Concordanza di Haller: LA
- Nel principio Iddio creò i cieli e la terra. Gen. 1:1
- E la terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell'abisso, e lo spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. E Dio disse: Gen. 1:2
- `Sia la luce!' E la luce fu. Gen. 1:3
- E Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Gen. 1:4
- E Dio chiamò la luce `giorno', e le tenebre `notte'. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il primo giorno. Gen. 1:5
- E Dio fece la distesa e separò le acque ch'erano sotto la distesa, dalle acque ch'erano sopra la distesa. E così fu. Gen. 1:7
- E Dio chiamò la distesa `cielo'. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il secondo giorno. Gen. 1:8
- E Dio chiamò l'asciutto `terra', e chiamò la raccolta delle acque `mari'. E Dio vide che questo era buono. Gen. 1:10
- Poi Dio disse: `Produca la terra della verdura, dell'erbe che faccian seme e degli alberi fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto avente in sé la propria semenza, sulla terra'. E così fu. Gen. 1:11
- E la terra produsse della verdura, dell'erbe che facevan seme secondo la loro specie, e degli alberi che portavano del frutto avente in sé la propria semenza, secondo la loro specie. E Dio vide che questo era buono. Gen. 1:12
- per presiedere al giorno e alla notte e separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che questo era buono. Gen. 1:18
- Poi Dio disse: `Producano le acque in abbondanza animali viventi, e volino degli uccelli sopra la terra per l'ampia distesa del cielo'. Gen. 1:20
- E Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, i quali le acque produssero in abbondanza secondo la loro specie, ed ogni volatile secondo la sua specie. E Dio vide che questo era buono. Gen. 1:21
- Poi Dio disse: `Produca la terra animali viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali salvatici della terra, secondo la loro specie'. E così fu. Gen. 1:24
- Poi Dio disse: `Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sul bestiame e su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra'. Gen. 1:26
- E Dio li benedisse; e Dio disse loro: `Crescete e moltiplicate e riempite la terra, e rendetevela soggetta, e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra'. Gen. 1:28
- E Dio disse: `Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, ed ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. Gen. 1:29
- Così furono compiti i cieli e la terra e tutto l'esercito loro. Gen. 2:1
- Queste sono le origini dei cieli e della terra quando furono creati, nel giorno che l'Eterno Iddio fece la terra e i cieli. Gen. 2:4
- ma un vapore saliva dalla terra e adacquava tutta la superficie del suolo. Gen. 2:6
- Allora l'Eterno Iddio fece cadere un profondo sonno sull'uomo, che s'addormentò; e prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d'essa. Gen. 2:21
- E l'Eterno Iddio, con la costola che avea tolta all'uomo, formò una donna e la menò all'uomo. Gen. 2:22
- E l'uomo e la sua moglie erano ambedue ignudi e non ne aveano vergogna. Gen. 2:25
- E la donna rispose al serpente: `Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; Gen. 3:2
- ma Iddio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri s'apriranno, e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male'. Gen. 3:5
- E la donna vide che il frutto dell'albero era buono a mangiarsi, ch'era bello a vedere, e che l'albero era desiderabile per diventare intelligente; prese del frutto, ne mangiò, e ne dette anche al suo marito ch'era con lei, ed egli ne mangiò. Gen. 3:6
- E udirono la voce dell'Eterno Iddio, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell'Eterno Iddio, fra gli alberi del giardino. Gen. 3:8
- `Ho udito la tua voce nel giardino, e ho avuto paura, perch'ero ignudo, e mi sono nascosto'. Gen. 3:10
- L'uomo rispose: `La donna che tu m'hai messa accanto, è lei che m'ha dato del frutto dell'albero, e io n'ho mangiato'. Gen. 3:12
- E l'Eterno Iddio disse alla donna: `Perché hai fatto questo?' E la donna rispose: `Il serpente mi ha sedotta, ed io ne ho mangiato'. Gen. 3:13
- E io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo, e tu le ferirai il calcagno'. Gen. 3:15
- E l'uomo pose nome Eva alla sua moglie, perch'è stata la madre di tutti i viventi. Gen. 3:20
- Poi l'Eterno Iddio disse: `Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, quanto a conoscenza del bene e del male. Guardiamo ch'egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, e ne mangi, e viva in perpetuo'. Gen. 3:22
- Perciò l'Eterno Iddio mandò via l'uomo dal giardino d'Eden, perché lavorasse la terra donde era stato tratto. Gen. 3:23
- Così egli scacciò l'uomo; e pose ad oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita. Gen. 3:24
- Or Adamo conobbe Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: `Ho acquistato un uomo, con l'aiuto dell'Eterno'. Gen. 4:1
- e Abele offerse anch'egli dei primogeniti del suo gregge e del loro grasso. E l'Eterno guardò con favore Abele e la sua offerta, Gen. 4:4
- E l'Eterno disse: `Che hai tu fatto? la voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. Gen. 4:10
- E ora tu sarai maledetto, condannato ad errar lungi dalla terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue del tuo fratello dalla tua mano. Gen. 4:11
- Ecco, tu mi scacci oggi dalla faccia di questo suolo, ed io sarò nascosto dal tuo cospetto, e sarò vagabondo e fuggiasco per la terra; e avverrà che chiunque mi troverà mi ucciderà'. Gen. 4:14
- E Caino conobbe la sua moglie, la quale concepì e partorì Enoc. Poi si mise a edificare una città, a cui diede il nome di Enoc, dal nome del suo figliuolo. Gen. 4:17
- E il nome del suo fratello era Jubal, che fu il padre di tutti quelli che suonano la cetra ed il flauto. Gen. 4:21
- E Zilla partorì anch'essa Tubal-cain, l'artefice d'ogni sorta di strumenti di rame e di ferro; e la sorella di Tubal-cain fu Naama. Gen. 4:22
- E Lamec disse alle sue mogli: `Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamec, porgete orecchio al mio dire! Sì, io ho ucciso un uomo perché m'ha ferito, e un giovine perché m'ha contuso. Gen. 4:23
- E Adamo conobbe ancora la sua moglie, ed essa partorì un figliuolo, a cui pose nome Seth, `perché' ella disse, `Iddio m'ha dato un altro figliuolo al posto d'Abele, che Caino ha ucciso'. Gen. 4:25
- E l'Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra, e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo. Gen. 6:5
- Questa è la posterità di Noè. Noè fu uomo giusto, integro, ai suoi tempi; Noè camminò con Dio. Gen. 6:9
- Or la terra era corrotta davanti a Dio; la terra era ripiena di violenza. Gen. 6:11
- E Dio guardò la terra; ed ecco, era corrotta, poiché ogni carne avea corrotto la sua via sulla terra. Gen. 6:12
- E Dio disse a Noè: `Nei miei decreti, la fine d'ogni carne è giunta; poiché la terra, per opera degli uomini, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò, insieme con la terra. Gen. 6:13
- Ed ecco come la dovrai fare: la lunghezza dell'arca sarà di trecento cubiti; la larghezza, di cinquanta cubiti, e l'altezza, di trenta cubiti. Gen. 6:15
- Farai all'arca una finestra, in alto, e le darai la dimensione d'un cubito; metterai la porta da un lato, e farai l'arca a tre piani: uno da basso, un secondo e un terzo piano. Gen. 6:16
- Ed ecco, io sto per far venire il diluvio delle acque sulla terra, per distruggere di sotto i cieli ogni carne in cui è alito di vita; tutto quello ch'è sopra la terra, morrà. Gen. 6:17
- Ma io stabilirò il mio patto con te; e tu entrerai nell'arca: tu e i tuoi figliuoli, la tua moglie e le mogli de' tuoi figliuoli con te. Gen. 6:18
- E l'Eterno disse a Noè: `Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, poiché t'ho veduto giusto nel mio cospetto, in questa generazione. Gen. 7:1
- e parimente degli uccelli dei cieli prendine sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza sulla faccia di tutta la terra; Gen. 7:3
- Noè era in età di seicent'anni, quando il diluvio delle acque inondò la terra. Gen. 7:6
- E Noè, coi suoi figliuoli, con la sua moglie e con le mogli de' suoi figliuoli, entrò nell'arca per scampare dalle acque del diluvio. Gen. 7:7
- In quello stesso giorno, Noè, Sem, Cam e Jafet, figliuoli di Noè, la moglie di Noè e le tre mogli dei suoi figliuoli con loro, entrarono nell'arca: Gen. 7:13
- E il diluvio venne sopra la terra per quaranta giorni; e le acque crebbero e sollevarono l'arca, che fu levata in alto d'in su la terra. Gen. 7:17
- E le acque ingrossarono e crebbero grandemente sopra la terra, e l'arca galleggiava sulla superficie delle acque. Gen. 7:18
- E le acque ingrossarono oltremodo sopra la terra; e tutte le alte montagne che erano sotto tutti i cieli, furon coperte. Gen. 7:19
- E le acque rimasero alte sopra la terra per centocinquanta giorni. Gen. 7:24
- le fonti dell'abisso e le cateratte del cielo furono chiuse, e cessò la pioggia dal cielo; Gen. 8:2
- E in capo a quaranta giorni, Noè aprì la finestra che avea fatta nell'arca, Gen. 8:6
- Poi mandò fuori la colomba, per vedere se le acque fossero diminuite sulla superficie della terra. Gen. 8:8
- Ma la colomba non trovò dove posar la pianta del suo piede, e tornò a lui nell'arca, perché c'eran delle acque sulla superficie di tutta la terra; ed egli stese la mano, la prese, e la portò con sé dentro l'arca. Gen. 8:9
- E aspettò altri sette giorni, poi mandò di nuovo la colomba fuori dell'arca. Gen. 8:10
- E la colomba tornò a lui, verso sera; ed ecco, essa aveva nel becco una foglia fresca d'ulivo; onde Noè capì che le acque erano scemate sopra la terra. Gen. 8:11
- E aspettò altri sette giorni, poi mandò fuori la colomba; ma essa non tornò più a lui. Gen. 8:12
- L'anno secentesimoprimo di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque erano asciugate sulla terra; e Noè scoperchiò l'arca, guardò, ed ecco che la superficie del suolo era asciutta. Gen. 8:13
- E il secondo mese, il ventisettesimo giorno del mese, la terra era asciutta. Gen. 8:14
- `Esci dall'arca tu e la tua moglie, i tuoi figliuoli e le mogli dei tuoi figliuoli con te. Gen. 8:16
- E Noè uscì con i suoi figliuoli, con la sua moglie, e con le mogli dei suoi figliuoli. Gen. 8:18
- E l'Eterno sentì un odor soave; e l'Eterno disse in cuor suo: `Io non maledirò più la terra a cagione dell'uomo, poiché i disegni del cuor dell'uomo sono malvagi fin dalla sua fanciullezza; e non colpirò più ogni cosa vivente, come ho fatto. Gen. 8:21
- Finché la terra durerà, sementa e raccolta, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte, non cesseranno mai'. Gen. 8:22
- E Dio benedisse Noè e i suoi figliuoli, e disse loro: `Crescete, moltiplicate, e riempite la terra. Gen. 9:1
- ma non mangerete carne con la vita sua, cioè col suo sangue. Gen. 9:4
- `Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi e con la vostra progenie dopo voi, Gen. 9:9
- Io stabilisco il mio patto con voi, e nessuna carne sarà più sterminata dalle acque del diluvio, e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra'. Gen. 9:11
- Io pongo il mio arco nella nuvola, e servirà di segno del patto fra me e la terra. Gen. 9:13
- Questi sono i tre figliuoli di Noè; e da loro fu popolata tutta la terra. Gen. 9:19
- Or Noè, ch'era agricoltore, cominciò a piantar la vigna; Gen. 9:20
- E Cam, padre di Canaan, vide la nudità del padre suo, e andò a dirlo fuori, ai suoi fratelli. Gen. 9:22
- Ma Sem e Jafet presero il suo mantello, se lo misero assieme sulle spalle, e, camminando all'indietro, coprirono la nudità del loro padre; e siccome aveano la faccia vòlta alla parte opposta, non videro la nudità del loro padre. Gen. 9:23
- Questa è la posterità dei figliuoli di Noè: Sem, Cam e Jafet; e a loro nacquero de' figliuoli, dopo il diluvio. Gen. 10:1
- Da essi vennero i popoli sparsi nelle isole delle nazioni, nei loro diversi paesi, ciascuno secondo la propria lingua, secondo le loro famiglie, nelle loro nazioni. Gen. 10:5
- e, fra Ninive e Calah, Resen, la gran città. Gen. 10:12
- E ad Eber nacquero due figliuoli; il nome dell'uno fu Peleg, perché ai suoi giorni la terra fu spartita; e il nome del suo fratello fu Jokthan. Gen. 10:25
- E la loro dimora fu la montagna orientale, da Mesha, fin verso Sefar. Gen. 10:30
- Queste sono le famiglie dei figliuoli di Noè, secondo le loro generazioni, nelle loro nazioni; e da essi uscirono le nazioni che si sparsero per la terra dopo il diluvio. Gen. 10:32
- Or tutta la terra parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. Gen. 11:1
- E dissero: `Orsù, edifichiamoci una città e una torre di cui la cima giunga fino al cielo, e acquistiamoci fama, onde non siamo dispersi sulla faccia di tutta la terra'. Gen. 11:4
- E l'Eterno discese per vedere la città e la torre che i figliuoli degli uomini edificavano. Gen. 11:5
- Così l'Eterno li disperse di là sulla faccia di tutta la terra, ed essi cessarono di edificare la città. Gen. 11:8
- Perciò a questa fu dato il nome di Babel perché l'Eterno confuse quivi il linguaggio di tutta la terra, e di là l'Eterno li disperse sulla faccia di tutta la terra. Gen. 11:9
- Questa è la posterità di Sem. Sem, all'età di cent'anni, generò Arpacshad, due anni dopo il diluvio. Gen. 11:10
- E questa è la posterità di Terah. Terah generò Abramo, Nahor e Haran; e Haran generò Lot. Gen. 11:27
- E di là si trasportò verso la montagna a oriente di Bethel, e piantò le sue tende, avendo Bethel a occidente e Ai ad oriente; e quivi edificò un altare all'Eterno e invocò il nome dell'Eterno. Gen. 12:8
- Or venne nel paese una carestia; e Abramo scese in Egitto per soggiornarvi, perché la fame era grave nel paese. Gen. 12:10
- e avverrà che quando gli Egiziani t'avranno veduta, diranno: Ella è sua moglie; e uccideranno me, ma a te lasceranno la vita. Gen. 12:12
- Deh, di' che sei mia sorella, perché io sia trattato bene a motivo di te, e la vita mi sia conservata per amor tuo'. Gen. 12:13
- E avvenne che quando Abramo fu giunto in Egitto, gli Egiziani osservarono che la donna era molto bella. Gen. 12:14
- E i principi di Faraone la videro e la lodarono dinanzi a Faraone; e la donna fu menata in casa di Faraone. Gen. 12:15
- Ma l'Eterno colpì Faraone e la sua casa con grandi piaghe, a motivo di Sarai, moglie d'Abramo. Gen. 12:17
- È mia sorella? ond'io me la son presa per moglie. Or dunque eccoti la tua moglie; prenditela e vattene!' Gen. 12:19
- E continuò il suo viaggio dal mezzogiorno fino a Bethel, al luogo ove da principio era stata la sua tenda, fra Bethel ed Ai, Gen. 13:3
- E Lot si scelse tutta la pianura del Giordano, e partì andando verso oriente. Così si separarono l'uno dall'altro. Gen. 13:11
- Ora la gente di Sodoma era scellerata e oltremodo peccatrice contro l'Eterno. Gen. 13:13
- E farò sì che la tua progenie sarà come la polvere della terra; in guisa che, se alcuno può contare la polvere della terra, anche la tua progenie si potrà contare. Gen. 13:16
- Or la valle di Siddim era piena di pozzi di bitume; e i re di Sodoma e di Gomorra si dettero alla fuga e vi caddero dentro; quelli che scamparono fuggirono al monte. Gen. 14:10
- Presero anche Lot, figliuolo del fratello di Abramo, con la sua roba; e se ne andarono. Lot abitava in Sodoma. Gen. 14:12
- E, divisa la sua schiera per assalirli di notte, egli coi suoi servi li sconfisse e l'inseguì fino a Hobah, che è a sinistra di Damasco. Gen. 14:15
- E ricuperò tutta la roba, e rimenò pure Lot suo fratello, la sua roba, e anche le donne e il popolo. Gen. 14:16
- E com'egli se ne tornava dalla sconfitta di Kedorlaomer e dei re ch'eran con lui, il re di Sodoma gli andò incontro nella valle di Shaveh, che è la Valle del re. Gen. 14:17
- E benedetto sia l'Iddio altissimo, che t'ha dato in mano i tuoi nemici!' E Abramo gli diede la decima d'ogni cosa. Gen. 14:20
- E il re di Sodoma disse ad Abramo: `Dammi le persone, e prendi per te la roba'. Gen. 14:21
- Ma Abramo rispose al re di Sodoma: `Ho alzato la mia mano all'Eterno, l'Iddio altissimo, padrone dei cieli e della terra, Gen. 14:22
- Nulla per me! tranne quello che hanno mangiato i giovani, e la parte che spetta agli uomini che son venuti meco: Aner, Eshcol e Mamre; essi prendano la loro parte'. Gen. 14:24
- Dopo queste cose, la parola dell'Eterno fu rivolta in visione ad Abramo, dicendo: `Non temere, o Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima'. Gen. 15:1
- E Abramo disse: `Signore, Eterno, che mi darai tu? poiché io me ne vo senza figliuoli, e chi possederà la mia casa è Eliezer di Damasco'. Gen. 15:2
- Allora la parola dell'Eterno gli fu rivolta, dicendo: `Questi non sarà tuo erede; ma colui che uscirà dalle tue viscere sarà erede tuo'. Gen. 15:4
- E lo menò fuori, e gli disse: `Mira il cielo, e conta le stelle, se le puoi contare'. E gli disse: `Così sarà la tua progenie'. Gen. 15:5
- ma io giudicherò la gente di cui saranno stati servi; e, dopo questo, se ne partiranno con grandi ricchezze. Gen. 15:14
- Or come il sole si fu coricato e venne la notte scura, ecco una fornace fumante ed una fiamma di fuoco passare in mezzo agli animali divisi. Gen. 15:17
- Sarai dunque, moglie d'Abramo, dopo che Abramo ebbe dimorato dieci anni nel paese di Canaan, prese la sua serva Agar, l'Egiziana, e la diede per moglie ad Abramo, suo marito. Gen. 16:3
- Ed egli andò da Agar, che rimase incinta; e quando s'accorse ch'era incinta, guardò la sua padrona con disprezzo. Gen. 16:4
- E Sarai disse ad Abramo: `L'ingiuria fatta a me, ricade su te. Io t'ho dato la mia serva in seno; e da che ella s'è accorta ch'era incinta, mi guarda con disprezzo. L'Eterno sia giudice fra me e te'. Gen. 16:5
- E Abramo rispose a Sarai: `Ecco, la tua serva è in tuo potere; fa' con lei come ti piacerà'. Sarai la trattò duramente, ed ella se ne fuggì da lei. Gen. 16:6
- E l'angelo dell'Eterno la trovò presso una sorgente d'acqua, nel deserto, presso la sorgente ch'è sulla via di Shur, Gen. 16:7
- E l'angelo dell'Eterno le disse: `Torna alla tua padrona, e umiliati sotto la sua mano'. Gen. 16:9
- L'angelo dell'Eterno soggiunse: `Io moltiplicherò grandemente la tua progenie, e non la si potrà contare, tanto sarà numerosa'. Gen. 16:10
- esso sarà tra gli uomini come un asino salvatico; la sua mano sarà contro tutti, e la mano di tutti contro di lui; e abiterà in faccia a tutti i suoi fratelli'. Gen. 16:12
- Allora Abramo si prostrò con la faccia in terra, e Dio gli parlò, dicendo: Gen. 17:3
- Poi Dio disse ad Abrahamo: `Quanto a te, tu osserverai il mio patto: tu e la tua progenie dopo di te, di generazione in generazione. Gen. 17:9
- Questo è il mio patto che voi osserverete, patto fra me e voi e la tua progenie dopo di te: ogni maschio fra voi sia circonciso. Gen. 17:10
- E Dio disse ad Abrahamo: `Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamar più Sarai; il suo nome sarà, invece Sara. Gen. 17:15
- E io la benedirò, ed anche ti darò di lei un figliuolo; io la benedirò, ed essa diverrà nazioni; re di popoli usciranno da lei'. Gen. 17:16
- Allora Abrahamo si prostrò con la faccia in terra e rise; e disse in cuor suo: `Nascerà egli un figliuolo a un uomo di cent'anni? e Sara, che ha novant'anni, partorirà ella?' Gen. 17:17
- E Dio rispose: `No, ma Sara tua moglie ti partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Isacco; e io fermerò il mio patto con lui, un patto perpetuo per la sua progenie dopo di lui. Gen. 17:19
- E Abrahamo prese Ismaele suo figliuolo e tutti quelli che gli erano nati in casa e tutti quelli che avea comprato col suo danaro, tutti i maschi fra la gente della casa d'Abrahamo, e li circoncise, in quello stesso giorno, come Dio gli avea detto di fare. Gen. 17:23
- Poiché io l'ho prescelto affinché ordini ai suoi figliuoli, e dopo di sé alla sua casa, che s'attengano alla via dell'Eterno per praticare la giustizia e l'equità, onde l'Eterno ponga ad effetto a pro d'Abrahamo quello che gli ha promesso'. Gen. 18:19
- Lungi da te il fare tal cosa! il far morire il giusto con l'empio, in guisa che il giusto sia trattato come l'empio! lungi da te! Il giudice di tutta la terra non farà egli giustizia?' Gen. 18:25
- forse, a que' cinquanta giusti ne mancheranno cinque; distruggerai tu tutta la città per cinque di meno?' E l'Eterno: `Se ve ne trovo quarantacinque non la distruggerò'. Gen. 18:28
- E Abrahamo disse: `Ecco, prendo l'ardire di parlare al Signore; forse, vi se ne troveranno venti'. E l'Eterno: `Non la distruggerò per amore dei venti'. Gen. 18:31
- E Abrahamo disse: `Deh, non si adiri il Signore, e io parlerò ancora questa volta soltanto. Forse, vi se ne troveranno dieci'. E l'Eterno: `Non la distruggerò per amore de' dieci'. Gen. 18:32
- Or i due angeli giunsero a Sodoma verso sera; e Lot stava sedendo alla porta di Sodoma; e, come li vide, s'alzò per andar loro incontro e si prostrò con la faccia a terra, e disse: Gen. 19:1
- `Signori miei, vi prego, venite in casa del vostro servo, albergatevi questa notte, e lavatevi i piedi; poi domattina vi leverete per tempo e continuerete il vostro cammino'. Ed essi risposero: `No; passeremo la notte sulla piazza'. Gen. 19:2
- Ma prima che si fossero coricati, gli uomini della città, i Sodomiti, circondarono la casa: giovani e vecchi, la popolazione intera venuta da ogni lato; e chiamarono Lot, e gli dissero: Gen. 19:4
- Lot uscì verso di loro sull'ingresso di casa, si chiuse dietro la porta, e disse: Gen. 19:6
- Ma essi gli dissero: `Fatti in là!' E ancora: `Quest'individuo è venuto qua come straniero, e la vuol far da giudice! Ora faremo a te peggio che a quelli!' E, premendo Lot con violenza, s'avvicinarono per sfondare la porta. Gen. 19:9
- Ma quegli uomini stesero la mano, trassero Lot in casa con loro, e chiusero la porta. Gen. 19:10
- E colpirono di cecità la gente ch'era alla porta della casa, dal più piccolo al più grande, talché si stancarono a cercar la porta. Gen. 19:11
- Allora Lot uscì, parlò ai suoi generi che avevano preso le sue figliuole, e disse: `Levatevi, uscite da questo luogo, perché l'Eterno sta per distruggere la città'. Ma ai generi parve che volesse scherzare. Gen. 19:14
- Ma egli s'indugiava; e quegli uomini presero per la mano lui, sua moglie e le sue due figliuole, perché l'Eterno lo volea risparmiare; e lo menaron via, e lo misero fuori della città. Gen. 19:16
- E avvenne che quando li ebbero fatti uscire, uno di quegli uomini disse: `Sàlvati la vita! non guardare indietro, e non ti fermare in alcun luogo della pianura; sàlvati al monte, che tu non abbia a perire!' Gen. 19:17
- ecco, il tuo servo ha trovato grazia agli occhi tuoi, e tu hai mostrato la grandezza della tua bontà verso di me conservandomi in vita; ma io non posso salvarmi al monte prima che il disastro mi sopraggiunga, ed io perisca. Gen. 19:19
- E quegli a lui: `Ecco, anche questa grazia io ti concedo: di non distruggere la città, della quale hai parlato. Gen. 19:21
- ed egli distrusse quelle città e tutta la pianura e tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo. Gen. 19:25
- Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro, e diventò una statua di sale. Gen. 19:26
- E Abrahamo si levò la mattina a buon'ora, e andò al luogo dove s'era prima fermato davanti all'Eterno; Gen. 19:27
- guardò verso Sodoma e Gomorra e verso tutta la regione della pianura, ed ecco vide un fumo che si levava dalla terra, come il fumo d'una fornace. Gen. 19:28
- E la maggiore disse alla minore: `Nostro padre è vecchio, e non c'è più nessuno sulla terra per venire da noi, come si costuma in tutta la terra. Gen. 19:31
- Vieni, diamo a bere del vino a nostro padre, e giaciamoci con lui, affinché possiamo conservare la razza di nostro padre'. Gen. 19:32
- E quella stessa notte dettero a bere del vino al loro padre; e la maggiore entrò e si giacque con suo padre; ed egli non s'accorse né quando essa si coricò né quando si levò. Gen. 19:33
- E avvenne che il dì seguente, la maggiore disse alla minore: `Ecco, la notte passata io mi giacqui con mio padre; diamogli a bere del vino anche questa notte; e tu entra, e giaciti con lui, affinché possiamo conservare la razza di nostro padre'. Gen. 19:34
- E anche quella notte dettero a bere del vino al padre loro, e la minore andò a giacersi con lui; ed egli non s'accorse né quando essa si coricò né quando si levò. Gen. 19:35
- E la maggiore partorì un figliuolo, al quale pose nome Moab. Questi è il padre dei Moabiti, che sussistono fino al dì d'oggi. Gen. 19:37
- E la minore partorì anch'essa un figliuolo, al quale pose nome Ben-Ammi. Questi è il padre degli Ammoniti, che sussistono fino al dì d'oggi. Gen. 19:38
- Or dunque, restituisci la moglie a quest'uomo, perché è profeta; ed egli pregherà per te, e tu vivrai. Ma, se non la restituisci, sappi che, per certo, morrai: tu e tutti i tuoi'. Gen. 20:7
- E Abimelec si levò la mattina per tempo, chiamò tutti i suoi servi, e raccontò in loro presenza tutte queste cose. E quegli uomini furon presi da gran paura. Gen. 20:8
- E Abrahamo pregò Dio, e Dio guarì Abimelec, la moglie e le serve di lui, ed esse poteron partorire. Gen. 20:17
- E la cosa dispiacque fortemente ad Abrahamo, a motivo del suo figliuolo. Gen. 21:11
- Ma Dio disse ad Abrahamo: `Questo non ti dispiaccia, a motivo del fanciullo e della tua serva; acconsenti a tutto quello che Sara ti dirà; poiché da Isacco uscirà la progenie che porterà il tuo nome. Gen. 21:12
- Abrahamo dunque si levò la mattina di buon'ora, prese del pane e un otre d'acqua, e lo diede ad Agar, mettendoglielo sulle spalle; le diede anche il fanciullo, e la mandò via. Ed essa partì e andò errando per il deserto di Beer-Sceba. Gen. 21:14
- E se ne andò, e si pose a sedere dirimpetto, a distanza d'un tiro d'arco; perché diceva: `Ch'io non vegga morire il fanciullo!' E sedendo così dirimpetto, alzò la voce e pianse. Gen. 21:16
- E Dio udì la voce del ragazzo; e l'angelo di Dio chiamò Agar dal cielo, e le disse: `Che hai, Agar? non temere, poiché Iddio ha udito la voce del fanciullo là dov'è. Gen. 21:17
- Lèvati, prendi il ragazzo e tienlo per la mano; perché io farò di lui una grande nazione'. Gen. 21:18
- or dunque giurami qui, nel nome di Dio, che tu non ingannerai né me, né i miei figliuoli, né i miei nipoti; ma che userai verso di me e verso il paese dove hai dimorato come forestiero, la stessa benevolenza che io ho usata verso di te'. Gen. 21:23
- E Abrahamo, levatosi la mattina di buon'ora, mise il basto al suo asino, prese con sé due de' suoi servitori e Isacco suo figliuolo, spaccò delle legna per l'olocausto, poi partì per andare al luogo che Dio gli avea detto. Gen. 22:3
- E Abrahamo stese la mano e prese il coltello per scannare il suo figliuolo. Gen. 22:10
- E quegli rispose: `Eccomi'. E l'angelo: `Non metter la mano addosso al ragazzo, e non gli fare alcun male; poiché ora so che tu temi Iddio, giacché non m'hai rifiutato il tuo figliuolo, l'unico tuo'. Gen. 22:12
- io certo ti benedirò e moltiplicherò la tua progenie come le stelle del cielo e come la rena ch'è sul lido del mare; e la tua progenie possederà la porta de' suoi nemici. Gen. 22:17
- E la concubina di lui, che si chiamava Reumah, partorì anch'essa Thebah, Gaam, Tahash e Maaca. Gen. 22:24
- Or la vita di Sara fu di centoventisette anni. Tanti furon gli anni della vita di Sara. Gen. 23:1
- `Io sono straniero e avventizio fra voi; datemi la proprietà di un sepolcro fra voi, affinché io seppellisca il mio morto e me lo tolga d'innanzi'. Gen. 23:4
- perché mi ceda la sua spelonca di Macpela che è all'estremità del suo campo, e me la dia per l'intero suo prezzo, come sepolcro che m'appartenga fra voi'. Gen. 23:9
- Or Efron sedeva in mezzo ai figliuoli di Heth; ed Efron, lo Hitteo, rispose ad Abrahamo in presenza dei figliuoli di Heth, di tutti quelli che entravano per la porta della sua città, dicendo: Gen. 23:10
- `No, mio signore, ascoltami! Io ti dono il campo, e ti dono la spelonca che v'è; te ne fo dono, in presenza de' figliuoli del mio popolo; seppellisci il tuo morto'. Gen. 23:11
- Così il campo di Efron ch'era a Macpela dirimpetto a Mamre, il campo con la caverna che v'era, e tutti gli alberi ch'erano nel campo e in tutti i confini all'intorno, Gen. 23:17
- furono assicurati come proprietà d'Abrahamo, in presenza de' figliuoli di Heth e di tutti quelli ch'entravano per la porta della città di Efron. Gen. 23:18
- E il campo e la spelonca che v'è, furono assicurati ad Abrahamo, dai figliuoli di Heth, come sepolcro di sua proprietà. Gen. 23:20
- E Abrahamo disse al più antico servo di casa sua, che aveva il governo di tutti i suoi beni: `Deh, metti la tua mano sotto la mia coscia; Gen. 24:2
- E se la donna non vorrà seguirti, allora sarai sciolto da questo giuramento che ti faccio fare; soltanto, non ricondurre colà il mio figliuolo'. Gen. 24:8
- E il servo pose la mano sotto la coscia d'Abrahamo suo signore, e gli giurò di fare com'egli chiedeva. Gen. 24:9
- Fa' che la fanciulla alla quale dirò: - Deh, abbassa la tua brocca perch'io beva - e che mi risponderà - Bevi, e darò da bere anche ai tuoi cammelli, - sia quella che tu hai destinata al tuo servo Isacco. E da questo comprenderò che tu hai usato benignità verso il mio signore'. Gen. 24:14
- Non aveva ancora finito di parlare, quand'ecco uscire con la sua brocca sulla spalla, Rebecca, figliuola di Bethuel figlio di Milca, moglie di Nahor fratello d'Abrahamo. Gen. 24:15
- La fanciulla era molto bella d'aspetto, vergine, e uomo alcuno non l'avea conosciuta. Ella scese alla sorgente, empì la brocca, e risalì. Gen. 24:16
- Ed ella rispose: `Bevi, signor mio'; e s'affrettò a calarsi la brocca sulla mano, e gli diè da bere. Gen. 24:18
- E presto vuotò la sua brocca nell'abbeveratoio, corse di nuovo al pozzo ad attingere acqua, e ne attinse per tutti i cammelli di lui. Gen. 24:20
- E quell'uomo la contemplava in silenzio, per sapere se l'Eterno avesse o no fatto prosperare il suo viaggio. Gen. 24:21
- E la fanciulla corse a raccontare queste cose a casa di sua madre. Gen. 24:28
- E disse: `Entra, benedetto dall'Eterno! perché stai fuori? Io ho preparato la casa e un luogo per i cammelli'. Gen. 24:31
- Poi gli fu posto davanti da mangiare; ma egli disse: `Non mangerò finché non abbia fatto la mia ambasciata'. E l'altro disse: `Parla'. Gen. 24:33
- ecco, io mi fermo presso questa sorgente; fa' che la fanciulla che uscirà ad attinger acqua, alla quale dirò: - Deh, dammi da bere un po' d'acqua della tua brocca, - Gen. 24:43
- e che mi dirà: - Bevi pure, e ne attingerò anche per i tuoi cammelli, - sia la moglie che l'Eterno ha destinata al figliuolo del mio signore. Gen. 24:44
- E avanti che avessi finito di parlare in cuor mio, ecco uscir fuori Rebecca con la sua brocca sulla spalla, scendere alla sorgente e attinger l'acqua. Allora io le ho detto: Gen. 24:45
- - Deh, dammi da bere! - Ed ella s'è affrettata a calare la brocca dalla spalla, e m'ha risposto: - Bevi! e darò da bere anche ai tuoi cammelli. - Così ho bevuto io ed ella ha abbeverato anche i cammelli. Gen. 24:46
- E mi sono inchinato, ho adorato l'Eterno e ho benedetto l'Eterno, l'Iddio d'Abrahamo mio signore, che m'ha condotto per la retta via a prendere per il figliuolo di lui la figliuola del fratello del mio signore. Gen. 24:48
- Allora Labano e Bethuel risposero e dissero: `La cosa procede dall'Eterno; noi non possiam dirti né male né bene. Gen. 24:50
- Poi mangiarono e bevvero, egli e gli uomini ch'eran con lui, e passaron quivi la notte. La mattina, quando si furono levati, il servo disse: `Lasciatemi tornare al mio signore'. Gen. 24:54
- E il fratello e la madre di Rebecca dissero: `Rimanga la fanciulla ancora alcuni giorni con noi, almeno una diecina; poi se ne andrà'. Ma egli rispose loro: Gen. 24:55
- Allora dissero: `Chiamiamo la fanciulla e sentiamo lei stessa'. Gen. 24:57
- `Sì, andrò'. Così lasciarono andare Rebecca loro sorella e la sua balia col servo d'Abrahamo e la sua gente. Gen. 24:59
- E benedissero Rebecca e le dissero: `Sorella nostra, possa tu esser madre di migliaia di miriadi, e possa la tua progenie possedere la porta de' suoi nemici!' Gen. 24:60
- E Isacco menò Rebecca nella tenda di Sara sua madre, se la prese, ed ella divenne sua moglie, ed egli l'amò. Così Isacco fu consolato dopo la morte di sua madre. Gen. 24:67
- E dopo la morte d'Abrahamo, Iddio benedisse Isacco figliuolo di lui; e Isacco dimorò presso il pozzo di Lachai-Roï. Gen. 25:11
- Dopo uscì il suo fratello, che con la mano teneva il calcagno di Esaù; e gli fu posto nome Giacobbe. Or Isacco era in età di sessant'anni quando Rebecca li partorì. Gen. 25:26
- Or Isacco amava Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto; e Rebecca amava Giacobbe. Gen. 25:28
- E Giacobbe gli rispose: `Vendimi prima di tutto la tua primogenitura'. Gen. 25:31
- Ed Esaù disse: `Ecco io sto per morire; che mi giova la primogenitura?' Gen. 25:32
- E Giacobbe disse: `Prima, giuramelo'. Ed Esaù glielo giurò, e vendé la sua primogenitura a Giacobbe. Gen. 25:33
- E Giacobbe diede a Esaù del pane e della minestra di lenticchie. Ed egli mangiò e bevve; poi si levò, e se ne andò. Così Esaù sprezzò la primogenitura. Gen. 25:34
- Or ci fu la carestia nel paese, oltre la prima carestia che c'era stata al tempo d'Abrahamo. E Isacco andò da Abimelec, re dei Filistei, a Gherar. Gen. 26:1
- e moltiplicherò la tua progenie come le stelle del cielo, darò alla tua progenie tutti questi paesi, e tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie, Gen. 26:4
- E quando la gente del luogo gli faceva delle domande intorno alla sua moglie, egli rispondeva: `È mia sorella'; perché avea paura di dire: `È mia moglie'. `Non vorrei', egli pensava, `che la gente del luogo avesse ad uccidermi, a motivo di Rebecca'. Poiché ella era di bell'aspetto. Gen. 26:7
- E Isacco scavò di nuovo i pozzi d'acqua ch'erano stati scavati al tempo d'Abrahamo suo padre, e che i Filistei avean turati dopo la morte d'Abrahamo; e pose loro gli stessi nomi che avea loro posto suo padre. Gen. 26:18
- E l'Eterno gli apparve quella stessa notte, e gli disse: `Io sono l'Iddio d'Abrahamo tuo padre; non temere, poiché io sono teco e ti benedirò e moltiplicherò la tua progenie per amor d'Abrahamo mio servo'. Gen. 26:24
- Ed egli edificò quivi un altare, invocò il nome dell'Eterno, e vi piantò la sua tenda. E i servi d'Isacco scavaron quivi un pozzo. Gen. 26:25
- La mattina dipoi si levarono di buon'ora e si fecero scambievole giuramento. Poi Isacco li accomiatò, e quelli si partirono da lui in pace. Gen. 26:31
- Ed egli lo chiamò Sciba. Per questo la città porta il nome di Beer-Sceba, fino al dì d'oggi. Gen. 26:33
- e preparami una pietanza saporita di quelle che mi piacciono; portamela perch'io la mangi e l'anima mia ti benedica prima ch'io muoia'. Gen. 27:4
- Portami un po' di caccia e fammi una pietanza saporita perch'io la mangi e ti benedica nel cospetto dell'Eterno, prima ch'io muoia. Gen. 27:7
- E tu la porterai a tuo padre, perché la mangi, e così ti benedica prima di morire'. Gen. 27:10
- ch'era senza peli. Poi mise in mano a Giacobbe suo figliuolo la pietanza saporita e il pane che avea preparato. Gen. 27:17
- Giacobbe dunque s'avvicinò a Isacco suo padre e, come questi l'ebbe tastato, disse: `La voce è la voce di Giacobbe; ma le mani son le mani d'Esaù'. Gen. 27:22
- Anch'egli preparò una pietanza saporita, la portò a suo padre, e gli disse: `Lèvisi mio padre, e mangi della caccia del suo figliuolo, affinché l'anima tua mi benedica'. Gen. 27:31
- E Isacco rispose: `Il tuo fratello è venuto con inganno e ha preso la tua benedizione'. Gen. 27:35
- Ed Esaù: `Non è forse a ragione ch'egli è stato chiamato Giacobbe? M'ha già soppiantato due volte: mi tolse la mia primogenitura, ed ecco che ora m'ha tolta la mia benedizione'. Poi aggiunse: `Non hai tu riserbato qualche benedizione per me?' Gen. 27:36
- Ed Esaù disse a suo padre: `Non hai tu che questa benedizione, padre mio? Benedici anche me, o padre mio!' Ed Esaù alzò la voce e pianse. Gen. 27:38
- E Isacco suo padre rispose e gli disse: `Ecco, la tua dimora sarà priva della grassezza della terra e della rugiada che scende dai cieli. Gen. 27:39
- E Rebecca disse ad Isacco: `Io sono disgustata della vita a motivo di queste figliuole di Heth. Se Giacobbe prende in moglie, tra le figliuole di Heth, tra le figliuole del paese, una donna come quelle, che mi giova la vita?' Gen. 27:46
- e ti dia la benedizione d'Abrahamo: a te, e alla tua progenie con te; affinché tu possegga il paese dove sei andato peregrinando, e che Dio donò ad Abrahamo'. Gen. 28:4
- Capitò in un certo luogo, e vi passò la notte, perché il sole era già tramontato. Prese una delle pietre del luogo, la pose come suo capezzale, e si coricò quivi. Gen. 28:11
- E sognò; ed ecco una scala appoggiata sulla terra, la cui cima toccava il cielo; ed ecco gli angeli di Dio, che salivano e scendevano per la scala. Gen. 28:12
- E l'Eterno stava al disopra d'essa, e gli disse: `Io sono l'Eterno, l'Iddio d'Abrahamo tuo padre e l'Iddio d'Isacco; la terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua progenie; Gen. 28:13
- e la tua progenie sarà come la polvere della terra, e tu ti estenderai ad occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzodì; e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua progenie. Gen. 28:14
- Ed ebbe paura, e disse: `Com'è tremendo questo luogo! Questa non è altro che la casa di Dio, e questa è la porta del cielo!' Gen. 28:17
- E Giacobbe si levò la mattina di buon'ora, prese la pietra che avea posta come suo capezzale, la eresse in monumento, e versò dell'olio sulla sommità d'essa. Gen. 28:18
- e questa pietra che ho eretta in monumento, sarà la casa di Dio; e di tutto quello che tu darai a me, io, certamente, darò a te la decima'. Gen. 28:22
- E guardò, e vide un pozzo in un campo; ed ecco tre greggi di pecore, giacenti lì presso; poiché a quel pozzo si abbeveravano i greggi; e la pietra sulla bocca del pozzo era grande. Gen. 29:2
- Quivi s'adunavano tutti i greggi; i pastori rotolavan la pietra di sulla bocca del pozzo, abbeveravano le pecore, poi rimettevano al posto la pietra sulla bocca del pozzo. Gen. 29:3
- E quelli risposero: `Non possiamo, finché tutti i greggi siano radunati; allora si rotola la pietra di sulla bocca del pozzo, e abbeveriamo le pecore'. Gen. 29:8
- E quando Giacobbe vide Rachele figliuola di Labano, fratello di sua madre, e le pecore di Labano fratello di sua madre, s'avvicinò, rotolò la pietra di sulla bocca del pozzo, e abbeverò il gregge di Labano fratello di sua madre. Gen. 29:10
- E Giacobbe baciò Rachele, alzò la voce, e pianse. Gen. 29:11
- Or Labano aveva due figliuole: la maggiore si chiamava Lea, e la minore Rachele. Gen. 29:16
- E Labano rispose: `È meglio ch'io la dia a te che ad un altr'uomo; sta' con me'. Gen. 29:19
- E Giacobbe disse a Labano: `Dammi la mia moglie, poiché il mio tempo è compiuto, ed io andrò da lei'. Gen. 29:21
- Allora Labano radunò tutta la gente del luogo, e fece un convito. Gen. 29:22
- Ma, la sera, prese Lea, sua figliuola, e la menò da Giacobbe, il quale entrò da lei. Gen. 29:23
- E Labano dette la sua serva Zilpa per serva a Lea, sua figliuola. Gen. 29:24
- E Labano rispose: `Non è usanza da noi di dare la minore prima della maggiore. Finisci la settimana di questa; Gen. 29:26
- Giacobbe fece così, e finì la settimana di quello sposalizio; poi Labano gli dette in moglie Rachele sua figliuola. Gen. 29:28
- E Labano dette la sua serva Bilha per serva a Rachele, sua figliuola. Gen. 29:29
- L'Eterno, vedendo che Lea era odiata, la rese feconda; ma Rachele era sterile. Gen. 29:31
- E Lea concepì e partorì un figliuolo, al quale pose nome Ruben; perché disse: `L'Eterno ha veduto la mia afflizione; e ora il mio marito mi amerà'. Gen. 29:32
- Ed ella rispose: `Ecco la mia serva Bilha; entra da lei; essa partorirà sulle mie ginocchia, e, per mezzo di lei, avrò anch'io de' figliuoli'. Gen. 30:3
- Ed ella gli diede la sua serva Bilha per moglie, e Giacobbe entrò da lei. Gen. 30:4
- E Rachele disse: `Iddio m'ha reso giustizia, ha anche ascoltato la mia voce, e m'ha dato un figliuolo'. Perciò gli pose nome Dan. Gen. 30:6
- Lea, vedendo che avea cessato d'aver figliuoli, prese la sua serva Zilpa e la diede a Giacobbe per moglie. Gen. 30:9
- E Dio esaudì Lea, la quale concepì e partorì a Giacobbe un quinto figliuolo. Gen. 30:17
- Ed ella disse: `Iddio m'ha dato la mia mercede, perché diedi la mia serva a mio marito'. E gli pose nome Issacar. Gen. 30:18
- Iddio si ricordò anche di Rachele; Iddio l'esaudì, e la rese feconda; Gen. 30:22
- Poiché quel che avevi prima ch'io venissi, era poco; ma ora s'è accresciuto oltremodo, e l'Eterno t'ha benedetto dovunque io ho messo il piede. Ora, quando lavorerò io anche per la casa mia?' Gen. 30:30
- E Labano frappose la distanza di tre giornate di cammino fra sé e Giacobbe; e Giacobbe pascolava il rimanente de' greggi di Labano. Gen. 30:36
- Labano dunque raggiunse Giacobbe. Or Giacobbe avea piantata la sua tenda sul monte; e anche Labano e i suoi fratelli avean piantato le loro, sul monte di Galaad. Gen. 31:25
- Ora è in poter mio di farvi del male; ma l'Iddio del padre vostro mi parlò la notte scorsa, dicendo: Guardati dal parlare a Giacobbe, né in bene né in male. Gen. 31:29
- Or Rachele avea preso gl'idoli, li avea messi nel basto del cammello, e vi s'era posta sopra a sedere. Labano frugò tutta la tenda, e non trovò nulla. Gen. 31:34
- Tu hai frugato tutta la mia roba; che hai trovato di tutta la roba di casa tua? Mettilo qui davanti ai miei e tuoi fratelli, e giudichino loro fra noi due! Gen. 31:37
- Se l'Iddio di mio padre, l'Iddio d'Abrahamo e il Terrore d'Isacco non fosse stato meco, certo, tu m'avresti ora rimandato a vuoto. Iddio ha veduto la mia afflizione e la fatica delle mie mani, e la notte scorsa ha pronunziato la sua sentenza'. Gen. 31:42
- Giacobbe prese una pietra, e la eresse in monumento. Gen. 31:45
- Poi Giacobbe offrì un sacrifizio sul monte, e invitò i suoi fratelli a mangiar del pane. Essi dunque mangiarono del pane, e passarono la notte sul monte. Gen. 31:54
- La mattina, Labano si levò di buon'ora, baciò i suoi figliuoli e le sue figliuole, e li benedisse. Poi Labano se ne andò, e tornò a casa sua. Gen. 31:55
- Allora Giacobbe fu preso da gran paura ed angosciato; divise in due schiere la gente ch'era con lui, i greggi, gli armenti, i cammelli, e disse: Gen. 32:7
- `Se Esaù viene contro una delle schiere e la batte, la schiera che rimane potrà salvarsi'. Gen. 32:8
- io son troppo piccolo per esser degno di tutte le benignità che hai usate e di tutta la fedeltà che hai dimostrata al tuo servo; poiché io passai questo Giordano col mio bastone, e ora son divenuto due schiere. Gen. 32:10
- E tu dicesti: Certo, io ti farò del bene, e farò diventare la tua progenie come la rena del mare, la quale non si può contare da tanta che ce n'è'. Gen. 32:12
- e direte: `Ecco il tuo servo Giacobbe, che viene egli stesso dietro a noi'. Perché diceva: `Io lo placherò col dono che mi precede, e, dopo, vedrò la sua faccia; forse, mi farà buona accoglienza'. Gen. 32:20
- Così il dono andò innanzi a lui, ed egli passò la notte nell'accampamento. Gen. 32:21
- E quando quest'uomo vide che non lo poteva vincere, gli toccò la commessura dell'anca; e la commessura dell'anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui. Gen. 32:25
- E lo benedisse quivi. E Giacobbe chiamò quel luogo Peniel, `perché', disse, `ho veduto Iddio a faccia a faccia, e la mia vita è stata risparmiata'. Gen. 32:30
- Per questo, fino al dì d'oggi, gl'Israeliti non mangiano il nervo della coscia che passa per la commessura dell'anca, perché quell'uomo avea toccato la commessura dell'anca di Giacobbe, al punto del nervo della coscia. Gen. 32:32
- Ma Giacobbe disse: `No, ti prego; se ho trovato grazia agli occhi tuoi, accetta il dono dalla mia mano, giacché io ho veduto la tua faccia, come uno vede la faccia di Dio, e tu m'hai fatto gradevole accoglienza. Gen. 33:10
- E comprò dai figliuoli di Hemor, padre di Sichem, per cento pezzi di danaro, la parte del campo dove avea piantato le sue tende. Gen. 33:19
- Or Dina, la figliuola che Lea aveva partorito a Giacobbe, uscì per vedere le figliuole del paese. Gen. 34:1
- E Sichem, figliuolo di Hemor lo Hivveo, principe del paese, vedutala, la rapì, si giacque con lei, e la violentò. Gen. 34:2
- E l'anima sua s'appassionò per Dina, figliuola di Giacobbe; egli amò la fanciulla, e parlò al cuore di lei. Gen. 34:3
- Or Giacobbe udì ch'egli avea disonorato la sua figliuola Dina; e come i suoi figliuoli erano ai campi col suo bestiame, Giacobbe si tacque finché non furon tornati. Gen. 34:5
- E i figliuoli di Giacobbe, com'ebbero udito il fatto, tornarono dai campi; e questi uomini furono addolorati e fortemente adirati perché costui aveva commessa un'infamia in Israele, giacendosi con la figliuola di Giacobbe: cosa che non era da farsi. Gen. 34:7
- Imponetemi pure una gran dote e di gran doni; e io ve li darò come mi direte; ma datemi la fanciulla per moglie'. Gen. 34:12
- e dissero loro: `Questa cosa non la possiamo fare; non possiam dare la nostra sorella a uno che non è circonciso; giacché questo, per noi, sarebbe un obbrobrio. Gen. 34:14
- Ma se non ci volete ascoltare e non vi volete far circoncidere, noi prenderemo la nostra fanciulla e ce ne andremo'. Gen. 34:17
- E il giovine non indugiò a fare la cosa, perché portava affezione alla figliuola di Giacobbe, ed era l'uomo più onorato in tutta la casa di suo padre. Gen. 34:19
- Or avvenne che il terzo giorno, mentre quelli eran sofferenti, due de' figliuoli di Giacobbe, Simeone e Levi, fratelli di Dina, presero ciascuno la propria spada, assalirono la città che si tenea sicura, e uccisero tutti i maschi. Gen. 34:25
- I figliuoli di Giacobbe si gettarono sugli uccisi e saccheggiarono la città, perché la loro sorella era stata disonorata; Gen. 34:27
- Allora Giacobbe disse a Simeone ed a Levi: `Voi mi date grande affanno, mettendomi in cattivo odore presso gli abitanti del paese, presso i Cananei ed i Ferezei. Ed io non ho che poca gente; essi si raduneranno contro di me e mi daranno addosso, e sarò distrutto: io con la mia casa'. Gen. 34:30
- Ed essi risposero: `Dovrà la nostra sorella esser trattata come una meretrice?' Gen. 34:31
- Ed essi dettero a Giacobbe tutti gli dèi stranieri ch'erano nelle loro mani e gli anelli che avevano agli orecchi; e Giacobbe li nascose sotto la quercia ch'è presso a Sichem. Gen. 35:4
- Così Giacobbe giunse a Luz, cioè Bethel, ch'è nel paese di Canaan: egli con tutta la gente che avea seco; Gen. 35:6
- Allora morì Debora, balia di Rebecca, e fu sepolta al di sotto di Bethel, sotto la quercia, che fu chiamata Allon-Bacuth. Gen. 35:8
- e mentre penava a partorire, la levatrice le disse: `Non temere, perché eccoti un altro figliuolo'. Gen. 35:17
- Poi Israele si partì, e piantò la sua tenda al di là di Migdal-Eder. Gen. 35:21
- Questa è la posterità di Esaù, cioè Edom. Gen. 36:1
- Questa è la posterità di Esaù, padre degli Edomiti, sulla montagna di Seir. Gen. 36:9
- Timna era la concubina di Elifaz, figliuolo di Esaù; essa partorì ad Elifaz Amalek. Questi furono i figliuoli di Ada, moglie di Esaù. Gen. 36:12
- I figliuoli di Lothan furono: Hori e Hemam; e la sorella di Lothan fu Timna. Gen. 36:22
- E questa è la posterità di Giacobbe. Giuseppe, all'età di diciassette anni, pasceva il gregge coi suoi fratelli; e, giovinetto com'era, stava coi figliuoli di Bilha e coi figliuoli di Zilpa, mogli di suo padre. E Giuseppe riferì al loro padre la mala fama che circolava sul loro conto. Gen. 37:2
- Egli ebbe ancora un altro sogno, e lo raccontò ai suoi fratelli, dicendo: `Ho avuto un altro sogno! Ed ecco che il sole, la luna e undici stelle mi s'inchinavano dinanzi'. Gen. 37:9
- Ruben udì questo, e lo liberò dalle loro mani. Disse: `Non gli togliamo la vita'. Gen. 37:21
- Poi Ruben aggiunse: `Non spargete sangue; gettatelo in quella cisterna ch'è nel deserto, ma non lo colpisca la vostra mano'. Diceva così, per liberarlo dalle loro mani e restituirlo a suo padre. Gen. 37:22
- lo presero e lo gettarono nella cisterna. Or la cisterna era vuota; non c'era punt'acqua. Gen. 37:24
- Venite, vendiamolo agl'Ismaeliti, e non lo colpisca la nostra mano, poiché è nostro fratello, nostra carne'. E i suoi fratelli gli diedero ascolto. Gen. 37:27
- Essi presero la veste di Giuseppe, scannarono un becco, e intrisero del sangue la veste. Gen. 37:31
- Poi mandarono uno a portare al padre loro la veste lunga con le maniche, e gli fecero dire: `Abbiam trovato questa veste; vedi tu se sia quella del tuo figliuolo, o no'. Gen. 37:32
- Ed egli la riconobbe e disse: `È la veste del mio figliuolo; una mala bestia l'ha divorato; per certo, Giuseppe è stato sbranato'. Gen. 37:33
- E Giuda vide quivi la figliuola di un Cananeo, chiamato Shua; e se la prese, e convisse con lei. Gen. 38:2
- Passaron molti giorni, e morì la figliuola di Shua, moglie di Giuda; e dopo che Giuda si fu consolato, salì da quelli che tosavan le sue pecore a Timna; egli col suo amico Hira, l'Adullamita. Gen. 38:12
- Come Giuda la vide, la prese per una meretrice, perch'essa aveva il viso coperto. Gen. 38:15
- E Giuda mandò il capretto per mezzo del suo amico, l'Adullamita, affin di ritirare il pegno di man di quella donna; ma egli non la trovò. Gen. 38:20
- Interrogò la gente del luogo, dicendo: `Dov'è quella meretrice che stava a Enaim, sulla via?' E quelli risposero: `Qui non c'è stata alcuna meretrice'. Gen. 38:21
- Ed egli se ne tornò a Giuda, e gli disse: `Non l'ho trovata; e, per di più, la gente del luogo m'ha detto: Qui non c'è stata alcuna meretrice'. Gen. 38:22
- Come la menavano fuori, ella mandò a dire al suocero: `Sono incinta dell'uomo al quale appartengono queste cose'. E disse: `Riconosci, ti prego, di chi siano questo sigillo, questi cordoni e questo bastone'. Gen. 38:25
- E mentre partoriva, l'un d'essi mise fuori una mano; e la levatrice la prese, e vi legò un filo di scarlatto, dicendo: `Questo qui esce il primo'. Gen. 38:28
- Ma egli ritirò la mano, ed ecco uscir fuori il suo fratello. Allora la levatrice disse: `Perché ti sei fatta questa breccia?' Per questo motivo gli fu messo nome Perets. Gen. 38:29
- E da che l'ebbe fatto maggiordomo della sua casa e gli ebbe affidato tutto quello che possedeva, l'Eterno benedisse la casa dell'Egiziano, per amor di Giuseppe; e la benedizione dell'Eterno riposò su tutto quello ch'egli possedeva, in casa e in campagna. Gen. 39:5
- Dopo queste cose avvenne che la moglie del signore di Giuseppe gli mise gli occhi addosso, e gli disse: `Giàciti meco'. Gen. 39:7
- ed essa lo afferrò per la veste, e gli disse: `Giaciti meco'. Ma egli le lasciò in mano la veste, e fuggì fuori. Gen. 39:12
- E quand'ella vide ch'egli le aveva lasciata la veste in mano e ch'era fuggito fuori, Gen. 39:13
- chiamò la gente della sua casa, e le parlò così: `Vedete, ei ci ha menato in casa un Ebreo per pigliarsi giuoco di noi; esso è venuto da me per giacersi meco, ma io ho gridato a gran voce. Gen. 39:14
- E com'egli ha udito ch'io alzavo la voce e gridavo, m'ha lasciato qui la sua veste, ed è fuggito fuori'. Gen. 39:15
- E si tenne accanto la veste di lui, finché il suo signore non fu tornato a casa. Gen. 39:16
- Ma com'io ho alzato la voce e ho gridato, egli m'ha lasciato qui la sua veste e se n'è fuggito fuori'. Gen. 39:18
- Ma l'Eterno fu con Giuseppe, e spiegò a pro di lui la sua benignità, cattivandogli le grazie del governatore della prigione. Gen. 39:21
- Giuseppe, venuto la mattina da loro, li guardò, ed ecco, erano conturbati. Gen. 40:6
- E io avevo in mano la coppa di Faraone; presi l'uva, la spremei nella coppa di Faraone, e diedi la coppa in mano a Faraone'. Gen. 40:11
- ancora tre giorni, e Faraone ti farà rialzare il capo, ti ristabilirà nel tuo ufficio, e tu darai in mano a Faraone la sua coppa, nel modo che facevi prima, quand'eri suo coppiere. Gen. 40:13
- Il capo de' panattieri, vedendo che la interpretazione di Giuseppe era favorevole, gli disse: `Anch'io, nel mio sogno, ecco, avevo tre canestri di pan bianco, sul capo; Gen. 40:16
- ancora tre giorni, e Faraone ti porterà via la testa di sulle spalle, ti farà impiccare a un albero, e gli uccelli ti mangeranno le carni addosso'. Gen. 40:19
- ristabilì il gran coppiere nel suo ufficio di coppiere, perché mettesse la coppa in man di Faraone, Gen. 40:21
- ma fece appiccare il gran panattiere, secondo la interpretazione che Giuseppe avea loro data. Gen. 40:22
- La mattina, lo spirito di Faraone fu conturbato; ed egli mandò a chiamare tutti i magi e tutti i savi d'Egitto, e raccontò loro i suoi sogni; ma non ci fu alcuno che li potesse interpretare a Faraone. Gen. 41:8
- e dopo, verranno sette anni di carestia; e tutta quell'abbondanza sarà dimenticata nel paese d'Egitto, e la carestia consumerà il paese. Gen. 41:30
- E l'essersi il sogno replicato due volte a Faraone vuol dire che la cosa è decretata da Dio, e che Dio l'eseguirà tosto. Gen. 41:32
- Questi viveri saranno una riserva per il paese, in vista dei sette anni di carestia che verranno nel paese d'Egitto; e così il paese non perirà per la carestia'. Gen. 41:36
- Piacque la cosa a Faraone e a tutti i suoi servitori. Gen. 41:37
- Tu sarai sopra la mia casa, e tutto il mio popolo obbedirà ai tuoi ordini; per il trono soltanto, io sarò più grande di te.' Gen. 41:40
- E Faraone disse a Giuseppe: `Io son Faraone! e senza te, nessuno alzerà la mano o il piede in tutto il paese d'Egitto'. Gen. 41:44
- Durante i sette anni d'abbondanza, la terra produsse a piene mani; Gen. 41:47
- Così Giuseppe ammassò grano come la rena del mare; in così gran quantità, che si smise di contarlo, perch'era innumerevole. Gen. 41:49
- E Giuseppe chiamò il primogenito Manasse, perché, disse, `Iddio m'ha fatto dimenticare ogni mio affanno e tutta la casa di mio padre'. Gen. 41:51
- Poi la carestia si estese a tutto il paese d'Egitto, e il popolo gridò a Faraone per aver del pane. E Faraone disse a tutti gli Egiziani: `Andate da Giuseppe, e fate quello che vi dirà'. Gen. 41:55
- La carestia era sparsa su tutta la superficie del paese, e Giuseppe aperse tutti i depositi e vendé grano agli Egiziani. E la carestia s'aggravò nel paese d'Egitto. Gen. 41:56
- E da tutti i paesi si veniva in Egitto da Giuseppe per comprar del grano, perché la carestia era grave per tutta la terra. Gen. 41:57
- E i figliuoli d'Israele giunsero per comprare del grano in mezzo agli altri, che pur venivano; poiché nel paese di Canaan c'era la carestia. Gen. 42:5
- Or Giuseppe era colui che comandava nel paese; era lui che vendeva il grano a tutta la gente del paese; e i fratelli di Giuseppe vennero, e si prostrarono dinanzi a lui con la faccia a terra. Gen. 42:6
- E Giuseppe disse loro: `La cosa è come v'ho detto; siete delle spie! Gen. 42:14
- Ecco come sarete messi alla prova: Per la vita di Faraone, non uscirete di qui prima che il vostro fratello più giovine sia venuto qua. Gen. 42:15
- Mandate uno di voi a prendere il vostro fratello; e voi resterete qui in carcere, perché le vostre parole siano messe alla prova, e si vegga se c'è del vero in voi; se no, per la vita di Faraone, siete delle spie!' Gen. 42:16
- Se siete gente sincera, uno di voi fratelli resti qui incatenato nella vostra prigione; e voi, andate, portate del grano per la necessità delle vostre famiglie; Gen. 42:19
- Ma Giacobbe rispose: `Il mio figliuolo non scenderà con voi; poiché il suo fratello è morto, e questo solo è rimasto: se gli succedesse qualche disgrazia durante il vostro viaggio, fareste scendere con cordoglio la mia canizie nel soggiorno de' morti'. Gen. 42:38
- Or la carestia era grave nel paese; Gen. 43:1
- E Giuda gli rispose, dicendo: `Quell'uomo ce lo dichiarò positivamente: Non vedrete la mia faccia, se il vostro fratello non sarà con voi. Gen. 43:3
- ma, se non lo mandi, non scenderemo; perché quell'uomo ci ha detto: Non vedrete la mia faccia, se il vostro fratello non sarà con voi'. Gen. 43:5
- E quelli ebbero paura, perché eran menati in casa di Giuseppe, e dissero: `Siamo menati qui a motivo di quel danaro che ci fu rimesso nei sacchi la prima volta; ei vuol darci addosso, precipitarsi su noi e prenderci come schiavi, coi nostri asini'. Gen. 43:18
- Poi si lavò la faccia, ed uscì; si fece forza, e disse: `Portate il pranzo'. Gen. 43:31
- Ed essi si misero a sedere dinanzi a lui: il primogenito, secondo il suo diritto di primogenitura, e il più giovine secondo la sua età; e si guardavano l'un l'altro con maraviglia. Gen. 43:33
- E Giuseppe fe' loro portare delle vivande che aveva dinanzi; ma la porzione di Beniamino era cinque volte maggiore di quella d'ogni altro di loro. E bevvero, e stettero allegri con lui. Gen. 43:34
- E metti la mia coppa, la coppa d'argento, alla bocca del sacco del più giovine, assieme al danaro del suo grano'. Ed egli fece come Giuseppe avea detto. Gen. 44:2
- La mattina, non appena fu giorno, quegli uomini furon fatti partire coi loro asini. Gen. 44:3
- Non è quella la coppa nella quale il mio signore beve, e della quale si serve per indovinare? Avete fatto male a far questo!' Gen. 44:5
- Quello de' tuoi servitori presso il quale si troverà la coppa, sia messo a morte; e noi pure saremo schiavi del tuo signore!' Gen. 44:9
- Il maestro di casa li frugò, cominciando da quello del maggiore, per finire con quello del più giovane; e la coppa fu trovata nel sacco di Beniamino. Gen. 44:12
- Giuda rispose: `Che diremo al mio signore? quali parole useremo? o come ci giustificheremo? Dio ha ritrovato l'iniquità de' tuoi servitori. Ecco, siamo schiavi del mio signore: tanto noi, quanto colui in mano del quale è stata trovata la coppa'. Gen. 44:16
- Ma Giuseppe disse: `Mi guardi Iddio dal far questo! L'uomo in man del quale è stata trovata la coppa, sarà mio schiavo; quanto a voi, risalite in pace dal padre vostro'. Gen. 44:17
- E tu dicesti ai tuoi servitori: Se il vostro fratello più giovine non scende con voi, voi non vedrete più la mia faccia. Gen. 44:23
- E noi rispondemmo: Non possiamo scender laggiù; se il nostro fratello più giovine verrà con noi, scenderemo; perché non possiamo veder la faccia di quell'uomo, se il nostro fratello più giovine non è con noi. Gen. 44:26
- e se mi togliete anche questo, e se gli avviene qualche disgrazia, voi farete scendere con dolore la mia canizie nel soggiorno de' morti. Gen. 44:29
- Or dunque, quando giungerò da mio padre, tuo servitore, se il fanciullo, all'anima del quale la sua è legata, non è con noi, Gen. 44:30
- avverrà che, come avrà veduto che il fanciullo non c'è, egli morrà; e i tuoi servitori avranno fatto scendere con cordoglio la canizie del tuo servitore nostro padre nel soggiorno de' morti. Gen. 44:31
- E alzò la voce piangendo; gli Egiziani l'udirono, e l'udì la casa di Faraone. Gen. 45:2
- Infatti, sono due anni che la carestia è nel paese; e ce ne saranno altri cinque, durante i quali non ci sarà né aratura né mèsse. Gen. 45:6
- Ma Dio mi ha mandato dinanzi a voi, perché sia conservato di voi un resto sulla terra, e per salvarvi la vita con una grande liberazione. Gen. 45:7
- Non siete dunque voi che m'avete mandato qua, ma è Dio; egli m'ha stabilito come padre di Faraone, signore di tutta la sua casa, e governatore di tutto il paese d'Egitto. Gen. 45:8
- E quivi io ti sostenterò (perché ci saranno ancora cinque anni di carestia), onde tu non sia ridotto alla miseria: tu, la tua famiglia, e tutto quello che possiedi. Gen. 45:11
- Ed ecco, voi vedete coi vostri occhi, e il mio fratello Beniamino vede con gli occhi suoi, ch'è proprio la bocca mia quella che vi parla. Gen. 45:12
- Raccontate dunque a mio padre tutta la mia gloria in Egitto, e tutto quello che avete veduto; e fate che mio padre scenda presto qua'. Gen. 45:13
- Ed essi presero il loro bestiame e i beni che aveano acquistato nel paese di Canaan, e vennero in Egitto: Giacobbe, e tutta la sua famiglia con lui. Gen. 46:6
- Egli condusse seco in Egitto i suoi figliuoli, i figliuoli de' suoi figliuoli, le sue figliuole, le figliuole de' suoi figliuoli, e tutta la sua famiglia. Gen. 46:7
- E Israele disse a Giuseppe: `Ora, ch'io muoia pure, giacché ho veduto la tua faccia, e tu vivi ancora!' Gen. 46:30
- E Giuseppe disse ai suoi fratelli e alla famiglia di suo padre: `Io salirò a informare Faraone, e gli dirò: I miei fratelli e la famiglia di mio padre che erano nel paese di Canaan, sono venuti da me. Gen. 46:31
- E quando Faraone vi farà chiamare e vi dirà: Qual'è la vostra occupazione? risponderete: Gen. 46:33
- E Faraone disse ai fratelli di Giuseppe: `Qual'è la vostra occupazione?' Ed essi risposero a Faraone: `I tuoi servitori sono pastori, come furono i nostri padri'. Gen. 47:3
- Poi dissero a Faraone: `Siam venuti per dimorare in questo paese, perché nel paese di Canaan non c'è pastura per i greggi dei tuoi servitori; poiché la carestia v'è grave; deh, permetti ora che i tuoi servi dimorino nel paese di Goscen'. Gen. 47:4
- E Giuseppe sostentò suo padre, i suoi fratelli e tutta la famiglia di suo padre, provvedendoli di pane, secondo il numero de' figliuoli. Gen. 47:12
- Or in tutto il paese non c'era pane, perché la carestia era gravissima; il paese d'Egitto e il paese di Canaan languivano a motivo della carestia. Gen. 47:13
- Così Giuseppe comprò per Faraone tutte le terre d'Egitto; giacché gli Egiziani venderono ognuno il suo campo, perché la carestia li colpiva gravemente. Così il paese diventò proprietà di Faraone. Gen. 47:20
- E Giuseppe disse al popolo: `Ecco, oggi ho acquistato voi e le vostre terre per Faraone; eccovi del seme; seminate la terra; Gen. 47:23
- e al tempo della raccolta, ne darete il quinto a Faraone, e quattro parti saran vostre, per la sementa dei campi e per il nutrimento vostro, di quelli che sono in casa vostra, e per il nutrimento de' vostri bambini'. Gen. 47:24
- E quelli dissero: `Tu ci hai salvato la vita! ci sia dato di trovar grazia agli occhi del mio signore, e saremo schiavi di Faraone!'. Gen. 47:25
- Giuseppe ne fece una legge, che dura fino al dì d'oggi, secondo la quale un quinto del reddito delle terre d'Egitto era per Faraone; non ci furono che le terre dei sacerdoti che non furon di Faraone. Gen. 47:26
- E quando Israele s'avvicinò al giorno della sua morte, chiamò il suo figliuolo Giuseppe, e gli disse: `Deh, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, mettimi la mano sotto la coscia, e usami benignità e fedeltà; deh, non mi seppellire in Egitto! Gen. 47:29
- Quanto a me, allorché tornavo da Paddan, Rachele morì presso di me, nel paese di Canaan, durante il viaggio, a qualche distanza da Efrata; e la seppellii quivi, sulla via di Efrata, che è Bethlehem'. Gen. 48:7
- E Israele disse a Giuseppe: `Io non pensavo di riveder più la tua faccia; ed ecco che Iddio m'ha dato di vedere anche la tua progenie'. Gen. 48:11
- Giuseppe li ritirò di tra le ginocchia di suo padre, e si prostrò con la faccia a terra. Gen. 48:12
- E Israele stese la sua man destra, e la posò sul capo di Efraim ch'era il più giovane; e posò la sua mano sinistra sul capo di Manasse, incrociando le mani; poiché Manasse era il primogenito. Gen. 48:14
- Or quando Giuseppe vide che suo padre posava la man destra sul capo di Efraim, n'ebbe dispiacere, e prese la mano di suo padre per levarla di sul capo di Efraim e metterla sul capo di Manasse. Gen. 48:17
- E Giuseppe disse a suo padre: `Non così, padre mio; perché questo è il primogenito; metti la tua man destra sul suo capo'. Gen. 48:18
- Ma suo padre ricusò e disse: `Lo so, figliuol mio, lo so; anch'egli diventerà un popolo, e anch'egli sarà grande; nondimeno, il suo fratello più giovane sarà più grande di lui, e la sua progenie diventerà una moltitudine di nazioni'. Gen. 48:19
- E io ti do una parte di più che ai tuoi fratelli: quella che conquistai dalle mani degli Amorei, con la mia spada e col mio arco'. Gen. 48:22
- Ruben, tu sei il mio primogenito, la mia forza, la primizia del mio vigore, eminente in dignità ed eminente in forza. Gen. 49:3
- Impetuoso come l'acqua, tu non avrai la preeminenza, perché sei salito sul letto di tuo padre. Allora tu l'hai profanato. Egli è salito sul mio letto. Gen. 49:4
- Non entri l'anima mia nel loro consiglio segreto, non si unisca la mia gloria alla loro raunanza! Poiché nella loro ira hanno ucciso degli uomini, e nel loro mal animo han tagliato i garetti ai tori. Gen. 49:6
- Giuda, te loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla cervice de' tuoi nemici; i figliuoli di tuo padre si prostreranno dinanzi a te. Gen. 49:8
- Egli lega il suo asinello alla vite, e il puledro della sua asina, alla vite migliore; lava la sua veste col vino, e il suo manto col sangue dell'uva. Gen. 49:11
- Egli ha visto che il riposo è buono, e che il paese è ameno; ha curvato la spalla per portare il peso, ed è divenuto un servo forzato al lavoro. Gen. 49:15
- Io ho aspettato la tua salvezza, o Eterno! Gen. 49:18
- ma l'arco suo è rimasto saldo; le sue braccia e le sue mani sono state rinforzate dalle mani del Potente di Giacobbe, da colui ch'è il pastore e la roccia d'Israele, Gen. 49:24
- Le benedizioni di tuo padre sorpassano le benedizioni dei miei progenitori, fino a raggiunger la cima delle colline eterne. Esse saranno sul capo di Giuseppe, sulla fronte del principe de' suoi fratelli. Gen. 49:26
- Beniamino è un lupo rapace; la mattina divora la preda, e la sera spartisce le spoglie'. Gen. 49:27
- Tutti costoro sono gli antenati delle dodici tribù d'Israele; e questo è quello che il loro padre disse loro, quando li benedisse. Li benedisse, dando a ciascuno la sua benedizione particolare. Gen. 49:28
- nella spelonca ch'è nel campo di Macpela, dirimpetto a Mamre, nel paese di Canaan, la quale Abrahamo comprò, col campo, da Efron lo Hitteo, come sepolcro di sua proprietà. Gen. 49:30
- Il campo e la spelonca che vi si trova, furon comprati dai figliuoli di Heth'. Gen. 49:32
- e tutta la casa di Giuseppe e i suoi fratelli e la casa di suo padre. Non lasciarono nel paese di Goscen che i loro bambini, i loro greggi e i loro armenti. Gen. 50:8
- Giuseppe dimorò in Egitto: egli, con la casa di suo padre; e visse centodieci anni. Gen. 50:22
- Or questi sono i nomi dei figliuoli d'Israele che vennero in Egitto. Essi ci vennero con Giacobbe, ciascuno con la sua famiglia: Es. 1:1
- e amareggiaron loro la vita con una dura servitù, adoprandoli nei lavori d'argilla e di mattoni, e in ogni sorta di lavori nei campi. E imponevano loro tutti questi lavori, con asprezza. Es. 1:14
- E le levatrici risposero a Faraone: `Egli è che le donne ebree non sono come le egiziane, sono vigorose, e, prima che la levatrice arrivi da loro, hanno partorito'. Es. 1:19
- E la sorella del bambino se ne stava a una certa distanza, per sapere quel che gli succederebbe. Es. 2:4
- Or la figliuola di Faraone scese a fare le sue abluzioni sulla riva del fiume; e le sue donzelle passeggiavano lungo il fiume. Ella vide il canestro nel canneto, e mandò la sua cameriera a prenderlo. Es. 2:5
- Allora la sorella del bambino disse alla figliuola di Faraone: `Devo andare a chiamarti una balia tra le donne ebree che t'allatti questo bimbo?' Es. 2:7
- La figliuola di Faraone le rispose: `Va''. E la fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. Es. 2:8
- E la figliuola di Faraone le disse: `Porta via questo bambino, allattamelo, e io ti darò il tuo salario'. E quella donna prese il bambino e l'allattò. Es. 2:9
- E quegli rispose: `Chi t'ha costituito principe e giudice sopra di noi? Vuoi tu uccider me come uccidesti l'Egiziano?' Allora Mosè ebbe paura, e disse: `Certo, la cosa è nota'. Es. 2:14
- Ma sopraggiunsero i pastori, che le scacciarono. Allora Mosè si levò, prese la loro difesa, e abbeverò il loro gregge. Es. 2:17
- Poi aggiunse: `Io sono l'Iddio di tuo padre, l'Iddio d'Abrahamo, l'Iddio d'Isacco e l'Iddio di Giacobbe'. E Mosè si nascose la faccia, perché avea paura di guardare Iddio. Es. 3:6
- Iddio disse ancora a Mosè: `Dirai così ai figliuoli d'Israele: L'Eterno, l'Iddio de' vostri padri, l'Iddio d'Abrahamo, l'Iddio d'Isacco e l'Iddio di Giacobbe mi ha mandato da voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la mia designazione per tutte le generazioni. Es. 3:15
- E io stenderò la mia mano e percoterò l'Egitto con tutti i miracoli che io farò in mezzo ad esso; e, dopo questo, vi lascerà andare. Es. 3:20
- Allora l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano, e prendilo per la coda'. Egli stese la mano, e lo prese, ed esso ritornò un bastone nella sua mano. Es. 4:4
- L'Eterno gli disse ancora: `Mettiti la mano in seno'. Ed egli si mise la mano in seno; poi, cavatala fuori, ecco che la mano era lebbrosa, bianca come neve. Es. 4:6
- E l'Eterno gli disse: `Rimettiti la mano in seno'. Egli si rimise la mano in seno; poi, cavatasela di seno, ecco ch'era ritornata come l'altra sua carne. Es. 4:7
- e se avverrà che non credano neppure a questi due segni e non ubbidiscano alla tua voce, tu prenderai dell'acqua del fiume, e la verserai sull'asciutto; e l'acqua che avrai presa dal fiume, diventerà sangue sull'asciutto'. Es. 4:9
- E l'Eterno gli disse: `Chi ha fatto la bocca dell'uomo? o chi rende muto o sordo o veggente o cieco? non son io, l'Eterno? Es. 4:11
- Or dunque va', e io sarò con la tua bocca, e t'insegnerò quello che dovrai dire'. Es. 4:12
- Tu gli parlerai, e gli metterai le parole in bocca; io sarò con la tua bocca e con la bocca sua, e v'insegnerò quello che dovrete fare. Es. 4:15
- Or l'Eterno disse a Mosè in Madian: `Va', tornatene in Egitto, perché tutti quelli che cercavano di toglierti la vita sono morti'. Es. 4:19
- Mosè dunque prese la sua moglie e i suoi figliuoli, li pose su degli asini, e tornò nel paese d'Egitto; e Mosè prese nella sua mano il bastone di Dio. Es. 4:20
- Ed il popolo prestò loro fede. Essi intesero che l'Eterno avea visitato i figliuoli d'Israele e avea veduto la loro afflizione, e s'inchinarono e adorarono. Es. 4:31
- Ed essi dissero: `L'Iddio degli Ebrei si è presentato a noi; lasciaci andare tre giornate di cammino nel deserto per offrir sacrifizi all'Eterno, ch'è il nostro Dio, onde ei non abbia a colpirci con la peste o con la spada'. Es. 5:3
- `Voi non darete più, come prima, la paglia al popolo per fare i mattoni; vadano essi a raccogliersi della paglia! Es. 5:7
- E imponete loro la stessa quantità di mattoni di prima, senza diminuzione alcuna; perché son de' pigri; e però gridano dicendo: Andiamo a offrir sacrifizi al nostro Dio! Es. 5:8
- E gli ispettori li sollecitavano dicendo: `Compite i vostri lavori giorno per giorno, come quando c'era la paglia!' Es. 5:13
- E i sorveglianti de' figliuoli d'Israele stabiliti sopra loro dagli ispettori di Faraone, furon battuti; e fu loro detto: `Perché non avete fornito, ieri e oggi come prima, la quantità di mattoni che v'è imposta?' Es. 5:14
- Or dunque andate a lavorare! non vi si darà più paglia, e fornirete la quantità di mattoni prescritta'. Es. 5:18
- e dissero loro: `L'Eterno volga il suo sguardo su voi, e giudichi! poiché ci avete messi in cattivo odore dinanzi a Faraone e dinanzi ai suoi servitori, e avete loro messa la spada in mano perché ci uccida'. Es. 5:21
- E Faraone non vi darà ascolto; e io metterò la mia mano sull'Egitto, e farò uscire dal paese d'Egitto le mie schiere, il mio popolo, i figliuoli d'Israele, mediante grandi giudizi. Es. 7:4
- E gli Egiziani conosceranno che io sono l'Eterno, quando avrò steso la mia mano sull'Egitto e avrò tratto di mezzo a loro i figliuoli d'Israele'. Es. 7:5
- E l'Eterno disse a Mosè: `Di' ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, e stendi la tua mano sulle acque dell'Egitto, sui loro fiumi, sui loro rivi, sui loro stagni e sopra ogni raccolta d'acqua; essi diventeranno sangue, e vi sarà sangue per tutto il paese d'Egitto, perfino ne' recipienti di legno e ne' recipienti di pietra'. Es. 7:19
- E l'Eterno disse a Mosè: `Di' ad Aaronne: Stendi la tua mano col tuo bastone sui fiumi, sui rivi e sugli stagni e fa salir le rane sul paese d'Egitto'. Es. 8:5
- E Aaronne stese la sua mano sulle acque d'Egitto, e le rane salirono e coprirono il paese d'Egitto. Es. 8:6
- E l'Eterno disse a Mosè: `Di' ad Aaronne: Stendi il tuo bastone e percuoti la polvere della terra, ed essa diventerà zanzare per tutto il paese di Egitto'. Es. 8:16
- Ed essi fecero così. Aaronne stese la sua mano col suo bastone, percosse la polvere della terra, e ne vennero delle zanzare sugli uomini e sugli animali; tutta la polvere della terra diventò zanzare per tutto il paese d'Egitto. Es. 8:17
- E l'Eterno fece così; e vennero grandi sciami di mosche velenose in casa di Faraone e nelle case dei suoi servitori; e in tutto il paese d'Egitto la terra fu guasta dalle mosche velenose. Es. 8:24
- ecco, la mano dell'Eterno sarà sul tuo bestiame ch'è nei campi, sui cavalli, sugli asini, sui cammelli, sui buoi e sulle pecore; ci sarà una tremenda mortalità. Es. 9:3
- E l'Eterno disse a Mosè e ad Aaronne: `Prendete delle manate di cenere di fornace, e la sparga Mosè verso il cielo, sotto gli occhi di Faraone. Es. 9:8
- Ed essi presero della cenere di fornace, e si presentarono a Faraone; Mosè la sparse verso il cielo, ed essa produsse delle ulceri germoglianti pustole sulle persone e sugli animali. Es. 9:10
- poiché questa volta manderò tutte le mie piaghe sul tuo cuore, sui tuoi servitori e sul tuo popolo, affinché tu conosca che non c'è nessuno simile a me su tutta la terra. Es. 9:14
- Che se ora io avessi steso la mia mano e avessi percosso di peste te e il tuo popolo, tu saresti stato sterminato di sulla terra. Es. 9:15
- Ma no; io t'ho lasciato sussistere per questo: per mostrarti la mia potenza, e perché il mio nome sia divulgato per tutta la terra. Es. 9:16
- Or dunque manda a far mettere al sicuro il tuo bestiame e tutto quello che hai per i campi. La grandine cadrà su tutta la gente e su tutti gli animali che si troveranno per i campi e non saranno stati raccolti in casa, e morranno'. Es. 9:19
- Fra i servitori di Faraone, quelli che temettero la parola dell'Eterno fecero rifugiare nelle case i loro servitori e il loro bestiame; Es. 9:20
- E l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano verso il cielo, e cada grandine in tutto il paese d'Egitto, sulla gente, sugli animali e sopra ogni erba dei campi, nel paese d'Egitto'. Es. 9:22
- Così ci fu grandine e fuoco guizzante del continuo tra la grandine; e la grandine fu così forte, come non ce n'era stata di simile in tutto il paese d'Egitto, da che era diventato nazione. Es. 9:24
- E la grandine percosse, in tutto il paese d'Egitto, tutto quello ch'era per i campi: uomini e bestie; e la grandine percosse ogni erba de' campi e fracassò ogni albero della campagna. Es. 9:25
- Pregate l'Eterno perché cessino questi grandi tuoni e la grandine: e io vi lascerò andare, e non sarete più trattenuti'. Es. 9:28
- E Mosè gli disse: `Come sarò uscito dalla città, protenderò le mani all'Eterno; i tuoni cesseranno e non ci sarà più grandine, affinché tu sappia che la terra è dell'Eterno. Es. 9:29
- ma il grano e la spelda non furon percossi, perché sono serotini. Es. 9:32
- Mosè dunque, lasciato Faraone, uscì di città, protese le mani all'Eterno, e i tuoni e la grandine cessarono, e non cadde più pioggia sulla terra. Es. 9:33
- E quando Faraone vide che la pioggia, la grandine e i tuoni eran cessati, continuò a peccare, e si ostinò in cuor suo: lui e i suoi servitori. Es. 9:34
- Esse copriranno la faccia della terra, sì che non si potrà vedere il suolo; ed esse divoreranno il resto ch'è scampato, ciò che v'è rimasto dalla grandine, e divoreranno ogni albero che vi cresce ne' campi. Es. 10:5
- Allora l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano sul paese d'Egitto per farvi venire le locuste; e salgano esse sul paese d'Egitto e divorino tutta l'erba del paese, tutto quello che la grandine ha lasciato'. Es. 10:12
- E Mosè stese il suo bastone sul paese d'Egitto; e l'Eterno fece levare un vento orientale sul paese, tutto quel giorno e tutta la notte; e, come venne la mattina, il vento orientale avea portato le locuste. Es. 10:13
- Esse coprirono la faccia di tutto il paese, in guisa che il paese ne rimase oscurato; e divorarono tutta l'erba del paese e tutti i frutti degli alberi, che la grandine avea lasciato; e nulla restò di verde negli alberi, e nell'erba della campagna, per tutto il paese d'Egitto. Es. 10:15
- E l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano verso il cielo, e sianvi tenebre nel paese d'Egitto: tali, che si possan palpare'. Es. 10:21
- E Mosè stese la sua mano verso il cielo, e ci fu una fitta tenebrìa in tutto il paese d'Egitto per tre giorni. Es. 10:22
- e ogni primogenito nel paese d'Egitto morrà: dal primogenito di Faraone che siede sul suo trono, al primogenito della serva che sta dietro la macina, e ad ogni primogenito del bestiame. Es. 11:5
- Ma fra tutti i figliuoli d'Israele, tanto fra gli uomini quanto fra gli animali, neppure un cane moverà la lingua, affinché conosciate la distinzione che l'Eterno fa tra gli Egiziani e Israele. Es. 11:7
- Parlate a tutta la raunanza d'Israele, e dite: Il decimo giorno di questo mese, prenda ognuno un agnello per famiglia, un agnello per casa; Es. 12:3
- e se la casa è troppo poco numerosa per un agnello, se ne prenda uno in comune col vicino di casa più prossimo, tenendo conto del numero delle persone; voi conterete ogni persona secondo quel che può mangiare dell'agnello. Es. 12:4
- Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la raunanza d'Israele, congregata, lo immolerà sull'imbrunire. Es. 12:6
- E se ne mangi la carne in quella notte; si mangi arrostita al fuoco, con pane senza lievito e con dell'erbe amare. Es. 12:8
- Non ne mangiate niente di poco cotto o di lessato nell'acqua, ma sia arrostito al fuoco, con la testa, le gambe e le interiora. Es. 12:9
- E mangiatelo in questa maniera: coi vostri fianchi cinti, coi vostri calzari ai piedi e col vostro bastone in mano; e mangiatelo in fretta: è la Pasqua dell'Eterno. Es. 12:11
- Osservate dunque la festa degli azzimi; poiché in quel medesimo giorno io avrò tratto le vostre schiere dal paese d'Egitto; osservate dunque quel giorno d'età in età, come una istituzione perpetua. Es. 12:17
- Mosè dunque chiamò tutti gli anziani d'Israele, e disse loro: `Sceglietevi e prendetevi degli agnelli per le vostre famiglie, e immolate la Pasqua. Es. 12:21
- E prendete un mazzetto d'issopo, intingetelo nel sangue che sarà nel bacino, e spruzzate di quel sangue che sarà nel bacino, l'architrave e i due stipiti delle porte; e nessuno di voi varchi la porta di casa sua, fino al mattino. Es. 12:22
- Poiché l'Eterno passerà per colpire gli Egiziani; e quando vedrà il sangue sull'architrave e sugli stipiti, l'Eterno passerà oltre la porta, e non permetterà al distruttore d'entrare nelle vostre case per colpirvi. Es. 12:23
- E gli Egiziani facevano forza al popolo per affrettarne la partenza dal paese, perché dicevano: `Noi siamo tutti morti'. Es. 12:33
- Il popolo portò via la sua pasta prima che fosse lievitata; avvolse le sue madie ne' suoi vestiti e se le mise sulle spalle. Es. 12:34
- E cossero la pasta che avean portata dall'Egitto, e ne fecero delle focacce azzime; poiché la pasta non era lievitata, essendo essi stati cacciati dall'Egitto senza poter indugiare e senza potersi prendere provvisioni di sorta. Es. 12:39
- Or la dimora che i figliuoli d'Israele fecero in Egitto fu di quattrocentotrent'anni. Es. 12:40
- E l'Eterno disse a Mosè e ad Aaronne: `Questa è la norma della Pasqua: Nessuno straniero ne mangi; Es. 12:43
- Tutta la raunanza d'Israele celebri la Pasqua. Es. 12:47
- E quando uno straniero soggiornerà teco e vorrà far la Pasqua in onore dell'Eterno, siano circoncisi prima tutti i maschi della sua famiglia; e poi s'accosti pure per farla, e sia come un nativo del paese; ma nessuno incirconciso ne mangi. Es. 12:48
- E in quel giorno tu spiegherai la cosa al tuo figliuolo, dicendo: Si fa così, a motivo di quello che l'Eterno fece per me quand'uscii dall'Egitto. Es. 13:8
- E ciò ti sarà come un segno sulla tua mano, come un ricordo fra i tuoi occhi, affinché la legge dell'Eterno sia nella tua bocca; poiché l'Eterno ti ha tratto fuori dall'Egitto con mano potente. Es. 13:9
- Or quando Faraone ebbe lasciato andare il popolo, Iddio non lo condusse per la via del paese de' Filistei, perché troppo vicina; poiché Iddio disse: `Bisogna evitare che il popolo, di fronte a una guerra, si penta e torni in Egitto'; Es. 13:17
- ma Iddio fece fare al popolo un giro, per la via del deserto, verso il mar Rosso. E i figliuoli d'Israele salirono armati dal paese d'Egitto. Es. 13:18
- La colonna di nuvola non si ritirava mai di davanti al popolo di giorno, né la colonna di fuoco di notte. Es. 13:22
- E Mosè disse al popolo: `Non temete, state fermi, e mirate la liberazione che l'Eterno compirà oggi per voi; poiché gli Egiziani che avete veduti quest'oggi, non li vedrete mai più in perpetuo. Es. 14:13
- E tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare, e dividilo; e i figliuoli d'Israele entreranno in mezzo al mare a piedi asciutti. Es. 14:16
- Allora l'angelo di Dio, che precedeva il campo d'Israele, si mosse e andò a porsi alle loro spalle; parimente la colonna di nuvola si mosse dal loro fronte e si fermò alle loro spalle; Es. 14:19
- e venne a mettersi fra il campo dell'Egitto e il campo d'Israele; e la nube era tenebrosa per gli uni, mentre rischiarava gli altri nella notte. E l'un campo non si accostò all'altro per tutta la notte. Es. 14:20
- Or Mosè stese la sua mano sul mare; e l'Eterno fece ritirare il mare mediante un gagliardo vento orientale durato tutta la notte, e ridusse il mare in terra asciutta; e le acque si divisero. Es. 14:21
- E avvenne verso la vigilia del mattino, che l'Eterno, dalla colonna di fuoco e dalla nuvola, guardò verso il campo degli Egiziani, e lo mise in rotta. Es. 14:24
- E l'Eterno disse a Mosè: `Stendi la tua mano sul mare, e le acque ritorneranno sugli Egiziani, sui loro carri e sui loro cavalieri'. Es. 14:26
- E Mosè stese la sua mano sul mare; e, sul far della mattina, il mare riprese la sua forza; e gli Egiziani, fuggendo, gli andavano incontro; e l'Eterno precipitò gli Egiziani in mezzo al mare. Es. 14:27
- E Israele vide la gran potenza che l'Eterno avea spiegata contro gli Egiziani; onde il popolo temé l'Eterno, e credette nell'Eterno e in Mosè suo servo. Es. 14:31
- L'Eterno è la mia forza e l'oggetto del mio cantico; egli è stato la mia salvezza. Questo è il mio Dio, io lo glorificherò; è l'Iddio di mio padre, io lo esalterò. Es. 15:2
- La tua destra, o Eterno, è mirabile per la sua forza, la tua destra, o Eterno, schiaccia i nemici. Es. 15:6
- Con la grandezza della tua maestà, tu rovesci i tuoi avversari; tu scateni la tua ira, essa li consuma come stoppia. Es. 15:7
- Il nemico diceva: `Inseguirò, raggiungerò, dividerò le spoglie, la mia brama si sazierà su loro; sguainerò la mia spada, la mia mano li sterminerà'; Es. 15:9
- Tu hai steso la destra, la terra li ha ingoiati. Es. 15:12
- Tu hai condotto con la tua benignità il popolo che hai riscattato; l'hai guidato con la tua forza verso la tua santa dimora. Es. 15:13
- Spavento e terrore piomberà su loro. Per la forza del tuo braccio diventeran muti come una pietra, finché il tuo popolo, o Eterno, sia passato, finché sia passato il popolo che ti sei acquistato. Es. 15:16
- E Maria, la profetessa, sorella d'Aaronne, prese in mano il timpano, e tutte le donne usciron dietro a lei con de' timpani, e danzando. Es. 15:20
- `Se ascolti attentamente la voce dell'Eterno, ch'è il tuo Dio, e fai ciò ch'è giusto agli occhi suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandate addosso agli Egiziani, perché io sono l'Eterno che ti guarisco'. Es. 15:26
- E tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele partì da Elim e giunse al deserto di Sin, ch'è fra Elim e Sinai, il quindicesimo giorno del secondo mese dopo la loro partenza dal paese d'Egitto. Es. 16:1
- E tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele mormorò contro Mosè e contro Aaronne nel deserto. Es. 16:2
- E l'Eterno disse a Mosè: `Ecco, io vi farò piovere del pane dal cielo; e il popolo uscirà e ne raccoglierà giorno per giorno quanto gliene abbisognerà per la giornata, ond'io lo metta alla prova per vedere se camminerà o no secondo la mia legge. Es. 16:4
- e domattina vedrete la gloria dell'Eterno; poich'egli ha udito le vostre mormorazioni contro l'Eterno; quanto a noi, che cosa siamo perché mormoriate contro di noi?' Es. 16:7
- E Mosè disse: `Vedrete la gloria dell'Eterno quando stasera egli vi darà della carne da mangiare e domattina del pane a sazietà; giacché l'Eterno ha udito le vostre mormorazioni che proferite contro di lui; quanto a noi, che cosa siamo? le vostre mormorazioni non sono contro di noi, ma contro l'Eterno'. Es. 16:8
- Poi Mosè disse ad Aaronne: `Di' a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele: Avvicinatevi alla presenza dell'Eterno, perch'egli ha udito le vostre mormorazioni'. Es. 16:9
- E come Aaronne parlava a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele, questi volsero gli occhi verso il deserto; ed ecco che la gloria dell'Eterno apparve nella nuvola. Es. 16:10
- E avvenne, verso sera, che saliron delle quaglie, che ricopersero il campo; e, la mattina, c'era uno strato di rugiada intorno al campo. Es. 16:13
- E la casa d'Israele chiamò quel pane Manna; esso era simile al seme di coriandolo; era bianco, e aveva il gusto di schiacciata fatta col miele. Es. 16:31
- E i figliuoli d'Israele mangiarono la manna per quarant'anni, finché arrivarono in paese abitato; mangiarono la manna finché giunsero ai confini del paese di Canaan. Es. 16:35
- Or l'omer è la decima parte dell'efa. Es. 16:36
- Poi tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele partì dal deserto di Sin, marciando a tappe secondo gli ordini dell'Eterno, e si accampò a Refidim; e non c'era acqua da bere per il popolo. Es. 17:1
- Il popolo dunque patì quivi la sete, e mormorò contro Mosè, dicendo: `Perché ci hai fatti salire dall'Egitto per farci morire di sete noi, i nostri figliuoli e il nostro bestiame?' Es. 17:3
- Ecco, io starò là dinanzi a te, sulla roccia ch'è in Horeb; tu percoterai la roccia, e ne scaturirà dell'acqua, ed il popolo berrà'. Mosè fece così in presenza degli anziani d'Israele. Es. 17:6
- E avvenne che, quando Mosè teneva la mano alzata, Israele vinceva; e quando la lasciava cadere, vinceva Amalek. Es. 17:11
- E Giosuè sconfisse Amalek e la sua gente, mettendoli a fil di spada. Es. 17:13
- E l'Eterno disse a Mosè: `Scrivi questo fatto in un libro, perché se ne conservi il ricordo, e fa' sapere a Giosuè che io cancellerò interamente di sotto al cielo la memoria di Amalek'. Es. 17:14
- E Mosè edificò un altare, al quale pose nome: `L'Eterno è la mia bandiera'; e disse: Es. 17:15
- `La mano è stata alzata contro il trono dell'Eterno, e l'Eterno farà guerra ad Amalek d'età in età'. Es. 17:16
- Jethro dunque, suocero di Mosè, venne a Mosè, coi figliuoli e la moglie di lui, nel deserto dov'egli era accampato, al monte di Dio; Es. 18:5
- e mandò a dire a Mosè: `Io, Jethro, tuo suocero, vengo da te con la tua moglie e i due suoi figliuoli con lei'. Es. 18:6
- Or ascolta la mia voce; io ti darò un consiglio, e Dio sia teco: Sii tu il rappresentante del popolo dinanzi a Dio, e porta a Dio le loro cause. Es. 18:19
- Insegna loro gli ordini e le leggi, e mostra loro la via per la quale han da camminare e quello che devon fare; Es. 18:20
- poiché tutta la terra è mia; e mi sarete un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figliuoli d'Israele'. Es. 19:6
- Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne' cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; Es. 20:4
- ma il settimo è giorno di riposo, sacro all'Eterno, ch'è l'Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né il forestiero ch'è dentro alle tue porte; Es. 20:10
- poiché in sei giorni l'Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò ch'è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò l'Eterno ha benedetto il giorno del riposo e l'ha santificato. Es. 20:11
- Non concupire la casa del tuo prossimo; non concupire la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo'. Es. 20:17
- E non salire al mio altare per gradini, affinché la tua nudità non si scopra sovr'esso. Es. 20:26
- Se è venuto solo, se ne andrà solo; se aveva moglie, la moglie se ne andrà con lui. Es. 21:3
- Se il suo padrone gli dà moglie e questa gli partorisce figliuoli e figliuole, la moglie e i figliuoli di lei saranno del padrone, ed egli se ne andrà solo. Es. 21:4
- Se uno vende la propria figliuola per esser serva, ella non se ne andrà come se ne vanno i servi. Es. 21:7
- S'ella dispiace al suo padrone, che se l'era presa per moglie, egli la farà riscattare; ma non avrà il diritto di venderla a gente straniera, dopo esserle stato infedele. Es. 21:8
- E se la dà in isposa al suo figliuolo, la tratterà secondo il diritto delle fanciulle. Es. 21:9
- Se prende un altra moglie, non toglierà alla prima né il vitto, né il vestire, né la coabitazione. Es. 21:10
- Se uno percuote il suo servo o la sua serva col bastone sì che gli muoiano fra le mani, il padrone dev'esser punito; Es. 21:20
- Se alcuni vengono a rissa e percuotono una donna incinta sì ch'ella si sgravi, ma senza che ne segua altro danno, il percotitore sarà condannato all'ammenda che il marito della donna gl'imporrà; e la pagherà come determineranno i giudici; Es. 21:22
- Se un bue cozza un uomo o una donna sì che muoia, il bue dovrà esser lapidato e non se ne mangerà la carne; ma il padrone del bue sarà assolto. Es. 21:28
- Se uno apre una fossa, o se uno scava una fossa e non la copre, e un bue o un asino vi cade dentro, Es. 21:33
- il padron della fossa rifarà il danno: pagherà in danaro il valore della bestia al padrone, e la bestia morta sarà sua. Es. 21:34
- Se poi è noto che quel bue era già da tempo uso cozzare, e il suo padrone non l'ha tenuto rinchiuso, questi dovrà pagare bue per bue, e la bestia morta sarà sua. Es. 21:36
- Se uno ruba un bue o una pecora e li ammazza o li vende, restituirà cinque buoi per il bue e quattro pecore per la pecora. Es. 22:1
- Se il ladro non si trova, il padron della casa comparirà davanti a Dio per giurare che non ha messo la mano sulla roba del suo vicino. Es. 22:8
- In ogni caso di delitto, sia che si tratti d'un bue o d'un asino o d'una pecora o d'un vestito o di qualunque oggetto perduto del quale uno dica: `È questo qui!' la causa d'ambedue le parti verrà davanti a Dio; colui che Dio condannerà, restituirà il doppio al suo prossimo. Es. 22:9
- interverrà fra le due parti il giuramento dell'Eterno per sapere se colui che avea la bestia in custodia non ha messo la mano sulla roba del suo vicino. Il padrone della bestia si contenterà del giuramento, e l'altro non sarà tenuto a rifacimento di danni. Es. 22:11
- Ma se la bestia gli è stata rubata, egli dovrà risarcire del danno il padrone d'essa. Es. 22:12
- Se la bestia è stata sbranata, la produrrà come prova, e non sarà tenuto a risarcimento per la bestia sbranata. Es. 22:13
- Se il padrone è presente, non v'è luogo a rifacimento di danni; se la bestia è stata presa a nolo, essa è compresa nel prezzo del nolo. Es. 22:15
- Se uno seduce una fanciulla non ancora fidanzata e si giace con lei, dovrà pagare la sua dote e prenderla per moglie. Es. 22:16
- Se il padre di lei rifiuta del tutto di dargliela, paghi la somma che si suol dare per le fanciulle. Es. 22:17
- Non lascerai vivere la strega. Es. 22:18
- la mia ira s'accenderà, e io vi ucciderò con la spada; e le vostre mogli saranno vedove, e i vostri figliuoli orfani. Es. 22:24
- perché esso è l'unica sua coperta, è la veste con cui si avvolge il corpo. Su che dormirebb'egli? E se avverrà ch'egli gridi a me, io l'udrò; perché sono misericordioso. Es. 22:27
- Lo stesso farai del tuo grosso e del tuo minuto bestiame: il loro primo parto rimarrà sette giorni presso la madre; l'ottavo giorno, me lo darai. Es. 22:30
- Non andar dietro alla folla per fare il male; e non deporre in giudizio schierandoti dalla parte dei più per pervertire la giustizia. Es. 23:2
- Per sei anni seminerai la tua terra e ne raccoglierai i frutti; Es. 23:10
- ma il settimo anno la lascerai riposare e rimanere incolta; i poveri del tuo popolo ne godranno, e le bestie della campagna mangeranno quel che rimarrà. Lo stesso farai della tua vigna e de' tuoi ulivi. Es. 23:11
- Osserverai la festa degli azzimi. Per sette giorni mangerai pane senza lievito, come te l'ho ordinato, al tempo stabilito del mese di Abib, perché in quel mese tu uscisti dal paese d'Egitto; e nessuno comparirà dinanzi a me a mani vuote. Es. 23:15
- Osserverai la festa della mietitura, delle primizie del tuo lavoro, di quello che avrai seminato nei campi; e la festa della raccolta, alla fine dell'anno, quando avrai raccolto dai campi i frutti del tuo lavoro. Es. 23:16
- Non offrirai il sangue della mia vittima insieme con pane lievitato; e il grasso dei sacrifizi della mia festa non sarà serbato durante la notte fino al mattino. Es. 23:18
- Servirete all'Eterno, ch'è il vostro Dio, ed egli benedirà il tuo pane e la tua acqua; ed io allontanerò la malattia di mezzo a te. Es. 23:25
- Poi Mosè scrisse tutte le parole dell'Eterno; e, levatosi di buon'ora la mattina, eresse appiè del monte un altare e dodici pietre per le dodici tribù d'Israele. Es. 24:4
- E Mosè prese la metà del sangue e lo mise in bacini; e l'altra metà la sparse sull'altare. Es. 24:6
- Ed egli non mise la mano addosso a quegli eletti tra i figliuoli d'Israele; ma essi videro Iddio, e mangiarono e bevvero. Es. 24:11
- E l'Eterno disse a Mosè: `Sali da me sul monte, e fermati quivi; e io ti darò delle tavole di pietra, la legge e i comandamenti che ho scritti, perché siano insegnati ai figliuoli d'Israele'. Es. 24:12
- Mosè dunque salì sul monte, e la nuvola ricoperse il monte. Es. 24:15
- E la gloria dell'Eterno rimase sul monte Sinai e la nuvola lo coperse per sei giorni; e il settimo giorno l'Eterno chiamò Mosè di mezzo alla nuvola. Es. 24:16
- Faranno dunque un'arca di legno d'acacia; la sua lunghezza sarà di due cubiti e mezzo, la sua larghezza di un cubito e mezzo, e la sua altezza di un cubito e mezzo. Es. 25:10
- La rivestirai d'oro puro; la rivestirai così di dentro e di fuori; e le farai al di sopra una ghirlanda d'oro, che giri intorno. Es. 25:11
- E metterai nell'arca la testimonianza che ti darò. Es. 25:16
- Farai anche un propiziatorio d'oro puro; la sua lunghezza sarà di due cubiti e mezzo, e la sua larghezza di un cubito e mezzo. Es. 25:17
- E i cherubini avranno le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le loro ali; avranno la faccia vòlta l'uno verso l'altro; le facce dei cherubini saranno vòlte verso il propiziatorio. Es. 25:20
- E metterai il propiziatorio in alto, sopra l'arca; e nell'arca metterai la testimonianza che ti darò. Es. 25:21
- Farai anche una tavola di legno d'acacia; la sua lunghezza sarà di due cubiti; la sua larghezza di un cubito, e la sua altezza di un cubito e mezzo. Es. 25:23
- La rivestirai d'oro puro, e le farai una ghirlanda d'oro che le giri attorno. Es. 25:24
- Gli anelli saranno vicinissimi alla cornice per farvi passare le stanghe destinate a portar la tavola. Es. 25:27
- E le stanghe le farai di legno d'acacia, le rivestirai d'oro, e serviranno a portare la tavola. Es. 25:28
- Farai pure le sue lampade, in numero di sette; e le sue lampade si accenderanno in modo che la luce rischiari il davanti del candelabro. Es. 25:37
- La lunghezza d'ogni telo sarà di ventotto cubiti, e la larghezza d'ogni telo di quattro cubiti; tutti i teli saranno d'una stessa misura. Es. 26:2
- La lunghezza d'ogni telo sarà di trenta cubiti, e la larghezza d'ogni telo, di quattro cubiti; gli undici teli avranno la stessa misura. Es. 26:8
- E farai cinquanta fermagli di rame, e farai entrare i fermagli nei nastri e unirai così la tenda, in modo che formi un tutto. Es. 26:11
- Quanto alla parte che rimane di soprappiù dei teli della tenda, la metà del telo di soprappiù ricadrà sulla parte posteriore del tabernacolo; Es. 26:12
- Farai pure per la tenda una coperta di pelli di montone tinte di rosso, e sopra questa un'altra coperta di pelli di delfino. Es. 26:14
- La lunghezza d'un'asse sarà di dieci cubiti, e la larghezza d'un'asse, di un cubito e mezzo. Es. 26:16
- E per la parte posteriore del tabernacolo, verso occidente, farai sei assi. Es. 26:22
- La traversa di mezzo, in mezzo alle assi, passerà da una parte all'altra. Es. 26:28
- Erigerai il tabernacolo secondo la forma esatta che te n'è stata mostrata sul monte. Es. 26:30
- Metterai il velo sotto i fermagli; e quivi, al di là del velo, introdurrai l'arca della testimonianza; quel velo sarà per voi la separazione del luogo santo dal santissimo. Es. 26:33
- E metterai la tavola fuori del velo, e il candelabro dirimpetto alla tavola dal lato meridionale del tabernacolo; e metterai la tavola dal lato di settentrione. Es. 26:35
- E farai cinque colonne di acacia per sospendervi la portiera; le rivestirai d'oro, e avranno i chiodi d'oro e tu fonderai per esse cinque basi di rame. Es. 26:37
- E gli farai una gratella di rame in forma di rete; e sopra la rete, ai suoi quattro canti, farai quattro anelli di rame; Es. 27:4
- e la porrai sotto la cornice dell'altare, nella parte inferiore, in modo che la rete raggiunga la metà dell'altezza dell'altare. Es. 27:5
- La lunghezza del cortile sarà di cento cubiti; la larghezza, di cinquanta da ciascun lato; e l'altezza, di cinque cubiti; le cortine saranno di lino fino ritorto, e le basi delle colonne, di rame. Es. 27:18
- E la cintura artistica che è sull'efod per fissarlo, sarà del medesimo lavoro dell'efod, e tutto d'un pezzo con esso; sarà d'oro, di filo color violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto. Es. 28:8
- sei de' loro nomi sopra una pietra, e gli altri sei nomi sopra la seconda pietra, secondo il loro ordine di nascita. Es. 28:10
- Sarà quadrato e doppio; avrà la lunghezza d'una spanna, e una spanna di larghezza. Es. 28:16
- Farai due altri anelli d'oro, e li metterai alle due spallette dell'efod, in basso, sul davanti, vicino al punto dove avviene la giuntura, al disopra della cintura artistica dell'efod. Es. 28:27
- Così Aaronne porterà i nomi de' figliuoli d'Israele incisi nel pettorale del giudizio, sul suo cuore, quando entrerà nel santuario, per conservarne del continuo la ricordanza dinanzi all'Eterno. Es. 28:29
- La fisserai ad un nastro violaceo sulla mitra, e starà sul davanti della mitra. Es. 28:37
- Farai pure la tunica di lino fino, lavorata a maglia; farai una mitra di lino fino, e farai una cintura in lavoro di ricamo. Es. 28:39
- Farai anche loro delle brache di lino per coprire la loro nudità; esse andranno dai fianchi fino alle cosce. Es. 28:42
- Aaronne e i suoi figliuoli le porteranno quando entreranno nella tenda di convegno, o quando s'accosteranno all'altare per fare il servizio nel luogo santo, affinché non si rendano colpevoli e non muoiano. Questa è una regola perpetua per lui e per la sua progenie dopo di lui. Es. 28:43
- Gli porrai in capo la mitra, e metterai sulla mitra il santo diadema. Es. 29:6
- Prenderai pure tutto il grasso che copre le interiora, la rete ch'è sopra il fegato, i due arnioni e il grasso che v'è sopra, e farai fumar tutto sull'altare. Es. 29:13
- Ma la carne del giovenco, la sua pelle e i suoi escrementi li brucerai col fuoco fuori del campo: è un sacrifizio per il peccato. Es. 29:14
- Prenderai pure il grasso del montone, la coda, il grasso che copre le interiora, la rete del fegato, i due arnioni e il grasso che v'è sopra e la coscia destra, perché è un montone di consacrazione; Es. 29:22
- E prenderai il petto del montone che avrà servito alla consacrazione d'Aaronne, e lo agiterai come offerta agitata davanti all'Eterno; e questa sarà la tua parte. Es. 29:26
- E consacrerai, di ciò che spetta ad Aaronne e ai suoi figliuoli, il petto dell'offerta agitata e la coscia dell'offerta elevata: vale a dire, ciò che del montone della consacrazione sarà stato agitato ed elevato; Es. 29:27
- esso apparterrà ad Aaronne e ai suoi figliuoli, per legge perpetua da osservarsi dai figliuoli d'Israele: poiché è un'offerta fatta per elevazione. Sarà un'offerta fatta per elevazione dai figliuoli d'Israele nei loro sacrifizi di azioni di grazie: la loro offerta per elevazione sarà per l'Eterno. Es. 29:28
- Poi prenderai il montone della consacrazione, e ne farai cuocere la carne in un luogo santo; Es. 29:31
- e Aaronne e i suoi figliuoli mangeranno, all'ingresso della tenda di convegno, la carne del montone e il pane che sarà nel paniere. Es. 29:32
- Uno degli agnelli l'offrirai la mattina; e l'altro l'offrirai sull'imbrunire. Es. 29:39
- Col primo agnello offrirai la decima parte di un efa di fior di farina impastata con la quarta parte di un hin d'olio vergine, e una libazione di un quarto di hin di vino. Es. 29:40
- Il secondo agnello l'offrirai sull'imbrunire; l'accompagnerai con la stessa oblazione e con la stessa libazione della mattina; è un sacrifizio di profumo soave offerto mediante il fuoco all'Eterno. Es. 29:41
- E là io mi troverò coi figliuoli d'Israele; e la tenda sarà santificata dalla mia gloria. Es. 29:43
- E santificherò la tenda di convegno e l'altare; anche Aaronne e i suoi figliuoli santificherò, perché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti. Es. 29:44
- La sua lunghezza sarà di un cubito; e la sua larghezza, di un cubito; sarà quadro, e avrà un'altezza di due cubiti; i suoi corni saranno tutti d'un pezzo con esso. Es. 30:2
- E gli farai due anelli d'oro, sotto la ghirlanda, ai suoi due lati; li metterai ai suoi due lati, per passarvi le stanghe che serviranno a portarlo. Es. 30:4
- E collocherai l'altare davanti al velo ch'è dinanzi all'arca della testimonianza, di faccia al propiziatorio che sta sopra la testimonianza, dove io mi ritroverò con te. Es. 30:6
- `Farai pure una conca di rame, con la sua base di rame, per le abluzioni; la porrai fra la tenda di convegno e l'altare, e ci metterai dell'acqua. Es. 30:18
- Si laveranno le mani e i piedi, onde non abbiano a morire. Questa sarà una norma perpetua per loro, per Aaronne e per la sua progenie, di generazione in generazione'. Es. 30:21
- `Prenditi anche de' migliori aromi: di mirra vergine, cinquecento sicli; di cinnamomo aromatico, la metà, cioè duecentocinquanta; di canna aromatica, pure duecentocinquanta; Es. 30:23
- E con esso ungerai la tenda di convegno e l'arca della testimonianza, Es. 30:26
- la tavola e tutti i suoi utensili, il candelabro e i suoi utensili, l'altare dei profumi, Es. 30:27
- l'altare degli olocausti e tutti i suoi utensili, la conca e la sua base. Es. 30:28
- la tenda di convegno, l'arca per la testimonianza, il propiziatorio che vi dovrà esser sopra, e tutti gli arredi della tenda; la tavola e i suoi utensili, Es. 31:7
- l'altare dei profumi, l'altare degli olocausti e tutti i suoi utensili, la conca e la sua base, Es. 31:9
- Esso è un segno perpetuo fra me e i figliuoli d'Israele; poiché in sei giorni l'Eterno fece i cieli e la terra, e il settimo giorno cessò di lavorare, e si riposò'. Es. 31:17
- Or dunque, lascia che la mia ira s'infiammi contro a loro, e ch'io li consumi! ma di te io farò una grande nazione'. Es. 32:10
- Ricordati d'Abrahamo, d'Isacco e d'Israele, tuoi servi, ai quali giurasti per te stesso, dicendo loro: Io moltiplicherò la vostra progenie come le stelle de' cieli; darò alla vostra progenie tutto questo paese di cui vi ho parlato, ed essa lo possederà in perpetuo'. Es. 32:13
- Le tavole erano opera di Dio, e la scrittura era scrittura di Dio, incisa sulle tavole. Es. 32:16
- Poi prese il vitello che quelli avean fatto, lo bruciò col fuoco, lo ridusse in polvere, sparse la polvere sull'acqua, e la fece bere ai figliuoli d'Israele. Es. 32:20
- Ed egli disse loro: `Così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Ognuno di voi si metta la spada al fianco; passate e ripassate nel campo, da una porta all'altra d'esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l'amico, ciascuno il vicino!' Es. 32:27
- E Mosè prese la tenda, e la piantò per sé fuori del campo, a una certa distanza dal campo, e la chiamò la tenda di convegno; e chiunque cercava l'Eterno, usciva verso la tenda di convegno, ch'era fuori del campo. Es. 33:7
- E come Mosè era entrato nella tenda, la colonna di nuvola scendeva, si fermava all'ingresso della tenda, e l'Eterno parlava con Mosè. Es. 33:9
- Tutto il popolo vedeva la colonna di nuvola ferma all'ingresso della tenda; e tutto il popolo si alzava, e ciascuno si prostrava all'ingresso della propria tenda. Es. 33:10
- E l'Eterno rispose: `La mia presenza andrà teco, e io ti darò riposo'. Es. 33:14
- E Mosè gli disse: `Se la tua presenza non vien meco, non ci far partire di qui. Es. 33:15
- Mosè disse: `Deh, fammi vedere la tua gloria!' Es. 33:18
- E l'Eterno gli rispose: `Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà, e proclamerò il nome dell'Eterno davanti a te; e farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà'. Es. 33:19
- Disse ancora: `Tu non puoi veder la mia faccia, perché l'uomo non mi può vedere e vivere'. Es. 33:20
- e mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano, finché io sia passato; Es. 33:22
- poi ritirerò la mano, e mi vedrai per di dietro; ma la mia faccia non si può vedere'. Es. 33:23
- Mosè dunque tagliò due tavole di pietra, come le prime; si alzò la mattina di buon'ora, e salì sul monte Sinai come l'Eterno gli avea comandato, e prese in mano le due tavole di pietra. Es. 34:4
- che conserva la sua benignità fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente, e che punisce l'iniquità dei padri sopra i figliuoli e sopra i figliuoli de' figliuoli, fino alla terza e alla quarta generazione!' Es. 34:7
- Poi disse: `Deh, Signore, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, venga il Signore in mezzo a noi, perché questo è un popolo di collo duro; perdona la nostra iniquità e il nostro peccato, e prendici come tuo possesso'. Es. 34:9
- E l'Eterno rispose: `Ecco, io faccio un patto: farò dinanzi a tutto il tuo popolo maraviglie, quali non si son mai fatte su tutta la terra né in alcuna nazione; e tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l'opera dell'Eterno, perché tremendo è quello ch'io sono per fare per mezzo di te. Es. 34:10
- Osserverai la festa degli azzimi. Sette giorni, al tempo fissato del mese di Abib, mangerai pane senza lievito, come t'ho ordinato; poiché nel mese di Abib tu sei uscito dall'Egitto. Es. 34:18
- Celebrerai la festa delle settimane: cioè delle primizie della mietitura del frumento, e la festa della raccolta alla fine dell'anno. Es. 34:22
- Or Mosè, quando scese dal monte Sinai - scendendo dal monte Mosè aveva in mano le due tavole della testimonianza - non sapeva che la pelle del suo viso era diventata tutta raggiante mentr'egli parlava con l'Eterno; Es. 34:29
- e quando Aaronne e tutti i figliuoli d'Israele videro Mosè, ecco che la pelle del suo viso era tutta raggiante, ed essi temettero d'accostarsi a lui. Es. 34:30
- I figliuoli d'Israele, guardando la faccia di Mosè, ne vedeano la pelle tutta raggiante; e Mosè si rimetteva il velo sulla faccia, finché non entrasse a parlare con l'Eterno. Es. 34:35
- Mosè convocò tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele, e disse loro: `Queste son le cose che l'Eterno ha ordinato di fare. Es. 35:1
- Poi Mosè parlò a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele, e disse: `Questo è quello che l'Eterno ha ordinato: Es. 35:4
- il tabernacolo, la sua tenda e la sua coperta, i suoi fermagli, le sue assi, le sue traverse, le sue colonne e le sue basi, Es. 35:11
- l'arca, le sue stanghe, il propiziatorio e il velo da stender davanti all'arca, la tavola e le sue stanghe, Es. 35:12
- il candelabro per la luce e i suoi utensili, le sue lampade e l'olio per il candelabro; Es. 35:14
- l'altare dei profumi e le sue stanghe, l'olio dell'unzione e il profumo fragrante, la portiera dell'ingresso per l'entrata del tabernacolo, Es. 35:15
- l'altare degli olocausti con la sua gratella di rame, le sue stanghe e tutti i suoi utensili, la conca e la sua base, Es. 35:16
- le cortine del cortile, le sue colonne e le loro basi e la portiera all'ingresso del cortile; Es. 35:17
- Allora tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele si partì dalla presenza di Mosè. Es. 35:20
- E tutte le donne che il cuore spinse ad usare la loro abilità, filarono del pel di capra. Es. 35:26
- Poiché la roba già pronta bastava a fare tutto il lavoro, e ve n'era d'avanzo. Es. 36:7
- La lunghezza d'un telo era di ventotto cubiti; e la larghezza, di quattro cubiti; tutti i teli erano d'una stessa misura. Es. 36:9
- La lunghezza d'ogni telo era di trenta cubiti; e la larghezza, di quattro cubiti; gli undici teli aveano la stessa misura. Es. 36:15
- E si fecero cinquanta fermagli di rame per unire assieme la tenda, in modo che formasse un tutto. Es. 36:18
- Si fece pure per la tenda una coperta di pelli di montone tinte di rosso, e, sopra questa, un'altra di pelli di delfino. Es. 36:19
- La lunghezza d'un'asse era di dieci cubiti, e la larghezza d'un'asse, di un cubito e mezzo. Es. 36:21
- E per la parte posteriore del tabernacolo, verso occidente, si fecero sei assi. Es. 36:27
- E si fece la traversa di mezzo, in mezzo alle assi, per farla passare da una parte all'altra. Es. 36:33
- Poi Betsaleel fece l'arca di legno d'acacia; la sua lunghezza era di due cubiti e mezzo, la sua larghezza di un cubito e mezzo, e la sua altezza di un cubito e mezzo. Es. 37:1
- E la rivestì d'oro puro di dentro e di fuori, e le fece una ghirlanda d'oro che le girava attorno. Es. 37:2
- Fece anche un propiziatorio d'oro puro; la sua lunghezza era di due cubiti e mezzo, e la sua larghezza di un cubito e mezzo. Es. 37:6
- E i cherubini aveano le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le ali; aveano la faccia vòlta l'uno verso l'altro; le facce dei cherubini erano vòlte verso il propiziatorio. Es. 37:9
- Fece anche la tavola di legno d'acacia; la sua lunghezza era di due cubiti, la sua larghezza di un cubito, e la sua altezza di un cubito e mezzo. Es. 37:10
- La rivestì d'oro puro e le fece una ghirlanda d'oro che le girava attorno. Es. 37:11
- Gli anelli erano vicinissimi alla cornice per farvi passare le stanghe destinate a portar la tavola. Es. 37:14
- E fece le stanghe di legno d'acacia, e le rivestì d'oro; esse dovean servire a portar la tavola. Es. 37:15
- Poi fece l'altare dei profumi, di legno d'acacia; la sua lunghezza era di un cubito; e la sua larghezza di un cubito; era quadro, e aveva un'altezza di due cubiti; i suoi corni erano tutti d'un pezzo con esso. Es. 37:25
- Gli fece pure due anelli d'oro, sotto la ghirlanda, ai suoi due lati; li mise ai suoi due lati per passarvi le stanghe che servivano a portarlo. Es. 37:27
- Poi fece l'altare degli olocausti, di legno d'acacia; la sua lunghezza era di cinque cubiti; e la sua larghezza di cinque cubiti; era quadro, e avea un'altezza di tre cubiti. Es. 38:1
- E fece per l'altare una gratella di rame in forma di rete, sotto la cornice, nella parte inferiore; in modo che la rete raggiungeva la metà dell'altezza dell'altare. Es. 38:4
- Poi fece la conca di rame, e la sua base di rame, servendosi degli specchi delle donne che venivano a gruppi a fare il servizio all'ingresso della tenda di convegno. Es. 38:8
- La portiera per l'ingresso del cortile era in lavoro di ricamo, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto; aveva una lunghezza di venti cubiti, un'altezza di cinque cubiti, corrispondente alla larghezza delle cortine del cortile. Es. 38:18
- Questi sono i conti del tabernacolo, del tabernacolo della testimonianza, che furon fatti per ordine di Mosè, per cura dei Leviti, sotto la direzione d'Ithamar, figliuolo del sacerdote Aaronne. Es. 38:21
- E con questi si fecero le basi dell'ingresso della tenda di convegno, l'altare di rame con la sua gratella di rame, e tutti gli utensili dell'altare, Es. 38:30
- E la cintura artistica che era sull'efod per fissarlo, era tutta d'un pezzo con l'efod, e del medesimo lavoro d'esso: cioè, d'oro, di filo violaceo, porporino, scarlatto, e di lino fino ritorto, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:5
- Il pettorale era quadrato; e lo fecero doppio; aveva la lunghezza d'una spanna e una spanna di larghezza; era doppio. Es. 39:9
- E fecero due altri anelli d'oro, e li misero alle due spallette dell'efod, in basso, sul davanti, vicino al punto dove avveniva la giuntura, al disopra della cintura artistica dell'efod. Es. 39:20
- e la mitra di lino fino e le tiare di lino fino da servir come ornamento e le brache di lino fino ritorto, Es. 39:28
- e la cintura di lino fino ritorto, di color violaceo, porporino, scarlatto, in lavoro di ricamo, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 39:29
- E fecero d'oro puro la lamina del sacro diadema, e v'incisero, come s'incide sopra un sigillo: SANTO ALL'ETERNO. Es. 39:30
- Poi portarono a Mosè il tabernacolo, la tenda e tutti i suoi utensili, i suoi fermagli, le sue tavole, le sue traverse, le sue colonne, le sue basi; Es. 39:33
- la coperta di pelli di montone tinte in rosso, la coperta di pelli di delfino, e il velo di separazione; Es. 39:34
- la tavola con tutti i suoi utensili e il pane della presentazione; Es. 39:36
- l'altare d'oro, l'olio dell'unzione, il profumo fragrante, e la portiera per l'ingresso della tenda; Es. 39:38
- l'altare di rame, la sua gratella di rame, le sue stanghe e tutti i suoi utensili, la conca con la sua base; Es. 39:39
- le cortine del cortile, le sue colonne con le sue basi, la portiera per l'ingresso del cortile, i cordami del cortile, i suoi piuoli e tutti gli utensili per il servizio del tabernacolo, per la tenda di convegno; Es. 39:40
- `Il primo giorno del primo mese erigerai il tabernacolo, la tenda di convegno. Es. 40:2
- Vi porterai dentro la tavola, e disporrai in ordine le cose che vi son sopra; vi porterai pure il candelabro e accenderai le sue lampade. Es. 40:4
- Porrai l'altare d'oro per i profumi davanti all'arca della testimonianza, e metterai la portiera all'ingresso del tabernacolo. Es. 40:5
- Metterai la conca fra la tenda di convegno e l'altare, e vi metterai dentro dell'acqua. Es. 40:7
- Stabilirai il cortile tutt'intorno, e attaccherai la portiera all'ingresso del cortile. Es. 40:8
- Ungerai anche la conca con la sua base, e la consacrerai. Es. 40:11
- e li ungerai come avrai unto il loro padre, perché mi esercitino l'ufficio di sacerdoti; e la loro unzione conferirà loro un sacerdozio perpetuo, di generazione in generazione'. Es. 40:15
- Stese la tenda sul tabernacolo, e sopra la tenda pose la coperta d'essa, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Es. 40:19
- Poi prese la testimonianza e la pose dentro l'arca, mise le stanghe all'arca, e collocò il propiziatorio sull'arca; Es. 40:20
- Pose pure la tavola nella tenda di convegno, dal lato settentrionale del tabernacolo, fuori del velo. Es. 40:22
- Mise pure la portiera all'ingresso del tabernacolo. Es. 40:28
- E pose la conca fra la tenda di convegno e l'altare, e vi pose dentro dell'acqua per le abluzioni. Es. 40:30
- Eresse pure il cortile attorno al tabernacolo e all'altare, e sospese la portiera all'ingresso del cortile. Così Mosè compié l'opera. Es. 40:33
- Allora la nuvola coprì la tenda di convegno, e la gloria dell'Eterno riempì il tabernacolo. Es. 40:34
- E Mosè non poté entrare nella tenda di convegno perché la nuvola vi s'era posata sopra, e la gloria dell'Eterno riempiva il tabernacolo. Es. 40:35
- Or durante tutti i loro viaggi, quando la nuvola s'alzava di sul tabernacolo, i figliuoli d'Israele partivano; Es. 40:36
- ma se la nuvola non s'alzava, non partivano fino al giorno che s'alzasse. Es. 40:37
- Poiché la nuvola dell'Eterno stava sul tabernacolo durante il giorno; e di notte vi stava un fuoco, a vista di tutta la casa d'Israele durante tutti i loro viaggi. Es. 40:38
- Se la sua offerta è un olocausto di capi d'armento, offrirà un maschio senza difetto; l'offrirà all'ingresso della tenda di convegno, per ottenere il favore dell'Eterno. Lev. 1:3
- E poserà la mano sulla testa dell'olocausto, il quale sarà accetto all'Eterno, per fare espiazione per lui. Lev. 1:4
- Si trarrà quindi la pelle all'olocausto, e lo si taglierà a pezzi. Lev. 1:6
- Poi i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, disporranno que' pezzi, la testa e il grasso, sulle legna messe sul fuoco sopra l'altare; Lev. 1:8
- Se la sua offerta è un olocausto di capi di gregge, di pecore o di capre, offrirà un maschio senza difetto. Lev. 1:10
- ma le interiora e le gambe si laveranno con acqua, e il sacerdote offrirà ogni cosa e la farà fumare sull'altare. Questo è un olocausto, un sacrifizio di soave odore, fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 1:13
- Se la sua offerta all'Eterno è un olocausto d'uccelli, offrirà delle tortore o de' giovani piccioni. Lev. 1:14
- Il sacerdote offrirà in sacrifizio l'uccello sull'altare, gli spiccherà la testa, la farà fumare sull'altare, e il sangue d'esso sarà fatto scorrere sopra uno de' lati dell'altare. Lev. 1:15
- Quando qualcuno presenterà all'Eterno come offerta una oblazione, la sua offerta sarà di fior di farina; vi verserà sopra dell'olio e v'aggiungerà dell'incenso. Lev. 2:1
- E la porterà ai sacerdoti figliuoli d'Aaronne; e il sacerdote prenderà una manata piena del fior di farina spruzzata d'olio, con tutto l'incenso, e farà fumare ogni cosa sull'altare, come ricordanza. Questo è un sacrifizio di soave odore, fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 2:2
- E se la tua offerta è un'oblazione cotta sulla gratella, sarà di fior di farina, impastata con olio, senza lievito. Lev. 2:5
- La farai a pezzi, e vi verserai su dell'olio; è un'oblazione. Lev. 2:6
- E se la tua offerta è un'oblazione cotta in padella, sarà fatta di fior di farina con olio. Lev. 2:7
- Porterai all'Eterno l'oblazione fatta di queste cose; sarà presentata al sacerdote, che la porterà sull'altare. Lev. 2:8
- Il sacerdote preleverà dall'oblazione la parte che dev'essere offerta come ricordanza, e la farà fumare sull'altare. È un sacrifizio di soave odore, fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 2:9
- E ogni oblazione che offrirai, la condirai con sale, e non lascerai la tua oblazione mancar di sale, segno del patto del tuo Dio. Su tutte le tue offerte offrirai del sale. Lev. 2:13
- Poserà la mano sulla testa della sua offerta, e la sgozzerà all'ingresso della tenda di convegno; e i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, spargeranno il sangue sull'altare tutt'intorno. Lev. 3:2
- i due arnioni e il grasso che v'è sopra e che copre i fianchi, e la rete del fegato, che staccherà vicino agli arnioni. Lev. 3:4
- Poserà la mano sulla testa della sua offerta, e la sgozzerà all'ingresso della tenda di convegno; e i figliuoli d'Aaronne ne spargeranno il sangue sull'altare tutt'intorno. Lev. 3:8
- E di questo sacrifizio di azioni di grazie offrirà, come sacrifizio mediante il fuoco all'Eterno, il grasso, tutta la coda ch'egli staccherà presso l'estremità della spina, il grasso che copre le interiora e tutto il grasso che aderisce alle interiora, Lev. 3:9
- i due arnioni e il grasso che v'è sopra e che copre i fianchi, e la rete del fegato, che staccherà vicino agli arnioni. Lev. 3:10
- Se la sua offerta è una capra, l'offrirà davanti all'Eterno. Lev. 3:12
- Poserà la mano sulla testa della vittima, e la sgozzerà all'ingresso della tenda di convegno; e i figliuoli d'Aaronne ne spargeranno il sangue sull'altare tutt'intorno. Lev. 3:13
- i due arnioni e il grasso che v'è sopra e che copre i fianchi, e la rete del fegato, che staccherà vicino agli arnioni. Lev. 3:15
- Menerà il giovenco all'ingresso della tenda di convegno, davanti all'Eterno; poserà la mano sulla testa del giovenco, e sgozzerà il giovenco davanti all'Eterno. Lev. 4:4
- Poi il sacerdote che ha ricevuto l'unzione prenderà del sangue del giovenco e lo porterà entro la tenda di convegno; Lev. 4:5
- e la rete del fegato, che staccherà vicino agli arnioni, nello stesso modo che queste parti si tolgono dal bue del sacrifizio di azioni di grazie; e il sacerdote le farà fumare sull'altare degli olocausti. Lev. 4:10
- Ma la pelle del giovenco e tutta la sua carne, con la sua testa, le sue gambe, le sue interiora e i suoi escrementi, Lev. 4:11
- Se tutta la raunanza d'Israele ha peccato per errore, senz'accorgersene, e ha fatto alcuna delle cose che l'Eterno ha vietato di fare, e si è così resa colpevole, Lev. 4:13
- quando il peccato che ha commesso venga ad esser conosciuto, la raunanza offrirà, come sacrificio per il peccato, un giovenco, e lo menerà davanti alla tenda di convegno. Lev. 4:14
- Poi il sacerdote che ha ricevuto l'unzione porterà del sangue del giovenco entro la tenda di convegno; Lev. 4:16
- Farà di questo giovenco, come ha fatto del giovenco offerto per il peccato. Così il sacerdote farà l'espiazione per la raunanza, e le sarà perdonato. Lev. 4:20
- Poserà la mano sulla testa del becco, e lo scannerà nel luogo dove si scannano gli olocausti, davanti all'Eterno. È un sacrifizio per il peccato. Lev. 4:24
- Poserà la mano sulla testa del sacrifizio per il peccato, e sgozzerà il sacrifizio per il peccato nel luogo ove si sgozzano gli olocausti. Lev. 4:29
- Poserà la mano sulla testa del sacrifizio per il peccato, e lo sgozzerà come sacrifizio per il peccato nel luogo ove si sgozzano gli olocausti. Lev. 4:33
- Quando una persona, dopo aver udito dal giudice la formula del giuramento, nella sua qualità di testimonio pecca non dichiarando ciò che ha veduto o altrimenti conosciuto, porterà la pena della sua iniquità. Lev. 5:1
- E li porterà al sacerdote, il quale offrirà prima quello per il peccato; gli spiccherà la testa vicino alla nuca, ma senza staccarla del tutto; Lev. 5:8
- Ma se non ha mezzi da procurarsi due tortore o due giovani piccioni, porterà, come sua offerta per il peccato che ha commesso, la decima parte di un efa di fior di farina, come sacrifizio per il peccato; non vi metterà su né olio né incenso, perché è un sacrifizio per il peccato. Lev. 5:11
- Porterà la farina al sacerdote, e il sacerdote ne prenderà una manata piena come ricordanza, e la farà fumare sull'altare sopra i sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno. È un sacrifizio per il peccato. Lev. 5:12
- `Quand'uno commetterà una infedeltà e peccherà per errore relativamente a ciò che dev'esser consacrato all'Eterno, porterà all'Eterno, come sacrifizio di riparazione, un montone senza difetto, preso dal gregge, secondo la tua stima in sicli d'argento a siclo di santuario, come sacrifizio di riparazione. Lev. 5:15
- E quand'uno peccherà facendo, senza saperlo, qualcuna delle cose che l'Eterno ha vietato di fare, sarà colpevole, e porterà la pena della sua iniquità. Lev. 5:17
- Presenterà al sacerdote, come sacrifizio di riparazione, un montone senza difetto, preso dal gregge, secondo la tua stima; e il sacerdote farà per lui l'espiazione dell'errore commesso per ignoranza, e gli sarà perdonato. Lev. 5:18
- quando avrà così peccato e si sarà reso colpevole, restituirà la cosa rubata o estorta con frode, o il deposito che gli era stato confidato, o l'oggetto perduto che ha trovato, Lev. 6:4
- o qualunque cosa circa la quale abbia giurato il falso. Ne farà la restituzione per intero e v'aggiungerà un quinto in più, consegnandola al proprietario il giorno stesso che offrirà il suo sacrifizio di riparazione. Lev. 6:5
- E porterà al sacerdote il suo sacrifizio di riparazione all'Eterno: un montone senza difetto, preso dal gregge, secondo la tua stima, come sacrifizio di riparazione. Lev. 6:6
- E il sacerdote farà l'espiazione per lui davanti all'Eterno, e gli sarà perdonato qualunque sia la cosa di cui si è reso colpevole'. Lev. 6:7
- `Da' quest'ordine ad Aaronne e ai suoi figliuoli, e di' loro: Questa è la legge dell'olocausto. L'olocausto rimarrà sulle legna accese sopra l'altare tutta la notte, fino al mattino; e il fuoco dell'altare sarà tenuto acceso. Lev. 6:9
- Il sacerdote si vestirà della sua tunica di lino e si metterà sulla carne le brache; leverà la cenere fatta dal fuoco che avrà consumato l'olocausto sull'altare e la porrà allato all'altare. Lev. 6:10
- Poi si spoglierà delle vesti e ne indosserà delle altre, e porterà la cenere fuori del campo, in un luogo puro. Lev. 6:11
- Questa è la legge dell'oblazione. I figliuoli d'Aaronne l'offriranno davanti all'Eterno, dinanzi all'altare. Lev. 6:14
- Aaronne e i suoi figliuoli mangeranno quel che rimarrà dell'oblazione; la si mangerà senza lievito, in luogo santo; la mangeranno nel cortile della tenda di convegno. Lev. 6:16
- Non la si cocerà con lievito; è la parte che ho data loro de' miei sacrifizi fatti mediante il fuoco. È cosa santissima, come il sacrifizio per il peccato e come il sacrifizio di riparazione. Lev. 6:17
- `Questa è l'offerta che Aaronne e i suoi figliuoli faranno all'Eterno il giorno che riceveranno l'unzione: un decimo d'efa di fior di farina, come oblazione perpetua, metà la mattina e metà la sera. Lev. 6:20
- Essa sarà preparata con olio, sulla gratella; la porterai quando sarà fritta; l'offrirai in pezzi, come offerta divisa di soave odore all'Eterno; Lev. 6:21
- e il sacerdote che, tra i figliuoli d'Aaronne, sarà unto per succedergli, farà anch'egli quest'offerta; è la parte assegnata in perpetuo all'Eterno; sarà fatta fumare per intero. Lev. 6:22
- `Parla ad Aaronne e ai suoi figliuoli, e di' loro: Questa è la legge del sacrifizio per il peccato. Nel luogo dove si sgozza l'olocausto, sarà sgozzata, davanti all'Eterno, la vittima per il peccato. È cosa santissima. Lev. 6:25
- Il sacerdote che l'offrirà per il peccato, la mangerà; dovrà esser mangiata in luogo santo, nel cortile della tenda di convegno. Lev. 6:26
- Chiunque ne toccherà la carne dovrà esser santo; e se ne schizza del sangue sopra una veste, il posto ove sarà schizzato il sangue lo laverai in luogo santo. Lev. 6:27
- Questa è la legge del sacrifizio di riparazione; è cosa santissima. Lev. 7:1
- Nel luogo ove si scanna l'olocausto, si scannerà la vittima di riparazione; e se ne spanderà il sangue sull'altare tutt'intorno; Lev. 7:2
- e se ne offrirà tutto il grasso, la coda, il grasso che copre le interiora, Lev. 7:3
- i due arnioni, il grasso che v'è sopra e che copre i fianchi, e la rete del fegato, che si staccherà vicino agli arnioni. Lev. 7:4
- Il sacrifizio di riparazione è come il sacrifizio per il peccato; la stessa legge vale per ambedue; la vittima sarà del sacerdote che farà l'espiazione. Lev. 7:7
- E il sacerdote che offrirà l'olocausto per qualcuno avrà per sé la pelle dell'olocausto che avrà offerto. Lev. 7:8
- Questa è la legge del sacrifizio di azioni di grazie, che si offrirà all'Eterno. Lev. 7:11
- E la carne del sacrifizio di riconoscenza e di azioni di grazie sarà mangiata il giorno stesso ch'esso è offerto; non se ne lascerà nulla fino alla mattina. Lev. 7:15
- Ma se il sacrifizio che uno offre è votivo o volontario, la vittima sarà mangiata il giorno ch'ei l'offrirà, e quel che ne rimane dovrà esser mangiato l'indomani; Lev. 7:16
- Che se uno mangia della carne del suo sacrifizio di azioni di grazie il terzo giorno, colui che l'ha offerto non sarà gradito; e dell'offerta non gli sarà tenuto conto; sarà cosa aborrita; e colui che ne avrà mangiato, porterà la pena della sua iniquità. Lev. 7:18
- La carne che sarà stata in contatto di qualcosa d'impuro, non sarà mangiata; sarà bruciata col fuoco. Lev. 7:19
- Quanto alla carne che si mangia, chiunque è puro ne potrà mangiare; ma la persona che, essendo impura, mangerà della carne del sacrifizio di azioni di grazie che appartiene all'Eterno, sarà sterminata di fra il suo popolo. Lev. 7:20
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Colui che offrirà all'Eterno il suo sacrifizio di azioni di grazie porterà la sua offerta all'Eterno, prelevandola dal suo sacrifizio di azioni di grazie. Lev. 7:29
- Darete pure al sacerdote, come offerta elevata, la coscia destra dei vostri sacrifizi d'azioni di grazie. Lev. 7:32
- Colui de' figliuoli d'Aaronne che offrirà il sangue e il grasso dei sacrifizi di azioni di grazie avrà, come sua parte, la coscia destra. Lev. 7:33
- Poiché, dai sacrifizi di azioni di grazie offerti dai figliuoli d'Israele, io prendo il petto dell'offerta agitata e la coscia dell'offerta elevata, e li do al sacerdote Aaronne e ai suoi figliuoli per legge perpetua, da osservarsi dai figliuoli d'Israele. Lev. 7:34
- Questa è la parte consacrata ad Aaronne e consacrata ai suoi figliuoli, dei sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno, dal giorno in cui saranno presentati per esercitare il sacerdozio dell'Eterno. Lev. 7:35
- Questa è la legge dell'olocausto, dell'oblazione, del sacrifizio per il peccato, del sacrifizio di riparazione, della consacrazione e del sacrifizio di azioni di grazie: Lev. 7:37
- e convoca tutta la raunanza all'ingresso della tenda di convegno'. Lev. 8:3
- E Mosè fece come l'Eterno gli aveva ordinato, e la raunanza fu convocata all'ingresso della tenda di convegno. Lev. 8:4
- Poi rivestì Aaronne della tunica, lo cinse della cintura, gli pose addosso il manto, gli mise l'efod, e lo cinse della cintura artistica dell'efod, con la quale gli fissò l'efod addosso. Lev. 8:7
- Poi gli mise in capo la mitra, e sul davanti della mitra pose la lamina d'oro, il santo diadema, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:9
- Ne fece sette volte l'aspersione sull'altare, unse l'altare e tutti i suoi utensili, e la conca e la sua base, per consacrarli. Lev. 8:11
- Poi prese tutto il grasso ch'era sulle interiora, la rete del fegato, i due arnioni col loro grasso, e Mosè fece fumar tutto sull'altare. Lev. 8:16
- Ma il giovenco, la sua pelle, la sua carne e i suoi escrementi, li bruciò col fuoco fuori del campo, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:17
- Poi fece a pezzi il montone, e Mosè fece fumare la testa, i pezzi e il grasso. Lev. 8:20
- Poi prese il grasso, la coda, tutto il grasso che copriva le interiora, la rete del fegato, i due arnioni, il loro grasso, e la coscia destra; Lev. 8:25
- Poi Mosè prese il petto del montone e lo agitò come offerta agitata davanti all'Eterno; questa fu la parte del montone della consacrazione che toccò a Mosè, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 8:29
- Poi Mosè disse ad Aaronne e ai suoi figliuoli: `Fate cuocere la carne all'ingresso della tenda di convegno; e quivi la mangerete col pane che è nel paniere della consacrazione, come ho ordinato, dicendo: Aaronne e i suoi figliuoli la mangeranno. Lev. 8:31
- E per sette giorni non vi dipartirete dall'ingresso della tenda di convegno, finché non siano compiuti i giorni delle vostre consacrazioni; poiché la vostra consacrazione durerà sette giorni. Lev. 8:33
- Essi dunque menarono davanti alla tenda di convegno le cose che Mosè aveva ordinate; e tutta la raunanza si accostò, e si tenne in piè davanti all'Eterno. Lev. 9:5
- E Mosè disse: `Questo è quello che l'Eterno vi ha ordinato; fatelo, e la gloria dell'Eterno vi apparirà'. Lev. 9:6
- ma il grasso, gli arnioni e la rete del fegato della vittima per il peccato, li fece fumare sull'altare, come l'Eterno aveva ordinato a Mosè. Lev. 9:10
- E la carne e la pelle, le bruciò col fuoco fuori del campo. Lev. 9:11
- Gli porsero pure l'olocausto fatto a pezzi, e la testa; ed egli li fece fumare sull'altare. Lev. 9:13
- Poi presentò l'offerta del popolo. Prese il capro destinato al sacrifizio per il peccato del popolo, lo scannò e l'offrì per il peccato, come la prima volta. Lev. 9:15
- Poi offrì l'olocausto, e lo fece secondo la regola stabilita. Lev. 9:16
- Presentò quindi l'oblazione; ne prese una manata piena, e la fece fumare sull'altare, oltre l'olocausto della mattina. Lev. 9:17
- Gli porsero i grassi del bue, del montone, la coda, il grasso che copre le interiora, gli arnioni e la rete del fegato; Lev. 9:19
- e i petti e la coscia destra, Aaronne li agitò davanti all'Eterno come offerta agitata, nel modo che Mosè aveva ordinato. Lev. 9:21
- E Mosè ed Aaronne entrarono nella tenda di convegno; poi uscirono e benedissero il popolo; e la gloria dell'Eterno apparve a tutto il popolo. Lev. 9:23
- E Mosè disse ad Aaronne, ad Eleazar e ad Ithamar, suoi figliuoli: `Non andate a capo scoperto, e non vi stracciate le vesti, affinché non muoiate, e l'Eterno non s'adiri contro tutta la raunanza; ma i vostri fratelli, tutta quanta la casa d'Israele, menino duolo, a motivo dell'arsione che l'Eterno ha fatto. Lev. 10:6
- Lo mangerete in luogo santo, perché è la parte che spetta a te e ai tuoi figliuoli, de' sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno; poiché così mi è stato ordinato. Lev. 10:13
- E il petto dell'offerta agitata e la coscia dell'offerta elevata li mangerete tu, i tuoi figliuoli e le tue figliuole con te, in luogo puro; perché vi sono stati dati come parte spettante a te ed ai tuoi figliuoli, dei sacrifizi di azioni di grazie de' figliuoli d'Israele. Lev. 10:14
- Oltre ai grassi da ardere si porteranno la coscia dell'offerta elevata e il petto dell'offerta agitata, per esser agitati davanti all'Eterno come offerta agitata; anche questo apparterrà a te e ai tuoi figliuoli con te, per diritto perpetuo, come l'Eterno ha ordinato'. Lev. 10:15
- Ed Aaronne disse a Mosè: `Ecco, oggi essi hanno offerto il loro sacrifizio per il peccato e il loro olocausto davanti all'Eterno; e, dopo le cose che mi son successe, se oggi avessi mangiato la vittima del sacrifizio per il peccato, sarebbe ciò piaciuto all'Eterno?' Lev. 10:19
- la lepre, perché rumina, ma non ha l'unghia spartita; la considererete come impura; Lev. 11:6
- la cicogna, ogni specie di airone, l'upupa e il pipistrello. Lev. 11:19
- E fra i piccoli animali che strisciano sulla terra, considererete come impuri questi: la talpa, il topo e ogni specie di lucertola, il toporagno, Lev. 11:29
- la rana, la tartaruga, la lumaca, il camaleonte. Lev. 11:30
- Ogni cibo che serve al nutrimento, sul quale sarà caduta di quell'acqua, sarà impuro; e ogni bevanda di cui si fa uso, qualunque sia il vaso che la contiene, sarà impura. Lev. 11:34
- Questa è la legge concernente i quadrupedi, gli uccelli, ogni essere vivente che si muove nelle acque e ogni essere che striscia sulla terra, Lev. 11:46
- L'ottavo giorno si circonciderà la carne del prepuzio del bambino. Lev. 12:3
- e il sacerdote li offrirà davanti all'Eterno e farà l'espiazione per lei; ed ella sarà purificata del flusso del suo sangue. Questa è la legge relativa alla donna che partorisce un maschio o una femmina. Lev. 12:7
- Il sacerdote esaminerà la piaga sulla pelle del corpo; e se il pelo della piaga è diventato bianco, e la piaga appare più profonda della pelle del corpo, è piaga di lebbra; e il sacerdote che l'avrà esaminato, dichiarerà quell'uomo impuro. Lev. 13:3
- Ma se la macchia lucida sulla pelle del corpo è bianca, e non appare esser più profonda della pelle, e il suo pelo non è diventato bianco, il sacerdote rinchiuderà per sette giorni colui che ha la piaga. Lev. 13:4
- Il sacerdote, il settimo giorno, l'esaminerà; e se gli parrà che la piaga si sia fermata e non si sia allargata sulla pelle, il sacerdote lo rinchiuderà altri sette giorni. Lev. 13:5
- Il sacerdote, il settimo giorno, lo esaminerà di nuovo; e se vedrà che la piaga non è più lucida e non s'è allargata sulla pelle, il sacerdote dichiarerà quell'uomo puro: è una pustola. Quel tale laverà le sue vesti, e sarà puro. Lev. 13:6
- Ma se la pustola s'è allargata sulla pelle dopo ch'egli s'è mostrato al sacerdote per esser dichiarato puro, si farà esaminare per la seconda volta dal sacerdote; Lev. 13:7
- il sacerdote l'esaminerà; e se vedrà che la pustola si è allargata sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è lebbra. Lev. 13:8
- E se la lebbra produce delle efflorescenze sulla pelle in modo da coprire tutta la pelle di colui che ha la piaga, dal capo ai piedi, dovunque il sacerdote guardi, Lev. 13:12
- il sacerdote lo esaminerà; e quando avrà veduto che la lebbra copre tutto il corpo, dichiarerà puro colui che ha la piaga. Egli è divenuto tutto quanto bianco, quindi è puro. Lev. 13:13
- Quando il sacerdote avrà visto la carne viva, dichiarerà quell'uomo impuro; la carne viva è impura; è lebbra. Lev. 13:15
- Ma se la carne viva ridiventa bianca, vada colui al sacerdote, e il sacerdote lo esaminerà; Lev. 13:16
- e se vedrà che la piaga è ridiventata bianca, il sacerdote dichiarerà puro colui che ha la piaga: è puro. Lev. 13:17
- Il sacerdote l'esaminerà; e se vedrà che la macchia apparisce più profonda della pelle e che il pelo n'è diventato bianco, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è piaga di lebbra che è scoppiata nell'ulcera. Lev. 13:20
- E se la macchia s'allarga sulla pelle, il sacerdote lo dichiarerà impuro; è piaga di lebbra. Lev. 13:22
- Ma se la macchia è rimasta allo stesso punto e non si è allargata, è la cicatrice dell'ulcera, e il sacerdote lo dichiarerà puro. Lev. 13:23
- il sacerdote l'esaminerà; e se vedrà che il pelo della macchia è diventato bianco e la macchia appare più profonda della pelle, è lebbra scoppiata nella bruciatura. Il sacerdote dichiarerà quel tale impuro; è piaga di lebbra. Lev. 13:25
- Il sacerdote, il settimo giorno, l'esaminerà; e se la macchia s'è allargata sulla pelle, il sacerdote dichiarerà quel tale impuro; è piaga di lebbra. Lev. 13:27
- E se la macchia è rimasta ferma nello stesso luogo, e non si è allargata sulla pelle, e non è più lucida, è il tumore della bruciatura; il sacerdote dichiarerà quel tale puro, perch'è la cicatrice della bruciatura. Lev. 13:28
- il sacerdote esaminerà la piaga; e se vedrà ch'essa appare più profonda della pelle e che v'è del pelo gialliccio e sottile, il sacerdote li dichiarerà impuri; è tigna, è lebbra del capo o della barba. Lev. 13:30
- E se il sacerdote, esaminando la piaga della tigna, vedrà che non appare più profonda della pelle e che non v'è pelo nero, il sacerdote rinchiuderà sette giorni colui che ha la piaga della tigna. Lev. 13:31
- E se il sacerdote, esaminando il settimo giorno la piaga, vedrà che la tigna non s'è allargata, e che non v'è pelo giallo, e che la tigna non appare più profonda della pelle, Lev. 13:32
- quel tale si raderà, ma non raderà il luogo dov'è la tigna; e il sacerdote rinchiuderà altri sette giorni colui che ha la tigna. Lev. 13:33
- Il sacerdote, il settimo giorno, esaminerà la tigna; e se vedrà che la tigna non s'è allargata sulla pelle e non appare più profonda della pelle, il sacerdote dichiarerà quel tale puro; colui si laverà le vesti, e sarà puro. Lev. 13:34
- Ma se, dopo ch'egli è stato dichiarato puro, la tigna s'è allargata sulla pelle, Lev. 13:35
- il sacerdote l'esaminerà; e se vedrà che la tigna s'è allargata sulla pelle, il sacerdote non cercherà se v'è del pelo giallo; quel tale è impuro. Lev. 13:36
- Ma se vedrà che la tigna s'è fermata e che v'è cresciuto del pelo nero, la tigna è guarita; quel tale è puro, e il sacerdote lo dichiarerà puro. Lev. 13:37
- quel tale è un lebbroso; è impuro, e il sacerdote lo dovrà dichiarare impuro; egli ha la sua piaga sul capo. Lev. 13:44
- Il lebbroso, affetto da questa piaga, porterà le vesti strappate e il capo scoperto; si coprirà la barba, e andrà gridando: Impuro! impuro! Lev. 13:45
- Sarà impuro tutto il tempo che avrà la piaga; è impuro; se ne starà solo; abiterà fuori del campo. Lev. 13:46
- se la piaga sarà verdastra o rossastra sulla veste o sulla pelle, sul tessuto, o sulla maglia, o su qualunque cosa fatta di pelle, è piaga di lebbra, e sarà mostrata al sacerdote. Lev. 13:49
- Il sacerdote esaminerà la piaga, e rinchiuderà sette giorni colui che ha la piaga. Lev. 13:50
- Il settimo giorno esaminerà la piaga; e se la piaga si sarà allargata sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sulla pelle o sull'oggetto fatto di pelle per un uso qualunque, è una piaga di lebbra maligna; è cosa impura. Lev. 13:51
- Egli brucerà quella veste o il tessuto o la maglia di lana o di lino o qualunque oggetto fatto di pelle, sul quale è la piaga; perché è lebbra maligna; saran bruciati col fuoco. Lev. 13:52
- E se il sacerdote, esaminandola, vedrà che la piaga non s'è allargata sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sull'oggetto qualunque di pelle, Lev. 13:53
- il sacerdote ordinerà che si lavi l'oggetto su cui è la piaga, e lo rinchiuderà altri sette giorni. Lev. 13:54
- Il sacerdote esaminerà la piaga, dopo che sarà stata lavata; e se vedrà che la piaga non ha mutato colore, benché non si sia allargata, è un oggetto immondo; lo brucerai col fuoco; v'è corrosione, sia che la parte corrosa si trovi sul diritto o sul rovescio dell'oggetto. Lev. 13:55
- E se il sacerdote, esaminandola, vede che la piaga, dopo essere stata lavata, è diventata pallida, la strapperà dalla veste o dalla pelle o dal tessuto o dalla maglia. Lev. 13:56
- E se apparisce ancora sulla veste o sul tessuto o sulla maglia o sull'oggetto qualunque fatto di pelle, è una eruzione lebbrosa; brucerai col fuoco l'oggetto su cui è la piaga. Lev. 13:57
- La veste o il tessuto o la maglia o qualunque oggetto fatto di pelle che avrai lavato e dal quale la piaga sarà scomparsa, si laverà una seconda volta, e sarà puro. Lev. 13:58
- Questa è la legge relativa alla piaga di lebbra sopra una veste di lana o di lino, sul tessuto o sulla maglia o su qualunque oggetto fatto di pelle, per dichiararli puri o impuri'. Lev. 13:59
- `Questa è la legge relativa al lebbroso per il giorno della sua purificazione. Egli sarà menato al sacerdote. Lev. 14:2
- Il sacerdote uscirà dal campo, e l'esaminerà; e se vedrà che la piaga della lebbra è guarita nel lebbroso, Lev. 14:3
- Il settimo giorno si raderà tutti i peli, il capo, la barba, le ciglia: si raderà insomma tutti i peli, si laverà le vesti e si laverà il corpo nell'acqua, e sarà puro. Lev. 14:9
- e il sacerdote che fa la purificazione, presenterà colui che si purifica e quelle cose davanti all'Eterno, all'ingresso della tenda di convegno. Lev. 14:11
- L'ottavo giorno porterà, per la sua purificazione, queste cose al sacerdote, all'ingresso della tenda di convegno, davanti all'Eterno. Lev. 14:23
- Questa è la legge relativa a colui ch'è affetto da piaga di lebbra, e non ha mezzi da procurarsi ciò ch'è richiesto per la sua purificazione'. Lev. 14:32
- `Quando sarete entrati nel paese di Canaan che io vi do come vostro possesso, se mando la piaga della lebbra in una casa del paese che sarà vostro possesso, Lev. 14:34
- Allora il sacerdote ordinerà che si sgomberi la casa prima ch'egli v'entri per esaminare la piaga, affinché tutto quello che è nella casa non diventi impuro. Dopo questo, il sacerdote entrerà per esaminar la casa. Lev. 14:36
- Ed esaminerà la piaga; e se vedrà che la piaga che è sui muri della casa consiste in fossette verdastre o rossastre che appaiano più profonde della superficie della parete, Lev. 14:37
- il sacerdote uscirà dalla casa; e, giunto alla porta, farà chiudere la casa per sette giorni. Lev. 14:38
- Il settimo giorno, il sacerdote vi tornerà; e se, esaminandola, vedrà che la piaga s'è allargata sulle pareti della casa, Lev. 14:39
- il sacerdote ordinerà che se ne smurino le pietre sulle quali è la piaga, e che si gettino in luogo immondo, fuori di città. Lev. 14:40
- Poi si prenderanno delle altre pietre e si metteranno al posto delle prime, e si prenderà dell'altra calcina per intonacare la casa. Lev. 14:42
- E se la piaga torna ed erompe nella casa dopo averne smurate le pietre e dopo che la casa è stata raschiata e rintonacata, Lev. 14:43
- il sacerdote entrerà ad esaminare la casa; e se vedrà che la piaga vi s'è allargata, nella casa c'è della lebbra maligna; la casa è impura. Lev. 14:44
- Perciò si demolirà la casa; e se ne porteranno le pietre, il legname e i calcinacci fuori della città, in luogo impuro. Lev. 14:45
- E se il sacerdote che è entrato nella casa e l'ha esaminata vede che la piaga non s'è allargata nella casa dopo che la casa è stata rintonacata, il sacerdote dichiarerà la casa pura, perché la piaga è guarita. Lev. 14:48
- Poi, per purificare la casa, prenderà due uccelli, del legno di cedro, dello scarlatto e dell'issopo; Lev. 14:49
- e prenderà il legno di cedro, l'issopo, lo scarlatto e l'uccello vivo, e l'immergerà nel sangue dell'uccello sgozzato e nell'acqua viva, e ne aspergerà sette volte la casa. Lev. 14:51
- E purificherà la casa col sangue dell'uccello, con l'acqua viva, con l'uccello vivo, col legno di cedro, con l'issopo e con lo scarlatto; Lev. 14:52
- ma lascerà andar libero l'uccello vivo, fuor di città, per i campi; e così farà l'espiazione per la casa, ed essa sarà pura. Lev. 14:53
- Questa è la legge relativa a ogni sorta di piaga di lebbra e alla tigna, Lev. 14:54
- per insegnare quando una cosa è impura e quando è pura. Questa è la legge relativa alla lebbra'. Lev. 14:57
- La sua impurità sta nella sua gonorrea; sia la sua gonorrea continua o intermittente, la impurità esiste. Lev. 15:3
- Ogni letto sul quale si coricherà colui che ha la gonorrea, sarà impuro; e ogni oggetto sul quale si sederà sarà impuro. Lev. 15:4
- Chi si sederà sopra un oggetto qualunque sul quale si sia seduto colui che ha la gonorrea, si laverà le vesti, laverà se stesso nell'acqua, e sarà impuro fino alla sera. Lev. 15:6
- Chi toccherà il corpo di colui che ha la gonorrea, si laverà le vesti, laverà se stesso nell'acqua, e sarà impuro fino alla sera. Lev. 15:7
- Se colui che ha la gonorrea sputerà sopra uno che è puro, questi si laverà le vesti, laverà se stesso nell'acqua, e sarà impuro fino alla sera. Lev. 15:8
- Ogni sella su cui sarà salito chi ha la gonorrea, sarà impura. Lev. 15:9
- Chiunque sarà toccato da colui che ha la gonorrea, se questi non s'era lavato le mani, dovrà lavarsi le vesti, lavare se stesso nell'acqua, e sarà immondo fino alla sera. Lev. 15:11
- Il vaso di terra toccato da colui che ha la gonorrea, sarà spezzato; e ogni vaso di legno sarà lavato nell'acqua. Lev. 15:12
- Quando colui che ha la gonorrea sarà purificato della sua gonorrea, conterà sette giorni per la sua purificazione; poi si laverà le vesti, laverà il suo corpo nell'acqua viva, e sarà puro. Lev. 15:13
- La donna e l'uomo che giaceranno insieme carnalmente, si laveranno ambedue nell'acqua e saranno impuri fino alla sera. Lev. 15:18
- Quando una donna avrà i suoi corsi e il sangue le fluirà dalla carne, la sua impurità durerà sette giorni; e chiunque la toccherà sarà impuro fino alla sera. Lev. 15:19
- Ogni letto sul quale si sarà messa a dormire durante la sua impurità, sarà impuro; e ogni mobile sul quale si sarà messa a sedere, sarà impuro. Lev. 15:20
- E se un uomo giace con essa, e avvien che lo tocchi la impurità di lei, egli sarà impuro sette giorni; e ogni letto sul quale si coricherà, sarà impuro. Lev. 15:24
- La donna che avrà un flusso di sangue per parecchi giorni, fuori del tempo de' suoi corsi, o che avrà questo flusso oltre il tempo de' suoi corsi, sarà impura per tutto il tempo del flusso, com'è al tempo de' suoi corsi. Lev. 15:25
- E il sacerdote ne offrirà uno come sacrifizio per il peccato e l'altro come olocausto; il sacerdote farà per lei l'espiazione, davanti all'Eterno, del flusso che la rendeva impura. Lev. 15:30
- Questa è la legge relativa a colui che ha una gonorrea e a colui dal quale è uscito seme genitale che lo rende immondo, Lev. 15:32
- e la legge relativa a colei che è indisposta a motivo de' suoi corsi, all'uomo o alla donna che ha un flusso, e all'uomo che si corica con donna impura'. Lev. 15:33
- L'Eterno parlò a Mosè dopo la morte dei due figliuoli d'Aaronne, i quali morirono quando si presentarono davanti all'Eterno. Lev. 16:1
- Si metterà la tunica sacra di lino, e porterà sulla carne le brache di lino; si cingerà della cintura di lino, e si porrà in capo la mitra di lino. Questi sono i paramenti sacri; egli l'indosserà dopo essersi lavato il corpo nell'acqua. Lev. 16:4
- Aaronne offrirà il giovenco del sacrifizio per il peccato, che è per sé, e farà l'espiazione per sé e per la sua casa. Lev. 16:6
- Aaronne offrirà dunque il giovenco del sacrifizio per il peccato per sé, e farà l'espiazione per sé e per la sua casa; e scannerà il giovenco del sacrifizio per il peccato per sé. Lev. 16:11
- Così farà l'espiazione per il santuario, a motivo delle impurità dei figliuoli d'Israele, delle loro trasgressioni e di tutti i loro peccati. Lo stesso farà per la tenda di convegno ch'è stabilita fra loro, in mezzo alle loro impurità. Lev. 16:16
- E nella tenda di convegno, quand'egli entrerà nel santuario per farvi l'espiazione, non ci sarà alcuno, finch'egli non sia uscito e non abbia fatto l'espiazione per sé, per la sua casa e per tutta la raunanza d'Israele. Lev. 16:17
- E quando avrà finito di fare l'espiazione per il santuario, per la tenda di convegno e per l'altare, farà accostare il capro vivo. Lev. 16:20
- E si porterà fuori del campo il giovenco del sacrifizio per il peccato e il capro del sacrifizio per il peccato, il cui sangue sarà stato portato nel santuario per farvi l'espiazione; e se ne bruceranno nel fuoco le pelli, la carne e gli escrementi. Lev. 16:27
- E farà l'espiazione per il santuario sacro; farà l'espiazione per la tenda di convegno e per l'altare; farà l'espiazione per i sacerdoti e per tutto il popolo della raunanza. Lev. 16:33
- Se un uomo qualunque della casa d'Israele o degli stranieri che soggiornano fra loro mangia di qualsivoglia specie di sangue, io volgerò la mia faccia contro la persona che avrà mangiato del sangue, e la sterminerò di fra il suo popolo. Lev. 17:10
- Poiché la vita della carne è nel sangue. Per questo vi ho ordinato di porlo sull'altare per far l'espiazione per le vostre persone; perché il sangue è quello che fa l'espiazione, mediante la vita. Lev. 17:11
- perché la vita d'ogni carne è il sangue; nel sangue suo sta la vita; perciò ho detto ai figliuoli d'Israele: Non mangerete sangue d'alcuna specie di carne, poiché il sangue è la vita d'ogni carne; chiunque ne mangerà sarà sterminato. Lev. 17:14
- Ma se non si lava le vesti e se non lava il suo corpo, porterà la pena della sua iniquità'. Lev. 17:16
- Nessuno si accosterà ad alcuna sua parente carnale per scoprire la sua nudità. Io sono l'Eterno. Lev. 18:6
- Non scoprirai la nudità di tuo padre, né la nudità di tua madre: è tua madre; non scoprirai la sua nudità. Lev. 18:7
- Non scoprirai la nudità della moglie di tuo padre: è la nudità di tuo padre. Lev. 18:8
- Non scoprirai la nudità della tua sorella, figliuola di tuo padre o figliuola di tua madre, sia essa nata in casa o nata fuori. Lev. 18:9
- Non scoprirai la nudità della figliuola del tuo figliuolo o della figliuola della tua figliuola, poiché è la tua propria nudità. Lev. 18:10
- Non scoprirai la nudità della figliuola della moglie di tuo padre, generata da tuo padre: è tua sorella. Lev. 18:11
- Non scoprirai la nudità della sorella di tuo padre; è parente stretta di tuo padre. Lev. 18:12
- Non scoprirai la nudità della sorella di tua madre, perch'è parente stretta di tua madre. Lev. 18:13
- Non scoprirai la nudità del fratello di tuo padre, e non t'accosterai alla sua moglie: è tua zia. Lev. 18:14
- Non scoprirai la nudità della tua nuora: è la moglie del tuo figliuolo; non scoprire la sua nudità. Lev. 18:15
- Non scoprirai la nudità della moglie di tuo fratello: è la nudità di tuo fratello. Lev. 18:16
- Non scoprirai la nudità di una donna e della sua figliuola; non prenderai la figliuola del figliuolo di lei, né la figliuola della figliuola di lei per scoprirne la nudità: sono parenti stretti: è un delitto. Lev. 18:17
- Non prenderai la sorella di tua moglie per farne una rivale, scoprendo la sua nudità insieme con quella di tua moglie, mentre questa è in vita. Lev. 18:18
- Non t'accosterai a donna per scoprir la sua nudità mentre è impura a motivo dei suoi corsi. Lev. 18:19
- Non avrai relazioni carnali con la moglie del tuo prossimo per contaminarti con lei. Lev. 18:20
- Non t'accoppierai con alcuna bestia per contaminarti con essa; e la donna non si prostituirà ad una bestia: è una mostruosità. Lev. 18:23
- Il paese n'è stato contaminato; ond'io punirò la sua iniquità; il paese vomiterà i suoi abitanti. Lev. 18:25
- Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che v'era prima di voi, e il paese n'è stato contaminato. Lev. 18:27
- Badate che, se lo contaminate, il paese non vi vomiti come vomiterà la gente che vi stava prima di voi. Lev. 18:28
- `Parla a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele, e di' loro: Siate santi, perché io, l'Eterno, l'Iddio vostro, son santo. Lev. 19:2
- E chiunque ne mangerà porterà la pena della sua iniquità, perché avrà profanato ciò ch'è sacro all'Eterno; e quel tale sarà sterminato di fra il suo popolo. Lev. 19:8
- Quando mieterete la raccolta della vostra terra, non mieterai fino all'ultimo canto il tuo campo, e non raccoglierai ciò che resta da spigolare della tua raccolta; Lev. 19:9
- Non opprimerai il tuo prossimo, e non gli rapirai ciò ch'è suo; il salario dell'operaio al tuo servizio non ti resti in mano la notte fino al mattino. Lev. 19:13
- Non profanare la tua figliuola, prostituendola, affinché il paese non si dia alla prostituzione e non si riempia di scelleratezze. Lev. 19:29
- Alzati dinanzi al capo canuto, onora la persona del vecchio, e temi il tuo Dio. Io sono l'Eterno. Lev. 19:32
- E anch'io volgerò la mia faccia contro quell'uomo, e lo sterminerò di fra il suo popolo, perché avrà dato de' suoi figliuoli a Moloc per contaminare il mio santuario e profanare il mio santo nome. Lev. 20:3
- io volgerò la mia faccia contro quell'uomo e contro la sua famiglia, e sterminerò di fra il suo popolo lui con tutti quelli che si prostituiscono come lui, prostituendosi a Moloc. Lev. 20:5
- E se qualche persona si volge agli spiriti e agl'indovini per prostituirsi dietro a loro, io volgerò la mia faccia contro quella persona, e la sterminerò di fra il suo popolo. Lev. 20:6
- Se uno commette adulterio con la moglie d'un altro, se commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l'adultero e l'adultera dovranno esser messi a morte. Lev. 20:10
- Se uno si giace con la moglie di suo padre, egli scopre la nudità di suo padre; ambedue dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:11
- Se uno si giace con la sua nuora, ambedue dovranno esser messi a morte; hanno commesso una cosa abominevole; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:12
- Se uno prende per moglie la figlia e la madre, è un delitto; si bruceranno col fuoco lui e loro, affinché non si trovi fra voi alcun delitto. Lev. 20:14
- L'uomo che s'accoppia con una bestia, dovrà esser messo a morte; e ucciderete la bestia. Lev. 20:15
- E se una donna s'accosta a una bestia per prostituirsi ad essa, ucciderai la donna e la bestia; ambedue dovranno esser messe a morte; il loro sangue ricadrà su loro. Lev. 20:16
- Se uno prende la propria sorella, figliuola di suo padre o figliuola di sua madre, e vede la nudità di lei ed ella vede la nudità di lui, è una infamia; ambedue saranno sterminati in presenza de' figliuoli del loro popolo; quel tale ha scoperto la nudità della propria sorella; porterà la pena della sua iniquità. Lev. 20:17
- Se uno si giace con una donna che ha i suoi corsi, e scopre la nudità di lei, quel tale ha scoperto il flusso di quella donna, ed ella ha scoperto il flusso del proprio sangue; perciò ambedue saranno sterminati di fra il loro popolo. Lev. 20:18
- Non scoprirai la nudità della sorella di tua madre o della sorella di tuo padre; chi lo fa scopre la sua stretta parente; ambedue porteranno la pena della loro iniquità. Lev. 20:19
- Se uno si giace con la moglie di suo zio, scopre la nudità di suo zio; ambedue porteranno la pena del loro peccato; morranno senza figliuoli. Lev. 20:20
- Se uno prende la moglie di suo fratello, è una impurità, egli ha scoperto la nudità di suo fratello; non avranno figliuoli. Lev. 20:21
- Se la figliuola di un sacerdote si disonora prostituendosi, ella disonora suo padre; sarà arsa col fuoco. Lev. 21:9
- Non disonorerà la sua progenie in mezzo al suo popolo; poiché io sono l'Eterno che lo santifico'. Lev. 21:15
- né il gobbo, né il nano, né colui che ha una macchia nell'occhio, o ha la rogna o un erpete o i testicoli infranti. Lev. 21:20
- Qualunque uomo della stirpe d'Aaronne che sia lebbroso o abbia la gonorrea, non mangerà delle cose sante, finché non sia puro. E così sarà di chi avrà toccato una persona impura per contatto con un morto, o avrà avuto una perdita di seme genitale, Lev. 22:4
- La persona che avrà avuto di tali contatti sarà impura fino alla sera, e non mangerà delle cose sante prima d'essersi lavato il corpo nell'acqua; Lev. 22:6
- Osserveranno dunque ciò che ho comandato, onde non portino la pena del loro peccato, e muoiano per aver profanato le cose sante. Io sono l'Eterno che li santifico. Lev. 22:9
- La figliuola di un sacerdote maritata a un estraneo non mangerà delle cose sante offerte per elevazione. Lev. 22:12
- Ma se la figliuola del sacerdote è vedova, o ripudiata, senza figliuoli, e torna a stare da suo padre come quand'era giovine, potrà mangiare del pane del padre; ma nessun estraneo al sacerdozio ne mangerà. Lev. 22:13
- e non faranno loro portare la pena del peccato di cui si renderebbero colpevoli, mangiando delle loro cose sante; poiché io sono l'Eterno che li santifico'. Lev. 22:16
- Quand'uno offrirà all'Eterno un sacrifizio di azioni di grazie, di buoi o di pecore, sia per sciogliere un voto, sia come offerta volontaria, la vittima, perché sia gradita, dovrà esser perfetta: non dovrà aver difetti. Lev. 22:21
- Non offrirete all'Eterno una vittima che sia cieca, o storpia, o mutilata, o che abbia delle ulceri, o la rogna, o la scabbia; e non ne farete sull'altare un sacrifizio mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 22:22
- `Quando sarà nato un vitello, o un agnello, o un capretto, starà sette giorni sotto la madre; dall'ottavo giorno in poi, sarà gradito come sacrifizio fatto mediante il fuoco all'Eterno. Lev. 22:27
- Sia vacca, sia pecora, non la scannerete lo stesso giorno col suo parto. Lev. 22:28
- La vittima sarà mangiata il giorno stesso; non ne lascerete nulla fino al mattino. Io sono l'Eterno. Lev. 22:30
- Il primo mese, il quattordicesimo giorno del mese, sull'imbrunire, sarà la Pasqua dell'Eterno; Lev. 23:5
- e il quindicesimo giorno dello stesso mese sarà la festa dei pani azzimi in onore dell'Eterno; per sette giorni mangerete pane senza lievito. Lev. 23:6
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Quando sarete entrati nel paese che io vi do e ne mieterete la raccolta, porterete al sacerdote una mannella, come primizia della vostra raccolta; Lev. 23:10
- e il sacerdote agiterà la mannella davanti all'Eterno, perché sia gradita per il vostro bene; il sacerdote l'agiterà il giorno dopo il sabato. Lev. 23:11
- E il giorno che agiterete la mannella, offrirete un agnello di un anno, che sia senza difetto, come olocausto all'Eterno. Lev. 23:12
- L'oblazione che l'accompagna sarà di due decimi di un efa di fior di farina intrisa con olio, come sacrifizio mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno; la libazione sarà d'un quarto di un hin di vino. Lev. 23:13
- Dall'indomani del sabato, dal giorno che avrete portato la mannella dell'offerta agitata, conterete sette settimane intere. Lev. 23:15
- In quel medesimo giorno bandirete la festa, e avrete una santa convocazione. Non farete alcun'opera servile. È una legge perpetua, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. Lev. 23:21
- Quando mieterete la raccolta della vostra terra, non mieterai fino all'ultimo canto il tuo campo, e non raccoglierai ciò che resta da spigolare della tua raccolta; lo lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono l'Eterno, l'Iddio vostro'. Lev. 23:22
- E ogni persona che farà in quel giorno qualsivoglia lavoro, io la distruggerò di fra il suo popolo. Lev. 23:30
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Il quindicesimo giorno di questo settimo mese sarà la festa delle Capanne, durante sette giorni, in onore dell'Eterno. Lev. 23:34
- Celebrerete questa festa in onore dell'Eterno per sette giorni, ogni anno. È una legge perpetua, di generazione in generazione. La celebrerete il settimo mese. Lev. 23:41
- Il figliuolo della Israelita bestemmiò il nome dell'Eterno, e lo maledisse; onde fu condotto a Mosè. La madre di quel tale si chiamava Shelomith figliuola di Dibri, della tribù di Dan. Lev. 24:11
- `Mena quel bestemmiatore fuori del campo; e tutti quelli che l'hanno udito posino le mani sul suo capo, e tutta la raunanza lo lapidi. Lev. 24:14
- E parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Chiunque maledirà il suo Dio porterà la pena del suo peccato. Lev. 24:15
- E chi bestemmia il nome dell'Eterno dovrà esser messo a morte; tutta la raunanza lo dovrà lapidare. Sia straniero o nativo del paese, quando bestemmi il nome dell'Eterno, sarà messo a morte. Lev. 24:16
- frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione ch'egli ha fatta all'altro. Lev. 24:20
- `Parla ai figliuoli d'Israele e di' loro: Quando sarete entrati nel paese che io vi do, la terra dovrà avere il suo tempo di riposo consacrato all'Eterno. Lev. 25:2
- Per sei anni seminerai il tuo campo, per sei anni poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; Lev. 25:3
- ma il settimo anno sarà un sabato, un riposo completo per la terra, un sabato in onore dell'Eterno; non seminerai il tuo campo, né poterai la tua vigna. Lev. 25:4
- Non mieterai quello che nascerà da sé dal seme caduto nella tua raccolta precedente, e non vendemmierai l'uva della vigna che non avrai potata; sarà un anno di completo riposo per la terra. Lev. 25:5
- Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo, servirà di nutrimento a te, al tuo servo, alla tua serva, al tuo operaio e al tuo forestiero che stanno da te, Lev. 25:6
- Poi, il decimo giorno del settimo mese farai squillar la tromba; il giorno delle espiazioni farete squillar la tromba per tutto il paese. Lev. 25:9
- Regolerai la compra che farai dal tuo prossimo, sul numero degli anni passati dall'ultimo giubileo, e quegli venderà a te in ragione degli anni di rendita. Lev. 25:15
- La terra produrrà i suoi frutti, voi ne mangerete a sazietà e abiterete in essa in sicurtà. Lev. 25:19
- E se dite: - Che mangeremo il settimo anno, giacché non semineremo e non faremo la nostra raccolta? - Lev. 25:20
- Io disporrò che la mia benedizione venga su voi il sesto anno, ed esso vi darà una raccolta per tre anni. Lev. 25:21
- E l'ottavo anno seminerete e mangerete della vecchia raccolta fino al nono anno; mangerete della raccolta vecchia finché sia venuta la nuova. Lev. 25:22
- Le terre non si venderanno per sempre; perché la terra è mia, e voi state da me come forestieri e avventizi. Lev. 25:23
- E se uno non ha chi possa fare il riscatto, ma giunge a procurarsi da sé la somma necessaria al riscatto, Lev. 25:26
- Ma se non trova da sé la somma sufficiente a rimborsarlo, ciò che ha venduto rimarrà in mano del compratore fino all'anno del giubileo; al giubileo sarà cosa franca, ed egli rientrerà nel suo possesso. Lev. 25:28
- E se anche uno de' Leviti ha fatto il riscatto, la casa venduta, con la città dove si trova, sarà franca al giubileo, perché le case delle città dei Leviti sono loro proprietà, in mezzo ai figliuoli d'Israele. Lev. 25:33
- Quanto allo schiavo e alla schiava che potrete avere in proprio, li prenderete dalle nazioni che vi circondano; da queste comprerete lo schiavo e la schiava. Lev. 25:44
- io vi darò le piogge nella loro stagione, la terra darà i suoi prodotti, e gli alberi della campagna daranno i loro frutti. Lev. 26:4
- La trebbiatura vi durerà fino alla vendemmia, e la vendemmia vi durerà fino alla sementa; mangerete a sazietà il vostro pane, e abiterete in sicurtà il vostro paese. Lev. 26:5
- Io farò che la pace regni nel paese; voi vi coricherete, e non ci sarà chi vi spaventi; farò sparire dal paese le bestie nocive, e la spada non passerà per il vostro paese. Lev. 26:6
- Voi inseguirete i vostri nemici, ed essi cadranno dinanzi a voi per la spada. Lev. 26:7
- Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila, e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi per la spada. Lev. 26:8
- E voi mangerete delle raccolte vecchie, serbate a lungo, e trarrete fuori la raccolta vecchia per far posto alla nuova. Lev. 26:10
- Io stabilirò la mia dimora in mezzo a voi, e l'anima mia non vi aborrirà. Lev. 26:11
- ecco quel che vi farò a mia volta: manderò contro voi il terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno venir meno gli occhi e languir l'anima, e seminerete invano la vostra sementa: la mangeranno i vostri nemici. Lev. 26:16
- Volgerò la mia faccia contro di voi, e voi sarete sconfitti dai vostri nemici; quelli che vi odiano vi domineranno, e vi darete alla fuga senza che alcuno v'insegua. Lev. 26:17
- Spezzerò la superbia della vostra forza, farò che il vostro cielo sia come di ferro, e la vostra terra come di rame. Lev. 26:19
- La vostra forza si consumerà invano, poiché la vostra terra non darà i suoi prodotti, e gli alberi della campagna non daranno i loro frutti. Lev. 26:20
- E se mi resistete con la vostra condotta e non volete darmi ascolto, io vi colpirò sette volte di più, secondo i vostri peccati. Lev. 26:21
- E se, nonostante questi castighi, non volete correggervi per tornare a me, ma con la vostra condotta mi resistete, anch'io vi resisterò, Lev. 26:23
- E farò venir contro di voi la spada, vindice del mio patto; voi vi raccoglierete nelle vostre città, ma io manderò in mezzo a voi la peste, e sarete dati in man del nemico. Lev. 26:25
- E se, nonostante tutto questo, non volete darmi ascolto ma con la vostra condotta mi resistete, Lev. 26:27
- Mangerete la carne dei vostri figliuoli, e mangerete la carne delle vostre figliuole. Lev. 26:29
- Allora la terra si godrà i suoi sabati per tutto il tempo che rimarrà desolata e che voi sarete nel paese dei vostri nemici; allora la terra si riposerà e si godrà i suoi sabati. Lev. 26:34
- E confesseranno la loro iniquità e l'iniquità dei loro padri: l'iniquità delle trasgressioni commesse contro di me e della resistenza oppostami, Lev. 26:40
- peccati per i quali anch'io avrò dovuto resister loro, e menarli nel paese de' loro nemici. Ma se allora il cuor loro incirconciso si umilierà, e se accetteranno la punizione della loro iniquità, Lev. 26:41
- poiché il paese sarà abbandonato da loro, e si godrà i suoi sabati mentre rimarrà desolato, senza di loro, ed essi accetteranno la punizione della loro iniquità per aver disprezzato le mie prescrizioni e aver avuto in avversione le mie leggi. Lev. 26:43
- `Parla ai figliuoli d'Israele e di' loro: Quand'uno farà un voto concernente delle persone, queste persone apparterranno all'Eterno secondo la valutazione che ne farai. Lev. 27:2
- E la tua stima sarà, per un maschio dai venti ai sessant'anni, cinquanta sicli d'argento, secondo il siclo del santuario; Lev. 27:3
- se si tratta di una donna, la tua stima sarà di trenta sicli. Lev. 27:4
- Dai cinque ai vent'anni, la tua stima sarà di venti sicli per un maschio, e di dieci sicli per una femmina. Lev. 27:5
- Da un mese a cinque anni, la tua stima sarà di cinque sicli d'argento per un maschio, e di tre sicli d'argento per una femmina. Lev. 27:6
- Dai sessant'anni in su, la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e di dieci sicli per una femmina. Lev. 27:7
- E se colui che ha fatto il voto è troppo povero per pagare la somma fissata da te, lo si farà presentare al sacerdote, il quale lo tasserà. Il sacerdote farà una stima, in proporzione de' mezzi di colui che ha fatto il voto. Lev. 27:8
- e il sacerdote ne farà la stima, secondo che l'animale sarà buono o cattivo; e uno se ne starà alla stima fattane dal sacerdote. Lev. 27:12
- Se uno consacra la sua casa per esser cosa santa all'Eterno, il sacerdote ne farà la stima secondo ch'essa sarà buona o cattiva; e uno se ne starà alla stima fattane dal sacerdote. Lev. 27:14
- E se colui che ha consacrato la sua casa la vuol riscattare, aggiungerà un quinto al prezzo della stima, e sarà sua. Lev. 27:15
- Se uno consacra all'Eterno un pezzo di terra della sua proprietà, ne farai la stima in ragione della sementa: cinquanta sicli d'argento per un omer di seme d'orzo. Lev. 27:16
- Se consacra la sua terra dall'anno del giubileo, il prezzo ne resterà fissato secondo la tua stima; Lev. 27:17
- ma se la consacra dopo il giubileo, il sacerdote ne valuterà il prezzo in ragione del numero degli anni che rimangono fino al giubileo, e si farà una detrazione dalla tua stima. Lev. 27:18
- il sacerdote ne valuterà il prezzo secondo la stima fino all'anno del giubileo; e quel tale pagherà il giorno stesso il prezzo fissato, giacché è cosa consacrata all'Eterno. Lev. 27:23
- L'anno del giubileo la terra tornerà a colui da cui fu comprata, e del cui patrimonio faceva parte. Lev. 27:24
- E ogni decima dell'armento o del gregge, il decimo capo di tutto ciò che passa sotto la verga del pastore, sarà consacrata all'Eterno. Lev. 27:32
- `Fate la somma di tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele secondo le loro famiglie, secondo le case dei loro padri, contando i nomi di tutti i maschi, uno per uno, Num. 1:2
- e convocarono tutta la raunanza, il primo giorno del secondo mese; e il popolo fu inscritto secondo le famiglie, secondo le case de' padri, contando il numero delle persone dai venti anni in su, uno per uno. Num. 1:18
- il censimento della tribù di Ruben dette la cifra di quarantaseimila cinquecento. Num. 1:21
- il censimento della tribù di Simeone dette la cifra di cinquantanovemila trecento. Num. 1:23
- il censimento della tribù di Gad dette la cifra di quarantacinquemila seicentocinquanta. Num. 1:25
- il censimento della tribù di Giuda dette la cifra di settantaquattromila seicento. Num. 1:27
- il censimento della tribù di Issacar dette la cifra di cinquantaquattromila quattrocento. Num. 1:29
- il censimento della tribù di Zabulon dette la cifra di cinquantasettemila quattrocento. Num. 1:31
- il censimento della tribù di Efraim dette la cifra di quarantamila cinquecento. Num. 1:33
- il censimento della tribù di Manasse dette la cifra di trentaduemila duecento. Num. 1:35
- il censimento della tribù di Beniamino dette la cifra di trentacinquemila quattrocento. Num. 1:37
- il censimento della tribù di Dan dette la cifra di sessantaduemila settecento. Num. 1:39
- il censimento della tribù di Ascer dette la cifra di quarantunmila cinquecento. Num. 1:41
- il censimento della tribù di Neftali dette la cifra di cinquantatremila quattrocento. Num. 1:43
- ma affida ai Leviti la cura del tabernacolo della testimonianza, di tutti i suoi utensili e di tutto ciò che gli appartiene. Essi porteranno il tabernacolo e tutti i suoi utensili, ne faranno il servizio, e staranno accampati attorno al tabernacolo. Num. 1:50
- Ma i Leviti pianteranno le loro attorno al tabernacolo della testimonianza, affinché non si accenda l'ira mia contro la raunanza de' figliuoli d'Israele; e i Leviti avranno la cura del tabernacolo della testimonianza'. Num. 1:53
- Sul davanti, verso oriente, s'accamperà la bandiera del campo di Giuda con le sue schiere; Num. 2:3
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Issacar; il principe dei figliuoli di Issacar è Nethaneel, figliuolo di Tsuar, Num. 2:5
- Poi la tribù di Zabulon; il principe dei figliuoli di Zabulon è Eliab, figliuolo di Helon, e il suo corpo, Num. 2:7
- A mezzogiorno starà la bandiera del campo di Ruben con le sue schiere; il principe de' figliuoli di Ruben è Elitsur, figliuolo di Scedeur, Num. 2:10
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Simeone; il principe de' figliuoli di Simeone è Scelumiel, figliuolo di Tsurishaddai, Num. 2:12
- Poi la tribù di Gad; il principe de' figliuoli di Gad è Eliasaf, figliuolo di Reuel, Num. 2:14
- Poi si metterà in marcia la tenda di convegno col campo dei Leviti in mezzo agli altri campi. Seguiranno nella marcia l'ordine nel quale erano accampati, ciascuno al suo posto, con la sua bandiera. Num. 2:17
- Ad occidente starà la bandiera del campo di Efraim con le sue schiere; il principe de' figliuoli di Efraim è Elishama, Num. 2:18
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Manasse; il principe de' figliuoli di Manasse è Gamaliel, figliuolo di Pedahtsur, Num. 2:20
- Poi la tribù di Beniamino; il principe dei figliuoli di Beniamino è Abidan, figliuolo di Ghideoni, Num. 2:22
- Accanto a lui s'accamperà la tribù di Ascer; il principe de' figliuoli di Ascer è Paghiel, figliuolo d'Ocran, Num. 2:27
- Poi la tribù di Neftali; il principe de' figliuoli di Neftali è Ahira, figliuolo di Enan, Num. 2:29
- E i figliuoli d'Israele si conformarono in tutto agli ordini che l'Eterno avea dati a Mosè: così s'accampavano secondo le loro bandiere, e così si mettevano in marcia, ciascuno secondo la sua famiglia, secondo la casa de' suoi padri. Num. 2:34
- `Fa' avvicinare la tribù de' Leviti e ponila davanti al sacerdote Aaronne, affinché sia al suo servizio. Num. 3:6
- Essi avranno la cura di tutto ciò che è affidato a lui e a tutta la raunanza davanti alla tenda di convegno e faranno così il servizio del tabernacolo. Num. 3:7
- Da Gherson discendono la famiglia dei Libniti e la famiglia dei Scimeiti, che formano le famiglie dei Ghersoniti. Num. 3:21
- Per quel che concerne la tenda di convegno, i figliuoli di Gherson doveano aver cura del tabernacolo e della tenda, della sua coperta, della portiera all'ingresso della tenda di convegno, Num. 3:25
- Da Kehath discendono la famiglia degli Amramiti, la famiglia degli Jitsehariti, la famiglia degli Hebroniti e la famiglia degli Uzzieliti, che formano le famiglie dei Kehathiti. Num. 3:27
- Alle loro cure erano affidati l'arca, la tavola, il candelabro, gli altari e gli utensili del santuario coi quali si fa il servizio, il velo e tutto ciò che si riferisce al servizio del santuario. Num. 3:31
- Il principe dei principi dei Leviti era Eleazar, figliuolo del sacerdote Aaronne; egli aveva la sorveglianza di quelli ch'erano incaricati della cura del santuario. Num. 3:32
- Da Merari discendono la famiglia dei Mahliti e la famiglia dei Musciti, che formano le famiglie di Merari. Num. 3:33
- Sul davanti del tabernacolo, a oriente, di faccia alla tenda di convegno, verso il sol levante, avevano il campo Mosè, Aaronne e i suoi figliuoli; essi aveano la cura del santuario in luogo de' figliuoli d'Israele; lo straniero che vi si fosse accostato sarebbe stato messo a morte. Num. 3:38
- `Badate che la tribù delle famiglie dei Kehathiti non abbia ad essere sterminata di fra i Leviti; Num. 4:18
- porteranno i teli del tabernacolo e la tenda di convegno, la sua coperta, la coperta di pelli di delfino che v'è sopra, e la portiera all'ingresso della tenda di convegno; Num. 4:25
- le cortine del cortile con la portiera dell'ingresso del cortile, cortine che stanno tutt'intorno al tabernacolo e all'altare, i loro cordami e tutti gli utensili destinati al loro servizio; faranno tutto il servizio che si riferisce a queste cose. Num. 4:26
- `Ordina ai figliuoli d'Israele che mandino fuori del campo ogni lebbroso, chiunque ha la gonorrea o è impuro per il contatto con un morto. Num. 5:2
- se uno ha relazioni carnali con lei e la cosa è nascosta agli occhi del marito; s'ella si è contaminata in segreto senza che vi sian testimoni contro di lei o ch'ella sia stata colta sul fatto, Num. 5:13
- quell'uomo menerà la moglie al sacerdote, e porterà un'offerta per lei: un decimo d'efa di farina d'orzo; non vi spanderà sopra olio né vi metterà sopra incenso, perché è un'oblazione di gelosia, un'oblazione commemorativa, destinata a ricordare una iniquità. Num. 5:15
- Il sacerdote farà avvicinare la donna, e la farà stare in piè davanti all'Eterno. Num. 5:16
- Poi il sacerdote prenderà dell'acqua santa in un vaso di terra; prenderà pure della polvere ch'è sul suolo del tabernacolo, e la metterà nell'acqua. Num. 5:17
- Il sacerdote farà quindi stare la donna in piè davanti all'Eterno, le scoprirà il capo e porrà in mano di lei l'oblazione commemorativa, ch'è l'oblazione di gelosia; e il sacerdote avrà in mano l'acqua amara che arreca maledizione. Num. 5:18
- allora il sacerdote farà giurare la donna con un giuramento d'imprecazione e le dirà: L'Eterno faccia di te un oggetto di maledizione e di esecrazione fra il tuo popolo, facendoti smagrire i fianchi e gonfiare il ventre; Num. 5:21
- e quest'acqua che arreca maledizione, t'entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e smagrire i fianchi! E la donna dirà: Amen! amen! Num. 5:22
- e il sacerdote prenderà una manata di quell'oblazione come ricordanza, e la farà fumare sull'altare; poi farà bere l'acqua alla donna. Num. 5:26
- Ma se la donna non si è contaminata ed è pura, sarà riconosciuta innocente, ed avrà de' figliuoli. Num. 5:28
- Questa è la legge relativa alla gelosia, per il caso in cui la moglie di uno si svii ricevendo un altro invece del suo marito, e si contamini, Num. 5:29
- Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità'. Num. 5:31
- Questa è la legge del nazireato: quando i giorni del suo nazireato saranno compiuti, lo si farà venire all'ingresso della tenda di convegno; Num. 6:13
- ed egli presenterà la sua offerta all'Eterno: un agnello dell'anno, senza difetto, per l'olocausto; una pecora dell'anno, senza difetto, per il sacrifizio per il peccato, e un montone senza difetto, per il sacrifizio di azioni di grazie; Num. 6:14
- offrirà il montone come sacrifizio di azioni di grazie all'Eterno, col paniere dei pani azzimi; il sacerdote offrirà pure l'oblazione e la libazione. Num. 6:17
- Il sacerdote prenderà la spalla del montone, quando sarà cotta, una focaccia non lievitata del paniere, una galletta senza lievito, e le porrà nelle mani del nazireo, dopo che questi avrà raso il suo capo consacrato. Num. 6:19
- Tale è la legge relativa a colui che ha fatto voto di nazireato, tale è la sua offerta all'Eterno per il suo nazireato, oltre quello che i suoi mezzi gli permetteranno di fare. Egli agirà secondo il voto che avrà fatto, conformemente alla legge del suo nazireato'. Num. 6:21
- L'Eterno volga verso te il suo volto, e ti dia la pace! Num. 6:26
- e la portarono davanti all'Eterno: sei carri-lettiga e dodici buoi; vale a dire un carro per due principi e un bove per ogni principe; e li offrirono davanti al tabernacolo. Num. 7:3
- dette quattro carri e otto buoi ai figliuoli di Merari, secondo le loro funzioni, sotto la sorveglianza d'Ithamar, figliuolo del sacerdote Aaronne; Num. 7:8
- E i principi presentarono la loro offerta per la dedicazione dell'altare, il giorno ch'esso fu unto; i principi presentarono la loro offerta davanti all'altare. Num. 7:10
- E l'Eterno disse a Mosè: `I principi presenteranno la loro offerta uno per giorno, per la dedicazione dell'altare'. Num. 7:11
- Colui che presentò la sua offerta il primo giorno fu Nahshon, figliuolo d'Amminadab della tribù di Giuda; Num. 7:12
- e la sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:13
- Il secondo giorno, Nethaneel, figliuolo di Tsuar, principe d'Issacar, presentò la sua offerta. Num. 7:18
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:25
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:31
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:37
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:43
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:49
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:55
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:61
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:67
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:73
- La sua offerta fu un piatto d'argento del peso di centotrenta sicli, un bacino d'argento di settanta sicli, secondo il siclo del santuario, ambedue pieni di fior di farina intrisa con olio, per l'oblazione; Num. 7:79
- Questi furono i doni per la dedicazione dell'altare, da parte dei principi d'Israele, il giorno in cui esso fu unto: dodici piatti d'argento, dodici bacini d'argento, dodici coppe d'oro; Num. 7:84
- Totale del bestiame per il sacrifizio di azioni di grazie: ventiquattro giovenchi, sessanta montoni, sessanta capri, sessanta agnelli dell'anno. Tali furono i doni per la dedicazione dell'altare, dopo ch'esso fu unto. Num. 7:88
- E quando Mosè entrava nella tenda di convegno per parlare con l'Eterno, udiva la voce che gli parlava dall'alto del propiziatorio che è sull'arca della testimonianza fra i due cherubini; e l'Eterno gli parlava. Num. 7:89
- `Parla ad Aaronne, e digli: Quando collocherai le lampade, le sette lampade dovranno proiettare la luce sul davanti del candelabro'. Num. 8:2
- Or il candelabro era fatto così: era d'oro battuto; tanto la sua base quanto i suoi fiori erano lavorati a martello. Mosè avea fatto il candelabro secondo il modello che l'Eterno gli aveva mostrato. Num. 8:4
- Farai avvicinare i Leviti dinanzi alla tenda di convegno, e convocherai tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele. Num. 8:9
- Così fecero Mosè, Aaronne e tutta la raunanza dei figliuoli d'Israele rispetto ai Leviti; i figliuoli d'Israele fecero a loro riguardo tutto quello che l'Eterno avea ordinato a Mosè relativamente a loro. Num. 8:20
- `I figliuoli d'Israele celebreranno la pasqua nel tempo stabilito. Num. 9:2
- La celebrerete nel tempo stabilito, il quattordicesimo giorno di questo mese, sull'imbrunire; la celebrerete secondo tutte le leggi e secondo tutte le prescrizioni che vi si riferiscono'. Num. 9:3
- E Mosè parlò ai figliuoli d'Israele perché celebrassero la pasqua. Num. 9:4
- Ed essi celebrarono la pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese, sull'imbrunire, nel deserto di Sinai; i figliuoli d'Israele si conformarono a tutti gli ordini che l'Eterno avea dati a Mosè. Num. 9:5
- Or v'erano degli uomini che, essendo impuri per aver toccato un morto, non potevan celebrare la pasqua in quel giorno. Si presentarono in quello stesso giorno davanti a Mosè e davanti ad Aaronne; Num. 9:6
- `Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Se uno di voi o de' vostri discendenti sarà impuro per il contatto con un morto o sarà lontano in viaggio, celebrerà lo stesso la pasqua in onore dell'Eterno. Num. 9:10
- La celebreranno il quattordicesimo giorno del secondo mese, sull'imbrunire; la mangeranno con del pane senza lievito e con delle erbe amare; Num. 9:11
- non ne lasceranno nulla di resto fino al mattino, e non ne spezzeranno alcun osso. La celebreranno secondo tutte le leggi della pasqua. Num. 9:12
- Ma colui ch'è puro e che non è in viaggio, se s'astiene dal celebrare la pasqua, quel tale sarà sterminato di fra il suo popolo; siccome non ha presentato l'offerta all'Eterno nel tempo stabilito, quel tale porterà la pena del suo peccato. Num. 9:13
- E se uno straniero che soggiorna tra voi celebra la pasqua dell'Eterno, si conformerà alle leggi e alle prescrizioni della pasqua. Avrete un'unica legge, per lo straniero e per il nativo del paese'. Num. 9:14
- Or il giorno in cui il tabernacolo fu eretto, la nuvola coprì il tabernacolo, la tenda della testimonianza; e, dalla sera fino alla mattina, aveva sul tabernacolo l'apparenza d'un fuoco. Num. 9:15
- Così avveniva sempre: la nuvola copriva il tabernacolo, e di notte avea l'apparenza d'un fuoco. Num. 9:16
- E tutte le volte che la nuvola s'alzava di sulla tenda, i figliuoli d'Israele si mettevano in cammino; e dove la nuvola si fermava, quivi i figliuoli d'Israele si accampavano. Num. 9:17
- I figliuoli d'Israele si mettevano in cammino all'ordine dell'Eterno, e all'ordine dell'Eterno si accampavano; rimanevano accampati tutto il tempo che la nuvola restava sul tabernacolo. Num. 9:18
- E quando la nuvola rimaneva per molti giorni sul tabernacolo, i figliuoli d'Israele osservavano la prescrizione dell'Eterno e non si movevano. Num. 9:19
- E se avveniva che la nuvola rimanesse pochi giorni sul tabernacolo, all'ordine dell'Eterno rimanevano accampati, e all'ordine dell'Eterno si mettevano in cammino. Num. 9:20
- E se la nuvola si fermava dalla sera alla mattina, e s'alzava la mattina, si mettevano in cammino; o se dopo un giorno e una notte la nuvola si alzava, si mettevano in cammino. Num. 9:21
- Se la nuvola rimaneva ferma sul tabernacolo due giorni o un mese o un anno, i figliuoli d'Israele rimanevano accampati e non si moveano; ma, quando s'alzava, si mettevano in cammino. Num. 9:22
- `Fatti due trombe d'argento; le farai d'argento battuto; ti serviranno per convocare la raunanza e per far muovere i campi. Num. 10:2
- Al suon d'esse tutta la raunanza si raccoglierà presso di te, all'ingresso della tenda di convegno. Num. 10:3
- Quando dev'esser convocata la raunanza, sonerete, ma non a lunghi e forti squilli. Num. 10:7
- Or avvenne che, il secondo anno il secondo mese, il ventesimo giorno del mese, la nuvola s'alzò di sopra il tabernacolo della testimonianza. Num. 10:11
- E i figliuoli d'Israele partirono dal deserto di Sinai, secondo l'ordine fissato per le loro marce; e la nuvola si fermò nel deserto di Paran. Num. 10:12
- Così si misero in cammino la prima volta, secondo l'ordine dell'Eterno trasmesso per mezzo di Mosè. Num. 10:13
- La bandiera del campo de' figliuoli di Giuda, diviso secondo le loro schiere, si mosse la prima. Nahshon, figliuolo di Amminadab comandava l'esercito di Giuda. Num. 10:14
- Poi si mosse la bandiera del campo di Ruben, diviso secondo le sue schiere. Elitsur, figliuolo di Scedeur, comandava l'esercito di Ruben. Num. 10:18
- Poi si mosse la bandiera del campo de' figliuoli di Efraim, diviso secondo le sue schiere. Elishama, figliuolo di Ammihud, comandava l'esercito di Efraim. Num. 10:22
- Poi si mosse la bandiera del campo de' figliuoli di Dan, diviso secondo le sue schiere, formando la retroguardia di tutti i campi. Ahiezer, figliuolo di Ammishaddai, comandava l'esercito di Dan. Num. 10:25
- E Mosè disse: `Deh, non ci lasciare; poiché tu conosci i luoghi dove dovremo accamparci nel deserto, e sarai la nostra guida. Num. 10:31
- E la nuvola dell'Eterno era su loro, durante il giorno, quando partivano dal campo. Num. 10:34
- Or il popolo fece giungere empi mormorii agli orecchi dell'Eterno; e come l'Eterno li udì, la sua ira si accese, il fuoco dell'Eterno divampò fra loro e divorò l'estremità del campo. Num. 11:1
- Or la manna era simile al seme di coriandolo e avea l'aspetto del bdellio. Num. 11:7
- Il popolo andava attorno a raccoglierla; poi la riduceva in farina con le macine o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere in pentole o ne faceva delle focacce, e aveva il sapore d'una focaccia con l'olio. Num. 11:8
- Quando la rugiada cadeva sul campo, la notte, vi cadeva anche la manna. Num. 11:9
- E Mosè udì il popolo che piagnucolava, in tutte le famiglie, ognuno all'ingresso della propria tenda; l'ira dell'Eterno si accese gravemente, e la cosa dispiacque anche a Mosè. Num. 11:10
- E se mi vuoi trattare così, uccidimi, ti prego; uccidimi, se ho trovato grazia agli occhi tuoi; e ch'io non vegga la mia sventura!' Num. 11:15
- E l'Eterno rispose a Mosè: `La mano dell'Eterno è forse raccorciata? Ora vedrai se la parola che t'ho detta s'adempia o no'. Num. 11:23
- Un giovine corse a riferire la cosa a Mosè, e disse: `Eldad e Medad profetizzano nel campo'. Num. 11:27
- E il popolo si levò, e tutto quel giorno e tutta la notte e tutto il giorno seguente raccolse le quaglie. Chi ne raccolse meno n'ebbe dieci omer; e se le distesero tutt'intorno al campo. Num. 11:32
- Ne avevano ancora la carne fra i denti e non l'avevano peranco masticata, quando l'ira dell'Eterno s'accese contro il popolo, e l'Eterno percosse il popolo con una gravissima piaga. Num. 11:33
- E a quel luogo fu dato il nome di Kibroth-Hattaava, perché vi si seppellì la gente ch'era stata presa dalla concupiscenza. Num. 11:34
- Non così col mio servitore Mosè, che è fedele in tutta la mia casa. Num. 12:7
- Con lui io parlo a tu per tu, facendomi vedere, e non per via d'enimmi; ed egli contempla la sembianza dell'Eterno. Perché dunque non avete temuto di parlar contro il mio servo, contro Mosè?' Num. 12:8
- e la nuvola si ritirò di sopra alla tenda; ed ecco che Maria era lebbrosa, bianca come neve; Aaronne guardò Maria, ed ecco era lebbrosa. Num. 12:10
- E Aaronne disse a Mosè: `Deh, signor mio, non ci far portare la pena di un peccato che abbiamo stoltamente commesso, e di cui siamo colpevoli. Num. 12:11
- Deh, ch'ella non sia come il bimbo nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quand'esce dal seno materno!' Num. 12:12
- E l'Eterno rispose a Mosè: `Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe ella la vergogna per sette giorni? Stia dunque rinchiusa fuori del campo sette giorni; poi, vi sarà di nuovo ammessa'. Num. 12:14
- E questi erano i loro nomi: Per la tribù di Ruben: Shammua, figliuolo di Zaccur; per la tribù di Simeone: Num. 13:4
- per la tribù di Giuda: Caleb, figliuolo di Gefunne; Num. 13:6
- per la tribù d'Issacar: Igal, figliuolo di Giuseppe; Num. 13:7
- per la tribù di Efraim: Hoscea, figliuolo di Nun; Num. 13:8
- per la tribù di Beniamino: Palti, figliuolo di Rafu; Num. 13:9
- per la tribù di Zabulon: Gaddiel, figliuolo di Sodi; Num. 13:10
- per la tribù di Giuseppe, cioè, per la tribù di Manasse: Gaddi figliuolo di Susi; Num. 13:11
- per la tribù di Dan: Ammiel, figliuolo di Ghemalli; Num. 13:12
- per la tribù di Ascer: Sethur, figliuolo di Micael; Num. 13:13
- per la tribù di Neftali: Nahbi, figliuolo di Vofsi; Num. 13:14
- per la tribù di Gad: Gheual, figliuolo di Machi. Num. 13:15
- e andarono a trovar Mosè ed Aaronne e tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele nel deserto di Paran, a Kades; riferirono ogni cosa a loro e a tutta la raunanza, e mostraron loro i frutti del paese. Num. 13:26
- Gli Amalekiti abitano la parte meridionale del paese; gli Hittei, i Gebusei e gli Amorei, la regione montuosa; e i Cananei abitano presso il mare e lungo il Giordano'. Num. 13:29
- E screditarono presso i figliuoli d'Israele il paese che aveano esplorato, dicendo: `Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese che divora i suoi abitanti; e tutta la gente che vi abbiam veduta, è gente d'alta statura; Num. 13:32
- Allora tutta la raunanza alzò la voce e diede in alte grida; e il popolo pianse tutta quella notte. Num. 14:1
- E tutti i figliuoli d'Israele mormorarono contro Mosè e contro Aaronne, e tutta la raunanza disse loro: `Fossimo pur morti nel paese d'Egitto! o fossimo pur morti in questo deserto! Num. 14:2
- E perché ci mena l'Eterno in quel paese ove cadremo per la spada? Le nostre mogli e i nostri piccini vi saranno preda del nemico. Non sarebb'egli meglio per noi di tornare in Egitto?' Num. 14:3
- e parlarono così a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele: `Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese buono, buonissimo. Num. 14:7
- Allora tutta la raunanza parlò di lapidarli; ma la gloria dell'Eterno apparve sulla tenda di convegno a tutti i figliuoli d'Israele. Num. 14:10
- Io lo colpirò con la peste, e lo distruggerò, ma farò di te una nazione più grande e più potente di lui'. Num. 14:12
- E Mosè disse all'Eterno: `Ma l'udranno gli Egiziani, di mezzo ai quali tu hai fatto salire questo popolo per la tua potenza, Num. 14:13
- e la cosa sarà risaputa dagli abitanti di questo paese. Essi hanno udito che tu, o Eterno, sei nel mezzo di questo popolo, che apparisci loro faccia a faccia, che la tua nuvola si ferma sopra loro, e che cammini davanti a loro il giorno in una colonna di nuvola, e la notte in una colonna di fuoco; Num. 14:14
- ora, se fai perire questo popolo come un sol uomo, le nazioni che hanno udito la tua fama, diranno: Num. 14:15
- E ora si mostri, ti prego, la potenza del Signore nella sua grandezza, come tu hai promesso dicendo: Num. 14:17
- Deh, perdona l'iniquità di questo popolo, secondo la grandezza della tua benignità, nel modo che hai perdonato a questo popolo dall'Egitto fin qui'. Num. 14:19
- ma, com'è vero ch'io vivo, tutta la terra sarà ripiena della gloria dell'Eterno, Num. 14:21
- e tutti quegli uomini che hanno veduto la mia gloria e i miracoli che ho fatto in Egitto e nel deserto, e nonostante m'hanno tentato già dieci volte e non hanno ubbidito alla mia voce, Num. 14:22
- siccome è stato animato da un altro spirito e m'ha seguito appieno, io lo introdurrò nel paese nel quale è andato; e la sua progenie lo possederà. Num. 14:24
- E i vostri figliuoli andran pascendo i greggi nel deserto per quarant'anni e porteranno la pena delle vostre infedeltà, finché i vostri cadaveri non siano consunti nel deserto. Num. 14:33
- Come avete messo quaranta giorni a esplorare il paese, porterete la pena delle vostre iniquità quarant'anni; un anno per ogni giorno; e saprete che cosa sia incorrere nella mia disgrazia. Num. 14:34
- Io, l'Eterno, ho parlato; certo, così farò a tutta questa malvagia raunanza, la quale s'è messa assieme contro di me; in questo deserto saranno consunti; quivi morranno'. Num. 14:35
- E gli uomini che Mosè avea mandato ad esplorare il paese e che, tornati, avean fatto mormorare tutta la raunanza contro di lui screditando il paese, Num. 14:36
- E la mattina si levarono di buon'ora e salirono sulla cima del monte, dicendo: `Eccoci qua; noi saliremo al luogo di cui ha parlato l'Eterno, poiché abbiamo peccato'. Num. 14:40
- Ma Mosè disse: `Perché trasgredite l'ordine dell'Eterno? La cosa non v'andrà bene. Num. 14:41
- Poiché là, di fronte a voi, stanno gli Amalekiti e i Cananei, e voi cadrete per la spada; giacché vi siete sviati dall'Eterno, l'Eterno non sarà con voi'. Num. 14:43
- colui che presenterà la sua offerta all'Eterno, offrirà come oblazione un decimo d'efa di fior di farina stemperata col quarto di un hin d'olio, Num. 15:4
- si offrirà, col giovenco, come oblazione, tre decimi d'efa di fior di farina stemperata con la metà di un hin d'olio, Num. 15:9
- Delle primizie della vostra pasta metterete da parte una focaccia come offerta; la metterete da parte, come si mette da parte l'offerta dell'aia. Num. 15:20
- se il peccato è stato commesso per errore, senza che la raunanza se ne sia accorta, tutta la raunanza offrirà un giovenco come olocausto di soave odore all'Eterno, con la sua oblazione e la sua libazione secondo le norme stabilite, e un capro come sacrifizio per il peccato. Num. 15:24
- E il sacerdote farà l'espiazione per tutta la raunanza dei figliuoli d'Israele, e sarà loro perdonato, perché è stato un peccato commesso per errore, ed essi hanno portato la loro offerta, un sacrifizio fatto all'Eterno mediante il fuoco, e il loro sacrifizio per il peccato dinanzi all'Eterno, a causa del loro errore. Num. 15:25
- Sarà perdonato a tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele e allo straniero che soggiorna in mezzo a loro, perché tutto il popolo ha peccato per errore. Num. 15:26
- E il sacerdote farà l'espiazione dinanzi all'Eterno per la persona che avrà mancato commettendo un peccato per errore; e quando avrà fatta l'espiazione per essa, le sarà perdonato. Num. 15:28
- Ma la persona che agisce con proposito deliberato, sia nativo del paese o straniero, oltraggia l'Eterno; quella persona sarà sterminata di fra il suo popolo. Num. 15:30
- Siccome ha sprezzato la parola dell'Eterno e ha violato il suo comandamento, quella persona dovrà essere sterminata; porterà il peso della sua iniquità'. Num. 15:31
- Quelli che l'aveano trovato a raccogliere le legna lo menarono a Mosè, ad Aaronne e a tutta la raunanza. Num. 15:33
- E l'Eterno disse a Mosè: `Quell'uomo dev'esser messo a morte; tutta la raunanza lo lapiderà fuori del campo'. Num. 15:35
- Tutta la raunanza lo menò fuori del campo e lo lapidò; e quello morì, secondo l'ordine che l'Eterno avea dato a Mosè. Num. 15:36
- Sarà questa una nappa d'ornamento, e quando la guarderete, vi ricorderete di tutti i comandamenti dell'Eterno per metterli in pratica; e non andrete vagando dietro ai desideri del vostro cuore e dei vostri occhi che vi trascinano alla infedeltà. Num. 15:39
- e, radunatisi contro Mosè e contro Aaronne, dissero loro: `Basta! tutta la raunanza, tutti fino ad uno son santi, e l'Eterno è in mezzo a loro; perché dunque v'innalzate voi sopra la raunanza dell'Eterno?' Num. 16:3
- poi parlò a Kore e a tutta la gente ch'era con lui, dicendo: `Domattina l'Eterno farà conoscere chi è suo e chi è santo, e se lo farà avvicinare: farà avvicinare a sé colui ch'egli avrà scelto. Num. 16:5
- Fate questo: prendete de' turiboli, tu, Kore, e tutta la gente che è con te; Num. 16:6
- E per questo tu e tutta la gente che è teco vi siete radunati contro l'Eterno! poiché chi è Aaronne che vi mettiate a mormorare contro di lui?' Num. 16:11
- Allora Mosè si adirò forte e disse all'Eterno: `Non gradire la loro oblazione; io non ho preso da costoro neppure un asino, e non ho fatto torto ad alcuno di loro'. Num. 16:15
- Poi Mosè disse a Kore: `Tu e tutta la tua gente trovatevi domani davanti all'Eterno: tu e loro, con Aaronne; Num. 16:16
- E Kore convocò tutta la raunanza contro Mosè ed Aaronne all'ingresso della tenda di convegno; e la gloria dell'Eterno apparve a tutta la raunanza. Num. 16:19
- Ma essi, prostratisi con la faccia a terra, dissero: `O Dio, Dio degli spiriti d'ogni carne! Un uomo solo ha peccato, e ti adireresti tu contro tutta la raunanza?' Num. 16:22
- Se questa gente muore come muoion tutti gli uomini, se la loro sorte è la sorte comune a tutti gli uomini, l'Eterno non mi ha mandato; Num. 16:29
- ma se l'Eterno fa una cosa nuova, se la terra apre la sua bocca e li ingoia con tutto quello che appartiene loro e s'essi scendono vivi nel soggiorno de' morti, allora riconoscerete che questi uomini hanno disprezzato l'Eterno'. Num. 16:30
- la terra spalancò la sua bocca e li ingoiò: essi e le loro famiglie, con tutta la gente che apparteneva a Kore, e tutta la loro roba. Num. 16:32
- E scesero vivi nel soggiorno de' morti; la terra si richiuse su loro, ed essi scomparvero di mezzo all'assemblea. Num. 16:33
- Tutto Israele ch'era attorno ad essi fuggì alle loro grida; perché dicevano: `Che la terra non inghiottisca noi pure!' Num. 16:34
- affinché servissero di ricordanza ai figliuoli d'Israele, e niun estraneo che non sia della progenie d'Aaronne s'accosti ad arder profumo davanti all'Eterno ed abbia la sorte di Kore e di quelli ch'eran con lui. Eleazar fece come l'Eterno gli avea detto per mezzo di Mosè. Num. 16:40
- Il giorno seguente, tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele mormorò contro Mosè ed Aaronne dicendo: `Voi avete fatto morire il popolo dell'Eterno'. Num. 16:41
- E avvenne che, come la raunanza si faceva numerosa contro Mosè e contro Aaronne, i figliuoli d'Israele si volsero verso la tenda di convegno; ed ecco che la nuvola la ricoprì, e apparve la gloria dell'Eterno. Num. 16:42
- `Toglietevi di mezzo a questa raunanza, e io li consumerò in un attimo'. Ed essi si prostrarono con la faccia a terra. Num. 16:45
- E Mosè disse ad Aaronne: `Prendi il turibolo, mettivi del fuoco di sull'altare, ponvi su del profumo, e portalo presto in mezzo alla raunanza e fa' l'espiazione per essi; poiché l'ira dell'Eterno è scoppiata, la piaga è già cominciata'. Num. 16:46
- E Aaronne prese il turibolo, come Mosè avea detto; corse in mezzo all'assemblea, ed ecco che la piaga era già cominciata fra il popolo; mise il profumo nel turibolo e fece l'espiazione per il popolo. Num. 16:47
- E si fermò tra i morti e i vivi, e la piaga fu arrestata. Num. 16:48
- Aaronne tornò a Mosè all'ingresso della tenda di convegno e la piaga fu arrestata. Num. 16:50
- E avverrà che l'uomo che io avrò scelto sarà quello la cui verga fiorirà; e farò cessare davanti a me i mormorii che i figliuoli d'Israele fanno contro di voi'. Num. 17:5
- E Mosè parlò ai figliuoli d'Israele, e tutti i loro principi gli dettero una verga per uno, secondo le case dei loro padri: cioè, dodici verghe; e la verga d'Aaronne era in mezzo alle verghe loro. Num. 17:6
- E avvenne, l'indomani, che Mosè entrò nella tenda della testimonianza; ed ecco che la verga d'Aaronne per la casa di Levi aveva fiorito, gettato dei bottoni, sbocciato dei fiori e maturato delle mandorle. Num. 17:8
- Allora Mosè tolse tutte le verghe di davanti all'Eterno e le portò a tutti i figliuoli d'Israele; ed essi le videro e presero ciascuno la sua verga. Num. 17:9
- E l'Eterno disse a Mosè: `Riporta la verga d'Aaronne davanti alla testimonianza, perché sia conservata come un segno ai ribelli; onde sia messo fine ai loro mormorii contro di me, ed essi non muoiano'. Num. 17:10
- E l'Eterno disse ad Aaronne: `Tu, i tuoi figliuoli e la casa di tuo padre con te porterete il peso delle iniquità commesse nel santuario; e tu e i tuoi figliuoli porterete il peso delle iniquità commesse nell'esercizio del vostro sacerdozio. Num. 18:1
- E anche i tuoi fratelli, la tribù di Levi, la tribù di tuo padre, farai accostare a te, affinché ti siano aggiunti e ti servano quando tu e i tuoi figliuoli con te sarete davanti alla tenda della testimonianza. Num. 18:2
- Essi faranno il servizio sotto i tuoi ordini in tutto quel che concerne la tenda; soltanto non si accosteranno agli utensili del santuario né all'altare affinché non moriate e gli uni e gli altri. Num. 18:3
- Essi ti saranno dunque aggiunti, e faranno il servizio della tenda di convegno in tutto ciò che la concerne, e nessun estraneo s'accosterà a voi. Num. 18:4
- Le primizie di tutto ciò che produrrà la loro terra e ch'essi presenteranno all'Eterno saranno tue. Chiunque sarà puro in casa tua ne potrà mangiare. Num. 18:13
- E quanto al riscatto, li farai riscattare dall'età di un mese, secondo la tua stima, per cinque sicli d'argento, a siclo di santuario, che è di venti ghere. Num. 18:16
- La loro carne sarà tua; sarà tua come il petto dell'offerta agitata e come la coscia destra. Num. 18:18
- Io ti do, a te, ai tuoi figliuoli e alle tue figliuole con te, per legge perpetua, tutte le offerte di cose sante che i figliuoli d'Israele presenteranno all'Eterno per elevazione. È un patto inalterabile, perpetuo, dinanzi all'Eterno, per te e per la tua progenie con te'. Num. 18:19
- L'Eterno disse ancora ad Aaronne: `Tu non avrai alcun possesso nel loro paese, e non ci sarà parte per te in mezzo a loro; io sono la tua parte e il tuo possesso in mezzo ai figliuoli d'Israele. Num. 18:20
- E lo potrete mangiare in qualunque luogo, voi e le vostre famiglie, perché è la vostra mercede, in contraccambio del vostro servizio nella tenda di convegno. Num. 18:31
- E la darete al sacerdote Eleazar, che la condurrà fuori del campo e la farà scannare in sua presenza. Num. 19:3
- poi si brucerà la giovenca sotto gli occhi di lui; se ne brucerà la pelle, la carne e il sangue con i suoi escrementi. Num. 19:5
- Il sacerdote prenderà quindi del legno di cedro, dell'issopo, della stoffa scarlatta, e getterà tutto in mezzo al fuoco che consuma la giovenca. Num. 19:6
- E colui che avrà bruciato la giovenca si laverà le vesti nell'acqua, farà un'abluzione del corpo nell'acqua, e sarà impuro fino alla sera. Num. 19:8
- Un uomo puro raccoglierà le ceneri della giovenca e le depositerà fuori del campo in luogo puro, dove saranno conservate per la raunanza de' figliuoli d'Israele come acqua di purificazione: è un sacrifizio per il peccato. Num. 19:9
- Chiunque avrà toccato un morto, il corpo d'una persona umana che sia morta e non si sarà purificato, avrà contaminato la dimora dell'Eterno; e quel tale sarà sterminato di mezzo a Israele. Siccome l'acqua di purificazione non è stata spruzzata su lui, egli è impuro; ha ancora addosso la sua impurità. Num. 19:13
- Questa è la legge: Quando un uomo sarà morto in una tenda, chiunque entrerà nella tenda e chiunque sarà nella tenda sarà impuro sette giorni. Num. 19:14
- E chiunque, per i campi, avrà toccato un uomo ucciso per la spada o morto da sé, o un osso d'uomo, o un sepolcro, sarà impuro sette giorni. Num. 19:16
- poi un uomo puro prenderà dell'issopo, lo intingerà nell'acqua, e ne spruzzerà la tenda, tutti gli utensili e tutte le persone che son quivi, e colui che ha toccato l'osso o l'ucciso o il morto da sé o il sepolcro. Num. 19:18
- L'uomo puro spruzzerà l'impuro il terzo giorno e il settimo giorno, e lo purificherà il settimo giorno; poi colui ch'è stato immondo si laverà le vesti, laverà se stesso nell'acqua, e sarà puro la sera. Num. 19:19
- E tutto quello che l'impuro avrà toccato sarà impuro; e la persona che avrà toccato lui sarà impura fino alla sera'. Num. 19:22
- Or tutta la raunanza dei figliuoli d'Israele arrivò al deserto di Tsin il primo mese, e il popolo si fermò a Kades. Quivi morì e fu sepolta Maria. Num. 20:1
- E mancava l'acqua per la raunanza; onde ci fu assembramento contro Mosè e contro Aaronne. Num. 20:2
- E perché avete menato la raunanza dell'Eterno in questo deserto per morirvi noi e il nostro bestiame? Num. 20:4
- Allora Mosè ed Aaronne s'allontanarono dalla raunanza per recarsi all'ingresso della tenda di convegno; si prostrarono con la faccia in terra, e la gloria dell'Eterno apparve loro. Num. 20:6
- `Prendi il bastone; e tu e tuo fratello Aaronne convocate la raunanza e parlate a quel sasso, in loro presenza, ed esso darà la sua acqua; e tu farai sgorgare per loro dell'acqua dal sasso, e darai da bere alla raunanza e al suo bestiame'. Num. 20:8
- E Mosè ed Aaronne convocarono la raunanza dirimpetto al sasso, e Mosè disse loro: `Ora ascoltate, o ribelli; vi farem noi uscir dell'acqua da questo sasso?' Num. 20:10
- E Mosè alzò la mano, percosse il sasso col suo bastone due volte, e ne uscì dell'acqua in abbondanza; e la raunanza e il suo bestiame bevvero. Num. 20:11
- E noi gridammo all'Eterno ed egli udì la nostra voce e mandò un angelo e ci fece uscire dall'Egitto; ed eccoci ora in Kades, che è città agli estremi tuoi confini. Num. 20:16
- Deh, lasciaci passare per il tuo paese, noi non passeremo né per campi né per vigne e non berremo l'acqua dei pozzi; seguiremo la strada pubblica senza deviare né a destra né a sinistra finché abbiamo oltrepassato i tuoi confini'. Num. 20:17
- Ma Edom gli rispose: `Tu non passerai sul mio territorio; altrimenti, ti verrò contro con la spada'. Num. 20:18
- I figliuoli d'Israele gli dissero: `Noi saliremo per la strada maestra; e se noi e il nostro bestiame berremo dell'acqua tua, te la pagheremo; lasciami semplicemente transitare a piedi'. Num. 20:19
- Tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele si partì da Kades e arrivò al monte Hor. Num. 20:22
- E Mosè fece come l'Eterno aveva ordinato; ed essi salirono sul monte Hor, a vista di tutta la raunanza. Num. 20:27
- E quando tutta la raunanza vide che Aaronne era morto, tutta la casa d'Israele lo pianse per trenta giorni. Num. 20:29
- Or il re cananeo di Arad, che abitava il mezzogiorno, avendo udito che Israele veniva per la via di Atharim, combatté contro Israele, e fece alcuni prigionieri. Num. 21:1
- Allora l'Eterno mandò fra il popolo de' serpenti ardenti i quali mordevano la gente, e gran numero d'Israeliti morirono. Num. 21:6
- `Lasciami passare per il tuo paese; noi non ci svieremo per i campi né per le vigne, non berremo l'acqua dei pozzi; seguiremo la strada pubblica finché abbiamo oltrepassato i tuoi confini'. Num. 21:22
- Ma Sihon non permise a Israele di passare per i suoi confini; anzi radunò tutta la sua gente e uscì fuori contro Israele nel deserto; giunse a Jahats, e diè battaglia a Israele. Num. 21:23
- Israele lo sconfisse passandolo a fil di spada, e conquistò il suo paese dall'Arnon fino al Jabbok, sino ai confini de' figliuoli di Ammon, poiché la frontiera dei figliuoli di Ammon era forte. Num. 21:24
- poiché Heshbon era la città di Sihon, re degli Amorei, il quale avea mosso guerra al precedente re di Moab, e gli avea tolto tutto il suo paese fino all'Arnon. Num. 21:26
- Per questo dicono i poeti: Venite a Heshbon! La città di Sihon sia ricostruita e fortificata! Num. 21:27
- E, mutata direzione, risalirono il paese in direzione di Bashan; e Og, re di Bashan, uscì contro loro con tutta la sua gente per dar loro battaglia a Edrei. Num. 21:33
- Ma l'Eterno disse a Mosè: `Non lo temere; poiché io lo do nelle tue mani: lui, tutta la sua gente e il suo paese; trattalo com'hai trattato Sihon, re degli Amorei che abitava a Heshbon'. Num. 21:34
- Egli mandò ambasciatori a Balaam, figliuolo di Beor, a Pethor che sta sul fiume, nel paese de' figliuoli del suo popolo per chiamarlo e dirgli: `Ecco, un popolo è uscito d'Egitto; esso ricopre la faccia della terra, e si è stabilito dirimpetto a me; Num. 22:5
- Gli anziani di Moab e gli anziani di Madian partirono portando in mano la mercede dell'indovino; e, arrivati da Balaam, gli riferirono le parole di Balak. Num. 22:7
- E Balaam disse loro: `Alloggiate qui stanotte; e vi darò la risposta secondo che mi dirà l'Eterno'. E i principi di Moab stettero da Balaam. Num. 22:8
- Ecco, il popolo ch'è uscito d'Egitto ricopre la faccia della terra; or vieni a maledirmelo; forse riuscirò così a batterlo e potrò cacciarlo'. Num. 22:11
- Balaam si levò, la mattina, e disse ai principi di Balak: `Andatevene al vostro paese, perché l'Eterno m'ha rifiutato il permesso di andare con voi'. Num. 22:13
- Ma Balaam rispose e disse ai servi di Balak: `Quand'anche Balak mi desse la sua casa piena d'argento e d'oro, non potrei trasgredire l'ordine dell'Eterno, del mio Dio, per far cosa piccola o grande che fosse. Num. 22:18
- E Dio venne la notte a Balaam e gli disse: `Se quegli uomini son venuti a chiamarti, lèvati e va' con loro; soltanto, farai ciò che io ti dirò'. Num. 22:20
- Balaam quindi si levò la mattina, sellò la sua asina, e se ne andò coi principi di Moab. Num. 22:21
- Ma l'ira di Dio s'accese perché egli se n'era andato; e l'angelo dell'Eterno si pose sulla strada per fargli ostacolo. Or egli cavalcava la sua asina e avea seco due servitori. Num. 22:22
- L'asina, vedendo l'angelo dell'Eterno che stava sulla strada con la sua spada sguainata in mano, uscì di via e cominciava ad andare per i campi. Balaam percosse l'asina per rimetterla sulla strada. Num. 22:23
- L'asina vide l'angelo dell'Eterno; si serrò al muro e strinse il piede di Balaam al muro; e Balaam la percosse di nuovo. Num. 22:25
- Allora l'Eterno aprì la bocca all'asina, che disse a Balaam: `Che t'ho io fatto che tu mi percuoti già per la terza volta?' Num. 22:28
- L'asina disse a Balaam: `Non son io la tua asina che hai sempre cavalcata fino a quest'oggi? Sono io solita farti così?' Ed egli rispose: `No'. Num. 22:30
- Allora l'Eterno aprì gli occhi a Balaam, ed egli vide l'angelo dell'Eterno che stava sulla strada, con la sua spada sguainata. Balaam s'inchinò e si prostrò con la faccia in terra. Num. 22:31
- L'angelo dell'Eterno gli disse: `Perché hai percosso la tua asina già tre volte? Ecco, io sono uscito per farti ostacolo, perché la via che batti è contraria al voler mio; Num. 22:32
- E Balaam rispose a Balak: `Ecco, son venuto da te; ma posso io adesso dire qualsiasi cosa? la parola che Dio mi metterà in bocca, quella dirò'. Num. 22:38
- La mattina Balak prese Balaam e lo fece salire a Bamoth Baal, donde Balaam vide l'estremità del campo d'Israele. Num. 22:41
- Chi può contar la polvere di Giacobbe o calcolare il quarto d'Israele? Possa io morire della morte dei giusti, e possa la mia fine esser simile alla loro! Num. 23:10
- Iddio non è un uomo, perch'ei mentisca, né un figliuol d'uomo, perch'ei si penta. Quand'ha detto una cosa non la farà? o quando ha parlato non manterrà la parola? Num. 23:19
- Ecco, ho ricevuto l'ordine di benedire; egli ha benedetto; io non revocherò la benedizione. Num. 23:20
- Ecco un popolo che si leva su come una leonessa, e si rizza come un leone; ei non si sdraia prima d'aver divorato la preda e bevuto il sangue di quelli che ha ucciso. Num. 23:24
- E Balaam, vedendo che piaceva all'Eterno di benedire Israele, non ricorse come le altre volte alla magia, ma voltò la faccia verso il deserto. Num. 24:1
- così dice colui che ode le parole di Dio, colui che contempla la visione dell'Onnipotente, colui che si prostra e a cui s'aprono gli occhi: Num. 24:4
- L'acqua trabocca dalle sue secchie, la sua semenza è bene adacquata, il suo re sarà più in alto di Agag, e il suo regno sarà esaltato. Num. 24:7
- Allora l'ira di Balak s'accese contro Balaam; e Balak, battendo le mani, disse a Balaam: `Io t'ho chiamato per maledire i miei nemici, ed ecco che li hai benedetti già per la terza volta. Num. 24:10
- Quand'anche Balak mi desse la sua casa piena d'argento e d'oro, non potrei trasgredire l'ordine dell'Eterno per far di mia iniziativa alcun che di bene o di male; ciò che l'Eterno dirà, quello dirò? Num. 24:13
- così dice colui che ode le parole di Dio, che conosce la scienza dell'Altissimo, che contempla la visione dell'Onnipotente, colui che si prostra e a cui s'aprono gli occhi: Num. 24:16
- Balaam vide anche Amalek, e pronunziò il suo oracolo, dicendo: Amalek è la prima delle nazioni ma il suo avvenire fa capo alla rovina. Num. 24:20
- Vide anche i Kenei, e pronunziò il suo oracolo, dicendo: La tua dimora è solida e il tuo nido è posto nella roccia; Num. 24:21
- Poi Balaam si levò, partì e se ne tornò a casa sua; e Balak pure se ne andò per la sua strada. Num. 24:25
- Ed ecco che uno dei figliuoli d'Israele venne e condusse ai suoi fratelli una donna Madianita, sotto gli occhi di Mosè e di tutta la raunanza dei figliuoli d'Israele, mentr'essi stavano piangendo all'ingresso della tenda di convegno. Num. 25:6
- La qual cosa avendo veduta Fineas, figliuolo di Eleazar, figliuolo del sacerdote Aaronne, si alzò di mezzo alla raunanza e die' di piglio ad una lancia; Num. 25:7
- andò dietro a quell'uomo d'Israele nella sua tenda, e li trafisse ambedue, l'uomo d'Israele e la donna, nel basso ventre. E il flagello cessò tra i figliuoli d'Israele. Num. 25:8
- che sarà per lui e per la sua progenie dopo di lui l'alleanza d'un sacerdozio perpetuo, perch'egli ha avuto zelo per il suo Dio, e ha fatta l'espiazione per i figliuoli d'Israele'. Num. 25:13
- Or l'uomo d'Israele che fu ucciso con la donna Madianita, si chiamava Zimri, figliuolo di Salu, capo di una casa patriarcale dei Simeoniti. Num. 25:14
- E la donna che fu uccisa, la Madianita, si chiamava Cozbi, figliuola di Tsur, capo della gente di una casa patriarcale in Madian. Num. 25:15
- `Fate il conto di tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele, dall'età di vent'anni in su, secondo le case de' loro padri, di tutti quelli che in Israele possono andare alla guerra'. Num. 26:2
- Ruben, primogenito d'Israele. Figliuoli di Ruben: Hanoch, da cui discende la famiglia degli Hanochiti; Pallu, da cui discende la famiglia de' Palluiti; Num. 26:5
- Hetsron, da cui discende la famiglia degli Hetsroniti; Carmi da cui discende la famiglia de' Carmiti. Num. 26:6
- Figliuoli di Eliab: Nemuel, Dathan ed Abiram. Questi sono quel Dathan e quell'Abiram, membri del consiglio, che si sollevarono contro Mosè e contro Aaronne con la gente di Kore, quando si sollevarono contro l'Eterno; Num. 26:9
- e la terra aprì la sua bocca e li inghiottì assieme con Kore, allorché quella gente perì, e il fuoco divorò duecentocinquanta uomini, che servirono d'esempio. Num. 26:10
- Figliuoli di Simeone secondo le loro famiglie. Da Nemuel discende la famiglia dei Nemueliti; da Jamin, la famiglia degli Jaminiti; da Jakin, la famiglia degli Jakiniti; da Zerach, la famiglia de' Zerachiti; Num. 26:12
- da Saul, la famiglia dei Sauliti. Num. 26:13
- Figliuoli di Gad secondo le loro famiglie. Da Tsefon discende la famiglia dei Tsefoniti; da Hagghi, la famiglia degli Hagghiti; da Shuni, la famiglia degli Shuniti; Num. 26:15
- da Ozni, la famiglia degli Ozniti; da Eri, la famiglia degli Eriti; Num. 26:16
- da Arod, la famiglia degli Aroditi; da Areli, la famiglia degli Areliti. Num. 26:17
- Ecco i figliuoli di Giuda secondo le loro famiglie: da Scelah discende la famiglia degli Shelaniti; da Perets, la famiglia dei Peretsiti; da Zerach, la famiglia dei Zerachiti. Num. 26:20
- I figliuoli di Perets furono: Hetsron da cui discende la famiglia degli Hetsroniti; Hamul da cui discende la famiglia degli Hamuliti. Num. 26:21
- Figliuoli d'Issacar secondo le loro famiglie: da Thola discende la famiglia dei Tholaiti: da Puva, la famiglia dei Puviti; Num. 26:23
- da Jashub, la famiglia degli Jashubiti; da Scimron, la famiglia dei Scimroniti. Num. 26:24
- Figliuoli di Zabulon secondo le loro famiglie: da Sered discende la famiglia dei Sarditi; da Elon, la famiglia degli Eloniti; da Jahleel, la famiglia degli Jahleeliti. Num. 26:26
- Figliuoli di Manasse: da Makir discende la famiglia dei Makiriti. Makir generò Galaad. Da Galaad discende la famiglia dei Galaaditi. Num. 26:29
- Questi sono i figliuoli di Galaad: Jezer, da cui discende la famiglia degli Jezeriti; Helek, da cui discende la famiglia degli Helekiti; Num. 26:30
- Asriel, da cui discende la famiglia degli Asrieliti; Sichem, da cui discende la famiglia dei Sichemiti; Num. 26:31
- Scemida, da cui discende la famiglia dei Scemidaiti; Hefer, da cui discende la famiglia degli Heferiti. Num. 26:32
- Ecco i figliuoli di Efraim secondo le loro famiglie: da Shuthelah discende la famiglia dei Shuthelahiti; da Beker, la famiglia dei Bakriti; da Tahan, la famiglia dei Tahaniti. Num. 26:35
- Ed ecco i figliuoli di Shuthelah: da Eran è discesa la famiglia degli Eraniti. Num. 26:36
- Figliuoli di Beniamino secondo le loro famiglie: da Bela discende la famiglia dei Belaiti; da Ashbel, la famiglia degli Ashbeliti; da Ahiram, la famiglia degli Ahiramiti; Num. 26:38
- da Scefufam, la famiglia degli Shufamiti; Num. 26:39
- da Hufam, la famiglia degli Hufamiti. I figliuoli di Bela furono: Ard e Naaman; da Ard discende la famiglia degli Arditi; da Naaman, la famiglia dei Naamiti. Num. 26:40
- Ecco i figliuoli di Dan secondo le loro famiglie: da Shuham discende la famiglia degli Shuhamiti. Sono queste le famiglie di Dan secondo le loro famiglie. Num. 26:42
- Figliuoli di Ascer secondo le loro famiglie: da Imna discende la famiglia degli Imniti; da Ishvi, la famiglia degli Ishviti; da Beriah, la famiglia de' Beriiti. Num. 26:44
- Dai figliuoli di Beriah discendono: da Heber, la famiglia degli Hebriti; da Malkiel, la famiglia de' Malkieliti. Num. 26:45
- Figliuoli di Neftali secondo le loro famiglie: da Jahtseel discende la famiglia degli Jahtseeliti; da Guni, la famiglia dei Guniti; Num. 26:48
- da Jetser, la famiglia degli Jetseriti; da Scillem la famiglia degli Scillemiti. Num. 26:49
- A quelli che sono in maggior numero darai in possesso una porzione maggiore; a quelli che sono in minor numero darai una porzione minore; si darà a ciascuno la sua porzione secondo il censimento. Num. 26:54
- Ma la spartizione del paese sarà fatta a sorte; essi riceveranno la rispettiva proprietà secondo i nomi delle loro tribù paterne. Num. 26:55
- La spartizione delle proprietà sarà fatta a sorte fra quelli che sono in maggior numero e quelli che sono in numero minore'. Num. 26:56
- Ecco i Leviti dei quali si fece il censimento secondo le loro famiglie; da Gherson discende la famiglia dei Ghersoniti; da Kehath, la famiglia de' Kehathiti; da Merari, la famiglia de' Merariti. Num. 26:57
- Ecco le famiglie di Levi: la famiglia de' Libniti, la famiglia degli Hebroniti, la famiglia de' Mahliti, la famiglia de' Mushiti, la famiglia de' Korahiti. E Kehath generò Amram. Num. 26:58
- si accostarono e si presentarono davanti a Mosè, davanti al sacerdote Eleazar, davanti ai principi e a tutta la raunanza all'ingresso della tenda di convegno, e dissero: Num. 27:2
- E Mosè portò la loro causa davanti all'Eterno. Num. 27:5
- E, se non ha figliuola, darete la sua eredità ai suoi fratelli. Num. 27:9
- E, se non ha fratelli, darete la sua eredità ai fratelli di suo padre. Num. 27:10
- E, se non ci sono fratelli del padre, darete la sua eredità al parente più stretto nella sua famiglia; e quello la possederà. Questo sarà per i figliuoli d'Israele una norma di diritto, come l'Eterno ha ordinato a Mosè'. Num. 27:11
- perché vi ribellaste all'ordine che vi detti nel deserto di Tsin quando la raunanza si mise a contendere, e voi non mi santificaste agli occhi loro, a proposito di quelle acque'. - Sono le acque della contesa di Kades, nel deserto di Tsin. - Num. 27:14
- che esca davanti a loro ed entri davanti a loro, e li faccia uscire e li faccia entrare, affinché la raunanza dell'Eterno non sia come un gregge senza pastore'. Num. 27:17
- E l'Eterno disse a Mosè: `Prenditi Giosuè, figliuolo di Nun, uomo in cui è lo spirito; poserai la tua mano su lui, Num. 27:18
- lo farai comparire davanti al sacerdote Eleazar e davanti a tutta la raunanza, gli darai i tuoi ordini in loro presenza, Num. 27:19
- e lo farai partecipe della tua autorità, affinché tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele gli obbedisca. Num. 27:20
- Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleazar, che consulterà per lui il giudizio dell'Urim davanti all'Eterno; egli e tutti i figliuoli d'Israele con lui e tutta la raunanza usciranno all'ordine di Eleazar ed entreranno all'ordine suo'. Num. 27:21
- E Mosè fece come l'Eterno gli aveva ordinato; prese Giosuè e lo fece comparire davanti al sacerdote Eleazar e davanti a tutta la raunanza; Num. 27:22
- `Da' quest'ordine ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Avrete cura d'offrirmi al tempo stabilito la mia offerta, il cibo de' miei sacrifizi fatti mediante il fuoco, e che mi sono di soave odore. Num. 28:2
- Uno degli agnelli offrirai la mattina, e l'altro agnello offrirai sull'imbrunire: Num. 28:4
- La libazione sarà di un quarto di hin per ciascun agnello; la libazione di vino puro all'Eterno la farai nel luogo santo. Num. 28:7
- Nel giorno di sabato offrirete due agnelli dell'anno, senza difetti; e, come oblazione, due decimi di fior di farina intrisa con olio, con la sua libazione. Num. 28:9
- È l'olocausto del sabato, per ogni sabato, oltre l'olocausto perpetuo e la sua libazione. Num. 28:10
- E s'offrirà all'Eterno un capro come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo e la sua libazione. Num. 28:15
- Il primo mese, il quattordicesimo giorno del mese sarà la Pasqua in onore dell'Eterno. Num. 28:16
- L'offrirete ogni giorno, per sette giorni; è un cibo di sacrifizio fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno. Lo si offrirà oltre l'olocausto perpetuo con la sua libazione. Num. 28:24
- Offrirete questi sacrifizi, oltre l'olocausto perpetuo e la sua oblazione. Sceglierete degli animali senza difetti e v'aggiungerete le relative libazioni. Num. 28:31
- oltre l'olocausto del mese con la sua oblazione, e l'olocausto perpetuo con la sua oblazione, e le loro libazioni, secondo le regole stabilite. Sarà un sacrifizio, fatto mediante il fuoco, di soave odore all'Eterno. Num. 29:6
- e un capro come sacrifizio per il peccato, oltre il sacrifizio d'espiazione, l'olocausto perpetuo con la sua oblazione e le loro libazioni. Num. 29:11
- e un capro come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, con la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:16
- e un capro come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:19
- e un capro come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:22
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:25
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:28
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:31
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:34
- e un capro, come sacrifizio per il peccato, oltre l'olocausto perpetuo, la sua oblazione e la sua libazione. Num. 29:38
- Quand'uno avrà fatto un voto all'Eterno od avrà con giuramento contratta una solenne obbligazione, non violerà la sua parola, ma metterà in esecuzione tutto quello che gli è uscito di bocca. Num. 30:2
- Così pure quando una donna avrà fatto un voto all'Eterno e si sarà legata con un impegno essendo in casa del padre, durante la sua giovinezza, Num. 30:3
- E se viene a maritarsi essendo legata da voti o da una promessa fatta alla leggera con le labbra, per la quale si sia impegnata, Num. 30:6
- Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, egli annullerà il voto ch'ella ha fatto, e la promessa che ha proferito alla leggera per la quale s'è impegnata; e l'Eterno le perdonerà. Num. 30:8
- Il marito può ratificare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento, per il quale ella si sia impegnata a mortificare la sua persona. Num. 30:13
- E Mosè parlò al popolo, dicendo: `Mobilitate tra voi uomini per la guerra, e marcino contro Madian per eseguire la vendetta dell'Eterno su Madian. Num. 31:3
- Così furon forniti, fra le migliaia d'Israele, mille uomini per tribù: cioè dodicimila uomini, armati per la guerra. Num. 31:5
- Uccisero pure, con tutti gli altri, i re di Madian Evi, Rekem, Tsur, Hur e Reba: cinque re di Madian; uccisero pure con la spada Balaam, figliuolo di Beor. Num. 31:8
- e presero tutte le spoglie e tutta la preda: gente e bestiame; Num. 31:11
- e menarono i prigionieri, la preda e le spoglie a Mosè, al sacerdote Eleazar e alla raunanza dei figliuoli d'Israele, accampati nelle pianure di Moab, presso il Giordano, difaccia a Gerico. Num. 31:12
- Mosè disse loro: `Avete lasciato la vita a tutte le donne? Num. 31:15
- Ecco, sono esse che, a suggestione di Balaam, trascinarono i figliuoli d'Israele alla infedeltà verso l'Eterno, nel fatto di Peor, onde la piaga scoppiò nella raunanza dell'Eterno. Num. 31:16
- `Tu, col sacerdote Eleazar e con i capi delle case della raunanza, fa' il conto di tutta la preda ch'è stata fatta: della gente e del bestiame; Num. 31:26
- e dividi la preda fra i combattenti che sono andati alla guerra e tutta la raunanza. Num. 31:27
- Or la preda, cioè quel che rimaneva del bottino fatto da quelli ch'erano stati alla guerra, consisteva in seicento settantacinquemila pecore, Num. 31:32
- La metà, cioè la parte di quelli ch'erano andati alla guerra, fu di trecentotrentasettemila cinquecento pecore, Num. 31:36
- La metà che spettava ai figliuoli d'Israele, dopo che Mosè ebbe fatta la spartizione con gli uomini andati alla guerra, la metà spettante alla raunanza, Num. 31:42
- E l'ira dell'Eterno si accese contro Israele; ed ei lo fece andar vagando per il deserto durante quarant'anni, finché tutta la generazione che avea fatto quel male agli occhi dell'Eterno, fosse consumata. Num. 32:13
- e non possederemo nulla con loro al di là del Giordano e più oltre, giacché la nostra eredità ci è toccata da questa parte del Giordano, a oriente'. Num. 32:19
- Edificatevi delle città per i vostri figliuoli e dei recinti per i vostri greggi, e fate quello che la vostra bocca ha proferito'. Num. 32:24
- ma i tuoi servi, tutti quanti armati per la guerra, andranno a combattere davanti all'Eterno, come dice il mio signore'. Num. 32:27
- Ma se non passano armati con voi, avranno la loro proprietà tra voi nel paese di Canaan'. Num. 32:30
- Queste sono le tappe dei figliuoli d'Israele che uscirono dal paese d'Egitto, secondo le loro schiere, sotto la guida di Mosè e di Aaronne. Num. 33:1
- Partirono da Rameses il primo mese, il quindicesimo giorno del primo mese. Il giorno dopo la Pasqua i figliuoli d'Israele partirono a test'alta, a vista di tutti gli Egiziani, Num. 33:3
- la vostra regione meridionale comincerà al deserto di Tsin, vicino a Edom; così la vostra frontiera meridionale partirà dalla estremità del mar Salato, verso oriente; Num. 34:3
- Da Atsmon la frontiera girerà fino al torrente d'Egitto, e finirà al mare. Num. 34:5
- La vostra frontiera a occidente sarà il mar grande: quella sarà la vostra frontiera occidentale. Num. 34:6
- E questa sarà la vostra frontiera settentrionale: partendo dal mar grande, la traccerete fino al monte Hor; Num. 34:7
- dal monte Hor la traccerete fin là dove s'entra in Hamath, e l'estremità della frontiera sarà a Tsedad; Num. 34:8
- la frontiera continuerà fino a Zifron, per finire a Hatsar-Enan: questa sarà la vostra frontiera settentrionale. Num. 34:9
- Traccerete la vostra frontiera orientale da Hatsar-Enan a Scefam; Num. 34:10
- la frontiera scenderà da Scefam verso Ribla, a oriente di Ain; poi la frontiera scenderà, e si estenderà lungo il mare di Kinnereth, a oriente; Num. 34:11
- poi la frontiera scenderà verso il Giordano, e finirà al mar Salato. Tale sarà il vostro paese con le sue frontiere tutt'intorno'. Num. 34:12
- poiché la tribù de' figliuoli di Ruben, secondo le case de' loro padri, e la tribù dei figliuoli di Gad, secondo le case de' loro padri, e la mezza tribù di Manasse hanno ricevuto la loro porzione. Num. 34:14
- Queste due tribù e mezzo hanno ricevuto la loro porzione di qua dal Giordano di Gerico, dal lato d'oriente'. Num. 34:15
- Prenderete anche un principe d'ogni tribù per fare la spartizione del paese. Num. 34:18
- Ecco i nomi di questi uomini. Per la tribù di Giuda: Caleb, figliuolo di Gefunne. Num. 34:19
- Per la tribù de' figliuoli di Simeone: Samuele, figliuolo di Ammihud. Num. 34:20
- Per la tribù di Beniamino: Elidad, figliuolo di Kislon. Num. 34:21
- Per la tribù de' figliuoli di Dan: il principe Buki, figliuolo di Iogli. Num. 34:22
- Per i figliuoli di Giuseppe: per la tribù de' figliuoli di Manasse, il principe Hanniel, figliuolo d'Efod; Num. 34:23
- e per la tribù de' figliuoli d'Efraim, il principe Kemuel, figliuolo di Sciftan. Num. 34:24
- Per la tribù de' figliuoli di Zabulon: il principe Elitsafan, figliuolo di Parnac. Num. 34:25
- Per la tribù de' figliuoli di Issacar: il principe Paltiel, figliuolo d'Azzan. Num. 34:26
- Per la tribù de' figliuoli di Ascer: il principe Ahihud, figliuolo di Scelomi. Num. 34:27
- E per la tribù de' figliuoli di Neftali: il principe Pedahel, figliuolo d'Ammihud'. Num. 34:28
- Misurerete dunque, fuori della città, duemila cubiti dal lato orientale, duemila cubiti dal lato meridionale, duemila cubiti dal lato occidentale e duemila cubiti dal lato settentrionale; la città sarà in mezzo. Tale sarà il contado di ciascuna delle loro città. Num. 35:5
- E se lo colpisce con una pietra che aveva in mano, atta a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è un omicida; l'omicida dovrà esser punito di morte. Num. 35:17
- O se lo colpisce con uno stromento di legno che aveva in mano, atto a causare la morte, e il colpito muore, quel tale è un omicida; l'omicida dovrà esser punito di morte. Num. 35:18
- o lo colpisce per inimicizia con la mano, sì che quello ne muoia, colui che ha colpito dovrà esser punito di morte; è un omicida; il vindice del sangue ucciderà l'omicida quando lo incontrerà. Num. 35:21
- o se, senza volerlo, gli fa cadere addosso una pietra che possa causare la morte, e quello ne muore, senza che l'altro gli fosse nemico o gli volesse fare del male, Num. 35:23
- allora ecco le norme secondo le quali la raunanza giudicherà fra colui che ha colpito e il vindice del sangue. Num. 35:24
- La raunanza libererà l'omicida dalle mani del vindice del sangue e lo farà tornare alla città di rifugio dove s'era ricoverato. Quivi dimorerà, fino alla morte del sommo sacerdote che fu unto con l'olio santo. Num. 35:25
- Poiché l'omicida deve stare nella sua città di rifugio fino alla morte del sommo sacerdote; ma, dopo la morte del sommo sacerdote, l'omicida potrà tornare nella terra di sua proprietà. Num. 35:28
- Non accetterete prezzo di riscatto per la vita d'un omicida colpevole e degno di morte, perché dovrà esser punito di morte. Num. 35:31
- Se queste si maritano a qualcuno de' figliuoli delle altre tribù de' figliuoli d'Israele, la loro eredità sarà detratta dall'eredità de' nostri padri, e aggiunta all'eredità della tribù nella quale esse saranno entrate; così sarà detratta dall'eredità che ci è toccata a sorte. Num. 36:3
- E quando verrà il giubileo per i figliuoli d'Israele, la loro eredità sarà aggiunta a quella della tribù nella quale saranno entrate, e l'eredità loro sarà detratta dalla eredità della tribù de' nostri padri'. Num. 36:4
- E Mosè trasmise ai figliuoli d'Israele questi ordini dell'Eterno, dicendo: `La tribù dei figliuoli di Giuseppe dice bene. Num. 36:5
- si maritarono nelle famiglie de' figliuoli di Manasse, figliuolo di Giuseppe, e la loro eredità rimase nella tribù della famiglia del padre loro. Num. 36:12
- (Vi sono undici giornate dallo Horeb, per la via del monte Seir, fino a Kades-Barnea). Dt. 1:2
- Poi partimmo dallo Horeb e attraversammo tutto quel grande e spaventevole deserto che avete veduto, dirigendoci verso la contrada montuosa degli Amorei, come l'Eterno, l'Iddio nostro, ci aveva ordinato di fare, e giungemmo a Kades-Barnea. Dt. 1:19
- La cosa mi piacque, e presi dodici uomini tra voi, uno per tribù. Dt. 1:23
- Presero con le loro mani de' frutti del paese, ce li portarono, e ci fecero la loro relazione dicendo: `Quello che l'Eterno, il nostro Dio, ci dà, è un buon paese'. Dt. 1:25
- che andava innanzi a voi nel cammino per cercarvi un luogo da piantar le tende: di notte, nel fuoco, per mostrarvi la via per la quale dovevate andare, e, di giorno, nella nuvola. Dt. 1:33
- salvo Caleb, figliuolo di Gefunne. Egli lo vedrà; e a lui e ai suoi figliuoli darò la terra ch'egli ha calcato, perché ha pienamente seguito l'Eterno'. Dt. 1:36
- Così passammo, lasciando a distanza i figliuoli di Esaù, nostri fratelli, che abitano in Seir, ed evitando la via della pianura, come pure Elath ed Etsion-Gheber. Poi ci voltammo, e c'incamminammo verso il deserto di Moab. Dt. 2:8
- E infatti la mano dell'Eterno fu contro a loro per sterminarli dal campo, finché fossero del tutto scomparsi. Dt. 2:15
- E quando la morte ebbe finito di consumare tutti quegli uomini di guerra, Dt. 2:16
- Levatevi, partite, e passate la valle dell'Arnon; ecco, io do in tuo potere Sihon, l'Amoreo, re di Heshbon, e il suo paese; comincia a prenderne possesso, e muovigli guerra. Dt. 2:24
- Oggi comincerò a ispirare paura e terrore di te ai popoli che sono sotto il cielo intero, sì che, all'udire la tua fama, tremeranno e saranno presi d'angoscia dinanzi a te'. Dt. 2:25
- `Lasciami passare per il tuo paese; io camminerò per la strada maestra, senza volgermi né a destra né a sinistra. Dt. 2:27
- E l'Eterno mi disse: `Vedi, ho principiato a dare in tuo potere Sihon e il suo paese; comincia la conquista, impadronendoti del suo paese'. Dt. 2:31
- Allora Sihon uscì contro a noi con tutta la sua gente, per darci battaglia a Iahats. Dt. 2:32
- E l'Eterno, l'Iddio nostro, ce lo diè nelle mani, e noi ponemmo in rotta lui, i suoi figliuoli e tutta la sua gente. Dt. 2:33
- Poi ci voltammo, e salimmo per la via di Basan; e Og, re di Basan, con tutta la sua gente, ci uscì contro per darci battaglia a Edrei. Dt. 3:1
- E l'Eterno mi disse: `Non lo temere, poiché io ti do nelle mani lui, tutta la sua gente e il suo paese; e tu farai a lui quel che facesti a Sihon, re degli Amorei, che abitava a Heshbon'. Dt. 3:2
- Così l'Eterno, il nostro Dio, diede in poter nostro anche Og, re di Basan, con tutta la sua gente; e noi lo battemmo in guisa che non gli restò anima viva. Dt. 3:3
- Gli prendemmo in quel tempo tutte le sue città; non ci fu città che noi non prendessimo loro: sessanta città, tutta la contrada d'Argob, il regno di Og in Basan. Dt. 3:4
- Fu allora che c'impossessammo di questo paese; io detti ai Rubeniti e ai Gaditi il territorio che si parte da Aroer, presso la valle dell'Arnon, e la metà della contrada montuosa di Galaad con le sue città; Dt. 3:12
- e detti alla mezza tribù di Manasse il resto di Galaad e tutto il regno di Og in Basan: tutta la regione di Argob con tutto Basan, che si chiamava il paese dei Refaim. Dt. 3:13
- Iair, figliuolo di Manasse, prese tutta la regione di Argob, sino ai confini dei Gheshuriti, e dei Mahacathiti; e chiamò con suo nome le borgate di Basan, che si nominano anche oggi Havvoth-Iair. Dt. 3:14
- e la pianura col Giordano che ne segna il confine, da Kinnereth fino al mare della pianura, il mar Salato, appiè delle pendici del Pisga verso l'oriente. Dt. 3:17
- `O Signore, o Eterno, tu hai cominciato a mostrare al tuo servo la tua grandezza e la tua mano potente; poiché qual'è l'Iddio, in cielo o sulla terra, che possa fare delle opere e de' portenti pari a quelli che fai tu? Dt. 3:24
- Deh, lascia ch'io passi e vegga il bel paese ch'è oltre il Giordano e la bella contrada montuosa e il Libano!' Dt. 3:25
- Le osserverete dunque e le metterete in pratica; poiché quella sarà la vostra sapienza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: `Questa grande nazione è il solo popolo savio e intelligente!' Dt. 4:6
- Qual'è difatti la gran nazione alla quale la divinità sia così vicina come l'Eterno, l'Iddio nostro, è vicino a noi ogni volta che l'invochiamo? Dt. 4:7
- E qual'è la gran nazione che abbia delle leggi e delle prescrizioni giuste com'è tutta questa legge ch'io vi espongo quest'oggi? Dt. 4:8
- Soltanto, bada bene a te stesso e veglia diligentemente sull'anima tua, onde non avvenga che tu dimentichi le cose che gli occhi tuoi hanno vedute, ed esse non t'escano dal cuore finché ti duri la vita. Falle anzi sapere ai tuoi figliuoli e ai figliuoli de' tuoi figliuoli. Dt. 4:9
- affinché non vi corrompiate e vi facciate qualche immagine scolpita, la rappresentazione di qualche idolo, la figura d'un uomo o d'una donna, Dt. 4:16
- la figura di un animale tra quelli che son sulla terra, la figura d'un uccello che vola nei cieli, Dt. 4:17
- la figura d'una bestia che striscia sul suolo, la figura d'un pesce che vive nelle acque sotto la terra; Dt. 4:18
- ed anche affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto l'esercito celeste, tu non sia tratto a prostrarti davanti a quelle cose e ad offrir loro un culto. Quelle cose sono il retaggio che l'Eterno, l'Iddio tuo, ha assegnato a tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli; Dt. 4:19
- io chiamo oggi in testimonio contro di voi il cielo e la terra, che voi ben presto perirete, scomparendo dal paese di cui andate a prender possesso di là dal Giordano. Voi non vi prolungherete i vostri giorni, ma sarete interamente distrutti. Dt. 4:26
- ci fu egli mai popolo che udisse la voce di Dio parlante di mezzo al fuoco come l'hai udita tu, e che rimanesse vivo? Dt. 4:33
- Dal cielo t'ha fatto udire la sua voce per ammaestrarti; e sulla terra t'ha fatto vedere il suo gran fuoco, e tu hai udito le sue parole di mezzo al fuoco. Dt. 4:36
- E perch'egli ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro progenie dopo loro, ed egli stesso, in persona, ti ha tratto dall'Egitto con la sua gran potenza, Dt. 4:37
- perché servissero di rifugio all'omicida che avesse ucciso il suo prossimo involontariamente, senz'averlo odiato per l'addietro, e perch'egli potesse aver salva la vita, ricoverandosi in una di quelle città. Dt. 4:42
- Or questa è la legge che Mosè espose ai figliuoli d'Israele. Dt. 4:44
- con tutta la pianura oltre il Giordano, verso oriente, fino al mare della pianura appiè delle pendici del Pisga. Dt. 4:49
- Io stavo allora fra l'Eterno e voi per riferirvi la parola dell'Eterno; poiché voi avevate paura di quel fuoco, e non saliste sul monte. - Egli disse: Dt. 5:5
- Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Dt. 5:8
- ma il settimo giorno è giorno di riposo consacrato all'Eterno, al tuo Dio: non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il tuo forestiero che sta dentro le tue porte, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come tu. Dt. 5:14
- Non concupire la moglie del tuo prossimo, e non bramare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo. Dt. 5:21
- Queste parole pronunziò l'Eterno parlando a tutta la vostra raunanza, sul monte, di mezzo al fuoco, alla nuvola, all'oscurità, con voce forte, e non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra, e me le diede. Dt. 5:22
- Or come udiste la voce che usciva dalle tenebre mentre il monte era tutto in fiamme, i vostri capi tribù e i vostri anziani s'accostarono tutti a me, e diceste: Dt. 5:23
- `Ecco, l'Eterno, l'Iddio nostro, ci ha fatto vedere la sua gloria e la sua grandezza, e noi abbiamo udito la sua voce di mezzo al fuoco; oggi abbiam veduto che Dio ha parlato con l'uomo e l'uomo è rimasto vivo. Dt. 5:24
- Or dunque, perché morremmo noi? giacché questo gran fuoco ci consumerà; se continuiamo a udire ancora la voce dell'Eterno, dell'Iddio nostro, noi morremo. Dt. 5:25
- Poiché qual'è il mortale, chiunque egli sia, che abbia udito come noi la voce dell'Iddio vivente parlare di mezzo al fuoco e sia rimasto vivo? Dt. 5:26
- camminate in tutto e per tutto per la via che l'Eterno, il vostro Dio, vi ha prescritta, affinché viviate e siate felici e prolunghiate i vostri giorni nel paese di cui avrete il possesso. Dt. 5:33
- E l'Eterno operò sotto i nostri occhi miracoli e prodigi grandi e disastrosi contro l'Egitto, contro Faraone e contro tutta la sua casa. Dt. 6:22
- E questa sarà la nostra giustizia: l'aver cura di mettere in pratica tutti questi comandamenti nel cospetto dell'Eterno, dell'Iddio nostro, com'egli ci ha ordinato'. Dt. 6:25
- L'Eterno ha riposto in voi la sua affezione e vi ha scelti, non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, ché anzi siete meno numerosi d'ogni altro popolo; Dt. 7:7
- Riconosci dunque che l'Eterno, l'Iddio tuo, è Dio: l'Iddio fedele, che mantiene il suo patto e la sua benignità fino alla millesima generazione a quelli che l'amano e osservano i suoi comandamenti, Dt. 7:9
- E avverrà che, per aver voi dato ascolto a queste prescrizioni e per averle osservate e messe in pratica, il vostro Dio, l'Eterno, vi manterrà il patto e la benignità che promise con giuramento ai vostri padri. Dt. 7:12
- e non introdurrai cosa abominevole in casa tua, perché saresti maledetto, com'è quella cosa; la detesterai e l'abominerai assolutamente, perché è un interdetto. Dt. 7:26
- Egli dunque t'ha umiliato, t'ha fatto provar la fame, poi t'ha nutrito di manna che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avean mai conosciuta, per insegnarti che l'uomo non vive soltanto di pane, ma vive di tutto quello che la bocca dell'Eterno avrà ordinato. Dt. 8:3
- Guardati dunque dal dire in cuor tuo: `La mia forza e la potenza della mia mano m'hanno acquistato queste ricchezze'; Dt. 8:17
- ma ricordati dell'Eterno, dell'Iddio tuo; poiché egli ti dà la forza per acquistar ricchezze, affin di confermare, come fa oggi, il patto che giurò ai tuoi padri. Dt. 8:18
- Quando l'Eterno, il tuo Dio, li avrà cacciati via d'innanzi a te, non dire nel tuo cuore: `A cagione della mia giustizia l'Eterno mi ha fatto entrare in possesso di questo paese'; poiché l'Eterno caccia d'innanzi a te queste nazioni, per la loro malvagità. Dt. 9:4
- No, tu non entri in possesso del loro paese a motivo della tua giustizia, né a motivo della rettitudine del tuo cuore; ma l'Eterno, il tuo Dio, sta per cacciare quelle nazioni d'innanzi a te per la loro malvagità e per mantenere la parola giurata ai tuoi padri, ad Abrahamo, a Isacco e a Giacobbe. Dt. 9:5
- Poi l'Eterno mi disse: `Lèvati, scendi prontamente di qui, perché il tuo popolo che hai tratto dall'Egitto si è corrotto; hanno ben presto lasciato la via che io avevo loro ordinato di seguire; si son fatti una immagine di getto'. Dt. 9:12
- Guardai, ed ecco che avevate peccato contro l'Eterno, il vostro Dio; v'eravate fatto un vitello di getto; avevate ben presto lasciata la via che l'Eterno vi aveva ordinato di seguire. Dt. 9:16
- Poi mi prostrai davanti all'Eterno, come avevo fatto la prima volta, per quaranta giorni e per quaranta notti; non mangiai pane né bevvi acqua, a cagione del gran peccato che avevate commesso, facendo ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, per irritarlo. Dt. 9:18
- E pregai l'Eterno e dissi: `O Signore, o Eterno, non distruggere il tuo popolo, la tua eredità, che hai redento nella tua grandezza, che hai tratto dall'Egitto con mano potente. Dt. 9:26
- E nondimeno, essi sono il tuo popolo, la tua eredità, che tu traesti dall'Egitto con la tua gran potenza e col tuo braccio steso'. Dt. 9:29
- E l'Eterno scrisse su quelle due tavole ciò che era stato scritto la prima volta, cioè le dieci parole che l'Eterno avea pronunziate per voi sul monte, di mezzo al fuoco, il giorno della raunanza. E l'Eterno me le diede. Dt. 10:4
- In quel tempo l'Eterno separò la tribù di Levi per portare l'arca del patto dell'Eterno, per stare davanti all'Eterno ed esser suoi ministri, e per dar la benedizione nel nome di lui, come ha fatto sino al dì d'oggi. Dt. 10:8
- Perciò Levi non ha parte né eredità coi suoi fratelli; l'Eterno è la sua eredità, come gli ha detto l'Eterno, l'Iddio tuo). Dt. 10:9
- Or io rimasi sul monte, come la prima volta, quaranta giorni e quaranta notti; e l'Eterno mi esaudì anche questa volta: l'Eterno non ti volle distruggere. Dt. 10:10
- Ecco, all'Eterno, al tuo Dio, appartengono i cieli, i cieli de' cieli, la terra e tutto quanto essa contiene; Dt. 10:14
- ma soltanto ne' tuoi padri l'Eterno pose affezione, e li amò; e, dopo loro, fra tutti i popoli, scelse la loro progenie, cioè voi, come oggi si vede. Dt. 10:15
- E riconoscete oggi (poiché non parlo ai vostri figliuoli che non hanno conosciuto né hanno veduto le lezioni dell'Eterno, del vostro Dio), riconoscete la sua grandezza, la sua mano potente, il suo braccio steso, Dt. 11:2
- e quel che fece a Dathan e ad Abiram, figliuoli di Eliab, figliuolo di Ruben; come la terra spalancò la sua bocca e li inghiottì con le loro famiglie, le loro tende e tutti quelli ch'erano al loro seguito, in mezzo a tutto Israele. Dt. 11:6
- Poiché il paese del quale stai per entrare in possesso non è come il paese d'Egitto donde siete usciti, e nel quale gettavi la tua semenza e poi lo annaffiavi coi piedi, come si fa d'un orto; Dt. 11:10
- avverrà ch'io darò al vostro paese la pioggia a suo tempo: la pioggia d'autunno e di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo grano, il tuo vino e il tuo olio; Dt. 11:14
- Vegliate su voi stessi onde il vostro cuore non sia sedotto e voi lasciate la retta via e serviate a dèi stranieri e vi prostriate dinanzi a loro, Dt. 11:16
- e si accenda contro di voi l'ira dell'Eterno, ed egli chiuda i cieli in guisa che non vi sia più pioggia, e la terra non dia più i suoi prodotti, e voi periate ben presto, scomparendo dal buon paese che l'Eterno vi dà. Dt. 11:17
- Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, sarà vostro; i vostri confini si estenderanno dal deserto al Libano, dal fiume, il fiume Eufrate, al mare occidentale. Dt. 11:24
- Nessuno vi potrà stare a fronte; l'Eterno, il vostro Dio, come vi ha detto, spanderà la paura e il terrore di voi per tutto il paese dove camminerete. Dt. 11:25
- Guardate, io pongo oggi dinanzi a voi la benedizione e la maledizione: Dt. 11:26
- la benedizione, se ubbidite ai comandamenti dell'Eterno, del vostro Dio, i quali oggi vi do; Dt. 11:27
- la maledizione, se non ubbidite ai comandamenti dell'Eterno, dell'Iddio vostro, e se vi allontanate dalla via che oggi vi prescrivo, per andar dietro a dèi stranieri che voi non avete mai conosciuti. Dt. 11:28
- E quando l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà introdotto nel paese nel quale vai per prenderne possesso, tu pronunzierai la benedizione sul monte Gherizim, e la maledizione sul monte Ebal. Dt. 11:29
- Questi monti non sono essi di là dal Giordano, dietro la via di ponente, nel paese dei Cananei che abitano nella pianura dirimpetto a Ghilgal presso la querce di Moreh? Dt. 11:30
- Però, potrai a tuo piacimento scannare animali e mangiarne la carne in tutte le tue città, secondo la benedizione che l'Eterno t'avrà largita; tanto colui che sarà impuro come colui che sarà puro ne potranno mangiare, come si fa della carne di gazzella e di cervo; Dt. 12:15
- tali cose mangerai dinanzi all'Eterno, ch'è il tuo Dio, nel luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto, tu, il tuo figliuolo, la tua figliuola, il tuo servo, la tua serva, e il Levita che sarà entro le tue porte; e ti rallegrerai dinanzi all'Eterno, ch'è il tuo Dio, d'ogni cosa a cui avrai messo mano. Dt. 12:18
- Soltanto, ne mangerai come si mangia la carne di gazzella e di cervo; ne potrà mangiare tanto chi sarà impuro quanto chi sarà puro; Dt. 12:22
- ma guardati assolutamente dal mangiarne il sangue, perché il sangue è la vita; e tu non mangerai la vita insieme con la carne. Dt. 12:23
- e offrirai i tuoi olocausti, la carne e il sangue, sull'altare dell'Eterno, ch'è il tuo Dio; e il sangue delle altre tue vittime dovrà essere sparso sull'altare dell'Eterno, del tuo Dio, e tu ne mangerai la carne. Dt. 12:27
- E quel profeta o quel sognatore sarà messo a morte, perché avrà predicato l'apostasia dall'Eterno, dal vostro Dio, che vi ha tratti dal paese d'Egitto e vi ha redenti dalla casa di schiavitù, per spingerti fuori della via per la quale l'Eterno, il tuo Dio, t'ha ordinato di camminare. Così toglierai il male di mezzo a te. Dt. 13:5
- Se il tuo fratello, figliuolo di tua madre, o il tuo figliuolo o la tua figliuola o la moglie che riposa sul tuo seno o l'amico che ti è come un altro te stesso t'inciterà in segreto, dicendo: `Andiamo, serviamo ad altri dèi': dèi che né tu né i tuoi padri avete mai conosciuti, Dt. 13:6
- anzi uccidilo senz'altro; la tua mano sia la prima a levarsi su lui, per metterlo a morte; poi venga la mano di tutto il popolo; Dt. 13:9
- allora metterai senz'altro a fil di spada gli abitanti di quella città, la voterai allo sterminio, con tutto quel che contiene, e passerai a fil di spada anche il suo bestiame. Dt. 13:15
- E radunerai tutto il bottino in mezzo alla piazza, e darai interamente alle fiamme la città con tutto il suo bottino, come sacrifizio arso interamente all'Eterno, ch'è il vostro Dio; essa sarà in perpetuo un mucchio di rovine, e non sarà mai più riedificata. Dt. 13:16
- Questi sono gli animali de' quali potrete mangiare: il bue, la pecora e la capra; Dt. 14:4
- il cervo, la gazzella, il daino, lo stambecco, l'antilope, il capriolo e il camoscio. Dt. 14:5
- Ma non mangerete di quelli che ruminano soltanto, o che hanno soltanto l'unghia spartita o il piè forcuto; e sono: il cammello, la lepre, il coniglio, che ruminano ma non hanno l'unghia spartita; considerateli come impuri; Dt. 14:7
- la cicogna, ogni specie di airone, l'upupa e il pipistrello. Dt. 14:18
- Non mangerete d'alcuna bestia morta da sé; la darai allo straniero che sarà entro le tue porte perché la mangi, o la venderai a qualche estraneo; poiché tu sei un popolo consacrato all'Eterno, ch'è il tuo Dio. Non farai cuocere il capretto nel latte di sua madre. Dt. 14:21
- Avrete cura di prelevare la decima da tutto quello che produrrà la tua semenza, da quello che ti frutterà il campo ogni anno. Dt. 14:22
- Mangerai, nel cospetto dell'Eterno, del tuo Dio, nel luogo ch'egli avrà scelto per dimora del suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio, e i primi parti de' tuoi armenti e de' tuoi greggi, affinché tu impari a temer sempre l'Eterno, l'Iddio tuo. Dt. 14:23
- e impiegherai quel danaro a comprarti tutto quello che il cuor tuo desidererà: buoi, pecore, vino, bevande alcooliche, o qualunque cosa possa più piacerti; e quivi mangerai nel cospetto dell'Eterno, del tuo Dio, e ti rallegrerai: tu con la tua famiglia. Dt. 14:26
- e il Levita, che non ha parte né eredità con te, e lo straniero e l'orfano e la vedova che saranno entro le tue porte verranno, mangeranno e si sazieranno, affinché l'Eterno, il tuo Dio, ti benedica in ogni opera a cui porrai mano. Dt. 14:29
- Quando vi sarà in mezzo a te qualcuno de' tuoi fratelli che sia bisognoso in una delle tue città nel paese che l'Eterno, l'Iddio tuo, ti dà, non indurerai il cuor tuo, e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; Dt. 15:7
- anzi gli aprirai largamente la mano e gli presterai quanto gli abbisognerà per la necessità nella quale si trova. Dt. 15:8
- Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese; perciò io ti do questo comandamento, e ti dico: `Apri liberalmente la tua mano al tuo fratello povero e bisognoso nel tuo paese'. Dt. 15:11
- Ma se avvenga ch'egli ti dica: `Non voglio andarmene da te', perché ama te e la tua casa e sta bene da te, Dt. 15:16
- allora prenderai una lesina, gli forerai l'orecchio contro la porta, ed egli ti sarà schiavo per sempre. Lo stesso farai per la tua schiava. Dt. 15:17
- Li mangerai ogni anno con la tua famiglia, in presenza dell'Eterno, dell'Iddio tuo, nel luogo che l'Eterno avrà scelto. Dt. 15:20
- Osserva il mese di Abib e celebra la Pasqua in onore dell'Eterno, del tuo Dio; poiché, nel mese di Abib, l'Eterno, il tuo Dio, ti trasse dall'Egitto, durante la notte. Dt. 16:1
- E immolerai la Pasqua all'Eterno, all'Iddio tuo, con vittime de' tuoi greggi e de' tuoi armenti, nel luogo che l'Eterno avrà scelto per dimora del suo nome. Dt. 16:2
- Non si vegga lievito presso di te, entro tutti i tuoi confini, per sette giorni; e della carne che avrai immolata la sera del primo giorno, nulla se ne serbi durante la notte fino al mattino. Dt. 16:4
- Non potrai immolare la Pasqua in una qualunque delle città che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà; Dt. 16:5
- anzi, immolerai la Pasqua soltanto nel luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto per dimora del suo nome; la immolerai la sera, al tramontar del sole, nell'ora in cui uscisti dall'Egitto. Dt. 16:6
- Farai cuocere la vittima, e la mangerai nel luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto; e la mattina te ne potrai tornare e andartene alle tue tende. Dt. 16:7
- Conterai sette settimane; da quando si metterà la falce nella messe comincerai a contare sette settimane; Dt. 16:9
- poi celebrerai la festa delle settimane in onore dell'Eterno, del tuo Dio, mediante offerte volontarie, che presenterai nella misura delle benedizioni che avrai ricevute dall'Eterno, ch'è il tuo Dio. Dt. 16:10
- E ti rallegrerai in presenza dell'Eterno, del tuo Dio, tu, il tuo figliuolo e la tua figliuola, il tuo servo e la tua serva, il Levita che sarà entro le tue porte, e lo straniero, l'orfano e la vedova che saranno in mezzo a te, nel luogo che l'Eterno, il tuo Dio, avrà scelto per dimora del suo nome. Dt. 16:11
- Celebrerai la festa delle Capanne per sette giorni, quando avrai raccolto il prodotto della tua aia e del tuo strettoio; Dt. 16:13
- e ti rallegrerai in questa tua festa, tu, il tuo figliuolo e la tua figliuola, il tuo servo e la tua serva, e il Levita, lo straniero, l'orfano e la vedova che saranno entro le tue porte. Dt. 16:14
- Celebrerai la festa per sette giorni in onore dell'Eterno, del tuo Dio, nel luogo che l'Eterno avrà scelto; poiché l'Eterno, il tuo Dio, ti benedirà in tutta la tua raccolta e in tutta l'opera delle tue mani, e tu ti darai interamente alla gioia. Dt. 16:15
- La giustizia, solo la giustizia seguirai, affinché tu viva e possegga il paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà. Dt. 16:20
- La mano dei testimoni sarà la prima a levarsi contro di lui per farlo morire; poi, la mano di tutto il popolo; così torrai il male di mezzo a te. Dt. 17:7
- E l'uomo che avrà la presunzione di non dare ascolto al sacerdote che sta là per servire l'Eterno, il tuo Dio, o al giudice, quell'uomo morrà; così torrai via il male da Israele; Dt. 17:12
- e tutto il popolo udrà la cosa, temerà, e non agirà più con presunzione. Dt. 17:13
- I sacerdoti levitici, tutta quanta la tribù di Levi, non avranno parte né eredità con Israele; vivranno dei sacrifizi fatti mediante il fuoco all'Eterno, e della eredità di lui. Dt. 18:1
- Non avranno, dico, alcuna eredità tra i loro fratelli; l'Eterno è la loro eredità, com'egli ha detto loro. Dt. 18:2
- Or questo sarà il diritto de' sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come sacrifizio sia un bue sia una pecora: essi daranno al sacerdote la spalla, le mascelle e il ventricolo. Dt. 18:3
- Non si trovi in mezzo a te chi faccia passare il suo figliuolo o la sua figliuola per il fuoco, né chi eserciti la divinazione, né pronosticatore, né augure, né mago, Dt. 18:10
- né incantatore, né chi consulti gli spiriti, né chi dica la buona fortuna, né negromante; Dt. 18:11
- Avrai così per l'appunto quello che chiedesti all'Eterno, al tuo Dio, in Horeb, il giorno della raunanza, quando dicesti: `Ch'io non oda più la voce dell'Eterno, dell'Iddio mio, e non vegga più questo gran fuoco, ond'io non muoia'. Dt. 18:16
- Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome qualcosa ch'io non gli abbia comandato di dire o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta sarà punito di morte'. Dt. 18:20
- E se tu dici in cuor tuo: `Come riconosceremo la parola che l'Eterno non ha detta?' Dt. 18:21
- Quando il profeta parlerà in nome dell'Eterno, e la cosa non succede e non si avvera, quella sarà una parola che l'Eterno non ha detta; il profeta l'ha detta per presunzione; tu non lo temere. Dt. 18:22
- Ed ecco in qual caso l'omicida che vi si rifugerà avrà salva la vita: chiunque avrà ucciso il suo prossimo involontariamente, senza che l'abbia odiato prima, Dt. 19:4
- - come se uno, ad esempio, va al bosco col suo compagno a tagliar delle legna e, mentre la mano avventa la scure per abbatter l'albero, il ferro gli sfugge dal manico e colpisce il compagno sì ch'egli ne muoia, - quel tale si rifugerà in una di queste città ed avrà salva la vita; Dt. 19:5
- Ma se un uomo odia il suo prossimo, gli tende insidie, l'assale, lo percuote in modo da cagionargli la morte, e poi si rifugia in una di quelle città, Dt. 19:11
- i due uomini fra i quali ha luogo la contestazione compariranno davanti all'Eterno, davanti ai sacerdoti e ai giudici in carica in que' giorni. Dt. 19:17
- Poi gli ufficiali parleranno al popolo, dicendo: `C'è qualcuno che abbia edificata una casa nuova e non l'abbia ancora inaugurata? Vada, torni a casa sua, onde non abbia a morire in battaglia, e un altro inauguri la casa. Dt. 20:5
- C'è qualcuno che si sia fidanzato con una donna e non l'abbia ancora presa? Vada, torni a casa sua, onde non abbia a morire in battaglia, e un altro se la prenda'. Dt. 20:7
- Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, le offrirai prima la pace. Dt. 20:10
- Potrai però distruggere e abbattere gli alberi che saprai non esser alberi da frutto, e ne costruirai delle opere d'assedio contro la città che fa guerra teco, finch'essa cada. Dt. 20:20
- i tuoi anziani e i tuoi giudici usciranno e misureranno la distanza fra l'ucciso e le città dei dintorni. Dt. 21:2
- e gli anziani di quella città faranno scendere la giovenca presso un torrente perenne in luogo dove non si lavora e non si semina, e quivi troncheranno il collo alla giovenca nel torrente. Dt. 21:4
- E i sacerdoti figliuoli di Levi, si avvicineranno, poiché l'Eterno, il tuo Dio, li ha scelti per servirlo e per dare la benedizione nel nome dell'Eterno, e la loro parola ha da decidere ogni controversia e ogni caso di lesione. Dt. 21:5
- e, prendendo la parola, diranno: `Le nostre mani non hanno sparso questo sangue, e i nostri occhi non l'hanno visto spargere. Dt. 21:7
- se vedrai tra i prigionieri una donna bella d'aspetto, e le porrai affezione e vorrai prendertela per moglie, la menerai in casa tua; Dt. 21:11
- E se avvenga che non ti piaccia più, la lascerai andare dove vorrà; ma non la potrai in alcun modo vendere per danaro né trattare da schiava, giacché l'hai umiliata. Dt. 21:14
- ma riconoscerà come primogenito il figliuolo dell'odiata, dandogli una parte doppia di tutto quello che possiede; poich'egli è la primizia del suo vigore, e a lui appartiene il diritto di primogenitura. Dt. 21:17
- il suo cadavere non dovrà rimanere tutta la notte sull'albero, ma lo seppellirai senza fallo lo stesso giorno; perché l'appiccato è maledetto da Dio, e tu non contaminerai la terra che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità. Dt. 21:23
- Se vedi smarriti il bue o la pecora del tuo fratello, tu non farai vista di non averli scorti, ma avrai cura di ricondurli al tuo fratello. Dt. 22:1
- La donna non si vestirà da uomo, né l'uomo si vestirà da donna; poiché chiunque fa tali cose è in abominio all'Eterno, il tuo Dio. Dt. 22:5
- Quando, cammin facendo, t'avverrà di trovare sopra un albero o per terra un nido d'uccello con de' pulcini o delle uova e la madre che cova i pulcini o le uova, non prenderai la madre coi piccini; Dt. 22:6
- avrai cura di lasciar andare la madre, prendendo per te i piccini; e questo, affinché tu sii felice e prolunghi i tuoi giorni. Dt. 22:7
- Non seminerai nella tua vigna semi di specie diverse; perché altrimenti il prodotto di ciò che avrai seminato e la rendita della vigna saranno cosa consacrata. Dt. 22:9
- Se un uomo sposa una donna, coabita con lei e poi la prende in odio, Dt. 22:13
- l'accusa di cose turpi e la diffama, dicendo: `Ho preso questa donna, e quando mi sono accostato a lei non l'ho trovata vergine', Dt. 22:14
- il padre e la madre della giovane prenderanno i segni della verginità della giovane e li produrranno dinanzi agli anziani della città, alla porta; Dt. 22:15
- e il padre della giovane dirà agli anziani: `Io ho dato la mia figliuola per moglie a quest'uomo; egli l'ha presa in odio, Dt. 22:16
- ed ecco che l'accusa di cose infami, dicendo: Non ho trovata vergine la tua figliuola; or ecco qua i segni della verginità della mia figliuola'. E spiegheranno il lenzuolo davanti agli anziani della città. Dt. 22:17
- Ma se la cosa è vera, se la giovane non è stata trovata vergine, Dt. 22:20
- allora si farà uscire quella giovane all'ingresso della casa di suo padre, e la gente della sua città la lapiderà, sì ch'ella muoia, perché ha commesso un atto infame in Israele, prostituendosi in casa di suo padre. Così torrai via il male di mezzo a te. Dt. 22:21
- Quando si troverà un uomo a giacere con una donna maritata, ambedue morranno: l'uomo che s'è giaciuto con la donna, e la donna. Così torrai via il male di mezzo ad Israele. Dt. 22:22
- condurrete ambedue alla porta di quella città, e li lapiderete sì che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città, non ha gridato; e l'uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così torrai via il male di mezzo a te. Dt. 22:24
- Ma se l'uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza si giace con lei, allora morrà soltanto l'uomo che s'è giaciuto con lei; Dt. 22:25
- poiché egli l'ha trovata per i campi; la fanciulla fidanzata ha gridato, ma non c'era nessuno per salvarla. Dt. 22:27
- Nessuno prenderà la moglie di suo padre né solleverà il lembo della coperta di suo padre. Dt. 22:30
- Ma l'Eterno, il tuo Dio, non volle ascoltar Balaam; ma l'Eterno, il tuo Dio, mutò per te la maledizione in benedizione, perché l'Eterno, il tuo Dio, ti ama. Dt. 23:5
- Non cercherai né la loro pace né la loro prosperità, finché tu viva, in perpetuo. Dt. 23:6
- e fra i tuoi utensili avrai una pala, con la quale, quando vorrai andar fuori per i tuoi bisogni, scaverai la terra, e coprirai i tuoi escrementi. Dt. 23:13
- Non porterai nella casa dell'Eterno, del tuo Dio, la mercede d'una meretrice né il prezzo della vendita d'un cane, per sciogliere qualsivoglia voto; poiché ambedue son cose abominevoli per l'Eterno, ch'è il tuo Dio. Dt. 23:18
- Mantieni e compi la parola uscita dalle tue labbra; fa' secondo il voto che avrai fatto volontariamente all'Eterno, al tuo Dio, e che la tua bocca avrà pronunziato. Dt. 23:23
- Quando entrerai nelle biade del tuo prossimo, potrai coglierne delle spighe con la mano; ma non metterai la falce nelle biade del tuo prossimo. Dt. 23:25
- Quand'uno avrà preso una donna e sarà divenuto suo marito, se avvenga ch'ella poi non gli sia più gradita perché ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, e scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via di casa sua, Dt. 24:1
- e quest'altro marito la prende in odio, scrive per lei un libello di ripudio, glielo consegna in mano e la manda via di casa sua, o se quest'altro marito che l'avea presa per moglie viene a morire, Dt. 24:3
- Quando un uomo si sarà sposato di fresco, non andrà alla guerra, e non gli sarà imposto alcun incarico; sarà libero per un anno di starsene a casa, e farà lieta la moglie che ha sposata. Dt. 24:5
- Nessuno prenderà in pegno sia le due macine, sia la macina superiore, perché sarebbe come prendere in pegno la vita. Dt. 24:6
- State in guardia contro la piaga della lebbra, per osservare diligentemente e fare tutto quello che i sacerdoti levitici v'insegneranno; avrete cura di fare come io ho loro ordinato. Dt. 24:8
- Non conculcherai il diritto dello straniero o dell'orfano, e non prenderai in pegno la veste della vedova; Dt. 24:17
- Allorché, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche manipolo, non tornerai indietro a prenderlo; sarà per lo straniero, per l'orfano e per la vedova, affinché l'Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutta l'opera delle tue mani. Dt. 24:19
- Quando scoterai i tuoi ulivi, non starai a cercar le ulive rimaste sui rami; saranno per lo straniero, per l'orfano e per la vedova. Dt. 24:20
- Quando vendemmierai la tua vigna, non starai a coglierne i raspolli; saranno per lo straniero, per l'orfano e per la vedova. Dt. 24:21
- Non metterai la musoliera al bue che trebbia il grano. Dt. 25:4
- Quando de' fratelli staranno assieme, e l'un d'essi morrà senza lasciar figliuoli, la moglie del defunto non si mariterà fuori, con uno straniero; il suo cognato verrà da lei e se la prenderà per moglie, compiendo così verso di lei il suo dovere di cognato; Dt. 25:5
- E se a quell'uomo non piaccia di prender la sua cognata, la cognata salirà alla porta dagli anziani, e dirà: `Il mio cognato rifiuta di far rivivere in Israele il nome del suo fratello; ei non vuol compiere verso di me il suo dovere di cognato'. Dt. 25:7
- allora la sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli leverà il calzare dal piede, gli sputerà in faccia, e dirà: `Così sarà fatto all'uomo che non vuol edificare la casa del suo fratello'. Dt. 25:9
- E la casa di lui sarà chiamata in Israele `la casa dello scalzato'. Dt. 25:10
- Quando alcuni verranno a contesa fra loro, e la moglie dell'uno s'accosterà per liberare suo marito dalle mani di colui che lo percuote, e stendendo la mano afferrerà quest'ultimo per le sue vergogne, tu le mozzerai la mano; Dt. 25:11
- Quando dunque l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà dato requie, liberandoti da tutti i tuoi nemici all'intorno nel paese che l'Eterno, il tuo Dio, ti dà come eredità perché tu lo possegga, cancellerai la memoria di Amalek di sotto al cielo: non te ne scordare! Dt. 25:19
- Allora gridammo all'Eterno, all'Iddio de' nostri padri, e l'Eterno udì la nostra voce, vide la nostra umiliazione, il nostro travaglio e la nostra oppressione, Dt. 26:7
- Volgi a noi lo sguardo dalla dimora della tua santità, dal cielo, e benedici il tuo popolo d'Israele e la terra che ci hai dato, come giurasti ai nostri padri, terra ove scorre il latte e il miele'. Dt. 26:15
- ed ecco quelli che staranno sul monte Ebal, per pronunziare la maledizione: Ruben, Gad, Ascer, Zabulon, Dan e Neftali. Dt. 27:13
- Maledetto l'uomo che fa un'immagine scolpita o di getto, cosa abominevole per l'Eterno, opera di mano d'artefice, e la pone in luogo occulto! E tutto il popolo risponderà e dirà: Amen. Dt. 27:15
- Maledetto chi giace con la moglie di suo padre, perché ha sollevato il lembo della coperta di suo padre! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:20
- Maledetto chi giace con la propria sorella, figliuola di suo padre o figliuola di sua madre! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:22
- Maledetto chi giace con la sua suocera! E tutto il popolo dirà: Amen. Dt. 27:23
- Benedetti saranno il tuo paniere e la tua madia. Dt. 28:5
- L'Eterno aprirà per te il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo, e per benedire tutta l'opera delle tue mani, e tu presterai a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito. Dt. 28:12
- Maledetti saranno il tuo paniere e la tua madia. Dt. 28:17
- L'Eterno manderà contro di te la maledizione, lo spavento e la minaccia in ogni cosa a cui metterai mano e che farai, finché tu sia distrutto e tu perisca rapidamente, a motivo della malvagità delle tue azioni per la quale m'avrai abbandonato. Dt. 28:20
- L'Eterno farà sì che la peste s'attaccherà a te, finch'essa t'abbia consumato nel paese nel quale stai per entrare per prenderne possesso. Dt. 28:21
- Il tuo cielo sarà di rame sopra il tuo capo, e la terra sotto di te sarà di ferro. Dt. 28:23
- L'Eterno ti colpirà con l'ulcera d'Egitto, con emorroidi, con la rogna e con la tigna, di cui non potrai guarire. Dt. 28:27
- I tuoi figliuoli e le tue figliuole saran dati in balìa d'un altro popolo; i tuoi occhi lo vedranno e languiranno del continuo dal rimpianto di loro, e la tua mano sarà senza forza. Dt. 28:32
- Un popolo, che tu non avrai conosciuto, mangerà il frutto della tua terra e di tutta la tua fatica, e sarai del continuo oppresso e schiacciato. Dt. 28:33
- e diverrai lo stupore, il proverbio e la favola di tutti i popoli fra i quali l'Eterno t'avrà condotto. Dt. 28:37
- Porterai molta semenza al campo e raccoglierai poco, perché la locusta la divorerà. Dt. 28:38
- Esse saranno per te e per la tua progenie come un segno e come un prodigio, in perpetuo. Dt. 28:46
- L'Eterno farà muover contro di te, da lontano, dalle estremità della terra, una nazione, pari all'aquila che vola: una nazione della quale non intenderai la lingua, Dt. 28:49
- E t'assedierà in tutte le tue città, finché in tutto il tuo paese cadano le alte e forti mura nelle quali avrai riposto la tua fiducia. Essa ti assedierà in tutte le tue città, in tutto il paese che l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà dato. Dt. 28:52
- L'uomo più delicato e più molle tra voi guarderà di mal occhio il suo fratello, la donna che riposa sul suo seno, i figliuoli che ancora gli rimangono, Dt. 28:54
- La donna più delicata e più molle tra voi, che per mollezza e delicatezza non si sarebbe attentata a posare la pianta del piede in terra, guarderà di mal occhio il marito che le riposa sul seno, il suo figliuolo e la sua figliuola, Dt. 28:56
- l'Eterno renderà straordinarie le piaghe con le quali colpirà te e la tua progenie: piaghe grandi e persistenti e malattie maligne e persistenti, Dt. 28:59
- E fra quelle nazioni non avrai requie, e non vi sarà luogo di riposo per la pianta de' tuoi piedi; ma l'Eterno ti darà quivi un cuor tremante, degli occhi che si spegneranno e un'anima languente. Dt. 28:65
- La tua vita ti starà dinanzi come sospesa; tremerai notte e giorno, e non sarai sicuro della tua esistenza. Dt. 28:66
- La mattina dirai: `Fosse pur sera!' e la sera dirai: `Fosse pur mattina!' a motivo dello spavento ond'avrai pieno il cuore, e a motivo delle cose che vedrai cogli occhi tuoi. Dt. 28:67
- E l'Eterno ti farà tornare in Egitto su delle navi, per la via della quale t'avevo detto: `Non la rivedrai mai più!' E là sarete offerti in vendita ai vostri nemici come schiavi e come schiave, e mancherà il compratore! Dt. 28:68
- e non avvenga che alcuno, dopo aver udito le parole di questo giuramento, si lusinghi in cuor suo dicendo: `Avrò pace, anche se camminerò secondo la caparbietà del mio cuore'; in guisa che chi ha bevuto largamente tragga a perdizione chi ha sete. Dt. 29:19
- L'Eterno non vorrà perdonargli; ma in tal caso l'ira dell'Eterno e la sua gelosia s'infiammeranno contro quell'uomo, tutte le maledizioni scritte in questo libro si poseranno su lui, e l'Eterno cancellerà il nome di lui di sotto al cielo; Dt. 29:20
- La generazione a venire, i vostri figliuoli che sorgeranno dopo di voi, e lo straniero che verrà da paese lontano, anzi tutte le nazioni, quando vedranno le piaghe di questo paese e le malattie onde l'Eterno l'avrà afflitto, Dt. 29:22
- e che tutto il suo suolo sarà zolfo, sale, arsura, e non vi sarà più sementa, né prodotto, né erba di sorta che vi cresca, come dopo la ruina di Sodoma, di Gomorra, di Adma e di Tseboim che l'Eterno distrusse nella sua ira e nel suo furore, diranno: Dt. 29:23
- Or quando tutte queste cose ch'io t'ho poste dinanzi, la benedizione e la maledizione, si saranno effettuate per te, e tu te le ridurrai a memoria fra tutte le nazioni dove l'Eterno, il tuo Dio, t'avrà sospinto, Dt. 30:1
- Invece, questa parola è molto vicina a te; è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica. Dt. 30:14
- Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; Dt. 30:15
- Io prendo oggi a testimoni contro a voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, onde tu viva, tu e la tua progenie, Dt. 30:19
- amando l'Eterno, il tuo Dio, ubbidendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui (poich'egli è la tua vita e colui che prolunga i tuoi giorni), affinché tu possa abitare sul suolo che l'Eterno giurò di dare ai tuoi padri Abrahamo, Isacco e Giacobbe. Dt. 30:20
- E Mosè scrisse questa legge e la diede ai sacerdoti figliuoli di Levi che portano l'arca del patto dell'Eterno, e a tutti gli anziani d'Israele. Dt. 31:9
- L'Eterno apparve, nella tenda, in una colonna di nuvola; e la colonna di nuvola si fermò all'ingresso della tenda. Dt. 31:15
- In quel giorno, l'ira mia s'infiammerà contro a lui; e io li abbandonerò, nasconderò loro la mia faccia, e saranno divorati, e molti mali e molte angosce cadranno loro addosso; talché in quel giorno diranno: Questi mali non ci son eglino caduti addosso perché il nostro Dio non è in mezzo a noi? Dt. 31:17
- E io, in quel giorno, nasconderò del tutto la mia faccia a cagione di tutto il male che avranno fatto, rivolgendosi ad altri dèi. Dt. 31:18
- e quando molti mali e molte angosce saran piombati loro addosso, allora questo cantico leverà la sua voce contro di loro, come un testimonio; poiché esso non sarà dimenticato, e rimarrà sulle labbra dei loro posteri; giacché io conosco quali siano i pensieri ch'essi concepiscono, anche ora, prima ch'io li abbia introdotti nel paese che giurai di dar loro'. Dt. 31:21
- perché io conosco il tuo spirito ribelle e la durezza del tuo collo. Ecco, oggi, mentre sono ancora vivente tra voi, siete stati ribelli contro l'Eterno; quanto più lo sarete dopo la mia morte! Dt. 31:27
- Radunate presso di me tutti gli anziani delle vostre tribù e i vostri ufficiali; io farò loro udire queste parole, e prenderò a testimoni contro di loro il cielo e la terra. Dt. 31:28
- Poiché io so che, dopo la mia morte, voi certamente vi corromperete e lascerete la via che v'ho prescritta; e la sventura v'incoglierà nei giorni a venire, perché avrete fatto ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, provocandolo a sdegno con l'opera delle vostre mani'. Dt. 31:29
- Mosè dunque pronunziò dal principio alla fine le parole di questo cantico, in presenza di tutta la raunanza d'Israele. Dt. 31:30
- `Porgete orecchio, o cieli, ed io parlerò, e ascolti la terra le parole della mia bocca. Dt. 32:1
- Si spanda il mio insegnamento come la pioggia, stilli la mia parola come la rugiada, come la pioggerella sopra la verdura, e come un acquazzone sopra l'erba, Dt. 32:2
- È questa la ricompensa che date all'Eterno, o popolo insensato e privo di saviezza? Non è egli il padre tuo che t'ha creato? non è egli colui che t'ha fatto e ti ha stabilito? Dt. 32:6
- Quando l'Altissimo diede alle nazioni la loro eredità, quando separò i figliuoli degli uomini, egli fissò i confini dei popoli, tenendo conto del numero de' figliuoli d'Israele. Dt. 32:8
- Poiché la parte dell'Eterno è il suo popolo, Giacobbe è la porzione della sua eredità. Dt. 32:9
- Egli lo trovò in una terra deserta, in una solitudine piena d'urli e di desolazione. Egli lo circondò, ne prese cura, lo custodì come la pupilla dell'occhio suo. Dt. 32:10
- Pari all'aquila che desta la sua nidiata si libra a volo sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne, Dt. 32:11
- la crema delle vacche e il latte delle pecore. Gli ha dato il grasso degli agnelli, de' montoni di Basan e de' capri, col fior di farina del frumento; e tu hai bevuto il vino generoso, il sangue dell'uva. Dt. 32:14
- Ma Ieshurun s'è fatto grasso ed ha ricalcitrato, - ti sei fatto grasso, grosso e pingue! - ha abbandonato l'Iddio che l'ha fatto, e ha sprezzato la Ròcca della sua salvezza. Dt. 32:15
- Hai abbandonato la Ròcca che ti diè la vita, e hai obliato l'Iddio che ti mise al mondo. Dt. 32:18
- e ha detto: `Io nasconderò loro la mia faccia, e starò a vedere quale ne sarà la fine; poiché sono una razza quanto mai perversa, figliuoli in cui non è fedeltà di sorta. Dt. 32:20
- Poiché un fuoco s'è acceso, nella mia ira, e divamperà fino in fondo al soggiorno de' morti; divorerà la terra e i suoi prodotti, e infiammerà le fondamenta delle montagne. Dt. 32:22
- Di fuori la spada, e di dentro il terrore spargeranno il lutto, mietendo giovani e fanciulle, lattanti e uomini canuti. Dt. 32:25
- Io direi: Li spazzerò via d'un soffio, farò sparire la loro memoria di fra gli uomini, Dt. 32:26
- se non temessi gl'insulti del nemico, e che i loro avversari, prendendo abbaglio, fosser tratti a dire: `È stata la nostra potente mano e non l'Eterno, che ha fatto tutto questo!' Dt. 32:27
- Se fosser savi, lo capirebbero, considererebbero la fine che li aspetta. Dt. 32:29
- Come potrebbe un solo inseguirne mille, e due metterne in fuga diecimila, se la Ròcca loro non li avesse venduti, se l'Eterno non li avesse dati in man del nemico? Dt. 32:30
- Poiché la ròcca loro non è come la nostra Ròcca; i nostri stessi nemici ne son giudici; Dt. 32:31
- ma la loro vigna vien dalla vigna di Sodoma e dalle campagne di Gomorra; le loro uve son uve avvelenate, i loro grappoli, amari; Dt. 32:32
- A me la vendetta e la retribuzione, quando il loro piede vacillerà!' Poiché il giorno della loro calamità è vicino, e ciò che per loro è preparato, s'affretta a venire. Dt. 32:35
- Sì, l'Eterno giudicherà il suo popolo, ma avrà pietà de' suoi servi quando vedrà che la forza è sparita, e che non riman più tra loro né schiavo né libero. Dt. 32:36
- Allora egli dirà: `Ove sono i loro dèi, la ròcca nella quale confidavano, Dt. 32:37
- Sì, io alzo la mia mano al cielo, e dico: Com'è vero ch'io vivo in perpetuo, Dt. 32:40
- quando aguzzerò la mia folgorante spada e metterò mano a giudicare, farò vendetta de' miei nemici e darò ciò che si meritano a quelli che m'odiano. Dt. 32:41
- Inebrierò di sangue le mie frecce, del sangue degli uccisi e dei prigionieri, la mia spada divorerà la carne, le teste dei condottieri nemici'. Dt. 32:42
- Nazioni, cantate le lodi del suo popolo! poiché l'Eterno vendica il sangue de' suoi servi, fa ricadere la sua vendetta sopra i suoi avversari, ma si mostra propizio alla sua terra, al suo popolo. Dt. 32:43
- Poiché questa non è una parola senza valore per voi: anzi, è la vostra vita; e per questa parola prolungherete i vostri giorni nel paese del quale andate a prender possesso, passando il Giordano'. Dt. 32:47
- Or questa è la benedizione con la quale Mosè, uomo di Dio, benedisse i figliuoli d'Israele, prima di morire. Dt. 33:1
- Disse dunque: L'Eterno è venuto dal Sinai, e s'è levato su loro da Seir; ha fatto splender la sua luce dal monte di Paran, è giunto dal mezzo delle sante miriadi; dalla sua destra usciva per essi il fuoco della legge. Dt. 33:2
- E questo è per Giuda. Egli disse: Ascolta, o Eterno, la voce di Giuda, e riconducilo al suo popolo. Con tutte le sue forze egli lotta per esso; tu gli sarai d'aiuto contro i suoi nemici! Dt. 33:7
- Egli dice di suo padre e di sua madre: `Io non li ho visti!' non riconosce i suoi fratelli, e nulla sa de' propri figliuoli; perché i Leviti osservano la tua parola e sono i custodi del tuo patto. Dt. 33:9
- Essi insegnano i tuoi statuti a Giacobbe e la tua legge a Israele; metton l'incenso sotto le tue nari, e l'olocausto sopra il tuo altare. Dt. 33:10
- O Eterno, benedici la sua forza, e gradisci l'opera delle sue mani. Trafiggi le reni a quelli che insorgono contro di lui, che gli sono nemici sì che non possan risorgere. Dt. 33:11
- Poi disse di Giuseppe: Il suo paese sarà benedetto dall'Eterno coi doni più preziosi del cielo, con la rugiada, con le acque dell'abisso che giace in basso, Dt. 33:13
- Del suo toro primogenito egli ha la maestà; le sue corna son corna di bufalo. Con esse darà di cozzo ne' popoli tutti quanti assieme, fino alle estremità della terra. Tali sono le miriadi d'Efraim, tali sono le migliaia di Manasse. Dt. 33:17
- Essi chiameranno i popoli al monte, e quivi offriranno sacrifizi di giustizia; poich'essi succhieranno la dovizia del mare e i tesori nascosti nella rena. Dt. 33:19
- Ei s'è scelto le primizie del paese, poiché quivi è la parte riserbata al condottiero, ed egli v'è giunto alla testa del popolo, ha compiuto la giustizia dell'Eterno e i suoi decreti, insieme ad Israele'. Dt. 33:21
- Sian le sue sbarre di ferro e di rame, e duri quanto i tuoi giorni la tua quiete! Dt. 33:25
- Israele starà sicuro nella sua dimora; la sorgente di Giacobbe sgorgherà solitaria in un paese di frumento e di mosto, e dove il cielo stilla la rugiada. Dt. 33:28
- Te felice, o Israele! Chi è pari a te, un popolo salvato dall'Eterno, ch'è lo scudo che ti protegge, e la spada che ti fa trionfare? I tuoi nemici verranno a blandirti, e tu calpesterai le loro alture. Dt. 33:29
- il mezzogiorno, il bacino del Giordano e la valle di Gerico, città delle palme, fino a Tsoar. Dt. 34:3
- E l'Eterno lo seppellì nella valle, nel paese di Moab, dirimpetto a Beth-Peor; e nessuno fino a questo giorno ha mai saputo dove fosse la sua tomba. Dt. 34:6
- Or Mosè avea centovent'anni quando morì; la vista non gli s'era indebolita e il vigore non gli era venuto meno. Dt. 34:7
- Or avvenne, dopo la morte di Mosè, servo dell'Eterno, che l'Eterno parlò a Giosuè, figliuolo di Nun, ministro di Mosè, e gli disse: Gios. 1:1
- Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, io ve lo do, come ho detto a Mosè, Gios. 1:3
- Solo sii forte e fatti risolutamente animo, avendo cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, t'ha data; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi dovunque andrai. Gios. 1:7
- Chiunque sarà ribelle ai tuoi ordini e non ubbidirà alle tue parole, qualunque sia la cosa che gli comanderai, sarà messo a morte. Solo sii forte e fatti animo!' Gios. 1:18
- La cosa fu riferita al re di Gerico, e gli fu detto: `Ecco, certi uomini di tra i figliuoli d'Israele son venuti qui stanotte per esplorare il paese'. Gios. 2:2
- Ma la donna prese que' due uomini, li nascose, e disse: `È vero, quegli uomini son venuti in casa mia, ma io non sapevo donde fossero; Gios. 2:4
- e quando si stava per chiuder la porta sul far della notte, quegli uomini sono usciti; dove siano andati non so; rincorreteli senza perder tempo, e li raggiungerete'. Gios. 2:5
- E la gente li rincorse per la via che mena ai guadi del Giordano; e non appena quelli che li rincorrevano furono usciti, la porta fu chiusa. Gios. 2:7
- Or dunque, vi prego, giuratemi per l'Eterno, giacché vi ho trattati con bontà, che anche voi tratterete con bontà la casa di mio padre; Gios. 2:12
- e datemi un pegno sicuro che salverete la vita a mio padre, a mia madre, ai miei fratelli, alle mie sorelle e a tutti i loro, e che ci preserverete dalla morte'. Gios. 2:13
- E quegli uomini risposero: `Siamo pronti a dare la nostra vita per voi, se non divulgate questo nostro affare; e quando l'Eterno ci avrà dato il paese, noi ti tratteremo con bontà e lealtà'. Gios. 2:14
- Allora ella li calò giù dalla finestra con una fune; poiché la sua abitazione era addossata alle mura della città, ed ella stava di casa sulle mura. Gios. 2:15
- E disse loro: `Andate verso il monte, affinché quelli che vi rincorrono non v'incontrino; e nascondetevi quivi per tre giorni, fino al ritorno di coloro che v'inseguono; poi ve n'andrete per la vostra strada'. Gios. 2:16
- Ecco, quando entreremo nel paese, attaccherai alla finestra per la quale ci fai scendere, questa cordicella di filo scarlatto; e radunerai presso di te, in casa, tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli e tutta la famiglia di tuo padre. Gios. 2:18
- Ed ella disse: `Sia come dite!' Poi li accomiatò, e quelli se ne andarono. Ed essa attaccò la cordicella scarlatta alla finestra. Gios. 2:21
- Quelli dunque partirono e se ne andarono al monte, dove rimasero tre giorni, fino al ritorno di quelli che li rincorrevano; i quali li cercarono per tutta la strada, ma non li trovarono. Gios. 2:22
- E Giosuè si levò la mattina di buon'ora e con tutti i figliuoli d'Israele partì da Sittim. Essi arrivarono al Giordano, e quivi fecero alto, prima di passarlo. Gios. 3:1
- Però, vi sarà tra voi e l'arca la distanza d'un tratto di circa duemila cubiti; non v'accostate ad essa, affinché possiate veder bene la via per la quale dovete andare; poiché non siete ancora mai passati per questa via'. Gios. 3:4
- ecco, l'arca del patto del Signore di tutta la terra sta per passare davanti a voi per entrar nel Giordano. Gios. 3:11
- E avverrà che, non appena i sacerdoti recanti l'arca dell'Eterno, del Signor di tutta la terra, avran posato le piante de' piedi nelle acque del Giordano, le acque del Giordano, che scendono d'insù, saranno tagliate, e si fermeranno in un mucchio'. Gios. 3:13
- le acque che scendevano d'insù si fermarono e si elevarono in un mucchio, a una grandissima distanza, fin presso la città di Adam che è allato di Tsartan; e quelle che scendevano verso il mare della pianura, il mar Salato, furono interamente separate da esse; e il popolo passò dirimpetto a Gerico. Gios. 3:16
- E i sacerdoti che portavano l'arca del patto dell'Eterno stettero a piè fermo sull'asciutto, in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele passava per l'asciutto, finché tutta la nazione ebbe finito di passare il Giordano. Gios. 3:17
- Or quando tutta la nazione ebbe finito di passare il Giordano (l'Eterno avea parlato a Giosuè dicendo: Gios. 4:1
- I figliuoli d'Israele fecero dunque come Giosuè aveva ordinato; presero dodici pietre di mezzo al Giordano, come l'Eterno avea detto a Giosuè, secondo il numero delle tribù de' figliuoli d'Israele; le portarono con loro di là dal fiume nel luogo ove doveano passar la notte, e quivi le collocarono. Gios. 4:8
- E i figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza la tribù di Manasse passarono in armi davanti ai figliuoli d'Israele, come Mosè avea lor detto. Gios. 4:12
- Circa quarantamila uomini, pronti di tutto punto per la guerra, passarono davanti all'Eterno nelle pianure di Gerico, per andare a combattere. Gios. 4:13
- onde tutti i popoli della terra riconoscano che la mano dell'Eterno è potente, e voi temiate in ogni tempo l'Eterno, il vostro Dio'. Gios. 4:24
- Poiché i figliuoli d'Israele avean camminato per quarant'anni nel deserto finché tutta la nazione, cioè tutti gli uomini di guerra ch'erano usciti dall'Egitto, furon distrutti, perché non aveano ubbidito alla voce dell'Eterno. L'Eterno avea loro giurato che non farebbe loro vedere il paese che avea promesso con giuramento ai loro padri di darci: paese ove scorre il latte e il miele; Gios. 5:6
- E quando s'ebbe finito di circoncidere tutta la nazione, quelli rimasero al loro posto nel campo, finché fossero guariti. Gios. 5:8
- I figliuoli d'Israele si accamparono a Ghilgal, e celebrarono la Pasqua il quattordicesimo giorno del mese, sulla sera, nelle pianure di Gerico. Gios. 5:10
- E la manna cessò l'indomani del giorno in cui mangiarono de' prodotti del paese; e i figliuoli d'Israele non ebbero più manna, ma mangiarono, quell'anno stesso, del frutto del paese di Canaan. Gios. 5:12
- Or avvenne, come Giosuè era presso a Gerico, ch'egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo che gli stava ritto davanti, con in mano la spada snudata. Giosuè andò verso di lui, e gli disse: `Sei tu dei nostri, o dei nostri nemici?' Gios. 5:13
- E quello rispose: `No, io sono il capo dell'esercito dell'Eterno; arrivo adesso'. Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò, e gli disse: `Che cosa vuol dire il mio signore al suo servo?' Gios. 5:14
- Voi tutti dunque, uomini di guerra, circuite la città, facendone il giro una volta. Così farai per sei giorni; Gios. 6:3
- E l'avanguardia marciava davanti ai sacerdoti che sonavan le trombe, e la retroguardia seguiva l'arca; durante la marcia, i sacerdoti sonavan le trombe. Gios. 6:9
- Or Giosuè avea dato al popolo quest'ordine: `Non gridate, fate che non s'oda la vostra voce e non v'esca parola di bocca, fino al giorno ch'io vi dirò: Gridate! allora griderete'. Gios. 6:10
- Così fece fare all'arca dell'Eterno il giro della città una volta; poi rientrarono nel campo, e quivi passarono la notte. Gios. 6:11
- Giosuè si levò la mattina di buon'ora, e i sacerdoti presero l'arca dell'Eterno. Gios. 6:12
- I sette sacerdoti che portavano le sette trombe squillanti davanti all'arca dell'Eterno s'avanzavano, sonando le trombe durante la marcia. L'avanguardia li precedeva; la retroguardia seguiva l'arca dell'Eterno; e durante la marcia, i sacerdoti sonavan le trombe. Gios. 6:13
- Il secondo giorno circuirono la città una volta, e poi tornarono al campo. Così fecero per sei giorni. Gios. 6:14
- E il settimo giorno, levatisi la mattina allo spuntar dell'alba, fecero sette volte il giro della città in quella stessa maniera; solo quel giorno fecero il giro della città sette volte. Gios. 6:15
- La settima volta, come i sacerdoti sonavan le trombe, Giosuè disse al popolo: `Gridate! perché l'Eterno v'ha dato la città. Gios. 6:16
- E la città con tutto quel che contiene sarà sacrata all'Eterno per essere sterminata come un interdetto; solo Rahab, la meretrice, avrà salva la vita: lei e tutti quelli che saranno in casa con lei, perché nascose i messaggeri che noi avevamo inviati. Gios. 6:17
- Ma a Rahab, la meretrice, alla famiglia di suo padre e a tutti i suoi Giosuè lasciò la vita; ed ella ha dimorato in mezzo ad Israele fino al dì d'oggi, perché avea nascosto i messi che Giosuè avea mandati ad esplorar Gerico. Gios. 6:25
- L'Eterno fu con Giosuè, e la fama di lui si sparse per tutto il paese. Gios. 6:27
- E la gente d'Ai ne uccise circa trentasei, li inseguì dalla porta fino a Scebarim, e li mise in rotta nella scesa. E il cuore del popolo si strusse e divenne come acqua. Gios. 7:5
- E l'Eterno disse a Giosuè: `Lèvati! Perché ti sei tu così prostrato con la faccia a terra? Gios. 7:10
- Domattina dunque v'accosterete tribù per tribù; e la tribù che l'Eterno designerà, s'accosterà famiglia per famiglia; e la famiglia che l'Eterno designerà, s'accosterà casa per casa; e la casa che l'Eterno avrà designata, s'accosterà persona per persona. Gios. 7:14
- Giosuè dunque si levò la mattina di buon'ora, e fece accostare Israele tribù per tribù; e la tribù di Giuda fu designata. Gios. 7:16
- Poi fece accostare le famiglie di Giuda, e la famiglia degli Zerachiti fu designata. Poi fece accostare la famiglia degli Zerachiti persona per persona, e Zabdi fu designato. Gios. 7:17
- Poi fece accostare la casa di Zabdi persona per persona, e fu designato Acan, figliuolo di Carmi, figliuolo di Zabdi, figliuolo di Zerach, della tribù di Giuda. Gios. 7:18
- E Giosuè e tutto Israele con lui presero Acan, figliuolo di Zerach, l'argento, il mantello, la verga d'oro, i suoi figliuoli e le sue figliuole, i suoi bovi, i suoi asini, le sue pecore, la sua tenda e tutto quello che gli apparteneva, e li fecero salire nella valle di Acor. Gios. 7:24
- Poi l'Eterno disse a Giosuè: `Non temere, e non ti sgomentare! Prendi teco tutta la gente di guerra, lèvati e sali contro ad Ai. Guarda, io do in tua mano il re di Ai, il suo popolo, la sua città e il suo paese. Gios. 8:1
- Giosuè dunque con tutta la gente di guerra si levò per salire contro ad Ai. Egli scelse trentamila uomini valenti e prodi, li fe' partire di notte, e diede loro quest'ordine: Gios. 8:3
- Io e tutto il popolo ch'è meco ci accosteremo alla città; e quando essi ci usciranno contro come la prima volta, ci metteremo in fuga dinanzi a loro. Gios. 8:5
- Essi c'inseguiranno finché noi li abbiam tratti lungi dalla città, perché diranno: Essi fuggono dinanzi a noi come la prima volta. E fuggiremo dinanzi a loro. Gios. 8:6
- Voi allora uscirete dall'imboscata e v'impadronirete della città: l'Eterno, il vostro Dio, la darà in vostra mano. Gios. 8:7
- E quando avrete preso la città, la incendierete; farete come ha detto l'Eterno. Badate bene, questo è l'ordine ch'io vi do'. Gios. 8:8
- E la mattina, levatosi di buon'ora, passò in rivista il popolo, e salì contro Ai: egli con gli anziani d'Israele, alla testa del popolo. Gios. 8:10
- E tutta la gente di guerra ch'era con lui, salì, si avvicinò, giunse dirimpetto alla città, e si accampò al nord di Ai. Tra lui ed Ai c'era una valle. Gios. 8:11
- Quando il re d'Ai vide questo, la gente della città si levò in fretta di buon mattino; e il re e tutto il suo popolo usciron contro a Israele, per dargli battaglia al punto convenuto, al principio della pianura; perché il re non sapeva che c'era un'imboscata contro di lui dietro la città. Gios. 8:14
- Non ci fu uomo, in Ai e in Bethel, che non uscisse dietro a Israele. Lasciaron la città aperta e inseguirono Israele. Gios. 8:17
- Allora l'Eterno disse a Giosuè: `Stendi verso Ai la lancia che hai in mano, perché io sto per dare Ai in tuo potere'. E Giosuè stese verso la città la lancia che aveva in mano. Gios. 8:18
- E subito, non appena ebbe steso la mano, gli uomini dell'imboscata sorsero dal luogo dov'erano, entraron di corsa nella città, la presero, e s'affrettarono ad appiccarvi il fuoco. Gios. 8:19
- E la gente d'Ai, volgendosi indietro, guardò, ed ecco che il fumo della città saliva al cielo; e non vi fu per loro alcuna possibilità di fuggire né da una parte né dall'altra, perché il popolo che fuggiva verso il deserto s'era voltato contro quelli che lo inseguivano. Gios. 8:20
- E Giosuè e tutto Israele, vedendo che quelli dell'imboscata avean preso la città e che il fumo saliva dalla città, tornarono indietro, e batterono la gente d'Ai. Gios. 8:21
- Quando Israele ebbe finito d'uccidere tutti gli abitanti d'Ai nella campagna, nel deserto dove quelli l'avevano inseguito, e tutti furon caduti sotto i colpi della spada finché non ne rimase più, tutto Israele tornò verso Ai e la mise a fil di spada. Gios. 8:24
- Tutti quelli che caddero in quel giorno, fra uomini e donne, furon dodicimila: vale a dire, tutta la gente d'Ai. Gios. 8:25
- Giosuè non ritirò la mano che avea stesa con la lancia, finché non ebbe sterminato tutti gli abitanti d'Ai. Gios. 8:26
- Giosuè arse dunque Ai e la ridusse in perpetuo in un mucchio di ruine, com'è anch'oggi. Gios. 8:28
- Non vi fu parola di tutto ciò che Mosè avea comandato, che Giosuè non leggesse in presenza di tutta la raunanza d'Israele, delle donne, de' bambini e degli stranieri che camminavano in mezzo a loro. Gios. 8:35
- Or come tutti i re che erano di qua dal Giordano, nella contrada montuosa e nella pianura e lungo tutta la costa del mar grande dirimpetto al Libano, lo Hitteo, l'Amoreo, il Cananeo, il Ferezeo, lo Hivveo e il Gebuseo ebbero udito queste cose, Gios. 9:1
- La gente d'Israele rispose a questi Hivvei: `Forse voi abitate in mezzo a noi; come dunque faremmo alleanza con voi?' Gios. 9:7
- e questi sono gli otri da vino che empimmo tutti nuovi, ed eccoli rotti; e questi i nostri abiti e i nostri calzari, che si son logorati per la gran lunghezza del viaggio'. Gios. 9:13
- Allora la gente d'Israele prese delle loro provviste, e non consultò l'Eterno. Gios. 9:14
- E Giosuè fece pace con loro e fermò con loro un patto, per il quale avrebbe lasciato loro la vita; e i capi della raunanza lo giuraron loro. Gios. 9:15
- Ma i figliuoli d'Israele non li uccisero, a motivo del giuramento che i capi della raunanza avean fatto loro nel nome dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele. Però, tutta la raunanza mormorò contro i capi. Gios. 9:18
- I capi dissero dunque: `Essi vivranno!' Ma quelli furono semplici spaccalegna ed acquaioli per tutta la raunanza, come i capi avean loro detto. Gios. 9:21
- Or dunque siete maledetti, e non cesserete mai d'essere schiavi, spaccalegna ed acquaioli per la casa del mio Dio'. Gios. 9:23
- ma in quel giorno li destinò ad essere spaccalegna ed acquaioli per la raunanza e per l'altare dell'Eterno, nel luogo che l'Eterno si sceglierebbe: ed è ciò che fanno anche al dì d'oggi. Gios. 9:27
- Or quando Adoni-Tsedek, re di Gerusalemme, udì che Giosuè avea preso Ai e l'avea votata allo sterminio, che avea trattato Ai e il suo re nel modo che avea trattato Gerico e il suo re, che gli abitanti di Gabaon avean fatto la pace con gl'Israeliti ed erano in mezzo a loro, Gios. 10:1
- `Salite da me, soccorretemi, e noi batteremo Gabaon, perché ha fatto la pace con Giosuè e coi figliuoli d'Israele'. Gios. 10:4
- Allora i Gabaoniti mandarono a dire a Giosuè, al campo di Ghilgal: `Non negare ai tuoi servi il tuo aiuto; affrettati a salire da noi, liberaci, soccorrici, perché tutti i re degli Amorei che abitano la contrada montuosa si sono radunati contro di noi'. Gios. 10:6
- E Giosuè salì da Ghilgal, con tutta la gente di guerra e con tutti gli uomini segnalati per valore. Gios. 10:7
- E Giosuè piombò loro addosso all'improvviso: avea marciato tutta la notte da Ghilgal. Gios. 10:9
- E l'Eterno li mise in rotta davanti ad Israele, che fe' loro subire una grande sconfitta presso Gabaon, li inseguì per la via che sale a Beth-Horon, e li batté fino ad Azeka e a Makkeda. Gios. 10:10
- Mentre fuggivano d'innanzi a Israele ed erano alla scesa di Beth-Horon, l'Eterno fe' cader dal cielo su loro delle grosse pietre fino ad Azeka, ed essi perirono: quelli che morirono per le pietre della grandinata furon più numerosi di quelli che i figliuoli d'Israele uccisero con la spada. Gios. 10:11
- E il sole si fermò, e la luna rimase al suo luogo, finché la nazione si fosse vendicata de' suoi nemici. Questo non sta egli scritto nel libro del Giusto? E il sole si fermò in mezzo al cielo e non s'affrettò a tramontare per quasi un giorno intero. Gios. 10:13
- E mai, né prima né poi, s'è dato un giorno simile a quello, nel quale l'Eterno abbia esaudito la voce d'un uomo; poiché l'Eterno combatteva per Israele. Gios. 10:14
- La cosa fu riferita a Giosuè e gli fu detto: `I cinque re sono stati trovati nascosti nella spelonca di Makkeda'. Gios. 10:17
- Allora Giosuè disse: `Rotolate delle grosse pietre all'imboccatura della spelonca, e ponetevi degli uomini per far loro la guardia; Gios. 10:18
- In quel medesimo giorno Giosuè prese Makkeda e fe' passare a fil di spada la città e il suo re; li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una, e trattò il re di Makkeda come avea trattato il re di Gerico. Gios. 10:28
- E l'Eterno diede anche quella col suo re nelle mani d'Israele, e Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una, e trattò il re d'essa, come avea trattato il re di Gerico. Gios. 10:30
- E l'Eterno diede Lakis nelle mani d'Israele, che la prese il secondo giorno, e la mise a fil di spada, con tutte le persone che vi si trovavano, esattamente come aveva fatto a Libna. Allora Horam, re di Ghezer, salì in soccorso di Lakis; Gios. 10:32
- La presero quel medesimo giorno e la misero a fil di spada. In quel giorno Giosuè votò allo sterminio tutte le persone che vi si trovavano, esattamente come avea fatto a Lakis. Gios. 10:35
- La presero, la misero a fil di spada insieme col suo re, con tutte le sue città e con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò sfuggire una, esattamente come avea fatto ad Eglon; la votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano. Gios. 10:37
- La prese col suo re e con tutte le sue città; la misero a fil di spada e votarono allo sterminio tutte le persone che vi si trovavano, senza che ne scampasse una. Egli trattò Debir e il suo re come avea trattato Hebron, come avea trattato Libna e il suo re. Gios. 10:39
- Giosuè dunque batté tutto il paese, la contrada montuosa, il mezzogiorno, la regione bassa, le pendici, e tutti i loro re; non lasciò scampare alcuno, ma votò allo sterminio tutto ciò che avea vita, come l'Eterno, l'Iddio d'Israele, avea comandato. Gios. 10:40
- E quelli uscirono, con tutti i loro eserciti, formando un popolo innumerevole come la rena ch'è sul lido del mare, e con cavalli e carri in grandissima quantità. Gios. 11:4
- Giosuè dunque, con tutta la sua gente di guerra, marciò all'improvviso contro di essi alle acque di Merom, e piombò loro addosso; Gios. 11:7
- e l'Eterno li diede nelle mani degl'Israeliti, i quali li batterono e l'inseguirono fino a Sidone la grande, fino a Misrefot-Maim e fino alla valle di Mitspa, verso oriente; li batteron così da non lasciarne scampare uno. Gios. 11:8
- Al suo ritorno, e in quel medesimo tempo, Giosuè prese Hatsor e ne fece perire di spada il re; poiché Hatsor era stata per l'addietro la capitale di tutti quei regni. Gios. 11:10
- Ma Israele non arse alcuna delle città poste in collina, salvo Hatsor, la sola che Giosuè incendiasse. Gios. 11:13
- Giosuè dunque prese tutto quel paese, la contrada montuosa, tutto il mezzogiorno, tutto il paese di Goscen, la regione bassa, la pianura, la contrada montuosa d'Israele e le sue regioni basse, Gios. 11:16
- In quel medesimo tempo, Giosuè si mise in marcia e sterminò gli Anakiti della contrada montuosa, di Hebron, di Debir, di Anab, di tutta la contrada montuosa di Giuda e di tutta la contrada montuosa d'Israele; Giosuè li votò allo sterminio con le loro città. Gios. 11:21
- Giosuè dunque prese tutto il paese, esattamente come l'Eterno avea detto a Mosè; e Giosuè lo diede in eredità a Israele, tribù per tribù, secondo la parte che toccava a ciascuna. E il paese ebbe requie dalla guerra. Gios. 11:23
- Or questi sono i re del paese battuti dai figliuoli d'Israele, i quali presero possesso del loro territorio di là dal Giordano, verso levante, dalla valle dell'Arnon fino al monte Hermon, con tutta la pianura orientale: Gios. 12:1
- Mosè, servo dell'Eterno, e i figliuoli d'Israele li batterono; e Mosè, servo dell'Eterno, diede il loro paese come possesso ai Rubeniti, ai Gaditi e a mezza la tribù di Manasse. Gios. 12:6
- Ed ecco i re del paese che Giosuè e i figliuoli d'Israele batterono di qua dal Giordano, a occidente, da Baal-Gad nella valle del Libano fino alla montagna brulla che si eleva verso Seir, paese che Giosuè diede in possesso alle tribù d'Israele, secondo la parte che ne toccava a ciascuna, Gios. 12:7
- Or dunque spartisci l'eredità di questo paese fra nove tribù e la mezza tribù di Manasse'. Gios. 13:7
- I Rubeniti e i Gaditi, con l'altra metà della tribù di Manasse, hanno ricevuto la loro eredità, che Mosè, servo dell'Eterno, diede loro di là dal Giordano, a oriente: Gios. 13:8
- Solo alla tribù di Levi Mosè non dette alcuna eredità; i sacrifizi offerti mediante il fuoco all'Eterno, all'Iddio d'Israele, sono la sua eredità, com'egli disse. Gios. 13:14
- Mosè dunque diede alla tribù dei figliuoli di Ruben la loro parte, secondo le loro famiglie; Gios. 13:15
- Mosè dette pure alla tribù di Gad, ai figliuoli di Gad, la loro parte, secondo le loro famiglie. Gios. 13:24
- Essi ebbero per territorio Iaezer, tutte le città di Galaad, la metà del paese dei figliuoli di Ammon fino ad Aroer che è dirimpetto a Rabba, Gios. 13:25
- Mosè diede pure alla mezza tribù di Manasse, ai figliuoli di Manasse, la loro parte, secondo le loro famiglie. Gios. 13:29
- La metà di Galaad, Astaroth e Edrei, città del regno di Og in Basan, toccarono ai figliuoli di Makir, figliuolo di Manasse, alla metà de' figliuoli di Makir, secondo le loro famiglie. Gios. 13:31
- Ma alla tribù di Levi Mosè non dette alcuna eredità: l'Eterno, l'Iddio d'Israele, è la sua eredità, com'ei le disse. Gios. 13:33
- perché alle altre due tribù e alla mezza tribù Mosè avea dato la loro eredità di là dal Giordano; mentre ai Leviti non avea dato, tra i figliuoli d'Israele, alcuna eredità, Gios. 14:3
- Io avevo quarant'anni quando Mosè, servo dell'Eterno, mi mandò da Kades-Barnea ad esplorare il paese; e io gli feci la mia relazione con sincerità di cuore. Gios. 14:7
- E in quel giorno Mosè fece questo giuramento: - La terra che il tuo piede ha calcata sarà eredità tua e dei tuoi figliuoli in perpetuo, perché hai pienamente seguito l'Eterno, il mio Dio. Gios. 14:9
- Or la parte toccata a sorte alla tribù dei figliuoli di Giuda secondo le loro famiglie, si estendeva sino al confine di Edom, al deserto di Tsin verso sud, all'estremità meridionale di Canaan. Gios. 15:1
- Il confine orientale era il mar Salato, sino alla foce del Giordano. Il confine settentrionale partiva dal braccio di mare ov'è la foce del Giordano; Gios. 15:5
- Di là il confine saliva per la valle di Ben-Hinnom fino al versante meridionale del monte de' Gebusei che è Gerusalemme, poi s'elevava fino al sommo del monte ch'è dirimpetto alla valle di Hinnom a occidente, e all'estremità della valle dei Refaim, al nord. Gios. 15:8
- Da Baala volgeva poi a occidente verso la montagna di Seir, passava per il versante settentrionale del monte Iearim, che è Kesalon, scendeva a Beth-Scemesh e passava per Timna. Gios. 15:10
- A Caleb, figliuolo di Gefunne, Giosuè dette una parte in mezzo ai figliuoli di Giuda, come l'Eterno gli avea comandato, cioè: la città di Arba, padre di Anak, la quale è Hebron. Gios. 15:13
- E Caleb disse: `A chi batterà Kiriath-Sefer e la prenderà io darò in moglie Acsa mia figliuola'. Gios. 15:16
- Allora Otniel, figliuolo di Kenaz, fratello di Caleb la prese, e Caleb gli diede in moglie Acsa sua figliuola. Gios. 15:17
- La parte toccata a sorte ai figliuoli di Giuseppe si estendeva dal Giordano presso Gerico, verso le acque di Gerico a oriente, seguendo il deserto che sale da Gerico a Bethel per la contrada montuosa. Gios. 16:1
- Il confine continuava poi da Bethel a Luz, e passava per la frontiera degli Arkei ad Ataroth, Gios. 16:2
- I figliuoli di Giuseppe, Manasse ed Efraim, ebbero ciascuno la loro eredità. Gios. 16:4
- E questa fu la parte toccata a sorte alla tribù di Manasse, perché egli era il primogenito di Giuseppe. Quanto a Makir, primogenito di Manasse e padre di Galaad, siccome era uomo di guerra, aveva avuto Galaad e Basan. Gios. 17:1
- E Giosuè disse loro: `Se siete un popolo numeroso, salite alla foresta, e dissodatela per farvi del posto nel paese dei Ferezei e dei Refaim, giacché la contrada montuosa d'Efraim è troppo stretta per voi'. Gios. 17:15
- ma vostra sarà la contrada montuosa; e siccome è una foresta, la dissoderete, e sarà vostra in tutta la sua distesa; poiché voi caccerete i Cananei, benché abbiano dei carri di ferro e benché siano potenti'. Gios. 17:18
- Poi tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele s'adunò a Sciloh, e quivi rizzarono la tenda di convegno. Il paese era loro sottomesso. Gios. 18:1
- Or rimanevano tra i figliuoli d'Israele sette tribù, che non aveano ricevuto la loro eredità. Gios. 18:2
- Sceglietevi tre uomini per tribù e io li manderò. Essi si leveranno, percorreranno il paese, ne faranno la descrizione in vista della partizione, poi torneranno da me. Gios. 18:4
- Essi lo divideranno in sette parti: Giuda rimarrà nei suoi confini a mezzogiorno, e la casa di Giuseppe rimarrà nei suoi confini a settentrione. Gios. 18:5
- Voi farete dunque la descrizione del paese, dividendolo in sette parti; me la porterete qui, e io ve le tirerò a sorte qui, davanti all'Eterno, al nostro Dio. Gios. 18:6
- I Leviti non debbono aver parte di sorta in mezzo a voi, giacché il sacerdozio dell'Eterno è la parte loro; e Gad, Ruben e la mezza tribù di Manasse hanno già ricevuto, al di là del Giordano, a oriente, l'eredità che Mosè, servo dell'Eterno, ha data loro'. Gios. 18:7
- Quegli uomini dunque si levarono e partirono; e a loro, che andavano a fare la descrizione del paese, Giosuè diede quest'ordine: ` Andate, percorrete il paese, e fatene la descrizione; poi tornate da me, e io vi tirerò a sorte le parti qui, davanti all'Eterno, a Sciloh'. Gios. 18:8
- E quegli uomini andarono, percorsero il paese, ne fecero in un libro la descrizione per città, dividendolo in sette parti; poi tornarono da Giosuè, al campo di Sciloh. Gios. 18:9
- Allora Giosuè trasse loro a sorte le parti a Sciloh davanti all'Eterno, e quivi spartì il paese tra i figliuoli d'Israele, assegnando a ciascuno la sua parte. Gios. 18:10
- Fu tirata a sorte la parte della tribù dei figliuoli di Beniamino, secondo le loro famiglie; e la parte che toccò loro aveva i suoi confini tra i figliuoli di Giuda e i figliuoli di Giuseppe. Gios. 18:11
- Dal lato di settentrione, il loro confine partiva dal Giordano, risaliva il versante di Gerico al nord, saliva per la contrada montuosa verso occidente, e facea capo al deserto di Beth-Aven. Gios. 18:12
- poi scendeva all'estremità del monte posto difaccia alla valle di Ben-Hinnom, che è nella vallata dei Refaim, al nord, e scendeva per la valle di Hinnom, sul versante meridionale dei Gebusei, fino a En-Roghel. Gios. 18:16
- La seconda parte tirata a sorte toccò a Simeone, alla tribù dei figliuoli di Simeone secondo le loro famiglie. La loro eredità era in mezzo all'eredità de' figliuoli di Giuda. Gios. 19:1
- e tutti i villaggi che stavano attorno a queste città, fino a Baalath-Beer, che è la Rama del sud. Tale fu l'eredità della tribù de' figliuoli di Simeone, secondo le loro famiglie. Gios. 19:8
- L'eredità dei figliuoli di Simeone fu tolta dalla parte de' figliuoli di Giuda, perché la parte de' figliuoli di Giuda era troppo grande per loro; ond'è che i figliuoli di Simeone ebbero la loro eredità in mezzo all'eredità di quelli. Gios. 19:9
- La terza parte tirata a sorte toccò ai figliuoli di Zabulon, secondo le loro famiglie. Il confine della loro eredità si estendeva fino a Sarid. Gios. 19:10
- La quarta parte tirata a sorte toccò a Issacar, ai figliuoli di Issacar, secondo le loro famiglie. Gios. 19:17
- La quinta parte tirata a sorte toccò ai figliuoli di Ascer, secondo le loro famiglie. Gios. 19:24
- e verso Ebron, Rehob, Hammon e Kana, fino a Sidon la grande. Gios. 19:28
- La sesta parte tirata a sorte toccò ai figliuoli di Neftali, secondo le loro famiglie. Gios. 19:32
- La settima parte tirata a sorte toccò alla tribù de' figliuoli di Dan, secondo le loro famiglie. Gios. 19:40
- Or il territorio de' figliuoli di Dan s'estese più lungi, poiché i figliuoli di Dan salirono a combattere contro Lescem; la presero e la misero a fil di spada; ne presero possesso, vi si stabilirono, e la chiamaron Lescem Dan, dal nome di Dan loro padre. Gios. 19:47
- Secondo l'ordine dell'Eterno, gli diedero la città ch'egli chiese: Timnath-Serah, nella contrada montuosa di Efraim. Egli costruì la città e vi stabilì la sua dimora. Gios. 19:50
- Tali sono le eredità che il sacerdote Eleazar, Giosuè figliuolo di Nun e i capi famiglia delle tribù de' figliuoli d'Israele distribuirono a sorte a Sciloh, davanti all'Eterno, all'ingresso della tenda di convegno. Così compirono la spartizione del paese. Gios. 19:51
- L'omicida si ricovererà in una di quelle città; e, fermatosi all'ingresso della porta della città, esporrà il suo caso agli anziani di quella città; questi lo accoglieranno presso di loro dentro la città, gli daranno una dimora, ed egli si stabilirà fra loro. Gios. 20:4
- E diedero ai figliuoli del sacerdote Aaronne la città di rifugio per l'omicida, Hebron e il suo contado; poi Libna e il suo contado, Gios. 21:13
- Fu loro data la città di rifugio per l'omicida, Sichem col suo contado nella contrada montuosa di Efraim; poi Ghezer e il suo contado, Gios. 21:21
- Ai figliuoli di Gherson, che erano delle famiglie de' Leviti, furon date: della mezza tribù di Manasse, la città di rifugio per l'omicida, Golan in Basan e il suo contado, e Beeshtra col suo contado: due città; Gios. 21:27
- e della tribù di Neftali, la città di rifugio per l'omicida, Kedes in Galilea e il suo contado, Hammoth-Dor e il suo contado, e Kartan col suo contado: tre città. Gios. 21:32
- e della tribù di Gad, la città di rifugio per l'omicida, Ramoth in Galaad e il suo contado, Mahanaim e il suo contado, Gios. 21:38
- Allora Giosuè chiamò i Rubeniti, i Gaditi e la mezza tribù di Manasse, e disse loro: Gios. 22:1
- Soltanto abbiate gran cura di mettere in pratica i comandamenti e la legge che Mosè, servo dell'Eterno, vi ha dato, amando l'Eterno, il vostro Dio, camminando in tutte le sue vie, osservando i suoi comandamenti, tenendovi stretti a lui, e servendolo con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra'. Gios. 22:5
- I figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse dunque se ne tornarono, dopo aver lasciato i figliuoli d'Israele a Sciloh, nel paese di Canaan, per andare nel paese di Galaad, il paese di loro proprietà, del quale avean ricevuto il possesso, dietro il comandamento dato dall'Eterno per mezzo di Mosè. Gios. 22:9
- E come giunsero alla regione del Giordano che appartiene al paese di Canaan, i figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse vi costruirono un altare, presso il Giordano: un grande altare, che colpiva la vista. Gios. 22:10
- I figliuoli d'Israele udirono che si diceva: `Ecco, i figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse hanno costruito un altare di faccia al paese di Canaan, nella regione del Giordano, dal lato de' figliuoli d'Israele'. Gios. 22:11
- Quando i figliuoli d'Israele udiron questo, tutta la raunanza de' figliuoli d'Israele si riunì a Sciloh per salire a muover loro guerra. Gios. 22:12
- `Così ha detto tutta la raunanza dell'Eterno: Che cos'è questa infedeltà che avete commesso contro l'Iddio d'Israele, ritraendovi oggi dal seguire l'Eterno col costruirvi un altare per ribellarvi oggi all'Eterno? Gios. 22:16
- Avverrà così che, ribellandovi voi oggi all'Eterno, domani egli si adirerà contro tutta la raunanza d'Israele. Gios. 22:18
- Acan, figliuolo di Zerah, non commise egli una infedeltà, relativamente all'interdetto, attirando l'ira dell'Eterno su tutta la raunanza d'Israele, talché quell'uomo non fu solo a perire per la sua iniquità?' Gios. 22:20
- Allora i figliuoli di Ruben, i figliuoli di Gad e la mezza tribù di Manasse risposero e dissero ai capi delle migliaia d'Israele: Gios. 22:21
- E abbiam detto: Se in avvenire essi diranno questo a noi o ai nostri discendenti, noi risponderemo: Guardate la forma dell'altare dell'Eterno che i nostri padri fecero, non per olocausti né per sacrifizi, ma perché servisse di testimonio fra noi e voi. Gios. 22:28
- La cosa piacque ai figliuoli d'Israele, i quali benedissero Dio, e non parlaron più di salire a muover guerra ai figliuoli di Ruben e di Gad per devastare il paese ch'essi abitavano. Gios. 22:33
- Or ecco, io me ne vo oggi per la via di tutto il mondo; riconoscete dunque con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra che neppur una di tutte le buone parole che l'Eterno, il vostro Dio, ha pronunciate su voi è caduta a terra; tutte si son compiute per voi; neppure una è caduta a terra. Gios. 23:14
- E io presi il padre vostro Abrahamo di là dal fiume, e gli feci percorrere tutto il paese di Canaan; moltiplicai la sua progenie, e gli diedi Isacco. Gios. 24:3
- E mandai davanti a voi i calabroni, che li scacciarono d'innanzi a voi, com'era avvenuto dei due re Amorei: - non fu per la tua spada né per il tuo arco. Gios. 24:12
- Poi Giosuè scrisse queste cose nel libro della legge di Dio; e prese una gran pietra e la rizzò quivi sotto la quercia ch'era presso il luogo consacrato all'Eterno. Gios. 24:26
- E Israele servì all'Eterno durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, e che aveano conoscenza di tutte le opere che l'Eterno avea fatte per Israele. Gios. 24:31
- Dopo la morte di Giosuè, i figliuoli d'Israele consultarono l'Eterno, dicendo: `Chi di noi salirà il primo contro i Cananei a muover loro guerra?' Guid. 1:1
- E Adoni-Bezek disse: `Settanta re, a cui erano stati tagliati i pollici delle mani e de' piedi raccoglievano gli avanzi del cibo sotto la mia mensa. Quello che ho fatto io, Iddio me lo rende'. E lo menarono a Gerusalemme, dove morì. Guid. 1:7
- I figliuoli di Giuda attaccarono Gerusalemme, e la presero; passarono gli abitanti a fil di spada e misero la città a fuoco e fiamma. Guid. 1:8
- Poi i figliuoli di Giuda scesero a combattere contro i Cananei che abitavano la contrada montuosa, il mezzogiorno e la regione bassa. Guid. 1:9
- E Caleb disse: `A chi batterà Kiriath-Sefer e la prenderà io darò in moglie Acsa, mia figliuola'. Guid. 1:12
- La prese Othniel, figliuolo di Kenaz, fratello minore di Caleb, e questi gli diede in moglie Acsa sua figliuola. Guid. 1:13
- Poi Giuda partì con Simeone suo fratello, e sconfissero i Cananei che abitavano in Tsefath; distrussero interamente la città, che fu chiamata Hormah. Guid. 1:17
- La casa di Giuseppe salì anch'essa contro Bethel, e l'Eterno fu con loro. Guid. 1:22
- La casa di Giuseppe mandò ad esplorare Bethel, città che prima si chiamava Luz. Guid. 1:23
- E gli esploratori videro un uomo che usciva dalla città, e gli dissero: `Deh, insegnaci la via per entrare nella città, e noi ti tratteremo benignamente'. Guid. 1:24
- Egli insegnò loro la via per entrare nella città, ed essi passarono la città a fil di spada, ma lasciarono andare quell'uomo con tutta la sua famiglia. Guid. 1:25
- Gli Amorei si mostrarono decisi a restare a Har-Heres, ad Aialon ed a Shaalbim; ma la mano della casa di Giuseppe si aggravò su loro sì che furon soggetti a servitù. Guid. 1:35
- E il popolo servì all'Eterno durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, e che avean veduto tutte le grandi opere che l'Eterno avea fatte a pro d'Israele. Guid. 2:7
- Dovunque andavano, la mano dell'Eterno era contro di loro a loro danno, come l'Eterno avea detto, come l'Eterno avea loro giurato: e furono oltremodo angustiati. Guid. 2:15
- Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, poiché si prostituivano ad altri dèi, e si prostravan dinanzi a loro. E abbandonarono ben presto la via battuta dai loro padri, i quali aveano ubbidito ai comandamenti dell'Eterno; ma essi non fecero così. Guid. 2:17
- E quando l'Eterno suscitava loro de' giudici, l'Eterno era col giudice, e li liberava dalla mano de' loro nemici durante tutta la vita del giudice; poiché l'Eterno si pentiva a sentire i gemiti che mandavano a motivo di quelli che li opprimevano e li angariavano. Guid. 2:18
- (Egli volea soltanto che le nuove generazioni de' figliuoli d'Israele conoscessero e imparassero la guerra: quelli, per lo meno, che prima non l'avean mai vista): Guid. 3:2
- i cinque principi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidonî, e gli Hivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal-Hermon fino all'ingresso di Hamath. Guid. 3:3
- Lo spirito dell'Eterno fu sopra lui, ed egli fu giudice d'Israele; uscì a combattere, e l'Eterno gli diede nelle mani Cushan-Rishathaim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cushan-Rishathaim. Guid. 3:10
- Ehud si fece una spada a due tagli, lunga un cubito; e se la cinse sotto la veste, al fianco destro. Guid. 3:16
- E quand'ebbe finita la presentazione del regalo, rimandò la gente che l'avea portato. Guid. 3:18
- e Ehud, stesa la mano sinistra, trasse la spada dal suo fianco destro, e gliela piantò nel ventre. Guid. 3:21
- Anche l'elsa entrò dopo la lama, e il grasso si rinchiuse attorno alla lama; poich'egli non gli ritirò dal ventre la spada, che gli usciva per di dietro. Guid. 3:22
- E tanto aspettarono, che ne furon confusi; e com'egli non apriva le porte della sala, quelli presero la chiave, aprirono, ed ecco che il loro signore era steso per terra, morto. Guid. 3:25
- Arrivato che fu, suonò la tromba nella contrada montuosa di Efraim, e i figliuoli d'Israele scesero con lui dalla contrada montuosa, ed egli si mise alla loro testa. Guid. 3:27
- Così, in quel giorno, Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele, e il paese ebbe requie per ottant'anni. Guid. 3:30
- Essa sedeva sotto la palma di Debora, fra Rama e Bethel, nella contrada montuosa di Efraim, e i figliuoli d'Israele salivano a lei per farsi rendere giustizia. Guid. 4:5
- E io attirerò verso te, al torrente Kison, Sisera, capo dell'esercito di Iabin, coi suoi carri e la sua numerosa gente, e io lo darò nelle tue mani'. Guid. 4:7
- Ed ella disse: `Certamente, verrò con te; soltanto, la via per cui ti metti non ridonderà ad onor tuo; poiché l'Eterno darà Sisera in man d'una donna'. E Debora si levò e andò con Barak a Kades. Guid. 4:9
- E Sisera adunò tutti i suoi carri, novecento carri di ferro, e tutta la gente ch'era seco, da Harosceth-Goim fino al torrente Kison. Guid. 4:13
- Sisera fuggì a piedi verso la tenda di Jael, moglie di Heber, il Keneo, perché v'era pace fra Iabin, re di Hatsor, e la casa di Heber il Keneo. Guid. 4:17
- E la mano de' figliuoli d'Israele s'andò sempre più aggravando su Iabin, re di Canaan, finché ebbero sterminato Iabin, re di Canaan. Guid. 4:24
- O Eterno, quand'uscisti da Seir, quando venisti dai campi di Edom, la terra tremò, ed anche i cieli si sciolsero, anche le nubi si sciolsero in acqua. Guid. 5:4
- I monti furono scossi per la presenza dell'Eterno, anche il Sinai, là, fu scosso dinanzi all'Eterno, all'Iddio d'Israele. Guid. 5:5
- Si sceglievan de' nuovi dèi, e la guerra era alle porte. Si scorgeva forse uno scudo, una lancia, fra quaranta mila uomini d'Israele? Guid. 5:8
- Galaad non ha lasciato la sua dimora di là dal Giordano; e Dan perché s'è tenuto sulle sue navi? Ascer è rimasto presso il lido del mare, e s'è riposato ne' suoi porti. Guid. 5:17
- Zabulon è un popolo che ha esposto la sua vita alla morte, e Neftali, anch'egli, sulle alture della campagna. Guid. 5:18
- Con una mano, diè di piglio al piuolo; e, con la destra, al martello degli operai; colpì Sisera, gli spaccò la testa, gli fracassò, gli trapassò le tempie. Guid. 5:26
- La madre di Sisera guarda per la finestra, e grida a traverso l'inferriata: `Perché il suo carro sta tanto a venire? perché son così lente le ruote de' suoi carri?' Guid. 5:28
- Così periscano tutti i tuoi nemici, o Eterno! E quei che t'amano sian come il sole quando si leva in tutta la sua forza!' Ed il paese ebbe requie per quarant'anni. Guid. 5:31
- La mano di Madian fu potente contro Israele; e, per la paura dei Madianiti, i figliuoli d'Israele si fecero quelle caverne che son nei monti, e delle spelonche e dei forti. Guid. 6:2
- Deh, non te ne andar di qui prima ch'io torni da te, ti rechi la mia offerta, e te la metta dinanzi'. E l'Eterno disse: `Aspetterò finché tu ritorni'. Guid. 6:18
- Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto, e con un efa di farina fece delle focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto, e gliel'offrì. Guid. 6:19
- E l'angelo di Dio gli disse: `Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa roccia, e versavi su il brodo'. Ed egli fece così. Guid. 6:20
- Allora l'angelo dell'Eterno stese la punta del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; e salì dalla roccia un fuoco, che consumò la carne e le focacce azzime; e l'angelo dell'Eterno scomparve dalla vista di lui. Guid. 6:21
- E quando la gente della città l'indomani mattina si levò, ecco che l'altare di Baal era stato demolito, che l'idolo postovi accanto era abbattuto, e che il secondo toro era offerto in olocausto sull'altare ch'era stato costruito. Guid. 6:28
- Allora la gente della città disse a Joas: `Mena fuori il tuo figliuolo, e sia messo a morte, perché ha demolito l'altare di Baal ed ha abbattuto l'idolo che gli stava vicino'. Guid. 6:30
- E Joas rispose a tutti quelli che insorgevano contro a lui: `Volete voi difender la causa di Baal? volete venirgli in soccorso? Chi vorrà difender la sua causa sarà messo a morte prima di domattina; s'esso è dio, difenda da sé la sua causa, giacché hanno demolito il suo altare'. Guid. 6:31
- Perciò quel giorno Gedeone fu chiamato Ierubbaal, perché si disse: `Difenda Baal la sua causa contro a lui, giacché egli ha demolito il suo altare'. Guid. 6:32
- Ma lo spirito dell'Eterno s'impossessò di Gedeone, il quale sonò la tromba, e gli Abiezeriti furono convocati per seguirlo. Guid. 6:34
- E così avvenne. La mattina dopo, Gedeone si levò per tempo, strizzò il vello e ne spremé la rugiada: una coppa piena d'acqua. Guid. 6:38
- Ierubbaal dunque, vale a dire Gedeone, con tutta la gente ch'era con lui, levatosi la mattina di buon'ora, si accampò presso la sorgente di Harod. Il campo di Madian era al nord di quello di Gedeone, verso la collina di Moreh, nella valle. Guid. 7:1
- E l'Eterno disse a Gedeone: `La gente che è teco è troppo numerosa perch'io dia Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi di fronte a me, e dire: - La mia mano è quella che m'ha salvato. - Guid. 7:2
- L'Eterno disse a Gedeone: `La gente è ancora troppo numerosa; falla scendere all'acqua, e quivi io te ne farò la scelta. Quello del quale ti dirò: - Questo vada teco - andrà teco; e quello del quale ti dirò: - Questo non vada teco - non andrà'. Guid. 7:4
- Gedeone fece dunque scender la gente all'acqua; e l'Eterno gli disse: `Tutti quelli che lambiranno l'acqua con la lingua, come la lambisce il cane, li porrai da parte; così pure tutti quelli che, per bere, si metteranno in ginocchio'. Guid. 7:5
- Or i Madianiti, gli Amalekiti e tutti i figliuoli dell'oriente erano sparsi nella valle come una moltitudine di locuste, e i loro cammelli erano innumerevoli, come la rena ch'è sul lido del mare. Guid. 7:12
- E come Gedeone vi giunse, ecco che un uomo raccontava un sogno al suo compagno, e gli diceva: `Io ho fatto un sogno; mi pareva che un pan tondo, d'orzo, rotolasse nel campo di Madian, giungesse alla tenda, la investisse, in modo da farla cadere, da rovesciarla, da lasciarla atterrata'. Guid. 7:13
- E il suo compagno gli rispose e gli disse: `Questo non è altro che la spada di Gedeone, figliuolo di Joas, uomo d'Israele; nelle sue mani Iddio ha dato Madian e tutto il campo'. Guid. 7:14
- Quando Gedeone ebbe udito il racconto del sogno e la sua interpretazione, adorò Dio; poi tornò al campo d'Israele, e disse: `Levatevi, perché l'Eterno ha dato nelle vostre mani il campo di Madian!' Guid. 7:15
- e quando io con tutti quelli che son meco sonerò la tromba, anche voi darete nelle trombe intorno a tutto il campo, e direte: - Per l'Eterno e per Gedeone!' Guid. 7:18
- Gedeone e i cento uomini ch'eran con lui giunsero alla estremità del campo, al principio della vigilia di mezzanotte, nel mentre che si era appena data la muta alle sentinelle. Sonaron le trombe, e spezzaron le brocche che tenevano in mano. Guid. 7:19
- Allora le tre schiere dettero nelle trombe, spezzaron le brocche; con la sinistra presero le fiaccole, e con la destra le trombe per sonare, e si misero a gridare: `La spada per l'Eterno e per Gedeone!' Guid. 7:20
- E mentre quelli sonavan le trecento trombe, l'Eterno fece volger la spada di ciascuno contro il compagno, per tutto il campo. E il campo fuggì fino a Beth-Scittah, verso Tserera, sino all'orlo d'Abel-Meholah presso Tabbath. Guid. 7:22
- E Gedeone mandò de' messi per tutta la contrada montuosa di Efraim a dire: `Scendete incontro ai Madianiti, e tagliate loro il passo delle acque fino a Beth-Barah, e i guadi del Giordano'. Così tutti gli uomini di Efraim si radunarono e s'impadronirono dei passi delle acque fino a Beth-Barah e dei guadi del Giordano. Guid. 7:24
- Ed egli rispose loro: `Che ho fatto io al paragon di voi? la racimolatura d'Efraim non vale essa più della vendemmia d'Abiezer? Guid. 8:2
- Iddio v'ha dato nelle mani i principi di Madian, Oreb e Zeeb! che dunque ho potuto far io al paragon di voi?' Quand'egli ebbe lor detto quella parola, la loro ira contro di lui si calmò. Guid. 8:3
- Gedeone salì per la via di quelli che abitano sotto tende a oriente di Nobah e di Iogbeha, e sconfisse l'esercito, che si credeva sicuro. Guid. 8:11
- Poi Gedeone, figliuolo di Joas, tornò dalla battaglia, per la salita di Heres. Guid. 8:13
- E abbatté la torre di Penuel e uccise la gente della città. Guid. 8:17
- Ed egli riprese: `Eran miei fratelli, figliuoli di mia madre; com'è vero che l'Eterno vive, se aveste risparmiato loro la vita, io non vi ucciderei!' Guid. 8:19
- Poi disse a Iether, suo primogenito: `Lèvati, uccidili!' Ma il giovane non tirò la spada, perché avea paura, essendo ancora un giovinetto. Guid. 8:20
- E Zebah e Tsalmunna dissero: `Lèvati tu stesso e dacci il colpo mortale; poiché qual è l'uomo tal è la sua forza'. E Gedeone si levò e uccise Zebah e Tsalmunna, e prese le mezzelune che i loro cammelli portavano al collo. Guid. 8:21
- E Gedeone ne fece un efod, che pose in Ofra, sua città; tutto Israele v'andò a prostituirsi, ed esso diventò un'insidia per Gedeone e per la sua casa. Guid. 8:27
- Così Madian fu umiliato davanti ai figliuoli d'Israele, e non alzò più il capo; e il paese ebbe requie per quarant'anni, durante la vita di Gedeone. Guid. 8:28
- E la sua concubina, che stava a Sichem, gli partorì anch'ella un figliuolo, al quale pose nome Abimelec. Guid. 8:31
- Or Abimelec, figliuolo di Ierubbaal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e parlò loro e a tutta la famiglia del padre di sua madre, dicendo: Guid. 9:1
- Poi tutti i Sichemiti e tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a proclamar re Abimelec, presso la quercia del monumento che si trova a Sichem. Guid. 9:6
- E Jotham, essendo stato informato della cosa, andò a porsi sulla sommità del monte Garizim, e alzando la voce gridò: `Ascoltatemi, Sichemiti, e vi ascolti Iddio! Guid. 9:7
- - Ma la vite rispose loro: Rinunzierei io al mio vino che rallegra Dio e gli uomini, per andare ad agitarmi al disopra degli alberi? Guid. 9:13
- E ora, se vi siete condotti con fedeltà e con integrità proclamando re Abimelec, se avete agito bene verso Ierubbaal e la sua casa, se avete ricompensato lui, mio padre, di quel che ha fatto per voi Guid. 9:16
- quando ha combattuto per voi, quando ha messo a repentaglio la sua vita e vi ha liberati dalle mani di Madian, Guid. 9:17
- mentre voi, oggi, siete insorti contro la casa di mio padre, avete ucciso i suoi figliuoli, settanta uomini, sopra una stessa pietra, e avete proclamato re dei Sichemiti Abimelec, figliuolo della sua serva, perché è vostro fratello, Guid. 9:18
- se, dico, avete oggi agito con fedeltà e con integrità verso Ierubbaal e la sua casa, godetevi Abimelec, e Abimelec si goda di voi! Guid. 9:19
- Se no, esca da Abimelec un fuoco, che divori i Sichemiti e la casa di Millo, ed esca dai Sichemiti e dalla casa di Millo un fuoco, che divori Abimelec!' Guid. 9:20
- affinché la violenza fatta ai settanta figliuoli di Ierubbaal ricevesse il suo castigo, e il loro sangue ricadesse sopra Abimelec, loro fratello, che li aveva uccisi, e sopra i Sichemiti che gli avean prestato mano a uccidere i suoi fratelli. Guid. 9:24
- Poi Gaal, figliuolo di Ebed, e i suoi fratelli vennero e si stabilirono a Sichem, e i Sichemiti riposero in lui la loro fiducia. Guid. 9:26
- e mandò segretamente de' messi ad Abimelec per dirgli: `Ecco, Gaal, figliuolo di Ebed, e i suoi fratelli son venuti a Sichem, e sollevano la città contro di te. Guid. 9:31
- Or dunque, lèvati di notte con la gente che è teco, e fa' un'imboscata nella campagna; Guid. 9:32
- e domattina, non appena spunterà il sole, ti leverai e piomberai sulla città. E quando Gaal con la gente che è con lui uscirà contro a te, tu gli farai quel che sarà necessario'. Guid. 9:33
- Abimelec e tutta la gente ch'era con lui si levaron di notte, e fecero un'imboscata contro a Sichem, divisi in quattro schiere. Guid. 9:34
- Intanto Gaal, figliuolo di Ebed, uscì, e si fermò all'ingresso della porta della città; e Abimelec uscì dall'imboscata con la gente ch'era con lui. Guid. 9:35
- Gaal, veduta quella gente, disse a Zebul: `Ecco gente che scende dall'alto de' monti'. E Zebul gli rispose: `Tu vedi l'ombra de' monti e la prendi per uomini'. Guid. 9:36
- E Gaal riprese a dire: `Guarda, c'è gente che scende dalle alture del paese, e una schiera che giunge per la via della quercia degl'indovini'. Guid. 9:37
- Allora Zebul gli disse: `Dov'è ora la tua millanteria di quando dicevi: - Chi è Abimelec, che abbiamo a servirgli? - Non è questo il popolo che disprezzavi? Orsù, fatti avanti e combatti contro di lui!' Guid. 9:38
- Ma Abimelec gli diè la caccia, ed egli fuggì d'innanzi a lui, e molti uomini caddero morti fino all'ingresso della porta. Guid. 9:40
- Egli prese allora la sua gente, la divise in tre schiere, e fece un'imboscata ne' campi; e quando vide che il popolo usciva dalla città, gli si levò contro e ne fece strage. Guid. 9:43
- Poi Abimelec e la gente che avea seco si slanciarono e vennero a porsi all'ingresso della porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su tutti quelli che erano nella campagna, e ne fecero strage. Guid. 9:44
- E Abimelec attaccò la città tutto quel giorno, la prese e uccise il popolo che vi si trovava; poi spianò la città e vi seminò del sale. Guid. 9:45
- Allora Abimelec salì sul monte Tsalmon con tutta la gente ch'era con lui; diè di piglio ad una scure, tagliò un ramo d'albero, lo sollevò e se lo mise sulla spalla; poi disse alla gente ch'era con lui: `Quel che m'avete veduto fare fatelo presto anche voi!' Guid. 9:48
- Tutti tagliaron quindi anch'essi de' rami, ognuno il suo, e seguitarono Abimelec; posero i rami contro al torrione, e arsero il torrione con quelli che v'eran dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne. Guid. 9:49
- Poi Abimelec andò a Thebets, la cinse d'assedio e la prese. Guid. 9:50
- Ed egli chiamò tosto il giovane che gli portava le armi, e gli disse: `Tira fuori la spada e uccidimi, affinché non si dica: L'ha ammazzato una donna!' Il suo giovane allora lo trafisse, ed egli morì. Guid. 9:54
- Iddio fece anche ricadere sul capo della gente di Sichem tutto il male ch'essa avea fatto; e su loro si compié la maledizione di Jotham, figliuolo di Ierubbaal. Guid. 9:57
- E i figliuoli di Ammon passarono il Giordano per combattere anche contro Giuda, contro Beniamino e contro la casa d'Efraim; e Israele fu in grande angustia. Guid. 10:9
- La moglie di Galaad gli avea dato de' figliuoli; e quando questi figliuoli della moglie furono grandi, cacciarono Jefte e gli dissero: `Tu non avrai eredità in casa di nostro padre, perché sei figliuolo d'un'altra donna'. Guid. 11:2
- Ma Sihon non si fidò d'Israele per permettergli di passare per il suo territorio; anzi Sihon radunò tutta la sua gente, s'accampò a Jahats, e combatté contro Israele. Guid. 11:20
- E l'Eterno, l'Iddio d'Israele, diede Sihon e tutta la sua gente nelle mani d'Israele, che li sconfisse; così Israele conquistò tutto il paese degli Amorei, che abitavano quella contrada; Guid. 11:21
- la persona che uscirà dalle porte di casa mia per venirmi incontro quando tornerò vittorioso dai figliuoli di Ammon, sarà dell'Eterno, e io l'offrirò in olocausto'. Guid. 11:31
- Or Jefte se ne tornò a Mitspa, a casa sua; ed ecco uscirgli incontro la sua figliuola, con timpani e danze. Era l'unica sua figlia: non aveva altri figliuoli né altre figliuole. Guid. 11:34
- E, come la vide, si stracciò le vesti, e disse: `Ah, figlia mia! tu mi accasci, tu mi accasci; tu sei fra quelli che mi conturbano! poiché io ho dato parola all'Eterno, e non posso ritrarmene'. Guid. 11:35
- Poi disse a suo padre: `Mi sia concesso questo: lasciami libera per due mesi, ond'io vada e scenda per i monti a piangere la mia verginità con le mie compagne'. Guid. 11:37
- Egli le rispose: `Va'!' e la lasciò andare per due mesi. Ed ella se ne andò con le sue compagne, e pianse sui monti la sua verginità. Guid. 11:38
- l'usanza che le figliuole d'Israele vanno tutti gli anni a celebrar la figliuola di Jefte, il Galaadita, per quattro giorni. Guid. 11:40
- Or gli uomini di Efraim si radunarono, passarono a Tsafon, e dissero a Jefte: `Perché sei andato a combattere contro i figliuoli di Ammon e non ci hai chiamati ad andar teco? Noi bruceremo la tua casa e te con essa'. Guid. 12:1
- E vedendo che voi non venivate in mio soccorso, ho posto a repentaglio la mia vita, ho marciato contro i figliuoli di Ammon, e l'Eterno me li ha dati nelle mani. Perché dunque siete saliti oggi contro di me per muovermi guerra?' Guid. 12:3
- E la donna andò a dire a suo marito: `Un uomo di Dio è venuto da me; avea il sembiante d'un angelo di Dio: un sembiante terribile fuor di modo. Io non gli ho domandato donde fosse, ed egli non m'ha detto il suo nome; Guid. 13:6
- E Dio esaudì la preghiera di Manoah; e l'angelo di Dio tornò ancora dalla donna, che stava sedendo nel campo; ma Manoah, suo marito, non era con lei. Guid. 13:9
- La donna corse in fretta a informar suo marito del fatto, e gli disse: `Ecco, quell'uomo che venne da me l'altro giorno, m'è apparito'. Guid. 13:10
- E Manoah: `Quando la tua parola si sarà verificata, qual norma s'avrà da seguire per il bambino? e che si dovrà fare per lui?' Guid. 13:12
- L'angelo dell'Eterno rispose a Manoah: `Si astenga la donna da tutto quello che le ho detto. Guid. 13:13
- come la fiamma saliva dall'altare al cielo, l'angelo dell'Eterno salì con la fiamma dell'altare. E Manoah e sua moglie, vedendo questo, caddero con la faccia a terra. Guid. 13:20
- Poi la donna partorì un figliuolo, a cui pose nome Sansone. Il bambino crebbe, e l'Eterno lo benedisse. Guid. 13:24
- La moglie di Sansone si mise a piangere presso di lui, e a dirgli: `Tu non hai per me che dell'odio, e non mi vuoi bene; hai proposto un enimma ai figliuoli del mio popolo, e non me l'hai spiegato!' Ed egli a lei: `Ecco, non l'ho spiegato a mio padre né a mia madre, e lo spiegherei a te?' Guid. 14:16
- E gli uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone: `Che v'è di più dolce del miele? e che v'è di più forte del leone?' Ed egli rispose loro: `Se non aveste arato con la mia giovenca, non avreste indovinato il mio enimma'. Guid. 14:18
- Ma la moglie di Sansone fu data al compagno di lui, ch'ei s'era scelto per amico. Guid. 14:20
- Di lì a qualche tempo, verso la mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto, e disse: `Voglio entrare in camera da mia moglie'. Ma il padre di lei non gli permise d'entrare, Guid. 15:1
- e gli disse: `Io credevo sicuramente che tu l'avessi presa in odio, e però l'ho data al tuo compagno; la sua sorella minore non è più bella di lei? Prendila dunque in sua vece'. Guid. 15:2
- Poi accese le fiaccole, dette la via agli sciacalli per i campi di grano de' Filistei, e bruciò i covoni ammassati, il grano tuttora in piedi, e perfino gli uliveti. Guid. 15:5
- E i Filistei chiesero: `Chi ha fatto questo?' Fu risposto: `Sansone, il genero del Thimneo, perché questi gli ha preso la moglie, e l'ha data al compagno di lui'. E i Filistei salirono e diedero alle fiamme lei e suo padre. Guid. 15:6
- E, trovata una mascella d'asino ancor fresca, stese la mano, l'afferrò, e uccise con essa mille uomini. Guid. 15:15
- Quand'ebbe finito di parlare, gettò via di mano la mascella, e chiamò quel luogo Ramath-Lehi. Guid. 15:17
- Allora Iddio fendé la roccia concava ch'è a Lehi, e ne uscì dell'acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò, ed egli riprese vita. Donde il nome di En-Hakkore dato a quella fonte, che esiste anche al dì d'oggi a Lehi. Guid. 15:19
- Fu detto a que' di Gaza: `Sansone è venuto qua'. Ed essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città, e tutta quella notte se ne stettero queti dicendo: `Allo spuntar del giorno l'uccideremo'. Guid. 16:2
- E Sansone si giacque fino a mezzanotte; e a mezzanotte si levò, diè di piglio ai battenti della porta della città e ai due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle, e li portò in cima al monte ch'è dirimpetto a Hebron. Guid. 16:3
- Delila dunque disse a Sansone: `Dimmi, ti prego, dove risieda la tua gran forza, e in che modo ti si potrebbe legare per domarti'. Guid. 16:6
- Ed ella gli disse: `Come fai a dirmi: T'amo! mentre il tuo cuore non è con me? Già tre volte m'hai beffata, e non m'hai detto dove risiede la tua gran forza'. Guid. 16:15
- e le aperse tutto il cuor suo e le disse: `Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo, consacrato a Dio, dal seno di mia madre; se fossi tosato, la mia forza se ne andrebbe, diventerei debole, e sarei come un uomo qualunque'. Guid. 16:17
- Ed ella lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò l'uomo fissato, e gli fece tosare le sette trecce della testa di Sansone; così giunse a domarlo; e la sua forza si partì da lui. Guid. 16:19
- E i Filistei lo presero e gli cavaron gli occhi; lo fecero scendere a Gaza, e lo legarono con catene di rame. Ed egli girava la macina nella prigione. Guid. 16:21
- Intanto, la capigliatura che gli avean tosata, cominciava a ricrescergli. Guid. 16:22
- e Sansone disse al fanciullo che lo teneva per la mano: `Lasciami, ch'io possa toccar le colonne sulle quali posa la casa, e m'appoggi ad esse'. Guid. 16:26
- Or la casa era piena d'uomini e di donne; e tutti i principi de' Filistei eran quivi; c'eran sul tetto circa tremila persone, fra uomini e donne, che stavano a guardare mentre Sansone faceva il buffone. Guid. 16:27
- Allora Sansone invocò l'Eterno, e disse: `O Signore, o Eterno, ti prego, ricordati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, o Dio, perch'io mi vendichi in un colpo solo de' Filistei, per la perdita de' miei due occhi'. Guid. 16:28
- E Sansone abbracciò le due colonne di mezzo, sulle quali posava la casa; s'appoggiò ad esse: all'una con la destra, all'altra con la sinistra, e disse: Guid. 16:29
- `Ch'io muoia insieme coi Filistei!' Si curvò con tutta la sua forza, e la casa rovinò addosso ai principi e a tutto il popolo che v'era dentro; talché più ne uccise egli morendo, che non ne avea uccisi da vivo. Guid. 16:30
- Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero e lo portaron via; quindi risalirono, e lo seppellirono fra Tsorea ed Eshtaol nel sepolcro di Manoah suo padre. Egli era stato giudice d'Israele per venti anni. Guid. 16:31
- In quel tempo, non v'era re in Israele; e in quel medesimo tempo, la tribù dei Daniti cercava un possesso per stabilirvisi, perché fino a quei giorni, non le era toccata alcuna eredità fra le tribù d'Israele. Guid. 18:1
- Come furon presso alla casa di Mica, riconobbero la voce del giovine Levita; e, avvicinatisi, gli chiesero: `Chi t'ha condotto qua? che fai in questo luogo? che hai tu qui?' Guid. 18:3
- Quelli gli risposero: `Taci, mettiti la mano sulla bocca, vieni con noi, e sarai per noi un padre e un sacerdote. Che è meglio per te, esser sacerdote in casa d'un uomo solo, ovvero esser sacerdote di una tribù e d'una famiglia in Israele?' Guid. 18:19
- Com'erano già lungi dalla casa di Mica, la gente che abitava nelle case vicine a quella di Mica, si radunò e inseguì i figliuoli di Dan. Guid. 18:22
- I figliuoli di Dan gli dissero: `Fa' che non s'oda la tua voce dietro a noi, perché degli uomini irritati potrebbero scagliarsi su voi, e tu ci perderesti la vita tua e quella della tua famiglia!' Guid. 18:25
- Ed essi, dopo aver preso le cose che Mica avea fatte e il sacerdote che aveva al suo servizio, giunsero a Lais, a un popolo che se ne stava tranquillo e in sicurtà; lo passarono a fil di spada, e dettero la città alle fiamme. Guid. 18:27
- E non ci fu alcuno che la liberasse, perch'era lontana da Sidon, e i suoi abitanti non avean relazioni con altra gente. Essa era nella valle che si estende verso Beth-Rehob. Guid. 18:28
- Poi i Daniti ricostruirono la città e l'abitarono. E le posero nome Dan, dal nome di Dan loro padre, che fu figliuolo d'Israele; ma prima, il nome della città era Lais. Guid. 18:29
- Così rizzarono per sé l'immagine scolpita che Mica avea fatta, durante tutto il tempo che la casa di Dio rimase a Sciloh. Guid. 18:31
- E si posero ambedue a sedere e mangiarono e bevvero assieme. Poi il padre della giovane disse al marito: `Ti prego, acconsenti a passar qui la notte, e il cuor tuo si rallegri'. Guid. 19:6
- E quando quell'uomo si levò per andarsene con la sua concubina e col suo servo, il suocero, il padre della giovane, gli disse: `Ecco, il giorno volge ora a sera; ti prego, trattienti qui questa notte; vedi, il giorno sta per finire; pernotta qui, e il cuor tuo si rallegri; e domani vi metterete di buon'ora in cammino e te ne andrai a casa'. Guid. 19:9
- Ma il marito non volle passar quivi la notte; si levò, partì, e giunse dirimpetto a Jebus, che è Gerusalemme, coi suoi due asini sellati e con la sua concubina. Guid. 19:10
- Il Levita entrò e si fermò sulla piazza della città; ma nessuno li accolse in casa per passar la notte. Guid. 19:15
- Quand'ecco un vecchio, che tornava la sera dai campi, dal suo lavoro; era un uomo della contrada montuosa d'Efraim, che abitava come forestiero in Ghibea, la gente del luogo essendo Beniaminita. Guid. 19:16
- Eppure abbiamo della paglia e del foraggio per i nostri asini, e anche del pane e del vino per me, per la tua serva e per il garzone che è coi tuoi servi; a noi non manca nulla'. Guid. 19:19
- Il vecchio gli disse: `La pace sia teco! Io m'incarico d'ogni tuo bisogno; ma non devi passar la notte sulla piazza'. Guid. 19:20
- Mentre stavano rallegrandosi, ecco gli uomini della città, gente perversa, circondare la casa, picchiare alla porta, e dire al vecchio, padron di casa: `Mena fuori quell'uomo ch'è entrato in casa tua ché lo vogliam conoscere!' Guid. 19:22
- Ecco qua la mia figliuola ch'è vergine, e la concubina di quell'uomo; io ve le menerò fuori, e voi servitevene, e fatene quel che vi pare; ma non commettete contro quell'uomo una simile infamia!' Guid. 19:24
- Ma quegli uomini non vollero dargli ascolto. Allora l'uomo prese la sua concubina e la menò fuori a loro; ed essi la conobbero, e abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; poi, allo spuntar dell'alba, la lasciaron andare. Guid. 19:25
- Il suo marito, la mattina, si levò, aprì la porta di casa e uscì per continuare il suo viaggio, quand'ecco la donna, la sua concubina, giacer distesa alla porta di casa, con le mani sulla soglia. Guid. 19:27
- Egli le disse: `Lèvati, andiamocene!' Ma non ebbe risposta. Allora il marito la caricò sull'asino, e partì per tornare alla sua dimora. Guid. 19:28
- E come fu giunto a casa, si munì d'un coltello, prese la sua concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mandò per tutto il territorio d'Israele. Guid. 19:29
- Allora tutti i figliuoli d'Israele uscirono, da Dan fino a Beer-Sceba e al paese di Galaad, e la raunanza si raccolse come un sol uomo dinanzi all'Eterno, a Mitspa. Guid. 20:1
- I capi di tutto il popolo, e tutte le tribù d'Israele si presentarono nella raunanza del popolo di Dio, in numero di quattrocentomila fanti, atti a trar la spada. Guid. 20:2
- Allora il Levita, il marito della donna ch'era stata uccisa, rispose: `Io ero giunto con la mia concubina a Ghibea di Beniamino per passarvi la notte. Guid. 20:4
- Ma gli abitanti di Ghibea si levarono contro di me e attorniarono di notte la casa dove stavo; aveano l'intenzione d'uccidermi; violentarono la mia concubina, ed ella morì. Guid. 20:5
- Io presi la mia concubina, la feci in pezzi, che mandai per tutto il territorio della eredità d'Israele, perché costoro han commesso un delitto e una infamia in Israele. Guid. 20:6
- Il censimento che in quel giorno si fece de' figliuoli di Beniamino usciti dalle città, fu di ventiseimila uomini atti a trar la spada, senza contare gli abitanti di Ghibea, che ascendevano al numero di settecento uomini scelti. Guid. 20:15
- Fra tutta questa gente c'erano settecento uomini scelti, ch'erano mancini. Tutti costoro poteano lanciare una pietra con la fionda ad un capello, senza fallire il colpo. Guid. 20:16
- Si fece pure il censimento degli uomini d'Israele, non compresi quelli di Beniamino; ed erano in numero di quattrocentomila uomini atti a trar la spada, tutta gente di guerra. Guid. 20:17
- E i Beniaminiti una seconda volta usciron da Ghibea contro di loro, e stesero morti al suolo altri diciottomila uomini de' figliuoli d'Israele, tutti atti a trar la spada. Guid. 20:25
- I figliuoli d'Israele salirono per la terza volta contro i figliuoli di Beniamino, e si disposero in ordine di battaglia presso Ghibea come le altre volte. Guid. 20:30
- E i figliuoli di Beniamino, avendo fatto una sortita contro il popolo, si lasciarono attirare lungi dalla città, e cominciarono a colpire e ad uccidere, come le altre volte, alcuni del popolo d'Israele, per le strade, delle quali una sale a Bethel, e l'altra a Ghibea per la campagna: ne uccisero circa trenta. Guid. 20:31
- Allora i figliuoli di Beniamino dissero: `Eccoli sconfitti davanti a noi come la prima volta!' Ma i figliuoli d'Israele dissero: `Fuggiamo, e attiriamoli lungi dalla città sulle strade maestre!' Guid. 20:32
- E tutti gli uomini d'Israele abbandonarono la loro posizione e si disposero in ordine di battaglia a Baal-Thamar, e l'imboscata d'Israele si slanciò fuori dal luogo ove si trovava, da Maareh-Ghibea. Guid. 20:33
- E l'Eterno sconfisse Beniamino davanti ad Israele; e i figliuoli d'Israele uccisero quel giorno venticinquemila e cento uomini di Beniamino, tutti atti a trar la spada. Guid. 20:35
- Ma quando il segnale, la colonna di fumo, cominciò ad alzarsi dalla città, que' di Beniamino si volsero indietro, ed ecco che tutta la città saliva in fiamme verso il cielo. Guid. 20:40
- E voltaron le spalle davanti agli uomini d'Israele, e presero la via del deserto; ma gli assalitori si misero alle loro calcagna, e stendevano morti sul posto quelli che uscivano dalle città. Guid. 20:42
- Così, il numero totale de' Beniaminiti che caddero quel giorno fu di venticinquemila, atti a trar la spada, tutta gente di valore. Guid. 20:46
- Or gli uomini d'Israele avean giurato a Mitspa, dicendo: `Nessuno di noi darà la sua figliuola in moglie a un Beniaminita'. Guid. 21:1
- E il popolo venne a Bethel, dove rimase fino alla sera in presenza di Dio, e alzando la voce, pianse dirottamente, e disse: Guid. 21:2
- Allora la raunanza mandò là dodicimila uomini dei più valorosi, e diede loro quest'ordine: `Andate, e mettete a fil di spada gli abitanti di Jabes in Galaad, con le donne e i bambini. Guid. 21:10
- Tutta la raunanza inviò de' messi per parlare ai figliuoli di Beniamino che erano al masso di Rimmon e per proclamar loro la pace. Guid. 21:13
- Allora i Beniaminiti tornarono e furon loro date le donne a cui era stata risparmiata la vita fra le donne di Jabes in Galaad; ma non ve ne fu abbastanza per tutti. Guid. 21:14
- E i figliuoli di Beniamino fecero a quel modo: si presero delle mogli, secondo il loro numero, fra le danzatrici; le rapirono, poi partirono e tornarono nella loro eredità, riedificarono le città e vi stabilirono la loro dimora. Guid. 21:23
- Al tempo dei giudici ci fu nel paese una carestia, e un uomo di Bethlehem di Giuda andò a stare nelle campagne di Moab con la moglie e i suoi due figliuoli. Ruth 1:1
- Quest'uomo si chiamava Elimelec; sua moglie, Naomi; e i suoi due figliuoli, Mahlon e Kilion; erano Efratei, di Bethlehem di Giuda. Giunti nelle campagne di Moab, vi fissarono la loro dimora. Ruth 1:2
- Poi Mahlon e Kilion morirono anch'essi tutti e due, e la donna restò priva de' suoi due figliuoli e del marito. Ruth 1:5
- aspettereste voi finché fossero grandi? Vi asterreste voi per questo dal maritarvi? No, figliuole mie; l'afflizione mia è più amara della vostra, poiché la mano dell'Eterno si è stesa contro di me'. Ruth 1:13
- Allora esse alzarono la voce e piansero di nuovo; e Orpa baciò la suocera, ma Ruth non si staccò da lei. Ruth 1:14
- Naomi disse a Ruth: `Ecco, la tua cognata se n'è tornata al suo popolo e ai suoi dèi; ritornatene anche tu, come la tua cognata!' Ruth 1:15
- dove morrai tu morrò anch'io, e quivi sarò sepolta. L'Eterno mi tratti col massimo rigore, se altra cosa che la morte mi separerà da te!' Ruth 1:17
- Quando Naomi la vide fermamente decisa ad andar con lei, non gliene parlò più. Ruth 1:18
- Così fecero il viaggio assieme fino al loro arrivo a Bethlehem. E quando giunsero a Bethlehem, tutta la città fu sossopra a motivo di loro. Le donne dicevano: `È proprio Naomi?' Ruth 1:19
- Così Naomi se ne tornò con Ruth, la Moabita, sua nuora, venuta dalle campagne di Moab. Esse giunsero a Bethlehem quando si cominciava a mietere l'orzo. Ruth 1:22
- Ruth, la Moabita, disse a Naomi: `Lasciami andare nei campi a spigolare dietro a colui agli occhi del quale avrò trovato grazia'. Ed ella le rispose: `Va' figliuola mia'. Ruth 2:2
- Allora Ruth si gettò giù, prostrandosi con la faccia a terra, e gli disse: `Come mai ho io trovato grazia agli occhi tuoi che tu faccia caso di me che sono una straniera?' Ruth 2:10
- Boaz le rispose: `M'è stato riferito tutto quello che hai fatto per la tua suocera dopo la morte di tuo marito, e come hai abbandonato tuo padre, tua madre e il tuo paese natìo, per venire a un popolo che prima non conoscevi. Ruth 2:11
- L'Eterno ti rimuneri di quel che hai fatto, e la tua ricompensa sia piena da parte dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele, sotto le ali del quale sei venuta a rifugiarti!' Ruth 2:12
- E cavate anche, per lei, delle spighe dai manipoli; e lasciatele lì perch'essa le raccatti, e non la sgridate!' Ruth 2:16
- Se lo caricò addosso, entrò in città, e la sua suocera vide ciò ch'essa avea spigolato; e Ruth trasse fuori quello che le era rimasto del cibo dopo essersi saziata, e glielo diede. Ruth 2:18
- La suocera le chiese: `Dove hai spigolato oggi? Dove hai lavorato? Benedetto colui che t'ha fatto così buona accoglienza!' E Ruth disse alla suocera presso di chi avea lavorato, e aggiunse: `L'uomo presso il quale ho lavorato oggi, si chiama Boaz'. Ruth 2:19
- E Naomi disse alla sua nuora: `Sia egli benedetto dall'Eterno, poiché non ha rinunziato a mostrare ai vivi la bontà ch'ebbe verso i morti!' E aggiunse: `Quest'uomo è nostro parente stretto; è di quelli che hanno su noi il diritto di riscatto'. Ruth 2:20
- E Ruth, la Moabita: `M'ha anche detto: Rimani coi miei servi, finché abbian finita tutta la mia messe'. Ruth 2:21
- Ella rimase dunque con le serve di Boaz, a spigolare, sino alla fine della messe degli orzi e del frumento. E stava di casa con la sua suocera. Ruth 2:23
- E quando se n'andrà a dormire, osserva il luogo dov'egli dorme; poi va', alzagli la coperta dalla parte de' piedi, e mettiti lì a giacere; ed egli ti dirà quello che tu debba fare'. Ruth 3:4
- E scese all'aia, e fece tutto quello che la suocera le aveva ordinato. Ruth 3:6
- Boaz mangiò e bevve e, col cuor allegro, se n'andò a dormire presso al monte delle mannelle. Allora ella venne pian piano, gli alzò la coperta dalla parte de' piedi, e si mise a giacere. Ruth 3:7
- Ed egli a lei: `Sii benedetta dall'Eterno, figliuola mia! La tua bontà d'adesso supera quella di prima, giacché non sei andata dietro a de' giovani, poveri o ricchi. Ruth 3:10
- Passa qui la notte; e domattina, se quello vorrà far valere il suo diritto su di te, va bene, lo faccia pure; ma se non gli piacerà di far valere il suo diritto, io farò valere il mio, com'è vero che l'Eterno vive! Sta' coricata fino al mattino'. Ruth 3:13
- E Naomi disse: `Rimani qui, figliuola mia, finché tu vegga come la cosa riuscirà; poiché quest'uomo non si darà posa, finché non abbia oggi stesso terminato quest'affare'. Ruth 3:18
- Poi Boaz disse a colui che avea il diritto di riscatto: `Naomi, ch'è tornata dalle campagne di Moab, mette in vendita la parte di terra che apparteneva ad Elimelec nostro fratello. Ruth 4:3
- Allora Boaz disse: `Il giorno che acquisterai il campo dalla mano di Naomi, tu lo acquisterai anche da Ruth, la Moabita, moglie del defunto, per far rivivere il nome del defunto nella sua eredità'. Ruth 4:5
- Colui che aveva il diritto di riscatto rispose: `Io non posso far valere il mio diritto, perché rovinerei la mia propria eredità; subentra tu nel mio diritto di riscatto, giacché io non posso valermene'. Ruth 4:6
- - Or v'era in Israele quest'antica usanza, per render valido un contratto di riscatto o di cessione di proprietà: uno si cavava la scarpa e la dava all'altro; era il modo di attestazione in Israele. - Ruth 4:7
- Così, colui che aveva il diritto di riscatto disse a Boaz: `Fa' l'acquisto per conto tuo'; e si cavò la scarpa. Ruth 4:8
- e che ho pure acquistato Ruth, la Moabita, moglie di Mahlon, perché sia mia moglie, affin di far rivivere il nome del defunto nella sua eredità, onde il nome del defunto non si estingua tra i suoi fratelli e alla porta della sua città. Voi ne siete oggi testimoni'. Ruth 4:10
- E tutto il popolo che si trovava alla porta della città e gli anziani risposero: `Ne siamo testimoni. L'Eterno faccia che la donna ch'entra in casa tua sia come Rachele e come Lea, le due donne che fondarono la casa d'Israele. Spiega la tua forza in Efrata, e fatti un nome in Bethlehem! Ruth 4:11
- Possa la progenie che l'Eterno ti darà da questa giovine, render la tua casa simile alla casa di Perets, che Tamar partorì a Giuda!' Ruth 4:12
- Così Boaz prese Ruth, che divenne sua moglie. Egli entrò da lei, e l'Eterno le diè la grazia di concepire, ed ella partorì un figliuolo. Ruth 4:13
- Egli consolerà l'anima tua e sarà il sostegno della tua vecchiaia; l'ha partorito la tua nuora che t'ama, e che vale per te più di sette figliuoli'. Ruth 4:15
- Ecco la posterità di Perets: Perets generò Hetsron; Ruth 4:18
- E la rivale mortificava continuamente Anna affin d'inasprirla perché l'Eterno l'avea fatta sterile. 1 Sam. 1:6
- Così avveniva ogni anno; ogni volta che Anna saliva alla casa dell'Eterno, Peninna la mortificava a quel modo; ond'ella piangeva e non mangiava più. 1 Sam. 1:7
- E fece un voto, dicendo: `O Eterno degli eserciti! se hai riguardo all'afflizione della tua serva, e ti ricordi di me, e non dimentichi la tua serva, e dai alla tua serva un figliuolo maschio, io lo consacrerò all'Eterno per tutti i giorni della sua vita, e il rasoio non passerà sulla sua testa'. 1 Sam. 1:11
- E, com'ella prolungava la sua preghiera dinanzi all'Eterno, Eli stava osservando la bocca di lei. 1 Sam. 1:12
- Anna parlava in cuor suo; e si movevano soltanto le sue labbra ma non si sentiva la sua voce; onde Eli credette ch'ella fosse ubriaca; 1 Sam. 1:13
- Non prender la tua serva per una donna da nulla; perché l'eccesso del mio dolore e della tristezza mia m'ha fatto parlare fino adesso'. 1 Sam. 1:16
- Ed Eli replicò: `Va' in pace, e l'Iddio d'Israele esaudisca la preghiera che gli hai rivolta!' 1 Sam. 1:17
- Ella rispose: `Possa la tua serva trovar grazia agli occhi tuoi!' Così la donna se ne andò per la sua via, mangiò, e il suo sembiante non fu più quello di prima. 1 Sam. 1:18
- E quell'uomo, Elkana, salì con tutta la sua famiglia per andare a offrire all'Eterno il sacrifizio annuo e a sciogliere il suo voto. 1 Sam. 1:21
- Elkana, suo marito, le rispose: `Fa' come ti par bene; rimani finché tu l'abbia divezzato, purché l'Eterno adempia la sua parola!' Così la donna rimase a casa, e allattò il suo figliuolo fino al momento di divezzarlo. 1 Sam. 1:23
- E, dal canto mio, lo dono all'Eterno; e finché gli durerà la vita, egli sarà donato all'Eterno'. E si prostraron quivi dinanzi all'Eterno. 1 Sam. 1:28
- Allora Anna pregò, e disse: Il mio cuore esulta nell'Eterno, l'Eterno mi ha dato una forza vittoriosa, la mia bocca s'apre contro i miei nemici perché gioisco per la liberazione che tu m'hai concessa. 1 Sam. 2:1
- Quei ch'eran satolli s'allogano per aver del pane, e quei che pativan la fame non la patiscono più; perfin la sterile partorisce sette volte, mentre quella che avea molti figli diventa fiacca. 1 Sam. 2:5
- Egli veglierà sui passi de' suoi fedeli, ma gli empi periranno nelle tenebre; poiché l'uomo non trionferà per la sua forza. 1 Sam. 2:9
- Gli avversari dell'Eterno saran frantumati. Egli tonerà contr'essi dal cielo; l'Eterno giudicherà gli estremi confini della terra, darà forza al suo re, farà grande la potenza del suo unto. 1 Sam. 2:10
- Ed ecco qual era il modo d'agire di questi sacerdoti riguardo al popolo: quando qualcuno offriva un sacrifizio, il servo del sacerdote veniva, nel momento in cui si faceva cuocere la carne, avendo in mano una forchetta a tre punte; 1 Sam. 2:13
- la piantava nella caldaia o nel paiuolo o nella pentola o nella marmitta; e tutto quello che la forchetta tirava su, il sacerdote lo pigliava per sé. Così facevano a tutti gl'Israeliti, che andavano là, a Sciloh. 1 Sam. 2:14
- E se quell'uomo gli diceva: `Si faccia, prima di tutto, fumare il grasso; poi prenderai quel che vorrai', egli rispondeva: `No, me la devi dare ora; altrimenti la prenderò per forza!' 1 Sam. 2:16
- Il peccato dunque di que' giovani era grande oltremodo agli occhi dell'Eterno, perché la gente sprezzava le offerte fatte all'Eterno. 1 Sam. 2:17
- E l'Eterno visitò Anna, la quale concepì e partorì tre figliuoli e due figliuole. E il giovinetto Samuele cresceva presso l'Eterno. 1 Sam. 2:21
- Perciò, così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Io avevo dichiarato che la tua casa e la casa di tuo padre sarebbero al mio servizio, in perpetuo; ma ora l'Eterno dice: Lungi da me tal cosa! Poiché io onoro quelli che m'onorano, e quelli che mi sprezzano saranno avviliti. 1 Sam. 2:30
- Or il giovinetto Samuele serviva all'Eterno sotto gli occhi di Eli. La parola dell'Eterno era rara, a quei tempi, e le visioni non erano frequenti. 1 Sam. 3:1
- In quel medesimo tempo, Eli, la cui vista cominciava a intorbidarsi in guisa ch'egli non ci poteva vedere, se ne stava un giorno coricato nel suo luogo consueto; 1 Sam. 3:2
- la lampada di Dio non era ancora spenta, e Samuele era coricato nel tempio dell'Eterno dove si trovava l'arca di Dio. 1 Sam. 3:3
- Or Samuele non conosceva ancora l'Eterno, e la parola dell'Eterno non gli era ancora stata rivelata. 1 Sam. 3:7
- L'Eterno chiamò di bel nuovo Samuele, per la terza volta. Ed egli s'alzò, andò da Eli e disse: `Eccomi, poiché tu m'hai chiamato'. Allora Eli comprese che l'Eterno chiamava il giovinetto. 1 Sam. 3:8
- In quel giorno io metterò ad effetto contro ad Eli, dal principio fino alla fine, tutto ciò che ho detto circa la sua casa. 1 Sam. 3:12
- Gli ho predetto che avrei esercitato i miei giudizi sulla casa di lui in perpetuo, a cagione della iniquità ch'egli ben conosce, poiché i suoi figli hanno attratto su di sé la maledizione, ed egli non li ha repressi. 1 Sam. 3:13
- Samuele rimase coricato sino alla mattina, poi aprì le porte della casa dell'Eterno. Egli temeva di raccontare ad Eli la visione. 1 Sam. 3:15
- Ed Eli: `Qual è la parola ch'Egli t'ha detta? Ti prego, non me la celare! Iddio ti tratti col massimo rigore, se mi nascondi qualcosa di tutto quello ch'Egli t'ha detto'. 1 Sam. 3:17
- L'Eterno continuò ad apparire a Sciloh, poiché a Sciloh l'Eterno si rivelava a Samuele mediante la sua parola, e la parola di Samuele era rivolta a tutto Israele. 1 Sam. 3:21
- E quando l'arca del patto dell'Eterno entrò nel campo, tutto Israele diè in grandi grida di gioia, sì che ne rimbombò la terra. 1 Sam. 4:5
- I Filistei dunque combatterono, e Israele fu sconfitto, e ciascuno se ne fuggì nella sua tenda. La rotta fu enorme, e caddero, d'Israele, trentamila fanti. 1 Sam. 4:10
- Un uomo di Beniamino, fuggito dal campo di battaglia, giunse correndo a Sciloh quel medesimo giorno, con le vesti stracciate e la testa coperta di terra. 1 Sam. 4:12
- Al suo arrivo, ecco che Eli stava sull'orlo della strada, seduto sul suo seggio, aspettando ansiosamente, perché gli tremava il cuore per l'arca di Dio. E come quell'uomo entrò nella città portando la nuova, un grido si levò da tutta la città. 1 Sam. 4:13
- Ed Eli, udendo lo strepito delle grida, disse: `Che significa il chiasso di questo tumulto?' E quell'uomo andò in fretta a portar la nuova ad Eli. 1 Sam. 4:14
- Or Eli avea novantott'anni; la vista gli era venuta meno, sicché non potea vedere. 1 Sam. 4:15
- Quell'uomo gli disse: `Son io che vengo dal campo di battaglia e che ne son fuggito oggi'. Ed Eli disse: `Com'è andata la cosa, figliuol mio?' 1 Sam. 4:16
- E colui che portava la nuova, rispondendo, disse: `Israele è fuggito d'innanzi ai Filistei; e v'è stata una grande strage fra il popolo; anche i tuoi due figliuoli, Hofni e Fineas, sono morti, e l'arca di Dio è stata presa'. 1 Sam. 4:17
- E come ebbe mentovato l'arca di Dio, Eli cadde dal suo seggio all'indietro, allato alla porta, si ruppe la nuca, e morì, perché era un uomo vecchio e pesante. Era stato giudice d'Israele quarant'anni. 1 Sam. 4:18
- La nuora di lui, moglie di Fineas, era incinta e prossima al parto; quando udì la nuova che l'arca di Dio era presa e che il suo suocero e il suo marito erano morti, si curvò e partorì, perché sorpresa a un tratto dai dolori. 1 Sam. 4:19
- E al suo bambino pose nome Icabod, dicendo: `La gloria ha esulato da Israele', perché l'arca di Dio era stata presa, e a motivo del suo suocero e del suo marito. 1 Sam. 4:21
- E disse: `La gloria ha esulato da Israele, perché l'arca di Dio è stata presa'. 1 Sam. 4:22
- I Filistei, dunque, presero l'arca di Dio, e la trasportarono da Eben-Ezer a Asdod; 1 Sam. 5:1
- presero l'arca di Dio, la portarono nella casa di Dagon, e la posarono allato a Dagon. 1 Sam. 5:2
- E il giorno dopo, gli Asdodei alzatisi di buon'ora trovarono Dagon caduto con la faccia a terra, davanti all'arca dell'Eterno. Presero Dagon e lo rimisero al suo posto. 1 Sam. 5:3
- Il giorno dopo, alzatisi di buon'ora, trovarono che Dagon era di nuovo caduto con la faccia a terra, davanti all'arca dell'Eterno; la testa e ambedue le mani di Dagon giacevano mozzate sulla soglia, e non gli restava più che il tronco. 1 Sam. 5:4
- Poi la mano dell'Eterno si aggravò su quei di Asdod, portò fra loro la desolazione, e li colpì di emorroidi, a Asdod e nel suo territorio. 1 Sam. 5:6
- E quando quelli di Asdod videro che così avveniva, dissero: `L'arca dell'Iddio d'Israele non rimarrà presso di noi, poiché la mano di lui è dura su noi e su Dagon, nostro dio'. 1 Sam. 5:7
- E trasportaron quivi l'arca dell'Iddio d'Israele. E come l'ebbero trasportata, la mano dell'Eterno si volse contro la città, e vi fu una immensa costernazione. L'Eterno colpì gli uomini della città, piccoli e grandi, e un flagello d'emorroidi scoppiò fra loro. 1 Sam. 5:9
- Mandaron quindi a convocare tutti i principi dei Filistei, e dissero: `Rimandate l'arca dell'Iddio d'Israele; torni essa al suo posto, e non faccia morir noi e il nostro popolo!' Poiché tutta la città era in preda a un terrore di morte, e la mano di Dio s'aggravava grandemente su di essa. 1 Sam. 5:11
- E quelli risposero: `Se rimandate l'arca dell'Iddio d'Israele, non la rimandate senza nulla, ma fategli ad ogni modo un'offerta di riparazione; allora guarirete, e così saprete perché la sua mano non abbia cessato d'aggravarsi su voi'. 1 Sam. 6:3
- Fate dunque delle figure delle vostre emorroidi e delle figure dei topi che vi devastano il paese, e date gloria all'Iddio d'Israele; forse egli cesserà d'aggravare la sua mano su voi, sui vostri dèi e sul vostro paese. 1 Sam. 6:5
- E perché indurereste il cuor vostro come gli Egiziani e Faraone indurarono il cuor loro? Dopo ch'Egli ebbe spiegato contro ad essi la sua potenza, gli Egiziani non lasciarono essi partire gl'Israeliti, sì che questi poterono andarsene? 1 Sam. 6:6
- E state a vedere: se sale per la via che mena al suo paese, verso Beth-Scemesh, vuol dire che l'Eterno è quegli che ci ha fatto questo gran male; se no, sapremo che, non la sua mano ci ha percossi, ma che questo ci è avvenuto per caso'. 1 Sam. 6:9
- Poi misero sul carro l'arca dell'Eterno e la cassetta coi topi d'oro e le figure delle emorroidi. 1 Sam. 6:11
- Le vacche presero direttamente la via che mena a Beth-Scemesh; seguiron sempre la medesima strada, muggendo mentre andavano, e non piegarono né a destra né a sinistra. I principi dei Filistei tennero loro dietro, sino ai confini di Beth-Scemesh. 1 Sam. 6:12
- I Leviti deposero l'arca dell'Eterno e la cassetta che le stava accanto e conteneva gli oggetti d'oro, e misero ogni cosa sulla gran pietra; e, in quello stesso giorno, quei di Beth-Scemesh offrirono olocausti e presentarono sacrifizi all'Eterno. 1 Sam. 6:15
- Que' di Kiriath-Jearim vennero, menarono su l'arca dell'Eterno, e la trasportarono in casa di Abinadab, sulla collina, e consacrarono il suo figliuolo Eleazar, perché custodisse l'arca dell'Eterno. 1 Sam. 7:1
- Ora dal giorno che l'arca era stata collocata a Kiriath-Jearim era passato molto tempo; vent'anni erano trascorsi e tutta la casa d'Israele sospirava, anelando all'Eterno. 1 Sam. 7:2
- Allora Samuele parlò a tutta la casa d'Israele dicendo: `Se tornate all'Eterno con tutto il vostro cuore, togliete di mezzo a voi gli dèi stranieri e gl'idoli di Astarte, volgete risolutamente il cuor vostro verso l'Eterno, e servite a lui solo; ed egli vi libererà dalle mani dei Filistei'. 1 Sam. 7:3
- Ed essi si adunarono a Mitspa, attinsero dell'acqua e la sparsero davanti all'Eterno, e digiunarono quivi quel giorno, e dissero: `Abbiamo peccato contro l'Eterno'. E Samuele fece la funzione di giudice d'Israele a Mitspa. 1 Sam. 7:6
- Quando i Filistei seppero che i figliuoli d'Israele s'erano adunati a Mitspa, i principi loro salirono contro Israele. La qual cosa avendo udita i figliuoli d'Israele, ebbero paura dei Filistei, 1 Sam. 7:7
- Allora Samuele prese una pietra, la pose tra Mitspa e Scen, e la chiamò Eben-Ezer, dicendo: `Fin qui l'Eterno ci ha soccorsi'. 1 Sam. 7:12
- I Filistei furono umiliati, e non tornaron più ad invadere il territorio d'Israele; e la mano dell'Eterno fu contro i Filistei per tutto il tempo di Samuele. 1 Sam. 7:13
- I suoi figliuoli però non seguivano le sue orme, ma si lasciavano sviare dalla cupidigia, accettavano regali e pervertivano la giustizia. 1 Sam. 8:3
- `Ecco, tu sei oramai vecchio, e i tuoi figliuoli non seguono le tue orme; or dunque stabilisci su di noi un re che ci amministri la giustizia, come l'hanno tutte le nazioni'. 1 Sam. 8:5
- A Samuele dispiacque questo lor dire: `Dacci un re che amministri la giustizia fra noi'; e Samuele pregò l'Eterno. 1 Sam. 8:6
- Prenderà la decima delle vostre semente e delle vostre vigne per darla ai suoi eunuchi e ai suoi servitori. 1 Sam. 8:15
- Prenderà la decima de' vostri greggi, e voi sarete suoi schiavi. 1 Sam. 8:17
- e anche noi saremo come tutte le nazioni; il nostro re amministrerà la giustizia fra noi, marcerà alla nostra testa e condurrà le nostre guerre'. 1 Sam. 8:20
- aveva un figliuolo per nome Saul, giovine e bello; non ve n'era tra i figliuoli d'Israele uno più bello di lui: era più alto di tutta la gente dalle spalle in su. 1 Sam. 9:2
- Egli passò per la contrada montuosa di Efraim e attraversò il paese di Shalisha, senza trovarle; poi passarono per il paese di Shaalim, ma non vi erano; attraversarono il paese dei Beniaminiti, ma non le trovarono. 1 Sam. 9:4
- Il servo gli disse: `Ecco, v'è in questa città un uomo di Dio, ch'è tenuto in grande onore; tutto quello ch'egli dice, succede sicuramente; andiamoci; forse egli c'indicherà la via che dobbiamo seguire'. 1 Sam. 9:6
- Il servo replicò a Saul, dicendo: `Ecco, io mi trovo in possesso del quarto d'un siclo d'argento; lo darò all'uomo di Dio, ed egli c'indicherà la via'. 1 Sam. 9:8
- Mentre facevano la salita che mena alla città, trovarono delle fanciulle che uscivano ad attingere acqua, e chiesero loro: `È qui il veggente?' 1 Sam. 9:11
- Saul s'avvicinò a Samuele entro la porta della città, e gli disse: `Indicami, ti prego, dove sia la casa del veggente'. 1 Sam. 9:18
- E quanto alle asine smarrite tre giorni fa, non dartene pensiero, perché son trovate. E per chi è tutto quello che v'è di desiderabile in Israele? Non è esso per te e per tutta la casa di tuo padre?' 1 Sam. 9:20
- Saul, rispondendo, disse: `Non son io un Beniaminita? di una delle più piccole tribù d'Israele? La mia famiglia non è essa la più piccola fra tutte le famiglie della tribù di Beniamino? Perché dunque mi parli a questo modo?' 1 Sam. 9:21
- E Samuele disse al cuoco: `Porta qua la porzione che t'ho data, e della quale t'ho detto: Tienla in serbo presso di te'. 1 Sam. 9:23
- Il cuoco allora prese la coscia e ciò che v'aderiva, e la mise davanti a Saul. E Samuele disse: `Ecco ciò ch'è stato tenuto in serbo; mettitelo dinanzi e mangia, poiché è stato serbato apposta per te quand'ho invitato il popolo'. Così Saul, quel giorno, mangiò con Samuele. 1 Sam. 9:24
- Quando furon discesi all'estremità della città, Samuele disse a Saul: `Di' al servo che passi, e vada innanzi a noi (e il servo passò); ma tu adesso fermati, ed io ti farò udire la parola di Dio'. 1 Sam. 9:27
- Poi arriverai a Ghibea-Elohim, dov'è la guarnigione dei Filistei; e avverrà che, entrando in città, incontrerai una schiera di profeti che scenderanno dall'alto luogo, preceduti da saltèri, da timpani, da flauti, da cetre, e che profeteranno. 1 Sam. 10:5
- Poi Samuele fece accostare tutte le tribù d'Israele, e la tribù di Beniamino fu designata dalla sorte. 1 Sam. 10:20
- Fece quindi accostare la tribù di Beniamino per famiglie, e la famiglia di Matri fu designata dalla sorte. Poi fu designato Saul, figliuolo di Kis; e lo cercarono, ma non fu trovato. 1 Sam. 10:21
- Corsero a trarlo di là; e quand'egli si presentò in mezzo al popolo, era più alto di tutta la gente dalle spalle in su. 1 Sam. 10:23
- Allora Samuele espose al popolo la legge del regno, e la scrisse in un libro, che depose nel cospetto dell'Eterno. Poi Samuele rimandò tutto il popolo, ciascuno a casa sua. 1 Sam. 10:25
- I messi vennero dunque a Ghibea di Saul, riferirono queste parole in presenza del popolo, e tutto il popolo alzò la voce, e pianse. 1 Sam. 11:4
- Il giorno seguente, Saul divise il popolo in tre schiere, che penetrarono nel campo degli Ammoniti in su la vigilia del mattino, e li batterono fino alle ore calde del giorno. Quelli che scamparono furon dispersi in guisa che non ne rimasero due assieme. 1 Sam. 11:11
- Eccomi qui; rendete la vostra testimonianza a mio carico, in presenza dell'Eterno e in presenza del suo unto: A chi ho preso il bue? A chi ho preso l'asino? Chi ho defraudato? A chi ho fatto violenza? Dalle mani di chi ho accettato doni per chiuder gli occhi a suo riguardo? Io vi restituirò ogni cosa!' 1 Sam. 12:3
- Or dunque presentatevi, ond'io, dinanzi all'Eterno, dibatta con voi la causa relativa a tutte le opere di giustizia che l'Eterno ha compiute a beneficio vostro e dei vostri padri. 1 Sam. 12:7
- ma, se non ubbidite alla voce dell'Eterno, se vi ribellate al comandamento dell'Eterno, la mano dell'Eterno sarà contro di voi, come fu contro i vostri padri. 1 Sam. 12:15
- E, quanto a me, lungi da me il peccare contro l'Eterno cessando di pregare per voi! Anzi, io vi mostrerò la buona e diritta via. 1 Sam. 12:23
- Gionatan batté la guarnigione de' Filistei che stava a Gheba, e i Filistei lo seppero; e Saul fe' sonar la tromba per tutto il paese, dicendo: `Lo sappiano gli Ebrei!' 1 Sam. 13:3
- E tutto Israele sentì dire: `Saul ha battuto la guarnigione de' Filistei, e Israele è venuto in odio ai Filistei'. Così il popolo fu convocato a Ghilgal per seguir Saul. 1 Sam. 13:4
- E i Filistei si radunarono per combattere contro Israele; aveano trentamila carri, seimila cavalieri, e gente numerosa come la rena ch'è sul lido del mare. Saliron dunque e si accamparono a Micmas, a oriente di Beth-Aven. 1 Sam. 13:5
- Poi Samuele si levò e salì da Ghilgal a Ghibea di Beniamino, e Saul fece la rassegna del popolo che si trovava con lui; eran circa seicento uomini. 1 Sam. 13:15
- Or Saul, Gionatan suo figliuolo, e la gente che si trovava con essi occupavano Ghibea di Beniamino, mentre i Filistei erano accampati a Micmas. 1 Sam. 13:16
- Dal campo de' Filistei uscirono dei guastatori divisi in tre schiere: una prese la via d'Ofra, verso il paese di Shual; 1 Sam. 13:17
- l'altra prese la via di Beth-Horon; la terza prese la via della frontiera che guarda la valle di Tseboim, verso il deserto. 1 Sam. 13:18
- E tutti gl'Israeliti scendevano dai Filistei per farsi aguzzare chi il suo vomero, chi la sua zappa, chi la sua scure, chi la sua vanga. 1 Sam. 13:20
- Così avvenne che il dì della battaglia non si trovava in mano a tutta la gente ch'era con Saul e con Gionatan, né spada né lancia; non se ne trovava che in man di Saul e di Gionatan suo figliuolo. 1 Sam. 13:22
- E la guarnigione dei Filistei uscì ad occupare il passo di Micmas. 1 Sam. 13:23
- Or avvenne che un giorno, Gionatan, figliuolo di Saul, disse al giovane suo scudiero: `Vieni, andiamo verso la guarnigione de' Filistei, che è là dall'altra parte'. Ma non ne disse nulla a suo padre. 1 Sam. 14:1
- Saul stava allora all'estremità di Ghibea sotto il melagrano di Migron, e la gente che avea seco noverava circa seicento uomini; 1 Sam. 14:2
- Gionatan disse al suo giovane scudiero: `Vieni, andiamo verso la guarnigione di questi incirconcisi; forse l'Eterno agirà per noi, poiché nulla può impedire all'Eterno di salvare con molta o con poca gente'. 1 Sam. 14:6
- Gionatan salì, arrampicandosi con le mani e coi piedi, seguito dal suo scudiero. E i Filistei caddero dinanzi a Gionatan; e lo scudiero dietro a lui dava loro la morte. 1 Sam. 14:13
- In questa prima disfatta, inflitta da Gionatan e dal suo scudiero, caddero circa venti uomini, sullo spazio di circa la metà di un iugero di terra. 1 Sam. 14:14
- E lo spavento si sparse nell'accampamento, nella campagna e fra tutto il popolo; la guarnigione e i guastatori furono anch'essi spaventati; il paese tremò; fu uno spavento di Dio. 1 Sam. 14:15
- Le sentinelle di Saul a Ghibea di Beniamino guardarono ed ecco che la moltitudine si sbandava e fuggiva di qua e di là. 1 Sam. 14:16
- Allora Saul disse alla gente ch'era con lui: `Fate la rassegna, e vedete chi se n'è andato da noi'. E, fatta la rassegna, ecco che mancavano Gionatan e il suo scudiero. 1 Sam. 14:17
- E mentre Saul parlava col sacerdote, il tumulto andava aumentando nel campo de' Filistei; e Saul disse al sacerdote: `Ritira la mano!' 1 Sam. 14:19
- Poi Saul e tutto il popolo ch'era con lui si radunarono e s'avanzarono fino al luogo della battaglia; ed ecco che la spada dell'uno era rivolta contro l'altro, e la confusione era grandissima. 1 Sam. 14:20
- In quel giorno l'Eterno salvò Israele, e la battaglia s'estese fin oltre Beth-Aven. 1 Sam. 14:23
- E come il popolo fu entrato nella foresta, vide il miele che colava; ma nessuno si portò la mano alla bocca, perché il popolo rispettava il giuramento. 1 Sam. 14:26
- Ma Gionatan non avea sentito quando suo padre avea fatto giurare il popolo; e stese la punta del bastone che teneva in mano, la intinse nel miele che colava, portò la mano alla bocca, e gli si rischiarò la vista. 1 Sam. 14:27
- Allora Gionatan disse: `Mio padre ha recato un danno al paese; vedete come l'aver gustato un po' di questo miele m'ha rischiarato la vista! 1 Sam. 14:29
- E Saul soggiunse: `Andate attorno fra il popolo, e dite a ognuno di menarmi qua il suo bue e la sua pecora, e di scannarli qui; poi mangiate, e non peccate contro l'Eterno, mangiando carne con sangue!' E, quella notte, ognuno del popolo menò di propria mano il suo bue, e lo scannò quivi. 1 Sam. 14:34
- Saul disse all'Eterno: `Dio d'Israele, fa' conoscere la verità!' E Gionatan e Saul furon designati dalla sorte, e il popolo scampò. 1 Sam. 14:41
- Allora Saul disse a Gionatan: `Dimmi quello che hai fatto'. E Gionatan glielo confessò, e disse: `Sì, io assaggiai un po' di miele, con la punta del bastone che avevo in mano; eccomi qui: morrò!' 1 Sam. 14:43
- I figliuoli di Saul erano: Gionatan, Ishvi e Malkishua; e delle sue due figliuole, la primogenita si chiamava Merab, e la minore Mical. 1 Sam. 14:49
- Saul dunque convocò il popolo e ne fece la rassegna in Telaim: erano duecentomila fanti e diecimila uomini di Giuda. 1 Sam. 15:4
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Samuele, dicendo: 1 Sam. 15:10
- `Io mi pento d'aver stabilito re Saul, perché si è sviato da me, e non ha eseguito i miei ordini'. Samuele ne fu irritato, e gridò all'Eterno tutta la notte. 1 Sam. 15:11
- Poi si levò la mattina di buon'ora e andò incontro a Saul; e vennero a dire a Samuele: `Saul è andato a Carmel, ed ecco che vi s'è eretto un trofeo; poi se n'è ritornato e, passando più lungi, è sceso a Ghilgal'. 1 Sam. 15:12
- E Saul disse a Samuele: `Ma io ho ubbidito alla voce dell'Eterno, ho compiuto la missione che l'Eterno m'aveva affidata, ho menato Agag, re di Amalek, e ho votato allo sterminio gli Amalekiti; 1 Sam. 15:20
- poiché la ribellione è come il peccato della divinazione, e l'ostinatezza è come l'adorazione degli idoli e degli dèi domestici. Giacché tu hai rigettata la parola dell'Eterno, anch'egli ti rigetta come re'. 1 Sam. 15:23
- `Io non ritornerò con te, poiché hai rigettato la parola dell'Eterno, e l'Eterno ha rigettato te perché tu non sia più re sopra Israele'. 1 Sam. 15:26
- E colui ch'è la gloria d'Israele non mentirà e non si pentirà; poiché egli non è un uomo perché abbia da pentirsi'. 1 Sam. 15:29
- Samuele gli disse: `Come la tua spada ha privato le donne di figliuoli, così la madre tua sarà privata di figliuoli fra le donne'. E Samuele fe' squartare Agag in presenza dell'Eterno a Ghilgal. 1 Sam. 15:33
- I Filistei stavano sul monte da una parte, e Israele stava sul monte dall'altra parte; e fra loro c'era la valle. 1 Sam. 17:3
- L'asta della sua lancia era come un subbio di tessitore; la punta della lancia pesava seicento sicli di ferro, e colui che portava la sua targa lo precedeva. 1 Sam. 17:7
- E il Filisteo si faceva avanti la mattina e la sera, e si presentò così per quaranta giorni. 1 Sam. 17:16
- Gli uomini d'Israele dicevano: `Avete visto quell'uomo che s'avanza? Egli s'avanza per coprir d'obbrobrio Israele. Se qualcuno l'uccide, il re lo farà grandemente ricco, gli darà la sua propria figliuola, ed esenterà in Israele la casa del padre di lui da ogni aggravio'. 1 Sam. 17:25
- E la gente gli rispose con le stesse parole, dicendo: `Si farà questo e questo a colui che lo ucciderà'. 1 Sam. 17:27
- Eliab, suo fratello maggiore, avendo udito Davide parlare a quella gente, s'accese d'ira contro di lui, e disse: `Perché sei sceso qua? E a chi hai lasciato quelle poche pecore nel deserto? Io conosco il tuo orgoglio e la malignità del tuo cuore; tu sei sceso qua per veder la battaglia?' 1 Sam. 17:28
- E, scostandosi da lui, si rivolse ad un altro, facendo la stessa domanda; e la gente gli diede la stessa risposta di prima. 1 Sam. 17:30
- io gli correvo dietro, lo colpivo, gli strappavo dalle fauci la preda; e se quello mi si rivoltava contro, io lo pigliavo per le ganasce, lo ferivo e l'ammazzavo. 1 Sam. 17:35
- Poi Davide cinse la spada di Saul sopra la sua armatura, e cercò di camminare, perché non aveva ancora provato; ma disse a Saul: `Io non posso camminare con quest'armatura; non ci sono abituato'. E se la tolse di dosso. 1 Sam. 17:39
- E prese in mano il suo bastone, si scelse nel torrente cinque pietre ben lisce, le pose nella sacchetta da pastore, che gli serviva di carniera, e con la fionda in mano mosse contro il Filisteo. 1 Sam. 17:40
- e il Filisteo disse a Davide: `Vieni qua ch'io dia la tua carne agli uccelli del cielo e alle bestie de' campi'. 1 Sam. 17:44
- Allora Davide rispose al Filisteo: `Tu vieni a me con la spada, con la lancia e col giavellotto; ma io vengo a te nel nome dell'Eterno degli eserciti, dell'Iddio delle schiere d'Israele che tu hai insultato. 1 Sam. 17:45
- Oggi l'Eterno ti darà nelle mie mani, e io ti abbatterò, ti taglierò la testa, e darò oggi stesso i cadaveri dell'esercito de' Filistei agli uccelli del cielo e alle fiere della terra; e tutta la terra riconoscerà che v'è un Dio in Israele; 1 Sam. 17:46
- E come il Filisteo si mosse e si fe' innanzi per accostarsi a Davide, Davide anch'egli corse prestamente verso la linea di battaglia incontro al Filisteo; 1 Sam. 17:48
- mise la mano nella sacchetta, ne cavò una pietra, la lanciò con la fionda, e colpì il Filisteo nella fronte; la pietra gli si conficcò nella fronte, ed ei cadde bocconi per terra. 1 Sam. 17:49
- Poi Davide corse, si gettò sul Filisteo, gli prese la spada e, sguainatala, lo mise a morte e gli tagliò la testa. E i Filistei, vedendo che il loro eroe era morto, si diedero alla fuga. 1 Sam. 17:51
- E i figliuoli d'Israele, dopo aver dato la caccia ai Filistei, tornarono e predarono il loro campo. 1 Sam. 17:53
- E Davide prese la testa del Filisteo, la portò a Gerusalemme, ma ripose l'armatura di lui nella sua tenda. 1 Sam. 17:54
- Or quando Davide, ucciso il Filisteo, fu di ritorno, Abner lo prese e lo menò alla presenza di Saul, avendo egli in mano la testa del Filisteo. 1 Sam. 17:57
- Il giorno dopo, un cattivo spirito, suscitato da Dio, s'impossessò di Saul che era come fuori di sé in mezzo alla casa, mentre Davide sonava l'arpa, come solea fare tutti i giorni. Saul aveva in mano la sua lancia; 1 Sam. 18:10
- e la scagliò, dicendo: `Inchioderò Davide al muro!' Ma Davide schivò il colpo per due volte. 1 Sam. 18:11
- Saul disse a Davide: `Ecco Merab, la mia figliuola maggiore; io te la darò per moglie; solo siimi valente, e combatti le battaglie dell'Eterno'. Or Saul diceva tra sé: `Non sia la mia mano che lo colpisca, ma sia la mano de' Filistei'. 1 Sam. 18:17
- Ma Davide rispose a Saul: `Chi son io, che è la vita mia, e che è la famiglia di mio padre in Israele, ch'io abbia ad essere genero del re?' 1 Sam. 18:18
- Ma Mical, figliuola di Saul amava Davide; lo riferirono a Saul, e la cosa gli piacque. 1 Sam. 18:20
- E Saul disse: `Gliela darò, perché sia per lui un'insidia ed egli cada sotto la mano de' Filistei'. Saul dunque disse a Davide: `Oggi, per la seconda volta, tu puoi diventar mio genero'. 1 Sam. 18:21
- Davide si levò, partì con la sua gente, uccise duecento uomini de' Filistei, portò i loro prepuzi e ne consegnò il numero preciso al re, per diventar suo genero. 1 Sam. 18:27
- Egli ha messo la propria vita a repentaglio, ha ucciso il Filisteo, e l'Eterno ha operato una grande liberazione a pro di tutto Israele. Tu l'hai veduto, e te ne sei rallegrato; perché dunque peccheresti tu contro il sangue innocente facendo morir Davide senza ragione?' 1 Sam. 19:5
- Ricominciò di nuovo la guerra; e Davide uscì a combattere contro i Filistei, inflisse loro una grave sconfitta, e quelli fuggirono d'innanzi a lui. 1 Sam. 19:8
- E Saul cercò d'inchiodar Davide al muro con la lancia; ma Davide schivò il colpo, e la lancia diè nel muro. Davide fuggì e si mise in salvo in quella stessa notte. 1 Sam. 19:10
- Saul inviò de' messi a casa di Davide per tenerlo d'occhio e farlo morire la mattina dipoi; ma Mical, moglie di Davide, lo informò della cosa, dicendo: `Se in questa stessa notte non ti salvi la vita, domani sei morto'. 1 Sam. 19:11
- E Saul inviò de' messi per pigliar Davide; ma quando questi videro l'adunanza de' profeti che profetavano, con Samuele che tenea la presidenza, lo spirito di Dio investì i messi di Saul che si misero anch'essi a profetare. 1 Sam. 19:20
- Ne informarono Saul, che inviò altri messi, i quali pure si misero a profetare. Saul ne mandò ancora per la terza volta, e anche questi si misero a profetare. 1 Sam. 19:21
- Davide fuggì da Naioth presso Rama, andò a trovare Gionathan, e gli disse: `Che ho mai fatto? Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato verso tuo padre, ch'egli vuole la mia vita?' 1 Sam. 20:1
- Ma Davide replicò, giurando: `Tuo padre sa molto bene che io ho trovato grazia agli occhi tuoi; perciò avrà detto: Gionathan non sappia questo, affinché non ne abbia dispiacere; ma com'è vero che l'Eterno vive e che vive l'anima tua, fra me e la morte non v'ha che un passo'. 1 Sam. 20:3
- Davide rispose a Gionathan: `Ecco, domani è la luna nuova, e io dovrei sedermi a mensa col re; lasciami andare, e mi nasconderò per la campagna fino alla sera del terzo giorno. 1 Sam. 20:5
- Se tuo padre nota la mia assenza, tu gli dirai: - Davide mi ha pregato istantemente di poter dare una corsa fino a Bethlehem, sua città, perché v'è il sacrifizio annuo per tutta la sua famiglia. 1 Sam. 20:6
- Mostra dunque la tua bontà verso il tuo servo giacché hai fatto entrare il tuo servo in un patto con te nel nome dell'Eterno; ma, se v'è in me qualche iniquità, dammi la morte tu; perché mi meneresti da tuo padre?' 1 Sam. 20:8
- e se sarò ancora in vita, non è egli vero? tu agirai verso di me con la bontà dell'Eterno, ond'io non sia messo a morte; 1 Sam. 20:14
- e non cesserai mai d'esser buono verso la mia casa, neppur quando l'Eterno avrà sterminato di sulla faccia della terra fino all'ultimo i nemici di Davide'. 1 Sam. 20:15
- Così Gionathan strinse alleanza con la casa di Davide, dicendo: `L'Eterno faccia vendetta dei nemici di Davide!' 1 Sam. 20:16
- Poi Gionathan gli disse: `Domani è la nuova luna, e la tua assenza sarà notata, perché il tuo posto sarà vuoto. 1 Sam. 20:18
- Domani l'altro dunque tu scenderai giù fino al luogo dove ti nascondesti il giorno del fatto, e rimarrai presso la pietra di Ezel. 1 Sam. 20:19
- E Saul brandì la lancia contro a lui per colpirlo. Allora Gionathan riconobbe che suo padre avea deciso di far morire Davide. 1 Sam. 20:33
- La mattina dopo, Gionathan uscì fuori alla campagna, al luogo fissato con Davide, ed avea seco un ragazzetto. 1 Sam. 20:35
- E quando il ragazzo fu giunto al luogo dov'era la freccia che Gionathan avea tirata Gionathan gli gridò dietro: `La freccia non è essa di là da te?' 1 Sam. 20:37
- E come il ragazzo se ne fu andato, Davide si levò di dietro il mucchio di pietre, si gettò con la faccia a terra, e si prostrò tre volte; poi i due si baciarono l'un l'altro e piansero assieme; Davide sopratutto diè in pianto dirotto. 1 Sam. 20:41
- E Gionathan disse a Davide: `Va' in pace, ora che abbiam fatto ambedue questo giuramento nel nome dell'Eterno: L'Eterno sia testimonio fra me e te e fra la mia progenie e la progenie tua, in perpetuo. Davide si levò e se ne andò, e Gionathan tornò in città. 1 Sam. 20:42
- Il sacerdote rispose a Davide, dicendo: `Non ho sotto mano del pane comune, ma c'è del pane consacrato; ma la tua gente s'è almeno astenuta da contatto con donne?' 1 Sam. 21:4
- Davide rispose al sacerdote: `Da che son partito, tre giorni fa, siamo rimasti senza donne; e quanto ai vasi della mia gente erano puri; e se anche la nostra incombenza è profana, essa sarà oggi santificata da quel che si porrà nei vasi'. 1 Sam. 21:5
- E Davide disse ad Ahimelec: `Non hai tu qui disponibile una lancia o una spada? Perché io non ho preso meco né la mia spada né le mie armi, tanto premeva l'incombenza del re'. 1 Sam. 21:8
- Il sacerdote rispose: `C'è la spada di Goliath, il Filisteo, che tu uccidesti nella valle de' terebinti; è là involta in un panno dietro all'efod; se la vuoi prendere, prendila, perché qui non ve n'è altra fuori di questa'. E Davide disse: `Nessuna è pari a quella; dammela!' 1 Sam. 21:9
- Mutò il suo modo di fare in loro presenza, faceva il pazzo in mezzo a loro, tracciava de' segni sui battenti delle porte, e si lasciava scorrer la saliva sulla barba. 1 Sam. 21:13
- Or Davide si partì di là e si rifugiò nella spelonca di Adullam; e quando i suoi fratelli e tutta la famiglia di suo padre lo seppero, scesero quivi per unirsi a lui. 1 Sam. 22:1
- Saul seppe che Davide e gli uomini ch'eran con lui erano stati scoperti. Saul si trovava allora a Ghibea, seduto sotto la tamerice, ch'è sull'altura; aveva in mano la lancia, e tutti i suoi servi gli stavano attorno. 1 Sam. 22:6
- il quale consultò l'Eterno per lui, gli diede dei viveri, e gli diede la spada di Goliath il Filisteo'. 1 Sam. 22:10
- Allora il re mandò a chiamare il sacerdote Ahimelec, figliuolo di Ahitub, e tutta la famiglia del padre di lui, vale a dire i sacerdoti ch'erano a Nob. E tutti vennero al re. 1 Sam. 22:11
- Ho io forse cominciato oggi a consultare Iddio per lui? Lungi da me il pensiero di tradirti! Non imputi il re nulla di simile al suo servo o a tutta la famiglia di mio padre; perché il tuo servo non sa cosa alcuna, piccola o grande, di tutto questo'. 1 Sam. 22:15
- Il re disse: `Tu morrai senz'altro, Ahimelec, tu con tutta la famiglia del padre tuo!' 1 Sam. 22:16
- E Saul mise pure a fil di spada Nob, la città de' sacerdoti, uomini, donne, fanciulli, bambini di latte, buoi, asini e pecore: tutto mise a fil di spada. 1 Sam. 22:19
- Resta con me, non temere; chi cerca la mia vita cerca la tua; con me sarai al sicuro'. 1 Sam. 22:23
- Ma la gente di Davide gli disse: `Tu vedi che qui in Giuda abbiam paura; e che sarà se andiamo a Keila contro le schiere de' Filistei?' 1 Sam. 23:3
- Davide dunque andò con la sua gente a Keila, combatté contro i Filistei, portò via il loro bestiame, e inflisse loro una grande sconfitta. Così Davide liberò gli abitanti di Keila. 1 Sam. 23:5
- Saul dunque convocò tutto il popolo per andare alla guerra, per scendere a Keila e cinger d'assedio Davide e la sua gente. 1 Sam. 23:8
- Poi disse: `O Eterno, Dio d'Israele, il tuo servo ha sentito come cosa certa che Saul cerca di venire a Keila per distruggere la città per causa mia. 1 Sam. 23:10
- Davide chiese ancora: `Quei di Keila daranno essi me e la mia gente nelle mani di Saul?' L'Eterno rispose: `Vi daranno nelle sue mani'. 1 Sam. 23:12
- Allora Davide e la sua gente, circa seicento uomini, si levarono, uscirono da Keila e andaron qua e là a caso; e Saul, informato che Davide era fuggito da Keila, rinunziò alla sua spedizione. 1 Sam. 23:13
- E Davide, sapendo che Saul s'era mosso per torgli la vita, restò nel deserto di Zif, nella foresta. 1 Sam. 23:15
- Allora, Gionathan, figliuolo di Saul, si levò, e si recò da Davide nella foresta. Egli fortificò la sua fiducia in Dio, 1 Sam. 23:16
- Saul con la sua gente partì in cerca di lui; ma Davide, che ne fu informato, scese dalla roccia e rimase nel deserto di Maon. E quando Saul lo seppe, andò in traccia di Davide nel deserto di Maon. 1 Sam. 23:25
- Saul camminava da un lato del monte, e Davide con la sua gente dall'altro lato; e come Davide affrettava la marcia per sfuggire a Saul e Saul e la sua gente stavano per circondare Davide e i suoi per impadronirsene, 1 Sam. 23:26
- e giunse ai parchi di pecore ch'eran presso la via; quivi era una spelonca, nella quale Saul entrò per fare i suoi bisogni. Or Davide e la sua gente se ne stavano in fondo alla spelonca. 1 Sam. 24:3
- La gente di Davide gli disse: `Ecco il giorno nel quale l'Eterno ti dice: Vedi, io ti do nelle mani il tuo nemico; fa' di lui quello che ti piacerà'. Allora Davide s'alzò, e senza farsi scorgere tagliò il lembo del mantello di Saul. 1 Sam. 24:4
- E colle sue parole Davide raffrenò la sua gente, e non le permise di gettarsi su Saul. E Saul si levò, uscì dalla spelonca e continuò il suo cammino. 1 Sam. 24:7
- Poi anche Davide si levò, uscì dalla spelonca, e gridò dietro a Saul, dicendo: `O re, mio signore!' Saul si guardò dietro, e Davide s'inchinò con la faccia a terra e si prostrò. 1 Sam. 24:8
- Ora guarda, padre mio, guarda qui nella mia mano il lembo del tuo mantello. Se io t'ho tagliato il lembo del mantello e non t'ho ucciso, puoi da questo veder chiaro che non v'è nella mia condotta né malvagità né ribellione, e che io non ho peccato contro di te, mentre tu mi tendi insidie per tòrmi la vita! 1 Sam. 24:11
- Sia dunque arbitro l'Eterno, e giudichi fra me e te, e vegga e difenda la mia causa e mi renda giustizia, liberandomi dalle tue mani'. 1 Sam. 24:15
- Quando Davide ebbe finito di dire queste parole a Saul, Saul disse: `È questa la tua voce, figliuol mio Davide?' E Saul alzò la voce e pianse. 1 Sam. 24:16
- Tu hai mostrato oggi la bontà con la quale ti conduci verso di me; poiché l'Eterno m'avea dato nelle tue mani, e tu non m'hai ucciso. 1 Sam. 24:18
- Or dunque giurami nel nome dell'Eterno che non distruggerai la mia progenie dopo di me, e che non estirperai il mio nome dalla casa di mio padre'. 1 Sam. 24:21
- E Davide lo giurò a Saul. Poi Saul se ne andò a casa sua, e Davide e la sua gente risaliron al loro forte rifugio. 1 Sam. 24:22
- Or v'era un uomo a Maon, che aveva i suoi beni a Carmel; era molto ricco, avea tremila pecore e mille capre, e si trovava a Carmel per la tosatura delle sue pecore. 1 Sam. 25:2
- e prenderei io il mio pane, la mia acqua e la carne che ho macellata pei miei tosatori, per darli a gente che non so donde venga?' 1 Sam. 25:11
- I giovani ripresero la loro strada, tornarono, e andarono a riferire a Davide tutte queste parole. 1 Sam. 25:12
- Allora Davide disse ai suoi uomini: `Ognun di voi si cinga la sua spada'. Ognuno si cinse la sua spada, e Davide pure si cinse la sua, e saliron dietro a Davide circa quattrocento uomini; duecento rimasero presso il bagaglio. 1 Sam. 25:13
- Eppure, quella gente è stata molto buona verso di noi; noi non ne abbiam ricevuto alcun oltraggio, e non ci han portato via nulla per tutto il tempo che siamo andati attorno con loro quand'eravamo per la campagna. 1 Sam. 25:15
- Or dunque rifletti, e vedi quel che tu debba fare; poiché un guaio è certo che avverrà al nostro padrone e a tutta la sua casa; ed egli è uomo così malvagio, che non gli si può parlare'. 1 Sam. 25:17
- E quando Abigail ebbe veduto Davide, scese in fretta dall'asino e gettandosi con la faccia a terra, si prostrò dinanzi a lui. 1 Sam. 25:23
- Poi, gettandosi ai suoi piedi, disse: `O mio signore, la colpa è mia! Deh, lascia che la tua serva parli in tua presenza, e tu ascolta le parole della tua serva! 1 Sam. 25:24
- Te ne prego, signor mio, non far caso di quell'uomo da nulla ch'è Nabal; poiché egli è quel che dice il suo nome; si chiama Nabal, e in lui non c'è che stoltezza; ma io, la tua serva, non vidi i giovani mandati dal mio signore. 1 Sam. 25:25
- E adesso, ecco questo regalo che la tua serva reca al mio signore; sia dato ai giovani che seguono il mio signore. 1 Sam. 25:27
- Deh, perdona il fallo della tua serva; poiché per certo l'Eterno renderà stabile la casa del mio signore, giacché il mio signore combatte le battaglie dell'Eterno, e in tutto il tempo della tua vita non s'è trovata malvagità in te. 1 Sam. 25:28
- E se mai sorgesse alcuno a perseguitarti e ad attentare alla tua vita, l'anima del mio signore sarà custodita nello scrigno della vita presso l'Eterno, ch'è il tuo Dio; ma l'anima de' tuoi nemici l'Eterno la lancerà via, come dalla rete d'una frombola. 1 Sam. 25:29
- Ma la mattina, quando gli fu passata l'ebbrezza, la moglie raccontò a Nabal queste cose; allora gli si freddò il cuore, ed ei rimase come un sasso. 1 Sam. 25:37
- Quando Davide seppe che Nabal era morto, disse: `Sia benedetto l'Eterno, che m'ha reso giustizia dell'oltraggio fattomi da Nabal, e ha preservato il suo servo dal far del male! La malvagità di Nabal, l'Eterno l'ha fatta ricadere sul capo di lui!' Poi Davide mandò da Abigail a proporle di diventar sua moglie. 1 Sam. 25:39
- Allora ella si levò, si prostrò con la faccia a terra, e disse: `Ecco, la tua serva farà da schiava, per lavare i piedi ai servi del mio signore'. 1 Sam. 25:41
- E Saul si accampò sulla collina di Hakila ch'è dirimpetto al deserto, presso la strada. E Davide, che stava nel deserto, avendo inteso che Saul veniva nel deserto per cercarlo, 1 Sam. 26:3
- Allora Davide si levò, venne al luogo dove Saul stava accampato, e notò il luogo ov'eran coricati Saul ed Abner, il figliuolo di Ner, capo dell'esercito di lui. Saul stava coricato nel parco dei carri, e la sua gente era accampata intorno a lui. 1 Sam. 26:5
- Davide ed Abishai dunque pervennero di notte a quella gente; ed ecco che Saul giaceva addormentato nel parco dei carri, con la sua lancia fitta in terra, dalla parte del capo; ed Abner e la sua gente gli stavan coricati all'intorno. 1 Sam. 26:7
- Allora Abishai disse a Davide: `Oggi Iddio t'ha messo il tuo nemico nelle mani; or lascia, ti prego, ch'io lo colpisca con la lancia e lo inchiodi in terra con un sol colpo; e non ci sarà bisogno d'un secondo'. 1 Sam. 26:8
- Mi guardi l'Eterno dal metter le mani addosso all'unto dell'Eterno! Prendi ora soltanto, ti prego, la lancia ch'è presso al suo capo e la brocca dell'acqua, e andiamocene'. 1 Sam. 26:11
- Davide dunque prese la lancia e la brocca dell'acqua che Saul avea presso al suo capo, e se ne andarono. Nessuno vide la cosa né s'accorse di nulla; e nessuno si svegliò; tutti dormivano, perché l'Eterno avea fatto cader su loro un sonno profondo. 1 Sam. 26:12
- Questo che tu hai fatto non sta bene. Com'è vero che l'Eterno vive, meritate la morte voi che non avete fatto buona guardia al vostro signore, all'unto dell'Eterno! Ed ora guarda dove sia la lancia del re e dove sia la brocca dell'acqua che stava presso il suo capo!' 1 Sam. 26:16
- Saul riconobbe la voce di Davide e disse: `È questa la tua voce, o figliuol mio Davide?' Davide rispose: `È la mia voce, o re, mio signore!' 1 Sam. 26:17
- Allora Saul disse: `Ho peccato; torna, figliuol mio Davide; poiché io non ti farò più alcun male, giacché oggi la mia vita è stata preziosa agli occhi tuoi; ecco, io ho operato da stolto, e ho commesso un gran fallo'. 1 Sam. 26:21
- Davide rispose: `Ecco la lancia del re; passi qua uno de' tuoi giovani a prenderla. 1 Sam. 26:22
- L'Eterno retribuirà ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà; giacché l'Eterno t'avea dato oggi nelle mie mani, e io non ho voluto metter le mani addosso all'unto dell'Eterno. 1 Sam. 26:23
- E come preziosa è stata oggi la tua vita agli occhi miei, così preziosa sarà la vita mia agli occhi dell'Eterno; ed egli mi libererà da ogni tribolazione'. 1 Sam. 26:24
- E Davide dimorò con Akis a Gath, egli e la sua gente, ciascuno con la sua famiglia. Davide avea seco le sue due mogli: Ahinoam, la Izreelita, e Abigail, la Carmelita, ch'era stata moglie di Nabal. 1 Sam. 27:3
- E Davide e la sua gente salivano e facevano delle scorrerie nel paese dei Gheshuriti, dei Ghirziti e degli Amalekiti; poiché queste popolazioni abitavano da tempi antichi il paese, dal lato di Shur fino al paese d'Egitto. 1 Sam. 27:8
- Akis domandava: `Dove avete fatto la scorreria quest'oggi?' E Davide rispondeva: `Verso il mezzogiorno di Giuda, verso il mezzogiorno degli Jerahmeeliti e verso il mezzogiorno dei Kenei'. 1 Sam. 27:10
- Or avvenne in quei giorni che i Filistei radunarono i loro eserciti per muover guerra ad Israele. Ed Akis disse a Davide: `Sappi per cosa certa che verrai meco alla guerra, tu e la tua gente'. Davide rispose ad Akis: 1 Sam. 28:1
- `E tu vedrai quello che il tuo servo farà'. E Akis a Davide: `E io t'affiderò per sempre la guardia della mia persona'. 1 Sam. 28:2
- E Saul si contraffece, si mise altri abiti, e partì accompagnato da due uomini. Giunsero di notte presso la donna, e Saul le disse: `Dimmi l'avvenire, ti prego, evocando uno spirito, e fammi salire colui che ti dirò'. 1 Sam. 28:8
- La donna gli rispose: `Ecco, tu sai quel che Saul ha fatto, com'egli ha sterminato dal paese gli evocatori di spiriti e gl'indovini; perché dunque tendi un'insidia alla mia vita per farmi morire?' 1 Sam. 28:9
- Allora la donna gli disse: `Chi debbo farti salire?' Ed egli: `Fammi salire Samuele'. 1 Sam. 28:11
- E quando la donna vide Samuele levò un gran grido e disse a Saul: `Perché m'hai ingannata? Tu sei Saul!' 1 Sam. 28:12
- Il re le disse: `Non temere; ma che vedi?' E la donna a Saul: `Vedo un essere sovrumano che esce di sotto terra'. 1 Sam. 28:13
- Ed egli a lei: `Che forma ha?' Ella rispose: `È un vecchio che sale, ed è avvolto in un mantello'. Allora Saul comprese ch'era Samuele, si chinò con la faccia a terra e gli si prostrò dinanzi. 1 Sam. 28:14
- La donna s'avvicinò a Saul; e vedutolo tutto atterrito, gli disse: `Ecco, la tua serva ha ubbidito alla tua voce; io ho messo a repentaglio la mia vita per ubbidire alle parole che m'hai dette. 1 Sam. 28:21
- Or la donna aveva in casa un vitello ingrassato, che ella s'affrettò ad ammazzare; poi prese della farina, la impastò e ne fece dei pani senza lievito; 1 Sam. 28:24
- I Filistei radunarono tutte le loro truppe ad Afek, e gl'Israeliti si accamparono presso la sorgente di Izreel. 1 Sam. 29:1
- I principi dei Filistei marciavano alla testa delle loro centinaia e delle loro migliaia, e Davide e la sua gente marciavano alla retroguardia con Akis. 1 Sam. 29:2
- Ma i capi de' Filistei si adirarono contro di lui, e gli dissero: `Rimanda costui, e se ne ritorni al luogo che tu gli hai assegnato, e non scenda con noi alla battaglia, affinché non sia per noi un nemico durante la battaglia. Poiché come potrebbe costui riacquistar la grazia del signor suo, se non a prezzo delle teste di questi uomini nostri? 1 Sam. 29:4
- Davide dunque con la sua gente si levò di buon'ora, per partire al mattino e tornare nel paese dei Filistei. E i Filistei salirono a Izreel. 1 Sam. 29:11
- Tre giorni dopo, quando Davide e la sua gente furon giunti a Tsiklag, ecco che gli Amalekiti avean fatto una scorreria verso il mezzogiorno e verso Tsiklag; aveano presa Tsiklag e l'aveano incendiata; 1 Sam. 30:1
- Quando Davide e la sua gente giunsero alla città, ecco ch'essa era distrutta dal fuoco, e le loro mogli, i loro figliuoli e le loro figliuole erano stati menati via prigionieri. 1 Sam. 30:3
- Allora Davide e tutti quelli ch'eran con lui alzaron la voce e piansero, finché non ebbero più forza di piangere. 1 Sam. 30:4
- Le due mogli di Davide, Ahinoam la Izreelita e Abigail la Carmelita ch'era stata moglie di Nabal, erano anch'esse prigioniere. 1 Sam. 30:5
- E Davide fu grandemente angosciato perché la gente parlava di lapidarlo, essendo l'animo di tutti amareggiato a motivo dei lor figliuoli e delle loro figliuole; ma Davide si fortificò nell'Eterno, nel suo Dio. 1 Sam. 30:6
- E Davide consultò l'Eterno, dicendo: `Debbo io dar dietro a questa banda di predoni? la raggiungerò io?' L'Eterno rispose: `Dàlle dietro, poiché certamente la raggiungerai, e potrai ricuperare ogni cosa'. 1 Sam. 30:8
- Trovarono per la campagna un Egiziano, e lo menarono a Davide. Gli diedero del pane, ch'egli mangiò, e dell'acqua da bere; 1 Sam. 30:11
- E quand'ei l'ebbe menato là, ecco che gli Amalekiti erano sparsi dappertutto per la campagna, mangiando, bevendo e facendo festa, a motivo del gran bottino che avean portato via dal paese dei Filistei e dal paese di Giuda. 1 Sam. 30:16
- Poi Davide tornò verso quei duecento uomini che per la grande stanchezza non gli avevano potuto tener dietro, e che egli avea fatti rimanere al torrente Besor. Quelli si fecero avanti incontro a Davide e alla gente ch'era con lui. E Davide, accostatosi a loro, li salutò. 1 Sam. 30:21
- Allora tutti i tristi e i perversi fra gli uomini che erano andati con Davide, presero a dire: `Giacché costoro non son venuti con noi, non darem loro nulla del bottino che abbiamo ricuperato; tranne a ciascun di loro la sua moglie e i suoi figliuoli; se li menino via, e se ne vadano!' 1 Sam. 30:22
- Ma Davide disse: `Non fate così, fratelli miei, riguardo alle cose che l'Eterno ci ha date: Egli che ci ha protetti, e ha dato nelle nostre mani la banda ch'era venuta contro di noi. 1 Sam. 30:23
- E chi vi darebbe retta in quest'affare? Qual è la parte di chi scende alla battaglia, tale dev'essere la parte di colui che rimane presso il bagaglio; faranno tra loro le parti uguali'. 1 Sam. 30:24
- a quelli di Hebron, e a quelli di tutti i luoghi che Davide e la sua gente aveano percorso. 1 Sam. 30:31
- Saul disse al suo scudiero: `Sfodera la spada, e trafiggimi, affinché questi incirconcisi non vengano a trafiggermi ed a farmi oltraggio'. Ma lo scudiero non volle farlo, perch'era còlto da gran paura. Allora Saul prese la propria spada e vi si gettò sopra. 1 Sam. 31:4
- Così, in quel giorno, morirono insieme Saul, i suoi tre figliuoli, il suo scudiero e tutta la sua gente. 1 Sam. 31:6
- E quando gl'Israeliti che stavano di là dalla valle e di là dal Giordano videro che la gente d'Israele s'era data alla fuga e che Saul e i suoi figliuoli erano morti, abbandonarono le città, e fuggirono; e i Filistei andarono essi ad abitarle. 1 Sam. 31:7
- Tagliarono la testa a Saul, lo spogliarono delle sue armi, e mandarono all'intorno per il paese de' Filistei ad annunziare la buona notizia nei tempî dei loro idoli ed al popolo; 1 Sam. 31:9
- tutti gli uomini valorosi si levarono, camminarono tutta la notte, tolsero dalle mura di Beth-Shan il cadavere di Saul e i cadaveri dei suoi figliuoli, tornarono a Jabes, e quivi li bruciarono. 1 Sam. 31:12
- Or avvenne che, dopo la morte di Saul, Davide, tornato dalla sconfitta degli Amalekiti, si fermò due giorni a Tsiklag. 2 Sam. 1:1
- Egli mi disse: `Appressati e uccidimi, poiché m'ha preso la vertigine, ma sono sempre vivo'. 2 Sam. 1:9
- E fecero cordoglio e piansero e digiunarono fino a sera, a motivo di Saul, di Gionathan, suo figliuolo, del popolo dell'Eterno e della casa d'Israele, perché eran caduti per la spada. 2 Sam. 1:12
- E Davide gli disse: `Come mai non hai tu temuto di stender la mano per uccidere l'unto dell'Eterno?' 2 Sam. 1:14
- E Davide gli disse: `Il tuo sangue ricada sul tuo capo, poiché la tua bocca ha testimoniato contro di te quando hai detto: - Io ho ucciso l'unto dell'Eterno'. 2 Sam. 1:16
- Non ne recate la nuova a Gath, non lo pubblicate per le strade d'Askalon; le figliuole de' Filistei ne gioirebbero, le figliuole degl'incirconcisi ne farebbero festa. 2 Sam. 1:20
- L'arco di Gionathan non tornava mai dalla pugna senz'avere sparso sangue di uccisi, senz'aver trafitto grasso di prodi; e la spada di Saul non tornava indietro senz'avere colpito. 2 Sam. 1:22
- `A Hebron'. Davide dunque vi salì con le sue due mogli, Ahinoam la Izreelita, ed Abigail la Carmelita ch'era stata moglie di Nabal. 2 Sam. 2:2
- Davide vi menò pure la gente ch'era con lui, ciascuno con la sua famiglia, e si stabilirono nelle città di Hebron. 2 Sam. 2:3
- Ed ora l'Eterno mostri a voi la sua benignità e la sua fedeltà! E anch'io vi farò del bene, giacché avete agito così. 2 Sam. 2:6
- Or dunque si rafforzino le vostre mani, e siate valenti; giacché Saul è morto, ma la casa di Giuda mi ha unto come re su di essa'. 2 Sam. 2:7
- Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, avea quarant'anni quando cominciò a regnare sopra Israele, e regnò due anni. Ma la casa di Giuda seguitò Davide. 2 Sam. 2:10
- Or Abner, figliuolo di Ner, e la gente di Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, uscirono da Mahanaim per marciare verso Gabaon. 2 Sam. 2:12
- Joab, figliuolo di Tseruia e la gente di Davide si misero anch'essi in marcia. S'incontrarono presso lo stagno di Gabaon, e si fermarono gli uni da un lato dello stagno, gli altri dall'altro lato. 2 Sam. 2:13
- E ciascun d'essi, preso l'avversario per la testa, gli piantò la spada nel fianco; cosicché caddero tutt'insieme. Perciò quel luogo, ch'è presso a Gabaon, fu chiamato Helkath-Hatsurim. 2 Sam. 2:16
- In quel giorno vi fu una battaglia aspra assai, nella quale Abner con la gente d'Israele fu sconfitto dalla gente di Davide. 2 Sam. 2:17
- E Abner di bel nuovo gli disse: `Cessa dal darmi dietro! Perché obbligarmi a inchiodarti al suolo? Come potrei io poi alzar la fronte dinanzi al tuo fratello Joab?' 2 Sam. 2:22
- Ma quegli si rifiutò di cambiare strada; allora Abner con la estremità inferiore della lancia lo colpì nell'inguine, sì che la lancia lo passò da parte a parte. Asael cadde e morì in quello stesso luogo; e quanti passavano dal punto dov'egli era caduto morto, si fermavano. 2 Sam. 2:23
- Allora Abner chiamò Joab e disse: `La spada divorerà ella in perpetuo? Non sai tu che alla fine ci sarà dell'amaro? Quando verrà dunque il momento che ordinerai al popolo di non dar più la caccia ai suoi fratelli?' 2 Sam. 2:26
- Allora Joab suonò la tromba, e tutto il popolo si fermò, senza più inseguire Israele, e cessò di combattere. 2 Sam. 2:28
- Abner e la sua gente camminarono tutta quella notte per la campagna, passarono il Giordano, attraversarono tutto il Bithron e giunsero a Mahanaim. 2 Sam. 2:29
- Ma la gente di Davide aveva ucciso trecento sessanta uomini de' Beniaminiti e della gente di Abner. 2 Sam. 2:31
- Poi portaron via Asael e lo seppellirono nel sepolcro di suo padre, a Bethlehem. Poi Joab e la sua gente camminaron tutta la notte; e il giorno spuntava, quando giunsero a Hebron. 2 Sam. 2:32
- La guerra fra la casa di Saul e la casa di Davide fu lunga. Davide si faceva sempre più forte, mentre la casa di Saul si andava indebolendo. 2 Sam. 3:1
- E nacquero a Davide dei figliuoli a Hebron. Il suo primogenito fu Amnon, di Ahinoam, la Izreelita; 2 Sam. 3:2
- il secondo fu Kileab di Abigail, la Carmelita, ch'era stata moglie di Nabal; il terzo fu Absalom, figliuolo di Maaca, figliuola di Talmai, re di Gheshur; 2 Sam. 3:3
- Durante la guerra fra la casa di Saul e la casa di Davide, Abner si tenne costante dalla parte della casa di Saul. 2 Sam. 3:6
- Abner si adirò forte per le parole di Jsh-Bosheth, e rispose: `Sono io una testa di cane che tenga da Giuda? Oggi io do prova di benevolenza, verso la casa di Saul tuo padre, verso i suoi fratelli ed i suoi amici, non t'ho dato nelle mani di Davide, e proprio oggi tu mi rimproveri il fallo commesso con questa donna! 2 Sam. 3:8
- E Davide spedì de' messi a Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, per dirgli: `Rendimi Mical, mia moglie, la quale io mi fidanzai a prezzo di cento prepuzi di Filistei'. 2 Sam. 3:14
- Jsh-Bosheth la mandò a prendere di presso al marito Paltiel, figliuolo di Lais. 2 Sam. 3:15
- E il marito andò con lei, l'accompagnò piangendo, e la seguì fino a Bahurim. Poi Abner gli disse: `Va', torna indietro!' Ed egli se ne ritornò. 2 Sam. 3:16
- Abner si abboccò pure con quelli di Beniamino; quindi andò anche a trovar Davide a Hebron per metterlo a parte di tutto quello che Israele e tutta la casa di Beniamino aveano deciso. 2 Sam. 3:19
- Or ecco che la gente di Davide e Joab tornavano da una scorreria, portando seco gran bottino; ma Abner non era più con Davide in Hebron, poiché questi lo avea licenziato ed egli se n'era andato in pace. 2 Sam. 3:22
- Quando Joab e tutta la gente ch'era con lui furono arrivati, qualcuno riferì la nuova a Joab, dicendo: `Abner, figliuolo di Ner, è venuto dal re, il quale lo ha licenziato, ed egli se n'è andato in pace'. 2 Sam. 3:23
- ricada esso sul capo di Joab e su tutta la casa di suo padre, e non manchi mai nella casa di Joab chi patisca di gonorrea o di piaga di lebbra o debba appoggiarsi al bastone o perisca di spada o sia senza pane!' 2 Sam. 3:29
- Davide disse a Joab e a tutto il popolo ch'era con lui: `Stracciatevi le vesti, cingetevi di sacco, e fate cordoglio per la morte di Abner!' E il re Davide andò dietro alla bara. 2 Sam. 3:31
- Abner fu seppellito a Hebron, e il re alzò la voce e pianse sulla tomba di Abner; e pianse tutto il popolo. 2 Sam. 3:32
- E tutto il popolo capì e approvò la cosa; tutto quello che il re fece fu approvato da tutto il popolo. 2 Sam. 3:36
- Quanto a me, benché unto re, sono tuttora debole; mentre questa gente, i figliuoli di Tseruia, son troppo forti per me. Renda l'Eterno a chi fa il male secondo la malvagità di lui'. 2 Sam. 3:39
- (Or Gionathan, figliuolo di Saul, aveva un figlio storpiato de' piedi, il quale era in età di cinque anni quando arrivò da Izreel la nuova della morte di Saul e di Gionathan. La balia lo prese e fuggì; e in questa sua fuga precipitosa avvenne che il bimbo fece una caduta e rimase zoppo. Il suo nome era Mefibosheth). 2 Sam. 4:4
- Entrarono, dico, in casa, mentre Jsh-Bosheth giaceva sul letto nella sua camera, lo colpirono, l'uccisero, lo decapitarono; e, presane la testa, camminarono tutta la notte attraverso la pianura. 2 Sam. 4:7
- E portarono la testa di Jsh-Bosheth a Davide a Hebron, e dissero al re: `Ecco la testa di Jsh-Bosheth, figliuolo di Saul, tuo nemico, il quale cercava di toglierti la vita; l'Eterno ha oggi fatte le vendette del re, mio signore, sopra Saul e sopra la sua progenie'. 2 Sam. 4:8
- quando venne colui che mi portò la nuova della morte di Saul, pensandosi di portarmi una buona notizia, io lo feci prendere e uccidere a Tsiklag, per pagarlo della sua buona notizia; 2 Sam. 4:10
- E Davide diede l'ordine ai suoi militi, i quali li uccisero; troncaron loro le mani ed i piedi, poi li appiccarono presso lo stagno di Hebron. Presero quindi la testa di Jsh-Bosheth e la seppellirono nel sepolcro di Abner a Hebron. 2 Sam. 4:12
- Or il re con la sua gente si mosse verso Gerusalemme contro i Gebusei, che abitavano quel paese. Questi dissero a Davide: `Tu non entrerai qua; giacché i ciechi e gli zoppi te ne respingeranno!'; volendo dire: `Davide non c'entrerà mai'. 2 Sam. 5:6
- Ma Davide prese la fortezza di Sion, che è la città di Davide. 2 Sam. 5:7
- E Davide abitò nella fortezza e la chiamò `la città di Davide'; e vi fece attorno delle costruzioni cominciando da Millo, e nell'interno. 2 Sam. 5:9
- I Filistei lasciaron quivi i loro idoli, e Davide e la sua gente li portaron via. 2 Sam. 5:21
- E posero l'arca di Dio sopra un carro nuovo, e la levarono dalla casa di Abinadab ch'era sul colle; e Uzza e Ahio, figliuoli di Abinadab, conducevano il carro nuovo 2 Sam. 6:3
- E Davide e tutta la casa d'Israele sonavano dinanzi all'Eterno ogni sorta di strumenti di legno di cipresso, e cetre, saltèri, timpani, sistri e cembali. 2 Sam. 6:5
- Or come furon giunti all'aia di Nacon, Uzza stese la mano verso l'arca di Dio e la tenne, perché i buoi la facevano piegare. 2 Sam. 6:6
- E l'ira dell'Eterno s'accese contro Uzza; Iddio lo colpì quivi per la sua temerità, ed ei morì in quel luogo, presso l'arca di Dio. 2 Sam. 6:7
- E Davide non volle ritirare l'arca dell'Eterno presso di sé nella città di Davide, ma la fece portare in casa di Obed-Edom di Gath. 2 Sam. 6:10
- E l'arca dell'Eterno rimase tre mesi in casa di Obed-Edom di Gath, e l'Eterno benedisse Obed-Edom e tutta la sua casa. 2 Sam. 6:11
- Allora fu detto al re Davide: `L'Eterno ha benedetto la casa di Obed-Edom e tutto quel che gli appartiene, a motivo dell'arca di Dio'. Allora Davide andò e trasportò l'arca di Dio dalla casa di Obed-Edom su nella città di Davide, con gaudio. 2 Sam. 6:12
- Così Davide e tutta la casa d'Israele trasportarono su l'arca dell'Eterno con giubilo e a suon di tromba. 2 Sam. 6:15
- Portaron dunque l'arca dell'Eterno, e la collocarono al suo posto, in mezzo alla tenda che Davide avea rizzato per lei; e Davide offrì olocausti e sacrifizi di azioni di grazie dinanzi all'Eterno. 2 Sam. 6:17
- e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d'Israele, uomini e donne, un pane per uno, una porzione di carne e una schiacciata di fichi secchi. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua. 2 Sam. 6:19
- E come Davide se ne tornava per benedire la sua famiglia, Mical, figliuola di Saul, gli uscì incontro e gli disse: `Bell'onore s'è fatto oggi il re d'Israele a scoprirsi davanti agli occhi delle serve de' suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla!' 2 Sam. 6:20
- Davide rispose a Mical: `L'ho fatto dinanzi all'Eterno che m'ha scelto invece di tuo padre e di tutta la sua casa per stabilirmi principe d'Israele, del popolo dell'Eterno; sì, dinanzi all'Eterno ho fatto festa. 2 Sam. 6:21
- Ma quella stessa notte la parola dell'Eterno fu diretta a Nathan in questo modo: 2 Sam. 7:4
- Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai coi tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua progenie, il figlio che sarà uscito dalle tue viscere, e stabilirò saldamente il suo regno. 2 Sam. 7:12
- ma la mia grazia non si dipartirà da lui, come s'è dipartita da Saul, ch'io ho rimosso d'innanzi a te. 2 Sam. 7:15
- E la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre, dinanzi a te, e il tuo trono sarà reso stabile in perpetuo'. 2 Sam. 7:16
- Allora il re Davide andò a presentarsi davanti all'Eterno e disse: `Chi son io, o Signore, o Eterno, e che è la mia casa, che tu m'abbia fatto arrivare fino a questo punto? 2 Sam. 7:18
- Or dunque, o Signore, o Eterno, la parola che hai pronunziata riguardo al tuo servo ed alla sua casa mantienila per sempre, e fa' come hai detto. 2 Sam. 7:25
- E il tuo nome sia magnificato in perpetuo, e si dica: L'Eterno degli eserciti è l'Iddio d'Israele! E la casa del tuo servo Davide sia stabile dinanzi a te! 2 Sam. 7:26
- piacciati dunque benedire ora la casa del tuo servo, affinch'ella sussista in perpetuo dinanzi a te! Poiché tu, o Signore, o Eterno, sei quegli che ha parlato, e per la tua benedizione la casa del tuo servo sarà benedetta in perpetuo!' 2 Sam. 7:29
- Dopo queste cose, Davide sconfisse i Filistei e li umiliò, e tolse di mano ai Filistei la supremazia che aveano. 2 Sam. 8:1
- Sconfisse pure i Moabiti: e fattili giacere per terra, li misurò con la corda; ne misurò due corde per farli mettere a morte, e la lunghezza d'una corda per lasciarli in vita. E i Moabiti divennero sudditi e tributari di Davide. 2 Sam. 8:2
- Davide regnò su tutto Israele, facendo ragione e amministrando la giustizia a tutto il suo popolo. 2 Sam. 8:15
- E Mefibosheth, figliuolo di Gionathan, figliuolo di Saul venne da Davide, si gettò con la faccia a terra e si prostrò dinanzi a lui. Davide disse: `Mefibosheth!' Ed egli, rispose: 2 Sam. 9:6
- Allora il re chiamò Tsiba, servo di Saul, e gli disse: `Tutto quello che apparteneva a Saul e a tutta la sua casa io lo do al figliuolo del tuo signore. 2 Sam. 9:9
- Davide disse: `Io voglio usare verso Hanun, figliuolo di Nahash, la benevolenza che suo padre usò verso di me'. E Davide mandò i suoi servi a consolarlo della perdita del padre. Ma quando i servi di Davide furon giunti nel paese dei figliuoli di Ammon, 2 Sam. 10:2
- i principi de' figliuoli di Ammon dissero ad Hanun, loro signore: `Credi tu che Davide t'abbia mandato dei consolatori per onorar tuo padre? Non ha egli piuttosto mandato da te i suoi servi per esplorare la città, per spiarla e distruggerla?' 2 Sam. 10:3
- Allora Hanun prese i servi di Davide, fece lor radere la metà della barba e tagliare la metà delle vesti fino alle natiche, poi li rimandò. 2 Sam. 10:4
- Quando fu informato della cosa, Davide mandò gente ad incontrarli, perché quegli uomini erano oltremodo confusi. E il re fece dir loro: `Restate a Gerico finché vi sia ricresciuta la barba, poi tornerete'. 2 Sam. 10:5
- I figliuoli di Ammon uscirono e si disposero in ordine di battaglia all'ingresso della porta della città, mentre i Sirî di Tsoba e di Rehob e la gente di Tob e di Maaca stavano a parte nella campagna. 2 Sam. 10:8
- Poi Joab con la gente che avea seco, s'avanzò per attaccare i Sirî, i quali fuggirono d'innanzi a lui. 2 Sam. 10:13
- E la cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto Israele, passò il Giordano, e giunse ad Helam. E i Sirî si ordinarono in battaglia contro Davide, e impegnarono l'azione. 2 Sam. 10:17
- Or avvenne che l'anno seguente, nel tempo in cui i re sogliono andare alla guerra, Davide mandò Joab con la sua gente e con tutto Israele a devastare il paese dei figliuoli di Ammon e ad assediare Rabba; ma Davide rimase a Gerusalemme. 2 Sam. 11:1
- Una sera Davide, alzatosi dal suo letto, si mise a passeggiare sulla terrazza del palazzo reale; e dalla terrazza vide una donna che si bagnava; e la donna era bellissima. 2 Sam. 11:2
- Davide mandò ad informarsi chi fosse la donna; e gli fu detto: `È Bath-Sheba, figliuola di Eliam, moglie di Uria, lo Hitteo'. 2 Sam. 11:3
- La donna rimase incinta, e lo fece sapere a Davide, dicendo: `Sono incinta'. 2 Sam. 11:5
- Come Uria fu giunto da Davide, questi gli chiese come stessero Joab ed il popolo, e come andasse la guerra. 2 Sam. 11:7
- E Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé; e lo ubriacò; e la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo lettuccio coi servi del suo signore, ma non scese a casa sua. 2 Sam. 11:13
- La mattina seguente, Davide scrisse una lettera a Joab, e gliela mandò per le mani d'Uria. 2 Sam. 11:14
- Nella lettera avea scritto così: `Ponete Uria al fronte, dove più ferve la mischia; poi ritiratevi da lui, perch'egli resti colpito e muoia'. 2 Sam. 11:15
- Joab dunque, assediando la città, pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico avea degli uomini valorosi. 2 Sam. 11:16
- Allora Davide disse al messo: `Dirai così a Joab: - Non ti dolga quest'affare; poiché la spada or divora l'uno ed ora l'altro; rinforza l'attacco contro la città, e distruggila. - E tu fagli coraggio'. 2 Sam. 11:25
- Quando la moglie di Uria udì che Uria suo marito era morto, lo pianse; 2 Sam. 11:26
- e finito che ella ebbe il lutto, Davide la mandò a cercare e l'accolse in casa sua. Ella divenne sua moglie, e gli partorì un figliuolo. Ma quello che Davide avea fatto dispiacque all'Eterno. 2 Sam. 11:27
- Allora l'ira di Davide s'accese fortemente contro quell'uomo, e disse a Nathan: `Com'è vero che l'Eterno vive, colui che ha fatto questo merita la morte; 2 Sam. 12:5
- t'ho dato la casa del tuo signore, e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo signore; t'ho dato la casa d'Israele e di Giuda; e, se questo era troppo poco, io v'avrei aggiunto anche dell'altro. 2 Sam. 12:8
- Perché dunque hai tu disprezzata la parola dell'Eterno, facendo ciò ch'è male agli occhi suoi? Tu hai fatto morire colla spada Uria lo Hitteo, hai preso per tua moglie la moglie sua, e hai ucciso lui con la spada dei figliuoli di Ammon. 2 Sam. 12:9
- Or dunque la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, giacché tu m'hai disprezzato e hai preso per tua moglie la moglie di Uria lo Hitteo. 2 Sam. 12:10
- Così dice l'Eterno: Ecco, io sto per suscitare contro di te la sciagura dalla tua stessa casa, e prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo prossimo, che si giacerà con esse in faccia a questo sole; 2 Sam. 12:11
- E l'Eterno colpì il bambino che la moglie di Uria avea partorito a Davide, ed esso cadde gravemente ammalato. 2 Sam. 12:15
- Davide quindi fece supplicazioni a Dio per il bambino, e digiunò; poi venne e passò la notte giacendo per terra. 2 Sam. 12:16
- Or dunque raduna il rimanente del popolo, accampati contro la città, e prendila, affinché, prendendola io, non abbia a portare il mio nome'. 2 Sam. 12:28
- Davide radunò tutto il popolo, si mosse verso Rabba, l'assalì e la prese; 2 Sam. 12:29
- e tolse dalla testa del loro re la corona, che pesava un talento d'oro e conteneva pietre preziose, ed essa fu posta sulla testa di Davide. Egli riportò anche dalla città grandissima preda. 2 Sam. 12:30
- Jonadab gli disse: `Mettiti a letto e fingiti malato; e quando tuo padre verrà a vederti, digli: - Fa', ti prego, che la mia sorella Tamar venga a darmi da mangiare e a preparare il cibo in mia presenza, sì ch'io lo vegga; e lo mangerò quando mi sarà pòrto dalle sue mani'. 2 Sam. 13:5
- Amnon dunque si mise a letto e si finse ammalato; e quando il re lo venne a vedere, Amnon gli disse: `Fa' ti prego, che la mia sorella Tamar venga e faccia un paio di frittelle in mia presenza; così le mangerò quando mi saran pòrte dalle sue mani'. 2 Sam. 13:6
- Poi, prese la padella, ne trasse le frittelle e gliele mise dinanzi; ma egli rifiutò di mangiare, e disse: `Fate uscire di qui tutta la gente'. E tutti uscirono. 2 Sam. 13:9
- Io dove andrei a portar la mia vergogna? E quanto a te, tu saresti messo tra gli scellerati in Israele. Te ne prego, parlane piuttosto al re, ed egli non mi negherà a te'. 2 Sam. 13:13
- Ma egli non volle darle ascolto; ed essendo più forte di lei, la violentò, e si giacque con lei. 2 Sam. 13:14
- Anzi, chiamato il servo che lo assisteva, gli disse: `Caccia via costei lungi da me, e chiudile la porta dietro!' 2 Sam. 13:17
- - Or ella portava una tunica con le maniche, poiché le figliuole del re portavano simili vesti finché erano vergini. - Il servo di Amnon dunque la mise fuori, e le chiuse la porta dietro. 2 Sam. 13:18
- E Tamar si sparse della cenere sulla testa, si stracciò di dosso la tunica con le maniche, e, mettendosi la mano sul capo, se n'andò gridando. 2 Sam. 13:19
- Ma il re disse ad Absalom: `No, figliuol mio, non andiamo tutti, che non ti siam d'aggravio'. E benché Absalom insistesse, il re non volle andare; ma gli diede la sua benedizione. 2 Sam. 13:25
- Or mentr'essi erano ancora per via, giunse a Davide la notizia che Absalom aveva ucciso tutti i figliuoli del re, e che non uno di loro era scampato. 2 Sam. 13:30
- Ma Jonadab, figliuolo di Shimea, fratello di Davide, prese a dire: `Non dica il mio signore che tutti i giovani, figliuoli del re, sono stati uccisi; il solo Amnon è morto; per Absalom era cosa decisa fin dal giorno che Amnon gli violò la sorella Tamar. 2 Sam. 13:32
- Così dunque non si accori il re, mio signore, come se tutti i figliuoli del re fossero morti; il solo Amnon è morto'. Or Absalom aveva preso la fuga. 2 Sam. 13:33
- E il giovine che stava alle vedette alzò gli occhi, guardò, ed ecco che una gran turba di gente veniva per la via di ponente dal lato del monte. 2 Sam. 13:34
- E Jonadab disse al re: `Ecco i figliuoli del re che arrivano! La cosa sta come il tuo servo ha detto'. 2 Sam. 13:35
- E com'egli ebbe finito di parlare, ecco giungere i figliuoli del re, i quali alzarono la voce e piansero; ed anche il re e tutti i suoi servi versarono abbondanti lagrime. 2 Sam. 13:36
- Absalom rimase tre anni a Gheshur, dov'era andato dopo aver preso la fuga. 2 Sam. 13:38
- La donna di Tekoa andò dunque a parlare al re, si gettò con la faccia a terra, si prostrò, e disse: `O re, aiutami!' 2 Sam. 14:4
- La tua serva aveva due figliuoli, i quali vennero tra di loro a contesa alla campagna; e, come non v'era chi li separasse, l'uno colpì l'altro, e l'uccise. 2 Sam. 14:6
- Ed ecco che tutta la famiglia è insorta contro la tua serva, dicendo: - Consegnaci colui che ha ucciso il fratello, affinché lo facciam morire per vendicare il fratello ch'egli ha ucciso, e per sterminare così anche l'erede. - In questo modo spegneranno il tizzo che m'è rimasto, e non lasceranno a mio marito né nome né discendenza sulla faccia della terra'. 2 Sam. 14:7
- E la donna di Tekoa disse al re: `O re mio signore, la colpa cada su me e sulla casa di mio padre, ma il re e il suo trono non ne siano responsabili'. 2 Sam. 14:9
- Allora ella disse: `Ti prego, menzioni il re l'Eterno, il tuo Dio, perché il vindice del sangue non aumenti la rovina e non mi sia sterminato il figlio'. Ed egli rispose: `Com'è vero che l'Eterno vive, non cadrà a terra un capello del tuo figliuolo!' 2 Sam. 14:11
- Allora la donna disse: `Deh! lascia che la tua serva dica ancora una parola al re, mio signore!' Egli rispose: `Parla'. 2 Sam. 14:12
- Riprese la donna: `E perché pensi tu nel modo che fai quando si tratta del popolo di Dio? Dalla parola che il re ha ora pronunziato risulta esser egli in certo modo colpevole, in quanto non richiama colui che ha proscritto. 2 Sam. 14:13
- Noi dobbiamo morire, e siamo come acqua versata in terra, che non si può più raccogliere; ma Dio non toglie la vita, anzi medita il modo di far sì che il proscritto non rimanga bandito lungi da lui. 2 Sam. 14:14
- Ora, se io son venuta a parlar così al re mio signore è perché il popolo mi ha fatto paura; e la tua serva ha detto: `Voglio parlare al re; forse il re farà quello che gli dirà la sua serva; 2 Sam. 14:15
- il re ascolterà la sua serva, e la libererà dalle mani di quelli che vogliono sterminar me e il mio figliuolo dalla eredità di Dio. 2 Sam. 14:16
- E la tua serva diceva: `Oh possa la parola del re, mio signore, darmi tranquillità! poiché il re mio signore è come un angelo di Dio per discernere il bene dal male. L'Eterno, il tuo Dio, sia teco!' 2 Sam. 14:17
- Il re rispose e disse alla donna: `Ti prego, non celarmi quello ch'io ti domanderò'. La donna disse: `Parli pure il re, mio signore'. 2 Sam. 14:18
- E il re: `Joab non t'ha egli dato mano in tutto questo?' La donna rispose: `Com'è vero che l'anima tua vive, o re mio signore, la cosa sta né più né meno come ha detto il re mio signore; difatti, il tuo servo Joab è colui che m'ha dato questi ordini, ed è lui che ha messe tutte queste parole in bocca alla tua serva. 2 Sam. 14:19
- Il tuo servo Joab ha fatto così per dare un altro aspetto all'affare di Absalom; ma il mio signore ha la saviezza d'un angelo di Dio e conosce tutto quello che avvien sulla terra'. 2 Sam. 14:20
- Joab si gettò con la faccia a terra, si prostrò, benedisse il re, e disse: `Oggi il tuo servo riconosce che ha trovato grazia agli occhi tuoi, o re, mio signore; poiché il re ha fatto quel che il suo servo gli ha chiesto'. 2 Sam. 14:22
- E il re disse: `Ch'ei si ritiri in casa sua e non vegga la mia faccia!' Così Absalom si ritirò in casa sua, e non vide la faccia del re. 2 Sam. 14:24
- Or in tutto Israele non v'era uomo che fosse celebrato per la sua bellezza al pari di Absalom; dalle piante de' piedi alla cima del capo non v'era in lui difetto alcuno. 2 Sam. 14:25
- E quando si facea tagliare i capelli (e se li faceva tagliare ogni anno perché la capigliatura gli pesava troppo) il peso de' suoi capelli era di duecento sicli a peso del re. 2 Sam. 14:26
- Absalom dimorò in Gerusalemme due anni, senza vedere la faccia del re. 2 Sam. 14:28
- Absalom rispose a Joab: `Io t'avevo mandato a dire: Vieni qua, ch'io possa mandarti dal re a dirgli: Perché son io tornato da Gheshur? Meglio per me, s'io vi fossi ancora! Or dunque fa' ch'io vegga la faccia del re! e se v'è in me qualche iniquità, ch'ei mi faccia morire!' 2 Sam. 14:32
- Joab allora andò dal re e gli fece l'ambasciata. Il re fece chiamare Absalom, il quale venne a lui, e si prostrò con la faccia a terra in sua presenza; e il re baciò Absalom. 2 Sam. 14:33
- Absalom si levava la mattina presto, e si metteva da un lato della via che menava alle porte della città; e quando qualcuno, avendo un processo, si recava dal re per chieder giustizia, Absalom lo chiamava, e gli diceva: `Di qual città sei tu?' L'altro gli rispondeva: `Il tuo servo è di tale e tale tribù d'Israele'. 2 Sam. 15:2
- Allora Absalom gli diceva: `Vedi, la tua causa è buona e giusta, ma non v'è chi sia delegato dal re per sentirti'. 2 Sam. 15:3
- E quando uno gli s'accostava per prostrarglisi dinanzi, ei gli porgeva la mano, l'abbracciava e lo baciava. 2 Sam. 15:5
- Poiché, durante la sua dimora a Gheshur, in Siria, il tuo servo fece un voto, dicendo: Se l'Eterno mi riconduce a Gerusalemme, io servirò l'Eterno!' 2 Sam. 15:8
- E con Absalom partirono da Gerusalemme duecento uomini, i quali, essendo stati invitati, partirono in tutta la loro semplicità, senza saper nulla. 2 Sam. 15:11
- Absalom, mentre offriva i sacrifizi, mandò a chiamare Ahitofel, il Ghilonita, consigliere di Davide, perché venisse dalla sua città di Ghilo. La congiura divenne potente, e il popolo andava vie più crescendo di numero attorno ad Absalom. 2 Sam. 15:12
- Allora Davide disse a tutti i suoi servi ch'eran con lui a Gerusalemme: `Levatevi, fuggiamo; altrimenti, nessun di noi scamperà dalle mani di Absalom. Affrettatevi a partire, affinché con rapida marcia, non ci sorprenda, piombandoci rovinosamente addosso, e non colpisca la città mettendola a fil di spada'. 2 Sam. 15:14
- Il re dunque partì, seguito da tutta la sua casa, e lasciò dieci concubine a custodire il palazzo. 2 Sam. 15:16
- Pur ieri tu arrivasti; e oggi ti farei io andar errando qua e là, con noi, mentre io stesso non so dove vado? Torna indietro, e riconduci teco i tuoi fratelli; e siano con te la misericordia e la fedeltà dell'Eterno!' 2 Sam. 15:20
- E Davide disse ad Ittai: `Va', passa oltre!' Ed Ittai, il Ghitteo, passò oltre con tutta la sua gente e con tutti i fanciulli che eran con lui. 2 Sam. 15:22
- E tutti quelli del paese piangevano ad alta voce, mentre tutto il popolo passava. Il re passò il torrente Kidron, e tutto il popolo passò, prendendo la via del deserto. 2 Sam. 15:23
- E il re disse a Tsadok: `Riporta in città l'arca di Dio! Se io trovo grazia agli occhi dell'Eterno, egli mi farà tornare, e mi farà vedere l'arca e la dimora di lui; 2 Sam. 15:25
- E Davide saliva il monte degli Ulivi; saliva piangendo, e camminava col capo coperto e a piedi scalzi; e tutta la gente ch'era con lui aveva il capo coperto, e, salendo, piangeva. 2 Sam. 15:30
- E come Davide fu giunto in vetta al monte, al luogo dove si adora Dio, ecco farglisi incontro Hushai, l'Arkita, con la tunica stracciata ed il capo coperto di polvere, 2 Sam. 15:32
- Or quando Davide ebbe di poco varcato la cima del monte, ecco che Tsiba, servo di Mefibosheth, gli si fece incontro con un paio d'asini sellati e carichi di duecento pani, cento masse d'uva secca, cento di frutta d'estate e un otre di vino. 2 Sam. 16:1
- Il re disse: `E dov'è il figliuolo del tuo signore?' Tsiba rispose al re: `Ecco, è rimasto a Gerusalemme, perché ha detto: - Oggi la casa d'Israele mi renderà il regno di mio padre'. 2 Sam. 16:3
- E quando il re Davide fu giunto a Bahurim, ecco uscir di là un uomo, imparentato con la famiglia di Saul, per nome Scimei, figliuolo di Ghera. Egli veniva innanzi proferendo maledizioni 2 Sam. 16:5
- Allora Abishai, figliuolo di Tseruia, disse al re: `Perché questo can morto osa egli maledire il re, mio signore? Ti prego, lasciami andare a troncargli la testa!' 2 Sam. 16:9
- Poi Davide disse ad Abishai e a tutti i suoi servi: `Ecco, il mio figliuolo, uscito dalle mie viscere, cerca di togliermi la vita! Quanto più lo può fare ora questo Beniaminita! Lasciate ch'ei maledica, giacché glielo ha ordinato l'Eterno. 2 Sam. 16:11
- Davide e la sua gente continuarono il loro cammino; e Scimei camminava sul fianco del monte, dirimpetto a Davide, e cammin facendo lo malediva, gli tirava de' sassi e buttava della polvere. 2 Sam. 16:13
- Il re e tutta la gente ch'era con lui arrivarono ad Aiefim, e quivi ripresero fiato. 2 Sam. 16:14
- e gli piomberò addosso mentr'egli è stanco ed ha le braccia fiacche; lo spaventerò, e tutta la gente ch'è con lui si darà alla fuga; io colpirò il re solo, 2 Sam. 17:2
- E Hushai soggiunse: `Tu conosci tuo padre e i suoi uomini, e sai come sono gente valorosa e come hanno l'animo esasperato al par d'un'orsa nella campagna quando le sono stati rapiti i figli; e poi tuo padre è un guerriero, e non passerà la notte col popolo. 2 Sam. 17:8
- Senza dubbio egli è ora nascosto in qualche buca o in qualche altro luogo; e avverrà che, se fin da principio ne cadranno alcuni de' tuoi, chiunque lo verrà a sapere dirà: - Tra la gente che seguiva Absalom c'è stata una strage. 2 Sam. 17:9
- Perciò io consiglio che tutto Israele da Dan fino a Beer-Sheba, si raduni presso di te, numeroso come la rena ch'è sul lido del mare, e che tu vada in persona alla battaglia. 2 Sam. 17:11
- Così lo raggiungeranno in qualunque luogo ei si troverà, e gli cadranno addosso come la rugiada cade sul suolo; e di tutti quelli che sono con lui non ne scamperà uno solo. 2 Sam. 17:12
- E s'egli si ritira in qualche città, tutto Israele cingerà di funi quella città e noi la trascineremo nel torrente in guisa che non se ne trovi più nemmeno una pietruzza'. 2 Sam. 17:13
- Absalom e tutti gli uomini d'Israele dissero: `Il consiglio di Hushai, l'Arkita, è migliore di quello di Ahitofel'. L'Eterno avea stabilito di render vano il buon consiglio di Ahitofel, per far cadere la sciagura sopra Absalom. 2 Sam. 17:14
- Or dunque mandate in fretta ad informare Davide e ditegli: - Non passar la notte nelle pianure del deserto, ma senz'altro va' oltre, affinché il re con tutta la gente che ha seco non rimanga sopraffatto'. 2 Sam. 17:16
- Or Gionathan e Ahimaats stavano appostati presso En-Roghel; ed essendo la serva andata ad informarli, essi andarono ad informare il re Davide. Poiché essi non potevano entrare in città in modo palese. 2 Sam. 17:17
- Quelli vi si calarono; e la donna di casa prese una coperta, la distese sulla bocca della cisterna, e vi sparse su del grano pesto; cosicché nessuno ne seppe nulla. 2 Sam. 17:19
- I servi di Absalom vennero in casa di quella donna, e chiesero: `Dove sono Ahimaats e Gionathan?' La donna rispose loro: `Hanno passato il ruscello'. Quelli si misero a cercarli; e, non potendoli trovare, se ne tornarono a Gerusalemme. 2 Sam. 17:20
- Allora Davide si levò con tutta la gente ch'era con lui, e passò il Giordano. All'apparir del giorno, neppur uno era rimasto, che non avesse passato il Giordano. 2 Sam. 17:22
- Or Davide giunse a Mahanaim, e Absalom anch'egli passò il Giordano, con tutta la gente d'Israele. 2 Sam. 17:24
- del miele, del burro, delle pecore e de' formaggi di vacca, per Davide e per la gente ch'era con lui, affinché mangiassero; perché dicevano: `Questa gente deve aver patito fame, stanchezza e sete nel deserto'. 2 Sam. 17:29
- Or Davide fece la rivista della gente che avea seco, e costituì dei capitani di migliaia e de' capitani di centinaia per comandarla. 2 Sam. 18:1
- Ma il popolo rispose: `Tu non devi venire; perché, se noi fossimo messi in fuga, non si farebbe alcun caso di noi; quand'anche perisse la metà di noi, non se ne farebbe alcun caso; ma tu conti per diecimila di noi; or dunque è meglio che tu ti tenga pronto a darci aiuto dalla città'. 2 Sam. 18:3
- Il re rispose loro: `Farò quello che vi par bene'. E il re si fermò presso la porta, mentre tutto l'esercito usciva a schiere di cento e di mille uomini. 2 Sam. 18:4
- L'esercito si mise dunque in campagna contro Israele, e la battaglia ebbe luogo nella foresta di Efraim. 2 Sam. 18:6
- E il popolo d'Israele fu quivi sconfitto dalla gente di Davide; e la strage ivi fu grande in quel giorno, caddero ventimila uomini. 2 Sam. 18:7
- La battaglia si estese su tutta la contrada; e la foresta divorò in quel giorno assai più gente di quella che non avesse divorato la spada. 2 Sam. 18:8
- Joab rispose all'uomo che gli recava la nuova: `Come! tu l'hai visto? E perché non l'hai tu, sul posto, steso morto al suolo? Io non avrei mancato di darti dieci sicli d'argento e una cintura'. 2 Sam. 18:11
- Ma quell'uomo disse a Joab: `Quand'anche mi fossero messi in mano mille sicli d'argento, io non metterei la mano addosso al figliuolo del re; poiché noi abbiamo udito l'ordine che il re ha dato a te, ad Abishai e ad Ittai dicendo: - Badate che nessuno tocchi il giovine Absalom! - 2 Sam. 18:12
- Allora Joab fe' sonare la tromba, e il popolo fece ritorno cessando d'inseguire Israele, perché Joab glielo impedì. 2 Sam. 18:16
- Ed Ahimaats, figliuolo di Tsadok, disse a Joab: `Lasciami correre a portare al re la notizia che l'Eterno gli ha fatto giustizia contro i suoi nemici'. 2 Sam. 18:19
- Joab gli rispose: `Non sarai tu che porterai oggi la notizia; la porterai un altro giorno; non porterai oggi la notizia, perché il figliuolo del re è morto'. 2 Sam. 18:20
- Ahimaats, figliuolo di Tsadok, disse di nuovo a Joab: `Qualunque cosa avvenga, ti prego, lasciami correr dietro all'Etiopo!' Joab gli disse: `Ma perché, figliuol mio, vuoi tu correre? La notizia non ti recherà nulla di buono'. 2 Sam. 18:22
- E l'altro: `Qualunque cosa avvenga, voglio correre'. E Joab gli disse: `Corri!' Allora Ahimaats prese la corsa per la via della pianura, e oltrepassò l'Etiopo. 2 Sam. 18:23
- Or Davide stava sedendo fra le due porte; la sentinella salì sul tetto della porta dal lato del muro; alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo che correva tutto solo. 2 Sam. 18:24
- La sentinella gridò e avvertì il re. Il re disse: `Se è solo, porta notizie'. E quello s'andava avvicinando sempre più. 2 Sam. 18:25
- Poi la sentinella vide un altr'uomo che correva, e gridò al guardiano: `Ecco un altr'uomo che corre tutto solo!' E il re: `Anche questo porta notizie'. 2 Sam. 18:26
- La sentinella disse: `Il modo di correre del primo mi par quello di Ahimaats, figliuolo di Tsadok'. E il re disse: `È un uomo dabbene, e viene a portare buone notizie'. 2 Sam. 18:27
- E Ahimaats gridò al re: `Pace!' E, prostratosi dinanzi al re con la faccia a terra, disse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio tuo, che ha dato in tuo potere gli uomini che aveano alzate le mani contro il re, mio signore!' 2 Sam. 18:28
- Il re disse all'Etiopo: `Il giovine Absalom sta egli bene?' L'Etiopo rispose: `Possano i nemici del re mio signore, e tutti quelli che insorgono contro di te per farti del male, subir la sorte di quel giovane!' 2 Sam. 18:32
- Allora il re, vivamente commosso, salì nella camera che era sopra la porta, e pianse; e, nell'andare, diceva: `Absalom figliuolo mio! Figliuolo mio, Absalom figliuol mio! Oh foss'io pur morto invece tua, o Absalom figliuolo mio, figliuolo mio!' 2 Sam. 18:33
- E la vittoria in quel giorno si cangiò in lutto per tutto il popolo, perché il popolo sentì dire in quel giorno: `Il re è molto afflitto a cagione del suo figliuolo'. 2 Sam. 19:2
- E il re s'era coperto la faccia, e ad alta voce gridava: `Absalom figliuol mio! Absalom figliuol mio, figliuol mio!' 2 Sam. 19:4
- Allora Joab entrò in casa dal re, e disse: `Tu copri oggi di rossore il volto di tutta la tua gente, che in questo giorno ha salvato la vita a te, ai tuoi figliuoli, e alle tue figliuole, alle tue mogli e alle tue concubine, 2 Sam. 19:5
- Così Davide piegò il cuore di tutti gli uomini di Giuda, come se fosse stato il cuore di un sol uomo; ed essi mandarono a dire al re: `Ritorna tu con tutta la tua gente'. 2 Sam. 19:14
- La chiatta che dovea tragittare la famiglia del re e tenersi a sua disposizione, passò; e Shimei, figliuolo di Ghera, prostratosi dinanzi al re, nel momento in cui questi stava per passare il Giordano, 2 Sam. 19:18
- gli disse: `Non tenga conto, il mio signore, della mia iniquità, e dimentichi la perversa condotta tenuta dal suo servo il giorno in cui il re mio signore usciva da Gerusalemme; e non ne serbi il re risentimento! 2 Sam. 19:19
- Poiché il tuo servo riconosce che ha peccato; e per questo sono stato oggi il primo di tutta la casa di Giuseppe a scendere incontro al re mio signore'. 2 Sam. 19:20
- Mefibosheth, nipote di Saul, scese anch'egli incontro al re. Ei non s'era puliti i piedi, né spuntata la barba, né lavate le vesti dal giorno in cui il re era partito fino a quello in cui tornava in pace. 2 Sam. 19:24
- Poiché tutti quelli della casa di mio padre non avrebbero meritato dal re mio signore altro che la morte; e, nondimeno, tu avevi posto il tuo servo fra quelli che mangiano alla tua mensa. E qual altro diritto poss'io avere? E perché continuerei io a supplicare il re?' 2 Sam. 19:28
- Io ho adesso ottant'anni; posso io ancora discernere ciò ch'è buono da ciò che è cattivo? Può il tuo servo gustare ancora ciò che mangia o ciò che beve? Posso io udire ancora la voce dei cantori e delle cantatrici? E perché dunque il tuo servo sarebb'egli d'aggravio al re mio signore? 2 Sam. 19:35
- Deh, lascia che il tuo servo se ne ritorni indietro, e ch'io possa morire nella mia città presso la tomba di mio padre e di mia madre! Ma ecco il tuo servo Kimham; passi egli col re mio signore, e fa' per lui quello che ti piacerà'. 2 Sam. 19:37
- Così il re passò oltre, e andò a Ghilgal; e Kimham lo accompagnò. Tutto il popolo di Giuda e anche la metà del popolo d'Israele aveano fatto scorta al re. 2 Sam. 19:40
- Allora tutti gli altri Israeliti vennero dal re e gli dissero: `Perché i nostri fratelli, gli uomini di Giuda, ti hanno portato via di nascosto, e hanno fatto passare il Giordano al re, alla sua famiglia e a tutta la gente di Davide?' 2 Sam. 19:41
- Or quivi si trovava un uomo scellerato per nome Sheba, figliuolo di Bicri, un Beniaminita, il quale sonò la tromba, e disse: `Noi non abbiamo nulla da spartire con Davide, non abbiamo nulla in comune col figliuolo d'Isai! O Israele, ciascuno alla sua tenda!' 2 Sam. 20:1
- E tutti gli uomini di Israele ripresero la via delle alture, separandosi da Davide per seguire Sheba, figliuolo di Bicri; ma quei di Giuda non si staccarono dal loro re, e l'accompagnarono dal Giordano fino a Gerusalemme. 2 Sam. 20:2
- Allora Davide disse ad Abishai: `Sheba, figliuolo di Bicri, ci farà adesso più male di Absalom; prendi tu la gente del tuo signore, e inseguilo onde non trovi delle città fortificate e ci sfugga'. 2 Sam. 20:6
- Si trovavano presso alla gran pietra che è in Gabaon, quando Amasa venne loro incontro. Or Joab indossava la sua veste militare sulla quale cingeva una spada che, attaccata al cinturino, gli pendea dai fianchi nel suo fodero; mentre Joab si faceva innanzi, la spada gli cadde. 2 Sam. 20:8
- Joab disse ad Amasa: `Stai tu bene, fratel mio?' E con la destra prese Amasa per la barba, per baciarlo. 2 Sam. 20:9
- E vennero e assediarono Sheba in Abel-Beth-Maaca, e innalzarono contro la città un bastione che dominava le fortificazioni; e tutta la gente ch'era con Joab batteva in breccia le mura per abbatterle. 2 Sam. 20:15
- E quand'egli si fu avvicinato, la donna gli chiese: `Sei tu Joab?' Egli rispose: `Son io'. Allora ella gli disse: `Ascolta la parola della tua serva'. Egli rispose: `Ascolto'. 2 Sam. 20:17
- Il fatto non sta così; ma un uomo della contrada montuosa d'Efraim, per nome Sheba, figliuolo di Bicri, ha levato la mano contro il re, contro Davide. Consegnatemi lui solo, ed io m'allontanerò dalla città'. E la donna disse a Joab: `Ecco, la sua testa ti sarà gettata dalle mura'. 2 Sam. 20:21
- Allora la donna si rivolse a tutto il popolo col suo savio consiglio; e quelli tagliaron la testa a Sheba, figliuolo di Bicri, e la gettarono a Joab. E questi fece sonar la tromba; tutti si dispersero lungi dalla città, e ognuno se ne andò alla sua tenda. E Joab tornò a Gerusalemme presso il re. 2 Sam. 20:22
- Al tempo di Davide ci fu una fame per tre anni continui; Davide cercò la faccia dell'Eterno, e l'Eterno gli disse: `Questo avviene a motivo di Saul e della sua casa sanguinaria, perch'egli fece perire i Gabaoniti'. 2 Sam. 21:1
- I Gabaoniti gli risposero: `Fra noi e Saul e la sua casa non è questione d'argento o d'oro; e non appartiene a noi il far morire alcuno in Israele'. Il re disse: `Quel che voi direte io lo farò per voi'. 2 Sam. 21:4
- I Filistei mossero di nuovo guerra ad Israele; e Davide scese con la sua gente a combattere contro i Filistei. Davide era stanco; 2 Sam. 21:15
- ma Abishai, il figliuolo di Tseruia, venne in soccorso del re, colpì il Filisteo, e lo uccise. Allora la gente di Davide gli fece questo giuramento: `Tu non uscirai più con noi a combattere, e non spegnerai la lampada d'Israele'. 2 Sam. 21:17
- `L'Eterno è la mia ròcca, la mia fortezza, il mio liberatore; 2 Sam. 22:2
- l'Iddio ch'è la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto ricetto, il mio asilo. O mio salvatore, tu mi salvi dalla violenza! 2 Sam. 22:3
- Nella mia distretta invocai l'Eterno, e gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio, e il mio grido pervenne ai suoi orecchi. 2 Sam. 22:7
- Allora la terra fu scossa e tremò, i fondamenti de' cieli furono smossi e scrollati, perch'egli era acceso d'ira. 2 Sam. 22:8
- L'Eterno tuonò dai cieli e l'Altissimo diè fuori la sua voce. 2 Sam. 22:14
- Egli distese dall'alto la mano e mi prese, mi trasse fuori dalle grandi acque. 2 Sam. 22:17
- L'Eterno mi ha retribuito secondo la mia giustizia, mi ha reso secondo la purità delle mie mani, 2 Sam. 22:21
- Ond'è che l'Eterno m'ha reso secondo la mia giustizia, secondo la mia purità nel suo cospetto. 2 Sam. 22:25
- tu salvi la gente afflitta, e il tuo sguardo si ferma sugli alteri, per abbassarli. 2 Sam. 22:28
- Sì, tu sei la mia lampada, o Eterno, e l'Eterno illumina le mie tenebre. 2 Sam. 22:29
- La via di Dio è perfetta, la parola dell'Eterno è purgata col fuoco. Egli è lo scudo di tutti quelli che sperano in lui. 2 Sam. 22:31
- Iddio è la mia potente fortezza, e rende la mia via perfetta. 2 Sam. 22:33
- Tu m'hai anche dato lo scudo della tua salvezza, e la tua benignità m'ha fatto grande. 2 Sam. 22:36
- Tu hai allargato la via ai miei passi; e i miei piedi non hanno vacillato. 2 Sam. 22:37
- Tu m'hai cinto di forza per la guerra, tu hai fatto piegare sotto di me i miei avversari; 2 Sam. 22:40
- Viva l'Eterno! Sia benedetta la mia ròcca! e sia esaltato Iddio, la ròcca della mia salvezza! 2 Sam. 22:47
- l'Iddio che fa la mia vendetta, e mi sottomette i popoli, 2 Sam. 22:48
- Grandi liberazioni egli accorda al suo re, ed usa benignità verso il suo unto, verso Davide e la sua progenie in perpetuo. 2 Sam. 22:51
- Lo spirito dell'Eterno ha parlato per mio mezzo, e la sua parola è stata sulle mie labbra. 2 Sam. 23:2
- L'Iddio d'Israele ha parlato, la Ròcca d'Israele m'ha detto: `Colui che regna sugli uomini con giustizia, colui che regna con timor di Dio, 2 Sam. 23:3
- è come la luce mattutina, quando il sole si leva in un mattino senza nuvole, e col suo splendore, dopo la pioggia, fa spuntare l'erbetta dalla terra'. 2 Sam. 23:4
- Non è egli così della mia casa dinanzi a Dio? Poich'egli ha fermato con me un patto eterno, in ogni punto ben regolato e sicuro appieno. Non farà egli germogliare la mia completa salvezza e tutto ciò ch'io bramo? 2 Sam. 23:5
- Ma gli scellerati tutti quanti son come spine che si buttan via e non si piglian con la mano; 2 Sam. 23:6
- Questi sono i nomi dei valorosi guerrieri che furono al servizio di Davide: Josheb-Basshebeth, il Tahkemonita, capo dei principali ufficiali. Egli impugnò la lancia contro ottocento uomini, che uccise in un solo scontro. 2 Sam. 23:8
- Egli si levò, percosse i Filistei, finché la sua mano, spossata, rimase attaccata alla spada. E l'Eterno concesse in quel giorno una gran vittoria, e il popolo tornò a seguire Eleazar soltanto per spogliare gli uccisi. 2 Sam. 23:10
- E i tre prodi s'aprirono un varco attraverso al campo filisteo, attinsero dell'acqua dal pozzo di Bethlehem, vicino alla porta; e presala seco, la presentarono a Davide; il qual però non ne volle bere, ma la sparse davanti all'Eterno, 2 Sam. 23:16
- dicendo: `Lungi da me, o Eterno, ch'io faccia tal cosa! Beverei io il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della loro vita?' E non la volle bere. Questo fecero quei tre prodi. 2 Sam. 23:17
- Abishai, fratello di Joab, figliuolo di Tseruia, fu il capo di altri tre. Egli impugnò la lancia contro trecento uomini, e li uccise; e s'acquistò fama fra i tre. 2 Sam. 23:18
- E uccise pure un Egiziano, d'aspetto formidabile, e che teneva una lancia in mano; ma Benaia gli scese contro con un bastone, strappò di mano all'Egiziano la lancia, e se ne servì per ucciderlo. 2 Sam. 23:21
- Joab rimise al re la cifra del censimento del popolo: c'erano in Israele ottocentomila uomini forti, atti a portare le armi; e in Giuda, cinquecentomila. 2 Sam. 24:9
- E quando Davide si fu alzato la mattina, la parola dell'Eterno fu così rivolta al profeta Gad, il veggente di Davide: 2 Sam. 24:11
- Così l'Eterno mandò la peste in Israele, da quella mattina fino al tempo fissato; e da Dan a Beer-Sheba morirono settantamila persone del popolo. 2 Sam. 24:15
- E come l'angelo stendeva la sua mano su Gerusalemme per distruggerla, l'Eterno si pentì della calamità ch'egli aveva inflitta, e disse all'angelo che distruggeva il popolo: `Basta; ritieni ora la tua mano!' Or l'angelo dell'Eterno si trovava presso l'aia di Arauna, il Gebuseo. 2 Sam. 24:16
- E Davide, vedendo l'angelo che colpiva il popolo, disse all'Eterno: `Son io che ho peccato; son io che ho agito iniquamente; ma queste pecore che hanno fatto? La tua mano si volga dunque contro di me e contro la casa di mio padre!' 2 Sam. 24:17
- E Davide salì, secondo la parola di Gad, come l'Eterno avea comandato. 2 Sam. 24:19
- Arauna guardò, e vide il re e i suoi servi, che si dirigevano verso di lui; e Arauna uscì e si prostrò dinanzi al re, con la faccia a terra. 2 Sam. 24:20
- Poi Arauna disse: `Perché il re, mio signore, viene dal suo servo?' E Davide rispose: `Per comprare da te quest'aia ed erigervi un altare all'Eterno, affinché la piaga cessi d'infierire sul popolo'. 2 Sam. 24:21
- edificò quivi un altare all'Eterno, e offrì olocausti e sacrifizi di azioni di grazie. Così l'Eterno fu placato verso il paese, e la piaga cessò d'infierire sul popolo. 2 Sam. 24:25
- Perciò i suoi servi gli dissero: `Si cerchi per il re nostro signore una fanciulla vergine, la quale stia al servizio del re, n'abbia cura, e dorma fra le sue braccia, sì che il re nostro signore possa riscaldarsi'. 1 Re 1:2
- Cercaron dunque per tutto il paese d'Israele una bella fanciulla; trovarono Abishag, la Sunamita, e la menarono al re. 1 Re 1:3
- La fanciulla era bellissima, avea cura del re, e lo serviva; ma il re non la conobbe. 1 Re 1:4
- Or dunque vieni, e permetti ch'io ti dia un consiglio, affinché tu salvi la vita tua e quella del tuo figliuolo Salomone. 1 Re 1:12
- Bath-Sceba entrò dunque nella camera del re. - Il re era molto vecchio, e Abishag, la Sunamita, lo serviva. - 1 Re 1:15
- La cosa fu riferita al re, dicendo: `Ecco il profeta Nathan!' E questi venne in presenza del re, e gli si prostrò dinanzi con la faccia a terra. 1 Re 1:23
- Bath-Sceba s'inchinò con la faccia a terra, si prostrò dinanzi al re, e disse: `Possa il re Davide mio signore vivere in perpetuo!' 1 Re 1:31
- E quivi il sacerdote Tsadok e il profeta Nathan lo ungano re d'Israele. Poi sonate la tromba e dite: - Viva il re Salomone! - 1 Re 1:34
- Il sacerdote Tsadok prese il corno dell'olio dal tabernacolo e unse Salomone. Sonaron la tromba, e tutto il popolo disse: `Viva il re Salomone!' 1 Re 1:39
- E tutto il popolo risalì al suo seguito sonando flauti e abbandonandosi a una gran gioia, sì che la terra rimbombava delle loro grida. 1 Re 1:40
- Il sacerdote Tsadok e il profeta Nathan l'hanno unto re a Ghihon, e di là son risaliti abbandonandosi alla gioia, e la città n'è tutta sossopra. Questo è lo strepito che avete udito. 1 Re 1:45
- `Io me ne vo per la via di tutti gli abitanti della terra; fortificati e portati da uomo! 1 Re 2:2
- e dovunque tu ti volga, e affinché l'Eterno adempia la parola da lui pronunciata a mio riguardo quando disse: - Se i tuoi figliuoli veglieranno sulla loro condotta camminando nel mio cospetto con fedeltà, con tutto il loro cuore e con tutta l'anima loro, non ti mancherà mai qualcuno che segga sul trono d'Israele. - 1 Re 2:4
- Sai anche tu quel che m'ha fatto Joab, figliuolo di Tseruia, quel che ha fatto ai due capi degli eserciti d'Israele, ad Abner figliuolo di Ner, e ad Amasa, figliuolo di Jether, i quali egli uccise, spargendo in tempo di pace sangue di guerra, e macchiando di sangue la cintura che portava ai fianchi e i calzari che portava ai piedi. 1 Re 2:5
- Agisci dunque secondo la tua saviezza, e non lasciare la sua canizie scendere in pace nel soggiorno de' morti. 1 Re 2:6
- Ma ora non lo lasciare impunito; poiché sei savio per conoscere quel che tu debba fargli, e farai scendere tinta di sangue la sua canizie nel soggiorno de' morti'. 1 Re 2:9
- Or dunque io ti domando una cosa; non me la rifiutare'. Ella rispose: `Di' pure'. 1 Re 2:16
- Ed egli disse: `Ti prego, di' al re Salomone, il quale nulla ti negherà, che mi dia Abishag la Sunamita per moglie'. 1 Re 2:17
- Bath-Sceba dunque si recò dal re Salomone per parlargli in favore di Adonija. Il re si alzò per andarle incontro, le s'inchinò, poi si pose a sedere sul suo trono, e fece mettere un altro trono per sua madre, la quale si assise alla sua destra. 1 Re 2:19
- Ella gli disse: `Ho una piccola cosa da chiederti; non me la negare'. Il re rispose: `Chiedila pure, madre mia; io non te la negherò'. 1 Re 2:20
- Ed ella: `Diasi Abishag la Sunamita al tuo fratello Adonija per moglie'. 1 Re 2:21
- Il re Salomone, rispondendo a sua madre, disse: `E perché chiedi tu Abishag la Sunamita per Adonija? Chiedi piuttosto il regno per lui, giacché egli è mio fratello maggiore; chiedilo per lui, per il sacerdote Abiathar e per Joab, figliuolo di Tseruia!' 1 Re 2:22
- Poi il re disse al sacerdote Abiathar: `Vattene ad Anatoth, nelle tue terre, poiché tu meriti la morte; ma io non ti farò morire oggi, perché portasti davanti a Davide mio padre l'arca del Signore, dell'Eterno, e perché partecipasti a tutte le sofferenze di mio padre'. 1 Re 2:26
- Così Salomone depose Abiathar dalle funzioni di sacerdote dell'Eterno, adempiendo così la parola che l'Eterno avea pronunziata contro la casa di Eli a Sciloh. 1 Re 2:27
- E la notizia ne giunse a Joab, il quale avea seguito il partito di Adonija, benché non avesse seguito quello di Absalom. Egli si rifugiò nel tabernacolo dell'Eterno, e impugnò i corni dell'altare. 1 Re 2:28
- Benaia entrò nel tabernacolo dell'Eterno, e disse a Joab: `Così dice il re: Vieni fuori!' Quegli rispose: `No! voglio morir qui!' E Benaia riferì la cosa al re, dicendo: `Così ha parlato Joab e così m'ha risposto'. 1 Re 2:30
- Il loro sangue ricadrà sul capo di Joab e sul capo della sua progenie in perpetuo, ma vi sarà pace per sempre, da parte dell'Eterno, per Davide, per la sua progenie, per la sua casa e per il suo trono'. 1 Re 2:33
- Di lì a tre anni avvenne che due servi di Scimei fuggirono presso Akis, figliuolo di Maaca, re di Gath. La cosa fu riferita a Scimei, e gli fu detto: `Ecco i tuoi servi sono a Gath'. 1 Re 2:39
- Il re mandò a chiamare Scimei, e gli disse: `Non t'avevo io fatto giurare per l'Eterno, e non t'avevo solennemente avvertito, dicendoti: - Sappi per certo che il giorno che uscirai per andar qua o là, morrai? - E non mi rispondesti tu: - La parola che ho udita sta bene? 1 Re 2:42
- Il re disse inoltre a Scimei: `Tu sai tutto il male che facesti a Davide mio padre; il tuo cuore n'è consapevole; ora l'Eterno fa ricadere sul tuo capo la tua malvagità; 1 Re 2:44
- Or Salomone s'imparentò con Faraone, re di Egitto. Sposò la figliuola di Faraone, e la menò nella città di Davide, finché avesse finito di edificare la sua casa, la casa dell'Eterno e le mura di cinta di Gerusalemme. 1 Re 3:1
- Da' dunque al tuo servo un cuore intelligente ond'egli possa amministrar la giustizia per il tuo popolo e discernere il bene dal male; poiché chi mai potrebbe amministrar la giustizia per questo tuo popolo che è così numeroso?' 1 Re 3:9
- E Dio gli disse: `Giacché tu hai domandato questo, e non hai chiesto per te lunga vita, né ricchezze, né la morte de' tuoi nemici, ma hai chiesto intelligenza per poter discernere ciò ch'è giusto, 1 Re 3:11
- ecco, io faccio secondo la tua parola; e ti do un cuor savio e intelligente, in guisa che nessuno è stato simile a te per lo innanzi, e nessuno sorgerà simile a te in appresso. 1 Re 3:12
- E oltre a questo io ti do quello che non mi hai domandato: ricchezze e gloria; talmente, che non vi sarà durante tutta la tua vita alcuno fra i re che possa esserti paragonato. 1 Re 3:13
- Ora, la notte passata, il bimbo di questa donna morì, perch'ella gli s'era coricata addosso. 1 Re 3:19
- Ed essa, alzatasi nel cuor della notte, prese il mio figliuolo d'accanto a me, mentre la tua serva dormiva, e lo pose a giacere sul suo seno, e sul mio seno pose il suo figliuolo morto. 1 Re 3:20
- E quando m'alzai la mattina per far poppare il mio figlio, ecco ch'era morto; ma, mirandolo meglio a giorno chiaro, m'accorsi che non era il mio figlio ch'io avea partorito'. 1 Re 3:21
- L'altra donna disse: `No, il vivo è il figliuolo mio, e il morto è il tuo'. Ma la prima replicò: `No, invece, il morto è il figliuolo tuo, e il vivo è il mio'. Così altercavano in presenza del re. 1 Re 3:22
- E il re disse: `Dividete il bambino vivo in due parti, e datene la metà all'una, e la metà all'altra'. 1 Re 3:25
- Allora la donna di cui era il bambino vivo, sentendosi commuover le viscere per amore del suo figliuolo, disse al re: `Deh! Signor mio, date a lei il bambino vivo, e non l'uccidete, no!' Ma l'altra diceva: `Non sia né mio né tuo; si divida!' 1 Re 3:26
- Allora il re, rispondendo, disse: `Date a quella il bambino vivo, e non l'uccidete; la madre del bimbo è lei!' 1 Re 3:27
- E tutto Israele udì parlare del giudizio che il re avea pronunziato, e temettero il re perché vedevano che la sapienza di Dio era in lui per amministrare la giustizia. 1 Re 3:28
- Ben-Abinadab, in tutta la regione di Dor; Tafath, figliuola di Salomone era sua moglie; 1 Re 4:11
- Ben-Gheber, a Ramoth di Galaad; egli aveva i villaggi di Jair, figliuolo di Manasse, che sono in Galaad; aveva anche la regione di Argob ch'è in Basan, sessanta grandi città murate e munite di sbarre di rame; 1 Re 4:13
- Giuda e Israele erano numerosissimi, come la rena ch'è sulla riva del mare. Essi mangiavano e bevevano allegramente. 1 Re 4:20
- Or la provvisione de' viveri di Salomone, per ogni giorno, consisteva in trenta cori di fior di farina e sessanta cori di farina ordinaria; 1 Re 4:22
- Facevano anche portar l'orzo e la paglia per i cavalli da tiro e da corsa nel luogo dove si trovava il re, ciascuno secondo gli ordini che avea ricevuti. 1 Re 4:28
- E Dio diede a Salomone sapienza, una grandissima intelligenza e una mente vasta com'è la rena che sta sulla riva del mare. 1 Re 4:29
- E la sapienza di Salomone superò la sapienza di tutti gli Orientali e tutta la sapienza degli Egiziani. 1 Re 4:30
- Era più savio d'ogni altro uomo, più di Ethan l'Ezrahita, più di Heman, di Calcol e di Darda, figliuoli di Mahol; e la sua fama si sparse per tutte le nazioni circonvicine. 1 Re 4:31
- Da tutti i popoli veniva gente per udire la sapienza di Salomone, da parte di tutti i re della terra che avean sentito parlare della sua sapienza. 1 Re 4:34
- `Tu sai che Davide, mio padre, non poté edificare una casa al nome dell'Eterno, del suo Dio, a motivo delle guerre nelle quali fu impegnato da tutte le parti, finché l'Eterno non gli ebbe posti i suoi nemici sotto la pianta de' piedi. 1 Re 5:3
- Ho quindi l'intenzione di costruire una casa al nome dell'Eterno, dell'Iddio mio, secondo la promessa che l'Eterno fece a Davide mio padre, quando gli disse: - Il tuo figliuolo ch'io metterò sul tuo trono in luogo di te, sarà quello che edificherà una casa al mio nome. - 1 Re 5:5
- I miei servi li porteranno dal Libano al mare, e io li spedirò per mare su zattere fino al luogo che tu m'indicherai; quindi li farò sciogliere, e tu li prenderai; e tu, dal canto tuo, farai quel che desidero io, fornendo di viveri la mia casa'. 1 Re 5:9
- E gli operai di Salomone e gli operai di Hiram e i Ghiblei tagliarono e prepararono il legname e le pietre per la costruzione della casa. 1 Re 5:18
- Or il quattrocentottantesimo anno dopo l'uscita dei figliuoli d'Israele dal paese d'Egitto, nel quarto anno del suo regno sopra Israele, nel mese di Ziv, che è il secondo mese, Salomone cominciò a costruire la casa consacrata all'Eterno. 1 Re 6:1
- La casa che il re Salomone costruì per l'Eterno, avea sessanta cubiti di lunghezza, venti di larghezza, trenta di altezza. 1 Re 6:2
- Per la costruzione della casa si servirono di pietre già approntate alla cava; in guisa che nella casa, durante la sua costruzione, non s'udì mai rumore di martello, d'ascia o d'altro strumento di ferro. 1 Re 6:7
- Dopo aver finito di costruire la casa, Salomone la coperse di travi e di assi di legno di cedro. 1 Re 6:9
- Fece i piani addossati a tutta la casa dando ad ognuno cinque cubiti d'altezza, e li collegò con la casa con delle travi di cedro. 1 Re 6:10
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Salomone, dicendo: 1 Re 6:11
- `Quanto a questa casa che tu edifichi, se tu cammini secondo le mie leggi, se metti in pratica i miei precetti e osservi e segui tutti i miei comandamenti, io confermerò in tuo favore la promessa che feci a Davide tuo padre: 1 Re 6:12
- Quando Salomone ebbe finito di costruire la casa, 1 Re 6:14
- I quaranta cubiti sul davanti formavano la casa, vale a dire il tempio. 1 Re 6:17
- Ricoprì d'oro tutta la casa, tutta quanta la casa, e ricoprì pur d'oro tutto l'altare che apparteneva al santuario. 1 Re 6:22
- All'ingresso del santuario fece una porta a due battenti, di legno d'ulivo; la sua inquadratura, con gli stipiti, occupava la quinta parte della parete. 1 Re 6:31
- Fece pure, per la porta del tempio, degli stipiti di legno d'ulivo, che occupavano il quarto della larghezza del muro, 1 Re 6:33
- e l'undicesimo anno, nel mese di Bul, che è l'ottavo mese, la casa fu terminata in tutte le sue parti, secondo il disegno datone. Salomone mise sette anni a fabbricarla. 1 Re 6:38
- Poi Salomone costruì la sua propria casa, e la compì interamente in tredici anni. 1 Re 7:1
- Fabbricò prima di tutto la casa della `Foresta del Libano', di cento cubiti di lunghezza, di cinquanta di larghezza e di trenta d'altezza. Era basata su quattro ordini di colonne di cedro, sulle quali poggiava una travatura di cedro. 1 Re 7:2
- Poi fece il portico del trono dove amministrava la giustizia, e che si chiamò il `Portico del giudizio'; e lo ricoprì di legno di cedro dal pavimento al soffitto. 1 Re 7:7
- E la casa sua, dov'egli dimorava, fu costruita nello stesso modo, in un altro cortile, dietro il portico. E fece una casa dello stesso stile di questo portico per la figliuola di Faraone, ch'egli avea sposata. 1 Re 7:8
- Tutte queste costruzioni erano di pietre scelte, tagliate a misura, segate con la sega, internamente ed esternamente, dai fondamenti ai cornicioni, e al di fuori fino al cortile maggiore. 1 Re 7:9
- Fece le due colonne di rame. La prima avea diciotto cubiti d'altezza, e una corda di dodici cubiti misurava la circonferenza della seconda. 1 Re 7:15
- Egli rizzò le colonne nel portico del tempio; rizzò la colonna a man destra, e la chiamò Jakin; poi rizzò la colonna a man sinistra, e la chiamò Boaz. 1 Re 7:21
- Poi fece il mare di getto, che avea dieci cubiti da un orlo all'altro; era di forma perfettamente rotonda, avea cinque cubiti d'altezza, e una corda di trenta cubiti ne misurava la circonferenza. 1 Re 7:23
- Esso avea lo spessore d'un palmo; il suo orlo, fatto come l'orlo d'una coppa, avea la forma d'un fior di giglio; il mare conteneva duemila bati. 1 Re 7:26
- Ai quattro angoli d'ogni base, c'eran quattro mènsole d'un medesimo pezzo con la base. 1 Re 7:34
- La parte superiore della base terminava con un cerchio di mezzo cubito d'altezza, ed aveva i suoi sostegni e i suoi riquadri tutti d'un pezzo con la base. 1 Re 7:35
- Così fece le dieci basi; la fusione, la misura e la forma eran le stesse per tutte. 1 Re 7:37
- Così Hiram compì tutta l'opera che il re Salomone gli fece fare per la casa dell'Eterno: le due colonne, le due palle dei capitelli in cima alle colonne, i due reticolati per coprire le due palle dei capitelli in cima alle colonne, 1 Re 7:41
- i vasi per le ceneri, le palette e i bacini. Tutti questi utensili che Salomone fece fare a Hiram per la casa dell'Eterno, erano di rame tirato a pulimento. 1 Re 7:45
- Salomone fece fabbricare tutti gli arredi della casa dell'Eterno: l'altare d'oro, la tavola d'oro sulla quale si mettevano i pani della presentazione; 1 Re 7:48
- le coppe, i coltelli, i bacini, i cucchiai e i bracieri, d'oro fino; e i cardini d'oro per la porta interna della casa all'ingresso del luogo santissimo, e per la porta della casa all'ingresso del tempio. 1 Re 7:50
- Così fu compiuta tutta l'opera che il re Salomone fece eseguire per la casa dell'Eterno. Poi Salomone fece portare l'argento, l'oro e gli utensili che Davide suo padre avea consacrati, e li mise nei tesori della casa dell'Eterno. 1 Re 7:51
- Tutti gli uomini d'Israele si radunarono presso il re Salomone nel mese di Ethanim, che è il settimo mese, durante la festa. 1 Re 8:2
- e portarono su l'arca dell'Eterno, la tenda di convegno, e tutti gli utensili sacri ch'erano nella tenda. I sacerdoti ed i Leviti eseguirono il trasporto. 1 Re 8:4
- Il re Salomone e tutta la raunanza d'Israele convocata presso di lui si raccolsero davanti all'arca, e immolarono pecore e buoi in tal quantità da non potersi contare né calcolare. 1 Re 8:5
- Or avvenne che, mentre i sacerdoti uscivano dal luogo santo, la nuvola riempì la casa dell'Eterno, 1 Re 8:10
- e i sacerdoti non poterono rimanervi per farvi l'ufficio loro, a motivo della nuvola; poiché la gloria dell'Eterno riempiva la casa dell'Eterno. 1 Re 8:11
- Poi il re voltò la faccia, e benedisse tutta la raunanza d'Israele; e tutta la raunanza d'Israele stava in piedi. 1 Re 8:14
- E disse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio d'Israele, il quale di sua propria bocca parlò a Davide mio padre, e con la sua potenza ha adempito quel che avea dichiarato dicendo: 1 Re 8:15
- però, non sarai tu che edificherai la casa; ma il tuo figliuolo che uscirà dalle tue viscere, sarà quegli che costruirà la casa al mio nome. - 1 Re 8:19
- E l'Eterno ha adempita la parola che avea pronunziata; ed io son sorto in luogo di Davide mio padre, e mi sono assiso sul trono d'Israele, come l'Eterno aveva annunziato, ed ho costruita la casa al nome dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele. 1 Re 8:20
- Poi Salomone si pose davanti all'altare dell'Eterno, in presenza di tutta la raunanza d'Israele, stese le mani verso il cielo, 1 Re 8:22
- e disse: `O Eterno, Dio d'Israele! Non v'è Dio che sia simile a te, né lassù in cielo, né quaggiù in terra! Tu mantieni il patto e la misericordia verso i tuoi servi che camminano in tua presenza con tutto il cuor loro. 1 Re 8:23
- Tu hai mantenuta la promessa da te fatta al tuo servo Davide, mio padre; e ciò che dichiarasti con la tua propria bocca, la tua mano oggi l'adempie. 1 Re 8:24
- Ora dunque, o Eterno, Dio d'Israele, mantieni al tuo servo Davide, mio padre, la promessa che gli facesti, dicendo: - Non ti mancherà mai qualcuno che segga nel mio cospetto sul trono d'Israele, purché i tuoi figliuoli veglino sulla loro condotta, e camminino in mia presenza, come tu hai camminato. 1 Re 8:25
- Or dunque, o Dio d'Israele, s'avveri la parola che dicesti al tuo servo Davide mio padre! 1 Re 8:26
- Nondimeno, o Eterno, Dio mio, abbi riguardo alla preghiera del tuo servo e alla sua supplicazione, ascoltando il grido e la preghiera che il tuo servo ti rivolge quest'oggi. 1 Re 8:28
- Siano gli occhi tuoi notte e giorno aperti su questa casa, sul luogo di cui dicesti: - Quivi sarà il mio nome! - Ascolta la preghiera che il tuo servo farà rivolto a questo luogo! 1 Re 8:29
- Ascolta la supplicazione del tuo servo e del tuo popolo d'Israele quando pregheranno rivolti a questo luogo; ascoltali dal luogo della tua dimora nei cieli; ascolta e perdona! 1 Re 8:30
- tu ascoltalo dal cielo, agisci e giudica i tuoi servi; condanna il colpevole, facendo ricadere sul suo capo i suoi atti, e dichiara giusto l'innocente, trattandolo secondo la sua giustizia. 1 Re 8:32
- tu esaudiscili dal cielo, perdona il loro peccato ai tuoi servi ed al tuo popolo d'Israele, ai quali mostrerai la buona strada per cui debbon camminare; e manda la pioggia sulla terra, che hai data come eredità al tuo popolo. 1 Re 8:36
- ogni preghiera, ogni supplicazione che ti sarà rivolta da un individuo o dall'intero tuo popolo d'Israele, allorché ciascuno avrà riconosciuta la piaga del proprio cuore e stenderà le sue mani verso questa casa, 1 Re 8:38
- Quando il tuo popolo partirà per muover guerra al suo nemico seguendo la via per la quale tu l'avrai mandato, se innalza preghiere all'Eterno rivolto alla città che tu hai scelta e alla casa che io ho costruita al tuo nome, 1 Re 8:44
- giacché essi sono il tuo popolo, la tua eredità, e tu li hai tratti fuor dall'Egitto, di mezzo a una fornace da ferro! 1 Re 8:51
- poiché tu li hai appartati da tutti i popoli della terra per farne la tua eredità; come dichiarasti per mezzo del tuo servo Mosè, quando traesti dall'Egitto i padri nostri, o Signore, o Eterno!' 1 Re 8:53
- E, levatosi in piè, benedisse tutta la raunanza d'Israele ad alta voce, dicendo: 1 Re 8:55
- Salomone immolò, come sacrifizio di azioni di grazie offerto all'Eterno, ventiduemila buoi e centoventimila pecore. Così il re e tutti i figliuoli d'Israele dedicarono la casa dell'Eterno. 1 Re 8:63
- In quel giorno il re consacrò la parte di mezzo del cortile, ch'è davanti alla casa dell'Eterno; poiché offrì quivi gli olocausti, le oblazioni e i grassi dei sacrifizi di azioni di grazie, giacché l'altare di rame, ch'è davanti all'Eterno, era troppo piccolo per contenere gli olocausti, le oblazioni e i grassi dei sacrifizi di azioni di grazie. 1 Re 8:64
- E in quel tempo Salomone celebrò la festa, e tutto Israele con lui. Ci fu una grande raunanza di gente, venuta da tutto il paese: dai dintorni di Hamath fino al torrente d'Egitto, e raccolta dinanzi all'Eterno, al nostro Dio, per sette giorni e poi per altri sette, in tutto quattordici giorni. 1 Re 8:65
- Dopo che Salomone ebbe finito di costruire la casa dell'Eterno, la casa del re e tutto quello ch'ebbe gusto e volontà di fare, 1 Re 9:1
- l'Eterno gli apparve per la seconda volta, come gli era apparito a Gabaon, 1 Re 9:2
- e gli disse: `Io ho esaudita la tua preghiera e la supplicazione che hai fatta dinanzi a me; ho santificata questa casa che tu hai edificata per mettervi il mio nome in perpetuo; e gli occhi miei ed il mio cuore saran quivi sempre. 1 Re 9:3
- io sterminerò Israele d'in sulla faccia del paese che gli ho dato, rigetterò dal mio cospetto la casa che ho consacrata al mio nome, e Israele sarà la favola e lo zimbello di tutti i popoli. 1 Re 9:7
- Or avvenne che, passati i venti anni nei quali Salomone costruì le due case, la casa dell'Eterno e la casa del re, 1 Re 9:10
- Or ecco quel che concerne gli operai presi e comandati dal re Salomone per costruire la casa dell'Eterno e la sua propria casa, Millo e le mura di Gerusalemme, Hatsor, Meghiddo e Ghezer. 1 Re 9:15
- - Faraone, re d'Egitto, era salito a impadronirsi di Ghezer, l'avea data alle fiamme, ed avea ucciso i Cananei che abitavano la città; poi l'aveva data per dote alla sua figliuola, moglie di Salomone. 1 Re 9:16
- - Di tutta la popolazione ch'era rimasta degli Amorei, degli Hittei, dei Ferezei, degli Hivvei e dei Gebusei, che non erano de' figliuoli d'Israele, 1 Re 9:20
- Ma de' figliuoli d'Israele Salomone non impiegò alcuno come servo; essi furono la sua gente di guerra, i suoi ministri, i suoi principi, i suoi capitani, i comandanti dei suoi carri e de' suoi cavalieri. 1 Re 9:22
- I capi, preposti da Salomone alla direzione dei suoi lavori, erano in numero di cinquecento cinquanta, incaricati di sorvegliare la gente che eseguiva i lavori. 1 Re 9:23
- Non appena la figliuola di Faraone salì dalla città di Davide alla casa che Salomone le avea fatto costruire, questi si mise a costruire Millo. 1 Re 9:24
- Tre volte all'anno Salomone offriva olocausti e sacrifizi di azioni di grazie sull'altare che egli aveva eretto all'Eterno, e offriva profumi su quello che era posto davanti all'Eterno. Così egli terminò definitivamente la casa. 1 Re 9:25
- Hiram mandò su questa flotta, con la gente di Salomone, la sua propria gente: marinai, che conoscevano il mare. 1 Re 9:27
- Or la regina di Sceba avendo udito la fama che circondava Salomone a motivo del nome dell'Eterno, venne a metterlo alla prova con degli enimmi. 1 Re 10:1
- E quando la regina di Sceba ebbe veduto tutta la sapienza di Salomone e la casa ch'egli aveva costruita 1 Re 10:4
- Ma non ci ho creduto finché non son venuta io stessa, e non ho visto con gli occhi miei; ed ora, ecco, non me n'era stata riferita neppure la metà! La tua sapienza e la tua prosperità sorpassano la fama che me n'era giunta! 1 Re 10:7
- Beata la tua gente, beati questi tuoi servi che stanno del continuo dinanzi a te, ed ascoltano la tua sapienza. 1 Re 10:8
- Poi ella donò al re centoventi talenti d'oro, grandissima quantità di aromi, e delle pietre preziose. Non furon mai più portati tanti aromi quanti ne diede la regina di Sceba al re Salomone. 1 Re 10:10
- (La flotta di Hiram che portava oro da Ofir, portava anche da Ofir del legno di sandalo in grandissima quantità, e delle pietre preziose, 1 Re 10:11
- e di questo legno di sandalo il re fece delle balaustrate per la casa dell'Eterno e per la casa reale, delle cetre e de' saltèri per i cantori. Di questo legno di sandalo non ne fu più portato, e non se n'è più visto fino al dì d'oggi). 1 Re 10:12
- Il re Salomone diede alla regina di Sceba tutto quel che essa bramò e chiese, oltre a quello ch'ei le donò con la sua munificenza sovrana. Poi ella si rimise in cammino, e coi suoi servi se ne tornò al suo paese. 1 Re 10:13
- Questo trono aveva sei gradini; la sommità del trono era rotonda dalla parte di dietro; il seggio avea due bracci, uno di qua e uno di là; presso i due bracci stavano due leoni, 1 Re 10:19
- Poiché il re aveva in mare una flotta di Tarsis insieme con la flotta di Hiram; e la flotta di Tarsis, una volta ogni tre anni, veniva a portare oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 1 Re 10:22
- E tutto il mondo cercava di veder Salomone per udir la sapienza che Dio gli avea messa in cuore. 1 Re 10:24
- Or il re Salomone, oltre la figliuola di Faraone, amò molte donne straniere: delle Moabite, delle Ammonite, delle Idumee, delle Sidonie, delle Hittee, 1 Re 11:1
- Hadad entrò talmente nelle grazie di Faraone, che questi gli diede per moglie la sorella della propria moglie, la sorella della regina Tahpenes. 1 Re 11:19
- E la sorella di Tahpenes gli partorì un figliuolo, Ghenubath, che Tahpenes, divezzò in casa di Faraone; e Ghenubath rimase in casa di Faraone tra i figliuoli di Faraone. 1 Re 11:20
- La causa per cui si ribellò contro il re, fu questa. Salomone costruiva Millo e chiudeva la breccia della città di Davide suo padre. 1 Re 11:27
- Or Geroboamo era un uomo forte e valoroso; e Salomone, veduto come questo giovine lavorava, gli diede la sorveglianza di tutta la gente della casa di Giuseppe, comandata ai lavori. 1 Re 11:28
- e umilierò così la progenie di Davide, ma non per sempre'. - 1 Re 11:39
- Or il rimanente delle gesta di Salomone, tutto quello che fece, e la sua sapienza sta scritto nel libro delle gesta di Salomone. 1 Re 11:41
- e quivi lo mandarono a chiamare. Allora Geroboamo e tutta la raunanza d'Israele vennero a parlare a Roboamo, e gli dissero: 1 Re 12:3
- `Tuo padre ha reso duro il nostro giogo; ora rendi tu più lieve la dura servitù e il giogo pesante che tuo padre ci ha imposti, e noi ti serviremo'. 1 Re 12:4
- ora, mio padre vi ha caricati d'un giogo pesante, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò coi flagelli a punte'. 1 Re 12:11
- e parlò al popolo secondo il consiglio dei giovani, dicendo: `Mio padre ha reso pesante il vostro giogo, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò coi flagelli a punte'. 1 Re 12:14
- Così il re non diede ascolto al popolo; perché questa cosa era diretta dall'Eterno, affinché si adempisse la parola da lui detta per mezzo di Ahija di Scilo a Geroboamo, figliuolo di Nebat. 1 Re 12:15
- E quando tutto Israele ebbe udito che Geroboamo era tornato, lo mandò a chiamare perché venisse nella raunanza, e lo fece re su tutto Israele. Nessuno seguitò la casa di Davide, tranne la sola tribù di Giuda. 1 Re 12:20
- E Roboamo, giunto che fu a Gerusalemme, radunò tutta la casa di Giuda e la tribù di Beniamino, centottantamila uomini, guerrieri scelti, per combattere contro la casa d'Israele e restituire il regno a Roboamo, figliuolo di Salomone. 1 Re 12:21
- Ma la parola di Dio fu così rivolta a Scemaia, uomo di Dio: 1 Re 12:22
- `Parla a Roboamo, figliuolo di Salomone, re di Giuda, a tutta la casa di Giuda e di Beniamino e al resto del popolo, e di' loro: 1 Re 12:23
- - Così parla l'Eterno: Non salite a combattere contro i vostri fratelli, i figliuoli d'Israele! Ognuno se ne torni a casa sua; perché questo è avvenuto per voler mio'. Quelli ubbidirono alla parola dell'Eterno, e se ne tornaron via secondo la parola dell'Eterno. 1 Re 12:24
- E quello stesso giorno diede un segno miracoloso dicendo: `Questo è il segno che l'Eterno ha parlato: ecco, l'altare si spaccherà, e la cenere che v'è sopra si spanderà'. 1 Re 13:3
- Quando il re Geroboamo ebbe udita la parola che l'uomo di Dio avea gridata contro l'altare di Bethel, stese la mano dall'alto dell'altare, e disse: `Pigliatelo!' Ma la mano che Geroboamo avea stesa contro di lui si seccò, e non poté più ritirarla a sé. 1 Re 13:4
- E l'altare si spaccò; e la cenere che v'era sopra si disperse, secondo il segno che l'uomo di Dio avea dato per ordine dell'Eterno. 1 Re 13:5
- Allora il re si rivolse all'uomo di Dio, e gli disse: `Deh, implora la grazia dell'Eterno, del tuo Dio, e prega per me affinché mi sia resa la mano'. E l'uomo di Dio implorò la grazia dell'Eterno, e il re riebbe la sua mano, che tornò com'era prima. 1 Re 13:6
- Ma l'uomo di Dio rispose al re: `Quand'anche tu mi dessi la metà della tua casa, io non entrerò da te, e non mangerò pane né berrò acqua in questo luogo; 1 Re 13:8
- poiché questo è l'ordine che m'è stato dato dall'Eterno: - Tu non vi mangerai pane né berrai acqua, e non tornerai per la strada che avrai fatta, andando'. - 1 Re 13:9
- disse ai suoi figliuoli: `Per qual via se n'è egli andato?' Poiché i suoi figliuoli avean veduto la via per la quale se n'era andato l'uomo di Dio venuto da Giuda. 1 Re 13:12
- poiché m'è stato detto, per ordine dell'Eterno: - Tu non mangerai quivi pane, né berrai acqua, e non tornerai per la strada che avrai fatta, andando'. - 1 Re 13:17
- Or mentre sedevano a mensa, la parola dell'Eterno fu rivolta al profeta che avea fatto tornare indietro l'altro; 1 Re 13:20
- Quand'ecco passarono degli uomini che videro il cadavere disteso sulla strada e il leone che stava dappresso al cadavere, e vennero a riferire la cosa nella città dove abitava il vecchio profeta. 1 Re 13:25
- E quando il profeta che avea fatto tornare indietro l'uomo di Dio ebbe ciò udito, disse: `È l'uomo di Dio, ch'è stato ribelle all'ordine dell'Eterno; perciò l'Eterno l'ha dato in balìa d'un leone, che l'ha sbranato e ucciso, secondo la parola che l'Eterno gli avea detta'. 1 Re 13:26
- Poiché la parola da lui gridata per ordine dell'Eterno contro l'altare di Bethel e contro tutte le case degli alti luoghi che sono nelle città di Samaria, si verificherà certamente'. 1 Re 13:32
- E quella fu, per la casa di Geroboamo, un'occasione di peccato, che attirò su lei la distruzione e lo sterminio di sulla faccia della terra. 1 Re 13:34
- La moglie di Geroboamo fece così; si levò, andò a Sciloh, e giunse a casa di Ahija. Ahija non potea vedere, poiché gli s'era offuscata la vista per la vecchiezza. 1 Re 14:4
- - Or l'Eterno avea detto ad Ahija: `Ecco, la moglie di Geroboamo sta per venire a consultarti riguardo al suo figliuolo, che è ammalato. Tu parlale così e così. Quando entrerà, fingerà d'essere un'altra'. - 1 Re 14:5
- Come dunque Ahija udì il rumore de' piedi di lei che entrava per la porta, disse: `Entra pure, moglie di Geroboamo; perché fingi d'essere un'altra? Io sono incaricato di dirti delle cose dure. 1 Re 14:6
- per questo ecco ch'io faccio scender la sventura sulla casa di Geroboamo, e sterminerò dalla casa di Geroboamo fino all'ultimo uomo, tanto chi è schiavo come chi è libero in Israele, e spazzerò la casa di Geroboamo, come si spazza lo sterco finché sia tutto sparito. 1 Re 14:10
- L'Eterno stabilirà sopra Israele un re, che in quel giorno sterminerà la casa di Geroboamo. E che dico? Non è forse quello che già succede? 1 Re 14:14
- La moglie di Geroboamo si levò, partì, e giunse a Tirtsa; e com'ella metteva il piede sulla soglia di casa, il fanciullo morì; 1 Re 14:17
- e lo seppellirono, e tutto Israele lo pianse, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata per bocca del profeta Ahija, suo servo. 1 Re 14:18
- E la durata del regno di Geroboamo fu di ventidue anni; poi s'addormentò coi suoi padri, e Nadab suo figliuolo regnò in luogo suo. 1 Re 14:20
- invece de' quali Roboamo fece fare degli scudi di rame, e li affidò ai capitani della guardia che custodiva la porta della casa del re. 1 Re 14:27
- e destituì pure dalla dignità di regina sua madre Maaca, perch'essa avea rizzato un'immagine ad Astarte; Asa abbatté l'immagine, e la bruciò presso al torrente Kidron. 1 Re 15:13
- `Siavi alleanza fra me e te, come vi fu fra il padre mio e il padre tuo. Ecco, io ti mando in dono dell'argento e dell'oro; va', rompi la tua alleanza con Baasa, re d'Israele, ond'egli si ritiri da me'. 1 Re 15:19
- Ben-Hadad diè ascolto al re Asa; mandò i capi del suo esercito contro le città d'Israele ed espugnò Ijon, Dan, Abel-Beth-Maaca, tutta la contrada di Kinneroth con tutto il paese di Neftali. 1 Re 15:20
- Allora il re Asa convocò tutti que' di Giuda, senza eccettuarne alcuno; e quelli portaron via le pietre e il legname di cui Baasa s'era servito per la costruzione di Rama; e con essi il re Asa edificò Gheba di Beniamino, e Mitspa. 1 Re 15:22
- E, non appena fu re, sterminò tutta la casa di Geroboamo; non risparmiò anima viva di quella casa, ma la distrusse interamente, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata, per bocca del suo servo Ahija lo Scilonita, 1 Re 15:29
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Jehu, figliuolo di Hanani, contro Baasa, in questi termini: 1 Re 16:1
- perciò io spazzerò via Baasa e la sua casa, e farò della casa tua quel che ho fatto della casa di Geroboamo, figliuolo di Nebat. 1 Re 16:3
- La parola che l'Eterno avea pronunziata per bocca del profeta Jehu, figliuolo di Hanani, fu diretta contro Baasa e contro la casa di lui, non soltanto a motivo di tutto il male che Baasa avea fatto sotto gli occhi dell'Eterno, provocandolo ad ira con l'opera delle sue mani così da imitare la casa di Geroboamo, ma anche perché aveva sterminata quella casa. 1 Re 16:7
- E quando fu re, non appena si fu assiso sul trono, distrusse tutta la casa di Baasa; non gli lasciò neppure un bimbo: né parenti, né amici. 1 Re 16:11
- Così Zimri sterminò tutta la casa di Baasa, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata contro Baasa per bocca del profeta Jehu, 1 Re 16:12
- Zimri, vedendo che la città era presa, si ritirò nella torre della casa del re, diè fuoco alla casa reale restando sotto alle rovine, e così morì, 1 Re 16:18
- a motivo de' peccati che aveva commessi, facendo ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, battendo la via di Geroboamo e abbandonandosi al peccato che questi avea commesso, inducendo a peccare Israele. 1 Re 16:19
- Il resto delle azioni di Zimri, la congiura ch'egli ordì, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 1 Re 16:20
- Ma il popolo che seguiva Omri la vinse contro quello che seguiva Tibni, figliuolo di Ghinath. Tibni morì, e regnò Omri. 1 Re 16:22
- batté in tutto la via di Geroboamo, figliuolo di Nebat, e s'abbandonò ai peccati che Geroboamo avea fatti commettere a Israele, provocando a sdegno l'Eterno, l'Iddio d'Israele, coi suoi idoli. 1 Re 16:26
- Al tempo di lui, Hiel di Bethel riedificò Gerico; ne gettò le fondamenta su Abiram, suo primogenito, e ne rizzò le porte su Segub, il più giovane de' suoi figliuoli, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata per bocca di Giosuè, figliuolo di Nun. 1 Re 16:34
- E la parola dell'Eterno gli fu rivolta, in questi termini: 1 Re 17:2
- Egli dunque partì, e fece secondo la parola dell'Eterno: andò, e si stabilì presso il torrente Kerith, che è dirimpetto al Giordano. 1 Re 17:5
- E i corvi gli portavano del pane e della carne la mattina, e del pane e della carne la sera; e beveva al torrente. 1 Re 17:6
- Allora la parola dell'Eterno gli fu rivolta in questi termini: 1 Re 17:8
- `Lèvati, va a Sarepta de' Sidonî, e fa' quivi la tua dimora; ecco, io ho ordinato colà ad una vedova che ti dia da mangiare'. 1 Re 17:9
- Egli dunque si levò, e andò a Sarepta; e, come giunse alla porta della città, ecco quivi una donna vedova, che raccoglieva delle legna. Egli la chiamò, e le disse: `Ti prego, vammi a cercare un po' d'acqua in un vaso, affinché io beva'. 1 Re 17:10
- Ella rispose: `Com'è vero che vive l'Eterno, il tuo Dio, del pane non ne ho, ma ho solo una manata di farina in un vaso, e un po' d'olio in un orciuolo; ed ecco, sto raccogliendo due stecchi, per andare a cuocerla per me e per il mio figliuolo; e la mangeremo, e poi morremo'. 1 Re 17:12
- Poiché così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: - Il vaso della farina non si esaurirà e l'orciuolo dell'olio non calerà, fino al giorno che l'Eterno manderà la pioggia sulla terra'. 1 Re 17:14
- Ed ella andò e fece come le avea detto Elia; ed essa, la sua famiglia ed Elia ebbero di che mangiare per molto tempo. 1 Re 17:15
- Il vaso della farina non si esaurì, e l'orciuolo dell'olio non calò, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata per bocca d'Elia. 1 Re 17:16
- Or dopo queste cose avvenne che il figliuolo di quella donna, ch'era la padrona di casa, si ammalò; e la sua malattia fu così grave, che non gli rimase più soffio di vita. 1 Re 17:17
- Allora la donna disse ad Elia: `Che ho io mai da far teco, o uomo di Dio? Sei tu venuto da me per rinnovar la memoria delle mie iniquità e far morire il mio figliuolo?' 1 Re 17:18
- E l'Eterno esaudì la voce d'Elia: l'anima del fanciullo tornò in lui, ed ei fu reso alla vita. 1 Re 17:22
- Allora la donna disse ad Elia: `Ora riconosco che tu sei un uomo di Dio, e che la parola dell'Eterno ch'è nella tua bocca è verità'. 1 Re 17:24
- Molto tempo dopo, nel corso del terzo anno, la parola dell'Eterno fu rivolta ad Elia, in questi termini: `Va', presentati ad Achab, e io manderò la pioggia sul paese'. 1 Re 18:1
- Ed Elia andò a presentarsi ad Achab. Or la carestia era grave in Samaria. 1 Re 18:2
- E mentre Abdia era in viaggio, ecco farglisi incontro Elia; e Abdia, avendolo riconosciuto, si prostrò con la faccia a terra, e disse: `Sei tu il mio signore Elia?' 1 Re 18:7
- Com'è vero che l'Eterno, il tuo Dio, vive, non v'è nazione né regno dove il mio signore non abbia mandato a cercarti; e quando gli si diceva: - Ei non è qui, - faceva giurare il regno e la nazione, che proprio non t'avean trovato. 1 Re 18:10
- Elia rispose: `Non io metto sossopra Israele, ma tu e la casa di tuo padre, perché avete abbandonati i comandamenti dell'Eterno, e tu sei andato dietro ai Baali. 1 Re 18:18
- E disse: `Empite quattro vasi d'acqua, e versatela sull'olocausto e sulle legna'. Di nuovo disse: `Fatelo una seconda volta'. E quelli lo fecero una seconda volta. E disse ancora: `Fatelo per la terza volta'. E quelli lo fecero per la terza volta. 1 Re 18:34
- Allora cadde il fuoco dell'Eterno, e consumò l'olocausto, le legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l'acqua ch'era nel fosso. 1 Re 18:38
- Tutto il popolo, veduto ciò, si gettò con la faccia a terra, e disse: `L'Eterno è Dio! L'Eterno è Dio!' 1 Re 18:39
- Ed Achab risalì per mangiare e bere; ma Elia salì in vetta al Carmel; e, gettatosi a terra, si mise la faccia tra le ginocchia, 1 Re 18:42
- E la settima volta, il servo disse: `Ecco una nuvoletta grossa come la palma della mano, che sale dal mare'. Ed Elia: `Sali e di' ad Achab: - Attacca i cavalli al carro e scendi, che la pioggia non ti fermi'. - 1 Re 18:44
- E la mano dell'Eterno fu sopra Elia, il quale, cintosi i fianchi, corse innanzi ad Achab fino all'ingresso di Izreel. 1 Re 18:46
- Elia, vedendo questo, si levò, e se ne andò per salvarsi la vita; giunse a Beer-Sceba, che appartiene a Giuda, e vi lasciò il suo servo; 1 Re 19:3
- Poi si coricò, e si addormentò sotto la ginestra; quand'ecco che un angelo lo toccò, e gli disse: `Alzati e mangia'. 1 Re 19:5
- E l'angelo dell'Eterno tornò la seconda volta, lo toccò, e disse: `Alzati e mangia, poiché il cammino è troppo lungo per te'. 1 Re 19:7
- Egli s'alzò, mangiò e bevve; e per la forza che quel cibo gli dette, camminò quaranta giorni e quaranta notti fino a Horeb, il monte di Dio. 1 Re 19:8
- E quivi entrò in una spelonca, e vi passò la notte. Ed ecco, gli fu rivolta la parola dell'Eterno, in questi termini: `Che fai tu qui, Elia?' 1 Re 19:9
- Egli rispose: `Io sono stato mosso da una gran gelosia per l'Eterno, per l'Iddio degli eserciti, perché i figliuoli d'Israele hanno abbandonato il tuo patto, han demolito i tuoi altari, e hanno ucciso colla spada i tuoi profeti; son rimasto io solo, e cercano di togliermi la vita'. 1 Re 19:10
- Ed egli rispose: `Io sono stato mosso da una gran gelosia per l'Eterno, per l'Iddio degli eserciti, perché i figliuoli d'Israele hanno abbandonato il tuo patto, han demolito i tuoi altari, e hanno ucciso colla spada i tuoi profeti; son rimasto io solo, e cercano di togliermi la vita'. 1 Re 19:14
- E l'Eterno gli disse: `Va', rifa' la strada del deserto, fino a Damasco; e quando sarai giunto colà, ungerai Hazael come re di Siria; 1 Re 19:15
- Ma io lascerò in Israele un resto di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio non s'è piegato dinanzi a Baal, e la cui bocca non l'ha baciato'. 1 Re 19:18
- invece, domani, a quest'ora, manderò da te i miei servi, i quali rovisteranno la casa tua e le case dei tuoi servi, e metteran le mani su tutto quello che hai di più caro, e lo porteranno via'. - 1 Re 20:6
- Allora il re d'Israele chiamò tutti gli anziani del paese, e disse: `Guardate, vi prego, e vedete come quest'uomo cerca la nostra rovina; poiché mi ha mandato a chiedere le mie mogli, i miei figliuoli, il mio argento e il mio oro, ed io non gli ho rifiutato nulla'. 1 Re 20:7
- Achab dunque rispose ai messi di Ben-Hadad: `Dite al re, mio signore: - Tutto quello che facesti dire al tuo servo, la prima volta, io lo farò; ma questo non lo posso fare'. - I messi se ne andarono e portaron la risposta a Ben-Hadad. 1 Re 20:9
- E Ben-Hadad mandò a dire ad Achab: `Gli dèi mi trattino con tutto il loro rigore, se la polvere di Samaria basterà ad empire il pugno di tutta la gente che mi segue!' 1 Re 20:10
- Quando Ben-Hadad ricevette quella risposta era a bere coi re sotto i frascati; e disse ai suoi servi: `Disponetevi in ordine!' e quelli si disposero ad attaccar la città. 1 Re 20:12
- Quand'ecco un profeta si accostò ad Achab, re d'Israele, e disse: `Così dice l'Eterno: - Vedi tu questa gran moltitudine? Ecco, oggi io la darò in tuo potere, e tu saprai ch'io son l'Eterno'. - 1 Re 20:13
- Achab disse: `Per mezzo di chi?' E quegli rispose: `Così dice l'Eterno: - Per mezzo dei servi dei capi delle province'. - Achab riprese: `Chi comincerà la battaglia?' L'altro rispose: `Tu'. 1 Re 20:14
- Allora Achab fece la rassegna de' servi dei capi delle province, ed erano duecentotrentadue; e dopo questi fece la rassegna di tutto il popolo, di tutti i figliuoli d'Israele, ed erano settemila. 1 Re 20:15
- Il re disse: `Se sono usciti per la pace, pigliateli vivi; se sono usciti per la guerra, e vivi pigliateli!' 1 Re 20:18
- I servi del re di Siria gli dissero: `Gli dèi d'Israele son dèi di montagna; per questo ci hanno vinti; ma diamo la battaglia in pianura, e li vinceremo di certo. 1 Re 20:23
- L'anno seguente Ben-Hadad fece la rassegna dei Sirî, e salì verso Afek per combattere con Israele. 1 Re 20:26
- E stettero accampati gli uni di fronte agli altri per sette giorni; il settimo giorno s'impegnò la battaglia, e i figliuoli d'Israele uccisero de' Sirî, in un giorno, centomila pedoni. 1 Re 20:29
- I suoi servi gli dissero: `Ecco, abbiam sentito dire che i re della casa d'Israele sono dei re clementi; lascia dunque che ci mettiam de' sacchi sui fianchi e delle corde al collo e usciamo incontro al re d'Israele; forse egli ti salverà la vita'. 1 Re 20:31
- Così essi si misero dei sacchi intorno ai fianchi e delle corde al collo, andarono dal re d'Israele, e dissero: `Il tuo servo Ben-Hadad dice: - Ti prego, lasciami la vita!' - Achab rispose: `È ancora vivo? egli è mio fratello'. 1 Re 20:32
- La qual cosa presero quegli uomini per buon augurio, e subito vollero accertarsi se quello era proprio il suo sentimento, e gli dissero: `Ben-Hadad è dunque tuo fratello!' Egli rispose: `Andate, e conducetelo qua'. Ben-Hadad si recò da Achab, il quale lo fece salire sul suo carro. 1 Re 20:33
- E come il re passava, egli si mise a gridare e disse al re: `Il tuo servo si trovava in piena battaglia; quand'ecco uno s'avvicina, mi mena un uomo e mi dice: - Custodisci quest'uomo; se mai venisse a mancare, la tua vita pagherà per la sua, ovvero pagherai un talento d'argento. - 1 Re 20:39
- E mentre il tuo servo era occupato qua e là quell'uomo sparì'. Il re d'Israele gli disse: `Quella è la tua sentenza; l'hai pronunziata da te stesso'. 1 Re 20:40
- Allora quegli si tolse immediatamente la benda dagli occhi e il re d'Israele lo riconobbe per uno dei profeti. 1 Re 20:41
- E il profeta disse al re: `Così dice l'Eterno: - Giacché ti sei lasciato sfuggir di mano l'uomo che io avevo votato allo sterminio, la tua vita pagherà per la sua, e il tuo popolo per il suo popolo'. 1 Re 20:42
- Ed Achab parlò a Naboth, e gli disse: `Dammi la tua vigna, di cui vo' farmi un orto di erbaggi, perché è contigua alla mia casa; e in sua vece ti darò una vigna migliore; o, se meglio ti conviene, te ne pagherò il valore in danaro'. 1 Re 21:2
- E Achab se ne tornò a casa sua triste ed irritato per quella parola dettagli da Naboth d'Izreel: `Io non ti darò l'eredità dei miei padri!' Si gettò sul suo letto, voltò la faccia verso il muro, e non prese cibo. 1 Re 21:4
- Quegli le rispose: `Perché ho parlato a Naboth d'Izreel e gli ho detto: - Dammi la tua vigna pel danaro che vale; o, se più ti piace, ti darò un'altra vigna invece di quella'; ed egli m'ha risposto: Io non ti darò la mia vigna!' - 1 Re 21:6
- E Izebel, sua moglie gli disse: `Sei tu, sì o no, che eserciti la sovranità sopra Israele? Alzati, prendi cibo, e stà di buon animo; la vigna di Naboth d'Izreel te la farò aver io'. 1 Re 21:7
- La gente della città di Naboth, gli anziani e i notabili che abitavano nella città, fecero come Izebel avea loro fatto dire, secondo ch'era scritto nelle lettere ch'ella avea loro mandate. 1 Re 21:11
- i due scellerati, vennero a metterglisi a fronte; e questi scellerati deposero così contro di lui, dinanzi al popolo: `Naboth ha maledetto Iddio ed il re'. Per la qual cosa lo menarono fuori della città, lo lapidarono, sì ch'egli morì. 1 Re 21:13
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta ad Elia, il Tishbita, in questi termini: 1 Re 21:17
- Ecco, io ti farò venire addosso la sciagura, ti spazzerò via, e sterminerò della casa di Achab ogni maschio, schiavo o libero che sia, in Israele; 1 Re 21:21
- e ridurrò la tua casa come la casa di Geroboamo, figliuolo di Nebat, e come la casa di Baasa, figliuolo d'Ahija, perché tu m'hai provocato ad ira, ed hai fatto peccare Israele. 1 Re 21:22
- E la parola dell'Eterno fu rivolta ad Elia, il Tishbita, in questi termini: 1 Re 21:28
- `Hai tu veduto come Achab s'è umiliato dinanzi a me? Poich'egli s'è umiliato dinanzi a me, io non farò venire la sciagura mentr'ei sarà vivo; ma manderò la sciagura sulla sua casa, durante la vita del suo figliuolo'. 1 Re 21:29
- Passarono tre anni senza guerra tra la Siria e Israele. 1 Re 22:1
- E Giosafat disse al re d'Israele: `Ti prego, consulta oggi la parola dell'Eterno'. 1 Re 22:5
- Allora il re d'Israele radunò i profeti, in numero di circa quattrocento, e disse loro: `Debbo io andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quelli risposero: `Va', e il Signore la darà nelle mani del re'. 1 Re 22:6
- E tutti i profeti profetavano nello stesso modo, dicendo: `Sali contro Ramoth di Galaad, e vincerai; l'Eterno la darà nelle mani del re'. 1 Re 22:12
- E, come fu giunto dinanzi al re, il re gli disse: `Micaiah, dobbiam noi andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quegli rispose: `Va' pure, tu vincerai; l'Eterno la darà nelle mani del re'. 1 Re 22:15
- E il re gli disse: `Quante volte dovrò io scongiurarti di non dirmi se non la verità nel nome dell'Eterno?' 1 Re 22:16
- E Micaiah replicò: `Perciò ascolta la parola dell'Eterno. Io ho veduto l'Eterno che sedeva sul suo trono, e tutto l'esercito del cielo che gli stava dappresso a destra e a sinistra. 1 Re 22:19
- Or qualcuno scoccò a caso la freccia del suo arco, e ferì il re d'Israele tra la corazza e le falde; onde il re disse al suo cocchiere: `Vòlta, menami fuori del campo, perché son ferito'. 1 Re 22:34
- Ma la battaglia fu così accanita quel giorno, che il re fu trattenuto sul suo carro in faccia ai Sirî, e morì verso sera; il sangue della sua ferita era colato nel fondo del carro. 1 Re 22:35
- E quando si lavò il carro presso allo stagno di Samaria - in quell'acqua si lavavano le prostitute - i cani leccarono il sangue di Achab, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata. 1 Re 22:38
- Or il resto delle azioni di Achab, tutto quello che fece, la casa d'avorio che costruì e tutte le città che edificò, tutto questo sta scritto nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 1 Re 22:39
- E fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, e camminò per la via di suo padre, per la via di sua madre, e per la via di Geroboamo, figliuolo di Nebat, che avea fatto peccare Israele. 1 Re 22:52
- Or dopo la morte di Achab, Moab si ribellò contro Israele. 2 Re 1:1
- Allora mandò un capitano di cinquanta uomini con la sua compagnia ad Elia; quegli salì e trovò Elia che stava seduto in cima al monte. Il capitano gli disse: `O uomo di Dio, il re dice: - Scendi!' - 2 Re 1:9
- Achazia mandò di nuovo un altro capitano di cinquanta uomini con la sua compagnia, il quale si rivolse ad Elia e gli disse: `O uomo di Dio, il re dice così: Fa' presto, scendi!; 2 Re 1:11
- Achazia mandò di nuovo un terzo capitano di cinquanta uomini con la sua compagnia. Questo terzo capitano di cinquanta uomini salì da Elia; e, giunto presso a lui, gli si gittò davanti in ginocchio, e lo supplicò, dicendo: `O uomo di Dio, ti prego, la mia vita e la vita di questi cinquanta tuoi servi sia preziosa agli occhi tuoi! 2 Re 1:13
- Ecco che del fuoco è sceso dal cielo, e ha consumato i due primi capitani di cinquanta uomini con le loro compagnie; ma ora sia la vita mia preziosa agli occhi tuoi'. 2 Re 1:14
- E Achazia morì, secondo la parola dell'Eterno pronunziata da Elia; e Jehoram cominciò a regnare invece di lui l'anno secondo di Jehoram, figliuolo di Giosafat re di Giuda, perché Achazia non avea figliuoli. 2 Re 1:17
- Così le acque furon rese sane e tali son rimaste fino al dì d'oggi, secondo la parola che Eliseo aveva pronunziata. 2 Re 2:22
- Poi di là Eliseo salì a Bethel; e, come saliva per la via, usciron dalla città dei piccoli ragazzi, i quali lo beffeggiavano, dicendo: `Sali calvo! Sali calvo!' 2 Re 2:23
- Egli fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno; ma non quanto suo padre e sua madre, perché tolse via la statua di Baal, che suo padre avea fatta. 2 Re 3:2
- E soggiunse: `Per che via saliremo?' Jehoram rispose: `Per la via del deserto di Edom'. 2 Re 3:8
- `La parola dell'Eterno è con lui'. Così il re d'Israele, Giosafat e il re di Edom andarono a trovarlo. 2 Re 3:12
- Ma ora conducetemi qua un sonatore d'arpa'. E, mentre il sonatore arpeggiava, la mano dell'Eterno fu sopra Eliseo, 2 Re 3:15
- La mattina dopo, nell'ora in cui s'offre l'oblazione, ecco che l'acqua arrivò dal lato di Edom e il paese ne fu ripieno. 2 Re 3:20
- Ora tutti i Moabiti, avendo udito che quei re eran saliti per muover loro guerra, avevan radunato tutti quelli ch'erano in età di portare le armi, e occupavano la frontiera. 2 Re 3:21
- La mattina, come furono alzati, il sole splendeva sulle acque, e i Moabiti videro, là dirimpetto a loro, le acque rosse come sangue; 2 Re 3:22
- Distrussero le città; ogni buon pezzo di terra lo riempirono di pietre, ciascuno gettandovi la sua; turarono tutte le sorgenti d'acque e abbatterono tutti i buoni alberi. Non rimasero che le mura di Kir-Hareseth, e i frombolieri la circondarono e l'attaccarono. 2 Re 3:25
- Eliseo le disse: `Che debbo io fare per te? Dimmi; che hai tu in casa?' Ella rispose: `La tua serva non ha nulla in casa, tranne un vasetto d'olio'. 2 Re 4:2
- E disse a Ghehazi, suo servo: `Chiama questa Shunamita'. Quegli la chiamò, ed ella si presentò davanti a lui. 2 Re 4:12
- Eliseo gli disse: `Chiamala!' Ghehazi la chiamò, ed ella si presentò alla porta. 2 Re 4:15
- Ed Eliseo le disse: `L'anno prossimo, in questo stesso tempo, tu abbraccerai un figliuolo'. Ella rispose: `No, signor mio, tu che sei un uomo di Dio, non ingannare la tua serva!' 2 Re 4:16
- disse a suo padre: `Oh! la mia testa! la mia testa!' Il padre disse al suo servo: `Portalo a sua madre!' 2 Re 4:19
- Allora ella salì, lo adagiò sul letto dell'uomo di Dio, chiuse la porta, ed uscì. 2 Re 4:21
- Ella dunque partì, e giunse dall'uomo di Dio, sul monte Carmel. E come l'uomo di Dio l'ebbe scorta di lontano, disse a Ghehazi, suo servo: `Ecco la Shunamita che viene! 2 Re 4:25
- La donna disse: `Avevo io forse domandato al mio signore un figliuolo? Non ti diss'io: - Non m'ingannare? -' 2 Re 4:28
- La madre del fanciullo disse ad Eliseo: `Com'è vero che l'Eterno vive, e che vive l'anima tua, io non ti lascerò'. Ed Eliseo si levò e le andò appresso. 2 Re 4:30
- Or Ghehazi, che li avea preceduti, pose il bastone sulla faccia del fanciullo, ma non ci fu né voce né segno alcuno di vita. Tornò quindi incontro ad Eliseo, e gli riferì la cosa, dicendo: `Il fanciullo non s'è svegliato'. 2 Re 4:31
- Poi salì sul letto e si coricò sul fanciullo; pose la sua bocca sulla bocca di lui, i suoi occhi sugli occhi di lui, le sue mani sulle mani di lui; si distese sopra di lui, e le carni del fanciullo si riscaldarono. 2 Re 4:34
- Poi Eliseo s'allontanò, andò qua e là per la casa; poi risalì, e si ridistese sopra il fanciullo; e il fanciullo starnutì sette volte, ed aperse gli occhi. 2 Re 4:35
- Allora Eliseo chiamò Ghehazi, e gli disse: `Chiama questa Shunamita'. Egli la chiamò; e com'ella fu giunta da Eliseo, questi le disse: `Prendi il tuo figliuolo'. 2 Re 4:36
- E uno di questi uscì fuori nei campi per coglier delle erbe; trovò una specie di vite salvatica, ne colse delle colloquintide, e se n'empì la veste; e, tornato che fu, le tagliò a pezzi nella marmitta dov'era la minestra; perché non si sapeva che cosa fossero. 2 Re 4:39
- Poi versarono della minestra a quegli uomini perché mangiassero; ma com'essi l'ebbero gustata, esclamarono: `C'è la morte, nella marmitta, o uomo di Dio!' E non ne poteron mangiare. 2 Re 4:40
- Eliseo disse: `Ebbene, portatemi della farina!' La gettò nella marmitta, e disse: `Versatene a questa gente che mangi'. E non c'era più nulla di cattivo nella marmitta. 2 Re 4:41
- Così egli pose quelle provviste davanti alla gente, che mangiò e ne lasciò d'avanzo, secondo la parola dell'Eterno. 2 Re 4:44
- Or Naaman, capo dell'esercito del re di Siria, era un uomo in grande stima ed onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui l'Eterno avea reso vittoriosa la Siria; ma quest'uomo forte e prode era lebbroso. 2 Re 5:1
- Naaman andò dal suo signore, e gli riferì la cosa, dicendo: `Quella fanciulla del paese d'Israele ha detto così e così'. 2 Re 5:4
- E portò al re d'Israele la lettera, che diceva: `Or quando questa lettera ti sarà giunta, saprai che ti mando Naaman, mio servo, perché tu lo guarisca dalla sua lebbra'. 2 Re 5:6
- Quando il re d'Israele ebbe letta la lettera, si stracciò le vesti, e disse: `Son io forse Dio, col potere di far morire e vivere, che colui manda da me perch'io guarisca un uomo dalla sua lebbra? Tenete per cosa certa ed evidente ch'ei cerca pretesti contro di me'. 2 Re 5:7
- Ed Eliseo gl'inviò un messo a dirgli: `Va', lavati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro'. 2 Re 5:10
- Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: `Ecco, io pensavo: Egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome dell'Eterno, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. 2 Re 5:11
- Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell'uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne d'un piccolo fanciullo, e rimase puro. 2 Re 5:14
- Poi tornò con tutto il suo séguito all'uomo di Dio, andò a presentarsi davanti a lui, e disse: `Ecco, io riconosco adesso che non v'è alcun Dio in tutta la terra, fuorché in Israele. Ed ora, ti prego, accetta un regalo dal tuo servo'. 2 Re 5:15
- La lebbra di Naaman s'attaccherà perciò a te ed alla tua progenie in perpetuo'. E Ghehazi uscì dalla presenza di Eliseo, tutto lebbroso, bianco come la neve. 2 Re 5:27
- E un di loro disse: `Abbi, ti prego, la compiacenza di venire anche tu coi tuoi servi'. Egli rispose: `Verrò'. 2 Re 6:3
- E quegli stese la mano e lo prese. 2 Re 6:7
- Ed il re vi mandò cavalli, carri e gran numero di soldati, i quali giunsero di nottetempo, e circondarono la città. 2 Re 6:14
- Il servitore dell'uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, uscì fuori, ed ecco che un gran numero di soldati con cavalli e carri accerchiava la città. E il servo disse all'uomo di Dio: `Ah, signor mio, come faremo?' 2 Re 6:15
- E come i Sirî scendevano verso Eliseo, questi pregò l'Eterno e disse: `Ti prego, accieca cotesta gente!' E l'Eterno l'accecò, secondo la parola d'Eliseo. 2 Re 6:18
- Allora Eliseo disse loro: `Non è questa la strada, e non è questa la città; venitemi appresso ed io vi condurrò all'uomo che voi cercate'. E li menò a Samaria. 2 Re 6:19
- Eliseo rispose: `Non li colpire! Colpisci tu forse quelli che fai prigionieri con la tua spada e col tuo arco? Metti loro davanti del pane e dell'acqua, affinché mangino e bevano, e se ne tornino al loro signore'. 2 Re 6:22
- Or dopo queste cose avvenne che Ben-Hadad, re di Siria, radunato tutto il suo esercito, salì contro Samaria, e la cinse d'assedio. 2 Re 6:24
- E vi fu una gran carestia in Samaria; e i Sirî la strinsero tanto dappresso che una testa d'asino vi si vendeva ottanta sicli d'argento, e il quarto d'un kab di sterco di colombi, cinque sicli d'argento. 2 Re 6:25
- E il re disse: `Mi tratti Iddio con tutto il suo rigore, se oggi la testa di Eliseo, figliuolo di Shafat, rimane ancora sulle sue spalle!' 2 Re 6:31
- Or Eliseo se ne stava sedendo in casa sua, e con lui stavano a sedere gli anziani. Il re mandò innanzi un uomo; ma prima che questo messo giungesse, Eliseo disse agli anziani: `Lo vedete voi che questo figliuol d'un assassino manda qualcuno a tagliarmi la testa? Badate bene; quand'arriva il messo, chiudete la porta, e tenetegliela ben chiusa in faccia. Non si sente già dietro a lui il rumore de' passi del suo signore?' 2 Re 6:32
- Allora Eliseo disse: `Ascoltate la parola dell'Eterno! Così dice l'Eterno: - Domani, a quest'ora, alla porta di Samaria, la misura di fior di farina si avrà per un siclo, e le due misure d'orzo si avranno per un siclo'. 2 Re 7:1
- Se diciamo: - Entriamo in città - in città c'è la fame, e noi vi morremo; se restiamo qui, morremo lo stesso. Or dunque venite, andiamoci a buttare nel campo dei Sirî; se ci lascian vivere, vivremo; se ci dànno la morte, morremo'. 2 Re 7:4
- E s'eran levati, ed eran fuggiti sull'imbrunire, abbandonando le loro tende, i loro cavalli, i loro asini, e il campo così com'era; eran fuggiti per salvarsi la vita. 2 Re 7:7
- Ma poi dissero fra di loro: `Noi non facciamo bene; questo è giorno di buone novelle, e noi ci tacciamo! Se aspettiamo finché si faccia giorno, sarem tenuti per colpevoli. Or dunque venite, andiamo ad informare la casa del re'. 2 Re 7:9
- Allora i guardiani chiamarono, e fecero saper la cosa alla gente del re dentro il palazzo. 2 Re 7:11
- E il re si levò nella notte, e disse ai suoi servi: `Vi voglio dire io quel che ci hanno fatto i Sirî. Sanno che patiamo la fame; sono quindi usciti dal campo a nascondersi per la campagna, dicendo: - Come usciranno dalla città, li prenderemo vivi, ed entreremo nella città'. 2 Re 7:12
- Uno de' suoi servi gli rispose: `Ti prego, si prendan cinque de' cavalli che rimangono ancora nella città - guardate! son come tutta la moltitudine d'Israele che v'è rimasta; son come tutta la moltitudine d'Israele che va in consunzione! - e mandiamo a vedere di che si tratta'. 2 Re 7:13
- E quelli andarono in traccia de' Sirî, fino al Giordano; ed ecco, tutta la strada era piena di vesti e di oggetti, che i Sirî avean gettati via nella loro fuga precipitosa. E i messi tornarono e riferiron tutto al re. 2 Re 7:15
- Allora il popolo uscì fuori, e saccheggiò il campo dei Sirî; e una misura di fior di farina si ebbe per un siclo e due misure d'orzo per un siclo secondo la parola dell'Eterno. 2 Re 7:16
- Il re aveva affidato la guardia della porta al capitano sul cui braccio s'appoggiava; ma questo capitano fu calpestato dalla folla presso la porta e morì, come avea detto l'uomo di Dio, quando avea parlato al re ch'era sceso a trovarlo. 2 Re 7:17
- E così gli avvenne: fu calpestato dalla folla presso la porta, e morì. 2 Re 7:20
- Or Eliseo avea detto alla donna di cui avea risuscitato il figliuolo: `Lèvati, vattene, tu con la tua famiglia, a soggiornare all'estero, dove potrai; perché l'Eterno ha chiamata la carestia, e difatti essa verrà nel paese per sette anni'. 2 Re 8:1
- E la donna si levò, e fece come le avea detto l'uomo di Dio; se ne andò con la sua famiglia, e soggiornò per sette anni nel paese de' Filistei. 2 Re 8:2
- Finiti i sette anni, quella donna tornò dal paese de' Filistei, e andò a ricorrere al re per riavere la sua casa e le sue terre. 2 Re 8:3
- E mentre appunto Ghehazi raccontava al re come Eliseo aveva risuscitato il morto, ecco che la donna, di cui era stato risuscitato il figliuolo, venne a ricorrere al re per riavere la sua casa e le sue terre. E Ghehazi disse: `O re, mio signore, questa è quella donna, e questo è il suo figliuolo, che Eliseo ha risuscitato'. 2 Re 8:5
- Il re interrogò la donna, che gli raccontò tutto; e il re le dette un eunuco, al quale disse: `Falle restituire tutto quello ch'è suo, e tutte le rendite delle terre, dal giorno in cui ella lasciò il paese, fino ad ora'. 2 Re 8:6
- Hazael disse: `Perché piange il mio signore?' Eliseo rispose: `Perché so il male che tu farai ai figliuoli d'Israele; tu darai alle fiamme le loro fortezze, ucciderai la loro gioventù con la spada, schiaccerai i loro bambini, e sventrerai le loro donne incinte'. 2 Re 8:12
- Il giorno dopo, Hazael prese una coperta, la tuffò nell'acqua, e la distese sulla faccia di Ben-Hadad, che morì. E Hazael regnò in luogo suo. 2 Re 8:15
- E camminò per la via dei re d'Israele, come avea fatto la casa di Achab; poiché avea per moglie una figliuola di Achab; e fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno. 2 Re 8:18
- Allora Joram passò a Tsair con tutti i suoi carri; e una notte si levò, e sconfisse gli Edomiti che lo aveano accerchiato e i capitani dei carri; e la gente di Joram poté fuggire alle proprie case. 2 Re 8:21
- Egli camminò per la via della casa di Achab, e fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, come la casa di Achab, perché era imparentato con la casa di Achab. 2 Re 8:27
- Poi prendi l'ampolla d'olio, versagliela sul capo, e digli: Così dice l'Eterno: - Io ti ungo re d'Israele. - Poi apri la porta, e fuggi senza indugiare'. 2 Re 9:3
- E tu colpirai la casa di Achab, tuo signore, ed io farò vendetta del sangue de' profeti miei servi, e del sangue di tutti i servi dell'Eterno, sopra Izebel; 2 Re 9:7
- e tutta la casa di Achab perirà, e io sterminerò dalla casa di Achab fino all'ultimo uomo, tanto chi è schiavo quanto chi è libero in Israele. 2 Re 9:8
- E ridurrò la casa di Achab come la casa di Geroboamo, figliuolo di Nebat, e come la casa di Baasa, figliuolo di Ahija. 2 Re 9:9
- E i cani divoreranno Izebel nel campo d'Izreel, e non vi sarà chi le dia sepoltura'. Poi il giovine aprì la porta, e fuggì. 2 Re 9:10
- Allora ognun d'essi s'affrettò a togliersi il proprio mantello, e a stenderlo sotto Jehu su per i nudi gradini; poi suonarono la tromba, e dissero: `Jehu è re!' 2 Re 9:13
- ma il re Joram era tornato a Izreel per farsi curare delle ferite che avea ricevuto dai Sirî, combattendo contro Hazael, re di Siria. - E Jehu disse: `Se così vi piace, nessuno esca e fugga dalla città per andare a portar la nuova a Izreel'. 2 Re 9:15
- Or la sentinella che stava sulla torre di Izreel, scòrse la schiera numerosa di Jehu che veniva, e disse: `Vedo una schiera numerosa!' Joram disse: `Prendi un cavaliere, e mandalo incontro a coloro a dire: Recate pace?' 2 Re 9:17
- Un uomo a cavallo andò dunque incontro a Jehu, e gli disse: `Così dice il re: - Recate pace?' - Jehu rispose: `Che importa a te della pace? Passa dietro a me'. E la sentinella fece il suo rapporto, dicendo: `Il messo è giunto fino a loro, ma non torna indietro'. 2 Re 9:18
- E la sentinella fece il suo rapporto, dicendo: `Il messo è giunto fino a loro, e non torna indietro. A vederlo guidare, si direbbe che è Jehu, figliuolo di Nimsci; perché va a precipizio'. 2 Re 9:20
- Ma Jehu impugnò l'arco e colpì Joram fra le spalle, sì che la freccia gli uscì pel cuore, ed egli stramazzò nel suo carro. 2 Re 9:24
- Com'è vero che ieri vidi il sangue di Naboth e il sangue dei suoi figliuoli, dice l'Eterno, io ti renderò il contraccambio qui in questo campo, dice l'Eterno! - Piglialo dunque e buttalo in cotesto campo, secondo la parola dell'Eterno'. 2 Re 9:26
- Achazia, re di Giuda, veduto questo, prese la fuga per la strada della casa del giardino; ma Jehu gli tenne dietro, e disse: `Tirate anche a lui sul carro!' E gli tirarono alla salita di Gur, ch'è vicino a Ibleam. E Achazia fuggì a Meghiddo, e quivi morì. 2 Re 9:27
- E come Jehu entrava per la porta di città, ella gli disse: `Rechi pace, novello Zimri, uccisore del tuo signore?' 2 Re 9:31
- Jehu alzò gli occhi verso la finestra, e disse: `Chi è per me? chi?' E due o tre eunuchi, affacciatisi, volsero lo sguardo verso di lui. 2 Re 9:32
- Egli disse: `Buttatela giù!' Quelli la buttarono; e il suo sangue schizzò contro il muro e contro i cavalli. Jehu le passò sopra, calpestandola; 2 Re 9:33
- E tornarono a riferir la cosa a Jehu, il quale disse: `Questa è la parola dell'Eterno pronunziata per mezzo del suo servo Elia il Tishbita, quando disse: `I cani divoreranno la carne di Izebel nel campo d'Izreel; 2 Re 9:36
- scegliete il migliore e il più adatto tra i figliuoli del vostro signore, mettetelo sul trono di suo padre, e combattete per la casa del vostro signore'. 2 Re 10:3
- E come questi ebbero ricevuta la lettera, presero i figliuoli del re, li scannarono tutti e settanta; poi misero le loro teste in ceste, e le mandarono a Jehu a Izreel. 2 Re 10:7
- E un messo venne a Jehu a recargli la notizia, dicendo: `Hanno portato le teste dei figliuoli del re'. Jehu rispose: `Mettetele in due mucchi all'entrata della porta, fino a domattina'. 2 Re 10:8
- La mattina dopo, egli uscì fuori; e fermatosi, disse a tutto il popolo: `Voi siete giusti; ecco, io congiurai contro il mio signore, e l'uccisi; ma chi ha uccisi tutti questi? 2 Re 10:9
- Riconoscete dunque che non cade a terra una parola di quelle che l'Eterno pronunziò contro la casa di Achab; l'Eterno ha fatto quello che predisse per mezzo del suo servo Elia'. 2 Re 10:10
- Jehu disse ai suoi: `Pigliateli vivi!' e quelli li presero vivi, e li scannarono presso la cisterna della casa di ritrovo. Erano quarantadue, e non ne scampò uno. 2 Re 10:14
- Partitosi di là, trovò Jehonadab, figliuolo di Recab, che gli veniva incontro; lo salutò, e gli disse: `Il tuo cuore è egli retto verso il mio, come il mio verso il tuo?' Jehonadab rispose: `Lo è'. `Se è così', disse Jehu, `dammi la mano'. Jehonadab gli dette la mano; Jehu se lo fe' salire vicino sul carro, e gli disse: 2 Re 10:15
- E, giunto che fu a Samaria, Jehu colpì tutti quelli che rimanevano della casa di Achab a Samaria, finché l'ebbe distrutta, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata per mezzo di Elia. 2 Re 10:17
- E disse: `Bandite una festa solenne in onore di Baal!' E la festa fu bandita. 2 Re 10:20
- E quelli entrarono per offrir dei sacrifizi e degli olocausti. Or Jehu aveva appostati fuori del tempio ottanta uomini, ai quali avea detto: `Colui che lascerà fuggire qualcuno degli uomini ch'io metto in poter vostro, pagherà con la sua vita la vita di quello'. 2 Re 10:24
- mandarono in frantumi la statua di Baal; e demolirono il tempio di Baal, e lo ridussero in un mondezzaio che sussiste anche oggidì. 2 Re 10:27
- Ma Jehu non si fe' premura di seguir con tutto il cuore la legge dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele; non si dipartì dai peccati coi quali Geroboamo avea fatto peccare Israele. 2 Re 10:31
- In quel tempo, l'Eterno cominciò a diminuire il territorio d'Israele; Hazael difatti sconfisse gl'Israeliti su tutta la loro frontiera: 2 Re 10:32
- dal Giordano, verso oriente, soggiogò tutto il paese di Galaad, i Gaditi, i Rubeniti e i Manassiti, fino ad Aroer ch'è presso la valle dell'Arnon, vale a dire tutto il paese di Galaad e di Bashan. 2 Re 10:33
- Or quando Athalia, madre di Achazia, vide che il suo figliuolo era morto, si levò e distrusse tutta la stirpe reale. 2 Re 11:1
- Ma Jehosceba, figliuola del re Joram, sorella di Achazia, prese Joas, figliuolo di Achazia, lo trafugò di mezzo ai figliuoli del re ch'eran messi a morte, e lo pose con la sua balia nella camera dei letti; così fu nascosto alle ricerche d'Athalia, e non fu messo a morte. 2 Re 11:2
- un altro terzo starà alla porta di Sur, e un altro terzo starà alla porta ch'è dietro alla caserma dei soldati. E farete la guardia alla casa, impedendo a tutti l'ingresso. 2 Re 11:6
- Allora il sacerdote menò fuori il figliuolo del re, e gli pose in testa il diadema, e gli consegnò la legge. E lo proclamarono re, lo unsero, e, battendo le mani, esclamarono: ` Viva il re!' 2 Re 11:12
- Ma il sacerdote Jehoiada diede i suoi ordini ai capi-centurie che comandavano l'esercito, e disse loro: `Fatela uscire di tra le file; e chiunque la seguirà sia ucciso di spada!' Poiché il sacerdote avea detto: `Non sia messa a morte nella casa dell'Eterno'. 2 Re 11:15
- Così quelli le fecero largo, ed ella giunse alla casa del re per la strada della porta dei cavalli; e quivi fu uccisa. 2 Re 11:16
- E prese i capi-centurie, le guardie del corpo, i soldati e tutto il popolo del paese; e fecero scendere il re dalla casa dell'Eterno, e giunsero alla casa del re per la strada della porta dei soldati. E Joas si assise sul trono dei re. 2 Re 11:19
- E tutto il popolo del paese fu in festa, e la città rimase tranquilla, quando Athalia fu uccisa di spada, nella casa del re. 2 Re 11:20
- Joas disse ai sacerdoti: `Tutto il danaro consacrato che sarà recato alla casa dell'Eterno, vale a dire il danaro versato da ogni Israelita censìto, il danaro che paga per il suo riscatto personale secondo la stima fatta dal sacerdote, tutto il danaro che a qualunque persona venga in cuore di portare alla casa dell'Eterno, 2 Re 12:4
- E il sacerdote Jehoiada prese una cassa, le fece un buco nel coperchio, e la collocò presso all'altare, a destra, entrando nella casa dell'Eterno; e i sacerdoti che custodivan la soglia vi mettevan tutto il danaro ch'era portato alla casa dell'Eterno. 2 Re 12:9
- i muratori e gli scalpellini, compravano i legnami e le pietre da tagliare occorrenti per restaurare la casa dell'Eterno, e provvedevano a tutte le spese relative ai restauri della casa. 2 Re 12:12
- Ma col danaro ch'era portato alla casa dell'Eterno non si fecero, per la casa dell'Eterno, né coppe d'argento, né smoccolatoi, né bacini, né trombe, né alcun altro utensile d'oro o d'argento; 2 Re 12:13
- il danaro si dava a quelli che facevano l'opera, ed essi lo impiegavano a restaurare la casa dell'Eterno. 2 Re 12:14
- In quel tempo Hazael, re di Siria, salì a combattere contro Gath, e la prese; poi si dispose a salire contro Gerusalemme. 2 Re 12:17
- Ma Joachaz implorò l'Eterno, e l'Eterno lo esaudì, perché vide l'oppressione sotto la quale il re di Siria teneva Israele. 2 Re 13:4
- Ma non si ritrassero dai peccati coi quali la casa di Geroboamo aveva fatto peccare Israele; e continuarono a camminare per quella via; perfino l'idolo di Astarte rimase in piè a Samaria. 2 Re 13:6
- Di tutta la sua gente, a Joachaz, l'Eterno non avea lasciato che cinquanta cavalieri, dieci carri, e diecimila fanti; perché il re di Siria li avea distrutti, e li avea ridotti come la polvere che si calpesta. 2 Re 13:7
- Egli fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, e non si ritrasse da alcuno de' peccati coi quali Geroboamo, figliuolo di Nebat, avea fatto peccare Israele, ma batté anch'egli la stessa strada. 2 Re 13:11
- poi gli disse: `Apri la finestra a levante!' E Joas l'aprì. Allora Eliseo disse: `Tira!' E quegli tirò. Ed Eliseo disse: `Questa è una freccia di vittoria da parte dell'Eterno: la freccia della vittoria contro la Siria. Tu sconfiggerai i Sirî in Afek fino a sterminarli'. 2 Re 13:17
- Or Hazael, re di Siria, aveva oppresso gl'Israeliti durante tutta la vita di Joachaz; 2 Re 13:22
- E Joas, re d'Israele, fece dire ad Amatsia, re di Giuda: `Lo spino del Libano mandò a dire al cedro del Libano: - Da' la tua figliuola per moglie al mio figliuolo. - E le bestie selvagge del Libano passarono, e calpestarono lo spino. 2 Re 14:9
- Amatsia, figliuolo di Joas, re di Giuda, visse ancora quindici anni dopo la morte di Joas, figliuolo di Joachaz, re d'Israele. 2 Re 14:17
- Egli riedificò Elath, e la riconquistò a Giuda, dopo che il re si fu addormentato coi suoi padri. 2 Re 14:22
- Egli ristabilì i confini d'Israele dall'ingresso di Hamath al mare della pianura, secondo la parola che l'Eterno, l'Iddio d'Israele, avea pronunziata per mezzo del suo servitore il profeta Giona, figliuolo di Amittai, che era di Gath-Hefer. 2 Re 14:25
- Così si avverò la parola che l'Eterno avea detta a Jehu: `I tuoi figliuoli sederanno sul trono d'Israele fino alla quarta generazione'. E così avvenne. 2 Re 15:12
- Il rimanente delle azioni di Shallum, e la congiura ch'egli ordì, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re d'Israele. 2 Re 15:15
- Allora Menahem, partito da Tirtsa, colpì Tifsah, tutto quello che ci si trovava, e il suo territorio; la colpì, perch'essa non gli aveva aperte le sue porte; e tutte le donne che ci si trovavano incinte, le fece sparare. 2 Re 15:16
- Al tempo di Pekah, re d'Israele, venne Tiglath-Pileser, re di Assiria, e prese Ijon, Abel-Beth-Maaca, Janoah, Kedesh, Hatsor, Galaad, la Galilea, tutto il paese di Neftali, e ne menò gli abitanti in cattività in Assiria. 2 Re 15:29
- Nondimeno, gli alti luoghi non furono soppressi; il popolo continuava ad offrir sacrifizi e profumi sugli alti luoghi. Jotham costruì la porta superiore della casa dell'Eterno. 2 Re 15:35
- ma seguì la via dei re d'Israele, e fece perfino passare il suo figliuolo per il fuoco, seguendo le abominazioni delle genti che l'Eterno avea cacciate d'innanzi ai figliuoli d'Israele; 2 Re 16:3
- Il re d'Assiria gli diè ascolto; salì contro Damasco, la prese, ne menò gli abitanti in cattività a Kir, e fece morire Retsin. 2 Re 16:9
- vi fece arder sopra il suo olocausto e la sua offerta, vi versò la sua libazione, e vi sparse il sangue dei suoi sacrifizi di azioni di grazie. 2 Re 16:13
- L'altare di rame, ch'era dinanzi all'Eterno, perché non fosse fra il nuovo altare e la casa dell'Eterno, lo pose allato al nuovo altare, verso settentrione. 2 Re 16:14
- E il re Achaz diede quest'ordine al sacerdote Uria: `Fa' fumare sull'altar grande l'olocausto del mattino e l'oblazione della sera, l'olocausto del re e la sua oblazione, gli olocausti di tutto il popolo del paese e le sue oblazioni; versavi le loro libazioni, e spandivi tutto il sangue degli olocausti e tutto il sangue dei sacrifizi; quanto all'altare di rame toccherà a me a pensarvi'. 2 Re 16:15
- Eppure l'Eterno avea avvertito Israele e Giuda per mezzo di tutti i profeti e di tutti i veggenti, dicendo: `Convertitevi dalle vostre vie malvage, e osservate i miei comandamenti e i miei precetti, seguendo in tutto la legge che io prescrissi ai vostri padri, e che ho mandata a voi per mezzo dei miei servi, i profeti'; 2 Re 17:13
- ma essi non vollero dargli ascolto, e indurarono la loro cervice, come aveano fatto i loro padri, i quali non ebbero fede nell'Eterno, nel loro Dio; 2 Re 17:14
- Perciò l'Eterno si adirò fortemente contro Israele, e lo allontanò dalla sua presenza; non rimase altro che la sola tribù di Giuda. 2 Re 17:18
- E l'Eterno rigettò tutta la stirpe d'Israele, la umiliò, e l'abbandonò in balìa di predoni, finché la cacciò dalla sua presenza. 2 Re 17:20
- ma temete l'Eterno, che vi fe' salire dal paese d'Egitto per la sua gran potenza e col suo braccio disteso; dinanzi a lui prostratevi, a lui offrite sacrifizi; 2 Re 17:36
- e abbiate cura di metter sempre in pratica i precetti, le regole, la legge e i comandamenti ch'egli scrisse per voi; e non temete altri dèi. 2 Re 17:37
- Egli ripose la sua fiducia nell'Eterno, nell'Iddio d'Israele; e fra tutti i re di Giuda che vennero dopo di lui o che lo precedettero non ve ne fu alcuno simile a lui. 2 Re 18:5
- In capo a tre anni, la prese; il sesto anno d'Ezechia, ch'era il nono anno di Hosea, re d'Israele, Samaria fu presa. 2 Re 18:10
- Tu dici che consiglio e forza per far la guerra non son che parole vane; ma in chi metti la tua fiducia per ardire di ribellarti a me? 2 Re 18:20
- Allora Eliakim, figliuolo di Hilkia, Scebna e Joah dissero a Rabshaké: `Ti prego, parla ai tuoi servi in aramaico, perché noi lo intendiamo; e non ci parlare in lingua giudaica, in guisa che la gente che sta sulle mura oda'. 2 Re 18:26
- Ma Rabshaké rispose loro: `Forse che il mio signore m'ha mandato a dir queste cose al tuo signore e a te? Non m'ha egli mandato a dirle a quegli uomini che stan seduti sulle mura e saran quanto prima ridotti a mangiare il loro sterco e a bere la loro orina con voi?' 2 Re 18:27
- Allora Rabshaké, stando in piè, gridò ad alta voce, e disse in lingua giudaica: `Udite la parola del gran re, del re d'Assiria! 2 Re 18:28
- Essi gli dissero: `Così parla Ezechia: - Questo è giorno d'angoscia, di castigo, d'obbrobrio; poiché i figliuoli stan per uscire dal seno materno, ma la forza manca per partorirli. 2 Re 19:3
- Ezechia, ricevuta la lettera per le mani dei messi, la lesse; poi salì alla casa dell'Eterno, e la spiegò davanti all'Eterno; 2 Re 19:14
- e davanti all'Eterno pregò in questo modo: `O Eterno, Dio d'Israele, che siedi sopra i cherubini, tu, tu solo sei l'Iddio di tutti i regni della terra; tu hai fatti i cieli e la terra. 2 Re 19:15
- Allora Isaia, figliuolo di Amots, mandò a dire ad Ezechia: `Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: - Ho udito la preghiera che mi hai rivolta riguardo a Sennacherib, re d'Assiria. 2 Re 19:20
- Questa è la parola che l'Eterno ha pronunziata contro di lui: La vergine figliuola di Sion ti sprezza, si fa beffe di te; la figliuola di Gerusalemme scrolla il capo dietro a te. 2 Re 19:21
- Chi hai tu insultato ed oltraggiato? Contro chi hai tu alzata la voce e levati in alto gli occhi tuoi? contro il Santo d'Israele! 2 Re 19:22
- Per bocca de' tuoi messi tu hai insultato il Signore, e hai detto: - Con la moltitudine de' miei carri io son salito in vetta alle montagne, son penetrato nei recessi del Libano; io abbatterò i suoi cedri più alti, i suoi cipressi più belli, e arriverò al suo più remoto ricovero, alla sua più magnifica foresta. 2 Re 19:23
- Io ho scavato e ho bevuto delle acque straniere; con la pianta de' miei piedi prosciugherò tutti i fiumi d'Egitto. - 2 Re 19:24
- I loro abitanti, privi di forza, sono spaventati e confusi; son come l'erba de' campi, come il verde tenero de' prati, come l'erbetta che nasce sui tetti, come grano riarso prima che formi la spiga. 2 Re 19:26
- E per codesto tuo infuriare contro di me e perché la tua arroganza è giunta alle mie orecchie, io ti metterò il mio anello nelle narici, il mio morso in bocca, e ti rimenerò indietro per la via che hai fatta, venendo. 2 Re 19:28
- Ei se ne tornerà per la via ond'è venuto, e non entrerà in questa città, dice l'Eterno. 2 Re 19:33
- E quella stessa notte avvenne che l'angelo dell'Eterno uscì e colpì nel campo degli Assiri cent'ottantacinquemila uomini; e quando la gente si levò la mattina, ecco, eran tutti cadaveri. 2 Re 19:35
- Allora Ezechia volse la faccia verso il muro, e fece una preghiera all'Eterno, dicendo: 2 Re 20:2
- Isaia non era ancora giunto nel centro della città, quando la parola dell'Eterno gli fu rivolta in questi termini: 2 Re 20:4
- `Torna indietro, e di' ad Ezechia, principe del mio popolo: - Così parla l'Eterno, l'Iddio di Davide tuo padre: Ho udita la tua preghiera, ho vedute le tue lacrime; ecco, io ti guarisco; fra tre giorni salirai alla casa dell'Eterno. 2 Re 20:5
- E Isaia gli avea risposto: `Eccoti da parte dell'Eterno il segno, dal quale riconoscerai che l'Eterno adempirà la parola che ha pronunziata: - Vuoi tu che l'ombra s'allunghi per dieci gradini ovvero retroceda di dieci gradini?' - 2 Re 20:9
- Ezechia dette udienza agli ambasciatori, e mostrò loro la casa dov'erano tutte le sue cose preziose, l'argento, l'oro, gli aromi, gli olî finissimi, il suo arsenale, e tutto quello che si trovava nei suoi tesori. Non vi fu cosa nella sua casa e in tutti i suoi dominî, che Ezechia non mostrasse loro. 2 Re 20:13
- Allora Isaia disse ad Ezechia: `Ascolta la parola dell'Eterno: 2 Re 20:16
- Ed Ezechia rispose ad Isaia: `La parola dell'Eterno che tu hai pronunziata, è buona'. E aggiunse: `Sì, se almeno vi sarà pace e sicurtà durante i giorni miei'. 2 Re 20:19
- e non permetterò più che il piè d'Israele vada errando fuori del paese ch'io detti ai suoi padri, purché essi abbian cura di mettere in pratica tutto quello che ho loro comandato, e tutta la legge che il mio servo Mosè ha loro prescritta'. 2 Re 21:8
- E stenderò su Gerusalemme la cordella di Samaria e il livello della casa di Achab; e ripulirò Gerusalemme come si ripulisce un piatto, che, dopo ripulito, si volta sottosopra. 2 Re 21:13
- seguì in tutto la via battuta dal padre suo, servì agl'idoli ai quali avea servito suo padre, e li adorò; 2 Re 21:21
- abbandonò l'Eterno, l'Iddio dei suoi padri, e non camminò per la via dell'Eterno. 2 Re 21:22
- Egli fece ciò ch'è giusto agli occhi dell'Eterno, e camminò in tutto e per tutto per la via di Davide suo padre, senza scostarsene né a destra né a sinistra. 2 Re 22:2
- E Shafan, il segretario, andò a riferir la cosa al re, e gli disse: `I tuoi servi hanno versato il danaro che s'è trovato nella casa, e l'hanno consegnato a quelli che son preposti ai lavori della casa dell'Eterno'. 2 Re 22:9
- Essi m'hanno abbandonato ed hanno offerto profumi ad altri dèi per provocarmi ad ira con tutte le opere delle loro mani; perciò la mia ira s'è accesa contro questo luogo, e non si estinguerà. 2 Re 22:17
- Perciò, ecco, io ti riunirò coi tuoi padri, e te n'andrai in pace nel tuo sepolcro; e gli occhi tuoi non vedranno tutte le sciagure ch'io farò piombare su questo luogo'. - E quelli riferirono al re la risposta. 2 Re 22:20
- Trasse fuori dalla casa dell'Eterno l'idolo d'Astarte, che trasportò fuori di Gerusalemme verso il torrente Kidron; l'arse presso il torrente Kidron, lo ridusse in cenere, e ne gettò la cenere sui sepolcri della gente del popolo. 2 Re 23:6
- Contaminò Tofeth, nella valle dei figliuoli di Hinnom, affinché nessuno facesse più passare per il fuoco il suo figliuolo o la sua figliuola in onore di Molec. 2 Re 23:10
- Il re demolì gli altari ch'erano sulla terrazza della camera superiore di Achaz, e che i re di Giuda aveano fatti, e gli altari che avea fatti Manasse nei due cortili della casa dell'Eterno; e, dopo averli fatti a pezzi e tolti di là, ne gettò la polvere nel torrente Kidron. 2 Re 23:12
- Or Giosia, voltatosi, scòrse i sepolcri ch'eran quivi sul monte, e mandò a trarre le ossa fuori da quei sepolcri, e le arse sull'altare, contaminandolo, secondo la parola dell'Eterno pronunziata dall'uomo di Dio, che aveva annunziate queste cose. 2 Re 23:16
- Poi disse: `Che monumento è quello ch'io vedo là?' La gente della città gli rispose: `È il sepolcro dell'uomo di Dio che venne da Giuda, e che proclamò contro l'altare di Bethel queste cose che tu hai fatte'. 2 Re 23:17
- Il re diede a tutto il popolo quest'ordine: `Fate la Pasqua in onore dell'Eterno, del vostro Dio, secondo che sta scritto in questo libro del patto'. 2 Re 23:21
- E prima di Giosia non c'è stato re che come lui si sia convertito all'Eterno con tutto il suo cuore, con tutta l'anima sua e con tutta la sua forza, seguendo in tutto la legge di Mosè; e, dopo di lui, non n'è sorto alcuno di simile. 2 Re 23:25
- E l'Eterno disse: `Anche Giuda io torrò d'innanzi al mio cospetto come n'ho tolto Israele; e rigetterò Gerusalemme, la città ch'io m'ero scelta, e la casa della quale avevo detto: - Là sarà il mio nome'. - 2 Re 23:27
- E l'Eterno mandò contro Joiakim schiere di Caldei, di Sirî, schiere di Moabiti, schiere di Ammoniti, le mandò contro Giuda per distruggerlo, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata per mezzo dei profeti, suoi servi. 2 Re 24:2
- In quel tempo, i servi di Nebucadnetsar, re di Babilonia, salirono contro Gerusalemme, e la città fu cinta d'assedio. 2 Re 24:10
- E Nebucadnetsar, re di Babilonia, giunse davanti alla città mentre la sua gente la stava assediando. 2 Re 24:11
- E menò in cattività tutta Gerusalemme, tutti i capi, tutti gli uomini valorosi, in numero di diecimila prigioni, e tutti i legnaiuoli e i fabbri; non vi rimase che la parte più povera della popolazione del paese. 2 Re 24:14
- E deportò Joiakin a Babilonia; e menò in cattività da Gerusalemme a Babilonia la madre del re, le mogli del re, gli eunuchi di lui, 2 Re 24:15
- E la città fu assediata fino all'undecimo anno del re Sedekia. 2 Re 25:2
- Il nono giorno del quarto mese, la carestia era grave nella città; e non c'era più pane per il popolo del paese. 2 Re 25:3
- Allora fu fatta una breccia alla città, e tutta la gente di guerra fuggì, di notte, per la via della porta fra le due mura, in prossimità del giardino del re, mentre i Caldei stringevano la città da ogni parte. E il re prese la via della pianura; 2 Re 25:4
- ed arse la casa dell'Eterno e la casa del re, e diede alle fiamme tutte le case di Gerusalemme, tutte le case della gente ragguardevole. 2 Re 25:9
- Quanto alle due colonne, al mare e alle basi che Salomone avea fatti per la casa dell'Eterno, il rame di tutti questi oggetti aveva un peso incalcolabile. 2 Re 25:16
- e i tre custodi della soglia, e prese nella città un eunuco che comandava la gente di guerra, cinque uomini di fra i consiglieri intimi del re che furon trovati nella città, il segretario del capo dell'esercito che arrolava il popolo del paese, e sessanta privati che furono anch'essi trovati nella città. 2 Re 25:19
- Quando tutti i capitani della gente di guerra e i loro uomini ebbero udito che il re di Babilonia avea fatto Ghedalia governatore, si recarono da Ghedalia a Mitspa: erano Ismael figliuolo di Nethania, Johanan figliuolo di Kareah, Seraia figliuolo di Tanhumet da Netofah, Jaazania figliuolo d'uno di Maacah, con la loro gente. 2 Re 25:23
- Ad Eber nacquero due figliuoli: il nome dell'uno fu Peleg, perché ai suoi giorni la terra fu spartita; e il nome del suo fratello fu Joktan. 1 Cron. 1:19
- - Figliuoli di Lotan: Hori e Homam; e la sorella di Lotan fu Timna. 1 Cron. 1:39
- Figliuoli di Giuda: Er, Onan e Scela; questi tre gli nacquero dalla figliuola di Shua, la Cananea. Er, primogenito di Giuda, era perverso agli occhi dell'Eterno, e l'Eterno lo fece morire. 1 Cron. 2:3
- - Poi Hetsron prese la figliuola di Makir, padre di Galaad; egli avea sessant'anni quando la sposò; ed essa gli partorì Segub. 1 Cron. 2:21
- Dopo la morte di Hetsron, avvenuta a Caleb-Efratha, Abiah, moglie di Hetsron, gli partorì Ashhur padre di Tekoa. 1 Cron. 2:24
- La moglie di Abishur si chiamava Abihail, che gli partorì Ahban e Molid. 1 Cron. 2:29
- E Sceshan diede la sua figliuola per moglie a Jarha, suo schiavo; ed essa gli partorì Attai. 1 Cron. 2:35
- Partorì anche Shaaf, padre di Madmanna, Sceva, padre di Macbena e padre di Ghibea. La figliuola di Caleb era Acsa. 1 Cron. 2:49
- Shobal, padre di Kiriath-Jearim, ebbe per discendenti: Haroe, e la metà di Menuhoth. 1 Cron. 2:52
- Figliuoli di Salma: Bethlehem e i Netofatei, Atroth-Beth-Joab, la metà dei Manahatei, gli Tsoriti. 1 Cron. 2:54
- Questi furono i figliuoli di Davide, che gli nacquero a Hebron: il primogenito fu Amnon, di Ahinoam, la Jzreelita; il secondo fu Daniel, da Abigail, la Carmelita; 1 Cron. 3:1
- Questi furono i discendenti del padre di Etham: Jzreel, Jshma e Jdbash; la loro sorella si chiamava Hatselelponi. 1 Cron. 4:3
- Jabets invocò l'Iddio d'Israele, dicendo: `Oh se tu mi benedicessi e allargassi i miei confini, e se la tua mano fosse meco e se tu mi preservassi dal male in guisa ch'io non avessi da soffrire!' E Dio gli concedette quello che avea chiesto. 1 Cron. 4:10
- Eshton generò Beth-Rafa, Paseah e Tehinna, padre di Ir-Nahash. Questa è la gente di Zeca. 1 Cron. 4:12
- Meonothai generò Ofra. Seraia generò Joab, padre degli abitanti la valle degli artigiani, perché erano artigiani. 1 Cron. 4:14
- Figliuoli di Esdra: Jether, Mered, Efer e Jalon. La moglie di Mered partorì Miriam, Shammai ed Jshbah, padre di Eshtemoa. 1 Cron. 4:17
- L'altra sua moglie, la Giudea, partorì Jered, padre di Ghedor, Heber, padre di Soco e Jekuthiel, padre di Zanoah. Quelli nominati prima eran figliuoli di Bithia, figliuola di Faraone che Mered avea presa per moglie. 1 Cron. 4:18
- e la gente di Cozeba, e Joas, e Saraf, che signoreggiarono su Moab, e Jashubi-Lehem. Ma queste son cose d'antica data. 1 Cron. 4:22
- Figliuoli di Ruben, primogenito d'Israele. - Poiché egli era il primogenito; ma siccome profanò il talamo di suo padre, la sua primogenitura fu data ai figliuoli di Giuseppe, figliuolo d'Israele. Nondimeno, Giuseppe non fu iscritto nelle genealogie come primogenito; 1 Cron. 5:1
- Giuda ebbe, è vero, la prevalenza tra i suoi fratelli, e da lui è disceso il principe; ma il diritto di primogenitura appartiene a Giuseppe. 1 Cron. 5:2
- I figliuoli di Ruben, i Gaditi e la mezza tribù di Manasse, che aveano degli uomini prodi che portavano scudo e spada, tiravan d'arco ed erano addestrati alla guerra, in numero di quarantaquattromila settecentosessanta, atti a combattere, 1 Cron. 5:18
- E l'Iddio d'Israele eccitò lo spirito di Pul, re di Assiria, e lo spirito di Tilgath-Pilneser, re di Assiria; e Tilgath-Pilneser menò in cattività i Rubeniti, i Gaditi e la mezza tribù di Manasse, e li trasportò a Halah, ad Habor, ad Hara e presso al fiume di Gozan, dove son rimasti fino al dì d'oggi. 1 Cron. 5:26
- Questi son quelli che Davide stabilì per la direzione del canto nella casa dell'Eterno, dopo che l'arca ebbe un luogo di riposo. 1 Cron. 6:31
- Essi esercitarono il loro ufficio di cantori davanti al tabernacolo, davanti la tenda di convegno, finché Salomone ebbe edificata la casa dell'Eterno a Gerusalemme; e facevano il loro servizio, secondo la regola loro prescritta. 1 Cron. 6:32
- Aveano con loro, secondo le loro genealogie, secondo le loro case patriarcali, trentaseimila uomini in schiere armate per la guerra; perché aveano molte mogli e molti figliuoli. 1 Cron. 7:4
- Tutti questi erano figliuoli di Jediael, capi di case patriarcali, uomini forti e valorosi, in numero di diciassettemila duecento pronti a partire per la guerra. 1 Cron. 7:11
- Figliuoli di Manasse: Asriel, che gli fu partorito dalla moglie. - La sua concubina Sira partorì Makir, padre di Galaad; 1 Cron. 7:14
- Makir prese per moglie una donna di Huppim e di Shuppim, e la sorella di lui avea nome Maaca. - Il nome del suo secondo figliuolo era Tselofehad; e Tselofehad ebbe delle figliuole. 1 Cron. 7:15
- La sua sorella Hammoleketh partorì Ishod, Abiezer e Mahla. 1 Cron. 7:18
- Poi entrò da sua moglie, la quale concepì e partorì un figliuolo; ed egli lo chiamò Beria, perché questo era avvenuto mentre avea l'afflizione in casa. 1 Cron. 7:23
- Efraim ebbe per figliuola Sceera, che edificò Beth-Horon, la inferiore e la superiore, ed Uzzen-Sceera. 1 Cron. 7:24
- poiché i quattro capi portinai, Leviti, erano sempre in funzione, ed avevano anche la sorveglianza delle camere e dei tesori della casa di Dio, 1 Cron. 9:26
- e passavano la notte intorno alla casa di Dio, perché aveano l'incarico di custodirla e a loro spettava l'aprirla tutte le mattine. 1 Cron. 9:27
- A Gabaon abitavano Jeiel, padre di Gabaon, la cui moglie si chiamava Maaca, 1 Cron. 9:35
- E Saul disse al suo scudiere: `Sfodera la spada e trafiggimi, affinché questi incirconcisi non vengano a trafiggermi ed a farmi oltraggio'. Ma lo scudiere non volle farlo, perch'era còlto da gran paura. Allora Saul prese la propria spada e vi si gettò sopra. 1 Cron. 10:4
- Così morirono Saul e i suoi tre figliuoli; e tutta la sua casa perì nel medesimo tempo. 1 Cron. 10:6
- E tutti gl'Israeliti che abitavano nella valle quando videro che la gente d'Israele s'era data alla fuga e che Saul e i suoi figliuoli erano morti, abbandonarono le loro città, e fuggirono; e i Filistei andarono ad abitarle. 1 Cron. 10:7
- Spogliarono Saul, e portaron via la sua testa e le sue armi, e mandarono all'intorno per il paese de' Filistei ad annunziare la buona notizia ai loro idoli ed al popolo; 1 Cron. 10:9
- Tutta la gente di Jabes di Galaad udì tutto quello che i Filistei avean fatto a Saul, 1 Cron. 10:11
- Così morì Saul, a motivo della infedeltà ch'egli avea commessa contro l'Eterno col non aver osservato la parola dell'Eterno, ed anche perché aveva interrogato e consultato quelli che evocano gli spiriti, 1 Cron. 10:13
- Tutti gli anziani d'Israele vennero dunque dal re a Hebron, e Davide fece alleanza con loro a Hebron in presenza dell'Eterno; ed essi unsero Davide come re d'Israele, secondo la parola che l'Eterno avea pronunziata per mezzo di Samuele. 1 Cron. 11:3
- E gli abitanti di Gebus dissero a Davide: `Tu non entrerai qui'. Ma Davide prese la fortezza di Sion, che è la città di Davide. 1 Cron. 11:5
- E Davide abitò nella fortezza, e per questo essa fu chiamata `la città di Davide'. 1 Cron. 11:7
- Ed egli cinse la città di costruzioni, cominciando da Millo, e tutto all'intorno; e Joab riparò il resto della città. 1 Cron. 11:8
- Questi sono i capi dei valorosi guerrieri che furono al servizio di Davide, e che l'aiutarono con tutto Israele ad assicurare il suo dominio per stabilirlo re, secondo la parola dell'Eterno riguardo ad Israele. 1 Cron. 11:10
- Questa è la lista dei valorosi guerrieri che furono al servizio di Davide: Jashobeam, figliuolo di un Hakmonita, capo dei principali ufficiali; egli impugnò la lancia contro trecento uomini, che uccise in un solo scontro. 1 Cron. 11:11
- E quei tre s'aprirono un varco attraverso al campo filisteo, attinsero dell'acqua dal pozzo di Bethlehem, vicino alla porta; e, presala seco, la presentarono a Davide; il quale però non ne volle bere, ma la sparse davanti all'Eterno, 1 Cron. 11:18
- dicendo: `Mi guardi Iddio dal far tal cosa! Beverei io il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della loro vita? Perché l'han portata a rischio della loro vita'. E non la volle bere. Questo fecero quei tre prodi. 1 Cron. 11:19
- Abisai, fratello di Joab, fu il capo di altri tre. Egli impugnò la lancia contro trecento uomini, e li uccise; e fu famoso fra i tre. 1 Cron. 11:20
- Uccise pure un Egiziano di statura enorme alto cinque cubiti, che teneva in mano una lancia grossa come un subbio da tessitore; ma Benaia gli scese contro con un bastone, strappò di mano all'Egiziano la lancia, e se ne servì per ucciderlo. 1 Cron. 11:23
- Or questi son quelli che vennero a Davide a Tsiklag, mentr'egli era ancora fuggiasco per tema di Saul, figliuolo di Kis; essi facean parte dei prodi che gli prestarono aiuto durante la guerra. 1 Cron. 12:1
- Erano armati d'arco, abili a scagliar sassi ed a tirar frecce tanto con la destra quanto con la sinistra; erano della tribù di Beniamino, de' fratelli di Saul. 1 Cron. 12:2
- Questo è il numero degli uomini armati per la guerra, che si recarono da Davide a Hebron per trasferire a lui la potestà reale di Saul, secondo l'ordine dell'Eterno. 1 Cron. 12:23
- Figliuoli di Giuda, che portavano scudo e lancia, seimila ottocento, armati per la guerra. 1 Cron. 12:24
- e Tsadok, giovine forte e valoroso, e la sua casa patriarcale, che contava ventidue capi. 1 Cron. 12:28
- Dei figliuoli di Beniamino, fratelli di Saul, tremila; poiché la maggior parte d'essi fino allora era rimasta fedele alla casa di Saul. 1 Cron. 12:29
- Dei Daniti, armati per la guerra, ventottomila seicento. 1 Cron. 12:35
- poi disse a tutta la raunanza d'Israele: `Se vi par bene, e se l'Eterno, il nostro Dio, l'approva, mandiamo da per tutto a dire ai nostri fratelli che son rimasti in tutte le regioni d'Israele, e così pure ai sacerdoti ed ai Leviti nelle loro città e nei loro contadi, che si uniscano a noi; 1 Cron. 13:2
- E tutta la raunanza rispose che si facesse così, giacché la cosa parve buona agli occhi di tutto il popolo. 1 Cron. 13:4
- Or come furon giunti all'aia di Kidon, Uzza stese la mano per reggere l'arca, perché i buoi la facevano piegare. 1 Cron. 13:9
- E l'ira dell'Eterno s'accese contro Uzza, e l'Eterno lo colpì per avere stesa la mano sull'arca; e quivi Uzza morì dinanzi a Dio. 1 Cron. 13:10
- E Davide non ritirò l'arca presso di sé, nella città di Davide, ma la fece portare in casa di Obed-Edom di Gath. 1 Cron. 13:13
- E l'arca di Dio rimase tre mesi dalla famiglia di Obed-Edom, in casa di lui; e l'Eterno benedisse la casa di Obed-Edom e tutto quello che gli apparteneva. 1 Cron. 13:14
- Allora Davide riconobbe che l'Eterno lo stabiliva saldamente come re d'Israele, giacché la sua dignità reale era grandemente esaltata per amore d'Israele, del popolo di Dio. 1 Cron. 14:2
- I Filistei giunsero e si sparsero per la valle dei Refaim. 1 Cron. 14:9
- E la fama di Davide si sparse per tutti i paesi, e l'Eterno fece sì ch'egli incutesse spavento a tutte le genti. 1 Cron. 14:17
- Siccome voi non c'eravate la prima volta, l'Eterno, il nostro Dio, fece una breccia fra noi, perché non lo cercammo secondo le regole stabilite'. 1 Cron. 15:13
- E i figliuoli dei Leviti portarono l'arca di Dio sulle loro spalle, per mezzo di stanghe, come Mosè aveva ordinato, secondo la parola dell'Eterno. 1 Cron. 15:15
- Kenania, capo dei Leviti era preposto al canto; dirigeva la musica, perché era competente in questo. 1 Cron. 15:22
- Scebania, Joshafat, Nethaneel, Amasai, Zaccaria, Benaia ed Eliezer, sacerdoti, sonavano la tromba davanti all'arca di Dio; e Obed-Edom e Jehija erano portinai dell'arca. 1 Cron. 15:24
- Portarono dunque l'arca di Dio e la collocarono in mezzo al padiglione che Davide aveva rizzato per lei; e si offrirono olocausti e sacrifizi di azioni di grazie dinanzi a Dio. 1 Cron. 16:1
- i sacerdoti Benaia e Jahaziel sonavano del continuo la tromba davanti all'arca del patto di Dio. 1 Cron. 16:6
- Allora, in quel giorno, Davide diede per la prima volta ad Asaf e ai suoi fratelli l'incarico di cantare le lodi dell'Eterno: 1 Cron. 16:7
- Cercate l'Eterno e la sua forza, cercate del continuo la sua faccia! 1 Cron. 16:11
- Egli, l'Eterno, è l'Iddio nostro; i suoi giudizi s'esercitano su tutta la terra. 1 Cron. 16:14
- Cantate all'Eterno, abitanti di tutta la terra, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza! 1 Cron. 16:23
- Raccontate la sua gloria fra le nazioni e le sue maraviglie fra tutti i popoli! 1 Cron. 16:24
- Date all'Eterno la gloria dovuta al suo nome, portategli offerte e venite in sua presenza. Prostratevi dinanzi all'Eterno vestiti di sacri ornamenti, 1 Cron. 16:29
- tremate dinanzi a lui, o abitanti di tutta la terra! Il mondo è stabile e non sarà smosso. 1 Cron. 16:30
- Si rallegrino i cieli e gioisca la terra; dicasi fra le nazioni: `L'Eterno regna'. 1 Cron. 16:31
- Risuoni il mare e quel ch'esso contiene; festeggi la campagna e tutto quello ch'è in essa. 1 Cron. 16:32
- Gli alberi delle foreste dian voci di gioia nel cospetto dell'Eterno, poich'egli viene a giudicare la terra. 1 Cron. 16:33
- Celebrate l'Eterno, perch'egli è buono, perché la sua benignità dura in perpetuo. 1 Cron. 16:34
- E dite: `Salvaci, o Dio della nostra salvezza! Raccoglici di fra le nazioni e liberaci, affinché celebriamo il tuo santo nome e mettiamo la nostra gloria nel lodarti'. 1 Cron. 16:35
- E con essi erano Heman, Jeduthun, e gli altri ch'erano stati scelti e designati nominatamente per lodare l'Eterno, perché la sua benignità dura in perpetuo. 1 Cron. 16:41
- Tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua, e Davide se ne ritornò per benedire la propria casa. 1 Cron. 16:43
- Ma quella stessa notte la parola di Dio fu diretta a Nathan in questi termini: 1 Cron. 17:3
- Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu te n'andrai a raggiungere i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua progenie, uno de' tuoi figliuoli, e stabilirò saldamente il suo regno. 1 Cron. 17:11
- Io sarò per lui un padre, ed egli mi sarà figliuolo; e non gli ritirerò la mia grazia, come l'ho ritirata da colui che t'ha preceduto. 1 Cron. 17:13
- Allora il re Davide andò a presentarsi davanti all'Eterno, e disse; `Chi son io, o Eterno Iddio, e che è la mia casa, che tu m'abbia fatto arrivare fino a questo punto? 1 Cron. 17:16
- Or dunque, o Eterno, la parola che tu hai pronunziata riguardo al tuo servo ed alla sua casa rimanga stabile in perpetuo, e fa' come tu hai detto. 1 Cron. 17:23
- Sì, rimanga stabile, affinché il tuo nome sia magnificato in perpetuo, e si dica: L'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele, è veramente un Dio per Israele; e la casa del tuo servo Davide sia stabile dinanzi a te! 1 Cron. 17:24
- piacciati dunque benedire ora la casa del tuo servo, affinch'ella sussista in perpetuo dinanzi a te! Poiché ciò che tu benedici, o Eterno, è benedetto in perpetuo'. 1 Cron. 17:27
- Davide regnò su tutto Israele, facendo ragione e amministrando la giustizia a tutto il suo popolo. 1 Cron. 18:14
- i principi de' figliuoli di Ammon dissero ad Hanun: `Credi tu che Davide t'abbia mandato dei consolatori per onorar tuo padre? I suoi servi non son eglino piuttosto venuti per esplorare la città e distruggerla e per spiare il paese?' 1 Cron. 19:3
- Allora Hanun prese i servi di Davide, li fece radere e fece lor tagliare la metà delle vesti fino alle natiche, poi li rimandò. 1 Cron. 19:4
- Intanto vennero alcuni ad informar Davide del modo con cui quegli uomini erano stati trattati; e Davide mandò gente ad incontrarli, perch'essi erano oltremodo confusi. E il re fece dir loro: `Restate a Gerico finché vi sia ricresciuta la barba, poi tornerete'. 1 Cron. 19:5
- Poi Joab, con la gente che avea seco, s'avanzò per attaccare i Sirî, i quali fuggirono d'innanzi a lui. 1 Cron. 19:14
- E la cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto Israele, passò il Giordano, marciò contro di loro e si dispose in ordine di battaglia contro ad essi. E come Davide si fu disposto in ordine di battaglia contro i Sirî, questi impegnarono l'azione con lui. 1 Cron. 19:17
- Or avvenne che l'anno seguente, nel tempo in cui i re sogliono andare alla guerra, Joab, alla testa di un poderoso esercito, andò a devastare il paese dei figliuoli di Ammon e ad assediare Rabba; ma Davide rimase a Gerusalemme. E Joab batté Rabba e la distrusse. 1 Cron. 20:1
- E Davide tolse dalla testa del loro re la corona, e trovò che pesava un talento d'oro e che avea delle pietre preziose; ed essa fu posta sulla testa di Davide. Egli riportò anche dalla città grandissima preda. 1 Cron. 20:2
- E Joab rimise a Davide la cifra del censimento del popolo: c'erano in tutto Israele un milione e centomila uomini atti a portare le armi; e in Giuda quattrocentosettantamila uomini atti a portar le armi. 1 Cron. 21:5
- o tre anni di carestia, o tre mesi durante i quali i tuoi avversari facciano scempio di te e ti raggiunga la spada dei tuoi nemici, ovvero tre giorni di spada dell'Eterno, ossia di peste nel paese, durante i quali l'angelo dell'Eterno porterà la distruzione in tutto il territorio d'Israele. Or dunque vedi che cosa io debba rispondere a colui che mi ha mandato'. 1 Cron. 21:12
- Così l'Eterno mandò la peste in Israele; e caddero settantamila persone d'Israele. 1 Cron. 21:14
- E Dio mandò un angelo a Gerusalemme per distruggerla; e come questi si disponeva a distruggerla, l'Eterno gettò su di lei lo sguardo, si pentì della calamità che avea inflitta, e disse all'angelo distruttore: `Basta; ritieni ora la tua mano!' Or l'angelo dell'Eterno si trovava presso l'aia di Ornan, il Gebuseo. 1 Cron. 21:15
- E Davide, alzando gli occhi, vide l'angelo dell'Eterno che stava fra terra e cielo, avendo in mano una spada sguainata, vòlta contro Gerusalemme. Allora Davide e gli anziani, coperti di sacchi, si gettarono con la faccia a terra. 1 Cron. 21:16
- E Davide disse a Dio: `Non sono io quegli che ordinai il censimento del popolo? Son io che ho peccato, e che ho agito con tanta malvagità; ma queste pecore che hanno fatto? Ti prego, o Eterno, o mio Dio, si volga la tua mano contro di me e contro la casa di mio padre, ma non contro il tuo popolo, per colpirlo col flagello!' 1 Cron. 21:17
- E Davide salì, secondo la parola che Gad avea pronunziata nel nome dell'Eterno. 1 Cron. 21:19
- E come Davide giunse presso Ornan, Ornan guardò, e vide Davide; e, uscito dall'aia, si prostrò dinanzi a Davide, con la faccia a terra. 1 Cron. 21:21
- Allora Davide disse ad Ornan: `Dammi il sito di quest'aia, perch'io vi eriga un altare all'Eterno; dammelo per tutto il prezzo che vale, affinché la piaga cessi d'infierire sul popolo'. 1 Cron. 21:22
- Poi l'Eterno comandò all'angelo di rimettere la spada nel fodero. 1 Cron. 21:27
- E Davide non poteva andare davanti a quell'altare a cercare Iddio, per lo spavento che gli avea cagionato la spada dell'angelo dell'Eterno. - 1 Cron. 21:30
- E Davide disse: `Qui sarà la casa di Dio, dell'Eterno, e qui sarà l'altare degli olocausti per Israele'. 1 Cron. 22:1
- Davide ordinò che si radunassero gli stranieri che erano nel paese d'Israele, e fissò degli scarpellini per lavorar le pietre da taglio per la costruzione della casa di Dio. 1 Cron. 22:2
- Davide diceva: `Salomone, mio figliuolo, è giovine e di tenera età, e la casa che si deve edificare all'Eterno ha da essere talmente magnifica da salire in fama ed in gloria in tutti i paesi; io voglio dunque far dei preparativi per lui'. Così Davide preparò degli abbondanti materiali, prima di morire. 1 Cron. 22:5
- ma la parola dell'Eterno mi fu rivolta, e mi fu detto: - Tu hai sparso molto sangue, e hai fatte di gran guerre; tu non edificherai una casa al mio nome, poiché hai sparso molto sangue sulla terra, dinanzi a me. 1 Cron. 22:8
- Ma ecco, ti nascerà un figliuolo, che sarà uomo tranquillo, e io gli darò quiete, liberandolo da tutti i suoi nemici d'ogni intorno. Salomone sarà il suo nome; e io darò pace e tranquillità a Israele, durante la vita di lui. 1 Cron. 22:9
- Ora, figliuol mio, l'Eterno sia teco, onde tu prosperi, ed edifichi la casa dell'Eterno, del tuo Dio, secondo ch'egli ha detto di te. 1 Cron. 22:11
- Sol diati l'Eterno senno e intelligenza, e ti costituisca re d'Israele, per osservare la legge dell'Eterno, del tuo Dio. 1 Cron. 22:12
- Ora ecco io, colle mie fatiche, ho preparato per la casa dell'Eterno centomila talenti d'oro, un milione di talenti d'argento, e una quantità di rame e di ferro da non potersi pesare, tant'è abbondante; ho pur preparato del legname e delle pietre; e tu ve ne potrai aggiungere ancora. 1 Cron. 22:14
- Figliuoli di Amram: Aaronne e Mosè. Aaronne fu appartato per esser consacrato come santissimo, egli coi suoi figliuoli, in perpetuo, per offrire i profumi dinanzi all'Eterno, per ministrargli, e per pronunziare in perpetuo la benedizione nel nome di lui. 1 Cron. 23:13
- La classificazione fu fatta a sorte, tanto per gli uni quanto per gli altri; perché v'erano dei principi del santuario e de' principi di Dio tanto tra i figliuoli d'Eleazar quanto tra i figliuoli d'Ithamar. 1 Cron. 24:5
- Così furono classificati per il loro servizio, affinché entrassero nella casa dell'Eterno secondo la regola stabilita per loro da Aaronne loro padre, e che l'Eterno, l'Iddio d'Israele, gli aveva prescritta. 1 Cron. 24:19
- Dei figliuoli di Asaf: Zaccur, Josef, Nethania, Asarela, figliuoli di Asaf, sotto la direzione di Asaf, che cantava gl'inni sacri, seguendo le istruzioni del re. 1 Cron. 25:2
- Di Jeduthun: i figliuoli di Jeduthun: Ghedalia, Tseri, Isaia, Hashabia, Mattithia e Scimei, sei, sotto la direzione del loro padre Jeduthun, che cantava gl'inni sacri con la cetra per lodare e celebrare l'Eterno. 1 Cron. 25:3
- Tutti questi erano figliuoli di Heman, veggente del re, secondo la promessa di Dio, di accrescer la potenza di Heman. Iddio infatti avea dato a Heman quattordici figliuoli e tre figliuole. 1 Cron. 25:5
- Tutti questi erano sotto la direzione dei loro padri per il canto della casa dell'Eterno, ed aveano dei cembali, dei saltèri e delle cetre per il servizio della casa di Dio. Eran sotto la direzione del re, di Asaf, di Jeduthun e di Heman. 1 Cron. 25:6
- Per il lato d'oriente la sorte designò Scelemia. Si tirò poi a sorte per Zaccaria, suo figliuolo, ch'era un consigliere di senno; e la sorte designò lui per il lato di settentrione. 1 Cron. 26:14
- Per il lato di mezzogiorno, la sorte designò Obed-Edom; e per i magazzini designò i suoi figliuoli. 1 Cron. 26:15
- Per il lato d'occidente, con la porta Shalleketh, sulla via che sale, la sorte designò Shuppim e Hosa: erano due posti di guardia, uno dirimpetto all'altro. 1 Cron. 26:16
- al recinto del tempio, a occidente, ve n'erano addetti quattro per la strada, due per il recinto. 1 Cron. 26:18
- v'erano il capo Ieria e i suoi fratelli, uomini valorosi, in numero di duemila settecento capi di case patriarcali; e il re Davide affidò loro la sorveglianza dei Rubeniti, dei Gaditi, della mezza tribù di Manasse, per tutte le cose concernenti Dio e per tutti gli affari del re. 1 Cron. 26:32
- A capo della prima divisione per il primo mese, stava Jashobeam, figliuolo di Zabdiel, e la sua divisione era di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:2
- A capo della divisione del secondo mese stava Dodai, lo Ahohita, con la sua divisione; Mikloth era l'ufficiale superiore e la sua divisione era di ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:4
- Il capo della terza divisione per il terzo mese era Benaia, figliuolo del sacerdote Jehoiada; era capo, e la sua divisione noverava ventiquattromila uomini. 1 Cron. 27:5
- Ezri, figliuolo di Kelub, ai lavoratori della campagna per la cultura del suolo; 1 Cron. 27:26
- Poi Davide, alzatosi e stando in piedi, disse: `Ascoltatemi, fratelli miei e popolo mio! Io avevo in cuore di edificare una casa di riposo per l'arca del patto dell'Eterno e per lo sgabello de' piedi del nostro Dio, e avevo fatto dei preparativi per la fabbrica. 1 Cron. 28:2
- L'Eterno, l'Iddio d'Israele, ha scelto me, in tutta la casa di mio padre, perché io fossi re d'Israele in perpetuo; poich'egli ha scelto Giuda, come principe; e, nella casa di Giuda, la casa di mio padre; e tra i figliuoli di mio padre gli è piaciuto di far me re di tutto Israele; 1 Cron. 28:4
- Egli m'ha detto: - Salomone, tuo figliuolo, sarà quegli che edificherà la mia casa e i miei cortili; poiché io l'ho scelto per mio figliuolo, ed io gli sarò padre. 1 Cron. 28:6
- `Tutto questo', disse Davide, `tutto il piano da eseguire, te lo do per iscritto, giacché la mano dell'Eterno, che è stata sopra me m'ha dato l'intelligenza necessaria'. 1 Cron. 28:19
- Poi il re Davide disse a tutta la raunanza: `Salomone, mio figliuolo, il solo che Dio abbia scelto, è ancora giovine e in tenera età, e l'opera è grande; poiché questo palazzo non è destinato a un uomo, ma a Dio, all'Eterno. 1 Cron. 29:1
- Ora io ho impiegato tutte le mie forze a preparare per la casa del mio Dio dell'oro per ciò che dev'esser d'oro, dell'argento per ciò che deve esser d'argento, del rame per ciò che dev'esser di rame, del ferro per ciò che dev'esser di ferro, e del legname per ciò che dev'esser di legno, delle pietre d'ònice e delle pietre da incastonare, delle pietre brillanti e di diversi colori, ogni specie di pietre preziose, e del marmo bianco in gran quantità. 1 Cron. 29:2
- Di più, per l'affezione che porto alla casa del mio Dio, siccome io posseggo in proprio un tesoro d'oro e d'argento, io lo do alla casa del mio Dio, oltre a tutto quello che ho preparato per la casa del santuario: 1 Cron. 29:3
- Davide benedisse l'Eterno in presenza di tutta la raunanza, e disse: `Benedetto sii tu, o Eterno, Dio del padre nostro Israele, di secolo in secolo! 1 Cron. 29:10
- A te, o Eterno, la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo! A te, o Eterno, il regno; a te, che t'innalzi come sovrano al disopra di tutte le cose! 1 Cron. 29:11
- Da te vengono la ricchezza e la gloria; tu signoreggi su tutto; in tua mano sono la forza e la potenza, e sta in tuo potere il far grande e il render forte ogni cosa. 1 Cron. 29:12
- Poi Davide disse a tutta la raunanza: `Or benedite l'Eterno, il vostro Dio'. E tutta la raunanza benedì l'Eterno, l'Iddio de' loro padri; e s'inchinarono, e si prostrarono dinanzi all'Eterno e dinanzi al re. 1 Cron. 29:20
- E mangiarono e bevvero, in quel giorno, nel cospetto dell'Eterno, con gran gioia; proclamarono re, per la seconda volta, Salomone, figliuolo di Davide, e lo unsero, consacrandolo all'Eterno come conduttore del popolo, e unsero Tsadok come sacerdote. 1 Cron. 29:22
- con tutta la storia del suo regno, delle sue gesta, e di quel che avvenne ai suoi tempi tanto in Israele, quanto in tutti i regni degli altri paesi. 1 Cron. 29:30
- ed egli, con tutta la raunanza, si recò all'alto luogo, ch'era a Gabaon; quivi, infatti, si trovava la tenda di convegno di Dio, che Mosè, servo dell'Eterno, avea fatta nel deserto. 2 Cron. 1:3
- Ora, o Eterno Iddio, si avveri la promessa che hai fatta a Davide mio padre, poiché tu m'hai fatto re di un popolo numeroso come la polvere della terra! 2 Cron. 1:9
- Dammi dunque saviezza e intelligenza, affinché io sappia come condurmi di fronte a questo popolo; poiché chi mai potrebbe amministrar la giustizia per questo tuo popolo che è così numeroso?' 2 Cron. 1:10
- E Dio disse a Salomone: `Giacché questo è ciò che hai nel cuore, e non hai chiesto ricchezze, né beni, né gloria, né la morte de' tuoi nemici, e nemmeno una lunga vita, ma hai chiesto per te saviezza e intelligenza per poter amministrare la giustizia per il mio popolo del quale io t'ho fatto re, 2 Cron. 1:11
- la saviezza e l'intelligenza ti sono concesse; e, oltre a questo, ti darò ricchezze, beni e gloria, come non n'ebbero mai i re che t'han preceduto, e come non ne avrà mai alcuno dei tuoi successori'. 2 Cron. 1:12
- La casa ch'io sto per edificare sarà grande, perché l'Iddio nostro è grande sopra tutti gli dèi. 2 Cron. 2:5
- Mandami dunque un uomo abile a lavorare l'oro, l'argento, il rame, il ferro, la porpora, lo scarlatto, il violaceo, che sappia fare ogni sorta di lavori d'intagli, collaborando con gli artisti che sono presso di me in Giuda e a Gerusalemme, e che Davide mio padre aveva approntati. 2 Cron. 2:7
- per prepararmi del legname in abbondanza; giacché la casa ch'io sto per edificare, sarà grande e maravigliosa. 2 Cron. 2:9
- Huram aggiunse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio d'Israele, che ha fatto i cieli e la terra, perché ha dato al re Davide un figliuolo savio, pieno di senno e d'intelligenza, il quale edificherà una casa per l'Eterno, e una casa reale per sé! 2 Cron. 2:12
- figliuolo d'una donna della tribù di Dan e di padre Tiro, il quale è abile a lavorare l'oro, l'argento, il rame, il ferro, la pietra, il legno, la porpora, il violaceo, il bisso, lo scarlatto, e sa pur fare ogni sorta di lavori d'intaglio, ed eseguire qualsivoglia lavoro d'arte gli si affidi. Egli collaborerà coi tuoi artisti e con gli artisti del mio signore Davide, tuo padre. 2 Cron. 2:14
- Salomone cominciò a costruire la casa dell'Eterno a Gerusalemme, sul monte Moriah, dove l'Eterno era apparso a Davide suo padre, nel luogo che Davide aveva preparato, nell'aia di Ornan, il Gebuseo. 2 Cron. 3:1
- Egli cominciò la costruzione il secondo giorno del secondo mese del quarto anno del suo regno. 2 Cron. 3:2
- Or queste son le misure dei fondamenti gettati da Salomone per la costruzione della casa di Dio. La lunghezza, in cubiti dell'antica misura, era di sessanta cubiti; la larghezza, di venti cubiti. 2 Cron. 3:3
- Egli ricoprì la casa maggiore di legno di cipresso, poi la rivestì d'oro finissimo e vi fece scolpire delle palme e delle catenelle. 2 Cron. 3:5
- Rivestì pure d'oro la casa, le travi, gli stipiti, le pareti e le porte; e sulle pareti fece dei cherubini d'intaglio. 2 Cron. 3:7
- Le ali dei cherubini aveano venti cubiti di lunghezza. L'ala del primo, lunga cinque cubiti, toccava la parete della casa; l'altra ala, pure di cinque cubiti, toccava l'ala del secondo cherubino. 2 Cron. 3:11
- L'ala del secondo cherubino, lunga cinque cubiti, toccava la parete della casa; l'altra ala, pure di cinque cubiti, arrivava all'ala dell'altro cherubino. 2 Cron. 3:12
- Le ali di questi cherubini, spiegate, misuravano venti cubiti. Essi stavano ritti in piè, e aveano le facce volte verso la sala. 2 Cron. 3:13
- Fece pure il mare di getto, che avea dieci cubiti da un orlo all'altro; era di forma perfettamente rotonda, avea cinque cubiti d'altezza, e una corda di trenta cubiti ne misurava la circonferenza. 2 Cron. 4:2
- Esso aveva lo spessore d'un palmo; il suo orlo, fatto come l'orlo d'una coppa, avea la forma d'un fior di giglio; il mare poteva contenere tremila bati. 2 Cron. 4:5
- e i vasi per le ceneri, le palette, i forchettoni e tutti gli utensili accessori. Maestro Huram li fece per il re Salomone, per la casa dell'Eterno, di rame tirato a pulimento. 2 Cron. 4:16
- i candelabri d'oro puro, con le loro lampade, da accendere, secondo la norma stabilita, davanti al santuario; 2 Cron. 4:20
- Così fu compiuta tutta l'opera che Salomone fece eseguire per la casa dell'Eterno. E Salomone fece portare l'argento, l'oro e tutti gli utensili che Davide suo padre avea consacrati, e li mise nei tesori della casa di Dio. 2 Cron. 5:1
- Tutti gli uomini d'Israele si radunarono presso il re per la festa che cadeva il settimo mese. 2 Cron. 5:3
- e portarono su l'arca, la tenda di convegno, e tutti gli utensili sacri che erano nella tenda. I sacerdoti ed i Leviti eseguirono il trasporto. 2 Cron. 5:5
- Il re Salomone e tutta la raunanza d'Israele convocata presso di lui, si raccolsero davanti all'arca, e immolarono pecore e buoi in tal quantità da non potersi contare né calcolare. 2 Cron. 5:6
- e tutti i Leviti, cantori Asaf, Heman, Jeduthun, i loro figliuoli e i loro fratelli, vestiti di bisso, con cembali, saltèri e cetre stavano in piè a oriente dell'altare, e con essi centoventi sacerdoti che sonavan la tromba 2 Cron. 5:12
- - mentre, dico, quelli che sonavan la tromba e quelli che cantavano, come un sol uomo, fecero udire un'unica voce per celebrare e per lodare l'Eterno, e alzarono la voce al suon delle trombe, de' cembali e degli altri strumenti musicali, e celebrarono l'Eterno dicendo: `Celebrate l'Eterno, perch'egli è buono, perché la sua benignità dura in perpetuo', avvenne che la casa, la casa dell'Eterno, fu riempita da una nuvola, 2 Cron. 5:13
- e i sacerdoti non poterono rimanervi per farvi l'ufficio loro, a motivo della nuvola; poiché la gloria dell'Eterno riempiva la casa di Dio. 2 Cron. 5:14
- Poi il re voltò la faccia, e benedisse tutta la raunanza d'Israele; e tutta la raunanza d'Israele stava in piedi. 2 Cron. 6:3
- E disse: `Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio d'Israele, il quale di sua propria bocca parlò a Davide mio padre, e con la sua potenza ha adempito quel che avea dichiarato dicendo: 2 Cron. 6:4
- però, non sarai tu che edificherai la casa; ma il tuo figliuolo che uscirà dalle tue viscere, sarà quegli che costruirà la casa al mio nome. - 2 Cron. 6:9
- E l'Eterno ha adempita la parola che avea pronunziata; ed io son sorto in luogo di Davide mio padre, e mi sono assiso sul trono d'Israele, come l'Eterno aveva annunziato, ed ho costruita la casa al nome dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele. 2 Cron. 6:10
- Poi Salomone si pose davanti all'altare dell'Eterno, in presenza di tutta la raunanza d'Israele, e stese le sue mani. 2 Cron. 6:12
- Egli, infatti, avea fatto costruire una tribuna di rame, lunga cinque cubiti, larga cinque cubiti e alta tre cubiti, e l'avea posta in mezzo al cortile; egli vi salì, si mise in ginocchio in presenza di tutta la raunanza d'Israele, stese le mani verso il cielo, e disse: 2 Cron. 6:13
- `O Eterno, Dio d'Israele! Non v'è Dio che sia simile a te, né in cielo né in terra! Tu mantieni il patto e la misericordia verso i tuoi servi che camminano in tua presenza con tutto il cuor loro. 2 Cron. 6:14
- Tu hai mantenuta la promessa da te fatta al tuo servo Davide, mio padre; e ciò che dichiarasti con la tua propria bocca, la tua mano oggi l'adempie. 2 Cron. 6:15
- Ora dunque, o Eterno, Dio d'Israele, mantieni al tuo servo Davide, mio padre, la promessa che gli facesti, dicendo: - Non ti mancherà mai qualcuno che segga nel mio cospetto sul trono d'Israele, purché i tuoi figliuoli veglino sulla loro condotta, e camminino secondo la mia legge, come tu hai camminato in mia presenza. 2 Cron. 6:16
- Ora dunque, o Eterno, Dio d'Israele, s'avveri la parola che dicesti al tuo servo Davide! 2 Cron. 6:17
- Nondimeno, o Eterno, Dio mio, abbi riguardo alla preghiera del tuo servo e alla sua supplicazione, ascoltando il grido e la preghiera che il tuo servo ti rivolge. 2 Cron. 6:19
- Siano gli occhi tuoi giorno e notte aperti su questa casa, sul luogo nel quale dicesti di voler mettere il tuo nome! Ascolta la preghiera che il tuo servo farà, rivòlto a questo luogo! 2 Cron. 6:20
- tu ascoltalo dal cielo, agisci e giudica i tuoi servi; condanna il colpevole, facendo ricadere sul suo capo i suoi atti, e dichiara giusto l'innocente, trattandolo secondo la sua giustizia. 2 Cron. 6:23
- tu esaudiscili dal cielo, perdona il loro peccato ai tuoi servi ed al tuo popolo d'Israele, ai quali avrai mostrato la buona strada per cui debbon camminare; e manda la pioggia sulla terra, che hai data come eredità al tuo popolo. 2 Cron. 6:27
- ogni supplicazione che ti sarà rivolta da un individuo o dall'intero tuo popolo d'Israele, allorché ciascuno avrà riconosciuta la sua piaga e il suo dolore e stenderà le sue mani verso questa casa, 2 Cron. 6:29
- Quando il tuo popolo partirà per muover guerra al suo nemico seguendo la via per la quale tu l'avrai mandato, se t'innalza preghiere rivòlto alla città che tu hai scelta, e alla casa che io ho costruita al tuo nome, 2 Cron. 6:34
- esaudisci dal cielo, dal luogo della tua dimora, la loro preghiera e le loro supplicazioni, e fa' loro ragione; perdona al tuo popolo che ha peccato contro di te! 2 Cron. 6:39
- O Eterno, o Dio, non respingere la faccia del tuo unto; ricordati delle grazie fatte a Davide, tuo servo!' 2 Cron. 6:42
- Quando Salomone ebbe finito di pregare, il fuoco scese dal cielo, consumò l'olocausto e i sacrifizi, e la gloria dell'Eterno riempì la casa; 2 Cron. 7:1
- e i sacerdoti non potevano entrare nella casa dell'Eterno a motivo della gloria dell'Eterno che riempiva la casa dell'Eterno. 2 Cron. 7:2
- Tutti i figliuoli d'Israele videro scendere il fuoco e la gloria dell'Eterno sulla casa, e si chinarono con la faccia a terra, si prostrarono sul pavimento, e lodarono l'Eterno, dicendo: `Celebrate l'Eterno, perch'egli è buono, perché la sua benignità dura in perpetuo'. 2 Cron. 7:3
- Il re Salomone offrì in sacrifizio ventiduemila buoi e centoventimila pecore. Così il re e tutto il popolo dedicarono la casa di Dio. 2 Cron. 7:5
- I sacerdoti stavano in piè, intenti ai loro ufficî; così pure i Leviti, con gli strumenti musicali consacrati all'Eterno, che il re Davide avea fatti per lodare l'Eterno, la cui `benignità dura in perpetuo', quando anche Davide celebrava con essi l'Eterno; e i sacerdoti sonavano la tromba dirimpetto ai Leviti, e tutto Israele stava in piedi. 2 Cron. 7:6
- Salomone consacrò la parte di mezzo del cortile, ch'è davanti alla casa dell'Eterno; poiché offrì quivi gli olocausti e i grassi dei sacrifizi di azioni di grazie, giacché l'altare di rame che Salomone avea fatto, non poteva contenere gli olocausti, le oblazioni e i grassi. 2 Cron. 7:7
- E in quel tempo Salomone celebrò la festa per sette giorni, e tutto Israele con lui. Ci fu una grandissima raunanza di gente, venuta da tutto il paese: dai dintorni di Hamath fino al torrente d'Egitto. 2 Cron. 7:8
- L'ottavo giorno fecero una raunanza solenne; poiché celebrarono la dedicazione dell'altare per sette giorni, e la festa per altri sette giorni. 2 Cron. 7:9
- Salomone dunque terminò la casa dell'Eterno e la casa reale, e menò a felice compimento tutto quello che aveva avuto in cuore di fare nella casa dell'Eterno e nella sua propria casa. 2 Cron. 7:11
- E l'Eterno apparve di notte a Salomone, e gli disse: `Io ho esaudita la tua preghiera, e mi sono scelto questo luogo come casa dei sacrifizi. 2 Cron. 7:12
- Quand'io chiuderò il cielo in guisa che non vi sarà più pioggia, quand'ordinerò alle locuste di divorare il paese, quando manderò la peste fra il mio popolo, 2 Cron. 7:13
- se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvage, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese. 2 Cron. 7:14
- io vi sradicherò dal mio paese che v'ho dato; e rigetterò dal mio cospetto la casa che ho consacrata al mio nome, e la farò diventare la favola e lo zimbello di tutti i popoli. 2 Cron. 7:20
- Or avvenne che, passati i venti anni nei quali Salomone edificò la casa dell'Eterno e la sua propria casa, 2 Cron. 8:1
- Di tutta la popolazione ch'era rimasta degli Hittei, degli Amorei, dei Ferezei, degli Hivvei e dei Gebusei, che non erano d'Israele, 2 Cron. 8:7
- Ma de' figliuoli d'Israele Salomone non impiegò alcuno come servo per i suoi lavori; essi furono la sua gente di guerra, capi de' suoi condottieri e comandanti dei suoi carri e dei suoi cavalieri. 2 Cron. 8:9
- Or Salomone fece salire la figliuola di Faraone dalla città di Davide alla casa ch'egli le avea fatto costruire; perché disse: `La moglie mia non abiterà nella casa di Davide re d'Israele, perché i luoghi dov'è entrata l'arca dell'Eterno son santi'. 2 Cron. 8:11
- Così fu condotta tutta l'opera di Salomone dal giorno in cui fu fondata la casa dell'Eterno, fino a quando fu terminata. La casa dell'Eterno ebbe il suo perfetto compimento. 2 Cron. 8:16
- E Huram, per mezzo della sua gente, gli mandò delle navi e degli uomini che conoscevano il mare; i quali andaron con la gente di Salomone ad Ofir, vi presero quattrocentocinquanta talenti d'oro, e li portarono al re Salomone. 2 Cron. 8:18
- Or la regina di Sceba, avendo udito la fama che circondava Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova con degli enimmi. Essa giunse con un numerosissimo seguito, con cammelli carichi di aromi, d'oro in gran quantità, e di pietre preziose: e, recatasi da Salomone, gli disse tutto quello che aveva in cuore. 2 Cron. 9:1
- E quando la regina di Sceba ebbe veduto la sapienza di Salomone e la casa ch'egli avea costruita, 2 Cron. 9:3
- Ma io non ci ho creduto finché non son venuta io stessa, e non ho visto con gli occhi miei; ed ora, ecco, non m'era stata riferita neppure la metà della grandezza della tua sapienza! Tu sorpassi la fama che me n'era giunta! 2 Cron. 9:6
- Beata la tua gente, beati questi tuoi servi che stanno del continuo dinanzi a te, ed ascoltano la tua sapienza! 2 Cron. 9:7
- Poi ella donò al re centoventi talenti d'oro, grandissima quantità di aromi e delle pietre preziose. Non vi furon più tali aromi, come quelli che la regina di Sceba diede al re Salomone. 2 Cron. 9:9
- e di questo legno di sandalo il re fece delle scale per la casa dell'Eterno e per la casa reale, delle cetre e de' saltèri per i cantori. Del legno come questo non se n'era mai visto prima nel paese di Giuda). 2 Cron. 9:11
- Poiché il re aveva delle navi che andavano a Tarsis con la gente di Huram; e una volta ogni tre anni venivano le navi da Tarsis, recando oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 2 Cron. 9:21
- E tutti i re della terra cercavano di veder Salomone per udir la sapienza che Dio gli avea messa in cuore. 2 Cron. 9:23
- `Tuo padre ha reso duro il nostro giogo; ora rendi tu più lieve la dura servitù e il giogo pesante che tuo padre ci ha imposti, e noi ti serviremo'. Ed egli rispose loro: 2 Cron. 10:4
- ora, mio padre vi ha caricati d'un giogo pesante, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò coi flagelli a punte'. 2 Cron. 10:11
- e parlò loro secondo il consiglio de' giovani, dicendo: `Mio padre ha reso pesante il vostro giogo, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con la frusta, e io vi castigherò coi flagelli a punte'. 2 Cron. 10:14
- Così il re non diede ascolto al popolo; perché questa era cosa diretta da Dio, affinché si adempisse la parola che l'Eterno avea pronunziata per mezzo di Ahija di Scilo a Geroboamo, figliuolo di Nebat. 2 Cron. 10:15
- Roboamo, giunto che fu a Gerusalemme, radunò la casa di Giuda e di Beniamino, centottantamila uomini, guerrieri scelti, per combattere contro Israele e restituire il regno a Roboamo. 2 Cron. 11:1
- Ma la parola dell'Eterno fu così rivolta a Scemaia, uomo di Dio: 2 Cron. 11:2
- e fortificarono così il regno di Giuda e resero stabile Roboamo, figliuolo di Salomone, durante tre anni; perché per tre anni seguiron la via di Davide e di Salomone. 2 Cron. 11:17
- Dopo di lei, prese Maaca, figliuola d'Absalom, la quale gli partorì Abija, Attai, Ziza e Scelomith. 2 Cron. 11:20
- Quando Roboamo fu bene stabilito e fortificato nel regno, egli, e tutto Israele con lui, abbandonò la legge dell'Eterno. 2 Cron. 12:1
- E quando l'Eterno vide che s'erano umiliati, la parola dell'Eterno fu così rivolta a Scemaia: `Essi si sono umiliati; io non li distruggerò, ma concederò loro fra poco un mezzo di scampo, e la mia ira non si rovescerà su Gerusalemme per mezzo di Scishak. 2 Cron. 12:7
- Nondimeno gli saranno soggetti, e impareranno la differenza che v'è tra il servire a me e il servire ai regni degli altri paesi'. 2 Cron. 12:8
- invece de' quali, il re Roboamo fece fare degli scudi di rame, e li affidò ai capitani della guardia che custodiva la porta della casa del re. 2 Cron. 12:10
- Il re Roboamo dunque si rese forte in Gerusalemme, e continuò a regnare. Avea quarantun anno quando cominciò a regnare, e regnò diciassette anni a Gerusalemme, la città che l'Eterno s'era scelta fra tutte le tribù d'Israele, per stabilirvi il suo nome. Sua madre si chiamava Naama, l'Ammonita. 2 Cron. 12:13
- Ed ecco, noi abbiam con noi, alla nostra testa, Iddio e i suoi sacerdoti e le trombe squillanti, per sonar la carica contro di voi. O figliuoli d'Israele, non combattete contro l'Eterno, ch'è l'Iddio de' vostri padri, perché non vincerete!' 2 Cron. 13:12
- La gente di Giuda mandò un grido; e avvenne che, al grido della gente di Giuda, Iddio sconfisse Geroboamo e tutto Israele davanti ad Abija ed a Giuda. 2 Cron. 13:15
- Il resto delle azioni di Abija, la sua condotta e le sue parole, trovasi scritto nelle memorie del profeta Iddo. 2 Cron. 13:22
- e ordinò a Giuda di cercare l'Eterno, l'Iddio de' suoi padri, e di mettere ad effetto la sua legge ed i suoi comandamenti. 2 Cron. 14:4
- Allora Asa invocò l'Eterno, il suo Dio, e disse: `O Eterno, per te non v'è differenza tra il dar soccorso a chi è in gran numero, e il darlo a chi è senza forza; soccorrici, o Eterno, o nostro Dio! poiché su te noi ci appoggiamo, e nel tuo nome siam venuti contro questa moltitudine. Tu sei l'Eterno, il nostro Dio; non la vinca l'uomo a petto di te!' 2 Cron. 14:11
- Ed Asa e la gente ch'era con lui li inseguirono fino a Gherar; e degli Etiopi ne caddero tanti, che non ne rimase più uno di vivo; poiché furono rotti davanti all'Eterno e davanti al suo esercito. E Asa ed i suoi portaron via un immenso bottino; 2 Cron. 14:13
- Ma voi, siate forti, non vi lasciate illanguidire le braccia, perché l'opera vostra avrà la sua mercede'. 2 Cron. 15:7
- Quando Asa ebbe udite queste parole, e la profezia del profeta Oded, prese animo, e fece sparire le abominazioni da tutto il paese di Giuda e di Beniamino, e dalle città che avea prese nella contrada montuosa d'Efraim; e ristabilì l'altare dell'Eterno, ch'era davanti al portico dell'Eterno. 2 Cron. 15:8
- Il re Asa destituì pure dalla dignità di regina sua madre Maaca, perch'essa avea rizzato un'immagine ad Astarte; e Asa abbatté l'immagine, la fece a pezzi e la bruciò presso al torrente Kidron. 2 Cron. 15:16
- `Siavi alleanza fra me e te, come vi fu tra il padre mio e il padre tuo. Ecco, io ti mando dell'argento e dell'oro; va', rompi la tua alleanza con Baasa, re d'Israele, ond'egli si ritiri da me'. 2 Cron. 16:3
- Allora il re Asa convocò tutti que' di Giuda, e quelli portaron via le pietre e il legname di cui Baasa s'era servito per la costruzione di Rama; e con essi Asa edificò Gheba e Mitspa. 2 Cron. 16:6
- Poiché l'Eterno scorre collo sguardo tutta la terra per spiegar la sua forza a pro di quelli che hanno il cuore integro verso di lui. In questo tu hai agito da insensato; poiché, da ora innanzi, avrai delle guerre'. 2 Cron. 16:9
- Il trentanovesimo anno del suo regno, Asa ebbe una malattia ai piedi; la sua malattia fu gravissima; e, nondimeno, nella sua malattia non ricorse all'Eterno, ma ai medici. 2 Cron. 16:12
- e, dopo di lui, Jozabad con cent'ottantamila uomini pronti per la guerra. 2 Cron. 17:18
- In capo a qualche anno, scese a Samaria da Achab; e Achab fece uccidere per lui e per la gente ch'era con lui un gran numero di pecore e di buoi, e lo indusse a salir seco contro Ramoth di Galaad. 2 Cron. 18:2
- E Giosafat disse al re d'Israele: `Ti prego, consulta oggi la parola dell'Eterno'. 2 Cron. 18:4
- Allora il re d'Israele radunò i profeti, in numero di quattrocento, e disse loro: `Dobbiam noi andare a far guerra a Ramoth di Galaad, o no?' Quelli risposero: `Va', e Dio la darà nelle mani del re'. 2 Cron. 18:5
- E tutti i profeti profetavano nello stesso modo, dicendo: `Sali contro Ramoth di Galaad, e vincerai; l'Eterno la darà nelle mani del re'. 2 Cron. 18:11
- E il re gli disse: `Quante volte dovrò io scongiurarti di non dirmi se non la verità nel nome dell'Eterno?' 2 Cron. 18:15
- E Micaiah replicò: `Perciò ascoltate la parola dell'Eterno. Io ho veduto l'Eterno che sedeva sul suo trono, e tutto l'esercito celeste che gli stava a destra e a sinistra. 2 Cron. 18:18
- Or qualcuno scoccò a caso la freccia del suo arco, e ferì il re d'Israele tra la corazza e le falde; onde il re disse al suo cocchiere: `Vòlta, menami fuori del campo, perché son ferito'. 2 Cron. 18:33
- Ma la battaglia fu così accanita quel giorno, che il re fu trattenuto sul suo carro in faccia ai Sirî fino alla sera, e sul tramontare del sole morì. 2 Cron. 18:34
- `Badate bene a quello che fate; poiché voi amministrate la giustizia, non per servire ad un uomo ma per servire all'Eterno, il quale sarà con voi negli affari della giustizia. 2 Cron. 19:6
- `O Eterno, Dio de' nostri padri, non sei tu l'Iddio dei cieli? e non sei tu che signoreggi su tutti i regni delle nazioni? e non hai tu nelle tue mani la forza e la potenza, in guisa che nessuno ti può resistere? 2 Cron. 20:6
- Domani, scendete contro di loro; eccoli che vengon su per la salita di Tsits, e voi li troverete all'estremità della valle, dirimpetto al deserto di Jeruel. 2 Cron. 20:16
- Questa battaglia non l'avete a combatter voi: presentatevi, tenetevi fermi, e vedrete la liberazione che l'Eterno vi darà. O Giuda, o Gerusalemme, non temete e non vi sgomentate; domani, uscite contro di loro, e l'Eterno sarà con voi'. - 2 Cron. 20:17
- Allora Giosafat chinò la faccia a terra, e tutto Giuda e gli abitanti di Gerusalemme si prostrarono dinanzi all'Eterno e l'adorarono. 2 Cron. 20:18
- La mattina seguente si levarono di buon'ora, e si misero in cammino verso il deserto di Tekoa; e come si mettevano in cammino, Giosafat, stando in piedi, disse: `Ascoltatemi, o Giuda, e voi abitanti di Gerusalemme! Credete nell'Eterno, ch'è l'Iddio vostro, e sarete al sicuro; credete ai suoi profeti, e trionferete!' 2 Cron. 20:20
- E dopo aver tenuto consiglio col popolo, stabilì dei cantori che, vestiti in santa magnificenza, cantassero le lodi dell'Eterno, e camminando alla testa dell'esercito, dicessero: `Celebrate l'Eterno, perché la sua benignità dura in perpetuo!' 2 Cron. 20:21
- E quando que' di Giuda furon giunti sull'altura donde si scorge il deserto, volsero lo sguardo verso la moltitudine, ed ecco i cadaveri che giacevano a terra; nessuno era scampato. 2 Cron. 20:24
- Allora Giosafat e la sua gente andarono a far bottino delle loro spoglie; e fra i cadaveri trovarono abbondanza di ricchezze, di vesti e di oggetti preziosi; e se ne appropriarono più che ne potessero portare; tre giorni misero a portar via il bottino, tant'era copioso. 2 Cron. 20:25
- E camminò per la via dei re d'Israele come avea fatto la casa di Achab, poiché avea per moglie una figliuola di Achab; e fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno. 2 Cron. 21:6
- Nondimeno l'Eterno non volle distrugger la casa di Davide, a motivo del patto che avea fermato con Davide, e della promessa che avea fatta di lasciar sempre una lampada a lui ed ai suoi figliuoli. 2 Cron. 21:7
- ma hai camminato per la via dei re d'Israele; perché hai spinto alla prostituzione Giuda e gli abitanti di Gerusalemme, come la casa di Achab v'ha spinto Israele, e perché hai ucciso i tuoi fratelli, membri della famiglia di tuo padre, ch'eran migliori di te, 2 Cron. 21:13
- E, con l'andar del tempo, verso la fine del secondo anno, gl'intestini gli venner fuori, in sèguito alla malattia; e morì, in mezzo ad atroci sofferenze; e il suo popolo non bruciò profumi in onore di lui, come avea fatto per i suoi padri. 2 Cron. 21:19
- Gli abitanti di Gerusalemme, in luogo di Jehoram, proclamarono re Achazia, il più giovine de' suoi figliuoli; poiché la truppa ch'era entrata con gli Arabi nel campo, aveva ucciso tutti i più grandi d'età. Così regnò Achazia, figliuolo di Jehoram, re di Giuda. 2 Cron. 22:1
- Egli fece ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, come quei della casa di Achab, perché, dopo la morte di suo padre, questi furono suoi consiglieri, per sua rovina. 2 Cron. 22:4
- Or fu volontà di Dio che Achazia, per sua rovina, si recasse da Joram; perché, quando fu giunto, uscì con Jehoram contro Jehu, figliuolo di Nimsci, che l'Eterno aveva unto per sterminare la casa di Achab; 2 Cron. 22:7
- Or quando Athalia, madre di Achazia, vide che il suo figliuolo era morto, si levò e distrusse tutta la stirpe reale della casa di Giuda. 2 Cron. 22:10
- Ma Jehoshabet, figliuola del re, prese Joas, figliuolo di Achazia, lo trafugò di mezzo ai figliuoli del re ch'eran messi a morte, e lo pose con la sua balia nella camera dei letti. Così Jehoshabet, figliuola del re Jehoram, moglie del sacerdote Jehoiada (era sorella d'Achazia), lo nascose alle ricerche d'Athalia, che non lo mise a morte. 2 Cron. 22:11
- E tutta la raunanza strinse lega col re nella casa di Dio. E Jehoiada disse loro: `Ecco, il figliuolo del re regnerà, come l'Eterno ha promesso relativamente ai figliuoli di Davide. 2 Cron. 23:3
- E dispose tutto il popolo attorno al re, ciascuno con l'arma in mano, dal lato destro al lato sinistro della casa, presso l'altare e presso la casa. 2 Cron. 23:10
- Allora menaron fuori il figliuolo del re, gli posero in testa il diadema, gli consegnarono la legge, e lo proclamarono re; Jehoiada e i suoi figliuoli lo unsero, ed esclamarono: `Viva il re!' 2 Cron. 23:11
- Ma il sacerdote Jehoiada fece venir fuori i capi-centurie che comandavano l'esercito, e disse loro: `Fatela uscire di tra le file; e chiunque la seguirà sia ucciso di spada!' Poiché il sacerdote avea detto: `Non sia messa a morte nella casa dell'Eterno'. 2 Cron. 23:14
- Così quelli le fecero largo, ed ella giunse alla casa del re per la strada della porta dei cavalli; e quivi fu uccisa. 2 Cron. 23:15
- Poi Jehoiada affidò la sorveglianza della casa dell'Eterno ai sacerdoti levitici, che Davide avea ripartiti in classi preposte alla casa dell'Eterno per offrire olocausti all'Eterno, com'è scritto nella legge di Mosè, con gioia e con canto di lodi, secondo le disposizioni di Davide. 2 Cron. 23:18
- E prese i capi-centurie, gli uomini ragguardevoli, quelli che avevano autorità sul popolo e tutto il popolo del paese, e fece scendere il re dalla casa dell'Eterno. Entrarono nella casa del re per la porta superiore, e fecero sedere il re sul trono reale. 2 Cron. 23:20
- E tutto il popolo del paese fu in festa e la città rimase tranquilla, quando Athalia fu uccisa di spada. 2 Cron. 23:21
- Dopo queste cose venne in cuore a Joas di restaurare la casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:4
- Radunò i sacerdoti e i Leviti, e disse loro: `Andate per le città di Giuda, e raccogliete anno per anno in tutto Israele del danaro per restaurare la casa dell'Iddio vostro; e guardate di sollecitar la cosa'. Ma i Leviti non s'affrettarono. 2 Cron. 24:5
- Allora il re chiamò Jehoiada loro capo e gli disse: `Perché non hai tu procurato che i Leviti portassero da Giuda e da Gerusalemme la tassa che Mosè, servo dell'Eterno, e la raunanza d'Israele stabilirono per la tenda della testimonianza?' 2 Cron. 24:6
- Poiché i figliuoli di quella scellerata donna d'Athalia aveano saccheggiato la casa di Dio e aveano perfino adoperato per i Baali tutte le cose consacrate della casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:7
- Il re dunque comandò che si facesse una cassa e che la si mettesse fuori, alla porta della casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:8
- Poi fu intimato in Giuda e in Gerusalemme che si portasse all'Eterno la tassa che Mosè, servo di Dio, aveva imposta ad Israele nel deserto. 2 Cron. 24:9
- Or quand'era il momento che i Leviti doveano portar la cassa agl'ispettori reali, perché vedevano che v'era molto danaro, il segretario del re e il commissario del sommo sacerdote venivano a vuotare la cassa; la prendevano, poi la riportavano al suo posto; facevan così ogni giorno, e raccolsero danaro in abbondanza. 2 Cron. 24:11
- E il re e Jehoiada lo davano a quelli incaricati d'eseguire i lavori della casa dell'Eterno; e questi pagavano degli scalpellini e de' legnaiuoli per restaurare la casa dell'Eterno, e anche de' lavoratori di ferro e di rame per restaurare la casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:12
- Così gl'incaricati dei lavori si misero all'opera, e per le loro mani furon compiute le riparazioni; essi rimisero la casa di Dio in buono stato, e la consolidarono. 2 Cron. 24:13
- E, quand'ebbero finito, portarono davanti al re e davanti a Jehoiada il rimanente del danaro, col quale si fecero degli utensili per la casa dell'Eterno: degli utensili per il servizio e per gli olocausti, delle coppe, e altri utensili d'oro e d'argento. E durante tutta la vita di Jehoiada, si offrirono del continuo olocausti nella casa dell'Eterno. 2 Cron. 24:14
- Dopo la morte di Jehoiada, i capi di Giuda vennero al re e si prostrarono dinanzi a lui; allora il re diè loro ascolto; 2 Cron. 24:17
- ed essi abbandonarono la casa dell'Eterno, dell'Iddio dei loro padri, servirono gl'idoli d'Astarte e gli altri idoli; e questa loro colpa trasse l'ira dell'Eterno su Giuda e su Gerusalemme. 2 Cron. 24:18
- L'Eterno mandò loro bensì de' profeti per ricondurli a sé e questi protestarono contro la loro condotta, ma essi non vollero ascoltarli. 2 Cron. 24:19
- Poi Amatsia radunò quei di Giuda, e li distribuì secondo le loro case patriarcali sotto capi di migliaia e sotto capi di centinaia, per tutto Giuda e Beniamino; ne fece il censimento dall'età di venti anni in su, e trovò trecentomila uomini scelti, atti alla guerra e capaci di maneggiare la lancia e lo scudo. 2 Cron. 25:5
- E Joas, re d'Israele, fece dire ad Amatsia, re di Giuda: `Lo spino del Libano mandò a dire al cedro del Libano: - Da' la tua figliuola per moglie al mio figliuolo. - Ma le bestie selvagge del Libano passarono, e calpestarono lo spino. 2 Cron. 25:18
- Ma Amatsia non gli volle dar retta; perché la cosa era diretta da Dio affinché fossero dati in man del nemico, perché avean cercato gli dèi di Edom. 2 Cron. 25:20
- Amatsia, figliuolo di Joas, re di Giuda, visse ancora quindici anni dopo la morte di Joas, figliuolo di Joahaz, re d'Israele. 2 Cron. 25:25
- Egli riedificò Eloth e la riconquistò a Giuda, dopo che il re si fu addormentato coi suoi padri. 2 Cron. 26:2
- E gli Ammoniti pagavano un tributo ad Uzzia; e la sua fama si sparse sino ai confini dell'Egitto, perch'era divenuto potentissimo. 2 Cron. 26:8
- E fece fare a Gerusalemme delle macchine inventate da ingegneri per collocarle sulle torri e sugli angoli, per scagliar saette e grosse pietre. La sua fama andò lungi, perch'egli fu maravigliosamente soccorso, finché divenne potente. 2 Cron. 26:15
- Allora Uzzia, che teneva in mano un turibolo per offrire il profumo, si adirò; e mentre s'adirava contro i sacerdoti, la lebbra gli scoppiò sulla fronte, in presenza dei sacerdoti, nella casa dell'Eterno, presso l'altare dei profumi. 2 Cron. 26:19
- Il sommo sacerdote Azaria e tutti gli altri sacerdoti lo guardarono, ed ecco che avea la lebbra sulla fronte; lo fecero uscire precipitosamente, ed egli stesso s'affrettò ad andarsene fuori, perché l'Eterno l'avea colpito. 2 Cron. 26:20
- Egli costruì la porta superiore della casa dell'Eterno, e fece molti lavori sulle mura di Ofel. 2 Cron. 27:3
- ma seguì la via dei re d'Israele, e fece perfino delle immagini di getto per i Baali, 2 Cron. 28:2
- Allora i soldati abbandonarono i prigionieri e la preda in presenza dei capi e di tutta la raunanza. 2 Cron. 28:14
- E gli uomini già ricordati per nome si levarono e presero i prigionieri; del bottino si servirono per rivestire tutti quelli di loro ch'erano ignudi; li rivestirono, li calzarono, diedero loro da mangiare e da bere, li unsero, condussero sopra degli asini tutti quelli che cascavan dalla fatica, e li menarono a Gerico, la città delle palme, dai loro fratelli; poi se ne tornarono a Samaria. 2 Cron. 28:15
- Poiché Achaz avea spogliato la casa dell'Eterno, la casa del re e dei capi, e avea dato tutto al re d'Assiria; ma a nulla gli era giovato. 2 Cron. 28:21
- Offrì dei sacrifizi agli dèi di Damasco, che l'avevano sconfitto, e disse: `Giacché gli dèi dei re di Siria aiutan quelli, io offrirò loro de' sacrifizi ed aiuteranno anche me'. Ma furono invece la rovina di lui e di tutto Israele. 2 Cron. 28:23
- e disse loro: `Ascoltatemi, o Leviti! Ora santificatevi, e santificate la casa dell'Eterno, dell'Iddio de' vostri padri, e portate fuori dal santuario ogni immondezza. 2 Cron. 29:5
- Poiché i nostri padri sono stati infedeli e hanno fatto ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno, dell'Iddio nostro, l'hanno abbandonato, han cessato di volger la faccia verso la dimora dell'Eterno, e le han voltato le spalle. 2 Cron. 29:6
- Ed essi adunarono i loro fratelli e, dopo essersi santificati, vennero a purificare la casa dell'Eterno, secondo l'ordine del re, conformemente alle parole dell'Eterno. 2 Cron. 29:15
- Cominciarono queste purificazioni il primo giorno del primo mese; e l'ottavo giorno dello stesso mese vennero al portico dell'Eterno, e misero otto giorni a purificare la casa dell'Eterno; il sedicesimo giorno del primo mese aveano finito. 2 Cron. 29:17
- Allora vennero al re Ezechia, nel suo palazzo, e gli dissero: `Noi abbiam purificata tutta la casa dell'Eterno, l'altare degli olocausti con tutti i suoi utensili, la tavola dei pani della presentazione con tutti i suoi utensili; 2 Cron. 29:18
- E tutta la raunanza si prostrò, e i cantori cominciarono a cantare e le trombe a sonare; e tutto questo continuò sino alla fine dell'olocausto. 2 Cron. 29:28
- Allora Ezechia prese a dire: `Ora che vi siete consacrati all'Eterno, avvicinatevi, e offrite vittime e sacrifizi di lode nella casa dell'Eterno'. E la raunanza menò vittime e offrì sacrifizi di azioni di grazie; e tutti quelli che aveano il cuore ben disposto, offrirono olocausti. 2 Cron. 29:31
- Ed Ezechia e tutto il popolo si rallegrarono che Dio avesse ben disposto il popolo, perché la cosa s'era fatta subitamente. 2 Cron. 29:36
- Poi Ezechia inviò de' messi a tutto Israele e a Giuda, e scrisse pure lettere ad Efraim ed a Manasse, perché venissero alla casa dell'Eterno a Gerusalemme, a celebrar la Pasqua in onore dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele. 2 Cron. 30:1
- Il re, i suoi capi e tutta la raunanza, in un consiglio tenuto a Gerusalemme, avevano deciso di celebrare la Pasqua il secondo mese; 2 Cron. 30:2
- giacché non la potevan celebrare al tempo debito, perché i sacerdoti non s'erano santificati in numero sufficiente, e il popolo non s'era radunato in Gerusalemme. 2 Cron. 30:3
- La cosa piacque al re e a tutta la raunanza; 2 Cron. 30:4
- e stabilirono di proclamare un bando per tutto Israele, da Beer-Sceba fino a Dan, perché la gente venisse a Gerusalemme a celebrar la Pasqua in onore dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele; poiché per l'addietro essa non era stata celebrata in modo generale, secondo ch'è prescritto. 2 Cron. 30:5
- Ora non indurate le vostre cervici, come i padri vostri; date la mano all'Eterno, venite al suo santuario ch'egli ha santificato in perpetuo, e servite l'Eterno, il vostro Dio, onde l'ardente ira sua si ritiri da voi. 2 Cron. 30:8
- Poiché, se tornate all'Eterno, i vostri fratelli e i vostri figliuoli troveranno pietà in quelli che li hanno menati schiavi, e ritorneranno in questo paese; giacché l'Eterno, il vostro Dio, è clemente e misericordioso, e non volgerà la faccia lungi da voi, se a lui tornate'. 2 Cron. 30:9
- Quei corrieri dunque passarono di città in città nel paese di Efraim e di Manasse, e fino a Zabulon; ma la gente si facea beffe di loro e li scherniva. 2 Cron. 30:10
- Anche in Giuda la mano di Dio operò in guisa da dar loro un medesimo cuore per mettere ad effetto l'ordine del re e dei capi, secondo la parola dell'Eterno. 2 Cron. 30:12
- Un gran popolo si riunì a Gerusalemme per celebrare la festa degli azzimi, il secondo mese: fu una raunanza immensa. 2 Cron. 30:13
- Poiché una gran parte del popolo, molti d'Efraim, di Manasse, d'Issacar e di Zabulon non s'erano purificati, e mangiarono la Pasqua, senza conformarsi a quello ch'è scritto. Ma Ezechia pregò per loro, dicendo: 2 Cron. 30:18
- `L'Eterno, che è buono, perdoni a chiunque ha disposto il proprio cuore alla ricerca di Dio, dell'Eterno, ch'è l'Iddio de' suoi padri, anche senz'avere la purificazione richiesta dal santuario'. 2 Cron. 30:19
- Così i figliuoli d'Israele che si trovarono a Gerusalemme, celebrarono la festa degli azzimi per sette giorni con grande allegrezza; e ogni giorno i Leviti e i sacerdoti celebravano l'Eterno con gli strumenti consacrati ad accompagnar le sue lodi. 2 Cron. 30:21
- E tutta la raunanza deliberò di celebrare la festa per altri sette giorni; e la celebrarono con allegrezza durante questi sette giorni; 2 Cron. 30:23
- Tutta la raunanza di Giuda, i sacerdoti, i Leviti, tutta la raunanza di quelli venuti da Israele e gli stranieri giunti dal paese d'Israele o stabiliti in Giuda, furono in festa. 2 Cron. 30:25
- Poi i sacerdoti Leviti si levarono e benedissero il popolo, e la loro voce fu udita, e la loro preghiera giunse fino al cielo, fino alla santa dimora dell'Eterno. 2 Cron. 30:27
- Ezechia ristabilì le classi de' sacerdoti e de' Leviti nelle loro funzioni, ognuno secondo il genere del suo servizio, sacerdoti e Leviti, per gli olocausti e i sacrifizi di azioni di grazie, per il servizio, per la lode e per il canto, entro le porte del campo dell'Eterno. 2 Cron. 31:2
- Stabilì pure la parte che il re preleverebbe dai suoi beni per gli olocausti, per gli olocausti del mattino e della sera, per gli olocausti dei sabati, dei novilunî e delle feste, come sta scritto nella legge dell'Eterno; 2 Cron. 31:3
- e ordinò al popolo, agli abitanti di Gerusalemme, di dare ai sacerdoti e ai Leviti la loro parte, affinché potessero darsi all'adempimento della legge dell'Eterno. 2 Cron. 31:4
- Non appena quest'ordine fu pubblicato, i figliuoli d'Israele dettero in gran quantità le primizie del grano, del vino, dell'olio, del miele, e di tutti i prodotti dei campi; e portarono la decima d'ogni cosa, in abbondanza. 2 Cron. 31:5
- I figliuoli d'Israele e di Giuda che abitavano nelle città di Giuda menarono anch'essi la decima dei buoi e delle pecore, e la decima delle cose sante che erano consacrate all'Eterno, al loro Dio, e delle quali si fecero tanti mucchi. 2 Cron. 31:6
- e il sommo sacerdote Azaria, della casa di Tsadok, gli rispose: `Da che s'è cominciato a portar le offerte nella casa dell'Eterno, noi abbiam mangiato, ci siamo saziati, e v'è rimasta roba in abbondanza, perché l'Eterno ha benedetto il suo popolo; ed ecco qui la gran quantità ch'è rimasta'. 2 Cron. 31:10
- E vi riposero fedelmente le offerte, la decima e le cose consacrate; Conania, il Levita, n'ebbe la sovrintendenza, e Scimei, suo fratello, veniva in secondo luogo. 2 Cron. 31:12
- Jehiel, Ahazia, Nahath, Asahel, Jerimoth, Jozabad, Eliel, Ismakia, Mahath e Benaia erano impiegati sotto la direzione di Conania e del suo fratello Scimei, per ordine del re Ezechia e d'Azaria, capo della casa di Dio. 2 Cron. 31:13
- (La registrazione dei sacerdoti si faceva secondo le loro case patriarcali, e quella dei Leviti dall'età di vent'anni in su, secondo le loro funzioni e secondo le loro classi). 2 Cron. 31:17
- Dovean fare le distribuzioni a quelli di tutta la raunanza ch'eran registrati con tutti i loro bambini, con le loro mogli, coi loro figliuoli e con le loro figliuole; poiché nel loro ufficio di fiducia amministravano i doni sacri. 2 Cron. 31:18
- In tutto quello che prese a fare per il servizio della casa di Dio, per la legge e per i comandamenti, cercando il suo Dio, mise tutto il cuore nell'opera sua, e prosperò. 2 Cron. 31:21
- Nondimeno Ezechia si umiliò dell'essersi inorgoglito in cuor suo: tanto egli, quanto gli abitanti di Gerusalemme; perciò l'ira dell'Eterno non venne sopra loro durante la vita d'Ezechia. 2 Cron. 32:26
- Ezechia fu quegli che turò la sorgente superiore delle acque di Ghihon, che condusse giù direttamente, dal lato occidentale della città di Davide. Ezechia riuscì felicemente in tutte le sue imprese. 2 Cron. 32:30
- e farò che Israele non muova più il piede dal paese ch'io ho assegnato ai vostri padri, purché essi abbian cura di mettere in pratica tutto quello che ho loro comandato, cioè tutta la legge, i precetti e le prescrizioni, dati per mezzo di Mosè'. 2 Cron. 33:8
- Il rimanente delle azioni di Manasse, la preghiera che rivolse al suo Dio, e le parole che i veggenti gli rivolsero nel nome dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele, son cose scritte nella storia dei re d'Israele. 2 Cron. 33:18
- E la sua preghiera, e come Dio s'arrese ad essa, tutti i suoi peccati e tutte le sue infedeltà, i luoghi dove costruì degli alti luoghi e pose degli idoli d'Astarte e delle immagini scolpite, prima che si fosse umiliato, sono cose scritte nel libro di Hozai. 2 Cron. 33:19
- L'anno diciottesimo del suo regno, dopo aver purificato il paese e la casa dell'Eterno, mandò Shafan, figliuolo di Atsalia, Maaseia, governatore della città, e Joah, figliuolo di Joachaz, l'archivista, per restaurare la casa dell'Eterno, del suo Dio. 2 Cron. 34:8
- Lo dettero ai legnaiuoli ed ai costruttori, per comprar delle pietre da tagliare, e del legname per l'armatura e la travatura delle case che i re di Giuda aveano distrutte. 2 Cron. 34:11
- E quegli uomini facevano il loro lavoro con fedeltà; e ad essi eran preposti Jahath e Obadia, Leviti di tra i figliuoli di Merari, e Zaccaria e Meshullam di tra i figliuoli di Kehath, per la direzione e tutti quelli tra i Leviti ch'erano abili a sonare strumenti musicali. 2 Cron. 34:12
- E Shafan portò il libro al re, e gli fece al tempo stesso la sua relazione, dicendo: `I tuoi servi hanno fatto tutto quello ch'è stato loro ordinato. 2 Cron. 34:16
- `Andate a consultare l'Eterno per me e per ciò che rimane d'Israele e di Giuda, riguardo alle parole di questo libro che s'è trovato; giacché grande è l'ira dell'Eterno che s'è riversata su noi, perché i nostri padri non hanno osservata la parola dell'Eterno, e non hanno messo in pratica tutto quello ch'è scritto in questo libro'. 2 Cron. 34:21
- Poiché essi m'hanno abbandonato ed hanno offerto profumi ad altri dèi per provocarmi ad ira con tutte le opere delle loro mani, la mia ira s'è riversata su questo luogo, e non si estinguerà. - 2 Cron. 34:25
- Ecco, io ti riunirò coi tuoi padri, e sarai raccolto in pace nel tuo sepolcro; e gli occhi tuoi non vedranno tutte le sciagure ch'io farò venire su questo luogo e sopra i suoi abitanti'. E quelli riferirono al re la risposta. 2 Cron. 34:28
- Giosia celebrò la Pasqua in onore dell'Eterno a Gerusalemme; e l'agnello pasquale fu immolato il quattordicesimo giorno del mese. 2 Cron. 35:1
- e statevene nel santuario secondo i rami delle case patriarcali dei vostri fratelli, figliuoli del popolo, e secondo la classificazione della casa paterna dei Leviti. 2 Cron. 35:5
- Immolate la Pasqua, santificatevi, e preparatela per i vostri fratelli, conformandovi alla parola dell'Eterno trasmessa per mezzo di Mosè'. 2 Cron. 35:6
- Giosia diede alla gente del popolo, a tutti quelli che si trovavan quivi, del bestiame minuto: agnelli e capretti, in numero di trentamila: tutti per la Pasqua; e tremila buoi; e questo proveniva dai beni particolari del re. 2 Cron. 35:7
- Poi fu immolata la Pasqua; i sacerdoti sparsero il sangue ricevuto dalle mani dei Leviti, e questi scorticarono le vittime. 2 Cron. 35:11
- Poi prepararono la Pasqua per sé stessi e per i sacerdoti, perché i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne, furono occupati fino alla notte a mettere sull'altare ciò che doveva esser arso, e i grassi; perciò i Leviti fecero i preparativi per se stessi e per i sacerdoti, figliuoli d'Aaronne. 2 Cron. 35:14
- I cantori, figliuoli d'Asaf, erano al loro posto, conformemente all'ordine di Davide, d'Asaf, di Heman e di Jeduthun, il veggente del re; e i portinai stavano a ciascuna porta; essi non ebbero bisogno d'allontanarsi dal loro servizio, perché i Leviti, loro fratelli, preparavan la Pasqua per loro. 2 Cron. 35:15
- Così, in quel giorno, tutto il servizio dell'Eterno fu preparato per far la Pasqua e per offrire olocausti sull'altare dell'Eterno, conformemente all'ordine del re Giosia. 2 Cron. 35:16
- I figliuoli d'Israele che si trovavan quivi, celebrarono allora la Pasqua e la festa degli azzimi per sette giorni. 2 Cron. 35:17
- Ma Neco gl'inviò dei messi per dirgli: `Che v'è egli fra me e te, o re di Giuda? Io non salgo oggi contro di te, ma contro una casa con la quale sono in guerra; e Dio m'ha comandato di far presto; bada dunque di non opporti a Dio, il quale è meco, affinch'egli non ti distrugga'. 2 Cron. 35:21
- E si ribellò pure a Nebucadnetsar, che l'avea fatto giurare nel nome di Dio; e indurò la sua cervice ed il suo cuore rifiutando di convertirsi all'Eterno, all'Iddio d'Israele. 2 Cron. 36:13
- Tutti i capi dei sacerdoti e il popolo moltiplicarono anch'essi le loro infedeltà, seguendo tutte le abominazioni delle genti; e contaminarono la casa dell'Eterno, ch'egli avea santificata a Gerusalemme. 2 Cron. 36:14
- E l'Eterno, l'Iddio de' loro padri, mandò loro a più riprese degli ammonimenti, per mezzo dei suoi messaggeri poiché voleva risparmiare il suo popolo e la sua propria dimora: 2 Cron. 36:15
- I Caldei incendiarono la casa di Dio, demolirono le mura di Gerusalemme, dettero alle fiamme tutti i suoi palazzi, e ne distrussero tutti gli oggetti preziosi. 2 Cron. 36:19
- (affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia), fino a che il paese avesse goduto de' suoi sabati; difatti esso dovette riposare per tutto il tempo della sua desolazione, finché furon compiuti i settant'anni. 2 Cron. 36:21
- Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia, l'Eterno destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale, a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno quest'editto: 2 Cron. 36:22
- Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia, l'Eterno destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale, a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno quest'editto: Esdra 1:1
- Chiunque tra voi è del suo popolo, sia il suo Dio con lui, e salga a Gerusalemme, ch'è in Giuda, ed edifichi la casa dell'Eterno, dell'Iddio d'Israele, dell'Iddio ch'è a Gerusalemme. Esdra 1:3
- Tutti quelli che rimangono ancora del popolo dell'Eterno, in qualunque luogo dimorino, la gente del luogo li assista con argento, con oro, con doni in natura, bestiame, aggiungendovi offerte volontarie per la casa dell'Iddio ch'è a Gerusalemme'. Esdra 1:4
- Allora i capi famiglia di Giuda e di Beniamino, i sacerdoti e i Leviti, tutti quelli ai quali Iddio avea destato lo spirito, si levarono per andare a ricostruire la casa dell'Eterno ch'è a Gerusalemme. Esdra 1:5
- Ed ecco quelli che tornarono da Tel-Melah, da Tel-Harsha, da Kerub-Addan, da Immer, e che non poterono indicare la loro casa patriarcale e la loro discendenza per provare ch'erano d'Israele: Esdra 2:59
- La raunanza, tutt'assieme, noverava quarantaduemila trecentosessanta persone, Esdra 2:64
- Alcuni dei capi famiglia, come furon giunti alla casa dell'Eterno ch'è a Gerusalemme, offriron dei doni volontari per la casa di Dio, per rimetterla in piè sul luogo di prima. Esdra 2:68
- I sacerdoti, i Leviti, la gente del popolo, i cantori, i portinai, i Nethinei, si stabiliron nelle loro città; e tutti gl'Israeliti, nelle città rispettive. Esdra 2:70
- E celebrarono la festa delle Capanne, nel modo ch'è scritto, e offersero giorno per giorno olocausti, secondo il numero prescritto per ciascun giorno; Esdra 3:4
- E diedero del danaro agli scalpellini ed ai legnaiuoli, e de' viveri e delle bevande e dell'olio ai Sidonî e ai Tirî perché portassero per mare sino a Jafo del legname di cedro del Libano, secondo la concessione che Ciro, re di Persia, avea loro fatta. Esdra 3:7
- Ed essi cantavano rispondendosi a vicenda, celebrando e lodando l'Eterno, "perch'egli è buono, perché la sua benignità verso Israele dura in perpetuo". E tutto il popolo mandava alti gridi di gioia, lodando l'Eterno, perché s'eran gettate le fondamenta della casa dell'Eterno. Esdra 3:11
- E molti sacerdoti, Leviti e capi famiglia anziani che avean veduta la prima casa, piangevano ad alta voce mentre si gettavano le fondamenta della nuova casa. Molti altri invece alzavan le loro voci, gridando per allegrezza; Esdra 3:12
- Ma Zorobabel, Jeshua, e gli altri capi famiglia d'Israele risposero loro: `Non spetta a voi ed a noi insieme di edificare una casa al nostro Dio; noi soli la edificheremo all'Eterno, all'Iddio d'Israele, come Ciro, re di Persia, ce l'ha comandato'. Esdra 4:3
- Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda, a molestarlo per impedirgli di fabbricare, Esdra 4:4
- e a comprare de' consiglieri per frustrare il suo divisamento; e questo durò per tutta la vita di Ciro, re di Persia, e fino al regno di Dario, re di Persia. Esdra 4:5
- Poi, al tempo d'Artaserse, Bishlam, Mithredath, Tabeel e gli altri loro colleghi scrissero ad Artaserse, re di Persia. La lettera era scritta in caratteri aramaici e tradotta in aramaico. Esdra 4:7
- - La data. `Rehum il governatore, Scimshai il segretario, e gli altri loro colleghi di Din, d'Afarsathac, di Tarpel, d'Afaras, d'Erec, di Babilonia, di Shushan, di Deha, d'Elam, Esdra 4:9
- Ecco la copia della lettera che inviarono al re Artaserse: `I tuoi servi, la gente d'oltre il fiume, ecc. Esdra 4:11
- Sappia il re che i Giudei che son partiti da te e giunti fra noi a Gerusalemme, riedificano la città ribelle e malvagia, ne rialzano le mura e ne restaurano le fondamenta. Esdra 4:12
- Si facciano delle ricerche nel libro delle memorie de' tuoi padri; e nel libro delle memorie troverai e apprenderai che questa città è una città ribelle, perniciosa a re ed a province, e che fin da tempi antichi vi si son fatte delle sedizioni; per queste ragioni, la città è stata distrutta. Esdra 4:15
- La lettera che ci avete mandata, è stata esattamente letta in mia presenza; Esdra 4:18
- Non appena la copia della lettera del re Artaserse fu letta in presenza di Rehum, di Scimshai il segretario, e dei loro colleghi, essi andarono in fretta a Gerusalemme dai Giudei, e li obbligarono, a mano armata, a sospendere i lavori. Esdra 4:23
- Allora Zorobabel, figliuolo di Scealtiel, e Jeshua, figliuolo di Jotsadak, si levarono e ricominciarono a edificare la casa di Dio a Gerusalemme; e con essi erano i profeti di Dio, che li secondavano. Esdra 5:2
- Ma sugli anziani dei Giudei vegliava l'occhio del loro Dio e quelli non li fecero cessare i lavori, finché la cosa non fosse stata sottoposta a Dario, e da lui fosse giunta una risposta in proposito. Esdra 5:5
- E questa è la risposta che ci hanno data: - Noi siamo i servi dell'Iddio del cielo e della terra, e riedifichiamo la casa ch'era stata edificata già molti anni fa: un gran re d'Israele l'aveva edificata e compiuta. Esdra 5:11
- Prendi questi utensili, va' a riporli nel tempio di Gerusalemme, e la casa di Dio sia riedificata dov'era. Esdra 5:15
- Or dunque, se così piaccia al re, si faccian delle ricerche nella casa dei tesori del re a Babilonia, per accertare se vi sia stato un ordine dato dal re Ciro per la costruzione di questa casa a Gerusalemme; e ci trasmetta il re il suo beneplacito a questo riguardo'. - Esdra 5:17
- `Memoria. - Il primo anno del re Ciro, il re Ciro ha pubblicato quest'editto, concernente la casa di Dio a Gerusalemme: La casa sia riedificata per essere un luogo dove si offrono dei sacrifizi; e le fondamenta che se ne getteranno, siano solide. Abbia sessanta cubiti d'altezza, sessanta cubiti di larghezza, Esdra 6:3
- tre ordini di blocchi di pietra e un ordine di travatura nuova; e la spesa sia pagata dalla casa reale. Esdra 6:4
- affinché offrano sacrifizi di odor soave all'Iddio del cielo, e preghino per la vita del re e de' suoi figliuoli. Esdra 6:10
- E questo è pure l'ordine ch'io do: Se qualcuno contravverrà a questo decreto, si tragga dalla casa di lui una trave, la si rizzi, vi sia egli inchiodato sopra, e la sua casa, per questo motivo, diventi un letamaio. Esdra 6:11
- L'Iddio che ha fatto di quel luogo la dimora del suo nome, distrugga ogni re ed ogni popolo che stendesse la mano per trasgredire la mia parola, per distruggere la casa di Dio ch'è in Gerusalemme! Io, Dario, ho emanato questo decreto, sia eseguito con ogni prontezza'. Esdra 6:12
- E gli anziani de' Giudei tirarono innanzi e fecero progredire la fabbrica, aiutati dalle parole ispirate del profeta Aggeo, e di Zaccaria figliuolo d'Iddo. E finirono i loro lavori di costruzione secondo il comandamento dell'Iddio d'Israele, e secondo gli ordini di Ciro, di Dario e d'Artaserse, re di Persia. Esdra 6:14
- E la casa fu finita il terzo giorno del mese d'Adar, il sesto anno del regno di Dario. Esdra 6:15
- I figliuoli d'Israele, i sacerdoti, i Leviti e gli altri reduci dalla cattività celebrarono con gioia la dedicazione di questa casa di Dio. Esdra 6:16
- E per la dedicazione di questa casa di Dio offrirono cento giovenchi, duecento montoni, quattrocento agnelli; e come sacrifizio per il peccato per tutto Israele, dodici capri, secondo il numero delle tribù d'Israele. Esdra 6:17
- Poi, i reduci dalla cattività celebrarono la Pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese, Esdra 6:19
- poiché i sacerdoti e i Leviti s'erano purificati come se non fossero stati che un sol uomo; tutti erano puri; e immolarono la Pasqua per tutti i reduci dalla cattività, per i sacerdoti loro fratelli, e per loro stessi. Esdra 6:20
- Così i figliuoli d'Israele ch'eran tornati dalla cattività e tutti quelli che s'eran separati dall'impurità della gente del paese e che s'unirono a loro per cercare l'Eterno, l'Iddio d'Israele, mangiarono la Pasqua. Esdra 6:21
- E celebrarono con gioia la festa degli azzimi per sette giorni, perché l'Eterno li avea rallegrati, e avea piegato in lor favore il cuore del re d'Assiria in modo da fortificare le loro mani nell'opera della casa di Dio, dell'Iddio d'Israele. Esdra 6:22
- Quest'Esdra veniva da Babilonia; era uno scriba versato nella legge di Mosè data dall'Eterno, dall'Iddio d'Israele; e siccome la mano dell'Eterno, del suo Dio, era su lui, il re gli concedette tutto quello che domandò. Esdra 7:6
- Infatti, avea fissata la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese, e arrivò a Gerusalemme il primo giorno del quinto mese, assistito dalla benefica mano del suo Dio. Esdra 7:9
- Or ecco la copia della lettera data dal re Artaserse a Esdra, sacerdote e scriba, scriba versato nei comandamenti e nelle leggi dati dall'Eterno ad Israele: Esdra 7:11
- giacché tu sei mandato da parte del re e dai suoi sette consiglieri per informarti in Giuda e in Gerusalemme come vi sia osservata la legge del tuo Dio, la quale tu hai nelle mani, Esdra 7:14
- e per portare l'argento e l'oro che il re ed i suoi consiglieri hanno volenterosamente offerto all'Iddio d'Israele, la cui dimora è a Gerusalemme, Esdra 7:15
- e tutto l'argento e l'oro che troverai in tutta la provincia di Babilonia, e i doni volontari fatti dal popolo e dai sacerdoti per la casa del loro Dio a Gerusalemme. Esdra 7:16
- E qualunque altra spesa ti occorrerà di fare per la casa del tuo Dio, ne trarrai l'ammontare dal tesoro della casa reale. Esdra 7:20
- Tutto quello ch'è comandato dall'Iddio del cielo sia puntualmente fatto per la casa dell'Iddio del cielo. Perché l'ira di Dio dovrebbe ella venire sopra il regno, sopra il re e i suoi figliuoli? Esdra 7:23
- E tu, Esdra, secondo la sapienza di cui il tuo Dio ti ha dotato, stabilisci de' magistrati e de' giudici che amministrino la giustizia a tutto il popolo d'oltre il fiume, a tutti quelli che conoscono le leggi del tuo Dio; e fatele voi conoscere a chi non le conosce. Esdra 7:25
- E di chiunque non osserverà la legge del tuo Dio e la legge del re farete pronta giustizia, punendolo con la morte o col bando o con multa pecuniaria o col carcere'. Esdra 7:26
- Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio de' nostri padri, che ha così disposto il cuore del re ad onorare la casa dell'Eterno, a Gerusalemme, Esdra 7:27
- e che m'ha conciliato la benevolenza del re, de' suoi consiglieri e di tutti i suoi potenti capi! Ed io, fortificato dalla mano dell'Eterno, del mio Dio, ch'era su me, radunai i capi d'Israele perché partissero meco. Esdra 7:28
- Questi sono i capi delle case patriarcali e la lista genealogica di quelli che tornaron meco da Babilonia, sotto il regno di Artaserse. Esdra 8:1
- Io li radunai presso al fiume che scorre verso Ahava, e quivi stemmo accampati tre giorni; e, avendo fatta la rassegna del popolo e dei sacerdoti, non trovai tra loro alcun figliuolo di Levi. Esdra 8:15
- E siccome la benefica mano del nostro Dio era su noi, ci menarono Scerebia, uomo intelligente, dei figliuoli di Mahli, figliuolo di Levi, figliuolo d'Israel, e con lui i suoi figliuoli e i suoi fratelli; in numero di diciotto; Esdra 8:18
- perché, io mi vergognavo di chiedere al re una scorta armata e de' cavalieri per difenderci per istrada dal nemico, giacché avevamo detto al re: `La mano del nostro Dio assiste tutti quelli che lo cercano; ma la sua potenza e la sua ira sono contro tutti quelli che l'abbandonano'. Esdra 8:22
- e pesai loro l'argento, l'oro, gli utensili, ch'eran l'offerta fatta per la casa del nostro Dio dal re, dai suoi consiglieri, dai suoi capi, e da tutti quei d'Israele che si trovan colà. Esdra 8:25
- E noi ci partimmo dal fiume d'Ahava il dodicesimo giorno del primo mese per andare a Gerusalemme; e la mano di Dio fu su noi, e ci liberò dalla mano del nemico e da ogni insidia, durante il viaggio. Esdra 8:31
- E presentarono i decreti del re ai satrapi del re e ai governatori d'oltre il fiume, i quali favoreggiarono il popolo e la casa di Dio. Esdra 8:36
- Poiché hanno preso delle loro figliuole per sé e per i propri figliuoli, e hanno mescolata la stirpe santa coi popoli di questi paesi; e i capi e i magistrati sono stati i primi a commettere questa infedeltà'. Esdra 9:2
- `O mio Dio, io son confuso; e mi vergogno, o mio Dio, d'alzare a te la mia faccia; poiché le nostre iniquità si son moltiplicate fino al disopra del nostro capo, e la nostra colpa è sì grande che arriva al cielo. Esdra 9:6
- Poiché noi siamo schiavi; ma il nostro Dio non ci ha abbandonati nel nostro servaggio; chè anzi ha fatto sì che trovassimo benevolenza presso i re di Persia, i quali ci hanno dato tanto respiro da poter rimettere in piè la casa dell'Iddio nostro e restaurarne le rovine, e ci hanno concesso un ricovero in Giuda ed in Gerusalemme. Esdra 9:9
- Or dunque non date le vostre figliuole ai loro figliuoli, e non prendete le loro figliuole per i vostri figliuoli, e non cercate mai la loro prosperità né il loro benessere, e così diventerete forti, mangerete i migliori prodotti del paese, e lo lascerete in retaggio perpetuo ai vostri figliuoli. Esdra 9:12
- O Eterno, Dio d'Israele, tu sei giusto, e perciò noi siamo oggi ridotti ad un residuo di scampati. Ed eccoci dinanzi a te a riconoscere la nostra colpa; poiché per cagion d'essa, noi non potremmo sussistere nel tuo cospetto!' Esdra 9:15
- Facciamo un patto col nostro Dio impegnandoci a rimandare tutte queste donne e i figliuoli nati da esse, come consigliano il mio signore e quelli che tremano dinanzi ai comandamenti del nostro Dio. E facciasi quel che vuole la legge. Esdra 10:3
- Poi Esdra si levò d'innanzi alla casa di Dio, e andò nella camera di Johanan, figliuolo di Eliascib: e come vi fu entrato, non mangiò pane né bevve acqua, perché facea cordoglio per la infedeltà di quelli ch'erano stati in esilio. Esdra 10:6
- E il sacerdote Esdra si levò e disse loro: `Voi avete commesso una infedeltà, sposando donne straniere, e avete accresciuta la colpa d'Israele. Esdra 10:10
- Allora tutta la raunanza rispose e disse ad alta voce: `Sì, dobbiam fare come tu hai detto! Esdra 10:12
- Rimangano dunque qui i capi di tutta la raunanza; e tutti quelli che nelle nostre città hanno sposato donne straniere vengano a tempi determinati, con gli anziani e i giudici d'ogni città, finché non sia rimossa da noi l'ardente ira del nostro Dio, per questa infedeltà'. Esdra 10:14
- i quali promisero, dando la mano, di mandar via le loro mogli, e offrirono un montone come sacrifizio per la loro colpa. Esdra 10:19
- E dissi: `O Eterno, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e la misericordia con quei che t'amano e osservano i tuoi comandamenti, Neh. 1:5
- siano le tue orecchie attente, i tuoi occhi aperti, ed ascolta la preghiera del tuo servo, la quale io fo adesso dinanzi a te, giorno e notte, per i figliuoli d'Israele, tuoi servi, confessando i peccati de' figliuoli d'Israele: peccati, che noi abbiam commessi contro di te; sì, che io e la casa di mio padre abbiamo commessi! Neh. 1:6
- ma se tornerete a me e osserverete i miei comandamenti e li metterete in pratica, quand'anche i vostri dispersi fossero agli estremi confini del mondo, io di là li raccoglierò; e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farne la dimora del mio nome. - Neh. 1:9
- Or questi sono tuoi servi, tuo popolo; tu li hai redenti con la tua gran potenza e con la tua forte mano. Neh. 1:10
- e dissi al re: `Viva il re in eterno! Come potrebbe il mio aspetto non esser triste quando la città dove sono i sepolcri de' miei padri è distrutta e le sue porte son consumate dal fuoco?' Neh. 2:3
- poi risposi al re: `Se così piace al re e il tuo servo ha incontrato favore agli occhi tuoi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri de' miei padri, perché io la riedifichi'. Neh. 2:5
- E il re, che avea la regina seduta allato, mi disse: `Quanto durerà il tuo viaggio? e quando ritornerai?' La cosa piacque al re, ei mi lasciò andare, e io gli fissai un termine di tempo. Neh. 2:6
- e una lettera per Asaf, guardiano del parco del re, affinché mi dia del legname per costruire le porte del castello annesso alla casa dell'Eterno, per le mura della città, e per la casa che abiterò io'. E il re mi diede le lettere, perché la benefica mano del mio Dio era su me. Neh. 2:8
- Ed uscii di notte per la porta della Valle, e mi diressi verso la sorgente del Dragone e la porta del Letame, considerando le mura di Gerusalemme, com'erano rotte e come le sue porte erano consumate dal fuoco. Neh. 2:13
- Passai presso la porta della Sorgente e il serbatoio del Re, ma non v'era posto per cui il giumento ch'io cavalcavo potesse passare. Neh. 2:14
- Allora risalii di notte la valle, sempre considerando le mura; poi, rientrato per la porta della Valle, me ne tornai a casa. Neh. 2:15
- Allora io dissi loro: `Voi vedete la misera condizione nella quale ci troviamo; Gerusalemme è distrutta, e le sue porte son consumate dal fuoco! Venite, riedifichiamo le mura di Gerusalemme, e non sarem più nell'obbrobrio!' Neh. 2:17
- E narrai loro come la benefica mano del mio Dio era stata su me, senza omettere le parole che il re m'avea dette. E quelli dissero: `Leviamoci, e mettiamoci a costruire!' E si fecero animo per metter mano alla buona impresa. Neh. 2:18
- Ma quando Samballat, lo Horonita, e Tobia, il servo Ammonita, e Ghescem, l'Arabo, seppero la cosa, si fecero beffe di noi, e ci sprezzarono dicendo: `Che cosa state facendo? Vi volete forse ribellare contro al re?' Neh. 2:19
- Eliascib, sommo sacerdote, si levò coi suoi fratelli sacerdoti e costruirono la porta delle Pecore; la consacrarono e vi misero le sue imposte; continuarono a costruire fino alla torre di Mea, che consacrarono, e fino alla Torre di Hananeel. Neh. 3:1
- I figliuoli di Senaa costruirono la porta de' Pesci, ne fecero l'intelaiatura, e vi posero le imposte, le serrature e le sbarre. Neh. 3:3
- Joiada, figliuolo di Paseah, e Meshullam, figliuolo di Besodeia, restaurarono la porta Vecchia; ne fecero l'intelaiatura, e vi posero le imposte, le serrature e le sbarre. Neh. 3:6
- Malkia, figliuolo di Harim, e Hasshub, figliuolo di Pahath-Moab, restaurarono un'altra parte delle mura e la torre de' Forni. Neh. 3:11
- Hanun e gli abitanti di Zanoah restaurarono la porta della Valle; la costruirono, vi posero le imposte, le serrature e le sbarre. Fecero inoltre mille cubiti di muro fino alla porta del Letame. Neh. 3:13
- Malkia, figliuolo di Recab, capo del distretto di Beth-Hakkerem restaurò la porta del Letame; la costruì, vi pose le imposte, le serrature, le sbarre. Neh. 3:14
- Shallum, figliuolo di Col-Hozeh, capo del distretto di Mitspa, restaurò la porta della Sorgente; la costruì, la coperse, vi pose le imposte, le serrature e le sbarre. Fece inoltre il muro del serbatoio di Scelah, presso il giardino del re, fino alla scalinata per cui si scende dalla città di Davide. Neh. 3:15
- Dopo di loro Beniamino e Hashub lavorarono dirimpetto alla loro casa. Dopo di loro Azaria, figliuolo di Maaseia, figliuolo di Anania, lavorò presso la sua casa. Neh. 3:23
- E gli orefici e i mercanti lavorarono alle riparazioni fra la salita dell'angolo e la porta delle Pecore. Neh. 3:32
- E non coprire la loro iniquità, e non sia cancellato dal tuo cospetto il loro peccato; poiché t'hanno provocato ad ira in presenza dei costruttori. Neh. 4:5
- Ma quando Samballat, Tobia, gli Arabi, gli Ammoniti e gli Asdodei ebbero udito che la riparazione delle mura di Gerusalemme progrediva, e che le brecce cominciavano a chiudersi, n'ebbero grandissimo sdegno, Neh. 4:7
- E siccome i Giudei che dimoravano vicino a loro vennero dieci volte a riferirci la cosa da tutti i luoghi di loro provenienza, Neh. 4:12
- Da quel giorno, la metà de' miei servi lavorava, e l'altra metà stava armata di lance, di scudi, d'archi, di corazze; e i capi eran dietro a tutta la casa di Giuda. Neh. 4:16
- Quelli che costruivan le mura e quelli che portavano o caricavano i pesi, con una mano lavoravano, e con l'altra tenevano la loro arma; Neh. 4:17
- e tutti i costruttori, lavorando, portavan ciascuno la spada cinta ai fianchi. Il trombettiere stava accanto a me. Neh. 4:18
- Così continuavamo i lavori, mentre la metà della mia gente teneva impugnata la lancia, dallo spuntar dell'alba all'apparir delle stelle. Neh. 4:21
- In quel medesimo tempo, io dissi al popolo: `Ciascuno di voi resti la notte dentro Gerusalemme coi suoi servi, per far con noi la guardia durante la notte e riprendere il lavoro di giorno'. Neh. 4:22
- Altri dicevano: `Impegnamo i nostri campi, le nostre vigne e le nostre case per assicurarci del grano durante la carestia!' Neh. 5:3
- Ora la nostra carne è come la carne de' nostri fratelli, i nostri figliuoli son come i loro figliuoli; ed ecco che dobbiam sottoporre i nostri figliuoli e le nostre figliuole alla schiavitù, e alcune delle nostre figliuole son già ridotte schiave; e noi non possiamo farci nulla, giacché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d'altri'. Neh. 5:5
- e dissi loro: `Noi, secondo la nostra possibilità, abbiamo riscattato i nostri fratelli Giudei che s'eran venduti ai pagani; e voi stessi vendereste i vostri fratelli, ed essi si venderebbero a noi!' Allora quelli si tacquero, e non seppero che rispondere. Neh. 5:8
- Rendete loro oggi i loro campi, le loro vigne, i loro uliveti e le loro case, e la centesima del danaro, del grano, del vino e dell'olio, che avete esatto da loro come interesse'. Neh. 5:11
- Quelli risposero: `Restituiremo tutto, e non domanderemo più nulla da loro; faremo come tu dici'. Allora chiamai i sacerdoti, e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuta la promessa. Neh. 5:12
- Io scossi inoltre il mio mantello, e dissi: `Così scuota Iddio dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa, e così sia egli scosso e resti senza nulla!' E tutta la raunanza disse: `Amen!' E celebrarono l'Eterno. E il popolo mantenne la promessa. Neh. 5:13
- Anzi ho messo mano ai lavori di riparazione di queste mura, e non abbiamo comprato verun campo, e tutta la mia gente s'è raccolta là a lavorare. Neh. 5:16
- E quel che mi si preparava per ogni giorno era un bue, sei capri scelti di bestiame minuto, e dell'uccellame; e ogni dieci giorni si preparava ogni sorta di vini in abbondanza; e, nondimeno, io non ho mai chiesta la provvisione assegnata al governatore, perché il popolo era già gravato abbastanza a motivo de' lavori. Neh. 5:18
- Essi mandarono quattro volte a dirmi la stessa cosa, e io risposi loro nello stesso modo. Neh. 6:4
- Allora Samballat mi mandò a dire la stessa cosa la quinta volta per mezzo del suo servo che aveva in mano una lettera aperta, Neh. 6:5
- e avresti perfino stabiliti de' profeti per far la tua proclamazione a Gerusalemme, dicendo: - V'è un re in Giuda! - Or questi discorsi saranno riferiti al re. Vieni dunque, e consultiamoci assieme'. Neh. 6:7
- giacché molti in Giuda gli eran legati per giuramento perch'egli era genero di Scecania figliuolo di Arah, e Johanan, suo figliuolo, avea sposata la figliuola di Meshullam, figliuolo di Berekia. Neh. 6:18
- E dissi loro: `Le porte di Gerusalemme non s'aprano finché il sole scotti; e mentre le guardie saranno ancora al loro posto, si chiudano e si sbarrino le porte; e si stabiliscano per far la guardia, gli abitanti di Gerusalemme, ciascuno al suo turno e ciascuno davanti alla propria casa'. Neh. 7:3
- Or la città era spaziosa e grande; ma dentro v'era poca gente, e non vi s'eran fabbricate case. Neh. 7:4
- E il mio Dio mi mise in cuore di radunare i notabili, i magistrati e il popolo, per farne il censimento. E trovai il registro genealogico di quelli ch'eran tornati dall'esilio la prima volta, e vi trovai scritto quanto segue: Neh. 7:5
- Ed ecco quelli che tornarono da Tel-Melah, da Tel-Harsha, da Kerub-Addon e da Immer, e che non avean potuto stabilire la loro genealogia patriarcale per dimostrare ch'erano Israeliti: Neh. 7:61
- La raunanza, tutt'assieme, noverava quarantaduemila trecentosessanta persone, Neh. 7:66
- I sacerdoti, i Leviti, i portinai, i cantori, la gente del popolo, i Nethinei e tutti gl'Israeliti si stabilirono nelle loro città. Neh. 7:73
- E il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti alla raunanza, composta d'uomini, di donne e di tutti quelli ch'eran capaci d'intendere. Neh. 8:2
- Esdra benedisse l'Eterno, l'Iddio grande, e tutto il popolo rispose: `Amen, amen', alzando le mani; e s'inchinarono, e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi all'Eterno. Neh. 8:6
- Jeshua, Bani, Scerebia, Jamin, Akkub, Shabbethai, Hodia, Maaseia, Kelita, Azaria, Jozabad, Hanan, Pelaia e gli altri Leviti spiegavano la legge al popolo, e il popolo stava in piedi al suo posto. Neh. 8:7
- Poi Nehemia disse loro: `Andate, mangiate vivande grasse e bevete vini dolci, e mandate delle porzioni a quelli che nulla hanno di preparato per loro; perché questo giorno è consacrato al Signor nostro; non v'attristate; perché il gaudio dell'Eterno è la vostra forza'. Neh. 8:10
- E trovarono scritto nella legge che l'Eterno avea data per mezzo di Mosè, che i figliuoli d'Israele doveano dimorare in capanne durante la festa del settimo mese, Neh. 8:14
- Allora il popolo andò fuori, portò i rami, e si fecero ciascuno la sua capanna sul tetto della propria casa, nei loro cortili, nei cortili della casa di Dio, sulla piazza della porta delle Acque, e sulla piazza della porta d'Efraim. Neh. 8:16
- Così tutta la raunanza di quelli ch'eran tornati dalla cattività si fece delle capanne, e dimorò nelle capanne. Dal tempo di Giosuè, figliuolo di Nun, fino a quel giorno, i figliuoli d'Israele non avean più fatto nulla di simile. E vi fu grandissima allegrezza. Neh. 8:17
- Ed Esdra fece la lettura del libro della legge di Dio ogni giorno, dal primo all'ultimo; la festa si celebrò durante sette giorni, e l'ottavo vi fu solenne raunanza, com'è ordinato. Neh. 8:18
- S'alzarono in pie' nel posto dove si trovavano, e fu fatta la lettura del libro della legge dell'Eterno, del loro Dio, per un quarto del giorno; e per un altro quarto essi fecero la confessione de' peccati, e si prostrarono davanti all'Eterno, al loro Dio. Neh. 9:3
- Tu, tu solo sei l'Eterno! tu hai fatto i cieli, i cieli de' cieli e tutto il loro esercito, la terra e tutto ciò che sta sovr'essa, i mari e tutto ciò ch'è in essi, e tu fai vivere tutte queste cose, e l'esercito de' cieli t'adora. Neh. 9:6
- tu trovasti il cuor suo fedele davanti a te, e fermasti con lui un patto, promettendogli di dare alla sua progenie il paese de' Cananei, degli Hittei, degli Amorei, de' Ferezei, de' Gebusei e de' Ghirgasei; tu hai mantenuta la tua parola, perché sei giusto. Neh. 9:8
- E li conducesti di giorno con una colonna di nuvola, e di notte con una colonna di fuoco per rischiarar loro la via per la quale dovean camminare. Neh. 9:12
- tu nella tua immensa misericordia, non li abbandonasti nel deserto: la colonna di nuvola che stava su loro non cessò di guidarli durante il giorno per il loro cammino, e la colonna di fuoco non cessò di rischiarar loro la via per la quale doveano camminare. Neh. 9:19
- E desti loro il tuo buono spirito per istruirli, e non rifiutasti la tua manna alle loro bocche, e desti loro dell'acqua quand'erano assetati. Neh. 9:20
- Ed essi s'impadronirono di città fortificate e d'una terra fertile, e possedettero case piene d'ogni bene, cisterne bell'e scavate, vigne, uliveti, alberi fruttiferi in abbondanza, e mangiarono e si saziarono e ingrassarono e vissero in delizie, per la tua gran bontà. Neh. 9:25
- Ma essi furon disubbidienti, si ribellarono contro di te, si gettaron la tua legge dietro le spalle, uccisero i tuoi profeti che li scongiuravano di tornare a te, e t'oltraggiarono gravemente. Neh. 9:26
- Tu li scongiuravi per farli tornare alla tua legge; ma essi s'inorgoglivano e non ubbidivano ai tuoi comandamenti, peccavano contro le tue prescrizioni che fanno vivere chi le mette in pratica; la loro spalla rifiutava il giogo, essi induravano le loro cervici e non voleano ubbidire. Neh. 9:29
- Ora dunque, o Dio nostro, Dio grande, potente e tremendo, che mantieni il patto e la misericordia, non paian poca cosa agli occhi tuoi tutte queste afflizioni che son piombate addosso a noi, ai nostri re, ai nostri capi, ai nostri sacerdoti, ai nostri profeti, ai nostri padri, a tutto il tuo popolo, dal tempo dei re d'Assiria al dì d'oggi. Neh. 9:32
- I nostri re, i nostri capi, i nostri sacerdoti, i nostri padri non hanno messa in pratica la tua legge e non hanno ubbidito né ai comandamenti né agli ammonimenti coi quali tu li scongiuravi. Neh. 9:34
- a non comprar nulla in giorno di sabato o in altro giorno sacro, dai popoli che portassero a vendere in giorno di sabato qualsivoglia sorta di merci o di derrate, a lasciare in riposo la terra ogni settimo anno, e a non esigere il pagamento di verun debito. Neh. 10:31
- E c'impegnammo pure di portare ai sacerdoti nelle camere della casa del nostro Dio, le primizie della nostra pasta, le nostre offerte prelevate, le primizie de' frutti di qualunque albero, del vino e dell'olio, di dare la decima delle rendite del nostro suolo ai Leviti, i quali debbon prendere essi stessi queste decime in tutti i luoghi da noi coltivati. Neh. 10:37
- E un sacerdote, figliuolo d'Aaronne, sarà coi Leviti quando preleveranno le decime; e i Leviti porteranno la decima della decima alla casa del nostro Dio nelle stanze che servono di magazzino, Neh. 10:38
- poiché in quelle stanze i figliuoli d'Israele e i figliuoli di Levi debbon portare l'offerta prelevata sul frumento, sul vino e sull'olio; quivi sono gli utensili del santuario, i sacerdoti che fanno il servizio, i portinai e i cantori. Noi c'impegnammo così a non abbandonare la casa del nostro Dio. Neh. 10:39
- I capi del popolo si stabilirono a Gerusalemme; il resto del popolo tirò a sorte per farne venire uno su dieci ad abitar Gerusalemme, la città santa; gli altri nove doveano rimanere nelle altre città. Neh. 11:1
- Mattania, Bakbukia, Obadia, Meshullam, Talmon, Akkub erano portinai, e facevan la guardia ai magazzini delle porte. Neh. 12:25
- Alla dedicazione delle mura di Gerusalemme si mandarono a cercare i Leviti di tutti i luoghi dov'erano, per farli venire a Gerusalemme affin di fare la dedicazione con gioia, con laudi e cantici e suon di cembali, saltèri e cetre. Neh. 12:27
- Poi io feci salire sulle mura i capi di Giuda, e formai due grandi cori coi relativi cortei. Il primo s'incamminò dal lato destro, sulle mura, verso la porta del Letame; Neh. 12:31
- e dietro questo coro camminavano Hoshaia, la metà dei capi di Giuda, Neh. 12:32
- Giunti che furono alla porta della Sorgente, montarono, dirimpetto a loro, la scalinata della città di Davide, là dove le mura salgono al disopra del livello della casa di Davide, e giunsero alla porta delle Acque, a oriente. Neh. 12:37
- I due cori si fermarono nella casa di Dio; e così feci io, con la metà de' magistrati ch'era meco, Neh. 12:40
- In quel giorno il popolo offrì numerosi sacrifizi, e si rallegrò perché Iddio gli avea concesso una gran gioia. Anche le donne e i fanciulli si rallegrarono; e la gioia di Gerusalemme si sentiva di lontano. Neh. 12:43
- perché non eran venuti incontro ai figliuoli d'Israele con del pane e dell'acqua, e perché aveano prezzolato a loro danno Balaam, per maledirli; ma il nostro Dio convertì la maledizione in benedizione. Neh. 13:2
- E quando il popolo ebbe udita la legge, separò da Israele ogni elemento straniero. Neh. 13:3
- avea messo a disposizione di quest'ultimo una camera grande là dove, prima d'allora, si riponevano le offerte, l'incenso, gli utensili, la decima del grano, del vino e dell'olio, tutto ciò che spettava per legge ai Leviti, ai cantori, ai portinai, e la parte che se ne prelevava per i sacerdoti. Neh. 13:5
- La cosa mi dispiacque fortemente, e feci gettare fuori dalla camera tutte le masserizie appartenenti a Tobia; Neh. 13:8
- E io censurai i magistrati, e dissi loro: `Perché la casa di Dio è ella stata abbandonata?' Poi radunai i Leviti e i cantori e li ristabilii nei loro uffici. Neh. 13:11
- e affidai la sorveglianza dei magazzini al sacerdote Scelemia, allo scriba Tsadok, e a Pedaia uno dei Leviti; ai quali aggiunsi Hanan, figliuolo di Zaccur, figliuolo di Mattania, perché erano reputati uomini fedeli. Il loro ufficio era di fare le repartizioni tra i loro fratelli. Neh. 13:13
- Ricòrdati per questo di me, o Dio mio, e non cancellare le opere pie che ho fatte per la casa del mio Dio e per il suo servizio! Neh. 13:14
- Così i mercanti e i venditori d'ogni sorta di cose una o due volte passarono la notte fuori di Gerusalemme. Neh. 13:20
- Allora io li rimproverai, e dissi loro: `Perché passate voi la notte davanti alle mura? Se lo rifate, vi farò arrestare'. Da quel momento non vennero più il sabato. Neh. 13:21
- Io ordinai anche ai Leviti che si purificassero e venissero a custodire le porte per santificare il giorno del sabato. Anche per questo ricòrdati di me, o mio Dio, e abbi pietà di me secondo la grandezza della tua misericordia! Neh. 13:22
- e la metà dei loro figliuoli parlava l'asdodeo, ma non sapeva parlare la lingua de' Giudei; conosceva soltanto la lingua di questo o quest'altro popolo. Neh. 13:24
- in quel tempo, dico, il re Assuero, che sedeva sul trono del suo regno a Susa, la residenza reale, Ester 1:2
- ed egli mostrò le ricchezze e la gloria del suo regno e il fasto magnifico della sua grandezza per molti giorni, per centottanta giorni. Ester 1:4
- Scorsi che furon questi giorni, il re fece un altro convito di sette giorni, nel cortile del giardino del palazzo reale, per tutto il popolo che si trovava a Susa, la residenza reale, dal più grande al più piccolo. Ester 1:5
- E l'ordine era dato di non forzare alcuno a bere, poiché il re avea prescritto a tutti i grandi della sua casa che lasciassero fare a ciascuno secondo la propria volontà. Ester 1:8
- La regina Vashti fece anch'ella un convito alle donne nella casa reale del re Assuero. Ester 1:9
- che conducessero davanti a lui la regina Vashti con la corona reale, per far vedere ai popoli ed ai grandi la sua bellezza; poich'essa era bella d'aspetto. Ester 1:11
- Ma la regina Vashti rifiutò di venire secondo l'ordine che il re le avea dato per mezzo degli eunuchi; e il re ne fu irritatissimo, e l'ira divampò dentro di lui. Ester 1:12
- Allora il re interrogò i savi che aveano la conoscenza de' tempi. - Poiché gli affari del re si trattavano così in presenza di tutti quelli che conoscevano la legge e il diritto; Ester 1:13
- e i più vicini a lui erano Carscena, Scethar, Admatha, Tarscish, Meres, Marsena e Memucan, sette principi di Persia e di Media che vedevano la faccia del re e occupavano i primi posti nel regno. - Ester 1:14
- `Secondo la legge', disse, `che si dev'egli fare alla regina Vashti per non aver ella eseguito l'ordine datole dal re Assuero per mezzo degli eunuchi?' Ester 1:15
- Memucan rispose in presenza del re e dei principi: `La regina Vashti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i principi e tutti i popoli che sono in tutte le province del re Assuero. Ester 1:16
- Poiché quello che la regina ha fatto si saprà da tutte le donne, e le indurrà a disprezzare i loro propri mariti; giacché esse diranno: - Il re Assuero aveva ordinato che si conducesse in sua presenza la regina Vashti, ed ella non v'è andata. - Ester 1:17
- Se così piaccia al re, venga da lui emanato un editto reale, e sia iscritto fra le leggi di Persia e di Media talché sia irrevocabile, per il quale Vashti non possa più comparire in presenza del re Assuero, e il re conferisca la dignità reale ad una sua compagna migliore di lei. Ester 1:19
- La cosa piacque al re ed ai principi, e il re fece come avea detto Memucan; Ester 1:21
- e mandò lettere a tutte le province del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e ad ogni popolo secondo la sua lingua; per esse lettere ogni uomo doveva esser padrone in casa propria, e parlare la lingua del suo popolo. Ester 1:22
- stabilisca il re in tutte le province del suo regno de' commissari, i quali radunino tutte le fanciulle vergini e belle alla residenza reale di Susa, nella casa delle donne, sotto la sorveglianza di Hegai, eunuco del re, guardiano delle donne, che darà loro i cosmetici di cui abbisognano; Ester 2:3
- e la fanciulla che piacerà al re diventi regina invece di Vashti'. La cosa piacque al re, e così si fece. Ester 2:4
- Egli aveva allevata la figliuola di suo zio, Hadassa, che è Ester, perch'essa non avea né padre né madre; la fanciulla era formosa e di bell'aspetto; e alla morte del padre e della madre, Mardocheo l'aveva adottata per figliuola. Ester 2:7
- E come l'ordine del re e il suo editto furon divulgati, e un gran numero di fanciulle furon radunate nella residenza reale di Susa sotto la sorveglianza di Hegai, Ester fu menata anch'essa nella casa del re, sotto la sorveglianza di Hegai, guardiano delle donne. Ester 2:8
- La fanciulla piacque a Hegai, ed entrò nelle buone grazie di lui; ei s'affrettò a fornirle i cosmetici di cui ell'avea bisogno e i suoi alimenti, le diede sette donzelle scelte nella casa del re, e assegnò a lei e alle sue donzelle l'appartamento migliore della casa delle donne. Ester 2:9
- Or quando veniva la volta per una fanciulla d'andare dal re Assuero alla fine dei dodici mesi prescritti alle donne per i loro preparativi - perché tanto durava il tempo dei loro preparativi: sei mesi per profumarsi con olio di mirra e sei mesi con aromi e altri cosmetici usati dalle donne, - la fanciulla andava dal re, Ester 2:12
- V'andava la sera, e la mattina dipoi passava nella seconda casa delle donne, sotto la sorveglianza di Shaashgaz, eunuco del re, guardiano delle concubine. Ella non tornava più dal re, a meno che il re la desiderasse ed ella fosse chiamata nominatamente. Ester 2:14
- Quando venne la volta per Ester - la figliuola d'Abihail, zio di Mardocheo che l'aveva adottata per figliuola - d'andare dal re, ella non domandò altro fuori di quello che le fu indicato da Hegai, eunuco del re, guardiano delle donne. Ed Ester si guadagnava il favore di tutti quelli che la vedevano. Ester 2:15
- E il re amò Ester più di tutte le altre donne, ed ella trovò grazia e favore agli occhi di lui più di tutte le altre fanciulle. Ei le pose in testa la corona reale e la fece regina in luogo di Vashti. Ester 2:17
- Or la seconda volta che si radunavano delle fanciulle, Mardocheo stava seduto alla porta del re. Ester 2:19
- Ester, secondo l'ordine che Mardocheo le avea dato, non avea detto nulla né del suo parentado né del suo popolo; perché ella faceva quello che Mardocheo le diceva, come quand'era sotto la tutela di lui. Ester 2:20
- Mardocheo, avuto sentore della cosa, ne informò la regina Ester, ed Ester ne parlò al re in nome di Mardocheo. Ester 2:22
- Investigato e verificato il fatto, i due eunuchi furono appiccati a un legno; e la cosa fu registrata nel libro delle Cronache, in presenza del re. Ester 2:23
- Or com'essi glielo ripetevano tutti i giorni, ed egli non dava loro ascolto, quelli riferirono la cosa a Haman, per vedere se Mardocheo persisterebbe nel suo dire; perch'egli avea lor detto ch'era Giudeo. Ester 3:4
- I corrieri partirono in tutta fretta per ordine del re, e il decreto fu promulgato nella residenza reale di Susa; e mentre il re e Haman se ne stavano a sedere bevendo, la città di Susa era costernata. Ester 3:15
- e venne fin davanti alla porta del re, poiché a nessuno che fosse coperto di sacco era permesso di passare per la porta del re. Ester 4:2
- In ogni provincia, dovunque giungevano l'ordine del re e il suo decreto, ci fu gran desolazione fra i Giudei: digiunavano, piangevano, si lamentavano, e a molti serviron di letto il sacco e la cenere. Ester 4:3
- Le donzelle d'Ester e i suoi eunuchi vennero a riferirle la cosa; e la regina ne fu fortemente angosciata; e mandò delle vesti a Mardocheo, perché se le mettesse e si levasse di dosso il sacco; ma egli non le accettò. Ester 4:4
- E Mardocheo gli narrò tutto quello che gli era avvenuto, e gl'indicò la somma di danaro che Haman avea promesso di versare al tesoro reale per far distruggere i Giudei; Ester 4:7
- e gli diede pure una copia del testo del decreto ch'era stato promulgato a Susa per il loro sterminio, affinché lo mostrasse a Ester, la informasse di tutto, e le ordinasse di presentarsi al re per domandargli grazia e per intercedere a pro del suo popolo. Ester 4:8
- `Tutti i servi del re e il popolo delle sue province sanno che se qualcuno, uomo o donna che sia, entra dal re nel cortile interno, senza essere stato chiamato, per una legge ch'è la stessa per tutti, ei dev'esser messo a morte, a meno che il re non stenda verso di lui il suo scettro d'oro; nel qual caso, colui ha salva la vita. E io son già trenta giorni che non sono stata chiamata per andare dal re'. Ester 4:11
- Poiché se oggi tu ti taci, soccorso e liberazione sorgeranno per i Giudei da qualche altra parte; ma tu e la casa di tuo padre perirete; e chi sa se non sei pervenuta ad esser regina appunto per un tempo come questo?' Ester 4:14
- `Va', raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa, e digiunate per me; state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno. Anch'io con le mie donzelle digiunerò nello stesso modo; e dopo entrerò dal re, quantunque ciò sia contro la legge; e, s'io debbo perire, ch'io perisca!' Ester 4:16
- Il terzo giorno, Ester si mise la veste reale, e si presentò nel cortile interno della casa del re, di faccia all'appartamento del re. Il re era assiso sul trono reale nella casa reale, di faccia alla porta della casa. Ester 5:1
- E come il re ebbe veduta la regina Ester in piedi nel cortile, ella si guadagnò la sua grazia; e il re stese verso Ester lo scettro d'oro che teneva in mano; ed Ester s'appressò, e toccò la punta dello scettro. Ester 5:2
- Allora il re le disse: `Che hai, regina Ester? che domandi? Quand'anche tu chiedessi la metà del regno, ti sarà data'. Ester 5:3
- E il re disse ad Ester, mentre si beveva il vino: `Qual'è la tua richiesta? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, l'avrai'. Ester 5:6
- Ester rispose: `Ecco la mia richiesta, e quel che desidero: Ester 5:7
- E aggiunse: `Anche la regina Ester non ha fatto venire col re altri che me al convito che ha dato; e anche per domani sono invitato da lei col re. Ester 5:12
- Allora Zeresh sua moglie, e tutti i suoi amici gli dissero: `Si prepari una forca alta cinquanta cubiti; e domattina di' al re che vi s'appicchi Mardocheo; poi vattene allegro al convito col re'. E la cosa piacque a Haman, che fece preparare la forca. Ester 5:14
- Quella notte il re, non potendo prender sonno, ordinò che gli si portasse il libro delle Memorie, le Cronache; e ne fu fatta la lettura in presenza del re. Ester 6:1
- Si prenda la veste reale che il re suol portare, e il cavallo che il re suol montare, e sulla cui testa è posta una corona reale; Ester 6:8
- si consegni la veste e il cavallo a uno dei principi più nobili del re; si rivesta di quella veste l'uomo che il re vuole onorare, lo si faccia percorrere a cavallo le vie della città, e si gridi davanti a lui: - Così si fa all'uomo che il re vuole onorare!' - Ester 6:9
- Allora il re disse a Haman: `Fa' presto, e prendi la veste e il cavallo, come hai detto, e fa' a quel modo a Mardocheo, a quel Giudeo che siede alla porta del re; e non tralasciar nulla di quello che hai detto'. Ester 6:10
- E Haman prese la veste e il cavallo, rivestì della veste Mardocheo lo fece percorrere a cavallo le vie della città, e gridava davanti a lui: `Così si fa all'uomo che il re vuole onorare!'. Ester 6:11
- Il re e Haman andarono dunque al convito con la regina Ester. Ester 7:1
- E il re anche questo secondo giorno disse a Ester, mentre si beveva il vino: `Qual'è la tua richiesta, o regina Ester? Ti sarà concessa. Che desideri? Fosse anche la metà del regno, l'avrai'. Ester 7:2
- Allora la regina Ester rispose dicendo: `Se ho trovato grazia agli occhi tuoi, o re, e se così piace al re, la mia richiesta è che mi sia donata la vita; e il mio desiderio, che mi sia donato il mio popolo. Ester 7:3
- Perché io e il mio popolo siamo stati venduti per esser distrutti, uccisi, sterminati. Ora se fossimo stati venduti per diventare schiavi e schiave, mi sarei taciuta; ma il nostro avversario non potrebbe riparare al danno fatto al re con la nostra morte'. Ester 7:4
- E il re tutto adirato si alzò, e dal luogo del convito andò nel giardino del palazzo; ma Haman rimase per chieder la grazia della vita alla regina Ester, perché vedeva bene che nell'animo del re la sua rovina era decisa. Ester 7:7
- Poi il re tornò dal giardino del palazzo nel luogo del convito; intanto Haman s'era gettato sul divano sul quale si trovava Ester; e il re esclamò: `Vuol egli anche far violenza alla regina, davanti a me in casa mia?' Non appena questa parola fu uscita dalla bocca del re, copersero a Haman la faccia; Ester 7:8
- e Harbona, uno degli eunuchi, disse in presenza del re: `Ecco, è perfino rizzata, in casa d'Haman, la forca alta cinquanta cubiti che Haman ha fatto preparare per Mardocheo, il quale avea parlato per il bene del re'. E il re disse: `Appiccatevi lui!' Ester 7:9
- In quello stesso giorno, il re Assuero donò alla regina Ester la casa di Haman, il nemico dei Giudei. E Mardocheo si presentò al re, al quale Ester avea dichiarato la parentela che l'univa a lui. Ester 8:1
- e disse: `Se così piace al re, se io ho trovato grazia agli occhi suoi, se la cosa gli par giusta, e se io gli sono gradita, si scriva per revocare le lettere scritte da Haman, figliuolo di Hammedatha, l'Agaghita, col perfido disegno di far perire i Giudei che sono in tutte le province del re. Ester 8:5
- Perché come potrei io reggere a vedere la calamità che colpirebbe il mio popolo? Come potrei reggere a vedere la distruzione della mia stirpe?' Ester 8:6
- Allora il re Assuero disse alla regina Ester e a Mardocheo, il Giudeo: `Ecco, io ho dato a Ester la casa di Haman, e questi è stato appeso alla forca, perché avea voluto metter la mano addosso ai Giudei. Ester 8:7
- In esse il re permetteva ai Giudei, in qualunque città si trovassero, di radunarsi e di difendere la loro vita, di distruggere, uccidere, sterminare, non esclusi i bambini e le donne, tutta la gente armata, di qualunque popolo e di qualunque provincia si fosse, che li assalisse, e di abbandonare al saccheggio i suoi beni; Ester 8:11
- Mardocheo uscì dalla presenza del re con una veste reale di porpora e di lino bianco, con una grande corona d'oro, e un manto di bisso e di scarlatto; la città di Susa mandava gridi di gioia, ed era in festa. Ester 8:15
- I Giudei si radunarono nelle loro città, in tutte le province del re Assuero, per metter la mano su quelli che cercavano far ad essi del male; e nessuno poté resister loro, perché lo spavento de' Giudei s'era impossessato di tutti i popoli. Ester 9:2
- Poiché Mardocheo era grande nella casa del re, e la sua fama si spandeva per tutte le province, perché quest'uomo, Mardocheo, diventava sempre più grande. Ester 9:4
- Gli altri Giudei ch'erano nelle province del re si radunarono anch'essi, difesero la loro vita, ed ebbero requie dagli attacchi de' loro nemici; uccisero settantacinquemila di quelli che li aveano in odio, ma non si diedero al saccheggio. Ester 9:16
- poiché Haman, figliuolo di Hammedatha, l'Agaghita, il nemico di tutti i Giudei, aveva ordito una trama contro i Giudei per distruggerli, e avea gettato il Pur, vale a dire la sorte, per sgominarli e farli perire; Ester 9:24
- ma quando Ester si fu presentata al cospetto del re, questi ordinò per iscritto che la scellerata macchinazione che Haman aveva ordita contro i Giudei fosse fatta ricadere sul capo di lui, e ch'egli e i suoi figliuoli fossero appesi alla forca. Ester 9:25
- i Giudei stabilirono e presero per sé, per la loro progenie e per tutti quelli che si aggiungerebbero a loro, l'impegno inviolabile di celebrare ogni anno que' due giorni secondo il tenore di quello scritto e al tempo fissato. Ester 9:27
- La regina Ester, figliuola d'Abihail, e il Giudeo Mardocheo riscrissero con ogni autorità, per dar peso a questa loro seconda lettera relativa ai Purim. Ester 9:29
- per fissar bene que' giorni di Purim nelle loro date precise, come li aveano ordinati il Giudeo Mardocheo e la regina Ester, e com'essi stessi li aveano stabiliti per sé e per i loro discendenti, in occasione del loro digiuno e del loro grido. Ester 9:31
- Or quanto a tutti i fatti concernenti la potenza e il valore di Mardocheo e quanto alla completa descrizione della sua grandezza e del come il re lo ingrandì, sono cose scritte nel libro delle Cronache dei re di Media e di Persia. Ester 10:2
- Poiché il Giudeo Mardocheo era il secondo dopo il re Assuero: grande fra i Giudei, e amato dalla moltitudine dei suoi fratelli; cercò il bene del suo popolo, e parlò per la pace di tutta la sua stirpe. Ester 10:3
- E quando la serie dei giorni di convito era finita, Giobbe li faceva venire per purificarli; si levava di buon mattino, e offriva un olocausto per ciascun d'essi, perché diceva: `Può darsi che i miei figliuoli abbian peccato ed abbiano rinnegato Iddio in cuor loro'. E Giobbe faceva sempre così. Giob. 1:5
- E l'Eterno disse a Satana: `Donde vieni?' E Satana rispose all'Eterno: `Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa'. Giob. 1:7
- Non l'hai tu circondato d'un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l'opera delle sue mani, e il suo bestiame ricopre tutto il paese. Giob. 1:10
- Ma stendi un po' la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia'. Giob. 1:11
- E l'Eterno disse a Satana: `Ebbene! tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona'. - E Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno. Giob. 1:12
- E l'Eterno disse a Satana: `Donde vieni?' E Satana rispose all'Eterno: `Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa'. E l'Eterno disse a Satana: Giob. 2:2
- E Satana rispose all'Eterno: `Pelle per pelle! L'uomo dà tutto quel che possiede per la sua vita; Giob. 2:4
- ma stendi un po' la tua mano, toccagli le ossa e la carne, e vedrai se non ti rinnega in faccia'. Giob. 2:5
- E l'Eterno disse a Satana: `Ebbene esso è in tuo potere; soltanto rispetta la sua vita'. Giob. 2:6
- E, levati gli occhi da lontano, essi non lo riconobbero, e alzarono la voce e piansero; si stracciarono i mantelli e si cosparsero il capo di polvere gittandola verso il cielo. Giob. 2:12
- Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il giorno della sua nascita. Giob. 3:1
- Perisca il giorno ch'io nacqui e la notte che disse: `È concepito un maschio!' Giob. 3:3
- Quella notte diventi preda d'un buio cupo, non abbia la gioia di contar tra i giorni dell'anno, non entri nel novero de' mesi! Giob. 3:6
- La maledicano quei che maledicono i giorni e sono esperti nell'evocare il drago. Giob. 3:8
- Si oscurino le stelle del suo crepuscolo, aspetti la luce e la luce non venga, e non miri le palpebre dell'alba, Giob. 3:9
- poiché non chiuse la porta del seno che mi portava, e non celò l'affanno agli occhi miei. Giob. 3:10
- o, come l'aborto nascosto, non esisterei, sarei come i feti che non videro la luce. Giob. 3:16
- Perché dar la luce all'infelice e la vita a chi ha l'anima nell'amarezza, Giob. 3:20
- i quali aspettano la morte che non viene, e la ricercano più che i tesori nascosti, Giob. 3:21
- Perché dar vita a un uomo la cui via è oscura, e che Dio ha stretto in un cerchio? Giob. 3:23
- La tua pietà non è forse la tua fiducia, e l'integrità della tua vita la speranza tua? Giob. 4:6
- Spenta è la voce del ruggente, sono spezzati i denti dei leoncelli. Giob. 4:10
- quanto più in quelli che stanno in case d'argilla, che han per fondamento la polvere e son schiacciati al par delle tignuole! Giob. 4:19
- Tra la mattina e la sera sono infranti; periscono per sempre, senza che alcuno se ne accorga. Giob. 4:20
- La corda della lor tenda, ecco, è strappata, e muoion senza posseder la sapienza'. Giob. 4:21
- Io ho veduto l'insensato prender radice, ma ben tosto ho dovuto maledirne la dimora. Giob. 5:3
- L'affamato gli divora la raccolta, gliela rapisce perfino di tra le spine; e l'assetato gli trangugia i beni. Giob. 5:5
- Ché la sventura non spunta dalla terra né il dolore germina dal suolo; Giob. 5:6
- ma l'uomo nasce per soffrire, come la favilla per volare in alto. Giob. 5:7
- Io però vorrei cercar di Dio, e a Dio vorrei esporre la mia causa: Giob. 5:8
- che spande la pioggia sopra la terra e manda le acque sui campi; Giob. 5:10
- E così pel misero v'è speranza, mentre l'iniquità ha la bocca chiusa. Giob. 5:16
- Beato l'uomo che Dio castiga! E tu non isdegnar la correzione dell'Onnipotente; Giob. 5:17
- giacché egli fa la piaga, ma poi la fascia; egli ferisce, ma le sue mani guariscono. Giob. 5:18
- Saprai sicura la tua tenda; e, visitando i tuoi pascoli, vedrai che non ti manca nulla. Giob. 5:24
- Saprai che la tua progenie moltiplica, che i tuoi rampolli crescono come l'erba de' campi. Giob. 5:25
- Scenderai maturo nella tomba, come la bica di mannelle che si ripone a suo tempo. Giob. 5:26
- Sarebbero trovati più pesanti che la sabbia del mare. Ecco perché le mie parole sono temerarie. Giob. 6:3
- Volesse pure Iddio schiacciarmi, stender la mano e tagliare il filo de' miei giorni! Giob. 6:9
- Che è mai la mia forza perch'io speri ancora? Che fine m'aspetta perch'io sia paziente? Giob. 6:11
- La mia forza è essa forza di pietra? e la mia carne, carne di rame? Giob. 6:12
- Il ghiaccio li rende torbidi, e la neve vi si scioglie; Giob. 6:16
- Tali siete divenuti voi per me: vedete uno che fa orrore, e vi prende la paura. Giob. 6:21
- Quanto sono efficaci le parole rette! Ma la vostra riprensione che vale? Giob. 6:25
- Voi sareste capaci di trar la sorte sull'orfano, e di contrattare il vostro amico! Giob. 6:27
- Mutate consiglio! Non vi sia in voi iniquità! Mutate consiglio, la mia giustizia sussiste. Giob. 6:29
- La vita dell'uomo sulla terra è una milizia; i giorni suoi son simili ai giorni d'un operaio. Giob. 7:1
- Non appena mi corico, dico: `Quando mi leverò?' Ma la notte si prolunga, e mi sazio d'agitazioni infino all'alba. Giob. 7:4
- La mia carne è coperta di vermi e di croste terrose, la mia pelle si richiude, poi riprende a suppurare. Giob. 7:5
- Ricordati, che la mia vita è un soffio! L'occhio mio non vedrà più il bene. Giob. 7:7
- La nuvola svanisce e si dilegua; così chi scende nel soggiorno de' morti non ne risalirà; Giob. 7:9
- Io, perciò, non terrò chiusa la bocca; nell'angoscia del mio spirito io parlerò, mi lamenterò nell'amarezza dell'anima mia. Giob. 7:11
- Quando dico: `Il mio letto mi darà sollievo, il mio giaciglio allevierà la mia pena', Giob. 7:13
- sicché l'anima mia preferisce soffocare, preferisce a queste ossa la morte. Giob. 7:15
- Quando cesserai di tener lo sguardo fisso su me? Quando mi darai tempo d'inghiottir la mia saliva? Giob. 7:19
- E perché non perdoni le mie trasgressioni e non cancelli la mia iniquità? Poiché presto giacerò nella polvere; e tu mi cercherai, ma io non sarò più. Giob. 7:21
- Iddio perverte egli il giudizio? L'Onnipotente perverte egli la giustizia? Giob. 8:3
- se proprio sei puro e integro, certo egli sorgerà in tuo favore, e restaurerà la dimora della tua giustizia. Giob. 8:6
- Così sarà stato piccolo il tuo principio, ma la tua fine sarà grande oltre modo. Giob. 8:7
- Tale la sorte di tutti quei che dimenticano Dio, e la speranza dell'empio perirà. Giob. 8:13
- La sua baldanza è troncata, la sua fiducia è come una tela di ragno. Giob. 8:14
- Ecco il gaudio che gli procura la sua condotta! E dalla polvere altri dopo lui germoglieranno. Giob. 8:19
- Quelli che t'odiano saran coperti di vergogna, e la tenda degli empi sparirà. Giob. 8:22
- Egli scuote la terra dalle sue basi, e le sue colonne tremano. Giob. 9:6
- Ecco afferra la preda, e chi si opporrà? Chi oserà dirgli: `Che fai?' Giob. 9:12
- Iddio non ritira la sua collera; sotto di lui si curvano i campioni della superbia. Giob. 9:13
- Fossi pur giusto, la mia bocca stessa mi condannerebbe; fossi pure integro, essa mi farebbe dichiarar perverso. Giob. 9:20
- Integro! Sì, lo sono! di me non mi preme, io disprezzo la vita! Giob. 9:21
- Se un flagello, a un tratto, semina la morte, egli ride dello sgomento degli innocenti. Giob. 9:23
- La terra è data in balìa dei malvagi; ei vela gli occhi ai giudici di essa; se non è lui, chi è dunque'? Giob. 9:24
- Quand'anche mi lavassi con la neve e mi nettassi le mani col sapone, Giob. 9:30
- Non c'è fra noi un arbitro, che posi la mano su tutti e due! Giob. 9:33
- Ritiri Iddio d'addosso a me la sua verga; cessi dallo spaventarmi il suo terrore; Giob. 9:34
- che tu investighi tanto la mia iniquità, che t'informi così del mio peccato, Giob. 10:6
- Mi sei stato largo di vita e di grazia, la tua provvidenza ha vegliato sul mio spirito, Giob. 10:12
- Se fossi stato malvagio, guai a me! Se giusto, non avrei osato alzar la fronte, sazio d'ignominia, spettatore della mia miseria. Giob. 10:15
- Se l'avessi alzata, m'avresti dato la caccia come ad un leone e contro di me avresti rinnovato le tue meraviglie; Giob. 10:16
- Varranno le tue ciance a far tacere la gente? Farai tu il beffardo, senza che alcuno ti confonda? Giob. 11:3
- Ma, oh se Iddio volesse parlare e aprir la bocca per risponderti Giob. 11:5
- e rivelarti i segreti della sua sapienza - poiché infinita è la sua intelligenza - vedresti allora come Iddio dimentichi parte della colpa tua. Giob. 11:6
- La lor misura è più lunga della terra, più larga del mare. Giob. 11:9
- allora alzerai la fronte senza macchia, sarai incrollabile, e non avrai paura di nulla; Giob. 11:15
- la tua vita sorgerà più fulgida del meriggio, l'oscurità sarà come la luce del mattino. Giob. 11:17
- Voi, certo, valete quanto un popolo, e con voi morrà la sapienza. Giob. 12:2
- Chi non sa, fra tutte queste creature, che la mano dell'Eterno ha fatto ogni cosa, Giob. 12:9
- Nei vecchi si trova la sapienza e lunghezza di giorni dà intelligenza. Giob. 12:12
- Ma in Dio stanno la saviezza e la potenza, a lui appartengono il consiglio e l'intelligenza. Giob. 12:13
- Ecco, egli trattiene le acque, e tutto inaridisce; le lascia andare, ed esse sconvolgono la terra. Giob. 12:15
- Egli possiede la forza e l'abilità; da lui dipendono chi erra e chi fa errare. Giob. 12:16
- Sparge lo sprezzo sui nobili, e rallenta la cintura ai forti. Giob. 12:21
- Volete dunque difendere Iddio parlando iniquamente? sostener la sua causa con parole di frode? Giob. 13:7
- La maestà sua non vi farà sgomenti? Il suo terrore non piomberà su di voi? Giob. 13:11
- Perché prenderei la mia carne coi denti? Metterò piuttosto la mia vita nelle mie mani. Giob. 13:14
- Ecco, egli m'ucciderà; non spero più nulla; ma io difenderò in faccia a lui la mia condotta! Giob. 13:15
- Ecco, io ho disposto ogni cosa per la causa, so che sarò riconosciuto giusto. Giob. 13:18
- ritirami d'addosso la tua mano, e fa' che i tuoi terrori non mi spaventin più. Giob. 13:21
- Quante sono le mie iniquità, quanti i miei peccati? Fammi conoscere la mia trasgressione, il mio peccato! Giob. 13:23
- storna da lui lo sguardo, sì ch'egli abbia un po' di requie, e possa godere come un operaio la fine della sua giornata. Giob. 14:6
- Quando la sua radice è invecchiata sotto terra, e il suo tronco muore nel suolo, Giob. 14:8
- La montagna frana e scompare, la rupe è divelta dal suo luogo, Giob. 14:18
- le acque rodono la pietra, le loro inondazioni trascinan via la terra: così tu distruggi la speranza dell'uomo. Giob. 14:19
- La tua iniquità ti detta le parole, e adoperi il linguaggio degli astuti. Giob. 15:5
- Non io, la tua bocca stessa ti condanna; le tue labbra stesse depongono contro a te. Giob. 15:6
- Come! tu volgi la tua collera contro Dio, e ti lasci uscir di bocca tali parole? Giob. 15:13
- La distretta e l'angoscia lo riempion di paura, l'assalgono a guisa di re pronto alla pugna, Giob. 15:24
- perché ha steso la mano contro Dio, ha sfidato l'Onnipotente, Giob. 15:25
- Avea la faccia coperta di grasso, i fianchi carichi di pinguedine; Giob. 15:27
- Ei non s'arricchirà, la sua fortuna non sarà stabile; né le sue possessioni si stenderanno sulla terra. Giob. 15:29
- Non confidi nella vanità; è un'illusione; poiché avrà la vanità per ricompensa. Giob. 15:31
- La sua fine verrà prima del tempo, e i suoi rami non rinverdiranno più. Giob. 15:32
- poiché sterile è la famiglia del profano, e il fuoco divora le tende ov'entrano presenti. Giob. 15:34
- potrei farvi coraggio con la bocca; e il conforto delle mie labbra vi calmerebbe. Giob. 16:5
- Ora, purtroppo, Dio m'ha ridotto senza forze, ha desolato tutta la mia casa; Giob. 16:7
- m'ha coperto di grinze e questo testimonia contro a me, la mia magrezza si leva ad accusarmi in faccia. Giob. 16:8
- La sua ira mi lacera, mi perseguita, digrigna i denti contro di me. Il mio nemico aguzza gli occhi su di me. Giob. 16:9
- Apron larga contro a me la bocca, mi percuoton per obbrobrio le guance, si metton tutt'insieme a darmi addosso. Giob. 16:10
- Vivevo in pace, ed egli m'ha scosso con violenza, m'ha preso per la nuca, m'ha frantumato, m'ha posto per suo bersaglio. Giob. 16:12
- Mi son cucito un cilicio sulla pelle, ho prostrato la mia fronte nella polvere. Giob. 16:15
- Eppure, le mie mani non commisero mai violenza, e la mia preghiera fu sempre pura. Giob. 16:17
- O Dio, da' un pegno, sii tu il mio mallevadore presso di te; se no, chi metterà la sua nella mia mano? Giob. 17:3
- Egli m'ha reso la favola dei popoli, e son divenuto un essere a cui si sputa in faccia. Giob. 17:6
- e costoro pretendon che la notte sia giorno, che la luce sia vicina, quando tutto è buio! Giob. 17:12
- dov'è dunque la mia speranza? questa speranza mia chi la può scorgere? Giob. 17:15
- O tu, che nel tuo cruccio laceri te stesso, dovrà la terra, per cagion tua, essere abbandonata e la roccia esser rimossa dal suo luogo? Giob. 18:4
- Sì, la luce dell'empio si spegne, e la fiamma del suo fuoco non brilla. Giob. 18:5
- La luce si oscura nella sua tenda, e la lampada che gli sta sopra si spegne. Giob. 18:6
- Il laccio l'afferra pel tallone, e la trappola lo ghermisce. Giob. 18:9
- La sua forza vien meno dalla fame, la calamità gli sta pronta al fianco. Giob. 18:12
- Gli divora a pezzo a pezzo la pelle, gli divora le membra il primogenito della morte. Giob. 18:13
- Nella sua tenda dimora chi non è de' suoi, e la sua casa è cosparsa di zolfo. Giob. 18:15
- La sua memoria scompare dal paese, più non s'ode il suo nome per le campagne. Giob. 18:17
- Ma se proprio volete insuperbire contro di me e rimproverarmi la vergogna in cui mi trovo, Giob. 19:5
- Dio m'ha sbarrato la via e non posso passare, ha coperto di tenebre il mio cammino. Giob. 19:8
- M'ha spogliato della mia gloria, m'ha tolto dal capo la corona. Giob. 19:9
- M'ha demolito a brano a brano, e io me ne vo! ha sradicata come un albero la mia speranza. Giob. 19:10
- Le sue schiere son venute tutte insieme, si sono spianata la via fino a me, han posto il campo intorno alla mia tenda. Giob. 19:12
- Chiamo il mio servo, e non risponde, devo supplicarlo con la mia bocca. Giob. 19:16
- Le mie ossa stanno attaccate alla mia pelle, alla mia carne, non m'è rimasto che la pelle de' denti. Giob. 19:20
- Pietà, pietà di me, voi, miei amici! ché la man di Dio m'ha colpito. Giob. 19:21
- E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Iddio. Giob. 19:26
- Se voi dite: Come lo perseguiteremo, come troveremo in lui la causa prima dei suoi mali? Giob. 19:28
- Temete per voi stessi la spada, ché furiosi sono i castighi della spada affinché sappiate che v'è una giustizia. Giob. 19:29
- il trionfo de' malvagi è breve, e la gioia degli empi non dura che un istante? Giob. 20:5
- Quando la sua altezza giungesse fino al cielo ed il suo capo toccasse le nubi, Giob. 20:6
- L'occhio che lo guardava, cesserà di vederlo, e la sua dimora più non lo scorgerà. Giob. 20:9
- I suoi figli si raccomanderanno ai poveri, e le sue mani restituiranno la sua ricchezza. Giob. 20:10
- Il male è dolce alla sua bocca, se lo nasconde sotto la lingua, Giob. 20:12
- Ha succhiato veleno d'aspide, la lingua della vipera l'ucciderà. Giob. 20:16
- Non godrà più la vista d'acque perenni, né di rivi fluenti di miele e di latte. Giob. 20:17
- Renderà il frutto delle sue fatiche, senza poterlo ingoiare. Pari alla sua ricchezza sarà la restituzione che ne dovrà fare, e così non godrà dei suoi beni. Giob. 20:18
- perché la sua ingordigia non conobbe requie, egli non salverà nulla di ciò che ha tanto bramato. Giob. 20:20
- La sua voracità non risparmiava nulla, perciò il suo benessere non durerà. Giob. 20:21
- Nel colmo dell'abbondanza, si troverà in penuria; la mano di chiunque ebbe a soffrir tormenti si leverà contro lui. Giob. 20:22
- Si strappa il dardo, esso gli esce dal corpo, la punta sfolgorante gli vien fuori dal fiele, lo assalgono i terrori della morte. Giob. 20:25
- Il cielo rivelerà la sua iniquità, e la terra insorgerà contro di lui. Giob. 20:27
- Tale la parte che Dio riserba all'empio, tale il retaggio che Dio gli destina. Giob. 20:29
- Porgete bene ascolto alle mie parole, e sia questa la consolazione che mi date. Giob. 21:2
- Mi lagno io forse d'un uomo? E come farei a non perder la pazienza? Giob. 21:4
- Guardatemi, stupite, e mettetevi la mano sulla bocca. Giob. 21:5
- Quando ci penso, ne sono smarrito, e la mia carne è presa da raccapriccio. Giob. 21:6
- La loro progenie prospera, sotto ai loro sguardi, intorno ad essi, e i lor rampolli fioriscon sotto gli occhi loro. Giob. 21:8
- La loro casa è in pace, al sicuro da spaventi, e la verga di Dio non li colpisce. Giob. 21:9
- Il loro toro monta e non falla, la loro vacca figlia senz'abortire. Giob. 21:10
- Ecco, non hanno essi in mano la loro felicità? (lungi da me il consiglio degli empi!) Giob. 21:16
- Quando avvien mai che la lucerna degli empi si spenga, che piombi loro addosso la ruina, e che Dio, nella sua ira, li retribuisca di pene? Giob. 21:17
- che vegga con gli occhi propri la sua ruina, e beva egli stesso l'ira dell'Onnipotente! Giob. 21:20
- S'insegnerà forse a Dio la scienza? a lui che giudica quelli di lassù? Giob. 21:22
- Voi dite: `E dov'è la casa del prepotente? dov'è la tenda che albergava gli empi?' Giob. 21:28
- Chi gli rimprovera in faccia la sua condotta? Chi gli rende quel che ha fatto? Giob. 21:31
- Lievi sono a lui le zolle della valle; dopo, tutta la gente segue le sue orme; e, anche prima, una folla immensa fu come lui. Giob. 21:33
- È forse per la paura che ha di te ch'egli ti castiga o vien teco in giudizio? Giob. 22:4
- La tua malvagità non è essa grande e le tue iniquità non sono esse infinite? Giob. 22:5
- La terra apparteneva al più forte, e l'uomo influente vi piantava la sua dimora. Giob. 22:8
- O non vedi le tenebre che t'avvolgono e la piena d'acque che ti sommerge? Giob. 22:11
- I giusti, vedendo la loro ruina, ne gioiscono e l'innocente si fa beffe di loro: Giob. 22:19
- `Vedete se non son distrutti gli avversari nostri! la loro abbondanza l'ha divorata il fuoco!' Giob. 22:20
- Riconciliati dunque con Dio; avrai pace, e ti sarà resa la prosperità. Giob. 22:21
- Allora farai dell'Onnipotente la tua delizia, e alzerai la faccia verso Dio. Giob. 22:26
- Quello che imprenderai, ti riescirà; sul tuo cammino risplenderà la luce. Giob. 22:28
- libererà anche chi non è innocente, ei sarà salvo per la purità delle tue mani. Giob. 22:30
- Esporrei la mia causa dinanzi a lui, riempirei d'argomenti la mia bocca. Giob. 23:4
- Contenderebbe egli meco con la sua gran potenza? No! invece, mi presterebbe attenzione. Giob. 23:6
- Ma la via ch'io batto ei la sa; se mi mettesse alla prova, ne uscirei come l'oro. Giob. 23:10
- Ma la sua decisione è una; chi lo farà mutare? Quello ch'ei desidera, lo fa; Giob. 23:13
- Questo mi annienta: non le tenebre, non la fitta oscurità che mi ricopre. Giob. 23:17
- Perché non sono dall'Onnipotente fissati dei tempi in cui renda la giustizia? Perché quelli che lo conoscono non veggono quei giorni? Giob. 24:1
- Raccolgono nei campi la loro pastura, raspollano nella vigna dell'empio; Giob. 24:6
- passan la notte ignudi, senza vestito, senza una coperta che li ripari dal freddo. Giob. 24:7
- Fanno l'olio nel recinto dell'empio; calcan l'uva nel tino e patiscon la sete. Giob. 24:11
- L'assassino si leva sul far del giorno, e ammazza il meschino e il povero; la notte fa il ladro. Giob. 24:14
- L'occhio dell'adultero spia il crepuscolo, dicendo: `Nessuno mi vedrà!' e si copre d'un velo la faccia. Giob. 24:15
- I ladri, di notte, sfondano le case; di giorno, si tengono rinchiusi; non conoscono la luce. Giob. 24:16
- Voi dite: `L'empio è una festuca sulla faccia dell'acque; la sua parte sulla terra è maledetta; non prenderà più la via delle vigne. Giob. 24:18
- Come la siccità e il calore assorbon le acque della neve, così il soggiorno de' morti inghiottisce chi ha peccato. Giob. 24:19
- L'iniquo sarà troncato come un albero: ei che divorava la sterile, priva di figli, e non faceva del bene alla vedova!' Giob. 24:21
- Invece, Iddio con la sua forza prolunga i giorni dei prepotenti, i quali risorgono, quand'omai disperavan della vita. Giob. 24:22
- A Dio appartiene il dominio e il terrore: egli fa regnare la pace ne' suoi luoghi altissimi. Giob. 25:2
- Le sue legioni si posson forse contare? Su chi non si leva la sua luce? Giob. 25:3
- Ecco, la luna stessa manca di chiarore, e le stelle non son pure agli occhi di lui; Giob. 25:5
- Egli distende il settentrione sul vuoto, sospende la terra sul nulla. Giob. 26:7
- Ha tracciato un cerchio sulla faccia dell'acque, là dove la luce confina colle tenebre. Giob. 26:10
- Con la sua forza egli solleva il mare, con la sua intelligenza ne abbatte l'orgoglio. Giob. 26:12
- Al suo soffio il cielo torna sereno, la sua mano trafigge il drago fuggente. Giob. 26:13
- le mie labbra, no, non diranno nulla d'ingiusto, e la mia lingua non proferirà falsità. Giob. 27:4
- Lungi da me l'idea di darvi ragione! Fino all'ultimo respiro non mi lascerò togliere la mia integrità. Giob. 27:5
- Ho preso a difendere la mia giustizia e non cederò; il cuore non mi rimprovera uno solo de' miei giorni. Giob. 27:6
- Iddio presterà egli orecchio al grido di lui, quando gli verrà sopra la distretta? Giob. 27:9
- Ecco la parte che Dio riserba all'empio, l'eredità che l'uomo violento riceve dall'Onnipotente. Giob. 27:13
- Se ha figli in gran numero son per la spada; la sua progenie non avrà pane da saziarsi. Giob. 27:14
- La casa ch'ei si edifica è come quella della tignuola, come il capanno che fa il guardiano della vigna. Giob. 27:18
- La gente batte le mani quando cade, e fischia dietro a lui quando lascia il luogo dove stava. Giob. 27:23
- Il ferro si cava dal suolo, e la pietra fusa dà il rame. Giob. 28:2
- Le sue rocce son la dimora dello zaffìro, e vi si trova della polvere d'oro. Giob. 28:6
- L'uomo stende la mano sul granito, rovescia dalle radici le montagne. Giob. 28:9
- Ma la Sapienza, dove trovarla? E dov'è il luogo della Intelligenza? Giob. 28:12
- L'uomo non ne sa la via, non la si trova sulla terra de' viventi. Giob. 28:13
- Non la si ottiene in cambio d'oro, né la si compra a peso d'argento. Giob. 28:15
- Non la si acquista con l'oro di Ofir, con l'ònice prezioso o con lo zaffìro. Giob. 28:16
- L'oro ed il vetro non reggono al suo confronto, non la si dà in cambio di vasi d'oro fino. Giob. 28:17
- Non si parli di corallo, di cristallo; la Sapienza val più delle perle. Giob. 28:18
- Donde vien dunque la Sapienza? E dov'è il luogo della Intelligenza? Giob. 28:20
- L'abisso e la morte dicono: `Ne abbiamo avuto qualche sentore'. Giob. 28:22
- Dio solo conosce la via che vi mena, egli solo sa il luogo dove dimora, Giob. 28:23
- Quando regolò il peso del vento e fissò la misura dell'acque, Giob. 28:25
- quando dette una legge alla pioggia e tracciò la strada al lampo dei tuoni, Giob. 28:26
- allora la vide e la rivelò, la stabilì ed anche l'investigò. Giob. 28:27
- E disse all'uomo: `Ecco: temere il Signore: questa è la Sapienza, e fuggire il male è l'Intelligenza'. Giob. 28:28
- quando la sua lampada mi risplendeva sul capo, e alla sua luce io camminavo nelle tenebre! Giob. 29:3
- i maggiorenti cessavan di parlare e si mettevan la mano sulla bocca; Giob. 29:9
- la voce dei capi diventava muta, la lingua s'attaccava al loro palato. Giob. 29:10
- Scendea su me la benedizione di chi stava per perire, e facevo esultare il cuor della vedova. Giob. 29:13
- La giustizia era il mio vestimento ed io il suo; la probità era come il mio mantello e il mio turbante. Giob. 29:14
- ero il padre de' poveri, e studiavo a fondo la causa dello sconosciuto. Giob. 29:16
- Spezzavo la ganascia all'iniquo, e gli facevo lasciar la preda che avea fra i denti. Giob. 29:17
- E dicevo: `Morrò nel mio nido, e moltiplicherò i miei giorni come la rena; Giob. 29:18
- le mie radici si stenderanno verso l'acque, la rugiada passerà la notte sui miei rami; Giob. 29:19
- la mia gloria sempre si rinnoverà, e l'arco rinverdirà nella mia mano'. Giob. 29:20
- Quand'avevo parlato, non replicavano; la mia parola scendeva su loro come una rugiada. Giob. 29:22
- E m'aspettavan come s'aspetta la pioggia; aprivan larga la bocca come a un acquazzone di primavera. Giob. 29:23
- Io sorridevo loro quand'erano sfiduciati; e non potevano oscurar la luce del mio volto. Giob. 29:24
- E a che m'avrebbe servito la forza delle lor mani? Gente incapace a raggiungere l'età matura, Giob. 30:2
- smunta dalla miseria e dalla fame, ridotta a brucare il deserto, la terra da tempo nuda e desolata, Giob. 30:3
- Sono scacciati di mezzo agli uomini, grida lor dietro la gente come dietro al ladro, Giob. 30:5
- Terrori mi si rovesciano addosso; l'onor mio è portato via come dal vento, è passata come una nube la mia felicità. Giob. 30:15
- La notte mi trafigge, mi stacca l'ossa, e i dolori che mi rodono non hanno posa. Giob. 30:17
- Per la gran violenza del mio male la mia veste si sforma, mi si serra addosso come la tunica. Giob. 30:18
- Ti sei mutato in nemico crudele verso di me; mi perseguiti con la potenza della tua mano. Giob. 30:21
- Ma chi sta per perire non protende la mano? e nell'angoscia sua non grida al soccorso? Giob. 30:24
- Speravo il bene, ed è venuto il male; aspettavo la luce, ed è venuta l'oscurità! Giob. 30:26
- La mia pelle è nera, e cade a pezzi; le mie ossa son calcinate dall'arsura. Giob. 30:30
- La mia cetra non dà più che accenti di lutto, e la mia zampogna voce di pianto. Giob. 30:31
- La sventura non è ella per il perverso e le sciagure per quelli che fanno il male? Giob. 31:3
- (Iddio mi pesi con bilancia giusta e riconoscerà la mia integrità) Giob. 31:6
- Se il mio cuore s'è lasciato sedurre per amor d'una donna, se ho spiato la porta del mio prossimo, Giob. 31:9
- che mia moglie giri la macina ad un altro, e che altri abusino di lei! Giob. 31:10
- se ho mangiato da solo il mio pezzo di pane senza che l'orfano ne mangiasse la sua parte, Giob. 31:17
- se ho levato la mano contro l'orfano perché mi sapevo sostenuto alla porta... Giob. 31:21
- che la mia spalla si stacchi dalla sua giuntura, il mio braccio si spezzi e cada! Giob. 31:22
- Se ho riposto la mia fiducia nell'oro, se all'oro fino ho detto: `Tu sei la mia speranza', Giob. 31:24
- se mi son rallegrato che le mie ricchezze fosser grandi e la mia mano avesse molto accumulato, Giob. 31:25
- se, contemplando il sole che raggiava e la luna che procedeva lucente nel suo corso, Giob. 31:26
- il mio cuore, in segreto, s'è lasciato sedurre e la mia bocca ha posato un bacio sulla mano Giob. 31:27
- (io, che non ho permesso alle mie labbra di peccare chiedendo la sua morte con imprecazione), Giob. 31:30
- se la gente della mia tenda non ha detto: `Chi è che non si sia saziato della carne delle sue bestie?' Giob. 31:31
- (lo straniero non passava la notte fuori; le mie porte erano aperte al viandante), Giob. 31:32
- se, come fan gli uomini, ho coperto i miei falli celando nel petto la mia iniquità, Giob. 31:33
- Oh, avessi pure chi m'ascoltasse!... ecco qua la mia firma! l'Onnipotente mi risponda! Scriva l'avversario mio la sua querela, Giob. 31:35
- ed io la porterò attaccata alla mia spalla, me la cingerò come un diadema! Giob. 31:36
- Se la mia terra mi grida contro, se tutti i suoi solchi piangono, Giob. 31:38
- se ne ho mangiato il frutto senza pagarla, se ho fatto sospirare chi la coltivava, Giob. 31:39
- Dicevo: `Parleranno i giorni, e il gran numero degli anni insegnerà la sapienza'. Giob. 32:7
- Non avete dunque ragione di dire: `Abbiam trovato la sapienza! Dio soltanto lo farà cedere; non l'uomo!' Giob. 32:13
- Ecco, apro la bocca, la lingua parla sotto il mio palato. Giob. 33:2
- Nelle mie parole è la rettitudine del mio cuore; le mie labbra diran sinceramente quello che so. Giob. 33:3
- Lo spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell'Onnipotente mi dà la vita. Giob. 33:4
- per distoglier l'uomo dal suo modo d'agire e tener lungi da lui la superbia; Giob. 33:17
- per salvargli l'anima dalla fossa, la vita dal dardo mortale. Giob. 33:18
- la carne gli si consuma, e sparisce, mentre le ossa, prima invisibili, gli escon fuori, Giob. 33:21
- l'anima sua si avvicina alla fossa, e la sua vita a quelli che danno la morte. Giob. 33:22
- Allora la sua carne divien fresca più di quella d'un bimbo; egli torna ai giorni della sua giovinezza; Giob. 33:25
- Ed egli va cantando fra la gente e dice: `Avevo peccato, pervertito la giustizia, e non sono stato punito come meritavo. Giob. 33:27
- Iddio ha riscattato l'anima mia, onde non scendesse nella fossa e la mia vita si schiude alla luce!' Giob. 33:28
- per ritrarre l'anima di lui dalla fossa, perché su di lei splenda la luce della vita. Giob. 33:30
- Se no, tu dammi ascolto, taci, e t'insegnerò la saviezza. Giob. 33:33
- ho ragione, e passo da bugiardo; la mia ferita è incurabile, e sono senza peccato'. Giob. 34:6
- Uno che odiasse la giustizia potrebbe governare? E osi tu condannare il Giusto, il Potente, Giob. 34:17
- In un attimo, essi muoiono; nel cuor della notte, la gente del popolo è scossa e scompare, i potenti son portati via, senza man d'uomo. Giob. 34:20
- Quell'empio ha egli detto a Dio: `Io porto la mia pena, non farò più il male, Giob. 34:31
- Dovrà forse Iddio render la giustizia a modo tuo, che tu lo critichi? Ti dirà forse: `Scegli tu, non io, quello che sai, dillo'? Giob. 34:33
- La gente assennata e ogni uomo savio che m'ascolta, mi diranno: Giob. 34:34
- poiché aggiunge al peccato suo la ribellione, batte le mani in mezzo a noi, e moltiplica le sue parole contro Dio. Giob. 34:37
- Io ti darò la risposta: a te ed agli amici tuoi. Giob. 35:4
- La tua malvagità non nuoce che al tuo simile, e la tua giustizia non giova che ai figli degli uomini. Giob. 35:8
- Si grida per le molte oppressioni, si levano lamenti per la violenza dei grandi; Giob. 35:9
- E tu, quando dici che non lo scorgi, la causa tua gli sta dinanzi; sappilo aspettare! Giob. 35:14
- Ma ora, perché la sua ira non punisce, perch'egli non prende rigorosa conoscenza delle trasgressioni, Giob. 35:15
- Io trarrò la mia scienza da lontano e renderò giustizia a colui che m'ha fatto. Giob. 36:3
- Ecco, Iddio è potente, ma non disdegna nessuno; è potente per la forza dell'intelletto suo. Giob. 36:5
- Dio fa lor conoscere la lor condotta, le loro trasgressioni, giacché si sono insuperbiti; Giob. 36:9
- così muoiono nel fior degli anni, e la lor vita finisce come quella dei dissoluti; Giob. 36:14
- ma Dio libera l'afflitto mediante l'afflizione, e gli apre gli orecchi mediante la sventura. Giob. 36:15
- Te pure ei vuol trarre dalle fauci della distretta, al largo, dove non è più angustia, e coprir la tua mensa tranquilla di cibi succulenti. Giob. 36:16
- Ma, se giudichi le vie di Dio come fan gli empi, il giudizio e la sentenza di lui ti piomberanno addosso. Giob. 36:17
- Bada che la collera non ti trasporti alla bestemmia, e la grandezza del riscatto non t'induca a fuorviare! Giob. 36:18
- Farebbe egli caso delle tue ricchezze? Non han valore per lui, né l'oro, né tutta la possanza dell'opulenza. Giob. 36:19
- Chi gli prescrive la via da seguire? Chi osa dirgli: `Tu hai fatto male?' Giob. 36:23
- Egli attrae a sé le gocciole dell'acqua; dai vapori ch'egli ha formato stilla la pioggia. Giob. 36:27
- Le nubi la spandono, la rovesciano sulla folla de' mortali. Giob. 36:28
- Ecco, ora egli spiega intorno a sé la sua luce, or prende per coperta le profondità del mare. Giob. 36:30
- Dopo il lampo, una voce rugge; egli tuona con la sua voce maestosa; e quando s'ode la voce, il fulmine non è già più nella sua mano. Giob. 37:4
- Iddio tuona con la sua voce maravigliosamente; grandi cose egli fa che noi non intendiamo. Giob. 37:5
- Al soffio di Dio si forma il ghiaccio e si contrae la distesa dell'acque. Giob. 37:10
- ed esse, da lui guidate, vanno vagando nei lor giri per eseguir quanto ei loro comanda sopra la faccia di tutta la terra; Giob. 37:12
- Conosci tu l'equilibrio delle nuvole, le maraviglie di colui la cui scienza è perfetta? Giob. 37:16
- Sai tu come mai gli abiti tuoi sono caldi quando la terra s'assopisce sotto il soffio dello scirocco? Giob. 37:17
- Dov'eri tu quand'io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza. Giob. 38:4
- Chi ne fissò le dimensioni? giacché tu il sai! O chi tirò sovr'essa la corda da misurare? Giob. 38:5
- Su che furon poggiate le sue fondamenta, o chi ne pose la pietra angolare Giob. 38:6
- La terra si trasfigura come creta sotto il sigillo, e appar come vestita d'un ricco manto; Giob. 38:14
- Hai tu abbracciato collo sguardo l'ampiezza della terra? Parla, se la conosci tutta! Giob. 38:18
- Dov'è la via che guida al soggiorno della luce? E la tenebra dov'è la sua dimora? Giob. 38:19
- Per quali vie si diffonde la luce e si sparge il vento orientale sulla terra? Giob. 38:24
- Chi ha aperto i canali all'acquazzone e segnato la via al lampo dei tuoni, Giob. 38:25
- perché la pioggia cada sulla terra inabitata, sul deserto ove non sta alcun uomo, Giob. 38:26
- Ha forse la pioggia un padre? o chi genera le gocce della rugiada? Giob. 38:28
- Dal seno di chi esce il ghiaccio, e la brina del cielo chi la dà alla luce? Giob. 38:29
- Le acque, divenute come pietra, si nascondono, e la superficie dell'abisso si congela. Giob. 38:30
- Sei tu che, al suo tempo, fai apparire le costellazioni e guidi la grand'Orsa insieme a' suoi piccini? Giob. 38:32
- Puoi tu levar la voce fino alle nubi, e far che abbondanza di pioggia ti ricopra? Giob. 38:34
- allorché la polvere stemperata diventa come una massa in fusione e le zolle de' campi si saldan fra loro? Giob. 38:38
- Sei tu che cacci la preda per la leonessa, che sazi la fame de' leoncelli Giob. 38:39
- al quale ho dato per dimora il deserto, e la terra salata per abitazione? Giob. 39:6
- Il bufalo vorrà egli servirti o passar la notte presso alla tua mangiatoia? Giob. 39:9
- Ti fiderai di lui perché la sua forza è grande? Lascerai a lui il tuo lavoro? Giob. 39:11
- Conterai su lui perché ti porti a casa la raccolta e ti ammonti il grano sull'aia? Giob. 39:12
- No, poich'egli abbandona sulla terra le proprie uova e le lascia scaldar sopra la sabbia. Giob. 39:14
- Tratta duramente i suoi piccini, quasi non fosser suoi; la sua fatica sarà vana, ma ciò non lo turba, Giob. 39:16
- Sei tu che lo fai saltar come la locusta? Il fiero suo nitrito incute spavento. Giob. 39:20
- Raspa la terra nella valle ed esulta della sua forza; si slancia incontro alle armi. Giob. 39:21
- Gli risuona addosso il turcasso, la folgorante lancia e il dardo. Giob. 39:23
- Con fremente furia divora la terra. Non sta più fermo quando suona la tromba. Giob. 39:24
- Com'ode lo squillo, dice: Aha! e fiuta da lontano la battaglia, la voce tonante dei capi, e il grido di guerra. Giob. 39:25
- di là spia la preda, e i suoi occhi miran lontano. Giob. 39:29
- `Ecco, io son troppo meschino; che ti risponderei? Io mi metto la mano sulla bocca. Giob. 40:4
- Ho parlato una volta, ma non riprenderò la parola, due volte... ma non lo farò più. Giob. 40:5
- Hai tu un braccio pari a quello di Dio? o una voce che tuoni come la sua? Giob. 40:9
- Seppelliscili tutti assieme nella polvere, copri di bende la lor faccia nel buio della tomba! Giob. 40:13
- Allora, anch'io ti loderò, perché la tua destra t'avrà dato la vittoria. Giob. 40:14
- Ecco la sua forza è nei suoi lombi, e il vigor suo nei muscoli del ventre. Giob. 40:16
- Stende rigida come un cedro la coda; i nervi delle sue cosce sono intrecciati insieme. Giob. 40:17
- perché i monti gli producon la pastura; e là tutte le bestie de' campi gli scherzano intorno. Giob. 40:20
- Prenderai tu il coccodrillo all'amo? Gli assicurerai la lingua colla corda? Giob. 41:1
- Gli coprirai tu la pelle di dardi e la testa di ramponi? Giob. 41:7
- Ecco, fallace è la speranza di chi l'assale; basta scorgerlo e s'è atterrati. Giob. 41:9
- Chi l'ha mai spogliato della sua corazza? Chi è penetrato fra la doppia fila de' suoi denti? Giob. 41:13
- Nel suo collo risiede la forza, dinanzi a lui salta il terrore. Giob. 41:22
- Il suo cuore è duro come il sasso, duro come la macina di sotto. Giob. 41:24
- Invano lo si attacca con la spada; a nulla valgon lancia, giavellotto, corazza. Giob. 41:26
- La figlia dell'arco non lo mette in fuga; le pietre della fionda si mutano per lui in stoppia. Giob. 41:28
- Stoppia gli par la mazza e si ride del fremer della lancia. Giob. 41:29
- Dopo che ebbe rivolto questi discorsi a Giobbe, l'Eterno disse a Elifaz di Teman: `L'ira mia è accesa contro te e contro i tuoi due amici, perché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe. Giob. 42:7
- Ora dunque prendetevi sette tori e sette montoni, venite a trovare il mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi stessi. Il mio servo Giobbe pregherà per voi; ed io avrò riguardo a lui per non punir la vostra follia; poiché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe'. Giob. 42:8
- e chiamò la prima, Colomba; la seconda, Cassia; la terza, Cornustibia. Giob. 42:14
- Egli sarà come un albero piantato presso a rivi d'acqua, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e la cui fronda non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà. Sal. 1:3
- Poiché l'Eterno conosce la via dei giusti, ma la via degli empi mena alla rovina. Sal. 1:6
- Ma tu, o Eterno, sei uno scudo attorno a me, sei la mia gloria, colui che mi rialza il capo. Sal. 3:3
- Con la mia voce io grido all'Eterno, ed egli mi risponde dal monte della sua santità. Sela. Sal. 3:4
- All'Eterno appartiene la salvezza; la tua benedizione riposi sul tuo popolo! Sela. Sal. 3:8
- Quand'io grido, rispondimi, o Dio della mia giustizia; quand'ero in distretta, tu m'hai messo al largo; abbi pietà di me ed esaudisci la mia preghiera! Sal. 4:1
- Figliuoli degli uomini fino a quando sarà la mia gloria coperta d'obbrobrio? Fino a quando amerete vanità e andrete dietro a menzogna? Sela. Sal. 4:2
- Molti van dicendo: Chi ci farà veder la prosperità? O Eterno, fa' levare su noi la luce del tuo volto! Sal. 4:6
- Odi la voce del mio grido, o mio Re e mio Dio, perché a te rivolgo la mia preghiera. Sal. 5:2
- O Eterno, al mattino tu ascolterai la mia voce; al mattino ti offrirò la mia preghiera e aspetterò; Sal. 5:3
- Ma io, per la grandezza della tua benignità, entrerò nella tua casa; e, vòlto al tempio della tua santità, adorerò nel tuo timore. Sal. 5:7
- O Eterno, guidami per la tua giustizia, a cagion de' miei insidiatori; ch'io veda diritta innanzi a me la tua via; Sal. 5:8
- poiché in bocca loro non v'è sincerità, il loro interno è pieno di malizia; la loro gola è un sepolcro aperto, lusingano con la loro lingua. Sal. 5:9
- Condannali, o Dio! non riescano nei loro disegni! Scacciali per la moltitudine de' loro misfatti, poiché si son ribellati contro a te. Sal. 5:10
- E si rallegreranno tutti quelli che in te confidano; manderanno in perpetuo grida di gioia. Tu stenderai su loro la tua protezione, e quelli che amano il tuo nome festeggeranno in te, Sal. 5:11
- Ritraetevi da me, voi tutti operatori d'iniquità; poiché l'Eterno ha udita la voce del mio pianto. Sal. 6:8
- L'Eterno ha udita la mia supplicazione, l'Eterno accoglie la mia preghiera. Sal. 6:9
- perseguiti pure il nemico l'anima mia e la raggiunga, e calpesti al suolo la mia vita, e stenda la mia gloria nella polvere. Sela. Sal. 7:5
- L'Eterno giudica i popoli; giudica me, o Eterno, secondo la mia giustizia e la mia integrità. Sal. 7:8
- Deh, venga meno la malvagità de' malvagi, ma stabilisci il giusto; poiché sei l'Iddio giusto che prova i cuori e le reni. Sal. 7:9
- Se il malvagio non si converte egli aguzzerà la sua spada; egli ha teso l'arco suo e lo tien pronto; Sal. 7:12
- La sua malizia gli ritornerà sul capo, e la sua violenza gli scenderà sulla testa. Sal. 7:16
- Io loderò l'Eterno per la sua giustizia, e salmeggerò al nome dell'Eterno, dell'Altissimo. Sal. 7:17
- O Eterno, Signor nostro, quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra! O Tu che hai posta la tua maestà nei cieli. Sal. 8:1
- Quand'io considero i tuoi cieli, opra delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte - Sal. 8:3
- O Eterno, Signor nostro, quant'è magnifico il tuo nome in tutta la terra! Sal. 8:9
- Poiché tu hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; ti sei assiso sul trono come giusto giudice. Sal. 9:4
- È finita per il nemico! Son rovine perpetue! e delle città che tu hai distrutte perfin la memoria è perita. Sal. 9:6
- acciocché io racconti tutte le tue lodi. Nelle porte della figliuola di Sion, io festeggerò per la tua salvazione. Sal. 9:14
- Poiché il povero non sarà dimenticato per sempre, né la speranza de' miseri perirà in perpetuo. Sal. 9:18
- La sua bocca è piena di esecrazione, di frodi, e di oppressione; sotto la sua lingua v'è malizia ed iniquità. Sal. 10:7
- Egli dice nel cuor suo: Iddio dimentica, nasconde la sua faccia, mai lo vedrà. Sal. 10:11
- Lèvati, o Eterno! o Dio, alza la mano! Non dimenticare i miseri. Sal. 10:12
- Tu l'hai pur veduto; poiché tu riguardi ai travagli ed alle pene per prender la cosa in mano. A te si abbandona il meschino; tu sei l'aiutator dell'orfano. Sal. 10:14
- L'Eterno scruta il giusto, ma l'anima sua odia l'empio e colui che ama la violenza. Sal. 11:5
- Egli farà piovere sull'empio carboni accesi; zolfo e vento infocato sarà la parte del loro calice. Sal. 11:6
- Poiché l'Eterno è giusto; egli ama la giustizia; gli uomini retti contempleranno la sua faccia. Sal. 11:7
- L'Eterno recida tutte le labbra lusinghiere, la lingua che parla alteramente, Sal. 12:3
- Per l'oppressione dei miseri, per il grido d'angoscia de' bisognosi, ora mi leverò, dice l'Eterno; darò loro la salvezza alla quale anelano. Sal. 12:5
- Gli empi vanno attorno da tutte le parti quando la bassezza siede in alto tra i figliuoli degli uomini. Sal. 12:8
- Fino a quando, o Eterno, mi dimenticherai tu? sarà egli per sempre? Fino a quando mi nasconderai la tua faccia? Sal. 13:1
- Quant'è a me, io confido nella tua benignità; il mio cuore giubilerà per la tua salvazione; Sal. 13:5
- Ecco là, son presi da grande spavento perché Iddio è con la gente giusta. Sal. 14:5
- Oh, chi recherà da Sion la salvezza d'Israele? Quando l'Eterno ritrarrà dalla cattività il suo popolo, Giacobbe festeggerà, Israele si rallegrerà. Sal. 14:7
- che non calunnia con la sua lingua, né fa male alcuno al suo compagno, né getta vituperio contro il suo prossimo. Sal. 15:3
- e quanto ai santi che sono in terra essi sono la gente onorata in cui ripongo tutta la mia affezione. Sal. 16:3
- L'Eterno è la parte della mia eredità e il mio calice; tu mantieni quel che m'è toccato in sorte. Sal. 16:5
- La sorte è caduta per me in luoghi dilettevoli; una bella eredità mi è pur toccata! Sal. 16:6
- Io benedirò l'Eterno che mi consiglia; anche la notte le mie reni mi ammaestrano. Sal. 16:7
- Perciò il mio cuore si rallegra e l'anima mia festeggia; anche la mia carne dimorerà al sicuro; Sal. 16:9
- poiché tu non abbandonerai l'anima mia in poter della morte, né permetterai che il tuo santo vegga la fossa. Sal. 16:10
- O Eterno, ascolta la giustizia, attendi al mio grido; porgi l'orecchio alla mia preghiera che non viene da labbra di frode. Sal. 17:1
- Dalla tua presenza venga alla luce il mio diritto, gli occhi tuoi riconoscano la rettitudine. Sal. 17:2
- Tu hai scrutato il mio cuore, l'hai visitato nella notte; m'hai provato e non hai rinvenuto nulla; la mia bocca non trapassa il mio pensiero. Sal. 17:3
- Spiega le meraviglie della tua bontà, o tu che con la tua destra salvi quelli che cercano un rifugio contro ai loro avversari. Sal. 17:7
- Preservami come la pupilla dell'occhio, nascondimi all'ombra delle tue ali Sal. 17:8
- dagli empi che voglion la mia rovina, dai miei mortali nemici che mi circondano. Sal. 17:9
- Lèvati, o Eterno, vagli incontro, abbattilo; libera l'anima mia dall'empio con la tua spada; Sal. 17:13
- liberami, con la tua mano, dagli uomini, o Eterno, dagli uomini del mondo la cui parte è in questa vita, e il cui ventre tu empi co' tuoi tesori; hanno figliuoli in abbondanza, e lasciano il resto de' loro averi ai loro fanciulli. Sal. 17:14
- Quanto a me, per la mia giustizia, contemplerò la tua faccia, mi sazierò, al mio risveglio, della tua sembianza. Sal. 17:15
- L'Eterno è la mia ròcca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto ricetto. Sal. 18:2
- Nella mia distretta invocai l'Eterno e gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio e il mio grido pervenne a lui, ai suoi orecchi. Sal. 18:6
- Allora la terra fu scossa e tremò, i fondamenti de' monti furono smossi e scrollati; perch'egli era acceso d'ira. Sal. 18:7
- avea fatto delle tenebre la sua stanza nascosta, avea posto intorno a sé per suo padiglione l'oscurità dell'acque, le dense nubi de' cieli. Sal. 18:11
- L'Eterno tuonò ne' cieli e l'Altissimo diè fuori la sua voce con gragnuola e con carboni accesi. Sal. 18:13
- Egli distese dall'alto la mano e mi prese, mi trasse fuori delle grandi acque. Sal. 18:16
- L'Eterno mi ha retribuito secondo la mia giustizia, mi ha reso secondo la purità delle mie mani, Sal. 18:20
- Ond'è che l'Eterno m'ha reso secondo la mia giustizia, secondo la purità delle mie mani nel suo cospetto. Sal. 18:24
- poiché tu sei quel che salvi la gente afflitta e fai abbassare gli occhi alteri. Sal. 18:27
- Sì, tu sei quel che fa risplendere la mia lampada; l'Eterno, il mio Dio, è quel che illumina le mie tenebre. Sal. 18:28
- La via di Dio è perfetta; la parola dell'Eterno è purgata col fuoco; egli è lo scudo di tutti quelli che sperano in lui. Sal. 18:30
- l'Iddio che mi cinge di forza e rende la mia via perfetta? Sal. 18:32
- Tu m'hai anche dato lo scudo della tua salvezza, e la tua destra m'ha sostenuto, e la tua benignità m'ha fatto grande. Sal. 18:35
- Tu hai allargato la via ai miei passi; e i miei piedi non hanno vacillato. Sal. 18:36
- Tu m'hai cinto di forza per la guerra; tu hai fatto piegare sotto di me i miei avversari; Sal. 18:39
- Vive l'Eterno! Sia benedetta la mia ròcca! E sia esaltato l'Iddio della mia salvezza! Sal. 18:46
- l'Iddio che fa la mia vendetta! e mi sottomette i popoli, Sal. 18:47
- Grandi liberazioni egli accorda al suo re, ed usa benignità verso il suo unto, verso Davide e la sua progenie in perpetuo. Sal. 18:50
- I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani. Sal. 19:1
- Non hanno favella, né parole; la loro voce non s'ode. Sal. 19:3
- Ma il loro suono esce fuori per tutta la terra, e i loro accenti vanno fino all'estremità del mondo. Quivi Iddio ha posto una tenda per il sole, Sal. 19:4
- La sua uscita è da una estremità de' cieli, e il suo giro arriva fino all'altra estremità; e niente è nascosto al suo calore. Sal. 19:6
- La legge dell'Eterno è perfetta, ella ristora l'anima; la testimonianza dell'Eterno è verace, rende savio il semplice. Sal. 19:7
- Siano grate nel tuo cospetto le parole della mia bocca e la meditazione del cuor mio, o Eterno, mia ròcca e mio redentore! Sal. 19:14
- Noi canteremo d'allegrezza per la tua vittoria, e alzeremo le nostre bandiere nel nome dell'Iddio nostro. L'Eterno esaudisca tutte le tue domande. Sal. 20:5
- O Eterno, il re si rallegra nella tua forza; ed oh quanto esulta per la tua salvezza! Sal. 21:1
- Tu gli hai dato il desiderio del suo cuore e non gli hai rifiutata la richiesta delle sue labbra. Sela. Sal. 21:2
- Grande è la sua gloria mercé la tua salvezza. Tu lo rivesti di maestà e di magnificenza; Sal. 21:5
- Perché il re si confida nell'Eterno, e, per la benignità dell'Altissimo, non sarà smosso. Sal. 21:7
- La tua mano troverà tutti i tuoi nemici; la tua destra raggiungerà quelli che t'odiano. Sal. 21:8
- Tu farai sparire il loro frutto dalla terra e la loro progenie di tra i figli degli uomini; Sal. 21:10
- Innalzati, o Eterno, con la tua forza; noi canteremo e celebreremo la tua potenza. Sal. 21:13
- apron la loro gola contro a me, come un leone rapace e ruggente. Sal. 22:13
- Io son come acqua che si sparge, e tutte le mie ossa si sconnettono; il mio cuore è come la cera, si strugge in mezzo alle mie viscere. Sal. 22:14
- Il mio vigore s'inaridisce come terra cotta, e la lingua mi s'attacca al palato; tu m'hai posto nella polvere della morte. Sal. 22:15
- spartiscon fra loro i miei vestimenti e tirano a sorte la mia veste. Sal. 22:18
- Tu dunque, o Eterno, non allontanarti, tu che sei la mia forza, t'affretta a soccorrermi. Sal. 22:19
- O voi che temete l'Eterno, lodatelo! Glorificatelo voi, tutta la progenie di Giacobbe, e voi tutta la progenie d'Israele, abbiate timor di lui! Sal. 22:23
- Poich'egli non ha sprezzata né disdegnata l'afflizione dell'afflitto, e non ha nascosta la sua faccia da lui; ma quand'ha gridato a lui, ei l'ha esaudito. Sal. 22:24
- La posterità lo servirà; si parlerà del Signore alla ventura generazione. Sal. 22:30
- Essi verranno e proclameranno la sua giustizia, e al popolo che nascerà diranno come egli ha operato. Sal. 22:31
- Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei male alcuno, perché tu sei meco; il tuo bastone e la tua verga son quelli che mi consolano. Sal. 23:4
- Tu apparecchi davanti a me la mensa al cospetto dei miei nemici; tu ungi il mio capo con olio; la mia coppa trabocca. Sal. 23:5
- All'Eterno appartiene la terra e tutto ciò ch'è in essa, il mondo e i suoi abitanti. Sal. 24:1
- Tale è la generazione di quelli che lo cercano, di quelli che cercan la tua faccia, o Dio di Giacobbe. Sela. Sal. 24:6
- Non ti ricordar de' peccati della mia giovinezza, né delle mie trasgressioni; secondo la tua benignità ricordati di me per amor della tua bontà, o Eterno. Sal. 25:7
- L'Eterno è buono e diritto; perciò insegnerà la via ai peccatori. Sal. 25:8
- Guiderà i mansueti nella giustizia, insegnerà ai mansueti la sua via. Sal. 25:9
- Per amor del tuo nome, o Eterno, perdona la mia iniquità, perch'ella è grande. Sal. 25:11
- Chi è l'uomo che tema l'Eterno? Ei gl'insegnerà la via che deve scegliere. Sal. 25:12
- L'anima sua dimorerà nel benessere, e la sua progenie erederà la terra. Sal. 25:13
- Vedi la mia afflizione ed il mio affanno, e perdonami tutti i miei peccati. Sal. 25:18
- L'integrità e la dirittura mi proteggano, perché spero in te. Sal. 25:21
- Poiché ho davanti agli occhi la tua benignità e cammino nella tua verità. Sal. 26:3
- O Eterno, io amo il soggiorno della tua casa e il luogo ove risiede la tua gloria. Sal. 26:8
- Non metter l'anima mia in un fascio coi peccatori, né la mia vita con gli uomini di sangue, Sal. 26:9
- nelle cui mani è scelleratezza, e la cui destra è colma di presenti. Sal. 26:10
- L'Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L'Eterno è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura? Sal. 27:1
- Quando i malvagi che mi sono avversari e nemici, m'hanno assalito per divorar la mia carne, eglino stessi han vacillato e sono caduti. Sal. 27:2
- Quand'anche un esercito si accampasse contro a me, il mio cuore non avrebbe paura; quand'anche la guerra si levasse contro a me, anche allora sarei fiducioso. Sal. 27:3
- Una cosa ho chiesto all'Eterno, e quella ricerco: ch'io dimori nella casa dell'Eterno tutti i giorni della mia vita, per mirare la bellezza dell'Eterno e meditare nel suo tempio. Sal. 27:4
- O Eterno, ascolta la mia voce, io t'invoco; abbi pietà di me, e rispondimi. Sal. 27:7
- Il mio cuore mi dice da parte tua: Cercate la mia faccia! Io cerco la tua faccia, o Eterno. Sal. 27:8
- O Eterno, insegnami la tua via, e guidami per un sentiero diritto, a cagione de' miei nemici. Sal. 27:11
- Ah! se non avessi avuto fede di veder la bontà dell'Eterno sulla terra de' viventi!... Sal. 27:13
- Ascolta la voce delle mie supplicazioni quando grido a te, quando alzo le mani verso il santuario della tua santità. Sal. 28:2
- Non trascinarmi via con gli empi e con gli operatori d'iniquità, i quali parlano di pace col prossimo, ma hanno la malizia nel cuore. Sal. 28:3
- Rendi loro secondo le loro opere, secondo la malvagità de' loro atti; rendi loro secondo l'opera delle loro mani; da' loro ciò che si meritano. Sal. 28:4
- Benedetto sia l'Eterno, poiché ha udito la voce delle mie supplicazioni. Sal. 28:6
- L'Eterno è la mia forza ed il mio scudo; in lui s'è confidato il mio cuore, e sono stato soccorso; perciò il mio cuore festeggia, ed io lo celebrerò col mio cantico. Sal. 28:7
- L'Eterno è la forza del suo popolo; egli è un baluardo di salvezza per il suo unto. Sal. 28:8
- Salva il tuo popolo e benedici la tua eredità; e pascili, e sostienli in perpetuo. Sal. 28:9
- Date all'Eterno la gloria dovuta al suo nome; adorate l'Eterno, con santa magnificenza. Sal. 29:2
- La voce dell'Eterno è sulle acque; l'Iddio di gloria tuona; l'Eterno è sulle grandi acque. Sal. 29:3
- La voce dell'Eterno è potente, la voce dell'Eterno è piena di maestà. Sal. 29:4
- La voce dell'Eterno rompe i cedri; l'Eterno spezza i cedri del Libano. Sal. 29:5
- La voce dell'Eterno fa guizzare fiamme di fuoco. Sal. 29:7
- La voce dell'Eterno fa tremare il deserto; l'Eterno fa tremare il deserto di Cades. Sal. 29:8
- La voce dell'Eterno fa partorire le cerve e sfronda le selve. E nel suo tempio tutto esclama: Gloria! Sal. 29:9
- O Eterno, tu hai fatto risalir l'anima mia dal soggiorno de' morti, tu m'hai ridato la vita perch'io non scendessi nella fossa. Sal. 30:3
- Salmeggiate all'Eterno, voi suoi fedeli, e celebrate la memoria della sua santità. Sal. 30:4
- Poiché l'ira sua è sol per un momento, ma la sua benevolenza è per tutta una vita. La sera alberga da noi il pianto; ma la mattina viene il giubilo. Sal. 30:5
- O Eterno, per il tuo favore, avevi reso forte il mio monte; tu nascondesti la tua faccia, ed io fui smarrito. Sal. 30:7
- Che profitto avrai dal mio sangue s'io scendo nella fossa? Forse che la polvere ti celebrerà? predicherà essa la tua verità? Sal. 30:9
- O Eterno, io mi son confidato in te, fa' ch'io non sia giammai confuso; liberami per la tua giustizia. Sal. 31:1
- Poiché tu sei la mia ròcca e la mia fortezza; per amor del tuo nome guidami e conducimi. Sal. 31:3
- Io festeggerò e mi rallegrerò per la tua benignità; poiché tu hai veduta la mia afflizione, hai preso conoscenza delle distrette dell'anima mia, Sal. 31:7
- Poiché la mia vita vien meno dal dolore e i miei anni per il sospirare; la forza m'è venuta a mancare per la mia afflizione, e le mie ossa si consumano. Sal. 31:10
- Perché odo il diffamare di molti, spavento m'è d'ogn'intorno, mentr'essi si consigliano a mio danno, e macchinano di tormi la vita. Sal. 31:13
- Fa' risplendere il tuo volto sul tuo servitore; salvami per la tua benignità. Sal. 31:16
- Quant'è grande la bontà che tu riserbi a quelli che ti temono, e di cui dai prova in presenza de' figliuoli degli uomini, verso quelli che si confidano in te! Sal. 31:19
- Sia benedetto l'Eterno! poich'egli ha reso mirabile la sua benignità per me, ponendomi come in una città fortificata. Sal. 31:21
- Quanto a me, nel mio smarrimento, dicevo: Io son reietto dalla tua presenza; ma tu hai udita la voce delle mie supplicazioni, quand'ho gridato a te. Sal. 31:22
- Beato colui la cui trasgressione è rimessa e il cui peccato è coperto! Sal. 32:1
- Poiché giorno e notte la tua mano s'aggravava su me, il mio succo vitale s'era mutato come per arsura d'estate. Sela. Sal. 32:4
- Io t'ho dichiarato il mio peccato, non ho coperta la mia iniquità. Io ho detto: Confesserò le mie trasgressioni all'Eterno; e tu hai perdonato l'iniquità del mio peccato. Sela. Sal. 32:5
- Io t'ammaestrerò e t'insegnerò la via per la quale devi camminare; io ti consiglierò e avrò gli occhi su te. Sal. 32:8
- Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto, la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia, altrimenti non ti s'accostano! Sal. 32:9
- Molti dolori aspettano l'empio; ma chi confida nell'Eterno, la sua grazia lo circonderà. Sal. 32:10
- Giubilate, o giusti, nell'Eterno; la lode s'addice agli uomini retti. Sal. 33:1
- Celebrate l'Eterno con la cetra; salmeggiate a lui col saltèro a dieci corde. Sal. 33:2
- Poiché la parola dell'Eterno è diritta e tutta l'opera sua è fatta con fedeltà. Sal. 33:4
- Egli ama la giustizia e l'equità; la terra è piena della benignità dell'Eterno. Sal. 33:5
- Tutta la terra tema l'Eterno; lo paventino tutti gli abitanti del mondo. Sal. 33:8
- Poich'egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa sorse. Sal. 33:9
- Beata la nazione il cui Dio è l'Eterno; beato il popolo ch'egli ha scelto per sua eredità. Sal. 33:12
- Il re non è salvato per grandezza d'esercito; il prode non scampa per la sua gran forza. Sal. 33:16
- La tua benignità, o Eterno, sia sopra noi, poiché noi abbiamo sperato in te. Sal. 33:22
- Io benedirò l'Eterno in ogni tempo; la sua lode sarà del continuo nella mia bocca. Sal. 34:1
- Guarda la tua lingua dal male e le tue labbra dal parlar con frode. Sal. 34:13
- Dipartiti dal male e fa' il bene; cerca la pace, e procacciala. Sal. 34:14
- La faccia dell'Eterno è contro quelli che fanno il male per sterminare di sulla terra la loro memoria. Sal. 34:16
- La malvagità farà perire il malvagio, e quelli che odiano il giusto saranno condannati. Sal. 34:21
- Prendi lo scudo e la targa e lèvati in mio aiuto. Sal. 35:2
- Tira fuori la lancia e chiudi il passo ai miei persecutori; di' all'anima mia: Io son la tua salvezza. Sal. 35:3
- Sian confusi e svergognati quelli che cercano l'anima mia; voltin le spalle e arrossiscano quei che macchinano la mia rovina. Sal. 35:4
- Sia la via loro tenebrosa e sdrucciolevole, e l'insegua l'angelo dell'Eterno. Sal. 35:6
- Poiché, senza cagione, m'hanno teso di nascosto la loro rete, senza cagione hanno scavato una fossa per togliermi la vita. Sal. 35:7
- Camminavo triste come per la perdita d'un amico, d'un fratello, andavo chino, abbrunato, come uno che pianga sua madre. Sal. 35:14
- Poiché non parlan di pace, anzi macchinan frodi contro la gente pacifica del paese. Sal. 35:20
- Apron larga la bocca contro me e dicono: Ah, ah! l'occhio nostro l'ha visto. Sal. 35:21
- Risvegliati, destati, per farmi ragione, o mio Dio, mio Signore, per difender la mia causa. Sal. 35:23
- Giudicami secondo la tua giustizia, o Eterno, Iddio mio, e fa' ch'essi non si rallegrino su me; Sal. 35:24
- Cantino e si rallegrino quelli che si compiacciono della mia giustizia, e dican del continuo: Magnificato sia l'Eterno che vuole la pace del suo servitore! Sal. 35:27
- E la mia lingua parlerà della tua giustizia, e dirà del continuo la tua lode. Sal. 35:28
- Essa lo lusinga che la sua empietà non sarà scoperta né presa in odio. Sal. 36:2
- O Eterno, la tua benignità va fino al cielo, e la tua fedeltà fino alle nuvole. Sal. 36:5
- La tua giustizia è come le montagne di Dio, i tuoi giudizi sono un grande abisso. O Eterno, tu conservi uomini e bestie. Sal. 36:6
- O Dio, com'è preziosa la tua benignità! Perciò i figliuoli degli uomini si rifugiano all'ombra delle tue ali, Sal. 36:7
- Poiché in te è la fonte della vita, e per la tua luce noi vediamo la luce. Sal. 36:9
- Continua la tua benignità verso di quelli che ti conoscono, e la tua giustizia verso i retti di cuore. Sal. 36:10
- Non mi venga sopra il piè del superbo, e la mano degli empi non mi metta in fuga. Sal. 36:11
- Confidati nell'Eterno e fa' il bene; abita il paese e coltiva la fedeltà. Sal. 37:3
- Rimetti la tua sorte nell'Eterno; confidati in lui, ed egli opererà. Sal. 37:5
- Egli farà risplendere la tua giustizia come la luce, e il tuo diritto come il mezzodì. Sal. 37:6
- Poiché i malvagi saranno sterminati; ma quelli che sperano nell'Eterno possederanno la terra. Sal. 37:9
- Ma i mansueti erederanno la terra e godranno abbondanza di pace. Sal. 37:11
- Gli empi han tratto la spada e teso il loro arco per abbattere il misero e il bisognoso, per sgozzare quelli che vanno per la via diritta. Sal. 37:14
- La loro spada entrerà loro nel cuore, e gli archi loro saranno rotti. Sal. 37:15
- L'Eterno conosce i giorni degli uomini integri; e la loro eredità durerà in perpetuo. Sal. 37:18
- Poiché quelli che Dio benedice erederanno la terra, ma quelli ch'ei maledice saranno sterminati. Sal. 37:22
- Se cade, non è però atterrato, perché l'Eterno lo sostiene per la mano. Sal. 37:24
- Io sono stato giovane e son anche divenuto vecchio, ma non ho visto il giusto abbandonato, né la sua progenie accattare il pane. Sal. 37:25
- Egli tutti i giorni è pietoso e presta, e la sua progenie è in benedizione. Sal. 37:26
- Poiché l'Eterno ama la giustizia e non abbandona i suoi santi; essi son conservati in perpetuo; ma la progenie degli empi sarà sterminata. Sal. 37:28
- I giusti erederanno la terra e l'abiteranno in perpetuo. Sal. 37:29
- La bocca del giusto proferisce sapienza e la sua lingua pronunzia giustizia. Sal. 37:30
- La legge del suo Dio è nel suo cuore; i suoi passi non vacilleranno. Sal. 37:31
- Aspetta l'Eterno e osserva la sua via; egli t'innalzerà perché tu eredi la terra; e quando gli empi saranno sterminati, tu lo vedrai. Sal. 37:34
- mentre i trasgressori saranno tutti quanti distrutti; la posterità degli empi sarà sterminata. Sal. 37:38
- Ma la salvezza dei giusti procede dall'Eterno; egli è la loro fortezza nel tempo della distretta. Sal. 37:39
- Poiché le tue saette si sono confitte in me, e la tua mano m'è calata addosso. Sal. 38:2
- Le mie piaghe son fetide e purulenti per la mia follia. Sal. 38:5
- Il mio cuore palpita, la mia forza mi lascia, ed anche la luce de' miei occhi m'è venuta meno. Sal. 38:10
- Quelli che cercan la mia vita mi tendono reti, e quelli che procurano il mio male proferiscon cose maligne e tutto il giorno meditano frodi. Sal. 38:12
- Ma io, come un sordo, non odo: son come un muto che non apre la bocca. Sal. 38:13
- Io confesso la mia iniquità, e sono angosciato per il mio peccato. Sal. 38:18
- Io dicevo: Farò attenzione alle mie vie per non peccare con la mia lingua; metterò un freno alla mia bocca, finché l'empio mi starà davanti. Sal. 39:1
- Il mio cuore si riscaldava dentro di me; mentre meditavo, un fuoco s'è acceso; allora la mia lingua ha parlato. Sal. 39:3
- O Eterno, fammi conoscere la mia fine e qual è la misura de' miei giorni. Fa' ch'io sappia quanto son frale. Sal. 39:4
- Ecco tu hai ridotto i miei giorni alla lunghezza di qualche palmo, e la mia durata è come nulla dinanzi a te; certo, ogni uomo, benché saldo in piè, non è che vanità. Sela. Sal. 39:5
- E ora, o Signore, che aspetto? La mia speranza è in te. Sal. 39:7
- Quando castigando l'iniquità tu correggi l'uomo, tu distruggi come la tignuola quel che ha di più caro; certo, ogni uomo non è che vanità. Sela. Sal. 39:11
- O Eterno, ascolta la mia preghiera, e porgi l'orecchio al mio grido; non esser sordo alle mie lacrime; poiché io sono uno straniero presso a te, un pellegrino, come tutti i miei padri. Sal. 39:12
- Beato l'uomo che ripone nell'Eterno la sua fiducia, e non riguarda ai superbi né a quei che si svian dietro alla menzogna! Sal. 40:4
- Dio mio, io prendo piacere a far la tua volontà, e la tua legge è dentro al mio cuore. Sal. 40:8
- Io ho proclamato la tua giustizia nella grande assemblea; ecco, io non tengo chiuse le mie labbra, tu lo sai, o Eterno. Sal. 40:9
- Io non ho nascosto la tua giustizia entro il mio cuore; ho narrato la tua fedeltà e la tua salvezza; non ho celato la tua benignità né la tua verità alla grande assemblea. Sal. 40:10
- Tu, o Eterno, non rifiutarmi le tue compassioni; la tua benignità e la tua verità mi guardino del continuo! Sal. 40:11
- Restino muti di stupore per la loro ignominia quelli che mi dicono: Ah, ah!... Sal. 40:15
- Gioiscano e si rallegrino in te, tutti quelli che ti cercano; quelli che amano la tua salvezza dicano del continuo: Sia magnificato l'Eterno! Sal. 40:16
- Come la cerva agogna i rivi dell'acque, così l'anima mia agogna te, o Dio. Sal. 42:1
- Non posso non ricordare con profonda commozione il tempo in cui procedevo con la folla e la guidavo alla casa di Dio, tra i canti di giubilo e di lode d'una moltitudine in festa. Sal. 42:4
- Perché t'abbatti anima mia? perché ti commuovi in me? Spera in Dio, perch'io lo celebrerò ancora; egli è la mia salvezza e il mio Dio. Sal. 42:5
- L'Eterno, di giorno, mandava la sua benignità, e la notte eran meco i suoi cantici, la preghiera all'Iddio della mia vita. Sal. 42:8
- Io dirò a Dio, ch'è la mia ròcca: Perché mi hai dimenticato? Perché vo io vestito a bruno per l'oppression del nemico? Sal. 42:9
- Perché t'abbatti anima mia? perché ti commuovi in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è la mia salvezza e il mio Dio. Sal. 42:11
- Fammi ragione, o Dio, difendi la mia causa contro un'empia gente; liberami dall'uomo frodolento e iniquo. Sal. 43:1
- Poiché tu sei l'Iddio ch'è la mia fortezza; perché mi hai rigettato? Perché vo io vestito a bruno per l'oppression del nemico? Sal. 43:2
- Manda la tua luce e la tua verità; mi guidino esse, mi conducano al monte della tua santità, nei tuoi tabernacoli. Sal. 43:3
- Allora andrò all'altare di Dio, all'Iddio, ch'è la mia allegrezza ed il mio giubilo; e ti celebrerò con la cetra, o Dio, Dio mio! Sal. 43:4
- Perché t'abbatti anima mia? perché ti commuovi in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è la mia salvezza ed il mio Dio. Sal. 43:5
- Tu con la tua mano scacciasti le nazioni e stabilisti i nostri padri; distruggesti dei popoli per estender loro. Sal. 44:2
- Poiché essi non conquistarono il paese con la loro spada, né fu il loro braccio che li salvò, ma la tua destra, il tuo braccio, la luce del tuo volto, perché li gradivi. Sal. 44:3
- Tu sei il mio re, o Dio, ordina la salvezza di Giacobbe! Sal. 44:4
- Poiché non è nel mio arco che io confido, e non è la mia spada che mi salverà; Sal. 44:6
- Tu ci rendi la favola delle nazioni, e i popoli scuotono il capo, quando si tratta di noi. Sal. 44:14
- Tuttodì l'onta mia mi sta dinanzi, e la vergogna mi cuopre la faccia Sal. 44:15
- Perché nascondi la tua faccia e dimentichi la nostra afflizione e la nostra oppressione? Sal. 44:24
- Mi ferve in cuore una parola soave; io dico: l'opera mia è per un re; la mia lingua sarà come la penna d'un veloce scrittore. Sal. 45:1
- Tu sei bello, più bello di tutti i figliuoli degli uomini; la grazia è sparsa sulle tue labbra; perciò Iddio ti ha benedetto in eterno. Sal. 45:2
- Cingiti la spada al fianco, o prode; vestiti della tua gloria e della tua magnificenza. Sal. 45:3
- E, nella tua magnificenza, avanza sul carro, per la causa della verità, della clemenza e della giustizia; e la tua destra ti farà vedere cose tremende. Sal. 45:4
- Tu ami la giustizia e odii l'empietà. Perciò Iddio, l'Iddio tuo, ti ha unto d'olio di letizia a preferenza de' tuoi colleghi. Sal. 45:7
- Tutti i tuoi vestimenti sanno di mirra, d'aloe, di cassia; dai palazzi d'avorio la musica degli strumenti ti rallegra. Sal. 45:8
- Figliuole di re son fra le tue dame d'onore, alla tua destra sta la regina, adorna d'oro d'Ophir. Sal. 45:9
- Ascolta, o fanciulla, e guarda e porgi l'orecchio; dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; Sal. 45:10
- E la figliuola di Tiro, con de' doni, e i ricchi del popolo ricercheranno il tuo favore. Sal. 45:12
- Tutta splendore è la figliuola del re, nelle sue stanze; la sua veste è tutta trapunta d'oro. Sal. 45:13
- I tuoi figliuoli prenderanno il posto de' tuoi padri; tu li costituirai principi per tutta la terra. Sal. 45:16
- Perciò noi non temeremo, anche quando fosse sconvolta la terra, quando i monti fossero smossi in seno ai mari, Sal. 46:2
- V'è un fiume, i cui rivi rallegrano la città di Dio, il luogo santo della dimora dell'Altissimo. Sal. 46:4
- Iddio è nel mezzo di lei; essa non sarà smossa. Iddio la soccorrerà allo schiarire del mattino. Sal. 46:5
- Le nazioni romoreggiano, i regni si commuovono; egli fa udire la sua voce, la terra si strugge. Sal. 46:6
- Poiché l'Eterno, l'Altissimo, è tremendo, re supremo su tutta la terra. Sal. 47:2
- Egli scelse per noi la nostra eredità, gloria di Giacobbe ch'egli ama. Sela. Sal. 47:4
- Poiché Dio è re di tutta la terra; cantategli un bell'inno. Sal. 47:7
- Bello si erge, gioia di tutta la terra, il monte di Sion, dalle parti del settentrione, bella è la città del gran re. Sal. 48:2
- Appena la videro, rimasero attoniti, smarriti, si misero in fuga, Sal. 48:5
- Quel che avevamo udito l'abbiamo veduto nella città dell'Eterno degli eserciti, nella città del nostro Dio. Dio la renderà stabile in perpetuo. Sela. Sal. 48:8
- O Dio, qual è il tuo nome, tale è la tua lode fino all'estremità della terra; la tua destra è piena di giustizia. Sal. 48:10
- Poiché questo Dio è il nostro Dio in sempiterno; egli sarà la nostra guida fino alla morte. Sal. 48:14
- La mia bocca proferirà cose savie, e la meditazione del mio cuore sarà piena di senno. Sal. 49:3
- Non può farsi ch'ei continui a vivere in perpetuo e non vegga la fossa. Sal. 49:9
- Perché la vedrà. I savi muoiono; periscono del pari il pazzo e lo stolto e lasciano ad altri i loro beni. Sal. 49:10
- Son cacciati come pecore nel soggiorno de' morti; la morte è il loro pastore; ed al mattino gli uomini retti li calpestano. La lor gloria ha da consumarsi nel soggiorno de' morti, né avrà altra dimora. Sal. 49:14
- Non temere quand'uno s'arricchisce, quando si accresce la gloria della sua casa. Sal. 49:16
- Perché, quando morrà, non porterà seco nulla; la sua gloria non scenderà dietro a lui. Sal. 49:17
- Benché tu, mentre vivi, ti reputi felice, e la gente ti lodi per i godimenti che ti procuri, Sal. 49:18
- tu te ne andrai alla generazione de' tuoi padri, che non vedranno mai più la luce. Sal. 49:19
- Il Potente, Iddio, l'Eterno ha parlato e ha convocato la terra dal sol levante al ponente. Sal. 50:1
- Egli chiama i cieli di sopra e la terra per assistere al giudicio del suo popolo: Sal. 50:4
- E i cieli proclameranno la sua giustizia; perché Dio stesso sta per giudicare. Sela. Sal. 50:6
- Io conosco tutti gli uccelli dei monti, e quel che si muove per la campagna è a mia disposizione. Sal. 50:11
- A te che odii la correzione e ti getti dietro alle spalle le mie parole? Sal. 50:17
- Tu abbandoni la tua bocca al male, e la tua lingua intesse frodi. Sal. 50:19
- Chi mi offre il sacrifizio della lode mi glorifica, e a chi regola bene la sua condotta, io farò vedere la salvezza di Dio. Sal. 50:23
- Abbi pietà di me, o Dio, secondo la tua benignità; secondo la moltitudine delle tue compassioni, cancella i miei misfatti. Sal. 51:1
- Ecco, io sono stato formato nella iniquità, e la madre mia mi ha concepito nel peccato. Sal. 51:5
- Ecco, tu ami la sincerità nell'interiore; insegnami dunque sapienza nel segreto del cuore. Sal. 51:6
- Nascondi la tua faccia dai miei peccati, e cancella tutte le mie iniquità. Sal. 51:9
- Rendimi la gioia della tua salvezza e fa' che uno spirito volonteroso mi sostenga. Sal. 51:12
- Liberami dal sangue versato, o Dio, Dio della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà la tua giustizia. Sal. 51:14
- Signore, aprimi le labbra, e la mia bocca pubblicherà la tua lode. Sal. 51:15
- Fa' del bene a Sion, per la tua benevolenza; edifica le mura di Gerusalemme. Sal. 51:18
- Perché ti glorii del male, uomo potente? La benignità di Dio dura per sempre. Sal. 52:1
- La tua lingua medita rovine; essa è simile a un rasoio affilato, o artefice d'inganni. Sal. 52:2
- Tu ami il male più che il bene, e la menzogna più che il parlar secondo giustizia. Sela. Sal. 52:3
- Ecco l'uomo che non avea fatto di Dio la sua fortezza, ma confidava nell'abbondanza delle sue ricchezze, e si faceva forte della sua perversità! Sal. 52:7
- Lo stolto ha detto nel suo cuore: Non c'è Dio. Si sono corrotti, si son resi abominevoli con la loro malvagità, non v'è alcuno che faccia il bene. Sal. 53:1
- Oh chi recherà da Sion la salvezza d'Israele? Quando Iddio farà ritornare gli esuli del suo popolo, Giacobbe festeggerà, Israele si rallegrerà. Sal. 53:6
- O Dio, salvami per il tuo nome, e fammi giustizia per la tua potenza. Sal. 54:1
- O Dio, ascolta la mia preghiera, porgi orecchio alle parole della mia bocca! Sal. 54:2
- Porgi orecchio alla mia preghiera, o Dio, e non rifiutar di udir la mia supplicazione. Sal. 55:1
- per la voce del nemico, per l'oppressione dell'empio; poiché mi gettano addosso delle iniquità e mi perseguitano con furore. Sal. 55:3
- onde ho detto: Oh avess'io delle ali come la colomba! me ne volerei via, e troverei riposo. Sal. 55:6
- Giorno e notte essi fanno la ronda sulle sue mura; dentro di essa sono iniquità e vessazioni. Sal. 55:10
- Insieme avevamo dolci colloqui, insieme ce n'andavamo tra la folla alla casa di Dio. Sal. 55:14
- Li sorprenda la morte! Scendano vivi nel soggiorno de' morti! poiché nelle lor dimore e dentro di loro non v'è che malvagità. Sal. 55:15
- La sera, la mattina e sul mezzodì mi lamenterò e gemerò, ed egli udrà la mia voce. Sal. 55:17
- Il nemico ha steso la mano contro quelli ch'erano in pace con lui, ha violato il patto concluso. Sal. 55:20
- La sua bocca è più dolce del burro, ma nel cuore ha la guerra; le sue parole son più morbide dell'olio, ma son spade sguainate. Sal. 55:21
- Coll'aiuto di Dio celebrerò la sua parola; in Dio confido, e non temerò; che mi può fare il mortale? Sal. 56:4
- Si radunano, stanno in agguato, spiano i miei passi, come gente che vuole la mia vita. Sal. 56:6
- Rendi loro secondo la loro iniquità! O Dio, abbatti i popoli nella tua ira! Sal. 56:7
- Coll'aiuto di Dio celebrerò la sua parola; coll'aiuto dell'Eterno celebrerò la sua parola. Sal. 56:10
- Egli manderà dal cielo a salvarmi. Mentre colui che anela a divorarmi m'oltraggia, Sela. Iddio manderà la sua grazia e la sua fedeltà. Sal. 57:3
- L'anima mia è in mezzo a leoni; dimoro tra gente che vomita fiamme, in mezzo ad uomini, i cui denti son lance e saette, e la cui lingua è una spada acuta. Sal. 57:4
- Innàlzati, o Dio, al disopra de' cieli, risplenda su tutta la terra la tua gloria! Sal. 57:5
- perché grande fino al cielo è la tua benignità, e la tua fedeltà fino alle nuvole. Sal. 57:10
- Innàlzati, o Dio, al di sopra de' cieli, risplenda su tutta la terra la tua gloria! Sal. 57:11
- Anzi, nel cuore voi commettete delle iniquità; nel paese, voi gettate nella bilancia la violenza delle vostre mani. Sal. 58:2
- che non ascolta la voce degl'incantatori, del mago esperto nell'affascinare. Sal. 58:5
- Prima che le vostre pignatte sentano il fuoco del pruno, verde od acceso che sia il legno, lo porti via la bufera. Sal. 58:9
- Il giusto si rallegrerà quando avrà visto la vendetta; si laverà i piedi nel sangue dell'empio; Sal. 58:10
- e la gente dirà: Certo, vi è una ricompensa per il giusto; certo c'è un Dio che giudica sulla terra! Sal. 58:11
- Tornan la sera, urlano come cani e vanno attorno per la città. Sal. 59:6
- Non li uccidere, che talora il mio popolo non lo dimentichi: falli, per la tua potenza, andar vagando ed abbattili, o Signore, nostro scudo. Sal. 59:11
- Tornino pure la sera, urlino come cani e vadano attorno per la città. Sal. 59:14
- Vadano vagando per trovar da mangiare, e se non trovano da saziarsi, passino così la notte. Sal. 59:15
- Ma io canterò la tua potenza, e al mattino loderò ad alta voce la tua benignità, perché tu sei stato per me un alto ricetto, un rifugio nel giorno della mia distretta. Sal. 59:16
- Tu hai fatto tremare la terra, tu l'hai schiantata; restaura le sue rotture, perché vacilla. Sal. 60:2
- Perché i tuoi diletti sian liberati, salvaci con la tua destra e rispondici. Sal. 60:5
- Iddio ha parlato nella sua santità: Io trionferò, spartirò Sichem e misurerò la valle di Succot. Sal. 60:6
- Mio è Galaad e mio è Manasse, ed Efraim è la forte difesa del mio capo; Giuda è il mio scettro. Sal. 60:7
- L'anima mia s'acqueta in Dio solo; da lui viene la mia salvezza. Sal. 62:1
- Egli solo è la mia ròcca e la mia salvezza, il mio alto ricetto; io non sarò grandemente smosso. Sal. 62:2
- Essi non pensano che a farlo cadere dalla sua altezza; prendon piacere nella menzogna; benedicono con la bocca, ma internamente maledicono. Sela. Sal. 62:4
- Anima mia, acquétati in Dio solo, poiché da lui viene la mia speranza. Sal. 62:5
- Egli solo è la mia ròcca e la mia salvezza; egli è il mio alto ricetto; io non sarò smosso. Sal. 62:6
- In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; la mia forte ròcca e il mio rifugio sono in Dio. Sal. 62:7
- Dio ha parlato una volta, due volte ho udito questo: Che la potenza appartiene a Dio; Sal. 62:11
- e a te pure, o Signore, appartiene la misericordia; perché tu renderai a ciascuno secondo le sue opere. Sal. 62:12
- O Dio, tu sei l'Iddio mio, io ti cerco dall'alba; l'anima mia è assetata di te, la mia carne ti brama in una terra arida, che langue, senz'acqua. Sal. 63:1
- Così t'ho io mirato nel santuario per veder la tua forza e la tua gloria. Sal. 63:2
- Poiché la tua benignità val meglio della vita; le mie labbra ti loderanno. Sal. 63:3
- L'anima mia sarà saziata come di midollo e di grasso, e la mia bocca ti loderà con labbra giubilanti. Sal. 63:5
- L'anima mia s'attacca a te per seguirti; la tua destra mi sostiene. Sal. 63:8
- Ma costoro che cercano la rovina dell'anima mia, entreranno nelle parti più basse della terra. Sal. 63:9
- Saran dati in balìa della spada, saranno la preda degli sciacalli. Sal. 63:10
- Ma il re si rallegrerà in Dio; chiunque giura per lui si glorierà, perché la bocca di quelli che dicon menzogne sarà turata. Sal. 63:11
- O Dio, ascolta la mia voce nel mio lamento! Guarda la mia vita dallo spavento del nemico. Sal. 64:1
- che hanno aguzzato la loro lingua come una spada e hanno scoccato come frecce le loro parole amare, Sal. 64:3
- A te, o Dio, nel raccoglimento, sale la lode in Sion, a te l'omaggio dei voti che si compiono. Sal. 65:1
- O tu ch'esaudisci la preghiera, ogni carne verrà a te. Sal. 65:2
- Egli con la sua potenza rende stabili i monti; egli è cinto di forza. Sal. 65:6
- Perciò quelli che abitano alle estremità della terra temono alla vista de' tuoi prodigi; tu fai giubilare i luoghi ond'escono la mattina e la sera. Sal. 65:8
- Tu visiti la terra e l'adacqui, tu l'arricchisci grandemente. I ruscelli di Dio son pieni d'acqua; tu prepari agli uomini il grano, quando prepari così la terra; Sal. 65:9
- Cantate la gloria del suo nome, rendete gloriosa la sua lode! Sal. 66:2
- Dite a Dio: Come son tremende le opere tue! Per la grandezza della tua forza i tuoi nemici ti aduleranno. Sal. 66:3
- Tutta la terra si prostrerà dinanzi a te e a te salmeggerà, salmeggerà al tuo nome. Sela. Sal. 66:4
- Egli, con la sua potenza, signoreggia in eterno; i suoi occhi osservan le nazioni; i ribelli non facciano i superbi! Sela. Sal. 66:7
- Benedite il nostro Dio, o popoli, e fate risonar la voce della sua lode! Sal. 66:8
- i voti che le mie labbra han proferito, che la mia bocca ha pronunziato nella mia distretta. Sal. 66:14
- Io gridai a lui con la mia bocca, ed egli fu esaltato dalla mia lingua. Sal. 66:17
- Benedetto sia Iddio, che non ha rigettato la mia preghiera, né m'ha ritirato la sua benignità. Sal. 66:20
- affinché la tua via sia conosciuta sulla terra, e la tua salvezza fra tutte le genti. Sal. 67:2
- Le nazioni si rallegrino e giubilino, perché tu giudichi i popoli con equità, e sei la guida delle nazioni sulla terra. Sela. Sal. 67:4
- La terra ha prodotto il suo frutto; Dio, l'Iddio nostro, ci benedirà. Sal. 67:6
- Tu li dissiperai come si dissipa il fumo; come la cera si strugge dinanzi al fuoco, così periranno gli empi dinanzi a Dio. Sal. 68:2
- Cantate a Dio, salmeggiate al suo nome, preparate la via a colui che cavalca attraverso i deserti; il suo nome è: l'Eterno, ed esultate dinanzi a lui. Sal. 68:4
- la terra tremò; anche i cieli si strussero in pioggia per la presenza di Dio; lo stesso Sinai tremò alla presenza di Dio, dell'Iddio d'Israele. Sal. 68:8
- O Dio, tu spandesti una pioggia di benefizî sulla tua eredità; quand'essa era sfinita, tu la ristorasti. Sal. 68:9
- La tua greggia prese dimora nel paese, che tu avevi, o Dio, preparato nella tua bontà pei miseri. Sal. 68:10
- I re degli eserciti fuggono, fuggono, e la rimasta a casa divide le spoglie. Sal. 68:12
- Tu sei salito in alto, hai menato in cattività dei prigioni, hai preso doni dagli uomini, anche dai ribelli, per far quivi la tua dimora, o Eterno Iddio. Sal. 68:18
- Ma Dio schiaccerà il capo de' suoi nemici, la testa chiomata di colui che cammina nelle sue colpe. Sal. 68:21
- affinché tu affondi il tuo piè nel sangue, e la lingua de' tuoi cani abbia la sua parte de' tuoi nemici. Sal. 68:23
- Essi han veduto la tua entrata, o Dio, l'entrata del mio Dio, del mio re, nel santuario. Sal. 68:24
- Ecco il piccolo Beniamino, che domina gli altri; i principi di Giuda e la loro schiera, i principi di Zabulon, i principi di Neftali. Sal. 68:27
- Il tuo Dio ha ordinato la tua forza; rafferma, o Dio, ciò che hai operato per noi! Sal. 68:28
- Minaccia la bestia de' canneti, la moltitudine de' tori coi giovenchi de' popoli, che si prostrano recando verghe d'argento. Dissipa i popoli che si dilettano in guerre. Sal. 68:30
- a colui che cavalca sui cieli dei cieli eterni! Ecco, egli fa risonar la sua voce, la sua voce potente. Sal. 68:33
- Riconoscete la potenza di Dio; la sua maestà è sopra Israele, e la sua potenza è ne' cieli. Sal. 68:34
- Io sono affondato in un profondo pantano, ove non v'è da fermare il piede; son giunto in acque profonde, e la corrente mi sommerge. Sal. 69:2
- Sono stanco di gridare, la mia gola è riarsa; gli occhi mi vengon meno, mentre aspetto il mio Dio. Sal. 69:3
- O Dio, tu conosci la mia follia, e le mie colpe non ti sono occulte. Sal. 69:5
- Perché per amor tuo io porto il vituperio, e la vergogna mi copre la faccia. Sal. 69:7
- Ma, quanto a me, la mia preghiera sale a te, o Eterno, nel tempo accettevole; o Dio, nella grandezza della tua misericordia, rispondimi, secondo la verità della tua salvezza. Sal. 69:13
- Non mi sommerga la corrente delle acque, non m'inghiottisca il gorgo, e non chiuda il pozzo la sua bocca su di me! Sal. 69:15
- Rispondimi, o Eterno, perché la tua grazia è piena di bontà; secondo la grandezza delle tue compassioni, vòlgiti a me. Sal. 69:16
- Tu conosci il mio vituperio, la mia onta e la mia ignominia; i miei nemici son tutti davanti a te. Sal. 69:19
- Sia la mensa, che sta loro dinanzi, un laccio per essi; e, quando si credon sicuri, sia per loro un tranello! Sal. 69:22
- La loro dimora sia desolata, nessuno abiti nelle loro tende. Sal. 69:25
- Quanto a me, io son misero e addolorato; la tua salvezza, o Dio, mi levi ad alto. Sal. 69:29
- Lo lodino i cieli e la terra, i mari e tutto ciò che si muove in essi! Sal. 69:34
- Poiché Dio salverà Sion, e riedificherà le città di Giuda; il suo popolo abiterà in Sion e la possederà. Sal. 69:35
- Anche la progenie de' suoi servitori l'avrà per sua eredità, e quelli che amano il suo nome vi abiteranno. Sal. 69:36
- Gioiscano e si rallegrino in te, tutti quelli che ti cercano; e quelli che amano la tua salvezza dicano del continuo: Sia magnificato Iddio! Sal. 70:4
- Per la tua giustizia, liberami, fammi scampare! Inchina a me il tuo orecchio, e salvami! Sal. 71:2
- Siimi una ròcca, una dimora ove io possa sempre rifugiarmi! Tu hai prescritto ch'io sia salvato, perché sei la mia rupe e la mia fortezza. Sal. 71:3
- Poiché tu sei la mia speranza, o Signore, o Eterno, la mia fiducia fin dalla mia fanciullezza. Sal. 71:5
- Sia la mia bocca ripiena della tua lode, e celebri ogni giorno la tua gloria! Sal. 71:8
- La mia bocca racconterà tuttodì la tua giustizia e le tue liberazioni, perché non ne conosco il numero. Sal. 71:15
- Io mi farò innanzi a dir de' potenti atti del Signore, dell'Eterno, ricorderò la tua giustizia, la tua soltanto. Sal. 71:16
- Ed anche quando sia giunto alla vecchiaia ed alla canizie, o Dio, non abbandonarmi, finché non abbia fatto conoscere il tuo braccio a questa generazione, e la tua potenza a quelli che verranno. Sal. 71:18
- Anche la tua giustizia, o Dio, è eccelsa; tu hai fatto cose grandi; o Dio, chi è pari a te? Sal. 71:19
- Tu, che ci hai fatto veder molte e gravi distrette, ci darai di nuovo la vita e ci trarrai di nuovo dagli abissi della terra; Sal. 71:20
- tu accrescerai la mia grandezza, e ti volgerai di nuovo a me per consolarmi. Sal. 71:21
- Io altresì ti celebrerò col saltèro, celebrerò la tua verità, o mio Dio! A te salmeggerò con la cetra, o Santo d'Israele! Sal. 71:22
- Anche la mia lingua parlerà tuttodì della tua giustizia, perché sono stati svergognati, sono stati confusi quelli che cercavano il mio male. Sal. 71:24
- O Dio, da' i tuoi giudizi al re, e la tua giustizia al figliuolo del re; Sal. 72:1
- I monti produrranno pace al popolo, e i colli pure, mediante la giustizia! Sal. 72:3
- Ti temeranno fin che duri il sole, finché duri la luna, per ogni età! Sal. 72:5
- Ei scenderà come pioggia sul prato segato come acquazzone che adacqua la terra. Sal. 72:6
- Davanti a lui s'inchineranno gli abitanti del deserto e i suoi nemici leccheranno la polvere. Sal. 72:9
- Egli vivrà; e a lui sarà dato dell'oro di Sceba, e la gente pregherà per lui tuttodì, lo benedirà del continuo. Sal. 72:15
- Sia benedetto in eterno il suo nome glorioso, e tutta la terra sia ripiena della sua gloria! Amen! Amen! Sal. 72:19
- Poiché io portavo invidia agli orgogliosi, vedendo la prosperità degli empi. Sal. 73:3
- Perciò la superbia li cinge a guisa di collana, la violenza li cuopre a guisa di vestito. Sal. 73:6
- Metton la loro bocca nel cielo, e la loro lingua passeggia per la terra. Sal. 73:9
- Ho voluto riflettere per intender questo, ma la cosa mi è parsa molto ardua, Sal. 73:16
- finché non sono entrato nel santuario di Dio, e non ho considerata la fine di costoro. Sal. 73:17
- Come avviene d'un sogno quand'uno si sveglia, così tu, o Signore, quando ti desterai, sprezzerai la loro vana apparenza. Sal. 73:20
- Ma pure, io resto del continuo con te; tu m'hai preso per la man destra; Sal. 73:23
- La mia carne e il mio cuore posson venir meno, ma Dio è la ròcca del mio cuore e la mia parte in eterno. Sal. 73:26
- Ricordati della tua raunanza che acquistasti in antico, che redimesti per esser la tribù della tua eredità; ricordati del monte di Sion, di cui hai fatto la tua dimora! Sal. 74:2
- Hanno appiccato il fuoco al tuo santuario, han profanato, gettandola a terra, la dimora del tuo nome. Sal. 74:7
- Perché ritiri la tua mano, la tua destra? Traila fuori dal tuo seno, e distruggili! Sal. 74:11
- Tu, con la tua forza, spartisti il mare, tu spezzasti il capo ai mostri marini sulle acque, Sal. 74:13
- Tuo è il giorno, la notte pure è tua; tu hai stabilito la luna e il sole. Sal. 74:16
- Non dare alle fiere la vita della tua tortora, non dimenticare per sempre il gregge dei tuoi poveri afflitti! Sal. 74:19
- Lèvati, o Dio difendi la tua causa! Ricordati dell'oltraggio che ti è fatto del continuo dallo stolto. Sal. 74:22
- Si dissolva la terra con tutti i suoi abitanti, io ne rendo stabili le colonne. Sela. Sal. 75:3
- spezzerò tutta la potenza degli empi, ma la potenza de' giusti sarà accresciuta. Sal. 75:10
- Il suo tabernacolo è in Salem, e la sua dimora in Sion. Sal. 76:2
- Quivi ha spezzato le saette dell'arco, lo scudo, la spada e gli arnesi di guerra. Sela. Sal. 76:3
- Dal cielo facesti udir la tua sentenza; la terra temette e tacque, Sal. 76:8
- La mia voce s'eleva a Dio, e io grido; la mia voce s'eleva a Dio, ed egli mi porge l'orecchio. Sal. 77:1
- Nel giorno della mia distretta, io ho cercato il Signore; la mia mano è stata tesa durante la notte senza stancarsi, l'anima mia ha rifiutato d'esser consolata. Sal. 77:2
- Mi ricordo de' miei canti durante la notte, medito nel mio cuore, e lo spirito mio va investigando: Sal. 77:6
- È la sua benignità venuta meno per sempre? La sua parola ha ella cessato per ogni età? Sal. 77:8
- E ho detto: La mia afflizione sta in questo, che la destra dell'Altissimo è mutata. Sal. 77:10
- Io rievocherò la memoria delle opere dell'Eterno; sì, ricorderò le tue maraviglie antiche, Sal. 77:11
- Tu sei l'Iddio che fai maraviglie; tu hai fatto conoscere la tua forza fra i popoli. Sal. 77:14
- La voce del tuo tuono era nel turbine; i lampi illuminarono il mondo; la terra fu scossa e tremò. Sal. 77:18
- La tua via fu in mezzo al mare, i tuoi sentieri in mezzo alle grandi acque, e le tue orme non furon riconosciute. Sal. 77:19
- Io aprirò la mia bocca per proferir parabole, esporrò i misteri de' tempi antichi. Sal. 78:2
- non lo celeremo ai loro figliuoli; diremo alla generazione avvenire le lodi dell'Eterno, e la sua potenza e le maraviglie ch'egli ha operato. Sal. 78:4
- ond'essi ponessero in Dio la loro speranza e non dimenticassero le opere di Dio, ma osservassero i suoi comandamenti; Sal. 78:7
- Non osservarono il patto di Dio, e ricusarono di camminar secondo la sua legge; Sal. 78:10
- Di giorno li guidò con una nuvola, e tutta la notte con una luce di fuoco. Sal. 78:14
- Ecco, egli percosse la roccia e ne colarono acque, ne traboccaron torrenti; potrebb'egli darci anche del pane, e provveder di carne il suo popolo? Sal. 78:20
- Fece levare in cielo il vento orientale, e con la sua potenza addusse il vento di mezzodì; Sal. 78:26
- fece piover su loro della carne come polvere, degli uccelli alati, numerosi come la rena del mare; Sal. 78:27
- e si ricordavano che Dio era la loro ròcca, e l'Iddio altissimo il loro redentore. Sal. 78:35
- Essi però lo lusingavano con la loro bocca, e gli mentivano con la loro lingua. Sal. 78:36
- Ma egli, che è pietoso, che perdona l'iniquità e non distrugge il peccatore, più volte rattenne la sua ira, e non lasciò divampare tutto il suo cruccio. Sal. 78:38
- dette il loro raccolto ai bruchi, e la loro fatica alle locuste; Sal. 78:46
- distrusse le loro vigne con la gragnuola e i loro sicomori coi grossi chicchi d'essa; Sal. 78:47
- Dette libero corso alla sua ira; non preservò dalla morte la loro anima, ma abbandonò la loro vita alla pestilenza. Sal. 78:50
- Li fece arrivare alla sua santa frontiera, alla montagna che la sua destra avea conquistato. Sal. 78:54
- onde abbandonò il tabernacolo di Silo, la tenda ov'era dimorato fra gli uomini; Sal. 78:60
- e lasciò menare la sua Forza in cattività, e lasciò cader la sua Gloria in man del nemico. Sal. 78:61
- Abbandonò il suo popolo alla spada, e s'adirò contro la sua eredità. Sal. 78:62
- I loro sacerdoti caddero per la spada, e le loro vedove non fecer lamento. Sal. 78:64
- Ma ripudiò la tenda di Giuseppe, e non elesse la tribù di Efraim; Sal. 78:67
- ma elesse la tribù di Giuda, il monte di Sion ch'egli amava. Sal. 78:68
- Edificò il suo santuario a guisa de' luoghi eccelsi, come la terra ch'egli ha fondata per sempre. Sal. 78:69
- hanno dato i cadaveri de' tuoi servitori in pasto agli uccelli del cielo, la carne de' tuoi santi alle fiere della terra. Sal. 79:2
- Fino a quando, o Eterno? Sarai tu adirato per sempre? La tua gelosia arderà essa come un fuoco? Sal. 79:5
- Poiché hanno divorato Giacobbe, e hanno desolato la sua dimora. Sal. 79:7
- Soccorrici, o Dio della nostra salvezza, per la gloria del tuo nome, e liberaci, e perdona i nostri peccati, per amor del tuo nome. Sal. 79:9
- Perché direbbero le nazioni: Dov'è l'Iddio loro? Fa' che la vendetta del sangue sparso de' tuoi servitori sia nota fra le nazioni, dinanzi agli occhi nostri. Sal. 79:10
- Giunga dinanzi a te il gemito de' prigionieri; secondo la potenza del tuo braccio, scampa quelli che son condannati a morte. Sal. 79:11
- E noi tuo popolo e gregge del tuo pasco, ti celebreremo in perpetuo, pubblicheremo la tua lode per ogni età. Sal. 79:13
- Porgi orecchio, o Pastore d'Israele, che guidi Giuseppe come un gregge; o tu che siedi sopra i cherubini, fa' risplender la tua gloria! Sal. 80:1
- Dinanzi ad Efraim, a Beniamino ed a Manasse, risveglia la tua potenza, e vieni a salvarci! Sal. 80:2
- O Eterno, Dio degli eserciti, fino a quando sarai tu irritato contro la preghiera del tuo popolo? Sal. 80:4
- Tu trasportasti dall'Egitto una vite; cacciasti le nazioni e la piantasti; Sal. 80:8
- tu sgombrasti il terreno dinanzi a lei, ed essa mise radici, ed empì la terra. Sal. 80:9
- Perché hai tu rotto i suoi ripari, sì che tutti i passanti la spogliano? Sal. 80:12
- Il cinghiale del bosco la devasta, e le bestie della campagna ne fanno il loro pascolo. Sal. 80:13
- proteggi quel che la tua destra ha piantato, e il rampollo che hai fatto crescer forte per te. Sal. 80:15
- Sia la tua mano sull'uomo della tua destra, sul figliuol dell'uomo che hai reso forte per te, Sal. 80:17
- Sonate la tromba alla nuova luna, alla luna piena, al giorno della nostra festa. Sal. 81:3
- Io sono l'Eterno, l'Iddio tuo, che ti fece risalire dal paese d'Egitto; allarga la tua bocca, ed io l'empirò. Sal. 81:10
- Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, e Israele non mi ha ubbidito. Sal. 81:11
- Tosto farei piegare i loro nemici, e rivolgerei la mia mano contro i loro avversari. Sal. 81:14
- Quelli che odiano l'Eterno dovrebbero sottomettersi a lui, ma la loro durata sarebbe in perpetuo. Sal. 81:15
- Lèvati, o Dio, giudica la terra, poiché tutte le nazioni hanno da esser la tua eredità. Sal. 82:8
- Ghebal, Ammon ed Amalek; la Filistia con gli abitanti di Tiro; Sal. 83:7
- Come il fuoco brucia la foresta, e come la fiamma incendia i monti, Sal. 83:14
- così perseguitali con la tua tempesta, e spaventali col tuo uragano. Sal. 83:15
- Cuopri la loro faccia di vituperio, onde cerchino il tuo nome, o Eterno! Sal. 83:16
- E conoscano che tu, il cui nome è l'Eterno, sei il solo Altissimo sopra tutta la terra. Sal. 83:18
- L'anima mia langue e vien meno, bramando i cortili dell'Eterno; il mio cuore e la mia carne mandan grida di gioia all'Iddio vivente. Sal. 84:2
- Anche il passero si trova una casa e la rondine un nido ove posare i suoi piccini... I tuoi altari, o Eterno degli eserciti, Re mio, Dio mio!... Sal. 84:3
- Beati quelli che hanno in te la loro forza, che hanno il cuore alle vie del Santuario! Sal. 84:5
- Quando attraversano la valle di Baca essi la trasformano in luogo di fonti; e la pioggia d'autunno la cuopre di benedizioni. Sal. 84:6
- O Eterno, Iddio degli eserciti, ascolta la mia preghiera; porgi l'orecchio, o Dio di Giacobbe! Sela. Sal. 84:8
- O Dio, scudo nostro, vedi e riguarda la faccia del tuo unto! Sal. 84:9
- Ristabiliscici, o Dio della nostra salvezza, e fa' cessar la tua indignazione contro di noi. Sal. 85:4
- Mostraci la tua benignità, o Eterno, e dacci la tua salvezza. Sal. 85:7
- Certo, la sua salvezza è vicina a quelli che lo temono, affinché la gloria abiti nel nostro paese. Sal. 85:9
- La benignità e la verità si sono incontrate, la giustizia e la pace si son baciate. Sal. 85:10
- La verità germoglia dalla terra, e la giustizia riguarda dal cielo. Sal. 85:11
- Anche l'Eterno largirà ogni bene, e la nostra terra produrrà il suo frutto. Sal. 85:12
- La giustizia camminerà dinanzi a lui, e seguirà la via dei suoi passi. Sal. 85:13
- O Eterno, insegnami la tua via; io camminerò nella tua verità; unisci il mio cuore al timor del tuo nome. Sal. 86:11
- Perché grande è la tua benignità verso me, e tu hai riscossa l'anima mia dal fondo del soggiorno de' morti. Sal. 86:13
- Volgiti a me, ed abbi pietà di me; da' la tua forza al tuo servitore, e salva il figliuolo della tua servente. Sal. 86:16
- L'Eterno ha fondato la sua città sui monti santi. Sal. 87:1
- Io mentoverò l'Egitto e Babilonia fra quelli che mi conoscono: Ecco la Filistia e Tiro, con l'Etiopia: ciascun d'essi è nato in Sion! Sal. 87:4
- E si dirà di Sion: Questo qui e quello là son nati in lei; e l'Altissimo stesso la renderà stabile. Sal. 87:5
- Venga la mia preghiera dinanzi a te, inclina il tuo orecchio al mio grido; Sal. 88:2
- poiché l'anima mia è sazia di mali, e la mia vita è giunta presso al soggiorno dei morti. Sal. 88:3
- La tua benignità sarà ella narrata nel sepolcro, o la tua fedeltà nel luogo della distruzione? Sal. 88:11
- Le tue maraviglie saranno esse note nelle tenebre, e la tua giustizia nella terra dell'oblìo? Sal. 88:12
- Ma, quant'è a me, o Eterno, io grido a te, e la mattina la mia preghiera ti viene incontro. Sal. 88:13
- Io canterò in perpetuo le benignità dell'Eterno; con la mia bocca farò nota la tua fedeltà d'età in età. Sal. 89:1
- Poiché ho detto: La tua benignità sarà stabile in eterno; nei cieli stessi tu stabilisci la tua fedeltà. Sal. 89:2
- Io stabilirò la tua progenie in eterno, ed edificherò il tuo trono per ogni età. Sela. Sal. 89:4
- Anche i cieli celebrano le tue maraviglie, o Eterno, e la tua fedeltà nell'assemblea dei santi. Sal. 89:5
- O Eterno, Iddio degli eserciti, chi è potente come te, o Eterno? E la tua fedeltà ti circonda da ogni parte. Sal. 89:8
- I cieli son tuoi, tua pure è la terra; tu hai fondato il mondo e tutto ciò ch'è in esso. Sal. 89:11
- Tu hai un braccio potente; la tua mano è forte, alta è la tua destra. Sal. 89:13
- Giustizia e diritto son la base del tuo trono, benignità e verità van davanti alla tua faccia. Sal. 89:14
- Perché tu sei la gloria della loro forza; e la nostra potenza è esaltata dal tuo favore. Sal. 89:17
- la mia mano sarà salda nel sostenerlo, e il mio braccio lo fortificherà. Sal. 89:21
- La mia fedeltà e la mia benignità saranno con lui, e nel mio nome la sua potenza sarà esaltata. Sal. 89:24
- E stenderò la sua mano sul mare, e la sua destra sui fiumi. Sal. 89:25
- Egli m'invocherà, dicendo: Tu sei il mio Padre, il mio Dio, e la ròcca della mia salvezza. Sal. 89:26
- Io gli conserverò la mia benignità in perpetuo, e il mio patto rimarrà fermo con lui. Sal. 89:28
- Io renderò la sua progenie eterna, e il suo trono simile ai giorni de' cieli. Sal. 89:29
- Se i suoi figliuoli abbandonan la mia legge e non camminano secondo i miei ordini, Sal. 89:30
- io punirò la loro trasgressione con la verga, e la loro iniquità con percosse; Sal. 89:32
- ma non gli ritirerò la mia benignità, e non smentirò la mia fedeltà. Sal. 89:33
- Una cosa ho giurata per la mia santità, e non mentirò a Davide: Sal. 89:35
- La sua progenie durerà in eterno, e il suo trono sarà davanti a me come il sole, Sal. 89:36
- sarà stabile in perpetuo come la luna; e il testimone ch'è nei cieli è fedele. Sela. Sal. 89:37
- Tu hai rinnegato il patto stretto col tuo servitore, hai profanato la sua corona gettandola a terra. Sal. 89:39
- Tu hai esaltato la destra de' suoi avversari, hai rallegrato tutti i suoi nemici. Sal. 89:42
- Ricordati quant'è fugace la mia vita, per qual nulla tu hai creato tutti i figliuoli degli uomini! Sal. 89:47
- Qual è l'uomo che viva senza veder la morte? che scampi l'anima sua dal potere del soggiorno de' morti? Sela. Sal. 89:48
- Avanti che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e il mondo, anzi, ab eterno in eterno, tu sei Dio. Sal. 90:2
- Tu li porti via come in una piena; son come un sogno. Son come l'erba che verdeggia la mattina; Sal. 90:5
- la mattina essa fiorisce e verdeggia, la sera è segata e si secca. Sal. 90:6
- Poiché noi siam consumati per la tua ira, e siamo atterriti per il tuo cruccio. Sal. 90:7
- Chi conosce la forza della tua ira e il tuo cruccio secondo il timore che t'è dovuto? Sal. 90:11
- Apparisca l'opera tua a pro de' tuoi servitori, e la tua gloria sui loro figliuoli. Sal. 90:16
- La grazia del Signore Iddio nostro sia sopra noi, e rendi stabile l'opera delle nostre mani; sì, l'opera delle nostre mani rendila stabile. Sal. 90:17
- Io dico all'Eterno: Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido! Sal. 91:2
- Egli ti coprirà con le sue penne, e sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti è scudo e targa. Sal. 91:4
- Tu non temerai lo spavento notturno, né la saetta che vola di giorno, Sal. 91:5
- né la peste che va attorno nelle tenebre, né lo sterminio che infierisce in pien mezzodì. Sal. 91:6
- Solo contemplerai coi tuoi occhi e vedrai la retribuzione degli empi. Sal. 91:8
- Poich'egli ha posta in me la sua affezione, io lo libererò; lo leverò in alto, perché conosce il mio nome. Sal. 91:14
- Lo sazierò di lunga vita, e gli farò vedere la mia salvezza. Sal. 91:16
- proclamare la mattina la tua benignità, e la tua fedeltà ogni notte, Sal. 92:2
- Ma tu mi dai la forza del bufalo; io son unto d'olio fresco. Sal. 92:10
- L'occhio mio si compiace nel veder la sorte di quelli che m'insidiano, le mie orecchie nell'udire quel che avviene ai malvagi che si levano contro di me. Sal. 92:11
- Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro sul Libano. Sal. 92:12
- per annunziare che l'Eterno è giusto; egli è la mia ròcca, e non v'è ingiustizia in lui. Sal. 92:15
- I fiumi hanno elevato, o Eterno, i fiumi hanno elevato la loro voce; i fiumi elevano il lor fragore. Sal. 93:3
- Le tue testimonianze sono perfettamente veraci; la santità s'addice alla tua casa, o Eterno, in perpetuo. Sal. 93:5
- Lèvati, o giudice della terra, rendi ai superbi la loro retribuzione! Sal. 94:2
- Schiacciano il tuo popolo, o Eterno, e affliggono la tua eredità. Sal. 94:5
- Uccidono la vedova e lo straniero, ammazzano gli orfani, Sal. 94:6
- Colui che castiga le nazioni non correggerà, egli che imparte all'uomo la conoscenza? Sal. 94:10
- Beato l'uomo che tu correggi, o Eterno, ed ammaestri con la tua legge Sal. 94:12
- per dargli requie dai giorni dell'avversità, finché la fossa sia scavata per l'empio. Sal. 94:13
- Poiché l'Eterno non rigetterà il suo popolo, e non abbandonerà la sua eredità. Sal. 94:14
- Quand'ho detto: Il mio piè vacilla, la tua benignità, o Eterno, m'ha sostenuto. Sal. 94:18
- Ma l'Eterno è il mio alto ricetto, e il mio Dio è la ròcca in cui mi rifugio. Sal. 94:22
- Egli farà ricader sovr'essi la loro propria iniquità, e li distruggerà mediante la loro propria malizia; l'Eterno, il nostro Dio, li distruggerà. Sal. 94:23
- Suo è il mare perch'egli l'ha fatto, e le sue mani han formato la terra asciutta. Sal. 95:5
- Poich'egli è il nostro Dio, e noi siamo il popolo ch'egli pasce, e il gregge che la sua mano conduce. Sal. 95:7
- Oggi, se udite la sua voce, non indurate il vostro cuore come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, Sal. 95:8
- Cantate all'Eterno un cantico nuovo, cantate all'Eterno, abitanti di tutta la terra! Sal. 96:1
- Cantate all'Eterno, benedite il suo nome, annunziate di giorno in giorno la sua salvezza! Sal. 96:2
- Raccontate la sua gloria fra le nazioni e le sue maraviglie fra tutti i popoli! Sal. 96:3
- Date all'Eterno la gloria dovuta al suo nome, portategli offerte e venite ne' suoi cortili. Sal. 96:8
- Prostratevi dinanzi all'Eterno vestiti di sacri ornamenti, tremate dinanzi a lui, o abitanti di tutta la terra! Sal. 96:9
- Si rallegrino i cieli e gioisca la terra; risuoni il mare e quel ch'esso contiene; Sal. 96:11
- festeggi la campagna e tutto quello ch'è in essa; tutti gli alberi delle foreste dian voci di gioia Sal. 96:12
- nel cospetto dell'Eterno; poich'egli viene, viene a giudicare la terra. Egli giudicherà il mondo con giustizia, e i popoli secondo la sua fedeltà. Sal. 96:13
- L'Eterno regna; gioisca la terra, la moltitudine delle isole si rallegri. Sal. 97:1
- I suoi lampi illuminano il mondo; la terra lo vede e trema. Sal. 97:4
- I monti si struggono come cera alla presenza dell'Eterno, alla presenza del Signore di tutta la terra. Sal. 97:5
- I cieli annunziano la sua giustizia, e tutti i popoli vedono la sua gloria. Sal. 97:6
- Poiché tu, o Eterno, sei l'Altissimo su tutta la terra; tu sei sommamente elevato sopra tutti gli dèi. Sal. 97:9
- La luce è seminata per il giusto, e la gioia per i diritti di cuore. Sal. 97:11
- Cantate all'Eterno un cantico nuovo, perch'egli ha compiuto maraviglie; la sua destra e il braccio suo santo l'hanno reso vittorioso. Sal. 98:1
- L'Eterno ha fatto conoscere la sua salvezza, ha manifestato la sua giustizia nel cospetto delle nazioni. Sal. 98:2
- Si è ricordato della sua bontà e della sua fedeltà verso la casa d'Israele; tutte le estremità della terra han veduto la salvezza del nostro Dio. Sal. 98:3
- Acclamate l'Eterno, abitanti di tutta la terra, date in canti di giubilo e salmeggiate, Sal. 98:4
- salmeggiate all'Eterno con la cetra, con la cetra e la voce del canto. Sal. 98:5
- I fiumi battan le mani, i monti cantino assieme per gioia, dinanzi all'Eterno. Poich'egli viene a giudicare la terra; Sal. 98:8
- L'Eterno regna; tremino i popoli; egli siede sui cherubini, la terra sia scossa. Sal. 99:1
- Lodino la forza del Re che ama la giustizia; sei tu che hai fondato il diritto, che hai esercitato in Giacobbe il giudicio e la giustizia. Sal. 99:4
- Mandate gridi di gioia all'Eterno, o abitanti di tutta la terra! Sal. 100:1
- Poiché l'Eterno è buono; la sua benignità dura in perpetuo, e la sua fedeltà per ogni età. Sal. 100:5
- Io canterò la benignità e la giustizia; a te, o Eterno, salmeggerò. Sal. 101:1
- Io m'applicherò a seguire la via perfetta; quando verrai a me?... Io camminerò con integrità di cuore, in seno alla mia casa. Sal. 101:2
- Avrò gli occhi sui fedeli del paese perché dimorino meco; chi cammina per la via dell'integrità, quello sarà mio servitore. Sal. 101:6
- Chi pratica la frode non abiterà nella mia casa; chi proferisce menzogna non sussisterà davanti agli occhi miei. Sal. 101:7
- Deh ascolta la mia preghiera, o Eterno, e venga fino a te il mio grido! Sal. 102:1
- Non mi nasconder la tua faccia nel dì della mia distretta; inclina a me il tuo orecchio; nel giorno che io grido, affrettati a rispondermi. Sal. 102:2
- Poiché io mangio cenere come fosse pane, e mescolo con lagrime la mia bevanda, Sal. 102:9
- Ma tu, o Eterno, dimori in perpetuo, e la tua memoria dura per ogni età. Sal. 102:12
- Allora le nazioni temeranno il nome dell'Eterno, e tutti i re della terra la tua gloria, Sal. 102:15
- avrà avuto riguardo alla preghiera dei desolati, e non avrà sprezzato la loro supplicazione. Sal. 102:17
- perch'egli avrà guardato dall'alto del suo santuario; dal cielo l'Eterno avrà mirato la terra Sal. 102:19
- affinché pubblichino il nome dell'Eterno in Sion e la sua lode in Gerusalemme, Sal. 102:21
- Tu fondasti ab antico la terra, e i cieli son l'opera delle tue mani. Sal. 102:25
- I figliuoli de' tuoi servitori avranno una dimora, e la loro progenie sarà stabilita nel tuo cospetto. Sal. 102:28
- che redime la tua vita dalla fossa, che ti corona di benignità e di compassioni, Sal. 103:4
- che sazia di beni la tua bocca, che ti fa ringiovanire come l'aquila. Sal. 103:5
- Poiché quanto i cieli sono alti al disopra della terra, tanto è grande la sua benignità verso quelli che lo temono. Sal. 103:11
- Poiché egli conosce la nostra natura; egli si ricorda che siam polvere. Sal. 103:14
- Ma la benignità dell'Eterno dura ab eterno e in eterno, sopra quelli che lo temono, e la sua giustizia sopra i figliuoli de' figliuoli Sal. 103:17
- Egli ha fondato la terra sulle sue basi; non sarà smossa mai in perpetuo. Sal. 104:5
- Tu hai posto alle acque un limite che non trapasseranno; esse non torneranno a coprire la terra. Sal. 104:9
- Presso a quelle si riparano gli uccelli del cielo; di mezzo alle fronde fanno udir la loro voce. Sal. 104:12
- Egli adacqua i monti dall'alto delle sue stanze, la terra è saziata col frutto delle tue opere. Sal. 104:13
- e il vino che rallegra il cuor dell'uomo, e l'olio che gli fa risplender la faccia, e il pane che sostenta il cuore dei mortali. Sal. 104:15
- Gli uccelli vi fanno i loro nidi; la cicogna fa dei cipressi la sua dimora; Sal. 104:17
- Egli ha fatto la luna per le stagioni; il sole conosce il suo tramonto. Sal. 104:19
- Tu mandi le tenebre e vien la notte, nella quale tutte le bestie delle foreste si mettono in moto. Sal. 104:20
- I leoncelli ruggono dietro la preda e chiedono il loro pasto a Dio. Sal. 104:21
- Quanto son numerose le tue opere, o Eterno! Tu le hai fatte tutte con sapienza; la terra è piena delle tue ricchezze. Sal. 104:24
- Tu lo dai loro ed essi lo raccolgono; tu apri la mano ed essi son saziati di beni. Sal. 104:28
- Tu nascondi la tua faccia, essi sono smarriti; tu ritiri il loro fiato, ed essi muoiono e tornano nella loro polvere. Sal. 104:29
- Tu mandi il tuo spirito, essi sono creati, e tu rinnovi la faccia della terra. Sal. 104:30
- Duri in perpetuo la gloria dell'Eterno, si rallegri l'Eterno nelle opere sue! Sal. 104:31
- Egli riguarda la terra, ed essa trema; egli tocca i monti, ed essi fumano. Sal. 104:32
- Possa la mia meditazione essergli gradita! Io mi rallegrerò nell'Eterno. Sal. 104:34
- Cercate l'Eterno e la sua forza, cercate del continuo la sua faccia! Sal. 105:4
- Egli, l'Eterno, è l'Iddio nostro; i suoi giudizi s'esercitano su tutta la terra. Sal. 105:7
- Poi chiamò la fame sul paese, e fece mancar del tutto il sostegno del pane. Sal. 105:16
- fino al tempo che avvenne quello che avea detto, e la parola dell'Eterno, nella prova, gli rese giustizia. Sal. 105:19
- per incatenare i principi a suo talento, e insegnare ai suoi anziani la sapienza. Sal. 105:22
- La loro terra brulicò di rane, fin nelle camere dei loro re. Sal. 105:30
- L'Egitto si rallegrò della loro partenza, poiché la paura d'essi era caduta su loro. Sal. 105:38
- Egli aprì la roccia e ne scaturirono acque; esse corsero per luoghi aridi, come un fiume. Sal. 105:41
- Alleluia! Celebrate l'Eterno, perch'egli è buono, perché la sua benignità dura in perpetuo. Sal. 106:1
- Chi può raccontare le gesta dell'Eterno, o pubblicar tutta la sua lode? Sal. 106:2
- O Eterno, ricordati di me, con la benevolenza che usi verso il tuo popolo; visitami con la tua salvazione, Sal. 106:4
- affinché io vegga il bene de' tuoi eletti, mi rallegri dell'allegrezza della tua nazione, e mi glorî con la tua eredità. Sal. 106:5
- Nondimeno egli li salvò per amor del suo nome, per far conoscere la sua potenza. Sal. 106:8
- Allora credettero alle sue parole, e cantarono la sua lode. Sal. 106:12
- Ed egli dette loro quel che chiedevano, ma mandò la consunzione nelle loro persone. Sal. 106:15
- La terra s'aprì, inghiottì Datan e coperse il sèguito d'Abiram. Sal. 106:17
- Un fuoco s'accese nella loro assemblea, la fiamma consumò gli empi. Sal. 106:18
- così mutarono la loro gloria nella figura d'un bue che mangia l'erba. Sal. 106:20
- Ond'egli, alzando la mano, giurò loro che li farebbe cader nel deserto, Sal. 106:26
- che farebbe perire la loro progenie fra le nazioni e li disperderebbe per tutti i paesi. Sal. 106:27
- Onde l'ira dell'Eterno si accese contro il suo popolo, ed egli ebbe in abominio la sua eredità. Sal. 106:40
- E i loro nemici li oppressero, e furono umiliati sotto la loro mano. Sal. 106:42
- Molte volte li liberò, ma essi si ribellavano, seguendo i loro propri voleri, e si rovinavano per la loro iniquità. Sal. 106:43
- e si ricordò per loro del suo patto, e si pentì secondo la moltitudine delle sue benignità. Sal. 106:45
- Salvaci, o Eterno, Iddio nostro, e raccoglici di fra le nazioni, affinché celebriamo il tuo santo nome, e mettiamo la nostra gloria nel lodarti. Sal. 106:47
- Celebrate l'Eterno, perch'egli è buono, perché la sua benignità dura in eterno! Sal. 107:1
- Li condusse per la diritta via perché giungessero a una città da abitare. Sal. 107:7
- Celebrino l'Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Sal. 107:8
- Celebrino l'Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Sal. 107:15
- Degli stolti erano afflitti per la loro condotta ribelle e per le loro iniquità. Sal. 107:17
- Mandò la sua parola e li guarì, e li scampò dalla fossa. Sal. 107:20
- Celebrino l'Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Sal. 107:21
- Traballano e barcollano come un ubriaco, e tutta la loro saviezza vien meno. Sal. 107:27
- Egli muta la tempesta in quiete, e le onde si calmano. Sal. 107:29
- Celebrino l'Eterno per la sua benignità, e per le sue maraviglie a pro dei figliuoli degli uomini! Sal. 107:31
- la terra fertile in pianura di sale, per la malvagità de' suoi abitanti. Sal. 107:34
- Egli cambia il deserto in uno stagno, e la terra arida in fonti d'acqua. Sal. 107:35
- Gli uomini retti lo vedono e si rallegrano, ed ogni iniquità ha la bocca chiusa. Sal. 107:42
- Chi è savio osservi queste cose, e consideri la benignità dell'Eterno. Sal. 107:43
- Il mio cuore è ben disposto, o Dio, io canterò e salmeggerò, e la mia gloria pure. Sal. 108:1
- Perché grande al disopra de' cieli è la tua benignità e la tua fedeltà giunge fino alle nuvole. Sal. 108:4
- Innàlzati, o Dio, al disopra de' cieli, risplenda su tutta la terra la tua gloria! Sal. 108:5
- Affinché i tuoi diletti sian liberati, salvaci con la tua destra e ci esaudisci. Sal. 108:6
- Iddio ha parlato nella sua santità: Io trionferò, spartirò Sichem e misurerò la valle di Succot. Sal. 108:7
- Mio è Galaad e mio è Manasse, ed Efraim è la forte difesa del mio capo; Giuda è il mio scettro. Sal. 108:8
- perché la bocca dell'empio e la bocca di frode si sono aperte contro di me; hanno parlato contro di me con lingua bugiarda. Sal. 109:2
- Quando sarà giudicato, esca condannato, e la sua preghiera gli sia imputata come peccato. Sal. 109:7
- Siano i suoi figliuoli orfani e la sua moglie vedova. Sal. 109:9
- Nessuno estenda a lui la sua benignità, e non vi sia chi abbia pietà de' suoi orfani. Sal. 109:12
- La sua progenie sia distrutta; nella seconda generazione sia cancellato il loro nome! Sal. 109:13
- Sian quei peccati del continuo davanti all'Eterno, e faccia egli sparire dalla terra la di lui memoria, Sal. 109:15
- Egli ha amato la maledizione, e questa gli è venuta addosso; non si è compiaciuto nella benedizione, ed essa si tien lungi da lui. Sal. 109:17
- Tal sia, da parte dell'Eterno, la ricompensa de' miei avversari, e di quelli che proferiscono del male contro l'anima mia. Sal. 109:20
- Ma tu, o Eterno, o Signore, opera in mio favore, per amor del tuo nome; poiché la tua misericordia è buona, liberami, Sal. 109:21
- Io me ne vo come l'ombra quando s'allunga, sono cacciato via come la locusta. Sal. 109:23
- Le mie ginocchia vacillano per i miei digiuni, e la mia carne deperisce e dimagra. Sal. 109:24
- Aiutami, o Eterno, mio Dio, salvami secondo la tua benignità, Sal. 109:26
- Io celebrerò altamente l'Eterno con la mia bocca, lo loderò in mezzo alla moltitudine; Sal. 109:30
- Il tuo popolo s'offre volenteroso nel giorno che raduni il tuo esercito. Parata di santità, dal seno dell'alba, la tua gioventù viene a te come la rugiada. Sal. 110:3
- Quel ch'egli fa è splendore e magnificenza, e la sua giustizia dimora in eterno. Sal. 111:3
- Egli ha fatto conoscere al suo popolo la potenza delle sue opere, dandogli l'eredità delle nazioni. Sal. 111:6
- Egli ha mandato la redenzione al suo popolo, ha stabilito il suo patto per sempre; santo e tremendo è il suo nome. Sal. 111:9
- Il timor dell'Eterno è il principio della sapienza; buon senno hanno tutti quelli che mettono in pratica la sua legge. La sua lode dimora in perpetuo. Sal. 111:10
- Forte sulla terra sarà la sua progenie; la generazione degli uomini retti sarà benedetta. Sal. 112:2
- Abbondanza e ricchezze sono nella sua casa, e la sua giustizia dimora in perpetuo. Sal. 112:3
- La luce si leva nelle tenebre per quelli che son retti, per chi è misericordioso, pietoso e giusto. Sal. 112:4
- Felice l'uomo che ha compassione e presta! Egli guadagnerà la sua causa in giudizio, Sal. 112:5
- poiché non sarà mai smosso; la memoria del giusto sarà perpetua. Sal. 112:6
- Egli ha sparso, ha dato ai bisognosi, la sua giustizia dimora in perpetuo, la sua potenza s'innalzerà gloriosa. Sal. 112:9
- L'Eterno è eccelso sopra tutte le nazioni, e la sua gloria è al disopra dei cieli. Sal. 113:4
- Fa abitar la sterile in famiglia, qual madre felice di figliuoli. Alleluia. Sal. 113:9
- Quando Israele uscì dall'Egitto, e la casa di Giacobbe di fra un popolo dal linguaggio strano, Sal. 114:1
- che mutò la roccia in istagno, il macigno in sorgente d'acqua. Sal. 114:8
- Non a noi, o Eterno, non a noi, ma al tuo nome da' gloria, per la tua benignità e per la tua fedeltà! Sal. 115:1
- hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non rende alcun suono. Sal. 115:7
- L'Eterno si è ricordato di noi; egli benedirà, sì, benedirà la casa d'Israele, benedirà la casa d'Aaronne, Sal. 115:12
- Siate benedetti dall'Eterno, che ha fatto il cielo e la terra. Sal. 115:15
- I cieli sono i cieli dell'Eterno, ma la terra l'ha data ai figliuoli degli uomini. Sal. 115:16
- Io amo l'Eterno perch'egli ha udito la mia voce e le mie supplicazioni. Sal. 116:1
- Cosa di gran momento è agli occhi dell'Eterno la morte de' suoi diletti. Sal. 116:15
- Poiché la sua benignità verso noi è grande, e la fedeltà dell'Eterno dura in perpetuo. Alleluia. Sal. 117:2
- Celebrate l'Eterno, poiché egli è buono, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 118:1
- Sì, dica Israele: La sua benignità dura in eterno. Sal. 118:2
- Sì, dica la casa d'Aaronne: La sua benignità dura in eterno. Sal. 118:3
- Sì, dicano quelli che temono l'Eterno: La sua benignità dura in eterno. Sal. 118:4
- L'Eterno è la mia forza e il mio cantico, ed è stato la mia salvezza. Sal. 118:14
- Un grido d'esultanza e di vittoria risuona nelle tende dei giusti: La destra dell'Eterno fa prodezze. Sal. 118:15
- La destra dell'Eterno è levata in alto, la destra dell'Eterno fa prodezze. Sal. 118:16
- Questa è la porta dell'Eterno; i giusti entreranno per essa. Sal. 118:20
- Io ti celebrerò perché tu m'hai risposto, e sei stato la mia salvezza. Sal. 118:21
- La pietra che gli edificatori avevano rigettata è divenuta la pietra angolare. Sal. 118:22
- L'Eterno è Dio ed ha fatto risplender su noi la sua luce; legate con funi la vittima della solennità, e menatela ai corni dell'altare. Sal. 118:27
- Celebrate l'Eterno, perch'egli è buono, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 118:29
- Beati quelli che sono integri nelle loro vie, che camminano secondo la legge dell'Eterno. Sal. 119:1
- Come renderà il giovane la sua via pura? Col badare ad essa secondo la tua parola. Sal. 119:9
- Io ho riposto la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te. Sal. 119:11
- Io mi diletterò nei tuoi statuti, non dimenticherò la tua parola. Sal. 119:16
- Fa' del bene al tuo servitore perché io viva ed osservi la tua parola. Sal. 119:17
- L'anima mia è attaccata alla polvere; vivificami secondo la tua parola. Sal. 119:25
- Fammi intendere la via dei tuoi precetti, ed io mediterò le tue maraviglie. Sal. 119:27
- L'anima mia, dal dolore, si strugge in lacrime; rialzami secondo la tua parola. Sal. 119:28
- Tieni lontana da me la via della menzogna, e, nella tua grazia, fammi intender la tua legge. Sal. 119:29
- Io ho scelto la via della fedeltà, mi son posto i tuoi giudizi dinanzi agli occhi. Sal. 119:30
- Io correrò per la via dei tuoi comandamenti, quando m'avrai allargato il cuore. Sal. 119:32
- Insegnami, o Eterno, la via dei tuoi statuti ed io la seguirò sino alla fine. Sal. 119:33
- Dammi intelletto e osserverò la tua legge; la praticherò con tutto il cuore. Sal. 119:34
- Distogli gli occhi miei dal contemplare la vanità, e vivificami nelle tue vie. Sal. 119:37
- Mantieni al tuo servitore la tua parola, che inculca il tuo timore. Sal. 119:38
- Vengano su me le tue benignità, o Eterno, e la tua salvezza, secondo la tua parola. Sal. 119:41
- Non mi toglier del tutto dalla bocca la parola della verità, perché spero nei tuoi giudizi. Sal. 119:43
- Ed io osserverò la tua legge del continuo, in sempiterno. Sal. 119:44
- Questo è il mio conforto nella mia afflizione; che la tua parola mi vivifica. Sal. 119:50
- Un'ira ardente mi prende a motivo degli empi, che abbandonano la tua legge. Sal. 119:53
- Io mi ricordo la notte del tuo nome, o Eterno, e osservo la tua legge. Sal. 119:55
- L'Eterno è la mia parte; ho promesso d'osservare le tue parole. Sal. 119:57
- Io ho cercato il tuo favore con tutto il cuore: abbi pietà di me, secondo la tua parola. Sal. 119:58
- I lacci degli empi m'hanno avviluppato, ma io non ho dimenticato la tua legge. Sal. 119:61
- O Eterno, la terra è piena della tua benignità; insegnami i tuoi statuti. Sal. 119:64
- Tu hai fatto del bene al tuo servitore, o Eterno, secondo la tua parola. Sal. 119:65
- Prima che io fossi afflitto, andavo errando; ma ora osservo la tua parola. Sal. 119:67
- La legge della tua bocca mi val meglio di migliaia di monete d'oro e d'argento. Sal. 119:72
- Deh, sia la tua benignità il mio conforto, secondo la tua parola detta al tuo servitore. Sal. 119:76
- Vengan su me le tue compassioni, ond'io viva; perché la tua legge è il mio diletto. Sal. 119:77
- Sian confusi i superbi, perché, mentendo, pervertono la mia causa; ma io medito i tuoi precetti. Sal. 119:78
- L'anima mia vien meno bramando la tua salvezza; io spero nella tua parola. Sal. 119:81
- Gli occhi miei vengon meno bramando la tua parola, mentre dico: Quando mi consolerai? Sal. 119:82
- I superbi mi hanno scavato delle fosse; essi, che non agiscono secondo la tua legge. Sal. 119:85
- Vivificami secondo la tua benignità, ed io osserverò la testimonianza della tua bocca. Sal. 119:88
- In perpetuo, o Eterno, la tua parola è stabile nei cieli. Sal. 119:89
- La tua fedeltà dura d'età in età; tu hai fondato la terra ed essa sussiste. Sal. 119:90
- Se la tua legge non fosse stata il mio diletto, sarei già perito nella mia afflizione. Sal. 119:92
- Oh, quanto amo la tua legge! è la mia meditazione di tutto il giorno. Sal. 119:97
- Io ho più intelletto di tutti i miei maestri, perché le tue testimonianze son la mia meditazione. Sal. 119:99
- Io ho trattenuto i miei piedi da ogni sentiero malvagio, per osservare la tua parola. Sal. 119:101
- La tua parola è una lampada al mio piè ed una luce sul mio sentiero. Sal. 119:105
- Io sono sommamente afflitto; o Eterno, vivificami secondo la tua parola. Sal. 119:107
- La vita mia è del continuo in pericolo ma io non dimentico la tua legge. Sal. 119:109
- Le tue testimonianze son la mia eredità in perpetuo, perché son la letizia del mio cuore. Sal. 119:111
- Io odio gli uomini dal cuor doppio, ma amo la tua legge. Sal. 119:113
- Sostienmi secondo la tua parola, ond'io viva, e non rendermi confuso nella mia speranza. Sal. 119:116
- Tu disprezzi tutti quelli che deviano dai tuoi statuti, perché la loro frode è falsità. Sal. 119:118
- La mia carne rabbrividisce per lo spavento di te, e io temo i tuoi giudizî. Sal. 119:120
- Gli occhi miei vengon meno, bramando la tua salvezza e la parola della tua giustizia. Sal. 119:123
- Opera verso il tuo servitore secondo la tua benignità, e insegnami i tuoi statuti. Sal. 119:124
- È tempo che l'Eterno operi; essi hanno annullato la tua legge. Sal. 119:126
- La dichiarazione delle tue parole illumina; dà intelletto ai semplici. Sal. 119:130
- Io ho aperto la bocca e ho sospirato perché ho bramato i tuoi comandamenti. Sal. 119:131
- Rivi di lacrime mi scendon giù dagli occhi, perché la tua legge non è osservata. Sal. 119:136
- La tua parola è pura d'ogni scoria; perciò il tuo servitore l'ama. Sal. 119:140
- La tua giustizia è una giustizia eterna, e la tua legge è verità. Sal. 119:142
- Gli occhi miei prevengono le vigilie della notte, per meditare la tua parola. Sal. 119:148
- Ascolta la mia voce secondo la tua benignità; o Eterno, vivificami secondo la tua giustizia. Sal. 119:149
- Considera la mia afflizione, e liberami; perché non ho dimenticato la tua legge. Sal. 119:153
- Difendi tu la mia causa e riscattami; vivificami secondo la tua parola. Sal. 119:154
- La salvezza è lungi dagli empi, perché non cercano i tuoi statuti. Sal. 119:155
- Io ho veduto gli sleali e ne ho provato orrore; perché non osservano la tua parola. Sal. 119:158
- Vedi come amo i tuoi precetti! O Eterno, vivificami secondo la tua benignità. Sal. 119:159
- La somma della tua parola è verità; e tutti i giudizî della tua giustizia durano in eterno. Sal. 119:160
- Io odio e abomino la menzogna, ma amo la tua legge. Sal. 119:163
- Gran pace hanno quelli che amano la tua legge, e non c'è nulla che possa farli cadere. Sal. 119:165
- Giunga il mio grido dinanzi a te, o Eterno; dammi intelletto secondo la tua parola. Sal. 119:169
- Giunga la mia supplicazione in tua presenza; liberami secondo la tua parola. Sal. 119:170
- Le mie labbra esprimeranno la tua lode, perché tu m'insegni i tuoi statuti. Sal. 119:171
- La mia lingua celebrerà la tua parola, perché tutti i tuoi comandamenti sono giustizia. Sal. 119:172
- La tua mano mi aiuti, perché ho scelto i tuoi precetti. Sal. 119:173
- Io bramo la tua salvezza, o Eterno, e la tua legge è il mio diletto. Sal. 119:174
- L'anima mia troppo a lungo ha dimorato con colui che odia la pace! Sal. 120:6
- Io sono per la pace; ma, non appena parlo, essi sono per la guerra. Sal. 120:7
- Il mio aiuto vien dall'Eterno, che ha fatto il cielo e la terra. Sal. 121:2
- L'Eterno è colui che ti protegge; l'Eterno è la tua ombra; egli sta alla tua destra. Sal. 121:5
- Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte. Sal. 121:6
- Pregate per la pace di Gerusalemme! Prosperino quelli che t'amano! Sal. 122:6
- Ecco, come gli occhi dei servi guardano la mano del loro padrone, come gli occhi della serva guardano la mano della sua padrona, così gli occhi nostri guardano all'Eterno, all'Iddio nostro, finché egli abbia pietà di noi. Sal. 123:2
- Il nostro aiuto è nel nome dell'Eterno, che ha fatto il cielo e la terra. Sal. 124:8
- Allora la nostra bocca fu piena di sorrisi, e la nostra lingua di canti d'allegrezza. Allora fu detto fra le nazioni: L'Eterno ha fatto cose grandi per loro. Sal. 126:2
- Se l'Eterno non edifica la casa, invano vi si affaticano gli edificatori; se l'Eterno non guarda la città, invano vegliano le guardie. Sal. 127:1
- La tua moglie sarà come una vigna fruttifera nell'interno della tua casa; i tuoi figliuoli, come piante d'ulivo intorno alla tua tavola. Sal. 128:3
- Non se n'empie la mano il mietitore, né le braccia chi lega i covoni; Sal. 129:7
- e i passanti non dicono: La benedizione dell'Eterno sia sopra voi; noi vi benediciamo nel nome dell'Eterno! Sal. 129:8
- Per amor di Davide tuo servitore, non respingere la faccia del tuo unto. Sal. 132:10
- Se i tuoi figliuoli osserveranno il mio patto e la mia testimonianza che insegnerò loro, anche i loro figliuoli sederanno sul tuo trono in perpetuo. Sal. 132:12
- Quivi farò crescere la potenza di Davide, e quivi terrò accesa una lampada al mio unto. Sal. 132:17
- I suoi nemici li vestirò di vergogna, ma su di lui fiorirà la sua corona. Sal. 132:18
- è come la rugiada dell'Hermon, che scende sui monti di Sion; poiché quivi l'Eterno ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno. Sal. 133:3
- Ecco, benedite l'Eterno, voi tutti servitori dell'Eterno, che state durante la notte nella casa dell'Eterno! Sal. 134:1
- L'Eterno ti benedica da Sion, egli che ha fatto il cielo e la terra. Sal. 134:3
- Egli fa salire i vapori dalle estremità della terra, fa i lampi per la pioggia, fa uscire il vento dai suoi tesori. Sal. 135:7
- O Eterno, il tuo nome dura in perpetuo; la memoria di te, o Eterno, dura per ogni età. Sal. 135:13
- Celebrate l'Eterno, perché egli è buono, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:1
- Celebrate l'Iddio degli dèi, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:2
- Celebrate il Signor dei signori, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:3
- Colui che solo opera grandi maraviglie, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:4
- Colui che ha fatto con intendimento i cieli, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:5
- Colui che ha steso la terra sopra le acque, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:6
- Colui che ha fatto i grandi luminari, perché la sua benignità dura in eterno: Sal. 136:7
- il sole per regnare sul giorno, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:8
- e la luna e le stelle per regnare sulla notte, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:9
- Colui che percosse gli Egizi nei loro primogeniti, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:10
- e trasse fuori Israele dal mezzo di loro, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:11
- con mano potente e con braccio steso, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:12
- Colui che divise il Mar rosso in due, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:13
- e fece passare Israele in mezzo ad esso, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:14
- e travolse Faraone e il suo esercito nel Mar rosso, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:15
- Colui che condusse il suo popolo attraverso il deserto, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:16
- Colui che percosse re grandi, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:17
- e uccise re potenti, perché la sua benignità dura in eterno: Sal. 136:18
- Sihon, re degli Amorei, perché la sua benignità dura in eterno, Sal. 136:19
- e Og, re di Basan, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:20
- e dette il loro paese in eredità, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:21
- in eredità ad Israele, suo servitore, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:22
- Colui che si ricordò di noi nel nostro abbassamento, perché la sua benignità dura in eterno; Sal. 136:23
- e ci ha liberati dai nostri nemici, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:24
- Colui che dà il cibo ad ogni carne, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:25
- Celebrate l'Iddio dei cieli, perché la sua benignità dura in eterno. Sal. 136:26
- Se io ti dimentico, o Gerusalemme, dimentichi la mia destra le sue funzioni, Sal. 137:5
- resti la mia lingua attaccata al palato se io non mi ricordo di te, se non metto Gerusalemme al disopra d'ogni mia allegrezza. Sal. 137:6
- O figliuola di Babilonia, che devi esser distrutta, beato chi ti darà la retribuzione del male che ci hai fatto! Sal. 137:8
- Beato chi piglierà i tuoi piccoli bambini e li sbatterà contro la roccia! Sal. 137:9
- Adorerò vòlto al tempio della tua santità, celebrerò il tuo nome per la tua benignità e per la tua fedeltà; poiché tu hai magnificato la tua parola oltre ogni tua rinomanza. Sal. 138:2
- e canteranno le vie dell'Eterno, perché grande è la gloria dell'Eterno. Sal. 138:5
- Se io cammino in mezzo alla distretta, tu mi ridai la vita; tu stendi la mano contro l'ira dei miei nemici, e la tua destra mi salva. Sal. 138:7
- L'Eterno compirà in mio favore l'opera sua; la tua benignità, o Eterno, dura in perpetuo; non abbandonare le opere delle tue mani. Sal. 138:8
- Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, o Eterno, già la conosci appieno. Sal. 139:4
- Tu mi stringi di dietro e davanti, e mi metti la mano addosso. Sal. 139:5
- anche quivi mi condurrà la tua mano, e la tua destra mi afferrerà. Sal. 139:10
- Se dico: Certo le tenebre mi nasconderanno, e la luce diventerà notte intorno a me, Sal. 139:11
- le tenebre stesse non possono nasconderti nulla, e la notte risplende come il giorno; le tenebre e la luce son tutt'uno per te. Sal. 139:12
- I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo; e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che m'eran destinati, quando nessun d'essi era sorto ancora. Sal. 139:16
- Oh quanto mi son preziosi i tuoi pensieri, o Dio! Quant'è grande la somma d'essi! Sal. 139:17
- Essi parlano contro di te malvagiamente; i tuoi nemici usano il tuo nome a sostener la menzogna. Sal. 139:20
- E vedi se v'è in me qualche via iniqua, e guidami per la via eterna. Sal. 139:24
- Aguzzano la loro lingua come il serpente, hanno un veleno d'aspide sotto le loro labbra. Sela. Sal. 140:3
- O Eterno, o Signore, che sei la forza della mia salvezza, tu hai coperto il mio capo nel giorno dell'armi. Sal. 140:7
- Sulla testa di quelli che m'attorniano ricada la perversità delle loro labbra! Sal. 140:9
- Il maldicente non sarà stabilito sulla terra; il male darà senza posa la caccia all'uomo violento. Sal. 140:11
- La mia preghiera stia nel tuo cospetto come l'incenso, l'elevazione delle mie mani come il sacrifizio della sera. Sal. 141:2
- Mi percuota pure il giusto; sarà un favore; mi riprenda pure; sarà come olio sul capo; il mio capo non lo rifiuterà; anzi malgrado la loro malvagità, continuerò a pregare. Sal. 141:5
- Come quando si ara e si rompe la terra, le nostre ossa sono sparse all'ingresso del soggiorno dei morti. Sal. 141:7
- Io grido con la mia voce all'Eterno; con la mia voce supplico l'Eterno. Sal. 142:1
- Effondo il mio lamento dinanzi a lui, espongo dinanzi a lui la mia tribolazione. Sal. 142:2
- Quando lo spirito mio è abbattuto in me, tu conosci il mio sentiero. Sulla via per la quale io cammino, essi hanno nascosto un laccio per me. Sal. 142:3
- Io grido a te, o Eterno. Io dico: Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi. Sal. 142:5
- O Eterno, ascolta la mia preghiera, porgi l'orecchio alle mie supplicazioni; nella tua fedeltà e nella tua giustizia, rispondimi, Sal. 143:1
- Poiché il nemico perseguita l'anima mia; egli calpesta al suolo la mia vita; mi fa abitare in luoghi tenebrosi come quelli che son morti già da lungo tempo. Sal. 143:3
- Affrettati a rispondermi, o Eterno; lo spirito mio vien meno; non nascondere da me la tua faccia, che talora io non diventi simile a quelli che scendono nella fossa. Sal. 143:7
- Fammi sentire la mattina la tua benignità, poiché in te mi confido; fammi conoscer la via per la quale devo camminare, poiché io elevo l'anima mia a te. Sal. 143:8
- Insegnami a far la tua volontà, poiché tu sei il mio Dio; il tuo buono Spirito mi guidi in terra piana. Sal. 143:10
- Benedetto sia l'Eterno, la mia ròcca, che ammaestra le mie mani alla pugna e le mie dita alla battaglia; Sal. 144:1
- ch'è il mio benefattore e la mia fortezza, il mio alto ricetto e il mio liberatore, il mio scudo, colui nel quale mi rifugio, che mi rende soggetto il mio popolo. Sal. 144:2
- la cui bocca parla menzogna, e la cui destra è destra di frode. Sal. 144:8
- che dai la vittoria ai re, che liberi Davide tuo servitore dalla spada micidiale. Sal. 144:10
- Salvami e liberami dalla mano degli stranieri, la cui bocca parla menzogna, e la cui destra è destra di frode. Sal. 144:11
- L'Eterno è grande e degno di somma lode, e la sua grandezza non si può investigare. Sal. 145:3
- E gli uomini diranno la potenza dei tuoi atti tremendi, e io racconterò la tua grandezza. Sal. 145:6
- Essi proclameranno il ricordo della tua gran bontà, e canteranno con giubilo la tua giustizia. Sal. 145:7
- Diranno la gloria del tuo regno, e narreranno la tua potenza Sal. 145:11
- per far note ai figliuoli degli uomini le tue gesta e la gloria della maestà del tuo regno. Sal. 145:12
- Il tuo regno è un regno eterno, e la tua signoria dura per ogni età. Sal. 145:13
- Tu apri la tua mano, e sazi il desiderio di tutto ciò che vive. Sal. 145:16
- La mia bocca proclamerà la lode dell'Eterno, e ogni carne benedirà il nome della sua santità, in sempiterno. Sal. 145:21
- Beato colui che ha l'Iddio di Giacobbe per suo aiuto, e la cui speranza è nell'Eterno, suo Dio, Sal. 146:5
- che ha fatto il cielo e la terra, il mare e tutto ciò ch'è in essi; che mantiene la fedeltà in eterno, Sal. 146:6
- l'Eterno protegge i forestieri, solleva l'orfano e la vedova, ma sovverte la via degli empi. Sal. 146:9
- Lodate l'Eterno, perché è cosa buona salmeggiare al nostro Dio; perché è cosa dolce, e la lode è convenevole. Sal. 147:1
- Grande è il Signor nostro, e immenso è il suo potere; la sua intelligenza è infinita. Sal. 147:5
- Cantate all'Eterno inni di lode, salmeggiate con la cetra all'Iddio nostro, Sal. 147:7
- che cuopre il cielo di nuvole, prepara la pioggia per la terra, e fa germogliare l'erba sui monti. Sal. 147:8
- Egli dà la pastura al bestiame e ai piccini dei corvi che gridano. Sal. 147:9
- Egli mantiene la pace entro i tuoi confini, ti sazia col frumento più fino. Sal. 147:14
- Egli manda i suoi ordini sulla terra, la sua parola corre velocissima. Sal. 147:15
- Egli dà la neve a guisa di lana, sparge la brina a guisa di cenere. Sal. 147:16
- Egli manda la sua parola e li fa struggere; fa soffiare il suo vento e le acque corrono. Sal. 147:18
- Egli fa conoscere la sua parola a Giacobbe, i suoi statuti e i suoi decreti a Israele. Sal. 147:19
- fuoco e gragnuola, neve e vapori, vento impetuoso che eseguisci la sua parola; Sal. 148:8
- Lodino il nome dell'Eterno; perché il nome suo solo è esaltato; la sua maestà è al disopra della terra e del cielo. Sal. 148:13
- Alleluia. Cantate all'Eterno un nuovo cantico, cantate la sua lode nell'assemblea dei fedeli. Sal. 149:1
- Lodino il suo nome con danze, gli salmeggino col timpano e la cetra, Sal. 149:3
- Alleluia. Lodate Iddio nel suo santuario, lodatelo nella distesa ove risplende la sua potenza. Sal. 150:1
- Lodatelo per le sue gesta, lodatelo secondo la sua somma grandezza. Sal. 150:2
- Lodatelo col suon della tromba, lodatelo col saltèro e la cetra. Sal. 150:3
- perché l'uomo conosca la sapienza e l'istruzione, e intenda i detti sensati; Pr. 1:2
- perché riceva istruzione circa l'assennatezza, la giustizia, l'equità, la dirittura; Pr. 1:3
- Il timore dell'Eterno è il principio della scienza; gli stolti disprezzano la sapienza e l'istruzione. Pr. 1:7
- tu trarrai a sorte la tua parte con noi, non ci sarà fra noi tutti che una borsa sola' - Pr. 1:14
- Si tende invano la rete dinanzi a ogni sorta d'uccelli; Pr. 1:17
- Tal è la sorte di chiunque è avido di guadagno; esso toglie la vita a chi lo possiede. Pr. 1:19
- La sapienza grida per le vie, fa udire la sua voce per le piazze; Pr. 1:20
- `Fino a quando, o scempi, amerete la scempiaggine? fino a quando gli schernitori prenderanno gusto a schernire e gli stolti avranno in odio la scienza? Pr. 1:22
- Volgetevi a udire la mia riprensione; ecco, io farò sgorgare su voi lo spirito mio, vi farò conoscere le mie parole... Pr. 1:23
- Ma poiché, quand'ho chiamato avete rifiutato d'ascoltare, quand'ho steso la mano nessun vi ha badato, Pr. 1:24
- quando lo spavento vi piomberà addosso come una tempesta quando la sventura v'investirà come un uragano, e vi cadranno addosso la distretta e l'angoscia. Pr. 1:27
- Poiché hanno odiato la scienza e non hanno scelto il timor dell'Eterno Pr. 1:29
- sì, se chiami il discernimento e rivolgi la tua voce all'intelligenza, Pr. 2:3
- se la cerchi come l'argento e ti dai a scavarla come un tesoro, Pr. 2:4
- Allora intenderai il timor dell'Eterno, e troverai la conoscenza di Dio. Pr. 2:5
- Poiché l'Eterno dà la sapienza; dalla sua bocca procedono la scienza e l'intelligenza. Pr. 2:6
- affin di proteggere i sentieri della equità e di custodire la via dei suoi fedeli. Pr. 2:8
- Allora intenderai la giustizia, l'equità, la rettitudine, tutte le vie del bene. Pr. 2:9
- Perché la sapienza t'entrerà nel cuore, e la scienza sarà gradevole all'anima tua; Pr. 2:10
- la riflessione veglierà su te, e l'intelligenza ti proteggerà; Pr. 2:11
- Poiché la sua casa pende verso la morte, e i suoi sentieri menano ai defunti. Pr. 2:18
- Così camminerai per la via dei buoni, e rimarrai nei sentieri dei giusti. Pr. 2:20
- Ché gli uomini retti abiteranno la terra, e quelli che sono integri vi rimarranno; Pr. 2:21
- questo sarà la salute del tuo corpo, e un refrigerio alle tue ossa. Pr. 3:8
- Figliuol mio, non disdegnare la correzione dell'Eterno, e non ti ripugni la sua riprensione; Pr. 3:11
- Beato l'uomo che ha trovato la sapienza, e l'uomo che ottiene l'intelligenza! Pr. 3:13
- Essa è un albero di vita per quei che l'afferrano, e quei che la ritengon fermamente sono beati. Pr. 3:18
- Con la sapienza l'Eterno fondò la terra, e con l'intelligenza rese stabili i cieli. Pr. 3:19
- Per la sua scienza gli abissi furono aperti, e le nubi distillano la rugiada. Pr. 3:20
- Figliuol mio, queste cose non si dipartano mai dagli occhi tuoi! Ritieni la saviezza e la riflessione! Pr. 3:21
- Esse saranno la vita dell'anima tua e un ornamento al tuo collo. Pr. 3:22
- Allora camminerai sicuro per la tua via, e il tuo piede non inciamperà. Pr. 3:23
- Non avrai da temere i sùbiti spaventi, né la ruina degli empi, quando avverrà; Pr. 3:25
- perché l'Eterno sarà la tua sicurezza, e preserverà il tuo piede da ogn'insidia. Pr. 3:26
- La maledizione dell'Eterno è nella casa dell'empio, ma egli benedice la dimora dei giusti. Pr. 3:33
- I savi erederanno la gloria, ma l'ignominia è la parte degli stolti. Pr. 3:35
- non abbandonare la sapienza, ed essa ti custodirà; amala, ed essa ti proteggerà. Pr. 4:6
- Il principio della sapienza è: Acquista la sapienza. Sì, a costo di quanto possiedi, acquista l'intelligenza. Pr. 4:7
- Io ti mostro la via della sapienza, t'avvio per i sentieri della rettitudine. Pr. 4:11
- Afferra saldamente l'istruzione, non la lasciar andare; serbala, perch'essa è la tua vita. Pr. 4:13
- Non entrare nel sentiero degli empi, e non t'inoltrare per la via de' malvagi; Pr. 4:14
- ma il sentiero dei giusti è come la luce che spunta e va vie più risplendendo, finché sia giorno perfetto. Pr. 4:18
- La via degli empi è come il buio; essi non scorgono ciò che li farà cadere. Pr. 4:19
- Rimuovi da te la perversità della bocca, e allontana da te la falsità delle labbra. Pr. 4:24
- affinché tu conservi l'accorgimento, e le tue labbra ritengano la scienza. Pr. 5:2
- Poiché le labbra dell'adultera stillano miele, e la sua bocca è più morbida dell'olio; Pr. 5:3
- ma la fine cui mena è amara come l'assenzio, è acuta come una spada a due tagli. Pr. 5:4
- Tieni lontana da lei la tua via, e non t'accostare alla porta della sua casa, Pr. 5:8
- perché tu non abbia a gemere quando verrà la tua fine, quando la tua carne e il tuo corpo saran consumati, Pr. 5:11
- e tu non dica: `Come ho fatto a odiare la correzione, e come ha potuto il cuor mio sprezzare la riprensione? Pr. 5:12
- come ho fatto a non ascoltare la voce di chi m'ammaestrava, e a non porger l'orecchio a chi m'insegnava? Pr. 5:13
- Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù. Pr. 5:18
- Egli morrà per mancanza di correzione, andrà vacillando per la grandezza della sua follia. Pr. 5:23
- prepara il suo cibo nell'estate, e raduna il suo mangiare durante la raccolta. Pr. 6:8
- e la tua povertà verrà come un ladro, e la tua indigenza, come un uomo armato. Pr. 6:11
- ha la perversità nel cuore, macchina del male in ogni tempo, semina discordie; Pr. 6:14
- perciò la sua ruina verrà ad un tratto, in un attimo sarà distrutto, senza rimedio. Pr. 6:15
- gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, Pr. 6:17
- Poiché il precetto è una lampada e l'insegnamento una luce, e le correzioni della disciplina son la via della vita, Pr. 6:23
- Non bramare in cuor tuo la sua bellezza, e non ti lasciar prendere dalle sue palpebre; Pr. 6:25
- ché per una donna corrotta uno si riduce a un pezzo di pane, e la donna adultera sta in agguato contro un'anima preziosa. Pr. 6:26
- Così è di chi va dalla moglie del prossimo; chi la tocca non rimarrà impunito. Pr. 6:29
- ché la gelosia rende furioso il marito, il quale sarà senza pietà nel dì della vendetta; Pr. 6:34
- Osserva i miei comandamenti e vivrai; custodisci il mio insegnamento come la pupilla degli occhi. Pr. 7:2
- che passava per la strada, presso all'angolo dov'essa abitava, e si dirigeva verso la casa di lei, Pr. 7:8
- al crepuscolo, sul declinar del giorno, allorché la notte si faceva nera, oscura. Pr. 7:9
- Ella lo sedusse con le sue molte lusinghe, lo trascinò con la dolcezza delle sue labbra. Pr. 7:21
- come un uccello s'affretta al laccio, senza sapere ch'è teso contro la sua vita, finché una freccia gli trapassi il fegato. Pr. 7:23
- ché molti ne ha fatti cadere feriti a morte, e grande è la moltitudine di quelli che ha uccisi. Pr. 7:26
- La sua casa è la via del soggiorno de' defunti, la strada che scende ai penetrali della morte. Pr. 7:27
- La sapienza non grida ella? e l'intelligenza non fa ella udire la sua voce? Pr. 8:1
- `Chiamo voi, o uomini principali, e la mia voce si rivolge ai figli del popolo. Pr. 8:4
- Poiché la mia bocca esprime il vero, e le mie labbra abominano l'empietà. Pr. 8:7
- Son tutte piane per l'uomo intelligente, e rette per quelli che han trovato la scienza. Pr. 8:9
- Ricevete la mia istruzione anziché l'argento, e la scienza anziché l'oro scelto; Pr. 8:10
- poiché la sapienza val più delle perle, e tutti gli oggetti preziosi non la equivalgono. Pr. 8:11
- Io, la sapienza, sto con l'accorgimento, e trovo la scienza della riflessione. Pr. 8:12
- Il timore dell'Eterno è odiare il male; io odio la superbia, l'arroganza, la via del male e la bocca perversa. Pr. 8:13
- A me appartiene il consiglio e il buon successo; io sono l'intelligenza, a me appartiene la forza. Pr. 8:14
- Con me sono ricchezze e gloria, i beni permanenti e la giustizia. Pr. 8:18
- Io cammino per la via della giustizia, per i sentieri dell'equità, Pr. 8:20
- Fui stabilita ab eterno, dal principio, prima che la terra fosse. Pr. 8:23
- quand'egli ancora non avea fatto né la terra né i campi né le prime zolle della terra coltivabile. Pr. 8:26
- mi rallegravo nella parte abitabile della sua terra, e trovavo la mia gioia tra i figliuoli degli uomini. Pr. 8:31
- Ascoltate l'istruzione, siate savi, e non la rigettate! Pr. 8:33
- Poiché chi mi trova trova la vita, e ottiene favore dall'Eterno. Pr. 8:35
- Ma chi pecca contro di me, fa torto all'anima sua; tutti quelli che m'odiano, amano la morte'. Pr. 8:36
- La sapienza ha fabbricato la sua casa, ha lavorato le sue colonne, in numero di sette; Pr. 9:1
- ha ammazzato i suoi animali, ha drogato il suo vino, ed ha anche apparecchiato la sua mensa. Pr. 9:2
- Lasciate, o sciocchi, la stoltezza e vivrete, e camminate per la via dell'intelligenza!' Pr. 9:6
- Se sei savio, sei savio per te stesso; se sei beffardo tu solo ne porterai la pena. Pr. 9:12
- La follia è una donna turbolenta, sciocca, che non sa nulla, nulla. Pr. 9:13
- per gridare a quelli che passan per la via, che van diritti per la loro strada: Pr. 9:15
- I tesori d'empietà non giovano, ma la giustizia libera dalla morte. Pr. 10:2
- L'Eterno non permette che il giusto soffra la fame, ma respinge insoddisfatta l'avidità degli empi. Pr. 10:3
- Chi lavora con mano pigra impoverisce, ma la mano dei diligenti fa arricchire. Pr. 10:4
- Chi raccoglie nella estate è un figliuolo prudente, ma chi dorme durante la raccolta è un figliuolo che fa vergogna. Pr. 10:5
- Benedizioni vengono sul capo dei giusti, ma la violenza cuopre la bocca degli empi. Pr. 10:6
- La memoria del giusto è in benedizione, ma il nome degli empi marcisce. Pr. 10:7
- La bocca del giusto è una fonte di vita, ma la bocca degli empi nasconde violenza. Pr. 10:11
- Sulle labbra dell'uomo intelligente si trova la sapienza, ma il bastone è per il dosso di chi è privo di senno. Pr. 10:13
- I savi tengono in serbo la scienza, ma la bocca dello stolto è una rovina imminente. Pr. 10:14
- I beni del ricco sono la sua città forte; la rovina de' poveri è la loro povertà. Pr. 10:15
- Chi dissimula l'odio ha labbra bugiarde, e chi spande la calunnia è uno stolto. Pr. 10:18
- Nella moltitudine delle parole non manca la colpa, ma chi frena le sue labbra è prudente. Pr. 10:19
- La lingua del giusto è argento eletto; il cuore degli empi val poco. Pr. 10:20
- Quel che fa ricchi è la benedizione dell'Eterno e il tormento che uno si dà non le aggiunge nulla. Pr. 10:22
- Commettere un delitto, per lo stolto, è come uno spasso; tale è la sapienza per l'uomo accorto. Pr. 10:23
- L'aspettazione dei giusti è letizia, ma la speranza degli empi perirà. Pr. 10:28
- La via dell'Eterno è una fortezza per l'uomo integro, ma una rovina per gli operatori d'iniquità. Pr. 10:29
- Il giusto non sarà mai smosso, ma gli empi non abiteranno la terra. Pr. 10:30
- La bocca del giusto sgorga sapienza, ma la lingua perversa sarà soppressa. Pr. 10:31
- Le labbra del giusto conoscono ciò che è grato, ma la bocca degli empi è piena di perversità. Pr. 10:32
- La bilancia falsa è un abominio per l'Eterno, ma il peso giusto gli è grato. Pr. 11:1
- Venuta la superbia, viene anche l'ignominia; ma la sapienza è con gli umili. Pr. 11:2
- L'integrità degli uomini retti li guida, ma la perversità dei perfidi è la loro rovina. Pr. 11:3
- Le ricchezze non servono a nulla nel giorno dell'ira, ma la giustizia salva da morte. Pr. 11:4
- La giustizia dell'uomo integro gli appiana la via, ma l'empio cade per la sua empietà. Pr. 11:5
- La giustizia degli uomini retti li libera, ma i perfidi restan presi nella loro propria malizia. Pr. 11:6
- Quando un empio muore, la sua speranza perisce, e l'aspettazione degl'iniqui è annientata. Pr. 11:7
- Con la sua bocca l'ipocrita rovina il suo prossimo, ma i giusti sono liberati dalla loro perspicacia. Pr. 11:9
- Quando i giusti prosperano, la città gioisce; ma quando periscono gli empi son gridi di giubilo. Pr. 11:10
- Per la benedizione degli uomini retti la città è esaltata, ma è sovvertita dalla bocca degli empi. Pr. 11:11
- Chi va sparlando svela i segreti, ma chi ha lo spirito leale tien celata la cosa. Pr. 11:13
- Quando manca una savia direzione il popolo cade; nel gran numero de' consiglieri sta la salvezza. Pr. 11:14
- Chi si fa mallevadore d'un altro ne soffre danno, ma chi odia la mallevadoria è sicuro. Pr. 11:15
- La donna graziosa ottiene la gloria, e gli uomini forti ottengon la ricchezza. Pr. 11:16
- L'uomo benigno fa del bene a se stesso, ma il crudele tortura la sua propria carne. Pr. 11:17
- Così la giustizia mena alla vita, ma chi va dietro al male s'incammina alla morte. Pr. 11:19
- No, certo, il malvagio non rimarrà impunito, ma la progenie dei giusti scamperà. Pr. 11:21
- Il desiderio dei giusti è il bene soltanto, ma la prospettiva degli empi è l'ira. Pr. 11:23
- Chi detiene il grano è maledetto dal popolo, ma la benedizione è sul capo di chi lo vende. Pr. 11:26
- Ecco, il giusto riceve la sua retribuzione sulla terra, quanto più l'empio e il peccatore! Pr. 11:31
- Chi ama la correzione ama la scienza, ma chi odia la riprensione è uno stupido. Pr. 12:1
- L'uomo non diventa stabile con l'empietà, ma la radice dei giusti non sarà mai smossa. Pr. 12:3
- La donna virtuosa è la corona del marito, ma quella che fa vergogna gli è un tarlo nell'ossa. Pr. 12:4
- Le parole degli empi insidiano la vita, ma la bocca degli uomini retti procura liberazione. Pr. 12:6
- Gli empi, una volta rovesciati, non sono più, ma la casa dei giusti rimane in piedi. Pr. 12:7
- Chi coltiva la sua terra avrà pane da saziarsi, ma chi va dietro ai fannulloni è privo di senno. Pr. 12:11
- L'empio agogna la preda de' malvagi, ma la radice dei giusti porta il suo frutto. Pr. 12:12
- La via dello stolto è diritta agli occhi suoi, ma chi ascolta i consigli è savio. Pr. 12:15
- Chi dice la verità proclama ciò ch'è giusto, ma il falso testimonio parla con inganno. Pr. 12:17
- C'è chi, parlando inconsultamente, trafigge come spada, ma la lingua de' savi reca guarigione. Pr. 12:18
- Il labbro veridico è stabile in perpetuo, ma la lingua bugiarda non dura che un istante. Pr. 12:19
- L'uomo accorto nasconde quello che sa, ma il cuor degli stolti proclama la loro follia. Pr. 12:23
- La mano dei diligenti dominerà, ma la pigra sarà tributaria. Pr. 12:24
- Il cordoglio ch'è nel cuore dell'uomo, l'abbatte, ma la parola buona lo rallegra. Pr. 12:25
- Il giusto indica la strada al suo compagno, ma la via degli empi li fa smarrire. Pr. 12:26
- Il pigro non arrostisce la sua caccia, ma la solerzia è per l'uomo un tesoro prezioso. Pr. 12:27
- Nel sentiero della giustizia sta la vita, e nella via ch'essa traccia non v'è morte. Pr. 12:28
- Per il frutto delle sue labbra uno gode del bene, ma il desiderio dei perfidi è la violenza. Pr. 13:2
- Chi custodisce la sua bocca preserva la propria vita; chi apre troppo le labbra va incontro alla rovina. Pr. 13:3
- Il giusto odia la menzogna, ma l'empio getta sugli altri vituperio ed onta. Pr. 13:5
- La giustizia protegge l'uomo che cammina nella integrità, ma l'empietà atterra il peccatore. Pr. 13:6
- La ricchezza d'un uomo serve come riscatto della sua vita, ma il povero non ode mai minacce. Pr. 13:8
- La luce dei giusti è gaia, ma la lampada degli empi si spegne. Pr. 13:9
- Dall'orgoglio non vien che contesa, ma la sapienza è con chi dà retta ai consigli. Pr. 13:10
- La ricchezza male acquistata va scemando, ma chi accumula a poco a poco, l'aumenta. Pr. 13:11
- La speranza differita fa languire il cuore, ma il desiderio adempiuto è un albero di vita. Pr. 13:12
- Chi sprezza la parola si costituisce, di fronte ad essa, debitore, ma chi rispetta il comandamento sarà ricompensato. Pr. 13:13
- Miseria e vergogna a chi rigetta la correzione, ma chi dà retta alla riprensione è onorato. Pr. 13:18
- L'uomo buono lascia una eredità ai figli de' suoi figli, ma la ricchezza del peccatore è riserbata al giusto. Pr. 13:22
- Chi risparmia la verga odia il suo figliuolo, ma chi l'ama, lo corregge per tempo. Pr. 13:24
- La donna savia edifica la sua casa, ma la stolta l'abbatte con le proprie mani. Pr. 14:1
- Nella bocca dello stolto germoglia la superbia, ma le labbra dei savi son la loro custodia. Pr. 14:3
- Il beffardo cerca la sapienza e non la trova, ma per l'uomo intelligente la scienza è cosa facile. Pr. 14:6
- La sapienza dell'uomo accorto sta nel discernere la propria strada; ma la follia degli stolti non è che inganno. Pr. 14:8
- Il cuore conosce la sua propria amarezza, e alla sua gioia non può prender parte un estraneo. Pr. 14:10
- La casa degli empi sarà distrutta, ma la tenda degli uomini retti fiorirà. Pr. 14:11
- Lo sviato di cuore avrà la ricompensa dal suo modo di vivere, e l'uomo dabbene, quella delle opere sue. Pr. 14:14
- La corona de' savi è la loro ricchezza, ma la follia degli stolti non è che follia. Pr. 14:24
- La moltitudine del popolo è la gloria del re, ma la scarsezza de' sudditi è la rovina del principe. Pr. 14:28
- Chi è lento all'ira ha un gran buon senso, ma chi è pronto ad andare in collera mostra la sua follia. Pr. 14:29
- Un cuor calmo è la vita del corpo, ma l'invidia è la carie dell'ossa. Pr. 14:30
- La sapienza riposa nel cuore dell'uomo intelligente, ma in mezzo agli stolti si fa tosto conoscere. Pr. 14:33
- La giustizia innalza una nazione, ma il peccato è la vergogna dei popoli. Pr. 14:34
- Il favore del re è per il servo prudente, ma la sua ira è per chi gli fa onta. Pr. 14:35
- La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l'ira. Pr. 15:1
- La lingua dei savi è ricca di scienza, ma la bocca degli stolti sgorga follia. Pr. 15:2
- La lingua che calma, è un albero di vita; ma la lingua perversa strazia lo spirito. Pr. 15:4
- Il sacrifizio degli empi è in abominio all'Eterno, ma la preghiera degli uomini retti gli è grata. Pr. 15:8
- La via dell'empio è in abominio all'Eterno, ma egli ama chi segue la giustizia. Pr. 15:9
- Una dura correzione aspetta chi lascia la diritta via; chi odia la riprensione morrà. Pr. 15:10
- Il cuor dell'uomo intelligente cerca la scienza, ma la bocca degli stolti si pasce di follia. Pr. 15:14
- La via del pigro è come una siepe di spine, ma il sentiero degli uomini retti è piano. Pr. 15:19
- La follia è una gioia per chi è privo di senno, ma l'uomo prudente cammina retto per la sua via. Pr. 15:21
- Per l'uomo sagace la via della vita mena in alto, e gli fa evitare il soggiorno de' morti, in basso. Pr. 15:24
- L'Eterno spianta la casa dei superbi, ma rende stabili i confini della vedova. Pr. 15:25
- Chi è avido di lucro conturba la sua casa, ma chi odia i regali vivrà. Pr. 15:27
- Il cuor del giusto medita la sua risposta, ma la bocca degli empi sgorga cose malvage. Pr. 15:28
- L'Eterno è lungi dagli empi, ma ascolta la preghiera dei giusti. Pr. 15:29
- Il timor dell'Eterno è scuola di sapienza; e l'umiltà precede la gloria. Pr. 15:33
- All'uomo, i disegni del cuore; ma la risposta della lingua vien dall'Eterno. Pr. 16:1
- Con la bontà e con la fedeltà l'iniquità si espia, e col timor dell'Eterno si evita il male. Pr. 16:6
- Il cuor dell'uomo medita la sua via, ma l'Eterno dirige i suoi passi. Pr. 16:9
- Sulle labbra del re sta una sentenza divina; quando pronunzia il giudizio la sua bocca non erra. Pr. 16:10
- La stadera e le bilance giuste appartengono all'Eterno, tutti i pesi del sacchetto son opera sua. Pr. 16:11
- I re hanno orrore di fare il male, perché il trono è reso stabile con la giustizia. Pr. 16:12
- Ira del re vuol dire messaggeri di morte, ma l'uomo savio la placherà. Pr. 16:14
- La serenità del volto del re dà la vita, e il suo favore è come nube di pioggia primaverile. Pr. 16:15
- La strada maestra dell'uomo retto è evitare il male; chi bada alla sua via preserva l'anima sua. Pr. 16:17
- La superbia precede la rovina, e l'alterezza dello spirito precede la caduta. Pr. 16:18
- Meglio esser umile di spirito coi miseri, che spartir la preda coi superbi. Pr. 16:19
- Il savio di cuore è chiamato intelligente, e la dolcezza delle labbra aumenta il sapere. Pr. 16:21
- Il senno, per chi lo possiede, è fonte di vita, ma la stoltezza è il castigo degli stolti. Pr. 16:22
- Il cuore del savio gli rende assennata la bocca, e aumenta il sapere sulle sue labbra. Pr. 16:23
- La fame del lavoratore lavora per lui, perché la sua bocca lo stimola. Pr. 16:26
- I capelli bianchi sono una corona d'onore; la si trova sulla via della giustizia. Pr. 16:31
- È meglio un tozzo di pan secco con la pace, che una casa piena di carni con la discordia. Pr. 17:1
- La coppella è per l'argento e il fornello per l'oro, ma chi prova i cuori è l'Eterno. Pr. 17:3
- I figliuoli de' figliuoli son la corona de' vecchi, e i padri son la gloria dei loro figliuoli. Pr. 17:6
- Cominciare una contesa è dar la stura all'acqua; perciò ritìrati prima che la lite s'inasprisca. Pr. 17:14
- L'uomo privo di senno dà la mano e fa sicurtà per altri davanti al suo prossimo. Pr. 17:18
- Chi ama le liti ama il peccato; chi alza troppo la sua porta, cerca la rovina. Pr. 17:19
- Chi ha il cuor falso non trova bene, e chi ha la lingua perversa cade nella sciagura. Pr. 17:20
- La sapienza sta dinanzi a chi ha intelligenza, ma gli occhi dello stolto vagano agli estremi confini della terra. Pr. 17:24
- Non è bene condannare il giusto, foss'anche ad un'ammenda, né colpire i principi per la loro probità. Pr. 17:26
- Chi modera le sue parole possiede la scienza, e chi ha lo spirito calmo è un uomo prudente. Pr. 17:27
- Chi si separa dagli altri cerca la propria sodisfazione, e s'arrabbia contro tutto ciò ch'è profittevole. Pr. 18:1
- Quando viene l'empio, viene anche lo sprezzo; e, con la vergogna, viene l'obbrobrio. Pr. 18:3
- Le parole della bocca d'un uomo sono acque profonde; la fonte di sapienza è un rivo che scorre perenne. Pr. 18:4
- Le labbra dello stolto menano alle liti, e la sua bocca chiama le percosse. Pr. 18:6
- La bocca dello stolto è la sua rovina, e le sue labbra sono un laccio per l'anima sua. Pr. 18:7
- I beni del ricco son la sua città forte; son come un'alta muraglia... nella sua immaginazione. Pr. 18:11
- Prima della rovina, il cuor dell'uomo s'innalza, ma l'umiltà precede la gloria. Pr. 18:12
- Chi risponde prima d'aver ascoltato, mostra la sua follia, e rimane confuso. Pr. 18:13
- Il cuore dell'uomo intelligente acquista la scienza, e l'orecchio dei savi la cerca. Pr. 18:15
- I regali che uno fa gli apron la strada e gli danno adito ai grandi. Pr. 18:16
- Il primo a perorare la propria causa par che abbia ragione; ma vien l'altra parte, e scruta quello a fondo. Pr. 18:17
- La sorte fa cessare le liti e decide fra i grandi. Pr. 18:18
- La stoltezza dell'uomo ne perverte la via, ma il cuor di lui s'irrita contro l'Eterno. Pr. 19:3
- Chi acquista senno ama l'anima sua; e chi serba con cura la prudenza troverà del bene. Pr. 19:8
- La pigrizia fa cadere nel torpore, e l'anima indolente patirà la fame. Pr. 19:15
- Ciò che rende caro l'uomo è la bontà, e un povero val più d'un bugiardo. Pr. 19:22
- Il timor dell'Eterno mena alla vita; chi l'ha si sazia, e passa la notte non visitato da alcun male. Pr. 19:23
- Il pigro tuffa la mano nel piatto, e non fa neppure tanto da portarla alla bocca. Pr. 19:24
- Percuoti il beffardo, e il semplice si farà accorto; riprendi l'intelligente, e imparerà la scienza. Pr. 19:25
- Il testimonio iniquo si burla della giustizia, e la bocca degli empi trangugia l'iniquità. Pr. 19:28
- Il vino è schernitore, la bevanda alcoolica è turbolenta, e chiunque se ne lascia sopraffare non è savio. Pr. 20:1
- Il terrore che incute il re è come il ruggito d'un leone; chi lo irrita pecca contro la propria vita. Pr. 20:2
- Molta gente vanta la propria bontà; ma un uomo fedele chi lo troverà? Pr. 20:6
- Anche il fanciullo dà a conoscere con i suoi atti se la sua condotta sarà pura e retta. Pr. 20:11
- Il pane frodato è dolce all'uomo; ma, dopo, avrà la bocca piena di ghiaia. Pr. 20:17
- I disegni son resi stabili dal consiglio; fa' dunque la guerra con una savia direzione. Pr. 20:18
- Chi maledice suo padre e sua madre, la sua lucerna si spegnerà nelle tenebre più fitte. Pr. 20:20
- Il peso doppio è in abominio all'Eterno, e la bilancia falsa non è cosa buona. Pr. 20:23
- I passi dell'uomo li dirige l'Eterno; come può quindi l'uomo capir la propria via? Pr. 20:24
- Il re savio passa gli empi al vaglio, dopo aver fatto passare la ruota su loro. Pr. 20:26
- La bontà e la fedeltà custodiscono il re; e con la bontà egli rende stabile il suo trono. Pr. 20:28
- La gloria dei giovani sta nella loro forza, e la bellezza dei vecchi, nella loro canizie. Pr. 20:29
- Praticare la giustizia e l'equità è cosa che l'Eterno preferisce ai sacrifizi. Pr. 21:3
- I tesori acquistati con lingua bugiarda sono un soffio fugace di gente che cerca la morte. Pr. 21:6
- La violenza degli empi li porta via, perché rifiutano di praticare l'equità. Pr. 21:7
- La via del colpevole è tortuosa, ma l'innocente opera con rettitudine. Pr. 21:8
- Il Giusto tien d'occhio la casa dell'empio, e precipita gli empi nelle sciagure. Pr. 21:12
- Un dono fatto in segreto placa la collera, e un regalo dato di sottomano, l'ira violenta. Pr. 21:14
- Chi ricerca la giustizia e la bontà troverà vita, giustizia e gloria. Pr. 21:21
- Il savio dà la scalata alla città dei forti, e abbatte il baluardo in cui essa confidava. Pr. 21:22
- Chi custodisce la sua bocca e la sua lingua preserva l'anima sua dalle distrette. Pr. 21:23
- L'empio fa la faccia tosta, ma l'uomo retto rende ferma la sua condotta. Pr. 21:29
- Il cavallo è pronto per il dì della battaglia, ma la vittoria appartiene all'Eterno. Pr. 21:31
- La buona riputazione è da preferirsi alle molte ricchezze; e la stima, all'argento e all'oro. Pr. 22:1
- L'uomo accorto vede venire il male, e si nasconde; ma i semplici tirano innanzi, e ne portan la pena. Pr. 22:3
- Inculca al fanciullo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne dipartirà. Pr. 22:6
- Chi semina iniquità miete sciagura, e la verga della sua collera è infranta. Pr. 22:8
- Chi ama la purità del cuore e ha la grazia sulle labbra, ha il re per amico. Pr. 22:11
- Gli occhi dell'Eterno proteggono la scienza, ma egli rende vane le parole del perfido. Pr. 22:12
- Il pigro dice: `Là fuori c'è un leone; sarò ucciso per la strada'. Pr. 22:13
- La bocca delle donne corrotte è una fossa profonda; colui ch'è in ira all'Eterno, vi cadrà dentro. Pr. 22:14
- La follia è legata al cuore del fanciullo, ma la verga della correzione l'allontanerà da lui. Pr. 22:15
- Ho voluto istruirti oggi, sì, proprio te, perché la tua fiducia sia posta nell'Eterno. Pr. 22:19
- ché l'Eterno difenderà la loro causa, e spoglierà della vita chi avrà spogliato loro. Pr. 22:23
- Non esser di quelli che dan la mano, che fanno sicurtà per debiti. Pr. 22:26
- Non t'affannare per diventar ricco, smetti dall'applicarvi la tua intelligenza. Pr. 23:4
- Vuoi tu fissar lo sguardo su ciò che scompare? Giacché la ricchezza si fa dell'ali, come l'aquila che vola verso il cielo. Pr. 23:5
- Non rivolger la parola allo stolto, perché sprezzerà il senno de' tuoi discorsi. Pr. 23:9
- ché il Vindice loro è potente; egli difenderà la causa loro contro di te. Pr. 23:11
- Non risparmiare la correzione al fanciullo; se lo batti con la verga, non ne morrà; Pr. 23:13
- lo batterai con la verga, ma libererai l'anima sua dal soggiorno de' morti. Pr. 23:14
- poiché c'è un avvenire, e la tua speranza non sarà frustrata. Pr. 23:18
- Ascolta, figliuol mio, sii savio, e dirigi il cuore per la diritta via. Pr. 23:19
- Acquista verità e non la vendere, acquista sapienza, istruzione e intelligenza. Pr. 23:23
- perché la meretrice è una fossa profonda, e la straniera, un pozzo stretto. Pr. 23:27
- La casa si edifica con la sapienza, e si rende stabile con la prudenza; Pr. 24:3
- Mediante la scienza, se ne riempiono le stanze d'ogni specie di beni preziosi e gradevoli. Pr. 24:4
- L'uomo savio è pien di forza, e chi ha conoscimento accresce la sua potenza; Pr. 24:5
- infatti, con savie direzioni potrai condur bene la guerra, e la vittoria sta nel gran numero de' consiglieri. Pr. 24:6
- La sapienza è troppo in alto per lo stolto; egli non apre mai la bocca alla porta di città. Pr. 24:7
- Se ti perdi d'animo nel giorno dell'avversità, la tua forza è poca. Pr. 24:10
- Così conosci la sapienza per il bene dell'anima tua! Se la trovi, c'è un avvenire, e la speranza tua non sarà frustrata. Pr. 24:14
- perché non c'è avvenire per il malvagio; la lucerna degli empi sarà spenta. Pr. 24:20
- la loro calamità sopraggiungerà improvvisa, e chi sa la triste fine dei loro anni? Pr. 24:22
- Metti in buon ordine gli affari tuoi di fuori, metti in assetto i tuoi campi, poi ti fabbricherai la casa. Pr. 24:27
- Passai presso il campo del pigro e presso la vigna dell'uomo privo di senno; Pr. 24:30
- Considerai la cosa, e mi posi a riflettere; e da quel che vidi trassi una lezione: Pr. 24:32
- e la tua povertà verrà come un ladro, e la tua indigenza, come un uomo armato. Pr. 24:34
- È gloria di Dio nascondere le cose; ma la gloria dei re sta nell'investigarle. Pr. 25:2
- L'altezza del cielo, la profondità della terra e il cuore dei re non si possono investigare. Pr. 25:3
- Difendi la tua causa contro il tuo prossimo, ma non rivelare il segreto d'un altro, Pr. 25:9
- onde chi t'ode non t'abbia a vituperare, e la tua infamia non si cancelli più. Pr. 25:10
- Con la pazienza si piega un principe, e la lingua dolce spezza dell'ossa. Pr. 25:15
- La fiducia in un perfido, nel dì della distretta, è un dente rotto, un piede slogato. Pr. 25:19
- Il vento del nord porta la pioggia, e la lingua che sparla di nascosto, fa oscurare il viso. Pr. 25:23
- Come la neve non conviene all'estate, né la pioggia al tempo della mèsse, così non conviene la gloria allo stolto. Pr. 26:1
- Come il passero vaga qua e là e la rondine vola, così la maledizione senza motivo, non raggiunge l'effetto. Pr. 26:2
- La frusta per il cavallo, la briglia per l'asino, e il bastone per il dosso degli stolti. Pr. 26:3
- Non rispondere allo stolto secondo la sua follia, che tu non gli abbia a somigliare. Pr. 26:4
- Rispondi allo stolto secondo la sua follia, perché non abbia a credersi savio. Pr. 26:5
- Come la porta si volge sui cardini, così il pigro sul suo letto. Pr. 26:14
- Il pigro tuffa la mano nel piatto; gli par fatica riportarla alla bocca. Pr. 26:15
- Come il carbone dà la brace, e le legna danno la fiamma, così l'uomo rissoso accende le liti. Pr. 26:21
- Chi odia, parla con dissimulazione; ma, dentro, cova la frode. Pr. 26:24
- L'odio suo si nasconde sotto la finzione, ma la sua malvagità si rivelerà nell'assemblea. Pr. 26:26
- Chi scava una fossa vi cadrà, e la pietra torna addosso a chi la rotola. Pr. 26:27
- La lingua bugiarda odia quelli che ha ferito, e la bocca lusinghiera produce rovina. Pr. 26:28
- Altri ti lodi, non la tua bocca; un estraneo, non le tue labbra. Pr. 27:2
- La pietra è grave e la rena pesante, ma l'irritazione dello stolto pesa più dell'uno e dell'altra. Pr. 27:3
- L'ira è crudele e la collera impetuosa; ma chi può resistere alla gelosia? Pr. 27:4
- L'olio e il profumo rallegrano il cuore; così fa la dolcezza d'un amico coi suoi consigli cordiali. Pr. 27:9
- L'uomo accorto vede il male e si nasconde, ma gli scempi passan oltre e ne portan la pena. Pr. 27:12
- Chi la vuol trattenere vuol trattenere il vento, e stringer l'olio nella sua destra. Pr. 27:16
- Anche se tu pestassi lo stolto in un mortaio in mezzo al grano col pestello, la sua follia non lo lascerebbe. Pr. 27:22
- Quando è levato il fieno, subito rispunta la fresca verdura e le erbe dei monti sono raccolte. Pr. 27:25
- e il latte delle capre basta a nutrir te, a nutrir la tua famiglia e a far vivere le tue serve. Pr. 27:27
- Quelli che abbandonano la legge, lodano gli empi; ma quelli che l'osservano, fan loro la guerra. Pr. 28:4
- Chi osserva la legge è un figliuolo intelligente, ma il compagno dei ghiottoni fa vergogna a suo padre. Pr. 28:7
- Se uno volge altrove gli orecchi per non udire la legge, la sua stessa preghiera è un abominio. Pr. 28:9
- Quando i giusti trionfano, la gloria è grande; ma, quando gli empi s'innalzano, la gente si nasconde. Pr. 28:12
- Chi lavora la sua terra avrà abbondanza di pane; ma chi va dietro ai fannulloni avrà abbondanza di miseria. Pr. 28:19
- L'uomo invidioso ha fretta d'arricchire, e non sa che gli piomberà addosso la miseria. Pr. 28:22
- Quando gli empi s'innalzano, la gente si nasconde; ma quando periscono, si moltiplicano i giusti. Pr. 28:28
- L'uomo che ama la sapienza, rallegra suo padre; ma chi frequenta le meretrici dissipa i suoi beni. Pr. 29:3
- Il re, con la giustizia, rende stabile il paese; ma chi pensa solo a imporre tasse, lo rovina. Pr. 29:4
- Gli uomini di sangue odiano chi è integro, ma gli uomini retti ne proteggono la vita. Pr. 29:10
- Lo stolto dà sfogo a tutta la sua ira, ma il savio rattiene la propria. Pr. 29:11
- La verga e la riprensione danno sapienza; ma il fanciullo lasciato a se stesso, fa vergogna a sua madre. Pr. 29:15
- Quando abbondano gli empi, abbondano le trasgressioni; ma i giusti ne vedranno la ruina. Pr. 29:16
- Quando non c'è visioni, il popolo è senza freno; ma beato colui che osserva la legge! Pr. 29:18
- Chi fa società col ladro odia l'anima sua; egli ode la esecrazione e non dice nulla. Pr. 29:24
- La paura degli uomini costituisce un laccio, ma chi confida nell'Eterno è al sicuro. Pr. 29:25
- Non ho imparato la sapienza, e non ho la conoscenza del Santo. Pr. 30:3
- Non calunniare il servo presso al suo padrone, ch'ei non ti maledica e tu non abbia a subirne la pena. Pr. 30:10
- La mignatta ha due figliuole, che dicono: `Dammi' `dammi!'. Ci son tre cose che non si sazian mai, anzi quattro, che non dicon mai: `Basta!' Pr. 30:15
- Il soggiorno dei morti, il seno sterile, la terra che non si sazia d'acqua, e il fuoco, che non dice mai: `Basta!' Pr. 30:16
- la traccia dell'aquila nell'aria, la traccia del serpente sulla roccia, la traccia della nave in mezzo al mare, la traccia dell'uomo nella giovane. Pr. 30:19
- Tale è la condotta della donna adultera: essa mangia, si pulisce la bocca, e dice: `Non ho fatto nulla di male!' Pr. 30:20
- Per tre cose la terra trema, anzi per quattro, che non può sopportare: Pr. 30:21
- i conigli, popolo non potente, che fissano la loro dimora nelle rocce; Pr. 30:26
- la lucertola, che puoi prender con le mani, eppur si trova nei palazzi dei re. Pr. 30:28
- Se hai agito follemente cercando d'innalzarti, o se hai pensato del male, mettiti la mano sulla bocca; Pr. 30:32
- perché, come chi sbatte la panna ne fa uscire il burro, chi comprime il naso ne fa uscire il sangue, così chi spreme l'ira ne fa uscire contese. Pr. 30:33
- Non s'addice ai re, o Lemuel, non s'addice ai re bere del vino, né ai principi, bramar la cervogia: Pr. 31:4
- che a volte, avendo bevuto, non dimentichino la legge, e non disconoscano i diritti d'ogni povero afflitto. Pr. 31:5
- affinché bevano, dimentichino la loro miseria, e non si ricordin più dei loro travagli. Pr. 31:7
- Apri la tua bocca in favore del mutolo, per sostener la causa di tutti i derelitti; Pr. 31:8
- apri la tua bocca, giudica con giustizia, fa' ragione al misero ed al bisognoso. Pr. 31:9
- Una donna forte e virtuosa chi la troverà? il suo pregio sorpassa di molto quello delle perle. Pr. 31:10
- Ella s'accorge che il suo lavoro rende bene; la sua lucerna non si spegne la notte. Pr. 31:18
- Ella mette la mano alla ròcca, e le sue dita maneggiano il fuso. Pr. 31:19
- Ella non teme la neve per la sua famiglia, perché tutta la sua famiglia è vestita di lana scarlatta. Pr. 31:21
- Ella apre la bocca con sapienza, ed ha sulla lingua insegnamenti di bontà. Pr. 31:26
- I suoi figliuoli sorgono e la proclaman beata, e il suo marito la loda, dicendo: Pr. 31:28
- La grazia è fallace e la bellezza è cosa vana; ma la donna che teme l'Eterno è quella che sarà lodata. Pr. 31:30
- Datele del frutto delle sue mani, e le opere sue la lodino alle porte! Pr. 31:31
- vanità delle vanità; tutto è vanità. Che profitto ha l'uomo di tutta la fatica che dura sotto il sole? Eccl. 1:3
- Una generazione se ne va, un'altra viene, e la terra sussiste in perpetuo. Eccl. 1:4
- Ed ho applicato il cuore a conoscer la sapienza, e a conoscere la follia e la stoltezza; ed ho riconosciuto che anche questo è un correr dietro al vento. Eccl. 1:17
- Poiché dov'è molta sapienza v'è molto affanno, e chi accresce la sua scienza accresce il suo dolore. Eccl. 1:18
- Io ho detto in cuor mio: `Andiamo! Io ti voglio mettere alla prova con la gioia, e tu godrai il piacere!' Ed ecco che anche questo è vanità. Eccl. 2:1
- Io presi in cuor mio la risoluzione di abbandonar la mia carne alle attrattive del vino, e, pur lasciando che il mio cuore mi guidasse saviamente, d'attenermi alla follia, finch'io vedessi ciò ch'è bene che gli uomini facciano sotto il cielo, durante il numero de' giorni della loro vita. Eccl. 2:3
- accumulai argento, oro, e le ricchezze dei re e delle province; mi procurai dei cantanti e delle cantanti, e ciò che fa la delizia de' figliuoli degli uomini, delle donne in gran numero. Eccl. 2:8
- Così divenni grande, e sorpassai tutti quelli ch'erano stati prima di me a Gerusalemme; e la mia sapienza rimase pur sempre meco. Eccl. 2:9
- Di tutto quello che i miei occhi desideravano io nulla rifiutai loro; non privai il cuore d'alcuna gioia; poiché il mio cuore si rallegrava d'ogni mia fatica, ed è la ricompensa che m'è toccata d'ogni mia fatica. Eccl. 2:10
- Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatte, e la fatica che avevo durata a farle, ed ecco che tutto era vanità e un correr dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole. Eccl. 2:11
- Allora mi misi ad esaminare la sapienza, la follia e la stoltezza. - Che farà l'uomo che succederà al re? Quello ch'è già stato fatto. - Eccl. 2:12
- E vidi che la sapienza ha un vantaggio sulla stoltezza, come la luce ha un vantaggio sulle tenebre. Eccl. 2:13
- Il savio ha gli occhi in testa, mentre lo stolto cammina nelle tenebre; ma ho riconosciuto pure che tutti e due hanno la medesima sorte. Eccl. 2:14
- Ond'io ho detto in cuor mio: `La sorte che tocca allo stolto toccherà anche a me; perché dunque essere stato così savio?' E ho detto in cuor mio che anche questo è vanità. Eccl. 2:15
- Perciò io ho odiata la vita, perché tutto ciò che si fa sotto il sole m'è divenuto odioso, poiché tutto è vanità e un correr dietro al vento. Eccl. 2:17
- Così sono arrivato a far perdere al mio cuore ogni speranza circa tutta la fatica che ho durata sotto il sole. Eccl. 2:20
- Tutti i suoi giorni non sono che dolore, la sua occupazione non è che fastidio; perfino la notte il suo cuore non ha posa. Anche questo è vanità. Eccl. 2:23
- Poiché Iddio dà all'uomo ch'egli gradisce, sapienza, intelligenza e gioia; ma al peccatore dà la cura di raccogliere, d'accumulare, per lasciar poi tutto a colui ch'è gradito agli occhi di Dio. Anche questo è vanità e un correre dietro al vento. Eccl. 2:26
- un tempo per amare e un tempo per odiare; un tempo per la guerra e un tempo per la pace. Eccl. 3:8
- Io ho riconosciuto che non v'è nulla di meglio per loro del rallegrarsi e del procurarsi del benessere durante la loro vita, Eccl. 3:12
- Ho anche visto sotto il sole che nel luogo stabilito per giudicare v'è della empietà, e che nel luogo stabilito per la giustizia v'è della empietà, Eccl. 3:16
- Poiché la sorte de' figliuoli degli uomini è la sorte delle bestie; agli uni e alle altre tocca la stessa sorte; come muore l'uno, così muore l'altra; hanno tutti un medesimo soffio, e l'uomo non ha superiorità di sorta sulla bestia; poiché tutto è vanità. Eccl. 3:19
- Io ho dunque visto che non v'è nulla di meglio per l'uomo del rallegrarsi, nel compiere il suo lavoro; tale è la sua parte; poiché chi lo farà tornare per godere di ciò che verrà dopo di lui? Eccl. 3:22
- Mi son messo poi a considerare tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole; ed ecco, le lacrime degli oppressi, i quali non hanno chi li consoli e dal lato dei loro oppressori la violenza, mentre quelli non hanno chi li consoli. Eccl. 4:1
- Lo stolto incrocia le braccia e mangia la sua propria carne. Eccl. 4:5
- Non permettere alla tua bocca di render colpevole la tua persona; e non dire davanti al messaggero di Dio: `È stato uno sbaglio.' Perché Iddio s'adirerebbe egli per le tue parole, e distruggerebbe l'opera delle tue mani? Eccl. 5:6
- Se vedi nella provincia l'oppressione del povero e la violazione del diritto e della giustizia, non te ne maravigliare; poiché sopra un uomo in alto veglia uno che sta più in alto, e sovr'essi, sta un Altissimo. Eccl. 5:8
- Dolce è il sonno del lavoratore, abbia egli poco o molto da mangiare; ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire. Eccl. 5:12
- Uscito ignudo dal seno di sua madre, quel possessore se ne va com'era venuto; e di tutta la sua fatica non può prender nulla da portar seco in mano. Eccl. 5:15
- E per di più, durante tutta la vita egli mangia nelle tenebre, e ha molti fastidî, malanni e crucci. Eccl. 5:17
- Ecco quello che ho veduto: buona e bella cosa è per l'uomo mangiare, bere, godere del benessere in mezzo a tutta la fatica ch'ei dura sotto il sole, tutti i giorni di vita che Dio gli ha dati; poiché questa è la sua parte. Eccl. 5:18
- E ancora se Dio ha dato a un uomo delle ricchezze e dei tesori, e gli ha dato potere di goderne, di prenderne la sua parte e di gioire della sua fatica, è questo un dono di Dio; Eccl. 5:19
- Tutta la fatica dell'uomo è per la sua bocca, e nondimeno l'appetito suo non è mai sazio. Eccl. 6:7
- Moltiplicar le parole è moltiplicare la vanità; che pro ne viene all'uomo? Eccl. 6:11
- È meglio andare in una casa di duolo, che andare in una casa di convito; poiché là è la fine d'ogni uomo, e colui che vive vi porrà mente. Eccl. 7:2
- La tristezza val meglio del riso; poiché quando il viso è mesto, il cuore diventa migliore. Eccl. 7:3
- Meglio vale udire la riprensione del savio, che udire la canzone degli stolti. Eccl. 7:5
- Meglio vale la fine d'una cosa, che il suo principio; e lo spirito paziente val meglio dello spirito altero. Eccl. 7:8
- La sapienza è buona quanto un'eredità, e anche di più, per quelli che vedono il sole. Eccl. 7:11
- Poiché la sapienza offre un riparo, come l'offre il danaro; ma l'eccellenza della scienza sta in questo, che la sapienza fa vivere quelli che la possiedono. Eccl. 7:12
- Io ho veduto tutto questo nei giorni della mia vanità. V'è tal giusto che perisce per la sua giustizia, e v'è tal empio che prolunga la sua vita con la sua malvagità. Eccl. 7:15
- È bene che tu t'attenga fermamente a questo, e che tu non ritragga la mano da quello; poiché chi teme Iddio evita tutte queste cose. Eccl. 7:18
- La sapienza dà al savio più forza che non facciano dieci capi in una città. Eccl. 7:19
- Io ho esaminato tutto questo con sapienza. Ho detto: `Voglio acquistare sapienza'; ma la sapienza è rimasta lungi da me. Eccl. 7:23
- Una cosa ch'è tanto lontana e tanto profonda chi la potrà trovare? Eccl. 7:24
- Io mi sono applicato nel cuor mio a riflettere, a investigare, a cercare la sapienza e la ragion delle cose, e a riconoscere che l'empietà è una follia e la stoltezza una pazzia; Eccl. 7:25
- e ho trovato una cosa più amara della morte: la donna ch'è tutta tranelli, il cui cuore non è altro che reti, e le cui mani sono catene; colui ch'è gradito a Dio le sfugge, ma il peccatore riman preso da lei. Eccl. 7:26
- Ecco, questo ho trovato, dice l'Ecclesiaste, dopo aver esaminato le cose una ad una per afferrarne la ragione; Eccl. 7:27
- Chi è come il savio? e chi conosce la spiegazione delle cose? La sapienza d'un uomo gli fa risplendere la faccia, e la durezza del suo volto n'è mutata. Eccl. 8:1
- perché la parola del re è potente; e chi gli può dire: `Che fai?' Eccl. 8:4
- perché per ogni cosa v'è un tempo e un giudizio; giacché la malvagità dell'uomo pesa grave addosso a lui. Eccl. 8:6
- Non v'è uomo che abbia potere sul vento per poterlo trattenere, o che abbia potere sul giorno della morte; non v'è congedo in tempo di guerra, e l'iniquità non può salvare chi la commette. Eccl. 8:8
- Siccome la sentenza contro una mala azione non si eseguisce prontamente, il cuore dei figliuoli degli uomini è pieno della voglia di fare il male. Eccl. 8:11
- Così io ho lodata la gioia, perché non v'è per l'uomo altro bene sotto il sole, fuori del mangiare, del bere e del gioire; questo è quello che lo accompagnerà in mezzo al suo lavoro, durante i giorni di vita che Dio gli dà sotto il sole. Eccl. 8:15
- Quand'io ho applicato il mio cuore a conoscere la sapienza e a considerare le cose che si fanno sulla terra - perché gli occhi dell'uomo non godono sonno né giorno né notte, - Eccl. 8:16
- allora ho mirato tutta l'opera di Dio, e ho veduto che l'uomo è impotente a spiegare quello che si fa sotto il sole; egli ha un bell'affaticarsi a cercarne la spiegazione; non riesce a trovarla; e anche se il savio pretende di saperla, non però può trovarla. Eccl. 8:17
- Tutto succede ugualmente a tutti; la medesima sorte attende il giusto e l'empio, il buono e puro e l'impuro, chi offre sacrifizi e chi non li offre; tanto è il buono quanto il peccatore, tanto è colui che giura quanto chi teme di giurare. Eccl. 9:2
- Questo è un male fra tutto quello che si fa sotto il sole: che tutti abbiano una medesima sorte; e così il cuore dei figliuoli degli uomini è pieno di malvagità e hanno la follia nel cuore mentre vivono; poi, se ne vanno ai morti. Eccl. 9:3
- Difatti, i viventi sanno che morranno; ma i morti non sanno nulla, e non v'è più per essi alcun salario; poiché la loro memoria è dimenticata. Eccl. 9:5
- E il loro amore come il loro odio e la loro invidia sono da lungo tempo periti, ed essi non hanno più né avranno mai alcuna parte in tutto quello che si fa sotto il sole. Eccl. 9:6
- Godi la vita con la moglie che ami, durante tutti i giorni della vita della tua vanità, che Dio t'ha data sotto il sole per tutto il tempo della tua vanità; poiché questa è la tua parte nella vita, in mezzo a tutta la fatica che duri sotto il sole. Eccl. 9:9
- Tutto quello che la tua mano trova da fare, fallo con tutte le tue forze; poiché nel soggiorno de' morti dove vai, non v'è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né sapienza. Eccl. 9:10
- Poiché l'uomo non conosce la sua ora; come i pesci che son presi nella rete fatale, e come gli uccelli che son còlti nel laccio, così i figliuoli degli uomini son presi nel laccio al tempo dell'avversità, quando essa piomba su loro improvvisa. Eccl. 9:12
- C'era una piccola città, con entro pochi uomini; un gran re le marciò contro, la cinse d'assedio, e le costruì contro de' grandi bastioni. Eccl. 9:14
- Ora in essa si trovò un uomo povero e savio, che con la sua sapienza salvò la città. Eppure nessuno conservò ricordo di quell'uomo povero. Eccl. 9:15
- Allora io dissi: `La sapienza val meglio della forza; ma la sapienza del povero è disprezzata, e le sue parole non sono ascoltate'. Eccl. 9:16
- La sapienza val meglio degli strumenti di guerra; ma un solo peccatore distrugge un gran bene. Eccl. 9:18
- Anche quando lo stolto va per la via, il senno gli manca e mostra a tutti ch'è uno stolto. Eccl. 10:3
- Se il sovrano sale in ira contro di te, non lasciare il tuo posto; perché la dolcezza previene grandi peccati. Eccl. 10:4
- che, cioè la stoltezza occupa posti altissimi, e i ricchi seggono in luoghi bassi. Eccl. 10:6
- Se il ferro perde il taglio e uno non l'arrota, bisogna che raddoppi la forza; ma la sapienza ha il vantaggio di sempre riuscire. Eccl. 10:10
- Il principio delle parole della sua bocca è stoltezza, e la fine del suo dire è malvagia pazzia. Eccl. 10:13
- La fatica dello stolto lo stanca, perch'egli non sa neppur la via della città. Eccl. 10:15
- Per la pigrizia sprofonda il soffitto; per la rilassatezza delle mani piove in casa. Eccl. 10:18
- Il convito è fatto per gioire, il vino rende gaia la vita, e il danaro risponde a tutto. Eccl. 10:19
- Non maledire il re, neppure col pensiero; e non maledire il ricco nella camera ove tu dormi; poiché un uccello del cielo potrebbe spargerne la voce, e un messaggero alato pubblicare la cosa. Eccl. 10:20
- Quando le nuvole son piene di pioggia, la riversano sulla terra; e se un albero cade verso il sud o verso il nord, dove cade, quivi resta. Eccl. 11:3
- Come tu non conosci la via del vento, né come si formino le ossa in seno alla donna incinta, così non conosci l'opera di Dio, che fa tutto. Eccl. 11:5
- Fin dal mattino semina la tua semenza, e la sera non dar posa alle tue mani; poiché tu non sai quale dei due lavori riuscirà meglio: se questo o quello, o se ambedue saranno ugualmente buoni. Eccl. 11:6
- La luce è dolce, ed è cosa piacevole agli occhi vedere il sole. Eccl. 11:7
- Rallegrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il cuor tuo durante i giorni della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti mena il cuore e seguendo gli sguardi degli occhi tuoi; ma sappi che, per tutte queste cose, Iddio ti chiamerà in giudizio! Eccl. 11:9
- Bandisci dal tuo cuore la tristezza, e allontana dalla tua carne la sofferenza; poiché la giovinezza e l'aurora sono vanità. Eccl. 11:10
- prima che il sole, la luce, la luna e le stelle s'oscurino, e le nuvole tornino dopo la pioggia: Eccl. 12:2
- in cui uno ha paura delle alture, ha degli spaventi mentre cammina, in cui fiorisce il mandorlo, la locusta si fa pesante, e il cappero non fa più effetto perché l'uomo se ne va alla sua dimora eterna e i piagnoni percorrono le strade; Eccl. 12:5
- prima che il cordone d'argento si stacchi, il vaso d'oro si spezzi, la brocca si rompa sulla fonte, la ruota infranta cada nel pozzo; Eccl. 12:6
- prima che la polvere torni alla terra com'era prima, e lo spirito torni a Dio che l'ha dato. Eccl. 12:7
- L'Ecclesiaste, oltre ad essere un savio, ha anche insegnato al popolo la scienza, e ha ponderato, scrutato e messo in ordine un gran numero di sentenze. Eccl. 12:9
- Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: - Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto dell'uomo. - Eccl. 12:13
- Non guardate se son nera; è il sole che m'ha bruciata; i figliuoli di mia madre si sono adirati contro di me; m'hanno fatta guardiana delle vigne, ma io, la mia vigna, non l'ho guardata. Cant. 1:6
- Se non lo sai, o la più bella delle donne, esci e segui le tracce delle pecore, e fa' pascere i tuoi capretti presso alle tende de' pastori. Cant. 1:8
- Il mio amico m'è un sacchetto di mirra, che passa la notte sul mio seno. Cant. 1:13
- Io sono la rosa di Saron, il giglio delle valli. Cant. 2:1
- La sua sinistra sia sotto al mio capo, e la sua destra m'abbracci! Cant. 2:6
- Ecco la voce del mio amico! Eccolo che viene, saltando per i monti, balzando per i colli. Cant. 2:8
- L'amico mio è simile a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro al nostro muro, e guarda per la finestra, lancia occhiate attraverso alle persiane. Cant. 2:9
- i fiori appaion sulla terra, il tempo del cantare è giunto, e la voce della tortora si fa udire nelle nostre contrade. Cant. 2:12
- O mia colomba, che stai nelle fessure delle rocce, nel nascondiglio delle balze, mostrami il tuo viso, fammi udire la tua voce; poiché la tua voce è soave, e il tuo viso è bello. Cant. 2:14
- Prima che spiri l'aura del giorno e che le ombre fuggano, torna, amico mio, come la gazzella od il cerbiatto sui monti che ci separano! Cant. 2:17
- Sul mio letto, durante la notte, ho cercato colui che l'anima mia ama; l'ho cercato, ma non l'ho trovato. Cant. 3:1
- Ora mi leverò, e andrò attorno per la città, per le strade e per le piazze; cercherò colui che l'anima mia ama; l'ho cercato, ma non l'ho trovato. Cant. 3:2
- Le guardie che vanno attorno per la città m'hanno incontrata; e ho chiesto loro: `Avete visto colui che l'anima mia ama?' Cant. 3:3
- Ecco la lettiga di Salomone, intorno alla quale stanno sessanta prodi, fra i più prodi d'Israele. Cant. 3:7
- Tutti maneggiano la spada, sono esperti nelle armi; ciascuno ha la sua spada al fianco, per gli spaventi notturni. Cant. 3:8
- Ne ha fatto le colonne d'argento, la spalliera d'oro, il sedile di porpora; in mezzo è un ricamo, lavoro d'amore delle figliuole di Gerusalemme. Cant. 3:10
- Uscite, figliuole di Sion, mirate il re Salomone con la corona di cui l'ha incoronato sua madre, il giorno de' suoi sponsali, il giorno dell'allegrezza del suo cuore. Cant. 3:11
- Le tue labbra somigliano un filo di scarlatto, e la tua bocca è graziosa; le tue gote, dietro al tuo velo, son come un pezzo di melagrana. Cant. 4:3
- Il tuo collo è come la torre di Davide, edificata per essere un'armeria; mille scudi vi sono appesi, tutte le targhe de' prodi. Cant. 4:4
- O sposa mia, le tue labbra stillano miele, miele e latte son sotto la tua lingua, e l'odore delle tue vesti è come l'odore del Libano. Cant. 4:11
- Son venuto nel mio giardino, o mia sorella, o sposa mia; ho còlto la mia mirra e i miei aromi; ho mangiato il mio favo di miele; ho bevuto il mio vino ed il mio latte. Amici, mangiate, bevete, inebriatevi d'amore! Cant. 5:1
- Io dormivo, ma il mio cuore vegliava. Sento la voce del mio amico, che picchia e dice: `Aprimi sorella mia, amica mia, colomba mia, o mia perfetta! Poiché il mio capo è coperto di rugiada e le mie chiome son piene di gocce della notte'. Cant. 5:2
- Io mi son tolta la gonna; come me la rimetterei? Mi son lavata i piedi; come l'insudicerei? Cant. 5:3
- L'amico mio ha passato la mano per il buco della porta, e le mie viscere si son commosse per lui. Cant. 5:4
- Le guardie che vanno attorno per la città m'hanno incontrata, m'hanno battuta, m'hanno ferita; le guardie delle mura m'hanno strappato il velo. Cant. 5:7
- Che è dunque, l'amico tuo, più d'un altro amico, o la più bella fra le donne? Che è dunque, l'amico tuo, più d'un altro amico, che così ci scongiuri? Cant. 5:9
- il suo palato è tutto dolcezza, tutta la sua persona è un incanto. Tal è l'amor mio, tal è l'amico mio, o figliuole di Gerusalemme. Cant. 5:16
- Dov'è andato il tuo amico, o la più bella fra le donne? Da che parte s'è vòlto l'amico tuo? Noi lo cercheremo teco. Cant. 6:1
- ma la mia colomba, la perfetta mia, è unica; è l'unica di sua madre, la prescelta di colei che l'ha partorita. Le fanciulle la vedono, e la proclaman beata; la vedon pure le regine e le concubine, e la lodano. Cant. 6:9
- Chi è colei che appare come l'alba, bella come la luna, pura come il sole, tremenda come un esercito a bandiere spiegate? Cant. 6:10
- Torna, torna, o Sulamita, torna, torna, che ti miriamo. Perché mirate la Sulamita come una danza a due schiere? Cant. 6:13
- Il tuo collo è come una torre d'avorio; i tuoi occhi son come le piscine d'Heshbon presso la porta di Bath-Rabbim. Il tuo naso è come la torre del Libano, che guarda verso Damasco. Cant. 7:4
- Il tuo capo s'eleva come il Carmelo, e la chioma del tuo capo sembra di porpora; un re è incatenato dalle tue trecce! Cant. 7:5
- La tua statura è simile alla palma, e le tue mammelle a de' grappoli d'uva. Cant. 7:7
- e la tua bocca come un vino generoso, che cola dolcemente per il mio amico, e scivola fra le labbra di quelli che dormono. Cant. 7:9
- Vieni, amico mio, usciamo ai campi, passiam la notte ne' villaggi! Cant. 7:11
- Fin dal mattino andremo nelle vigne; vedremo se la vite ha sbocciato, se il suo fiore s'apre, se i melagrani fioriscono. Quivi ti darò le mie carezze. Cant. 7:12
- La sua sinistra sia sotto il mio capo, e la sua destra m'abbracci! Cant. 8:3
- Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perché l'amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno de' morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma dell'Eterno. Cant. 8:6
- S'ella è un muro, costruiremo su lei una torretta d'argento; se ella è un uscio, la chiuderemo con una tavola di cedro. Cant. 8:9
- Salomone aveva una vigna a Baal-Hamon; egli affidò la vigna a de' guardiani, ognun de' quali portava, come frutto, mille sicli d'argento. Cant. 8:11
- La mia vigna, ch'è mia, la guardo da me; tu, Salomone, tienti pure i tuoi mille sicli, e se n'abbian duecento quei che guardano il frutto della tua! Cant. 8:12
- La visione d'Isaia, figliuolo d'Amots, ch'egli ebbe relativamente a Giuda e a Gerusalemme ai giorni di Uzzia, di Jotham, di Achaz e di Ezechia, re di Giuda. Isa. 1:1
- Il bue conosce il suo possessore, e l'asino la greppia del suo padrone; ma Israele non ha conoscenza, il mio popolo non ha discernimento. Isa. 1:3
- E la figliuola di Sion è rimasta come un frascato in una vigna, come una capanna in un campo di cocomeri, come una città assediata. Isa. 1:8
- Ascoltate la parola dell'Eterno o capi di Sodoma! Prestate orecchio alla legge del nostro Dio, o popolo di Gomorra! Isa. 1:10
- Che m'importa la moltitudine de' vostri sacrifizi? dice l'Eterno; io son sazio d'olocausti di montoni e di grasso di bestie ingrassate; il sangue dei giovenchi, degli agnelli e dei capri, io non lo gradisco. Isa. 1:11
- Lavatevi, purificatevi, togliete d'innanzi agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate dal fare il male; Isa. 1:16
- imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate ragione all'orfano, difendete la causa della vedova! Isa. 1:17
- Eppoi venite, e discutiamo assieme, dice l'Eterno; quand'anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; quand'anche fossero rossi come la porpora, diventeranno come la lana. Isa. 1:18
- ma se rifiutate e siete ribelli, sarete divorati dalla spada; poiché la bocca dell'Eterno ha parlato. Isa. 1:20
- Come mai la città fedele è ella diventata una prostituta? Era piena di rettitudine, la giustizia dimorava in lei, ed ora è ricetto d'assassini! Isa. 1:21
- I tuoi principi sono ribelli e compagni di ladri; tutti amano i regali e corron dietro alle ricompense; non fanno ragione all'orfano, e la causa della vedova non vien davanti a loro. Isa. 1:23
- E ti rimetterò la mano addosso, ti purgherò delle tue scorie come colla potassa, e toglierò da te ogni particella di piombo. Isa. 1:25
- Ristabilirò i tuoi giudici com'erano anticamente, e i tuoi consiglieri com'erano al principio. Dopo questo, sarai chiamata `la città della giustizia', `la città fedele'. Isa. 1:26
- Sion sarà redenta mediante la rettitudine, e quelli che in lei si convertiranno saran redenti mediante la giustizia; Isa. 1:27
- Molti popoli v'accorreranno, e diranno: `Venite, saliamo al monte dell'Eterno, alla casa dell'Iddio di Giacobbe; egli ci ammaestrerà intorno alle sue vie, e noi cammineremo per i suoi sentieri'. Poiché da Sion uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola dell'Eterno. Isa. 2:3
- Egli giudicherà tra nazione e nazione e sarà l'arbitro fra molti popoli; ed essi delle loro spade fabbricheranno vomeri d'aratro, e delle loro lance, roncole; una nazione non leverà più la spada contro un'altra, e non impareranno più la guerra. Isa. 2:4
- Poiché tu, o Eterno, hai abbandonato il tuo popolo, la casa di Giacobbe, perché son pieni di pratiche orientali, praticano le arti occulte come i Filistei, fanno alleanza coi figli degli stranieri. Isa. 2:6
- Gli uomini entreranno nelle caverne delle rocce e negli antri della terra per sottrarsi al terrore dell'Eterno e allo splendore della sua maestà, quand'ei si leverà per far tremare la terra. Isa. 2:19
- ed entreranno nelle fessure delle rocce e nei crepacci delle rupi per sottrarsi al terrore dell'Eterno e allo splendore della sua maestà, quand'ei si leverà per far tremare la terra. Isa. 2:21
- Quand'uno prenderà il fratello nella sua casa paterna e gli dirà: `Tu hai un mantello, sii nostro capo, prendi queste ruine sotto la tua mano', Isa. 3:6
- egli, in quel giorno, alzerà la voce, dicendo: `Io non sarò vostro medico, e nella mia casa non v'è né pane né mantello; non mi fate capo del popolo!' Isa. 3:7
- Poiché Gerusalemme vacilla e Giuda crolla, perché la loro lingua e le loro opere son contro l'Eterno, sì da provocare ad ira il suo sguardo maestoso. Isa. 3:8
- L'Eterno si presenta per discuter la causa, e sta in piè per giudicare i popoli. Isa. 3:13
- L'Eterno entra in giudizio con gli anziani del suo popolo e coi principi d'esso: `Voi siete quelli che avete divorato la vigna! Le spoglie del povero sono nelle vostre case! Isa. 3:14
- Con qual diritto schiacciate voi il mio popolo e pestate la faccia de' miseri?' dice il Signore, l'Eterno degli eserciti. Isa. 3:15
- In quel giorno, il germoglio dell'Eterno sarà lo splendore e la gloria degli scampati d'Israele, e il frutto della terra sarà il loro orgoglio ed il loro ornamento. Isa. 4:2
- E l'Eterno creerà su tutta la distesa del monte Sion e sulle sue raunanze una nuvola di fumo durante il giorno, e uno splendore di fuoco fiammeggiante durante la notte; poiché, su tutta questa gloria vi sarà un padiglione. Isa. 4:5
- E vi sarà una tenda per far ombra di giorno e proteggere dal caldo, e per servir di rifugio e d'asilo durante la tempesta e la pioggia. Isa. 4:6
- Io vo' cantare per il mio benamato il cantico dell'amico mio circa la sua vigna. Il mio benamato aveva una vigna sopra una fertile collina. Isa. 5:1
- La dissodò, ne tolse via le pietre, vi piantò delle viti di scelta, vi fabbricò in mezzo una torre, e vi scavò uno strettoio. Ei s'aspettava ch'essa gli facesse dell'uva, e gli ha fatto invece delle lambrusche. Isa. 5:2
- Or dunque, o abitanti di Gerusalemme e voi uomini di Giuda, giudicate voi fra me e la mia vigna! Isa. 5:3
- Ebbene, ora io vi farò conoscere quel che sto per fare alla mia vigna: ne torrò via la siepe e vi pascoleranno le bestie; ne abbatterò il muro di cinta e sarà calpestata. Isa. 5:5
- Or la vigna dell'Eterno degli eserciti è la casa d'Israele, e gli uomini di Giuda son la piantagione ch'era la sua delizia; ei s'era aspettato rettitudine, ed ecco spargimento di sangue; giustizia, ed ecco grida d'angoscia! Isa. 5:7
- Guai a quelli che la mattina s'alzan di buon'ora per correr dietro alle bevande alcooliche, e fan tardi la sera, finché il vino l'infiammi! Isa. 5:11
- La cetra, il saltèro, il tamburello, il flauto ed il vino, ecco i loro conviti! ma non pongon mente a quel che fa l'Eterno, e non considerano l'opera delle sue mani. Isa. 5:12
- Perciò il mio popolo sen va in cattività per mancanza di conoscimento, la sua nobiltà muore di fame, e le sue folle sono inaridite dalla sete. Isa. 5:13
- Perciò il soggiorno de' morti s'è aperto bramoso, ed ha spalancata fuor di modo la gola; e laggiù scende lo splendore di Sion, la sua folla, il suo chiasso, e colui che in mezzo ad essa festeggia. Isa. 5:14
- ma l'Eterno degli eserciti è esaltato mediante il giudizio e l'Iddio santo è santificato per la sua giustizia. Isa. 5:16
- e dicono: `Faccia presto, affretti l'opera sua, che noi la veggiamo! Venga e si eseguisca il disegno del Santo d'Israele, che noi lo conosciamo!' Isa. 5:19
- Guai a quelli che chiaman bene il male, e male il bene, che mutan le tenebre in luce e la luce in tenebre, che mutan l'amaro in dolce e il dolce in amaro! Isa. 5:20
- Perciò, come una lingua di fuoco divora la stoppia e come la fiamma consuma l'erba secca, così la loro radice sarà come marciume, e il loro fiore sarà portato via come polvere, perché hanno rigettata la legge dell'Eterno degli eserciti, e hanno sprezzata la parola del Santo d'Israele. Isa. 5:24
- Per questo avvampa l'ira dell'Eterno contro il suo popolo; ed egli stende contr'esso la sua mano, e lo colpisce; tremano i monti, e i cadaveri son come spazzatura in mezzo alle vie; e, con tutto ciò, l'ira sua non si calma, e la sua mano rimane distesa. Isa. 5:25
- In esso nessuno è stanco o vacilla, nessuno sonnecchia o dorme; a nessuno si scioglie la cintura de' fianchi o si rompe il legaccio de' calzari. Isa. 5:27
- Il suo ruggito è come quello d'un leone; rugge come i leoncelli; rugge, afferra la preda, la porta via al sicuro, senza che alcuno gliela strappi. Isa. 5:29
- In quel giorno, ei muggirà contro Giuda, come mugge il mare; e a guardare il paese, ecco tenebre, angoscia, e la luce che s'oscura nel suo cielo. Isa. 5:30
- Sopra di lui stavano dei serafini, ognun de' quali aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi, e con due volava. Isa. 6:2
- E l'uno gridava all'altro e diceva: Santo, santo, santo è l'Eterno degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria! Isa. 6:3
- Le porte furono scosse fin dalle loro fondamenta dalla voce di loro che gridavano, e la casa fu ripiena di fumo. Isa. 6:4
- Mi toccò con esso la bocca, e disse: `Ecco, questo t'ha toccato le labbra, la tua iniquità è tolta e il tuo peccato è espiato'. Isa. 6:7
- Poi udii la voce del Signore che diceva: `Chi manderò? E chi andrà per noi?' Allora io risposi: `Eccomi, manda me!' Isa. 6:8
- finché l'Eterno abbia allontanati gli uomini, e la solitudine sia grande in mezzo al paese. Isa. 6:12
- E fu riferita alla casa di Davide questa notizia: `La Siria s'è confederata con Efraim'. E il cuore di Achaz e il cuore del suo popolo furono agitati, come gli alberi della foresta sono agitati dal vento. Isa. 7:2
- Siccome la Siria, Efraim e il figliuolo di Remalia meditano del male a tuo danno, dicendo: Isa. 7:5
- Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figliuolo, e gli porrà nome Emmanuele. Isa. 7:14
- In quel giorno, il Signore, con un rasoio preso a nolo di là dal fiume, cioè col re d'Assiria, raderà la testa, i peli delle gambe, e porterà via anche la barba. Isa. 7:20
- E tutti i colli che si dissodavan con la vanga, non saran più frequentati per timore de' rovi e de' pruni; vi si lasceran andare i buoi, e le pecore ne calpesteranno il suolo. Isa. 7:25
- perciò ecco, il Signore sta per far salire su loro le potenti e grandi acque del fiume, cioè il re d'Assiria e tutta la sua gloria; esso s'eleverà da per tutto sopra il suo livello, e strariperà su tutte le sue sponde. Isa. 8:7
- Passerà sopra Giuda, inonderà, e passerà oltre; arriverà fino al collo, e le sue ali spiegate copriranno tutta la larghezza del tuo paese, o Emmanuele! Isa. 8:8
- Fate pure de' piani, e saranno sventati! Dite pur la parola, e rimarrà senza effetto, perché Dio è con noi. Isa. 8:10
- Poiché così m'ha parlato l'Eterno, quando la sua mano m'ha afferrato, ed egli m'ha avvertito di non camminare per la via di questo popolo, dicendo: Isa. 8:11
- Io aspetto l'Eterno che nasconde la sua faccia alla casa di Giacobbe; in lui ripongo la mia speranza. Isa. 8:17
- lo volgerà verso la terra, ed ecco, non vedrà che distretta, tenebre, oscurità piena d'angoscia, e sarà sospinto in fitta tenebria. Isa. 8:22
- Ma le tenebre non dureranno sempre per la terra ch'è ora nell'angoscia. Come ne' tempi passati Iddio coprì d'obbrobrio il paese di Zabulon e il paese di Neftali, così ne' tempi avvenire coprirà di gloria la terra vicina al mare, di là dal Giordano, la Galilea de' Gentili. Isa. 9:1
- Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell'ombra della morte, la luce risplende. Isa. 9:2
- Poiché il giogo che gravava su lui, il bastone che gli percoteva il dosso, la verga di chi l'opprimeva tu li spezzi, come nel giorno di Madian. Isa. 9:4
- per dare incremento all'impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora in perpetuo: questo farà lo zelo dell'Eterno degli eserciti. Isa. 9:7
- i Sirî da oriente, i Filistei da occidente; ed essi divoreranno Israele a bocca spalancata. E, con tutto ciò, l'ira sua non si calma, e la sua mano rimane distesa. Isa. 9:12
- (L'anziano e il notabile sono il capo, e il profeta che insegna la menzogna è la coda). Isa. 9:15
- Perciò l'Eterno non si compiacerà de' giovani del popolo, né avrà compassione de' suoi orfani e delle sue vedove; poiché tutti quanti sono empi e perversi, ed ogni bocca proferisce follia. E, con tutto ciò, la sua ira non si calma, e la sua mano rimane distesa. Isa. 9:17
- Poiché la malvagità arde come il fuoco, che divora rovi e pruni e divampa nel folto della foresta, donde s'elevano vorticosamente colonne di fumo. Isa. 9:18
- Si saccheggia a destra, e si ha fame; si divora a sinistra, e non si è saziati; ognun divora la carne del proprio braccio: Isa. 9:20
- Manasse divora Efraim, ed Efraim Manasse; e insieme piomban su Giuda. E, con tutto ciò, l'ira sua non si calma, e la sua mano rimane distesa. Isa. 9:21
- per negare giustizia ai miseri, per spogliare del loro diritto i poveri del mio popolo, per far delle vedove la loro preda e degli orfani il loro bottino! Isa. 10:2
- E che farete il giorno che Dio vi visiterà, nel giorno che la ruina verrà di lontano? A chi fuggirete in cerca di soccorso? e dove lascerete quel ch'è la vostra gloria? Isa. 10:3
- Non rimarrà loro che curvarsi fra i prigionieri o cadere fra gli uccisi. E, con tutto ciò, l'ira sua non si calma, e la sua mano rimane distesa. Isa. 10:4
- Ma egli non la intende così; non così la pensa in cuor suo; egli ha in cuore di distruggere, di sterminare nazioni in gran numero. Isa. 10:7
- Come la mia mano è giunta a colpire i regni degl'idoli dove le immagini eran più numerose che a Gerusalemme e a Samaria, Isa. 10:10
- Poich'egli dice: `Io l'ho fatto per la forza della mia mano, e per la mia sapienza, perché sono intelligente; ho rimosso i confini de' popoli, ho predato i loro tesori; e, potente come sono, ho detronizzato dei re, Isa. 10:13
- la mia mano ha trovato, come un nido, le ricchezze dei popoli; e come uno raccoglie delle uova abbandonate, così ho io raccolta tutta la terra; e nessuno ha mosso l'ala o aperto il becco o mandato un grido'. Isa. 10:14
- La scure si gloria essa contro colui che la maneggia? la sega si magnifica essa contro colui che la mena? Come se la verga facesse muovere colui che l'alza, come se il bastone alzasse colui che non è di legno! Isa. 10:15
- Perciò il Signore, l'Eterno degli eserciti, manderà la consunzione tra i suoi più robusti; e sotto la sua gloria accenderà un fuoco, come il fuoco d'un incendio. Isa. 10:16
- La luce d'Israele diventerà un fuoco, e il suo Santo una fiamma, che arderà e divorerà i suoi rovi ed i suoi pruni in un sol giorno. Isa. 10:17
- E la gloria della sua foresta e della sua ferace campagna egli la consumerà, anima e corpo; sarà come il deperimento d'un uomo che langue. Isa. 10:18
- Poiché, quand'anche il tuo popolo, o Israele, fosse come la rena del mare, un residuo soltanto ne tornerà; uno sterminio è decretato, che farà traboccare la giustizia. Isa. 10:22
- Poiché lo sterminio che ha decretato, il Signore, l'Eterno degli eserciti, lo effettuerà in mezzo a tutta la terra. Isa. 10:23
- Ancora un breve, brevissimo tempo, e la mia indignazione sarà finita, e l'ira mia si volgerà alla loro distruzione. Isa. 10:25
- L'Eterno degli eserciti leverà contro di lui la frusta, come quando colpì Madian, alla roccia d'Oreb; e come alzò il suo bastone sul mare, così l'alzerà ancora, come in Egitto. Isa. 10:26
- Valicano il passo, passano la notte a Gheba; Rama trema, Ghibea di Saul è in fuga. Isa. 10:29
- Oggi stesso sosterà a Nob, agitando il pugno contro il monte della figlia di Sion, contro la collina di Gerusalemme. Isa. 10:32
- ma giudicherà i poveri con giustizia, farà ragione con equità agli umili del paese. Colpirà il paese con la verga della sua bocca, e col soffio delle sue labbra farà morir l'empio. Isa. 11:4
- La giustizia sarà la cintura delle sue reni, e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi. Isa. 11:5
- La vacca pascolerà con l'orsa, i loro piccini giaceranno assieme, e il leone mangerà lo strame come il bue. Isa. 11:7
- Il lattante si trastullerà sul buco dell'aspide, e il divezzato stenderà la mano sul covo del basilisco. Isa. 11:8
- Non si farà né male né guasto su tutto il mio monte santo, poiché la terra sarà ripiena della conoscenza dell'Eterno, come il fondo del mare dall'acque che lo coprono. Isa. 11:9
- In quel giorno, verso la radice d'Isai, issata come vessillo de' popoli, si volgeranno premurose le nazioni, e il luogo del suo riposo sarà glorioso. Isa. 11:10
- In quel giorno, il Signore stenderà una seconda volta la mano per riscattare il residuo del suo popolo rimasto in Assiria e in Egitto, a Pathros e in Etiopia, ad Elam, a Scinear ed a Hamath, e nelle isole del mare. Isa. 11:11
- La gelosia d'Efraim scomparirà, e gli avversari di Giuda saranno annientati; Efraim non invidierà più Giuda, e Giuda non sarà più ostile ad Efraim. Isa. 11:13
- L'Eterno metterà interamente a secco la lingua del mar d'Egitto; scuoterà minacciosamente la mano sul fiume, e, col suo soffio impetuoso, lo spartirà in sette canali, e farà sì che lo si passi coi sandali. Isa. 11:15
- Ecco, Iddio è la mia salvezza, io avrò fiducia, e non avrò paura di nulla; poiché l'Eterno, l'Eterno è la mia forza ed il mio cantico, ed egli è stato la mia salvezza'. Isa. 12:2
- Salmeggiate all'Eterno, perché ha fatte cose magnifiche; siano esse note a tutta la terra! Isa. 12:5
- Su di un nudo monte, innalzate un vessillo, chiamateli a gran voce, fate segno con la mano, ed entrino nelle porte de' principi! Isa. 13:2
- Vengono da lontano paese, dalla estremità de' cieli, l'Eterno e gli strumenti della sua ira, per distruggere tutta la terra. Isa. 13:5
- Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faran più brillare la loro luce, il sole s'oscurerà fin dalla sua levata, e la luna non farà più risplendere il suo chiarore. Isa. 13:10
- Io punirò il mondo per la sua malvagità, e gli empi per la loro iniquità; farò cessare l'alterigia de' superbi, e abbatterò l'arroganza de' tiranni. Isa. 13:11
- Perciò farò tremare i cieli, e la terra sarà scossa dal suo luogo per l'indignazione dell'Eterno degli eserciti, nel giorno della sua ira ardente. Isa. 13:13
- E Babilonia, lo splendore de' regni, la superba bellezza de' Caldei, sarà come Sodoma e Gomorra quando Iddio le sovvertì. Isa. 13:19
- Essa non sarà mai più abitata, d'età in età nessuno vi si stabilirà più; l'Arabo non vi pianterà più la sua tenda, né i pastori vi faran più riposare i lor greggi; Isa. 13:20
- ma vi riposeranno le bestie del deserto, e le sue case saran piene di gufi; vi faran la loro dimora gli struzzi, i satiri vi balleranno. Isa. 13:21
- I popoli li prenderanno e li ricondurranno al loro luogo, e la casa d'Israele li possederà nel paese dell'Eterno come servi e come serve; essi terranno in cattività quelli che li avean ridotti in cattività, e signoreggeranno sui loro oppressori. Isa. 14:2
- Tutta la terra è in riposo, è tranquilla, la gente manda gridi di gioia. Isa. 14:7
- Tutti prendon la parola e ti dicono: `Anche tu dunque sei diventato debole come noi? anche tu sei dunque divenuto simile a noi? Isa. 14:10
- Il tuo fasto e il suon de' tuoi saltèri sono stati fatti scendere nel soggiorno de' morti; sotto di te sta un letto di vermi, e i vermi son la tua coperta'. Isa. 14:11
- Quei che ti vedono fissano in te lo sguardo, ti considerano attentamente, e dicono: `È questo l'uomo che faceva tremare la terra, che scoteva i regni, Isa. 14:16
- Preparate il massacro de' suoi figli, a motivo della iniquità de' loro padri! Che non si rialzino più a conquistare la terra, a riempire il mondo di città! Isa. 14:21
- Io mi leverò contro di loro, dice l'Eterno degli eserciti; sterminerò di Babilonia il nome, ed i superstiti, la razza e la progenie, dice l'Eterno. Isa. 14:22
- Ne farò il dominio del porcospino, un luogo di paludi, la spazzerò con la scopa della distruzione, dice l'Eterno degli eserciti. Isa. 14:23
- Questo è il piano deciso contro tutta la terra; questa è la mano stesa contro tutte le nazioni. Isa. 14:26
- L'Eterno degli eserciti ha fatto questo piano; Chi lo frustrerà? La sua mano è stesa; Chi gliela farà ritirare? Isa. 14:27
- Non ti rallegrare, o Filistia tutta quanta, perché la verga che ti colpiva è spezzata! giacché dalla radice del serpente uscirà un basilisco, e il suo frutto sarà un serpente ardente e volante. Isa. 14:29
- I più poveri avran di che pascersi, e i bisognosi riposeranno al sicuro; ma io farò morir di fame la tua radice, e quel che rimarrà di te sarà ucciso. Isa. 14:30
- Heshbon ed Elealeh gridano; la loro voce s'ode fino a Jahats; perciò i guerrieri di Moab si lamentano, l'anima loro trema. Isa. 15:4
- Il mio cuore geme per Moab, i cui fuggiaschi son già a Tsoar, a Eglath-Scelisciah; perché fanno, piangendo, la salita di Luhith e mandan grida d'angoscia sulla via di Horonaim; Isa. 15:5
- `Mandate gli agnelli per il dominatore del paese, mandateli da Sela, per la via del deserto, al monte della figliuola di Sion!' - Isa. 16:1
- - `Consigliaci, fa' giustizia! In pien mezzodì, stendi su noi l'ombra tua densa come la notte, nascondi gli esuli, non tradire i fuggiaschi; Isa. 16:3
- lascia dimorare presso di te gli esuli di Moab, sii tu per loro un rifugio contro il devastatore! Poiché l'oppressione è finita, la devastazione è cessata, gl'invasori sono scomparsi dal paese, Isa. 16:4
- - `Noi conosciamo l'orgoglio di Moab, l'orgogliosissima, la sua alterigia, la sua superbia, la sua arroganza, il suo vantarsi senza fondamento!' - Isa. 16:6
- La gioia, il giubilo sono scomparsi dalla ferace campagna; e nelle vigne non ci son più canti, né grida d'allegrezza; il vendemmiatore non pigia più l'uva nei tini; io ho fatto cessare il grido di gioia della vendemmia. Isa. 16:10
- Questa è la parola che l'Eterno già da lungo tempo pronunziò contro Moab. Isa. 16:13
- E ora l'Eterno parla e dice: `Fra tre anni, contati come quelli d'un mercenario, la gloria di Moab cadrà in disprezzo, nonostante la sua gran moltitudine; e ciò che ne resterà sarà poca, pochissima cosa, senza forza'. Isa. 16:14
- In quel giorno, la gloria di Giacobbe sarà menomata, e la pinguedine del suo corpo dimagrerà. Isa. 17:4
- Il giorno che li piantasti li circondasti d'una siepe, e ben presto facesti fiorire le tue piante: ma la raccolta ti sfugge nel dì dell'angoscia, del disperato dolore. Isa. 17:11
- Che tumulto di nazioni! le nazioni tumultuano come tumultuan le grandi acque. Ma Egli le minaccia, ed esse fuggon lontano, cacciate, come la pula de' monti dal vento, come un turbine di polvere dell'uragano. Isa. 17:13
- Alla sera, ecco il terrore; prima del mattino, non sono più. Ecco la parte di quei che ci spogliano, ecco la sorte di chi ci saccheggia! Isa. 17:14
- che invia messi per mare in navicelle di papiro, voganti a pel d'acqua! Andate, o veloci messaggeri, verso la nazione dall'alta statura e dalla pelle lucida, verso il popolo temuto fin nelle regioni lontane, nazione potente che calpesta tutto, il cui paese è solcato da fiumi! Isa. 18:2
- Voi tutti, abitanti del mondo, voi tutti che abitate sulla terra, quando il vessillo sarà issato sui monti, guardate! quando la tromba sonerà, ascoltate! Isa. 18:3
- Ma prima della mèsse, quando la fioritura sarà passata e il fiore sarà divenuto grappolo formato, Egli taglierà i tralci con delle roncole, torrà via e reciderà i pampini. Isa. 18:5
- I principi di Tsoan son diventati stolti, i principi di Nof s'ingannano; han traviato l'Egitto, essi, la pietra angolare delle sue tribù. Isa. 19:13
- E nulla gioverà all'Egitto di quel che potran fare il capo o la coda, la palma o il giunco. Isa. 19:15
- In quel giorno, l'Egitto sarà come le donne: tremerà, sarà spaventato, vedendo la mano dell'Eterno degli eserciti che s'agita, che s'agita minacciosa contro di lui. Isa. 19:16
- In quel giorno, vi saranno nel paese d'Egitto cinque città che parleranno la lingua di Canaan, e che giureranno per l'Eterno degli eserciti; una d'esse si chiamerà `la città del sole'. Isa. 19:18
- In quel giorno, in mezzo al paese d'Egitto, vi sarà un altare eretto all'Eterno; e presso la frontiera, una colonna consacrata all'Eterno. Isa. 19:19
- L'anno che Tartan, mandato da Sargon, re d'Assiria, mosse contro Asdod, la cinse d'assedio e la prese, Isa. 20:1
- E quelli saranno costernati e confusi, a motivo dell'Etiopia in cui avean riposta la loro speranza, e a motivo dell'Egitto di cui si gloriavano. Isa. 20:5
- Il mio cuore si smarrisce, il terrore s'impossessa di me; la sera, alla quale anelavo, è diventata per me uno spavento. Isa. 21:4
- Si prepara la mensa, veglian le guardie, si mangia, si beve... `In piedi, o capi! ungete lo scudo!' Isa. 21:5
- Oracolo contro Duma. Mi si grida da Seir: `Sentinella, a che punto è la notte? Sentinella, a che punto è la notte?' Isa. 21:11
- La sentinella risponde: `Vien la mattina, e vien anche la notte. Se volete interrogare, interrogate pure; tornate un'altra volta'. Isa. 21:12
- Oracolo contro l'Arabia. Passerete la notte nelle foreste, in Arabia, o carovane dei Dedaniti! Isa. 21:13
- Poiché così m'ha parlato il Signore: `Fra un anno, contato come quello d'un mercenario, tutta la gloria di Kedar sarà venuta meno; Isa. 21:16
- Oracolo contro la Valle della Visione. Che hai tu dunque che tu sia tutta quanta salita sui tetti, Isa. 22:1
- Ma l'Eterno degli eserciti me l'ha rivelato chiaramente: No, questa iniquità non la potrete espiare che con la vostra morte, dice il Signore, l'Iddio degli eserciti. Isa. 22:14
- lo vestirò della tua tunica, lo ricingerò della tua cintura, rimetterò la tua autorità nelle sue mani; ed egli sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per la casa di Giuda. Isa. 22:21
- Metterò sulla sua spalla la chiave della casa di Davide: egli aprirà, e niuno chiuderà; egli chiuderà, e niuno aprirà. Isa. 22:22
- Lo pianterò come un chiodo in un luogo solido; ed egli diverrà un trono di gloria per la casa di suo padre. Isa. 22:23
- A lui sarà sospesa tutta la gloria della casa di suo padre, i suoi rampolli nobili e ignobili, tutti i vasi più piccoli, dalle coppe alle bottiglie. Isa. 22:24
- Oracolo contro Tiro. Urlate, o navi di Tarsis! Poich'essa è distrutta; non più case! non più alcuno ch'entri in essa! Dalla terra di Kittim n'è giunta loro la notizia. Isa. 23:1
- Attraverso le grandi acque, i grani del Nilo, la mèsse del fiume, eran la sua entrata; ell'era il mercato delle nazioni. Isa. 23:3
- Sii confusa, o Sidon! Poiché così parla il mare, la fortezza del mare: `Io non sono stata in doglie, e non ho partorito, non ho nutrito dei giovani, non ho allevato delle vergini'. Isa. 23:4
- Quando la notizia giungerà in Egitto, tutti saranno addolorati a sentir le notizie di Tiro. Isa. 23:5
- È questa la vostra città sempre gaia, la cui origine data dai giorni antichi? I suoi piedi la portavano in terre lontane a soggiornarvi. Isa. 23:7
- Chi mai ha decretato questo contro Tiro, la dispensatrice di corone, i cui mercanti erano principi, i cui negozianti eran dei nobili della terra? Isa. 23:8
- L'Eterno ha steso la sua mano sul mare, ha fatto tremare i regni, ha ordinato riguardo a Canaan che sian distrutte le sue fortezze, Isa. 23:11
- Urlate, o navi di Tarsis, perché la vostra fortezza è distrutta. Isa. 23:14
- In quel giorno, Tiro cadrà nell'oblio per settant'anni, per la durata della vita d'un re. In capo a settant'anni, avverrà di Tiro quel che dice la canzone della meretrice: Isa. 23:15
- Prendi la cetra, va' attorno per la città, o meretrice dimenticata, suona bene, moltiplica i canti, perché qualcuno si ricordi di te. Isa. 23:16
- Ecco, l'Eterno vuota la terra, e la rende deserta; ne sconvolge la faccia e ne disperde gli abitanti. Isa. 24:1
- La terra sarà del tutto vuotata, sarà del tutto abbandonata al saccheggio, poiché l'Eterno ha pronunziato questa parola. Isa. 24:3
- La terra è in lutto, è spossata, il mondo langue, è spossato, gli altolocati fra il popolo della terra languono. Isa. 24:4
- La terra è profanata dai suoi abitanti, perch'essi han trasgredito le leggi, han violato il comandamento, han rotto il patto eterno. Isa. 24:5
- Perciò una maledizione ha divorato la terra, e i suoi abitanti ne portan la pena; perciò gli abitanti della terra son consumati, e poca è la gente che n'è rimasta. Isa. 24:6
- Il mosto è in lutto, la vigna langue, tutti quelli che avean la gioia nel cuore sospirano. Isa. 24:7
- Non si beve più vino in mezzo ai canti, la bevanda alcoolica è amara ai bevitori. Isa. 24:9
- La città deserta è in rovina; ogni casa è serrata, nessuno più v'entra. Isa. 24:10
- Nella città non resta che la desolazione, e la porta sfondata cade in rovina. Isa. 24:12
- Poiché avviene in mezzo alla terra, fra i popoli, quel che avviene quando si scuoton gli ulivi, quando si racimola dopo la vendemmia. Isa. 24:13
- I superstiti alzan la voce, mandan gridi di gioia, acclaman dal mare la maestà dell'Eterno: Isa. 24:14
- La terra si schianterà tutta; la terra si screpolerà interamente, la terra tremerà, traballerà. Isa. 24:19
- La terra barcollerà come un ebbro, vacillerà come una capanna. Il suo peccato grava su lei: essa cade, e non si rialzerà mai più. Isa. 24:20
- La luna sarà coperta di rossore, e il sole di vergogna; poiché l'Eterno degli eserciti regnerà sul monte di Sion ed in Gerusalemme, fulgido di gloria in presenza de' suoi anziani. Isa. 24:23
- Poiché tu hai ridotto la città in un mucchio di pietre, la città forte in un monte di rovine; il castello degli stranieri non è più una città, non sarà mai più riedificato. Isa. 25:2
- poiché tu sei stato una fortezza per il povero, una fortezza per il misero nella sua distretta, un rifugio contro la tempesta, un'ombra contro l'arsura; giacché il soffio de' tiranni era come una tempesta che batte la muraglia. Isa. 25:4
- Distruggerà su quel monte il velo che cuopre la faccia di tutti i popoli, e la coperta stesa su tutte le nazioni. Isa. 25:7
- Annienterà per sempre la morte; il Signore, l'Eterno, asciugherà le lacrime da ogni viso, torrà via di su tutta la terra l'onta del suo popolo, perché l'Eterno ha parlato. Isa. 25:8
- In quel giorno, si dirà: `Ecco, questo è il nostro Dio: in lui abbiamo sperato, ed egli ci ha salvati. Questo è l'Eterno in cui abbiamo sperato; esultiamo, rallegriamoci per la sua salvezza!' Isa. 25:9
- Poiché la mano dell'Eterno riposerà su questo monte, mentre Moab sarà trebbiato sulla sua terra come si pigia la paglia nel letamaio. Isa. 25:10
- Di mezzo al letamaio egli stenderà le mani come le stende il nuotatore per nuotare, ma l'Eterno farà cadere la sua superbia in un con le trame che ha ordite. Isa. 25:11
- E l'alta fortezza delle tue mura Ei la demolirà, l'abbatterà, l'atterrerà fin nella polvere. Isa. 25:12
- In quel giorno, si canterà questo cantico nel paese di Giuda: Noi abbiamo una città forte; l'Eterno vi pone la salvezza per mura e per bastioni. Isa. 26:1
- Aprite le porte ed entri la nazione giusta, che si mantiene fedele. Isa. 26:2
- A colui ch'è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida. Isa. 26:3
- Confidate in perpetuo nell'Eterno, poiché l'Eterno, sì l'Eterno, è la roccia de' secoli. Isa. 26:4
- Egli ha umiliato quelli che stavano in alto; Egli ha abbassato la città elevata, l'ha abbassata fino a terra, l'ha stesa nella polvere; Isa. 26:5
- i piedi la calpestano, i piedi del povero, vi passan sopra i meschini. Isa. 26:6
- La via del giusto è diritta; Tu rendi perfettamente piano il sentiero del giusto. Isa. 26:7
- Con l'anima mia ti desidero, durante la notte; con lo spirito ch'è dentro di me, ti cerco; poiché, quando i tuoi giudizi si compion sulla terra, gli abitanti del mondo imparan la giustizia. Isa. 26:9
- Se si fa grazia all'empio, ei non impara la giustizia; agisce da perverso nel paese della rettitudine, e non considera la maestà dell'Eterno. Isa. 26:10
- O Eterno, la tua mano è levata, ma quelli non la scorgono! Essi vedranno lo zelo che hai per il tuo popolo, e saranno confusi; il fuoco divorerà i tuoi nemici. Isa. 26:11
- O Eterno, tu ci darai la pace; poiché ogni opera nostra sei tu che la compi per noi. Isa. 26:12
- Tu hai aumentata la nazione, o Eterno! hai aumentata la nazione, ti sei glorificato, hai allargato tutti i confini del paese. Isa. 26:15
- Rivivano i tuoi morti! risorgano i miei cadaveri! Svegliatevi e giubilate, o voi che abitate nella polvere! Poiché la tua rugiada è come la rugiada dell'aurora, e la terra ridarà alla vita le ombre. Isa. 26:19
- Poiché, ecco, l'Eterno esce dalla sua dimora per punire l'iniquità degli abitanti della terra; e la terra metterà allo scoperto il sangue che ha bevuto, e non terrà più coperti gli uccisi. Isa. 26:21
- In quel giorno, l'Eterno punirà con la sua spada dura, grande e forte, il leviathan, l'agile serpente, il leviathan, il serpente tortuoso, e ucciderà il mostro ch'è nel mare! Isa. 27:1
- In quel giorno, cantate la vigna dal vin vermiglio! Isa. 27:2
- Io, l'Eterno, ne sono il guardiano, io l'adacquo ad ogni istante; la custodisco notte e giorno, affinché niuno la danneggi. Isa. 27:3
- A meno che non mi si prenda per rifugio, che non si faccia la pace meco, che non si faccia la pace meco. Isa. 27:5
- In avvenire, Giacobbe metterà radice, Israele fiorirà e germoglierà, e copriranno di frutta la faccia del mondo. Isa. 27:6
- La città forte è una solitudine, una dimora inabitata, abbandonata come il deserto; vi pascoleranno i vitelli, vi giaceranno, e ne divoreranno gli arbusti. Isa. 27:10
- La superba corona degli ubriachi d'Efraim sarà calpestata; Isa. 28:3
- uno spirito di giustizia a colui che siede come giudice, la forza di quelli che respingono il nemico fino alle sue porte. Isa. 28:6
- - `A chi vuol egli dare insegnamenti? A chi vuol egli far capire la lezione? A de' bambini appena divezzati, staccati dalle mammelle? Isa. 28:9
- Ma quelli non han voluto ascoltare; e la parola dell'Eterno è stata per loro precetto dopo precetto, precetto dopo precetto, regola dopo regola, regola dopo regola, un poco qui, un poco là, ond'essi andassero a cadere a rovescio, fossero fiaccati, còlti al laccio, e presi! Isa. 28:13
- Ascoltate dunque la parola dell'Eterno, o schernitori, che dominate questo popolo di Gerusalemme! Isa. 28:14
- Voi dite: `Noi abbiam fatto alleanza con la morte, abbiam fermato un patto col soggiorno de' morti; quando l'inondante flagello passerà, non giungerà fino a noi perché abbiam fatto della menzogna il nostro rifugio e ci siam messi al sicuro dietro la frode'. Isa. 28:15
- Io prenderò il diritto per livello, e la giustizia per piombino; la grandine spazzerà via il rifugio di menzogna, e le acque inonderanno il vostro ricetto. Isa. 28:17
- La vostra alleanza con la morte sarà annullata, e il vostro patto col soggiorno de' morti non reggerà; quando l'inondante flagello passerà, voi sarete da esso calpestati. Isa. 28:18
- Poiché il letto sarà troppo corto per distendervisi, e la coperta troppo stretta per avvolgervisi. Isa. 28:20
- Porgete orecchio, e date ascolto alla mia voce! State attenti, e ascoltate la mia parola! Isa. 28:23
- L'agricoltore ara egli sempre per seminare? Rompe ed erpica egli sempre la sua terra? Isa. 28:24
- Quando ne ha appianata la superficie, non vi semina egli l'aneto, non vi sparge il comino, non vi mette il frumento a solchi, l'orzo nel luogo designato, e il farro entro i limiti ad esso assegnati? Isa. 28:25
- Il suo Dio gl'insegna la regola da seguire e l'ammaestra. Isa. 28:26
- L'aneto non si trebbia con la trebbia, né si fa passar sul comino la ruota del carro; ma l'aneto si batte col bastone, e il comino con la verga. Isa. 28:27
- Si trebbia il grano; nondimeno, non lo si trebbia sempre; vi si fan passar sopra la ruota del carro ed i cavalli, ma non si schiaccia. Isa. 28:28
- Anche questo procede dall'Eterno degli eserciti; maravigliosi sono i suoi disegni, grande è la sua sapienza. Isa. 28:29
- Sarai abbassata, parlerai da terra, e la tua parola uscirà sommessamente dalla polvere; la tua voce salirà dal suolo come quella d'uno spettro, e la tua parola sorgerà dalla polvere come un bisbiglio. Isa. 29:4
- Ma la moltitudine de' tuoi nemici diventerà come polvere minuta, e la folla di que' terribili, come pula che vola; e ciò avverrà ad un tratto, in un attimo. Isa. 29:5
- E la folla di tutte le nazioni che marciano contro ad Ariel, di tutti quelli che attaccano lei e la sua cittadella, e la stringono da presso, sarà come un sogno, come una visione notturna. Isa. 29:7
- ecco ch'io continuerò a fare tra questo popolo delle maraviglie, maraviglie su maraviglie; e la saviezza de' suoi savi perirà, e l'intelligenza degl'intelligenti di esso sparirà. Isa. 29:14
- Che perversità è la vostra! Il vasaio sarà egli reputato al par dell'argilla sì che l'opera dica dell'operaio: `Ei non m'ha fatto?' sì che il vaso dica del vasaio: `Non ci capisce nulla?' Isa. 29:16
- Perciò così dice l'Eterno alla casa di Giacobbe, l'Eterno che riscattò Abrahamo: Giacobbe non avrà più da vergognarsi, e la sua faccia non impallidirà più. Isa. 29:22
- i traviati di spirito impareranno la saviezza, e i mormoratori accetteranno l'istruzione. Isa. 29:24
- che vanno giù in Egitto senz'aver consultato la mia bocca, per rifugiarsi sotto la protezione di Faraone, e cercar ricetto all'ombra dell'Egitto! Isa. 30:2
- Ma la protezione di Faraone vi tornerà a confusione, e il ricetto all'ombra dell'Egitto, ad ignominia. Isa. 30:3
- ma tutti arrossiscono d'un popolo che a nulla giova loro, che non reca aiuto né giovamento alcuno, ma è la loro onta e la loro vergogna. Isa. 30:5
- È pronto il carico delle bestie pel mezzogiorno; attraverso un paese di distretta e d'angoscia, donde vengono la leonessa e il leone, la vipera e il serpente ardente che vola, essi portan le loro ricchezze sul dorso degli asinelli e i loro tesori sulla gobba de' cammelli, a un popolo che non gioverà loro nulla. Isa. 30:6
- Giacché questo è un popolo ribelle, son de' figliuoli bugiardi, de' figliuoli che non vogliono ascoltare la legge dell'Eterno, Isa. 30:9
- Poiché così avea detto il Signore, l'Eterno, il Santo d'Israele: Nel tornare a me e nel tenervi in riposo starà la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia starà la vostra forza; ma voi non l'avete voluto! Isa. 30:15
- e quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una voce che dirà: `Questa è la via; camminate per essa!' Isa. 30:21
- Egli ti darà la pioggia per la semenza di cui avrai seminato il suolo, e il pane, che il suolo produrrà saporito ed abbondante; e, in quel giorno, il tuo bestiame pascolerà in vasti pascoli; Isa. 30:23
- i buoi e gli asini che lavoran la terra mangeranno foraggi salati, ventilati con la pala e il ventilabro. Isa. 30:24
- La luce della luna sarà come la luce del sole, e la luce del sole sarà sette volte più viva, come la luce di sette giorni assieme, nel giorno che l'Eterno fascerà la ferita del suo popolo e guarirà la piaga da lui fatta con le sue percosse. Isa. 30:26
- Ecco, il nome dell'Eterno viene da lungi; la sua ira è ardente, grande n'è la conflagrazione; le sue labbra son piene d'indignazione, la sua lingua è come un fuoco divorante; Isa. 30:27
- Allora intonerete de' canti, come la notte quando si celebra una festa; e avrete la gioia nel cuore, come colui che cammina al suon del flauto per andare al monte dell'Eterno, alla Ròcca d'Israele. Isa. 30:29
- E l'Eterno farà udire la sua voce maestosa, e mostrerà come colpisce col suo braccio nel furore della sua ira, tra le fiamme d'un fuoco divorante, in mezzo alla tempesta, a un diluvio di pioggia, a una gragnuola di sassi. Isa. 30:30
- Eppure, anch'Egli è savio; fa venire il male, e non revoca le sue parole; ma insorge contro la casa de' malvagi, e contro il soccorso degli artefici d'iniquità. Isa. 31:2
- Or gli Egiziani son uomini, e non Dio; i loro cavalli son carne, e non spirito; e quando l'Eterno stenderà la sua mano, il protettore inciamperà, cadrà il protetto, e periranno tutti assieme. Isa. 31:3
- Come gli uccelli spiegan l'ali sulla loro nidiata, così l'Eterno degli eserciti proteggerà Gerusalemme; la proteggerà, la libererà, la risparmierà, la farà scampare. Isa. 31:5
- La sua ròcca fuggirà spaventata, e i suoi principi saranno atterriti dinanzi al vessillo, dice l'Eterno che ha il suo fuoco in Sion e la sua fornace in Gerusalemme. Isa. 31:9
- Il cuore degli inconsiderati capirà la saviezza, e la lingua de' balbuzienti parlerà spedita e distinta. Isa. 32:4
- Poiché lo scellerato proferisce scelleratezze e il suo cuore si dà all'iniquità per commettere cose empie e dir cose malvage contro l'Eterno; per lasciar vuota l'anima di chi ha fame, e far mancar la bevanda a chi ha sete. Isa. 32:6
- O donne spensierate, levatevi, e ascoltate la mia voce! O figlie troppo fiduciose, porgete orecchio alla mia parola! Isa. 32:9
- Fra un anno e qualche giorno, voi tremerete, o donne troppo fiduciose, poiché la vendemmia è ita, e non si farà raccolta. Isa. 32:10
- Poiché il palazzo sarà abbandonato, la città rumorosa sarà resa deserta, la collina e la torre saran per sempre ridotte in caverne, in luogo di spasso per gli onàgri e di pascolo pe' greggi, Isa. 32:14
- Allora l'equità abiterà nel deserto, e la giustizia avrà la sua dimora nel frutteto. Isa. 32:16
- Il frutto della giustizia sarà la pace, e l'effetto della giustizia, tranquillità e sicurezza per sempre. Isa. 32:17
- Ma la foresta cadrà sotto la grandine, e la città sarà profondamente abbassata. Isa. 32:19
- O Eterno, abbi pietà di noi! Noi speriamo in te. Sii tu il braccio del popolo ogni mattina, la nostra salvezza in tempo di distretta! Isa. 33:2
- Il vostro bottino sarà mietuto, come miete il bruco; altri vi si precipiterà sopra, come si precipita la locusta. Isa. 33:4
- I tuoi giorni saranno resi sicuri; la saviezza e la conoscenza sono una ricchezza di liberazione, il timor dell'Eterno è il tesoro di Sion. Isa. 33:6
- O voi che siete lontani, udite quello che ho fatto! e voi che siete vicini, riconoscete la mia potenza! Isa. 33:13
- Quegli dimorerà in luoghi elevati, le ròcche fortificate saranno il suo rifugio; il suo pane gli sarà dato, la sua acqua gli sarà assicurata. Isa. 33:16
- Mira Sion, la città delle nostre solennità! I tuoi occhi vedranno Gerusalemme, soggiorno tranquillo, tenda che non sarà mai trasportata, i cui piuoli non saran mai divelti, il cui cordame non sarà mai strappato. Isa. 33:20
- Quivi l'Eterno sta per noi in tutta la sua maestà, in luogo di torrenti e di larghi fiumi, dove non giunge nave da remi, dove non passa potente vascello. Isa. 33:21
- I tuoi cordami, o nemico, son rallentati, non tengon più fermo in piè l'albero, e non spiegan più le vele. Allora si spartirà la preda d'un ricco bottino; gli stessi zoppi prenderanno parte al saccheggio. Isa. 33:23
- Accostatevi, nazioni, per ascoltare! e voi, popoli, state attenti! Ascolti la terra con ciò che la riempie, e il mondo con tutto ciò che produce! Isa. 34:1
- Tutto l'esercito del cielo si dissolve; i cieli sono arrotolati come un libro, e tutto il loro esercito cade, come cade la foglia dalla vite, come cade il fogliame morto dal fico. Isa. 34:4
- La mia spada s'è inebriata nel cielo; ecco, essa sta per piombare su Edom, sul popolo che ho votato allo sterminio, per farne giustizia. Isa. 34:5
- La spada dell'Eterno è piena di sangue, è coperta di grasso, di sangue d'agnelli e di capri, di grasso d'arnioni di montoni; poiché l'Eterno fa un sacrifizio a Botsra, e un gran macello nel paese d'Edom. Isa. 34:6
- Cadon con quelli i bufali, i giovenchi ed i tori; il loro suolo è inebriato di sangue, la loro polvere è impregnata di grasso. Isa. 34:7
- Poiché è il giorno della vendetta dell'Eterno, l'anno della retribuzione per la causa di Sion. Isa. 34:8
- I torrenti d'Edom saran mutati in pece, e la sua polvere in zolfo, e la sua terra diventerà pece ardente. Isa. 34:9
- Il pellicano e il porcospino ne prenderanno possesso, la civetta ed il corvo v'abiteranno; l'Eterno vi stenderà la corda della desolazione, il livello del deserto. Isa. 34:11
- Le bestie del deserto vi s'incontreranno coi cani selvatici, il satiro vi chiamerà il compagno; quivi lo spettro notturno farà la sua dimora, e vi troverà il suo luogo di riposo. Isa. 34:14
- Cercate nel libro dell'Eterno, e leggete; nessuna di quelle bestie vi mancherà; nessuna sarà privata della sua compagna; poiché la sua bocca l'ha comandato, e il suo soffio li radunerà. Isa. 34:16
- Egli stesso ha tirato a sorte per essi, e la sua mano ha diviso tra loro con la corda il paese; quelli ne avranno il possesso in perpetuo, v'abiteranno d'età in età. Isa. 34:17
- Il deserto e la terra arida si rallegreranno, la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa; Isa. 35:1
- si coprirà di fiori e festeggerà con giubilo e canti d'esultanza; le sarà data la gloria del Libano, la magnificenza del Carmel e di Saron. Essi vedranno la gloria dell'Eterno, la magnificenza del nostro Dio. Isa. 35:2
- Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: `Siate forti, non temete!' Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta, la retribuzione di Dio; verrà egli stesso a salvarvi. Isa. 35:4
- allora lo zoppo salterà come un cervo, e la lingua del muto canterà di gioia; perché delle acque sgorgheranno nel deserto, e de' torrenti nella solitudine; Isa. 35:6
- Quivi sarà una strada maestra, una via che sarà chiamata `la via santa'; nessun impuro vi passerà; essa sarà per quelli soltanto; quei che la seguiranno, anche gl'insensati, non potranno smarrirvisi. Isa. 35:8
- Io te lo dico; non sono che parole delle labbra; per la guerra ci vuol prudenza e forza; ora, in chi hai tu riposta la tua fiducia per ribellarti a me? Isa. 36:5
- Ecco, tu confidi nell'Egitto, in quel sostegno di canna rotta, ch'entra nella mano e la fora a chi vi s'appoggia; tal è Faraone, re d'Egitto, per tutti quelli che confidano in lui. Isa. 36:6
- Allora Eliakim, Scebna e Joah dissero a Rabshake: `Deh! parla ai tuoi servi in lingua aramaica, poiché noi la intendiamo; e non ci parlare in lingua giudaica, in guisa che il popolo ch'è sulle mura l'oda'. Isa. 36:11
- Ma Rabshake rispose: `Il mio signore m'ha egli forse mandato a dire queste parole al tuo signore e a te? Non m'ha egli mandato a dirle a questi uomini che stanno sulle mura, e che presto saran ridotti a mangiare i loro escrementi e a bere la loro orina con voi?' Isa. 36:12
- né vi faccia Ezechia riporre la vostra fiducia nell'Eterno, dicendo: L'Eterno ci libererà di certo; questa città non sarà data nelle mani del re d'Assiria. Isa. 36:15
- Non date retta ad Ezechia, perché così dice il re d'Assiria: Fate la pace con me, arrendetevi, e ciascun di voi mangerà della sua vite e del suo fico, e berrà dell'acqua della sua cisterna, Isa. 36:16
- `Così parla Ezechia: Questo giorno è giorno d'angoscia, di castigo e d'onta; poiché i figliuoli sono giunti al punto d'uscir dal seno materno, e manca la forza per partorire. Isa. 37:3
- Ezechia prese la lettera dalle mani de' messi, e la lesse; poi salì alla casa dell'Eterno, e la spiegò dinanzi all'Eterno. Isa. 37:14
- `O Eterno degli eserciti, Dio d'Israele, che siedi sopra i cherubini! Tu solo sei l'Iddio di tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra. Isa. 37:16
- Allora Isaia, figliuolo di Amots, mandò a dire ad Ezechia: `Così dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele: - La preghiera che tu m'hai rivolta riguardo a Sennacherib, re d'Assiria, io l'ho udita; Isa. 37:21
- e questa è la parola che l'Eterno ha pronunziata contro di lui: La vergine, figliuola di Sion, ti disprezza e si fa beffe di te; la figliuola di Gerusalemme scuote la testa dietro a te. Isa. 37:22
- Chi hai tu insultato e oltraggiato? Contro di chi hai tu alzata la voce e levati in alto gli occhi tuoi? Contro il Santo d'Israele. Isa. 37:23
- Per mezzo de' tuoi servi tu hai insultato il Signore, e hai detto: - `Con la moltitudine de' miei carri io son salito in vetta ai monti, nei recessi del Libano; io taglierò i suoi cedri più alti; i suoi cipressi più belli; io giungerò alla più alta sua cima, alla sua foresta più magnifica. Isa. 37:24
- Io ho scavato, e bevuto dell'acqua; con la pianta dei miei piedi prosciugherò tutti i fiumi d'Egitto'. Isa. 37:25
- I loro abitanti, ridotti all'impotenza, sono smarriti e confusi; sono come l'erba de' campi, come la tenera verdura, come l'erba dei tetti, come grano riarso prima di spigare. Isa. 37:27
- E per codesto tuo infuriare contro di me, e perché la tua insolenza è giunta ai miei orecchi, io ti metterò nel naso il mio anello, e fra le labbra il mio freno, e ti farò tornare per la via donde sei venuto. Isa. 37:29
- Ei se ne tornerà per la via donde è venuto, e non entrerà in questa città, dice l'Eterno. Isa. 37:34
- E l'angelo dell'Eterno uscì e colpì, nel campo degli Assiri, centottantacinquemila uomini; e quando la gente si levò la mattina, ecco ch'eran tanti cadaveri. Isa. 37:36
- Allora Ezechia voltò la faccia verso la parete, e fece all'Eterno questa preghiera: Isa. 38:2
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Isaia, in questi termini: Isa. 38:4
- `Va' e di' ad Ezechia: Così parla l'Eterno, l'Iddio di Davide, tuo padre: Io ho udita la tua preghiera, ho vedute le tue lacrime: ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni; Isa. 38:5
- E questo ti sarà, da parte dell'Eterno, il segno che l'Eterno adempirà la parola che ha pronunziata: Isa. 38:7
- La mia dimora è divelta e portata via lungi da me, come una tenda di pastore. Io ho arrotolata la mia vita, come fa il tessitore; Egli mi taglia via dalla trama; dal giorno alla notte tu m'avrai finito. Isa. 38:12
- Io stridevo come la rondine, come la gru, io gemevo come la colomba: i miei occhi erano stanchi dal guardare in alto. O Eterno, mi si fa violenza; sii tu il mio garante. Isa. 38:14
- O Signore, mediante queste cose si vive, e in tutte queste cose sta la vita del mio spirito; guariscimi dunque, e rendimi la vita. Isa. 38:16
- Ecco, è per la mia pace ch'io ho avuto grande amarezza; ma tu, nel tuo amore, hai liberata l'anima mia dalla fossa della corruzione, perché ti sei gettato dietro alle spalle tutti i miei peccati. Isa. 38:17
- Poiché non è il soggiorno de' morti che possa lodarti, non è la morte che ti possa celebrare; quei che scendon nella fossa non posson più sperare nella tua fedeltà. Isa. 38:18
- Il vivente, il vivente è quel che ti loda, come fo io quest'oggi; il padre farà conoscere ai suoi figliuoli la tua fedeltà. Isa. 38:19
- Ed Ezechia se ne rallegrò, e mostrò ai messi la casa ove teneva i suoi oggetti di valore, l'argento, l'oro, gli aromi, gli olî preziosi, tutto il suo arsenale, e tutto quello che si trovava nei suoi tesori; non ci fu nulla, nella sua casa e in tutti i suoi dominî, che Ezechia non mostrasse loro. Isa. 39:2
- Allora Isaia disse ad Ezechia: `Ascolta la parola dell'Eterno degli eserciti: Isa. 39:5
- Ed Ezechia disse a Isaia: `La parola dell'Eterno che tu hai pronunziata, è buona'. Poi aggiunse: `Perché vi sarà almeno pace e sicurezza durante la mia vita'. Isa. 39:8
- La voce d'uno grida: `Preparate nel deserto la via dell'Eterno, appianate ne' luoghi aridi una strada per il nostro Dio! Isa. 40:3
- Allora la gloria dell'Eterno sarà rivelata, e ogni carne, ad un tempo, la vedrà; perché la bocca dell'Eterno l'ha detto'. Isa. 40:5
- Una voce dice: `Grida!' E si risponde: `Che griderò?' `Grida che ogni carne è come l'erba, e che tutta la sua grazia è come il fiore del campo. Isa. 40:6
- L'erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio sussiste in eterno'. Isa. 40:8
- O tu che rechi la buona novella a Sion, sali sopra un alto monte! O tu che rechi la buona novella a Gerusalemme, alza forte la voce! Alzala, non temere! Di' alle città di Giuda: `Ecco il vostro Dio!' Isa. 40:9
- Ecco, il Signore, l'Eterno, viene con potenza, e col suo braccio Ei domina. Ecco, la sua mercede è con lui, e la sua ricompensa lo precede. Isa. 40:10
- Chi ha misurato le acque nel cavo della sua mano o preso le dimensioni del cielo con la spanna? Chi ha raccolto la polvere della terra in una misura o pesato le montagne con la stadera ed i colli con la bilancia? Isa. 40:12
- Chi ha egli consultato perché gli desse istruzione e gl'insegnasse il sentiero della giustizia, gl'impartisse la sapienza, e gli facesse conoscere la via del discernimento? Isa. 40:14
- Ecco, le nazioni sono, agli occhi suoi, come una gocciola della secchia, come la polvere minuta delle bilance; ecco, le isole son come pulviscolo che vola. Isa. 40:15
- Colui che la povertà costrinse ad offrir poco sceglie un legno che non marcisca, e si procura un abile artista, che metta su un idolo che non si smova. Isa. 40:20
- Levate gli occhi in alto, e guardate: Chi ha create queste cose? Colui che fa uscir fuori, e conta il loro esercito, che le chiama tutte per nome; e per la grandezza del suo potere e per la potenza della sua forza, non una manca. Isa. 40:26
- Perché dici tu, o Giacobbe, e perché parli così, o Israele: `La mia via è occulta all'Eterno e al mio diritto non bada il mio Dio?' Isa. 40:27
- Non lo sai tu? non l'hai tu udito? L'Eterno è l'Iddio d'eternità, il creatore degli estremi confini della terra. Egli non s'affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile. Isa. 40:28
- Chi ha suscitato dall'oriente colui che la giustizia chiama sui suoi passi? Egli dà in balìa di lui le nazioni, e lo fa dominare sui re; egli riduce la loro spada in polvere, e il loro arco come pula portata via dal vento. Isa. 41:2
- tu, non temere, perché io son teco; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia. Isa. 41:10
- perché io, l'Eterno, il tuo Dio, son quegli che ti prendo per la man destra e ti dico: `Non temere, io t'aiuto!' Isa. 41:13
- I miseri e poveri cercano acqua, e non ve né; la loro lingua è secca dalla sete; io, l'Eterno, li esaudirò; io, l'Iddio d'Israele, non li abbandonerò. Isa. 41:17
- affinché quelli veggano, sappiano, considerino e capiscano tutti quanti che la mano dell'Eterno ha operato questo, e che il Santo d'Israele n'è il creatore. Isa. 41:20
- Presentate la vostra causa, dice l'Eterno; esponete le vostre ragioni, dice il Re di Giacobbe. Isa. 41:21
- Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto in cui si compiace l'anima mia; io ho messo il mio spirito su lui, egli insegnerà la giustizia alle nazioni. Isa. 42:1
- Egli non griderà, non alzerà la voce, non la farà udire per le strade. Isa. 42:2
- Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; insegnerà la giustizia secondo verità. Isa. 42:3
- Egli non verrà meno e non s'abbatterà finché abbia stabilita la giustizia sulla terra; e le isole aspetteranno fiduciose la sua legge. Isa. 42:4
- Così parla Iddio, l'Eterno, che ha creato i cieli e li ha spiegati, che ha distesa la terra con tutto quello ch'essa produce, che dà il respiro al popolo che v'è sopra, e lo spirito a quelli che vi camminano. Isa. 42:5
- Io, l'Eterno, t'ho chiamato secondo giustizia, e ti prenderò per la mano, ti custodirò e farò di te l'alleanza del popolo, la luce delle nazioni, Isa. 42:6
- Io sono l'Eterno; tale è il mio nome; e io non darò la mia gloria ad un altro, né la lode che m'appartiene, agl'idoli. Isa. 42:8
- Il deserto e le sue città levino la voce! Levin la voce i villaggi occupati da Kedar! Esultino gli abitanti di Sela, diano in gridi di gioia dalla vetta de' monti! Isa. 42:11
- Diano gloria all'Eterno, proclamino la sua lode nelle isole! Isa. 42:12
- L'Eterno s'è compiaciuto, per amor della sua giustizia, di rendere la sua legge grande e magnifica; Isa. 42:21
- Perciò egli ha riversato su Israele l'ardore della sua ira e la violenza della guerra; e la guerra l'ha avvolto nelle sue fiamme, ed ei non ha capito; l'ha consumato, ed egli non se l'è presa a cuore. Isa. 42:25
- Quando passerai per delle acque, io sarò teco; quando traverserai de' fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non ne sarai arso, e la fiamma non ti consumerà. Isa. 43:2
- Non temere, perché io son teco; io ricondurrò la tua progenie dal levante, e ti raccoglierò dal ponente. Isa. 43:5
- tutti quelli cioè che portano il mio nome, che io ho creati per la mia gloria, che ho formati, che ho fatti'. Isa. 43:7
- ecco, io sto per fare una cosa nuova; essa sta per germogliare; non la riconoscerete voi? Sì, io aprirò una strada nel deserto, farò scorrer de' fiumi nella solitudine. Isa. 43:19
- Risveglia la mia memoria, discutiamo assieme, parla tu stesso per giustificarti! Isa. 43:26
- Poiché io spanderò delle acque sul suolo assetato, e dei ruscelli sulla terra arida; spanderò il mio spirito sulla tua progenie, e la mia benedizione sui tuoi rampolli; Isa. 44:3
- Il fabbro lima il ferro, lo mette nel fuoco, forma l'idolo a colpi di martello, e lo lavora con braccio vigoroso; soffre perfino la fame, e la forza gli vien meno; non beve acqua, e si spossa. Isa. 44:12
- Il falegname stende la sua corda, disegna l'idolo con la matita, lo lavora con lo scalpello, lo misura col compasso, e ne fa una figura umana, una bella forma d'uomo, perché abiti una casa. Isa. 44:13
- Si tagliano de' cedri, si prendono degli elci, delle querci, si fa la scelta fra gli alberi della foresta, si piantano de' pini che la pioggia fa crescere. Isa. 44:14
- Ne brucia la metà nel fuoco, con l'altra metà allestisce la carne, ne cuoce l'arrosto, e si sazia. Ed anche si scalda e dice: `Ah! mi riscaldo, godo di veder questa fiamma!' Isa. 44:16
- Nessuno rientra in se stesso, ed ha conoscimento e intelletto per dire: `Ne ho bruciata la metà nel fuoco, sui suoi carboni ho fatto cuocere il pane, v'ho arrostito la carne che ho mangiata, e farò col resto un'abominazione? e mi prostrerò davanti ad un pezzo di legno?' Isa. 44:19
- Cantate, o cieli, poiché l'Eterno ha operato! Giubilate, o profondità della terra! Date in grida di gioia, o montagne, o foreste con tutti gli alberi vostri! Poiché l'Eterno ha riscattato Giacobbe, e manifesta la sua gloria in Israele! Isa. 44:23
- Così parla l'Eterno, il tuo redentore, Colui che t'ha formato fin dal seno materno: Io sono l'Eterno, che ha fatto tutte le cose; io solo ho spiegato i cieli, ho distesa la terra, senza che vi fosse alcuno meco; Isa. 44:24
- io rendo vani i presagi degl'impostori, e rendo insensati gl'indovini; io faccio indietreggiare i savi, e muto la loro scienza in follia; Isa. 44:25
- io confermo la parola del mio servo, e mando ad effetto le predizioni de' miei messaggeri; io dico di Gerusalemme: `Essa sarà abitata!' e delle città di Giuda: `Saranno riedificate, ed io ne rialzerò le rovine'; Isa. 44:26
- io dico di Ciro: `Egli è il mio pastore; egli adempirà tutta la mia volontà, dicendo a Gerusalemme: `Sarai ricostruita!' e al tempio: `Sarai fondato!' Isa. 44:28
- Così parla l'Eterno al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la destra per atterrare dinanzi a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui le porte, sì che niuna gli resti chiusa. Isa. 45:1
- io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l'avversità; io, l'Eterno, son quegli che fa tutte queste cose. Isa. 45:7
- Cieli, stillate dall'alto, e faccian le nuvole piover la giustizia! S'apra la terra, e sia ferace di salvezza, e faccia germogliar la giustizia al tempo stesso. Io, l'Eterno, creo tutto questo. Isa. 45:8
- Guai a colui che contende col suo creatore, egli, rottame fra i rottami di vasi di terra! L'argilla dirà essa a colui che la forma: `Che fai?' o l'opera tua dirà essa: `Ei non ha mani?' Isa. 45:9
- Ma io, io son quegli che ho fatto la terra, e che ho creato l'uomo sovr'essa; io, con le mie mani, ho spiegato i cieli, e comando a tutto l'esercito loro. Isa. 45:12
- Io ho suscitato Ciro, nella mia giustizia, e appianerò tutte le sue vie; egli riedificherà la mia città, e rimanderà liberi i miei esuli senza prezzo di riscatto e senza doni, dice l'Eterno degli eserciti. Isa. 45:13
- Poiché così parla l'Eterno che ha creato i cieli, l'Iddio che ha formato la terra, l'ha fatta, l'ha stabilita, non l'ha creata perché rimanesse deserta, ma l'ha formata perché fosse abitata: Io sono l'Eterno e non ve n'è alcun altro. Isa. 45:18
- Solo nell'Eterno, si dirà di me, è la giustizia e la forza; a lui verranno, pieni di confusione, tutti quelli ch'erano accesi d'ira contro di lui. Isa. 45:24
- Nell'Eterno sarà giustificata e si glorierà tutta la progenie d'Israele. Isa. 45:25
- Bel crolla, Nebo cade; le loro statue son messe sopra animali, su bestie da soma; quest'idoli che voi portavate qua e là son diventati un carico; un peso per la bestia stanca! Isa. 46:1
- che annunzio la fine sin dal principio, e molto tempo prima predìco le cose non ancora avvenute; che dico: `Il mio piano sussisterà, e metterò ad effetto tutta la mia volontà'; Isa. 46:10
- Io faccio avvicinare la mia giustizia; essa non è lungi, e la mia salvezza non tarderà; io porrò la salvezza in Sion, e la mia gloria sopra Israele. Isa. 46:13
- Scendi, e siedi sulla polvere, o vergine figliuola di Babilonia! Siediti in terra, senza trono, o figliuola de' Caldei! poiché non ti si chiamerà più la delicata, la voluttuosa. Isa. 47:1
- Metti mano alle macine, e macina farina; lèvati il velo, alzati lo stràscico, scopriti la gamba, e passa i fiumi! Isa. 47:2
- Si scopra la tua nudità, si vegga la tua onta; io farò vendetta, e non risparmierò anima viva. Isa. 47:3
- Siediti in silenzio e va' nelle tenebre, o figliuola de' Caldei, poiché non sarai più chiamata la signora dei regni. Isa. 47:5
- Io mi corrucciai contro il mio popolo, profanai la mia eredità e li diedi in mano tua; tu non avesti per essi alcuna pietà; facesti gravar duramente il tuo giogo sul vecchio, Isa. 47:6
- e dicesti: `Io sarò signora in perpetuo'; talché non prendesti a cuore e non ricordasti la fine di tutto questo. Isa. 47:7
- ma queste due cose t'avverranno in un attimo, in uno stesso giorno: privazione di figliuoli e vedovanza; ti piomberanno addosso tutte assieme, nonostante la moltitudine de' tuoi sortilegi e la grande abbondanza de' tuoi incantesimi. Isa. 47:9
- Tu ti fidavi della tua malizia, tu dicevi: `Nessuno mi vede, la tua saviezza e la tua scienza t'hanno sedotta, e tu dicevi in cuor tuo: Isa. 47:10
- Stattene or là co' tuoi incantesimi e con la moltitudine de' tuoi sortilegi, ne' quali ti sei affaticata fin dalla tua giovinezza! forse potrai trarne profitto, forse riuscirai ad incutere terrore. Isa. 47:12
- Ecco, essi sono come stoppia, il fuoco li consuma; non salveranno la loro vita dalla violenza della fiamma; non ne rimarrà brace a cui scaldarsi, né fuoco dinanzi al quale sedersi. Isa. 47:14
- Tale sarà la sorte di quelli intorno a cui ti sei affaticata. Quelli che han trafficato teco fin dalla tua giovinezza andranno errando ognuno dal suo lato, e non vi sarà alcuno che ti salvi. Isa. 47:15
- Siccome io sapevo, o Israele, che tu sei ostinato, che il tuo collo ha muscoli di ferro e che la tua fronte è di rame, Isa. 48:4
- io t'annunziai queste cose anticamente; te le feci sapere prima che avvenissero, perché tu non avessi a dire: `Le ha fatte il mio idolo, le ha ordinate la mia immagine scolpita, la mia immagine fusa'. Isa. 48:5
- Per amor del mio nome io differirò la mia ira, e per amor della mia gloria io mi raffreno per non sterminarti. Isa. 48:9
- Per amor di me stesso, per amor di me stesso io voglio agire; poiché, come lascerei io profanare il mio nome? e la mia gloria io non la darò ad un altro. Isa. 48:11
- La mia mano ha fondato la terra, e la mia destra ha spiegato i cieli; quand'io li chiamo, si presentano assieme. Isa. 48:13
- Io, io ho parlato, io l'ho chiamato; io l'ho fatto venire, e la sua impresa riuscirà. Isa. 48:15
- Così parla l'Eterno, il tuo redentore, il Santo d'Israele: Io sono l'Eterno, il tuo Dio, che t'insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che devi seguire. Isa. 48:17
- Oh fossi tu pur attento ai miei comandamenti! la tua pace sarebbe come un fiume, e la tua giustizia, come le onde del mare; Isa. 48:18
- la tua posterità sarebbe come la rena, e il frutto delle tue viscere come la sabbia ch'è nel mare; il suo nome non sarebbe cancellato né distrutto d'innanzi al mio cospetto. Isa. 48:19
- Ed essi non hanno avuto sete quand'ei li ha condotti attraverso i deserti; egli ha fatto scaturire per essi dell'acqua dalla roccia; ha fenduto la roccia, e n'è colata l'acqua'. Isa. 48:21
- Egli ha reso la mia bocca come una spada tagliente, m'ha nascosto nell'ombra della sua mano; ha fatto di me una freccia aguzza, m'ha riposto nel suo turcasso, Isa. 49:2
- e m'ha detto: `Tu sei il mio servo, Israele, nel quale io manifesterò la mia gloria'. Isa. 49:3
- Ma io dicevo: `Invano ho faticato, inutilmente, per nulla ho consumato la mia forza; ma certo, il mio diritto è presso l'Eterno, e la mia ricompensa è presso all'Iddio mio'. Isa. 49:4
- Ed ora parla l'Eterno che m'ha formato fin dal seno materno per esser suo servo, per ricondurgli Giacobbe, e per raccogliere intorno a lui Israele; ed io sono onorato agli occhi dell'Eterno, e il mio Dio è la mia forza. Isa. 49:5
- Egli dice: `È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d'Israele; voglio far di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra'. Isa. 49:6
- Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io leverò la mia mano verso le nazioni, alzerò la mia bandiera verso i popoli, ed essi ti ricondurranno i tuoi figliuoli in braccio, e ti riporteranno le tue figliuole sulle spalle. Isa. 49:22
- Dei re saranno tuoi balii, e le loro regine saranno tue balie; essi si prostreranno dinanzi a te con la faccia a terra, e leccheranno la polvere de' tuoi piedi; e tu riconoscerai che io sono l'Eterno, e che coloro che sperano in me non saranno confusi. Isa. 49:23
- E farò mangiare ai tuoi oppressori la loro propria carne, e s'inebrieranno col loro proprio sangue, come col mosto; e ogni carne riconoscerà che io, l'Eterno, sono il tuo salvatore, il tuo redentore, il Potente di Giacobbe. Isa. 49:26
- Così parla l'Eterno: Dov'è la lettera di divorzio di vostra madre per la quale io l'ho ripudiata? O qual è quello de' miei creditori al quale io vi ho venduti? Ecco, per le vostre iniquità siete stati venduti, e per le vostre trasgressioni vostra madre è stata ripudiata. Isa. 50:1
- Perché, quand'io son venuto, non s'è trovato alcuno? Perché, quand'ho chiamato, nessuno ha risposto? La mia mano è ella davvero troppo corta per redimere? o non ho io forza da liberare? Ecco, con la mia minaccia io prosciugo il mare, riduco i fiumi in deserto; il loro pesce diventa fetido per mancanza d'acqua, e muore di sete. Isa. 50:2
- Il Signore, l'Eterno, m'ha dato una lingua esercitata perch'io sappia sostenere con la parola lo stanco; egli risveglia, ogni mattina, risveglia il mio orecchio, perch'io ascolti, come fanno i discepoli. Isa. 50:4
- Io ho presentato il mio dorso a chi mi percoteva, e le mie guance, a chi mi strappava la barba; io non ho nascosto il mio volto all'onta e agli sputi. Isa. 50:6
- Ma il Signore, l'Eterno, m'ha soccorso; perciò non sono stato confuso; perciò ho reso la mia faccia simile ad un macigno, e so che non sarò svergognato. Isa. 50:7
- Ecco, il Signore, l'Eterno, mi verrà in aiuto; chi è colui che mi condannerà? Ecco, tutti costoro diventeranno logori come un vestito, la tignola li roderà. Isa. 50:9
- Chi è tra voi che tema l'Eterno, che ascolti la voce del servo di lui? Benché cammini nelle tenebre, privo di luce, confidi nel nome dell'Eterno, e s'appoggi sul suo Dio! Isa. 50:10
- Ascoltatemi, voi che procacciate la giustizia, che cercate l'Eterno! Considerate la roccia onde foste tagliati, e la buca della cava onde foste cavati. Isa. 51:1
- Così l'Eterno sta per consolare Sion, consolerà tutte le sue ruine; renderà il deserto di lei pari ad un Eden, e la sua solitudine pari a un giardino dell'Eterno. Gioia ed allegrezza si troveranno in mezzo a lei, inni di lode e melodia di canti. Isa. 51:3
- Prestami attenzione, o popolo mio! Porgimi orecchio, o mia nazione! Poiché la legge procederà da me, ed io porrò il mio diritto come luce dei popoli. Isa. 51:4
- La mia giustizia è vicina, la mia salvezza sta per apparire, e le mie braccia giudicheranno i popoli; le isole spereranno in me, e confideranno nel mio braccio. Isa. 51:5
- Alzate gli occhi vostri al cielo, e abbassateli sulla terra! Poiché i cieli si dilegueranno come fumo, la terra invecchierà come un vestito, e i suoi abitanti parimente morranno; ma la mia salvezza durerà in eterno, e la mia giustizia non verrà mai meno. Isa. 51:6
- Ascoltatemi, o voi che conoscete la giustizia, o popolo che hai nel cuore la mia legge! Non temete l'obbrobrio degli uomini, né siate sgomenti per i loro oltraggi. Isa. 51:7
- Poiché la tignola li divorerà come un vestito, e la tarma li roderà come la lana; ma la mia giustizia rimarrà in eterno, e la mia salvezza, per ogni età. Isa. 51:8
- che tu dimentichi l'Eterno, che t'ha fatto, che ha disteso i cieli e fondata la terra; che tu tremi continuamente, tutto il giorno, dinanzi al furore dell'oppressore, quando s'appresta a distruggere? E dov'è dunque il furore dell'oppressore? Isa. 51:13
- Risvegliati, risvegliati, lèvati, o Gerusalemme, che hai bevuto dalla mano dell'Eterno la coppa del suo furore, che hai bevuto il calice, la coppa di stordimento, e l'hai succhiata fino in fondo! Isa. 51:17
- Fra tutti i figliuoli ch'ell'ha partoriti non v'è alcuno che la guidi; fra tutti i figliuoli ch'ell'ha allevati non v'è alcuno che la prenda per mano. Isa. 51:18
- Così parla il tuo Signore, l'Eterno, il tuo Dio, che difende la causa del suo popolo: Ecco, io ti tolgo di mano la coppa di stordimento, il calice, la coppa del mio furore; tu non la berrai più! Isa. 51:22
- Io la metterò in mano de' tuoi persecutori, che dicevano all'anima tua: `Chinati, che ti passiamo addosso!' e tu facevi del tuo dosso un suolo, una strada per i passanti! Isa. 51:23
- Scuotiti di dosso la polvere, lèvati, mettiti a sedere, o Gerusalemme! Sciogliti le catene dal collo, o figliuola di Sion che sei in cattività! Isa. 52:2
- Quanto son belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone novelle, che annunzia la pace, ch'è araldo di notizie liete, che annunzia la salvezza, che dice a Sion: `Il tuo Dio regna!' Isa. 52:7
- Odi le tue sentinelle! Esse levan la voce, mandan tutte assieme gridi di gioia; poich'esse veggon coi loro propri occhi l'Eterno che ritorna a Sion. Isa. 52:8
- L'Eterno ha nudato il suo braccio santo agli occhi di tutte le nazioni; e tutte le estremità della terra vedranno la salvezza del nostro Dio. Isa. 52:10
- Poiché voi non partirete in fretta, e non ve n'andrete come chi fugge; giacché l'Eterno camminerà dinanzi a voi, e l'Iddio d'Israele sarà la vostra retroguardia. Isa. 52:12
- così molte saran le nazioni, di cui egli desterà l'ammirazione; i re chiuderanno la bocca dinanzi a lui, poiché vedranno quello che non era loro mai stato narrato, e apprenderanno quello che non avevano udito Isa. 52:15
- Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare col patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. Isa. 53:3
- Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognun di noi seguiva la sua propria via; e l'Eterno ha fatto cader su lui l'iniquità di noi tutti. Isa. 53:6
- Maltrattato, umiliò se stesso, e non aperse la bocca. Come l'agnello menato allo scannatoio, come la pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non aperse la bocca. Isa. 53:7
- Gli avevano assegnata la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato col ricco, perché non aveva commesso violenze né v'era stata frode nella sua bocca. Isa. 53:9
- Ma piacque all'Eterno di fiaccarlo coi patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrifizio per la colpa, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e l'opera dell'Eterno prospererà nelle sue mani. Isa. 53:10
- Egli vedrà il frutto del tormento dell'anima sua, e ne sarà saziato; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, e si caricherà egli stesso delle loro iniquità. Isa. 53:11
- Perciò io gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino coi potenti, perché ha dato se stesso alla morte, ed è stato annoverato fra i trasgressori, perch'egli ha portato i peccati di molti, e ha interceduto per i trasgressori. Isa. 53:12
- Poiché tu ti spanderai a destra ed a sinistra; la tua progenie possederà le nazioni e popolerà le città deserte. Isa. 54:3
- Poiché il tuo creatore è il tuo sposo; il suo nome è: l'Eterno degli eserciti; e il tuo redentore è il Santo d'Israele, che sarà chiamato l'Iddio di tutta la terra. Isa. 54:5
- Poiché l'Eterno ti richiama come una donna abbandonata e afflitta nel suo spirito, come la sposa della giovinezza ch'è stata ripudiata, dice il tuo Dio. Isa. 54:6
- In un accesso d'ira, t'ho per un momento nascosta la mia faccia, ma con un amore eterno io avrò pietà di te, dice l'Eterno, il tuo redentore. Isa. 54:8
- Avverrà per me come delle acque di Noè; poiché, come giurai che le acque di Noè non si spanderebbero più sopra la terra, così io giuro di non più irritarmi contro di te, e di non minacciarti più. Isa. 54:9
- Tutti i tuoi figliuoli saran discepoli dell'Eterno, e grande sarà la pace dei tuoi figliuoli. Isa. 54:13
- Tu sarai stabilita fermamente mediante la giustizia; sarai lungi dall'oppressione, ché non avrai niente da temere; e dalla ruina, ché non si accosterà a te. Isa. 54:14
- Nessun'arma fabbricata contro di te riuscirà; e ogni lingua che sorgerà in giudizio contro di te, tu la condannerai. Tal è l'eredità dei servi dell'Eterno, e la giusta ricompensa che verrà loro da me, dice l'Eterno. Isa. 54:17
- Lasci l'empio la sua via, e l'uomo iniquo i suoi pensieri: e si converta all'Eterno che avrà pietà di lui, e al nostro Dio ch'è largo nel perdonare. Isa. 55:7
- E come la pioggia e la neve scendon dal cielo e non vi ritornano senz'aver annaffiata la terra, senz'averla fecondata e fatta germogliare sì da dar seme al seminatore e pane da mangiare, Isa. 55:10
- Così parla l'Eterno: Rispettate il diritto, e fate ciò ch'è giusto; poiché la mia salvezza sta per venire, e la mia giustizia sta per essere rivelata. Isa. 56:1
- Beato l'uomo che fa così, e il figliuol dell'uomo che s'attiene a questo, che osserva il sabato astenendosi dal profanarlo, che trattiene la mano dal fare qualsiasi male! Isa. 56:2
- io li condurrò sul mio monte santo, e li rallegrerò nella mia casa d'orazione; i loro olocausti e i loro sacrifizi saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa sarà chiamata una casa d'orazione per tutti i popoli. Isa. 56:7
- Egli entra nella pace; quelli che han camminato per la diritta via riposano sui loro letti. Isa. 57:2
- Alle spalle di chi vi divertite? Verso chi aprite larga la bocca e cacciate fuori la lingua? Non siete voi figliuoli della ribellione, progenie della menzogna, Isa. 57:4
- La tua parte è fra le pietre lisce del torrente; quelle, quelle son la sorte che ti è toccata; a quelle tu hai fatto libazioni e hai presentato oblazioni. Posso io tollerare in pace coteste cose? Isa. 57:6
- Io proclamerò la tua rettitudine, e le tue opere... che non ti gioveranno nulla. Isa. 57:12
- Quando tu griderai, venga a salvarti la folla de' tuoi idoli! Il vento li porterà via tutti, un soffio li torrà via; ma chi si rifugia in me possederà il paese ed erediterà il mio monte santo. Isa. 57:13
- E si dirà: Acconciate, acconciate, preparate la via, togliete gli ostacoli dalla via del mio popolo! Isa. 57:14
- Per la iniquità della sua cupidigia io mi sono adirato, e l'ho colpito; mi sono nascosto, mi sono indignato; ed egli, ribelle, ha seguìto la via del suo cuore. Isa. 57:17
- Io creo la lode ch'esce dalle labbra. Pace, pace a colui ch'è lontano e a colui ch'è vicino! dice l'Eterno; io lo guarirò. Isa. 57:19
- Grida a piena gola, non ti rattenere, alza la tua voce a guisa di tromba, e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni, e alla casa di Giacobbe i suoi peccati! Isa. 58:1
- Mi cercano ogni giorno, prendon piacere a conoscer le mie vie; come una nazione che avesse praticato la giustizia e non avesse abbandonata la legge del suo Dio, mi domandano de' giudizi giusti, prendon piacere ad accostarsi a Dio. Isa. 58:2
- Ecco, voi digiunate per litigare, per questionare, e percuotere empiamente col pugno; oggi, voi non digiunate in modo da far ascoltare la vostra voce in alto. Isa. 58:4
- È questo il digiuno di cui io mi compiaccio? il giorno in cui l'uomo affligge l'anima sua? Curvar la testa come un giunco, sdraiarsi sul sacco e sulla cenere, è egli questo che tu chiami un digiuno, un giorno accetto all'Eterno? Isa. 58:5
- Allora la tua luce spunterà come l'aurora, e la tua guarigione germoglierà prontamente; la tua giustizia ti precederà, e la gloria dell'Eterno sarà la tua retroguardia. Isa. 58:8
- se l'anima tua supplisce ai bisogni dell'affamato, e sazi l'anima afflitta, la tua luce si leverà nelle tenebre, e la tua notte oscura sarà come il mezzodì; Isa. 58:10
- l'Eterno ti guiderà del continuo, sazierà l'anima tua ne' luoghi aridi, darà vigore alle tue ossa; e tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai. Isa. 58:11
- allora troverai la tua delizia nell'Eterno; io ti farò passare in cocchio sulle alture del paese, ti nutrirò della eredità di Giacobbe tuo padre, poiché la bocca dell'Eterno ha parlato. Isa. 58:14
- Ecco, la mano dell'Eterno non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire; Isa. 59:1
- ma son le vostre iniquità quelle che han posto una barriera fra voi e il vostro Dio; sono i vostri peccati quelli che han fatto sì ch'egli nasconda la sua faccia da voi, per non darvi più ascolto. Isa. 59:2
- Poiché le vostre mani son contaminate dal sangue, e le vostre dita dalla iniquità; le vostre labbra proferiscon menzogna, la vostra lingua susurra perversità. Isa. 59:3
- Nessuno muove causa con giustizia, nessuno la discute con verità; s'appoggiano su quel che non è, dicon menzogne, concepiscono il male, partoriscono l'iniquità. Isa. 59:4
- I loro piedi corrono al male, ed essi s'affrettano a spargere sangue innocente; i loro pensieri son pensieri d'iniquità, la desolazione e la ruina sono sulla loro strada. Isa. 59:7
- La via della pace non la conoscono, e non v'è equità nel loro procedere; si fanno de' sentieri tortuosi, chiunque vi cammina non conosce la pace. Isa. 59:8
- Perciò la sentenza liberatrice è lunge da noi, e non arriva fino a noi la giustizia; noi aspettiamo la luce, ed ecco le tenebre; aspettiamo il chiarore del dì, e camminiamo nel buio. Isa. 59:9
- Andiam tastando la parete come i ciechi, andiamo a tastoni come chi non ha occhi; inciampiamo in pien mezzogiorno come nel crepuscolo, in mezzo all'abbondanza sembriamo de' morti. Isa. 59:10
- Tutti quanti mugghiamo come orsi, andiam gemendo come colombe; aspettiamo la sentenza liberatrice, ed essa non viene; la salvezza, ed ella s'allontana da noi. Isa. 59:11
- E la sentenza liberatrice s'è ritirata, e la salvezza s'è tenuta lontana; poiché la verità soccombe sulla piazza pubblica, e la rettitudine non può avervi accesso; Isa. 59:14
- la verità è scomparsa, e chi si ritrae dal male s'espone ad essere spogliato. E l'Eterno l'ha veduto, e gli è dispiaciuto che non vi sia più rettitudine; Isa. 59:15
- ha veduto che non v'era più un uomo, e s'è stupito che niuno s'interponesse; allora il suo braccio gli è venuto in aiuto, e la sua giustizia l'ha sostenuto; Isa. 59:16
- Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere: il furore ai suoi avversari, il contraccambio ai suoi nemici; alle isole darà la lor retribuzione. Isa. 59:18
- Così si temerà il nome dell'Eterno dall'occidente, e la sua gloria dall'oriente; quando l'avversario verrà come una fiumana, lo spirito dell'Eterno lo metterà in fuga. Isa. 59:19
- Sorgi, risplendi, poiché la tua luce è giunta, e la gloria dell'Eterno s'è levata su te! Isa. 60:1
- Poiché, ecco, le tenebre coprono la terra, e una fitta oscurità avvolge i popoli; ma su te si leva l'Eterno, e la sua gloria appare su te. Isa. 60:2
- Allora guarderai e sarai raggiante, il tuo cuore palpiterà forte e s'allargherà, poiché l'abbondanza del mare si volgerà verso te, la ricchezza delle nazioni verrà a te. Isa. 60:5
- Tutti i greggi di Kedar s'aduneranno presso di te, i montoni di Nebaioth saranno al tuo servizio; saliranno sul mio altare come offerta gradita, ed io farò risplender la gloria della mia casa gloriosa. Isa. 60:7
- Le tue porte saranno sempre aperte; non saran chiuse né giorno né notte, per lasciar entrare in te la ricchezza delle nazioni, e i loro re in corteggio. Isa. 60:11
- Poiché la nazione e il regno che non ti serviranno, periranno: quelle nazioni saranno interamente distrutte. Isa. 60:12
- La gloria del Libano verrà a te, il cipresso, il platano e il larice verranno assieme per ornare il luogo del mio santuario, ed io renderò glorioso il luogo ove posano i miei piedi. Isa. 60:13
- E i figliuoli di quelli che t'avranno oppressa verranno a te, abbassandosi; e tutti quelli che t'avranno disprezzata si prostreranno fino alla pianta de' tuoi piedi, e ti chiameranno `la città dell'Eterno', `la Sion del Santo d'Israele'. Isa. 60:14
- Invece d'essere abbandonata, odiata, sì che anima viva più non passava per te, io farò di te l'orgoglio de' secoli, la gioia di tutte le età. Isa. 60:15
- Invece del rame, farò venire dell'oro; invece del ferro, farò venir dell'argento; invece del legno, del rame; invece di pietre, ferro; io ti darò per magistrato la pace, per governatore la giustizia. Isa. 60:17
- Non più il sole sarà la tua luce, nel giorno; e non più la luna t'illuminerà col suo chiarore; ma l'Eterno sarà la tua luce perpetua, e il tuo Dio sarà la tua gloria. Isa. 60:19
- Il tuo sole non tramonterà più, e la tua luna non scemerà più; poiché l'Eterno sarà la tua luce perpetua, e i giorni del tuo lutto saranno finiti. Isa. 60:20
- Lo spirito del Signore, dell'Eterno è su me, perché l'Eterno m'ha unto per recare una buona novella agli umili; m'ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la libertà a quelli che sono in cattività, l'apertura del carcere ai prigionieri, Isa. 61:1
- per mettere, per dare a quelli che fanno cordoglio in Sion, un diadema in luogo di cenere, l'olio della gioia in luogo di duolo, il manto della lode in luogo d'uno spirito abbattuto, onde possano esser chiamati terebinti di giustizia, la piantagione dell'Eterno da servire alla sua gloria. Isa. 61:3
- Ma voi sarete chiamati `sacerdoti dell'Eterno', e la gente vi dirà `ministri del nostro Dio'; voi mangerete le ricchezze delle nazioni, e a voi toccherà la loro gloria. Isa. 61:6
- Poiché io, l'Eterno, amo la giustizia, odio la rapina, frutto d'iniquità; io darò loro fedelmente la lor ricompensa, e fermerò con loro un patto eterno. Isa. 61:8
- E la lor razza sarà nota fra le nazioni, e la loro progenie, fra i popoli; tutti quelli che li vedranno riconosceranno che sono una razza benedetta dall'Eterno. Isa. 61:9
- Sì, come la terra dà fuori la sua vegetazione, e come un giardino fa germogliare le sue semenze, così il Signore, l'Eterno, farà germogliare la giustizia e la lode nel cospetto di tutte le nazioni. Isa. 61:11
- Per amor di Sion io non mi tacerò, e per amor di Gerusalemme io non mi darò posa finché la sua giustizia non apparisca come l'aurora, e la sua salvezza, come una face ardente. Isa. 62:1
- Allora le nazioni vedranno la tua giustizia, e tutti i re, la tua gloria; e sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca dell'Eterno fisserà; Isa. 62:2
- Non ti si dirà più `Abbandonata', la tua terra non sarà più detta `Desolazione', ma tu sarai chiamata `La mia delizia è in lei', e la tua terra `Maritata'; poiché l'Eterno riporrà in te il suo diletto, e la tua terra avrà uno sposo. Isa. 62:4
- Come un giovine sposa una vergine, così i tuoi figliuoli sposeranno te; e come la sposa è la gioia dello sposo, così tu sarai la gioia del tuo Dio. Isa. 62:5
- e non date requie a lui, finch'egli non abbia ristabilita Gerusalemme, e n'abbia fatto la lode di tutta la terra'. Isa. 62:7
- L'Eterno l'ha giurato per la sua destra e pel suo braccio potente: Io non darò mai più il tuo frumento per cibo ai tuoi nemici; e i figli dello straniero non berranno più il tuo vino, frutto delle tue fatiche; Isa. 62:8
- Passate, passate per le porte! Preparate la via per il popolo! Acconciate, acconciate la strada, toglietene le pietre, alzate una bandiera dinanzi ai popoli! Isa. 62:10
- Ecco, l'Eterno proclama fino agli estremi confini della terra: `Dite alla figliuola di Sion: Ecco, la tua salvezza giunge; ecco egli ha seco il suo salario, e la sua retribuzione lo precede'. Isa. 62:11
- Quelli saran chiamati `Il popolo santo', `I redenti dell'Eterno', e tu sarai chiamata `Ricercata', `La città non abbandonata'. Isa. 62:12
- Io voglio ricordare le benignità dell'Eterno, le lodi dell'Eterno, considerando tutto quello che l'Eterno ci ha largito; ricorderò la bontà di cui è stato largo verso la casa d'Israele, secondo le sue compassioni e secondo l'abbondanza delle sue grazie. Isa. 63:7
- Tu vai incontro a chi gode nel praticar la giustizia, a chi, camminando nelle tue vie, si ricorda di te; ma tu ti sei adirato contro di noi, perché abbiamo peccato; e ciò ha durato da tanto tempo... sarem noi salvati? Isa. 64:5
- Tutti quanti siam diventati come l'uomo impuro e tutta la nostra giustizia come un abito lordato; tutti quanti appassiamo come una foglia, e le nostre iniquità ci portan via come il vento. Isa. 64:6
- Non v'è più alcuno che invochi il tuo nome, che si risvegli per attenersi a te; poiché tu ci hai nascosta la tua faccia, e ci lasci consumare dalle nostre iniquità. Isa. 64:7
- La nostra casa santa e magnifica, dove i nostri padri ti celebrarono, è stata preda alle fiamme, e tutto quel che avevamo di più caro è stato devastato. Isa. 64:11
- Ecco, tutto ciò sta scritto dinanzi a me; io non mi tacerò, anzi vi darò la retribuzione, sì, vi verserò in seno la retribuzione Isa. 65:6
- Saron sarà un chiuso di greggi, e la valle d'Acor, un luogo di riposo alle mandre, per il mio popolo che m'avrà cercato. Isa. 65:10
- Ma voi, che abbandonate l'Eterno, che dimenticate il monte mio santo, che apparecchiate la mensa a Gad ed empite la coppa del vin profumato a Meni, Isa. 65:11
- ecco, i miei servi canteranno per la gioia del loro cuore, ma voi griderete per l'angoscia del cuor vostro, e urlerete perché avrete lo spirito affranto. Isa. 65:14
- Rallegratevi, sì, festeggiate in perpetuo per quanto io sto per creare; poiché, ecco, io creo Gerusalemme per il gaudio, e il suo popolo per la gioia. Isa. 65:18
- Non si affaticheranno invano, e non avranno più figliuoli per vederli morire a un tratto; poiché saranno la progenie dei benedetti dall'Eterno, e i loro rampolli staran con essi. Isa. 65:23
- Il lupo e l'agnello pasceranno assieme, il leone mangerà la paglia come il bue, e il serpente si nutrirà di polvere. Non si farà più danno né guasto su tutto il mio monte santo, dice l'Eterno. Isa. 65:25
- Così parla l'Eterno: Il cielo è il mio trono, e la terra è lo sgabello de' miei piedi; qual casa mi potreste voi edificare? e qual potrebb'essere il luogo del mio riposo? Isa. 66:1
- Tutte queste cose le ha fatte la mia mano, e così son tutte venute all'esistenza, dice l'Eterno. Ecco su chi io poserò lo sguardo: su colui ch'è umile, che ha lo spirito contrito, e trema alla mia parola. Isa. 66:2
- così sceglierò io la loro sventura, e farò piombar loro addosso quel che paventano; poiché io ho chiamato, e nessuno ha risposto; ho parlato, ed essi non han dato ascolto; ma han fatto ciò ch'è male agli occhi miei, e han preferito ciò che mi dispiace. Isa. 66:4
- Ascoltate la parola dell'Eterno, voi che tremate alla sua parola. I vostri fratelli che vi odiano e vi scacciano a motivo del mio nome, dicono: `Si mostri l'Eterno nella sua gloria, onde possiam mirare la vostra gioia!' Ma essi saran confusi. Isa. 66:5
- Uno strepito esce dalla città, un clamore viene dal tempio. È la voce dell'Eterno, che dà la retribuzione ai suoi nemici. Isa. 66:6
- Io che preparo la nascita non farei partorire? dice l'Eterno; Io che fo partorire chiuderei il seno materno? dice il tuo Dio. Isa. 66:9
- Poiché così parla l'Eterno: Ecco, io dirigerò la pace verso di lei come un fiume, e la ricchezza delle nazioni come un torrente che straripa, e voi sarete allattati, sarete portati in braccio, carezzati sulle ginocchia. Isa. 66:12
- Voi lo vedrete; il vostro cuore si rallegrerà, e le vostre ossa, come l'erba, riprenderanno vigore; la mano dell'Eterno si farà conoscere a pro dei suoi servi, e la sua indignazione, contro i suoi nemici. Isa. 66:14
- Poiché ecco, l'Eterno verrà nel fuoco, e i suoi carri saranno come l'uragano per dare la retribuzione della sua ira con furore, per eseguire le sue minacce con fiamme di fuoco. Isa. 66:15
- Io conosco le loro opere e i loro pensieri; il tempo è giunto per raccogliere tutte le nazioni e tutte le lingue; ed esse verranno, e vedranno la mia gloria. Isa. 66:18
- Ed io metterò un segnale fra loro, e manderò degli scampati di fra loro alle nazioni, a Tarsis, a Pul e a Lud che tiran d'arco, a Tubal e a Javan, alle isole lontane che non han mai udito la mia fama e non han mai veduta la mia gloria; ed essi proclameranno la mia gloria fra le nazioni. Isa. 66:19
- Poiché come i nuovi cieli e la nuova terra ch'io sto per creare sussisteranno stabili dinanzi a me, dice l'Eterno, così sussisteranno la vostra progenie e il vostro nome. Isa. 66:22
- La parola dell'Eterno gli fu rivolta al tempo di Giosia, figliuolo d'Amon, re di Giuda, l'anno tredicesimo del suo regno, e al tempo di Jehoiakim, Ger. 1:2
- La parola dell'Eterno mi fu rivolta, dicendo: Ger. 1:4
- Poi l'Eterno stese la mano e mi toccò la bocca; e l'Eterno disse: `Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca. Ger. 1:9
- Poi la parola dell'Eterno mi fu rivolta, dicendo: - `Geremia, che vedi?' Io risposi: `Vedo un ramo di mandorlo'. E l'Eterno mi disse: Ger. 1:11
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta per la seconda volta, dicendo: `Che vedi?' Io risposi: `Vedo una caldaia che bolle ed ha la bocca vòlta dal settentrione in qua'. E l'Eterno mi disse: Ger. 1:13
- `Dal settentrione verrà fuori la calamità su tutti gli abitanti del paese. Ger. 1:14
- E pronunzierò i miei giudizi contro di loro, a motivo di tutta la loro malvagità, perché m'hanno abbandonato e hanno offerto il loro profumo ad altri dèi e si son prostrati dinanzi all'opera delle loro mani. Ger. 1:16
- Essi ti faranno la guerra, ma non ti vinceranno, perché io son teco per liberarti, dice l'Eterno'. Ger. 1:19
- La parola dell'Eterno mi fu ancora rivolta, dicendo: Va', e grida agli orecchi di Gerusalemme: Ger. 2:1
- Israele era consacrato all'Eterno, le primizie della sua rendita; tutti quelli che lo divoravano si rendevan colpevoli, e la calamità piombava su loro, dice l'Eterno. Ger. 2:3
- Ascoltate la parola dell'Eterno, o casa di Giacobbe, e voi tutte le famiglie della casa d'Israele! Ger. 2:4
- V'ha egli una nazione che abbia cambiato i suoi dèi, quantunque non siano dèi? Ma il mio popolo ha cambiato la sua gloria per ciò che non giova a nulla. Ger. 2:11
- Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d'acqua viva, e s'è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l'acqua. Ger. 2:13
- i leoncelli ruggono contro di lui, e fanno udire la loro voce, e riducono il suo paese in una desolazione; le sue città sono arse, e non vi son più abitanti. Ger. 2:15
- Tutto questo non ti succede egli perché hai abbandonato l'Eterno, il tuo Dio, mentr'egli ti menava per la buona via? Ger. 2:17
- La tua propria malvagità è quella che ti castiga, e le tue infedeltà sono la tua punizione. Sappi dunque e vedi che mala ed amara cosa è abbandonare l'Eterno, il tuo Dio, e il non aver di me alcun timore, dice il Signore, l'Eterno degli eserciti. Ger. 2:19
- Quand'anche tu ti lavassi col nitro e usassi molto sapone, la tua iniquità lascerebbe una macchia dinanzi a me, dice il Signore, l'Eterno. Ger. 2:22
- Asina salvatica, avvezza al deserto, che aspira l'aria nell'ardore della sua passione, chi le impedirà di sodisfare la sua brama? Tutti quelli che la cercano non hanno da affaticarsi; la trovano nel suo mese. Ger. 2:24
- Guarda che il tuo piede non si scalzi e che la tua gola non s'inaridisca! Ma tu hai detto: `Non c'è rimedio; no, io amo gli stranieri, e andrò dietro a loro!' Ger. 2:25
- i quali dicono al legno: `Tu sei mio padre', e alla pietra: `Tu ci hai dato la vita!' Poich'essi m'han voltato le spalle e non la faccia; ma nel tempo della loro sventura dicono: `Lèvati e salvaci!' Ger. 2:27
- Invano ho colpito i vostri figliuoli; non ne hanno ricevuto correzione; la vostra spada ha divorato i vostri profeti, come un leone distruttore. Ger. 2:30
- O generazione, considera la parola dell'Eterno! Son io stato un deserto per Israele? o un paese di fitte tenebre? Perché dice il mio popolo: `Noi siamo liberi, non vogliamo tornar più a te?' Ger. 2:31
- La fanciulla può essa dimenticare i suoi ornamenti, o la sposa la sua cintura? Eppure, il mio popolo ha dimenticato me, da giorni innumerevoli. Ger. 2:32
- Come sei brava a trovar la via per correr dietro ai tuoi amori! Perfino alle male femmine hai insegnato i tuoi modi! Ger. 2:33
- L'Eterno dice: Se un uomo ripudia la sua moglie e questa se ne va da lui e si marita a un altro, quell'uomo torna egli forse ancora da lei? Il paese stesso non ne sarebb'egli tutto profanato? E tu, che ti sei prostituita con molti amanti, ritorneresti a me? dice l'Eterno. Ger. 3:1
- Sarà egli adirato in perpetuo? Serberà egli la sua ira sino alla fine?' Ecco, tu parli così, ma intanto commetti a tutto potere delle male azioni! Ger. 3:5
- L'Eterno mi disse al tempo del re Giosia: `Hai tu veduto quello che la infedele Israele ha fatto? È andata sopra ogni alto monte e sotto ogni albero verdeggiante, e quivi s'è prostituita. Ger. 3:6
- Io dicevo: Dopo che avrà fatto tutte queste cose, essa tornerà a me; ma non è ritornata; e la sua sorella, la perfida Giuda, l'ha visto. Ger. 3:7
- E benché io avessi ripudiato l'infedele Israele a cagione di tutti i suoi adulterî e le avessi dato la sua lettera di divorzio, ho visto che la sua sorella, la perfida Giuda, non ha avuto alcun timore, ed è andata a prostituirsi anch'essa. Ger. 3:8
- Col rumore delle sue prostituzioni Israele ha contaminato il paese, e ha commesso adulterio con la pietra e col legno; Ger. 3:9
- e nonostante tutto questo, la sua perfida sorella non è tornata a me con tutto il suo cuore, ma con finzione, dice l'Eterno'. Ger. 3:10
- E l'Eterno mi disse: `La infedele Israele s'è mostrata più giusta della perfida Giuda'. Ger. 3:11
- Soltanto riconosci la tua iniquità: tu sei stata infedele all'Eterno, al tuo Dio, hai vòlto qua e là i tuoi passi verso gli stranieri, sotto ogni albero verdeggiante, e non hai dato ascolto alla mia voce, dice l'Eterno. Ger. 3:13
- E quando sarete moltiplicati e avrete fruttato nel paese, allora, dice l'Eterno, non si dirà più: `L'arca del patto dell'Eterno!' non vi si penserà più, non la si menzionerà più, non la si rimpiangerà più, non se ne farà un'altra. Ger. 3:16
- Allora Gerusalemme sarà chiamata `il trono dell'Eterno'; tutte le nazioni si raduneranno a Gerusalemme nel nome dell'Eterno, e non cammineranno più secondo la caparbietà del loro cuore malvagio. Ger. 3:17
- In quei giorni, la casa di Giuda camminerà con la casa d'Israele, e verranno assieme dal paese del settentrione al paese ch'io detti in eredità ai vostri padri. Ger. 3:18
- Io avevo detto: `Oh qual posto ti darò tra i miei figliuoli! Che paese delizioso ti darò! la più bella eredità delle nazioni!' Avevo detto: `Tu mi chiamerai: - Padre mio! - e non cesserai di seguirmi'. Ger. 3:19
- Una voce s'è fatta udire sulle alture; sono i pianti, le supplicazioni de' figliuoli d'Israele, perché hanno pervertito la loro via, hanno dimenticato l'Eterno, il loro Dio. Ger. 3:21
- Sì, certo, vano è il soccorso che s'aspetta dalle alture, dalle feste strepitose sui monti; sì, nell'Eterno, nel nostro Dio, sta la salvezza d'Israele. Ger. 3:23
- Giaciamoci nella nostra vergogna e ci copra la nostra ignominia! poiché abbiam peccato contro l'Eterno, il nostro Dio: noi e i nostri padri, dalla nostra fanciullezza fino a questo giorno; e non abbiam dato ascolto alla voce dell'Eterno, ch'è il nostro Dio'. Ger. 3:25
- Alzate la bandiera verso Sion, cercate un rifugio, non vi fermate, perch'io faccio venire dal settentrione una calamità e una grande rovina. Ger. 4:6
- Allora io dissi: `Ahi! Signore, Eterno! tu hai dunque ingannato questo popolo e Gerusalemme dicendo: Voi avrete pace mentre la spada penetra fino all'anima'. Ger. 4:10
- In quel tempo si dirà a questo popolo e a Gerusalemme: Un vento ardente viene dalle alture del deserto verso la figliuola del mio popolo, non per vagliare, non per nettare il grano; Ger. 4:11
- un vento anche più impetuoso di quello verrà da parte mia; ora anch'io pronunzierò la sentenza contro di loro. Ger. 4:12
- Poiché una voce che viene da Dan annunzia la calamità, e la bandisce dai colli d'Efraim. Ger. 4:15
- Fino a quando vedrò la bandiera e udrò il suon della tromba? Ger. 4:21
- Io guardo la terra, ed ecco è desolata e deserta; i cieli, e son senza luce. Ger. 4:23
- A motivo di questo, la terra fa cordoglio, e i cieli di sopra s'oscurano; perché io l'ho detto, l'ho stabilito, e non me ne pento, e non mi ritratterò. Ger. 4:28
- E tu che stai per esser devastata, che fai? Hai un bel vestirti di scarlatto, un bel metterti i tuoi ornamenti d'oro, un bell'ingrandirti gli occhi col belletto! Invano t'abbellisci; i tuoi amanti ti sprezzano, voglion la tua vita. Ger. 4:30
- Poiché io odo de' gridi come di donna ch'è nei dolori; un'angoscia come quella di donna nel suo primo parto; è la voce della figliuola di Sion, che sospira ansimando e stende le mani: `Ahi me lassa! che l'anima mia vien meno dinanzi agli uccisori'. Ger. 4:31
- Andate attorno per le vie di Gerusalemme, e guardate, e informatevi, e cercate per le sue piazze se vi trovate un uomo, se ve n'è uno solo che operi giustamente, che cerchi la fedeltà; e io perdonerò Gerusalemme. Ger. 5:1
- O Eterno, gli occhi tuoi non cercano essi la fedeltà? Tu li colpisci, e quelli non sentono nulla; tu li consumi, e quelli rifiutano di ricevere la correzione; essi han reso il loro volto più duro della roccia, rifiutano di convertirsi. Ger. 5:3
- Io dicevo: `Questi non son che i miseri; sono insensati perché non conoscono la via dell'Eterno, la legge del loro Dio; Ger. 5:4
- io andrò dai grandi e parlerò loro, perch'essi conoscono la via dell'Eterno, la legge del loro Dio'; ma anch'essi tutti quanti hanno spezzato il giogo, hanno rotto i legami. Ger. 5:5
- Sono come tanti stalloni ben pasciuti ed ardenti; ognun d'essi nitrisce dietro la moglie del prossimo. Ger. 5:8
- Salite sulle sue mura e distruggete, ma non la finite del tutto; portate via i suoi tralci, perché non son dell'Eterno! Ger. 5:10
- Poiché la casa d'Israele e la casa di Giuda m'hanno tradito, dice l'Eterno. Ger. 5:11
- Perciò così parla l'Eterno, l'Iddio degli eserciti: Perché avete detto quelle parole, ecco, io farò che la parola mia sia come fuoco nella tua bocca, che questo popolo sia come legno, e che quel fuoco lo divori. Ger. 5:14
- Ecco, io faccio venire da lungi una nazione contro di voi, o casa d'Israele, dice l'Eterno; una nazione valorosa, una nazione antica, una nazione della quale tu non conosci la lingua e non intendi le parole. Ger. 5:15
- Essa divorerà le tue mèssi e il tuo pane, divorerà i tuoi figliuoli e le tue figliuole, divorerà le tue pecore e i tuoi buoi, divorerà le tue vigne e i tuoi fichi; abbatterà con la spada le tue città forti nelle quali confidi. Ger. 5:17
- Non mi temerete voi? dice l'Eterno; non temerete voi dinanzi a me che ho posto la rena per limite al mare, barriera eterna, ch'esso non oltrepasserà mai? I suoi flutti s'agitano, ma sono impotenti; muggono, ma non la sormontano. Ger. 5:22
- Non dicono in cuor loro: `Temiamo l'Eterno il nostro Dio, che dà la pioggia a suo tempo: la pioggia della prima e dell'ultima stagione, che ci mantiene le settimane fissate per la mietitura'. Ger. 5:24
- Ingrassano, hanno il volto lucente, oltrepassano ogni limite di male. Non difendono la causa, la causa dell'orfano, eppur prosperano; e non fanno giustizia nei processi de' poveri. Ger. 5:28
- i profeti profetano bugiardamente; i sacerdoti governano agli ordini de' profeti; e il mio popolo ha piacere che sia così. E che farete voi quando verrà la fine? Ger. 5:31
- O figliuoli di Beniamino, cercate un rifugio lungi dal mezzo di Gerusalemme, e sonate la tromba in Tekoa, e innalzate un segnale su Bethkerem! perché dal settentrione s'avanza una calamità, una grande ruina. Ger. 6:1
- La bella, la voluttuosa figliuola di Sion io la distruggo! Ger. 6:2
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti: Abbattete i suoi alberi, ed elevate un bastione contro Gerusalemme; quella è la città che dev'esser punita; dovunque, in mezzo a lei, non v'è che oppressione. Ger. 6:6
- Come un pozzo fa scaturire le sue acque, così ella fa scaturire la sua malvagità; in lei non si sente parlar che di violenza e di rovina; dinanzi a me stanno continuamente sofferenze e piaghe. Ger. 6:7
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Il resto d'Israele sarà interamente racimolato come una vigna; mettivi e rimettivi la mano, come fa il vendemmiatore sui tralci. Ger. 6:9
- A chi parlerò io, chi prenderò a testimonio perché m'ascolti? Ecco, l'orecchio loro è incirconciso, ed essi sono incapaci di prestare attenzione; ecco, la parola dell'Eterno è diventata per loro un obbrobrio, e non vi trovano più alcun piacere. Ger. 6:10
- Ma io son pieno del furore dell'Eterno; sono stanco di contenermi. Rivèrsalo ad un tempo sui bambini per la strada e sulle adunate dei giovani; poiché il marito e la moglie, il vecchio e l'uomo carico d'anni saranno tutti presi. Ger. 6:11
- Le loro case saran passate ad altri; e così pure i loro campi e le loro mogli; poiché io stenderò la mia mano sugli abitanti del paese, dice l'Eterno. Ger. 6:12
- Perché dal più piccolo al più grande, son tutti quanti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna. Ger. 6:13
- Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: `Pace, pace', mentre pace non v'è. Ger. 6:14
- Così dice l'Eterno: Fermatevi sulle vie, e guardate, e domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre! Ma quelli rispondono: `Non c'incammineremo per essa!' Ger. 6:16
- Essi impugnano l'arco ed il dardo; son crudeli, non hanno pietà; la loro voce è come il muggito del mare; montan cavalli; son pronti a combattere come un solo guerriero, contro di te, o figliuola di Sion. Ger. 6:23
- Noi ne abbiamo udito la fama, e le nostre mani si sono infiacchite; l'angoscia ci coglie, un dolore come di donna che partorisce. Ger. 6:24
- Non uscite nei campi, non camminate per le vie, perché la spada del nemico è là, e il terrore d'ogn'intorno. Ger. 6:25
- Io t'avevo messo fra il mio popolo come un saggiatore di metalli, perché tu conoscessi e saggiassi la loro via. Ger. 6:27
- La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell'Eterno, dicendo: Ger. 7:1
- Fermati alla porta della casa dell'Eterno, e quivi proclama questa parola: Ascoltate la parola dell'Eterno, o voi tutti uomini di Giuda ch'entrate per queste porte per prostrarvi dinanzi all'Eterno! Ger. 7:2
- Non ponete la vostra fiducia in parole fallaci, dicendo: `Questo è il tempio dell'Eterno, il tempio dell'Eterno, il tempio dell'Eterno!' Ger. 7:4
- Ma se emendate veramente le vostre vie e le vostre opere, se praticate sul serio la giustizia gli uni verso gli altri, Ger. 7:5
- se non opprimete lo straniero, l'orfano e la vedova, se non spargete sangue innocente in questo luogo e non andate per vostra sciagura dietro ad altri dèi, Ger. 7:6
- Ecco, voi mettete la vostra fiducia in parole fallaci, che non giovano a nulla. Ger. 7:8
- io tratterò questa casa, sulla quale è invocato il mio nome e nella quale riponete la vostra fiducia, e il luogo che ho dato a voi e ai vostri padri, come ho trattato Silo; Ger. 7:14
- e vi caccerò dal mio cospetto, come ho cacciato tutti i vostri fratelli, tutta la progenie d'Efraim. Ger. 7:15
- I figliuoli raccolgon le legna, i padri accendono il fuoco, e le donne intridon la pasta per far delle focacce alla regina del cielo e per far delle libazioni ad altri dèi, per offendermi. Ger. 7:18
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, la mia ira, il mio furore, si riversa su questo luogo, sugli uomini e sulle bestie, sugli alberi della campagna e sui frutti della terra; essa consumerà ogni cosa e non si estinguerà. Ger. 7:20
- Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Aggiungete i vostri olocausti ai vostri sacrifizi, e mangiatene la carne! Ger. 7:21
- ma questo comandai loro: `Ascoltate la mia voce, e sarò il vostro Dio, e voi sarete il mio popolo; camminate in tutte le vie ch'io vi prescrivo affinché siate felici'. Ger. 7:23
- Ma essi non ascoltarono, non prestarono orecchio, ma camminarono seguendo i consigli e la caparbietà del loro cuore malvagio, e invece di andare avanti si sono vòlti indietro. Ger. 7:24
- Perciò dirai loro: Questa è la nazione che non ascolta la voce dell'Eterno, del suo Dio, e che non vuol accettare correzione; la fedeltà è perita, è venuta meno nella loro bocca. Ger. 7:28
- Ràditi la chioma, e buttala via, e leva sulle alture un lamento, poiché l'Eterno rigetta e abbandona la generazione ch'è divenuta oggetto della sua ira. Ger. 7:29
- Perciò, ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, che non si dirà più `Tofet' né `la valle del figliuolo di Hinnom', ma `la valle del massacro', e, per mancanza di spazio, si seppelliranno i morti a Tofet. Ger. 7:32
- E la morte sarà preferibile alla vita per tutto il residuo che rimarrà di questa razza malvagia, in tutti i luoghi dove li avrò cacciati, dice l'Eterno degli eserciti. Ger. 8:3
- Io sto attento ed ascolto: essi non parlano come dovrebbero; nessuno si pente della sua malvagità e dice: `Che ho io fatto?' Ognuno riprende la sua corsa, come il cavallo che si slancia alla battaglia. Ger. 8:6
- Anche la cicogna conosce nel cielo le sue stagioni; la tortora, la rondine e la gru osservano il tempo quando debbon venire, ma il mio popolo non conosce quel che l'Eterno ha ordinato. Ger. 8:7
- Come potete voi dire: `Noi siam savi e la legge dell'Eterno è con noi!' Sì certo, ma la penna bugiarda degli scribi ne ha falsato il senso. Ger. 8:8
- I savi saranno confusi, saranno costernati, saranno presi; ecco, hanno rigettato la parola dell'Eterno; che sapienza possono essi avere? Ger. 8:9
- Perciò io darò le loro mogli ad altri, e i loro campi a de' nuovi possessori; poiché dal più piccolo al più grande, son tutti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna. Ger. 8:10
- Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: `Pace, pace', mentre pace non v'è. Ger. 8:11
- Noi aspettavamo la pace, ma nessun bene giunge; aspettavamo un tempo di guarigione, ed ecco il terrore!' Ger. 8:15
- S'ode da Dan lo sbuffare de' suoi cavalli; al rumore del nitrito de' suoi destrieri, trema tutto il paese; poiché vengono, divorano il paese e tutto ciò che contiene, la città e i suoi abitanti. Ger. 8:16
- `La mèsse è passata, l'estate è finita, e noi non siamo salvati'. Ger. 8:20
- Per la piaga della figliuola del mio popolo io son tutto affranto; sono in lutto, sono in preda alla costernazione. Ger. 8:21
- Non v'è egli balsamo in Galaad? Non v'è egli colà alcun medico? Perché dunque la piaga della figliuola del mio popolo non è stata medicata? Ger. 8:22
- Oh fosse pur la mia testa mutata in acqua, e fosser gli occhi miei una fonte di lacrime! Io piangerei giorno e notte gli uccisi della figliuola del mio popolo! Ger. 9:1
- Tendono la lingua, ch'è il loro arco, per scoccar menzogne; son diventati potenti nel paese, ma non per agir con fedeltà; poiché procedono di malvagità in malvagità, e non conoscono me, dice l'Eterno. Ger. 9:3
- L'uno gabba l'altro, e non dice la verità, esercitano la loro lingua a mentire, s'affannano a fare il male. Ger. 9:5
- La tua dimora è la malafede; ed è per malafede che costoro rifiutano di conoscermi, dice l'Eterno. Ger. 9:6
- La loro lingua è un dardo micidiale; essa non dice che menzogne; con la bocca ognuno parla di pace al suo prossimo, ma nel cuore gli tende insidie. Ger. 9:8
- Chi è il savio che capisca queste cose? Chi è colui al quale la bocca dell'Eterno ha parlato perché ei ne dia l'annunzio? Perché il paese è egli distrutto, desolato come un deserto talché niuno vi passa? Ger. 9:12
- L'Eterno risponde: Perché costoro hanno abbandonato la mia legge ch'io avevo loro posta dinanzi, e non hanno dato ascolto alla mia voce, e non l'hanno seguita nella lor condotta, Ger. 9:13
- ma han seguito la caparbietà del cuor loro, e sono andati dietro ai Baali, come i loro padri insegnarono loro. Ger. 9:14
- Io li disperderò fra le nazioni, che né loro né i loro padri han conosciuto; e manderò dietro a loro la spada, finché io li abbia consumati. Ger. 9:16
- Donne, ascoltate la parola dell'Eterno, e i vostri orecchi ricevan la parola della sua bocca! Insegnate alle vostre figliuole de' lamenti, e ognuna insegni alla sua compagna de' canti funebri! Ger. 9:20
- Poiché la morte è salita per le nostre finestre, è entrata nei nostri palazzi per far sparire i bambini dalle strade e i giovani dalle piazze. Ger. 9:21
- ma chi si gloria si glorî di questo: che ha intelligenza e conosce me, che sono l'Eterno, che esercita la benignità, il diritto e la giustizia sulla terra; perché di queste cose mi compiaccio, dice l'Eterno. Ger. 9:24
- l'Egitto, Giuda, Edom, i figliuoli di Ammon, Moab, e tutti quelli che si tagliano i canti della barba, e abitano nel deserto; poiché tutte le nazioni sono incirconcise, e tutta la casa d'Israele è incirconcisa di cuore. Ger. 9:26
- Ascoltate la parola che l'Eterno vi rivolge, o casa d'Israele! Ger. 10:1
- Ma l'Eterno è il vero Dio, egli è l'Iddio vivente, e il re eterno; per l'ira sua trema la terra, e le nazioni non posson reggere dinanzi al suo sdegno. Ger. 10:10
- Così direte loro: `Gli dèi che non han fatto i cieli e la terra, scompariranno di sulla terra e di sotto il cielo'. Ger. 10:11
- Egli, con la sua potenza, ha fatto la terra; con la sua sapienza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli. Ger. 10:12
- Quando fa udire la sua voce v'è un rumor d'acque nel cielo; ei fa salire i vapori dalle estremità della terra, fa guizzare i lampi per la pioggia e trae il vento dai suoi serbatoi; Ger. 10:13
- A loro non somiglia Colui ch'è la parte di Giacobbe; perché Egli è quel che ha formato tutte le cose, e Israele è la tribù della sua eredità. Il suo nome è l'Eterno degli eserciti. Ger. 10:16
- Guai a me a motivo della mia ferita! La mia piaga è dolorosa; ma io ho detto: `Questo è il mio male, e lo devo sopportare'. Ger. 10:19
- Le mie tende son guaste, e tutto il mio cordame è rotto; i miei figliuoli sono andati lungi da me e non sono più; non v'è più alcuno che stenda la mia tenda, che drizzi i miei padiglioni. Ger. 10:20
- O Eterno, io so che la via dell'uomo non è in suo potere, e che non è in poter dell'uomo che cammina il dirigere i suoi passi. Ger. 10:23
- Riversa la tua ira sulle nazioni che non ti conoscono, e sui popoli che non invocano il tuo nome; poiché hanno divorato Giacobbe; sì, lo hanno divorato, l'han consumato, han desolato la sua dimora. Ger. 10:25
- La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell'Eterno, in questi termini: Ger. 11:1
- che io comandai ai vostri padri il giorno che li feci uscire dal paese d'Egitto, dalla fornace di ferro, dicendo: Ascoltate la mia voce e fate tutto quello che vi comanderò, e voi sarete mio popolo e io sarò vostro Dio, Ger. 11:4
- Poiché io ho scongiurato i vostri padri dal giorno che li trassi fuori dal paese d'Egitto fino a questo giorno, li ho scongiurati fin dal mattino, dicendo: - Ascoltate la mia voce! - Ger. 11:7
- Ma essi non l'hanno ascoltata, non hanno prestato orecchio, e hanno camminato, seguendo ciascuno la caparbietà del loro cuore malvagio; perciò io ho fatto venir su loro tutto quello che avevo detto in quel patto che io avevo comandato loro d'osservare, e ch'essi non hanno osservato'. Ger. 11:8
- Son tornati alle iniquità dei loro padri antichi, i quali ricusarono di ascoltare le mie parole; e sono andati anch'essi dietro ad altri dèi, per servirli; la casa d'Israele e la casa di Giuda hanno rotto il patto, che io avevo fatto coi loro padri. Ger. 11:10
- Che ha da fare l'amato mio nella mia casa? Delle scelleratezze? Forse che dei voti e della carne consacrata allontaneranno da te la calamità perché tu possa rallegrarti? Ger. 11:15
- Ma, o Eterno degli eserciti, giusto giudice, che scruti le reni ed il cuore, io vedrò la tua vendetta su di loro, poiché a te io rimetto la mia causa. Ger. 11:20
- Perciò, così parla l'Eterno riguardo a que' di Anatoth, che cercan la tua vita e dicono: `Non profetare nel nome dell'Eterno, se non vuoi morire per le nostre mani'; Ger. 11:21
- perciò, così parla l'Eterno degli eserciti: Ecco, io sto per punirli; i giovani morranno per la spada, i loro figliuoli e le loro figliuole morranno di fame; Ger. 11:22
- e non resterà di loro alcun residuo; poiché io farò venire la calamità su quei d'Anatoth, l'anno in cui li visiterò. Ger. 11:23
- Tu sei giusto, o Eterno, quand'io contendo teco; nondimeno io proporrò le mie ragioni: Perché prospera la via degli empi? Perché son tutti a loro agio quelli che procedono perfidamente? Ger. 12:1
- Fino a quando farà cordoglio il paese, e si seccherà l'erba di tutta la campagna? Per la malvagità degli abitanti, le bestie e gli uccelli sono sterminati. Poiché quelli dicono: `Egli non vedrà la nostra fine'. Ger. 12:4
- Perché perfino i tuoi fratelli e la casa di tuo padre ti tradiscono; anch'essi ti gridan dietro a piena voce; non li credere quando ti diranno delle buone parole. Ger. 12:6
- Io ho lasciato la mia casa, ho abbandonato la mia eredità; ho dato quello che l'anima mia ha di più caro, nelle mani de' suoi nemici. Ger. 12:7
- La mia eredità è divenuta per me come un leone nella foresta; ha mandato contro di me il suo ruggito; perciò io l'ho odiata. Ger. 12:8
- La mia eredità è stata per me come l'uccello rapace screziato; gli uccelli rapaci si gettan contro di lei da ogni parte. Andate, radunate tutte le bestie della campagna, fatele venire a divorare! Ger. 12:9
- Molti pastori guastano la mia vigna, calpestano la porzione che m'è toccata, riducono la mia deliziosa porzione in un deserto desolato. Ger. 12:10
- La riducono in una desolazione; e, tutta desolata, fa cordoglio dinanzi a me; tutto il paese è desolato, perché nessuno lo prende a cuore. Ger. 12:11
- Su tutte le alture del deserto giungono devastatori, perché la spada dell'Eterno divora il paese da un'estremità all'altra; nessuna carne ha pace. Ger. 12:12
- Così parla l'Eterno contro tutti i miei malvagi vicini, che toccano l'eredità ch'io ho data a possedere al mio popolo d'Israele: Ecco, io li svellerò dal loro paese, svellerò la casa di Giuda di fra loro; Ger. 12:14
- Ma, se non danno ascolto, io svellerò quella nazione; la svellerò e la distruggerò, dice l'Eterno. Ger. 12:17
- Così mi ha detto l'Eterno: `Va', comprati una cintura di lino, mettitela sui fianchi, ma non la porre nell'acqua'. Ger. 13:1
- Così io comprai la cintura, secondo la parola dell'Eterno, e me la misi sui fianchi. Ger. 13:2
- E la parola dell'Eterno mi fu indirizzata per la seconda volta, in questi termini: Ger. 13:3
- `Prendi la cintura che hai comprata e che hai sui fianchi; va' verso l'Eufrate, e quivi nascondila nella fessura d'una roccia'. Ger. 13:4
- E io andai, e la nascosi presso l'Eufrate, come l'Eterno mi aveva comandato. Ger. 13:5
- Dopo molti giorni l'Eterno mi disse: `Lèvati, va' verso l'Eufrate, e togli di là la cintura, che io t'avevo comandato di nascondervi'. Ger. 13:6
- E io andai verso l'Eufrate, e scavai, e tolsi la cintura dal luogo dove l'avevo nascosta; ed ecco, la cintura era guasta, e non era più buona a nulla. Ger. 13:7
- Allora la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ger. 13:8
- di questo popolo malvagio che ricusa di ascoltare le mie parole, che cammina seguendo la caparbietà del suo cuore, e va dietro ad altri dèi per servirli e per prostrarsi dinanzi a loro; esso diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla. Ger. 13:10
- Poiché, come la cintura aderisce ai fianchi dell'uomo, così io avevo strettamente unita a me tutta la casa d'Israele e tutta la casa di Giuda, dice l'Eterno, perché fossero mio popolo, mia fama, mia lode, mia gloria; ma essi non han voluto dare ascolto. Ger. 13:11
- Date gloria all'Eterno, al vostro Dio, prima ch'ei faccia venir le tenebre, e prima che i vostri piedi inciampino sui monti avvolti nel crepuscolo, e voi aspettiate la luce ed egli ne faccia un'ombra di morte, e la muti in oscurità profonda. Ger. 13:16
- Di' al re e alla regina: `Sedetevi in terra! perché la vostra gloriosa corona vi cade di testa'. Ger. 13:18
- Che dirai tu quand'Egli ti punirà? Ma tu stessa hai insegnato ai tuoi amici a dominar su te. Non ti piglieranno i dolori, come piglian la donna che sta per partorire? Ger. 13:21
- E se tu dici in cuor tuo: `Perché m'avvengon queste cose?' Per la grandezza della tua iniquità i lembi della tua veste ti son rimboccati, e i tuoi calcagni sono violentemente scoperti. Ger. 13:22
- Un moro può egli mutar la sua pelle o un leopardo le sue macchie? Allora anche voi, abituati come siete a fare il male, potrete fare il bene. Ger. 13:23
- È questa la tua sorte, la parte ch'io ti misuro, dice l'Eterno, perché tu m'hai dimenticato, e hai riposto la tua fiducia nella menzogna. Ger. 13:25
- E io pure ti rovescerò i lembi della veste sul viso, sì che si vegga la tua vergogna. Ger. 13:26
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Geremia in occasione della siccità. Ger. 14:1
- Perfino la cerva nella campagna figlia, e abbandona il suo parto perché non v'è erba; Ger. 14:5
- O speranza d'Israele, suo salvatore in tempo di distretta, perché saresti nel paese come un forestiero, come un viandante che vi si ferma per passarvi la notte? Ger. 14:8
- Se digiunano, non ascolterò il loro grido; se fanno degli olocausti e delle offerte, non li gradirò; anzi io sto per consumarli con la spada, con la fame, con la peste'. Ger. 14:12
- Allora io dissi: `Ah, Signore, Eterno! ecco, i profeti dicon loro: - Voi non vedrete la spada, né avrete mai la fame; ma io vi darò una pace sicura in questo luogo'. - Ger. 14:13
- e quelli ai quali essi profetizzano saranno gettati per le vie di Gerusalemme morti di fame e di spada, essi, le loro mogli, e i loro figliuoli e le loro figliuole, né vi sarà chi dia loro sepoltura; e riverserò su loro la loro malvagità'. Ger. 14:16
- Di' loro dunque questa parola: Struggansi gli occhi miei in lacrime giorno e notte, senza posa; poiché la vergine figliuola del mio popolo è stata fiaccata in modo straziante, ha ricevuto un colpo tremendo. Ger. 14:17
- Se esco per i campi, ecco degli uccisi per la spada; se entro in città, ecco i languenti per fame; perfino il profeta, perfino il sacerdote vanno a mendicare in un paese che non conoscono. Ger. 14:18
- Hai tu dunque reietto Giuda? Ha l'anima tua preso in disgusto Sion? Perché ci colpisci senza che ci sia guarigione per noi? Noi aspettavamo la pace, ma nessun bene giunge; aspettavamo un tempo di guarigione, ed ecco il terrore. Ger. 14:19
- O Eterno, noi riconosciamo la nostra malvagità, l'iniquità dei nostri padri; poiché noi abbiam peccato contro di te. Ger. 14:20
- Io manderò contro di loro quattro specie di flagelli, dice l'Eterno: la spada, per ucciderli; i cani, per trascinarli; gli uccelli del cielo e le bestie della terra, per divorarli e per distruggerli. Ger. 15:3
- Tu m'hai respinto, dice l'Eterno; ti sei tirata indietro; perciò io stendo la mano contro di te, e ti distruggo; sono stanco di pentirmi. Ger. 15:6
- Le sue vedove son più numerose della rena del mare; io faccio venire contro di loro, contro la madre de' giovani, un nemico che devasta in pien mezzodì; faccio piombar su lei, a un tratto, angoscia e terrore. Ger. 15:8
- Tosto che ho trovato le tue parole, io le ho divorate; e le tue parole sono state la mia gioia, l'allegrezza del mio cuore, perché il tuo nome è invocato su me, o Eterno, Dio degli eserciti. Ger. 15:16
- Perché il mio dolore è desso perpetuo, e la mia piaga, incurabile, ricusa di guarire? Vuoi tu essere per me come una sorgente fallace, come un'acqua che non dura? Ger. 15:18
- Perciò, così parla l'Eterno: Se tu torni a me, io ti ricondurrò, e tu ti terrai dinanzi a me; e se tu separi ciò ch'è prezioso da ciò ch'è vile, tu sarai come la mia bocca; ritorneranno essi a te, ma tu non tornerai a loro. Ger. 15:19
- La parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ger. 16:1
- Poiché così parla l'Eterno: Non entrare nella casa del lutto, non andare a far cordoglio con loro né a compiangerli, perché, dice l'Eterno, io ho ritirato da questo popolo la mia pace, la mia benignità, la mia compassione. Ger. 16:5
- non si romperà per loro il pane del lutto per consolarli d'un morto, e non si offrirà loro a bere la coppa della consolazione per un padre o per una madre. Ger. 16:7
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io farò cessare in questo luogo, davanti ai vostri occhi, ai giorni vostri, il grido di gioia, il grido d'allegrezza, la voce dello sposo e la voce della sposa. Ger. 16:9
- E avverrà che quando tu annunzierai a questo popolo tutte queste cose, essi ti diranno: - Perché l'Eterno ha egli pronunziato contro di noi tutta questa grande calamità? Qual è la nostra iniquità? Qual è il peccato che abbiam commesso contro l'Eterno, il nostro Dio? - Ger. 16:10
- Allora tu risponderai loro: `Perché i vostri padri m'hanno abbandonato, dice l'Eterno, sono andati dietro ad altri dèi, li hanno serviti e si son prostrati dinanzi a loro, hanno abbandonato me e non hanno osservato la mia legge. Ger. 16:11
- E voi avete fatto anche peggio de' vostri padri; perché, ecco, ciascuno cammina seguendo la caparbietà del suo cuore malvagio, per non dare ascolto a me; Ger. 16:12
- Ecco, io mando gran numero di pescatori a pescarli, dice l'Eterno; e poi, manderò gran numero di cacciatori a dar loro la caccia sopra ogni monte, sopra ogni collina e nelle fessure delle rocce. Ger. 16:16
- Poiché i miei occhi sono su tutte le loro vie; esse non sono nascoste d'innanzi alla mia faccia, e la loro iniquità non rimane occulta agli occhi miei. Ger. 16:17
- E prima darò loro al doppio la retribuzione della loro iniquità e del loro peccato, perché hanno profanato il mio paese, con quei cadaveri che sono i loro idoli esecrandi, ed hanno empito la mia eredità delle loro abominazioni. Ger. 16:18
- Perciò, ecco, io farò loro conoscere, questa volta farò loro conoscere la mia mano e la mia potenza; e sapranno che il mio nome è l'Eterno. Ger. 16:21
- O mia montagna che domini la campagna, io darò i tuoi beni e tutti i tuoi tesori e i tuoi alti luoghi come preda, a cagione de' peccati che tu hai commessi entro tutti i tuoi confini! Ger. 17:3
- Benedetto l'uomo che confida nell'Eterno, e la cui fiducia è l'Eterno! Ger. 17:7
- Egli è come un albero piantato presso all'acque, che distende le sue radici lungo il fiume; non s'accorge quando vien la caldura, e il suo fogliame riman verde; nell'anno della siccità non è in affanno, e non cessa di portar frutto. Ger. 17:8
- Chi acquista ricchezze, ma non con giustizia, è come la pernice che cova uova che non ha fatte; nel bel mezzo de' suoi giorni egli deve lasciarle, e quando arriva la sua fine, non è che uno stolto. Ger. 17:11
- Speranza d'Israele, o Eterno, tutti quelli che t'abbandonano saranno confusi; quelli che s'allontanano da te saranno iscritti sulla polvere, perché hanno abbandonato l'Eterno, la sorgente delle acque vive. Ger. 17:13
- Guariscimi, o Eterno, e sarò guarito; salvami e sarò salvo; poiché tu sei la mia lode. Ger. 17:14
- Ecco, essi mi dicono: `Dov'è la parola dell'Eterno? ch'essa si compia, dunque!' Ger. 17:15
- Così m'ha detto l'Eterno: Va', e fermati alla porta de' figliuoli del popolo per la quale entrano ed escono i re di Giuda, e a tutte le porte di Gerusalemme, e di' loro: Ger. 17:19
- Ascoltate la parola dell'Eterno, o re di Giuda, e tutto Giuda, e voi tutti gli abitanti di Gerusalemme, ch'entrate per queste porte! Ger. 17:20
- Essi, però, non diedero ascolto, non porsero orecchio, ma indurarono la loro cervice per non ascoltare, e per non ricevere istruzione. Ger. 17:23
- La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell'Eterno, in questi termini: Ger. 18:1
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ger. 18:5
- ma, se quella nazione contro la quale ho parlato, si converte dalla sua malvagità, io mi pento del male che avevo pensato di farle. Ger. 18:8
- Ma costoro dicono: `È inutile; noi vogliamo camminare seguendo i nostri propri pensieri, e vogliamo agire ciascuno seguendo la caparbietà del nostro cuore malvagio'. Ger. 18:12
- Perciò, così parla l'Eterno: Chiedete dunque fra le nazioni chi ha udito cotali cose! La vergine d'Israele ha fatto una cosa orribile, enorme. Ger. 18:13
- La neve del Libano scompare essa mai dalle rocce che dominano la campagna? O le acque che vengon di lontano, fresche, correnti, s'asciugan esse mai? Ger. 18:14
- Io li disperderò dinanzi al nemico, come fa il vento orientale; io volterò loro le spalle e non la faccia nel giorno della loro calamità. Ger. 18:17
- Ed essi hanno detto: `Venite, ordiamo macchinazioni contro Geremia; poiché l'insegnamento della legge non verrà meno per mancanza di sacerdoti, né il consiglio per mancanza di savi, né la parola per mancanza di profeti. Venite, colpiamolo con la lingua, e non diamo retta ad alcuna delle sue parole'. Ger. 18:18
- Tu dunque, o Eterno, volgi a me la tua attenzione, e odi la voce di quelli che contendono meco. Ger. 18:19
- E tu, o Eterno, conosci tutti i loro disegni contro di me per farmi morire; non perdonare la loro iniquità, non cancellare il loro peccato d'innanzi ai tuoi occhi! Siano essi rovesciati davanti a te! Agisci contro di loro nel giorno della tua ira! Ger. 18:23
- Dirai così: Ascoltate la parola dell'Eterno, o re di Giuda, e abitanti di Gerusalemme! Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io fo venire sopra questo luogo una calamità, che farà intronar gli orecchi di chi n'udrà parlare; Ger. 19:3
- Perciò, ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, che questo luogo non sarà più chiamato `Tofet', né `la valle del figliuolo d'Hinnom', ma `la valle del Massacro'. Ger. 19:6
- Ed io frustrerò i disegni di Giuda e di Gerusalemme in questo luogo, e farò sì che costoro cadano per la spada dinanzi ai loro nemici, e per man di coloro che cercano la loro vita; e darò i loro cadaveri in pasto agli uccelli del cielo e alle bestie della terra. Ger. 19:7
- E farò loro mangiare la carne de' loro figliuoli e la carne delle loro figliuole, e mangeranno la carne gli uni degli altri, durante l'assedio e la distretta in cui li stringeranno i loro nemici e quelli che cercano la loro vita. Ger. 19:9
- Poi tu spezzerai la brocca in presenza di quegli uomini che saranno andati teco, e dirai loro: Ger. 19:10
- `Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io fo venire sopra questa città e sopra tutte le città che da lei dipendono tutte le calamità che ho annunziate contro di lei, perché hanno indurato la loro cervice, per non dare ascolto alle mie parole'. Ger. 19:15
- Poiché così parla l'Eterno: Io ti renderò un oggetto di terrore a te stesso e a tutti i tuoi amici; essi cadranno per la spada dei loro nemici, e i tuoi occhi lo vedranno; e darò tutto Giuda in mano del re di Babilonia, che li menerà in cattività in Babilonia, e li colpirà con la spada. Ger. 20:4
- Poiché ogni volta ch'io parlo, grido, grido: `Violenza e saccheggio!' Sì, la parola dell'Eterno è per me un obbrobrio, uno scherno d'ogni giorno. Ger. 20:8
- Ma, o Eterno degli eserciti, che provi il giusto, che vedi le reni e il cuore, io vedrò, sì, la vendetta che prenderai di loro, poiché a te io affido la mia causa! Ger. 20:12
- Maledetto sia l'uomo che portò a mio padre la notizia: `T'è nato un maschio', e lo colmò di gioia! Ger. 20:15
- poich'egli non m'ha fatto morire fin dal seno materno. Così mia madre sarebbe stata la mia tomba, e la sua gravidanza, senza fine. Ger. 20:17
- La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell'Eterno, quando il re Sedechia gli mandò Pashur, figliuolo di Malchia, e Sefonia, figliuolo di Maaseia, il sacerdote, per dirgli: Ger. 21:1
- `Deh, consulta per noi l'Eterno; poiché Nebucadnetsar, re di Babilonia, ci fa la guerra; forse l'Eterno farà a pro nostro qualcuna delle sue maraviglie, in guisa che quegli si ritragga da noi'. Ger. 21:2
- Poi, dice l'Eterno, io darò Sedechia, re di Giuda, e i suoi servi, il popolo, e coloro che in questa città saranno scampati dalla peste, dalla spada e dalla fame, in mano di Nebucadnetsar re di Babilonia, in mano dei loro nemici, in mano di quelli che cercano la loro vita; e Nebucadnetsar li passerà a fil di spada; non li risparmierà, e non ne avrà né pietà né compassione. Ger. 21:7
- E a questo popolo dirai: Così parla l'Eterno: Ecco, io pongo dinanzi a voi la via della vita e la via della morte. Ger. 21:8
- Colui che rimarrà in questa città morrà per la spada, per la fame o per la peste; ma chi ne uscirà per arrendersi ai Caldei che vi assediano vivrà, e avrà la vita per suo bottino. Ger. 21:9
- Poiché io volgo la mia faccia contro questa città per farle del male e non del bene, dice l'Eterno; essa sarà data in mano del re di Babilonia, ed egli la darà alle fiamme. Ger. 21:10
- E alla casa dei re di Giuda di': Ascoltate la parola dell'Eterno: Ger. 21:11
- O casa di Davide, così dice l'Eterno: Amministrate la giustizia fin dal mattino, e liberate dalla mano dell'oppressore, colui a cui è tolto il suo, affinché l'ira mia non divampi a guisa di fuoco, e arda sì che nessuno la possa spengere, per la malvagità delle vostre azioni. Ger. 21:12
- io vi punirò secondo il frutto delle vostre azioni, dice l'Eterno; e appiccherò il fuoco a questa selva di Gerusalemme, ed esso divorerà tutto quello che la circonda. Ger. 21:14
- Ascolta la parola dell'Eterno, o re di Giuda, che siedi sul trono di Davide: tu, i tuoi servitori e il tuo popolo, che entrate per queste porte! Ger. 22:2
- Poiché così parla l'Eterno riguardo alla casa del re di Giuda: Tu eri per me come Galaad, come la vetta del Libano. Ma, certo, io ti ridurrò simile a un deserto, a delle città disabitate. Ger. 22:6
- Guai a colui ch'edifica la sua casa senza giustizia, e le sue camere senza equità; che fa lavorare il prossimo per nulla, e non gli paga il suo salario; Ger. 22:13
- e dice: `Mi edificherò una casa grande e delle camere spaziose', e vi fa eseguire delle finestre, la riveste di legno di cedro e la dipinge di rosso! Ger. 22:14
- Regni tu forse perché hai la passione del cedro? Tuo padre non mangiava egli e non beveva? Ma faceva ciò ch'è retto e giusto, e tutto gli andava bene. Ger. 22:15
- Egli giudicava la causa del povero e del bisognoso, e tutto gli andava bene. Questo non è egli conoscermi? dice l'Eterno. Ger. 22:16
- Ma tu non hai occhi né cuore che per la tua cupidigia, per spargere sangue innocente, e per fare oppressione e violenza. Ger. 22:17
- Sali sul Libano e grida, alza la voce in Basan, e grida dall'Abarim, perché tutti i tuoi amanti sono distrutti. Ger. 22:20
- Tutti i tuoi pastori saranno pastura del vento, e i tuoi amanti andranno in cattività; e allora sarai svergognata, confusa, per tutta la tua malvagità. Ger. 22:22
- Io ti darò in mano di quelli che cercan la tua vita, in mano di quelli de' quali hai paura, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, in mano de' Caldei. Ger. 22:25
- Questo Conia è egli dunque un vaso spezzato, infranto? È egli un oggetto che non fa più alcun piacere? Perché son dunque cacciati, egli e la sua progenie, lanciati in un paese che non conoscono? Ger. 22:28
- O paese, o paese, o paese, ascolta la parola dell'Eterno! Ger. 22:29
- Perciò così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele, riguardo ai pastori che pascono il mio popolo: Voi avete disperse le mie pecore, le avete scacciate, e non ne avete avuto cura; ecco, io vi punirò, per la malvagità delle vostre azioni, dice l'Eterno. Ger. 23:2
- ma: `l'Eterno è vivente, egli che ha tratto fuori e ha ricondotto la progenie della casa d'Israele dal paese del settentrione, e da tutti i paesi dove io li avevo cacciati'; ed essi dimoreranno nel loro paese. Ger. 23:8
- Poiché il paese è pieno di adulteri; poiché il paese fa cordoglio a motivo della maledizione che lo colpisce; i pascoli del deserto sono inariditi. La corsa di costoro è diretta al male, la loro forza non tende al bene. Ger. 23:10
- Profeti e sacerdoti sono empi, nella mia casa stessa ho trovato la loro malvagità, dice l'Eterno. Ger. 23:11
- Perciò la loro via sarà per loro come luoghi lùbrici in mezzo alle tenebre; essi vi saranno spinti, e cadranno; poiché io farò venir su loro la calamità, l'anno in cui li visiterò, dice l'Eterno. Ger. 23:12
- Dicono del continuo a quei che mi sprezzano: `L'Eterno ha detto: Avrete pace'; e a tutti quelli che camminano seguendo la caparbietà del proprio cuore: `Nessun male v'incoglierà'; Ger. 23:17
- poiché chi ha assistito al consiglio dell'Eterno, chi ha veduto, chi ha udito la sua parola? Chi ha prestato orecchio alla sua parola e l'ha udita? Ger. 23:18
- Ecco, la tempesta dell'Eterno, il furore scoppia, la tempesta scroscia, scroscia sul capo degli empi. Ger. 23:19
- Potrebbe uno nascondersi in luogo occulto sì ch'io non lo vegga? dice l'Eterno. Non riempio io il cielo e la terra? dice l'Eterno. Ger. 23:24
- Il profeta che ha avuto un sogno, racconti il sogno, e colui che ha udito la mia parola riferisca la mia parola fedelmente. Che ha da fare la paglia col frumento? dice l'Eterno. Ger. 23:28
- La mia parola non è essa come il fuoco? dice l'Eterno; e come un martello che spezza il sasso? Ger. 23:29
- Ecco, dice l'Eterno, io vengo contro i profeti che fan parlar la loro propria lingua, eppure dicono: `Egli dice'. Ger. 23:31
- Ecco, dice l'Eterno, io vengo contro quelli che profetizzano sogni falsi, che li raccontano e traviano il mio popolo con le loro menzogne e con la loro temerità, benché io non li abbia mandati e non abbia dato loro alcun ordine, ed essi non possan recare alcun giovamento a questo popolo, dice l'Eterno. Ger. 23:32
- E quanto al profeta, al sacerdote o al popolo che dirà: `Oracolo dell'Eterno', io lo punirò: lui, e la sua casa. Ger. 23:34
- Ma l'oracolo dell'Eterno non lo mentoverete più; poiché la parola di ciascuno sarà per lui il suo oracolo, giacché avete tòrte le parole dell'Iddio vivente, dell'Eterno degli eserciti, dell'Iddio nostro. Ger. 23:36
- ecco, io vi dimenticherò del tutto, e vi rigetterò lungi dalla mia faccia, voi e la città che avevo data a voi e ai vostri padri, Ger. 23:39
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ger. 24:4
- E manderò contro di loro la spada, la fame, la peste, finché siano scomparsi dal suolo che avevo dato a loro e ai loro padri. Ger. 24:10
- La parola che fu rivolta a Geremia riguardo a tutto il popolo di Giuda, nel quarto anno di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda (era il primo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia), Ger. 25:1
- Dal tredicesimo anno di Giosia, figliuolo di Amon, re di Giuda, fino ad oggi, son già ventitre anni che la parola dell'Eterno m'è stata rivolta, e che io v'ho parlato del continuo, fin dal mattino, ma voi non avete dato ascolto. Ger. 25:3
- E farò cessare fra loro i gridi di gioia e i gridi d'esultanza, il canto dello sposo e il canto della sposa, il rumore della macina, e la luce della lampada. Ger. 25:10
- E io presi la coppa di mano dell'Eterno, e ne diedi a bere a tutte le nazioni alle quali l'Eterno mi mandava: Ger. 25:17
- a tutta la mescolanza di popoli, a tutti i re del paese di Ur, a tutti i re del paese de' Filistei, ad Askalon, a Gaza, a Ekron, e al residuo d'Asdod; Ger. 25:20
- E se ricusano di prender dalla tua mano la coppa per bere, di' loro: Così dice l'Eterno degli eserciti: Voi berrete in ogni modo! Ger. 25:28
- Poiché, ecco, io comincio a punire la città sulla quale è invocato il mio nome, e voi rimarreste del tutto impuniti? Voi non rimarrete impuniti; poiché io chiamerò la spada su tutti gli abitanti della terra, dice l'Eterno degli eserciti. Ger. 25:29
- E tu, profetizza loro tutte queste cose, e di' loro: L'Eterno rugge dall'alto, e fa risonare la sua voce dalla sua santa dimora; egli rugge fieramente contro la sua residenza; manda un grido, come quelli che calcan l'uva, contro tutti gli abitanti della terra. Ger. 25:30
- In quel giorno, gli uccisi dall'Eterno copriranno la terra dall'una all'altra estremità di essa, e non saranno rimpianti, né raccolti, né seppelliti; serviranno di letame sulla faccia del suolo. Ger. 25:33
- Forse daranno ascolto, e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia; e io mi pentirò del male che penso di far loro per la malvagità delle loro azioni. Ger. 26:3
- Tu dirai loro: Così parla l'Eterno: Se non date ascolto, se non camminate secondo la mia legge che vi ho posta dinanzi, Ger. 26:4
- E i sacerdoti e i profeti parlarono ai capi e a tutto il popolo, dicendo: `Quest'uomo merita la morte, perché ha profetizzato contro questa città, nel modo che avete udito coi vostri propri orecchi'. Ger. 26:11
- Allora i capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: `Quest'uomo non merita la morte, perché ci ha parlato nel nome dell'Eterno, del nostro Dio'. Ger. 26:16
- E alcuni degli anziani del paese si levarono e parlaron così a tutta la raunanza del popolo: Ger. 26:17
- `Michea, il Morashtita, profetizzò ai giorni d'Ezechia, re di Giuda, e parlò a tutto il popolo di Giuda in questi termini: Così dice l'Eterno degli eserciti: Sion sarà arata come un campo, Gerusalemme diventerà un monte di ruine, e la montagna del tempio, un'altura boscosa. Ger. 26:18
- Questi trassero Uria fuori d'Egitto, e lo menarono al re Joiakim, il quale lo colpì con la spada e gettò il suo cadavere fra le sepolture de' figliuoli del popolo. Ger. 26:23
- Ma la mano di Ahikam, figliuolo di Shafan, fu con Geremia, e impedì che fosse dato in man del popolo per esser messo a morte. Ger. 26:24
- Io ho fatto la terra, gli uomini e gli animali che sono sulla faccia della terra, con la mia gran potenza e col mio braccio steso; e do la terra a chi mi par bene. Ger. 27:5
- E avverrà che la nazione o il regno che non vorrà sottomettersi a lui, a Nebucadnetsar re di Babilonia, e non vorrà piegare il collo sotto il giogo del re di Babilonia, quella nazione io la punirò, dice l'Eterno, con la spada, con la fame, con la peste, finché io non l'abbia sterminata per mano di lui. Ger. 27:8
- Ma la nazione che piegherà il suo collo sotto il giogo del re di Babilonia e gli sarà soggetta, io la lascerò stare nel suo paese, dice l'Eterno; ed essa lo coltiverà e vi dimorerà'. Ger. 27:11
- Perché morreste, tu e il tuo popolo, per la spada, per la fame e per la peste, come l'Eterno ha detto della nazione che non si assoggetterà al re di Babilonia? Ger. 27:13
- Se sono profeti, e se la parola dell'Eterno è con loro, intercedano ora presso l'Eterno degli eserciti perché gli arredi che son rimasti nella casa dell'Eterno, nella casa del re di Giuda e in Gerusalemme, non vadano a Babilonia. Ger. 27:18
- I profeti che apparvero prima di me e prima di te fin dai tempi antichi, profetarono contro molti paesi e contro grandi regni la guerra, la fame, la peste. Ger. 28:8
- Quanto al profeta che profetizza la pace, allorché si sarà adempiuta la sua parola, egli sarà riconosciuto come un vero mandato dall'Eterno'. Ger. 28:9
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia, dopo che il profeta Anania ebbe spezzato il giogo di sul collo del profeta Geremia, e disse: Ger. 28:12
- dopo che il re Jeconia, la regina, gli eunuchi, i principi di Giuda e di Gerusalemme, i falegnami e i fabbri furono usciti da Gerusalemme. Ger. 29:2
- La lettera fu portata per man di Elasa, figliuolo di Shafan, e di Ghemaria, figliuolo di Hilkia, che Sedekia, re di Giuda, mandava a Babilonia da Nebucadnetsar, re di Babilonia. Essa diceva: Ger. 29:3
- Poiché così parla l'Eterno: Quando settant'anni saranno compiuti per Babilonia, io vi visiterò e manderò ad effetto per voi la mia buona parola, facendovi tornare in questo luogo. Ger. 29:10
- così parla l'Eterno degli eserciti: Ecco, io manderò contro di loro la spada, la fame, la peste, e li renderò come quegli orribili fichi che non si posson mangiare, tanto sono cattivi. Ger. 29:17
- E li inseguirò con la spada, con la fame, con la peste; farò sì che saranno agitati fra tutti i regni della terra, e li abbandonerò alla esecrazione, allo stupore, alla derisione e al vituperio fra tutte le nazioni dove li caccerò; Ger. 29:18
- Ascoltate dunque la parola dell'Eterno, o voi tutti, che io ho mandati in cattività da Gerusalemme in Babilonia! Ger. 29:20
- Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele, riguardo ad Achab, figliuolo di Kolaia, e riguardo a Sedekia, figliuolo di Maaseia, che vi profetizzano la menzogna nel mio nome: Ecco, io do costoro in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, ed ei li metterà a morte davanti agli occhi vostri; Ger. 29:21
- e ci ha perfino mandato a dire a Babilonia: La cattività sarà lunga; fabbricate delle case e abitatele; piantate de' giardini e mangiatene il frutto?' Ger. 29:28
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia, dicendo: Ger. 29:30
- così parla l'Eterno: Ecco, io punirò Scemaia il Nehelamita, e la sua progenie; non vi sarà alcuno de' suoi discendenti che abiti in mezzo a questo popolo, ed egli non vedrà il bene che io farò al mio popolo, dice l'Eterno; poich'egli ha parlato di ribellione contro l'Eterno. Ger. 29:32
- La parola che fu rivolta a Geremia dall'Eterno, in questi termini: Ger. 30:1
- Tu dunque, o Giacobbe, mio servitore, non temere, dice l'Eterno; non ti sgomentare, o Israele; poiché, ecco, io ti salverò dal lontano paese, salverò la tua progenie dalla terra della sua cattività; Giacobbe ritornerà, sarà in riposo, sarà tranquillo, e nessuno più lo spaventerà. Ger. 30:10
- Così parla l'Eterno: La tua ferita è incurabile, la tua piaga è grave. Ger. 30:12
- Nessuno prende in mano la tua causa per fasciar la tua piaga; tu non hai medicamenti atti a guarirla. Ger. 30:13
- Tutti i tuoi amanti t'hanno dimenticata, non si curano più di te; poiché io t'ho percossa come si percuote un nemico, t'ho inflitto la correzione d'un uomo crudele, per la grandezza della tua iniquità, perché i tuoi peccati sono andati aumentando. Ger. 30:14
- Perché gridi a causa della tua ferita? Il tuo dolore è insanabile. Io ti ho fatto queste cose per la grandezza della tua iniquità, perché i tuoi peccati sono andati aumentando. Ger. 30:15
- Ma io medicherò le tue ferite, ti guarirò delle tue piaghe, dice l'Eterno, poiché ti chiaman `la scacciata', `la Sion di cui nessuno si cura'. Ger. 30:17
- I suoi figliuoli saranno come furono un tempo, la sua raunanza sarà stabilita dinanzi a me, e io punirò tutti i loro oppressori. Ger. 30:20
- Ecco la tempesta dell'Eterno; il furore scoppia; la tempesta imperversa; scroscia sul capo degli empi. Ger. 30:23
- Da tempi lontani l'Eterno m'è apparso. `Sì, io t'amo d'un amore eterno; perciò ti prolungo la mia bontà. Ger. 31:3
- Ecco, io li riconduco dal paese del settentrione, e li raccolgo dalle estremità della terra; fra loro sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e quella in doglie di parto: una gran moltitudine, che ritorna qua. Ger. 31:8
- O nazioni, ascoltate la parola dell'Eterno, e proclamatela alle isole lontane, e dite: `Colui che ha disperso Israele lo raccoglie, e lo custodisce come un pastore il suo gregge'. Ger. 31:10
- Allora la vergine si rallegrerà nella danza, i giovani gioiranno insieme ai vecchi; io muterò il loro lutto in gioia, li consolerò, li rallegrerò liberandoli del loro dolore. Ger. 31:13
- Così parla l'Eterno: Trattieni la tua voce dal piangere, i tuoi occhi dal versar lagrime; poiché l'opera tua sarà ricompensata, dice l'Eterno: essi ritorneranno dal paese del nemico; Ger. 31:16
- Fino a quando n'andrai tu vagabonda, o figliuola infedele? Poiché l'Eterno crea una cosa nuova sulla terra: la donna che corteggia l'uomo. Ger. 31:22
- Ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, ch'io seminerò la casa d'Israele e la casa di Giuda di semenza d'uomini e di semenza d'animali. Ger. 31:27
- ma ognuno morrà per la propria iniquità; chiunque mangerà l'agresto ne avrà i denti allegati. Ger. 31:30
- Ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, che io farò un nuovo patto con la casa d'Israele e con la casa di Giuda; Ger. 31:31
- ma questo è il patto che farò con la casa d'Israele, dopo quei giorni, dice l'Eterno: io metterò la mia legge nell'intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Ger. 31:33
- E non insegneranno più ciascuno il suo compagno e ciascuno il suo fratello, dicendo: `Conoscete l'Eterno!' poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice l'Eterno. Poiché io perdonerò la loro iniquità, e non mi ricorderò più del loro peccato. Ger. 31:34
- Se quelle leggi vengono a mancare dinanzi a me, dice l'Eterno, allora anche la progenie d'Israele cesserà d'essere in perpetuo una nazione nel mio cospetto. Ger. 31:36
- Così parla l'Eterno: Se i cieli di sopra possono esser misurati, e le fondamenta della terra di sotto, scandagliate, allora anch'io rigetterò tutta la progenie d'Israele per tutto quello ch'essi hanno fatto, dice l'Eterno. Ger. 31:37
- E di là la corda per misurare sarà tirata in linea retta fino al colle di Gareb, e girerà dal lato di Goah. Ger. 31:39
- E tutta la valle de' cadaveri e delle ceneri e tutti i campi fino al torrente di Kidron, fino all'angolo della porta de' cavalli verso oriente, saranno consacrati all'Eterno, e non saranno più sconvolti né distrutti in perpetuo. Ger. 31:40
- La parola che fu rivolta a Geremia dall'Eterno nel decimo anno di Sedekia, re di Giuda, che fu l'anno diciottesimo di Nebucadnetsar. Ger. 32:1
- Ve l'aveva fatto rinchiudere Sedekia, re di Giuda, col dirgli: `Perché vai tu profetizzando dicendo: - Così parla l'Eterno: Ecco, io do questa città in man del re di Babilonia, ed ei la prenderà; Ger. 32:3
- E Geremia disse: `La parola dell'Eterno m'è stata rivolta in questi termini: Ger. 32:6
- E Hanameel, figliuolo del mio zio, venne da me, secondo la parola dell'Eterno, nel cortile della prigione, e mi disse: Ti prego, compra il mio campo ch'è ad Anatoth, nel territorio di Beniamino; giacché tu hai il diritto di successione e il diritto di riscatto, còmpratelo!' Allora riconobbi che questa era parola dell'Eterno. Ger. 32:8
- `Ah, Signore, Eterno! Ecco, tu hai fatto il cielo e la terra con la tua gran potenza e col tuo braccio disteso; non v'è nulla di troppo difficile per te; Ger. 32:17
- Ed essi v'entrarono e ne presero possesso, ma non hanno ubbidito alla tua voce e non han camminato secondo la tua legge; tutto quello che avevi loro comandato di fare essi non l'hanno fatto; perciò tu hai fatto venir su di essi tutti questi mali. Ger. 32:23
- Ecco, le opere d'assedio giungono fino alla città per prenderla; e la città, vinta dalla spada, dalla fame e dalla peste, è data in man de' Caldei che combattono contro di lei. Quello che tu hai detto è avvenuto, ed ecco, tu lo vedi. Ger. 32:24
- Eppure, o Signore, o Eterno, tu m'hai detto: Còmprati con danaro il campo, e chiama de' testimoni... e la città è data in man de' Caldei'. Ger. 32:25
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 32:26
- Perciò, così parla l'Eterno: Ecco, io do questa città in man de' Caldei, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, il quale la prenderà; Ger. 32:28
- e i Caldei che combattono contro questa città v'entreranno, v'appiccheranno il fuoco e la incendieranno, con le case sui tetti delle quali hanno offerto profumi a Baal e fatto libazioni ad altri dèi, per provocarmi ad ira. Ger. 32:29
- Poiché questa città, dal giorno che fu edificata fino ad oggi, è stata una continua provocazione alla mia ira e al mio furore, sicché la voglio toglier via dalla mia presenza, Ger. 32:31
- E m'hanno voltato non la faccia, ma le spalle; e sebbene io li abbia ammaestrati del continuo fin dalla mattina, essi non han dato ascolto per ricevere la correzione. Ger. 32:33
- Ma ora, in seguito a tutto questo, così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele, riguardo a questa città, della quale voi dite: Ella è data in mano del re di Babilonia, per la spada, per la fame e per la peste: Ger. 32:36
- E metterò la mia gioia nel far loro del bene e li pianterò in questo paese con fedeltà, con tutto il mio cuore, con tutta l'anima mia. Ger. 32:41
- La parola dell'Eterno fu rivolta per la seconda volta a Geremia in questi termini, mentr'egli era ancora rinchiuso nel cortile della prigione: Ger. 33:1
- quando si verrà a combattere contro i Caldei, e a riempire quelle case di cadaveri d'uomini, che io percuoterò nella mia ira e nel mio furore, e per le cui malvagità io nasconderò la mia faccia a questa città: Ger. 33:5
- E questa città sarà per me un palese argomento di gioia, di lode e di gloria fra tutte le nazioni della terra, che udranno tutto il bene ch'io sto per far loro, e temeranno e tremeranno a motivo di tutto il bene e di tutta la pace ch'io procurerò a Gerusalemme. Ger. 33:9
- s'udranno ancora i gridi di gioia, i gridi d'esultanza, la voce dello sposo e la voce della sposa, la voce di quelli che dicono: `Celebrate l'Eterno degli eserciti, poiché l'Eterno è buono, poiché la sua benignità dura in perpetuo', e che portano offerte di azioni di grazie nella casa dell'Eterno. Poiché io farò tornare i deportati del paese, e lo ristabilirò com'era prima, dice l'Eterno. Ger. 33:11
- Nelle città della contrada montuosa, nelle città della pianura, nelle città del mezzogiorno, nel paese di Beniamino, nei dintorni di Gerusalemme e nelle città di Giuda le pecore passeranno ancora sotto la mano di colui che le conta, dice l'Eterno. Ger. 33:13
- Ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, che io manderò ad effetto la buona parola che ho pronunziata riguardo alla casa d'Israele e riguardo alla casa di Giuda. Ger. 33:14
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 33:19
- Così parla l'Eterno: Se voi potete annullare il mio patto col giorno e il mio patto con la notte, sì che il giorno e la notte non vengano al tempo loro, Ger. 33:20
- Come non si può contare l'esercito del cielo né misurare la rena del mare, così io moltiplicherò la progenie di Davide, mio servitore, e i Leviti che fanno il mio servizio. Ger. 33:22
- La parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 33:23
- Così parla l'Eterno: Se io non ho stabilito il mio patto col giorno e con la notte, e se non ho fissato le leggi del cielo e della terra, Ger. 33:25
- allora rigetterò anche la progenie di Giacobbe e di Davide mio servitore, e non prenderò più dal suo legnaggio i reggitori della progenie d'Abrahamo, d'Isacco e di Giacobbe! poiché io farò tornare i loro esuli, e avrò pietà di loro. Ger. 33:26
- La parola che fu rivolta dall'Eterno in questi termini a Geremia, quando Nebucadnetsar, re di Babilonia, e tutto il suo esercito, e tutti i regni della terra sottoposti al suo dominio, e tutti i popoli combattevano contro Gerusalemme e contro tutte le sue città: Ger. 34:1
- Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele: Va', parla a Sedekia, re di Giuda, e digli: Così parla l'Eterno: Ecco, io do questa città in mano del re di Babilonia, il quale la darà alle fiamme; Ger. 34:2
- Nondimeno, o Sedekia, re di Giuda, ascolta la parola dell'Eterno: Così parla l'Eterno riguardo a te: Tu non morrai per la spada; Ger. 34:4
- La parola che fu rivolta dall'Eterno a Geremia, dopo che il re Sedekia ebbe fatto un patto con tutto il popolo di Gerusalemme di proclamare l'emancipazione, Ger. 34:8
- per la quale ognuno doveva rimandare in libertà il suo schiavo e la sua schiava, ebreo ed ebrea, e nessuno doveva tener più in ischiavitù alcun suo fratello giudeo. Ger. 34:9
- E tutti i capi e tutto il popolo ch'erano entrati nel patto di rimandare in libertà ciascuno il proprio servo e la propria serva e di non tenerli più in ischiavitù ubbidirono, e li rimandarono; Ger. 34:10
- La parola dell'Eterno fu dunque rivolta dall'Eterno a Geremia, in questi termini: Ger. 34:12
- ma siete tornati indietro, e avete profanato il mio nome; ciascun di voi ha fatto ritornare il suo schiavo e la sua schiava che avevate rimandati in libertà a loro piacere, e li avete assoggettati ad essere vostri schiavi e schiave. Ger. 34:16
- Perciò, così parla l'Eterno: Voi non mi avete ubbidito proclamando l'emancipazione ciascuno al suo fratello e ciascuno al suo prossimo; ecco: io proclamo la vostra emancipazione, dice l'Eterno, per andare incontro alla spada, alla peste e alla fame, e farò che sarete agitati per tutti i regni della terra. Ger. 34:17
- in mano dei loro nemici, e in mano di quelli che cercano la loro vita; e i loro cadaveri serviranno di pasto agli uccelli del cielo e alle bestie della terra. Ger. 34:20
- E darò Sedekia, re di Giuda, e i suoi capi in mano dei loro nemici, e in mano di quelli che cercano la loro vita, e in mano dell'esercito del re di Babilonia, che s'è allontanato da voi. Ger. 34:21
- Ecco, io darò l'ordine, dice l'Eterno, e li farò ritornare contro questa città; essi combatteranno contro di lei, la prenderanno, la daranno alle fiamme; e io farò delle città di Giuda una desolazione senz'abitanti. Ger. 34:22
- La parola che fu rivolta a Geremia dall'Eterno, al tempo di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda, in questi termini: Ger. 35:1
- Allora io presi Jaazania, figliuolo di Geremia, figliuolo di Habazzinia, i suoi fratelli, tutti i suoi figliuoli e tutta la casa dei Recabiti, Ger. 35:3
- e li menai nella casa dell'Eterno, nella camera de' figliuoli di Hanan, figliuolo d'Igdalia, uomo di Dio, la quale era presso alla camera de' capi, sopra la camera di Maaseia, figliuolo di Shallum, guardiano della soglia; Ger. 35:4
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 35:12
- `Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Va' e di' agli uomini di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme: - Non riceverete voi dunque la lezione, imparando ad ubbidire alle mie parole? dice l'Eterno. Ger. 35:13
- Forse quei della casa di Giuda, udendo tutto il male ch'io penso di far loro, si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia, e io perdonerò la loro iniquità e il loro peccato'. Ger. 36:3
- E dopo che il re ebbe bruciato il rotolo e le parole che Baruc aveva scritte a dettatura di Geremia, la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini: Ger. 36:27
- E io punirò lui, la sua progenie e i suoi servitori della loro iniquità, e farò venire su loro, sugli abitanti di Gerusalemme e sugli uomini di Giuda tutto il male che ho pronunziato contro di loro, senza ch'essi abbian dato ascolto'. Ger. 36:31
- L'esercito di Faraone era uscito d'Egitto; e come i Caldei che assediavano Gerusalemme n'ebbero ricevuto la notizia, tolsero l'assedio a Gerusalemme. Ger. 37:5
- Allora la parola dell'Eterno fu rivolta al profeta Geremia, in questi termini: Ger. 37:6
- e i Caldei torneranno, e combatteranno contro questa città, la prenderanno, e la daranno alle fiamme. Ger. 37:8
- Geremia uscì da Gerusalemme per andare nel paese di Beniamino, per ricever quivi la sua porzione in mezzo al popolo. Ger. 37:12
- Ora ascolta, ti prego, o re, mio signore; e la mia supplicazione giunga bene accolta nel tuo cospetto; non mi far tornare nella casa di Gionathan lo scriba, sì ch'io vi muoia'. Ger. 37:20
- `Così parla l'Eterno: Chi rimarrà in questa città morrà di spada, di fame, o di peste; ma chi andrà ad arrendersi ai Caldei avrà salva la vita, la vita sarà il suo bottino, e vivrà. Ger. 38:2
- Così parla l'Eterno: Questa città sarà certamente data in mano dell'esercito del re di Babilonia, che la prenderà'. Ger. 38:3
- E Geremia rispose a Sedekia: `Se te la dico, non è egli certo che mi farai morire? E se ti do qualche consiglio, non mi darai ascolto'. Ger. 38:15
- E il re Sedekia giurò in segreto a Geremia, dicendo: `Com'è vero che l'Eterno, il quale ci ha dato questa vita, vive, io non ti farò morire, e non ti darò in mano di questi uomini che cercan la tua vita'. Ger. 38:16
- Allora Geremia disse a Sedekia: `Così parla l'Eterno, l'Iddio degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Se tu ti vai ad arrendere ai capi del re di Babilonia, avrai salva la vita; questa città non sarà data alle fiamme, e vivrai tu con la tua casa; Ger. 38:17
- ma se non vai ad arrenderti ai capi del re di Babilonia, questa città sarà data in mano de' Caldei che la daranno alle fiamme, e tu non scamperai dalle loro mani'. Ger. 38:18
- Ma Geremia rispose: `Tu non sarai dato nelle loro mani. Deh! ascolta la voce dell'Eterno in questo che ti dico: tutto andrà bene per te, e tu vivrai. Ger. 38:20
- rispondi loro: Io ho presentato al re la mia supplicazione, ch'egli non mi facesse ritornare nella casa di Gionathan, per morirvi'. Ger. 38:26
- E tutti i capi vennero a Geremia, e lo interrogarono; ma egli rispose loro secondo tutte le parole che il re gli aveva comandate, e quelli lo lasciarono in pace, perché la cosa non s'era divulgata. Ger. 38:27
- Quando Gerusalemme fu presa - il nono anno di Sedekia, re di Giuda, il decimo mese, Nebucadnetsar, re di Babilonia venne con tutto il suo esercito contro Gerusalemme e la cinse d'assedio; Ger. 39:1
- E quando Sedekia, re di Giuda, e tutta la gente di guerra li ebbero veduti, fuggirono, uscirono di notte dalla città per la via del giardino reale, per la porta fra le due mura, e presero la via della pianura. Ger. 39:4
- Ma l'esercito de' Caldei li inseguì, e raggiunse Sedekia nelle campagne di Gerico. Lo presero, lo menaron su da Nebucadnetsar, re di Babilonia, a Ribla, nel paese di Hamath, dove il re pronunziò la sua sentenza su di lui. Ger. 39:5
- I Caldei incendiarono la casa del re e le case del popolo, e abbatterono le mura di Gerusalemme; Ger. 39:8
- Or la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini, mentr'egli era rinchiuso nel cortile della prigione: Ger. 39:15
- poiché, certo, io ti farò scampare, e tu non cadrai per la spada; la tua vita sarà il tuo bottino, giacché hai posto la tua fiducia in me, dice l'Eterno'. Ger. 39:18
- La parola che fu rivolta dall'Eterno a Geremia, dopo che Nebuzaradan, capo delle guardie, l'ebbe rimandato da Rama. Quando questi lo fece prendere, Geremia era incatenato in mezzo a tutti quelli di Gerusalemme e di Giuda, che dovevano esser menati in cattività a Babilonia. Ger. 40:1
- Or quando tutti i capi delle forze che erano per le campagne ebbero inteso, essi e la loro gente, che il re di Babilonia aveva stabilito Ghedalia, figliuolo di Ahikam, sul paese, e che gli aveva affidato gli uomini, le donne, i bambini, e quelli tra i poveri del paese che non erano stati menati in cattività a Babilonia, Ger. 40:7
- Or Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti i capi delle forze che erano per la campagna, vennero da Ghedalia a Mitspa, e gli dissero: Ger. 40:13
- `Sai tu che Baalis, re degli Ammoniti, ha mandato Ismael, figliuolo di Nethania, per toglierti la vita?' Ma Ghedalia, figliuolo di Ahikam, non credette loro. Ger. 40:14
- Allora Johanan, figliuolo di Kareah, disse segretamente a Ghedalia, a Mitspa: `Lasciami andare a uccidere Ismael, figliuolo di Nethania; nessuno lo risaprà; e perché ti toglierebbe egli la vita, e tutti i Giudei che si son raccolti presso di te andrebbero essi dispersi, e il residuo di Giuda perirebb'egli?' Ger. 40:15
- Poi Ismael, figliuolo di Nethania, si levò coi dieci uomini ch'eran con lui, e colpirono con la spada Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan. Così fecero morire colui che il re di Babilonia aveva stabilito sul paese. Ger. 41:2
- giunsero da Sichem, da Sciloh e da Samaria, ottanta uomini che avevano la barba rasa, le vesti stracciate e delle incisioni sul corpo; e avevano in mano delle offerte e dell'incenso per presentarli nella casa dell'Eterno. Ger. 41:5
- Or la cisterna nella quale Ismael gettò tutti i cadaveri degli uomini ch'egli uccise con Ghedalia, è quella che il re Asa aveva fatta fare per tema di Baasa, re d'Israele; e Ismael, figliuolo di Nethania, la riempì di uccisi. Ger. 41:9
- e dissero al profeta Geremia: `Deh, siati accetta la nostra supplicazione, e prega l'Eterno, il tuo Dio, per noi, per tutto questo residuo (poiché, di molti che eravamo, siamo rimasti pochi, come lo vedono gli occhi tuoi); Ger. 42:2
- affinché l'Eterno, il tuo Dio, ci mostri la via per la quale dobbiamo camminare, e che cosa dobbiam fare'. Ger. 42:3
- Sia la sua risposta gradevole o sgradevole, noi ubbidiremo alla voce dell'Eterno, del nostro Dio, al quale ti mandiamo, affinché bene ce ne venga, per aver ubbidito alla voce dell'Eterno, del nostro Dio'. Ger. 42:6
- Dopo dieci giorni, la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia. Ger. 42:7
- `Così parla l'Eterno, l'Iddio d'Israele, al quale m'avete mandato perché io gli presentassi la vostra supplicazione: Ger. 42:9
- - No, andremo nel paese d'Egitto, dove non vedremo la guerra, non udremo suon di tromba, e dove non avrem più fame di pane, e quivi dimoreremo, - Ger. 42:14
- ebbene, ascoltate allora la parola dell'Eterno, o superstiti di Giuda! Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Se siete decisi a recarvi in Egitto, e se andate a dimorarvi, Ger. 42:15
- la spada che temete vi raggiungerà là, nel paese d'Egitto, e la fame che paventate vi starà alle calcagna là in Egitto, e quivi morrete. Ger. 42:16
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Come la mia ira e il mio furore si son riversati sugli abitanti di Gerusalemme, così il mio furore si riverserà su voi, quando sarete entrati in Egitto; e sarete abbandonati alla esecrazione, alla desolazione, alla maledizione e all'obbrobrio, e non vedrete mai più questo luogo. Ger. 42:18
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Geremia a Tahpanes in questi termini: Ger. 43:8
- e verrà e colpirà il paese d'Egitto: chi deve andare alla morte, andrà alla morte; chi in cattività, andrà in cattività; chi deve cader di spada, cadrà per la spada. Ger. 43:11
- La parola che fu rivolta a Geremia in questi termini, riguardo a tutti i Giudei che dimoravano nel paese di Egitto, che dimoravano a Migdol, a Tahpanes, a Nof e nel paese di Pathros: Ger. 44:1
- perciò il mio furore, la mia ira si son riversati, e han divampato nelle città di Giuda e nelle vie di Gerusalemme, che son ridotte deserte e desolate, come oggi si vede. Ger. 44:6
- Fino ad oggi, non v'è stata contrizione da parte loro, non hanno avuto timore, non hanno camminato secondo la mia legge e secondo i miei statuti, che io avevo messo dinanzi a voi e dinanzi ai vostri padri. Ger. 44:10
- Perciò così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Ecco, io volgo la mia faccia contro di voi per il vostro male, e per distruggere tutto Giuda. Ger. 44:11
- E prenderò i superstiti di Giuda che si sono ostinati a venire nel paese d'Egitto per dimorarvi, e saranno tutti consumati; cadranno nel paese d'Egitto; saranno consumati dalla spada e dalla fame, dal più piccolo al più grande; periranno per la spada e per la fame, e saranno abbandonati alla esecrazione, alla desolazione, alla maledizione e all'obbrobrio. Ger. 44:12
- E punirò quelli che dimorano nel paese d'Egitto, come ho punito Gerusalemme con la spada, con la fame e con la peste; Ger. 44:13
- ma vogliamo mettere interamente ad effetto tutto quello che la nostra bocca ha espresso: offrir profumi alla regina del cielo, farle delle libazioni, come già abbiam fatto noi, i nostri padri, i nostri re, i nostri capi, nelle città di Giuda e per le vie di Gerusalemme; e avevamo allora abbondanza di pane, stavamo bene e non sentivamo alcun male; Ger. 44:17
- Perché voi avete offerto que' profumi e avete peccato contro l'Eterno e non avete ubbidito alla voce dell'Eterno e non avete camminato secondo la sua legge, i suoi statuti e le sue testimonianze, perciò v'è avvenuto questo male che oggi si vede'. Ger. 44:23
- Poi Geremia disse a tutto il popolo e a tutte le donne: `Ascoltate la parola dell'Eterno, o voi tutti di Giuda, che siete nel paese d'Egitto! Ger. 44:24
- Così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: Voi e le vostre mogli lo dite con la vostra bocca e lo mettete ad effetto con le vostre mani; voi dite: - Vogliamo adempiere i voti che abbiamo fatti, offrendo profumi alla regina del cielo e facendole delle libazioni. - Sì, voi adempite i vostri voti; sì, voi mandate ad effetto i vostri voti; Ger. 44:25
- perciò ascoltate la parola dell'Eterno, o voi tutti di Giuda, che dimorate nel paese d'Egitto! Ecco, io lo giuro per il mio gran nome, dice l'Eterno; in tutto il paese d'Egitto il mio nome non sarà più invocato dalla bocca d'alcun uomo di Giuda che dica: - Il Signore, l'Eterno, vive! - Ger. 44:26
- E quelli che saranno scampati dalla spada ritorneranno dal paese d'Egitto nel paese di Giuda in ben piccolo numero; e tutto il rimanente di Giuda, quelli che son venuti nel paese d'Egitto per dimorarvi, riconosceranno qual è la parola che sussiste, la mia o la loro. Ger. 44:28
- così parla l'Eterno: - Ecco, io darò Faraone Hofra, re d'Egitto, in mano de' suoi nemici, in mano di quelli che cercano la sua vita, come ho dato Sedekia, re di Giuda, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, suo nemico, che cercava la vita di lui'. Ger. 44:30
- La parola che il profeta Geremia rivolse a Baruc, figliuolo di Neria, quando questi scrisse queste parole in un libro, a dettatura di Geremia, l'anno quarto di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda. Egli disse: Ger. 45:1
- E tu cercheresti grandi cose per te? Non le cercare! poiché, ecco, io farò venir del male sopra ogni carne, dice l'Eterno, ma a te darò la vita come bottino, in tutti i luoghi dove tu andrai'. Ger. 45:5
- Preparate lo scudo e la targa, e avvicinatevi per la battaglia. Ger. 46:3
- È l'Egitto, che sale come il Nilo, e le cui acque s'agitano come quelle de' fiumi. Egli dice: `Io salirò, ricoprirò la terra, distruggerò le città e i loro abitanti'. Ger. 46:8
- Questo giorno, per il Signore, per l'Eterno degli eserciti, è giorno di vendetta, in cui si vendica de' suoi nemici. La spada divorerà, si sazierà, s'inebrierà del loro sangue; poiché il Signore, l'Eterno degli eserciti, immola le vittime nel paese del settentrione, presso il fiume Eufrate. Ger. 46:10
- Le nazioni odono la tua ignominia, e la terra è piena del tuo grido; poiché il prode vacilla appoggiandosi al prode, ambedue cadono assieme. Ger. 46:12
- Annunziatelo in Egitto, banditelo a Migdol, banditelo a Nof e Tahpanes! Dite: `Lèvati, preparati, poiché la spada divora tutto ciò che ti circonda'. Ger. 46:14
- O figliuola che abiti l'Egitto, fa' il tuo bagaglio per la cattività! poiché Nof diventerà una desolazione sarà devastata, nessuno v'abiterà più. Ger. 46:19
- La sua voce giunge come quella d'un serpente; poiché s'avanzano con un esercito, marcian contro a lui con scuri, come tanti tagliaboschi. Ger. 46:22
- Essi abbattono la sua foresta, dice l'Eterno, benché sia impenetrabile, perché quelli son più numerosi delle locuste, non si posson contare. Ger. 46:23
- La figliuola dell'Egitto è coperta d'onta, è data in mano del popolo del settentrione. Ger. 46:24
- li darò in mano di quei che cercano la loro vita, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, e in mano de' suoi servitori; ma, dopo questo, l'Egitto sarà abitato come ai giorni di prima, dice l'Eterno. Ger. 46:26
- Tu dunque non temere, o Giacobbe, mio servitore, non ti sgomentare, o Israele! poiché, ecco, io ti salverò dal lontano paese, salverò la tua progenie dalla terra della sua cattività; Giacobbe ritornerà, sarà in riposo, sarà tranquillo, e nessuno più lo spaventerà. Ger. 46:27
- La parola dell'Eterno che fu rivolta al profeta Geremia riguardo ai Filistei prima che Faraone colpisse Gaza. Ger. 47:1
- Il vanto di Moab non è più; in Heshbon macchinan del male contro di lui: `Venite, distruggiamolo, e non sia più nazione'. Tu pure, o Madmen, sarai ridotta al silenzio; la spada t'inseguirà. Ger. 48:2
- Poiché su per la salita di Luhith si piange, si sale piangendo perché giù per la discesa di Horonaim s'ode il grido angoscioso della rotta. Ger. 48:5
- Il devastatore verrà contro tutte le città, e nessuna città scamperà; la valle perirà e la pianura sarà distrutta, come l'Eterno ha detto. Ger. 48:8
- Maledetto colui che fa l'opera dell'Eterno fiaccamente, maledetto colui che trattiene la spada dallo spargere il sangue! Ger. 48:10
- E Moab avrà vergogna di Kemosh, come la casa d'Israele ha avuto vergogna di Bethel, in cui avea riposto la sua fiducia. Ger. 48:13
- Come potete dire: `Noi siam uomini prodi, uomini valorosi per la battaglia?' Ger. 48:14
- La calamità di Moab sta per giungere, la sua sciagura viene a gran passi. Ger. 48:16
- O tu che abiti in Aroer, fermati per la strada, e guarda; interroga il fuggiasco e colei che scampa, e di': `Che è successo?' Ger. 48:19
- Noi abbiamo udito l'orgoglio di Moab, l'orgogliosissimo popolo, la sua arroganza, la sua superbia, la sua fierezza, l'alterigia del suo cuore. Ger. 48:29
- Io conosco la sua tracotanza, dice l'Eterno, ch'è mal fondata; le sue vanterie non hanno approdato a nulla di stabile. Ger. 48:30
- La gioia e l'allegrezza sono scomparse dalla fertile campagna e dal paese di Moab; io ho fatto venir meno il vino negli strettoi; non si pigia più l'uva con gridi di gioia; il grido che s'ode non è più il grido di gioia. Ger. 48:33
- Riguardo a Edom. Così parla l'Eterno degli eserciti: Non v'è egli più saviezza in Teman? Gl'intelligenti non sanno essi più consigliare? La loro saviezza è dessa svanita? Ger. 49:7
- Fuggite, voltate le spalle, nascondetevi profondamente, o abitanti di Dedan! Poiché io fo venire la calamità sopra Esaù, il tempo della sua punizione. Ger. 49:8
- Ma io nuderò Esaù, scoprirò i suoi nascondigli, ed ei non si potrà nascondere; la sua prole, i suoi fratelli, i suoi vicini saran distrutti, ed ei non sarà più. Ger. 49:10
- Poiché così parla l'Eterno: Ecco, quelli che non eran destinati a bere la coppa, la dovranno bere; e tu andresti del tutto impunito? Non andrai impunito, tu la berrai certamente. Ger. 49:12
- Io ho ricevuto un messaggio dall'Eterno, e un messaggero è stato inviato fra le nazioni: `Adunatevi, venite contro di lei, levatevi per la battaglia!' Ger. 49:14
- Ecco, egli sale come un leone dalle rive lussureggianti del Giordano contro la forte dimora; io ne farò fuggire a un tratto Edom, e stabilirò su di essa colui che io ho scelto. Poiché chi è simile a me? Chi m'ordinerà di comparire in giudizio? Qual è il pastore che possa starmi a fronte? Ger. 49:19
- Perciò, ascoltate il disegno che l'Eterno ha concepito contro Edom, e i pensieri che medita contro gli abitanti di Teman! Certo, saran trascinati via come i più piccoli del gregge, certo, la loro dimora sarà devastata. Ger. 49:20
- Al rumore della loro caduta trema la terra; s'ode il loro grido fino al mar Rosso. Ger. 49:21
- `Come mai non è stata risparmiata la città famosa, la città della mia gioia?' Ger. 49:25
- Siano i loro cammelli dati in preda, e la moltitudine del loro bestiame diventi bottino! Io disperderò a tutti i venti quelli che si tagliano i canti della barba, e farò venire la loro calamità da tutte le parti, dice l'Eterno. Ger. 49:32
- La parola dell'Eterno che fu rivolta in questi termini al profeta Geremia riguardo ad Elam, al principio del regno di Sedekia, re di Giuda: Ger. 49:34
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Ecco, io spezzo l'arco di Elam, la sua principal forza. Ger. 49:35
- Renderò gli Elamiti spaventati dinanzi ai loro nemici, e dinanzi a quelli che cercan la loro vita; farò piombare su loro la calamità, la mia ira ardente, dice l'Eterno; manderò la spada ad inseguirli, finch'io non li abbia consumati. Ger. 49:37
- Domanderanno qual è la via di Sion, volgeranno le loro facce in direzione d'essa, e diranno: `Venite, unitevi all'Eterno con un patto eterno, che non si dimentichi più!' Ger. 50:5
- E la Caldea sarà depredata; tutti quelli che la prederanno saranno saziati, dice l'Eterno. Ger. 50:10
- Sì, gioite, sì, rallegratevi, o voi che avete saccheggiato la mia eredità, sì, saltate come una giovenca che trebbia il grano, nitrite come forti destrieri! Ger. 50:11
- La madre vostra è tutta coperta d'onta, colei che v'ha partoriti, arrossisce; ecco, essa è l'ultima delle nazioni, un deserto, una terra arida, una solitudine. Ger. 50:12
- Levate contro di lei il grido di guerra, d'ogn'intorno; ella si arrende; le sue colonne cadono, le sue mura crollano, perché questa è la vendetta dell'Eterno! Vendicatevi di lei! Fate a lei com'essa ha fatto! Ger. 50:15
- Sterminate da Babilonia colui che semina, e colui che maneggia la falce al tempo della mèsse. Per scampare alla spada micidiale ritorni ciascuno al suo popolo, fugga ciascuno verso il proprio paese! Ger. 50:16
- Israele è una pecora smarrita, a cui de' leoni han dato la caccia; il re d'Assiria, pel primo, l'ha divorata; e quest'ultimo, Nebucadnetsar, re di Babilonia, le ha frantumate le ossa. Ger. 50:17
- Come mai s'è rotto, s'è spezzato il martello di tutta la terra? Come mai Babilonia è divenuta una desolazione fra le nazioni? Ger. 50:23
- L'Eterno ha aperto la sua armeria, e ha tratto fuori le armi della sua indignazione; poiché questa è un'opera che il Signore, l'Eterno degli eserciti, ha da compiere nel paese de' Caldei. Ger. 50:25
- S'ode la voce di quelli che fuggono, che scampano dal paese di Babilonia per annunziare in Sion la vendetta dell'Eterno, del nostro Dio, la vendetta del suo tempio. Ger. 50:28
- L'arrogante vacillerà, cadrà, e non vi sarà chi la rialzi; e io appiccherò il fuoco alle sue città, ed esso divorerà tutti i suoi dintorni. Ger. 50:32
- Il loro vindice è forte; ha nome l'Eterno degli eserciti; certo egli difenderà la loro causa, dando requie alla terra e gettando lo scompiglio fra gli abitanti di Babilonia. Ger. 50:34
- La spada sovrasta ai Caldei, dice l'Eterno, agli abitanti di Babilonia, ai suoi capi, ai suoi savi. Ger. 50:35
- La spada sovrasta ai millantatori, che risulteranno insensati; la spada sovrasta ai suoi prodi, che saranno atterriti; Ger. 50:36
- la spada sovrasta ai suoi cavalli, ai suoi carri, a tutta l'accozzaglia di gente ch'è in mezzo a lei, la quale diventerà come tante donne; la spada sovrasta ai suoi tesori, che saran saccheggiati. Ger. 50:37
- La siccità sovrasta alle sue acque, che saran prosciugate; poiché è un paese d'immagini scolpite, vanno in delirio per quegli spauracchi dei loro idoli. Ger. 50:38
- Essi impugnano l'arco ed il dardo; son crudeli, non hanno pietà; la loro voce è come il muggito del mare; montan cavalli; son pronti a combattere come un solo guerriero, contro di te, o figliuola di Babilonia! Ger. 50:42
- Il re di Babilonia n'ode la fama, e le sue mani s'illanguidiscono; l'angoscia lo coglie, un dolore come di donna che partorisce. Ger. 50:43
- Ecco, egli sale come un leone dalle rive lussureggianti del Giordano contro la forte dimora; io ne farò fuggire ad un tratto gli abitanti e stabilirò su di essa colui che io ho scelto. Poiché chi è simile a me? chi m'ordinerà di comparire in giudizio? Qual è il pastore che possa starmi a fronte? Ger. 50:44
- Perciò, ascoltate il disegno che l'Eterno ha concepito contro Babilonia, e i pensieri che medita contro il paese de' Caldei! Certo, saran trascinati via come i più piccoli del gregge, certo, la loro dimora sarà devastata. Ger. 50:45
- Al rumore della presa di Babilonia trema la terra, e se n'ode il grido fra le nazioni. Ger. 50:46
- E mando contro Babilonia degli stranieri che la ventoleranno, e vuoteranno il suo paese; poiché, nel giorno della calamità, piomberanno su di lei da tutte le parti. Ger. 51:2
- Fuggite di mezzo a Babilonia, e salvi ognuno la sua vita, guardate di non perire per l'iniquità di lei! Poiché questo è il tempo della vendetta dell'Eterno; egli le dà la sua retribuzione. Ger. 51:6
- Babilonia era nelle mani dell'Eterno una coppa d'oro, che inebriava tutta la terra; le nazioni han bevuto del suo vino, perciò le nazioni son divenute deliranti. Ger. 51:7
- Noi abbiam voluto guarire Babilonia, ma essa non è guarita; abbandonatela, e andiamocene ognuno al nostro paese; poiché la sua punizione arriva sino al cielo, s'innalza fino alle nuvole. Ger. 51:9
- L'Eterno ha prodotto in luce la giustizia della nostra causa; venite, raccontiamo in Sion l'opera dell'Eterno, del nostro Dio. Ger. 51:10
- Forbite le saette, imbracciate gli scudi! L'Eterno ha eccitato lo spirito dei re dei Medi, perché il suo disegno contro Babilonia è di distruggerla; poiché questa è la vendetta dell'Eterno, la vendetta del suo tempio. Ger. 51:11
- Alzate la bandiera contro le mura di Babilonia! Rinforzate le guardie, ponete le sentinelle, preparate gli agguati! Poiché l'Eterno ha divisato e già mette ad effetto ciò che ha detto contro gli abitanti di Babilonia. Ger. 51:12
- O tu che abiti in riva alle grandi acque, tu che abbondi di tesori, la tua fine è giunta, il termine delle tue rapine! Ger. 51:13
- Egli, con la sua potenza, ha fatto la terra, con la sua sapienza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli. Ger. 51:15
- Quando fa udire la sua voce, v'è un rumor d'acque nel cielo, ei fa salire i vapori dalle estremità della terra, fa guizzare i lampi per la pioggia e trae il vento dai suoi serbatoi; Ger. 51:16
- A loro non somiglia Colui ch'è la parte di Giacobbe; perché Egli è quel che ha formato tutte le cose, e Israele è la tribù della sua eredità. Il suo nome è l'Eterno degli eserciti. Ger. 51:19
- Eccomi a te, o montagna di distruzione, dice l'Eterno; a te che distruggi tutta la terra! Io stenderò la mia mano su di te, ti rotolerò giù dalle rocce, e farò di te una montagna bruciata. Ger. 51:25
- Issate una bandiera sulla terra! Sonate la tromba fra le nazioni! Preparate le nazioni contro di lei, chiamate a raccolta contro di lei i regni d'Ararat, di Minni e d'Ashkenaz! Costituite contro di lei de' generali! Fate avanzare i cavalli come locuste dalle ali ritte. Ger. 51:27
- La terra trema, è in doglia, perché i disegni dell'Eterno contro Babilonia s'effettuano: di ridurre il paese di Babilonia in un deserto senz'abitanti. Ger. 51:29
- I prodi di Babilonia cessan di combattere; se ne stanno nelle loro fortezze; la loro bravura è venuta meno, son come donne; le sue abitazioni sono in fiamme, le sbarre delle sue porte sono spezzate. Ger. 51:30
- Un corriere incrocia l'altro, un messaggero incrocia l'altro, per annunziare al re di Babilonia che la sua città è presa da ogni lato, Ger. 51:31
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti, l'Iddio d'Israele: La figliuola di Babilonia è come un'aia al tempo in cui la si trebbia; ancora un poco, e verrà per lei il tempo della mietitura. Ger. 51:33
- `La violenza che m'è fatta e la mia carne ricadano su Babilonia', dirà l'abitante di Sion; `Il mio sangue ricada sugli abitanti di Caldea', dirà Gerusalemme. Ger. 51:35
- Perciò, così parla l'Eterno: Ecco, io difenderò la tua causa, e farò la tua vendetta! io prosciugherò il suo mare, disseccherò la sua sorgente, Ger. 51:36
- Come mai è stata presa Sceshac, ed è stata conquistata colei ch'era il vanto di tutta la terra? Come mai Babilonia è ella diventata una desolazione fra le nazioni? Ger. 51:41
- O popolo mio, uscite di mezzo a lei, e salvi ciascuno la sua vita d'innanzi all'ardente ira dell'Eterno! Ger. 51:45
- E i cieli, la terra, e tutto ciò ch'è in essi, giubileranno su Babilonia, perché i devastatori piomberanno su lei dal settentrione, dice l'Eterno. Ger. 51:48
- Noi eravamo coperti d'onta all'udire gli oltraggi, la vergogna ci copriva la faccia, perché gli stranieri eran venuti nel santuario della casa dell'Eterno. Ger. 51:51
- Giunge da Babilonia un grido, la notizia d'un gran disastro dalla terra de' Caldei. Ger. 51:54
- L'anno nono del regno di Sedekia, il decimo giorno del decimo mese, Nebucadnetsar, re di Babilonia, venne con tutto il suo esercito contro Gerusalemme; s'accampò contro di lei, e la circondò di posti fortificati. Ger. 52:4
- E la città fu assediata fino all'undecimo anno del re Sedekia. Ger. 52:5
- Il nono giorno del quarto mese, la carestia era grave nella città; e non c'era più pane per il popolo del paese. Ger. 52:6
- Allora fu fatta una breccia alla città, e tutta la gente di guerra fuggì uscendo di notte dalla città, per la via della porta fra le due mura, in prossimità del giardino del re, mentre i Caldei stringevano la città da ogni parte; e i fuggiaschi presero la via della pianura; Ger. 52:7
- Allora i Caldei presero il re, e lo condussero al re di Babilonia a Ribla nel paese di Hamath; ed egli pronunziò la sua sentenza contro di lui. Ger. 52:9
- e arse la casa dell'Eterno e la casa del re, diede alle fiamme tutte le case di Gerusalemme, e arse tutte le case ragguardevoli. Ger. 52:13
- Quanto alle due colonne, al mare e ai dodici buoi di rame che servivano di base e che Salomone avea fatti per la casa dell'Eterno, il rame di tutti questi oggetti aveva un peso incalcolabile. Ger. 52:20
- e prese nella città un eunuco che comandava la gente di guerra, sette uomini di fra i consiglieri intimi del re che furon trovati nella città, il segretario del capo dell'esercito che arruolava il popolo del paese, e sessanta privati che furono anch'essi trovati nella città. Ger. 52:25
- Come mai siede solitaria la città già così popolata? Come mai è diventata simile a una vedova, quella ch'era grande fra le nazioni; ed è stata ridotta tributaria colei ch'era principessa fra le province? Lam. 1:1
- Ella piange, piange, durante la notte, le lacrime le copron le guance; fra tutti i suoi amanti non ha chi la consoli; tutti i suoi amici l'hanno tradita, le son diventati nemici. Lam. 1:2
- I suoi avversari han preso il sopravvento, i suoi nemici prosperano; poiché l'Eterno l'ha afflitta per la moltitudine delle sue trasgressioni; i suoi bambini sono andati in cattività, davanti all'avversario. Lam. 1:5
- Nei giorni della sua afflizione, della sua vita errante, Gerusalemme si ricorda di tutti i beni preziosi che possedeva fino dai giorni antichi; ora che il suo popolo è caduto in man dell'avversario, e nessuno la soccorre, i suoi avversari la guardano, e ridono del suo misero stato. Lam. 1:7
- Gerusalemme ha gravemente peccato; perciò è divenuta come una cosa impura; tutti quelli che l'onoravano la sprezzano, perché han visto la sua nudità; ella stessa sospira, e volta la faccia. Lam. 1:8
- La sua lordura era nelle pieghe della sua veste; ella non pensava alla sua fine; perciò è caduta in modo sorprendente, non ha chi la consoli. `O Eterno, vedi la mia afflizione, poiché il nemico trionfa!' Lam. 1:9
- L'avversario ha steso la mano su quanto ella avea di più caro; poich'ella ha visto i pagani entrare nel suo santuario; que' pagani, riguardo ai quali tu avevi comandato che non entrassero nella tua raunanza. Lam. 1:10
- Tutto il suo popolo sospira, cerca del pane; dà le cose sue più preziose in cambio di cibo, per rianimar la sua vita. `Guarda, o Eterno, vedi in che stato abietto io son ridotta! Lam. 1:11
- Dalla sua mano è legato il giogo delle mie trasgressioni, che s'intrecciano, gravano sul mio collo; egli ha fiaccato la mia forza; il Signore m'ha dato in mani alle quali non posso resistere. Lam. 1:14
- Il Signore ha atterrati entro il mio recinto tutti i miei prodi; ha convocato contro di me una gran raunanza, per schiacciare i miei giovani; il Signore ha calcato, come in un tino, la vergine figliuola di Giuda. Lam. 1:15
- Per questo, io piango; i miei occhi, i miei occhi si struggono in lacrime, perché lungi da me è il consolatore, che potrebbe rianimarmi la vita. I miei figliuoli son desolati, perché il nemico ha trionfato'. Lam. 1:16
- Sion stende le mani... non v'è alcuno che la consoli; l'Eterno ha comandato ai nemici di Giacobbe di circondarlo da tutte le parti. Gerusalemme è, in mezzo a loro, come una cosa impura. Lam. 1:17
- Io ho chiamato i miei amanti, ma essi m'hanno ingannata; i miei sacerdoti e i miei anziani hanno esalato l'anima nella città, mentre cercavan del cibo per rianimarsi la vita. Lam. 1:19
- O Eterno, guarda, ch'io sono in angoscia! Le mie viscere si commuovono, il cuore mi si sconvolge in seno, perché la mia ribellione è stata grave. Fuori, la spada mi orba de' miei figliuoli; dentro, sta la morte. Lam. 1:20
- M'odon sospirare... non v'è chi mi consoli. Tutti i miei nemici hanno udita la mia sciagura, e si rallegrano che tu l'abbia cagionata; tu farai venire il giorno che hai annunziato, e allora saranno come me. Lam. 1:21
- Venga dinanzi a te tutta la loro malvagità, e trattali come hai trattato me a motivo di tutte le mie trasgressioni! Poiché i miei sospiri son numerosi, e il mio cuore è languente'. Lam. 1:22
- Come mai ha il Signore, nella sua ira, coperto d'una nube oscura la figliuola di Sion? Egli ha gettato di cielo in terra la gloria d'Israele, e non s'è ricordato dello sgabello de' suoi piedi, nel giorno della sua ira! Lam. 2:1
- Nell'ardente sua ira, ha infranta tutta la potenza d'Israele; ha ritirato la propria destra in presenza del nemico; ha consumato Giacobbe a guisa di fuoco fiammeggiante che divora d'ogn'intorno. Lam. 2:3
- Ha teso il suo arco come il nemico, ha alzata la destra come un avversario, ha trucidato tutti quelli ch'eran più cari a vedersi; ha riversato il suo furore come un fuoco sulla tenda della figliuola di Sion. Lam. 2:4
- Ha devastato la propria tenda come un giardino, ha distrutto il luogo della sua raunanza; l'Eterno ha fatto dimenticare in Sion le feste solenni ed i sabati, e, nell'indignazione della sua ira, ha reietto re e sacerdoti. Lam. 2:6
- L'Eterno ha deciso di distruggere le mura della figliuola di Sion; ha steso la corda, non ha ritirato la mano, prima d'averli distrutti; ha coperto di lutto bastioni e mura; gli uni e le altre languiscono. Lam. 2:8
- Che ti dirò? A che ti paragonerò, o figliuola di Gerusalemme? Che troverò di simile a te per consolarti, o vergine figliuola di Gerusalemme? Poiché la tua ferita è larga quanto il mare; chi ti potrà guarire? Lam. 2:13
- I tuoi profeti hanno avuto per te visioni vane e delusorie; non hanno messo a nudo la tua nequizia, per stornare da te la cattività; le profezie che hanno fatto a tuo riguardo non eran che oracoli vani e seduttori. Lam. 2:14
- Tutti i passanti batton le mani al vederti; fischiano e scuotono il capo al veder la figliuola di Gerusalemme: `È questa la città che la gente chiamava una bellezza perfetta, la gioia di tutta la terra?' Lam. 2:15
- Tutti i tuoi nemici apron larga la bocca contro di te; fischiano, digrignano i denti, dicono: `L'abbiamo inghiottita! Sì, questo è il giorno che aspettavamo; ci siam giunti, lo vediamo!' Lam. 2:16
- L'Eterno ha fatto quello che s'era proposto; ha adempiuta la parola che avea pronunziata fino dai giorni antichi; ha distrutto senza pietà, ha fatto di te la gioia del nemico, ha esaltato la potenza de' tuoi avversari. Lam. 2:17
- Levatevi, gridate di notte, al principio d'ogni vigilia! Spandete com'acqua il cuor vostro davanti alla faccia del Signore! Levate le mani verso di lui per la vita de' vostri bambini, che vengon meno per la fame ai canti di tutte le strade! Lam. 2:19
- Fanciulli e vecchi giacciono per terra nelle vie; le mie vergini e i miei giovani son caduti per la spada; tu li hai uccisi nel dì della tua ira, li hai massacrati senza pietà. Lam. 2:21
- Io sono un uomo che ha veduto l'afflizione sotto la verga del suo furore. Lam. 3:1
- Sì, contro di me di nuovo volge la sua mano tutto il giorno. Lam. 3:3
- Egli ha consunta la mia carne e la mia pelle, ha fiaccato le mie ossa. Lam. 3:4
- Egli m'ha sbarrato la via di blocchi di pietra, ha sconvolti i miei sentieri. Lam. 3:9
- Io son diventato lo scherno di tutto il mio popolo, la sua canzone di tutto il giorno. Lam. 3:14
- Io ho detto: `È sparita la mia fiducia, non ho più speranza nell'Eterno!' Lam. 3:18
- si rinnovano ogni mattina. Grande è la tua fedeltà! Lam. 3:23
- `L'Eterno è la mia parte', dice l'anima mia, `perciò spererò in lui'. Lam. 3:24
- Buona cosa è aspettare in silenzio la salvezza dell'Eterno. Lam. 3:26
- Metta la sua bocca nella polvere! forse, v'è ancora speranza. Lam. 3:29
- Porga la guancia a chi lo percuote, si sazi pure di vituperio! Lam. 3:30
- ma, se affligge, ha altresì compassione, secondo la moltitudine delle sue benignità; Lam. 3:32
- ti sei avvolto in una nuvola, perché la preghiera non potesse passare; Lam. 3:44
- Tutti i nostri nemici aprono larga la bocca contro di noi. Lam. 3:46
- Ci son toccati il terrore, la fossa, la desolazione e la ruina. Lam. 3:47
- Quelli che mi son nemici senza cagione, m'han dato la caccia come a un uccello. Lam. 3:52
- M'hanno annientato la vita nella fossa, m'han gettato delle pietre addosso. Lam. 3:53
- tu hai udito la mia voce; non nascondere il tuo orecchio al mio sospiro, al mio grido! Lam. 3:56
- O Signore, tu hai difesa la causa dell'anima mia, tu hai redento la mia vita. Lam. 3:58
- O Eterno, tu vedi il torto che m'è fatto, giudica tu la mia causa! Lam. 3:59
- Guarda! quando si seggono, quando s'alzano, io sono la loro canzone. Lam. 3:63
- Darai loro induramento di cuore, la tua maledizione. Lam. 3:65
- Perfino gli sciacalli porgon le mammelle e allattano i lor piccini; la figliuola del mio popolo è divenuta crudele, come gli struzzi del deserto. Lam. 4:3
- La lingua del lattante gli s'attacca al palato, per la sete; i bambini chiedon del pane, e non v'è chi gliene dia. Lam. 4:4
- Il castigo dell'iniquità della figliuola del mio popolo è maggiore di quello del peccato di Sodoma, che fu distrutta in un attimo, senza che mano d'uomo la colpisse. Lam. 4:6
- Il loro aspetto è ora più cupo del nero; non si riconoscon più per le vie; la loro pelle è attaccata alle ossa, è secca, è diventata come un legno. Lam. 4:8
- La faccia dell'Eterno li ha dispersi, egli non volge più verso loro il suo sguardo; non s'è portato rispetto ai sacerdoti, né s'è avuto pietà de' vecchi. Lam. 4:16
- E a noi si consumavano ancora gli occhi in cerca d'un soccorso, aspettato invano; dai nostri posti di vedetta scrutavamo la venuta d'una nazione che non potea salvarci. Lam. 4:17
- Si spiavano i nostri passi, impedendoci di camminare per le nostre piazze. `La nostra fine è prossima', dicevamo: `I nostri giorni son compiuti, la nostra fine è giunta!' Lam. 4:18
- I nostri persecutori sono stati più leggeri delle aquile de' cieli; ci han dato la caccia su per le montagne, ci han teso agguati nel deserto. Lam. 4:19
- Rallegrati, gioisci, o figliuola d'Edom, che dimori nel paese di Uts! Anche fino a te passerà la coppa; tu t'inebrierai e ti nuderai. Lam. 4:21
- La nostra eredità è passata a degli stranieri, le nostre case, a degli estranei. Lam. 5:2
- Noi beviamo la nostr'acqua a prezzo di danaro, le nostre legna ci vengono a pagamento. Lam. 5:4
- Abbiam teso la mano verso l'Egitto e verso l'Assiria, per saziarci di pane. Lam. 5:6
- I nostri padri hanno peccato, e non sono più; e noi portiamo la pena delle loro iniquità. Lam. 5:7
- Noi raccogliamo il nostro pane col rischio della nostra vita, affrontando la spada del deserto. Lam. 5:9
- La nostra pelle brucia come un forno, per l'arsura della fame. Lam. 5:10
- I capi sono stati impiccati dalle loro mani, la persona de' vecchi non è stata rispettata. Lam. 5:12
- I vecchi hanno abbandonato la porta, i giovani la musica dei loro strumenti. Lam. 5:14
- La gioia de' nostri cuori è cessata, le nostre danze son mutate in lutto. Lam. 5:15
- La corona ci è caduta dal capo; guai a noi, poiché abbiamo peccato! Lam. 5:16
- la parola dell'Eterno fu espressamente rivolta al sacerdote Ezechiele, figliuolo di Buzi, nel paese dei Caldei, presso al fiume Kebar; e la mano dell'Eterno fu quivi sopra lui. Ezec. 1:3
- Nel centro del fuoco appariva la forma di quattro esseri viventi; e questo era l'aspetto loro: avevano sembianza umana. Ezec. 1:5
- I loro piedi eran diritti, e la pianta de' loro piedi era come la pianta del piede d'un vitello; e sfavillavano come il rame terso. Ezec. 1:7
- L'aspetto delle ruote e la loro forma eran come l'aspetto del crisolito; tutte e quattro si somigliavano; il loro aspetto e la loro forma eran quelli d'una ruota che fosse attraversata da un'altra ruota. Ezec. 1:16
- E sotto la distesa si drizzavano le loro ali, l'una verso l'altra; e ne avevano ciascuno due che coprivano loro il corpo. Ezec. 1:23
- E quand'essi camminavano, io sentivo il rumore delle loro ali, come il rumore delle grandi acque, come la voce dell'Onnipotente: un rumore di gran tumulto, come il rumore d'un accampamento; quando si fermavano, abbassavano le loro ali; Ezec. 1:24
- E al disopra della distesa che stava sopra le loro teste, c'era come una pietra di zaffiro, che pareva un trono; e su questa specie di trono appariva come la figura d'un uomo, che vi stava assiso sopra, su in alto. Ezec. 1:26
- Qual è l'aspetto dell'arco ch'è nella nuvola in un giorno di pioggia, tal era l'aspetto di quello splendore che lo circondava. Era un'apparizione dell'immagine della gloria dell'Eterno. A questa vista caddi sulla mia faccia, e udii la voce d'uno che parlava. Ezec. 1:28
- E tu, figliuol d'uomo, ascolta ciò che ti dico; non esser ribelle com'è ribelle questa casa; apri la bocca, e mangia ciò che ti do'. Ezec. 2:8
- Io guardai, ed ecco una mano stava stesa verso di me, la quale teneva il rotolo d'un libro; Ezec. 2:9
- Io aprii la bocca, ed egli mi fece mangiare quel rotolo. Ezec. 3:2
- ma la casa d'Israele non ti vorrà ascoltare, perché non vogliono ascoltar me; giacché tutta la casa d'Israele ha la fronte dura e il cuore ostinato. Ezec. 3:7
- Ecco, io t'induro la faccia, perché tu l'opponga alla faccia loro; induro la tua fronte, perché tu l'opponga alla fronte loro; Ezec. 3:8
- io rendo la tua fronte come un diamante, più dura della selce; non li temere, non ti sgomentare davanti a loro, perché sono una casa ribelle'. Ezec. 3:9
- E lo spirito mi levò in alto, e io udii dietro a me il suono d'un gran fragore che diceva: `Benedetta sia la gloria dell'Eterno dalla sua dimora!' Ezec. 3:12
- E lo spirito mi levò in alto, e mi portò via; e io andai, pieno d'amarezza nello sdegno del mio spirito; e la mano dell'Eterno era forte su di me. Ezec. 3:14
- E in capo a sette giorni, la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 3:16
- `Figliuol d'uomo, io t'ho stabilito come sentinella per la casa d'Israele; e quando tu udrai dalla mia bocca una parola, tu li avvertirai da parte mia. Ezec. 3:17
- Quando io dirò all'empio: - Certo morrai, - se tu non l'avverti, e non parli per avvertire quell'empio di abbandonar la sua via malvagia, e salvargli così la vita, quell'empio morrà per la sua iniquità; ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano. Ezec. 3:18
- Ma, se tu avverti l'empio, ed egli non si ritrae dalla sua empietà e dalla sua via malvagia, egli morrà per la sua iniquità, ma tu avrai salvata l'anima tua. Ezec. 3:19
- E la mano dell'Eterno fu quivi sopra me, ed egli mi disse: `Lèvati, va' nella pianura, e quivi io parlerò teco'. Ezec. 3:22
- Io dunque mi levai, uscii nella pianura, ed ecco che quivi stava la gloria dell'Eterno, gloria simile a quella che avevo veduta presso il fiume Kebar; e caddi sulla mia faccia. Ezec. 3:23
- E io farò che la lingua ti s'attacchi al palato, perché tu rimanga muto e tu non possa esser per essi un censore; perché sono una casa ribelle. Ezec. 3:26
- Ma quando io ti parlerò, t'aprirò la bocca, e tu dirai loro: - Così parla il Signore, l'Eterno; chi ascolta, ascolti; chi non vuole ascoltare non ascolti; poiché sono una casa ribelle. Ezec. 3:27
- Prenditi poi una piastra di ferro, e collocala come un muro di ferro fra te e la città; vòlta la tua faccia contro di lei; sia ella assediata, e tu cingila d'assedio. Questo sarà un segno per la casa d'Israele. Ezec. 4:3
- Poi sdràiati sul tuo lato sinistro, e metti su questo lato l'iniquità della casa d'Israele; e per il numero di giorni che starai sdraiato su quel lato, tu porterai la loro iniquità. Ezec. 4:4
- Tu volgerai la tua faccia e il tuo braccio nudo verso l'assedio di Gerusalemme, e profeterai contro di lei. Ezec. 4:7
- Berrai pure dell'acqua a misura: la sesta parte d'un hin; la berrai di tempo in tempo. Ezec. 4:11
- Bruciane una terza parte nel fuoco in mezzo alla città, quando i giorni dell'assedio saranno compiuti; poi prendine un'altra terza parte, e percuotila con la spada attorno alla città; e disperdi al vento l'ultima terza parte, dietro alla quale io sguainerò la spada. Ezec. 5:2
- e di questa prendi ancora una parte, gettala nel fuoco, e bruciala nel fuoco; di là uscirà un fuoco contro tutta la casa d'Israele. Ezec. 5:4
- Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco Gerusalemme! Io l'avevo posta in mezzo alle nazioni e agli altri paesi che la circondavano; Ezec. 5:5
- ed ella, per darsi all'empietà, s'è ribellata alle mie leggi, più delle nazioni, e alle mie prescrizioni più de' paesi che la circondano; poiché ha sprezzato le mie leggi; e non ha camminato seguendo le mie prescrizioni. Ezec. 5:6
- Una terza parte di te morrà di peste, e sarà consumata dalla fame in mezzo a te; una terza parte cadrà per la spada attorno a te, e ne disperderò a tutti i venti l'altra terza parte, e sguainerò contro ad essa la spada. Ezec. 5:12
- Così si sfogherà la mia ira, e io sodisfarò su loro il mio furore, e sarò pago; ed essi conosceranno che io, l'Eterno, ho parlato nella mia gelosia, quando avrò sfogato su loro il mio furore. Ezec. 5:13
- E il tuo obbrobrio e la tua ignominia saranno un ammaestramento e un oggetto di stupore per le nazioni che ti circondano, quand'io avrò eseguito su di te i miei giudizi con ira, con furore, con indignati castighi - son io l'Eterno, che parlo - Ezec. 5:15
- quando avrò scoccato contro di loro i letali dardi della fame, apportatori di distruzione e che io tirerò per distruggervi, quando avrò aggravata su voi la fame e vi avrò fatto venir meno il sostegno del pane, Ezec. 5:16
- quando avrò mandato contro di voi la fame e le male bestie che ti priveranno de' figliuoli, quando la peste e il sangue saran passati per mezzo a te, e quando io avrò fatto venire su di te la spada. Io, l'Eterno, son quegli che parla!' Ezec. 5:17
- La parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: `Figliuol d'uomo, Ezec. 6:1
- volgi la tua faccia verso i monti d'Israele, profetizza contro di loro, e di': Ezec. 6:2
- O monti d'Israele, ascoltate la parola del Signore, dell'Eterno! Così parla il Signore, l'Eterno, ai monti ed ai colli, ai burroni ed alle valli: Eccomi, io fo venire su di voi la spada, e distruggerò i vostri alti luoghi. Ezec. 6:3
- Così parla il Signore, l'Eterno: Batti le mani, batti del piede, e di': Ahimè! a motivo di tutte le scellerate abominazioni della casa d'Israele, che cadrà per la spada, per la fame, per la peste. Ezec. 6:11
- Chi sarà lontano morirà di peste; chi sarà vicino cadrà per la spada; e chi sarà rimasto e sarà assediato, perirà di fame; e io sfogherò così il mio furore su di loro. Ezec. 6:12
- E io stenderò su di loro la mia mano, e renderò il paese più solitario e desolato del deserto di Dibla, dovunque essi abitano; e conosceranno che io sono l'Eterno'. Ezec. 6:14
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 7:1
- `E tu, figliuol d'uomo, così parla il Signore, l'Eterno, riguardo al paese d'Israele: La fine! la fine viene sulle quattro estremità del paese! Ezec. 7:2
- Ora ti sovrasta la fine, e io manderò contro di te la mia ira, ti giudicherò secondo la tua condotta, e ti farò ricadere addosso tutte le tue abominazioni. Ezec. 7:3
- E l'occhio mio non ti risparmierà, io sarò senza pietà, ti farò ricadere addosso la tua condotta e le tue abominazioni saranno in mezzo a te; e voi conoscerete che io sono l'Eterno. Ezec. 7:4
- La fine viene! viene la fine! Ella si desta per te! ecco ella viene! Ezec. 7:6
- Vien la tua volta, o abitante del paese! Il tempo viene, il giorno s'avvicina: giorno di tumulto, e non di grida di gioia su per i monti. Ezec. 7:7
- Ora, in breve, io spanderò su di te il mio furore, sfogherò su di te la mia ira, ti giudicherò secondo la tua condotta, e ti farò ricadere addosso tutte le tue abominazioni. Ezec. 7:8
- E l'occhio mio non ti risparmierà, io non avrò pietà, ti farò ricadere addosso la tua condotta, le tue abominazioni saranno in mezzo a te, e voi conoscerete che io, l'Eterno, son quegli che colpisce. Ezec. 7:9
- Ecco il giorno! ecco ei viene! giunge la tua volta! La verga è fiorita! l'orgoglio è sbocciato! Ezec. 7:10
- La violenza s'eleva e divien la verga dell'empietà; nulla più riman d'essi, della loro folla tumultuosa, del loro fracasso, nulla della loro magnificenza! Ezec. 7:11
- Giunge il tempo, il giorno s'avvicina! Chi compra non si rallegri, chi vende non si dolga, perché un'ira ardente sovrasta a tutta la loro moltitudine. Ezec. 7:12
- Poiché chi vende non tornerà in possesso di ciò che avrà venduto, anche se fosse tuttora in vita; poiché la visione contro tutta la loro moltitudine non sarà revocata, e nessuno potrà col suo peccato mantenere la propria vita. Ezec. 7:13
- Suona la tromba, tutto è pronto, ma nessuno va alla battaglia; poiché l'ardore della mia ira sovrasta a tutta la loro moltitudine. Ezec. 7:14
- Di fuori, la spada; di dentro, la peste e la fame! Chi è nei campi morrà per la spada: chi è in città sarà divorato dalla fame e dalla peste. Ezec. 7:15
- E quelli di loro che riesciranno a scampare staranno su per i monti come le colombe delle valli, tutti quanti gemendo, ognuno per la propria iniquità. Ezec. 7:16
- E si cingeranno di sacchi, e lo spavento sarà la loro coperta; la vergogna sarà su tutti i volti, e avran tutti il capo rasato. Ezec. 7:18
- Getteranno il loro argento per le strade, e il loro oro sarà per essi una immondezza; il loro argento e il loro oro non li potranno salvare nel giorno del furore dell'Eterno; non potranno saziare la loro fame, né empir loro le viscere, perché furon quelli la pietra d'intoppo per cui caddero nella loro iniquità. Ezec. 7:19
- La bellezza dei loro ornamenti era per loro fonte d'orgoglio; e ne han fatto delle immagini delle loro abominazioni, delle loro divinità esecrande; perciò io farò che siano per essi una cosa immonda Ezec. 7:20
- E stornerò la mia faccia da loro; e i nemici profaneranno il mio intimo santuario; de' furibondi entreranno in Gerusalemme, e la profaneranno. Ezec. 7:22
- E io farò venire le più malvage delle nazioni, che s'impossesseranno delle loro case: farò venir meno la superbia de' potenti, e i loro santuari saran profanati. Ezec. 7:24
- Vien la ruina! Essi cercheranno la pace, ma non ve ne sarà alcuna. Ezec. 7:25
- Verrà calamità su calamità, allarme sopra allarme; essi chiederanno delle visioni al profeta e la legge mancherà ai sacerdoti, il consiglio agli anziani. Ezec. 7:26
- Il re farà cordoglio, il principe si rivestirà di desolazione, e le mani del popolo del paese tremeranno di spavento. Io li tratterò secondo la loro condotta, e li giudicherò secondo che meritano; e conosceranno che io sono l'Eterno. Ezec. 7:27
- E il sesto anno, il quinto giorno del sesto mese, avvenne che, come io stavo seduto in casa mia e gli anziani di Giuda eran seduti in mia presenza, la mano del Signore, dell'Eterno, cadde quivi su me. Ezec. 8:1
- Ed ecco che quivi era la gloria dell'Iddio d'Israele, come nella visione che avevo avuta nella valle. Ezec. 8:4
- Ed egli mi disse: `Figliuol d'uomo, vedi tu quello che costoro fanno? le grandi abominazioni che la casa d'Israele commette qui, perché io m'allontani dal mio santuario? Ma tu vedrai ancora altre più grandi abominazioni'. Ezec. 8:6
- E mi menò nel cortile della casa dell'Eterno; ed ecco, all'ingresso del tempio dell'Eterno, fra il portico e l'altare, circa venticinque uomini che voltavano le spalle alla casa dell'Eterno, e la faccia verso l'oriente; e si prostravano verso l'oriente, davanti al sole. Ezec. 8:16
- Ed egli mi disse: `Hai visto, figliuol d'uomo? È egli poca cosa per la casa di Giuda di commettere le abominazioni che commette qui, perché abbia anche a riempire il paese di violenza, e a tornar sempre a provocarmi ad ira? Ed ecco che s'accostano il ramo al naso. Ezec. 8:17
- Poi gridò ad alta voce ai miei orecchi, dicendo: `Fate accostare quelli che debbon punire la città, e ciascuno abbia in mano la sua arma di distruzione'. Ezec. 9:1
- Ed ecco venire dal lato della porta superiore che guarda verso settentrione sei uomini, ognun de' quali aveva in mano la sua arma di distruzione; e in mezzo a loro stava un uomo vestito di lino, che aveva un corno da scrivano alla cintura; e vennero a mettersi di fianco all'altare di rame. Ezec. 9:2
- E la gloria dell'Iddio d'Israele s'alzò di sul cherubino sul quale stava, e andò verso la soglia della casa; e l'Eterno chiamò l'uomo vestito di lino, che aveva il corno da scrivano alla cintura, e gli disse: Ezec. 9:3
- E agli altri disse, in modo ch'io intesi: `Passate per la città dietro a lui, e colpite; il vostro occhio non risparmi alcuno, e siate senza pietà; Ezec. 9:5
- Poi egli disse loro: `Contaminate la casa ed empite di morti i cortili! Uscite!' E quelli uscirono, e andarono colpendo per la città. Ezec. 9:7
- Ed egli mi rispose: `L'iniquità della casa d'Israele e di Giuda è oltremodo grande; il paese è pieno di sangue, e la città è piena di prevaricazioni; poiché dicono: - L'Eterno ha abbandonato il paese, l'Eterno non vede nulla. - Ezec. 9:9
- Perciò, anche l'occhio mio non risparmierà nessuno, io non avrò pietà, e farò ricadere sul loro capo la loro condotta'. Ezec. 9:10
- Or i cherubini stavano al lato destro della casa, quando l'uomo entrò là; e la nuvola riempì il cortile interno. Ezec. 10:3
- E la gloria dell'Eterno s'alzò di sui cherubini, movendo verso la soglia della casa; e la casa fu ripiena della nuvola; e il cortile fu ripieno dello splendore della gloria dell'Eterno. Ezec. 10:4
- E uno de' cherubini stese la mano fra gli altri cherubini verso il fuoco ch'era fra i cherubini, ne prese e lo mise nelle mani dell'uomo vestito di lino, che lo ricevette, ed uscì. Ezec. 10:7
- Quando si movevano, si movevano dai loro quattro lati; e, movendosi, non si voltavano, ma seguivano la direzione del luogo verso il quale guardava il capo, e, andando, non si voltavano. Ezec. 10:11
- E ogni cherubino aveva quattro facce: la prima faccia era una faccia di cherubino; la seconda faccia, una faccia d'uomo; la terza, una faccia di leone; la quarta, una faccia d'aquila. Ezec. 10:14
- E la gloria dell'Eterno si partì di sulla soglia della casa, e si fermò sui cherubini. Ezec. 10:18
- E i cherubini spiegarono le loro ali e s'innalzarono su dalla terra; e io li vidi partire, con le ruote allato a loro. Si fermarono all'ingresso della porta orientale della casa dell'Eterno; e la gloria dell'Iddio d'Israele stava sopra di loro, su in alto. Ezec. 10:19
- Ognun d'essi avea quattro facce, ognuno quattro ali; e sotto le loro ali appariva la forma di mani d'uomo. Ezec. 10:21
- Essi dicono: - Il tempo non è così vicino! Edifichiamo pur case! Questa città è la pentola e noi siamo la carne. - Ezec. 11:3
- E lo spirito dell'Eterno cadde su di me, e mi disse: `Di': Così parla l'Eterno: Voi parlate a quel modo, o casa d'Israele, e io conosco le cose che vi passan per la mente. Ezec. 11:5
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: I vostri morti che avete stesi in mezzo a questa città sono la carne, e la città è la pentola; ma voi ne sarete tratti fuori. Ezec. 11:7
- Voi avete paura della spada, e io farò venire su di voi la spada, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 11:8
- Voi cadrete per la spada, io vi giudicherò sulle frontiere d'Israele, e voi conoscerete che io sono l'Eterno. Ezec. 11:10
- Questa città non sarà per voi una pentola, e voi non sarete in mezzo a lei la carne; io vi giudicherò sulle frontiere d'Israele; Ezec. 11:11
- Or avvenne che, come io profetavo, Pelatia, figliuolo di Benaia, morì; e io mi gettai con la faccia a terra, e gridai ad alta voce: `Ahimè, Signore, Eterno, farai tu una completa distruzione di quel che rimane d'Israele?' Ezec. 11:13
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 11:14
- `Figliuol d'uomo, i tuoi fratelli, i tuoi fratelli, gli uomini del tuo parentado e tutta quanta la casa d'Israele son quelli ai quali gli abitanti di Gerusalemme hanno detto: - Statevene lontani dall'Eterno! a noi è dato il possesso del paese. - Ezec. 11:15
- Ma quanto a quelli il cui cuore segue l'affetto che hanno alle loro cose esecrande e alle loro abominazioni, io farò ricadere sul loro capo la loro condotta, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 11:21
- Poi i cherubini spiegarono le loro ali, e le ruote si mossero allato a loro; e la gloria dell'Iddio d'Israele stava su loro, in alto. Ezec. 11:22
- E la gloria dell'Eterno s'innalzò di sul mezzo della città, e si fermò sul monte ch'è ad oriente della città. Ezec. 11:23
- E lo spirito mi trasse in alto, e mi menò in Caldea presso quelli ch'erano in cattività, in visione, mediante lo spirito di Dio; e la visione che avevo avuta scomparve d'innanzi a me; Ezec. 11:24
- La parola dell'Eterno mi fu ancora rivolta in questi termini: Ezec. 12:1
- Metti dunque fuori, di giorno, in loro presenza, il tuo bagaglio, simile a quello di chi va in esilio; poi la sera, esci tu stesso, in loro presenza, come fanno quelli che sen vanno esuli. Ezec. 12:4
- Portalo sulle spalle, in loro presenza; portalo fuori quando farà buio; copriti la faccia per non veder la terra; perché io faccio di te un segno per la casa d'Israele'. Ezec. 12:6
- E la mattina la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 12:8
- `Figliuol d'uomo, la casa d'Israele, questa casa ribelle, non t'ha ella detto: - Che fai? - Ezec. 12:9
- Di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Quest'oracolo concerne il principe ch'è in Gerusalemme, e tutta la casa d'Israele di cui essi fan parte. Ezec. 12:10
- Il principe ch'è in mezzo a loro porterà il suo bagaglio sulle spalle quando farà buio, e partirà; si farà un foro nel muro, per farlo uscire di lì; egli si coprirà la faccia per non veder coi suoi occhi la terra; Ezec. 12:12
- e io stenderò su lui la mia rete, ed egli sarà preso nel mio laccio; lo menerò a Babilonia, nella terra dei Caldei, ma egli non la vedrà, e quivi morrà. Ezec. 12:13
- E io disperderò a tutti i venti quelli che lo circondano per aiutarlo, e tutti i suoi eserciti, e sguainerò la spada dietro a loro. Ezec. 12:14
- La parola dell'Eterno mi fu ancora rivolta, in questi termini: Ezec. 12:17
- `Figliuol d'uomo, mangia il tuo pane con tremore, e bevi la tua acqua con trepidazione ed ansietà; Ezec. 12:18
- e di' al popolo del paese: Così parla il Signore, l'Eterno, riguardo agli abitanti di Gerusalemme nella terra d'Israele: Mangeranno il loro pane con ansietà e berranno la loro acqua con desolazione, poiché il loro paese sarà desolato, spogliato di tutto ciò che contiene, a motivo della violenza di tutti quelli che l'abitano. Ezec. 12:19
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 12:21
- Poiché io sono l'Eterno; qualunque sia la parola che avrò detta, ella sarà messa ad effetto; non sarà più differita; poiché nei vostri giorni, o casa ribelle, io pronunzierò una parola, e la metterò ad effetto, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 12:25
- La parola dell'Eterno mi fu ancora rivolta in questi termini: Ezec. 12:26
- `Figliuol d'uomo, ecco, quelli della casa d'Israele dicono: - La visione che costui contempla concerne lunghi giorni avvenire, ed egli profetizza per dei tempi lontani. - Ezec. 12:27
- Perciò di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Nessuna delle mie parole sarà più differita; la parola che avrò pronunziata sarà messa ad effetto, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 12:28
- La parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 13:1
- `Figliuol d'uomo, profetizza contro i profeti d'Israele che profetano, e di' a quelli che profetano di loro senno: Ascoltate la parola dell'Eterno. Ezec. 13:2
- Hanno delle visioni vane, delle divinazioni menzognere, costoro che dicono: - L'Eterno ha detto! - mentre l'Eterno non li ha mandati; e sperano che la loro parola s'adempirà! Ezec. 13:6
- La mia mano sarà contro i profeti dalle visioni vane e dalle divinazioni menzognere; essi non saranno più nel consiglio del mio popolo, non saranno più iscritti nel registro della casa d'Israele, e non entreranno nel paese d'Israele; e voi conoscerete che io sono il Signore, l'Eterno. Ezec. 13:9
- ed ecco, quando il muro cadrà, non vi si dirà egli: E dov'è la malta con cui l'avevate intonacato? Ezec. 13:12
- E tu, figliuol d'uomo, volgi la faccia verso le figliuole del tuo popolo che profetano di loro senno, e profetizza contro di loro, Ezec. 13:17
- Poiché avete contristato il cuore del giusto con delle menzogne, quand'io non lo contristavo, e avete fortificate le mani dell'empio perché non si convertisse dalla sua via malvagia per ottenere la vita, Ezec. 13:22
- voi non avrete più visioni vane e non praticherete più la divinazione; e io libererò il mio popolo dalle vostre mani, e voi conoscerete che io sono l'Eterno'. Ezec. 13:23
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 14:2
- Perciò parla e di' loro: Così dice il Signore, l'Eterno: Chiunque della casa d'Israele innalza i suoi idoli nel suo cuore e pone davanti a sé l'intoppo che lo fa cadere nella sua iniquità, e poi viene al profeta, io, l'Eterno, gli risponderò come si merita per la moltitudine de' suoi idoli, Ezec. 14:4
- Io volgerò la mia faccia contro a quell'uomo, ne farò un segno e un proverbio, e lo sterminerò di mezzo al mio popolo; e voi conoscerete che io sono l'Eterno. Ezec. 14:8
- E se il profeta si lascia sedurre e dice qualche parola, io l'Eterno, son quegli che avrò sedotto quel profeta; e stenderò la mia mano contro di lui, e lo distruggerò di mezzo al mio popolo d'Israele. Ezec. 14:9
- E ambedue porteranno la pena della loro iniquità: la pena del profeta sarà pari alla pena di colui che lo consulta, Ezec. 14:10
- La parola dell'Eterno mi fu ancora rivolta, in questi termini: Ezec. 14:12
- `Figliuol d'uomo, se un paese peccasse contro di me commettendo qualche prevaricazione, e io stendessi la mia mano contro di lui, e gli spezzassi il sostegno del pane, e gli mandassi contro la fame, e ne sterminassi uomini e bestie, Ezec. 14:13
- e in mezzo ad esso si trovassero questi tre uomini: Noè, Daniele e Giobbe, questi non salverebbero che le loro persone, per la loro giustizia; dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 14:14
- O se io facessi venire la spada contro quel paese, e dicessi: - Passi la spada per il paese! - in guisa che ne sterminasse uomini e bestie, Ezec. 14:17
- O se contro quel paese mandassi la peste, e riversassi su d'esso il mio furore fino al sangue, per sterminare uomini e bestie, Ezec. 14:19
- se in mezzo ad esso si trovassero Noè, Daniele e Giobbe, com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, essi non salverebbero né figliuoli né figliuole; non salverebbero che le loro persone, per la loro giustizia. Ezec. 14:20
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: Non altrimenti avverrà quando manderò contro Gerusalemme i miei quattro tremendi giudizi: la spada, la fame, le male bestie e la peste, per sterminarne uomini e bestie. Ezec. 14:21
- Ma ecco, ne scamperà un residuo, de' figliuoli e delle figliuole, che saran menati fuori, che giungeranno a voi, e di cui vedrete la condotta e le azioni; e allora vi consolerete del male che io faccio venire su Gerusalemme, di tutto quello che faccio venire su di lei. Ezec. 14:22
- Essi vi consoleranno quando vedrete la loro condotta e le loro azioni, e riconoscerete che, non senza ragione, io faccio quello che faccio contro di lei, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 14:23
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 15:1
- Io volgerò la mia faccia contro di loro; dal fuoco sono usciti, e il fuoco li consumerà; e riconoscerete che io sono l'Eterno, quando avrò vòlto la mia faccia contro di loro. Ezec. 15:7
- La parola dell'Eterno mi fu ancora rivolta, in questi termini: Ezec. 16:1
- e di': Così parla il Signore, l'Eterno, a Gerusalemme: Per la tua origine e per la tua nascita sei del paese del Cananeo; tuo padre era un Amoreo, tua madre una Hittea. Ezec. 16:3
- Io ti farò moltiplicare per miriadi, come il germe dei campi. - E tu ti sviluppasti, crescesti, giungesti al colmo della bellezza, il tuo seno si formò, la tua capigliatura crebbe abbondante, ma tu eri nuda e scoperta. Ezec. 16:7
- Io ti passai accanto, ti guardai, ed ecco, il tuo tempo era giunto: il tempo degli amori; io stesi su di te il lembo della mia veste, e copersi la tua nudità; ti feci un giuramento, fermai un patto con te, dice il Signore, l'Eterno, e tu fosti mia. Ezec. 16:8
- E la tua fama si sparse fra le nazioni, per la tua bellezza; poich'essa era perfetta, avendoti io coperta della mia magnificenza, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 16:14
- Ora dopo tutta la tua malvagità - guai! guai a te! dice il Signore, l'Eterno, - Ezec. 16:23
- hai costruito un alto luogo a ogni capo di strada, hai reso abominevole la tua bellezza, ti sei offerta ad ogni passante, ed hai moltiplicato le tue prostituzioni. Ezec. 16:25
- Perciò, ecco, io ho steso la mia mano contro di te, ho diminuito la provvisione che t'avevo fissata, e t'ho abbandonata in balìa delle figliuole de' Filistei, che t'odiano e hanno vergogna della tua condotta scellerata. Ezec. 16:27
- Con te, nelle tue prostituzioni, è avvenuto il contrario delle altre donne; giacché non eri tu la sollecitata; in quanto tu pagavi, invece d'esser pagata, facevi il contrario delle altre. Ezec. 16:34
- Perciò, o prostituta, ascolta la parola dell'Eterno. Ezec. 16:35
- Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché il tuo danaro è stato dissipato e la tua nudità è stata scoperta nelle tue prostituzioni coi tuoi amanti, e a motivo di tutti i tuoi idoli abominevoli, e a cagione del sangue dei tuoi figliuoli che hai dato loro, Ezec. 16:36
- ecco, io radunerò tutti i tuoi amanti ai quali ti sei resa gradita, e tutti quelli che hai amati insieme a quelli che hai odiati; li radunerò da tutte le parti contro di te, e scoprirò davanti a loro la tua nudità, ed essi vedranno tutta la tua nudità. Ezec. 16:37
- daranno alle fiamme le tue case, faranno giustizia di te nel cospetto di molte donne, e io ti farò cessare dal far la prostituta, e tu non pagherai più nessuno. Ezec. 16:41
- Così io sfogherò il mio furore su di te, e la mia gelosia si stornerà da te; m'acqueterò, e non sarò più adirato. Ezec. 16:42
- Poiché tu non ti sei ricordata dei giorni della tua giovinezza e m'hai provocato ad ira con tutte queste cose, ecco, anch'io ti farò ricadere sul capo la tua condotta, dice il Signore, l'Eterno, e tu non aggiungerai altri delitti a tutte le tue abominazioni. Ezec. 16:43
- Ecco, tutti quelli che usano proverbi faranno di te un proverbio, e diranno: - Quale la madre, tale la figlia. Ezec. 16:44
- La tua sorella maggiore, che ti sta a sinistra, è Samaria, con le sue figliuole; e la tua sorella minore, che ti sta a destra, è Sodoma, con le sue figliuole. Ezec. 16:46
- Com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, Sodoma, la tua sorella, e le sue figliuole, non hanno fatto quel che avete fatto tu e le figliuole tue. Ezec. 16:48
- Ecco, questa fu l'iniquità di Sodoma, tua sorella: lei e le sue figliuole vivevano nell'orgoglio, nell'abbondanza del pane, e nell'ozio indolente; ma non sostenevano la mano dell'afflitto e del povero. Ezec. 16:49
- E Samaria non ha commesso la metà de' tuoi peccati; tu hai moltiplicato le tue abominazioni più che l'una e l'altra, e hai giustificato le tue sorelle, con tutte le abominazioni che hai commesse. Ezec. 16:51
- La tua sorella Sodoma e le sue figliuole torneranno nella loro condizione di prima, Samaria e le sue figliuole torneranno nella loro condizione di prima, e tu e le tue figliuole tornerete nella vostra condizione di prima. Ezec. 16:55
- Sodoma, la tua sorella, non era neppur mentovata dalla tua bocca, ne' giorni della tua superbia, Ezec. 16:56
- prima che la tua malvagità fosse messa a nudo, come avvenne quando fosti oltraggiata dalle figliuole della Siria e da tutti i paesi circonvicini, dalle figliuole dei Filistei, che t'insultavano da tutte le parti. Ezec. 16:57
- affinché tu ricordi, e tu arrossisca, e tu non possa più aprir la bocca dalla vergogna, quand'io t'avrò perdonato tutto quello che hai fatto, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 16:63
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 17:1
- Così parla il Signore, l'Eterno: Una grande aquila, dalle ampie ali, dalle lunghe penne, coperta di piume di svariati colori, venne al Libano, e tolse la cima a un cedro; Ezec. 17:3
- Di': Così parla il Signore, l'Eterno: Può essa prosperare? La prima aquila non svellerà essa le sue radici e non taglierà essa via i suoi frutti sì che si secchi, e si secchino tutte le giovani foglie che metteva? Né ci sarà bisogno di molta forza né di molta gente per svellerla dalle radici. Ezec. 17:9
- Poi la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 17:11
- Egli ha violato il giuramento infrangendo il patto, eppure, avea dato la mano! Ha fatto tutte queste cose, e non scamperà. Ezec. 17:18
- Io stenderò su lui la mia rete, ed egli rimarrà preso nel mio laccio; lo menerò a Babilonia, e quivi entrerò in giudizio con lui, per la perfidia di cui s'è reso colpevole verso di me. Ezec. 17:20
- E tutti i fuggiaschi delle sue schiere cadranno per la spada; e quelli che rimarranno saranno dispersi a tutti i venti; e voi conoscerete che io, l'Eterno, son quegli che ho parlato. Ezec. 17:21
- Così dice il Signore, l'Eterno: Ma io prenderò l'alta vetta del cedro, e la porrò in terra; dai più elevati de' suoi giovani rami spiccherò un tenero ramoscello, e lo pianterò sopra un monte alto, eminente. Ezec. 17:22
- Lo pianterò sull'alto monte d'Israele; ed esso metterà rami, porterà frutto, e diventerà un cedro magnifico. Gli uccelli d'ogni specie faranno sotto di lui la loro dimora; faran la loro dimora all'ombra dei suoi rami. Ezec. 17:23
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 18:1
- Se uno è giusto e pratica l'equità e la giustizia, Ezec. 18:5
- se non mangia sui monti e non alza gli occhi verso gl'idoli della casa d'Israele, se non contamina la moglie del suo prossimo, se non s'accosta a donna mentre è impura, Ezec. 18:6
- se non presta a interesse e non dà ad usura, se ritrae la sua mano dall'iniquità e giudica secondo verità fra uomo e uomo, Ezec. 18:8
- (cose che il padre non commette affatto), e mangia sui monti, e contamina la moglie del suo prossimo, Ezec. 18:11
- non mangia sui monti, non alza gli occhi verso gl'idoli della casa d'Israele, non contamina la moglie del suo prossimo, Ezec. 18:15
- non fa pesar la mano sul povero, non prende interesse né usura, osserva le mie prescrizioni e segue le mie leggi, questo figliuolo non morrà per l'iniquità del padre; egli certamente vivrà. Ezec. 18:17
- Suo padre, siccome è stato un oppressore, ha commesso rapine a danno del fratello e ha fatto ciò che non è bene in mezzo al suo popolo, ecco che muore per la sua iniquità. Ezec. 18:18
- Che se diceste: - Perché il figliuolo non porta l'iniquità del padre? - Egli è perché quel figliuolo pratica l'equità e la giustizia, osserva tutte le mie leggi e le mette ad effetto. Certamente egli vivrà. Ezec. 18:19
- L'anima che pecca è quella che morrà, il figliuolo non porterà l'iniquità del padre, e il padre non porterà l'iniquità del figliuolo; la giustizia del giusto sarà sul giusto, l'empietà dell'empio sarà sull'empio. Ezec. 18:20
- E se l'empio si ritrae da tutti i peccati che commetteva, se osserva tutte le mie leggi e pratica l'equità e la giustizia, egli certamente vivrà, non morrà. Ezec. 18:21
- Nessuna delle trasgressioni che ha commesse sarà più ricordata contro di lui; per la giustizia che pratica, egli vivrà. Ezec. 18:22
- E se il giusto si ritrae dalla sua giustizia e commette l'iniquità e imita tutte le abominazioni che l'empio fa, vivrà egli? Nessuno de' suoi atti di giustizia sarà ricordato; per la prevaricazione di cui s'è reso colpevole e per il peccato che ha commesso, per tutto questo, morrà. Ezec. 18:24
- Ma voi dite: `La via del Signore non è retta...' Ascoltate dunque, o casa d'Israele! - È proprio la mia via quella che non è retta? Non son piuttosto le vie vostre quelle che non son rette? Ezec. 18:25
- E se l'empio si ritrae dall'empietà che commetteva e pratica l'equità e la giustizia, farà vivere l'anima sua. Ezec. 18:27
- Ma la casa d'Israele dice: - La via del Signore non è retta. - Son proprio le mie vie quelle che non son rette, o casa d'Israele? Non son piuttosto le vie vostre quelle che non son rette? Ezec. 18:29
- Allevò uno de' suoi piccini, il quale divenne un leoncello, imparò a sbranar la preda, e divorò gli uomini. Ezec. 19:3
- E quando ella vide che aspettava invano e la sua speranza era delusa, prese un altro de' suoi piccini, e ne fece un leoncello. Ezec. 19:5
- Questo andava e veniva fra i leoni, e divenne un leoncello; imparò a sbranar la preda, e divorò gli uomini. Ezec. 19:6
- Lo misero in una gabbia con de' raffi alle mascelle, e lo menarono al re di Babilonia; lo menarono in una fortezza, perché la sua voce non fosse più udita sui monti d'Israele. Ezec. 19:9
- Aveva de' rami forti, da servire di scettri a sovrani; s'ergeva nella sua sublimità, tra il folto dei tralci; era appariscente per la sua elevatezza, per la moltitudine de' suoi sarmenti. Ezec. 19:11
- un fuoco è uscito dal suo ramo fronzuto, e ne ha divorato il frutto, sì che non v'è in essa più ramo forte né scettro per governare'. Questa la lamentazione, ch'è diventata una lamentazione. Ezec. 19:14
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 20:2
- Così parla il Signore, l'Eterno: Il giorno ch'io scelsi Israele e alzai la mano per fare un giuramento alla progenie della casa di Giacobbe, e mi feci loro conoscere nel paese d'Egitto, e alzai la mano per loro, dicendo: Io son l'Eterno, il vostro Dio, Ezec. 20:5
- quel giorno alzai la mano, giurando che li trarrei fuori del paese d'Egitto per introdurli in un paese che io avevo cercato per loro, paese ove scorre il latte e il miele, il più splendido di tutti i paesi. Ezec. 20:6
- Ma essi si ribellarono contro di me, e non mi vollero dare ascolto; nessun d'essi gettò via le abominazioni che attiravano il suo sguardo, e non abbandonò gl'idoli d'Egitto; allora parlai di voler riversare su loro il mio furore e sfogare su loro la mia ira in mezzo al paese d'Egitto. Ezec. 20:8
- Ma la casa d'Israele si ribellò contro di me nel deserto; non camminarono secondo le mie leggi e rigettarono le mie prescrizioni, per le quali l'uomo che le metterà in pratica vivrà, e profanarono gravemente i miei sabati; perciò io parlai di riversare su loro il mio furore nel deserto, per consumarli. Ezec. 20:13
- E alzai perfino la mano nel deserto, giurando loro che non li farei entrare nel paese che avevo loro dato, paese ove scorre il latte e il miele, il più splendido di tutti i paesi, Ezec. 20:15
- Ma i figliuoli si ribellarono contro di me; non camminarono secondo le mie leggi, e non osservarono le mie prescrizioni per metterle in pratica: le leggi per le quali l'uomo che le mette in pratica vivrà; profanarono i miei sabati, ond'io parlai di riversare su loro il mio furore e di sfogare su loro la mia ira nel deserto. Ezec. 20:21
- Nondimeno io ritirai la mia mano, ed agii per amor del mio nome, perché non fosse profanato agli occhi delle nazioni, in presenza delle quali li avevo tratti fuori dall'Egitto. Ezec. 20:22
- Ma alzai pure la mano nel deserto, giurando loro che li disperderei fra le nazioni e li spargerei per tutti i paesi, Ezec. 20:23
- E non avverrà affatto quello che vi passa per la mente quando dite: Noi saremo come le nazioni, come le famiglie degli altri paesi, e renderemo un culto al legno ed alla pietra! Ezec. 20:32
- e vi farò passare sotto la verga, e vi rimetterò nei vincoli del patto; Ezec. 20:37
- e conoscerete che io sono l'Eterno, quando avrò agito con voi per amor del mio nome, e non secondo la vostra condotta malvagia, né secondo le vostre azioni corrotte, o casa d'Israele! dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 20:44
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 20:45
- `Figliuol d'uomo, volta la faccia dal lato di mezzogiorno, rivolgi la parola al mezzogiorno, e profetizza contro la foresta della campagna meridionale, Ezec. 20:46
- e di' alla foresta del mezzodì: Ascolta la parola dell'Eterno! Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io accendo in te un fuoco che divorerà in te ogni albero verde e ogni albero secco; la fiamma dell'incendio non si estinguerà, e tutto ciò ch'è sulla faccia del suolo ne sarà divampato, dal mezzogiorno al settentrione; Ezec. 20:47
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 21:1
- Figliuol d'uomo, volta la faccia verso Gerusalemme, e rivolgi la parola ai luoghi santi, e profetizza contro il paese d'Israele; Ezec. 21:2
- e di' al paese d'Israele: Così parla l'Eterno: Eccomi a te! Io trarrò la mia spada dal suo fodero, e sterminerò in mezzo a te giusti e malvagi. Ezec. 21:3
- Appunto perché voglio sterminare in mezzo a te giusti e malvagi, la mia spada uscirà dal suo fodero per colpire ogni carne dal mezzogiorno al settentrione; Ezec. 21:4
- e ogni carne conoscerà che io, l'Eterno, ho tratto la mia spada dal suo fodero; e non vi sarà più rimessa. Ezec. 21:5
- E quando ti chiederanno: Perché gemi? rispondi: Per la notizia che sta per giungere; ogni cuore si struggerà, tutte le mani diverran fiacche, tutti gli spiriti verranno meno, tutte le ginocchia si scioglieranno in acqua. Ecco, la cosa giunge, ed avverrà! dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 21:7
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 21:8
- `Figliuol d'uomo, profetizza, e di': Così parla il Signore. Di': La spada! la spada! è aguzzata ed anche forbita: Ezec. 21:9
- Il Signore l'ha data a forbire, perché la s'impugni; la spada è aguzza, essa è forbita, per metterla in mano di chi uccide. Ezec. 21:11
- Grida e urla, figliuol d'uomo, poich'essa è per il mio popolo, è per tutti i principi d'Israele; essi son dati in balìa della spada col mio popolo; perciò percuotiti la coscia! Ezec. 21:12
- Poiché la prova è stata fatta; e che dunque, se perfino lo scettro sprezzante non sarà più? dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 21:13
- E tu, figliuol d'uomo, profetizza, e batti le mani; la spada raddoppi, triplichi i suoi colpi, la spada che fa strage, la spada che uccide anche chi è grande, la spada che li attornia. Ezec. 21:14
- Io ho rivolto la punta della spada contro tutte le loro porte, perché il loro cuore si strugga e cresca il numero dei caduti; sì, essa è fatta per folgoreggiare, è aguzzata per il macello. Ezec. 21:15
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 21:18
- E tu, figliuol d'uomo, fatti due vie, per le quali passi la spada del re di Babilonia; partano ambedue dal medesimo paese; e traccia un indicatore, tracciato al capo della strada d'una città. Ezec. 21:19
- Fa' una strada per la quale la spada vada a Rabba, città de' figliuoli d'Ammon, e un'altra perché vada in Giuda, a Gerusalemme, città fortificata. Ezec. 21:20
- La sorte, ch'è nella destra, designa Gerusalemme per collocarvi degli arieti, per aprir la bocca a ordinare il massacro, per alzar la voce in gridi di guerra, per collocare gli arieti contro le porte, per elevare bastioni, per costruire delle torri. Ezec. 21:22
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Poiché avete fatto ricordare la vostra iniquità mediante le vostre manifeste trasgressioni, sì che i vostri peccati si manifestano in tutte le vostre azioni, poiché ne rievocate il ricordo, sarete presi dalla sua mano. Ezec. 21:24
- così parla il Signore, l'Eterno: La tiara sarà tolta, il diadema sarà levato; tutto sarà mutato; ciò ch'è in basso sarà innalzato; ciò ch'è in alto sarà abbassato. Ezec. 21:26
- E tu, figliuol d'uomo, profetizza, e di': Così parla il Signore, l'Eterno, riguardo ai figliuoli d'Ammon ed al loro obbrobrio; e di': La spada, la spada è sguainata; è forbita per massacrare, per divorare, per folgoreggiare. Ezec. 21:28
- Riponi la spada nel suo fodero! Io ti giudicherò nel luogo stesso dove fosti creata, nel paese della tua origine; Ezec. 21:30
- e riverserò su di te la mia indignazione, soffierò contro di te nel fuoco della mia ira, e ti darò in mano d'uomini brutali, artefici di distruzione. Ezec. 21:31
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 22:1
- in te si sprezza padre e madre; in mezzo a te si opprime lo straniero; in te si calpesta l'orfano e la vedova. Ezec. 22:7
- In te si scoprono le vergogne del padre, in te si violenta la donna durante la sua impurità; Ezec. 22:10
- in te l'uno commette abominazione con la moglie del suo prossimo, l'altro contamina d'incesto la sua nuora, l'altro violenta la sua sorella, figliuola di suo padre. Ezec. 22:11
- In te si ricevono regali per spandere del sangue; tu prendi interesse, dài ad usura, trai guadagno dal prossimo con la violenza, e dimentichi me, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 22:12
- Io ti disperderò fra le nazioni, ti spargerò per i paesi, e torrò via da te tutta la tua immondezza; Ezec. 22:15
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 22:17
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 22:23
- I suoi sacerdoti violano la mia legge, e profanano le mie cose sante; non distinguono fra santo e profano, non fan conoscere la differenza che passa fra ciò ch'è impuro e ciò ch'è puro, chiudon gli occhi sui miei sabati, e io son profanato in mezzo a loro. Ezec. 22:26
- I suoi capi, in mezzo a lei, son come lupi che sbranano la loro preda: spandono il sangue, perdono le anime per saziare la loro cupidigia. Ezec. 22:27
- E i loro profeti intonacan loro tutto questo con malta che non regge: hanno delle visioni vane, pronostican loro la menzogna, e dicono: - Così parla il Signore, l'Eterno - mentre l'Eterno non ha parlato affatto. Ezec. 22:28
- Ed io ho cercato fra loro qualcuno che riparasse la cinta e stesse sulla breccia davanti a me in favore del paese, perché io non lo distruggessi; ma non l'ho trovato. Ezec. 22:30
- Perciò, io riverserò su loro la mia indignazione; io li consumerò col fuoco della mia ira, e farò ricadere sul loro capo la loro condotta, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 22:31
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 23:1
- Ed ella non abbandonò le prostituzioni che commetteva con gli Egiziani, quando questi giacevano con lei nella sua giovinezza, quando comprimevano il suo vergine seno e sfogavano su lei la loro lussuria. Ezec. 23:8
- Essi scoprirono la sua nudità, presero i suoi figliuoli e le sue figliuole, e la uccisero con la spada. Ed ella diventò famosa fra le donne, e su lei furono eseguiti dei giudizi. Ezec. 23:10
- E la sua sorella vide questo, e nondimeno si corruppe più di lei ne' suoi amori, e le sue prostituzioni sorpassarono le prostituzioni della sua sorella. Ezec. 23:11
- E io vidi ch'ella si contaminava; ambedue seguivano la medesima via; Ezec. 23:13
- E i figliuoli di Babilonia vennero a lei, al letto degli amori, e la contaminarono con le loro fornicazioni; ed ella si contaminò con essi; poi, l'anima sua s'alienò da loro. Ezec. 23:17
- Ella mise a nudo le sue prostituzioni, mise a nudo la sua vergogna, e l'anima mia s'alienò da lei, come l'anima mia s'era alienata dalla sua sorella. Ezec. 23:18
- Io darò corso alla mia gelosia contro di te, ed essi ti tratteranno con furore: ti taglieranno il naso e gli orecchi, e ciò che rimarrà di te cadrà per la spada; prenderanno i tuoi figliuoli e le tue figliuole, e ciò che rimarrà di te sarà divorato dal fuoco. Ezec. 23:25
- E io farò cessare la tua lussuria e la tua prostituzione cominciata nel paese d'Egitto, e tu non alzerai più gli occhi verso di loro, e non ti ricorderai più dell'Egitto. Ezec. 23:27
- Essi ti tratteranno con odio, porteran via tutto il frutto del tuo lavoro, e ti lasceranno nuda e scoperta; e così saran messe allo scoperto la vergogna della tua impudicizia, la tua lussuria e le tue prostituzioni. Ezec. 23:29
- Tu hai camminato per la via della tua sorella, e io ti metto in mano la sua coppa. Ezec. 23:31
- Così parla il Signore, l'Eterno: Tu berrai la coppa della tua sorella: coppa profonda ed ampia; sarai esposta alle risa ed alle beffe; la coppa è di gran capacità. Ezec. 23:32
- Tu sarai riempita d'ebbrezza e di dolore: è la coppa della desolazione e della devastazione, è la coppa della tua sorella Samaria. Ezec. 23:33
- E tu la berrai, la vuoterai, ne morderai i pezzi, e te ne squarcerai il seno; poiché son io quegli che ho parlato, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 23:34
- Perciò così parla il Signore, l'Eterno: Poiché tu m'hai dimenticato e m'hai buttato dietro alle spalle, porta dunque anche tu, la pena della tua scelleratezza e delle tue prostituzioni'. Ezec. 23:35
- E là s'udiva il rumore d'una folla sollazzante, e oltre alla gente presa tra la folla degli uomini, sono stati introdotti degli ubriachi venuti dal deserto, che han messo de' braccialetti ai polsi delle due sorelle, e de' magnifici diademi sul loro capo. Ezec. 23:42
- E quella moltitudine le lapiderà, e le farà a pezzi con la spada; ucciderà i loro figliuoli e le loro figliuole, e darà alle fiamme le loro case. Ezec. 23:47
- E io farò cessare la scelleratezza nel paese, e tutte le donne saranno ammaestrate a non commetter più turpitudini come le vostre. Ezec. 23:48
- E la vostra scelleratezza vi sarà fatta ricadere addosso, e voi porterete la pena della vostra idolatria, e conoscerete che io sono il Signore, l'Eterno'. Ezec. 23:49
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta il nono anno, il decimo mese, il decimo giorno del mese, in questi termini: Ezec. 24:1
- `Figliuol d'uomo, scriviti la data di questo giorno, di quest'oggi! Oggi stesso, il re di Babilonia investe Gerusalemme. Ezec. 24:2
- E proponi una parabola a questa casa ribelle, e di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Metti, metti la pentola al fuoco, e versaci dentro dell'acqua; Ezec. 24:3
- Prendi il meglio del gregge, ammonta sotto la pentola le legna per far bollire le ossa; falla bollire a gran bollore, affinché anche le ossa che ci son dentro, cuociano. Ezec. 24:5
- Ammonta le legna, fa' levar la fiamma, fa' cuocer bene la carne, fa' struggere il grasso, e fa' che le ossa si consumino! Ezec. 24:10
- Poi metti la pentola vuota sui carboni perché si riscaldi e il suo rame diventi rovente, affinché la sua impurità si strugga in mezzo ad essa, e il suo verderame sia consumato. Ezec. 24:11
- Io, l'Eterno, son quegli che ho parlato; la cosa avverrà, io la compirò; non indietreggerò, non avrò pietà, non mi pentirò; tu sarai giudicata secondo la tua condotta, secondo le tue azioni, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 24:14
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 24:15
- `Figliuol d'uomo, ecco, con un colpo improvviso io ti tolgo la delizia dei tuoi occhi; e tu non far cordoglio, non piangere, non spander lacrime. Ezec. 24:16
- Sospira in silenzio; non portar lutto per i morti, cingiti il capo col turbante, mettiti i calzari ai piedi, non ti coprire la barba, e non mangiare il pane che la gente ti manda'. Ezec. 24:17
- La mattina parlai al popolo, e la sera mi morì la moglie; e la mattina dopo feci come mi era stato comandato. Ezec. 24:18
- E io risposi loro: `La parola dell'Eterno m'è stata rivolta, in questi termini: Ezec. 24:20
- Di' alla casa d'Israele: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io profanerò il mio santuario, l'orgoglio della vostra forza, la delizia degli occhi vostri, il desio dell'anima vostra; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole che avete lasciati a Gerusalemme, cadranno per la spada. Ezec. 24:21
- E voi farete come ho fatto io: non vi coprirete la barba e non mangerete il pane che la gente vi manda; Ezec. 24:22
- E tu, figliuol d'uomo, il giorno ch'io torrò loro ciò che fa la loro forza, la gioia della loro gloria, il desio de' loro occhi, la brama dell'anima loro, i loro figliuoli e le loro figliuole, Ezec. 24:25
- in quel giorno un fuggiasco verrà da te a recartene la notizia. Ezec. 24:26
- In quel giorno la tua bocca s'aprirà, all'arrivo del fuggiasco; e tu parlerai, non sarai più muto, e sarai per loro un simbolo; ed essi conosceranno che io sono l'Eterno'. Ezec. 24:27
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 25:1
- `Figliuol d'uomo, volgi la tua faccia verso i figliuoli d'Ammon, e profetizza contro di loro; e di' ai figliuoli d'Ammon: Ezec. 25:2
- Ascoltate la parola del Signore, dell'Eterno: Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché tu hai detto: Ah! Ah! quando il mio santuario è stato profanato, quando il suolo d'Israele è stato desolato, e quando la casa di Giuda è andata in cattività, Ezec. 25:3
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: Poiché tu hai applaudito, e battuto de' piedi, e ti sei rallegrato con tutto lo sprezzo che nutrivi nell'anima per la terra d'Israele, Ezec. 25:6
- ecco, io stendo la mia mano contro di te, ti do in pascolo alle nazioni, ti stèrmino di fra i popoli, ti fo sparire dal novero dei paesi, ti distruggo, e tu conoscerai che io sono l'Eterno. Ezec. 25:7
- Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché Moab e Seir dicono: Ecco, la casa di Giuda è come tutte le altre nazioni, Ezec. 25:8
- così parla il Signore, l'Eterno: Io stenderò la mia mano contro Edom, sterminerò uomini e bestie, ne farò un deserto fino da Theman, e fino a Dedan cadranno per la spada. Ezec. 25:13
- E rimetterò la mia vendetta sopra Edom nelle mani del mio popolo d'Israele; esso tratterà Edom secondo la mia ira e secondo il mio furore; ed essi conosceranno la mia vendetta, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 25:14
- così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io stenderò la mia mano contro i Filistei, sterminerò i Kerethei, e distruggerò il rimanente della costa del mare; Ezec. 25:16
- ed eserciterò su loro grandi vendette, e li riprenderò con furore; ed essi conosceranno che io sono l'Eterno, quando avrò fatto loro sentire la mia vendetta'. Ezec. 25:17
- E avvenne, l'anno undecimo, il primo giorno del mese, che la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 26:1
- `Figliuol d'uomo, poiché Tiro ha detto di Gerusalemme: - Ah! Ah! è infranta colei ch'era la porta dei popoli! La gente si volge verso me! Io mi riempirò di lei ch'è deserta! - Ezec. 26:2
- Ed essi distruggeranno le mura di Tiro, e abbatteranno le sue torri: io spazzerò via di su lei la sua polvere, e farò di lei una roccia nuda. Ezec. 26:4
- Egli ucciderà con la spada le tue figliuole che sono nei campi, farà contro di te delle torri, innalzerà contro di te de' bastioni, leverà contro di te le targhe; Ezec. 26:8
- La moltitudine de' suoi cavalli sarà tale che la polvere sollevata da loro ti coprirà; lo strepito de' suoi cavalieri, delle sue ruote e de' suoi carri, farà tremare le tue mura, quand'egli entrerà per le tue porte, come s'entra in una città dove s'è aperta una breccia. Ezec. 26:10
- Con gli zoccoli de' suoi cavalli egli calpesterà tutte le tue strade; ucciderà il tuo popolo con la spada, e le colonne in cui riponi la tua forza cadranno a terra. Ezec. 26:11
- Essi faranno lor bottino delle tue ricchezze, saccheggeranno le tue mercanzie, abbatteranno le tue mura, distruggeranno le tue case deliziose, e getteranno in mezzo alle acque le tue pietre, il tuo legname, la tua polvere. Ezec. 26:12
- E prenderanno a fare su di te un lamento, e ti diranno: Come mai sei distrutta, tu che eri abitata da gente di mare, la città famosa, ch'eri così potente in mare, tu che al pari dei tuoi abitanti incutevi terrore a tutti gli abitanti della terra! Ezec. 26:17
- Ora le isole tremeranno il giorno della tua caduta, le isole del mare saranno spaventate per la tua fine. Ezec. 26:18
- La parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 27:1
- Il lino fino d'Egitto lavorato a ricami, t'ha servito per le tue vele e per le tue bandiere; la porpora e lo scarlatto delle isole d'Elisha formano i tuoi padiglioni. Ezec. 27:7
- Dei Persiani, dei Lidî, dei Libî servono nel tuo esercito; son uomini di guerra, che sospendono in mezzo a te lo scudo e l'elmo; sono la tua magnificenza. Ezec. 27:10
- I figliuoli d'Arvad e il tuo esercito guarniscono d'ogn'intorno le tue mura, e degli uomini prodi stanno nelle tue torri; essi sospendono le loro targhe tutt'intorno alle tue mura; essi rendon perfetta la tua bellezza. Ezec. 27:11
- Tarsis traffica teco con la sua abbondanza d'ogni sorta di ricchezze; fornisce i tuoi mercati d'argento, di ferro, di stagno e di piombo. Ezec. 27:12
- La Siria commercia con te, per la moltitudine de' tuoi prodotti; fornisce i tuoi scambi di carbonchi, di porpora, di stoffe ricamate, di bisso, di corallo, di rubini. Ezec. 27:16
- Le navi di Tarsis son la tua flotta per il tuo commercio. Così ti sei riempita, e ti sei grandemente arricchita nel cuore dei mari. Ezec. 27:25
- Le tue ricchezze, i tuoi mercati, la tua mercanzia, i tuoi marinai, i tuoi piloti, i tuoi calafati, i tuoi negozianti, tutta la tua gente di guerra ch'è in te, e tutta la moltitudine ch'è in mezzo a te, cadranno nel cuore de' mari, il giorno della tua rovina. Ezec. 27:27
- E faranno sentire la lor voce su di te; grideranno amaramente, si getteranno della polvere sul capo, si rotoleranno nella cenere. Ezec. 27:30
- Quando sei stata infranta dai mari, nelle profondità delle acque, la tua mercanzia e tutta la moltitudine ch'era in mezzo di te, sono cadute. Ezec. 27:34
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 28:1
- con la tua saviezza e con la tua intelligenza ti sei procurato ricchezza, hai ammassato oro e argento nei tuoi tesori; Ezec. 28:4
- con la tua gran saviezza e col tuo commercio hai accresciuto le tue ricchezze, e a motivo delle tue ricchezze il tuo cuore s'è fatto altero. Ezec. 28:5
- ecco, io fo venire contro di te degli stranieri, i più violenti di fra le nazioni; ed essi sguaineranno le loro spade contro lo splendore della tua saviezza, e contamineranno la tua bellezza; Ezec. 28:7
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 28:11
- Tu fosti perfetto nelle tue vie dal giorno che fosti creato, perché non si trovò in te la perversità. Ezec. 28:15
- Il tuo cuore s'è fatto altero per la tua bellezza; tu hai corrotto la tua saviezza a motivo del tuo splendore; io ti getto a terra, ti do in ispettacolo ai re. Ezec. 28:17
- Con la moltitudine delle tue iniquità, colla disonestà del tuo commercio, tu hai profanato i tuoi santuari; ed io faccio uscire di mezzo a te un fuoco che ti divori, e ti riduco in cenere sulla terra, in presenza di tutti quelli che ti guardano. Ezec. 28:18
- La parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 28:20
- `Figliuol d'uomo, volgi la faccia verso Sidon, profetizza contro di lei, Ezec. 28:21
- Io manderò contro di lei la peste, e ci sarà del sangue nelle sue strade; e in mezzo ad essa cadranno gli uccisi dalla spada, che piomberà su lei da tutte le parti; e si conoscerà che io sono l'Eterno. Ezec. 28:23
- E non ci sarà più per la casa d'Israele né spina maligna né rovo irritante fra tutti i suoi vicini che la disprezzano; e si conoscerà che io sono il Signore, l'Eterno. Ezec. 28:24
- Così parla il Signore, l'Eterno: Quando avrò raccolto la casa d'Israele di mezzo ai popoli fra i quali essa è dispersa, io mi santificherò in loro nel cospetto delle nazioni, ed essi abiteranno il loro paese che io ho dato al mio servo Giacobbe; Ezec. 28:25
- L'anno decimo, il decimo mese, il dodicesimo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 29:1
- `Figliuol d'uomo, volgi la tua faccia contro Faraone, re d'Egitto, e profetizza contro di lui e contro l'Egitto tutto quanto; Ezec. 29:2
- E tutti gli abitanti dell'Egitto conosceranno che io sono l'Eterno, perché essi sono stati per la casa d'Israele un sostegno di canna. Ezec. 29:6
- Quando t'hanno preso in mano tu ti sei rotto e hai forato loro tutta la spalla, e quando si sono appoggiati su di te tu ti sei spezzato e li hai fatti stare tutti ritti sui loro fianchi. Ezec. 29:7
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io farò venire sopra di te la spada e sterminerò in mezzo a te uomini e bestie: Ezec. 29:8
- e la casa d'Israele non riporrà più la sua fiducia in quelli che le ricorderanno l'iniquità da lei commessa quando si volgeva verso di loro; e si conoscerà che io sono il Signore, l'Eterno'. Ezec. 29:16
- E il ventisettesimo anno, il primo mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 29:17
- In quel giorno io farò rispuntare la potenza della casa d'Israele, e darò a te di parlar liberamente in mezzo a loro, ed essi conosceranno che io sono l'Eterno'. Ezec. 29:21
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 30:1
- La spada verrà sull'Egitto, e vi sarà terrore in Etiopia quando in Egitto cadranno i feriti a morte, quando si porteran via le sue ricchezze, e le sue fondamenta saranno rovesciate. Ezec. 30:4
- L'Etiopia, la Libia, la Lidia, Put, Lud, gli stranieri d'ogni sorta, Cub e i figli del paese dell'alleanza, cadranno con loro per la spada. Ezec. 30:5
- Così parla l'Eterno: Quelli che sostengono l'Egitto cadranno, e l'orgoglio della sua forza sarà abbattuto: da Migdol a Syene essi cadranno per la spada, dice il Signore, l'Eterno, Ezec. 30:6
- In quel giorno, partiranno de' messi dalla mia presenza su delle navi per spaventare l'Etiopia nella sua sicurtà; e regnerà fra loro il terrore come nel giorno dell'Egitto; poiché, ecco, la cosa sta per avvenire. Ezec. 30:9
- Così parla il Signore, l'Eterno: Io farò sparire la moltitudine dell'Egitto, per man di Nebucadnetsar, re di Babilonia. Ezec. 30:10
- riverserò il mio furore sopra Sin, la fortezza dell'Egitto, e sterminerò la moltitudine di No. Ezec. 30:15
- I giovani di Aven e di Pibeseth cadranno per la spada, e queste città andranno in cattività. Ezec. 30:17
- E a Tahpanes il giorno s'oscurerà, quand'io spezzerò quivi i gioghi imposti dall'Egitto; e l'orgoglio della sua forza avrà fine. Quanto a lei, una nuvola la coprirà, e le sue figliuole andranno in cattività. Ezec. 30:18
- L'anno undicesimo, il primo mese, il settimo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 30:20
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi contro Faraone, re d'Egitto, per spezzargli le braccia, tanto quello ch'è ancora forte, quanto quello ch'è già spezzato; e gli farò cader di mano la spada. Ezec. 30:22
- e fortificherò le braccia del re di Babilonia, e gli metterò in mano la mia spada; e spezzerò le braccia di Faraone, ed egli gemerà davanti a lui, come geme un uomo ferito a morte. Ezec. 30:24
- Fortificherò le braccia del re di Babilonia, e le braccia di Faraone cadranno; e si conoscerà che io sono l'Eterno, quando metterò la mia spada in man del re di Babilonia, ed egli la volgerà contro il paese d'Egitto. Ezec. 30:25
- L'anno undecimo, il terzo mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 31:1
- Perciò la sua altezza era superiore a quella di tutti gli alberi della campagna, i suoi rami s'eran moltiplicati, i suoi ramoscelli s'erano allungati per l'abbondanza delle acque che lo faceano sviluppare. Ezec. 31:5
- Era bello per la sua grandezza, per la lunghezza dei suoi rami, perché la sua radice era presso acque abbondanti. Ezec. 31:7
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Perché era salito a tanta altezza e sporgeva la sua vetta tra il folto de' rami e perché il suo cuore s'era insuperbito della sua altezza, Ezec. 31:10
- io lo diedi in mano del più forte fra le nazioni perché lo trattasse a suo piacimento; per la sua empietà io lo scacciai. Ezec. 31:11
- Così è avvenuto affinché gli alberi tutti piantati presso alle acque non sian fieri della propria altezza, non sporgan più la vetta fra il folto de' rami, e tutti gli alberi potenti che si dissetano alle acque non persistano nella loro fierezza; poiché tutti quanti son dati alla morte, alle profondità della terra, assieme ai figliuoli degli uomini, a quelli che scendono nella fossa. Ezec. 31:14
- Anch'essi discesero con lui nel soggiorno de' morti, verso quelli che la spada ha uccisi: verso quelli che erano il suo braccio, e stavano alla sua ombra in mezzo alle nazioni. Ezec. 31:17
- A chi dunque somigli tu per gloria e per grandezza fra gli alberi d'Eden? Così tu sarai precipitato con gli alberi d'Eden nelle profondità della terra; tu giacerai in mezzo agl'incirconcisi, fra quelli che la spada ha uccisi. Tal sarà di Faraone con tutta la sua moltitudine, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 31:18
- L'anno dodicesimo, il dodicesimo mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 32:1
- Così parla il Signore, l'Eterno: Io stenderò su di te la mia rete mediante gran moltitudine di popoli, i quali ti trarranno fuori con la mia rete; Ezec. 32:3
- e t'abbandonerò sulla terra e ti getterò sulla faccia dei campi, e farò che su di te verranno a posarsi tutti gli uccelli del cielo, e sazierò di te le bestie di tutta la terra; Ezec. 32:4
- metterò la tua carne su per i monti, e riempirò le valli de' tuoi avanzi; Ezec. 32:5
- Quando t'estinguerò, velerò i cieli e ne oscurerò le stelle; coprirò il sole di nuvole, e la luna non darà la sua luce. Ezec. 32:7
- Affliggerò il cuore di molti popoli, quando farò giungere la notizia della tua ruina fra le nazioni, in paesi che tu non conosci; Ezec. 32:9
- e farò sì che di te resteranno attoniti molti popoli, e i loro re saran presi da spavento per causa tua, quand'io brandirò la mia spada dinanzi a loro; e ognun d'essi tremerà ad ogni istante per la sua vita, nel giorno della tua caduta. Ezec. 32:10
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: La spada del re di Babilonia ti piomberà addosso. Ezec. 32:11
- Io farò cadere la moltitudine del tuo popolo per la spada d'uomini potenti, tutti quanti i più violenti fra le nazioni, ed essi distruggeranno il fasto dell'Egitto, e tutta la sua moltitudine sarà annientata. Ezec. 32:12
- Ecco la lamentazione che sarà pronunziata; la pronunzieranno le figliuole delle nazioni; pronunzieranno questa lamentazione sull'Egitto e su tutta la sua moltitudine, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 32:16
- Il dodicesimo anno, il quindicesimo giorno del mese, la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 32:17
- Essi cadranno in mezzo agli uccisi per la spada. La spada v'è data; trascinate l'Egitto con tutte le sue moltitudini! Ezec. 32:20
- I più forti fra i prodi e quelli che gli davan soccorso gli rivolgeranno la parola, di mezzo al soggiorno de' morti. Sono scesi, gl'incirconcisi; giacciono uccisi dalla spada. Ezec. 32:21
- Là è l'Assiro con tutta la sua moltitudine; attorno a lui stanno i suoi sepolcri; tutti son uccisi, caduti per la spada. Ezec. 32:22
- I suoi sepolcri son posti nelle profondità della fossa, e la sua moltitudine sta attorno al suo sepolcro; tutti sono uccisi, caduti per la spada, essi che spandevano il terrore sulla terra de' viventi. Ezec. 32:23
- Là è Elam con tutta la sua moltitudine, attorno al suo sepolcro; tutti sono uccisi, caduti per la spada, incirconcisi scesi nelle profondità della terra: essi, che spandevano il terrore sulla terra de' viventi; e han portato il loro obbrobrio con quelli che scendono nella fossa. Ezec. 32:24
- Han fatto un letto, per lui e per la sua moltitudine, in mezzo a quelli che sono stati uccisi; attorno a lui stanno i suoi sepolcri; tutti costoro sono incirconcisi, sono morti per la spada, perché spandevano il terrore sulla terra de' viventi; e hanno portato il loro obbrobrio con quelli che scendono nella fossa; sono stati messi fra gli uccisi. Ezec. 32:25
- Là è Mescec, Tubal e tutta la loro moltitudine; attorno a loro stanno i lor sepolcri; tutti costoro sono incirconcisi, uccisi dalla spada, perché spandevano il terrore sulla terra de' viventi. Ezec. 32:26
- Là son tutti i principi del settentrione e tutti i Sidonî, che son discesi in mezzo agli uccisi, coperti d'onta, nonostante il terrore che incuteva la loro bravura. Giacciono incirconcisi con gli uccisi di spada, e portano il loro obbrobrio con quelli che scendono nella fossa. Ezec. 32:30
- Faraone li vedrà, e si consolerà d'aver perduto tutta la sua moltitudine; Faraone e tutto il suo esercito saranno uccisi per la spada, dice il Signore, l'Eterno, Ezec. 32:31
- poiché io spanderò il mio terrore nella terra de' viventi; e Faraone con tutta la sua moltitudine sarà posto a giacere in mezzo agl'incirconcisi, con quelli che sono stati uccisi dalla spada, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 32:32
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 33:1
- `Figliuol d'uomo, parla ai figliuoli del tuo popolo, e di' loro: Quando io farò venire la spada contro un paese, e il popolo di quel paese prenderà nel proprio seno un uomo e se lo stabilirà come sentinella, Ezec. 33:2
- ed egli, vedendo venire la spada contro il paese, sonerà il corno e avvertirà il popolo, Ezec. 33:3
- se qualcuno, pur udendo il suono del corno, non se ne cura, e la spada viene e lo porta via, il sangue di quel tale sarà sopra il suo capo; Ezec. 33:4
- egli ha udito il suono del corno, e non se n'è curato; il suo sangue sarà sopra lui; se se ne fosse curato, avrebbe scampato la sua vita. Ezec. 33:5
- Ma se la sentinella vede venir la spada e non suona il corno, e il popolo non è stato avvertito, e la spada viene e porta via qualcuno di loro, questi sarà portato via per la propria iniquità, ma io domanderò conto del suo sangue alla sentinella. Ezec. 33:6
- Ora, o figliuol d'uomo, io ho stabilito te come sentinella per la casa d'Israele; quando dunque udrai qualche parola dalla mia bocca, avvertili da parte mia. Ezec. 33:7
- Quando avrò detto all'empio: - Empio, per certo tu morrai! - e tu non avrai parlato per avvertir l'empio che si ritragga dalla sua via, quell'empio morrà per la sua iniquità, ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano. Ezec. 33:8
- Ma, se tu avverti l'empio che si ritragga dalla sua via, e quegli non se ne ritrae, esso morrà per la sua iniquità, ma tu avrai scampato l'anima tua. Ezec. 33:9
- E tu, figliuol d'uomo, di' ai figliuoli del tuo popolo: La giustizia del giusto non lo salverà nel giorno della sua trasgressione; e l'empio non cadrà per la sua empietà nel giorno in cui si sarà ritratto dalla sua empietà; nello stesso modo che il giusto non potrà vivere per la sua giustizia nel giorno in cui peccherà. Ezec. 33:12
- se rende il pegno, se restituisce ciò che ha rapito, se cammina secondo i precetti che danno la vita, senza commettere l'iniquità, per certo egli vivrà, non morrà; Ezec. 33:15
- Ma i figliuoli del tuo popolo dicono: - La via del Signore non è ben regolata; - ma è la via loro quella che non è ben regolata. Ezec. 33:17
- e quando l'empio si ritrae dalla sua empietà e si conduce secondo il diritto e la giustizia, a motivo di questo, vive. Ezec. 33:19
- Voi dite: - La via del Signore non è ben regolata! - Io vi giudicherò ciascuno secondo le vostre vie, o casa d'Israele!' Ezec. 33:20
- Il dodicesimo anno della nostra cattività, il decimo mese, il quinto giorno del mese, un fuggiasco da Gerusalemme venne a me, e mi disse: - La città è presa! - Ezec. 33:21
- La sera avanti la venuta del fuggiasco, la mano dell'Eterno era stata sopra di me, ed egli m'aveva aperto la bocca, prima che quegli venisse a me la mattina; la bocca mi fu aperta, ed io non fui più muto. Ezec. 33:22
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Ezec. 33:23
- Perciò di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Voi mangiate la carne col sangue, alzate gli occhi verso i vostri idoli, spargete il sangue, e possedereste il paese? Ezec. 33:25
- Voi v'appoggiate sulla vostra spada, commettete abominazioni, ciascun di voi contamina la moglie del prossimo, e possedereste il paese? Ezec. 33:26
- Di' loro così: Così parla il Signore, l'Eterno: Com'è vero ch'io vivo, quelli che stanno fra quelle ruine cadranno per la spada; quelli che son per i campi li darò in pasto alle bestie; e quelli che son nelle fortezze e nelle caserme morranno di peste! Ezec. 33:27
- E quant'è a te, figliuol d'uomo, i figliuoli del tuo popolo discorrono di te presso le mura e sulle porte delle case; e parlano l'uno con l'altro e ognuno col suo fratello, e dicono: - Venite dunque ad ascoltare qual è la parola che procede dall'Eterno! - Ezec. 33:30
- E vengon da te come fa la folla, e il mio popolo si siede davanti a te, e ascolta le tue parole, ma non le mette in pratica; perché, con la bocca fa mostra di molto amore, ma il suo cuore va dietro alla sua cupidigia. Ezec. 33:31
- ma quando la cosa avverrà - ed ecco che sta per avvenire - essi conosceranno che in mezzo a loro c'è stato un profeta'. Ezec. 33:33
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 34:1
- Voi non avete fortificato le pecore deboli, non avete guarito la malata, non avete fasciato quella ch'era ferita, non avete ricondotto la smarrita, non avete cercato la perduta, ma avete dominato su loro con violenza e con asprezza. Ezec. 34:4
- Le mie pecore vanno errando per tutti i monti e per ogni alto colle; le mie pecore si disperdono su tutta la faccia del paese, e non v'è alcuno che ne domandi, alcuno che le cerchi! Ezec. 34:6
- Perciò, o pastori, ascoltate la parola dell'Eterno! Ezec. 34:7
- perciò, ascoltate, o pastori, la parola dell'Eterno! Ezec. 34:9
- Io cercherò la perduta, ricondurrò la smarrita, fascerò la ferita, fortificherò la malata, ma distruggerò la grassa e la forte: io le pascerò con giustizia. Ezec. 34:16
- Perciò, così dice loro il Signore, l'Eterno: Eccomi, io stesso giudicherò fra la pecora grassa e la pecora magra. Ezec. 34:20
- Siccome voi avete spinto col fianco e con la spalla e avete cozzato con le corna tutte le pecore deboli finché non le avete disperse e cacciate fuori, Ezec. 34:21
- E farò ch'esse e i luoghi attorno al mio colle saranno una benedizione; farò scender la pioggia a suo tempo, e saran piogge di benedizione. Ezec. 34:26
- L'albero dei campi darà il suo frutto, e la terra darà i suoi prodotti. Esse staranno al sicuro sul loro suolo, e conosceranno che io sono l'Eterno, quando spezzerò le sbarre del loro giogo e le libererò dalla mano di quelli che le tenevano schiave. Ezec. 34:27
- E conosceranno che io, l'Eterno, l'Iddio loro, sono con esse, e che esse, la casa d'Israele, sono il mio popolo, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 34:30
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 35:1
- `Figliuol d'uomo, volgi la tua faccia verso il monte di Seir, e profetizza contro di esso, Ezec. 35:2
- e digli: Così parla il Signore, l'Eterno: Eccomi a te, o monte di Seir! Io stenderò la mia mano contro di te, e ti renderò una solitudine, un deserto. Ezec. 35:3
- com'è vero ch'io vivo, dice il Signore, l'Eterno, io agirò con l'ira e con la gelosia, che tu hai mostrate nel tuo odio contro di loro; e mi farò conoscere in mezzo a loro, quando ti giudicherò. Ezec. 35:11
- Voi, con la vostra bocca, vi siete inorgogliti contro di me, e avete moltiplicato contro di me i vostri discorsi. Io l'ho udito! Ezec. 35:13
- Così parla il Signore, l'Eterno: Quando tutta la terra si rallegrerà, io ti ridurrò in una desolazione. Ezec. 35:14
- E tu, figliuol d'uomo, profetizza ai monti d'Israele, e di': O monti d'Israele, ascoltate la parola dell'Eterno! Ezec. 36:1
- perciò, o monti d'Israele, ascoltate la parola del Signore, dell'Eterno! Così parla il Signore, l'Eterno, ai monti e ai colli, ai burroni ed alle valli, alle ruine desolate e alle città abbandonate, che sono state date in balìa del saccheggio e delle beffe delle altre nazioni d'ogn'intorno; Ezec. 36:4
- così parla il Signore, l'Eterno: Sì, nel fuoco della mia gelosia, io parlo contro il resto delle altre nazioni e contro Edom tutto quanto, che hanno fatto del mio paese il loro possesso con tutta la gioia del loro cuore e con tutto lo sprezzo dell'anima loro, per ridurlo in bottino. Ezec. 36:5
- Perciò, profetizza sopra la terra d'Israele, e di' ai monti e ai colli, ai burroni ed alle valli: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io parlo nella mia gelosia e nel mio furore, perché voi portate l'obbrobrio delle nazioni. Ezec. 36:6
- io moltiplicherò su voi gli uomini, tutta quanta la casa d'Israele; le città saranno abitate, e le ruine saranno ricostruite; Ezec. 36:10
- Io farò camminar su voi degli uomini, il mio popolo d'Israele. Essi ti possederanno, o paese; tu sarai la loro eredità, e non li priverai più de' loro figliuoli. Ezec. 36:12
- Così parla il Signore, l'Eterno: Poiché vi si dice: - Tu, o paese, hai divorato gli uomini, hai privato la tua nazione de' suoi figliuoli, - Ezec. 36:13
- tu non divorerai più gli uomini, e non priverai più la tua nazione de' suoi figliuoli, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 36:14
- Io non ti farò più udire gli oltraggi delle nazioni, e tu non porterai più l'obbrobrio de' popoli, e non farai più cader la tua gente, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 36:15
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 36:16
- `Figliuol d'uomo, quando quelli della casa d'Israele abitavano il loro paese, lo contaminavano con la loro condotta e con le loro azioni; la loro condotta era nel mio cospetto come la immondezza della donna quand'è impura. Ezec. 36:17
- e li dispersi fra le nazioni, ed essi furono sparsi per tutti i paesi; io li giudicai secondo la loro condotta e secondo le loro azioni. Ezec. 36:19
- Ed io ho avuto pietà del nome mio santo, che la casa d'Israele profanava fra le nazioni dov'è andata. Ezec. 36:21
- Io vi libererò da tutte le vostre impurità; chiamerò il frumento, lo farò abbondare, e non manderò più contro di voi la fame; Ezec. 36:29
- la terra desolata sarà coltivata, invece d'essere una desolazione agli occhi di tutti i passanti; Ezec. 36:34
- E le nazioni che saran rimaste attorno a voi conosceranno che io, l'Eterno, son quegli che ha ricostruito i luoghi ruinati, e ripiantato il luogo deserto. Io, l'Eterno, son quegli che parlo, e che mando la cosa ad effetto. Ezec. 36:36
- La mano dell'Eterno fu sopra me, e l'Eterno mi trasportò in ispirito, e mi depose in mezzo a una valle ch'era piena d'ossa. Ezec. 37:1
- Ed egli mi disse: `Profetizza su queste ossa, e di' loro: Ossa secche, ascoltate la parola dell'Eterno! Ezec. 37:4
- Io guardai, ed ecco venir su d'esse de' muscoli, crescervi della carne, e la pelle ricoprirle; ma non c'era in esse spirito alcuno. Ezec. 37:8
- Ed egli mi disse: `Figliuol d'uomo, queste ossa sono tutta la casa d'Israele. Ecco, essi dicono: - Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è perita, noi siam perduti! - Ezec. 37:11
- E metterò in voi il mio spirito, e voi tornerete alla vita; vi porrò sul vostro suolo, e conoscerete che io, l'Eterno, ho parlato e ho messo la cosa ad effetto, dice l'Eterno'. Ezec. 37:14
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 37:15
- `E tu, figliuol d'uomo, prenditi un pezzo di legno, e scrivici sopra: - Per Giuda, e per i figliuoli d'Israele, che gli sono associati. - Poi prenditi un altro pezzo di legno, e scrivici sopra: - Per Giuseppe, bastone d'Efraim e di tutta la casa d'Israele, che gli è associata. - Ezec. 37:16
- la mia dimora sarà presso di loro, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. Ezec. 37:27
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta, in questi termini: Ezec. 38:1
- `Figliuol d'uomo, volgi la tua faccia verso Gog del paese di Magog, principe sovrano di Mescec e di Tubal, e profetizza contro di lui, e di': Ezec. 38:2
- Io ti menerò via, ti metterò degli uncini nelle mascelle e ti trarrò fuori, te e tutto il tuo esercito, cavalli e cavalieri, tutti quanti vestiti pomposamente, gran moltitudine con targhe e scudi, tutti maneggianti la spada; Ezec. 38:4
- Gomer e tutte le sue schiere, la casa di Togarma dell'estremità del settentrione e tutte le sue schiere, de' popoli numerosi saranno con te. Ezec. 38:6
- Dopo molti giorni tu riceverai l'ordine; negli ultimi anni verrai contro il paese sottratto alla spada, contro la nazione raccolta di fra molti popoli, sui monti d'Israele, che sono stati per tanto tempo deserti; ma, tratta fuori di fra i popoli, essa abiterà tutta quanta al sicuro. Ezec. 38:8
- Verrai per far bottino e predare, per stendere la tua mano contro queste ruine ora ripopolate, contro questo popolo raccolto di fra le nazioni, che s'è procurato bestiame e facoltà, e dimora sulle alture del paese. Ezec. 38:12
- Sceba, Dedan, i mercanti di Tarsis e tutti i suoi leoncelli ti diranno: - Vieni tu per far bottino? Hai tu adunato la tua moltitudine per predare, per portar via l'argento e l'oro, per pigliare bestiame e beni, per fare un gran bottino? - Ezec. 38:13
- In quel giorno, nel giorno che Gog verrà contro la terra d'Israele, dice il Signore, l'Eterno, il mio furore mi monterà nelle narici; Ezec. 38:18
- Io chiamerò contro di lui la spada su tutti i miei monti, dice il Signore, l'Eterno; la spada d'ognuno si volgerà contro il suo fratello. Ezec. 38:21
- E verrò in giudizio contro di lui, con la peste e col sangue; e farò piovere torrenti di pioggia e grandine, e fuoco e zolfo su lui, sulle sue schiere e sui popoli numerosi che saranno con lui. Ezec. 38:22
- Ecco, la cosa sta per avvenire, si effettuerà, dice il Signore, l'Eterno; questo è il giorno di cui io ho parlato. Ezec. 39:8
- In quel giorno, io darò a Gog un luogo che gli servirà di sepoltura in Israele, la Valle de' viandanti, a oriente del mare; e quel sepolcro chiuderà la via ai viandanti; quivi sarà sepolto Gog con tutta la sua moltitudine; e quel luogo sarà chiamato la Valle d'Hamon-Gog. Ezec. 39:11
- La casa d'Israele li sotterrerà per purificare il paese; e ciò durerà sette mesi. Ezec. 39:12
- E io manifesterò la mia gloria fra le nazioni, e tutte le nazioni vedranno il giudizio che io eseguirò, e la mia mano che metterò su loro. Ezec. 39:21
- E da quel giorno in poi la casa d'Israele conoscerà che io sono l'Eterno, il suo Dio; Ezec. 39:22
- e le nazioni conosceranno che la casa d'Israele è stata menata in cattività a motivo della sua iniquità, perché m'era stata infedele; ond'io ho nascosto a loro la mia faccia, e li ho dati in mano de' loro nemici; e tutti quanti son caduti per la spada. Ezec. 39:23
- Io li ho trattati secondo la loro impurità e secondo le loro trasgressioni, e ho nascosto loro la mia faccia. Ezec. 39:24
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Ora io farò tornare Giacobbe dalla cattività, e avrò pietà di tutta la casa d'Israele, e sarò geloso del mio santo nome. Ezec. 39:25
- Ed essi avran finito di portare il loro obbrobrio e la pena di tutte le infedeltà che hanno commesse contro di me, quando dimoreranno al sicuro nel loro paese, e non vi sarà più alcuno che li spaventi; Ezec. 39:26
- e non nasconderò più loro la mia faccia, perché avrò sparso il mio spirito sulla casa d'Israele, dice il Signore, l'Eterno'. Ezec. 39:29
- L'anno venticinquesimo della nostra cattività, al principio dell'anno, il decimo giorno del mese, quattordici anni dopo la presa della città, in quello stesso giorno, la mano dell'Eterno fu sopra me, ed egli mi trasportò nel paese d'Israele. Ezec. 40:1
- In una visione divina mi trasportò là, e mi posò sopra un monte altissimo, sul quale stava, dal lato di mezzogiorno, come la costruzione d'una città. Ezec. 40:2
- Ed ecco un muro esterno circondava la casa d'ogn'intorno. L'uomo aveva in mano una canna da misurare, lunga sei cubiti, ogni cubito d'un cubito e un palmo. Egli misurò la larghezza del muro, ed era una canna; l'altezza, ed era una canna. Ezec. 40:5
- Poi venne alla porta che guardava verso oriente, ne salì la gradinata, e misurò la soglia della porta, ch'era della larghezza d'una canna: questa prima soglia aveva la larghezza d'una canna. Ezec. 40:6
- Ogni camera di guardia aveva una canna di lunghezza, e una canna di larghezza. Fra le camere era uno spazio di cinque cubiti. La soglia della porta verso il vestibolo della porta, dal lato della casa, era d'una canna. Ezec. 40:7
- Le camere di guardia della porta orientale erano tre da un lato e tre dall'altro; tutte e tre avevano la stessa misura; e i pilastri, da ogni lato, avevano pure la stessa misura. Ezec. 40:10
- Misurò la larghezza dell'apertura della porta, ed era dieci cubiti; e la lunghezza della porta, ed era tredici cubiti. Ezec. 40:11
- E misurò la porta dal tetto d'una delle camere al tetto dell'altra; e c'era una larghezza di venticinque cubiti, da porta a porta. Ezec. 40:13
- Lo spazio fra la porta d'ingresso e il vestibolo della porta interna era di cinquanta cubiti. Ezec. 40:15
- Poi misurò la larghezza, dal davanti della porta inferiore fino alla cinta del cortile interno: cento cubiti a oriente e a settentrione. Ezec. 40:19
- Misurò la lunghezza e la larghezza della porta settentrionale del cortile esterno; Ezec. 40:20
- le sue camere di guardia erano tre di qua e tre di là; i suoi pilastri e i suoi archi avevano la stessa misura della prima porta: cinquanta cubiti di lunghezza e venticinque di larghezza. Ezec. 40:21
- Le sue finestre, i suoi archi, le sue palme avevano la stessa misura della porta orientale; vi si saliva per sette gradini, davanti ai quali stavano i suoi archi. Ezec. 40:22
- Poi mi menò nel cortile interno per la porta di mezzogiorno, e misurò la porta di mezzogiorno, che aveva quelle stesse dimensioni. Ezec. 40:28
- Poi mi menò nel cortile interno per la porta orientale, e misurò la porta, che aveva le stesse dimensioni. Ezec. 40:32
- E mi menò alla porta settentrionale; la misurò, e aveva le stesse dimensioni; Ezec. 40:35
- E nel vestibolo della porta c'erano due tavole di qua e due tavole di là per scannarvi su gli olocausti, i sacrifizi per il peccato e per la colpa. Ezec. 40:39
- E degli uncini d'un palmo eran fissati nella casa tutt'all'intorno; e sulle tavole doveva esser messa la carne delle offerte. Ezec. 40:43
- e la camera che guarda verso settentrione è per i sacerdoti incaricati del servizio dell'altare; i figliuoli di Tsadok son quelli che, tra i figliuoli di Levi, s'accostano all'Eterno per fare il suo servizio'. Ezec. 40:46
- Poi mi menò nel vestibolo della casa, e misurò i pilastri del vestibolo: cinque cubiti di qua e cinque di là; la larghezza della porta era di tre cubiti di qua e di tre di là. Ezec. 40:48
- La lunghezza del vestibolo era di venti cubiti; e la larghezza, di undici cubiti; vi si saliva per de' gradini; e presso ai pilastri c'erano delle colonne, una di qua e una di là. Ezec. 40:49
- La larghezza dell'ingresso era di dieci cubiti; le pareti laterali dell'ingresso avevano cinque cubiti da un lato e cinque cubiti dall'altro. Egli misurò la lunghezza del tempio: quaranta cubiti, e venti cubiti di larghezza. Ezec. 41:2
- Poi entrò dentro, e misurò i pilastri dell'ingresso: due cubiti; e l'ingresso: sei cubiti; e la larghezza dell'ingresso: sette cubiti. Ezec. 41:3
- Poi misurò il muro della casa: sei cubiti; e la larghezza delle camere laterali tutt'attorno alla casa: quattro cubiti. Ezec. 41:5
- E le camere occupavano maggiore spazio man mano che si saliva di piano in piano, poiché la casa aveva una scala circolare a ogni piano tutt'attorno alla casa; perciò questa parte della casa s'allargava a ogni piano, e si saliva dal piano inferiore al superiore per quello di mezzo. Ezec. 41:7
- E io vidi pure che la casa tutta intorno stava sopra un piano elevato; così le camere laterali avevano un fondamento: una buona canna, e sei cubiti fino all'angolo. Ezec. 41:8
- La larghezza del muro esterno delle camere laterali era di cinque cubiti; Ezec. 41:9
- Le porte delle camere laterali davano sullo spazio libero: una porta a settentrione, una porta a mezzogiorno; e la larghezza dello spazio libero era di cinque cubiti tutt'all'intorno. Ezec. 41:11
- Poi misurò la casa, che aveva cento cubiti di lunghezza. Lo spazio vuoto, l'edifizio e i suoi muri avevano una lunghezza di cento cubiti. Ezec. 41:13
- La larghezza della facciata della casa e dello spazio vuoto dal lato d'oriente era di cento cubiti. Ezec. 41:14
- Egli misurò la lunghezza dell'edifizio davanti allo spazio vuoto, sul di dietro, e le sue gallerie da ogni lato: cento cubiti. L'interno del tempio, i vestiboli che davano sul cortile, Ezec. 41:15
- e ogni cherubino aveva due facce: una faccia d'uomo, vòlta verso la palma da un lato, e una faccia di leone vòlta verso l'altra palma, dall'altro lato. E ve n'era per tutta la casa, tutt'attorno. Ezec. 41:19
- Gli stipiti del tempio erano quadrati, e la facciata del santuario aveva lo stesso aspetto. Ezec. 41:21
- L'altare era di legno, alto tre cubiti, lungo due cubiti; aveva degli angoli; e le sue pareti, per tutta la lunghezza, erano di legno. L'uomo mi disse: `Questa è la tavola che sta davanti all'Eterno'. Ezec. 41:22
- Sulla facciata, dov'era la porta settentrionale, la lunghezza era di cento cubiti, e la larghezza era di cinquanta cubiti: Ezec. 42:2
- poiché la lunghezza delle camere, dal lato del cortile esterno, era di cinquanta cubiti, mentre dal lato della facciata del tempio era di cento cubiti. Ezec. 42:8
- e, davanti a queste, c'era un corridoio come quello delle camere di settentrione; la loro lunghezza e la loro larghezza erano come la lunghezza e la larghezza di quelle, e così tutte le loro uscite, le loro disposizioni e le loro porte. Ezec. 42:11
- Ed egli mi disse; `Le camere di settentrione e le camere di mezzogiorno che stanno difaccia allo spazio vuoto, sono le camere sante, dove i sacerdoti che s'accostano all'Eterno mangeranno le cose santissime; quivi deporranno le cose santissime, le oblazioni e le vittime per il peccato e per la colpa; poiché quel luogo è santo. Ezec. 42:13
- Quando ebbe finito di misurare così l'interno della casa, egli mi menò fuori per la porta ch'era al lato d'oriente e misurò il recinto tutt'attorno. Ezec. 42:15
- Misurò il lato orientale con la canna da misurare: cinquecento cubiti della canna da misurare, tutto attorno. Ezec. 42:16
- Misurò il lato meridionale con la canna da misurare: cinquecento cubiti. Ezec. 42:18
- Misurò dai quattro lati il muro che formava il recinto: tutt'attorno la lunghezza era di cinquecento, e la larghezza di cinquecento; il muro faceva la separazione fra il sacro e il profano. Ezec. 42:20
- Ed ecco, la gloria dell'Iddio d'Israele veniva dal lato d'oriente. La sua voce era come il rumore di grandi acque, e la terra risplendeva della sua gloria. Ezec. 43:2
- La visione ch'io n'ebbi era simile a quella ch'io ebbi quando venni per distruggere la città; e queste visioni erano simili a quella che avevo avuta presso il fiume Kebar; e io caddi sulla mia faccia. Ezec. 43:3
- E la gloria dell'Eterno entrò nella casa per la via della porta che guardava a oriente. Ezec. 43:4
- Lo spirito mi levò in alto, e mi menò nel cortile interno; ed ecco, la gloria dell'Eterno riempiva la casa. Ezec. 43:5
- Egli mi disse: `Figliuol d'uomo, questo è il luogo del mio trono, e il luogo dove poserò la pianta dei miei piedi; io vi abiterò in perpetuo in mezzo ai figliuoli d'Israele; e la casa d'Israele e i suoi re non contamineranno più il mio santo nome con le loro prostituzioni e con le carogne dei loro re sui loro alti luoghi, Ezec. 43:7
- come facevano quando mettevano la loro soglia presso la mia soglia, i loro stipiti presso i miei stipiti, talché non c'era che una parete fra me e loro. Essi contaminavano così il mio santo nome con le abominazioni che commettevano; ond'io li consumai, nella mia ira. Ezec. 43:8
- Ne misurino il piano, e se si vergognano di tutto quello che hanno fatto, fa' loro conoscere la forma di questa casa, la sua disposizione, le sue uscite e i suoi ingressi, tutti i suoi disegni e tutti i suoi regolamenti, tutti i suoi riti e tutte le sue leggi; mettili per iscritto sotto ai loro occhi affinché osservino tutti i suoi riti e tutti i suoi regolamenti, e li mettano in pratica. Ezec. 43:11
- Tal è la legge della casa. Sulla sommità del monte, tutto lo spazio che deve occupare tutt'attorno sarà santissimo. Ecco, tal è la legge della casa. Ezec. 43:12
- E queste sono le misure dell'altare, in cubiti, de' quali ogni cubito è un cubito e un palmo. La base ha un cubito d'altezza e un cubito di larghezza; l'orlo che termina tutto il suo contorno, una spanna di larghezza; tale, il sostegno dell'altare. Ezec. 43:13
- La parte superiore dell'altare ha quattro cubiti d'altezza: e dal fornello dell'altare s'elevano quattro corni; Ezec. 43:15
- Il gradino ha dai quattro lati quattordici cubiti di lunghezza e quattordici cubiti di larghezza; e l'orlo che termina il suo contorno ha un mezzo cubito; la base ha tutt'attorno un cubito, e i suoi scalini son vòlti verso oriente'. Ezec. 43:17
- Poi egli mi ricondusse verso la porta esterna del santuario, che guarda a oriente. Essa era chiusa. Ezec. 44:1
- Quanto al principe, siccome è principe, egli potrà sedervi per mangiare il pane davanti all'Eterno; egli entrerà per la via del vestibolo della porta, e uscirà per la medesima via'. Ezec. 44:3
- Poi mi menò davanti alla casa per la via della porta settentrionale. Io guardai, ed ecco, la gloria dell'Eterno riempiva la casa dell'Eterno; e io caddi sulla mia faccia. Ezec. 44:4
- Avete fatto entrare degli stranieri, incirconcisi di cuore e incirconcisi di carne, perché stessero nel mio santuario a profanare la mia casa, quando offrivate il mio pane, il grasso e il sangue, violando così il mio patto con tutte le vostre abominazioni. Ezec. 44:7
- Inoltre, i Leviti che si sono allontanati da me quando Israele si sviava, e si sono sviati da me per seguire i loro idoli, porteranno la pena della loro iniquità; Ezec. 44:10
- Siccome han servito il popolo davanti agl'idoli suoi e sono stati per la casa d'Israele un'occasione di caduta nell'iniquità, io alzo la mia mano contro di loro, dice il Signore, l'Eterno, giurando ch'essi porteranno la pena della loro iniquità. Ezec. 44:12
- E non s'accosteranno più a me per esercitare il sacerdozio, e non s'accosteranno ad alcuna delle mie cose sante, alle cose che sono santissime; ma porteranno il loro obbrobrio, e la pena delle abominazioni che hanno commesse; Ezec. 44:13
- Insegneranno al mio popolo a distinguere fra il sacro e il profano, e gli faranno conoscere la differenza tra ciò ch'è impuro e ciò ch'è puro. Ezec. 44:23
- Dopo la sua purificazione, gli si conteranno sette giorni; Ezec. 44:26
- E avranno una eredità: Io sarò la loro eredità; e voi non darete loro alcun possesso in Israele: Io sono il loro possesso. Ezec. 44:28
- Essi si nutriranno delle oblazioni, dei sacrifizi per il peccato e dei sacrifizi per la colpa: e ogni cosa votata allo sterminio in Israele sarà loro. Ezec. 44:29
- E le primizie dei primi prodotti d'ogni sorta, tutte le offerte di qualsivoglia cosa che offrirete per elevazione, saranno dei sacerdoti; darete parimente al sacerdote le primizie della vostra pasta, affinché la benedizione riposi sulla vostra casa. Ezec. 44:30
- Quando spartirete a sorte il paese per esser vostra eredità, preleverete come offerta all'Eterno una parte consacrata del paese, della lunghezza di venticinquemila cubiti e della larghezza di diecimila; sarà sacra in tutta la sua estensione. Ezec. 45:1
- È la parte consacrata del paese, la quale apparterrà ai sacerdoti, che fanno il servizio del santuario, che s'accostano all'Eterno per servirlo; sarà un luogo per le loro case, un santuario per il santuario. Ezec. 45:4
- Come possesso della città destinerete cinquemila cubiti di larghezza e venticinquemila di lunghezza, parallelamente alla parte sacra prelevata; esso sarà per tutta la casa d'Israele. Ezec. 45:6
- Così parla il Signore, l'Eterno: Basta, o principi d'Israele! Lasciate da parte la violenza e le rapine, praticate il diritto e la giustizia, liberate il mio popolo dalle vostre estorsioni! dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 45:9
- L'efa e il bat avranno la stessa capacità: il bat conterrà la decima parte d'un omer e l'efa la decima parte d'un omer; la loro capacità sarà regolata dall'omer. Ezec. 45:11
- Il siclo sarà di venti ghere; venti sicli, venticinque sicli, quindici sicli, formeranno la vostra mina. Ezec. 45:12
- Questa è l'offerta che preleverete: la sesta parte d'un efa da un omer di frumento, e la sesta parte d'un efa da un omer d'orzo. Ezec. 45:13
- Questa è la norma per l'olio: un decimo di bat d'olio per un cor, che è dieci bati, cioè un omer; poiché dieci bati fanno un omer. Ezec. 45:14
- Una pecora su d'un gregge di dugento capi nei grassi pascoli d'Israele sarà offerta per le oblazioni, gli olocausti e i sacrifizi di azioni di grazie, per fare la propiziazione per essi, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 45:15
- E al principe toccherà di fornire gli olocausti, le oblazioni e le libazioni per le feste, per i novilunî, per i sabati, per tutte le solennità della casa d'Israele; egli provvederà i sacrifizi per il peccato, l'oblazione, l'olocausto e i sacrifizi d'azioni di grazie, per fare la propiziazione per la casa d'Israele. Ezec. 45:17
- Farai lo stesso il settimo giorno del mese per chi avrà peccato per errore, e per il semplice; e così purificherete la casa. Ezec. 45:20
- Il quattordicesimo giorno del primo mese avrete la Pasqua. La festa durerà sette giorni; si mangeranno pani senza lievito. Ezec. 45:21
- Il settimo mese, il quindicesimo giorno del mese, alla festa, egli offrirà per sette giorni gli stessi sacrifizi per il peccato, gli stessi olocausti, le stesse oblazioni e la stessa quantità d'olio. Ezec. 45:25
- Così parla il Signore, l'Eterno: La porta del cortile interno, che guarda verso levante, resterà chiusa durante i sei giorni di lavoro; ma sarà aperta il giorno di sabato; sarà pure aperta il giorno del novilunio. Ezec. 46:1
- Il principe entrerà per la via del vestibolo della porta esteriore, e si fermerà presso allo stipite della porta; e i sacerdoti offriranno il suo olocausto e i suoi sacrifizi di azioni di grazie. Egli si prostrerà sulla soglia della porta, poi uscirà; ma la porta non sarà chiusa fino alla sera. Ezec. 46:2
- e la sua oblazione sarà d'un efa per il montone, e l'oblazione per gli agnelli sarà quello che vorrà dare, e d'un hin d'olio per efa. Ezec. 46:5
- Quando il principe entrerà, passerà per la via del vestibolo della porta, e uscirà per la stessa via. Ezec. 46:8
- Ma quando il popolo del paese verrà davanti all'Eterno nelle solennità, chi sarà entrato per la via della porta settentrionale per prostrarsi, uscirà per la via della porta meridionale; e chi sarà entrato per la via della porta meridionale uscirà per la via della porta settentrionale; nessuno se ne tornerà per la via della porta per la quale sarà entrato, ma si uscirà per la porta opposta. Ezec. 46:9
- E quando il principe farà all'Eterno un'offerta volontaria, olocausto o sacrifizio di azioni di grazie, come offerta volontaria all'Eterno, gli si aprirà la porta che guarda a levante, ed egli offrirà il suo olocausto e il suo sacrifizio di azioni di grazie come fa nel giorno del sabato; poi uscirà; e, quando sarà uscito, si chiuderà la porta. Ezec. 46:12
- E v'aggiungerai ogni mattina, come oblazione, la sesta parte d'un efa e la terza parte d'un hin d'olio per intridere il fior di farina: è un'oblazione all'Eterno, da offrirsi del continuo per prescrizione perpetua. Ezec. 46:14
- Ma s'egli fa a uno de' suoi servi un dono preso dal proprio possesso, questo dono apparterrà al servo fino all'anno della liberazione; poi, tornerà al principe; la sua eredità apparterrà soltanto ai suoi figliuoli. Ezec. 46:17
- Ed egli mi disse: `Questo è il luogo dove i sacerdoti faranno cuocere la carne dei sacrifizi per la colpa e per il peccato, e faranno cuocere l'oblazione, per non farle portare fuori nel cortile esterno, in guisa che il popolo sia santificato'. Ezec. 46:20
- Ed egli mi rimenò all'ingresso della casa; ed ecco delle acque uscivano di sotto la soglia della casa, dal lato d'oriente; perché la facciata della casa guardava a oriente; e le acque uscite di là scendevano dal lato meridionale della casa, a mezzogiorno dell'altare. Ezec. 47:1
- Poi mi menò fuori per la via della porta settentrionale, e mi fece fare il giro, di fuori, fino alla porta esterna, che guarda a oriente; ed ecco, le acque scendevano dal lato destro. Ezec. 47:2
- Ed egli mi disse: `Queste acque si dirigono verso la regione orientale, scenderanno nella pianura ed entreranno nel mare; e quando saranno entrate nel mare, le acque del mare saran rese sane. Ezec. 47:8
- Così parla il Signore, l'Eterno: `Questa è la frontiera del paese che voi spartirete come eredità fra le dodici tribù d'Israele. Giuseppe ne avrà due parti. Ezec. 47:13
- Hamath, Berotha, Sibraim, che è tra la frontiera di Damasco, e la frontiera di Hamath; Hatser-hattikon, che è sulla frontiera dell'Hauran. Ezec. 47:16
- Così la frontiera sarà dal mare fino a Hatsar-Enon, frontiera di Damasco, avendo a settentrione il paese settentrionale e la frontiera di Hamath. Tale, la parte di settentrione. Ezec. 47:17
- Dalla parte d'oriente: partendo di fra l'Hauran e Damasco, poi di fra Galaad e il paese d'Israele, verso il Giordano, misurerete dalla frontiera di settentrione, fino al mare orientale. Tale, la parte d'oriente. Ezec. 47:18
- La parte meridionale si dirigerà verso mezzogiorno, da Tamar fino alle acque di Meriboth di Kades, fino al torrente che va nel mar Grande. Tale la parte meridionale, verso mezzogiorno. Ezec. 47:19
- La parte occidentale sarà il mar Grande, da quest'ultima frontiera, fino difaccia all'entrata di Hamath. Tale, la parte occidentale. Ezec. 47:20
- Ne spartirete a sorte de' lotti d'eredità fra voi e gli stranieri che soggiorneranno fra voi, i quali avranno generato de' figliuoli fra voi. Questi saranno per voi come de' nativi di tra i figliuoli d'Israele; trarranno a sorte con voi la loro parte d'eredità in mezzo alle tribù d'Israele. Ezec. 47:22
- E nella tribù nella quale lo straniero soggiorna, quivi gli darete la sua parte, dice il Signore, l'Eterno. Ezec. 47:23
- E questi sono i nomi delle tribù. Partendo dall'estremità settentrionale, lungo la via di Hethlon per andare ad Hamath, fino ad Hatsar-Enon, frontiera di Damasco a settentrione verso Hamath, avranno questo: dal confine orientale al confine occidentale, Dan, una parte. Ezec. 48:1
- Sulla frontiera di Giuda, dal confine orientale al confine occidentale, sarà la parte che preleverete di venticinquemila cubiti di larghezza, e lunga come una delle altre parti dal confine orientale al confine occidentale; e quivi in mezzo sarà il santuario. Ezec. 48:8
- La parte che preleverete per l'Eterno avrà venticinquemila cubiti di lunghezza e diecimila di larghezza. Ezec. 48:9
- Essa apparterrà loro come parte prelevata dalla parte del paese che sarà stata prelevata: una cosa santissima, verso la frontiera dei Leviti. Ezec. 48:12
- I Leviti avranno, parallelamente alla frontiera de' sacerdoti, una lunghezza di venticinquemila cubiti e una larghezza di diecimila: tutta la lunghezza sarà di venticinquemila, e la larghezza di diecimila. Ezec. 48:13
- I cinquemila cubiti che rimarranno di larghezza sui venticinquemila, formeranno un'area non consacrata destinata alla città, per le abitazioni e per il contado; la città sarà in mezzo, Ezec. 48:15
- La città avrà un contado di duecentocinquanta cubiti a settentrione, di duecentocinquanta a mezzogiorno; di duecentocinquanta a oriente, e di duecentocinquanta a occidente. Ezec. 48:17
- Tutta la parte prelevata sarà di venticinquemila cubiti di lunghezza per venticinquemila di larghezza; ne preleverete così una parte uguale al quarto della parte santa, come possesso della città. Ezec. 48:20
- Il rimanente sarà del principe, da un lato e dall'altro della parte santa prelevata e del possesso della città, difaccia ai venticinquemila cubiti della parte santa sino alla frontiera d'oriente e a occidente difaccia ai venticinquemila cubiti verso la frontiera d'occidente, parallelamente alle parti; questo sarà del principe; e la parte santa e il santuario della casa saranno in mezzo. Ezec. 48:21
- Così, toltone il possesso dei Leviti e il possesso della città situati in mezzo a quello del principe, ciò che si troverà tra la frontiera di Giuda e la frontiera di Beniamino, apparterrà al principe. Ezec. 48:22
- Sulla frontiera di Gad, dal lato meridionale, verso mezzogiorno, la frontiera sarà da Tamar fino alle acque di Meriba di Kades, fino al torrente che va nel mar Grande. Ezec. 48:28
- le porte della città porteranno i nomi delle tribù d'Israele, e ci saranno tre porte a settentrione: la Porta di Ruben, l'una; la Porta di Giuda, l'altra; la Porta di Levi, l'altra. Ezec. 48:31
- Dal lato orientale, quattromila cinquecento cubiti, e tre porte: la Porta di Giuseppe, l'una; la Porta di Beniamino, l'altra; la Porta di Dan, l'altra. Ezec. 48:32
- Dal lato meridionale, quattromila cinquecento cubiti, e tre porte: la Porta di Simeone, l'una; la Porta d'Issacar, l'altra; la Porta di Zabulon, l'altra. Ezec. 48:33
- Dal lato occidentale, quattromila cinquecento cubiti, e tre porte: la Porta di Gad, l'una; la Porta d'Ascer, l'altra; la Porta di Neftali, l'altra. Ezec. 48:34
- La circonferenza sarà di diciottomila cubiti. E, da quel giorno, il nome della città sarà: L'Eterno è quivi'. Ezec. 48:35
- giovani senza difetti fisici, belli d'aspetto, dotati d'ogni sorta di talenti, istruiti e intelligenti, tali che avessero attitudine a stare nel palazzo del re; e d'insegnar loro la letteratura e la lingua de' Caldei. Dan. 1:4
- E Daniele prese in cuor suo la risoluzione di non contaminarsi con le vivande del re e col vino che il re beveva; e chiese al capo degli eunuchi di non obbligarlo a contaminarsi; Dan. 1:8
- E il capo degli eunuchi disse a Daniele: `Io temo il re, mio signore, il quale ha fissato il vostro cibo e le vostre bevande; e perché vedrebb'egli il vostro volto più triste di quello de' giovani della vostra medesima età? Voi mettereste in pericolo la mia testa presso il re'. Dan. 1:10
- Allora Daniele disse al maggiordomo, al quale il capo degli eunuchi aveva affidato la cura di Daniele, di Hanania, di Mishael e d'Azaria: Dan. 1:11
- E a tutti questi quattro giovani Iddio dette conoscenza e intelligenza in tutta la letteratura, e sapienza; e Daniele s'intendeva d'ogni sorta di visioni e di sogni. Dan. 1:17
- Allora i Caldei risposero al re, in aramaico: `O re, possa tu vivere in perpetuo! Racconta il sogno ai tuoi servi, e noi ne daremo la interpretazione'. Dan. 2:4
- Il re replicò, e disse ai Caldei: `La mia decisione è presa: se voi non mi fate conoscere il sogno e la sua interpretazione, sarete fatti a pezzi; e le vostre case saran ridotte in tanti immondezzai; Dan. 2:5
- ma se mi dite il sogno e la sua interpretazione, riceverete da me doni, ricompense e grandi onori; ditemi dunque il sogno e la sua interpretazione'. Dan. 2:6
- Il re replicò, e disse: `Io m'accorgo che di certo voi volete guadagnar tempo, perché vedete che la mia decisione è presa; Dan. 2:8
- La cosa che il re domanda è ardua; e non v'è alcuno che la possa far conoscere al re, tranne gli dèi, la cui dimora non è fra i mortali'. Dan. 2:11
- Prese la parola e disse ad Arioc, ufficiale del re: `Perché questo decreto così perentorio da parte del re?' Allora Arioc fece sapere la cosa a Daniele. Dan. 2:15
- perché implorassero la misericordia dell'Iddio del cielo, a proposito di questo segreto, onde Daniele e i suoi compagni non fossero messi a morte col resto dei savi di Babilonia. Dan. 2:18
- Daniele prese a dire: `Sia benedetto il nome di Dio, d'eternità in eternità! poiché a lui appartengono la sapienza e la forza. Dan. 2:20
- Egli muta i tempi e le stagioni; depone i re e li stabilisce, dà la sapienza ai savi, e la scienza a quelli che hanno intelletto. Dan. 2:21
- Egli rivela le cose profonde e occulte; conosce ciò ch'è nelle tenebre, e la luce dimora con lui. Dan. 2:22
- O Dio de' miei padri, io ti rendo gloria e lode, perché m'hai dato sapienza e forza, e m'hai fatto conoscere quello che t'abbiam domandato, rivelandoci la cosa che il re vuole'. Dan. 2:23
- Il re prese a dire a Daniele, che si chiamava Beltsatsar: `Sei tu capace di farmi conoscere il sogno che ho fatto e la sua interpretazione?' Dan. 2:26
- La testa di questa statua era d'oro fino; il suo petto e le sue braccia eran d'argento; il suo ventre e le sue cosce, di rame; Dan. 2:32
- Allora il ferro, l'argilla, il rame, l'argento e l'oro furon frantumati insieme, e diventarono come la pula sulle aie d'estate; il vento li portò via, e non se ne trovò più traccia; ma la pietra che avea colpito la statua diventò un gran monte, che riempì tutta la terra. Dan. 2:35
- Tu, o re, sei il re dei re, al quale l'Iddio del cielo ha dato l'impero, la potenza, la forza e la gloria; Dan. 2:37
- e dovunque dimorano i figliuoli degli uomini, le bestie della campagna e gli uccelli del cielo, egli te li ha dati nelle mani, e t'ha fatto dominare sopra essi tutti. La testa d'oro sei tu; Dan. 2:38
- E come hai visto i piedi e le dita, in parte d'argilla di vasaio e in parte di ferro, così quel regno sarà diviso; ma vi sarà in lui qualcosa della consistenza del ferro, giacché tu hai visto il ferro mescolato con la molle argilla. Dan. 2:41
- Tu hai visto il ferro mescolato con la molle argilla, perché quelli si mescoleranno mediante connubî umani; ma non saranno uniti l'uno all'altro, nello stesso modo che il ferro non s'amalgama con l'argilla. Dan. 2:43
- E al tempo di questi re, l'Iddio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto, e che non passerà sotto la dominazione d'un altro popolo; quello spezzerà e annienterà tutti quei regni; ma esso sussisterà in perpetuo, Dan. 2:44
- nel modo che hai visto la pietra staccarsi dal monte, senz'opera di mano, e spezzare il ferro, il rame, l'argilla, l'argento e l'oro. Il grande Iddio ha fatto conoscere al re ciò che deve avvenire d'ora innanzi; il sogno è verace, e la interpretazione n'è sicura'. Dan. 2:45
- Allora il re elevò Daniele in dignità, lo colmò di numerosi e ricchi doni, gli diede il comando di tutta la provincia di Babilonia, e lo stabilì capo supremo di tutti i savi di Babilonia. Dan. 2:48
- Il re Nebucadnetsar fece una statua d'oro, alta sessanta cubiti e larga sei cubiti, e la eresse nella pianura di Dura, nella provincia di Babilonia. Dan. 3:1
- Allora i satrapi, i prefetti e i governatori, i giudici, i tesorieri, i giureconsulti, i presidenti e tutte le autorità delle province s'adunarono per la inaugurazione della statua, che il re Nebucadnetsar aveva eretta; e stavano in piedi davanti alla statua che Nebucadnetsar aveva eretta. Dan. 3:3
- nel momento in cui udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro, della zampogna e d'ogni sorta di strumenti, vi prostriate per adorare la statua d'oro che il re Nebucadnetsar ha eretta; Dan. 3:5
- Non appena quindi tutti i popoli ebbero udito il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro e d'ogni sorta di strumenti, tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue si prostrarono e adorarono la statua d'oro, che il re Nebucadnetsar aveva eretta. Dan. 3:7
- Tu, o re, hai emanato un decreto, per il quale chiunque ha udito il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro, della zampogna e d'ogni sorta di strumenti deve prostrarsi per adorare la statua d'oro; Dan. 3:10
- Or vi sono degli uomini giudei, che tu hai preposti agli affari della provincia di Babilonia: Shadrac, Meshac e Abed-nego; cotesti uomini, o re, non ti tengono in alcun conto; non servono i tuoi dèi, e non adorano la statua d'oro che tu hai eretta'. Dan. 3:12
- Nebucadnetsar, rivolgendosi a loro, disse: `Shadrac, Meshac, Abed-nego, lo fate deliberatamente di non servire i miei dèi e di non adorare la statua d'oro che io ho eretto? Dan. 3:14
- Ora, se non appena udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del saltèro, della zampogna e d'ogni sorta di strumenti, siete pronti a prostrarvi per adorare la statua che io ho fatto, bene; ma se non l'adorate, sarete immantinente gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente; e qual è quel dio che vi libererà dalle mie mani?' Dan. 3:15
- Se no, sappi o re, che noi non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo la statua d'oro che tu hai eretto'. Dan. 3:18
- Allora Nebucadnetsar fu ripieno di furore, e l'aspetto del suo viso fu mutato verso Shadrac, Meshac e Abed-nego. Egli riprese la parola, e ordinò che si accendesse la fornace sette volte più di quello che s'era pensato di fare; Dan. 3:19
- E siccome l'ordine del re era perentorio e la fornace era straordinariamente riscaldata, la fiamma del fuoco uccise gli uomini che vi avevan gettato dentro Shadrac, Meshac e Abed-nego. Dan. 3:22
- Perciò, io faccio questo decreto: che chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua appartenga, dirà male dell'Iddio di Shadrac, Meshac e Abed-nego, sia fatto a pezzi, e la sua casa sia ridotta in un immondezzaio; perché non v'è alcun altro dio che possa salvare a questo modo'. Dan. 3:29
- `Il re Nebucadnetsar a tutti i popoli, a tutte le nazioni e lingue, che abitano su tutta la terra. La vostra pace abbondi. Dan. 4:1
- Beltsatsar, capo de' magi, siccome io so che lo spirito degli dèi santi è in te, e che nessun segreto t'è difficile, dimmi le visioni che ho avuto nel mio sogno, e la loro interpretazione. Dan. 4:9
- Ed ecco le visioni della mia mente quand'ero sul mio letto. Io guardavo, ed ecco un albero in mezzo alla terra, la cui altezza era grande. Dan. 4:10
- L'albero era cresciuto e diventato forte, e la sua vetta giungeva al cielo, e lo si vedeva dalle estremità di tutta la terra. Dan. 4:11
- Il suo fogliame era bello, il suo frutto abbondante, c'era in lui nutrimento per tutti; le bestie de' campi si riparavano sotto la sua ombra, gli uccelli del cielo dimoravano fra i suoi rami, e ogni creatura si nutriva d'esso. Dan. 4:12
- Però, lasciate in terra il ceppo delle sue radici, ma in catene di ferro e di rame, fra l'erba de' campi; e sia bagnato dalla rugiada del cielo, e abbia con gli animali la sua parte d'erba della terra. Dan. 4:15
- La cosa è decretata dai Veglianti, e la sentenza emana dai santi, affinché i viventi conoscano che l'Altissimo domina sul regno degli uomini, ch'egli lo dà a chi vuole, e vi innalza l'infimo degli uomini. Dan. 4:17
- Allora Daniele, il cui nome è Beltsatsar, rimase per un momento stupefatto, e i suoi pensieri lo spaventavano. Il re prese a dire: `Beltsatsar, il sogno e la interpretazione non ti spaventino!' Beltsatsar rispose, e disse: `Signor mio, il sogno s'avveri per i tuoi nemici, e la sua interpretazione per i tuoi avversari! Dan. 4:19
- L'albero che il re ha visto, ch'era divenuto grande e forte, la cui vetta giungeva al cielo e che si vedeva da tutti i punti della terra, Dan. 4:20
- sei tu, o re; tu, che sei divenuto grande e forte, la cui grandezza s'è accresciuta e giunge fino al cielo, e il cui dominio s'estende fino alle estremità della terra. Dan. 4:22
- E quanto al santo Vegliante che hai visto scendere dal cielo e che ha detto: - Abbattete l'albero e distruggetelo, ma lasciatene in terra il ceppo delle radici, in catene di ferro e di rame, fra l'erba de' campi, e sia bagnato dalla rugiada del cielo, e abbia la sua parte con gli animali della campagna finché sian passati sopra di lui sette tempi - Dan. 4:23
- tu sarai cacciato di fra gli uomini e la tua dimora sarà con le bestie de' campi; ti sarà data a mangiare dell'erba come ai buoi; sarai bagnato dalla rugiada del cielo, e passeranno su di te sette tempi, finché tu non riconosca che l'Altissimo domina sul regno degli uomini, e lo dà a chi vuole. Dan. 4:25
- Perciò, o re, ti sia gradito il mio consiglio! Poni fine ai tuoi peccati con la giustizia, e alle tue iniquità con la compassione verso gli afflitti; e, forse, la tua prosperità potrà esser prolungata'. Dan. 4:27
- Il re prese a dire: `Non è questa la gran Babilonia che io ho edificata come residenza reale con la forza della mia potenza e per la gloria della mia maestà?' Dan. 4:30
- Il re aveva ancora la parola in bocca, quando una voce discese dal cielo: `Sappi, o re Nebucadnetsar, che il tuo regno t'è tolto; Dan. 4:31
- e tu sarai cacciato di fra gli uomini, la tua dimora sarà con le bestie de' campi; ti sarà data a mangiare dell'erba come ai buoi, e passeranno su di te sette tempi, finché tu non riconosca che l'Altissimo domina sul regno degli uomini e lo dà a chi vuole'. Dan. 4:32
- `Alla fine di que' giorni, io, Nebucadnetsar, alzai gli occhi al cielo, la ragione mi tornò, e benedissi l'Altissimo, e lodai e glorificai colui che vive in eterno, il cui dominio è un dominio perpetuo, e il cui regno dura di generazione in generazione. Dan. 4:34
- Tutti gli abitanti della terra son da lui reputati un nulla; egli agisce come vuole con l'esercito del cielo e con gli abitanti della terra; e non v'è alcuno che possa fermare la sua mano o dirgli: - Che fai? - Dan. 4:35
- In quel tempo la ragione mi tornò; la gloria del mio regno, la mia maestà, il mio splendore mi furono restituiti; i miei consiglieri e i miei grandi mi cercarono, e io fui ristabilito nel mio regno, e la mia grandezza fu accresciuta più che mai. Dan. 4:36
- La regina, com'ebbe udite le parole del re e dei suoi grandi, entrò nella sala del convito. La regina prese a dire: `O re, possa tu vivere in perpetuo! I tuoi pensieri non ti spaventino, e non mutar di colore! Dan. 5:10
- Ma quando il suo cuore divenne altero e il suo spirito s'indurò fino a diventare arrogante, fu deposto dal suo trono reale, e gli fu tolta la sua gloria; Dan. 5:20
- fu cacciato di tra i figliuoli degli uomini, il suo cuore fu reso simile a quello delle bestie, e la sua dimora fu con gli asini selvatici; gli fu data a mangiare dell'erba come ai buoi, e il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, finché non riconobbe che l'Iddio altissimo domina sul regno degli uomini, e ch'egli vi stabilisce sopra chi vuole. Dan. 5:21
- TEKEL: tu sei stato pesato con la bilancia, e sei stato trovato mancante. Dan. 5:27
- Quegli uomini dissero dunque: `Noi non troveremo occasione alcuna d'accusar questo Daniele, se non la troviamo in quel che concerne la legge del suo Dio'. Dan. 6:5
- Poi s'accostarono al re, e gli parlarono del divieto reale: `Non hai tu firmato un divieto, per il quale chiunque entro lo spazio di trenta giorni farà qualche richiesta a qualsivoglia dio o uomo tranne che a te, o re, dev'esser gettato nella fossa de' leoni?' Il re rispose e disse: `La cosa è stabilita, conformemente alla legge dei Medi e dei Persiani, che è irrevocabile'. Dan. 6:12
- E fu portata una pietra, che fu messa sulla bocca della fossa; e il re la sigillò col suo anello e con l'anello de' suoi grandi, perché nulla fosse mutato riguardo a Daniele. Dan. 6:17
- Allora il re se ne andò al suo palazzo, e passò la notte in digiuno; non si fece venir alcuna concubina e il sonno fuggì da lui. Dan. 6:18
- Poi il re si levò la mattina di buon'ora, appena fu giorno, e si recò in fretta alla fossa de' leoni. Dan. 6:19
- Il mio Dio ha mandato il suo angelo, e ha chiuso la bocca de' leoni che non m'hanno fatto alcun male, perché io sono stato trovato innocente nel suo cospetto; e anche davanti a te, o re, non ho fatto alcun male'. Dan. 6:22
- Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, a tutte le nazioni e lingue che abitavano su tutta la terra: `La vostra pace abbondi! Dan. 6:25
- Il primo anno di Belsatsar, re di Babilonia, Daniele, mentr'era a letto, fece un sogno, ed ebbe delle visioni nella sua mente. Poi scrisse il sogno, e narrò la sostanza delle cose. Dan. 7:1
- La prima era come un leone, ed avea delle ali d'aquila. Io guardai, finché non le furono strappate le ali; e fu sollevata da terra, fu fatta stare in piedi come un uomo, e le fu dato un cuor d'uomo. Dan. 7:4
- Io continuai a guardare fino al momento in cui furon collocati de' troni, e un vegliardo s'assise. La sua veste era bianca come la neve, e i capelli del suo capo eran come lana pura; fiamme di fuoco erano il suo trono e le ruote d'esso erano fuoco ardente. Dan. 7:9
- Allora io guardai a motivo delle parole orgogliose che il corno proferiva; guardai, finché la bestia non fu uccisa, e il suo corpo distrutto, gettato nel fuoco per esser arso. Dan. 7:11
- M'accostai a uno degli astanti, e gli domandai la verità intorno a tutto questo; ed egli mi parlò, e mi dette l'interpretazione di quelle cose: Dan. 7:16
- Allora desiderai saper la verità intorno alla quarta bestia, ch'era diversa da tutte le altre, straordinariamente terribile, che aveva i denti di ferro e le unghie di rame, che divorava, sbranava, e calpestava il resto coi piedi, Dan. 7:19
- Ed egli mi parlò così: `La quarta bestia è un quarto regno sulla terra, che differirà da tutti i regni, divorerà tutta la terra, la calpesterà e la frantumerà. Dan. 7:23
- Egli proferirà parole contro l'Altissimo, ridurrà allo stremo i santi dell'Altissimo, e penserà di mutare i tempi e la legge; i santi saran dati nelle sue mani per un tempo, dei tempi, e la metà d'un tempo. Dan. 7:25
- E il regno e il dominio e la grandezza dei regni che sono sotto tutti i cieli saranno dati al popolo dei santi dell'Altissimo; il suo regno è un regno eterno, e tutti i dominî lo serviranno e gli ubbidiranno'. Dan. 7:27
- Qui finirono le parole rivoltemi. Quanto a me, Daniele, i miei pensieri mi spaventarono molto, e mutai di colore; ma serbai la cosa nel cuore. Dan. 7:28
- Ero in visione; e, mentre guardavo, ero a Susan, la residenza reale, che è nella provincia di Elam; e, nella visione, mi trovavo presso il fiume Ulai. Dan. 8:2
- Alzai gli occhi, guardai, ed ecco, ritto davanti al fiume, un montone che aveva due corna; e le due corna erano alte, ma una era più alta dell'altra, e la più alta veniva su l'ultima. Dan. 8:3
- Vidi il montone che cozzava a occidente, a settentrione e a mezzogiorno; nessuna bestia gli poteva tener fronte, e non c'era nessuno che la potesse liberare dalla sua potenza; esso faceva quel che voleva, e diventò grande. Dan. 8:4
- E com'io stavo considerando questo, ecco venire dall'occidente un capro, che percorreva tutta la superficie della terra senza toccare il suolo; e questo capro aveva un corno cospicuo fra i suoi occhi. Dan. 8:5
- E lo vidi giungere vicino al montone, pieno di rabbia contro di lui, investirlo, e spezzargli le due corna; il montone non ebbe la forza di tenergli fronte, e il capro lo atterrò e lo calpestò; e non ci fu nessuno che potesse liberare il montone dalla potenza d'esso. Dan. 8:7
- L'esercito gli fu dato in mano col sacrifizio perpetuo, a motivo della ribellione; e il corno gettò a terra la verità, e prosperò nelle sue imprese. Dan. 8:12
- Poi udii un santo che parlava; e un altro santo disse a quello che parlava: `Fino a quando durerà la visione del sacrifizio continuo e la ribellione che produce la desolazione, abbandonando il luogo santo e l'esercito ad esser calpestati?' Dan. 8:13
- E udii la voce d'un uomo in mezzo all'Ulai, che gridò, e disse: `Gabriele, spiega a colui la visione'. Dan. 8:16
- E com'egli mi parlava, io mi lasciai andare con la faccia a terra, profondamente assopito; ma egli mi toccò, e mi fece stare in piedi. Dan. 8:18
- E disse: `Ecco, io ti farò conoscere quello che avverrà nell'ultimo tempo dell'indignazione; poiché si tratta del tempo fissato per la fine. Dan. 8:19
- Quanto al corno spezzato, al cui posto ne son sorti quattro, questi sono quattro regni che sorgeranno da questa nazione, ma non con la stessa sua potenza. Dan. 8:22
- E alla fine del loro regno, quando i ribelli avranno colmato la misura delle loro ribellioni, sorgerà un re dall'aspetto feroce, ed esperto in strattagemmi. Dan. 8:23
- La sua potenza sarà grande, ma non sarà potenza sua; egli farà prodigiose ruine, prospererà nelle sue imprese, e distruggerà i potenti e il popolo dei santi. Dan. 8:24
- A motivo della sua astuzia farà prosperare la frode nelle sue mani; s'inorgoglirà in cuor suo, e in piena pace distruggerà molta gente; insorgerà contro il principe de' principi, ma sarà infranto, senz'opera di mano. Dan. 8:25
- E la visione delle sere e delle mattine, di cui è stato parlato, è vera. Tu tieni segreta la visione, perché si riferisce a un tempo lontano'. Dan. 8:26
- E volsi la mia faccia verso il Signore Iddio, per dispormi alla preghiera e alle supplicazioni, col digiuno, col sacco e con la cenere. Dan. 9:3
- E feci la mia preghiera e la mia confessione all'Eterno, al mio Dio, dicendo: `O Signore, Dio grande e tremendo, che mantieni il patto e continui la benignità a quelli che t'amano e osservano i tuoi comandamenti! Dan. 9:4
- A te, o Signore, la giustizia; a noi, la confusione della faccia, come avviene al dì d'oggi: agli uomini di Giuda, agli abitanti di Gerusalemme e a tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove li hai cacciati, a motivo delle infedeltà che hanno commesse contro di te. Dan. 9:7
- O Signore, a noi la confusione della faccia, ai nostri re, ai nostri capi e ai nostri padri, perché abbiam peccato contro di te. Dan. 9:8
- Al Signore, ch'è il nostro Dio, appartengono la misericordia e il perdono; poiché noi ci siamo ribellati a lui, Dan. 9:9
- Sì, tutto Israele ha trasgredito la tua legge, s'è sviato per non ubbidire alla tua voce; e così su noi si son riversate le maledizioni e imprecazioni che sono scritte nella legge di Mosè, servo di Dio, perché noi abbiam peccato contro di lui. Dan. 9:11
- O Signore, secondo tutte le tue opere di giustizia, fa', ti prego, che la tua ira e il tuo furore si ritraggano dalla tua città di Gerusalemme, il tuo monte santo; poiché per i nostri peccati e per le iniquità de' nostri padri, Gerusalemme e il tuo popolo sono esposti al vituperio di tutti quelli che ci circondano. Dan. 9:16
- Ora dunque, o Dio nostro, ascolta la preghiera del tuo servo e le sue supplicazioni, e fa' risplendere il tuo volto sul tuo desolato santuario, per amor del Signore! Dan. 9:17
- O mio Dio, inclina il tuo orecchio, ed ascolta; apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni, e la città sulla quale è invocato il tuo nome; poiché noi umilmente presentiamo le nostre supplicazioni nel tuo cospetto, fondati non sulle nostre opere giuste, ma sulle tue grandi compassioni. Dan. 9:18
- Mentre io parlavo ancora, pregando e confessando il mio peccato e il peccato del mio popolo d'Israele, e presentavo la mia supplicazione all'Eterno, al mio Dio, per il monte santo del mio Dio, Dan. 9:20
- Al principio delle tue supplicazioni, una parola è uscita; e io son venuto a comunicartela, poiché tu sei grandemente amato. Fa' dunque attenzione alla parola, e intendi la visione! Dan. 9:23
- Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l'iniquità, e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo. Dan. 9:24
- Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d'un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un'inondazione; ed è decretato che vi saranno delle devastazioni sino alla fine della guerra. Dan. 9:26
- Egli stabilirà un saldo patto con molti, durante una settimana; e in mezzo alla settimana farà cessare sacrifizio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore; e questo, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore'. Dan. 9:27
- Il terzo anno di Ciro, re di Persia, una parola fu rivelata a Daniele, che si chiamava Beltsatsar; e la parola è verace, e predice una gran lotta. Egli capì la parola, ed ebbe l'intelligenza della visione. Dan. 10:1
- Il suo corpo era come un crisolito, la sua faccia avea l'aspetto della folgore, i suoi occhi eran come fiamme di fuoco, le sue braccia e i suoi piedi parevano terso rame, e il suono della sua voce era come il rumore d'una moltitudine. Dan. 10:6
- Io solo, Daniele, vidi la visione; gli uomini ch'erano meco non la videro, ma un gran terrore piombò su loro, e fuggirono a nascondersi. Dan. 10:7
- Udii il suono delle sue parole; e, all'udire il suono delle sue parole, caddi profondamente assopito, con la faccia a terra. Dan. 10:9
- Ed ecco uno che avea sembianza d'un figliuol d'uomo, mi toccò le labbra. Allora io aprii la bocca, parlai, e dissi a colui che mi stava davanti: `Signor mio, a motivo di questa visione m'ha colto lo spasimo, e non m'è più rimasto alcun vigore. Dan. 10:16
- Allora colui che avea la sembianza d'uomo mi toccò di nuovo, e mi fortificò. Dan. 10:18
- E disse: `O uomo grandemente amato, non temere! La pace sia teco! Sii forte, sii forte'. E quand'egli ebbe parlato meco, io ripresi forza, e dissi: `Il mio signore parli pure poiché tu m'hai fortificato'. Dan. 10:19
- E ora ti farò conoscere la verità. Ecco, sorgeranno ancora in Persia tre re; poi il quarto diventerà molto più ricco di tutti gli altri; e quando sarà diventato forte per le sue ricchezze, solleverà tutti contro il regno di Javan. Dan. 11:2
- E alla fine di vari anni, essi faran lega assieme; e la figliuola del re del mezzogiorno verrà al re del settentrione per fare un accordo; ma essa non potrà conservare la forza del proprio braccio, né quegli e il suo braccio potranno resistere; e lei e quelli che l'hanno condotta, e colui che l'ha generata, e colui che l'ha sostenuta per un tempo, saran dati alla morte. Dan. 11:6
- La moltitudine sarà portata via, e il cuore di lui s'inorgoglirà; ma, per quanto ne abbia abbattuto delle diecine di migliaia, non sarà per questo più forte. Dan. 11:12
- E il re del settentrione verrà; innalzerà de' bastioni, e s'impadronirà di una città fortificata; e né le forze del mezzogiorno, né le truppe scelte avran la forza di resistere. Dan. 11:15
- Egli si proporrà di venire con le forze di tutto il suo regno, ma farà un accomodamento col re del mezzogiorno; e gli darà la figliuola per distruggergli il regno; ma il piano non riuscirà, e il paese non gli apparterrà. Dan. 11:17
- Poi, in luogo di lui, sorgerà uno che farà passare un esattore di tributi attraverso il paese che è la gloria del regno; ma in pochi giorni sarà distrutto, non nell'ira, né in battaglia. Dan. 11:20
- Poi, in luogo suo, sorgerà un uomo spregevole, a cui non sarà stata conferita la maestà reale; ma verrà senza rumore, e s'impadronirà del regno a forza di lusinghe. Dan. 11:21
- E, nonostante la lega fatta con quest'ultimo, agirà con frode, salirà, e diverrà vittorioso con poca gente. Dan. 11:23
- Quelli che mangeranno alla sua mensa saranno la sua rovina, il suo esercito si dileguerà come un torrente, e molti cadranno uccisi. Dan. 11:26
- E quei due re cercheranno in cuor loro di farsi del male; e, alla stessa mensa, si diranno delle menzogne; ma ciò non riuscirà, perché la fine non verrà che al tempo fissato. Dan. 11:27
- Al tempo stabilito egli marcerà di nuovo contro il mezzogiorno; ma quest'ultima volta la cosa non riuscirà come la prima; Dan. 11:29
- Delle forze mandate da lui si presenteranno e profaneranno il santuario, la fortezza, sopprimeranno il sacrifizio continuo, e vi collocheranno l'abominazione che cagiona la desolazione. Dan. 11:31
- E al tempo della fine, il re del mezzogiorno verrà a cozzo con lui; e il re del settentrione gli piomberà addosso come la tempesta, con carri e cavalieri, e con molte navi; penetrerà ne' paesi e, tutto inondando, passerà oltre. Dan. 11:40
- Entrerà pure nel paese splendido, e molte popolazioni saranno abbattute; ma queste scamperanno dalle sue mani: Edom, Moab e la parte principale de' figliuoli di Ammon. Dan. 11:41
- Egli stenderà la mano anche su diversi paesi, e il paese d'Egitto non scamperà. Dan. 11:42
- E molti di coloro che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni per la vita eterna, gli altri per l'obbrobrio, per una eterna infamia. Dan. 12:2
- E tu, Daniele, tieni nascoste queste parole, e sigilla il libro sino al tempo della fine; molti lo studieranno con cura, e la conoscenza aumenterà'. Dan. 12:4
- e l'altro di là, sull'altra sponda del fiume. E l'un d'essi disse all'uomo vestito di lino, che stava sopra le acque del fiume: `Quando sarà la fine di queste maraviglie?' Dan. 12:6
- E io udii l'uomo vestito di lino, che stava sopra le acque del fiume, il quale, alzata la man destra e la man sinistra al cielo, giurò per colui che vive in eterno, che ciò sarà per un tempo, per dei tempi e per la metà d'un tempo; e quando la forza del popolo santo sarà interamente infranta, allora tutte queste cose si compiranno. Dan. 12:7
- E io udii, ma non compresi; e dissi: `Signor mio, qual sarà la fine di queste cose?' Dan. 12:8
- E dal tempo che sarà soppresso il sacrifizio continuo e sarà rizzata l'abominazione che cagiona la desolazione, vi saranno milleduecentonovanta giorni. Dan. 12:11
- Ma tu avvìati verso la fine; tu ti riposerai, e poi sorgerai per ricevere la tua parte d'eredità alla fine de' giorni'. Dan. 12:13
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Osea, figliuolo di Beeri, ai giorni di Uzzia, di Jotham, d'Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e ai giorni di Geroboamo, figliuolo di Joas, re d'Israele. Osea 1:1
- E l'Eterno gli disse: `Mettigli nome Jizreel; poiché, ancora un po' di tempo, e io punirò la casa di Jehu a motivo del sangue sparso a Izreel e farò cessare il regno della casa d'Israele. Osea 1:4
- Nondimeno, il numero de' figliuoli d'Israele sarà come la rena del mare, che non si può misurare né contare; e avverrà che invece di dir loro, come si diceva: `Voi non siete mio popolo', sarà loro detto: `Siete figliuoli dell'Iddio vivente'. Osea 1:10
- altrimenti, io la spoglierò nuda, la metterò com'era nel dì che nacque, la renderò simile a un deserto, la ridurrò come una terra arida, e la farò morir di sete. Osea 2:3
- giacché la madre loro s'è prostituita; colei che li ha concepiti ha fatto cose vergognose, poiché ha detto: `Andrò dietro ai miei amanti, che mi danno il mio pane, la mia acqua, la mia lana, il mio lino, il mio olio e le mie bevande'. Osea 2:5
- Perciò, ecco, io ti sbarrerò la via con delle spine; la circonderò d'un muro, sì che non troverà più i suoi sentieri. Osea 2:6
- Perciò io riprenderò il mio grano a suo tempo, e il mio vino nella sua stagione; e le strapperò la mia lana e il mio lino, che servivano a coprir la sua nudità. Osea 2:9
- E ora scoprirò la sua vergogna agli occhi de' suoi amanti, e nessuno la salverà dalla mia mano. Osea 2:10
- E la punirò a motivo de' giorni de' Baali, quando offriva loro profumi, e s'adornava de' suoi pendenti e de' suoi gioielli e se n'andava dietro ai suoi amanti, e mi dimenticava, dice l'Eterno. Osea 2:13
- Perciò, ecco, io l'attrarrò, la condurrò nel deserto, e parlerò al suo cuore. Osea 2:14
- Di là le darò le sue vigne, e la valle d'Acor come porta di speranza; quivi ella mi risponderà come ai giorni della sua giovinezza, come ai giorni che uscì fuori dal paese d'Egitto. Osea 2:15
- E in quel giorno io farò per loro un patto con le bestie de' campi, con gli uccelli del cielo, e coi rettili del suolo; e spezzerò e allontanerò dal paese l'arco, la spada, la guerra, e farò ch'essi riposino al sicuro. Osea 2:18
- e la terra risponderà al grano, al vino, all'olio, e questi risponderanno ad Jizreel. Osea 2:22
- Io me la comprai dunque per quindici sicli d'argento, per un omer d'orzo e per un lethec d'orzo, Osea 3:2
- Ascoltate la parola dell'Eterno, o figliuoli d'Israele; poiché l'Eterno ha una contestazione con gli abitanti del paese, poiché non v'è né verità, né misericordia, né conoscenza di Dio nel paese. Osea 4:1
- Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai sdegnata la conoscenza, anch'io sdegnerò d'averti per sacerdote; giacché tu hai dimenticata la legge del tuo Dio, anch'io dimenticherò i tuoi figliuoli. Osea 4:6
- Più si son moltiplicati, e più han peccato contro di me; io muterò la loro gloria in ignominia. Osea 4:7
- Si nutrono de' peccati del mio popolo, e il loro cuore brama la sua iniquità. Osea 4:8
- E sarà del sacerdote quello che del popolo: io lo punirò per la sua condotta, e gli darò la retribuzione delle sue azioni. Osea 4:9
- Sacrificano sulla sommità dei monti, offron profumi sui colli, sotto la quercia, il pioppo e il terebinto, perché l'ombra n'è buona; perciò le vostre figliuole si prostituiscono, e le vostre nuore commettono adulterio. Osea 4:13
- Ma l'orgoglio d'Israele testimonia contro di lui, e Israele ed Efraim cadranno per la loro iniquità; e Giuda pure cadrà con essi. Osea 5:5
- Sonate il corno in Ghibea, sonate la tromba in Rama! Date l'allarme a Beth-aven! Alle tue spalle, o Beniamino! Osea 5:8
- I capi di Giuda son come quelli che spostano i termini; io riverserò la mia ira su loro come acqua. Osea 5:10
- perciò io sono per Efraim come una tignuola, e per la casa di Giuda come un tarlo. Osea 5:12
- Quando Efraim ha veduto il suo male e Giuda la sua piaga, Efraim è andato verso l'Assiria, ed ha mandato dei messi a un re che lo difendesse; ma questi non potrà risanarvi, né vi guarirà della vostra piaga. Osea 5:13
- Poiché io sarò per Efraim come un leone, e per la casa di Giuda come un leoncello; io, io sbranerò e me ne andrò; porterò via, e non vi sarà chi salvi. Osea 5:14
- Io me n'andrò e tornerò al mio luogo, finch'essi non si riconoscan colpevoli, e cerchino la mia faccia; quando saranno nell'angoscia, ricorreranno a me. Osea 5:15
- In due giorni ci ridarà la vita; il terzo giorno ci rimetterà in piedi, e noi vivremo alla sua presenza. Osea 6:2
- Conosciamo l'Eterno, sforziamoci di conoscerlo! Il suo levarsi è certo, come quello dell'aurora; egli verrà a noi come la pioggia, come la pioggia di primavera che annaffia la terra'. Osea 6:3
- Che ti farò, o Efraim? Che ti farò, o Giuda? La vostra pietà è come una nuvola mattutina, come la rugiada che di buon'ora scompare. Osea 6:4
- Per questo li taglio colla scure dei profeti, li uccido con le parole della mia bocca, e il mio giudizio verrà fuori come la luce. Osea 6:5
- Poiché io amo la pietà e non i sacrifizi, e la conoscenza di Dio anziché gli olocausti. Osea 6:6
- Come una banda di briganti aspetta la gente, così fa la congrega de' sacerdoti: assassinano sulla via di Sichem, commettono scelleratezze. Osea 6:9
- Nella casa d'Israele ho visto cose orribili: là è la prostituzione d'Efraim! là Israele si contamina. Osea 6:10
- Quand'ho voluto guarire Israele, allora s'è scoperta l'iniquità d'Efraim e la malvagità di Samaria; poiché praticano la falsità; il ladro entra, e i briganti scorrazzano fuori. Osea 7:1
- E non dicono in cuor loro che io tengo a mente tutta la loro malvagità. Ora le loro azioni li circondano; esse stanno davanti alla mia faccia. Osea 7:2
- Essi rallegrano il re con la loro malvagità, e i capi con le loro menzogne. Osea 7:3
- Sono tutti degli adùlteri; sono come un forno scaldato dal fornaio, che cessa d'attizzare il fuoco dacché ha intriso la pasta finché sia lievitata. Osea 7:4
- Nel giorno del nostro re, i capi si rendon malati a forza di scaldarsi col vino; il re stende la mano ai giullari. Osea 7:5
- Nelle loro insidie, essi rendono il cuor loro simile ad un forno; il loro fornaio dorme tutta la notte, e la mattina il forno arde come un fuoco divampante. Osea 7:6
- Degli stranieri divorano la sua forza, ed egli non vi pon mente; de' capelli bianchi gli appaiono qua e là sul capo, ed egli non vi pon mente. Osea 7:9
- Mentre andranno, io stenderò su loro la mia rete; ve li farò cascare, come gli uccelli del cielo; li castigherò, com'è stato annunziato alla loro raunanza. Osea 7:12
- Essi tornano, ma non all'Altissimo; son diventati come un arco fallace; i loro capi cadranno per la spada, a motivo della rabbia della lor lingua; nel paese d'Egitto si faran beffe di loro. Osea 7:16
- Imbocca il corno! Come un'aquila, piomba il nemico sulla casa dell'Eterno, perché han violato il mio patto, han trasgredito la mia legge. Osea 8:1
- Il tuo vitello, o Samaria, è un'abominazione. La mia ira è accesa contro di loro; quanto tempo passerà prima che possano essere assolti? Osea 8:5
- Poiché costoro seminano vento, e mieteranno tempesta; la semenza non farà stelo, i germogli non daranno farina; e, se ne facessero, gli stranieri la divorerebbero. Osea 8:7
- Quanto ai sacrifizi che m'offrono, immolano carne e la mangiano; l'Eterno non li gradisce. Ora l'Eterno si ricorderà della loro iniquità, e punirà i loro peccati; essi torneranno in Egitto. Osea 8:13
- L'aia e lo strettoio non li nutriranno, e il mosto deluderà la loro speranza. Osea 9:2
- Io trovai Israele come delle uve nel deserto; vidi i vostri padri come i fichi primaticci d'un fico che frutta la prima volta; ma, non appena giunsero a Baal-peor, si appartarono per darsi all'ignominia degl'idoli, e divennero abominevoli come la cosa che amavano. Osea 9:10
- La gloria d'Efraim volerà via come un uccello; non più nascita, non più gravidanza, non più concepimento! Osea 9:11
- Tutta la loro malvagità è a Ghilgal; quivi li ho presi in odio. Per la malvagità delle loro azioni io li caccerò dalla mia casa; non li amerò più; tutti i loro capi sono ribelli. Osea 9:15
- Efraim è colpito, la sua radice è seccata; essi non faranno più frutto; anche se generassero, io farei morire i cari frutti delle loro viscere. Osea 9:16
- Il loro cuore è ingannatore; ora ne porteranno la pena; egli abbatterà i loro altari, distruggerà le loro statue. Osea 10:2
- Gli abitanti di Samaria trepideranno per le vitelle di Beth-aven; sì, il popolo farà cordoglio per l'idolo, e i suoi sacerdoti tremeranno per esso, per la sua gloria, perch'ella si dipartirà da lui. Osea 10:5
- E l'idolo stesso sarà portato in Assiria, come un dono al re difensore; la vergogna s'impadronirà d'Efraim, e Israele sarà coperto d'onta per i suoi disegni. Osea 10:6
- Fin dai giorni di Ghibea tu hai peccato, o Israele! Quivi essi resistettero, perché la guerra, mossa ai figliuoli d'iniquità, non li colpisse in Ghibea. Osea 10:9
- Seminate secondo la giustizia, mietete secondo la misericordia, dissodatevi un campo nuovo! Poiché è tempo di cercare l'Eterno, finch'egli non venga, e non spanda su voi la pioggia della giustizia. Osea 10:12
- Voi avete arata la malvagità, avete mietuto l'iniquità, avete mangiato il frutto della menzogna; poiché tu hai confidato nelle tue vie, nella moltitudine de' tuoi prodi. Osea 10:13
- Perciò un tumulto si leverà fra il tuo popolo, e tutte le tue fortezze saranno distrutte, come Salman distrusse Beth-arbel, il dì della battaglia, quando la madre fu schiacciata coi figliuoli. Osea 10:14
- E la spada sarà brandita contro alle sue città, ne spezzerà le sbarre, ne divorerà gli abitanti, a motivo de' loro disegni. Osea 11:6
- Efraim mi circonda di menzogne, e la casa d'Israele, di frode. Giuda pure è sempre ancora incostante di fronte a Dio, di fronte al Santo fedele. Osea 11:12
- L'Eterno è anche in lite con Giuda, e punirà Giacobbe per la sua condotta, gli renderà secondo le sue opere. Osea 12:2
- Tu, dunque, torna al tuo Dio, pratica la misericordia e la giustizia, e spera sempre nel tuo Dio. Osea 12:6
- Perciò saranno come la nuvola mattutina, come la rugiada che di buon'ora scompare, come la pula che il vento porta via dall'aia, come il fumo ch'esce dalla finestra. Osea 13:3
- È la tua perdizione, o Israele, l'essere contro di me, contro il tuo aiuto. Osea 13:9
- Io li riscatterei dal potere del soggiorno de' morti, li redimerei dalla morte; sarei la tua peste, o morte, sarei la tua distruzione, o soggiorno de' morti; ma il lor pentimento è nascosto agli occhi miei! Osea 13:14
- Samaria sarà punita della sua colpa, perché si è ribellata al suo Dio. Cadranno per la spada; i loro bambini saranno schiacciati, le loro donne incinte saranno sventrate. Osea 13:16
- O Israele, torna all'Eterno, al tuo Dio! poiché tu sei caduto per la tua iniquità. Osea 14:1
- Io guarirò la loro infedeltà, io li amerò di cuore, poiché la mia ira s'è stornata da loro. Osea 14:4
- Io sarò per Israele come la rugiada; egli fiorirà come il giglio, e spanderà le sue radici come il Libano. Osea 14:5
- I suoi rami si stenderanno; la sua bellezza sarà come quella dell'ulivo, e la sua fragranza, come quella del Libano. Osea 14:6
- Quelli che abiteranno alla sua ombra faranno di nuovo crescere il grano, e fioriranno come la vite; saranno famosi come il vino del Libano. Osea 14:7
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Gioele, figliuolo di Pethuel. Gioe. 1:1
- L'avanzo lasciato dal bruco l'ha mangiato il grillo; l'avanzo lasciato dal grillo l'ha mangiato la cavalletta; l'avanzo lasciato dalla cavalletta, l'ha mangiato la locusta. Gioe. 1:4
- Ha devastato la mia vigna, ha ridotto in minuti pezzi i miei fichi, li ha del tutto scorzati, e lasciati là, coi rami tutti bianchi. Gioe. 1:7
- La campagna è devastata, il suolo fa cordoglio, perché il frumento è distrutto, il mosto è seccato, e l'olio languisce. Gioe. 1:10
- La vite è secca, il fico languisce; il melagrano, la palma, il melo, tutti gli alberi della campagna son secchi; la gioia è venuta meno tra i figliuoli degli uomini. Gioe. 1:12
- Cingetevi di sacchi e fate cordoglio, o sacerdoti! Urlate, voi ministri dell'altare! Venite, passate la notte vestiti di sacchi, o ministri del mio Dio! poiché l'offerta e la libazione sono scomparse dalla casa del vostro Dio. Gioe. 1:13
- Il nutrimento non ci è esso tolto sotto ai nostri occhi? La gioia e l'esultanza non son esse scomparse dalla casa del nostro Dio? Gioe. 1:16
- I semi marciscono sotto le zolle, i depositi sono vuoti, i granai cadono in rovina, perché il grano è perito per la siccità. Gioe. 1:17
- Sonate la tromba in Sion! Date l'allarme sul monte mio santo! Tremino tutti gli abitanti del paese, poiché il giorno dell'Eterno viene, perch'è vicino, Gioe. 2:1
- Si fa come uno strepito di carri, quando saltano sulle vette de' monti; fanno un crepitìo di fiamma che divora la stoppia; son come un popolo poderoso, schierato in battaglia. Gioe. 2:5
- Corrono come uomini prodi, danno la scalata alle mura come gente di guerra; ognuno va diritto davanti a sé, e non devìa dal proprio sentiero; Gioe. 2:7
- nessuno sospinge il suo vicino, ognuno avanza per la sua strada; si slanciano in mezzo ai dardi, non rompon le file. Gioe. 2:8
- Invadono la città, corrono sulle mura; montano sulle case, entrano per le finestre come un ladro. Gioe. 2:9
- Davanti a loro trema la terra, i cieli sono scossi, il sole e la luna s'oscurano, le stelle ritirano il loro splendore. Gioe. 2:10
- L'Eterno dà fuori la sua voce davanti al suo esercito, perché immenso è il suo campo e potente l'esecutore della sua parola. Sì, il giorno dell'Eterno è grande, oltremodo terribile; chi lo potrà sopportare? Gioe. 2:11
- Sonate la tromba in Sion, bandite un digiuno, convocate una solenne raunanza! Gioe. 2:15
- Radunate il popolo, bandite una santa assemblea! Radunate i vecchi, radunate i fanciulli, e quelli che poppano ancora! Esca lo sposo dalla sua camera, e la sposa dalla propria alcova! Gioe. 2:16
- Fra il portico e l'altare piangano i sacerdoti, ministri dell'Eterno, e dicano: `Risparmia, o Eterno, il tuo popolo, e non esporre la tua eredità all'obbrobrio, ai motteggi delle nazioni! Perché si direbbe fra i popoli: - Dov'è il loro Dio?' Gioe. 2:17
- Allontanerò da voi il nemico che viene dal settentrione e lo caccerò in una terra arida e desolata; la sua avanguardia, verso il mare orientale; la sua retroguardia, verso il mare occidentale; la sua infezione salirà, salirà il suo fetore, perché ha fatto cose grandi'. Gioe. 2:20
- Non temete, o bestie della campagna, perché i pascoli del deserto riverdeggiano, perché gli alberi portano il loro frutto, il fico e la vite producono largamente! Gioe. 2:22
- E voi, figliuoli di Sion, gioite, rallegratevi nell'Eterno, nel vostro Dio, perché vi dà la pioggia d'autunno in giusta misura, e fa cadere per voi la pioggia, quella d'autunno e quella di primavera, al principio della stagione. Gioe. 2:23
- e vi compenserò delle annate che han mangiato il grillo, la cavalletta, la locusta e il bruco, il mio grande esercito che avevo mandato contro di voi. Gioe. 2:25
- Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue prima che venga il grande e terribile giorno dell'Eterno. Gioe. 2:31
- E anche voi, che pretendete da me, Tiro e Sidone, e voi tutte, regioni di Filistia? Volete voi darmi una retribuzione, o volete far del male contro di me? Tosto, in un attimo, io farò ricadere la vostra retribuzione sul vostro capo, Gioe. 3:4
- Ecco, io li farò muovere dal luogo dove voi li avete venduti, e farò ricadere la vostra retribuzione sul vostro capo; Gioe. 3:7
- Proclamate questo fra le nazioni! Preparate la guerra! Fate sorgere i prodi! S'accostino, salgano tutti gli uomini di guerra! Gioe. 3:9
- Mettete la falce, poiché la mèsse è matura! Venite, calcate, poiché lo strettoio è pieno, i tini traboccano; poiché grande è la loro malvagità. Gioe. 3:13
- Il sole e la luna s'oscurano, e le stelle ritirano il loro splendore. Gioe. 3:15
- L'Eterno ruggirà da Sion, farà risonar la sua voce da Gerusalemme, e i cieli e la terra saranno scossi; ma l'Eterno sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figliuoli d'Israele. Gioe. 3:16
- E in quel giorno avverrà che i monti stilleranno mosto, il latte scorrerà dai colli, e l'acqua fluirà da tutti i rivi di Giuda; e dalla casa dell'Eterno sgorgherà una fonte, che irrigherà la valle di Sittim. Gioe. 3:18
- Egli disse: L'Eterno rugge da Sion, e fa risonar la sua voce da Gerusalemme; i pascoli dei pastori fanno cordoglio, e la vetta del Carmelo è inaridita. Amos 1:2
- Così parla l'Eterno: Per tre misfatti di Damasco, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché hanno tritato Galaad con trebbie di ferro, Amos 1:3
- Così parla l'Eterno: Per tre misfatti di Gaza, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché hanno menato in cattività intere popolazioni per darle in mano ad Edom, Amos 1:6
- e sterminerò da Asdod ogni abitante, e da Askalon colui che tiene lo scettro; volgerò la mia mano contro Ekron, e il resto dei Filistei perirà, dice il Signore, l'Eterno. Amos 1:8
- Così parla l'Eterno: Per tre misfatti di Tiro, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché han dato in mano ad Edom intere popolazioni, da loro menate in cattività, e non si son ricordati del patto fraterno, Amos 1:9
- Così parla l'Eterno: Per tre misfatti d'Edom, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché ha inseguìto il suo fratello con la spada, soffocando ogni compassione, e perché la sua ira dilania sempre, ed egli serba la sua collera in perpetuo, Amos 1:11
- Così parla l'Eterno: Per tre misfatti dei figliuoli d'Ammon, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché hanno sventrato le donne incinte di Galaad per allargare i loro confini, Amos 1:13
- Così parla l'Eterno: Per tre misfatti di Moab, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché ha bruciato, calcinato le ossa del re d'Edom, Amos 2:1
- Così parla l'Eterno: Per tre misfatti di Giuda, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché hanno sprezzato la legge dell'Eterno e non hanno osservato i suoi statuti, e perché si sono lasciati sviare dai loro falsi dèi, dietro ai quali già i padri loro erano andati, Amos 2:4
- Così parla l'Eterno: Per tre misfatti d'Israele, anzi per quattro, io non revocherò la mia sentenza. Perché vendono il giusto per danaro, e il povero se deve loro un paio di sandali; Amos 2:6
- perché bramano veder la polvere della terra sul capo de' miseri, e violano il diritto degli umili, e figlio e padre vanno dalla stessa femmina, per profanare il nome mio santo. Amos 2:7
- Eppure, io distrussi d'innanzi a loro l'Amoreo, la cui altezza era come l'altezza dei cedri, e ch'era forte come le querce; e io distrussi il suo frutto in alto e le sue radici in basso. Amos 2:9
- All'agile mancherà modo di darsi alla fuga, al forte non gioverà la sua forza, e il valoroso non salverà la sua vita; Amos 2:14
- colui che maneggia l'arco non potrà resistere, chi ha il piè veloce non potrà scampare, e il cavaliere sul suo cavallo non salverà la sua vita; Amos 2:15
- Ascoltate questa parola che l'Eterno pronunzia contro di voi, o figliuoli d'Israele, contro tutta la famiglia ch'io trassi fuori dal paese d'Egitto: Amos 3:1
- Il leone rugge egli nella foresta, se non ha una preda? Il leoncello fa egli udir la sua voce dalla sua tana, se non ha preso nulla? Amos 3:4
- L'uccello cade egli nella rete in terra, se non gli è tesa un'insidia? La tagliuola scatta essa dal suolo, se non ha preso qualcosa? Amos 3:5
- La tromba suona essa in una città, senza che il popolo tremi? Una sciagura piomba ella sopra una città, senza che l'Eterno ne sia l'autore? Amos 3:6
- Perciò, così parla il Signore, l'Eterno: Ecco il nemico, tutt'attorno al paese; egli abbatterà la tua forza, e i tuoi palazzi saran saccheggiati. Amos 3:11
- Il Signore, l'Eterno, l'ha giurato per la sua santità: Ecco, verranno per voi de' giorni, in cui sarete tratte fuori con degli uncini, e i vostri figliuoli con gli ami da pesca; Amos 4:2
- E v'ho pure rifiutato la pioggia, quando mancavano ancora tre mesi alla mietitura; ho fatto piovere sopra una città, e non ho fatto piovere sopra un'altra città; una parte di campo ha ricevuto la pioggia, e la parte su cui non ha piovuto è seccata. Amos 4:7
- Io ho mandato fra voi la peste, come in Egitto; ho ucciso i vostri giovani per la spada, e ho catturato i vostri cavalli; v'ho fatto salire al naso il puzzo de' vostri accampamenti; ma voi non siete tornati a me, dice l'Eterno. Amos 4:10
- La vergine d'Israele è caduta, e non risorgerà più; giace distesa sul suo suolo né v'è chi la rialzi. Amos 5:2
- Poiché così parla il Signore, l'Eterno: Alla città che metteva in campagna mille uomini, non ne resteranno che cento; alla città che ne metteva in campagna cento, non ne resteranno che dieci per la casa d'Israele. Amos 5:3
- Cercate l'Eterno e vivrete, - per tema ch'egli non s'avventi come un fuoco sulla casa di Giuseppe, e la divori senza che in Bethel ci sia chi spenga - Amos 5:6
- o voi che mutate il diritto in assenzio, e gettate a terra la giustizia. Amos 5:7
- Egli fa sorger d'improvviso la ruina sui potenti, sì che la ruina piomba sulle fortezze. Amos 5:9
- Sarà di voi come d'uno che fugge davanti a un leone, e lo incontra un orso; come d'uno ch'entra in casa, appoggia la mano alla parete, e un serpente lo morde. Amos 5:19
- Lungi da me il rumore de' tuoi canti! ch'io non oda più la musica de' tuoi saltèri! Amos 5:23
- Ma corra il diritto com'acqua, e la giustizia, come un rivo perenne! Amos 5:24
- Orbene voi vi toglierete in ispalla il baldacchino del vostro re, e il piedistallo delle vostre immagini, la stella dei vostri dèi, che voi vi siete fatti; Amos 5:26
- Guai a quelli che vivon tranquilli in Sion, e fiduciosi sul monte di Samaria! Ai notabili della prima fra le nazioni, dietro ai quali va la casa d'Israele! Amos 6:1
- Passate a Calne e guardate, e di là andate fino ad Hamath la grande, poi scendete a Gath dei Filistei: quelle città stanno esse meglio di questi regni? o il loro territorio è esso più vasto del vostro? Amos 6:2
- bevono il vino in larghe coppe e s'ungono con gli oli più squisiti, ma non s'addolorano per la ruina di Giuseppe. Amos 6:6
- Il Signore, l'Eterno l'ha giurato per se stesso, dice l'Eterno, l'Iddio degli eserciti: Io detesto la magnificenza di Giacobbe, odio i suoi palazzi, e darò in man del nemico la città con tutto quel che contiene. Amos 6:8
- Poiché, ecco, l'Eterno comanda, e fa cadere a pezzi la casa grande e riduce la piccola in frantumi. Amos 6:11
- Voi, che vi rallegrate di cose da nulla; voi, che dite: `Non è egli con la nostra forza che abbiamo acquistato potenza?' Amos 6:13
- Il Signore, l'Eterno, mi diede questa visione: Ecco ch'egli formava delle locuste al primo spuntare delle guaime: era il guaime dopo la falciatura per il re. Amos 7:1
- Il Signore, l'Eterno, mi diede questa visione: Ecco, il Signore, l'Eterno, proclamava di voler difender la sua causa mediante il fuoco; e il fuoco divorò il grande abisso, e stava per divorare l'eredità. Amos 7:4
- saranno devastati gli alti luoghi d'Isacco, i santuari d'Israele saranno distrutti, ed io mi leverò con la spada contro la casa di Geroboamo'. Amos 7:9
- Or dunque ascolta la parola dell'Eterno: - Tu dici: Non profetare contro Israele, e non predicare contro la casa d'Isacco! - Amos 7:16
- Perciò così parla l'Eterno: - La tua moglie si prostituirà nella città, i tuoi figliuoli e le tue figliuole cadranno per la spada, il tuo paese sarà spartito con la cordicella, e tu stesso morrai su terra impura, e Israele sarà certamente menato in cattività, lungi dal suo paese'. Amos 7:17
- Egli mi disse: `Amos, che vedi?' Io risposi: `Un paniere di frutti maturi'. E l'Eterno mi disse: Matura è la fine del mio popolo d'Israele; io non gli userò più tolleranza. Amos 8:2
- comprando il misero per danaro, e il povero se deve un paio di sandali? E venderemo anche la vagliatura del grano!' Amos 8:6
- L'Eterno l'ha giurato per colui ch'è la gloria di Giacobbe: Mai dimenticherò alcuna delle vostre opere. Amos 8:7
- Muterò le vostre feste in lutto, e tutti i vostri canti in lamento; coprirò di sacchi tutti i fianchi, e ogni testa sarà rasa. Getterò il paese in lutto come per un figlio unico, e la sua fine sarà come un giorno d'amarezza. Amos 8:10
- Ecco, vengono i giorni, dice il Signore, l'Eterno, ch'io manderò la fame nel paese, non fame di pane o sete d'acqua, ma la fame e la sete d'udire le parole dell'Eterno. Amos 8:11
- Allora, errando da un mare all'altro, dal settentrione al levante, correranno qua e là in cerca della parola dell'Eterno, e non la troveranno. Amos 8:12
- In quel giorno, le belle vergini e i giovani verranno meno per la sete. Amos 8:13
- Quelli che giurano per il peccato di Samaria e dicono: `Com'è vero che il tuo Dio vive, o Dan' e: `Viva la via di Beer-Sceba!' cadranno e non risorgeranno più. Amos 8:14
- Io vidi il Signore che stava in piedi sull'altare, e disse: Percuoti i capitelli e siano scrollati gli architravi! Spèzzali sul capo di tutti quanti, ed io ucciderò il resto con la spada! Nessun d'essi si salverà con la fuga, nessun d'essi scamperà. Amos 9:1
- Quand'anche penetrassero nel soggiorno dei morti, la mia mano li strapperà di là; quand'anche salissero in cielo, di là io li trarrò giù. Amos 9:2
- Il Signore, l'Iddio degli eserciti, è quegli che tocca la terra, ed essa si strugge, e tutti i suoi abitanti fanno cordoglio; essa si solleva tutta quanta come il fiume, e s'abbassa come il fiume d'Egitto. Amos 9:5
- Egli è colui che costruisce nei cieli le sue stanze superiori, e ha fondato la sua vòlta sulla terra; egli chiama le acque del mare, e le spande sulla faccia della terra; il suo nome è l'Eterno. Amos 9:6
- Ecco, gli occhi del Signore, dell'Eterno, stanno sul regno peccatore, e io lo distruggerò di sulla faccia della terra; nondimeno, io non distruggerò del tutto la casa di Giacobbe, dice l'Eterno. Amos 9:8
- Poiché, ecco, io darò l'ordine, e scuoterò la casa d'Israele fra tutte le nazioni, come si fa col vaglio; e non cadrà un granello in terra. Amos 9:9
- Tutti i peccatori del mio popolo morranno per la spada; essi, che dicono: `Il male non giungerà fino a noi, e non ci toccherà'. Amos 9:10
- In quel giorno, io rialzerò la capanna di Davide ch'è caduta, ne riparerò le rotture, ne rileverò le rovine, la ricostruirò com'era ai giorni antichi, Amos 9:11
- Non entrare per la porta del mio popolo il giorno della sua calamità; non pascerti lo sguardo, anche tu, della sua afflizione il giorno della sua calamità; e non metter le mani sulle sue sostanze il giorno della sua calamità. Abd. 1:13
- Ma sul monte di Sion vi saranno degli scampati, ed esso sarà santo; e la casa di Giacobbe riavrà le sue possessioni. Abd. 1:17
- La casa di Giacobbe sarà un fuoco, e la casa di Giuseppe una fiamma; e la casa d'Esaù come stoppia, ch'essi incendieranno e divoreranno: e nulla più rimarrà della casa d'Esaù, perché l'Eterno ha parlato. Abd. 1:18
- La parola dell'Eterno fu rivolta a Giona, figliuolo di Amittai, in questi termini: Gion. 1:1
- `Lèvati, va a Ninive, la gran città, e predica contro di lei; perché la loro malvagità è salita nel mio cospetto'. Gion. 1:2
- Ma l'Eterno scatenò un gran vento sul mare, e vi fu sul mare una forte tempesta, sì che la nave minacciava di sfasciarsi. Gion. 1:4
- I marinari ebbero paura, e ognuno gridò al suo dio e gettarono a mare le mercanzie ch'erano a bordo, per alleggerire la nave; ma Giona era sceso nel fondo della nave, s'era coricato, e dormiva profondamente. Gion. 1:5
- Poi dissero l'uno all'altro: `Venite, tiriamo a sorte, per sapere a cagione di chi ci capita questa disgrazia'. Tirarono a sorte, e la sorte cadde su Giona. Gion. 1:7
- Allora essi gli dissero: `Dicci dunque a cagione di chi ci capita questa disgrazia! Qual è la tua occupazione? donde vieni? Qual'è il tuo paese? e a che popolo appartieni?' Gion. 1:8
- Egli rispose loro: `Sono ebreo, e temo l'Eterno, l'Iddio del cielo, che ha fatto il mare e la terra ferma'. Gion. 1:9
- Allora quegli uomini furon presi da grande spavento, e gli dissero: `Perché hai fatto questo?' Poiché quegli uomini sapevano ch'egli fuggiva lungi dal cospetto dell'Eterno, giacché egli avea dichiarato loro la cosa. Gion. 1:10
- Allora gridarono all'Eterno, e dissero: `Deh, o Eterno, non lasciar che periamo per risparmiar la vita di quest'uomo, e non ci mettere addosso del sangue innocente; poiché tu, o Eterno, hai fatto quel che ti è piaciuto'. Gion. 1:14
- Poi presero Giona e lo gettarono in mare; e la furia del mare si calmò. Gion. 1:15
- Io ho gridato all'Eterno dal fondo della mia distretta, ed egli m'ha risposto; dalle viscere del soggiorno de' morti ho gridato, e tu hai udito la mia voce. Gion. 2:2
- Tu m'hai gettato nell'abisso, nel cuore del mare; la corrente mi ha circondato e tutte le tue onde e tutti i tuoi flutti mi son passati sopra. Gion. 2:3
- Io son disceso fino alle radici de' monti; la terra con le sue sbarre mi ha rinchiuso per sempre; ma tu hai fatto risalir la mia vita dalla fossa, o Eterno, Dio mio! Gion. 2:6
- Quando l'anima mia veniva meno in me, io mi son ricordato dell'Eterno, e la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo tempio santo. Gion. 2:7
- Quelli che onorano le vanità bugiarde abbandonano la fonte della loro grazia; Gion. 2:8
- ma io t'offrirò sacrifizi, con canti di lode; adempirò i voti che ho fatto. La salvezza appartiene all'Eterno. Gion. 2:9
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Giona per la seconda volta, in questi termini: Gion. 3:1
- `Lèvati, va' a Ninive, la gran città e proclamale quello che io ti comando'. Gion. 3:2
- E Giona si levò, e andò a Ninive, secondo la parola dell'Eterno. Or Ninive era una grande città dinanzi a Dio, di tre giornate di cammino. Gion. 3:3
- Ed essendo la notizia giunta al re di Ninive, questi s'alzò dal trono, si tolse di dosso il manto, si coprì d'un sacco, e si mise a sedere sulla cenere. Gion. 3:6
- Or dunque, o Eterno, ti prego, riprenditi la mia vita; poiché per me val meglio morire che vivere'. Gion. 4:3
- e io non avrei pietà di Ninive, la gran città, nella quale si trovano più di centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e tanta quantità di bestiame?' Gion. 4:11
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Michea, il Morashtita, ai giorni di Jotham, di Achaz e di Ezechia, re di Giuda, e ch'egli ebbe in visione intorno a Samaria e a Gerusalemme. Mic. 1:1
- E tutto questo, per via della trasgressione di Giacobbe, e per via dei peccati della casa d'Israele. Qual è la trasgressione di Giacobbe? Non è Samaria? Quali sono gli alti luoghi di Giuda? Non sono Gerusalemme? Mic. 1:5
- Poiché la sua piaga è incurabile; si estende fino a Giuda, giunge fino alla porta del mio popolo, fino a Gerusalemme. Mic. 1:9
- Attacca i destrieri al carro, o abitatrice di Lakis! Essa è stata il principio del peccato per la figliuola di Sion, poiché in te si son trovate le trasgressioni d'Israele. Mic. 1:13
- Io ti condurrò un nuovo possessore, o abitatrice di Maresha; fino ad Adullam andrà la gloria d'Israele! Mic. 1:15
- Agognano dei campi, e li rapiscono; delle case, e se le prendono; così opprimono l'uomo e la sua casa, l'individuo e la sua proprietà. Mic. 2:2
- In quel giorno si farà su di voi un proverbio, si canterà un lamento, e si dirà: `È finito! Noi siamo interamente rovinati! Egli passa ad altri la parte del mio popolo! Vedete, com'egli me la toglie! I nostri campi li distribuisce agl'infedeli!' Mic. 2:4
- Perciò tu non avrai più alcuno che tiri la cordicella per far le parti, nella raunanza dell'Eterno. Mic. 2:5
- Voi cacciate le donne del mio popolo dalle case che son la loro delizia; voi rapite per sempre la mia gloria ai loro figliuoletti. Mic. 2:9
- Chi farà la breccia salirà innanzi a loro; essi faran la breccia, e passeranno per la porta, e per essa usciranno; il loro re camminerà davanti a loro, e l'Eterno sarà alla loro testa. Mic. 2:13
- Ma voi odiate il bene e amate il male, scorticate il mio popolo e gli strappate la carne di sulle ossa. Mic. 3:2
- Costoro divorano la carne del mio popolo, gli strappan di dosso la pelle, gli fiaccan le ossa; lo fanno a pezzi come ciò che si mette in pentola, come carne da metter nella caldaia. Mic. 3:3
- Allora grideranno all'Eterno, ma egli non risponderà loro; in quel tempo, egli nasconderà loro la sua faccia, perché le loro azioni sono state malvage. Mic. 3:4
- Così parla l'Eterno riguardo ai profeti che traviano il mio popolo, che gridano: `Pace', quando i loro denti han di che mordere, e bandiscono la guerra contro a chi non mette loro nulla in bocca. Mic. 3:5
- I veggenti saran coperti d'onta, e gl'indovini arrossiranno; tutti quanti si copriranno la barba, perché non vi sarà risposta da Dio. Mic. 3:7
- Ma, quanto a me, io son pieno di forza, dello spirito dell'Eterno, di retto giudizio e di coraggio, per far conoscere a Giacobbe la sua trasgressione, e ad Israele il suo peccato. Mic. 3:8
- Ma avverrà, negli ultimi tempi, che il monte della casa dell'Eterno si ergerà sopra la sommità de' monti, e s'innalzerà al disopra delle colline, e i popoli affluiranno ad esso. Mic. 4:1
- Verranno delle nazioni in gran numero e diranno: `Venite, saliamo al monte dell'Eterno e alla casa dell'Iddio di Giacobbe; egli c'insegnerà le sue vie, e noi cammineremo nei suoi sentieri!' Poiché da Sion uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola dell'Eterno. Mic. 4:2
- Egli sarà giudice fra molti popoli, e sederà come arbitro fra nazioni potenti e lontane. Delle loro spade fabbricheranno vòmeri, delle loro lance, ròncole; una nazione non leverà più la spada contro l'altra, e non impareranno più la guerra. Mic. 4:3
- Sederanno ciascuno sotto la sua vigna e sotto il suo fico, senza che alcuno li spaventi; poiché la bocca dell'Eterno degli eserciti ha parlato. Mic. 4:4
- Figliuola di Sion, lèvati, trebbia! perché io farò che sia di ferro il tuo corno, che le tue unghie sian di rame; e tu triterai molti popoli; e consacrerò come interdetto i loro guadagni all'Eterno, e le loro ricchezze al Signore di tutta la terra. Mic. 4:13
- Ora, o figliuola di schiere, raduna le tue schiere! Ci cingono d'assedio: colpiscon con la verga la guancia del giudice d'Israele! Mic. 5:1
- E sarà lui che recherà la pace. Quando l'Assiro verrà nel nostro paese, e metterà il piede nei nostri palazzi, noi faremo sorgere contro di lui sette pastori e otto principi di fra il popolo. Mic. 5:5
- Essi pasceranno il paese dell'Assiro con la spada, e la terra di Nimrod nelle sue proprie città; ed egli ci libererà dall'Assiro, quando questi verrà nel nostro paese, e metterà il piede nei nostri confini. Mic. 5:6
- Si levi la tua mano sopra i tuoi avversari, e tutti i tuoi nemici siano sterminati! Mic. 5:9
- Deh, ascoltate ciò che dice l'Eterno: Lèvati, pèrora davanti a questi monti, e odano i colli la tua voce! Mic. 6:1
- Ascoltate, o monti, la causa dell'Eterno, e voi, saldi fondamenti della terra! poiché l'Eterno ha una causa col suo popolo, e vuol discutere con Israele. Mic. 6:2
- L'Eterno gradirà egli le migliaia de' montoni, le miriadi de' rivi d'olio? Darò il mio primogenito per la mia trasgressione? il frutto delle mie viscere per il peccato dell'anima mia?' Mic. 6:7
- O uomo, Egli t'ha fatto conoscere ciò ch'è bene; e che altro richiede da te l'Eterno, se non che tu pratichi ciò ch'è giusto, che tu ami la misericordia, e cammini umilmente col tuo Dio? Mic. 6:8
- La voce dell'Eterno grida alla città, (e chi ha senno avrà riguardo al suo nome): Ascoltate la verga, e colui che l'ha fatta venire! Mic. 6:9
- Poiché i ricchi della città son pieni di violenza, i suoi abitanti proferiscono menzogne, e la loro lingua non è che frode nella loro bocca. Mic. 6:12
- Ahimè! ch'io mi trovo come dopo la raccolta de' frutti, come dopo la racimolatura, quand'è fatta la vendemmia; non v'è più grappolo da mangiare; l'anima mia brama invano un fico primaticcio. Mic. 7:1
- L'uomo pio è scomparso dalla terra; non c'è più, fra gli uomini, gente retta; tutti stanno in agguato per spargere il sangue, ognuno fa la caccia al suo fratello con la rete. Mic. 7:2
- Le loro mani sono pronte al male, per farlo con tutta cura; il principe chiede, il giudice acconsente mediante ricompensa, il grande manifesta la cupidigia dell'anima sua, e ordiscono così le loro trame. Mic. 7:3
- Poiché il figliuolo svillaneggia il padre, la figliuola insorge contro la madre, la nuora contro la suocera, i nemici d'ognuno son la sua gente di casa. Mic. 7:6
- Non ti rallegrare di me, o mia nemica! Se son caduta, mi rialzerò, se seggo nelle tenebre, l'Eterno è la mia luce. Mic. 7:8
- Io sopporterò l'indignazione dell'Eterno, perché ho peccato contro di lui, finch'egli prenda in mano la mia causa, e mi faccia ragione; egli mi trarrà fuori alla luce, e io contemplerò la sua giustizia. Mic. 7:9
- Allora la mia nemica lo vedrà, e sarà coperta d'onta; lei, che mi diceva: - Dov'è l'Eterno, il tuo Dio? - I miei occhi la mireranno, quando sarà calpestata come il fango delle strade'. Mic. 7:10
- Verrà giorno che la tua cinta sarà riedificata; in quel giorno sarà rimosso il decreto che ti concerne. Mic. 7:11
- Pasci il tuo popolo con la tua verga, il gregge della tua eredità, che sta solitario nella foresta in mezzo al Carmelo. Pasturi esso in Basan e in Galaad, come ai giorni antichi. Mic. 7:14
- Le nazioni lo vedranno e saran confuse, nonostante tutta la loro potenza; si metteranno la mano sulla bocca, le loro orecchie saranno assordite. Mic. 7:16
- Leccheranno la polvere come il serpente; come i rettili della terra usciranno spaventate dai loro ripari; verranno tremanti all'Eterno, al nostro Dio, e avranno timore di te. Mic. 7:17
- Tu mostrerai la tua fedeltà a Giacobbe, la tua misericordia ad Abrahamo, come giurasti ai nostri padri, fino dai giorni antichi. Mic. 7:20
- L'Eterno è lento all'ira, è grande in forza, ma non tiene il colpevole per innocente. L'Eterno cammina nel turbine e nella tempesta, e le nuvole son la polvere de' suoi piedi. Nah. 1:3
- I monti tremano davanti a lui, si struggono i colli; la terra si solleva alla sua presenza, e il mondo con tutti i suoi abitanti. Nah. 1:5
- Che meditate voi contro l'Eterno? Egli farà una distruzione totale; la distretta non sorgerà due volte. Nah. 1:9
- E quanto a te, popolo di Ninive, l'Eterno ha dato quest'ordine: che non vi sia più posterità del tuo nome; io sterminerò dalla casa delle tue divinità le immagini scolpite e le immagini fuse; io ti preparerò la tomba perché sei divenuto spregevole. Nah. 1:14
- Ecco, sui monti, i piedi di colui che reca buone novelle, che annunzia la pace! Celebra le tue feste, o Giuda, sciogli i tuoi voti; poiché lo scellerato non passerà più in mezzo a te; egli è sterminato interamente. Nah. 1:15
- Un distruttore sale contro di te, o Ninive; custodisci bene la fortezza, sorveglia le strade, fortificati i fianchi, raccogli tutte quante le tue forze! Nah. 2:1
- Poiché l'Eterno ristabilisce la gloria di Giacobbe, e la gloria d'Israele; perché i saccheggiatori li han saccheggiati, e han distrutto i loro tralci. Nah. 2:2
- Il re si ricorda de' suoi prodi ufficiali; essi inciampano nella loro marcia, si precipitano verso le mura, e la difesa è preparata. Nah. 2:5
- Dov'è questo ricetto di leoni, questo luogo dove facevano il pasto i leoncelli, dove passeggiavano il leone, la leonessa e i leoncini, senza che alcuno li spaventasse? Nah. 2:11
- Eccomi a te, dice l'Eterno degli eserciti; io arderò i tuoi carri che andranno in fumo, e la spada divorerà i tuoi leoncelli; io sterminerò dalla terra la tua preda, e più non s'udrà la voce de' tuoi messaggeri. Nah. 2:13
- I cavalieri danno la carica, fiammeggiano le spade, sfolgoran le lance, i feriti abbondano, s'ammontano i cadaveri, sono infiniti i morti, s'inciampa nei cadaveri. Nah. 3:3
- Eccomi a te, dice l'Eterno degli eserciti; io t'alzerò i lembi della veste fin sulla faccia e mostrerò alle nazioni la tua nudità, e ai regni la tua vergogna; Nah. 3:5
- Tutti quelli che ti vedranno fuggiranno lungi da te, e diranno: `Ninive è devastata! Chi la compiangerà? Dove ti cercherei dei consolatori?' Nah. 3:7
- L'Etiopia e l'Egitto eran la sua forza, e non avea limiti; Put ed i Libi erano i suoi ausiliari. Nah. 3:9
- Eppure, anch'essa è stata deportata, è andata in cattività; anche i bambini suoi sono stati sfracellati a ogni canto di strada; s'è tirata la sorte sopra i suoi uomini onorati, e tutti i suoi grandi sono stati messi in catene. Nah. 3:10
- Attingiti pure acqua per l'assedio! Rinforza le tue fortificazioni! Entra nella malta, pesta l'argilla! Restaura la fornace da mattoni! Nah. 3:14
- Là il fuoco ti divorerà, la spada ti distruggerà; ti divorerà come la cavalletta, fossi tu pur numerosa come le cavallette, fossi tu pur numerosa come le locuste. Nah. 3:15
- Non v'è rimedio per la tua ferita; la tua piaga è grave; tutti quelli che udranno parlare di te batteranno le mani alla tua sorte; poiché su chi non è passata del continuo la tua malvagità? Nah. 3:19
- Perché mi fai veder l'iniquità, e tolleri lo spettacolo della perversità? e perché mi stanno dinanzi la rapina e la violenza? Vi son liti, e sorge la discordia. Hab. 1:3
- Perciò la legge è senza forza e il diritto non fa strada, perché l'empio aggira il giusto, e il diritto n'esce pervertito. Hab. 1:4
- Vedete fra le nazioni, guardate, maravigliatevi e siate stupefatti! Poiché io sto per fare ai vostri giorni un'opera, che voi non credereste, se ve la raccontassero. Hab. 1:5
- Perché, ecco, io sto per suscitare i Caldei, questa nazione aspra e impetuosa, che percorre la terra quant'è larga, per impadronirsi di dimore che non son sue. Hab. 1:6
- È terribile, formidabile; il suo diritto e la sua grandezza emanano da lui stesso. Hab. 1:7
- Tutta quella gente viene per darsi alla violenza, le lor facce bramose son tese in avanti, e ammassan prigionieri senza numero come la rena. Hab. 1:9
- Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportar la vista del male, e che non puoi tollerar lo spettacolo dell'iniquità, perché guardi i perfidi, e taci quando il malvagio divora l'uomo ch'è più giusto di lui? Hab. 1:13
- Per questo fa sacrifizi alla sua rete, e offre profumi al suo giacchio; perché per essi la sua parte è grassa, e il suo cibo è succulento. Hab. 1:16
- Dev'egli per questo seguitare a vuotar la sua rete, e massacrar del continuo le nazioni senza pietà? Hab. 1:17
- Io starò alla mia vedetta, mi porrò sopra una torre, e starò attento a quello che l'Eterno mi dirà, e a quello che dovrò rispondere circa la rimostranza che ho fatto. Hab. 2:1
- E l'Eterno mi rispose e disse: `Scrivi la visione, incidila su delle tavole, perché si possa leggere speditamente; Hab. 2:2
- poiché è una visione per un tempo già fissato; ella s'affretta verso la fine, e non mentirà; se tarda, aspettala; poiché per certo verrà; non tarderà'. Hab. 2:3
- Ecco, l'anima sua è gonfia, non è retta in lui; ma il giusto vivrà per la sua fede. Hab. 2:4
- E poi, il vino è perfido; l'uomo arrogante non può starsene tranquillo; egli allarga le sue brame come il soggiorno de' morti; è come la morte e non si può saziare, ma raduna presso di sé tutte le nazioni, raccoglie intorno a sé tutti i popoli. Hab. 2:5
- Guai a colui ch'è avido d'illecito guadagno per la sua casa, per porre il suo nido in alto e mettersi al sicuro dalla mano della sventura! Hab. 2:9
- Poiché la pietra grida dalla parete, e la trave le risponde dall'armatura di legname. Hab. 2:11
- Guai a colui che edifica la città col sangue, e fonda una città sull'iniquità! Hab. 2:12
- Poiché la terra sarà ripiena della conoscenza della gloria dell'Eterno, come le acque coprono il fondo del mare. Hab. 2:14
- Guai a colui che dà da bere al prossimo, a te che gli versi il tuo veleno e l'ubriachi, per guardare la sua nudità! Hab. 2:15
- Tu sarai saziato d'onta anziché di gloria; bevi anche tu, e scopri la tua incirconcisione! La coppa della destra dell'Eterno farà il giro fino a te, e l'ignominia coprirà la tua gloria. Hab. 2:16
- Poiché la violenza fatta al Libano e la devastazione che spaventava le bestie, ricadranno su te, a motivo del sangue umano sparso, della violenza fatta ai paesi, alle città e a tutti i loro abitanti. Hab. 2:17
- A che giova l'immagine scolpita perché l'artefice la scolpisca? A che giova l'immagine fusa che insegna la menzogna, perché l'artefice si confidi nel suo lavoro, fabbricando idoli muti? Hab. 2:18
- Ma l'Eterno è nel suo tempio santo; tutta la terra faccia silenzio in presenza sua! Hab. 2:20
- Iddio viene da Teman, e il santo viene dal monte di Paran. Sela. La sua gloria copre i cieli, e la terra è piena della sua lode. Hab. 3:3
- Il suo splendore è pari alla luce; dei raggi partono dalla sua mano; ivi si nasconde la sua potenza. Hab. 3:4
- Davanti a lui cammina la peste, la febbre ardente segue i suoi passi. Hab. 3:5
- Egli si ferma, e scuote la terra; guarda, e fa tremar le nazioni; i monti eterni si frantumano, i colli antichi s'abbassano; le sue vie son quelle d'un tempo. Hab. 3:6
- Il tuo arco è messo a nudo; i dardi lanciati dalla tua parola sono esecrazioni. Sela. Tu fendi la terra in tanti letti di fiumi. Hab. 3:9
- I monti ti vedono e tremano; passa una piena d'acque: l'abisso fa udir la sua voce, e leva in alto le mani. Hab. 3:10
- Il sole e la luna si fermano nella loro dimora; si cammina alla luce delle tue saette, al lampeggiare della tua lancia sfolgorante. Hab. 3:11
- Tu percorri la terra nella tua indignazione, tu schiacci le nazioni nella tua ira. Hab. 3:12
- Tu esci per salvare il tuo popolo, per liberare il tuo unto; tu abbatti la sommità della casa dell'empio, e la demolisci da capo a fondo. Sela. Hab. 3:13
- Tu trafiggi coi lor propri dardi la testa de' suoi capi, che vengon come un uragano per disperdermi, mandando gridi di gioia, come se già divorassero il misero nei loro nascondigli. Hab. 3:14
- L'Eterno, il Signore, è la mia forza; egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve, e mi farà camminare sui miei alti luoghi. Al Capo de' musici. Per strumenti a corda. Hab. 3:19
- La parola dell'Eterno che fu rivolta a Sofonia, figliuolo di Cusci, figliuolo di Ghedalia, figliuolo d'Amaria, figliuolo d'Ezechia, ai giorni di Giosia, figliuolo d'Amon, re di Giuda. Sof. 1:1
- E stenderò la mano su Giuda e su tutti gli abitanti di Gerusalemme; e sterminerò da questo luogo i resti di Baal, il nome dei preti degli idoli, coi sacerdoti, Sof. 1:4
- In quel giorno, punirò tutti quelli che saltano sopra la soglia, che riempion di violenza e di frode le case dei loro signori. Sof. 1:9
- E io metterò gli uomini nella distretta, ed essi cammineranno come ciechi, perché han peccato contro l'Eterno; e il loro sangue sarà sparso come polvere, e la loro carne come escrementi. Sof. 1:17
- prima che il decreto partorisca, e il giorno passi come la pula, prima che vi piombi addosso l'ardente ira dell'Eterno, prima che vi sorprenda il giorno dell'ira dell'Eterno! Sof. 2:2
- Cercate l'Eterno, voi tutti, umili della terra, che avete praticato le sue prescrizioni! Cercate la giustizia, cercate l'umiltà! Forse, sarete messi al coperto nel giorno dell'ira dell'Eterno. Sof. 2:3
- Guai agli abitanti della regione marittima, alla nazione dei Keretei! La parola dell'Eterno è rivolta contro di te, o Canaan, paese de' Filistei! E io ti distruggerò, sì che nessuno più ti abiterà. Sof. 2:5
- E la regione marittima non sarà più che pascoli, grotte di pastori e chiusi da greggi. Sof. 2:6
- E sarà una regione per il resto della casa di Giuda; quivi pascoleranno; la sera si coricheranno nelle case di Askalon, perché l'Eterno, il loro Dio, li visiterà, e li farà tornare dalla cattività. Sof. 2:7
- Ed egli stenderà la mano contro il settentrione e distruggerà l'Assiria, e ridurrà Ninive una desolazione, un luogo arido come il deserto. Sof. 2:13
- E in mezzo a lei giaceranno greggi e animali d'ogni specie; perfino il pellicano ed il riccio pernotteranno tra i suoi capitelli; s'udranno canti d'uccelli dalle finestre; la devastazione sarà sulle soglie, perché sarà spogliata dei suoi rivestimenti di cedro. Sof. 2:14
- Tale sarà la festante città, che se ne sta sicura, e dice in cuor suo: `Io, e nessun altro fuori di me!' Come mai è diventata una desolazione, un ricetto di bestie? Chiunque le passerà vicino fischierà e agiterà la mano. Sof. 2:15
- I suoi capi, in mezzo a lei, sono leoni ruggenti; i suoi giudici son lupi della sera, che non serban nulla per la mattina. Sof. 3:3
- Io dicevo: `Se soltanto tu volessi temermi, accettar la correzione! la tua dimora non sarebbe distrutta, nonostante tutte le punizioni che ti ho inflitte'. Ma essi si sono affrettati a pervertire tutte le loro azioni. Sof. 3:7
- Perciò, aspettami, dice l'Eterno, per il giorno che mi leverò per il bottino; poiché il mio decreto è di radunare le nazioni, di riunire i regni, per versare su di loro la mia indignazione, tutto l'ardore della mia ira; poiché tutta la terra sarà divorata dal fuoco della mia gelosia. Sof. 3:8
- Ecco, in quel tempo, io agirò contro tutti quelli che t'opprimono; salverò la pecora che zoppica, e raccoglierò quella ch'è stata cacciata, e li renderò gloriosi e rinomati, in tutti i paesi dove sono stati nell'onta. Sof. 3:19
- Il secondo anno del re Dario, il sesto mese, il primo giorno del mese, la parola dell'Eterno fu rivolta, per mezzo del profeta Aggeo, a Zorobabele, figliuolo di Scealtiel, governatore di Giuda, e a Giosuè, figliuolo di Jehotsadak, sommo sacerdote, in questi termini: Agg. 1:1
- `Così parla l'Eterno degli eserciti: Questo popolo dice: Il tempo non è giunto, il tempo in cui la casa dell'Eterno dev'essere riedificata'. Agg. 1:2
- Perciò la parola dell'Eterno fu rivolta loro per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: Agg. 1:3
- Voi avete seminato molto, e avete raccolto poco; voi mangiate, ma non fino ad esser sazi; bevete, ma non fino a soddisfare la sete; vi vestite, ma non v'è chi si riscaldi; chi guadagna un salario mette il suo salario in una borsa forata. Agg. 1:6
- Salite nella contrada montuosa, recate del legname, e costruite la casa; e io mi compiacerò d'essa, e sarò glorificato, dice l'Eterno. Agg. 1:8
- Voi v'aspettavate molto, ed ecco v'è poco; e quando l'avete portato in casa, io ci ho soffiato sopra. Perché? dice l'Eterno degli eserciti. A motivo della mia casa che giace in rovina, mentre ognun di voi si dà premura per la propria casa. Agg. 1:9
- Perciò il cielo, sopra di voi, è rimasto chiuso, sì che non c'è stata rugiada, e la terra ha ritenuto il suo prodotto. Agg. 1:10
- Ed io ho chiamato la siccità sul paese, sui monti, sul grano, sul vino, sull'olio, su tutto ciò che il suolo produce, sugli uomini, sul bestiame, e su tutto il lavoro delle mani'. Agg. 1:11
- Il settimo mese, il ventunesimo giorno del mese, la parola dell'Eterno fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: Agg. 2:1
- Chi è rimasto fra voi che abbia veduto questa casa nella sua prima gloria? E come la vedete adesso? Così com'è, non è essa come nulla agli occhi vostri? Agg. 2:3
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti: Ancora una volta, fra poco, io farò tremare i cieli, la terra, il mare, e l'asciutto; Agg. 2:6
- La gloria di quest'ultima casa sarà più grande di quella della prima, dice l'Eterno degli eserciti; e in questo luogo io darò la pace, dice l'Eterno degli eserciti'. Agg. 2:9
- Il ventiquattresimo giorno del nono mese, il secondo anno di Dario, la parola dell'Eterno fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: Agg. 2:10
- Io vi colpii col carbonchio, colla ruggine, con la grandine, in tutta l'opera delle vostre mani; ma voi non tornaste a me, dice l'Eterno. Agg. 2:17
- V'è egli ancora del grano nel granaio? La stessa vigna, il fico, il melagrano, l'ulivo, nulla producono! Da questo giorno, io vi benedirò'. Agg. 2:19
- E la parola dell'Eterno fu indirizzata per la seconda volta ad Aggeo, il ventiquattresimo giorno del mese, in questi termini: Agg. 2:20
- `Parla a Zorobabele, governatore di Giuda, e digli: Io farò tremare i cieli e la terra, Agg. 2:21
- rovescerò il trono dei regni, e distruggerò la forza dei regni delle nazioni; rovescerò i carri e quelli che vi montano; i cavalli e i loro cavalieri cadranno, l'uno per la spada dell'altro. Agg. 2:22
- L'ottavo mese, il secondo anno di Dario, la parola dell'Eterno fu rivolta al profeta Zaccaria, figliuolo di Berekia, figliuolo d'Iddo, il profeta, in questi termini: Zac. 1:1
- Il ventiquattresimo giorno dell'undecimo mese, che è il mese di Scebat, nel secondo anno di Dario, la parola dell'Eterno fu rivolta a Zaccaria, figliuolo di Berekia, figliuolo d'Iddo, il profeta, in questi termini: Zac. 1:7
- E l'uomo che stava fra le piante di mortella prese a dire: `Questi son quelli che l'Eterno ha mandati a percorrere la terra'. Zac. 1:10
- E quelli si rivolsero all'angelo dell'Eterno che stava fra le piante di mortella, e dissero: `Noi abbiamo percorso la terra, ed ecco tutta la terra è in riposo e tranquilla'. Zac. 1:11
- e provo un grande sdegno contro le nazioni che se ne stanno ora tranquille, e che, quand'io m'indignai un poco contro di essa, contribuirono ad accrescer la sua disgrazia. Zac. 1:15
- Perciò così parla l'Eterno: Io mi volgo di nuovo a Gerusalemme con compassione; la mia casa vi sarà ricostruita, dice l'Eterno degli eserciti, e la corda sarà di nuovo tirata su Gerusalemme. Zac. 1:16
- E io dissi: `Dove vai?' Egli mi rispose: `Vado a misurar Gerusalemme, per vedere qual ne sia la larghezza, e quale la lunghezza'. Zac. 2:2
- e gli disse: `Corri, parla a quel giovane, e digli: Gerusalemme sarà abitata come una città senza mura, tanta sarà la quantità di gente e di bestiame che si troverà in mezzo ad essa; Zac. 2:4
- e io, dice l'Eterno, sarò per lei un muro di fuoco tutt'attorno, e sarò la sua gloria in mezzo a lei. Zac. 2:5
- Olà, Sion, mettiti in salvo, tu che abiti con la figliuola di Babilonia! Zac. 2:7
- Poiché così parla l'Eterno degli eserciti: È per rivendicare la sua gloria, ch'egli mi ha mandato verso le nazioni che han fatto di voi la loro preda; perché chi tocca voi tocca la pupilla dell'occhio suo; Zac. 2:8
- infatti, ecco, io sto per agitare la mia mano contro di loro, ed esse diventeranno preda di quelli ch'eran loro asserviti, e voi conoscerete che l'Eterno degli eserciti m'ha mandato. Zac. 2:9
- E l'angelo prese a dire a quelli che gli stavano davanti: `Levategli di dosso i vestiti sudici!' Poi disse a Giosuè: `Guarda, io ti ho tolto di dosso la tua iniquità, e t'ho vestito di abiti magnifici'. Zac. 3:4
- `Così parla l'Eterno degli eserciti: Se tu cammini nelle mie vie, e osservi quello che t'ho comandato, anche tu governerai la mia casa e custodirai i miei cortili, e io ti darò libero accesso fra quelli che stanno qui davanti a me. Zac. 3:7
- Poiché, guardate la pietra che io ho posta davanti a Giosuè; sopra un'unica pietra stanno sette occhi; ecco, io v'inciderò quello che vi deve essere inciso, dice l'Eterno degli eserciti; e torrò via l'iniquità di questo paese in un sol giorno. Zac. 3:9
- In quel giorno, dice l'Eterno degli eserciti, voi vi inviterete gli uni gli altri sotto la vigna e sotto il fico'. Zac. 3:10
- Allora egli rispondendo, mi disse: `È questa la parola che l'Eterno rivolge a Zorobabele: Non per potenza né per forza, ma per lo spirito mio, dice l'Eterno degli eserciti. Zac. 4:6
- Chi sei tu, o gran monte, davanti a Zorobabele? Tu diventerai pianura; ed egli porterà innanzi la pietra della vetta, in mezzo alle grida di: Grazia, grazia su di lei!' Zac. 4:7
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Zac. 4:8
- `Le mani di Zorobabele hanno gettato le fondamenta di questa casa, e le sue mani la finiranno; e tu saprai che l'Eterno degli eserciti mi ha mandato a voi. Zac. 4:9
- Poiché chi potrebbe sprezzare il giorno delle piccole cose, quando quei sette là, gli occhi dell'Eterno che percorrono tutta la terra, vedono con gioia il piombino in mano a Zorobabele?' Zac. 4:10
- E per la seconda volta io presi a dire: `Che significano questi due ramoscelli d'ulivo che stanno allato ai due condotti d'oro per cui scorre l'olio dorato'? Zac. 4:12
- Allora egli disse: `Questi sono i due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra'. Zac. 4:14
- E l'angelo mi disse: `Che vedi?' Io risposi: `Vedo un rotolo che vola, la cui lunghezza è di venti cubiti, e la larghezza di dieci cubiti'. Zac. 5:2
- Ed egli mi disse: `Questa è la maledizione che si spande sopra tutto il paese; poiché ogni ladro, a tenor di essa, sarà estirpato da questo luogo, e ogni spergiuro, a tenor di essa, sarà estirpato da questo luogo. Zac. 5:3
- Io la faccio uscire, dice l'Eterno degli eserciti, ed essa entrerà nella casa del ladro, e nella casa di colui che giura il falso nel mio nome; si stabilirà in mezzo a quella casa, e la consumerà col legname e le pietre che contiene'. Zac. 5:4
- Ed egli disse: `Questa è la malvagità'; e la gettò in mezzo all'efa, poi gettò la piastra di piombo sulla bocca dell'efa. Zac. 5:8
- L'angelo rispose e mi disse: `Questi sono i quattro venti del cielo, che escono, dopo essersi presentati al Signore di tutta la terra. Zac. 6:5
- e i rossi escono e chiedono d'andare a percorrere la terra'. E l'angelo disse loro: `Andate, percorrete la terra!' Ed essi percorsero la terra. Zac. 6:7
- Poi egli mi chiamò, e mi parlò così: `Ecco, quelli che escono verso il paese del settentrione acquetano la mia ira sul paese del settentrione'. Zac. 6:8
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Zac. 6:9
- E avvenne che il quarto anno del re Dario la parola dell'Eterno fu rivolta a Zaccaria, il quarto giorno del nono mese, cioè di Chisleu. Zac. 7:1
- Quelli di Bethel avean mandato Saretser e Reghem-melec con la loro gente per implorare il favore dell'Eterno, Zac. 7:2
- E la parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: Zac. 7:4
- Non dovreste voi dare ascolto alle parole che l'Eterno degli eserciti ha proclamate per mezzo dei profeti di prima, quando Gerusalemme era abitata e tranquilla, con le sue città all'intorno, ed eran pure abitati il mezzogiorno e la pianura?' Zac. 7:7
- E la parola dell'Eterno fu rivolta a Zaccaria, in questi termini: Zac. 7:8
- e non opprimete la vedova né l'orfano, lo straniero né il povero; e nessuno di voi macchini del male contro il fratello nel suo cuore. Zac. 7:10
- Resero il loro cuore duro come il diamante, per non ascoltare la legge e le parole che l'Eterno degli eserciti mandava loro per mezzo del suo spirito, per mezzo dei profeti di prima; perciò ci fu grande indignazione da parte dell'Eterno degli eserciti. Zac. 7:12
- E la parola dell'Eterno degli eserciti mi fu rivolta in questi termini: Zac. 8:1
- Così parla l'Eterno: Io torno a Sion, e dimorerò in mezzo a Gerusalemme; Gerusalemme si chiamerà la Città della fedeltà, e il monte dell'Eterno degli eserciti, Monte della santità. Zac. 8:3
- Così parla l'Eterno degli eserciti: Le vostre mani sian forti, o voi che udite in questi giorni queste parole dalla bocca dei profeti che parlarono al tempo che la casa dell'Eterno, il tempio, fu fondata, per essere ricostruita. Zac. 8:9
- Poiché vi sarà sementa di pace; la vigna darà il suo frutto, il suolo i suoi prodotti, e i cieli daranno la loro rugiada; e darò al rimanente di questo popolo il possesso di tutte queste cose. Zac. 8:12
- Queste son le cose che dovete fare: dite la verità ciascuno al suo prossimo; fate giustizia, alle vostre porte, secondo verità e per la pace; Zac. 8:16
- E la parola dell'Eterno degli eserciti mi fu rivolta in questi termini: Zac. 8:18
- `Così parla l'Eterno degli eserciti: Il digiuno del quarto, il digiuno del quinto, il digiuno del settimo e il digiuno del decimo mese diventeranno per la casa di Giuda una gioia, un gaudio, delle feste d'esultanza; amate dunque la verità e la pace. Zac. 8:19
- Ecco, l'Eterno s'impadronirà di essa, getterà la sua potenza nel mare, ed essa sarà consumata dal fuoco. Zac. 9:4
- Askalon lo vedrà e avrà paura; anche Gaza, e si torcerà dal gran dolore; e così Ekron, perché la sua speranza sarà confusa; e Gaza non avrà più re, e Askalon non sarà più abitata. Zac. 9:5
- L'Eterno apparirà sopra di loro, e la sua freccia partirà come il lampo. Il Signore, l'Eterno, sonerà la tromba, e avanzerà coi turbini del mezzogiorno. Zac. 9:14
- Poiché qual prosperità sarà la loro! e quanta sarà la loro bellezza! Il grano farà crescere i giovani, e il mosto le fanciulle. Zac. 9:17
- Chiedete all'Eterno la pioggia nella stagione di primavera! L'Eterno che produce i lampi, darà loro abbondanza di pioggia, ad ognuno erba nel proprio campo. Zac. 10:1
- La mia ira s'è accesa contro i pastori, e io punirò i capri; poiché l'Eterno degli eserciti visita il suo gregge, la casa di Giuda, e ne fa come il suo cavallo d'onore nella battaglia. Zac. 10:3
- Da lui uscirà la pietra angolare, da lui il piuolo, da lui l'arco di battaglia, da lui usciranno tutti i capi assieme. Zac. 10:4
- E io fortificherò la casa di Giuda, e salverò la casa di Giuseppe, e li ricondurrò perché ho pietà di loro; e saranno come se non li avessi mai scacciati, perché io sono l'Eterno, il loro Dio, e li esaudirò. Zac. 10:6
- Urla, cipresso, perché il cedro è caduto, e gli alberi magnifici son devastati! Urlate, querce di Basan, perché la foresta impenetrabile è abbattuta! Zac. 11:2
- S'odono i lamenti de' pastori perché la loro magnificenza è devastata; s'ode il ruggito dei leoncelli perché le rive lussureggianti del Giordano son devastate. Zac. 11:3
- E sterminai i tre pastori in un mese; l'anima mia perdette la pazienza con loro, e anche l'anima loro m'avea preso a sdegno. Zac. 11:8
- E io dissi: `Non vi pascerò più; la moribonda muoia, quella che sta per perire perisca, e quelle che restano, divorino l'una la carne dell'altra'. Zac. 11:9
- E presi la mia verga Favore e la spezzai, per annullare il patto che avevo stretto con tutti i popoli. Zac. 11:10
- E quello fu annullato in quel giorno; e le pecore più misere del gregge che m'osservavano, conobbero che quella era la parola dell'Eterno. Zac. 11:11
- Poi spezzai l'altra verga Vincoli, per rompere la fratellanza fra Giuda e Israele. Zac. 11:14
- Perché, ecco, io susciterò nel paese un pastore che non si curerà delle pecore che periscono, non cercherà le disperse, non guarirà le ferite, non nutrirà quelle che stanno in piè, ma mangerà la carne delle grasse, e strapperà loro fino le unghie'. Zac. 11:16
- Guai al pastore da nulla, che abbandona il gregge! La spada gli colpirà il braccio e l'occhio destro. Il braccio gli seccherà del tutto, e l'occhio destro gli si spegnerà interamente. Zac. 11:17
- Oracolo, parola dell'Eterno, riguardo a Israele. Parola dell'Eterno che ha disteso i cieli e fondata la terra, e che ha formato lo spirito dell'uomo dentro di lui: Zac. 12:1
- E in quel giorno avverrà che io farò di Gerusalemme una pietra pesante per tutti i popoli; tutti quelli che se la caricheranno addosso ne saranno malamente feriti, e tutte le nazioni della terra s'aduneranno contro di lei. Zac. 12:3
- E i capi di Giuda diranno in cuor loro: `Gli abitanti di Gerusalemme son la mia forza nell'Eterno degli eserciti, loro Dio'. Zac. 12:5
- L'Eterno salverà prima le tende di Giuda, perché la gloria della casa di Davide e la gloria degli abitanti di Gerusalemme non s'innalzi al disopra di Giuda. Zac. 12:7
- In quel giorno l'Eterno proteggerà gli abitanti di Gerusalemme; e colui che fra loro vacilla sarà in quel giorno come Davide, e la casa di Davide sarà come Dio, come l'angelo dell'Eterno davanti a loro. Zac. 12:8
- E il paese farà cordoglio, ogni famiglia da sé; la famiglia della casa di Davide da sé, e le loro mogli da sé; la famiglia della casa di Nathan da sé, e le loro mogli da sé; Zac. 12:12
- la famiglia della casa di Levi da sé, e le loro mogli da sé; la famiglia degli Scimeiti da sé, e le loro mogli da sé; Zac. 12:13
- In quel giorno vi sarà una fonte aperta per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme, per il peccato e per l'impurità. Zac. 13:1
- Dèstati, o spada, contro il mio pastore, e contro l'uomo che mi è compagno! dice l'Eterno degli eserciti. Colpisci il pastore, e sian disperse le pecore! ma io volgerò la mia mano sui piccoli. Zac. 13:7
- Io adunerò tutte le nazioni per far guerra a Gerusalemme, e la città sarà presa, le case saranno saccheggiate, e le donne violate; la metà della città andrà in cattività, ma il resto del popolo non sarà sterminato dalla città. Zac. 14:2
- E voi fuggirete per la valle de' miei monti, poiché la valle de' monti s'estenderà fino ad Atsal; fuggirete, come fuggiste davanti al terremoto ai giorni di Uzzia, re di Giuda; e l'Eterno, il mio Dio, verrà, e tutti i suoi santi con lui. Zac. 14:5
- E l'Eterno sarà re di tutta la terra; in quel giorno l'Eterno sarà l'unico, e unico sarà il suo nome. Zac. 14:9
- Tutto il paese sarà mutato in pianura, da Gheba a Rimmon a mezzogiorno di Gerusalemme; e Gerusalemme sarà innalzata e abitata nel suo luogo, dalla porta di Beniamino al luogo della prima porta, la porta degli angoli, e dalla torre di Hananeel agli strettoi del re. Zac. 14:10
- E la gente abiterà in essa, e non ci sarà più nulla di votato allo sterminio, e Gerusalemme se ne starà al sicuro. Zac. 14:11
- E questa sarà la piaga con la quale l'Eterno colpirà tutti i popoli che avran mosso guerra a Gerusalemme: la loro carne si consumerà mentre stanno in piedi, gli occhi si struggeranno loro nelle orbite, la lor lingua si consumerà nella lor bocca. Zac. 14:12
- E avverrà in quel giorno che vi sarà tra loro un gran tumulto prodotto dall'Eterno; ognun d'essi afferrerà la mano dell'altro, e la mano dell'uno si leverà contro la mano dell'altro. Zac. 14:13
- E la piaga che colpirà i cavalli, i muli, i cammelli, gli asini e tutte le bestie che saranno in quegli accampamenti, sarà simile a quell'altra piaga. Zac. 14:15
- E avverrà che tutti quelli che saran rimasti di tutte le nazioni venute contro Gerusalemme, saliranno d'anno in anno a prostrarsi davanti al Re, all'Eterno degli eserciti, e a celebrare la festa delle Capanne. Zac. 14:16
- E se la famiglia d'Egitto non sale e non viene, neppur su lei ne cadrà; sarà colpita dalla piaga con cui l'Eterno colpirà le nazioni che non saliranno a celebrare la festa delle Capanne. Zac. 14:18
- Tale sarà la punizione dell'Egitto, e la punizione di tutte le nazioni che non saliranno a celebrare la festa delle Capanne. Zac. 14:19
- e ho odiato Esaù, ho fatto de' suoi monti una desolazione, ho dato la sua eredità agli sciacalli del deserto. Mal. 1:3
- Voi offrite sul mio altare cibi contaminati, e dite: `In che t'abbiam contaminato?' L'avete fatto col dire: `La mensa dell'Eterno è spregevole'. Mal. 1:7
- Quand'offrite una bestia cieca per immolarla, non è male? quando ne offrite una zoppa o malata, non è male? Presèntala dunque al tuo governatore! Te ne saprà egli grado? Avrà egli de' riguardi per la tua persona? dice l'Eterno degli eserciti. Mal. 1:8
- Ma voi lo profanate, col dire: `La mensa dell'Eterno è contaminata, e ciò che rende, come alimento, è cosa di nessun conto'. Mal. 1:12
- Voi dite pure: `Ah, che fatica!' e la trattate con disprezzo, dice l'Eterno degli eserciti. E menate vittime rubate, zoppe o malate, e queste sono le offerte che fate! Potrei io gradirle dalle vostre mani? dice l'Eterno. Mal. 1:13
- Se non date ascolto, se non prendete a cuore di dar gloria al mio nome, dice l'Eterno degli eserciti, io manderò su voi la maledizione, e maledirò le vostre benedizioni; sì, già le ho maledette perché non prendete la cosa a cuore. Mal. 2:2
- La legge di verità era nella sua bocca, e non si trovava perversità sulle sue labbra; camminava con me nella pace e nella rettitudine, e molti ne ritrasse dall'iniquità. Mal. 2:6
- Poiché le labbra del sacerdote son le guardiane della scienza, e dalla sua bocca uno cerca la legge, perch'egli è il messaggero dell'Eterno degli eserciti. Mal. 2:7
- E io pure vi rendo spregevoli e abietti agli occhi di tutto il popolo, perché non osservate le mie vie, e avete de' riguardi personali quando applicate la legge. Mal. 2:9
- Eppure dite: `Perché?' Perché l'Eterno è testimonio fra te e la moglie della tua giovinezza, verso la quale ti conduci perfidamente, bench'ella sia la tua compagna, la moglie alla quale sei legato da un patto. Mal. 2:14
- Ma, direte voi, non ve n'è uno che fece così? E nondimeno, lo spirito rimase in lui. Ma perché quell'uno lo fece? Perché cercava la progenie promessagli da Dio. Badate dunque allo spirito vostro, e niuno agisca perfidamente verso la moglie della sua giovinezza. Mal. 2:15
- Poiché io odio il ripudio, dice l'Eterno, l'Iddio d'Israele; e chi ripudia copre di violenza la sua veste, dice l'Eterno degli eserciti. Badate dunque allo spirito vostro, e non agite perfidamente. Mal. 2:16
- Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, l'Angelo del patto, che voi bramate, entrerà nel suo tempio. Ecco ei viene, dice l'Eterno degli eserciti; Mal. 3:1
- e chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piè quand'egli apparirà? Poich'egli è come un fuoco d'affinatore, come la potassa dei lavatori di panni. Mal. 3:2
- E io m'accosterò a voi per il giudizio, e, senza indugio, io sarò testimonio contro gl'incantatori, contro gli adulteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che frodano l'operaio del suo salario, che opprimono la vedova e l'orfano, che fanno torto allo straniero, e non temono me, dice l'Eterno degli eserciti. Mal. 3:5
- Voi siete colpiti di maledizione, perché mi derubate, voi, tutta quanta la nazione! Mal. 3:9
- E, per amor vostro, io minaccerò l'insetto divoratore; ed egli non distruggerà più i frutti del vostro suolo, e la vostra vigna non abortirà più nella campagna, dice l'Eterno degli eserciti. Mal. 3:11
- Essi saranno, nel giorno ch'io preparo, saranno la mia proprietà particolare; dice l'Eterno degli eserciti; e io li risparmierò, come uno risparmia il figlio che lo serve. Mal. 3:17
- E voi vedrete di nuovo la differenza che v'è fra il giusto e l'empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve. Mal. 3:18
- Ma per voi che temete il mio nome si leverà il sole della giustizia, e la guarigione sarà nelle sue ali; e voi uscirete e salterete, come vitelli di stalla. Mal. 4:2
- E calpesterete gli empi, perché saran come cenere sotto la pianta de' vostri piedi, nel giorno ch'io preparo, dice l'Eterno degli eserciti. Mal. 4:3
- E dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel; Salatiel generò Zorobabel; Mt. 1:12
- Or la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe; e prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo. Mt. 1:18
- Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figliuolo, al quale sarà posto nome Emmanuele, che, interpretato, vuol dire: "Iddio con noi". Mt. 1:23
- e non la conobbe finch'ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù. Mt. 1:25
- Dov'è il re de' Giudei che è nato? Poiché noi abbiam veduto la sua stella in Oriente e siam venuti per adorarlo. Mt. 2:2
- E tu, Betleem, terra di Giuda, non sei punto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un Principe, che pascerà il mio popolo Israele. Mt. 2:6
- Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparita; Mt. 2:7
- Essi dunque, udito il re, partirono; ed ecco la stella che aveano veduta in Oriente, andava dinanzi a loro, finché, giunta al luogo dov'era il fanciullino, vi si fermò sopra. Mt. 2:9
- Ed essi, veduta la stella, si rallegrarono di grandissima allegrezza. Mt. 2:10
- Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e vattene nel paese d'Israele; perché son morti coloro che cercavano la vita del fanciullino. Mt. 2:20
- Di lui parlò infatti il profeta Isaia quando disse: V'è una voce d'uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri. Mt. 3:3
- Allora Gerusalemme e tutta la Giudea e tutto il paese d'intorno al Giordano presero ad accorrere a lui; Mt. 3:5
- E già la scure è posta alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon frutto, sta per esser tagliato e gittato nel fuoco. Mt. 3:10
- Egli ha il suo ventilabro in mano, e netterà interamente l'aia sua, e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma arderà la pula con fuoco inestinguibile. Mt. 3:12
- Di nuovo il diavolo lo menò seco sopra un monte altissimo, e gli mostrò tutti i regni del mondo e la lor gloria, e gli disse: Mt. 4:8
- Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, la Galilea de' Gentili, Mt. 4:15
- Or passeggiando lungo il mare della Galilea, egli vide due fratelli, Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete in mare; poiché erano pescatori. Mt. 4:18
- Ed essi, lasciata subito la barca e il padre loro, lo seguirono. Mt. 4:22
- E Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando l'evangelo del Regno, sanando ogni malattia ed ogni infermità fra il popolo. Mt. 4:23
- E la sua fama si sparse per tutta la Siria; e gli recarono tutti i malati colpiti da varie infermità e da varî dolori, indemoniati, lunatici, paralitici; ed ei li guarì. Mt. 4:24
- Ed egli, aperta la bocca, li ammaestrava dicendo: Mt. 5:2
- Beati i mansueti, perché essi erederanno la terra. Mt. 5:5
- Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può rimaner nascosta; Mt. 5:14
- e non si accende una lampada per metterla sotto il moggio; anzi la si mette sul candeliere ed ella fa lume a tutti quelli che sono in casa. Mt. 5:15
- Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è ne' cieli. Mt. 5:16
- Non pensate ch'io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire: Mt. 5:17
- poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto. Mt. 5:18
- Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e de' Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli. Mt. 5:20
- Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare, e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te, Mt. 5:23
- lascia quivi la tua offerta dinanzi all'altare, e va' prima a riconciliarti col tuo fratello; e poi vieni ad offrir la tua offerta. Mt. 5:24
- E se la tua man destra ti fa cadere in peccato, mozzala e gettala via da te; poiché val meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, e non vada l'intero tuo corpo nella geenna. Mt. 5:30
- Ma io vi dico: Chiunque manda via la moglie, salvo che per cagion di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa colei ch'è mandata via, commette adulterio. Mt. 5:32
- né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. Mt. 5:35
- ed a chi vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. Mt. 5:40
- Guardatevi dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli uomini per esser osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli. Mt. 6:1
- Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl'ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Mt. 6:2
- Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, Mt. 6:3
- affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. Mt. 6:4
- Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l'uscio fa' orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. Mt. 6:6
- E nel pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano d'essere esauditi per la moltitudine delle loro parole. Mt. 6:7
- venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com'è fatta nel cielo. Mt. 6:10
- E quando digiunate, non siate mesti d'aspetto come gl'ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. Mt. 6:16
- Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e lavati la faccia, Mt. 6:17
- affinché non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. Mt. 6:18
- Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sconficcano e rubano; Mt. 6:19
- La lampada del corpo è l'occhio. Se dunque l'occhio tuo è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato; Mt. 6:22
- ma se l'occhio tuo è viziato, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre, esse tenebre quanto grandi saranno! Mt. 6:23
- Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Mt. 6:25
- E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito? Mt. 6:27
- eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Mt. 6:29
- Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Mt. 6:33
- perché col giudicio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura onde misurate, sarà misurato a voi. Mt. 7:2
- E perché guardi tu il bruscolo che è nell'occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la trave che è nell'occhio tuo? Mt. 7:3
- Ovvero, come potrai tu dire al tuo fratello: Lascia ch'io ti tragga dall'occhio il bruscolo, mentre ecco la trave è nell'occhio tuo? Mt. 7:4
- Ipocrita, trai prima dall'occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo dall'occhio del tuo fratello. Mt. 7:5
- Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge ed i profeti. Mt. 7:12
- Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa. Mt. 7:13
- Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano. Mt. 7:14
- Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de' cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne' cieli. Mt. 7:21
- Perciò chiunque ode queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo avveduto che ha edificata la sua casa sopra la roccia. Mt. 7:24
- E la pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma ella non è caduta, perché era fondata sulla roccia. Mt. 7:25
- E chiunque ode queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo stolto che ha edificata la sua casa sulla rena. Mt. 7:26
- E la pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato ed hanno fatto impeto contro quella casa; ed ella è caduta, e la sua ruina è stata grande. Mt. 7:27
- E Gesù, stesa la mano, lo toccò dicendo: Lo voglio, sii mondato. E in quell'istante egli fu mondato dalla sua lebbra. Mt. 8:3
- Poi Gesù, entrato nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva in letto con la febbre; ed egli le toccò la mano e la febbre la lasciò. Mt. 8:14
- Poi, venuta la sera, gli presentarono molti indemoniati; ed egli con la parola, scacciò gli spiriti e guarì tutti i malati, Mt. 8:16
- Ed ecco farsi in mare una così gran burrasca, che la barca era coperta dalle onde; ma Gesù dormiva. Mt. 8:24
- Ed ecco tutta la città uscì incontro a Gesù; e, come lo videro lo pregarono che si partisse dai loro confini. Mt. 8:34
- Ed ecco gli portarono un paralitico steso sopra un letto. E Gesù, veduta la fede loro, disse al paralitico: Figliuolo, sta' di buon animo, i tuoi peccati ti sono rimessi. Mt. 9:2
- Mentr'egli diceva loro queste cose, ecco uno dei capi della sinagoga, accostatosi, s'inchinò dinanzi a lui e gli disse: La mia figliuola è pur ora trapassata; ma vieni, metti la mano su lei ed ella vivrà. Mt. 9:18
- Perché diceva fra sé: Sol ch'io tocchi la sua veste, sarò guarita. Mt. 9:21
- E Gesù, voltatosi e vedutala, disse: Sta' di buon animo, figliuola; la tua fede t'ha guarita. E da quell'ora la donna fu guarita. Mt. 9:22
- E quando Gesù fu giunto alla casa del capo della sinagoga, ed ebbe veduto i sonatori di flauto e la moltitudine che facea grande strepito, Mt. 9:23
- disse loro: Ritiratevi; perché la fanciulla non è morta, ma dorme. E si ridevano di lui. Mt. 9:24
- Ma quando la moltitudine fu messa fuori, egli entrò, e prese la fanciulla per la mano, ed ella si alzò. Mt. 9:25
- E se ne divulgò la fama per tutto quel paese. Mt. 9:26
- Allora toccò loro gli occhi dicendo: Siavi fatto secondo la vostra fede. Mt. 9:29
- Ma quelli, usciti fuori, sparsero la fama di lui per tutto quel paese. Mt. 9:31
- Allora egli disse ai suoi discepoli: Ben è la mèsse grande, ma pochi son gli operai. Mt. 9:37
- E se quella casa n'è degna, venga la pace vostra su lei; se poi non ne è degna la vostra pace torni a voi. Mt. 10:13
- E se alcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere da' vostri piedi. Mt. 10:14
- Perché son venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; Mt. 10:35
- e chi non prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me. Mt. 10:38
- Chi avrà trovato la vita sua la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per cagion mia, la troverà. Mt. 10:39
- i ciechi ricuperano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano, e l'Evangelo è annunziato ai poveri. Mt. 11:5
- Egli è colui del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo cospetto, che preparerà la via dinanzi a te. Mt. 11:10
- Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetato fino a Giovanni. Mt. 11:13
- È venuto il Figliuol dell'uomo mangiando e bevendo, e dicono: Ecco un mangiatore ed un beone, un amico dei pubblicani e de' peccatori! Ma la sapienza è stata giustificata dalle opere sue. Mt. 11:19
- Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute. Mt. 11:20
- E però vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. Mt. 11:22
- E però, io lo dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua. Mt. 11:24
- Ed egli disse loro: Chi è colui fra voi che, avendo una pecora, s'ella cade in giorno di sabato in una fossa non la prenda e la tragga fuori? Mt. 12:11
- Allora disse a quell'uomo: Stendi la tua mano. E colui la stese, ed ella tornò sana come l'altra. Mt. 12:13
- Non contenderà, né griderà, né alcuno udrà la sua voce nelle piazze. Mt. 12:19
- Ei non triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfar la giustizia. Mt. 12:20
- Ovvero, come può uno entrar nella casa dell'uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se prima non abbia legato l'uomo forte? Allora soltanto gli prederà la casa. Mt. 12:29
- Perciò io vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. Mt. 12:31
- Razza di vipere, come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché dall'abbondanza del cuore la bocca parla. Mt. 12:34
- I Niniviti risorgeranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui vi è più che Giona! Mt. 12:41
- La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con questa generazione e la condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v'è più che Salomone! Mt. 12:42
- Allora dice: Ritornerò nella mia casa donde sono uscito; e giuntovi, la trova vuota, spazzata e adorna. Mt. 12:44
- E, stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Mt. 12:49
- Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne' cieli, esso mi è fratello e sorella e madre. Mt. 12:50
- e molte turbe si raunarono attorno a lui; talché egli, montato in una barca, vi sedette; e tutta la moltitudine stava sulla riva. Mt. 13:2
- E mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono. Mt. 13:4
- E s'adempie in loro la profezia d'Isaia che dice: Udrete co' vostri orecchi e non intenderete; guarderete co' vostri occhi e non vedrete; Mt. 13:14
- Voi dunque ascoltate che cosa significhi la parabola del seminatore: Mt. 13:18
- Tutte le volte che uno ode la parola del Regno e non la intende, viene il maligno e porta via quel ch'è stato seminato nel cuore di lui: questi è colui che ha ricevuto la semenza lungo la strada. Mt. 13:19
- E quegli che ha ricevuto la semenza in luoghi rocciosi, è colui che ode la Parola e subito la riceve con allegrezza; Mt. 13:20
- E quegli che ha ricevuto la semenza fra le spine, è colui che ode la Parola; poi le cure mondane e l'inganno delle ricchezze affogano la Parola, e così riesce infruttuosa. Mt. 13:22
- Ma quei che ha ricevuto la semenza in buona terra, è colui che ode la Parola e l'intende; che porta del frutto e rende l'uno il cento, l'altro il sessanta e l'altro il trenta. Mt. 13:23
- Disse loro un'altra parabola: Il regno de' cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre staia di farina, finché la pasta sia tutta lievitata. Mt. 13:33
- affinché si adempisse quel ch'era stato detto per mezzo del profeta: Aprirò in parabole la mia bocca; esporrò cose occulte fin dalla fondazione del mondo. Mt. 13:35
- Allora Gesù, lasciate le turbe, tornò a casa; e i suoi discepoli gli s'accostarono, dicendo: Spiegaci la parabola delle zizzanie del campo. Mt. 13:36
- Ed egli, rispondendo, disse loro: Colui che semina la buona semenza, è il Figliuol dell'uomo; Mt. 13:37
- il campo è il mondo; la buona semenza sono i figliuoli del Regno; le zizzanie sono i figliuoli del maligno; Mt. 13:38
- il nemico che le ha seminate, è il diavolo; la mietitura è la fine dell'età presente; i mietitori sono angeli. Mt. 13:39
- quando è piena, i pescatori la traggono a riva; e, postisi a sedere, raccolgono il buono in vasi, e buttano via quel che non val nulla. Mt. 13:48
- In quel tempo Erode il tetrarca, udì la fama di Gesù, Mt. 14:1
- Ora, come si celebrava il giorno natalizio di Erode, la figliuola di Erodiada ballò nel convito e piacque ad Erode; Mt. 14:6
- Ed ella, spintavi da sua madre, disse: Dammi qui in un piatto la testa di Giovanni Battista. Mt. 14:8
- E la testa di lui fu portata in un piatto e data alla fanciulla, che la portò a sua madre. Mt. 14:11
- E i discepoli di Giovanni andarono a prenderne il corpo e lo seppellirono; poi vennero a darne la nuova a Gesù. Mt. 14:12
- Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde perché il vento era contrario. Mt. 14:24
- E Gesù, stesa subito la mano, lo afferrò e gli disse: O uomo di poca fede, perché hai dubitato? Mt. 14:31
- E la gente di quel luogo, avendolo riconosciuto, mandò per tutto il paese all'intorno, e gli presentaron tutti i malati, Mt. 14:35
- Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? poiché non si lavano le mani quando prendono cibo. Mt. 15:2
- egli non è più obbligato ad onorar suo padre o sua madre. E avete annullata la parola di Dio a cagion della vostra tradizione. Mt. 15:6
- E chiamata a sé la moltitudine, disse loro: Ascoltate e intendete. Mt. 15:10
- Pietro allora prese a dirgli: Spiegaci la parabola. Mt. 15:15
- Quand'ecco, una donna cananea di que' luoghi venne fuori e si mise a gridare: Abbi pietà di me, Signore, figliuol di Davide; la mia figliuola è gravemente tormentata da un demonio. Mt. 15:22
- Allora Gesù le disse: O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi. E da quell'ora la sua figliuola fu guarita. Mt. 15:28
- talché la folla restò ammirata a veder che i muti parlavano, che gli storpi eran guariti, che gli zoppi camminavano, che i ciechi vedevano, e ne dette gloria all'Iddio d'Israele. Mt. 15:31
- e la mattina dite: Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo! L'aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni de' tempi non arrivate a discernerli? Mt. 16:3
- Poi Gesù, venuto nelle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente che sia il Figliuol dell'uomo? Mt. 16:13
- E Gesù, replicando, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, perché non la carne e il sangue t'hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne' cieli. Mt. 16:17
- E io altresì ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno vincere. Mt. 16:18
- Allora Gesù disse ai suoi discepoli: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua. Mt. 16:24
- Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà. Mt. 16:25
- In verità io vi dico che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbian visto il Figliuol dell'uomo venire nel suo regno. Mt. 16:28
- E fu trasfigurato dinanzi a loro; la sua faccia risplendé come il sole, e i suoi vestiti divennero candidi come la luce. Mt. 17:2
- E i discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra, e furon presi da gran timore. Mt. 17:6
- Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno. Mt. 17:21
- Or com'essi percorrevano insieme la Galilea, Gesù disse loro: Il Figliuol dell'uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini; Mt. 17:22
- Ma, per non scandalizzarli, vattene al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che verrà su; e, apertagli la bocca, troverai uno statère. Prendilo, e dàllo loro per me e per te. Mt. 17:27
- Ora, se la tua mano od il tuo piede t'è occasion di peccato, mozzali e gettali via da te; meglio è per te l'entrar nella vita monco o zoppo che l'aver due mani o due piedi ed esser gettato nel fuoco eterno. Mt. 18:8
- Guardatevi dal disprezzare alcuno di questi piccoli; perché io vi dico che gli angeli loro, ne' cieli, vedono del continuo la faccia del Padre mio che è ne cieli. Mt. 18:10
- E se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano. Mt. 18:17
- E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant'avea, e che il debito fosse pagato. Mt. 18:25
- E de' Farisei s'accostarono a lui tentandolo, e dicendo: È egli lecito di mandar via, per qualunque ragione, la propria moglie? Mt. 19:3
- e disse: Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre e s'unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne? Mt. 19:5
- Gesù disse loro: Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così. Mt. 19:8
- Ed ecco un tale, che gli s'accostò e gli disse: Maestro, che farò io di buono per aver la vita eterna? Mt. 19:16
- E da capo vi dico: È più facile a un cammello passare per la cruna d'un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio. Mt. 19:24
- E chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figliuoli, o campi per amor del mio nome, ne riceverà cento volte tanti, ed erederà la vita eterna. Mt. 19:29
- Poiché il regno de' cieli è simile a un padron di casa, il quale, in sul far del giorno, uscì a prender ad opra de' lavoratori per la sua vigna. Mt. 20:1
- Poi, uscito ancora verso la sesta e la nona ora, fece lo stesso. Mt. 20:5
- Poi, fattosi sera, il padron della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori e paga loro la mercede, cominciando dagli ultimi fino ai primi. Mt. 20:8
- Allora la madre de' figliuoli di Zebedeo s'accostò a lui co' suoi figliuoli, prostrandosi e chiedendogli qualche cosa. Mt. 20:20
- appunto come il Figliuol dell'uomo non è venuto per esser servito ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti. Mt. 20:28
- Ed ecco che due ciechi, seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide! Mt. 20:30
- Ma la moltitudine li sgridava, perché tacessero; essi però gridavan più forte: Abbi pietà di noi, Signore, figliuol di Davide! Mt. 20:31
- Allora Gesù, mosso a pietà, toccò gli occhi loro, e in quell'istante ricuperarono la vista e lo seguirono. Mt. 20:34
- Or questo avvenne affinché si adempisse la parola del profeta: Mt. 21:4
- E la maggior parte della folla stese i mantelli sulla via; e altri tagliavano de' rami dagli alberi e li stendeano sulla via. Mt. 21:8
- Ed essendo egli entrato in Gerusalemme, tutta la città fu commossa e si diceva: Mt. 21:10
- E disse loro: Egli è scritto: La mia casa sarà chiamata casa d'orazione; ma voi ne fate una spelonca di ladroni. Mt. 21:13
- E la mattina, tornando in città, ebbe fame. Mt. 21:18
- E se diciamo: Dagli uomini, temiamo la moltitudine, perché tutti tengon Giovanni per profeta. Mt. 21:26
- Qual de' due fece la volontà del padre? Essi gli dissero: L'ultimo. E Gesù a loro: Io vi dico in verità: I pubblicani e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno di Dio. Mt. 21:31
- Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le meretrici gli hanno creduto; e voi, che avete veduto questo, neppur poi vi siete pentiti per credere a lui. Mt. 21:32
- Or quando fu vicina la stagione de' frutti, mandò i suoi servitori dai lavoratori per ricevere i frutti della vigna. Mt. 21:34
- Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Costui è l'erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità. Mt. 21:38
- Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo. Mt. 21:41
- Gesù disse loro: Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch'è divenuta pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri? Mt. 21:42
- Allora il re s'adirò, e mandò le sue truppe a sterminare quegli omicidi e ad ardere la loro città. Mt. 22:7
- E quei servitori, usciti per le strade, raunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu ripiena di commensali. Mt. 22:10
- E gli disse: Amico, come sei entrato qua senza aver un abito da nozze? E colui ebbe la bocca chiusa. Mt. 22:12
- E gli mandarono i loro discepoli con gli Erodiani a dirgli: Maestro, noi sappiamo che sei verace e insegni la via di Dio secondo verità, e non ti curi d'alcuno, perché non guardi all'apparenza delle persone. Mt. 22:16
- Ma Gesù, conosciuta la loro malizia, disse: Perché mi tentate, ipocriti? Mt. 22:18
- Mostratemi la moneta del tributo. Ed essi gli porsero un denaro. Mt. 22:19
- Maestro, Mosè ha detto: Se uno muore senza figliuoli, il fratel suo sposi la moglie di lui e susciti progenie al suo fratello. Mt. 22:24
- Infine, dopo tutti, morì anche la donna. Mt. 22:27
- Ma Gesù, rispondendo, disse loro: Voi errate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio. Mt. 22:29
- Or i Farisei, udito ch'egli avea chiusa la bocca a' Sadducei, si raunarono insieme; Mt. 22:34
- E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua e con tutta la mente tua. Mt. 22:37
- Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti. Mt. 22:40
- E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo: Mt. 23:10
- Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell'aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre. Mt. 23:23
- E voi, colmate pure la misura dei vostri padri! Mt. 23:32
- Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto! Mt. 23:37
- Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta. Mt. 23:38
- Or voi udirete parlar di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Mt. 24:6
- E perché l'iniquità sarà moltiplicata, la carità dei più si raffredderà. Mt. 24:12
- E questo evangelo del Regno sarà predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. Mt. 24:14
- e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste. Mt. 24:18
- E pregate che la vostra fuga non avvenga d'inverno né di sabato; Mt. 24:20
- perché, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell'uomo. Mt. 24:27
- Or subito dopo l'afflizione di que' giorni, il sole si oscurerà, e la luna non darà il suo splendore, e le stelle cadranno dal cielo, e le potenze de' cieli saranno scrollate. Mt. 24:29
- Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Mt. 24:35
- e di nulla si avvide la gente, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figliuol dell'uomo. Mt. 24:39
- Ma sappiate questo, che se il padron di casa sapesse a qual vigilia il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe forzar la sua casa. Mt. 24:43
- e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà la sorte degl'ipocriti. Ivi sarà il pianto e lo stridor de' denti. Mt. 24:51
- e all'uno diede cinque talenti, a un altro due, e a un altro uno; a ciascuno secondo la sua capacità; e partì. Mt. 25:15
- Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figliuol dell'uomo sarà consegnato per esser crocifisso. Mt. 26:2
- Ma dicevano: Non durante la festa, perché non accada tumulto nel popolo. Mt. 26:5
- Or il primo giorno degli azzimi i discepoli s'accostarono a Gesù e gli dissero: Dove vuoi che ti prepariamo da mangiar la pasqua? Mt. 26:17
- Ed egli disse: Andate in città dal tale, e ditegli: Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la pasqua da te, co' miei discepoli. Mt. 26:18
- E i discepoli fecero come Gesù avea loro ordinato, e prepararono la pasqua. Mt. 26:19
- Ma egli rispondendo, disse: Colui che ha messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Mt. 26:23
- Or mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la benedizione, lo ruppe, e dandolo a' suoi discepoli, disse: Prendete, mangiate, questo è il mio corpo. Mt. 26:26
- perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per la remissione dei peccati. Mt. 26:28
- E andato un poco innanzi, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi. Mt. 26:39
- Vegliate ed orate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole. Mt. 26:41
- Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo: Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me, senza ch'io lo beva, sia fatta la tua volontà. Mt. 26:42
- E lasciatili, andò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le medesime parole. Mt. 26:44
- Ed ecco, un di coloro ch'eran con lui, stesa la mano alla spada, la sfoderò; e percosso il servitore del sommo sacerdote, gli spiccò l'orecchio. Mt. 26:51
- Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada. Mt. 26:52
- E Pietro lo seguiva da lontano, finché giunsero alla corte del sommo sacerdote; ed entrato dentro, si pose a sedere con le guardie, per veder la fine. Mt. 26:58
- Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo più di testimoni? Ecco, ora avete udita la sua bestemmia. Mt. 26:65
- Di lì a poco, gli astanti, accostatisi, dissero a Pietro: Per certo tu pure sei di quelli, perché anche la tua parlata ti dà a conoscere. Mt. 26:73
- Poi, venuta la mattina, tutti i capi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro a Gesù per farlo morire. Mt. 27:1
- Or mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: Non aver nulla che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno a cagion di lui. Mt. 27:19
- Allora i soldati del governatore, tratto Gesù nel pretorio, radunarono attorno a lui tutta la coorte. Mt. 27:27
- E sputatogli addosso, presero la canna, e gli percotevano il capo. Mt. 27:30
- Or nell'uscire trovarono un Cireneo chiamato Simone, e lo costrinsero a portar la croce di Gesù. Mt. 27:32
- e postisi a sedere, gli facevan quivi la guardia. Mt. 27:36
- Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, e la terra tremò, e le rocce si schiantarono, Mt. 27:51
- ed usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di lui, entrarono nella santa città, ed apparvero a molti. Mt. 27:53
- E il centurione e quelli che con lui facean la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, temettero grandemente, dicendo: Veramente, costui era Figliuol di Dio. Mt. 27:54
- tra le quali erano Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo e di Jose, e la madre de' figliuoli di Zebedeo. Mt. 27:56
- Ed essi andarono ad assicurare il sepolcro, sigillando la pietra, e mettendovi la guardia. Mt. 27:66
- Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra, e vi sedette sopra. Mt. 28:2
- Il suo aspetto era come di folgore; e la sua veste, bianca come neve. Mt. 28:3
- E quelle, andatesene prestamente dal sepolcro con spavento ed allegrezza grande, corsero ad annunziar la cosa a' suoi discepoli. Mt. 28:8
- Secondo ch'egli è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero a prepararti la via... Mc. 1:2
- V'è una voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri, Mc. 1:3
- apparve Giovanni il Battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati. Mc. 1:4
- Or passando lungo il mar della Galilea, egli vide Simone e Andrea, il fratello di Simone, che gettavano la rete in mare, perché erano pescatori. Mc. 1:16
- E la gente stupiva della sua dottrina, perch'egli li ammaestrava come avente autorità e non come gli scribi. Mc. 1:22
- E la sua fama si divulgò subito per ogni dove, in tutta la circostante contrada della Galilea. Mc. 1:28
- Or la suocera di Simone era a letto con la febbre; ed essi subito gliene parlarono; Mc. 1:30
- ed egli, accostatosi, la prese per la mano e la fece levare; e la febbre la lasciò ed ella si mise a servirli. Mc. 1:31
- E tutta la città era raunata all'uscio. Mc. 1:33
- Poi, la mattina, essendo ancora molto buio, Gesù, levatosi, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e quivi pregava. Mc. 1:35
- E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e cacciando i demonî. Mc. 1:39
- E Gesù, mosso a pietà, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii mondato! Mc. 1:41
- E subito la lebbra sparì da lui, e fu mondato. Mc. 1:42
- e gli disse: Guàrdati dal farne parola ad alcuno; ma va', mostrati al sacerdote ed offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; e questo serva loro di testimonianza. Mc. 1:44
- Ma colui, appena partito, si dette a proclamare e a divulgare il fatto; di modo che Gesù non poteva più entrar palesemente in città; ma se ne stava fuori in luoghi deserti, e da ogni parte la gente accorreva a lui. Mc. 1:45
- e si raunò tanta gente che neppure lo spazio dinanzi alla porta la potea contenere. Ed egli annunziava loro la Parola. Mc. 2:2
- E Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, i tuoi peccati ti sono rimessi. Mc. 2:5
- E colui s'alzò, e subito, preso il suo lettuccio, se ne andò via in presenza di tutti; talché tutti stupivano e glorificavano Iddio dicendo: Una cosa così non la vedemmo mai. Mc. 2:12
- E Gesù uscì di nuovo verso il mare; e tutta la moltitudine andava a lui, ed egli li ammaestrava. Mc. 2:13
- Niuno cuce un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; altrimenti la toppa nuova porta via del vecchio, e lo strappo si fa peggiore. Mc. 2:21
- Poi entrò di nuovo in una sinagoga; e quivi era un uomo che avea la mano secca. Mc. 3:1
- Ed egli disse all'uomo che avea la mano secca: Lèvati là nel mezzo! Mc. 3:3
- Allora Gesù, guardatili tutt'intorno con indignazione, contristato per l'induramento del cuor loro, disse all'uomo: Stendi la mano! Egli la stese, e la sua mano tornò sana. Mc. 3:5
- e per mandarli a predicare con la potestà di cacciare i demonî. Mc. 3:15
- e la moltitudine si adunò di nuovo, talché egli ed i suoi non potevan neppur prender cibo. Mc. 3:20
- Ed anzi niuno può entrar nella casa dell'uomo forte e rapirgli le sue masserizie, se prima non abbia legato l'uomo forte; allora soltanto gli prederà la casa. Mc. 3:27
- Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre. Mc. 3:35
- Gesù prese di nuovo ad insegnare presso il mare: e una gran moltitudine si radunò intorno a lui; talché egli, montato in una barca, vi sedette stando in mare, mentre tutta la moltitudine era a terra sulla riva. Mc. 4:1
- Ed avvenne che mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; e gli uccelli vennero e lo mangiarono. Mc. 4:4
- Il seminatore semina la Parola. Mc. 4:14
- Quelli che sono lungo la strada, sono coloro nei quali è seminata la Parola; e quando l'hanno udita, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Mc. 4:15
- E parimente quelli che ricevono la semenza in luoghi rocciosi sono coloro che, quando hanno udito la Parola, la ricevono subito con allegrezza; Mc. 4:16
- Ed altri sono quelli che ricevono la semenza fra le spine; cioè coloro che hanno udita la Parola; Mc. 4:18
- poi le cure mondane e l'inganno delle ricchezze e le cupidigie delle altre cose, penetrati in loro, affogano la Parola, e così riesce infruttuosa. Mc. 4:19
- Quelli poi che hanno ricevuto il seme in buona terra, sono coloro che odono la Parola e l'accolgono e fruttano qual trenta, qual sessanta e qual cento. Mc. 4:20
- Poi diceva ancora: Si reca forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? Non è ella recata per esser messa sul candeliere? Mc. 4:21
- Diceva loro ancora: Ponete mente a ciò che voi udite. Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi; e a voi sarà data anche la giunta; Mc. 4:24
- e dorma e si levi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce nel modo ch'egli stesso ignora. Mc. 4:27
- La terra da se stessa dà il suo frutto: prima l'erba; poi la spiga; poi, nella spiga, il grano ben formato. Mc. 4:28
- E quando il frutto è maturo, subito e' vi mette la falce perché la mietitura è venuta. Mc. 4:29
- E con molte cosiffatte parabole esponeva loro la Parola, secondo che potevano intendere; Mc. 4:33
- E i discepoli, licenziata la moltitudine, lo presero, così com'era, nella barca. E vi erano delle altre barche con lui. Mc. 4:36
- il quale nei sepolcri avea la sua dimora; e neppure con una catena poteva più alcuno tenerlo legato; Mc. 5:3
- E quelli che li pasturavano fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna; e la gente andò a vedere ciò che era avvenuto. Mc. 5:14
- E vennero a Gesù, e videro l'indemoniato seduto, vestito ed in buon senno, lui che aveva avuto la legione; e s'impaurirono. Mc. 5:15
- E quello se ne andò e cominciò a pubblicare per la Decapoli le grandi cose che Gesù avea fatto per lui. E tutti si maravigliarono. Mc. 5:20
- e lo prega istantemente, dicendo: la mia figliuolina è agli estremi. Vieni a metter sopra lei le mani; affinché sia salva e viva. Mc. 5:23
- avendo udito parlar di Gesù, venne per di dietro fra la calca e gli toccò la veste, perché diceva: Mc. 5:27
- E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi come la folla ti si serra addosso e dici: Chi mi ha toccato? Mc. 5:31
- Ma la donna paurosa e tremante, ben sapendo quel che era avvenuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi, e gli disse tutta la verità. Mc. 5:33
- Ma Gesù le disse: Figliuola, la tua fede t'ha salvata; vattene in pace e sii guarita del tuo flagello. Mc. 5:34
- Mentr'egli parlava ancora, ecco arrivar gente da casa del capo della sinagoga, che gli dice: La tua figliuola è morta; perché incomodare più oltre il Maestro? Mc. 5:35
- Ed entrato, dice loro: Perché fate tanto strepito e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme. Mc. 5:39
- E si ridevano di lui. Ma egli, messili tutti fuori, prende seco il padre la madre della fanciulla e quelli che eran con lui, ed entra là dove era la fanciulla. Mc. 5:40
- E presala per la mano, le dice: Talithà cumì! che interpretato vuol dire: Giovinetta, io tel dico, levati! Mc. 5:41
- E tosto la giovinetta s'alzò e camminava, perché avea dodici anni. E furon subito presi da grande stupore; Mc. 5:42
- E venuto il sabato, si mise ad insegnar nella sinagoga; e la maggior parte, udendolo, stupivano dicendo: Donde ha costui queste cose? e che sapienza è questa che gli è data? e che cosa sono cotali opere potenti fatte per mano sua? Mc. 6:2
- e se in qualche luogo non vi ricevono né v'ascoltano, andandovene di là scotetevi la polvere di sotto ai piedi; e ciò serva loro di testimonianza. Mc. 6:11
- E partiti, predicavano che la gente si ravvedesse; Mc. 6:12
- Ora il re Erode udì parlar di Gesù (ché la sua rinomanza s'era sparsa), e diceva: Giovanni Battista è risuscitato dai morti; ed è per questo che agiscono in lui le potenze miracolose. Mc. 6:14
- Giovanni infatti gli diceva: E' non t'è lecito di tener la moglie di tuo fratello! Mc. 6:18
- la figliuola della stessa Erodiada, essendo entrata, ballò e piacque ad Erode ed ai commensali. E il re disse alla fanciulla: Chiedimi quello che vuoi e te lo darò. Mc. 6:22
- E le giurò: Ti darò quel che mi chiederai; fin la metà del mio regno. Mc. 6:23
- Costei, uscita, domandò a sua madre: Che chiederò? E quella le disse: La testa di Giovanni Battista. Mc. 6:24
- E rientrata subito frettolosamente dal re, gli fece così la domanda: Voglio che sul momento tu mi dia in un piatto la testa di Giovanni Battista. Mc. 6:25
- e mandò subito una guardia con l'ordine di portargli la testa di lui. Mc. 6:27
- E quegli andò, lo decapitò nella prigione, e ne portò la testa in un piatto; e la dette alla fanciulla, e la fanciulla la dette a sua madre. Mc. 6:28
- I discepoli di Giovanni, udita la cosa, andarono a prendere il suo corpo e lo deposero in un sepolcro. Mc. 6:29
- Ed egli disse loro: Venitevene ora in disparte, in luogo solitario, e riposatevi un po'. Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non aveano neppur tempo di mangiare. Mc. 6:31
- Subito dopo Gesù obbligò i suoi discepoli a montar nella barca e a precederlo sull'altra riva, verso Betsaida, mentre egli licenzierebbe la moltitudine. Mc. 6:45
- E fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra. Mc. 6:47
- E vedendoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte, andò alla loro volta, camminando sul mare; e voleva oltrepassarli; Mc. 6:48
- E come furono sbarcati, subito la gente, riconosciutolo, Mc. 6:54
- E i Farisei e gli scribi gli domandarono: Perché i tuoi discepoli non seguono essi la tradizione degli antichi, ma prendon cibo con mani impure? Mc. 7:5
- E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mc. 7:9
- annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante! Mc. 7:13
- Poi chiamata a sé di nuovo la moltitudine, diceva loro: Ascoltatemi tutti ed intendete: Mc. 7:14
- E quando, lasciata la moltitudine, fu entrato in casa, i suoi discepoli lo interrogarono intorno alla parabola. Mc. 7:17
- ché anzi, subito, una donna la cui figliuolina aveva uno spirito immondo, avendo udito parlar di lui, venne e gli si gettò ai piedi. Mc. 7:25
- Ma ella gli rispose: Dici bene, Signore; e i cagnolini, sotto la tavola, mangiano de' minuzzoli dei figliuoli. Mc. 7:28
- E la donna, tornata a casa sua, trovò la figliuolina coricata sul letto e il demonio uscito di lei. Mc. 7:30
- E gli menarono un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gl'imponesse la mano. Mc. 7:32
- Ed egli, trattolo in disparte fuor dalla folla, gli mise le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; Mc. 7:33
- In que' giorni, essendo di nuovo la folla grandissima, e non avendo ella da mangiare, Gesù, chiamati a sé i discepoli, disse loro: Mc. 8:1
- Avevano anche alcuni pochi pescetti; ed egli, fatta la benedizione, comandò di porre anche quelli dinanzi a loro. Mc. 8:7
- Ed egli, preso il cieco per la mano, lo condusse fuor del villaggio; e sputatogli negli occhi e impostegli le mani, gli domandò: Mc. 8:23
- Poi Gesù, co' suoi discepoli, se ne andò verso le borgate di Cesarea di Filippo; e cammin facendo domandò ai suoi discepoli: Chi dice la gente ch'io sia? Mc. 8:27
- E chiamata a sé la folla coi suoi discepoli, disse loro: Se uno vuol venir dietro a me, rinunzi a se stesso e prenda la sua croce e mi segua. Mc. 8:34
- Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor di me e del Vangelo, la salverà. Mc. 8:35
- E diceva loro: In verità io vi dico che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbian visto il regno di Dio venuto con potenza. Mc. 9:1
- Ed essi tennero in sé la cosa, domandandosi fra loro che cosa fosse quel risuscitare dai morti. Mc. 9:10
- E subito tutta la folla, veduto Gesù, sbigottì e accorse a salutarlo. Mc. 9:15
- E Gesù, vedendo che la folla accorreva, sgridò lo spirito immondo, dicendogli: Spirito muto e sordo, io tel comando, esci da lui e non entrar più in lui. Mc. 9:25
- Ed egli disse loro: Cotesta specie di spiriti non si può far uscire in altro modo che con la preghiera. Mc. 9:29
- Poi, essendosi partiti di là, traversarono la Galilea; e Gesù non voleva che alcuno lo sapesse. Mc. 9:30
- E se la tua mano ti fa intoppare, mozzala; meglio è per te entrar monco nella vita, che aver due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile. Mc. 9:43
- E de' Farisei, accostatisi, gli domandarono, tentandolo: È egli lecito ad un marito di mandar via la moglie? Mc. 10:2
- E Gesù disse loro: È per la durezza del vostro cuore ch'egli scrisse per voi quel precetto; Mc. 10:5
- e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio. Mc. 10:12
- Or com'egli usciva per mettersi in cammino, un tale accorse e inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna? Mc. 10:17
- È più facile a un cammello passare per la cruna d'un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio. Mc. 10:25
- il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto: case, fratelli, sorelle, madri, figliuoli, campi, insieme a persecuzioni; e nel secolo avvenire, la vita eterna. Mc. 10:30
- Poiché anche il Figliuol dell'uomo non è venuto per esser servito, ma per servire, e per dar la vita sua come prezzo di riscatto per molti. Mc. 10:45
- Poi vennero in Gerico. E come egli usciva di Gerico coi suoi discepoli e con gran moltitudine, il figliuol di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Mc. 10:46
- E Gesù, rivoltosi a lui, gli disse: Che vuoi tu ch'io ti faccia? E il cieco gli rispose: Rabbuni, ch'io ricuperi la vista. Mc. 10:51
- E Gesù gli disse: Va', la tua fede ti ha salvato. E in quell'istante egli ricuperò la vista e seguiva Gesù per la via. Mc. 10:52
- E veduto di lontano un fico che avea delle foglie andò a vedere se per caso vi trovasse qualche cosa; ma venuto al fico non vi trovò nient'altro che foglie; perché non era la stagion dei fichi. Mc. 11:13
- Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d'orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni. Mc. 11:17
- Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina. Mc. 11:18
- E la mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici; Mc. 11:20
- Che farà dunque il padrone della vigna? Egli verrà e distruggerà que' lavoratori, e darà la vigna ad altri. Mc. 12:9
- Non avete voi neppur letta questa Scrittura: La pietra che gli edificatori hanno riprovata, è quella che è divenuta pietra angolare; Mc. 12:10
- Ed essi cercavano di pigliarlo, ma temettero la moltitudine; perché si avvidero bene ch'egli avea detto quella parabola per loro. E lasciatolo, se ne andarono. Mc. 12:12
- Ed essi, venuti, gli dissero: Maestro, noi sappiamo che tu sei verace, e che non ti curi d'alcuno, perché non guardi all'apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. È egli lecito pagare il tributo a Cesare o no? Dobbiamo darlo o non darlo? Mc. 12:14
- Ma egli, conosciuta la loro ipocrisia, disse loro: Perché mi tentate? Portatemi un denaro, ch'io lo vegga. Mc. 12:15
- Maestro, Mosè ci lasciò scritto che se il fratello di uno muore e lascia moglie senza figliuoli, il fratello ne prenda la moglie e susciti progenie a suo fratello. Mc. 12:19
- E il secondo la prese e morì senza lasciar progenie. Così il terzo. Mc. 12:21
- E i sette non lasciaron progenie. Infine, dopo tutti, morì anche la donna. Mc. 12:22
- Gesù disse loro: Non errate voi per questo, che non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Mc. 12:24
- ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua e con tutta la mente tua e con tutta la forza tua. Mc. 12:30
- e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l'intelletto e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso, è assai più che tutti gli olocausti e i sacrifici. Mc. 12:33
- Davide stesso lo chiama Signore; e onde viene ch'egli è suo figliuolo? E la massa del popolo l'ascoltava con piacere. Mc. 12:37
- E postosi a sedere dirimpetto alla cassa delle offerte, stava guardando come la gente gettava danaro nella cassa; e molti ricchi ne gettavano assai. Mc. 12:41
- Or quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. Mc. 13:7
- e chi sarà nel campo non torni indietro a prender la sua veste. Mc. 13:16
- Ma in que' giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo splendore; Mc. 13:24
- Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Mc. 13:31
- Egli è come se un uomo, andando in viaggio, lasciasse la sua casa e ne desse la potestà ai suoi servitori, a ciascuno il compito suo, e al portinaio comandasse di vegliare. Mc. 13:34
- Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padron di casa: se a sera, a mezzanotte, o al cantar del gallo o la mattina; Mc. 13:35
- Ora, due giorni dopo, era la pasqua e gli azzimi; e i capi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di pigliar Gesù con inganno ed ucciderlo; Mc. 14:1
- perché dicevano: Non lo facciamo durante la festa, che talora non vi sia qualche tumulto del popolo. Mc. 14:2
- Ella ha fatto ciò che per lei si poteva; ha anticipato d'ungere il mio corpo per la sepoltura. Mc. 14:8
- E il primo giorno degli azzimi, quando si sacrificava la pasqua, i suoi discepoli gli dissero: Dove vuoi che andiamo ad apparecchiarti da mangiar la pasqua? Mc. 14:12
- e dove sarà entrato, dite al padron di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza da mangiarvi la pasqua coi miei discepoli? Mc. 14:14
- E i discepoli andarono e giunsero nella città e trovarono come egli avea lor detto, e apparecchiarono la pasqua. Mc. 14:16
- E mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la benedizione, lo ruppe e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. Mc. 14:22
- Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole. Mc. 14:38
- E venne la terza volta, e disse loro: Dormite pure oramai, e riposatevi! Basta! L'ora è venuta: ecco, il Figliuol dell'uomo è dato nelle mani dei peccatori. Mc. 14:41
- ma uno di coloro ch'erano quivi presenti, tratta la spada, percosse il servitore del sommo sacerdote, e gli spiccò l'orecchio. Mc. 14:47
- E Pietro lo avea seguito da lungi, fin dentro la corte del sommo sacerdote, ove stava a sedere con le guardie e si scaldava al fuoco. Mc. 14:54
- Ma neppur così la loro testimonianza era concorde. Mc. 14:59
- Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare? E tutti lo condannarono come reo di morte. Mc. 14:64
- Ed alcuni presero a sputargli addosso ed a velargli la faccia e a dargli dei pugni e a dirgli: Indovina, profeta! E le guardie presero a schiaffeggiarlo. Mc. 14:65
- E la serva, vedutolo, cominciò di nuovo a dire a quelli ch'eran quivi presenti: Costui è di quelli. Ma egli daccapo lo negò. Mc. 14:69
- E subito, per la seconda volta, il gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: Avanti che il gallo abbia cantato due volte, tu mi rinnegherai tre volte. Ed a questo pensiero si mise a piangere. Mc. 14:72
- E subito la mattina, i capi sacerdoti, con gli anziani e gli scribi e tutto il Sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù e lo menarono via e lo misero in man di Pilato. Mc. 15:1
- E la moltitudine, venuta su, cominciò a domandare ch'e' facesse come sempre avea lor fatto. Mc. 15:8
- Ma i capi sacerdoti incitarono la moltitudine a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. Mc. 15:11
- E Pilato, volendo soddisfare la moltitudine, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, per esser crocifisso. Mc. 15:15
- Allora i soldati lo menarono dentro la corte che è il Pretorio, e radunarono tutta la coorte. Mc. 15:16
- E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi. Mc. 15:21
- E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Mc. 15:38
- Ed essendo già sera (poiché era Preparazione, cioè la vigilia del sabato), Mc. 15:42
- E la mattina del primo giorno della settimana, molto per tempo, vennero al sepolcro sul levar del sole. Mc. 16:2
- E dicevano tra loro: Chi ci rotolerà la pietra dell'apertura del sepolcro? Mc. 16:3
- E alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pur molto grande. Mc. 16:4
- Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale avea cacciato sette demonî. Mc. 16:9
- E quelli se ne andarono a predicare da per tutto, operando il Signore con essi e confermando la Parola coi segni che l'accompagnavano. Mc. 16:20
- affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate. Lc. 1:4
- e tutta la moltitudine del popolo stava di fuori in preghiera nell'ora del profumo. Lc. 1:10
- Ma l'angelo gli disse: Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita; e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figliuolo, al quale porrai nome Giovanni. Lc. 1:13
- E tu ne avrai gioia ed allegrezza, e molti si rallegreranno per la sua nascita. Lc. 1:14
- ed egli andrà innanzi a lui con lo spirito e con la potenza d'Elia, per volgere i cuori de' padri ai figliuoli e i ribelli alla saviezza de' giusti, affin di preparare al Signore un popolo ben disposto. Lc. 1:17
- E l'angelo, rispondendo, le disse: Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò ancora il santo che nascerà, sarà chiamato Figliuolo di Dio. Lc. 1:35
- E Maria disse: Ecco, io son l'ancella del Signore; siami fatto secondo la tua parola. E l'angelo si partì da lei. Lc. 1:38
- E come mai m'è dato che la madre del mio Signore venga da me? Lc. 1:43
- Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto m'è giunta agli orecchi, il bambino m'è per giubilo balzato nel seno. Lc. 1:44
- e la sua misericordia è d'età in età per quelli che lo temono. Lc. 1:50
- di cui avea parlato ai nostri padri, verso Abramo e verso la sua progenie in perpetuo'. Lc. 1:55
- E i suoi vicini e i parenti udirono che il Signore avea magnificata la sua misericordia verso di lei, e se ne rallegravano con essa. Lc. 1:58
- In quell'istante la sua bocca fu aperta e la sua lingua sciolta, ed egli parlava benedicendo Iddio. Lc. 1:64
- E tutti i lor vicini furon presi da timore; e tutte queste cose si divulgavano per tutta la regione montuosa della Giudea. Lc. 1:65
- E tutti quelli che le udirono, le serbarono in cuor loro e diceano: Che sarà mai questo bambino? Perché la mano del Signore era con lui. Lc. 1:66
- per dare al suo popolo conoscenza della salvezza mediante la remissione de' loro peccati, Lc. 1:77
- per risplendere su quelli che giacciono in tenebre ed ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace. Lc. 1:79
- Questo censimento fu il primo fatto mentre Quirinio governava la Siria. Lc. 2:2
- Or in quella medesima contrada v'eran de' pastori che stavano ne' campi e facean di notte la guardia al loro gregge. Lc. 2:8
- E un angelo del Signore si presentò ad essi e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e temettero di gran timore. Lc. 2:9
- E quando furon compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino in Gerusalemme per presentarlo al Signore, Lc. 2:22
- e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani piccioni. Lc. 2:24
- Ed ecco, v'era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; e quest'uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d'Israele; e lo Spirito Santo era sopra lui; Lc. 2:25
- e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non vedrebbe la morte prima d'aver veduto il Cristo del Signore. Lc. 2:26
- Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; Lc. 2:29
- poiché gli occhi miei han veduto la tua salvezza, Lc. 2:30
- E il padre e la madre di Gesù restavano maravigliati delle cose che dicevan di lui. Lc. 2:33
- V'era anche Anna, profetessa, figliuola di Fanuel, della tribù di Aser, la quale era molto attempata. Dopo esser vissuta col marito sette anni dalla sua verginità, Lc. 2:36
- Sopraggiunta in quell'istessa ora, lodava anch'ella Iddio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Lc. 2:38
- E il bambino cresceva e si fortificava, essendo ripieno di sapienza; e la grazia di Dio era sopra lui. Lc. 2:40
- Or i suoi genitori andavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Lc. 2:41
- Ed essi non intesero la parola ch'egli avea lor detta. Lc. 2:50
- sotto i sommi sacerdoti Anna e Caiafa, la parola di Dio fu diretta a Giovanni, figliuol di Zaccaria, nel deserto. Lc. 3:2
- Ed egli andò per tutta la contrada d'intorno al Giordano, predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione de' peccati, Lc. 3:3
- secondo che è scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: V'è una voce d'uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, addirizzate i suoi sentieri. Lc. 3:4
- ed ogni carne vedrà la salvezza di Dio. Lc. 3:6
- E ormai è anche posta la scure alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon frutto, vien tagliato e gittato nel fuoco. Lc. 3:9
- Egli ha in mano il suo ventilabro per nettare interamente l'aia sua, e raccogliere il grano nel suo granaio; ma quant'è alla pula la brucerà con fuoco inestinguibile. Lc. 3:17
- Ti darò tutta quanta questa potenza e la gloria di questi regni; perch'essa mi è stata data, e la do a chi voglio. Lc. 4:6
- E Gesù, nella potenza dello Spirito, se ne tornò in Galilea; e la sua fama si sparse per tutta la contrada circonvicina. Lc. 4:14
- E levatisi, lo cacciaron fuori della città, e lo menarono fin sul ciglio del monte sul quale era fabbricata la loro città, per precipitarlo giù. Lc. 4:29
- E scese a Capernaum, città di Galilea; e vi stava ammaestrando la gente nei giorni di sabato. Lc. 4:31
- E la sua fama si spargeva in ogni parte della circostante contrada. Lc. 4:37
- Poi, levatosi ed uscito dalla sinagoga, entrò in casa di Simone. Or la suocera di Simone era travagliata da una gran febbre; e lo pregarono per lei. Lc. 4:38
- Ed egli, chinatosi verso di lei, sgridò la febbre, e la febbre la lasciò; ed ella, alzatasi prontamente, si mise a servirli. Lc. 4:39
- Or avvenne che essendogli la moltitudine addosso per udir la parola di Dio, e stando egli in piè sulla riva del lago di Gennesaret, Lc. 5:1
- E Simone, rispondendo, disse: Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiam preso nulla; però, alla tua parola, calerò le reti. Lc. 5:5
- Poiché spavento avea preso lui e tutti quelli ch'eran con lui, per la presa di pesci che avean fatta; Lc. 5:9
- Ed avvenne che, trovandosi egli in una di quelle città, ecco un uomo pien di lebbra, il quale, veduto Gesù e gettatosi con la faccia a terra, lo pregò dicendo: Signore, se tu vuoi, tu puoi mondarmi. Lc. 5:12
- Ed egli, stesa la mano, lo toccò dicendo: Lo voglio, sii mondato. E in quell'istante la lebbra sparì da lui. Lc. 5:13
- E Gesù gli comandò di non dirlo a nessuno: Ma va', gli disse, mostrati al sacerdote ed offri per la tua purificazione quel che ha prescritto Mosè; e ciò serva loro di testimonianza. Lc. 5:14
- Però la fama di lui si spandeva sempre più; e molte turbe si adunavano per udirlo ed esser guarite delle loro infermità. Lc. 5:15
- Ed avvenne, in uno di que' giorni, ch'egli stava insegnando; ed eran quivi seduti de' Farisei e de' dottori della legge, venuti da tutte le borgate della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme; e la potenza del Signore era con lui per compier delle guarigioni. Lc. 5:17
- Ed egli, veduta la loro fede, disse: O uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi. Lc. 5:20
- Or avvenne in un altro sabato ch'egli entrò nella sinagoga, e si mise ad insegnare. E quivi era un uomo che avea la mano destra secca. Lc. 6:6
- Ma egli conosceva i loro pensieri, e disse all'uomo che avea la mano secca: Levati, e sta' su nel mezzo! Ed egli, alzatosi, stette su. Lc. 6:8
- E girato lo sguardo intorno su tutti loro, disse a quell'uomo: Stendi la mano! Egli fece così, e la sua mano tornò sana. Lc. 6:10
- Or avvenne in que' giorni ch'egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in orazione a Dio. Lc. 6:12
- E sceso con loro, si fermò sopra un ripiano, insieme con gran folla de' suoi discepoli e gran quantità di popolo da tutta la Giudea e da Gerusalemme e dalla marina di Tiro e di Sidone, i quali eran venuti per udirlo e per esser guariti delle loro infermità. Lc. 6:17
- e tutta la moltitudine cercava di toccarlo, perché usciva da lui una virtù che sanava tutti. Lc. 6:19
- Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Lc. 6:24
- A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l'altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica. Lc. 6:29
- Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi. Lc. 6:38
- Or perché guardi tu il bruscolo che è nell'occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la trave che è nell'occhio tuo proprio? Lc. 6:41
- Come puoi dire al tuo fratello: Fratello, lascia ch'io ti tragga il bruscolo che hai nell'occhio, mentre tu stesso non vedi la trave ch'è nell'occhio tuo? Ipocrita, trai prima dall'occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo che è nell'occhio del tuo fratello. Lc. 6:42
- L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore reca fuori il bene; e l'uomo malvagio, dal malvagio tesoro reca fuori il male; poiché dall'abbondanza del cuore parla la sua bocca. Lc. 6:45
- Somiglia ad un uomo il quale, edificando una casa, ha scavato e scavato profondo, ed ha posto il fondamento sulla roccia; e venuta una piena, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto scrollarla perché era stata edificata bene. Lc. 6:48
- Ma chi ha udito e non ha messo in pratica, somiglia ad un uomo che ha edificato una casa sulla terra, senza fondamento; la fiumana l'ha investita, e subito è crollata; e la ruina di quella casa è stata grande. Lc. 6:49
- perché ama la nostra nazione, ed è lui che ci ha edificata la sinagoga. Lc. 7:5
- E accostatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: Giovinetto, io tel dico, levati! Lc. 7:14
- E questo dire intorno a Gesù si sparse per tutta la Giudea e per tutto il paese circonvicino. Lc. 7:17
- In quella stessa ora, Gesù guarì molti di malattie, di flagelli e di spiriti maligni, e a molti ciechi donò la vista. Lc. 7:21
- E, rispondendo, disse loro: Andate a riferire a Giovanni quel che avete veduto e udito: i ciechi ricuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano, l'Evangelo è annunziato ai poveri. Lc. 7:22
- Egli è colui del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo cospetto che preparerà la tua via dinanzi a te. Lc. 7:27
- Il Fariseo che l'avea invitato, veduto ciò, disse fra sé: Costui, se fosse profeta, saprebbe chi e quale sia la donna che lo tocca; perché è una peccatrice. Lc. 7:39
- Per la qual cosa, io ti dico: Le sono rimessi i suoi molti peccati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è rimesso, poco ama. Lc. 7:47
- Ma egli disse alla donna: La tua fede t'ha salvata; vattene in pace. Lc. 7:50
- Ed avvenne in appresso che egli andava attorno di città in città e di villaggio in villaggio, predicando ed annunziando la buona novella del regno di Dio; Lc. 8:1
- Or come si raunava gran folla e la gente d'ogni città accorreva a lui, egli disse in parabola: Lc. 8:4
- Il seminatore uscì a seminar la sua semenza; e mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada, e fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono. Lc. 8:5
- Or questo è il senso della parabola: Il seme è la parola di Dio. Lc. 8:11
- Quelli lungo la strada son coloro che hanno udito; ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal cuor loro, affinché non credano e non siano salvati. Lc. 8:12
- E quelli sulla roccia son coloro i quali, quando hanno udito la Parola, la ricevono con allegrezza; ma costoro non hanno radice, credono per un tempo, e quando viene la prova, si traggono indietro. Lc. 8:13
- E quel ch'è in buona terra, son coloro i quali, dopo aver udita la Parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portan frutto con perseveranza. Lc. 8:15
- Or niuno, accesa una lampada, la copre con un vaso, o la mette sotto il letto; anzi la mette sul candeliere, acciocché chi entra vegga la luce. Lc. 8:16
- Ma egli, rispondendo, disse loro: Mia madre e miei fratelli son quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica. Lc. 8:21
- E mentre navigavano, egli si addormentò; e calò sul lago un turbine di vento, talché la barca s'empiva d'acqua, ed essi pericolavano. Lc. 8:23
- Poi disse loro: Dov'è la fede vostra? Ma essi, impauriti e maravigliati, diceano l'uno all'altro: Chi è mai costui che comanda anche ai venti ed all'acqua e gli ubbidiscono? Lc. 8:25
- E quando quelli che li pasturavano videro ciò ch'era avvenuto, se ne fuggirono e portaron la notizia in città e per la campagna. Lc. 8:34
- E la gente uscì fuori a veder l'accaduto; e venuta a Gesù, trovò l'uomo, dal quale erano usciti i demonî, che sedeva a' piedi di Gesù, vestito ed in buon senno; e s'impaurirono. Lc. 8:35
- Torna a casa tua, e racconta le grandi cose che Iddio ha fatte per te. Ed egli se ne andò per tutta la città, proclamando quanto grandi cose Gesù avea fatte per lui. Lc. 8:39
- perché avea una figlia unica di circa dodici anni, e quella stava per morire. Or mentre Gesù v'andava, la moltitudine l'affollava. Lc. 8:42
- E una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni ed avea spesa ne' medici tutta la sua sostanza senza poter esser guarita da alcuno, Lc. 8:43
- E la donna, vedendo che non era rimasta inosservata, venne tutta tremante, e gittatasi a' suoi piedi, dichiarò, in presenza di tutto il popolo, per qual motivo l'avea toccato e com'era stata guarita in un istante. Lc. 8:47
- Ma egli le disse: Figliuola, la tua fede t'ha salvata; vattene in pace. Lc. 8:48
- Mentr'egli parlava ancora, venne uno da casa del capo della sinagoga, a dirgli: La tua figliuola è morta; non incomodar più oltre il Maestro. Lc. 8:49
- Ma egli, presala per la mano, disse ad alta voce: Fanciulla, levati! Lc. 8:54
- E quant'è a quelli che non vi riceveranno, uscendo dalla loro città, scotete la polvere dai vostri piedi, in testimonianza contro a loro. Lc. 9:5
- Or il giorno cominciava a declinare; e i dodici, accostatisi, gli dissero: Licenzia la moltitudine, affinché se ne vada per i villaggi e per le campagne d'intorno per albergarvi e per trovarvi da mangiare, perché qui siamo in un luogo deserto. Lc. 9:12
- Diceva poi a tutti: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi seguiti. Lc. 9:23
- Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per me, esso la salverà. Lc. 9:24
- Or io vi dico in verità che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbian veduto il regno di Dio. Lc. 9:27
- E mentre pregava, l'aspetto del suo volto fu mutato, e la sua veste divenne candida sfolgorante. Lc. 9:29
- Or Pietro e quelli ch'eran con lui, erano aggravati dal sonno; e quando si furono svegliati, videro la sua gloria e i due uomini che stavan con lui. Lc. 9:32
- Or avvenne che mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: Io ti seguiterò dovunque tu andrai. Lc. 9:57
- Ma Gesù gli disse: Nessuno che abbia messo la mano all'aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio. Lc. 9:62
- E diceva loro: Ben è la mèsse grande, ma gli operai son pochi; pregate dunque il Signor della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse. Lc. 10:2
- E se v'è quivi alcun figliuolo di pace, la vostra pace riposerà su lui; se no, ella tornerà a voi. Lc. 10:6
- Perfino la polvere che dalla vostra città s'è attaccata a' nostri piedi, noi la scotiamo contro a voi; sappiate tuttavia questo, che il regno di Dio s'è avvicinato a voi. Lc. 10:11
- Io vi dico che in quel giorno la sorte di Sodoma sarà più tollerabile della sorte di quella città. Lc. 10:12
- E però, nel giorno del giudicio, la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. Lc. 10:14
- Ecco, io v'ho dato la potestà di calcar serpenti e scorpioni, e tutta la potenza del nemico; e nulla potrà farvi del male. Lc. 10:19
- Ed ecco, un certo dottor della legge si levò per metterlo alla prova, e gli disse: Maestro, che dovrò fare per eredar la vita eterna? Lc. 10:25
- E colui, rispondendo, disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l'anima tua, e con tutta la forza tua, e con tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso. Lc. 10:27
- Ell'avea una sorella chiamata Maria la quale, postasi a sedere a' piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. Lc. 10:39
- E Maria ha scelto la buona parte che non le sarà tolta. Lc. 10:42
- e se colui dal di dentro gli risponde: Non mi dar molestia; già è serrata la porta, e i miei fanciulli son meco a letto, io non posso alzarmi per darteli, Lc. 11:7
- - io vi dico che quand'anche non s'alzasse a darglieli perché gli è amico, pure, per la importunità sua, si leverà e gliene darà quanti ne ha di bisogno. Lc. 11:8
- e giuntovi, la trova spazzata e adorna. Lc. 11:25
- Or avvenne che, mentre egli diceva queste cose, una donna di fra la moltitudine alzò la voce e gli disse: Beato il seno che ti portò e le mammelle che tu poppasti! Lc. 11:27
- Ma egli disse: Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l'osservano! Lc. 11:28
- La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udir la sapienza di Salomone; ed ecco qui v'è più che Salomone. Lc. 11:31
- I Niniviti risusciteranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui v'è più che Giona. Lc. 11:32
- Nessuno, quand'ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio; anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano, veggano la luce. Lc. 11:33
- La lampada del tuo corpo è l'occhio; se l'occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Lc. 11:34
- Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre. Lc. 11:35
- Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senz'aver parte alcuna tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t'illumina col suo splendore. Lc. 11:36
- Ma guai a voi, Farisei, poiché pagate la decima della menta, della ruta e d'ogni erba, e trascurate la giustizia e l'amor di Dio! Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre. Lc. 11:42
- E per questo la sapienza di Dio ha detto: Io manderò loro de' profeti e degli apostoli; e ne uccideranno alcuni e ne perseguiteranno altri, Lc. 11:49
- Guai a voi, dottori della legge, poiché avete tolta la chiave della scienza! Voi stessi non siete entrati, ed avete impedito quelli che entravano. Lc. 11:52
- Intanto, essendosi la moltitudine radunata a migliaia, così da calpestarsi gli uni gli altri, Gesù cominciò prima di tutto a dire ai suoi discepoli: Guardatevi dal lievito de' Farisei, che è ipocrisia. Lc. 12:1
- Poi disse loro: Badate e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall'abbondanza de' beni che uno possiede, ch'egli ha la sua vita. Lc. 12:15
- E disse loro questa parabola: La campagna d'un certo uomo ricco fruttò copiosamente; Lc. 12:16
- Poi disse ai suoi discepoli: Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete; né per il corpo di che vi vestirete; Lc. 12:22
- poiché la vita è più del nutrimento, e il corpo è più del vestito. Lc. 12:23
- E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito? Lc. 12:25
- Considerate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu vestito come uno di loro. Lc. 12:27
- Or sappiate questo, che se il padron di casa sapesse a che ora verrà il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe sconficcar la casa. Lc. 12:39
- E Pietro disse: Signore, questa parabola la dici tu per noi, o anche per tutti? Lc. 12:41
- E il Signore rispose: E qual è mai l'economo fedele e avveduto che il padrone costituirà sui suoi domestici per dar loro a suo tempo la loro misura di viveri? Lc. 12:42
- il padrone di quel servitore verrà nel giorno che non se l'aspetta e nell'ora che non sa; e lo farà lacerare a colpi di flagello, e gli assegnerà la sorte degl'infedeli. Lc. 12:46
- Or quel servitore che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non ha preparato né fatto nulla per compiere la volontà di lui, sarà battuto di molti colpi; Lc. 12:47
- saranno divisi il padre contro il figliuolo, e il figliuolo contro il padre; la madre contro la figliuola, e la figliuola contro la madre; la suocera contro la nuora, e la nuora contro la suocera. Lc. 12:53
- Diceva poi ancora alle turbe: Quando vedete una nuvola venir su da ponente, voi dite subito: Viene la pioggia; e così succede. Lc. 12:54
- O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? Lc. 13:4
- E Gesù, vedutala, la chiamò a sé e le disse: Donna, tu sei liberata dalla tua infermità. Lc. 13:12
- E mentre diceva queste cose, tutti i suoi avversari erano confusi, e tutta la moltitudine si rallegrava di tutte le opere gloriose da lui compiute. Lc. 13:17
- Ed egli disse loro: Sforzatevi d'entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno d'entrare e non potranno. Lc. 13:24
- Da che il padron di casa si sarà alzato ed avrà serrata la porta, e voi, stando di fuori, comincerete a picchiare alla porta, dicendo: Signore, aprici, egli, rispondendo, vi dirà: Io non so d'onde voi siate. Lc. 13:25
- Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti son mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto! Lc. 13:34
- Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta. E io vi dico che non mi vedrete più, finché venga il giorno che diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Lc. 13:35
- E il signore disse al servitore: Va' fuori per le strade e lungo le siepi, e costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena. Lc. 14:23
- Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini ch'erano stati invitati, assaggerà la mia cena. Lc. 14:24
- Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo. Lc. 14:26
- E chi non porta la sua croce e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo. Lc. 14:27
- Infatti chi è fra voi colui che, volendo edificare una torre, non si metta prima a sedere e calcoli la spesa per vedere se ha da poterla finire? Lc. 14:28
- Che talora, quando ne abbia posto il fondamento e non la possa finire, tutti quelli che la vedranno prendano a beffarsi di lui, dicendo: Lc. 14:29
- Se no, mentre quello è ancora lontano, gli manda un'ambasciata e chiede di trattar la pace. Lc. 14:32
- E trovatala, tutto allegro se la mette sulle spalle; Lc. 15:5
- e giunto a casa, chiama assieme gli amici e i vicini, e dice loro: Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la mia pecora ch'era perduta. Lc. 15:6
- Ovvero, qual'è la donna che avendo dieci dramme, se ne perde una, non accenda un lume e non spazzi la casa e non cerchi con cura finché non l'abbia ritrovata? Lc. 15:8
- E quando l'ha trovata, chiama assieme le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi meco, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. Lc. 15:9
- e il più giovane di loro disse al padre: Padre, dammi la parte de' beni che mi tocca. Ed egli spartì fra loro i beni. Lc. 15:12
- E di lì a poco, il figliuolo più giovane, messa insieme ogni cosa, se ne partì per un paese lontano, e quivi dissipò la sua sostanza, vivendo dissolutamente. Lc. 15:13
- Ma il padre disse ai suoi servitori: Presto, portate qua la veste più bella e rivestitelo, e mettetegli un anello al dito e de' calzari a' piedi; Lc. 15:22
- Or il figliuolo maggiore era a' campi; e come tornando fu vicino alla casa, udì la musica e le danze. Lc. 15:25
- Quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento bati d'olio. Egli disse: Prendi la tua scritta, siedi, e scrivi presto: Cinquanta. Lc. 16:6
- Poi disse ad un altro: E tu, quanto devi? Quello rispose: Cento cori di grano. Egli disse: Prendi la tua scritta, e scrivi: Ottanta. Lc. 16:7
- La legge ed i profeti hanno durato fino a Giovanni; da quel tempo è annunziata la buona novella del regno di Dio, ed ognuno v'entra a forza. Lc. 16:16
- Chiunque manda via la moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio. Lc. 16:18
- ed esclamò: Padre Abramo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché son tormentato in questa fiamma. Lc. 16:24
- Allora gli apostoli dissero al Signore: Aumentaci la fede. Lc. 17:5
- alzaron la voce dicendo: Gesù, Maestro, abbi pietà di noi! Lc. 17:13
- e si gettò a' suoi piedi con la faccia a terra, ringraziandolo; e questo era un Samaritano. Lc. 17:16
- E gli disse: Levati e vattene: la tua fede t'ha salvato. Lc. 17:19
- In quel giorno, chi sarà sulla terrazza ed avrà la sua roba in casa, non scenda a prenderla; e parimente, chi sarà nei campi non torni indietro. Lc. 17:31
- Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà. Lc. 17:33
- e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui dicendo: Fammi giustizia del mio avversario. Lc. 18:3
- pure, poiché questa vedova mi dà molestia, le farò giustizia, che talora, a forza di venire, non finisca col rompermi la testa. Lc. 18:5
- Io vi dico che farà loro prontamente giustizia. Ma quando il Figliuol dell'uomo verrà, troverà egli la fede sulla terra? Lc. 18:8
- Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quel che posseggo. Lc. 18:12
- E uno dei principali lo interrogò, dicendo: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna? Lc. 18:18
- Poiché è più facile a un cammello passare per la cruna d'un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio. Lc. 18:25
- il quale non ne riceva molte volte tanto in questo tempo, e nel secolo avvenire la vita eterna. Lc. 18:30
- Or avvenne che com'egli si avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva presso la strada, mendicando; Lc. 18:35
- e, udendo la folla che passava, domandò che cosa fosse. Lc. 18:36
- Che vuoi tu ch'io ti faccia? Ed egli disse: Signore, ch'io ricuperi la vista. Lc. 18:41
- E Gesù gli disse: Ricupera la vista; la tua fede t'ha salvato. Lc. 18:42
- E in quell'istante ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio. Lc. 18:43
- E Gesù essendo entrato in Gerico, attraversava la città. Lc. 19:1
- Ma Zaccheo, presentatosi al Signore, gli disse: Ecco, Signore, la metà de' miei beni la do ai poveri; e se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo. Lc. 19:8
- E Gesù gli disse: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figliuolo d'Abramo: Lc. 19:9
- Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci. Lc. 19:16
- Poi venne il secondo, dicendo: La tua mina, signore, ha fruttato cinque mine. Lc. 19:18
- Poi ne venne un altro che disse: Signore, ecco la tua mina che ho tenuta riposta in un fazzoletto, Lc. 19:20
- Poi disse a coloro ch'eran presenti: Toglietegli la mina, e datela a colui che ha le dieci mine. Lc. 19:24
- E com'era già presso la città, alla scesa del monte degli Ulivi, tutta la moltitudine dei discepoli cominciò con allegrezza a lodare Iddio a gran voce per tutte le opere potenti che aveano vedute, Lc. 19:37
- E alcuni de' Farisei di tra la folla gli dissero: Maestro, sgrida i tuoi discepoli! Lc. 19:39
- E come si fu avvicinato, vedendo la città, pianse su lei, Lc. 19:41
- dicendo: Oh se tu pure avessi conosciuto in questo giorno quel ch'è per la tua pace! Ma ora è nascosto agli occhi tuoi. Lc. 19:42
- dicendo loro: Egli è scritto: La mia casa sarà una casa d'orazione, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni. Lc. 19:46
- Verrà e distruggerà que' lavoratori, e darà la vigna ad altri. Ed essi, udito ciò, dissero: Così non sia! Lc. 20:16
- Ma egli, guardatili in faccia, disse: Che vuol dir dunque questo che è scritto: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella che è divenuta pietra angolare? Lc. 20:17
- E quelli gli fecero una domanda, dicendo: Maestro, noi sappiamo che tu parli e insegni dirittamente, e non hai riguardi personali, ma insegni la via di Dio secondo verità: Lc. 20:21
- Maestro, Mosè ci ha scritto che se il fratello di uno muore avendo moglie ma senza figliuoli, il fratello ne prenda la moglie e susciti progenie a suo fratello. Lc. 20:28
- Il secondo pure la sposò; Lc. 20:30
- In ultimo, anche la donna morì. Lc. 20:32
- Nella risurrezione dunque, la donna, di chi di loro sarà moglie? Perché i sette l'hanno avuta per moglie. Lc. 20:33
- E quando udrete parlar di guerre e di sommosse, non siate spaventati; perché bisogna che queste cose avvengano prima; ma la fine non verrà subito dopo. Lc. 21:9
- Con la vostra perseveranza guadagnerete le anime vostre. Lc. 21:19
- Quando vedrete Gerusalemme circondata d'eserciti, sappiate allora che la sua desolazione è vicina. Lc. 21:20
- Allora quelli che sono in Giudea, fuggano a' monti; e quelli che sono nella città, se ne partano; e quelli che sono per la campagna, non entrino in lei. Lc. 21:21
- gli uomini venendo meno per la paurosa aspettazione di quel che sarà per accadere al mondo; poiché le potenze de' cieli saranno scrollate. Lc. 21:26
- Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra redenzione è vicina. Lc. 21:28
- Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Lc. 21:33
- perché verrà sopra tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra. Lc. 21:35
- Or di giorno egli insegnava nel tempio; e la notte usciva e la passava sul monte detto degli Ulivi. Lc. 21:37
- E tutto il popolo, la mattina di buon'ora, veniva a lui nel tempio per udirlo. Lc. 21:38
- Or la festa degli azzimi, detta la Pasqua, s'avvicinava; Lc. 22:1
- Or venne il giorno degli azzimi, nel quale si dovea sacrificar la pasqua. Lc. 22:7
- E Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: Andate a prepararci la pasqua, affinché la mangiamo. Lc. 22:8
- Ed essi gli dissero: Dove vuoi che la prepariamo? Lc. 22:9
- E dite al padron di casa: Il Maestro ti manda a dire: Dov'è la stanza nella quale mangerò la pasqua co' miei discepoli? Lc. 22:11
- Ed essi andarono e trovaron com'egli avea lor detto, e prepararon la pasqua. Lc. 22:13
- poiché io vi dico che non la mangerò più finché sia compiuta nel regno di Dio. Lc. 22:16
- Del resto, ecco, la mano di colui che mi tradisce è meco a tavola. Lc. 22:21
- ma io ho pregato per te affinché la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai convertito, conferma i tuoi fratelli. Lc. 22:32
- Ed egli disse loro: Ma ora, chi ha una borsa la prenda; e parimente una sacca; e chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Lc. 22:36
- dicendo: Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta. Lc. 22:42
- Mentre parlava ancora, ecco una turba; e colui che si chiamava Giuda, uno dei dodici, la precedeva, e si accostò a Gesù per baciarlo. Lc. 22:47
- E quelli ch'eran con lui, vedendo quel che stava per succedere, dissero: Signore, percoterem noi con la spada? Lc. 22:49
- Ma Gesù rivolse loro la parola e disse: Lasciate, basta! E toccato l'orecchio di colui, lo guarì. Lc. 22:51
- mentre ero ogni giorno con voi nel tempio, non mi avete mai messe le mani addosso; ma questa è l'ora vostra e la potestà delle tenebre. Lc. 22:53
- E presolo, lo menaron via e lo condussero dentro la casa del sommo sacerdote; e Pietro seguiva da lontano. Lc. 22:54
- E cominciarono ad accusarlo, dicendo: Abbiam trovato costui che sovvertiva la nostra nazione e che vietava di pagare i tributi a Cesare, e diceva d'esser lui il Cristo re. Lc. 23:2
- Ma essi insistevano, dicendo: Egli solleva il popolo insegnando per tutta la Giudea; ha cominciato dalla Galilea ed è giunto fin qui. Lc. 23:5
- E per la terza volta egli disse loro: Ma che male ha egli fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Io dunque, dopo averlo castigato, lo libererò. Lc. 23:22
- E mentre lo menavan via, presero un certo Simon, cireneo, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce, perché la portasse dietro a Gesù. Lc. 23:26
- E per noi è cosa giusta, perché riceviamo la condegna pena de' nostri fatti; ma questi non ha fatto nulla di male. Lc. 23:41
- La cortina del tempio si squarciò pel mezzo. Lc. 23:45
- E le donne che eran venute con Gesù dalla Galilea, avendo seguito Giuseppe, guardarono la tomba, e come v'era stato posto il corpo di Gesù. Lc. 23:55
- E trovarono la pietra rotolata dal sepolcro. Lc. 24:2
- Vero è che certe donne d'infra noi ci hanno fatto stupire; essendo andate la mattina di buon'ora al sepolcro, Lc. 24:22
- E alcuni de' nostri sono andati al sepolcro, e hanno trovato la cosa così come aveano detto le donne; ma lui non l'hanno veduto. Lc. 24:24
- Ed essi dissero l'uno all'altro: Non ardeva il cuor nostro in noi mentr'egli ci parlava per la via, mentre ci spiegava le Scritture? Lc. 24:32
- Ed essi pure raccontarono le cose avvenute loro per la via, e come era stato da loro riconosciuto nello spezzare il pane. Lc. 24:35
- Allora aprì loro la mente per intendere le Scritture, Lc. 24:45
- Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Giov. 1:1
- In lei era la vita; e la vita era la luce degli uomini; Giov. 1:4
- e la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno ricevuta. Giov. 1:5
- Egli stesso non era la luce, ma venne per render testimonianza alla luce. Giov. 1:8
- La vera luce che illumina ogni uomo, era per venire nel mondo. Giov. 1:9
- E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell'Unigenito venuto da presso al Padre. Giov. 1:14
- Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità son venute per mezzo di Gesù Cristo. Giov. 1:17
- E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei mandarono da Gerusalemme de' sacerdoti e de' leviti per domandargli: Tu chi sei? Giov. 1:19
- Egli disse: Io son la voce d'uno che grida nel deserto: Addirizzate la via del Signore, come ha detto il profeta Isaia. Giov. 1:23
- E Giovanni rese la sua testimonianza, dicendo: Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fermarsi su di lui. Giov. 1:32
- Egli rispose loro: Venite e vedrete. Essi dunque andarono, e videro ove dimorava, e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora. Giov. 1:39
- Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi. Giov. 1:43
- Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e c'era la madre di Gesù. Giov. 2:1
- E venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: Non han più vino. Giov. 2:3
- Gesù fece questo primo de' suoi miracoli in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria; e i suoi discepoli credettero in lui. Giov. 2:11
- Or la Pasqua de' Giudei era vicina, e Gesù salì a Gerusalemme. Giov. 2:13
- Allora i Giudei dissero: Quarantasei anni è durata la fabbrica di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni? Giov. 2:20
- In verità, in verità io ti dico che noi parliamo di quel che sappiamo, e testimoniamo di quel che abbiamo veduto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza. Giov. 3:11
- E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage. Giov. 3:19
- Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate; Giov. 3:20
- ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio. Giov. 3:21
- Or anche Giovanni stava battezzando a Enon, presso Salim, perché c'era là molt'acqua; e la gente veniva a farsi battezzare. Giov. 3:23
- Colui che ha la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta, si rallegra grandemente alla voce dello sposo; questa allegrezza che è la mia è perciò completa. Giov. 3:29
- Egli rende testimonianza di quel che ha veduto e udito, ma nessuno riceve la sua testimonianza. Giov. 3:32
- Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è verace. Giov. 3:33
- Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l'ira di Dio resta sopra lui. Giov. 3:36
- lasciò la Giudea e se n'andò di nuovo in Galilea. Giov. 4:3
- Or doveva passare per la Samaria. Giov. 4:4
- e quivi era la fonte di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte. Era circa l'ora sesta. Giov. 4:6
- Onde la donna samaritana gli disse: Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono una donna samaritana? Infatti i Giudei non hanno relazioni co' Samaritani. Giov. 4:9
- La donna gli disse: Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; donde hai dunque cotest'acqua viva? Giov. 4:11
- La donna gli disse: Signore, dammi di cotest'acqua, affinché io non abbia più sete, e non venga più sin qua ad attingerne. Giov. 4:15
- La donna gli rispose: Non ho marito. E Gesù: Hai detto bene: Non ho marito; Giov. 4:17
- La donna gli disse: Signore, io vedo che tu sei un profeta. Giov. 4:19
- Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvazione vien da' Giudei. Giov. 4:22
- La donna gli disse: Io so che il Messia (ch'è chiamato Cristo) ha da venire; quando sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa. Giov. 4:25
- La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente: Giov. 4:28
- La gente uscì dalla città e veniva a lui. Giov. 4:30
- Gesù disse loro: Il mio cibo è di far la volontà di Colui che mi ha mandato, e di compiere l'opera sua. Giov. 4:34
- Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi vien la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate gli occhi e mirate le campagne come già son bianche da mietere. Giov. 4:35
- Il mietitore riceve premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino assieme. Giov. 4:36
- Allora egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: Ieri, all'ora settima, la febbre lo lasciò. Giov. 4:52
- Così il padre conobbe che ciò era avvenuto nell'ora che Gesù gli avea detto: Il tuo figliuolo vive; e credette lui con tutta la sua casa. Giov. 4:53
- Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, v'è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Giov. 5:2
- Gesù quindi rispose e disse loro: In verità, in verità io vi dico che il Figliuolo non può da se stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa similmente. Giov. 5:19
- In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. Giov. 5:24
- In verità, in verità io vi dico: L'ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figliuol di Dio; e quelli che l'avranno udita, vivranno. Giov. 5:25
- Non vi maravigliate di questo; perché l'ora viene in cui tutti quelli che son nei sepolcri, udranno la sua voce e ne verranno fuori; Giov. 5:28
- Io non posso far nulla da me stesso; come odo, giudico; e il mio giudicio è giusto, perché cerco non la mia propria volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. Giov. 5:30
- Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è verace. Giov. 5:31
- V'è un altro che rende testimonianza di me; e io so che la testimonianza ch'egli rende di me, è verace. Giov. 5:32
- Io però la testimonianza non la prendo dall'uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati. Giov. 5:34
- Egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve ora godere alla sua luce. Giov. 5:35
- E il Padre che mi ha mandato, ha Egli stesso reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l'avete mai udita; il suo sembiante, non l'avete mai veduto; Giov. 5:37
- e la sua parola non l'avete dimorante in voi, perché non credete in colui ch'Egli ha mandato. Giov. 5:38
- eppure non volete venire a me per aver la vita! Giov. 5:40
- Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che vien da Dio solo? Giov. 5:44
- Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; v'è chi v'accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposta la vostra speranza. Giov. 5:45
- Or la Pasqua, la festa de' Giudei, era vicina. Giov. 6:4
- Gesù disse: Fateli sedere. Or v'era molt'erba in quel luogo. La gente dunque si sedette, ed eran circa cinquemila uomini. Giov. 6:10
- La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo. Giov. 6:14
- Essi dunque lo vollero prendere nella barca, e subito la barca toccò terra là dove eran diretti. Giov. 6:21
- La folla che era rimasta all'altra riva del mare, avea notato che non v'era quivi altro che una barca sola, e che Gesù non v'era entrato co' suoi discepoli, ma che i discepoli eran partiti soli. Giov. 6:22
- La folla, dunque, quando l'indomani ebbe veduto che Gesù non era quivi, né che v'erano i suoi discepoli, montò in quelle barche, e venne a Capernaum in cerca di Gesù. Giov. 6:24
- I nostri padri mangiaron la manna nel deserto, com'è scritto: Egli diè loro da mangiare del pane venuto dal cielo. Giov. 6:31
- perché son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato. Giov. 6:38
- E questa è la volontà di Colui che mi ha mandato: ch'io non perda nulla di tutto quel ch'Egli m'ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno. Giov. 6:39
- Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Giov. 6:40
- E dicevano: Non è costui Gesù, il figliuol di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come mai dice egli ora: Io son disceso dal cielo? Giov. 6:42
- I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono. Giov. 6:49
- Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo. Giov. 6:51
- I Giudei dunque disputavano fra di loro, dicendo: Come mai può costui darci a mangiare la sua carne? Giov. 6:52
- Perciò Gesù disse loro: In verità, in verità io vi dico che se non mangiate la carne del Figliuol dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. Giov. 6:53
- Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Giov. 6:54
- Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Giov. 6:55
- Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, ed io in lui. Giov. 6:56
- È lo spirito quel che vivifica; la carne non giova nulla; le parole che vi ho dette, sono spirito e vita. Giov. 6:63
- Dopo queste cose, Gesù andava attorno per la Galilea; non voleva andare attorno per la Giudea perché i Giudei cercavan d'ucciderlo. Giov. 7:1
- Or la festa de' Giudei, detta delle Capanne, era vicina. Giov. 7:2
- I Giudei dunque lo cercavano durante la festa, e dicevano: Dov'è egli? Giov. 7:11
- E v'era fra le turbe gran mormorio intorno a lui. Gli uni dicevano: È un uomo dabbene! Altri dicevano: No, anzi, travia la moltitudine! Giov. 7:12
- E Gesù rispose loro e disse: La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha mandato. Giov. 7:16
- Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio. Giov. 7:17
- Chi parla di suo cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l'ha mandato, egli è verace e non v'è ingiustizia in lui. Giov. 7:18
- Mosè non v'ha egli data la legge? Eppure nessun di voi mette ad effetto la legge! Perché cercate d'uccidermi? Giov. 7:19
- La moltitudine rispose: Tu hai un demonio! Chi cerca di ucciderti? Giov. 7:20
- Mosè v'ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma viene dai padri); e voi circoncidete l'uomo in giorno di sabato. Giov. 7:22
- Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro a me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero? Giov. 7:23
- I Farisei udirono la moltitudine mormorare queste cose di lui; e i capi sacerdoti e i Farisei mandarono delle guardie a pigliarlo. Giov. 7:32
- Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno. Giov. 7:38
- La Scrittura non ha ella detto che il Cristo viene dalla progenie di Davide e da Betleem, il villaggio dove stava Davide? Giov. 7:42
- Vi fu dunque dissenso fra la moltitudine, a motivo di lui; Giov. 7:43
- Ma questa plebe, che non conosce la legge, è maledetta! Giov. 7:49
- La nostra legge giudica ella un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quel che ha fatto? Giov. 7:51
- E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei. Giov. 8:7
- Ed essi, udito ciò, e ripresi dalla loro coscienza, si misero ad uscire ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. Giov. 8:9
- E Gesù, rizzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: Donna, dove sono que' tuoi accusatori? Nessuno t'ha condannata? Giov. 8:10
- Or Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: Io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. Giov. 8:12
- Allora i Farisei gli dissero: Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è verace. Giov. 8:13
- Gesù rispose e disse loro: Quand'anche io testimoni di me stesso, la mia testimonianza è verace, perché so donde son venuto e dove vado; ma voi non sapete donde io vengo né dove vado. Giov. 8:14
- Voi giudicate secondo la carne; io non giudico alcuno. Giov. 8:15
- D'altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è verace. Giov. 8:17
- e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi. Giov. 8:32
- Io so che siete progenie d'Abramo; ma cercate d'uccidermi, perché la mia parola non penetra in voi. Giov. 8:37
- ma ora cercate d'uccider me, uomo che v'ho detta la verità che ho udita da Dio; così non fece Abramo. Giov. 8:40
- E a me, perché dico la verità, voi non credete. Giov. 8:45
- Chi di voi mi convince di peccato? Se vi dico la verità, perché non mi credete? Giov. 8:46
- Ma io non cerco la mia gloria; v'è Uno che la cerca e che giudica. Giov. 8:50
- In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte. Giov. 8:51
- I Giudei gli dissero: Ora vediam bene che tu hai un demonio. Abramo e i profeti son morti, e tu dici: Se uno osserva la mia parola, non gusterà mai la morte. Giov. 8:52
- Gesù rispose: S'io glorifico me stesso, la mia gloria è un nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite esser vostro Dio, Giov. 8:54
- e non l'avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola. Giov. 8:55
- Bisogna che io compia le opere di Colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. Giov. 9:4
- Mentre sono nel mondo, io son la luce del mondo. Giov. 9:5
- Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, Giov. 9:6
- Egli rispose: Quell'uomo che si chiama Gesù, fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: Vattene a Siloe e lavati. Io quindi sono andato, e mi son lavato e ho ricuperato la vista. Giov. 9:11
- I Farisei dunque gli domandaron di nuovo anch'essi com'egli avesse ricuperata la vista. Ed egli disse loro: Egli mi ha messo del fango sugli occhi, mi son lavato, e ci veggo. Giov. 9:15
- I Giudei dunque non credettero di lui che fosse stato cieco e avesse ricuperata la vista, finché non ebbero chiamato i genitori di colui che avea ricuperata la vista, Giov. 9:18
- Essi dunque chiamarono per la seconda volta l'uomo ch'era stato cieco, e gli dissero: Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quell'uomo è un peccatore. Giov. 9:24
- Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio verso Dio e fa la sua volontà, quello egli esaudisce. Giov. 9:31
- In verità, in verità io vi dico che chi non entra per la porta nell'ovile delle pecore, ma vi sale da un'altra parte, esso è un ladro e un brigante. Giov. 10:1
- Ma colui che entra per la porta, è pastore delle pecore. Giov. 10:2
- A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le mena fuori. Giov. 10:3
- Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Giov. 10:4
- Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei. Giov. 10:5
- Onde Gesù di nuovo disse loro: In verità, in verità vi dico: Io son la porta delle pecore. Giov. 10:7
- Io son la porta; se uno entra per me, sarà salvato, ed entrerà ed uscirà, e troverà pastura. Giov. 10:9
- Il ladro non viene se non per rubare e ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbian la vita e l'abbiano ad esuberanza. Giov. 10:10
- Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore. Giov. 10:11
- come il Padre mi conosce ed io conosco il Padre; e metto la mia vita per le pecore. Giov. 10:15
- Ho anche delle altre pecore, che non son di quest'ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore. Giov. 10:16
- Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita, per ripigliarla poi. Giov. 10:17
- Nessuno me la toglie, ma la depongo da me. Io ho potestà di deporla e ho potestà di ripigliarla. Quest'ordine ho ricevuto dal Padre mio. Giov. 10:18
- In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d'inverno, Giov. 10:22
- Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; Giov. 10:27
- e io do loro la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. Giov. 10:28
- Se chiama dèi coloro a' quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), Giov. 10:35
- Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d'essa il Figliuol di Dio sia glorificato. Giov. 11:4
- Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; Giov. 11:9
- ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui. Giov. 11:10
- Gesù le disse: Io son la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà; Giov. 11:25
- Quando dunque i Giudei ch'erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s'era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere. Giov. 11:31
- E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch'eran venuti con lei piangere anch'essi, fremé nello spirito, si conturbò, Giov. 11:33
- Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno. Giov. 11:39
- Gesù le disse: Non t'ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio? Giov. 11:40
- Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m'hai esaudito. Giov. 11:41
- e non riflettete come vi torni conto che un uomo solo muoia per il popolo, e non perisca tutta la nazione. Giov. 11:50
- Or egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote di quell'anno, profetò che Gesù dovea morire per la nazione; Giov. 11:51
- e non soltanto per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi. Giov. 11:52
- Or la Pasqua de' Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Giov. 11:55
- Gesù dunque, sei giorni avanti la Pasqua, venne a Betania dov'era Lazzaro ch'egli avea risuscitato dai morti. Giov. 12:1
- Allora Maria, presa una libbra d'olio odorifero di nardo schietto, di gran prezzo, unse i piedi di Gesù e glieli asciugò co' suoi capelli; e la casa fu ripiena del profumo dell'olio. Giov. 12:3
- Diceva così, non perché si curasse de' poveri, ma perché era ladro, e tenendo la borsa, ne portava via quel che vi si metteva dentro. Giov. 12:6
- La gran folla dei Giudei seppe dunque ch'egli era quivi; e vennero non solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli avea risuscitato dai morti. Giov. 12:9
- Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, Giov. 12:12
- La folla dunque che era con lui quando avea chiamato Lazzaro fuor dal sepolcro e l'avea risuscitato dai morti, ne rendea testimonianza. Giov. 12:17
- E per questo la folla gli andò incontro, perché aveano udito ch'egli avea fatto quel miracolo. Giov. 12:18
- Chi ama la sua vita, la perde; e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna. Giov. 12:25
- Onde la moltitudine ch'era quivi presente e aveva udito, diceva ch'era stato un tuono. Altri dicevano: Un angelo gli ha parlato. Giov. 12:29
- La moltitudine quindi gli rispose: Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno; come dunque dici tu che bisogna che il Figliuol dell'uomo sia innalzato? Chi è questo Figliuol dell'uomo? Giov. 12:34
- Gesù dunque disse loro: Ancora per poco la luce è fra voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi colgano le tenebre; chi cammina nelle tenebre, non sa dove vada. Giov. 12:35
- Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figliuoli di luce. Queste cose disse Gesù, poi se ne andò e si nascose da loro. Giov. 12:36
- affinché s'adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? Giov. 12:38
- Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Giov. 12:39
- Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò. Giov. 12:41
- perché amarono la gloria degli uomini più della gloria di Dio. Giov. 12:43
- Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho annunziata, è quella che lo giudicherà nell'ultimo giorno. Giov. 12:48
- Or avanti la festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta per lui l'ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Giov. 13:1
- E durante la cena, quando il diavolo avea già messo in cuore a Giuda Iscariot, figliuol di Simone, di tradirlo, Giov. 13:2
- Io non parlo di voi tutti; io so quelli che ho scelti; ma, perché sia adempita la Scrittura, colui che mangia il mio pane, ha levato contro di me il suo calcagno. Giov. 13:18
- Difatti alcuni pensavano, siccome Giuda tenea la borsa, che Gesù gli avesse detto: Compra quel che ci abbisogna per la festa; ovvero che desse qualcosa ai poveri. Giov. 13:29
- Pietro gli disse: Signore, perché non posso seguirti ora? Metterò la mia vita per te! Giov. 13:37
- Gesù gli rispose: Metterai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico che il gallo non canterà che già tu non m'abbia rinnegato tre volte. Giov. 13:38
- e del dove io vo sapete anche la via. Giov. 14:4
- Toma gli disse: Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo saper la via? Giov. 14:5
- Gesù gli disse: Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Giov. 14:6
- Se chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. Giov. 14:14
- Gesù rispose e gli disse: Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. Giov. 14:23
- Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato. Giov. 14:24
- Io vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. Giov. 14:27
- Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo. Giov. 15:1
- Io son la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. Giov. 15:5
- Queste cose vi ho detto, affinché la mia allegrezza dimori in voi, e la vostra allegrezza sia resa completa. Giov. 15:11
- Nessuno ha amore più grande che quello di dar la sua vita per i suoi amici. Giov. 15:13
- Ricordatevi della parola che v'ho detta: Il servitore non è da più del suo signore. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Giov. 15:20
- Ma quest'è avvenuto affinché sia adempita la parola scritta nella loro legge: Mi hanno odiato senza cagione. Giov. 15:25
- Invece, perché v'ho detto queste cose, la tristezza v'ha riempito il cuore. Giov. 16:6
- Pure, io vi dico la verità, egli v'è utile ch'io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò. Giov. 16:7
- ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. Giov. 16:13
- In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Voi sarete contristati, ma la vostra tristezza sarà mutata in letizia. Giov. 16:20
- La donna, quando partorisce, è in dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'angoscia per l'allegrezza che sia nata al mondo una creatura umana. Giov. 16:21
- E così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo, e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi torrà la vostra allegrezza. Giov. 16:22
- Fino ad ora non avete chiesto nulla nel nome mio; chiedete e riceverete, affinché la vostra allegrezza sia completa. Giov. 16:24
- E questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. Giov. 17:3
- Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu m'hai dati dal mondo; erano tuoi, e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. Giov. 17:6
- Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e niuno di loro è perito, tranne il figliuol di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. Giov. 17:12
- Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compita in se stessi la mia allegrezza. Giov. 17:13
- Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. Giov. 17:14
- Santificali nella verità: la tua parola è verità. Giov. 17:17
- E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno; Giov. 17:22
- Padre, io voglio che dove son io, siano meco anche quelli che tu m'hai dati, affinché veggano la mia gloria che tu m'hai data; poiché tu m'hai amato avanti la fondazion del mondo. Giov. 17:24
- Giuda dunque, presa la coorte e delle guardie mandate dai capi sacerdoti e dai Farisei, venne là con lanterne e torce ed armi. Giov. 18:3
- E ciò affinché s'adempisse la parola ch'egli avea detta: Di quelli che tu m'hai dato, non ne ho perduto alcuno. Giov. 18:9
- Allora Simon Pietro, che avea una spada, la trasse, e percosse il servo del sommo sacerdote, e gli recise l'orecchio destro. Quel servo avea nome Malco. Giov. 18:10
- Per il che Gesù disse a Pietro: Rimetti la spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato? Giov. 18:11
- La coorte dunque e il tribuno e le guardie de' Giudei, presero Gesù e lo legarono, Giov. 18:12
- ma Pietro stava di fuori, alla porta. Allora quell'altro discepolo che era noto al sommo sacerdote, uscì, parlò con la portinaia e fece entrar Pietro. Giov. 18:16
- La serva portinaia dunque disse a Pietro: Non sei anche tu de' discepoli di quest'uomo? Egli disse: Non lo sono. Giov. 18:17
- Poi, da Caiàfa, menarono Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e così poter mangiare la pasqua. Giov. 18:28
- Pilato quindi disse loro: Pigliatelo voi, e giudicatelo secondo la vostra legge. I Giudei gli dissero: A noi non è lecito far morire alcuno. Giov. 18:31
- E ciò affinché si adempisse la parola che Gesù avea detta, significando di qual morte dovea morire. Giov. 18:32
- Pilato gli rispose: Son io forse giudeo? La tua nazione e i capi sacerdoti t'hanno messo nelle mie mani; che hai fatto? Giov. 18:35
- Allora Pilato gli disse: Ma dunque, sei tu re? Gesù rispose: Tu lo dici; io sono re; io son nato per questo, e per questo son venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è per la verità ascolta la mia voce. Giov. 18:37
- Ma voi avete l'usanza, ch'io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il Re de' Giudei? Giov. 18:39
- Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: Ecco l'uomo! Giov. 19:5
- Era la Preparazione della Pasqua, ed era circa l'ora sesta. Ed egli disse ai Giudei: Ecco il vostro Re! Giov. 19:14
- ed egli, portando la sua croce, venne al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, Giov. 19:17
- E Pilato fece pure un'iscrizione, e la pose sulla croce. E v'era scritto: GESÙ IL NAZARENO, IL RE DE' GIUDEI. Giov. 19:19
- I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e la tunica. Or la tunica era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in basso. Giov. 19:23
- Dissero dunque tra loro: Non la stracciamo, ma tiriamo a sorte a chi tocchi; affinché si adempisse la Scrittura che dice: Hanno spartito fra loro le mie vesti, e han tirato la sorte sulla mia tunica. Questo dunque fecero i soldati. Giov. 19:24
- Or presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria moglie di Cleopa, e Maria Maddalena. Giov. 19:25
- Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua. Giov. 19:27
- Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché la Scrittura fosse adempiuta, disse: Ho sete. Giov. 19:28
- Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione, e quel giorno del sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro fiaccate le gambe, e fossero tolti via. Giov. 19:31
- E colui che l'ha veduto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è verace; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate. Giov. 19:35
- Poiché questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: Niun osso d'esso sarà fiaccato. Giov. 19:36
- Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr'era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro. Giov. 20:1
- Perché non aveano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli dovea risuscitare dai morti. Giov. 20:9
- Or la sera di quello stesso giorno, ch'era il primo della settimana, ed essendo, per timor de' Giudei, serrate le porte del luogo dove si trovavano i discepoli, Gesù venne e si presentò quivi in mezzo, e disse loro: Pace a voi! Giov. 20:19
- Gli altri discepoli dunque gli dissero: Abbiam veduto il Signore! Ma egli disse loro: Se io non vedo nelle sue mani il segno de' chiodi, e se non metto il mio dito nel segno de' chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò. Giov. 20:25
- Poi disse a Toma: Porgi qua il dito, e vedi le mie mani; e porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente. Giov. 20:27
- Ed egli disse loro: Gettate la rete dal lato destro della barca, e ne troverete. Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla su per il gran numero de' pesci. Giov. 21:6
- Ma gli altri discepoli vennero con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa un duecento cubiti), traendo la rete coi pesci. Giov. 21:8
- Simon Pietro quindi montò nella barca, e tirò a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò. Giov. 21:11
- Quest'era già la terza volta che Gesù si faceva vedere ai suoi discepoli, dopo essere risuscitato da' morti. Giov. 21:14
- Gli disse per la terza volta: Simon di Giovanni, mi ami tu? Pietro fu attristato ch'ei gli avesse detto per la terza volta: Mi ami tu? E gli rispose: Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che io t'amo. Gesù gli disse: Pasci le mie pecore. Giov. 21:17
- Pietro, voltatosi, vide venirgli dietro il discepolo che Gesù amava; quello stesso, che durante la cena stava inclinato sul seno di Gesù e avea detto: Signore, chi è che ti tradisce? Giov. 21:20
- Ond'è che si sparse tra i fratelli la voce che quel discepolo non morrebbe; Gesù però non gli avea detto che non morrebbe, ma: Se voglio che rimanga finch'io venga, che t'importa? Giov. 21:23
- Questo è il discepolo che rende testimonianza di queste cose, e che ha scritto queste cose; e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace. Giov. 21:24
- E trovandosi con essi, ordinò loro di non dipartirsi da Gerusalemme, ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre, la quale, egli disse, avete udita da me. Atti 1:4
- Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni e in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra. Atti 1:8
- Fratelli, bisognava che si adempisse la profezia della Scrittura pronunziata dallo Spirito Santo per bocca di Davide intorno a Giuda, che fu la guida di quelli che arrestarono Gesù. Atti 1:16
- Poiché egli era annoverato fra noi, e avea ricevuto la sua parte di questo ministerio. Atti 1:17
- Poiché è scritto nel libro dei Salmi: Divenga la sua dimora deserta, e non vi sia chi abiti in essa: e: L'ufficio suo lo prenda un altro. Atti 1:20
- E li trassero a sorte, e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli. Atti 1:26
- E di subito si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, ed esso riempì tutta la casa dov'essi sedevano. Atti 2:2
- Ed essendosi fatto quel suono, la moltitudine si radunò e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nel suo proprio linguaggio. Atti 2:6
- Ma Pietro, levatosi in piè con gli undici, alzò la voce e parlò loro in questa maniera: Uomini giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, siavi noto questo, e prestate orecchio alle mie parole. Atti 2:14
- Perché costoro non sono ebbri, come voi supponete, poiché non è che la terza ora del giorno: Atti 2:15
- Il sole sarà mutato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno, che è il giorno del Signore. Atti 2:20
- quest'uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d'iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; Atti 2:23
- Perciò s'è rallegrato il cuor mio, e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne riposerà in isperanza; Atti 2:26
- poiché tu non lascerai l'anima mia nell'Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Atti 2:27
- Tu m'hai fatto conoscere le vie della vita; tu mi riempirai di letizia con la tua presenza. Atti 2:28
- Uomini fratelli, ben può liberamente dirvisi intorno al patriarca Davide, ch'egli morì e fu sepolto; e la sua tomba è ancora al dì d'oggi fra noi. Atti 2:29
- antivedendola, parlò della risurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell'Ades, e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione. Atti 2:31
- Sappia dunque sicuramente tutta la casa d'Israele che Iddio ha fatto e Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso. Atti 2:36
- E Pietro a loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de' vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Atti 2:38
- Poiché per voi è la promessa, e per i vostri figliuoli, e per tutti quelli che son lontani, per quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà. Atti 2:39
- Quelli dunque i quali accettarono la sua parola, furon battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone. Atti 2:41
- Or Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell'ora nona. Atti 3:1
- E presolo per la man destra, lo sollevò; e in quell'istante le piante e le caviglie de' piedi gli si raffermarono. Atti 3:7
- E Pietro, veduto ciò, parlò al popolo, dicendo: Uomini israeliti, perché vi maravigliate di questo? O perché fissate gli occhi su noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminar quest'uomo? Atti 3:12
- E per la fede nel suo nome, il suo nome ha raffermato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti. Atti 3:16
- E avverrà che ogni anima la quale non avrà ascoltato codesto profeta, sarà del tutto distrutta di fra il popolo. Atti 3:23
- essendo molto crucciati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dei morti. Atti 4:2
- Ma molti di coloro che aveano udito la Parola, credettero; e il numero degli uomini salì a circa cinquemila. Atti 4:4
- Egli è la pietra che è stata da voi edificatori sprezzata, ed è divenuta la pietra angolare. Atti 4:11
- E in nessun altro è la salvezza; poiché non v'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati. Atti 4:12
- Or essi, veduta la franchezza di Pietro e di Giovanni, e avendo capito che erano popolani senza istruzione, si maravigliavano e riconoscevano che erano stati con Gesù. Atti 4:13
- Ed essi, uditele, alzaron di pari consentimento la voce a Dio, e dissero: Signore, tu sei Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; Atti 4:24
- per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero. Atti 4:28
- E adesso, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servitori di annunziar la tua parola con ogni franchezza, Atti 4:29
- stendendo la tua mano per guarire, e perché si faccian segni e prodigî mediante il nome del tuo santo Servitore Gesù. Atti 4:30
- E dopo ch'ebbero pregato, il luogo dov'erano raunati tremò; e furon tutti ripieni dello Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza. Atti 4:31
- E la moltitudine di coloro che aveano creduto, era d'un sol cuore e d'un'anima sola; né v'era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro. Atti 4:32
- e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e portatane una parte, la pose ai piedi degli apostoli. Atti 5:2
- Or avvenne, circa tre ore dopo, che la moglie di lui, non sapendo ciò che era avvenuto, entrò. Atti 5:7
- Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi, e spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta; e portatala via, la seppellirono presso suo marito. Atti 5:10
- E anche la moltitudine accorreva dalle città vicine a Gerusalemme, portando dei malati e dei tormentati da spiriti immondi; e tutti quanti eran sanati. Atti 5:16
- Or il sommo sacerdote e tutti quelli che eran con lui, cioè la setta de' Sadducei, si levarono, pieni di invidia, Atti 5:17
- dicendo: La prigione l'abbiam trovata serrata con ogni diligenza, e le guardie in piè davanti alle porte; ma, avendo aperto, non abbiam trovato alcuno dentro. Atti 5:23
- Esso ha Iddio esaltato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e remission dei peccati. Atti 5:31
- E ogni giorno, nel tempio e per le case, non ristavano d'insegnare e di annunziare la buona novella che Gesù è il Cristo. Atti 5:42
- E i dodici, raunata la moltitudine dei discepoli, dissero: Non è convenevole che noi lasciamo la parola di Dio per servire alle mense. Atti 6:2
- E questo ragionamento piacque a tutta la moltitudine; ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola, proselito di Antiochia; Atti 6:5
- E la parola di Dio si diffondeva, e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente in Gerusalemme; e anche una gran quantità di sacerdoti ubbidiva alla fede. Atti 6:7
- e presentarono dei falsi testimoni, che dicevano: Quest'uomo non cessa di proferir parole contro il luogo santo e contro la legge. Atti 6:13
- E tutti coloro che sedevano nel Sinedrio, avendo fissati in lui gli occhi, videro la sua faccia simile alla faccia d'un angelo. Atti 6:15
- E non gli diede alcuna eredità in esso, neppure un palmo di terra, ma gli promise di darne la possessione a lui e alla sua progenie dopo di lui, quand'egli non aveva ancora alcun figliuolo. Atti 7:5
- E Dio parlò così: La sua progenie soggiornerà in terra straniera, e sarà ridotta in servitù e maltrattata per quattrocent'anni. Atti 7:6
- Ma io giudicherò la nazione alla quale avranno servito, disse Iddio; e dopo questo essi partiranno e mi renderanno il loro culto in questo luogo. Atti 7:7
- e lo liberò da tutte le sue distrette, e gli diede grazia e sapienza davanti a Faraone, re d'Egitto, che lo costituì governatore dell'Egitto e di tutta la sua casa. Atti 7:10
- E la seconda volta, Giuseppe fu riconosciuto dai suoi fratelli, e Faraone conobbe di che stirpe fosse Giuseppe. Atti 7:13
- Costui, procedendo con astuzia contro la nostra stirpe, trattò male i nostri padri, li costrinse ad esporre i loro piccoli fanciulli perché non vivessero. Atti 7:19
- e quando fu esposto, la figliuola di Faraone lo raccolse e se lo allevò come figliuolo. Atti 7:21
- E Mosè fu educato in tutta la sapienza degli Egizi ed era potente nelle sue parole ed opere. Atti 7:22
- Anzi, voi portaste la tenda di Moloc e la stella del dio Romfàn, immagini che voi faceste per adorarle. Perciò io vi trasporterò al di là di Babilonia. Atti 7:43
- Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello de' miei piedi. Qual casa mi edificherete voi? dice il Signore; o qual sarà il luogo del mio riposo? Atti 7:49
- Non ha la mia mano fatte tutte queste cose? Atti 7:50
- Qual dei profeti non perseguitarono i padri vostri? E uccisero quelli che preannunziavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete stati i traditori e gli uccisori; Atti 7:52
- voi, che avete ricevuto la legge promulgata dagli angeli, e non l'avete osservata. Atti 7:53
- Ma egli, essendo pieno dello Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, Atti 7:55
- E Saulo era consenziente all'uccisione di lui. E vi fu in quel tempo una gran persecuzione contro la chiesa che era in Gerusalemme. Tutti furon dispersi per le contrade della Giudea e della Samaria, salvo gli apostoli. Atti 8:1
- Ma Saulo devastava la chiesa, entrando di casa in casa; e trattine uomini e donne, li metteva in prigione. Atti 8:3
- Coloro dunque che erano stati dispersi se ne andarono di luogo in luogo, annunziando la Parola. Atti 8:4
- Or v'era un certo uomo, chiamato Simone, che già da tempo esercitava nella città le arti magiche, e facea stupire la gente di Samaria, dandosi per un qualcosa di grande. Atti 8:9
- Tutti, dal più piccolo al più grande, gli davano ascolto, dicendo: Costui è `la potenza di Dio', che si chiama `la Grande'. Atti 8:10
- Ma quand'ebbero creduto a Filippo che annunziava loro la buona novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo, furon battezzati, uomini e donne. Atti 8:12
- Or gli apostoli ch'erano a Gerusalemme, avendo inteso che la Samaria avea ricevuto la parola di Dio, vi mandarono Pietro e Giovanni. Atti 8:14
- Or il passo della Scrittura ch'egli leggeva, era questo: Egli è stato menato all'uccisione come una pecora; e come un agnello che è muto dinanzi a colui che lo tosa, così egli non ha aperto la bocca. Atti 8:32
- Nel suo abbassamento fu tolta via la sua condanna; chi descriverà la sua generazione? Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra. Atti 8:33
- e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco, affinché, se ne trovasse di quelli che seguivano la nuova via, uomini e donne, li potesse menar legati a Gerusalemme. Atti 9:2
- Or gli uomini che faceano il viaggio con lui, ristettero attoniti, udendo ben la voce, ma non vedendo alcuno. Atti 9:7
- E Saulo si levò da terra; ma quando aprì gli occhi, non vedeva nulla; e quelli, menandolo per la mano, lo condussero a Damasco. Atti 9:8
- e ha veduto un uomo, chiamato Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista. Atti 9:12
- E Anania se ne andò, ed entrò in quella casa; e avendogli imposte le mani, disse: Fratello Saulo, il Signore, cioè Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale tu venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno dello Spirito Santo. Atti 9:17
- E in quell'istante gli caddero dagli occhi come delle scaglie, e ricuperò la vista; poi, levatosi, fu battezzato. Atti 9:18
- ma il loro complotto venne a notizia di Saulo. Essi facevan perfino la guardia alle porte, giorno e notte, per ucciderlo; Atti 9:24
- Così la Chiesa, per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria avea pace, essendo edificata; e camminando nel timor del Signore e nella consolazione dello Spirito Santo, moltiplicava. Atti 9:31
- E avvenne in que' giorni ch'ella infermò e morì. E dopo averla lavata, la posero in una sala di sopra. Atti 9:37
- Ed egli le diè la mano, e la sollevò; e chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in vita. Atti 9:41
- il quale era pio e temente Iddio con tutta la sua casa, e faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. Atti 10:2
- Egli alberga da un certo Simone coiaio, che ha la casa presso al mare. Atti 10:6
- E una voce gli disse di nuovo la seconda volta: Le cose che Dio ha purificate, non le far tu immonde. Atti 10:15
- E Pietro, sceso verso quegli uomini, disse loro: Ecco, io son quello che cercate: qual è la cagione per la quale siete qui? Atti 10:21
- Ed essi risposero: Cornelio centurione, uomo giusto e temente Iddio, e del quale rende buona testimonianza tutta la nazion de' Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo, di farti chiamare in casa sua e d'ascoltar quel che avrai da dirgli. Atti 10:22
- e disse: Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita, e le tue elemosine sono state ricordate nel cospetto di Dio. Atti 10:31
- E questa è la parola ch'Egli ha diretta ai figliuoli d'Israele, annunziando pace per mezzo di Gesù Cristo. Esso è il Signore di tutti. Atti 10:36
- Voi sapete quello che è avvenuto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; Atti 10:37
- vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Iddio l'ha unto di Spirito Santo e di potenza; e come egli è andato attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Iddio era con lui. Atti 10:38
- non a tutto il popolo, ma ai testimoni ch'erano prima stati scelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. Atti 10:41
- Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de' peccati mediante il suo nome. Atti 10:43
- Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. Atti 10:44
- Or gli apostoli e i fratelli che erano per la Giudea, intesero che i Gentili aveano anch'essi ricevuto la parola di Dio. Atti 11:1
- Ma una voce mi rispose per la seconda volta dal cielo: Le cose che Dio ha purificate, non le far tu immonde. Atti 11:9
- il quale ti parlerà di cose, per le quali sarai salvato tu e tutta la casa tua. Atti 11:14
- Quelli dunque ch'erano stati dispersi dalla persecuzione avvenuta a motivo di Stefano, passarono fino in Fenicia, in Cipro e in Antiochia, non annunziando la Parola ad alcuno, se non ai Giudei soltanto. Atti 11:19
- E la mano del Signore era con loro; e gran numero di gente, avendo creduto, si convertì al Signore. Atti 11:21
- E la notizia del fatto venne agli orecchi della chiesa ch'era in Gerusalemme; onde mandarono Barnaba fino ad Antiochia. Atti 11:22
- Ed esso, giunto là e veduta la grazia di Dio, si rallegrò, e li esortò tutti ad attenersi al Signore con fermo proponimento di cuore, Atti 11:23
- E avvenne che per lo spazio d'un anno intero parteciparono alle raunanze della chiesa, ed ammaestrarono un gran popolo; e fu in Antiochia che per la prima volta i discepoli furon chiamati Cristiani. Atti 11:26
- E un di loro, chiamato per nome Agabo, levatosi, predisse per lo Spirito che ci sarebbe stata una gran carestia per tutta la terra; ed essa ci fu sotto Claudio. Atti 11:28
- e fece morir per la spada Giacomo, fratello di Giovanni. Atti 12:2
- E presolo, lo mise in prigione, dandolo in guardia a quattro mute di soldati di quattro l'una; perché, dopo la Pasqua, voleva farlo comparire dinanzi al popolo. Atti 12:4
- Or quando Erode stava per farlo comparire, la notte prima, Pietro stava dormendo in mezzo a due soldati, legato con due catene; e le guardie davanti alla porta custodivano la prigione. Atti 12:6
- Or com'ebbero passata la prima e la seconda guardia, vennero alla porta di ferro che mette in città, la quale si aperse loro da sé; ed essendo usciti, s'inoltrarono per una strada: e in quell'istante l'angelo si partì da lui. Atti 12:10
- E considerando la cosa, venne alla casa di Maria, madre di Giovanni soprannominato Marco, dove molti fratelli stavano raunati e pregavano. Atti 12:12
- e riconosciuta la voce di Pietro, per l'allegrezza non aprì l'uscio, ma corse dentro ad annunziare che Pietro stava davanti alla porta. Atti 12:14
- Ma egli, fatto lor cenno con la mano che tacessero, raccontò loro in qual modo il Signore l'avea tratto fuor della prigione. Poi disse: Fate sapere queste cose a Giacomo ed ai fratelli. Ed essendo uscito, se ne andò in un altro luogo. Atti 12:17
- In quell'istante, un angelo del Signore lo percosse, perché non avea dato a Dio la gloria; e morì, roso dai vermi. Atti 12:23
- Ma la parola di Dio progrediva e si spandeva di più in più. Atti 12:24
- E Barnaba e Saulo, compiuta la loro missione, tornarono da Gerusalemme, prendendo seco Giovanni soprannominato Marco. Atti 12:25
- E giunti a Salamina, annunziarono la parola di Dio nelle sinagoghe de' Giudei: e aveano seco Giovanni come aiuto. Atti 13:5
- il quale era col proconsole Sergio Paolo, uomo intelligente. Questi, chiamati a sé Barnaba e Saulo, chiese d'udir la parola di Dio. Atti 13:7
- Ed ora, ecco, la mano del Signore è sopra te, e sarai cieco, senza vedere il sole, per un certo tempo. E in quell'istante, caligine e tenebre caddero su lui; e andando qua e là cercava chi lo menasse per la mano. Atti 13:11
- E dopo la lettura della legge e dei profeti, i capi della sinagoga mandarono a dir loro: Fratelli, se avete qualche parola d'esortazione da rivolgere al popolo, ditela. Atti 13:15
- Allora Paolo, alzatosi, e fatto cenno con la mano, disse: Uomini israeliti, e voi che temete Iddio, udite. Atti 13:16
- L'Iddio di questo popolo d'Israele elesse i nostri padri, e fece grande il popolo durante la sua dimora nel paese di Egitto, e con braccio levato, ne lo trasse fuori. Atti 13:17
- Dalla progenie di lui Iddio, secondo la sua promessa, ha suscitato a Israele un Salvatore nella persona di Gesù, Atti 13:23
- E come Giovanni terminava la sua carriera diceva: Che credete voi che io sia? Io non sono il Messia; ma ecco, dietro a me viene uno, del quale io non son degno di sciogliere i calzari. Atti 13:25
- Fratelli miei, figliuoli della progenie d'Abramo, e voi tutti che temete Iddio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza. Atti 13:26
- E noi vi rechiamo la buona novella che la promessa fatta ai padri, Atti 13:32
- Difatti egli dice anche in un altro luogo: Tu non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione. Atti 13:35
- Poiché Davide, dopo aver servito al consiglio di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato riunito coi suoi padri, e ha veduto la corruzione; Atti 13:36
- ma colui che Dio ha risuscitato, non ha veduto la corruzione. Atti 13:37
- Siavi dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui v'è annunziata la remissione dei peccati; Atti 13:38
- e per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi non avete potuto esser giustificati per la legge di Mosè. Atti 13:39
- Vedete, o sprezzatori, e maravigliatevi, e dileguatevi, perché io fo un'opera ai dì vostri, un'opera che voi non credereste, se qualcuno ve la narrasse. Atti 13:41
- E dopo che la raunanza si fu sciolta, molti de' Giudei e de' proseliti pii seguiron Paolo e Barnaba; i quali, parlando loro, li persuasero a perseverare nella grazia di Dio. Atti 13:43
- E il sabato seguente, quasi tutta la città si radunò per udir la parola di Dio. Atti 13:44
- Ma Paolo e Barnaba dissero loro francamente: Era necessario che a voi per i primi si annunziasse la parola di Dio; ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco, noi ci volgiamo ai Gentili. Atti 13:46
- E i Gentili, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero. Atti 13:48
- E la parola del Signore si spandeva per tutto il paese. Atti 13:49
- Ma essi, scossa la polvere de' lor piedi contro loro, se ne vennero ad Iconio. Atti 13:51
- Ma la popolazione della città era divisa; gli uni tenevano per i Giudei, e gli altri per gli apostoli. Atti 14:4
- questi, conosciuta la cosa, se ne fuggirono nelle città di Licaonia, Listra e Derba e nel paese d'intorno; Atti 14:6
- E le turbe, avendo veduto ciò che Paolo avea fatto, alzarono la voce, dicendo in lingua licaonica: Gli dèi hanno preso forma umana, e sono discesi fino a noi. Atti 14:11
- Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo uomini della stessa natura che voi; e vi predichiamo che da queste cose vane vi convertiate all'Iddio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; Atti 14:15
- E traversata la Pisidia, vennero in Panfilia. Atti 14:24
- E dopo aver annunziata la Parola in Perga, discesero ad Attalia; Atti 14:25
- Giunti colà e raunata la chiesa, riferirono tutte le cose che Dio avea fatte per mezzo di loro, e come avea aperta la porta della fede ai Gentili. Atti 14:27
- Essi dunque, accompagnati per un tratto dalla chiesa, traversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei Gentili; e cagionavano grande allegrezza a tutti i fratelli. Atti 15:3
- Ma alcuni della setta de' Farisei che aveano creduto, si levarono dicendo: Bisogna circoncidere i Gentili, e comandar loro d'osservare la legge di Mosè. Atti 15:5
- Allora gli apostoli e gli anziani si raunarono per esaminar la questione. Atti 15:6
- Ed essendone nata una gran discussione, Pietro si levò in piè, e disse loro: Fratelli, voi sapete che fin dai primi giorni Iddio scelse fra voi me, affinché dalla bocca mia i Gentili udissero la parola del Vangelo e credessero. Atti 15:7
- e non fece alcuna differenza fra noi e loro, purificando i cuori loro mediante la fede. Atti 15:9
- Anzi, noi crediamo d'esser salvati per la grazia del Signor Gesù, nello stesso modo che loro. Atti 15:11
- E tutta la moltitudine si tacque; e stavano ad ascoltar Barnaba e Paolo, che narravano quali segni e prodigî Iddio aveva fatto per mezzo di loro fra i Gentili. Atti 15:12
- Dopo queste cose io tornerò e edificherò di nuovo la tenda di Davide, che è caduta; e restaurerò le sue ruine, e la rimetterò in piè, Atti 15:16
- Per la qual cosa io giudico che non si dia molestia a quelli dei Gentili che si convertono a Dio; Atti 15:19
- Allora parve bene agli apostoli e agli anziani con tutta la chiesa, di mandare ad Antiochia con Paolo e Barnaba, certi uomini scelti fra loro, cioè: Giuda, soprannominato Barsabba, e Sila, uomini autorevoli tra i fratelli; Atti 15:22
- i quali hanno esposto la propria vita per il nome del Signor nostro Gesù Cristo. Atti 15:26
- Essi dunque, dopo essere stati accomiatati, scesero ad Antiochia; e radunata la moltitudine, consegnarono la lettera. Atti 15:30
- Ma Paolo e Barnaba rimasero ad Antiochia insegnando ed evangelizzando, con molti altri ancora, la parola del Signore. Atti 15:35
- E dopo varî giorni, Paolo disse a Barnaba: Torniamo ora a visitare i fratelli in ogni città dove abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno. Atti 15:36
- E percorse la Siria e la Cilicia, confermando le chiese. Atti 15:41
- Poi, traversarono la Frigia e il paese della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro d'annunziar la Parola in Asia; Atti 16:6
- e passata la Misia, discesero in Troas. Atti 16:8
- E com'egli ebbe avuta quella visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, tenendo per certo che Dio ci avea chiamati là, ad annunziar loro l'Evangelo. Atti 16:10
- Costei, messasi a seguir Paolo e noi, gridava: Questi uomini son servitori dell'Iddio altissimo, e vi annunziano la via della salvezza. Atti 16:17
- Ma i padroni di lei, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila, e li trassero sulla pubblica piazza davanti ai magistrati, Atti 16:19
- e presentatili ai pretori, dissero: Questi uomini, che son Giudei, perturbano la nostra città, Atti 16:20
- E la folla si levò tutta insieme contro a loro; e i pretori, strappate loro di dosso le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. Atti 16:22
- Ad un tratto, si fece un gran terremoto, talché la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell'istante tutte le porte si apersero, e i legami di tutti si sciolsero. Atti 16:26
- Il carceriere, destatosi, e vedute le porte della prigione aperte, tratta la spada, stava per uccidersi, pensando che i carcerati fossero fuggiti. Atti 16:27
- Ed essi risposero: Credi nel Signor Gesù, e sarai salvato tu e la casa tua. Atti 16:31
- Poi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua. Atti 16:32
- E menatili su in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e giubilava con tutta la sua casa, perché avea creduto in Dio. Atti 16:34
- e Paolo, secondo la sua usanza, entrò da loro, e per tre sabati tenne loro ragionamenti tratti dalle Scritture, Atti 17:2
- Ma i Giudei, mossi da invidia, presero con loro certi uomini malvagi fra la gente di piazza; e raccolta una turba, misero in tumulto la città; e, assalita la casa di Giasone, cercavano di trar Paolo e Sila fuori al popolo. Atti 17:5
- E misero sossopra la moltitudine e i magistrati della città, che udivano queste cose. Atti 17:8
- Or questi furono più generosi di quelli di Tessalonica, in quanto che ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavan così. Atti 17:11
- Ma quando i Giudei di Tessalonica ebbero inteso che la parola di Dio era stata annunziata da Paolo anche in Berea, vennero anche là, agitando e mettendo sossopra le turbe. Atti 17:13
- Or mentre Paolo li aspettava in Atene, lo spirito gli s'inacerbiva dentro a veder la città piena d'idoli. Atti 17:16
- E anche certi filosofi epicurei e stoici conferivan con lui. E alcuni dicevano: Che vuol dire questo cianciatore? E altri: Egli pare essere un predicatore di divinità straniere; perché annunziava Gesù e la risurrezione. Atti 17:18
- e non è servito da mani d'uomini; come se avesse bisogno di alcuna cosa; Egli, che dà a tutti la vita, il fiato ed ogni cosa. Atti 17:25
- Egli ha tratto da un solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate, e i confini della loro abitazione, Atti 17:26
- Essendo dunque progenie di Dio, non dobbiam credere che la Divinità sia simile ad oro, ad argento, o a pietra scolpiti dall'arte e dall'immaginazione umana. Atti 17:29
- Quando udiron mentovar la risurrezione de' morti, alcuni se ne facevano beffe; ed altri dicevano: Su questo noi ti sentiremo un'altra volta. Atti 17:32
- E partitosi di là, entrò in casa d'un tale, chiamato Tizio Giusto, il quale temeva Iddio, ed avea la casa contigua alla sinagoga. Atti 18:7
- E Crispo, il capo della sinagoga, credette nel Signore con tutta la sua casa; e molti dei Corinzî, udendo Paolo, credevano, ed eran battezzati. Atti 18:8
- Ed egli dimorò quivi un anno e sei mesi, insegnando fra loro la parola di Dio. Atti 18:11
- Quanto a Paolo, ei rimase ancora molti giorni a Corinto; poi, preso commiato dai fratelli, navigò verso la Siria, con Priscilla ed Aquila, dopo essersi fatto tosare il capo a Cencrea, perché avea fatto un voto. Atti 18:18
- E sbarcato a Cesarea, salì a Gerusalemme, e salutata la chiesa, scese ad Antiochia. Atti 18:22
- Ed essendosi fermato quivi alquanto tempo, si partì, percorrendo di luogo in luogo il paese della Galazia e la Frigia, confermando tutti i discepoli. Atti 18:23
- Egli cominciò pure a parlar francamente nella sinagoga. Ma Priscilla ed Aquila, uditolo, lo presero seco e gli esposero più appieno la via di Dio. Atti 18:26
- Poi, volendo egli passare in Acaia, i fratelli ve lo confortarono, e scrissero ai discepoli che l'accogliessero. Giunto là, egli fu di grande aiuto a quelli che avevan creduto mediante la grazia; Atti 18:27
- Or avvenne, mentre Apollo era a Corinto, che Paolo, avendo traversato la parte alta del paese, venne ad Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, Atti 19:1
- E questo continuò due anni; talché tutti coloro che abitavano nell'Asia, Giudei e Greci, udirono la parola del Signore. Atti 19:10
- Così la parola di Dio cresceva potentemente e si rafforzava. Atti 19:20
- Compiute che furon queste cose, Paolo si mise in animo d'andare a Gerusalemme, passando per la Macedonia e per l'Acaia. Dopo che sarò stato là, diceva, bisogna ch'io veda anche Roma. Atti 19:21
- Raunati questi e gli altri che lavoravan di cotali cose, disse: Uomini, voi sapete che dall'esercizio di quest'arte viene la nostra prosperità. Atti 19:25
- Ed essi, udite queste cose, accesi di sdegno, si misero a gridare: Grande è la Diana degli Efesini! Atti 19:28
- E tutta la città fu ripiena di confusione; e traendo seco a forza Gaio e Aristarco, Macedoni, compagni di viaggio di Paolo, si precipitaron tutti d'accordo verso il teatro. Atti 19:29
- E di fra la moltitudine trassero Alessandro, che i Giudei spingevano innanzi. E Alessandro, fatto cenno con la mano, voleva arringare il popolo a loro difesa. Atti 19:33
- Ma quando ebbero riconosciuto che era Giudeo, tutti, ad una voce, per circa due ore, si posero a gridare: Grande è la Diana degli Efesini! Atti 19:34
- Ma il segretario, avendo acquetata la turba, disse: Uomini di Efeso, chi è che non sappia che la città degli Efesini è la guardiana del tempio della gran Diana e dell'immagine caduta da Giove? Atti 19:35
- Se poi volete ottenere qualcosa intorno ad altri affari, la questione si risolverà in un'assemblea legale. Atti 19:39
- Perché noi siamo in pericolo d'essere accusati di sedizione per la raunata d'oggi, non essendovi ragione alcuna con la quale noi possiamo giustificare questo assembramento. Atti 19:40
- Quivi si fermò tre mesi; poi, avendogli i Giudei teso delle insidie mentre stava per imbarcarsi per la Siria, decise di tornare per la Macedonia. Atti 20:3
- Ed ora, ecco, io so che voi tutti fra i quali sono passato predicando il Regno, non vedrete più la mia faccia. Atti 20:25
- Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue. Atti 20:28
- Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi de' lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge; Atti 20:29
- dolenti sopra tutto per la parola che avea detta, che non vedrebbero più la sua faccia. E l'accompagnarono alla nave. Atti 20:38
- Giunti in vista di Cipro, e lasciatala a sinistra, navigammo verso la Siria, e approdammo a Tiro, perché quivi si dovea scaricar la nave. Atti 21:3
- E noi, terminando la navigazione, da Tiro arrivammo a Tolemaide; e salutati i fratelli, dimorammo un giorno con loro. Atti 21:7
- il quale, venuto da noi, prese la cintura di Paolo, se ne legò i piedi e le mani, e disse: Questo dice lo Spirito Santo: Così legheranno i Giudei a Gerusalemme l'uomo di cui è questa cintura, e lo metteranno nelle mani dei Gentili. Atti 21:11
- E non lasciandosi egli persuadere, ci acquetammo, dicendo: Sia fatta la volontà del Signore. Atti 21:14
- Ed essi, uditele, glorificavano Iddio. Poi, dissero a Paolo: Fratello, tu vedi quante migliaia di Giudei ci sono che hanno creduto; e tutti sono zelanti per la legge. Atti 21:20
- Or come i sette giorni eran presso che compiuti, i Giudei dell'Asia, vedutolo nel tempio, sollevarono tutta la moltitudine, e gli misero le mani addosso, gridando: Atti 21:27
- Uomini Israeliti, venite al soccorso; questo è l'uomo che va predicando a tutti e da per tutto contro il popolo, contro la legge, e contro questo luogo; e oltre a ciò, ha menato anche de' Greci nel tempio, e ha profanato questo santo luogo. Atti 21:28
- Tutta la città fu commossa, e si fece un concorso di popolo; e preso Paolo, lo trassero fuori del tempio; e subito le porte furon serrate. Atti 21:30
- Or com'essi cercavano d'ucciderlo, arrivò su al tribuno della coorte la voce che tutta Gerusalemme era sossopra. Atti 21:31
- Quando Paolo arrivò alla gradinata dovette, per la violenza della folla, esser portato dai soldati, Atti 21:35
- E avendolo egli permesso, Paolo, stando in piè sulla gradinata, fece cenno con la mano al popolo. E fattosi gran silenzio, parlò loro in lingua ebraica, dicendo: Atti 21:40
- Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma allevato in questa città, ai piedi di Gamaliele, educato nella rigida osservanza della legge dei padri, e fui zelante per la causa di Dio, come voi tutti siete oggi; Atti 22:3
- Or coloro ch'eran meco, videro ben la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava. Atti 22:9
- Or un certo Anania, uomo pio secondo la legge, al quale tutti i Giudei che abitavan quivi rendevan buona testimonianza, Atti 22:12
- venne a me; e standomi vicino, mi disse: Fratello Saulo, ricupera la vista. Ed io in quell'istante ricuperai la vista, e lo guardai. Atti 22:13
- Ed egli disse: L'Iddio de' nostri padri ti ha destinato a conoscer la sua volontà, e a vedere il Giusto, e a udire una voce dalla sua bocca. Atti 22:14
- e vidi Gesù che mi diceva: Affrettati, ed esci prestamente da Gerusalemme, perché essi non riceveranno la tua testimonianza intorno a me. Atti 22:18
- L'ascoltarono fino a questa parola; e poi alzarono la voce, dicendo: Togli via un tal uomo dal mondo; perché non è degno di vivere. Atti 22:22
- Com'essi gridavano e gettavan via le loro vesti e lanciavano la polvere in aria, Atti 22:23
- il tribuno comandò ch'egli fosse menato dentro la fortezza e inquisito mediante i flagelli, affin di sapere per qual cagione gridassero così contro a lui. Atti 22:24
- Allora Paolo gli disse: Iddio percoterà te, parete scialbata; tu siedi per giudicarmi secondo la legge, e violando la legge comandi che io sia percosso? Atti 23:3
- E facendosi forte la contesa, il tribuno, temendo che Paolo non fosse da loro fatto a pezzi, comandò ai soldati di scendere giù, e di portarlo via dal mezzo di loro, e di menarlo nella fortezza. Atti 23:10
- E la notte seguente, il Signore si presentò a Paolo, e gli disse: Sta' di buon cuore; perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme, così bisogna che tu la renda anche a Roma. Atti 23:11
- Ma il figliuolo della sorella di Paolo, udite queste insidie, venne; ed entrato nella fortezza, riferì la cosa a Paolo. Atti 23:16
- E il tribuno, presolo per la mano e ritiratosi in disparte, gli domandò: Che cos'hai da riferirmi? Atti 23:19
- ma tu non dar loro retta, perché più di quaranta uomini di loro gli tendono insidie e con imprecazioni contro se stessi han fatto voto di non mangiare né bere, finché non l'abbiano ucciso; ed ora son pronti, aspettando la tua promessa. Atti 23:21
- E quelli, giunti a Cesarea e consegnata la lettera al governatore, gli presentarono anche Paolo. Atti 23:33
- Ed egli avendo letta la lettera e domandato a Paolo di qual provincia fosse, e inteso che era di Cilicia, Atti 23:34
- Questi essendo stato chiamato, Tertullo cominciò ad accusarlo, dicendo: Siccome in grazia tua godiamo molta pace, e per la tua previdenza sono state fatte delle riforme a pro di questa nazione, Atti 24:2
- Ora, per non trattenerti troppo a lungo, ti prego che, secondo la tua condiscendenza, tu ascolti quel che abbiamo a dirti in breve. Atti 24:4
- Ma questo ti confesso, che secondo la Via ch'essi chiamano setta, io adoro l'Iddio de' padri, credendo tutte le cose che sono scritte nella legge e nei profeti; Atti 24:14
- avendo in Dio la speranza che nutrono anche costoro che ci sarà una risurrezione de' giusti e degli ingiusti. Atti 24:15
- Or alcuni giorni dopo, Felice, venuto con Drusilla sua moglie, che era giudea, mandò a chiamar Paolo, e l'ascoltò circa la fede in Cristo Gesù. Atti 24:24
- Io non ho peccato né contro la legge de' Giudei, né contro il tempio, né contro Cesare. Atti 25:8
- E Festo disse: Re Agrippa, e voi tutti che siete qui presenti con noi, voi vedete quest'uomo, a proposito del quale tutta la moltitudine de' Giudei s'è rivolta a me, e in Gerusalemme e qui, gridando che non deve viver più oltre. Atti 25:24
- E Agrippa disse a Paolo: T'è permesso parlare a tua difesa. Allora Paolo, distesa la mano, disse a sua difesa: Atti 26:1
- poiché mi hanno conosciuto fin d'allora, e sanno, se pur vogliono renderne testimonianza, che, secondo la più rigida setta della nostra religione, son vissuto Fariseo. Atti 26:5
- E ora son chiamato in giudizio per la speranza della promessa fatta da Dio ai nostri padri; Atti 26:6
- io vidi, o re, per cammino a mezzo giorno, una luce dal cielo, più risplendente del sole, la quale lampeggiò intorno a me ed a coloro che viaggiavan meco. Atti 26:13
- per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d'eredità fra i santificati. Atti 26:18
- Or mentre ei diceva queste cose a sua difesa, Festo disse ad alta voce: Paolo, tu vaneggi; la molta dottrina ti mette fuor di senno. Atti 26:24
- e costeggiandola con difficoltà, venimmo a un certo luogo, detto Beiporti, vicino al quale era la città di Lasea. Atti 27:8
- Or essendo trascorso molto tempo, ed essendo la navigazione ormai pericolosa, poiché anche il Digiuno era già passato, Paolo li ammonì dicendo loro: Atti 27:9
- Uomini, io veggo che la navigazione si farà con pericolo e grave danno, non solo del carico e della nave, ma anche delle nostre persone. Atti 27:10
- ed essendo la nave portata via e non potendo reggere al vento, la lasciammo andare, ed eravamo portati alla deriva. Atti 27:15
- E passati rapidamente sotto un'isoletta chiamata Clauda, a stento potemmo avere in nostro potere la scialuppa. Atti 27:16
- E quando l'ebbero tirata su, ricorsero a ripari, cingendo la nave di sotto; e temendo di esser gettati sulla Sirti, calarono le vele, ed eran così portati via. Atti 27:17
- E la quattordicesima notte da che eravamo portati qua e là per l'Adriatico, verso la mezzanotte i marinari sospettavano d'esser vicini a terra; Atti 27:27
- Or cercando i marinari di fuggir dalla nave, e avendo calato la scialuppa in mare col pretesto di voler calare le àncore dalla prua, Atti 27:30
- Allora i soldati tagliaron le funi della scialuppa, e la lasciaron cadere. Atti 27:32
- E saziati che furono, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare. Atti 27:38
- Quando fu giorno, non riconoscevano il paese; ma scorsero una certa baia che aveva una spiaggia, e deliberarono, se fosse loro possibile, di spingervi la nave. Atti 27:39
- Ma essendo incorsi in un luogo che avea il mare d'ambo i lati, vi fecero arrenar la nave; e mentre la prua, incagliata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava per la violenza delle onde. Atti 27:41
- E quando i barbari videro la bestia che gli pendeva dalla mano, dissero fra loro: Certo, quest'uomo è un'omicida, perché essendo scampato dal mare, pur la Giustizia divina non lo lascia vivere. Atti 28:4
- Ma Paolo, scossa la bestia nel fuoco, non ne risentì male alcuno. Atti 28:5
- Ma opponendovisi i Giudei, fui costretto ad appellarmi a Cesare, senza però aver in animo di portare alcuna accusa contro la mia nazione. Atti 28:19
- E avendogli fissato un giorno, vennero a lui nel suo alloggio in gran numero; ed egli da mane a sera esponeva loro le cose, testimoniando del regno di Dio e persuadendoli di quel che concerne Gesù, con la legge di Mosè e coi profeti. Atti 28:23
- nato dal seme di Davide secondo la carne, dichiarato Figliuol di Dio con potenza secondo lo spirito di santità mediante la sua risurrezione dai morti; cioè Gesù Cristo nostro Signore, Rom. 1:4
- Prima di tutto io rendo grazie all'Iddio mio per mezzo di Gesù Cristo per tutti voi perché la vostra fede è pubblicata per tutto il mondo. Rom. 1:8
- chiedendo che in qualche modo mi sia porta finalmente, per la volontà di Dio, l'occasione propizia di venire a voi. Rom. 1:10
- o meglio, perché quando sarò tra voi ci confortiamo a vicenda mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io. Rom. 1:12
- Poiché io non mi vergogno dell'Evangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza d'ogni credente; del Giudeo prima e poi del Greco; Rom. 1:16
- poiché in esso la giustizia di Dio è rivelata da fede a fede, secondo che è scritto: Ma il giusto vivrà per fede. Rom. 1:17
- Poiché l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; Rom. 1:18
- poiché le perfezioni invisibili di lui, la sua eterna potenza e divinità, si vedon chiaramente sin dalla creazione del mondo, essendo intese per mezzo delle opere sue; Rom. 1:20
- e hanno mutato la gloria dell'incorruttibile Iddio in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, e d'uccelli e di quadrupedi e di rettili. Rom. 1:23
- essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna, e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. Rom. 1:25
- e similmente anche i maschi, lasciando l'uso naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri, commettendo uomini con uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento. Rom. 1:27
- E siccome non si son curati di ritenere la conoscenza di Dio, Iddio li ha abbandonati ad una mente reproba, perché facessero le cose che sono sconvenienti, Rom. 1:28
- Ovvero sprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e della sua longanimità, non riconoscendo che la benignità di Dio ti trae a ravvedimento? Rom. 2:4
- Tu invece, seguendo la tua durezza e il tuo cuore impenitente, t'accumuli un tesoro d'ira, per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, Rom. 2:5
- vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene oprare cercano gloria e onore e immortalità; Rom. 2:7
- poiché non quelli che ascoltano la legge son giusti dinanzi a Dio, ma quelli che l'osservano saranno giustificati. Rom. 2:13
- essi mostrano che quel che la legge comanda è scritto nei loro cuori per la testimonianza che rende loro la coscienza, e perché i loro pensieri si accusano od anche si scusano a vicenda. Rom. 2:15
- e conosci la sua volontà, e discerni la differenza delle cose essendo ammaestrato dalla legge, Rom. 2:18
- educatore degli scempî, maestro de' fanciulli, perché hai nella legge la formula della conoscenza e della verità, Rom. 2:20
- Tu che meni vanto della legge, disonori Dio trasgredendo la legge? Rom. 2:23
- Infatti ben giova la circoncisione se tu osservi la legge; ma se tu sei trasgressore della legge, la tua circoncisione diventa incirconcisione. Rom. 2:25
- E se l'incirconciso osserva i precetti della legge, la sua incirconcisione non sarà essa reputata circoncisione? Rom. 2:26
- E così colui che è per natura incirconciso, se adempie la legge, giudicherà te, che con la lettera e la circoncisione sei un trasgressore della legge. Rom. 2:27
- ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, in ispirito, non in lettera; d'un tal Giudeo la lode procede non dagli uomini, ma da Dio. Rom. 2:29
- Qual è dunque il vantaggio del Giudeo? O qual è la utilità della circoncisione? Rom. 3:1
- Poiché che vuol dire se alcuni sono stati increduli? Annullerà la loro incredulità la fedeltà di Dio? Rom. 3:3
- Ma se la nostra ingiustizia fa risaltare la giustizia di Dio, che diremo noi? Iddio è egli ingiusto quando dà corso alla sua ira? (Io parlo umanamente). Rom. 3:5
- Ma se per la mia menzogna la verità di Dio è abbondata a sua gloria, perché son io ancora giudicato come peccatore? Rom. 3:7
- E perché (secondo la calunnia che ci è lanciata e la massima che taluni ci attribuiscono), perché non "facciamo il male affinché ne venga il bene?" La condanna di quei tali è giusta. Rom. 3:8
- Tutti si sono sviati, tutti quanti son divenuti inutili. Non v'è alcuno che pratichi la bontà, no, neppur uno. Rom. 3:12
- La loro gola è un sepolcro aperto; con le loro lingue hanno usato frode; v'è un veleno di aspidi sotto le loro labbra. Rom. 3:13
- La loro bocca è piena di maledizione e d'amarezza. Rom. 3:14
- e non hanno conosciuto la via della pace. Rom. 3:17
- Or noi sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che son sotto la legge, affinché ogni bocca sia turata, e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio; Rom. 3:19
- poiché per le opere della legge nessuno sarà giustificato al suo cospetto; giacché mediante la legge è data la conoscenza del peccato. Rom. 3:20
- vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti i credenti; poiché non v'è distinzione; Rom. 3:22
- e son giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù; Rom. 3:24
- il quale Iddio ha prestabilito come propiziazione mediante la fede nel sangue d'esso, per dimostrare la sua giustizia, avendo Egli usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; Rom. 3:25
- per dimostrare, dico, la sua giustizia nel tempo presente; ond'Egli sia giusto e giustificante colui che ha fede in Gesù. Rom. 3:26
- Dov'è dunque il vanto? Esso è escluso. Per qual legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede; Rom. 3:27
- poiché noi riteniamo che l'uomo è giustificato mediante la fede, senza le opere della legge. Rom. 3:28
- poiché v'è un Dio solo, il quale giustificherà il circonciso per fede, e l'incirconciso parimente mediante la fede. Rom. 3:30
- Annulliamo noi dunque la legge mediante la fede? Così non sia; anzi, stabiliamo la legge. Rom. 3:31
- Che diremo dunque che l'antenato nostro Abramo abbia ottenuto secondo la carne? Rom. 4:1
- infatti, che dice la Scrittura? Or Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia. Rom. 4:3
- Or a chi opera, la mercede non è messa in conto di grazia, ma di debito; Rom. 4:4
- mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia. Rom. 4:5
- Così pure Davide proclama la beatitudine dell'uomo al quale Iddio imputa la giustizia senz'opere, dicendo: Rom. 4:6
- Questa beatitudine è ella soltanto per i circoncisi o anche per gli incirconcisi? Poiché noi diciamo che la fede fu ad Abramo messa in conto di giustizia. Rom. 4:9
- poi ricevette il segno della circoncisione, qual suggello della giustizia ottenuta per la fede che avea quand'era incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono essendo incirconcisi, onde anche a loro sia messa in conto la giustizia; Rom. 4:11
- Poiché la promessa d'esser erede del mondo non fu fatta ad Abramo o alla sua progenie in base alla legge, ma in base alla giustizia che vien dalla fede. Rom. 4:13
- Perché, se quelli che son della legge sono eredi, la fede è resa vana, e la promessa è annullata; Rom. 4:14
- poiché la legge genera ira; ma dove non c'è legge, non c'è neppur trasgressione. Rom. 4:15
- Perciò l'eredità è per fede, affinché sia per grazia; onde la promessa sia sicura per tutta la progenie; non soltanto per quella che è sotto la legge, ma anche per quella che ha la fede d'Abramo, il quale è padre di noi tutti Rom. 4:16
- Egli, sperando contro speranza, credette, per diventar padre di molte nazioni, secondo quel che gli era stato detto: Così sarà la tua progenie. Rom. 4:18
- ma, dinanzi alla promessa di Dio, non vacillò per incredulità, ma fu fortificato per la sua fede dando gloria a Dio Rom. 4:20
- mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; Rom. 5:2
- e non soltanto questo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, Rom. 5:3
- e la esperienza speranza. Rom. 5:4
- Or la speranza non rende confusi, perché l'amor di Dio è stato sparso nei nostri cuori per lo Spirito Santo che ci è stato dato. Rom. 5:5
- ma Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Rom. 5:8
- Perché, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del suo Figliuolo, tanto più ora, essendo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Rom. 5:10
- E non soltanto questo, ma anche ci gloriamo in Dio per mezzo del nostro Signor Gesù Cristo, per il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione. Rom. 5:11
- Perciò, siccome per mezzo d'un sol uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v'è entrata la morte, e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato... Rom. 5:12
- Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avean peccato con una trasgressione simile a quella d'Adamo, il quale è il tipo di colui che dovea venire. Rom. 5:14
- Però, la grazia non è come il fallo. Perché, se per il fallo di quell'uno i molti sono morti, molto più la grazia di Dio e il dono fattoci dalla grazia dell'unico uomo Gesù Cristo, hanno abbondato verso i molti. Rom. 5:15
- E riguardo al dono non avviene quel che è avvenuto nel caso dell'uno che ha peccato; poiché il giudizio da un unico fallo ha fatto capo alla condanna; mentre la grazia, da molti falli, ha fatto capo alla giustificazione. Rom. 5:16
- Perché, se per il fallo di quell'uno la morte ha regnato mediante quell'uno, tanto più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia, regneranno nella vita per mezzo di quell'uno che è Gesù Cristo. Rom. 5:17
- - Come dunque con un sol fallo la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così, con un solo atto di giustizia la giustificazione che dà vita s'è estesa a tutti gli uomini. Rom. 5:18
- Poiché, siccome per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'ubbidienza d'un solo, i molti saran costituiti giusti. Rom. 5:19
- Or la legge è intervenuta affinché il fallo abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, Rom. 5:20
- affinché, come il peccato regnò nella morte, così anche la grazia regni, mediante la giustizia, a vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Rom. 5:21
- Che direm dunque? Rimarremo noi nel peccato onde la grazia abbondi? Rom. 6:1
- Noi siam dunque stati con lui seppelliti mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. Rom. 6:4
- sapendo che Cristo, essendo risuscitato dai morti, non muore più; la morte non lo signoreggia più. Rom. 6:9
- perché il peccato non vi signoreggerà, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia. Rom. 6:14
- Che dunque? Peccheremo noi perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? Così non sia. Rom. 6:15
- Io parlo alla maniera degli uomini, per la debolezza della vostra carne; poiché, come già prestaste le vostre membra a servizio della impurità e della iniquità per commettere l'iniquità, così prestate ora le vostre membra a servizio della giustizia per la vostra santificazione. Rom. 6:19
- Qual frutto dunque avevate allora delle cose delle quali oggi vi vergognate? poiché la fine loro è la morte. Rom. 6:21
- Ma ora, essendo stati affrancati dal peccato e fatti servi a Dio, voi avete per frutto la vostra santificazione, e per fine la vita eterna: Rom. 6:22
- poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. Rom. 6:23
- O ignorate voi, fratelli (poiché io parlo a persone che hanno conoscenza della legge), che la legge signoreggia l'uomo per tutto il tempo ch'egli vive? Rom. 7:1
- Infatti la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. Rom. 7:2
- Poiché, mentre eravamo nella carne, le passioni peccaminose, destate dalla legge, agivano nelle nostre membra per portar del frutto per la morte; Rom. 7:5
- Che diremo dunque? La legge è essa peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non per mezzo della legge; poiché io non avrei conosciuto la concupiscenza, se la legge non avesse detto: Non concupire. Rom. 7:7
- Ma il peccato, còlta l'occasione, per mezzo del comandamento, produsse in me ogni concupiscenza; perché senza la legge il peccato è morto. Rom. 7:8
- Talché la legge è santa, e il comandamento è santo e giusto e buono. Rom. 7:12
- Ciò che è buono diventò dunque morte per me? Così non sia; ma è il peccato che m'è divenuto morte, onde si palesasse come peccato, cagionandomi la morte mediante ciò che è buono; affinché, per mezzo del comandamento, il peccato diventasse estremamente peccante. Rom. 7:13
- Noi sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io son carnale, venduto schiavo al peccato. Rom. 7:14
- Ora, se faccio quello che non voglio, io ammetto che la legge è buona; Rom. 7:16
- ma veggo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente, e mi rende prigione della legge del peccato che è nelle mie membra. Rom. 7:23
- Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, io stesso con la mente servo alla legge di Dio, ma con la carne alla legge del peccato. Rom. 7:25
- perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha affrancato dalla legge del peccato e della morte. Rom. 8:2
- Poiché quel che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva debole, Iddio l'ha fatto; mandando il suo proprio Figliuolo in carne simile a carne di peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, Rom. 8:3
- affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo spirito. Rom. 8:4
- Poiché quelli che son secondo la carne, hanno l'animo alle cose della carne; ma quelli che son secondo lo spirito, hanno l'animo alle cose dello spirito. Rom. 8:5
- Perché ciò a cui la carne ha l'animo è morte, ma ciò a cui lo spirito ha l'animo, è vita e pace; Rom. 8:6
- poiché ciò a cui la carne ha l'animo è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio, e neppure può esserlo; Rom. 8:7
- Così dunque, fratelli, noi siam debitori non alla carne per viver secondo la carne; Rom. 8:12
- perché se vivete secondo la carne, voi morrete; ma se mediante lo Spirito mortificate gli atti del corpo, voi vivrete; Rom. 8:13
- Perché io stimo che le sofferenze del tempo presente non siano punto da paragonare con la gloria che ha da essere manifestata a nostro riguardo. Rom. 8:18
- Poiché la creazione con brama intensa aspetta la manifestazione de' figliuoli di Dio; Rom. 8:19
- perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a cagion di colui che ve l'ha sottoposta, Rom. 8:20
- non senza speranza però che la creazione stessa sarà anch'ella liberata dalla servitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figliuoli di Dio. Rom. 8:21
- Poiché sappiamo che fino ad ora tutta la creazione geme insieme ed è in travaglio; Rom. 8:22
- non solo essa, ma anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, anche noi stessi gemiamo in noi medesimi, aspettando l'adozione, la redenzione del nostro corpo. Rom. 8:23
- Poiché noi siamo stati salvati in isperanza. Or la speranza di quel che si vede, non è speranza; difatti, quello che uno vede, perché lo spererebbe egli ancora? Rom. 8:24
- Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Rom. 8:35
- Io dico la verità in Cristo, non mento, la mia coscienza me lo attesta per lo Spirito Santo: Rom. 9:1
- perché vorrei essere io stesso anatema, separato da Cristo, per amor dei miei fratelli, miei parenti secondo la carne, Rom. 9:3
- che sono Israeliti, ai quali appartengono l'adozione e la gloria e i patti e la legislazione e il culto e le promesse; Rom. 9:4
- dei quali sono i padri, e dai quali è venuto, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen. Rom. 9:5
- Però non è che la parola di Dio sia caduta a terra; perché non tutti i discendenti da Israele sono Israele; Rom. 9:6
- Non solo; ma anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quand'ebbe concepito da uno stesso uomo, vale a dire Isacco nostro padre, due gemelli; Rom. 9:10
- Poiché la Scrittura dice a Faraone: Appunto per questo io t'ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza, e perché il mio nome sia pubblicato per tutta la terra. Rom. 9:17
- Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà essa a colui che la formò: Perché mi facesti così? Rom. 9:20
- E che v'è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de' vasi d'ira preparati per la perdizione, Rom. 9:22
- e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso de' vasi di misericordia che avea già innanzi preparati per la gloria, Rom. 9:23
- E Isaia esclama riguardo a Israele: Quand'anche il numero de' figliuoli d'Israele fosse come la rena del mare, il rimanente solo sarà salvato; Rom. 9:27
- perché il Signore eseguirà la sua parola sulla terra, in modo definitivo e reciso. Rom. 9:28
- Che diremo dunque? Diremo che i Gentili, i quali non cercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, ma la giustizia che vien dalla fede; Rom. 9:30
- mentre Israele, che cercava la legge della giustizia, non ha conseguito la legge della giustizia. Rom. 9:31
- Fratelli, il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio per loro è che siano salvati. Rom. 10:1
- Perché, ignorando la giustizia di Dio, e cercando di stabilir la loro propria, non si son sottoposti alla giustizia di Dio; Rom. 10:3
- Infatti Mosè descrive così la giustizia che vien dalla legge: L'uomo che farà quelle cose, vivrà per esse. Rom. 10:5
- Ma la giustizia che vien dalla fede dice così: Non dire in cuor tuo: Chi salirà in cielo? (questo è un farne scendere Cristo) né: Rom. 10:6
- Ma che dice ella? La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore; questa è la parola della fede che noi predichiamo; Rom. 10:8
- perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l'ha risuscitato dai morti, sarai salvato; Rom. 10:9
- infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati. Rom. 10:10
- Difatti la Scrittura dice: Chiunque crede in lui, non sarà svergognato. Rom. 10:11
- Così la fede vien dall'udire e l'udire si ha per mezzo della parola di Cristo. Rom. 10:17
- Ma io dico: Non hanno essi udito? Anzi, la loro voce è andata per tutta la terra, e le loro parole fino agli estremi confini del mondo. Rom. 10:18
- Iddio non ha reietto il suo popolo, che ha preconosciuto. Non sapete voi quel che la Scrittura dice, nella storia d'Elia? Com'egli ricorre a Dio contro Israele, dicendo: Rom. 11:2
- Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno demoliti i tuoi altari, e io son rimasto solo, e cercano la mia vita? Rom. 11:3
- Ma che gli rispose la voce divina? Mi son riserbato settemila uomini, che non han piegato il ginocchio davanti a Baal. Rom. 11:4
- E Davide dice: La loro mensa sia per loro un laccio, una rete, un inciampo, e una retribuzione. Rom. 11:9
- Siano gli occhi loro oscurati in guisa che non veggano, e piega loro del continuo la schiena. Rom. 11:10
- Io dico dunque: Hanno essi così inciampato da cadere? Così non sia; ma per la loro caduta la salvezza è giunta ai Gentili per provocar loro a gelosia. Rom. 11:11
- Ora se la loro caduta è la ricchezza del mondo e la loro diminuzione la ricchezza de' Gentili, quanto più lo sarà la loro pienezza! Rom. 11:12
- Poiché, se la loro reiezione è la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione, se non una vita d'infra i morti? Rom. 11:15
- E se la primizia è santa, anche la massa è santa; e se la radice è santa, anche i rami son santi. Rom. 11:16
- non t'insuperbire contro ai rami; ma, se t'insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma la radice che porta te. Rom. 11:18
- Bene: sono stati troncati per la loro incredulità, e tu sussisti per la fede; non t'insuperbire, ma temi. Rom. 11:20
- Vedi dunque la benignità e la severità di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai reciso. Rom. 11:22
- Perché, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi; che cioè, un induramento parziale s'è prodotto in Israele, finché sia entrata la pienezza dei Gentili; Rom. 11:25
- perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento. Rom. 11:29
- Poiché, siccome voi siete stati in passato disubbidienti a Dio ma ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza, Rom. 11:30
- così anch'essi sono stati ora disubbidienti, onde, per la misericordia a voi usata, ottengano essi pure misericordia. Rom. 11:31
- Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui son tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen. Rom. 11:36
- E non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la volontà di Dio, la buona, accettevole e perfetta volontà. Rom. 12:2
- Per la grazia che m'è stata data, io dico quindi a ciascuno fra voi che non abbia di sé un concetto più alto di quel che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio, secondo la misura della fede che Dio ha assegnata a ciascuno. Rom. 12:3
- E siccome abbiamo dei doni differenti secondo la grazia che ci è stata data, se abbiamo dono di profezia, profetizziamo secondo la proporzione della nostra fede; Rom. 12:6
- Non fate le vostre vendette, cari miei, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore. Rom. 12:19
- perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai quel ch'è male, temi, perché egli non porta la spada invano; poich'egli è un ministro di Dio, per infliggere una giusta punizione contro colui che fa il male. Rom. 13:4
- Rendete a tutti quel che dovete loro: il tributo a chi dovete il tributo; la gabella a chi la gabella; il timore a chi il timore; l'onore a chi l'onore. Rom. 13:7
- Non abbiate altro debito con alcuno, se non d'amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge. Rom. 13:8
- E questo tanto più dovete fare, conoscendo il tempo nel quale siamo; poiché è ora omai che vi svegliate dal sonno; perché la salvezza ci è adesso più vicina di quando credemmo. Rom. 13:11
- La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiam dunque via le opere delle tenebre, e indossiamo le armi della luce. Rom. 13:12
- Tu, la convinzione che hai, serbala per te stesso dinanzi a Dio. Beato colui che non condanna se stesso in quello che approva. Rom. 14:22
- Perché tutto quello che fu scritto per l'addietro, fu scritto per nostro ammaestramento, affinché mediante la pazienza e mediante la consolazione delle Scritture, noi riteniamo la speranza. Rom. 15:4
- Perciò accoglietevi gli uni gli altri, siccome anche Cristo ha accolto noi per la gloria di Dio; Rom. 15:7
- mentre i Gentili hanno da glorificare Iddio per la sua misericordia, secondo che è scritto: Per questo ti celebrerò fra i Gentili e salmeggerò al tuo nome. Rom. 15:9
- E di nuovo Isaia dice: Vi sarà la radice di Iesse, e Colui che sorgerà a governare i Gentili; in lui spereranno i Gentili. Rom. 15:12
- Or l'Iddio della speranza vi riempia d'ogni allegrezza e d'ogni pace nel vostro credere, onde abbondiate nella speranza, mediante la potenza dello Spirito Santo. Rom. 15:13
- perché la Macedonia e l'Acaia si son compiaciute di raccogliere una contribuzione a pro dei poveri fra i santi che sono in Gerusalemme. Rom. 15:26
- e so che, recandomi da voi, verrò con la pienezza delle benedizioni di Cristo. Rom. 15:29
- Ora, fratelli, io v'esorto, per il Signor nostro Gesù Cristo e per la carità dello Spirito, a combatter meco nelle vostre preghiere a Dio per me, Rom. 15:30
- affinché io sia liberato dai disubbidienti di Giudea, e la sovvenzione che porto a Gerusalemme sia accettevole ai santi, Rom. 15:31
- perché la riceviate nel Signore, in modo degno de' santi, e le prestiate assistenza, in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me stesso. Rom. 16:2
- i quali per la vita mia hanno esposto il loro proprio collo; ai quali non io solo ma anche tutte le chiese dei Gentili rendono grazie. Rom. 16:4
- Salutate anche la chiesa che è in casa loro. Salutate il mio caro Epeneto, che è la primizia dell'Asia per Cristo. Rom. 16:5
- Salutate Trifena e Trifosa, che si affaticano nel Signore. Salutate la cara Perside che si è molto affaticata nel Signore. Rom. 16:12
- Quanto a voi, la vostra ubbidienza è giunta a conoscenza di tutti. Io dunque mi rallegro per voi, ma desidero che siate savî nel bene e semplici per quel che concerne il male. Rom. 16:19
- E l'Iddio della pace triterà tosto Satana sotto ai vostri piedi. La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi. Rom. 16:20
- Gaio, che ospita me e tutta la chiesa, vi saluta. Erasto, il tesoriere della città, e il fratello Quarto vi salutano. Rom. 16:23
- Or a Colui che vi può fortificare secondo il mio Evangelo e la predicazione di Gesù Cristo, conformemente alla rivelazione del mistero che fu tenuto occulto fin dai tempi più remoti Rom. 16:25
- a Dio solo savio, per mezzo di Gesù Cristo, sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen. Rom. 16:27
- Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Sostene, 1 Cor. 1:1
- essendo stata la testimonianza di Cristo confermata tra voi; 1 Cor. 1:6
- in guisa che non difettate d'alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo, 1 Cor. 1:7
- Ho battezzato anche la famiglia di Stefana; del resto non so se ho battezzato alcun altro. 1 Cor. 1:16
- Perché Cristo non mi ha mandato a battezzare ma ad evangelizzare; non con sapienza di parola, affinché la croce di Cristo non sia resa vana. 1 Cor. 1:17
- Poiché la parola della croce è pazzia per quelli che periscono; ma per noi che siam sulla via della salvazione, è la potenza di Dio; poich'egli è scritto: 1 Cor. 1:18
- Io farò perire la sapienza dei savî, e annienterò l'intelligenza degli intelligenti. 1 Cor. 1:19
- Dov'è il savio? Dov'è lo scriba? Dov'è il disputatore di questo secolo? Iddio non ha egli resa pazza la sapienza di questo mondo? 1 Cor. 1:20
- Poiché, visto che nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio con la propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare i credenti mediante la pazzia della predicazione. 1 Cor. 1:21
- poiché la pazzia di Dio è più savia degli uomini, e la debolezza di Dio è più forte degli uomini. 1 Cor. 1:25
- Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione: non ci son tra voi molti savî secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili; 1 Cor. 1:26
- Quant'è a me, fratelli, quando venni a voi, non venni ad annunziarvi la testimonianza di Dio con eccellenza di parola o di sapienza; 1 Cor. 2:1
- e la mia parola e la mia predicazione non hanno consistito in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, 1 Cor. 2:4
- affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza degli uomini, ma sulla potenza di Dio. 1 Cor. 2:5
- ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa ed occulta che Dio avea innanzi i secoli predestinata a nostra gloria, 1 Cor. 2:7
- Poiché chi ha conosciuto la mente del Signore da poterlo ammaestrare? Ma noi abbiamo la mente di Cristo. 1 Cor. 2:16
- Ora, colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la propria fatica. 1 Cor. 3:8
- Io, secondo la grazia di Dio che m'è stata data, come savio architetto, ho posto il fondamento; altri vi edifica sopra. Ma badi ciascuno com'egli vi edifica sopra; 1 Cor. 3:10
- l'opera d'ognuno sarà manifestata, perché il giorno di Cristo la paleserà; poiché quel giorno ha da apparire qual fuoco; e il fuoco farà la prova di quel che sia l'opera di ciascuno. 1 Cor. 3:13
- perché la sapienza di questo mondo è pazzia presso Dio. Infatti è scritto: Egli prende i savî nella loro astuzia; 1 Cor. 3:19
- e Paolo, e Apollo, e Cefa, e il mondo, e la vita, e la morte, e le cose presenti, e le cose future, tutto è vostro; 1 Cor. 3:22
- Cosicché non giudicate di nulla prima del tempo, finché sia venuto il Signore, il quale metterà in luce le cose occulte delle tenebre, e manifesterà i consigli de' cuori; e allora ciascuno avrà la sua lode da Dio. 1 Cor. 4:5
- siamo diventati e siam tuttora come la spazzatura del mondo, come il rifiuto di tutti. 1 Cor. 4:13
- ma, se il Signore vorrà, mi recherò presto da voi, e conoscerò non il parlare ma la potenza di coloro che si son gonfiati; 1 Cor. 4:19
- Che volete? Che venga da voi con la verga, o con amore e con spirito di mansuetudine? 1 Cor. 4:21
- Si ode addirittura affermare che v'è tra voi fornicazione; e tale fornicazione, che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre. 1 Cor. 5:1
- Nel nome del Signor Gesù, essendo insieme adunati voi e lo spirito mio, con la potestà del Signor nostro Gesù, 1 Cor. 5:4
- Il vostro vantarvi non è buono. Non sapete voi che un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta? 1 Cor. 5:6
- Purificatevi dal vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, come già siete senza lievito. Poiché anche la nostra pasqua, cioè Cristo, è stata immolata. 1 Cor. 5:7
- Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità. 1 Cor. 5:8
- Le vivande son per il ventre, e il ventre è per le vivande; ma Iddio distruggerà e queste e quello. Il corpo però non è per la fornicazione, ma è per il Signore, e il Signore è per il corpo; 1 Cor. 6:13
- e Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi mediante la sua potenza. 1 Cor. 6:14
- Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l'uomo commetta è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo. 1 Cor. 6:18
- ma, per evitar le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie, e ogni donna il proprio marito. 1 Cor. 7:2
- Il marito renda alla moglie quel che le è dovuto; e lo stesso faccia la moglie verso il marito. 1 Cor. 7:3
- La moglie non ha potestà sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potestà sul proprio corpo, ma la moglie. 1 Cor. 7:4
- Ma ai coniugi ordino non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito, 1 Cor. 7:10
- (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito); e che il marito non lasci la moglie. 1 Cor. 7:11
- Ma agli altri dico io, non il Signore: Se un fratello ha una moglie non credente ed ella è contenta di abitar con lui, non la lasci; 1 Cor. 7:12
- e la donna che ha un marito non credente, s'egli consente ad abitar con lei, non lasci il marito; 1 Cor. 7:13
- perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figliuoli sarebbero impuri, mentre ora sono santi. 1 Cor. 7:14
- Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono vincolati; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace; 1 Cor. 7:15
- perché, o moglie, che sai tu se salverai il marito? Ovvero tu, marito, che sai tu se salverai la moglie? 1 Cor. 7:16
- È stato alcuno chiamato essendo circonciso? Non faccia sparir la sua circoncisione. È stato alcuno chiamato essendo incirconciso? Non si faccia circoncidere. 1 Cor. 7:18
- La circoncisione è nulla e la incirconcisione è nulla; ma l'osservanza de' comandamenti di Dio è tutto. 1 Cor. 7:19
- Or quanto alle vergini, io non ho comandamento dal Signore; ma do il mio parere, come avendo ricevuto dal Signore la grazia d'esser fedele. 1 Cor. 7:25
- e quelli che usano di questo mondo, come se non ne usassero, perché la figura di questo mondo passa. 1 Cor. 7:31
- E v'è anche una differenza tra la donna maritata e la vergine: la non maritata ha cura delle cose del Signore, affin d'esser santa di corpo e di spirito; ma la maritata ha cura delle cose del mondo, del come potrebbe piacere al marito. 1 Cor. 7:34
- Ma se alcuno crede far cosa indecorosa verso la propria figliuola nubile s'ella passi il fior dell'età, e se così bisogna fare, faccia quello che vuole; egli non pecca; la dia a marito. 1 Cor. 7:36
- Ma chi sta fermo in cuor suo, e non è stretto da necessità ma è padrone della sua volontà, e ha determinato in cuor suo di serbar vergine la sua figliuola, fa bene. 1 Cor. 7:37
- Perciò, chi dà la sua figliuola a marito fa bene, e chi non la dà a marito fa meglio. 1 Cor. 7:38
- La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di maritarsi a chi vuole, purché sia nel Signore. 1 Cor. 7:39
- Quanto alle carni sacrificate agl'idoli, noi sappiamo che tutti abbiamo conoscenza. La conoscenza gonfia, ma la carità edifica. 1 Cor. 8:1
- nondimeno, per noi c'è un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale siam noi. 1 Cor. 8:6
- Ma non in tutti è la conoscenza; anzi, alcuni, abituati finora all'idolo, mangiano di quelle carni com'essendo cosa sacrificata a un idolo; e la loro coscienza, essendo debole, ne è contaminata. 1 Cor. 8:7
- Perché se alcuno vede te, che hai conoscenza, seduto a tavola in un tempio d'idoli, la sua coscienza, s'egli è debole, non sarà ella incoraggiata a mangiar delle carni sacrificate agl'idoli? 1 Cor. 8:10
- E così, per la tua conoscenza, perisce il debole, il fratello per il quale Cristo è morto. 1 Cor. 8:11
- Ora, peccando in tal modo contro i fratelli, e ferendo la loro coscienza che è debole, voi peccate contro Cristo. 1 Cor. 8:12
- Questa è la mia difesa di fronte a quelli che mi sottopongono ad inchiesta. 1 Cor. 9:3
- Dico io queste cose secondo l'uomo? Non le dice anche la legge? 1 Cor. 9:8
- Difatti, nella legge di Mosè è scritto: Non metter la musoliera al bue che trebbia il grano. Forse che Dio si dà pensiero de' buoi? 1 Cor. 9:9
- O non dice Egli così proprio per noi? Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza; e chi trebbia il grano deve trebbiarlo colla speranza d'averne la sua parte. 1 Cor. 9:10
- Qual è dunque la mia ricompensa? Questa: che annunziando l'Evangelo, io offra l'Evangelo gratuitamente, senza valermi del mio diritto nell'Evangelo. 1 Cor. 9:18
- e coi Giudei, mi son fatto Giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che son sotto la legge, mi son fatto come uno sotto la legge (benché io stesso non sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che son sotto la legge; 1 Cor. 9:20
- con quelli che son senza legge, mi son fatto come se fossi senza legge (benché io non sia senza legge riguardo a Dio, ma sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che son senza legge. 1 Cor. 9:21
- Perché, fratelli, non voglio che ignoriate che i nostri padri furon tutti sotto la nuvola, e tutti passarono attraverso il mare, 1 Cor. 10:1
- e tutti bevvero la stessa bevanda spirituale, perché beveano alla roccia spirituale che li seguiva; e la roccia era Cristo. 1 Cor. 10:4
- Niuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; or Iddio è fedele e non permetterà che siate tentati al di là delle vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, onde la possiate sopportare. 1 Cor. 10:13
- Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è egli la comunione col sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo, non è egli la comunione col corpo di Cristo? 1 Cor. 10:16
- Guardate l'Israele secondo la carne; quelli che mangiano i sacrificî non hanno essi comunione con l'altare? 1 Cor. 10:18
- Che dico io dunque? Che la carne sacrificata agl'idoli sia qualcosa? Che un idolo sia qualcosa? 1 Cor. 10:19
- perché al Signore appartiene la terra e tutto quello ch'essa contiene. 1 Cor. 10:26
- alla coscienza, dico, non tua, ma di quell'altro; infatti, perché la mia libertà sarebb'ella giudicata dalla coscienza altrui? 1 Cor. 10:29
- Perché se la donna non si mette il velo, si faccia anche tagliare i capelli! Ma se è cosa vergognosa per una donna il farsi tagliare i capelli o radere il capo, si metta un velo. 1 Cor. 11:6
- Poiché, quanto all'uomo, egli non deve velarsi il capo, essendo immagine e gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell'uomo; 1 Cor. 11:7
- perché l'uomo non viene dalla donna, ma la donna dall'uomo; 1 Cor. 11:8
- e l'uomo non fu creato a motivo della donna, ma la donna a motivo dell'uomo. 1 Cor. 11:9
- Perciò la donna deve, a motivo degli angeli, aver sul capo un segno dell'autorità da cui dipende. 1 Cor. 11:10
- D'altronde, nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo senza la donna. 1 Cor. 11:11
- Poiché, siccome la donna viene dall'uomo, così anche l'uomo esiste per mezzo della donna, e ogni cosa è da Dio. 1 Cor. 11:12
- La natura stessa non v'insegna ella che se l'uomo porta la chioma, ciò è per lui un disonore? 1 Cor. 11:14
- Mentre se una donna porta la chioma, ciò è per lei un onore; perché la chioma le è data a guisa di velo. 1 Cor. 11:15
- Quando poi vi radunate assieme, quel che fate, non è mangiar la Cena del Signore; 1 Cor. 11:20
- poiché, al pasto comune, ciascuno prende prima la propria cena; e mentre l'uno ha fame, l'altro è ubriaco. 1 Cor. 11:21
- Non avete voi delle case per mangiare e bere? O disprezzate voi la chiesa di Dio e fate vergogna a quelli che non hanno nulla? Che vi dirò? Vi loderò io? In questo io non vi lodo. 1 Cor. 11:22
- Poiché ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch'egli venga. 1 Cor. 11:26
- Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l'utile comune. 1 Cor. 12:7
- a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue, e ad un altro, la interpretazione delle lingue; 1 Cor. 12:10
- affinché non ci fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero la medesima cura le une per le altre. 1 Cor. 12:25
- E Dio ha costituito nella Chiesa primieramente degli apostoli; in secondo luogo dei profeti; in terzo luogo de' dottori; poi, i miracoli; poi i doni di guarigione, le assistenze, i doni di governo, la diversità delle lingue. 1 Cor. 12:28
- Ma desiderate ardentemente i doni maggiori. E ora vi mostrerò una via, che è la via per eccellenza. 1 Cor. 12:31
- E quando avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e avessi tutta la fede in modo da trasportare i monti, se non ho carità, non son nulla. 1 Cor. 13:2
- La carità è paziente, è benigna; la carità non invidia; la carità non si vanta, non si gonfia, 1 Cor. 13:4
- non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; 1 Cor. 13:6
- La carità non verrà mai meno. Quanto alle profezie, esse verranno abolite; quanto alle lingue, esse cesseranno; quanto alla conoscenza, essa verrà abolita; 1 Cor. 13:8
- ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. 1 Cor. 13:10
- Or dunque queste tre cose durano: fede, speranza, carità; ma la più grande di esse è la carità. 1 Cor. 13:13
- Procacciate la carità, non lasciando però di ricercare i doni spirituali, e principalmente il dono di profezia. 1 Cor. 14:1
- Chi parla in altra lingua edifica se stesso; ma chi profetizza edifica la chiesa. 1 Cor. 14:4
- Or io ben vorrei che tutti parlaste in altre lingue; ma molto più che profetaste; chi profetizza è superiore a chi parla in altre lingue, a meno ch'egli interpreti, affinché la chiesa ne riceva edificazione. 1 Cor. 14:5
- Infatti, fratelli, s'io venissi a voi parlando in altre lingue, che vi gioverei se la mia parola non vi recasse qualche rivelazione, o qualche conoscenza, o qualche profezia, o qualche insegnamento? 1 Cor. 14:6
- Perfino le cose inanimate che dànno suono, quali il flauto o la cetra, se non dànno distinzione di suoni, come si conoscerà quel ch'è suonato col flauto o con la cetra? 1 Cor. 14:7
- E se la tromba dà un suono sconosciuto, chi si preparerà alla battaglia? 1 Cor. 14:8
- poiché, se prego in altra lingua, ben prega lo spirito mio, ma la mia intelligenza rimane infruttuosa. 1 Cor. 14:14
- Pertanto le lingue servono di segno non per i credenti, ma per i non credenti: la profezia, invece, serve di segno non per i non credenti, ma per i credenti. 1 Cor. 14:22
- Quando dunque tutta la chiesa si raduna assieme, se tutti parlano in altre lingue, ed entrano degli estranei o dei non credenti, non diranno essi che siete pazzi? 1 Cor. 14:23
- è scrutato da tutti, i segreti del suo cuore son palesati; e così, gettandosi giù con la faccia a terra, adorerà Dio, proclamando che Dio è veramente fra voi. 1 Cor. 14:25
- Come si fa in tutte le chiese de' santi, tacciansi le donne nelle assemblee, perché non è loro permesso di parlare, ma debbono star soggette, come dice anche la legge. 1 Cor. 14:34
- La parola di Dio è forse proceduta da voi? O è dessa forse pervenuta a voi soli? 1 Cor. 14:36
- Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. 1 Cor. 15:6
- perché io sono il minimo degli apostoli; e non son degno d'esser chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. 1 Cor. 15:9
- Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non è stata vana; anzi, ho faticato più di loro tutti; non già io, però, ma la grazia di Dio che è con me. 1 Cor. 15:10
- e se Cristo non è risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione, e vana pure è la vostra fede. 1 Cor. 15:14
- e se Cristo non è risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati. 1 Cor. 15:17
- Infatti, poiché per mezzo d'un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo d'un uomo è venuta la risurrezione dei morti. 1 Cor. 15:21
- ma ciascuno nel suo proprio ordine: Cristo, la primizia; poi quelli che son di Cristo, alla sua venuta; 1 Cor. 15:23
- poi verrà la fine, quand'egli avrà rimesso il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà ed ogni potenza. 1 Cor. 15:24
- L'ultimo nemico che sarà distrutto, sarà la morte. 1 Cor. 15:26
- Non ogni carne è la stessa carne; ma altra è la carne degli uomini, altra la carne delle bestie, altra quella degli uccelli, altra quella de' pesci. 1 Cor. 15:39
- Ci sono anche de' corpi celesti e de' corpi terrestri; ma altra è la gloria de' celesti, e altra quella de' terrestri. 1 Cor. 15:40
- Altra è la gloria del sole, altra la gloria della luna, e altra la gloria delle stelle; perché un astro è differente dall'altro in gloria. 1 Cor. 15:41
- Or questo dico, fratelli, che carne e sangue non possono eredare il regno di Dio; né la corruzione può eredare la incorruttibilità. 1 Cor. 15:50
- in un momento, in un batter d'occhio, al suon dell'ultima tromba. Perché la tromba sonerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo mutati. 1 Cor. 15:52
- E quando questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità, e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: La morte è stata sommersa nella vittoria. 1 Cor. 15:54
- O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo? 1 Cor. 15:55
- Or il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; 1 Cor. 15:56
- ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo. 1 Cor. 15:57
- Perciò, fratelli miei diletti, state saldi, incrollabili, abbondanti sempre nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore. 1 Cor. 15:58
- Ogni primo giorno della settimana ciascun di voi metta da parte a casa quel che potrà secondo la prosperità concessagli, affinché, quando verrò, non ci sian più collette da fare. 1 Cor. 16:2
- E quando sarò giunto, quelli che avrete approvati, io li manderò con lettere a portare la vostra liberalità a Gerusalemme; 1 Cor. 16:3
- Io poi mi recherò da voi, quando sarò passato per la Macedonia; 1 Cor. 16:5
- perché passerò per la Macedonia; ma da voi forse mi fermerò alquanto, ovvero anche passerò l'inverno, affinché voi mi facciate proseguire per dove mi recherò. 1 Cor. 16:6
- Or, fratelli, voi conoscete la famiglia di Stefana; sapete che è la primizia dell'Acaia, e che si è dedicata al servizio dei santi; 1 Cor. 16:15
- Le chiese dell'Asia vi salutano. Aquila e Priscilla, con la chiesa che è in casa loro, vi salutano molto nel Signore. 1 Cor. 16:19
- La grazia del Signor Gesù sia con voi. 1 Cor. 16:23
- Paolo, apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Timoteo, alla chiesa di Dio che è in Corinto, con tutti i santi che sono in tutta l'Acaia, 2 Cor. 1:1
- il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione onde noi stessi siam da Dio consolati, possiam consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione. 2 Cor. 1:4
- Perché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. 2 Cor. 1:5
- Talché se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza; e se siamo consolati, è per la vostra consolazione, la quale opera efficacemente nel farvi capaci di sopportare le stesse sofferenze che anche noi patiamo. 2 Cor. 1:6
- E la nostra speranza di voi è ferma, sapendo che come siete partecipi delle sofferenze siete anche partecipi della consolazione. 2 Cor. 1:7
- Anzi, avevamo già noi stessi pronunciata la nostra sentenza di morte, affinché non ci confidassimo in noi medesimi, ma in Dio che risuscita i morti, 2 Cor. 1:9
- il quale ci ha liberati e ci libererà da un così gran pericolo di morte, e nel quale abbiamo la speranza che ci libererà ancora; 2 Cor. 1:10
- Questo, infatti, è il nostro vanto: la testimonianza della nostra coscienza, che ci siam condotti nel mondo, e più che mai verso voi, con santità e sincerità di Dio, non con sapienza carnale, ma con la grazia di Dio. 2 Cor. 1:12
- e, passando da voi, volevo andare in Macedonia; e poi dalla Macedonia venir di nuovo a voi, e da voi esser fatto proseguire per la Giudea. 2 Cor. 1:16
- Prendendo dunque questa decisione ho io agito con leggerezza? Ovvero, le cose che delibero, le delibero io secondo la carne, talché un momento io dica `Sì, sì', e l'altro `No, no?' 2 Cor. 1:17
- Or com'è vero che Dio è fedele, la parola che vi abbiam rivolta non è `sì' e `no'. 2 Cor. 1:18
- il quale ci ha pur segnati col proprio sigillo, e ci ha data la caparra dello Spirito nei nostri cuori. 2 Cor. 1:22
- E vi ho scritto a quel modo onde, al mio arrivo, io non abbia tristezza da coloro dai quali dovrei aver allegrezza; avendo di voi tutti fiducia che la mia allegrezza è l'allegrezza di tutti voi. 2 Cor. 2:3
- Basta a quel tale la riprensione inflittagli dalla maggioranza; 2 Cor. 2:6
- non ebbi requie nel mio spirito perché non vi trovai Tito, mio fratello; così, accomiatatomi da loro, partii per la Macedonia. 2 Cor. 2:13
- Poiché noi non siamo come quei molti che adulterano la parola di Dio; ma parliamo mossi da sincerità, da parte di Dio, in presenza di Dio, in Cristo. 2 Cor. 2:17
- Siete voi la nostra lettera, scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini; 2 Cor. 3:2
- ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha anche resi capaci d'esser ministri di un nuovo patto, non di lettera, ma di spirito; perché la lettera uccide, ma lo spirito vivifica. 2 Cor. 3:6
- Ma le loro menti furon rese ottuse; infatti, sino al dì d'oggi, quando fanno la lettura dell'antico patto, lo stesso velo rimane, senz'essere rimosso, perché è in Cristo ch'esso è abolito. 2 Cor. 3:14
- E noi tutti contemplando a viso scoperto, come in uno specchio, la gloria del Signore, siamo trasformati nell'istessa immagine di lui, di gloria in gloria, secondo che opera il Signore, che è Spirito. 2 Cor. 3:18
- ma abbiam rinunziato alle cose nascoste e vergognose, non procedendo con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma mediante la manifestazione della verità raccomandando noi stessi alla coscienza di ogni uomo nel cospetto di Dio. 2 Cor. 4:2
- per gl'increduli, dei quali l'iddio di questo secolo ha accecato le menti, affinché la luce dell'evangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio, non risplenda loro. 2 Cor. 4:4
- perché l'Iddio che disse: Splenda la luce fra le tenebre, è quel che risplendé ne' nostri cuori affinché noi facessimo brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo. 2 Cor. 4:6
- portiam sempre nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo; 2 Cor. 4:10
- poiché noi che viviamo, siam sempre esposti alla morte per amor di Gesù, onde anche la vita di Gesù sia manifestata nella nostra carne mortale. 2 Cor. 4:11
- Talché la morte opera in noi, ma la vita in voi. 2 Cor. 4:12
- Poiché tutte queste cose avvengono per voi, affinché la grazia essendo abbondata, faccia sì che sovrabbondi per bocca di un gran numero il ringraziamento alla gloria di Dio. 2 Cor. 4:15
- Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, 2 Cor. 4:17
- Noi sappiamo infatti che se questa tenda ch'è la nostra dimora terrena viene disfatta, noi abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d'uomo, eterna, nei cieli. 2 Cor. 5:1
- Or Colui che ci ha formati per questo stesso è Dio, il quale ci ha dato la caparra dello Spirito. 2 Cor. 5:5
- Poiché dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte quand'era nel corpo, secondo quel che avrà operato, o bene, o male. 2 Cor. 5:10
- Talché, da ora in poi, noi non conosciamo più alcuno secondo la carne; e se anche abbiam conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così. 2 Cor. 5:16
- in quanto che Iddio riconciliava con sé il mondo in Cristo non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posta in noi la parola della riconciliazione. 2 Cor. 5:19
- Come collaboratori di Dio, noi v'esortiamo pure a far sì che non abbiate ricevuta la grazia di Dio invano; 2 Cor. 6:1
- per la parola di verità, per la potenza di Dio; per le armi di giustizia a destra e a sinistra, 2 Cor. 6:7
- La nostra bocca vi ha parlato apertamente, o Corinzî; il nostro cuore s'è allargato. 2 Cor. 6:11
- Non vi mettete con gl'infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché qual comunanza v'è egli fra la giustizia e l'iniquità? O qual comunione fra la luce e le tenebre? 2 Cor. 6:14
- Poiché dunque abbiam queste promesse, diletti, purifichiamoci d'ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timor di Dio. 2 Cor. 7:1
- Non lo dico per condannarvi, perché ho già detto prima che voi siete nei nostri cuori per la morte e per la vita. 2 Cor. 7:3
- Grande è la franchezza che uso con voi; molto ho da gloriarmi di voi; son ripieno di consolazione, io trabocco d'allegrezza in tutta la nostra afflizione. 2 Cor. 7:4
- Poiché, anche dopo che fummo giunti in Macedonia, la nostra carne non ha avuto requie alcuna, ma siamo stati afflitti in ogni maniera; combattimenti di fuori, di dentro timori. 2 Cor. 7:5
- Ma Iddio che consola gli abbattuti, ci consolò con la venuta di Tito; 2 Cor. 7:6
- e non soltanto con la venuta di lui, ma anche con la consolazione da lui provata a vostro riguardo. Egli ci ha raccontato la vostra bramosia di noi, il vostro pianto, il vostro zelo per me; ond'io mi sono più che mai rallegrato. 2 Cor. 7:7
- Poiché, quand'anche io v'abbia contristati con la mia epistola, non me ne rincresce; e se pur ne ho provato rincrescimento (poiché vedo che quella epistola, quantunque per un breve tempo, vi ha contristati), 2 Cor. 7:8
- Poiché, la tristezza secondo Dio produce un ravvedimento che mena alla salvezza, e del quale non c'è mai da pentirsi; ma la tristezza del mondo produce la morte. 2 Cor. 7:10
- Sebbene dunque io v'abbia scritto, non è a motivo di chi ha fatto l'ingiuria né a motivo di chi l'ha patita, ma perché la premura che avete per noi fosse manifestata presso di voi nel cospetto di Dio. 2 Cor. 7:12
- Che se mi sono in qualcosa gloriato di voi con lui, non sono stato confuso; ma come v'abbiam detto in ogni cosa la verità, così anche il nostro vanto di voi con Tito è risultato verità. 2 Cor. 7:14
- Or, fratelli, vogliamo farvi sapere la grazia da Dio concessa alle chiese di Macedonia. 2 Cor. 8:1
- In mezzo alle molte afflizioni con le quali esse sono provate, l'abbondanza della loro allegrezza e la loro profonda povertà hanno abbondato nelle ricchezze della loro liberalità. 2 Cor. 8:2
- chiedendoci con molte istanze la grazia di contribuire a questa sovvenzione destinata ai santi. 2 Cor. 8:4
- E l'hanno fatto non solo come avevamo sperato; ma prima si sono dati loro stessi al Signore, e poi a noi, per la volontà di Dio. 2 Cor. 8:5
- Non lo dico per darvi un ordine, ma per mettere alla prova, con l'esempio dell'altrui premura, anche la schiettezza del vostro amore. 2 Cor. 8:8
- Perché voi conoscete la carità del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, s'è fatto povero per amor vostro, onde, mediante la sua povertà, voi poteste diventar ricchi. 2 Cor. 8:9
- Portate ora a compimento anche il fare; onde, come ci fu la prontezza del volere, così ci sia anche il compiere secondo i vostri mezzi. 2 Cor. 8:11
- Poiché, se c'è la prontezza dell'animo, essa è gradita in ragione di quello che uno ha, e non di quello che non ha. 2 Cor. 8:12
- nelle attuali circostanze, la vostra abbondanza serve a supplire al loro bisogno, onde la loro abbondanza supplisca altresì al bisogno vostro, affinché ci sia uguaglianza, secondo che è scritto: 2 Cor. 8:14
- poiché non solo egli ha accettata la nostra esortazione, ma mosso da zelo anche maggiore si è spontaneamente posto in cammino per venire da voi. 2 Cor. 8:17
- E assieme a lui abbiam mandato questo fratello, la cui lode nella predicazione dell'Evangelo è sparsa per tutte le chiese; 2 Cor. 8:18
- non solo, ma egli è stato anche eletto dalle chiese a viaggiare con noi per quest'opera di carità, da noi amministrata per la gloria del Signore stesso e per dimostrare la prontezza dell'animo nostro. 2 Cor. 8:19
- E con loro abbiamo mandato quel nostro fratello del quale spesse volte e in molte cose abbiamo sperimentato lo zelo, e che ora è più zelante che mai per la gran fiducia che ha in voi. 2 Cor. 8:22
- Date loro dunque, nel cospetto delle chiese, la prova del vostro amore e mostrate loro che abbiamo ragione di gloriarci di voi. 2 Cor. 8:24
- perché conosco la prontezza dell'animo vostro, per la quale mi glorio di voi presso i Macedoni, dicendo che l'Acaia è pronta fin dall'anno passato; e il vostro zelo ne ha stimolati moltissimi. 2 Cor. 9:2
- Perciò ho reputato necessario esortare i fratelli a venire a voi prima di me e preparare la vostra già promessa liberalità, ond'essa sia pronta come atto di liberalità e non d'avarizia. 2 Cor. 9:5
- siccome è scritto: Egli ha sparso, egli ha dato ai poveri, la sua giustizia dimora in eterno. 2 Cor. 9:9
- Or Colui che fornisce al seminatore la semenza, e il pane da mangiare, fornirà e moltiplicherà la semenza vostra e accrescerà i frutti della vostra giustizia. 2 Cor. 9:10
- Sarete così arricchiti in ogni cosa onde potere esercitare una larga liberalità, la quale produrrà per nostro mezzo rendimento di grazie a Dio. 2 Cor. 9:11
- Poiché la prestazione di questo servigio sacro non solo supplisce ai bisogni dei santi ma più ancora produce abbondanza di ringraziamenti a Dio; 2 Cor. 9:12
- in quanto che la prova pratica fornita da questa sovvenzione li porta a glorificare Iddio per l'ubbidienza con cui professate il Vangelo di Cristo, e per la liberalità con cui partecipate ai bisogni loro e di tutti. 2 Cor. 9:13
- Io poi, Paolo, vi esorto per la mansuetudine e la mitezza di Cristo, io che quando sono presente fra voi son umile, ma quando sono assente sono ardito verso voi, 2 Cor. 10:1
- vi prego di non obbligarmi, quando sarò presente, a procedere arditamente con quella sicurezza onde fo conto d'essere audace contro taluni che ci stimano come se camminassimo secondo la carne. 2 Cor. 10:2
- Perché sebbene camminiamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; 2 Cor. 10:3
- e siam pronti a punire ogni disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà completa. 2 Cor. 10:6
- Poiché, quand'anche io mi gloriassi un po' di più dell'autorità che il Signore ci ha data per la edificazione vostra e non per la vostra rovina, non ne sarei svergognato. 2 Cor. 10:8
- Difatti, dice taluno, ben sono le sue lettere gravi e forti; ma la sua presenza personale è debole, e la sua parola è cosa da nulla. 2 Cor. 10:10
- Noi, invece, non ci glorieremo oltre misura, ma entro la misura del campo di attività di cui Dio ci ha segnato i limiti, dandoci di giungere anche fino a voi. 2 Cor. 10:13
- E non ci gloriamo oltre misura di fatiche altrui, ma nutriamo speranza che, crescendo la fede vostra, noi, senza uscire dai nostri limiti, saremo fra voi ampiamente ingranditi 2 Cor. 10:15
- Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti siano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purità rispetto a Cristo. 2 Cor. 11:3
- Com'è vero che la verità di Cristo è in me, questo vanto non mi sarà tolto nelle contrade dell'Acaia. 2 Cor. 11:10
- Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere. 2 Cor. 11:15
- Dacché molti si gloriano secondo la carne, anch'io mi glorierò. 2 Cor. 11:18
- Se bisogna gloriarsi, io mi glorierò delle cose che concernono la mia debolezza. 2 Cor. 11:30
- Che se pur volessi gloriarmi, non sarei un pazzo, perché direi la verità; ma me ne astengo, perché nessuno mi stimi al di là di quel che mi vede essere, ovvero ode da me. 2 Cor. 12:6
- ed egli mi ha detto: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza. Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, onde la potenza di Cristo riposi su me. 2 Cor. 12:9
- Ecco, questa è la terza volta che son pronto a recarmi da voi; e non vi sarò d'aggravio, poiché io non cerco i vostri beni, ma voi; perché non sono i figliuoli che debbono far tesoro per i genitori, ma i genitori per i figliuoli. 2 Cor. 12:14
- Da tempo voi v'immaginate che noi ci difendiamo dinanzi a voi. Egli è nel cospetto di Dio, in Cristo, che noi parliamo; e tutto questo, diletti, per la vostra edificazione. 2 Cor. 12:19
- Questa è la terza volta ch'io vengo da voi. Ogni parola sarà confermata dalla bocca di due o di tre testimoni. 2 Cor. 13:1
- Ho avvertito quand'ero presente fra voi la seconda volta, e avverto, ora che sono assente, tanto quelli che hanno peccato per l'innanzi, quanto tutti gli altri, che, se tornerò da voi, non userò indulgenza; 2 Cor. 13:2
- giacché cercate la prova che Cristo parla in me: Cristo che verso voi non è debole, ma è potente in voi. 2 Cor. 13:3
- Poiché egli fu crocifisso per la sua debolezza; ma vive per la potenza di Dio; e anche noi siam deboli in lui, ma vivremo con lui per la potenza di Dio, nel nostro procedere verso di voi. 2 Cor. 13:4
- Perché noi non possiamo nulla contro la verità; quel che possiamo è per la verità. 2 Cor. 13:8
- Del resto, fratelli, rallegratevi, procacciate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace; e l'Iddio dell'amore e della pace sarà con voi. 2 Cor. 13:11
- La grazia del Signor Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. 2 Cor. 13:14
- che ha dato se stesso per i nostri peccati affin di strapparci al presente secolo malvagio, secondo la volontà del nostro Dio e Padre, Gal. 1:4
- al quale sia la gloria ne' secoli dei secoli. Amen. Gal. 1:5
- Io mi maraviglio che così presto voi passiate da Colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo. Gal. 1:6
- Difatti voi avete udito quale sia stata la mia condotta nel passato, quando ero nel giudaismo; come perseguitavo a tutto potere la Chiesa di Dio e la devastavo, Gal. 1:13
- Ma quando Iddio, che m'aveva appartato fin dal seno di mia madre e m'ha chiamato mediante la sua grazia, si compiacque Gal. 1:15
- esse sentivan soltanto dire: Colui che già ci perseguitava, ora predica la fede, che altra volta cercava di distruggere. Gal. 1:23
- e questo a cagione dei falsi fratelli, introdottisi di soppiatto, i quali s'erano insinuati fra noi per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, col fine di ridurci in servitù. Gal. 2:4
- Alle imposizioni di costoro noi non cedemmo neppur per un momento, affinché la verità del Vangelo rimanesse ferma tra voi. Gal. 2:5
- anzi, quando videro che a me era stata affidata la evangelizzazione degli incirconcisi, come a Pietro quella de' circoncisi Gal. 2:7
- e quando conobbero la grazia che m'era stata accordata, Giacomo e Cefa e Giovanni, che son reputati colonne, dettero a me ed a Barnaba la mano d'associazione perché noi andassimo ai Gentili, ed essi ai circoncisi; Gal. 2:9
- avendo pur nondimeno riconosciuto che l'uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin d'esser giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della legge; poiché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata. Gal. 2:16
- Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale m'ha amato, e ha dato se stesso per me. Gal. 2:20
- Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente. Gal. 2:21
- Questo soltanto desidero saper da voi: Avete voi ricevuto lo Spirito per la via delle opere della legge o per la predicazione della fede? Gal. 3:2
- Siete voi così insensati? Dopo aver cominciato con lo Spirito, volete ora raggiungere la perfezione con la carne? Gal. 3:3
- Colui dunque che vi somministra lo Spirito ed opera fra voi de' miracoli, lo fa Egli per la via delle opere della legge o per la predicazione della fede? Gal. 3:5
- riconoscete anche voi che coloro i quali hanno la fede, son figliuoli d'Abramo. Gal. 3:7
- E la Scrittura, prevedendo che Dio giustificherebbe i Gentili per la fede, preannunziò ad Abramo questa buona novella: In te saranno benedette tutte le genti. Gal. 3:8
- Talché coloro che hanno la fede, sono benedetti col credente Abramo. Gal. 3:9
- Or che nessuno sia giustificato per la legge dinanzi a Dio, è manifesto perché il giusto vivrà per fede. Gal. 3:11
- Ma la legge non si basa sulla fede; anzi essa dice: Chi avrà messe in pratica queste cose, vivrà per via di esse. Gal. 3:12
- affinché la benedizione d'Abramo venisse sui Gentili in Cristo Gesù, affinché ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso. Gal. 3:14
- Or io dico: Un patto già prima debitamente stabilito da Dio, la legge, che venne quattrocento trent'anni dopo, non lo invalida in guisa da annullare la promessa. Gal. 3:17
- Che cos'è dunque la legge? Essa fu aggiunta a motivo delle trasgressioni, finché venisse la progenie alla quale era stata fatta la promessa; e fu promulgata per mezzo d'angeli, per mano d'un mediatore. Gal. 3:19
- La legge è essa dunque contraria alle promesse di Dio? Così non sia; perché, se fosse stata data una legge capace di produrre la vita, allora sì, la giustizia sarebbe venuta dalla legge; Gal. 3:21
- ma la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato, affinché i beni promessi alla fede in Gesù Cristo fossero dati ai credenti. Gal. 3:22
- Ma prima che venisse la fede eravamo tenuti rinchiusi in custodia sotto la legge, in attesa della fede che doveva esser rivelata. Gal. 3:23
- Talché la legge è stata il nostro pedagogo per condurci a Cristo, affinché fossimo giustificati per fede. Gal. 3:24
- Ma ora che la fede è venuta, noi non siamo più sotto pedagogo; Gal. 3:25
- perché siete tutti figliuoli di Dio, per la fede in Cristo Gesù. Gal. 3:26
- E se siete di Cristo, siete dunque progenie d'Abramo; eredi, secondo la promessa. Gal. 3:29
- ma quando giunse la pienezza de' tempi, Iddio mandò il suo Figliuolo, nato di donna, nato sotto la legge, Gal. 4:4
- per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione di figliuoli. Gal. 4:5
- Voi non mi faceste alcun torto; anzi sapete bene che fu a motivo di una infermità della carne che vi evangelizzai la prima volta; Gal. 4:13
- e quella mia infermità corporale che era per voi una prova, voi non la sprezzaste né l'aveste a schifo; al contrario, mi accoglieste come un angelo di Dio, come Cristo Gesù stesso. Gal. 4:14
- Son io dunque divenuto vostro nemico dicendovi la verità? Gal. 4:16
- Ditemi: Voi che volete esser sotto la legge, non ascoltate voi la legge? Gal. 4:21
- ma quello dalla schiava nacque secondo la carne; mentre quello dalla libera nacque in virtù della promessa. Gal. 4:23
- Le quali cose hanno un senso allegorico; poiché queste donne sono due patti, l'uno, del monte Sinai, genera per la schiavitù, ed è Agar. Gal. 4:24
- Infatti Agar, è il monte Sinai in Arabia, e corrisponde alla Gerusalemme del tempo presente, la quale è schiava coi suoi figliuoli. Gal. 4:25
- Ma la Gerusalemme di sopra è libera, ed essa è nostra madre. Gal. 4:26
- Ma come allora colui ch'era nato secondo la carne perseguitava il nato secondo lo Spirito, così succede anche ora. Gal. 4:29
- Ma che dice la Scrittura? Caccia via la schiava e il suo figliuolo; perché il figliuolo della schiava non sarà erede col figliuolo della libera. Gal. 4:30
- E da capo protesto ad ogni uomo che si fa circoncidere, ch'egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge. Gal. 5:3
- Voi che volete esser giustificati per la legge, avete rinunziato a Cristo; siete scaduti dalla grazia. Gal. 5:4
- Poiché, quanto a noi, è in ispirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia. Gal. 5:5
- Infatti, in Cristo Gesù, né la circoncisione né l'incirconcisione hanno valore alcuno; quel che vale è la fede operante per mezzo dell'amore. Gal. 5:6
- Un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta. Gal. 5:9
- Riguardo a voi, io ho questa fiducia nel Signore, che non la penserete diversamente; ma colui che vi conturba ne porterà la pena, chiunque egli sia. Gal. 5:10
- Quanto a me, fratelli, s'io predico ancora la circoncisione, perché sono ancora perseguitato? Lo scandalo della croce sarebbe allora tolto via. Gal. 5:11
- poiché tutta la legge è adempiuta in quest'unica parola: Ama il tuo prossimo come te stesso. Gal. 5:14
- Perché la carne ha desiderî contrarî allo Spirito, e lo Spirito ha desiderî contrarî alla carne; sono cose opposte fra loro; in guisa che non potete fare quel che vorreste. Gal. 5:17
- Ma se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge. Gal. 5:18
- E quelli che son di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze. Gal. 5:24
- Portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo. Gal. 6:2
- Perché chi semina per la propria carne, mieterà dalla carne corruzione; ma chi semina per lo Spirito, mieterà dallo Spirito vita eterna. Gal. 6:8
- Tutti coloro che vogliono far bella figura nella carne, vi costringono a farvi circoncidere, e ciò al solo fine di non esser perseguitati per la croce di Cristo. Gal. 6:12
- Poiché neppur quelli stessi che son circoncisi, osservano la legge; ma vogliono che siate circoncisi per potersi gloriare della vostra carne. Gal. 6:13
- Ma quanto a me, non sia mai ch'io mi glorî d'altro che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso, e io sono stato crocifisso per il mondo. Gal. 6:14
- Poiché tanto la circoncisione che l'incirconcisione non son nulla; quel che importa è l'essere una nuova creatura. Gal. 6:15
- La Grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia col vostro spirito, fratelli. Amen. Gal. 6:18
- a lode della gloria della sua grazia, la quale Egli ci ha largita nell'amato suo. Efe. 1:6
- Poiché in lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione de' peccati, secondo le ricchezze della sua grazia; Efe. 1:7
- per tradurlo in atto nella pienezza dei tempi, e che consiste nel raccogliere sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che son nei cieli, quanto quelle che son sopra la terra. Efe. 1:10
- In lui voi pure, dopo aver udito la parola della verità, l'evangelo della vostra salvazione, in lui avendo creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, Efe. 1:13
- affinché l'Iddio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per la piena conoscenza di lui, Efe. 1:17
- ed illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza Egli v'abbia chiamati, qual sia la ricchezza della gloria della sua eredità nei santi, Efe. 1:18
- La qual potente efficacia della sua forza Egli ha spiegata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla propria destra ne' luoghi celesti, Efe. 1:20
- Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Efe. 2:8
- Poiché è lui ch'è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto un solo ed ha abbattuto il muro di separazione Efe. 2:14
- con l'abolire nella sua carne la causa dell'inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti, affin di creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo facendo la pace; Efe. 2:15
- ed affin di riconciliarli ambedue in un corpo unico con Dio, mediante la sua croce, sulla quale fece morire l'inimicizia loro. Efe. 2:16
- E con la sua venuta ha annunziato la buona novella della pace a voi che eravate lontani, e della pace a quelli che eran vicini. Efe. 2:17
- essendo stati edificati sul fondamento degli apostoli e de' profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, Efe. 2:20
- le quali leggendo, potete capire la intelligenza che io ho del mistero di Cristo. Efe. 3:4
- del quale io sono stato fatto ministro, in virtù del dono della grazia di Dio largitami secondo la virtù della sua potenza. Efe. 3:7
- affinché nel tempo presente, ai principati ed alle potestà, ne' luoghi celesti, sia data a conoscere, per mezzo della Chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio, Efe. 3:10
- nel quale abbiamo la libertà d'accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui. Efe. 3:12
- Perciò io vi chieggo che non veniate meno nell'animo a motivo delle tribolazioni ch'io patisco per voi, poiché esse sono la vostra gloria). Efe. 3:13
- affinché, essendo radicati e fondati nell'amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi qual sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo, Efe. 3:18
- e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché giungiate ad esser ripieni di tutta la pienezza di Dio. Efe. 3:19
- Or a Colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente al di là di quel che domandiamo o pensiamo, Efe. 3:20
- a Lui sia la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù, per tutte le età, ne' secoli de' secoli. Amen. Efe. 3:21
- Ma a ciascun di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono largito da Cristo. Efe. 4:7
- per il perfezionamento de' santi, per l'opera del ministerio, per la edificazione del corpo di Cristo, Efe. 4:12
- affinché non siamo più de' bambini, sballottati e portati qua e là da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per l'astuzia loro nelle arti seduttrici dell'errore; Efe. 4:14
- Se pur l'avete udito ed in lui siete stati ammaestrati secondo la verità che è in Gesù, Efe. 4:21
- avete imparato, per quanto concerne la vostra condotta di prima, a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; Efe. 4:22
- Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri. Efe. 4:25
- Perciò non siate disavveduti, ma intendete bene quale sia la volontà del Signore. Efe. 5:17
- Ma come la Chiesa è soggetta a Cristo, così debbono anche le mogli esser soggette a' loro mariti in ogni cosa. Efe. 5:24
- Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, Efe. 5:25
- affin di santificarla, dopo averla purificata col lavacro dell'acqua mediante la Parola, Efe. 5:26
- Poiché niuno ebbe mai in odio la sua carne; anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la Chiesa, Efe. 5:29
- Ma d'altronde, anche fra voi, ciascuno individualmente così ami sua moglie, come ama se stesso; e altresì la moglie rispetti il marito. Efe. 5:33
- Servi, ubbidite ai vostri signori secondo la carne, con timore e tremore, nella semplicità del cuor vostro, come a Cristo, Efe. 6:5
- sapendo che ognuno, quand'abbia fatto qualche bene, ne riceverà la retribuzione dal Signore, servo o libero che sia. Efe. 6:8
- Perciò, prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e dopo aver compiuto tutto il dover vostro, restare in piè. Efe. 6:13
- State dunque saldi avendo presa la verità a cintura dei fianchi, essendovi rivestiti della corazza della giustizia Efe. 6:14
- Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio; Efe. 6:17
- La grazia sia con tutti quelli che amano il Signor nostro Gesù Cristo con purità incorrotta. Efe. 6:24
- avendo fiducia in questo: che Colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. Fil. 1:6
- E la mia preghiera è che il vostro amore sempre più abbondi in conoscenza e in ogni discernimento, Fil. 1:9
- tanto che a tutta la guardia pretoriana e a tutti gli altri è divenuto notorio che io sono in catene per Cristo; Fil. 1:13
- e la maggior parte de' fratelli nel Signore, incoraggiati dai miei legami, hanno preso vie maggior ardire nell'annunziare senza paura la Parola di Dio. Fil. 1:14
- secondo la mia viva aspettazione e la mia speranza di non essere svergognato in cosa alcuna; ma che con ogni franchezza, ora come sempre Cristo sarà magnificato nel mio corpo, sia con la vita, sia con la morte. Fil. 1:20
- Ed ho questa ferma fiducia ch'io rimarrò e dimorerò con tutti voi per il vostro progresso e per la gioia della vostra fede; Fil. 1:25
- onde il vostro gloriarvi abbondi in Cristo Gesù a motivo di me, per la mia presenza di nuovo in mezzo a voi. Fil. 1:26
- Soltanto, conducetevi in modo degno del Vangelo di Cristo, affinché, o che io venga a vedervi o che sia assente, oda di voi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo assieme d'un medesimo animo per la fede del Vangelo, Fil. 1:27
- sostenendo voi la stessa lotta che mi avete veduto sostenere, e nella quale ora udite ch'io mi trovo. Fil. 1:30
- rendete perfetta la mia allegrezza, avendo un medesimo sentimento, un medesimo amore, essendo d'un animo, di un unico sentire; Fil. 2:2
- affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, Fil. 2:10
- Così, miei cari, come sempre siete stati ubbidienti, non solo come s'io fossi presente, ma molto più adesso che sono assente, compiete la vostra salvezza con timore e tremore; Fil. 2:12
- poiché Dio è quel che opera in voi il volere e l'operare, per la sua benevolenza. Fil. 2:13
- affinché siate irreprensibili e schietti, figliuoli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale voi risplendete come luminari nel mondo, tenendo alta la Parola della vita, Fil. 2:15
- perché, per l'opera di Cristo egli è stato vicino alla morte, avendo arrischiata la propria vita per supplire ai servizî che non potevate rendermi voi stessi. Fil. 2:30
- e d'esser trovato in lui avendo non una giustizia mia, derivante dalla legge, ma quella che si ha mediante la fede in Cristo; la giustizia che vien da Dio, basata sulla fede; Fil. 3:9
- in guisa ch'io possa conoscere esso Cristo, e la potenza della sua risurrezione, e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme a lui nella sua morte, Fil. 3:10
- proseguo il corso verso la mèta per ottenere il premio della superna vocazione di Dio in Cristo Gesù. Fil. 3:14
- Soltanto, dal punto al quale siamo arrivati, continuiamo a camminare per la stessa via. Fil. 3:16
- la fine de' quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l'animo alle cose della terra. Fil. 3:19
- Quanto a noi, la nostra cittadinanza è ne' cieli, d'onde anche aspettiamo come Salvatore il Signor Gesù Cristo, Fil. 3:20
- il quale trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria, in virtù della potenza per la quale egli può anche sottoporsi ogni cosa. Fil. 3:21
- La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini. Fil. 4:5
- E la pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza, guarderà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Fil. 4:7
- Anche voi sapete, o Filippesi, che quando cominciai a predicar l'Evangelo, dopo aver lasciata la Macedonia, nessuna chiesa mi fece parte di nulla per quanto concerne il dare e l'avere, se non voi soli; Fil. 4:15
- Or all'Iddio e Padre nostro sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen. Fil. 4:20
- La grazia del Signor Gesù Cristo sia con lo spirito vostro. Fil. 4:23
- a motivo della speranza che vi è riposta nei cieli; speranza che avete da tempo conosciuta mediante la predicazione della verità del Vangelo Col. 1:5
- che è pervenuto sino a voi, come sta portando frutto e crescendo in tutto il mondo nel modo che fa pure tra voi dal giorno che udiste e conosceste la grazia di Dio in verità, Col. 1:6
- essendo fortificati in ogni forza secondo la potenza della sua gloria, onde possiate essere in tutto pazienti e longanimi; Col. 1:11
- nel quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati; Col. 1:14
- Poiché in lui si compiacque il Padre di far abitare tutta la pienezza Col. 1:19
- e di riconciliare con sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della croce d'esso; per mezzo di lui, dico, tanto le cose che sono sulla terra, quanto quelle che sono nei cieli. Col. 1:20
- se pur perseverate nella fede, fondati e saldi, e non essendo smossi dalla speranza dell'Evangelo che avete udito, che fu predicato in tutta la creazione sotto il cielo, e del quale io, Paolo, sono stato fatto ministro. Col. 1:23
- Ora io mi rallegro nelle mie sofferenze per voi; e quel che manca alle afflizioni di Cristo lo compio nella mia carne a pro del corpo di lui che è la Chiesa; Col. 1:24
- della quale io sono stato fatto ministro, secondo l'ufficio datomi da Dio per voi di annunziare nella sua pienezza la parola di Dio, Col. 1:25
- ai quali Iddio ha voluto far conoscere qual sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra i Gentili, che è Cristo in voi, speranza della gloria; Col. 1:27
- Poiché desidero che sappiate qual arduo combattimento io sostengo per voi e per quelli di Laodicea e per tutti quelli che non hanno veduto la mia faccia; Col. 2:1
- perché, sebbene sia assente di persona, pure son con voi in ispirito, rallegrandomi e mirando il vostro ordine e la fermezza della vostra fede in Cristo. Col. 2:5
- Guardate che non vi sia alcuno che faccia di voi sua preda con la filosofia e con vanità ingannatrice secondo la tradizione degli uomini, gli elementi del mondo, e non secondo Cristo; Col. 2:8
- poiché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità, Col. 2:9
- essendo stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che ha risuscitato lui dai morti. Col. 2:12
- Quelle cose hanno, è vero, riputazione di sapienza per quel tanto che è in esse di culto volontario, di umiltà, e di austerità nel trattare il corpo; ma non hanno alcun valore e servon solo a soddisfare la carne. Col. 2:23
- poiché voi moriste, e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio. Col. 3:3
- Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria. Col. 3:4
- Fate dunque morire le vostre membra che son sulla terra: fornicazione, impurità, lussuria, mala concupiscenza e cupidigia, la quale è idolatria. Col. 3:5
- E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti. Col. 3:15
- La parola di Cristo abiti in voi doviziosamente; ammaestrandovi ed ammonendovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni, e cantici spirituali. Col. 3:16
- Servi, ubbidite in ogni cosa ai vostri padroni secondo la carne; non servendoli soltanto quando vi vedono come per piacere agli uomini, ma con semplicità di cuore, temendo il Signore. Col. 3:22
- Servite a Cristo il Signore! Poiché chi fa torto riceverà la retribuzione del torto che avrà fatto; e non ci son riguardi personali. Col. 3:25
- pregando in pari tempo anche per noi, affinché Iddio ci apra una porta per la Parola onde possiamo annunziare il mistero di Cristo, a cagion del quale io mi trovo anche prigione; Col. 4:3
- Epafra, che è dei vostri e servo di Cristo Gesù, vi saluta. Egli lotta sempre per voi nelle sue preghiere affinché perfetti e pienamente accertati stiate fermi in tutta la volontà di Dio. Col. 4:12
- Salutate i fratelli che sono in Laodicea, e Ninfa e la chiesa che è in casa sua. Col. 4:15
- Il saluto è di mia propria mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi. Col. 4:18
- conoscendo, fratelli amati da Dio, la vostra elezione. 1 Tes. 1:4
- E voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la Parola in mezzo a molte afflizioni, con allegrezza dello Spirito Santo; 1 Tes. 1:6
- Poiché da voi la parola del Signore ha echeggiato non soltanto nella Macedonia e nell'Acaia, ma la fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo; talché non abbiam bisogno di parlarne; 1 Tes. 1:8
- perché eglino stessi raccontano di noi quale sia stata la nostra venuta tra voi, e come vi siete convertiti dagl'idoli a Dio per servire all'Iddio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figliuolo, 1 Tes. 1:9
- Voi stessi, fratelli, sapete che la nostra venuta tra voi non è stata invano; 1 Tes. 2:1
- Poiché la nostra esortazione non procede da impostura, né da motivi impuri, né è fatta con frode; 1 Tes. 2:3
- E non abbiam cercato gloria dagli uomini, né da voi, né da altri, quantunque, come apostoli di Cristo, avessimo potuto far valere la nostra autorità; 1 Tes. 2:6
- Perché, fratelli, voi la ricordate la nostra fatica e la nostra pena; egli è lavorando notte e giorno per non essere d'aggravio ad alcuno di voi, che v'abbiam predicato l'Evangelo di Dio. 1 Tes. 2:9
- E per questa ragione anche noi rendiamo del continuo grazie a Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l'accettaste non come parola d'uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete. 1 Tes. 2:13
- divietandoci di parlare ai Gentili perché sieno salvati. Essi vengon così colmando senza posa la misura dei loro peccati; ma ormai li ha raggiunti l'ira finale. 1 Tes. 2:16
- Quant'è a noi, fratelli, orbati di voi per breve tempo, di persona, non di cuore, abbiamo tanto maggiormente cercato, con gran desiderio, di veder la vostra faccia. 1 Tes. 2:17
- Qual è infatti la nostra speranza, o la nostra allegrezza, o la corona di cui ci gloriamo? Non siete forse voi, nel cospetto del nostro Signor Gesù quand'egli verrà? 1 Tes. 2:19
- Sì, certo, la nostra gloria e la nostra allegrezza siete voi. 1 Tes. 2:20
- Perciò anch'io, non potendo più resistere, mandai ad informarmi della vostra fede, per tema che il tentatore vi avesse tentati, e la nostra fatica fosse riuscita vana. 1 Tes. 3:5
- per questa ragione, fratelli, siamo stati consolati a vostro riguardo, in mezzo a tutte le nostre distrette e afflizioni, mediante la vostra fede; 1 Tes. 3:7
- mentre notte e giorno preghiamo intensamente di poter vedere la vostra faccia e supplire alle lacune della vostra fede? 1 Tes. 3:10
- Ora Iddio stesso, nostro Padre, e il Signor nostro Gesù ci appianino la via per venir da voi; 1 Tes. 3:11
- Poiché sapete quali comandamenti vi abbiamo dati per la grazia del Signor Gesù. 1 Tes. 4:2
- Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v'asteniate dalla fornicazione, 1 Tes. 4:3
- perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; 1 Tes. 4:16
- ma noi, che siamo del giorno, siamo sobrî, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore, e preso per elmo la speranza della salvezza. 1 Tes. 5:8
- in ogni cosa rendete grazie, poiché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 1 Tes. 5:18
- Or l'Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo. 1 Tes. 5:23
- La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi. 1 Tes. 5:28
- Noi siamo in obbligo di render sempre grazie a Dio per voi, fratelli, com'è ben giusto che facciamo, perché cresce sommamente la vostra fede, e abbonda vie più l'amore di ciascun di voi tutti per gli altri; 2 Tes. 1:3
- onde il nome del nostro Signor Gesù sia glorificato in voi, e voi in lui, secondo la grazia dell'Iddio nostro e del Signor Gesù Cristo. 2 Tes. 1:12
- Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e il nostro adunamento con lui, 2 Tes. 2:1
- vi preghiamo di non lasciarvi così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra, quasi che il giorno del Signore fosse imminente. 2 Tes. 2:2
- La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigî bugiardi; 2 Tes. 2:9
- Ma noi siamo in obbligo di render del continuo grazie di voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Iddio fin dal principio vi ha eletti a salvezza mediante la santificazione nello Spirito e la fede nella verità. 2 Tes. 2:13
- A questo Egli vi ha pure chiamati per mezzo del nostro Evangelo, onde giungiate a ottenere la gloria del Signor nostro Gesù Cristo. 2 Tes. 2:14
- Così dunque, fratelli, state saldi e ritenete gli insegnamenti che vi abbiam trasmessi sia con la parola, sia con una nostra epistola. 2 Tes. 2:15
- Or lo stesso Signor nostro Gesù Cristo e Iddio nostro Padre che ci ha amati e ci ha dato per la sua grazia una consolazione eterna e una buona speranza, 2 Tes. 2:16
- Del rimanente, fratelli, pregate per noi perché la parola del Signore si spanda e sia glorificata com'è tra voi, 2 Tes. 3:1
- e perché noi siamo liberati dagli uomini molesti e malvagi, poiché non tutti hanno la fede. 2 Tes. 3:2
- Or il Signore della pace vi dia egli stesso del continuo la pace in ogni maniera. Il Signore sia con tutti voi. 2 Tes. 3:16
- La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con tutti voi. 2 Tes. 3:18
- né si occupino di favole e di genealogie senza fine, le quali producono questioni, anziché promuovere la dispensazione di Dio, che è in fede. 1 Tim. 1:4
- Or noi sappiamo che la legge è buona, se uno l'usa legittimamente, 1 Tim. 1:8
- riconoscendo che la legge è fatta non per il giusto, ma per gl'iniqui e i ribelli, per gli empî e i peccatori, per gli scellerati e gl'irreligiosi, per i percuotitori di padre e madre, 1 Tim. 1:9
- e la grazia del Signor nostro è sovrabbondata con la fede e con l'amore che è in Cristo Gesù. 1 Tim. 1:14
- Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo dimostrasse in me per il primo tutta la sua longanimità, e io servissi d'esempio a quelli che per l'avvenire crederebbero in lui per aver la vita eterna. 1 Tim. 1:16
- Io t'affido quest'incarico, o figliuol mio Timoteo, in armonia con le profezie che sono state innanzi fatte a tuo riguardo, affinché tu guerreggi in virtù d'esse la buona guerra, 1 Tim. 1:18
- La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. 1 Tim. 2:11
- e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione; 1 Tim. 2:14
- che governi bene la propria famiglia e tenga i figliuoli in sottomissione e in tutta riverenza 1 Tim. 3:4
- (che se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?), 1 Tim. 3:5
- e, se mai tardo, affinché tu sappia come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la Chiesa dell'Iddio vivente, colonna e base della verità. 1 Tim. 3:15
- i quali vieteranno il matrimonio e ordineranno l'astensione da cibi che Dio ha creati affinché quelli che credono e hanno ben conosciuta la verità, ne usino con rendimento di grazie. 1 Tim. 4:3
- perché l'esercizio corporale è utile a poca cosa, mentre la pietà è utile ad ogni cosa, avendo la promessa della vita presente e di quella a venire. 1 Tim. 4:8
- Poiché per questo noi fatichiamo e lottiamo: perché abbiamo posto la nostra speranza nell'Iddio vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini, principalmente dei credenti. 1 Tim. 4:10
- Ordina queste cose e insegnale. Nessuno sprezzi la tua giovinezza; 1 Tim. 4:11
- Ma se una vedova ha de' figliuoli o de' nipoti, imparino essi prima a mostrarsi pii verso la propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori, perché questo è accettevole nel cospetto di Dio. 1 Tim. 5:4
- Or la vedova che è veramente tale e sola al mondo, ha posto la sua speranza in Dio, e persevera in supplicazioni e preghiere notte e giorno; 1 Tim. 5:5
- Che se uno non provvede ai suoi, e principalmente a quelli di casa sua, ha rinnegato la fede, ed è peggiore dell'incredulo. 1 Tim. 5:8
- Sia la vedova iscritta nel catalogo quando non abbia meno di sessant'anni: quando sia stata moglie d'un marito solo, 1 Tim. 5:9
- e sono colpevoli perché hanno rotta la prima fede; 1 Tim. 5:12
- Io voglio dunque che le vedove giovani si maritino, abbiano figliuoli, governino la casa, non diano agli avversari alcuna occasione di maldicenza, 1 Tim. 5:14
- Se qualche credente ha delle vedove, le soccorra, e la chiesa non ne sia gravata, onde possa soccorrer quelle che son veramente vedove. 1 Tim. 5:16
- Gli anziani che tengon bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che faticano nella predicazione e nell'insegnamento; 1 Tim. 5:17
- poiché la Scrittura dice: Non metter la museruola al bue che trebbia; e l'operaio è degno della sua mercede. 1 Tim. 5:18
- Tutti coloro che sono sotto il giogo della servitù, reputino i loro padroni come degni d'ogni onore, affinché il nome di Dio e la dottrina non vengano biasimati. 1 Tim. 6:1
- acerbe discussioni d'uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno. 1 Tim. 6:5
- Or la pietà con animo contento del proprio stato, è un gran guadagno; 1 Tim. 6:6
- Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale facesti quella bella confessione in presenza di molti testimoni. 1 Tim. 6:12
- la quale sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signor dei signori, 1 Tim. 6:15
- A quelli che son ricchi in questo mondo ordina che non siano d'animo altero, che non ripongano la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, il quale ci somministra copiosamente ogni cosa perché ne godiamo; 1 Tim. 6:17
- in modo da farsi un tesoro ben fondato per l'avvenire, a fin di conseguire la vera vita. 1 Tim. 6:19
- della quale alcuni facendo professione, si sono sviati dalla fede. La grazia sia con voi. 1 Tim. 6:21
- Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, 2 Tim. 1:1
- Io ricordo infatti la fede non finta che è in te, la quale abitò prima nella tua nonna Loide e nella tua madre Eunice, e, son persuaso, abita in te pure. 2 Tim. 1:5
- Per questa ragione ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per la imposizione delle mie mani. 2 Tim. 1:6
- il quale ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il proprio proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù avanti i secoli, 2 Tim. 1:9
- ma che è stata ora manifestata coll'apparizione del Salvator nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha prodotto in luce la vita e l'immortalità mediante l'Evangelo, 2 Tim. 1:10
- Il lavoratore che fatica dev'essere il primo ad aver la sua parte de' frutti. 2 Tim. 2:6
- per il quale io soffro afflizione fino ad essere incatenato come un malfattore, ma la parola di Dio non è incatenata. 2 Tim. 2:9
- Perciò io sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch'essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù con gloria eterna. 2 Tim. 2:10
- Studiati di presentar te stesso approvato dinanzi a Dio: operaio che non abbia ad esser confuso, che tagli rettamente la parola della verità. 2 Tim. 2:15
- e la loro parola andrà rodendo come fa la cancrena; fra i quali sono Imeneo e Fileto; 2 Tim. 2:17
- uomini che si sono sviati dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta, e sovvertono la fede di alcuni. 2 Tim. 2:18
- correggendo con dolcezza quelli che contradicono, se mai avvenga che Dio conceda loro di ravvedersi per riconoscere la verità; 2 Tim. 2:25
- in guisa che, tornati in sé, escano dal laccio del diavolo, che li avea presi prigionieri perché facessero la sua volontà. 2 Tim. 2:26
- aventi le forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza. 2 Tim. 3:5
- Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini. 2 Tim. 3:9
- e che fin da fanciullo hai avuto conoscenza degli Scritti sacri, i quali possono renderti savio a salute mediante la fede che è in Cristo Gesù. 2 Tim. 3:15
- Io te ne scongiuro nel cospetto di Dio e di Cristo Gesù che ha da giudicare i vivi e i morti, e per la sua apparizione e per il suo regno: 2 Tim. 4:1
- Predica la Parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, sgrida, esorta con grande pazienza e sempre istruendo. 2 Tim. 4:2
- Perché verrà il tempo che non sopporteranno la sana dottrina; ma per prurito d'udire si accumuleranno dottori secondo le loro proprie voglie 2 Tim. 4:3
- Io ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbata la fede; 2 Tim. 4:7
- del rimanente mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione. 2 Tim. 4:8
- Il Signore mi libererà da ogni mala azione e mi salverà nel suo regno celeste. A lui sia la gloria ne' secoli dei secoli. Amen. 2 Tim. 4:18
- Saluta Prisca ed Aquila e la famiglia d'Onesiforo. 2 Tim. 4:19
- Il Signore sia col tuo spirito. La grazia sia con voi. 2 Tim. 4:22
- Paolo, servitor di Dio e apostolo di Gesù Cristo per la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è secondo pietà, Tito 1:1
- nella speranza della vita eterna la quale Iddio, che non può mentire, promise avanti i secoli, Tito 1:2
- manifestando poi nei suoi proprî tempi la sua parola mediante la predicazione che è stata a me affidata per mandato di Dio, nostro Salvatore, Tito 1:3
- a Tito, mio vero figliuolo secondo la fede che ci è comune, grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro Salvatore. Tito 1:4
- Poiché vi son molti ribelli, cianciatori e seduttori di menti, specialmente fra quelli della circoncisione, ai quali bisogna turar la bocca; Tito 1:10
- Tutto è puro per quelli che son puri; ma per i contaminati ed increduli niente è puro; anzi, tanto la mente che la coscienza loro son contaminate. Tito 1:15
- ad esser assennate, caste, date ai lavori domestici, buone, soggette ai loro mariti, affinché la Parola di Dio non sia bestemmiata. Tito 2:5
- a non frodarli, ma a mostrar sempre lealtà perfetta, onde onorino la dottrina di Dio, nostro Salvatore, in ogni cosa. Tito 2:10
- Poiché la grazia di Dio, salutare per tutti gli uomini, è apparsa Tito 2:11
- aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Iddio e Salvatore, Cristo Gesù; Tito 2:13
- Perché anche noi eravamo una volta insensati, ribelli, traviati, servi di varie concupiscenze e voluttà, menanti la vita in malizia ed invidia, odiosi e odiantici gli uni gli altri. Tito 3:3
- Ma quando la benignità di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini sono stati manifestati, Tito 3:4
- Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, Tito 3:5
- affinché, giustificati per la sua grazia, noi fossimo fatti eredi secondo la speranza della vita eterna. Tito 3:7
- Tutti quelli che son meco ti salutano. Saluta quelli che ci amano in fede. La grazia sia con tutti voi! Tito 3:15
- e domando che la nostra comunione di fede sia efficace nel farti riconoscere ogni bene che si compia in noi, alla gloria di Cristo. Fil'm 1:6
- La grazia del Signor Gesù Cristo sia con lo spirito vostro. Fil'm 1:25
- il quale, essendo lo splendore della sua gloria e l'impronta della sua essenza e sostenendo tutte le cose con la parola della sua potenza, quand'ebbe fatta la purificazione dei peccati, si pose a sedere alla destra della Maestà ne' luoghi altissimi, Ebr. 1:3
- Tu hai amata la giustizia e hai odiata l'iniquità; perciò Dio, l'Iddio tuo, ha unto te d'olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni. Ebr. 1:9
- E ancora: Tu, Signore, nel principio, fondasti la terra, e i cieli son opera delle tue mani. Ebr. 1:10
- Non sono eglino tutti spiriti ministratori, mandati a servire a pro di quelli che hanno da eredare la salvezza? Ebr. 1:14
- Perché, se la parola pronunziata per mezzo d'angeli si dimostrò ferma, e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione, Ebr. 2:2
- come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza? La quale, dopo essere stata prima annunziata dal Signore, ci è stata confermata da quelli che l'aveano udita, Ebr. 2:3
- mentre Dio stesso aggiungeva la sua testimonianza alla loro, con de' segni e de' prodigî, con opere potenti svariate, e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà. Ebr. 2:4
- ben vediamo però colui che è stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioè Gesù, coronato di gloria e d'onore a motivo della morte che ha patita, onde, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti. Ebr. 2:9
- Poiché e colui che santifica e quelli che son santificati, provengon tutti da uno; per la qual ragione egli non si vergogna di chiamarli fratelli, Ebr. 2:11
- dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli; in mezzo alla raunanza canterò la tua lode. Ebr. 2:12
- E di nuovo: Io metterò la mia fiducia in Lui. E di nuovo: Ecco me e i figliuoli che Dio mi ha dati. Ebr. 2:13
- Poiché dunque i figliuoli partecipano del sangue e della carne, anch'egli vi ha similmente partecipato, affinché, mediante la morte, distruggesse colui che avea l'impero della morte, cioè il diavolo, Ebr. 2:14
- e liberasse tutti quelli che per il timor della morte erano per tutta la vita soggetti a schiavitù. Ebr. 2:15
- il quale è fedele a Colui che l'ha costituito, come anche lo fu Mosè in tutta la casa di Dio. Ebr. 3:2
- Poiché egli è stato reputato degno di tanta maggior gloria che Mosè, di quanto è maggiore l'onore di Colui che fabbrica la casa, in confronto di quello della casa stessa. Ebr. 3:3
- E Mosè fu bensì fedele in tutta la casa di Dio come servitore per testimoniar delle cose che dovevano esser dette; Ebr. 3:5
- ma Cristo lo è come Figlio, sopra la sua casa; e la sua casa siamo noi se riteniam ferma sino alla fine la nostra franchezza e il vanto della nostra speranza. Ebr. 3:6
- Perciò, come dice lo Spirito Santo, Oggi, se udite la sua voce, Ebr. 3:7
- poiché siam diventati partecipi di Cristo, a condizione che riteniam ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio, Ebr. 3:14
- mentre ci vien detto: Oggi, se udite la sua voce, non indurate i vostri cuori, come nel dì della provocazione. Ebr. 3:15
- Poiché a noi come a loro è stata annunziata una buona novella; ma la parola udita non giovò loro nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l'avevano udita. Ebr. 4:2
- Poiché dunque è riserbato ad alcuni d'entrarvi e quelli ai quali la buona novella fu prima annunziata non v'entrarono a motivo della loro disubbidienza, Ebr. 4:6
- Egli determina di nuovo un giorno "Oggi" dicendo nei Salmi, dopo lungo tempo, come s'è detto dianzi: Oggi, se udite la sua voce, non indurate i vostri cuori! Ebr. 4:7
- Perché la parola di Dio è vivente ed efficace, e più affilata di qualunque spada a due tagli, e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolle; e giudica i sentimenti ed i pensieri del cuore. Ebr. 4:12
- Avendo noi dunque un gran Sommo Sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figliuol di Dio, riteniamo fermamente la professione della nostra fede. Ebr. 4:14
- Così anche Cristo non si prese da sé la gloria d'esser fatto Sommo Sacerdote; ma l'ebbe da Colui che gli disse: Tu sei il mio Figliuolo; oggi t'ho generato; Ebr. 5:5
- e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, Ebr. 6:5
- Infatti, la terra che beve la pioggia che viene spesse volte su lei, e produce erbe utili a quelli per i quali è coltivata, riceve benedizione da Dio; Ebr. 6:7
- ma se porta spine e triboli, è riprovata e vicina ad esser maledetta; e la sua fine è d'esser arsa. Ebr. 6:8
- Poiché, quando Iddio fece la promessa ad Abramo, siccome non potea giurare per alcuno maggiore di lui, giurò per se stesso, Ebr. 6:13
- E così, avendo aspettato con pazienza, Abramo ottenne la promessa. Ebr. 6:15
- Perché gli uomini giurano per qualcuno maggiore di loro; e per essi il giuramento è la conferma che pone fine ad ogni contestazione. Ebr. 6:16
- Così, volendo Iddio mostrare vie meglio agli eredi della promessa la immutabilità del suo consiglio, intervenne con un giuramento, Ebr. 6:17
- affinché, mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione noi, che abbiam cercato il nostro rifugio nell'afferrar saldamente la speranza che ci era posta dinanzi; Ebr. 6:18
- la quale noi teniamo qual'àncora dell'anima, sicura e ferma e penetrante di là dalla cortina, Ebr. 6:19
- a cui Abramo diede anche la decima d'ogni cosa, il quale in prima, secondo la interpretazione del suo nome, è Re di giustizia, e poi anche Re di Salem, vale a dire Re di pace, Ebr. 7:2
- Or considerate quanto grande fosse colui al quale Abramo, il patriarca, dette la decima del meglio della preda. Ebr. 7:4
- Or quelli d'infra i figliuoli di Levi che ricevono il sacerdozio, hanno bensì ordine, secondo la legge, di prender le decime dal popolo, cioè dai loro fratelli, benché questi siano usciti dai lombi d'Abramo; Ebr. 7:5
- quello, invece, che non è della loro stirpe, prese la decima da Abramo e benedisse colui che avea le promesse! Ebr. 7:6
- Ora, se la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico (perché su quello è basata la legge data al popolo), che bisogno c'era ancora che sorgesse un altro sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec e non scelto secondo l'ordine d'Aronne? Ebr. 7:11
- perché è ben noto che il nostro Signore è sorto dalla tribù di Giuda, circa la quale Mosè non disse nulla che concernesse il sacerdozio. Ebr. 7:14
- E la cosa è ancora vie più evidente se sorge, a somiglianza di Melchisedec, Ebr. 7:15
- (poiché la legge non ha condotto nulla a compimento); ma v'è altresì l'introduzione d'una migliore speranza, mediante la quale ci accostiamo a Dio. Ebr. 7:19
- Inoltre, quelli sono stati fatti sacerdoti in gran numero, perché per la morte erano impediti di durare; Ebr. 7:23
- La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a infermità; ma la parola del giuramento fatto dopo la legge costituisce il Figliuolo, che è stato reso perfetto per sempre. Ebr. 7:28
- Or, se fosse sulla terra, egli non sarebbe neppur sacerdote, perché ci son quelli che offrono i doni secondo la legge, Ebr. 8:4
- Difatti, Iddio, biasimando il popolo, dice: Ecco i giorni vengono, dice il Signore, che io concluderò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda, un patto nuovo; Ebr. 8:8
- non un patto come quello che feci coi loro padri nel giorno che li presi per la mano per trarli fuori dal paese d'Egitto; perché essi non han perseverato nel mio patto, ed io alla mia volta non mi son curato di loro, dice il Signore. Ebr. 8:9
- E questo è il patto che farò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Io porrò le mie leggi nelle loro menti, e le scriverò sui loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. Ebr. 8:10
- Infatti fu preparato un primo tabernacolo, nel quale si trovavano il candeliere, la tavola, e la presentazione de' pani; e questo si chiamava il Luogo santo. Ebr. 9:2
- E dietro la seconda cortina v'era il tabernacolo detto il Luogo santissimo, Ebr. 9:3
- contenente un turibolo d'oro, e l'arca del patto, tutta ricoperta d'oro, nella quale si trovavano un vaso d'oro contenente la manna, la verga d'Aronne che avea fiorito, e le tavole del patto. Ebr. 9:4
- Lo Spirito Santo volea con questo significare che la via al santuario non era ancora manifestata finché sussisteva ancora il primo tabernacolo. Ebr. 9:8
- Perché, se il sangue di becchi e di tori e la cenere d'una giovenca sparsa su quelli che son contaminati santificano in modo da dar la purità della carne, Ebr. 9:13
- quanto più il sangue di Cristo che mediante lo Spirito eterno ha offerto se stesso puro d'ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire all'Iddio vivente? Ebr. 9:14
- Ed è per questa ragione che egli è mediatore d'un nuovo patto, affinché, avvenuta la sua morte per la redenzione delle trasgressioni commesse sotto il primo patto, i chiamati ricevano l'eterna eredità promessa. Ebr. 9:15
- Infatti, dove c'è un testamento, bisogna che sia accertata la morte del testatore. Ebr. 9:16
- Perché un testamento è valido quand'è avvenuta la morte; poiché non ha valore finché vive il testatore. Ebr. 9:17
- Difatti, quando tutti i comandamenti furono secondo la legge proclamati da Mosè a tutto il popolo, egli prese il sangue de' vitelli e de' becchi con acqua, lana scarlatta ed issopo, e ne asperse il libro stesso e tutto il popolo, Ebr. 9:19
- E secondo la legge, quasi ogni cosa è purificata con sangue; e senza spargimento di sangue non c'è remissione. Ebr. 9:22
- così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a quelli che l'aspettano per la loro salvezza. Ebr. 9:28
- Poiché la legge, avendo un'ombra dei futuri beni, non la realtà stessa delle cose, non può mai con quegli stessi sacrificî, che sono offerti continuamente, anno dopo anno, render perfetti quelli che s'accostano a Dio. Ebr. 10:1
- Allora ho detto: Ecco, io vengo (nel rotolo del libro è scritto di me) per fare, o Dio, la tua volontà. Ebr. 10:7
- Dopo aver detto prima: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrificî, né offerte, né olocausti, né sacrificî per il peccato (i quali sono offerti secondo la legge), egli dice poi: Ebr. 10:8
- Ecco, io vengo per fare la tua volontà. Egli toglie via il primo per stabilire il secondo. Ebr. 10:9
- per quella via recente e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, Ebr. 10:20
- e avendo noi un gran Sacerdote sopra la casa di Dio, Ebr. 10:21
- Riteniam fermamente la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è Colui che ha fatte le promesse. Ebr. 10:23
- non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni son usi di fare, ma esortandoci a vicenda; e tanto più, che vedete avvicinarsi il gran giorno. Ebr. 10:25
- Perché, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non resta più alcun sacrificio per i peccati; Ebr. 10:26
- Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. Ebr. 10:28
- Poiché noi sappiamo chi è Colui che ha detto: A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. Ebr. 10:30
- Infatti, voi simpatizzaste coi carcerati, e accettaste con allegrezza la ruberia de' vostri beni, sapendo d'aver per voi una sostanza migliore e permanente. Ebr. 10:34
- Non gettate dunque via la vostra franchezza la quale ha una grande ricompensa! Ebr. 10:35
- Poiché voi avete bisogno di costanza, affinché, avendo fatta la volontà di Dio, otteniate quel che v'è promesso. Perché: Ebr. 10:36
- Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono. Ebr. 11:1
- Per fede Enoc fu trasportato perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio l'avea trasportato; poiché avanti che fosse trasportato fu di lui testimoniato ch'egli era piaciuto a Dio. Ebr. 11:5
- Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, mosso da pio timore, preparò un'arca per la salvezza della propria famiglia; e per essa fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha mediante la fede. Ebr. 11:7
- perché aspettava la città che ha i veri fondamenti e il cui architetto e costruttore è Dio. Ebr. 11:10
- Per fede Sara anch'ella, benché fuori d'età, ricevette forza di concepire, perché reputò fedele Colui che avea fatto la promessa. Ebr. 11:11
- E perciò, da uno solo, e già svigorito, è nata una discendenza numerosa come le stelle del cielo, come la rena lungo la riva del mare che non si può contare. Ebr. 11:12
- Per fede celebrò la Pasqua e fece lo spruzzamento del sangue affinché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti. Ebr. 11:28
- Per fede Raab, la meretrice, non perì coi disubbidienti, avendo accolto le spie in pace. Ebr. 11:31
- spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, guarirono da infermità, divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri. Ebr. 11:34
- Le donne ricuperarono per risurrezione i loro morti; e altri furon martirizzati non avendo accettata la loro liberazione affin di ottenere una risurrezione migliore; Ebr. 11:35
- E tutti costoro, pur avendo avuta buona testimonianza per la loro fede, non ottennero quello ch'era stato promesso, Ebr. 11:39
- duce e perfetto esempio di fede, il quale per la gioia che gli era posta dinanzi sopportò la croce sprezzando il vituperio, e s'è posto a sedere alla destra del trono di Dio. Ebr. 12:2
- Che se siete senza quella disciplina della quale tutti hanno avuto la loro parte, siete dunque bastardi, e non figliuoli. Ebr. 12:8
- Procacciate pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore; Ebr. 12:14
- che nessuno sia fornicatore, o profano, come Esaù che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura. Ebr. 12:16
- Poiché voi sapete che anche quando più tardi volle eredare la benedizione fu respinto, perché non trovò luogo a pentimento, sebbene la richiedesse con lagrime. Ebr. 12:17
- Poiché voi non siete venuti al monte che si toccava con la mano, avvolto nel fuoco, né alla caligine, né alla tenebria, né alla tempesta, Ebr. 12:18
- né al suono della tromba, né alla voce che parlava in modo che quelli che la udirono richiesero che niuna parola fosse loro più rivolta Ebr. 12:19
- ma voi siete venuti al monte di Sion, e alla città dell'Iddio vivente, che è la Gerusalemme celeste, e alla festante assemblea delle miriadi degli angeli Ebr. 12:22
- Guardate di non rifiutare Colui che parla; perché, se quelli non scamparono quando rifiutarono Colui che rivelava loro in terra la sua volontà, molto meno scamperemo noi se voltiam le spalle a Colui che parla dal cielo; Ebr. 12:25
- la cui voce scosse allora la terra, ma che adesso ha fatto questa promessa: Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo. Ebr. 12:26
- Or questo `ancora una volta' indica la remozione delle cose scosse, come di cose fatte, onde sussistan ferme quelle che non sono scosse. Ebr. 12:27
- Ricordatevi dei vostri conduttori, i quali v'hanno annunziato la parola di Dio; e considerando com'hanno finito la loro carriera, imitate la loro fede. Ebr. 13:7
- E non dimenticate di esercitar la beneficenza e di far parte agli altri de' vostri beni; perché è di tali sacrificî che Dio si compiace. Ebr. 13:16
- vi renda compiuti in ogni bene, onde facciate la sua volontà, operando in voi quel che è gradito nel suo cospetto, per mezzo di Gesù Cristo; a Lui sia la gloria ne' secoli dei secoli. Amen. Ebr. 13:21
- Or, fratelli, comportate, vi prego, la mia parola d'esortazione; perché v'ho scritto brevemente. Ebr. 13:22
- La grazia sia con tutti voi. Amen. Ebr. 13:25
- sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. Giac. 1:3
- E la costanza compia appieno l'opera sua in voi, onde siate perfetti e completi, di nulla mancanti. Giac. 1:4
- Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata. Giac. 1:5
- Il sole si leva col suo calore ardente e fa seccare l'erba, e il fiore d'essa cade, e la bellezza della sua apparenza perisce; così anche il ricco appassirà nelle sue imprese. Giac. 1:11
- Beato l'uomo che sostiene la prova; perché, essendosi reso approvato, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promessa a quelli che l'amano. Giac. 1:12
- Poi la concupiscenza avendo concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quand'è compiuto, produce la morte. Giac. 1:15
- Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature. Giac. 1:18
- perché l'ira dell'uomo non mette in opra la giustizia di Dio. Giac. 1:20
- Perciò, deposta ogni lordura e resto di malizia, ricevete con mansuetudine la Parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre. Giac. 1:21
- Perché, se uno è uditore della Parola e non facitore, è simile a un uomo che mira la sua natural faccia in uno specchio; Giac. 1:23
- Ma chi riguarda bene addentro nella legge perfetta, che è la legge della libertà, e persevera, questi, non essendo un uditore dimentichevole ma facitore dell'opera, sarà beato nel suo operare. Giac. 1:25
- Se uno pensa d'esser religioso, e non tiene a freno la sua lingua ma seduce il cuor suo, la religione di quel tale è vana. Giac. 1:26
- La religione pura e immacolata dinanzi a Dio e Padre è questa: visitar gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e conservarsi puri dal mondo. Giac. 1:27
- Fratelli miei, la vostra fede nel nostro Signor Gesù Cristo, il Signor della gloria, sia scevra da riguardi personali. Giac. 2:1
- Certo, se adempite la legge reale, secondo che dice la Scrittura: Ama il tuo prossimo come te stesso, fate bene; Giac. 2:8
- Poiché chiunque avrà osservato tutta la legge, e avrà fallito in un sol punto, si rende colpevole su tutti i punti. Giac. 2:10
- Perché il giudicio è senza misericordia per colui che non ha usato misericordia: la misericordia trionfa del giudicio. Giac. 2:13
- Che giova, fratelli miei, se uno dice d'aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Giac. 2:14
- Anzi uno piuttosto dirà: Tu hai la fede, ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. Giac. 2:18
- Ma vuoi tu, o uomo vano, conoscere che la fede senza le opere non ha valore? Giac. 2:20
- Tu vedi che la fede operava insieme con le opere di lui, e che per le opere la sua fede fu resa compiuta; Giac. 2:22
- e così fu adempiuta la Scrittura che dice: E Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia; e fu chiamato amico di Dio. Giac. 2:23
- Parimente, Raab, la meretrice, non fu anch'ella giustificata per le opere quando accolse i messi e li mandò via per un altro cammino? Giac. 2:25
- Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta. Giac. 2:26
- Così anche la lingua è un piccol membro, e si vanta di gran cose. Vedete un piccol fuoco, che gran foresta incendia! Giac. 3:5
- Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell'iniquità. Posta com'è fra le nostre membra, contamina tutto il corpo e infiamma la ruota della vita, ed è infiammata dalla geenna. Giac. 3:6
- ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male senza posa, è piena di mortifero veleno. Giac. 3:8
- Fratelli miei, non dev'essere così. La fonte getta essa dalla medesima apertura il dolce e l'amaro? Giac. 3:11
- Chi è savio e intelligente fra voi? Mostri con la buona condotta le sue opere in mansuetudine di sapienza. Giac. 3:13
- Ma se avete nel cuor vostro dell'invidia amara e uno spirito di contenzione, non vi gloriate e non mentite contro la verità. Giac. 3:14
- Questa non è la sapienza che scende dall'alto, anzi ella è terrena, carnale, diabolica. Giac. 3:15
- Ma la sapienza che è da alto, prima è pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia. Giac. 3:17
- Ovvero pensate voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch'Egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia? Giac. 4:5
- Ma Egli dà maggior grazia; perciò la Scrittura dice: Giac. 4:6
- Siate afflitti e fate cordoglio e piangete! Sia il vostro riso convertito in lutto, e la vostra allegrezza in mestizia! Giac. 4:9
- Non parlate gli uni contro gli altri, fratelli. Chi parla contro un fratello, o giudica il suo fratello, parla contro la legge e giudica la legge. Ora, se tu giudichi la legge, non sei un osservatore della legge, ma un giudice. Giac. 4:11
- mentre non sapete quel che avverrà domani! Che cos'è la vita vostra? Poiché siete un vapore che appare per un po' di tempo e poi svanisce. Giac. 4:14
- Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro a voi, e divorerà le vostre carni a guisa di fuoco. Avete accumulato tesori negli ultimi giorni. Giac. 5:3
- Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Ecco, l'agricoltore aspetta il prezioso frutto della terra pazientando, finché esso abbia ricevuto la pioggia della prima e dell'ultima stagione. Giac. 5:7
- Siate anche voi pazienti; rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. Giac. 5:8
- Ecco, noi chiamiam beati quelli che hanno sofferto con costanza. Avete udito parlare della costanza di Giobbe, e avete veduto la fine riserbatagli dal Signore, perché il Signore è pieno di compassione e misericordioso. Giac. 5:11
- Ma, innanzi tutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento; ma sia il vostro sì, sì, e il vostro no, no, affinché non cadiate sotto giudicio. Giac. 5:12
- e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s'egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi. Giac. 5:15
- Confessate dunque i falli gli uni agli altri, e pregate gli uni per gli altri onde siate guariti; molto può la supplicazione del giusto, fatta con efficacia. Giac. 5:16
- Pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia, e la terra produsse il suo frutto. Giac. 5:18
- eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, ad ubbidire e ad esser cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate. 1 Pie. 1:2
- Benedetto sia l'Iddio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua gran misericordia ci ha fatti rinascere, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 1 Pie. 1:3
- che dalla potenza di Dio, mediante la fede, siete custoditi per la salvazione che sta per esser rivelata negli ultimi tempi. 1 Pie. 1:5
- affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell'oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo; 1 Pie. 1:7
- ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime. 1 Pie. 1:9
- ma come Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta; 1 Pie. 1:15
- i quali per mezzo di lui credete in Dio che l'ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, onde la vostra fede e la vostra speranza fossero in Dio. 1 Pie. 1:21
- poiché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la parola di Dio vivente e permanente. 1 Pie. 1:23
- ma la parola del Signore permane in eterno. E questa è la Parola della Buona Novella che vi è stata annunziata. 1 Pie. 1:25
- appetite il puro latte spirituale, onde per esso cresciate per la salvezza, 1 Pie. 2:2
- Per voi dunque che credete ell'è preziosa; ma per gl'increduli la pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch'è divenuta la pietra angolare, e una pietra d'inciampo e un sasso d'intoppo; 1 Pie. 2:7
- Poiché questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca alla ignoranza degli uomini stolti; 1 Pie. 2:15
- come liberi, ma non usando già della libertà qual manto che copra la malizia, ma come servi di Dio. 1 Pie. 2:16
- Onorate tutti. Amate la fratellanza. Temete Iddio. Rendete onore al re. 1 Pie. 2:17
- egli, che ha portato egli stesso i nostri peccati nel suo corpo, sul legno, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le cui lividure siete stati sanati. 1 Pie. 2:24
- quand'avranno considerato la vostra condotta casta e rispettosa. 1 Pie. 3:2
- non rendendo male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati onde ereditiate la benedizione. 1 Pie. 3:9
- Perché Chi vuol amar la vita e veder buoni giorni, rattenga la sua lingua dal male e le sue labbra dal parlar con frode; 1 Pie. 3:10
- si ritragga dal male e faccia il bene; cerchi la pace e la procacci; 1 Pie. 3:11
- perché gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alle loro supplicazioni; ma la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male. 1 Pie. 3:12
- Ma anche se aveste a soffrire per cagion di giustizia, beati voi! E non vi sgomenti la paura che incutono e non vi conturbate; 1 Pie. 3:14
- onde laddove sparlano di voi, siano svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo. 1 Pie. 3:16
- Perché è meglio, se pur tale è la volontà di Dio, che soffriate facendo il bene, anziché facendo il male. 1 Pie. 3:17
- i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, ai giorni di Noè, mentre si preparava l'arca; nella quale poche anime, cioè otto, furon salvate tra mezzo all'acqua. 1 Pie. 3:20
- Alla qual figura corrisponde il battesimo (non il nettamento delle sozzure della carne ma la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio), il quale ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo, 1 Pie. 3:21
- Poiché basta l'aver dato il vostro passato a fare la volontà de' Gentili col vivere nelle lascivie, nelle concupiscenze, nelle ubriachezze, nelle gozzoviglie, negli sbevazzamenti, e nelle nefande idolatrie. 1 Pie. 4:3
- Per la qual cosa trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di dissolutezza, e dicon male di voi. 1 Pie. 4:4
- Or la fine d'ogni cosa è vicina; siate dunque temperati e vigilanti alle orazioni. 1 Pie. 4:7
- Se uno parla, lo faccia come annunziando oracoli di Dio; se uno esercita un ministerio, lo faccia come con la forza che Dio fornisce, onde in ogni cosa sia glorificato Iddio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e l'imperio ne' secoli de' secoli. Amen. 1 Pie. 4:11
- Poiché è giunto il tempo in cui il giudicio ha da cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, qual sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al Vangelo di Dio? 1 Pie. 4:17
- Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, raccomandino le anime loro al fedel Creatore, facendo il bene. 1 Pie. 4:19
- E quando sarà apparito il sommo Pastore, otterrete la corona della gloria che non appassisce. 1 Pie. 5:4
- Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché Egli v'innalzi a suo tempo, 1 Pie. 5:6
- Per mezzo di Silvano, nostro fedel fratello, com'io lo stimo, v'ho scritto brevemente esortandovi, e attestando che questa è la vera grazia di Dio; in essa state saldi. 1 Pie. 5:12
- La chiesa che è in Babilonia eletta come voi, vi saluta; e così fa Marco, il mio figliuolo. 1 Pie. 5:13
- Simon Pietro, servitore e apostolo di Gesù Cristo, a quelli che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo: 2 Pie. 1:1
- Poiché la sua potenza divina ci ha donate tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà mediante la conoscenza di Colui che ci ha chiamati mercé la propria gloria e virtù, 2 Pie. 1:3
- voi, per questa stessa ragione, mettendo in ciò dal canto vostro ogni premura, aggiungete alla fede vostra la virtù; alla virtù la conoscenza; 2 Pie. 1:5
- alla conoscenza la continenza; alla continenza la pazienza; alla pazienza la pietà; alla pietà l'amor fraterno; 2 Pie. 1:6
- e all'amor fraterno la carità. 2 Pie. 1:7
- Poiché colui nel quale queste cose non si trovano, è cieco, ha la vista corta, avendo dimenticato il purgamento de' suoi vecchi peccati. 2 Pie. 1:9
- Perciò, fratelli, vie più studiatevi di render sicura la vostra vocazione ed elezione; perché, facendo queste cose, non inciamperete giammai, 2 Pie. 1:10
- Ma mi studierò di far sì che dopo la mia dipartenza abbiate sempre modo di ricordarvi di queste cose. 2 Pie. 1:15
- Poiché non è coll'andar dietro a favole artificiosamente composte che vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signor Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà. 2 Pie. 1:16
- Abbiamo pure la parola profetica, più ferma, alla quale fate bene di prestare attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga ne' vostri cuori; 2 Pie. 1:19
- E molti seguiranno le loro lascivie; e a cagion loro la via della verità sarà diffamata. 2 Pie. 2:2
- Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte; il loro giudicio già da tempo è all'opera, e la loro ruina non sonnecchia. 2 Pie. 2:3
- Ma costoro, come bruti senza ragione, nati alla vita animale per esser presi e distrutti, dicendo male di quel che ignorano, periranno per la loro propria corruzione, ricevendo il salario della loro iniquità. 2 Pie. 2:12
- Lasciata la diritta strada, si sono smarriti, seguendo la via di Balaam, figliuolo di Beor, che amò il salario d'iniquità, 2 Pie. 2:15
- ma fu ripreso per la sua prevaricazione: un'asina muta, parlando con voce umana, represse la follia del profeta. 2 Pie. 2:16
- Costoro son fonti senz'acqua, e nuvole sospinte dal turbine; a loro è riserbata la caligine delle tenebre. 2 Pie. 2:17
- promettendo loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione; giacché uno diventa schiavo di ciò che l'ha vinto. 2 Pie. 2:19
- Poiché, se dopo esser fuggiti dalle contaminazioni del mondo mediante la conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, si lascian di nuovo avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima diventa peggiore della prima. 2 Pie. 2:20
- Perché meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuta la via della giustizia, che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento ch'era loro stato dato. 2 Pie. 2:21
- È avvenuto di loro quel che dice con verità il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito, e: La troia lavata è tornata a voltolarsi nel fango. 2 Pie. 2:22
- Diletti, questa è già la seconda epistola che vi scrivo; e in ambedue io tengo desta la vostra mente sincera facendo appello alla vostra memoria, 2 Pie. 3:1
- e diranno: Dov'è la promessa della sua venuta? perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano nel medesimo stato come dal principio della creazione. 2 Pie. 3:4
- mentre i cieli d'adesso e la terra, per la medesima Parola son custoditi, essendo riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della distruzione degli uomini empî. 2 Pie. 3:7
- Ma il giorno del Signore verrà come un ladro; in esso i cieli passeranno stridendo, e gli elementi infiammati si dissolveranno, e la terra e le opere che sono in essa saranno arse. 2 Pie. 3:10
- aspettando e affrettando la venuta del giorno di Dio, a cagion del quale i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si struggeranno? 2 Pie. 3:12
- Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, ne' quali abiti la giustizia. 2 Pie. 3:13
- e ritenete che la pazienza del Signor nostro è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo ve l'ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; 2 Pie. 3:15
- ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in sempiterno. Amen. 2 Pie. 3:18
- (e la vita è stata manifestata e noi l'abbiam veduta e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata), 1 GIov. 1:2
- quello, dico, che abbiam veduto e udito, noi l'annunziamo anche a voi, affinché voi pure abbiate comunione con noi, e la nostra comunione è col Padre e col suo Figliuolo, Gesù Cristo. 1 GIov. 1:3
- E noi vi scriviamo queste cose affinché la nostra allegrezza sia compiuta. 1 GIov. 1:4
- Se diciamo che abbiam comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; 1 GIov. 1:6
- Se diciamo d'esser senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. 1 GIov. 1:8
- Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi. 1 GIov. 1:10
- ed egli è la propiziazione per i nostri peccati; e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo. 1 GIov. 2:2
- Chi dice: Io l'ho conosciuto e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo, e la verità non è in lui; 1 GIov. 2:4
- ma chi osserva la sua parola, l'amor di Dio è in lui veramente compiuto. 1 GIov. 2:5
- Diletti, non è un nuovo comandamento ch'io vi scrivo, ma un comandamento vecchio, che aveste dal principio: il comandamento vecchio è la Parola che avete udita. 1 GIov. 2:7
- E però è un comandamento nuovo ch'io vi scrivo; il che è vero in lui ed in voi; perché le tenebre stanno passando, e la vera luce già risplende. 1 GIov. 2:8
- Figliuoletti, v'ho scritto perché avete conosciuto il Padre. Padri, v'ho scritto perché avete conosciuto Colui che è dal principio. Giovani, v'ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio dimora in voi, e avete vinto il maligno. 1 GIov. 2:14
- Poiché tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita non è dal Padre, ma è dal mondo. 1 GIov. 2:16
- E il mondo passa via con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio dimora in eterno. 1 GIov. 2:17
- Io vi ho scritto non perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete, e perché tutto quel ch'è menzogna non ha che fare colla verità. 1 GIov. 2:21
- E questa è la promessa ch'egli ci ha fatta: cioè la vita eterna. 1 GIov. 2:25
- Se sapete che egli è giusto, sappiate che anche tutti quelli che praticano la giustizia son nati da lui. 1 GIov. 2:29
- Chi fa il peccato commette una violazione della legge; e il peccato è la violazione della legge. 1 GIov. 3:4
- Figliuoletti, nessuno vi seduca. Chi opera la giustizia è giusto, come egli è giusto. 1 GIov. 3:7
- Da questo sono manifesti i figliuoli di Dio e i figliuoli del diavolo: chiunque non opera la giustizia non è da Dio; e così pure chi non ama il suo fratello. 1 GIov. 3:10
- Chiunque odia il suo fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida ha la vita eterna dimorante in se stesso. 1 GIov. 3:15
- Noi abbiam conosciuto l'amore da questo: che Egli ha data la sua vita per noi; noi pure dobbiam dare la nostra vita per i fratelli. 1 GIov. 3:16
- Figliuoletti, non amiamo a parole e con la lingua, ma a fatti e in verità. 1 GIov. 3:18
- e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da Lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciam le cose che gli son grate. 1 GIov. 3:22
- In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Iddio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato il suo Figliuolo per essere la propiziazione per i nostri peccati. 1 GIov. 4:10
- Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amor perfetto caccia via la paura; perché la paura implica apprensione di castigo; e chi ha paura non è perfetto nell'amore. 1 GIov. 4:18
- Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. 1 GIov. 5:4
- Questi è colui che è venuto con acqua e con sangue, cioè, Gesù Cristo; non con l'acqua soltanto, ma con l'acqua e col sangue. Ed è lo Spirito che ne rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità. 1 GIov. 5:6
- Se accettiamo la testimonianza degli uomini, maggiore è la testimonianza di Dio; e la testimonianza di Dio è quella ch'Egli ha resa circa il suo Figliuolo. 1 GIov. 5:9
- E la testimonianza è questa: Iddio ci ha data la vita eterna, e questa vita è nel suo Figliuolo. 1 GIov. 5:11
- Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuolo di Dio, non ha la vita. 1 GIov. 5:12
- Io v'ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuol di Dio. 1 GIov. 5:13
- E questa è la confidanza che abbiamo in lui: che se domandiamo qualcosa secondo la sua volontà, Egli ci esaudisce; 1 GIov. 5:14
- Se uno vede il suo fratello commettere un peccato che non meni a morte, pregherà, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono peccato che non meni a morte. V'è un peccato che mena a morte; non è per quello che dico di pregare. 1 GIov. 5:16
- ma sappiamo che il Figliuol di Dio è venuto e ci ha dato intendimento per conoscere Colui che è il vero; e noi siamo in Colui che è il vero Dio, nel suo Figliuolo Gesù Cristo. Quello è il vero Dio e la vita eterna. 1 GIov. 5:20
- L'anziano alla signora eletta e ai suoi figliuoli che io amo in verità (e non io soltanto ma anche tutti quelli che hanno conosciuto la verità), 2 Giov. 1:1
- Pur avendo molte cose da scrivervi, non ho voluto farlo per mezzo di carta e d'inchiostro; ma spero di venire da voi e di parlarvi a voce, affinché la vostra allegrezza sia compiuta. 2 Giov. 1:12
- Noi dunque dobbiamo accogliere tali uomini, per essere cooperatori con la verità. 3 Giov. 1:8
- A Demetrio è resa testimonianza da tutti e dalla verità stessa; e anche noi ne testimoniamo; e tu sai che la nostra testimonianza è vera. 3 Giov. 1:12
- Ma spero vederti tosto, e ci parleremo a voce. La pace sia teco. Gli amici ti salutano. Saluta gli amici ad uno ad uno. 3 Giov. 1:14
- Diletti, ponendo io ogni studio nello scrivervi della nostra comune salvazione, mi sono trovato costretto a scrivervi per esortarvi a combattere strenuamente per la fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi. Guida 1:3
- Poiché si sono intrusi fra noi certi uomini, (per i quali già ab antico è scritta questa condanna), empî che volgon in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo. Guida 1:4
- e che Egli ha serbato in catene eterne, nelle tenebre, per il giudicio del gran giorno, gli angeli che non serbarono la loro dignità primiera, ma lasciarono la loro propria dimora. Guida 1:6
- Nello stesso modo Sodoma e Gomorra e le città circonvicine, essendosi abbandonate alla fornicazione nella stessa maniera di costoro ed essendo andate dietro a vizî contro natura, sono poste come un esempio, portando la pena d'un fuoco eterno. Guida 1:7
- E ciò nonostante, anche costoro, nello stesso modo, trasognati, mentre contaminano la carne, disprezzano l'autorità e dicon male della dignità. Guida 1:8
- Guai a loro! Perché si sono incamminati per la via di Caino, e per amor di lucro si son gettati nei traviamenti di Balaam, e son periti per la ribellione di Core. Guida 1:11
- furiose onde del mare, schiumanti la lor bruttura; stelle erranti, a cui è riserbata la caligine delle tenebre in eterno. Guida 1:13
- Costoro son mormoratori, querimoniosi; camminano secondo le loro concupiscenze; la loro bocca proferisce cose sopra modo gonfie, e circondano d'ammirazione le persone per motivi interessati. Guida 1:16
- conservatevi nell'amor di Dio, aspettando la misericordia del Signor nostro Gesù Cristo per aver la vita eterna. Guida 1:21
- salvateli, strappandoli dal fuoco; e degli altri abbiate pietà mista a timore, odiando perfino la veste macchiata dalla carne. Guida 1:23
- La rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli ha data per mostrare ai suoi servitori le cose che debbono avvenire in breve; ed egli l'ha fatta conoscere mandandola per mezzo del suo angelo al suo servitore Giovanni, Apoc. 1:1
- il quale ha attestato la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, tutto ciò ch'egli ha veduto. Apoc. 1:2
- e ci ha fatti essere un regno e sacerdoti all'Iddio e Padre suo, a lui siano la gloria e l'imperio nei secoli dei secoli. Amen. Apoc. 1:6
- E io mi voltai per veder la voce che mi parlava; e come mi fui voltato, vidi sette candelabri d'oro; Apoc. 1:12
- e i suoi piedi eran simili a terso rame, arroventato in una fornace; e la sua voce era come la voce di molte acque. Apoc. 1:15
- E quando l'ebbi veduto, caddi ai suoi piedi come morto; ed egli mise la sua man destra su di me, dicendo: Non temere; io sono il primo e l'ultimo, Apoc. 1:17
- Io conosco le tue opere e la tua fatica e la tua costanza e che non puoi sopportare i malvagi e hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli e non lo sono, e li hai trovati mendaci; Apoc. 2:2
- Io conosco la tua tribolazione e la tua povertà (ma pur sei ricco) e le calunnie lanciate da quelli che dicono d'esser Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. Apoc. 2:9
- Non temere quel che avrai da soffrire; ecco, il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, perché siate provati; e avrete una tribolazione di dieci giorni. Sii fedele fino alla morte, e io ti darò la corona della vita. Apoc. 2:10
- E all'angelo della chiesa di Pergamo scrivi: Queste cose dice colui che ha la spada acuta a due tagli: Apoc. 2:12
- Io conosco dove tu abiti, cioè là dov'è il trono di Satana; eppur tu ritieni fermamente il mio nome, e non rinnegasti la mia fede, neppur nei giorni in cui Antipa, il mio fedel testimone, fu ucciso tra voi, dove abita Satana. Apoc. 2:13
- Ma ho alcune poche cose contro di te: cioè, che tu hai quivi di quelli che professano la dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balac a porre un intoppo davanti ai figliuoli d'Israele, inducendoli a mangiare delle cose sacrificate agli idoli e a fornicare. Apoc. 2:14
- Così hai anche tu di quelli che in simil guisa professano la dottrina dei Nicolaiti. Apoc. 2:15
- Ravvediti dunque; se no, verrò tosto a te, e combatterò contro a loro con la spada della mia bocca. Apoc. 2:16
- Io conosco le tue opere e il tuo amore e la tua fede e il tuo ministerio e la tua costanza, e che le tue opere ultime sono più abbondanti delle prime. Apoc. 2:19
- E gli darò la stella mattutina. Apoc. 2:28
- E all'angelo della chiesa di Filadelfia scrivi: Queste cose dice il santo, il verace, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, colui che chiude e nessuno apre: Apoc. 3:7
- Io conosco le tue opere. Ecco, io ti ho posta dinanzi una porta aperta, che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza, hai serbata la mia parola, e non hai rinnegato il mio nome. Apoc. 3:8
- Perché tu hai serbata la parola della mia costanza, anch'io ti guarderò dall'ora del cimento che ha da venire su tutto il mondo, per mettere alla prova quelli che abitano sulla terra. Apoc. 3:10
- Io vengo tosto; tieni fermamente quello che hai, affinché nessuno ti tolga la tua corona. Apoc. 3:11
- io ti consiglio di comprare da me dell'oro affinato col fuoco, affinché tu arricchisca; e delle vesti bianche, affinché tu ti vesta e non apparisca la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungertene gli occhi, affinché tu vegga. Apoc. 3:18
- Ecco, io sto alla porta e picchio: se uno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli meco. Apoc. 3:20
- Dopo queste cose io vidi, ed ecco una porta aperta nel cielo, e la prima voce che avevo udita parlante meco a guisa di tromba, mi disse: Sali qua, e io ti mostrerò le cose che debbono avvenire da ora innanzi. Apoc. 4:1
- E la prima creatura vivente era simile a un leone, e la seconda simile a un vitello, e la terza avea la faccia come d'un uomo, e la quarta era simile a un'aquila volante. Apoc. 4:7
- Degno sei, o Signore e Iddio nostro, di ricever la gloria e l'onore e la potenza: poiché tu creasti tutte le cose, e per la tua volontà esistettero e furon create. Apoc. 4:11
- E nessuno, né in cielo, né sulla terra, né sotto la terra, poteva aprire il libro, o guardarlo. Apoc. 5:3
- Poi vidi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello in piedi, che pareva essere stato immolato, ed avea sette corna e sette occhi che sono i sette Spiriti di Dio, mandati per tutta la terra. Apoc. 5:6
- che dicevano con gran voce: Degno è l'Agnello che è stato immolato di ricever la potenza e le ricchezze e la sapienza e la forza e l'onore e la gloria e la benedizione. Apoc. 5:12
- E tutte le creature che sono nel cielo e sulla terra e sotto la terra e sul mare e tutte le cose che sono in essi, le udii che dicevano: A Colui che siede sul trono e all'Agnello siano la benedizione e l'onore e la gloria e l'imperio, nei secoli dei secoli. Apoc. 5:13
- E quando ebbe aperto il secondo suggello, io udii la seconda creatura vivente che diceva: Vieni. Apoc. 6:3
- E uscì fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di toglier la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada. Apoc. 6:4
- E quando ebbe aperto il terzo suggello, io udii la terza creatura vivente che diceva: Vieni. Ed io vidi, ed ecco un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. Apoc. 6:5
- E quando ebbe aperto il quarto suggello, io udii la voce della quarta creatura vivente che diceva: Vieni. Apoc. 6:7
- E io vidi, ed ecco un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava avea nome la Morte; e gli teneva dietro l'Ades. E fu loro data potestà sopra la quarta parte della terra di uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le fiere della terra. Apoc. 6:8
- E quando ebbe aperto il quinto suggello, io vidi sotto l'altare le anime di quelli ch'erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che aveano resa; Apoc. 6:9
- e gridarono con gran voce, dicendo: Fino a quando, o nostro Signore che sei santo e verace, non fai tu giudicio e non vendichi il nostro sangue su quelli che abitano sopra la terra? Apoc. 6:10
- Poi vidi quand'ebbe aperto il sesto suggello: e si fece un gran terremoto; e il sole divenne nero come un cilicio di crine, e tutta la luna diventò come sangue; Apoc. 6:12
- E vidi un altro angelo che saliva dal sol levante, il quale aveva il suggello dell'Iddio vivente; ed egli gridò con gran voce ai quattro angeli ai quali era dato di danneggiare la terra e il mare, dicendo: Apoc. 7:2
- Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché abbiam segnato in fronte col suggello i servitori dell'Iddio nostro. Apoc. 7:3
- E gridavano con gran voce dicendo: La salvezza appartiene all'Iddio nostro il quale siede sul trono, ed all'Agnello. Apoc. 7:10
- Amen! All'Iddio nostro la benedizione e la gloria e la sapienza e le azioni di grazie e l'onore e la potenza e la forza, nei secoli dei secoli! Amen. Apoc. 7:12
- E uno degli anziani mi rivolse la parola dicendomi: Questi che son vestiti di vesti bianche chi son dessi, e donde son venuti? Apoc. 7:13
- Perciò son davanti al trono di Dio, e gli servono giorno e notte nel suo tempio: e Colui che siede sul trono spiegherà su loro la sua tenda. Apoc. 7:15
- E il primo sonò, e vi fu grandine e fuoco, mescolati con sangue, che furon gettati sulla terra; e la terza parte della terra fu arsa, e la terza parte degli alberi fu arsa, ed ogni erba verde fu arsa. Apoc. 8:7
- Poi sonò il secondo angelo, e una massa simile ad una gran montagna ardente fu gettata nel mare; e la terza parte del mare divenne sangue, Apoc. 8:8
- e la terza parte delle creature viventi che erano nel mare morì, e la terza parte delle navi perì. Apoc. 8:9
- Il nome della stella è Assenzio; e la terza parte delle acque divenne assenzio; e molti uomini morirono a cagione di quelle acque, perché eran divenute amare. Apoc. 8:11
- Poi sonò il quarto angelo, e la terza parte del sole fu colpita e la terza parte della luna e la terza parte delle stelle affinché la loro terza parte si oscurasse e il giorno non risplendesse per la sua terza parte e lo stesso avvenisse della notte. Apoc. 8:12
- Poi sonò il quinto angelo, e io vidi una stella caduta dal cielo sulla terra; e ad esso fu data la chiave del pozzo dell'abisso. Apoc. 9:1
- E in quei giorni gli uomini cercheranno la morte e non la troveranno, e desidereranno di morire, e la morte fuggirà da loro. Apoc. 9:6
- la quale diceva al sesto angelo che avea la tromba: Sciogli i quattro angeli che son legati sul gran fiume Eufrate. Apoc. 9:14
- E furono sciolti i quattro angeli che erano stati preparati per quell'ora, per quel giorno e mese e anno, per uccidere la terza parte degli uomini. Apoc. 9:15
- Da queste tre piaghe: dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalle loro bocche fu uccisa la terza parte degli uomini. Apoc. 9:18
- Poi vidi un altro angelo potente che scendeva dal cielo, avvolto in una nuvola; sopra il suo capo era l'arcobaleno; la sua faccia era come il sole, e i suoi piedi come colonne di fuoco; Apoc. 10:1
- levò la man destra al cielo e giurò per Colui che vive nei secoli dei secoli, il quale ha creato il cielo e le cose che sono in esso e la terra e le cose che sono in essa e il mare e le cose che sono in esso, che non ci sarebbe più indugio; Apoc. 10:6
- E la voce che io avevo udita dal cielo mi parlò di nuovo e disse: Va', prendi il libro che è aperto in mano all'angelo che sta in piè sul mare e sulla terra. Apoc. 10:8
- ma tralascia il cortile che è fuori del tempio, e non lo misurare, perché esso è stato dato ai Gentili, e questi calpesteranno la santa città per quarantadue mesi. Apoc. 11:2
- Essi hanno il potere di chiudere il cielo onde non cada pioggia durante i giorni della loro profezia; e hanno potestà sulle acque di convertirle in sangue, potestà di percuotere la terra di qualunque piaga, quante volte vorranno. Apoc. 11:6
- E quando avranno compiuta la loro testimonianza, la bestia che sale dall'abisso moverà loro guerra e li vincerà e li ucciderà. Apoc. 11:7
- E in quell'ora si fece un gran terremoto, e la decima parte della città cadde, e settemila persone furono uccise nel terremoto; e il rimanente fu spaventato e dette gloria all'Iddio del cielo. Apoc. 11:13
- Le nazioni s'erano adirate, ma l'ira tua è giunta, ed è giunto il tempo di giudicare i morti, di dare il loro premio ai tuoi servitori, i profeti, ed ai santi e a quelli che temono il tuo nome, e piccoli e grandi, e di distruggere quelli che distruggon la terra. Apoc. 11:18
- Poi apparve un gran segno nel cielo: una donna rivestita del sole con la luna sotto i piedi, e sul capo una corona di dodici stelle. Apoc. 12:1
- E la sua coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le gettò sulla terra. E il dragone si fermò davanti alla donna che stava per partorire, affin di divorarne il figliuolo, quando l'avrebbe partorito. Apoc. 12:4
- E la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, affinché vi sia nutrita per milleduecentosessanta giorni. Apoc. 12:6
- Ed io udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è venuta la salvezza e la potenza ed il regno dell'Iddio nostro, e la potestà del suo Cristo, perché è stato gettato giù l'accusatore dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all'Iddio nostro, giorno e notte. Apoc. 12:10
- Ma essi l'hanno vinto a cagion del sangue dell'Agnello e a cagion della parola della loro testimonianza; e non hanno amata la loro vita anzi l'hanno esposta alla morte. Apoc. 12:11
- E quando il dragone si vide gettato sulla terra, perseguitò la donna che avea partorito il figliuolo maschio. Apoc. 12:13
- Ma alla donna furon date le due ali della grande aquila affinché se ne volasse nel deserto, nel suo luogo, dove è nutrita un tempo, dei tempi e la metà d'un tempo, lungi dalla presenza del serpente. Apoc. 12:14
- Ma la terra soccorse la donna; e la terra aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il dragone avea gettato fuori dalla propria bocca. Apoc. 12:16
- E il dragone si adirò contro la donna e andò a far guerra col rimanente della progenie d'essa, che serba i comandamenti di Dio e ritiene la testimonianza di Gesù. Apoc. 12:17
- E la bestia ch'io vidi era simile a un leopardo, e i suoi piedi eran come di orso, e la sua bocca come bocca di leone; e il dragone le diede la propria potenza e il proprio trono e grande potestà. Apoc. 13:2
- E io vidi una delle sue teste come ferita a morte; e la sua piaga mortale fu sanata; e tutta la terra maravigliata andò dietro alla bestia; Apoc. 13:3
- e adorarono il dragone perché avea dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: Chi è simile alla bestia? e chi può guerreggiare con lei? Apoc. 13:4
- Ed essa aprì la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome e il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. Apoc. 13:6
- se uno uccide con la spada, bisogna che sia ucciso con la spada. Qui sta la costanza e la fede dei santi. Apoc. 13:10
- Ed esercitava tutta la potestà della prima bestia, alla sua presenza; e facea sì che la terra e quelli che abitano in essa adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata sanata. Apoc. 13:12
- E seduceva quelli che abitavano sulla terra coi segni che le era dato di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di fare un'immagine della bestia che avea ricevuta la ferita della spada ed era tornata in vita. Apoc. 13:14
- Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d'uomo; e il suo numero è 666. Apoc. 13:18
- E udii una voce dal cielo come rumore di molte acque e come rumore di gran tuono; e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe. Apoc. 14:2
- e diceva con gran voce: Temete Iddio e dategli gloria, poiché l'ora del suo giudizio è venuta; e adorate Colui che ha fatto il cielo e la terra e il mare e le fonti delle acque. Apoc. 14:7
- Poi un altro, un secondo angelo, seguì dicendo: Caduta, caduta è Babilonia la grande, che ha fatto bere a tutte le nazioni del vino dell'ira della sua fornicazione. Apoc. 14:8
- E un altro, un terzo angelo, tenne dietro a quelli, dicendo con gran voce: Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, Apoc. 14:9
- E il fumo del loro tormento sale ne' secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome. Apoc. 14:11
- Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù. Apoc. 14:12
- E un altro angelo uscì dal tempio, gridando con gran voce a colui che sedeva sulla nuvola: Metti mano alla tua falce, e mieti; poiché l'ora di mietere è giunta, perché la mèsse della terra è ben matura. Apoc. 14:15
- E colui che sedeva sulla nuvola lanciò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta. Apoc. 14:16
- E un altro angelo, che avea potestà sul fuoco, uscì dall'altare, e gridò con gran voce a quello che avea la falce tagliente, dicendo: Metti mano alla tua falce tagliente, e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature. Apoc. 14:18
- E l'angelo lanciò la sua falce sulla terra e vendemmiò la vigna della terra e gettò le uve nel gran tino dell'ira di Dio. Apoc. 14:19
- E il primo andò e versò la sua coppa sulla terra; e un'ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che aveano il marchio della bestia e che adoravano la sua immagine. Apoc. 16:2
- Poi il secondo angelo versò la sua coppa nel mare; ed esso divenne sangue come di morto; ed ogni essere vivente che si trovava nel mare morì. Apoc. 16:3
- Poi il terzo angelo versò la sua coppa nei fiumi e nelle fonti delle acque; e le acque diventarono sangue. Apoc. 16:4
- Poi il quarto angelo versò la sua coppa sul sole; e al sole fu dato di bruciare gli uomini col fuoco. Apoc. 16:8
- E gli uomini furon arsi dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha la potestà su queste piaghe, e non si ravvidero per dargli gloria. Apoc. 16:9
- Poi il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia; e il regno d'essa divenne tenebroso, e gli uomini si mordevano la lingua per il dolore, Apoc. 16:10
- Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e l'acqua ne fu asciugata affinché fosse preparata la via ai re che vengono dal levante. Apoc. 16:12
- perché sono spiriti di demonî che fan de' segni e si recano dai re di tutto il mondo per radunarli per la battaglia del gran giorno dell'Iddio Onnipotente. Apoc. 16:14
- Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell'aria; e una gran voce uscì dal tempio, dal trono, dicendo: È fatto. Apoc. 16:17
- E la gran città fu divisa in tre parti, e le città delle nazioni caddero; e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle il calice del vino del furor dell'ira sua. Apoc. 16:19
- E cadde dal cielo sugli uomini una gragnuola grossa del peso di circa un talento; e gli uomini bestemmiarono Iddio a motivo della piaga della gragnuola; perché la piaga d'essa era grandissima. Apoc. 16:21
- e con la quale hanno fornicato i re della terra; e gli abitanti della terra sono stati inebriati del vino della sua fornicazione. Apoc. 17:2
- E la donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle; aveva in mano un calice d'oro pieno di abominazioni e delle immondizie della sua fornicazione, Apoc. 17:4
- e sulla fronte avea scritto un nome: Mistero, Babilonia la grande, la madre delle meretrici e delle abominazioni della terra. Apoc. 17:5
- E vidi la donna ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. E quando l'ebbi veduta, mi maravigliai di gran maraviglia. Apoc. 17:6
- E l'angelo mi disse: Perché ti maravigli? Io ti dirò il mistero della donna e della bestia che la porta, la quale ha le sette teste e le dieci corna. Apoc. 17:7
- La bestia che hai veduta era, e non è, e deve salire dall'abisso e andare in perdizione. E quelli che abitano sulla terra i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, si maraviglieranno, vedendo che la bestia era, e non è, e verrà di nuovo. Apoc. 17:8
- Qui sta la mente che ha sapienza. Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede; Apoc. 17:9
- E la bestia che era, e non è, è anch'essa un ottavo re, e viene dai sette, e se ne va in perdizione. Apoc. 17:11
- Costoro hanno uno stesso pensiero e daranno la loro potenza e la loro autorità alla bestia. Apoc. 17:13
- Poi mi disse: Le acque che hai vedute e sulle quali siede la meretrice, son popoli e moltitudini e nazioni e lingue. Apoc. 17:15
- E le dieci corna che hai vedute e la bestia odieranno la meretrice e la renderanno desolata e nuda, e mangeranno le sue carni e la consumeranno col fuoco. Apoc. 17:16
- E la donna che hai veduta è la gran città che impera sui re della terra. Apoc. 17:18
- E dopo queste cose vidi un altro angelo che scendeva dal cielo, il quale aveva gran potestà; e la terra fu illuminata dalla sua gloria. Apoc. 18:1
- Ed egli gridò con voce potente, dicendo: Caduta, caduta è Babilonia la grande, ed è divenuta albergo di demonî e ricetto d'ogni spirito immondo e ricetto d'ogni uccello immondo e abominevole. Apoc. 18:2
- Poiché tutte le nazioni han bevuto del vino dell'ira della sua fornicazione, e i re della terra han fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti con la sua sfrenata lussuria. Apoc. 18:3
- Rendetele il contraccambio di quello ch'ella vi ha fatto, e rendetele al doppio la retribuzione delle sue opere; nel calice in cui ha mesciuto ad altri, mescetele il doppio. Apoc. 18:6
- E i re della terra che fornicavano e lussureggiavan con lei la piangeranno e faran cordoglio per lei quando vedranno il fumo del suo incendio; Apoc. 18:9
- e standosene da lungi per tema del suo tormento diranno: Ahi! ahi! Babilonia, la gran città, la potente città! Il tuo giudicio è venuto in un momento! Apoc. 18:10
- e la cannella e le essenze, e i profumi, e gli unguenti, e l'incenso, e il vino, e l'olio, e il fior di farina, e il grano, e i buoi, e le pecore, e i cavalli, e i carri, e i corpi e le anime d'uomini. Apoc. 18:13
- Ahi! ahi! La gran città ch'era vestita di lino fino e di porpora e di scarlatto, e adorna d'oro e di pietre preziose e di perle! Una cotanta ricchezza è stata devastata in un momento. Apoc. 18:16
- E si getteranno della polvere sul capo e grideranno, piangendo e facendo cordoglio e dicendo: Ahi! ahi! La gran città nella quale tutti coloro che aveano navi in mare si erano arricchiti con la sua magnificenza! In un momento ella è stata ridotta in un deserto. Apoc. 18:19
- Poi un potente angelo sollevò una pietra grossa come una gran macina, e la gettò nel mare dicendo: Così sarà con impeto precipitata Babilonia, la gran città, e non sarà più ritrovata. Apoc. 18:21
- e in lei è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti quelli che sono stati uccisi sopra la terra. Apoc. 18:24
- Dopo queste cose udii come una gran voce d'una immensa moltitudine nel cielo, che diceva: Alleluia! La salvazione e la gloria e la potenza appartengono al nostro Dio; Apoc. 19:1
- perché veraci e giusti sono i suoi giudicî; poiché Egli ha giudicata la gran meretrice che corrompeva la terra con la sua fornicazione e ha vendicato il sangue de' suoi servitori, ridomandandolo dalla mano di lei. Apoc. 19:2
- Poi udii come la voce di una gran moltitudine e come il suono di molte acque e come il rumore di forti tuoni, che diceva: Alleluia! poiché il Signore Iddio nostro, l'Onnipotente, ha preso a regnare. Apoc. 19:6
- Rallegriamoci e giubiliamo e diamo a lui la gloria, poiché son giunte le nozze dell'Agnello, e la sua sposa s'è preparata; Apoc. 19:7
- E io mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo. Ed egli mi disse: Guàrdati dal farlo; io sono tuo conservo e de' tuoi fratelli che serbano la testimonianza di Gesù; adora Iddio! Perché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia. Apoc. 19:10
- Era vestito d'una veste tinta di sangue, e il suo nome è: la Parola di Dio. Apoc. 19:13
- E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per muover guerra a colui che cavalcava il cavallo e all'esercito suo. Apoc. 19:19
- E la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che avea fatto i miracoli davanti a lei, coi quali aveva sedotto quelli che aveano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Ambedue furon gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Apoc. 19:20
- E il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che cavalcava il cavallo; e tutti gli uccelli si satollarono delle loro carni. Apoc. 19:21
- Poi vidi un angelo che scendeva dal cielo e avea la chiave dell'abisso e una gran catena in mano. Apoc. 20:1
- Poi vidi dei troni; e a coloro che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. E vidi le anime di quelli che erano stati decollati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non aveano adorata la bestia né la sua immagine, e non aveano preso il marchio sulla loro fronte e sulla loro mano; ed essi tornarono in vita, e regnarono con Cristo mille anni. Apoc. 20:4
- Il rimanente dei morti non tornò in vita prima che fosser compiti i mille anni. Questa è la prima risurrezione. Apoc. 20:5
- Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su loro non ha potestà la morte seconda ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni. Apoc. 20:6
- e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro canti della terra, Gog e Magog, per adunarle per la battaglia: il loro numero è come la rena del mare. Apoc. 20:8
- E salirono sulla distesa della terra e attorniarono il campo dei santi e la città diletta; ma dal cielo discese del fuoco e le divorò. Apoc. 20:9
- E il diavolo che le avea sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli. Apoc. 20:10
- E il mare rese i morti ch'erano in esso; e la morte e l'Ades resero i loro morti, ed essi furon giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Apoc. 20:13
- E la morte e l'Ades furon gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè, lo stagno di fuoco. Apoc. 20:14
- Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non era più. Apoc. 21:1
- E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scender giù dal cielo d'appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Apoc. 21:2
- e asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro e la morte non sarà più; né ci saran più cordoglio, né grido, né dolore, poiché le cose di prima sono passate. Apoc. 21:4
- Poi mi disse: È compiuto. Io son l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita. Apoc. 21:6
- ma quanto ai codardi, agl'increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda. Apoc. 21:8
- E venne uno dei sette angeli che aveano le sette coppe piene delle sette ultime piaghe; e parlò meco, dicendo: Vieni e ti mostrerò la sposa, la moglie dell'Agnello. Apoc. 21:9
- E mi trasportò in ispirito su di una grande ed alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo d'appresso a Dio, avendo la gloria di Dio. Apoc. 21:10
- E colui che parlava meco aveva una misura, una canna d'oro, per misurare la città, le sue porte e il suo muro. Apoc. 21:15
- E la città era quadrangolare, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna, ed era dodicimila stadi; la sua lunghezza, la sua larghezza e la sua altezza erano uguali. Apoc. 21:16
- Il muro era costruito di diaspro e la città era d'oro puro, simile a vetro puro. Apoc. 21:18
- E le dodici porte eran dodici perle, e ognuna delle porte era fatta d'una perla; e la piazza della città era d'oro puro simile a vetro trasparente. Apoc. 21:21
- E la città non ha bisogno di sole, né di luna che risplendano in lei, perché la illumina la gloria di Dio, e l'Agnello è il suo luminare. Apoc. 21:23
- E le nazioni cammineranno alla sua luce; e i re della terra vi porteranno la loro gloria. Apoc. 21:24
- E le sue porte non saranno mai chiuse di giorno (la notte quivi non sarà più); Apoc. 21:25
- e in lei si porterà la gloria e l'onore delle nazioni. Apoc. 21:26
- In mezzo alla piazza della città e d'ambo i lati del fiume stava l'albero della vita, che dà dodici raccolti, e porta il suo frutto ogni mese; e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni. Apoc. 22:2
- i suoi servitori gli serviranno ed essi vedranno la sua faccia e avranno in fronte il suo nome. Apoc. 22:4
- Chi è ingiusto sia ingiusto ancora; chi è contaminato si contamini ancora; e chi è giusto pratichi ancora la giustizia e chi è santo si santifichi ancora. Apoc. 22:11
- Io son l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo, il principio e la fine. Apoc. 22:13
- Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna. Apoc. 22:15
- Io Gesù ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese. Io son la radice e la progenie di Davide, la lucente stella mattutina. Apoc. 22:16
- E lo Spirito e la sposa dicono: Vieni. E chi ode dica: Vieni. E chi ha sete venga; chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. Apoc. 22:17
- e se alcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Iddio gli torrà la sua parte dell'albero della vita e della città santa, delle cose scritte in questo libro. Apoc. 22:19
- La grazia del Signor Gesù sia con tutti. Apoc. 22:21