l'Eterno degli eserciti, immola le vittime nel paese del settentrione, presso il fiume Eufrate. Ger. 46:10
- Le nazioni odono la tua ignominia, e la terra è piena del tuo grido; poiché il prode vacilla appoggiandosi al prode, ambedue cadono assieme. Ger. 46:12
- Parola che l'Eterno rivolse al profeta Geremia sulla venuta di Nebucadnetsar, re di Babilonia, per colpire il paese d'Egitto. Ger. 46:13
- Là essi gridano: `Faraone, re d'Egitto, non è che un vano rumore, ha lasciato passare il tempo fissato'. Ger. 46:17
- Com'è vero ch'io vivo, dice il re che ha nome l'Eterno degli eserciti, il nemico verrà come un Tabor fra le montagne, come un Carmel che s'avanza sul mare. Ger. 46:18
- O figliuola che abiti l'Egitto, fa' il tuo bagaglio per la cattività! poiché Nof diventerà una desolazione sarà devastata, nessuno v'abiterà più. Ger. 46:19
- Anche i mercenari che sono in mezzo all'Egitto son come vitelli da ingrasso; anch'essi volgono il dorso, fuggon tutti assieme, non resistono; poiché piomba su loro il giorno della loro calamità, il tempo della loro visitazione. Ger. 46:21
- Così parla l'Eterno: Ecco, delle acque salgono dal settentrione; formano un torrente che straripa; esse inondano il paese e tutto ciò che contiene, le città e i loro abitanti; gli uomini mandano grida, tutti gli abitanti del paese urlano. Ger. 47:2
- Per lo strepito dell'unghie de' suoi potenti destrieri, per il rumore de' suoi carri e il fracasso delle ruote, i padri non si voltan verso i figliuoli, tanto le lor mani son divenute fiacche, Ger. 47:3
- perché giunge il giorno in cui tutti i Filistei saranno devastati, in cui saran soppressi i restanti ausiliari di Tiro e di Sidone, poiché l'Eterno devasterà i Filistei, ciò che resta dell'isola di Caftor. Ger. 47:4
- Come ti potresti tu riposare? L'Eterno le dà i suoi ordini, le addita Askalon e il lido del mare. Ger. 47:7
- Il vanto di Moab non è più; in Heshbon macchinan del male contro di lui: `Venite, distruggiamolo, e non sia più nazione'. Tu pure, o Madmen, sarai ridotta al silenzio; la spada t'inseguirà. Ger. 48:2
- Poiché su per la salita di Luhith si piange, si sale piangendo perché giù per la discesa di Horonaim s'ode il grido angoscioso della rotta. Ger. 48:5
- Il devastatore verrà contro tutte le città, e nessuna città scamperà; la valle perirà e la pianura sarà distrutta, come l'Eterno ha detto. Ger. 48:8
- Maledetto colui che fa l'opera dell'Eterno fiaccamente, maledetto colui che trattiene la spada dallo spargere il sangue! Ger. 48:10
- Moab era tranquillo fin dalla sua giovinezza, riposava sulle sue fecce, non è stato travasato da vaso a vaso, non è andato in cattività; per questo ha conservato il suo sapore, e il suo profumo non s'è alterato. Ger. 48:11
- Moab è devastato; le sue città salgono in fumo, il fiore de' suoi giovani scende al macello, dice il re, che ha nome l'Eterno degli eserciti. Ger. 48:15
- Compiangetelo voi tutti che lo circondate, e voi tutti che conoscete il suo nome, dite: `Come s'è spezzato quel forte scettro, quel magnifico bastone?' Ger. 48:17
- O figliuola che abiti in Dibon, scendi dalla tua gloria, siedi sul suolo riarso, poiché il devastatore di Moab sale contro di te, distrugge le tue fortezze. Ger. 48:18
- O tu che abiti in Aroer, fermati per la strada, e guarda; interroga il fuggiasco e colei che scampa, e di': `Che è successo?' Ger. 48:19
- Il corno di Moab è tagliato, il suo braccio è spezzato, dice l'Eterno. Ger. 48:25
- Israel non è egli stato per te un oggetto di scherno? Era egli forse stato trovato fra i ladri, che ogni volta che parli di lui tu scuoti il capo? Ger. 48:27
- Abbandonate le città e andate a stare nelle rocce, o abitanti di Moab! Siate come le colombe che fanno il lor nido sull'orlo de' precipizi. Ger. 48:28
- O vigna di Sibma, io piango per te più ancora che per Jazer; i tuoi rami andavan oltre il mare, arrivavano fino al mare di Jazer; il devastatore è piombato sui tuoi frutti d'estate e sulla tua vendemmia. Ger. 48:32
- La gioia e l'allegrezza sono scomparse dalla fertile campagna e dal paese di Moab; io ho fatto venir meno il vino negli strettoi; non si pigia più l'uva con gridi di gioia; il grido che s'ode non è più il grido di gioia. Ger. 48:33
- Perciò il mio cuore geme per Moab come gemono i flauti, il mio cuore geme come gemono i flauti per quei di Kir-Heres, perché tutto quello che aveano ammassato è perduto. Ger. 48:36
- Poiché così parla l'Eterno: Ecco, il nemico fende l'aria come l'aquila, spiega le sue ali verso Moab. Ger. 48:40
- Kerioth è presa, le fortezze sono occupate, e il cuore dei prodi di Moab, in quel giorno, è come il cuore d'una donna in doglie di parto. Ger. 48:41
- All'ombra di Heshbon i fuggiaschi si fermano, spossati; ma un fuoco esce da Heshbon, una fiamma di mezzo a Sihon, che divora i fianchi di Moab, il sommo del capo dei figli del tumulto. Ger. 48:45
- Guai a te, o Moab! Il popolo di Kemosh è perduto! poiché i tuoi figliuoli son portati via in cattività, e in cattività son menate le tue figliuole. Ger. 48:46
- Ma io farò tornar Moab dalla cattività negli ultimi giorni, dice l'Eterno. Fin qui il giudizio su Moab. Ger. 48:47
- Riguardo ai figliuoli di Ammon. Così parla l'Eterno: Israele non ha egli figliuoli? Non ha egli erede? Perché dunque Malcom prend'egli possesso di Gad, e il suo popolo abita nelle città d'esso? Ger. 49:1
- Perciò, ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, ch'io farò udire il grido di guerra contro Rabbah de' figliuoli d'Ammon; essa diventerà un mucchio di ruine, le sue città saranno consumate dal fuoco; allora Israele spodesterà quelli che l'aveano spodestato, dice l'Eterno. Ger. 49:2
- Ecco, io ti fo venire addosso da tutti i tuoi dintorni il terrore, dice il Signore, l'Eterno degli eserciti; e voi sarete scacciati, in tutte le direzioni, e non vi sarà chi raduni i fuggiaschi. Ger. 49:5
- Fuggite, voltate le spalle, nascondetevi profondamente, o abitanti di Dedan! Poiché io fo venire la calamità sopra Esaù, il tempo della sua punizione. Ger. 49:8
- Lo spavento che ispiravi, l'orgoglio del tuo cuore t'han sedotto, o tu che abiti nelle fessure delle rocce, che occupi il sommo delle colline; ma quand'anche tu facessi il tuo nido tant'alto quanto quello dell'aquila, io ti farò precipitar di lassù, dice l'Eterno. Ger. 49:16
- Ecco, egli sale come un leone dalle rive lussureggianti del Giordano contro la forte dimora; io ne farò fuggire a un tratto Edom, e stabilirò su di essa colui che io ho scelto. Poiché chi è simile a me? Chi m'ordinerà di comparire in giudizio? Qual è il pastore che possa starmi a fronte? Ger. 49:19
- Perciò, ascoltate il disegno che l'Eterno ha concepito contro Edom, e i pensieri che medita contro gli abitanti di Teman! Certo, saran trascinati via come i più piccoli del gregge, certo, la loro dimora sarà devastata. Ger. 49:20
- Al rumore della loro caduta trema la terra; s'ode il loro grido fino al mar Rosso. Ger. 49:21
- Ecco, il nemico sale, fende l'aria, come l'aquila, spiega le sue ali verso Botsra; e il cuore dei prodi d'Edom, in quel giorno, è come il cuore d'una donna in doglie di parto. Ger. 49:22
- Ed io appiccherò il fuoco alle mura di Damasco, ed esso divorerà i palazzi di Ben-Hadad. Ger. 49:27
- E metterò il mio trono in Elam, e ne farò perire i re ed i capi, dice l'Eterno. Ger. 49:38
- Poiché dal settentrione sale contro di lei una nazione che ne ridurrà il paese in un deserto, e non vi sarà più alcuno che abiti in lei; uomini e bestie fuggiranno, se n'andranno. Ger. 50:3
- In que' giorni, in quel tempo, dice l'Eterno, i figliuoli d'Israele e i figliuoli di Giuda torneranno assieme; cammineranno piangendo, e cercheranno l'Eterno, il loro Dio. Ger. 50:4
- Il mio popolo era un gregge di pecore smarrite; i loro pastori le aveano sviate, sui monti dell'infedeltà; esse andavano di monte in colle, avean dimenticato il luogo del loro riposo. Ger. 50:6
- Sì, gioite, sì, rallegratevi, o voi che avete saccheggiato la mia eredità, sì, saltate come una giovenca che trebbia il grano, nitrite come forti destrieri! Ger. 50:11
- Levate contro di lei il grido di guerra, d'ogn'intorno; ella si arrende; le sue colonne cadono, le sue mura crollano, perché questa è la vendetta dell'Eterno! Vendicatevi di lei! Fate a lei com'essa ha fatto! Ger. 50:15
- Sterminate da Babilonia colui che semina, e colui che maneggia la falce al tempo della mèsse. Per scampare alla spada micidiale ritorni ciascuno al suo popolo, fugga ciascuno verso il proprio paese! Ger. 50:16
- Israele è una pecora smarrita, a cui de' leoni han dato la caccia; il re d'Assiria, pel primo, l'ha divorata; e quest'ultimo, Nebucadnetsar, re di Babilonia, le ha frantumate le ossa. Ger. 50:17
- Perciò così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io punirò il re di Babilonia e il suo paese, come ho punito il re d'Assiria. Ger. 50:18
- Sali contro il paese di Merathaim e contro gli abitanti di Pekod! Inseguili colla spada, votali allo sterminio, dice l'Eterno, e fa' esattamente come io t'ho comandato! Ger. 50:21
- S'ode nel paese un grido di guerra, e grande è il disastro. Ger. 50:22
- Come mai s'è rotto, s'è spezzato il martello di tutta la terra? Come mai Babilonia è divenuta una desolazione fra le nazioni? Ger. 50:23
- L'Eterno ha aperto la sua armeria, e ha tratto fuori le armi della sua indignazione; poiché questa è un'opera che il Signore, l'Eterno degli eserciti, ha da compiere nel paese de' Caldei. Ger. 50:25
- Uccidete tutti i suoi tori, fateli scendere al macello! Guai a loro! poiché il loro giorno è giunto, il giorno della loro visitazione. Ger. 50:27
- Convocate contro Babilonia gli arcieri, tutti quelli che tirano d'arco; accampatevi contro a lei d'ogn'intorno, nessuno ne scampi; rendetele secondo le sue opere, fate interamente a lei com'ella ha fatto; poich'ella è stata arrogante contro l'Eterno, contro il Santo d'Israele. Ger. 50:29
- Eccomi a te, o arrogante, dice il Signore, l'Eterno degli eserciti; poiché il tuo giorno è giunto, il tempo ch'io ti visiterò. Ger. 50:31
- L'arrogante vacillerà, cadrà, e non vi sarà chi la rialzi; e io appiccherò il fuoco alle sue città, ed esso divorerà tutti i suoi dintorni. Ger. 50:32
- Il loro vindice è forte; ha nome l'Eterno degli eserciti; certo egli difenderà la loro causa, dando requie alla terra e gettando lo scompiglio fra gli abitanti di Babilonia. Ger. 50:34
- Essi impugnano l'arco ed il dardo; son crudeli, non hanno pietà; la loro voce è come il muggito del mare; montan cavalli; son pronti a combattere come un solo guerriero, contro di te, o figliuola di Babilonia! Ger. 50:42
- Il re di Babilonia n'ode la fama, e le sue mani s'illanguidiscono; l'angoscia lo coglie, un dolore come di donna che partorisce. Ger. 50:43
- Ecco, egli sale come un leone dalle rive lussureggianti del Giordano contro la forte dimora; io ne farò fuggire ad un tratto gli abitanti e stabilirò su di essa colui che io ho scelto. Poiché chi è simile a me? chi m'ordinerà di comparire in giudizio? Qual è il pastore che possa starmi a fronte? Ger. 50:44
- Perciò, ascoltate il disegno che l'Eterno ha concepito contro Babilonia, e i pensieri che medita contro il paese de' Caldei! Certo, saran trascinati via come i più piccoli del gregge, certo, la loro dimora sarà devastata. Ger. 50:45
- Al rumore della presa di Babilonia trema la terra, e se n'ode il grido fra le nazioni. Ger. 50:46
- Così parla l'Eterno: Ecco, io faccio levare contro Babilonia e contro gli abitanti di questo paese, ch'è il cuore de' miei nemici, un vento distruttore. Ger. 51:1
- E mando contro Babilonia degli stranieri che la ventoleranno, e vuoteranno il suo paese; poiché, nel giorno della calamità, piomberanno su di lei da tutte le parti. Ger. 51:2
- Tenda l'arciere il suo arco contro chi tende l'arco, e contro chi s'erge fieramente nella sua corazza! Non risparmiate i suoi giovani, votate allo sterminio tutto il suo esercito! Ger. 51:3
- Poiché Israele e Giuda non son vedovati del loro Dio, dell'Eterno degli eserciti; e il paese de' Caldei è pieno di colpe contro il Santo d'Israele. Ger. 51:5
- Fuggite di mezzo a Babilonia, e salvi ognuno la sua vita, guardate di non perire per l'iniquità di lei! Poiché questo è il tempo della vendetta dell'Eterno; egli le dà la sua retribuzione. Ger. 51:6
- Forbite le saette, imbracciate gli scudi! L'Eterno ha eccitato lo spirito dei re dei Medi, perché il suo disegno contro Babilonia è di distruggerla; poiché questa è la vendetta dell'Eterno, la vendetta del suo tempio. Ger. 51:11
- O tu che abiti in riva alle grandi acque, tu che abbondi di tesori, la tua fine è giunta, il termine delle tue rapine! Ger. 51:13
- Egli, con la sua potenza, ha fatto la terra, con la sua sapienza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli. Ger. 51:15
- Quando fa udire la sua voce, v'è un rumor d'acque nel cielo, ei fa salire i vapori dalle estremità della terra, fa guizzare i lampi per la pioggia e trae il vento dai suoi serbatoi; Ger. 51:16
- A loro non somiglia Colui ch'è la parte di Giacobbe; perché Egli è quel che ha formato tutte le cose, e Israele è la tribù della sua eredità. Il suo nome è l'Eterno degli eserciti. Ger. 51:19
- Ma, sotto gli occhi vostri, io renderò a Babilonia e a tutti gli abitanti della Caldea tutto il male che han fatto a Sion, dice l'Eterno. Ger. 51:24
- La terra trema, è in doglia, perché i disegni dell'Eterno contro Babilonia s'effettuano: di ridurre il paese di Babilonia in un deserto senz'abitanti. Ger. 51:29
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: La figliuola di Babilonia è come un'aia al tempo in cui la si trebbia; ancora un poco, e verrà per lei il tempo della mietitura. Ger. 51:33
- Nebucadnetsar, re di Babilonia, ci ha divorati, ci ha schiacciati, ci ha posti là come un vaso vuoto; ci ha inghiottiti come un dragone; ha empito il suo ventre con le nostre delizie, ci ha cacciati via. Ger. 51:34
- `La violenza che m'è fatta e la mia carne ricadano su Babilonia', dirà l'abitante di Sion; `Il mio sangue ricada sugli abitanti di Caldea', dirà Gerusalemme. Ger. 51:35
- Perciò, così parla l'Eterno: Ecco, io difenderò la tua causa, e farò la tua vendetta! io prosciugherò il suo mare, disseccherò la sua sorgente, Ger. 51:36
- Come mai è stata presa Sceshac, ed è stata conquistata colei ch'era il vanto di tutta la terra? Come mai Babilonia è ella diventata una desolazione fra le nazioni? Ger. 51:41
- Il mare è salito su Babilonia; essa è stata coperta dal tumulto de' suoi flutti. Ger. 51:42
- Il vostro cuore non s'avvilisca, e non vi spaventate delle voci che s'udranno nel paese; poiché un anno correrà una voce, e l'anno seguente correrà un'altra voce; vi sarà nel paese violenza, dominatore contro dominatore. Ger. 51:46
- Perciò, ecco, i giorni vengono ch'io farò giustizia delle immagini scolpite di Babilonia, e tutto il suo paese sarà coperto d'onta, e tutti i suoi feriti a morte cadranno in mezzo a lei. Ger. 51:47
- Come Babilonia ha fatto cadere i feriti a morte d'Israele, così in Babilonia cadranno i feriti a morte di tutto il paese. Ger. 51:49
- Perciò, ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, ch'io farò giustizia delle sue immagini scolpite, e in tutto il suo paese gemeranno i feriti a morte. Ger. 51:52
- Poiché l'Eterno devasta Babilonia, e fa cessare il suo grande rumore; le onde dei devastatori muggono come grandi acque, se ne ode il fracasso; Ger. 51:55
- poiché il devastatore piomba su lei, su Babilonia, i suoi prodi son presi, i loro archi spezzati, giacché l'Eterno è l'Iddio delle retribuzioni, non manca di rendere ciò ch'è dovuto. Ger. 51:56
- Io inebrierò i suoi capi e i suoi savi, i suoi governatori, i suoi magistrati, i suoi prodi, ed essi s'addormenteranno d'un sonno eterno, e non si risveglieranno più, dice il Re, che ha nome l'Eterno degli eserciti. Ger. 51:57
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Le larghe mura di Babilonia saranno spianate al suolo, le sue alte porte saranno incendiate, sicché i popoli avran lavorato per nulla, le nazioni si saranno stancate per il fuoco. Ger. 51:58
- Ordine dato dal profeta Geremia a Seraia, figliuolo di Neria, figliuolo di Mahaseia, quando si recò a Babilonia con Sedekia, re di Giuda, il quarto anno del regno di Sedekia. Seraia era capo dei ciambellani. Ger. 51:59
- Geremia scrisse in un libro tutto il male che doveva accadere a Babilonia, cioè tutte queste parole che sono scritte riguardo a Babilonia. Ger. 51:60
- L'anno nono del regno di Sedekia, il decimo giorno del decimo mese, Nebucadnetsar, re di Babilonia, venne con tutto il suo esercito contro Gerusalemme; s'accampò contro di lei, e la circondò di posti fortificati. Ger. 52:4
- Il nono giorno del quarto mese, la carestia era grave nella città; e non c'era più pane per il popolo del paese. Ger. 52:6
- ma l'esercito dei Caldei inseguì il re, raggiunse Sedekia nelle pianure di Gerico, e tutto l'esercito di lui si disperse e l'abbandonò. Ger. 52:8
- Allora i Caldei presero il re, e lo condussero al re di Babilonia a Ribla nel paese di Hamath; ed egli pronunziò la sua sentenza contro di lui. Ger. 52:9
- Il re di Babilonia fece scannare i figliuoli di Sedekia in presenza di lui; fece pure scannare tutti i capi di Giuda a Ribla. Ger. 52:10
- Poi fece cavar gli occhi a Sedekia; e il re di Babilonia lo fece incatenare con una doppia catena di rame e lo menò a Babilonia, e lo mise in prigione, dove rimase fino al giorno della sua morte. Ger. 52:11
- Or il decimo giorno del quinto mese - era il diciannovesimo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia - Nebuzaradan, capitano della guardia del corpo, al servizio del re di Babilonia, giunse a Gerusalemme, Ger. 52:12
- Nebuzaradan, capitano della guardia, menò in cattività una parte de' più poveri del popolo, i superstiti ch'erano rimasti nella città, i fuggiaschi che s'erano arresi al re di Babilonia, e il resto della popolazione. Ger. 52:15
- I Caldei spezzarono le colonne di rame ch'erano nella casa dell'Eterno, le basi, il mar di rame ch'era nella casa dell'Eterno, e ne portaron via il rame a Babilonia. Ger. 52:17
- Presero le pignatte, le palette, i coltelli, i bacini, le coppe, e tutti gli utensili di rame coi quali si faceva il servizio. Ger. 52:18
- Il capo della guardia prese pure le coppe, i bracieri, i bacini, le pignatte, i candelabri, le tazze e i calici, l'oro di ciò ch'era d'oro e l'argento di ciò ch'era d'argento. Ger. 52:19
- Quanto alle due colonne, al mare e ai dodici buoi di rame che servivano di base e che Salomone avea fatti per la casa dell'Eterno, il rame di tutti questi oggetti aveva un peso incalcolabile. Ger. 52:20
- Il capitano della guardia prese Seraia, il sommo sacerdote, Sofonia, il secondo sacerdote, e i tre custodi della soglia, Ger. 52:24
- e prese nella città un eunuco che comandava la gente di guerra, sette uomini di fra i consiglieri intimi del re che furon trovati nella città, il segretario del capo dell'esercito che arruolava il popolo del paese, e sessanta privati che furono anch'essi trovati nella città. Ger. 52:25
- e il re di Babilonia li fece colpire e mettere a morte a Ribla, nel paese di Hamath. Ger. 52:27
- Così Giuda fu menato in cattività lungi dal suo paese. Questo è il popolo che Nebucadnetsar menò in cattività: il settimo anno, tremila ventitre Giudei; Ger. 52:28
- il diciottesimo anno del suo regno, menò in cattività da Gerusalemme ottocento trentadue persone; Ger. 52:29
- il ventitreesimo anno di Nebucadnetsar, Nebuzaradan, capitano della guardia, menò in cattività settecento quarantacinque Giudei: in tutto, quattromila seicento persone. Ger. 52:30
- Il trentasettesimo anno della cattività di Joiakin, re di Giuda, il venticinquesimo giorno del dodicesimo mese, Evil-Merodac, re di Babilonia, l'anno stesso che cominciò a regnare, fece grazia a Joiakin, re di Giuda, e lo trasse di prigione; Ger. 52:31
- gli parlò benignamente, e mise il trono d'esso più in alto di quello degli altri re ch'eran con lui a Babilonia. Ger. 52:32
- Gli fece mutare i suoi vestiti di prigione; e Joiakin mangiò sempre a tavola con lui per tutto il tempo ch'ei visse. Ger. 52:33
- E quanto al suo mantenimento, durante tutto il tempo che visse, esso gli fu dato del continuo da parte del re di Babilonia, giorno per giorno, fino al giorno della sua morte. Ger. 52:34
- I suoi avversari han preso il sopravvento, i suoi nemici prosperano; poiché l'Eterno l'ha afflitta per la moltitudine delle sue trasgressioni; i suoi bambini sono andati in cattività, davanti all'avversario. Lam. 1:5
- E dalla figliuola di Sion se n'è andato tutto il suo splendore; i suoi capi sono diventati come cervi che non trovan pastura e se ne vanno spossati dinanzi a colui che l'insegue. Lam. 1:6
- Nei giorni della sua afflizione, della sua vita errante, Gerusalemme si ricorda di tutti i beni preziosi che possedeva fino dai giorni antichi; ora che il suo popolo è caduto in man dell'avversario, e nessuno la soccorre, i suoi avversari la guardano, e ridono del suo misero stato. Lam. 1:7
- La sua lordura era nelle pieghe della sua veste; ella non pensava alla sua fine; perciò è caduta in modo sorprendente, non ha chi la consoli. `O Eterno, vedi la mia afflizione, poiché il nemico trionfa!' Lam. 1:9
- Tutto il suo popolo sospira, cerca del pane; dà le cose sue più preziose in cambio di cibo, per rianimar la sua vita. `Guarda, o Eterno, vedi in che stato abietto io son ridotta! Lam. 1:11
- Dalla sua mano è legato il giogo delle mie trasgressioni, che s'intrecciano, gravano sul mio collo; egli ha fiaccato la mia forza; il Signore m'ha dato in mani alle quali non posso resistere. Lam. 1:14
- Il Signore ha atterrati entro il mio recinto tutti i miei prodi; ha convocato contro di me una gran raunanza, per schiacciare i miei giovani; il Signore ha calcato, come in un tino, la vergine figliuola di Giuda. Lam. 1:15
- Per questo, io piango; i miei occhi, i miei occhi si struggono in lacrime, perché lungi da me è il consolatore, che potrebbe rianimarmi la vita. I miei figliuoli son desolati, perché il nemico ha trionfato'. Lam. 1:16
- `L'Eterno è giusto, poiché io mi son ribellata alla sua parola. Deh, ascoltate, o popoli tutti, e vedete il mio dolore! Le mie vergini ed i miei giovani sono andati in cattività. Lam. 1:18
- O Eterno, guarda, ch'io sono in angoscia! Le mie viscere si commuovono, il cuore mi si sconvolge in seno, perché la mia ribellione è stata grave. Fuori, la spada mi orba de' miei figliuoli; dentro, sta la morte. Lam. 1:20
- M'odon sospirare... non v'è chi mi consoli. Tutti i miei nemici hanno udita la mia sciagura, e si rallegrano che tu l'abbia cagionata; tu farai venire il giorno che hai annunziato, e allora saranno come me. Lam. 1:21
- Venga dinanzi a te tutta la loro malvagità, e trattali come hai trattato me a motivo di tutte le mie trasgressioni! Poiché i miei sospiri son numerosi, e il mio cuore è languente'. Lam. 1:22
- Come mai ha il Signore, nella sua ira, coperto d'una nube oscura la figliuola di Sion? Egli ha gettato di cielo in terra la gloria d'Israele, e non s'è ricordato dello sgabello de' suoi piedi, nel giorno della sua ira! Lam. 2:1
- Il Signore ha distrutto senza pietà tutte le dimore di Giacobbe; nella sua ira, ha rovesciato, ha stese al suolo le fortezze della figliuola di Giuda, ne ha profanato il regno e i capi. Lam. 2:2
- Ha teso il suo arco come il nemico, ha alzata la destra come un avversario, ha trucidato tutti quelli ch'eran più cari a vedersi; ha riversato il suo furore come un fuoco sulla tenda della figliuola di Sion. Lam. 2:4
- Il Signore è divenuto come un nemico; ha divorato Israele; ha divorato tutti i suoi palazzi, ha distrutto le sue fortezze, ha moltiplicato nella figliuola di Giuda i lamenti e i gemiti. Lam. 2:5
- Ha devastato la propria tenda come un giardino, ha distrutto il luogo della sua raunanza; l'Eterno ha fatto dimenticare in Sion le feste solenni ed i sabati, e, nell'indignazione della sua ira, ha reietto re e sacerdoti. Lam. 2:6
- Il Signore ha preso in disgusto il suo altare, ha aborrito il suo santuario, ha dato i muri de' palazzi di Sion in mano dei nemici, i quali han levato grida nella casa dell'Eterno, come in un giorno di festa. Lam. 2:7
- Le sue porte sono affondate in terra; egli ha distrutto, spezzato le sue sbarre; il suo re e i suoi capi sono fra le nazioni; non v'è più legge, ed anche i suoi profeti non ricevono più visioni dall'Eterno. Lam. 2:9
- Gli anziani della figliuola di Sion seggono in terra in silenzio; si son gettati della polvere sul capo, si son cinti di sacchi; le vergini di Gerusalemme curvano il capo al suolo. Lam. 2:10
- I miei occhi si consumano pel tanto lacrimare, le mie viscere si commuovono, il mio fegato si spande in terra per il disastro della figliuola del mio popolo, al pensiero de' bambini e de' lattanti che venivano meno per le piazze della città. Lam. 2:11
- Essi chiedevano alle loro madri: `Dov'è il pane, dov'è il vino?...' e intanto venivano meno come de' feriti a morte nelle piazze della città, e rendevano l'anima sul seno delle madri loro. Lam. 2:12
- Che ti dirò? A che ti paragonerò, o figliuola di Gerusalemme? Che troverò di simile a te per consolarti, o vergine figliuola di Gerusalemme? Poiché la tua ferita è larga quanto il mare; chi ti potrà guarire? Lam. 2:13
- Tutti i passanti batton le mani al vederti; fischiano e scuotono il capo al veder la figliuola di Gerusalemme: `È questa la città che la gente chiamava una bellezza perfetta, la gioia di tutta la terra?' Lam. 2:15
- Tutti i tuoi nemici apron larga la bocca contro di te; fischiano, digrignano i denti, dicono: `L'abbiamo inghiottita! Sì, questo è il giorno che aspettavamo; ci siam giunti, lo vediamo!' Lam. 2:16
- Il loro cuore grida al Signore: `O mura della figliuola di Sion, spandete lacrime come un torrente, giorno e notte! Non vi date requie, non abbian riposo le pupille degli occhi vostri! Lam. 2:18
- Levatevi, gridate di notte, al principio d'ogni vigilia! Spandete com'acqua il cuor vostro davanti alla faccia del Signore! Levate le mani verso di lui per la vita de' vostri bambini, che vengon meno per la fame ai canti di tutte le strade! Lam. 2:19
- `Guarda, o Eterno, considera! Chi mai hai trattato così? Delle donne han divorato il frutto delle loro viscere, i bambini che accarezzavano! Sacerdoti e profeti sono stati massacrati nel santuario del Signore! Lam. 2:20
- Tu hai convocato, come ad un giorno di festa solenne, i miei terrori da tutte le parti; e nel giorno dell'ira dell'Eterno non v'è stato né scampato né fuggiasco; quelli ch'io avevo accarezzati e allevati, il mio nemico li ha consumati!' Lam. 2:22
- Sì, contro di me di nuovo volge la sua mano tutto il giorno. Lam. 3:3
- Ha teso il suo arco, m'ha preso come mira delle sue frecce. Lam. 3:12
- Io son diventato lo scherno di tutto il mio popolo, la sua canzone di tutto il giorno. Lam. 3:14
- Tu hai allontanata l'anima mia dalla pace, io ho dimenticato il benessere. Lam. 3:17
- Buona cosa è per l'uomo portare il giogo nella sua giovinezza. Lam. 3:27
- Poiché il Signore non ripudia in perpetuo; Lam. 3:31
- quand'uno perverte il diritto d'un uomo nel cospetto dell'Altissimo, Lam. 3:35
- quando si fa torto ad alcuno nella sua causa, il Signore non lo vede egli? Lam. 3:36
- Chi mai dice una cosa che s'avveri, se il Signore non l'ha comandato? Lam. 3:37
- Il male ed il bene non procedon essi dalla bocca dell'Altissimo? Lam. 3:38
- Perché il vivente si rammaricherebbe? Ognuno si rammarichi del proprio peccato! Lam. 3:39
- Ci son toccati il terrore, la fossa, la desolazione e la ruina. Lam. 3:47
- finché dal cielo l'Eterno non guardi e non veda il nostro stato. Lam. 3:50
- Io ho invocato il tuo nome, o Eterno, dal fondo della fossa; Lam. 3:55
- tu hai udito la mia voce; non nascondere il tuo orecchio al mio sospiro, al mio grido! Lam. 3:56
- O Eterno, tu vedi il torto che m'è fatto, giudica tu la mia causa! Lam. 3:59
- Tu vedi tutto il loro rancore, tutte le loro macchinazioni contro di me. Lam. 3:60
- il linguaggio di quelli che si levano contro di me, quello che meditano contro di me tutto il giorno! Lam. 3:62
- Quelli che si nutrivan di cibi delicati cadon d'inedia per le strade; quelli ch'erano allevati nella porpora abbracciano il letamaio. Lam. 4:5
- Il castigo dell'iniquità della figliuola del mio popolo è maggiore di quello del peccato di Sodoma, che fu distrutta in un attimo, senza che mano d'uomo la colpisse. Lam. 4:6
- I suoi principi erano più splendenti della neve, più bianchi del latte; aveano il corpo più vermiglio del corallo, il lor volto era uno zaffiro. Lam. 4:7
- Il loro aspetto è ora più cupo del nero; non si riconoscon più per le vie; la loro pelle è attaccata alle ossa, è secca, è diventata come un legno. Lam. 4:8
- L'Eterno ha esaurito il suo furore, ha riversata l'ardente sua ira, ha acceso in Sion un fuoco, che ne ha divorato le fondamenta. Lam. 4:11
- Né i re della terra né alcun abitante del mondo avrebbero mai creduto che l'avversario, il nemico, sarebbe entrato nelle porte di Gerusalemme. Lam. 4:12
- Così è avvenuto per via de' peccati de' suoi profeti, delle iniquità de' suoi sacerdoti, che hanno sparso nel mezzo di lei il sangue dei giusti. Lam. 4:13
- La faccia dell'Eterno li ha dispersi, egli non volge più verso loro il suo sguardo; non s'è portato rispetto ai sacerdoti, né s'è avuto pietà de' vecchi. Lam. 4:16
- Il castigo della tua iniquità è finito, o figliuola di Sion! Egli non ti manderà più in cattività; egli punisce l'iniquità tua, o figliuola d'Edom, mette allo scoperto i tuoi peccati. Lam. 4:22
- Ricòrdati, Eterno, di quello che ci è avvenuto! Guarda e vedi il nostro obbrobrio! Lam. 5:1
- Noi raccogliamo il nostro pane col rischio della nostra vita, affrontando la spada del deserto. Lam. 5:9
- I giovani han portato le macine, i giovanetti han vacillato sotto il carico delle legna. Lam. 5:13
- Per questo langue il nostro cuore, per questo s'oscuran gli occhi nostri: Lam. 5:17
- perché il monte di Sion è desolato, e vi passeggian le volpi. Lam. 5:18
- Ma tu, o Eterno, regni in perpetuo; il tuo trono sussiste d'età in età. Lam. 5:19
- Or avvenne l'anno trentesimo, il quinto giorno del quarto mese, che, essendo presso al fiume Kebar, fra quelli ch'erano stati menati in cattività, i cieli s'aprirono, e io ebbi delle visioni divine. Ezec. 1:1
- Il quinto giorno del mese (era il quinto anno della cattività del re Joiakin), Ezec. 1:2
- I loro piedi eran diritti, e la pianta de' loro piedi era come la pianta del piede d'un vitello; e sfavillavano come il rame terso. Ezec. 1:7
- Le loro facce e le loro ali erano separate nella parte superiore; ognuno aveva due ali che s'univano a quelle dell'altro, e due che coprivan loro il corpo. Ezec. 1:11
- L'aspetto delle ruote e la loro forma eran come l'aspetto del crisolito; tutte e quattro si somigliavano; il loro aspetto e la loro forma eran quelli d'una ruota che fosse attraversata da un'altra ruota. Ezec. 1:16
- E sotto la distesa si drizzavano le loro ali, l'una verso l'altra; e ne avevano ciascuno due che coprivano loro il corpo. Ezec. 1:23
- E quand'essi camminavano, io sentivo il rumore delle loro ali, come il rumore delle grandi acque, come la voce dell'Onnipotente: un rumore di gran tumulto, come il rumore d'un accampamento; quando si fermavano, abbassavano le loro ali; Ezec. 1:24
- A questi figliuoli dalla faccia dura e dal cuore ostinato io ti mando, e tu dirai loro: Così parla il Signore, l'Eterno. Ezec. 2:4
- Io guardai, ed ecco una mano stava stesa verso di me, la quale teneva il rotolo d'un libro; Ezec. 2:9
- E mi disse: `Figliuol d'uomo, nutriti il ventre e riempiti le viscere di questo rotolo che ti do'. E io lo mangiai, e mi fu dolce in bocca, come del miele. Ezec. 3:3
- ma la casa d'Israele non ti vorrà ascoltare, perché non vogliono ascoltar me; giacché tutta la casa d'Israele ha la fronte dura e il cuore ostinato. Ezec. 3:7
- E va' dai figliuoli del tuo popolo che sono in cattività, parla loro, e di' loro: - Così parla il Signore, l'Eterno; sia che t'ascoltino o non t'ascoltino'. Ezec. 3:11
- E lo spirito mi levò in alto, e io udii dietro a me il suono d'un gran fragore che diceva: `Benedetta sia la gloria dell'Eterno dalla sua dimora!' Ezec. 3:12
- e udii pure il rumore delle ali degli esseri viventi che battevano l'una contro l'altra, il rumore delle ruote allato ad esse, e il suono d'un gran fragore. Ezec. 3:13
- E quando un giusto si ritrae dalla sua giustizia e commette l'iniquità, se io gli pongo davanti una qualche occasione di caduta, egli morrà, perché tu non l'avrai avvertito; morrà per il suo peccato, e le cose giuste che avrà fatte non saranno più ricordate; ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano. Ezec. 3:20
- Io dunque mi levai, uscii nella pianura, ed ecco che quivi stava la gloria dell'Eterno, gloria simile a quella che avevo veduta presso il fiume Kebar; e caddi sulla mia faccia. Ezec. 3:23
- Ma quando io ti parlerò, t'aprirò la bocca, e tu dirai loro: - Così parla il Signore, l'Eterno; chi ascolta, ascolti; chi non vuole ascoltare non ascolti; poiché sono una casa ribelle. Ezec. 3:27
- Poi sdràiati sul tuo lato sinistro, e metti su questo lato l'iniquità della casa d'Israele; e per il numero di giorni che starai sdraiato su quel lato, tu porterai la loro iniquità. Ezec. 4:4
- Tu volgerai la tua faccia e il tuo braccio nudo verso l'assedio di Gerusalemme, e profeterai contro di lei. Ezec. 4:7
- Prenditi anche del frumento, dell'orzo, delle fave, delle lenticchie, del miglio, del farro, mettili in un vaso, fattene del pane durante tutto il tempo che starai sdraiato sul tuo lato; ne mangerai per trecentonovanta giorni. Ezec. 4:9
- Il cibo che mangerai sarà del peso di venti sicli per giorno; lo mangerai di tempo in tempo. Ezec. 4:10
- E l'Eterno disse: `Così i figliuoli d'Israele mangeranno il loro pane contaminato, fra le nazioni dove io li caccerò'. Ezec. 4:13
- Ed egli mi disse: `Guarda, io ti do dello sterco bovino, invece d'escrementi d'uomo; sopra quello cuocerai il tuo pane!' Ezec. 4:15
- Poi mi disse: `Figliuol d'uomo, io farò mancar del tutto il sostegno del pane a Gerusalemme; essi mangeranno il pane a peso e con angoscia e berranno l'acqua a misura e con costernazione, Ezec. 4:16
- Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco Gerusalemme! Io l'avevo posta in mezzo alle nazioni e agli altri paesi che la circondavano; Ezec. 5:5
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Poiché voi siete stati più insubordinati delle nazioni che vi circondano, in quanto non avete camminato seguendo le mie prescrizioni e non avete messo ad effetto le mie leggi e non avete neppur agito seguendo le leggi delle nazioni che vi circondano, Ezec. 5:7
- così parla il Signore, l'Eterno: `Eccomi, vengo io da te! ed eseguirò in mezzo a te i miei giudizi, nel cospetto delle nazioni; Ezec. 5:8
- Perciò, com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, perché tu hai contaminato il mio santuario con tutte le tue infamie e con tutte le tue abominazioni, anch'io ti raderò, l'occhio mio non risparmierà nessuno e anch'io non avrò pietà. Ezec. 5:11
- Così si sfogherà la mia ira, e io sodisfarò su loro il mio furore, e sarò pago; ed essi conosceranno che io, l'Eterno, ho parlato nella mia gelosia, quando avrò sfogato su loro il mio furore. Ezec. 5:13
- E farò di te, sotto gli occhi di tutti i passanti, una desolazione, il vituperio delle nazioni che ti circondano. Ezec. 5:14
- E il tuo obbrobrio e la tua ignominia saranno un ammaestramento e un oggetto di stupore per le nazioni che ti circondano, quand'io avrò eseguito su di te i miei giudizi con ira, con furore, con indignati castighi - son io l'Eterno, che parlo - Ezec. 5:15
- quando avrò scoccato contro di loro i letali dardi della fame, apportatori di distruzione e che io tirerò per distruggervi, quando avrò aggravata su voi la fame e vi avrò fatto venir meno il sostegno del pane, Ezec. 5:16
- quando avrò mandato contro di voi la fame e le male bestie che ti priveranno de' figliuoli, quando la peste e il sangue saran passati per mezzo a te, e quando io avrò fatto venire su di te la spada. Io, l'Eterno, son quegli che parla!' Ezec. 5:17
- O monti d'Israele, ascoltate la parola del Signore, dell'Eterno! Così parla il Signore, l'Eterno, ai monti ed ai colli, ai burroni ed alle valli: Eccomi, io fo venire su di voi la spada, e distruggerò i vostri alti luoghi. Ezec. 6:3
- E i vostri scampati si ricorderanno di me fra le genti dove saranno stati menati in cattività, poiché io spezzerò il loro cuore adultero che s'è stornato da me, e farò piangere i loro occhi che han commesso adulterio coi loro idoli; e avranno disgusto di loro stessi, per i mali che hanno commessi con tutte le loro abominazioni. Ezec. 6:9
- Così parla il Signore, l'Eterno: Batti le mani, batti del piede, e di': Ahimè! a motivo di tutte le scellerate abominazioni della casa d'Israele, che cadrà per la spada, per la fame, per la peste. Ezec. 6:11
- Chi sarà lontano morirà di peste; chi sarà vicino cadrà per la spada; e chi sarà rimasto e sarà assediato, perirà di fame; e io sfogherò così il mio furore su di loro. Ezec. 6:12
- E io stenderò su di loro la mia mano, e renderò il paese più solitario e desolato del deserto di Dibla, dovunque essi abitano; e conosceranno che io sono l'Eterno'. Ezec. 6:14
- `E tu, figliuol d'uomo, così parla il Signore, l'Eterno, riguardo al paese d'Israele: La fine! la fine viene sulle quattro estremità del paese! Ezec. 7:2
- Così parla il Signore, l'Eterno: Una calamità! ecco viene una calamità! Ezec. 7:5
- Vien la tua volta, o abitante del paese! Il tempo viene, il giorno s'avvicina: giorno di tumulto, e non di grida di gioia su per i monti. Ezec. 7:7
- Ora, in breve, io spanderò su di te il mio furore, sfogherò su di te la mia ira, ti giudicherò secondo la tua condotta, e ti farò ricadere addosso tutte le tue abominazioni. Ezec. 7:8
- Ecco il giorno! ecco ei viene! giunge la tua volta! La verga è fiorita! l'orgoglio è sbocciato! Ezec. 7:10
- Giunge il tempo, il giorno s'avvicina! Chi compra non si rallegri, chi vende non si dolga, perché un'ira ardente sovrasta a tutta la loro moltitudine. Ezec. 7:12
- E si cingeranno di sacchi, e lo spavento sarà la loro coperta; la vergogna sarà su tutti i volti, e avran tutti il capo rasato. Ezec. 7:18
- Getteranno il loro argento per le strade, e il loro oro sarà per essi una immondezza; il loro argento e il loro oro non li potranno salvare nel giorno del furore dell'Eterno; non potranno saziare la loro fame, né empir loro le viscere, perché furon quelli la pietra d'intoppo per cui caddero nella loro iniquità. Ezec. 7:19
- E stornerò la mia faccia da loro; e i nemici profaneranno il mio intimo santuario; de' furibondi entreranno in Gerusalemme, e la profaneranno. Ezec. 7:22
- Verrà calamità su calamità, allarme sopra allarme; essi chiederanno delle visioni al profeta e la legge mancherà ai sacerdoti, il consiglio agli anziani. Ezec. 7:26
- Il re farà cordoglio, il principe si rivestirà di desolazione, e le mani del popolo del paese tremeranno di spavento. Io li tratterò secondo la loro condotta, e li giudicherò secondo che meritano; e conosceranno che io sono l'Eterno. Ezec. 7:27
- E il sesto anno, il quinto giorno del sesto mese, avvenne che, come io stavo seduto in casa mia e gli anziani di Giuda eran seduti in mia presenza, la mano del Signore, dell'Eterno, cadde quivi su me. Ezec. 8:1
- Egli stese una forma di mano, e mi prese per una ciocca de' miei capelli; e lo spirito mi sollevò fra terra e cielo, e mi trasportò in visioni divine a Gerusalemme, all'ingresso della porta interna che guarda verso il settentrione, dov'era posto l'idolo della gelosia, che eccita a gelosia. Ezec. 8:3
- Ed egli mi disse: `Figliuol d'uomo, alza ora gli occhi verso il settentrione'. Ed io alzai gli occhi verso il settentrione, ed ecco che al settentrione della porta dell'altare, all'ingresso, stava quell'idolo della gelosia. Ezec. 8:5
- Allora egli mi disse: `Figliuol d'uomo, adesso fora il muro'. E quand'io ebbi forato il muro, ecco una porta. Ezec. 8:8
- e settanta fra gli anziani della casa d'Israele, in mezzo ai quali era Jaazania, figliuolo di Shafan, stavano in piè davanti a quelli, avendo ciascuno un turibolo in mano, dal quale saliva il profumo d'una nuvola d'incenso. Ezec. 8:11
- Ed egli mi disse: `Figliuol d'uomo, hai tu visto quello che gli anziani della casa d'Israele fanno nelle tenebre, ciascuno nelle camere riservate alle sue immagini? poiché dicono: - L'Eterno non ci vede, l'Eterno ha abbandonato il paese'. Ezec. 8:12
- E mi menò all'ingresso della porta della casa dell'Eterno, che è verso il settentrione; ed ecco quivi sedevano delle donne che piangevano Tammuz. Ezec. 8:14
- E mi menò nel cortile della casa dell'Eterno; ed ecco, all'ingresso del tempio dell'Eterno, fra il portico e l'altare, circa venticinque uomini che voltavano le spalle alla casa dell'Eterno, e la faccia verso l'oriente; e si prostravano verso l'oriente, davanti al sole. Ezec. 8:16
- Ed egli mi disse: `Hai visto, figliuol d'uomo? È egli poca cosa per la casa di Giuda di commettere le abominazioni che commette qui, perché abbia anche a riempire il paese di violenza, e a tornar sempre a provocarmi ad ira? Ed ecco che s'accostano il ramo al naso. Ezec. 8:17
- E la gloria dell'Iddio d'Israele s'alzò di sul cherubino sul quale stava, e andò verso la soglia della casa; e l'Eterno chiamò l'uomo vestito di lino, che aveva il corno da scrivano alla cintura, e gli disse: Ezec. 9:3
- E agli altri disse, in modo ch'io intesi: `Passate per la città dietro a lui, e colpite; il vostro occhio non risparmi alcuno, e siate senza pietà; Ezec. 9:5
- uccidete, sterminate vecchi, giovani, vergini, bambini e donne, ma non vi avvicinate ad alcuno che porti il segno; e cominciate dal mio santuario'. Ed essi cominciarono da quegli anziani che stavano davanti alla casa. Ezec. 9:6
- E com'essi colpivano ed io ero rimasto solo, caddi sulla mia faccia, e gridai: `Ahimè, Signore, Eterno, distruggerai tu tutto ciò che rimane d'Israele, riversando il tuo furore su Gerusalemme?' Ezec. 9:8
- Ed egli mi rispose: `L'iniquità della casa d'Israele e di Giuda è oltremodo grande; il paese è pieno di sangue, e la città è piena di prevaricazioni; poiché dicono: - L'Eterno ha abbandonato il paese, l'Eterno non vede nulla. - Ezec. 9:9
- Ed ecco, l'uomo vestito di lino, che aveva il corno dello scrivano alla cintura, venne a fare il suo rapporto, dicendo: `Ho fatto come tu m'hai comandato'. Ezec. 9:11
- Io guardai, ed ecco, sulla distesa sopra il capo dei cherubini, v'era come una pietra di zaffiro; si vedeva come una specie di trono che stava sopra loro. Ezec. 10:1
- Or i cherubini stavano al lato destro della casa, quando l'uomo entrò là; e la nuvola riempì il cortile interno. Ezec. 10:3
- E la gloria dell'Eterno s'alzò di sui cherubini, movendo verso la soglia della casa; e la casa fu ripiena della nuvola; e il cortile fu ripieno dello splendore della gloria dell'Eterno. Ezec. 10:4
- E il rumore delle ali dei cherubini s'udì fino al cortile esterno, simile alla voce dell'Iddio onnipotente quand'egli parla. Ezec. 10:5
- E uno de' cherubini stese la mano fra gli altri cherubini verso il fuoco ch'era fra i cherubini, ne prese e lo mise nelle mani dell'uomo vestito di lino, che lo ricevette, ed uscì. Ezec. 10:7
- Quando si movevano, si movevano dai loro quattro lati; e, movendosi, non si voltavano, ma seguivano la direzione del luogo verso il quale guardava il capo, e, andando, non si voltavano. Ezec. 10:11
- E tutto il corpo de' cherubini, i loro dossi, le loro mani, le loro ali, come pure le ruote, le ruote di tutti e quattro, eran pieni d'occhi tutto attorno. Ezec. 10:12
- E udii che le ruote eran chiamate `Il Turbine'. Ezec. 10:13
- E i cherubini s'alzarono. Erano gli stessi esseri viventi, che avevo veduti presso il fiume Kebar. Ezec. 10:15
- Erano gli stessi esseri viventi, che avevo veduti sotto l'Iddio d'Israele presso il fiume Kebar; e riconobbi che erano cherubini. Ezec. 10:20
- E quanto all'aspetto delle loro facce, eran le facce che avevo vedute presso il fiume Kebar; erano gli stessi aspetti, i medesimi cherubini. Ognuno andava dritto davanti a sé. Ezec. 10:22
- Essi dicono: - Il tempo non è così vicino! Edifichiamo pur case! Questa città è la pentola e noi siamo la carne. - Ezec. 11:3
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: I vostri morti che avete stesi in mezzo a questa città sono la carne, e la città è la pentola; ma voi ne sarete tratti fuori. Ezec. 11:7
- Voi avete paura della spada, e io farò venire su di voi la spada, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 11:8
- `Figliuol d'uomo, i tuoi fratelli, i tuoi fratelli, gli uomini del tuo parentado e tutta quanta la casa d'Israele son quelli ai quali gli abitanti di Gerusalemme hanno detto: - Statevene lontani dall'Eterno! a noi è dato il possesso del paese. - Ezec. 11:15
- Perciò di': Così parla il Signore, l'Eterno: Benché io li abbia allontanati fra le nazioni e li abbia dispersi per i paesi, io sarò per loro, per qualche tempo, un santuario nei paesi dove sono andati. Ezec. 11:16
- Perciò di': Così parla il Signore, l'Eterno: Io vi raccoglierò di fra i popoli, vi radunerò dai paesi dove siete stati dispersi, e vi darò il suolo d'Israele. Ezec. 11:17
- E io darò loro un medesimo cuore, metterò dentro di loro un nuovo spirito, torrò via dalla loro carne il cuore di pietra, e darò loro un cuor di carne, Ezec. 11:19
- perché camminino secondo le mie prescrizioni, e osservino le mie leggi e le mettano in pratica; ed essi saranno il mio popolo, e io sarò il loro Dio. Ezec. 11:20
- Ma quanto a quelli il cui cuore segue l'affetto che hanno alle loro cose esecrande e alle loro abominazioni, io farò ricadere sul loro capo la loro condotta, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 11:21
- Metti dunque fuori, di giorno, in loro presenza, il tuo bagaglio, simile a quello di chi va in esilio; poi la sera, esci tu stesso, in loro presenza, come fanno quelli che sen vanno esuli. Ezec. 12:4
- Fa', in loro presenza, un foro nel muro, e porta fuori per esso il tuo bagaglio. Ezec. 12:5
- E io feci così come m'era stato comandato; trassi fuori di giorno il mio bagaglio, bagaglio di esiliato, e sulla sera feci con le mie mani un foro nel muro; e quando fu buio portai fuori il bagaglio, e me lo misi sulle spalle in loro presenza. Ezec. 12:7
- Di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Quest'oracolo concerne il principe ch'è in Gerusalemme, e tutta la casa d'Israele di cui essi fan parte. Ezec. 12:10
- Il principe ch'è in mezzo a loro porterà il suo bagaglio sulle spalle quando farà buio, e partirà; si farà un foro nel muro, per farlo uscire di lì; egli si coprirà la faccia per non veder coi suoi occhi la terra; Ezec. 12:12
- `Figliuol d'uomo, mangia il tuo pane con tremore, e bevi la tua acqua con trepidazione ed ansietà; Ezec. 12:18
- e di' al popolo del paese: Così parla il Signore, l'Eterno, riguardo agli abitanti di Gerusalemme nella terra d'Israele: Mangeranno il loro pane con ansietà e berranno la loro acqua con desolazione, poiché il loro paese sarà desolato, spogliato di tutto ciò che contiene, a motivo della violenza di tutti quelli che l'abitano. Ezec. 12:19
- Le città abitate saranno ridotte in rovine, e il paese sarà desolato; e voi conoscerete che io sono l'Eterno'. Ezec. 12:20
- - Perciò di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Io farò cessare questo proverbio, e non lo si ripeterà più in Israele; di' loro, invece: I giorni s'avvicinano, e s'avvicina l'avveramento d'ogni visione; Ezec. 12:23
- Poiché io sono l'Eterno; qualunque sia la parola che avrò detta, ella sarà messa ad effetto; non sarà più differita; poiché nei vostri giorni, o casa ribelle, io pronunzierò una parola, e la metterò ad effetto, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 12:25
- Perciò di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Nessuna delle mie parole sarà più differita; la parola che avrò pronunziata sarà messa ad effetto, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 12:28
- Così parla il Signore, l'Eterno: Guai ai profeti stolti, che seguono il loro proprio spirito, e parlano di cose che non hanno vedute! Ezec. 13:3
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Poiché profferite cose vane e avete visioni menzognere, eccomi contro di voi, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 13:8
- La mia mano sarà contro i profeti dalle visioni vane e dalle divinazioni menzognere; essi non saranno più nel consiglio del mio popolo, non saranno più iscritti nel registro della casa d'Israele, e non entreranno nel paese d'Israele; e voi conoscerete che io sono il Signore, l'Eterno. Ezec. 13:9
- Giacché, sì, giacché sviano il mio popolo, dicendo: Pace! quando non v'è alcuna pace, e giacché quando il popolo edifica un muro, ecco che costoro lo intònacano di malta che non regge, Ezec. 13:10
- ed ecco, quando il muro cadrà, non vi si dirà egli: E dov'è la malta con cui l'avevate intonacato? Ezec. 13:12
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Io, nel mio furore, farò scatenare un vento tempestoso, e, nella mia ira, farò cadere una pioggia scrosciante, e, nella mia indignazione, delle pietre di grandine sterminatrice. Ezec. 13:13
- E demolirò il muro che voi avete intonacato con malta che non regge, lo rovescerò a terra, e i suoi fondamenti saranno messi allo scoperto; ed esso cadrà, e voi sarete distrutti in mezzo alle sue ruine, e conoscerete che io sono l'Eterno. Ezec. 13:14
- Così sfogherò il mio furore su quel muro, e su quelli che l'hanno intonacato di malta che non regge; e vi dirò: Il muro non è più, e quelli che lo intonacavano non sono più: Ezec. 13:15
- cioè i profeti d'Israele, che profetano riguardo a Gerusalemme e hanno per lei delle visioni di pace, benché non vi sia pace alcuna, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 13:16
- e di': Così parla il Signore, l'Eterno: Guai alle donne che cuciono de' cuscini per tutti i gomiti, e fanno de' guanciali per le teste d'ogni altezza, per prendere le anime al laccio! Vorreste voi prendere al laccio le anime del mio popolo e salvare le vostre proprie anime? Ezec. 13:18
- Voi mi profanate fra il mio popolo per delle manate d'orzo e per de' pezzi di pane, facendo morire anime che non devono morire, e facendo vivere anime che non devono vivere, mentendo al mio popolo, che dà ascolto alle menzogne. Ezec. 13:19
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno; Eccomi ai vostri cuscini, coi quali voi prendete le anime al laccio, come uccelli! io ve li strapperò dalle braccia, e lascerò andare le anime: le anime, che voi prendete al laccio come gli uccelli. Ezec. 13:20
- Strapperò pure i vostri guanciali, e libererò il mio popolo dalle vostre mani; ed egli non sarà più nelle vostre mani per cadere nei lacci, e voi saprete che io sono l'Eterno. Ezec. 13:21
- Poiché avete contristato il cuore del giusto con delle menzogne, quand'io non lo contristavo, e avete fortificate le mani dell'empio perché non si convertisse dalla sua via malvagia per ottenere la vita, Ezec. 13:22
- voi non avrete più visioni vane e non praticherete più la divinazione; e io libererò il mio popolo dalle vostre mani, e voi conoscerete che io sono l'Eterno'. Ezec. 13:23
- Perciò parla e di' loro: Così dice il Signore, l'Eterno: Chiunque della casa d'Israele innalza i suoi idoli nel suo cuore e pone davanti a sé l'intoppo che lo fa cadere nella sua iniquità, e poi viene al profeta, io, l'Eterno, gli risponderò come si merita per la moltitudine de' suoi idoli, Ezec. 14:4
- affin di prendere per il loro cuore quelli della casa d'Israele che si sono alienati da me tutti quanti per i loro idoli. Ezec. 14:5
- Perciò di' alla casa d'Israele: Così parla il Signore, l'Eterno: Tornate, ritraetevi dai vostri idoli, stornate le vostre facce da tutte le vostre abominazioni. Ezec. 14:6
- E se il profeta si lascia sedurre e dice qualche parola, io l'Eterno, son quegli che avrò sedotto quel profeta; e stenderò la mia mano contro di lui, e lo distruggerò di mezzo al mio popolo d'Israele. Ezec. 14:9
- affinché quelli della casa d'Israele non vadano più errando lungi da me, e non si contaminino più con tutte le loro trasgressioni, e siano invece mio popolo, e io sia il loro Dio, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 14:11
- `Figliuol d'uomo, se un paese peccasse contro di me commettendo qualche prevaricazione, e io stendessi la mia mano contro di lui, e gli spezzassi il sostegno del pane, e gli mandassi contro la fame, e ne sterminassi uomini e bestie, Ezec. 14:13
- e in mezzo ad esso si trovassero questi tre uomini: Noè, Daniele e Giobbe, questi non salverebbero che le loro persone, per la loro giustizia; dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 14:14
- se in mezzo ad esso si trovassero quei tre uomini, com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, essi non salverebbero né figliuoli né figliuole; essi soltanto sarebbero salvati, ma il paese rimarrebbe desolato. Ezec. 14:16
- O se io facessi venire la spada contro quel paese, e dicessi: - Passi la spada per il paese! - in guisa che ne sterminasse uomini e bestie, Ezec. 14:17
- se in mezzo ad esso si trovassero quei tre uomini, com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, essi non salverebbero né figliuoli né figliuole, ma essi soltanto sarebbero salvati. Ezec. 14:18
- O se contro quel paese mandassi la peste, e riversassi su d'esso il mio furore fino al sangue, per sterminare uomini e bestie, Ezec. 14:19
- se in mezzo ad esso si trovassero Noè, Daniele e Giobbe, com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, essi non salverebbero né figliuoli né figliuole; non salverebbero che le loro persone, per la loro giustizia. Ezec. 14:20
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: Non altrimenti avverrà quando manderò contro Gerusalemme i miei quattro tremendi giudizi: la spada, la fame, le male bestie e la peste, per sterminarne uomini e bestie. Ezec. 14:21
- Essi vi consoleranno quando vedrete la loro condotta e le loro azioni, e riconoscerete che, non senza ragione, io faccio quello che faccio contro di lei, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 14:23
- `Figliuol d'uomo, il legno della vite che cos'è egli più di qualunque altro legno? che cos'è il tralcio ch'è fra gli alberi della foresta? Ezec. 15:2
- Se ne può egli prendere il legno per farne un qualche lavoro? Si può egli trarne un cavicchio da appendervi un qualche oggetto? Ezec. 15:3
- Ecco, esso è gettato nel fuoco, perché si consumi; il fuoco ne consuma i due capi, e il mezzo si carbonizza; è egli atto a farne qualcosa? Ezec. 15:4
- Ecco, mentr'era intatto, non se ne poteva fare alcun lavoro; quanto meno se ne potrà fare qualche lavoro, quando il fuoco l'abbia consumato o carbonizzato! Ezec. 15:5
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Com'è fra gli alberi della foresta il legno della vite che io destino al fuoco perché lo consumi, così farò degli abitanti di Gerusalemme. Ezec. 15:6
- Io volgerò la mia faccia contro di loro; dal fuoco sono usciti, e il fuoco li consumerà; e riconoscerete che io sono l'Eterno, quando avrò vòlto la mia faccia contro di loro. Ezec. 15:7
- E renderò il paese desolato, perché hanno agito in modo infedele, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 15:8
- e di': Così parla il Signore, l'Eterno, a Gerusalemme: Per la tua origine e per la tua nascita sei del paese del Cananeo; tuo padre era un Amoreo, tua madre una Hittea. Ezec. 16:3
- Quanto alla tua nascita, il giorno che nascesti l'ombelico non ti fu tagliato, non fosti lavata con acqua per nettarti, non fosti sfregata con sale, né fosti fasciata. Ezec. 16:4
- Nessuno ebbe sguardi di pietà per te, per farti una sola di queste cose, avendo compassione di te, ma fosti gettata nell'aperta campagna, il giorno che nascesti, pel disprezzo che si aveva di te. Ezec. 16:5
- Io ti farò moltiplicare per miriadi, come il germe dei campi. - E tu ti sviluppasti, crescesti, giungesti al colmo della bellezza, il tuo seno si formò, la tua capigliatura crebbe abbondante, ma tu eri nuda e scoperta. Ezec. 16:7
- Io ti passai accanto, ti guardai, ed ecco, il tuo tempo era giunto: il tempo degli amori; io stesi su di te il lembo della mia veste, e copersi la tua nudità; ti feci un giuramento, fermai un patto con te, dice il Signore, l'Eterno, e tu fosti mia. Ezec. 16:8
- Ti misi delle vesti ricamate, de' calzari di pelle di tasso, ti cinsi il capo di lino fino, ti ricopersi di seta. Ezec. 16:10
- E la tua fama si sparse fra le nazioni, per la tua bellezza; poich'essa era perfetta, avendoti io coperta della mia magnificenza, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 16:14
- e prendesti le tue vesti ricamate e ne ricopristi quelle immagini, dinanzi alle quali tu ponesti il mio olio e il mio profumo. Ezec. 16:18
- Parimenti il mio pane che t'avevo dato, il fior di farina, l'olio e il miele con cui ti nutrivo, tu li ponesti davanti a loro, come un profumo di soave odore. Questo si fece! dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 16:19
- perché tu avessi anche a scannare i miei figliuoli, e a darli loro facendoli passare per il fuoco? Ezec. 16:21
- Ora dopo tutta la tua malvagità - guai! guai a te! dice il Signore, l'Eterno, - Ezec. 16:23
- Com'è vile il tuo cuore, dice il Signore, l'Eterno, a ridurti a fare tutte queste cose, da sfacciata prostituta! Ezec. 16:30
- Quando ti costruivi il bordello a ogni capo di strada e ti facevi gli alti luoghi in ogni piazza pubblica, tu non eri come una prostituta, giacché sprezzavi il salario, Ezec. 16:31
- Con te, nelle tue prostituzioni, è avvenuto il contrario delle altre donne; giacché non eri tu la sollecitata; in quanto tu pagavi, invece d'esser pagata, facevi il contrario delle altre. Ezec. 16:34
- Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché il tuo danaro è stato dissipato e la tua nudità è stata scoperta nelle tue prostituzioni coi tuoi amanti, e a motivo di tutti i tuoi idoli abominevoli, e a cagione del sangue dei tuoi figliuoli che hai dato loro, Ezec. 16:36
- Io ti giudicherò alla stregua delle donne che commettono adulterio e spandono il sangue, e farò che il tuo sangue sia sparso dal furore e dalla gelosia. Ezec. 16:38
- E ti darò nelle loro mani, ed essi abbatteranno il tuo bordello, distruggeranno i tuoi alti luoghi, ti spoglieranno delle tue vesti, ti prenderanno i bei gioielli, e ti lasceranno nuda e scoperta; Ezec. 16:39
- Così io sfogherò il mio furore su di te, e la mia gelosia si stornerà da te; m'acqueterò, e non sarò più adirato. Ezec. 16:42
- Poiché tu non ti sei ricordata dei giorni della tua giovinezza e m'hai provocato ad ira con tutte queste cose, ecco, anch'io ti farò ricadere sul capo la tua condotta, dice il Signore, l'Eterno, e tu non aggiungerai altri delitti a tutte le tue abominazioni. Ezec. 16:43
- Tu sei figliuola di tua madre, ch'ebbe a sdegno il suo marito e i suoi figliuoli, e sei sorella delle tue sorelle, ch'ebbero a sdegno i loro mariti e i loro figliuoli. Vostra madre era una Hittea, e vostro padre un Amoreo. Ezec. 16:45
- Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, Sodoma, la tua sorella, e le sue figliuole, non hanno fatto quel che avete fatto tu e le figliuole tue. Ezec. 16:48
- Anche tu porta il vituperio che hai inflitto alle tue sorelle! Coi tuoi peccati tu ti sei resa più abominevole di loro, ed esse son più giuste di te; tu pure dunque, vergognati e porta il tuo vituperio, poiché tu hai giustificato le tue sorelle! Ezec. 16:52
- affinché tu porti il tuo vituperio, che tu senta l'onta di tutto quello che hai fatto, e sii così loro di conforto. Ezec. 16:54
- Tu porti alla tua volta il peso della tua scelleratezza e delle tue abominazioni, dice l'Eterno. Ezec. 16:58
- Poiché, così parla il Signore, l'Eterno: Io farò a te come hai fatto tu, che hai sprezzato il giuramento, infrangendo il patto. Ezec. 16:59
- E io fermerò il mio patto con te, e tu conoscerai che io sono l'Eterno, Ezec. 16:62
- affinché tu ricordi, e tu arrossisca, e tu non possa più aprir la bocca dalla vergogna, quand'io t'avrò perdonato tutto quello che hai fatto, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 16:63
- Così parla il Signore, l'Eterno: Una grande aquila, dalle ampie ali, dalle lunghe penne, coperta di piume di svariati colori, venne al Libano, e tolse la cima a un cedro; Ezec. 17:3
- ne spiccò il più alto dei ramoscelli, lo portò in un paese di commercio, e lo mise in una città di mercanti. Ezec. 17:4
- Di': Così parla il Signore, l'Eterno: Può essa prosperare? La prima aquila non svellerà essa le sue radici e non taglierà essa via i suoi frutti sì che si secchi, e si secchino tutte le giovani foglie che metteva? Né ci sarà bisogno di molta forza né di molta gente per svellerla dalle radici. Ezec. 17:9
- Ecco, essa è piantata. Prospererà? Non si seccherà essa del tutto dacché l'avrà toccata il vento d'oriente? Seccherà sul suolo dove ha germogliato'. Ezec. 17:10
- `Di' dunque a questa casa ribelle: Non sapete voi che cosa voglian dire queste cose? Di' loro: Ecco, il re di Babilonia è venuto a Gerusalemme, ne ha preso il re ed i capi, e li ha menati con sé a Babilonia. Ezec. 17:12
- perché il regno fosse tenuto basso senza potersi innalzare, e quegli osservasse il patto fermato con lui, per poter sussistere. Ezec. 17:14
- Ma il nuovo re s'è ribellato contro di lui, e ha mandato i suoi ambasciatori in Egitto perché gli fossero dati cavalli e gran gente. Colui che fa tali cose potrà prosperare? Scamperà? Ha rotto il patto e scamperebbe? Ezec. 17:15
- Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, nella residenza stessa di quel re che l'avea fatto re, e verso il quale non ha tenuto il giuramento fatto né osservato il patto concluso, vicino a lui, in mezzo a Babilonia, egli morrà: Ezec. 17:16
- Egli ha violato il giuramento infrangendo il patto, eppure, avea dato la mano! Ha fatto tutte queste cose, e non scamperà. Ezec. 17:18
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Com'è vero ch'io vivo, il mio giuramento ch'egli ha violato, il mio patto ch'egli ha infranto, io glieli farò ricadere sul capo. Ezec. 17:19
- Così dice il Signore, l'Eterno: Ma io prenderò l'alta vetta del cedro, e la porrò in terra; dai più elevati de' suoi giovani rami spiccherò un tenero ramoscello, e lo pianterò sopra un monte alto, eminente. Ezec. 17:22
- Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, non avrete più occasione di dire questo proverbio in Israele. Ezec. 18:3
- se non opprime alcuno, se rende al debitore il suo pegno, se non commette rapine, se dà il suo pane a chi ha fame e copre di vesti l'ignudo, Ezec. 18:7
- se segue le mie leggi e osserva le mie prescrizioni operando con fedeltà, quel tale è giusto; certamente egli vivrà, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 18:9
- Ma se ha generato un figliuolo ch'è un violento, che spande il sangue e fa al suo fratello qualcuna di queste cose Ezec. 18:10
- (cose che il padre non commette affatto), e mangia sui monti, e contamina la moglie del suo prossimo, Ezec. 18:11
- opprime l'afflitto e il povero, commette rapine, non rende il pegno, alza gli occhi verso gl'idoli, fa delle abominazioni, Ezec. 18:12
- presta a interesse e dà ad usura, questo figlio vivrà egli? No, non vivrà! Egli ha commesso tutte queste abominazioni, e sarà certamente messo a morte; il suo sangue ricadrà su lui. Ezec. 18:13
- Ma ecco che questi ha generato un figliuolo, il quale, avendo veduto tutti i peccati che suo padre ha commesso, vi pon mente, e non fa cotali cose: Ezec. 18:14
- non opprime alcuno, non prende pegni, non commette rapine, ma dà il suo pane a chi ha fame, copre di vesti l'ignudo, Ezec. 18:16
- Che se diceste: - Perché il figliuolo non porta l'iniquità del padre? - Egli è perché quel figliuolo pratica l'equità e la giustizia, osserva tutte le mie leggi e le mette ad effetto. Certamente egli vivrà. Ezec. 18:19
- L'anima che pecca è quella che morrà, il figliuolo non porterà l'iniquità del padre, e il padre non porterà l'iniquità del figliuolo; la giustizia del giusto sarà sul giusto, l'empietà dell'empio sarà sull'empio. Ezec. 18:20
- Provo io forse piacere se l'empio muore? dice il Signore, l'Eterno. Non ne provo piuttosto quand'egli si converte dalle sue vie e vive? Ezec. 18:23
- E se il giusto si ritrae dalla sua giustizia e commette l'iniquità e imita tutte le abominazioni che l'empio fa, vivrà egli? Nessuno de' suoi atti di giustizia sarà ricordato; per la prevaricazione di cui s'è reso colpevole e per il peccato che ha commesso, per tutto questo, morrà. Ezec. 18:24
- Se il giusto si ritrae dalla sua giustizia e commette l'iniquità, e per questo muore, muore per l'iniquità che ha commessa. Ezec. 18:26
- Perciò, io vi giudicherò ciascuno secondo le vie sue, o casa d'Israele! dice il Signore, l'Eterno. Tornate, convertitevi da tutte le vostre trasgressioni, e non avrete più occasione di caduta nell'iniquità! Ezec. 18:30
- Poiché io non ho alcun piacere nella morte di colui che muore, dice il Signore, l'Eterno. Convertitevi dunque, e vivete! Ezec. 18:32
- Allevò uno de' suoi piccini, il quale divenne un leoncello, imparò a sbranar la preda, e divorò gli uomini. Ezec. 19:3
- Devastò i loro palazzi, desolò le loro città; il paese, con tutto quello che conteneva, fu atterrito al rumor de' suoi ruggiti. Ezec. 19:7
- Aveva de' rami forti, da servire di scettri a sovrani; s'ergeva nella sua sublimità, tra il folto dei tralci; era appariscente per la sua elevatezza, per la moltitudine de' suoi sarmenti. Ezec. 19:11
- Ma è stata divelta con furore, e gettata a terra; il vento orientale ne ha seccato il frutto; i rami forti ne sono stati rotti e seccati, il fuoco li ha divorati. Ezec. 19:12
- un fuoco è uscito dal suo ramo fronzuto, e ne ha divorato il frutto, sì che non v'è in essa più ramo forte né scettro per governare'. Questa la lamentazione, ch'è diventata una lamentazione. Ezec. 19:14
- Or avvenne, il settimo anno, il decimo giorno del quinto mese, che alcuni degli anziani d'Israele vennero a consultare l'Eterno, e si misero a sedere davanti a me. Ezec. 20:1
- `Figliuol d'uomo, parla agli anziani d'Israele, e di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Siete venuti per consultarmi? Com'è vero ch'io vivo, io non mi lascerò consultare da voi! dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 20:3
- Così parla il Signore, l'Eterno: Il giorno ch'io scelsi Israele e alzai la mano per fare un giuramento alla progenie della casa di Giacobbe, e mi feci loro conoscere nel paese d'Egitto, e alzai la mano per loro, dicendo: Io son l'Eterno, il vostro Dio, Ezec. 20:5
- quel giorno alzai la mano, giurando che li trarrei fuori del paese d'Egitto per introdurli in un paese che io avevo cercato per loro, paese ove scorre il latte e il miele, il più splendido di tutti i paesi. Ezec. 20:6
- E dissi loro: Gettate via, ognun di voi, le abominazioni che attirano i vostri sguardi, e non vi contaminate con gl'idoli d'Egitto; io sono l'Eterno, il vostro Dio! Ezec. 20:7
- Ma essi si ribellarono contro di me, e non mi vollero dare ascolto; nessun d'essi gettò via le abominazioni che attiravano il suo sguardo, e non abbandonò gl'idoli d'Egitto; allora parlai di voler riversare su loro il mio furore e sfogare su loro la mia ira in mezzo al paese d'Egitto. Ezec. 20:8
- Ma la casa d'Israele si ribellò contro di me nel deserto; non camminarono secondo le mie leggi e rigettarono le mie prescrizioni, per le quali l'uomo che le metterà in pratica vivrà, e profanarono gravemente i miei sabati; perciò io parlai di riversare su loro il mio furore nel deserto, per consumarli. Ezec. 20:13
- E alzai perfino la mano nel deserto, giurando loro che non li farei entrare nel paese che avevo loro dato, paese ove scorre il latte e il miele, il più splendido di tutti i paesi, Ezec. 20:15
- perché aveano rigettato le mie prescrizioni, non avean camminato secondo le mie leggi e aveano profanato i miei sabati, poiché il loro cuore andava dietro ai loro idoli. Ezec. 20:16
- Io sono l'Eterno, il vostro Dio; camminate secondo le mie leggi, osservate le mie prescrizioni, e mettetele in pratica; Ezec. 20:19
- santificate i miei sabati, e siano essi un segno fra me e voi, dal quale si conosca che io sono l'Eterno, il vostro Dio. Ezec. 20:20
- Ma i figliuoli si ribellarono contro di me; non camminarono secondo le mie leggi, e non osservarono le mie prescrizioni per metterle in pratica: le leggi per le quali l'uomo che le mette in pratica vivrà; profanarono i miei sabati, ond'io parlai di riversare su loro il mio furore e di sfogare su loro la mia ira nel deserto. Ezec. 20:21
- e li contaminai coi loro propri doni, quando facevan passare per il fuoco ogni primogenito, per ridurli alla desolazione affinché conoscessero che io sono l'Eterno. Ezec. 20:26
- Perciò, figliuol d'uomo, parla alla casa d'Israele e di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: I vostri padri m'hanno ancora oltraggiato in questo, conducendosi perfidamente verso di me: Ezec. 20:27
- Perciò, di' alla casa d'Israele: Così parla il Signore, l'Eterno: Quando vi contaminate seguendo le vie de' vostri padri e vi prostituite ai loro idoli esecrandi Ezec. 20:30
- e quando, offrendo i vostri doni e facendo passare per il fuoco i vostri figliuoli, vi contaminate fino al dì d'oggi con tutti i vostri idoli, mi lascerei io consultare da voi, o casa d'Israele? Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, io non mi lascerò consultare da voi. Ezec. 20:31
- Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, con mano forte, con braccio disteso, con scatenamento di furore, io regnerò su voi! Ezec. 20:33
- come venni in giudizio coi vostri padri nel deserto del paese d'Egitto, così verrò in giudizio con voi, dice il Signore, l'Eterno; Ezec. 20:36
- Voi dunque, casa d'Israele, così parla il Signore, l'Eterno: Andate, servite ognuno ai vostri idoli, giacché non mi volete ascoltare! Ma il mio santo nome non lo profanerete più coi vostri doni e coi vostri idoli! Ezec. 20:39
- Poiché sul mio monte santo, sull'alto monte d'Israele, dice il Signore, l'Eterno, là tutti quelli della casa d'Israele, tutti quanti saranno nel paese, mi serviranno; là io mi compiacerò di loro, là io chiederò le vostre offerte e le primizie dei vostri doni in tutto quello che mi consacrerete. Ezec. 20:40
- e conoscerete che io sono l'Eterno, quando avrò agito con voi per amor del mio nome, e non secondo la vostra condotta malvagia, né secondo le vostre azioni corrotte, o casa d'Israele! dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 20:44
- e di' alla foresta del mezzodì: Ascolta la parola dell'Eterno! Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io accendo in te un fuoco che divorerà in te ogni albero verde e ogni albero secco; la fiamma dell'incendio non si estinguerà, e tutto ciò ch'è sulla faccia del suolo ne sarà divampato, dal mezzogiorno al settentrione; Ezec. 20:47
- e ogni carne vedrà che io, l'Eterno, son quegli che ha acceso il fuoco, che non s'estinguerà'. Ezec. 20:48
- Figliuol d'uomo, volta la faccia verso Gerusalemme, e rivolgi la parola ai luoghi santi, e profetizza contro il paese d'Israele; Ezec. 21:2
- E quando ti chiederanno: Perché gemi? rispondi: Per la notizia che sta per giungere; ogni cuore si struggerà, tutte le mani diverran fiacche, tutti gli spiriti verranno meno, tutte le ginocchia si scioglieranno in acqua. Ecco, la cosa giunge, ed avverrà! dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 21:7
- `Figliuol d'uomo, profetizza, e di': Così parla il Signore. Di': La spada! la spada! è aguzzata ed anche forbita: Ezec. 21:9
- Il Signore l'ha data a forbire, perché la s'impugni; la spada è aguzza, essa è forbita, per metterla in mano di chi uccide. Ezec. 21:11
- Grida e urla, figliuol d'uomo, poich'essa è per il mio popolo, è per tutti i principi d'Israele; essi son dati in balìa della spada col mio popolo; perciò percuotiti la coscia! Ezec. 21:12
- Poiché la prova è stata fatta; e che dunque, se perfino lo scettro sprezzante non sarà più? dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 21:13
- Io ho rivolto la punta della spada contro tutte le loro porte, perché il loro cuore si strugga e cresca il numero dei caduti; sì, essa è fatta per folgoreggiare, è aguzzata per il macello. Ezec. 21:15
- Spada! raccogliti! vòlgiti a destra, attenta! Volgiti a sinistra, dovunque è diretto il tuo filo! Ezec. 21:16
- E anch'io batterò le mani, e sfogherò il mio furore! Io, l'Eterno, son quegli che ho parlato'. Ezec. 21:17
- Poiché il re di Babilonia sta sul bivio, in capo alle due strade, per tirare presagi: scuote le frecce, consulta gl'idoli, esamina il fegato. Ezec. 21:21
- La sorte, ch'è nella destra, designa Gerusalemme per collocarvi degli arieti, per aprir la bocca a ordinare il massacro, per alzar la voce in gridi di guerra, per collocare gli arieti contro le porte, per elevare bastioni, per costruire delle torri. Ezec. 21:22
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Poiché avete fatto ricordare la vostra iniquità mediante le vostre manifeste trasgressioni, sì che i vostri peccati si manifestano in tutte le vostre azioni, poiché ne rievocate il ricordo, sarete presi dalla sua mano. Ezec. 21:24
- E tu, o empio, dannato alla spada, o principe d'Israele, il cui giorno è giunto al tempo del colmo dell'iniquità; Ezec. 21:25
- così parla il Signore, l'Eterno: La tiara sarà tolta, il diadema sarà levato; tutto sarà mutato; ciò ch'è in basso sarà innalzato; ciò ch'è in alto sarà abbassato. Ezec. 21:26
- Ruina! ruina! ruina! Questo farò di lei; anch'essa non sarà più, finché non venga colui a cui appartiene il giudizio, e al quale lo rimetterò. Ezec. 21:27
- E tu, figliuol d'uomo, profetizza, e di': Così parla il Signore, l'Eterno, riguardo ai figliuoli d'Ammon ed al loro obbrobrio; e di': La spada, la spada è sguainata; è forbita per massacrare, per divorare, per folgoreggiare. Ezec. 21:28
- Mentre s'hanno per te delle visioni vane, mentre s'hanno per te divinazioni bugiarde, essa ti farà cadere fra i cadaveri degli empi, il cui giorno è giunto al tempo del colmo dell'iniquità. Ezec. 21:29
- Tu sarai pascolo al fuoco, il tuo sangue sarà in mezzo al paese; tu non sarai più ricordata, perché io, l'Eterno, son quegli che ho parlato'. Ezec. 21:32
- Così parla il Signore, l'Eterno: O città, che spandi il sangue in mezzo a te perché il tuo tempo giunga, e che ti fai degl'idoli per contaminarti! Ezec. 22:3
- Per il sangue che hai sparso ti sei resa colpevole, e per gl'idoli che hai fatto ti sei contaminata; tu hai fatto avvicinare i tuoi giorni, e sei giunta al termine de' tuoi anni; perciò io ti espongo al vituperio delle nazioni e allo scherno di tutti i paesi. Ezec. 22:4
- Ecco, i principi d'Israele, ognuno secondo il suo potere, sono occupati in te a spandere il sangue; Ezec. 22:6
- In te c'è della gente che calunnia per spandere il sangue, in te si mangia sui monti, in mezzo a te si commettono scelleratezze. Ezec. 22:9
- In te si ricevono regali per spandere del sangue; tu prendi interesse, dài ad usura, trai guadagno dal prossimo con la violenza, e dimentichi me, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 22:12
- Il tuo cuore reggerà egli, o le tue mani saranno esse forti il giorno che io agirò contro di te? Io, l'Eterno, son quegli che ho parlato, e lo farò. Ezec. 22:14
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Poiché siete tutti diventati tante scorie, ecco, io vi raduno in mezzo a Gerusalemme. Ezec. 22:19
- Come si raduna l'argento, il rame, il ferro, il piombo e lo stagno in mezzo al fornello e si soffia nel fuoco per fonderli, così, nella mia ira e nel mio furore io vi radunerò, vi metterò là, e vi fonderò. Ezec. 22:20
- Come l'argento è fuso in mezzo al fornello, così voi sarete fusi in mezzo alla città; e voi saprete che io, l'Eterno, son quegli che riverso su di voi il mio furore'. Ezec. 22:22
- I suoi capi, in mezzo a lei, son come lupi che sbranano la loro preda: spandono il sangue, perdono le anime per saziare la loro cupidigia. Ezec. 22:27
- E i loro profeti intonacan loro tutto questo con malta che non regge: hanno delle visioni vane, pronostican loro la menzogna, e dicono: - Così parla il Signore, l'Eterno - mentre l'Eterno non ha parlato affatto. Ezec. 22:28
- Il popolo del paese si dà alla violenza, commette rapine, calpesta l'afflitto e il povero, opprime lo straniero, contro ogni equità. Ezec. 22:29
- Perciò, io riverserò su loro la mia indignazione; io li consumerò col fuoco della mia ira, e farò ricadere sul loro capo la loro condotta, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 22:31
- le quali si prostituirono in Egitto; si prostituirono nella loro giovinezza; là furon premute le loro mammelle, e là fu compresso il loro vergine seno. Ezec. 23:3
- Ella si prostituì con loro, ch'eran tutti il fior fiore de' figliuoli d'Assiria, e si contaminò con tutti quelli per i quali s'appassionava, con tutti i loro idoli. Ezec. 23:7
- Ed ella non abbandonò le prostituzioni che commetteva con gli Egiziani, quando questi giacevano con lei nella sua giovinezza, quando comprimevano il suo vergine seno e sfogavano su lei la loro lussuria. Ezec. 23:8
- Perciò, Oholiba, così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io susciterò contro di te i tuoi amanti, dai quali l'anima tua s'è alienata, e li farò venire contro di te da tutte le parti: Ezec. 23:22
- Essi vengono contro di te con armi, carri e ruote, e con una folla di popoli; con targhe, scudi, ed elmi si schierano contro di te d'ogni intorno; io rimetto in mano loro il giudizio, ed essi ti giudicheranno secondo le loro leggi. Ezec. 23:24
- Io darò corso alla mia gelosia contro di te, ed essi ti tratteranno con furore: ti taglieranno il naso e gli orecchi, e ciò che rimarrà di te cadrà per la spada; prenderanno i tuoi figliuoli e le tue figliuole, e ciò che rimarrà di te sarà divorato dal fuoco. Ezec. 23:25
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io ti do in mano di quelli che tu hai in odio, in mano di quelli, dai quali l'anima tua s'è alienata. Ezec. 23:28
- Essi ti tratteranno con odio, porteran via tutto il frutto del tuo lavoro, e ti lasceranno nuda e scoperta; e così saran messe allo scoperto la vergogna della tua impudicizia, la tua lussuria e le tue prostituzioni. Ezec. 23:29
- Così parla il Signore, l'Eterno: Tu berrai la coppa della tua sorella: coppa profonda ed ampia; sarai esposta alle risa ed alle beffe; la coppa è di gran capacità. Ezec. 23:32
- E tu la berrai, la vuoterai, ne morderai i pezzi, e te ne squarcerai il seno; poiché son io quegli che ho parlato, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 23:34
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Poiché tu m'hai dimenticato e m'hai buttato dietro alle spalle, porta dunque anche tu, la pena della tua scelleratezza e delle tue prostituzioni'. Ezec. 23:35
- Poiché han commesso adulterio, han del sangue sulle loro mani; han commesso adulterio coi loro idoli, e gli stessi figliuoli che m'avean partorito, li han fatti passare per il fuoco perché servisser loro di pasto. Ezec. 23:37
- E anche questo m'hanno fatto: in quel medesimo giorno han contaminato il mio santuario, e han profanato i miei sabati. Ezec. 23:38
- ti sei assisa sopra un letto sontuoso, davanti al quale era disposta una tavola; e su quella hai messo il mio profumo e il mio olio. Ezec. 23:41
- E là s'udiva il rumore d'una folla sollazzante, e oltre alla gente presa tra la folla degli uomini, sono stati introdotti degli ubriachi venuti dal deserto, che han messo de' braccialetti ai polsi delle due sorelle, e de' magnifici diademi sul loro capo. Ezec. 23:42
- Ma degli uomini giusti le giudicheranno, come si giudican le adultere, come si giudican le donne che spandono il sangue; perché sono adultere, e hanno del sangue sulle mani. Ezec. 23:45
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Sarà fatta salire contro di loro una moltitudine, ed esse saranno date in balìa del terrore e del saccheggio. Ezec. 23:46
- E la vostra scelleratezza vi sarà fatta ricadere addosso, e voi porterete la pena della vostra idolatria, e conoscerete che io sono il Signore, l'Eterno'. Ezec. 23:49
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta il nono anno, il decimo mese, il decimo giorno del mese, in questi termini: Ezec. 24:1
- `Figliuol d'uomo, scriviti la data di questo giorno, di quest'oggi! Oggi stesso, il re di Babilonia investe Gerusalemme. Ezec. 24:2
- E proponi una parabola a questa casa ribelle, e di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Metti, metti la pentola al fuoco, e versaci dentro dell'acqua; Ezec. 24:3
- Prendi il meglio del gregge, ammonta sotto la pentola le legna per far bollire le ossa; falla bollire a gran bollore, affinché anche le ossa che ci son dentro, cuociano. Ezec. 24:5
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Guai alla città sanguinaria, pentola piena di verderame, il cui verderame non si stacca! Vuotala de' pezzi, uno a uno, senza tirare a sorte! Ezec. 24:6
- Poiché il sangue che ha versato è in mezzo a lei; essa lo ha posto sulla roccia nuda; non l'ha sparso in terra, per coprirlo di polvere. Ezec. 24:7
- Per eccitare il furore, per farne vendetta, ho fatto mettere quel sangue sulla roccia nuda, perché non fosse coperto. Ezec. 24:8
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Guai alla città sanguinaria! Anch'io voglio fare un gran fuoco! Ezec. 24:9
- Ammonta le legna, fa' levar la fiamma, fa' cuocer bene la carne, fa' struggere il grasso, e fa' che le ossa si consumino! Ezec. 24:10
- Poi metti la pentola vuota sui carboni perché si riscaldi e il suo rame diventi rovente, affinché la sua impurità si strugga in mezzo ad essa, e il suo verderame sia consumato. Ezec. 24:11
- Ogni sforzo è inutile; il suo abbondante verderame non si stacca; il suo verderame non se n'andrà che mediante il fuoco. Ezec. 24:12
- V'è della scelleratezza nella tua impurità; poiché io t'ho voluto purificare e tu non sei diventata pura; non sarai più purificata della tua impurità, finché io non abbia sfogato su di te il mio furore. Ezec. 24:13
- Io, l'Eterno, son quegli che ho parlato; la cosa avverrà, io la compirò; non indietreggerò, non avrò pietà, non mi pentirò; tu sarai giudicata secondo la tua condotta, secondo le tue azioni, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 24:14
- Sospira in silenzio; non portar lutto per i morti, cingiti il capo col turbante, mettiti i calzari ai piedi, non ti coprire la barba, e non mangiare il pane che la gente ti manda'. Ezec. 24:17
- E il popolo mi disse: `Non ci spiegherai tu che cosa significhi quello che fai?' Ezec. 24:19
- Di' alla casa d'Israele: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io profanerò il mio santuario, l'orgoglio della vostra forza, la delizia degli occhi vostri, il desio dell'anima vostra; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole che avete lasciati a Gerusalemme, cadranno per la spada. Ezec. 24:21
- E voi farete come ho fatto io: non vi coprirete la barba e non mangerete il pane che la gente vi manda; Ezec. 24:22
- Ed Ezechiele sarà per voi un simbolo; tutto quello che fa lui, lo farete voi; e, quando queste cose accadranno, voi conoscerete che io sono il Signore, l'Eterno. Ezec. 24:24
- E tu, figliuol d'uomo, il giorno ch'io torrò loro ciò che fa la loro forza, la gioia della loro gloria, il desio de' loro occhi, la brama dell'anima loro, i loro figliuoli e le loro figliuole, Ezec. 24:25
- Ascoltate la parola del Signore, dell'Eterno: Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché tu hai detto: Ah! Ah! quando il mio santuario è stato profanato, quando il suolo d'Israele è stato desolato, e quando la casa di Giuda è andata in cattività, Ezec. 25:3
- ecco, io ti do in possesso de' figliuoli dell'Oriente, ed essi porranno in te i loro accampamenti, e stabiliranno in mezzo a te le loro dimore; e saranno essi che mangeranno i tuoi frutti, essi che berranno il tuo latte. Ezec. 25:4
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: Poiché tu hai applaudito, e battuto de' piedi, e ti sei rallegrato con tutto lo sprezzo che nutrivi nell'anima per la terra d'Israele, Ezec. 25:6
- Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché Moab e Seir dicono: Ecco, la casa di Giuda è come tutte le altre nazioni, Ezec. 25:8
- ecco, io aprirò il fianco di Moab dal lato delle città, dal lato delle città che stanno alle sue frontiere e sono lo splendore del paese, Beth-Ieschimoth, Baal-meon e Kiriathaim; Ezec. 25:9
- aprirò il fianco di Moab ai figliuoli dell'Oriente, nello stesso modo che aprirò loro il fianco de' figliuoli d'Ammon; e darò questi paesi in loro possesso, affinché i figliuoli d'Ammon non sian più mentovati fra le nazioni; Ezec. 25:10
- Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché quelli d'Edom si sono crudelmente vendicati della casa di Giuda e si sono resi gravemente colpevoli vendicandosi d'essa, Ezec. 25:12
- così parla il Signore, l'Eterno: Io stenderò la mia mano contro Edom, sterminerò uomini e bestie, ne farò un deserto fino da Theman, e fino a Dedan cadranno per la spada. Ezec. 25:13
- E rimetterò la mia vendetta sopra Edom nelle mani del mio popolo d'Israele; esso tratterà Edom secondo la mia ira e secondo il mio furore; ed essi conosceranno la mia vendetta, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 25:14
- Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché i Filistei si sono abbandonati alla vendetta e si sono crudelmente vendicati, collo sprezzo che nutrivano nell'anima, dandosi alla distruzione per odio antico, Ezec. 25:15
- così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io stenderò la mia mano contro i Filistei, sterminerò i Kerethei, e distruggerò il rimanente della costa del mare; Ezec. 25:16
- E avvenne, l'anno undecimo, il primo giorno del mese, che la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 26:1
- perciò così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi contro di te, o Tiro! Io farò salire contro di te molti popoli, come il mare fa salire le proprie onde. Ezec. 26:3
- Ella sarà, in mezzo al mare, un luogo da stender le reti, poiché son io quegli che ho parlato, dice il Signore, l'Eterno; ella sarà abbandonata al saccheggio delle nazioni; Ezec. 26:5
- Poiché così dice il Signore, l'Eterno: Ecco, io fo venire dal settentrione contro Tiro Nebucadnetsar, re di Babilonia, il re dei re, con de' cavalli, con de' carri e con de' cavalieri, e una gran folla di gente. Ezec. 26:7
- Con gli zoccoli de' suoi cavalli egli calpesterà tutte le tue strade; ucciderà il tuo popolo con la spada, e le colonne in cui riponi la tua forza cadranno a terra. Ezec. 26:11
- Essi faranno lor bottino delle tue ricchezze, saccheggeranno le tue mercanzie, abbatteranno le tue mura, distruggeranno le tue case deliziose, e getteranno in mezzo alle acque le tue pietre, il tuo legname, la tua polvere. Ezec. 26:12
- Io farò cessare il rumore de' tuoi canti, e il suono delle tue arpe non s'udrà più. Ezec. 26:13
- E ti ridurrò ad essere una roccia nuda; tu sarai un luogo da stendervi le reti; tu non sarai più riedificata, perché io, l'Eterno, son quegli che ho parlato, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 26:14
- Così parla il Signore, l'Eterno, a Tiro: Sì, al rumore della tua caduta, al gemito dei feriti a morte, al massacro che si farà in mezzo di te, tremeranno le isole. Ezec. 26:15
- Ora le isole tremeranno il giorno della tua caduta, le isole del mare saranno spaventate per la tua fine. Ezec. 26:18
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: Quando farò di te una città desolata come le città che non han più abitanti, quando farò salire su di te l'abisso e le grandi acque ti copriranno, Ezec. 26:19
- allora ti trarrò giù, con quelli che scendon nella fossa, fra il popolo d'un tempo, ti farò dimorare nelle profondità della terra, nelle solitudini eterne, con quelli che scendon nella fossa, perché tu non sia più abitata; mentre rimetterò lo splendore sulla terra de' viventi. Ezec. 26:20
- Io ti ridurrò uno spavento, e non sarai più; ti si cercherà ma non ti si troverà mai più, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 26:21
- e di' a Tiro che sta agli approdi del mare, che porta le mercanzie de' popoli a molte isole: Così parla il Signore, l'Eterno: O Tiro, tu dici: Io sono di una perfetta bellezza. Ezec. 27:3
- Il tuo dominio è nel cuore dei mari; i tuoi edificatori t'hanno fatto di una bellezza perfetta; Ezec. 27:4
- Il lino fino d'Egitto lavorato a ricami, t'ha servito per le tue vele e per le tue bandiere; la porpora e lo scarlatto delle isole d'Elisha formano i tuoi padiglioni. Ezec. 27:7
- I figliuoli d'Arvad e il tuo esercito guarniscono d'ogn'intorno le tue mura, e degli uomini prodi stanno nelle tue torri; essi sospendono le loro targhe tutt'intorno alle tue mura; essi rendon perfetta la tua bellezza. Ezec. 27:11
- I figliuoli di Dedan trafficano teco; il commercio di molte isole passa per le tue mani; ti pagano con denti d'avorio e con ebano. Ezec. 27:15
- Giuda e il paese d'Israele anch'essi trafficano teco, ti danno in pagamento grano di Minnith, pasticcerie, miele, olio e balsamo. Ezec. 27:17
- Le navi di Tarsis son la tua flotta per il tuo commercio. Così ti sei riempita, e ti sei grandemente arricchita nel cuore dei mari. Ezec. 27:25
- I tuoi rematori t'han menata nelle grandi acque; il vento d'oriente s'infrange nel cuore de' mari. Ezec. 27:26
- Le tue ricchezze, i tuoi mercati, la tua mercanzia, i tuoi marinai, i tuoi piloti, i tuoi calafati, i tuoi negozianti, tutta la tua gente di guerra ch'è in te, e tutta la moltitudine ch'è in mezzo a te, cadranno nel cuore de' mari, il giorno della tua rovina. Ezec. 27:27
- e tutti quelli che maneggiano il remo, i marinai e tutti i piloti del mare scenderanno dalle loro navi, e si terranno sulla terra ferma. Ezec. 27:29
- A causa di te si raderanno il capo, si cingeranno di sacchi; per te piangeranno con amarezza d'animo, con cordoglio amaro; Ezec. 27:31
- Tutti gli abitanti delle isole sono sbigottiti a causa di te; i loro re son presi da orribile paura, il loro aspetto è sconvolto. Ezec. 27:35
- `Figliuol d'uomo, di' al principe di Tiro: Così parla il Signore, l'Eterno: Il tuo cuore s'è fatto altero, e tu dici: Io sono un dio! Io sto assiso sopra un trono di Dio nel cuore de' mari! mentre sei un uomo e non un Dio, quantunque tu ti faccia un cuore simile al cuore d'un Dio. Ezec. 28:2
- con la tua gran saviezza e col tuo commercio hai accresciuto le tue ricchezze, e a motivo delle tue ricchezze il tuo cuore s'è fatto altero. Ezec. 28:5
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Poiché tu ti sei fatto un cuore come un cuore di Dio, Ezec. 28:6
- Tu morrai della morte degl'incirconcisi, per man di stranieri; poiché io ho parlato, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 28:10
- `Figliuol d'uomo, pronunzia una lamentazione sul re di Tiro, e digli: Così parla il Signore, l'Eterno: Tu mettevi il suggello alla perfezione, eri pieno di saviezza, di una bellezza perfetta; Ezec. 28:12
- eri in Eden il giardino di Dio; eri coperto d'ogni sorta di pietre preziose: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti erano al tuo servizio, preparati il giorno che fosti creato. Ezec. 28:13
- Il tuo cuore s'è fatto altero per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saviezza a motivo del tuo splendore; io ti getto a terra, ti do in ispettacolo ai re. Ezec. 28:17
- e di': Così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi contro di te, o Sidon! e io mi glorificherò in mezzo di te; e si conoscerà che io sono l'Eterno, quando avrò eseguiti i miei giudizi contro di lei, e mi sarò santificato in lei. Ezec. 28:22
- E non ci sarà più per la casa d'Israele né spina maligna né rovo irritante fra tutti i suoi vicini che la disprezzano; e si conoscerà che io sono il Signore, l'Eterno. Ezec. 28:24
- Così parla il Signore, l'Eterno: Quando avrò raccolto la casa d'Israele di mezzo ai popoli fra i quali essa è dispersa, io mi santificherò in loro nel cospetto delle nazioni, ed essi abiteranno il loro paese che io ho dato al mio servo Giacobbe; Ezec. 28:25
- vi abiteranno al sicuro; edificheranno case e pianteranno vigne; abiteranno al sicuro, quand'io avrò eseguito i miei giudizi su tutti quelli che li circondano e li disprezzano; e conosceranno che io sono l'Eterno, il loro Dio'. Ezec. 28:26
- L'anno decimo, il decimo mese, il dodicesimo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 29:1
- parla e di': Così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi contro di te, Faraone, re d'Egitto, gran coccodrillo, che giaci in mezzo ai tuoi fiumi, e dici: - Il mio fiume è mio, e son io che me lo son fatto! Ezec. 29:3
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io farò venire sopra di te la spada e sterminerò in mezzo a te uomini e bestie: Ezec. 29:8
- il paese d'Egitto sarà ridotto in una desolazione, in un deserto, e si conoscerà che io sono l'Eterno, perché Faraone ha detto: - Il fiume è mio, e son io che l'ho fatto! - Ezec. 29:9
- Perciò, eccomi contro di te e contro il tuo fiume; e ridurrò il paese d'Egitto in un deserto, in una desolazione, da Migdol a Syene, fino alle frontiere dell'Etiopia. Ezec. 29:10
- e ridurrò il paese d'Egitto in una desolazione in mezzo a contrade desolate, e le sue città saranno una desolazione, per quarant'anni, in mezzo a città devastate; e disperderò gli Egiziani fra le nazioni, e li spargerò per tutti i paesi. Ezec. 29:12
- Poiché, così parla il Signore, l'Eterno: Alla fine dei quarant'anni io raccoglierò gli Egiziani di fra i popoli dove saranno stati dispersi, Ezec. 29:13
- L'Egitto sarà il più umile dei regni, e non si eleverà più sopra le nazioni; e io ridurrò il loro numero, perché non dominino più sulle nazioni; Ezec. 29:15
- e la casa d'Israele non riporrà più la sua fiducia in quelli che le ricorderanno l'iniquità da lei commessa quando si volgeva verso di loro; e si conoscerà che io sono il Signore, l'Eterno'. Ezec. 29:16
- E il ventisettesimo anno, il primo mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 29:17
- `Figliuol d'uomo, Nebucadnetsar, re di Babilonia, ha fatto fare al suo esercito un duro servizio contro Tiro; ogni testa n'è divenuta calva, ogni spalla scorticata; e né egli né il suo esercito hanno ricavato da Tiro alcun salario del servizio ch'egli ha fatto contro di essa. Ezec. 29:18
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io do a Nebucadnetsar, re di Babilonia, il paese d'Egitto; ed egli ne porterà via le ricchezze, lo spoglierà d'ogni sua spoglia, vi prederà ciò che v'è da predare, e questo sarà il salario del suo esercito. Ezec. 29:19
- Come retribuzione del servizio ch'egli ha fatto contro Tiro, io gli do il paese d'Egitto, poiché han lavorato per me, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 29:20
- `Figliuol d'uomo, profetizza e di': Così parla il Signore, l'Eterno: Urlate: Ahi, che giorno! Ezec. 30:2
- Poiché il giorno è vicino, è vicino il giorno dell'Eterno: giorno di nuvole, il tempo delle nazioni. Ezec. 30:3
- Così parla l'Eterno: Quelli che sostengono l'Egitto cadranno, e l'orgoglio della sua forza sarà abbattuto: da Migdol a Syene essi cadranno per la spada, dice il Signore, l'Eterno, Ezec. 30:6
- e conosceranno che io sono l'Eterno, quando metterò il fuoco all'Egitto, e tutti i suoi ausiliari saranno fiaccati. Ezec. 30:8
- In quel giorno, partiranno de' messi dalla mia presenza su delle navi per spaventare l'Etiopia nella sua sicurtà; e regnerà fra loro il terrore come nel giorno dell'Egitto; poiché, ecco, la cosa sta per avvenire. Ezec. 30:9
- Così parla il Signore, l'Eterno: Io farò sparire la moltitudine dell'Egitto, per man di Nebucadnetsar, re di Babilonia. Ezec. 30:10
- Egli e il suo popolo con lui, i più violenti fra le nazioni, saranno condotti a distruggere il paese; sguaineranno le spade contro l'Egitto, e riempiranno il paese d'uccisi. Ezec. 30:11
- E io muterò i fiumi in luoghi aridi, darò il paese in balìa di gente malvagia, e per man di stranieri desolerò il paese e tutto ciò che contiene. Io, l'Eterno, son quegli che ho parlato. Ezec. 30:12
- Così parla il Signore, l'Eterno: Io sterminerò da Nof gl'idoli, e ne farò sparire i falsi dèi; non ci sarà più principe che venga dal paese d'Egitto, e metterò lo spavento nel paese d'Egitto. Ezec. 30:13
- riverserò il mio furore sopra Sin, la fortezza dell'Egitto, e sterminerò la moltitudine di No. Ezec. 30:15
- Appiccherò il fuoco all'Egitto; Sin si torcerà dal dolore, No sarà squarciata, Nof sarà presa da nemici in pieno giorno. Ezec. 30:16
- E a Tahpanes il giorno s'oscurerà, quand'io spezzerò quivi i gioghi imposti dall'Egitto; e l'orgoglio della sua forza avrà fine. Quanto a lei, una nuvola la coprirà, e le sue figliuole andranno in cattività. Ezec. 30:18
- L'anno undicesimo, il primo mese, il settimo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 30:20
- `Figliuol d'uomo, io ho spezzato il braccio di Faraone, re d'Egitto; ed ecco, il suo braccio non è stato fasciato applicandovi rimedi e mettendovi delle bende per fasciarlo e fortificarlo, in guisa da poter maneggiare una spada. Ezec. 30:21
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi contro Faraone, re d'Egitto, per spezzargli le braccia, tanto quello ch'è ancora forte, quanto quello ch'è già spezzato; e gli farò cader di mano la spada. Ezec. 30:22
- Fortificherò le braccia del re di Babilonia, e le braccia di Faraone cadranno; e si conoscerà che io sono l'Eterno, quando metterò la mia spada in man del re di Babilonia, ed egli la volgerà contro il paese d'Egitto. Ezec. 30:25
- L'anno undecimo, il terzo mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 31:1
- Ecco, l'Assiro era un cedro del Libano, dai bei rami, dall'ombra folta, dal tronco slanciato, dalla vetta sporgente tra il folto de' rami. Ezec. 31:3
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Perché era salito a tanta altezza e sporgeva la sua vetta tra il folto de' rami e perché il suo cuore s'era insuperbito della sua altezza, Ezec. 31:10
- Così è avvenuto affinché gli alberi tutti piantati presso alle acque non sian fieri della propria altezza, non sporgan più la vetta fra il folto de' rami, e tutti gli alberi potenti che si dissetano alle acque non persistano nella loro fierezza; poiché tutti quanti son dati alla morte, alle profondità della terra, assieme ai figliuoli degli uomini, a quelli che scendono nella fossa. Ezec. 31:14
- Così parla il Signore, l'Eterno: Il giorno ch'ei discese nel soggiorno de' morti, io feci fare cordoglio; a motivo di lui velai l'abisso, ne arrestai i fiumi, e le grandi acque furon fermate; a motivo di lui abbrunai il Libano, e tutti gli alberi de' campi vennero meno a motivo di lui. Ezec. 31:15
- Anch'essi discesero con lui nel soggiorno de' morti, verso quelli che la spada ha uccisi: verso quelli che erano il suo braccio, e stavano alla sua ombra in mezzo alle nazioni. Ezec. 31:17
- A chi dunque somigli tu per gloria e per grandezza fra gli alberi d'Eden? Così tu sarai precipitato con gli alberi d'Eden nelle profondità della terra; tu giacerai in mezzo agl'incirconcisi, fra quelli che la spada ha uccisi. Tal sarà di Faraone con tutta la sua moltitudine, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 31:18
- L'anno dodicesimo, il dodicesimo mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 32:1
- Così parla il Signore, l'Eterno: Io stenderò su di te la mia rete mediante gran moltitudine di popoli, i quali ti trarranno fuori con la mia rete; Ezec. 32:3
- annaffierò del tuo sangue, fin sui monti, il paese dove nuoti; e i canali saran ripieni di te. Ezec. 32:6
- Quando t'estinguerò, velerò i cieli e ne oscurerò le stelle; coprirò il sole di nuvole, e la luna non darà la sua luce. Ezec. 32:7
- Per via di te, oscurerò tutti i luminari che splendono in cielo, e stenderò le tenebre sul tuo paese, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 32:8
- Affliggerò il cuore di molti popoli, quando farò giungere la notizia della tua ruina fra le nazioni, in paesi che tu non conosci; Ezec. 32:9
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: La spada del re di Babilonia ti piomberà addosso. Ezec. 32:11
- Io farò cadere la moltitudine del tuo popolo per la spada d'uomini potenti, tutti quanti i più violenti fra le nazioni, ed essi distruggeranno il fasto dell'Egitto, e tutta la sua moltitudine sarà annientata. Ezec. 32:12
- E farò perire tutto il suo bestiame di sulle rive delle grandi acque; nessun piede d'uomo le intorbiderà più, non le intorbiderà più unghia di bestia. Ezec. 32:13
- Allora lascerò posare le loro acque, e farò scorrere i loro fiumi come olio, dice il Signore, l'Eterno, Ezec. 32:14
- quando avrò ridotto il paese d'Egitto in una desolazione, in un paese spogliato di ciò che conteneva, e quando ne avrò colpito tutti gli abitanti; e si conoscerà che io sono l'Eterno. Ezec. 32:15
- Ecco la lamentazione che sarà pronunziata; la pronunzieranno le figliuole delle nazioni; pronunzieranno questa lamentazione sull'Egitto e su tutta la sua moltitudine, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 32:16
- Il dodicesimo anno, il quindicesimo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 32:17
- I suoi sepolcri son posti nelle profondità della fossa, e la sua moltitudine sta attorno al suo sepolcro; tutti sono uccisi, caduti per la spada, essi che spandevano il terrore sulla terra de' viventi. Ezec. 32:23
- Là è Elam con tutta la sua moltitudine, attorno al suo sepolcro; tutti sono uccisi, caduti per la spada, incirconcisi scesi nelle profondità della terra: essi, che spandevano il terrore sulla terra de' viventi; e han portato il loro obbrobrio con quelli che scendono nella fossa. Ezec. 32:24
- Han fatto un letto, per lui e per la sua moltitudine, in mezzo a quelli che sono stati uccisi; attorno a lui stanno i suoi sepolcri; tutti costoro sono incirconcisi, sono morti per la spada, perché spandevano il terrore sulla terra de' viventi; e hanno portato il loro obbrobrio con quelli che scendono nella fossa; sono stati messi fra gli uccisi. Ezec. 32:25
- Là è Mescec, Tubal e tutta la loro moltitudine; attorno a loro stanno i lor sepolcri; tutti costoro sono incirconcisi, uccisi dalla spada, perché spandevano il terrore sulla terra de' viventi. Ezec. 32:26
- Non giacciono coi prodi che sono caduti fra gl'incirconcisi, che sono scesi nel soggiorno de' morti con le loro armi da guerra, e sotto il capo de' quali sono state poste le loro spade; ma le loro iniquità stanno sulle loro ossa, perché erano il terrore de' prodi sulla terra de' viventi. Ezec. 32:27
- Là è Edom coi suoi re e con tutti i suoi principi, i quali, nonostante tutto il loro valore, sono stati messi cogli uccisi di spada. Anch'essi giacciono con gl'incirconcisi e con quelli che scendono nella fossa. Ezec. 32:29
- Là son tutti i principi del settentrione e tutti i Sidonî, che son discesi in mezzo agli uccisi, coperti d'onta, nonostante il terrore che incuteva la loro bravura. Giacciono incirconcisi con gli uccisi di spada, e portano il loro obbrobrio con quelli che scendono nella fossa. Ezec. 32:30
- Faraone li vedrà, e si consolerà d'aver perduto tutta la sua moltitudine; Faraone e tutto il suo esercito saranno uccisi per la spada, dice il Signore, l'Eterno, Ezec. 32:31
- poiché io spanderò il mio terrore nella terra de' viventi; e Faraone con tutta la sua moltitudine sarà posto a giacere in mezzo agl'incirconcisi, con quelli che sono stati uccisi dalla spada, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 32:32
- `Figliuol d'uomo, parla ai figliuoli del tuo popolo, e di' loro: Quando io farò venire la spada contro un paese, e il popolo di quel paese prenderà nel proprio seno un uomo e se lo stabilirà come sentinella, Ezec. 33:2
- ed egli, vedendo venire la spada contro il paese, sonerà il corno e avvertirà il popolo, Ezec. 33:3
- se qualcuno, pur udendo il suono del corno, non se ne cura, e la spada viene e lo porta via, il sangue di quel tale sarà sopra il suo capo; Ezec. 33:4
- egli ha udito il suono del corno, e non se n'è curato; il suo sangue sarà sopra lui; se se ne fosse curato, avrebbe scampato la sua vita. Ezec. 33:5
- Ma se la sentinella vede venir la spada e non suona il corno, e il popolo non è stato avvertito, e la spada viene e porta via qualcuno di loro, questi sarà portato via per la propria iniquità, ma io domanderò conto del suo sangue alla sentinella. Ezec. 33:6
- Di' loro: Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvage! E perché morreste voi, o casa d'Israele? Ezec. 33:11
- E tu, figliuol d'uomo, di' ai figliuoli del tuo popolo: La giustizia del giusto non lo salverà nel giorno della sua trasgressione; e l'empio non cadrà per la sua empietà nel giorno in cui si sarà ritratto dalla sua empietà; nello stesso modo che il giusto non potrà vivere per la sua giustizia nel giorno in cui peccherà. Ezec. 33:12
- se rende il pegno, se restituisce ciò che ha rapito, se cammina secondo i precetti che danno la vita, senza commettere l'iniquità, per certo egli vivrà, non morrà; Ezec. 33:15
- Quando il giusto si ritrae dalla sua giustizia e commette l'iniquità, egli muore a motivo di questo; Ezec. 33:18
- e quando l'empio si ritrae dalla sua empietà e si conduce secondo il diritto e la giustizia, a motivo di questo, vive. Ezec. 33:19
- Il dodicesimo anno della nostra cattività, il decimo mese, il quinto giorno del mese, un fuggiasco da Gerusalemme venne a me, e mi disse: - La città è presa! - Ezec. 33:21
- `Figliuol d'uomo, gli abitanti di quelle rovine, nel paese d'Israele, dicono: - Abrahamo era solo, eppure ebbe il possesso del paese; e noi siamo molti, il possesso del paese è dato a noi. Ezec. 33:24
- Perciò di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Voi mangiate la carne col sangue, alzate gli occhi verso i vostri idoli, spargete il sangue, e possedereste il paese? Ezec. 33:25
- Voi v'appoggiate sulla vostra spada, commettete abominazioni, ciascun di voi contamina la moglie del prossimo, e possedereste il paese? Ezec. 33:26
- Di' loro così: Così parla il Signore, l'Eterno: Com'è vero ch'io vivo, quelli che stanno fra quelle ruine cadranno per la spada; quelli che son per i campi li darò in pasto alle bestie; e quelli che son nelle fortezze e nelle caserme morranno di peste! Ezec. 33:27
- E io ridurrò il paese in una desolazione, in un deserto; l'orgoglio della sua forza verrà meno, e i monti d'Israele saranno così desolati, che nessuno vi passerà più. Ezec. 33:28
- Ed essi conosceranno che io sono l'Eterno, quando avrò ridotto il paese in una desolazione, in un deserto, per tutte le abominazioni che hanno commesse. Ezec. 33:29
- E vengon da te come fa la folla, e il mio popolo si siede davanti a te, e ascolta le tue parole, ma non le mette in pratica; perché, con la bocca fa mostra di molto amore, ma il suo cuore va dietro alla sua cupidigia. Ezec. 33:31
- `Figliuol d'uomo, profetizza contro i pastori d'Israele; profetizza, e di' a quei pastori: Così parla il Signore, l'Eterno: Guai ai pastori d'Israele, che non han fatto se non pascer se stessi! Non è forse il gregge quello che i pastori debbon pascere? Ezec. 34:2
- Voi mangiate il latte, vi vestite della lana, ammazzate ciò ch'è ingrassato, ma non pascete il gregge. Ezec. 34:3
- Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, poiché le mie pecore sono abbandonate alla rapina; poiché le mie pecore, essendo senza pastore, servon di pasto a tutte le fiere de' campi, e i miei pastori non cercano le mie pecore; poiché i pastori pascon se stessi e non pascono le mie pecore, Ezec. 34:8
- Così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi contro i pastori; io ridomanderò le mie pecore alle loro mani; li farò cessare dal pascer le pecore; i pastori non pasceranno più se stessi; io strapperò le mie pecore dalla loro bocca, ed esse non serviran più loro di pasto. Ezec. 34:10
- Poiché, così dice il Signore, l'Eterno: Eccomi! io stesso domanderò delle mie pecore, e ne andrò in cerca. Ezec. 34:11
- Come un pastore va in cerca del suo gregge il giorno che si trova in mezzo alle sue pecore disperse, così io andrò in cerca delle mie pecore, e le ritrarrò da tutti i luoghi dove sono state disperse in un giorno di nuvole e di tenebre; Ezec. 34:12
- Io stesso pascerò le mie pecore, e io stesso le farò riposare, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 34:15
- E quant'è a voi, o pecore mie, così dice il Signore, l'Eterno: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri. Ezec. 34:17
- Vi par egli troppo poco il pascolare in questo buon pascolo, che abbiate a pestare co' piedi ciò che rimane del vostro pascolo? il bere le acque più chiare, che abbiate a intorbidare co' piedi quel che ne resta? Ezec. 34:18
- Perciò, così dice loro il Signore, l'Eterno: Eccomi, io stesso giudicherò fra la pecora grassa e la pecora magra. Ezec. 34:20
- E susciterò sopra d'esse un solo pastore, che le pascolerà: il mio servo Davide; egli le pascolerà, egli sarà il loro pastore. Ezec. 34:23
- E io, l'Eterno, sarò il loro Dio, e il mio servo Davide sarà principe in mezzo a loro. Io, l'Eterno, son quegli che ho parlato. Ezec. 34:24
- L'albero dei campi darà il suo frutto, e la terra darà i suoi prodotti. Esse staranno al sicuro sul loro suolo, e conosceranno che io sono l'Eterno, quando spezzerò le sbarre del loro giogo e le libererò dalla mano di quelli che le tenevano schiave. Ezec. 34:27
- E conosceranno che io, l'Eterno, l'Iddio loro, sono con esse, e che esse, la casa d'Israele, sono il mio popolo, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 34:30
- E voi, pecore mie, pecore del mio pascolo, siete uomini, e io sono il vostro Dio, dice l'Eterno'. Ezec. 34:31
- `Figliuol d'uomo, volgi la tua faccia verso il monte di Seir, e profetizza contro di esso, Ezec. 35:2
- e digli: Così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi a te, o monte di Seir! Io stenderò la mia mano contro di te, e ti renderò una solitudine, un deserto. Ezec. 35:3
- com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, io ti metterò a sangue, e il sangue t'inseguirà; giacché non hai avuto in odio il sangue, il sangue t'inseguirà. Ezec. 35:6
- E ridurrò il monte di Seir in una solitudine, in un deserto, e ne sterminerò chi va e chi viene. Ezec. 35:7
- com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, io agirò con l'ira e con la gelosia, che tu hai mostrate nel tuo odio contro di loro; e mi farò conoscere in mezzo a loro, quando ti giudicherò. Ezec. 35:11
- Così parla il Signore, l'Eterno: Quando tutta la terra si rallegrerà, io ti ridurrò in una desolazione. Ezec. 35:14
- Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché il nemico ha detto di voi: - Ah! ah! queste alture eterne son diventate nostro possesso! - tu profetizza, e di': Ezec. 36:2
- Così parla il Signore, l'Eterno: Sì, poiché da tutte le parti han voluto distruggervi e inghiottirvi perché diventaste possesso del resto delle nazioni, e perché siete stati oggetto de' discorsi delle male lingue e delle maldicenze della gente, Ezec. 36:3
- perciò, o monti d'Israele, ascoltate la parola del Signore, dell'Eterno! Così parla il Signore, l'Eterno, ai monti e ai colli, ai burroni ed alle valli, alle ruine desolate e alle città abbandonate, che sono state date in balìa del saccheggio e delle beffe delle altre nazioni d'ogn'intorno; Ezec. 36:4
- così parla il Signore, l'Eterno: Sì, nel fuoco della mia gelosia, io parlo contro il resto delle altre nazioni e contro Edom tutto quanto, che hanno fatto del mio paese il loro possesso con tutta la gioia del loro cuore e con tutto lo sprezzo dell'anima loro, per ridurlo in bottino. Ezec. 36:5
- Perciò, profetizza sopra la terra d'Israele, e di' ai monti e ai colli, ai burroni ed alle valli: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io parlo nella mia gelosia e nel mio furore, perché voi portate l'obbrobrio delle nazioni. Ezec. 36:6
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Io l'ho giurato! Le nazioni che vi circondano porteranno anch'esse il loro obbrobrio; Ezec. 36:7
- Io farò camminar su voi degli uomini, il mio popolo d'Israele. Essi ti possederanno, o paese; tu sarai la loro eredità, e non li priverai più de' loro figliuoli. Ezec. 36:12
- Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché vi si dice: - Tu, o paese, hai divorato gli uomini, hai privato la tua nazione de' suoi figliuoli, - Ezec. 36:13
- tu non divorerai più gli uomini, e non priverai più la tua nazione de' suoi figliuoli, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 36:14
- Io non ti farò più udire gli oltraggi delle nazioni, e tu non porterai più l'obbrobrio de' popoli, e non farai più cader la tua gente, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 36:15
- `Figliuol d'uomo, quando quelli della casa d'Israele abitavano il loro paese, lo contaminavano con la loro condotta e con le loro azioni; la loro condotta era nel mio cospetto come la immondezza della donna quand'è impura. Ezec. 36:17
- Ond'io riversai su loro il mio furore a motivo del sangue che aveano sparso sul paese, e perché l'aveano contaminato coi loro idoli; Ezec. 36:18
- E, giunti fra le nazioni dove sono andati, hanno profanato il nome mio santo, giacché si diceva di loro: - Costoro sono il popolo dell'Eterno, e sono usciti dal suo paese. - Ezec. 36:20
- Perciò, di' alla casa d'Israele: Così parla il Signore, l'Eterno: Io agisco così, non per cagion di voi, o casa d'Israele, ma per amore del nome mio santo, che voi avete profanato fra le nazioni dove siete andati. Ezec. 36:22
- E io santificherò il mio gran nome che è stato profanato fra le nazioni, in mezzo alle quali voi l'avete profanato; e le nazioni conosceranno che io sono l'Eterno, dice il Signore, l'Eterno, quand'io mi santificherò in voi, sotto gli occhi loro. Ezec. 36:23
- E vi darò un cuor nuovo, e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; torrò dalla vostra carne il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. Ezec. 36:26
- Metterò dentro di voi il mio spirito, e farò sì che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni. Ezec. 36:27
- Io vi libererò da tutte le vostre impurità; chiamerò il frumento, lo farò abbondare, e non manderò più contro di voi la fame; Ezec. 36:29
- e farò moltiplicare il frutto degli alberi e il prodotto de' campi, affinché non siate più esposti all'obbrobrio della fame tra le nazioni. Ezec. 36:30
- Non è per amor di voi, che agisco così, dice il Signore, l'Eterno: siavi pur noto! Vergognatevi, e siate confusi a motivo delle vostre vie, o casa d'Israele! Ezec. 36:32
- Così parla il Signore, l'Eterno: Il giorno che io vi purificherò di tutte le vostre iniquità, farò sì che le città saranno abitate, e le ruine saranno ricostruite; Ezec. 36:33
- e si dirà: Questa terra ch'era desolata, è divenuta come il giardino d'Eden; e queste città ch'erano deserte, desolate, ruinate, sono fortificate e abitate. Ezec. 36:35
- E le nazioni che saran rimaste attorno a voi conosceranno che io, l'Eterno, son quegli che ha ricostruito i luoghi ruinati, e ripiantato il luogo deserto. Io, l'Eterno, son quegli che parlo, e che mando la cosa ad effetto. Ezec. 36:36
- Così parla il Signore, l'Eterno: Anche in questo mi lascerò supplicare dalla casa d'Israele, e glielo concederò: io moltiplicherò loro gli uomini come un gregge. Ezec. 36:37
- E mi disse: `Figliuol d'uomo, queste ossa potrebbero esse rivivere?' E io risposi: `O Signore, o Eterno, tu il sai'. Ezec. 37:3
- Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito, e voi rivivrete; Ezec. 37:5
- Allora egli mi disse: `Profetizza allo spirito, profetizza, figliuol d'uomo, e di' allo spirito: Così parla il Signore, l'Eterno: Vieni dai quattro venti, o spirito, soffia su questi uccisi, e fa' che rivivano!' Ezec. 37:9
- Perciò, profetizza e di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io aprirò i vostri sepolcri, vi trarrò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi ricondurrò nel paese d'Israele. Ezec. 37:12
- E metterò in voi il mio spirito, e voi tornerete alla vita; vi porrò sul vostro suolo, e conoscerete che io, l'Eterno, ho parlato e ho messo la cosa ad effetto, dice l'Eterno'. Ezec. 37:14
- tu rispondi loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò il pezzo di legno di Giuseppe ch'è in mano d'Efraim e le tribù d'Israele che sono a lui associate, e li unirò a questo, ch'è il pezzo di legno di Giuda, e ne farò un solo legno, in modo che saranno una sola cosa nella mia mano. Ezec. 37:19
- E di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò i figliuoli d'Israele di fra le nazioni dove sono andati, li radunerò da tutte le parti, e li ricondurrò nel loro paese; Ezec. 37:21
- Il mio servo Davide sarà re sopra loro, ed essi avranno tutti un medesimo pastore; cammineranno secondo le mie prescrizioni, osserveranno le mie leggi, e le metteranno in pratica; Ezec. 37:24
- e abiteranno nel paese che io detti al mio servo Giacobbe, e dove abitarono i vostri padri; vi abiteranno essi, i loro figliuoli e i figliuoli dei loro figliuoli in perpetuo; e il mio servo Davide sarà loro principe in perpetuo. Ezec. 37:25
- E io fermerò con loro un patto di pace: sarà un patto perpetuo con loro; li stabilirò fermamente, li moltiplicherò, e metterò il mio santuario in mezzo a loro per sempre; Ezec. 37:26
- E le nazioni conosceranno che io sono l'Eterno che santifico Israele, quando il mio santuario sarà per sempre in mezzo ad essi. Ezec. 37:28
- Così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi da te, o Gog, principe sovrano di Mescec e di Tubal! Ezec. 38:3
- Io ti menerò via, ti metterò degli uncini nelle mascelle e ti trarrò fuori, te e tutto il tuo esercito, cavalli e cavalieri, tutti quanti vestiti pomposamente, gran moltitudine con targhe e scudi, tutti maneggianti la spada; Ezec. 38:4
- Dopo molti giorni tu riceverai l'ordine; negli ultimi anni verrai contro il paese sottratto alla spada, contro la nazione raccolta di fra molti popoli, sui monti d'Israele, che sono stati per tanto tempo deserti; ma, tratta fuori di fra i popoli, essa abiterà tutta quanta al sicuro. Ezec. 38:8
- Tu salirai, verrai come un uragano; sarai come una nuvola che sta per coprire il paese, tu con tutte le tue schiere e coi popoli numerosi che son teco. Ezec. 38:9
- Così parla il Signore, l'Eterno: In quel giorno, de' pensieri ti sorgeranno in cuore, e concepirai un malvagio disegno. Ezec. 38:10
- Perciò, figliuol d'uomo, profetizza, e di' a Gog: Così parla il Signore, l'Eterno: In quel giorno, quando il mio popolo d'Israele dimorerà al sicuro, tu lo saprai; Ezec. 38:14
- e salirai contro il mio popolo d'Israele, come una nuvola che sta per coprire il paese. Questo avverrà alla fine de' giorni: io ti condurrò contro il mio paese affinché le nazioni mi conoscano, quand'io mi santificherò in te sotto gli occhi loro, o Gog! Ezec. 38:16
- Così parla il Signore, l'Eterno: Non sei tu quello del quale io parlai ai tempi antichi mediante i miei servi, i profeti d'Israele, i quali profetarono allora per degli anni che io ti farei venire contro di loro? Ezec. 38:17
- In quel giorno, nel giorno che Gog verrà contro la terra d'Israele, dice il Signore, l'Eterno, il mio furore mi monterà nelle narici; Ezec. 38:18
- Io chiamerò contro di lui la spada su tutti i miei monti, dice il Signore, l'Eterno; la spada d'ognuno si volgerà contro il suo fratello. Ezec. 38:21
- E tu, figliuol d'uomo, profetizza contro Gog, e di': Così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi da te, o Gog, principe sovrano di Mescec e di Tubal! Ezec. 39:1
- Tu cadrai sulla faccia de' campi, poiché io ho parlato, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 39:5
- E manderò il fuoco su Magog e su quelli che abitano sicuri nelle isole; e conosceranno che io sono l'Eterno. Ezec. 39:6
- E farò conoscere il mio nome santo in mezzo al mio popolo d'Israele, e non lascerò più profanare il mio nome santo; e le nazioni conosceranno che io sono l'Eterno, il Santo in Israele. Ezec. 39:7
- Ecco, la cosa sta per avvenire, si effettuerà, dice il Signore, l'Eterno; questo è il giorno di cui io ho parlato. Ezec. 39:8
- non porteranno legna dai campi, e non ne taglieranno nelle foreste; giacché faran del fuoco con quelle armi; e spoglieranno quelli che li spogliavano, e prederanno quelli che li predavano, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 39:10
- La casa d'Israele li sotterrerà per purificare il paese; e ciò durerà sette mesi. Ezec. 39:12
- Tutto il popolo del paese li sotterrerà; e per questo ei salirà in fama il giorno in cui mi glorificherò, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 39:13
- E metteranno da parte degli uomini i quali percorreranno del continuo il paese a sotterrare, con l'aiuto de' viandanti, i corpi che saran rimasti sul suolo del paese, per purificarlo; alla fine dei sette mesi faranno questa ricerca. Ezec. 39:14
- E quando i viandanti passeranno per il paese, chiunque di loro vedrà delle ossa umane, rizzerà lì vicino un segnale, finché i seppellitori non le abbiano sotterrate nella Valle di Hamon-Gog. Ezec. 39:15
- E Hamonah sarà pure il nome d'una città. E così purificheranno il paese. Ezec. 39:16
- E tu, figliuol d'uomo, così parla il Signore, l'Eterno: Di' agli uccelli d'ogni specie e a tutte le bestie dei campi: Riunitevi, e venite! Raccoglietevi da tutte le parti attorno al banchetto del sacrificio che sto per immolare per voi, del gran sacrificio sui monti d'Israele! Voi mangerete carne e berrete sangue. Ezec. 39:17
- e alla mia mensa sarete saziati di carne di cavalli e di bestie da tiro, di prodi e di guerrieri d'ogni sorta, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 39:20
- E io manifesterò la mia gloria fra le nazioni, e tutte le nazioni vedranno il giudizio che io eseguirò, e la mia mano che metterò su loro. Ezec. 39:21
- E da quel giorno in poi la casa d'Israele conoscerà che io sono l'Eterno, il suo Dio; Ezec. 39:22
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Ora io farò tornare Giacobbe dalla cattività, e avrò pietà di tutta la casa d'Israele, e sarò geloso del mio santo nome. Ezec. 39:25
- Ed essi avran finito di portare il loro obbrobrio e la pena di tutte le infedeltà che hanno commesse contro di me, quando dimoreranno al sicuro nel loro paese, e non vi sarà più alcuno che li spaventi; Ezec. 39:26
- ed essi conosceranno che io sono l'Eterno, il loro Dio, quando, dopo averli fatti andare in cattività fra le nazioni, li avrò raccolti nel loro paese; e non lascerò là più alcuno d'essi; Ezec. 39:28
- e non nasconderò più loro la mia faccia, perché avrò sparso il mio spirito sulla casa d'Israele, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 39:29
- L'anno venticinquesimo della nostra cattività, al principio dell'anno, il decimo giorno del mese, quattordici anni dopo la presa della città, in quello stesso giorno, la mano dell'Eterno fu sopra me, ed egli mi trasportò nel paese d'Israele. Ezec. 40:1
- Egli mi menò là, ed ecco che v'era un uomo, il cui aspetto era come aspetto di rame; aveva in mano una corda di lino e una canna da misurare, e stava in piè sulla porta. Ezec. 40:3
- Ogni camera di guardia aveva una canna di lunghezza, e una canna di larghezza. Fra le camere era uno spazio di cinque cubiti. La soglia della porta verso il vestibolo della porta, dal lato della casa, era d'una canna. Ezec. 40:7
- Misurò il vestibolo della porta dal lato della casa, ed era una canna. Ezec. 40:8
- Misurò il vestibolo della porta, ed era otto cubiti; i suoi pilastri, ed erano due cubiti. Il vestibolo della porta era dal lato della casa. Ezec. 40:9
- Contò sessanta cubiti per i pilastri, e dopo i pilastri veniva il cortile tutt'attorno alle porte. Ezec. 40:14
- Lo spazio fra la porta d'ingresso e il vestibolo della porta interna era di cinquanta cubiti. Ezec. 40:15
- Il lastrico era allato alle porte, e corrispondeva alla lunghezza delle porte; era il lastrico inferiore. Ezec. 40:18
- E il cortile interno aveva una porta dal lato di mezzogiorno; ed egli misurò da porta a porta, in direzione di mezzogiorno, cento cubiti. Ezec. 40:27
- E nel vestibolo della porta c'erano due tavole di qua e due tavole di là per scannarvi su gli olocausti, i sacrifizi per il peccato e per la colpa. Ezec. 40:39
- E a uno de' lati esterni, a settentrione di chi saliva all'ingresso della porta, c'erano due tavole; e dall'altro lato, verso il vestibolo della porta, c'erano due tavole. Ezec. 40:40
- e la camera che guarda verso settentrione è per i sacerdoti incaricati del servizio dell'altare; i figliuoli di Tsadok son quelli che, tra i figliuoli di Levi, s'accostano all'Eterno per fare il suo servizio'. Ezec. 40:46
- Ed egli misurò il cortile, che era quadrato, e aveva cento cubiti di lunghezza, e cento cubiti di larghezza; e l'altare stava davanti alla casa. Ezec. 40:47
- E misurò una lunghezza di venti cubiti e una larghezza di venti cubiti in fondo al tempio; e mi disse: `Questo è il luogo santissimo'. Ezec. 41:4
- Poi misurò il muro della casa: sei cubiti; e la larghezza delle camere laterali tutt'attorno alla casa: quattro cubiti. Ezec. 41:5
- L'edifizio ch'era davanti allo spazio vuoto dal lato d'occidente aveva settanta cubiti di larghezza, il muro dell'edifizio aveva cinque cubiti di spessore tutt'attorno, e una lunghezza di novanta cubiti. Ezec. 41:12
- Il tempio e il santuario avevano due porte; Ezec. 41:23
- Poi egli mi menò fuori verso il cortile esterno dal lato di settentrione, e mi condusse nelle camere che si trovavano davanti allo spazio vuoto, e di fronte all'edifizio verso settentrione. Ezec. 42:1
- Il muro esterno, parallelo alle camere dal lato del cortile esterno, difaccia alle camere, aveva cinquanta cubiti di lunghezza; Ezec. 42:7
- Ed egli mi disse; `Le camere di settentrione e le camere di mezzogiorno che stanno difaccia allo spazio vuoto, sono le camere sante, dove i sacerdoti che s'accostano all'Eterno mangeranno le cose santissime; quivi deporranno le cose santissime, le oblazioni e le vittime per il peccato e per la colpa; poiché quel luogo è santo. Ezec. 42:13
- Quando i sacerdoti saranno entrati, non usciranno dal luogo santo per andare nel cortile esterno, senz'aver prima deposti quivi i paramenti coi quali fanno il servizio, perché questi paramenti sono santi; indosseranno altre vesti, poi potranno accostarsi alla parte che è riservata al popolo'. Ezec. 42:14
- Quando ebbe finito di misurare così l'interno della casa, egli mi menò fuori per la porta ch'era al lato d'oriente e misurò il recinto tutt'attorno. Ezec. 42:15
- Misurò il lato orientale con la canna da misurare: cinquecento cubiti della canna da misurare, tutto attorno. Ezec. 42:16
- Misurò il lato settentrionale: cinquecento cubiti della canna da misurare, tutt'attorno. Ezec. 42:17
- Misurò il lato meridionale con la canna da misurare: cinquecento cubiti. Ezec. 42:18
- Misurò dai quattro lati il muro che formava il recinto: tutt'attorno la lunghezza era di cinquecento, e la larghezza di cinquecento; il muro faceva la separazione fra il sacro e il profano. Ezec. 42:20
- Ed ecco, la gloria dell'Iddio d'Israele veniva dal lato d'oriente. La sua voce era come il rumore di grandi acque, e la terra risplendeva della sua gloria. Ezec. 43:2
- La visione ch'io n'ebbi era simile a quella ch'io ebbi quando venni per distruggere la città; e queste visioni erano simili a quella che avevo avuta presso il fiume Kebar; e io caddi sulla mia faccia. Ezec. 43:3
- Egli mi disse: `Figliuol d'uomo, questo è il luogo del mio trono, e il luogo dove poserò la pianta dei miei piedi; io vi abiterò in perpetuo in mezzo ai figliuoli d'Israele; e la casa d'Israele e i suoi re non contamineranno più il mio santo nome con le loro prostituzioni e con le carogne dei loro re sui loro alti luoghi, Ezec. 43:7
- come facevano quando mettevano la loro soglia presso la mia soglia, i loro stipiti presso i miei stipiti, talché non c'era che una parete fra me e loro. Essi contaminavano così il mio santo nome con le abominazioni che commettevano; ond'io li consumai, nella mia ira. Ezec. 43:8
- Ne misurino il piano, e se si vergognano di tutto quello che hanno fatto, fa' loro conoscere la forma di questa casa, la sua disposizione, le sue uscite e i suoi ingressi, tutti i suoi disegni e tutti i suoi regolamenti, tutti i suoi riti e tutte le sue leggi; mettili per iscritto sotto ai loro occhi affinché osservino tutti i suoi riti e tutti i suoi regolamenti, e li mettano in pratica. Ezec. 43:11
- E queste sono le misure dell'altare, in cubiti, de' quali ogni cubito è un cubito e un palmo. La base ha un cubito d'altezza e un cubito di larghezza; l'orlo che termina tutto il suo contorno, una spanna di larghezza; tale, il sostegno dell'altare. Ezec. 43:13
- il fornello dell'altare ha dodici cubiti di lunghezza e dodici cubiti di larghezza, e forma un quadrato perfetto. Ezec. 43:16
- Il gradino ha dai quattro lati quattordici cubiti di lunghezza e quattordici cubiti di larghezza; e l'orlo che termina il suo contorno ha un mezzo cubito; la base ha tutt'attorno un cubito, e i suoi scalini son vòlti verso oriente'. Ezec. 43:17
- Ed egli mi disse: `Figliuol d'uomo, così parla il Signore, l'Eterno: Ecco i regolamenti dell'altare per il giorno che sarà costruito per offrirvi su l'olocausto e per farvi l'aspersione del sangue. Ezec. 43:18
- Ai sacerdoti levitici che sono della stirpe di Tsadok, i quali s'accostano a me per servirmi, dice il Signore, l'Eterno, darai un giovenco per un sacrifizio per il peccato. Ezec. 43:19
- E prenderai il giovenco del sacrifizio per il peccato, e lo si brucerà in un luogo designato della casa, fuori del santuario. Ezec. 43:21
- E il secondo giorno offrirai come sacrifizio per il peccato un capro senza difetto, e con esso si purificherà l'altare come lo si è purificato col giovenco. Ezec. 43:22
- Per sette giorni offrirai ogni giorno un capro, come sacrifizio per il peccato; e s'offrirà pure un giovenco e un montone del gregge, senza difetto. Ezec. 43:25
- E quando que' giorni saranno compiuti, l'ottavo giorno e in sèguito, i sacerdoti offriranno sull'altare i vostri olocausti e i vostri sacrifizi d'azioni di grazie; e io vi gradirò, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 43:27
- Quanto al principe, siccome è principe, egli potrà sedervi per mangiare il pane davanti all'Eterno; egli entrerà per la via del vestibolo della porta, e uscirà per la medesima via'. Ezec. 44:3
- E di' a questi ribelli, alla casa d'Israele: Così parla il Signore, l'Eterno: O casa d'Israele, bastano tutte le vostre abominazioni! Ezec. 44:6
- Avete fatto entrare degli stranieri, incirconcisi di cuore e incirconcisi di carne, perché stessero nel mio santuario a profanare la mia casa, quando offrivate il mio pane, il grasso e il sangue, violando così il mio patto con tutte le vostre abominazioni. Ezec. 44:7
- Così parla il Signore, l'Eterno: Nessuno straniero incirconciso di cuore, e incirconciso di carne, entrerà nel mio santuario: nessuno degli stranieri che saranno in mezzo ai figliuoli d'Israele. Ezec. 44:9
- e saranno nel mio santuario come de' servi, con l'incarico di guardare le porte della casa; e faranno il servizio della casa: scanneranno per il popolo le vittime degli olocausti e degli altri sacrifizi, e si terranno davanti a lui per essere al suo servizio. Ezec. 44:11
- Siccome han servito il popolo davanti agl'idoli suoi e sono stati per la casa d'Israele un'occasione di caduta nell'iniquità, io alzo la mia mano contro di loro, dice il Signore, l'Eterno, giurando ch'essi porteranno la pena della loro iniquità. Ezec. 44:12
- E non s'accosteranno più a me per esercitare il sacerdozio, e non s'accosteranno ad alcuna delle mie cose sante, alle cose che sono santissime; ma porteranno il loro obbrobrio, e la pena delle abominazioni che hanno commesse; Ezec. 44:13
- ne farò de' guardiani della casa, incaricati di tutto il servigio d'essa e di tutto ciò che vi si deve fare. Ezec. 44:14
- Ma i sacerdoti Leviti, figliuoli di Tsadok, i quali hanno serbato l'incarico che avevano del mio santuario quando i figliuoli d'Israele si sviavano da me, saranno quelli che si accosteranno a me per fare il mio servizio, e che si terranno davanti a me per offrirmi il grasso e il sangue, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 44:15
- Essi entreranno nel mio santuario, essi s'accosteranno alla mia tavola per servirmi, e compiranno tutto il mio servizio. Ezec. 44:16
- E quando entreranno per le porte del cortile interno, indosseranno vesti di lino; non avranno addosso lana di sorta, quando faranno il servizio alle porte del cortile interno e nella casa. Ezec. 44:17
- Ma quando usciranno per andare nel cortile esterno, nel cortile esterno verso il popolo, si toglieranno i paramenti coi quali avranno fatto il servizio, e li deporranno nelle camere del santuario; e indosseranno altre vesti, per non santificare il popolo con i loro paramenti. Ezec. 44:19
- Non si raderanno il capo, e non si lasceranno crescere i capelli; ma porteranno i capelli corti. Ezec. 44:20
- Insegneranno al mio popolo a distinguere fra il sacro e il profano, e gli faranno conoscere la differenza tra ciò ch'è impuro e ciò ch'è puro. Ezec. 44:23
- In casi di processo, spetterà a loro il giudicare; e giudicheranno secondo le mie prescrizioni, e osserveranno le mie leggi e i miei statuti in tutte le mie feste, e santificheranno i miei sabati. Ezec. 44:24
- Il sacerdote non entrerà dov'è un morto, per non rendersi impuro; non si potrà rendere impuro che per un padre, per una madre, per un figliuolo, per una figliuola, per un fratello o per una sorella non maritata. Ezec. 44:25
- e il giorno che entrerà nel santuario, nel cortile interno, per fare il servizio nel santuario, offrirà il suo sacrifizio per il peccato, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 44:27
- E avranno una eredità: Io sarò la loro eredità; e voi non darete loro alcun possesso in Israele: Io sono il loro possesso. Ezec. 44:28
- Essi si nutriranno delle oblazioni, dei sacrifizi per il peccato e dei sacrifizi per la colpa: e ogni cosa votata allo sterminio in Israele sarà loro. Ezec. 44:29
- Quando spartirete a sorte il paese per esser vostra eredità, preleverete come offerta all'Eterno una parte consacrata del paese, della lunghezza di venticinquemila cubiti e della larghezza di diecimila; sarà sacra in tutta la sua estensione. Ezec. 45:1
- Di questa parte prenderete per il santuario un quadrato di cinquecento per cinquecento cubiti, e cinquanta cubiti per uno spazio libero, tutt'attorno. Ezec. 45:2
- Su questa estensione di venticinquemila cubiti di lunghezza per diecimila di larghezza misurerai un'area per il santuario, per il luogo santissimo. Ezec. 45:3
- È la parte consacrata del paese, la quale apparterrà ai sacerdoti, che fanno il servizio del santuario, che s'accostano all'Eterno per servirlo; sarà un luogo per le loro case, un santuario per il santuario. Ezec. 45:4
- Venticinquemila cubiti di lunghezza e diecimila di larghezza saranno per i Leviti che faranno il servizio della casa; sarà il loro possesso, con venti camere. Ezec. 45:5
- Per il principe riserberete uno spazio ai due lati della parte sacra e del possesso della città, difaccia alla parte sacra offerta, e difaccia al possesso della città, dal lato d'occidente verso occidente, e dal lato d'oriente verso oriente, per una lunghezza parallela a una delle divisioni del paese, dal confine occidentale al confine orientale. Ezec. 45:7
- Questo sarà territorio suo, suo possesso in Israele; e i miei principi non opprimeranno più il mio popolo, ma lasceranno il paese alla casa d'Israele secondo le sue tribù. Ezec. 45:8
- Così parla il Signore, l'Eterno: Basta, o principi d'Israele! Lasciate da parte la violenza e le rapine, praticate il diritto e la giustizia, liberate il mio popolo dalle vostre estorsioni! dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 45:9
- L'efa e il bat avranno la stessa capacità: il bat conterrà la decima parte d'un omer e l'efa la decima parte d'un omer; la loro capacità sarà regolata dall'omer. Ezec. 45:11
- Il siclo sarà di venti ghere; venti sicli, venticinque sicli, quindici sicli, formeranno la vostra mina. Ezec. 45:12
- Una pecora su d'un gregge di dugento capi nei grassi pascoli d'Israele sarà offerta per le oblazioni, gli olocausti e i sacrifizi di azioni di grazie, per fare la propiziazione per essi, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 45:15
- Tutto il popolo del paese dovrà prelevare quest'offerta per il principe d'Israele. Ezec. 45:16
- E al principe toccherà di fornire gli olocausti, le oblazioni e le libazioni per le feste, per i novilunî, per i sabati, per tutte le solennità della casa d'Israele; egli provvederà i sacrifizi per il peccato, l'oblazione, l'olocausto e i sacrifizi d'azioni di grazie, per fare la propiziazione per la casa d'Israele. Ezec. 45:17
- Così parla il Signore, l'Eterno: Il primo mese, il primo giorno del mese, prenderai un giovenco senza difetto, e purificherai il santuario. Ezec. 45:18
- Il sacerdote prenderà del sangue della vittima per il peccato, e ne metterà sugli stipiti della porta della casa, sui quattro angoli de' gradini dell'altare, e sugli stipiti della porta del cortile interno. Ezec. 45:19
- Farai lo stesso il settimo giorno del mese per chi avrà peccato per errore, e per il semplice; e così purificherete la casa. Ezec. 45:20
- Il quattordicesimo giorno del primo mese avrete la Pasqua. La festa durerà sette giorni; si mangeranno pani senza lievito. Ezec. 45:21
- In quel giorno, il principe offrirà per sé e per tutto il popolo del paese un giovenco, come sacrifizio per il peccato. Ezec. 45:22
- Durante i sette giorni della festa, offrirà in olocausto all'Eterno, sette giovenchi e sette montoni senza difetto, ognuno de' sette giorni, e un capro per giorno come sacrifizio per il peccato. Ezec. 45:23
- Il settimo mese, il quindicesimo giorno del mese, alla festa, egli offrirà per sette giorni gli stessi sacrifizi per il peccato, gli stessi olocausti, le stesse oblazioni e la stessa quantità d'olio. Ezec. 45:25
- Così parla il Signore, l'Eterno: La porta del cortile interno, che guarda verso levante, resterà chiusa durante i sei giorni di lavoro; ma sarà aperta il giorno di sabato; sarà pure aperta il giorno del novilunio. Ezec. 46:1
- Il principe entrerà per la via del vestibolo della porta esteriore, e si fermerà presso allo stipite della porta; e i sacerdoti offriranno il suo olocausto e i suoi sacrifizi di azioni di grazie. Egli si prostrerà sulla soglia della porta, poi uscirà; ma la porta non sarà chiusa fino alla sera. Ezec. 46:2
- Parimente il popolo del paese si prostrerà davanti all'Eterno all'ingresso di quella porta, nei giorni di sabato e nei novilunî. Ezec. 46:3
- E l'olocausto che il principe offrirà all'Eterno il giorno del sabato sarà di sei agnelli senza difetto, e d'un montone senza difetto; Ezec. 46:4
- e la sua oblazione sarà d'un efa per il montone, e l'oblazione per gli agnelli sarà quello che vorrà dare, e d'un hin d'olio per efa. Ezec. 46:5
- Il giorno del novilunio offrirà un giovenco senza difetto, sei agnelli e un montone, che saranno senza difetti; Ezec. 46:6
- e darà come oblazione un efa per il giovenco, un efa per il montone, per gli agnelli nella misura de' suoi mezzi, e un hin d'olio per efa. Ezec. 46:7
- Quando il principe entrerà, passerà per la via del vestibolo della porta, e uscirà per la stessa via. Ezec. 46:8
- Ma quando il popolo del paese verrà davanti all'Eterno nelle solennità, chi sarà entrato per la via della porta settentrionale per prostrarsi, uscirà per la via della porta meridionale; e chi sarà entrato per la via della porta meridionale uscirà per la via della porta settentrionale; nessuno se ne tornerà per la via della porta per la quale sarà entrato, ma si uscirà per la porta opposta. Ezec. 46:9
- E il principe, quando quelli entreranno, entrerà in mezzo a loro; e quando quelli usciranno, egli uscirà insieme ad essi. Ezec. 46:10
- E quando il principe farà all'Eterno un'offerta volontaria, olocausto o sacrifizio di azioni di grazie, come offerta volontaria all'Eterno, gli si aprirà la porta che guarda a levante, ed egli offrirà il suo olocausto e il suo sacrifizio di azioni di grazie come fa nel giorno del sabato; poi uscirà; e, quando sarà uscito, si chiuderà la porta. Ezec. 46:12
- E v'aggiungerai ogni mattina, come oblazione, la sesta parte d'un efa e la terza parte d'un hin d'olio per intridere il fior di farina: è un'oblazione all'Eterno, da offrirsi del continuo per prescrizione perpetua. Ezec. 46:14
- Così parla il Signore, l'Eterno: Se il principe fa a qualcuno de' suoi figliuoli un dono preso dal proprio possesso, questo dono apparterrà ai suoi figliuoli; sarà loro proprietà ereditaria. Ezec. 46:16
- E il principe non prenderà nulla dell'eredità del popolo, spogliandolo delle sue possessioni; quello che darà come eredità ai suoi figliuoli, lo prenderà da ciò che possiede, affinché nessuno del mio popolo sia cacciato dalla sua possessione'. Ezec. 46:18
- Ed egli mi disse: `Questo è il luogo dove i sacerdoti faranno cuocere la carne dei sacrifizi per la colpa e per il peccato, e faranno cuocere l'oblazione, per non farle portare fuori nel cortile esterno, in guisa che il popolo sia santificato'. Ezec. 46:20
- Ed egli mi disse: `Queste son le cucine dove quelli che fanno il servizio della casa faranno cuocere i sacrifizi del popolo'. Ezec. 46:24
- Poi mi menò fuori per la via della porta settentrionale, e mi fece fare il giro, di fuori, fino alla porta esterna, che guarda a oriente; ed ecco, le acque scendevano dal lato destro. Ezec. 47:2
- E avverrà che ogni essere vivente che si muove, dovunque giungerà il torrente ingrossato, vivrà, e ci sarà grande abbondanza di pesce; poiché queste acque entreranno là, quelle del mare saranno risanate, e tutto vivrà dovunque arriverà il torrente. Ezec. 47:9
- E dei pescatori staranno sulle rive del mare; da En-ghedi fino ad En-eglaim si stenderanno le reti; vi sarà del pesce di diverse specie come il pesce del mar Grande, e in grande abbondanza. Ezec. 47:10
- E presso il torrente, sulle sue rive, da un lato e dall'altro, crescerà ogni specie d'alberi fruttiferi, le cui foglie non appassiranno e il cui frutto non verrà mai meno; ogni mese faranno de' frutti nuovi, perché quelle acque escono dal santuario; e quel loro frutto servirà di cibo, e quelle loro foglie, di medicamento'. Ezec. 47:12
- Così parla il Signore, l'Eterno: `Questa è la frontiera del paese che voi spartirete come eredità fra le dodici tribù d'Israele. Giuseppe ne avrà due parti. Ezec. 47:13
- Così la frontiera sarà dal mare fino a Hatsar-Enon, frontiera di Damasco, avendo a settentrione il paese settentrionale e la frontiera di Hamath. Tale, la parte di settentrione. Ezec. 47:17
- Dalla parte d'oriente: partendo di fra l'Hauran e Damasco, poi di fra Galaad e il paese d'Israele, verso il Giordano, misurerete dalla frontiera di settentrione, fino al mare orientale. Tale, la parte d'oriente. Ezec. 47:18
- La parte occidentale sarà il mar Grande, da quest'ultima frontiera, fino difaccia all'entrata di Hamath. Tale, la parte occidentale. Ezec. 47:20
- E nella tribù nella quale lo straniero soggiorna, quivi gli darete la sua parte, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 47:23
- Sulla frontiera di Giuda, dal confine orientale al confine occidentale, sarà la parte che preleverete di venticinquemila cubiti di larghezza, e lunga come una delle altre parti dal confine orientale al confine occidentale; e quivi in mezzo sarà il santuario. Ezec. 48:8
- E questa parte santa prelevata apparterrà ai sacerdoti: venticinquemila cubiti di lunghezza al settentrione, diecimila di larghezza all'occidente, diecimila di larghezza all'oriente, e venticinquemila di lunghezza al mezzogiorno; e il santuario dell'Eterno sarà quivi in mezzo. Ezec. 48:10
- Essa apparterrà ai sacerdoti consacrati di tra i figliuoli di Tsadok che hanno fatto il mio servizio, e non si sono sviati quando i figliuoli d'Israele si sviavano, come si sviavano i Leviti. Ezec. 48:11
- I cinquemila cubiti che rimarranno di larghezza sui venticinquemila, formeranno un'area non consacrata destinata alla città, per le abitazioni e per il contado; la città sarà in mezzo, Ezec. 48:15
- Il resto della lunghezza, parallelamente alla parte santa, cioè diecimila cubiti a oriente e diecimila a occidente, parallelamente alla parte santa, servirà, coi suoi prodotti, al mantenimento dei lavoratori della città. Ezec. 48:18
- I lavoratori della città, di tutte le tribù d'Israele, ne lavoreranno il suolo. Ezec. 48:19
- Il rimanente sarà del principe, da un lato e dall'altro della parte santa prelevata e del possesso della città, difaccia ai venticinquemila cubiti della parte santa sino alla frontiera d'oriente e a occidente difaccia ai venticinquemila cubiti verso la frontiera d'occidente, parallelamente alle parti; questo sarà del principe; e la parte santa e il santuario della casa saranno in mezzo. Ezec. 48:21
- Così, toltone il possesso dei Leviti e il possesso della città situati in mezzo a quello del principe, ciò che si troverà tra la frontiera di Giuda e la frontiera di Beniamino, apparterrà al principe. Ezec. 48:22
- Poi verrà il resto delle tribù. Dal confine orientale al confine occidentale: Beniamino, una parte. Ezec. 48:23
- Tale è il paese che vi spartirete a sorte, come eredità delle tribù d'Israele, e tali ne sono le parti, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 48:29
- La circonferenza sarà di diciottomila cubiti. E, da quel giorno, il nome della città sarà: L'Eterno è quivi'. Ezec. 48:35
- Il terzo anno del regno di Joiakim, re di Giuda, Nebucadnetsar, re di Babilonia, venne contro Gerusalemme, e l'assediò. Dan. 1:1
- Il Signore gli diede nelle mani Joiakim, re di Giuda, e una parte degli utensili della casa di Dio; e Nebucadnetsar portò gli utensili nel paese di Scinear, nella casa del suo dio, e li mise nella casa del tesoro del suo dio. Dan. 1:2
- E il re disse ad Ashpenaz, capo de' suoi eunuchi, di menargli alcuni de' figliuoli d'Israele di stirpe reale e di famiglie nobili, Dan. 1:3
- Il re assegnò loro una porzione giornaliera delle vivande della mensa reale, e del vino ch'egli beveva; e disse di mantenerli per tre anni, dopo i quali sarebbero passati al servizio del re. Dan. 1:5
- e il capo degli eunuchi diede loro altri nomi: a Daniele pose nome Beltsatsar; ad Hanania, Shadrac; a Mishael, Meshac, e ad Azaria, Abed-nego. Dan. 1:7
- E Daniele prese in cuor suo la risoluzione di non contaminarsi con le vivande del re e col vino che il re beveva; e chiese al capo degli eunuchi di non obbligarlo a contaminarsi; Dan. 1:8
- e Dio fece trovare a Daniele grazia e compassione presso il capo degli eunuchi. Dan. 1:9
- E il capo degli eunuchi disse a Daniele: `Io temo il re, mio signore, il quale ha fissato il vostro cibo e le vostre bevande; e perché vedrebb'egli il vostro volto più triste di quello de' giovani della vostra medesima età? Voi mettereste in pericolo la mia testa presso il re'. Dan. 1:10
- Allora Daniele disse al maggiordomo, al quale il capo degli eunuchi aveva affidato la cura di Daniele, di Hanania, di Mishael e d'Azaria: Dan. 1:11
- Così il maggiordomo portò via il cibo e il vino ch'eran loro destinati, e dette loro de' legumi. Dan. 1:16
- E alla fine del tempo fissato dal re perché que' giovani gli fossero menati, il capo degli eunuchi li presentò a Nebucadnetsar. Dan. 1:18
- Il re parlò con loro; e fra tutti que' giovani non se ne trovò alcuno che fosse come Daniele, Hanania, Mishael e Azaria; e questi furono ammessi al servizio del re. Dan. 1:19
- E su tutti i punti che richiedevano sapienza e intelletto, e sui quali il re li interrogasse, il re li trovava dieci volte superiori a tutti i magi ed astrologi ch'erano in tutto il suo regno. Dan. 1:20
- Il secondo anno del regno di Nebucadnetsar, Nebucadnetsar ebbe dei sogni; il suo spirito ne fu turbato, e il suo sonno fu rotto. Dan. 2:1
- Il re fece chiamare i magi, gli astrologi, gl'incantatori e i Caldei, perché gli spiegassero i suoi sogni. Ed essi vennero e si presentarono al re. Dan. 2:2
- E il re disse loro: `Ho fatto un sogno; e il mio spirito è turbato, perché vorrei comprendere il sogno'. Dan. 2:3
- Allora i Caldei risposero al re, in aramaico: `O re, possa tu vivere in perpetuo! Racconta il sogno ai tuoi servi, e noi ne daremo la interpretazione'. Dan. 2:4
- Il re replicò, e disse ai Caldei: `La mia decisione è presa: se voi non mi fate conoscere il sogno e la sua interpretazione, sarete fatti a pezzi; e le vostre case saran ridotte in tanti immondezzai; Dan. 2:5
- ma se mi dite il sogno e la sua interpretazione, riceverete da me doni, ricompense e grandi onori; ditemi dunque il sogno e la sua interpretazione'. Dan. 2:6
- Quelli risposero una seconda volta, e dissero: `Dica il re il sogno ai suoi servi, e noi ne daremo l'interpretazione'. Dan. 2:7
- Il re replicò, e disse: `Io m'accorgo che di certo voi volete guadagnar tempo, perché vedete che la mia decisione è presa; Dan. 2:8
- se dunque non mi fate conoscere il sogno, non c'è che un'unica sentenza per voi; e voi vi siete messi d'accordo per dire davanti a me delle parole bugiarde e perverse, aspettando che mutino i tempi. Perciò ditemi il sogno, e io saprò che siete in grado di darmene l'interpretazione'. Dan. 2:9
- I Caldei risposero in presenza del re, e dissero: `Non c'è uomo sulla terra che possa far conoscere quello che il re domanda; così non c'è mai stato re, per grande e potente che fosse, il quale abbia domandato una cosa siffatta a un mago, a un astrologo, o a un Caldeo. Dan. 2:10
- La cosa che il re domanda è ardua; e non v'è alcuno che la possa far conoscere al re, tranne gli dèi, la cui dimora non è fra i mortali'. Dan. 2:11
- A questo, il re s'adirò, montò in furia, e ordinò che tutti i savi di Babilonia fossero fatti perire. Dan. 2:12
- E il decreto fu promulgato, e i savi dovevano essere uccisi; e si cercavano Daniele e i suoi compagni per uccidere anche loro. Dan. 2:13
- Allora Daniele si rivolse in modo prudente e sensato ad Arioc, capo delle guardie del re, il quale era uscito per uccidere i savi di Babilonia. Dan. 2:14
- Allora il segreto fu rivelato a Daniele in una visione notturna. E Daniele benedisse l'Iddio del cielo. Dan. 2:19
- Daniele prese a dire: `Sia benedetto il nome di Dio, d'eternità in eternità! poiché a lui appartengono la sapienza e la forza. Dan. 2:20
- O Dio de' miei padri, io ti rendo gloria e lode, perché m'hai dato sapienza e forza, e m'hai fatto conoscere quello che t'abbiam domandato, rivelandoci la cosa che il re vuole'. Dan. 2:23
- Daniele entrò quindi da Arioc, a cui il re aveva dato l'incarico di far perire i savi di Babilonia; entrò, e gli disse così: `Non far perire i savi di Babilonia! Conducimi davanti al re, e io darò al re l'interpretazione'. Dan. 2:24
- Il re prese a dire a Daniele, che si chiamava Beltsatsar: `Sei tu capace di farmi conoscere il sogno che ho fatto e la sua interpretazione?' Dan. 2:26
- Daniele rispose in presenza del re, e disse: `Il segreto che il re domanda, né savi, né incantatori, né magi, né astrologi possono svelarlo al re; Dan. 2:27
- ma v'è nel cielo un Dio che rivela i segreti, ed egli ha fatto conoscere al re Nebucadnetsar quello che avverrà negli ultimi giorni. Ecco quali erano il tuo sogno e le visioni della tua mente quand'eri a letto. Dan. 2:28
- E quanto a me, questo segreto m'è stato rivelato, non per una sapienza ch'io possegga superiore a quella di tutti gli altri viventi, ma perché l'interpretazione ne sia data al re, e tu possa conoscere quel che preoccupava il tuo cuore. Dan. 2:30
- Tu, o re, guardavi, ed ecco una grande statua; questa statua, ch'era immensa e d'uno splendore straordinario, si ergeva dinanzi a te, e il suo aspetto era terribile. Dan. 2:31
- La testa di questa statua era d'oro fino; il suo petto e le sue braccia eran d'argento; il suo ventre e le sue cosce, di rame; Dan. 2:32
- Allora il ferro, l'argilla, il rame, l'argento e l'oro furon frantumati insieme, e diventarono come la pula sulle aie d'estate; il vento li portò via, e non se ne trovò più traccia; ma la pietra che avea colpito la statua diventò un gran monte, che riempì tutta la terra. Dan. 2:35
- Questo è il sogno; ora ne daremo l'interpretazione davanti al re. Dan. 2:36
- Tu, o re, sei il re dei re, al quale l'Iddio del cielo ha dato l'impero, la potenza, la forza e la gloria; Dan. 2:37
- poi vi sarà un quarto regno, forte come il ferro; poiché, come il ferro spezza ed abbatte ogni cosa, così, pari al ferro che tutto frantuma, esso spezzerà ogni cosa. Dan. 2:40
- E come hai visto i piedi e le dita, in parte d'argilla di vasaio e in parte di ferro, così quel regno sarà diviso; ma vi sarà in lui qualcosa della consistenza del ferro, giacché tu hai visto il ferro mescolato con la molle argilla. Dan. 2:41
- Tu hai visto il ferro mescolato con la molle argilla, perché quelli si mescoleranno mediante connubî umani; ma non saranno uniti l'uno all'altro, nello stesso modo che il ferro non s'amalgama con l'argilla. Dan. 2:43
- nel modo che hai visto la pietra staccarsi dal monte, senz'opera di mano, e spezzare il ferro, il rame, l'argilla, l'argento e l'oro. Il grande Iddio ha fatto conoscere al re ciò che deve avvenire d'ora innanzi; il sogno è verace, e la interpretazione n'è sicura'. Dan. 2:45
- Allora il re Nebucadnetsar cadde sulla sua faccia, si prostrò davanti a Daniele, e ordinò che gli fossero presentati offerte e profumi. Dan. 2:46
- Il re parlò a Daniele, e disse: `In verità il vostro Dio è l'Iddio degli dèi, il Signore dei re, e il rivelatore dei segreti, giacché tu hai potuto rivelare questo segreto'. Dan. 2:47
- Allora il re elevò Daniele in dignità, lo colmò di numerosi e ricchi doni, gli diede il comando di tutta la provincia di Babilonia, e lo stabilì capo supremo di tutti i savi di Babilonia. Dan. 2:48
- Il re Nebucadnetsar fece una statua d'oro, alta sessanta cubiti e larga sei cubiti, e la eresse nella pianura di Dura, nella provincia di Babilonia. Dan. 3:1
- E il re Nebucadnetsar mandò a radunare i satrapi, i prefetti, i governatori, i giudici, i tesorieri, i giureconsulti, i presidenti e tutte le autorità delle province, perché venissero alla inaugurazione della statua che il re Nebucadnetsar aveva eretta. Dan. 3:2
- Allora i satrapi, i prefetti e i governatori, i giudici, i tesorieri, i giureconsulti, i presidenti e tutte le autorità delle province s'adunarono per la inaugurazione della statua, che il re Nebucadnetsar aveva eretta; e stavano in piedi davanti alla statua che Nebucadnetsar aveva eretta. Dan. 3:3
- nel momento in cui udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro, della zampogna e d'ogni sorta di strumenti, vi prostriate per adorare la statua d'oro che il re Nebucadnetsar ha eretta; Dan. 3:5
- Non appena quindi tutti i popoli ebbero udito il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro e d'ogni sorta di strumenti, tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue si prostrarono e adorarono la statua d'oro, che il re Nebucadnetsar aveva eretta. Dan. 3:7
- Tu, o re, hai emanato un decreto, per il quale chiunque ha udito il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro, della zampogna e d'ogni sorta di strumenti deve prostrarsi per adorare la statua d'oro; Dan. 3:10
- Ora, se non appena udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro, della zampogna e d'ogni sorta di strumenti, siete pronti a prostrarvi per adorare la statua che io ho fatto, bene; ma se non l'adorate, sarete immantinente gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente; e qual è quel dio che vi libererà dalle mie mani?' Dan. 3:15
- Ecco, il nostro Dio che noi serviamo, è potente da liberarci, e ci libererà dalla fornace del fuoco ardente, e dalla tua mano, o re. Dan. 3:17
- Allora il re Nebucadnetsar fu spaventato, si levò in gran fretta, e prese a dire ai suoi consiglieri: `Non abbiam noi gettato in mezzo al fuoco tre uomini legati?' Quelli risposero e dissero al re: `Certo, o re!' Dan. 3:24
- E i satrapi, i prefetti, i governatori e i consiglieri del re, essendosi adunati, guardarono quegli uomini, e videro che il fuoco non aveva avuto alcun potere sul loro corpo, che i capelli del loro capo non erano stati arsi, che le loro tuniche non erano alterate, e ch'essi non avevano odor di fuoco. Dan. 3:27
- E Nebucadnetsar prese a dire: `Benedetto sia l'Iddio di Shadrac, di Meshac e di Abed-nego, il quale ha mandato il suo angelo, e ha liberato i suoi servi, che hanno confidato in lui, hanno trasgredito l'ordine del re, e hanno esposto i loro corpi, per non servire e non adorare altro dio che il loro! Dan. 3:28
- Allora il re fece prosperare Shadrac, Meshac e Abed-nego nella provincia di Babilonia. Dan. 3:30
- `Il re Nebucadnetsar a tutti i popoli, a tutte le nazioni e lingue, che abitano su tutta la terra. La vostra pace abbondi. Dan. 4:1
- Come son grandi i suoi segni! Come son potenti i suoi prodigi! Il suo regno è un regno eterno, e il suo dominio dura di generazione in generazione. Dan. 4:3
- Allora vennero i magi, gl'incantatori, i Caldei e gli astrologi; io dissi loro il sogno, ma essi non poterono farmene conoscere l'interpretazione. Dan. 4:7
- Alla fine si presentò davanti a me Daniele, che si chiama Beltsatsar, dal nome del mio dio, e nel quale è lo spirito degli dèi santi; e io gli raccontai il sogno: - Dan. 4:8
- Il suo fogliame era bello, il suo frutto abbondante, c'era in lui nutrimento per tutti; le bestie de' campi si riparavano sotto la sua ombra, gli uccelli del cielo dimoravano fra i suoi rami, e ogni creatura si nutriva d'esso. Dan. 4:12
- gridò con forza, e disse così: - Abbattete l'albero, e tagliatene i rami; scotètene il fogliame, e dispergetene il frutto; fuggano gli animali di sotto a lui, e gli uccelli di tra i suoi rami! Dan. 4:14
- Però, lasciate in terra il ceppo delle sue radici, ma in catene di ferro e di rame, fra l'erba de' campi; e sia bagnato dalla rugiada del cielo, e abbia con gli animali la sua parte d'erba della terra. Dan. 4:15
- Gli sia mutato il cuore; e invece d'un cuor d'uomo, gli sia dato un cuore di bestia; e passino su di lui sette tempi. Dan. 4:16
- Questo è il sogno che io, il re Nebucadnetsar, ho fatto; e tu, Beltsatsar, danne l'interpretazione, giacché tutti i savi del mio regno non me lo possono interpretare; ma tu puoi, perché lo spirito degli dèi santi è in te'. - Dan. 4:18
- Allora Daniele, il cui nome è Beltsatsar, rimase per un momento stupefatto, e i suoi pensieri lo spaventavano. Il re prese a dire: `Beltsatsar, il sogno e la interpretazione non ti spaventino!' Beltsatsar rispose, e disse: `Signor mio, il sogno s'avveri per i tuoi nemici, e la sua interpretazione per i tuoi avversari! Dan. 4:19
- L'albero che il re ha visto, ch'era divenuto grande e forte, la cui vetta giungeva al cielo e che si vedeva da tutti i punti della terra, Dan. 4:20
- l'albero dal fogliame bello, dal frutto abbondante e in cui era nutrimento per tutti, sotto il quale si riparavano le bestie dei campi e fra i cui rami dimoravano gli uccelli del cielo, Dan. 4:21
- sei tu, o re; tu, che sei divenuto grande e forte, la cui grandezza s'è accresciuta e giunge fino al cielo, e il cui dominio s'estende fino alle estremità della terra. Dan. 4:22
- E quanto al santo Vegliante che hai visto scendere dal cielo e che ha detto: - Abbattete l'albero e distruggetelo, ma lasciatene in terra il ceppo delle radici, in catene di ferro e di rame, fra l'erba de' campi, e sia bagnato dalla rugiada del cielo, e abbia la sua parte con gli animali della campagna finché sian passati sopra di lui sette tempi - Dan. 4:23
- E quanto all'ordine di lasciare il ceppo delle radici dell'albero, ciò significa che il tuo regno ti sarà ristabilito, dopo che avrai riconosciuto che il cielo domina. Dan. 4:26
- Perciò, o re, ti sia gradito il mio consiglio! Poni fine ai tuoi peccati con la giustizia, e alle tue iniquità con la compassione verso gli afflitti; e, forse, la tua prosperità potrà esser prolungata'. Dan. 4:27
- Il re prese a dire: `Non è questa la gran Babilonia che io ho edificata come residenza reale con la forza della mia potenza e per la gloria della mia maestà?' Dan. 4:30
- Il re aveva ancora la parola in bocca, quando una voce discese dal cielo: `Sappi, o re Nebucadnetsar, che il tuo regno t'è tolto; Dan. 4:31
- In quel medesimo istante quella parola si adempì su Nebucadnetsar. Egli fu cacciato di fra gli uomini, mangiò l'erba come i buoi, e il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, finché il pelo gli crebbe come le penne alle aquile, e le unghie come agli uccelli. Dan. 4:33
- `Alla fine di que' giorni, io, Nebucadnetsar, alzai gli occhi al cielo, la ragione mi tornò, e benedissi l'Altissimo, e lodai e glorificai colui che vive in eterno, il cui dominio è un dominio perpetuo, e il cui regno dura di generazione in generazione. Dan. 4:34
- In quel tempo la ragione mi tornò; la gloria del mio regno, la mia maestà, il mio splendore mi furono restituiti; i miei consiglieri e i miei grandi mi cercarono, e io fui ristabilito nel mio regno, e la mia grandezza fu accresciuta più che mai. Dan. 4:36
- Ora, io, Nebucadnetsar, lodo, esalto e glorifico il Re del cielo, perché tutte le sue opere sono verità, e le sue vie, giustizia, ed egli ha il potere di umiliare quelli che camminano superbamente. Dan. 4:37
- Il re Belsatsar fece un gran convito a mille de' suoi grandi; e bevve del vino in presenza dei mille. Dan. 5:1
- Belsatsar, mentre stava assaporando il vino, ordinò che si recassero i vasi d'oro e d'argento che Nebucadnetsar suo padre aveva portati via dal tempio di Gerusalemme, perché il re, i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine se ne servissero per bere. Dan. 5:2
- Allora furon recati i vasi d'oro ch'erano stati portati via dal tempio, dalla casa di Dio, ch'era in Gerusalemme; e il re, i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine se ne servirono per bere. Dan. 5:3
- In quel momento, apparvero delle dita d'una mano d'uomo, che si misero a scrivere, difaccia al candelabro, sull'intonaco della parete del palazzo reale. E il re vide quel mozzicone di mano che scriveva. Dan. 5:5
- Allora il re mutò di colore, e i suoi pensieri lo spaventarono; le giunture de' suoi fianchi si rilassarono, e i suoi ginocchi cominciarono a urtarsi l'uno contro l'altro. Dan. 5:6
- Il re gridò forte che si facessero entrare gl'incantatori, i Caldei e gli astrologi; e il re prese a dire ai savi di Babilonia: `Chiunque leggerà questo scritto e me ne darà l'interpretazione sarà rivestito di porpora, avrà al collo una collana d'oro, e sarà terzo nel governo del regno'. Dan. 5:7
- Allora il re Belsatsar fu preso da grande spavento, mutò di colore, e i suoi grandi furon costernati. Dan. 5:9
- C'è un uomo nel tuo regno, in cui è lo spirito degli dèi santi; e al tempo di tuo padre si trovò in lui una luce, un intelletto e una sapienza, pari alla sapienza degli dèi; e il re Nebucadnetsar tuo padre, il padre tuo, o re, lo stabilì capo dei magi, degl'incantatori, de' Caldei e degli astrologi, Dan. 5:11
- perché in lui, in questo Daniele, a cui il re avea posto nome Beltsatsar, fu trovato uno spirito straordinario, conoscenza, intelletto, facoltà d'interpretare i sogni, di spiegare enigmi, e di risolvere questioni difficili. Si chiami dunque Daniele ed egli darà l'interpretazione'. Dan. 5:12
- Allora Daniele fu introdotto alla presenza del re; e il re parlò a Daniele, e gli disse: `Sei tu Daniele, uno de' Giudei che il re mio padre menò in cattività da Giuda? Dan. 5:13
- Ma quando il suo cuore divenne altero e il suo spirito s'indurò fino a diventare arrogante, fu deposto dal suo trono reale, e gli fu tolta la sua gloria; Dan. 5:20
- fu cacciato di tra i figliuoli degli uomini, il suo cuore fu reso simile a quello delle bestie, e la sua dimora fu con gli asini selvatici; gli fu data a mangiare dell'erba come ai buoi, e il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, finché non riconobbe che l'Iddio altissimo domina sul regno degli uomini, e ch'egli vi stabilisce sopra chi vuole. Dan. 5:21
- E tu, o Belsatsar, suo figliuolo, non hai umiliato il tuo cuore, quantunque tu sapessi tutto questo; Dan. 5:22
- ma ti sei innalzato contro il Signore del cielo; ti sono stati portati davanti i vasi della sua casa, e tu, i tuoi grandi, le tue mogli e le tue concubine ve ne siete serviti per bere; e tu hai lodato gli dèi d'argento, d'oro, di rame, di ferro, di legno e di pietra, i quali non vedono, non odono, non hanno conoscenza di sorta, e non hai glorificato l'Iddio che ha nella sua mano il tuo soffio vitale, e da cui dipendono tutte le tue vie. Dan. 5:23
- E questa è l'interpretazione delle parole: MENE: Dio ha fatto il conto del tuo regno, e vi ha posto fine. Dan. 5:26
- PERES: il tuo regno è diviso, e dato ai Medi e ai Persiani'. Dan. 5:28
- e Dario, il Medo, ricevette il regno, all'età di sessantadue anni. Dan. 5:31
- Parve bene a Dario di stabilire sul regno centoventi satrapi, i quali fossero per tutto il regno; Dan. 6:1
- e sopra questi, tre capi, uno de' quali era Daniele, perché questi satrapi rendessero loro conto, e il re non avesse a soffrire alcun danno. Dan. 6:2
- Or questo Daniele si distingueva più dei capi e dei satrapi, perché c'era in lui uno spirito straordinario; e il re pensava di stabilirlo sopra tutto il regno. Dan. 6:3
- Tutti i capi del regno, i prefetti e i satrapi, i consiglieri e i governatori si sono concertati perché il re promulghi un decreto e pubblichi un severo divieto, per i quali chiunque, entro lo spazio di trenta giorni, rivolgerà qualche richiesta a qualsivoglia dio o uomo tranne che a te, o re, sia gettato nella fossa de' leoni. Dan. 6:7
- Ora, o re, promulga il divieto e firmane l'atto perché sia immutabile, conformemente alla legge dei Medi e de' Persiani, che è irrevocabile'. Dan. 6:8
- Il re Dario quindi firmò il decreto e il divieto. Dan. 6:9
- E quando Daniele seppe che il decreto era firmato, entrò in casa sua; e, tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchi, pregava e rendeva grazie al suo Dio, come soleva fare per l'addietro. Dan. 6:10
- Poi s'accostarono al re, e gli parlarono del divieto reale: `Non hai tu firmato un divieto, per il quale chiunque entro lo spazio di trenta giorni farà qualche richiesta a qualsivoglia dio o uomo tranne che a te, o re, dev'esser gettato nella fossa de' leoni?' Il re rispose e disse: `La cosa è stabilita, conformemente alla legge dei Medi e dei Persiani, che è irrevocabile'. Dan. 6:12
- Allora quelli ripresero a dire in presenza del re: `Daniele, che è fra quelli che sono stati menati in cattività da Giuda, non tiene in alcun conto né te, o re, né il divieto che tu hai firmato, ma prega il suo Dio tre volte al giorno'. Dan. 6:13
- Quand'ebbe udito questo, il re ne fu dolentissimo, e si mise in cuore di liberar Daniele; e fino al tramonto del sole fece di tutto per salvarlo. Dan. 6:14
- Allora il re diede l'ordine, e Daniele fu menato e gettato nella fossa de' leoni. E il re parlò a Daniele, e gli disse: `L'Iddio tuo, che tu servi del continuo, sarà quegli che ti libererà'. Dan. 6:16
- E fu portata una pietra, che fu messa sulla bocca della fossa; e il re la sigillò col suo anello e con l'anello de' suoi grandi, perché nulla fosse mutato riguardo a Daniele. Dan. 6:17
- Allora il re se ne andò al suo palazzo, e passò la notte in digiuno; non si fece venir alcuna concubina e il sonno fuggì da lui. Dan. 6:18
- Poi il re si levò la mattina di buon'ora, appena fu giorno, e si recò in fretta alla fossa de' leoni. Dan. 6:19
- E come fu vicino alla fossa, chiamò Daniele con voce dolorosa, e il re prese a dire a Daniele: `Daniele, servo dell'Iddio vivente! Il tuo Dio, che tu servi del continuo, t'ha egli potuto liberare dai leoni?' Dan. 6:20
- Il mio Dio ha mandato il suo angelo, e ha chiuso la bocca de' leoni che non m'hanno fatto alcun male, perché io sono stato trovato innocente nel suo cospetto; e anche davanti a te, o re, non ho fatto alcun male'. Dan. 6:22
- Allora il re fu ricolmo di gioia, e ordinò che Daniele fosse tratto fuori dalla fossa; e Daniele fu tratto fuori dalla fossa, e non si trovò su di lui lesione di sorta, perché s'era confidato nel suo Dio. Dan. 6:23
- Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, a tutte le nazioni e lingue che abitavano su tutta la terra: `La vostra pace abbondi! Dan. 6:25
- Io decreto che in tutto il dominio del mio regno si tema e si tremi nel cospetto dell'Iddio di Daniele; poich'Egli è l'Iddio vivente, che sussiste in eterno; il suo regno non sarà mai distrutto, e il suo dominio durerà sino alla fine. Dan. 6:26
- E questo Daniele prosperò sotto il regno di Dario, e sotto il regno di Ciro, il Persiano. Dan. 6:28
- Il primo anno di Belsatsar, re di Babilonia, Daniele, mentr'era a letto, fece un sogno, ed ebbe delle visioni nella sua mente. Poi scrisse il sogno, e narrò la sostanza delle cose. Dan. 7:1
- Dopo questo, io guardavo, ed eccone un'altra simile ad un leopardo, che aveva addosso quattro ali d'uccello; questa bestia avea quattro teste, e le fu dato il dominio. Dan. 7:6
- Dopo questo, io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco una quarta bestia spaventevole, terribile e straordinariamente forte; aveva dei denti grandi, di ferro; divorava e sbranava, e calpestava il resto coi piedi; era diversa da tutte le bestie che l'avevano preceduta, e aveva dieci corna. Dan. 7:7
- Io continuai a guardare fino al momento in cui furon collocati de' troni, e un vegliardo s'assise. La sua veste era bianca come la neve, e i capelli del suo capo eran come lana pura; fiamme di fuoco erano il suo trono e le ruote d'esso erano fuoco ardente. Dan. 7:9
- Un fiume di fuoco sgorgava e scendeva dalla sua presenza; mille migliaia lo servivano, e diecimila miriadi gli stavan davanti. Il giudizio si tenne, e i libri furono aperti. Dan. 7:10
- Allora io guardai a motivo delle parole orgogliose che il corno proferiva; guardai, finché la bestia non fu uccisa, e il suo corpo distrutto, gettato nel fuoco per esser arso. Dan. 7:11
- Quanto alle altre bestie, il dominio fu loro tolto; ma fu loro concesso un prolungamento di vita per un tempo determinato. Dan. 7:12
- E gli furon dati dominio, gloria e regno, perché tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà, e il suo regno, un regno che non sarà distrutto. Dan. 7:14
- Quanto a me, Daniele, il mio spirito fu turbato dentro di me, e le visioni della mia mente mi spaventarono. Dan. 7:15
- poi i santi dell'Altissimo riceveranno il regno e lo possederanno per sempre, d'eternità in eternità'. Dan. 7:18
- Allora desiderai saper la verità intorno alla quarta bestia, ch'era diversa da tutte le altre, straordinariamente terribile, che aveva i denti di ferro e le unghie di rame, che divorava, sbranava, e calpestava il resto coi piedi, Dan. 7:19
- Io guardai, e quello stesso corno faceva guerra ai santi e aveva il sopravvento, Dan. 7:21
- finché non giunse il vegliardo e il giudicio fu dato ai santi dell'Altissimo, e venne il tempo che i santi possederono il regno. Dan. 7:22
- Poi si terrà il giudizio e gli sarà tolto il dominio, che verrà distrutto ed annientato per sempre. Dan. 7:26
- E il regno e il dominio e la grandezza dei regni che sono sotto tutti i cieli saranno dati al popolo dei santi dell'Altissimo; il suo regno è un regno eterno, e tutti i dominî lo serviranno e gli ubbidiranno'. Dan. 7:27
- Il terzo anno del regno del re Belsatsar, io, Daniele, ebbi una visione, dopo quella che avevo avuta al principio del regno. Dan. 8:1
- Ero in visione; e, mentre guardavo, ero a Susan, la residenza reale, che è nella provincia di Elam; e, nella visione, mi trovavo presso il fiume Ulai. Dan. 8:2
- Vidi il montone che cozzava a occidente, a settentrione e a mezzogiorno; nessuna bestia gli poteva tener fronte, e non c'era nessuno che la potesse liberare dalla sua potenza; esso faceva quel che voleva, e diventò grande. Dan. 8:4
- E com'io stavo considerando questo, ecco venire dall'occidente un capro, che percorreva tutta la superficie della terra senza toccare il suolo; e questo capro aveva un corno cospicuo fra i suoi occhi. Dan. 8:5
- E lo vidi giungere vicino al montone, pieno di rabbia contro di lui, investirlo, e spezzargli le due corna; il montone non ebbe la forza di tenergli fronte, e il capro lo atterrò e lo calpestò; e non ci fu nessuno che potesse liberare il montone dalla potenza d'esso. Dan. 8:7
- Il capro diventò sommamente grande; ma, quando fu potente, il suo gran corno si spezzò; e, in luogo di quello, sorsero quattro corna cospicue, verso i quattro venti del cielo. Dan. 8:8
- E dall'una d'esse uscì un piccolo corno, che diventò molto grande verso mezzogiorno, verso levante, e verso il paese splendido. Dan. 8:9
- S'elevò anzi fino al capo di quell'esercito, gli tolse il sacrifizio perpetuo, e il luogo del suo santuario fu abbattuto. Dan. 8:11
- L'esercito gli fu dato in mano col sacrifizio perpetuo, a motivo della ribellione; e il corno gettò a terra la verità, e prosperò nelle sue imprese. Dan. 8:12
- Poi udii un santo che parlava; e un altro santo disse a quello che parlava: `Fino a quando durerà la visione del sacrifizio continuo e la ribellione che produce la desolazione, abbandonando il luogo santo e l'esercito ad esser calpestati?' Dan. 8:13
- Egli mi disse: `Fino a duemila trecento sere e mattine; poi il santuario sarà purificato'. Dan. 8:14
- Ed esso venne presso al luogo dove io stavo; alla sua venuta io fui spaventato, e caddi sulla mia faccia; ma egli mi disse: `Intendi bene, o figliuol d'uomo; perché questa visione concerne il tempo della fine'. Dan. 8:17
- Il montone con due corna che hai veduto, rappresenta i re di Media e di Persia. Dan. 8:20
- Il becco peloso è il re di Grecia; e il gran corno fra i suoi due occhi è il primo re. Dan. 8:21
- La sua potenza sarà grande, ma non sarà potenza sua; egli farà prodigiose ruine, prospererà nelle sue imprese, e distruggerà i potenti e il popolo dei santi. Dan. 8:24
- A motivo della sua astuzia farà prosperare la frode nelle sue mani; s'inorgoglirà in cuor suo, e in piena pace distruggerà molta gente; insorgerà contro il principe de' principi, ma sarà infranto, senz'opera di mano. Dan. 8:25
- il primo anno del suo regno, io, Daniele, meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui l'Eterno avea parlato al profeta Geremia, e durante i quali Gerusalemme dovea essere in ruine, era di settant'anni. Dan. 9:2
- E volsi la mia faccia verso il Signore Iddio, per dispormi alla preghiera e alle supplicazioni, col digiuno, col sacco e con la cenere. Dan. 9:3
- E feci la mia preghiera e la mia confessione all'Eterno, al mio Dio, dicendo: `O Signore, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e continui la benignità a quelli che t'amano e osservano i tuoi comandamenti! Dan. 9:4
- non abbiam dato ascolto ai profeti, tuoi servi, che hanno parlato in tuo nome ai nostri re, ai nostri capi, ai nostri padri, e a tutto il popolo del paese. Dan. 9:6
- Al Signore, ch'è il nostro Dio, appartengono la misericordia e il perdono; poiché noi ci siamo ribellati a lui, Dan. 9:9
- Ed egli ha mandato ad effetto le parole che aveva pronunziate contro di noi e contro i nostri giudici che ci governano, facendo venir su noi una calamità così grande, che sotto tutto il cielo nulla mai è stato fatto di simile a quello ch'è stato fatto a Gerusalemme. Dan. 9:12
- Com'è scritto nella legge di Mosè, tutta questa calamità ci è venuta addosso; e, nondimeno, non abbiamo implorato il favore dell'Eterno, del nostro Dio, ritraendoci dalle nostre iniquità e rendendoci attenti alla sua verità. Dan. 9:13
- E l'Eterno ha vegliato su questa calamità, e ce l'ha fatta venire addosso; perché l'Eterno, il nostro Dio, è giusto in tutto quello che ha fatto, ma noi non abbiamo ubbidito alla sua voce. Dan. 9:14
- Ed ora, o Signore, Iddio nostro, che traesti il tuo popolo fuori del paese d'Egitto con mano potente, e ti facesti il nome che hai oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo operato malvagiamente. Dan. 9:15
- O Signore, secondo tutte le tue opere di giustizia, fa', ti prego, che la tua ira e il tuo furore si ritraggano dalla tua città di Gerusalemme, il tuo monte santo; poiché per i nostri peccati e per le iniquità de' nostri padri, Gerusalemme e il tuo popolo sono esposti al vituperio di tutti quelli che ci circondano. Dan. 9:16
- Ora dunque, o Dio nostro, ascolta la preghiera del tuo servo e le sue supplicazioni, e fa' risplendere il tuo volto sul tuo desolato santuario, per amor del Signore! Dan. 9:17
- O mio Dio, inclina il tuo orecchio, ed ascolta; apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, e la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché noi umilmente presentiamo le nostre supplicazioni nel tuo cospetto, fondati non sulle nostre opere giuste, ma sulle tue grandi compassioni. Dan. 9:18
- O Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, sii attento ed agisci; non indugiare, per amor di te stesso, o mio Dio, perché il tuo nome è invocato sulla tua città e sul tuo popolo!' Dan. 9:19
- Mentre io parlavo ancora, pregando e confessando il mio peccato e il peccato del mio popolo d'Israele, e presentavo la mia supplicazione all'Eterno, al mio Dio, per il monte santo del mio Dio, Dan. 9:20
- Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d'un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un'inondazione; ed è decretato che vi saranno delle devastazioni sino alla fine della guerra. Dan. 9:26
- Il terzo anno di Ciro, re di Persia, una parola fu rivelata a Daniele, che si chiamava Beltsatsar; e la parola è verace, e predice una gran lotta. Egli capì la parola, ed ebbe l'intelligenza della visione. Dan. 10:1
- E il ventiquattresimo giorno del primo mese, come io mi trovavo in riva al gran fiume, che è lo Hiddekel, Dan. 10:4
- Il suo corpo era come un crisolito, la sua faccia avea l'aspetto della folgore, i suoi occhi eran come fiamme di fuoco, le sue braccia e i suoi piedi parevano terso rame, e il suono della sua voce era come il rumore d'una moltitudine. Dan. 10:6
- E io rimasi solo, ed ebbi questa grande visione. In me non rimase più forza; il mio viso mutò colore fino a rimanere sfigurato, e non mi restò alcun vigore. Dan. 10:8
- Udii il suono delle sue parole; e, all'udire il suono delle sue parole, caddi profondamente assopito, con la faccia a terra. Dan. 10:9
- Ma il capo del regno di Persia m'ha resistito ventun giorni; però ecco, Micael, uno dei primi capi, è venuto in mio soccorso, e io son rimasto là presso i re di Persia. Dan. 10:13
- E come potrebbe questo servo del mio signore parlare a cotesto signor mio? Poiché oramai nessun vigore mi resta, e mi manca fino il respiro'. Dan. 10:17
- E disse: `O uomo grandemente amato, non temere! La pace sia teco! Sii forte, sii forte'. E quand'egli ebbe parlato meco, io ripresi forza, e dissi: `Il mio signore parli pure poiché tu m'hai fortificato'. Dan. 10:19
- Ed egli disse: `Sai tu perché io son venuto da te? Ora me ne torno a combattere col capo della Persia; e quand'io uscirò a combattere, ecco che verrà il capo di Javan. Dan. 10:20
- e io, il primo anno di Dario, il Medo, mi tenni presso di lui per sostenerlo e difenderlo. Dan. 11:1
- E ora ti farò conoscere la verità. Ecco, sorgeranno ancora in Persia tre re; poi il quarto diventerà molto più ricco di tutti gli altri; e quando sarà diventato forte per le sue ricchezze, solleverà tutti contro il regno di Javan. Dan. 11:2
- Ma quando sarà sorto, il suo regno sarà infranto, e sarà diviso verso i quattro venti del cielo; esso non apparterrà alla progenie di lui, né avrà una potenza pari a quella che aveva lui; giacché il suo regno sarà sradicato e passerà ad altri; non ai suoi eredi. Dan. 11:4
- E il re del mezzogiorno diventerà forte; ma uno de' suoi capi diventerà più forte di lui, e dominerà; e il suo dominio sarà potente. Dan. 11:5
- E alla fine di vari anni, essi faran lega assieme; e la figliuola del re del mezzogiorno verrà al re del settentrione per fare un accordo; ma essa non potrà conservare la forza del proprio braccio, né quegli e il suo braccio potranno resistere; e lei e quelli che l'hanno condotta, e colui che l'ha generata, e colui che l'ha sostenuta per un tempo, saran dati alla morte. Dan. 11:6
- E uno de' rampolli delle sue radici sorgerà a prendere il posto di quello; esso verrà all'esercito, entrerà nelle fortezze del re di settentrione, verrà alle prese con quelli, e rimarrà vittorioso; Dan. 11:7
- E questi marcerà contro il re del mezzogiorno, ma tornerà nel proprio paese. Dan. 11:9
- Il re del mezzogiorno s'inasprirà, si farà innanzi e moverà guerra a lui, al re del settentrione, il quale arrolerà una gran moltitudine; ma quella moltitudine sarà data in mano del re del mezzogiorno. Dan. 11:11
- La moltitudine sarà portata via, e il cuore di lui s'inorgoglirà; ma, per quanto ne abbia abbattuto delle diecine di migliaia, non sarà per questo più forte. Dan. 11:12
- E il re del settentrione arrolerà di nuovo una moltitudine più numerosa della prima; e in capo a un certo numero d'anni egli si farà avanti con un grosso esercito e con molto materiale. Dan. 11:13
- E in quel tempo molti insorgeranno contro il re del mezzogiorno; e degli uomini violenti di fra il tuo popolo insorgeranno per dar compimento alla visione, ma cadranno. Dan. 11:14
- E il re del settentrione verrà; innalzerà de' bastioni, e s'impadronirà di una città fortificata; e né le forze del mezzogiorno, né le truppe scelte avran la forza di resistere. Dan. 11:15
- E quegli che sarà venuto contro di lui farà ciò che gli piacerà, non essendovi chi possa stargli a fronte; e si fermerà nel paese splendido, il quale sarà interamente in suo potere. Dan. 11:16
- Egli si proporrà di venire con le forze di tutto il suo regno, ma farà un accomodamento col re del mezzogiorno; e gli darà la figliuola per distruggergli il regno; ma il piano non riuscirà, e il paese non gli apparterrà. Dan. 11:17
- Poi il re si dirigerà verso le fortezze del proprio paese; ma inciamperà, cadrà, e non lo si troverà più. Dan. 11:19
- Poi, in luogo di lui, sorgerà uno che farà passare un esattore di tributi attraverso il paese che è la gloria del regno; ma in pochi giorni sarà distrutto, non nell'ira, né in battaglia. Dan. 11:20
- E le forze che inonderanno il paese saranno sommerse davanti a lui, saranno infrante, come pure un capo dell'alleanza. Dan. 11:22
- Poi raccoglierà le sue forze e il suo coraggio contro il re del mezzogiorno, mediante un grande esercito. E il re del mezzogiorno s'impegnerà in guerra con un grande e potentissimo esercito; ma non potrà tener fronte, perché si faranno delle macchinazioni contro di lui. Dan. 11:25
- Quelli che mangeranno alla sua mensa saranno la sua rovina, il suo esercito si dileguerà come un torrente, e molti cadranno uccisi. Dan. 11:26
- E quegli tornerà al suo paese con grandi ricchezze; il suo cuore formerà dei disegni contro al patto santo, ed egli li eseguirà, poi tornerà al suo paese. Dan. 11:28
- Al tempo stabilito egli marcerà di nuovo contro il mezzogiorno; ma quest'ultima volta la cosa non riuscirà come la prima; Dan. 11:29
- poiché delle navi di Kittim moveranno contro di lui; ed egli si perderà d'animo; poi di nuovo s'indignerà contro il patto santo, ed eseguirà i suoi disegni, e tornerà ad intendersi con quelli che avranno abbandonato il patto santo. Dan. 11:30
- Delle forze mandate da lui si presenteranno e profaneranno il santuario, la fortezza, sopprimeranno il sacrifizio continuo, e vi collocheranno l'abominazione che cagiona la desolazione. Dan. 11:31
- E per via di lusinghe corromperà quelli che agiscono empiamente contro il patto; ma il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza, e agirà. Dan. 11:32
- E i savî fra il popolo ne istruiranno molti; ma saranno abbattuti dalla spada e dal fuoco, dalla cattività e dal saccheggio, per un certo tempo. Dan. 11:33
- E il re agirà a suo talento, si estollerà, si magnificherà al disopra d'ogni dio, e proferirà cose inaudite contro l'Iddio degli dèi; prospererà finché l'indignazione sia esaurita; poiché quello ch'è decretato si compirà. Dan. 11:36
- E al tempo della fine, il re del mezzogiorno verrà a cozzo con lui; e il re del settentrione gli piomberà addosso come la tempesta, con carri e cavalieri, e con molte navi; penetrerà ne' paesi e, tutto inondando, passerà oltre. Dan. 11:40
- Egli stenderà la mano anche su diversi paesi, e il paese d'Egitto non scamperà. Dan. 11:42
- E pianterà le tende del suo palazzo fra i mari e il bel monte santo; poi giungerà alla sua fine, e nessuno gli darà aiuto. Dan. 11:45
- E in quel tempo sorgerà Micael, il gran capo, il difensore de' figliuoli del tuo popolo; e sarà un tempo d'angoscia, quale non se n'ebbe mai da quando esiston nazioni fino a quell'epoca; e in quel tempo, il tuo popolo sarà salvato; tutti quelli, cioè, che saran trovati iscritti nel libro. Dan. 12:1
- E tu, Daniele, tieni nascoste queste parole, e sigilla il libro sino al tempo della fine; molti lo studieranno con cura, e la conoscenza aumenterà'. Dan. 12:4
- E io udii l'uomo vestito di lino, che stava sopra le acque del fiume, il quale, alzata la man destra e la man sinistra al cielo, giurò per colui che vive in eterno, che ciò sarà per un tempo, per dei tempi e per la metà d'un tempo; e quando la forza del popolo santo sarà interamente infranta, allora tutte queste cose si compiranno. Dan. 12:7
- E dal tempo che sarà soppresso il sacrifizio continuo e sarà rizzata l'abominazione che cagiona la desolazione, vi saranno milleduecentonovanta giorni. Dan. 12:11
- Quando l'Eterno cominciò a parlare a Osea, l'Eterno disse ad Osea: `Va', prenditi per moglie una meretrice, e genera de' figliuoli di prostituzione; perché il paese si prostituisce, abbandonando l'Eterno'. Osea 1:2
- E l'Eterno gli disse: `Mettigli nome Jizreel; poiché, ancora un po' di tempo, e io punirò la casa di Jehu a motivo del sangue sparso a Izreel e farò cessare il regno della casa d'Israele. Osea 1:4
- Ma avrò compassione della casa di Giuda; li salverò mediante l'Eterno, il loro Dio; non li salverò mediante arco, né spada, né battaglia, né cavalli né cavalieri'. Osea 1:7
- Nondimeno, il numero de' figliuoli d'Israele sarà come la rena del mare, che non si può misurare né contare; e avverrà che invece di dir loro, come si diceva: `Voi non siete mio popolo', sarà loro detto: `Siete figliuoli dell'Iddio vivente'. Osea 1:10
- E i figliuoli di Giuda e i figliuoli d'Israele si aduneranno assieme, si daranno un capo unico, e saliranno fuor dal paese; poiché grande è il giorno d'Jizreel. Osea 1:11
- giacché la madre loro s'è prostituita; colei che li ha concepiti ha fatto cose vergognose, poiché ha detto: `Andrò dietro ai miei amanti, che mi danno il mio pane, la mia acqua, la mia lana, il mio lino, il mio olio e le mie bevande'. Osea 2:5
- Essa non ha riconosciuto ch'ero io che le davo il grano, il vino, l'olio, che le prodigavo l'argento e l'oro, di cui essi hanno fatto uso per Baal! Osea 2:8
- Perciò io riprenderò il mio grano a suo tempo, e il mio vino nella sua stagione; e le strapperò la mia lana e il mio lino, che servivano a coprir la sua nudità. Osea 2:9
- E devasterò le sue vigne e i suoi fichi, di cui diceva: `Sono il salario, che m'han dato i miei amanti'; e li ridurrò in un bosco, e le bestie della campagna li divoreranno. Osea 2:12
- Io torrò via dalla sua bocca i nomi de' Baali, ed il loro nome non sarà più mentovato. Osea 2:17
- Io lo seminerò per me in questa terra, e avrò compassione di Lo-ruhama; e dirò a Lo-ammi: `Tu sei il popolo mio!' ed egli mi risponderà: `Mio Dio!' Osea 2:23
- Poi i figliuoli d'Israele torneranno a cercare l'Eterno, il loro Dio, e Davide loro re, e ricorreranno tremanti all'Eterno e alla sua bontà, negli ultimi giorni. Osea 3:5
- Per questo il paese sarà in lutto, tutti quelli che l'abitano languiranno, e con essi le bestie de' campi e gli uccelli del cielo; perfino i pesci del mare scompariranno. Osea 4:3
- Pur nondimeno, nessuno contenda, nessuno rimproveri! poiché il tuo popolo è come quelli che contendono col sacerdote. Osea 4:4
- Perciò tu cadrai di giorno, e anche il profeta cadrà con te di notte; e io distruggerò tua madre. Osea 4:5
- Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai sdegnata la conoscenza, anch'io sdegnerò d'averti per sacerdote; giacché tu hai dimenticata la legge del tuo Dio, anch'io dimenticherò i tuoi figliuoli. Osea 4:6
- Si nutrono de' peccati del mio popolo, e il loro cuore brama la sua iniquità. Osea 4:8
- Mangeranno, ma non saranno saziati; si prostituiranno, ma non moltiplicheranno, perché hanno disertato il servizio dell'Eterno. Osea 4:10
- Prostituzione, vino e mosto tolgono il senno. Osea 4:11
- Il mio popolo consulta il suo legno, e il suo bastone gli dà delle istruzioni; poiché lo spirito della prostituzione lo svia, egli si prostituisce, sottraendosi al suo Dio. Osea 4:12
- Sacrificano sulla sommità dei monti, offron profumi sui colli, sotto la quercia, il pioppo e il terebinto, perché l'ombra n'è buona; perciò le vostre figliuole si prostituiscono, e le vostre nuore commettono adulterio. Osea 4:13
- Io non punirò le vostre figliuole perché si prostituiscono, né le vostre nuore perché commettono adulterio; poiché essi stessi s'appartano con le meretrici, e sacrificano con donne impudiche; e il popolo, ch'è senza intelletto, corre alla rovina. Osea 4:14
- Il vento si legherà Efraim alle proprie ali ed essi avranno vergogna dei loro sacrifizi. Osea 4:19
- Ascoltate questo, o sacerdoti! State attenti, voi della casa d'Israele! Porgete l'orecchio, voi della casa del re! Poiché contro di voi è il giudizio, perché siete stati un laccio a Mitspa, e una rete tesa sul Tabor. Osea 5:1
- Sonate il corno in Ghibea, sonate la tromba in Rama! Date l'allarme a Beth-aven! Alle tue spalle, o Beniamino! Osea 5:8
- Quando Efraim ha veduto il suo male e Giuda la sua piaga, Efraim è andato verso l'Assiria, ed ha mandato dei messi a un re che lo difendesse; ma questi non potrà risanarvi, né vi guarirà della vostra piaga. Osea 5:13
- In due giorni ci ridarà la vita; il terzo giorno ci rimetterà in piedi, e noi vivremo alla sua presenza. Osea 6:2
- Conosciamo l'Eterno, sforziamoci di conoscerlo! Il suo levarsi è certo, come quello dell'aurora; egli verrà a noi come la pioggia, come la pioggia di primavera che annaffia la terra'. Osea 6:3
- Per questo li taglio colla scure dei profeti, li uccido con le parole della mia bocca, e il mio giudizio verrà fuori come la luce. Osea 6:5
- Ma essi, come Adamo, han trasgredito il patto, si son condotti perfidamente verso di me. Osea 6:7
- A te pure, o Giuda, una mèsse è assegnata, quando io ricondurrò dalla cattività il mio popolo. Osea 6:11
- Quand'ho voluto guarire Israele, allora s'è scoperta l'iniquità d'Efraim e la malvagità di Samaria; poiché praticano la falsità; il ladro entra, e i briganti scorrazzano fuori. Osea 7:1
- Essi rallegrano il re con la loro malvagità, e i capi con le loro menzogne. Osea 7:3
- Sono tutti degli adùlteri; sono come un forno scaldato dal fornaio, che cessa d'attizzare il fuoco dacché ha intriso la pasta finché sia lievitata. Osea 7:4
- Nel giorno del nostro re, i capi si rendon malati a forza di scaldarsi col vino; il re stende la mano ai giullari. Osea 7:5
- Nelle loro insidie, essi rendono il cuor loro simile ad un forno; il loro fornaio dorme tutta la notte, e la mattina il forno arde come un fuoco divampante. Osea 7:6
- Essi non gridano a me col cuor loro, ma si lamentano sui loro letti; si radunano ansiosi per il grano ed il vino, e si ribellano a me! Osea 7:14
- Imbocca il corno! Come un'aquila, piomba il nemico sulla casa dell'Eterno, perché han violato il mio patto, han trasgredito la mia legge. Osea 8:1
- Israele ha in avversione il bene; il nemico lo inseguirà. Osea 8:3
- Il tuo vitello, o Samaria, è un'abominazione. La mia ira è accesa contro di loro; quanto tempo passerà prima che possano essere assolti? Osea 8:5
- Poiché vien da Israele anche questo vitello; un operaio l'ha fatto, e non è un dio; e infatti il vitello di Samaria sarà ridotto in frantumi. Osea 8:6
- Benché spandano i loro doni fra le nazioni, ora io li radunerò, e cominceranno a decrescere sotto il peso del re dei principi. Osea 8:10
- Israele ha dimenticato colui che li ha fatti, e ha edificato palazzi, e Giuda ha moltiplicato le città fortificate; ma io manderò il fuoco nelle loro città, ed esso divorerà i loro castelli. Osea 8:14
- Non ti rallegrare, o Israele, fino all'esultanza, come i popoli; poiché ti sei prostituito, abbandonando il tuo Dio; hai amato il salario della prostituzione sopra tutte le aie da frumento! Osea 9:1
- L'aia e lo strettoio non li nutriranno, e il mosto deluderà la loro speranza. Osea 9:2
- Non faranno più libazioni di vino all'Eterno, e i loro sacrifizi non gli saranno accetti; saran per essi come un cibo di lutto; chiunque ne mangerà sarà contaminato; poiché il loro pane sarà per loro; non entrerà nella casa dell'Eterno. Osea 9:4
- I giorni della punizione vengono; vengono i giorni della retribuzione; Israele lo saprà! Il profeta è fuor de' sensi, l'uomo ispirato è in delirio, a motivo della grandezza della tua iniquità e della grandezza della tua ostilità. Osea 9:7
- Efraim sta alla vedetta contro il mio Dio; il profeta trova un laccio d'uccellatore su tutte le sue vie, e ostilità nella casa del suo Dio. Osea 9:8
- Il mio Dio li rigetterà, perché non gli han dato ascolto; ed essi andranno errando fra le nazioni. Osea 9:17
- Israele era una vigna lussureggiante, che dava frutto in abbondanza; più abbondava il suo frutto, più moltiplicava gli altari; più bello era il suo paese, più belle faceva le sue statue. Osea 10:1
- Il loro cuore è ingannatore; ora ne porteranno la pena; egli abbatterà i loro altari, distruggerà le loro statue. Osea 10:2
- Sì, allora diranno: `Non abbiamo più re, perché non abbiam temuto l'Eterno; e il re che potrebbe fare per noi?' Osea 10:3
- Essi dicon delle parole, giurano il falso, fermano patti; perciò il castigo germoglia, com'erba venefica nei solchi dei campi. Osea 10:4
- Gli abitanti di Samaria trepideranno per le vitelle di Beth-aven; sì, il popolo farà cordoglio per l'idolo, e i suoi sacerdoti tremeranno per esso, per la sua gloria, perch'ella si dipartirà da lui. Osea 10:5
- Quanto a Samaria, il suo re sarà annientato, come schiuma sull'acqua. Osea 10:7
- Efraim è una giovenca bene ammaestrata, che ama trebbiare; ma io passerò il mio giogo sul suo bel collo; attaccherò Efraim al carro, Giuda arerà, Giacobbe erpicherà. Osea 10:11
- Voi avete arata la malvagità, avete mietuto l'iniquità, avete mangiato il frutto della menzogna; poiché tu hai confidato nelle tue vie, nella moltitudine de' tuoi prodi. Osea 10:13
- Perciò un tumulto si leverà fra il tuo popolo, e tutte le tue fortezze saranno distrutte, come Salman distrusse Beth-arbel, il dì della battaglia, quando la madre fu schiacciata coi figliuoli. Osea 10:14
- Così vi farà Bethel, a motivo della vostra immensa malvagità. All'alba, il re d'Israele sarà perduto senza rimedio. Osea 10:15
- Quando Israele era fanciullo, io l'amai, e fin dall'Egitto, chiamai il mio figliuolo. Osea 11:1
- Io li attiravo con corde umane, con legami d'amore; ero per loro come chi sollevasse il giogo d'in su le loro mascelle, e porgevo loro dolcemente da mangiare. Osea 11:4
- Israele non tornerà nel paese d'Egitto; ma l'Assiro sarà il suo re, perché han rifiutato di convertirsi. Osea 11:5
- Il mio popolo persiste a sviarsi da me; lo s'invita a guardare in alto, ma nessun d'essi alza lo sguardo. Osea 11:7
- ... Come farei a lasciarti, o Efraim? come farei a darti in mano altrui, o Israele? a renderti simile ad Adma? a ridurti allo stato di Tseboim? Il mio cuore si commuove tutto dentro di me, tutte le mie compassioni s'accendono. Osea 11:8
- Io non sfogherò l'ardente mia ira, non distruggerò Efraim di nuovo, perché sono Dio, e non un uomo, sono il Santo in mezzo a te, e non verrò nel mio furore. Osea 11:9
- Nel seno materno egli prese il fratello per il calcagno, e, nel suo vigore, lottò con Dio; Osea 12:3
- Or l'Eterno è l'Iddio degli eserciti; il suo nome è l'Eterno. Osea 12:5
- Ma io sono l'Eterno, il tuo Dio, fin dal paese d'Egitto: io ti farò ancora abitare in tende, come nei giorni di solennità. Osea 12:9
- Efraim ha provocato amaramente il suo Signore; perciò questi gli farà ricadere addosso il sangue che ha versato; e farà tornare su lui i suoi obbrobri. Osea 12:14
- Perciò saranno come la nuvola mattutina, come la rugiada che di buon'ora scompare, come la pula che il vento porta via dall'aia, come il fumo ch'esce dalla finestra. Osea 13:3
- Eppure, io son l'Eterno, il tuo Dio, fin dal paese d'Egitto; e tu non devi riconoscere altro Dio fuori di me, e fuori di me non c'è altro salvatore. Osea 13:4
- Quando aveano pastura, si saziavano; quand'erano sazi, il loro cuore s'inorgogliva; perciò mi dimenticarono. Osea 13:6
- È la tua perdizione, o Israele, l'essere contro di me, contro il tuo aiuto. Osea 13:9
- Dov'è dunque il tuo re? Ti salvi egli in tutte le tue città! E dove sono i tuoi giudici, de' quali dicevi: `Dammi un re e dei capi!' Osea 13:10
- L'iniquità di Efraim è legata in fascio, il suo peccato è tenuto in serbo. Osea 13:12
- Dolori di donna di parto verranno per lui; egli è un figliuolo non savio; poiché, quand'è giunto il momento, non si presenta per nascere. Osea 13:13
- Io li riscatterei dal potere del soggiorno de' morti, li redimerei dalla morte; sarei la tua peste, o morte, sarei la tua distruzione, o soggiorno de' morti; ma il lor pentimento è nascosto agli occhi miei! Osea 13:14
- Sia egli pur fertile tra i suoi fratelli; il vento d'oriente verrà, il vento dell'Eterno, che sale dal deserto; e le sue sorgenti saranno essiccate, e le sue fonti, prosciugate. Il nemico porterà via il tesoro de' suoi oggetti preziosi. Osea 13:15
- Io sarò per Israele come la rugiada; egli fiorirà come il giglio, e spanderà le sue radici come il Libano. Osea 14:5
- Quelli che abiteranno alla sua ombra faranno di nuovo crescere il grano, e fioriranno come la vite; saranno famosi come il vino del Libano. Osea 14:7
- Efraim potrà dire: `Che cosa ho io più da fare con gl'idoli?' Io lo esaudirò, e veglierò su lui; io, che sono come un verdeggiante cipresso; da me verrà il tuo frutto. Osea 14:8
- L'avanzo lasciato dal bruco l'ha mangiato il grillo; l'avanzo lasciato dal grillo l'ha mangiato la cavalletta; l'avanzo lasciato dalla cavalletta, l'ha mangiato la locusta. Gioe. 1:4
- Destatevi, ubriachi, e piangete! Urlate voi tutti, bevitori di vino, poiché il mosto v'è tolto di bocca! Gioe. 1:5
- La campagna è devastata, il suolo fa cordoglio, perché il frumento è distrutto, il mosto è seccato, e l'olio languisce. Gioe. 1:10
- Siate confusi, o agricoltori, urlate, o vignaiuoli, a motivo del frumento e dell'orzo, perché il raccolto dei campi è perduto. Gioe. 1:11
- La vite è secca, il fico languisce; il melagrano, la palma, il melo, tutti gli alberi della campagna son secchi; la gioia è venuta meno tra i figliuoli degli uomini. Gioe. 1:12
- Ahi, che giorno! Poiché il giorno dell'Eterno è vicino, e verrà come una devastazione mandata dall'Onnipotente. Gioe. 1:15
- Il nutrimento non ci è esso tolto sotto ai nostri occhi? La gioia e l'esultanza non son esse scomparse dalla casa del nostro Dio? Gioe. 1:16
- I semi marciscono sotto le zolle, i depositi sono vuoti, i granai cadono in rovina, perché il grano è perito per la siccità. Gioe. 1:17
- Oh come geme il bestiame! Gli armenti son costernati, perché non c'è pastura per loro; i greggi di pecore patiscono anch'essi. Gioe. 1:18
- Sonate la tromba in Sion! Date l'allarme sul monte mio santo! Tremino tutti gli abitanti del paese, poiché il giorno dell'Eterno viene, perch'è vicino, Gioe. 2:1
- Davanti a lui un fuoco divora, e dietro a lui divampa una fiamma; prima di lui, il paese era come un giardino d'Eden; dopo di lui, è un desolato deserto; nulla gli sfugge. Gioe. 2:3
- nessuno sospinge il suo vicino, ognuno avanza per la sua strada; si slanciano in mezzo ai dardi, non rompon le file. Gioe. 2:8
- Davanti a loro trema la terra, i cieli sono scossi, il sole e la luna s'oscurano, le stelle ritirano il loro splendore. Gioe. 2:10
- L'Eterno dà fuori la sua voce davanti al suo esercito, perché immenso è il suo campo e potente l'esecutore della sua parola. Sì, il giorno dell'Eterno è grande, oltremodo terribile; chi lo potrà sopportare? Gioe. 2:11
- E, nondimeno, anche adesso, dice l'Eterno, tornate a me con tutto il cuor vostro, con digiuni, con pianti, con lamenti! Gioe. 2:12
- Stracciatevi il cuore, e non le vesti, e tornate all'Eterno, al vostro Dio, poich'egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira e pieno di bontà, e si pente del male che manda. Gioe. 2:13
- Radunate il popolo, bandite una santa assemblea! Radunate i vecchi, radunate i fanciulli, e quelli che poppano ancora! Esca lo sposo dalla sua camera, e la sposa dalla propria alcova! Gioe. 2:16
- Fra il portico e l'altare piangano i sacerdoti, ministri dell'Eterno, e dicano: `Risparmia, o Eterno, il tuo popolo, e non esporre la tua eredità all'obbrobrio, ai motteggi delle nazioni! Perché si direbbe fra i popoli: - Dov'è il loro Dio?' Gioe. 2:17
- L'Eterno s'è mosso a gelosia per il suo paese, ed ha avuto pietà del suo popolo. Gioe. 2:18
- Allontanerò da voi il nemico che viene dal settentrione e lo caccerò in una terra arida e desolata; la sua avanguardia, verso il mare orientale; la sua retroguardia, verso il mare occidentale; la sua infezione salirà, salirà il suo fetore, perché ha fatto cose grandi'. Gioe. 2:20
- Non temete, o bestie della campagna, perché i pascoli del deserto riverdeggiano, perché gli alberi portano il loro frutto, il fico e la vite producono largamente! Gioe. 2:22
- e vi compenserò delle annate che han mangiato il grillo, la cavalletta, la locusta e il bruco, il mio grande esercito che avevo mandato contro di voi. Gioe. 2:25
- E voi mangerete a sazietà, e loderete il nome dell'Eterno, del vostro Dio, che avrà operato per voi delle maraviglie, e il mio popolo non sarà mai più coperto d'onta. Gioe. 2:26
- E voi conoscerete che io sono in mezzo ad Israele, e che io sono l'Eterno, il vostro Dio, e non ve n'è alcun altro; e il mio popolo non sarà mai più coperto d'onta. Gioe. 2:27
- E, dopo questo, avverrà che io spanderò il mio spirito sopra ogni carne, e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profetizzeranno, i vostri vecchi avranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni; Gioe. 2:28
- E anche sui servi e sulle serve, spanderò in quei giorni il mio spirito. Gioe. 2:29
- Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue prima che venga il grande e terribile giorno dell'Eterno. Gioe. 2:31
- E avverrà che chiunque invocherà il nome dell'Eterno sarà salvato; poiché sul monte Sion ed in Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto l'Eterno, e fra gli scampati che l'Eterno chiamerà. Gioe. 2:32
- Han tirato a sorte il mio popolo; han dato un fanciullo in cambio d'una meretrice, han venduto una fanciulla per del vino, e si son messi a bere. Gioe. 3:3
- poiché avete preso il mio argento e il mio oro, e avete portato nei vostri templi il meglio delle mie cose preziose, Gioe. 3:5
- Fabbricate spade coi vostri vomeri, e lance con le vostre roncole! Dica il debole: `Son forte!' Gioe. 3:10
- Moltitudini! moltitudini! nella valle del Giudizio! Poiché il giorno dell'Eterno è vicino, nella valle del Giudizio. Gioe. 3:14
- Il sole e la luna s'oscurano, e le stelle ritirano il loro splendore. Gioe. 3:15
- L'Eterno ruggirà da Sion, farà risonar la sua voce da Gerusalemme, e i cieli e la terra saranno scossi; ma l'Eterno sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figliuoli d'Israele. Gioe. 3:16
- E voi saprete che io sono l'Eterno, il vostro Dio, che dimora in Sion, mio monte santo; e Gerusalemme sarà santa, e gli stranieri non vi passeranno più. Gioe. 3:17
- E in quel giorno avverrà che i monti stilleranno mosto, il latte scorrerà dai colli, e l'acqua fluirà da tutti i rivi di Giuda; e dalla casa dell'Eterno sgorgherà una fonte, che irrigherà la valle di Sittim. Gioe. 3:18
- io vendicherò il loro sangue, non lo lascerò impunito; e l'Eterno dimorerà in Sion. Gioe. 3:21
- e romperò le sbarre di Damasco, sterminerò da Bikath-aven ogni abitante, e da Beth-eden colui che tiene lo scettro; e il popolo di Siria andrà in cattività a Kir, dice l'Eterno. Amos 1:5
- e sterminerò da Asdod ogni abitante, e da Askalon colui che tiene lo scettro; volgerò la mia mano contro Ekron, e il resto dei Filistei perirà, dice il Signore, l'Eterno. Amos 1:8
- Così parla l'Eterno: Per tre misfatti d'Edom, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché ha inseguìto il suo fratello con la spada, soffocando ogni compassione, e perché la sua ira dilania sempre, ed egli serba la sua collera in perpetuo, Amos 1:11
- e il loro re andrà in cattività: egli, insieme coi suoi capi, dice l'Eterno. Amos 1:15
- e sterminerò di mezzo ad esso il giudice, e ucciderò tutti i suoi capi con lui, dice l'Eterno. Amos 2:3
- Così parla l'Eterno: Per tre misfatti d'Israele, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché vendono il giusto per danaro, e il povero se deve loro un paio di sandali; Amos 2:6
- perché bramano veder la polvere della terra sul capo de' miseri, e violano il diritto degli umili, e figlio e padre vanno dalla stessa femmina, per profanare il nome mio santo. Amos 2:7
- Si stendono presso ogni altare su vesti ricevute in pegno, e nella casa dei loro dèi bevono il vino di quelli che han colpito d'ammenda. Amos 2:8
- Eppure, io distrussi d'innanzi a loro l'Amoreo, la cui altezza era come l'altezza dei cedri, e ch'era forte come le querce; e io distrussi il suo frutto in alto e le sue radici in basso. Amos 2:9
- Eppure, io vi trassi fuori del paese d'Egitto, e vi condussi per quarant'anni nel deserto, per farvi possedere il paese dell'Amoreo. Amos 2:10
- Ecco, io farò scricchiolare il suolo sotto di voi, come lo fa scricchiolare un carro pien di covoni. Amos 2:13
- All'agile mancherà modo di darsi alla fuga, al forte non gioverà la sua forza, e il valoroso non salverà la sua vita; Amos 2:14
- colui che maneggia l'arco non potrà resistere, chi ha il piè veloce non potrà scampare, e il cavaliere sul suo cavallo non salverà la sua vita; Amos 2:15
- il più coraggioso fra i prodi, fuggirà nudo in quel giorno, dice l'Eterno. Amos 2:16
- Il leone rugge egli nella foresta, se non ha una preda? Il leoncello fa egli udir la sua voce dalla sua tana, se non ha preso nulla? Amos 3:4
- La tromba suona essa in una città, senza che il popolo tremi? Una sciagura piomba ella sopra una città, senza che l'Eterno ne sia l'autore? Amos 3:6
- Poiché il Signore, l'Eterno, non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti. Amos 3:7
- Il leone rugge, chi non temerà? Il Signore, l'Eterno, parla, chi non profeterà? Amos 3:8
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Ecco il nemico, tutt'attorno al paese; egli abbatterà la tua forza, e i tuoi palazzi saran saccheggiati. Amos 3:11
- Così parla l'Eterno: Come il pastore strappa dalla gola del leone due gambe o un pezzo d'orecchio, così scamperanno i figliuoli d'Israele che in Samaria stanno ora seduti sull'angolo d'un divano o sui damaschi d'un letto. Amos 3:12
- Ascoltate questo e attestatelo alla casa di Giacobbe! dice il Signore, l'Eterno, l'Iddio degli eserciti: Amos 3:13
- Il giorno che io punirò Israele delle sue trasgressioni, punirò anche gli altari di Bethel; e i corni dell'altare saranno spezzati, e cadranno al suolo. Amos 3:14
- Il Signore, l'Eterno, l'ha giurato per la sua santità: Ecco, verranno per voi de' giorni, in cui sarete tratte fuori con degli uncini, e i vostri figliuoli con gli ami da pesca; Amos 4:2
- Fate fumare sacrifizi d'azioni di grazie con lievito! Bandite delle offerte volontarie, proclamatele! Poiché così amate di fare, o figliuoli d'Israele, dice il Signore, l'Eterno. Amos 4:5
- E io, dal canto mio, v'ho lasciati a denti asciutti in tutte le vostre città; v'ho fatto mancare il pane in tutte le vostre dimore; ma voi non siete tornati a me, dice l'Eterno. Amos 4:6
- Io ho mandato fra voi la peste, come in Egitto; ho ucciso i vostri giovani per la spada, e ho catturato i vostri cavalli; v'ho fatto salire al naso il puzzo de' vostri accampamenti; ma voi non siete tornati a me, dice l'Eterno. Amos 4:10
- Perciò, io ti farò come ho detto, o Israele; e poiché io farò questo contro di te, prepàrati, o Israele, a incontrare il tuo Dio! Amos 4:12
- Poiché, eccolo colui che forma i monti e crea il vento, e fa conoscere all'uomo qual è il suo pensiero; colui che muta l'aurora in tenebre, e cammina sugli alti luoghi della terra; il suo nome è l'Eterno, l'Iddio degli eserciti. Amos 4:13
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: Alla città che metteva in campagna mille uomini, non ne resteranno che cento; alla città che ne metteva in campagna cento, non ne resteranno che dieci per la casa d'Israele. Amos 5:3
- o voi che mutate il diritto in assenzio, e gettate a terra la giustizia. Amos 5:7
- Egli ha fatto le Pleiadi e Orione, muta l'ombra di morte in aurora, e fa del giorno una notte oscura; chiama le acque del mare, e le riversa sulla faccia della terra: il suo nome è l'Eterno. Amos 5:8
- Perciò, visto che calpestate il povero ed esigete da lui donativi di frumento, voi fabbricate case di pietre da taglio, ma non le abiterete; piantate vigne deliziose ma non ne berrete il vino. Amos 5:11
- Poiché io conosco come son numerose le vostre trasgressioni, come son gravi i vostri peccati; voi sopprimete il giusto, accettate regali, e fate torto ai poveri alla porta. Amos 5:12
- Ecco perché, in tempi come questi, il savio si tace; perché i tempi sono malvagi. Amos 5:13
- Cercate il bene e non il male, onde viviate, e l'Eterno, l'Iddio degli eserciti, sia con voi, come dite. Amos 5:14
- Odiate il male, amate il bene, e, alle porte, stabilite saldamente il diritto. Forse, l'Eterno, l'Iddio degli eserciti, avrà pietà del rimanente di Giuseppe. Amos 5:15
- Perciò, così dice l'Eterno, l'Iddio degli eserciti, il Signore: In tutte le piazze si farà lamento, e in tutte le strade si dirà: `Ahimè! ahimè!' Si chiameranno gli agricoltori perché prendano il lutto, e si ordineranno lamentazioni a quelli che le sanno fare. Amos 5:16
- Guai a voi che desiderate il giorno dell'Eterno! Che v'aspettate voi dal giorno dell'Eterno? Sarà un giorno di tenebre, non di luce. Amos 5:18
- Il giorno dell'Eterno non è esso forse tenebre, e non luce? oscurissimo e senza splendore? Amos 5:20
- Lungi da me il rumore de' tuoi canti! ch'io non oda più la musica de' tuoi saltèri! Amos 5:23
- Ma corra il diritto com'acqua, e la giustizia, come un rivo perenne! Amos 5:24
- Orbene voi vi toglierete in ispalla il baldacchino del vostro re, e il piedistallo delle vostre immagini, la stella dei vostri dèi, che voi vi siete fatti; Amos 5:26
- Passate a Calne e guardate, e di là andate fino ad Hamath la grande, poi scendete a Gath dei Filistei: quelle città stanno esse meglio di questi regni? o il loro territorio è esso più vasto del vostro? Amos 6:2
- Voi volete allontanare il giorno malvagio, e fate avvicinare il regno della violenza. Amos 6:3
- bevono il vino in larghe coppe e s'ungono con gli oli più squisiti, ma non s'addolorano per la ruina di Giuseppe. Amos 6:6
- Il Signore, l'Eterno l'ha giurato per se stesso, dice l'Eterno, l'Iddio degli eserciti: Io detesto la magnificenza di Giacobbe, odio i suoi palazzi, e darò in man del nemico la città con tutto quel che contiene. Amos 6:8
- Un parente verrà con colui che brucia i corpi a prendere il morto, e portarne via di casa le ossa; e dirà a colui che è in fondo alla casa: `Ce n'è altri con te?' L'altro risponderà: `No'. E il primo dirà: `Zitto! Non è il momento di menzionare il nome dell'Eterno'. Amos 6:10
- I cavalli corrono essi sulle rocce, vi si ara egli coi bovi, che voi mutiate il diritto in veleno, e il frutto della giustizia in assenzio? Amos 6:12
- Il Signore, l'Eterno, mi diede questa visione: Ecco ch'egli formava delle locuste al primo spuntare delle guaime: era il guaime dopo la falciatura per il re. Amos 7:1
- Il Signore, l'Eterno, mi diede questa visione: Ecco, il Signore, l'Eterno, proclamava di voler difender la sua causa mediante il fuoco; e il fuoco divorò il grande abisso, e stava per divorare l'eredità. Amos 7:4
- L'Eterno si pentì di questo: `Neppur quello avverrà', disse il Signore, l'Eterno. Amos 7:6
- Egli mi diede questa visione: Ecco, il Signore stava sopra un muro tirato a piombo, e aveva in mano un piombino. Amos 7:7
- E l'Eterno mi disse: `Amos, che vedi?' Io risposi: `Un piombino'. E il Signore disse: - `Ecco, io pongo il piombino in mezzo al mio popolo d'Israele; io non gli userò più oltre tolleranza; Amos 7:8
- Allora Amatsia, sacerdote di Bethel, mandò a dire a Geroboamo, re d'Israele: `Amos congiura contro di te in mezzo alla casa d'Israele; il paese non può sopportare tutte le sue parole. Amos 7:10
- E Amatsia disse ad Amos: `Veggente, vattene, fuggi nel paese di Giuda; mangia colà il tuo pane, e là profetizza; Amos 7:12
- Perciò così parla l'Eterno: - La tua moglie si prostituirà nella città, i tuoi figliuoli e le tue figliuole cadranno per la spada, il tuo paese sarà spartito con la cordicella, e tu stesso morrai su terra impura, e Israele sarà certamente menato in cattività, lungi dal suo paese'. Amos 7:17
- Il Signore, l'Eterno, mi diede questa visione: Ecco, era un paniere di frutti maturi. Amos 8:1
- In quel giorno, dice il Signore, l'Eterno, i canti del palazzo diventeranno degli urli; grande sarà il numero dei cadaveri; saran gettati da per tutto in silenzio. Amos 8:3
- Ascoltate questo, o voi che vorreste trangugiare il povero e distruggere gli umili del paese; Amos 8:4
- voi che dite: `Quando finirà il novilunio, perché possiam vendere il grano? Quando finirà il sabato, perché possiamo aprire i granai, scemando l'efa, aumentando il siclo, falsificando le bilance per frodare, Amos 8:5
- comprando il misero per danaro, e il povero se deve un paio di sandali? E venderemo anche la vagliatura del grano!' Amos 8:6
- Il paese non tremerà esso a motivo di questo? Ogni suo abitante non ne farà egli cordoglio? Il paese si solleverà tutto quanto come il fiume, ondeggerà, e s'abbasserà come il fiume d'Egitto. Amos 8:8
- E in quel giorno avverrà, dice il Signore, l'Eterno, che io farò tramontare il sole a mezzodì, e in pieno giorno farò venire le tenebre sulla terra. Amos 8:9
- Muterò le vostre feste in lutto, e tutti i vostri canti in lamento; coprirò di sacchi tutti i fianchi, e ogni testa sarà rasa. Getterò il paese in lutto come per un figlio unico, e la sua fine sarà come un giorno d'amarezza. Amos 8:10
- Ecco, vengono i giorni, dice il Signore, l'Eterno, ch'io manderò la fame nel paese, non fame di pane o sete d'acqua, ma la fame e la sete d'udire le parole dell'Eterno. Amos 8:11
- Quelli che giurano per il peccato di Samaria e dicono: `Com'è vero che il tuo Dio vive, o Dan' e: `Viva la via di Beer-Sceba!' cadranno e non risorgeranno più. Amos 8:14
- Io vidi il Signore che stava in piedi sull'altare, e disse: Percuoti i capitelli e siano scrollati gli architravi! Spèzzali sul capo di tutti quanti, ed io ucciderò il resto con la spada! Nessun d'essi si salverà con la fuga, nessun d'essi scamperà. Amos 9:1
- e quand'anche andassero in cattività davanti ai loro nemici, là comanderò alla spada d'ucciderli; io fisserò su di essi i miei occhi per il loro male, e non per il loro bene. Amos 9:4
- Il Signore, l'Iddio degli eserciti, è quegli che tocca la terra, ed essa si strugge, e tutti i suoi abitanti fanno cordoglio; essa si solleva tutta quanta come il fiume, e s'abbassa come il fiume d'Egitto. Amos 9:5
- Egli è colui che costruisce nei cieli le sue stanze superiori, e ha fondato la sua vòlta sulla terra; egli chiama le acque del mare, e le spande sulla faccia della terra; il suo nome è l'Eterno. Amos 9:6
- Tutti i peccatori del mio popolo morranno per la spada; essi, che dicono: `Il male non giungerà fino a noi, e non ci toccherà'. Amos 9:10
- affinché possegga il resto d'Edom e tutte le nazioni sulle quali è invocato il mio nome, dice l'Eterno che farà questo. Amos 9:12
- Ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, quando l'aratore raggiungerà il mietitore, e il pigiator dell'uva colui che sparge il seme; quando i monti stilleranno mosto, e tutti i colli si struggeranno. Amos 9:13
- E io trarrò dalla cattività il mio popolo d'Israele; ed essi riedificheranno le città desolate, e le abiteranno; pianteranno vigne, e ne berranno il vino; faranno giardini, e ne mangeranno i frutti. Amos 9:14
- Io li pianterò sul loro suolo, e non saranno mai più divelti dal suolo che io ho dato loro, dice l'Eterno, il tuo Dio. Amos 9:15
- Visione di Abdia. Così parla il Signore, l'Eterno, riguardo a Edom: Noi abbiam ricevuto un messaggio dall'Eterno, e un ambasciatore è stato mandato alle nazioni: `Levatevi! Leviamoci contro Edom a combattere!' Abd. 1:1
- Quand'anche tu facessi il tuo nido in alto come l'aquila, quand'anche tu lo ponessi fra le stelle, io ti trarrò giù di là, dice l'Eterno. Abd. 1:4
- Tutti i tuoi alleati t'han menato alla frontiera; quelli che erano in pace con te t'hanno ingannato, hanno prevalso contro di te; quelli che mangiano il tuo pane tendono un'insidia sotto i tuoi piedi, e tu non hai discernimento! Abd. 1:7
- In quel giorno, dice l'Eterno, io farò sparire da Edom i savi e dal monte d'Esaù il discernimento. Abd. 1:8
- Il giorno che tu gli stavi a fronte, il giorno che degli stranieri menavano in cattività il suo esercito, e degli estranei entravano per le sue porte e gettavan le sorti su Gerusalemme, anche tu eri come uno di loro. Abd. 1:11
- Ah! non ti pascer lo sguardo del giorno del tuo fratello, del giorno della sua sventura. Non gioire de' figliuoli di Giuda il giorno della loro ruina; e non parlare con tanta arroganza nel giorno della distretta. Abd. 1:12
- Non entrare per la porta del mio popolo il giorno della sua calamità; non pascerti lo sguardo, anche tu, della sua afflizione il giorno della sua calamità; e non metter le mani sulle sue sostanze il giorno della sua calamità. Abd. 1:13
- Poiché il giorno dell'Eterno è vicino per tutte le nazioni; come hai fatto, così ti sarà fatto; le tue azioni ti ricadranno sul capo. Abd. 1:15
- Quelli del mezzogiorno possederanno il monte d'Esaù; quelli della pianura il paese de' Filistei; possederanno i campi d'Efraim e i campi di Samaria; e Beniamino possederà Galaad. Abd. 1:19
- E dei liberatori saliranno sul monte Sion per giudicare il monte d'Esaù; e il regno sarà dell'Eterno. Abd. 1:21
- Ma Giona si levò per fuggirsene a Tarsis, lungi dal cospetto dell'Eterno; e scese a Giaffa, dove trovò una nave che andava a Tarsis; e, pagato il prezzo del suo passaggio, s'imbarcò per andare con quei della nave a Tarsis, lungi dal cospetto dell'Eterno. Gion. 1:3
- Il capitano gli si avvicinò, e gli disse: `Che fai tu qui a dormire? Lèvati, invoca il tuo dio! Forse Dio si darà pensiero di noi, e non periremo'. Gion. 1:6
- Allora essi gli dissero: `Dicci dunque a cagione di chi ci capita questa disgrazia! Qual è la tua occupazione? donde vieni? Qual'è il tuo paese? e a che popolo appartieni?' Gion. 1:8
- Egli rispose loro: `Sono ebreo, e temo l'Eterno, l'Iddio del cielo, che ha fatto il mare e la terra ferma'. Gion. 1:9
- E quelli gli dissero: `Che ti dobbiam fare perché il mare si calmi per noi?' Poiché il mare si faceva sempre più tempestoso. Gion. 1:11
- Egli rispose loro: `Pigliatemi e gettatemi in mare, e il mare si calmerà per voi; perché io so che questa forte tempesta vi piomba addosso per cagion mia'. Gion. 1:12
- Nondimeno quegli uomini davan forte nei remi per ripigliar terra; ma non potevano, perché il mare si faceva sempre più tempestoso e minaccioso. Gion. 1:13
- E Giona pregò l'Eterno, il suo Dio, dal ventre del pesce, e disse: Gion. 2:1
- E io dicevo: Io son cacciato via lungi dal tuo sguardo! Come vedrei io ancora il tuo tempio santo? Gion. 2:4
- E l'Eterno die' l'ordine al pesce, e il pesce vomitò Giona sull'asciutto. Gion. 2:10
- E Giona cominciò a inoltrarsi nella città per il cammino d'una giornata, e predicava e diceva: `Ancora quaranta giorni, e Ninive sarà distrutta!' Gion. 3:4
- Ed essendo la notizia giunta al re di Ninive, questi s'alzò dal trono, si tolse di dosso il manto, si coprì d'un sacco, e si mise a sedere sulla cenere. Gion. 3:6
- Ma l'indomani, allo spuntar dell'alba, Iddio fece venire un verme, il quale attaccò il ricino, ed esso si seccò. Gion. 4:7
- E come il sole fu levato, Iddio fece soffiare un vento soffocante d'oriente, e il sole picchiò sul capo di Giona, sì ch'egli venne meno, e chiese di morire, dicendo: `Meglio è per me morire che vivere'. Gion. 4:8
- E l'Eterno disse: `Tu hai pietà del ricino per il quale non hai faticato, e che non hai fatto crescere, che è nato in una notte e in una notte è perito; Gion. 4:10
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Michea, il Morashtita, ai giorni di Jotham, di Achaz e di Ezechia, re di Giuda, e ch'egli ebbe in visione intorno a Samaria e a Gerusalemme. Mic. 1:1
- Ascoltate, o popoli tutti! Presta attenzione, o terra, con tutto quello ch'è in te! E il Signore, l'Eterno, sia testimonio contro di voi: il Signore dal suo tempio santo. Mic. 1:2
- Passa, vattene, o abitatrice di Shafir, in vergognosa nudità; non esce più l'abitatrice di Tsaanan; il cordoglio di Beth-Haetsel vi priva di questo rifugio. Mic. 1:11
- Attacca i destrieri al carro, o abitatrice di Lakis! Essa è stata il principio del peccato per la figliuola di Sion, poiché in te si son trovate le trasgressioni d'Israele. Mic. 1:13
- Tàgliati i capelli, ràditi il capo, a motivo de' figliuoli delle tue delizie! Fatti calva come l'avvoltoio, poich'essi vanno in cattività, lungi da te! Mic. 1:16
- Guai a quelli che meditano l'iniquità e macchinano il male sui loro letti, per metterlo ad effetto allo spuntar del giorno, quando ne hanno il potere in mano! Mic. 2:1
- Perciò così parla l'Eterno: Ecco, io medito contro questa stirpe un male, al quale non potrete sottrarre il collo; e non camminerete più a test'alta, perché saranno tempi cattivi. Mic. 2:3
- O tu che porti il nome di casa di Giacobbe, è forse l'Eterno pronto all'ira? È questo il suo modo d'agire? Le mie parole non son esse favorevoli a colui che cammina rettamente? Mic. 2:7
- Ma da qualche tempo il mio popolo insorge come un nemico; voi portate via il mantello di sopra alla veste a quelli che passan tranquillamente, che tornano dalla guerra. Mic. 2:8
- Io ti radunerò, o Giacobbe, ti radunerò tutto quanto! Certo io raccoglierò il rimanente d'Israele; io li farò venire assieme come pecore in un ovile, come un gregge in mezzo al suo pascolo; il luogo sarà affollato d'uomini. Mic. 2:12
- Chi farà la breccia salirà innanzi a loro; essi faran la breccia, e passeranno per la porta, e per essa usciranno; il loro re camminerà davanti a loro, e l'Eterno sarà alla loro testa. Mic. 2:13
- Ma voi odiate il bene e amate il male, scorticate il mio popolo e gli strappate la carne di sulle ossa. Mic. 3:2
- Così parla l'Eterno riguardo ai profeti che traviano il mio popolo, che gridano: `Pace', quando i loro denti han di che mordere, e bandiscono la guerra contro a chi non mette loro nulla in bocca. Mic. 3:5
- Perciò vi si farà notte, e non avrete più visioni; vi si farà buio, e non avrete più divinazioni; il sole tramonterà su questi profeti, e il giorno s'oscurerà su loro. Mic. 3:6
- Ma, quanto a me, io son pieno di forza, dello spirito dell'Eterno, di retto giudizio e di coraggio, per far conoscere a Giacobbe la sua trasgressione, e ad Israele il suo peccato. Mic. 3:8
- Perciò, per cagion vostra, Sion sarà arata come un campo, Gerusalemme diventerà un mucchio di rovine, e il monte del tempio un'altura boscosa. Mic. 3:12
- Ma avverrà, negli ultimi tempi, che il monte della casa dell'Eterno si ergerà sopra la sommità de' monti, e s'innalzerà al disopra delle colline, e i popoli affluiranno ad esso. Mic. 4:1
- Sederanno ciascuno sotto la sua vigna e sotto il suo fico, senza che alcuno li spaventi; poiché la bocca dell'Eterno degli eserciti ha parlato. Mic. 4:4
- E tu, torre del gregge, colle della figliuola di Sion, a te verrà, a te verrà l'antico dominio, il regno che spetta alla figliuola di Gerusalemme. Mic. 4:8
- Ora, perché gridi tu così forte? Non v'è egli alcun re dentro di te? il tuo consigliere è egli perito, che l'angoscia ti colga come di donna che partorisce? Mic. 4:9
- Figliuola di Sion, lèvati, trebbia! perché io farò che sia di ferro il tuo corno, che le tue unghie sian di rame; e tu triterai molti popoli; e consacrerò come interdetto i loro guadagni all'Eterno, e le loro ricchezze al Signore di tutta la terra. Mic. 4:13
- Perciò egli li darà in man de' loro nemici, fino al tempo in cui colei che deve partorire, partorirà; e il resto de' suoi fratelli tornerà a raggiungere i figliuoli d'Israele. Mic. 5:3
- Egli starà là e pascerà il suo gregge colla forza dell'Eterno, colla maestà del nome dell'Eterno, del suo Dio. E quelli dimoreranno in pace, perché allora ei sarà grande fino all'estremità della terra. Mic. 5:4
- E sarà lui che recherà la pace. Quando l'Assiro verrà nel nostro paese, e metterà il piede nei nostri palazzi, noi faremo sorgere contro di lui sette pastori e otto principi di fra il popolo. Mic. 5:5
- Essi pasceranno il paese dell'Assiro con la spada, e la terra di Nimrod nelle sue proprie città; ed egli ci libererà dall'Assiro, quando questi verrà nel nostro paese, e metterà il piede nei nostri confini. Mic. 5:6
- Il resto di Giacobbe sarà, in mezzo a molti popoli, come una rugiada che vien dall'Eterno, come una fitta pioggia sull'erba, le quali non aspettano ordine d'uomo, e non dipendono dai figliuoli degli uomini. Mic. 5:7
- Il resto di Giacobbe sarà fra le nazioni, in mezzo a molti popoli, come un leone tra le bestie della foresta, come un leoncello fra i greggi di pecore, il quale, quando passa, calpesta e sbrana, senza che alcuno possa liberare. Mic. 5:8
- O popolo mio, ricorda dunque quel che Balak, re di Moab, macchinava, e che cosa gli rispose Balaam, figliuolo di Beor, da Sittim a Ghilgal, affinché tu riconosca il giusto procedere dell'Eterno. Mic. 6:5
- L'Eterno gradirà egli le migliaia de' montoni, le miriadi de' rivi d'olio? Darò il mio primogenito per la mia trasgressione? il frutto delle mie viscere per il peccato dell'anima mia?' Mic. 6:7
- Sarei io puro se tollerassi bilance false e il sacchetto dai pesi frodolenti? Mic. 6:11
- Tu seminerai, ma non mieterai; pigerai le ulive, ma non t'ungerai d'olio; spremerai il mosto, ma non berrai il vino. Mic. 6:15
- L'uomo pio è scomparso dalla terra; non c'è più, fra gli uomini, gente retta; tutti stanno in agguato per spargere il sangue, ognuno fa la caccia al suo fratello con la rete. Mic. 7:2
- Le loro mani sono pronte al male, per farlo con tutta cura; il principe chiede, il giudice acconsente mediante ricompensa, il grande manifesta la cupidigia dell'anima sua, e ordiscono così le loro trame. Mic. 7:3
- Il migliore di loro è come un pruno; il più retto è peggiore d'una siepe di spine. Il giorno annunziato dalle tue sentinelle, il giorno della tua punizione viene; allora saranno nella costernazione. Mic. 7:4
- Poiché il figliuolo svillaneggia il padre, la figliuola insorge contro la madre, la nuora contro la suocera, i nemici d'ognuno son la sua gente di casa. Mic. 7:6
- `Quanto a me, io volgerò lo sguardo verso l'Eterno, spererò nell'Iddio della mia salvezza; il mio Dio mi ascolterà. Mic. 7:7
- Allora la mia nemica lo vedrà, e sarà coperta d'onta; lei, che mi diceva: - Dov'è l'Eterno, il tuo Dio? - I miei occhi la mireranno, quando sarà calpestata come il fango delle strade'. Mic. 7:10
- Verrà giorno che la tua cinta sarà riedificata; in quel giorno sarà rimosso il decreto che ti concerne. Mic. 7:11
- Ma il paese ha da esser ridotto in desolazione a cagione de' suoi abitanti, a motivo del frutto delle loro azioni. Mic. 7:13
- Pasci il tuo popolo con la tua verga, il gregge della tua eredità, che sta solitario nella foresta in mezzo al Carmelo. Pasturi esso in Basan e in Galaad, come ai giorni antichi. Mic. 7:14
- Leccheranno la polvere come il serpente; come i rettili della terra usciranno spaventate dai loro ripari; verranno tremanti all'Eterno, al nostro Dio, e avranno timore di te. Mic. 7:17
- L'Eterno è un Dio geloso e vendicatore; l'Eterno è vendicatore e pieno di furore; l'Eterno si vendica dei suoi avversari, e serba il cruccio per i suoi nemici. Nah. 1:2
- L'Eterno è lento all'ira, è grande in forza, ma non tiene il colpevole per innocente. L'Eterno cammina nel turbine e nella tempesta, e le nuvole son la polvere de' suoi piedi. Nah. 1:3
- Egli sgrida il mare e lo prosciuga, dissecca tutti i fiumi. Basan langue, langue il Carmelo, e langue il fiore del Libano. Nah. 1:4
- I monti tremano davanti a lui, si struggono i colli; la terra si solleva alla sua presenza, e il mondo con tutti i suoi abitanti. Nah. 1:5
- Chi può reggere davanti alla sua indignazione? chi può sussistere sotto l'ardore della sua ira? Il suo furore si spande come fuoco, e le roccie scoscendono davanti a lui. Nah. 1:6
- Ora spezzerò il suo giogo d'addosso a te, e infrangerò i tuoi legami. Nah. 1:13
- Lo scudo de' suoi prodi è tinto in rosso, i suoi guerrieri veston di scarlatto; il giorno in cui ei si prepara, l'acciaio de' carri scintilla, e si brandiscon le lance di cipresso. Nah. 2:3
- I carri si slancian furiosamente per le strade, si precipitano per le piazze; il loro aspetto è come di fiaccole, guizzan come folgori. Nah. 2:4
- Il re si ricorda de' suoi prodi ufficiali; essi inciampano nella loro marcia, si precipitano verso le mura, e la difesa è preparata. Nah. 2:5
- Le porte de' fiumi s'aprono, e il palazzo crolla. Nah. 2:6
- È fatto! Ninive è spogliata nuda e portata via; le sue serve gemono con voce di colombe, e si picchiano il petto. Nah. 2:7
- Dov'è questo ricetto di leoni, questo luogo dove facevano il pasto i leoncelli, dove passeggiavano il leone, la leonessa e i leoncini, senza che alcuno li spaventasse? Nah. 2:11
- Quivi il leone sbranava per i suoi piccini, strangolava per le sue leonesse, ed empiva le sue grotte di preda, e le sue tane di rapina. Nah. 2:12
- Vali tu meglio di No-Amon, ch'era assisa tra i fiumi, circondata dalle acque, che aveva il mare per baluardo, il mare per mura? Nah. 3:8
- Ecco, il tuo popolo, in mezzo a te, son tante donne; le porte del tuo paese sono spalancate davanti ai tuoi nemici, il fuoco ha divorato le tue sbarre. Nah. 3:13
- Là il fuoco ti divorerà, la spada ti distruggerà; ti divorerà come la cavalletta, fossi tu pur numerosa come le cavallette, fossi tu pur numerosa come le locuste. Nah. 3:15
- I tuoi principi son come le locuste, i tuoi ufficiali come sciami di giovani locuste, che s'accampano lungo le siepi in giorno di freddo, e quando il sole si leva volano via, e non si conosce più il posto dov'erano. Nah. 3:17
- O re d'Assiria, i tuoi pastori si sono addormentati; i tuoi valorosi ufficiali riposano; il tuo popolo è disperso su per i monti, e non v'è chi li raduni. Nah. 3:18
- Oracolo che il profeta Habacuc ebbe per visione. Hab. 1:1
- Perciò la legge è senza forza e il diritto non fa strada, perché l'empio aggira il giusto, e il diritto n'esce pervertito. Hab. 1:4
- È terribile, formidabile; il suo diritto e la sua grandezza emanano da lui stesso. Hab. 1:7
- Poi passan come il vento; passan oltre e si rendon colpevoli, questa lor forza è il loro dio. Hab. 1:11
- Non sei tu ab antico, o Eterno, il mio Dio, il mio Santo? Noi non morremo! O Eterno, tu l'hai posto, questo popolo, per esercitare i tuoi giudizi, tu, o Ròcca, l'hai stabilito per infliggere i tuoi castighi. Hab. 1:12
- Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportar la vista del male, e che non puoi tollerar lo spettacolo dell'iniquità, perché guardi i perfidi, e taci quando il malvagio divora l'uomo ch'è più giusto di lui? Hab. 1:13
- Il Caldeo li trae tutti su con l'amo, li piglia nella sua rete, li raccoglie nel suo giacchio; perciò si rallegra ed esulta. Hab. 1:15
- Per questo fa sacrifizi alla sua rete, e offre profumi al suo giacchio; perché per essi la sua parte è grassa, e il suo cibo è succulento. Hab. 1:16
- Ecco, l'anima sua è gonfia, non è retta in lui; ma il giusto vivrà per la sua fede. Hab. 2:4
- E poi, il vino è perfido; l'uomo arrogante non può starsene tranquillo; egli allarga le sue brame come il soggiorno de' morti; è come la morte e non si può saziare, ma raduna presso di sé tutte le nazioni, raccoglie intorno a sé tutti i popoli. Hab. 2:5
- Poiché tu hai saccheggiato molte nazioni, tutto il resto dei popoli ti saccheggerà, a motivo del sangue umano sparso, della violenza fatta ai paesi, alle città e a tutti i loro abitanti. Hab. 2:8
- Guai a colui ch'è avido d'illecito guadagno per la sua casa, per porre il suo nido in alto e mettersi al sicuro dalla mano della sventura! Hab. 2:9
- Ecco, questo non procede egli dall'Eterno che i popoli s'affatichino per il fuoco, e le nazioni si stanchino per nulla? Hab. 2:13
- Poiché la terra sarà ripiena della conoscenza della gloria dell'Eterno, come le acque coprono il fondo del mare. Hab. 2:14
- Guai a colui che dà da bere al prossimo, a te che gli versi il tuo veleno e l'ubriachi, per guardare la sua nudità! Hab. 2:15
- Tu sarai saziato d'onta anziché di gloria; bevi anche tu, e scopri la tua incirconcisione! La coppa della destra dell'Eterno farà il giro fino a te, e l'ignominia coprirà la tua gloria. Hab. 2:16
- O Eterno, io ho udito il tuo messaggio, e son preso da timore; o Eterno, da' vita all'opera tua nel corso degli anni! Nel corso degli anni falla conoscere! Nell'ira, ricordati d'aver pietà! Hab. 3:2
- Iddio viene da Teman, e il santo viene dal monte di Paran. Sela. La sua gloria copre i cieli, e la terra è piena della sua lode. Hab. 3:3
- Il suo splendore è pari alla luce; dei raggi partono dalla sua mano; ivi si nasconde la sua potenza. Hab. 3:4
- O Eterno, t'adiri tu contro i fiumi? È egli contro i fiumi che s'accende l'ira tua, o contro il mare che va il tuo sdegno, che tu avanzi sui tuoi cavalli, sui tuoi carri di vittoria? Hab. 3:8
- Il tuo arco è messo a nudo; i dardi lanciati dalla tua parola sono esecrazioni. Sela. Tu fendi la terra in tanti letti di fiumi. Hab. 3:9
- Il sole e la luna si fermano nella loro dimora; si cammina alla luce delle tue saette, al lampeggiare della tua lancia sfolgorante. Hab. 3:11
- Tu esci per salvare il tuo popolo, per liberare il tuo unto; tu abbatti la sommità della casa dell'empio, e la demolisci da capo a fondo. Sela. Hab. 3:13
- Tu trafiggi coi lor propri dardi la testa de' suoi capi, che vengon come un uragano per disperdermi, mandando gridi di gioia, come se già divorassero il misero nei loro nascondigli. Hab. 3:14
- Coi tuoi cavalli tu calpesti il mare, le grandi acque spumeggianti. Hab. 3:15
- Ho udito, e le mie viscere fremono, le mie labbra tremano a quella voce; un tarlo m'entra nelle ossa, e io tremo qui dove sto, a dover aspettare in silenzio il dì della distretta, quando il nemico salirà contro il popolo per assalirlo. Hab. 3:16
- Poiché il fico non fiorirà, non ci sarà più frutto nelle vigne; il prodotto dell'ulivo fallirà, i campi non daran più cibo, i greggi verranno a mancare negli ovili, e non ci saran più buoi nelle stalle; Hab. 3:17
- L'Eterno, il Signore, è la mia forza; egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve, e mi farà camminare sui miei alti luoghi. Al Capo de' musici. Per strumenti a corda. Hab. 3:19
- E stenderò la mano su Giuda e su tutti gli abitanti di Gerusalemme; e sterminerò da questo luogo i resti di Baal, il nome dei preti degli idoli, coi sacerdoti, Sof. 1:4
- Silenzio, davanti al Signore, all'Eterno! Poiché il giorno dell'Eterno è vicino, poiché l'Eterno ha preparato un sacrifizio, ha santificato i suoi convitati. Sof. 1:7
- Urlate, o abitanti del Mortaio! poiché tutto il popolo de' mercanti è annientato, tutti quelli ch'eran carichi di danaro sono sterminati. Sof. 1:11
- Le loro ricchezze saranno abbandonate al saccheggio, e le loro case ridotte in una desolazione; essi avranno costruito delle case, ma non le abiteranno; avran piantato delle vigne, ma non ne berranno il vino. Sof. 1:13
- Il gran giorno dell'Eterno è vicino; è vicino, e viene in gran fretta; s'ode venire il giorno dell'Eterno, e il più valoroso grida amaramente. Sof. 1:14
- E io metterò gli uomini nella distretta, ed essi cammineranno come ciechi, perché han peccato contro l'Eterno; e il loro sangue sarà sparso come polvere, e la loro carne come escrementi. Sof. 1:17
- Né il loro argento né il loro oro li potrà liberare nel giorno dell'ira dell'Eterno; ma tutto il paese sarà divorato dal fuoco della sua gelosia; giacché egli farà una totale, una subitanea distruzione di tutti gli abitanti del paese. Sof. 1:18
- prima che il decreto partorisca, e il giorno passi come la pula, prima che vi piombi addosso l'ardente ira dell'Eterno, prima che vi sorprenda il giorno dell'ira dell'Eterno! Sof. 2:2
- E sarà una regione per il resto della casa di Giuda; quivi pascoleranno; la sera si coricheranno nelle case di Askalon, perché l'Eterno, il loro Dio, li visiterà, e li farà tornare dalla cattività. Sof. 2:7
- Io ho udito gl'insulti di Moab e gli oltraggi de' figliuoli d'Ammon, che hanno insultato il mio popolo e si sono ingranditi invadendo i suoi confini. Sof. 2:8
- Perciò, com'è vero ch'io vivo, dice l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele, Moab sarà come Sodoma, e i figliuoli d'Ammon come Gomorra, un dominio d'ortiche, una salina, una desolazione in perpetuo. Il resto del mio popolo li saccheggerà, e il residuo della mia nazione li possederà. Sof. 2:9
- Questo avverrà loro per il loro orgoglio, perché hanno insultato e trattato con insolenza il popolo dell'Eterno degli eserciti. Sof. 2:10
- Ed egli stenderà la mano contro il settentrione e distruggerà l'Assiria, e ridurrà Ninive una desolazione, un luogo arido come il deserto. Sof. 2:13
- E in mezzo a lei giaceranno greggi e animali d'ogni specie; perfino il pellicano ed il riccio pernotteranno tra i suoi capitelli; s'udranno canti d'uccelli dalle finestre; la devastazione sarà sulle soglie, perché sarà spogliata dei suoi rivestimenti di cedro. Sof. 2:14
- L'Eterno è giusto in mezzo a lei; egli non commette iniquità; ogni mattina egli mette in luce i suoi giudizi, e non manca mai; ma il perverso non conosce vergogna. Sof. 3:5
- Perciò, aspettami, dice l'Eterno, per il giorno che mi leverò per il bottino; poiché il mio decreto è di radunare le nazioni, di riunire i regni, per versare su di loro la mia indignazione, tutto l'ardore della mia ira; poiché tutta la terra sarà divorata dal fuoco della mia gelosia. Sof. 3:8
- Poiché allora io muterò in labbra pure le labbra dei popoli, affinché tutti invochino il nome dell'Eterno, per servirlo di pari consentimento. Sof. 3:9
- Il residuo d'Israele non commetterà iniquità, non dirà menzogne, né si troverà nella lor bocca lingua ingannatrice; poiché essi pascoleranno, si coricheranno, né vi sarà chi li spaventi. Sof. 3:13
- Manda gridi di gioia, o figliuola di Sion! Manda gridi d'allegrezza, o Israele! Rallegrati ed esulta con tutto il cuore, o figliuola di Gerusalemme! Sof. 3:14
- L'Eterno ha revocato le sue sentenze contro di te, ha cacciato via il tuo nemico; il Re d'Israele, l'Eterno, è in mezzo a te, non avrai più da temere alcun male. Sof. 3:15
- L'Eterno, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un Potente che salva; egli si rallegrerà con gran gioia per via di te, si acqueterà nell'amor suo, esulterà, per via di te, con gridi di gioia'. Sof. 3:17
- Il secondo anno del re Dario, il sesto mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno fu rivolta, per mezzo del profeta Aggeo, a Zorobabele, figliuolo di Scealtiel, governatore di Giuda, e a Giosuè, figliuolo di Jehotsadak, sommo sacerdote, in questi termini: Agg. 1:1
- `Così parla l'Eterno degli eserciti: Questo popolo dice: Il tempo non è giunto, il tempo in cui la casa dell'Eterno dev'essere riedificata'. Agg. 1:2
- `È egli il tempo per voi stessi d'abitare le vostre case ben rivestite di legno, mentre questa casa giace in rovina? Agg. 1:4
- Voi avete seminato molto, e avete raccolto poco; voi mangiate, ma non fino ad esser sazi; bevete, ma non fino a soddisfare la sete; vi vestite, ma non v'è chi si riscaldi; chi guadagna un salario mette il suo salario in una borsa forata. Agg. 1:6
- Perciò il cielo, sopra di voi, è rimasto chiuso, sì che non c'è stata rugiada, e la terra ha ritenuto il suo prodotto. Agg. 1:10
- Ed io ho chiamato la siccità sul paese, sui monti, sul grano, sul vino, sull'olio, su tutto ciò che il suolo produce, sugli uomini, sul bestiame, e su tutto il lavoro delle mani'. Agg. 1:11
- E Zorobabele, figliuolo di Scealtiel, e Giosuè, figliuolo di Jehotsadak, il sommo sacerdote, e tutto il rimanente del popolo, diedero ascolto alla voce dell'Eterno, del loro Dio, e alle parole del profeta Aggeo, secondo il messaggio che l'Eterno, il loro Dio, gli aveva affidato; e il popolo temette l'Eterno. Agg. 1:12
- E l'Eterno destò lo spirito di Zorobabele, figliuolo di Scealtiel, governatore di Giuda, e lo spirito di Giosuè, figliuolo di Jehotsadak, sommo sacerdote, e lo spirito di tutto il resto del popolo; ed essi vennero e misero mano all'opera nella casa dell'Eterno degli eserciti, il loro Dio, Agg. 1:14
- il ventiquattresimo giorno del mese, il sesto mese, il secondo anno del re Dario. Agg. 1:15
- Il settimo mese, il ventunesimo giorno del mese, la parola dell'Eterno fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: Agg. 2:1
- secondo il patto che feci con voi quando usciste dall'Egitto, e il mio spirito dimora tra voi, non temete! Agg. 2:5
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti: Ancora una volta, fra poco, io farò tremare i cieli, la terra, il mare, e l'asciutto; Agg. 2:6
- Il ventiquattresimo giorno del nono mese, il secondo anno di Dario, la parola dell'Eterno fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: Agg. 2:10
- Ponete ben mente a ciò ch'è avvenuto fino a questo giorno, fino al ventiquattresimo giorno del nono mese, dal giorno che il tempio dell'Eterno fu fondato; ponetevi ben mente! Agg. 2:18
- V'è egli ancora del grano nel granaio? La stessa vigna, il fico, il melagrano, l'ulivo, nulla producono! Da questo giorno, io vi benedirò'. Agg. 2:19
- E la parola dell'Eterno fu indirizzata per la seconda volta ad Aggeo, il ventiquattresimo giorno del mese, in questi termini: Agg. 2:20
- rovescerò il trono dei regni, e distruggerò la forza dei regni delle nazioni; rovescerò i carri e quelli che vi montano; i cavalli e i loro cavalieri cadranno, l'uno per la spada dell'altro. Agg. 2:22
- L'ottavo mese, il secondo anno di Dario, la parola dell'Eterno fu rivolta al profeta Zaccaria, figliuolo di Berekia, figliuolo d'Iddo, il profeta, in questi termini: Zac. 1:1
- Il ventiquattresimo giorno dell'undecimo mese, che è il mese di Scebat, nel secondo anno di Dario, la parola dell'Eterno fu rivolta a Zaccaria, figliuolo di Berekia, figliuolo d'Iddo, il profeta, in questi termini: Zac. 1:7
- E io dissi: `Questi, che vengono a fare?' Egli rispose e mi disse: `Quelle là son le corna che hanno disperso Giuda, sì che nessuno alzava più il capo; ma questi qui vengono per spaventarle, per abbattere le corna delle nazioni, che hanno alzato il loro corno contro il paese di Giuda per disperderne gli abitanti'. Zac. 1:21
- E mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, che stava in piè davanti all'angelo dell'Eterno, e Satana che gli stava alla destra per accusarlo. Zac. 3:1
- Ascolta dunque, o Giosuè, sommo sacerdote, tu e i tuoi compagni che stan seduti davanti a te! Poiché questi uomini servon di segni. Ecco, io faccio venire il mio servo, il Germoglio. Zac. 3:8
- In quel giorno, dice l'Eterno degli eserciti, voi vi inviterete gli uni gli altri sotto la vigna e sotto il fico'. Zac. 3:10
- Poiché chi potrebbe sprezzare il giorno delle piccole cose, quando quei sette là, gli occhi dell'Eterno che percorrono tutta la terra, vedono con gioia il piombino in mano a Zorobabele?' Zac. 4:10
- Allora egli disse: `Questi sono i due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra'. Zac. 4:14
- Ed egli mi disse: `Questa è la maledizione che si spande sopra tutto il paese; poiché ogni ladro, a tenor di essa, sarà estirpato da questo luogo, e ogni spergiuro, a tenor di essa, sarà estirpato da questo luogo. Zac. 5:3
- Io la faccio uscire, dice l'Eterno degli eserciti, ed essa entrerà nella casa del ladro, e nella casa di colui che giura il falso nel mio nome; si stabilirà in mezzo a quella casa, e la consumerà col legname e le pietre che contiene'. Zac. 5:4
- Io risposi: `Che cos'è?' Egli disse: `È l'efa che esce'. Poi aggiunse: `In tutto il paese non hanno occhio che per quello'. Zac. 5:6
- Poi alzai gli occhi, guardai, ed ecco due donne che s'avanzavano; il vento soffiava nelle loro ali, e le ali che avevano eran come ali di cicogna; ed esse sollevarono l'efa fra terra e cielo. Zac. 5:9
- Il carro dai cavalli neri va verso il paese del settentrione; i cavalli bianchi lo seguono; i chiazzati vanno verso il paese del mezzogiorno, Zac. 6:6
- Poi egli mi chiamò, e mi parlò così: `Ecco, quelli che escono verso il paese del settentrione acquetano la mia ira sul paese del settentrione'. Zac. 6:8
- e parlagli, e digli: `Così parla l'Eterno degli eserciti: Ecco un uomo, che ha nome il Germoglio; egli germoglierà nel suo luogo, ed edificherà il tempio dell'Eterno; Zac. 6:12
- egli edificherà il tempio dell'Eterno, e porterà le insegne della gloria, e si assiderà e dominerà sul suo trono, sarà sacerdote sul suo trono, e vi sarà fra i due un consiglio di pace. Zac. 6:13
- E avvenne che il quarto anno del re Dario la parola dell'Eterno fu rivolta a Zaccaria, il quarto giorno del nono mese, cioè di Chisleu. Zac. 7:1
- Quelli di Bethel avean mandato Saretser e Reghem-melec con la loro gente per implorare il favore dell'Eterno, Zac. 7:2
- e per parlare ai sacerdoti della casa dell'Eterno degli eserciti e ai profeti, in questo modo: `Dobbiam noi continuare a piangere il quinto mese e a fare astinenza come abbiam fatto per tanti anni?' Zac. 7:3
- `Parla a tutto il popolo del paese e ai sacerdoti, e di': Quando avete digiunato e fatto cordoglio il quinto e il settimo mese durante questi settant'anni, avete voi digiunato per me, proprio per me? Zac. 7:5
- Non dovreste voi dare ascolto alle parole che l'Eterno degli eserciti ha proclamate per mezzo dei profeti di prima, quando Gerusalemme era abitata e tranquilla, con le sue città all'intorno, ed eran pure abitati il mezzogiorno e la pianura?' Zac. 7:7
- e non opprimete la vedova né l'orfano, lo straniero né il povero; e nessuno di voi macchini del male contro il fratello nel suo cuore. Zac. 7:10
- Resero il loro cuore duro come il diamante, per non ascoltare la legge e le parole che l'Eterno degli eserciti mandava loro per mezzo del suo spirito, per mezzo dei profeti di prima; perciò ci fu grande indignazione da parte dell'Eterno degli eserciti. Zac. 7:12
- e li disperderò tra tutte le nazioni ch'essi non hanno mai conosciute, e il paese rimarrà desolato dietro a loro, senza più nessuno che vi passi o vi ritorni. D'un paese delizioso essi han fatto una desolazione'. Zac. 7:14
- Così parla l'Eterno: Io torno a Sion, e dimorerò in mezzo a Gerusalemme; Gerusalemme si chiamerà la Città della fedeltà, e il monte dell'Eterno degli eserciti, Monte della santità. Zac. 8:3
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Ci saranno ancora dei vecchi e delle vecchie che si sederanno nelle piazze di Gerusalemme, e ognuno avrà il bastone in mano a motivo della grave età. Zac. 8:4
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Ecco, io salvo il mio popolo dal paese del levante e dal paese del ponente; Zac. 8:7
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Le vostre mani sian forti, o voi che udite in questi giorni queste parole dalla bocca dei profeti che parlarono al tempo che la casa dell'Eterno, il tempio, fu fondata, per essere ricostruita. Zac. 8:9
- Prima di quel tempo non v'era salario per il lavoro dell'uomo, né salario per il lavoro delle bestie; non v'era alcuna sicurezza per quelli che andavano e venivano, a motivo del nemico; e io mettevo gli uni alle prese con gli altri. Zac. 8:10
- Ma ora io non son più per il rimanente di questo popolo com'ero nei tempi addietro, dice l'Eterno degli eserciti. Zac. 8:11
- Poiché vi sarà sementa di pace; la vigna darà il suo frutto, il suolo i suoi prodotti, e i cieli daranno la loro rugiada; e darò al rimanente di questo popolo il possesso di tutte queste cose. Zac. 8:12
- nessuno macchini in cuor suo alcun male contro il suo prossimo, e non amate il falso giuramento; perché tutte queste cose io le odio, dice l'Eterno'. Zac. 8:17
- `Così parla l'Eterno degli eserciti: Il digiuno del quarto, il digiuno del quinto, il digiuno del settimo e il digiuno del decimo mese diventeranno per la casa di Giuda una gioia, un gaudio, delle feste d'esultanza; amate dunque la verità e la pace. Zac. 8:19
- e gli abitanti dell'una andranno all'altra e diranno: Andiamo, andiamo a implorare il favore dell'Eterno, e a cercare l'Eterno degli eserciti! Anch'io voglio andare! Zac. 8:21
- E molti popoli e delle nazioni potenti verranno a cercare l'Eterno degli eserciti a Gerusalemme, e a implorare il favore dell'Eterno. Zac. 8:22
- Così parla l'Eterno degli eserciti: In quei giorni avverrà che dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni piglieranno un Giudeo per il lembo della veste, e diranno: Noi andremo con voi perché abbiamo udito che Dio è con voi'. Zac. 8:23
- Oracolo, parola dell'Eterno, contro il paese di Hadrac, e che si ferma sopra Damasco; poiché l'Eterno ha l'occhio su tutti gli uomini e su tutte le tribù d'Israele. Zac. 9:1
- Ma io toglierò il sangue dalla bocca del Filisteo e le abominazioni di fra i suoi denti, e anch'egli sarà un residuo per il nostro Dio; sarà come un capo in Giuda, ed Ekron, come il Gebuseo. Zac. 9:7
- Esulta grandemente, o figliuola di Sion, manda gridi d'allegrezza, o figliuola di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d'asina. Zac. 9:9
- Io farò sparire i carri da Efraim, i cavalli da Gerusalemme, e gli archi di guerra saranno annientati. Egli parlerà di pace alle nazioni, il suo dominio si estenderà da un mare all'altro, e dal fiume sino alle estremità della terra. Zac. 9:10
- Tornate alla fortezza, o voi prigionieri della speranza! Anch'oggi io ti dichiaro che ti renderò il doppio. Zac. 9:12
- L'Eterno apparirà sopra di loro, e la sua freccia partirà come il lampo. Il Signore, l'Eterno, sonerà la tromba, e avanzerà coi turbini del mezzogiorno. Zac. 9:14
- E l'Eterno, il loro Dio, li salverà, in quel giorno, come il gregge del suo popolo; poiché saranno come pietre d'un diadema, che rifulgeranno sulla sua terra. Zac. 9:16
- Poiché qual prosperità sarà la loro! e quanta sarà la loro bellezza! Il grano farà crescere i giovani, e il mosto le fanciulle. Zac. 9:17
- La mia ira s'è accesa contro i pastori, e io punirò i capri; poiché l'Eterno degli eserciti visita il suo gregge, la casa di Giuda, e ne fa come il suo cavallo d'onore nella battaglia. Zac. 10:3
- Da lui uscirà la pietra angolare, da lui il piuolo, da lui l'arco di battaglia, da lui usciranno tutti i capi assieme. Zac. 10:4
- E saranno come prodi che calpesteranno il nemico in battaglia, nel fango delle strade; e combatteranno perché l'Eterno è con loro; ma quelli che son montati sui cavalli saran confusi. Zac. 10:5
- E io fortificherò la casa di Giuda, e salverò la casa di Giuseppe, e li ricondurrò perché ho pietà di loro; e saranno come se non li avessi mai scacciati, perché io sono l'Eterno, il loro Dio, e li esaudirò. Zac. 10:6
- E quelli d'Efraim saranno come un prode, e il loro cuore si rallegrerà come per effetto del vino; i loro figliuoli lo vedranno e si rallegreranno, il loro cuore esulterà nell'Eterno. Zac. 10:7
- Egli passerà per il mare della distretta; ma nel mare egli colpirà i flutti, e tutte le profondità del fiume saranno prosciugate; l'orgoglio dell'Assiria sarà abbattuto, e lo scettro d'Egitto sarà tolto via. Zac. 10:11
- Libano, apri le tue porte, e il fuoco divori i tuoi cedri! Zac. 11:1
- Urla, cipresso, perché il cedro è caduto, e gli alberi magnifici son devastati! Urlate, querce di Basan, perché la foresta impenetrabile è abbattuta! Zac. 11:2
- S'odono i lamenti de' pastori perché la loro magnificenza è devastata; s'ode il ruggito dei leoncelli perché le rive lussureggianti del Giordano son devastate. Zac. 11:3
- Così parla l'Eterno, il mio Dio: `Pasci le mie pecore destinate al macello, Zac. 11:4
- Poiché io non risparmierò più gli abitanti del paese, dice l'Eterno, anzi, ecco, io abbandonerò gli uomini, ognuno in balìa del suo prossimo e in balìa del suo re; essi schiacceranno il paese, e io non libererò alcuno dalle lor mani'. Zac. 11:6
- Allora io mi misi a pascere le pecore destinate al macello, e perciò le più misere del gregge; e mi presi due verghe; chiamai l'una Favore e l'altra Vincoli, e mi misi a pascere il gregge. Zac. 11:7
- E presi la mia verga Favore e la spezzai, per annullare il patto che avevo stretto con tutti i popoli. Zac. 11:10
- E io dissi loro: `Se vi par bene, datemi il mio salario; se no, lasciate stare'. Ed essi mi pesarono il mio salario; trenta sicli d'argento. Zac. 11:12
- E l'Eterno mi disse: `Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo al quale m'hanno stimato!' E io presi i trenta sicli d'argento, e li gettai nella casa dell'Eterno per il vasaio. Zac. 11:13
- Guai al pastore da nulla, che abbandona il gregge! La spada gli colpirà il braccio e l'occhio destro. Il braccio gli seccherà del tutto, e l'occhio destro gli si spegnerà interamente. Zac. 11:17
- E il paese farà cordoglio, ogni famiglia da sé; la famiglia della casa di Davide da sé, e le loro mogli da sé; la famiglia della casa di Nathan da sé, e le loro mogli da sé; Zac. 12:12
- In quel giorno vi sarà una fonte aperta per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme, per il peccato e per l'impurità. Zac. 13:1
- E avverrà che, se qualcuno farà ancora il profeta, suo padre e sua madre che l'hanno generato gli diranno: `Tu non vivrai, perché dici delle menzogne nel nome dell'Eterno;' e suo padre e sua madre che l'hanno generato lo trafiggeranno perché fa il profeta. Zac. 13:3
- E in quel giorno avverrà che i profeti avranno vergogna, ognuno della visione che proferiva quando profetava; e non si metteranno più il mantello di pelo per mentire. Zac. 13:4
- Dèstati, o spada, contro il mio pastore, e contro l'uomo che mi è compagno! dice l'Eterno degli eserciti. Colpisci il pastore, e sian disperse le pecore! ma io volgerò la mia mano sui piccoli. Zac. 13:7
- E in tutto il paese avverrà, dice l'Eterno, che i due terzi vi saranno sterminati, periranno, ma l'altro terzo vi sarà lasciato. Zac. 13:8
- E metterò quel terzo nel fuoco, e lo affinerò come si affina l'argento, lo proverò come si prova l'oro; essi invocheranno il mio nome e io li esaudirò; io dirò: `È il mio popolo! ed esso dirà: `L'Eterno è il mio Dio!' Zac. 13:9
- Io adunerò tutte le nazioni per far guerra a Gerusalemme, e la città sarà presa, le case saranno saccheggiate, e le donne violate; la metà della città andrà in cattività, ma il resto del popolo non sarà sterminato dalla città. Zac. 14:2
- Poi l'Eterno si farà innanzi e combatterà contro quelle nazioni, com'egli combatté, le tante volte, il dì della battaglia. Zac. 14:3
- I suoi piedi si poseranno in quel giorno sul monte degli Ulivi ch'è dirimpetto a Gerusalemme a levante, e il monte degli Ulivi si spaccherà per il mezzo, da levante a ponente, sì da formare una gran valle, e metà del monte si ritirerà verso settentrione, e l'altra metà verso mezzogiorno. Zac. 14:4
- E voi fuggirete per la valle de' miei monti, poiché la valle de' monti s'estenderà fino ad Atsal; fuggirete, come fuggiste davanti al terremoto ai giorni di Uzzia, re di Giuda; e l'Eterno, il mio Dio, verrà, e tutti i suoi santi con lui. Zac. 14:5
- E in quel giorno avverrà che non vi sarà più luce; gli astri brillanti ritireranno il loro splendore. Zac. 14:6
- E in quel giorno avverrà che delle acque vive usciranno da Gerusalemme; metà delle quali volgerà verso il mare orientale, e metà verso il mare occidentale, tanto d'estate quanto d'inverno. Zac. 14:8
- E l'Eterno sarà re di tutta la terra; in quel giorno l'Eterno sarà l'unico, e unico sarà il suo nome. Zac. 14:9
- Tutto il paese sarà mutato in pianura, da Gheba a Rimmon a mezzogiorno di Gerusalemme; e Gerusalemme sarà innalzata e abitata nel suo luogo, dalla porta di Beniamino al luogo della prima porta, la porta degli angoli, e dalla torre di Hananeel agli strettoi del re. Zac. 14:10
- Se Edom dice: `Noi siamo stati atterrati, ma torneremo e riedificheremo i luoghi ridotti in ruina', così parla l'Eterno degli eserciti: Essi edificheranno, ma io distruggerò; e saran chiamati Territorio della nequizia, e `Popolo contro il quale l'Eterno è indignato per sempre'. Mal. 1:4
- Un figlio onora suo padre, e un servo il suo signore; se dunque io son padre, dov'è l'onore che m'è dovuto? E se son signore, dov'è il timore che m'appartiene? dice l'Eterno degli eserciti a voi, o sacerdoti, che sprezzate il mio nome, e che pur dite: `In che abbiamo sprezzato il tuo nome?' Mal. 1:6
- Ora dunque, implorate pure il favore di Dio, perch'egli abbia pietà di noi! Sono le vostre mani quelle che han fatto ciò; e avrebbe egli riguardo alla persona di alcuno di voi? dice l'Eterno degli eserciti. Mal. 1:9
- Oh ci fosse pur qualcuno di voi che chiudesse le porte! Voi non accendereste invano il fuoco sul mio altare! Io non prendo alcun piacere in voi, dice l'Eterno degli eserciti, e le offerte delle vostre mani io non le gradisco. Mal. 1:10
- Poiché dal sol levante fino al ponente grande è il mio nome fra le nazioni, e in ogni luogo s'offrono al mio nome profumo e oblazioni pure; poiché grande è il mio nome fra le nazioni, dice l'Eterno degli eserciti. Mal. 1:11
- Maledetto il fraudolento che ha nel suo gregge un maschio, e vota e offre in sacrifizio all'Eterno una bestia difettosa! Poiché io sono un re grande, dice l'Eterno degli eserciti, e il mio nome è tremendo fra le nazioni. Mal. 1:14
- Allora saprete ch'io v'ho mandato questo comandamento affinché il mio patto con Levi sussista, dice l'Eterno degli eserciti. Mal. 2:4
- Il mio patto con lui era un patto di vita e di pace, cose ch'io gli detti, perché mi temesse; ed ei mi temette, e tremò dinanzi al mio nome. Mal. 2:5
- Poiché le labbra del sacerdote son le guardiane della scienza, e dalla sua bocca uno cerca la legge, perch'egli è il messaggero dell'Eterno degli eserciti. Mal. 2:7
- Ma voi vi siete sviati, avete fatto intoppar molti nella legge, avete violato il patto di Levi, dice l'Eterno degli eserciti. Mal. 2:8
- E io pure vi rendo spregevoli e abietti agli occhi di tutto il popolo, perché non osservate le mie vie, e avete de' riguardi personali quando applicate la legge. Mal. 2:9
- Non abbiam noi tutti uno stesso padre? Non ci ha creati uno stesso Dio? Perché dunque siamo perfidi l'uno verso l'altro profanando il patto dei nostri padri? Mal. 2:10
- Poiché io odio il ripudio, dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele; e chi ripudia copre di violenza la sua veste, dice l'Eterno degli eserciti. Badate dunque allo spirito vostro, e non agite perfidamente. Mal. 2:16
- Voi stancate l'Eterno con le vostre parole, eppur dite: `In che lo stanchiamo noi?' In questo, che dite: `Chiunque fa il male è gradito all'Eterno, il quale prende piacere in lui!' o quando dite: `Dov'è l'Iddio di giustizia?' Mal. 2:17
- Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, l'Angelo del patto, che voi bramate, entrerà nel suo tempio. Ecco ei viene, dice l'Eterno degli eserciti; Mal. 3:1
- e chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piè quand'egli apparirà? Poich'egli è come un fuoco d'affinatore, come la potassa dei lavatori di panni. Mal. 3:2
- E io m'accosterò a voi per il giudizio, e, senza indugio, io sarò testimonio contro gl'incantatori, contro gli adulteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che frodano l'operaio del suo salario, che opprimono la vedova e l'orfano, che fanno torto allo straniero, e non temono me, dice l'Eterno degli eserciti. Mal. 3:5
- Allora quelli che temono l'Eterno si son parlati l'uno all'altro e l'Eterno è stato attento ed ha ascoltato; e un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono l'Eterno e rispettano il suo nome. Mal. 3:16
- Essi saranno, nel giorno ch'io preparo, saranno la mia proprietà particolare; dice l'Eterno degli eserciti; e io li risparmierò, come uno risparmia il figlio che lo serve. Mal. 3:17
- E voi vedrete di nuovo la differenza che v'è fra il giusto e l'empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve. Mal. 3:18
- Poiché, ecco, il giorno viene, ardente come una fornace; e tutti i superbi e chiunque opera empiamente saranno come stoppia; e il giorno che viene li divamperà, dice l'Eterno degli eserciti, e non lascerà loro né radice né ramo. Mal. 4:1
- Ma per voi che temete il mio nome si leverà il sole della giustizia, e la guarigione sarà nelle sue ali; e voi uscirete e salterete, come vitelli di stalla. Mal. 4:2
- Ecco, io vi mando Elia, il profeta, prima che venga il giorno dell'Eterno, giorno grande e spaventevole. Mal. 4:5
- Egli ricondurrà il cuore dei padri verso i figliuoli, e il cuore de' figliuoli verso i padri, ond'io, venendo, non abbia a colpire il paese di sterminio. Mal. 4:6
- e Iesse generò Davide, il re. E Davide generò Salomone da quella ch'era stata moglie d'Uria; Mt. 1:6
- Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo. Mt. 1:16
- Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati. Mt. 1:21
- Dov'è il re de' Giudei che è nato? Poiché noi abbiam veduto la sua stella in Oriente e siam venuti per adorarlo. Mt. 2:2
- Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Mt. 2:3
- E radunati tutti i capi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo dovea nascere. Mt. 2:4
- E tu, Betleem, terra di Giuda, non sei punto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un Principe, che pascerà il mio popolo Israele. Mt. 2:6
- Essi dunque, udito il re, partirono; ed ecco la stella che aveano veduta in Oriente, andava dinanzi a loro, finché, giunta al luogo dov'era il fanciullino, vi si fermò sopra. Mt. 2:9
- Ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. Mt. 2:11
- Partiti che furono, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta' quivi finch'io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire. Mt. 2:13
- Egli dunque levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto; Mt. 2:14
- ed ivi stette fino alla morte di Erode, affinché si adempiesse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuor d'Egitto chiamai il mio figliuolo. Mt. 2:15
- Allora Erode vedutosi beffato dai magi, si adirò gravemente, e mandò ad uccidere tutti i maschi ch'erano in Betleem e in tutto il suo territorio dall'età di due anni in giù, secondo il tempo del quale s'era esattamente informato dai magi. Mt. 2:16
- Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e vattene nel paese d'Israele; perché son morti coloro che cercavano la vita del fanciullino. Mt. 2:20
- Ed egli, levatosi, prese il fanciullino e sua madre ed entrò nel paese d'Israele. Mt. 2:21
- Or in que' giorni comparve Giovanni il Battista, predicando nel deserto della Giudea e dicendo: Mt. 3:1
- Ravvedetevi, poiché il regno de' cieli è vicino. Mt. 3:2
- Di lui parlò infatti il profeta Isaia quando disse: V'è una voce d'uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri. Mt. 3:3
- Or esso Giovanni aveva il vestimento di pelo di cammello ed una cintura di cuoio intorno a' fianchi; ed il suo cibo erano locuste e miele selvatico. Mt. 3:4
- Allora Gerusalemme e tutta la Giudea e tutto il paese d'intorno al Giordano presero ad accorrere a lui; Mt. 3:5
- Egli ha il suo ventilabro in mano, e netterà interamente l'aia sua, e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma arderà la pula con fuoco inestinguibile. Mt. 3:12
- Ed ecco una voce dai cieli che disse: Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto. Mt. 3:17
- E il tentatore, accostatosi, gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, di' che queste pietre divengan pani. Mt. 4:3
- Allora il diavolo lo menò seco nella santa città e lo pose sul pinnacolo del tempio, Mt. 4:5
- Gesù gli disse: Egli è altresì scritto: Non tentare il Signore Iddio tuo. Mt. 4:7
- Di nuovo il diavolo lo menò seco sopra un monte altissimo, e gli mostrò tutti i regni del mondo e la lor gloria, e gli disse: Mt. 4:8
- Allora Gesù gli disse: Va', Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto. Mt. 4:10
- Allora il diavolo lo lasciò; ed ecco degli angeli vennero a lui e lo servivano. Mt. 4:11
- Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, la Galilea de' Gentili, Mt. 4:15
- il popolo che giaceva nelle tenebre, ha veduto una gran luce; su quelli che giacevano nella contrada e nell'ombra della morte, una luce s'è levata. Mt. 4:16
- Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno de' cieli è vicino. Mt. 4:17
- Or passeggiando lungo il mare della Galilea, egli vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare; poiché erano pescatori. Mt. 4:18
- Ed essi, lasciata subito la barca e il padre loro, lo seguirono. Mt. 4:22
- E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando l'evangelo del Regno, sanando ogni malattia ed ogni infermità fra il popolo. Mt. 4:23
- E grandi folle lo seguirono dalla Galilea e dalla Decapoli e da Gerusalemme e dalla Giudea e d'oltre il Giordano. Mt. 4:25
- Beati i poveri in ispirito, perché di loro è il regno de' cieli. Mt. 5:3
- Beati i perseguitati per cagion di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Mt. 5:10
- Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande ne' cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi. Mt. 5:12
- Voi siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non ad esser gettato via e calpestato dagli uomini. Mt. 5:13
- e non si accende una lampada per metterla sotto il moggio; anzi la si mette sul candeliere ed ella fa lume a tutti quelli che sono in casa. Mt. 5:15
- Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è ne' cieli. Mt. 5:16
- poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto. Mt. 5:18
- Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te, Mt. 5:23
- Fa' presto amichevole accordo col tuo avversario mentre sei ancora per via con lui; che talora il tuo avversario non ti dia in man del giudice, e il giudice in man delle guardie, e tu sii cacciato in prigione. Mt. 5:25
- Ma io vi dico: Del tutto non giurate, né per il cielo, perché è il trono di Dio; Mt. 5:34
- Non giurar neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi fare un solo capello bianco o nero. Mt. 5:36
- Ma sia il vostro parlare: Sì, sì; no, no; poiché il di più vien dal maligno. Mt. 5:37
- ed a chi vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. Mt. 5:40
- Voi avete udito che fu detto: Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico. Mt. 5:43
- affinché siate figliuoli del Padre vostro che è nei cieli; poiché Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Mt. 5:45
- Voi dunque siate perfetti, com'è perfetto il Padre vostro celeste. Mt. 5:48
- Guardatevi dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli uomini per esser osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli. Mt. 6:1
- Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl'ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Mt. 6:2
- affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. Mt. 6:4
- E quando pregate, non siate come gl'ipocriti; poiché essi amano di fare orazione stando in piè nelle sinagoghe e ai canti delle piazze per esser veduti dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Mt. 6:5
- Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l'uscio fa' orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. Mt. 6:6
- Non li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. Mt. 6:8
- Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; Mt. 6:9
- venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com'è fatta nel cielo. Mt. 6:10
- Dacci oggi il nostro pane cotidiano; Mt. 6:11
- Perché se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; Mt. 6:14
- ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli. Mt. 6:15
- E quando digiunate, non siate mesti d'aspetto come gl'ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Mt. 6:16
- Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, Mt. 6:17
- affinché non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. Mt. 6:18
- Perché dov'è il tuo tesoro, quivi sarà anche il tuo cuore. Mt. 6:21
- La lampada del corpo è l'occhio. Se dunque l'occhio tuo è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato; Mt. 6:22
- ma se l'occhio tuo è viziato, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre, esse tenebre quanto grandi saranno! Mt. 6:23
- Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Mt. 6:25
- Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro? Mt. 6:26
- Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Mt. 6:32
- Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Mt. 6:33
- Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno. Mt. 6:34
- E perché guardi tu il bruscolo che è nell'occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la trave che è nell'occhio tuo? Mt. 7:3
- Ovvero, come potrai tu dire al tuo fratello: Lascia ch'io ti tragga dall'occhio il bruscolo, mentre ecco la trave è nell'occhio tuo? Mt. 7:4
- Ipocrita, trai prima dall'occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo dall'occhio del tuo fratello. Mt. 7:5
- E qual è l'uomo fra voi, il quale, se il figliuolo gli chiede un pane gli dia una pietra? Mt. 7:9
- Se dunque voi che siete malvagi, sapete dar buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il Padre vostro che è ne' cieli darà Egli cose buone a coloro che gliele domandano! Mt. 7:11
- Signore, il mio servitore giace in casa paralitico, gravemente tormentato. Mt. 8:6
- Ma il centurione rispondendo disse: Signore, io non son degno che tu entri sotto al mio tetto; ma di' soltanto una parola e il mio servitore sarà guarito. Mt. 8:8
- ma i figliuoli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori. Quivi sarà il pianto e lo stridor de' denti. Mt. 8:12
- E Gesù disse al centurione: Va'; e come hai creduto, siati fatto. E il servitore fu guarito in quell'ora stessa. Mt. 8:13
- E Gesù gli disse: Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figliuol dell'uomo non ha dove posare il capo. Mt. 8:20
- Ed egli disse loro: Perché avete paura, o gente di poca fede? Allora, levatosi, sgridò i venti ed il mare, e si fece gran bonaccia. Mt. 8:26
- E quegli uomini ne restaron maravigliati e dicevano: Che uomo è mai questo che anche i venti e il mare gli obbediscono? Mt. 8:27
- Ed egli disse loro: Andate. Ed essi, usciti, se ne andarono nei porci; ed ecco tutto il branco si gettò a precipizio giù nel mare, e perirono nelle acque. Mt. 8:32
- E quelli che li pasturavano fuggirono; e andati nella città raccontarono ogni cosa e il fatto degl'indemoniati. Mt. 8:33
- Or affinché sappiate che il Figliuol dell'uomo ha sulla terra autorità di rimettere i peccati: Levati (disse al paralitico), prendi il tuo letto e vattene a casa. Mt. 9:6
- E i Farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: Perché il vostro maestro mangia coi pubblicani e coi peccatori? Mt. 9:11
- Neppur si mette del vin nuovo in otri vecchi; altrimenti gli otri si rompono, il vino si spande e gli otri si perdono; ma si mette il vin nuovo in otri nuovi, e l'uno e gli altri si conservano. Mt. 9:17
- Ed ecco una donna, malata d'un flusso di sangue da dodici anni, accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste. Mt. 9:20
- E cacciato che fu il demonio, il muto parlò. E le turbe si maravigliarono dicendo: Mai non s'è vista cosa tale in Israele. Mt. 9:33
- Pregate dunque il Signor della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse. Mt. 9:38
- Or i nomi de' dodici apostoli son questi: Il primo Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello; Mt. 10:2
- Filippo e Bartolommeo; Toma e Matteo il pubblicano; Giacomo d'Alfeo e Taddeo; Mt. 10:3
- Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, quello stesso che poi lo tradì. Mt. 10:4
- E andando, predicate e dite: Il regno de' cieli è vicino. Mt. 10:7
- In verità io vi dico che il paese di Sodoma e di Gomorra, nel giorno del giudizio, sarà trattato con meno rigore di quella città. Mt. 10:15
- Or il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire. Mt. 10:21
- E quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d'Israele, prima che il Figliuol dell'uomo sia venuto. Mt. 10:23
- Basti al discepolo di essere come il suo maestro, e al servo d'essere come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebub il padrone, quanto più chiameranno così quei di casa sua! Mt. 10:25
- E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l'anima; temete piuttosto colui che può far perire e l'anima e il corpo nella geenna. Mt. 10:28
- Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; Mt. 10:35
- E chi avrà dato da bere soltanto un bicchier d'acqua fresca ad uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà punto il suo premio. Mt. 10:42
- Egli è colui del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo cospetto, che preparerà la via dinanzi a te. Mt. 11:10
- In verità io vi dico, che fra i nati di donna non è sorto alcuno maggiore di Giovanni Battista; però, il minimo nel regno de' cieli è maggiore di lui. Mt. 11:11
- Or dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno de' cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono. Mt. 11:12
- Vi abbiam sonato il flauto, e voi non avete ballato; abbiam cantato de' lamenti, e voi non avete fatto cordoglio. Mt. 11:17
- È venuto il Figliuol dell'uomo mangiando e bevendo, e dicono: Ecco un mangiatore ed un beone, un amico dei pubblicani e de' peccatori! Ma la sapienza è stata giustificata dalle opere sue. Mt. 11:19
- Ogni cosa m'è stata data in mano dal Padre mio; e niuno conosce appieno il Figliuolo, se non il Padre; e niuno conosce appieno il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo avrà voluto rivelarlo. Mt. 11:27
- Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me, perch'io son mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; Mt. 11:29
- poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero. Mt. 11:30
- Ovvero, non avete voi letto nella legge che nei giorni di sabato, i sacerdoti nel tempio violano il sabato e non ne son colpevoli? Mt. 12:5
- perché il Figliuol dell'uomo è signore del sabato. Mt. 12:8
- Ecco il mio Servitore che ho scelto; il mio diletto, in cui l'anima mia si è compiaciuta. Io metterò lo Spirito mio sopra lui, ed egli annunzierà giudicio alle genti. Mt. 12:18
- Ei non triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfar la giustizia. Mt. 12:20
- Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo sanò, talché il mutolo parlava e vedeva. Mt. 12:22
- E tutte le turbe stupivano e dicevano: Non è costui il figliuol di Davide? Mt. 12:23
- E se Satana caccia Satana, egli è diviso contro se stesso; come dunque potrà sussistere il suo regno? Mt. 12:26
- Ma se è per l'aiuto dello Spirito di Dio che io caccio i demonî, è dunque pervenuto fino a voi il regno di Dio. Mt. 12:28
- Ed a chiunque parli contro il Figliuol dell'uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello avvenire. Mt. 12:32
- O voi fate l'albero buono e buono pure il suo frutto, o fate l'albero cattivo e cattivo pure il suo frutto; perché dal frutto si conosce l'albero. Mt. 12:33
- Ma egli rispose loro: Questa generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sarà dato, tranne il segno del profeta Giona. Mt. 12:39
- Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così starà il Figliuolo dell'uomo nel cuor della terra tre giorni e tre notti. Mt. 12:40
- Ed egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo: Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mt. 13:3
- ma, levatosi il sole, fu riarsa; e perché non avea radice, si seccò. Mt. 13:6
- perché il cuore di questo popolo s'è fatto insensibile, son divenuti duri d'orecchi ed hanno chiuso gli occhi, che talora non veggano con gli occhi e non odano con gli orecchi e non intendano col cuore e non si convertano, ed io non li guarisca. Mt. 13:15
- Tutte le volte che uno ode la parola del Regno e non la intende, viene il maligno e porta via quel ch'è stato seminato nel cuore di lui: questi è colui che ha ricevuto la semenza lungo la strada. Mt. 13:19
- Ma quei che ha ricevuto la semenza in buona terra, è colui che ode la Parola e l'intende; che porta del frutto e rende l'uno il cento, l'altro il sessanta e l'altro il trenta. Mt. 13:23
- Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: Il regno de' cieli è simile ad un uomo che ha seminato buona semenza nel suo campo. Mt. 13:24
- Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò delle zizzanie in mezzo al grano e se ne andò. Mt. 13:25
- Ma egli rispose: No, che talora, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insiem con esse il grano. Mt. 13:29
- Lasciate che ambedue crescano assieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura, io dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio. Mt. 13:30
- Egli propose loro un'altra parabola, dicendo: Il regno de' cieli è simile ad un granel di senapa che un uomo prende e semina nel suo campo. Mt. 13:31
- Esso è bene il più piccolo di tutti i semi; ma quando è cresciuto, è maggiore de' legumi e diviene albero; tanto che gli uccelli del cielo vengono a ripararsi tra i suoi rami. Mt. 13:32
- Disse loro un'altra parabola: Il regno de' cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre staia di farina, finché la pasta sia tutta lievitata. Mt. 13:33
- Ed egli, rispondendo, disse loro: Colui che semina la buona semenza, è il Figliuol dell'uomo; Mt. 13:37
- il campo è il mondo; la buona semenza sono i figliuoli del Regno; le zizzanie sono i figliuoli del maligno; Mt. 13:38
- il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell'età presente; i mietitori sono angeli. Mt. 13:39
- Il Figliuol dell'uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d'iniquità, Mt. 13:41
- e li getteranno nella fornace del fuoco. Quivi sarà il pianto e lo stridor de' denti. Mt. 13:42
- Allora i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, oda. Mt. 13:43
- Il regno de' cieli è simile ad un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per l'allegrezza che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo. Mt. 13:44
- Il regno de' cieli è anche simile ad un mercante che va in cerca di belle perle; Mt. 13:45
- Il regno de' cieli è anche simile ad una rete che, gettata in mare, ha raccolto ogni sorta di pesci; Mt. 13:47
- quando è piena, i pescatori la traggono a riva; e, postisi a sedere, raccolgono il buono in vasi, e buttano via quel che non val nulla. Mt. 13:48
- e li getteranno nella fornace del fuoco. Ivi sarà il pianto e lo stridor de' denti. Mt. 13:50
- Allora disse loro: Per questo, ogni scriba ammaestrato pel regno de' cieli è simile ad un padron di casa il quale trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie. Mt. 13:52
- Non è questi il figliuol del falegname? Sua madre non si chiama ella Maria, e i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? Mt. 13:55
- In quel tempo Erode il tetrarca, udì la fama di Gesù, Mt. 14:1
- E benché desiderasse farlo morire, temette il popolo che lo teneva per profeta. Mt. 14:5
- Ora, come si celebrava il giorno natalizio di Erode, la figliuola di Erodiada ballò nel convito e piacque ad Erode; Mt. 14:6
- E il re ne fu contristato; ma, a motivo de' giuramenti e de' commensali, comandò che le fosse data, Mt. 14:9
- E i discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi vennero a darne la nuova a Gesù. Mt. 14:12
- Or facendosi sera, i suoi discepoli gli si accostarono e gli dissero: Il luogo è deserto e l'ora è già passata; licenzia dunque le folle, affinché vadano pei villaggi a comprarsi da mangiare. Mt. 14:15
- Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde perché il vento era contrario. Mt. 14:24
- Ma vedendo il vento, ebbe paura; e cominciando a sommergersi, gridò: Signore, salvami! Mt. 14:30
- E quando furono montati nella barca, il vento s'acquetò. Mt. 14:32
- E la gente di quel luogo, avendolo riconosciuto, mandò per tutto il paese all'intorno, e gli presentaron tutti i malati, Mt. 14:35
- e lo pregavano che lasciasse loro toccare non foss'altro che il lembo del suo vestito; e tutti quelli che lo toccarono, furon completamente guariti. Mt. 14:36
- Ma egli rispose loro: E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? Mt. 15:3
- Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Mt. 15:8
- Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che son precetti d'uomini. Mt. 15:9
- Ed egli rispose loro: Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata. Mt. 15:13
- Queste son le cose che contaminano l'uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l'uomo. Mt. 15:20
- Ma egli rispose: Non è bene prendere il pan de' figliuoli per buttarlo ai cagnolini. Mt. 15:26
- Ma egli, rispondendo, disse loro: Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia! Mt. 16:2
- e la mattina dite: Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo! L'aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni de' tempi non arrivate a discernerli? Mt. 16:3
- Poi Gesù, venuto nelle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente che sia il Figliuol dell'uomo? Mt. 16:13
- Simon Pietro, rispondendo, disse: Tu sei il Cristo, il Figliuol dell'Iddio vivente. Mt. 16:16
- E Gesù, replicando, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, perché non la carne e il sangue t'hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne' cieli. Mt. 16:17
- Allora vietò ai suoi discepoli di dire ad alcuno ch'egli era il Cristo. Mt. 16:20
- Da quell'ora Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrir molte cose dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli scribi, ed esser ucciso, e risuscitare il terzo giorno. Mt. 16:21
- Ma Gesù, rivoltosi, disse a Pietro: Vattene via da me, Satana; tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini. Mt. 16:23
- E che gioverà egli a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l'anima sua? O che darà l'uomo in cambio dell'anima sua? Mt. 16:26
- Perché il Figliuol dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, ed allora renderà a ciascuno secondo l'opera sua. Mt. 16:27
- In verità io vi dico che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbian visto il Figliuol dell'uomo venire nel suo regno. Mt. 16:28
- E fu trasfigurato dinanzi a loro; la sua faccia risplendé come il sole, e i suoi vestiti divennero candidi come la luce. Mt. 17:2
- Mentr'egli parlava ancora, ecco una nuvola luminosa li coperse della sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo. Mt. 17:5
- Poi, mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest'ordine: Non parlate di questa visione ad alcuno, finché il Figliuol dell'uomo sia risuscitato dai morti. Mt. 17:9
- Ma io vi dico: Elia è già venuto, e non l'hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto; così anche il Figliuol dell'uomo ha da patire da loro. Mt. 17:12
- E Gesù sgridò l'indemoniato, e il demonio uscì da lui; e da quell'ora il fanciullo fu guarito. Mt. 17:18
- Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno. Mt. 17:21
- Or com'essi percorrevano insieme la Galilea, Gesù disse loro: Il Figliuol dell'uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini; Mt. 17:22
- E quando furon venuti a Capernaum, quelli che riscotevano le didramme si accostarono a Pietro e dissero: Il vostro maestro non paga egli le didramme? Mt. 17:24
- Egli rispose: Sì. E quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne e gli disse: Che te ne pare, Simone? i re della terra da chi prendono i tributi o il censo? dai loro figliuoli o dagli stranieri? Mt. 17:25
- Ma, per non scandalizzarli, vattene al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che verrà su; e, apertagli la bocca, troverai uno statère. Prendilo, e dàllo loro per me e per te. Mt. 17:27
- In quel mentre i discepoli s'accostarono a Gesù, dicendo: Chi è dunque il maggiore nel regno de' cieli? Mt. 18:1
- Chi pertanto si abbasserà come questo piccolo fanciullo, è lui il maggiore nel regno de' cieli. Mt. 18:4
- Ora, se la tua mano od il tuo piede t'è occasion di peccato, mozzali e gettali via da te; meglio è per te l'entrar nella vita monco o zoppo che l'aver due mani o due piedi ed esser gettato nel fuoco eterno. Mt. 18:8
- E' venuto infatti il Figlio dell'uomo a salvare ciò che era perduto. Mt. 18:11
- Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va' e riprendilo fra te e lui solo. Se t'ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello; Mt. 18:15
- E se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano. Mt. 18:17
- Allora Pietro, accostatosi, gli disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte? Mt. 18:21
- Perciò il regno de' cieli è simile ad un re che volle fare i conti co' suoi servitori. Mt. 18:23
- E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant'avea, e che il debito fosse pagato. Mt. 18:25
- Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto. Mt. 18:26
- E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito. Mt. 18:27
- Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò. Mt. 18:29
- Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito. Mt. 18:30
- Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto l'accaduto. Mt. 18:31
- Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: Malvagio servitore, io t'ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; Mt. 18:32
- E il suo signore, adirato, lo diede in man degli aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva. Mt. 18:34
- Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognun di voi non perdona di cuore al proprio fratello. Mt. 18:35
- Or avvenne che quando Gesù ebbe finiti questi ragionamenti, si partì dalla Galilea e se ne andò sui confini della Giudea oltre il Giordano. Mt. 19:1
- Ed egli, rispondendo, disse loro: Non avete voi letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina, Mt. 19:4
- e disse: Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre e s'unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne? Mt. 19:5
- I discepoli gli dissero: Se tale è il caso dell'uomo rispetto alla donna, non conviene di prender moglie. Mt. 19:10
- Gesù però disse: Lasciate i piccoli fanciulli e non vietate loro di venire a me, perché di tali è il regno de' cieli. Mt. 19:14
- E Gesù gli rispose: Perché m'interroghi tu intorno a ciò ch'è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrar nella vita osserva i comandamenti. Mt. 19:17
- onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso. Mt. 19:19
- E il giovane a lui: Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora? Mt. 19:20
- Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò contristato, perché avea di gran beni. Mt. 19:22
- E Gesù disse loro: Io vi dico in verità che nella nuova creazione, quando il Figliuol dell'uomo sederà sul trono della sua gloria, anche voi che m'avete seguitato, sederete su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Mt. 19:28
- Poiché il regno de' cieli è simile a un padron di casa, il quale, in sul far del giorno, uscì a prender ad opra de' lavoratori per la sua vigna. Mt. 20:1
- Ed uscito verso l'undicesima, ne trovò degli altri in piazza e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno inoperosi? Mt. 20:6
- Poi, fattosi sera, il padron della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori e paga loro la mercede, cominciando dagli ultimi fino ai primi. Mt. 20:8
- Questi ultimi non han fatto che un'ora e tu li hai fatti pari a noi che abbiamo portato il peso della giornata e il caldo. Mt. 20:12
- Prendi il tuo, e vattene; ma io voglio dare a quest'ultimo quanto a te. Mt. 20:14
- Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell'uomo sarà dato nelle mani de' capi sacerdoti e degli scribi; Mt. 20:18
- ed essi lo condanneranno a morte, e lo metteranno nelle mani dei Gentili per essere schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciterà. Mt. 20:19
- E Gesù, rispondendo, disse: Voi non sapete quel che chiedete. Potete voi bere il calice che io sto per bere? Essi gli dissero: Sì, lo possiamo. Mt. 20:22
- Egli disse loro: Voi certo berrete il mio calice; ma quant'è al sedermi a destra o a sinistra non sta a me il darlo, ma è per quelli a cui è stato preparato dal Padre mio. Mt. 20:23
- appunto come il Figliuol dell'uomo non è venuto per esser servito ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti. Mt. 20:28
- E se alcuno vi dice qualcosa, direte che il Signore ne ha bisogno, e subito li manderà. Mt. 21:3
- Dite alla figliuola di Sion: Ecco il tuo re viene a te, mansueto, e montato sopra un'asina, e un asinello, puledro d'asina. Mt. 21:5
- menarono l'asina e il puledro, vi misero sopra i loro mantelli, e Gesù vi si pose a sedere. Mt. 21:7
- Chi è costui? E le turbe dicevano: Questi è Gesù, il profeta che è da Nazaret di Galilea. Mt. 21:11
- E vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non vi trovò altro che delle foglie; e gli disse: Mai più in eterno non nasca frutto da te. E subito il fico si seccò. Mt. 21:19
- E i discepoli, veduto ciò, si maravigliarono, dicendo: come s'è in un attimo seccato il fico? Mt. 21:20
- Il battesimo di Giovanni, d'onde veniva? dal cielo o dagli uomini? Ed essi ragionavan fra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli ci dirà: Perché dunque non gli credeste? Mt. 21:25
- Udite un'altra parabola: Vi era un padron di casa, il quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da spremer l'uva, e vi edificò una torre; poi l'allogò a de' lavoratori, e se n'andò in viaggio. Mt. 21:33
- Finalmente, mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo. Mt. 21:37
- Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità. Mt. 21:38
- Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che farà egli a que' lavoratori? Mt. 21:40
- Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo. Mt. 21:41
- Perciò io vi dico che il Regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che ne faccia i frutti. Mt. 21:43
- Il regno de' cieli è simile ad un re, il quale fece le nozze del suo figliuolo. Mt. 22:2
- Di nuovo mandò degli altri servitori, dicendo: Dite agli invitati: Ecco, io ho preparato il mio pranzo; i miei buoi ed i miei animali ingrassati sono ammazzati, e tutto è pronto; venite alle nozze. Mt. 22:4
- Allora il re s'adirò, e mandò le sue truppe a sterminare quegli omicidi e ad ardere la loro città. Mt. 22:7
- Or il re, entrato per vedere quelli che erano a tavola, notò quivi un uomo che non vestiva l'abito di nozze. Mt. 22:11
- Allora il re disse ai servitori: Legatelo mani e piedi e gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto e lo stridor de' denti. Mt. 22:13
- Dicci dunque: Che te ne pare? È egli lecito pagare il tributo a Cesare, o no? Mt. 22:17
- Maestro, Mosè ha detto: Se uno muore senza figliuoli, il fratel suo sposi la moglie di lui e susciti progenie al suo fratello. Mt. 22:24
- Or v'erano fra di noi sette fratelli; e il primo, ammogliatosi, morì; e, non avendo prole, lasciò sua moglie al suo fratello. Mt. 22:25
- Lo stesso fece pure il secondo, poi il terzo, fino al settimo. Mt. 22:26
- Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento? Mt. 22:36
- E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua e con tutta la mente tua. Mt. 22:37
- Questo è il grande e il primo comandamento. Mt. 22:38
- Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso. Mt. 22:39
- Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi? Mt. 22:44
- Ma voi non vi fate chiamar "Maestro", perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli. Mt. 23:8
- E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è ne' cieli. Mt. 23:9
- E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo: Mt. 23:10
- ma il maggiore fra voi sia vostro servitore. Mt. 23:11
- Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de' cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare. Mt. 23:13
- Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della geenna il doppio di voi. Mt. 23:15
- Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se giura per l'oro del tempio, resta obbligato. Mt. 23:16
- Stolti e ciechi, poiché qual è maggiore: l'oro, o il tempio che santifica l'oro? Mt. 23:17
- e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che l'abita; Mt. 23:21
- e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi siede sopra. Mt. 23:22
- Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre. Mt. 23:23
- Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello. Mt. 23:24
- Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d'intemperanza. Mt. 23:25
- Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto. Mt. 23:26
- Se fossimo stati ai dì de' nostri padri, non saremmo stati loro complici nello spargere il sangue dei profeti! Mt. 23:30
- affinché venga su voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figliuol di Barachia, che voi uccideste fra il tempio e l'altare. Mt. 23:35
- E stando egli seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli s'accostarono in disparte, dicendo: Dicci: Quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente? Mt. 24:3
- Poiché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e ne sedurranno molti. Mt. 24:5
- E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. Mt. 24:14
- Quando dunque avrete veduta l'abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge pongavi mente), Mt. 24:15
- Allora, se alcuno vi dice: `Il Cristo eccolo qui, eccolo là', non lo credete; Mt. 24:23
- perché, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell'uomo. Mt. 24:27
- Dovunque sarà il carname, quivi si raduneranno le aquile. Mt. 24:28
- Or subito dopo l'afflizione di que' giorni, il sole si oscurerà, e la luna non darà il suo splendore, e le stelle cadranno dal cielo, e le potenze de' cieli saranno scrollate. Mt. 24:29
- E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuol dell'uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e vedranno il Figliuol dell'uomo venir sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. Mt. 24:30
- Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Mt. 24:35
- Ma quant'è a quel giorno ed a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo. Mt. 24:36
- e di nulla si avvide la gente, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figliuol dell'uomo. Mt. 24:39
- Vegliate, dunque, perché non sapete in qual giorno il vostro Signore sia per venire. Mt. 24:42
- Ma sappiate questo, che se il padron di casa sapesse a qual vigilia il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe forzar la sua casa. Mt. 24:43
- Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell'ora che non pensate, il Figliuol dell'uomo verrà. Mt. 24:44
- Qual è mai il servitore fedele e prudente che il padrone abbia costituito sui domestici per dar loro il vitto a suo tempo? Mt. 24:45
- Beato quel servitore che il padrone, arrivando, troverà così occupato! Mt. 24:46
- Ma, s'egli è un malvagio servitore che dica in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire; Mt. 24:48
- il padrone di quel servitore verrà nel giorno che non se l'aspetta, e nell'ora che non sa; Mt. 24:50
- e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà la sorte degl'ipocriti. Ivi sarà il pianto e lo stridor de' denti. Mt. 24:51
- Allora il regno de' cieli sarà simile a dieci vergini le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrar lo sposo. Mt. 25:1
- Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora. Mt. 25:13
- Poiché avverrà come di un uomo il quale, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servitori e affidò loro i suoi beni; Mt. 25:14
- Ma colui che ne avea ricevuto uno, andò e, fatta una buca in terra, vi nascose il danaro del suo padrone. Mt. 25:18
- Or dopo molto tempo, ecco il padrone di que' servitori a fare i conti con loro. Mt. 25:19
- E il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore. Mt. 25:21
- Il suo padrone gli disse: Va bene, buono e fedel servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore. Mt. 25:23
- ebbi paura, e andai a nascondere il tuo talento sotterra; eccoti il tuo. Mt. 25:25
- E il suo padrone, rispondendo, gli disse: Servo malvagio ed infingardo, tu sapevi ch'io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; Mt. 25:26
- dovevi dunque portare il mio danaro dai banchieri; e al mio ritorno, avrei ritirato il mio con interesse. Mt. 25:27
- Toglietegli dunque il talento, e datelo a colui che ha i dieci talenti. Mt. 25:28
- E quel servitore disutile, gettatelo nelle tenebre di fuori. Ivi sarà il pianto e lo stridor dei denti. Mt. 25:30
- Or quando il Figliuol dell'uomo sarà venuto nella sua gloria, avendo seco tutti gli angeli, allora sederà sul trono della sua gloria. Mt. 25:31
- E tutte le genti saranno radunate dinanzi a lui; ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; Mt. 25:32
- Allora il Re dirà a quelli della sua destra: Venite, voi, i benedetti del Padre mio; eredate il regno che v'è stato preparato sin dalla fondazione del mondo. Mt. 25:34
- E il Re, rispondendo, dirà loro: In verità vi dico che in quanto l'avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me. Mt. 25:40
- Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figliuol dell'uomo sarà consegnato per esser crocifisso. Mt. 26:2
- Or essendo Gesù in Betania, in casa di Simone il lebbroso, Mt. 26:6
- Poiché quest'olio si sarebbe potuto vender caro, e il denaro darlo ai poveri. Mt. 26:9
- In verità vi dico che per tutto il mondo, dovunque sarà predicato questo evangelo, anche quello che costei ha fatto, sarà raccontato in memoria di lei. Mt. 26:13
- E da quell'ora cercava il momento opportuno di tradirlo. Mt. 26:16
- Or il primo giorno degli azzimi i discepoli s'accostarono a Gesù e gli dissero: Dove vuoi che ti prepariamo da mangiar la pasqua? Mt. 26:17
- Ed egli disse: Andate in città dal tale, e ditegli: Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la pasqua da te, co' miei discepoli. Mt. 26:18
- Certo, il Figliuol dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a quell'uomo per cui il Figliuol dell'uomo è tradito! Meglio sarebbe per cotest'uomo, se non fosse mai nato. Mt. 26:24
- Or mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la benedizione, lo ruppe, e dandolo a' suoi discepoli, disse: Prendete, mangiate, questo è il mio corpo. Mt. 26:26
- perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per la remissione dei peccati. Mt. 26:28
- Allora Gesù disse loro: Questa notte voi tutti avrete in me un'occasion di caduta; perché è scritto: Io percoterò il pastore, e le pecore della greggia saranno disperse. Mt. 26:31
- Gesù gli disse: In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. Mt. 26:34
- Poi venne ai discepoli e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Ecco, l'ora è giunta, e il Figliuol dell'uomo è dato nelle mani dei peccatori. Mt. 26:45
- Ed ecco, un di coloro ch'eran con lui, stesa la mano alla spada, la sfoderò; e percosso il servitore del sommo sacerdote, gli spiccò l'orecchio. Mt. 26:51
- Credi tu forse ch'io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in quest'istante più di dodici legioni d'angeli? Mt. 26:53
- Or quelli che aveano preso Gesù, lo menarono a Caiàfa, sommo sacerdote, presso il quale erano raunati gli scribi e gli anziani. Mt. 26:57
- Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro a Gesù per farlo morire; Mt. 26:59
- Finalmente, se ne fecero avanti due che dissero: Costui ha detto: Io posso disfare il tempio di Dio e riedificarlo in tre giorni. Mt. 26:61
- E il sommo sacerdote, levatosi in piedi, gli disse: Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te? Mt. 26:62
- Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: Ti scongiuro per l'Iddio vivente a dirci se tu se' il Cristo, il Figliuol di Dio. Mt. 26:63
- Gesù gli rispose: Tu l'hai detto; anzi vi dico che da ora innanzi vedrete il Figliuol dell'uomo sedere alla destra della Potenza, e venire su le nuvole del cielo. Mt. 26:64
- Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo più di testimoni? Ecco, ora avete udita la sua bestemmia. Mt. 26:65
- Pietro, intanto, stava seduto fuori nella corte; e una serva gli si accostò, dicendo: Anche tu eri con Gesù il Galileo. Mt. 26:69
- Allora egli cominciò ad imprecare ed a giurare: Non conosco quell'uomo! E in quell'istante il gallo cantò. Mt. 26:74
- E Pietro si ricordò della parola di Gesù che gli aveva detto: Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. E uscito fuori, pianse amaramente. Mt. 26:75
- E legatolo, lo menarono via e lo consegnarono a Pilato, il governatore. Mt. 27:2
- dicendo: Ho peccato, tradendo il sangue innocente. Ma essi dissero: Che c'importa? Mt. 27:4
- E tenuto consiglio, comprarono con quel danaro il campo del vasaio da servir di sepoltura ai forestieri. Mt. 27:7
- e li dettero per il campo del vasaio, come me l'avea ordinato il Signore. Mt. 27:10
- Or Gesù comparve davanti al governatore; e il governatore lo interrogò, dicendo: Sei tu il re de' Giudei? E Gesù gli disse: Sì, lo sono. Mt. 27:11
- Ma egli non gli rispose neppure una parola; talché il governatore se ne maravigliava grandemente. Mt. 27:14
- Or ogni festa di Pasqua il governatore soleva liberare alla folla un carcerato, qualunque ella volesse. Mt. 27:15
- E il governatore prese a dir loro: Qual de' due volete che vi liberi? E quelli dissero: Barabba. Mt. 27:21
- E tutto il popolo, rispondendo, disse: Il suo sangue sia sopra noi e sopra i nostri figliuoli. Mt. 27:25
- E sputatogli addosso, presero la canna, e gli percotevano il capo. Mt. 27:30
- E al disopra del capo gli posero scritto il motivo della condanna: QUESTO È GESÙ IL RE DE' GIUDEI. Mt. 27:37
- E coloro che passavano di lì, lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Mt. 27:39
- Tu che disfai il tempio e in tre giorni lo riedifichi, salva te stesso, se tu sei Figliuol di Dio, e scendi giù di croce! Mt. 27:40
- Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d'Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. Mt. 27:42
- Or dall'ora sesta si fecero tenebre per tutto il paese, fino all'ora nona. Mt. 27:45
- E il centurione e quelli che con lui facean la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, temettero grandemente, dicendo: Veramente, costui era Figliuol di Dio. Mt. 27:54
- Poi, fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era divenuto anch'egli discepolo di Gesù. Mt. 27:57
- Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse rilasciato. Mt. 27:58
- E Giuseppe, preso il corpo, lo involse in un panno lino netto, Mt. 27:59
- E l'indomani, che era il giorno successivo alla Preparazione, i capi sacerdoti ed i Farisei si radunarono presso Pilato, dicendo: Mt. 27:62
- Ordina dunque che il sepolcro sia sicuramente custodito fino al terzo giorno; che talora i suoi discepoli non vengano a rubarlo e dicano al popolo: È risuscitato dai morti; così l'ultimo inganno sarebbe peggiore del primo. Mt. 27:64
- Ed essi andarono ad assicurare il sepolcro, sigillando la pietra, e mettendovi la guardia. Mt. 27:66
- Or nella notte del sabato, quando già albeggiava, il primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l'altra Maria vennero a visitare il sepolcro. Mt. 28:1
- Il suo aspetto era come di folgore; e la sua veste, bianca come neve. Mt. 28:3
- Egli non è qui, poiché è risuscitato come avea detto; venite a vedere il luogo dove giaceva. Mt. 28:6
- Ed essi, preso il danaro, fecero secondo le istruzioni ricevute; e quel dire è stato divulgato fra i Giudei, fino al dì d'oggi. Mt. 28:15
- Secondo ch'egli è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via... Mc. 1:2
- apparve Giovanni il Battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati. Mc. 1:4
- E tutto il paese della Giudea e tutti quei di Gerusalemme accorrevano a lui; ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Mc. 1:5
- E predicava, dicendo: Dopo di me vien colui che è più forte di me; al quale io non son degno di chinarmi a sciogliere il legaccio de' calzari. Mc. 1:7
- E una voce venne dai cieli: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto. Mc. 1:11
- e dicendo: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all'evangelo. Mc. 1:15
- Or passando lungo il mar della Galilea, egli vide Simone e Andrea, il fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. Mc. 1:16
- E vennero in Capernaum; e subito, il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga, insegnava. Mc. 1:21
- In quel mentre, si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare: Mc. 1:23
- Che v'è fra noi e te, o Gesù Nazareno? Se' tu venuto per perderci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio! Mc. 1:24
- Poi, fattosi sera, quando il sole fu tramontato, gli menarono tutti i malati e gl'indemoniati. Mc. 1:32
- Ma colui, appena partito, si dette a proclamare e a divulgare il fatto; di modo che Gesù non poteva più entrar palesemente in città; ma se ne stava fuori in luoghi deserti, e da ogni parte la gente accorreva a lui. Mc. 1:45
- E non potendolo far giungere fino a lui a motivo della calca, scoprirono il tetto dalla parte dov'era Gesù; e fattavi un'apertura, calarono il lettuccio sul quale il paralitico giaceva. Mc. 2:4
- Che è più agevole, dire al paralitico: I tuoi peccati ti sono rimessi, oppur dirgli: Lèvati, togli il tuo lettuccio e cammina? Mc. 2:9
- Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell'uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati: Io tel dico (disse al paralitico), Mc. 2:10
- lèvati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua. Mc. 2:11
- E colui s'alzò, e subito, preso il suo lettuccio, se ne andò via in presenza di tutti; talché tutti stupivano e glorificavano Iddio dicendo: Una cosa così non la vedemmo mai. Mc. 2:12
- E Gesù uscì di nuovo verso il mare; e tutta la moltitudine andava a lui, ed egli li ammaestrava. Mc. 2:13
- E niuno mette del vin nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino fa scoppiare gli otri; ed il vino si perde insieme con gli otri; ma il vin nuovo va messo in otri nuovi. Mc. 2:22
- Com'egli, sotto il sommo sacerdote Abiatar, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani di presentazione, che a nessuno è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche a coloro che eran con lui? Mc. 2:26
- Poi disse loro: Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato; Mc. 2:27
- perciò il Figliuol dell'uomo è Signore anche del sabato. Mc. 2:28
- Poi Gesù co' suoi discepoli si ritirò verso il mare; e dalla Galilea gran moltitudine lo seguitò; Mc. 3:7
- e dalla Giudea e da Gerusalemme e dalla Idumea e da oltre il Giordano e dai dintorni di Tiro e di Sidone una gran folla, udendo quante cose egli facea, venne a lui. Mc. 3:8
- E gli spiriti immondi, quando lo vedevano, si gittavano davanti a lui e gridavano: Tu sei il Figliuol di Dio! Mc. 3:11
- e Andrea e Filippo e Bartolommeo e Matteo e Toma e Giacomo di Alfeo e Taddeo e Simone il Cananeo Mc. 3:18
- Gesù prese di nuovo ad insegnare presso il mare: e una gran moltitudine si radunò intorno a lui; talché egli, montato in una barca, vi sedette stando in mare, mentre tutta la moltitudine era a terra sulla riva. Mc. 4:1
- Udite: Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mc. 4:3
- ma quando il sole si levò, fu riarsa; e perché non avea radice, si seccò. Mc. 4:6
- Ed egli disse loro: A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a quelli che son di fuori, tutto è presentato per via di parabole, affinché: Mc. 4:11
- Il seminatore semina la Parola. Mc. 4:14
- Quelli poi che hanno ricevuto il seme in buona terra, sono coloro che odono la Parola e l'accolgono e fruttano qual trenta, qual sessanta e qual cento. Mc. 4:20
- Poi diceva ancora: Si reca forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? Non è ella recata per esser messa sul candeliere? Mc. 4:21
- Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme in terra, Mc. 4:26
- e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch'egli stesso ignora. Mc. 4:27
- La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l'erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato. Mc. 4:28
- E quando il frutto è maturo, subito e' vi mette la falce perché la mietitura è venuta. Mc. 4:29
- Diceva ancora: A che assomiglieremo il regno di Dio, o con qual parabola lo rappresenteremo? Mc. 4:30
- Esso è simile ad un granello di senapa, il quale, quando lo si semina in terra, è il più piccolo di tutti i semi che son sulla terra; Mc. 4:31
- Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: Taci, calmati! E il vento cessò, e si fece gran bonaccia. Mc. 4:39
- Ed essi furon presi da gran timore e si diceano gli uni agli altri: Chi è dunque costui, che anche il vento ed il mare gli ubbidiscano? Mc. 4:41
- il quale nei sepolcri avea la sua dimora; e neppure con una catena poteva più alcuno tenerlo legato; Mc. 5:3
- E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Il mio nome è Legione perché siamo molti. Mc. 5:9
- Ed egli lo permise loro. E gli spiriti immondi, usciti, entrarono ne' porci, ed il branco si avventò giù a precipizio nel mare. Eran circa duemila ed affogarono nel mare. Mc. 5:13
- E quelli che aveano visto, raccontarono loro ciò che era avvenuto all'indemoniato e il fatto de' porci. Mc. 5:16
- E Gesù non glielo permise, ma gli disse: Va' a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatto, e come egli ha avuto pietà di te. Mc. 5:19
- Ed essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra riva, una gran moltitudine si radunò attorno a lui; ed egli stava presso il mare. Mc. 5:21
- Ed ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si getta ai piedi Mc. 5:22
- e molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz'alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, Mc. 5:26
- E in quell'istante il suo flusso ristagnò; ed ella sentì nel corpo d'esser guarita di quel flagello. Mc. 5:29
- Mentr'egli parlava ancora, ecco arrivar gente da casa del capo della sinagoga, che gli dice: La tua figliuola è morta; perché incomodare più oltre il Maestro? Mc. 5:35
- E si ridevano di lui. Ma egli, messili tutti fuori, prende seco il padre la madre della fanciulla e quelli che eran con lui, ed entra là dove era la fanciulla. Mc. 5:40
- E venuto il sabato, si mise ad insegnar nella sinagoga; e la maggior parte, udendolo, stupivano dicendo: Donde ha costui queste cose? e che sapienza è questa che gli è data? e che cosa sono cotali opere potenti fatte per mano sua? Mc. 6:2
- Non è costui il falegname, il figliuol di Maria, e il fratello di Giacomo e di Giosè, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi? E si scandalizzavano di lui. Mc. 6:3
- Ora il re Erode udì parlar di Gesù (ché la sua rinomanza s'era sparsa), e diceva: Giovanni Battista è risuscitato dai morti; ed è per questo che agiscono in lui le potenze miracolose. Mc. 6:14
- la figliuola della stessa Erodiada, essendo entrata, ballò e piacque ad Erode ed ai commensali. E il re disse alla fanciulla: Chiedimi quello che vuoi e te lo darò. Mc. 6:22
- Il re ne fu grandemente attristato; ma a motivo de' giuramenti fatti e de' commensali, non volle dirle di no; Mc. 6:26
- I discepoli di Giovanni, udita la cosa, andarono a prendere il suo corpo e lo deposero in un sepolcro. Mc. 6:29
- E vedendoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte, andò alla loro volta, camminando sul mare; e voleva oltrepassarli; Mc. 6:48
- E montò nella barca con loro, e il vento s'acquetò; ed essi più che mai sbigottirono in loro stessi, Mc. 6:51
- perché non avean capito il fatto de' pani, anzi il cuore lor era indurito. Mc. 6:52
- corse per tutto il paese e cominciarono a portare qua e là i malati sui loro lettucci, dovunque sentivano dire ch'egli si trovasse. Mc. 6:55
- E da per tutto dov'egli entrava, ne' villaggi, nelle città, e nelle campagne, posavano gl'infermi per le piazze e lo pregavano che li lasciasse toccare non foss'altro che il lembo del suo vestito. E tutti quelli che lo toccavano, erano guariti. Mc. 6:56
- Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi ipocriti, com'è scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Mc. 7:6
- Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che son precetti d'uomini. Mc. 7:7
- Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini. Mc. 7:8
- E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mc. 7:9
- Quella donna era pagana, di nazione sirofenicia, e lo pregava di cacciare il demonio dalla sua figliuola. Mc. 7:26
- Ma Gesù le disse: Lascia che prima siano saziati i figliuoli; ché non è bene prendere il pan de' figliuoli per buttarlo a' cagnolini. Mc. 7:27
- E Gesù le disse: Per cotesta parola, va'; il demonio è uscito dalla tua figliuola. Mc. 7:29
- E la donna, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto e il demonio uscito di lei. Mc. 7:30
- Partitosi di nuovo dai confini di Tiro, Gesù, passando per Sidone, tornò verso il mare di Galilea traversando il territorio della Decapoli. Mc. 7:31
- E Gesù, accortosene, disse loro: Perché ragionate voi del non aver pane? Non riflettete e non capite voi ancora? Avete il cuore indurito? Mc. 8:17
- Ed egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuor del villaggio; e sputatogli negli occhi e impostegli le mani, gli domandò: Mc. 8:23
- Ed egli domandò loro: E voi, chi dite ch'io sia? E Pietro gli rispose: Tu sei il Cristo. Mc. 8:29
- Poi cominciò ad insegnar loro ch'era necessario che il Figliuol dell'uomo soffrisse molte cose, e fosse reietto dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e fosse ucciso, e in capo a tre giorni risuscitasse. Mc. 8:31
- Ma egli, rivoltosi e guardati i suoi discepoli, rimproverò Pietro dicendo: Vattene via da me, Satana! Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini. Mc. 8:33
- E che giova egli all'uomo se guadagna tutto il mondo e perde l'anima sua? Mc. 8:36
- Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell'uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo coi santi angeli. Mc. 8:38
- E diceva loro: In verità io vi dico che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbian visto il regno di Dio venuto con potenza. Mc. 9:1
- E venne una nuvola che li coperse della sua ombra; e dalla nuvola una voce: Questo è il mio diletto figliuolo; ascoltatelo. Mc. 9:7
- Or come scendevano dal monte, egli ordinò loro di non raccontare ad alcuno le cose che aveano vedute, se non quando il Figliuol dell'uomo sarebbe risuscitato dai morti. Mc. 9:9
- E uno della folla gli rispose: Maestro, io t'ho menato il mio figliuolo che ha uno spirito mutolo; Mc. 9:17
- E subito il padre del fanciullo esclamò: Io credo; sovvieni alla mia incredulità. Mc. 9:24
- E lo spirito, gridando e straziandolo forte, uscì; e il fanciullo rimase come morto; talché quasi tutti dicevano: È morto. Mc. 9:26
- Poich'egli ammaestrava i suoi discepoli, e diceva loro: Il Figliuol dell'uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini ed essi l'uccideranno; e tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà. Mc. 9:31
- Ma essi non intendevano il suo dire e temevano d'interrogarlo. Mc. 9:32
- Ed essi tacevano, perché per via aveano questionato fra loro chi fosse il maggiore. Mc. 9:34
- Ed egli postosi a sedere, chiamò i dodici e disse loro: Se alcuno vuol essere il primo, dovrà essere l'ultimo di tutti e il servitor di tutti. Mc. 9:35
- Giovanni gli disse: Maestro, noi abbiam veduto uno che cacciava i demonî nel nome tuo, il quale non ci seguita; e glielo abbiamo vietato perché non ci seguitava. Mc. 9:38
- Perché chiunque vi avrà dato a bere un bicchier d'acqua in nome mio perché siete di Cristo, in verità vi dico che non perderà punto il suo premio. Mc. 9:41
- dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne. Mc. 9:44
- E se il tuo piede ti fa intoppare, mozzalo; meglio è per te entrar zoppo nella vita, che aver due piedi ed esser gittato nella geenna. Mc. 9:45
- dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne. Mc. 9:46
- dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne. Mc. 9:48
- Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri. Mc. 9:50
- Poi, levatosi di là, se ne andò sui confini della Giudea, ed oltre il Giordano; e di nuovo si raunarono presso a lui delle turbe; ed egli di nuovo, come soleva, le ammaestrava. Mc. 10:1
- e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio. Mc. 10:12
- E Gesù, veduto ciò, s'indignò e disse loro: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me; non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio. Mc. 10:14
- In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso. Mc. 10:15
- il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figliuoli, campi, insieme a persecuzioni; e nel secolo avvenire, la vita eterna. Mc. 10:30
- Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e il Figliuol dell'uomo sarà dato nelle mani de' capi sacerdoti e degli scribi; ed essi lo condanneranno a morte e lo metteranno nelle mani dei Gentili; Mc. 10:33
- Ma Gesù disse loro: Voi non sapete quel che chiedete. Potete voi bere il calice ch'io bevo, o esser battezzati del battesimo del quale io son battezzato? Mc. 10:38
- Essi gli dissero: Sì, lo possiamo. E Gesù disse loro: Voi certo berrete il calice ch'io bevo e sarete battezzati del battesimo del quale io sono battezzato; Mc. 10:39
- ma quant'è al sedermi a destra o a sinistra, non sta a me il darlo, ma è per quelli cui è stato preparato. Mc. 10:40
- Poiché anche il Figliuol dell'uomo non è venuto per esser servito, ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti. Mc. 10:45
- Poi vennero in Gerico. E come egli usciva di Gerico coi suoi discepoli e con gran moltitudine, il figliuol di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Mc. 10:46
- E udito che chi passava era Gesù il Nazareno, prese a gridare e a dire: Gesù, Figliuol di Davide, abbi pietà di me! Mc. 10:47
- E Gesù, fermatosi, disse: Chiamatelo! E chiamarono il cieco, dicendogli: Sta' di buon cuore! Alzati! Egli ti chiama. Mc. 10:49
- E il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne a Gesù. Mc. 10:50
- E Gesù, rivoltosi a lui, gli disse: Che vuoi tu ch'io ti faccia? E il cieco gli rispose: Rabbuni, ch'io ricuperi la vista. Mc. 10:51
- e disse loro: Andate nella borgata che è dirimpetto a voi; e subito, appena entrati, troverete legato un puledro d'asino, sopra il quale non è montato ancora alcuno; scioglietelo e menatemelo. Mc. 11:2
- E se qualcuno vi dice: Perché fate questo? rispondete: Il Signore ne ha bisogno, e lo rimanderà subito qua. Mc. 11:3
- Ed alcuni di coloro ch'eran lì presenti, dissero loro: Che fate, che sciogliete il puledro? Mc. 11:5
- Ed essi menarono il puledro a Gesù, e gettarono su quello i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. Mc. 11:7
- Benedetto il regno che viene, il regno di Davide nostro padre! Osanna ne' luoghi altissimi! Mc. 11:10
- E il giorno seguente, quando furono usciti da Betania, egli ebbe fame. Mc. 11:12
- e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio. Mc. 11:16
- Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina. Mc. 11:18
- E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici; Mc. 11:20
- e Pietro, ricordatosi, gli disse: Maestro, vedi, il fico che tu maledicesti, è seccato. Mc. 11:21
- E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro a qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni i vostri falli. Mc. 11:25
- Poi vennero di nuovo in Gerusalemme; e mentr'egli passeggiava per il tempio, i capi sacerdoti e gli scribi e gli anziani s'accostarono a lui e gli dissero: Mc. 11:27
- Il battesimo di Giovanni era esso dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi. Mc. 11:30
- Diremo invece: Dagli uomini?... Essi temevano il popolo, perché tutti stimavano che Giovanni fosse veramente profeta. Mc. 11:32
- Che farà dunque il padrone della vigna? Egli verrà e distruggerà que' lavoratori, e darà la vigna ad altri. Mc. 12:9
- Ed essi, venuti, gli dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che non ti curi d'alcuno, perché non guardi all'apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. È egli lecito pagare il tributo a Cesare o no? Dobbiamo darlo o non darlo? Mc. 12:14
- Maestro, Mosè ci lasciò scritto che se il fratello di uno muore e lascia moglie senza figliuoli, il fratello ne prenda la moglie e susciti progenie a suo fratello. Mc. 12:19
- Or v'erano sette fratelli. Il primo prese moglie; e morendo, non lasciò progenie. Mc. 12:20
- E il secondo la prese e morì senza lasciar progenie. Così il terzo. Mc. 12:21
- Or uno degli scribi che li avea uditi discutere, visto ch'egli aveva loro ben risposto, si accostò e gli domandò: Qual è il comandamento primo fra tutti? Mc. 12:28
- Gesù rispose: Il primo è: Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l'unico Signore: Mc. 12:29
- ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua e con tutta la mente tua e con tutta la forza tua. Mc. 12:30
- Il secondo è questo: Ama il tuo prossimo come te stesso. Non v'è alcun altro comandamento maggiore di questi. Mc. 12:31
- e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l'intelletto e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso, è assai più che tutti gli olocausti e i sacrifici. Mc. 12:33
- E Gesù, insegnando nel tempio, prese a dire: Come dicono gli scribi che il Cristo è figliuolo di Davide? Mc. 12:35
- Davide stesso ha detto, per lo Spirito Santo: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io abbia posto i tuoi nemici per sgabello dei tuoi piedi. Mc. 12:36
- Dicci, quando avverranno queste cose, e qual sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi? Mc. 13:4
- Molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e ne sedurranno molti. Mc. 13:6
- E il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno morire. Mc. 13:12
- E se il Signore non avesse abbreviato que' giorni, nessuno scamperebbe; ma a cagion dei suoi proprî eletti, egli ha abbreviato que' giorni. Mc. 13:20
- E allora, se alcuno vi dice: "Il Cristo eccolo qui, eccolo là", non lo credete; Mc. 13:21
- Ma in que' giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore; Mc. 13:24
- E allora si vedrà il Figliuol dell'uomo venir sulle nuvole con gran potenza e gloria. Mc. 13:26
- Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Mc. 13:31
- Ma quant'è a quel giorno ed a quell'ora, nessuno li sa, neppur gli angeli nel cielo, né il Figliuolo, ma solo il Padre. Mc. 13:32
- Egli è come se un uomo, andando in viaggio, lasciasse la sua casa e ne desse la potestà ai suoi servitori, a ciascuno il compito suo, e al portinaio comandasse di vegliare. Mc. 13:34
- Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padron di casa: se a sera, a mezzanotte, o al cantar del gallo o la mattina; Mc. 13:35
- Ora, due giorni dopo, era la pasqua e gli azzimi; e i capi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di pigliar Gesù con inganno ed ucciderlo; Mc. 14:1
- Ed essendo egli in Betania, nella casa di Simone il lebbroso, mentre era a tavola, venne una donna che aveva un alabastro d'olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo; e rotto l'alabastro, glielo versò sul capo. Mc. 14:3
- Ella ha fatto ciò che per lei si poteva; ha anticipato d'ungere il mio corpo per la sepoltura. Mc. 14:8
- E in verità io vi dico che per tutto il mondo, dovunque sarà predicato l'evangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei. Mc. 14:9
- Ed essi, uditolo, si rallegrarono e promisero di dargli del danaro. Ed egli cercava il modo opportuno di tradirlo. Mc. 14:11
- E il primo giorno degli azzimi, quando si sacrificava la pasqua, i suoi discepoli gli dissero: Dove vuoi che andiamo ad apparecchiarti da mangiar la pasqua? Mc. 14:12
- e dove sarà entrato, dite al padron di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza da mangiarvi la pasqua coi miei discepoli? Mc. 14:14
- E mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: In verità io vi dico che uno di voi, il quale mangia meco, mi tradirà. Mc. 14:18
- Certo il Figliuol dell'uomo se ne va, com'è scritto di lui; ma guai a quell'uomo per cui il Figliuol dell'uomo è tradito! Ben sarebbe per quell'uomo di non esser nato! Mc. 14:21
- E mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la benedizione, lo ruppe e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. Mc. 14:22
- E disse loro: Questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti. Mc. 14:24
- E Gesù disse loro: Voi tutti sarete scandalizzati; perché è scritto: Io percoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Mc. 14:27
- E Gesù gli disse: In verità io ti dico che tu, oggi, in questa stessa notte, avanti che il gallo abbia cantato due volte, mi rinnegherai tre volte. Mc. 14:30
- E venne la terza volta, e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Basta! L'ora è venuta: ecco, il Figliuol dell'uomo è dato nelle mani dei peccatori. Mc. 14:41
- ma uno di coloro ch'erano quivi presenti, tratta la spada, percosse il servitore del sommo sacerdote, e gli spiccò l'orecchio. Mc. 14:47
- ma egli, lasciando andare il panno lino, se ne fuggì ignudo. Mc. 14:52
- Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche testimonianza contro a Gesù per farlo morire; e non ne trovavano alcuna. Mc. 14:55
- Poiché molti deponevano il falso contro a lui; ma le testimonianze non erano concordi. Mc. 14:56
- Allora il sommo sacerdote, levatosi in piè quivi in mezzo, domandò a Gesù: Non rispondi tu nulla? Che testimoniano costoro contro a te? Mc. 14:60
- Ma egli tacque e non rispose nulla. Daccapo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: Sei tu il Cristo, il Figliuol del Benedetto? Mc. 14:61
- E Gesù disse: Sì, lo sono: e vedrete il Figliuol dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nuvole del cielo. Mc. 14:62
- Ed il sommo sacerdote, stracciatesi le vesti, disse: Che abbiam noi più bisogno di testimoni? Mc. 14:63
- Ma egli lo negò, dicendo: Io non so, né capisco quel che tu ti dica. Ed uscì fuori nell'antiporto, e il gallo cantò. Mc. 14:68
- E subito, per la seconda volta, il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: Avanti che il gallo abbia cantato due volte, tu mi rinnegherai tre volte. Ed a questo pensiero si mise a piangere. Mc. 14:72
- E subito la mattina, i capi sacerdoti, con gli anziani e gli scribi e tutto il Sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù e lo menarono via e lo misero in man di Pilato. Mc. 15:1
- E Pilato gli domandò: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Sì, lo sono. Mc. 15:2
- E Pilato rispose loro: Volete ch'io vi liberi il Re de' Giudei? Mc. 15:9
- E Pilato, daccapo replicando, diceva loro: Che volete dunque ch'io faccia di colui che voi chiamate il Re de' Giudei? Mc. 15:12
- Allora i soldati lo menarono dentro la corte che è il Pretorio, e radunarono tutta la coorte. Mc. 15:16
- E gli percotevano il capo con una canna, e gli sputavano addosso, e postisi inginocchioni, si prostravano dinanzi a lui. Mc. 15:19
- E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi. Mc. 15:21
- E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio. Mc. 15:22
- E l'iscrizione indicante il motivo della condanna, diceva: IL RE DE GIUDEI. Mc. 15:26
- E quelli che passavano lì presso lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Eh, tu che disfai il tempio e lo riedifichi in tre giorni, Mc. 15:29
- Il Cristo, il Re d'Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano. Mc. 15:32
- E venuta l'ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all'ora nona. Mc. 15:33
- Ed all'ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Mc. 15:34
- E il centurione ch'era quivi presente dirimpetto a Gesù, avendolo veduto spirare a quel modo, disse: Veramente, quest'uomo era Figliuol di Dio! Mc. 15:39
- Or v'erano anche delle donne, che guardavan da lontano; fra le quali era Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il piccolo e di Iose, e Salome; Mc. 15:40
- venne Giuseppe d'Arimatea, consigliere onorato, il quale aspettava anch'egli il Regno di Dio; e, preso ardire, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù. Mc. 15:43
- Pilato si maravigliò ch'egli fosse già morto; e chiamato a sé il centurione, gli domandò se era morto da molto tempo; Mc. 15:44
- e saputolo dal centurione, donò il corpo a Giuseppe. Mc. 15:45
- E passato il sabato, Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo e Salome comprarono degli aromi per andare a imbalsamar Gesù. Mc. 16:1
- Ma egli disse loro: Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l'aveano posto. Mc. 16:6
- E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate l'evangelo ad ogni creatura. Mc. 16:15
- Il Signor Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu assunto nel cielo, e sedette alla destra di Dio. Mc. 16:19
- E quelli se ne andarono a predicare da per tutto, operando il Signore con essi e confermando la Parola coi segni che l'accompagnavano. Mc. 16:20
- Or avvenne che esercitando Zaccaria il sacerdozio dinanzi a Dio nell'ordine della sua muta, Lc. 1:8
- secondo l'usanza del sacerdozio, gli toccò a sorte d'entrar nel tempio del Signore per offrirvi il profumo; Lc. 1:9
- Il popolo intanto stava aspettando Zaccaria, e si maravigliava che s'indugiasse tanto nel tempio. Lc. 1:21
- Ecco quel che il Signore ha fatto per me ne' giorni nei quali ha rivolto a me lo sguardo per togliere il mio vituperio fra gli uomini. Lc. 1:25
- ad una vergine fidanzata ad un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. Lc. 1:27
- E l'angelo, entrato da lei, disse: Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è teco. Lc. 1:28
- Questi sarà grande, e sarà chiamato Figliuol dell'Altissimo, e il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre, Lc. 1:32
- ed egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine. Lc. 1:33
- E l'angelo, rispondendo, le disse: Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò ancora il santo che nascerà, sarà chiamato Figliuolo di Dio. Lc. 1:35
- Ed ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figliuolo nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese per lei, ch'era chiamata sterile; Lc. 1:36
- E avvenne che come Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le balzò nel seno; ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, Lc. 1:41
- e a gran voce esclamò: Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno! Lc. 1:42
- Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto m'è giunta agli orecchi, il bambino m'è per giubilo balzato nel seno. Lc. 1:44
- E Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore, Lc. 1:46
- poiché il Potente mi ha fatto grandi cose. Santo è il suo nome; Lc. 1:49
- Or compiutosi per Elisabetta il tempo di partorire, diè alla luce un figliuolo. Lc. 1:57
- E i suoi vicini e i parenti udirono che il Signore avea magnificata la sua misericordia verso di lei, e se ne rallegravano con essa. Lc. 1:58
- Ed ecco che nell'ottavo giorno vennero a circoncidere il bambino, e lo chiamavano Zaccaria dal nome di suo padre. Lc. 1:59
- Ed egli, chiesta una tavoletta, scrisse così: Il suo nome è Giovanni. E tutti si maravigliarono. Lc. 1:63
- Benedetto sia il Signore, l'Iddio d'Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo, Lc. 1:68
- Or il bambino cresceva e si fortificava in ispirito; e stette ne' deserti fino al giorno in cui dovea manifestarsi ad Israele. Lc. 1:80
- Questo censimento fu il primo fatto mentre Quirinio governava la Siria. Lc. 2:2
- E avvenne che, mentre eran quivi, si compié per lei il tempo del parto; Lc. 2:6
- ed ella diè alla luce il suo figliuolo primogenito, e lo fasciò, e lo pose a giacere in una mangiatoia perché non v'era posto per loro nell'albergo. Lc. 2:7
- E l'angelo disse loro: Non temete, perché ecco, vi reco il buon annunzio di una grande allegrezza che tutto il popolo avrà: Lc. 2:10
- Oggi, nella città di Davide, v'è nato un salvatore, che è Cristo, il Signore. Lc. 2:11
- E avvenne che quando gli angeli se ne furono andati da loro verso il cielo, i pastori presero a dire tra loro: Passiamo fino a Betleem e vediamo questo che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere. Lc. 2:15
- E andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe ed il bambino giacente nella mangiatoia; Lc. 2:16
- E quando furono compiuti gli otto giorni in capo ai quali e' doveva esser circonciso, gli fu posto il nome di Gesù, che gli era stato dato dall'angelo prima ch'ei fosse concepito nel seno. Lc. 2:21
- E quando furon compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino in Gerusalemme per presentarlo al Signore, Lc. 2:22
- e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani piccioni. Lc. 2:24
- e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non vedrebbe la morte prima d'aver veduto il Cristo del Signore. Lc. 2:26
- Ed egli, mosso dallo Spirito, venne nel tempio; e come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, Lc. 2:27
- Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; Lc. 2:29
- E il padre e la madre di Gesù restavano maravigliati delle cose che dicevan di lui. Lc. 2:33
- E il bambino cresceva e si fortificava, essendo ripieno di sapienza; e la grazia di Dio era sopra lui. Lc. 2:40
- e passati i giorni della festa, come se ne tornavano, il fanciullo Gesù rimase in Gerusalemme all'insaputa dei genitori; Lc. 2:43
- Or stando il popolo in aspettazione e domandandosi tutti in cuor loro riguardo a Giovanni se talora non fosse lui il Cristo, Lc. 3:15
- Giovanni rispose, dicendo a tutti: Ben vi battezzo io con acqua; ma vien colui che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco. Lc. 3:16
- Egli ha in mano il suo ventilabro per nettare interamente l'aia sua, e raccogliere il grano nel suo granaio; ma quant'è alla pula la brucerà con fuoco inestinguibile. Lc. 3:17
- Così, con molte e varie esortazioni, evangelizzava il popolo; Lc. 3:18
- ma Erode, il tetrarca, essendo da lui ripreso riguardo ad Erodiada, moglie di suo fratello, e per tutte le malvagità ch'esso Erode avea commesse, Lc. 3:19
- Or avvenne che come tutto il popolo si faceva battezzare, essendo anche Gesù stato battezzato, mentre stava pregando, s'aprì il cielo, Lc. 3:21
- e lo Spirito Santo scese su lui in forma corporea a guisa di colomba; e venne una voce dal cielo: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto. Lc. 3:22
- E il diavolo gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, di' a questa pietra che diventi pane. Lc. 4:3
- E il diavolo, menatolo in alto, gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo e gli disse: Lc. 4:5
- E Gesù, rispondendo, gli disse: Sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e a lui solo rendi il tuo culto. Lc. 4:8
- E Gesù, rispondendo, gli disse: È stato detto: Non tentare il Signore Iddio tuo. Lc. 4:12
- Allora il diavolo, finita che ebbe ogni sorta di tentazione, si partì da lui fino ad altra occasione. Lc. 4:13
- gli fu dato il libro del profeta Isaia; e aperto il libro trovò quel passo dov'era scritto: Lc. 4:17
- Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi in lui. Lc. 4:20
- E tutti gli rendeano testimonianza, e si maravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: Non è costui il figliuol di Giuseppe? Lc. 4:22
- Anzi, vi dico in verità che ai dì d'Elia, quando il cielo fu serrato per tre anni e sei mesi e vi fu gran carestia in tutto il paese, c'eran molte vedove in Israele; Lc. 4:25
- E al tempo del profeta Eliseo, c'eran molti lebbrosi in Israele; eppure nessuno di loro fu mondato, ma lo fu Naaman il Siro. Lc. 4:27
- Or nella sinagoga si trovava un uomo posseduto da uno spirito d'immondo demonio, il quale gridò con gran voce: Ahi! Lc. 4:33
- Che v'è fra noi e te, o Gesù Nazareno? Se' tu venuto per perderci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio! Lc. 4:34
- E Gesù lo sgridò, dicendo: Ammutolisci, ed esci da quest'uomo! E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui senza fargli alcun male. Lc. 4:35
- Anche i demonî uscivano da molti, gridando e dicendo: Tu sei il Figliuol di Dio! Ed egli li sgridava e non permetteva loro di parlare, perché sapevano ch'egli era il Cristo. Lc. 4:41
- Ma egli disse loro: Anche alle altre città bisogna ch'io evangelizzi il regno di Dio; poiché per questo sono stato mandato. Lc. 4:43
- E com'ebbe cessato di parlare, disse a Simone: Prendi il largo, e calate le reti per pescare. Lc. 5:4
- Ed avvenne che, trovandosi egli in una di quelle città, ecco un uomo pien di lebbra, il quale, veduto Gesù e gettatosi con la faccia a terra, lo pregò dicendo: Signore, se tu vuoi, tu puoi mondarmi. Lc. 5:12
- Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell'uomo ha sulla terra autorità di rimettere i peccati: Io tel dico (disse al paralitico), levati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua. Lc. 5:24
- E in quell'istante, alzatosi in presenza loro e preso il suo giaciglio, se ne andò a casa sua, glorificando Iddio. Lc. 5:25
- Disse loro anche una parabola: Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo ad un vestito vecchio; altrimenti strappa il nuovo, e il pezzo tolto dal nuovo non si adatta al vecchio. Lc. 5:36
- E nessuno mette vin nuovo in otri vecchi; altrimenti il vin nuovo rompe gli otri, il vino si spande, e gli otri vanno perduti. Lc. 5:37
- Ma il vin nuovo va messo in otri nuovi. Lc. 5:38
- E nessuno che abbia bevuto del vin vecchio, ne desidera del nuovo, perché dice: Il vecchio è buono. Lc. 5:39
- E diceva loro: Il Figliuol dell'uomo è Signore del sabato. Lc. 6:5
- E quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli, e ne elesse dodici, ai quali dette anche il nome di apostoli: Lc. 6:13
- Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: Beati voi che siete poveri, perché il Regno di Dio è vostro. Lc. 6:20
- Beati voi, quando gli uomini v'avranno odiati, e quando v'avranno sbanditi d'infra loro, e v'avranno vituperati ed avranno ripudiato il vostro nome come malvagio, per cagione del Figliuol dell'uomo. Lc. 6:22
- Rallegratevi in quel giorno e saltate di letizia, perché, ecco, il vostro premio è grande ne' cieli; poiché i padri loro facean lo stesso a' profeti. Lc. 6:23
- A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l'altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica. Lc. 6:29
- Da' a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare. Lc. 6:30
- Ma amate i vostri nemici, e fate del bene e prestate senza sperarne alcun che, e il vostro premio sarà grande e sarete figliuoli dell'Altissimo; poich'Egli è benigno verso gl'ingrati e malvagi. Lc. 6:35
- Siate misericordiosi com'è misericordioso il Padre vostro. Lc. 6:36
- Un discepolo non è da più del maestro; ma ogni discepolo perfetto sarà come il suo maestro. Lc. 6:40
- Or perché guardi tu il bruscolo che è nell'occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la trave che è nell'occhio tuo proprio? Lc. 6:41
- Come puoi dire al tuo fratello: Fratello, lascia ch'io ti tragga il bruscolo che hai nell'occhio, mentre tu stesso non vedi la trave ch'è nell'occhio tuo? Ipocrita, trai prima dall'occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo che è nell'occhio del tuo fratello. Lc. 6:42
- L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore reca fuori il bene; e l'uomo malvagio, dal malvagio tesoro reca fuori il male; poiché dall'abbondanza del cuore parla la sua bocca. Lc. 6:45
- Somiglia ad un uomo il quale, edificando una casa, ha scavato e scavato profondo, ed ha posto il fondamento sulla roccia; e venuta una piena, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto scrollarla perché era stata edificata bene. Lc. 6:48
- Or il servitore d'un certo centurione, che l'avea molto caro, era malato e stava per morire; Lc. 7:2
- e il centurione, avendo udito parlar di Gesù, gli mandò degli anziani de' Giudei per pregarlo che venisse a salvare il suo servitore. Lc. 7:3
- E Gesù s'incamminò con loro; e ormai non si trovava più molto lontano dalla casa, quando il centurione mandò degli amici a dirgli: Signore, non ti dare questo incomodo, perch'io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; Lc. 7:6
- e perciò non mi son neppure reputato degno di venire da te; ma dillo con una parola, e sia guarito il mio servitore. Lc. 7:7
- E quando gl'inviati furon tornati a casa, trovarono il servitore guarito. Lc. 7:10
- E il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: Non piangere! Lc. 7:13
- E il morto si levò a sedere e cominciò a parlare. E Gesù lo diede a sua madre. Lc. 7:15
- Tutti furon presi da timore, e glorificavano Iddio dicendo: Un gran profeta è sorto fra noi; e: Dio ha visitato il suo popolo. Lc. 7:16
- E questo dire intorno a Gesù si sparse per tutta la Giudea e per tutto il paese circonvicino. Lc. 7:17
- Egli è colui del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo cospetto che preparerà la tua via dinanzi a te. Lc. 7:27
- Io ve lo dico: Fra i nati di donna non ve n'è alcuno maggiore di Giovanni; però, il minimo nel regno di Dio è maggiore di lui. Lc. 7:28
- E tutto il popolo che l'ha udito, ed anche i pubblicani, hanno reso giustizia a Dio, facendosi battezzare del battesimo di Giovanni; Lc. 7:29
- ma i Farisei e i dottori della legge hanno reso vano per loro stessi il consiglio di Dio, non facendosi battezzare da lui. Lc. 7:30
- Sono simili ai fanciulli che stanno a sedere in piazza, e gridano gli uni agli altri: Vi abbiam sonato il flauto e non avete ballato; abbiam cantato dei lamenti e non avete pianto. Lc. 7:32
- È venuto il Figliuol dell'uomo mangiando e bevendo, e voi dite: Ecco un mangiatore ed un beone, un amico dei pubblicani e de' peccatori! Lc. 7:34
- Il Fariseo che l'avea invitato, veduto ciò, disse fra sé: Costui, se fosse profeta, saprebbe chi e quale sia la donna che lo tocca; perché è una peccatrice. Lc. 7:39
- E non avendo essi di che pagare, condonò il debito ad ambedue. Chi di loro dunque l'amerà di più? Lc. 7:42
- Tu non m'hai unto il capo d'olio; ma ella m'ha unto i piedi di profumo. Lc. 7:46
- Il seminatore uscì a seminar la sua semenza; e mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada, e fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono. Lc. 8:5
- Ed un'altra parte cadde nella buona terra; e nato che fu, fruttò il cento per uno. Dicendo queste cose, esclamava: Chi ha orecchi da udire, oda. Lc. 8:8
- Or questo è il senso della parabola: Il seme è la parola di Dio. Lc. 8:11
- Quelli lungo la strada son coloro che hanno udito; ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal cuor loro, affinché non credano e non siano salvati. Lc. 8:12
- Or niuno, accesa una lampada, la copre con un vaso, o la mette sotto il letto; anzi la mette sul candeliere, acciocché chi entra vegga la luce. Lc. 8:16
- Or avvenne, in un di quei giorni, ch'egli entrò in una barca co' suoi discepoli, e disse loro: Passiamo all'altra riva del lago. E presero il largo. Lc. 8:22
- E accostatisi, lo svegliarono, dicendo: Maestro, Maestro, noi periamo! Ma egli, destatosi, sgridò il vento e i flutti che s'acquetarono, e si fe' bonaccia. Lc. 8:24
- E navigarono verso il paese de' Geraseni che è dirimpetto alla Galilea. Lc. 8:26
- E quando egli fu smontato a terra, gli si fece incontro un uomo della città, il quale era posseduto da demonî, e da lungo tempo non indossava vestito, e non abitava casa ma stava ne' sepolcri. Lc. 8:27
- E Gesù gli domandò: Qual è il tuo nome? Ed egli rispose: Legione; perché molti demonî erano entrati in lui. Lc. 8:30
- accostatasi per di dietro, gli toccò il lembo della veste; e in quell'istante il suo flusso ristagnò. Lc. 8:44
- E la donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante, e gittatasi a' suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per qual motivo l'avea toccato e com'era stata guarita in un istante. Lc. 8:47
- Mentr'egli parlava ancora, venne uno da casa del capo della sinagoga, a dirgli: La tua figliuola è morta; non incomodar più oltre il Maestro. Lc. 8:49
- E li mandò a predicare il regno di Dio e a guarire gl'infermi. Lc. 9:2
- Ora, Erode il tetrarca udì parlare di tutti que' fatti; e n'era perplesso, perché taluni dicevano: Giovanni è risuscitato dai morti; Lc. 9:7
- Or il giorno cominciava a declinare; e i dodici, accostatisi, gli dissero: Licenzia la moltitudine, affinché se ne vada per i villaggi e per le campagne d'intorno per albergarvi e per trovarvi da mangiare, perché qui siamo in un luogo deserto. Lc. 9:12
- E egli disse loro: E voi, chi dite ch'io sia? E Pietro, rispondendo, disse: Il Cristo di Dio. Lc. 9:20
- e aggiunse: Bisogna che il Figliuol dell'uomo soffra molte cose, e sia reietto dagli anziani e dai capi sacerdoti e dagli scribi, e sia ucciso, e risusciti il terzo giorno. Lc. 9:22
- Infatti, che giova egli all'uomo l'aver guadagnato tutto il mondo, se poi ha perduto o rovinato se stesso? Lc. 9:25
- Perché se uno ha vergogna di me e delle mie parole, il Figliuol dell'uomo avrà vergogna di lui, quando verrà nella gloria sua e del Padre e de' santi angeli. Lc. 9:26
- Or io vi dico in verità che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbian veduto il regno di Dio. Lc. 9:27
- Ed una voce venne dalla nuvola, dicendo: Questo è il mio figliuolo, l'eletto mio; ascoltatelo. Lc. 9:35
- Or avvenne il giorno seguente che essendo essi scesi dal monte, una gran moltitudine venne incontro a Gesù. Lc. 9:37
- E Gesù, rispondendo, disse: O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò io con voi e vi sopporterò? Mena qua il tuo figliuolo. Lc. 9:41
- E mentre il fanciullo si avvicinava, il demonio lo gettò per terra e lo torse in convulsione; ma Gesù sgridò lo spirito immondo, guarì il fanciullo, e lo rese a suo padre. Lc. 9:42
- Voi, tenete bene a mente queste parole: Il Figliuol dell'uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini. Lc. 9:44
- Poi sorse fra loro una disputa sul chi di loro fosse il maggiore. Lc. 9:46
- Ma Gesù, conosciuto il pensiero del loro cuore, prese un piccolo fanciullo, se lo pose accanto, Lc. 9:47
- e disse loro: Chi riceve questo piccolo fanciullo nel nome mio, riceve me; e chi riceve me, riceve Colui che m'ha mandato. Poiché chi è il minimo fra tutti voi, quello è grande. Lc. 9:48
- Poi, come s'avvicinava il tempo della sua assunzione, Gesù si mise risolutamente in via per andare a Gerusalemme. Lc. 9:51
- E Gesù gli rispose: Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo, de' nidi, ma il Figliuol dell'uomo non ha dove posare il capo. Lc. 9:58
- Ma Gesù gli disse: Lascia i morti seppellire i loro morti; ma tu va' ad annunziare il regno di Dio. Lc. 9:60
- Or dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli, e li mandò a due a due dinanzi a sé, in ogni città e luogo dove egli stesso era per andare. Lc. 10:1
- E diceva loro: Ben è la mèsse grande, ma gli operai son pochi; pregate dunque il Signor della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse. Lc. 10:2
- guarite gl'infermi che saranno in essa, e dite loro: Il regno di Dio s'è avvicinato a voi. Lc. 10:9
- Perfino la polvere che dalla vostra città s'è attaccata a' nostri piedi, noi la scotiamo contro a voi; sappiate tuttavia questo, che il regno di Dio s'è avvicinato a voi. Lc. 10:11
- Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida; perché se in Tiro e in Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute fra voi, già anticamente si sarebbero ravvedute, prendendo il cilicio, e sedendo nella cenere. Lc. 10:13
- Ogni cosa m'è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce chi è il Figliuolo, se non il Padre; né chi è il Padre, se non il Figliuolo e colui al quale il Figliuolo voglia rivelarlo. Lc. 10:22
- E colui, rispondendo, disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutta la forza tua, e con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso. Lc. 10:27
- Ma colui, volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è il mio prossimo? Lc. 10:29
- E il giorno dopo, tratti fuori due denari, li diede all'oste e gli disse: Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, quando tornerò in su, te lo renderò. Lc. 10:35
- Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s'imbatté ne' ladroni? Lc. 10:36
- E quello rispose: Colui che gli usò misericordia. E Gesù gli disse: Va', e fa' tu il simigliante. Lc. 10:37
- Ma il Signore, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu ti affanni e t'inquieti di molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno. Lc. 10:41
- Ed egli disse loro: Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; Lc. 11:2
- dacci di giorno in giorno il nostro pane cotidiano; Lc. 11:3
- E chi è quel padre tra voi che, se il figliuolo gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece una serpe? Lc. 11:11
- Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domandano! Lc. 11:13
- Or egli stava cacciando un demonio che era muto; ed avvenne che quando il demonio fu uscito, il muto parlò; e le turbe si maravigliarono. Lc. 11:14
- Se dunque anche Satana è diviso contro se stesso, come potrà reggere il suo regno? Poiché voi dite che è per l'aiuto di Beelzebub che io caccio i demonî. Lc. 11:18
- Ma se è per il dito di Dio che io caccio i demonî, è dunque pervenuto fino a voi il regno di Dio. Lc. 11:20
- Or avvenne che, mentre egli diceva queste cose, una donna di fra la moltitudine alzò la voce e gli disse: Beato il seno che ti portò e le mammelle che tu poppasti! Lc. 11:27
- E affollandosi intorno a lui le turbe, egli prese a dire: Questa generazione è una generazione malvagia; ella chiede un segno; e segno alcuno non le sarà dato, salvo il segno di Giona. Lc. 11:29
- Poiché come Giona fu un segno per i Niniviti, così anche il Figliuol dell'uomo sarà per questa generazione. Lc. 11:30
- Nessuno, quand'ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio; anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano, veggano la luce. Lc. 11:33
- La lampada del tuo corpo è l'occhio; se l'occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Lc. 11:34
- Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senz'aver parte alcuna tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t'illumina col suo splendore. Lc. 11:36
- E il Fariseo, veduto questo, si maravigliò che non si fosse prima lavato, avanti il desinare. Lc. 11:38
- E il Signore gli disse: Voialtri Farisei nettate il di fuori della coppa e del piatto, ma l'interno vostro è pieno di rapina e di malvagità. Lc. 11:39
- Stolti, Colui che ha fatto il di fuori, non ha anche fatto il di dentro? Lc. 11:40
- affinché il sangue di tutti i profeti sparso dalla fondazione del mondo sia ridomandato a questa generazione; Lc. 11:50
- dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria che fu ucciso fra l'altare ed il tempio; sì, vi dico, sarà ridomandato a questa generazione. Lc. 11:51
- Ma a voi che siete miei amici, io dico: Non temete coloro che uccidono il corpo, e che dopo ciò, non possono far nulla di più; Lc. 12:4
- Or io vi dico: Chiunque mi avrà riconosciuto davanti agli uomini, anche il Figliuol dell'uomo riconoscerà lui davanti agli angeli di Dio; Lc. 12:8
- Ed a chiunque avrà parlato contro il Figliuol dell'uomo, sarà perdonato; ma a chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Lc. 12:10
- E disse: Questo farò; demolirò i miei granai e ne fabbricherò dei più vasti, e vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, Lc. 12:18
- Poi disse ai suoi discepoli: Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete; né per il corpo di che vi vestirete; Lc. 12:22
- poiché la vita è più del nutrimento, e il corpo è più del vestito. Lc. 12:23
- poiché tutte queste cose son le genti del mondo che le ricercano; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Lc. 12:30
- Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi saranno sopraggiunte. Lc. 12:31
- Non temere, o piccol gregge; poiché al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno. Lc. 12:32
- Perché dov'è il vostro tesoro, quivi sarà anche il vostro cuore. Lc. 12:34
- e voi siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando tornerà dalle nozze, per aprirgli appena giungerà e picchierà. Lc. 12:36
- Beati que' servitori che il padrone, arrivando, troverà vigilanti! In verità io vi dico che egli si cingerà, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. Lc. 12:37
- Or sappiate questo, che se il padron di casa sapesse a che ora verrà il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe sconficcar la casa. Lc. 12:39
- Anche voi siate pronti, perché nell'ora che non pensate, il Figliuol dell'uomo verrà. Lc. 12:40
- E il Signore rispose: E qual è mai l'economo fedele e avveduto che il padrone costituirà sui suoi domestici per dar loro a suo tempo la loro misura di viveri? Lc. 12:42
- Beato quel servitore che il padrone, al suo arrivo, troverà facendo così. Lc. 12:43
- Ma se quel servitore dice in cuor suo: Il mio padrone mette indugio a venire; e comincia a battere i servi e le serve, e a mangiare e bere ed ubriacarsi, Lc. 12:45
- il padrone di quel servitore verrà nel giorno che non se l'aspetta e nell'ora che non sa; e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà la sorte degl'infedeli. Lc. 12:46
- saranno divisi il padre contro il figliuolo, e il figliuolo contro il padre; la madre contro la figliuola, e la figliuola contro la madre; la suocera contro la nuora, e la nuora contro la suocera. Lc. 12:53
- Quando vai col tuo avversario davanti al magistrato, fa' di tutto, mentre sei per via, per liberarti da lui; che talora e' non ti tragga dinanzi al giudice, e il giudice ti dia in man dell'esecutore giudiziario, e l'esecutore ti cacci in prigione. Lc. 12:58
- In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto de' Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro sacrificî. Lc. 13:1
- Disse dunque al vignaiuolo: Ecco, sono ormai tre anni che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo; taglialo; perché sta lì a rendere improduttivo anche il terreno? Lc. 13:7
- Or il capo della sinagoga, sdegnato che Gesù avesse fatta una guarigione in giorno di sabato, prese a dire alla moltitudine: Ci son sei giorni ne' quali s'ha da lavorare; venite dunque in quelli a farvi guarire, e non in giorno di sabato. Lc. 13:14
- Ma il Signore gli rispose e disse: Ipocriti, non scioglie ciascun di voi, di sabato, il suo bue o il suo asino dalla mangiatoia per menarlo a bere? Lc. 13:15
- Diceva dunque: A che è simile il regno di Dio, e a che l'assomiglierò io? Lc. 13:18
- E di nuovo disse: A che assomiglierò il regno di Dio? Lc. 13:20
- Da che il padron di casa si sarà alzato ed avrà serrata la porta, e voi, stando di fuori, comincerete a picchiare alla porta, dicendo: Signore, aprici, egli, rispondendo, vi dirà: Io non so d'onde voi siate. Lc. 13:25
- Quivi sarà il pianto e lo stridor de' denti, quando vedrete Abramo e Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e che voi ne sarete cacciati fuori. Lc. 13:28
- Ed egli disse loro: Andate a dire a quella volpe: Ecco, io caccio i demonî e compio guarigioni oggi e domani, e il terzo giorno giungo al mio termine. Lc. 13:32
- Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta. E io vi dico che non mi vedrete più, finché venga il giorno che diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Lc. 13:35
- e chi ha invitato te e lui non venga a dirti: Cedi il posto a questo! e tu debba con tua vergogna cominciare allora ad occupare l'ultimo posto. Lc. 14:9
- E diceva pure a colui che lo aveva invitato: Quando fai un desinare o una cena, non chiamare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; che talora anch'essi non t'invitino, e ti sia reso il contraccambio; Lc. 14:12
- e sarai beato, perché non hanno modo di rendertene il contraccambio; ma il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de' giusti. Lc. 14:14
- e all'ora della cena, mandò il suo servitore a dire agl'invitati: Venite, perché tutto è già pronto. Lc. 14:17
- E tutti, ad una voce, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo e ho necessità d'andarlo a vedere; ti prego, abbimi per iscusato. Lc. 14:18
- E il servitore, tornato, riferì queste cose al suo signore. Allora il padron di casa, adiratosi, disse al suo servitore: Va' presto per le piazze e per le vie della città, e mena qua i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi. Lc. 14:21
- Poi il servitore disse: Signore, s'è fatto come hai comandato, e ancora c'è posto. Lc. 14:22
- E il signore disse al servitore: Va' fuori per le strade e lungo le siepi, e costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena. Lc. 14:23
- Che talora, quando ne abbia posto il fondamento e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno prendano a beffarsi di lui, dicendo: Lc. 14:29
- Ovvero, qual è il re che, partendo per muover guerra ad un altro re, non si metta prima a sedere ed esamini se possa con diecimila uomini affrontare colui che gli vien contro con ventimila? Lc. 14:31
- Il sale, certo, è buono; ma se anche il sale diventa insipido, con che gli si darà sapore? Lc. 14:34
- e il più giovane di loro disse al padre: Padre, dammi la parte de' beni che mi tocca. Ed egli spartì fra loro i beni. Lc. 15:12
- E di lì a poco, il figliuolo più giovane, messa insieme ogni cosa, se ne partì per un paese lontano, e quivi dissipò la sua sostanza, vivendo dissolutamente. Lc. 15:13
- E andò, e si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò ne' suoi campi, a pasturare i porci. Lc. 15:15
- Ed egli avrebbe bramato empirsi il corpo de' baccelli che i porci mangiavano, ma nessuno gliene dava. Lc. 15:16
- Io mi leverò e me n'andrò a mio padre, e gli dirò: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te: Lc. 15:18
- E il figliuolo gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te; non son più degno d'esser chiamato tuo figliuolo. Lc. 15:21
- Ma il padre disse ai suoi servitori: Presto, portate qua la veste più bella e rivestitelo, e mettetegli un anello al dito e de' calzari a' piedi; Lc. 15:22
- e menate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, e mangiamo e rallegriamoci, Lc. 15:23
- Or il figliuolo maggiore era a' campi; e come tornando fu vicino alla casa, udì la musica e le danze. Lc. 15:25
- Quello gli disse: È giunto tuo fratello, e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perché l'ha riavuto sano e salvo. Lc. 15:27
- ma quando è venuto questo tuo figliuolo che ha divorato i tuoi beni con le meretrici, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato. Lc. 15:30
- E il padre gli disse: Figliuolo, tu sei sempre meco, ed ogni cosa mia è tua; Lc. 15:31
- Gesù diceva ancora ai suoi discepoli: V'era un uomo ricco che avea un fattore, il quale fu accusato dinanzi a lui di dissipare i suoi beni. Lc. 16:1
- E il fattore disse fra sé: Che farò io, dacché il padrone mi toglie l'amministrazione? A zappare non son buono; a mendicare mi vergogno. Lc. 16:3
- E il padrone lodò il fattore infedele perché aveva operato con avvedutezza; poiché i figliuoli di questo secolo, nelle relazioni con que' della loro generazione, sono più accorti de' figliuoli della luce. Lc. 16:8
- E se non siete stati fedeli nell'altrui, chi vi darà il vostro? Lc. 16:12
- Or i Farisei, che amavano il danaro, udivano tutte queste cose e si facean beffe di lui. Lc. 16:14
- Or v'era un uomo ricco, il quale vestiva porpora e bisso, ed ogni giorno godeva splendidamente; Lc. 16:19
- Or avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno d'Abramo; morì anche il ricco, e fu seppellito. Lc. 16:22
- Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli. Lc. 17:3
- E il Signore disse: Se aveste fede quant'è un granel di senapa, potreste dire a questo moro: Sràdicati e trapiantati nel mare, e vi ubbidirebbe. Lc. 17:6
- Interrogato poi dai Farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro dicendo: Il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi; né si dirà: Lc. 17:20
- Eccolo qui, o eccolo là; perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi. Lc. 17:21
- perché com'è il lampo che balenando risplende da un'estremità all'altra del cielo, così sarà il Figliuol dell'uomo nel suo giorno. Lc. 17:24
- Si mangiava, si beveva, si prendea moglie, s'andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell'arca, e venne il diluvio che li fece tutti perire. Lc. 17:27
- Lo stesso avverrà nel giorno che il Figliuol dell'uomo sarà manifestato. Lc. 17:30
- I discepoli risposero: Dove sarà, Signore? Ed egli disse loro: Dove sarà il corpo, ivi anche le aquile si raduneranno. Lc. 17:37
- E il Signore disse: Ascoltate quel che dice il giudice iniquo. Lc. 18:6
- Io vi dico che farà loro prontamente giustizia. Ma quando il Figliuol dell'uomo verrà, troverà egli la fede sulla terra? Lc. 18:8
- Il Fariseo, stando in piè, pregava così dentro di sé: O Dio, ti ringrazio ch'io non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; né pure come quel pubblicano. Lc. 18:11
- Ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure alzar gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore! Lc. 18:13
- Ma Gesù chiamò a sé i bambini, e disse: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, e non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio. Lc. 18:16
- In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso. Lc. 18:17
- il quale non ne riceva molte volte tanto in questo tempo, e nel secolo avvenire la vita eterna. Lc. 18:30
- e dopo averlo flagellato, l'uccideranno; ma il terzo giorno risusciterà. Lc. 18:33
- E gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno. Lc. 18:37
- E in quell'istante ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio. Lc. 18:43
- Ed ecco, un uomo, chiamato per nome Zaccheo, il quale era capo dei pubblicani ed era ricco, Lc. 19:2
- Ma Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Ecco, Signore, la metà de' miei beni la do ai poveri; e se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo. Lc. 19:8
- poiché il Figliuol dell'uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito. Lc. 19:10
- Or com'essi ascoltavano queste cose, Gesù aggiunse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio stesse per esser manifestato immediatamente. Lc. 19:11
- Ed avvenne, quand'e' fu tornato, dopo aver ricevuto l'investitura del regno, ch'egli fece venire que' servitori ai quali avea dato il danaro, per sapere quanto ognuno avesse guadagnato, trafficando. Lc. 19:15
- Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci. Lc. 19:16
- Poi venne il secondo, dicendo: La tua mina, signore, ha fruttato cinque mine. Lc. 19:18
- E il padrone a lui: Dalle tue parole ti giudicherò, servo malvagio! Tu sapevi ch'io sono un uomo duro, che prendo quel che non ho messo e mieto quel che non ho seminato; Lc. 19:22
- e perché non hai messo il mio danaro alla banca, ed io, al mio ritorno, l'avrei riscosso con l'interesse? Lc. 19:23
- dicendo: Andate nella borgata dirimpetto, nella quale entrando, troverete legato un puledro d'asino, sopra il quale non è mai montato alcuno; scioglietelo e menatemelo. Lc. 19:30
- E se qualcuno vi domanda perché lo sciogliete, direte così: Il Signore ne ha bisogno. Lc. 19:31
- E com'essi scioglievano il puledro, i suoi padroni dissero loro: Perché sciogliete il puledro? Lc. 19:33
- Essi risposero: Il Signore ne ha bisogno. Lc. 19:34
- dicendo: Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria ne' luoghi altissimi! Lc. 19:38
- e atterreranno te e i tuoi figliuoli dentro di te, e non lasceranno in te pietra sopra pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata. Lc. 19:44
- Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire; Lc. 19:47
- ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra. Lc. 19:48
- Il battesimo di Giovanni era dal cielo o dagli uomini? Lc. 20:4
- Ma se diciamo: Dagli uomini, tutto il popolo ci lapiderà, perché è persuaso che Giovanni era un profeta. Lc. 20:6
- Allora il padron della vigna disse: Che farò? Manderò il mio diletto figliuolo; forse a lui porteranno rispetto. Lc. 20:13
- E cacciatolo fuor dalla vigna, lo uccisero. Che farà loro dunque il padron della vigna? Lc. 20:15
- E gli scribi e i capi sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso in quella stessa ora, ma temettero il popolo; poiché si avvidero bene ch'egli avea detto quella parabola per loro. Lc. 20:19
- È egli lecito a noi pagare il tributo a Cesare o no? Lc. 20:22
- Maestro, Mosè ci ha scritto che se il fratello di uno muore avendo moglie ma senza figliuoli, il fratello ne prenda la moglie e susciti progenie a suo fratello. Lc. 20:28
- Or v'erano sette fratelli. Il primo prese moglie, e morì senza figliuoli. Lc. 20:29
- Il secondo pure la sposò; Lc. 20:30
- poi il terzo; e così fu dei sette; non lasciaron figliuoli, e morirono. Lc. 20:31
- Che poi i morti risuscitino anche Mosè lo dichiarò nel passo del "pruno", quando chiama il Signore l'Iddio d'Abramo, l'Iddio d'Isacco e l'Iddio di Giacobbe. Lc. 20:37
- Ed egli disse loro: Come dicono che il Cristo è figliuolo di Davide? Lc. 20:41
- Poiché Davide stesso, nel libro dei Salmi, dice: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, Lc. 20:42
- E udendolo tutto il popolo, egli disse a' suoi discepoli: Lc. 20:45
- E facendo alcuni notare come il tempio fosse adorno di belle pietre e di doni consacrati, egli disse: Lc. 21:5
- Ed essi gli domandarono: Maestro, quando avverranno dunque queste cose? e quale sarà il segno del tempo in cui queste cose staranno per succedere? Lc. 21:7
- Ed egli disse: Guardate di non esser sedotti; perché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Son io; e: Il tempo è vicino; non andate dietro a loro. Lc. 21:8
- E cadranno sotto il taglio della spada, e saran menati in cattività fra tutte le genti; e Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili, finché i tempi de' Gentili siano compiuti. Lc. 21:24
- E allora vedranno il Figliuol dell'uomo venir sopra le nuvole con potenza e gran gloria. Lc. 21:27
- Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra redenzione è vicina. Lc. 21:28
- E disse loro una parabola: Guardate il fico e tutti gli alberi; Lc. 21:29
- Così anche voi quando vedrete avvenir queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. Lc. 21:31
- Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Lc. 21:33
- E tutto il popolo, la mattina di buon'ora, veniva a lui nel tempio per udirlo. Lc. 21:38
- e i capi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di farlo morire, perché temevano il popolo. Lc. 22:2
- Or venne il giorno degli azzimi, nel quale si dovea sacrificar la pasqua. Lc. 22:7
- E dite al padron di casa: Il Maestro ti manda a dire: Dov'è la stanza nella quale mangerò la pasqua co' miei discepoli? Lc. 22:11
- perché io vi dico che oramai non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio. Lc. 22:18
- Poi, avendo preso del pane, rese grazie e lo ruppe e lo diede loro, dicendo: Questo è il mio corpo il quale è dato per voi: fate questo in memoria di me. Lc. 22:19
- Parimente ancora, dopo aver cenato, dette loro il calice dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso per voi. Lc. 22:20
- Poiché il Figliuol dell'uomo, certo, se ne va, secondo che è determinato; ma guai a quell'uomo dal quale è tradito! Lc. 22:22
- Nacque poi anche una contesa fra loro per sapere chi di loro fosse reputato il maggiore. Lc. 22:24
- Ma tra voi non ha da esser così; anzi, il maggiore fra voi sia come il minore, e chi governa come colui che serve. Lc. 22:26
- e io dispongo che vi sia dato un regno, come il Padre mio ha disposto che fosse dato a me, Lc. 22:29
- Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; Lc. 22:31
- E Gesù: Pietro, io ti dico che oggi il gallo non canterà, prima che tu abbia negato tre volte di conoscermi. Lc. 22:34
- Ed egli disse loro: Ma ora, chi ha una borsa la prenda; e parimente una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Lc. 22:36
- Poi, essendo uscito, andò, secondo il suo solito, al monte degli Ulivi; e anche i discepoli lo seguirono. Lc. 22:39
- Ed essendo in agonia, egli pregava vie più intensamente; e il suo sudore divenne come grosse gocce di sangue che cadeano in terra. Lc. 22:44
- Ma Gesù gli disse: Giuda, tradisci tu il Figliuol dell'uomo con un bacio? Lc. 22:48
- E uno di loro percosse il servitore del sommo sacerdote, e gli spiccò l'orecchio destro. Lc. 22:50
- E una certa serva, vedutolo sedere presso il fuoco, e avendolo guardato fisso, disse: Anche costui era con lui. Lc. 22:56
- Ma Pietro disse: O uomo, io non so quel che tu ti dica. E subito, mentr'egli parlava ancora, il gallo cantò. Lc. 22:60
- E il Signore, voltatosi, riguardò Pietro; e Pietro si ricordò della parola del Signore com'ei gli avea detto: Prima che il gallo canti oggi, tu mi rinnegherai tre volte. Lc. 22:61
- Se tu sei il Cristo, diccelo. Ma egli disse loro: Se ve lo dicessi, non credereste; Lc. 22:67
- Ma da ora innanzi il Figliuol dell'uomo sarà seduto alla destra della potenza di Dio. Lc. 22:69
- E tutti dissero: Sei tu dunque il Figliuol di Dio? Ed egli rispose loro: Voi lo dite, poiché io lo sono. Lc. 22:70
- E cominciarono ad accusarlo, dicendo: Abbiam trovato costui che sovvertiva la nostra nazione e che vietava di pagare i tributi a Cesare, e diceva d'esser lui il Cristo re. Lc. 23:2
- E Pilato lo interrogò, dicendo: Sei tu il re dei Giudei? Ed egli, rispondendo, gli disse: Sì, lo sono. Lc. 23:3
- Ma essi insistevano, dicendo: Egli solleva il popolo insegnando per tutta la Giudea; ha cominciato dalla Galilea ed è giunto fin qui. Lc. 23:5
- E Pilato, chiamati assieme i capi sacerdoti e i magistrati e il popolo, disse loro: Lc. 23:13
- Ma essi insistevano con gran grida, chiedendo che fosse crocifisso; e le loro grida finirono con avere il sopravvento. Lc. 23:23
- E quando furon giunti al luogo detto "il Teschio", crocifissero quivi lui e i malfattori, l'uno a destra e l'altro a sinistra. Lc. 23:33
- E il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si facean beffe di lui, dicendo: Ha salvato altri, salvi se stesso, se è il Cristo, l'Eletto di Dio! Lc. 23:35
- Se tu sei il re de' Giudei, salva te stesso! Lc. 23:37
- E v'era anche questa iscrizione sopra il suo capo: QUESTO È IL RE DEI GIUDEI. Lc. 23:38
- E uno de' malfattori appesi lo ingiuriava, dicendo: Non se' tu il Cristo? Salva te stesso e noi! Lc. 23:39
- Ora era circa l'ora sesta, e si fecero tenebre per tutto il paese, fino all'ora nona, essendosi oscurato il sole. Lc. 23:44
- E il centurione, veduto ciò che era accaduto, glorificava Iddio dicendo: Veramente, quest'uomo era giusto. Lc. 23:47
- E tutte le turbe che si erano raunate a questo spettacolo, vedute le cose che erano successe, se ne tornavano battendosi il petto. Lc. 23:48
- il quale non avea consentito alla deliberazione e all'operato degli altri, ed era da Arimatea, città de' Giudei, e aspettava il regno di Dio, Lc. 23:51
- venne a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lc. 23:52
- Era il giorno della Preparazione, e stava per cominciare il sabato. Lc. 23:54
- E le donne che eran venute con Gesù dalla Galilea, avendo seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come v'era stato posto il corpo di Gesù. Lc. 23:55
- Poi, essendosene tornate, prepararono aromi ed olî odoriferi. Durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento; Lc. 23:56
- Ma essendo entrate, non trovarono il corpo del Signor Gesù. Lc. 24:3
- ed essendo esse impaurite, e chinando il viso a terra, essi dissero loro: Perché cercate il vivente fra i morti? Lc. 24:5
- dicendo che il Figliuol dell'uomo doveva esser dato nelle mani d'uomini peccatori ed esser crocifisso, e il terzo giorno risuscitare. Lc. 24:7
- Ed egli disse loro: Quali? Ed essi gli risposero: Il fatto di Gesù Nazareno, che era un profeta potente in opere e in parole dinanzi a Dio e a tutto il popolo; Lc. 24:19
- Or noi speravamo che fosse lui che avrebbe riscattato Israele; invece, con tutto ciò, ecco il terzo giorno da che queste cose sono avvenute. Lc. 24:21
- e non avendo trovato il corpo di lui, son venute dicendo d'aver avuto anche una visione d'angeli, i quali dicono ch'egli vive. Lc. 24:23
- Non bisognava egli che il Cristo soffrisse queste cose ed entrasse quindi nella sua gloria? Lc. 24:26
- Ed essi gli fecero forza, dicendo: Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno è già declinato. Ed egli entrò per rimaner con loro. Lc. 24:29
- E quando si fu messo a tavola con loro, prese il pane, lo benedisse, e spezzatolo lo dette loro. Lc. 24:30
- Ed essi dissero l'uno all'altro: Non ardeva il cuor nostro in noi mentr'egli ci parlava per la via, mentre ci spiegava le Scritture? Lc. 24:32
- i quali dicevano: Il Signore è veramente risuscitato ed è apparso a Simone. Lc. 24:34
- Ed essi pure raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane. Lc. 24:35
- e disse loro: Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno, Lc. 24:46
- Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant'è a voi, rimanete in questa città, finché dall'alto siate rivestiti di potenza. Lc. 24:49
- Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Giov. 1:6
- Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l'ha conosciuto. Giov. 1:10
- ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio; a quelli, cioè, che credono nel suo nome; Giov. 1:12
- Ed Egli lo confessò e non lo negò; lo confessò dicendo: Io non sono il Cristo. Giov. 1:20
- Ed essi gli domandarono: Che dunque? Sei Elia? Ed egli rispose: Non lo sono. Sei tu il profeta? Ed egli rispose: No. Giov. 1:21
- Egli disse: Io son la voce d'uno che grida nel deserto: Addirizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia. Giov. 1:23
- e gli domandarono: Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta? Giov. 1:25
- colui che viene dietro a me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio de' calzari. Giov. 1:27
- Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva a lui, e disse: Ecco l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo! Giov. 1:29
- E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figliuol di Dio. Giov. 1:34
- Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due de' suoi discepoli; Giov. 1:35
- Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveano udito Giovanni ed avean seguito Gesù. Giov. 1:40
- Egli pel primo trovò il proprio fratello Simone e gli disse: Abbiam trovato il Messia (che, interpretato, vuol dire: Cristo); e lo menò da Gesù. Giov. 1:41
- E Gesù, fissato in lui lo sguardo, disse: Tu se' Simone, il figliuol di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa (che significa Pietro). Giov. 1:42
- Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi. Giov. 1:43
- Natanaele gli chiese: Da che mi conosci? Gesù gli rispose: Prima che Filippo ti chiamasse, quand'eri sotto il fico, io t'ho veduto. Giov. 1:48
- Natanaele gli rispose: Maestro, tu sei il Figliuol di Dio, tu sei il Re d'Israele. Giov. 1:49
- Gesù rispose e gli disse: Perché t'ho detto che t'avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste. Giov. 1:50
- Poi gli disse: In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figliuol dell'uomo. Giov. 1:51
- E venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non han più vino. Giov. 2:3
- E quando il maestro di tavola ebbe assaggiata l'acqua ch'era diventata vino (or egli non sapea donde venisse, ma ben lo sapeano i servitori che aveano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: Giov. 2:9
- Ognuno serve prima il vin buono; e quando si è bevuto largamente, il men buono; tu, invece, hai serbato il vin buono fino ad ora. Giov. 2:10
- E fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio, pecore e buoi; e sparpagliò il danaro dei cambiamonete, e rovesciò le tavole; Giov. 2:15
- Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio. Giov. 3:3
- Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d'onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito. Giov. 3:8
- Gesù gli rispose: Tu se' il dottor d'Israele e non sai queste cose? Giov. 3:10
- E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell'uomo che è nel cielo. Giov. 3:13
- E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell'uomo sia innalzato, Giov. 3:14
- Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giov. 3:16
- Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Giov. 3:17
- E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage. Giov. 3:19
- Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Io non sono il Cristo; ma son mandato davanti a lui. Giov. 3:28
- Il Padre ama il Figliuolo, e gli ha dato ogni cosa in mano. Giov. 3:35
- Quando dunque il Signore ebbe saputo che i Farisei aveano udito ch'egli faceva e battezzava più discepoli di Giovanni Giov. 4:1
- Gesù rispose e le disse: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli t'avrebbe dato dell'acqua viva. Giov. 4:10
- La donna gli disse: Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; donde hai dunque cotest'acqua viva? Giov. 4:11
- Sei tu più grande di Giacobbe nostro padre che ci dette questo pozzo e ne bevve egli stesso co' suoi figliuoli e il suo bestiame? Giov. 4:12
- perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto il vero. Giov. 4:18
- I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare. Giov. 4:20
- Gesù le disse: Donna, credimi; l'ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Giov. 4:21
- Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. Giov. 4:23
- La donna gli disse: Io so che il Messia (ch'è chiamato Cristo) ha da venire; quando sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa. Giov. 4:25
- Venite a vedere un uomo che m'ha detto tutto quello che ho fatto; non sarebb'egli il Cristo? Giov. 4:29
- Gesù disse loro: Il mio cibo è di far la volontà di Colui che mi ha mandato, e di compiere l'opera sua. Giov. 4:34
- Il mietitore riceve premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino assieme. Giov. 4:36
- Poiché in questo è vero il detto: L'uno semina e l'altro miete. Giov. 4:37
- e dicevano alla donna: Non è più a motivo di quel che tu ci hai detto, che crediamo; perché abbiamo udito da noi, e sappiamo che questi è veramente il Salvator del mondo. Giov. 4:42
- Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove avea cambiato l'acqua in vino. E v'era un certo ufficial reale, il cui figliuolo era infermo a Capernaum. Giov. 4:46
- Come egli ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò a lui e lo pregò che scendesse e guarisse il suo figliuolo, perché stava per morire. Giov. 4:47
- L'ufficial reale gli disse: Signore, scendi prima che il mio bambino muoia. Giov. 4:49
- Gesù gli disse: Va', il tuo figliuolo vive. Quell'uomo credette alla parola che Gesù gli avea detta, e se ne andò. Giov. 4:50
- E come già stava scendendo, i suoi servitori gli vennero incontro e gli dissero: Il tuo figliuolo vive. Giov. 4:51
- Così il padre conobbe che ciò era avvenuto nell'ora che Gesù gli avea detto: Il tuo figliuolo vive; e credette lui con tutta la sua casa. Giov. 4:53
- Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l'acqua; il primo ad entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto Giov. 5:4
- Gesù gli disse: Levati, prendi il tuo lettuccio, e cammina. Giov. 5:8
- E in quell'istante quell'uomo fu risanato; e preso il suo lettuccio, si mise a camminare. Or quel giorno era un sabato; Giov. 5:9
- perciò i Giudei dissero all'uomo guarito: È sabato, e non ti è lecito portare il tuo lettuccio. Giov. 5:10
- Ma egli rispose loro: È colui che m'ha guarito, che m'ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina. Giov. 5:11
- Essi gli domandarono: Chi è quell'uomo che t'ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina? Giov. 5:12
- Gesù rispose loro: Il Padre mio opera fino ad ora, ed anche io opero. Giov. 5:17
- Perciò dunque i Giudei più che mai cercavan d'ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Giov. 5:18
- Gesù quindi rispose e disse loro: In verità, in verità io vi dico che il Figliuolo non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa similmente. Giov. 5:19
- Poiché il Padre ama il Figliuolo, e gli mostra tutto quello che Egli fa; e gli mostrerà delle opere maggiori di queste, affinché ne restiate maravigliati. Giov. 5:20
- Difatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figliuolo vivifica chi vuole. Giov. 5:21
- Oltre a ciò, il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo, Giov. 5:22
- affinché tutti onorino il Figliuolo come onorano il Padre. Chi non onora il Figliuolo non onora il Padre che l'ha mandato. Giov. 5:23
- Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figliuolo d'aver vita in se stesso; Giov. 5:26
- e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figliuol dell'uomo. Giov. 5:27
- Io non posso far nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudicio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. Giov. 5:30
- Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha dato a compiere, quelle opere stesse che io fo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. Giov. 5:36
- E il Padre che mi ha mandato, ha Egli stesso reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l'avete mai udita; il suo sembiante, non l'avete mai veduto; Giov. 5:37
- Dopo queste cose, Gesù se ne andò all'altra riva del mar di Galilea, ch'è il mar di Tiberiade. Giov. 6:1
- La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo. Giov. 6:14
- E il mare era agitato, perché tirava un gran vento. Giov. 6:18
- Or altre barche eran giunte da Tiberiade, presso al luogo dove avean mangiato il pane dopo che il Signore avea reso grazie. Giov. 6:23
- Adopratevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna, il quale il Figliuol dell'uomo vi darà; poiché su lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il proprio suggello. Giov. 6:27
- E Gesù disse loro: In verità vi dico che non Mosè vi ha dato il pane che vien dal cielo, ma il Padre mio vi dà il vero pane che viene dal cielo. Giov. 6:32
- Poiché il pan di Dio è quello che scende dal cielo, e dà vita al mondo. Giov. 6:33
- Gesù disse loro: Io sono il pan della vita; chi viene a me non avrà fame, e chi crede in me non avrà mai sete. Giov. 6:35
- Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori; Giov. 6:37
- Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Giov. 6:40
- I Giudei perciò mormoravano di lui perché avea detto: Io sono il pane che è disceso dal cielo. Giov. 6:41
- E dicevano: Non è costui Gesù, il figliuol di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come mai dice egli ora: Io son disceso dal cielo? Giov. 6:42
- Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Giov. 6:44
- È scritto nei profeti: E saranno tutti ammaestrati da Dio. Ogni uomo che ha udito il Padre ed ha imparato da lui, viene a me. Giov. 6:45
- Non che alcuno abbia veduto il Padre, se non colui che è da Dio; egli ha veduto il Padre. Giov. 6:46
- Io sono il pan della vita. Giov. 6:48
- Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia. Giov. 6:50
- Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo. Giov. 6:51
- Perciò Gesù disse loro: In verità, in verità io vi dico che se non mangiate la carne del Figliuol dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. Giov. 6:53
- Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Giov. 6:54
- Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Giov. 6:55
- Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, ed io in lui. Giov. 6:56
- Come il vivente Padre mi ha mandato e io vivo a cagion del Padre, così chi mi mangia vivrà anch'egli a cagion di me. Giov. 6:57
- Questo è il pane che è disceso dal cielo; non qual era quello che i padri mangiarono e morirono; chi mangia di questo pane vivrà in eterno. Giov. 6:58
- E che sarebbe se vedeste il Figliuol dell'uomo ascendere dov'era prima? Giov. 6:62
- e noi abbiam creduto ed abbiam conosciuto che tu sei il Santo di Dio. Giov. 6:69
- Gesù quindi disse loro: Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo, invece, è sempre pronto. Giov. 7:6
- Il mondo non può odiar voi; ma odia me, perché io testimonio di lui che le sue opere sono malvage. Giov. 7:7
- Salite voi alla festa; io non salgo ancora a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto. Giov. 7:8
- Eppure, ecco, egli parla liberamente, e non gli dicon nulla. Avrebbero mai i capi riconosciuto per davvero ch'egli è il Cristo? Giov. 7:26
- Eppure, costui sappiamo donde sia; ma quando il Cristo verrà, nessuno saprà donde egli sia. Giov. 7:27
- Ma molti della folla credettero in lui, e dicevano: Quando il Cristo sarà venuto, farà egli più miracoli che questi non abbia fatto? Giov. 7:31
- Or nell'ultimo giorno, il gran giorno della festa, Gesù, stando in piè, esclamò: Se alcuno ha sete, venga a me e beva. Giov. 7:37
- Una parte dunque della moltitudine, udite quelle parole, diceva: Questi è davvero il profeta. Giov. 7:40
- Altri dicevano: Questi è il Cristo. Altri, invece, dicevano: Ma è forse dalla Galilea che viene il Cristo? Giov. 7:41
- La Scrittura non ha ella detto che il Cristo viene dalla progenie di Davide e da Betleem, il villaggio dove stava Davide? Giov. 7:42
- E sul far del giorno, tornò nel tempio, e tutto il popolo venne a lui; ed egli, postosi a sedere, li ammaestrava. Giov. 8:2
- E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei. Giov. 8:7
- E anche se giudico, il mio giudizio è verace, perché non son solo, ma son io col Padre che mi ha mandato. Giov. 8:16
- Or son io a testimoniar di me stesso, e il Padre che mi ha mandato testimonia pur di me. Giov. 8:18
- Onde essi gli dissero: Dov'è tuo Padre? Gesù rispose: Voi non conoscete né me né il Padre mio: se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio. Giov. 8:19
- Perciò v'ho detto che morrete ne' vostri peccati; perché se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati. Giov. 8:24
- Gesù dunque disse loro: Quando avrete innalzato il Figliuol dell'uomo, allora conoscerete che son io (il Cristo) e che non fo nulla da me, ma dico queste cose secondo che il Padre m'ha insegnato. Giov. 8:28
- Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Giov. 8:34
- Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figliuolo vi dimora per sempre. Giov. 8:35
- Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi. Giov. 8:36
- Io dico quel che ho veduto presso il Padre mio; e voi pure fate le cose che avete udite dal padre vostro. Giov. 8:38
- Essi risposero e gli dissero: Il padre nostro è Abramo. Gesù disse loro: Se foste figliuoli d'Abramo, fareste le opere d'Abramo; Giov. 8:39
- Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Giov. 8:43
- Voi siete progenie del diavolo, ch'è vostro padre, e volete fare i desiderî del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna. Giov. 8:44
- Gesù rispose: Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio, e voi mi disonorate. Giov. 8:49
- Sei tu forse maggiore del padre nostro Abramo, il quale è morto? Anche i profeti son morti; chi pretendi d'essere? Giov. 8:53
- Gesù rispose: S'io glorifico me stesso, la mia gloria è un nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite esser vostro Dio, Giov. 8:54
- Abramo, vostro padre, ha giubilato nella speranza di vedere il mio giorno; e l'ha veduto, e se n'è rallegrato. Giov. 8:56
- Or era in giorno di sabato che Gesù avea fatto il fango e gli avea aperto gli occhi. Giov. 9:14
- Perciò alcuni dei Farisei dicevano: Quest'uomo non è da Dio perché non osserva il sabato. Ma altri dicevano: Come può un uomo peccatore far tali miracoli? E v'era disaccordo fra loro. Giov. 9:16
- e li ebbero interrogati così: È questo il vostro figliuolo che dite esser nato cieco? Com'è dunque che ora ci vede? Giov. 9:19
- Gesù rispose loro: Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane. Giov. 9:41
- A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le mena fuori. Giov. 10:3
- Il ladro non viene se non per rubare e ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbian la vita e l'abbiano ad esuberanza. Giov. 10:10
- Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore. Giov. 10:11
- Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde. Giov. 10:12
- Il mercenario si dà alla fuga perché è mercenario e non si cura delle pecore. Giov. 10:13
- Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie mi conoscono, Giov. 10:14
- come il Padre mi conosce ed io conosco il Padre; e metto la mia vita per le pecore. Giov. 10:15
- Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita, per ripigliarla poi. Giov. 10:17
- e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. Giov. 10:23
- I Giudei dunque gli si fecero attorno e gli dissero: Fino a quando terrai sospeso l'animo nostro? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente. Giov. 10:24
- Il Padre mio che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno può rapirle di mano al Padre. Giov. 10:29
- Io ed il Padre siamo uno. Giov. 10:30
- come mai dite voi a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, che bestemmia, perché ho detto: Son Figliuolo di Dio? Giov. 10:36
- ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre. Giov. 10:38
- Maria era quella che unse il Signore d'olio odorifero e gli asciugò i piedi co' suoi capelli; e Lazzaro, suo fratello, era malato. Giov. 11:2
- Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d'essa il Figliuol di Dio sia glorificato. Giov. 11:4
- Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo. Giov. 11:11
- Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo. Giov. 11:27
- E detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: Il Maestro è qui, e ti chiama. Giov. 11:28
- E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d'uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare. Giov. 11:44
- I capi sacerdoti quindi e i Farisei radunarono il Sinedrio e dicevano: Che facciamo? perché quest'uomo fa molti miracoli. Giov. 11:47
- e non riflettete come vi torni conto che un uomo solo muoia per il popolo, e non perisca tutta la nazione. Giov. 11:50
- Gesù dunque disse: Lasciala stare; ella lo ha serbato per il giorno della mia sepoltura. Giov. 12:7
- Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, Giov. 12:12
- prese de' rami di palme, e uscì ad incontrarlo, e si mise a gridare: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il Re d'Israele! Giov. 12:13
- Non temere, o figliuola di Sion! Ecco, il tuo Re viene, montato sopra un puledro d'asina! Giov. 12:15
- Onde i Farisei dicevano fra loro: Vedete che non guadagnate nulla? Ecco, il mondo gli corre dietro! Giov. 12:19
- E Gesù rispose loro dicendo: L'ora è venuta, che il Figliuol dell'uomo ha da esser glorificato. Giov. 12:23
- In verità, in verità io vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, riman solo; ma se muore, produce molto frutto. Giov. 12:24
- Se uno mi serve, mi segua; e là dove son io, quivi sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l'onorerà. Giov. 12:26
- Padre, glorifica il tuo nome! Allora venne una voce dal cielo: E l'ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo! Giov. 12:28
- Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo; Giov. 12:31
- La moltitudine quindi gli rispose: Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno; come dunque dici tu che bisogna che il Figliuol dell'uomo sia innalzato? Chi è questo Figliuol dell'uomo? Giov. 12:34
- affinché s'adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? Giov. 12:38
- E se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. Giov. 12:47
- Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre che m'ha mandato, m'ha comandato lui quel che debbo dire e di che debbo ragionare; Giov. 12:49
- ed io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che dico, così le dico, come il Padre me le ha dette. Giov. 12:50
- E durante la cena, quando il diavolo avea già messo in cuore a Giuda Iscariot, figliuol di Simone, di tradirlo, Giov. 13:2
- Gesù, sapendo che il Padre gli avea dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava, Giov. 13:3
- Venne dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: Tu, Signore, lavare i piedi a me? Giov. 13:6
- E Simon Pietro: Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo! Giov. 13:9
- Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, v'ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Giov. 13:14
- In verità, in verità vi dico che il servitore non è maggiore del suo signore, né il messo è maggiore di colui che l'ha mandato. Giov. 13:16
- Io non parlo di voi tutti; io so quelli che ho scelti; ma, perché sia adempita la Scrittura, colui che mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno. Giov. 13:18
- Fin da ora ve lo dico, prima che accada; affinché, quando sia accaduto, voi crediate che sono io (il Cristo). Giov. 13:19
- Gesù rispose: È quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto. E intinto un boccone, lo prese e lo diede a Giuda figlio di Simone Iscariota. Giov. 13:26
- E allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: Quel che fai, fallo presto. Giov. 13:27
- Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte. Giov. 13:30
- Quand'egli fu uscito, Gesù disse: Ora il Figliuol dell'uomo è glorificato, e Dio è glorificato in lui. Giov. 13:31
- Gesù gli rispose: Metterai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico che il gallo non canterà che già tu non m'abbia rinnegato tre volte. Giov. 13:38
- Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Giov. 14:1
- Filippo gli disse: Signore, mostraci il Padre, e ci basta. Giov. 14:8
- Gesù gli disse: Da tanto tempo sono con voi e tu non m'hai conosciuto, Filippo? Chi ha veduto me, ha veduto il Padre; come mai dici tu: Mostraci il Padre? Giov. 14:9
- Non credi tu ch'io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Giov. 14:10
- Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me; se no, credete a cagion di quelle opere stesse. Giov. 14:11
- e quel che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figliuolo. Giov. 14:13
- E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, Giov. 14:16
- lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Giov. 14:17
- Ancora un po', e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. Giov. 14:19
- Gesù rispose e gli disse: Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. Giov. 14:23
- ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v'ho detto. Giov. 14:26
- Io vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. Giov. 14:27
- Avete udito che v'ho detto: `Io me ne vo, e torno a voi'; se voi m'amaste, vi rallegrereste ch'io vo al Padre, perché il Padre è maggiore di me. Giov. 14:28
- Io non parlerò più molto con voi, perché viene il principe di questo mondo. Ed esso non ha nulla in me; Giov. 14:30
- ma così avviene, affinché il mondo conosca che amo il Padre, e opero come il Padre m'ha ordinato. Levatevi, andiamo via di qui. Giov. 14:31
- Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Giov. 15:1
- Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppur voi, se non dimorate in me. Giov. 15:4
- Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; cotesti tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. Giov. 15:6
- In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli. Giov. 15:8
- Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore. Giov. 15:9
- Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. Giov. 15:12
- Io non vi chiamo più servi; perché il servo non sa quel che fa il suo signore; ma voi vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio. Giov. 15:15
- Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, e v'ho costituiti perché andiate, e portiate frutto, e il vostro frutto sia permanente; affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia. Giov. 15:16
- Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Giov. 15:18
- Se foste del mondo, il mondo amerebbe quel ch'è suo; ma perché non siete del mondo, ma io v'ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo. Giov. 15:19
- Ricordatevi della parola che v'ho detta: Il servitore non è da più del suo signore. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Giov. 15:20
- Chi odia me, odia anche il Padre mio. Giov. 15:23
- Se non avessi fatto tra loro le opere che nessun altro ha fatte mai, non avrebbero colpa; ma ora le hanno vedute, ed hanno odiato e me e il Padre mio. Giov. 15:24
- Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; Giov. 15:26
- E questo faranno, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Giov. 16:3
- Invece, perché v'ho detto queste cose, la tristezza v'ha riempito il cuore. Giov. 16:6
- Pure, io vi dico la verità, egli v'è utile ch'io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò. Giov. 16:7
- E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio. Giov. 16:8
- quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. Giov. 16:11
- Tutte le cose che ha il Padre, son mie: per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà. Giov. 16:15
- In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Voi sarete contristati, ma la vostra tristezza sarà mutata in letizia. Giov. 16:20
- La donna, quando partorisce, è in dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'angoscia per l'allegrezza che sia nata al mondo una creatura umana. Giov. 16:21
- E così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo, e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi torrà la vostra allegrezza. Giov. 16:22
- Queste cose v'ho dette in similitudini; l'ora viene che non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi farò conoscere il Padre. Giov. 16:25
- In quel giorno, chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi; Giov. 16:26
- poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che son proceduto da Dio. Giov. 16:27
- Son proceduto dal Padre e son venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e torno al Padre. Giov. 16:28
- Ecco, l'ora viene, anzi è venuta, che sarete dispersi, ciascun dal canto suo, e mi lascerete solo; ma io non son solo, perché il Padre è meco. Giov. 16:32
- V'ho dette queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi animo, io ho vinto il mondo. Giov. 16:33
- Queste cose disse Gesù; poi levati gli occhi al cielo, disse: Padre, l'ora è venuta; glorifica il tuo Figliuolo, affinché il Figliuolo glorifichi te, Giov. 17:1
- E questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. Giov. 17:3
- Ed ora, o Padre, glorificami tu presso te stesso della gloria che avevo presso di te avanti che il mondo fosse. Giov. 17:5
- Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu m'hai dati dal mondo; erano tuoi, e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. Giov. 17:6
- Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu m'hai dato, perché son tuoi; Giov. 17:9
- Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. Giov. 17:12
- Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Giov. 17:14
- che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch'essi siano in noi; affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Giov. 17:21
- io in loro, e tu in me; acciocché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu m'hai mandato, e che li ami come hai amato me. Giov. 17:23
- Padre giusto, il mondo non t'ha conosciuto, ma io t'ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; Giov. 17:25
- ed io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l'amore del quale tu m'hai amato sia in loro, ed io in loro. Giov. 17:26
- Gli risposero: Gesù il Nazareno! Gesù disse loro: Son io. E Giuda, che lo tradiva, era anch'egli là con loro. Giov. 18:5
- Egli dunque domandò loro di nuovo: Chi cercate? Ed essi dissero: Gesù il Nazareno. Giov. 18:7
- Allora Simon Pietro, che avea una spada, la trasse, e percosse il servo del sommo sacerdote, e gli recise l'orecchio destro. Quel servo avea nome Malco. Giov. 18:10
- Per il che Gesù disse a Pietro: Rimetti la spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato? Giov. 18:11
- La coorte dunque e il tribuno e le guardie de' Giudei, presero Gesù e lo legarono, Giov. 18:12
- e lo menaron prima da Anna, perché era suocero di Caiàfa, il quale era sommo sacerdote di quell'anno. Giov. 18:13
- Or Caiàfa era quello che avea consigliato a' Giudei esser cosa utile che un uomo solo morisse per il popolo. Giov. 18:14
- Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Giov. 18:19
- Gesù gli disse: Se ho parlato male, dimostra il male che ho detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti? Giov. 18:23
- E Pietro da capo lo negò, e subito il gallo cantò. Giov. 18:27
- Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: Sei tu il Re dei Giudei? Giov. 18:33
- Gesù rispose: Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perch'io non fossi dato in man de' Giudei; ma ora il mio regno non è di qui. Giov. 18:36
- Ma voi avete l'usanza, ch'io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il Re de' Giudei? Giov. 18:39
- Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: Ecco l'uomo! Giov. 19:5
- Era la Preparazione della Pasqua, ed era circa l'ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re! Giov. 19:14
- Allora essi gridarono: Tòglilo, tòglilo di mezzo, crocifiggilo! Pilato disse loro: Crocifiggerò io il vostro Re? I capi sacerdoti risposero: Noi non abbiamo altro re che Cesare. Giov. 19:15
- E Pilato fece pure un'iscrizione, e la pose sulla croce. E v'era scritto: GESÙ IL NAZARENO, IL RE DE' GIUDEI. Giov. 19:19
- Molti dunque dei Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l'iscrizione era in ebraico, in latino e in greco. Giov. 19:20
- Perciò i capi sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: Non scrivere: Il Re dei Giudei; ma che egli ha detto: Io sono il Re de' Giudei. Giov. 19:21
- Gesù dunque, vedendo sua madre e presso a lei il discepolo ch'egli amava, disse a sua madre: Donna, ecco il tuo figlio! Giov. 19:26
- Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua. Giov. 19:27
- E quando Gesù ebbe preso l'aceto, disse: È compiuto! E chinato il capo, rese lo spirito. Giov. 19:30
- Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione, e quel giorno del sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro fiaccate le gambe, e fossero tolti via. Giov. 19:31
- ma uno de' soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua. Giov. 19:34
- E colui che l'ha veduto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è verace; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate. Giov. 19:35
- Dopo queste cose, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma occulto per timore de' Giudei, chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e tolse il corpo di Gesù. Giov. 19:38
- Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in pannilini con gli aromi, com'è usanza di seppellire presso i Giudei. Giov. 19:40
- Quivi dunque posero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino. Giov. 19:42
- Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr'era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro. Giov. 20:1
- Allora corse e venne da Simon Pietro e dall'altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: Han tolto il Signore dal sepolcro, e non sappiamo dove l'abbiano posto. Giov. 20:2
- e il sudario ch'era stato sul capo di Gesù, non giacente coi pannilini, ma rivoltato in un luogo a parte. Giov. 20:7
- ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l'altro a' piedi, là dov'era giaciuto il corpo di Gesù. Giov. 20:12
- Ed essi le dissero: Donna, perché piangi? Ella disse loro: Perché han tolto il mio Signore, e non so dove l'abbiano posto. Giov. 20:13
- Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che avea veduto il Signore, e ch'egli le avea dette queste cose. Giov. 20:18
- Or la sera di quello stesso giorno, ch'era il primo della settimana, ed essendo, per timor de' Giudei, serrate le porte del luogo dove si trovavano i discepoli, Gesù venne e si presentò quivi in mezzo, e disse loro: Pace a voi! Giov. 20:19
- E detto questo, mostrò loro le mani ed il costato. I discepoli dunque, com'ebbero veduto il Signore, si rallegrarono. Giov. 20:20
- Allora Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi. Giov. 20:21
- Gli altri discepoli dunque gli dissero: Abbiam veduto il Signore! Ma egli disse loro: Se io non vedo nelle sue mani il segno de' chiodi, e se non metto il mio dito nel segno de' chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò. Giov. 20:25
- Poi disse a Toma: Porgi qua il dito, e vedi le mie mani; e porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente. Giov. 20:27
- ma queste cose sono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome. Giov. 20:31
- Dopo queste cose, Gesù si fece veder di nuovo ai discepoli presso il mar di Tiberiade; e si fece vedere in questa maniera. Giov. 21:1
- Ed egli disse loro: Gettate la rete dal lato destro della barca, e ne troverete. Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero de' pesci. Giov. 21:6
- Allora il discepolo che Gesù amava, disse a Pietro: È il Signore! E Simon Pietro, udito ch'era il Signore, si cinse il camiciotto, perché era nudo, e si gettò nel mare. Giov. 21:7
- Gesù disse loro: Venite a far colazione. E niuno dei discepoli ardiva domandargli: Chi sei? sapendo che era il Signore. Giov. 21:12
- Gesù venne, e prese il pane e lo diede loro; e il pesce similmente. Giov. 21:13
- Pietro, voltatosi, vide venirgli dietro il discepolo che Gesù amava; quello stesso, che durante la cena stava inclinato sul seno di Gesù e avea detto: Signore, chi è che ti tradisce? Giov. 21:20
- Questo è il discepolo che rende testimonianza di queste cose, e che ha scritto queste cose; e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace. Giov. 21:24
- Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte, le quali se si scrivessero ad una ad una, credo che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero. Giov. 21:25
- E trovandosi con essi, ordinò loro di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Atti 1:4
- Quelli dunque che erano raunati, gli domandarono: Signore, è egli in questo tempo che ristabilirai il regno ad Israele? Atti 1:6
- Egli rispose loro: Non sta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riserbato alla sua propria autorità. Atti 1:7
- Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l'avete veduto andare in cielo. Atti 1:11
- Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell'Uliveto, il quale è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato. Atti 1:12
- E in que' giorni, Pietro, levatosi in mezzo ai fratelli (il numero delle persone adunate saliva a circa centoventi), disse: Atti 1:15
- Costui dunque acquistò un campo col prezzo della sua iniquità; ed essendosi precipitato, gli si squarciò il ventre, e tutte le sue interiora si sparsero. Atti 1:18
- Bisogna dunque che fra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signor Gesù è andato e venuto fra noi, Atti 1:21
- E ne presentarono due: Giuseppe, detto Barsabba, il quale era soprannominato Giusto, e Mattia. Atti 1:23
- per prendere in questo ministerio ed apostolato il posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo. Atti 1:25
- E come il giorno della Pentecoste fu giunto, tutti erano insieme nel medesimo luogo. Atti 2:1
- Or in Gerusalemme si trovavan di soggiorno dei Giudei, uomini religiosi d'ogni nazione di sotto il cielo. Atti 2:5
- Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore. Atti 2:20
- Ed avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. Atti 2:21
- Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigî e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete, Atti 2:22
- quest'uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d'iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; Atti 2:23
- Poiché Davide dice di lui: Io ho avuto del continuo il Signore davanti agli occhi, perché egli è alla mia destra, affinché io non sia smosso. Atti 2:25
- Perciò s'è rallegrato il cuor mio, e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne riposerà in isperanza; Atti 2:26
- poiché tu non lascerai l'anima mia nell'Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Atti 2:27
- Poiché Davide non è salito in cielo; anzi egli stesso dice: Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, Atti 2:34
- E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de' vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Atti 2:38
- Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà. Atti 2:39
- Ed erano perseveranti nell'attendere all'insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. Atti 2:42
- e vendevano le possessioni ed i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Atti 2:45
- E tutti i giorni, essendo di pari consentimento assidui al tempio, e rompendo il pane nelle case, prendevano il loro cibo assieme con letizia e semplicità di cuore, Atti 2:46
- lodando Iddio, e avendo il favore di tutto il popolo. E il Signore aggiungeva ogni giorno alla loro comunità quelli che erano sulla via della salvazione. Atti 2:47
- Ma Pietro disse: Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, cammina! Atti 3:6
- E tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Iddio; Atti 3:9
- E mentre colui teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, attonito, accorse a loro al portico detto di Salomone. Atti 3:11
- L'Iddio d'Abramo, d'Isacco e di Giacobbe, l'Iddio de' nostri padri ha glorificato il suo Servitore Gesù, che voi metteste in man di Pilato e rinnegaste dinanzi a lui, mentre egli avea giudicato di doverlo liberare. Atti 3:13
- Ma voi rinnegaste il Santo ed il Giusto, e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; Atti 3:14
- e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti; del che noi siamo testimoni. Atti 3:15
- E per la fede nel suo nome, il suo nome ha raffermato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti. Atti 3:16
- Ma quello che Dio aveva preannunziato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo soffrirebbe, Egli l'ha adempiuto in questa maniera. Atti 3:18
- e ch'Egli vi mandi il Cristo che v'è stato destinato, Atti 3:20
- cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; tempi dei quali Iddio parlò per bocca dei suoi santi profeti, che sono stati fin dal principio. Atti 3:21
- Mosè, infatti, disse: Il Signore Iddio vi susciterà di fra i vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. Atti 3:22
- E avverrà che ogni anima la quale non avrà ascoltato codesto profeta, sarà del tutto distrutta di fra il popolo. Atti 3:23
- A voi per i primi Iddio, dopo aver suscitato il suo Servitore, l'ha mandato per benedirvi, convertendo ciascun di voi dalle sue malvagità. Atti 3:26
- Or mentr'essi parlavano al popolo, i sacerdoti e il capitano del tempio e i Sadducei sopraggiunsero, Atti 4:1
- essendo molto crucciati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dei morti. Atti 4:2
- Ma molti di coloro che aveano udito la Parola, credettero; e il numero degli uomini salì a circa cinquemila. Atti 4:4
- E il dì seguente, i loro capi, con gli anziani e gli scribi, si radunarono in Gerusalemme, Atti 4:5
- con Anna, il sommo sacerdote, e Caiàfa, e Giovanni, e Alessandro e tutti quelli che erano della famiglia dei sommi sacerdoti. Atti 4:6
- sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù d'esso quest'uomo comparisce guarito, in presenza vostra. Atti 4:10
- E in nessun altro è la salvezza; poiché non v'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati. Atti 4:12
- Ma affinché ciò non si sparga maggiormente fra il popolo, divietiam loro con minacce che non parlino più ad alcuno in questo nome. Atti 4:17
- Ed essi, uditele, alzaron di pari consentimento la voce a Dio, e dissero: Signore, tu sei Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; Atti 4:24
- E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d'Israele, Atti 4:27
- per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero. Atti 4:28
- stendendo la tua mano per guarire, e perché si faccian segni e prodigî mediante il nome del tuo santo Servitore Gesù. Atti 4:30
- E dopo ch'ebbero pregato, il luogo dov'erano raunati tremò; e furon tutti ripieni dello Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza. Atti 4:31
- Poiché non v'era alcun bisognoso fra loro; perché tutti coloro che possedevan poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, Atti 4:34
- e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno. Atti 4:35
- Or Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (il che, interpretato, vuol dire: Figliuol di consolazione), levita, cipriota di nascita, Atti 4:36
- Ma Pietro disse: Anania, perché ha Satana così riempito il cuor tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener parte del prezzo del podere? Atti 5:3
- Se questo restava invenduto, non restava tuo? E una volta venduto, non ne era il prezzo in tuo potere? Perché ti sei messa in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio. Atti 5:4
- E i giovani, levatisi, avvolsero il corpo, e portatolo fuori, lo seppellirono. Atti 5:6
- E Pietro, rivolgendosi a lei: Dimmi, le disse, avete voi venduto il podere per tanto? Ed ella rispose: Sì, per tanto. Atti 5:8
- Ma Pietro a lei: Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito il tuo marito sono all'uscio e ti porteranno via. Atti 5:9
- E molti segni e prodigî eran fatti fra il popolo per le mani degli apostoli; e tutti di pari consentimento si ritrovavano sotto il portico di Salomone. Atti 5:12
- Ma, degli altri, nessuno ardiva unirsi a loro; il popolo però li magnificava. Atti 5:13
- Or il sommo sacerdote e tutti quelli che eran con lui, cioè la setta de' Sadducei, si levarono, pieni di invidia, Atti 5:17
- Ed essi, avendo ciò udito, entrarono sullo schiarir del giorno nel tempio, e insegnavano. Or il sommo sacerdote e coloro che eran con lui vennero, e convocarono il Sinedrio e tutti gli anziani de' figliuoli d'Israele, e mandarono alla prigione per far menare dinanzi a loro gli apostoli. Atti 5:21
- Ma le guardie che vi andarono, non li trovarono nella prigione; e tornate, fecero il loro rapporto, Atti 5:22
- Quando il capitano del tempio e i capi sacerdoti udiron queste cose, erano perplessi sul conto loro, non sapendo che cosa ciò potesse essere. Atti 5:24
- Ma sopraggiunse uno che disse loro: Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione, sono nel tempio, e stanno quivi ammaestrando il popolo. Atti 5:25
- Allora il capitano del tempio, con le guardie, andò e li menò via, non però con violenza, perché temevano d'esser lapidati dal popolo. Atti 5:26
- E avendoli menati, li presentarono al Sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò, Atti 5:27
- dicendo: Noi vi abbiamo del tutto vietato di insegnare in cotesto nome; ed ecco, avete riempita Gerusalemme della vostra dottrina, e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo. Atti 5:28
- Ma un certo Fariseo, chiamato per nome Gamaliele, dottor della legge, onorato da tutto il popolo, levatosi in piè nel Sinedrio, comandò che gli apostoli fossero per un po' messi fuori. Atti 5:34
- Dopo costui, sorse Giuda il Galileo, a' dì del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch'egli perì, e tutti coloro che gli aveano prestata fede, furon dispersi. Atti 5:37
- Ed essi se ne andarono dalla presenza del Sinedrio, rallegrandosi d'essere stati reputati degni di esser vituperati per il nome di Gesù. Atti 5:41
- E ogni giorno, nel tempio e per le case, non ristavano d'insegnare e di annunziare la buona novella che Gesù è il Cristo. Atti 5:42
- Or in que' giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio degli Ellenisti contro gli Ebrei, perché le loro vedove erano trascurate nell'assistenza quotidiana. Atti 6:1
- E la parola di Dio si diffondeva, e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente in Gerusalemme; e anche una gran quantità di sacerdoti ubbidiva alla fede. Atti 6:7
- Or Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva gran prodigî e segni fra il popolo. Atti 6:8
- E commossero il popolo e gli anziani e gli scribi; e venutigli addosso, lo afferrarono e lo menarono al Sinedrio; Atti 6:12
- e presentarono dei falsi testimoni, che dicevano: Quest'uomo non cessa di proferir parole contro il luogo santo e contro la legge. Atti 6:13
- E il sommo sacerdote disse: Stanno queste cose proprio così? Atti 7:1
- Ma io giudicherò la nazione alla quale avranno servito, disse Iddio; e dopo questo essi partiranno e mi renderanno il loro culto in questo luogo. Atti 7:7
- E gli dette il patto della circoncisione; e così Abramo generò Isacco, e lo circoncise l'ottavo giorno; e Isacco generò Giacobbe, e Giacobbe i dodici patriarchi. Atti 7:8
- E Giuseppe mandò a chiamare Giacobbe suo padre, e tutto il suo parentado, che era di settantacinque anime. Atti 7:14
- Ma come si avvicinava il tempo della promessa che Dio aveva fatta ad Abramo, il popolo crebbe e moltiplicò in Egitto, Atti 7:17
- E il giorno seguente egli comparve fra loro, mentre contendevano, e cercava di riconciliarli, dicendo: O uomini, voi siete fratelli, perché fate torto gli uni agli altri? Atti 7:26
- E il Signore gli disse: Sciogliti i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è terra santa. Atti 7:33
- Questi è il Mosè che disse ai figliuoli d'Israele: Il Signore Iddio vostro vi susciterà un Profeta d'infra i vostri fratelli, come me. Atti 7:37
- Il tabernacolo della testimonianza fu coi nostri padri nel deserto, come avea comandato Colui che avea detto a Mosè che lo facesse secondo il modello che avea veduto. Atti 7:44
- il quale trovò grazia nel cospetto di Dio, e chiese di preparare una dimora all'Iddio di Giacobbe. Atti 7:46
- L'Altissimo però non abita in templi fatti da man d'uomo, come dice il profeta: Atti 7:48
- Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello de' miei piedi. Qual casa mi edificherete voi? dice il Signore; o qual sarà il luogo del mio riposo? Atti 7:49
- e disse: Ecco, io vedo i cieli aperti, e il Figliuol dell'uomo in piè alla destra di Dio. Atti 7:56
- E lapidavano Stefano che invocava Gesù e diceva: Signor Gesù, ricevi il mio spirito. Atti 7:59
- E Filippo, disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo. Atti 8:5
- Ma Pietro gli disse: Vada il tuo danaro teco in perdizione, poiché hai stimato che il dono di Dio si acquisti con danaro. Atti 8:20
- Tu, in questo, non hai parte né sorte alcuna; perché il tuo cuore non è retto dinanzi a Dio. Atti 8:21
- Ravvediti dunque di questa tua malvagità; e prega il Signore affinché, se è possibile, ti sia perdonato il pensiero del tuo cuore. Atti 8:22
- E Simone, rispondendo, disse: Pregate voi il Signore per me affinché nulla di ciò che avete detto mi venga addosso. Atti 8:24
- Ed egli, levatosi, andò. Ed ecco un Etiopo, un eunuco, ministro di Candace, regina degli Etiopi, il quale era sovrintendente di tutti i tesori di lei, era venuto a Gerusalemme per adorare Atti 8:27
- e stava tornandosene, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaia. Atti 8:28
- Filippo accorse, l'udì che leggeva il profeta Isaia, e disse: Intendi tu le cose che leggi? Atti 8:30
- Or il passo della Scrittura ch'egli leggeva, era questo: Egli è stato menato all'uccisione come una pecora; e come un agnello che è muto dinanzi a colui che lo tosa, così egli non ha aperto la bocca. Atti 8:32
- E l'eunuco, rivolto a Filippo, gli disse: Di chi, ti prego, dice questo il profeta? Di se stesso, oppure d'un altro? Atti 8:34
- E comandò che il carro si fermasse; e discesero ambedue nell'acqua, Filippo e l'eunuco; e Filippo lo battezzò. Atti 8:38
- E quando furon saliti fuori dell'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo; e l'eunuco, continuando il suo cammino tutto allegro, non lo vide più. Atti 8:39
- Ed egli disse: Chi sei, Signore? E il Signore: Io son Gesù che tu perseguiti; Atti 9:5
- Or gli uomini che faceano il viaggio con lui, ristettero attoniti, udendo ben la voce, ma non vedendo alcuno. Atti 9:7
- Or in Damasco v'era un certo discepolo, chiamato Anania; e il Signore gli disse in visione: Anania! Ed egli rispose: Eccomi, Signore. Atti 9:10
- E il Signore a lui: Levati, vattene nella strada detta Diritta, e cerca, in casa di Giuda, un uomo chiamato Saulo, da Tarso; poiché ecco, egli è in preghiera, Atti 9:11
- E qui ha potestà dai capi sacerdoti d'incatenare tutti coloro che invocano il tuo nome. Atti 9:14
- Ma il Signore gli disse: Va', perché egli è uno strumento che ho eletto per portare il mio nome davanti ai Gentili, ed ai re, ed ai figliuoli d'Israele; Atti 9:15
- poiché io gli mostrerò quante cose debba patire per il mio nome. Atti 9:16
- E Anania se ne andò, ed entrò in quella casa; e avendogli imposte le mani, disse: Fratello Saulo, il Signore, cioè Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale tu venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno dello Spirito Santo. Atti 9:17
- E subito si mise a predicar nelle sinagoghe che Gesù è il Figliuol di Dio. Atti 9:20
- Ma Saulo vie più si fortificava e confondeva i Giudei che abitavano in Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo. Atti 9:22
- ma il loro complotto venne a notizia di Saulo. Essi facevan perfino la guardia alle porte, giorno e notte, per ucciderlo; Atti 9:24
- Ma Barnaba, presolo con sé, lo menò agli apostoli, e raccontò loro come per cammino avea veduto il Signore e il Signore gli avea parlato, e come in Damasco avea predicato con franchezza nel nome di Gesù. Atti 9:27
- E Pietro gli disse: Enea, Gesù Cristo ti sana; levati e rifatti il letto. Ed egli subito si levò. Atti 9:34
- Or in Ioppe v'era una certa discepola, chiamata Tabita, il che, interpretato, vuol dire Gazzella. Costei abbondava in buone opere e faceva molte elemosine. Atti 9:36
- Ma Pietro, messi tutti fuori, si pose in ginocchio, e pregò; e voltatosi verso il corpo, disse: Tabita, levati. Ed ella aprì gli occhi; e veduto Pietro, si mise a sedere. Atti 9:40
- il quale era pio e temente Iddio con tutta la sua casa, e faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. Atti 10:2
- Or il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro salì sul terrazzo della casa, verso l'ora sesta, per pregare. Atti 10:9
- e vide il cielo aperto, e scenderne una certa cosa, simile a un gran lenzuolo che, tenuto per i quattro capi, veniva calato in terra. Atti 10:11
- E questo avvenne per tre volte; e subito il lenzuolo fu ritirato in cielo. Atti 10:16
- Allora, fattili entrare, li albergò. E il giorno seguente andò con loro; e alcuni dei fratelli di Ioppe l'accompagnarono. Atti 10:23
- E il giorno di poi entrarono in Cesarea. Or Cornelio li stava aspettando e avea chiamato i suoi parenti e i suoi intimi amici. Atti 10:24
- E questa è la parola ch'Egli ha diretta ai figliuoli d'Israele, annunziando pace per mezzo di Gesù Cristo. Esso è il Signore di tutti. Atti 10:36
- Voi sapete quello che è avvenuto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; Atti 10:37
- vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Iddio l'ha unto di Spirito Santo e di potenza; e come egli è andato attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Iddio era con lui. Atti 10:38
- Esso ha Iddio risuscitato il terzo giorno, e ha fatto sì ch'egli si manifestasse Atti 10:40
- non a tutto il popolo, ma ai testimoni ch'erano prima stati scelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. Atti 10:41
- Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de' peccati mediante il suo nome. Atti 10:43
- E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; Atti 10:45
- il quale ti parlerà di cose, per le quali sarai salvato tu e tutta la casa tua. Atti 11:14
- Essi allora, udite queste cose, si acquetarono e glorificarono Iddio, dicendo: Iddio dunque ha dato il ravvedimento anche ai Gentili affinché abbiano vita. Atti 11:18
- Ma alcuni di loro, che erano Ciprioti e Cirenei, venuti in Antiochia, si misero a parlare anche ai Greci, annunziando il Signor Gesù. Atti 11:20
- il che difatti fecero, mandandola agli anziani, per mano di Barnaba e di Saulo. Atti 11:30
- Or intorno a quel tempo, il re Erode mise mano a maltrattare alcuni della chiesa; Atti 12:1
- Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse, e una luce risplendé nella cella; e l'angelo, percosso il fianco a Pietro, lo svegliò, dicendo: Levati prestamente. E le catene gli caddero dalle mani. Atti 12:7
- E l'angelo disse: Cingiti, e legati i sandali. E Pietro fece così. Poi gli disse: Mettiti il mantello, e seguimi. Atti 12:8
- E Pietro, rientrato in sé, disse: Ora conosco per certo che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha liberato dalla mano di Erode e da tutta l'aspettazione del popolo dei Giudei. Atti 12:11
- E quelli le dissera: Tu sei pazza! Ma ella asseverava che era così. Ed essi dicevano: È il suo angelo. Atti 12:15
- Ma egli, fatto lor cenno con la mano che tacessero, raccontò loro in qual modo il Signore l'avea tratto fuor della prigione. Poi disse: Fate sapere queste cose a Giacomo ed ai fratelli. Ed essendo uscito, se ne andò in un altro luogo. Atti 12:17
- Or Erode era fortemente adirato contro i Tirî e i Sidonî; ma essi di pari consentimento si presentarono a lui; e guadagnato il favore di Blasto, ciambellano del re, chiesero pace, perché il loro paese traeva i viveri dal paese del re. Atti 12:20
- E il popolo si mise a gridare: Voce d'un dio, e non d'un uomo! Atti 12:22
- Or nella chiesa d'Antiochia v'eran dei profeti e dei dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lucio di Cirene, Manaen, fratello di latte di Erode il tetrarca, e Saulo. Atti 13:1
- E mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: Mettetemi a parte Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati. Atti 13:2
- il quale era col proconsole Sergio Paolo, uomo intelligente. Questi, chiamati a sé Barnaba e Saulo, chiese d'udir la parola di Dio. Atti 13:7
- Ma Elima, il mago (perché così s'interpreta questo suo nome), resisteva loro, cercando di stornare il proconsole dalla fede. Atti 13:8
- Ed ora, ecco, la mano del Signore è sopra te, e sarai cieco, senza vedere il sole, per un certo tempo. E in quell'istante, caligine e tenebre caddero su lui; e andando qua e là cercava chi lo menasse per la mano. Atti 13:11
- Allora il proconsole, visto quel che era accaduto, credette, essendo stupito della dottrina del Signore. Atti 13:12
- Ed essi, passando oltre Perga, giunsero ad Antiochia di Pisidia; e recatisi il sabato nella sinagoga, si posero a sedere. Atti 13:14
- L'Iddio di questo popolo d'Israele elesse i nostri padri, e fece grande il popolo durante la sua dimora nel paese di Egitto, e con braccio levato, ne lo trasse fuori. Atti 13:17
- Poi, dopo aver distrutte sette nazioni nel paese di Canaan, distribuì loro come eredità il paese di quelle. Atti 13:19
- Poi, rimossolo, suscitò loro Davide per re, al quale rese anche questa testimonianza: Io ho trovato Davide, figliuolo di Iesse, un uomo secondo il mio cuore, che eseguirà ogni mio volere. Atti 13:22
- avendo Giovanni, prima della venuta di lui, predicato il battesimo del ravvedimento a tutto il popolo d'Israele. Atti 13:24
- E come Giovanni terminava la sua carriera diceva: Che credete voi che io sia? Io non sono il Messia; ma ecco, dietro a me viene uno, del quale io non son degno di sciogliere i calzari. Atti 13:25
- e per molti giorni egli si fece vedere da coloro ch'eran con lui saliti dalla Galilea a Gerusalemme, i quali sono ora suoi testimoni presso il popolo. Atti 13:31
- Iddio l'ha adempiuta per noi, loro figliuoli, risuscitando Gesù, siccome anche è scritto nel salmo secondo: Tu sei il mio Figliuolo, oggi Io ti ho generato. Atti 13:33
- Difatti egli dice anche in un altro luogo: Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Atti 13:35
- Or, mentre uscivano, furon pregati di parlar di quelle medesime cose al popolo il sabato seguente. Atti 13:42
- E il sabato seguente, quasi tutta la città si radunò per udir la parola di Dio. Atti 13:44
- Perché così ci ha ordinato il Signore, dicendo: Io ti ho posto per esser luce de' Gentili, affinché tu sia strumento di salvezza fino alle estremità della terra. Atti 13:47
- E la parola del Signore si spandeva per tutto il paese. Atti 13:49
- Essi dunque dimoraron quivi molto tempo, predicando con franchezza, fidenti nel Signore, il quale rendeva testimonianza alla parola della sua grazia, concedendo che per le lor mani si facessero segni e prodigî. Atti 14:3
- Egli udì parlare Paolo il quale, fissati in lui gli occhi, e vedendo che avea fede da esser sanato, Atti 14:9
- E chiamavano Barnaba, Giove, e Paolo, Mercurio, perché era il primo a parlare. Atti 14:12
- E il sacerdote di Giove, il cui tempio era all'entrata della città, menò dinanzi alle porte tori e ghirlande, e volea sacrificare con le turbe. Atti 14:13
- Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo uomini della stessa natura che voi; e vi predichiamo che da queste cose vane vi convertiate all'Iddio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; Atti 14:15
- Ma essendosi i discepoli raunati intorno a lui, egli si rialzò, ed entrò nella città; e il giorno seguente, partì con Barnaba per Derba. Atti 14:20
- Or alcuni, discesi dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: Se voi non siete circoncisi secondo il rito di Mosè, non potete esser salvati. Atti 15:1
- Simone ha narrato come Dio ha primieramente visitato i Gentili, per trarre da questi un popolo per il suo nome. Atti 15:14
- affinché il rimanente degli uomini e tutti i Gentili sui quali è invocato il mio nome, cerchino il Signore, dice il Signore che fa queste cose, Atti 15:17
- i quali hanno esposto la propria vita per il nome del Signor nostro Gesù Cristo. Atti 15:26
- Paolo volle ch'egli partisse con lui; e presolo, lo circoncise a cagione de' Giudei che erano in quei luoghi; perché tutti sapevano che il padre di lui era greco. Atti 16:3
- Poi, traversarono la Frigia e il paese della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro d'annunziar la Parola in Asia; Atti 16:6
- Perciò, salpando da Troas, tirammo diritto, verso Samotracia, e il giorno seguente verso Neapoli; Atti 16:11
- E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo. Atti 16:14
- Il quale, ricevuto un tal ordine, li cacciò nella prigione più interna, e serrò loro i piedi nei ceppi. Atti 16:24
- Il carceriere, destatosi, e vedute le porte della prigione aperte, tratta la spada, stava per uccidersi, pensando che i carcerati fossero fuggiti. Atti 16:27
- E il carceriere riferì a Paolo queste parole, dicendo: I pretori hanno mandato a mettervi in libertà; or dunque uscite, e andatevene in pace. Atti 16:36
- spiegando e dimostrando ch'era stato necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti; e il Cristo, egli diceva, è quel Gesù che io v'annunzio. Atti 17:3
- Ma non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni de' fratelli dinanzi ai magistrati della città, gridando: Costoro che hanno messo sossopra il mondo, son venuti anche qua, Atti 17:6
- Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che dimoravan quivi, non passavano il tempo in altro modo, che a dire o ad ascoltare quel che c'era di più nuovo. Atti 17:21
- L'Iddio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti d'opera di mano; Atti 17:24
- e non è servito da mani d'uomini; come se avesse bisogno di alcuna cosa; Egli, che dà a tutti la vita, il fiato ed ogni cosa. Atti 17:25
- perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo dell'uomo ch'Egli ha stabilito; del che ha fatto fede a tutti, avendolo risuscitato dai morti. Atti 17:31
- Ma quando Sila e Timoteo furon venuti dalla Macedonia, Paolo si diè tutto quanto alla predicazione, testimoniando ai Giudei che Gesù era il Cristo. Atti 18:5
- Però, contrastando essi e bestemmiando, egli scosse le sue vesti e disse loro: Il vostro sangue ricada sul vostro capo; io ne son netto; da ora innanzi andrò ai Gentili. Atti 18:6
- E partitosi di là, entrò in casa d'un tale, chiamato Tizio Giusto, il quale temeva Iddio, ed avea la casa contigua alla sinagoga. Atti 18:7
- E Crispo, il capo della sinagoga, credette nel Signore con tutta la sua casa; e molti dei Corinzî, udendo Paolo, credevano, ed eran battezzati. Atti 18:8
- E il Signore disse di notte in visione a Paolo: Non temere, ma parla e non tacere; Atti 18:9
- Allora tutti, afferrato Sostène, il capo della sinagoga, lo battevano davanti al tribunale. E Gallione non si curava affatto di queste cose. Atti 18:17
- Quanto a Paolo, ei rimase ancora molti giorni a Corinto; poi, preso commiato dai fratelli, navigò verso la Siria, con Priscilla ed Aquila, dopo essersi fatto tosare il capo a Cencrea, perché avea fatto un voto. Atti 18:18
- Ed essendosi fermato quivi alquanto tempo, si partì, percorrendo di luogo in luogo il paese della Galazia e la Frigia, confermando tutti i discepoli. Atti 18:23
- perché con gran vigore confutava pubblicamente i Giudei, dimostrando per le Scritture che Gesù è il Cristo. Atti 18:28
- Or alcuni degli esorcisti giudei che andavano attorno, tentarono anch'essi d'invocare il nome del Signor Gesù su quelli che aveano degli spiriti maligni, dicendo: Io vi scongiuro, per quel Gesù che Paolo predica. Atti 19:13
- E questo venne a notizia di tutti, Giudei e Greci, che abitavano in Efeso; e tutti furon presi da spavento, e il nome del Signor Gesù era magnificato. Atti 19:17
- E buon numero di quelli che aveano esercitato le arti magiche, portarono i loro libri assieme, e li arsero in presenza di tutti; e calcolatone il prezzo, trovarono che ascendeva a cinquantamila dramme d'argento. Atti 19:19
- E non solo v'è pericolo che questo ramo della nostra arte cada in discredito, ma che anche il tempio della gran dea Diana sia reputato per nulla, e che sia perfino spogliata della sua maestà colei, che tutta l'Asia e il mondo adorano. Atti 19:27
- E tutta la città fu ripiena di confusione; e traendo seco a forza Gaio e Aristarco, Macedoni, compagni di viaggio di Paolo, si precipitaron tutti d'accordo verso il teatro. Atti 19:29
- E di fra la moltitudine trassero Alessandro, che i Giudei spingevano innanzi. E Alessandro, fatto cenno con la mano, voleva arringare il popolo a loro difesa. Atti 19:33
- Ma il segretario, avendo acquetata la turba, disse: Uomini di Efeso, chi è che non sappia che la città degli Efesini è la guardiana del tempio della gran Diana e dell'immagine caduta da Giove? Atti 19:35
- Or dopo che fu cessato il tumulto, Paolo, fatti chiamare i discepoli ed esortatili, li abbracciò e si partì per andare in Macedonia. Atti 20:1
- E nel primo giorno della settimana, mentre eravamo radunati per rompere il pane, Paolo, dovendo partire il giorno seguente, si mise a ragionar con loro, e prolungò il suo discorso fino a mezzanotte. Atti 20:7
- e un certo giovinetto, chiamato Eutico, che stava seduto sul davanzale della finestra, fu preso da profondo sonno; e come Paolo tirava in lungo il suo dire, sopraffatto dal sonno, cadde giù dal terzo piano, e fu levato morto. Atti 20:9
- Ed essendo risalito, ruppe il pane e prese cibo; e dopo aver ragionato lungamente sino all'alba, senz'altro si partì. Atti 20:11
- Il ragazzo poi fu ricondotto vivo, ed essi ne furono oltre modo consolati. Atti 20:12
- E di là, navigando, arrivammo il giorno dopo dirimpetto a Chio; e il giorno seguente approdammo a Samo, e il giorno dipoi giungemmo a Mileto. Atti 20:15
- Poiché Paolo avea deliberato di navigare oltre Efeso, per non aver a consumar tempo in Asia; giacché si affrettava per trovarsi, se gli fosse possibile, a Gerusalemme il giorno della Pentecoste. Atti 20:16
- Ma io non fo alcun conto della vita, quasi mi fosse cara, pur di compiere il mio corso e il ministerio che ho ricevuto dal Signor Gesù, che è di testimoniare dell'Evangelo della grazia di Dio. Atti 20:24
- Ed ora, ecco, io so che voi tutti fra i quali sono passato predicando il Regno, non vedrete più la mia faccia. Atti 20:25
- perché io non mi son tratto indietro dall'annunziarvi tutto il consiglio di Dio. Atti 20:27
- Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue. Atti 20:28
- Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi de' lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge; Atti 20:29
- Io non ho bramato né l'argento, né l'oro, né il vestito d'alcuno. Atti 20:33
- In ogni cosa vi ho mostrato ch'egli è con l'affaticarsi così, che bisogna venire in aiuto ai deboli, e ricordarsi delle parole del Signor Gesù, il quale disse egli stesso: Più felice cosa è il dare che il ricevere. Atti 20:35
- Or dopo che ci fummo staccati da loro, salpammo, e per diritto corso giungemmo a Cos, e il giorno seguente a Rodi, e di là a Patara; Atti 21:1
- quando però fummo al termine di quei giorni, partimmo per continuare il viaggio, accompagnati da tutti loro, con le mogli e i figliuoli, fin fuori della città; e postici in ginocchio sul lido, facemmo orazione e ci dicemmo addio; Atti 21:5
- il quale, venuto da noi, prese la cintura di Paolo, se ne legò i piedi e le mani, e disse: Questo dice lo Spirito Santo: Così legheranno i Giudei a Gerusalemme l'uomo di cui è questa cintura, e lo metteranno nelle mani dei Gentili. Atti 21:11
- Paolo allora rispose: Che fate voi, piangendo e spezzandomi il cuore? Poiché io son pronto non solo ad esser legato, ma anche a morire a Gerusalemme per il nome del Signor Gesù. Atti 21:13
- E vennero con noi anche alcuni de' discepoli di Cesarea, menando seco un certo Mnasone di Cipro, antico discepolo, presso il quale dovevamo albergare. Atti 21:16
- E il giorno seguente, Paolo si recò con noi da Giacomo; e vi si trovarono tutti gli anziani. Atti 21:18
- prendili teco, e purificati con loro, e paga le spese per loro onde possano radersi il capo; così tutti conosceranno che non c'è nulla di vero nelle informazioni che hanno ricevute di te; ma che tu pure ti comporti da osservatore della legge. Atti 21:24
- Allora Paolo, il giorno seguente, prese seco quegli uomini, e dopo essersi con loro purificato, entrò nel tempio, annunziando di voler compiere i giorni della purificazione, fino alla presentazione dell'offerta per ciascun di loro. Atti 21:26
- Uomini Israeliti, venite al soccorso; questo è l'uomo che va predicando a tutti e da per tutto contro il popolo, contro la legge, e contro questo luogo; e oltre a ciò, ha menato anche de' Greci nel tempio, e ha profanato questo santo luogo. Atti 21:28
- Ed egli immediatamente prese con sé de' soldati e de' centurioni, e corse giù ai Giudei, i quali, veduto il tribuno e i soldati, cessarono di batter Paolo. Atti 21:32
- Allora il tribuno, accostatosi, lo prese, e comandò che fosse legato con due catene; poi domandò chi egli fosse, e che cosa avesse fatto. Atti 21:33
- perché il popolo in gran folla lo seguiva, gridando: Toglilo di mezzo! Atti 21:36
- Or come Paolo stava per esser introdotto nella fortezza, disse al tribuno: Mi è egli lecito dirti qualcosa? Quegli rispose: Sai tu il greco? Atti 21:37
- come me ne son testimoni il sommo sacerdote e tutto il concistoro degli anziani, dai quali avendo pure ricevuto lettere per i fratelli, mi recavo a Damasco per menare legati a Gerusalemme anche quelli ch'eran quivi, perché fossero puniti. Atti 22:5
- E io risposi: Chi sei, Signore? Ed egli mi disse: Io son Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. Atti 22:8
- E io dissi: Signore, che debbo fare? E il Signore mi disse: Lèvati, va' a Damasco, e quivi ti saranno dette tutte le cose che t'è ordinato di fare. Atti 22:10
- E siccome io non ci vedevo più per il fulgore di quella luce, fui menato per mano da coloro che eran meco, e così venni a Damasco. Atti 22:11
- Ed egli disse: L'Iddio de' nostri padri ti ha destinato a conoscer la sua volontà, e a vedere il Giusto, e a udire una voce dalla sua bocca. Atti 22:14
- Ed ora, che indugi? Lèvati, e sii battezzato, e lavato dei tuoi peccati, invocando il suo nome. Atti 22:16
- e quando si spandeva il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo, e custodivo le vesti di coloro che l'uccidevano. Atti 22:20
- il tribuno comandò ch'egli fosse menato dentro la fortezza e inquisito mediante i flagelli, affin di sapere per qual cagione gridassero così contro a lui. Atti 22:24
- E il centurione, udito questo, venne a riferirlo al tribuno, dicendo: Che stai per fare? perché quest'uomo è Romano. Atti 22:26
- Il tribuno venne a Paolo, e gli chiese: Dimmi, sei tu Romano? Ed egli rispose: Sì. Atti 22:27
- E il tribuno replicò: Io ho acquistato questa cittadinanza per gran somma di denaro. E Paolo disse: Io, invece, l'ho di nascita. Atti 22:28
- Allora quelli che stavan per inquisirlo, si ritrassero subito da lui; e anche il tribuno ebbe paura, quand'ebbe saputo che egli era Romano; perché l'avea fatto legare. Atti 22:29
- E il giorno seguente, volendo saper con certezza di che cosa egli fosse accusato dai Giudei, lo sciolse, e comandò ai capi sacerdoti e a tutto il Sinedrio di radunarsi; e menato giù Paolo, lo fe' comparire dinanzi a loro. Atti 22:30
- E il sommo sacerdote Anania comandò a coloro ch'eran presso a lui di percuoterlo sulla bocca. Atti 23:2
- E coloro ch'eran quivi presenti, dissero: Ingiurii tu il sommo sacerdote di Dio? Atti 23:4
- E facendosi forte la contesa, il tribuno, temendo che Paolo non fosse da loro fatto a pezzi, comandò ai soldati di scendere giù, e di portarlo via dal mezzo di loro, e di menarlo nella fortezza. Atti 23:10
- E la notte seguente, il Signore si presentò a Paolo, e gli disse: Sta' di buon cuore; perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme, così bisogna che tu la renda anche a Roma. Atti 23:11
- Or dunque voi col Sinedrio presentatevi al tribuno per chiedergli di menarlo giù da voi, come se voleste conoscer più esattamente il fatto suo; e noi, innanzi ch'ei giunga, siam pronti ad ucciderlo. Atti 23:15
- Ma il figliuolo della sorella di Paolo, udite queste insidie, venne; ed entrato nella fortezza, riferì la cosa a Paolo. Atti 23:16
- Egli dunque, presolo, lo menò al tribuno, e disse: Paolo, il prigione, mi ha chiamato e m'ha pregato che ti meni questo giovane, il quale ha qualcosa da dirti. Atti 23:18
- E il tribuno, presolo per la mano e ritiratosi in disparte, gli domandò: Che cos'hai da riferirmi? Atti 23:19
- Il tribuno dunque licenziò il giovane, ordinandogli di non palesare ad alcuno che gli avesse fatto saper queste cose. Atti 23:22
- E il giorno seguente, lasciati partire i cavalieri con lui, tornarono alla fortezza. Atti 23:32
- Cinque giorni dopo, il sommo sacerdote Anania discese con alcuni anziani e con un certo Tertullo, oratore; e si presentarono al governatore per accusar Paolo. Atti 24:1
- Egli ha perfino tentato di profanare il tempio; onde noi l'abbiamo preso; Atti 24:6
- E Paolo, dopo che il governatore gli ebbe fatto cenno che parlasse, rispose: Sapendo che già da molti anni tu sei giudice di questa nazione, parlo con più coraggio a mia difesa. Atti 24:10
- Or Felice, che ben conosceva quel che concerneva questa Via, li rimandò a un'altra volta, dicendo: Quando sarà sceso il tribuno Lisia, esaminerò il fatto vostro. Atti 24:22
- Rimasto presso di loro non più di otto o dieci giorni, discese in Cesarea; e il giorno seguente, postosi a sedere in tribunale, comandò che Paolo gli fosse menato dinanzi. Atti 25:6
- Io non ho peccato né contro la legge de' Giudei, né contro il tempio, né contro Cesare. Atti 25:8
- E dopo alquanti giorni il re Agrippa e Berenice arrivarono a Cesarea, per salutar Festo. Atti 25:13
- E trattenendosi essi quivi per molti giorni, Festo raccontò al re il caso di Paolo, dicendo: V'è qui un uomo che è stato lasciato prigione da Felice, contro il quale, Atti 25:14
- Essendo eglino dunque venuti qua, io, senza indugio, il giorno seguente, sedetti in tribunale, e comandai che quell'uomo mi fosse menato dinanzi. Atti 25:17
- Il giorno seguente dunque, essendo venuti Agrippa e Berenice con molta pompa, ed entrati nella sala d'udienza coi tribuni e coi principali della città, Paolo, per ordine di Festo, fu menato quivi. Atti 25:23
- Quale sia stato il mio modo di vivere dalla mia giovinezza, fin dal principio trascorsa in mezzo alla mia nazione e in Gerusalemme, tutti i Giudei lo sanno, Atti 26:4
- della qual promessa le nostre dodici tribù, che servono con fervore a Dio notte e giorno, sperano di vedere il compimento. E per questa speranza, o re, io sono accusato dai Giudei! Atti 26:7
- Quant'è a me, avevo sì pensato anch'io di dover fare molte cose contro il nome di Gesù il Nazareno. Atti 26:9
- E questo difatti feci a Gerusalemme; e avutane facoltà dai capi sacerdoti serrai nelle prigioni molti de' santi; e quando erano messi a morte, io detti il mio voto. Atti 26:10
- Il che facendo, come andavo a Damasco con potere e commissione de' capi sacerdoti, Atti 26:12
- E io dissi: Chi sei tu, Signore? E il Signore rispose: Io son Gesù, che tu perseguiti. Atti 26:15
- ma, prima a que' di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutto il paese della Giudea e ai Gentili, ho annunziato che si ravveggano e si convertano a Dio, facendo opere degne del ravvedimento. Atti 26:20
- che il Cristo soffrirebbe, e che egli, il primo a risuscitar dai morti, annunzierebbe luce al popolo ed ai Gentili. Atti 26:23
- Poiché il re, al quale io parlo con franchezza, conosce queste cose; perché son persuaso che nessuna di esse gli è occulta; poiché questo non è stato fatto in un cantuccio. Atti 26:26
- Allora il re si alzò, e con lui il governatore, Berenice, e quanti sedevano con loro; Atti 26:30
- Il giorno seguente arrivammo a Sidone; e Giulio, usando umanità verso Paolo, gli permise d'andare dai suoi amici per ricevere le loro cure. Atti 27:3
- E passato il mar di Cilicia e di Panfilia, arrivammo a Mira di Licia. Atti 27:5
- E il centurione, trovata quivi una nave alessandrina che facea vela per l'Italia, ci fe' montare su quella. Atti 27:6
- Or essendo trascorso molto tempo, ed essendo la navigazione ormai pericolosa, poiché anche il Digiuno era già passato, Paolo li ammonì dicendo loro: Atti 27:9
- Ma il centurione prestava più fede al pilota e al padron della nave che alle cose dette da Paolo. Atti 27:11
- E siccome eravamo fieramente sbattuti dalla tempesta, il giorno dopo cominciarono a far getto del carico. Atti 27:18
- E il terzo giorno, con le loro proprie mani, buttarono in mare gli arredi della nave. Atti 27:19
- E saziati che furono, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare. Atti 27:38
- Quando fu giorno, non riconoscevano il paese; ma scorsero una certa baia che aveva una spiaggia, e deliberarono, se fosse loro possibile, di spingervi la nave. Atti 27:39
- Ma essendo incorsi in un luogo che avea il mare d'ambo i lati, vi fecero arrenar la nave; e mentre la prua, incagliata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava per la violenza delle onde. Atti 27:41
- Or il parere de' soldati era d'uccidere i prigionieri, perché nessuno fuggisse a nuoto. Atti 27:42
- Ma il centurione, volendo salvar Paolo, li distolse da quel proposito, e comandò che quelli che sapevan nuotare si gettassero in mare per andarsene i primi a terra, Atti 27:43
- Or Paolo, avendo raccolto una quantità di legna secche e avendole poste sul fuoco, una vipera, sentito il caldo, uscì fuori, e gli si attaccò alla mano. Atti 28:3
- Or ne' dintorni di quel luogo v'erano dei poderi dell'uomo principale dell'isola, chiamato Publio, il quale ci accolse, e ci albergò tre giorni amichevolmente. Atti 28:7
- E accadde che il padre di Publio giacea malato di febbre e di dissenteria. Paolo andò a trovarlo; e dopo aver pregato, gl'impose le mani e lo guarì. Atti 28:8
- E tre giorni dopo, Paolo convocò i principali fra i Giudei; e quando furon raunati, disse loro: Fratelli, senza aver fatto nulla contro il popolo né contro i riti de' padri, io fui arrestato in Gerusalemme, e di là dato in man de' Romani. Atti 28:17
- perché il cuore di questo popolo s'è fatto insensibile, son divenuti duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, che talora non veggano con gli occhi, e non odano con gli orecchi, e non intendano col cuore, e non si convertano, ed io non li guarisca. Atti 28:27
- predicando il regno di Dio, e insegnando le cose relative al Signor Gesù Cristo con tutta franchezza e senza che alcuno glielo impedisse. Atti 28:31
- e che concerne il suo Figliuolo, Rom. 1:3
- Prima di tutto io rendo grazie all'Iddio mio per mezzo di Gesù Cristo per tutti voi perché la vostra fede è pubblicata per tutto il mondo. Rom. 1:8
- Or, fratelli, non voglio che ignoriate che molte volte mi son proposto di recarmi da voi (ma finora ne sono stato impedito) per avere qualche frutto anche fra voi come fra il resto de' Gentili. Rom. 1:13
- poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede. Rom. 1:17
- i quali, pur conoscendo che secondo il giudizio di Dio quelli che fanno codeste cose son degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette. Rom. 1:32
- Or noi sappiamo che il giudizio di Dio su quelli che fanno tali cose è conforme a verità. Rom. 2:2
- Tu invece, seguendo la tua durezza e il tuo cuore impenitente, t'accumuli un tesoro d'ira, per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, Rom. 2:5
- il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: Rom. 2:6
- Tribolazione e angoscia sopra ogni anima d'uomo che fa il male; del Giudeo prima, e poi del Greco; Rom. 2:9
- Tutto ciò si vedrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio Evangelo. Rom. 2:16
- Poiché, siccome è scritto, il nome di Dio, per cagion vostra, è bestemmiato fra i Gentili. Rom. 2:24
- Qual è dunque il vantaggio del Giudeo? O qual è la utilità della circoncisione? Rom. 3:1
- Così non sia; perché, altrimenti, come giudicherà egli il mondo? Rom. 3:6
- E perché (secondo la calunnia che ci è lanciata e la massima che taluni ci attribuiscono), perché non "facciamo il male affinché ne venga il bene?" La condanna di quei tali è giusta. Rom. 3:8
- Che dunque? Abbiam noi qualche superiorità? Affatto; perché abbiamo dianzi provato che tutti, Giudei e Greci, sono sotto il peccato, Rom. 3:9
- I loro piedi son veloci a spargere il sangue. Rom. 3:15
- Or noi sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che son sotto la legge, affinché ogni bocca sia turata, e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio; Rom. 3:19
- il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d'esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; Rom. 3:25
- Dov'è dunque il vanto? Esso è escluso. Per qual legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede; Rom. 3:27
- poiché v'è un Dio solo, il quale giustificherà il circonciso per fede, e l'incirconciso parimente mediante la fede. Rom. 3:30
- Beato l'uomo al quale il Signore non imputa il peccato. Rom. 4:8
- poi ricevette il segno della circoncisione, qual suggello della giustizia ottenuta per la fede che avea quand'era incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono essendo incirconcisi, onde anche a loro sia messa in conto la giustizia; Rom. 4:11
- e il padre dei circoncisi, di quelli, cioè, che non solo sono circoncisi, ma seguono anche le orme della fede del nostro padre Abramo quand'era ancora incirconciso. Rom. 4:12
- Perciò l'eredità è per fede, affinché sia per grazia; onde la promessa sia sicura per tutta la progenie; non soltanto per quella che è sotto la legge, ma anche per quella che ha la fede d'Abramo, il quale è padre di noi tutti Rom. 4:16
- (secondo che è scritto: Io ti ho costituito padre di molte nazioni) dinanzi al Dio a cui egli credette, il quale fa rivivere i morti, e chiama le cose che non sono, come se fossero. Rom. 4:17
- E senza venir meno nella fede, egli vide bensì che il suo corpo era svigorito (avea quasi cent'anni), e che Sara non era più in grado d'esser madre; Rom. 4:19
- il quale è stato dato a cagione delle nostre offese, ed è risuscitato a cagione della nostra giustificazione. Rom. 4:25
- mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; Rom. 5:2
- Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, sarem per mezzo di lui salvati dall'ira. Rom. 5:9
- E non soltanto questo, ma anche ci gloriamo in Dio per mezzo del nostro Signor Gesù Cristo, per il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione. Rom. 5:11
- Perciò, siccome per mezzo d'un sol uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v'è entrata la morte, e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato... Rom. 5:12
- Poiché, fino alla legge, il peccato era nel mondo; ma il peccato non è imputato quando non v'è legge. Rom. 5:13
- Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avean peccato con una trasgressione simile a quella d'Adamo, il quale è il tipo di colui che dovea venire. Rom. 5:14
- Però, la grazia non è come il fallo. Perché, se per il fallo di quell'uno i molti sono morti, molto più la grazia di Dio e il dono fattoci dalla grazia dell'unico uomo Gesù Cristo, hanno abbondato verso i molti. Rom. 5:15
- E riguardo al dono non avviene quel che è avvenuto nel caso dell'uno che ha peccato; poiché il giudizio da un unico fallo ha fatto capo alla condanna; mentre la grazia, da molti falli, ha fatto capo alla giustificazione. Rom. 5:16
- Perché, se per il fallo di quell'uno la morte ha regnato mediante quell'uno, tanto più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia, regneranno nella vita per mezzo di quell'uno che è Gesù Cristo. Rom. 5:17
- Or la legge è intervenuta affinché il fallo abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, Rom. 5:20
- affinché, come il peccato regnò nella morte, così anche la grazia regni, mediante la giustizia, a vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Rom. 5:21
- Noi siam dunque stati con lui seppelliti mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. Rom. 6:4
- che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, affinché il corpo del peccato fosse annullato, onde noi non serviamo più al peccato; Rom. 6:6
- Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio. Rom. 6:10
- Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidirgli nelle sue concupiscenze; Rom. 6:12
- perché il peccato non vi signoreggerà, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia. Rom. 6:14
- poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. Rom. 6:23
- O ignorate voi, fratelli (poiché io parlo a persone che hanno conoscenza della legge), che la legge signoreggia l'uomo per tutto il tempo ch'egli vive? Rom. 7:1
- Infatti la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. Rom. 7:2
- Ond'è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è adultera se divien moglie d'un altro uomo. Rom. 7:3
- Così, fratelli miei, anche voi siete divenuti morti alla legge mediante il corpo di Cristo, per appartenere ad un altro, cioè a colui che è risuscitato dai morti, e questo affinché portiamo del frutto a Dio. Rom. 7:4
- Che diremo dunque? La legge è essa peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non per mezzo della legge; poiché io non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non concupire. Rom. 7:7
- Ma il peccato, còlta l'occasione, per mezzo del comandamento, produsse in me ogni concupiscenza; perché senza la legge il peccato è morto. Rom. 7:8
- E ci fu un tempo, nel quale, senza legge, vivevo; ma, venuto il comandamento, il peccato prese vita, ed io morii; Rom. 7:9
- e il comandamento ch'era inteso a darmi vita, risultò che mi dava morte. Rom. 7:10
- Perché il peccato, còlta l'occasione, per mezzo del comandamento, mi trasse in inganno; e, per mezzo d'esso, m'uccise. Rom. 7:11
- Talché la legge è santa, e il comandamento è santo e giusto e buono. Rom. 7:12
- Ciò che è buono diventò dunque morte per me? Così non sia; ma è il peccato che m'è divenuto morte, onde si palesasse come peccato, cagionandomi la morte mediante ciò che è buono; affinché, per mezzo del comandamento, il peccato diventasse estremamente peccante. Rom. 7:13
- e allora non son più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. Rom. 7:17
- Difatti, io so che in me, vale a dire nella mia carne, non abita alcun bene; poiché ben trovasi in me il volere, ma il modo di compiere il bene, no. Rom. 7:18
- Perché il bene che voglio, non lo fo; ma il male che non voglio, quello fo. Rom. 7:19
- Ora, se ciò che non voglio è quello che fo, non son più io che lo compio, ma è il peccato che abita in me. Rom. 7:20
- Io mi trovo dunque sotto questa legge: che volendo io fare il bene, il male si trova in me. Rom. 7:21
- Poiché quel che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva debole, Iddio l'ha fatto; mandando il suo proprio Figliuolo in carne simile a carne di peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, Rom. 8:3
- affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo spirito. Rom. 8:4
- E se Cristo è in voi, ben è il corpo morto a cagion del peccato; ma lo spirito è vita a cagion della giustizia. Rom. 8:10
- Poiché voi non avete ricevuto lo spirito di servitù per ricader nella paura; ma avete ricevuto lo spirito d'adozione, per il quale gridiamo: Abba! Padre! Rom. 8:15
- e Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio. Rom. 8:27
- Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali son chiamati secondo il suo proponimento. Rom. 8:28
- Perché quelli che Egli ha preconosciuti, li ha pure predestinati ad esser conformi all'immagine del suo Figliuolo, ond'egli sia il primogenito fra molti fratelli; Rom. 8:29
- Colui che non ha risparmiato il suo proprio Figliuolo, ma l'ha dato per tutti noi, come non ci donerà egli anche tutte le cose con lui? Rom. 8:32
- Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Rom. 8:35
- Come è scritto: Per amor di te noi siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati considerati come pecore da macello. Rom. 8:36
- che sono Israeliti, ai quali appartengono l'adozione e la gloria e i patti e la legislazione e il culto e le promesse; Rom. 9:4
- dei quali sono i padri, e dai quali è venuto, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen. Rom. 9:5
- né per il fatto che son progenie d'Abramo, son tutti figliuoli d'Abramo; anzi: In Isacco ti sarà nominata una progenie. Rom. 9:7
- poiché, prima che fossero nati e che avessero fatto alcun che di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell'elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma dalla volontà di colui che chiama, Rom. 9:11
- le fu detto: Il maggiore servirà al minore; Rom. 9:12
- Poiché la Scrittura dice a Faraone: Appunto per questo io t'ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza, e perché il mio nome sia pubblicato per tutta la terra. Rom. 9:17
- Il vasaio non ha egli potestà sull'argilla, da trarre dalla stessa massa un vaso per uso nobile, e un altro per uso ignobile? Rom. 9:21
- E Isaia esclama riguardo a Israele: Quand'anche il numero de' figliuoli d'Israele fosse come la rena del mare, il rimanente solo sarà salvato; Rom. 9:27
- perché il Signore eseguirà la sua parola sulla terra, in modo definitivo e reciso. Rom. 9:28
- E come Isaia avea già detto prima: Se il Signor degli eserciti non ci avesse lasciato un seme, saremmo divenuti come Sodoma e saremmo stati simili a Gomorra. Rom. 9:29
- Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati. Rom. 10:1
- poiché il termine della legge è Cristo, per esser giustizia ad ognuno che crede. Rom. 10:4
- poiché chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato. Rom. 10:13
- Ma io dico: Israele non ha egli compreso? Mosè pel primo dice: Io vi moverò a gelosia di una nazione che non è nazione; contro una nazione senza intelletto provocherò il vostro sdegno. Rom. 10:19
- Ma riguardo a Israele dice: Tutto il giorno ho teso le mani verso un popolo disubbidiente e contradicente. Rom. 10:21
- Io dico dunque: Iddio ha egli reietto il suo popolo? Così non sia; perché anch'io sono Israelita, della progenie d'Abramo, della tribù di Beniamino. Rom. 11:1
- Iddio non ha reietto il suo popolo, che ha preconosciuto. Non sapete voi quel che la Scrittura dice, nella storia d'Elia? Com'egli ricorre a Dio contro Israele, dicendo: Rom. 11:2
- Ma che gli rispose la voce divina? Mi son riserbato settemila uomini, che non han piegato il ginocchio davanti a Baal. Rom. 11:4
- Che dunque? Quel che Israele cerca, non l'ha ottenuto; mentre il residuo eletto l'ha ottenuto; Rom. 11:7
- Ma io parlo a voi, o Gentili: In quanto io sono apostolo dei Gentili, glorifico il mio ministerio, Rom. 11:13
- e così tutto Israele sarà salvato, secondo che è scritto: Il liberatore verrà da Sion; Rom. 11:26
- Egli allontanerà da Giacobbe l'empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quand'io torrò via i loro peccati. Rom. 11:27
- Poiché: Chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato il suo consigliere? Rom. 11:34
- O chi gli ha dato per il primo, e gli sarà contraccambiato? Rom. 11:35
- Io vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio; il che è il vostro culto spirituale. Rom. 12:1
- E non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la volontà di Dio, la buona, accettevole e perfetta volontà. Rom. 12:2
- L'amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male, e attenetevi fermamente al bene. Rom. 12:9
- quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore; Rom. 12:11
- Non fate le vostre vendette, cari miei, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore. Rom. 12:19
- Anzi, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu raunerai dei carboni accesi sul suo capo. Rom. 12:20
- Non esser vinto dal male, ma vinci il male col bene. Rom. 12:21
- perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai quel ch'è male, temi, perché egli non porta la spada invano; poich'egli è un ministro di Dio, per infliggere una giusta punizione contro colui che fa il male. Rom. 13:4
- Rendete a tutti quel che dovete loro: il tributo a chi dovete il tributo; la gabella a chi la gabella; il timore a chi il timore; l'onore a chi l'onore. Rom. 13:7
- Non abbiate altro debito con alcuno, se non d'amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge. Rom. 13:8
- Infatti il non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non concupire e qualsiasi altro comandamento si riassumono in questa parola: Ama il tuo prossimo come te stesso. Rom. 13:9
- E questo tanto più dovete fare, conoscendo il tempo nel quale siamo; poiché è ora omai che vi svegliate dal sonno; perché la salvezza ci è adesso più vicina di quando credemmo. Rom. 13:11
- La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiam dunque via le opere delle tenebre, e indossiamo le armi della luce. Rom. 13:12
- Chi sei tu che giudichi il domestico altrui? Se sta in piedi o se cade è cosa che riguarda il suo padrone; ma egli sarà tenuto in piè, perché il Signore è potente da farlo stare in piè. Rom. 14:4
- Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia di tutto, lo fa per il Signore, poiché rende grazie a Dio; e chi non mangia di tutto fa così per il Signore, e rende grazie a Dio. Rom. 14:6
- perché, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore; sia dunque che viviamo o che moriamo, noi siamo del Signore. Rom. 14:8
- Poiché a questo fine Cristo è morto ed è tornato in vita: per essere il Signore e de' morti e de' viventi. Rom. 14:9
- Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; Rom. 14:10
- infatti sta scritto: Com'io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio. Rom. 14:11
- Ora, se a motivo di un cibo il tuo fratello è contristato, tu non procedi più secondo carità. Non perdere, col tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto! Rom. 14:15
- Il privilegio che avete, non sia dunque oggetto di biasimo; Rom. 14:16
- perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace ed allegrezza nello Spirito Santo. Rom. 14:17
- affinché d'un solo animo e d'una stessa bocca glorifichiate Iddio, il Padre del nostro Signor Gesù Cristo. Rom. 15:6
- E altrove: Gentili, lodate tutti il Signore, e tutti i popoli lo celebrino. Rom. 15:11
- d'esser ministro di Cristo Gesù per i Gentili, esercitando il sacro servigio del Vangelo di Dio, affinché l'offerta de' Gentili sia accettevole, essendo santificata dallo Spirito Santo. Rom. 15:16
- Ora, fratelli, io v'esorto, per il Signor nostro Gesù Cristo e per la carità dello Spirito, a combatter meco nelle vostre preghiere a Dio per me, Rom. 15:30
- i quali per la vita mia hanno esposto il loro proprio collo; ai quali non io solo ma anche tutte le chiese dei Gentili rendono grazie. Rom. 16:4
- Salutate anche la chiesa che è in casa loro. Salutate il mio caro Epeneto, che è la primizia dell'Asia per Cristo. Rom. 16:5
- Salutate Ampliato, il mio diletto nel Signore. Rom. 16:8
- Salutate Urbano, nostro compagno d'opera in Cristo, e il mio caro Stachi. Rom. 16:9
- Poiché quei tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo, ma al proprio ventre; e con dolce e lusinghiero parlare seducono il cuore de' semplici. Rom. 16:18
- Quanto a voi, la vostra ubbidienza è giunta a conoscenza di tutti. Io dunque mi rallegro per voi, ma desidero che siate savî nel bene e semplici per quel che concerne il male. Rom. 16:19
- Gaio, che ospita me e tutta la chiesa, vi saluta. Erasto, il tesoriere della città, e il fratello Quarto vi salutano. Rom. 16:23
- Or a Colui che vi può fortificare secondo il mio Evangelo e la predicazione di Gesù Cristo, conformemente alla rivelazione del mistero che fu tenuto occulto fin dai tempi più remoti Rom. 16:25
- Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Sostene, 1 Cor. 1:1
- alla chiesa di Dio che è in Corinto, ai santificati in Cristo Gesù, chiamati ad esser santi, con tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signor nostro Gesù Cristo, Signor loro e nostro, 1 Cor. 1:2
- il quale anche vi confermerà sino alla fine, onde siate irreprensibili nel giorno del nostro Signor Gesù Cristo. 1 Cor. 1:8
- Ora, fratelli, io v'esorto, per il nome del nostro Signor Gesù Cristo, ad aver tutti un medesimo parlare, e a non aver divisioni fra voi, ma a stare perfettamente uniti in una medesima mente e in un medesimo sentire. 1 Cor. 1:10
- Dov'è il savio? Dov'è lo scriba? Dov'è il disputatore di questo secolo? Iddio non ha egli resa pazza la sapienza di questo mondo? 1 Cor. 1:20
- Poiché, visto che nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio con la propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare i credenti mediante la pazzia della predicazione. 1 Cor. 1:21
- E a lui voi dovete d'essere in Cristo Gesù, il quale ci è stato fatto da Dio sapienza, e giustizia, e santificazione, e redenzione, 1 Cor. 1:30
- e che nessuno de' principi di questo mondo ha conosciuta; perché, se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signor della gloria. 1 Cor. 2:8
- Che cos'è dunque Apollo? E che cos'è Paolo? Son dei ministri, per mezzo de' quali voi avete creduto; e lo sono secondo che il Signore ha dato a ciascun di loro. 1 Cor. 3:5
- Ora, colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la propria fatica. 1 Cor. 3:8
- Poiché noi siamo collaboratori di Dio, voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio. 1 Cor. 3:9
- Io, secondo la grazia di Dio che m'è stata data, come savio architetto, ho posto il fondamento; altri vi edifica sopra. Ma badi ciascuno com'egli vi edifica sopra; 1 Cor. 3:10
- l'opera d'ognuno sarà manifestata, perché il giorno di Cristo la paleserà; poiché quel giorno ha da apparire qual fuoco; e il fuoco farà la prova di quel che sia l'opera di ciascuno. 1 Cor. 3:13
- se l'opera sua sarà arsa, ei ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco. 1 Cor. 3:15
- Non sapete voi che siete il tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi? 1 Cor. 3:16
- Se uno guasta il tempio di Dio, Iddio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi. 1 Cor. 3:17
- e altrove: Il Signore conosce i pensieri dei savî, e sa che sono vani. 1 Cor. 3:20
- e Paolo, e Apollo, e Cefa, e il mondo, e la vita, e la morte, e le cose presenti, e le cose future, tutto è vostro; 1 Cor. 3:22
- Poiché non ho coscienza di colpa alcuna; non per questo però sono giustificato; ma colui che mi giudica, è il Signore. 1 Cor. 4:4
- Cosicché non giudicate di nulla prima del tempo, finché sia venuto il Signore, il quale metterà in luce le cose occulte delle tenebre, e manifesterà i consigli de' cuori; e allora ciascuno avrà la sua lode da Dio. 1 Cor. 4:5
- Or, fratelli, queste cose le ho per amor vostro applicate a me stesso e ad Apollo, onde per nostro mezzo impariate a praticare il `non oltre quel che è scritto'; affinché non vi gonfiate d'orgoglio esaltando l'uno a danno dell'altro. 1 Cor. 4:6
- siamo diventati e siam tuttora come la spazzatura del mondo, come il rifiuto di tutti. 1 Cor. 4:13
- ma, se il Signore vorrà, mi recherò presto da voi, e conoscerò non il parlare ma la potenza di coloro che si son gonfiati; 1 Cor. 4:19
- perché il regno di Dio non consiste in parlare, ma in potenza. 1 Cor. 4:20
- Il vostro vantarvi non è buono. Non sapete voi che un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta? 1 Cor. 5:6
- Que di fuori li giudica Iddio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi. 1 Cor. 5:13
- Non sapete voi che i santi giudicheranno il mondo? E se il mondo è giudicato da voi, siete voi indegni di giudicar delle cose minime? 1 Cor. 6:2
- Ma il fratello processa il fratello, e lo fa dinanzi agl'infedeli. 1 Cor. 6:6
- Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v'illudete; né i fornicatori, né gl'idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, 1 Cor. 6:9
- né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio. 1 Cor. 6:10
- Le vivande son per il ventre, e il ventre è per le vivande; ma Iddio distruggerà e queste e quello. Il corpo però non è per la fornicazione, ma è per il Signore, e il Signore è per il corpo; 1 Cor. 6:13
- e Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi mediante la sua potenza. 1 Cor. 6:14
- Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo. 1 Cor. 6:18
- E non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? 1 Cor. 6:19
- ma, per evitar le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie, e ogni donna il proprio marito. 1 Cor. 7:2
- Il marito renda alla moglie quel che le è dovuto; e lo stesso faccia la moglie verso il marito. 1 Cor. 7:3
- La moglie non ha potestà sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potestà sul proprio corpo, ma la moglie. 1 Cor. 7:4
- perché io vorrei che tutti gli uomini fossero come son io; ma ciascuno ha il suo proprio dono da Dio; l'uno in un modo, l'altro in un altro. 1 Cor. 7:7
- Ma ai coniugi ordino non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito, 1 Cor. 7:10
- (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito); e che il marito non lasci la moglie. 1 Cor. 7:11
- Ma agli altri dico io, non il Signore: Se un fratello ha una moglie non credente ed ella è contenta di abitar con lui, non la lasci; 1 Cor. 7:12
- e la donna che ha un marito non credente, s'egli consente ad abitar con lei, non lasci il marito; 1 Cor. 7:13
- perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figliuoli sarebbero impuri, mentre ora sono santi. 1 Cor. 7:14
- Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono vincolati; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace; 1 Cor. 7:15
- perché, o moglie, che sai tu se salverai il marito? Ovvero tu, marito, che sai tu se salverai la moglie? 1 Cor. 7:16
- Or quanto alle vergini, io non ho comandamento dal Signore; ma do il mio parere, come avendo ricevuto dal Signore la grazia d'esser fedele. 1 Cor. 7:25
- Ma questo io dichiaro, fratelli, che il tempo è ormai abbreviato; talché, d'ora innanzi, anche quelli che hanno moglie, siano come se non l'avessero; 1 Cor. 7:29
- Ma se alcuno crede far cosa indecorosa verso la propria figliuola nubile s'ella passi il fior dell'età, e se così bisogna fare, faccia quello che vuole; egli non pecca; la dia a marito. 1 Cor. 7:36
- La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di maritarsi a chi vuole, purché sia nel Signore. 1 Cor. 7:39
- nondimeno, per noi c'è un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale siam noi. 1 Cor. 8:6
- E così, per la tua conoscenza, perisce il debole, il fratello per il quale Cristo è morto. 1 Cor. 8:11
- Perciò, se un cibo scandalizza il mio fratello, io non mangerò mai più carne, per non scandalizzare il mio fratello. 1 Cor. 8:13
- Non sono io libero? Non sono io apostolo? Non ho io veduto Gesù, il Signor nostro? Non siete voi l'opera mia nel Signore? 1 Cor. 9:1
- Se per altri non sono apostolo, lo sono almeno per voi; perché il suggello del mio apostolato siete voi, nel Signore. 1 Cor. 9:2
- Non abbiam noi il diritto di mangiare e di bere? 1 Cor. 9:4
- Non abbiamo noi il diritto di condurre attorno con noi una moglie, sorella in fede, siccome fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa? 1 Cor. 9:5
- O siamo soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare? 1 Cor. 9:6
- Chi è mai che fa il soldato a sue proprie spese? Chi è che pianta una vigna e non ne mangia del frutto? O chi è che pasce un gregge e non si ciba del latte del gregge? 1 Cor. 9:7
- Difatti, nella legge di Mosè è scritto: Non metter la musoliera al bue che trebbia il grano. Forse che Dio si dà pensiero de' buoi? 1 Cor. 9:9
- O non dice Egli così proprio per noi? Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza; e chi trebbia il grano deve trebbiarlo colla speranza d'averne la sua parte. 1 Cor. 9:10
- Non sapete voi che quelli i quali fanno il servigio sacro mangiano di quel che è offerto nel tempio? e che coloro i quali attendono all'altare, hanno parte all'altare? 1 Cor. 9:13
- Così ancora, il Signore ha ordinato che coloro i quali annunziano l'Evangelo vivano dell'Evangelo. 1 Cor. 9:14
- Io però non ho fatto uso d'alcuno di questi diritti, e non ho scritto questo perché si faccia così a mio riguardo; poiché preferirei morire, anziché veder qualcuno render vano il mio vanto. 1 Cor. 9:15
- Poiché, pur essendo libero da tutti, mi son fatto servo a tutti, per guadagnarne il maggior numero; 1 Cor. 9:19
- Non sapete voi che coloro i quali corrono nello stadio, corrono ben tutti, ma uno solo ottiene il premio? Correte in modo da riportarlo. 1 Cor. 9:24
- anzi, tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, che talora, dopo aver predicato agli altri, io stesso non sia riprovato. 1 Cor. 9:27
- Perché, fratelli, non voglio che ignoriate che i nostri padri furon tutti sotto la nuvola, e tutti passarono attraverso il mare, 1 Cor. 10:1
- onde non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo che è scritto: Il popolo si sedette per mangiare e per bere, poi s'alzò per divertirsi; 1 Cor. 10:7
- onde non tentiamo il Signore, come alcuni di loro lo tentarono, e perirono morsi dai serpenti. 1 Cor. 10:9
- Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è egli la comunione col sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è egli la comunione col corpo di Cristo? 1 Cor. 10:16
- Voi non potete bere il calice del Signore e il calice de' demonî; voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demonî. 1 Cor. 10:21
- O vogliam noi provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui? 1 Cor. 10:22
- Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi l'altrui. 1 Cor. 10:24
- Ma io voglio che sappiate che il capo d'ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l'uomo, e che il capo di Cristo è Dio. 1 Cor. 11:3
- ma ogni donna che prega o profetizza senz'avere il capo coperto da un velo, fa disonore al suo capo, perché è lo stesso che se fosse rasa. 1 Cor. 11:5
- Perché se la donna non si mette il velo, si faccia anche tagliare i capelli! Ma se è cosa vergognosa per una donna il farsi tagliare i capelli o radere il capo, si metta un velo. 1 Cor. 11:6
- Poiché, quanto all'uomo, egli non deve velarsi il capo, essendo immagine e gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell'uomo; 1 Cor. 11:7
- Mentre vi do queste istruzioni, io non vi lodo del fatto che vi radunate non per il meglio ma per il peggio. 1 Cor. 11:17
- Poiché ho ricevuto dal Signore quello che anche v'ho trasmesso; cioè, che il Signor Gesù, nella notte che fu tradito, prese del pane; 1 Cor. 11:23
- e dopo aver rese grazie, lo ruppe e disse: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. 1 Cor. 11:24
- Parimente, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. 1 Cor. 11:25
- Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore. 1 Cor. 11:27
- poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudicio su se stesso, se non discerne il corpo del Signore. 1 Cor. 11:29
- Perciò vi fo sapere che nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, dice: Gesù è anatema! e nessuno può dire: Gesù è il Signore! se non per lo Spirito Santo. 1 Cor. 12:3
- E vi è varietà di operazioni, ma non v'è che un medesimo Iddio, il quale opera tutte le cose in tutti. 1 Cor. 12:6
- Infatti, a uno è data mediante lo Spirito parola di sapienza; a un altro, parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; 1 Cor. 12:8
- a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigioni, per mezzo del medesimo Spirito; a un altro, potenza d'operar miracoli; 1 Cor. 12:9
- a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e ad un altro, la interpretazione delle lingue; 1 Cor. 12:10
- Poiché, siccome il corpo è uno ed ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un unico corpo, così ancora è di Cristo. 1 Cor. 12:12
- Infatti noi tutti abbiam ricevuto il battesimo di un unico Spirito per formare un unico corpo, e Giudei e Greci, e schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un unico Spirito. 1 Cor. 12:13
- E infatti il corpo non si compone di un membro solo, ma di molte membra. 1 Cor. 12:14
- Se il piè dicesse: Siccome io non sono mano, non son del corpo, non per questo non sarebbe del corpo. 1 Cor. 12:15
- Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato? 1 Cor. 12:17
- E se tutte le membra fossero un unico membro, dove sarebbe il corpo? 1 Cor. 12:19
- e l'occhio non può dire alla mano: Io non ho bisogno di te; né il capo può dire ai piedi: Non ho bisogno di voi. 1 Cor. 12:21
- mentre le parti nostre decorose non ne hanno bisogno; ma Dio ha costrutto il corpo in modo da dare maggior onore alla parte che ne mancava, 1 Cor. 12:24
- Or voi siete il corpo di Cristo, e membra d'esso, ciascuno per parte sua. 1 Cor. 12:27
- E quando avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e avessi tutta la fede in modo da trasportare i monti, se non ho carità, non son nulla. 1 Cor. 13:2
- E quando distribuissi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri, e quando dessi il mio corpo ad essere arso, se non ho carità, ciò niente mi giova. 1 Cor. 13:3
- non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non sospetta il male, 1 Cor. 13:5
- Procacciate la carità, non lasciando però di ricercare i doni spirituali, e principalmente il dono di profezia. 1 Cor. 14:1
- Perfino le cose inanimate che dànno suono, quali il flauto o la cetra, se non dànno distinzione di suoni, come si conoscerà quel ch'è suonato col flauto o con la cetra? 1 Cor. 14:7
- Così anche voi, se per il vostro dono di lingue non proferite un parlare intelligibile, come si capirà quel che dite? Parlerete in aria. 1 Cor. 14:9
- Se quindi io non intendo il significato del parlare, sarò un barbaro per chi parla, e chi parla sarà un barbaro per me. 1 Cor. 14:11
- Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire `Amen' al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? 1 Cor. 14:16
- Egli è scritto nella legge: Io parlerò a questo popolo per mezzo di gente d'altra lingua, e per mezzo di labbra straniere; e neppur così mi ascolteranno, dice il Signore. 1 Cor. 14:21
- e se una rivelazione è data a uno di quelli che stanno seduti, il precedente si taccia. 1 Cor. 14:30
- Pertanto, fratelli, bramate il profetare, e non impedite il parlare in altre lingue; 1 Cor. 14:39
- Fratelli, io vi rammento l'Evangelo che v'ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, 1 Cor. 15:1
- che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; 1 Cor. 15:4
- perché io sono il minimo degli apostoli; e non son degno d'esser chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. 1 Cor. 15:9
- E noi siamo anche trovati falsi testimoni di Dio, poiché abbiam testimoniato di Dio, ch'Egli ha risuscitato il Cristo; il quale Egli non ha risuscitato, se è vero che i morti non risuscitano. 1 Cor. 15:15
- poi verrà la fine, quand'egli avrà rimesso il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà ed ogni potenza. 1 Cor. 15:24
- E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti. 1 Cor. 15:28
- e quanto a quel che tu semini, non semini il corpo che ha da nascere, ma un granello ignudo, come capita, di frumento, o di qualche altro seme; 1 Cor. 15:37
- e Dio gli dà un corpo secondo che l'ha stabilito; e ad ogni seme, il proprio corpo. 1 Cor. 15:38
- Così pure della risurrezione de' morti. Il corpo è seminato corruttibile, e risuscita incorruttibile; 1 Cor. 15:42
- Così anche sta scritto: Il primo uomo, Adamo, fu fatto anima vivente; l'ultimo Adamo è spirito vivificante. 1 Cor. 15:45
- Il primo uomo, tratto dalla terra, è terreno; il secondo uomo è dal cielo. 1 Cor. 15:47
- Quale è il terreno, tali sono anche i terreni; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. 1 Cor. 15:48
- Or questo dico, fratelli, che carne e sangue non possono eredare il regno di Dio; né la corruzione può eredare la incorruttibilità. 1 Cor. 15:50
- O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo? 1 Cor. 15:55
- Or il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; 1 Cor. 15:56
- Perché, questa volta, io non voglio vedervi di passaggio; poiché spero di fermarmi qualche tempo da voi, se il Signore lo permette. 1 Cor. 16:7
- E io mi rallegro della venuta di Stefana, di Fortunato e d'Acaico, perché essi hanno riempito il vuoto prodotto dalla vostra assenza; 1 Cor. 16:17
- poiché hanno ricreato lo spirito mio ed il vostro; sappiate apprezzare cotali persone. 1 Cor. 16:18
- Il saluto, di mia propria mano: di me, Paolo. 1 Cor. 16:21
- Se qualcuno non ama il Signore, sia anatema. Maràn-atà. 1 Cor. 16:22
- Paolo, apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Timoteo, alla chiesa di Dio che è in Corinto, con tutti i santi che sono in tutta l'Acaia, 2 Cor. 1:1
- Benedetto sia Iddio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre delle misericordie e l'Iddio d'ogni consolazione, 2 Cor. 1:3
- il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione onde noi stessi siam da Dio consolati, possiam consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione. 2 Cor. 1:4
- il quale ci ha liberati e ci libererà da un così gran pericolo di morte, e nel quale abbiamo la speranza che ci libererà ancora; 2 Cor. 1:10
- Questo, infatti, è il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza, che ci siam condotti nel mondo, e più che mai verso voi, con santità e sincerità di Dio, non con sapienza carnale, ma con la grazia di Dio. 2 Cor. 1:12
- e spero che sino alla fine riconoscerete, come in parte avete già riconosciuto, che noi siamo il vostro vanto, come anche voi sarete il nostro nel giorno del nostro Signore, Gesù. 2 Cor. 1:14
- Perché il Figliuol di Dio, Cristo Gesù, che è stato da noi predicato fra voi, cioè da me, da Silvano e da Timoteo, non è stato `sì' e `no'; ma è `sì' in lui. 2 Cor. 1:19
- Poiché quante sono le promesse di Dio, tutte hanno in lui il loro `sì'; perciò pure per mezzo di lui si pronunzia l'Amen alla gloria di Dio, in grazia del nostro ministerio. 2 Cor. 1:20
- il quale ci ha pur segnati col proprio sigillo, e ci ha data la caparra dello Spirito nei nostri cuori. 2 Cor. 1:22
- Ma grazie siano rese a Dio che sempre ci conduce in trionfo in Cristo, e che per mezzo nostro spande da per tutto il profumo della sua conoscenza. 2 Cor. 2:14
- Poiché noi siamo dinanzi a Dio il buon odore di Cristo fra quelli che son sulla via della salvezza e fra quelli che son sulla via della perdizione: 2 Cor. 2:15
- essendo manifesto che voi siete una lettera di Cristo, scritta mediante il nostro ministerio, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito dell'Iddio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che son cuori di carne. 2 Cor. 3:3
- Ora se il ministerio della morte scolpito in lettere su pietre fu circondato di gloria, talché i figliuoli d'Israele non poteano fissar lo sguardo nel volto di Mosè a motivo della gloria, che pur svaniva, del volto di lui, 2 Cor. 3:7
- non sarà il ministerio dello Spirito circondato di molto maggior gloria? 2 Cor. 3:8
- Se, infatti, il ministerio della condanna fu con gloria, molto più abbonda in gloria il ministerio della giustizia. 2 Cor. 3:9
- quando però si saranno convertiti al Signore, il velo sarà rimosso. 2 Cor. 3:16
- Ora, il Signore è lo Spirito; e dov'è lo Spirito del Signore, quivi è libertà. 2 Cor. 3:17
- E noi tutti contemplando a viso scoperto, come in uno specchio, la gloria del Signore, siamo trasformati nell'istessa immagine di lui, di gloria in gloria, secondo che opera il Signore, che è Spirito. 2 Cor. 3:18
- E se il nostro vangelo è ancora velato, è velato per quelli che son sulla via della perdizione, 2 Cor. 4:3
- sapendo che Colui che risuscitò il Signor Gesù, risusciterà anche noi con Gesù, e ci farà comparir con voi alla sua presenza. 2 Cor. 4:14
- Poiché tutte queste cose avvengono per voi, affinché la grazia essendo abbondata, faccia sì che sovrabbondi per bocca di un gran numero il ringraziamento alla gloria di Dio. 2 Cor. 4:15
- Perciò noi non veniamo meno nell'animo; ma quantunque il nostro uomo esterno si disfaccia, pure il nostro uomo interno si rinnova di giorno in giorno. 2 Cor. 4:16
- Or Colui che ci ha formati per questo stesso è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito. 2 Cor. 5:5
- Sapendo dunque il timor che si deve avere del Signore, noi persuadiamo gli uomini; e Dio ci conosce a fondo, e spero che nelle vostre coscienze anche voi ci conoscete. 2 Cor. 5:11
- E tutto questo vien da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi il ministerio della riconciliazione; 2 Cor. 5:18
- in quanto che Iddio riconciliava con sé il mondo in Cristo non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posta in noi la parola della riconciliazione. 2 Cor. 5:19
- poiché egli dice: T'ho esaudito nel tempo accettevole, e t'ho soccorso nel giorno della salvezza. Eccolo ora il tempo accettevole; eccolo ora il giorno della salvezza! 2 Cor. 6:2
- Noi non diamo motivo di scandalo in cosa alcuna, onde il ministerio non sia vituperato; 2 Cor. 6:3
- La nostra bocca vi ha parlato apertamente, o Corinzî; il nostro cuore s'è allargato. 2 Cor. 6:11
- Voi non siete allo stretto in noi, ma è il vostro cuore che si è ristretto. 2 Cor. 6:12
- Ora, per renderci il contraccambio (parlo come a figliuoli), allargate il cuore anche voi! 2 Cor. 6:13
- E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v'è di comune tra il fedele e l'infedele? 2 Cor. 6:15
- E quale accordo fra il tempio di Dio e gl'idoli? Poiché noi siamo il tempio dell'Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro; e sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. 2 Cor. 6:16
- Perciò Uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d'immondo; ed io v'accoglierò, 2 Cor. 6:17
- e vi sarò per Padre e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole, dice il Signore onnipotente. 2 Cor. 6:18
- e non soltanto con la venuta di lui, ma anche con la consolazione da lui provata a vostro riguardo. Egli ci ha raccontato la vostra bramosia di noi, il vostro pianto, il vostro zelo per me; ond'io mi sono più che mai rallegrato. 2 Cor. 7:7
- Perciò siamo stati consolati; e oltre a questa nostra consolazione ci siamo più che mai rallegrati per l'allegrezza di Tito, perché il suo spirito è stato ricreato da voi tutti. 2 Cor. 7:13
- Che se mi sono in qualcosa gloriato di voi con lui, non sono stato confuso; ma come v'abbiam detto in ogni cosa la verità, così anche il nostro vanto di voi con Tito è risultato verità. 2 Cor. 7:14
- Poiché, io ne rendo testimonianza, secondo il poter loro, anzi al di là del poter loro, hanno dato volonterosi, 2 Cor. 8:3
- Perché voi conoscete la carità del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, s'è fatto povero per amor vostro, onde, mediante la sua povertà, voi poteste diventar ricchi. 2 Cor. 8:9
- E qui vi do un consiglio; il che conviene a voi i quali fin dall'anno passato avete per i primi cominciato non solo a fare ma anche a volere: 2 Cor. 8:10
- Portate ora a compimento anche il fare; onde, come ci fu la prontezza del volere, così ci sia anche il compiere secondo i vostri mezzi. 2 Cor. 8:11
- perché conosco la prontezza dell'animo vostro, per la quale mi glorio di voi presso i Macedoni, dicendo che l'Acaia è pronta fin dall'anno passato; e il vostro zelo ne ha stimolati moltissimi. 2 Cor. 9:2
- Ma ho mandato i fratelli onde il nostro gloriarci di voi non riesca vano per questo rispetto; affinché, come dissi, siate pronti; 2 Cor. 9:3
- Or Colui che fornisce al seminatore la semenza, e il pane da mangiare, fornirà e moltiplicherà la semenza vostra e accrescerà i frutti della vostra giustizia. 2 Cor. 9:10
- in quanto che la prova pratica fornita da questa sovvenzione li porta a glorificare Iddio per l'ubbidienza con cui professate il Vangelo di Cristo, e per la liberalità con cui partecipate ai bisogni loro e di tutti. 2 Cor. 9:13
- Poiché, quand'anche io mi gloriassi un po' di più dell'autorità che il Signore ci ha data per la edificazione vostra e non per la vostra rovina, non ne sarei svergognato. 2 Cor. 10:8
- Poiché non ci estendiamo oltre il dovuto, quasi che non fossimo giunti fino a voi; perché fino a voi siamo realmente giunti col Vangelo di Cristo. 2 Cor. 10:14
- Poiché non colui che raccomanda se stesso è approvato, ma colui che il Signore raccomanda. 2 Cor. 10:18
- Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti siano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purità rispetto a Cristo. 2 Cor. 11:3
- e quando, durante il mio soggiorno fra voi, mi trovai nel bisogno, non fui d'aggravio a nessuno, perché i fratelli, venuti dalla Macedonia, supplirono al mio bisogno; e in ogni cosa mi sono astenuto e m'asterrò ancora dall'esservi d'aggravio. 2 Cor. 11:9
- Quello che dico, quando mi vanto con tanta fiducia, non lo dico secondo il Signore, ma come in pazzia. 2 Cor. 11:17
- Che se uno vi riduce in schiavitù, se uno vi divora, se uno vi prende il vostro, se uno s'innalza sopra voi, se uno vi percuote in faccia, voi lo sopportate. 2 Cor. 11:20
- A Damasco, il governatore del re Areta avea posto delle guardie alla città dei Damasceni per pigliarmi; 2 Cor. 11:32
- e da una finestra fui calato, in una cesta, lungo il muro, e scampai dalle sue mani. 2 Cor. 11:33
- Io conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa (se fu col corpo non so, né so se fu senza il corpo; Iddio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. 2 Cor. 12:2
- E so che quel tale (se fu col corpo o senza il corpo non so; 2 Cor. 12:3
- Tre volte ho pregato il Signore perché l'allontanasse da me; 2 Cor. 12:8
- Poiché noi ci rallegriamo quando siamo deboli e voi siete forti; e i nostri voti sono per il vostro perfezionamento. 2 Cor. 13:9
- Perciò vi scrivo queste cose mentre sono assente, affinché, quando sarò presente, io non abbia a procedere rigorosamente secondo l'autorità che il Signore mi ha data per edificare, e non per distruggere. 2 Cor. 13:10
- Il quale poi non è un altro vangelo; ma ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire l'Evangelo di Cristo. Gal. 1:7
- Vado io forse cercando di conciliarmi il favore degli uomini, ovvero quello di Dio? O cerco io di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo. Gal. 1:10
- di rivelare in me il suo Figliuolo perch'io lo annunziassi fra i Gentili, io non mi consigliai con carne e sangue, Gal. 1:16
- e non vidi alcun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore. Gal. 1:19
- Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale m'ha amato, e ha dato se stesso per me. Gal. 2:20
- Or che nessuno sia giustificato per la legge dinanzi a Dio, è manifesto perché il giusto vivrà per fede. Gal. 3:11
- Talché la legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede. Gal. 3:24
- ma quando giunse la pienezza de' tempi, Iddio mandò il suo Figliuolo, nato di donna, nato sotto la legge, Gal. 4:4
- Costoro son zelanti di voi, ma non per fini onesti; anzi vi vogliono staccare da noi perché il vostro zelo si volga a loro. Gal. 4:17
- Infatti Agar, è il monte Sinai in Arabia, e corrisponde alla Gerusalemme del tempo presente, la quale è schiava coi suoi figliuoli. Gal. 4:25
- Poich'egli è scritto: Rallegrati, o sterile che non partorivi! Prorompi in grida, tu che non avevi sentito doglie di parto! Poiché i figliuoli dell'abbandonata saranno più numerosi di quelli di colei che aveva il marito. Gal. 4:27
- Ma come allora colui ch'era nato secondo la carne perseguitava il nato secondo lo Spirito, così succede anche ora. Gal. 4:29
- Ma che dice la Scrittura? Caccia via la schiava e il suo figliuolo; perché il figliuolo della schiava non sarà erede col figliuolo della libera. Gal. 4:30
- Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi; state dunque saldi, e non vi lasciate di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù! Gal. 5:1
- poiché tutta la legge è adempiuta in quest'unica parola: Ama il tuo prossimo come te stesso. Gal. 5:14
- sètte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie, e altre simili cose; circa le quali io vi prevengo, come anche v'ho già prevenuti, che quelli che fanno tali cose non erederanno il regno di Dio. Gal. 5:21
- Il frutto dello Spirito, invece, è amore, allegrezza, pace, longanimità, benignità, bontà, fedeltà, dolcezza, temperanza; Gal. 5:22
- Poiché ciascuno porterà il suo proprio carico. Gal. 6:5
- E non ci scoraggiamo nel far il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. Gal. 6:9
- Ma quanto a me, non sia mai ch'io mi glorî d'altro che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso, e io sono stato crocifisso per il mondo. Gal. 6:14
- Benedetto sia l'Iddio e Padre del nostro Signor Gesù Cristo, il quale ci ha benedetti d'ogni benedizione spirituale ne' luoghi celesti in Cristo, Efe. 1:3
- avendoci predestinati ad essere adottati, per mezzo di Gesù Cristo, come suoi figliuoli, secondo il beneplacito della sua volontà: Efe. 1:5
- Poiché in lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione de' peccati, secondo le ricchezze della sua grazia; Efe. 1:7
- col farci conoscere il mistero della sua volontà, giusta il disegno benevolo ch'Egli avea già prima in se stesso formato, Efe. 1:9
- In lui, dico, nel quale siamo pur stati fatti eredi, a ciò predestinati conforme al proposito di Colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della propria volontà, Efe. 1:11
- In lui voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l'evangelo della vostra salvazione, in lui avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, Efe. 1:13
- il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio s'è acquistati, a lode della sua gloria. Efe. 1:14
- affinché l'Iddio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per la piena conoscenza di lui, Efe. 1:17
- che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti. Efe. 1:23
- ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potestà dell'aria, di quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli; Efe. 2:2
- Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore del quale ci ha amati, Efe. 2:4
- Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Efe. 2:8
- Ma ora, in Cristo Gesù, voi che già eravate lontani, siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo. Efe. 2:13
- Poiché è lui ch'è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto un solo ed ha abbattuto il muro di separazione Efe. 2:14
- Per questa cagione io, Paolo, il carcerato di Cristo Gesù per voi, o Gentili... Efe. 3:1
- come per rivelazione mi sia stato fatto conoscere il mistero, di cui più sopra vi ho scritto in poche parole; Efe. 3:3
- Il qual mistero, nelle altre età, non fu dato a conoscere ai figliuoli degli uomini nel modo che ora, per mezzo dello Spirito, è stato rivelato ai santi apostoli e profeti di Lui; Efe. 3:5
- A me, dico, che son da meno del minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di recare ai Gentili il buon annunzio delle non investigabili ricchezze di Cristo, Efe. 3:8
- e di manifestare a tutti quale sia il piano seguìto da Dio riguardo al mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto in Dio, il Creatore di tutte le cose, Efe. 3:9
- Io dunque, il carcerato nel Signore, vi esorto a condurvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, Efe. 4:1
- per il perfezionamento de' santi, per l'opera del ministerio, per la edificazione del corpo di Cristo, Efe. 4:12
- ma che, seguitando verità in carità, noi cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. Efe. 4:15
- Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l'aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore d'ogni singola parte, per edificar se stesso nell'amore. Efe. 4:16
- Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra il vostro cruccio Efe. 4:26
- Niuna mala parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete alcuna buona che edifichi, secondo il bisogno, ditela, affinché conferisca grazia a chi l'ascolta. Efe. 4:29
- E non contristate lo Spirito Santo di Dio col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione. Efe. 4:30
- (poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà e giustizia e verità), Efe. 5:9
- poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, egli, che è il Salvatore del corpo. Efe. 5:23
- Ma d'altronde, anche fra voi, ciascuno individualmente così ami sua moglie, come ama se stesso; e altresì la moglie rispetti il marito. Efe. 5:33
- Onora tuo padre e tua madre (è questo il primo comandamento con promessa) Efe. 6:2
- non servendo all'occhio come per piacere agli uomini, ma, come servi di Cristo, facendo il voler di Dio d'animo; Efe. 6:6
- servendo con benevolenza, come se serviste il Signore e non gli uomini; Efe. 6:7
- E voi, signori, fate altrettanto rispetto a loro; astenendovi dalle minacce, sapendo che il Signor vostro e loro è nel cielo, e che dinanzi a lui non v'è riguardo a qualità di persone. Efe. 6:9
- poiché il combattimento nostro non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono ne' luoghi celesti. Efe. 6:12
- Perciò, prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e dopo aver compiuto tutto il dover vostro, restare in piè. Efe. 6:13
- ed anche per me, acciocché mi sia dato di parlare apertamente per far conoscere con franchezza il mistero dell'Evangelo, Efe. 6:19
- per il quale io sono ambasciatore in catena; affinché io l'annunzî francamente, come convien ch'io ne parli. Efe. 6:20
- Or acciocché anche voi sappiate lo stato mio e quello ch'io fo, Tichico, il caro fratello e fedel ministro del Signore, vi farà saper tutto. Efe. 6:21
- La grazia sia con tutti quelli che amano il Signor nostro Gesù Cristo con purità incorrotta. Efe. 6:24
- Io rendo grazie all'Iddio mio di tutto il ricordo che ho di voi; Fil. 1:3
- E la mia preghiera è che il vostro amore sempre più abbondi in conoscenza e in ogni discernimento, Fil. 1:9
- onde possiate distinguere fra il bene ed il male, affinché siate sinceri e irreprensibili per il giorno di Cristo, Fil. 1:10
- Poiché per me il vivere è Cristo, e il morire guadagno. Fil. 1:21
- Ma se il continuare a vivere nella carne rechi frutto all'opera mia e quel ch'io debba preferire, non saprei dire. Fil. 1:22
- Io sono stretto dai due lati: ho il desiderio di partire e d'esser con Cristo, perché è cosa di gran lunga migliore; Fil. 1:23
- ma il mio rimanere nella carne è più necessario per voi. Fil. 1:24
- Ed ho questa ferma fiducia ch'io rimarrò e dimorerò con tutti voi per il vostro progresso e per la gioia della vostra fede; Fil. 1:25
- onde il vostro gloriarvi abbondi in Cristo Gesù a motivo di me, per la mia presenza di nuovo in mezzo a voi. Fil. 1:26
- e non essendo per nulla spaventati dagli avversarî: il che per loro è una prova evidente di perdizione; ma per voi, di salvezza; e ciò da parte di Dio. Fil. 1:28
- il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l'essere uguale a Dio, Fil. 2:6
- Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d'ogni nome, Fil. 2:9
- e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. Fil. 2:11
- poiché Dio è quel che opera in voi il volere e l'operare, per la sua benevolenza. Fil. 2:13
- Poiché tutti cercano il loro proprio; non ciò che è di Cristo Gesù. Fil. 2:21
- poiché i veri circoncisi siamo noi, che offriamo il nostro culto per mezzo dello Spirito di Dio, che ci gloriamo in Cristo Gesù, e non ci confidiamo nella carne; Fil. 3:3
- Anzi, a dir vero, io reputo anche ogni cosa essere un danno di fronte alla eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale rinunziai a tutte codeste cose e le reputo tanta spazzatura affin di guadagnare Cristo, Fil. 3:8
- Non ch'io abbia già ottenuto il premio o che sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il corso se mai io possa afferrare il premio; poiché anch'io sono stato afferrato da Cristo Gesù. Fil. 3:12
- Fratelli, io non reputo d'avere ancora ottenuto il premio; ma una cosa fo: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno dinanzi, Fil. 3:13
- proseguo il corso verso la mèta per ottenere il premio della superna vocazione di Dio in Cristo Gesù. Fil. 3:14
- Sia questo dunque il sentimento di quanti siamo maturi; e se in alcuna cosa voi sentite altrimenti, Iddio vi rivelerà anche quella. Fil. 3:15
- la fine de' quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l'animo alle cose della terra. Fil. 3:19
- Quanto a noi, la nostra cittadinanza è ne' cieli, d'onde anche aspettiamo come Salvatore il Signor Gesù Cristo, Fil. 3:20
- il quale trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, in virtù della potenza per la quale egli può anche sottoporsi ogni cosa. Fil. 3:21
- Il Signore è vicino. Non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna; ma in ogni cosa siano le vostre richieste rese note a Dio in preghiera e supplicazione con azioni di grazie. Fil. 4:6
- Anche voi sapete, o Filippesi, che quando cominciai a predicar l'Evangelo, dopo aver lasciata la Macedonia, nessuna chiesa mi fece parte di nulla per quanto concerne il dare e l'avere, se non voi soli; Fil. 4:15
- Non già ch'io ricerchi i doni; ricerco piuttosto il frutto che abbondi a conto vostro. Fil. 4:17
- Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, Col. 1:1
- che è pervenuto sino a voi, come sta portando frutto e crescendo in tutto il mondo nel modo che fa pure tra voi dal giorno che udiste e conosceste la grazia di Dio in verità, Col. 1:6
- secondo quel che avete imparato da Epafra, il nostro caro compagno di servizio, che è fedel ministro di Cristo per voi, Col. 1:7
- e che ci ha anche fatto conoscere il vostro amore nello Spirito. Col. 1:8
- il quale è l'immagine dell'invisibile Iddio, il primogenito d'ogni creatura; Col. 1:15
- Ed egli è il capo del corpo, cioè della Chiesa; egli che è il principio, il primogenito dai morti, onde in ogni cosa abbia il primato. Col. 1:18
- Poiché in lui si compiacque il Padre di far abitare tutta la pienezza Col. 1:19
- e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della croce d'esso; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli. Col. 1:20
- se pur perseverate nella fede, fondati e saldi, e non essendo smossi dalla speranza dell'Evangelo che avete udito, che fu predicato in tutta la creazione sotto il cielo, e del quale io, Paolo, sono stato fatto ministro. Col. 1:23
- cioè, il mistero, che è stato occulto da tutti i secoli e da tutte le generazioni, ma che ora è stato manifestato ai santi di lui; Col. 1:26
- il quale noi proclamiamo, ammonendo ciascun uomo e ciascun uomo ammaestrando in ogni sapienza, affinché presentiamo ogni uomo, perfetto in Cristo. Col. 1:28
- perché, sebbene sia assente di persona, pure son con voi in ispirito, rallegrandomi e mirando il vostro ordine e la fermezza della vostra fede in Cristo. Col. 2:5
- Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù il Signore, così camminate uniti a lui, Col. 2:6
- e in lui voi avete tutto pienamente. Egli è il capo d'ogni principato e d'ogni potestà; Col. 2:10
- avendo cancellato l'atto accusatore scritto in precetti, il quale ci era contrario; e quell'atto ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; Col. 2:14
- che sono l'ombra di cose che doveano avvenire; ma il corpo è di Cristo. Col. 2:17
- e non attenendosi al Capo, dal quale tutto il corpo, ben fornito e congiunto insieme per via delle giunture e articolazioni, prende l'accrescimento che viene da Dio. Col. 2:19
- Quelle cose hanno, è vero, riputazione di sapienza per quel tanto che è in esse di culto volontario, di umiltà, e di austerità nel trattare il corpo; ma non hanno alcun valore e servon solo a soddisfare la carne. Col. 2:23
- giacché avete svestito l'uomo vecchio coi suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l'ha creato. Col. 3:10
- sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi a vicenda, se uno ha di che dolersi d'un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. Col. 3:13
- E sopra tutte queste cose vestitevi della carità che è il vincolo della perfezione. Col. 3:14
- Servi, ubbidite in ogni cosa ai vostri padroni secondo la carne; non servendoli soltanto quando vi vedono come per piacere agli uomini, ma con semplicità di cuore, temendo il Signore. Col. 3:22
- Qualunque cosa facciate, operate di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini; Col. 3:23
- Servite a Cristo il Signore! Poiché chi fa torto riceverà la retribuzione del torto che avrà fatto; e non ci son riguardi personali. Col. 3:25
- pregando in pari tempo anche per noi, affinché Iddio ci apra una porta per la Parola onde possiamo annunziare il mistero di Cristo, a cagion del quale io mi trovo anche prigione; Col. 4:3
- Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno. Col. 4:6
- Tutte le cose mie ve le farà sapere Tichico, il caro fratello e fedel ministro e mio compagno di servizio nel Signore. Col. 4:7
- e con lui ho mandato il fedele e caro fratello Onesimo, che è dei vostri. Essi vi faranno sapere tutte le cose di qua. Col. 4:9
- Vi salutano Aristarco, il mio compagno di prigione, e Marco, il cugino di Barnaba (intorno al quale avete ricevuto degli ordini; se viene da voi, accoglietelo), e Gesù, detto Giusto, i quali sono della circoncisione; Col. 4:10
- e fra questi sono i soli miei collaboratori per il regno di Dio, che mi siano stati di conforto. Col. 4:11
- Luca, il medico diletto, e Dema vi salutano. Col. 4:14
- Il saluto è di mia propria mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi. Col. 4:18
- Poiché il nostro Evangelo non vi è stato annunziato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione; e infatti voi sapete quel che siamo stati fra voi per amor vostro. 1 Tes. 1:5
- perché eglino stessi raccontano di noi quale sia stata la nostra venuta tra voi, e come vi siete convertiti dagl'idoli a Dio per servire all'Iddio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figliuolo, 1 Tes. 1:9
- il quale Egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall'ira a venire. 1 Tes. 1:10
- i quali hanno ucciso e il Signor Gesù e i profeti, hanno cacciato noi, e non piacciono a Dio, e sono avversi a tutti gli uomini, 1 Tes. 2:15
- Perciò anch'io, non potendo più resistere, mandai ad informarmi della vostra fede, per tema che il tentatore vi avesse tentati, e la nostra fatica fosse riuscita vana. 1 Tes. 3:5
- Ora Iddio stesso, nostro Padre, e il Signor nostro Gesù ci appianino la via per venir da voi; 1 Tes. 3:11
- e quant'è a voi, il Signore vi accresca e vi faccia abbondare in amore gli uni verso gli altri e verso tutti, come anche noi abbondiamo verso voi, 1 Tes. 3:12
- per confermare i vostri cuori, onde siano irreprensibili in santità nel cospetto di Dio nostro Padre, quando il Signor nostro Gesù verrà con tutti i suoi santi. 1 Tes. 3:13
- Del rimanente, fratelli, come avete imparato da noi il modo in cui vi dovete condurre e piacere a Dio (ed è così che già vi conducete), vi preghiamo e vi esortiamo nel Signor Gesù a vie più progredire. 1 Tes. 4:1
- che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, 1 Tes. 4:4
- e che nessuno soverchi il fratello né lo sfrutti negli affari; perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose, siccome anche v'abbiamo innanzi detto e protestato. 1 Tes. 4:6
- Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell'Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito. 1 Tes. 4:8
- perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; 1 Tes. 4:16
- poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore. 1 Tes. 4:17
- perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. 1 Tes. 5:2
- il quale è morto per noi affinché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. 1 Tes. 5:10
- Guardate che nessuno renda ad alcuno male per male; anzi procacciate sempre il bene gli uni degli altri, e quello di tutti. 1 Tes. 5:15
- ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene; 1 Tes. 5:21
- Or l'Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo. 1 Tes. 5:23
- Io vi scongiuro per il Signore a far sì che questa epistola sia letta a tutti i fratelli. 1 Tes. 5:27
- Questa è una prova del giusto giudicio di Dio, affinché siate riconosciuti degni del regno di Dio, per il quale anche patite. 2 Tes. 1:5
- Poiché è cosa giusta presso Dio il rendere a quelli che vi affliggono, afflizione; 2 Tes. 1:6
- e a voi che siete afflitti, requie con noi, quando il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, 2 Tes. 1:7
- onde il nome del nostro Signor Gesù sia glorificato in voi, e voi in lui, secondo la grazia dell'Iddio nostro e del Signor Gesù Cristo. 2 Tes. 1:12
- Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro adunamento con lui, 2 Tes. 2:1
- vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente. 2 Tes. 2:2
- Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figliuolo della perdizione, 2 Tes. 2:3
- Poiché il mistero dell'empietà è già all'opra: soltanto v'è chi ora lo ritiene e lo riterrà finché sia tolto di mezzo. 2 Tes. 2:7
- E allora sarà manifestato l'empio, che il Signor Gesù distruggerà col soffio della sua bocca, e annienterà con l'apparizione della sua venuta. 2 Tes. 2:8
- e con ogni sorta d'inganno d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amor della verità per esser salvati. 2 Tes. 2:10
- Ma il Signore è fedele, ed egli vi renderà saldi e vi guarderà dal maligno. 2 Tes. 3:3
- E il Signore diriga i vostri cuori all'amor di Dio e alla paziente aspettazione di Cristo. 2 Tes. 3:5
- né abbiam mangiato gratuitamente il pane d'alcuno, ma con fatica e con pena abbiam lavorato notte e giorno per non esser d'aggravio ad alcun di voi. 2 Tes. 3:8
- Non già che non abbiamo il diritto di farlo, ma abbiam voluto darvi noi stessi ad esempio, perché c'imitaste. 2 Tes. 3:9
- A quei tali noi ordiniamo e li esortiamo nel Signor Gesù Cristo che mangino il loro proprio pane, quietamente lavorando. 2 Tes. 3:12
- Quanto a voi, fratelli, non vi stancate di fare il bene. 2 Tes. 3:13
- Or il Signore della pace vi dia egli stesso del continuo la pace in ogni maniera. Il Signore sia con tutti voi. 2 Tes. 3:16
- Il saluto è di mia propria mano; di me, Paolo; questo serve di segno in ogni mia epistola; scrivo così. 2 Tes. 3:17
- Ma il fine di quest'incarico è l'amore procedente da un cuor puro, da una buona coscienza e da fede non finta; 1 Tim. 1:5
- riconoscendo che la legge è fatta non per il giusto, ma per gl'iniqui e i ribelli, per gli empî e i peccatori, per gli scellerati e gl'irreligiosi, per i percuotitori di padre e madre, 1 Tim. 1:9
- Certa è questa parola e degna d'essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, de' quali io sono il primo. 1 Tim. 1:15
- Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me per il primo tutta la sua longanimità, e io servissi d'esempio a quelli che per l'avvenire crederebbero in lui per aver la vita eterna. 1 Tim. 1:16
- il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. 1 Tim. 2:4
- il quale diede se stesso qual prezzo di riscatto per tutti; fatto che doveva essere attestato a suo tempo, 1 Tim. 2:6
- e per attestare il quale io fui costituito banditore ed apostolo (io dico il vero, non mentisco), dottore dei Gentili in fede e in verità. 1 Tim. 2:7
- Perché Adamo fu formato il primo, e poi Eva; 1 Tim. 2:13
- Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, assennato, costumato, ospitale, atto ad insegnare, 1 Tim. 3:2
- uomini che ritengano il mistero della fede in pura coscienza. 1 Tim. 3:9
- E, senza contraddizione, grande è il mistero della pietà: Colui che è stato manifestato in carne, è stato giustificato nello spirito, è apparso agli angeli, è stato predicato fra i Gentili, è stato creduto nel mondo, è stato elevato in gloria. 1 Tim. 3:16
- i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l'astensione da cibi che Dio ha creati affinché quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità, ne usino con rendimento di grazie. 1 Tim. 4:3
- Poiché per questo noi fatichiamo e lottiamo: perché abbiamo posto la nostra speranza nell'Iddio vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini, principalmente dei credenti. 1 Tim. 4:10
- Non trascurare il dono che è in te, il quale ti fu dato per profezia quando ti furono imposte le mani dal collegio degli anziani. 1 Tim. 4:14
- Cura queste cose e datti ad esse interamente, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti. 1 Tim. 4:15
- Ma se una vedova ha de' figliuoli o de' nipoti, imparino essi prima a mostrarsi pii verso la propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori, perché questo è accettevole nel cospetto di Dio. 1 Tim. 5:4
- Tutti coloro che sono sotto il giogo della servitù, reputino i loro padroni come degni d'ogni onore, affinché il nome di Dio e la dottrina non vengano biasimati. 1 Tim. 6:1
- E quelli che hanno padroni credenti, non li disprezzino perché son fratelli, ma tanto più li servano, perché quelli che ricevono il beneficio del loro servizio sono fedeli e diletti. Queste cose insegna e ad esse esorta. 1 Tim. 6:2
- Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale facesti quella bella confessione in presenza di molti testimoni. 1 Tim. 6:12
- io t'ingiungo d'osservare il comandamento divino da uomo immacolato, irreprensibile, fino all'apparizione del nostro Signor Gesù Cristo, 1 Tim. 6:14
- la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signor dei signori, 1 Tim. 6:15
- il quale solo possiede l'immortalità ed abita una luce inaccessibile; il quale nessun uomo ha veduto né può vedere; al quale siano onore e potenza eterna. Amen. 1 Tim. 6:16
- A quelli che son ricchi in questo mondo ordina che non siano d'animo altero, che non ripongano la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, il quale ci somministra copiosamente ogni cosa perché ne godiamo; 1 Tim. 6:17
- O Timoteo, custodisci il deposito, schivando le profane vacuità di parole e le opposizioni di quella che falsamente si chiama scienza, 1 Tim. 6:20
- Io rendo grazie a Dio, il quale servo con pura coscienza, come l'han servito i miei antenati, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere giorno e notte, 2 Tim. 1:3
- Per questa ragione ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per la imposizione delle mie mani. 2 Tim. 1:6
- il quale ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli, 2 Tim. 1:9
- ma che è stata ora manifestata coll'apparizione del Salvator nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha prodotto in luce la vita e l'immortalità mediante l'Evangelo, 2 Tim. 1:10
- Ed è pure per questa cagione che soffro queste cose; ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e son persuaso ch'egli è potente da custodire il mio deposito fino a quel giorno. 2 Tim. 1:12
- Custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi. 2 Tim. 1:14
- Conceda il Signore misericordia alla famiglia d'Onesiforo, poiché egli m'ha spesse volte confortato e non si è vergognato della mia catena; 2 Tim. 1:16
- Gli conceda il Signore di trovar misericordia presso il Signore in quel giorno; e quanti servigî egli abbia reso in Efeso tu sai molto bene. 2 Tim. 1:18
- Il lavoratore che fatica dev'essere il primo ad aver la sua parte de' frutti. 2 Tim. 2:6
- Considera quello che dico, poiché il Signore ti darà intelligenza in ogni cosa. 2 Tim. 2:7
- Ricordati di Gesù Cristo, risorto d'infra i morti, progenie di Davide, secondo il mio Vangelo; 2 Tim. 2:8
- per il quale io soffro afflizione fino ad essere incatenato come un malfattore, ma la parola di Dio non è incatenata. 2 Tim. 2:9
- Ma pure il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: `Il Signore conosce quelli che son suoi', e: `Ritraggasi dall'iniquità chiunque nomina il nome del Signore'. 2 Tim. 2:19
- Ma fuggi gli appetiti giovanili e procaccia giustizia, fede, amore, pace con quelli che di cuor puro invocano il Signore. 2 Tim. 2:22
- Or il servitore del Signore non deve contendere, ma dev'essere mite inverso tutti, atto ad insegnare, paziente, 2 Tim. 2:24
- senz'affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, 2 Tim. 3:3
- alle mie persecuzioni, alle mie sofferenze, a quel che mi avvenne ad Antiochia, ad Iconio ed a Listra. Sai quali persecuzioni ho sopportato; e il Signore mi ha liberato da tutte. 2 Tim. 3:11
- Io te ne scongiuro nel cospetto di Dio e di Cristo Gesù che ha da giudicare i vivi e i morti, e per la sua apparizione e per il suo regno: 2 Tim. 4:1
- Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie 2 Tim. 4:3
- Quanto a me io sto per esser offerto a mo' di libazione, e il tempo della mia dipartenza è giunto. 2 Tim. 4:6
- Io ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbata la fede; 2 Tim. 4:7
- del rimanente mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione. 2 Tim. 4:8
- poiché Dema, avendo amato il presente secolo, mi ha lasciato e se n'è andato a Tessalonica. Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Luca solo è meco. 2 Tim. 4:10
- Prendi Marco e menalo teco; poich'egli mi è molto utile per il ministerio. 2 Tim. 4:11
- Quando verrai porta il mantello che ho lasciato a Troas da Carpo, e i libri, specialmente le pergamene. 2 Tim. 4:13
- Alessandro, il ramaio, mi ha fatto del male assai. Il Signore gli renderà secondo le sue opere. 2 Tim. 4:14
- Ma il Signore è stato meco e m'ha fortificato, affinché il Vangelo fosse per mezzo mio pienamente proclamato e tutti i Gentili l'udissero; e sono stato liberato dalla gola del leone. 2 Tim. 4:17
- Il Signore mi libererà da ogni mala azione e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria ne' secoli dei secoli. Amen. 2 Tim. 4:18
- Il Signore sia col tuo spirito. La grazia sia con voi. 2 Tim. 4:22
- Poiché il vescovo bisogna che sia irreprensibile, come economo di Dio; non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non manesco, non cupido di disonesto guadagno, Tito 1:7
- il quale ha dato se stesso per noi affin di riscattarci da ogni iniquità e di purificarsi un popolo suo proprio, zelante nelle opere buone. Tito 2:14
- Ma quando la benignità di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini sono stati manifestati, Tito 3:4
- Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, Tito 3:5
- Provvedi con cura al viaggio di Zena, il legista, e d'Apollo, affinché nulla manchi loro. Tito 3:13
- Paolo, prigione di Cristo Gesù, e il fratello Timoteo, a Filemone, nostro diletto e compagno d'opera, Fil'm 1:1
- Poiché ho provato una grande allegrezza e consolazione pel tuo amore, perché il cuore dei santi è stato ricreato per mezzo tuo, o fratello. Fil'm 1:7
- ti prego per il mio figliuolo che ho generato nelle mie catene, Fil'm 1:10
- ma, senza il tuo parere, non ho voluto far nulla, affinché il tuo beneficio non fosse come forzato, ma volontario. Fil'm 1:14
- Sì, fratello, io vorrei da te un qualche utile nel Signore; deh, ricrea il mio cuore in Cristo. Fil'm 1:20
- in questi ultimi giorni ha parlato a noi mediante il suo Figliuolo, ch'Egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale pure ha creato i mondi; Ebr. 1:2
- il quale, essendo lo splendore della sua gloria e l'impronta della sua essenza e sostenendo tutte le cose con la parola della sua potenza, quand'ebbe fatta la purificazione dei peccati, si pose a sedere alla destra della Maestà ne' luoghi altissimi, Ebr. 1:3
- diventato così di tanto superiore agli angeli, di quanto il nome che ha eredato è più eccellente del loro. Ebr. 1:4
- Infatti, a qual degli angeli diss'Egli mai: Tu sei il mio Figliuolo, oggi ti ho generato? e di nuovo: Io gli sarò Padre ed egli mi sarà Figliuolo? Ebr. 1:5
- E quando di nuovo introduce il Primogenito nel mondo, dice: Tutti gli angeli di Dio l'adorino! Ebr. 1:6
- dice del Figliuolo: Il tuo trono, o Dio, è ne' secoli dei secoli, e lo scettro di rettitudine è lo scettro del tuo regno. Ebr. 1:8
- Difatti, non è ad angeli ch'Egli ha sottoposto il mondo a venire del quale parliamo; Ebr. 2:5
- anzi, qualcuno ha in un certo luogo attestato dicendo: Che cos'è l'uomo che tu ti ricordi di lui o il figliuol dell'uomo che tu ti curi di lui? Ebr. 2:6
- Infatti, per condurre molti figliuoli alla gloria, ben s'addiceva a Colui per cagion del quale son tutte le cose e per mezzo del quale son tutte le cose, di rendere perfetto, per via di sofferenze, il duce della loro salvezza. Ebr. 2:10
- dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli; in mezzo alla raunanza canterò la tua lode. Ebr. 2:12
- Poiché dunque i figliuoli partecipano del sangue e della carne, anch'egli vi ha similmente partecipato, affinché, mediante la morte, distruggesse colui che avea l'impero della morte, cioè il diavolo, Ebr. 2:14
- e liberasse tutti quelli che per il timor della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù. Ebr. 2:15
- Perciò, fratelli santi, che siete partecipi d'una celeste vocazione, considerate Gesù, l'Apostolo e il Sommo Sacerdote della nostra professione di fede, Ebr. 3:1
- il quale è fedele a Colui che l'ha costituito, come anche lo fu Mosè in tutta la casa di Dio. Ebr. 3:2
- ma Cristo lo è come Figlio, sopra la sua casa; e la sua casa siamo noi se riteniam ferma sino alla fine la nostra franchezza e il vanto della nostra speranza. Ebr. 3:6
- Perciò mi disgustai di quella generazione, e dissi: Sempre erra il cuor loro; ed essi non han conosciuto le mie vie, Ebr. 3:10
- Perché in qualche luogo, a proposito del settimo giorno, è detto così: E Dio si riposò il settimo giorno da tutte le sue opere; Ebr. 4:4
- Infatti, se Giosuè avesse dato loro il riposo, Iddio non avrebbe di poi parlato d'un altro giorno. Ebr. 4:8
- Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; Ebr. 4:9
- Avendo noi dunque un gran Sommo Sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figliuol di Dio, riteniamo fermamente la professione della nostra fede. Ebr. 4:14
- ed è a cagion di questa ch'egli è obbligato ad offrir dei sacrificî per i peccati, tanto per se stesso quanto per il popolo. Ebr. 5:3
- Così anche Cristo non si prese da sé la gloria d'esser fatto Sommo Sacerdote; ma l'ebbe da Colui che gli disse: Tu sei il mio Figliuolo; oggi t'ho generato; Ebr. 5:5
- Il quale, ne' giorni della sua carne, avendo con gran grida e con lagrime offerto preghiere e supplicazioni a Colui che lo potea salvar dalla morte, ed avendo ottenuto d'esser liberato dal timore, Ebr. 5:7
- Perché chiunque usa il latte non ha esperienza della parola della giustizia, poiché è bambino; Ebr. 5:13
- ma il cibo sodo è per uomini fatti; per quelli, cioè, che per via dell'uso hanno i sensi esercitati a discernere il bene e il male. Ebr. 5:14
- Perciò, lasciando l'insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello perfetto, e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, Ebr. 6:1
- Perché quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo Ebr. 6:4
- se cadono, è impossibile rinnovarli da capo a ravvedimento, poiché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figliuol di Dio, e lo espongono ad infamia. Ebr. 6:6
- poiché Dio non è ingiusto da dimenticare l'opera vostra e l'amore che avete mostrato verso il suo nome coi servizî che avete reso e che rendete tuttora ai santi. Ebr. 6:10
- Ma desideriamo che ciascun di voi dimostri fino alla fine il medesimo zelo per giungere alla pienezza della speranza, Ebr. 6:11
- Perché gli uomini giurano per qualcuno maggiore di loro; e per essi il giuramento è la conferma che pone fine ad ogni contestazione. Ebr. 6:16
- affinché, mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione noi, che abbiam cercato il nostro rifugio nell'afferrar saldamente la speranza che ci era posta dinanzi; Ebr. 6:18
- a cui Abramo diede anche la decima d'ogni cosa, il quale in prima, secondo la interpretazione del suo nome, è Re di giustizia, e poi anche Re di Salem, vale a dire Re di pace, Ebr. 7:2
- Or considerate quanto grande fosse colui al quale Abramo, il patriarca, dette la decima del meglio della preda. Ebr. 7:4
- Or quelli d'infra i figliuoli di Levi che ricevono il sacerdozio, hanno bensì ordine, secondo la legge, di prender le decime dal popolo, cioè dai loro fratelli, benché questi siano usciti dai lombi d'Abramo; Ebr. 7:5
- Poiché, mutato il sacerdozio, avviene per necessità anche un mutamento di legge. Ebr. 7:12
- perché è ben noto che il nostro Signore è sorto dalla tribù di Giuda, circa la quale Mosè non disse nulla che concernesse il sacerdozio. Ebr. 7:14
- ma egli lo è con giuramento, per opera di Colui che gli ha detto: Il Signore l'ha giurato e non si pentirà: tu sei sacerdote in eterno), Ebr. 7:21
- è di tanto più eccellente del primo il patto del quale Gesù è divenuto garante. Ebr. 7:22
- il quale non ha ogni giorno bisogno, come gli altri sommi sacerdoti, d'offrir de' sacrificî prima per i proprî peccati e poi per quelli del popolo; perché questo egli ha fatto una volta per sempre, quando ha offerto se stesso. Ebr. 7:27
- La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a infermità; ma la parola del giuramento fatto dopo la legge costituisce il Figliuolo, che è stato reso perfetto per sempre. Ebr. 7:28
- Ora, il punto capitale delle cose che stiamo dicendo, è questo: che abbiamo un tal Sommo Sacerdote, che si è posto a sedere alla destra del trono della Maestà nei cieli, Ebr. 8:1
- ministro del santuario e del vero tabernacolo, che il Signore, e non un uomo, ha eretto. Ebr. 8:2
- i quali ministrano in quel che è figura e ombra delle cose celesti, secondo che fu detto da Dio a Mosè quando questi stava per costruire il tabernacolo: Guarda, Egli disse, di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte. Ebr. 8:5
- Difatti, Iddio, biasimando il popolo, dice: Ecco i giorni vengono, dice il Signore, che io concluderò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda, un patto nuovo; Ebr. 8:8
- non un patto come quello che feci coi loro padri nel giorno che li presi per la mano per trarli fuori dal paese d'Egitto; perché essi non han perseverato nel mio patto, ed io alla mia volta non mi son curato di loro, dice il Signore. Ebr. 8:9
- E questo è il patto che farò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Io porrò le mie leggi nelle loro menti, e le scriverò sui loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. Ebr. 8:10
- E non istruiranno più ciascuno il proprio concittadino e ciascuno il proprio fratello, dicendo: Conosci il Signore! Perché tutti mi conosceranno, dal minore al maggiore di loro, Ebr. 8:11
- Dicendo: Un nuovo patto, Egli ha dichiarato antico il primo. Ora, quel che diventa antico e invecchia è vicino a sparire. Ebr. 8:13
- Or anche il primo patto avea delle norme per il culto e un santuario terreno. Ebr. 9:1
- Infatti fu preparato un primo tabernacolo, nel quale si trovavano il candeliere, la tavola, e la presentazione de' pani; e questo si chiamava il Luogo santo. Ebr. 9:2
- E dietro la seconda cortina v'era il tabernacolo detto il Luogo santissimo, Ebr. 9:3
- E sopra l'arca, i cherubini della gloria, che adombravano il propiziatorio. Delle quali cose non possiamo ora parlare partitamente. Ebr. 9:5
- ma nel secondo, entra una volta solamente all'anno il solo sommo sacerdote, e non senza sangue, il quale egli offre per se stesso e per gli errori del popolo. Ebr. 9:7
- Lo Spirito Santo volea con questo significare che la via al santuario non era ancora manifestata finché sussisteva ancora il primo tabernacolo. Ebr. 9:8
- Esso è una figura per il tempo attuale, conformemente alla quale s'offron doni e sacrificî che non possono, quanto alla coscienza, render perfetto colui che offre il culto, Ebr. 9:9
- Ma venuto Cristo, Sommo Sacerdote dei futuri beni, egli, attraverso il tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto con mano, vale a dire, non di questa creazione, Ebr. 9:11
- e non mediante il sangue di becchi e di vitelli, ma mediante il proprio sangue, è entrato una volta per sempre nel santuario, avendo acquistata una redenzione eterna. Ebr. 9:12
- Perché, se il sangue di becchi e di tori e la cenere d'una giovenca sparsa su quelli che son contaminati santificano in modo da dar la purità della carne, Ebr. 9:13
- quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito eterno ha offerto se stesso puro d'ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire all'Iddio vivente? Ebr. 9:14
- Ed è per questa ragione che egli è mediatore d'un nuovo patto, affinché, avvenuta la sua morte per la redenzione delle trasgressioni commesse sotto il primo patto, i chiamati ricevano l'eterna eredità promessa. Ebr. 9:15
- Perché un testamento è valido quand'è avvenuta la morte; poiché non ha valore finché vive il testatore. Ebr. 9:17
- Ond'è che anche il primo patto non è stato inaugurato senza sangue. Ebr. 9:18
- Difatti, quando tutti i comandamenti furono secondo la legge proclamati da Mosè a tutto il popolo, egli prese il sangue de' vitelli e de' becchi con acqua, lana scarlatta ed issopo, e ne asperse il libro stesso e tutto il popolo, Ebr. 9:19
- dicendo: Questo è il sangue del patto che Dio ha ordinato sia fatto con voi. Ebr. 9:20
- E parimente asperse di sangue il tabernacolo e tutti gli arredi del culto. Ebr. 9:21
- e non per offrir se stesso più volte, come il sommo sacerdote, che entra ogni anno nel santuario con sangue non suo; Ebr. 9:25
- ché, in questo caso, avrebbe dovuto soffrir più volte dalla fondazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine de' secoli, è stato manifestato, per annullare il peccato col suo sacrificio. Ebr. 9:26
- E come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, Ebr. 9:27
- Invece in quei sacrificî è rinnovato ogni anno il ricordo dei peccati; Ebr. 10:3
- perché è impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati. Ebr. 10:4
- non hai gradito né olocausti né sacrificî per il peccato. Ebr. 10:6
- Dopo aver detto prima: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrificî, né offerte, né olocausti, né sacrificî per il peccato (i quali sono offerti secondo la legge), egli dice poi: Ebr. 10:8
- Ecco, io vengo per fare la tua volontà. Egli toglie via il primo per stabilire il secondo. Ebr. 10:9
- Questo è il patto che farò con loro dopo que' giorni, dice il Signore: Io metterò le mie leggi ne' loro cuori, e le scriverò nelle loro menti, egli aggiunge: Ebr. 10:16
- Ora, dov'è remissione di queste cose, non c'è più luogo a offerta per il peccato. Ebr. 10:18
- accostiamoci di vero cuore, con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica dalla mala coscienza, e il corpo lavato d'acqua pura. Ebr. 10:22
- non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni son usi di fare, ma esortandoci a vicenda; e tanto più, che vedete avvicinarsi il gran giorno. Ebr. 10:25
- Di qual peggior castigo stimate voi che sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figliuol di Dio e avrà tenuto per profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia? Ebr. 10:29
- Poiché noi sappiamo chi è Colui che ha detto: A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. Ebr. 10:30
- ma il mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l'anima mia non lo gradisce. Ebr. 10:38
- Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi s'accosta a Dio deve credere ch'Egli è, e che è il rimuneratore di quelli che lo cercano. Ebr. 11:6
- Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, mosso da pio timore, preparò un'arca per la salvezza della propria famiglia; e per essa fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha mediante la fede. Ebr. 11:7
- perché aspettava la città che ha i veri fondamenti e il cui architetto e costruttore è Dio. Ebr. 11:10
- Ma ora ne desiderano una migliore, cioè una celeste; perciò Iddio non si vergogna d'esser chiamato il loro Dio, poiché ha preparato loro una città. Ebr. 11:16
- Per fede Abramo, quando fu provato, offerse Isacco; ed egli, che avea ricevuto le promesse, offerse il suo unigenito: egli, a cui era stato detto: Ebr. 11:17
- Per fede Mosè, quando nacque, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché vedevano che il bambino era bello; e non temettero il comandamento del re. Ebr. 11:23
- stimando egli il vituperio di Cristo ricchezza maggiore de' tesori d'Egitto, perché riguardava alla rimunerazione. Ebr. 11:26
- Per fede passarono il Mar Rosso come per l'asciutto; il che tentando fare gli Egizî, furono inabissati. Ebr. 11:29
- E che dirò di più? poiché il tempo mi verrebbe meno se narrassi di Gedeone, di Barac, di Sansone, di Jefte, di Davide, di Samuele e dei profeti, Ebr. 11:32
- maltrattati (di loro il mondo non era degno), vaganti per deserti e monti e spelonche e per le grotte della terra. Ebr. 11:38
- Anche noi, dunque, poiché siam circondati da sì gran nuvolo di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, corriamo con perseveranza l'arringo che ci sta dinanzi, riguardando a Gesù, Ebr. 12:1
- duce e perfetto esempio di fede, il quale per la gioia che gli era posta dinanzi sopportò la croce sprezzando il vituperio, e s'è posto a sedere alla destra del trono di Dio. Ebr. 12:2
- Voi non avete ancora resistito fino al sangue, lottando contro il peccato; Ebr. 12:4
- perché il Signore corregge colui ch'Egli ama, e flagella ogni figliuolo ch'Egli gradisce. Ebr. 12:6
- È a scopo di disciplina che avete a sopportar queste cose. Iddio vi tratta come figliuoli; poiché qual è il figliuolo che il padre non corregga? Ebr. 12:7
- Or ogni disciplina sembra, è vero, per il presente non esser causa d'allegrezza, ma di tristizia; però rende poi un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati per essa esercitati. Ebr. 12:11
- Procacciate pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore; Ebr. 12:14
- perché non poteano sopportar l'ordine: Se anche una bestia tocchi il monte sia lapidata; Ebr. 12:20
- e alla Chiesa de' primogeniti che sono scritti nei cieli, e a Dio, il Giudice di tutti, e agli spiriti de' giusti resi perfetti, Ebr. 12:23
- e a Gesù, il mediatore del nuovo patto, e al sangue dell'aspersione che parla meglio di quello d'Abele. Ebr. 12:24
- la cui voce scosse allora la terra, ma che adesso ha fatto questa promessa: Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo. Ebr. 12:26
- Perché il nostro Dio è anche un fuoco consumante. Ebr. 12:29
- Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti, e sia il talamo incontaminato; poiché Iddio giudicherà i fornicatori e gli adulteri. Ebr. 13:4
- Talché possiam dire con piena fiducia: Il Signore è il mio aiuto; non temerò. Che mi potrà far l'uomo? Ebr. 13:6
- Non siate trasportati qua e là da diverse e strane dottrine; poiché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia, e non da pratiche relative a vivande, dalle quali non ritrassero alcun giovamento quelli che le osservarono. Ebr. 13:9
- Noi abbiamo un altare del quale non hanno diritto di mangiare quelli che servono il tabernacolo. Ebr. 13:10
- Poiché i corpi degli animali il cui sangue è portato dal sommo sacerdote nel santuario come un'offerta per il peccato, sono arsi fuori del campo. Ebr. 13:11
- Perciò anche Gesù, per santificare il popolo col proprio sangue, soffrì fuor della porta. Ebr. 13:12
- Usciamo quindi fuori del campo e andiamo a lui, portando il suo vituperio. Ebr. 13:13
- Per mezzo di lui, dunque, offriam del continuo a Dio un sacrificio di lode: cioè, il frutto di labbra confessanti il suo nome! Ebr. 13:15
- Or l'Iddio della pace che in virtù del sangue del patto eterno ha tratto dai morti il gran Pastore delle pecore, Gesù nostro Signore, Ebr. 13:20
- Sappiate che il nostro fratello Timoteo è stato messo in libertà; con lui, se vien presto, io vi vedrò. Ebr. 13:23
- Or il fratello d'umil condizione si glorî della sua elevazione; Giac. 1:9
- e il ricco, della sua umiliazione, perché passerà come fior d'erba. Giac. 1:10
- Il sole si leva col suo calore ardente e fa seccare l'erba, e il fiore d'essa cade, e la bellezza della sua apparenza perisce; così anche il ricco appassirà nelle sue imprese. Giac. 1:11
- Beato l'uomo che sostiene la prova; perché, essendosi reso approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che l'amano. Giac. 1:12
- Poi la concupiscenza avendo concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quand'è compiuto, produce la morte. Giac. 1:15
- ogni donazione buona e ogni dono perfetto vengon dall'alto, discendendo dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra prodotta da rivolgimento. Giac. 1:17
- Se uno pensa d'esser religioso, e non tiene a freno la sua lingua ma seduce il cuor suo, la religione di quel tale è vana. Giac. 1:26
- Fratelli miei, la vostra fede nel nostro Signor Gesù Cristo, il Signor della gloria, sia scevra da riguardi personali. Giac. 2:1
- Ascoltate, fratelli miei diletti: Iddio non ha egli scelto quei che sono poveri secondo il mondo perché siano ricchi in fede ed eredi del Regno che ha promesso a coloro che l'amano? Giac. 2:5
- Ma voi avete disprezzato il povero! Non son forse i ricchi quelli che vi opprimono e che vi traggono ai tribunali? Giac. 2:6
- Non sono essi quelli che bestemmiano il buon nome che è stato invocato su di voi? Giac. 2:7
- Certo, se adempite la legge reale, secondo che dice la Scrittura: Ama il tuo prossimo come te stesso, fate bene; Giac. 2:8
- Perché il giudicio è senza misericordia per colui che non ha usato misericordia: la misericordia trionfa del giudicio. Giac. 2:13
- Abramo, nostro padre, non fu egli giustificato per le opere quando offrì il suo figliuolo Isacco sull'altare? Giac. 2:21
- Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta. Giac. 2:26
- Poiché tutti falliamo in molte cose. Se uno non falla nel parlare, esso è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Giac. 3:2
- Se mettiamo il freno in bocca ai cavalli perché ci ubbidiscano, noi guidiamo anche tutto quanto il loro corpo. Giac. 3:3
- Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell'iniquità. Posta com'è fra le nostre membra, contamina tutto il corpo e infiamma la ruota della vita, ed è infiammata dalla geenna. Giac. 3:6
- Con essa benediciamo il Signore e Padre; e con essa malediciamo gli uomini che son fatti a somiglianza di Dio. Giac. 3:9
- Fratelli miei, non dev'essere così. La fonte getta essa dalla medesima apertura il dolce e l'amaro? Giac. 3:11
- Or il frutto della giustizia si semina nella pace per quelli che s'adoprano alla pace. Giac. 3:18
- Siate afflitti e fate cordoglio e piangete! Sia il vostro riso convertito in lutto, e la vostra allegrezza in mestizia! Giac. 4:9
- Non parlate gli uni contro gli altri, fratelli. Chi parla contro un fratello, o giudica il suo fratello, parla contro la legge e giudica la legge. Ora, se tu giudichi la legge, non sei un osservatore della legge, ma un giudice. Giac. 4:11
- Uno soltanto è il legislatore e il giudice, Colui che può salvare e perdere; ma tu chi sei, che giudichi il tuo prossimo? Giac. 4:12
- Colui dunque che sa fare il bene, e non lo fa, commette peccato. Giac. 4:17
- Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro a voi, e divorerà le vostre carni a guisa di fuoco. Avete accumulato tesori negli ultimi giorni. Giac. 5:3
- Ecco, il salario dei lavoratori che han mietuto i vostri campi, e del quale li avete frodati, grida; e le grida di quelli che han mietuto sono giunte alle orecchie del Signor degli eserciti. Giac. 5:4
- Avete condannato, avete ucciso il giusto; egli non vi resiste. Giac. 5:6
- Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Ecco, l'agricoltore aspetta il prezioso frutto della terra pazientando, finché esso abbia ricevuto la pioggia della prima e dell'ultima stagione. Giac. 5:7
- Fratelli, non mormorate gli uni contro gli altri, onde non siate giudicati; ecco, il Giudice è alla porta. Giac. 5:9
- Ecco, noi chiamiam beati quelli che hanno sofferto con costanza. Avete udito parlare della costanza di Giobbe, e avete veduto la fine riserbatagli dal Signore, perché il Signore è pieno di compassione e misericordioso. Giac. 5:11
- Ma, innanzi tutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento; ma sia il vostro sì, sì, e il vostro no, no, affinché non cadiate sotto giudicio. Giac. 5:12
- e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s'egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi. Giac. 5:15
- Pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia, e la terra produsse il suo frutto. Giac. 5:18
- Benedetto sia l'Iddio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua gran misericordia ci ha fatti rinascere, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 1 Pie. 1:3
- il quale, benché non l'abbiate veduto, voi amate; nel quale credendo, benché ora non lo vediate, voi gioite d'un'allegrezza ineffabile e gloriosa, 1 Pie. 1:8
- ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime. 1 Pie. 1:9
- Essi indagavano qual fosse il tempo e quali le circostanze a cui lo Spirito di Cristo che era in loro accennava, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo, e delle glorie che dovevano seguire. 1 Pie. 1:11
- E se invocate come Padre Colui che senza riguardi personali giudica secondo l'opera di ciascuno, conducetevi con timore durante il tempo del vostro pellegrinaggio; 1 Pie. 1:17
- Poiché Ogni carne è com'erba, e ogni sua gloria come il fior dell'erba. L'erba si secca, e il fiore cade; 1 Pie. 1:24
- appetite il puro latte spirituale, onde per esso cresciate per la salvezza, 1 Pie. 2:2
- se pure avete gustato che il Signore è buono. 1 Pie. 2:3
- voi, che già non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia. 1 Pie. 2:10
- ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per dar lode a quelli che fanno il bene. 1 Pie. 2:14
- Poiché questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca alla ignoranza degli uomini stolti; 1 Pie. 2:15
- Infatti, che vanto c'è se, peccando ed essendo malmenati, voi sopportate pazientemente? Ma se facendo il bene, eppur patendo, voi sopportate pazientemente, questa è cosa grata a Dio. 1 Pie. 2:20
- Il vostro ornamento non sia l'esteriore che consiste nell'intrecciatura dei capelli, nel mettersi attorno dei gioielli d'oro, nell'indossar vesti sontuose 1 Pie. 3:3
- come Sara che ubbidiva ad Abramo, chiamandolo signore; della quale voi siete ora figliuole, se fate il bene e non vi lasciate turbare da spavento alcuno. 1 Pie. 3:6
- Parimente, voi, mariti, convivete con esse colla discrezione dovuta al vaso più debole ch'è il femminile. Portate loro onore, poiché sono anch'esse eredi con voi della grazia della vita, onde le vostre preghiere non siano impedite. 1 Pie. 3:7
- si ritragga dal male e faccia il bene; cerchi la pace e la procacci; 1 Pie. 3:11
- perché gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alle loro supplicazioni; ma la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male. 1 Pie. 3:12
- anzi abbiate nei vostri cuori un santo timore di Cristo il Signore, pronti sempre a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domanda ragione della speranza che è in voi, ma con dolcezza e rispetto; avendo una buona coscienza; 1 Pie. 3:15
- Perché è meglio, se pur tale è la volontà di Dio, che soffriate facendo il bene, anziché facendo il male. 1 Pie. 3:17
- Alla qual figura corrisponde il battesimo (non il nettamento delle sozzure della carne ma la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio), il quale ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo, 1 Pie. 3:21
- per consacrare il tempo che resta da passare nella carne, non più alle concupiscenze degli uomini, ma alla volontà di Dio. 1 Pie. 4:2
- Poiché basta l'aver dato il vostro passato a fare la volontà de' Gentili col vivere nelle lascivie, nelle concupiscenze, nelle ubriachezze, nelle gozzoviglie, negli sbevazzamenti, e nelle nefande idolatrie. 1 Pie. 4:3
- Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo faccia valere al servizio degli altri. 1 Pie. 4:10
- Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi! perché lo Spirito di gloria, lo Spirito di Dio, riposa su voi. 1 Pie. 4:14
- Poiché è giunto il tempo in cui il giudicio ha da cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, qual sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al Vangelo di Dio? 1 Pie. 4:17
- E se il giusto è appena salvato, dove comparirà l'empio e il peccatore? 1 Pie. 4:18
- Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, raccomandino le anime loro al fedel Creatore, facendo il bene. 1 Pie. 4:19
- Pascete il gregge di Dio che è fra voi, non forzatamente, ma volonterosamente secondo Dio; non per un vil guadagno, ma di buon animo; 1 Pie. 5:2
- E quando sarà apparito il sommo Pastore, otterrete la corona della gloria che non appassisce. 1 Pie. 5:4
- Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno a guisa di leon ruggente cercando chi possa divorare. 1 Pie. 5:8
- Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa per il mondo. 1 Pie. 5:9
- Or l'Iddio d'ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà Egli stesso, vi renderà saldi, vi fortificherà. 1 Pie. 5:10
- La chiesa che è in Babilonia eletta come voi, vi saluta; e così fa Marco, il mio figliuolo. 1 Pie. 5:13
- Poiché colui nel quale queste cose non si trovano, è cieco, ha la vista corta, avendo dimenticato il purgamento de' suoi vecchi peccati. 2 Pie. 1:9
- perché so che presto dovrò lasciare questa mia tenda, come il Signore nostro Gesù Cristo me lo ha dichiarato. 2 Pie. 1:14
- Poiché egli ricevette da Dio Padre onore e gloria quando giunse a lui quella voce dalla magnifica gloria: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi son compiaciuto. 2 Pie. 1:17
- Abbiamo pure la parola profetica, più ferma, alla quale fate bene di prestare attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga ne' vostri cuori; 2 Pie. 1:19
- Ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di soppiatto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso subita rovina. 2 Pie. 2:1
- Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte; il loro giudicio già da tempo è all'opera, e la loro ruina non sonnecchia. 2 Pie. 2:3
- e se non risparmiò il mondo antico ma salvò Noè predicator di giustizia, con sette altri, quando fece venire il diluvio sul mondo degli empi; 2 Pie. 2:5
- e se salvò il giusto Lot che era contristato dalla lasciva condotta degli scellerati 2 Pie. 2:7
- il Signore sa trarre i pii dalla tentazione e riserbare gli ingiusti ad esser puniti nel giorno del giudizio; 2 Pie. 2:9
- Ma costoro, come bruti senza ragione, nati alla vita animale per esser presi e distrutti, dicendo male di quel che ignorano, periranno per la loro propria corruzione, ricevendo il salario della loro iniquità. 2 Pie. 2:12
- Essi trovano il loro piacere nel gozzovigliare in pieno giorno; son macchie e vergogne, godendo dei loro inganni mentre partecipano ai vostri conviti; 2 Pie. 2:13
- hanno occhi pieni d'adulterio e che non possono smetter di peccare; adescano le anime instabili; hanno il cuore esercitato alla cupidigia; son figliuoli di maledizione. 2 Pie. 2:14
- Lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via di Balaam, figliuolo di Beor, che amò il salario d'iniquità, 2 Pie. 2:15
- È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata è tornata a voltolarsi nel fango. 2 Pie. 2:22
- per i quali mezzi il mondo d'allora, sommerso dall'acqua, perì; 2 Pie. 3:6
- mentre i cieli d'adesso e la terra, per la medesima Parola son custoditi, essendo riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empî. 2 Pie. 3:7
- Ma voi, diletti, non dimenticate quest'unica cosa, che per il Signore, un giorno è come mille anni, e mille anni son come un giorno. 2 Pie. 3:8
- Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come alcuni reputano che faccia; ma egli è paziente verso voi, non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi. 2 Pie. 3:9
- Ma il giorno del Signore verrà come un ladro; in esso i cieli passeranno stridendo, e gli elementi infiammati si dissolveranno, e la terra e le opere che sono in essa saranno arse. 2 Pie. 3:10
- e ritenete che la pazienza del Signor nostro è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo ve l'ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; 2 Pie. 3:15
- (e la vita è stata manifestata e noi l'abbiam veduta e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata), 1 GIov. 1:2
- Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che vi annunziamo: che Dio è luce, e che in Lui non vi son tenebre alcune. 1 GIov. 1:5
- ma se camminiamo nella luce, com'Egli è nella luce, abbiam comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato. 1 GIov. 1:7
- Figliuoletti miei, io vi scrivo queste cose affinché non pecchiate; e se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto; 1 GIov. 2:1
- ed egli è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. 1 GIov. 2:2
- Diletti, non è un nuovo comandamento ch'io vi scrivo, ma un comandamento vecchio, che aveste dal principio: il comandamento vecchio è la Parola che avete udita. 1 GIov. 2:7
- E però è un comandamento nuovo ch'io vi scrivo; il che è vero in lui ed in voi; perché le tenebre stanno passando, e la vera luce già risplende. 1 GIov. 2:8
- Chi dice d'esser nella luce e odia il suo fratello, è tuttora nelle tenebre. 1 GIov. 2:9
- Chi ama il suo fratello dimora nella luce e non v'è in lui nulla che lo faccia inciampare. 1 GIov. 2:10
- Ma chi odia il suo fratello è nelle tenebre e cammina nelle tenebre e non sa ov'egli vada, perché le tenebre gli hanno accecato gli occhi. 1 GIov. 2:11
- Figliuoletti, io vi scrivo perché i vostri peccati vi sono rimessi per il suo nome. 1 GIov. 2:12
- Padri, vi scrivo perché avete conosciuto Colui che è dal principio. Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno. 1 GIov. 2:13
- Figliuoletti, v'ho scritto perché avete conosciuto il Padre. Padri, v'ho scritto perché avete conosciuto Colui che è dal principio. Giovani, v'ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio dimora in voi, e avete vinto il maligno. 1 GIov. 2:14
- Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amor del Padre non è in lui. 1 GIov. 2:15
- E il mondo passa via con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio dimora in eterno. 1 GIov. 2:17
- Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l'anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. 1 GIov. 2:22
- Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre; chi confessa il Figliuolo ha anche il Padre. 1 GIov. 2:23
- Vedete di quale amore ci è stato largo il Padre, dandoci d'esser chiamati figliuoli di Dio! E tali siamo. Per questo non ci conosce il mondo: perché non ha conosciuto lui. 1 GIov. 3:1
- Chi fa il peccato commette una violazione della legge; e il peccato è la violazione della legge. 1 GIov. 3:4
- Chi commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio. Per questo il Figliuol di Dio è stato manifestato: per distruggere le opere del diavolo. 1 GIov. 3:8
- Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme d'Esso dimora in lui; e non può peccare perché è nato da Dio. 1 GIov. 3:9
- Da questo sono manifesti i figliuoli di Dio e i figliuoli del diavolo: chiunque non opera la giustizia non è da Dio; e così pure chi non ama il suo fratello. 1 GIov. 3:10
- Poiché questo è il messaggio che avete udito dal principio: 1 GIov. 3:11
- che ci amiamo gli uni gli altri, e non facciamo come Caino, che era dal maligno, e uccise il suo fratello. E perché l'uccise? Perché le sue opere erano malvage, e quelle del suo fratello erano giuste. 1 GIov. 3:12
- Non vi maravigliate, fratelli, se il mondo vi odia. 1 GIov. 3:13
- Chiunque odia il suo fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida ha la vita eterna dimorante in se stesso. 1 GIov. 3:15
- Ma se uno ha dei beni di questo mondo, e vede il suo fratello nel bisogno, e gli chiude le proprie viscere, come dimora l'amor di Dio in lui? 1 GIov. 3:17
- Poiché se il cuor nostro ci condanna, Dio è più grande del cuor nostro, e conosce ogni cosa. 1 GIov. 3:20
- Diletti, se il cuor nostro non ci condanna, noi abbiam confidanza dinanzi a Dio; 1 GIov. 3:21
- E questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del suo Figliuolo Gesù Cristo, e ci amiamo gli uni gli altri, com'Egli ce ne ha dato il comandamento. 1 GIov. 3:23
- Costoro sono del mondo; perciò parlano come chi è del mondo, e il mondo li ascolta. 1 GIov. 4:5
- In questo s'è manifestato per noi l'amor di Dio: che Dio ha mandato il suo unigenito Figliuolo nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo. 1 GIov. 4:9
- In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Iddio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato il suo Figliuolo per essere la propiziazione per i nostri peccati. 1 GIov. 4:10
- E noi abbiamo veduto e testimoniamo che il Padre ha mandato il Figliuolo per essere il Salvatore del mondo. 1 GIov. 4:14
- Chi confessa che Gesù è il Figliuol di Dio, Iddio dimora in lui, ed egli in Dio. 1 GIov. 4:15
- Noi amiamo perché Egli ci ha amati il primo. 1 GIov. 4:19
- Se uno dice: Io amo Dio, e odia il suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama il suo fratello che ha veduto, non può amar Dio che non ha veduto. 1 GIov. 4:20
- E questo è il comandamento che abbiam da lui: che chi ama Dio ami anche il suo fratello. 1 GIov. 4:21
- Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama Colui che ha generato, ama anche chi è stato da lui generato. 1 GIov. 5:1
- Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. 1 GIov. 5:4
- Chi è colui che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figliuol di Dio? 1 GIov. 5:5
- lo Spirito, l'acqua ed il sangue, e i tre sono concordi. 1 GIov. 5:8
- Se accettiamo la testimonianza degli uomini, maggiore è la testimonianza di Dio; e la testimonianza di Dio è quella ch'Egli ha resa circa il suo Figliuolo. 1 GIov. 5:9
- Chi crede nel Figliuol di Dio ha quella testimonianza in sé; chi non crede a Dio l'ha fatto bugiardo, perché non ha creduto alla testimonianza che Dio ha resa circa il proprio Figliuolo. 1 GIov. 5:10
- Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non ha la vita. 1 GIov. 5:12
- Se uno vede il suo fratello commettere un peccato che non meni a morte, pregherà, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono peccato che non meni a morte. V'è un peccato che mena a morte; non è per quello che dico di pregare. 1 GIov. 5:16
- Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca; ma colui che nacque da Dio lo preserva, e il maligno non lo tocca. 1 GIov. 5:18
- Noi sappiamo che siam da Dio, e che tutto il mondo giace nel maligno; 1 GIov. 5:19
- ma sappiamo che il Figliuol di Dio è venuto e ci ha dato intendimento per conoscere Colui che è il vero; e noi siamo in Colui che è il vero Dio, nel suo Figliuolo Gesù Cristo. Quello è il vero Dio e la vita eterna. 1 GIov. 5:20
- grazia, misericordia, pace saran con noi da Dio Padre e da Gesù Cristo, il Figliuolo del Padre, in verità e in carità. 2 Giov. 1:3
- E questo è l'amore: che camminiamo secondo i suoi comandamenti. Questo è il comandamento che avete udito fin dal principio onde camminiate in esso. 2 Giov. 1:6
- Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo i quali non confessano Gesù Cristo esser venuto in carne. Quello è il seduttore e l'anticristo. 2 Giov. 1:7
- Badate a voi stessi affinché non perdiate il frutto delle opere compiute, ma riceviate piena ricompensa. 2 Giov. 1:8
- Chi passa oltre e non dimora nella dottrina di Cristo, non ha Iddio. Chi dimora nella dottrina, ha il Padre e il Figliuolo. 2 Giov. 1:9
- Ho scritto qualcosa alla chiesa; ma Diotrefe che cerca d'avere il primato fra loro, non ci riceve. 3 Giov. 1:9
- Diletto, non imitare il male, ma il bene. Chi fa il bene è da Dio; chi fa il male non ha veduto Iddio. 3 Giov. 1:11
- Poiché si sono intrusi fra noi certi uomini, (per i quali già ab antico è scritta questa condanna), empî che volgon in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo. Guida 1:4
- Or voglio ricordare a voi che avete da tempo conosciuto tutto questo, che il Signore, dopo aver tratto in salvo il popolo dal paese di Egitto, fece in seguito perire quelli che non credettero, Guida 1:5
- e che Egli ha serbato in catene eterne, nelle tenebre, per il giudicio del gran giorno, gli angeli che non serbarono la loro dignità primiera, ma lasciarono la loro propria dimora. Guida 1:6
- Invece, l'arcangelo Michele quando, contendendo col diavolo, disputava circa il corpo di Mosè, non ardì lanciare contro a lui un giudizio ingiurioso, ma disse: Ti sgridi il Signore! Guida 1:9
- Per loro pure profetizzò Enoc, il settimo da Adamo, dicendo: Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi per far giudicio contro tutti, Guida 1:14
- il quale ha attestato la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, tutto ciò ch'egli ha veduto. Apoc. 1:2
- Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose che sono scritte in essa, poiché il tempo è vicino! Apoc. 1:3
- e da Gesù Cristo, il fedel testimone, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati col suo sangue, Apoc. 1:5
- Io son l'Alfa e l'Omega, dice il Signore Iddio che è, che era e che viene, l'Onnipotente. Apoc. 1:8
- E il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come candida lana, come neve; e i suoi occhi erano come una fiamma di fuoco; Apoc. 1:14
- Ed egli teneva nella sua man destra sette stelle; e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, e il suo volto era come il sole quando splende nella sua forza. Apoc. 1:16
- E quando l'ebbi veduto, caddi ai suoi piedi come morto; ed egli mise la sua man destra su di me, dicendo: Non temere; io sono il primo e l'ultimo, Apoc. 1:17
- e il Vivente; e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell'Ades. Apoc. 1:18
- il mistero delle sette stelle che hai vedute nella mia destra, e dei sette candelabri d'oro. Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese, e i sette candelabri sono le sette chiese. Apoc. 1:20
- Ma ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore. Apoc. 2:4
- Ricordati dunque donde sei caduto, e ravvediti, e fa' le opere di prima; se no, verrò a te, e rimoverò il tuo candelabro dal suo posto, se tu non ti ravvedi. Apoc. 2:5
- E all'angelo della chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il primo e l'ultimo, che fu morto e tornò in vita: Apoc. 2:8
- Non temere quel che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, perché siate provati; e avrete una tribolazione di dieci giorni. Sii fedele fino alla morte, e io ti darò la corona della vita. Apoc. 2:10
- Io conosco dove tu abiti, cioè là dov'è il trono di Satana; eppur tu ritieni fermamente il mio nome, e non rinnegasti la mia fede, neppur nei giorni in cui Antipa, il mio fedel testimone, fu ucciso tra voi, dove abita Satana. Apoc. 2:13
- Ma ho alcune poche cose contro di te: cioè, che tu hai quivi di quelli che professano la dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balac a porre un intoppo davanti ai figliuoli d'Israele, inducendoli a mangiare delle cose sacrificate agli idoli e a fornicare. Apoc. 2:14
- E all'angelo della chiesa di Tiatiri scrivi: Queste cose dice il Figliuol di Dio, che ha gli occhi come fiamma di fuoco, e i cui piedi son come terso rame: Apoc. 2:18
- Io conosco le tue opere e il tuo amore e la tua fede e il tuo ministerio e la tua costanza, e che le tue opere ultime sono più abbondanti delle prime. Apoc. 2:19
- Sii vigilante e rafferma il resto che sta per morire; poiché non ho trovato le opere tue compiute nel cospetto del mio Dio. Apoc. 3:2
- Chi vince sarà così vestito di vesti bianche, ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, e confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio e nel cospetto dei suoi angeli. Apoc. 3:5
- E all'angelo della chiesa di Filadelfia scrivi: Queste cose dice il santo, il verace, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, colui che chiude e nessuno apre: Apoc. 3:7
- Io conosco le tue opere. Ecco, io ti ho posta dinanzi una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbata la mia parola, e non hai rinnegato il mio nome. Apoc. 3:8
- Perché tu hai serbata la parola della mia costanza, anch'io ti guarderò dall'ora del cimento che ha da venire su tutto il mondo, per mettere alla prova quelli che abitano sulla terra. Apoc. 3:10
- Chi vince io lo farò una colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più; e scriverò su lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che scende dal cielo d'appresso all'Iddio mio, ed il mio nuovo nome. Apoc. 3:12
- E all'angelo della chiesa di Laodicea scrivi: Queste cose dice l'Amen, il testimone fedele e verace, il principio della creazione di Dio: Apoc. 3:14
- E le quattro creature viventi avevano ognuna sei ali, ed eran piene d'occhi all'intorno e di dentro, e non restavan mai, giorno e notte, di dire: Santo, santo, santo è il Signore Iddio, l'Onnipotente, che era, che è, e che viene. Apoc. 4:8
- E vidi un angelo potente che bandiva con gran voce: Chi è degno d'aprire il libro e di romperne i suggelli? Apoc. 5:2
- E nessuno, né in cielo, né sulla terra, né sotto la terra, poteva aprire il libro, o guardarlo. Apoc. 5:3
- E io piangevo forte perché non s'era trovato nessuno che fosse degno d'aprire il libro, o di guardarlo. Apoc. 5:4
- E uno degli anziani mi disse: Non piangere; ecco, il Leone che è della tribù di Giuda, il Rampollo di Davide, ha vinto per aprire il libro e i suoi sette suggelli. Apoc. 5:5
- Ed esso venne e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono. Apoc. 5:7
- E quando ebbe preso il libro, le quattro creature viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno una cetra e delle coppe d'oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi. Apoc. 5:8
- E cantavano un nuovo cantico, dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e d'aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d'ogni tribù e lingua e popolo e nazione, Apoc. 5:9
- e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e de' sacerdoti; e regneranno sulla terra. Apoc. 5:10
- E vidi, e udii una voce di molti angeli attorno al trono e alle creature viventi e agli anziani; e il numero loro era di miriadi di miriadi, e di migliaia di migliaia, Apoc. 5:11
- E quando ebbe aperto il secondo suggello, io udii la seconda creatura vivente che diceva: Vieni. Apoc. 6:3
- E quando ebbe aperto il terzo suggello, io udii la terza creatura vivente che diceva: Vieni. Ed io vidi, ed ecco un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. Apoc. 6:5
- E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi che diceva: Una chènice di frumento per un denaro e tre chènici d'orzo per un denaro; e non danneggiare né l'olio né il vino. Apoc. 6:6
- E quando ebbe aperto il quarto suggello, io udii la voce della quarta creatura vivente che diceva: Vieni. Apoc. 6:7
- E quando ebbe aperto il quinto suggello, io vidi sotto l'altare le anime di quelli ch'erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che aveano resa; Apoc. 6:9
- e gridarono con gran voce, dicendo: Fino a quando, o nostro Signore che sei santo e verace, non fai tu giudicio e non vendichi il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra? Apoc. 6:10
- E a ciascun d'essi fu data una veste bianca e fu loro detto che si riposassero ancora un po' di tempo, finché fosse completo il numero dei loro conservi e dei loro fratelli, che hanno ad essere uccisi come loro. Apoc. 6:11
- Poi vidi quand'ebbe aperto il sesto suggello: e si fece un gran terremoto; e il sole divenne nero come un cilicio di crine, e tutta la luna diventò come sangue; Apoc. 6:12
- E il cielo si ritrasse come una pergamena che si arrotola; e ogni montagna e ogni isola fu rimossa dal suo luogo. Apoc. 6:14
- perché è venuto il gran giorno della sua ira, e chi può reggere in piè? Apoc. 6:17
- Dopo questo, io vidi quattro angeli che stavano in piè ai quattro canti della terra, ritenendo i quattro venti della terra affinché non soffiasse vento alcuno sulla terra, né sopra il mare, né sopra alcun albero. Apoc. 7:1
- E vidi un altro angelo che saliva dal sol levante, il quale aveva il suggello dell'Iddio vivente; ed egli gridò con gran voce ai quattro angeli ai quali era dato di danneggiare la terra e il mare, dicendo: Apoc. 7:2
- Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché abbiam segnato in fronte col suggello i servitori dell'Iddio nostro. Apoc. 7:3
- E udii il numero dei segnati: centoquarantaquattromila segnati di tutte le tribù dei figliuoli d'Israele: Apoc. 7:4
- E gridavano con gran voce dicendo: La salvezza appartiene all'Iddio nostro il quale siede sul trono, ed all'Agnello. Apoc. 7:10
- Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura; Apoc. 7:16
- E quando l'Agnello ebbe aperto il settimo suggello, si fece silenzio nel cielo per circa lo spazio di mezz'ora. Apoc. 8:1
- E il fumo dei profumi, unendosi alle preghiere dei santi, salì dalla mano dell'angelo al cospetto di Dio. Apoc. 8:4
- Poi l'angelo prese il turibolo e l'empì del fuoco dell'altare e lo gettò sulla terra; e ne seguirono tuoni e voci e lampi e un terremoto. Apoc. 8:5
- E il primo sonò, e vi fu grandine e fuoco, mescolati con sangue, che furon gettati sulla terra; e la terza parte della terra fu arsa, e la terza parte degli alberi fu arsa, ed ogni erba verde fu arsa. Apoc. 8:7
- Poi sonò il secondo angelo, e una massa simile ad una gran montagna ardente fu gettata nel mare; e la terza parte del mare divenne sangue, Apoc. 8:8
- Poi sonò il terzo angelo, e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia; e cadde sulla terza parte dei fiumi e sulle fonti delle acque. Apoc. 8:10
- Il nome della stella è Assenzio; e la terza parte delle acque divenne assenzio; e molti uomini morirono a cagione di quelle acque, perché eran divenute amare. Apoc. 8:11
- Poi sonò il quarto angelo, e la terza parte del sole fu colpita e la terza parte della luna e la terza parte delle stelle affinché la loro terza parte si oscurasse e il giorno non risplendesse per la sua terza parte e lo stesso avvenisse della notte. Apoc. 8:12
- Poi sonò il quinto angelo, e io vidi una stella caduta dal cielo sulla terra; e ad esso fu data la chiave del pozzo dell'abisso. Apoc. 9:1
- Ed egli aprì il pozzo dell'abisso; e dal pozzo salì un fumo simile al fumo di una gran fornace; e il sole e l'aria furono oscurati dal fumo del pozzo. Apoc. 9:2
- E fu loro detto di non danneggiare l'erba della terra, né alcuna verdura, né albero alcuno, ma soltanto gli uomini che non aveano il suggello di Dio in fronte. Apoc. 9:4
- E fu loro dato, non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi; e il tormento che cagionavano era come quello prodotto da uno scorpione quando ferisce un uomo. Apoc. 9:5
- E aveano degli usberghi come usberghi di ferro; e il rumore delle loro ali era come il rumore di carri, tirati da molti cavalli correnti alla battaglia. Apoc. 9:9
- E aveano delle code come quelle degli scorpioni, e degli aculei; e nelle code stava il loro potere di danneggiare gli uomini per cinque mesi. Apoc. 9:10
- E aveano come re sopra di loro l'angelo dell'abisso, il cui nome in ebraico è Abaddon, e in greco Apollion. Apoc. 9:11
- Il primo guaio è passato: ecco, vengono ancora due guai dopo queste cose. Apoc. 9:12
- Poi il sesto angelo sonò, e io udii una voce dalle quattro corna dell'altare d'oro che era davanti a Dio, Apoc. 9:13
- E il numero degli eserciti della cavalleria era di venti migliaia di decine di migliaia; io udii il loro numero. Apoc. 9:16
- Perché il potere dei cavalli era nella loro bocca e nelle loro code; poiché le loro code eran simili a serpenti e aveano delle teste, e con esse danneggiavano. Apoc. 9:19
- E il resto degli uomini che non furono uccisi da queste piaghe, non si ravvidero delle opere delle loro mani sì da non adorar più i demonî e gl'idoli d'oro e d'argento e di rame e di pietra e di legno, i quali non possono né vedere, né udire, né camminare; Apoc. 9:20
- Poi vidi un altro angelo potente che scendeva dal cielo, avvolto in una nuvola; sopra il suo capo era l'arcobaleno; la sua faccia era come il sole, e i suoi piedi come colonne di fuoco; Apoc. 10:1
- e aveva in mano un libretto aperto; ed egli posò il suo piè destro sul mare e il sinistro sulla terra; Apoc. 10:2
- e gridò con gran voce, nel modo che rugge il leone; e quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire le loro voci. Apoc. 10:3
- levò la man destra al cielo e giurò per Colui che vive nei secoli dei secoli, il quale ha creato il cielo e le cose che sono in esso e la terra e le cose che sono in essa e il mare e le cose che sono in esso, che non ci sarebbe più indugio; Apoc. 10:6
- ma che nei giorni della voce del settimo angelo, quand'egli sonerebbe, si compirebbe il mistero di Dio, secondo ch'Egli ha annunziato ai suoi servitori, i profeti. Apoc. 10:7
- E la voce che io avevo udita dal cielo mi parlò di nuovo e disse: Va', prendi il libro che è aperto in mano all'angelo che sta in piè sul mare e sulla terra. Apoc. 10:8
- E io andai dall'angelo, dicendogli di darmi il libretto. Ed egli mi disse: Prendilo, e divoralo: esso sarà amaro alle tue viscere, ma in bocca ti sarà dolce come miele. Apoc. 10:9
- Presi il libretto di mano all'angelo, e lo divorai; e mi fu dolce in bocca, come miele; ma quando l'ebbi divorato, le mie viscere sentirono amarezza. Apoc. 10:10
- Poi mi fu data una canna simile a una verga; e mi fu detto: Lèvati e misura il tempio di Dio e l'altare e novera quelli che vi adorano; Apoc. 11:1
- ma tralascia il cortile che è fuori del tempio, e non lo misurare, perché esso è stato dato ai Gentili, e questi calpesteranno la santa città per quarantadue mesi. Apoc. 11:2
- Essi hanno il potere di chiudere il cielo onde non cada pioggia durante i giorni della loro profezia; e hanno potestà sulle acque di convertirle in sangue, potestà di percuotere la terra di qualunque piaga, quante volte vorranno. Apoc. 11:6
- E i loro corpi morti giaceranno sulla piazza della gran città, che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il Signor loro è stato crocifisso. Apoc. 11:8
- E in quell'ora si fece un gran terremoto, e la decima parte della città cadde, e settemila persone furono uccise nel terremoto; e il rimanente fu spaventato e dette gloria all'Iddio del cielo. Apoc. 11:13
- Il secondo guaio è passato; ed ecco, il terzo guaio verrà tosto. Apoc. 11:14
- Ed il settimo angelo sonò, e si fecero gran voci nel cielo, che dicevano: Il regno del mondo è venuto ad essere del Signor nostro e del suo Cristo; ed egli regnerà ne' secoli dei secoli. Apoc. 11:15
- Noi ti ringraziamo, o Signore Iddio onnipotente che sei e che eri, perché hai preso in mano il tuo gran potere, ed hai assunto il regno. Apoc. 11:17
- Le nazioni s'erano adirate, ma l'ira tua è giunta, ed è giunto il tempo di giudicare i morti, di dare il loro premio ai tuoi servitori, i profeti, ed ai santi e a quelli che temono il tuo nome, e piccoli e grandi, e di distruggere quelli che distruggon la terra. Apoc. 11:18
- E il tempio di Dio che è nel cielo fu aperto, e si vide nel suo tempio l'arca del suo patto, e vi furono lampi e voci e tuoni e un terremoto ed una forte gragnuola. Apoc. 11:19
- E la sua coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le gettò sulla terra. E il dragone si fermò davanti alla donna che stava per partorire, affin di divorarne il figliuolo, quando l'avrebbe partorito. Apoc. 12:4
- Ed ella partorì un figliuolo maschio, che ha da reggere tutte le nazioni con verga di ferro; e il figliuolo di lei fu rapito presso a Dio ed al suo trono. Apoc. 12:5
- E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono, Apoc. 12:7
- ma non vinsero, e il luogo loro non fu più trovato nel cielo. Apoc. 12:8
- E il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo, fu gettato giù; fu gettato sulla terra, e con lui furon gettati gli angeli suoi. Apoc. 12:9
- Ed io udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è venuta la salvezza e la potenza ed il regno dell'Iddio nostro, e la potestà del suo Cristo, perché è stato gettato giù l'accusatore dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all'Iddio nostro, giorno e notte. Apoc. 12:10
- Perciò rallegratevi, o cieli, e voi che abitate in essi. Guai a voi, o terra, o mare! Perché il diavolo è disceso a voi con gran furore, sapendo di non aver che breve tempo. Apoc. 12:12
- E quando il dragone si vide gettato sulla terra, perseguitò la donna che avea partorito il figliuolo maschio. Apoc. 12:13
- E il serpente gettò dalla sua bocca, dietro alla donna, dell'acqua a guisa di fiume, per farla portar via dalla fiumana. Apoc. 12:15
- Ma la terra soccorse la donna; e la terra aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il dragone avea gettato fuori dalla propria bocca. Apoc. 12:16
- E il dragone si adirò contro la donna e andò a far guerra col rimanente della progenie d'essa, che serba i comandamenti di Dio e ritiene la testimonianza di Gesù. Apoc. 12:17
- E la bestia ch'io vidi era simile a un leopardo, e i suoi piedi eran come di orso, e la sua bocca come bocca di leone; e il dragone le diede la propria potenza e il proprio trono e grande potestà. Apoc. 13:2
- e adorarono il dragone perché avea dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: Chi è simile alla bestia? e chi può guerreggiare con lei? Apoc. 13:4
- Ed essa aprì la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome e il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. Apoc. 13:6
- e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Apoc. 13:17
- Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d'uomo; e il suo numero è 666. Apoc. 13:18
- Poi vidi, ed ecco l'Agnello che stava in piè sul monte Sion, e con lui erano centoquarantaquattromila persone che aveano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulle loro fronti. Apoc. 14:1
- E udii una voce dal cielo come rumore di molte acque e come rumore di gran tuono; e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe. Apoc. 14:2
- E cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti alle quattro creature viventi ed agli anziani; e nessuno poteva imparare il cantico se non quei centoquarantaquattromila, i quali sono stati riscattati dalla terra. Apoc. 14:3
- e diceva con gran voce: Temete Iddio e dategli gloria, poiché l'ora del suo giudizio è venuta; e adorate Colui che ha fatto il cielo e la terra e il mare e le fonti delle acque. Apoc. 14:7
- E un altro, un terzo angelo, tenne dietro a quelli, dicendo con gran voce: Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, Apoc. 14:9
- E il fumo del loro tormento sale ne' secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome. Apoc. 14:11
- E il tino fu calcato fuori della città, e dal tino uscì del sangue che giungeva sino ai freni dei cavalli, per una distesa di milleseicento stadî. Apoc. 14:20
- E cantavano il cantico di Mosè, servitore di Dio, e il cantico dell'Agnello, dicendo: Grandi e maravigliose sono le tue opere, o Signore Iddio onnipotente; giuste e veraci sono le tue vie, o Re delle nazioni. Apoc. 15:3
- Chi non temerà, o Signore, e chi non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo; e tutte le nazioni verranno e adoreranno nel tuo cospetto, poiché i tuoi giudicî sono stati manifestati. Apoc. 15:4
- E dopo queste cose vidi, e il tempio del tabernacolo della testimonianza fu aperto nel cielo; Apoc. 15:5
- E una delle quattro creature viventi diede ai sette angeli sette coppe d'oro piene dell'ira di Dio, il quale vive nei secoli dei secoli. Apoc. 15:7
- E il tempio fu ripieno di fumo a cagione della gloria di Dio e della sua potenza; e nessuno poteva entrare nel tempio finché fosser compiute le sette piaghe dei sette angeli. Apoc. 15:8
- E il primo andò e versò la sua coppa sulla terra; e un'ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che aveano il marchio della bestia e che adoravano la sua immagine. Apoc. 16:2
- Poi il secondo angelo versò la sua coppa nel mare; ed esso divenne sangue come di morto; ed ogni essere vivente che si trovava nel mare morì. Apoc. 16:3
- Poi il terzo angelo versò la sua coppa nei fiumi e nelle fonti delle acque; e le acque diventarono sangue. Apoc. 16:4
- E udii l'angelo delle acque che diceva: Sei giusto, tu che sei e che eri, tu, il Santo, per aver così giudicato. Apoc. 16:5
- Hanno sparso il sangue dei santi e dei profeti, e tu hai dato loro a bere del sangue; essi ne son degni! Apoc. 16:6
- Poi il quarto angelo versò la sua coppa sul sole; e al sole fu dato di bruciare gli uomini col fuoco. Apoc. 16:8
- E gli uomini furon arsi dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha la potestà su queste piaghe, e non si ravvidero per dargli gloria. Apoc. 16:9
- Poi il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia; e il regno d'essa divenne tenebroso, e gli uomini si mordevano la lingua per il dolore, Apoc. 16:10
- Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e l'acqua ne fu asciugata affinché fosse preparata la via ai re che vengono dal levante. Apoc. 16:12
- perché sono spiriti di demonî che fan de' segni e si recano dai re di tutto il mondo per radunarli per la battaglia del gran giorno dell'Iddio Onnipotente. Apoc. 16:14
- Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell'aria; e una gran voce uscì dal tempio, dal trono, dicendo: È fatto. Apoc. 16:17
- E la gran città fu divisa in tre parti, e le città delle nazioni caddero; e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle il calice del vino del furor dell'ira sua. Apoc. 16:19
- E uno dei sette angeli che aveano le sette coppe venne, e mi parlò dicendo: Vieni; io ti mostrerò il giudicio della gran meretrice, che siede su molte acque Apoc. 17:1
- E l'angelo mi disse: Perché ti maravigli? Io ti dirò il mistero della donna e della bestia che la porta, la quale ha le sette teste e le dieci corna. Apoc. 17:7
- Costoro guerreggeranno contro l'Agnello, e l'Agnello li vincerà, perché egli è il Signor dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e fedeli. Apoc. 17:14
- Poiché Iddio ha messo in cuor loro di eseguire il suo disegno e di avere un medesimo pensiero e di dare il loro regno alla bestia finché le parole di Dio siano adempite. Apoc. 17:17
- E dopo queste cose vidi un altro angelo che scendeva dal cielo, il quale aveva gran potestà; e la terra fu illuminata dalla sua gloria. Apoc. 18:1
- Rendetele il contraccambio di quello ch'ella vi ha fatto, e rendetele al doppio la retribuzione delle sue opere; nel calice in cui ha mesciuto ad altri, mescetele il doppio. Apoc. 18:6
- perciò in uno stesso giorno verranno le sue piaghe, mortalità e cordoglio e fame, e sarà consumata dal fuoco; poiché potente è il Signore Iddio che l'ha giudicata. Apoc. 18:8
- E i re della terra che fornicavano e lussureggiavan con lei la piangeranno e faran cordoglio per lei quando vedranno il fumo del suo incendio; Apoc. 18:9
- e standosene da lungi per tema del suo tormento diranno: Ahi! ahi! Babilonia, la gran città, la potente città! Il tuo giudicio è venuto in un momento! Apoc. 18:10
- e la cannella e le essenze, e i profumi, e gli unguenti, e l'incenso, e il vino, e l'olio, e il fior di farina, e il grano, e i buoi, e le pecore, e i cavalli, e i carri, e i corpi e le anime d'uomini. Apoc. 18:13
- e vedendo il fumo dell'incendio d'essa esclameranno dicendo: Qual città era simile a questa gran città? Apoc. 18:18
- e in lei è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti quelli che sono stati uccisi sopra la terra. Apoc. 18:24
- perché veraci e giusti sono i suoi giudicî; poiché Egli ha giudicata la gran meretrice che corrompeva la terra con la sua fornicazione e ha vendicato il sangue de' suoi servitori, ridomandandolo dalla mano di lei. Apoc. 19:2
- E dissero una seconda volta: Alleluia! Il suo fumo sale per i secoli dei secoli. Apoc. 19:3
- E una voce partì dal trono dicendo: Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servitori, voi che lo temete, piccoli e grandi. Apoc. 19:5
- Poi udii come la voce di una gran moltitudine e come il suono di molte acque e come il rumore di forti tuoni, che diceva: Alleluia! poiché il Signore Iddio nostro, l'Onnipotente, ha preso a regnare. Apoc. 19:6
- e le è stato dato di vestirsi di lino fino, risplendente e puro: poiché il lino fino son le opere giuste dei santi. Apoc. 19:8
- Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia. Apoc. 19:11
- Era vestito d'una veste tinta di sangue, e il suo nome è: la Parola di Dio. Apoc. 19:13
- E dalla bocca gli usciva una spada affilata per percuoter con essa le nazioni; ed egli le reggerà con una verga di ferro, e calcherà il tino del vino dell'ardente ira dell'Onnipotente Iddio. Apoc. 19:15
- Venite, adunatevi per il gran convito di Dio, per mangiar carni di re e carni di capitani e carni di prodi e carni di cavalli e di cavalieri, e carni d'ogni sorta d'uomini, liberi e schiavi, piccoli e grandi. Apoc. 19:18
- E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per muover guerra a colui che cavalcava il cavallo e all'esercito suo. Apoc. 19:19
- E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Apoc. 19:20
- E il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che cavalcava il cavallo; e tutti gli uccelli si satollarono delle loro carni. Apoc. 19:21
- Ed egli afferrò il dragone, il serpente antico, che è il Diavolo e Satana e lo legò per mille anni, Apoc. 20:2
- Poi vidi dei troni; e a coloro che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. E vidi le anime di quelli che erano stati decollati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non aveano adorata la bestia né la sua immagine, e non aveano preso il marchio sulla loro fronte e sulla loro mano; ed essi tornarono in vita, e regnarono con Cristo mille anni. Apoc. 20:4
- Il rimanente dei morti non tornò in vita prima che fosser compiti i mille anni. Questa è la prima risurrezione. Apoc. 20:5
- e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro canti della terra, Gog e Magog, per adunarle per la battaglia: il loro numero è come la rena del mare. Apoc. 20:8
- E salirono sulla distesa della terra e attorniarono il campo dei santi e la città diletta; ma dal cielo discese del fuoco e le divorò. Apoc. 20:9
- E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli. Apoc. 20:10
- E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavan ritti davanti al trono; ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro. Apoc. 20:12
- E il mare rese i morti ch'erano in esso; e la morte e l'Ades resero i loro morti, ed essi furon giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Apoc. 20:13
- Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non era più. Apoc. 21:1
- E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scender giù dal cielo d'appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Apoc. 21:2
- E udii una gran voce dal trono, che diceva: Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini; ed Egli abiterà con loro, ed essi saranno suoi popoli, e Dio stesso sarà con loro e sarà loro Dio; Apoc. 21:3
- Poi mi disse: È compiuto. Io son l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita. Apoc. 21:6
- Il suo luminare era simile a una pietra preziosissima, a guisa d'una pietra di diaspro cristallino. Apoc. 21:11
- E il muro della città avea dodici fondamenti, e su quelli stavano i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello. Apoc. 21:14
- E colui che parlava meco aveva una misura, una canna d'oro, per misurare la città, le sue porte e il suo muro. Apoc. 21:15
- Ne misurò anche il muro, ed era di centoquarantaquattro cubiti, a misura d'uomo, cioè d'angelo. Apoc. 21:17
- Il muro era costruito di diaspro e la città era d'oro puro, simile a vetro puro. Apoc. 21:18
- I fondamenti del muro della città erano adorni d'ogni maniera di pietre preziose. Il primo fondamento era di diaspro; il secondo di zaffiro; il terzo di calcedonio; il quarto di smeraldo; Apoc. 21:19
- il quinto di sardonico; il sesto di sardio; il settimo di crisolito; l'ottavo di berillo; il nono di topazio; il decimo di crisopazio; l'undecimo di giacinto; il dodicesimo di ametista. Apoc. 21:20
- E non vidi in essa alcun tempio, perché il Signore Iddio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. Apoc. 21:22
- E la città non ha bisogno di sole, né di luna che risplendano in lei, perché la illumina la gloria di Dio, e l'Agnello è il suo luminare. Apoc. 21:23
- Poi mi mostrò il fiume dell'acqua della vita, limpido come cristallo, che procedeva dal trono di Dio e dell'Agnello. Apoc. 22:1
- In mezzo alla piazza della città e d'ambo i lati del fiume stava l'albero della vita, che dà dodici raccolti, e porta il suo frutto ogni mese; e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni. Apoc. 22:2
- E non ci sarà più alcuna cosa maledetta; e in essa sarà il trono di Dio e dell'Agnello; Apoc. 22:3
- i suoi servitori gli serviranno ed essi vedranno la sua faccia e avranno in fronte il suo nome. Apoc. 22:4
- E non ci sarà più notte; ed essi non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché li illuminerà il Signore Iddio, ed essi regneranno nei secoli dei secoli. Apoc. 22:5
- Poi mi disse: Queste parole sono fedeli e veraci; e il Signore, l'Iddio degli spiriti dei profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servitori le cose che debbono avvenire in breve. Apoc. 22:6
- Poi mi disse: Non suggellare le parole della profezia di questo libro, perché il tempo è vicino. Apoc. 22:10
- Ecco, io vengo tosto, e il mio premio è meco per rendere a ciascuno secondo che sarà l'opera sua. Apoc. 22:12
- Io son l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo, il principio e la fine. Apoc. 22:13
- Io Gesù ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese. Io son la radice e la progenie di Davide, la lucente stella mattutina. Apoc. 22:16