LA BIBBIA: Riveduta/Luzzi: Giobbe

Capitolo: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42

Capitolo 1

1C'era nel paese di Uz un uomo che si chiamava Giobbe. Quest'uomo era integro e retto; temeva Iddio e fuggiva il male.2Gli erano nati sette figliuoli e tre figliuole;3possedeva settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento paia di bovi, cinquecento asine e una servitù molto numerosa. E quest'uomo era il più grande di tutti gli Orientali.4I suoi figliuoli solevano andare gli uni dagli altri e darsi un convito, ciascuno nel suo giorno: e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro.5E quando la serie dei giorni di convito era finita, Giobbe li faceva venire per purificarli; si levava di buon mattino, e offriva un olocausto per ciascun d'essi, perché diceva: `Può darsi che i miei figliuoli abbian peccato ed abbiano rinnegato Iddio in cuor loro'. E Giobbe faceva sempre così.6Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all'Eterno, e Satana venne anch'egli in mezzo a loro.7E l'Eterno disse a Satana: `Donde vieni?' E Satana rispose all'Eterno: `Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa'.8E l'Eterno disse a Satana: `Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n'è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male'.9E Satana rispose all'Eterno: `È egli forse per nulla che Giobbe teme Iddio?10Non l'hai tu circondato d'un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l'opera delle sue mani, e il suo bestiame ricopre tutto il paese.11Ma stendi un po' la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia'.12E l'Eterno disse a Satana: `Ebbene! tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona'. - E Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno.13Or accadde che un giorno, mentre i suoi figliuoli e le sue figliuole mangiavano e bevevano del vino in casa del loro fratello maggiore, giunse a Giobbe un messaggero a dirgli:14`I buoi stavano arando e le asine pascevano lì appresso,15quand'ecco i Sabei son piombati loro addosso e li hanno portati via; hanno passato a fil di spada i servitori, e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo'.16Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: `Il fuoco di Dio è caduto dal cielo, ha colpito le pecore e i servitori, e li ha divorati; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo'.17Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: `I Caldei hanno formato tre bande, si son gettati sui cammelli e li han portati via; hanno passato a fil di spada i servitori, e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo'.18Quello parlava ancora quando ne giunse un altro a dire: `I tuoi figliuoli e le tue figliuole mangiavano e bevevano del vino in casa del loro fratello maggiore;19ed ecco che un gran vento, venuto dall'altra parte del deserto, ha investito i quattro canti della casa, ch'è caduta sui giovani; ed essi sono morti; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo'.20Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello e si rase il capo e si prostrò a terra e adorò e disse:21`Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; l'Eterno ha dato, l'Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell'Eterno'.22In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di mal fatto.

Capitolo 2

1Or accadde un giorno, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti all'Eterno, e Satana venne anch'egli in mezzo a loro a presentarsi davanti all'Eterno.2E l'Eterno disse a Satana: `Donde vieni?' E Satana rispose all'Eterno: `Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa'. E l'Eterno disse a Satana:3`Hai tu notato il mio servo Giobbe? Non ce n'è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Iddio e fugga il male. Egli si mantiene saldo nella sua integrità benché tu m'abbia incitato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo'.4E Satana rispose all'Eterno: `Pelle per pelle! L'uomo dà tutto quel che possiede per la sua vita;5ma stendi un po' la tua mano, toccagli le ossa e la carne, e vedrai se non ti rinnega in faccia'.6E l'Eterno disse a Satana: `Ebbene esso è in tuo potere; soltanto rispetta la sua vita'.7E Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno e colpì Giobbe d'un'ulcera maligna dalla pianta de' piedi al sommo del capo; e Giobbe prese un còccio per grattarsi, e stava seduto nella cenere.8E sua moglie gli disse: `Ancora stai saldo nella tua integrità?9Ma lascia stare Iddio, e muori!'10E Giobbe a lei: `Tu parli da donna insensata! Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo d'accettare il male?' - In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.11Or tre amici di Giobbe, Elifaz di Teman, Bildad di Suach e Tsofar di Naama, avendo udito tutti questi mali che gli eran piombati addosso, partirono, ciascuno dal suo paese e si misero d'accordo per venire a condolersi con lui e a consolarlo.12E, levati gli occhi da lontano, essi non lo riconobbero, e alzarono la voce e piansero; si stracciarono i mantelli e si cosparsero il capo di polvere gittandola verso il cielo.13E rimasero seduti per terra, presso a lui, sette giorni e sette notti; e nessuno di loro gli disse verbo, perché vedevano che il suo dolore era molto grande.

Capitolo 3

1Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il giorno della sua nascita.2E prese a dire così:3Perisca il giorno ch'io nacqui e la notte che disse: `È concepito un maschio!'4Quel giorno si converta in tenebre, non se ne curi Iddio dall'alto, né splenda sovr'esso raggio di luce!5Se lo riprendano le tenebre e l'ombra di morte, resti sovr'esso una fitta nuvola, le ecclissi lo riempian di paura!6Quella notte diventi preda d'un buio cupo, non abbia la gioia di contar tra i giorni dell'anno, non entri nel novero de' mesi!7Quella notte sia notte sterile, e non vi s'oda grido di gioia.8La maledicano quei che maledicono i giorni e sono esperti nell'evocare il drago.9Si oscurino le stelle del suo crepuscolo, aspetti la luce e la luce non venga, e non miri le palpebre dell'alba,10poiché non chiuse la porta del seno che mi portava, e non celò l'affanno agli occhi miei.11Perché non morii nel seno di mia madre? Perché non spirai appena uscito dalle sue viscere?12Perché trovai delle ginocchia per ricevermi e delle mammelle da poppare?13Ora mi giacerei tranquillo, dormirei, ed avrei così riposo14coi re e coi consiglieri della terra che si edificaron mausolei,15coi principi che possedean dell'oro e che empiron d'argento le lor case;16o, come l'aborto nascosto, non esisterei, sarei come i feti che non videro la luce.17Là cessano gli empi di tormentare gli altri. Là riposano gli stanchi,18là i prigioni han requie tutti insieme, senz'udir voce d'aguzzino.19Piccoli e grandi sono là del pari, e lo schiavo è libero del suo padrone.20Perché dar la luce all'infelice e la vita a chi ha l'anima nell'amarezza,21i quali aspettano la morte che non viene, e la ricercano più che i tesori nascosti,22e si rallegrerebbero fino a giubilarne, esulterebbero se trovassero una tomba?23Perché dar vita a un uomo la cui via è oscura, e che Dio ha stretto in un cerchio?24Io sospiro anche quando prendo il mio cibo, e i miei gemiti si spandono com'acqua.25Non appena temo un male, ch'esso mi colpisce; e quel che pavento, mi piomba addosso.26Non trovo posa, né requie, né pace, il tormento è continuo!

Capitolo 4

1Allora Elifaz di Teman rispose e disse:2Se provassimo a dirti una parola ti darebbe fastidio? Ma chi potrebbe trattener le parole?3Ecco tu n'hai ammaestrati molti, hai fortificato le mani stanche;4le tue parole hanno rialzato chi stava cadendo, hai raffermato le ginocchia vacillanti;5e ora che il male piomba su te, tu ti lasci abbattere; ora ch'è giunto fino a te, sei tutto smarrito.6La tua pietà non è forse la tua fiducia, e l'integrità della tua vita la speranza tua?7Ricorda: quale innocente perì mai? e dove furono gli uomini retti mai distrutti?8Io per me ho visto che coloro che arano iniquità e seminano tormenti, ne mietono i frutti.9Al soffio di Dio essi periscono, dal vento del suo corruccio son consumati.10Spenta è la voce del ruggente, sono spezzati i denti dei leoncelli.11Perisce per mancanza di preda il forte leone, e restan dispersi i piccini della leonessa.12Una parola m'è furtivamente giunta, e il mio orecchio ne ha còlto il lieve sussurro.13Fra i pensieri delle visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali,14uno spavento mi prese, un tremore, che mi fece fremer tutte l'ossa.15Uno spirito mi passò dinanzi, e i peli mi si rizzarono addosso.16Si fermò, ma non riconobbi il suo sembiante; una figura mi stava davanti agli occhi e udii una voce sommessa che diceva:17`Può il mortale esser giusto dinanzi a Dio? Può l'uomo esser puro dinanzi al suo Fattore?18Ecco, Iddio non si fida de' suoi propri servi, e trova difetti nei suoi angeli;19quanto più in quelli che stanno in case d'argilla, che han per fondamento la polvere e son schiacciati al par delle tignuole!20Tra la mattina e la sera sono infranti; periscono per sempre, senza che alcuno se ne accorga.21La corda della lor tenda, ecco, è strappata, e muoion senza posseder la sapienza'.

Capitolo 5

1Chiama pure! C'è forse chi ti risponda? E a qual dei santi vorrai tu rivolgerti?2No, il cruccio non uccide che l'insensato e l'irritazione non fa morir che lo stolto.3Io ho veduto l'insensato prender radice, ma ben tosto ho dovuto maledirne la dimora.4I suoi figli van privi di soccorso, sono oppressi alla porta, e non c'è chi li difenda.5L'affamato gli divora la raccolta, gliela rapisce perfino di tra le spine; e l'assetato gli trangugia i beni.6Ché la sventura non spunta dalla terra né il dolore germina dal suolo;7ma l'uomo nasce per soffrire, come la favilla per volare in alto.8Io però vorrei cercar di Dio, e a Dio vorrei esporre la mia causa:9a lui, che fa cose grandi, imperscrutabili, maraviglie senza numero;10che spande la pioggia sopra la terra e manda le acque sui campi;11che innalza quelli ch'erano abbassati e pone in salvo gli afflitti in luogo elevato;12che sventa i disegni degli astuti sicché le loro mani non giungono ad eseguirli;13che prende gli abili nella loro astuzia, sì che il consiglio degli scaltri va in rovina.14Di giorno essi incorron nelle tenebre, in pien mezzodì brancolan come di notte;15ma Iddio salva il meschino dalla spada della lor bocca, e il povero di man del potente.16E così pel misero v'è speranza, mentre l'iniquità ha la bocca chiusa.17Beato l'uomo che Dio castiga! E tu non isdegnar la correzione dell'Onnipotente;18giacché egli fa la piaga, ma poi la fascia; egli ferisce, ma le sue mani guariscono.19In sei distrette egli sarà il tuo liberatore e in sette il male non ti toccherà.20In tempo di carestia ti scamperà dalla morte, in tempo di guerra dai colpi della spada.21Sarai sottratto al flagello della lingua, non temerai quando verrà il disastro.22In mezzo al disastro e alla fame riderai, non paventerai le belve della terra;23perché avrai per alleate le pietre del suolo, e gli animali de' campi saran teco in pace.24Saprai sicura la tua tenda; e, visitando i tuoi pascoli, vedrai che non ti manca nulla.25Saprai che la tua progenie moltiplica, che i tuoi rampolli crescono come l'erba de' campi.26Scenderai maturo nella tomba, come la bica di mannelle che si ripone a suo tempo.27Ecco quel che abbiam trovato, riflettendo. Così è. Tu ascolta, e fanne tuo pro.

Capitolo 6

1Allora Giobbe rispose e disse:2Ah, se il mio travaglio si pesasse, se le mie calamità si mettessero tutte insieme sulla bilancia!3Sarebbero trovati più pesanti che la sabbia del mare. Ecco perché le mie parole sono temerarie.4Ché le saette dell'Onnipotente mi trafiggono, lo spirito mio ne sugge il veleno; i terrori di Dio si schierano in battaglia contro me.5L'asino salvatico raglia forse quand'ha l'erba davanti? mugghia forse il bue davanti alla pastura?6Si può egli mangiar ciò ch'è scipito e senza sale? c'è qualche gusto in un chiaro d'uovo?7L'anima mia rifiuta di toccare una simil cosa, essa è per me come un cibo ripugnante.8Oh, m'avvenisse pur quello che chiedo, e mi desse Iddio quello che spero!9Volesse pure Iddio schiacciarmi, stender la mano e tagliare il filo de' miei giorni!10Sarebbe questo un conforto per me, esulterei nei dolori ch'egli non mi risparmia; giacché non ho rinnegato le parole del Santo.11Che è mai la mia forza perch'io speri ancora? Che fine m'aspetta perch'io sia paziente?12La mia forza è essa forza di pietra? e la mia carne, carne di rame?13Non son io ridotto senza energia, e non m'è forse tolta ogni speranza di guarire?14Pietà deve l'amico a colui che soccombe, quand'anche abbandoni il timor dell'Onnipotente.15Ma i fratelli miei si son mostrati infidi come un torrente, come l'acqua di torrenti che passano.16Il ghiaccio li rende torbidi, e la neve vi si scioglie;17ma passato il tempo delle piene, svaniscono; quando sentono il caldo, scompariscono dal loro luogo.18Le carovane che si dirigon là mutano strada, s'inoltran nel deserto, e vi periscono.19Le carovane di Tema li cercavan collo sguardo, i viandanti di Sceba ci contavan su,20ma furon delusi nella loro fiducia; giunti sul luogo, rimasero confusi.21Tali siete divenuti voi per me: vedete uno che fa orrore, e vi prende la paura.22V'ho forse detto: `Datemi qualcosa' o `co' vostri beni fate un donativo a favor mio',23o `liberatemi dalla stretta del nemico', o `scampatemi di man dei prepotenti'?24Ammaestratemi, e mi starò in silenzio; fatemi capire in che cosa ho errato.25Quanto sono efficaci le parole rette! Ma la vostra riprensione che vale?26Volete dunque biasimar delle parole? Ma le parole d'un disperato se le porta il vento!27Voi sareste capaci di trar la sorte sull'orfano, e di contrattare il vostro amico!28Ma pure vi piaccia di rivolgervi a guardarmi, e vedete s'io vi menta in faccia.29Mutate consiglio! Non vi sia in voi iniquità! Mutate consiglio, la mia giustizia sussiste.30V'è qualche iniquità sulla mia lingua? Il mio palato non distingue più quel ch'è male?

Capitolo 7

1La vita dell'uomo sulla terra è una milizia; i giorni suoi son simili ai giorni d'un operaio.2Come lo schiavo anela l'ombra e come l'operaio aspetta il suo salario,3così a me toccan mesi di sciagura, e mi sono assegnate notti di dolore.4Non appena mi corico, dico: `Quando mi leverò?' Ma la notte si prolunga, e mi sazio d'agitazioni infino all'alba.5La mia carne è coperta di vermi e di croste terrose, la mia pelle si richiude, poi riprende a suppurare.6I miei giorni sen vanno più veloci della spola, si consumano senza speranza.7Ricordati, che la mia vita è un soffio! L'occhio mio non vedrà più il bene.8Lo sguardo di chi ora mi vede non mi potrà più scorgere; gli occhi tuoi mi cercheranno, ma io non sarò più.9La nuvola svanisce e si dilegua; così chi scende nel soggiorno de' morti non ne risalirà;10non tornerà più nella sua casa, e il luogo ove stava non lo riconoscerà più.11Io, perciò, non terrò chiusa la bocca; nell'angoscia del mio spirito io parlerò, mi lamenterò nell'amarezza dell'anima mia.12Son io forse il mare o un mostro marino che tu ponga intorno a me una guardia?13Quando dico: `Il mio letto mi darà sollievo, il mio giaciglio allevierà la mia pena',14tu mi sgomenti con sogni, e mi spaventi con visioni;15sicché l'anima mia preferisce soffocare, preferisce a queste ossa la morte.16Io mi vo struggendo; non vivrò sempre; deh, lasciami stare; i giorni miei non son che un soffio.17Che cosa è l'uomo che tu ne faccia tanto caso, che tu ponga mente ad esso,18e lo visiti ogni mattina e lo metta alla prova ad ogni istante?19Quando cesserai di tener lo sguardo fisso su me? Quando mi darai tempo d'inghiottir la mia saliva?20Se ho peccato, che ho fatto a te, o guardiano degli uomini? Perché hai fatto di me il tuo bersaglio? A tal punto che son divenuto un peso a me stesso?21E perché non perdoni le mie trasgressioni e non cancelli la mia iniquità? Poiché presto giacerò nella polvere; e tu mi cercherai, ma io non sarò più.

Capitolo 8

1Allora Bildad di Suach rispose e disse:2Fino a quando terrai tu questi discorsi e saran le parole della tua bocca come un vento impetuoso?3Iddio perverte egli il giudizio? L'Onnipotente perverte egli la giustizia?4Se i tuoi figliuoli han peccato contro lui, egli li ha dati in balìa del loro misfatto;5ma tu, se ricorri a Dio e implori grazia dall'Onnipotente,6se proprio sei puro e integro, certo egli sorgerà in tuo favore, e restaurerà la dimora della tua giustizia.7Così sarà stato piccolo il tuo principio, ma la tua fine sarà grande oltre modo.8Interroga le passate generazioni, rifletti sull'esperienza de' padri;9giacché noi siam d'ieri e non sappiamo nulla; i nostri giorni sulla terra non son che un'ombra;10ma quelli certo t'insegneranno, ti parleranno, e dal loro cuore trarranno discorsi.11Può il papiro crescere ove non c'è limo? Il giunco viene egli su senz'acqua?12Mentre son verdi ancora, e senza che li si tagli, prima di tutte l'erbe, seccano.13Tale la sorte di tutti quei che dimenticano Dio, e la speranza dell'empio perirà.14La sua baldanza è troncata, la sua fiducia è come una tela di ragno.15Egli s'appoggia alla sua casa, ma essa non regge; vi s'aggrappa, ma quella non sta salda.16Egli verdeggia al sole, e i suoi rami si protendono sul suo giardino;17le sue radici s'intrecciano sul mucchio delle macerie, penetra fra le pietre della casa.18Ma divelto che sia dal suo luogo, questo lo rinnega e gli dice: `Non ti ho mai veduto!'19Ecco il gaudio che gli procura la sua condotta! E dalla polvere altri dopo lui germoglieranno.20No, Iddio non rigetta l'uomo integro, né porge aiuto a quelli che fanno il male.21Egli renderà ancora il sorriso alla tua bocca, e sulle tue labbra metterà canti d'esultanza.22Quelli che t'odiano saran coperti di vergogna, e la tenda degli empi sparirà.

Capitolo 9

1Allora Giobbe rispose e disse:2Sì, certo, io so ch'egli è così; e come sarebbe il mortale giusto davanti a Dio?3Se all'uomo piacesse di piatir con Dio, non potrebbe rispondergli sovra un punto fra mille.4Dio è savio di cuore, è grande in potenza; chi gli ha tenuto fronte e se n'è trovato bene?5Egli trasporta le montagne senza che se ne avvedano, nel suo furore le sconvolge.6Egli scuote la terra dalle sue basi, e le sue colonne tremano.7Comanda al sole, ed esso non si leva; mette un sigillo sulle stelle.8Da solo spiega i cieli, e cammina sulle più alte onde del mare.9È il creatore dell'Orsa, d'Orione, delle Pleiadi, e delle misteriose regioni del cielo australe.10Egli fa cose grandi e imperscrutabili, maraviglie senza numero.11Ecco, ei mi passa vicino, ed io nol veggo; mi scivola daccanto e non me n'accorgo.12Ecco afferra la preda, e chi si opporrà? Chi oserà dirgli: `Che fai?'13Iddio non ritira la sua collera; sotto di lui si curvano i campioni della superbia.14E io, come farei a rispondergli, a sceglier le mie parole per discuter con lui?15Avessi anche ragione, non gli replicherei, ma chiederei mercé al mio giudice.16S'io lo invocassi ed egli mi rispondesse, non però crederei che avesse dato ascolto alla mia voce;17egli che mi piomba addosso dal seno della tempesta, che moltiplica senza motivo le mie piaghe,18che non mi lascia riprender fiato, e mi sazia d'amarezza.19Se si tratta di forza, ecco, egli è potente; se di diritto, ei dice: `Chi mi fisserà un giorno per comparire'?20Fossi pur giusto, la mia bocca stessa mi condannerebbe; fossi pure integro, essa mi farebbe dichiarar perverso.21Integro! Sì, lo sono! di me non mi preme, io disprezzo la vita!22Per me è tutt'uno! perciò dico: `Egli distrugge ugualmente l'integro ed il malvagio.23Se un flagello, a un tratto, semina la morte, egli ride dello sgomento degli innocenti.24La terra è data in balìa dei malvagi; ei vela gli occhi ai giudici di essa; se non è lui, chi è dunque'?25E i miei giorni se ne vanno più veloci d'un corriere; fuggono via senz'aver visto il bene;26passan rapidi come navicelle di giunchi, come l'aquila che piomba sulla preda.27Se dico: `Voglio dimenticare il mio lamento, deporre quest'aria triste e rasserenarmi';28sono spaventato di tutti i miei dolori, so che non mi terrai per innocente.29Io sarò condannato; perché dunque affaticarmi invano?30Quand'anche mi lavassi con la neve e mi nettassi le mani col sapone,31tu mi tufferesti nel fango d'una fossa, le mie vesti stesse m'avrebbero in orrore.32Dio non è un uomo come me, perch'io gli risponda e che possiam comparire in giudizio assieme.33Non c'è fra noi un arbitro, che posi la mano su tutti e due!34Ritiri Iddio d'addosso a me la sua verga; cessi dallo spaventarmi il suo terrore;35allora io parlerò senza temerlo, giacché sento di non essere quel colpevole che sembro.

Capitolo 10

1L'anima mia prova disgusto della vita; vo' dar libero corso al mio lamento, vo' parlar nell'amarezza dell'anima mia!2Io dirò a Dio: `Non mi condannare! Fammi sapere perché contendi meco!'3Ti par egli ben fatto d'opprimere, di sprezzare l'opera delle tue mani e di favorire i disegni de' malvagi?4Hai tu occhi di carne? Vedi tu come vede l'uomo?5I tuoi giorni son essi come i giorni del mortale, i tuoi anni son essi come gli anni degli umani,6che tu investighi tanto la mia iniquità, che t'informi così del mio peccato,7pur sapendo ch'io non son colpevole, e che non v'è chi mi liberi dalla tua mano?8Le tue mani m'hanno formato, m'hanno fatto tutto quanto... e tu mi distruggi!9Deh, ricordati che m'hai plasmato come argilla... e tu mi fai ritornare in polvere!10Non m'hai tu colato come il latte e fatto rapprender come il cacio?11Tu m'hai rivestito di pelle e di carne, e m'hai intessuto d'ossa e di nervi.12Mi sei stato largo di vita e di grazia, la tua provvidenza ha vegliato sul mio spirito,13ed ecco quello che nascondevi in cuore! Sì, lo so, questo meditavi:14se avessi peccato, l'avresti ben tenuto a mente, e non m'avresti assolto dalla mia iniquità.15Se fossi stato malvagio, guai a me! Se giusto, non avrei osato alzar la fronte, sazio d'ignominia, spettatore della mia miseria.16Se l'avessi alzata, m'avresti dato la caccia come ad un leone e contro di me avresti rinnovato le tue meraviglie;17m'avresti messo a fronte nuovi testimoni, e avresti raddoppiato il tuo sdegno contro di me; legioni su legioni m'avrebbero assalito.18E allora, perché m'hai tratto dal seno di mia madre? Sarei spirato senza che occhio mi vedesse!19Sarei stato come se non fossi mai esistito, m'avrebbero portato dal seno materno alla tomba!20Non son forse pochi i giorni che mi restano? Cessi egli dunque, mi lasci stare, ond'io mi rassereni un poco,21prima ch'io me ne vada, per non più tornare, nella terra delle tenebre e dell'ombra di morte:22terra oscura come notte profonda, ove regnano l'ombra di morte ed il caos, il cui chiarore è come notte oscura.

Capitolo 11

1Allora Tsofar di Naama rispose e disse:2`Cotesta abbondanza di parole rimarrà ella senza risposta? Basterà egli esser loquace per aver ragione?3Varranno le tue ciance a far tacere la gente? Farai tu il beffardo, senza che alcuno ti confonda?4Tu dici a Dio: `Quel che sostengo è giusto, e io sono puro nel tuo cospetto'.5Ma, oh se Iddio volesse parlare e aprir la bocca per risponderti6e rivelarti i segreti della sua sapienza - poiché infinita è la sua intelligenza - vedresti allora come Iddio dimentichi parte della colpa tua.7Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? arrivare a conoscere appieno l'Onnipotente?8Si tratta di cose più alte del cielo... e tu che faresti? di cose più profonde del soggiorno de' morti... come le conosceresti?9La lor misura è più lunga della terra, più larga del mare.10Se Dio passa, se incarcera, se chiama in giudizio, chi s'opporrà?11Poich'egli conosce gli uomini perversi, scopre senza sforzo l'iniquità.12Ma l'insensato diventerà savio, quando un puledro d'onàgro diventerà uomo.13Tu, però, se ben disponi il cuore, e protendi verso Dio le palme,14se allontani il male ch'è nelle tue mani, e non alberghi l'iniquità nelle tue tende,15allora alzerai la fronte senza macchia, sarai incrollabile, e non avrai paura di nulla;16dimenticherai i tuoi affanni; te ne ricorderai come d'acqua passata;17la tua vita sorgerà più fulgida del meriggio, l'oscurità sarà come la luce del mattino.18Sarai fiducioso perché avrai speranza; ti guarderai bene attorno e ti coricherai sicuro.19Ti metterai a giacere e niuno ti spaventerà; e molti cercheranno il tuo favore.20Ma gli occhi degli empi verranno meno; non vi sarà più rifugio per loro, e non avranno altra speranza che di esalar l'anima.

Capitolo 12

1Allora Giobbe rispose e disse:2Voi, certo, valete quanto un popolo, e con voi morrà la sapienza.3Ma del senno ne ho anch'io al par di voi, non vi son punto inferiore; e cose come codeste chi non le sa?4Io dunque dovrei essere il ludibrio degli amici! Io che invocavo Iddio, ed ei mi rispondeva; il ludibrio io, l'uomo giusto, integro!5Lo sprezzo alla sventura è nel pensiero di chi vive contento; esso è sempre pronto per coloro a cui vacilla il piede.6Sono invece tranquille le tende de' ladroni e chi provoca Iddio, chi si fa un dio della propria forza, se ne sta al sicuro.7Ma interroga un po' gli animali, e te lo insegneranno; gli uccelli del cielo, e te lo mostreranno;8o parla alla terra ed essa te lo insegnerà, e i pesci del mare te lo racconteranno.9Chi non sa, fra tutte queste creature, che la mano dell'Eterno ha fatto ogni cosa,10ch'egli tiene in mano l'anima di tutto quel che vive, e lo spirito di ogni essere umano?11L'orecchio non discerne esso le parole, come il palato assaggia le vivande?12Nei vecchi si trova la sapienza e lunghezza di giorni dà intelligenza.13Ma in Dio stanno la saviezza e la potenza, a lui appartengono il consiglio e l'intelligenza.14Ecco, egli abbatte, e niuno può ricostruire; Chiude un uomo in prigione, e non v'è chi gli apra.15Ecco, egli trattiene le acque, e tutto inaridisce; le lascia andare, ed esse sconvolgono la terra.16Egli possiede la forza e l'abilità; da lui dipendono chi erra e chi fa errare.17Egli manda scalzi i consiglieri, colpisce di demenza i giudici.18Scioglie i legami dell'autorità dei re e cinge i loro fianchi di catene.19Manda scalzi i sacerdoti, e rovescia i potenti.20Priva della parola i più eloquenti, e toglie il discernimento ai vecchi.21Sparge lo sprezzo sui nobili, e rallenta la cintura ai forti.22Rivela le cose recondite, facendole uscir dalle tenebre, e trae alla luce ciò ch'è avvolto in ombra di morte.23Aggrandisce i popoli e li annienta, amplia le nazioni e le riconduce nei loro confini;24Toglie il senno ai capi della terra, e li fa errare in solitudini senza sentiero.25Van brancolando nelle tenebre, senza alcuna luce, e li fa barcollare come ubriachi.

Capitolo 13

1Ecco, l'occhio mio tutto questo l'ha veduto; l'orecchio mio l'ha udito e l'ha inteso.2Quel che sapete voi lo so pur io, non vi sono punto inferiore.3Ma io vorrei parlare con l'Onnipotente, avrei caro di ragionar con Dio;4giacché voi siete de' fabbri di menzogne, siete tutti quanti de' medici da nulla.5Oh se serbaste il silenzio! esso vi conterebbe come sapienza.6Ascoltate, vi prego, quel che ho da rimproverarvi; state attenti alle ragioni delle mie labbra!7Volete dunque difendere Iddio parlando iniquamente? sostener la sua causa con parole di frode?8Volete aver riguardo alla sua persona? e costituirvi gli avvocati di Dio?9Sarà egli un bene per voi quando vi scruterà a fondo? credete ingannarlo come s'inganna un uomo?10Certo egli vi riprenderà severamente se nel vostro segreto avete dei riguardi personali.11La maestà sua non vi farà sgomenti? Il suo terrore non piomberà su di voi?12I vostri detti memorandi son massime di cenere; i vostri baluardi son baluardi d'argilla.13Tacete! lasciatemi stare! voglio parlare io, e m'avvenga quello che può!14Perché prenderei la mia carne coi denti? Metterò piuttosto la mia vita nelle mie mani.15Ecco, egli m'ucciderà; non spero più nulla; ma io difenderò in faccia a lui la mia condotta!16Anche questo servirà alla mia salvezza; poiché un empio non ardirebbe presentarsi a lui.17Ascoltate attentamente il mio discorso, porgete orecchio a quanto sto per dichiararvi.18Ecco, io ho disposto ogni cosa per la causa, so che sarò riconosciuto giusto.19V'è qualcuno che voglia farmi opposizione? Se v'è io mi taccio e vo' morire.20Ma, o Dio, concedimi solo due cose, e non mi nasconderò dal tuo cospetto:21ritirami d'addosso la tua mano, e fa' che i tuoi terrori non mi spaventin più.22Poi interpellami, ed io risponderò; o parlerò io, e tu replicherai.23Quante sono le mie iniquità, quanti i miei peccati? Fammi conoscere la mia trasgressione, il mio peccato!24Perché nascondi il tuo volto, e mi tieni in conto di nemico?25Vuoi tu atterrire una foglia portata via dal vento? Vuoi tu perseguitare una pagliuzza inaridita?26tu che mi condanni a pene così amare, e mi fai espiare i falli della mia giovinezza,27tu che metti i miei piedi nei ceppi, che spii tutti i miei movimenti, e tracci una linea intorno alla pianta de' miei piedi?28Intanto questo mio corpo si disfa come legno tarlato, come un abito ròso dalle tignuole.

Capitolo 14

1L'uomo, nato di donna, vive pochi giorni, e sazio d'affanni.2Spunta come un fiore, poi è reciso; fugge come un'ombra, e non dura.3E sopra un essere così tu tieni gli occhi aperti! e mi fai comparir teco in giudizio!4Chi può trarre una cosa pura da una impura? Nessuno.5Giacché i suoi giorni son fissati, e il numero de' suoi mesi, dipende da te, e tu gli hai posto un termine ch'egli non può varcare,6storna da lui lo sguardo, sì ch'egli abbia un po' di requie, e possa godere come un operaio la fine della sua giornata.7Per l'albero, almeno c'è speranza; se è tagliato, rigermoglia e continua a mettere rampolli.8Quando la sua radice è invecchiata sotto terra, e il suo tronco muore nel suolo,9a sentir l'acqua, rinverdisce e mette rami come una pianta nuova.10Ma l'uomo muore e perde ogni forza; il mortale spira e... dov'è egli?11Le acque del lago se ne vanno, il fiume vien meno e si prosciuga;12così l'uomo giace, e non risorge più; finché non vi sian più cieli, ei non si risveglierà né sarà più destato dal suo sonno.13Oh, volessi tu nascondermi nel soggiorno de' morti, tenermi occulto finché l'ira tua sia passata, fissarmi un termine, e poi ricordarti di me!...14Se l'uomo, dopo morto, potesse ritornare in vita, aspetterei tutti i giorni della mia fazione, finché giungesse l'ora del mio cambio;15tu mi chiameresti e io risponderei, tu brameresti rivedere l'opera delle tue mani.16Ma ora tu conti i miei passi, tu osservi i miei peccati;17le mie trasgressioni sono sigillate in un sacco, e alle mie iniquità, altre ne aggiungi.18La montagna frana e scompare, la rupe è divelta dal suo luogo,19le acque rodono la pietra, le loro inondazioni trascinan via la terra: così tu distruggi la speranza dell'uomo.20Tu lo sopraffai una volta per sempre, ed egli se ne va; gli muti il sembiante, e lo mandi via.21Se i suoi figliuoli salgono in onore, egli lo ignora; se vengono in dispregio, ei non lo vede;22questo solo sente: che il suo corpo soffre, che l'anima sua è in lutto'.

Capitolo 15

1Allora Elifaz di Teman rispose e disse:2Il savio risponde egli con vana scienza? si gonfia egli il petto di vento?3Si difende egli con ciarle inutili e con parole che non giovan nulla?4Tu, poi, distruggi il timor di Dio, menomi il rispetto religioso che gli è dovuto.5La tua iniquità ti detta le parole, e adoperi il linguaggio degli astuti.6Non io, la tua bocca stessa ti condanna; le tue labbra stesse depongono contro a te.7Sei tu il primo uomo che nacque? Fosti tu formato prima de' monti?8Hai tu sentito quel che s'è detto nel Consiglio di Dio? Hai tu fatto incetta della sapienza per te solo?9Che sai tu che noi non sappiamo? Che conoscenza hai tu che non sia pur nostra?10Ci son fra noi degli uomini canuti ed anche de' vecchi più attempati di tuo padre.11Fai tu sì poco caso delle consolazioni di Dio e delle dolci parole che t'abbiam rivolte?12Dove ti trascina il cuore, e che voglion dire codeste torve occhiate?13Come! tu volgi la tua collera contro Dio, e ti lasci uscir di bocca tali parole?14Che è mai l'uomo per esser puro, il nato di donna per esser giusto?15Ecco, Iddio non si fida nemmeno de' suoi santi, i cieli non son puri agli occhi suoi;16quanto meno quest'essere abominevole e corrotto, l'uomo, che tracanna l'iniquità come l'acqua!17Io voglio ammaestrarti; porgimi ascolto, e ti racconterò quello che ho visto,18quello che i Savi hanno riferito senza nulla celare di quel che sapean dai padri,19ai quali soli è stato dato il paese; e in mezzo ai quali non è passato lo straniero.20L'empio è tormentato tutti i suoi giorni, e pochi son gli anni riservati al prepotente.21Sempre ha negli orecchi rumori spaventosi, e in piena pace gli piomba addosso il distruttore.22Non ha speranza d'uscir dalle tenebre, e si sente destinato alla spada.23Va errando in cerca di pane; dove trovarne? ei sa che a lui dappresso è pronto il giorno tenebroso.24La distretta e l'angoscia lo riempion di paura, l'assalgono a guisa di re pronto alla pugna,25perché ha steso la mano contro Dio, ha sfidato l'Onnipotente,26gli s'è slanciato audacemente contro, sotto il folto de' suoi scudi convessi.27Avea la faccia coperta di grasso, i fianchi carichi di pinguedine;28s'era stabilito in città distrutte, in case disabitate, destinate a diventar mucchi di sassi.29Ei non s'arricchirà, la sua fortuna non sarà stabile; né le sue possessioni si stenderanno sulla terra.30Non potrà liberarsi dalle tenebre, il vento infocato farà seccare i suoi rampolli, e sarà portato via dal soffio della bocca di Dio.31Non confidi nella vanità; è un'illusione; poiché avrà la vanità per ricompensa.32La sua fine verrà prima del tempo, e i suoi rami non rinverdiranno più.33Sarà come vigna da cui si strappi l'uva ancor acerba, come l'ulivo da cui si scuota il fiore;34poiché sterile è la famiglia del profano, e il fuoco divora le tende ov'entrano presenti.35L'empio concepisce malizia, e partorisce rovina; ei si prepara in seno il disinganno.

Capitolo 16

1Allora Giobbe rispose e disse:2Di cose come codeste, ne ho udite tante! Siete tutti de' consolatori molesti!3Non ci sarà egli una fine alle parole vane? Che cosa ti provoca a rispondere?4Anch'io potrei parlare come voi, se voi foste al posto mio; potrei mettere assieme delle parole contro a voi e su di voi scrollare il capo;5potrei farvi coraggio con la bocca; e il conforto delle mie labbra vi calmerebbe.6Se parlo, il mio dolore non ne sarà lenito; e se cesso di parlare, che sollievo ne avrò?7Ora, purtroppo, Dio m'ha ridotto senza forze, ha desolato tutta la mia casa;8m'ha coperto di grinze e questo testimonia contro a me, la mia magrezza si leva ad accusarmi in faccia.9La sua ira mi lacera, mi perseguita, digrigna i denti contro di me. Il mio nemico aguzza gli occhi su di me.10Apron larga contro a me la bocca, mi percuoton per obbrobrio le guance, si metton tutt'insieme a darmi addosso.11Iddio mi dà in balìa degli empi, mi getta in mano dei malvagi.12Vivevo in pace, ed egli m'ha scosso con violenza, m'ha preso per la nuca, m'ha frantumato, m'ha posto per suo bersaglio.13I suoi arcieri mi circondano, egli mi trafigge i reni senza pietà, sparge a terra il mio fiele.14Apre sopra di me breccia su breccia, mi corre addosso come un guerriero.15Mi son cucito un cilicio sulla pelle, ho prostrato la mia fronte nella polvere.16Il mio viso è rosso di pianto, e sulle mie palpebre si stende l'ombra di morte.17Eppure, le mie mani non commisero mai violenza, e la mia preghiera fu sempre pura.18O terra, non coprire il mio sangue, e non vi sia luogo ove si fermi il mio grido!19Già fin d'ora, ecco, il mio Testimonio è in cielo, il mio Garante è nei luoghi altissimi.20Gli amici mi deridono, ma a Dio si volgon piangenti gli occhi miei;21sostenga egli le ragioni dell'uomo presso Dio, le ragioni del figliuol d'uomo contro i suoi compagni!22Poiché, pochi anni ancora, e me ne andrò per una via senza ritorno.

Capitolo 17

1Il mio soffio vitale si spenge, i miei giorni si estinguono, il sepolcro m'aspetta!2Sono attorniato di schernitori e non posso chiuder occhio per via delle lor parole amare.3O Dio, da' un pegno, sii tu il mio mallevadore presso di te; se no, chi metterà la sua nella mia mano?4Poiché tu hai chiuso il cuor di costoro alla ragione, e però non li farai trionfare.5Chi denunzia un amico sì che diventi preda altrui, vedrà venir meno gli occhi de' suoi figli.6Egli m'ha reso la favola dei popoli, e son divenuto un essere a cui si sputa in faccia.7L'occhio mio si oscura pel dolore, tutte le mie membra non son più che un'ombra.8Gli uomini retti ne son colpiti di stupore, e l'innocente insorge contro l'empio;9ma il giusto si attiene saldo alla sua via, e chi ha le mani pure viepiù si fortifica.10Quanto a voi tutti, tornate pure, fatevi avanti, ma fra voi non troverò alcun savio.11I miei giorni passano, i miei disegni, i disegni cari al mio cuore, sono distrutti,12e costoro pretendon che la notte sia giorno, che la luce sia vicina, quando tutto è buio!13Se aspetto come casa mia il soggiorno de' morti, se già mi son fatto il letto nelle tenebre,14se ormai dico al sepolcro `tu sei mio padre' e ai vermi: `siete mia madre e mia sorella',15dov'è dunque la mia speranza? questa speranza mia chi la può scorgere?16Essa scenderà alle porte del soggiorno de' morti, quando nella polvere troverem riposo assieme.

Capitolo 18

1Allora Bildad di Suach rispose e disse:2Quando porrete fine alle parole? Fate senno, e poi parleremo.3Perché siamo considerati come bruti e perché siamo agli occhi vostri degli esseri impuri?4O tu, che nel tuo cruccio laceri te stesso, dovrà la terra, per cagion tua, essere abbandonata e la roccia esser rimossa dal suo luogo?5Sì, la luce dell'empio si spegne, e la fiamma del suo fuoco non brilla.6La luce si oscura nella sua tenda, e la lampada che gli sta sopra si spegne.7I passi che facea nella sua forza si raccorciano, e i suoi propri disegni lo menano a ruina.8Poiché i suoi piedi lo traggon nel tranello, e va camminando sulle reti.9Il laccio l'afferra pel tallone, e la trappola lo ghermisce.10Sta nascosta in terra per lui un'insidia, e sul sentiero lo aspetta un agguato.11Paure lo atterriscono d'ogn'intorno, lo inseguono, gli stanno alle calcagna.12La sua forza vien meno dalla fame, la calamità gli sta pronta al fianco.13Gli divora a pezzo a pezzo la pelle, gli divora le membra il primogenito della morte.14Egli è strappato dalla sua tenda che credea sicura, e fatto scendere verso il re degli spaventi.15Nella sua tenda dimora chi non è de' suoi, e la sua casa è cosparsa di zolfo.16In basso s'inaridiscono le sue radici, in alto son tagliati i suoi rami.17La sua memoria scompare dal paese, più non s'ode il suo nome per le campagne.18È cacciato dalla luce nelle tenebre, ed è bandito dal mondo.19Non lascia tra il suo popolo né figli, né nipoti, nessun superstite dov'egli soggiornava.20Quei d'occidente son stupiti della sua sorte, e quei d'oriente ne son presi d'orrore.21Certo son tali le dimore dei perversi e tale è il luogo di chi non conosce Iddio.

Capitolo 19

1Allora Giobbe rispose e disse:2Fino a quando affliggerete l'anima mia e mi tormenterete coi vostri discorsi?3Son già dieci volte che m'insultate, e non vi vergognate di malmenarmi.4Dato pure ch'io abbia errato, il mio errore concerne me solo.5Ma se proprio volete insuperbire contro di me e rimproverarmi la vergogna in cui mi trovo,6allora sappiatelo: chi m'ha fatto torto e m'ha avvolto nelle sue reti è Dio.7Ecco, io grido: `Violenza!' e nessuno risponde; imploro aiuto, ma non c'è giustizia!8Dio m'ha sbarrato la via e non posso passare, ha coperto di tenebre il mio cammino.9M'ha spogliato della mia gloria, m'ha tolto dal capo la corona.10M'ha demolito a brano a brano, e io me ne vo! ha sradicata come un albero la mia speranza.11Ha acceso l'ira sua contro di me, e m'ha considerato come suo nemico.12Le sue schiere son venute tutte insieme, si sono spianata la via fino a me, han posto il campo intorno alla mia tenda.13Egli ha allontanato da me i miei fratelli, i miei conoscenti si son del tutto alienati da me.14M'hanno abbandonato i miei parenti gl'intimi miei m'hanno dimenticato.15I miei domestici e le mie serve mi trattan da straniero; agli occhi loro io sono un estraneo.16Chiamo il mio servo, e non risponde, devo supplicarlo con la mia bocca.17Il mio fiato ripugna alla mia moglie, faccio pietà a chi nacque dal seno di mia madre.18Perfino i bimbi mi sprezzano; se cerco d'alzarmi, mi scherniscono.19Tutti gli amici più stretti m'hanno in orrore, e quelli che amavo mi si son vòlti contro.20Le mie ossa stanno attaccate alla mia pelle, alla mia carne, non m'è rimasto che la pelle de' denti.21Pietà, pietà di me, voi, miei amici! ché la man di Dio m'ha colpito.22Perché perseguitarmi come fa Dio? Perché non siete mai sazi della mia carne?23Oh se le mie parole fossero scritte! se fossero consegnate in un libro!24se con lo scarpello di ferro e col piombo fossero incise nella roccia per sempre!...25Ma io so che il mio Vindice vive, e che alla fine si leverà sulla polvere.26E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo, senza la mia carne, vedrò Iddio.27Io lo vedrò a me favorevole; lo contempleranno gli occhi miei, non quelli d'un altro... il cuore, dalla brama, mi si strugge in seno!28Se voi dite: Come lo perseguiteremo, come troveremo in lui la causa prima dei suoi mali?29Temete per voi stessi la spada, ché furiosi sono i castighi della spada affinché sappiate che v'è una giustizia.

Capitolo 20

1Allora Tsofar di Naama rispose e disse:2Quel che tu dici mi spinge a risponderti e ne suscita in me il fervido impulso.3Ho udito rimproveri che mi fanno oltraggio; ma lo spirito mio mi darà una risposta assennata.4Non lo sai tu che in ogni tempo, da che l'uomo è stato posto sulla terra,5il trionfo de' malvagi è breve, e la gioia degli empi non dura che un istante?6Quando la sua altezza giungesse fino al cielo ed il suo capo toccasse le nubi,7l'empio perirà per sempre come lo sterco suo; quelli che lo vedevano diranno: `Dov'è?'8Se ne volerà via come un sogno, e non si troverà più; dileguerà come una visione notturna.9L'occhio che lo guardava, cesserà di vederlo, e la sua dimora più non lo scorgerà.10I suoi figli si raccomanderanno ai poveri, e le sue mani restituiranno la sua ricchezza.11Il vigor giovanile che gli riempiva l'ossa giacerà nella polvere con lui.12Il male è dolce alla sua bocca, se lo nasconde sotto la lingua,13lo risparmia, non lo lascia andar giù, lo trattiene sotto al suo palato:14ma il cibo gli si trasforma nelle viscere, e gli diventa in corpo veleno d'aspide.15Ha trangugiato ricchezze e le vomiterà; Iddio stesso gliele ricaccerà dal ventre.16Ha succhiato veleno d'aspide, la lingua della vipera l'ucciderà.17Non godrà più la vista d'acque perenni, né di rivi fluenti di miele e di latte.18Renderà il frutto delle sue fatiche, senza poterlo ingoiare. Pari alla sua ricchezza sarà la restituzione che ne dovrà fare, e così non godrà dei suoi beni.19Perché ha oppresso e abbandonato il povero, s'è impadronito di case che non avea costruite;20perché la sua ingordigia non conobbe requie, egli non salverà nulla di ciò che ha tanto bramato.21La sua voracità non risparmiava nulla, perciò il suo benessere non durerà.22Nel colmo dell'abbondanza, si troverà in penuria; la mano di chiunque ebbe a soffrir tormenti si leverà contro lui.23Quando starà per riempirsi il ventre, ecco Iddio manderà contro a lui l'ardor della sua ira; gliela farà piovere addosso per servirgli di cibo.24Se scampa alle armi di ferro, lo trafigge l'arco di rame.25Si strappa il dardo, esso gli esce dal corpo, la punta sfolgorante gli vien fuori dal fiele, lo assalgono i terrori della morte.26Buio profondo è riservato a' suoi tesori; lo consumerà un fuoco non attizzato dall'uomo, che divorerà quel che resta nella sua tenda.27Il cielo rivelerà la sua iniquità, e la terra insorgerà contro di lui.28Le rendite della sua casa se n'andranno, portate via nel giorno dell'ira di Dio.29Tale la parte che Dio riserba all'empio, tale il retaggio che Dio gli destina.

Capitolo 21

1Allora Giobbe rispose e disse:2Porgete bene ascolto alle mie parole, e sia questa la consolazione che mi date.3Sopportatemi, lasciate ch'io parli, e quando avrò parlato tu mi potrai deridere.4Mi lagno io forse d'un uomo? E come farei a non perder la pazienza?5Guardatemi, stupite, e mettetevi la mano sulla bocca.6Quando ci penso, ne sono smarrito, e la mia carne è presa da raccapriccio.7Perché mai vivono gli empi? Perché arrivano alla vecchiaia ed anche crescon di forze?8La loro progenie prospera, sotto ai loro sguardi, intorno ad essi, e i lor rampolli fioriscon sotto gli occhi loro.9La loro casa è in pace, al sicuro da spaventi, e la verga di Dio non li colpisce.10Il loro toro monta e non falla, la loro vacca figlia senz'abortire.11Mandan fuori come un gregge i loro piccini, e i loro figliuoli saltano e ballano.12Cantano a suon di timpano e di cetra, e si rallegrano al suon della zampogna.13Passano felici i loro giorni poi scendono in un attimo nel soggiorno dei morti.14Eppure, diceano a Dio: `Ritirati da noi! Noi non ci curiamo di conoscer le tue vie!15Che è l'Onnipotente perché lo serviamo? che guadagneremo a pregarlo?'16Ecco, non hanno essi in mano la loro felicità? (lungi da me il consiglio degli empi!)17Quando avvien mai che la lucerna degli empi si spenga, che piombi loro addosso la ruina, e che Dio, nella sua ira, li retribuisca di pene?18Quando son essi mai come paglia al vento, come pula portata via dall'uragano?19`Iddio', mi dite, `serba castigo pei figli dell'empio'. Ma punisca lui stesso! che lo senta lui,20che vegga con gli occhi propri la sua ruina, e beva egli stesso l'ira dell'Onnipotente!21E che importa all'empio della sua famiglia dopo di lui, quando il numero de' suoi mesi è ormai compiuto?22S'insegnerà forse a Dio la scienza? a lui che giudica quelli di lassù?23L'uno muore in mezzo al suo benessere, quand'è pienamente tranquillo e felice,24ha i secchi pieni di latte, e fresco il midollo dell'ossa.25L'altro muore con l'amarezza nell'anima, senz'aver mai gustato il bene.26Ambedue giacciono ugualmente nella polvere, e i vermi li ricoprono.27Ah! li conosco i vostri pensieri, e i piani che formate per abbattermi!28Voi dite: `E dov'è la casa del prepotente? dov'è la tenda che albergava gli empi?'29Non avete dunque interrogato quelli che hanno viaggiato? Voi non vorrete negare quello che attestano;30che, cioè, il malvagio è risparmiato nel dì della ruina, che nel giorno dell'ira egli sfugge.31Chi gli rimprovera in faccia la sua condotta? Chi gli rende quel che ha fatto?32Egli è portato alla sepoltura con onore, e veglia egli stesso sulla sua tomba.33Lievi sono a lui le zolle della valle; dopo, tutta la gente segue le sue orme; e, anche prima, una folla immensa fu come lui.34Perché dunque m'offrite consolazioni vane? Delle vostre risposte altro non resta che falsità'.

Capitolo 22

1Allora Elifaz di Teman rispose e disse:2Può l'uomo recar qualche vantaggio a Dio? No; il savio non reca vantaggio che a se stesso.3Se se' giusto, ne vien forse qualche diletto all'Onnipotente? Se sei integro nella tua condotta, ne ritrae egli un guadagno?4È forse per la paura che ha di te ch'egli ti castiga o vien teco in giudizio?5La tua malvagità non è essa grande e le tue iniquità non sono esse infinite?6Tu, per un nulla, prendevi pegno da' tuoi fratelli, spogliavi delle lor vesti i mezzo ignudi.7Allo stanco non davi a bere dell'acqua, all'affamato rifiutavi del pane.8La terra apparteneva al più forte, e l'uomo influente vi piantava la sua dimora.9Rimandavi a vuoto le vedove, e le braccia degli orfani eran spezzate.10Ecco perché sei circondato di lacci, e spaventato da sùbiti terrori.11O non vedi le tenebre che t'avvolgono e la piena d'acque che ti sommerge?12Iddio non è egli lassù ne' cieli? Guarda lassù le stelle eccelse, come stanno in alto!13E tu dici: `Iddio che sa? Può egli giudicare attraverso il buio?14Fitte nubi lo coprono e nulla vede; egli passeggia sulla vôlta de' cieli'.15Vuoi tu dunque seguir l'antica via per cui camminarono gli uomini iniqui,16che furon portati via prima del tempo, e il cui fondamento fu come un torrente che scorre?17Essi dicevano a Dio: `Ritirati da noi!' e chiedevano che mai potesse far per loro l'Onnipotente.18Eppure Iddio avea riempito le loro case di beni! Ah lungi da me il consiglio degli empi!19I giusti, vedendo la loro ruina, ne gioiscono e l'innocente si fa beffe di loro:20`Vedete se non son distrutti gli avversari nostri! la loro abbondanza l'ha divorata il fuoco!'21Riconciliati dunque con Dio; avrai pace, e ti sarà resa la prosperità.22Ricevi istruzioni dalla sua bocca, e riponi le sue parole nel tuo cuore.23Se torni all'Onnipotente, se allontani l'iniquità dalle tue tende, sarai ristabilito.24Getta l'oro nella polvere e l'oro d'Ophir tra i ciottoli del fiume25e l'Onnipotente sarà il tuo oro, egli ti sarà come l'argento acquistato con fatica.26Allora farai dell'Onnipotente la tua delizia, e alzerai la faccia verso Dio.27Lo pregherai, egli t'esaudirà, e tu scioglierai i voti che avrai fatto.28Quello che imprenderai, ti riescirà; sul tuo cammino risplenderà la luce.29Se ti abbassano, tu dirai: `In alto!' e Dio soccorrerà chi ha gli occhi a terra;30libererà anche chi non è innocente, ei sarà salvo per la purità delle tue mani.

Capitolo 23

1Allora Giobbe rispose e disse:2`Anche oggi il mio lamento è una rivolta, per quanto io cerchi di comprimere il mio gemito.3Oh sapessi dove trovarlo! potessi arrivare fino al suo trono!4Esporrei la mia causa dinanzi a lui, riempirei d'argomenti la mia bocca.5Saprei quel che mi risponderebbe, e capirei quello che avrebbe da dirmi.6Contenderebbe egli meco con la sua gran potenza? No! invece, mi presterebbe attenzione.7Là sarebbe un uomo retto a discutere con lui, e sarei dal mio giudice assolto per sempre.8Ma, ecco, se vo ad oriente, egli non c'è; se ad occidente, non lo trovo;9se a settentrione, quando vi opera, io non lo veggo; si nasconde egli nel mezzodì, io non lo scorgo.10Ma la via ch'io batto ei la sa; se mi mettesse alla prova, ne uscirei come l'oro.11Il mio piede ha seguito fedelmente le sue orme, mi son tenuto sulla sua via senza deviare;12non mi sono scostato dai comandamenti delle sue labbra, ho riposto nel mio seno le parole della sua bocca.13Ma la sua decisione è una; chi lo farà mutare? Quello ch'ei desidera, lo fa;14egli eseguirà quel che di me ha decretato; e di cose come queste ne ha molte in mente.15Perciò nel suo cospetto io sono atterrito; quando ci penso, ho paura di lui.16Iddio m'ha tolto il coraggio, l'Onnipotente mi ha spaventato.17Questo mi annienta: non le tenebre, non la fitta oscurità che mi ricopre.

Capitolo 24

1Perché non sono dall'Onnipotente fissati dei tempi in cui renda la giustizia? Perché quelli che lo conoscono non veggono quei giorni?2Gli empi spostano i termini, rapiscono greggi e li menano a pascere;3portano via l'asino dell'orfano, prendono in pegno il bove della vedova;4mandano via dalla strada i bisognosi, i poveri del paese si nascondono tutti insieme.5Eccoli, che come onàgri del deserto escono al loro lavoro in cerca di cibo; solo il deserto dà pane a' lor figliuoli.6Raccolgono nei campi la loro pastura, raspollano nella vigna dell'empio;7passan la notte ignudi, senza vestito, senza una coperta che li ripari dal freddo.8Bagnati dagli acquazzoni di montagna, per mancanza di rifugio, si stringono alle rocce.9Ce n'è di quelli che strappano dalla mammella l'orfano, che prendono pegni dai poveri!10E questi se ne vanno, ignudi, senza vestiti; hanno fame, e portano i covoni.11Fanno l'olio nel recinto dell'empio; calcan l'uva nel tino e patiscon la sete.12Sale dalle città il gemito de' morenti; l'anima de' feriti implora aiuto, e Dio non si cura di codeste infamie!13Ve ne son di quelli che si ribellano alla luce, non ne conoscono le vie, non ne battono i sentieri.14L'assassino si leva sul far del giorno, e ammazza il meschino e il povero; la notte fa il ladro.15L'occhio dell'adultero spia il crepuscolo, dicendo: `Nessuno mi vedrà!' e si copre d'un velo la faccia.16I ladri, di notte, sfondano le case; di giorno, si tengono rinchiusi; non conoscono la luce.17Il mattino è per essi come ombra di morte; appena lo scorgono provano i terrori del buio.18Voi dite: `L'empio è una festuca sulla faccia dell'acque; la sua parte sulla terra è maledetta; non prenderà più la via delle vigne.19Come la siccità e il calore assorbon le acque della neve, così il soggiorno de' morti inghiottisce chi ha peccato.20Il seno che lo portò, l'oblia; i vermi ne fanno il loro pasto delizioso, nessuno più lo ricorda.21L'iniquo sarà troncato come un albero: ei che divorava la sterile, priva di figli, e non faceva del bene alla vedova!'22Invece, Iddio con la sua forza prolunga i giorni dei prepotenti, i quali risorgono, quand'omai disperavan della vita.23Dà loro sicurezza, fiducia, e i suoi occhi vegliano sul loro cammino.24Salgono in alto, poi scompaiono ad un tratto; cadono, son mietuti come gli altri mortali; son falciati come le spighe del grano maturo.25Se così non è, chi mi smentirà, chi annienterà il mio dire?'

Capitolo 25

1Allora Bildad di Suach rispose e disse:2A Dio appartiene il dominio e il terrore: egli fa regnare la pace ne' suoi luoghi altissimi.3Le sue legioni si posson forse contare? Su chi non si leva la sua luce?4Come può dunque l'uomo esser giusto dinanzi a Dio? Come può esser puro il nato dalla donna?5Ecco, la luna stessa manca di chiarore, e le stelle non son pure agli occhi di lui;6quanto meno l'uomo, ch'è un verme, il figliuol d'uomo ch'è un vermicciuolo!'

Capitolo 26

1Allora Giobbe rispose e disse:2Come hai bene aiutato il debole! Come hai sorretto il braccio senza forza!3Come hai ben consigliato chi è privo di sapienza! E che abbondanza di sapere tu gli hai comunicato!4Ma a chi ti credi di aver parlato? E di chi è lo spirito che parla per mezzo tuo?5Dinanzi a Dio tremano le ombre disotto alle acque ed ai loro abitanti.6Dinanzi a lui il soggiorno de' morti è nudo, l'abisso è senza velo.7Egli distende il settentrione sul vuoto, sospende la terra sul nulla.8Rinchiude le acque nelle sue nubi, e le nubi non scoppiano per il peso.9Nasconde l'aspetto del suo trono, vi distende sopra le sue nuvole.10Ha tracciato un cerchio sulla faccia dell'acque, là dove la luce confina colle tenebre.11Le colonne del cielo sono scosse, e tremano alla sua minaccia.12Con la sua forza egli solleva il mare, con la sua intelligenza ne abbatte l'orgoglio.13Al suo soffio il cielo torna sereno, la sua mano trafigge il drago fuggente.14Ecco, questi non son che gli estremi lembi dell'azione sua. Non ce ne giunge all'orecchio che un breve susurro; Ma il tuono delle sue potenti opere chi lo può intendere?

Capitolo 27

1Giobbe riprese il suo discorso e disse:2`Come vive Iddio che mi nega giustizia, come vive l'Onnipotente che mi amareggia l'anima,3finché avrò fiato e il soffio di Dio sarà nelle mie nari,4le mie labbra, no, non diranno nulla d'ingiusto, e la mia lingua non proferirà falsità.5Lungi da me l'idea di darvi ragione! Fino all'ultimo respiro non mi lascerò togliere la mia integrità.6Ho preso a difendere la mia giustizia e non cederò; il cuore non mi rimprovera uno solo de' miei giorni.7Sia trattato da malvagio il mio nemico e da perverso chi si leva contro di me!8Quale speranza rimane mai all'empio quando Iddio gli toglie, gli rapisce l'anima?9Iddio presterà egli orecchio al grido di lui, quando gli verrà sopra la distretta?10Potrà egli prendere il suo diletto nell'Onnipotente? invocare Iddio in ogni tempo?11Io vi mostrerò il modo d'agire di Dio, non vi nasconderò i disegni dell'Onnipotente.12Ma queste cose voi tutti le avete osservate e perché dunque vi perdete in vani discorsi?13Ecco la parte che Dio riserba all'empio, l'eredità che l'uomo violento riceve dall'Onnipotente.14Se ha figli in gran numero son per la spada; la sua progenie non avrà pane da saziarsi.15I superstiti son sepolti dalla morte, e le vedove loro non li piangono.16Se accumula l'argento come polvere, se ammucchia vestiti come fango;17li ammucchia, sì, ma se ne vestirà il giusto, e l'argento l'avrà come sua parte l'innocente.18La casa ch'ei si edifica è come quella della tignuola, come il capanno che fa il guardiano della vigna.19Va a letto ricco, ma per l'ultima volta; apre gli occhi e non è più.20Terrori lo sorprendono come acque; nel cuor della notte lo rapisce un uragano.21Il vento d'oriente lo porta via, ed egli se ne va; lo spazza in un turbine dal luogo suo.22Iddio gli scaglia addosso i suoi dardi, senza pietà, per quanto egli tenti di scampare a' suoi colpi.23La gente batte le mani quando cade, e fischia dietro a lui quando lascia il luogo dove stava.

Capitolo 28

1Ha una miniera l'argento, e l'oro un luogo dove lo si affina.2Il ferro si cava dal suolo, e la pietra fusa dà il rame.3L'uomo ha posto fine alle tenebre, egli esplora i più profondi recessi, per trovar le pietre che son nel buio, nell'ombra di morte.4Scava un pozzo lontan dall'abitato; il piede più non serve a quei che vi lavorano; son sospesi, oscillano lungi dai mortali.5Dalla terra esce il pane, ma, nelle sue viscere, è sconvolta come dal fuoco.6Le sue rocce son la dimora dello zaffìro, e vi si trova della polvere d'oro.7L'uccello di rapina non conosce il sentiero che vi mena, né l'ha mai scorto l'occhio del falco.8Le fiere superbe non vi hanno messo piede, e il leone non v'è passato mai.9L'uomo stende la mano sul granito, rovescia dalle radici le montagne.10Pratica trafori per entro le rocce, e l'occhio suo scorge quanto v'è di prezioso.11Infrena le acque perché non gemano, e le cose nascoste trae fuori alla luce.12Ma la Sapienza, dove trovarla? E dov'è il luogo della Intelligenza?13L'uomo non ne sa la via, non la si trova sulla terra de' viventi.14L'abisso dice: `Non è in me'; il mare dice: `Non sta da me'.15Non la si ottiene in cambio d'oro, né la si compra a peso d'argento.16Non la si acquista con l'oro di Ofir, con l'ònice prezioso o con lo zaffìro.17L'oro ed il vetro non reggono al suo confronto, non la si dà in cambio di vasi d'oro fino.18Non si parli di corallo, di cristallo; la Sapienza val più delle perle.19Il topazio d'Etiopia non può starle a fronte, l'oro puro non ne bilancia il valore.20Donde vien dunque la Sapienza? E dov'è il luogo della Intelligenza?21Essa è nascosta agli occhi d'ogni vivente, è celata agli uccelli del cielo.22L'abisso e la morte dicono: `Ne abbiamo avuto qualche sentore'.23Dio solo conosce la via che vi mena, egli solo sa il luogo dove dimora,24perché il suo sguardo giunge sino alle estremità della terra, perch'egli vede tutto quel ch'è sotto i cieli.25Quando regolò il peso del vento e fissò la misura dell'acque,26quando dette una legge alla pioggia e tracciò la strada al lampo dei tuoni,27allora la vide e la rivelò, la stabilì ed anche l'investigò.28E disse all'uomo: `Ecco: temere il Signore: questa è la Sapienza, e fuggire il male è l'Intelligenza'.

Capitolo 29

1Giobbe riprese il suo discorso e disse:2Oh foss'io come ne' mesi d'una volta, come ne' giorni in cui Dio mi proteggeva,3quando la sua lampada mi risplendeva sul capo, e alla sua luce io camminavo nelle tenebre!4Oh fossi com'ero a' giorni della mia maturità, quando Iddio vegliava amico sulla mia tenda,5quando l'Onnipotente stava ancora meco, e avevo i miei figliuoli dintorno;6quando mi lavavo i piedi nel latte e dalla roccia mi fluivano ruscelli d'olio!7Allorché uscivo per andare alla porta della città e mi facevo preparare il seggio sulla piazza,8i giovani, al vedermi, si ritiravano, i vecchi s'alzavano e rimanevano in piedi;9i maggiorenti cessavan di parlare e si mettevan la mano sulla bocca;10la voce dei capi diventava muta, la lingua s'attaccava al loro palato.11L'orecchio che mi udiva, mi diceva beato; l'occhio che mi vedeva mi rendea testimonianza,12perché salvavo il misero che gridava aiuto, e l'orfano che non aveva chi lo soccorresse.13Scendea su me la benedizione di chi stava per perire, e facevo esultare il cuor della vedova.14La giustizia era il mio vestimento ed io il suo; la probità era come il mio mantello e il mio turbante.15Ero l'occhio del cieco, il piede dello zoppo;16ero il padre de' poveri, e studiavo a fondo la causa dello sconosciuto.17Spezzavo la ganascia all'iniquo, e gli facevo lasciar la preda che avea fra i denti.18E dicevo: `Morrò nel mio nido, e moltiplicherò i miei giorni come la rena;19le mie radici si stenderanno verso l'acque, la rugiada passerà la notte sui miei rami;20la mia gloria sempre si rinnoverà, e l'arco rinverdirà nella mia mano'.21Gli astanti m'ascoltavano pieni d'aspettazione, si tacevan per udire il mio parere.22Quand'avevo parlato, non replicavano; la mia parola scendeva su loro come una rugiada.23E m'aspettavan come s'aspetta la pioggia; aprivan larga la bocca come a un acquazzone di primavera.24Io sorridevo loro quand'erano sfiduciati; e non potevano oscurar la luce del mio volto.25Quando andavo da loro, mi sedevo come capo, ed ero come un re fra le sue schiere, come un consolatore in mezzo agli afflitti.

Capitolo 30

1E ora servo di zimbello a de' più giovani di me, i cui padri non mi sarei degnato di mettere fra i cani del mio gregge!2E a che m'avrebbe servito la forza delle lor mani? Gente incapace a raggiungere l'età matura,3smunta dalla miseria e dalla fame, ridotta a brucare il deserto, la terra da tempo nuda e desolata,4strappando erba salsa presso ai cespugli, ed avendo per pane, radici di ginestra.5Sono scacciati di mezzo agli uomini, grida lor dietro la gente come dietro al ladro,6abitano in burroni orrendi, nelle caverne della terra e fra le rocce;7ragliano fra i cespugli, si sdraiano alla rinfusa sotto i rovi;8gente da nulla, razza senza nome, cacciata via dal paese a bastonate.9E ora io sono il tema delle loro canzoni, il soggetto dei loro discorsi.10Mi aborrono, mi fuggono, non si trattengono dallo sputarmi in faccia.11Non han più ritegno, m'umiliano, rompono ogni freno in mia presenza.12Questa genìa si leva alla mia destra, m'incalzano, e si appianano le vie contro di me per distruggermi.13Hanno sovvertito il mio cammino, lavorano alla mia ruina, essi che nessuno vorrebbe soccorrere!14S'avanzano come per un'ampia breccia, si precipitano innanzi in mezzo alle ruine.15Terrori mi si rovesciano addosso; l'onor mio è portato via come dal vento, è passata come una nube la mia felicità.16E ora l'anima mia si strugge in me, m'hanno còlto i giorni dell'afflizione.17La notte mi trafigge, mi stacca l'ossa, e i dolori che mi rodono non hanno posa.18Per la gran violenza del mio male la mia veste si sforma, mi si serra addosso come la tunica.19Iddio m'ha gettato nel fango, e rassomiglio alla polvere e alla cenere.20Io grido a te, e tu non mi rispondi; ti sto dinanzi, e tu mi stai a considerare!21Ti sei mutato in nemico crudele verso di me; mi perseguiti con la potenza della tua mano.22Mi levi per aria, mi fai portar via dal vento, e mi annienti nella tempesta.23Giacché, lo so, tu mi meni alla morte, alla casa di convegno di tutti i viventi.24Ma chi sta per perire non protende la mano? e nell'angoscia sua non grida al soccorso?25Non piangevo io forse per chi era nell'avversità? l'anima mia non era ella angustiata per il povero?26Speravo il bene, ed è venuto il male; aspettavo la luce, ed è venuta l'oscurità!27Le mie viscere bollono e non hanno requie, son venuti per me giorni d'afflizione.28Me ne vo tutto annerito, ma non dal sole; mi levo in mezzo alla raunanza, e grido aiuto;29son diventato fratello degli sciacalli, compagno degli struzzi.30La mia pelle è nera, e cade a pezzi; le mie ossa son calcinate dall'arsura.31La mia cetra non dà più che accenti di lutto, e la mia zampogna voce di pianto.

Capitolo 31

1Io avevo stretto un patto con gli occhi miei; come dunque avrei fissati gli sguardi sopra una vergine?2Che parte mi avrebbe assegnata Iddio dall'alto e quale eredità m'avrebbe data l'Onnipotente dai luoghi eccelsi?3La sventura non è ella per il perverso e le sciagure per quelli che fanno il male?4Iddio non vede egli le mie vie? non conta tutti i miei passi?5Se ho camminato insieme alla menzogna, se il piede mio s'è affrettato dietro alla frode6(Iddio mi pesi con bilancia giusta e riconoscerà la mia integrità)7se i miei passi sono usciti dalla retta via, se il mio cuore è ito dietro ai miei occhi, se qualche sozzura mi s'è attaccata alle mani,8ch'io semini e un altro mangi, e quel ch'è cresciuto nei miei campi sia sradicato!9Se il mio cuore s'è lasciato sedurre per amor d'una donna, se ho spiato la porta del mio prossimo,10che mia moglie giri la macina ad un altro, e che altri abusino di lei!11Poiché quella è una scelleratezza, un misfatto punito dai giudici,12un fuoco che consuma fino a perdizione, e che avrebbe distrutto fin dalle radici ogni mia fortuna.13Se ho disconosciuto il diritto del mio servo e della mia serva, quand'eran meco in lite,14che farei quando Iddio si levasse per giudicarmi, e che risponderei quando mi esaminasse?15Chi fece me nel seno di mia madre non fece anche lui? non ci ha formati nel seno materno uno stesso Iddio?16Se ho rifiutato ai poveri quel che desideravano, se ho fatto languire gli occhi della vedova,17se ho mangiato da solo il mio pezzo di pane senza che l'orfano ne mangiasse la sua parte,18io che fin da giovane l'ho allevato come un padre, io che fin dal seno di mia madre sono stato guida alla vedova,19se ho visto uno perire per mancanza di vesti o il povero senza una coperta,20se non m'hanno benedetto i suoi fianchi, ed egli non s'è riscaldato colla lana dei miei agnelli,21se ho levato la mano contro l'orfano perché mi sapevo sostenuto alla porta...22che la mia spalla si stacchi dalla sua giuntura, il mio braccio si spezzi e cada!23E invero mi spaventava il castigo di Dio, ed ero trattenuto dalla maestà di lui.24Se ho riposto la mia fiducia nell'oro, se all'oro fino ho detto: `Tu sei la mia speranza',25se mi son rallegrato che le mie ricchezze fosser grandi e la mia mano avesse molto accumulato,26se, contemplando il sole che raggiava e la luna che procedeva lucente nel suo corso,27il mio cuore, in segreto, s'è lasciato sedurre e la mia bocca ha posato un bacio sulla mano28(misfatto anche questo punito dai giudici ché avrei difatti rinnegato l'Iddio ch'è di sopra),29se mi son rallegrato della sciagura del mio nemico ed ho esultato quando gli ha incòlto sventura30(io, che non ho permesso alle mie labbra di peccare chiedendo la sua morte con imprecazione),31se la gente della mia tenda non ha detto: `Chi è che non si sia saziato della carne delle sue bestie?'32(lo straniero non passava la notte fuori; le mie porte erano aperte al viandante),33se, come fan gli uomini, ho coperto i miei falli celando nel petto la mia iniquità,34perché avevo paura della folla e dello sprezzo delle famiglie al punto da starmene queto e non uscir di casa...35Oh, avessi pure chi m'ascoltasse!... ecco qua la mia firma! l'Onnipotente mi risponda! Scriva l'avversario mio la sua querela,36ed io la porterò attaccata alla mia spalla, me la cingerò come un diadema!37Gli renderò conto di tutt'i miei passi, a lui m'appresserò come un principe!38Se la mia terra mi grida contro, se tutti i suoi solchi piangono,39se ne ho mangiato il frutto senza pagarla, se ho fatto sospirare chi la coltivava,40che invece di grano mi nascano spine, invece d'orzo mi crescano zizzanie! Qui finiscono i discorsi di Giobbe.

Capitolo 32

1Quei tre uomini cessarono di rispondere a Giobbe perché egli si credeva giusto.2Allora l'ira di Elihu, figliuolo di Barakeel il Buzita della tribù di Ram, s'accese:3s'accese contro Giobbe, perché riteneva giusto se stesso anziché Dio; s'accese anche contro i tre amici di lui perché non avean trovato che rispondere, sebbene condannassero Giobbe.4Ora, siccome quelli erano più attempati di lui,5Elihu aveva aspettato a parlare a Giobbe; ma quando vide che dalla bocca di quei tre uomini non usciva più risposta, s'accese d'ira.6Ed Elihu, figliuolo di Barakeel il Buzita, rispose e disse: Io son giovine d'età e voi siete vecchi; perciò mi son tenuto indietro e non ho ardito esporvi il mio pensiero.7Dicevo: `Parleranno i giorni, e il gran numero degli anni insegnerà la sapienza'.8Ma, nell'uomo, quel che lo rende intelligente è lo spirito, è il soffio dell'Onnipotente.9Non quelli di lunga età sono sapienti, né i vecchi son quelli che comprendono il giusto.10Perciò dico: `Ascoltatemi; vi esporrò anch'io il mio pensiero'.11Ecco, ho aspettato i vostri discorsi, ho ascoltato i vostri argomenti, mentre andavate cercando altre parole.12V'ho seguìto attentamente, ed ecco, nessun di voi ha convinto Giobbe, nessuno ha risposto alle sue parole.13Non avete dunque ragione di dire: `Abbiam trovato la sapienza! Dio soltanto lo farà cedere; non l'uomo!'14Egli non ha diretto i suoi discorsi contro a me, ed io non gli risponderò colle vostre parole.15Eccoli sconcertati! non rispondon più, non trovan più parole.16Ed ho aspettato che non parlassero più, che restassero e non rispondessero più.17Ma ora risponderò anch'io per mio conto, esporrò anch'io il mio pensiero!18Perché son pieno di parole, e lo spirito ch'è dentro di me mi stimola.19Ecco il mio seno è come vin rinchiuso, è simile ad otri pieni di vin nuovo, che stanno per scoppiare.20Parlerò dunque e mi solleverò, aprirò le labbra e risponderò!21E lasciate ch'io parli senza riguardi personali, senza adulare alcuno;22poiché adulare io non so; se lo facessi, il mio Fattore tosto mi torrebbe di mezzo.

Capitolo 33

1Ma pure, ascolta, o Giobbe, il mio dire, porgi orecchio a tutte le mie parole!2Ecco, apro la bocca, la lingua parla sotto il mio palato.3Nelle mie parole è la rettitudine del mio cuore; le mie labbra diran sinceramente quello che so.4Lo spirito di Dio mi ha creato, e il soffio dell'Onnipotente mi dà la vita.5Se puoi, rispondimi; prepara le tue ragioni, fatti avanti!6Ecco, io sono uguale a te davanti a Dio; anch'io, fui tratto dall'argilla.7Spavento di me non potrà quindi sgomentarti, e il peso della mia autorità non ti potrà schiacciare.8Davanti a me tu dunque hai detto (e ho bene udito il suono delle tue parole):9`Io sono puro, senza peccato; sono innocente, non c'è iniquità in me;10ma Dio trova contro me degli appigli ostili, mi tiene per suo nemico;11mi mette i piedi nei ceppi, spia tutti i miei movimenti'.12E io ti rispondo: In questo non hai ragione; giacché Dio è più grande dell'uomo.13Perché contendi con lui? poich'egli non rende conto d'alcuno dei suoi atti.14Iddio parla, bensì, una volta ed anche due, ma l'uomo non ci bada;15parla per via di sogni, di visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando sui loro letti essi giacciono assopiti;16allora egli apre i loro orecchi e dà loro in segreto degli ammonimenti,17per distoglier l'uomo dal suo modo d'agire e tener lungi da lui la superbia;18per salvargli l'anima dalla fossa, la vita dal dardo mortale.19L'uomo è anche ammonito sul suo letto, dal dolore, dall'agitazione incessante delle sue ossa;20quand'egli ha in avversione il pane, e l'anima sua schifa i cibi più squisiti;21la carne gli si consuma, e sparisce, mentre le ossa, prima invisibili, gli escon fuori,22l'anima sua si avvicina alla fossa, e la sua vita a quelli che danno la morte.23Ma se, presso a lui, v'è un angelo, un interprete, uno solo fra i mille, che mostri all'uomo il suo dovere,24Iddio ha pietà di lui e dice: `Risparmialo, che non scenda nella fossa! Ho trovato il suo riscatto'.25Allora la sua carne divien fresca più di quella d'un bimbo; egli torna ai giorni della sua giovinezza;26implora Dio, e Dio gli è propizio; gli dà di contemplare il suo volto con giubilo, e lo considera di nuovo come giusto.27Ed egli va cantando fra la gente e dice: `Avevo peccato, pervertito la giustizia, e non sono stato punito come meritavo.28Iddio ha riscattato l'anima mia, onde non scendesse nella fossa e la mia vita si schiude alla luce!'29Ecco, tutto questo Iddio lo fa due, tre volte, all'uomo,30per ritrarre l'anima di lui dalla fossa, perché su di lei splenda la luce della vita.31Sta' attento, Giobbe, dammi ascolto; taci, ed io parlerò.32Se hai qualcosa da dire, rispondimi, parla, ché io vorrei poterti dar ragione.33Se no, tu dammi ascolto, taci, e t'insegnerò la saviezza.

Capitolo 34

1Elihu riprese a parlare e disse:2`O voi savi, ascoltate le mie parole! Voi che siete intelligenti, prestatemi orecchio!3Poiché l'orecchio giudica dei discorsi, come il palato assapora le vivande.4Scegliamo quello ch'è giusto riconosciamo fra noi quello ch'è buono.5Giobbe ha detto: `Sono giusto, ma Dio mi nega giustizia;6ho ragione, e passo da bugiardo; la mia ferita è incurabile, e sono senza peccato'.7Dov'è l'uomo che al par di Giobbe tracanni gli empi scherni come l'acqua,8cammini in compagnia de' malfattori, e vada assieme con gli scellerati?9Poiché ha detto: `Non giova nulla all'uomo l'avere il suo diletto in Dio'.10Ascoltatemi dunque, o uomini di senno! Lungi da Dio il male, lungi dall'Onnipotente l'iniquità!11Poich'egli rende all'uomo secondo le sue opere, e fa trovare a ognuno il salario della sua condotta.12No, di certo Iddio non commette ingiustizie! l'Onnipotente non perverte il diritto.13Chi gli ha dato il governo della terra? Chi ha affidato l'universo alla sua cura?14S'ei non ponesse mente che a se stesso, se ritirasse a sé il suo spirito e il suo soffio,15ogni carne perirebbe d'un tratto, e l'uomo ritornerebbe in polvere.16Se tu se' intelligente, ascolta questo, porgi orecchio alla voce delle mie parole.17Uno che odiasse la giustizia potrebbe governare? E osi tu condannare il Giusto, il Potente,18che chiama i re `uomini da nulla' e i principi: `scellerati',19che non porta rispetto all'apparenza de' grandi, che non considera il ricco più del povero, perché son tutti opera delle sue mani?20In un attimo, essi muoiono; nel cuor della notte, la gente del popolo è scossa e scompare, i potenti son portati via, senza man d'uomo.21Perché Iddio tien gli occhi aperti sulle vie de' mortali, e vede tutti i lor passi.22Non vi son tenebre, non v'è ombra di morte, ove possa nascondersi chi opera iniquamente.23Dio non ha bisogno d'osservare a lungo un uomo per trarlo davanti a lui in giudizio.24Egli fiacca i potenti, senza inchiesta; e ne stabilisce altri al loro posto;25poich'egli conosce le loro azioni; li abbatte nella notte, e son fiaccati;26li colpisce come dei malvagi, in presenza di tutti,27perché si sono sviati da lui e non hanno posto mente ad alcuna delle sue vie;28han fatto salire a lui il gemito del povero, ed egli ha dato ascolto al gemito degli infelici.29Quando Iddio dà requie chi lo condannerà? Chi potrà contemplarlo quando nasconde il suo volto a una nazione ovvero a un individuo,30per impedire all'empio di regnare, per allontanar dal popolo le insidie?31Quell'empio ha egli detto a Dio: `Io porto la mia pena, non farò più il male,32mostrami tu quel che non so vedere; se ho agito perversamente, non lo farò più'?33Dovrà forse Iddio render la giustizia a modo tuo, che tu lo critichi? Ti dirà forse: `Scegli tu, non io, quello che sai, dillo'?34La gente assennata e ogni uomo savio che m'ascolta, mi diranno:35`Giobbe parla senza giudizio, le sue parole sono senza intendimento'.36Ebbene, sia Giobbe provato sino alla fine! poiché le sue risposte son quelle degli iniqui,37poiché aggiunge al peccato suo la ribellione, batte le mani in mezzo a noi, e moltiplica le sue parole contro Dio.

Capitolo 35

1Poi Elihu riprese il discorso e disse:2Credi tu d'aver ragione quando dici: `Dio non si cura della mia giustizia'?3Infatti hai detto: `Che mi giova? che guadagno io di più a non peccare?'4Io ti darò la risposta: a te ed agli amici tuoi.5Considera i cieli, e vedi! guarda le nuvole, come sono più in alto di te!6Se pecchi, che torto gli fai? Se moltiplichi i tuoi misfatti, che danno gli rechi?7Se sei giusto, che gli dai? Che ricev'egli dalla tua mano?8La tua malvagità non nuoce che al tuo simile, e la tua giustizia non giova che ai figli degli uomini.9Si grida per le molte oppressioni, si levano lamenti per la violenza dei grandi;10ma nessuno dice: `Dov'è Dio, il mio creatore, che nella notte concede canti di gioia,11che ci fa più intelligenti delle bestie de' campi e più savi degli uccelli del cielo?'12Si grida, sì, ma egli non risponde, a motivo della superbia dei malvagi.13Certo, Dio non dà ascolto a lamenti vani; l'Onnipotente non ne fa nessun caso.14E tu, quando dici che non lo scorgi, la causa tua gli sta dinanzi; sappilo aspettare!15Ma ora, perché la sua ira non punisce, perch'egli non prende rigorosa conoscenza delle trasgressioni,16Giobbe apre vanamente le labbra e accumula parole senza conoscimento.

Capitolo 36

1Poi Elihu seguitando disse:2`Aspetta un po', io t'istruirò; perché c'è da dire ancora a pro di Dio.3Io trarrò la mia scienza da lontano e renderò giustizia a colui che m'ha fatto.4Per certo, le mie parole non son bugiarde; ti sta dinanzi un uomo dotato di perfetta scienza.5Ecco, Iddio è potente, ma non disdegna nessuno; è potente per la forza dell'intelletto suo.6Ei non lascia viver l'empio, e fa ragione ai miseri.7Non storna lo sguardo suo dai giusti, ma li pone coi re sul trono, ve li fa sedere per sempre, e così li esalta.8Se gli uomini son talora stretti da catene se son presi nei legami dell'afflizione,9Dio fa lor conoscere la lor condotta, le loro trasgressioni, giacché si sono insuperbiti;10egli apre così i loro orecchi a' suoi ammonimenti, e li esorta ad abbandonare il male.11Se l'ascoltano, se si sottomettono, finiscono i loro giorni nel benessere, e gli anni loro nella gioia;12ma, se non l'ascoltano, periscon trafitti da' suoi dardi, muoiono per mancanza d'intendimento.13Gli empi di cuore s'abbandonano alla collera, non implorano Iddio quand'ei gl'incatena;14così muoiono nel fior degli anni, e la lor vita finisce come quella dei dissoluti;15ma Dio libera l'afflitto mediante l'afflizione, e gli apre gli orecchi mediante la sventura.16Te pure ei vuol trarre dalle fauci della distretta, al largo, dove non è più angustia, e coprir la tua mensa tranquilla di cibi succulenti.17Ma, se giudichi le vie di Dio come fan gli empi, il giudizio e la sentenza di lui ti piomberanno addosso.18Bada che la collera non ti trasporti alla bestemmia, e la grandezza del riscatto non t'induca a fuorviare!19Farebbe egli caso delle tue ricchezze? Non han valore per lui, né l'oro, né tutta la possanza dell'opulenza.20Non anelare a quella notte che porta via i popoli dal luogo loro.21Guàrdati bene dal volgerti all'iniquità, tu che sembri preferirla all'afflizione!22Vedi, Iddio è eccelso nella sua potenza; chi può insegnare come lui?23Chi gli prescrive la via da seguire? Chi osa dirgli: `Tu hai fatto male?'24Pensa piuttosto a magnificar le sue opere; gli uomini le celebrano nei loro canti,25tutti le ammirano, il mortale le contempla da lungi.26Sì, Iddio è grande e noi non lo possiam conoscere; incalcolabile è il numero degli anni suoi.27Egli attrae a sé le gocciole dell'acqua; dai vapori ch'egli ha formato stilla la pioggia.28Le nubi la spandono, la rovesciano sulla folla de' mortali.29E chi può capire lo spiegamento delle nubi, i fragori che scoppiano nel suo padiglione?30Ecco, ora egli spiega intorno a sé la sua luce, or prende per coperta le profondità del mare.31Per tal modo punisce i popoli, e dà loro del cibo in abbondanza.32S'empie di fulmini le mani, e li lancia contro gli avversari.33Il rombo del tuono annunzia ch'ei viene, gli animali lo presenton vicino.

Capitolo 37

1A tale spettacolo il cuor mi trema e balza fuor del suo luogo.2Udite, udite il fragore della sua voce, il rombo che esce dalla sua bocca!3Egli lo lancia sotto tutti i cieli e il suo lampo guizza fino ai lembi della terra.4Dopo il lampo, una voce rugge; egli tuona con la sua voce maestosa; e quando s'ode la voce, il fulmine non è già più nella sua mano.5Iddio tuona con la sua voce maravigliosamente; grandi cose egli fa che noi non intendiamo.6Dice alla neve: `Cadi sulla terra!' lo dice al nembo della pioggia, al nembo delle piogge torrenziali.7Rende inerte ogni mano d'uomo, onde tutti i mortali, che son opera sua, imparino a conoscerlo.8Le bestie selvagge vanno nel covo, e stan ritirate entro le tane.9Dai recessi del sud viene l'uragano, dagli aquiloni il freddo.10Al soffio di Dio si forma il ghiaccio e si contrae la distesa dell'acque.11Egli carica pure le nubi d'umidità, disperde lontano le nuvole che portano i suoi lampi12ed esse, da lui guidate, vanno vagando nei lor giri per eseguir quanto ei loro comanda sopra la faccia di tutta la terra;13e le manda o come flagello, o come beneficio alla sua terra, o come prova della sua bontà.14Porgi l'orecchio a questo, o Giobbe; fermati, e considera le maraviglie di Dio!15Sai tu come Iddio le diriga e faccia guizzare il lampo dalle sue nubi?16Conosci tu l'equilibrio delle nuvole, le maraviglie di colui la cui scienza è perfetta?17Sai tu come mai gli abiti tuoi sono caldi quando la terra s'assopisce sotto il soffio dello scirocco?18Puoi tu, come lui, distendere i cieli e farli solidi come uno specchio di metallo?19Insegnaci tu che dirgli!... Nelle tenebre nostre, noi non abbiam parole.20Gli si annunzierà forse ch'io voglio parlare? Ma chi mai può bramare d'essere inghiottito?21Nessuno può fissare il sole che sfolgora ne' cieli quando v'è passato il vento a renderli tersi.22Dal settentrione viene l'oro; ma Dio è circondato da una maestà terribile;23l'Onnipotente noi non lo possiam scoprire. Egli è grande in forza, in equità, in perfetta giustizia; egli non opprime alcuno.24Perciò gli uomini lo temono; ei non degna d'uno sguardo chi si presume savio.

Capitolo 38

1Allora l'Eterno rispose a Giobbe dal seno della tempesta, e disse:2Chi è costui che oscura i miei disegni con parole prive di senno?3Orsù, cingiti i lombi come un prode; io ti farò delle domande e tu insegnami!4Dov'eri tu quand'io fondavo la terra? Dillo, se hai tanta intelligenza.5Chi ne fissò le dimensioni? giacché tu il sai! O chi tirò sovr'essa la corda da misurare?6Su che furon poggiate le sue fondamenta, o chi ne pose la pietra angolare7quando le stelle del mattino cantavan tutte assieme e tutti i figli di Dio davan in gridi di giubilo?8Chi chiuse con porte il mare balzante fuor dal seno materno,9quando gli detti le nubi per vestimento e per fasce l'oscurità,10quando gli tracciai de' confini, gli misi sbarre e porte,11e dissi: `Fin qui tu verrai, e non oltre; qui si fermerà l'orgoglio de' tuoi flutti?'12Hai tu mai, in vita tua, comandato al mattino? o insegnato il suo luogo all'aurora,13perch'ella afferri i lembi della terra, e ne scuota via i malvagi?14La terra si trasfigura come creta sotto il sigillo, e appar come vestita d'un ricco manto;15i malfattori sono privati della luce loro, e il braccio, alzato già, è spezzato.16Sei tu penetrato fino alle sorgenti del mare? hai tu passeggiato in fondo all'abisso?17Le porte della morte ti son esse state scoperte? Hai tu veduto le porte dell'ombra di morte?18Hai tu abbracciato collo sguardo l'ampiezza della terra? Parla, se la conosci tutta!19Dov'è la via che guida al soggiorno della luce? E la tenebra dov'è la sua dimora?20Le puoi tu menare verso i loro dominî, e sai tu bene i sentieri per ricondurle a casa?21Lo sai di sicuro! ché tu eri, allora, già nato, e il numero de' tuoi giorni è grande!...22Sei tu entrato ne' depositi della neve? Li hai visti i depositi della grandine23ch'io tengo in serbo per i tempi della distretta, pel giorno della battaglia e della guerra?24Per quali vie si diffonde la luce e si sparge il vento orientale sulla terra?25Chi ha aperto i canali all'acquazzone e segnato la via al lampo dei tuoni,26perché la pioggia cada sulla terra inabitata, sul deserto ove non sta alcun uomo,27e disseti le solitudini desolate, sì che vi germogli e cresca l'erba?28Ha forse la pioggia un padre? o chi genera le gocce della rugiada?29Dal seno di chi esce il ghiaccio, e la brina del cielo chi la dà alla luce?30Le acque, divenute come pietra, si nascondono, e la superficie dell'abisso si congela.31Sei tu che stringi i legami delle Pleiadi, o potresti tu scioglier le catene d'Orione?32Sei tu che, al suo tempo, fai apparire le costellazioni e guidi la grand'Orsa insieme a' suoi piccini?33Conosci tu le leggi del cielo? e regoli tu il dominio di esso sulla terra?34Puoi tu levar la voce fino alle nubi, e far che abbondanza di pioggia ti ricopra?35I fulmini parton forse al tuo comando? Ti dicono essi: `Eccoci qua'?36Chi ha messo negli strati delle nubi sapienza, o chi ha dato intelletto alla meteora?37Chi conta con sapienza le nubi? e gli otri del cielo chi li versa38allorché la polvere stemperata diventa come una massa in fusione e le zolle de' campi si saldan fra loro?39Sei tu che cacci la preda per la leonessa, che sazi la fame de' leoncelli40quando si appiattano nelle tane e si mettono in agguato nella macchia?41Chi provvede il pasto al corvo quando i suoi piccini gridano a Dio e vanno errando senza cibo?

Capitolo 39

1Sai tu quando le capre selvagge delle rocce figliano? Hai tu osservato quando le cerve partoriscono?2Conti tu i mesi della lor pregnanza e sai tu il momento in cui debbono sgravarsi?3S'accosciano, fanno i lor piccini, e son tosto liberate delle loro doglie;4i lor piccini si fanno forti, crescono all'aperto, se ne vanno, e non tornan più alle madri.5Chi manda libero l'onàgro, e chi scioglie i legami all'asino salvatico,6al quale ho dato per dimora il deserto, e la terra salata per abitazione?7Egli si beffa del frastuono della città, e non ode grida di padrone.8Batte le montagne della sua pastura, e va in traccia d'ogni filo di verde.9Il bufalo vorrà egli servirti o passar la notte presso alla tua mangiatoia?10Legherai tu il bufalo con una corda perché faccia il solco? erpicherà egli le valli dietro a te?11Ti fiderai di lui perché la sua forza è grande? Lascerai a lui il tuo lavoro?12Conterai su lui perché ti porti a casa la raccolta e ti ammonti il grano sull'aia?13Lo struzzo batte allegramente l'ali; ma le penne e le piume di lui son esse pietose?14No, poich'egli abbandona sulla terra le proprie uova e le lascia scaldar sopra la sabbia.15Egli dimentica che un piede le potrà schiacciare, e che le bestie dei campi le potran calpestare.16Tratta duramente i suoi piccini, quasi non fosser suoi; la sua fatica sarà vana, ma ciò non lo turba,17ché Iddio l'ha privato di sapienza, e non gli ha impartito intelligenza.18Ma quando si leva e piglia lo slancio, si beffa del cavallo e di chi lo cavalca.19Sei tu che dài al cavallo il coraggio? che gli vesti il collo d'una fremente criniera?20Sei tu che lo fai saltar come la locusta? Il fiero suo nitrito incute spavento.21Raspa la terra nella valle ed esulta della sua forza; si slancia incontro alle armi.22Della paura si ride, non trema, non indietreggia davanti alla spada.23Gli risuona addosso il turcasso, la folgorante lancia e il dardo.24Con fremente furia divora la terra. Non sta più fermo quando suona la tromba.25Com'ode lo squillo, dice: Aha! e fiuta da lontano la battaglia, la voce tonante dei capi, e il grido di guerra.26È l'intelligenza tua che allo sparviere fa spiccare il volo e spiegar l'ali verso mezzogiorno?27È forse al tuo comando che l'aquila si leva in alto e fa il suo nido nei luoghi elevati?28Abita nelle rocce e vi pernotta; sta sulla punta delle rupi, sulle vette scoscese;29di là spia la preda, e i suoi occhi miran lontano.30I suoi piccini s'abbeveran di sangue, e dove son de' corpi morti, ivi ella si trova'.

Capitolo 40

1L'Eterno continuò a rispondere a Giobbe e disse:2Il censore dell'Onnipotente vuole ancora contendere con lui? Colui che censura Iddio ha egli una risposta a tutto questo?3Allora Giobbe rispose all'Eterno e disse:4`Ecco, io son troppo meschino; che ti risponderei? Io mi metto la mano sulla bocca.5Ho parlato una volta, ma non riprenderò la parola, due volte... ma non lo farò più.6L'Eterno allora rispose a Giobbe dal seno della tempesta, e disse:7`Orsù, cingiti i lombi come un prode; ti farò delle domande e tu insegnami!8Vuoi tu proprio annullare il mio giudizio? condannar me per giustificar te stesso?9Hai tu un braccio pari a quello di Dio? o una voce che tuoni come la sua?10Su via adornati di maestà, di grandezza, rivestiti di splendore, di magnificenza!11Da' libero corso ai furori dell'ira tua; mira tutti i superbi e abbassali!12Mira tutti i superbi e umiliali! e schiaccia gli empi dovunque stanno!13Seppelliscili tutti assieme nella polvere, copri di bende la lor faccia nel buio della tomba!14Allora, anch'io ti loderò, perché la tua destra t'avrà dato la vittoria.15Guarda l'ippopotamo che ho fatto al par di te; esso mangia l'erba come il bove.16Ecco la sua forza è nei suoi lombi, e il vigor suo nei muscoli del ventre.17Stende rigida come un cedro la coda; i nervi delle sue cosce sono intrecciati insieme.18Le sue ossa sono tubi di rame; le sue membra, sbarre di ferro.19Esso è il capolavoro di Dio; colui che lo fece l'ha fornito di falce,20perché i monti gli producon la pastura; e là tutte le bestie de' campi gli scherzano intorno.21Si giace sotto i loti, nel folto de' canneti, in mezzo alle paludi.22I loti lo copron dell'ombra loro, i salci del torrente lo circondano.23Straripi pure il fiume, ei non trema; rimane calmo, anche se avesse un Giordano alla gola.24Potrebbe alcuno impadronirsene assalendolo di fronte? o prenderlo colle reti per forargli il naso?

Capitolo 41

1Prenderai tu il coccodrillo all'amo? Gli assicurerai la lingua colla corda?2Gli passerai un giunco per le narici? Gli forerai le mascelle con l'uncino?3Ti rivolgerà egli molte supplicazioni? Ti dirà egli delle parole dolci?4Farà egli teco un patto perché tu lo prenda per sempre al tuo servizio?5Scherzerai tu con lui come fosse un uccello? L'attaccherai a un filo per divertir le tue ragazze?6Ne trafficheranno forse i pescatori? Lo spartiranno essi fra i negozianti?7Gli coprirai tu la pelle di dardi e la testa di ramponi?8Mettigli un po' le mani addosso!... Ti ricorderai del combattimento e non ci tornerai!9Ecco, fallace è la speranza di chi l'assale; basta scorgerlo e s'è atterrati.10Nessuno è tanto ardito da provocarlo. E chi dunque oserà starmi a fronte?11Chi mi ha anticipato alcun che perch'io glielo debba rendere? Sotto tutti i cieli, ogni cosa è mia.12E non vo' tacer delle sue membra, della sua gran forza, della bellezza della sua armatura.13Chi l'ha mai spogliato della sua corazza? Chi è penetrato fra la doppia fila de' suoi denti?14Chi gli ha aperti i due battenti della gola? Intorno alla chiostra de' suoi denti sta il terrore.15Superbe son le file de' suoi scudi, strettamente uniti come da un sigillo.16Uno tocca l'altro, e tra loro non passa l'aria.17Sono saldati assieme, si tengono stretti, sono inseparabili.18I suoi starnuti danno sprazzi di luce; i suoi occhi son come le palpebre dell'aurora.19Dalla sua bocca partono vampe, ne scappan fuori scintille di fuoco.20Dalle sue narici esce un fumo, come da una pignatta che bolla o da una caldaia.21L'alito suo accende i carboni, e una fiamma gli erompe dalla gola.22Nel suo collo risiede la forza, dinanzi a lui salta il terrore.23Compatte sono in lui le parti flosce della carne, gli stanno salde addosso, non si muovono.24Il suo cuore è duro come il sasso, duro come la macina di sotto.25Quando si rizza, tremano i più forti, e dalla paura son fuori di sé.26Invano lo si attacca con la spada; a nulla valgon lancia, giavellotto, corazza.27Il ferro è per lui come paglia; il rame, come legno tarlato.28La figlia dell'arco non lo mette in fuga; le pietre della fionda si mutano per lui in stoppia.29Stoppia gli par la mazza e si ride del fremer della lancia.30Il suo ventre è armato di punte acute, e lascia come tracce d'erpice sul fango.31Fa bollire l'abisso come una caldaia, del mare fa come un gran vaso da profumi.32Si lascia dietro una scia di luce; l'abisso par coperto di bianca chioma.33Non v'è sulla terra chi lo domi; è stato fatto per non aver paura.34Guarda in faccia tutto ciò ch'è eccelso, è re su tutte le belve più superbe.

Capitolo 42

1Allora Giobbe rispose all'Eterno e disse:2Io riconosco che tu puoi tutto, e che nulla può impedirti d'eseguire un tuo disegno.3Chi è colui che senza intendimento offusca il tuo disegno?... Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo; son cose per me troppo maravigliose ed io non le conosco.4Deh, ascoltami, io parlerò; io ti farò delle domande e tu insegnami!5Il mio orecchio avea sentito parlar di te ma ora l'occhio mio t'ha veduto.6Perciò mi ritratto, mi pento sulla polvere e sulla cenere.7Dopo che ebbe rivolto questi discorsi a Giobbe, l'Eterno disse a Elifaz di Teman: `L'ira mia è accesa contro te e contro i tuoi due amici, perché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe.8Ora dunque prendetevi sette tori e sette montoni, venite a trovare il mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi stessi. Il mio servo Giobbe pregherà per voi; ed io avrò riguardo a lui per non punir la vostra follia; poiché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe'.9Elifaz di Teman e Bildad di Suach e Tsofar di Naama se ne andarono e fecero come l'Eterno aveva loro ordinato; e l'Eterno ebbe riguardo a Giobbe.10E quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, l'Eterno lo ristabilì nella condizione di prima e gli rese il doppio di tutto quello che già gli era appartenuto.11Tutti i suoi fratelli, tutte le sue sorelle e tutte le sue conoscenze di prima vennero a trovarlo, mangiarono con lui in casa sua, gli fecero le loro condoglianze e lo consolarono di tutti i mali che l'Eterno gli avea fatto cadere addosso; e ognuno d'essi gli dette un pezzo d'argento e un anello d'oro.12E l'Eterno benedì gli ultimi anni di Giobbe più de' primi; ed ei s'ebbe quattordicimila pecore, seimila cammelli, mille paia di bovi e mille asine.13E s'ebbe pure sette figliuoli e tre figliuole;14e chiamò la prima, Colomba; la seconda, Cassia; la terza, Cornustibia.15E in tutto il paese non c'eran donne così belle come le figliuole di Giobbe; e il padre assegnò loro una eredità tra i loro fratelli.16Giobbe, dopo questo, visse centoquarant'anni, e vide i suoi figliuoli e i figliuoli dei suoi figliuoli, fino alla quarta generazione.17Poi Giobbe morì vecchio e sazio di giorni.